Campo de’ fiori
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SOMMARIO
Editoriale:
10 anni di Campo de’ fiori...................................3
L’intervista:
Marco Falaguasta da
“Cento vetrine” a
“Fonzie”..................4-5
Lando Fiorini, una
voce una città.........6-7
Curriculum vitae:
Debora Zingarello................................................8
Roma che se n’è andata:
Trilussa - Grande favolista del suo tempo........10-11
Suonare Suonare:
Massimo Salvatorelli. Max Vobiscum!..............12-13
Sciogli lo stress dal Multitasking virale!.......14
Il coraggio di agire........................................15
Le scuole italiane all’estero durante il
Fascismo.........................................................30
Il Pio Orfanotrofio Stefani.............................31
Il Fumetto:
Un frammento di te...........................................34
L’angolo del collezionista:
I ventagli..........................................................35
Una favola bellissima. Amichevoli di lusso...36
L’A.S.D. Civita Castellana Calcio giovanile si è
affiliata al Brescia calcio................................36
Lasciatevi viziare dal Bar Hostaria L’aquila..37
I nostri amici..................................................38
Le auto della nostra infanzia.........................39
Nel cuore...................................................40-41
L’angolo del poeta.........................................42
Una “Fabrica di ricordi”:
Pasquale Pacelli, un amico
“cento” volte
grande..............................43
Cine Parade:
Buongiorno papà.........16
Intervista a Barbara
Josiane Marchand.........44
Il rap come via d’uscita dal
degrado dei quartieri.....................................17
Ecologia e ambiente:
Cosa arriva sulle nostre tavole?...........................18
In difesa di diritti umani
imprescindibili...........................................20-21
La mia filosofia è filososfia dell’unità...........22
Come eravamo:
Mennea la freccia del Sud e i velocisti... di paese.24
Il design moderno arriva dal Bauhaus ancora
attuale dopo 94 anni.........25
VII rassegna di teatro nazionale “Premio
Arco d’Oro 2013”...........................................26
Ass. Artistica IUNA:
Equilibri e forme nell’immediatezza del colore nell’arte di Marco De Santis....... ............................28
Il nostro Papa................................................44
Lettera aperta a Papa Francesco..................44
Isa Pola: storia d’un
mito....................................29
Riccardo Muti dirige
Antonio Poli
ne “I due Figaro”..............45
News..........................................................46-47
Le proposte editoriali di Campo de’
fiori.................................................................48
Roma com’era................................................49
Oroscopo........................................................50
Messaggi........................................................51
Agenda.......................................................52-53
Album dei ricordi....................54-55-56-57-58-59
Annunci gratuiti........................................60-61
Selezione offerte immobiliari ..................62-63
In copertina Lando Fiorini
I NOSTRI RECAPITI UTILI
SEDE OPERATIVA : PIAZZA DELLA LIBERAZIONE, 2 - CIVITA CASTELLANA (VT)
TEL/FAX 0761.513117 - [email protected]
SEDE RAPPRESENTATIVA: VIALE MAZZINI, 140 - ROMA
Campo de’ fiori
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10 anni di Campo de’ fiori
V
orrei poter rinascere tante volte per godere dell’amore bambino, così come vorrei poter tornare al
primo giorno di Campo de’ fiori per rivivere la forza sana, la passione nuova ed il sogno intero di quel
momento. Quante stagioni sono passate, ma sapere, ancor oggi, appassionarmi e sognare insieme ai miei tanti
collaboratori, m’infiora l’anima, e lì raffiora il palpito di quel
primo amore.
Potrei scrivere di fede e di politica ma così fan tutti e nulla cambia.
Sarò allora leggero, per pensare a noi. Noi che siamo il popolo
di Sandro Anselmi dei benpensanti, di quelli che odiano il male ed il grigiore del
malessere e guardano in alto, oltre il rumore ed il fetore, per
scorgere orizzonti placidi e sereni, nascosti ai più.
Sono veramente soddisfatto e felice d’aver chiamato molte persone a camminare su
questa strada, riscoprendo modi e sentimenti antichi, ma mai vecchi!
Le storie di tanta gente, la grande voce popolare hanno seminato per dieci anni i
prati di Campo de’ fiori, e lì sono germinati emozioni e sentimenti nel più bell’affresco
di colori.
Volano pensiero e fantasia, mai mediocri e l’infinita linfa, inesauribile sorgente di immagini e parole, sgorgherà ancora!
Le più belle firme, libere e feconde, produrranno florilegi d’onestà intellettuale, e saranno tanti e tanti gli anni che verranno.
AD MAIORA!
L
La nostra storia
a rivista Campo de’ fiori nasce nell’Aprile del 2003, per volere del direttore editoriale Sandro Anselmi. La sua passione per
l’editoria lo aveva portato già in precedenza ad avere altre esperienze nel settore, ma mai a questi livelli. Coadiuvato dal direttore responsabile Stefano De Santis, nonché da Cristina Evangelisti, curatrice della parte grafica, pubblica il primo numero
in bianco e nero, composto da appena dodici pagine. Sono da subito numerosi i validi collaboratori che vengono a portare il proprio appoggio, e, un immediato successo, riscuotono le vecchie foto, pubblicate nella rubrica “Album dei ricordi”, che ancora oggi contraddistingue
la rivista. Il periodico, grazie all’adesione degli sponsor, diventa ben presto un mensile che dedica ampio spazio al sociale, ma
anche all’arte, alla cultura, alle tradizioni locali ed all’attualità, cercando di non deludere mai le aspettative del sempre più ampio
pubblico, che inizia a cercarlo assiduamente. Nato come il giornale di Civita Castellana, riesce, poi, ad ampliare, con enorme successo, il
proprio raggio d’azione in tutti i paesi limitrofi, toccando il Viterbese, la Sabina, Roma ed il litorale. È riuscito, infatti, a conquistare
ampiamente la capitale, essendo presente nei suoi luoghi più importanti, dai teatri, alle Università, per citarne alcuni.
Pian piano sono diventati sempre più numerosi anche gli abbonati, che nonostante la gratuità, preferiscono averla direttamente a casa.
Rispetto agli esordi, oggi Campo de’ fiori è diventata una vera e propria rivista glamour: sessantaquattro pagine a colori, con tante interviste esclusive a personaggi del mondo dello spettacolo, storie inedite, messaggi d’auguri speciali, vecchie foto, eventi
d’attualità ai quali dare rilevanza, ed informazioni utili.
Nonostante la crisi del momento, la qualità, la crescente diffusione e la sempre più ampia notorietà, nonché il forte interesse dimostrato
dagli affezionati lettori sono una garanzia per gli sponsor, che ogni mese scelgono le pagine della rivista per pubblicizzare la
propria attività. Campo de’ fiori continua ad essere una rivista free lance.
Nel frattempo la redazione, sempre più ampia, esperta ed affiatata, non ha trascurato le tecnologie moderne, potenziando il visitatissimo
sito www.campodefiori.biz, dove è possibile trovare tutti i numeri della rivista a partire dal primo e contattare direttamente la redazione,
e utilizzando anche la piattaforma sociale Facebook, dove al profilo di Campo de fiori Rivista è possibile richiedere l’amicizia e tenersi
aggiornati su tutte le novità relative alla testata.
Proprio in qualità di testata giornalistica ormai affermata, Campo de’ fiori ha potuto partecipare in questi ultimi anni a manifestazioni artistiche e culturali mettendo in palio il proprio Premio della Stampa. Tra di esse: il Minifestival Città di Viterbo, il Premio di teatro
nazionale “Arco d’oro”, il Festival della Canzone Romana, il Roncio d’oro.
L’Associazione Accademia Internazionale d’Italia, editrice della rivista, ha inoltre pubblicato diversi volumi: “Il bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo”, “Re per un anno” ed “Identità e valore” del Prof. Massimo Marsicola; “Un nobile brigante” di Augusto Stefanucci.
Ha inoltre già realizzato tre calendari, destinati alla raccolta di fondi per associazioni locali: nel 2011 per il Centro Socio Educativo Rosa
Merlini Frezza, nel 2012 per l’A.T.A.M.O e nel 2013 per “Una mano al tuo ospedale onlus”.
Numerosi sono i progetti messi in cantiere che ci auguriamo di potervi mostrare ancora in un lungo futuro!
Grazie a tutti!!!
La redazione
Campo de’ fiori
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MARCO FALAGUASTA...
da “Cento Vetrine” a “Fonzie”
L’attore si racconta nel suo ultimo spettacolo in teatro
L
a nostra idea di parlarvi di Marco
Falaguasta è partita proprio da
questo suo ultimo spettacolo che lo
vede protagonista assoluto insieme
alle emozioni della vita : “Cosa farebbe Fonzie al posto mio?”
Autore, regista, attore apprezzatissimo sia
dal punto di vista teatrale che televisivo,
Marco si racconta fin da giovanissimo fino
all’evolversi della sua carriera ed al successo
odierno.
Dopo aver completato gli studi ed esser diventato avvocato, attratto ben presto dal fascino teatrale, nel 1991 fonda la Compagnia
“Bona la Prima“ insieme ai suoi amici di
sempre Marco Fiorini, Vanessa Fulvio e
Piero Scornavacchi a cui si aggiungono
ad ogni nuovo spettacolo altri attori di fiducia. L’anno successivo scrive, ne cura la
regia, ed interpreta insieme alla compagnia
formata “So tutto sulle donne“, che diventa subito un cult grazie alla sua vena ironica e poetica allo stesso tempo, che attrae
un numeroso pubblico composto soprattutto da giovani che si riscoprono nelle gags
e storie proposte.
Nel 2000 arriva la sua prima interpretazione
in tv ed interpreta Gesù in “Morte et Resurrectio“ trasmesso in mondovisione per
il Giubileo. Nel 2001, grazie all’allora sindaco di Roma Veltroni, ottiene la concessione di Villa Sciarra a Roma per la
manifestazione “Roma che Ride“ per
l’estate romana che ancora oggi gestisce
come una delle manifestazioni più longeve.
Dal 2003 si dedica alla televisione interpretando numerose fiction tra cui “Incantesimo 7”, “Orgoglio” (Claudio Manzi),
“Una famiglia in Giallo”,”Distretto di
Polizia 4”, “La Squadra 4”, “Carabinieri
3”, “Cento Vetrine” (Michele Raggi), “La
Terza Verità”, “Provaci ancora Prof”,
“Il Bene e il Male”, “Il Restauratore”
con Lando Buzzanca e Martina Colombari.
Seppur molto giovane, riceve molti premi
tra cui il “Premio Tani” per la miglior commedia dell’anno (2001, Andata e Ritorno),
nel 2002 riceve dal sindaco Veltroni il premio quale miglior giovane regista della capitale, nel 2003 il “Premio Ettore
Petrolini”, suo grande maestro e nel 2004
il premio quale miglior commediografo.
Dopo il primo successo teatrale del 1992
scrive, dirige ed interpreta “Letti a castello“, “Tempi supplementari“, “Bolle
di Sapone“, “Due volte Natale“ (da cui
ne trarrà anche un film), “Andata e Ritorno“, “Non vedo l’ora“, “Trenta senza
lode“, “Il sapore della luna“, “E poi gli
dirò“, “So tutto sulle donne, 20 anni
Campo de’ fiori
dopo“, “Punto e ... a capo“, “Pane e Befane“, “E’ facile smetter di sposarti se
sai come fare“, “L’ultimo rigore“, tutte
incentrate sull’universo giovanile tra satira
e realtà.
Dopo tanti successi Marco è sempre con i
piedi ben piantati in terra ed i suoi valori restano sempre la famiglia (una moglie e due
figli stupendi!), gli amici e le piccole cose
proprio come iniziò più di 20 anni fa.
5
Non poco in un momento come il nostro!
PER ASCOLTARE LINTERVISTA A MARCO FALAGUASTA:
http://www.spreaker.com/user/4565553/intervista_a_marco_falaguasta
Sandro Alessi
Campo de’ fiori
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Lando Fiorini:
una voce, una città!
45 anni di Puff... 45 anni di risate e romanità
I
mmancabile il nostro appuntamento
di primavera con il cantattore romano
Lando Fiorini, che con grande soddisfazione festeggia quest’anno i quarantacinque anni del suo Puff, il
piccolo teatro nel cuore di Trastevere che,
con non pochi sacrifici, fondò nel 1968. Di
ritorno dalla turnèe americana con Rugantino, Lando decide di trasformare una vecchia cantina in Via dei Salumi, in un
accogliente teatrino, che sposterà poi nell’attuale sede, in Via Zanazzo. Proprio lì
muoveranno i primi passi alcuni dei più
grandi comici ed attori italiani: Lino Banfi,
Enrico Montesano, Gianfranco D’Angelo,
Maurizo Mattioli, Leo Gullotta, Fioretta Mari,
ancora oggi molto affezionati all’amico
Lando ed al suo Puff.
Il cantante, che difende
la romanità a spada
tratta, essendone ormai
diventato nell’immaginario collettivo uno dei
principali simboli viventi,
ha fatto del Puff la sua
vita, senza mai tradirlo,
ma spendendo per esso
tutte le sue energie.
“45 volte Puff: ieri oggi e
… Romani” è il titolo
dello spettacolo che Fiorini e la sua affiatatissima squadra composta
da Camillo Toscano,
Laura Di Mauro e Simona
D’Angelo stanno portando in scena per questa
stagione
che
terminerà a giugno. Un revival dei migliori
successi di questo quasi mezzo secolo di cabaret, arricchito dall’inevitabile satira d’attualità. E da questo punto di vista, Lando
Fiorini può essere sicuramente considerato
una sorta di Pasquino parlante dei giorni
nostri.
Ci parli un po’ di questo qurantacinquesimo spettacolo.
E’ uno spettacolo che celebra una ricorrenza. Quarantacinque anni sono una vita e
la sua particolarità sta nel fatto che partiamo da un filmato in bianco e nero che
realizzò l’Istituto Luce, a mia insaputa, nel
1968, e che abbiamo trovato per caso navigando in internet. Nella seconda parte, invece, mandiamo lo spezzone del video della
festa dei quaranta anni del Puff, quando ci
sono venuti a trovare tutti i più grandi artisti
che da qui sono partiti. Io sono gratificato
da questo perché io ho imparato tanto da
loro e loro hanno imparato tanto da noi. Io
sono sempre contrario a tutto quello che è
elettronica come, in questo caso lo schermo
gigante ed il video proiettore, perché, si potrebbe improvvisamente rompere. Grazie a
Dio finora non è successo mai, ma sto sempre col timore! È uno spettacolo particolare,
anche con le cose più belle di tutti questi
anni, e alla gente piace.
Ma il Puff sta soffrendo la crisi del momento?
Purtroppo sì, senza prenderci in giro. Mentre fino a tempo fa avevamo lunghe liste
d’attesa per accontentare la gente, oggi si
fatica perché molti hanno
paura di uscire da casa, non
hanno soldi e la preoccupazione principale è quella di
poter comprare ogni giorno
un pezzo di pane. Ma malgrado la crisi noi teniamo
duro! Molti teatri, purtroppo,
hanno già chiuso, ma io finchè
ho un’oncia di fiato e di forza
cerco di arrampicarmi. Il Puff
deve esistere perché è un
pezzetto di Roma.
Qual è il segreto della giovinezza del Puff e di Lando
Fiorini?
Secondo me è la semplicità e
il non fare mai il passo più
lungo della gamba, non vendere più di quello che si ha. Mi
Campo de’ fiori
ha già contattato l’impresario per le serate
e mi ha chiesto di fare una serata al Sistina.
Ma ho detto di no perché mi sembrava un
po’ un’esagerazione, visto che il Puff mi impegna già molto. Quando vorrò farlo, lo farò
seriamente, anche se dovrò staccarmi per
un po’ dal Puff, capisci?
Squadra vincente non si cambia. Come
ci descrive i suoi compagni di palco?
Camillo Toscano lavora con me da dieci
anni, Laura Di Mauro sono tre anni, mentre
Simona D’angelo è la prima volta che debutta con noi. Ci divertiamo facendo divertire. Camillo Toscano è un avvocato con la
fissa di far ridere la gente, tant’è che si
scrive anche i pezzi per conto suo; la Di
Mauro, oltre ad avere una voce straordinaria, è una ragazza di grande professionalità,
molto seria; Simona, invece, è una giovane
piena di vita, sprizza felicità da tutti i pori,
come si dice. Ma non voglio dimenticare assolutamente un’altra colonna importante
del gruppo, il maestro Romano che ci accompagna al pianoforte e poi, dietro le
quinte, gli autori Delle Donne e Borrelli e la
nostra storica sarta, Lucia.
Proprio in questi giorni sono scomparsi due personaggi molto importanti
per Roma e per la romanità: Trovajoli
e Califano. Come li ricorda?
Con la scomparsa di Trovajoli ho perso qualcosa di importante perché fu lui che mi
scelse per cantare le canzoni nella commedia musicale Rugantino e da lì è cambiata
la mia vita. Abbiamo saputo che era morto
solo tre giorni dopo ed io ho pianto vera-
mente. Dovrebbero organizzare a breve
qualcosa in suo onore ed hanno subito interpellato me. Io sono pronto per qualunque cosa, sperando di reggere la botta visto
che la sera, fino a tardi, sono in scena qui
al Puff, non è sempre facile perché non
sono più un ragazzino. Califano, invece, era
un bellissimo collega e vederlo all’ultimo Festival della Canzone Romana seduto a cantare perché non ce la faceva a stare in piedi
mi ha intristito ed ho sofferto per lui. Ho
cantato tutte le sue canzoni più belle ed
avevamo un rapporto di
grande stima e simpatia reciproca. Forse dovevano
fermarlo un po’ di tempo
prima. Io, infatti, tutte le
sere chiedo a mio figlio
Francesco di venirmi a vedere durante lo spettacolo
perché, se perdo qualche
colpo, significa che è ora di
ritirarmi in campagna. Ma
mi fanno lavorare più di
prima. Comunque in suo
onore il 21 Aprile sarò ai
Fori Imperiali per cantare
“L’ultimo amico va via”, la
stessa canzone che abbiamo inciso duettando nel
mio ultimo cd “Ti presento
Roma mia”, del quale avevo
affidato la supervisione proprio a Trovajoli, che fu entusiasta di poter fare
ancora qualcosa di bello per
Roma.
Il 4 aprile è stato anche
il nono anniversario
della morte di un’altra
grande artista romana,
Gabriella Ferri. Pensa
che sia stata dimenticata?
Penso proprio di sì, anche
se non lo meritava affatto.
Ma questo, purtroppo, è
quello che accade a molti
artisti. Gabriella era un’altro
7
grande difensore della romanità. C’è bisogno che emerga qualche giovane che continui a farsi carico di conservare e portare
alto il nome di Roma, proseguendo le strade
già tracciate da noi.
A giugno terminerà la stagione teatrale del Puff. Ha già preso altri impegni?
Sì, ho già diverse serate impegnate sempre
per cantare Roma e la romanità. Ma spero
anche di riposarmi un po’ perché, poi, in autunno si ripartirà con una nuova stagione,
sempre qui, al Puff.
È soddisfatto di questi splendidi quarantacinque anni di carriera?
Assolutamente sì, come non potrei! Ora
punto a raggiungere il prossimo importante
traguardo, i cinquanta anni.
Lanci un appello a tutti i nostri lettori
che ancora non hanno visto il suo
spettacolo.
Semplice: venite a vederlo perché potrete
passare una bella serata di risate, diversa e
soprattutto lontana, per un po’, dai pensieri
e dai problemi di tutti i giorni.
Sosteniamo l’appello lanciato da Lando Fiorini, perché lasciarsi sfuggire l’occasione di
godere di una bella serata di vero divertimento sarebbe un gran peccato. Vi ricordiamo, inoltre, che il Puff non è solo cabaret
ma anche ristorante, dove si possono gustare tutti i migliori piatti della tradizione romana, proprio prima di liberarsi in un fiume
inarrestabile di risate. Dall’8 aprile, il ristorante rimane aperto anche a pranzo con un
menù completo ed economico non solo per
i tanti turisti che affollano la capitale e che
fanno del Puff una delle tappe fisse da visitare, ma anche per i romani di passaggio
che sono costretti a consumare un pranzo
al volo, senza dover rinunciare, però, alla
buona cucina ed al piacere di sedersi a tavola in un luogo unico ed esclusivo.
Rinnoviamo al nostro grande amico Lando i
migliori auguri che questo splendido traguardo raggiunto, certi di incontrarlo ancora
tante volte al Puff, sempre in ottima forma.
Ermelinda Benedetti
Campo de’ fiori
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Curriculum vitae
DEBORA ZINGARELLO
N
asce a Torino, ma dal 2005 si
trasferisce a Roma dove si laurea alla Sapienza in Sociologia
e comincia a frequentare le migliori scuole di teatro della capitale, attratta dal fantastico mondo della
recitazione.
Ma fin dalla giovane età Debora aveva
scelto la strada dello sport tanto che le sue
prime esperienze la vedevano protagonista
nella ginnastica ritmica, nell’atletica leggera,
nel calcetto e soprattutto nella danza, tanto
che nella sua città natale salì la prima volta
su un palco all’età di dieci anni.
Nel 2003 iniziò a recitare con piccole compagnie locali frequentando alcuni laboratori
teatrali tra cui quello di Marco Falaguasta, Sabina Calvesi e Angela Calefato
e quello di “Corpo/Voce” diretto da Mamadou Dioume non tralasciando il doppiaggio
(Accademia
del
Doppiaggio, diretta da Roberto Pedicini e Christian Iansante) ed il portamento.
Nel 2007 la vediamo protagonista nella sua prima esperienza
teatrale con “Sogno di una
notte di mezza estate“ diretta da Sabina Calvesi; dal
2008 al 2010 viene diretta da
Marco Falaguasta in “Monologhi“, “Atti Unici di F.Fiorentini”, “Bolle di Sapone“ e
“Bona la Prima“.
Nel 2012 recita in “Ciao Papà,
ti presento mia madre !“ e
nel 2013 in “L’altro volto
dell’autore, corti teatrali” e
“C’e’ un morto giù in cantina !“.
In quest’ultima commedia, scritta e diretta
da Salvatore Scirè, recita accanto a Raffaele De Bartolomeis, Gabriella Di Luzio,
Luca Di Cecilia, Matteo Lombardi, E.P. Moretti, Paola Pieravanti, Adolfo Bianchi Whites, Emily Giardini e Fernando Gatta in
scena al Teatro Petrolini di Roma.
Abile nel destreggiarsi tra ruoli drammatici
e comici, ma sfolgorante con la sua arma
migliore: il sorriso!
Sandro Alessi
Campo de’ fiori
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Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi
T
rilussa - Grande favolista del suo tempo
rapporti con il regime furono sempre improntati a rispetto reciproco; possiamo facilmente immaginare quale sarebbe stata la
sua produzione poetica ai giorni nostri.
C
arlo Alberto Salustri - Trilussa,
lo abbiamo già
incontrato
in
occasione della
pubblicazione dell’articolo
dal titolo: Trilussa - Poeta
chansonnier. Figlio di Vindi Riccardo
cenzo, originario di Albano
Consoli
Laziale e Carlotta Poldi,
bolognese, nasce il 26 ottobre 1871, vive
un’infanzia poverissima e ha soltanto tre
anni quando rimane orfano del padre,
segue corsi di studi piuttosto irregolari e,
nel 1887, ancora giovanissimo, esordisce sul
Rugantino, rivista diretta da Giggi Zanazzo,
che gli pubblica brevi poesie romanesche;
più tardi scrive anche per il Don Chiscotte,
Capitan Fracassa, I Messaggero, Il travaso
delle idee e Il resto del Carlino.
Autentico anticonformista, sempre al di
sopra della politica, non prese mai alcuna
tessera di partito amando definirsi un “non
fascista” piuttosto che un “anti fascista”.
Con la politica ebbe un rapporto conflittuale
e, non di rado, scriveva della decadenza di
questa ma, pur facendo della satira, i suoi
Ben lontano dall’essere un intellettuale, la
fonte della sua ispirazione, più che i libri, furono le strade di Roma, quando il ricordato
Rugantino gli pubblicò i primi versi, arrivò
presto il consenso dei lettori. La sua fama
crebbe rapidamente e, nel periodo compreso fra il 1920 e il 1930, la sua notorietà
raggiunse il culmine, tuttavia, egli non frequentò mai i Circoli letterari, ai quali preferiva le Osterie romane; recentemente lo
abbiamo ricordato quale socio fondatore del
Club “Amici della Cisterna”, assieme a personaggi come: Ettore Petrolini, Cesare Pascarella, Luciano Folgore, Livio Jannattoni,
Giuseppe Ceccarelli “Ceccarius” e molti altri.
Verosimilmente Trilussa diventa poeta attraverso la cronaca e, in particolare, attraverso
la cronaca cittadina degli spettacoli, dei teatri, dei caffè - concerto, dalle altre novità e
curiosità quotidiane, oltre che nei giornali
romani di fine secolo con i quali il ragazzo,
appena finite le scuole, inizia a collaborare.
Il suo non è l’unico esempio, in quegli stessi
anni, o press’a poco, nel giornale nasceva
anche Gabriele D’Annunzio che, nelle cronache della vita mondana, dei concerti e
degli spettacoli, ricercava i primi elementi di
quella che sarebbe stata la base delle sue
favole amatorie.
Ben presto, attraverso le sue opere, Trilussa
diviene un personaggio popolarissimo, ma
nel corso della sua vita è sempre assillato
da problemi economici; riesce a mantenersi
con i proventi editoriali e con le collaborazioni giornalistiche, ma l’incubo del pagamento dell’affitto dell’appartamento dove
vive assieme alla sua governante è costante. Sempre pieno di debiti, pur non vivendo nel lusso, si gode la vita circondato
da belle donne, indossa abiti eleganti ed è
assiduo frequentatore di teatri circondato
da un nugolo di spassosissimi amici, è
anche un ottimo dicitore dei suoi versi, per
cui, sulla scia del successo, inizia a frequentare i “salotti” nel ruolo di “poeta - commentatore” del fatto del giorno.
Con un linguaggio arguto tipico del dialetto
borghese, Trilussa ha commentato circa cinquant’anni di cronaca italiana e romana, in
particolare: la corruzione dei politici, il fanatismo dei gerarchi, gli intrallazzi dei potenti erano alcuni dei suoi bersagli preferiti,
ma frequenti erano i momenti di sentita malinconia, le sue sconsolate riflessioni sulla
vita, i guizzi dell’ironia, le tristi considerazioni sugli amori che appassiscono e sulla
Campo de’ fiori
solitudine che rende così amara e vuota la
vecchiaia.
La vera chiave di lettura della satira di Trilussa la si può ritrovare nelle favole e, come
molti altri favolisti, egli insegnò la morale,
ma la sua morale non fu mai generica, ma
piuttosto legata ai commenti dei fatti della
vita ideando un linguaggio più prossimo all’italiano nel tentativo di portare il vernacolo
del Belli verso l’alto. Alla Roma popolana del
poeta di Roma, sostituì quella borghese,
alla satira storica, l’umorismo scaturente
dalla cronaca quotidiana.
Recentemente Rai 1 ha mandato in onda
uno sceneggiato dal titolo: Trilussa - Storia
d’amore e di poesia con la partecipazione di
due straordinari attori quali sono Michele
Placido, nel ruolo del protagonista e Monica
Guerritore in quello di Rosa Tomei la governante che gli è rimasta accanto per quarant’anni; uno sceneggiato il cui compito
dichiarato è quello di far conoscere al
grande pubblico un uomo dall’anima complessa, un cantore di una amara filosofia di
vita, ma in grado di conquistare il cuore
della gente.
La vicenda televisiva inizia nel 1937 alla vigilia della persecuzione ebraica e della seconda guerra mondiale e si riferisce agli
ultimi anni di vita del poeta quando, ormai
sessantaseienne, vive in una casa - studio,
nel ghetto ebraico di Roma, assistito dall’inseparabile governante e, con i suoi versi e
le sue fiabe per l’infanzia, è divenuto una
vera e propria gloria per i romani; il racconto si concluderà nel 1950 con la morte
del poeta.
Di Trilussa, Michele Placido ha detto: “ … E’
stato un uomo libero e irriverente, sempre
a corto di soldi che non si è mai piegato al
potere. È riuscito a districarsi tra il Papa e
Mussolini, gli uomini più potenti, senza mai
allinearsi e preferendo vivere in ristrettezze
piuttosto che accettare compromessi … “ e
Monica Guerritore: “ … Raramente ho visto
nella storia del cinema, un amore così
grande e potente. Rosa è stata la salvezza
di Trilussa, la custode di tutta la sua intimità, lo salvava dai creditori e da se stesso,
accudendolo
amorevolmente
come
un’amante, una badante, una madre,
un’amica, una sorella, per consentirgli di
scrivere in serenità. Nei momenti economicamente più duri, si privava lei stessa del
cibo … “.
Lo sceneggiato è stato girato interamente a
Roma tra i vicoli incantevoli del centro, le
piazze e i quartieri storici della capitale, da
Galleria Sciarra a Trastevere, dall’Arco de’
Cenci all’Isola Tiberina, al Teatro dell’Opera,
passando per Villa Borghese e il Campidoglio; luoghi di straordinaria bellezza che ci
riportano in quei luoghi e in quegli angoli di
Roma, molto amati da chi scrive, dove Trilussa ha trascorso la sua movimentata vita.
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e: “Fermi, disse, mi sono espresso male!”
Tornate indietro e statemi a sentire:
Solo chi ha preso l’uccello deve uscire!”
A testa bassa e la corona in mano,
le donne tutte usciron pian piano.
Ma mentre andavan fuori gridò il prete:
“Ma dove andate, stolte che voi siete!
Restate qui, che ognuno ascolti e sieda,
io mi rivolgo a chi l’ha preso in chiesa!”
Ubbidienti in quello stesso istante
le monache si alzarono tutte quante
e con il volto invaso dal rossore
lasciarono la casa del Signore.
“Per tutti i santi” , gridò il prete,
sorelle rientrate e state quiete,
convien finire, fratelli peccatori,
l’equivoco e la serie degli errori:
esca solo chi è così villano
da stare in chiesa con l’uccello in mano.
Ben celata in un angolo appartato
una ragazza col suo fidanzato,
in una cappelletta laterale,
ci mancò poco si sentisse male
e con il volto di un pallore smorto
disse: “Che ti dicevo? Se n’è accorto!”
Un giorno, in teatro, alla presenza del Duce
e delle più alte Autorità, Trilussa recita: L’uccelletto una delle sue composizioni più note.
Era d’agosto e il povero uccelletto,
ferito dallo sparo di un moschetto,
andò, per riparare l’ala offesa,
a finire all’interno di una chiesa.
Dalla tendina del confessionale
il parroco intravvide l’animale
mentre i fedeli stavano a sedere
recitando sommessi le preghiere.
Una donna che vide l’uccelletto
lo prese e se lo mise dentro il petto.
Ad un tratto si sentì un pigolio:
“pio pio, pio pio, pio pio.”
Qualcuno rise a sto cantar d’uccelli
e il parroco, seccato urlò: “Fratelli!
Chi ha l’uccello mi faccia il favore
di lasciare la casa del Signore!”
I maschi un po’ sorpresi a tal parole
lenti e perplessi alzarono le suole,
ma il parroco lasciò il confessionale
Il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi,
il 1° Dicembre 1950, venti giorni prima che
morisse, nomina Carlo Alberto Salustri - Trilussa, Senatore a vita. Uno dei primi numeri
del settimanale “Epoca”, dedicato alla notizia del suo decesso, riporta che il poeta, da
tempo malato e, probabilmente, preparato
alla fine imminente, con immutata ironia, ha
commentato: “M’hanno nominato Senatore
a morte”.
Al momento del trapasso, benché settantanovenne, Trilussa, con civetteria d’altri
tempi, si ostina a dichiarare di averne, soltanto, si fa per dire, settantatre.
Campo de’ fiori
12
di Carlo
Cattani
Mass im o Sal v ator e ll i
MAX
VOBISCU
M!
Venite siore e siori …..ultime replicheeee !
Sdreeng…..sdreeng …
sdrooong…..screaeeeek …
Carlo:…forse un po’ di svitol a queste cerniere non guasterebbe! Salvatorelliiiiiii?
Sei in ca…ntina? Massimo:….quaggiù
quaggiù…sono
quaggiù!...Ma
tu
guarda che bella coincidenza! Per un
mese ti ho pensato intensamente “buio &
notte” e poi ……tre mandate di chiave e tu
guarda un po’ il caso …..ti materializzi !
Ma.. dimmi dimmi…: erano buone le fettuccine ruvide ruvide col sughetto? Carlo:
succulente!!! Condite a giusto punto …
”tanto pe magnà” … ti dirò... un condimento semplice semplice.... da vero
sballo ... grazie alle erbe....... Massimo:…
erbe..eh? Carlo:….si c’è stato uno stupefacente incontro tra la fettuccina, il pomo-
doro, la carota, il sedano e ‘na cipolla!
Bada… Salvatorelli!…intuisco in quali
“campi” mi vuoi portare …attento …. e riportiamo l’incontro dentro i solchi del
“CAMPO” giusto …senza sottointendere, polemizzare, pretendere, rimostrare etc etc...!
Tanto i semi di papavero nel sugo…non ce
li metterò mai!…però, magari.. due chiodi
di garofano …quelli si! Massimo:…eh i
chiodi….…fosse per me li utilizzerei in
modo più proficuo ….NELLA CARNE ….ma
la situazione del momento non me lo consente! Carlo: a Ma…me stà a ritornà la
fame …. riconsolamoce co l’ajetto…
parliamo un po’ delle ricette della tua scrittura …. come approcci alla realizzazione di
un libro? Hai già tutto chiaro o procedi seguendo un‘ispirazione progressiva? Massimo: risposta difficile (!) perché non ho
seguito sempre lo stesso metodo .... ma
delle idee “teoriche” le ho! Per “Caina attende”, sono partito da un’idea abbozzata
…anzi, due, una per ciascun sub plot, religiosamente appuntate su un quaderno e,
poi, sono andato sviluppandole….man
mano che scrivevo; però, capita che certe
cose non filano, altre non mi piacciono più
e quindi, ad esempio, per il primo libro,
“Caina attende”, un paio di modifiche in
corso d’opera sono state essenziali….. in
una certa misura i libri “si scrivono” da soli,
al di là dell’immagine più o meno efficace e
quasi magica, la verità è che quando tu hai
iniziato a caratterizzare un certo personaggio o una situazione, spesso ti rendi conto
che non può più succedere quello che hai
immaginato, perché quel personaggio non
lo farebbe mai o quell’avvenimento è
(terza parte)
troppo poco credibile o è concretamente irrealizzabile….leggevo tempo fa che uno
scrittore inglese, per me bravissimo, si lamentava, con sottile humour britannico, che
da quando ci sono i cellulari non si può più
scrivere niente e, per questo, ambienta le
sue storie quasi esclusivamente nel passato…. in effetti, con il progresso, centinaia
di capolavori classici dei maestri del thriller,
oggi sarebbero semplicemente impossibili!
Potremmo fare qualche esempio, ma sono
sotto gli occhi di tutti !Proprio per il primo
libro ,“Caina attende” , avevo avuto un’idea
splendida e ,magari, la sfrutterò in futuro
e…. non te la dico! Un mio cugino, dopo
aver apprezzato una mia brillante intuizione (!?), ha poi osservato: <ma non bastava che il tipo facesse una ricerchina in
internet o una telefonata con il cellulare? >
…e quindi ….” l’è tutto da rifare” e da ambientare almeno vent’anni prima! Ma …. nel
terzo libro ho fatto tesoro di tutto questo!
Carlo: eccolo lì: è arrivato Salvatorelli…il
“furbetto del …thrillerino “ ! Vabbè…andiamo avanti!
Massimo: ti dirò di più: tra “Caina attende” e il secondo libro, “Il collezionista ostinato”, in realtà, c’è un libro mai
pubblicato ….. l’idea di fondo era bellissima
ma ho fatto l’errore di scrivere troppo di
getto, con pochi schemi chiari in testa….un
libro finito ma mostruosamente lungo, sbilanciato… francamente illeggibile ….. immagina la tragedia se fossi stato pagato per
scriverlo o se dovessi vivere con il frutto di
quel lavoro….invece ho buttato tutto ma
spero di riprendere l’idea di fondo, cui sono
molto affezionato; una gran parte di quello
che era un subplot e si era rivelato molto
più interessante della trama principale (!),
è stato trasfuso, con un adeguato sviluppo
ne “Il collezionista ostinato” ed è diventato,
in forma molto, molto più elaborata, la storia della caccia al disco e del gruppo rock
presenti nel “Collezionista…”.
Carlo:…uhff … “Collezionista” di qua …
“Collezionista” di là…..e parlami de ‘sto
“Collezionista” ….perché non si pensi che
Campo de’ fiori
qui si proceda con atti di censura e si operino dei tagli! Massimo: …eppure qualche taglio …lo opererei a chi so io ! …
ma andiamo avanti … anche “Il Collezionista ostinato”, con le sue due storie intrecciate, in realtà una vive su un’idea
molto nascosta, che, per non guastare la
sorpresa al futuro lettore, è meglio non
esporre, nasce dalle chiacchiere “lungomare” con mia moglie e da uno spunto che
lei mi aveva segnalato: un articolo su Scientific American (nda: è una autorevole rivista
di divulgazione scientifica) …. invece la collezione di dischi e il passato da rockettaro
sono molto autobiografici... tuttavia, qualcuno, in sede di prima lettura mi ha fatto
l’appunto che i gusti musicali, raffinatissimi
(!) del protagonista dei mie libri, Max
Perri, non erano adatti alla sua età: Max è
profilato con un’età più giovane della mia
….nella sua prima “uscita” ha 33 anni! Ho
aggirato,quindi, questa “criticità generazionale” escogitando un’influenza sulla cultura
musicale di Max da parte della sorella più
grande Alessandra. Molto utile, poi, internet, specie un paio di siti, uno, incredibile,
su tutti gli artisti rock morti di una morte più
o meno violenta e la rinnovata visione di
quel capolavoro che è il film “Alice’s restaurant”, oltre ad approfondimenti su Woody
Guthrie e, ovviamente, a tante utilissime
idee che ti vengono leggendo giornali ed
ascoltando storie presso gli amici...devo
dire che il testo pubblicato è rimasto quasi
invariato rispetto a quello spedito come
“demo”, si direbbe in gergo musicale, all’agenzia letteraria e poi all’editore; hanno
rilasciato un sacco di suggerimenti intelligenti, che dimostravano la cura nella lettura
e nella comprensione del testo; molti erano
“astuzie” editoriali alle quali non avrei mani
pensato… quasi tutti li ho condivisi; ma si
trattava di annotazioni abbastanza secondarie…ma per quanto riguarda la storia, il
suo procedere, i tratti dei personaggi ….
sono rimasti invariati. Inoltre, ho notato una
grossa differenza nel rapporto tra il piccolo
editore che ha pubblicato il primo libro e
l’editore attuale, più grande, con il quale
ho pubblicato il secondo e il terzo libro.
Tanto per parlare di aspetti niente affatto
secondari, ricordo che sul titolo e sulla copertina di “CAINA ATTENDE”, la Robin ha
lasciato fare tutto a me; la copertina, praticamente, è stata quasi solo opera mia e,
oggi, con una figlia che studia nel campo
dell’immagine, posso dire che avrei potuto
fare molto ma molto meglio! All’epoca, in
verità, ho apprezzato questa autonomia
contro le temute interferenze del bieco editore-padrone…..oggi a ripensarci ritengo
quei pregiudizi niente di più sbagliato,
tanto sul titolo quanto sull’immagine di copertina! Alla “Piemme” …il temuto “grande
editore”, si sono concentrati molto e nel
contratto era stabilito anche che la decisione finale sul titolo fosse rimessa a loro.
Sulla copertina hanno fatto un lavoro spettacolare (!!!) … ho avuto modo di confrontarmi diverse volte con il loro grafico
valutando diversi provini … invece sul titolo,
devo dire, ci sono rimasto un po’ male: per
me quel libro si chiamerà sempre “Inchiostro bianco”, il titolo che avevo scelto all’origine ma loro hanno elaborato tutta una
serie di motivazioni, dimostrando quanta
importanza davano al titolo e quali considerazioni editoriali ci fossero dietro tutte le
scelte, a partire dalla data di pubblicazione.
La scelta del titolo è VERAMENTE IMPORTANTE (!!!)…siamo seri: quanti libri hai
scelto in vita tua solo perché intrigato da un
titolo e una copertina? E’ del tutto irrazionale, ma la mia risposta è: molti più di
quanti vorrei! Come ti dicevo non ho condiviso proprio tutto, forse più per considerazioni affettive che altro: il mio vecchio
gruppo rock si chiamava proprio I.B. e così
è stato ripreso ma mi rendo conto che nulla
è lasciato al caso, e penso che sia giusto
farsi guidare anche dall’esperienza….. poi,
certo, mi avessero proposto una cosa del
tipo “Max Perri alla riscossa”…. avrei reagito
più energicamente! Carlo:….non ti agitare Salvatorelli! Piuttosto …parliamo
del tuo rapporto con la musica e dei riferimenti musicali “sparsi” in ogni tuo libro…
Massimo: oggi sono onnivoro … Carlo:
…ahhh…stai lontano!... non sono venuto solo all’appuntamento…e poi …
ehm...si…dunque…ho un microchip ….
sotto pelle …proprio qui, dietro la scapola…
.un localizzatore GPS quarzato …munito di
un combinatore telefonico ….insomma un
congegno potentissimo e inesorabile! Se
non uscirò dopo le prossime 20 righe …
quelli della tipografia mi verranno a cercare
e per te
saranno bocconi amari …
Massimo:….tranquillo…ti troveranno intero….mancherà il cervello! ….ma quello
13
penso proprio che non sia mai entrato
qui …con te! Carlo:….ora che mi ci fai
pensare, in verità, sentivo una certa leggerezza ….bah! Massimo: ….diciamo che
oggi sono onnivoro ….in fatto di musica….
ma due cose non riesco proprio a capire:
una è il jazz…. ogni tanto ci riprovo “ad applicarmi” all’ascolto di questo genere, perché mi dispiace non prestarvi attenzione;
c’è gente che stimo “musicalmente” e che
lo apprezza…. ma io ….dopo pochi minuti
mi perdo e…. mi annoio! Per carità, si può
anche ascoltare, ho qualche disco, specie
tra gli “storici” ma non riesco ad appassionarmi….. sono convinto che sia un mio limite …. una cosa mi sfugge: se ascolto e
apprezzo anche musica difficile e “cerebrale” tipo mottetti del quattrocento, perché
non riesco a trovare il filo di un’espressione
musicale molto più “popolare”, figlia del novecento, antenata del rock, del blues, ecc.?
Ci riproverò! Poi trovo francamente poco digeribile il melodramma Italiano dell’ottocento, l’“opera” che tutto il mondo ci
apprezza….anche questo, lo riconosco, è un
mio limite... adoro Mozart “operista” e i suoi
contemporanei, mi interessa il verismo …
Puccini ecc…, ma Verdi proprio no! Qualche
bella aria, non dico di no; ma mi suona tutto
troppo “canzonetta”…..a questo punto ,
forse, mi sono alienato un po’ di fans ma il
patto era sincerità assoluta, no? Ah , dimenticavo: il pop italiano e internazionale contemporaneo non me lo nominate nemmeno
e, francamente, detesto anche cose tipo
Madonna e Michael Jackson …..comunque
non mi capita mai di ascoltare niente del
genere, neanche per caso! Se da qualche
parte viene messa quella musica “chiudo”
le orecchie e stop…..un altro mio limite,
forse: ma non può piacere proprio tutto!
Carlo:….ssshhh …..sento dei rumori ...
saranno i fans di Madonna e Michael Jackson ….mannaggia a te ad averli stuzzicati …
……vado a vedere…..spengo la luce e accosto le pagine ….e’ per il tuo bene!... screaeeeek
…sbaamm…
sdreeng…
..sdreeng …sdrooong….
Scusi signore… ha visto un tizio …Come si
chiama ragazzi? Massimo Salvatorelli
….lo ha visto? No no …forse, si dice,
passerà di qui il mese prossimo …
forse, eh? Ma per maggiori dettagli sui
suoi “spostamenti” segnatevi questo recapito: www.massimosalvatorelli.it.
CarloCattani©aprile 2013
14
Campo de’ fiori
Sciogli lo stress dal
Multitasking virale!
M
ultitasking,
una
parola
nata in questo
decennio che
sta a significare il gestire
più compiti contemporaneamente.
di Patrizia
Una situazione tipo è
Caprioli
quando stiamo controllando la nostra email e rispondiamo al telefono guardando le news
sullo schermo della TV!
Ora, giorni su giorni di questo modo di fare
e pensare portano la nostra mente a non
concentrarsi sulle cose che veramente richiedono una certa attenzione e molto
spesso non riusciamo a venire a capo di un
problema perché ci distraiamo ogni millesimo di secondo. Senza contare lo stress
traumatico che il multitasking ci porta a far
accumulare.
particolare: intenzionalmente, nel
momento
presente e in modo
non giudicante”.
Le tecniche Mindfulness
sono
delle vere e proprie tecniche di
meditazione, che
permettono di calmare la mente,
focalizzare l’attenzione, ed eliminare le distrazioni
esterne. Una via
di mezzo tra lo
Yoga e il Buddismo.
In rete ho trovato alcune risorse che possono portarci alla meditazione Mindfulness,
su Meditare.net
(http://www.meditare.net/wp/meditazione/una-semplice-tecnica-dimindfulness/ ) c’è una vera e propria figura
con tanto di descrizione per una seria meditazione.
All’indirizzo http://www.aist-pain.it/it/files/
FILOSOFIA%20E%20SPIRITUALITA%27/
110906%20Mindfullness%20e%20vipassana.pdf è possibile scaricare un pdf che
tratta della Mindfulness in modo dettagliato
Per ovviare a questo problema indotto dall’esistenza di tante, troppe tecnologie moderne è ritornata in voga la terapia delle
tecniche definite Mindfulness, elaborate
negli anni ’70 da una docente di psicologia,
Ellen Langer, e un professore di medicina
fondatore di una Clinica per la riduzione
dello stress, il dott. Jon Kabat-Zinn. Quest’ultimo spiega che per Mindfulness si intende “porre attenzione in un modo
e preciso spiegandone le origini e gli studi
fatti negli anni da tale disciplina.
Ed infine su Obiettivo Benessere
(http://www.drlorettabezzi.it/tag/tecnichedi-mindfulness-e-di-rilassamento/)
la
dott.ssa Loretta Bezzi spiega che tali tecniche vengono spesso utilizzate per combattere problemi legati al disturbo d’ansia
generalizzato e al disturbo da attacchi di
panico e nei disturbi alimentari.
Buona meditazione a tutti!
Campo de’ fiori
15
IL CORAGGIO DI AGIRE
Ecco la storia di Katherine Bouton, giornalista freelance di 30 anni
N
on sentire e
non avere il
coraggio
di
agire.
Scacciare la verità, pensando
“sarà una sciocchezza, ora passerà”. Invece
non succede, e mai te lo
del Dott.
saresti aspettato a neanStefano
che 40 anni compiuti. La
Tomassetti
perdita di udito è una condizione sottovalutata - in primis da chi non
sente bene - e lo diventa ancor di più
quando la persona affetta da ipoacusia è un
“giovane adulto”, dai 25 ai 40 anni. Eppure
sono una percentuale in crescita delle 275
milioni di persone nel mondo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, affette
da perdita di udito da moderata a grave.
Colpa in parte del volume eccessivo, sono
tantissimi infatti i teenager con le cuffiette
alle orecchie con musica altissima ma
anche, piu’ semplicemente, con il volume
del cellulare al massimo. E questo, con il
passare del tempo, puo’ danneggiare
l’udito. Ma senza generalizzare troppo, se a
30 o 40 anni il tuo udito comincia a fare
scherzi, la vita si fa complicata. Non solo in
casa, in famiglia, ma anche nei rapporti sociali e soprattutto sul lavoro. Lo racconta
una giornalista freelance americaera un gigantesco open-space, dove l’acuna che ci è passata, la sua storia ora è distica era terribile e tra scrivanie e cubicoli
ventata un libro: “Shouting Won’t
ogni voce veniva inghiottita. Le riunioni
Help” - Urlare Non Aiuta - uscito recenerano un incubo, le sue risposte improvvitemente negli Stati Uniti e pubblicato da
sate. Katherine così aveva imparato a legFarrar, Strauss & Giroux. Lei si chiama Kagere le labbra, ma se arrivava qualcuno con
therine Bouton e a 30 anni si è accorta
barba e/o baffi era un guaio, così come
di non sentire bene con l’orecchio sinistro.
quelle persone che parlano con una mano
Aveva risposto ad una telefonata di lavoro,
davanti alla bocca o si girano più volte dudoveva prendere appunti, ma appoggiando
rante una conversazione. In ogni modo, Kala cornetta sull’orecchio sinistro, non capiva
therine aveva trovato, tra in vari modi
nulla.
ingegnosi, una sorta di equilibrio. Finchè
La sua storia racconta come si può perdere
non è stata trasferita in un altro settore del
gradualmente ma gravemente l’udito, progiornale.
vando a nasconderlo. Sì perchè Katherine
ha pensato subito ad un’otite, ad un virus,
ad una infezione particolare, ad un colpo di
freddo. Aveva minimizzato. E anche dopo,
passato un po’ di tempo, non era arrivata
certo alla conclusione che ci fosse un problema diverso. La sordità, - pensava - l’apparecchio acustico poi, era una cosa da
“vecchi”. Nulla di più sbagliato, purtroppo,
perchè anche se è vero che la maggioranza
delle persone colpite da questo disturbo
sono over-65, può capitare - e non più tanto
di rado - a persone più giovani e
Katherine aveva
per svariati motivi.
imparato
a leggere le Allora si è dovuta “arrendere”, l’unico
Il problema più
importante, per labbra, ma se arrivava modo per riprendere vigore e andare
Katherine, era di- qualcuno con barba e/o avanti è stato quello di indosventato il lavoro,
sare un apparecchio acustico. E
baffi era un guaio!
nascondere per
“confessare” il suo problema al suo
L’unico modo per
anni tra capi e colnuovo capo. Agendo prima, Kaleghi, la sua conditherine si sarebbe evitata lunghi
riprendere vigore e
zione, nonostante
di stress, incomprensioni,
andare avanti è stato anni
quasi tutte le
ansie e oggettive difficoltà. A
aziende abbiano quello di indossare un maggior ragione, visto che se proprio
ormai - almeno apparecchio acustico uno vuole “nascondere”, gli appasulla carta - politirecchi acustici, oggi, sono inseriti nel
che apertissime verso i portatori di disabicondotto uditivo diventando praticamente
lità. Ebbene, la redazione del suo giornale
invisibili.
Campo de’ fiori
16
BUONO
GIORN

A
P
A
P
I
l 38-enne Andrea lavora per una agenzia di product placement nei film. E’ bello, brillante. Rimorchia alla grande
una ragazza a sera. Una notte e basta, senza impegni e
complicazioni. Divide il suo elegante appartamento con
TITOLO: BUON GIORNO PAPA’
l’amico di sempre, Paolo. Una mattina si presenta alla
REGIA: Edoardo Leo
sua porta Layla, una diciassettenne molto alternativa, che asINTERPRETI PRINCIPALI:
serisce di essere sua figlia. Dopo l’inoppugnabile prova del DNA,
Raoul Bova
...
Andrea
un grande problema si pone....…
di Catello
Antonino Bruschetta
...
Adriano
Il 40-enne Edoardo Leo, già sulla breccia, da attore, da metà
Masullo
Paola Tiziana Cruciani
...
Adele
degli anni ’90, aveva esordito molto felicemente nella regia nel
Marco Giallini
...
Enzo
2009 con “Diciotto anni dopo”. Sulla scia di quel successo, arriva l’opera seconda.
Nicole Grimaudo ...
Lorenza
Ancora una commedia (con qualche retrogusto amarognolo). Ancora una conRosabell Laurenti Sellers ...
Layla
ferma che i 40-enni della commedia italiana ci sono. E come. Il soggetto è di
Edoardo Leo
...
Paolo
Massimiliano Bruno (altro 40-enne in grande spolvero, attore e regista brillante,
Mattia Sbragia
...
Roberto
come Leo, ma insuperabile come scrittore, spesso in squadra con gli altri due
ORIGINE: ITALIA
campioni della commedia contemporanea, Fausto Brizzi e Marco Martani), scePRODUZIONE: FULVIO E FEDERICA LUCISANO
neggiatura dello stesso Bruno, a sei mani con il regista e con Herbert Simone
PER IIF ITALIAN INTERNATIONAL FILM IN COLLAParagnani. Un film pienamente riuscito. Anche se lo spunto non è proprio origiBORAZIONE CON MEDUSA FILM
nalissimo, la storia fila via che è una bellezza. Spumeggiante. Con i ritmi giusti.
DISTRIBUZIONE: MEDUSA
Battute azzeccate (di deliziosa perfidia quella su Moretti). Gag irresistibili. Regia
DURATA: 109’
sicura (con anche qualche pregevole virtuosismo , come gli originali titoli di testa,
SOGGETTO: COMMEDIA
costruiti su inquadrature di cartelloni pubblicitari stradali). Attori strepitosi. Bova
convincente come non mai. Leo, che si auto-dirige per la seconda volta,
VALUTAZIONE SINTETICA (in decimi) 7.5
è una spalla formidabile, del livello di un Peppino De Filippo, un Carlo
Croccolo o un Mario Castellani. Molto convincente la giovanissima Rosa- Leggenda:
bell Laurenti Sellers. Di gran classe le figure di contorno. E poi un mo- CAPOLAVORO **** quattro stelle: equivalente in decimi: 10
numentale Marco Giallini. Oramai, giustamente, onnipresente. Ogni DA NON PERDERE *** tre stelle : equivalente in decimi: 8
entrata è da sganasciarsi dalle risate. C’è da chiedersi come abbia fatto DISCRETO
**
due stelle : equivalente in decimi: 6
il cinema italiano a privarsene per tanto tempo.
DA EVITARE * una stella: equivalente in decimi: meno di 6
FRASI DAL CINEMA: “Corsi prima ha fatto un film sulla madre, poi sulla sorella. Adesso fa un film sullo zio? Non deve fare un
film, deve andare in analisi!”. (Raoul Bova a Ninni Bruschetta).
“Ma come, vi separate?
Tanto per me è uguale. Ce sta o nun ce sta, per me è uguale. Se continua così, lo seppellimo co’ tutto er divano!”. (Raoul Bova e la
madre Paola Tiziana Cruciani).
“Io c’ho un sacco di amiche che mi ospitano! Ve lo ricordate Nanni Moretti? Io sono uno splendido 60-enne!
40-enne. Uno splendido 40-enne, aveva detto
40-enne? Ammazza come se li portava male!”. (il padre Mattia Sbragia e Raoul Bova).
“Lo sai che ci fanno i sogni nel cassetto? La muffa!”. (Marco Giallini ad Edoardo Leo).
“Lo sai che diceva Bukowski? Non essere triste se la tua ragazza ti ha lasciato. Ne troverai un’altra. E ti lascerà pure quella!”. (Marco
Giallini ad Edoardo Leo).
Sai è difficile da dire : non riesco ad immaginare la mia vita senza di te!... Troppo smielato?
Si, però spero di trovare un ragazzo che un giorno mi faccia una dichiarazione d’amore come questa!”. (Raoul Bova e Rosabell Laurenti
Sellers).
Campo de’ fiori
17
Intervista a Gose, noto rapper del quartiere di Torre Angela, quartiere della periferia capitolina
IL RAP COME VIA D’USCITA
DAL DEGRADO DEI QUARTIERI
Mattia Gose, rapper famosissimo per i ragazzi
delle borgate romane.
Dicci qualcosa in generale sul rap italiano e
romano.
Beh io credo che rispetto
alla Francia o all’America
di Giuseppe
stiamo parecchio indietro
Ferone
anche se in questi ultimi
tempi in Italia si sta diffondendo a dismisura. La televisione ci offre programmi
come Amici e altri simili in cui il rap sta andando sempre più di moda. Io personalmente sono però contrario alla diffusione
del rap in tv. Per me il rap deve restare ancorato alla vita di quartiere. Il rap è nato
così, per i poveri e nel degrado, e invece
oggi ci sono delle speculazioni enormi sul
rap. Artisti che vengono lanciati sul mercato
velocemente in fretta e furia ma che invece
fanno subito dei botti assurdi e vengono
stroncati sul nascere. No, questo non è rap.
La tua ultima fatica?
In questi ultimi giorni è uscito su Youtube
un pezzo nuovo dove collaboro anche io. Il
pezzo si chiama “Uno contro uno” ed è
estratto dall’ultimo disco di Mr Phil uscito a
gennaio 2013 dal titolo “Poteri Forti”. Abbiamo preso un pezzo storico dei Flaminio
Maphia, “Combattimento mortale” e ci abbiamo messo dentro una ventina di Mc.
Oltre a questo c’è anche un altro video che
sta ricevendo molti consensi su Youtube, un
pezzo mio personale. Ho preso praticamente un beat di Lil Wayne, uno dei rapper
americani più famosi, “Misunderstood” e ci
ho creato sopra una mia canzone dal titolo
“Bella fratè”. Sono due strofe più circa sette
minuti di parlato in cui io mi sfogo e dico
davvero di tutto.
Com’è la strada per diventare famosi?
Il cursus honorum
del rapper emergente?
Posso
raccontarti
come ho fatto io. Io
sono andato sempre
da solo senza curarmi
di nessuno. Nessuno
mi ha mai dato una
mano. Ho iniziato a
scrivere alcuni testi
mentre ero con gli
amici al muretto.
Avevo sedici anni ed
era il 2006. Col tempo
e con la pazienza
Io punto solo
pubblicando le mie
creazioni su interad essere più
net, su Youtube e
degli anni ’90 è stata davvero una
vero di tutti.
Facebook, sono riugrande cosa. Poi ultimamente, a settemscito a togliermi
2012, ho pubblicato il mio nuovo
Raccontare nei bre
qualche bella soddidisco “Che fatica”, ci ho messo un anno
sfazione in termini miei testi la vita buono per portarlo a termine ed è stata
di fan e di popolaveramente una bella soddisfazione
reale di tutti
rità. Su Youtube bianche perché al suo interno ci sono dei
sogna però stare
pezzi importanti come un feat assieme a
i
giorni...
molto attenti perché
Sizzla, un famoso rapper giamaicano, dal
c’è davvero di tutto, ed essendoci di tutto ci
nome “Police brutality” che parla appunto
sono anche molte cose strane simili a delle
della brutalità della polizia raccontata da me
parodie che in realtà con il rap non hanno
e da Sizzla che canta il ritornello in giamainulla in comune e portano la gente a pencano. Ma oltre alla collaborazione con Sizzla
sare che in realtà quello sia rap.
ci sono anche delle strofe rappate da Primo
Quanto conta nel rap l’ambito profesdei Cor Veleno, da Canesecco e da Gemisionale e scolastico e quanto conta intaiz. Davvero incredibile.
vece l’esperienza che ti fai per strada
Il rap ormai è un termine generale. In
da ragazzo?
realtà oggi esistono moltissimi sotNella dottrina del rap ci sono delle regole
toinsiemi della musica rap. Tu a quale
ben precise. Puoi essere un ragazzo con
di questi credi di appartenere?
un’esperienza triste alle spalle: criminalità,
Io punto solo ad essere più vero di tutti.
galera, ecc… ma se non porti rispetto per
Raccontare nei miei testi la vita reale di tutti
chi fa rap prima di te, per chi può sempre
i giorni senza inventare castelli assurdi cominsegnarti qualcosa, allora non sei nespletamente irreali. Io porto in alto la libertà
suno e non meriti rispetto. Anche se
di parola e cerco di scrivere qualunque
non bisogna cadere nella trappola
cosa, anche scomoda, all’interno dei miei
delle cosiddette “mafiette” del rap e
pezzi.
rimanere ancorati a loro senza creQuindi diciamo che il tuo punto forte
scere anche da soli con stile libero.
è la scrittura dei testi?
Insomma, un misto di tutto ciò: anSi, assolutamente. La parte musicale nel rap
dare sempre da soli per la propria
si chiama beat, e li crea lo studio discograstrada ma senza snobbare o manfico. Il mio studio di registrazione sta a Ficare di rispetto a chi fa questo lavoro
nocchio, in VIII Municipio. Mi creano le basi
da anni ed anni prima di te.
ed io scrivo. Scrivo a studio, oppure a casa,
Quali sono state le tue maggiori
in giro. Scrivo un po’ dappertutto.
soddisfazioni?
C’è attualmente qualche altro rapper
Questo ultimo pezzo che abbiamo
famoso nelle borgate adiacenti alla
fatto insieme a Mr Phil, e che ho
tua?
descritto sopra, è stata davvero
Beh credo che a Torre Angela io sia davvero
una soddisfazione enorme. Lavol’unico. Poi ce ne sono alcuni molto bravi a
rare su un pezzo dei Flaminio MaTor Bella Monaca come Saga, ed alcuni giophia, assieme ad artisti come Er
vani rapper emergenti come Occhiviola, forCosta che rappresentano il rap
mata da Crisa e Stricchinino.
“
”
Campo de’ fiori
18
Ecologia e Ambiente
Cosa arriva sulle nostre tavole?
L’
di Giovanni
Francola
etichetta obbligatoria di origine su
tanti
prodotti
agro-alimentari
nel nostro Paese non è
prevista, così tanti consumatori convinti di acquistare prodotti made in
Italy, in realtà acquistano
alimenti che non lo sono
per nulla.
Ma cosa arriva sulle nostre tavole?
Sono molti i così detti alimenti “anonimi”:
dalla carne di maiale agli insaccati, dalla
carne di pecora a quella di coniglio o
agnello. Anche la pasta, la verdura trasformata, i cereali, le conserve vegetali, i succhi
di frutta, i derivati del
pomodoro diversi dalla
passata, il latte UHT,
quello per intendersi a
lunga conservazione, latticini e formaggi non a
denominazione di origine, non è certo breve
l’elenco degli alimenti
senza l’obbligo di etichetta che acquistiamo
quotidianamente.
Se è vero che la maggior
parte degli italiani nutre
più fiducia nei propri
prodotti piuttosto che in
quelli stranieri, il fatto di rendere l’etichettatura obbligatoria per tutti i tipi di alimenti,
potrebbe essere una buona leva per rilanciare l’economia locale e dare così un informazione più trasparente al momento
dell’acquisto. E’ indispensabile far conoscere
più a fondo le qualità e le tipicità dei nostri
prodotti e nello stesso tempo tutte le potenzialità che il nostro territorio nutre per vocazione. Basta pensare alla produzione
dell’olio di uliva, vini, ortaggi, frumento e
formaggi e alle tante filiere presenti per la
trasformazione degli stessi alimenti.
E’ di poco tempo fa la notizia riguardante le
mozzarelle con una impressionante pigmentazione blu, ma la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o
addirittura cagliate provenienti da paesi
stranieri e nessuno lo sa, perché semplicemente non è obbligatorio indicarlo in etichetta. Si potrebbero fare tanti altri esempi
per far capire come noi consumatori spesso
e volentieri, in mancanza di queste indicazioni complete e trasparenti, dobbiamo affidarsi soltanto al nostro istinto. C’è una
presa di posizione forte da parte di tutte le
associazioni del settore su queste tematiche e un segnale positivo in merito arriva
anche dal Parlamento Europeo che ha votato a favore dell’obbligo di indicare il luogo
di origine/provenienza per altri prodotti.
Mi auguro che in un futuro venga esteso
questo obbligo a tutti i prodotti di generi alimentari in commercio, proprio per dare la
possibilità di una più consapevole scelta al
consumatore.
20
Campo de’ fiori
In difesa di diritti umani imprescindibili
Intervista all’Avv. Corriere ed al Prof. Funicello, ospiti della trasmissione
condotta dalla Durso, Pomeriggio Cinque.
Prof. Sergio Funicello, responsabile medico legale ASL Vt 5.
Presidente Commissione Invalidi Civili e L. 104/92 ASL VT 5.
C.T.U. Tribunale di Viterbo e Roma.
I
ntervistiamo l’Avvocato Corriere e il
Prof. Funicello, che, qualche giorno
fa, sono stati ospiti di Barbara Durso
nella trasmissione pomeridiana da lei
condotta su Canale Cinque, per affrontare ed approfondire una storia di attualità molto toccante. Si tratta della
vicenda della signora Teresa Bazzacco, 50
anni, con una vita alle spalle da dimenticare, la quale ha lanciato un disperato appello per rivedere, dopo lunghi anni, la
propria figlia: “Voglio solo guardarla prima
di diventare cieca, non mi sembra di chiedere la luna”. L’Avvocato Corriere e il Prof.
Funicello saranno ospiti nella trasmissione
Uno Mattina il 22 Aprile 2013.
Avvocato Corriere come mai questa richiesta della sua assistita?
Alla base c’è una vicenda familiare molto triste: una donna, Teresa, che, da bambina
subisce una condizione ambientale di emarginazione, ove non esiste calore umano e
tanto meno affetto paterno e materno, ma
solo miseria e degrado etico, che condurranno la piccola Teresa ad una delicata condizione psicologica, purtroppo non
compresa sino in fondo neppure da quei genitori adottivi che in seguito se ne prenderanno cura. Crescerà infatti una giovane
donna con gravi carenze psico-affettive, in
quanto priva di quei sani e maturi canali
emotivo-relazionali per far di lei una donna
matura e consapevole, idonea a fare da
mamma.
Ad un certo punto della sua vita, desiderosa
di dare e ricevere affetto, incontra un uomo
e con lui intrattiene, contro la volontà dei
genitori adottivi, una relazione, da cui nel
1990 nasce la figlioletta, di cui per ovvi mo-
Avvocato Margherita Corriere, Presidente A.M.I. (Avvocati Matrimonialisti Italiani) Catanzaro e membro del Direttivo Nazionale.
Coord. Commissione diritti minorili Ord. Avv. Cosenza.
tivi di privacy omettiamo il vero nome e
chiamiamo Beatrice.
Ma purtroppo il compagno è affetto da notevoli problemi psichici e, pertanto, non riesce ad esserle da guida e sostegno e la
donna si ritrova sola, indifesa, con un problema più grande di lei: la bimba peraltro
affetta da tetraparesi spastica.
Teresa non sa cosa fare, proietta tutto il suo
bisogno di amare quella figlia in cure esagerate e ossessive nel mangiare, trascurando altri aspetti essenziali e vitali per lo
sviluppo psico-fisico della figlioletta, che intanto cresce e viene trattata dalla madre
ancora come una neonata da accudire,
senza che sia sollecitato un sano percorso
riabilitativo. Si prendono cura di Beatrice e
di tutto il nucleo familiare i servizi socio-assistenziali e dopo un iter di vicissitudini che
evidenziano il grave malessere di Teresa e
del compagno, il Tribunale per i minori li dichiara decaduti dalla potestà genitoriale e
nomina un tutore per la piccola, che viene
seguita da un centro socio –assistenziale ad
hoc. Intanto passano gli anni, Beatrice oggi
ha 23 anni, Teresa non ha più il compagno
deceduto da anni, ma lei è un’altra persona,
ha sempre rispettato la decisione del Tribunale per i minorenni, ma adesso tante cose
sono cambiate.
Oggi Teresa è una donna, non solo abbattuta dal dolore del suo vissuto ed, in primis,
della sua incapacità ad affrontare la malattia della figlia, ma è ammalata di diabete,
sta per diventare cieca e vuole vedere per
l’ultima volta la figlia ormai divenuta adulta.
Ecco le parole testuali di Teresa nel chiedermi supporto: “Quello che voglio dire è
che la malattia mi sta facendo perdere la
vista . Non so fra quanto, ma è pratica-
mente certo che diventerò cieca. Prima che
accada vorrei poter avere mia figlia davanti
agli occhi e vedere la donna che è diventata. Non mi sembra di chiedere la luna.
L’ultimo ricordo che ho di lei è del 4 novembre 1998, aveva otto anni e già da tre non
viveva più con me e mio marito perché il tribunale dei minori ce l’aveva tolta. Era già
dura così, ma quel giorno di novembre
un’assistente sociale ci disse che da allora
in poi non avremmo neanche potuto incontrarla una volta ogni 15 giorni, come sempre”.
Ma quando Teresa si è rivolta a lei
aveva già contattato il Tribunale per i
Minori?
Sì lo aveva già fatto, ma non supportando
la richiesta con nessuna prova documentale
e, purtroppo, aveva avuto, dopo diverso
tempo, un rigetto in toto della sua domanda, con la motivazione che “mai l’interdetta ha espresso il desiderio di rivedere la
madre … e che un eventuale contatto
madre –figlia poteva essere foriero di probabili nocumenti all’equilibrio psichico della
tutelata...”
Ritengo che sia fondamentale dimostrare
per tabulas che la signora Teresa non è un
soggetto psicologicamente pericoloso, ma
una docile signora gravemente ammalata,
che desidera vedere – anche non vista – la
figlia per una sola volta prima di diventare
cieca in maniera irreversibile. Sto approntando le richieste da depositare presso il
Giudice Tutelare, unitamente ad una copiosa documentazione medica di strutture
sanitarie pubbliche che evidenziano come
sia tutto vero ciò che riferisce la mia assistita ed, in primis, che sia affetta da retinopatia diabetica, che conduce, purtroppo alla
Campo de’ fiori
cecità. A questo punto mi corre obbligo fare
un vivo ringraziamento al prof. Sergio Funicello, che, da medico legale, ha dato il suo
valido e prezioso supporto specialistico a
Teresa.
Professor Funicello è vero dunque che
la signora rischia la cecità e corre il rischio che non potrà vedere mai più la
figlia se i giudici non lo permettono
adesso?
La signora Teresa – come da certificazione
medica agli atti – risulta affetta da cataratte, opacità del cristallino, retinopatia diabetica, diabete mellito tipo 2° insulino –
dipendente, oltre ad avere anche una cardiopatia ipertensiva II classe.
C’è da evidenziare che il diabete è una malattia caratterizzata dall’aumento dei livelli
di glucosio nel sangue che danneggia le piccole e grandi arterie. Dipende da un deficit
di insulina: un ormone prodotto dal pancreas. Può provocare gravi danni alla circolazione sanguigna, al tessuto nervoso, ed a
molti organi (reni, cuore, encefalo...).
La retinopatia diabetica è una malattia progressivamente degenerativa della retina,
cioè dello strato sensibile alla luce, che
serve per “raccogliere” le immagini che vengono focalizzate nell’occhio e trasmesse al
cervello ed il danno è , come suaccennato,
su base di deficit ischemico retinico. La retinopatia diabetica si manifesta con alterazioni della permeabilità dei vasi sanguigni
(fenomeni di essudazione, e fenomeni di
ischemia per compromissione dell’irrorazione). La retinopatia diabetica (insieme all’ipertensiva con questa seconda meglio
dominabile) è diventata la principale causa
di nuovi casi di cecità tra gli adulti negli Stati
Uniti e nei paesi industrializzati.
Assieme ad altre malattie della retina rappresenta la principale causa di cecità in Italia (1861 persone, corrispondenti al 33%
degli iscritti all’Unione Italiana Ciechi nel
1989).
Il rischio di sviluppare la retinopatia diabetica ed i danni conseguenti aumenta se si è
affetti da diabete insulino-dipendente.
Professore secondo lei la signora Teresa è persona psicologicamente pericolosa?
Assolutamente no, neanche a sospettarlo
minimamente anche in rapporto a quello
che chiede. Se i problemi della signora fossero difficili da risolvere mi verrebbe da rivedere il mio giudizio sui programmi di
protezione. Guardi, intanto premetto che è
seguita dal centro salute mentale di Vibo
Valentia e che il referto che mi è stato inviato (autorizzato a riferire), recita “affetta
da disturbo di personalità NAS ( Non Altrimenti Specificabile) con note d’ansia e modesto sottolivellamento del tono dell’umore,
in trattamento farmacologico”.
Vorrei aggiungere una cosa: le condizioni
psicologiche di Teresa sono certamente figlie di un vissuto assolutamente negativo.
Una vita travagliata che non le ha permesso di avere certezze di alcun genere.
Non sappiamo benissimo l’iter, ma a me
pare che un rapporto negativo allora gravemente negativo verso la figlia causa di
un’evidente incapacità genitoriale, sia pian
piano migliorato e che l’ aumentata maturità della signora abbia sgrossato e levigato
pian piano la pietra informe dandole un
aspetto sempre più vicino all’amore materno cosiddetto “normale”.
Amore da mancanza, amore da desiderio di
“sapere di lei”, amore da rimpianto e da privazione, ma amore che è sempre stato materno anche se ha impiegato anni per
essere compreso bene come tale.
La prospettiva che la “sorte” dette a Teresa
alla nascita di questa bimba affetta da tetra
paresi spastica, in una realtà sociologicamente negativa, era veramente difficile da
gestire.
L’avrebbe aiutata in primis l’amore della famiglia, ricordiamo adottiva, che non c’è
stato, poi un minimo di benessere economico che latitava,un minimo di cultura (Carneade chi era costei?) e ultimo , ma inter
pares, un uomo –padre ed un pochino pochino compagno o almeno minimamente
capace in una delle tre funzioni e che, invece, era lui ad avere bisogno.
Mi pare che meravigliarsi del come siano
andate le cose sia, quanto meno, non ben
comprensibile.
Aggiungo, inoltre, che la signora è affetta
da cardiopatia II cl NYHA (classificazione da
1 a 4 della New York Health Ass.) che verosimilmente ha anch’essa nel diabete la genesi essendo su base ischemica.
Guardi la richiesta della signora Teresa sarebbe comprensibile, attuabile e degna di
encomio solenne per chi si mettesse di
“buzzo buono” e la rendesse realtà anche
senza la problematica vista che, essendo
purtroppo, super presente la motiva a pieno.
Questa donna dicendo
che le basterebbe vederla anche da un vetro
giudica negativamente
se stessa.
Diviene LEI, maggiormente
diversamente
abile di fronte ad una figlia, che somaticamente
lo è gravemente, ma
che lei ora immagina,
pur conscia della realtà
di Beatrice, di gran
lunga meno handicappata di se stessa.
”Io ho sbagliato e riconosco la giustezza della
decisione nel toglierci la
patria potestà, ma riconoscete a me, madre, il
diritto di poterla vedere,
conoscerla senza farmi
vedere, affinché nella
notte o, quando sarà,
nel buio della mia cecità
io possa sognarla” Questo chiede Teresa solo
questo a me sembra la
madre che rinuncia alla
figlia a favore di una
donna che madre non è
temendo che vera-
21
mente Re Salomone, la divida in due per accontentare tutte e due. Ci sono problemi a
farlo? Ci si spieghi quali e perché. Sono convinto che il giudice tutelare saprà essere un
moderno Re Salomone. Magari andando
oltre le richieste della signora Teresa…
chissà. Magari fuori stagione ma avremo un
Natale pure per lei.
Che messaggio volete mandare a Teresa?
Cara Teresa ce la metteremo tutta affinché
il tuo sogno si realizzi, perché sappiamo che
il tuo è un appello accorato di madre.
Dateci una mano parlandone e pubblicizzando su facebook e twitter questa storia.
Scriveteci sui nostri profili. Aiutate Tersa, e
ricordatevi che questa volta i soldi non servono a nulla, qui si parla solo di amore.
Sia l’avvocato Corriere che il prof. Funicello
concordano nel dire che è un gesto di civiltà
permettere a questa donna, così sfortunata
e che ha avuto un vissuto tanto difficile, di
poter vedere la propria figlia per una volta
almeno prima che cali completamente il
buio sui suoi occhi. Tra l’altro Teresa si accontenterà anche soltanto di vederla senza
che Beatrice lo sappia, al fine di salvaguardare la sua tranquillità interiore.
Inoltre l’avv. Corriere cercherà di ottenere
che l’istituto dove si trova ricoverata la ragazza, informi regolarmente la madre dello
stato della figlia, in modo che Teresa non la
perda di nuovo ed in silenzio la possa seguire con affetto.
Campo de’ fiori
22
La mia filosofia è
“filosofia dell’unità”
P
iù volte gli studenti
mi hanno chiesto
di dare una definizione della mia filosofia. Ho risposto di
buon grado che si può sintetizzare così: costruzione
dell’unità
a
del Prof.
partire dall’apparente
Massimo
e dal molteplice; coMarsicola
struzione
dell’unità
dalla differenza; costruzione dell’unità
mediante lo spirito. Costruzione dell’unità mediante la verità. Infine: ri-costruzione dell’unità nella verità mediante lo
spirito. Si, ricostruzione. Perchè la verità è
già prima. E la vita di ciascuno acquista significato ed è spesa bene se e solo se si
orienta verso la verità e abita nella verità.
In tal senso la mia filosofia è anche una teologia giacchè chi cerca la verità la trova, e
questa ricerca ti conduce a Dio. Tale approdo mostra l’uomo, sicchè, sul tappeto, si
ritrova anche, insieme, la questione antropologica.
Connessa e legata a questa definizione vi è
la ripartenza su basi nuove della filosofia.
La filosofia come scienza rigorosa. Infatti, si
vorrà chiedere: unità di che? Unità di chi?
Chi è chiamato a raggiungere l’unità? La
mia risposta è la seguente: è chiamato a
costruire l’unità prima di tutti chi non ce
l’ha. Innanzitutto la persona in se stessa,
che lacerata dalla dualità spirito-carne, deve
passare ad una monodualità funzionale.
Mediante questa monodualità funzionale,
che altro non è che il conseguimento della
propria umanità, la persona si può relazionare in maniera feconda alle altre, formando la famiglia e la società civile, ma
anche la Chiesa e la civiltà.
Tutto deve passare per l’identità, la conoscenza, la responsabilità, la coerenza, l’integrazione. Si potrebbe dire, alla luce della
mia dottrina, che il mondo può sperare di
migliorarsi sulla base della “filosofia scientifica” nutrita costantemente dallo Spirito di
verità che può trovare applicazione in
campo educativo, in economia, in politica,
ed in ogni campo della conoscenza come
della vita pratica. Essa è destinata a soppiantare il “pensiero debole”, il “nichilismo”,
“il relativismo”, e tutti gli “ismi” possibili,
noti ed ignoti, palesi e sotterranei.
Per coloro che non riescono a distaccarsi dal
vecchio modo di ragionare ciò, ovviamente,
suona strano. In realtà si tratta di far emergere quella verità che fin qui è stata negata
e far agire quella nuova che da essa deriva.
Una volta accolta si dovrà operare perchè si
affermi l’uomo nuovo, quell’uomo cioè che
decide liberamente di chiudere con l’errore,
con l’uomo del passato, il fatto di terra, ed
abbracciare la virtù per proiettarsi nel futuro, verso l’uomo nuovo, viatico per una
umanità nuova.
La difficoltà non dico di affermarsi, ma
anche soltanto di farsi ascoltare da parte
del nuovo pensiero è dovuta al fatto che
nella storia del pensiero occidentale l’unità
è sempre stata fatta coincidere con l’identità della cosa, garantita dal Principio
d’identità. Così la cosa è identica a se stessa
e non vi è bisogno di ricercarla fuori da questa relazione. L’essere coincide con l’ente e
l’ente con l’essere, sia pure mediante il concetto. Essere ed ente si coappartengono
nelle loro proprietà.
Sulla base di ciò mai si è pensato che l’unità
è qualcosa che sta sullo sfondo, qualcosa
che invece deve essere raggiunto, conseguito come un risultato, a partire dal molteplice e dalla differenza. L’unità dev’essere
ricostruita. E mai si è neppure sospettato
che questo compito inerisce all’uomo, al Dasein, direbbe Heidegger, all’esserci; a colui
che accoglie l’essere in quanto lo ricerca a
partire dalla sua stessa apertura.
“Sua” qui rimanda tanto a quella dell‘essere
che, nel darsi, privilegia l’uomo fra tutti gli
enti esistenti, quanto all’esserci, unica creatura capace di aprirsi all’essere nella sua totalità e realtà trascendente oltre che
immanente. Anzi, risulta evidente che la trascendenza è il risultato dell’impossibilità per
ciò che è immanente di darsi come definitivo, stabile. In tal senso, la totalità degli
enti, la loro relazione, il loro fine, non si
esaurisce affatto in ciò che sono e significano rispetto alla presenza e alla funzione,
ma sono “porta del cielo” in quanto rimandano a ciò che sta oltre la terra. Per andare
al cielo occorre avere ben piantati i piedi per
terra. Nessuno può guardare al cielo se non
colui che ha esperito il terreno e l’ha lavorato. Non si vuole di certo rinnegare il Principio d’identità, ma si sottolinea che esso è
solo un momento della logica, della logica
formale, che deve puntare a mostrare l’articolazione dell’essere nella sua ampiezza e
totalità.
I pensieri di Dio non sono i pensieri dell’uomo. Ciò significa che la logica di Dio non
è quella dell’uomo.
Ma ancor di più significa che l’uomo trova
la sua unità solo se giunge a pensare in Dio,
nell’uno vero. Logica che deve disegnare in
se stessa e da se stessa il suo proprio percorso quale destino fondamentale dell’uomo
che, utilizzando le molteplici cose del
mondo, costruisce un edificio di senso (la filosofia) che trascende il mondo. Trascendersi è necessario; non è una semplice
eventualità che può essere presa o non
presa in considerazione. È una necessità a
cui nessuno sfugge.
Filosofia dell’unità dunque, che passa per
una nuova antropologia. Filosofia dell’essere che passa per il rinnovamento della logica. Logica dell’essere che considera la
legalità quale espressione del logos. Logica
che mostra come il regno della legge ha in
sè leggi sue proprie che non sono e non
possono essere le stesse che valgono per il
mondo dei fenomeni, luogo della loro applicazione.
Il regno della legalità deriva dalla giustizia
che, come si può capire, non essendo di
questo mondo, si possiede tutta intera nell’altro, in quello metafisico.
E da esso discende nel tentativo di governare il mondo per mezzo dell’uomo.
Campo de’ fiori
24
Come eravamo
Mennea la freccia del Sud
e i velocisti… di paese
E
ra il mio idolo,
sostituiva
nel
mio cuore un
altro
grande
dell’atletica, quel
Livio Berruti che avevo
visto da tredicenne, vincere i 200 metri all’Olimdi Alessandro
piade di Roma, e che mi
Soli
aveva fatto innamorare
definitivamente di quella specialità che si
chiama 100 e 200 mt piani. Sicuramente ne
avrò già parlato, ricordando i miei trascorsi
da velocista di “paese”, ma colgo l’occasione
della sua scomparsa, per rinverdire e perché no rivivere quei momenti, così lontani
da miei attuali 92 kg. Non avevamo mezzi,
non avevamo materiali, non avevamo piste,
insomma fare atletica qui a Civita era impossibile. Fortunatamente c’era il Madami,
lo storico campo di calcio, dove il buon Stradonico Romani (quello che mi ripeteva che
non ero tagliato per il calcio, perché troppo
magro e veloce, ma privo dei fondamentali)
custode dell’impianto, riusciva a strappare
le erbacce e renderlo adatto al gioco più popolare di quegli anni. Poi, grazie all’impegno
del rag. Dino Scarpetta, fu fondata una società di Atletica Leggera la “Renato Togni”,
così arrivarono le tute, gli attrezzi, e arrivò
anche un allenatore: Remo Berluti, finanziere di belle speranze, che raccolse intorno
a sé questi pionieri spinti da quella passione
così diversa ma affascinante e mise a disposizione tutto il suo tempo libero per insegnare segreti e tecniche relative ad ogni
specialità. Ricordo ancora le sue parole, rivolte ai velocisti, quindi a me in particolare:
“Quando esci dai blocchi,tieni il busto inclinato il più possibile, devi quasi cadere in
avanti, sbilanciandoti per i primi venti trenta
metri, poi pian piano ti riporti in posizione
eretta e sfrutti al massimo la tua velocità,
trattieni il respiro, perché nei 100 non hai il
tempo per respirare, poi gli ultimi metri ancora in avanti col busto a tagliare il traguardo”. Parole sante, parole vere,
specialmente quelle di trattenere il respiro,
io veramente eccellevo più sui 200 metri, infatti dicevo a Berluti, che quando arrivavo
ai cento, mi sentivo ancora di dare tutto me
stesso, insomma non ero stanco. Non
avendo una vera pista a disposizione, ci arrangiavamo, facevamo curve approssimative su quel rettangolo dove ciuffi di
gramigna ostacolavano il ritmo della corsa.
I blocchi erano in legno e venivano piantati
sul terreno battendo con forza il martello
sull’asse che li regolava, quelli caricati a
molla sarebbero arrivati dopo, mentre le
scarpe chiodate, (che noi velocisti avevamo
con i chiodi più lunghi adatti alla pista in
terra rossa) erano già in nostra dotazione.
Conservo ancora come una reliquia le mie
“Puma” dai chiodi spropositati che mi hanno
visto gareggiare lontano dal gibboso Madami su piste in terra rossa, come lo Stadio
dei Marmi a Roma, o al Santa Giuliana di
Perugia, dove veramente ti sentivi volare. A
proposito di chiodi, ricordo appunto una
staffetta 4x100 a Roma, quando il sottoscritto uscendo dalla terza frazione, quella
Campo Madami - Civita Castellana. 1963.
Sandro Soli taglia per primo il traguardo.
50 anni dopo ancora con le mitiche Puma...
ma ormai appese al collo.
dell’ultima curva (a me riservata in quanto
duecentometrista), al momento del passaggio del testimone, mi trovo il compagno
quasi fermo, infatti non era partito, rischiando l’impatto, riuscii a fare il cambio,
ma i suoi chiodi sfiorarono la mia tibia; piccola ferita, tanto dolore, ma terzo posto,
dietro al CUS ROMA e alla LIBERTAS SAN
SABA. Già quella piccola società di provincia, riusciva a farsi onore, chissà se avessimo avuto gli impianti e i mezzi, forse
qualcuno di noi, sarebbe “esploso”. Mi sono
riproposto di non fare nomi in questo pezzo,
ma gioco forza, debbo menzionare l’amico
Alberto Sacchi, che allora, come oggi, fa
della corsa la sua ragione di vita. Lui che
militare nell’Aeronautica, continuò il progetto, e attuò il sogno di fare atletica a
grandi livelli, ma lui è sempre stato un mezzofondista e fondista, e non me ne vorrà se
riprendo a parlare di sprinter. E riprendo da
Pietro Mennea, raccontandovi un episodio,
che forse nessuno sa, o ricorda. Fine anni
‘70 primi ‘80, non ricordo con esattezza, mio
suocero Carlo Conti, soffriva a causa del suo
mestiere di barista di infiammazione al
nervo sciatico. Ci dissero che a Fonte Colombo, c’era un frate francescano, che incideva la vena all’altezza del malleolo,
spurgandola ed isolandola dal nervo sciatico
che riprendeva la sua funzione naturale liberando il paziente dal dolore. Ero presente
anch’io a Fonte Colombo; piede di Carlo
nella bacinella contenente acqua, incisione
col bisturi, come detto sopra, rigagnolo di
sangue, e come per miracolo, mio suocero
di nuovo in forma. Ma che c’entra Mennea?
C’entra c’entra, infatti quel frate ci confidò
che qualche giorno prima, anche il grande
Pietro Mennea, (che allora correva per
l’Atletica Rieti) non riusciva più ad allenarsi
e a correre perché affetto da sciatalgia, era
venuto da lui con il buon Vittori suo allenatore,ed aveva subito lo stesso trattamento.
Lessi poi la notizia sui giornali, perché Mennea recuperò pienamente e continuò a vincere.
Campo de’ fiori
25
Il design moderno arriva dal Bauhaus
ancora attuale dopo 94 anni.
I
l design moderno,
ha ricevuto senz’altro un grande contributo dalla scuola
della
Bauhaus,
una
scuola
di architettura, arte e design della Germania che
di Fabiana
operò a Weimar, DesPoleggi
sau e Berlino dal 1919 al
1935. Ideata e voluta fortemente da Walter
Gropius architetto, designer e urbanista tedesco che intendeva creare, non solo una
scuola, ma anche un punto di riferimento
per tutti i movimenti d’innovazione nel
campo del design e dell’architettura legati
al razionalismo ed al funzionalismo, creando
così quello che diventò il movimento moderno.
Assieme a Le Corbusier, Frank Lloyd
Wright, Alvar Aalto, Ludwig Mies van der
Rohe e ad altri insegnanti, appartenenti a
diverse nazionalità, che furono figure di primissimo piano della cultura europea, la
scuola acquisì quell’esperienza didattica che
influirà profondamente sull’insegnamento
artistico e tecnico fino ai nostri giorni.
A cavallo tra le due guerre mondiali, si proponeva di creare un nuovo tipo di architettura che conferisse massima importanza
alla funzionalità degli spazi e degli oggetti.
Nei primi anni di attività la scuola prese le
caratteristiche quasi esclusivamente artistiche, dovute alla presenza del pittore svizzero Johannes Itten, arrivato nell’autunno
del 1919 proveniente, insieme a molti suoi
allievi da Vienna,l’artista insegnò al Bauhaus
per i primi tre anni, fino a che Gropius, dopo
un periodo di contrasti, non lo licenziò per
poter dare alla scuola un carattere più tecnico, quella che doveva sorgere era un’arte
industriale. Quella che stava nascendo era,
nelle intenzioni di Gropius, una comunità di
lavoro simile a quelle dei costruttori di cattedrali, in cui tutti i saperi, artistici e tecnici,
intellettuali e manuali avrebbero concorso,
al medesimo livello, alla realizzazione dell’opera. Il Bauhaus divenne in breve tempo
l’istituzione formale
più influente del XX
secolo per l’architettura, il design e
la pedagogia dell’arte.
Nel 1923 fu organizzata la prima
esposizione, Gropius intendeva finalizzare le opere di
tutti i laboratori
della sua scuola,
per realizzazione di
una casa modello
La Sedia Wassily disegnata nel 1925 da Marcel Breuer,
che
rispondesse
la sedia Red and blue di Gerrit Rietveld
alle tecnologie più
avanzate. Gli elementi innovativi erano rapLa scuola si spostò quindi a Dessau dove ripresentati dalla mancanza di corridoi: tutte
mase fino al 1932,ma il 12 agosto 1932 il
le stanze facevano capo al soggiorno, e da
sindaco Hesse dovette mettere, su richiesta
una migliore disposizione degli spazi e strutdei nazisti, all’ordine del giorno la chiusura
turazione dei collegamenti interni: cucina in
della scuola. La Bauhaus si trasferì a Bercomunicazione con la sala da pranzo, calino, ma a Berlino tra i pacchi di libri, inviati
mera da letto con il bagno, cucina con la
dalla biblioteca della scuola di Dessau, fusala dei bambini, affinché la madre potesse
rono trovate alcune riviste comuniste, procontrollarli. Gli arredi interni furono progetbabilmente messe lì per lo scopo dagli stessi
tati e realizzati dagli studenti del Bauhaus.
nazionalsocialisti. L’11 aprile 1933 la GeAlma Buscher si dedicò alla progettazione
stapo perquisì la scuola e ne decise la chiudi pareti scrivibili e cubi-costruzioni per la
sura, nonostante ciò gli studenti fecero di
camera dei bambini, mentre la cucina fu
tutto per mantenerla ancora aperta, autofiuna delle più moderne prevedendo elettronanziandosi e sottostando alle condizioni
domestici e superfici lisce da poter essere
del ministero di non accettare docenti ebrei,
facilmente pulite.
ma successivamente a seguito delle diffiLa progettazione degli spazi, degli arredi,
coltà economiche e ai contrasti col minidegli oggetti del Bauhaus era indirizzata ad
stero della cultura, i docenti, all’unanimità,
uno stile moderno e lineare, semplice e stidecisero di chiudere definitivamente il Baulizzato che veniva poi ripreso in ogni genere
haus il 19 luglio 1935.
di materiale studiato e lavorato nelle varie
E’ incredibile notare quanto siano state inmaterie studiate nella scuola. I laboratori
novative le idee e le progettazioni della
comprendevano formazione di base della
scuola, quanto le sue creazioni di design
pittura, laboratori di ceramica, decorazione
moderno, siano ancora così estremamente
parietale e vetro, metallo,falegnameria, tesattuali anche per la nostra epoca dopo 94
situra, scultura, tipografia grafica e pubblianni dalla sua fondazione.
cità,architettura e teatro.
Il Bauhaus nata a Weimar, dopo gravi conI siti del Bauhaus a Weimar e Dessau sono
trasti con le autorità, a cui si aggiunse una
stati riconosciuti Patrimonio dell’Umanità
crescente ostilità dell’opinione pubblica citdall’UNESCO nel 1996.
tadina, venne chiusa nel 1925.
26
Campo de’ fiori
VII rassegna nazionale di teatro
“Premio Arco d’Oro 2013”
Al Palarte di Fabrica di Roma, Campo de’ fiori assegna il Premio speciale della Stampa al Gruppo del
Pierrot. Vincitrice del conscorso la Filodrammatica Berton di Faenza.
Claudio Ricci (primo da sx), Carlo Ciaffardini (terzo da sx), Giorgio Cimarra e Stefania Stefanucci
(penultimo ed ultima da sx) assegnano il “Premio Arco d’oro 2013” alla Compagnia Filodrammatica Berton di Faenza per l’opera “La visita della veccchia signora”.
S
i è conclusa sabato 6 aprile, con
l’attesissima serata delle premiazioni, la VII rassegna nazionale di
teatro “Premio Arco d’Oro”. La
manifestazione, divenuta ormai
uno dei fiori all’occhiello nel panorama culturale fabrichese, è organizzata ogni anno
dall’amministrazione comunale locale, rappresentata da Giorgio Francola, Assessore
delgato alla Cultura, con la fattiva ed indispensabile collaborazione della Pro Loco di
Fabrica di Roma, presieduta da Stefania
Stefanucci. Nove sono stati i premi assegnati alle sette compagnie finaliste, scelte
tra una rosa di ben 85 gruppi iscritti, da
parte della Giuria, presieduta da Gian Tommaso Cancelli, che ha dovuto svolgere un
lavoro di certosina valutazione, vista la qualità degli attori e degli spettacoli messi in
scena.
La compagnia Stabile del Leonardo di
premi per il Miglior attore, con l’interprete
edoardiano di Napoli Milionaria Renato
Roma ed il premio, molto importante, del
gradimento del pubblico, con uno sfavillante punteggio di 9,37 decimi.
Il Gruppo del Pierrot di Napoli ha ricevuto il significativo Premio Speciale della
Stampa, per l’esilarante “Non mi dire te
l’ho detto”, dalle mani della sottoscritta,
che ha ricevuto a sua volta i sentiti ringraziamenti del direttore artistico Ciaffardini
per come la nostra notissima rivista, Campo
de’ fiori, è da sempre vicina al Premio Arco
d’Oro. Ed al culmine della serata, il Vicesindaco Giorgio Cimarra ha consegnato, in un
crescendo di emozionante attesa per tutte
le compagnie ed il pubblico presente, il
Premio Arco d’Oro, un opera del pittore
Ferdinando Sciarrini, alla Filodrammatica
Berton di Faenza per l’opera di Friedrich
Durrennmat “La visita della vecchia signora”.
Treviso si è aggiudicata il premio miglior
allestimento scenografico ed il premio
speciale della Giuria
per “La Locandiera”
di Goldoni.
Alla Compagnia La
Zonta di Vicenza è
andato il premio alla
Regia per l’interprete
di Macbeth, Giampiero
Pozza. L’Opera “FerdiErmelinda Benedetti (seconda da sx) con gli attori del Gruppo del
nando” portata in scena
Pierrot di Napoli, che hanno ricevuto il Premio Speciale della
dalla Compagnia “VuStampa, offerto da Campo de’ fiori
limm vulà” di Pozzuoli si è aggiudicata i
Ad arricchire la riuscitissima serata, le strapremi per l’attrice non protagonista
ordinarie coreografie della scuola di ballo
con Jenny Brascio e quello alla Miglior At“La compagnia dei sogni” di Gilberto Nati,
trice con Roberta Principe. Il Teatro Club
che, inserite tra i vari gruppi di premiazioni,
di Torre del Greco ha vinto i prestigiosi
hanno stemperato il clima di attesa, emozionando e lasciando meravigliato tutto il
pubblico. Si sono esibiti anche la giovanissima cantante Ileana Baldassi ed il Coro Polifonico di Fabrica di Roma.
In primo
Al termine della serata, condotta da un dipiano,
Claudio Ricci vertentissimo Claudio Ricci, Carlo Ciaffardini
ha rivolto un affettuoso augurio al Sindaco
e Gilberto
Mario Scarnati, impossibilitato ad essere
Nati,
presente, ricordando che se Fabrica di
coreografo
Roma può vantare il Teatro Palarte come
de “La
una delle “location” culturali ed artistiche tra
compagnia
le più frequentate della Tuscia lo si deve alla
dei sogni”
lungimiranza ed alla sensibilità del Sindaco
Scarnati che lo ha fortemente voluto.
Ermelinda Benedetti
Foto di Fabio Branca
Campo de’ fiori
28
Associazione Artistica Ivna
EQUILIBRI E FORME NELL’IMMEDIATEZZA DEL COLORE
NELL’ARTE DI MARCO DE SANTIS.
F
in da bambino
Marco de Santis
frequenta lo studio del pittore e
scultore spagnolo
Franciso Palma Burgos da
cui apprende i primi eledella Prof.ssa menti della pittura per acMaria Cristina quisire la conoscenza
Bigarelli
tecnica e fare esercizio
della manualità in modo e
in tono del tutto graduale.
Acquisisce tutto ciò che riguarda le tecniche
pittoriche a cominciare dalla semplice matita in bianco e nero alla sanguigna, dall’acquerello alle tempere, dagli acrilici all’olio.
L’approccio con la scultura è curato altrettanto bene e, in virtù di questo, dà un’efficacia di rara bellezza elaborando un
plasticismo anche pittorico, creando profondità. In alternativa come pittore propone
un’ efficace costruzione scultorea.
Gli studi d’arte danno una chance educativa
nel profilo teorico di De Santis, che comincia
proprio con la conoscenza della teoria applicabile al materiale, rendendo necessario
e utile conoscere non solo i materiali, ma
anche la loro connessione con le
tecniche.
Tutto è stato per lui l’unico
modo per entrare in maniera
corretta nell’ ambiente, quello
della produzione artistica, per il
quale non basta, secondo la sua
esperienza, lo studio alla Scuola
Superiore e all’Accademia delle
Belle Arti…… “per diventare un
buon pittore…… se non c’è alla
base una lezione “a livello di
bottega”, come erano chiamati
gli studi pittorici di una volta,
non si riesce a raggiungere un livello ottimale di pittura.”
Nel ’90 termina l’Accademia di belle Arti di
Roma con la specializzazione in pittura:
fatto che per lui colmerà un sogno e una
promessa di testa e di cuore fatta al suo
Maestro.
La passione di dipingere è così intensa che
per Marco De Santis l’Opera non è mai “terminata”, poiché per opera finita si intende il
quadro concepito in quell’attimo in cui il pittore raggiunge l’appagamento interiore,
anche se tutto dipende dallo stato d’animo
dell’artista.
Lo stile figurativo è elargito con forme basate su immagini, con colore non steso
completamente, quasi sempre lavorato
prima sulla tavolozza, applicato sulla tela a
mo’ di impressione, di macchia…
un tocco immediato di colore.
Quel tocco che rimarrà, stigmatizzando l’attimo nel quale l’artista De Santis tocca la tela,
creando una genuina cromaticità. Ecco che allora l’Artista incarna colui che rende omaggio
alle forme e al colore, colui che
è garante dell’ispirazione concretizzata su supporto pittorico
o scultoreo.
L’Olio su Tela, gli dà la possibilità
di gestire bene sia l’attimo, sia il
tempo……in una scelta dei soggetti che spazia senza limiti “toccando” il ritrattismo, la natura morta, gli scorci interni
di paesaggi in un gioco di luce importante,
coinvolgente, efficace e messaggero di serenità interiore, di colloquio equilibrato con
la natura, con l’ambiente circostante unito
da un unico slancio vitale in un intimo dialogo, che fa intravedere la solitudine dell’Artista, il quale vive e sperimenta pur sempre
amore, palesandolo attraverso una luce
rappresentante qualcosa di particolare, volutamente in cammino oltre la tecnica.
Per lui la luce è importantissima, determinante con l’azione del colore, con l’effetto
cromatico, utilizzando il disegno prospettico, appreso nei tre anni in facoltà di architettura anche se….non si tratta di un
disegno sulla tela o sul foglio, sulla base
dove si dovrà intervenire con il colore… De
Santis interviene immediatamente con il colore…cioè non ha una base di disegno, non
interviene né con la matita, né con il carboncino, né con altri materiali similari……
direttamente con il colore crea delle linee,
che grazie all’esperienza riesce ad individuare con un punto di fuga prospettico.
L’Ispirazione risiede dietro le emozioni già o
appena vissute…che vivono nell’inconscio.
L’Ispirazione concepisce ogni opera vivace,
brillante, luminosa…comunque dinamica
nel suo mutare secondo l’emozione che alimenta la sua ispirazione……in un tono popolare in quanto presupposto di chiarezza
di comunicazione comprensibile per i propri
simili. Conoscendo l’Opera di Marco De Santis, possiamo dire che con i suoi paesaggi e
i suoi scorci emergenti dai contrasti di luce
e di ombra, rappresenta un “plein air” contemporaneo in una percezione nella sua immediatezza, stringendo gli assunti e i
problemi espressivi della pittura intorno ad
un motivo fondamentale e dominante,
quello dell’eccellente percezione, quale
dono dello spirito nel mondo. Nella sua arte
si diradano le tempestose e fugaci esperienze della tecnologia contemporanea per
lasciare il posto al sereno guardare alla vita
con “occhio” gioioso, entusiasta di un ritrovato contatto con la natura: il paesaggio rurale o del piccolo centro arricchiscono le
meravigliose conquiste interiori, ripercorrendo attentamente le vibrazioni dello spettacolo naturale, fissando come in variopinte
istantanee i suoi mutevoli aspetti e i suoi
mutevoli tempi evolutivi verso una contemporaneità totale dei sensi . La malinconia
non manca perché gemella della gioia e
della serenità, quale sinonimo di equilibrio
e morbidezza di tocco di pennello…….sostanziali novità artistiche che donano ancora significato all’esistenza non in
contrapposizione, ma in risposta agli usi e
alle abitudini di una società particolarmente
incline e immersa nella tecnologia, e nel
mondo virtuale, dove le emozioni sono anch’esse virtuali o “virtualizzate”……Il senso
della Pittura di Marco De Santis è proprio
quello di mantenere in “pole position” il sentire del mondo, nell’attualità immediata e
pacata dei suoi valori, perseguendo il
“sogno” in un atteggiamento interiormente
coerente e artisticamente evasivo e sublime!
Campo de’ fiori
Isa Pola: STORIA D’UN MITO
29
DA MALIARDA DEL CINEMA MUTO A SHOWGIRL DI PUNTO ZERO
N
on
credevo
che Isa Pola
avesse avuto
un
passato
così denso di
successi, quando la vedevo a Civita Castellana
agli inizi degli anni ’80,
di Secondiano
negli studi televisivi di
Zeroli
Tele Radio Punto Zero. La
salutavo con deferenza , come si fa con una
signora d’una certa età ( aveva già superato
i 70) ma difficilmente seguivo il suo programma, il suo show del sabato sera, che
lei voleva fosse fatto tassativamente in diretta. Presentava canzoni traboccanti di
buoni sentimenti, facendosi accompagnare
al pianoforte da suo marito, il maestro Di
Matteo, che spesso appariva su Canale 5,
nel programma di Maurizio Costanzo al Teatro Parioli, alternandosi al maestro Bracardi.
Ora, a distanza di così tanti anni, la ritrovo
sul settimanale del Corriere della Sera: “Io
Donna” e così presentata: “ Famosa per i
ruoli di maliarda nel cinema muto, negli
anni trenta incantava per gli atteggiamenti
da diva. Come quello di mettere le ciglia
finte per proteggere gli occhi dal sole “. Nel
servizio viene messo in risalto il “ caratterino” non proprio mansueto di Isa Pola, che
iniziò a sedici anni a subire una rescissione
del contratto da attrice, a causa delle sue
intemperanze. All’apice della carriera, sul
set del film “I bambini ci guardano” di De
Sica, fece cacciare un operatore e a quello
che lo sostituì disse: “ Ho ventisei anni, se
vuole che la illumini con il mio ingegno deve
attenersi a ciò che le dirò”. Interpretò il
ruolo d’un’operaia delle acciaierie di Terni
nel film di Mario Soldati “Acciaio” e promosse per la FIAT, nel 1929, un nuovo modello di Balilla tra il fumo degli ingranaggi
metallici e i lampi delle saldatrici. Di lei si
dice anche che avesse la capacità di parlare
un italiano corretto e di apprendere e pronunciare qualsiasi lingua o dialetto, tanto
che, avendo debuttato in teatro con la Compagnia del Teatro di Venezia, a lungo il pubblico credette che fosse veneziana mentre
Isa Pola era nata a Bologna nel 1909.
Quando, ormai a fine carriera, approdò a
Punto Zero, grazie alla tenace perseveranza
di Stefano Principalli, la sua voce aveva in
parte perduto il suo carattere sensuale, ma
la capacità di dominare la scena con la sua
femminilità era rimasta nelle sue corde.
Anche allora però palesò alcune “bizze”
come quella, ad esempio, di non gradire nei
suoi spettacoli giovani e belle donne…preferiva circondarsi di uomini freschi e galanti,
perché il suo ego continuava ad accompagnarla nelle sue esibizioni. Isa Pola morì il
17 dicembre 1984, poche settimane dopo
aver presentato il suo ultimo show negli
studi di Punto Zero. “Io Donna” questo non
lo ricorda (e nemmeno l’ Enciclopedia Treccani ), forse perché la cosa non reca ulteriore lustro alla sua carriera, ma noi lo
facciamo volentieri, se non altro per concedere il giusto riconoscimento ad una vera
diva, che noi, all’epoca, non sapemmo
compiutamente apprezzare nella sua grandezza.
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Campo de’ fiori
30
Le scuole italiane all’estero
durante il Fascismo
O
gni volta che
nasce
un
nuovo
governo si parla
di dare risorse, di fare riforme insomma di rendere la
di Francesca
nostra scuola più moPelinga
derna, più efficiente, ma
poi di fatto si fanno soltanto promesse o
leggi che il più delle volte portano soltanto
danno. Nel campo dell’educazione il fascismo esordì con la riforma della scuola promossa da Giovanni Gentile nel 1923, che
Mussolini definì come la più fascista delle riforme. Essa mirava a ridare dignità al ruolo
di maestro e agli studi, assegnando alla
scuola pubblica un’alta funzione di controllo
su tutto l’insegnamento medio, che aveva
l’importante e delicato compito di forgiare
le menti delle nuove generazioni; ma il dichiarato proposito era anche quello di contenere il numero della popolazione
scolastica notevolmente cresciuta durante il
periodo di Giolitti. Le scuole fornirono agli
italiani emigrati l’immagine di un paese natale organizzato e forte e di cui si poteva essere orgogliosi, almeno fino alla fine degli
anni Trenta, numerosi furono gli intellettuali
e i docenti che si impegnarono attivamente
in questo ambito, esse raggiunsero il migliaio e comprendevano asili, elementari,
istituti tecnici, licei. Vi erano circa cinquecento istituti stranieri con insegnamento
della lingua italiana, Novecento con corsi di
lingua e letteratura italiana, trecentocinquanta università e collegi degli Stati Uniti
del Nord America che ammettevano l‘italiano tra i titoli per l’iscrizione al primo corso
di studi. Le scuole regie all’estero avevano
una popolazione di 19.000 alunni, 16.000
nelle elementari e il rimanente nelle medie,
gli insegnanti nelle scuole medie erano 110,
dei quali 65 professori erano di ruolo e gli
altri incaricati e supplenti, nelle scuole elementari prestavano servizio una trentina di
direttori didattici, circa 300 maestri e maestre titolari, 100 supplenti. Il Governo italiano dava contributi, in denaro per quasi
sei milioni all’anno ed abbondante materiale
scolasti e una delle piu
vano in Italia corsi primari,
Giovanni Gentile
solenni manifestazioni
medie, università. Sempre
con le quali il Governo
in tema di corsi per stranieri
faceva sentire la sua imci fu l’accordo di reciprocità
portanza nelle scuole
concluso da Piero Parini (Seall’estero era costituita
gretario generale dei Fasci
dalla gara d’onore di
all’Estero, nel 1930 Direttore
composizione italiana
generale degli Italiani all’esdel 21 Aprile (Il Natale di
tero e delle scuole) col preRoma diventò per il Gosidente
dell’istituto
verno una sorta di “veinternazionale di educazione
trina” nazionale ed
degli Stati Uniti affinchè tutti
internazionale della progli anni cinque laureati itapria attività “modernizliani si sarebbero recati in
zatrice”, la data nella
America e cinque laureati
quale inaugurare scuole,
americani sarebbero venuti
edifici pubblici, nuove
in italia, gli stessi accordi
strade, interventi archeologici e di recupero
erano già stati presi con l’Ungheria, la Polodel patrimonio artistico) di ogni anno fra gli
nia e la Cecoslovacchia. Bisogna anche dire
alunni sia italiani che stranieri. Nelle gare
che la scuola fascista proponeva testi scodel 1925,1 926, 1927 furono giudicati 905,
lastici, quaderni, diari e pagelle in cui si
118, 1149 componimenti, nel 1928 i temi
esaltava il fascismo attraverso le immagini,
raggiunsero la cifra di 1318 il titolo assestrumento rapido ed efficace di propaganda
gnato fu “La nuova Italia”, vennero asseper sostenere e celebrare il fascismo, che
gnate medaglie d’oro a studenti stranieri di
l’educazione paramilitare costituiva una
Montreal (Canada), Costantinopoli, Alessanparte fondamentale della pedagogia fasdria D’Egitto, medaglie d’argento Gerusacista: i bambini venivano iscritti a 4 anni ai
lemme. Nelle pagine di tutti i componimenti
“Figli della Lupa”, da 8 a 14 anni ai “Balilla”,
fu rilevato dalla Commissione esaminatrice
da 14 a 18 agli “Avanguardisti”, oltre i 18
l’orgoglio di essere italiani, la figura di Musanni alla “Gioventù Fascista”, parallelamente
solini ispirava sentimenti di devozioni ai
le formazioni femminili erano le “Piccole itabambini per cui il Duce appariva in un auliane” e le “Giovani italiane”. La scuola direola di leggenda. Altra istituzione delle
ventò il più efficace strumento per
scuole italiane all’estero era quella del Letl’organizzazione del consenso di massa, e
torati, cioè missioni di professori italiani di
proprio la scuola elementare fu il primo e
scuole medie e di università, per corsi di linpiù importante gradino di un lungo processo
gua e cultura italiana presso istituti medi e
di irreggimentazione e indottrinamento il cui
superiori stranieri. Nei limiti delle possibilità
obiettivo primario era quello di costruire fufinanziarie su indicazione della Direzione
turi soldati, uomini ciecamente pronti a
delle scuole all’estero erano conferite borse
“credere, obbedire e combattere. Con l’apdi studio a studenti stranieri che venivano a
provazione della legge per “la difesa della
studiare in Italia, gli istituti di Padova, Pavia,
razza nella scuola fascista”, Regio DecretoPisa Roma, Bari furono le città che ospitalegge 5 settembre 1938, insegnanti e sturono il maggior numero di studenti. Nel
denti ebrei sono espulsi dalle scuole di ogni
1929 le borse di studio furono circa un cenordine e grado. Certamente gli intenti petinaio ripartite fra bulgari, romeni, greci, undagogici di questa scuola di massa erano
gheresi, corsi, jugoslavi, polacchi, armeni,
funzionali agli obiettivi di fondo del regime
palestinesi, cecoslovacchi, lituani, tedeschi.
che voleva soprattutto dalla scuola l’allonAgli albanesi furono date circa un’ottantina
tanamento del pericolo di qualsiasi ribellidi borse di studio a coloro che frequentasmo popolare.
Campo de’ fiori
31
IL PIO ORFANOTROFIO STEFANI
5 ottobre 1825 – 28 febbraio 1986
La Compagnia di Gesù a Civita Castellana.
P
Alle Maestre Pie Venerini
di Ieri, Oggi e Domani.
rima di addentrarci nella disamina storica dell’importante istituzione religiosa,
vanto e gloria della nostra
città, è necessario inquadrare urbanisticamente la sede dell’Orfanotrofio, ovvero Palazzo
Soderini prospettante sulla confluenza tra via Panico e via di Porta
Lanciana, posto nel versante sud-est
del pianoro tufaceo su cui sorge il
centro storico di Civita Castellana.
Nell’attuale Catasto Edilizio ed Urbano risulta così Censito: Comune di
Civita Castellana, Catasto Fabbricati,
foglio 28 particelle 347 e 349; Catasto Terreni, foglio 28 particelle 350,
348 il cortile interno e 461 il terreno
adibito a seminativo.
La proprietà attuale: Diocesi di Civita Castellana.
In Viterbo risultano i seguenti atti notarili: Archivio di Stato di Viterbo in via
Cardarelli n.18, Archivio Notarile Mandamentale di Civita Castellana, faldone n.44, Notaio Bianchini Giuseppe,
foglio 696r e seguenti, (pag.33 dell’Inventario). 1° atto del 13 giugno 1739
“l’Abate Lodovico Soderini, nobile di Civita
Castellana, Dottore Protonotario Apostolico
e Vice Reggente Capitolare di Civita Castellana, già Governatore della Sabina e dell’Abbazia di Farfa, DONA, all’erigendo
Seminario la sua casa posta dentro questa
città nella contrada detta Panico, parrocchia
di San Clemente con il giardino e tutti li suoi
annessi e connessi, libraria, e tutti li mobili
e semoventi in essa esistenti.(l’atto viene
ratificato in 2^ lettura il 22 giugno 1739);
2° atto del 15 giugno 1739: rinuncia al palazzo e a tutti i beni del Soderini da parte di
Giulia Soderini, sorella dell’Abate; 3° atto
del 16 giugno 1739, concessione di un vitalizio ad Angelo Buttarelli da parte del Vescovo Diocesano; 4° atto del 18 giugno
1739, rinuncia a tutti i beni, tra cui il palazzo
Soderini, da parte di Angelo Buttarelli, zio
materno del Soderini; 5° atto del 22 giugno 1739, deposito della stima del palazzo
Soderini e di tutte le sue pertinenze in
9.000,00 Scudi Romani, (1.089.000,00
Euro); 6° e ultimo atto, del 27 giugno 1739,
donazione alla Curia Vescovile di Civita Castellana di un’altra casa del Soderini in via
della Corsica. Firmato Giovanni Francesco
TENDERINI, Vescovo della Diocesi di Civita
Castellana, Orte e Gallese, assistito dal Segretario Vescovile Mons. Nicola ETTORRE.
Chiarito l’atto notarile di provenienza, proseguiamo oltre: Nel vigente Piano Regolatore Comunale l’immobile in esame ricade
in Zona “A”, Centro Storico, sottoposto,
inoltre, alle norme tecniche di cui al Vincolo
Paesistico della Regione Lazio, redatto ai
sensi della Legge Regionale n.24 del
30.07.1998, e alle disposizioni di cui all’art.20 delle norme tecniche di attuazione
del suddetto ambito.
Agli atti dell’Amministrazione Comunale,
non risulta redatto ed approvato il Piano di
Recupero del Comparto Edificatorio in cui ricade il sopracitato bene, così come previsto
dalla Legge n.457/’78 ed ex-Legge
1150/’42.
Nel bene descritto non sono presenti
Vincoli Artistici, di Inalienabilità o di
Indivisibilità, non sono presenti Vincoli o Oneri di natura condominiale
e, infine, non si è rilevata l’esistenza
di diritti demaniali e usi civici.
In Roma negli Archivi Vaticani, risulta
quanto segue: Sacra Congregatione
Concilii, Civitatis Castellanae, Quinta
Relatio Ecclesiarum et Dioecesum Civitatis Castellanae et Hortanae, il Canonico ONORATO STEFANI e il
fratello TOMMASO della terra di Stabia, (attuale Faleria), donano al Vescovo
di
Civita
Castellana
FORTUNATO MARIA ERCOLANI,
(1822-1847), 9.000,00 scudi romani
per la fondazione in Civita Castellana
del PIO ORFANOTROFIO STEFANI,
la cui sede è il Palazzo Soderini e la
direzione affidata alla Serva di Dio
ROSA VENERINI, della Compagnia di
Gesù, come da atto notarile rogato
e stipulato il 5 ottobre 1825 nel Palazzo
Vescovile di Civita Castellana, dal Notaio
Giovanni Abbondio Midossi, presenti il Vescovo Ercolani, i Canonici Giovanni Forlani,
Domenico Caprinozzi, il conte Aloisio Antonisi Rosa e il cancelliere vescovile Sebastiano Cantini.
Bisognerà attendere il 19 novembre
1838, quando nel palazzo Apostolico, il
Pontefice GREGORIO XVI, con Breve Apostolico decreterà la definitiva apertura dell’Orfanotrofio Stefani - che già contava
23 alunne affidate alle Maestre Pie Venerini
- lodando la corretta amministrazione e affidando al Vescovo Pro-Tempore, la cura
perpetua della sede del vecchio Seminario,
come riporta l’atto, a Maggior Gloria di Dio.
continua sul prossimo numero...
del Prof. Architetto Enea Cisbani
34
Campo de’ fiori
“Il Fumetto”
LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA
UN FRAMMENTO DI TE di Shin Takahashi
edito da Panini Comics – 9 volumi, conclusa
“S
i dice che, tanto tempo fa, la gente credeva che il
mondo si ripetesse. Come l’erba e i fiori che rinascono ogni anno, come la notte che si tramuta in
giorno, come le civiltà che crollano e risorgono dalle
proprie ceneri. Ma questo piccolo mondo non si ripeterà: finirà
prima di lasciarci crescere. Fu in quel tempo che nacquero un
ragazzo e una ragazza…”. Questo l’incipit della storia di Icoro,
di
una principessa di un mondo simile all’Islanda circondato da
Daniele Vessella grandi mura dove la gente è convinta che dovrà presto morire
sepolta sotto la neve. Un bel giorno, però, un ragazzino cade dal
tetto della casa di Icoro e la convince a cercare con lui la luce e
il calore del sole… (trama tratta dal sito dell’editore).
Lo spunto della trama è poetico ed evocativo, e questi aspetti si dipanano per l’intera opera. L’autore è capace di comporre dei concept di grande portata, di creare
delle immagini che rimangono indelebili nella mente del lettore fornendo quell’impatto emotivo che dà sensazioni sconvolgenti.
Il contrasto tra il tratto etereo e delicato e le atmosfere violente e disperate in cui
si muovono i personaggi è senz’altro un punto a favore del fumetto.
Anche se con il passare dei numeri, l’idea principale perde il suo appeal, come se
l’autore fosse stato folgorato da un’idea, non riuscendo però a svilupparla in maniera solida…
Lascio l’indirizzo del mio blog: http://danielevessella.blogspot.com/
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Campo de’ fiori
35
Langolo del Collezionista
I
l ventaglio è una di
quelle “invenzioni”
che nasce per necessità: i primissimi
furono prodotti in
Oriente, nei paesi caldi e
venivano usati per poter
di
avere un po’ di refrigerio
Letizia Chilelli durante le lunghe giornate
afose.
Se ne trovano tracce anche nel popolo Egiziano, Assiro-Babilonese e Romano.
Osservando le varie versioni possiamo dividere la storia del ventaglio in due grandi
correnti.
La prima, definita rigida, che va dall’antichità e arriva fino all’epoca Rinascimentale
dove venivano montate piume di uccello,
foglie di loto e di palma su di un supporto, nel Rinascimento, in particolare prende piede il supporto con
forma a zampa d’oca che sostiene
piumaggi di selvaggina considerata eccellente o addirittura
stoffe pregiate come il broccato.
La seconda corrente comprende i ventagli pieghevoli
che furono inventati in Giappone e di cui abbiamo testimonianze a partire dal 1700 d.C.
Si deve la diffusione del ventaglio in Europa,
precisamente in Francia, a Caterina De’ Medici; i primi paesi produttori furono: la Francia, l’Italia, i Paesi Bassi e l’Inghilterra che
realizzarono soprattutto ventagli per le
donne aristocratiche con montature in avorio, ma vista poi la grande diffusione data
soprattutto dalla facilità della sua costruzione, questo oggetto curioso e civettuolo
si diffuse anche a tutto il resto della popolazione ed anche in questo caso si vennero
a creare due diverse destinazioni: la prima,
quella aristocratica, con ventagli sempre più
ricchi e grandi destinati ad essere portati
alle feste o addirittura appesi come oggetto
di arredamento e la seconda, quella del popolo dove l’oggetto diventò più maneggevole e destinato all’uso quotidiano.
Ma vediamo un pochino più dettagliatamente i materiali e le decorazioni dei ventagli in uso a cavallo tra il 1700 e il 1800.
Abbiamo i due montanti con un numero variabile di stecche sulle quali viene applicata
la pagina che può essere di svariati materiali: stoffa, carta, pergamena…
I montanti dei ventagli aristocratici possono
essere anch’essi di diversi materiali, si va
dal legno profumato alla madreperla, dal-
I ventagli
l’avorio alla tartaruga, se ne trovano persino
in oro o argento, laccati e tempestati di pietre preziose.
Le pitture sulla pagina sono a guazzo o ad
acquerello e le scene dipinte possono essere le più disparate: erotiche, mitologiche,
paesaggistiche, con riproduzioni di opere
famose, di interni di teatri, di scene di vita
quotidiana…
I ventagli “del popolo”avevano montature
in legno, la pagina della pergamena era
spessa con decorazioni sparse alla rinfusa
che spesso rappresentavano fiori e medaglioni.
Nel ‘700, in Italia era diffuso “l’occhialino”
un ventaglio in cui su ogni stecca era praticato un foro e se le stecche venivano sovrapposte ne era visibile solo uno sul quale
veniva montato un vetro che consentiva alla
dama di osservare senza poter vedere la direzione del suo sguardo, se la dama aveva
anche un difetto di vista una lente sostituiva
il semplice vetro.
Sul finire del 1700 e agli albori del 1800 si
ebbe la diffusione della “rosta”, un ventaglio in cartone con forma a ventola sulle cui
due facce venivano rappresentate scene ironiche ma spesso anche poesie erotiche e
satiriche (famose in Italia le “roste” composte dal Gozzi e dal Parini).
Importante nella storia della decorazione
del ventaglio fu il 1783 l’anno del collaudo
della mongolfiera e compaiono proprio in
questo periodo i ventagli “a’ la Montgolfier” con scene dipinte che richiamano proprio questo particolare avvenimento e in cui
anche i montanti venivano incisi con lo
stesso soggetto.
Continuando il nostro viaggio arriviamo al
tempo della Rivoluzione Francese ed è proprio il caso di dire che la moda va a braccetto con la storia; in questo periodo infatti
si parla del ventaglio “a’la patriote” dove
era possibile vedere sulla pagina dei dipinti
in chiaroscuro che avevano come soggetti i
volti dei capi della Rivoluzione o anche le
fasi della Rivoluzione stessa: dalla presa
della Bastiglia al periodo del Terrore, non
mancavano però anche i ventagli dei “fedeli al Re” con dei dipinti allusivi che servivano come segni di riconoscimento: la
pagina era nera ed i disegni in bianco, famosi sono quelli che si “trasformavano”, ad
esempio un ventaglio aperto recava il disegno di un cesto, ma chiudendo tre stecche
ecco che il disegno magicamente rappresentava un giglio bianco, fiore simbolo della
famiglia reale, in altri troviamo dei fiori e
delle foglie che con lo stesso meccanismo illustrato prima si trasformavano
nei profili del Re o della Regina ma
anche i semplici fiori occultavano dei simboli, in controluce, ad esempio alcune violette
del pensiero palesavano le figure reali.
Il ventaglio “a’ la patriote”
raggiunse ben presto anche
l’Italia e divenne anche qui
carico di simboli: la Libertà,
rappresentata dal berretto frigio; la Forza ovvero una donna
con la corona di quercia in testa e una clava
nella mano, la Vittoria vista come una
donna ornata di palme e foglie; la Giustizia
dipinta come una donna con la bilancia in
mano, la Ragione simboleggiata da una
donna con un leone; una donna che allatta
un bambino bianco ed uno di colore con i
frutti della terra ai suoi piedi, l’Unità e la
Fratellanza raffigurati dai fasci, la Vigilanza
disegnata come un occhio, il Popolo rappresentato dal pioppo (dal latino “populus”) albero simbolo di Libertà, le Virtù Cittadine
simboleggiate dalla quercia…
Nel periodo francese del Direttorio, con
l’ascesa di Napoleone, il ventaglio perse il
suo “carico politico” cosa che poi si verificò
anche in Italia, le pagine in questo periodo
erano in crespo con paillettes .
Nei primi anni dell’800 fa la sua comparsa il
“ventaglio a giorno”, un ventaglio traforato
che non aveva pagine ed era tutto costruito
con le stesso materiale di cui erano fatte le
stecche che venivano a loro volta legate alla
base con un cordino, i montanti erano decorati a rilievo.
continua sul prossimo numero...
(Bibliografia e fonti: Wikipedia, Professione
Donna, Fabbri Editori
Campo de’ fiori
36
Una favola bellissima Amichevoli di lusso
.
A.D. Fabrica - Carbognano. Storia di una piccola società diventata
poi una delle più grandi della nostra provincia.
... continua dal numero 101
Dopo gli anni delle affiliazioni, un altro dei ricordi
più belli è quello della doppia amichevole con la società S.S. Lazio, si si avete
di Sergio Piano capito bene proprio la
Lazio, quella che disputa il
campionato di serie A.
Immaginate che cosa può significare per
una piccola società confrontarsi con una società di massimo livello. Era il 18 Novembre
2008 quando ci recammo presso il quartiere
generale della Lazio, che come tutti sapete
si trova a Formello, per disputare appunto
questa amichevole di lusso.
Ricordo i preparativi dell’evento, che oltre
alla preparazione del materiale necessario
e all’organizzazione del viaggio, prevedeva
anche il fatto di tranquillizzare i nostri giocatori, emozionati per l’evento. Di quella indimenticabile giornata, ricordo la signorilità
dei vari dirigenti della Lazio,
che ci misero subito a nostro
agio, e poi i giocatori, da Muslera a Diakitè a Cribari,
Brocchi, Dabò, Meghni, Foggia, Zarate, Rocchi, Inzachi,
Makinwa e tutti gli altri, instancabili tra autografi e foto
ricordo. Per la cronaca, la
partita finì 15 a 0 con reti di
Rocchi (2), Zarate, Brocchi e
Meghni nel 1° tempo, mentre nel 2° tempo il vero mattatore fu Simone Inzaghi,
che ci rifilò ben 6 reti, poi segnarono Foggia, Makinwa e
Ledesma.
Alla fine ancora foto e autografi tra giocatori, mentre noi dirigenti ci accordammo per
una amichevole con la squadra primavera
da disputarsi presso il nostro campo di Carbognano.
L’amichevole con la squadra primavera, si
svolse Giovedì 7 Maggio 2009 a Carbognano.
Per la cronaca vinse la Lazio per 4 a 2, ma
per noi fu bellissimo vedere giocare sul nostro campo i ragazzi di una delle più grandi
società italiane.
continua sul prossimo numero...
L’ ASD CIVITA CASTELLANA-CALCIO
GIOVANILE SI E’ AFFILIATA AL BRESCIA CALCIO
L’ ASD Civita Castellana-Calcio Giovanile ha
sottoscritto un importante accordo con il
Brescia Calcio per la valorizzazione dei giovani calciatori.
L’ incontro che ha portato all’ affiliazione
della società civitonica con il Brescia Calcio,
si è svolto giovedì scorso presso la sede comunale di Civita Castellana, presenti l’ assessore allo sport, Alessio Alessandrini, in
rappresentanza del Comune di Civita Castellana, i dirigenti dell’ ASD Civita Castellana, i
rappresentanti di Talent
Scout, i dirigenti del Brescia Calcio e i giovani calciatori con alcuni familiari.
Con questa affiliazione il
Brescia Calcio si è impegnato alla formazione
degli allenatori che dovranno curare il settore
giovanile dell’ ASD Civita
Castellana e la selezione
dei giovani
talenti con
mini-tornei
e provini.
“ Con l’affiliazione al Brescia Calcio- ha
detto l’ assessore allo sport,
Alessandrini – si è raggiunto
un importante obiettivo che
coinvolge non solo Civita Castellana ma tutto il bacino, offrendo una grossa opportunità
ai giovanissimi che vorranno
affacciarsi allo sport del calcio.
L’ASD Civita Castellana-Calcio
Giovanile è fortemente impe-
gnata da molti anni sulla formazione del calcio giovanile. Un lavoro che gli ha consentito di ottenere ottimi risultati anche per la
crescita dei ragazzi, oltre che sotto l’aspetto
sportivo, anche umano.
Perciò non possiamo che essere soddisfatti
di questa importante opportunità che gli
viene offerta con l’ affiliazione al Brescia
Calcio.”
Campo de’ fiori
37
Lasciatevi viziare dal
Bar Hostaria L’aquila
Good morning con cappuccini, torte, cornetti e… un esclusivo caffè
Laura nel ristorante L’Aquila a soli 6 anni
voriamo
tutto
con
grande cura, a partire
dalla materia prima fino
Laura oggi, dietro al bancone del suo bar
ad arrivare al prodotto
finito”,
ci
confessa
fisica di chi lo prepara!”,
n buon caffè ed una ricca e sana
Laura, che riporta queci racconta la giovaniscolazione sono quanto di meglio
sta filosofia di vita anche
sima proprietaria. Tanto
per iniziare una intensa e profinella conduzione del ricua giornata di lavoro. Lo sanno
più che la miscela utistorante, che ha, da
bene i clienti affezionati del Bar
lizzata in questo bar
poco, preso in gestione.
è originale ed escluHostaria L’aquila, ai quali, ogni mattina,
Il ristorante, infatti, offre
siva. Essa fu voluta e
da anni, Laura e le sue ragazze riservano un
un menù giornaliero con
studiata da Claudia, la
trattamento speciale.
cucina casareccia, baIl caffè è una vera è propria arte per Laura:
madre di Laura, da
sata sulle ricette consi“Finchè le mie ragazze non hanno imparato
Nerio, suo compagno, e
gliate dalla signora
da Serafinelli, titolare
a farlo come si deve, non lascio che servano
Annalisa
(Noanna),
i clienti. Perché il caffè è molto delicato, ridell’omonima azienda,
usando alimenti freschi
sente anche dell’umore e della condizione
unica loro fornitrice di
e genuini, proprio come
caffè. A detta dei palati
La piccola Letizia, figlia di Laura e
se si cucinasse per la
più
sofisticati
che
Paolo, già alle prese con le
propria famiglia.
hanno avuto ed hanno
ordinazioni... (ma la mamma sogna
Laura è entusiasta e
il piacere di gustare
un futuro diverso per lei)
soddisfatta anche della
questa miscela, essa risua équipe: “Claudia e Irina, addette alla
sulta avere una consistenza morbida, inesala ed alla cucina del ristorante, Vilma,
guagliabile nel suo genere.
Anna e Chiara, che si occupano, invece, del
Per non parlare, poi, del cappuccino, dove
bar, sono davvero impagabili. Oltre ad esquella che viene comunemente chiamata
sere, ormai, professionalmente preparate,
“schiuma” in realtà è crema, tiene a precisecondo il mio metodo, sono cortesi e gensare la nostra Laura, prodotto finale di un
tili con tutta la clientela, che viziano lettedelicato processo di lavorazione del latte.
ralmente, diventando così, un importante
Cappuccini ideali che rallegrano la giornata!
punto di riferimento. Si impegnano molto,
Accanto ad un buon caffè o ad un ottimo
inoltre, anche nell’apertura e nella gestione
cappuccino, bene si accompagnano una
del locale. Sono per me un aiuto indispenfetta di ciambellone, di crostata, di torta farsabile!”, ci rivela Laura.
ciata alla frutta o alle creme, tutti esclusiQuesti sono alcuni dei tanti buoni motivi per
vamente fatti in casa, genuini e con ricette
passare almeno una volta al giorno al Bar
tradizionali, come anche i classici cornetti,
Hostaria L’aquila: a colazione, per poter
le ciambelle o le bombe di una antica e nota
soddisfare tutte le voglie di prima mattina;
pasticceria locale, a cui si affiancano tanti
a metà mattinata, per un coffe break
altri dolci nuovi e sfiziosi.
senza eguali; a pranzo, per ripartire legNon solo dolce, ma anche salato. Deligeri; o a cena, per chiudere bene la giorziosi tramezzini con pancarré e maionese
nata, passando prima alla zona
fatti a mano, come anche pizze e focacce.
aperititivo, ricchissimo di gustose prelibaPane fresco tutte le mattine, per soddisfare
tezze.
Ermelinda Benedetti
al meglio anche uno spuntino veloce. “La-
U
Campo de’ fiori
38
BLERA/VETRALLA: trovato
Beethoven, tra poco
CAGNOLINO... chi lo riconosce???????
finirà per strada. Non ha
CAGNOLINO, maschio, sterilizzato,
nessuno cerca solo
taglia piccola, un pochino cicciottino, no
un po’ di affetto e una
collare, no microchip, in ottime condifamiglia.Taglia Piccola
zioni fisiche, il veterinario che lo ha vicirca 4 kg di peso,
sitato ha detto che avrà circa un anno e
appena un anno di età.
mezzo. Trovato il 31 marzo 2013 sulla
Fabrica di Roma
strada che collega Blera a Vetralla, nei pressi della Chiesa
327.6645195
della Folgore. Per info rivolgersi al 333.8646855 (Aliai)
Attenzione:
EDO è rimasto solo nel suo box.....perchè
Corchiano (Vt),
anche il suo compagno da due anni,
lanciato dentro la
Tomassino, è stato adottato....in questi
pensione dove
ultimi giorni ci sta dando un po di
pensieri...scappa dal box......e se ne va in
sono ospiti alcuni
giro per prati e boschi...... stiamo cercando
nostri cani.
per lui un’adozione (possibilmente nel
Maschio, giovane,
Lazio)...una famiglia, con un bel giardino e
tg piccola, buonissimo no chip, collarino
ben recintato....a fine gennaio aveva un
nuovo giallo con bandana. Perso o
adozione sicura ma sfortunatamente ci
abbandonato ???? Fate girare per favore!!!
siamo accorti che non va d’accordo con i
Rita 3391123663
gatti, quindi niente....mi serve una mano da
Adozione del cuore!!
Piccola ha almeno 10 anni,
passati praticamente tutti in
canile. Di taglia piccola,
timidissima, finchè era
giovane nessuno la notava
perchè stava sempre nascosta
nella cuccia. Con il tempo si è
ammalata di leishmaniosi, e
debolezza e sofferenza
l’hanno resa più facile da avvicinare.
Ora è del tutto cieca, nonostante le cure
continue, e cerca costantemente il contatto
umano per essere rassicurata nel buio del
suo mondo. Va d’accordo con gli altri cani,
maschi o femmine che siano, è molto
tranquilla. è praticamente una impresa
impossibile, ma ci sarà pure per lei una
famiglia che l’accolga e la ami, nonostante
tutto. Del resto, non c’è niente di male ad
inseguire un sogno.... Per info e adozione
[email protected] tel 3936095360
Si trova in un rifugio in provincia di Roma.
parte di tutti...SI AFFIDA STERILIZZATO E MICROCHIPPATO, A VERI
AMANTI DEI CANI,CONTROLLI PRE AFFIDO E FIRMA MODULI DI
ADOZIONE...SI TROVA IN PROV DI VITERBO. Edo è cane speciale......
Diego 3476498434
Sono 3 cani di circa 10 anni. Sono in Zona
Trevignano. Purtroppo morta la moglie che si
occupava dei cani e lui non è in grado di
prendersene cura .... Sono liberi per la strada.
Si mettono dopo una curva pericolosa.... 2 sono
pure di razza Malinos e 1 simil setter.....Serve un
posto più sicuro... AIUTATECI!
PER INFO LUCREZIA 335 671953
SETTER TRICOLORE TROVATO PELLE ED OSSA
IN PROVINCIA DI VITERBO ORA DEVE METTERE
SU UN PO DI CHILI MA, A BREVE, E’ ADOTTABILE. MASCHIO, CIRCA 2 ANNI, VA D’ACCORDO CON LE FEMMINE. IGNORA I GATTI,
VA AL GUINZAGLIO SENZA TIRARE...E’ UN
DONO PREZIOSO PER CHI LO ADOTTA..SI
CERCA PER LUI OTTIMA FAMIGLIA CHE LO AMI
E LO COCCOLI...SAREBBE MEGLIO NO CACCIATORI!!!PER CHI FOSSE INTERESSATO PUO’ CONTATTARE IL 3890515728
Smarrita cucciola taglia piccola color
bianco con macchie in data 23/03/2013
inzona Villa Piperno (consorzio San Benedetto) Sutri, la cucciola ha un collare
color arcobaleno con un campanellino
chiunque l’abbia vista o trovata la prego
gentilmente di contattare i seguenti
numeri 3296340372 - 0761608599
Teo si è smarrito da più di un mese in zona
Le Rughe-Cesano a Roma Nord.E’ un cane
dolcissimo e i suoi padroni non hanno perso
la speranza di ritrovarlo. Non ha microchip,
aveva un collare con targhetta, ma potrebbe
averlo perso, e una leggera zoppia alle
zampe posteriori! Ha 2 anni. Se avete informazioni contattare 3475353646 3356792420
Campo de’ fiori
39
LE AUTO DELLA NOSTRA INFANZIA
Fiat 1100 -103
Fiat 1100 – 103 del 1953
Fiat 1100 – 103 versione familiare del 1954
ome già detto,
la Fiat 1100
nacque
nel
1936 e non
cambiò mai denominazione fino al 1969
(33 anni! è stata superata
solamente dal maggiolino
di Arnaldo Ricci
tedesco!). I vari modelli
[email protected]
prodotti ebbero una evoluzione costante con il passare degli anni,
cambiando notevolmente le sembianze
estetiche, fino all’ultimo modello nato nel
1965; la famosa 1100 R.
La 1100-103 aveva caratteristiche notevolmente rivoluzionarie rispetto alla precedente detta musone; infatti in questa nuova
1100, fu eliminato completamente il telaio
e la scocca divenne portante! Anche il design della carrozzeria cambiò radicalmente
e noi bambini di allora, vedemmo per la
prima volta una vera auto moderna; essa
segnò lo spartiacque con quelle dell’ante
guerra! Il motore rimase però sostanzialmente quello della 1100 del ’39, con 4 cilindri di 1089 cc ed albero a camme laterale.
Un ‘altra grossa novità fu la leva del cambio
posizionata a pochi centimetri dal volante,
sul lato destro. Fino ad allora in Italia non
si erano mai viste auto con questa caratteristica. Eliminando la leva del cambio dal
pavimento, si ottennero tre posti anteriori
con sedile intero.
Anche la 103 ebbe la sua versione familiare
nel 1954, riscuotendo discreto successo.
Nel 1956 entrò in produzione la Fiat 1100 –
103 E; essa aveva la coda un po’ più allungata della precedente, ma il motore rimase
ancora lo stesso.
C
Veduta interna della 110-103 con leva del
cambio sul volante
Fiat 1100 – 103 E del 1956
Fiat 1100 R
In sintesi, la Fiat 1100 nelle varie versioni
rinnovate ogni due o tre anni, come già
detto, fu prodotta ininterrottamente a partire dal 1936 fino al 1969. L’ultimo modello
fu chiamato Fiat 1100 – R, la lettera “R” sta
per Rinnovata; esso fu prodotto dal 1965 al
1969, dopodiché fu terminata definitivamente la produzione per passare poi successivamente alla Fiat 128. Una curiosità: in
India, su concessione Fiat, quest’ ultima
1.100 rimase in produzione fino all’anno
2000!
Prima di chiudere questo articolo, volevo
dire che la Fiat 1100, oltre essere stata un’
auto della nostra infanzia è stata anche
della nostra giovinezza!
Fiat 1100-103 D del 1958
Campo de fiori
è su facebook!
Seguici
Fiat 1100 D del 1962
40
Campo de’ fiori
Nel c
Il 20 Marzo 2013 è venuta prematuramente a mancare Vincenza Attanasio, da tutti conosciuta come la Maestra Enza
quanti in questi anni hanno avuto modo di apprezzarla per la sua professione e, ancor più, per il suo spe
che ringrazia sentitamente quanti hanno ma
Per Enza
Su nel cielo serviva una maestra per bambini, il Signore ha pensato bene
di chiamare “la Maestra Enza”. La vedo già attorniata da tanti bambini,
che sta accogliendo con il suo bel sorriso, come ha fatto per lunghi anni
nella sua vita. A voi bambine e bambini, ragazze e ragazzi, oggi molti
adulti e genitori, chiedo da parte vostra un grazie per tutte le volte che vi
ha consolato, quando i vostri genitori vi lasciavano a scuola, preparandovi
a camminare, insegnandovi a fare i primi passi nella vita.
La vostra presenza qui oggi è il miglior ringraziamento per i tanti lunghi
anni che vi ha dedicato con infinita passione e competenza professionale.
Grazie maestra Enza! Sia questo il vostro saluto a lei.
Sono certo che la Maestra Enza ora dice a ciascuno di noi: “Grazie di cuore
per essere qui accanto a me, come nei giorni migliori!”.
Un ultimo pensiero è il mio: grazie amore mio per i 34 anni meravigliosi
che mi hai regalato nella nostra vita matrimoniale, che avremmo festeggiato insieme il prossimo 18 Aprile.
Angelo
Brusca frenata
“Ma la maestra Enza che centra con la morte?”
Giunonica riguarda i pargoletti,
con amorosi vezzi li blandisce
sì da confonder franca anche le ambasce
e conquistarne i cuori ingenui e schietti.
D’altronde in classe ha solo nipotini
e li vuol vispi e allegri in sintonia
serbando a ognun spontanei zuccherini,
così: tesoro… amore della zia!
Col tono accattivante abituale
nella famiglia briga il suo prestigio;
se in fallo, con sagacia naturale,
in rosa sa girare ancora il grigio.
Sui punti controversi del collegio
propone una garbata soluzione
con la loquela sciolta ed il motteggio
che per metà le valgon la ragione.
Ma nella cerchia stretta e riservata,
mimando e parodiando tiene banco,
di Napoli non sgrossa la parlata
e strappa la risata a piegar fianco.
Tra le volute della sigaretta
eccola là, così, solerte e forte,
come l’amica pronta alla cornetta,
che incide sul sentir della sua corte.
cuore
Campo de’ fiori
41
Enza, moglie del nostro amico e collaboratore Angelo Foglietta. Pubblichiamo le testimonianze di affetto e di dolore di
o spessore umano.Il direttore e la redazione si uniscono al dolore dellamico Angelo e di tutta la famiglia,
o manifestato apertamente stima ed affetto.
Alla cara ENZA
È sempre molto difficile esprimersi e tenere a bada le emozioni
quando il cuore è gonfio di tristezza per la perdita di una persona
cara. Sì, perché quando un’amica ci lascia, fin da subito percepiamo dentro di noi un vuoto incolmabile: un vuoto che riempiamo
di ricordi, lieti o dolorosi delle esperienze condivise per rendere
meno amaro il distacco.
E io, desidero rivolgere alla carissima Enza, anche a nome delle
colleghe a lei più vicine e di quelle che hanno avuto modo e occasioni per conoscerla ed apprezzarla, l’ultimo affettuoso saluto, ricordando la persona straordinaria che era, non solo come docente,
ma anche come moglie e come mamma, visto che il nostro rapporto andava oltre quello squisitamente lavorativo.
Enza era una professionista seria e competente, che ha svolto il
suo ruolo di docente e di educatrice in modo ineccepibile. Innamorata profondamente del suo lavoro, fino ad anteporlo spesso ai
suoi non pochi problemi di salute, Enza aveva un modo di relazionarsi massimamente rispettoso verso i colleghi ed i superiori, avvolgente ed empatico verso i bambini, che trovavano nel suo
morbido abbraccio quel calore e quell’affetto che l’indiceva a chiamarla “Zi’ Enza”, mi è capitato più di una volta, durante le visite a
scuola di vederla all’opera e di assistere con quanta naturalezza
sapeva consolare i suoi piccoli “tesori” (così chiamava i suoi alunni)
e trasformare il loro pianto in uno scoppiettante sorriso. Sì, perché
Enza non conosceva musoneria: era sempre allegra, solare, gioiosa
e tale cercava di apparire anche quando le circostanze non erano
delle più favorevoli; era coraggiosa e lo dimostra il modo in cui ha
sempre cercato di aggredire e combattere la malattia; era dignitosa
nell’accettazione della sofferenza, che ha sopportato cristianamente con la forza che le veniva dalla Madonna di Pompei. Nessuno di noi avrebbe immaginato un così triste ed immediato
epilogo e tutti ci rammarichiamo per non esserle stati più vicini,
per non aver fatto abbastanza per alleviare le sue pene e la sua
solitudine.
Ci mancherai, Enza, ma il tuo ricordo vivrà sempre nei nostri cuori,
più forte di qualsiasi abbraccio, più forte di qualsiasi parola. Ora
inizia per te un nuovo viaggio e gli angioletti del Signore, certamente in festa, accoglieranno con il suono di mille campane l’arrivo
di una grande maestra nella scuola del Paradiso.
Dott.ssa Santina Vaccaro
(Ex direttrice II Circolo Didattico Civita Castellana).
Carissima Maestra Enza,
ci risulta difficile pensare che tu non sia lì, in Cielo, è proprio così, infatti,
che ti immaginiamo, seduta su di una nuvola, tra gli Angioletti ai quali racconti con il tuo indimenticabile sorriso le storie di noi “bimbe” che abbiamo
avuto la gioia e l’onore di averti avuto come Maestra d’asilo.. ti vogliamo
bene, sarai sempre con noi…
Letizia e Agnese Chilelli
42
Campo de’ fiori
L’angolo del poeta
La Rosa
Da bimba mi cantasti la ninna nanna,
sento un profumo, profumo di mamma.
Ricordo l’emozione capricciosa
quando ti regalai quella rosa;
rossa come il sangue nelle vene
per dirti mamma quanto ti voglio bene,
tu la baciasti e la mettesti in un libro di prosa
il tempo passa, dolcemente riposa,
quel pensiero è sempre la rosa
la mano mi trema, vorrei stringerla
e baciarla come facesti tu,
è così fragile non si può più,
ora la guardo è sul mio comodino
ti sento mamma, mi sei vicino.
KOSMOS MAKROS
CHRONOS PARADOXOS
Immagine.
Due corpi illuminati dalla luce di un tramonto squarciato da una nuvola.
Avvolti in una danza amorosa.
Si stanno amando come se quella fosse l’ultima volta.
Il Tempo non e’ il loro nemico.
Lo Spazio e’ una cornice. Del loro Amore.
La storia li ha gia’ depositati alla Storia.
La Gioia e’ appena nata dal cuore.
A questo mio foglio non spetta nulla.
L’Immortalita’ e’ data ai loro baci
e all’essenza precoce e fatale del loro incontro.
Maria Giudici
FABRIZIO AGOSTINELLI
A Sandro Soli
Vorrei
Tu che scrivi a Campo de Fiori
a te la gloria e gli allori.
Tu che hai messo la mia poesia sul giornale,
sei molto bravo e cordiale.
Bravo Sandro, io che abito nel paese dei Patalocchi,
con te, chiudo tutt’e due gli occhi.
Veramente nun semo tanto bòni,
perchè alle fornaci fregavamo con le legna,
però non siamo tanto cattivi,
e poiio sono molto buono,
e di questa poesia ti faccio dono.
Vorrei conoscere le parole che sappian dire
l’incanto di un sorriso, la dolce voce,
il limpido parlare di una donna che fu,
quant’altra mai, virtù e bellezza agli occhi miei.
Grazie Roberto ti considero il “Ligabue” della poesia. Sei un vero “Badalocco”
Alessandro Soli
Vorrei tanto conoscer le parole
che sappian dirle quanto le voglio bene.
Vorrei conoscere le parole che sappian dire
la gioia luminosa del suo viso
mentre giocava con le sue bambine
o alle stesse a leggere insegnava.
Vorrei conoscere le parole che sappian dire
il “Grazie” dei suoi occhi, quando
le amate rose le portavo,
Roberto Urbani
e la muta sua tristezza, la dolente pena
9 Aprile 2013
che un volto da Madonna le donava.
Marino Roberto, 92 anni
Salerno, 11 Aprile 2013
ZZZ
Z
Z
Z
Z
Z
ZZZZ
.....
.
.
.
.
.
.
.
.
.
Z
ZZZZ
ARA
Z
N
A
Z
LA
TE
N
E
N
I
T
IMPER
43
Campo de’ fiori
Una “Fabrica” di ricordi
Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma
Pasquale Pacelli un amico “cento” volte grande
P
roprio
pochi
giorni fa mia
madre mi aveva
riferito che Pasquale aveva festeggiato 100 anni.
Avevamo ricordato, allora,
di Sandro
quando per la mia grande
Anselmi
amicizia con Carlo, suo figlio,
prematuramente
scomparso, frequentavo spesso casa sua.
Era bello intrattenersi a parlare d’estate all’ombra dei graziosi chioschetti che Iris, la
moglie, aveva creato nel suo bel giardino e
quella sincera amicizia che era nata fra me
e tutti i componenti della famiglia, mi faceva
stare proprio bene.
Una famiglia discreta, educata ed ospitale
che dimostrava sempre una stima sincera
nei miei confronti, molto edificante per la
mia età.
Le parole sagge e sicure di Pasquale erano
oro puro per la mia crescita morale e
quante cose ho imparato da lui! I consigli
preziosi che dava per il mio lavoro, allora
solo agli inizi, io li ascoltavo pienamente
perché sapevo della sua lunga esperienza
negli uffici comunali, e conoscevo il rispetto
che nutrivano i cittadini nei suoi confronti
per le sue indiscusse qualità.
Pasquale era persona affabile e ben disposta ad aiutare la gente. Tanti, infatti,si rivolgevano a lui per risolvere problemi
burocratici.
Avevo già pubblicato una sua biografia su
Campo de’ fiori (numero 39), nel Luglio
2007 e m’ero fatto raccontare, allora, buona
parte della sua vita. Era stato contentissimo
dell’articolo che ne era venuto fuori, ringraziandomi, per questo, più volte.
In quell’occasione, avevamo entrambi deciso, però, di non parlare di Carlo, promettendogli che l’avrei fatto nell’uscita
successiva, e così fu! Quella perdita inaspettata aveva toccato profondamente ed indelebilmente il pover’uomo, che, per
stemperare l’atroce dolore di Iris, sua moglie, aveva sempre tenuto con dignità e voluto distacco quella pena nel cuore.
Anche questo esemplare comportamento
manifestava chiaramente una fede profonda, che l’ha di sicuro aiutato.
Mi dispiace Pasquale di non aver fatto in
tempo ad intervistarti per il tuo centenario!
Ci avresti sicuramente tenuto, ma, ironia
della sorte, mentre avevo pensato di incon-
Pasquale e la moglie Iris
Pasquale novantenne
Pasquale ed io
trarti sabato 6 Aprile, non sapevo che soltanto due giorni prima ci avevi lasciato!
Ti verrò a trovare come ho sempre fatto con
Carlo, in quella tomba così curata ai limitari
del cimitero, luogo fisso nei miei pensieri,
dove hai potuto riabbracciare tuo figlio.
I vostri occhi sereni si sono incontrati di
nuovo e ci guarderanno benevoli di lassù.
Il figlio Carlo
Campo de’ fiori
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Intervista a Barbara Josiane Marchand
Voce storica della RAI e di RMC e grande appassionata di animali
G
aleotta fu la zampetta…e che
zampetta! Josiane Marchand,
(in arte Barbara) voce storica
della RAI e di RMC, nonché conduttrice della versione invernale
di “Giochi senza frontiere”, non esita un attimo nel riannodare i fili della memoria che
la legano alla Collezione i Cuccioli.
“Stavo cercando in rete un modello di zampetta da tatuare sul mio polso quando mi
sono imbattuta negli anelli della linea “Collezione i Cuccioli” ed è stato amore a prima
vista. Mi sono detta: Perché deturpare la
mia pelle quando posso indossare tutti i
giorni le zampette?” E così ha preso avvio
la joint venture tra gli animaletti pelosi di
“Incrociamo le zampe” onlus di Civita Ca-
stellana (VT), di cui Barbara è ad oggi volontaria e l’azienda vicentina che produce
gioielli in argento per chi ama gli animali. E
quando due anime compagne si incontrano
si può star certi che tutto procede su una
corsia preferenziale. Perché se Chiara,
l’ideatrice della Collezione, è nota per il suo
amore verso i gatti che ti accolgono non appena metti piede in casa come il suo Telemaco, Barbara non è certo da meno col suo
“vivaio” di quadrupedi da far invidia alla storica cucciolata di dalmati disneyani.
Questa l’attuale “formazione” della sua dimora di campagna: Dardo, doberman maschio marrone focato di 5 anni, Pulcetta
meticcia tra il volpino e lo spinone, riscattata dal canile, ma ora principessa della
casa; a seguire: 3 gatti alla stalla, 2 davanti
alla casa e 1 al casaletto, miracolato dopo
essere finito sotto ad un camion. A proposito di queste pelose vedette, prosegue Barbara: “Io non ho figli quindi molto del mio
tempo, da che sono andata in pensione, lo
posso dedicare agli amici a quattro zampe.
Non mi ritengo una “canara” o “gattara” tradizionale, ma mi occupo del loro mantenimento e soprattutto condivido gli appelli per
le loro adozioni”. Un amore sicuramente di
lunga data e comunque filo conduttore della
seconda parte della sua vita caratterizzata
dall’apertura di una casa di edizioni musicali
intitolata proprio “Cani e Gatti”. “Sincronie
significative” le avrebbe chiamate Jung, ma
che Barbara ribattezza subito nella versione
francese di “hasards necessaires” o coincidenze necessarie. Coincidenze dunque
sempre siglate da una beneaugurante
stretta di zampa. Strette, che nella Collezione i Cuccioli, accarezzano dita, collo o
polsi, in un quanto mai contemporaneo
patto d’argento. Dalla sintonia sul simbolo
al messaggio sottostante il passo è stato veramente breve ed infatti è sempre Barbara
Marchand a dire, con un filo di sottile compiacimento “Sono stata io a chiedere a
Chiara, designer della Collezione i Cuccioli,
di spendersi nell’aiuto di piccole associazioni
animaliste, come la nostra, che non prendono un soldo di sovvenzione dallo Stato
ma che, in compenso, hanno tante anime
da sfamare”. Un appello subito raccolto
dalla giovane titolare della ditta vicentina
che non ha esitato a devolvere una percentuale del ricavato del mese di Novembre
all’associazione viterbese. Che tradotto in
altri termini, equivale ad un contributo di
335,00  pro amici a quattro zampe della
squadra di Civita Castellana. Indubbiamente
un start-up promettente per un’iniziativa
che, grazie anche al tam tam telematico, sta
entrando nel cuore di molti.
Maria Teresas Biscarini
IL NOSTRO PAPA
Figuratevi un ragazzo viterbese, figlio di padre operaio venuto dal Sud e di madre casalinga, che,
dopo aver superato gli esami di terza media, si iscrive all’ I. T. I. S. “ Leonardo da Vinci “- indirizzo
chimico. E’ un giovane educato, cordiale con gli amici, rispettoso dei genitori. Nella classica gita
d’istruzione dell’ultimo anno flirta con una compagna. S’innamora e viene ricambiato. A ventuno
anni, svanito il primo amore, si rende conto che l’essere tifoso della Viterbese e l’andare d’estate
al mare a Tarquinia non gli basta per rendere piena la sua vita. Dentro di sé sente nascere un
grande desiderio di essere d’aiuto al prossimo , di amarlo , come finora ha amato i suoi genitori.
Entra in seminario a La Quercia. Inizia di buona lena a studiare Filosofia. Lavora su un terreno a
lui completamente nuovo ma per questo ancora più affascinante. Allo studio affianca un grande senso di amicizia per i nuovi compagni.
Si laurea in Filosofia e prosegue gli studi in Teologia. Da’ più di quanto riceve nei confronti dei superiori e del mondo esterno, che lui
sente sempre molto vicino. Continua a tifare Viterbese e, avendo avute le sue sane esperienze con l’altro sesso, ne sente la vicinanza in
maniera semplice, normale. Non ci sono rimpianti nel suo animo. E’ libero e rispettoso di tutti. Un sacerdote diverso dagli altri ma non
per questo meno preparato e completo. E’ talmente bravo che se ne va in Germania a conseguire un dottorato in Teologia. Al ritorno lo
vedrete aiutare i poveri nelle zone più degradate della città, sostenere i deboli, confortare gli oppressi.
Se trasferite questo prete viterbese a Buenos Aires e lo chiamate Mario Bergoglio, capirete perché il nuovo Papa è già così tanto amato
da tutti.
Secondiano Zeroli
Lettera aperta a Papa Francesco
Ami tutti, indistintamente tutti, veramente tutti. Regali serenità e speranza, e questo è un dono prezioso che solo pochi Eletti possiedono.
Sei fra i pochi. I tuoi modi ed il tuo fare mi sono arrivati dritti al cuore!!
La tua spontaneità è disarmante ed edificante allo stesso tempo. Disarmante, perché ci hai sorpreso con il tuo profondo cambiamento,
lontanissimo da costumi ormai consolidati ed ai quali eravamo, forse, abituati. Edificante, perché il tuo esempio è tutto da seguire!
I tuoi sorrisi, i tuoi toccanti abbracci ai bambini, ai disabili, commuovono nel profondo e il riproporre questo messaggio evangelico potrà
essere l’unico modo per poter sperare in un futuro dell’umanità.
Papa Francesco, averti visto stringere fra le braccia quel bambino disabile fra la folla di Piazza San Pietro, ed aver colto la felicità sbocciata
da quel sorriso più vero e più puro del mondo, è stato, per me, uno dei tuoi primi grandi miracoli. Mi sono sciolto in un pianto irrefrenabile
pensando che quel bambino poteva essere il mio Federico ed ho capito che il Signore ha scelto te per salvarci. Tu ci riuscirai! Tu avrai
tanta forza per cacciare tutti i demoni dall’uomo e dalla Chiesa, perché è il momento, è l’ultimo momento!
Una pecorella del tuo gregge
Campo de’ fiori
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Riccardo Muti dirige Antonio Poli
ne “I due Figaro”
Presentato il nuovo CD, venerdì 5 Aprile
E’
quasi un CD di inediti di circa
due secoli fa! La partitura de
“I due Figaro” di Saverio Mercadante (1795-1870) è stata
scoperta, in una biblioteca di
Madrid, dallo studioso torinese Paolo Cascio
e, due anni orsono, portata sulle scene (Salisburgo, Ravenna, Madrid) dal M° Riccardo
Muti, che ha diretto l’Orchestra Giovanile
Luigi Cherubini e un manipolo di ottimi cantanti tra i quali – nel ruolo del Conte (praticamente quello principale) – il “nostro”
Antonio Poli.
Volendo semplificare, ”I due Figaro” è la
prosecuzione delle “Nozze di Figaro” mozartiane e del “Barbiere di Siviglia” di Rossini;
è la prima volta che l’opera viene registrata e pubblicata.
La valenza culturale dell’operazione è evidente e, anche solo da semplici viterbesi, fa
estremamente piacere che il ruolo tenorile
sia stato affidato ad Antonio Poli, 27 anni
da poco compiuti, ma già con un’esperienza
ed un curriculum che lo collocano tra i migliori tenori del mondo.
L’opera è contenuta in un bel cofanetto con
3 CD (ed. Ducale) ed un ricco libretto.
Il prossimo evento importante del tenore
Antonio Poli sarà il suo debutto, nel ruolo di
Fenton e sotto la direzione di Mark Elder, al
Festival di Glyndebourne, come anche con
“La Scala in tour”, in Giappone.
Sarà ospite alla Staatsoper di Berlino e a
Madrid come Nemorino (Elisir d’amore), a
Chicago come Cassio (Otello) e canterà
nello Stabat Mater di Rossini al Festival
Schlesswig Holstein.
Canterà, inoltre, nel Gala in occasione del
bicentenario Verdiano a Parma e Piacenza,
con l’Orchestra Arturo Toscanini; sarà ospite
in occasione del premio “Giuseppe Di Stefano”.
Nel 2014 tornerà al Covent Garden di Londra e a Chicago per una nuova produzione
di Don Giovanni (diretto da Nicola Luisotti);
a Londra debutterà anche in un Recital Lideristico alla Wigmor Hall.
Sempre nello stesso anno debutterà, nel
ruolo di Tamino, nel Flauto Magico di W.A.
Mozart al Teatro Petruzzelli di Bari.
Nel 2015 debutterà, nel ruolo di Fenton, alla
Staatsoper di Monaco e canterà il ruolo di
Ismaele, in Nabucco, e Macduff, in Macbeth, nuovamente sotto la direzione del M°
Riccardo
Muti.
Nel 2013 ha debuttato come Fenton, nel
Falstaff, al Teatro “Alla Scala”, e come Nemorino alla Stattsoper di Berlino come
anche all’Opera di Graz.
Nel 2012 ha debuttato – nel ruolo di Alfredo, nella Traviata – alla Fenice di Venezia,
il Conte – ne “I Due Figaro” di Mercadante,
diretto da Riccardo Muti – al Teatro Real di
Madrid e Cassio, nell’Otello, alla Royal
Opera House Covent Garden, diretto da Antonio
Pappano.
Nel 2011 è stato Macduff in una nuova produzione di Macbeth all’Opera di Roma, diretto da Riccardo Muti, è stato Don Ottavio
al Teatro la Fenice di Venezia ed è stato
ascoltato al Fetival di Salisburgo nel Mac-
beth, diretto da Riccardo Muti, come nel
Rossignol di Strawinsky e Iolanta di Tchaikovsky, diretto da Ivor Bolton.
Nel Festival di Pentecoste a Salisburgo e al
Ravenna Festival, ha debuttato nel ruolo del
Conte in una nuova produzione de’ I due Figaro’ di Mercadante diretto da Riccardo
Muti e a Roma ha debuttato nel ruolo di
Ismaele in una una nuova produzione di Nabucco, sempre sotto la direzione di Riccardo
Muti, in occasione dei 150 anni dell’Unità
d’Italia (Rai 3).
Tra il 2010/11 ha cantato nel concerto di
Capodanno al Teatro la Fenice di Venezia,
diretto da Daniel Harding, in eurovisione
(Rai 1).
Nato a Viterbo, il giovane tenore Antonio
Poli, ha vinto il Primo Premio ed il Premio
del pubblico al concorso Hans Gabor Belvedere di Vienna, dopo il quale è stato acclamato anche in altri Concorsi Internazionali,
come il Concorso “Operalia” sotto la direzione artistica del Maestro Placido Domingo,
il quale lo ha premiato personalmente e con
il quale ha avuto l’onore di esibirsi in vari
concerti.
E per chiudere, serve ricordare che Antonio,
nel 1998, ha vinto il Mini Festival di Viterbo
– di cui, attualmente, è Presidente di Giuria
– e che è da lì che è iniziato il suo “volo”?!
p. Ass. OMNIARTS Paolo Moricoli
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Campo de’ fiori
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Ventiduesimo anno “ATTUALITA’ ’’, movimento Salvemini
Presentazione delle cartelle di grafica di Pietro Sarandrea
Il giorno 24 marzo è stato festeggiato il ventiduesimo anno dell’ “ATTUALITA’ ’’ diretto dal prof. Cosmo
Sallustio Salvemini, nella sala conferenze di Wine Bar nel centro di Roma, organizzato e presentato dalla
Dott.ssa Liana Botticelli. Sono intervenute alla manifestazione varie persone del mondo dell’arte e dello
spettacolo, tra cui il noto giornalista Angelo Blasetti, che ha declamato con grande professionalità delle
poesie di Trilussa.
In questa occasione sono state presentate alcune cartelle di opere grafiche del maestro Pietro Sarandrea
(nella foto con il prof. Salvemini), che hanno riscontrato un grande successo.
L’ artista ha commentato le proprie opere sia fotolitografiche che serigrafiche. Le cartelle presentate
sono tutte numerate e firmate, indirizzate così ad un collezionismo alla portata di tutti. Ultimamente
Pietro Sarandrea si sta evolvendo con opere in tecnica mista che espone sempre in occasioni importanti.
Dott. ssa Paola Lamonica
PAPA FRANCESCO ELOGIA L’ASSOCIAZIONE
DI TARQUINIA “SEMI DI PACE”
“Che bello tutto questo!”: le parole di esclamazione appena riportate sono un elogio
all’Associazione Semi di Pace International , ma non un elogio qualsiasi. A manifestare
tale spontaneo apprezzamento, infatti, è stato addirittura Papa Francesco, nel corso di
una cena in cui – a colloquio con il Cardinale Jaime Ortega Alamino, Arcivescovo dell’Avana – è stato reso partecipe delle attività di Semi di Pace, ricevendo una lettera ed
un dono dell’Associazione.
Le parole del Santo Padre costituiscono una gioia per i volontari, protagonisti negli anni
di un servizio di aiuto e fratellanza in particolare con Cuba, ricco di momenti emozionanti e di grande spessore umano, sociale e culturale.
Già nel 2003, infatti, Luca Bondi, presidente dell’Associazione Semi di Pace, aveva avuto l’opportunità di incontrare in Vaticano Papa Giovanni Paolo II, cui poté consegnare una copiosa documentazione sul progetto dell’Associazione a Cuba. Nel febbraio 2008, poi, l’incontro
con il Segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Tarcisio Bertone, a cui i rappresentanti di Semi di Pace illustrarono, ampiamente, tutto il
servizio portato avanti nell’Isola nell’arco degli anni, e, lo scorso anno, l’incontro tra Luca Bondi, Padre Paolo Maiello (Assistente Nazionale
dell’Associazione) e Monsignor Angelo Becciu (Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato Vaticana), al quale fu consegnata
la prima pubblicazione sulla storia di Semi di Pace International.
Ma il momento più straordinario di questa longeva esperienza fu il primo maggio del 2008 – proprio nella ricorrenza dei dieci anni dalla
visita pastorale di Giovanni Paolo II a Cuba – con lo straordinario evento a Tarquinia, nella splendida cornice di Santa Maria in Castello,
del dialogo tra il Cardinale Ortega e l’allora Ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, alla presenza di tutta la Conferenze Episcopale
Cubana. Un rapporto forte, quindi, quello tra Semi di Pace e Cuba, ed un rapporto d’amicizia sincera quello stretto con il Cardinale
Ortega, creatosi e cresciuto dopo lo storico viaggio cubano di Papa Giovanni Paolo II.
Il Cardinale ha, negli anni, guidato, sostenuto ed incoraggiato l’impegno di Semi di Pace nell’Isola, in particolare rivolto a bambini, ragazze madri, anziani e malati. Così, alla vigilia del Conclave cui Ortega ha partecipato come Cardinale elettore, c’è stato un incontro con
Luca Bondi; incontro replicatosi, poi, dopo l’elezione del Pontefice, lo scorso 19 marzo. Sino alla chiamata di martedì scorso, in cui l’Arcivescovo dell’Avana informava i volontari della gioiosa reazione del Papa, venuto a conoscenza della storia e delle attività di Semi di
Pace. Un’emozione incredibile per i volontari, che si erano già sentiti fortemente vicini a Papa Francesco quando, nella Messa d’inizio
Pontificato in piazza San Pietro, aveva citato la pagina evangelica del capitolo 25 di San Matteo, le opere di misericordia, come luminoso
orientamento di vita cristiana: lo stesso brano che Semi di Pace ha da tempo scelto come base ideale della propria realtà associativa.
IL TEMPO COME IMPRONTA, COLLETTIVA DI PITTURA AL QUARTIERE
MEDIEVALE SAN PELLEGRINO DI VITERBO
Si è conclusa il 14 aprile la mostra collettiva a tema curata da Fiorenzo Mascagna
nel quartiere San Pellegrino. L’evento artistico, promosso da Itinerart-Cultura, dal
titolo Il Tempo come impronta – Traccia come sinonimo di permanenza, è stato
inaugurato alla presenza del sindaco Giulio Marini. Ad esporre diciotto artisti provenienti da tutt’Italia (Grazia Addante, Nicole Auè, Lauretta Barcaroli, Germana
Bartoli, Bruno Belloni, Antonella Botticelli, Arturo Busi, Elena Bussotti, Claudio Cavalieri, Michele Di Tonno, Fabio Guiducci, Mario Jerone, Laura Mazzuoli, Luna Miscuglio, Ivano Petrucci, Piero Racchi, Charaka Simoncelli, Lorenzo Vecchi). Tra i
presenti all’inaugurazione anche la presidente della Pro Loco Viterbo Irene Temperini (www.itinerart-cultura.it).
Cristina Pallotta - Addetta stampa
IL COMUNE DI CIVITA CASTELLANA CONCEDE L’ AREA PER NUOVI ALLOGGI POPOLARI
L’ amministrazione comunale di Civita Castellana ha assegnato all’ Ater (Azienda Territoriale per l’ Ediliza Residenziale) di Viterbo il diritto
di superficie dell’area necessaria per la realizzazione di un intervento per la costruzione di n. 16 alloggi di edilizia pubblica sovvenzionata per le categorie speciali (anziani). La decisione della Giunta Comunale è stata presa a seguito della richiesta fatta dall’
Ater e l’ area concessa in uso gratuito è di mq 3.870 circa, situata nell’ ambito del comprensorio urbanistico C1, in loc. San Giovanni,
proveniente dalla cessione gratuita delle aree di circa mq. 9.052 occorse per la realizzazione delle opere pubbliche di urbanizzazione
primaria e secondaria nel piano di lottizzazione del Consorzio tra i proprietari del Comparto C1, come previsto dalla relativa convenzione.
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ANCORA INTERVENTI CONTRO I COMPORTAMENTI INCIVILI
Con un’ azione congiunta tra i comuni di Civita Castellana e di Gallese è stata effettuata un’
operazione lungo la S.P. Gallesana, al confine tra i due comuni, dove in una piazzola
spesso si verificano abbandono di rifiuti.
Gli assessori all’ ambiente di Civita Castellana, Innocenzi, e di Gallese, Mancini, unitamente
ai vigili urbani dei due Comuni ed al personale della Sate, dopo un’ attenta verifica sul contenuto dei sacchetti abbandonati si è riusciti ad individuare alcune persone che ora verranno
sanzionate con 600,00 euro di multa.
“Per l’ ennesima volta – ha detto il vice sindaco e assessore all’ ambiente del comune di
Civita Castellana, Antonio Innocenzi - per le colpe di una minoranza incivile di persone siamo
stati costretti a sottrarre il personale dal loro compito per interventi che come costo ricadono
su tutta la collettività. Non è più tollerabile che la società civile debba sopportare questi comportamenti.Invito ancora una volta tutti i cittadini a continuare, anche in forma anonima, a
segnalare qualsiasi gesto di abbandono che comporta il degrado del nostro amato territorio.
Questi comportamenti rendono inutile gli sforzi che sta facendo il nostro comune per rendere la nostra città all’ altezza dei suo ruolo in
campo culturale, artistico e ambientale”.
FABRICA DI ROMA, SUCCESSO PER LE DUE GIORNATE DI BONIFICA
DELLE DISCARICHE ABUSIVE
Molto successo è stato riscosso dalle due giornate dedicate alla bonifica delle discariche
abusive e alla raccolta di materiali ingombranti organizzate dal Comune di Fabrica di
Roma, che si sono svolte venerdì 8 e venerdì 29 Marzo. Nell’arco delle due mattinate, personale e mezzi comunali sono stati messi a disposizione dei cittadini che avevano necessità di smaltire rifiuti ingombranti. L’area antistante il centro commerciale
della fraz. di Faleri e il parcheggio in loc. Le Vallette sono stati scelti come punti di raccolta, dove in molti si sono recati per lasciare i propri materiali ingombranti. Intanto, in
tutto il territorio comunale, del personale si è occupato della raccolta di materiale abbandonato. L’intervento di pulizia sul territorio ha messo in evidenza che, grazie alla costante attenzione dimostrata nei confronti del territorio dall’ amministrazione comunale, l’ ambiente è molto più pulito rispetto ai primi
mesi dell’insediamento dell’amministrazione Scarnati. Particolare sensibilità è stata dimostrata dal sindaco Mario Scarnati che ha messo
a disposizione mezzi e personale del comune per questa iniziativa, e dal consigliere delegato all’agricoltura Sigismondo Sciarrini che ha
seguito direttamente le operazioni di pulizia. Inoltre un sentito ringraziamento va alla Polizia Locale, alla Protezione Civile, alla Cooperativa
Tricolore e a tutti i volontari che hanno partecipato attivamente. Un paese pulito è più bello!
Si ricorda inoltre che, in loc. Quartaccio è presente “L’isola ecologica comunale” aperta dal lunedì al sabato dalle ore
9:00 alle ore 12:00 e il giovedì dalle ore 14:00 alle ore 17:00.
Successo per la presentazione del libro “Veterane. Storie di donne e di fabbrica”.
Grande partecipazione di pubblico alla presentazione del libro Veterane.
Storie di donne e di fabbrica di Flavia Tronti e Laura Guglielmo. La
raccolta di interviste ad alcune ex ceramiste di Civita Castellana, disponibile
solo presso la libreria “La Libroteca”, è stata patrocinata dal Comune di
Civita Castellana e realizzata grazie al contributo di Ceramica Flaminia,
Centro Ceramica Civita Castellana, Saturnia, Kerasan, Gemica,
Stand & Stand e al supporto tecnico della Cooperativa Sociale Passaggi
e di SOI Comunicazione.
L’evento che si è tenuto sabato, presso Spazio Catalano, ha visto la presenza come relatori, oltre che delle autrici, del prof. Giancarlo Monina docente di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Storiche
dell’Università degli Studi di Roma Tre, il dott. Augusto Ciarrocchi, presidente del Centro Ceramica Civita Castellana. Anche il sindaco, Gianluca Angelelli, è intervenuto per ribadire l’importanza della tutela della memoria
collettiva e della storia orale del territorio. Centrali le testimonianze delle operaie presenti.
“La fabbrica è un ambiente duro dove abbiamo faticato e lottato per ottenere più diritti. Però ci manca e abbiamo dei bei ricordi di quegli
anni perché la fabbrica in fondo era anche la nostra famiglia” ha raccontato un’ex ceramista. “Per noi questo libro è stata un’esperienza
bellissima “ ha esclamato un’altra donna intervistata nel libro. Grande soddisfazione per le autrici che hanno tenuto a ringraziare tutti
coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto:«Ascoltando le storie riportate nel libro, noi per prime ci siamo emozionate
e appassionate – hanno spiegato Tronti e Guglielmo – I loro racconti di
vita ci hanno insegnato che le donne comuni, nel loro essere mogli, madri
e lavoratrici possono rappresentare modelli di riferimento ben più sinceri e
autentici di quelli proposti dalla società. Ringraziamo le operaie che con
coraggio hanno scelto di esporsi, condividendo la loro storia».
«Qui c’è la storia delle nostre madri ed è essenziale iniziare a raccontarci
- ha dichiarato il sindaco Angelelli - Oggi sono predominanti la paura e la
sofferenza per l’attuale condizione del mondo del lavoro. Ci colpisce tutti e
in particolar modo colpisce la nostra generazione che non riesce ad avere
la stabilità per progettare un futuro. Dobbiamo ricostruire un senso di comunità per far fronte a questa crisi e il libro, con le sue storie, è fondamentale in tal senso».
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Campo de’ fiori
LE PROPOSTE EDITORIALI DELLE COLLANE DI CAMPO DE’ FIORI
IDENTITA’ E VALORE
IL SECONDO TASSELLO DELLA TRILOGIA DEL
PROF. MARSICOLA
Perché si nientifica? Perché si sminuisce? Perché si tende sempre a sottovalutare
quello che l’altro pensa, dice o fa? Perché vogliamo apparire più intelligenti, più ricchi,
più importanti ed influenti degli altri? Prima risposta: “perché nonostante gli sforzi che
ciascuno fa, non approda che difficilmente a un’idea dell’intero”. Stabilire le motivazioni
di questi comportamenti che, peraltro, sono assai diffusi, almeno nel nostro Paese, è
certamente propedeutico al discorso che ho voluto affrontare e svolgere, ma è anche
decisivo per aiutare tutti e ciascuno a fare il punto della situazione. La prima cosa che
mi viene da rispondere a tutte le domande che sopra ho posto è la seguente: si vuole
apparire quel che non si è perché si teme comunque di essere inadeguati....
SOLO 1 
Un dialogo filosofico-politico sulla crisi, che può anche essere
rappresentato a teatro (commedia in atto unico).
Il primo di una serie di discorsi volti a dare un nuovo impulso al
dibattito culturale nel nostro Paese, giusto viatico per una ripresa in ogni
campo e settore produttivo.Utile per chi avesse a cuore un reale
rinnovamento della Politica e delle Istituzioni.
OMAGGIO
Il bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo
è un libro unico nel suo genere.
Un manuale guida per cercare di arginare questo male dilagante!
E’ possibile averne una copia acquistandolo nelle librerie della zona, nelle edicole o presso la nostra redazione. Potete anche ordinarlo versando l’importo di
 10.00,
sul c/c postale n. 42315580, intestato ad Associazione Accademia Internazionale d’Italia. E’ un’occasione da non perdere, soprattutto per gli insegnanti, che
possono inserirlo nel P.O.F. d’Istituto e nella programmazione educativa annuale del docente, ma anche per i genitori e per tutti gli educatori sociali.
L’apparenza, a volte, è la maschera perfetta di una realtà ben diversa. L’incontro con un giovane che racconta
di essere quello che non è, stravolgerà, almeno temporaneamente, la vita di una famiglia perbene, che si offre
di accoglierlo ed ospitarlo. La fine di un vecchio amore da parte del protagonista, per la nascita di uno nuovo e
non ricambiato, spezzerà il cuore della giovane che lo aspettava da tempo e spaventerà l’ingenua fanciulla, che
diventa l’oggetto di un suo desiderio morboso. La descrizione accurata e particolareggiata che l’autore fa della
storia, rende la narrazione coinvolgente ed intrigante. Sembra di essere lì presenti, e, quasi come spettatori di
una rappresentazione teatrale, i lettori possono immaginare i personaggi muoversi su di un palcoscenico ben
allestito. Una storia ambientata in un tempo neanche troppo lontano, che ci ricorda i racconti dei nostri nonni
Ermelinda Benedetti
di campagna.
NOTA DELL’EDITORE
In questo romanzo Augusto Stefanucci narra il sentimento morboso e mortale di un personaggio fantastico
della sua Fabrica di altri tempi. La scrittura bella e diretta tratta la forza dell’egoismo di un amore ossessionato,
che fa ineluttabilmente scivolare nella disperazione e nel dramma il protagonista. Qui c’è tormento, ambiguità
e violenza, ma soprattutto amor fatale!
Sandro Anselmi
Campo de’ fiori
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Roma com’era
Campo de’ fiori
Roma. Primi del ‘900 - Porto di Ripetta sul Tevere.
Costruito da Alessandro Specchi nel 1705, preannuncia scenari urbanistici aperti che troveranno
la loro apoteosi vent’anni dopo, nelle gradinate di Piazza di Spagna.
Un andirivieni continuo di barcaioli e schiavoni ne affollava quotidianamente le rampe, poi demolite
per costruire gli argini del fiume. Più tardi, anche la quinta di case di Via Ripetta, accanto alla chiesa di
San Rocco, fu distrutta per lasciar posto a Piazza Augusto Imperatore.
Ora, del porto ve n’è una brutta copia di fronte al Ministero della Marina, che non rende affatto giustizia
allo stupendo esempio di urbanistica barocca che fu.
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Oroscopo di Aprile
ARIETE (21 Marzo - 20
Aprile) Enormi potenzialità
creative porteranno cambiamenti in ambito professionale. I colpi di fulmine vi
regaleranno momenti di
grande passione. Vi sarà un forte incremento
sia della vita sociale che delle vostre attività
intellettuali. E’ arrivato il momento per portare
a termine un buon affare. Fortuna ed eventi
inaspettati nelle comunicazioni.
TORO (21 Aprile - 20 Maggio) E’ venuto il momento di
aprirsi al romanticismo.
Amori e passioni in assoluta
segretezza. Possibili ritorni di
fiamma. Si profilano guadagni e spese inaspettate, anche per il proprio
“look” che tende a modificarsi drasticamente.
Momento propizio per le collaborazioni e le
grandi idee. Momento di grande energia propulsiva, siete in grado di affrontare qualunque
tipo di sfida.
GEMELLI (21 Maggio - 21
Giugno) Vita sentimentale in
improvviso fermento. Incontri inaspettati ed atmosfere
bonariamente trasgressive.
Momento di grande fervore
per i più creativi. Nuove opportunità professionali si presentano una dietro l’altra. E’ il
momento buono per far partire un nuovo
piano di battaglia. Potrebbe improvvisamente
arrivare il colpo di genio per dare una svolta
alla vostra vita.
CANCRO (22 Giugno - 22
Luglio) Vita affettiva in metamorfosi continua: passioni,
colpi di fulmine e rotture improvvise. Siete al centro di
una tempesta amorosa. Svincolatevi dai condizionamenti familiari. Una storia sentimentale viene tenuta segreta. Momento di rottura
rispetto ai vecchi schemi. Sono particolarmente favoriti i progetti professionali da svolgersi in “equipe”. Scegliete i vostri soci sulla
base delle affinità elettive.
Campo de’ fiori
LEONE (23 Luglio - 23 Agosto) Esplosione di energie:
fidanzamenti, colpi di fulmine, eventi inaspettati,
azioni originali fuori dell’ordinario. Rompete con la
consuetudine ed introducete nuovi elementi.
Liberatevi dalle vostre inibizioni. Momento decisivo per la vita professionale. Se saprete
rompere con un passato che non vi appartiene c’è un futuro che vi aspetta.
VERGINE (24 Agosto - 23
Settembre) Eros e situazioni
per voi atipiche in forte crescita. Siete più costruttivi e
determinati ma state attenti
a quello che dite e a non
prender lucciole per lanterne.Iperfrenetici ma
determinati. Convogliate ogni vostra energia
verso tutto ciò che vi sta veramente a cuore.
Possibilità di successo. Basterà crederci senza
esitazioni.
BILANCIA (24 Settembre
- 23 Ottobre) Periodo sentimentalmente favorevole
grazie a svolte e cambiamenti improvvisi. Liberatevi
dei rami secchi. Sentimenti
in effervescenza accompagnati da gelosie e
nervosismo. Nuove occasioni professionali in
vista. Siete incredibilmente infastiditi da tutto
quello che potrebbe costituire un limite alla
vostra libertà d’azione.. Prima di fare e/o di
parlare mettetevi in sincronia con voi stessi.
SCORPIONE (24 Ottobre
- 22 Novembre) Sentimenti e passioni nascono
e sorgono all’interno del
vostro posto di lavoro.
Possesso, gelosia ed Eros
…. tutti alle stelle. La vostra gelosia e così il vostro orgoglio tendono
ad andar fuori controllo. Tutto ciò crea forti
tensioni col partner. Sentite sempre più forte
l’esigenza di rinnovarvi partendo dai propri
centri vitali. Momento ideale per l’inizio di una
dieta. Sani e belli. Fidatevi del vostro intuito.
by Cosmo
SAGITTARIO (23 Novembre - 21 Dicembre) Scalpitanti ed impazienti per
quanto riguarda il lavoro.
Cercate di tenere a freno le
vostre ansie professionali.
Convogliate ogni vostra energia verso tutto
ciò che vi sta veramente a cuore. Siete troppo
pigri per potervi darvi da fare e portare a termine qualcosa di impegnativo. Comunque fortunate le attività professionali più creative.
CAPRICORNO (22 Dicembre - 20 Gennaio) Grandi
cambiamenti per la vostra
vita affettiva. Desiderio di novità e voglia di libertà da un
eventuale predominio del
partner. Colpi di fulmine o rotture improvvise.
Gelosie e discordie con la famiglia d’origine.
Se volete vincere dovrete andar incontro ad
un “reset” generale. Spazzate i vecchi schemi.
Fortunati investimenti finanziari.
ACQUARIO (21 Gennaio 18/19 Febbraio) Fase di
svolta In questo periodo avvertite sempre più forte il desiderio di muovervi, di trovare
nuove esperienze e così
nuove attività. L’amore si sviluppa in maniera
divertente, rapida e mentale . Complicità. Incontri e colpi di fulmine durante un incontro
culturale o una gita. Fortuna nelle comunicazioni. Avanzamenti professionali. Spese inaspettate ma importanti in vista.
PESCI (19/20 Febbraio 20 Marzo) Favorite le collaborazioni. E’ possibile che
vi venga chiesto un trasferimento in una località diversa da quella consueta.
Trasloco. E’ il momento buono per portare a
termine una trattativa. Spese inaspettate per
l’automobile o il vestiario. Favoriti gli addetti
alle relazioni esterne e al marketing aziendale.
Parlate di meno quando vi trovate in famiglia.
Nuova fase professionale sia per spirito costruttivo che per creatività.
Campo de’ fiori
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LA REDAZIONE DI CAMPO DE FIORI SI ASSOCIA A TUTTI GLI AUGURI!!!
Tantissimi
auguri di buon
compleanno ad
Adino Quattrini
che il 31 marzo
ha compiuto 90
anni, dalla moglie
Elena, dai figli, i
generi, la nuora,
i nipoti, i pronipoti e tutti i
parenti…
Arrivederci
ai 100!
Tanti auguri a
Luisa che ha
festeggiato
allegramente i
suoi 30 anni!!
Gallina vecchia
fa buon
brodo!!! Auguri
da tutti noi!!
Tantissimi
auguri ai
fratelli Nico e
Guido che il
18 Aprile
compiono gli
anni. Con
affetto da
mamma, papà ed Alessia.
Tanti auguri ad
Antonietta che il
19 Maggio compirà gli anni, dai
figli Daniel,
David e Camilla,
le nuore Tania e
Majuri, ed i nipotini Rebecca, Leonardo e Nazzareno.
Per la gioia di
mamma Rita e papà
Daniele è arrivata
Breatrice Catalina…
tanti auguri da zio
Sergio e da tutto il
centro anziani del
centro storico di
Civita Castellana.
Tantissimi auguri e
tanti baci a Flora
Iaffei per il suo
compleanno, dalle
figlie, i generi e i
nipoti Vanessa,
Cecilia e Federico.
Tantissimi auguri a Rebecca Bianchi che il 15 Aprile compie
gli anni, da mamma Emanuela, papà Milvio e la piccola Lucia.
Ti auguriamo un sereno e felice compleanno!
TANTISSIMI
AUGURI alla
nostra dolcissima BENEDETTA
per il suo 1°
COMPLEANNO
da mamma Laura,
papà Andrea e i
nonni Anna,
Fausto, Mirella e
Gianfranco!
Tantissimi
auguri a
Cristian che il
27 Aprile
compie 26
anni, dalla
mamma, dal
papà, dal suo
amore
Flavia, dalla
nonna, dai suoceri e dai cognati e
dal nipote Alessandro.
Tanti
auguri di
buon
compleanno
a Marco e
Valeria che
hanno festeggiato il
loro 18°
compleanno, che vi porti tante
sorprese e felicità! Da parenti e
amici.
Ciao,
sono Nicolò
Tamburini.
Il 21 Aprile
ricevo il
battesimo,
ringrazio
tutti quelli
che si stringeranno a me con un grande bacio.
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Campo de’ fiori
AGENDA
Tutti gli appuntamenti più importanti
Campo de’ fiori
AGENDA
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Tutti gli appuntamenti più importanti
Caprarola 24 - 26 Maggio: XVII mostra
mercato dei prodotti agricoli ed artigianali
La XVII° mostra mercato dei prodotti agricoli ed artigianali di Caprarola, è intitolata alla
memoria di uno dei suoi giovani fondatori, Patrizio Bruziches. La fiera agricola artigianale
è un’ occasione indispensabile non solo per il contatto diretto degli agricoltori della nostra
zona con le ultime innovazioni in campo delle macchine agricole, ma anche per comprendere e diffondere la cultura del territorio e delle sue tradizioni attraverso la presentazione di attività artigianali. Caprarola oltre ad essere una delle perle artistiche
architettoniche più famose dei monti Cimini per la presenza del palazzo Farnese, è uno
dei principali centri di produzione e trasformazione della nocciola. La mostra mercato
che si volge presso la località “La Paradisa” si propone di coinvolgere il maggior numero
di persone alla riscoperta delle realtà locali. La manifestazione, che quest’anno si svolgerà
dal 24 al 26 Maggio, il programma prevede speciali eventi e attrazioni, come il raduno
delle “500” d’epoca, l’ormai famoso concorso canoro per bambini “Nocciolina
d’Oro” e il musical curato ed allestito dal laboratorio teatrale dell’Istituto Ipseoa
“A. Farnese”. Anche per quanto riguarda gli eventi gastronomici il calendario è pieno
di appuntamenti golosi: il venerdì sera ci saranno i ragazzi della “Proloco Giovani” che
durante lo spettacolo del gruppo “Tre Quattro” gestiranno un dopocena a base di pizze
fritte e porchetta, il tutto innaffiato da birre artigianali; il sabato ci sarà il festival
della pizza con menù curato dalla “Casa del Pane” di Caprarola; la domenica a pranzo
gli amici delle 500, ma non solo, si incontreranno a Palafiera per gustare un menù studiato dai ristoranti “Re Scorpione” e “Antica Trattoria del Borgo”. La domenica sera infine,
i ristoratori locali faranno gara nel proporre i loro piatti migliori realizzati con i prodotti tipici della zona. Per tutti gli eventi è consigliabile
prenotare. Tutti i dettagli della manifestazione sono consultabili sul programma stampato sulle locandine affisse negli esercizi commerciali,
sul sito del Comune di Caprarola, sulla pagina Facebook dell’Associazione La Paradisa.
RIAPRE L’ABBAZIA DI SANTA MARIA IN FALERI A FABRICA DI ROMA
FABRICA DI ROMA – Riprendono le aperture dell’ abbazia di Santa Maria in Falleri, gioiello di architettura cistercense situata nel cuore dell’ Ager Faliscus, che sarà
visitabile a partire dal 23 Marzo 2013, tutti i sabato e domenica dalle ore 9:00 alle
ore 13:00, e nei giorni festivi con lo stesso orario.
Il monumento, è protetto dalle possenti mura dell’ antica città di Falerii Novi, fondata
dai romani intorno al 241 a. C., a seguito della sottomissione di Falerii Veteres (odierna
Civita Castellana), centro principale della popolazione falisca.
Orario di apertura (23 Marzo – Novembre 2013)
Sabato – Domenica Ore 9:00 - 13:00
Per info e aperture infrasettimanali contattare: Ufficio Cultura del Comune di Fabrica
di Roma. TEL.0761569001 – [email protected]
SUONA FRANCESE VI edizione. 2 aprile – 6 luglio 2013
Un festival tutto francese in territorio italiano e improntato alla qualità, orientato a sostenere i nuovi
talenti emergenti d’Oltralpe, nella proposta di repertori contemporanei e progetti che vedono sullo
stesso palco musicisti francesi e italiani. Per meglio dire il più grande Festival di musica francese mai
realizzato in Italia. E’ Suona francese, una rassegna di tutti i generi musicali che approderà in quaranta città della nostra penisola per il sesto anno consecutivo, da aprile a luglio 2013. Organizzato
e promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia e dall’Institut français Italia, con il sostegno dell’Institut
français, della Fondazione Nuovi Mecenati, della Sacem e del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca
- Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, e con Edison in qualità di main partner, l’evento si
pone come ponte culturale tra Francia e Italia e, in virtù della relazione bilaterale centenaria tra i due Paesi, Suona francese propone
anche quest’anno un programma originale e di qualità che si dipana all’interno di spazi suggestivi e diversificati, in collaborazione con
alcuni delle più prestigiose e storiche rassegne musicali italiane. Il via alla intensa programmazione, che quest’anno prevede oltre 130
concerti, sarà dato a Torino il 2 aprile dalle Brigitte, rivelazione indie pop del 2012, e terminerà la prima settimana di luglio a Firenze con
il Festival au désert / presenze d’Africa, in cui suoneranno, tra gli altri, il polistrumentista Aziz Sahmaoui, il cantautore “world” Piers Faccini
e il balafonista Lansiné Kouyaté. Al centro di questo percorso si incroceranno i linguaggi elettronici di giovani artisti come Zombie Zombie
e Woodkid, la musica di ricerca di Olivier Latry, Shanti di JC Eloy e Le noir de l’Etoile, il jazz sperimentale dei Papanosh, il pop/rock
alternativo dei Watcha Clan e l’originale tributo a Léo Ferré nell’incontro tra i Tête de Bois e noti cantautori francesi ed italiani, un evento
realizzato in collaborazione con l’Auditorium Parco della Musica - Fondazione Musica per Roma. Il 21 giugno Suona Francese si tingerà di
green grazie a Edison, che renderà ecosostenibile il concerto dedicato alla Festa della Musica. In Piazza Farnese su un palco alimentato
da energia rinnovabile si alterneranno il gruppo francese di “world music” La Rue Ketanou, una band italiana emersa dal contest Edison Change the Music e un grande ospite “a sorpresa” tutto da scoprire.
Sito ufficiale: http://www.institutfrancais-italia.com/
Social Media: https://www.facebook.com/Suona.francese
twitter.com/suonafrancese #suonafrancese
Civita Castellana. Scuola elementare Achille Grandi (ora Don Bosco). Anno 1965/66, classe V elementare. In alto da sx: Mario Parretti, Sergio Tontoni,
Pietro Nelli, Gianfranco Di Giovanni, Sandro Verticchio, Marco Basili, Franco Morselli, Sandro Andreucci, Adolfo Panta , il Maestro Fausto Silei.
In basso da sx: Moreno Lanzi, Massimo Basili, Piero Alessandrini, Giuseppe (Pino) Rossetti, Mauro Corini, Antonio (Tonino) Matteucci, Fernando Meraglia,
Carlo Frate, Antonio Costantini.
Campo de’ fiori
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Campo de’ fiori
Album de
Campo de’ fiori
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dei ricordi
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6
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Civita Castellana. Anno 1952. Giostre in occasione delle feste patronali di San Marciano. Ad ogni centro, il tirassegno scattava
una foto al tiratore. 1. Renato Talia, 2. Rocco Precetti (Bacocco), 3. Gino Gioli, 4. Armando Petroni (Sgummella),
5. Franco Massaccesi, 6. Lanfranco Patrizi, 7. Gildo Cecchini. Foto del Sig. Gildo Cecchini.
Campo de’ fiori
Riproponiamo, per la terza volta consecutiva, la foto della classe III media della scuola di Via Ferretti di Civita Castellana,
del 1963, di cui un anonimo lettore ha voluto integrarne ulteriormente i nomi dei presenti sulla foto.
In piedi da sx: ... Di Donato, Guido Mancini, Pietro Lanzi, Orlando Sacchetti, Paolo Nelli, ... Marini, Ermanno Tronti,
Sandro Patrizi, Enrico Giannini, .... Cencelli, Antonio Marcantoni, Massimo Caporicci, Adriano Palmari,
Emiliano Sabatini, ... , Prof. Fabbri, Sabino Profili.
In Basso da sx: Luciano Mengarelli, ... , Ermanno Picchetto, Fabrizio Costanzelli, ... Cupellari, Ermanno Pizzi, Mauro Baldacci,
Fabrizio Ricci, Fabrizio Flori.
Campo de’ fiori
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Album de
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma
Anno 1941.
Famiglia
Pietro Baldassi
con amici.
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma.
4 Ottobre 1975.
Claudio Breccia
ed Antonia Francola
nel giorno del loro
matrimonio,
durante il pranzo
nuziale.
Campo de’ fiori
dei ricordi
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma. Metà anni ‘60. In piedi da sx: Doriana Anselmi, Rosanna Ippoliti, Carla Fossicelli, Carla Giaquinto,
Ivana Alessi, Silvana Berto, Marta Cruciani, Anna Maria Scialanca, Rita Quintiliani.
In basso da sx: Gianni Accarino, Clara Baldassi, Pina Monfeli, Angela Cantagalli, Rosalba Tabacchini, Maria Marignoli,
Marisa Santoro, Fausto Capitoni. Maestra De Angelis.
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma. 1954. Da sx: Luigina Proietti, Peppino Cocchi, Franca Celi, Eraldo Capparucci, Franca Bartolocci,
Clara Capitoni, Medoro Stefanucci.
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Campo de’ fiori
Album de
Campo de’ fiori
Pugilistica maglianese.
Anni ‘60.
In alto da sx:
Stelvio Paiella,
Fabrizio Nunzi,
il direttore sportivo
Palmiro Farina,
Lucio Di Giacomo
ed il dirigente
Ignazio Sghirru.
In basso da sx:
l’ex pugile Scucchia,
il maestro
Fiorello Di Giacomo,
Giovanni Pescetelli,
Alberto Del Vescovo,
Davide Scucchia.
Campo de’ fiori
Vasanello. Anno 1968.
Da sx: Gino Purchiaroni, Elide Porri, Eugenio Purchiaroni, Filippo Pesci, Franca Venturi, ....
Foto della Sig. ra Clarice Purchiaroni.
Foto della Sig.ra Vanda D’Achille.
Corchiano - anni ‘70. Squadra di calcio.
In piedi da sx: Francesco Ceccarelli, Alfio Bernabei, Innocenzo Leoniddi, Franco Sbrodiglia, Ennio Leoniddi, Vitaliano Crescenzi (Lillo), Antonio Ridolfi,
Raffaele De Angelis, Annibale Rosati, Bruno Petrucci (allenatore), Pietro Bigarelli (vice allenatore).
In basso da sx: Alberto Cecchini (massaggiatore), ... , Domenico Creta, Filippo Bernabei, Aldo Bernabei, Pino Cioccolini, Carlo Ridolfi,
Enrico Menicacci, Angelo Marconi.
Campo de’ fiori
dei ricordi
Campo de’ fiori
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LAVORO
CERCO
- CERCO LAVORO PER PULIZIE in casa,
aiuto cuoca, baby sitter, badante di giorno, o
altro simile. Tel. 0761.971834.
- CERCO LAVORO COME MANOVALE, in
cava, o come barista. Automunito. Tel.
388.8035216.
- RAGAZZA 36 ENNE cerca lavoro come babysitter, pulizie ad or. Automunita, italiana. Zona
Fabrica di Roma e dintorni. Arianna
380.2877169.
- CERCO LAVORO COME BADANTE anche
giorno e notte, baby sitter, aiuto ristorante o
pizzzeria, pulizie, presso case di cura. Referenziata. Urgente. Tel. 329.7755636
- SUD AMERICANA laureata, cerca lavoro
come assistenza anziani, infermieristica, baby sitter, anche giorno e notte. Con referenza. Max
serietà. Zona Lazio. Tel. 329.6203754 - [email protected]
- CERCO LAVORO COME BADANTE anche
giorno e notte, per pulizie, aiuto ristorante e pizzeria, baby-sitter, come sarta o in case di cura.
URGENTE. Tel. 329.7755636
- DONNA ITALIANA DI ORIGINE FILIPPINA cerca lavoro come baby-sitter, assistenza
anziani, lavori domestici. Automunita. Zona Civita Castellana e paesi limitrofi. Massima serietà
e con referenze. Tel.330.635744
- SIGNORA ITALIANA 44 ANNI automunita,
cerca lavoro per pulizie, aiuto cuoca etc. Zona
Corchiano, Fabrica di Roma, Civta Castellana.
Daniela 327.5745259.
- SIGNORA ITALIANA CON ESPERIENZA,
cerca lavoro come assistente per anziani, babysitter o stiratrice, anche orari lunghi. Zona Nepi,
Oriolo, Bracciano. Angela 329.8427385.
- UOMO 59ENNE cerca lavoro come giardiniere, ortolano, pittore e piccole riparazioni in
muratura. Tel. 331.8753786.
- SIGNORA 54ENNE cerca lavoro come badante ad ore o intera giornata. Tel.
328.3151913.
- CERCO LAVORO COME BABY-SITTER, pulizie, aiutante pizzeria, donna di compagnia per
anziani e lavori simili. Max serietà. Tel.
388.8078033.
- CERCO LAVORO COME BADANTE anche
lungo orario. Cell. 338.4394101
- LAUREATA, CERCA LAVORO COME babysitter o aiuto compiti (ragazzi delle elementari,
medie e superiori, latino, italiano e filosofia).
Eserienza pregressa. Tel. 327.3667841.
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Tel. 339.7069529.
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Tel. 329.3973464
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domestica nella provincia di Viterbo. Pulisco,
lavo, stiro e cucino. Tel. 338.6227425
- RAGAZZA 25 ANNI cerca lavoro come baby
sitter, assistenza anziani diurna lungo orario.
Aiuto cuoco, cameriera e altro. Max serietà. Tel.
388.9230479 - 0761.518199
- SIGNORA 41ENNE RUMENA cerca lavoro
come baby sitter, pulizie e lavori domestici, assistenza per persone anziane. Con referenze. Patentata e automunita. Tel. 388.8300290
Campo de’ fiori
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ed altro. Automunita. Tel. 388.9314500
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in animazione per bambini, centri estivi con assistenza notturna, cerca lavoro come baby-sitter,
barista, cameriera fine settimana (disponibile
anche la domenica), commessa e altro. Tel.
329.5671830.
- TRENTADUENNE ITALIANA cerca lavoro
come stiratrice, pulizie, baby sitter... Zona Civita
Castellana. Tel. 327.6193755
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di bambini per maneggio di Fabrica di Roma. Michele 329 0494441.
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Roma Nord. Tel. 393.5548562 - 06.90109011.
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anche notte, pulizie e lavori domestici. Con esperienza, automunita e referenziata soprattutto per
persone disabili e anziane. Zona Fabrica di Roma
e dintorni.Tel. 389.1669762.
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domestici di qualsiasi genere, anche di cucina.
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