EARTH
BODY
ART
LILIANE
LIJN
LILIANE LIJN
EARTH BODY ART
a cura di Marinella Caputo
Umbertide
Museo Civico di Santa Croce
13 luglio – 3 novembre 2013
Il Museo civico di Santa Croce è uno dei luoghi più belli e suggestivi di
Umbertide, dove sovente arte, cultura, musica e spiritualità si incontrano
mirabilmente. Sorto sulla piccola chiesa del XIII secolo dedicata ai Santi
Pietro e Paolo utilizzata da oratorio per la confraternita dei Disciplinati di
Santa Maria, il museo di Santa Croce si caratterizza per il fatto che tutte le
opere qui ospitate si trovano sugli altari per cui vennero in origine realizzate.
Tra tutte, spiccano la Deposizione dalla Croce di Luca Signorelli e la
Madonna col Bambino in gloria tra angeli e santi di Niccolò Circignani detto
il Pomarancio che proviene dall’attigua chiesa di San Francesco. L’ex-chiesa
di Santa Croce è inoltre utilizzata per registrazioni discografiche di opere
classiche alle quali hanno partecipato maestri di fama internazionale.
Negli anni il Comune di Umbertide ha voluto organizzare all’interno del
Museo mostre di artisti contemporanei creando straordinarie situazioni
dove i secoli passati ed i tempi attuali si sono fusi in un unicum costruendo
mirabili percorsi artistico – temporali. Ospitare la mostra Earth Body Art di
una artista internazionale del calibro di Liliane Lijn conferma il Museo come
luogo di abbraccio dinamico tra arte classica e contemporanea. Il Museo
grazie alle prestigiose opere oggetto della mostra, preziosi unici realizzati
dalla artista, anche in questo anno apre così le porte ad un evento culturale
unico. L’amministrazione comunale rivolge un particolare ringraziamento
alla artista per la disponibilità dimostrata ed a tutti coloro che hanno reso
possibile la realizzazione di questa mostra.
Stefania Bagnini
Assessore alla cultura del Comune di Umbertide
Lava Necklace
The Civic Museum of Santa Croce is one of the loveliest and most evocative
sites in Umbertide, where art, culture, music and spirituality frequently
meet. Originally a small XIII century church dedicated to Saint Peter and
Saint Paul and used as an oratory by the brotherhood of the Disciplinati di
Santa Maria, the Santa Croce Museum is special in that all of its altar pieces
remain as they were originally conceived. Notable amongst these are, Luca
Signorelli’s The Deposition from the Cross and Niccolò Circignani’s, detto il Pomarancio, The Madonna and Child in Glory with Angels and Saints, which
came from the adjacent church of San Francesco. The ex-church Santa Croce
is also used by internationally renowned musicians for recording sessions
of classical music.
Magma Clasp Belt
The Umbertide Municipality, since some time, has wanted to organise
exhibitions of contemporary art in the Museum, thus creating the unusual
situation in which the past and the present merge resulting in amazing
conjunctions of art and time. The Museum welcomes the opportunity to
embrace both classical and contemporary art in hosting the exhibition,
Earth Body Art, by the internationally recognised artist Liliane Lijn.
Thanks to the prestigious and unique works making up this exhibition,
we open our doors once again this summer to a exceptional cultural event.
The Municipality of Umbertide would especially like to thank the artist for
her cooperation. We also extend our thanks to all those who have made
this exhibition possible.
Stefania Bagnini
Cultural Officer of the Municipality of Umbertide
Lava Cuff
Meteor Cuff
Magma Cuff
Lava Flow Cuff
Liliane Lijn
Earth Body Art
Le creazioni in argento di Liliane Ljin non possono essere classificate come
semplici gioielli, connotandosi piuttosto come installazioni corporee che
alludono alla dimensione geologica, nell’evocazione di rocce, minerali,
fossili, lava. La terra, con la propria energia sommersa che provoca i
processi di trasformazione della natura, è l’elemento ispiratore delle forme
corrugate e mosse, intrise di energia dinamica che divengono collane,
pendagli, bracciali, anelli. L’origine di tali soluzioni viene espressamente
citata nei titoli, Magma Ring, Lava Cuff, Fossil Necklace, costituendo un
riferimento diretto alla forza dirompente dei vulcani o all’azione lenta
della sedimentazione rocciosa. In entrambi i casi si tratta di evoluzioni che
attestano la straordinaria vitalità di un pianeta noto solo nell’epidermide,
ma di cui si avvertono le pulsioni nascoste.
Possiamo rintracciare nella collezione realizzata dall’artista la stessa visione
plastica che caratterizza le sue sculture di grandi dimensioni e non è difficile
immaginare i rings o i cuffs come public works di statura monumentale in
un parco o in qualunque contesto urbano. Il carattere intercambiabile a
livello dimensionale fa pensare del Cellini nel Kunsthistorisches Museum
di Vienna che l’Argan considerava molto adatta a una fontana di piazza.
Quando la Ljin afferma di vedere il mondo in forma di luce e energia,
può applicare tale poetica all’opera di dimensioni ambientali, come
alle preziose micro-sculture della serie Earth Body Art. Il formato non
è cruciale, la dimensione opinabile. La spinta creativa e il percorso
dell’ideazione rimangono invariati. Cambia la realizzazione e l’ambito in cui
l’opera agisce. I monili dialogano con il corpo, come le sculture ambientali
comunicano con lo spazio collettivo. È il rapporto con l’esterno l’essenza
e la forza di tali oggetti che trasmettono e suscitano emozioni e riflessioni.
L’artista, lungo il corso della sua straordinaria carriera, ha sempre mantenuto
intatto un pronunciato gusto esplorativo che l’ha condotta a cimentarsi con
vari ambiti espressivi, con tecniche e tecnologie molto complesse, indagando
anche il campo del design, come attestano le sue creazioni Mountain Koans
per la Rometti di Umbertide. La considerevole versatilità che spazia dal
video alle sculture cinetiche, da installazioni di stampo teatrale a oggetti
di design, è una risorsa straordinaria che sembra incarnare l’utopia delle
avanguardie, cioè espandere la dimensione estetica, unendo l’arte alla vita.
Earth Body Art cita i tre principi fondamentali che gli esseri umani
dovrebbero considerare: la Terra, come sostanza vitale che determina
l’esistenza; il Corpo, come attuazione dinamica della vita e l’Arte come
potenza creativa che collega la mente al corpo. Gli oggetti che impiegano
un metallo proveniente dalla terra, intendono comunicarne l’intensità al
corpo attraverso il risultato di un’operazione artistica. L’energia della terra
da indossare, l’affioramento di un’immensità celata, attraverso il magma e
la lava che scivola sulla pelle, tutto vira verso un rito ancestrale di carattere
magico. I gioielli nelle culture antiche e cosiddette primitive avevano un
potere apotropaico e funzionavano come amuleti. Anche le opere di
Liliane Ljin possono considerarsi talismani contemporanei, in grado
di canalizzare il vigore terrestre per offrirlo a chi vi entrerà in contatto.
In fondo l’artista è in qualche modo sciamano, non solo secondo Beuys!
Marinella Caputo
Giugno 2013
Liliane Lijn
Earth Body Art
Liliane Lijn’s works in silver cannot be classified simply as jewellery. Rather,
they suggest corporeal installations of geological proportions, evoking rocks,
minerals, fossils, lava. The Earth, whose invisible forces cause profound
transformations in nature, is the inspiration for these corrugated and fluid
forms imbued with dynamic energy that become necklaces, pendants, cuffs,
rings. Their origin is evident from their carefully chosen titles; Magma
Ring, Lava Cuff, Fossil Necklace. These titles constitute a direct reference to
the disruptive force of volcanoes or the slow processes of sedimentation.
Both are examples of the extraordinary vitality of our planet, whose hidden
vibrations we feel, although we live on its surface.
In the collection created by the artist, we can detect the same artistic vision
as in her large scale sculptures and it is not difficult to imagine her rings or
cuffs as monumental public works sited in a park or in an urban context.
The interchangeability of scale reminds one of Cellini’s salt shaker in the
Kunsthistorisches Museum of Vienna that Argan thought would make an
excellent fountain. When Lijn writes that she sees the world as Light and
Energy, she does so, both with public works on a environmental scale, as
well as, with the precious micro-sculptures of her Earth Body Art series.
Format is not essential and dimensions debatable. Her creative drive and
conceptual path remain unchanged. What changes are the realisation and
the scope of the work.
Lijn’s jewellery is a dialogue with the body just as her larger environmental
works relate to a larger collective space. The intrinsic power of these objects
resides in their relation to the external world, where they create a response
both emotional and thoughtful. During her extraordinary career, Lijn has
consistently retained her interest in exploration, developing a rich and
varied practice, using highly complex techniques and new technologies, even
venturing into design, as can be seen by the ceramic Mountain Koans edition
Lijn designed for Rometti in Umbertide. Inherent in Lijn’s practice, spanning
light and kinetic sculpture, video, installations that border on theatre and
design objects, is a considerable versatility, an unusual resource, incarnating
the utopia of the avant-garde, which was to expand the aesthetic dimension,
connecting art to life.
In Lijn’s manifesto for Earth Body Art, she cites three fundamental principles
that all human beings should consider: Earth, as a vital substance shaping
existence, Body, as dynamic sustainer of life, and Art, as a creative force that
connects mind to body. The finished objects, which have made use of a metal
mined from the earth, communicate it’s intense life to the body, because in
the process, they have become works of art. The energy of wearing the earth,
the nearness of a hidden immensity, surfacing as magma and lava slithering
across skin, all conjure ancestral rites. Both in ancient and primitive cultures,
adornments had a apotropaic power and functioned as amulets. Liliane Lijn’s
works can also be thought of as contemporary talismans, able to concentrate
and direct terrestial forces to whosoever enters into their ambit.
After all, artists are very close to shamans, not just according to Beuys!
Marinella Caputo
June 2013
Folded Ring
Magma Ring
Magma Ring
Magma Ring
Wearing the Earth
In the Old Hebrew testament, glebe was the primal earth, from which the
first humans were formed. I intend my jewellery to be worn, as if one were
moulding a clod of glebe to a part of one’s body.
Up until then, I had mostly worked with new industrial materials and
techniques but with wax, I returned to a more traditional medium, used
in sculpture for millennia.
I want people to wear the earth.
During this period, I happened, one day to playfully mould a handful of
still very hot wax around my wrist. Somehow, the type of wax and the exact
temperature at which I began to shape it resulted in something that looked
very much like a clod of earth. I thought it would be interesting to make a
piece of jewellery that would have such a raw look. I went ahead and made
three different shapes, all cuffs, and immediately had them cast into solid
silver. To my utter disappointment, they were too heavy to wear and my
efforts to remove material from the inside were largely unsuccessful.
I continued to make the series of self portraits in bronze, mica and neon
that were exhibited in 2002 at La Rocca, in Umbertide, near where, some
years earlier, my partner and I had purchased and restored an old ruined
casa colonica.
Wearing a part of our planet is what we do, when adorning ourselves with
precious stones and polished metals - gold, silver, rubies, diamonds - or,
more simply, clay and glass beads. However, our body art has become so
refined over centuries that it is hard to remember where these precious
accoutrements originated.
Deep in the earth’s core, a liquid magma keeps our planet alive and spinning.
It is this magma that outflows during volcanic eruptions, bringing both
death and renewal to the earth’s surface and upon those who live on it.
I would like the ornaments I make to be reminders of the essence of our
planet’s life. Volcanic magma, clods of earth, meteorites, lunar rocks,
my sculptures to wear are essentially reminders of our origin.
Liliane Lijn 2008
Working with Fire
In Rome, in 1990, I saw an exhibition of ancient bronze fragmented human
figures. They seemed to mirror the fragility not only of the human body but
also of the present moment. Inspired by these bronzes, I decided to learn
how to work with wax. I liked working with wax, particularly because it
was also working with the element of fire. I was fascinated by the changeable
nature of the material, the hard blocks of cold wax that slowly became
a bubbling liquid in a large pot over the gas burner. I enjoyed pouring the
molten substance onto a carefully oiled slab of smooth marble and watching
it cool, waiting for the moment when it would reach just the right
temperature to lift or shape or cut.
The silver cuffs, temporarily put aside, had to wait until I met Marco
Dominici in the Spring of 2006. I had designed gold wedding rings for my
son Mischa and his beautiful bride to be Ilse and, in Umbertide, a friend
recommended Marco to me as consummate jeweller to cast and finish my
waxes of these rings. Encouraged by the success of the wedding rings,
I showed Marco the weighty silver cuffs. He immediately suggested that I use
an industrial electrical method called electroforming to create hollow pure
silver cuffs. This process worked beautifully, retaining all the complex detail
of the wax original. I then began to make the waxes in my studio in Umbria.
These are cast into brass masters, from which are made the electroformed
final silver pieces. I play with separate elements, make drawings or work with
digital images to conceive composite pieces, such as necklaces or belts,
and then work with Marco to complete them.
Liliane Lijn 2013
Indossare la Terra
Nel Vecchio Testamento Ebraico glebe indica la terra primordiale con cui
vengono plasmati i primi esseri umani. I miei gioielli sono concepiti per
essere indossati come una zolla di terra modellata su una parte del proprio
corpo.
Vorrei che la gente indossasse la terra.
Portare su di sé una parte del nostro pianeta è quello che facciamo quando ci adorniamo di pietre preziose e lucidi metalli - oro, argento, rubini,
diamanti - o, più semplicemente, di argilla e perle di vetro. Tuttavia, nel
corso dei secoli, l’arte di ornare il corpo è diventata così raffinata che è
difficile ricordare l’origine minerale di questi preziosi corredi.
Nel nucleo profondo della Terra, un magma liquido la mantiene viva e ne
permette la rotazione. É questo magma, che defluisce durante le eruzioni
vulcaniche, a portare morte e rinascita in superfice. Mi piace pensare che
i gioielli che creo possano mettere in contatto chi li porta con il nucleo del
nostro pianeta. Magma vulcanico, zolle di terra, meteoriti, rocce lunari,
chi indossa le mie sculture non può dimenticare le nostre origini.
Liliane Lijn 2008
Lavorare con il Fuoco
A Roma, nel 1990, ad una mostra di bronzi antichi ho visto frammenti di
statue che sembravano rispecchiare la fragilità non solo del corpo umano,
ma anche del tempo presente. Ispirata da questi bronzi, decisi di imparare a
lavorare con la cera. Mi piaceva modellare la cera, anche perché significava
anche il lavorare con l’elemento fuoco. Ero affascinata dalla natura mutevole
del materiale, i blocchi solidi di cera fredda che lentamente si liquefanno,
ribollendo in una grande pentola sul fornello a gas. Mi piaceva versare il
materiale fuso sulla superficie opportunamente oliata di una lastra di marmo
levigato e guardarlo raffreddarsi, aspettando il momento in cui avrebbe
raggiunto la giusta temperatura per sollevarlo, dargli forma o tagliarlo.
Fino ad allora, avevo lavorato prevalentemente con nuovi materiali
industriali e tecniche moderne, mentre con la cera ritrovavo una tecnica
tradizionale, usata per millenni nella scultura.
Durante questo periodo, un giorno, quasi per gioco, modellai una
manciata di cera ancora piuttosto calda intorno al polso. La combinazione
tra il tipo di cera e la temperatura alla quale cominciai a modellarla diedero
come risultato qualcosa che somigliava straordinariamente ad una zolla
di terra. Pensai che sarebbe stato interessante creare gioielli con questo
aspetto grezzo e realizzai tre diverse forme di bracciali, che feci fondere in
argento massiccio. Con mio grande disappunto, erano troppo pesanti per
essere portati e i miei sforzi per alleggerire il metallo all’interno non ebbero
successo. Continuai a creare la serie di autoritratti, in bronzo unito a mica
e neon, che furono esposti nel 2002 alla Rocca di Umbertide. Qui, nelle
vicinanze, qualche anno prima, il mio compagno ed io avevamo comperato
e restaurato i ruderi di una vecchia casa colonica.
I bracciali d’argento, temporaneamente accantonati, dovettero attendere
fino al mio incontro con Marco Dominici, nella primavera del 2006.
Avevo disegnato le fedi nuziali d’oro per mio figlio Mischa e per la sua
bellissima futura sposa Ilse e, ad Umbertide, un amico mi consigliò di
rivolgermi a Marco, esperto orafo, per la fusione e la finitura degli anelli che
avevo modellato in cera. Incoraggiata dall’ottimo risultato delle fedi, mostrai
a Marco i pesanti bracciali d’argento. Lui, subito, mi suggerì di usare un
metodo industriale chiamato elettroformatura, che permette di realizzare
bracciali di argento puro cavi all’interno. Questo procedimento funzionò
meravigliosamente, conservando allo stesso tempo tutti i complessi dettagli
della cera originale. Cominciai allora a modellare i prototipi in cera nel
mio studio ad Umbertide. Dalle cere vengono ottenute, per fusione, matrici
originali in ottone, dalle quali si ricavano, per elettroformatura, i pezzi in
argento. Posso giocare con elementi separati, facendo disegni o immagini
digitali per elaborare pezzi compositi, come collane o cinture, che vengono
assemblati con l’aiuto di Marco.
Liliane Lijn 2013
‘Goe, and catch a falling star’: Liliane Lijn’s Sculptures to Wear
When I wear Liliane Lijn’s silver cuff, I feel as if a polished fragment of
primordial asteroid has hurtled through light years of outer space to clamp
itself – a perfect fit, preternaturally almost weightless – onto my wrist. Yet its
combination of elemental earthiness and exquisite refinement insists that
a singular artist crafted the piece. This small spinoff of the universe – so
perfectly attuned to my body – may be a miracle, but it is not an accident.
Lijn sees the world in terms of energy and light. She believes that we are
made of stardust, descendants of the moment fourteen billion years ago
when the Big Bang transformed pure energy into subatomic particles,
then atomic nuclei, then the stars and galaxies and finally, the elements. If our immediate origin is Earth, our ultimate ancestor is the cosmos.
Pendant W
Lijn’s jewellery takes us far back and far afield. Temporally, it links
our contemporary lives to our unimaginably distant past. Spatially, it
connects us to the deepest recesses of our planet, the white-hot liquid
magma at the Earth’s core; to the mud and minerals nearer the earth’s
surface; and to the farthest reaches of our universe, where unknown
worlds are perpetually making and unmaking themselves. These pieces are
extensions too, in microcosm, of Lijn’s wider artistic practice. Like the pieces
for which she is best known, her jewellery reflects Lijn’s pioneering oeuvre at the intersection of art, science, technology, Eastern philosophy and
female mythology. It goes without saying that Lijn’s jewellery is stunningly beautiful, and that
its sensuous magnetism enhances the beauty and charisma of the wearer.
Marcia Tanner
Berkeley, California June 2013
Pendant G
‘Vai a prendere una stella cadente’: Le sculture da Indossare di Liliane Lijn
Quando indosso il bracciale d’argento creato da Liliane Lijn mi sembra
come se un lucido frammento di asteroide primordiale, percorrendo anni
luce, fosse precipitato dallo spazio per agganciarsi – con perfetta aderenza,
straordinariamente quasi senza peso – al mio polso. Eppure, questa
combinazione di elementi concreti e di squisita raffinatezza rivela
la creazione di un’artista eccezionale. Questo piccola scheggia dell’universo,
così perfettamente in sintonia con il mio corpo, potrebbe essere un
miracolo, ma non un fatto casuale.
Lijn vede il mondo in termini di energia e di luce: crede che siamo fatti di
polvere di stelle, discendenti da quel momento, quattordici miliardi di anni
fa, in cui il Big Bang trasformò l’energia pura in particelle subatomiche, poi
in nuclei atomici, quindi in stelle e galassie e, infine, negli elementi.
Se la nostra origine immediata è la Terra, il nostro antenato più antico
è il Cosmo.
I gioielli di Liliane Lijn ci portano lontano, nel tempo e nello spazio.
Dal punto di vista temporale, collegano la nostra contemporaneità ad un
passato incredibilmente remoto. Nella dimensione fisica, ci connettono ai
recessi più profondi del nostro pianeta, al magma liquido incandescente
al centro della Terra, al fango ed ai minerali più vicini alla sua superficie e
oltre, ai confini estremi dell’universo, dove mondi sconosciuti si creano e si
distruggono, incessantemente. Questi pezzi sono anche estensioni, quasi un
microcosmo, della ampia produzione artistica di Liliane Lijn. Come le opere
per le quali è più conosciuta, anche i gioielli rispecchiano la sua innovativa
ricerca che interseca arte, scienza, tecnologia, filosofia orientale e
mitologia femminile.
Non c’è bisogno di aggiungere che i gioielli di Lijn sono anche
incredibilmente belli e che il loro sensuale magnetismo esalta il fascino
ed il carisma di chi li indossa.
Marcia Tanner
Berkeley, California
Giugno 2013
Fossil Necklace
Liliane Lijn è nata a New York, ha studiato a Parigi e ora vive a Londra.
Ha esposto in mostre internazionali da 1962 e i suoi lavori sono in
numerose collezioni, compresa Tate London, il British Museum e il
Victoria & Albert Museum di Londra e la FNAC di Parigi. La sua
fama è legata prevalentemente ai lavori sul linguaggio e sulla luce.
Durante la sua residenza, nel 2005, allo Space Sciences Laboratory,
promossa da ACE/NASA, Liliane Lijn comincia a lavorare con l’Aerogel,
un materiale sviluppato dagli scienziati della NASA per catturare la polvere
interstellare, e a collaborare con l’astronomo John Vallerga. La collezione di
gioielli Earth Art è stata esposta per la prima volta nel 2009 da Willer
a Londra. Alcune recenti esposizioni: Light Years, Sir John Soane’s Museum,
Londra; Gallery One, New Vision Centre, Signals and Indica, Tate Britain,
Londra; Ecstatic Alphabets/Heaps of Language, Moma, New York e Cosmic
Dramas, mima, Middlesbrough, UK. Progetti pubblici e installazioni nel
2012: Solar Beacon, due riflettori solari (heliostat) sulle torri del Golden Gate
Bridge di San Francisco per il suo 75° anniversario; Light Pyramid,
un segnale luminoso commissionato dal Park Trust e dalla MK Gallery
(Milton Keynes, UK) per il Giubileo della Regina.
Liliane Lijn was born in New York, studied in Paris and now lives in
London. Internationally exhibited since the 1960’s, her works are held in
numerous collections including Tate London, British Museum,
Victoria & Albert Museum and FNAC in Paris. Lijn is best known for
her work with language and light. During her ACE/NASA funded Space
Sciences Laboratory residency in 2005, Lijn began working with Aerogel,
a material developed by NASA scientists to collect interstellar dust and
on the present collaboration with astronomer John Vallerga. Earth Art,
Lijn’s collection of jewellery, was first exhibited at Willer, London in
2009. Recent exhibitions include Light Years at Sir John Soane’s Museum,
Gallery One, New Vision Centre, Signals and Indica at Tate Britain, Ecstatic
Alphabets/Heaps of Language, Moma, New York and Cosmic Dramas, mima,
Middlesbrough. Public commissions and installations in 2012 include Solar
Beacon, two heliostats on the towers of the Golden Gate Bridge for its 75th
anniversary and Light Pyramid, commissioned by Park Trust and
MK Gallery as a beacon for the Queen’s Jubilee, Milton Keynes.
Fossil Necklace
www.lilianelijn.com
Pubblicazione: Comune di Umbertide – Museo Civico di Santa Croce
in occasione della mostra:
Published by Comune of Umbertide – Museo Civico di Santa Croce
on the occasion of the exhibition:
Liliane Lijn
Earth Body Art
a cura di Marinella Caputo
Liliane Lijn
Earth Body Art
Exhibition curated by Marinella Caputo
Testi di Stefania Bagnini, Marinella Caputo, Liliane Lijn e Marcia Tanner.
Fotografie: Heini Schneebeli
Texts by Stefania Bagnini, Marinella Caputo, Liliane Lijn and Marcia Tanner.
Photographs by Heini Schneebeli
Grafica e impaginazione: Richard Wilding
Stampa: Tipografia Caldari
Designed by Richard Wilding
Printed by Tipografia Caldari
Catalogo © 2013 Comune of Umbertide – Museo Civico di Santa Croce
Catalogue copyright ©2013 Comune of Umbertide
– Museo Civico di Santa Croce
Testi © the authors
Imagini © Liliane Lijn
Text copyright © the authors
Images copyright © Liliane Lijn
Imagine copertina Magma Necklace
Grazie a Gabriele Violini per l’organizzazione di questa mostra e ad
Antonella Pinna e Alessandro Vestrelli per la traduzione in italiano
dei testi del catalogo.
La mostra è realizzata con il contributo della Regione Umbria,
ed è inserita nel progetto Capolavori in Valtiberina.
Capolavori in Valtiberina
tra Toscana e Umbria Da Piero della Francesca a Burri e
La Battaglia di Anghiari
16 giugno-3 noVemBre 2013
www.piccoligrandimusei.it
Cover image Magma Necklace
My thanks also to Gabriele Violini for organising this exhibition
and to Antonella Pinna and Alessandro Vestrelli for their assistance in
the translation to Italian of the English texts in the catalogue.
The exhibition is supported by Regione Umbria and is part of the project
Masterpieces in the Valtiberina.
Museo Civico di Santa Croce
Piazza San Francesco – 06019 Umbertide PG
www.comune.umbertide.pg.it
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Catalogo mostra Earthbody