Sistemi di gestione di Qualità: certificazione (UNI EN ISO 9001:2008) ed accreditamento (UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005) ISO/IEC 17025 :2005 – Requisiti Tecnici Ferrara, 11 Maggio 2011 Rita Settimo – Arpa Ferrara UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici Due sezioni della norma ISO/IEC 17025:2005 definiscono sia le regole per la gestione di un laboratorio (sezione 4) sia le regole per assicurare la competenza tecnica del laboratorio ad eseguire le prove o le tarature (sezione 5). In particolare la sezione 5 specifica i requisiti tecnici generali per: • formazione, addestramento e qualifica del personale addetto all’esecuzione delle prove, • la scelta e la taratura della strumentazione da utilizzare nelle prove (es. riferibilità a campioni primari) •la gestione del campione, fin dal campionamennto, per evitarne il deterioramento o il danneggiamento, • la presentazione dei risultati UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5 REQUISITI TECNICI _____________________________________________________________ 5.1 Generalità 5.2 Personale 5.3 Luogo di lavoro e condizioni ambientali 5.4 Metodi di prova e di taratura e validazione dei metodi 5.5 Apparecchiature 5.6 Riferibilità delle misure 5.7 Campionamento 5.8 Manipolazione degli oggetti da sottoporre a prova e a taratura 5.9 Assicurazione della qualità dei risultati di prova e di taratura 5.10 Presentazione dei risultati UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.2 Personale La Direzione del laboratorio deve •Assicurare la competenza del personale che utilizza le attrezzature, esegue le prove, valuta i risultati e firma i Rapporti di Prova •Supervisionare adeguatamente il personale in addestramento •Qualificare il personale che esegue compiti particolari sulla base di un appropriato titolo di studio, addestramento, esperienza lavorativa, doti ed abilità Es. - partecipazione a corsi di formazione specifici (taratura apparecchiature) - congruo periodo di affiancamento a personale già abilitato - partecipazione diretta a validazione metodi di prova/taratura - partecipazione a circuiti interlaboratorio/ proficiency testing UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.3 Luogo di lavoro e condizioni ambientali Il laboratorio deve definire le regole per la gestione delle condizioni ambientali che hanno influenza sulla qualità dei risultati delle prove o per non invalidare i risultati stessi. Es. adottare misure per prevenire contaminazione incrociata precauzioni nei riguardi della sterilità biologica, la polvere, l’umidità, i disturbi elettromagnetici, le radiazioni, la temperatura, l’alimentazione elettrica, vibrazioni, livelli sonori, in funzione delle relative attività tecniche UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.4 Metodi di prova e di taratura e validazione dei metodi 5.4.1 Generalità 5.4.2 Selezione dei metodi 5.4.3 Metodi sviluppati dal laboratorio 5.4.4 Metodi non normalizzati 5.4.5 Validazione dei metodi 5.4.6 Stima dell’incertezza di misura 5.4.7 Tenuta sotto controllo dei dati UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.4 Metodi di prova e di taratura e validazione dei metodi 9 Il laboratorio deve utilizzare metodi appropriati a fornire la conoscenza delle proprietà del prodotto analizzato con un adeguato grado di confidenza. 9 I metodi devono essere descritti in modo completo e univoco, incluse le istruzioni per l’impiego delle apparecchiature, messe a punto iniziali e successive, e per la manipolazione e preparazione degli oggetti in prova. 9 La relativa documentazione di riferimento (norme, procedure, istruzioni, manuali) deve essere accessibile al personale addetto e mantenuta aggiornata 9 I metodi usati, compresi i metodi di campionamento, devono essere adeguati alle esigenze del cliente e conformi ai requisiti tecnici connessi 9 L’incertezza associata ai risultati delle prove deve essere compatibile con gli utilizzi previsti per i risultati stessi. UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.4 Metodi di prova e di taratura e validazione dei metodi I metodi devono essere: RAPPRESENTATIVI RIPRODUCIBILI RIPETIBILI Æ SELEZIONE DEI METODI - comprendono anche i metodi di campionamento, - devono soddisfare esigenze del cliente ed essere appropriati, - preferire l’uso di metodi pubblicati su norme internazionali, nazionali o regionali, da organizzazioni tecniche, nell’ultima edizione valida, quando necessario integrati con dettagli supplementari (Metodi Normalizzati) Æ METODI SVILUPPATI DAL LABORATORIO O NON NORMALIZZATI - devono essere oggetto di accordo con il cliente - devono essere validati in modo appropriato prima dell’utilizzo UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.4 Metodi di prova e di taratura e validazione dei metodi I metodi NORMALIZZATI (da preferire se esistenti), sono stabiliti da Norme, Regole Tecniche, nazionali o internazionali o Metodi ufficiali in vigore. Tali metodi, se la norma contiene tutte le informazioni richieste per la corretta esecuzione delle attività, NON devono essere necessariamente trascritti in forma di procedura tecnica, ma è sufficiente fare un documento di dettaglio per garantirne una corretta applicazione. I Metodi NON NORMALIZZATI o Interni devono essere preceduti da una fase di progettazione, in cui sono definiti i requisiti prestazionali richiesti (dal cliente o da specifiche normative). Inoltre, devono essere scritti in forma di procedure tecniche contenenti tutti gli elementi necessari per la loro corretta applicazione, compresa la stima dell’incertezza e la validazione. UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici Contenuto delle procedure tecniche dei metodi non normalizzati • Identificazione appropriata; • Scopo e campo di applicazione; • Descrizione del tipo di oggetto da provare o tarare (campo di applicazione); • Parametri o grandezze da determinare e relativi campi di misura ; • Attrezzature e apparecchiature, compresi i requisiti tecnici di prestazione; • Campioni di riferimento e/o materiali di riferimento richiesti; • Condizioni ambientali e periodo di stabilizzazione richiesto • Descrizione della procedura, comprendente: apposizione di marchi di identificazione, manipolazione, trasporto, immagazzinamento e preparazione degli oggetti da provare; verifiche da effettuare prima di iniziare l’attività; verifiche del buon funzionamento dell’apparecchiatura e, se richiesto, taratura e messa a punto prima dell’utilizzo; metodi di registrazione delle osservazioni e dei risultati; le misure di sicurezza da osservare. • Criteri/requisiti di valutazione dei risultati e relativi giudizi di conformità (se applicabili) • Modalità di registrazione e criteri di analisi e presentazione dei risultati • Incertezza o le procedure di stima dell’incertezza. UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici Scelta dei metodi NORMALIZZATI NON NORMALIZZATI O INTERNI UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.4.5 Validazione dei metodi E’ la dimostrazione, tramite evidenza oggettiva, che i requisiti particolari per l’utilizzazione prevista sono soddisfatti (5.4.5.1). deve essere eseguita: per i metodi interni (non normati o fuori dal campo di applicazione del metodo normato) e per quelli normati che hanno subito modifiche sostanziali Per metodi che, pur essendo normati, non riportino dati di validazione (ripetibilità o riproducibilità) UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.4.5 Validazione dei metodi In funzione delle caratteristiche e tipologia del Metodo di Prova, la Validazione consiste nella determinazione di tutti o alcuni dei seguenti parametri: Selettività (o specificità) Limite di rilevabilità (LDR) Limite di quantificazione (LDQ) Intervallo di lavoro (campo di misura) Intervallo di linearità Precisione (in termini di scarto tipo di ripetibilità o di riproducibilità) Esattezza Accuratezza (combinazione di esattezza e precisione) Sensibilità Robustezza Recupero Incertezza di misura UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.4.5 Validazione dei metodi Le tecniche utilizzate per la Validazione dei metodi dovrebbero essere una, o una combinazione delle seguenti: Uso di materiali di riferimento certificati Confronto con altri metodi validati o riconosciuti Confronti interlaboratorio Valutazione sistematica dei fattori che influenzano il risultato Stima dei contributi all’incertezza di misura, sulla base di una conoscenza scientifica dei principi teorici e dell’esperienza pratica APPROCCIO COMPARATIVO APPROCCIO SCIENTIFICO UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.4.5 Validazione dei metodi E’ richiesto il riesame periodico della validazione dei metodi, in funzione dello sviluppo del metodo stesso o della necessità di attuare cambiamenti (es. sostituzione della strumentazione) Al termine della validazione deve essere firmata una dichiarazione di idoneità del metodo in relazione ai requisiti richiesti. UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.4.6 Stima dell’Incertezza di misura INCERTEZZA: Parametro, associato al risultato di una misurazione, che caratterizza la dispersione dei valori ragionevolmente attribuibili al misurando. Il laboratorio deve avere ed applicare delle procedure per stimare l’incertezza di misura. Il laboratorio deve valutare i fattori che influenzano ACCURATEZZA DEI RISULTATI in termini di scostamento dal valor vero e cercare di stimarne l’effetto quantitativo sui risultati stessi UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.4.6 Stima dell’Incertezza di misura Esistono Linee Guida emesse da Enti di normazione (EA, EURACHEM, ISO) che danno indicazioni circa i metodi per la stima dell’incertezza di misura. Es. UNI CEI ENV 13005:2000 "Guida all'espressione dell'incertezza di misura“ (UNI CEI 70099:2008Vocabolario Internazionale di metrologia-Concetti fondamentali e generali e termini correlati- VIM 3) In genere è molto difficile effettuare una stima rigorosa dell’incertezza; si applicano metodi statistici, che vengono scelti in base alle caratteristiche dei metodi e ai requisiti richiesti. Contributi all’incertezza Effetti casuali Effetti sistematici UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.4.6 Stima dell’Incertezza di misura Tipi di approccio al problema del calcolo dell’incertezza di misura: 1. Approccio metrologico si basa sulla valutazione delle incertezze parziali, correlate a tutti i passaggi ipotetici di una procedura analitica 2. Approccio olistico si basa sull’utilizzo del collaborative trial come strumento per ottenere la massima variazione di tutte le possibili variabilità di una metodica 3. Metodo di Hortwitz valido solo per le prove chimiche, si basa sulla possibilità di calcolare l’incertezza utilizzando la relazione di Hortwiz, espressione matematica empirica UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici Metodo Metrologico Fonte: Linee guida per il calcolo dell’incertezza di misura – I manuali di Arpa - 2002 UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.4.7 Tenuta sotto controllo dei dati I calcoli ed il trasferimento dei dati devono essere soggetti a controlli appropriati condotti in modo sistematico. Il software del laboratorio deve essere documentato e validato come adatto all’uso devono essere adottati opportuni provvedimenti di protezione dell’integrità dei dati deve essere resa disponibile una descrizione completa e dettagliata dei sistemi impiegati deve essere verificata periodicamente la funzionalità UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.5 Apparecchiature E’ necessario descrivere come il laboratorio assicura la disponibilità di apparecchiature adeguate alle prove sotto accreditamento, in termini di incertezza e riferibilità delle misure. E’ necessario descrivere le precauzioni adottate dal laboratorio per garantire la continua funzionalità, il corretto uso, la conservazione e la manutenzione preventiva e correttiva delle apparecchiature. E’ necessario descrivere le modalità di identificazione ed etichettatura delle apparecchiature e le registrazioni che vengono mantenute per ciascuna di esse. UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.6 Riferibilità delle misure E’ necessario descrivere le regole che il Laboratorio definisce per garantire la riferibilità delle misure di tutte le apparecchiature usate per le prove, comprese le apparecchiature per misurazioni ausiliarie, che hanno un’influenza significativa sull’accuratezza o sulla validità del risultato della prova (es. programmi taratura). TARARE Confrontare il misurando con un campione di riferimento Le misure devono essere riferibili a campioni primari realizzati da Istituti Metrologici Primari, le tarature devono essere effettuate da centri di taratura accreditati per le grandezze di interesse dal SIT, secondo procedure tecniche appropriate a garantire la catena di riferibilità. Se il laboratorio effettua in proprio le tarature, deve possedere campioni di prima linea riferibili. (SIT – Servizio di Taratura in Italia) UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.7 Campionamento Il Laboratorio deve descrivere le regole per l’esecuzione ed il controllo del campionamento (es. piano e procedure di campionamento) quando esegue il campionamento delle sostanze, materiali o prodotti oggetto di prova o taratura. Campionamento corretto = Risultato corretto Il Campionamento Corretto è essenziale per ottenere risultati affidabili nelle successive fasi analitiche UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.7 Campionamento IL CAMPIONE DEVE ESSERE RAPPRESENTATIVO eccetto casi in cui è determinato dalla sua disponibilità (es. nelle analisi medico-legali) Se il campionamento viene effettuato dal cliente, il laboratorio non se ne assume la responsabilità, ma deve dare evidenza di avere “istruito il cliente”, ad esempio mediante la trasmissione di adeguate procedure e/o istruzioni, idonee a garantire l’affidabilità dei risultati di prova Qualora il cliente adotti procedure proprie o metodi ufficiali/normati, il laboratorio dovrebbe esserne informato, tramite opportuna citazione sui documenti di campionamento e trasmissione delle procedure interne. UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.8 Manipolazione (gestione) degli oggetti da sottoporre a prova e a taratura Il laboratorio deve dotarsi di procedure per garantire il trasporto, la ricezione, la manipolazione, lo stoccaggio, la conservazione e l’eventuale eliminazione in sicurezza, dei campioni da sottoporre a prova o taratura (es. temperatura di trasporto e/o conservazione) I campioni da analizzare devono essere sempre identificati e rintracciabili Il laboratorio deve conservare i campioni (e relativi controcampioni) sui quali ha eseguito la prova, per il tempo concordato con il cliente o definito dalla normativa. UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 Requisiti Tecnici Esempio: diagramma di flusso di un campione Evidenzia le fasi principali del processo di gestione di attività di prova Fonte: Manuale SGQ Sezione 2 LM di ARPA-ER UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.9 Assicurazione della qualità dei risultati di prova e taratura In aggiunta ai requisiti di competenza tecnica, per monitorare la validità delle prove eseguite, si devono anche descrivere le procedure di controllo della qualità del laboratorio. Si devono descrivere le modalità di registrazione dei risultati in modo che le linee di tendenza siano rilevabili e, periodicamente, riesaminate. La pianificazione e riesame delle attività di verifica della validità dei risultati forniti si basa su: 9 9 9 9 9 9 uso di tecniche statistiche per l’analisi dei risultati (es. carte di controllo) uso regolare di materiali di riferimento certificati (CMR) la partecipazione a circuiti internazionali /nazionali (per ACCREDIA è obbligatoria la partecipazione e l’invio dei risultati) la ripetizione delle prove utilizzando metodi diversi o lo stesso metodo (es. prove in doppio) l’esecuzione di controlli intermedi l’uso di campioni civetta alcuni rif.: UNI ISO 8258:2004 “Carte di controllo di Shewhart “ ILAC G13:2000 “Guidelines for the requirements of proficiency testing schemes by laboratory” UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.10 Presentazione dei Risultati I risultati delle prove o taratura devono essere registrati in un rapporto di prova o in un certificato di taratura, in modo accurato, chiaro e non ambiguo, con tutte le informazioni generali per una corretta interpretazione e tutte le informazioni richieste dal metodo di prova utilizzato. I rapporti di prova o i certificati di taratura devono comprendere tutte le informazioni richieste dal cliente necessarie alla interpretazione dei risultati di prova o di taratura e tutte le informazioni richieste dal metodo utilizzato (come indicato ai punti 5.10.2 e 5.10.3 o 5.10.4). Il titolo - Il nome e l’indirizzo del laboratorio, ed il luogo dove le prove sono state eseguite, se differente dall’indirizzo del laboratorio - Una identificazione univoca del rapporto di prova (come un numero di serie), ed una identificazione su ogni pagina - Il nome e l’indirizzo del cliente - Una descrizione e l’identificazione non ambigua dell’oggetto da provare o tarare - La data del ricevimento degli oggetti da provare, …… UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.10 Presentazione dei Risultati 5.10.3 - Se necessario per l’interpretazione dei risultati, si riportano: • Scostamenti, aggiunte o esclusioni relative ai metodi di prova e informazioni su specifiche condizioni di prova come le condizioni ambientali; • Quando pertinente, una dichiarazione circa la conformità/non conformità ai requisiti e/o alle specifiche; • Quando applicabile, una dichiarazione circa l’incertezza di misura stimata; informazioni circa l’incertezza sono necessarie nel rapporto di prova quando ciò è relativo alla validità dei risultati di prova, quando le istruzioni del cliente lo richiedono, o quando l’incertezza ha influenza sulla conformità ad un limite specificato; • Quando appropriato e necessario, pareri ed interpretazioni (specificando che “non sono oggetto di accreditamento ACCREDIA”) Se il rapporto di prova contiene giudizi ed interpretazioni, il laboratorio deve essere in grado di fornire evidenza della loro fondatezza. UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici 5.10 Presentazione dei Risultati In caso di rapporti di prova che contengono risultati di campionamento: La data del campionamento; L’identificazione non ambigua della sostanza, del materiale o del prodotto campionato; Il luogo del campionamento, inclusi dei diagrammi, schizzi o fotografie; Un riferimento al piano e alle procedure di campionamento usate; Dettagli delle condizioni ambientali durante il campionamento che possono avere effetto sull’interpretazione dei risultati; Il riferimento ad ogni norma od altre specifiche concernenti il metodo o le procedure di campionamento, e gli scostamenti, le aggiunte o le esclusioni alle relative specifiche. Logo ente accreditamento UNI CEI EN ISO/IEC 17025 : 2005 Requisiti Tecnici UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici Perché accreditarsi od essere conformi alla norma ISO/IEC 17025? Cosa dice la legislazione vigente? UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 - Requisiti Tecnici Dove reperire Linee Guida, documenti e/o pubblicazioni ? Alcuni esempi, non esaustivi: http://www.accredia.it/ (http://www.sinal.it/ita/) --> ex SINAL ora ACCREDIA Sito non più aggiornato ma sul quale sono presenti ancora informazioni e materiali didattici http://www.eurachem.org/ Es. Eurachem Guides-Terminology in Analytical Measurement: Introduction to VIM 3 (2011) http://www.ilac.org su accreditamento dei laboratori di prova (ILAC = International Laboratory Accreditation Cooperation)