Campo de’ fiori 2 SOMMARIO Editoriale: 10 anni di Campo de’ fiori...................................3 L’intervista: Marco Falaguasta da “Cento vetrine” a “Fonzie”..................4-5 Lando Fiorini, una voce una città.........6-7 Curriculum vitae: Debora Zingarello................................................8 Roma che se n’è andata: Trilussa - Grande favolista del suo tempo........10-11 Suonare Suonare: Massimo Salvatorelli. Max Vobiscum!..............12-13 Sciogli lo stress dal Multitasking virale!.......14 Il coraggio di agire........................................15 Le scuole italiane all’estero durante il Fascismo.........................................................30 Il Pio Orfanotrofio Stefani.............................31 Il Fumetto: Un frammento di te...........................................34 L’angolo del collezionista: I ventagli..........................................................35 Una favola bellissima. Amichevoli di lusso...36 L’A.S.D. Civita Castellana Calcio giovanile si è affiliata al Brescia calcio................................36 Lasciatevi viziare dal Bar Hostaria L’aquila..37 I nostri amici..................................................38 Le auto della nostra infanzia.........................39 Nel cuore...................................................40-41 L’angolo del poeta.........................................42 Una “Fabrica di ricordi”: Pasquale Pacelli, un amico “cento” volte grande..............................43 Cine Parade: Buongiorno papà.........16 Intervista a Barbara Josiane Marchand.........44 Il rap come via d’uscita dal degrado dei quartieri.....................................17 Ecologia e ambiente: Cosa arriva sulle nostre tavole?...........................18 In difesa di diritti umani imprescindibili...........................................20-21 La mia filosofia è filososfia dell’unità...........22 Come eravamo: Mennea la freccia del Sud e i velocisti... di paese.24 Il design moderno arriva dal Bauhaus ancora attuale dopo 94 anni.........25 VII rassegna di teatro nazionale “Premio Arco d’Oro 2013”...........................................26 Ass. Artistica IUNA: Equilibri e forme nell’immediatezza del colore nell’arte di Marco De Santis....... ............................28 Il nostro Papa................................................44 Lettera aperta a Papa Francesco..................44 Isa Pola: storia d’un mito....................................29 Riccardo Muti dirige Antonio Poli ne “I due Figaro”..............45 News..........................................................46-47 Le proposte editoriali di Campo de’ fiori.................................................................48 Roma com’era................................................49 Oroscopo........................................................50 Messaggi........................................................51 Agenda.......................................................52-53 Album dei ricordi....................54-55-56-57-58-59 Annunci gratuiti........................................60-61 Selezione offerte immobiliari ..................62-63 In copertina Lando Fiorini I NOSTRI RECAPITI UTILI SEDE OPERATIVA : PIAZZA DELLA LIBERAZIONE, 2 - CIVITA CASTELLANA (VT) TEL/FAX 0761.513117 - [email protected] SEDE RAPPRESENTATIVA: VIALE MAZZINI, 140 - ROMA Campo de’ fiori 3 10 anni di Campo de’ fiori V orrei poter rinascere tante volte per godere dell’amore bambino, così come vorrei poter tornare al primo giorno di Campo de’ fiori per rivivere la forza sana, la passione nuova ed il sogno intero di quel momento. Quante stagioni sono passate, ma sapere, ancor oggi, appassionarmi e sognare insieme ai miei tanti collaboratori, m’infiora l’anima, e lì raffiora il palpito di quel primo amore. Potrei scrivere di fede e di politica ma così fan tutti e nulla cambia. Sarò allora leggero, per pensare a noi. Noi che siamo il popolo di Sandro Anselmi dei benpensanti, di quelli che odiano il male ed il grigiore del malessere e guardano in alto, oltre il rumore ed il fetore, per scorgere orizzonti placidi e sereni, nascosti ai più. Sono veramente soddisfatto e felice d’aver chiamato molte persone a camminare su questa strada, riscoprendo modi e sentimenti antichi, ma mai vecchi! Le storie di tanta gente, la grande voce popolare hanno seminato per dieci anni i prati di Campo de’ fiori, e lì sono germinati emozioni e sentimenti nel più bell’affresco di colori. Volano pensiero e fantasia, mai mediocri e l’infinita linfa, inesauribile sorgente di immagini e parole, sgorgherà ancora! Le più belle firme, libere e feconde, produrranno florilegi d’onestà intellettuale, e saranno tanti e tanti gli anni che verranno. AD MAIORA! L La nostra storia a rivista Campo de’ fiori nasce nell’Aprile del 2003, per volere del direttore editoriale Sandro Anselmi. La sua passione per l’editoria lo aveva portato già in precedenza ad avere altre esperienze nel settore, ma mai a questi livelli. Coadiuvato dal direttore responsabile Stefano De Santis, nonché da Cristina Evangelisti, curatrice della parte grafica, pubblica il primo numero in bianco e nero, composto da appena dodici pagine. Sono da subito numerosi i validi collaboratori che vengono a portare il proprio appoggio, e, un immediato successo, riscuotono le vecchie foto, pubblicate nella rubrica “Album dei ricordi”, che ancora oggi contraddistingue la rivista. Il periodico, grazie all’adesione degli sponsor, diventa ben presto un mensile che dedica ampio spazio al sociale, ma anche all’arte, alla cultura, alle tradizioni locali ed all’attualità, cercando di non deludere mai le aspettative del sempre più ampio pubblico, che inizia a cercarlo assiduamente. Nato come il giornale di Civita Castellana, riesce, poi, ad ampliare, con enorme successo, il proprio raggio d’azione in tutti i paesi limitrofi, toccando il Viterbese, la Sabina, Roma ed il litorale. È riuscito, infatti, a conquistare ampiamente la capitale, essendo presente nei suoi luoghi più importanti, dai teatri, alle Università, per citarne alcuni. Pian piano sono diventati sempre più numerosi anche gli abbonati, che nonostante la gratuità, preferiscono averla direttamente a casa. Rispetto agli esordi, oggi Campo de’ fiori è diventata una vera e propria rivista glamour: sessantaquattro pagine a colori, con tante interviste esclusive a personaggi del mondo dello spettacolo, storie inedite, messaggi d’auguri speciali, vecchie foto, eventi d’attualità ai quali dare rilevanza, ed informazioni utili. Nonostante la crisi del momento, la qualità, la crescente diffusione e la sempre più ampia notorietà, nonché il forte interesse dimostrato dagli affezionati lettori sono una garanzia per gli sponsor, che ogni mese scelgono le pagine della rivista per pubblicizzare la propria attività. Campo de’ fiori continua ad essere una rivista free lance. Nel frattempo la redazione, sempre più ampia, esperta ed affiatata, non ha trascurato le tecnologie moderne, potenziando il visitatissimo sito www.campodefiori.biz, dove è possibile trovare tutti i numeri della rivista a partire dal primo e contattare direttamente la redazione, e utilizzando anche la piattaforma sociale Facebook, dove al profilo di Campo de fiori Rivista è possibile richiedere l’amicizia e tenersi aggiornati su tutte le novità relative alla testata. Proprio in qualità di testata giornalistica ormai affermata, Campo de’ fiori ha potuto partecipare in questi ultimi anni a manifestazioni artistiche e culturali mettendo in palio il proprio Premio della Stampa. Tra di esse: il Minifestival Città di Viterbo, il Premio di teatro nazionale “Arco d’oro”, il Festival della Canzone Romana, il Roncio d’oro. L’Associazione Accademia Internazionale d’Italia, editrice della rivista, ha inoltre pubblicato diversi volumi: “Il bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo”, “Re per un anno” ed “Identità e valore” del Prof. Massimo Marsicola; “Un nobile brigante” di Augusto Stefanucci. Ha inoltre già realizzato tre calendari, destinati alla raccolta di fondi per associazioni locali: nel 2011 per il Centro Socio Educativo Rosa Merlini Frezza, nel 2012 per l’A.T.A.M.O e nel 2013 per “Una mano al tuo ospedale onlus”. Numerosi sono i progetti messi in cantiere che ci auguriamo di potervi mostrare ancora in un lungo futuro! Grazie a tutti!!! La redazione Campo de’ fiori 4 MARCO FALAGUASTA... da “Cento Vetrine” a “Fonzie” L’attore si racconta nel suo ultimo spettacolo in teatro L a nostra idea di parlarvi di Marco Falaguasta è partita proprio da questo suo ultimo spettacolo che lo vede protagonista assoluto insieme alle emozioni della vita : “Cosa farebbe Fonzie al posto mio?” Autore, regista, attore apprezzatissimo sia dal punto di vista teatrale che televisivo, Marco si racconta fin da giovanissimo fino all’evolversi della sua carriera ed al successo odierno. Dopo aver completato gli studi ed esser diventato avvocato, attratto ben presto dal fascino teatrale, nel 1991 fonda la Compagnia “Bona la Prima“ insieme ai suoi amici di sempre Marco Fiorini, Vanessa Fulvio e Piero Scornavacchi a cui si aggiungono ad ogni nuovo spettacolo altri attori di fiducia. L’anno successivo scrive, ne cura la regia, ed interpreta insieme alla compagnia formata “So tutto sulle donne“, che diventa subito un cult grazie alla sua vena ironica e poetica allo stesso tempo, che attrae un numeroso pubblico composto soprattutto da giovani che si riscoprono nelle gags e storie proposte. Nel 2000 arriva la sua prima interpretazione in tv ed interpreta Gesù in “Morte et Resurrectio“ trasmesso in mondovisione per il Giubileo. Nel 2001, grazie all’allora sindaco di Roma Veltroni, ottiene la concessione di Villa Sciarra a Roma per la manifestazione “Roma che Ride“ per l’estate romana che ancora oggi gestisce come una delle manifestazioni più longeve. Dal 2003 si dedica alla televisione interpretando numerose fiction tra cui “Incantesimo 7”, “Orgoglio” (Claudio Manzi), “Una famiglia in Giallo”,”Distretto di Polizia 4”, “La Squadra 4”, “Carabinieri 3”, “Cento Vetrine” (Michele Raggi), “La Terza Verità”, “Provaci ancora Prof”, “Il Bene e il Male”, “Il Restauratore” con Lando Buzzanca e Martina Colombari. Seppur molto giovane, riceve molti premi tra cui il “Premio Tani” per la miglior commedia dell’anno (2001, Andata e Ritorno), nel 2002 riceve dal sindaco Veltroni il premio quale miglior giovane regista della capitale, nel 2003 il “Premio Ettore Petrolini”, suo grande maestro e nel 2004 il premio quale miglior commediografo. Dopo il primo successo teatrale del 1992 scrive, dirige ed interpreta “Letti a castello“, “Tempi supplementari“, “Bolle di Sapone“, “Due volte Natale“ (da cui ne trarrà anche un film), “Andata e Ritorno“, “Non vedo l’ora“, “Trenta senza lode“, “Il sapore della luna“, “E poi gli dirò“, “So tutto sulle donne, 20 anni Campo de’ fiori dopo“, “Punto e ... a capo“, “Pane e Befane“, “E’ facile smetter di sposarti se sai come fare“, “L’ultimo rigore“, tutte incentrate sull’universo giovanile tra satira e realtà. Dopo tanti successi Marco è sempre con i piedi ben piantati in terra ed i suoi valori restano sempre la famiglia (una moglie e due figli stupendi!), gli amici e le piccole cose proprio come iniziò più di 20 anni fa. 5 Non poco in un momento come il nostro! PER ASCOLTARE LINTERVISTA A MARCO FALAGUASTA: http://www.spreaker.com/user/4565553/intervista_a_marco_falaguasta Sandro Alessi Campo de’ fiori 6 Lando Fiorini: una voce, una città! 45 anni di Puff... 45 anni di risate e romanità I mmancabile il nostro appuntamento di primavera con il cantattore romano Lando Fiorini, che con grande soddisfazione festeggia quest’anno i quarantacinque anni del suo Puff, il piccolo teatro nel cuore di Trastevere che, con non pochi sacrifici, fondò nel 1968. Di ritorno dalla turnèe americana con Rugantino, Lando decide di trasformare una vecchia cantina in Via dei Salumi, in un accogliente teatrino, che sposterà poi nell’attuale sede, in Via Zanazzo. Proprio lì muoveranno i primi passi alcuni dei più grandi comici ed attori italiani: Lino Banfi, Enrico Montesano, Gianfranco D’Angelo, Maurizo Mattioli, Leo Gullotta, Fioretta Mari, ancora oggi molto affezionati all’amico Lando ed al suo Puff. Il cantante, che difende la romanità a spada tratta, essendone ormai diventato nell’immaginario collettivo uno dei principali simboli viventi, ha fatto del Puff la sua vita, senza mai tradirlo, ma spendendo per esso tutte le sue energie. “45 volte Puff: ieri oggi e … Romani” è il titolo dello spettacolo che Fiorini e la sua affiatatissima squadra composta da Camillo Toscano, Laura Di Mauro e Simona D’Angelo stanno portando in scena per questa stagione che terminerà a giugno. Un revival dei migliori successi di questo quasi mezzo secolo di cabaret, arricchito dall’inevitabile satira d’attualità. E da questo punto di vista, Lando Fiorini può essere sicuramente considerato una sorta di Pasquino parlante dei giorni nostri. Ci parli un po’ di questo qurantacinquesimo spettacolo. E’ uno spettacolo che celebra una ricorrenza. Quarantacinque anni sono una vita e la sua particolarità sta nel fatto che partiamo da un filmato in bianco e nero che realizzò l’Istituto Luce, a mia insaputa, nel 1968, e che abbiamo trovato per caso navigando in internet. Nella seconda parte, invece, mandiamo lo spezzone del video della festa dei quaranta anni del Puff, quando ci sono venuti a trovare tutti i più grandi artisti che da qui sono partiti. Io sono gratificato da questo perché io ho imparato tanto da loro e loro hanno imparato tanto da noi. Io sono sempre contrario a tutto quello che è elettronica come, in questo caso lo schermo gigante ed il video proiettore, perché, si potrebbe improvvisamente rompere. Grazie a Dio finora non è successo mai, ma sto sempre col timore! È uno spettacolo particolare, anche con le cose più belle di tutti questi anni, e alla gente piace. Ma il Puff sta soffrendo la crisi del momento? Purtroppo sì, senza prenderci in giro. Mentre fino a tempo fa avevamo lunghe liste d’attesa per accontentare la gente, oggi si fatica perché molti hanno paura di uscire da casa, non hanno soldi e la preoccupazione principale è quella di poter comprare ogni giorno un pezzo di pane. Ma malgrado la crisi noi teniamo duro! Molti teatri, purtroppo, hanno già chiuso, ma io finchè ho un’oncia di fiato e di forza cerco di arrampicarmi. Il Puff deve esistere perché è un pezzetto di Roma. Qual è il segreto della giovinezza del Puff e di Lando Fiorini? Secondo me è la semplicità e il non fare mai il passo più lungo della gamba, non vendere più di quello che si ha. Mi Campo de’ fiori ha già contattato l’impresario per le serate e mi ha chiesto di fare una serata al Sistina. Ma ho detto di no perché mi sembrava un po’ un’esagerazione, visto che il Puff mi impegna già molto. Quando vorrò farlo, lo farò seriamente, anche se dovrò staccarmi per un po’ dal Puff, capisci? Squadra vincente non si cambia. Come ci descrive i suoi compagni di palco? Camillo Toscano lavora con me da dieci anni, Laura Di Mauro sono tre anni, mentre Simona D’angelo è la prima volta che debutta con noi. Ci divertiamo facendo divertire. Camillo Toscano è un avvocato con la fissa di far ridere la gente, tant’è che si scrive anche i pezzi per conto suo; la Di Mauro, oltre ad avere una voce straordinaria, è una ragazza di grande professionalità, molto seria; Simona, invece, è una giovane piena di vita, sprizza felicità da tutti i pori, come si dice. Ma non voglio dimenticare assolutamente un’altra colonna importante del gruppo, il maestro Romano che ci accompagna al pianoforte e poi, dietro le quinte, gli autori Delle Donne e Borrelli e la nostra storica sarta, Lucia. Proprio in questi giorni sono scomparsi due personaggi molto importanti per Roma e per la romanità: Trovajoli e Califano. Come li ricorda? Con la scomparsa di Trovajoli ho perso qualcosa di importante perché fu lui che mi scelse per cantare le canzoni nella commedia musicale Rugantino e da lì è cambiata la mia vita. Abbiamo saputo che era morto solo tre giorni dopo ed io ho pianto vera- mente. Dovrebbero organizzare a breve qualcosa in suo onore ed hanno subito interpellato me. Io sono pronto per qualunque cosa, sperando di reggere la botta visto che la sera, fino a tardi, sono in scena qui al Puff, non è sempre facile perché non sono più un ragazzino. Califano, invece, era un bellissimo collega e vederlo all’ultimo Festival della Canzone Romana seduto a cantare perché non ce la faceva a stare in piedi mi ha intristito ed ho sofferto per lui. Ho cantato tutte le sue canzoni più belle ed avevamo un rapporto di grande stima e simpatia reciproca. Forse dovevano fermarlo un po’ di tempo prima. Io, infatti, tutte le sere chiedo a mio figlio Francesco di venirmi a vedere durante lo spettacolo perché, se perdo qualche colpo, significa che è ora di ritirarmi in campagna. Ma mi fanno lavorare più di prima. Comunque in suo onore il 21 Aprile sarò ai Fori Imperiali per cantare “L’ultimo amico va via”, la stessa canzone che abbiamo inciso duettando nel mio ultimo cd “Ti presento Roma mia”, del quale avevo affidato la supervisione proprio a Trovajoli, che fu entusiasta di poter fare ancora qualcosa di bello per Roma. Il 4 aprile è stato anche il nono anniversario della morte di un’altra grande artista romana, Gabriella Ferri. Pensa che sia stata dimenticata? Penso proprio di sì, anche se non lo meritava affatto. Ma questo, purtroppo, è quello che accade a molti artisti. Gabriella era un’altro 7 grande difensore della romanità. C’è bisogno che emerga qualche giovane che continui a farsi carico di conservare e portare alto il nome di Roma, proseguendo le strade già tracciate da noi. A giugno terminerà la stagione teatrale del Puff. Ha già preso altri impegni? Sì, ho già diverse serate impegnate sempre per cantare Roma e la romanità. Ma spero anche di riposarmi un po’ perché, poi, in autunno si ripartirà con una nuova stagione, sempre qui, al Puff. È soddisfatto di questi splendidi quarantacinque anni di carriera? Assolutamente sì, come non potrei! Ora punto a raggiungere il prossimo importante traguardo, i cinquanta anni. Lanci un appello a tutti i nostri lettori che ancora non hanno visto il suo spettacolo. Semplice: venite a vederlo perché potrete passare una bella serata di risate, diversa e soprattutto lontana, per un po’, dai pensieri e dai problemi di tutti i giorni. Sosteniamo l’appello lanciato da Lando Fiorini, perché lasciarsi sfuggire l’occasione di godere di una bella serata di vero divertimento sarebbe un gran peccato. Vi ricordiamo, inoltre, che il Puff non è solo cabaret ma anche ristorante, dove si possono gustare tutti i migliori piatti della tradizione romana, proprio prima di liberarsi in un fiume inarrestabile di risate. Dall’8 aprile, il ristorante rimane aperto anche a pranzo con un menù completo ed economico non solo per i tanti turisti che affollano la capitale e che fanno del Puff una delle tappe fisse da visitare, ma anche per i romani di passaggio che sono costretti a consumare un pranzo al volo, senza dover rinunciare, però, alla buona cucina ed al piacere di sedersi a tavola in un luogo unico ed esclusivo. Rinnoviamo al nostro grande amico Lando i migliori auguri che questo splendido traguardo raggiunto, certi di incontrarlo ancora tante volte al Puff, sempre in ottima forma. Ermelinda Benedetti Campo de’ fiori 8 Curriculum vitae DEBORA ZINGARELLO N asce a Torino, ma dal 2005 si trasferisce a Roma dove si laurea alla Sapienza in Sociologia e comincia a frequentare le migliori scuole di teatro della capitale, attratta dal fantastico mondo della recitazione. Ma fin dalla giovane età Debora aveva scelto la strada dello sport tanto che le sue prime esperienze la vedevano protagonista nella ginnastica ritmica, nell’atletica leggera, nel calcetto e soprattutto nella danza, tanto che nella sua città natale salì la prima volta su un palco all’età di dieci anni. Nel 2003 iniziò a recitare con piccole compagnie locali frequentando alcuni laboratori teatrali tra cui quello di Marco Falaguasta, Sabina Calvesi e Angela Calefato e quello di “Corpo/Voce” diretto da Mamadou Dioume non tralasciando il doppiaggio (Accademia del Doppiaggio, diretta da Roberto Pedicini e Christian Iansante) ed il portamento. Nel 2007 la vediamo protagonista nella sua prima esperienza teatrale con “Sogno di una notte di mezza estate“ diretta da Sabina Calvesi; dal 2008 al 2010 viene diretta da Marco Falaguasta in “Monologhi“, “Atti Unici di F.Fiorentini”, “Bolle di Sapone“ e “Bona la Prima“. Nel 2012 recita in “Ciao Papà, ti presento mia madre !“ e nel 2013 in “L’altro volto dell’autore, corti teatrali” e “C’e’ un morto giù in cantina !“. In quest’ultima commedia, scritta e diretta da Salvatore Scirè, recita accanto a Raffaele De Bartolomeis, Gabriella Di Luzio, Luca Di Cecilia, Matteo Lombardi, E.P. Moretti, Paola Pieravanti, Adolfo Bianchi Whites, Emily Giardini e Fernando Gatta in scena al Teatro Petrolini di Roma. Abile nel destreggiarsi tra ruoli drammatici e comici, ma sfolgorante con la sua arma migliore: il sorriso! Sandro Alessi Campo de’ fiori 10 Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi T rilussa - Grande favolista del suo tempo rapporti con il regime furono sempre improntati a rispetto reciproco; possiamo facilmente immaginare quale sarebbe stata la sua produzione poetica ai giorni nostri. C arlo Alberto Salustri - Trilussa, lo abbiamo già incontrato in occasione della pubblicazione dell’articolo dal titolo: Trilussa - Poeta chansonnier. Figlio di Vindi Riccardo cenzo, originario di Albano Consoli Laziale e Carlotta Poldi, bolognese, nasce il 26 ottobre 1871, vive un’infanzia poverissima e ha soltanto tre anni quando rimane orfano del padre, segue corsi di studi piuttosto irregolari e, nel 1887, ancora giovanissimo, esordisce sul Rugantino, rivista diretta da Giggi Zanazzo, che gli pubblica brevi poesie romanesche; più tardi scrive anche per il Don Chiscotte, Capitan Fracassa, I Messaggero, Il travaso delle idee e Il resto del Carlino. Autentico anticonformista, sempre al di sopra della politica, non prese mai alcuna tessera di partito amando definirsi un “non fascista” piuttosto che un “anti fascista”. Con la politica ebbe un rapporto conflittuale e, non di rado, scriveva della decadenza di questa ma, pur facendo della satira, i suoi Ben lontano dall’essere un intellettuale, la fonte della sua ispirazione, più che i libri, furono le strade di Roma, quando il ricordato Rugantino gli pubblicò i primi versi, arrivò presto il consenso dei lettori. La sua fama crebbe rapidamente e, nel periodo compreso fra il 1920 e il 1930, la sua notorietà raggiunse il culmine, tuttavia, egli non frequentò mai i Circoli letterari, ai quali preferiva le Osterie romane; recentemente lo abbiamo ricordato quale socio fondatore del Club “Amici della Cisterna”, assieme a personaggi come: Ettore Petrolini, Cesare Pascarella, Luciano Folgore, Livio Jannattoni, Giuseppe Ceccarelli “Ceccarius” e molti altri. Verosimilmente Trilussa diventa poeta attraverso la cronaca e, in particolare, attraverso la cronaca cittadina degli spettacoli, dei teatri, dei caffè - concerto, dalle altre novità e curiosità quotidiane, oltre che nei giornali romani di fine secolo con i quali il ragazzo, appena finite le scuole, inizia a collaborare. Il suo non è l’unico esempio, in quegli stessi anni, o press’a poco, nel giornale nasceva anche Gabriele D’Annunzio che, nelle cronache della vita mondana, dei concerti e degli spettacoli, ricercava i primi elementi di quella che sarebbe stata la base delle sue favole amatorie. Ben presto, attraverso le sue opere, Trilussa diviene un personaggio popolarissimo, ma nel corso della sua vita è sempre assillato da problemi economici; riesce a mantenersi con i proventi editoriali e con le collaborazioni giornalistiche, ma l’incubo del pagamento dell’affitto dell’appartamento dove vive assieme alla sua governante è costante. Sempre pieno di debiti, pur non vivendo nel lusso, si gode la vita circondato da belle donne, indossa abiti eleganti ed è assiduo frequentatore di teatri circondato da un nugolo di spassosissimi amici, è anche un ottimo dicitore dei suoi versi, per cui, sulla scia del successo, inizia a frequentare i “salotti” nel ruolo di “poeta - commentatore” del fatto del giorno. Con un linguaggio arguto tipico del dialetto borghese, Trilussa ha commentato circa cinquant’anni di cronaca italiana e romana, in particolare: la corruzione dei politici, il fanatismo dei gerarchi, gli intrallazzi dei potenti erano alcuni dei suoi bersagli preferiti, ma frequenti erano i momenti di sentita malinconia, le sue sconsolate riflessioni sulla vita, i guizzi dell’ironia, le tristi considerazioni sugli amori che appassiscono e sulla Campo de’ fiori solitudine che rende così amara e vuota la vecchiaia. La vera chiave di lettura della satira di Trilussa la si può ritrovare nelle favole e, come molti altri favolisti, egli insegnò la morale, ma la sua morale non fu mai generica, ma piuttosto legata ai commenti dei fatti della vita ideando un linguaggio più prossimo all’italiano nel tentativo di portare il vernacolo del Belli verso l’alto. Alla Roma popolana del poeta di Roma, sostituì quella borghese, alla satira storica, l’umorismo scaturente dalla cronaca quotidiana. Recentemente Rai 1 ha mandato in onda uno sceneggiato dal titolo: Trilussa - Storia d’amore e di poesia con la partecipazione di due straordinari attori quali sono Michele Placido, nel ruolo del protagonista e Monica Guerritore in quello di Rosa Tomei la governante che gli è rimasta accanto per quarant’anni; uno sceneggiato il cui compito dichiarato è quello di far conoscere al grande pubblico un uomo dall’anima complessa, un cantore di una amara filosofia di vita, ma in grado di conquistare il cuore della gente. La vicenda televisiva inizia nel 1937 alla vigilia della persecuzione ebraica e della seconda guerra mondiale e si riferisce agli ultimi anni di vita del poeta quando, ormai sessantaseienne, vive in una casa - studio, nel ghetto ebraico di Roma, assistito dall’inseparabile governante e, con i suoi versi e le sue fiabe per l’infanzia, è divenuto una vera e propria gloria per i romani; il racconto si concluderà nel 1950 con la morte del poeta. Di Trilussa, Michele Placido ha detto: “ … E’ stato un uomo libero e irriverente, sempre a corto di soldi che non si è mai piegato al potere. È riuscito a districarsi tra il Papa e Mussolini, gli uomini più potenti, senza mai allinearsi e preferendo vivere in ristrettezze piuttosto che accettare compromessi … “ e Monica Guerritore: “ … Raramente ho visto nella storia del cinema, un amore così grande e potente. Rosa è stata la salvezza di Trilussa, la custode di tutta la sua intimità, lo salvava dai creditori e da se stesso, accudendolo amorevolmente come un’amante, una badante, una madre, un’amica, una sorella, per consentirgli di scrivere in serenità. Nei momenti economicamente più duri, si privava lei stessa del cibo … “. Lo sceneggiato è stato girato interamente a Roma tra i vicoli incantevoli del centro, le piazze e i quartieri storici della capitale, da Galleria Sciarra a Trastevere, dall’Arco de’ Cenci all’Isola Tiberina, al Teatro dell’Opera, passando per Villa Borghese e il Campidoglio; luoghi di straordinaria bellezza che ci riportano in quei luoghi e in quegli angoli di Roma, molto amati da chi scrive, dove Trilussa ha trascorso la sua movimentata vita. 11 e: “Fermi, disse, mi sono espresso male!” Tornate indietro e statemi a sentire: Solo chi ha preso l’uccello deve uscire!” A testa bassa e la corona in mano, le donne tutte usciron pian piano. Ma mentre andavan fuori gridò il prete: “Ma dove andate, stolte che voi siete! Restate qui, che ognuno ascolti e sieda, io mi rivolgo a chi l’ha preso in chiesa!” Ubbidienti in quello stesso istante le monache si alzarono tutte quante e con il volto invaso dal rossore lasciarono la casa del Signore. “Per tutti i santi” , gridò il prete, sorelle rientrate e state quiete, convien finire, fratelli peccatori, l’equivoco e la serie degli errori: esca solo chi è così villano da stare in chiesa con l’uccello in mano. Ben celata in un angolo appartato una ragazza col suo fidanzato, in una cappelletta laterale, ci mancò poco si sentisse male e con il volto di un pallore smorto disse: “Che ti dicevo? Se n’è accorto!” Un giorno, in teatro, alla presenza del Duce e delle più alte Autorità, Trilussa recita: L’uccelletto una delle sue composizioni più note. Era d’agosto e il povero uccelletto, ferito dallo sparo di un moschetto, andò, per riparare l’ala offesa, a finire all’interno di una chiesa. Dalla tendina del confessionale il parroco intravvide l’animale mentre i fedeli stavano a sedere recitando sommessi le preghiere. Una donna che vide l’uccelletto lo prese e se lo mise dentro il petto. Ad un tratto si sentì un pigolio: “pio pio, pio pio, pio pio.” Qualcuno rise a sto cantar d’uccelli e il parroco, seccato urlò: “Fratelli! Chi ha l’uccello mi faccia il favore di lasciare la casa del Signore!” I maschi un po’ sorpresi a tal parole lenti e perplessi alzarono le suole, ma il parroco lasciò il confessionale Il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, il 1° Dicembre 1950, venti giorni prima che morisse, nomina Carlo Alberto Salustri - Trilussa, Senatore a vita. Uno dei primi numeri del settimanale “Epoca”, dedicato alla notizia del suo decesso, riporta che il poeta, da tempo malato e, probabilmente, preparato alla fine imminente, con immutata ironia, ha commentato: “M’hanno nominato Senatore a morte”. Al momento del trapasso, benché settantanovenne, Trilussa, con civetteria d’altri tempi, si ostina a dichiarare di averne, soltanto, si fa per dire, settantatre. Campo de’ fiori 12 di Carlo Cattani Mass im o Sal v ator e ll i MAX VOBISCU M! Venite siore e siori …..ultime replicheeee ! Sdreeng…..sdreeng … sdrooong…..screaeeeek … Carlo:…forse un po’ di svitol a queste cerniere non guasterebbe! Salvatorelliiiiiii? Sei in ca…ntina? Massimo:….quaggiù quaggiù…sono quaggiù!...Ma tu guarda che bella coincidenza! Per un mese ti ho pensato intensamente “buio & notte” e poi ……tre mandate di chiave e tu guarda un po’ il caso …..ti materializzi ! Ma.. dimmi dimmi…: erano buone le fettuccine ruvide ruvide col sughetto? Carlo: succulente!!! Condite a giusto punto … ”tanto pe magnà” … ti dirò... un condimento semplice semplice.... da vero sballo ... grazie alle erbe....... Massimo:… erbe..eh? Carlo:….si c’è stato uno stupefacente incontro tra la fettuccina, il pomo- doro, la carota, il sedano e ‘na cipolla! Bada… Salvatorelli!…intuisco in quali “campi” mi vuoi portare …attento …. e riportiamo l’incontro dentro i solchi del “CAMPO” giusto …senza sottointendere, polemizzare, pretendere, rimostrare etc etc...! Tanto i semi di papavero nel sugo…non ce li metterò mai!…però, magari.. due chiodi di garofano …quelli si! Massimo:…eh i chiodi….…fosse per me li utilizzerei in modo più proficuo ….NELLA CARNE ….ma la situazione del momento non me lo consente! Carlo: a Ma…me stà a ritornà la fame …. riconsolamoce co l’ajetto… parliamo un po’ delle ricette della tua scrittura …. come approcci alla realizzazione di un libro? Hai già tutto chiaro o procedi seguendo un‘ispirazione progressiva? Massimo: risposta difficile (!) perché non ho seguito sempre lo stesso metodo .... ma delle idee “teoriche” le ho! Per “Caina attende”, sono partito da un’idea abbozzata …anzi, due, una per ciascun sub plot, religiosamente appuntate su un quaderno e, poi, sono andato sviluppandole….man mano che scrivevo; però, capita che certe cose non filano, altre non mi piacciono più e quindi, ad esempio, per il primo libro, “Caina attende”, un paio di modifiche in corso d’opera sono state essenziali….. in una certa misura i libri “si scrivono” da soli, al di là dell’immagine più o meno efficace e quasi magica, la verità è che quando tu hai iniziato a caratterizzare un certo personaggio o una situazione, spesso ti rendi conto che non può più succedere quello che hai immaginato, perché quel personaggio non lo farebbe mai o quell’avvenimento è (terza parte) troppo poco credibile o è concretamente irrealizzabile….leggevo tempo fa che uno scrittore inglese, per me bravissimo, si lamentava, con sottile humour britannico, che da quando ci sono i cellulari non si può più scrivere niente e, per questo, ambienta le sue storie quasi esclusivamente nel passato…. in effetti, con il progresso, centinaia di capolavori classici dei maestri del thriller, oggi sarebbero semplicemente impossibili! Potremmo fare qualche esempio, ma sono sotto gli occhi di tutti !Proprio per il primo libro ,“Caina attende” , avevo avuto un’idea splendida e ,magari, la sfrutterò in futuro e…. non te la dico! Un mio cugino, dopo aver apprezzato una mia brillante intuizione (!?), ha poi osservato: <ma non bastava che il tipo facesse una ricerchina in internet o una telefonata con il cellulare? > …e quindi ….” l’è tutto da rifare” e da ambientare almeno vent’anni prima! Ma …. nel terzo libro ho fatto tesoro di tutto questo! Carlo: eccolo lì: è arrivato Salvatorelli…il “furbetto del …thrillerino “ ! Vabbè…andiamo avanti! Massimo: ti dirò di più: tra “Caina attende” e il secondo libro, “Il collezionista ostinato”, in realtà, c’è un libro mai pubblicato ….. l’idea di fondo era bellissima ma ho fatto l’errore di scrivere troppo di getto, con pochi schemi chiari in testa….un libro finito ma mostruosamente lungo, sbilanciato… francamente illeggibile ….. immagina la tragedia se fossi stato pagato per scriverlo o se dovessi vivere con il frutto di quel lavoro….invece ho buttato tutto ma spero di riprendere l’idea di fondo, cui sono molto affezionato; una gran parte di quello che era un subplot e si era rivelato molto più interessante della trama principale (!), è stato trasfuso, con un adeguato sviluppo ne “Il collezionista ostinato” ed è diventato, in forma molto, molto più elaborata, la storia della caccia al disco e del gruppo rock presenti nel “Collezionista…”. Carlo:…uhff … “Collezionista” di qua … “Collezionista” di là…..e parlami de ‘sto “Collezionista” ….perché non si pensi che Campo de’ fiori qui si proceda con atti di censura e si operino dei tagli! Massimo: …eppure qualche taglio …lo opererei a chi so io ! … ma andiamo avanti … anche “Il Collezionista ostinato”, con le sue due storie intrecciate, in realtà una vive su un’idea molto nascosta, che, per non guastare la sorpresa al futuro lettore, è meglio non esporre, nasce dalle chiacchiere “lungomare” con mia moglie e da uno spunto che lei mi aveva segnalato: un articolo su Scientific American (nda: è una autorevole rivista di divulgazione scientifica) …. invece la collezione di dischi e il passato da rockettaro sono molto autobiografici... tuttavia, qualcuno, in sede di prima lettura mi ha fatto l’appunto che i gusti musicali, raffinatissimi (!) del protagonista dei mie libri, Max Perri, non erano adatti alla sua età: Max è profilato con un’età più giovane della mia ….nella sua prima “uscita” ha 33 anni! Ho aggirato,quindi, questa “criticità generazionale” escogitando un’influenza sulla cultura musicale di Max da parte della sorella più grande Alessandra. Molto utile, poi, internet, specie un paio di siti, uno, incredibile, su tutti gli artisti rock morti di una morte più o meno violenta e la rinnovata visione di quel capolavoro che è il film “Alice’s restaurant”, oltre ad approfondimenti su Woody Guthrie e, ovviamente, a tante utilissime idee che ti vengono leggendo giornali ed ascoltando storie presso gli amici...devo dire che il testo pubblicato è rimasto quasi invariato rispetto a quello spedito come “demo”, si direbbe in gergo musicale, all’agenzia letteraria e poi all’editore; hanno rilasciato un sacco di suggerimenti intelligenti, che dimostravano la cura nella lettura e nella comprensione del testo; molti erano “astuzie” editoriali alle quali non avrei mani pensato… quasi tutti li ho condivisi; ma si trattava di annotazioni abbastanza secondarie…ma per quanto riguarda la storia, il suo procedere, i tratti dei personaggi …. sono rimasti invariati. Inoltre, ho notato una grossa differenza nel rapporto tra il piccolo editore che ha pubblicato il primo libro e l’editore attuale, più grande, con il quale ho pubblicato il secondo e il terzo libro. Tanto per parlare di aspetti niente affatto secondari, ricordo che sul titolo e sulla copertina di “CAINA ATTENDE”, la Robin ha lasciato fare tutto a me; la copertina, praticamente, è stata quasi solo opera mia e, oggi, con una figlia che studia nel campo dell’immagine, posso dire che avrei potuto fare molto ma molto meglio! All’epoca, in verità, ho apprezzato questa autonomia contro le temute interferenze del bieco editore-padrone…..oggi a ripensarci ritengo quei pregiudizi niente di più sbagliato, tanto sul titolo quanto sull’immagine di copertina! Alla “Piemme” …il temuto “grande editore”, si sono concentrati molto e nel contratto era stabilito anche che la decisione finale sul titolo fosse rimessa a loro. Sulla copertina hanno fatto un lavoro spettacolare (!!!) … ho avuto modo di confrontarmi diverse volte con il loro grafico valutando diversi provini … invece sul titolo, devo dire, ci sono rimasto un po’ male: per me quel libro si chiamerà sempre “Inchiostro bianco”, il titolo che avevo scelto all’origine ma loro hanno elaborato tutta una serie di motivazioni, dimostrando quanta importanza davano al titolo e quali considerazioni editoriali ci fossero dietro tutte le scelte, a partire dalla data di pubblicazione. La scelta del titolo è VERAMENTE IMPORTANTE (!!!)…siamo seri: quanti libri hai scelto in vita tua solo perché intrigato da un titolo e una copertina? E’ del tutto irrazionale, ma la mia risposta è: molti più di quanti vorrei! Come ti dicevo non ho condiviso proprio tutto, forse più per considerazioni affettive che altro: il mio vecchio gruppo rock si chiamava proprio I.B. e così è stato ripreso ma mi rendo conto che nulla è lasciato al caso, e penso che sia giusto farsi guidare anche dall’esperienza….. poi, certo, mi avessero proposto una cosa del tipo “Max Perri alla riscossa”…. avrei reagito più energicamente! Carlo:….non ti agitare Salvatorelli! Piuttosto …parliamo del tuo rapporto con la musica e dei riferimenti musicali “sparsi” in ogni tuo libro… Massimo: oggi sono onnivoro … Carlo: …ahhh…stai lontano!... non sono venuto solo all’appuntamento…e poi … ehm...si…dunque…ho un microchip …. sotto pelle …proprio qui, dietro la scapola… .un localizzatore GPS quarzato …munito di un combinatore telefonico ….insomma un congegno potentissimo e inesorabile! Se non uscirò dopo le prossime 20 righe … quelli della tipografia mi verranno a cercare e per te saranno bocconi amari … Massimo:….tranquillo…ti troveranno intero….mancherà il cervello! ….ma quello 13 penso proprio che non sia mai entrato qui …con te! Carlo:….ora che mi ci fai pensare, in verità, sentivo una certa leggerezza ….bah! Massimo: ….diciamo che oggi sono onnivoro ….in fatto di musica…. ma due cose non riesco proprio a capire: una è il jazz…. ogni tanto ci riprovo “ad applicarmi” all’ascolto di questo genere, perché mi dispiace non prestarvi attenzione; c’è gente che stimo “musicalmente” e che lo apprezza…. ma io ….dopo pochi minuti mi perdo e…. mi annoio! Per carità, si può anche ascoltare, ho qualche disco, specie tra gli “storici” ma non riesco ad appassionarmi….. sono convinto che sia un mio limite …. una cosa mi sfugge: se ascolto e apprezzo anche musica difficile e “cerebrale” tipo mottetti del quattrocento, perché non riesco a trovare il filo di un’espressione musicale molto più “popolare”, figlia del novecento, antenata del rock, del blues, ecc.? Ci riproverò! Poi trovo francamente poco digeribile il melodramma Italiano dell’ottocento, l’“opera” che tutto il mondo ci apprezza….anche questo, lo riconosco, è un mio limite... adoro Mozart “operista” e i suoi contemporanei, mi interessa il verismo … Puccini ecc…, ma Verdi proprio no! Qualche bella aria, non dico di no; ma mi suona tutto troppo “canzonetta”…..a questo punto , forse, mi sono alienato un po’ di fans ma il patto era sincerità assoluta, no? Ah , dimenticavo: il pop italiano e internazionale contemporaneo non me lo nominate nemmeno e, francamente, detesto anche cose tipo Madonna e Michael Jackson …..comunque non mi capita mai di ascoltare niente del genere, neanche per caso! Se da qualche parte viene messa quella musica “chiudo” le orecchie e stop…..un altro mio limite, forse: ma non può piacere proprio tutto! Carlo:….ssshhh …..sento dei rumori ... saranno i fans di Madonna e Michael Jackson ….mannaggia a te ad averli stuzzicati … ……vado a vedere…..spengo la luce e accosto le pagine ….e’ per il tuo bene!... screaeeeek …sbaamm… sdreeng… ..sdreeng …sdrooong…. Scusi signore… ha visto un tizio …Come si chiama ragazzi? Massimo Salvatorelli ….lo ha visto? No no …forse, si dice, passerà di qui il mese prossimo … forse, eh? Ma per maggiori dettagli sui suoi “spostamenti” segnatevi questo recapito: www.massimosalvatorelli.it. CarloCattani©aprile 2013 14 Campo de’ fiori Sciogli lo stress dal Multitasking virale! M ultitasking, una parola nata in questo decennio che sta a significare il gestire più compiti contemporaneamente. di Patrizia Una situazione tipo è Caprioli quando stiamo controllando la nostra email e rispondiamo al telefono guardando le news sullo schermo della TV! Ora, giorni su giorni di questo modo di fare e pensare portano la nostra mente a non concentrarsi sulle cose che veramente richiedono una certa attenzione e molto spesso non riusciamo a venire a capo di un problema perché ci distraiamo ogni millesimo di secondo. Senza contare lo stress traumatico che il multitasking ci porta a far accumulare. particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante”. Le tecniche Mindfulness sono delle vere e proprie tecniche di meditazione, che permettono di calmare la mente, focalizzare l’attenzione, ed eliminare le distrazioni esterne. Una via di mezzo tra lo Yoga e il Buddismo. In rete ho trovato alcune risorse che possono portarci alla meditazione Mindfulness, su Meditare.net (http://www.meditare.net/wp/meditazione/una-semplice-tecnica-dimindfulness/ ) c’è una vera e propria figura con tanto di descrizione per una seria meditazione. All’indirizzo http://www.aist-pain.it/it/files/ FILOSOFIA%20E%20SPIRITUALITA%27/ 110906%20Mindfullness%20e%20vipassana.pdf è possibile scaricare un pdf che tratta della Mindfulness in modo dettagliato Per ovviare a questo problema indotto dall’esistenza di tante, troppe tecnologie moderne è ritornata in voga la terapia delle tecniche definite Mindfulness, elaborate negli anni ’70 da una docente di psicologia, Ellen Langer, e un professore di medicina fondatore di una Clinica per la riduzione dello stress, il dott. Jon Kabat-Zinn. Quest’ultimo spiega che per Mindfulness si intende “porre attenzione in un modo e preciso spiegandone le origini e gli studi fatti negli anni da tale disciplina. Ed infine su Obiettivo Benessere (http://www.drlorettabezzi.it/tag/tecnichedi-mindfulness-e-di-rilassamento/) la dott.ssa Loretta Bezzi spiega che tali tecniche vengono spesso utilizzate per combattere problemi legati al disturbo d’ansia generalizzato e al disturbo da attacchi di panico e nei disturbi alimentari. Buona meditazione a tutti! Campo de’ fiori 15 IL CORAGGIO DI AGIRE Ecco la storia di Katherine Bouton, giornalista freelance di 30 anni N on sentire e non avere il coraggio di agire. Scacciare la verità, pensando “sarà una sciocchezza, ora passerà”. Invece non succede, e mai te lo del Dott. saresti aspettato a neanStefano che 40 anni compiuti. La Tomassetti perdita di udito è una condizione sottovalutata - in primis da chi non sente bene - e lo diventa ancor di più quando la persona affetta da ipoacusia è un “giovane adulto”, dai 25 ai 40 anni. Eppure sono una percentuale in crescita delle 275 milioni di persone nel mondo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, affette da perdita di udito da moderata a grave. Colpa in parte del volume eccessivo, sono tantissimi infatti i teenager con le cuffiette alle orecchie con musica altissima ma anche, piu’ semplicemente, con il volume del cellulare al massimo. E questo, con il passare del tempo, puo’ danneggiare l’udito. Ma senza generalizzare troppo, se a 30 o 40 anni il tuo udito comincia a fare scherzi, la vita si fa complicata. Non solo in casa, in famiglia, ma anche nei rapporti sociali e soprattutto sul lavoro. Lo racconta una giornalista freelance americaera un gigantesco open-space, dove l’acuna che ci è passata, la sua storia ora è distica era terribile e tra scrivanie e cubicoli ventata un libro: “Shouting Won’t ogni voce veniva inghiottita. Le riunioni Help” - Urlare Non Aiuta - uscito recenerano un incubo, le sue risposte improvvitemente negli Stati Uniti e pubblicato da sate. Katherine così aveva imparato a legFarrar, Strauss & Giroux. Lei si chiama Kagere le labbra, ma se arrivava qualcuno con therine Bouton e a 30 anni si è accorta barba e/o baffi era un guaio, così come di non sentire bene con l’orecchio sinistro. quelle persone che parlano con una mano Aveva risposto ad una telefonata di lavoro, davanti alla bocca o si girano più volte dudoveva prendere appunti, ma appoggiando rante una conversazione. In ogni modo, Kala cornetta sull’orecchio sinistro, non capiva therine aveva trovato, tra in vari modi nulla. ingegnosi, una sorta di equilibrio. Finchè La sua storia racconta come si può perdere non è stata trasferita in un altro settore del gradualmente ma gravemente l’udito, progiornale. vando a nasconderlo. Sì perchè Katherine ha pensato subito ad un’otite, ad un virus, ad una infezione particolare, ad un colpo di freddo. Aveva minimizzato. E anche dopo, passato un po’ di tempo, non era arrivata certo alla conclusione che ci fosse un problema diverso. La sordità, - pensava - l’apparecchio acustico poi, era una cosa da “vecchi”. Nulla di più sbagliato, purtroppo, perchè anche se è vero che la maggioranza delle persone colpite da questo disturbo sono over-65, può capitare - e non più tanto di rado - a persone più giovani e Katherine aveva per svariati motivi. imparato a leggere le Allora si è dovuta “arrendere”, l’unico Il problema più importante, per labbra, ma se arrivava modo per riprendere vigore e andare Katherine, era di- qualcuno con barba e/o avanti è stato quello di indosventato il lavoro, sare un apparecchio acustico. E baffi era un guaio! nascondere per “confessare” il suo problema al suo L’unico modo per anni tra capi e colnuovo capo. Agendo prima, Kaleghi, la sua conditherine si sarebbe evitata lunghi riprendere vigore e zione, nonostante di stress, incomprensioni, andare avanti è stato anni quasi tutte le ansie e oggettive difficoltà. A aziende abbiano quello di indossare un maggior ragione, visto che se proprio ormai - almeno apparecchio acustico uno vuole “nascondere”, gli appasulla carta - politirecchi acustici, oggi, sono inseriti nel che apertissime verso i portatori di disabicondotto uditivo diventando praticamente lità. Ebbene, la redazione del suo giornale invisibili. Campo de’ fiori 16 BUONO GIORN A P A P I l 38-enne Andrea lavora per una agenzia di product placement nei film. E’ bello, brillante. Rimorchia alla grande una ragazza a sera. Una notte e basta, senza impegni e complicazioni. Divide il suo elegante appartamento con TITOLO: BUON GIORNO PAPA’ l’amico di sempre, Paolo. Una mattina si presenta alla REGIA: Edoardo Leo sua porta Layla, una diciassettenne molto alternativa, che asINTERPRETI PRINCIPALI: serisce di essere sua figlia. Dopo l’inoppugnabile prova del DNA, Raoul Bova ... Andrea un grande problema si pone....… di Catello Antonino Bruschetta ... Adriano Il 40-enne Edoardo Leo, già sulla breccia, da attore, da metà Masullo Paola Tiziana Cruciani ... Adele degli anni ’90, aveva esordito molto felicemente nella regia nel Marco Giallini ... Enzo 2009 con “Diciotto anni dopo”. Sulla scia di quel successo, arriva l’opera seconda. Nicole Grimaudo ... Lorenza Ancora una commedia (con qualche retrogusto amarognolo). Ancora una conRosabell Laurenti Sellers ... Layla ferma che i 40-enni della commedia italiana ci sono. E come. Il soggetto è di Edoardo Leo ... Paolo Massimiliano Bruno (altro 40-enne in grande spolvero, attore e regista brillante, Mattia Sbragia ... Roberto come Leo, ma insuperabile come scrittore, spesso in squadra con gli altri due ORIGINE: ITALIA campioni della commedia contemporanea, Fausto Brizzi e Marco Martani), scePRODUZIONE: FULVIO E FEDERICA LUCISANO neggiatura dello stesso Bruno, a sei mani con il regista e con Herbert Simone PER IIF ITALIAN INTERNATIONAL FILM IN COLLAParagnani. Un film pienamente riuscito. Anche se lo spunto non è proprio origiBORAZIONE CON MEDUSA FILM nalissimo, la storia fila via che è una bellezza. Spumeggiante. Con i ritmi giusti. DISTRIBUZIONE: MEDUSA Battute azzeccate (di deliziosa perfidia quella su Moretti). Gag irresistibili. Regia DURATA: 109’ sicura (con anche qualche pregevole virtuosismo , come gli originali titoli di testa, SOGGETTO: COMMEDIA costruiti su inquadrature di cartelloni pubblicitari stradali). Attori strepitosi. Bova convincente come non mai. Leo, che si auto-dirige per la seconda volta, VALUTAZIONE SINTETICA (in decimi) 7.5 è una spalla formidabile, del livello di un Peppino De Filippo, un Carlo Croccolo o un Mario Castellani. Molto convincente la giovanissima Rosa- Leggenda: bell Laurenti Sellers. Di gran classe le figure di contorno. E poi un mo- CAPOLAVORO **** quattro stelle: equivalente in decimi: 10 numentale Marco Giallini. Oramai, giustamente, onnipresente. Ogni DA NON PERDERE *** tre stelle : equivalente in decimi: 8 entrata è da sganasciarsi dalle risate. C’è da chiedersi come abbia fatto DISCRETO ** due stelle : equivalente in decimi: 6 il cinema italiano a privarsene per tanto tempo. DA EVITARE * una stella: equivalente in decimi: meno di 6 FRASI DAL CINEMA: “Corsi prima ha fatto un film sulla madre, poi sulla sorella. Adesso fa un film sullo zio? Non deve fare un film, deve andare in analisi!”. (Raoul Bova a Ninni Bruschetta). “Ma come, vi separate? Tanto per me è uguale. Ce sta o nun ce sta, per me è uguale. Se continua così, lo seppellimo co’ tutto er divano!”. (Raoul Bova e la madre Paola Tiziana Cruciani). “Io c’ho un sacco di amiche che mi ospitano! Ve lo ricordate Nanni Moretti? Io sono uno splendido 60-enne! 40-enne. Uno splendido 40-enne, aveva detto 40-enne? Ammazza come se li portava male!”. (il padre Mattia Sbragia e Raoul Bova). “Lo sai che ci fanno i sogni nel cassetto? La muffa!”. (Marco Giallini ad Edoardo Leo). “Lo sai che diceva Bukowski? Non essere triste se la tua ragazza ti ha lasciato. Ne troverai un’altra. E ti lascerà pure quella!”. (Marco Giallini ad Edoardo Leo). Sai è difficile da dire : non riesco ad immaginare la mia vita senza di te!... Troppo smielato? Si, però spero di trovare un ragazzo che un giorno mi faccia una dichiarazione d’amore come questa!”. (Raoul Bova e Rosabell Laurenti Sellers). Campo de’ fiori 17 Intervista a Gose, noto rapper del quartiere di Torre Angela, quartiere della periferia capitolina IL RAP COME VIA D’USCITA DAL DEGRADO DEI QUARTIERI Mattia Gose, rapper famosissimo per i ragazzi delle borgate romane. Dicci qualcosa in generale sul rap italiano e romano. Beh io credo che rispetto alla Francia o all’America di Giuseppe stiamo parecchio indietro Ferone anche se in questi ultimi tempi in Italia si sta diffondendo a dismisura. La televisione ci offre programmi come Amici e altri simili in cui il rap sta andando sempre più di moda. Io personalmente sono però contrario alla diffusione del rap in tv. Per me il rap deve restare ancorato alla vita di quartiere. Il rap è nato così, per i poveri e nel degrado, e invece oggi ci sono delle speculazioni enormi sul rap. Artisti che vengono lanciati sul mercato velocemente in fretta e furia ma che invece fanno subito dei botti assurdi e vengono stroncati sul nascere. No, questo non è rap. La tua ultima fatica? In questi ultimi giorni è uscito su Youtube un pezzo nuovo dove collaboro anche io. Il pezzo si chiama “Uno contro uno” ed è estratto dall’ultimo disco di Mr Phil uscito a gennaio 2013 dal titolo “Poteri Forti”. Abbiamo preso un pezzo storico dei Flaminio Maphia, “Combattimento mortale” e ci abbiamo messo dentro una ventina di Mc. Oltre a questo c’è anche un altro video che sta ricevendo molti consensi su Youtube, un pezzo mio personale. Ho preso praticamente un beat di Lil Wayne, uno dei rapper americani più famosi, “Misunderstood” e ci ho creato sopra una mia canzone dal titolo “Bella fratè”. Sono due strofe più circa sette minuti di parlato in cui io mi sfogo e dico davvero di tutto. Com’è la strada per diventare famosi? Il cursus honorum del rapper emergente? Posso raccontarti come ho fatto io. Io sono andato sempre da solo senza curarmi di nessuno. Nessuno mi ha mai dato una mano. Ho iniziato a scrivere alcuni testi mentre ero con gli amici al muretto. Avevo sedici anni ed era il 2006. Col tempo e con la pazienza Io punto solo pubblicando le mie creazioni su interad essere più net, su Youtube e degli anni ’90 è stata davvero una vero di tutti. Facebook, sono riugrande cosa. Poi ultimamente, a settemscito a togliermi 2012, ho pubblicato il mio nuovo Raccontare nei bre qualche bella soddidisco “Che fatica”, ci ho messo un anno sfazione in termini miei testi la vita buono per portarlo a termine ed è stata di fan e di popolaveramente una bella soddisfazione reale di tutti rità. Su Youtube bianche perché al suo interno ci sono dei sogna però stare pezzi importanti come un feat assieme a i giorni... molto attenti perché Sizzla, un famoso rapper giamaicano, dal c’è davvero di tutto, ed essendoci di tutto ci nome “Police brutality” che parla appunto sono anche molte cose strane simili a delle della brutalità della polizia raccontata da me parodie che in realtà con il rap non hanno e da Sizzla che canta il ritornello in giamainulla in comune e portano la gente a pencano. Ma oltre alla collaborazione con Sizzla sare che in realtà quello sia rap. ci sono anche delle strofe rappate da Primo Quanto conta nel rap l’ambito profesdei Cor Veleno, da Canesecco e da Gemisionale e scolastico e quanto conta intaiz. Davvero incredibile. vece l’esperienza che ti fai per strada Il rap ormai è un termine generale. In da ragazzo? realtà oggi esistono moltissimi sotNella dottrina del rap ci sono delle regole toinsiemi della musica rap. Tu a quale ben precise. Puoi essere un ragazzo con di questi credi di appartenere? un’esperienza triste alle spalle: criminalità, Io punto solo ad essere più vero di tutti. galera, ecc… ma se non porti rispetto per Raccontare nei miei testi la vita reale di tutti chi fa rap prima di te, per chi può sempre i giorni senza inventare castelli assurdi cominsegnarti qualcosa, allora non sei nespletamente irreali. Io porto in alto la libertà suno e non meriti rispetto. Anche se di parola e cerco di scrivere qualunque non bisogna cadere nella trappola cosa, anche scomoda, all’interno dei miei delle cosiddette “mafiette” del rap e pezzi. rimanere ancorati a loro senza creQuindi diciamo che il tuo punto forte scere anche da soli con stile libero. è la scrittura dei testi? Insomma, un misto di tutto ciò: anSi, assolutamente. La parte musicale nel rap dare sempre da soli per la propria si chiama beat, e li crea lo studio discograstrada ma senza snobbare o manfico. Il mio studio di registrazione sta a Ficare di rispetto a chi fa questo lavoro nocchio, in VIII Municipio. Mi creano le basi da anni ed anni prima di te. ed io scrivo. Scrivo a studio, oppure a casa, Quali sono state le tue maggiori in giro. Scrivo un po’ dappertutto. soddisfazioni? C’è attualmente qualche altro rapper Questo ultimo pezzo che abbiamo famoso nelle borgate adiacenti alla fatto insieme a Mr Phil, e che ho tua? descritto sopra, è stata davvero Beh credo che a Torre Angela io sia davvero una soddisfazione enorme. Lavol’unico. Poi ce ne sono alcuni molto bravi a rare su un pezzo dei Flaminio MaTor Bella Monaca come Saga, ed alcuni giophia, assieme ad artisti come Er vani rapper emergenti come Occhiviola, forCosta che rappresentano il rap mata da Crisa e Stricchinino. “ ” Campo de’ fiori 18 Ecologia e Ambiente Cosa arriva sulle nostre tavole? L’ di Giovanni Francola etichetta obbligatoria di origine su tanti prodotti agro-alimentari nel nostro Paese non è prevista, così tanti consumatori convinti di acquistare prodotti made in Italy, in realtà acquistano alimenti che non lo sono per nulla. Ma cosa arriva sulle nostre tavole? Sono molti i così detti alimenti “anonimi”: dalla carne di maiale agli insaccati, dalla carne di pecora a quella di coniglio o agnello. Anche la pasta, la verdura trasformata, i cereali, le conserve vegetali, i succhi di frutta, i derivati del pomodoro diversi dalla passata, il latte UHT, quello per intendersi a lunga conservazione, latticini e formaggi non a denominazione di origine, non è certo breve l’elenco degli alimenti senza l’obbligo di etichetta che acquistiamo quotidianamente. Se è vero che la maggior parte degli italiani nutre più fiducia nei propri prodotti piuttosto che in quelli stranieri, il fatto di rendere l’etichettatura obbligatoria per tutti i tipi di alimenti, potrebbe essere una buona leva per rilanciare l’economia locale e dare così un informazione più trasparente al momento dell’acquisto. E’ indispensabile far conoscere più a fondo le qualità e le tipicità dei nostri prodotti e nello stesso tempo tutte le potenzialità che il nostro territorio nutre per vocazione. Basta pensare alla produzione dell’olio di uliva, vini, ortaggi, frumento e formaggi e alle tante filiere presenti per la trasformazione degli stessi alimenti. E’ di poco tempo fa la notizia riguardante le mozzarelle con una impressionante pigmentazione blu, ma la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti da paesi stranieri e nessuno lo sa, perché semplicemente non è obbligatorio indicarlo in etichetta. Si potrebbero fare tanti altri esempi per far capire come noi consumatori spesso e volentieri, in mancanza di queste indicazioni complete e trasparenti, dobbiamo affidarsi soltanto al nostro istinto. C’è una presa di posizione forte da parte di tutte le associazioni del settore su queste tematiche e un segnale positivo in merito arriva anche dal Parlamento Europeo che ha votato a favore dell’obbligo di indicare il luogo di origine/provenienza per altri prodotti. Mi auguro che in un futuro venga esteso questo obbligo a tutti i prodotti di generi alimentari in commercio, proprio per dare la possibilità di una più consapevole scelta al consumatore. 20 Campo de’ fiori In difesa di diritti umani imprescindibili Intervista all’Avv. Corriere ed al Prof. Funicello, ospiti della trasmissione condotta dalla Durso, Pomeriggio Cinque. Prof. Sergio Funicello, responsabile medico legale ASL Vt 5. Presidente Commissione Invalidi Civili e L. 104/92 ASL VT 5. C.T.U. Tribunale di Viterbo e Roma. I ntervistiamo l’Avvocato Corriere e il Prof. Funicello, che, qualche giorno fa, sono stati ospiti di Barbara Durso nella trasmissione pomeridiana da lei condotta su Canale Cinque, per affrontare ed approfondire una storia di attualità molto toccante. Si tratta della vicenda della signora Teresa Bazzacco, 50 anni, con una vita alle spalle da dimenticare, la quale ha lanciato un disperato appello per rivedere, dopo lunghi anni, la propria figlia: “Voglio solo guardarla prima di diventare cieca, non mi sembra di chiedere la luna”. L’Avvocato Corriere e il Prof. Funicello saranno ospiti nella trasmissione Uno Mattina il 22 Aprile 2013. Avvocato Corriere come mai questa richiesta della sua assistita? Alla base c’è una vicenda familiare molto triste: una donna, Teresa, che, da bambina subisce una condizione ambientale di emarginazione, ove non esiste calore umano e tanto meno affetto paterno e materno, ma solo miseria e degrado etico, che condurranno la piccola Teresa ad una delicata condizione psicologica, purtroppo non compresa sino in fondo neppure da quei genitori adottivi che in seguito se ne prenderanno cura. Crescerà infatti una giovane donna con gravi carenze psico-affettive, in quanto priva di quei sani e maturi canali emotivo-relazionali per far di lei una donna matura e consapevole, idonea a fare da mamma. Ad un certo punto della sua vita, desiderosa di dare e ricevere affetto, incontra un uomo e con lui intrattiene, contro la volontà dei genitori adottivi, una relazione, da cui nel 1990 nasce la figlioletta, di cui per ovvi mo- Avvocato Margherita Corriere, Presidente A.M.I. (Avvocati Matrimonialisti Italiani) Catanzaro e membro del Direttivo Nazionale. Coord. Commissione diritti minorili Ord. Avv. Cosenza. tivi di privacy omettiamo il vero nome e chiamiamo Beatrice. Ma purtroppo il compagno è affetto da notevoli problemi psichici e, pertanto, non riesce ad esserle da guida e sostegno e la donna si ritrova sola, indifesa, con un problema più grande di lei: la bimba peraltro affetta da tetraparesi spastica. Teresa non sa cosa fare, proietta tutto il suo bisogno di amare quella figlia in cure esagerate e ossessive nel mangiare, trascurando altri aspetti essenziali e vitali per lo sviluppo psico-fisico della figlioletta, che intanto cresce e viene trattata dalla madre ancora come una neonata da accudire, senza che sia sollecitato un sano percorso riabilitativo. Si prendono cura di Beatrice e di tutto il nucleo familiare i servizi socio-assistenziali e dopo un iter di vicissitudini che evidenziano il grave malessere di Teresa e del compagno, il Tribunale per i minori li dichiara decaduti dalla potestà genitoriale e nomina un tutore per la piccola, che viene seguita da un centro socio –assistenziale ad hoc. Intanto passano gli anni, Beatrice oggi ha 23 anni, Teresa non ha più il compagno deceduto da anni, ma lei è un’altra persona, ha sempre rispettato la decisione del Tribunale per i minorenni, ma adesso tante cose sono cambiate. Oggi Teresa è una donna, non solo abbattuta dal dolore del suo vissuto ed, in primis, della sua incapacità ad affrontare la malattia della figlia, ma è ammalata di diabete, sta per diventare cieca e vuole vedere per l’ultima volta la figlia ormai divenuta adulta. Ecco le parole testuali di Teresa nel chiedermi supporto: “Quello che voglio dire è che la malattia mi sta facendo perdere la vista . Non so fra quanto, ma è pratica- mente certo che diventerò cieca. Prima che accada vorrei poter avere mia figlia davanti agli occhi e vedere la donna che è diventata. Non mi sembra di chiedere la luna. L’ultimo ricordo che ho di lei è del 4 novembre 1998, aveva otto anni e già da tre non viveva più con me e mio marito perché il tribunale dei minori ce l’aveva tolta. Era già dura così, ma quel giorno di novembre un’assistente sociale ci disse che da allora in poi non avremmo neanche potuto incontrarla una volta ogni 15 giorni, come sempre”. Ma quando Teresa si è rivolta a lei aveva già contattato il Tribunale per i Minori? Sì lo aveva già fatto, ma non supportando la richiesta con nessuna prova documentale e, purtroppo, aveva avuto, dopo diverso tempo, un rigetto in toto della sua domanda, con la motivazione che “mai l’interdetta ha espresso il desiderio di rivedere la madre … e che un eventuale contatto madre –figlia poteva essere foriero di probabili nocumenti all’equilibrio psichico della tutelata...” Ritengo che sia fondamentale dimostrare per tabulas che la signora Teresa non è un soggetto psicologicamente pericoloso, ma una docile signora gravemente ammalata, che desidera vedere – anche non vista – la figlia per una sola volta prima di diventare cieca in maniera irreversibile. Sto approntando le richieste da depositare presso il Giudice Tutelare, unitamente ad una copiosa documentazione medica di strutture sanitarie pubbliche che evidenziano come sia tutto vero ciò che riferisce la mia assistita ed, in primis, che sia affetta da retinopatia diabetica, che conduce, purtroppo alla Campo de’ fiori cecità. A questo punto mi corre obbligo fare un vivo ringraziamento al prof. Sergio Funicello, che, da medico legale, ha dato il suo valido e prezioso supporto specialistico a Teresa. Professor Funicello è vero dunque che la signora rischia la cecità e corre il rischio che non potrà vedere mai più la figlia se i giudici non lo permettono adesso? La signora Teresa – come da certificazione medica agli atti – risulta affetta da cataratte, opacità del cristallino, retinopatia diabetica, diabete mellito tipo 2° insulino – dipendente, oltre ad avere anche una cardiopatia ipertensiva II classe. C’è da evidenziare che il diabete è una malattia caratterizzata dall’aumento dei livelli di glucosio nel sangue che danneggia le piccole e grandi arterie. Dipende da un deficit di insulina: un ormone prodotto dal pancreas. Può provocare gravi danni alla circolazione sanguigna, al tessuto nervoso, ed a molti organi (reni, cuore, encefalo...). La retinopatia diabetica è una malattia progressivamente degenerativa della retina, cioè dello strato sensibile alla luce, che serve per “raccogliere” le immagini che vengono focalizzate nell’occhio e trasmesse al cervello ed il danno è , come suaccennato, su base di deficit ischemico retinico. La retinopatia diabetica si manifesta con alterazioni della permeabilità dei vasi sanguigni (fenomeni di essudazione, e fenomeni di ischemia per compromissione dell’irrorazione). La retinopatia diabetica (insieme all’ipertensiva con questa seconda meglio dominabile) è diventata la principale causa di nuovi casi di cecità tra gli adulti negli Stati Uniti e nei paesi industrializzati. Assieme ad altre malattie della retina rappresenta la principale causa di cecità in Italia (1861 persone, corrispondenti al 33% degli iscritti all’Unione Italiana Ciechi nel 1989). Il rischio di sviluppare la retinopatia diabetica ed i danni conseguenti aumenta se si è affetti da diabete insulino-dipendente. Professore secondo lei la signora Teresa è persona psicologicamente pericolosa? Assolutamente no, neanche a sospettarlo minimamente anche in rapporto a quello che chiede. Se i problemi della signora fossero difficili da risolvere mi verrebbe da rivedere il mio giudizio sui programmi di protezione. Guardi, intanto premetto che è seguita dal centro salute mentale di Vibo Valentia e che il referto che mi è stato inviato (autorizzato a riferire), recita “affetta da disturbo di personalità NAS ( Non Altrimenti Specificabile) con note d’ansia e modesto sottolivellamento del tono dell’umore, in trattamento farmacologico”. Vorrei aggiungere una cosa: le condizioni psicologiche di Teresa sono certamente figlie di un vissuto assolutamente negativo. Una vita travagliata che non le ha permesso di avere certezze di alcun genere. Non sappiamo benissimo l’iter, ma a me pare che un rapporto negativo allora gravemente negativo verso la figlia causa di un’evidente incapacità genitoriale, sia pian piano migliorato e che l’ aumentata maturità della signora abbia sgrossato e levigato pian piano la pietra informe dandole un aspetto sempre più vicino all’amore materno cosiddetto “normale”. Amore da mancanza, amore da desiderio di “sapere di lei”, amore da rimpianto e da privazione, ma amore che è sempre stato materno anche se ha impiegato anni per essere compreso bene come tale. La prospettiva che la “sorte” dette a Teresa alla nascita di questa bimba affetta da tetra paresi spastica, in una realtà sociologicamente negativa, era veramente difficile da gestire. L’avrebbe aiutata in primis l’amore della famiglia, ricordiamo adottiva, che non c’è stato, poi un minimo di benessere economico che latitava,un minimo di cultura (Carneade chi era costei?) e ultimo , ma inter pares, un uomo –padre ed un pochino pochino compagno o almeno minimamente capace in una delle tre funzioni e che, invece, era lui ad avere bisogno. Mi pare che meravigliarsi del come siano andate le cose sia, quanto meno, non ben comprensibile. Aggiungo, inoltre, che la signora è affetta da cardiopatia II cl NYHA (classificazione da 1 a 4 della New York Health Ass.) che verosimilmente ha anch’essa nel diabete la genesi essendo su base ischemica. Guardi la richiesta della signora Teresa sarebbe comprensibile, attuabile e degna di encomio solenne per chi si mettesse di “buzzo buono” e la rendesse realtà anche senza la problematica vista che, essendo purtroppo, super presente la motiva a pieno. Questa donna dicendo che le basterebbe vederla anche da un vetro giudica negativamente se stessa. Diviene LEI, maggiormente diversamente abile di fronte ad una figlia, che somaticamente lo è gravemente, ma che lei ora immagina, pur conscia della realtà di Beatrice, di gran lunga meno handicappata di se stessa. ”Io ho sbagliato e riconosco la giustezza della decisione nel toglierci la patria potestà, ma riconoscete a me, madre, il diritto di poterla vedere, conoscerla senza farmi vedere, affinché nella notte o, quando sarà, nel buio della mia cecità io possa sognarla” Questo chiede Teresa solo questo a me sembra la madre che rinuncia alla figlia a favore di una donna che madre non è temendo che vera- 21 mente Re Salomone, la divida in due per accontentare tutte e due. Ci sono problemi a farlo? Ci si spieghi quali e perché. Sono convinto che il giudice tutelare saprà essere un moderno Re Salomone. Magari andando oltre le richieste della signora Teresa… chissà. Magari fuori stagione ma avremo un Natale pure per lei. Che messaggio volete mandare a Teresa? Cara Teresa ce la metteremo tutta affinché il tuo sogno si realizzi, perché sappiamo che il tuo è un appello accorato di madre. Dateci una mano parlandone e pubblicizzando su facebook e twitter questa storia. Scriveteci sui nostri profili. Aiutate Tersa, e ricordatevi che questa volta i soldi non servono a nulla, qui si parla solo di amore. Sia l’avvocato Corriere che il prof. Funicello concordano nel dire che è un gesto di civiltà permettere a questa donna, così sfortunata e che ha avuto un vissuto tanto difficile, di poter vedere la propria figlia per una volta almeno prima che cali completamente il buio sui suoi occhi. Tra l’altro Teresa si accontenterà anche soltanto di vederla senza che Beatrice lo sappia, al fine di salvaguardare la sua tranquillità interiore. Inoltre l’avv. Corriere cercherà di ottenere che l’istituto dove si trova ricoverata la ragazza, informi regolarmente la madre dello stato della figlia, in modo che Teresa non la perda di nuovo ed in silenzio la possa seguire con affetto. Campo de’ fiori 22 La mia filosofia è “filosofia dell’unità” P iù volte gli studenti mi hanno chiesto di dare una definizione della mia filosofia. Ho risposto di buon grado che si può sintetizzare così: costruzione dell’unità a del Prof. partire dall’apparente Massimo e dal molteplice; coMarsicola struzione dell’unità dalla differenza; costruzione dell’unità mediante lo spirito. Costruzione dell’unità mediante la verità. Infine: ri-costruzione dell’unità nella verità mediante lo spirito. Si, ricostruzione. Perchè la verità è già prima. E la vita di ciascuno acquista significato ed è spesa bene se e solo se si orienta verso la verità e abita nella verità. In tal senso la mia filosofia è anche una teologia giacchè chi cerca la verità la trova, e questa ricerca ti conduce a Dio. Tale approdo mostra l’uomo, sicchè, sul tappeto, si ritrova anche, insieme, la questione antropologica. Connessa e legata a questa definizione vi è la ripartenza su basi nuove della filosofia. La filosofia come scienza rigorosa. Infatti, si vorrà chiedere: unità di che? Unità di chi? Chi è chiamato a raggiungere l’unità? La mia risposta è la seguente: è chiamato a costruire l’unità prima di tutti chi non ce l’ha. Innanzitutto la persona in se stessa, che lacerata dalla dualità spirito-carne, deve passare ad una monodualità funzionale. Mediante questa monodualità funzionale, che altro non è che il conseguimento della propria umanità, la persona si può relazionare in maniera feconda alle altre, formando la famiglia e la società civile, ma anche la Chiesa e la civiltà. Tutto deve passare per l’identità, la conoscenza, la responsabilità, la coerenza, l’integrazione. Si potrebbe dire, alla luce della mia dottrina, che il mondo può sperare di migliorarsi sulla base della “filosofia scientifica” nutrita costantemente dallo Spirito di verità che può trovare applicazione in campo educativo, in economia, in politica, ed in ogni campo della conoscenza come della vita pratica. Essa è destinata a soppiantare il “pensiero debole”, il “nichilismo”, “il relativismo”, e tutti gli “ismi” possibili, noti ed ignoti, palesi e sotterranei. Per coloro che non riescono a distaccarsi dal vecchio modo di ragionare ciò, ovviamente, suona strano. In realtà si tratta di far emergere quella verità che fin qui è stata negata e far agire quella nuova che da essa deriva. Una volta accolta si dovrà operare perchè si affermi l’uomo nuovo, quell’uomo cioè che decide liberamente di chiudere con l’errore, con l’uomo del passato, il fatto di terra, ed abbracciare la virtù per proiettarsi nel futuro, verso l’uomo nuovo, viatico per una umanità nuova. La difficoltà non dico di affermarsi, ma anche soltanto di farsi ascoltare da parte del nuovo pensiero è dovuta al fatto che nella storia del pensiero occidentale l’unità è sempre stata fatta coincidere con l’identità della cosa, garantita dal Principio d’identità. Così la cosa è identica a se stessa e non vi è bisogno di ricercarla fuori da questa relazione. L’essere coincide con l’ente e l’ente con l’essere, sia pure mediante il concetto. Essere ed ente si coappartengono nelle loro proprietà. Sulla base di ciò mai si è pensato che l’unità è qualcosa che sta sullo sfondo, qualcosa che invece deve essere raggiunto, conseguito come un risultato, a partire dal molteplice e dalla differenza. L’unità dev’essere ricostruita. E mai si è neppure sospettato che questo compito inerisce all’uomo, al Dasein, direbbe Heidegger, all’esserci; a colui che accoglie l’essere in quanto lo ricerca a partire dalla sua stessa apertura. “Sua” qui rimanda tanto a quella dell‘essere che, nel darsi, privilegia l’uomo fra tutti gli enti esistenti, quanto all’esserci, unica creatura capace di aprirsi all’essere nella sua totalità e realtà trascendente oltre che immanente. Anzi, risulta evidente che la trascendenza è il risultato dell’impossibilità per ciò che è immanente di darsi come definitivo, stabile. In tal senso, la totalità degli enti, la loro relazione, il loro fine, non si esaurisce affatto in ciò che sono e significano rispetto alla presenza e alla funzione, ma sono “porta del cielo” in quanto rimandano a ciò che sta oltre la terra. Per andare al cielo occorre avere ben piantati i piedi per terra. Nessuno può guardare al cielo se non colui che ha esperito il terreno e l’ha lavorato. Non si vuole di certo rinnegare il Principio d’identità, ma si sottolinea che esso è solo un momento della logica, della logica formale, che deve puntare a mostrare l’articolazione dell’essere nella sua ampiezza e totalità. I pensieri di Dio non sono i pensieri dell’uomo. Ciò significa che la logica di Dio non è quella dell’uomo. Ma ancor di più significa che l’uomo trova la sua unità solo se giunge a pensare in Dio, nell’uno vero. Logica che deve disegnare in se stessa e da se stessa il suo proprio percorso quale destino fondamentale dell’uomo che, utilizzando le molteplici cose del mondo, costruisce un edificio di senso (la filosofia) che trascende il mondo. Trascendersi è necessario; non è una semplice eventualità che può essere presa o non presa in considerazione. È una necessità a cui nessuno sfugge. Filosofia dell’unità dunque, che passa per una nuova antropologia. Filosofia dell’essere che passa per il rinnovamento della logica. Logica dell’essere che considera la legalità quale espressione del logos. Logica che mostra come il regno della legge ha in sè leggi sue proprie che non sono e non possono essere le stesse che valgono per il mondo dei fenomeni, luogo della loro applicazione. Il regno della legalità deriva dalla giustizia che, come si può capire, non essendo di questo mondo, si possiede tutta intera nell’altro, in quello metafisico. E da esso discende nel tentativo di governare il mondo per mezzo dell’uomo. Campo de’ fiori 24 Come eravamo Mennea la freccia del Sud e i velocisti… di paese E ra il mio idolo, sostituiva nel mio cuore un altro grande dell’atletica, quel Livio Berruti che avevo visto da tredicenne, vincere i 200 metri all’Olimdi Alessandro piade di Roma, e che mi Soli aveva fatto innamorare definitivamente di quella specialità che si chiama 100 e 200 mt piani. Sicuramente ne avrò già parlato, ricordando i miei trascorsi da velocista di “paese”, ma colgo l’occasione della sua scomparsa, per rinverdire e perché no rivivere quei momenti, così lontani da miei attuali 92 kg. Non avevamo mezzi, non avevamo materiali, non avevamo piste, insomma fare atletica qui a Civita era impossibile. Fortunatamente c’era il Madami, lo storico campo di calcio, dove il buon Stradonico Romani (quello che mi ripeteva che non ero tagliato per il calcio, perché troppo magro e veloce, ma privo dei fondamentali) custode dell’impianto, riusciva a strappare le erbacce e renderlo adatto al gioco più popolare di quegli anni. Poi, grazie all’impegno del rag. Dino Scarpetta, fu fondata una società di Atletica Leggera la “Renato Togni”, così arrivarono le tute, gli attrezzi, e arrivò anche un allenatore: Remo Berluti, finanziere di belle speranze, che raccolse intorno a sé questi pionieri spinti da quella passione così diversa ma affascinante e mise a disposizione tutto il suo tempo libero per insegnare segreti e tecniche relative ad ogni specialità. Ricordo ancora le sue parole, rivolte ai velocisti, quindi a me in particolare: “Quando esci dai blocchi,tieni il busto inclinato il più possibile, devi quasi cadere in avanti, sbilanciandoti per i primi venti trenta metri, poi pian piano ti riporti in posizione eretta e sfrutti al massimo la tua velocità, trattieni il respiro, perché nei 100 non hai il tempo per respirare, poi gli ultimi metri ancora in avanti col busto a tagliare il traguardo”. Parole sante, parole vere, specialmente quelle di trattenere il respiro, io veramente eccellevo più sui 200 metri, infatti dicevo a Berluti, che quando arrivavo ai cento, mi sentivo ancora di dare tutto me stesso, insomma non ero stanco. Non avendo una vera pista a disposizione, ci arrangiavamo, facevamo curve approssimative su quel rettangolo dove ciuffi di gramigna ostacolavano il ritmo della corsa. I blocchi erano in legno e venivano piantati sul terreno battendo con forza il martello sull’asse che li regolava, quelli caricati a molla sarebbero arrivati dopo, mentre le scarpe chiodate, (che noi velocisti avevamo con i chiodi più lunghi adatti alla pista in terra rossa) erano già in nostra dotazione. Conservo ancora come una reliquia le mie “Puma” dai chiodi spropositati che mi hanno visto gareggiare lontano dal gibboso Madami su piste in terra rossa, come lo Stadio dei Marmi a Roma, o al Santa Giuliana di Perugia, dove veramente ti sentivi volare. A proposito di chiodi, ricordo appunto una staffetta 4x100 a Roma, quando il sottoscritto uscendo dalla terza frazione, quella Campo Madami - Civita Castellana. 1963. Sandro Soli taglia per primo il traguardo. 50 anni dopo ancora con le mitiche Puma... ma ormai appese al collo. dell’ultima curva (a me riservata in quanto duecentometrista), al momento del passaggio del testimone, mi trovo il compagno quasi fermo, infatti non era partito, rischiando l’impatto, riuscii a fare il cambio, ma i suoi chiodi sfiorarono la mia tibia; piccola ferita, tanto dolore, ma terzo posto, dietro al CUS ROMA e alla LIBERTAS SAN SABA. Già quella piccola società di provincia, riusciva a farsi onore, chissà se avessimo avuto gli impianti e i mezzi, forse qualcuno di noi, sarebbe “esploso”. Mi sono riproposto di non fare nomi in questo pezzo, ma gioco forza, debbo menzionare l’amico Alberto Sacchi, che allora, come oggi, fa della corsa la sua ragione di vita. Lui che militare nell’Aeronautica, continuò il progetto, e attuò il sogno di fare atletica a grandi livelli, ma lui è sempre stato un mezzofondista e fondista, e non me ne vorrà se riprendo a parlare di sprinter. E riprendo da Pietro Mennea, raccontandovi un episodio, che forse nessuno sa, o ricorda. Fine anni ‘70 primi ‘80, non ricordo con esattezza, mio suocero Carlo Conti, soffriva a causa del suo mestiere di barista di infiammazione al nervo sciatico. Ci dissero che a Fonte Colombo, c’era un frate francescano, che incideva la vena all’altezza del malleolo, spurgandola ed isolandola dal nervo sciatico che riprendeva la sua funzione naturale liberando il paziente dal dolore. Ero presente anch’io a Fonte Colombo; piede di Carlo nella bacinella contenente acqua, incisione col bisturi, come detto sopra, rigagnolo di sangue, e come per miracolo, mio suocero di nuovo in forma. Ma che c’entra Mennea? C’entra c’entra, infatti quel frate ci confidò che qualche giorno prima, anche il grande Pietro Mennea, (che allora correva per l’Atletica Rieti) non riusciva più ad allenarsi e a correre perché affetto da sciatalgia, era venuto da lui con il buon Vittori suo allenatore,ed aveva subito lo stesso trattamento. Lessi poi la notizia sui giornali, perché Mennea recuperò pienamente e continuò a vincere. Campo de’ fiori 25 Il design moderno arriva dal Bauhaus ancora attuale dopo 94 anni. I l design moderno, ha ricevuto senz’altro un grande contributo dalla scuola della Bauhaus, una scuola di architettura, arte e design della Germania che di Fabiana operò a Weimar, DesPoleggi sau e Berlino dal 1919 al 1935. Ideata e voluta fortemente da Walter Gropius architetto, designer e urbanista tedesco che intendeva creare, non solo una scuola, ma anche un punto di riferimento per tutti i movimenti d’innovazione nel campo del design e dell’architettura legati al razionalismo ed al funzionalismo, creando così quello che diventò il movimento moderno. Assieme a Le Corbusier, Frank Lloyd Wright, Alvar Aalto, Ludwig Mies van der Rohe e ad altri insegnanti, appartenenti a diverse nazionalità, che furono figure di primissimo piano della cultura europea, la scuola acquisì quell’esperienza didattica che influirà profondamente sull’insegnamento artistico e tecnico fino ai nostri giorni. A cavallo tra le due guerre mondiali, si proponeva di creare un nuovo tipo di architettura che conferisse massima importanza alla funzionalità degli spazi e degli oggetti. Nei primi anni di attività la scuola prese le caratteristiche quasi esclusivamente artistiche, dovute alla presenza del pittore svizzero Johannes Itten, arrivato nell’autunno del 1919 proveniente, insieme a molti suoi allievi da Vienna,l’artista insegnò al Bauhaus per i primi tre anni, fino a che Gropius, dopo un periodo di contrasti, non lo licenziò per poter dare alla scuola un carattere più tecnico, quella che doveva sorgere era un’arte industriale. Quella che stava nascendo era, nelle intenzioni di Gropius, una comunità di lavoro simile a quelle dei costruttori di cattedrali, in cui tutti i saperi, artistici e tecnici, intellettuali e manuali avrebbero concorso, al medesimo livello, alla realizzazione dell’opera. Il Bauhaus divenne in breve tempo l’istituzione formale più influente del XX secolo per l’architettura, il design e la pedagogia dell’arte. Nel 1923 fu organizzata la prima esposizione, Gropius intendeva finalizzare le opere di tutti i laboratori della sua scuola, per realizzazione di una casa modello La Sedia Wassily disegnata nel 1925 da Marcel Breuer, che rispondesse la sedia Red and blue di Gerrit Rietveld alle tecnologie più avanzate. Gli elementi innovativi erano rapLa scuola si spostò quindi a Dessau dove ripresentati dalla mancanza di corridoi: tutte mase fino al 1932,ma il 12 agosto 1932 il le stanze facevano capo al soggiorno, e da sindaco Hesse dovette mettere, su richiesta una migliore disposizione degli spazi e strutdei nazisti, all’ordine del giorno la chiusura turazione dei collegamenti interni: cucina in della scuola. La Bauhaus si trasferì a Bercomunicazione con la sala da pranzo, calino, ma a Berlino tra i pacchi di libri, inviati mera da letto con il bagno, cucina con la dalla biblioteca della scuola di Dessau, fusala dei bambini, affinché la madre potesse rono trovate alcune riviste comuniste, procontrollarli. Gli arredi interni furono progetbabilmente messe lì per lo scopo dagli stessi tati e realizzati dagli studenti del Bauhaus. nazionalsocialisti. L’11 aprile 1933 la GeAlma Buscher si dedicò alla progettazione stapo perquisì la scuola e ne decise la chiudi pareti scrivibili e cubi-costruzioni per la sura, nonostante ciò gli studenti fecero di camera dei bambini, mentre la cucina fu tutto per mantenerla ancora aperta, autofiuna delle più moderne prevedendo elettronanziandosi e sottostando alle condizioni domestici e superfici lisce da poter essere del ministero di non accettare docenti ebrei, facilmente pulite. ma successivamente a seguito delle diffiLa progettazione degli spazi, degli arredi, coltà economiche e ai contrasti col minidegli oggetti del Bauhaus era indirizzata ad stero della cultura, i docenti, all’unanimità, uno stile moderno e lineare, semplice e stidecisero di chiudere definitivamente il Baulizzato che veniva poi ripreso in ogni genere haus il 19 luglio 1935. di materiale studiato e lavorato nelle varie E’ incredibile notare quanto siano state inmaterie studiate nella scuola. I laboratori novative le idee e le progettazioni della comprendevano formazione di base della scuola, quanto le sue creazioni di design pittura, laboratori di ceramica, decorazione moderno, siano ancora così estremamente parietale e vetro, metallo,falegnameria, tesattuali anche per la nostra epoca dopo 94 situra, scultura, tipografia grafica e pubblianni dalla sua fondazione. cità,architettura e teatro. Il Bauhaus nata a Weimar, dopo gravi conI siti del Bauhaus a Weimar e Dessau sono trasti con le autorità, a cui si aggiunse una stati riconosciuti Patrimonio dell’Umanità crescente ostilità dell’opinione pubblica citdall’UNESCO nel 1996. tadina, venne chiusa nel 1925. 26 Campo de’ fiori VII rassegna nazionale di teatro “Premio Arco d’Oro 2013” Al Palarte di Fabrica di Roma, Campo de’ fiori assegna il Premio speciale della Stampa al Gruppo del Pierrot. Vincitrice del conscorso la Filodrammatica Berton di Faenza. Claudio Ricci (primo da sx), Carlo Ciaffardini (terzo da sx), Giorgio Cimarra e Stefania Stefanucci (penultimo ed ultima da sx) assegnano il “Premio Arco d’oro 2013” alla Compagnia Filodrammatica Berton di Faenza per l’opera “La visita della veccchia signora”. S i è conclusa sabato 6 aprile, con l’attesissima serata delle premiazioni, la VII rassegna nazionale di teatro “Premio Arco d’Oro”. La manifestazione, divenuta ormai uno dei fiori all’occhiello nel panorama culturale fabrichese, è organizzata ogni anno dall’amministrazione comunale locale, rappresentata da Giorgio Francola, Assessore delgato alla Cultura, con la fattiva ed indispensabile collaborazione della Pro Loco di Fabrica di Roma, presieduta da Stefania Stefanucci. Nove sono stati i premi assegnati alle sette compagnie finaliste, scelte tra una rosa di ben 85 gruppi iscritti, da parte della Giuria, presieduta da Gian Tommaso Cancelli, che ha dovuto svolgere un lavoro di certosina valutazione, vista la qualità degli attori e degli spettacoli messi in scena. La compagnia Stabile del Leonardo di premi per il Miglior attore, con l’interprete edoardiano di Napoli Milionaria Renato Roma ed il premio, molto importante, del gradimento del pubblico, con uno sfavillante punteggio di 9,37 decimi. Il Gruppo del Pierrot di Napoli ha ricevuto il significativo Premio Speciale della Stampa, per l’esilarante “Non mi dire te l’ho detto”, dalle mani della sottoscritta, che ha ricevuto a sua volta i sentiti ringraziamenti del direttore artistico Ciaffardini per come la nostra notissima rivista, Campo de’ fiori, è da sempre vicina al Premio Arco d’Oro. Ed al culmine della serata, il Vicesindaco Giorgio Cimarra ha consegnato, in un crescendo di emozionante attesa per tutte le compagnie ed il pubblico presente, il Premio Arco d’Oro, un opera del pittore Ferdinando Sciarrini, alla Filodrammatica Berton di Faenza per l’opera di Friedrich Durrennmat “La visita della vecchia signora”. Treviso si è aggiudicata il premio miglior allestimento scenografico ed il premio speciale della Giuria per “La Locandiera” di Goldoni. Alla Compagnia La Zonta di Vicenza è andato il premio alla Regia per l’interprete di Macbeth, Giampiero Pozza. L’Opera “FerdiErmelinda Benedetti (seconda da sx) con gli attori del Gruppo del nando” portata in scena Pierrot di Napoli, che hanno ricevuto il Premio Speciale della dalla Compagnia “VuStampa, offerto da Campo de’ fiori limm vulà” di Pozzuoli si è aggiudicata i Ad arricchire la riuscitissima serata, le strapremi per l’attrice non protagonista ordinarie coreografie della scuola di ballo con Jenny Brascio e quello alla Miglior At“La compagnia dei sogni” di Gilberto Nati, trice con Roberta Principe. Il Teatro Club che, inserite tra i vari gruppi di premiazioni, di Torre del Greco ha vinto i prestigiosi hanno stemperato il clima di attesa, emozionando e lasciando meravigliato tutto il pubblico. Si sono esibiti anche la giovanissima cantante Ileana Baldassi ed il Coro Polifonico di Fabrica di Roma. In primo Al termine della serata, condotta da un dipiano, Claudio Ricci vertentissimo Claudio Ricci, Carlo Ciaffardini ha rivolto un affettuoso augurio al Sindaco e Gilberto Mario Scarnati, impossibilitato ad essere Nati, presente, ricordando che se Fabrica di coreografo Roma può vantare il Teatro Palarte come de “La una delle “location” culturali ed artistiche tra compagnia le più frequentate della Tuscia lo si deve alla dei sogni” lungimiranza ed alla sensibilità del Sindaco Scarnati che lo ha fortemente voluto. Ermelinda Benedetti Foto di Fabio Branca Campo de’ fiori 28 Associazione Artistica Ivna EQUILIBRI E FORME NELL’IMMEDIATEZZA DEL COLORE NELL’ARTE DI MARCO DE SANTIS. F in da bambino Marco de Santis frequenta lo studio del pittore e scultore spagnolo Franciso Palma Burgos da cui apprende i primi eledella Prof.ssa menti della pittura per acMaria Cristina quisire la conoscenza Bigarelli tecnica e fare esercizio della manualità in modo e in tono del tutto graduale. Acquisisce tutto ciò che riguarda le tecniche pittoriche a cominciare dalla semplice matita in bianco e nero alla sanguigna, dall’acquerello alle tempere, dagli acrilici all’olio. L’approccio con la scultura è curato altrettanto bene e, in virtù di questo, dà un’efficacia di rara bellezza elaborando un plasticismo anche pittorico, creando profondità. In alternativa come pittore propone un’ efficace costruzione scultorea. Gli studi d’arte danno una chance educativa nel profilo teorico di De Santis, che comincia proprio con la conoscenza della teoria applicabile al materiale, rendendo necessario e utile conoscere non solo i materiali, ma anche la loro connessione con le tecniche. Tutto è stato per lui l’unico modo per entrare in maniera corretta nell’ ambiente, quello della produzione artistica, per il quale non basta, secondo la sua esperienza, lo studio alla Scuola Superiore e all’Accademia delle Belle Arti…… “per diventare un buon pittore…… se non c’è alla base una lezione “a livello di bottega”, come erano chiamati gli studi pittorici di una volta, non si riesce a raggiungere un livello ottimale di pittura.” Nel ’90 termina l’Accademia di belle Arti di Roma con la specializzazione in pittura: fatto che per lui colmerà un sogno e una promessa di testa e di cuore fatta al suo Maestro. La passione di dipingere è così intensa che per Marco De Santis l’Opera non è mai “terminata”, poiché per opera finita si intende il quadro concepito in quell’attimo in cui il pittore raggiunge l’appagamento interiore, anche se tutto dipende dallo stato d’animo dell’artista. Lo stile figurativo è elargito con forme basate su immagini, con colore non steso completamente, quasi sempre lavorato prima sulla tavolozza, applicato sulla tela a mo’ di impressione, di macchia… un tocco immediato di colore. Quel tocco che rimarrà, stigmatizzando l’attimo nel quale l’artista De Santis tocca la tela, creando una genuina cromaticità. Ecco che allora l’Artista incarna colui che rende omaggio alle forme e al colore, colui che è garante dell’ispirazione concretizzata su supporto pittorico o scultoreo. L’Olio su Tela, gli dà la possibilità di gestire bene sia l’attimo, sia il tempo……in una scelta dei soggetti che spazia senza limiti “toccando” il ritrattismo, la natura morta, gli scorci interni di paesaggi in un gioco di luce importante, coinvolgente, efficace e messaggero di serenità interiore, di colloquio equilibrato con la natura, con l’ambiente circostante unito da un unico slancio vitale in un intimo dialogo, che fa intravedere la solitudine dell’Artista, il quale vive e sperimenta pur sempre amore, palesandolo attraverso una luce rappresentante qualcosa di particolare, volutamente in cammino oltre la tecnica. Per lui la luce è importantissima, determinante con l’azione del colore, con l’effetto cromatico, utilizzando il disegno prospettico, appreso nei tre anni in facoltà di architettura anche se….non si tratta di un disegno sulla tela o sul foglio, sulla base dove si dovrà intervenire con il colore… De Santis interviene immediatamente con il colore…cioè non ha una base di disegno, non interviene né con la matita, né con il carboncino, né con altri materiali similari…… direttamente con il colore crea delle linee, che grazie all’esperienza riesce ad individuare con un punto di fuga prospettico. L’Ispirazione risiede dietro le emozioni già o appena vissute…che vivono nell’inconscio. L’Ispirazione concepisce ogni opera vivace, brillante, luminosa…comunque dinamica nel suo mutare secondo l’emozione che alimenta la sua ispirazione……in un tono popolare in quanto presupposto di chiarezza di comunicazione comprensibile per i propri simili. Conoscendo l’Opera di Marco De Santis, possiamo dire che con i suoi paesaggi e i suoi scorci emergenti dai contrasti di luce e di ombra, rappresenta un “plein air” contemporaneo in una percezione nella sua immediatezza, stringendo gli assunti e i problemi espressivi della pittura intorno ad un motivo fondamentale e dominante, quello dell’eccellente percezione, quale dono dello spirito nel mondo. Nella sua arte si diradano le tempestose e fugaci esperienze della tecnologia contemporanea per lasciare il posto al sereno guardare alla vita con “occhio” gioioso, entusiasta di un ritrovato contatto con la natura: il paesaggio rurale o del piccolo centro arricchiscono le meravigliose conquiste interiori, ripercorrendo attentamente le vibrazioni dello spettacolo naturale, fissando come in variopinte istantanee i suoi mutevoli aspetti e i suoi mutevoli tempi evolutivi verso una contemporaneità totale dei sensi . La malinconia non manca perché gemella della gioia e della serenità, quale sinonimo di equilibrio e morbidezza di tocco di pennello…….sostanziali novità artistiche che donano ancora significato all’esistenza non in contrapposizione, ma in risposta agli usi e alle abitudini di una società particolarmente incline e immersa nella tecnologia, e nel mondo virtuale, dove le emozioni sono anch’esse virtuali o “virtualizzate”……Il senso della Pittura di Marco De Santis è proprio quello di mantenere in “pole position” il sentire del mondo, nell’attualità immediata e pacata dei suoi valori, perseguendo il “sogno” in un atteggiamento interiormente coerente e artisticamente evasivo e sublime! Campo de’ fiori Isa Pola: STORIA D’UN MITO 29 DA MALIARDA DEL CINEMA MUTO A SHOWGIRL DI PUNTO ZERO N on credevo che Isa Pola avesse avuto un passato così denso di successi, quando la vedevo a Civita Castellana agli inizi degli anni ’80, di Secondiano negli studi televisivi di Zeroli Tele Radio Punto Zero. La salutavo con deferenza , come si fa con una signora d’una certa età ( aveva già superato i 70) ma difficilmente seguivo il suo programma, il suo show del sabato sera, che lei voleva fosse fatto tassativamente in diretta. Presentava canzoni traboccanti di buoni sentimenti, facendosi accompagnare al pianoforte da suo marito, il maestro Di Matteo, che spesso appariva su Canale 5, nel programma di Maurizio Costanzo al Teatro Parioli, alternandosi al maestro Bracardi. Ora, a distanza di così tanti anni, la ritrovo sul settimanale del Corriere della Sera: “Io Donna” e così presentata: “ Famosa per i ruoli di maliarda nel cinema muto, negli anni trenta incantava per gli atteggiamenti da diva. Come quello di mettere le ciglia finte per proteggere gli occhi dal sole “. Nel servizio viene messo in risalto il “ caratterino” non proprio mansueto di Isa Pola, che iniziò a sedici anni a subire una rescissione del contratto da attrice, a causa delle sue intemperanze. All’apice della carriera, sul set del film “I bambini ci guardano” di De Sica, fece cacciare un operatore e a quello che lo sostituì disse: “ Ho ventisei anni, se vuole che la illumini con il mio ingegno deve attenersi a ciò che le dirò”. Interpretò il ruolo d’un’operaia delle acciaierie di Terni nel film di Mario Soldati “Acciaio” e promosse per la FIAT, nel 1929, un nuovo modello di Balilla tra il fumo degli ingranaggi metallici e i lampi delle saldatrici. Di lei si dice anche che avesse la capacità di parlare un italiano corretto e di apprendere e pronunciare qualsiasi lingua o dialetto, tanto che, avendo debuttato in teatro con la Compagnia del Teatro di Venezia, a lungo il pubblico credette che fosse veneziana mentre Isa Pola era nata a Bologna nel 1909. Quando, ormai a fine carriera, approdò a Punto Zero, grazie alla tenace perseveranza di Stefano Principalli, la sua voce aveva in parte perduto il suo carattere sensuale, ma la capacità di dominare la scena con la sua femminilità era rimasta nelle sue corde. Anche allora però palesò alcune “bizze” come quella, ad esempio, di non gradire nei suoi spettacoli giovani e belle donne…preferiva circondarsi di uomini freschi e galanti, perché il suo ego continuava ad accompagnarla nelle sue esibizioni. Isa Pola morì il 17 dicembre 1984, poche settimane dopo aver presentato il suo ultimo show negli studi di Punto Zero. “Io Donna” questo non lo ricorda (e nemmeno l’ Enciclopedia Treccani ), forse perché la cosa non reca ulteriore lustro alla sua carriera, ma noi lo facciamo volentieri, se non altro per concedere il giusto riconoscimento ad una vera diva, che noi, all’epoca, non sapemmo compiutamente apprezzare nella sua grandezza. La pubblicità della tua azienda non può mancare sulle pagina della rivista più letta ed amata! Campo de’ fiori arriva e porta bene! Tel. 0761.513117 - [email protected] Campo de’ fiori 30 Le scuole italiane all’estero durante il Fascismo O gni volta che nasce un nuovo governo si parla di dare risorse, di fare riforme insomma di rendere la di Francesca nostra scuola più moPelinga derna, più efficiente, ma poi di fatto si fanno soltanto promesse o leggi che il più delle volte portano soltanto danno. Nel campo dell’educazione il fascismo esordì con la riforma della scuola promossa da Giovanni Gentile nel 1923, che Mussolini definì come la più fascista delle riforme. Essa mirava a ridare dignità al ruolo di maestro e agli studi, assegnando alla scuola pubblica un’alta funzione di controllo su tutto l’insegnamento medio, che aveva l’importante e delicato compito di forgiare le menti delle nuove generazioni; ma il dichiarato proposito era anche quello di contenere il numero della popolazione scolastica notevolmente cresciuta durante il periodo di Giolitti. Le scuole fornirono agli italiani emigrati l’immagine di un paese natale organizzato e forte e di cui si poteva essere orgogliosi, almeno fino alla fine degli anni Trenta, numerosi furono gli intellettuali e i docenti che si impegnarono attivamente in questo ambito, esse raggiunsero il migliaio e comprendevano asili, elementari, istituti tecnici, licei. Vi erano circa cinquecento istituti stranieri con insegnamento della lingua italiana, Novecento con corsi di lingua e letteratura italiana, trecentocinquanta università e collegi degli Stati Uniti del Nord America che ammettevano l‘italiano tra i titoli per l’iscrizione al primo corso di studi. Le scuole regie all’estero avevano una popolazione di 19.000 alunni, 16.000 nelle elementari e il rimanente nelle medie, gli insegnanti nelle scuole medie erano 110, dei quali 65 professori erano di ruolo e gli altri incaricati e supplenti, nelle scuole elementari prestavano servizio una trentina di direttori didattici, circa 300 maestri e maestre titolari, 100 supplenti. Il Governo italiano dava contributi, in denaro per quasi sei milioni all’anno ed abbondante materiale scolasti e una delle piu vano in Italia corsi primari, Giovanni Gentile solenni manifestazioni medie, università. Sempre con le quali il Governo in tema di corsi per stranieri faceva sentire la sua imci fu l’accordo di reciprocità portanza nelle scuole concluso da Piero Parini (Seall’estero era costituita gretario generale dei Fasci dalla gara d’onore di all’Estero, nel 1930 Direttore composizione italiana generale degli Italiani all’esdel 21 Aprile (Il Natale di tero e delle scuole) col preRoma diventò per il Gosidente dell’istituto verno una sorta di “veinternazionale di educazione trina” nazionale ed degli Stati Uniti affinchè tutti internazionale della progli anni cinque laureati itapria attività “modernizliani si sarebbero recati in zatrice”, la data nella America e cinque laureati quale inaugurare scuole, americani sarebbero venuti edifici pubblici, nuove in italia, gli stessi accordi strade, interventi archeologici e di recupero erano già stati presi con l’Ungheria, la Polodel patrimonio artistico) di ogni anno fra gli nia e la Cecoslovacchia. Bisogna anche dire alunni sia italiani che stranieri. Nelle gare che la scuola fascista proponeva testi scodel 1925,1 926, 1927 furono giudicati 905, lastici, quaderni, diari e pagelle in cui si 118, 1149 componimenti, nel 1928 i temi esaltava il fascismo attraverso le immagini, raggiunsero la cifra di 1318 il titolo assestrumento rapido ed efficace di propaganda gnato fu “La nuova Italia”, vennero asseper sostenere e celebrare il fascismo, che gnate medaglie d’oro a studenti stranieri di l’educazione paramilitare costituiva una Montreal (Canada), Costantinopoli, Alessanparte fondamentale della pedagogia fasdria D’Egitto, medaglie d’argento Gerusacista: i bambini venivano iscritti a 4 anni ai lemme. Nelle pagine di tutti i componimenti “Figli della Lupa”, da 8 a 14 anni ai “Balilla”, fu rilevato dalla Commissione esaminatrice da 14 a 18 agli “Avanguardisti”, oltre i 18 l’orgoglio di essere italiani, la figura di Musanni alla “Gioventù Fascista”, parallelamente solini ispirava sentimenti di devozioni ai le formazioni femminili erano le “Piccole itabambini per cui il Duce appariva in un auliane” e le “Giovani italiane”. La scuola direola di leggenda. Altra istituzione delle ventò il più efficace strumento per scuole italiane all’estero era quella del Letl’organizzazione del consenso di massa, e torati, cioè missioni di professori italiani di proprio la scuola elementare fu il primo e scuole medie e di università, per corsi di linpiù importante gradino di un lungo processo gua e cultura italiana presso istituti medi e di irreggimentazione e indottrinamento il cui superiori stranieri. Nei limiti delle possibilità obiettivo primario era quello di costruire fufinanziarie su indicazione della Direzione turi soldati, uomini ciecamente pronti a delle scuole all’estero erano conferite borse “credere, obbedire e combattere. Con l’apdi studio a studenti stranieri che venivano a provazione della legge per “la difesa della studiare in Italia, gli istituti di Padova, Pavia, razza nella scuola fascista”, Regio DecretoPisa Roma, Bari furono le città che ospitalegge 5 settembre 1938, insegnanti e sturono il maggior numero di studenti. Nel denti ebrei sono espulsi dalle scuole di ogni 1929 le borse di studio furono circa un cenordine e grado. Certamente gli intenti petinaio ripartite fra bulgari, romeni, greci, undagogici di questa scuola di massa erano gheresi, corsi, jugoslavi, polacchi, armeni, funzionali agli obiettivi di fondo del regime palestinesi, cecoslovacchi, lituani, tedeschi. che voleva soprattutto dalla scuola l’allonAgli albanesi furono date circa un’ottantina tanamento del pericolo di qualsiasi ribellidi borse di studio a coloro che frequentasmo popolare. Campo de’ fiori 31 IL PIO ORFANOTROFIO STEFANI 5 ottobre 1825 – 28 febbraio 1986 La Compagnia di Gesù a Civita Castellana. P Alle Maestre Pie Venerini di Ieri, Oggi e Domani. rima di addentrarci nella disamina storica dell’importante istituzione religiosa, vanto e gloria della nostra città, è necessario inquadrare urbanisticamente la sede dell’Orfanotrofio, ovvero Palazzo Soderini prospettante sulla confluenza tra via Panico e via di Porta Lanciana, posto nel versante sud-est del pianoro tufaceo su cui sorge il centro storico di Civita Castellana. Nell’attuale Catasto Edilizio ed Urbano risulta così Censito: Comune di Civita Castellana, Catasto Fabbricati, foglio 28 particelle 347 e 349; Catasto Terreni, foglio 28 particelle 350, 348 il cortile interno e 461 il terreno adibito a seminativo. La proprietà attuale: Diocesi di Civita Castellana. In Viterbo risultano i seguenti atti notarili: Archivio di Stato di Viterbo in via Cardarelli n.18, Archivio Notarile Mandamentale di Civita Castellana, faldone n.44, Notaio Bianchini Giuseppe, foglio 696r e seguenti, (pag.33 dell’Inventario). 1° atto del 13 giugno 1739 “l’Abate Lodovico Soderini, nobile di Civita Castellana, Dottore Protonotario Apostolico e Vice Reggente Capitolare di Civita Castellana, già Governatore della Sabina e dell’Abbazia di Farfa, DONA, all’erigendo Seminario la sua casa posta dentro questa città nella contrada detta Panico, parrocchia di San Clemente con il giardino e tutti li suoi annessi e connessi, libraria, e tutti li mobili e semoventi in essa esistenti.(l’atto viene ratificato in 2^ lettura il 22 giugno 1739); 2° atto del 15 giugno 1739: rinuncia al palazzo e a tutti i beni del Soderini da parte di Giulia Soderini, sorella dell’Abate; 3° atto del 16 giugno 1739, concessione di un vitalizio ad Angelo Buttarelli da parte del Vescovo Diocesano; 4° atto del 18 giugno 1739, rinuncia a tutti i beni, tra cui il palazzo Soderini, da parte di Angelo Buttarelli, zio materno del Soderini; 5° atto del 22 giugno 1739, deposito della stima del palazzo Soderini e di tutte le sue pertinenze in 9.000,00 Scudi Romani, (1.089.000,00 Euro); 6° e ultimo atto, del 27 giugno 1739, donazione alla Curia Vescovile di Civita Castellana di un’altra casa del Soderini in via della Corsica. Firmato Giovanni Francesco TENDERINI, Vescovo della Diocesi di Civita Castellana, Orte e Gallese, assistito dal Segretario Vescovile Mons. Nicola ETTORRE. Chiarito l’atto notarile di provenienza, proseguiamo oltre: Nel vigente Piano Regolatore Comunale l’immobile in esame ricade in Zona “A”, Centro Storico, sottoposto, inoltre, alle norme tecniche di cui al Vincolo Paesistico della Regione Lazio, redatto ai sensi della Legge Regionale n.24 del 30.07.1998, e alle disposizioni di cui all’art.20 delle norme tecniche di attuazione del suddetto ambito. Agli atti dell’Amministrazione Comunale, non risulta redatto ed approvato il Piano di Recupero del Comparto Edificatorio in cui ricade il sopracitato bene, così come previsto dalla Legge n.457/’78 ed ex-Legge 1150/’42. Nel bene descritto non sono presenti Vincoli Artistici, di Inalienabilità o di Indivisibilità, non sono presenti Vincoli o Oneri di natura condominiale e, infine, non si è rilevata l’esistenza di diritti demaniali e usi civici. In Roma negli Archivi Vaticani, risulta quanto segue: Sacra Congregatione Concilii, Civitatis Castellanae, Quinta Relatio Ecclesiarum et Dioecesum Civitatis Castellanae et Hortanae, il Canonico ONORATO STEFANI e il fratello TOMMASO della terra di Stabia, (attuale Faleria), donano al Vescovo di Civita Castellana FORTUNATO MARIA ERCOLANI, (1822-1847), 9.000,00 scudi romani per la fondazione in Civita Castellana del PIO ORFANOTROFIO STEFANI, la cui sede è il Palazzo Soderini e la direzione affidata alla Serva di Dio ROSA VENERINI, della Compagnia di Gesù, come da atto notarile rogato e stipulato il 5 ottobre 1825 nel Palazzo Vescovile di Civita Castellana, dal Notaio Giovanni Abbondio Midossi, presenti il Vescovo Ercolani, i Canonici Giovanni Forlani, Domenico Caprinozzi, il conte Aloisio Antonisi Rosa e il cancelliere vescovile Sebastiano Cantini. Bisognerà attendere il 19 novembre 1838, quando nel palazzo Apostolico, il Pontefice GREGORIO XVI, con Breve Apostolico decreterà la definitiva apertura dell’Orfanotrofio Stefani - che già contava 23 alunne affidate alle Maestre Pie Venerini - lodando la corretta amministrazione e affidando al Vescovo Pro-Tempore, la cura perpetua della sede del vecchio Seminario, come riporta l’atto, a Maggior Gloria di Dio. continua sul prossimo numero... del Prof. Architetto Enea Cisbani 34 Campo de’ fiori “Il Fumetto” LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA UN FRAMMENTO DI TE di Shin Takahashi edito da Panini Comics – 9 volumi, conclusa “S i dice che, tanto tempo fa, la gente credeva che il mondo si ripetesse. Come l’erba e i fiori che rinascono ogni anno, come la notte che si tramuta in giorno, come le civiltà che crollano e risorgono dalle proprie ceneri. Ma questo piccolo mondo non si ripeterà: finirà prima di lasciarci crescere. Fu in quel tempo che nacquero un ragazzo e una ragazza…”. Questo l’incipit della storia di Icoro, di una principessa di un mondo simile all’Islanda circondato da Daniele Vessella grandi mura dove la gente è convinta che dovrà presto morire sepolta sotto la neve. Un bel giorno, però, un ragazzino cade dal tetto della casa di Icoro e la convince a cercare con lui la luce e il calore del sole… (trama tratta dal sito dell’editore). Lo spunto della trama è poetico ed evocativo, e questi aspetti si dipanano per l’intera opera. L’autore è capace di comporre dei concept di grande portata, di creare delle immagini che rimangono indelebili nella mente del lettore fornendo quell’impatto emotivo che dà sensazioni sconvolgenti. Il contrasto tra il tratto etereo e delicato e le atmosfere violente e disperate in cui si muovono i personaggi è senz’altro un punto a favore del fumetto. Anche se con il passare dei numeri, l’idea principale perde il suo appeal, come se l’autore fosse stato folgorato da un’idea, non riuscendo però a svilupparla in maniera solida… Lascio l’indirizzo del mio blog: http://danielevessella.blogspot.com/ SOSTENETE CAMPO DE’ FIORI CON IL VOSTRO ABBONAMENTO CARTOLINA DI ABBONAMENTO ANNUALE SI desidero abbonarmi a : Campo de’ fiori (12 numeri) a 25,00 I miei dati Nome___ ____ __________________________________ Cognome______________________________________________ data di nascita_______________________Città________________________________________________________Prov._______ ______________________________________________________________Telefono____________________________________ Desidero regalare l’abbonamento a: Campo de’ fiori (12 numeri) a 25,00 Il regalo è per: Nome_______________________________Cognome________________________________________________________________ _data di nascita_________________________Città____________________________________________________Prov.________ Via_________________________________________________________________Telefono________________________________ effettuerò il pagamento con c/c postale n. 42315580 intestato alla Associazione Accademia Internazionale D’Italia - P.za della Liberazione n. 2 - Civita Castellana Data______________Firma__________________________________ Autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo quanto disposto dalla legge n. 675 del 31.12.1996 in materia di “Tutela dei dati personali”. Titolare del trattamento dei dati è Campo de’ fiori - P.za della Liberazione,2 - 01033 Civita Castellana (VT) Data______________Firma__________________________________ Per abbonarti puoi spedire questa cartolina a Campo de’ fiori - P.za della Liberazione, 2 - 01033 Civita Castellana (VT) o puoi trasmetterla per fax allo 0761 . 513117 Campo de’ fiori 35 Langolo del Collezionista I l ventaglio è una di quelle “invenzioni” che nasce per necessità: i primissimi furono prodotti in Oriente, nei paesi caldi e venivano usati per poter di avere un po’ di refrigerio Letizia Chilelli durante le lunghe giornate afose. Se ne trovano tracce anche nel popolo Egiziano, Assiro-Babilonese e Romano. Osservando le varie versioni possiamo dividere la storia del ventaglio in due grandi correnti. La prima, definita rigida, che va dall’antichità e arriva fino all’epoca Rinascimentale dove venivano montate piume di uccello, foglie di loto e di palma su di un supporto, nel Rinascimento, in particolare prende piede il supporto con forma a zampa d’oca che sostiene piumaggi di selvaggina considerata eccellente o addirittura stoffe pregiate come il broccato. La seconda corrente comprende i ventagli pieghevoli che furono inventati in Giappone e di cui abbiamo testimonianze a partire dal 1700 d.C. Si deve la diffusione del ventaglio in Europa, precisamente in Francia, a Caterina De’ Medici; i primi paesi produttori furono: la Francia, l’Italia, i Paesi Bassi e l’Inghilterra che realizzarono soprattutto ventagli per le donne aristocratiche con montature in avorio, ma vista poi la grande diffusione data soprattutto dalla facilità della sua costruzione, questo oggetto curioso e civettuolo si diffuse anche a tutto il resto della popolazione ed anche in questo caso si vennero a creare due diverse destinazioni: la prima, quella aristocratica, con ventagli sempre più ricchi e grandi destinati ad essere portati alle feste o addirittura appesi come oggetto di arredamento e la seconda, quella del popolo dove l’oggetto diventò più maneggevole e destinato all’uso quotidiano. Ma vediamo un pochino più dettagliatamente i materiali e le decorazioni dei ventagli in uso a cavallo tra il 1700 e il 1800. Abbiamo i due montanti con un numero variabile di stecche sulle quali viene applicata la pagina che può essere di svariati materiali: stoffa, carta, pergamena… I montanti dei ventagli aristocratici possono essere anch’essi di diversi materiali, si va dal legno profumato alla madreperla, dal- I ventagli l’avorio alla tartaruga, se ne trovano persino in oro o argento, laccati e tempestati di pietre preziose. Le pitture sulla pagina sono a guazzo o ad acquerello e le scene dipinte possono essere le più disparate: erotiche, mitologiche, paesaggistiche, con riproduzioni di opere famose, di interni di teatri, di scene di vita quotidiana… I ventagli “del popolo”avevano montature in legno, la pagina della pergamena era spessa con decorazioni sparse alla rinfusa che spesso rappresentavano fiori e medaglioni. Nel ‘700, in Italia era diffuso “l’occhialino” un ventaglio in cui su ogni stecca era praticato un foro e se le stecche venivano sovrapposte ne era visibile solo uno sul quale veniva montato un vetro che consentiva alla dama di osservare senza poter vedere la direzione del suo sguardo, se la dama aveva anche un difetto di vista una lente sostituiva il semplice vetro. Sul finire del 1700 e agli albori del 1800 si ebbe la diffusione della “rosta”, un ventaglio in cartone con forma a ventola sulle cui due facce venivano rappresentate scene ironiche ma spesso anche poesie erotiche e satiriche (famose in Italia le “roste” composte dal Gozzi e dal Parini). Importante nella storia della decorazione del ventaglio fu il 1783 l’anno del collaudo della mongolfiera e compaiono proprio in questo periodo i ventagli “a’ la Montgolfier” con scene dipinte che richiamano proprio questo particolare avvenimento e in cui anche i montanti venivano incisi con lo stesso soggetto. Continuando il nostro viaggio arriviamo al tempo della Rivoluzione Francese ed è proprio il caso di dire che la moda va a braccetto con la storia; in questo periodo infatti si parla del ventaglio “a’la patriote” dove era possibile vedere sulla pagina dei dipinti in chiaroscuro che avevano come soggetti i volti dei capi della Rivoluzione o anche le fasi della Rivoluzione stessa: dalla presa della Bastiglia al periodo del Terrore, non mancavano però anche i ventagli dei “fedeli al Re” con dei dipinti allusivi che servivano come segni di riconoscimento: la pagina era nera ed i disegni in bianco, famosi sono quelli che si “trasformavano”, ad esempio un ventaglio aperto recava il disegno di un cesto, ma chiudendo tre stecche ecco che il disegno magicamente rappresentava un giglio bianco, fiore simbolo della famiglia reale, in altri troviamo dei fiori e delle foglie che con lo stesso meccanismo illustrato prima si trasformavano nei profili del Re o della Regina ma anche i semplici fiori occultavano dei simboli, in controluce, ad esempio alcune violette del pensiero palesavano le figure reali. Il ventaglio “a’ la patriote” raggiunse ben presto anche l’Italia e divenne anche qui carico di simboli: la Libertà, rappresentata dal berretto frigio; la Forza ovvero una donna con la corona di quercia in testa e una clava nella mano, la Vittoria vista come una donna ornata di palme e foglie; la Giustizia dipinta come una donna con la bilancia in mano, la Ragione simboleggiata da una donna con un leone; una donna che allatta un bambino bianco ed uno di colore con i frutti della terra ai suoi piedi, l’Unità e la Fratellanza raffigurati dai fasci, la Vigilanza disegnata come un occhio, il Popolo rappresentato dal pioppo (dal latino “populus”) albero simbolo di Libertà, le Virtù Cittadine simboleggiate dalla quercia… Nel periodo francese del Direttorio, con l’ascesa di Napoleone, il ventaglio perse il suo “carico politico” cosa che poi si verificò anche in Italia, le pagine in questo periodo erano in crespo con paillettes . Nei primi anni dell’800 fa la sua comparsa il “ventaglio a giorno”, un ventaglio traforato che non aveva pagine ed era tutto costruito con le stesso materiale di cui erano fatte le stecche che venivano a loro volta legate alla base con un cordino, i montanti erano decorati a rilievo. continua sul prossimo numero... (Bibliografia e fonti: Wikipedia, Professione Donna, Fabbri Editori Campo de’ fiori 36 Una favola bellissima Amichevoli di lusso . A.D. Fabrica - Carbognano. Storia di una piccola società diventata poi una delle più grandi della nostra provincia. ... continua dal numero 101 Dopo gli anni delle affiliazioni, un altro dei ricordi più belli è quello della doppia amichevole con la società S.S. Lazio, si si avete di Sergio Piano capito bene proprio la Lazio, quella che disputa il campionato di serie A. Immaginate che cosa può significare per una piccola società confrontarsi con una società di massimo livello. Era il 18 Novembre 2008 quando ci recammo presso il quartiere generale della Lazio, che come tutti sapete si trova a Formello, per disputare appunto questa amichevole di lusso. Ricordo i preparativi dell’evento, che oltre alla preparazione del materiale necessario e all’organizzazione del viaggio, prevedeva anche il fatto di tranquillizzare i nostri giocatori, emozionati per l’evento. Di quella indimenticabile giornata, ricordo la signorilità dei vari dirigenti della Lazio, che ci misero subito a nostro agio, e poi i giocatori, da Muslera a Diakitè a Cribari, Brocchi, Dabò, Meghni, Foggia, Zarate, Rocchi, Inzachi, Makinwa e tutti gli altri, instancabili tra autografi e foto ricordo. Per la cronaca, la partita finì 15 a 0 con reti di Rocchi (2), Zarate, Brocchi e Meghni nel 1° tempo, mentre nel 2° tempo il vero mattatore fu Simone Inzaghi, che ci rifilò ben 6 reti, poi segnarono Foggia, Makinwa e Ledesma. Alla fine ancora foto e autografi tra giocatori, mentre noi dirigenti ci accordammo per una amichevole con la squadra primavera da disputarsi presso il nostro campo di Carbognano. L’amichevole con la squadra primavera, si svolse Giovedì 7 Maggio 2009 a Carbognano. Per la cronaca vinse la Lazio per 4 a 2, ma per noi fu bellissimo vedere giocare sul nostro campo i ragazzi di una delle più grandi società italiane. continua sul prossimo numero... L’ ASD CIVITA CASTELLANA-CALCIO GIOVANILE SI E’ AFFILIATA AL BRESCIA CALCIO L’ ASD Civita Castellana-Calcio Giovanile ha sottoscritto un importante accordo con il Brescia Calcio per la valorizzazione dei giovani calciatori. L’ incontro che ha portato all’ affiliazione della società civitonica con il Brescia Calcio, si è svolto giovedì scorso presso la sede comunale di Civita Castellana, presenti l’ assessore allo sport, Alessio Alessandrini, in rappresentanza del Comune di Civita Castellana, i dirigenti dell’ ASD Civita Castellana, i rappresentanti di Talent Scout, i dirigenti del Brescia Calcio e i giovani calciatori con alcuni familiari. Con questa affiliazione il Brescia Calcio si è impegnato alla formazione degli allenatori che dovranno curare il settore giovanile dell’ ASD Civita Castellana e la selezione dei giovani talenti con mini-tornei e provini. “ Con l’affiliazione al Brescia Calcio- ha detto l’ assessore allo sport, Alessandrini – si è raggiunto un importante obiettivo che coinvolge non solo Civita Castellana ma tutto il bacino, offrendo una grossa opportunità ai giovanissimi che vorranno affacciarsi allo sport del calcio. L’ASD Civita Castellana-Calcio Giovanile è fortemente impe- gnata da molti anni sulla formazione del calcio giovanile. Un lavoro che gli ha consentito di ottenere ottimi risultati anche per la crescita dei ragazzi, oltre che sotto l’aspetto sportivo, anche umano. Perciò non possiamo che essere soddisfatti di questa importante opportunità che gli viene offerta con l’ affiliazione al Brescia Calcio.” Campo de’ fiori 37 Lasciatevi viziare dal Bar Hostaria L’aquila Good morning con cappuccini, torte, cornetti e… un esclusivo caffè Laura nel ristorante L’Aquila a soli 6 anni voriamo tutto con grande cura, a partire dalla materia prima fino Laura oggi, dietro al bancone del suo bar ad arrivare al prodotto finito”, ci confessa fisica di chi lo prepara!”, n buon caffè ed una ricca e sana Laura, che riporta queci racconta la giovaniscolazione sono quanto di meglio sta filosofia di vita anche sima proprietaria. Tanto per iniziare una intensa e profinella conduzione del ricua giornata di lavoro. Lo sanno più che la miscela utistorante, che ha, da bene i clienti affezionati del Bar lizzata in questo bar poco, preso in gestione. è originale ed escluHostaria L’aquila, ai quali, ogni mattina, Il ristorante, infatti, offre siva. Essa fu voluta e da anni, Laura e le sue ragazze riservano un un menù giornaliero con studiata da Claudia, la trattamento speciale. cucina casareccia, baIl caffè è una vera è propria arte per Laura: madre di Laura, da sata sulle ricette consi“Finchè le mie ragazze non hanno imparato Nerio, suo compagno, e gliate dalla signora da Serafinelli, titolare a farlo come si deve, non lascio che servano Annalisa (Noanna), i clienti. Perché il caffè è molto delicato, ridell’omonima azienda, usando alimenti freschi sente anche dell’umore e della condizione unica loro fornitrice di e genuini, proprio come caffè. A detta dei palati La piccola Letizia, figlia di Laura e se si cucinasse per la più sofisticati che Paolo, già alle prese con le propria famiglia. hanno avuto ed hanno ordinazioni... (ma la mamma sogna Laura è entusiasta e il piacere di gustare un futuro diverso per lei) soddisfatta anche della questa miscela, essa risua équipe: “Claudia e Irina, addette alla sulta avere una consistenza morbida, inesala ed alla cucina del ristorante, Vilma, guagliabile nel suo genere. Anna e Chiara, che si occupano, invece, del Per non parlare, poi, del cappuccino, dove bar, sono davvero impagabili. Oltre ad esquella che viene comunemente chiamata sere, ormai, professionalmente preparate, “schiuma” in realtà è crema, tiene a precisecondo il mio metodo, sono cortesi e gensare la nostra Laura, prodotto finale di un tili con tutta la clientela, che viziano lettedelicato processo di lavorazione del latte. ralmente, diventando così, un importante Cappuccini ideali che rallegrano la giornata! punto di riferimento. Si impegnano molto, Accanto ad un buon caffè o ad un ottimo inoltre, anche nell’apertura e nella gestione cappuccino, bene si accompagnano una del locale. Sono per me un aiuto indispenfetta di ciambellone, di crostata, di torta farsabile!”, ci rivela Laura. ciata alla frutta o alle creme, tutti esclusiQuesti sono alcuni dei tanti buoni motivi per vamente fatti in casa, genuini e con ricette passare almeno una volta al giorno al Bar tradizionali, come anche i classici cornetti, Hostaria L’aquila: a colazione, per poter le ciambelle o le bombe di una antica e nota soddisfare tutte le voglie di prima mattina; pasticceria locale, a cui si affiancano tanti a metà mattinata, per un coffe break altri dolci nuovi e sfiziosi. senza eguali; a pranzo, per ripartire legNon solo dolce, ma anche salato. Deligeri; o a cena, per chiudere bene la giorziosi tramezzini con pancarré e maionese nata, passando prima alla zona fatti a mano, come anche pizze e focacce. aperititivo, ricchissimo di gustose prelibaPane fresco tutte le mattine, per soddisfare tezze. Ermelinda Benedetti al meglio anche uno spuntino veloce. “La- U Campo de’ fiori 38 BLERA/VETRALLA: trovato Beethoven, tra poco CAGNOLINO... chi lo riconosce??????? finirà per strada. Non ha CAGNOLINO, maschio, sterilizzato, nessuno cerca solo taglia piccola, un pochino cicciottino, no un po’ di affetto e una collare, no microchip, in ottime condifamiglia.Taglia Piccola zioni fisiche, il veterinario che lo ha vicirca 4 kg di peso, sitato ha detto che avrà circa un anno e appena un anno di età. mezzo. Trovato il 31 marzo 2013 sulla Fabrica di Roma strada che collega Blera a Vetralla, nei pressi della Chiesa 327.6645195 della Folgore. Per info rivolgersi al 333.8646855 (Aliai) Attenzione: EDO è rimasto solo nel suo box.....perchè Corchiano (Vt), anche il suo compagno da due anni, lanciato dentro la Tomassino, è stato adottato....in questi pensione dove ultimi giorni ci sta dando un po di pensieri...scappa dal box......e se ne va in sono ospiti alcuni giro per prati e boschi...... stiamo cercando nostri cani. per lui un’adozione (possibilmente nel Maschio, giovane, Lazio)...una famiglia, con un bel giardino e tg piccola, buonissimo no chip, collarino ben recintato....a fine gennaio aveva un nuovo giallo con bandana. Perso o adozione sicura ma sfortunatamente ci abbandonato ???? Fate girare per favore!!! siamo accorti che non va d’accordo con i Rita 3391123663 gatti, quindi niente....mi serve una mano da Adozione del cuore!! Piccola ha almeno 10 anni, passati praticamente tutti in canile. Di taglia piccola, timidissima, finchè era giovane nessuno la notava perchè stava sempre nascosta nella cuccia. Con il tempo si è ammalata di leishmaniosi, e debolezza e sofferenza l’hanno resa più facile da avvicinare. Ora è del tutto cieca, nonostante le cure continue, e cerca costantemente il contatto umano per essere rassicurata nel buio del suo mondo. Va d’accordo con gli altri cani, maschi o femmine che siano, è molto tranquilla. è praticamente una impresa impossibile, ma ci sarà pure per lei una famiglia che l’accolga e la ami, nonostante tutto. Del resto, non c’è niente di male ad inseguire un sogno.... Per info e adozione [email protected] tel 3936095360 Si trova in un rifugio in provincia di Roma. parte di tutti...SI AFFIDA STERILIZZATO E MICROCHIPPATO, A VERI AMANTI DEI CANI,CONTROLLI PRE AFFIDO E FIRMA MODULI DI ADOZIONE...SI TROVA IN PROV DI VITERBO. Edo è cane speciale...... Diego 3476498434 Sono 3 cani di circa 10 anni. Sono in Zona Trevignano. Purtroppo morta la moglie che si occupava dei cani e lui non è in grado di prendersene cura .... Sono liberi per la strada. Si mettono dopo una curva pericolosa.... 2 sono pure di razza Malinos e 1 simil setter.....Serve un posto più sicuro... AIUTATECI! PER INFO LUCREZIA 335 671953 SETTER TRICOLORE TROVATO PELLE ED OSSA IN PROVINCIA DI VITERBO ORA DEVE METTERE SU UN PO DI CHILI MA, A BREVE, E’ ADOTTABILE. MASCHIO, CIRCA 2 ANNI, VA D’ACCORDO CON LE FEMMINE. IGNORA I GATTI, VA AL GUINZAGLIO SENZA TIRARE...E’ UN DONO PREZIOSO PER CHI LO ADOTTA..SI CERCA PER LUI OTTIMA FAMIGLIA CHE LO AMI E LO COCCOLI...SAREBBE MEGLIO NO CACCIATORI!!!PER CHI FOSSE INTERESSATO PUO’ CONTATTARE IL 3890515728 Smarrita cucciola taglia piccola color bianco con macchie in data 23/03/2013 inzona Villa Piperno (consorzio San Benedetto) Sutri, la cucciola ha un collare color arcobaleno con un campanellino chiunque l’abbia vista o trovata la prego gentilmente di contattare i seguenti numeri 3296340372 - 0761608599 Teo si è smarrito da più di un mese in zona Le Rughe-Cesano a Roma Nord.E’ un cane dolcissimo e i suoi padroni non hanno perso la speranza di ritrovarlo. Non ha microchip, aveva un collare con targhetta, ma potrebbe averlo perso, e una leggera zoppia alle zampe posteriori! Ha 2 anni. Se avete informazioni contattare 3475353646 3356792420 Campo de’ fiori 39 LE AUTO DELLA NOSTRA INFANZIA Fiat 1100 -103 Fiat 1100 – 103 del 1953 Fiat 1100 – 103 versione familiare del 1954 ome già detto, la Fiat 1100 nacque nel 1936 e non cambiò mai denominazione fino al 1969 (33 anni! è stata superata solamente dal maggiolino di Arnaldo Ricci tedesco!). I vari modelli [email protected] prodotti ebbero una evoluzione costante con il passare degli anni, cambiando notevolmente le sembianze estetiche, fino all’ultimo modello nato nel 1965; la famosa 1100 R. La 1100-103 aveva caratteristiche notevolmente rivoluzionarie rispetto alla precedente detta musone; infatti in questa nuova 1100, fu eliminato completamente il telaio e la scocca divenne portante! Anche il design della carrozzeria cambiò radicalmente e noi bambini di allora, vedemmo per la prima volta una vera auto moderna; essa segnò lo spartiacque con quelle dell’ante guerra! Il motore rimase però sostanzialmente quello della 1100 del ’39, con 4 cilindri di 1089 cc ed albero a camme laterale. Un ‘altra grossa novità fu la leva del cambio posizionata a pochi centimetri dal volante, sul lato destro. Fino ad allora in Italia non si erano mai viste auto con questa caratteristica. Eliminando la leva del cambio dal pavimento, si ottennero tre posti anteriori con sedile intero. Anche la 103 ebbe la sua versione familiare nel 1954, riscuotendo discreto successo. Nel 1956 entrò in produzione la Fiat 1100 – 103 E; essa aveva la coda un po’ più allungata della precedente, ma il motore rimase ancora lo stesso. C Veduta interna della 110-103 con leva del cambio sul volante Fiat 1100 – 103 E del 1956 Fiat 1100 R In sintesi, la Fiat 1100 nelle varie versioni rinnovate ogni due o tre anni, come già detto, fu prodotta ininterrottamente a partire dal 1936 fino al 1969. L’ultimo modello fu chiamato Fiat 1100 – R, la lettera “R” sta per Rinnovata; esso fu prodotto dal 1965 al 1969, dopodiché fu terminata definitivamente la produzione per passare poi successivamente alla Fiat 128. Una curiosità: in India, su concessione Fiat, quest’ ultima 1.100 rimase in produzione fino all’anno 2000! Prima di chiudere questo articolo, volevo dire che la Fiat 1100, oltre essere stata un’ auto della nostra infanzia è stata anche della nostra giovinezza! Fiat 1100-103 D del 1958 Campo de fiori è su facebook! Seguici Fiat 1100 D del 1962 40 Campo de’ fiori Nel c Il 20 Marzo 2013 è venuta prematuramente a mancare Vincenza Attanasio, da tutti conosciuta come la Maestra Enza quanti in questi anni hanno avuto modo di apprezzarla per la sua professione e, ancor più, per il suo spe che ringrazia sentitamente quanti hanno ma Per Enza Su nel cielo serviva una maestra per bambini, il Signore ha pensato bene di chiamare “la Maestra Enza”. La vedo già attorniata da tanti bambini, che sta accogliendo con il suo bel sorriso, come ha fatto per lunghi anni nella sua vita. A voi bambine e bambini, ragazze e ragazzi, oggi molti adulti e genitori, chiedo da parte vostra un grazie per tutte le volte che vi ha consolato, quando i vostri genitori vi lasciavano a scuola, preparandovi a camminare, insegnandovi a fare i primi passi nella vita. La vostra presenza qui oggi è il miglior ringraziamento per i tanti lunghi anni che vi ha dedicato con infinita passione e competenza professionale. Grazie maestra Enza! Sia questo il vostro saluto a lei. Sono certo che la Maestra Enza ora dice a ciascuno di noi: “Grazie di cuore per essere qui accanto a me, come nei giorni migliori!”. Un ultimo pensiero è il mio: grazie amore mio per i 34 anni meravigliosi che mi hai regalato nella nostra vita matrimoniale, che avremmo festeggiato insieme il prossimo 18 Aprile. Angelo Brusca frenata “Ma la maestra Enza che centra con la morte?” Giunonica riguarda i pargoletti, con amorosi vezzi li blandisce sì da confonder franca anche le ambasce e conquistarne i cuori ingenui e schietti. D’altronde in classe ha solo nipotini e li vuol vispi e allegri in sintonia serbando a ognun spontanei zuccherini, così: tesoro… amore della zia! Col tono accattivante abituale nella famiglia briga il suo prestigio; se in fallo, con sagacia naturale, in rosa sa girare ancora il grigio. Sui punti controversi del collegio propone una garbata soluzione con la loquela sciolta ed il motteggio che per metà le valgon la ragione. Ma nella cerchia stretta e riservata, mimando e parodiando tiene banco, di Napoli non sgrossa la parlata e strappa la risata a piegar fianco. Tra le volute della sigaretta eccola là, così, solerte e forte, come l’amica pronta alla cornetta, che incide sul sentir della sua corte. cuore Campo de’ fiori 41 Enza, moglie del nostro amico e collaboratore Angelo Foglietta. Pubblichiamo le testimonianze di affetto e di dolore di o spessore umano.Il direttore e la redazione si uniscono al dolore dellamico Angelo e di tutta la famiglia, o manifestato apertamente stima ed affetto. Alla cara ENZA È sempre molto difficile esprimersi e tenere a bada le emozioni quando il cuore è gonfio di tristezza per la perdita di una persona cara. Sì, perché quando un’amica ci lascia, fin da subito percepiamo dentro di noi un vuoto incolmabile: un vuoto che riempiamo di ricordi, lieti o dolorosi delle esperienze condivise per rendere meno amaro il distacco. E io, desidero rivolgere alla carissima Enza, anche a nome delle colleghe a lei più vicine e di quelle che hanno avuto modo e occasioni per conoscerla ed apprezzarla, l’ultimo affettuoso saluto, ricordando la persona straordinaria che era, non solo come docente, ma anche come moglie e come mamma, visto che il nostro rapporto andava oltre quello squisitamente lavorativo. Enza era una professionista seria e competente, che ha svolto il suo ruolo di docente e di educatrice in modo ineccepibile. Innamorata profondamente del suo lavoro, fino ad anteporlo spesso ai suoi non pochi problemi di salute, Enza aveva un modo di relazionarsi massimamente rispettoso verso i colleghi ed i superiori, avvolgente ed empatico verso i bambini, che trovavano nel suo morbido abbraccio quel calore e quell’affetto che l’indiceva a chiamarla “Zi’ Enza”, mi è capitato più di una volta, durante le visite a scuola di vederla all’opera e di assistere con quanta naturalezza sapeva consolare i suoi piccoli “tesori” (così chiamava i suoi alunni) e trasformare il loro pianto in uno scoppiettante sorriso. Sì, perché Enza non conosceva musoneria: era sempre allegra, solare, gioiosa e tale cercava di apparire anche quando le circostanze non erano delle più favorevoli; era coraggiosa e lo dimostra il modo in cui ha sempre cercato di aggredire e combattere la malattia; era dignitosa nell’accettazione della sofferenza, che ha sopportato cristianamente con la forza che le veniva dalla Madonna di Pompei. Nessuno di noi avrebbe immaginato un così triste ed immediato epilogo e tutti ci rammarichiamo per non esserle stati più vicini, per non aver fatto abbastanza per alleviare le sue pene e la sua solitudine. Ci mancherai, Enza, ma il tuo ricordo vivrà sempre nei nostri cuori, più forte di qualsiasi abbraccio, più forte di qualsiasi parola. Ora inizia per te un nuovo viaggio e gli angioletti del Signore, certamente in festa, accoglieranno con il suono di mille campane l’arrivo di una grande maestra nella scuola del Paradiso. Dott.ssa Santina Vaccaro (Ex direttrice II Circolo Didattico Civita Castellana). Carissima Maestra Enza, ci risulta difficile pensare che tu non sia lì, in Cielo, è proprio così, infatti, che ti immaginiamo, seduta su di una nuvola, tra gli Angioletti ai quali racconti con il tuo indimenticabile sorriso le storie di noi “bimbe” che abbiamo avuto la gioia e l’onore di averti avuto come Maestra d’asilo.. ti vogliamo bene, sarai sempre con noi… Letizia e Agnese Chilelli 42 Campo de’ fiori L’angolo del poeta La Rosa Da bimba mi cantasti la ninna nanna, sento un profumo, profumo di mamma. Ricordo l’emozione capricciosa quando ti regalai quella rosa; rossa come il sangue nelle vene per dirti mamma quanto ti voglio bene, tu la baciasti e la mettesti in un libro di prosa il tempo passa, dolcemente riposa, quel pensiero è sempre la rosa la mano mi trema, vorrei stringerla e baciarla come facesti tu, è così fragile non si può più, ora la guardo è sul mio comodino ti sento mamma, mi sei vicino. KOSMOS MAKROS CHRONOS PARADOXOS Immagine. Due corpi illuminati dalla luce di un tramonto squarciato da una nuvola. Avvolti in una danza amorosa. Si stanno amando come se quella fosse l’ultima volta. Il Tempo non e’ il loro nemico. Lo Spazio e’ una cornice. Del loro Amore. La storia li ha gia’ depositati alla Storia. La Gioia e’ appena nata dal cuore. A questo mio foglio non spetta nulla. L’Immortalita’ e’ data ai loro baci e all’essenza precoce e fatale del loro incontro. Maria Giudici FABRIZIO AGOSTINELLI A Sandro Soli Vorrei Tu che scrivi a Campo de Fiori a te la gloria e gli allori. Tu che hai messo la mia poesia sul giornale, sei molto bravo e cordiale. Bravo Sandro, io che abito nel paese dei Patalocchi, con te, chiudo tutt’e due gli occhi. Veramente nun semo tanto bòni, perchè alle fornaci fregavamo con le legna, però non siamo tanto cattivi, e poiio sono molto buono, e di questa poesia ti faccio dono. Vorrei conoscere le parole che sappian dire l’incanto di un sorriso, la dolce voce, il limpido parlare di una donna che fu, quant’altra mai, virtù e bellezza agli occhi miei. Grazie Roberto ti considero il “Ligabue” della poesia. Sei un vero “Badalocco” Alessandro Soli Vorrei tanto conoscer le parole che sappian dirle quanto le voglio bene. Vorrei conoscere le parole che sappian dire la gioia luminosa del suo viso mentre giocava con le sue bambine o alle stesse a leggere insegnava. Vorrei conoscere le parole che sappian dire il “Grazie” dei suoi occhi, quando le amate rose le portavo, Roberto Urbani e la muta sua tristezza, la dolente pena 9 Aprile 2013 che un volto da Madonna le donava. Marino Roberto, 92 anni Salerno, 11 Aprile 2013 ZZZ Z Z Z Z Z ZZZZ ..... . . . . . . . . . Z ZZZZ ARA Z N A Z LA TE N E N I T IMPER 43 Campo de’ fiori Una “Fabrica” di ricordi Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma Pasquale Pacelli un amico “cento” volte grande P roprio pochi giorni fa mia madre mi aveva riferito che Pasquale aveva festeggiato 100 anni. Avevamo ricordato, allora, di Sandro quando per la mia grande Anselmi amicizia con Carlo, suo figlio, prematuramente scomparso, frequentavo spesso casa sua. Era bello intrattenersi a parlare d’estate all’ombra dei graziosi chioschetti che Iris, la moglie, aveva creato nel suo bel giardino e quella sincera amicizia che era nata fra me e tutti i componenti della famiglia, mi faceva stare proprio bene. Una famiglia discreta, educata ed ospitale che dimostrava sempre una stima sincera nei miei confronti, molto edificante per la mia età. Le parole sagge e sicure di Pasquale erano oro puro per la mia crescita morale e quante cose ho imparato da lui! I consigli preziosi che dava per il mio lavoro, allora solo agli inizi, io li ascoltavo pienamente perché sapevo della sua lunga esperienza negli uffici comunali, e conoscevo il rispetto che nutrivano i cittadini nei suoi confronti per le sue indiscusse qualità. Pasquale era persona affabile e ben disposta ad aiutare la gente. Tanti, infatti,si rivolgevano a lui per risolvere problemi burocratici. Avevo già pubblicato una sua biografia su Campo de’ fiori (numero 39), nel Luglio 2007 e m’ero fatto raccontare, allora, buona parte della sua vita. Era stato contentissimo dell’articolo che ne era venuto fuori, ringraziandomi, per questo, più volte. In quell’occasione, avevamo entrambi deciso, però, di non parlare di Carlo, promettendogli che l’avrei fatto nell’uscita successiva, e così fu! Quella perdita inaspettata aveva toccato profondamente ed indelebilmente il pover’uomo, che, per stemperare l’atroce dolore di Iris, sua moglie, aveva sempre tenuto con dignità e voluto distacco quella pena nel cuore. Anche questo esemplare comportamento manifestava chiaramente una fede profonda, che l’ha di sicuro aiutato. Mi dispiace Pasquale di non aver fatto in tempo ad intervistarti per il tuo centenario! Ci avresti sicuramente tenuto, ma, ironia della sorte, mentre avevo pensato di incon- Pasquale e la moglie Iris Pasquale novantenne Pasquale ed io trarti sabato 6 Aprile, non sapevo che soltanto due giorni prima ci avevi lasciato! Ti verrò a trovare come ho sempre fatto con Carlo, in quella tomba così curata ai limitari del cimitero, luogo fisso nei miei pensieri, dove hai potuto riabbracciare tuo figlio. I vostri occhi sereni si sono incontrati di nuovo e ci guarderanno benevoli di lassù. Il figlio Carlo Campo de’ fiori 44 Intervista a Barbara Josiane Marchand Voce storica della RAI e di RMC e grande appassionata di animali G aleotta fu la zampetta…e che zampetta! Josiane Marchand, (in arte Barbara) voce storica della RAI e di RMC, nonché conduttrice della versione invernale di “Giochi senza frontiere”, non esita un attimo nel riannodare i fili della memoria che la legano alla Collezione i Cuccioli. “Stavo cercando in rete un modello di zampetta da tatuare sul mio polso quando mi sono imbattuta negli anelli della linea “Collezione i Cuccioli” ed è stato amore a prima vista. Mi sono detta: Perché deturpare la mia pelle quando posso indossare tutti i giorni le zampette?” E così ha preso avvio la joint venture tra gli animaletti pelosi di “Incrociamo le zampe” onlus di Civita Ca- stellana (VT), di cui Barbara è ad oggi volontaria e l’azienda vicentina che produce gioielli in argento per chi ama gli animali. E quando due anime compagne si incontrano si può star certi che tutto procede su una corsia preferenziale. Perché se Chiara, l’ideatrice della Collezione, è nota per il suo amore verso i gatti che ti accolgono non appena metti piede in casa come il suo Telemaco, Barbara non è certo da meno col suo “vivaio” di quadrupedi da far invidia alla storica cucciolata di dalmati disneyani. Questa l’attuale “formazione” della sua dimora di campagna: Dardo, doberman maschio marrone focato di 5 anni, Pulcetta meticcia tra il volpino e lo spinone, riscattata dal canile, ma ora principessa della casa; a seguire: 3 gatti alla stalla, 2 davanti alla casa e 1 al casaletto, miracolato dopo essere finito sotto ad un camion. A proposito di queste pelose vedette, prosegue Barbara: “Io non ho figli quindi molto del mio tempo, da che sono andata in pensione, lo posso dedicare agli amici a quattro zampe. Non mi ritengo una “canara” o “gattara” tradizionale, ma mi occupo del loro mantenimento e soprattutto condivido gli appelli per le loro adozioni”. Un amore sicuramente di lunga data e comunque filo conduttore della seconda parte della sua vita caratterizzata dall’apertura di una casa di edizioni musicali intitolata proprio “Cani e Gatti”. “Sincronie significative” le avrebbe chiamate Jung, ma che Barbara ribattezza subito nella versione francese di “hasards necessaires” o coincidenze necessarie. Coincidenze dunque sempre siglate da una beneaugurante stretta di zampa. Strette, che nella Collezione i Cuccioli, accarezzano dita, collo o polsi, in un quanto mai contemporaneo patto d’argento. Dalla sintonia sul simbolo al messaggio sottostante il passo è stato veramente breve ed infatti è sempre Barbara Marchand a dire, con un filo di sottile compiacimento “Sono stata io a chiedere a Chiara, designer della Collezione i Cuccioli, di spendersi nell’aiuto di piccole associazioni animaliste, come la nostra, che non prendono un soldo di sovvenzione dallo Stato ma che, in compenso, hanno tante anime da sfamare”. Un appello subito raccolto dalla giovane titolare della ditta vicentina che non ha esitato a devolvere una percentuale del ricavato del mese di Novembre all’associazione viterbese. Che tradotto in altri termini, equivale ad un contributo di 335,00 pro amici a quattro zampe della squadra di Civita Castellana. Indubbiamente un start-up promettente per un’iniziativa che, grazie anche al tam tam telematico, sta entrando nel cuore di molti. Maria Teresas Biscarini IL NOSTRO PAPA Figuratevi un ragazzo viterbese, figlio di padre operaio venuto dal Sud e di madre casalinga, che, dopo aver superato gli esami di terza media, si iscrive all’ I. T. I. S. “ Leonardo da Vinci “- indirizzo chimico. E’ un giovane educato, cordiale con gli amici, rispettoso dei genitori. Nella classica gita d’istruzione dell’ultimo anno flirta con una compagna. S’innamora e viene ricambiato. A ventuno anni, svanito il primo amore, si rende conto che l’essere tifoso della Viterbese e l’andare d’estate al mare a Tarquinia non gli basta per rendere piena la sua vita. Dentro di sé sente nascere un grande desiderio di essere d’aiuto al prossimo , di amarlo , come finora ha amato i suoi genitori. Entra in seminario a La Quercia. Inizia di buona lena a studiare Filosofia. Lavora su un terreno a lui completamente nuovo ma per questo ancora più affascinante. Allo studio affianca un grande senso di amicizia per i nuovi compagni. Si laurea in Filosofia e prosegue gli studi in Teologia. Da’ più di quanto riceve nei confronti dei superiori e del mondo esterno, che lui sente sempre molto vicino. Continua a tifare Viterbese e, avendo avute le sue sane esperienze con l’altro sesso, ne sente la vicinanza in maniera semplice, normale. Non ci sono rimpianti nel suo animo. E’ libero e rispettoso di tutti. Un sacerdote diverso dagli altri ma non per questo meno preparato e completo. E’ talmente bravo che se ne va in Germania a conseguire un dottorato in Teologia. Al ritorno lo vedrete aiutare i poveri nelle zone più degradate della città, sostenere i deboli, confortare gli oppressi. Se trasferite questo prete viterbese a Buenos Aires e lo chiamate Mario Bergoglio, capirete perché il nuovo Papa è già così tanto amato da tutti. Secondiano Zeroli Lettera aperta a Papa Francesco Ami tutti, indistintamente tutti, veramente tutti. Regali serenità e speranza, e questo è un dono prezioso che solo pochi Eletti possiedono. Sei fra i pochi. I tuoi modi ed il tuo fare mi sono arrivati dritti al cuore!! La tua spontaneità è disarmante ed edificante allo stesso tempo. Disarmante, perché ci hai sorpreso con il tuo profondo cambiamento, lontanissimo da costumi ormai consolidati ed ai quali eravamo, forse, abituati. Edificante, perché il tuo esempio è tutto da seguire! I tuoi sorrisi, i tuoi toccanti abbracci ai bambini, ai disabili, commuovono nel profondo e il riproporre questo messaggio evangelico potrà essere l’unico modo per poter sperare in un futuro dell’umanità. Papa Francesco, averti visto stringere fra le braccia quel bambino disabile fra la folla di Piazza San Pietro, ed aver colto la felicità sbocciata da quel sorriso più vero e più puro del mondo, è stato, per me, uno dei tuoi primi grandi miracoli. Mi sono sciolto in un pianto irrefrenabile pensando che quel bambino poteva essere il mio Federico ed ho capito che il Signore ha scelto te per salvarci. Tu ci riuscirai! Tu avrai tanta forza per cacciare tutti i demoni dall’uomo e dalla Chiesa, perché è il momento, è l’ultimo momento! Una pecorella del tuo gregge Campo de’ fiori 45 Riccardo Muti dirige Antonio Poli ne “I due Figaro” Presentato il nuovo CD, venerdì 5 Aprile E’ quasi un CD di inediti di circa due secoli fa! La partitura de “I due Figaro” di Saverio Mercadante (1795-1870) è stata scoperta, in una biblioteca di Madrid, dallo studioso torinese Paolo Cascio e, due anni orsono, portata sulle scene (Salisburgo, Ravenna, Madrid) dal M° Riccardo Muti, che ha diretto l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e un manipolo di ottimi cantanti tra i quali – nel ruolo del Conte (praticamente quello principale) – il “nostro” Antonio Poli. Volendo semplificare, ”I due Figaro” è la prosecuzione delle “Nozze di Figaro” mozartiane e del “Barbiere di Siviglia” di Rossini; è la prima volta che l’opera viene registrata e pubblicata. La valenza culturale dell’operazione è evidente e, anche solo da semplici viterbesi, fa estremamente piacere che il ruolo tenorile sia stato affidato ad Antonio Poli, 27 anni da poco compiuti, ma già con un’esperienza ed un curriculum che lo collocano tra i migliori tenori del mondo. L’opera è contenuta in un bel cofanetto con 3 CD (ed. Ducale) ed un ricco libretto. Il prossimo evento importante del tenore Antonio Poli sarà il suo debutto, nel ruolo di Fenton e sotto la direzione di Mark Elder, al Festival di Glyndebourne, come anche con “La Scala in tour”, in Giappone. Sarà ospite alla Staatsoper di Berlino e a Madrid come Nemorino (Elisir d’amore), a Chicago come Cassio (Otello) e canterà nello Stabat Mater di Rossini al Festival Schlesswig Holstein. Canterà, inoltre, nel Gala in occasione del bicentenario Verdiano a Parma e Piacenza, con l’Orchestra Arturo Toscanini; sarà ospite in occasione del premio “Giuseppe Di Stefano”. Nel 2014 tornerà al Covent Garden di Londra e a Chicago per una nuova produzione di Don Giovanni (diretto da Nicola Luisotti); a Londra debutterà anche in un Recital Lideristico alla Wigmor Hall. Sempre nello stesso anno debutterà, nel ruolo di Tamino, nel Flauto Magico di W.A. Mozart al Teatro Petruzzelli di Bari. Nel 2015 debutterà, nel ruolo di Fenton, alla Staatsoper di Monaco e canterà il ruolo di Ismaele, in Nabucco, e Macduff, in Macbeth, nuovamente sotto la direzione del M° Riccardo Muti. Nel 2013 ha debuttato come Fenton, nel Falstaff, al Teatro “Alla Scala”, e come Nemorino alla Stattsoper di Berlino come anche all’Opera di Graz. Nel 2012 ha debuttato – nel ruolo di Alfredo, nella Traviata – alla Fenice di Venezia, il Conte – ne “I Due Figaro” di Mercadante, diretto da Riccardo Muti – al Teatro Real di Madrid e Cassio, nell’Otello, alla Royal Opera House Covent Garden, diretto da Antonio Pappano. Nel 2011 è stato Macduff in una nuova produzione di Macbeth all’Opera di Roma, diretto da Riccardo Muti, è stato Don Ottavio al Teatro la Fenice di Venezia ed è stato ascoltato al Fetival di Salisburgo nel Mac- beth, diretto da Riccardo Muti, come nel Rossignol di Strawinsky e Iolanta di Tchaikovsky, diretto da Ivor Bolton. Nel Festival di Pentecoste a Salisburgo e al Ravenna Festival, ha debuttato nel ruolo del Conte in una nuova produzione de’ I due Figaro’ di Mercadante diretto da Riccardo Muti e a Roma ha debuttato nel ruolo di Ismaele in una una nuova produzione di Nabucco, sempre sotto la direzione di Riccardo Muti, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia (Rai 3). Tra il 2010/11 ha cantato nel concerto di Capodanno al Teatro la Fenice di Venezia, diretto da Daniel Harding, in eurovisione (Rai 1). Nato a Viterbo, il giovane tenore Antonio Poli, ha vinto il Primo Premio ed il Premio del pubblico al concorso Hans Gabor Belvedere di Vienna, dopo il quale è stato acclamato anche in altri Concorsi Internazionali, come il Concorso “Operalia” sotto la direzione artistica del Maestro Placido Domingo, il quale lo ha premiato personalmente e con il quale ha avuto l’onore di esibirsi in vari concerti. E per chiudere, serve ricordare che Antonio, nel 1998, ha vinto il Mini Festival di Viterbo – di cui, attualmente, è Presidente di Giuria – e che è da lì che è iniziato il suo “volo”?! p. Ass. OMNIARTS Paolo Moricoli 46 Campo de’ fiori NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEW Ventiduesimo anno “ATTUALITA’ ’’, movimento Salvemini Presentazione delle cartelle di grafica di Pietro Sarandrea Il giorno 24 marzo è stato festeggiato il ventiduesimo anno dell’ “ATTUALITA’ ’’ diretto dal prof. Cosmo Sallustio Salvemini, nella sala conferenze di Wine Bar nel centro di Roma, organizzato e presentato dalla Dott.ssa Liana Botticelli. Sono intervenute alla manifestazione varie persone del mondo dell’arte e dello spettacolo, tra cui il noto giornalista Angelo Blasetti, che ha declamato con grande professionalità delle poesie di Trilussa. In questa occasione sono state presentate alcune cartelle di opere grafiche del maestro Pietro Sarandrea (nella foto con il prof. Salvemini), che hanno riscontrato un grande successo. L’ artista ha commentato le proprie opere sia fotolitografiche che serigrafiche. Le cartelle presentate sono tutte numerate e firmate, indirizzate così ad un collezionismo alla portata di tutti. Ultimamente Pietro Sarandrea si sta evolvendo con opere in tecnica mista che espone sempre in occasioni importanti. Dott. ssa Paola Lamonica PAPA FRANCESCO ELOGIA L’ASSOCIAZIONE DI TARQUINIA “SEMI DI PACE” “Che bello tutto questo!”: le parole di esclamazione appena riportate sono un elogio all’Associazione Semi di Pace International , ma non un elogio qualsiasi. A manifestare tale spontaneo apprezzamento, infatti, è stato addirittura Papa Francesco, nel corso di una cena in cui – a colloquio con il Cardinale Jaime Ortega Alamino, Arcivescovo dell’Avana – è stato reso partecipe delle attività di Semi di Pace, ricevendo una lettera ed un dono dell’Associazione. Le parole del Santo Padre costituiscono una gioia per i volontari, protagonisti negli anni di un servizio di aiuto e fratellanza in particolare con Cuba, ricco di momenti emozionanti e di grande spessore umano, sociale e culturale. Già nel 2003, infatti, Luca Bondi, presidente dell’Associazione Semi di Pace, aveva avuto l’opportunità di incontrare in Vaticano Papa Giovanni Paolo II, cui poté consegnare una copiosa documentazione sul progetto dell’Associazione a Cuba. Nel febbraio 2008, poi, l’incontro con il Segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Tarcisio Bertone, a cui i rappresentanti di Semi di Pace illustrarono, ampiamente, tutto il servizio portato avanti nell’Isola nell’arco degli anni, e, lo scorso anno, l’incontro tra Luca Bondi, Padre Paolo Maiello (Assistente Nazionale dell’Associazione) e Monsignor Angelo Becciu (Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato Vaticana), al quale fu consegnata la prima pubblicazione sulla storia di Semi di Pace International. Ma il momento più straordinario di questa longeva esperienza fu il primo maggio del 2008 – proprio nella ricorrenza dei dieci anni dalla visita pastorale di Giovanni Paolo II a Cuba – con lo straordinario evento a Tarquinia, nella splendida cornice di Santa Maria in Castello, del dialogo tra il Cardinale Ortega e l’allora Ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, alla presenza di tutta la Conferenze Episcopale Cubana. Un rapporto forte, quindi, quello tra Semi di Pace e Cuba, ed un rapporto d’amicizia sincera quello stretto con il Cardinale Ortega, creatosi e cresciuto dopo lo storico viaggio cubano di Papa Giovanni Paolo II. Il Cardinale ha, negli anni, guidato, sostenuto ed incoraggiato l’impegno di Semi di Pace nell’Isola, in particolare rivolto a bambini, ragazze madri, anziani e malati. Così, alla vigilia del Conclave cui Ortega ha partecipato come Cardinale elettore, c’è stato un incontro con Luca Bondi; incontro replicatosi, poi, dopo l’elezione del Pontefice, lo scorso 19 marzo. Sino alla chiamata di martedì scorso, in cui l’Arcivescovo dell’Avana informava i volontari della gioiosa reazione del Papa, venuto a conoscenza della storia e delle attività di Semi di Pace. Un’emozione incredibile per i volontari, che si erano già sentiti fortemente vicini a Papa Francesco quando, nella Messa d’inizio Pontificato in piazza San Pietro, aveva citato la pagina evangelica del capitolo 25 di San Matteo, le opere di misericordia, come luminoso orientamento di vita cristiana: lo stesso brano che Semi di Pace ha da tempo scelto come base ideale della propria realtà associativa. IL TEMPO COME IMPRONTA, COLLETTIVA DI PITTURA AL QUARTIERE MEDIEVALE SAN PELLEGRINO DI VITERBO Si è conclusa il 14 aprile la mostra collettiva a tema curata da Fiorenzo Mascagna nel quartiere San Pellegrino. L’evento artistico, promosso da Itinerart-Cultura, dal titolo Il Tempo come impronta – Traccia come sinonimo di permanenza, è stato inaugurato alla presenza del sindaco Giulio Marini. Ad esporre diciotto artisti provenienti da tutt’Italia (Grazia Addante, Nicole Auè, Lauretta Barcaroli, Germana Bartoli, Bruno Belloni, Antonella Botticelli, Arturo Busi, Elena Bussotti, Claudio Cavalieri, Michele Di Tonno, Fabio Guiducci, Mario Jerone, Laura Mazzuoli, Luna Miscuglio, Ivano Petrucci, Piero Racchi, Charaka Simoncelli, Lorenzo Vecchi). Tra i presenti all’inaugurazione anche la presidente della Pro Loco Viterbo Irene Temperini (www.itinerart-cultura.it). Cristina Pallotta - Addetta stampa IL COMUNE DI CIVITA CASTELLANA CONCEDE L’ AREA PER NUOVI ALLOGGI POPOLARI L’ amministrazione comunale di Civita Castellana ha assegnato all’ Ater (Azienda Territoriale per l’ Ediliza Residenziale) di Viterbo il diritto di superficie dell’area necessaria per la realizzazione di un intervento per la costruzione di n. 16 alloggi di edilizia pubblica sovvenzionata per le categorie speciali (anziani). La decisione della Giunta Comunale è stata presa a seguito della richiesta fatta dall’ Ater e l’ area concessa in uso gratuito è di mq 3.870 circa, situata nell’ ambito del comprensorio urbanistico C1, in loc. San Giovanni, proveniente dalla cessione gratuita delle aree di circa mq. 9.052 occorse per la realizzazione delle opere pubbliche di urbanizzazione primaria e secondaria nel piano di lottizzazione del Consorzio tra i proprietari del Comparto C1, come previsto dalla relativa convenzione. Campo de’ fiori 47 NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEW ANCORA INTERVENTI CONTRO I COMPORTAMENTI INCIVILI Con un’ azione congiunta tra i comuni di Civita Castellana e di Gallese è stata effettuata un’ operazione lungo la S.P. Gallesana, al confine tra i due comuni, dove in una piazzola spesso si verificano abbandono di rifiuti. Gli assessori all’ ambiente di Civita Castellana, Innocenzi, e di Gallese, Mancini, unitamente ai vigili urbani dei due Comuni ed al personale della Sate, dopo un’ attenta verifica sul contenuto dei sacchetti abbandonati si è riusciti ad individuare alcune persone che ora verranno sanzionate con 600,00 euro di multa. “Per l’ ennesima volta – ha detto il vice sindaco e assessore all’ ambiente del comune di Civita Castellana, Antonio Innocenzi - per le colpe di una minoranza incivile di persone siamo stati costretti a sottrarre il personale dal loro compito per interventi che come costo ricadono su tutta la collettività. Non è più tollerabile che la società civile debba sopportare questi comportamenti.Invito ancora una volta tutti i cittadini a continuare, anche in forma anonima, a segnalare qualsiasi gesto di abbandono che comporta il degrado del nostro amato territorio. Questi comportamenti rendono inutile gli sforzi che sta facendo il nostro comune per rendere la nostra città all’ altezza dei suo ruolo in campo culturale, artistico e ambientale”. FABRICA DI ROMA, SUCCESSO PER LE DUE GIORNATE DI BONIFICA DELLE DISCARICHE ABUSIVE Molto successo è stato riscosso dalle due giornate dedicate alla bonifica delle discariche abusive e alla raccolta di materiali ingombranti organizzate dal Comune di Fabrica di Roma, che si sono svolte venerdì 8 e venerdì 29 Marzo. Nell’arco delle due mattinate, personale e mezzi comunali sono stati messi a disposizione dei cittadini che avevano necessità di smaltire rifiuti ingombranti. L’area antistante il centro commerciale della fraz. di Faleri e il parcheggio in loc. Le Vallette sono stati scelti come punti di raccolta, dove in molti si sono recati per lasciare i propri materiali ingombranti. Intanto, in tutto il territorio comunale, del personale si è occupato della raccolta di materiale abbandonato. L’intervento di pulizia sul territorio ha messo in evidenza che, grazie alla costante attenzione dimostrata nei confronti del territorio dall’ amministrazione comunale, l’ ambiente è molto più pulito rispetto ai primi mesi dell’insediamento dell’amministrazione Scarnati. Particolare sensibilità è stata dimostrata dal sindaco Mario Scarnati che ha messo a disposizione mezzi e personale del comune per questa iniziativa, e dal consigliere delegato all’agricoltura Sigismondo Sciarrini che ha seguito direttamente le operazioni di pulizia. Inoltre un sentito ringraziamento va alla Polizia Locale, alla Protezione Civile, alla Cooperativa Tricolore e a tutti i volontari che hanno partecipato attivamente. Un paese pulito è più bello! Si ricorda inoltre che, in loc. Quartaccio è presente “L’isola ecologica comunale” aperta dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle ore 12:00 e il giovedì dalle ore 14:00 alle ore 17:00. Successo per la presentazione del libro “Veterane. Storie di donne e di fabbrica”. Grande partecipazione di pubblico alla presentazione del libro Veterane. Storie di donne e di fabbrica di Flavia Tronti e Laura Guglielmo. La raccolta di interviste ad alcune ex ceramiste di Civita Castellana, disponibile solo presso la libreria “La Libroteca”, è stata patrocinata dal Comune di Civita Castellana e realizzata grazie al contributo di Ceramica Flaminia, Centro Ceramica Civita Castellana, Saturnia, Kerasan, Gemica, Stand & Stand e al supporto tecnico della Cooperativa Sociale Passaggi e di SOI Comunicazione. L’evento che si è tenuto sabato, presso Spazio Catalano, ha visto la presenza come relatori, oltre che delle autrici, del prof. Giancarlo Monina docente di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Storiche dell’Università degli Studi di Roma Tre, il dott. Augusto Ciarrocchi, presidente del Centro Ceramica Civita Castellana. Anche il sindaco, Gianluca Angelelli, è intervenuto per ribadire l’importanza della tutela della memoria collettiva e della storia orale del territorio. Centrali le testimonianze delle operaie presenti. “La fabbrica è un ambiente duro dove abbiamo faticato e lottato per ottenere più diritti. Però ci manca e abbiamo dei bei ricordi di quegli anni perché la fabbrica in fondo era anche la nostra famiglia” ha raccontato un’ex ceramista. “Per noi questo libro è stata un’esperienza bellissima “ ha esclamato un’altra donna intervistata nel libro. Grande soddisfazione per le autrici che hanno tenuto a ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto:«Ascoltando le storie riportate nel libro, noi per prime ci siamo emozionate e appassionate – hanno spiegato Tronti e Guglielmo – I loro racconti di vita ci hanno insegnato che le donne comuni, nel loro essere mogli, madri e lavoratrici possono rappresentare modelli di riferimento ben più sinceri e autentici di quelli proposti dalla società. Ringraziamo le operaie che con coraggio hanno scelto di esporsi, condividendo la loro storia». «Qui c’è la storia delle nostre madri ed è essenziale iniziare a raccontarci - ha dichiarato il sindaco Angelelli - Oggi sono predominanti la paura e la sofferenza per l’attuale condizione del mondo del lavoro. Ci colpisce tutti e in particolar modo colpisce la nostra generazione che non riesce ad avere la stabilità per progettare un futuro. Dobbiamo ricostruire un senso di comunità per far fronte a questa crisi e il libro, con le sue storie, è fondamentale in tal senso». 48 Campo de’ fiori LE PROPOSTE EDITORIALI DELLE COLLANE DI CAMPO DE’ FIORI IDENTITA’ E VALORE IL SECONDO TASSELLO DELLA TRILOGIA DEL PROF. MARSICOLA Perché si nientifica? Perché si sminuisce? Perché si tende sempre a sottovalutare quello che l’altro pensa, dice o fa? Perché vogliamo apparire più intelligenti, più ricchi, più importanti ed influenti degli altri? Prima risposta: “perché nonostante gli sforzi che ciascuno fa, non approda che difficilmente a un’idea dell’intero”. Stabilire le motivazioni di questi comportamenti che, peraltro, sono assai diffusi, almeno nel nostro Paese, è certamente propedeutico al discorso che ho voluto affrontare e svolgere, ma è anche decisivo per aiutare tutti e ciascuno a fare il punto della situazione. La prima cosa che mi viene da rispondere a tutte le domande che sopra ho posto è la seguente: si vuole apparire quel che non si è perché si teme comunque di essere inadeguati.... SOLO 1 Un dialogo filosofico-politico sulla crisi, che può anche essere rappresentato a teatro (commedia in atto unico). Il primo di una serie di discorsi volti a dare un nuovo impulso al dibattito culturale nel nostro Paese, giusto viatico per una ripresa in ogni campo e settore produttivo.Utile per chi avesse a cuore un reale rinnovamento della Politica e delle Istituzioni. OMAGGIO Il bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo è un libro unico nel suo genere. Un manuale guida per cercare di arginare questo male dilagante! E’ possibile averne una copia acquistandolo nelle librerie della zona, nelle edicole o presso la nostra redazione. Potete anche ordinarlo versando l’importo di 10.00, sul c/c postale n. 42315580, intestato ad Associazione Accademia Internazionale d’Italia. E’ un’occasione da non perdere, soprattutto per gli insegnanti, che possono inserirlo nel P.O.F. d’Istituto e nella programmazione educativa annuale del docente, ma anche per i genitori e per tutti gli educatori sociali. L’apparenza, a volte, è la maschera perfetta di una realtà ben diversa. L’incontro con un giovane che racconta di essere quello che non è, stravolgerà, almeno temporaneamente, la vita di una famiglia perbene, che si offre di accoglierlo ed ospitarlo. La fine di un vecchio amore da parte del protagonista, per la nascita di uno nuovo e non ricambiato, spezzerà il cuore della giovane che lo aspettava da tempo e spaventerà l’ingenua fanciulla, che diventa l’oggetto di un suo desiderio morboso. La descrizione accurata e particolareggiata che l’autore fa della storia, rende la narrazione coinvolgente ed intrigante. Sembra di essere lì presenti, e, quasi come spettatori di una rappresentazione teatrale, i lettori possono immaginare i personaggi muoversi su di un palcoscenico ben allestito. Una storia ambientata in un tempo neanche troppo lontano, che ci ricorda i racconti dei nostri nonni Ermelinda Benedetti di campagna. NOTA DELL’EDITORE In questo romanzo Augusto Stefanucci narra il sentimento morboso e mortale di un personaggio fantastico della sua Fabrica di altri tempi. La scrittura bella e diretta tratta la forza dell’egoismo di un amore ossessionato, che fa ineluttabilmente scivolare nella disperazione e nel dramma il protagonista. Qui c’è tormento, ambiguità e violenza, ma soprattutto amor fatale! Sandro Anselmi Campo de’ fiori 49 Roma com’era Campo de’ fiori Roma. Primi del ‘900 - Porto di Ripetta sul Tevere. Costruito da Alessandro Specchi nel 1705, preannuncia scenari urbanistici aperti che troveranno la loro apoteosi vent’anni dopo, nelle gradinate di Piazza di Spagna. Un andirivieni continuo di barcaioli e schiavoni ne affollava quotidianamente le rampe, poi demolite per costruire gli argini del fiume. Più tardi, anche la quinta di case di Via Ripetta, accanto alla chiesa di San Rocco, fu distrutta per lasciar posto a Piazza Augusto Imperatore. Ora, del porto ve n’è una brutta copia di fronte al Ministero della Marina, che non rende affatto giustizia allo stupendo esempio di urbanistica barocca che fu. 50 Oroscopo di Aprile ARIETE (21 Marzo - 20 Aprile) Enormi potenzialità creative porteranno cambiamenti in ambito professionale. I colpi di fulmine vi regaleranno momenti di grande passione. Vi sarà un forte incremento sia della vita sociale che delle vostre attività intellettuali. E’ arrivato il momento per portare a termine un buon affare. Fortuna ed eventi inaspettati nelle comunicazioni. TORO (21 Aprile - 20 Maggio) E’ venuto il momento di aprirsi al romanticismo. Amori e passioni in assoluta segretezza. Possibili ritorni di fiamma. Si profilano guadagni e spese inaspettate, anche per il proprio “look” che tende a modificarsi drasticamente. Momento propizio per le collaborazioni e le grandi idee. Momento di grande energia propulsiva, siete in grado di affrontare qualunque tipo di sfida. GEMELLI (21 Maggio - 21 Giugno) Vita sentimentale in improvviso fermento. Incontri inaspettati ed atmosfere bonariamente trasgressive. Momento di grande fervore per i più creativi. Nuove opportunità professionali si presentano una dietro l’altra. E’ il momento buono per far partire un nuovo piano di battaglia. Potrebbe improvvisamente arrivare il colpo di genio per dare una svolta alla vostra vita. CANCRO (22 Giugno - 22 Luglio) Vita affettiva in metamorfosi continua: passioni, colpi di fulmine e rotture improvvise. Siete al centro di una tempesta amorosa. Svincolatevi dai condizionamenti familiari. Una storia sentimentale viene tenuta segreta. Momento di rottura rispetto ai vecchi schemi. Sono particolarmente favoriti i progetti professionali da svolgersi in “equipe”. Scegliete i vostri soci sulla base delle affinità elettive. Campo de’ fiori LEONE (23 Luglio - 23 Agosto) Esplosione di energie: fidanzamenti, colpi di fulmine, eventi inaspettati, azioni originali fuori dell’ordinario. Rompete con la consuetudine ed introducete nuovi elementi. Liberatevi dalle vostre inibizioni. Momento decisivo per la vita professionale. Se saprete rompere con un passato che non vi appartiene c’è un futuro che vi aspetta. VERGINE (24 Agosto - 23 Settembre) Eros e situazioni per voi atipiche in forte crescita. Siete più costruttivi e determinati ma state attenti a quello che dite e a non prender lucciole per lanterne.Iperfrenetici ma determinati. Convogliate ogni vostra energia verso tutto ciò che vi sta veramente a cuore. Possibilità di successo. Basterà crederci senza esitazioni. BILANCIA (24 Settembre - 23 Ottobre) Periodo sentimentalmente favorevole grazie a svolte e cambiamenti improvvisi. Liberatevi dei rami secchi. Sentimenti in effervescenza accompagnati da gelosie e nervosismo. Nuove occasioni professionali in vista. Siete incredibilmente infastiditi da tutto quello che potrebbe costituire un limite alla vostra libertà d’azione.. Prima di fare e/o di parlare mettetevi in sincronia con voi stessi. SCORPIONE (24 Ottobre - 22 Novembre) Sentimenti e passioni nascono e sorgono all’interno del vostro posto di lavoro. Possesso, gelosia ed Eros …. tutti alle stelle. La vostra gelosia e così il vostro orgoglio tendono ad andar fuori controllo. Tutto ciò crea forti tensioni col partner. Sentite sempre più forte l’esigenza di rinnovarvi partendo dai propri centri vitali. Momento ideale per l’inizio di una dieta. Sani e belli. Fidatevi del vostro intuito. by Cosmo SAGITTARIO (23 Novembre - 21 Dicembre) Scalpitanti ed impazienti per quanto riguarda il lavoro. Cercate di tenere a freno le vostre ansie professionali. Convogliate ogni vostra energia verso tutto ciò che vi sta veramente a cuore. Siete troppo pigri per potervi darvi da fare e portare a termine qualcosa di impegnativo. Comunque fortunate le attività professionali più creative. CAPRICORNO (22 Dicembre - 20 Gennaio) Grandi cambiamenti per la vostra vita affettiva. Desiderio di novità e voglia di libertà da un eventuale predominio del partner. Colpi di fulmine o rotture improvvise. Gelosie e discordie con la famiglia d’origine. Se volete vincere dovrete andar incontro ad un “reset” generale. Spazzate i vecchi schemi. Fortunati investimenti finanziari. ACQUARIO (21 Gennaio 18/19 Febbraio) Fase di svolta In questo periodo avvertite sempre più forte il desiderio di muovervi, di trovare nuove esperienze e così nuove attività. L’amore si sviluppa in maniera divertente, rapida e mentale . Complicità. Incontri e colpi di fulmine durante un incontro culturale o una gita. Fortuna nelle comunicazioni. Avanzamenti professionali. Spese inaspettate ma importanti in vista. PESCI (19/20 Febbraio 20 Marzo) Favorite le collaborazioni. E’ possibile che vi venga chiesto un trasferimento in una località diversa da quella consueta. Trasloco. E’ il momento buono per portare a termine una trattativa. Spese inaspettate per l’automobile o il vestiario. Favoriti gli addetti alle relazioni esterne e al marketing aziendale. Parlate di meno quando vi trovate in famiglia. Nuova fase professionale sia per spirito costruttivo che per creatività. Campo de’ fiori 51 LA REDAZIONE DI CAMPO DE FIORI SI ASSOCIA A TUTTI GLI AUGURI!!! Tantissimi auguri di buon compleanno ad Adino Quattrini che il 31 marzo ha compiuto 90 anni, dalla moglie Elena, dai figli, i generi, la nuora, i nipoti, i pronipoti e tutti i parenti… Arrivederci ai 100! Tanti auguri a Luisa che ha festeggiato allegramente i suoi 30 anni!! Gallina vecchia fa buon brodo!!! Auguri da tutti noi!! Tantissimi auguri ai fratelli Nico e Guido che il 18 Aprile compiono gli anni. Con affetto da mamma, papà ed Alessia. Tanti auguri ad Antonietta che il 19 Maggio compirà gli anni, dai figli Daniel, David e Camilla, le nuore Tania e Majuri, ed i nipotini Rebecca, Leonardo e Nazzareno. Per la gioia di mamma Rita e papà Daniele è arrivata Breatrice Catalina… tanti auguri da zio Sergio e da tutto il centro anziani del centro storico di Civita Castellana. Tantissimi auguri e tanti baci a Flora Iaffei per il suo compleanno, dalle figlie, i generi e i nipoti Vanessa, Cecilia e Federico. Tantissimi auguri a Rebecca Bianchi che il 15 Aprile compie gli anni, da mamma Emanuela, papà Milvio e la piccola Lucia. Ti auguriamo un sereno e felice compleanno! TANTISSIMI AUGURI alla nostra dolcissima BENEDETTA per il suo 1° COMPLEANNO da mamma Laura, papà Andrea e i nonni Anna, Fausto, Mirella e Gianfranco! Tantissimi auguri a Cristian che il 27 Aprile compie 26 anni, dalla mamma, dal papà, dal suo amore Flavia, dalla nonna, dai suoceri e dai cognati e dal nipote Alessandro. Tanti auguri di buon compleanno a Marco e Valeria che hanno festeggiato il loro 18° compleanno, che vi porti tante sorprese e felicità! Da parenti e amici. Ciao, sono Nicolò Tamburini. Il 21 Aprile ricevo il battesimo, ringrazio tutti quelli che si stringeranno a me con un grande bacio. 52 Campo de’ fiori AGENDA Tutti gli appuntamenti più importanti Campo de’ fiori AGENDA 53 Tutti gli appuntamenti più importanti Caprarola 24 - 26 Maggio: XVII mostra mercato dei prodotti agricoli ed artigianali La XVII° mostra mercato dei prodotti agricoli ed artigianali di Caprarola, è intitolata alla memoria di uno dei suoi giovani fondatori, Patrizio Bruziches. La fiera agricola artigianale è un’ occasione indispensabile non solo per il contatto diretto degli agricoltori della nostra zona con le ultime innovazioni in campo delle macchine agricole, ma anche per comprendere e diffondere la cultura del territorio e delle sue tradizioni attraverso la presentazione di attività artigianali. Caprarola oltre ad essere una delle perle artistiche architettoniche più famose dei monti Cimini per la presenza del palazzo Farnese, è uno dei principali centri di produzione e trasformazione della nocciola. La mostra mercato che si volge presso la località “La Paradisa” si propone di coinvolgere il maggior numero di persone alla riscoperta delle realtà locali. La manifestazione, che quest’anno si svolgerà dal 24 al 26 Maggio, il programma prevede speciali eventi e attrazioni, come il raduno delle “500” d’epoca, l’ormai famoso concorso canoro per bambini “Nocciolina d’Oro” e il musical curato ed allestito dal laboratorio teatrale dell’Istituto Ipseoa “A. Farnese”. Anche per quanto riguarda gli eventi gastronomici il calendario è pieno di appuntamenti golosi: il venerdì sera ci saranno i ragazzi della “Proloco Giovani” che durante lo spettacolo del gruppo “Tre Quattro” gestiranno un dopocena a base di pizze fritte e porchetta, il tutto innaffiato da birre artigianali; il sabato ci sarà il festival della pizza con menù curato dalla “Casa del Pane” di Caprarola; la domenica a pranzo gli amici delle 500, ma non solo, si incontreranno a Palafiera per gustare un menù studiato dai ristoranti “Re Scorpione” e “Antica Trattoria del Borgo”. La domenica sera infine, i ristoratori locali faranno gara nel proporre i loro piatti migliori realizzati con i prodotti tipici della zona. Per tutti gli eventi è consigliabile prenotare. Tutti i dettagli della manifestazione sono consultabili sul programma stampato sulle locandine affisse negli esercizi commerciali, sul sito del Comune di Caprarola, sulla pagina Facebook dell’Associazione La Paradisa. RIAPRE L’ABBAZIA DI SANTA MARIA IN FALERI A FABRICA DI ROMA FABRICA DI ROMA – Riprendono le aperture dell’ abbazia di Santa Maria in Falleri, gioiello di architettura cistercense situata nel cuore dell’ Ager Faliscus, che sarà visitabile a partire dal 23 Marzo 2013, tutti i sabato e domenica dalle ore 9:00 alle ore 13:00, e nei giorni festivi con lo stesso orario. Il monumento, è protetto dalle possenti mura dell’ antica città di Falerii Novi, fondata dai romani intorno al 241 a. C., a seguito della sottomissione di Falerii Veteres (odierna Civita Castellana), centro principale della popolazione falisca. Orario di apertura (23 Marzo – Novembre 2013) Sabato – Domenica Ore 9:00 - 13:00 Per info e aperture infrasettimanali contattare: Ufficio Cultura del Comune di Fabrica di Roma. TEL.0761569001 – [email protected] SUONA FRANCESE VI edizione. 2 aprile – 6 luglio 2013 Un festival tutto francese in territorio italiano e improntato alla qualità, orientato a sostenere i nuovi talenti emergenti d’Oltralpe, nella proposta di repertori contemporanei e progetti che vedono sullo stesso palco musicisti francesi e italiani. Per meglio dire il più grande Festival di musica francese mai realizzato in Italia. E’ Suona francese, una rassegna di tutti i generi musicali che approderà in quaranta città della nostra penisola per il sesto anno consecutivo, da aprile a luglio 2013. Organizzato e promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia e dall’Institut français Italia, con il sostegno dell’Institut français, della Fondazione Nuovi Mecenati, della Sacem e del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca - Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, e con Edison in qualità di main partner, l’evento si pone come ponte culturale tra Francia e Italia e, in virtù della relazione bilaterale centenaria tra i due Paesi, Suona francese propone anche quest’anno un programma originale e di qualità che si dipana all’interno di spazi suggestivi e diversificati, in collaborazione con alcuni delle più prestigiose e storiche rassegne musicali italiane. Il via alla intensa programmazione, che quest’anno prevede oltre 130 concerti, sarà dato a Torino il 2 aprile dalle Brigitte, rivelazione indie pop del 2012, e terminerà la prima settimana di luglio a Firenze con il Festival au désert / presenze d’Africa, in cui suoneranno, tra gli altri, il polistrumentista Aziz Sahmaoui, il cantautore “world” Piers Faccini e il balafonista Lansiné Kouyaté. Al centro di questo percorso si incroceranno i linguaggi elettronici di giovani artisti come Zombie Zombie e Woodkid, la musica di ricerca di Olivier Latry, Shanti di JC Eloy e Le noir de l’Etoile, il jazz sperimentale dei Papanosh, il pop/rock alternativo dei Watcha Clan e l’originale tributo a Léo Ferré nell’incontro tra i Tête de Bois e noti cantautori francesi ed italiani, un evento realizzato in collaborazione con l’Auditorium Parco della Musica - Fondazione Musica per Roma. Il 21 giugno Suona Francese si tingerà di green grazie a Edison, che renderà ecosostenibile il concerto dedicato alla Festa della Musica. In Piazza Farnese su un palco alimentato da energia rinnovabile si alterneranno il gruppo francese di “world music” La Rue Ketanou, una band italiana emersa dal contest Edison Change the Music e un grande ospite “a sorpresa” tutto da scoprire. Sito ufficiale: http://www.institutfrancais-italia.com/ Social Media: https://www.facebook.com/Suona.francese twitter.com/suonafrancese #suonafrancese Civita Castellana. Scuola elementare Achille Grandi (ora Don Bosco). Anno 1965/66, classe V elementare. In alto da sx: Mario Parretti, Sergio Tontoni, Pietro Nelli, Gianfranco Di Giovanni, Sandro Verticchio, Marco Basili, Franco Morselli, Sandro Andreucci, Adolfo Panta , il Maestro Fausto Silei. In basso da sx: Moreno Lanzi, Massimo Basili, Piero Alessandrini, Giuseppe (Pino) Rossetti, Mauro Corini, Antonio (Tonino) Matteucci, Fernando Meraglia, Carlo Frate, Antonio Costantini. Campo de’ fiori 54 Campo de’ fiori Album de Campo de’ fiori 55 dei ricordi Campo de’ fiori 5 1 3 2 4 6 7 Civita Castellana. Anno 1952. Giostre in occasione delle feste patronali di San Marciano. Ad ogni centro, il tirassegno scattava una foto al tiratore. 1. Renato Talia, 2. Rocco Precetti (Bacocco), 3. Gino Gioli, 4. Armando Petroni (Sgummella), 5. Franco Massaccesi, 6. Lanfranco Patrizi, 7. Gildo Cecchini. Foto del Sig. Gildo Cecchini. Campo de’ fiori Riproponiamo, per la terza volta consecutiva, la foto della classe III media della scuola di Via Ferretti di Civita Castellana, del 1963, di cui un anonimo lettore ha voluto integrarne ulteriormente i nomi dei presenti sulla foto. In piedi da sx: ... Di Donato, Guido Mancini, Pietro Lanzi, Orlando Sacchetti, Paolo Nelli, ... Marini, Ermanno Tronti, Sandro Patrizi, Enrico Giannini, .... Cencelli, Antonio Marcantoni, Massimo Caporicci, Adriano Palmari, Emiliano Sabatini, ... , Prof. Fabbri, Sabino Profili. In Basso da sx: Luciano Mengarelli, ... , Ermanno Picchetto, Fabrizio Costanzelli, ... Cupellari, Ermanno Pizzi, Mauro Baldacci, Fabrizio Ricci, Fabrizio Flori. Campo de’ fiori 56 Album de Campo de’ fiori Fabrica di Roma Anno 1941. Famiglia Pietro Baldassi con amici. Campo de’ fiori Fabrica di Roma. 4 Ottobre 1975. Claudio Breccia ed Antonia Francola nel giorno del loro matrimonio, durante il pranzo nuziale. Campo de’ fiori dei ricordi Campo de’ fiori Fabrica di Roma. Metà anni ‘60. In piedi da sx: Doriana Anselmi, Rosanna Ippoliti, Carla Fossicelli, Carla Giaquinto, Ivana Alessi, Silvana Berto, Marta Cruciani, Anna Maria Scialanca, Rita Quintiliani. In basso da sx: Gianni Accarino, Clara Baldassi, Pina Monfeli, Angela Cantagalli, Rosalba Tabacchini, Maria Marignoli, Marisa Santoro, Fausto Capitoni. Maestra De Angelis. Campo de’ fiori Fabrica di Roma. 1954. Da sx: Luigina Proietti, Peppino Cocchi, Franca Celi, Eraldo Capparucci, Franca Bartolocci, Clara Capitoni, Medoro Stefanucci. 57 58 Campo de’ fiori Album de Campo de’ fiori Pugilistica maglianese. Anni ‘60. In alto da sx: Stelvio Paiella, Fabrizio Nunzi, il direttore sportivo Palmiro Farina, Lucio Di Giacomo ed il dirigente Ignazio Sghirru. In basso da sx: l’ex pugile Scucchia, il maestro Fiorello Di Giacomo, Giovanni Pescetelli, Alberto Del Vescovo, Davide Scucchia. Campo de’ fiori Vasanello. Anno 1968. Da sx: Gino Purchiaroni, Elide Porri, Eugenio Purchiaroni, Filippo Pesci, Franca Venturi, .... Foto della Sig. ra Clarice Purchiaroni. Foto della Sig.ra Vanda D’Achille. Corchiano - anni ‘70. Squadra di calcio. In piedi da sx: Francesco Ceccarelli, Alfio Bernabei, Innocenzo Leoniddi, Franco Sbrodiglia, Ennio Leoniddi, Vitaliano Crescenzi (Lillo), Antonio Ridolfi, Raffaele De Angelis, Annibale Rosati, Bruno Petrucci (allenatore), Pietro Bigarelli (vice allenatore). In basso da sx: Alberto Cecchini (massaggiatore), ... , Domenico Creta, Filippo Bernabei, Aldo Bernabei, Pino Cioccolini, Carlo Ridolfi, Enrico Menicacci, Angelo Marconi. Campo de’ fiori dei ricordi Campo de’ fiori 59 60 LAVORO CERCO - CERCO LAVORO PER PULIZIE in casa, aiuto cuoca, baby sitter, badante di giorno, o altro simile. Tel. 0761.971834. - CERCO LAVORO COME MANOVALE, in cava, o come barista. Automunito. Tel. 388.8035216. - RAGAZZA 36 ENNE cerca lavoro come babysitter, pulizie ad or. Automunita, italiana. Zona Fabrica di Roma e dintorni. Arianna 380.2877169. - CERCO LAVORO COME BADANTE anche giorno e notte, baby sitter, aiuto ristorante o pizzzeria, pulizie, presso case di cura. Referenziata. Urgente. 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Città......................................................Tel...................................Firma................................................................ 62 Campo de’ fiori Sandro Anselmi P.zza della Liberazione, 2 - 01033 Civita Castellana (VT) Tel./Fax 0761.51.31.17 - e-mail : [email protected] Hai un immobile da vendere o da affittare? Cosa aspetti! Pubblicizzalo tramite l’Agenzia Anselmi, da 40 anni al vostro servizio! Cerchi un immobile da affittare o da acquistare? Valuta le nostre offerte e vieni a trovarci in agenzia! VENDO Civita Castellana Nuda proprietà di appartamento di recente costruzione, zona residenziale. Composto da sala, cucina, 2 letto, 1 bagno (con possibilità di un secondo), garage. Ampi terrazzi. Termoautonomo. Climatizzato. OTTIMO INVESTIMENTO! Cod. V87 Via IV Giornate di Napoli. App.to di 60 mq circa, composto da ambiente giorno e angolo cottura, bagno e ripostiglio. Terrazzo, garage, cantina. AFFARE! Cod. 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Spedito a tutti gli abbonati in Italia e all’estero, inviato ad Istituzioni Culturali e sedi Universitarie italiane e straniere, a personaggi politici, della cultura, dello sport e dello spettacolo. Campo de’ fiori Periodico Sociale di Arte, Cultura, Spettacolo ed Attualità edito dall’ Associazione Accademia Internazionale D’Italia (A.I.D.I.) senza fini di lucro Reg.Trib. VT n. 351 del 2/6/89 Presidente Fondatore: Sandro Anselmi Direttore Editoriale: Sandro Anselmi Direttore Responsabile: Stefano De Santis Consulente Editoriale: Enrico De Santis Direzione Amministrazione Redazione Pubblicità ed Abbonamenti: Piazza della Liberazione, 2 01033 Civita Castellana (VT) Tel. e Fax 0761.513117 e-mail: [email protected] Redazione di Roma: Viale G. Mazzini 140 Abbonamenti Rimborso spese spedizione Italia: 12 numeri 25,00 Estero: 12 numeri 60,00 Caporedattore Ermelinda Benedetti Per il pagamento effettuare i versamenti sul c/c postale n. 42315580 Segreteria di intestato all’AssociaRedazione zione Coordinamento Accademia InternazioImpaginazione e nale D’Italia. Grafica: L’abbonamento andrà in corso dal primo nuCristina mero Evangelisti raggiungibile e può avere inizio in Sonia Bonamin qualsiasi momento dell’anno ed avrà, comunque, validità per WebMaster 12 numeri. www.sistibruno.it Garanzia di riservatezza per gli Stampa: abbonati La realizzazione di questo giornale e la stesura degli articoli sono liberi e gratuiti ed impegnano esclusivamente chi li firma. Testi, foto, lettere e disegni, anche se non pubblicati, non saranno restituiti se non dopo preventiva ed esplicita richiesta da parte di chi li fornisce. I diritti di riproduzione e di pubblicazione, anche parziale, sono riservati in tutti i paesi. 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