EARTH BODY ART LILIANE LIJN LILIANE LIJN EARTH BODY ART a cura di Marinella Caputo Umbertide Museo Civico di Santa Croce 13 luglio – 3 novembre 2013 Il Museo civico di Santa Croce è uno dei luoghi più belli e suggestivi di Umbertide, dove sovente arte, cultura, musica e spiritualità si incontrano mirabilmente. Sorto sulla piccola chiesa del XIII secolo dedicata ai Santi Pietro e Paolo utilizzata da oratorio per la confraternita dei Disciplinati di Santa Maria, il museo di Santa Croce si caratterizza per il fatto che tutte le opere qui ospitate si trovano sugli altari per cui vennero in origine realizzate. Tra tutte, spiccano la Deposizione dalla Croce di Luca Signorelli e la Madonna col Bambino in gloria tra angeli e santi di Niccolò Circignani detto il Pomarancio che proviene dall’attigua chiesa di San Francesco. L’ex-chiesa di Santa Croce è inoltre utilizzata per registrazioni discografiche di opere classiche alle quali hanno partecipato maestri di fama internazionale. Negli anni il Comune di Umbertide ha voluto organizzare all’interno del Museo mostre di artisti contemporanei creando straordinarie situazioni dove i secoli passati ed i tempi attuali si sono fusi in un unicum costruendo mirabili percorsi artistico – temporali. Ospitare la mostra Earth Body Art di una artista internazionale del calibro di Liliane Lijn conferma il Museo come luogo di abbraccio dinamico tra arte classica e contemporanea. Il Museo grazie alle prestigiose opere oggetto della mostra, preziosi unici realizzati dalla artista, anche in questo anno apre così le porte ad un evento culturale unico. L’amministrazione comunale rivolge un particolare ringraziamento alla artista per la disponibilità dimostrata ed a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questa mostra. Stefania Bagnini Assessore alla cultura del Comune di Umbertide Lava Necklace The Civic Museum of Santa Croce is one of the loveliest and most evocative sites in Umbertide, where art, culture, music and spirituality frequently meet. Originally a small XIII century church dedicated to Saint Peter and Saint Paul and used as an oratory by the brotherhood of the Disciplinati di Santa Maria, the Santa Croce Museum is special in that all of its altar pieces remain as they were originally conceived. Notable amongst these are, Luca Signorelli’s The Deposition from the Cross and Niccolò Circignani’s, detto il Pomarancio, The Madonna and Child in Glory with Angels and Saints, which came from the adjacent church of San Francesco. The ex-church Santa Croce is also used by internationally renowned musicians for recording sessions of classical music. Magma Clasp Belt The Umbertide Municipality, since some time, has wanted to organise exhibitions of contemporary art in the Museum, thus creating the unusual situation in which the past and the present merge resulting in amazing conjunctions of art and time. The Museum welcomes the opportunity to embrace both classical and contemporary art in hosting the exhibition, Earth Body Art, by the internationally recognised artist Liliane Lijn. Thanks to the prestigious and unique works making up this exhibition, we open our doors once again this summer to a exceptional cultural event. The Municipality of Umbertide would especially like to thank the artist for her cooperation. We also extend our thanks to all those who have made this exhibition possible. Stefania Bagnini Cultural Officer of the Municipality of Umbertide Lava Cuff Meteor Cuff Magma Cuff Lava Flow Cuff Liliane Lijn Earth Body Art Le creazioni in argento di Liliane Ljin non possono essere classificate come semplici gioielli, connotandosi piuttosto come installazioni corporee che alludono alla dimensione geologica, nell’evocazione di rocce, minerali, fossili, lava. La terra, con la propria energia sommersa che provoca i processi di trasformazione della natura, è l’elemento ispiratore delle forme corrugate e mosse, intrise di energia dinamica che divengono collane, pendagli, bracciali, anelli. L’origine di tali soluzioni viene espressamente citata nei titoli, Magma Ring, Lava Cuff, Fossil Necklace, costituendo un riferimento diretto alla forza dirompente dei vulcani o all’azione lenta della sedimentazione rocciosa. In entrambi i casi si tratta di evoluzioni che attestano la straordinaria vitalità di un pianeta noto solo nell’epidermide, ma di cui si avvertono le pulsioni nascoste. Possiamo rintracciare nella collezione realizzata dall’artista la stessa visione plastica che caratterizza le sue sculture di grandi dimensioni e non è difficile immaginare i rings o i cuffs come public works di statura monumentale in un parco o in qualunque contesto urbano. Il carattere intercambiabile a livello dimensionale fa pensare del Cellini nel Kunsthistorisches Museum di Vienna che l’Argan considerava molto adatta a una fontana di piazza. Quando la Ljin afferma di vedere il mondo in forma di luce e energia, può applicare tale poetica all’opera di dimensioni ambientali, come alle preziose micro-sculture della serie Earth Body Art. Il formato non è cruciale, la dimensione opinabile. La spinta creativa e il percorso dell’ideazione rimangono invariati. Cambia la realizzazione e l’ambito in cui l’opera agisce. I monili dialogano con il corpo, come le sculture ambientali comunicano con lo spazio collettivo. È il rapporto con l’esterno l’essenza e la forza di tali oggetti che trasmettono e suscitano emozioni e riflessioni. L’artista, lungo il corso della sua straordinaria carriera, ha sempre mantenuto intatto un pronunciato gusto esplorativo che l’ha condotta a cimentarsi con vari ambiti espressivi, con tecniche e tecnologie molto complesse, indagando anche il campo del design, come attestano le sue creazioni Mountain Koans per la Rometti di Umbertide. La considerevole versatilità che spazia dal video alle sculture cinetiche, da installazioni di stampo teatrale a oggetti di design, è una risorsa straordinaria che sembra incarnare l’utopia delle avanguardie, cioè espandere la dimensione estetica, unendo l’arte alla vita. Earth Body Art cita i tre principi fondamentali che gli esseri umani dovrebbero considerare: la Terra, come sostanza vitale che determina l’esistenza; il Corpo, come attuazione dinamica della vita e l’Arte come potenza creativa che collega la mente al corpo. Gli oggetti che impiegano un metallo proveniente dalla terra, intendono comunicarne l’intensità al corpo attraverso il risultato di un’operazione artistica. L’energia della terra da indossare, l’affioramento di un’immensità celata, attraverso il magma e la lava che scivola sulla pelle, tutto vira verso un rito ancestrale di carattere magico. I gioielli nelle culture antiche e cosiddette primitive avevano un potere apotropaico e funzionavano come amuleti. Anche le opere di Liliane Ljin possono considerarsi talismani contemporanei, in grado di canalizzare il vigore terrestre per offrirlo a chi vi entrerà in contatto. In fondo l’artista è in qualche modo sciamano, non solo secondo Beuys! Marinella Caputo Giugno 2013 Liliane Lijn Earth Body Art Liliane Lijn’s works in silver cannot be classified simply as jewellery. Rather, they suggest corporeal installations of geological proportions, evoking rocks, minerals, fossils, lava. The Earth, whose invisible forces cause profound transformations in nature, is the inspiration for these corrugated and fluid forms imbued with dynamic energy that become necklaces, pendants, cuffs, rings. Their origin is evident from their carefully chosen titles; Magma Ring, Lava Cuff, Fossil Necklace. These titles constitute a direct reference to the disruptive force of volcanoes or the slow processes of sedimentation. Both are examples of the extraordinary vitality of our planet, whose hidden vibrations we feel, although we live on its surface. In the collection created by the artist, we can detect the same artistic vision as in her large scale sculptures and it is not difficult to imagine her rings or cuffs as monumental public works sited in a park or in an urban context. The interchangeability of scale reminds one of Cellini’s salt shaker in the Kunsthistorisches Museum of Vienna that Argan thought would make an excellent fountain. When Lijn writes that she sees the world as Light and Energy, she does so, both with public works on a environmental scale, as well as, with the precious micro-sculptures of her Earth Body Art series. Format is not essential and dimensions debatable. Her creative drive and conceptual path remain unchanged. What changes are the realisation and the scope of the work. Lijn’s jewellery is a dialogue with the body just as her larger environmental works relate to a larger collective space. The intrinsic power of these objects resides in their relation to the external world, where they create a response both emotional and thoughtful. During her extraordinary career, Lijn has consistently retained her interest in exploration, developing a rich and varied practice, using highly complex techniques and new technologies, even venturing into design, as can be seen by the ceramic Mountain Koans edition Lijn designed for Rometti in Umbertide. Inherent in Lijn’s practice, spanning light and kinetic sculpture, video, installations that border on theatre and design objects, is a considerable versatility, an unusual resource, incarnating the utopia of the avant-garde, which was to expand the aesthetic dimension, connecting art to life. In Lijn’s manifesto for Earth Body Art, she cites three fundamental principles that all human beings should consider: Earth, as a vital substance shaping existence, Body, as dynamic sustainer of life, and Art, as a creative force that connects mind to body. The finished objects, which have made use of a metal mined from the earth, communicate it’s intense life to the body, because in the process, they have become works of art. The energy of wearing the earth, the nearness of a hidden immensity, surfacing as magma and lava slithering across skin, all conjure ancestral rites. Both in ancient and primitive cultures, adornments had a apotropaic power and functioned as amulets. Liliane Lijn’s works can also be thought of as contemporary talismans, able to concentrate and direct terrestial forces to whosoever enters into their ambit. After all, artists are very close to shamans, not just according to Beuys! Marinella Caputo June 2013 Folded Ring Magma Ring Magma Ring Magma Ring Wearing the Earth In the Old Hebrew testament, glebe was the primal earth, from which the first humans were formed. I intend my jewellery to be worn, as if one were moulding a clod of glebe to a part of one’s body. Up until then, I had mostly worked with new industrial materials and techniques but with wax, I returned to a more traditional medium, used in sculpture for millennia. I want people to wear the earth. During this period, I happened, one day to playfully mould a handful of still very hot wax around my wrist. Somehow, the type of wax and the exact temperature at which I began to shape it resulted in something that looked very much like a clod of earth. I thought it would be interesting to make a piece of jewellery that would have such a raw look. I went ahead and made three different shapes, all cuffs, and immediately had them cast into solid silver. To my utter disappointment, they were too heavy to wear and my efforts to remove material from the inside were largely unsuccessful. I continued to make the series of self portraits in bronze, mica and neon that were exhibited in 2002 at La Rocca, in Umbertide, near where, some years earlier, my partner and I had purchased and restored an old ruined casa colonica. Wearing a part of our planet is what we do, when adorning ourselves with precious stones and polished metals - gold, silver, rubies, diamonds - or, more simply, clay and glass beads. However, our body art has become so refined over centuries that it is hard to remember where these precious accoutrements originated. Deep in the earth’s core, a liquid magma keeps our planet alive and spinning. It is this magma that outflows during volcanic eruptions, bringing both death and renewal to the earth’s surface and upon those who live on it. I would like the ornaments I make to be reminders of the essence of our planet’s life. Volcanic magma, clods of earth, meteorites, lunar rocks, my sculptures to wear are essentially reminders of our origin. Liliane Lijn 2008 Working with Fire In Rome, in 1990, I saw an exhibition of ancient bronze fragmented human figures. They seemed to mirror the fragility not only of the human body but also of the present moment. Inspired by these bronzes, I decided to learn how to work with wax. I liked working with wax, particularly because it was also working with the element of fire. I was fascinated by the changeable nature of the material, the hard blocks of cold wax that slowly became a bubbling liquid in a large pot over the gas burner. I enjoyed pouring the molten substance onto a carefully oiled slab of smooth marble and watching it cool, waiting for the moment when it would reach just the right temperature to lift or shape or cut. The silver cuffs, temporarily put aside, had to wait until I met Marco Dominici in the Spring of 2006. I had designed gold wedding rings for my son Mischa and his beautiful bride to be Ilse and, in Umbertide, a friend recommended Marco to me as consummate jeweller to cast and finish my waxes of these rings. Encouraged by the success of the wedding rings, I showed Marco the weighty silver cuffs. He immediately suggested that I use an industrial electrical method called electroforming to create hollow pure silver cuffs. This process worked beautifully, retaining all the complex detail of the wax original. I then began to make the waxes in my studio in Umbria. These are cast into brass masters, from which are made the electroformed final silver pieces. I play with separate elements, make drawings or work with digital images to conceive composite pieces, such as necklaces or belts, and then work with Marco to complete them. Liliane Lijn 2013 Indossare la Terra Nel Vecchio Testamento Ebraico glebe indica la terra primordiale con cui vengono plasmati i primi esseri umani. I miei gioielli sono concepiti per essere indossati come una zolla di terra modellata su una parte del proprio corpo. Vorrei che la gente indossasse la terra. Portare su di sé una parte del nostro pianeta è quello che facciamo quando ci adorniamo di pietre preziose e lucidi metalli - oro, argento, rubini, diamanti - o, più semplicemente, di argilla e perle di vetro. Tuttavia, nel corso dei secoli, l’arte di ornare il corpo è diventata così raffinata che è difficile ricordare l’origine minerale di questi preziosi corredi. Nel nucleo profondo della Terra, un magma liquido la mantiene viva e ne permette la rotazione. É questo magma, che defluisce durante le eruzioni vulcaniche, a portare morte e rinascita in superfice. Mi piace pensare che i gioielli che creo possano mettere in contatto chi li porta con il nucleo del nostro pianeta. Magma vulcanico, zolle di terra, meteoriti, rocce lunari, chi indossa le mie sculture non può dimenticare le nostre origini. Liliane Lijn 2008 Lavorare con il Fuoco A Roma, nel 1990, ad una mostra di bronzi antichi ho visto frammenti di statue che sembravano rispecchiare la fragilità non solo del corpo umano, ma anche del tempo presente. Ispirata da questi bronzi, decisi di imparare a lavorare con la cera. Mi piaceva modellare la cera, anche perché significava anche il lavorare con l’elemento fuoco. Ero affascinata dalla natura mutevole del materiale, i blocchi solidi di cera fredda che lentamente si liquefanno, ribollendo in una grande pentola sul fornello a gas. Mi piaceva versare il materiale fuso sulla superficie opportunamente oliata di una lastra di marmo levigato e guardarlo raffreddarsi, aspettando il momento in cui avrebbe raggiunto la giusta temperatura per sollevarlo, dargli forma o tagliarlo. Fino ad allora, avevo lavorato prevalentemente con nuovi materiali industriali e tecniche moderne, mentre con la cera ritrovavo una tecnica tradizionale, usata per millenni nella scultura. Durante questo periodo, un giorno, quasi per gioco, modellai una manciata di cera ancora piuttosto calda intorno al polso. La combinazione tra il tipo di cera e la temperatura alla quale cominciai a modellarla diedero come risultato qualcosa che somigliava straordinariamente ad una zolla di terra. Pensai che sarebbe stato interessante creare gioielli con questo aspetto grezzo e realizzai tre diverse forme di bracciali, che feci fondere in argento massiccio. Con mio grande disappunto, erano troppo pesanti per essere portati e i miei sforzi per alleggerire il metallo all’interno non ebbero successo. Continuai a creare la serie di autoritratti, in bronzo unito a mica e neon, che furono esposti nel 2002 alla Rocca di Umbertide. Qui, nelle vicinanze, qualche anno prima, il mio compagno ed io avevamo comperato e restaurato i ruderi di una vecchia casa colonica. I bracciali d’argento, temporaneamente accantonati, dovettero attendere fino al mio incontro con Marco Dominici, nella primavera del 2006. Avevo disegnato le fedi nuziali d’oro per mio figlio Mischa e per la sua bellissima futura sposa Ilse e, ad Umbertide, un amico mi consigliò di rivolgermi a Marco, esperto orafo, per la fusione e la finitura degli anelli che avevo modellato in cera. Incoraggiata dall’ottimo risultato delle fedi, mostrai a Marco i pesanti bracciali d’argento. Lui, subito, mi suggerì di usare un metodo industriale chiamato elettroformatura, che permette di realizzare bracciali di argento puro cavi all’interno. Questo procedimento funzionò meravigliosamente, conservando allo stesso tempo tutti i complessi dettagli della cera originale. Cominciai allora a modellare i prototipi in cera nel mio studio ad Umbertide. Dalle cere vengono ottenute, per fusione, matrici originali in ottone, dalle quali si ricavano, per elettroformatura, i pezzi in argento. Posso giocare con elementi separati, facendo disegni o immagini digitali per elaborare pezzi compositi, come collane o cinture, che vengono assemblati con l’aiuto di Marco. Liliane Lijn 2013 ‘Goe, and catch a falling star’: Liliane Lijn’s Sculptures to Wear When I wear Liliane Lijn’s silver cuff, I feel as if a polished fragment of primordial asteroid has hurtled through light years of outer space to clamp itself – a perfect fit, preternaturally almost weightless – onto my wrist. Yet its combination of elemental earthiness and exquisite refinement insists that a singular artist crafted the piece. This small spinoff of the universe – so perfectly attuned to my body – may be a miracle, but it is not an accident. Lijn sees the world in terms of energy and light. She believes that we are made of stardust, descendants of the moment fourteen billion years ago when the Big Bang transformed pure energy into subatomic particles, then atomic nuclei, then the stars and galaxies and finally, the elements. If our immediate origin is Earth, our ultimate ancestor is the cosmos. Pendant W Lijn’s jewellery takes us far back and far afield. Temporally, it links our contemporary lives to our unimaginably distant past. Spatially, it connects us to the deepest recesses of our planet, the white-hot liquid magma at the Earth’s core; to the mud and minerals nearer the earth’s surface; and to the farthest reaches of our universe, where unknown worlds are perpetually making and unmaking themselves. These pieces are extensions too, in microcosm, of Lijn’s wider artistic practice. Like the pieces for which she is best known, her jewellery reflects Lijn’s pioneering oeuvre at the intersection of art, science, technology, Eastern philosophy and female mythology. It goes without saying that Lijn’s jewellery is stunningly beautiful, and that its sensuous magnetism enhances the beauty and charisma of the wearer. Marcia Tanner Berkeley, California June 2013 Pendant G ‘Vai a prendere una stella cadente’: Le sculture da Indossare di Liliane Lijn Quando indosso il bracciale d’argento creato da Liliane Lijn mi sembra come se un lucido frammento di asteroide primordiale, percorrendo anni luce, fosse precipitato dallo spazio per agganciarsi – con perfetta aderenza, straordinariamente quasi senza peso – al mio polso. Eppure, questa combinazione di elementi concreti e di squisita raffinatezza rivela la creazione di un’artista eccezionale. Questo piccola scheggia dell’universo, così perfettamente in sintonia con il mio corpo, potrebbe essere un miracolo, ma non un fatto casuale. Lijn vede il mondo in termini di energia e di luce: crede che siamo fatti di polvere di stelle, discendenti da quel momento, quattordici miliardi di anni fa, in cui il Big Bang trasformò l’energia pura in particelle subatomiche, poi in nuclei atomici, quindi in stelle e galassie e, infine, negli elementi. Se la nostra origine immediata è la Terra, il nostro antenato più antico è il Cosmo. I gioielli di Liliane Lijn ci portano lontano, nel tempo e nello spazio. Dal punto di vista temporale, collegano la nostra contemporaneità ad un passato incredibilmente remoto. Nella dimensione fisica, ci connettono ai recessi più profondi del nostro pianeta, al magma liquido incandescente al centro della Terra, al fango ed ai minerali più vicini alla sua superficie e oltre, ai confini estremi dell’universo, dove mondi sconosciuti si creano e si distruggono, incessantemente. Questi pezzi sono anche estensioni, quasi un microcosmo, della ampia produzione artistica di Liliane Lijn. Come le opere per le quali è più conosciuta, anche i gioielli rispecchiano la sua innovativa ricerca che interseca arte, scienza, tecnologia, filosofia orientale e mitologia femminile. Non c’è bisogno di aggiungere che i gioielli di Lijn sono anche incredibilmente belli e che il loro sensuale magnetismo esalta il fascino ed il carisma di chi li indossa. Marcia Tanner Berkeley, California Giugno 2013 Fossil Necklace Liliane Lijn è nata a New York, ha studiato a Parigi e ora vive a Londra. Ha esposto in mostre internazionali da 1962 e i suoi lavori sono in numerose collezioni, compresa Tate London, il British Museum e il Victoria & Albert Museum di Londra e la FNAC di Parigi. La sua fama è legata prevalentemente ai lavori sul linguaggio e sulla luce. Durante la sua residenza, nel 2005, allo Space Sciences Laboratory, promossa da ACE/NASA, Liliane Lijn comincia a lavorare con l’Aerogel, un materiale sviluppato dagli scienziati della NASA per catturare la polvere interstellare, e a collaborare con l’astronomo John Vallerga. La collezione di gioielli Earth Art è stata esposta per la prima volta nel 2009 da Willer a Londra. Alcune recenti esposizioni: Light Years, Sir John Soane’s Museum, Londra; Gallery One, New Vision Centre, Signals and Indica, Tate Britain, Londra; Ecstatic Alphabets/Heaps of Language, Moma, New York e Cosmic Dramas, mima, Middlesbrough, UK. Progetti pubblici e installazioni nel 2012: Solar Beacon, due riflettori solari (heliostat) sulle torri del Golden Gate Bridge di San Francisco per il suo 75° anniversario; Light Pyramid, un segnale luminoso commissionato dal Park Trust e dalla MK Gallery (Milton Keynes, UK) per il Giubileo della Regina. Liliane Lijn was born in New York, studied in Paris and now lives in London. Internationally exhibited since the 1960’s, her works are held in numerous collections including Tate London, British Museum, Victoria & Albert Museum and FNAC in Paris. Lijn is best known for her work with language and light. During her ACE/NASA funded Space Sciences Laboratory residency in 2005, Lijn began working with Aerogel, a material developed by NASA scientists to collect interstellar dust and on the present collaboration with astronomer John Vallerga. Earth Art, Lijn’s collection of jewellery, was first exhibited at Willer, London in 2009. Recent exhibitions include Light Years at Sir John Soane’s Museum, Gallery One, New Vision Centre, Signals and Indica at Tate Britain, Ecstatic Alphabets/Heaps of Language, Moma, New York and Cosmic Dramas, mima, Middlesbrough. Public commissions and installations in 2012 include Solar Beacon, two heliostats on the towers of the Golden Gate Bridge for its 75th anniversary and Light Pyramid, commissioned by Park Trust and MK Gallery as a beacon for the Queen’s Jubilee, Milton Keynes. Fossil Necklace www.lilianelijn.com Pubblicazione: Comune di Umbertide – Museo Civico di Santa Croce in occasione della mostra: Published by Comune of Umbertide – Museo Civico di Santa Croce on the occasion of the exhibition: Liliane Lijn Earth Body Art a cura di Marinella Caputo Liliane Lijn Earth Body Art Exhibition curated by Marinella Caputo Testi di Stefania Bagnini, Marinella Caputo, Liliane Lijn e Marcia Tanner. Fotografie: Heini Schneebeli Texts by Stefania Bagnini, Marinella Caputo, Liliane Lijn and Marcia Tanner. Photographs by Heini Schneebeli Grafica e impaginazione: Richard Wilding Stampa: Tipografia Caldari Designed by Richard Wilding Printed by Tipografia Caldari Catalogo © 2013 Comune of Umbertide – Museo Civico di Santa Croce Catalogue copyright ©2013 Comune of Umbertide – Museo Civico di Santa Croce Testi © the authors Imagini © Liliane Lijn Text copyright © the authors Images copyright © Liliane Lijn Imagine copertina Magma Necklace Grazie a Gabriele Violini per l’organizzazione di questa mostra e ad Antonella Pinna e Alessandro Vestrelli per la traduzione in italiano dei testi del catalogo. La mostra è realizzata con il contributo della Regione Umbria, ed è inserita nel progetto Capolavori in Valtiberina. Capolavori in Valtiberina tra Toscana e Umbria Da Piero della Francesca a Burri e La Battaglia di Anghiari 16 giugno-3 noVemBre 2013 www.piccoligrandimusei.it Cover image Magma Necklace My thanks also to Gabriele Violini for organising this exhibition and to Antonella Pinna and Alessandro Vestrelli for their assistance in the translation to Italian of the English texts in the catalogue. The exhibition is supported by Regione Umbria and is part of the project Masterpieces in the Valtiberina. Museo Civico di Santa Croce Piazza San Francesco – 06019 Umbertide PG www.comune.umbertide.pg.it