Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea in Infermieristica Sezione Formativa di Ravenna – Forlì – Cotignola GUIDA ALLA TESI DI LAUREA Guida alla Tesi di Laurea A cura del Consiglio di Corso di Studi in Infermieristica Università degli Studi di Bologna, Facoltà di Medicina e Chirurgia Polo Didattico e Scientifico di Ravenna, aggiornata al 26 luglio 2012 Questa Guida alla Tesi è rivolta agli Studenti del Corso di Laurea in Infermieristica del Polo Didattico Scientifico di Ravenna con lo scopo di rendere più agevole e chiaro il percorso che lo Studente deve affrontare per arrivare al termine degli Studi. Rendere facilmente fruibili le molteplici informazioni disponibili sul sito dell’Università degli Studi di Bologna, dettare una linea coerente a quella intrapresa dagli altri Corsi delle Lauree Sanitarie e che mira ad un sensibile e progressivo innalzamento della qualità didattica dei Corsi, rendere omogenei il più possibile, pur nella doverosa specificità delle diverse Sedi formative, i percorsi formativi degli Studenti in Infermieristica dell’Università degli Studi di Bologna sono ulteriori considerazioni che ci hanno spinto a redarre questa Guida. Occorre infine ricordare che l’iniziativa è stata resa possibile grazie alla disponibilità della Presidenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia e alla sincera armonia che guida la collaborazione tra i Presidenti e i Coordinatori dei Corsi in Infermieristica di Bologna, che hanno avuto la lungimiranza di aver avviato per primi questo progetto, di Ravenna e di Rimini. A testimonianza di tale collaborazione ci fa piacere ricordare come diverse parti di questa Guida siano state tratte da quella analoga redatta dai Colleghi di Bologna. Con l’augurio che questa Guida possa spiegare, chiarire, semplificare e rendere ancora più esaltante il giorno della Laurea Gianandrea Pasquinelli -2- DEFINIZIONE La tesi è un elaborato scritto in cui viene trattato uno specifico aspetto dell'Assistenza Infermieristica. E’ uno strumento che dimostra come lo studente abbia acquisito durante il percorso curriculare adeguate capacità di autonomia, di elaborazione personale, di pensiero / riflessione, di analisi e di giudizio critico. Il lavoro prodotto impegna lo studente in un lavoro di formalizzazione, progettazione e sviluppo che contribuisce al completamento della sua formazione professionale e scientifica. PIANIFICARE L’ELABORAZIONE DELLA TESI La tesi rientra in una pianificazione formativa che si deve sviluppare a partire dal 2° anno del Cors o di Laurea. Quando ci si appresta a realizzare la tesi, è necessario avere ben presente la scaletta temporale che porterà alla produzione dell’elaborato; una tesi ha bisogno di tempo per essere realizzata (4-6 mesi). La determinazione delle fasi di avanzamento del lavoro di tesi concordate con il Relatore costituisce di per sé una importante metodologia di lavoro utile per ottimizzare i tempi. Per la Laurea in Infermieristica sono previste due sessioni di Laurea per il medesimo Anno Accademico: I Sessione e II Sessione che corrispondono rispettivamente al periodo ottobre-novembre e marzo-aprile. L’assegnazione ai laureandi del titolo della dissertazione deve avvenire 3 mesi prima della data di scadenza della domanda di laurea. DOMANDA DI LAUREA – PROVA FINALE I termini fissati per la presentazione della domanda di laurea/prova finale sono reperibili sul sito del Polo Scientifico Didattico di Ravenna, nell’area della segreteria studenti. Nella pagina http://www.poloravenna.unibo.it/Polo+Ravenna/Studenti/Procedure+amministrative/laurea.htm troverete tutte le informazioni sopra riportate. . REDAZIONE TESI DI LAUREA La redazione della tesi deve essere standardizzata. Non verranno pertanto accettate tesi di laurea redatte in modo difforme dalle seguenti prescrizioni: • Pagine di 32-35 righe, ciascuna di 65-70 caratteri di tipo prestabilito (times, courier o helvetica); • Scrittura fronte e retro – OBBLIGATORIO; • Copertina in cartoncino leggero; di colore chiaro; non lucida; • Figure e tavole in formato UNI (A4, A3); • Contenitore delle tavole adeguatamente dimensionato (A3 e spessore corretto). -3- FIGURE DI SUPPORTO ALLA REALIZZAZIONE DELLA TESI Lo Studente che si appresta a sviluppare e realizzare una tesi incontrerà nel suo percorso una figura estremamente importante: il Relatore. Il Relatore viene individuato dallo Studente tra i docenti del Corso si Laurea; il compito del Relatore è quello di dare un supporto metodologico allo Studente nel percorso della composizione della tesi supervisionando il lavoro in tutte le sue fasi; esso, inoltre, è il garante del lavoro svolto dallo Studente dal punto di vista scientifico-metodologico. In alcune circostanze, può essere coinvolta una ulteriore figura, il Correlatore, che lo Studente identifica tra le persone che lo hanno supportato principalmente nello svolgimento delle attività di Laboratorio e di Tirocinio; il Correlatore può non far parte del Consiglio di Corso di Laurea ed essere, ad esempio, un Tutor clinico, un medico di reparto, etc. Il Correlatore compare nella copertina e nel frontespizio della tesi (viene indicato subito sotto il Relatore) e partecipa alla presentazione della tesi. Il Relatore: - supporta lo Studente nella definizione e nella programmazione del lavoro di tesi - fa emergere quel carattere connotante che sarà oggetto di specifici approfondimenti nel lavoro di tesi - orienta il candidato nella ricerca della documentazione bibliografica di base - concorda con il candidato un calendario di massima degli incontri di verifica in itinere - verifica il materiale proposto dallo Studente e interviene dando indicazioni sul contenuto, sulla forma, sul metodo - controlla la coerenza qualitativa dello svolgimento del lavoro - valuta lo stato di avanzamento dell’elaborato anche rispetto ai tempi - stabilisce con lo Studente quali aspetti dovranno emergere in modo preponderante durante la presentazione e discussione della tesi Lo Studente: - è responsabile del contenuto e della presentazione della tesi - sceglie l’argomento della tesi di laurea prendendo spunto dalle attività didattiche svolte (lezioni, seminari, tirocini, laboratori); è importante che l’argomento prescelto sia circoscritto per poter permettere un valido approfondimento culturale e scientifico -4- - contatta il Relatore per chiederne la disponibilità in base all’argomento e al settore scientificodiscliplinare di afferenza del docente - informa il Coordinatore di riferimento, ai fini organizzativi, rispetto alle scelte effettuate e alla realizzazione del progetto - applica le indicazione del Relatore nella stesura del lavoro - comunica tempestivamente al Relatore l’eventuale rinuncia al progetto di tesi già concordato - comunica in tempo utile al Relatore, al Coordinatore di Corso e alla Segreteria Studenti l’eventuale rinuncia/impossibilità a laurearsi nella sessione di laurea prescelta -5- STRUTTURA DELLA TESI Linee guide per la redazione di una tesi nel formato standardizzato La redazione della tesi deve essere standardizzata. Non verranno pertanto accettate tesi di laurea redatte in modo difforme dalle seguenti prescrizioni. La tesi si articola secondo una struttura generale costituita da: - copertina - frontespizio - indice - riassunto - introduzione - elaborato - conclusioni - bibliografia - iconografia - allegati (se ve ne sono). Il testo dovrà essere redatto secondo le indicazioni sopra riportate. Sono ammesse non oltre 50 pagine, escluse le pagine comprendenti il frontespizio, l’indice, il riassunto, la bibliografia e gli allegati fuori testo. Per pagina si intende una facciata o cartella. Tutte le pagine vanno numerate in maniera progressiva utilizzando i numeri arabi che andranno posti centrati a piè pagina. I titoli delle varie sezioni (Risultati, Bibliografia, etc.) devono avere un carattere maiuscolo grassetto e di dimensioni maggiori di due punti rispetto al carattere utilizzato per il testo. Le voci di paragrafo vanno poste in grassetto minuscolo. Le voci di sottoparagrafo vanno poste in corsivo. -6- COPERTINA RILEGATURA e FRONTESPIZIO Per quanto riguarda la Rilegatura, questa viene richiesta a libro senza spirali o chiodi; si raccomanda, inoltre, di utilizzare per la Copertina un cartoncino leggero, di colore chiaro, non lucido. Il frontespizio è la prima pagina della tesi e deve riportare: - denominazione dell’Università, Facoltà e Corso di Laurea - titolo della tesi - denominazione esatta del corso integrato - nome e cognome del relatore - nome e cognome del candidato e numero matricola - Anno Accademico e sessione di laurea - la firma del Relatore Una copia dello stesso frontespizio viene utilizzata come template per comporre la copertina della tesi rilegata. Il fac-simile del frontespizio / copertina è qui riportato. ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITA’ DI BOLOGNA FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA Corso di Laurea in INFERMIERISTICA Polo Scientifico Didattico di Ravenna TITOLO DELLA TESI (IN CARATTERI DI DIMENSIONI MAGGIORI) TESI DI LAUREA IN (insegnamento o modulo didattico) Relatore: Prof. nome e cognome Correlatore: titolo nome e cognome Laureando: nome e cognome I o II SESSIONE ANNO ACCADEMICO (indicare) Titolo dell’elaborato. Il titolo è importante; deve essere, breve, conciso, facile da ricordare e informativo. Il titolo riportato nella copertina deve essere identico a quello inserito nella domanda di laurea ON LINE. -7- Firme. La firma del relatore e dello studente devono essere poste nel frontespizio. Questa pagina deve riprodurre esattamente i caratteri utilizzati per la composizione della copertina. N.B. E' vietato utilizzare il logo dell'Università di Bologna, sia nella copertina che nelle pagine della tesi; è vietato inserire immagini nella copertina e nel frontespizio della tesi. INDICE Compare immediatamente dopo il frontespizio firmato, su una pagina non numerata. Ha la finalità di fornire al lettore una rapida panoramica sull’organizzazione dei principali contenuti. La suddivisione in capitoli e l’articolazione di questi in paragrafi deve corrispondere ad una numerazione secondo una sequenza coerente: a tal fine si preferisce utilizzare i numeri arabi. Per poter ricercare rapidamente i contenuti all’interno della tesi è necessario riportare nell’indice il numero della pagina in cui inizia la singola sezione; i numeri vanno riportati alla destra della pagina e collegati alla sezione mediante dei puntini consecutivi. Esempio: 1. Titolo del capitolo …………………………………………………….. pag. 1 1.1 Titolo del paragrafo ……………………………………………….…. “ 3 1.1.1 Titolo del sottoparagrafo ………………………………………..…. “ 4 RIASSUNTO Deve essere contenuto al massimo in una pagina; ha la funzione di riassumere sistematicamente i contenuti della tesi; ha una funzione informativa circa il contesto, gli obiettivi, il disegno, l’ambito in cui si è svolto lo studio, i partecipanti, gli interventi, le principali misurazioni, i risultati e le conclusioni. INTRODUZIONE Tale sezione ha lo scopo di aiutare il lettore ad essere introdotto nei contenuti veri e propri del lavoro. Illustra sinteticamente l’argomento, gli obiettivi dell’elaborato e le ragioni di queste scelte; in questa sezione inoltre si presenta l’organizzazione dei capitoli e gli eventuali strumenti utilizzati. ELABORATO Rappresenta la parte centrale del lavoro articolato in capitolo, paragrafi ed eventualmente sottoparagrafi. Citazioni. La bibliografia deve essere inserita nel testo con le modalità proprie del formato bibliografico selezionato (vedi sezione Bibliografia). Non è consentito attribuirsi affermazioni di altri Autori. 1 Note. E’ possibile rimandare nel testo a delle note che vanno numerate progressivamente e il cui contenuto viene riportato nella stessa pagina a “piè di pagina” utilizzando un carattere più piccolo di quello utilizzato nel testo come nell’esempio qui sotto riportato. 1 Questa è una nota. -8- CONCLUSIONI Rappresentano il punto di arrivo della trattazione e contengono le conseguenze logiche delle parti precedentemente descritte; esse devono essere chiare, sintetiche e possono offrire spunti per ulteriori approfondimenti. Possono mettere in luce aspetti originali e sottolineare la presenza ed il contributo di risultati nel caso in cui siano state condotte delle indagini o siano stati presentati dati rilevanti ottenuti dallo studente per sostenere o meno il quesito di partenza. BIBLIOGRAFIA Le citazioni vanno inserite nella apposita sezione utilizzando uno dei sistemi sotto elencati; si raccomanda l’utilizzo dei formati Vancouver e Harvard in quanto in ambito disciplinare medico sono quelli maggiormente utilizzati. Harvard Style, utilizzato da riviste di Scienze di Base (BISCEGLIA, M., PERRI, F., TUCCI, A., TARDIO, M., PANNIELLO, G., VITA, G., PASQUINELLI, G. 2011. Primary Malignant Melanoma of the Esophagus: A Clinicopathologic Study of a Case With Comprehensive Literature Review. Adv Anat Pathol, 18, 235-252.) Vancouver Style, utilizzato da riviste di area medica (1. Bisceglia M, Perri F, Tucci A, Tardio M, Panniello G, Vita G, Pasquinelli G. Primary Malignant Melanoma of the Esophagus: A Clinicopathologic Study of a Case With Comprehensive Literature Review. Adv Anat Pathol. 2011 May;18(3):235-52.) Scelto il sistema di citazione bibliografica, questo deve essere utilizzato per tutto l’elaborato, sia per le citazioni nel testo e sia per la stesura bibliografica finale. Nel formato Harvard, le voci bibliografiche vengono citate nel testo ponendo il nome del primo autore e l’anno di pubblicazione, tutto tra parentesi. Esempio (Bisceglia et al., 2011). Quando più voci vengono citate assieme, devono essere separate da punto e virgola (Bisceglia et al., 2009; Bisceglia et al., 2011). Nella bibliografia i riferimenti sono ordinati in ordine alfabetico per autore e nel caso che venga citato lo stesso primo autore per più di una volta per autore e per anno; nel caso in cui lo stesso primo autore abbia effettuato due pubblicazioni citate nello stesso anno, si assegna arbitrariamente ad una pubblicazione la lettera a e alla successiva la lettera b (esempio: Bisceglia et al., 2010a; Bisceglia et al., 2010b). Nel formato Vancouver le voci bibliografiche sono numerate consecutivamente secondo l’ordine di citazione nel testo e vengono identificate all’interno dell’elaborato da numeri arabi tra parentesi; esempio di citazione nel testo secondo il formato di Vancouver (1). -9- Fonti ammesse di citazioni. Sono citabili articoli pubblicati su riviste, monografie e capitoli di libri. A seconda della tipologia della fonte citata si utilizza uno stile di citazione specifico. Articoli su rivista: Cognome ed iniziale degli Autori. Titolo per esteso del lavoro. Titolo della rivista e anno di pubblicazione; numero del volume; numero del fascicolo: prima ed ultima pagina dell’articolo. Esempio articoli su rivista. Bisceglia M, Perri F, Tucci A, Tardio M, Panniello G, Vita G, Pasquinelli G. Primary Malignant Melanoma of the Esophagus: A Clinicopathologic Study of a Case With Comprehensive Literature Review. Adv Anat Pathol. 2011 May;18(3):235-52. Monografie: Cognome e iniziale del nome degli Autori. Titolo per esteso del volume. Numero di edizione. Città sede della Casa Editrice: Editore, anno di pubblicazione. Esempio monografie. Bisceglia M. Le neoplasie del tratto gastrointestinale. Seconda edizione. Bologna. CLUEB. 1999. Capitolo di un libro scritto da autori diversi: Autore del Capitolo (cognome ed iniziale del nome). Titolo del Capitolo. In: Autore del Libro. Titolo del Libro. Città sede della Casa Editrice: Editore, anno di pubblicazione. Prima ed ultima pagina. Esempio capitolo di un libro scritto da autori diversi. Bisceglia M, Pasquinelli G. Proliferazioni quasi tumorali del tratto gastrointestinale. In: Perri F. Le neoplasie del tratto gastrointestinale. Bologna: Cooperativa Libraria Universitaria, 2000, p. 3-22. Fonti di ricerca bibliografica. I riferimenti bibliografici rappresentano la base su cui viene sviluppata la tesi; pertanto la ricerca delle varie voci bibliografiche e la loro lettura è il punto di partenza della tesi qualunque ne sia la tipologia. La ricerca del materiale bibliografico è una delle fasi iniziali della tesi nonché uno dei momenti più importanti. Come deve essere effettuata la ricerca bibliografica? Oggi giorno abbiamo a disposizione varie fonti per la ricerca bibliografica. Internet consente l’accesso alle varie banche dati elettroniche; le banche dati che devono essere consultate come fonti della ricerca bibliografica sono PubMed, prodotto dalla National Library of Medicine, National Institutes of Health, USA che consente di trovare informazioni su aree di ricerca medica, infermieristica, sistema sanitario e scienze pre-cliniche, EMBASE, prodotto da Elsevier Science, dove è possibile trovare una maggior presenza di pubblicazioni europee (anche riviste non in lingua inglese) ed un maggior orientamento verso aspetti di farmacologia e tossicologia. Se vi è necessità di avere informazioni su review sistematiche cliniche è utile consultare anche il sito della Cochrane Library e lo strumento UpToDate. Tutte queste banche dati sono accessibili in maniera semplificata dalla pagina della Biblioteca Autonoma Clinica FB Bianchi della Facoltà di Medicina e Chirurgia. E’ importante ricordare come la maggior parte delle pubblicazioni che vengono restituite da queste banche dati attualmente siano in lingua inglese. Le banche dati possono fornirvi migliaia di pubblicazioni. Come si selezionano? La selezione deve - 10 - essere effettuata mediante l’uso di parole chiave che vengono introdotte in apposite finestre. Le parole chiave sono le parole che caratterizzano la vostra tesi. Dopo l’inserimento delle parole chiave la banca dati vi fornirà un elenco di citazioni che lo studente, con l’aiuto del Relatore e/o del Correlatore, deve attentamente valutare per selezionare quelle più rilevanti per lo svolgimento della tesi. Selezionare due o tre revisioni (review) sull’argomento della tesi può costituire un buon punto di partenza. In molti casi le riviste più importanti sono scaricabili gratuitamente in altri occorre richiederle, tramite il servizio Nilde, ai servizi bibliotecari. Oltre i data-base bibliografici è possibile consultare per via elettronica anche le riviste scientifiche di vostro specifico interesse o accedere a Web biblioteche in cui poter consultare libri con interesse specifico per l’argomento da voi selezionato. Riviste con IF e citazioni da siti internet Tutte le riviste scientifiche hanno un “editorial board” costituito da un gruppo di esperti nel settore scientifico disciplinare della rivista che hanno il compito di garantire la qualità della pubblicazione; ne consegue che tra tutti i manoscritti inviati per la eventuale pubblicazione soltanto una piccola quota verrà accettata. Le riviste più prestigiose ed a maggiore diffusione nella comunità scientifica sono accomunate da un indice, Impact Factor, che esprime il numero medio di citazioni ricevute in un particolare anno dagli articoli pubblicati sulla rivista; questo indice che rappresenta un surrogato del livello scientifico della rivista, si può trovare nel sito Journal Citation Reports, che risulta anch’esso consultabile liberamente a partire dal link della Biblioteca Autonoma Clinica. Queste caratteristiche non sono garantite da fonti pubblicate su siti in cui la pubblicazione è autoreferenziata e non soggetta a nessuna verifica. Pertanto nella bibliografia bisogna attenersi solo a riviste scientifiche o libri pubblicati da Case Editrici e non fonti autoreferenziate. Il numero delle voci bibliografiche non deve essere superiore a 30. ICONOGRAFIA Deve essere strettamente pertinente al testo e migliorare e/o aiutare la comprensione dell’elaborato. L’iconografia deve essere di buona fattura e chiaramente leggibile. Si raccomanda di non redigerla su fogli pieghevoli, o eccedenti il profilo di rilegatura della tesi. L’iconografia (tabelle, figure, fotografie) va inserita nel testo dell’elaborato, nel punto più vicino possibile alla citazione del testo stesso, dove compare il riferimento (es. Figura 1, Tabella III). Le tabelle vanno progressivamente numerate con numero romano e devono riportare vicino al numero il titolo; numero e titolo vanno posti sopra la tabella stessa (es. Tabella I. Export Validità Results). Le figure/fotografie vanno progressivamente numerate con numero arabo e devono riportare il numero e la didascalia sotto la figura stessa (es. Figura 1. Ustione di primo grado). - 11 - N.B. Le foto di persone non devono permettere mai l’identificazione del soggetto. Le figure e tabelle tratte da testi o riviste, devono essere accompagnate necessariamente dalla bibliografia di riferimento, preceduta da “Tratta da…..”. Se modificate, rispetto all’originale, vanno accompagnate dalla dicitura “Adattata da…”. ALLEGATI Non sono necessariamente previsti, rappresentano una breve raccolta di documenti o di strumenti utilizzati nella tesi e servono per una migliore comprensione del lavoro. Vanno posti alla fine dell’elaborato, preceduti da una pagina denominata ALLEGATI. Sono numerati con numero arabo (Allegato 1, Allegato 2, etc). Nel testo devono comparire i riferimenti agli allegati (es. “lo strumento utilizzato per la raccolta dati è il NWI (Allegato 1)” oppure “per maggiori dettagli sulla elaborazione dei dati si veda l’Allegato 2”. RINGRAZIAMENTI Alla fine della tesi è possibile inserire una sezione in cui vengono effettuati i ringraziamenti. Questi vanno riferiti alle persone che il candidato ritenga siano state importanti nello svolgimento delle tappe che hanno prodotto l’elaborato e nel percorso formativo universitario. Non devono comparire nelle copie destinate alla segreteria e alla commissione.. - 12 - TIPOLOGIE DI TESI L’oggetto della tesi deve essere rilevante per l’Infermieristica e pertanto gli argomenti scelti possono riguardare tutti i suoi ambiti disciplinari ovvero l’attività clinico-assistenziale, relazionale, educativa, preventiva, di riabilitazione, concettuale e di organizzazione ed altri campi ancora. In rapporto alle modalità con cui si affronta l’argomento prescelto, è possibile distinguere fra due differenti tipologie di tesi: Case Report Problem solving Punteggio da 1 a 4 TIPOLOGIE Studi osservazionali Rassegna della letteratura Punteggio da 1 a 7 Prima tipologia di tesi: - Case Report : sono elaborati sviluppati con l’obiettivo di fornire una migliore comprensione di particolari casi clinici o esperienze assistenziali analizzati criticamente con il supporto della letteratura; - Problem solving: sono elaborati finalizzati alla realizzazione di proposte e/o strumenti per la gestione di un problema clinico-assistenziale specifico del contesto dal quale origina. Seconda tipologia di tesi: - Studi osservazionali: rientrano in questa tipologia le indagini di tipo quantitativo e qualitativo che contribuiscono a sviluppare nuove conoscenze attinenti al campo dell’infermieristica; - Rassegna della letteratura: Si tratta di elaborati finalizzati alla sintesi critica dei principali lavori prodotti in letteratura su un dato argomento che lo studente arricchisce nei contenuti con il suo contributo critico. Ciascuna tipologia di elaborato è organizzata secondo i requisiti generali descritti di seguito: Case Report e Problem Solving TITOLO Breve e pertinente al processo assistenziale che si vuole trattare INDICE RIASSUNTO Sintesi del problema, obiettivi, pianificazione, interventi, indicatori di risultato atteso - 13 - a) PROBLEMA Descrizione del problema, del contesto assistenziale e implicazioni per l’esercizio della professione infermieristica b) OBIETTIVI - Esplicitare i risultati attesi rispetto al fenomeno e alle manifestazioni del problema; - Scansione temporale dei risultati attesi in base alle tappe del processo di risoluzione del problema. c) PIANIFICAZIONE STRATEGICA DEGLI INTERVENTI - Esplicitare quali strategie organizzative e/o assistenziali mettere in atto per la risoluzione del/dei problema/i; - Contestualizzare le strategie e gli interventi in realtà operative, evidenziandone le caratteristiche utili alla fattibilità della pianificazione; - Evidenziare e ipotizzare eventuali interventi di supporto (es. formazione, modelli organizzativi, cambiamenti …). d) FATTIBILITA’ - Descrivere gli elementi che facilitano o ostacolano il raggiungimento dei risultati auspicati; - Descrivere gli elementi di efficienza ed efficacia clinica e/o organizzativa. e) VALUTAZIONE - Descrivere gli strumenti per la valutazione del progetto, evidenziandone gli indicatori, gli standard, i tempi, il sistema informativo, la destinazione dei dati e i processi di miglioramento. f) CONCLUSIONI g) BIBLIOGRAFIA Rassegna della letteratura TITOLO Permette di identificare la revisione sistematica INDICE RIASSUNTO Utilizza un formato strutturato (IMRAD): obiettivo, fonte dei dati, metodo della revisione, risultati, conclusioni Parole chiave (Keywords) - 14 - a) ANALISI DEL PROBLEMA - Rilevanza clinica e/o organizzativa del problema; - Razionale convincente per la formulazione del quesito; - La motivazione per la conduzione della revisione sistematica; - Chiara declinazione degli obiettivi. b) MATERIALI E METODI - Strategia di ricerca: dettaglio delle fonti utilizzate ed eventuali criteri di restrizione come gli anni considerati, lo stato della pubblicazione o la lingua delle pubblicazioni; - Criteri per la selezione degli studi: criteri di inclusione e di esclusione; - Criteri per la valutazione della validità: descrivere i processi e i criteri utilizzati per valutare la qualità degli studi inclusi nell’elaborato ed i loro risultati; - Criteri per l’estrazione dei dati: eventuale descrizione del processo utilizzato per estrarre i dati dagli studi selezionati nell’elaborato; - Caratteristiche degli studi: tipi di disegno di studio inclusi, tipologia dei partecipanti e le loro caratteristiche, gli interventi e gli esiti misurati; - Sintesi quantitativa dei dati: eventuale analisi statistica dei dati rilevati pertinenti ai quesiti e agli obiettivi. c) RISULTATI - Sintesi dei risultati ivi riprodotti e risposta ai quesiti iniziali in coerenza con gli obiettivi dello studio. d) DISCUSSIONE - Valutazione critica della letteratura esaminata; - Limiti e punti di forza dello studio effettuato; - Potenziale applicazione in un contesto specifico con verosimili ricadute per la buona pratica professionale. e) BIBLIOGRAFIA Per approfondimenti: Moher D, Cook DJ, Eastwood S, Olkin I, Drummond R, Stroup FS. Improving the Quality of reports of meta-analyses of randomised controlled trial: the QUOROM statement. The Lancet 1999;354:1896-1900. Studi osservazionali TITOLO Indicare il disegno dello studio nel titolo, con il termine usato all’interno dell’elaborato. - 15 - INDICE RIASSUNTO Analisi del problema, materiali e metodo, risultati, discussione e conclusioni Parole chiave (Keywords) a) PROBLEMA - Definizione del problema; - Background e stato dell’arte: citare e commentare le pubblicazioni recenti, pertinenti, direttamente collegate al problema, senza indugiare in una revisione della letteratura troppo dettagliata. - Definizione degli obiettivi e domande di ricerca. b) MATERIALI E METODI - Disegno di studio: presentare gli elementi fondamentali del disegno di studio; - Contesto: descrivere il contesto, le sedi e le date rilevanti, compresi i periodi di reclutamento, d’esposizione, di follow-up e raccolta dati; - Partecipanti: selezione e descrizione dei soggetti considerati, compresi i criteri di inclusione o esclusione. E’ necessario giustificare le variabili scelte e indicare come sono state valutate; - Fonte dei dati /rilevazione: descrivere le caratteristiche dello strumento di indagine, le fonti dei dati ed esporre dettagliatamente i metodi di valutazione (rilevazione); - Errori sistematici (bias): descrivere tutti gli sforzi volti a considerare le possibili fonti di errori sistematici; - Metodi statistici: descrizione dei metodi statistici utilizzati ed analisi dei dati. c) RISULTATI - Riassumere i principali risultati auspicati, in rapporto ai quesiti ed ipotesi; d) DISCUSSIONE - Limiti: discutere i limiti dello studio in relazione anche ai possibili bias identificati; - Interpretazione: fornire una prudente interpretazione sui risultati auspicati e sulle verosimili implicazioni per la pratica professionale; - Generalizzabilità: discutere se lo studio può fornire risultati generalizzabili e quindi fornire possibili raccomandazioni. e) BIBLIOGRAFIA - Le citazioni e la bibliografia devono essere congruenti e correttamente inseriti all’interno del progetto. Per approfondimenti: Vandenbroucke JP, Elm EV, Altman DG, Gøtzsche PC, Mulrow CD, Pocock SJ, Poole C, Schlesselman JJ, Egger M. Strengthening the Reporting of Observational Studies in Epidemiology (STROBE): Explanation and Elaboration. Annals Internal Medicine 2007;147:163 - 194. - 16 - PRESENTAZIONE DELLA TESI La presentazione della tesi avviene mediante l’ausilio di diapositive o di altro materiale audiovisivo o può essere svolta mediante semplice esposizione orale che non prevede l’utilizzo di ulteriori supporti. Qualora si decida di utilizzare le diapositive si raccomanda di utilizzare il formato PowerPoint e di utilizzare il modello dell’Università degli Studi di Bologna sotto riportato; il modello può essere scaricato dal sito del Corso di Laurea, oppure richiesto alla segreteria didattico organizzativa [email protected]. Il tempo dedicato alla presentazione orale della tesi per ogni Studente è di 5 minuti a cui potrà seguire una breve discussione stimolata dal Presidente o dai componenti della Commissione per chiarimenti o approfondimenti sulla presentazione orale o sull’elaborato. Il numero delle diapositive utilizzabili è 7, compresa la prima e l’ultima. Svolgimento della prova Il candidato viene chiamato dal Presidente al tavolo della Commissione secondo l’ordine previsto e, se è in possesso di materiale audiovisivo, lo gestisce autonomamente utilizzando un apposito computer. L’esposizione della presentazione deve permettere alla Commissione di comprendere adeguatamente il lavoro svolto dallo Studente ed apprezzarne in particolare il metodo, i contenuti e le conclusioni. L’esposizione è pubblica e pertanto chiunque interessato può parteciparvi; tuttavia è necessario ricordare che tutti i partecipanti devono mantenere un comportamento consono alla occasione; quindi è necessario che la partecipazione alla discussione della Tesi sia silenziosa e rispettosa di tutti i partecipanti; si raccomanda di evitare inoltre qualsiasi manifestazione di consenso al termine di ciascuna presentazione, riservando ogni manifestazione di gioia per il raggiungimento della Laurea da parte dello studente alla fase di proclamazione e non alla presentazione della tesi. - 17 - Esempio di formato utilizzabile per presentazioni da parte degli Studenti UniBo. Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2012 - 18 -