CARATTERISTICHE STRUTTURALI DEGLI ORGANISMI EDILIZI
Strutture Verticali Continue
Strutture verticali continue: insieme di elementi di varia natura collegati fra loro, in modo da ottenere
strutture monolitiche caratterizzate da una "rete murale continua", formata da "maglie chiuse"
delimitanti gli ambienti interni. Alla rete murale è affidata la funzione statica principale di
sostenere il peso proprio e quello delle coperture sovrastanti (strutture di orizzontamento). Si
possono classificare in vari modi "muri portanti", "muri di tamponamento" e "divisori o tramezzi"
a seconda della funzione o posizione, dei materiali impiegati, della tecnica di esecuzione.
SVCT Tipo di struttura:
Muro a cassavuota: tipo di muro con intercapedine interposta a scopo isolante.
Muro a vela: muro isolato, più alto di una copertura retrostante.
Muro di controripa: tipo di muro molto inclinato, di sostegno e di rivestimento di una scarpata per
impedirne il cedimento.
Muro di rinfianco: tipo di muro di rinforzo, spesso alleggerito da aperture, destinato specialmente a
contrastare la spinta laterale di una volta o di un arco, alle cui reni viene appoggiato.
Muro di spina: vedi muro portante o maestro.
Muro di tamponamento: tipo di muro che serve a chiudere i vuoti fra i travi e i pilastri delle strutture
intelaiate.
Muro divisorio o tramezzo o portato: tipo di muro che non ha funzione portante ma solo di separazione
di ambienti interni (parete).
Muro portante o maestro: tipo di muro che assume i carichi di altre porzioni di costruzione e può essere
"perimetrale" o "interno" (muro di spina ).
SVCC Genere:
a getto o conglomerato: che si esegue con una "colata" o "gettata" in contenitori opportunamente
predisposti, stabili e in muratura o provvisori in legno, di un impasto ottenuto mescolando materiali
diversi (argilla, ghiaia, calce, pietrisco) uniti ad un legante. Quando il conglomerato si è
solidificato i contenitori vengono rimossi.
in pietra artificiale: costruito principalmente con mattoni (laterizio), in sostituzione della pietra,
realizzati con argilla essiccata al sole oppure cotta in fornaci. La disposizione di essi determina vari
tipi di muratura.
in pietra naturale: realizzato in pietra naturale o in pietra da taglio. I muri in pietra naturale sono assai
diffusi nelle opere murarie tradizionali. I tipi di pietra più idonei sono i calcari e molte qualità di
tufi litoidei; il muro è costituito da pietre uniformi (scapoli) più o meno grossi e squadrati
grossolanamente. Nei muri in pietra da taglio la pietra viene lavorata e ridotta a conci
parallelepipedi o di forma particolare. Il muro è formato da conci disposti uno accanto all'altro
collegati anche con grappe o zanche metalliche e un sottile strato di malta.
misto: che si ottiene sostituendo, nella formazione delle spalle dei vani, nei ricorsi di ripartizione e negli
spigoli sporgenti e rientranti del fabbricato, i conci di pietra squadrata con opera laterizia. Possono
essere considerate murature miste anche i muri a sacco e i muri rivestiti.
opus: termine latino, ancora in uso, che si applica a numerose tecniche edilizie di Roma antica. Se ne
distinguono vari tipi in base ai materiali e alle modalità di impiego.
pisè: muro costituito da un impasto di argilla o terra mescolata a ghiaia, compresso nelle casseforme con
un attrezzo di legno, troncoconico, chiamato "mazzaranga".
SVCQ Qualificazione del genere:
a sacco (rif. misto): eseguito ponendo i conci di pietra o il laterizio nelle parti esterne del muro,
riempiendo la cavità centrale di calcestruzzo e pietrisco.
a secco: tipo di muro nella costruzione del quale non vengono impiegate malte per legare i vari elementi.
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CARATTERISTICHE STRUTTURALI DEGLI ORGANISMI EDILIZI
caementicium (rif. opus): tipo di opus costituito da elementi irregolari affogati in malta di calce e
pozzolana.
con disposizione a blocco (rif. in pietra artificiale): schema costruttivo in cui i giunti verticali sono
alternativamente ortogonali fra loro.
con disposizione a chiave o di testa (rif. in pietra artificiale): schema costruttivo in cui i mattoni sono
disposti con il lato più lungo normale rispetto alla parete esterna.
con disposizione a croce (rif. in pietra artificiale): schema costruttivo che alterna filari di mattoni a
fascia a filari di mattoni in chiave; ogni due filari i giunti si sfalsano di mezzo mattone.
con disposizione a fascia (rif. in pietra artificiale): schema costruttivo in cui i mattoni sono disposti con
il lato lungo in senso longitudinale al muro stesso.
con disposizione fiamminga o olandese (rif. in pietra artificiale): schema costruttivo in cui si alternano
filari con mattoni in chiave a filari con mattoni in chiave e in fascia.
con disposizione gotica o polacca (rif. in pietra artificiale): schema costruttivo in cui mattoni di fascia
e in chiave si scambiano ad ogni filare.
con disposizione in spessore o coltello o foglio(rif. in pietra artificiale): schema costruttivo in cui i
mattoni sono disposti uno sull'altro nel senso dello spessore.
graticium o a graticcio (rif. opus): tipo di opus costituito da pietrame, mattoni crudi o impasto di argilla
e paglia in intelaiature di legno in sostituzione anche di muri portanti.
incertum (rif. opus): tipo di opus costituito da elementi di solito calcarei e non di grandi dimensioni,
poco lavorati, disposti a strati irregolarmente.
latericium o doliare o testaceum (rif. opus): tipo di opus costituito da una muratura di mattoni crudi o
cotti in forno.
listatum (rif. opus): tipo di opus costituito da liste di mattoni alternati a liste di tufelli.
mixtum (rif. opus): tipo di cortina costituito da opus reticulatum alternato a ricorsi di mattoni.
poligonale o siliceum o ciclopicum (rif. opus): tipo di opus costituito da grandi blocchi di pietra
irregolari.
quadratum (rif. opus): tipo di opus costituito da blocchi di pietra parallelepipedi disposti a secco.
reticulatum (rif. opus): tipo di opus costituito da una cortina di tufelli quadrati disposti a 45°, usata come
rifinitura dell'opus caementicium.
rivestito (rif. misto): tipo di struttura muraria che presenta, verso la fronte esterna, una superficie di
materiale diverso (per es.: marmo, laterizi, clinker, piastrelle, pannelli, etc.) per ragioni di rifinitura
o protezione (cortina, paramento, rivestimento).
spicatum (rif. opus): tipo di opus costituito da mattoni disposti a spina di pesce, cioè obliquamente uno
rispetto all'altro.
SVCM Materiali
ardesia: roccia metamorfica, detta anche "scisto argilloso", a struttura scistosa, costituita da argilla (cioè
da prodotti di alterazione delle rocce feldspatiche), da feldspati, quarzo, mica, etc., e in più
contenente anche calcite e carbone. E' di colore grigio ferro cupo ed è dotata di perfetta divisibilità
in lastre sottili. E' utilizzata come lavagna e come materiale per coperture o, più raramente, come
materiale per rivestimenti murari.
arenaria: roccia sedimentaria formata da sabbie cementate da materiali vari; si hanno così le arenarie a
cemento siliceo (le cosiddette "quarziti" sarde), quelle a cemento calcareo ("pietra forte" o
macigno e "pietra serena" di Firenze, "granitello" di Bologna, etc.), quelle a cemento argilloso
(meno pregiate perché porose e meno resistenti), quelle a cemento marnoso e siliceo-argilloso. Le
arenarie non resistono bene alle gelate che, a lungo andare, provocano su di esse un distacco della
parte superficiale (sfogliatura). Trovano molti e vari impieghi nelle costruzioni, soprattutto per le
pavimentazioni stradali.
--- macigno o pietra forte: arenaria a cemento calcareo dell'Appennino settentrionale, di colore grigio
scuro, caratterizzata da una elevata resistenza alla compressione.
--- peperino: varietà di tufo, mista a lava e calcare, di colore grigio, dall'aspetto macchiettato in genere
per la presenza di proietti vulcanici. E' un termine in uso nell'Italia centrale.
--- pietra serena: varietà a grana fine del macigno, di colore azzurrastro, frequentemente usata come
pietra decorativa.
--- piperino: specie di tufo.
CARATTERISTICHE STRUTTURALI DEGLI ORGANISMI EDILIZI
--- pozzolana: roccia tufacea di origine vulcanica, formata da ceneri modificate dall'azione del tempo e
dagli agenti atmosferici, che trae il suo nome dalla località di Pozzuoli. E' costituita da silice,
allumina e ossidi di ferro, di calcio, di potassio, di sodio e di magnesio. In generale si presenta
sotto forma di sabbie incoerenti o poco coerenti e assume colorazioni varie, dal grigio, al rossastro,
al bruno. Nella pratica industriale il termine è esteso a polveri vulcaniche di vario genere, le quali,
con le vere pozzolane, hanno in comune solo la proprietà di reagire con la calce per dare malte con
notevoli proprietà idrauliche, particolarmente resistenti alle acque aggressive.
--- tufo: roccia sedimentaria di origine vulcanica, risultata dall'unione delle ceneri, dei lapilli e delle
sabbie vulcaniche. Data la varietà dei materiali che la costituiscono, si distinguono tufi trachitici,
pomicei, leucitici, basaltici, etc. E' porosa e di colore giallastro o grigiastro. E' impiegata
largamente nelle costruzioni.
breccia: roccia sedimentaria formata da frammenti di materiale litoide a spigoli vivi (che testimoniano un
breve trasporto degli elementi) e di dimensione in genere superiore a 4 mm, cementati da materiale
diverso (argilloso, calcareo, siliceo, etc.). E' detta "monogenica" se i frammenti sono tutti della
stessa natura, "poligenica" se i frammenti appartengono a rocce diverse. Alcune brecce, suscettibili
di pulimentazione, vengono spesso considerate come marmi ornamentali.
calcare: roccia sedimentaria composta in prevalenza di carbonato di calcio (calcite: CaCO3), depositatasi
in seno all'acqua (marina o ricca di bicarbonato di calcio). E' fra le pietre di più largo impiego sia
per usi comuni, sia per usi costruttivi e ornamentali, soprattutto a causa della sua facile reperibilità
e della moderata durezza, ciò che consente un costo relativamente basso di estrazione e una facile
lavorabilità. Impiegata però in esterni o per pavimentazioni perde ben presto il lucido a causa della
facile usura da parte degli agenti atmosferici e del transito pedonale.
--- botticino: calcare microcristallino, di colore bianco o roseo, con venature rossicce dovute a inclusioni
di ossidi o idrati di ferro, usato come materiale decorativo.
--- giallo di Siena: roccia calcarea, spesso classificata fra i marmi, di colore giallo dorato con varie
gradazioni, caratterizzata da macchie e venature più scure. Ha grana molto fine e compatta, aspetto
ceroide.
--- pietra di Verona: pietra calcarea, spesso classificata fra i marmi, proveniente dalla sedimentazione di
carbonato di calcio in cui sono rimasti inclusi organismi animali (ammoniti); ha struttura nodulare
ed è di colore variabile dal bianco al rosso a seconda della località di estrazione. Può subire
diverse tecniche di finitura ma non é, se non in casi particolari, lucidabile. Ha caratteristiche di
media durezza, buona resistenza, ottima percorribilità, completa ingelività. E' per questo
variamente utilizzata in architettura.
--- travertino: roccia calcarea a struttura microcristallina, formatasi per precipitazione di calcite
(carbonato di calcio), derivata dalla decomposizione del bicarbonato disciolto nelle acque, in
prossimità di sorgenti, cascate o sul fondo di bacini alimentati da queste acque. E' ricco di vacuoli,
a causa dei vuoti lasciati da detriti vegetali inglobati al momento della deposizione. Malgrado la
sua compattezza non troppo elevata, è largamente utilizzato come materiale da costruzione e da
rivestimento per le sue proprietà meccaniche, per la durezza, la resistenza alla compressione, la
generale ingelività. E' indicato con il termine "travertino" anche una varietà di tufo calcareo,
estremamente spugnosa, scarsamente resistente e geliva, presente nel Lazio.
dolomia: roccia sedimentaria costituita essenzialmente da dolomite (carbonato doppio di calcio e
magnesio), originata dall'attività di organismi costruttori (coralli) in ambienti di scogliera e per
dolomitizzazione (processo che porta alla trasformazione in dolomia di molti calcari durante la
diagenesi). Dopo i calcari, le dolomie sono le rocce carbonatiche più diffuse e sono utilizzate per
preparare calci e sali di magnesio.
gneiss: roccia metamorfica, simile per composizione al granito (quarzo, feldspato, mica), da cui però si
differenzia per la struttura scistosa originata da un assestamento speciale della mica, la quale si
trova in lamine disposte secondo piani paralleli. In alcuni gneiss tuttavia la scistosità è quasi
scomparsa, cosicché assomigliano a graniti, porfidi e rocce sedimentarie. Il colore varia
notevolmente a seconda della presenza di minerali accessori: lo gneiss normale presenta un colore
grigio più o meno scuro. E' una delle pietre da costruzione più usate, specialmente nell'Italia
settentrionale, per la realizzazione di gradini, lastre, balconi, pavimentazioni stradali, etc. E'
suscettibile anche di una buona pulimentazione e per questo trova applicazione anche come pietra
semi-ornamentale.
--- beola o bevola: varietà di gneiss a tessitura tabulare e facile divisibilità in lastre, che prende il nome
dalla località di provenienza. E' specialmente usata per la costruzione di scalini, balconi e
pavimenti.
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CARATTERISTICHE STRUTTURALI DEGLI ORGANISMI EDILIZI
--- ghiandone: varietà di gneiss caratterizzata dalla presenza di grossi cristalli di feldspato, diffusi nella
massa, e da venature bianche o grigie. Come lo gneiss, è variamente utilizzata come materiale da
costruzione.
--- serizzo: varietà di gneiss con struttura particolarmente scistosa, cioè facilmente divisibile in piani
paralleli.
lavagna: roccia metamorfica calcarea e argillosa derivata da alcuni tipi di argille marnose e di marne, di
colore nerastro, a struttura scistosa. E' impiegata in lastre come materiale per la copertura dei tetti
e per pavimentazioni di rivestimento.
laterizio: materiale artificiale da costruzione, costituito sostanzialmente di argilla opportunamente
lavorata e sottoposta a cottura in fornaci. Può essere pieno (mattone, terzetto, tagliolo,
lambrecchia, lambrecchiotto, tavellina, tavella, quadro, bauletto, etc.)
--- mattone forato o cavo: detto di alcuni tipi di laterizi dotati di fori che li attraversano per tutta la
lunghezza, conferendo notevoli caratteristiche di leggerezza e di coibenza termica e acustica. Ha
però scarse capacità portanti.
--- mattone pieno: laterizio privo di spazi vuoti al suo interno che ha in genere funzione portante.
--- terzetto: laterizio minore del mattone.
marmo: roccia calcarea ricristallizzata per azione metamorfica, caratterizzata principalmente da una
struttura cristallina, spesso saccaroide, dovuta ad una profonda metamorfosi del calcare,
prodottasi non soltanto per azione del calore o di pressioni elevate ma anche a seguito di altre
cause non ancora bene accertate. La grana può essere grossa o grossissima, oppure fine o finissima.
I veri e propri marmi contengono una elevata percentuale di carbonato di calcio (fino al 99,5%); le
impurezze (silice, ossido di ferro, pirite, miche, etc.) non sono di regola uniformemente distribuite
nella massa ma si trovano in zone ristrette intorno a venature, creando notevoli effetti ornamentali.
Per la sua bellezza infatti, e per la sua buona lavorabilità, è un materiale assai apprezzato, fin
dall'antichità, per rivestimenti, modanature, fregi, pavimenti, modellato plastico, etc. Nel
linguaggio comune il termine "marmo" indica qualsiasi roccia adatta ad essere lucidata e ad essere
usata come pietra ornamentale.
--- bardiglio: varietà di marmo, la cui tonalità predominante è la grigia. Presenta venature e macchie;
l'alternanza dei chiari e degli scuri genera vari disegni secondo i quali si distinguono le varietà
"listato", "zonato", "screziato", etc. Si distinguono anche il bardiglio comune, di colore bluastro
uniforme con venature irregolari grigio-chiare; il bardiglio turchino, di colore più carico; il
bardiglio fiorito, con venature nere.
--- bottazzo: varietà di marmo del colore dell'ardesia chiara.
--- brantonico: marmo di Verona, di colore grigio e giallo con macchie orbicolari.
--- broccatello: varietà di marmo duro, ricco di ammoniti, di colore rosso vinoso macchiettato di giallo,
grigio e bianco, che abbonda nel Veneto.
--- bianco: varietà di marmo molto pura (97/98% di carbonato di calcio), di colore variabile dal bianco
neve (nei tipi più pregiati) fino al bianco chiaro su fondo grigio-azzurrognolo. Costituisce la varietà
più fine usata nelle costruzioni.
--- cipollino: varietà di marmo derivata dal metamorfismo di calcari impuri, con struttura zonata, detta
anche "cipollare", dovuta ad una concentrazione di altri minerali che separano spessi strati
marmorei.
--- statuario: varietà di marmo fra le più pure, che presenta piani di sfaldamento che la rendono
facilmente scolpibile. E' tanto più pregiata quanto più è priva di vene, macchie e fratture e quanto
più il suo colore tende al carnicino.
--- traccagnina: marmo antico di colore fulvo composto di un gran numero di piccoli frammenti a vari
colori.
marna: roccia sedimentaria costituita da una mescolanza di calcare e argilla e distinta in "calcarea" o
"argillosa" a seconda che vi prevalga l'uno o l'altra; anche le caratteristiche tecniche sono
intermedie fra la rigidità del calcare e la plasticità dell'argilla. Serve principalmente per la
fabbricazione di calci idrauliche e cementi. Si impiega però anche come pietra da costruzione e
come pietrisco.
pietra: nome generico di rocce compatte, specialmente in quanto usate come materiale da costruzione.
Deve avere due caratteristiche principali, la lavorabilità e l'aderenza. La pietra da lavoro si dice
"fiera" se si scaglia nel lavorarla; "nodosa" se ha dei nodi di pietra più dura; "filardese" se ha crepe
naturali e si frantuma nel lavorarla; "diàcciola" se non resiste al gelo. La pietra lavorata è detta
concio.
CARATTERISTICHE STRUTTURALI DEGLI ORGANISMI EDILIZI
scisto: roccia metamorfica a struttura scistosa, disposta in piani regolari più o meno paralleli, con
componenti mineralogici lamellari o fibrosi, detta anche "scisto cristallino" o "roccia scistosa".
serpentino: roccia metamorfica derivata da trasformazioni fisiche e chimiche di rocce ignee quali gabbri,
peridotiti e simili, composta in prevalenza di serpentini (minerali di magnesio) e altri silicati di
magnesio. Si presenta spesso in grandi masse compatte ma talvolta ha una struttura scistosa o
fibrosa. Si hanno serpentini più o meno fratturati a causa di spinte orogenetiche e che, in seguito,
sono stati cementati da calcare; tali serpentini, appunto per la presenza di calcare cristallizzato,
hanno una durezza modesta. La colorazione del serpentino è generalmente verde o verde-nerastro.
Ha elevata resistenza alla compressione.
GLOSSARIO
corso: successione di elementi simili (conci,
mattoni, etc.) lungo una medesima linea, di
solito lungo un piano orizzontale ("filare") e
quasi sempre in serie (ricorso).
LATERIZIO__________________________________________________________________
argilla: roccia sedimentaria costituita da una
parte sabbiosa, a grana finissima, e da un
cemento dove abbondano i minerali argillosi
(il silicato idrato di alluminio, detto
"caolinite", è il principale). Proviene dalla
decomposizione di feldspato (caolinizzazione
dei feldspati) ed ha subito un'azione di
trasporto da parte dell'acqua. Ha aspetto
terroso ed è facilmente friabile; impastata con
acqua dà una massa compatta e modellabile
che serve per la produzione di laterizi,
ceramiche, terrecotte, etc. E' detta magra o
grassa a seconda che sia poco o molto
plastica, ossia a seconda che contenga molta o
poca parte sabbiosa. Le argille colorate, a
causa di impurità varie, in genere ossidi di
ferro, sono usate come pigmenti.
--- caolino: varietà di argilla di colore bianco
costituita prevalentemente di caolinite (silicato
idrato di alluminio). Si forma come un'argilla
comune (caolinizzazione dei feldspati) ma, a
differenza di questa, non subisce alcuna azione
di trasporto e rimane nel luogo stesso dove ha
preso origine. Fornisce per cottura una pasta
bianca largamente usata per la fabbricazione
delle porcellane e delle ceramiche.
--- fusibile: argilla che contiene in notevole
percentuale sostanze che agiscono da fondenti.
E' molto colorata. Costituisce il tipo di argilla
più comune, cioè quella impiegata per la
fabbricazione dei laterizi: rammollisce sotto i
1200°C.
--- grassa: argilla dotata di elevatissima
plasticità; trattiene una forte quantità d'acqua
e la perde lentamente per evaporazione.
Nell'uso va spesso corretta con opportuni
smagranti.
--- magra: argilla che contiene una percentuale
più o meno rilevante di parte sabbiosa. Non è
molto plastica ma essicca più rapidamente
dell'argilla grassa e dà luogo ad un minor
ritiro. Può essere corretta togliendo
parzialmente
la
sabbia
mediante la
levigazione.
--- refrattaria: argilla che contiene, in piccola
quantità, composti che favoriscono la fusione.
Non fonde né rammollisce sotto i 1500°C. E'
impiegata per la fabbricazione di materiali
refrattari.
--- vetrificabile: argilla che rammollisce fra i
1200° e i 1500°C: contiene una certa quantità
di feldspati. E' impiegata nella fabbricazione
di molti prodotti ceramici.
ambrogetta: laterizio per pavimenti o per
rivestimenti, di forma ottagonale.
bauletto: laterizio che serve per la copertura di
parapetti, muriccioli di cinta, etc., con forma
ad arco o trapezoidale.
biscotto: prodotto che risulta dalla prima
cottura di terraglia o ceramica che non ha
ancora subito invetriature o smaltature.
bollo laterizio: impronta in rilievo o in piano
ottenuta mediante un marchio metallico o un
sigillo recante inciso un disegno, applicata,
soprattutto in età romana, ai mattoni.
campigiana: laterizio di formato variabile, più
grosso di un ordinario mattone, usato come
sottomanto di coperture in laterizio. E' usato
anche come elemento da pavimentazione (in
tal caso può essere chiamata "pianella") sotto
la forma di campigiana da "spacco",
cosiddetta perché formata da due elementi
accoppiati.
clinker: laterizio composto di argilla e materiali
fondenti quali ossidi di ferro, calce, magnesio
e alcali. E' cotto a temperatura elevatissima,
fino a raggiungere un principio di
vetrificazione, che ne rende la superficie quasi
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CARATTERISTICHE STRUTTURALI DEGLI ORGANISMI EDILIZI
vetrificata e ceramicata; è molto compatto,
durissimo, resistente alla compressione e
all'usura, inattaccabile a tutti gli agenti
atmosferici. E' perciò particolarmente adatto a
paramenti, rivestimenti e pavimentazioni.
correzione: procedimento per cui, con
l'aggiunta di opportuni smagranti, si
diminuisce la plasticità di argille troppo
grasse che altrimenti, oltre ad essiccare troppo
lentamente, si deformerebbero durante la
cottura.
cotto: mattone reso particolarmente duro e
resistente mediante speciali metodi di cottura.
lambrecchia: laterizio che serve per prima
copertura di pavimenti e tetti.
letto: piano su cui viene a posare il mattone,
detto anche "piano di posa".
malta: impasto di una sostanza agglomerante o
legante (calce, cemento) con un materiale
inerte (sabbia) e acqua, adoperato come
costituente essenziale di opere murarie. La
malta a base di cemento, detta "malta
cementizia", è in particolare usata per
realizzare lo strato di sottofondo su cui sono
posati i laterizi per pavimentazioni.
marchio: segno indelebile di riconoscimento
apposto, nel caso particolare, su mattoni o
laterizi in genere (vedi bollo laterizio).
mattone refrattario: che resiste a temperature
elevate (superiori ai 1500°C). Ha requisiti
particolari quali un piccolo coefficiente di
dilatazione termica (altrimenti si fessurerebbe
in seguito agli sbalzi di temperatura),
resistenza alla compressione e agli urti,
porosità minima, conducibilità termica elevata
o bassa a seconda dell'impiego al quale è stato
destinato. La fabbricazione si svolge in
generale come quella dei prodotti ceramici; la
cottura è particolarmente delicata perché si
devono raggiungere temperature prossime a
quelle di incipiente rammollimento. La forma
più comune che viene data al refrattario è
quella del mattone.
mattone: laterizio che serve per costruzioni di
muri, pareti e simili. Le sue dimensioni
variano leggermente da luogo a luogo, ma
devono essere tali che due larghezze più lo
spazio della connessura formino una
lunghezza e che due spessori più il letto di
posa formino una larghezza. I mattoni possono
essere pieni o cavi (forati).
mattonella: laterizio quadrato, esagonale,
ottagonale per pavimentazione. Le mattonelle
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possono essere smaltate o vetrate e allora
servono per rivestimento di pareti.
pignatta:
laterizio
forato
di
forma
parallelepipeda, impiegato nei solai del tipo
misto in laterizi e cemento armato.
punta: lato breve del mattone, detto anche
"testa ". Si dice mattone "di punta", "di testa"
o "in chiave" il mattone posto in opera col lato
lungo perpendicolare al senso longitudinale
del muro.
quadro: laterizio a forma quadrata che serve
principalmente per pavimentazioni.
smagrante: sostanza che, come la sabbia,
diminuisce la plasticità dell'argilla. Argille
troppo plastiche infatti essiccano lentamente e
si contraggono e deformano eccessivamente
durante l'essiccamento e la cottura. Si
impiegano generalmente sabbia silicea fine o
"chamotte" (polvere di argilla cotta
proveniente da residui e cascami di laterizi ).
L'operazione di aggiunta di particolari
smagranti all'argilla è detta "correzione
dell'impasto".
smalto: sostanza vetrosa costituita da miscele di
silicati o di borosilicati o anche di
fluoroborati, cui si aggiungono spesso
sostanze opacizzanti e pigmenti colorati, usata
per rivestimento di numerosi materiali,
specialmente metallici. Nel caso della
ceramica, la smaltatura del biscotto con
smalto stannifero (procedimento tipico della
finitura delle maioliche) consente la copertura
totale del colore delle argille di base.
tavella: laterizio che serve per pavimentazioni.
tavellina: laterizio usato per costruzioni
leggerissime.
tavellone: laterizio cavo che serve, come la
lambrecchia, per pavimenti e tetti col
vantaggio di caricare l'impalcato di un minor
peso.
testa: larghezza del mattone e unità di misura
per lo spessore dei muri in laterizio.
vetrina: miscela di sostanze trasformate in stato
vetroso per cottura, usata come rivestimento
di prodotti ceramici (vetrinatura). In genere la
vetrina (o cristallina) è una vernice trasparente
ottenuta mescolando silice pura ed ossido di
piombo, macinati o ridotti in polvere e sciolti
in acqua.
CARATTERISTICHE STRUTTURALI DEGLI ORGANISMI EDILIZI
CARATTERISTICHE FISICHE________________________________________________________
plasticità: proprietà di assorbire acqua fornendo
una pasta modellabile, caratteristica dei caolini
e delle argille in genere.
porosità: proprietà generale dei corpi di essere
forniti di spazi o distanza fra le molecole che li
compongono.
ATTREZZI_________________________________________________________________________
forno: impianto per la cottura di materiali vari.
Nel caso della cottura dei laterizi il forno può
essere: a) a fuoco fisso e a circolazione del
materiale, detto anche "forno a canale", in cui
i mattoni scorrono su carrelli mobili in un
canale riscaldato; b) a materiale fisso e a fuoco
mobile.
muffola: camera di materiale refrattario che,
all'interno di speciali forni (forni "a muffola"),
serve a proteggere i materiali da trattare, in
genere ceramiche invetriate o decorate, dal
contatto con i prodotti della combustione o
con le sorgenti di calore.
stampo: modello per ottenere oggetti di materia
plastica o metallica nella forma voluta. Per i
laterizi, in particolare, è utilizzato per la
formazione mediante compressione (vedi
formatura ).
tornio: apparecchio costituito essenzialmente da
un disco rotante, impiegato nell'industria
ceramica per la formatura a mano.
TECNICHE DI LAVORAZIONE_______________________________________________________
ammattonato o mattonato: pavimento formato
con laterizi che, secondo la disposizione di
questi, prende diversi nomi.
opus spicatum: tecnica di rivestimento di
pavimenti, realizzata con laterizi disposti a
coltello a spina di pesce.
spina di pesce: struttura di elementi costruttivi o
decorativi disposti a "V" in serie orizzontali
a zigzag, caratteristica specialmente di opere
di pavimentazione.
PIETRA____________________________________________________________________________
boiacca : miscela cementizia a consistenza
liquida usata per intasare gli interstizi
superficiali (e quindi le commessure delle
mattonelle o delle lastre lapidee dei
pavimenti).
bugna o bozza: concio che sporge e risalta con
regolarità dal vivo del muro, di solito a forma
quadrangolare; fornisce al muro o al
paramento un aspetto rustico. Il concio
impiegato può essere lasciato grezzo (sbozzato
a spacco), semplice (sporge a spigolo vivo ed
è piano nella faccia), a cuscino o sagomato
(con faccia liscia e spigoli convessi), a
diamante (sfaccettato a punta di diamante o a
piramide schiacciata), a schifo (a carena di
nave).
bugna a diamante: vedi "bugna".
bugna a schifo: vedi "bugna".
concio: blocco di pietra da taglio regolarizzato
su tutti i lati prima della messa in opera, in
modo tale da consentire il suo impiego come
elemento costitutivo di strutture murarie.
estrazione: operazione diretta ad asportare la
pietra dalle cave con mezzi meccanici.
giunto: l'unione dei conci.
grappa: giunto di ferro di diverse fogge,
strutturato in modo da tenere uniti i conci. La
"coda di rondine" è un particolare tipo di
grappa a forma di due trapezi speculari.
imbottitura: strato di malta o simili, con
determinate caratteristiche di funzionalità,
interposto tra il fondo pavimentale e il
rivestimento lapideo.
imbrecciata: letto o strato di ghiaia che si fa
alle strade.
incastro: intaglio di varia forma praticato nelle
pietre da costruzione quando si vogliono
legare più saldamente che con la sola azione
della malta di calce o di cemento.
incrostazione: vedi "mischio".
lastricato o selciato: tipo di pavimentazione,
per lo più impiegato nelle costruzioni stradali,
fatto con lastre di pietra o ciottoli disposti su
uno strato di malta.
legamento: connessione di singoli elementi
come conci o mattoni, non solo mediante
materiali leganti ma anche mediante perni o
grappe di ferro.
letto o piano di posa: piano su cui viene a
posare il concio o la lastra di pietra nella
messa in opera di rivestimenti pavimentali.
massetto: blocco di calcestruzzo di limitato
spessore, impiegato come sottofondo sia di
Dizionario dei termini architettonici - Strutture Verticali
CARATTERISTICHE STRUTTURALI DEGLI ORGANISMI EDILIZI
fondazioni in cemento armato sia di
pavimentazioni di ogni tipo.
mischio: nome proprio per la tarsia di tipo
lapideo.
nastrino: intervallo fra una bugna e l'altra.
opus: termine latino ancora in uso per indicare
tecniche edilizie per la costruzione di
murature, pavimenti, paramenti e intonaci.
perno: asticciola di metallo o di legno che,
conficcata in due blocchi contigui di marmo,
creta o altra sostanza, li mantiene uniti (vedi
legamento).
pezzatura: divisione in pezzi e dimensione
degli stessi, detto anche a proposito dei
ciottoli di fiume.
piana: pietra quadrata usata per stipiti,
architravi, etc.
rullatura: compressione del terreno o di una
pavimentazione eseguita con cilindri e rulli.
rustico: tra i vari significati del termine, si dice
di edificio decorato a bugne.
sagomato: detto di concio modellato.
scapolo: pezzo di pietra informe appena estratto
dalla cava.
sottofondo:
strato
inferiore
della
pavimentazione stradale, realizzato in sassi,
calcestruzzo o sabbia, su cui si pone il
rivestimento pavimentale. E' detto anche
"sottovallo".
spaccatura: tecnica di riduzione in blocchi
della pietra informe, realizzata con cunei
d'acciaio, a sega o con il filo elicoidale.
stuccatura: nella tecnica di pavimentazione è
l'operazione di riempimento dei giunti fra gli
elementi lapidei, eseguita in genere con
boiacca di cemento.
tarsia: rivestimento in lastre (croste) di
pavimenti o pareti interne o esterne mediante
elementi policromi di materiali vari. Se in
pietra,
si
parla
propriamente
di
"incrostazione" o "mischio"; nel caso di
essenze lignee, di "intarsio" e, per lavori di
maggior impegno, di "tarsia" o "opus sectile".
Tali decorazioni, puramente ornamentali,
possono però sottolineare motivi strutturali o
rivestire finalità ottiche. Rispetto al mosaico,
la tarsia in pietra presenta alcune differenti
caratteristiche: i pezzi di cui si compone hanno
forma più varia e maggiori dimensioni e
formano superfici più compatte, non
affiorando tra un elemento e l'altro il letto di
base. Infine col procedimento, seguito per il
mosaico, della giustapposizione si combina
spesso quello dell'incastro.
tessera: cubetto in vetro, pietra o marmo, più o
meno regolare, impiegato per la realizzazione
dei mosaici.
vaglio: processo di selezione cui viene
sottoposto il ciottolo di fiume per ottenere
materiali di pezzatura omogenea.
zanca o chiavella: arnese metallico con una
estremità ripiegata o ricurva, utilizzato per
collegare fra loro e fissare al paramento i
conci lapidei.
TECNICHE DI LAVORAZIONE_______________________________________________________
a bugnato o bozzato: particolare tipo di
rivestimento murario realizzato con conci
lapidei (bugne), utilizzato in architettura per
dare agli edifici aspetto di forza e di austerità.
Un edificio bugnato si dice "di stile rustico".
a intarsio: nome, non del tutto proprio, per
indicare la tecnica (o il prodotto) di unione di
pezzi di pietra di diverso colore, utilizzata per
decorare murature o pavimenti. Il termine è
più opportunamente usato per i lavori di
falegnameria. Nella lavorazione della pietra si
usa più correttamente il termine "mischio".
a mosaico: decorazione su pareti o pavimenti,
costituita da piccoli elementi o tessere di
pietra o altri materiali secondo un disegno
prestabilito su un fondo appositamente
preparato con un legante. Rispetto alla tecnica
della tarsia o intarsio, i pezzi di cui si
compone il mosaico hanno forme poco varie e
dimensioni minori e formano superfici meno
compatte. Può essere di più tipi: opus
tessellatum (connessione di piccole tessere
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quadrate dette "tasselli", in modo da imitare
un dipinto), opus vermiculatum (connessione
di tessere allungate), opus sectile (connessione
di tessere tagliate in modo da seguire
esattamente le linee del disegno).
accapezzata: operazione che consente di
spianare le superfici di un blocco di pietra da
costruzione, già ridotto a dimensioni prossime
a quelle definitive.
calettato: tecnica di legamento di due pezzi di
legno o metallo in modo che combacino
perfettamente tanto in grossezza che in
larghezza. Il termine è usato anche per definire
una tecnica di unione di conci che, mediante
una sporgenza dell'uno cui corrisponde una
concavità dell'altro, impedisce loro di
spostarsi.
costruzione, già ridotto a dimensioni prossime
a quelle definitive.
opus alexandrinum: tecnica di pavimentazione
che realizza disegni policromi (in genere
CARATTERISTICHE STRUTTURALI DEGLI ORGANISMI EDILIZI
bianchi e neri) in marmo, inseriti nei mosaici o
nell'opus sectile.
opus barabricum: tecnica di pavimentazione in
ciottoli.
opus musivum: vedi "mosaico".
opus scutulatum: tecnica di pavimentazione a
losanghe policrome di marmo.
opus segmentatum: tecnica di pavimentazione
che utilizza frammenti marmorei allettati in
cocciopesto.
opus tessellatum: tecnica di pavimentazione a
mosaico che utilizza tessere lapidee di forma
quadrata.
opus vermiculatum: tecnica di pavimentazione
a mosaico, che realizza figure tramite la
connessione di pietruzze (tessere) allungate.
TECNICHE DI FINITURA___________________________________________________________
a piano di sega: tecnica di finitura della pietra
che conserva le asperità delle superfici di un
concio spaccato tramite sega.
a scalpello: lavorazione con lo scalpello per
incidere, intagliare, scheggiare e simili
materiali come la pietra e il marmo.
a spacco: tecnica di finitura dei conci per cui
sono lasciati allo stato in cui si trovano dopo
la spaccatura. Può essere "a spacco di cava" o
"a spacco termico".
bocciardata: tecnica di finitura che rende
scabra una superficie lapidea mediante un
apposito pestello metallico (bocciarda) o un
ferro a punta (martellina).
gradinata: tecnica di finitura che rende rigata la
superficie del marmo o di altra materia per
mezzo della "gradina".
grezzo: detto di concio lapideo non rifinito,
lasciato alla stato di sbozzatura a spacco di
cava.
levigata: tecnica di finitura che tende ad
eliminare le irregolarità e le asperità di una
superficie lapidea mediante l'utilizzo di piatti
abrasivi o frese.
lucidata: tecnica di finitura diretta a conferire
una appropriata lucentezza ai tipi di pietra che
ne sono suscettibili.
martellinata: tecnica di finitura dei conci,
ottenuta con un martello a mano con testa a
punte piramidali, per conferire loro una
superficie non liscia. Può essere semplice o
doppia.
orsatura: tecnica di pulimento a cui si possono
sottoporre i conci, che consiste nello
sfregamento con una pietra dura detta "orso".
spuntata: tecnica di finitura della pietra che
mira ad ottenere una superficie scabra
mediante una punta di acciaio battuta con il
martello.
CARATTERISTICHE FISICHE_______________________________________________________
durezza: per quanto riguarda la pietra è il grado
di resistenza agli agenti esterni e quindi è la
proprietà di resistere alla scalfittura o alla
lavorazione. Le pietre possono essere tenere
(peso specifico inferiore a 2,7), mezzane (peso
specifico inferiore a 2,9) o dure (peso
specifico superiore a 2,9).
gelività: attitudine delle rocce o di altri materiali
a disgregarsi per azione del gelo.
granosità: proprietà caratteristica di una pietra
costituita di grani, graduata a seconda della
minore o maggiore quantità dei grani stessi.
lavorabilità: attitudine di un materiale ad essere
sottoposto a determinate lavorazioni.
porosità: proprietà di una roccia di includere
spazi vuoti. Il coefficiente di porosità totale di
una roccia è il volume percentuale dei suoi
vuoti. Si distingue una "porosità primaria",
contemporanea alla genesi della roccia, e una
"porosità secondaria", causata da fratture,
dissoluzioni ed altre azioni successive. La
porosità
dipende
dall'assortimento,
dall'assetto, dalla forma dei granuli della
roccia e dalle sue fratture.
scistosità: tessitura caratteristica di molte rocce
metamorfiche, con disposizione dei minerali
in letti o bande alternati subparalleli. E' così
detta anche la caratteristica degli scisti
cristallini di sfaldarsi secondo piani
approssimativamente paralleli.
struttura: insieme delle proprietà scalari:
forma,
dimensione,
abito
cristallino,
disposizione reciproca dei granuli che
costituiscono una roccia. "Struttura" si usa in
questo senso soprattutto nella petrografia delle
rocce eruttive e metamorfiche.
--- cristallina: composta interamente o
parzialmente da minerali cristallizzati.
--- granitoide o granitica): vedi "granulare".
--- granulare: di struttura cristallina con tutti i
cristalli costituenti dello stesso ordine di
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CARATTERISTICHE STRUTTURALI DEGLI ORGANISMI EDILIZI
dimensioni; a volte la struttura granulare è
detta "granitoide".
--- nodulare: composta da noduli, cioè da
elementi a forma globosa, lenticolare,
arrotondata.
--- saccaroide: di struttura glanoblastica in cui
gli individui ricristallizzati hanno diametri
simili e sono appena visibili ad occhio nudo,
così da ricordare una massa di cristalli di
zucchero. Il termine è particolarmente usato
per rocce monominerali.
venato: soprattutto di marmo segnato da
venature di vario colore. E' detto anche del
legno.
venatura: particolarmente nei legni o nei
marmi, l'evidenza assunta, sulla superficie
lavorata,
dalle
fibre
vegetali
e,
rispettivamente,
dalle
stratificazioni
geologiche, che talvolta, per la bellezza del
colore e la regolarità del disegno, conferisce
pregio ai materiali stessi.
ATTREZZI_________________________________________________________________________
arpese: elemento metallico uncinato alle due
estremità usato per collegare fra loro, in senso
verticale, conci di pietra o parti di costruzioni
murarie.
filo elicoidale: sottile fune di acciaio avvolta ad
elica che, montata in circuito chiuso tra
pulegge di rinvio, viene adoperata per il taglio
o la lavorazione di marmi o pietre pregiate
con il minimo spreco.
fresa: in varie tecnologie, utensile con
superficie di rotazione dotata di taglienti
multipli o di materiale abrasivo, utilizzato per
lavorare oggetti metallici o pietra.
martellina: martello con ferro tagliente da
ambo le parti. Nella martellinatura della
pietra, si usa una martellina con testa a punta
piramidale.
martello pneumatico: macchina operatrice ad
aria compressa, usata per forare, abbattere,
demolire,
etc.
Nella
tecnica
della
bocciardatura della pietra, in particolare, è
utilizzato un martello pneumatico con testa a
punte piramidali.
mazza: strumento di ferro per spaccare o per
lavorare la pietra, simile ad un grosso martello
con bocca quadrata da entrambe le parti o da
una sola parte, da impugnare a due mani. E'
così chiamata anche la parte mobile del
maglio.
mazzetta: piccola mazza in ferro usata nella
lavorazione della pietra.
scalpello: utensile da taglio in acciaio con taglio
unghiato e manico di legno, usato nella
lavorazione a mano di legni, pietre e metalli,
sul quale si picchia con un martello.
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