Ministero dell’Interno
Dipartimento dei Vigili del Fuoco,
del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile
CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO
IMPIANTI DI SPEGNIMENTO AD IDRANTI
UNI 10779
Comando Rieti, maggio 2010
8
1
8
UNI 10779
Protezione attiva
Reti di idranti
O
O
I
S
D
R
U
O
T
S
C
A
I
P
O
C
Eventuale Riserva idrica
+
Gruppo Pompe
Acquedotto
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1
8
UNI 10779
La progettazione
O
O
I
S
D
R
U
O
T
S
C
A
I
P
O
C
Protezione attiva
Classificazione del livello di
pericolosità
Posizionamento degli apparecchi
Interni e/o esterni
Lay – out Tubazioni
interne e/o esterne
Scelta delle apparecchiature
Calcolo Idraulico
Definizione dell’alimentazione idrica
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1
8
UNI 10779
Aree di livello 1
Il livello di pericolosità
O
O
I
S
D
R
U
O
T
S
C
A
I
P
O
C
Protezione attiva
Le aree di livello 1 corrispondono in buona parte a quelle definite
di classe LH e OH 1 dalla UNI EN12845,
PROTEZIONE PROTEZIONE
INTERNA
ESTERNA
DURATA
2 IDRANTI CON 120 L/MIN
CAD E PRESSIONE
RESIDUA NON MINORE DI
0,2 MPa
OPPURE
4 NASPI CON 35 L/MIN
CAD E PRESSIONE
RESIDUA NON MINORE DI
0,2 MPa
GENERALMENTE
NON PREVISTA
≥ 30MIN
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UNI 10779
Aree di livello 2
Il livello di pericolosità
O
O
I
S
D
R
U
O
T
S
C
A
I
P
O
C
Protezione attiva
Le aree di livello 2 corrispondono in buona parte a quelle definite di
classe OH 2, 3 e 4 dalla UNI EN 12845.
PROTEZIONE
INTERNA
3 IDRANTI CON 120 L/MIN
CAD E PRESSIONE
RESIDUA NON MINORE DI
0,2 MPa
OPPURE
4 NASPI CON 60 L/MIN CAD
E PRESSIONE RESIDUA
NON MINORE DI 0,3 MPa
PROTEZIONE
ESTERNA
DURATA
4 ATTACCHI DN 70 CON
300 L/MIN CADAUNO E
PRESSIONE RESIDUA
NON MINORE DI 0,3MPa
≥ 60MIN
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UNI 10779
Aree di livello 3
Il livello di pericolosità
O
O
I
S
D
R
U
O
T
S
C
A
I
P
O
C
Protezione attiva
Nota Le aree di livello 3 corrispondono in buona parte a quelle definite
di classe HH dalla UNI EN 12845,
PROTEZIONE PROTEZIONE
INTERNA
ESTERNA
4 IDRANTI CON 120
L/MIN CAD E
PRESSIONE RESIDUA
NON MINORE DI 0,2
MPa
OPPURE
6 NASPI CON 60 L/MIN
CAD E PRESSIONE
RESIDUA NON MINORE
DI 0,3 MPa
6 ATTACCHI DN 70
CON 300 L/MIN
CADAUNO E
PRESSIONE
RESIDUA NON
MINORE DI 0,4MPa
DURATA
≥ 120MIN
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UNI 10779
Posizionamento degli apparecchi
O
O
I
S
D
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S
C
A
I
P
O
C
Protezione attiva
IDRANTI A MURO E NASPI
•
Devono coprire ogni parte dell’attività
•
Ogni apparecchio non protegga più di 1000
m2
•
Ogni punto dell’area protetta disti al
massimo 20 m per idranti a muro e 30 m
per naspi .
20
•
Posizionati in punti visibili e facilmente
accessibili
•
5.3 Lunghezza massima (da UNI EN 671/2)
La lunghezza elementare di tubazione non deve essere
maggiore di 20 m, tranne nei casi in cui i regolamenti
permettono lunghezze maggiori.
30
20
30
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8
UNI 10779
Posizionamento degli apparecchi
O
O
I
S
D
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U
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T
S
C
A
I
P
O
C
Protezione attiva
IDRANTI A COLONNA
• Distanza Massima Fra Loro = 60 m
• Installati, Se Possibile In Corrispondenza Degli Ingressi
• Distanza Dalle Pareti Perimetrali Dell’edificio, Fra i 5 e i 10
m
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UNI 10779
Protezione attiva
Posizionamento degli apparecchi
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O
C
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UNI 10779
Posizionamento degli apparecchi
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S
C
A
I
P
O
C
Protezione attiva
La caratteristica più importante è
l’affidabilità dell’impianto.
-
L’anello è sempre preferibile,
con almeno 3 valvole
-La rete esterna dovrebbe essere
distinta da quella interna, per
poter essere sezionata in caso
di danneggiamento .
-Le tubazioni devono tenere conto
di problemi di gelo, area sismica
,attraversamento di pareti
tagliafuoco, ecc.
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UNI 10779
Scelta degli apparecchi
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I
S
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T
S
C
A
I
P
O
C
Protezione attiva
Dal 1 Aprile 2004 possono essere commercializzati soltanto
prodotti marcati CE con i seguenti obblighi per gli attori coinvolti
nelle diverse fasi del processo:
• I committenti dovranno chiedere l’impiego di prodotti marcati
CE;
• I produttori dovranno immettere sul mercato solo prodotti
marcati CE;
• I progettisti dovranno prescrivere solo prodotti marcati CE
• Le imprese di costruzione dovranno realizzare opere
impiegando prodotti marcati CE
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UNI 10779
Scelta degli apparecchi
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P
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C
Protezione attiva
Numero
identificativo
Organismo
notificato
Numero
identificativo
produttore
Valori pressione
portata, da cui si
ricava K minimo
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UNI 10779
Scelta degli apparecchi
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A
I
P
O
C
Protezione attiva
La Norma definisce i requisiti necessari affinché un
idrante/naspo possa:
• Essere utilizzato efficacemente da un solo
operatore
• Abbia una lunga durata di esercizio
• Non necessiti di un’eccessiva manutenzione
• Eroghi un getto continuo immediatamente
disponibile
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UNI 10779
Protezione attiva
Scelta degli apparecchi
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C
A
I
P
O
C
La scelta dell’idrante a muro /naspo
È fatto su due parametri
1)
2)
Idraulico, in relazione del livello di pericolosità
scegliendo il prodotto in funzione del K fornito (al
punto d’attacco)
Funzionale, in relazione al luogo dove si intende
posizionarlo
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UNI 10779
Protezione attiva
Scelta degli apparecchi
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C
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P
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C
punto di attacco dell’idrante /naspo
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UNI 10779
Scelta degli apparecchi
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P
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C
Protezione attiva
La legislazione italiana attuale prevede per i naspi delle portate di 35
l/min e 60 l/min a seconda delle aree di rischio e per gli idranti a
muro delle portate di 120 l/min.
E’ indispensabile pertanto richiedere al fornitore e specificare nei
capitolati tecnici di appalto il coefficiente caratteristico di erogazione
K.
Tenendo conto della formula che correla la portata Q alla pressione
residua P all’ingresso , sarà facile determinare la corretta
funzionalità dell’attrezzatura.
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UNI 10779
Scelta degli apparecchi
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P
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C
Protezione attiva
Portate minime e valore K minimo in funzione della pressione
UNI EN 671671-1:2003 - Sistemi equipaggiati con tubazioni
Naspi antincendio con tubazioni semirigide
Diametro dell’ugello o
diametro equivalente
(mm)
4
5
6
7
8
9
10
12
Portata minima Ql/min
P = 0,2 MPa
12
18
24
31
39
46
59
90
P = 0,4 MPa
18
26
34
44
56
66
84
128
Coefficiente K
P = 0,6 MPa
22
31
41
53
68
80
102
156
9
13
17
22
28
33
42
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UNI 10779
Scelta degli apparecchi
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A
I
P
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C
Protezione attiva
K PER NASPI ANTINCENDIO
PRESTAZIONE
NORMALE
PRESTAZIONE
ELEVATA
Q=35 L/MIN min A 2 BAR min.
Q = 60 L/MIN min. A 3 BAR min.
K =24,75
K = 34,65
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UNI 10779
Protezione attiva
Scelta degli apparecchi
Portate minime e valore K minimo in funzione della pressione
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S
C
A
I
P
O
C
UNI EN 671671-2:2003 - Sistemi equipaggiati con tubazioni
Idranti a muro con tubazioni flessibili
Diametro equivalente
(mm)
9
10
11
12
13
*
*
P = 0,2 MPa
*
65
* 78
* 96
102
120
Portata minima Ql/min
P = 0,4 MPa
*
92
* 110
* 136
144
170
Coefficiente K
P = 0,6 MPa
113
135
* * 167
176
208
46
55
68
72
85
Valori portata minima rettificati secondo edizione 2006
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UNI 10779
Scelta degli apparecchi
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S
C
A
I
85
P
O
C
Protezione attiva
K MINIMO PER IDRANTI A MURO
Q = 120 L/MIN min. A 2 BAR min.
K MINIMO
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UNI 10779
Scelta degli apparecchi
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S
C
A
I
P
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C
Protezione attiva
IDRANTI A MURO:
TABELLA DN DELLA LANCIA - PRESSIONI MINIME ALLA
VALVOLA DI INTERCETTAZIONE PER OTTENERE 120 L/MIN
DN 9
0,68 MPa
DN 10
0,48 MPa
DN 11
0,31 MPa
DN 12
0,27 MPa
DN 13
0,20 MPa
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UNI 10779
Protezione attiva
Considerazione sugli apparecchi
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P
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C
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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S
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I
P
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C
Protezione attiva
IDRANTI SOPRASUOLO E SOTTOSUOLO
Idranti soprasuolo devono essere conformi alla
UNI-EN14384 -2006
Idranti sottosuolo devono essere conformi alla UNIEN14339 -2006
Cassette corredo idrante complete delle
attrezzature minime per il funzionamento
dell’idrante stesso (UNI 10779-07)
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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S
D
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S
C
A
I
P
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C
Protezione attiva
IDRANTI A COLONNA SOPRASUOLO
La norma specifica i requisiti minimi, i metodi di prova ,
e la valutazione di conformità per gli
Idranti a colonna soprasuolo per antincendio:
•
•
•
•
•
•
Da installarsi in reti di distribuzione dell’acqua
Aventi dimensioni DN 80,DN 100,DN150
Per pressioni massime di esercizio pari a PN16 .
Dotati di attacco di alimentazione verticale oppure orizzontale,
Forniti di attacchi di presa con uscite conformi alle normative
nazionali
I requisiti nazionali sono indicati nell’appendice NA
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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S
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C
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I
P
O
C
Protezione attiva
IDRANTI A COLONNA SOPRASUOLO
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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C
A
I
P
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C
Protezione attiva
IDRANTI A COLONNA SOPRASUOLO
Termini e definizioni dall’allegato Nazionale
NA. 3.1. profondità di interro: Distanza tra l’indicazione del livello del
suolo e l’asse del foro del sistema di scarico.
NA. 3.2. attacco di prelievo: Attacco dell’idrante preposto solitamente
alla connessione dell’autocisterna, dal quale viene prelevata acqua
dall’idrante allo scopo di riempire l’autocisterna di acqua.
NA. 3.3. attacco di uscita: Attacco dell’idrante preposto solitamente
alla connessione delle manichette antincendio,dal quale viene
prelevata acqua dall’idrante per alimentare le lance antincendio
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8
UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
Protezione attiva
La “profondità di interro”
dell’idrante deve essere
definita dal progettista sulla
base di oggettive valutazioni
relative alle condizioni
ambientali onde evitare il
pericolo di gelo.
La profondità di interro minima
deve essere di 300 mm.
Riferimenti normativi:
300 mm minima
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I
P
O
C
Dimensioni:
UNI 810 : per gli attacchi a vite
UNI 7421: Tappi per valvole e raccordi
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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S
C
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I
P
O
C
Protezione attiva
7.1.8 Tubazioni interrate
Le tubazioni interrate devono essere installate in
conformità alla specifica normativa di riferimento,
ove disponibile. Devono essere seguite almeno le
indicazioni seguenti:
-Le tubazioni interrate devono essere installate
tenendo conto della necessità di protezione dal
gelo e da possibili danni meccanici; in generale la
profondità di posa non deve essere minore
di 0,8 m dalla generatrice superiore
della tubazione.
-Laddove ciò non fosse possibile, occorrerà adottare
protezioni meccaniche e dal gelo appositamente
studiate. In ogni caso, deve essere prestata
particolare attenzione nel caso di tubazioni di
materiale non ferroso.
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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O
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S
C
A
I
P
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C
Protezione attiva
Dotazione minima cassette corredo idrante soprasuolo
• In prossimità di ciascun idrante deve essere prevista
almeno una dotazione a corredo.
• Tali dotazioni devono essere ubicate
in prossimità degli idranti ,in apposite
cassette di contenimento , o conservate
in una o più postazioni accessibili
in sicurezza.
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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C
Protezione attiva
Dotazione minima cassette corredo idrante soprasuolo
Tratto di tubazione DN 70 a norma
UNI 9487-06 completa di raccordi
UNI 804.
Lancia erogazione a controllo di
getto
Chiave di manovra pentagonale
Chiave per raccordi
Sella di sostegno
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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I
P
O
C
Protezione attiva
ATTACCHI DI MANDATA PER AUTOPOMPA
in Linea
in Derivazione
Tipo Conforme alla Norma
Solo per immissione acqua
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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S
D
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T
S
C
A
I
P
O
C
ATTACCHI DI MANDATA PER AUTOPOMPA
Protezione attiva
•
Attacco di immissione con girello con diametro non minore di DN 70
protette a mezzo di tappi maschio fil. UNI 810
contro l’ingresso di corpi estranei nel sistema.
Nel caso di più attacchi prevedere una valvola
di sezionamento per ogni attacco.
•
•
•
•
•
Valvola di sicurezza tarata a 1,2 MPa
Valvola di non ritorno
Valvola di intercettazione
Segnaletica (UNI 10779 par. 7.7)
Importante: in caso di possibilità di gelo prevedere dispositivo di drenaggio
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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P
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C
Protezione attiva
PROTEZIONI PER ATTACCHI DI MANDATA PER AUTOPOMPA
E’ consigliato proteggere da urti e da altri
danni meccanici l’attacco di mandata per
autopompa con una cassetta di
dimensioni adeguate accessibile in modo
agevole e sicuro.
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
Protezione attiva
Tubazioni Fuori terra
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C
• Devono essere metalliche
• UNI EN 10255 serie L senza asportazione di materiale (es.
saldatura)
• UNI EN 10255 serie M se si vuole usare giunzioni filettate
• Se DN > 100 EN 10224 ma con spessori minimi
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UNI 10779
Protezione attiva
Le apparecchiature delle reti
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P
O
C
Ammesse altri tipi di tubazione purchè garantiscano resistenza
meccanica e alla corrosione. Inoltre devono rispettare gli spessori
minimi del prospetto 2.
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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P
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C
Protezione attiva
Tubazioni interrate
Il requisito comune è la resistenza alla corrosione, oltre quella
meccanica.
Acciaio: UNI EN 10224 per DN >= 100 e spessori minimi del
prospetto III
UNI EN 10225 serie M per DN < 100 ma PROTETTE.
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UNI 10779
Protezione attiva
Le apparecchiature delle reti
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S
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C
Plastica: PN min 1.2 MPa e conformi a UNI EN 1220, UNI EN
13244, UNI EN ISO 15494, UNI EN 1452, UNI EN ISO 15493, UNI
9032, UNI EN ISO 14692.
Ghisa: PN min 1.2 MPa e conformi a UNI EN 545
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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Protezione attiva
Installazione delle tubazioni
1. Garantire la possibilità di manutenere l’impianto senza mettere fuori
uso tutti i terminali (obbligatorio per impianti oltre 4 idranti/naspi) rete ad anello, valvole di intercettazione appositamente predisposte.
2. Tenere conto della sismicità del territorio: giunti flessibili, passaggio
attraverso strutture che garantiscano gioco sufficiente, impedire
comunque che i movimenti siano tali da determinare la rottura
dell’impianto.
3. Considerare il pericolo di gelo: prevedere serpentine, coibentazioni o
liquido antigelo nel caso di tubazioni fuori terra in ambienti dove è
possibile la formazione di ghiaccio all’interno delle tubazioni (min.
4°C).
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UNI 10779
Protezione attiva
Le apparecchiature delle reti
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C
4. Fare in modo che le tubazioni siano il più possibile raggiungibili per
manutenzione, ma allo stesso tempo non siano alla portata di
danneggiamenti per passaggio di macchine o attrezzature. Evitare il
passaggio in locali ad alto pericolo di incendio, evitare quanto più
possibile l’attraversamento di strutture di compartimentazione: nel
caso la compartimentazione REI deve essere mantenuta (collari,
schiume isolanti, ecc.)
5. Stare attenti alla tenuta strutturale dei pesi derivanti (a tubo pieno).
6. Le tubazioni interrate devono avere una profondità di posa dal
terreno di almeno 0.8 m. Normalmente si usano tubazioni in
materiale non ferroso (es. polietilene UN 10910).
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
Protezione attiva
Sostegni tubazioni
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C
I sostegni devono garantire la stabilità dell’impianto in qualunque condizione, a impianto fermo
oppure attivo.
- No sostegni aperti;
- No graffe elastiche;
- No sostegni saldati o ancorati direttamente alle
giunzioni;
Esistono diversi tipi di sostegni, da utilizzare secondo le esigenze di staffaggio al soffitto o comunque
a strutture presenti nei locali. Il prospetto 1 della norma UNI ci dice le caratteristiche geometriche
minime dei sostegni per garantire stabilità all’impianto, in funzione del diametro supportato.
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UNI 10779
Protezione attiva
Le apparecchiature delle reti
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C
IN GENERALE OCCORRE INSERIRE UN SOSTEGNO
OGNI 4 M. PER TUBI FINO A DN 65 E OGNI 6 M.
PER DIAMETRI SUPERIORI. ECCEZIONE I TUBI FINO A 0.60 m
E LE VERTICALI FINO AD 1 m
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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Protezione attiva
Valvole Intercettazione
Valvole di intercettazione conformi alla UNI 6884 (a saracinesca alla UNI 7125),
indicante posizione aperta/chiusa. Esse devono essere posizionate in modo tale
che siano:
1. ACCESSIBILI E SEGNALATE ADEGUATAMENTE.
2. SE IN POZZETTO, NON OSTACOLATE NELL’UTILIZZO
3. SEMPRE APERTE (BLOCCATE O CONTROLLATE CON
DISPOSITIVI A DISTANZA (es. ELETTRICI)
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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Protezione attiva
LANCE EROGATRICI
Ogni lancia deve permettere le
seguenti regolazioni di getto:
• Chiusura getto
• Getto frazionato e/o
• Getto pieno
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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Protezione attiva
Le lance possono essere:
a leva
a rotazione
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
Protezione attiva
•
•
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C
Le lance possono essere a leva o a rotazione e l’erogazione del getto
frazionato può essere:
A velo diffuso (laminare) con angolo di erogazione fisso di 90° ± 5°
(solo in Francia)
• A forma di cono con angolo di erogazione non minore di 45°
La norma stabilisce inoltre la gittata effettiva minima:
Getto pieno: 10 m
Getto frazionato a velo diffuso: 6 m
Getto frazionato a forma di cono: 3 m
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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Protezione attiva
Tubazione flessibile DN 45
La tubazione flessibile deve essere conforme alla
EN 14540:04 (UNI EN 14540:06),
il diametro della tubazione non può essere
maggiore di 52 mm,
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UNI 10779
Protezione attiva
Le apparecchiature delle reti
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PARAMETRO
EN 14540
UNI 9487
Pressione di scoppio
≥ 4,5 MPa
≥ 4,2 MPa
Pressione di collaudo
2,25 MPa
2,4 MPa
Resistenza al distacco (tra il
rivestimento impermeabilizzante
e la calza tessile)
≥ 25 N
≥ 15 N
Invecchiamento
14 gg.
7 gg.
Resistenza al distacco dopo
l’invecchiamento
≥ 22,5 N
≥ 12 N
Resistenza allo scoppio dopo
l’invecchiamento
Angolo di torsione sotto
pressione
≥ 3,375 MPa
e
comunque non
decrescere oltre il 25
% del valore di
scoppio
No antioraria e max
100°/m
≥ 3,2 MPa
No antioraria
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UNI 10779
Protezione attiva
Le apparecchiature delle reti
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Vengono modificate inoltre le metodologie di prova
relative a:
- Resistenza alle alte temperature
- Resistenza alle basse temperature
E’ stata inserita una prova di resistenza allo scoppio
con piegatura strozzata.
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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Protezione attiva
MARCATURA TUBAZIONE FLESSIBILE DN 45
Ogni lunghezza di tubazione deve riportare in modo leggibile ed
indelebile le seguenti informazioni minime, almeno due volte , alle
estremità:
• Nome e/o marchio del fabbricante
• Numero e data della presente norma europea
• Il diametro interno
• La pressione massima di esercizio in MPa (bar)
• Trimestre ed anno di fabbricazione
• Temperatura di prova se minore di -20°C
• Il numero di approvazione e l’ente certificatore o il suo
riferimento,dove applicabile
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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Protezione attiva
TUBAZIONE FLESSIBILE DN 70
Nuova edizione della UNI 9487-2006
per Tubazioni flessibili antincendio DN 70
per pressioni di esercizio fino a 1,2 MPa,
da impiegarsi nelle reti idriche antincendio.
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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Protezione attiva
Marcatura TUBAZIONE flessibile DN 70
Ogni tubazione flessibile deve riportare, in modo leggibile
ed indelebile, i seguenti dati di identificazione:
•
Nome del costruttore;
•
Riferimento alla presente norma;
•
Diametro nominale;
•
Lunghezza;
•
Anno di costruzione.
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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Protezione attiva
UNI-EN 671/2 : IDRANTI A MURO Marcati CE
possono essere:
FORMA A
in una nicchia con portello di protezione
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
Protezione attiva
UNI-EN 671/2 : IDRANTI A MURO Marcati CE
possono essere:
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A
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C
FORMA B
in una cassetta incassata
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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Protezione attiva
UNI-EN 671/2 : IDRANTI A MURO Marcati CE
possono essere:
FORMA C
in una cassetta per montaggio a parete
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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Protezione attiva
UNI-EN 671/2 : IDRANTI A MURO
SOSTEGNO DELLA TUBAZIONE
TIPO 1
Rullo rotante
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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Protezione attiva
UNI-EN 671/2 : IDRANTI A MURO
SOSTEGNO DELLA TUBAZIONE
TIPO 2
Sella con tubazione avvolta in doppio
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Le apparecchiature delle reti
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Protezione attiva
UNI-EN 671/2 : IDRANTI A MURO
SOSTEGNO DELLA TUBAZIONE
TIPO 3
Contenitore con la tubazione faldata a
zig-zag
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
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Protezione attiva
UNI-EN 671/1 NASPI CE
Fissi
I naspi possono essere:
od
orientabili
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UNI 10779
Le apparecchiature delle reti
UNI-EN 671/2 : IDRANTI A MURO
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Protezione attiva
RUBINETTI IDRANTE : ≥ PN12
Filettatura attacco ISO 7-1 (1994)
TUBAZIONE COMPLETA DI RACCORDI:
Diametro ≤ 52mm
Lunghezza ≤ 20m (lunghezze maggiori per specifiche applicazioni) a
norma EN 14540-04 (UNI EN 14540-06)
Raccordi UNI 804 salvo prescrizioni delle autorità locali
Legature a norma UNI 7422
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UNI 10779
Il calcolo idraulico
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Protezione attiva
In appendice C.1 della 10779-02
Tenendo in considerazione le UNI EN 671-1 e UNI EN 671-2,
che definiscono la portate degli idranti a muro e dei naspi solo in
funzione della caratteristica di erogazione dell’idrante/naspo e della
pressione al punto di attacco dell’idrante/naspo stesso alla rete di
tubazioni, non occorre preoccuparsi di verificare le portate al
bocchello, né di tenere conto delle perdite di carico nelle tubazioni
flessibili, ecc., ma è sufficiente conoscere la caratteristica di
erogazione dell’idrante o naspo (in termini di coefficiente
caratteristico di erogazione K dell’apparecchiatura,che deve essere
stabilito dal costruttore dell’idrante o naspo).
La portata dell’idrante/naspo è univocamente definita dalla pressione
al punto di attacco secondo l’espressione:
Q = K √(10P)
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UNI 10779
Q = K * √(10 P)
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C
K = coefficiente di efflusso
P = MPa
Q = l/min
Protezione attiva
Il calcolo idraulico
Esso è la misura della capacità di far uscire acqua,
data una determinata pressione. A parità di Pressione,
infatti, un K più elevato garantisce una scarica di fluido
maggiore.
Quindi, tutti gli idranti o i naspi sono caratterizzati da
un K rigorosamente dichiarato dal produttore
e
certificato da un Ente notificato, comunque facilmente
misurabile tramite la Q e la P rilevata al punto di
attacco.
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UNI 10779
Protezione attiva
Il calcolo idraulico
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C
Conoscere il K significa poter calcolare la
giusta portata minima, la giusta pressione
alla pompa e infine la giusta riserva idrica
minima per il corretto funzionamento
dell’impianto.
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UNI 10779
Il calcolo idraulico
Protezione attiva
K MINIMI
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Protezione attiva
Il calcolo idraulico
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Il calcolo idraulico
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Protezione attiva
HAZEN-WILLIAMS per il calcolo delle perdite distribuite
P = Perdita di Pressione per metro lineare
Q = Portata presente nel tubo
D = Diametro INTERNO della tubazione (in mm)
C = coefficiente di scabrezza, misura inversa della rugosità interna della
tubazione
C = 100 GHISA
C = 120 ACCIAIO
C = 140 ACCIAIO INOX, RAME, GHISA RIVESTITA
C = 150 PLASTICA E SIMILI
circa 30% in meno nel caso di tubi “usati” (5-10 anni)
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Protezione attiva
Il calcolo idraulico
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Il calcolo idraulico
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VELOCITA’ unico parametro di dimensionamento delle tubazioni. Tutte le
Protezione attiva
norme Vmax = 10 m/sec.
Il buon senso dice al massimo 3 m/sec, e facendo comunque in modo di
rispettare anche le condizioni minime di diametro imposte dalla norma
stessa:
1. I DN delle tubazioni non devono MAI essere inferiori a quello dei terminali
che essi alimentano.
2. I DN delle tubazioni devono rispettare anche i seguenti limiti minimi.
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Il calcolo idraulico
Protezione attiva
PERDITE CONCENTRATE
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Le perdite dovute a “pezzi speciali” si traducono in perdite distribuite
attraverso lunghezze di tubo predeterminate (EQUIVALENTI) secondo il
prospetto C.1, applicando ancora una volta la formula di Hazen-Williams.
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Protezione attiva
Il calcolo idraulico
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Protezione attiva
Il calcolo idraulico
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Protezione attiva
Il calcolo idraulico
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Otteniamo la pressione
all’alimentazione
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Protezione attiva
Il calcolo idraulico
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Il calcolo idraulico
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Protezione attiva
Q = K * √(P/1000)
Q3, H3 Real Q3, H3 min
Q5, H5 Real Q3, H3 min
Q6, H6 Real Q3, H3 min
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UNI 10779
Protezione attiva
Il calcolo idraulico
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Q = 595.46 L/min
H = 407.86 KPa
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Reti di idranti
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• Testo:
Protezione attiva
– Primo livello;
• Secondo livello;
– Terzo livello;
» Quarto livello.
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Scarica

Idranti STUDIO - Ordine degli Ingegneri della Provincia di Latina