Il metodo in MG Per dare una risposta/soluzione a qualsiasi problema Sintomi/Problemi/malattie: Decisioni & soluzioni COMPLESSITA’: non complicatezza, complicazione confusione, bensì grado elevato di organizzazione di un sistema COMPLESSITÀ NELLE CURE, NON COMPLESSITÀ DELLE CURE, perché… le cure, intese come terapie, sono sicuramente “complesse”… … ma qui ci interessa il sistema delle cure, che è un sistema complesso, di cui fanno parte 1. le terapie (to cure), ma anche 2-tutto l’insieme degli elementi che identificano il prendersi cura (to care), con implicite CRITICITA’ CAUSE DI CRITICITÀ Difficoltà gestionali per la crescente articolazione organizzativa Domanda di qualità dell’assistenza nel rispetto dei rapporti tra benefici, costi e rischi Aspettative irrealistiche nella domanda di cura: rifiuto della sofferenza, medicina difensiva e medicine alternative Differenze culturali ed etniche nei destinatari delle cure Involuzione delle relazioni interpersonali tra “curanti” e “curati”, soprattutto nella MG Alcuni esempi… 1 2 3 7 4 5 6 che si fa? a) b) c) d) e) f) Come direbbero in E.R.: cosa abbiamo qui? Ulcera peptica e sospetto K in situ Cirrosi epatica M. di Parkinson Psoriasi Ipertensione arteriosa Manca qualcosa? In questo momento ne avrei tanto bisogno, Ma ho perso il numero del suo cellulare….. Visto che il Dr. House non è disponibile….faccio il MMG MEDICINA COME... “ARTE” esperienza e conoscenza personale come fondamento dell’attività professionale soggettività discrezionalità MEDICINA COME... “TECNICA” elementi “oggettivi” come fondamento dell’attività professionale soggettività discrezionalità Problem solving… Sbrogliare la matassa… prendere decisioni in condizioni di incertezza: non solo un approccio -problem solving, in cui l’interesse principale è nella sequenza risolutiva Ma anche un approccio -problem setting , in cui la diversità delle definizioni è una componente necessaria del processo progettuale. Ma cosa è un problema in MG? spesso è “un disagio”: • è una paura di malattia, • è una “percezione di cambiamento”, • è conflitto con un familiare, • è avere difficoltà con il lavoro, • è avere problemi sociali… • è disagio la conseguenza del non sentirsi apprezzato… La malattia è un problema per il paziente? Si, • se causa per lui un “cambiamento” più o meno duraturo, • se è “un ostacolo” che gli procura “disagio”, • se gli impedisce di lavorare, •se gli procura sofferenza….insomma Non sempre genera un CAMBIAMENTO… Non sempre viene portato al medico… Se rimane sottosoglia… Se genera un CAMBIAMENTO nella persona “potenzialmente malata” … viene riferito al medico come sintomo e come paura di malattia, cioè come problema: ne deriva una richiesta di aiuto al medico per risolverlo Soluzione del problema: non solo”ricetta” ma un insieme di azioni, esami o trattamenti più impegnativi : ad esempio per un sintomo o paura di malattia (gastrica, cardiaca, ecc…) aiutare anche il paziente a sottoporsi ad un esame diagnostico cruento (colonscopia, biopsia, EGDS…. coronarografia…) o ad un trattamento polichemiotarapico, (ad un intervento chirurgico) Soluzione del problema e Counselling non suggerire le soluzioni al paziente, ma ascoltarlo per conoscere il suo stile di vita, esplorare le sue attese e le soluzioni già tentate, aiutare/guidare, spesso a tappe, a trovare la soluzione che più è aderente alle sue possibilità di riuscita… “problemi per il medico” corrisponde ai “problemi per il paziente”? non sempre, e non sempre vi è condivisione nelle soluzioni Di ciascun caso clinico considerare • “impressioni” e primo sospetto diagnostico • priorità per il Medico • Priorità per il paziente • eventuali esami di primo livello da richiedere, • primo trattamento • eventuale consulenza • eventuale urgenza e/o necessità di ricovero quesiti • Esiste una metodologia clinica valida in ogni circostanza? • Le modalità di approccio ai problemi sono influenzate dai contesti organizzativi, al di là delle differenze di stile dei singoli medici? • Quanto conta la formazione di base, quella specialistica o complementare in Medicina Generale? • Esiste una modalità di approccio clinico peculiare della Medicina Generale? • E se sì, quali sono le sue caratteristiche? In MG… • Inciampiamo in qualche problema • Tentiamo di risolverlo, ad esempio proponendo qualche nuova teoria • Impariamo dai nostri sbagli, specialmente da quelli che ci sono resi presenti dalla discussione critica dei nostri tentativi di risoluzione. “Tutta la nostra conoscenza rimane fallibile, congetturale. Non esiste nessuna giustificazione definitiva di una confutazione. Tuttavia, noi impariamo attraverso confutazioni, cioè attraverso l’eliminazione degli errori” K. Popper: “Poscritto alla logica della ricerca scientifica” in “Il realismo e lo scopo della scienza”, 1984 Come decidere • • • • • • identificare e definire il problema formulare ipotesi immaginare soluzioni intuire le conseguenze fare la scelta (che appare) migliore misurare i risultati. Descrizione di alcune differenze\informazioni fra MG e Medicina specialistica Ad esempio di fronte ad un sospetto di malattia neurodegenerativa… Differenze di approccio al caso fra MMG e specialista Un Medico Generale, dopo una prima valutazione dei problemi cognitivi e comportamentali del paziente, attiva la consulenza di un centro extraospedaliero di secondo livello. Approccio dello specialista va alla ricerca di ogni indizio utile per riconoscere la malattia: la prescrizione di una batteria di esami e consulenze (tutte le potenziali cause del deterioramento demenziale, comprese quelle poco probabili o rare). Prescrive cioè una sorta di "chek-up" diagnostico che esplora ogni possibile eziologia della sindrome osservata. Il Metodo Clinico dello speciaista... PROCESSO DECISIONALE CLASSICO centrato sulla Malattia L’assunto di base del metodo clinico “tradizionale” è che qualsiasi sintomo porta alla malattia. Oggetto privilegiato della conoscenza è quindi la malattia, interpretata come il discostarsi dalla norma di variabili biologiche (somatiche) misurabili. La relazione che si crea tra medico e paziente è irrilevante ai fini dei risultati clinici: non partecipa intimamente alla dinamica del processo di cura, né si integra con esso. Il metodo clinico tradizionale, che viene insegnato all’università e utilizzato in ospedale, è caratterizzato da un proprio percorso diagnostico: • anamnesi: raccolta sistematica della storia clinica del paziente (anamnesi fisiologica, familiare e personale, ed anamnesi patologica remota e prossima) • esame obiettivo completo • ricerca di altri dati: richiesta di indagini diagnostiche ematochimiche e strumentali, sulla base dei dati emersi dalla anamnesi e dall’esame obiettivo • formulazione della diagnosi: analisi ragionata dei sintomi, segni e risultati degli esami • definizione della prognosi e del trattamento Obiettivo del percorso è quello di arrivare ad una diagnosi di patologia organica, utilizzando un modello biomedico (sickness “malattia oggettivamente intesa”, verso illness) dal Metodo Clinico classico... Mano a mano che il luogo nel quale viene esercitata la professione medica si allontana dall’Ospedale, la pratica va incontro ad una diversificazione e diventa materia più articolata rispetto alla pura applicazione di conoscenze e abilità disciplinari su quadri patologici ben isolati. Il Metodo in MG... Nel paradigma biopsicosociale la malattia non è più il focus di interesse ed è vista come “vissuto di malattia”: oltre ai dati biologici della malattia, quelli relativi al paziente nel suo contesto sociale e ai modi con cui una società combatte gli effetti del malessere. Engel GL. The need for a new medical model: a challenge for biomedicine. Science 1977; 4286: 129-135. il paziente del MMG È un paziente “esperto”, esperto della sua malattia… malattia non “biologicamente” intesa ma “soggettivamente e psicologicamente” percepita, il vissuto del paziente! Il Metodo in MG... L’oggetto privilegiato della conoscenza non è più quindi la malattia, bensì il paziente… e l’intento del medico non è “la diagnosi” ma la risoluzione del problema del paziente… Mc Whinney IR. A textbook of family medicine. II edition. Oxford: Oxford University Press, 1997 Approccio del Medico di MG • seleziona via via le congetture che emergono nel corso del ragionamento clinico • alcune ipotesi diagnostiche, ordinate secondo priorità statistico-epidemiologiche o sulla base ell’esperienza. • Poi prescrizione di accertamenti atti a confermare, o smentire, una o più ipotesi provvisorie fino a giungere alla diagnosi corretta grazie ad una sorta di "andirivieni" tra supposizioni ed accertamenti. un metodo tendenzialmente ipotetico-deduttivo che: sono gli esiti degli esami prescritti a retroagire sull’ipotesi preliminare in senso positivo - con la conferma della stessa - o negativo, cioè con la sua confutazione. una "scrematura" di possibili diagnosi avviene, per così dire, nella testa del medico che porta all’abbandono di alcune ipotesi. il medico non fa altro che porre in competizione tra loro le ipotesi provvisorie che gli vengono alla mente, durante la prima visita e nelle successive tappe del percorso diagnostico; al termine "sopravviverà" quella che più si adatta al caso concreto l’ambiente socio-organizzativo territoriale - può indurre nel MMG una sorta di evoluzione della metodologia diagnostica: esempi 1. il condizionamento dei tempi d’attesa, 2. le procedure burocratico-amministrative legate agli esami, 3. la compartecipazione alla spesa richiesta al cittadino 4. le difficoltà di accesso ai servizi di coloro che risiedono in località lontane da strutture sanitarie. motivazioni che inducono il medico a prescrivere indagini senza una preventiva selezione di ipotesi: • sintomi come astenia, febbre o calo ponderale, in assenza di obiettività clinica: prescrivere accertamenti a tappeto e alla cieca, al fine di pervenire induttivamente alla diagnosi o ad ipotesi provvisorie. • patologia "silente" o asintomatica; • rischio di incorrere in accuse di malapratica per omessa prescrizione di esami, in particolare per le diagnosi di esclusione; Sintomi/Problemi/malattie: Decisioni per il problem solving IL TEMPO È necessario un metodo coerente alla CONTINUITA’di CURA METODO in MG: dal problema alla soluzione Bisogno (reale o indotto): domanda / richiesta Decodificazione della domanda Ascolto – Colloquio – Visita (A-C-V) Fasi per un INCONTRO “efficace”fra MEDICO e PAZIENTE con un problema A (accoglienza) C (colloquio) V (visita) Interazione durante A-C-V: 5 compiti fondamentali (I parte) 1) OSSERVARE (comunicazione non verbale) 2) ASCOLTARE (ascolto “attivo”) 3) DOMANDARE • linguaggio e cultura del malato • domande aperte e indirette • domande una per volta • significato del silenzio e delle pause (imbarazzo? riluttanza? mancanza di fiducia? ostilità? ) Chiedere: “non so se condivide i miei pensieri” • anamnesi Interazione: 5 compiti fondamentali (II parte) 4) VISITARE e “TOCCARE” 5) RISPONDERE: Spiegare Motivare ripetere (se è il caso) usare un linguaggio comprensibile 1) FARE COUNSELLING e osservare le regole per una buona relazione M-P Elementi specifici, costitutivi della Buona Relazione Medico – Paziente (I parte) • La necessità di definire con chiarezza la diagnosi • Riconoscere con precisione le competenze delle due parti, compresi i diritti e i doveri di ciascuno • Individuare i sistemi di supporto, sia del medico che del paziente. (Fischer e Leigh, 1985) Elementi specifici, costitutivi della Relazione Medico – Paziente (II parte) • Definire gli scopi della relazione • Considerare la durata e le possibili variabili della terapia • Conoscere le reazioni psicologiche e gli effetti placebo, suscitati dalla relazione medico – paziente e dall’”essere medico” (Fischer e Leigh, 1985) Momenti fondamentali nella comunicazione Medico Paziente 1) Riconoscimento delle aspettative del paziente 2) Pianificazione 3) Inizio dell’interazione 4) Raccolta delle informazioni con organizzazione sequenziale dell’intervista 5) Conclusione METODO in MG: dal problema alla soluzione Bisogno (reale o indotto): domanda / richiesta Decodificazione della domanda Ascolto – Colloquio – Visita (A-C-V) Prevenzione individuale nell’occasione Espletamento atti formali Definizione e Ri-definizione del problema (Malattia-malessere) Definizione Ri-definizione del problema (Malattia-malessere) Non definizione del problema: …torna se… Non malattia: rassicurazione Urgenza 1 2 A–C–V Primo intervento e ricovero Soluzione del problema Diagnosi e Terapia 3 A – C – V + Esami strumentali Esami di laboratorio Consulenza specialistica Definizione Ri-definizione del problema (Malattia-malessere) 4 5 Diagnosi o sospetto diagnostico che richiede collaborazione Adolescenza; Contraccezione; Matrimonio; Gravidanza; Nascita figli; Menopausa Pensionamento; Morte (lutto) Ospedale o Passaggio in cura 5 6 7 Adolescenza; Contraccezione; Matrimonio; Gravidanza; Nascita figli; Menopausa Pensionamento; Morte (lutto) Gestione dei problemi e assistenza al paziente e alla famiglia durante i “passaggi” Iperteso, Diabetico, Cardiopatico, Nefropatico, Psichiatrico, Neurologico, Vascolare, Neoplastico…. Paziente terminale. Assistenza al paziente cronico Gestione integrata e cura a domicilio ADI Adolescenza; Contraccezione; Matrimonio; Gravidanza; Nascita figli; Menopausa Pensionamento; Morte (lutto) 5 6 7 Gestione dei problemi e assistenza al paziente e alla famiglia durante i “passaggi” Iperteso, Diabetico, Cardiopatico, Nefropatico, Psichiatrico, Neurologico, Vascolare, Neoplastico…. Paziente terminale. Assistenza al paziente cronico Gestione integrata e cura a domicilio ADI Ecco gli esempi… 1 2 3 7 4 5 6 Non così Una “buona” Cartella Medica in Medicina Generale • Quali sono gli usi • Quali sono le caratteristiche principali • Qual è la componente più importante L’INCONTRO CON IL PAZIENTE • Gestione di un problema noto • Offerta di un nuovo problema Uno strumento per il problem solving: CMOP • CMOP: Indispensabile tassello di un percorso assistenziale di qualità • CMOP come METODO da utilizzare per qualsiasi problema DI FRONTE AD UN PROBLEMA NOTO • Accesso alla cartella • Rapida verifica dei dati archiviati • Esame dei nuovi elementi – Soggettivi – Oggettivi (EO, test, consulenze…) • Registrazione, aggiornamento • Decisioni CARTELLA MEDICA ORIENTATA per PROBLEMI Ma CMOP : CARTELLA MEDICA ORIENTATA PER PROBLEMI DATI DI BASE LISTA PROBLEMI attivi inattivi DIARIO CLINICO S O V P soggettività elementi obiettivi analisi dei dati piano di lavoro PIANI DI LAVORO Diagnosi (Dx) Terapia (Tx) Monitoraggio (Mx) Educazione (Ex) CARTELLA MEDICA ORIENTATA PROBLEMI I DATI DI BASE Informazioni utili nella gestione del paziente in parte raccolte inizialmente completate nel tempo Secondo uno schema standard condiviso Da applicare preferibilmente a tutti i pazienti Dati anagrafici Occupazione Stato civile Minimum Data Set PER CARTELLA MEDICA ORIENTATA PER PROBLEMI LISTA DEI PROBLEMI • Attivi • Inattivi • Risolti DIARIO CLINICO • È strutturato per ciascun problema • Consente la descrizione e la ricostruzione dell’evoluzione e del processo assistenziale per ogni singolo problema OFFERTA DI UN NUOVO PROBLEMA: FASI DELLA DECISIONE CLINICA • • • • • • Offerta del “problema” da parte del paziente Formulazione di una Ipotesi causale Raccolta della storia (S) Esecuzione di esame obiettivo (O) Valutazione complessiva dei dati e definizione del problema (V) Definizione piano di intervento (P) IL “METODO” DELL’APROCCIO AI PROBLEMI DEL PAZIENTE CMOP: LA LISTA DEI PROBLEMI • Comprende problemi – – – • Attivi Inattivi Risolti (Un problema attivo può diventare inattivo e viceversa) Ogni problema è datato e codificato (in Millewin, in automatico) CMOP: LA LISTA DEI PROBLEMI MODELLO ORIGINALE DI WEED Elenco degli eventi significativi della vita di un paziente • Diagnosi già definite • Stati fisiologici • Sintomi nuovi da valutare • Reperti obiettivi nuovi da valutare • Problemi psicologici, sociali, familiari • Malattie, traumi, interventi pregressi • Fattori di rischio • Intolleranze e allergie CMOP: LA LISTA DEI PROBLEMI MODELLO DELLA M.G. (schema SIMG-HS) Elenco di tutti gli eventi che il paziente porta all’attenzione del m.g. Organizzati in modo da Mantenere in evidenza (far “galleggiare”) i più rilevanti Tenere in secondo piano quelli inattivi Tenere in altro folder quelli “risolti” (definitivamente chiusi) CMOP: strutturazione dei dati Entità fondamentali • Problema – – – coincide in genere con il motivo della visita (RFE) in caso di primo/unico incontro o di evento non definito può essere o non una diagnosi definita può/deve rimanere “problema non definito” fino a sicura e precisa definizione della Diagnosi • Diagnosi – – descrizione di un problema mediante una definizione univoca può evolvere/variare nel tempo Evoluzione di un problema 1a visita: contusione polso 2a visita: sosp. frattura scafoide 3a visita: frattura di scafoide 4a visita: pseudoartrosi scafoide In sintesi CMOP: oltre il DIARIO CLINICO • Note sulla evoluzione del problema • Schema fisso di compilazione 85% diagnosi: storia!! S elementi SOGGETTIVI riferiti dal paziente O elementi OBIETTIVI significativi rilevati dal medico/dai test diagnostici V VALUTAZIONE metodologia! » epicrisi basata sugli elementi raccolti (S, O) » utile per la definizione del problema » rappresentativa del ragionamento clinico e del processo di diagnosi differenziale del MG P PIANI di intervento (sintesi decisioni) » Impostazione generale del piano di intervento, controllo nel tempo, interventi educativi,Metodologia! ecc. » NON duplicazione delle prescrizioni diagnostiche o terapeutiche esempi Caso clinico • Piera, ha 50 anni, capo sala di un reparto chirurgico, riceve la chiamata dal centro x lo Screening mammografico, per fare la mammografia, peraltro già sollecitata altre volte dal ginecologo a scopo preventivo . • panico • Viene dal MMG.per cui viene per essere intanto visitata e rassicurata anche se sa che palpazione negativa non esclude la presenza di un piccolo nodulo. mi chiede come fare a gestire l'ansia e "dominarla" Soluzione del Problema: del MMG e di Piera Darle un ansolitico e convincerla a fare l’esame •accoglienza della paura e rassicurazione attraverso la visita accurata Se la visita delle mammelle accurata è negativa, non fare la mammografia Farla tornare dopo ogni 3 mesi per la visita Inviarla dal senologo Controllo salute Stato di panico Caso clinico Giorgio, impiegato, ha 52 anni. Si presenta dal medico perché ha fatto il CK presso una Clinica privata, con cui la Banca è convenzionata. Sta bene, fa sport, ha un BMI di 24, TA 120/80. Tutto bene (esami bioumorali, eco addome, rx torace, ecg) tranne il test da sforzo, che è dubbio per la presenza di un lieve sottoslivellamento ST, per cui si consiglia scintigrafia miocardica da sforzo…il paziente è perplesso e chiede consiglio al medico. Cosa fare •Monitorare il paziente perché è asintomatico tutti gli altri esami sono negativi •Chiedere un altro test da sforzo presso una struttura pubblica •Chiedere al paziente cosa ha capito e cosa preferisce fare •Chiedere la scintigrafia miocardica •Inviare dallo specialista cardiologo Ischemia miocardica asintomatico STRUTTURAZIONE DEI DATI: L’EVOLUZIONE DEI PROBLEMI registrare i dati (SVOP) relativi ad ogni visita e concatenare le visite e le decisioni prese per ogni problema vuol dire per il medico… 1) comprendere / ricostruire la storia del problema (audit, ricerca) 2) gestire meglio gli eventi complessi/ricorrenti (professione). in conclusione CMOP: quali dati registrare? per ogni visita relativa ad qualsiasi problema anche di minima rilevanza – Definizione del problema (D) – Prescrizioni in conclusione CMOP: quali dati registrare? per ogni visita relativa ad ogni problema rilevante – Motivo d’incontro/elementi soggettivi (S) – Elementi obiettivi, se presenti (O) – Ragionamento del medico sull’evento/l’incontro sul il paziente (V) – Sintesi del piano di intervento (P) decalogo per il dialogo medico-paziente (Milano 5 ottobre 2007). Per il medico: 1) Ascolta senza interrompere per almeno 3 minuti, poi formula la domanda; 2) Dedica almeno un terzo del tempo della visita per spiegare e rispondere alle domande; 3) Non usare termini tecnici e nel caso spiegane il significato; 4) Parla chiaro, cercando di mettere in evidenza gli aspetti positivi; 5) Alimenta la speranza, non l'illusione; 6) Cerca sempre di rassicurare chi hai di fronte e favorisci la reperibilità tua o dell'equipe. decalogo per il dialogo medico-paziente (Milano 5 ottobre 2007) per il paziente: 1) Non esitare a fare domande, se qualcosa non è chiaro non aver paura di fartelo ripetere; 2) Prima della visita prepara gli aspetti che desideri chiarire e decidi quali sono per te le priorità; 3) Se non ti senti sicuro o hai paura di non ricordare tutto fatti accompagnare alla visita da un familiare o un amico che possa anche darti conforto; 4) Non aver paura di manifestare i tuoi sentimenti; 5) Ricorda che anche un medico ha le sue debolezze. il medico degli schiavi • i medici dei primi curassero solo i sintomi curava rapidamente i sintomi perché non perdessero troppo tempo e ritornassero rapidamente a lavorare dal padrone il medico dei liberi rende partecipe l'ammalato e i suoi amici della sua indagine e lui stesso apprende qualcosa dai malati medicus philosophus ecco le radici dell’umanesimo in medicina due approcci a malattia e salute non contrapposte • pensiero scientifico • riduzionismo • metodo quantitativo • unicità di metodo • pensiero narrativo • olismo • metodo qualitativo • pluralità di metodi Problem solving… Sbrogliare la matassa… prendere decisioni in condizioni di incertezza: non solo un approccio -problem solving, in cui l’interesse principale è nella sequenza risolutiva Ma anche un approccio -problem setting , in cui la diversità delle definizioni è una componente necessaria del processo progettuale. la cura dell’altro come coscienza di sé… …Conoscere se stesso e come “medico-farmaco” Inoltre vertigini nausea giramento nistagmo cupulolitiasi Manovra liberatoria e levopraid