Atti
-
Parlamentari
23241
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
498.
dei
Deputati
1999
Allegato B
ATTI DI CONTROLLO E DI INDIRIZZO
INDICE
PAG.
Mozione:
De Simone
1-00357
23243
Di Rosa
5-05924
23257
Misuraca
5-05925
23257
Brunetti
5-05926
23258
4-22724
23259
Risoluzioni in Commissione:
Ciapusci
7-00683
23245
Pecoraro Scanio
7-00684
23245
Tassone
Rossiello
7-00685
23246
Napoli
4-22725
23259
Frosio Roncalli
7-00686
23247
Napoli
4-22726
23259
Del Barone
4-22727
23260
Baccini
4-22728
23260
Stanisci
4-22729
23261
Peretti
4-22730
23262
Biondi
4-22731
23263
Interpellanza:
Fragalà
2-01683
23248
Interrogazioni a risposta orale:
Interrogazioni a risposta scrìtta:
Borghezio
3-03546
23250
Biondi
4-22732
23264
Maiolo
3-03547
23251
Cordoni
4-22733
23264
Veneto Armando
3-03548
23252
Marras
4-22734
23265
3-03549
23254
Veneto Armando
4-22735
23265
Boghetta
4-22736
23266
Pilo
4-22737
23266
Gramazio
4-22738
23267
Tassone
Interrogazioni a risposta in Commissione:
Lucidi
5-05920
23255
Nappi
5-05921
23255
Saia
4-22739
23267
Giorgetti Giancarlo
5-05922
23256
Scalia
4-22740
23268
Nesi
5-05923
23257
Ciapusci
4-22741
23269
N.B. Questo allegato, oltre gli atti di controllo e di indirizzo presentati nel corso della seduta, reca anche
le risposte scritte alle interrogazioni presentate alla Presidenza.
Atti
Parlamentari
-
23242
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
Deputati
1999
PAG.
Interrogazioni per le quali è pervenuta
risposta scritta alla Presidenza:
Manzato
4-11972
XXII
Marinacci
4-20034
XXIII
Amoruso
4-20741
III
Marzano
4-15289
XXIV
Angelici
4-14271
III
Mazzocchi
4-13616
XXVI
Ballaman
4-17195
IV
Migliori
4-20040
XXVII
Bertucci
4-19423
VI
Migliori
4-20472
XXVIII
Bonito
4-18054
VI
Molinari
4-08798
XXIX
Bosco
4-17467
VIII
Niccolini
4-15939
XXX
Cambursano
4-05402
IX
Carli
4-19301
X
Crema
4-15281
Danieli
4-09933
Faggiano
4-15833
XV
Stucchi
4-13160
XXXV
Foti
4-15773
XVI
Tosolini
4-12914
XXXVII
Foti
4-17754
XVIII
Tosolini
4-18311
XXXVIII
Gramazio
4-09127
XVIII
Tremaglia
4-15899
XXXVIII
Landi di Chiavenna
4-20737
XIX
Tremaglia
4-18819
XXXIX
Lucchese
4-16227
XXI
Zacchera
4-17196
XLI
Previti
4-18811
XXXI
Rossetto
4-17718
XXXII
XIII
Saraca
4-15706
XXXIII
XIV
Scarpa Bonazza Buora
4-16312
XXXIV
Atti
Parlamentari
-
23243
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
MOZIONE
La Camera,
considerato che con l'approvazione
della legge 15 marzo 1996, n. 66, il Parlamento ha varato uno strumento di civiltà,
in base alla quale la violenza sessuale è
classificata come delitto contro la persona,
mentre la legislazione precedente lo definiva reato contro la morale ed il buon
costume. Tale nuova classificazione è la
parte più qualificante della normativa in
vigore perché restituisce alle vittime la
qualità di « persone » e quindi la possibilità
di costituirsi in giudizio, come parti offese
dal reato, con maggior vigore e più pregnanza di quanto consentisse la normativa
abrogata;
rilevato che con l'unificazione dei due
tipi di reato (violenza carnale ed atti di
libidine violenta) viene data maggiore rilevanza alla dignità della persona e viene
posto in risalto che la libertà di disporre
del proprio corpo a fini sessuali altro non
è che la manifestazione di tale dignità;
dei
Deputati
1999
medesima sentenza mette in rilievo che la
persona è sempre soggetto e mai oggetto e
che tutto l'ordinamento giuridico è diretto
da questo generale, ma fondamentale,
principio che trova espressa formulazione
negli articoli 2 e 3 della Costituzione;
considerato che le donne nelle istituzioni e nella società hanno portato a compimento una seria riflessione sulla violenza
sessuale;
ritenuto che le leggi trovano piena
realizzazione solamente quando c'è una
cultura diffusa che le sostiene e le rende
« vive » nella società;
impegna il Governo:
a promuovere tutti gli atti utili a
tenere alta la civiltà dei diritti e a confermare quel principio della dignità della
persona e della libertà femminile che ispirano le nuove norme contro la violenza
sessuale;
constatato che la scelta della procedibilità a querela di parte tiene conto della
libertà di scelta delle vittime di violenza e
valorizza in pieno la loro soggettività;
ad incentivare ad ogni livello della
società, a partire dai luoghi deputati alla
formazione delle persone, una cultura dell'educazione e dell'informazione sessuale e
delle relazioni interpersonali basata sul
principio del rispetto della soggettività
quale forma privilegiata di prevenzione
verso la violenza e tutto ciò che offende la
dignità della persona ed il suo diritto a non
essere prevaricata;
considerato che tali assunti richiedono coerenza da parte di tutti coloro i
quali hanno facoltà o obbligo di occuparsene sul piano della giurisprudenza;
a favorire l'eliminazione di pregiudizi
e di pratiche basate sull'idea dell'inferiorità o superiorità di un sesso o su ruoli
stereotipati maschili e femminili;
rilevato che una pregevole sentenza
della Corte di cassazione del 22 novembre
1988, precedente all'entrata in vigore della
normativa del 1996 ed in totale sintonia
con i principi da essa espressi, in tema di
definizione del reato di violenza, dice
espressamente che nella violenza carnale,
la persona, invece che come soggetto, viene
trattata da oggetto e che solo tale configurazione consente di intendere tutta la
gravità ed antigiuridicità del reato, anche
alla luce dei principi costituzionali. La
ad avviare la ricerca e la raccolta di
dati su tutto ciò che concerne le diverse
forme di violenza contro le donne, con
particolare riguardo a quella domestica,
diffusa ed ancora troppo poco conosciuta;
a prestare un'attenzione particolare e
a rafforzare tutte le misure adeguate a
prevenire e a reprimere la violenza di cui
sono oggetto moltissime donne immigrate
nel nostro Paese, violenza che ha assunto
i connotati di un nuovo gravissimo feno-
Atti
Parlamentari
-
23244
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
dei
Deputati
1999
m e n o di riduzione in schiavitù di numerose donne e che costituisce la vera, nuova
emergenza della società di oggi;
civile ed aprire nel Paese una discussione
che interroghi il soggetto che porta violenza e non quello che la subisce.
a sollecitare - nelle debite sedi - tra
gli uomini la riflessione sul loro genere e
sul rapporto sesso-potere, in modo che essi
possano proporre, come le donne fanno da
tempo, l'apertura di una nuova frontiera
(1-00357) « D e Simone, Mancina, Mussi,
Finocchiaro Fidelbo, Servodio, Rizza, Chiavacci, Argia,
Manzini, Bolognesi, Acciarini,
Signorino ».
Atti
Parlamentari
-
23245
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
RISOLUZIONI IN COMMISSIONE
considerato che le suddette revisioni
possono essere affidate in concessione a
consorzi e società consortili, anche in
forma cooperativa, costituiti appositamente tra le imprese iscritte ognuna almeno in una diversa sezione del citato
registro, affinché sia garantita l'iscrizione
in tutte e quattro le sezioni quali meccanica e motoristica, carrozzeria, elettrauto e
gommista;
tenuto conto che la direzione generale
della motorizzazione civile ha emanato diverse circolari concernenti le attrezzature e
i locali dei concessionari, in particolare la
circolare del 23 aprile 1997, prot. n. 2516/
4410, ha stabilito che il ponte sollevatore e
l'ambiente in cui è installato devono poter
garantire un'altezza di sollevamento pari a
1,8 metri per veicoli di massa pari almeno a
3,5 tonnellate, inoltre l'altezza del locale in
corrispondenza della zona occupata dal
ponte sollevatore non può essere inferiore a
3,5 metri, misurati dal pavimento dell'officina alla parte più bassa del soffitto;
constatato che molti titolari delle
concessioni, pur avendo dichiarato di svolgere le quattro attività previste dal su
citato registro, non posseggono le attrezzature e i locali, soprattutto in riferimento
ai ponti sollevatori;
1999
preso atto che la violazione delle disposizioni di legge molto spesso è causata
dal mancato controllo da parte degli uffici
provinciali della protezione civile di competenza territoriale:
impegna il Governo
La IX Commissione,
premesso che l'articolo 80, comma 8,
del nuovo codice della strada, al fine di
rispettare i termini previsti per effettuare
le revisioni degli autoveicoli, prevede l'affidamento, mediante concessione quinquennale, delle revisioni di veicoli a m o tore con massa complessiva a pieno carico
fino a 3,5 tonnellate, alle imprese di autoriparazione che svolgano la propria attività ai sensi della legge 5 febbraio 1992,
n 122, e iscritte nell'apposito registro delle
imprese di autoriparazione;
Deputati
ad intensificare maggiormente i controlli,
eventualmente delegando tale funzione agli
uffici provinciali della motorizzazione civile, affinché si verifichino l'esistenza e la
permanenza dei requisiti richiesti alle imprese per poter svolgere l'attività di autoriparazione, allo scopo precipuo di far
rispettare il dettato dell'articolo 80 del
nuovo codice della strada che disciplina in
m o d o ferreo lo svolgimento dell'attività di
autoriparazione finalizzata alla sicurezza
della circolazione stradale e alla salvaguardia dell'ambiente.
(7-00683)
« Ciapusci ».
La XIII Commissione,
premesso che:
la Commissione europea ha approvato in data 22 dicembre 1998 il regolamento CE n. 2815 relativo alle norme
commerciali dell'olio di oliva;
il predetto regolamento, dal 27 dicembre 1998, data della sua entrata in
vigore, ha annullato l'efficacia della legge
italiana 3 agosto 1998, n. 313 recente: disposizioni per la etichettatura d'origine
dell'olio extra vergine di oliva, dell'olio di
oliva vergine e dell'olio di oliva, approvata
all'unanimità dai due rami di questo Parlamento;
il provvedimento comunitario de
quo annulla, di fatto, senza regolamentare
diversamente alcuni aspetti già disciplinati
dalla legge italiana 3 agosto 1998, n. 313
relativi agli stabilimenti di raffinazione degli oli di oliva (articolo 2) e sulle commissioni di assaggio degli oli a denominazione
di origine (articolo 3), nulla dicendo per
quanto concerne l'olio di oliva, categoria
Atti
Parlamentari
-
23246
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
merceologica, al contrario, contemplata e
disciplinata nella normativa nazionale;
il regolamento ha reso definitivamente lecite e privilegiate, anche in termini
di comunicazione pubblicitaria, pratiche
commerciali di segno esattamente opposto,
rispetto ad un disegno di valorizzazione
dell'identità territoriale del prodotto e di
tutela dell'origine dello stesso;
l'obiettivo della legge 3 agosto 1998,
n. 313 era solo quello di tutelare e salvaguardare la trasparenza delle informazioni
al consumatore, materia peraltro già disciplinata dalla direttiva comunitaria 79/
112 in tema di etichettatura dei prodotti
alimentari, il cui scopo è informare correttamente il consumatore circa la composizione, l'origine e provenienza del prodotto alimentare;
il regolamento CE n. 2815 è in contrasto con i princìpi della stessa direttiva
comunitaria 79/112 dalla quale ha preso
origine la legge 3 agosto 1998 n. 313 con
particolare riferimento a:
dei
Deputati
1999
il regolamento n. 2815/98, così
come è stato approvato, rischia di rappresentare un precedente pericoloso non solo
per l'olio di oliva, ma anche per tutte le
altre produzioni agricole;
impegna il Governo
ad attivare, nei tempi previsti, le procedure
per l'impugnazione del regolamento CE
n. 2815 del 22 dicembre 1998, dinanzi alla
Corte di giustizia alla stregua delle considerazioni e valutazioni sopra esposte.
(7-00684)
« Pecoraro Scanio ».
La XIII Commissione,
premesso che:
con l'adozione dei regolamenti CE
1638/98 e 1639/98 si è concluso positivamente il negoziato che ha portato all'approvazione della riforma ponte delPOcm
nel settore dell'olio di oliva con l'innalzamento delle Qmg nazionale e la possibilità
all'interno di essa di compensazione fra
annate di maggiore e minore produzione;
a) la registrazione dei marchi, che
potrebbe ingannare i consumatori in relazione alla provenienza geografica del prodotto; b) l'origine dell'olio, che è determinata dal frantoio e non dal luogo di produzione delle olive; c) il ricorso all'articolo
24 del codice doganale comunitario, che
consente di etichettare come italiano un
olio non prodotto, ma soltanto lavorato sul
territorio nazionale;
a seguito dell'approvazione della riforma ponte dell'Ocm sono stati approvati
dalla Commissione europea i regolamenti
2366/98 e 2367/98 che prevedono norme
vincolanti per i frantoi riconosciuti, sia
privati sia cooperativi, con l'intento assai
apprezzabile di rendere più trasparente il
rapporto tra olive prodotte e l'olio derivato
dalla loro trasformazione;
il regolamento comunitario si richiama solo genericamente al Trattato di
Roma senza indicare alcun preciso articolo
sul quale poggiare le argomentazioni giuridiche del provvedimento stesso;
la circolare Mipa del 23 dicembre
1998 che aveva come obiettivo fare chiarezza e stabilire criteri interpretativi certi
del regolamento CE 2366/98 lascia nell'incertezza le questioni inerenti:
nel regolamento si fa riferimento
ad una pluralità di precedenti disposizioni
comunitarie adottate, che non confortano
le scelte operate quanto all'identificazione
del luogo di produzione e palesano l'esistenza di ragioni politiche ed economiche,
piuttosto che tecnico-giuridiche e di coerenza con lo stesso ordinamento comunitario;
a) il sistema automatico di pesatura delle olive e di registrazione del peso;
b) l'utilizzazione corretta e compiuta del registro di carico e scarico;
impegna il Governo
ad emanare in tempi brevi una nota esplicativa che faccia superare l'attuale stato di
Atti
Parlamentari
-
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-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
incertezza, confusione e preoccupazione in
un settore già sommerso da numerosi e
costosi adempimenti e controlli, soprattutto quando gli stessi più che funzionali
alle giuste esigenze di trasparenza non
hanno punti di riferimento applicativi certi
e rischiano di essere solo vessatori.
(7-00685) « Rossiello, Tattarini, Rava, Malagnino, Paolo Rubino, Brúñale, Abaterusso ».
dei
Deputati
1999
pacità produttiva del terreno per naturale
esaurimento o per altra causa di forza
maggiore, anche se non vi è stato cambiamento di coltura, ovvero per eventi fitopatologici o entomologici interessanti le
piantagioni;
molte regioni del nord Italia (Piemonte, Liguria, Lombardia, Friuli-Venezia
Giulia), sono state colpite da gravi eventi
climatici e ambientali, e quindi hanno
perso gran parte della loro capacità produttiva del terreno;
La VI Commissione,
impegna il Governo:
premesso che:
dalla legge finanziaria per il 1995 si
evidenzia una notevole discrasia di valori
catastali tra le diverse zone del Paese, si
veda per esempio San R e m o con 10 milioni
di lire ogni 10.000 metri quadrati e Scafati
(Salerno), con lo stesso tipo di coltura, con
1 milione di lire ogni 10.000 metri quadrati;
la lettera b), del c o m m a 2, dell'articolo 26, del decreto del Presidente della
Repubblica n. 917 del 1986, e successive
modificazioni, reca norme che hanno come
oggetto la variazione del reddito dominicale in funzione della riduzione della ca-
ad agevolare gli operatori del settore
agricolo colpiti da eventi calamitosi andando a ridurre e quindi a riequilibrare gli
estimi catastali facendo riferimento al valore del reddito dominicale di Roma pari
ad 1.000.000 di lire per 10.000 metri quadrati;
a modificare il decreto del Presidente
della Repubblica n. 917 sopra menzionato
prendendo in considerazione gli eventi calamitosi come causa della riduzione della
capacità produttiva del terreno.
(7-00686)
« Frosio Roncalli, Anghinoni ».
Atti
Parlamentari
-
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-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
INTERPELLANZA
I sottoscritti deputati chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei
ministri, ed i Ministri di grazia e giustizia
e dell'interno, per sapere - premesso che:
sulla delicata questione del pentito
Balduccio Di Maggio, tornato a terrorizzare la città di San Giuseppe Iato in qualità di capomandamento nonostante fosse
sotto « protezione » dello Stato, tutto
quanto oggi ricostruito dagli investigatori
era già delineato nelle intercettazioni fatte
dai Carabinieri del Ros di Monreale tra
l'aprile del 1993 e l'agosto del 1994 e
inviate dal deputato di alleanza nazionale
Enzo Fragalà alla Commissione antimafia,
quale organo dotato dei medesimi poteri
inquirenti della Magistratura, nonché ai
Ministri dell'interno e di grazia e giustizia;
allora il deputato Fragalà fu ferocemente attaccato da alcuni Magistrati della
Procura di Palermo che sostennero che il
rapporto delle intercettazioni era un falso
costruito per delegittimare il più accreditato pentito di mafia del processo Andreotti;
dalle decine di conversazioni intercettate tra Balduccio Di Maggio e il suo
amico di cosca Francesco Reda - nelle
quali si parlava di depositi di armi, di soldi
illeciti di avversari da eliminare « staccandogli la testa » e di rifugi segreti a San
Giuseppe Iato dove Di Maggio si recava
tranquillamente nonostante il suo status di
« pentito » - risultava, invece, la strategia
utilizzata dal collaboratore di giustizia sin
dal 1993 per ricostituire il suo gruppo di
fuoco e tornare ad essere capomandamento di San Giuseppe Iato;
l'allarme lanciato dal deputato Fragalà fu criminalizzato ed ignorato, col risultato di non fermare Di Maggio per
tempo e di arrestarlo soltanto alla fine del
1997, quando il sangue già scorreva a fiotti
per le strade di San Giuseppe Iato;
dei
Deputati
1999
la procura di Palermo sostanzialmente ignorò - secondo gli interpellanti i numerosi allarmi lanciati dal 1995 in poi
dal responsabile del servizio di protezione
dottor Cirillo, che comunicò più volte delle
frequentazioni e delle sparizioni sospette
di Balduccio Di Maggio;
la procura di Palermo non credette a
Giovanni Brusca quando appena arrestato
nel maggio del 1996 rivelò agli investigatori
e ai Magistrati che Di Maggio era tornato
a sparare ed a imperversare a San Giuseppe Iato;
risulta agli interpellanti che Francesco Reda fu autorizzato a recarsi tra il
1993 e il 1994 ad incontrare Di Maggio nel
suo rifugio segreto;
a quanto risulta agli interpellanti la
Procura di Palermo non indagò sull'inquietante evidenza dei messaggi criminali contenuti nelle intercettazioni telefoniche operate dai ROS delle conversazioni telefoniche tra Balduccio Di Maggio e Francesco
Reda e, invece, compì un'inchiesta - ad
avviso dell'interpellanti — incredibile ed
inusitata nei confronti di un parlamentare
e di numerosi giornalisti, rei di avere divulgato delle intercettazioni ed un rapporto dei carabinieri su cui invece si aveva
il dovere di indagare per il suo esplosivo
significato;
sarebbero necessarie iniziative del
Governo, con l'ausilio della Commissione
antimafia per accertare se vi siano state e
quali siano state le coperture anche istituzionali delle quali si sia potuto avvalere
Di Maggio a partire dall'aprile 1993
quando, ancora agli arresti e poi scarcerato, iniziò a ritessere le fila della cosca
mafiosa di San Giuseppe Iato al fine di
riprendere in m a n o il potere, debellare la
cosca avversaria dei Brusca e controllare il
sistema degli appalti e delle estorsioni a
suon di omicidi — :
al di là del caso concreto come il
Governo intenda spiegare agli occhi dell'opinione pubblica italiana ed internazionale questa incredibile e lunghissima serie
di « perché senza risposta » e queste omis-
Atti
Parlamentari
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-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
sioni che sono costate la vita di numerosi
soggetti e hanno inficiato la credibilità
dello Stato e delle istituzioni,
per quali motivi risulti che nonostante le intercettazioni, non fu fermato o
almeno protetto Francesco Reda, consentendo così che il clan di Brusca lo sequestrasse e lo uccidesse nell'agosto del 1994;
dei
Deputati
1999
se risulti come sia potuto avvenire che
un collaboratore di giustizia iniziasse e
compisse la scalata criminale al posto di
capomandamento di San Giuseppe Iato
senza che alcun organo investigativo se ne
accorgesse.
(2-01683)
«Fragalà, Lo Presti, S i m e o n e »
Atti
Parlamentari
-
23250
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
INTERROGAZIONI
A RISPOSTA ORALE
BORGHEZIO. - Al Ministro per i beni
e le attività culturali.
— Per sapere premesso che:
un autorevole studioso del Cnr, Lorenzo Bianchi, ha pubblicato sulla rivista
30 giorni (n. 1 - gennaio 1999) un saggio
di carattere storico-archeologico riguardante la zona più a nord del Gianicolo,
attualmente interessata da grandi lavori di
scavo per la costruzione di un mega-pareheggio che dovrà ospitare i pullman dei
pellegrini per il Giubileo, sotto il cosiddetto
monte di Santo Spirito;
contemporaneamente si sta lavorando
alla realizzazione del raddoppio del traforo sottostante il Gianicolo;
tutta questa vasta zona pur rappresentando un unicum di testimonianze storico-archeologiche, dall'età classica e paleocristiana a quella medioevale e rinascimentale, non è mai stata oggetto di una
sistematica
esplorazione;
innumerevoli
sono però stati, nel tempo, i reperti emersi
durante la costruzione di nuovi edifici;
in occasione dei lavori per il Giubileo,
che stanno rivoluzionando l'intera zona, si
è provveduto soltanto a sommarie indagini
storico-topografiche e tutto lascia pensare
che, già attualmente, una parte notevole
dei reperti ancora esistenti nel sottosuolo
sia stata distrutta senza che chi di dovere
se ne sia accorto e, conseguentemente,
senza alcun intervento atto ad interrompere ed impedire l'ulteriore scempio;
va rilevato che proprio qui, sull'estrema collinetta alle pendici del Gianicolo, avvenne il martirio dei primi cristiani
in Roma ed inoltre vi si trovano i resti di
importanti edifici imperiali, costruiti a terrazze sulle coste della collina; la notevole
diffusione topografica di queste strutture
Deputati
1999
fa ben ritenere che la zona possa custodire
ancora altre importantissime vestigia dell'epoca classica;
l'esame delle fonti, inoltre, fa ritenere
ben fondata anche l'ipotesi secondo cui qui
possa essere localizzato il luogo della crocifissione di San Pietro;
nella zona immediatamente a sud
dell'area direttamente interessata dal parcheggio, si aprono delle gallerie cimiteriali,
non interamente esplorate, in cui si è riconosciuto il complesso delle catacombe
dei Santi Processo e Martignano, i carcerieri di San Pietro; le citate gallerie attraversano gli orti di Torlonia, un terreno or
ora espropriato dallo Stato con procedura
d'urgenza, per i lavori connessi alla costruzione del parcheggio e sono attualmente oggetto di opere di sbancamento,
senza che anche su di essi sia stata effettuata una preventiva indagine storico-archeologica;
in prossimità del lato orientale della
collina era ubicata la « schola dei Sassoni »
e sulle pendici nord la « schola dei Frisoni »;
l'unica parte superstite del tratto sud
delle mura di Leone IV è stata distrutta fra
la fine del 1997 ed il 1998 «nella preparazione della strada di accesso al parcheggio » — come denuncia il citato autore del
saggio Lorenzo Bianchi - « in omaggio al
"restauro" se così lo si può definire, che ha
deturpato il bastione rinascimentale (...),
"completato" con mattoni stile palazzina
anni Sessanta e sventrato con le due gallerie di accesso per il pullman »;
in precedenza, alcuni anni or sono, le
edicole funerarie dei Frisoni difensori di
San Pietro, scolpite sulla parete di tufo
della collina e scritte forse nella loro lingua, sono state erose con la ruspa durante
la costruzione del nuovo edificio per l'archivio dei gesuiti e successivamente lasciate
a subire lo scolo del cemento posato a
rinforzare il muro soprastante - :
se non ritenga necessario ed urgente
un intervento immediato atto a preservare
questa zona così importante del Gianicolo
Atti
Parlamentari
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23251
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Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
dei
Deputati
1999
dalle attività devastanti in corso d'opera
per la realizzazione del parcheggio per il
Giubileo, la cui incontrollata esecuzione
sta producendo in poco tempo più guasti di
quanti ne abbiano realizzati, attraverso i
secoli, le invasioni e le devastazioni degli
uomini e l'erosione del tempo. (3-03546)
b) 23 gennaio 1999, intervista al quotidiano 77 manifesto nella quale il dottor
Sabella sostiene: « Vi sono processi nei
quali i boss rinunciano ai loro legali di
fiducia e sperano solo nelle modifiche delle
leggi, nella modifica del 192, del 41 -bis, del
513 »;
MAIOLO. — Al Ministro
di grazia e
giustizia. — Per sapere — premesso che:
c) 10 ottobre 1998, intervista al quotidiano Giornale di Sicilia sulle indagini
sull'omicidio del sindacalista Domenico
Geraci, avvenuto a Caccamo (Palermo) l'8
ottobre 1998;
secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa Ansa e Agi in data 4 marzo
1999, il dottor Alfonso Sabella, sostituto
procuratore della Repubblica presso la
Dda di Palermo sarebbe in procinto di
essere distaccato presso il ministero di
grazia e giustizia, con un incarico di coordinamento tra il ministero e la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni
criminali similari;
il dottor Alfonso Sabella ha rappresentato l'accusa nel processo per associazione mafiosa nei confronti del presidente
della provincia di Palermo Francesco Musotto, processo concluso con l'assoluzione
dell'imputato;
il dottor Alfonso Sabella si è distinto
in questi anni per la spiccata loquacità con
gli organi di stampa, ai quali ha rilasciato
costantemente dichiarazioni e interviste su
procedimenti in corso e di cui è stato
titolare, contravvenendo con tali comportamenti alle numerose direttive in tema di
riservatezza dei magistrati;
d) 27 agosto 1997, dichiarazioni al
quotidiano 77 Sole 24 Ore, in cui, a proposito di eventuali modifiche legislative
all'articolo 192 codice di procedura penale,
dichiara: « Fino a ieri la classe politica è
stata solo sfiorata dalle indagini antimafia.
Con Siino la procura può ora compiere il
salto di qualità, svelando l'intreccio tra
mafia, imprenditoria e politica, locale e
soprattutto nazionale »;
e) 19 agosto 1998, dichiarazioni al
quotidiano La Stampa, al quale il dottor
Sabella, a proposito delle norme sulla privacy, sostiene: « Il risultato concreto di
questa norma è quello di privare i magistrati di un'importantissima fonte di prova
ma anche di un dato che può fornire
fondatezza o infondatezza a un alibi o a
una chiamata in correità »;
in particolare il dottor Sabella ha
rilasciato, tra le altre, le seguenti dichiarazioni e interviste:
f) 9 giugno 1997, dichiarazioni al quotidiano La Stampa, al quale il dottor Sabella, in relazione alla cattura di Pietro
Aglieri e delle indagini relative di cui è
titolare, dichiara che non si sorprenderebbe se alcuni politici avessero avuto un
ruolo nel coprire gli otto anni di latitanza
del boss;
a) 28 febbraio 1999, intervista al settimanale Avvenimenti nella quale il dottor
Sabella afferma: « [...] le nostre indagini
dimostrano che il politico n o n deve necessariamente cercare un rapporto con la
mafia perché, prima o poi, al m o m e n t o del
voto o dell'appalto, quel rapporto arriva
con le sue gambe. È nella natura della
mafia avere rapporti con la politica »;
g) 8 giugno 1997, dichiarazioni al
quotidiano La Stampa, al quale il dottor
Sabella, in relazione alla cattura di Pietro
Aglieri e delle indagini relative di cui è
titolare, dichiara: « Ho la sensazione di
vivere in una fase d'isolamento della magistratura e delle forze dell'ordine. Fanno
piacere i messaggi di congratulazione. Però
manca totalmente l'intervento statale »;
Atti
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Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
h) a parere dell'interrogante, tutte
queste dichiarazioni dimostrano l'evidente
pregiudizio del dottor Sabella nei confronti
del Parlamento, del suo ruolo legislativo e
dei suoi componenti; nonché nei confronti
degli esponenti politici più in generale.
Pregiudizio che il dottor Sabella manifesta
costantemente e che può aver avuto un
ruolo significativo nella costruzione accusatoria, smentita dal Tribunale, nei confronti del Presidente della provincia di
Palermo Francesco Musotto - :
se il distacco del dottor Sabella sia
stato richiesto dal ministro;
se l'incarico che il dottor Sabella dovrebbe ricoprire sia stato individuato dal
ministro;
se il ministro non ritenga del tutto
inopportuno che si affidi tale incarico,
delicato ed importante, a un magistrato
che ad avviso dell'interrogante ha mostrato
evidente faziosità e pregiudizio nei confronti di una parte politica;
se pertanto il ministro non ritenga
opportuno adoperarsi perché sia nominato
nell'incarico di coordinamento tra il ministero e la Commissione Parlamentare di
inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle
altre associazioni criminali similari un diverso magistrato.
(3-03547)
ARMANDO VENETO. - Al
Ministro
dell'università
e della ricerca scientifica. —
Per sapere - premesso che:
dei
Deputati
1999
Calabria; la Intersiel - partecipata Finsiel,
gruppo IRI, ex SIP - e Caricai diveniva
partner esecutivo di Telcal;
in esecuzione del progetto originario
numerosi progetti venivano messi in cantiere e la loro esecuzione comportava
esborsi per stati di avanzamento pari ad
oltre 130 miliardi di lire; la soppressione
dell'intervento straordinario, però, bloccava le risorse e portava la società, nel
frattempo sorte a margine del progetto, o
al fallimento, o alla riconversione;
a tale ultima condizione approdava
Intersiel: nata dall'intesa Carical-Finsiel
con preminente vocazione a fornire servizi
informatici alla banca ed al territorio, riceveva commesse dalla Cassa di risparmio
(che chiudeva il suo centro elettronico ed
affidava alla nuova società i suoi processi
di informatizzazione) e - più tardi - dalla
Telcal, alla quale si legava con una convenzione assolutamente vincolante;
ciò ovviamente significa che PIntersiel
tradiva la sua stessa ragion d'essere, poiché
lungi dal porsi al servizio del territorio e
del libero mercato su di esso svolgentesi
diveniva appendice di
committenti-partner;
allorché il flusso delle risorse si esauriva, proprio questa denunziata condizione
di rapporto unico e monopolistico, accelerava la crisi dell'Intersiel, che si scindeva in
Carisiel (partecipata in esclusiva alla Cassa
di risparmio, oggi Carime) alla quale andavano il know how bancario e le migliori
professionalità; ed in Intersiel (di esclusiva
proprietà Finsiel) che rimaneva in attesa
degli esiti della mai rescissa convenzione
Telcal;
a seguito della soppressione dell'intervento straordinario (legge 488/92 e decreto attuativo n. 96 del 3 aprile 1993) il
commissario liquidatore trasferiva al ministero della ricerca scientifica tutte le
competenze ex lege n. 64 del 1986, incluse
quelle relative all'azione organica n. 2, nel
cui ambito era stato finanziato il piano
telematico Calabria con uno stanziamento
di 409 miliardi;
dopo un tentativo senza esito del Ministro per la ricerca scientifica prò tempore
professor Salvini, inteso a dare corso agli
interventi programmati, il Ministro Berlinguer riprendeva la questione, avendo la
medesima prospettiva del citato suo predecessore;
per l'attuazione del piano, che prevedeva la creazione di 500 posti di lavoro, si
era costituito il consorzio Telcal formato
da Telecom, Italteco, Intersiel e regione
Intersiel si svegliava così dal lungo
letargo, derivante dal non aver commesse
né capitali: riorganizzava il suo staff procedendo con promozioni politiche di im-
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XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
piegati che divenivano dirigenti e con un
nuovo management
tutto costruito all'interno di Telcal, due e tutti lanciati nella
distribuzione in regione Calabria di oltre
300 miliardi (quanti erano i fondi non
spesi della originaria dotazione);
con quali criteri di valutazione e in
base a quali curricula professionali si sia
ritenuto di affidare un patrimonio così
ingente e di così grande rilevanza strategica per la Calabria agli attuali direttori di
progetto e agli attuali vertici del consorzio
stesso;
con quali criteri siano stati scelti i
nove comprensori sperimentali (Telcal non
interesserà tutta la regione) con quali valutazioni, e soprattutto in base a quali
requisiti siano stati attribuiti da Telcal i
progetti da realizzare nei diversi territori;
a quanto ammonti il costo della riprogettazione del 1997 per attualizzare il
piano telematico Calabria e chi siano gli
esperti che sono stati chiamati a pronunciarsi sulla conguità del nuovo progetto e
sulla efficacia delle sue linee strategiche;
se nel riprogrammare il piano telematico si siano sentite altre aziende informatiche presenti sul territorio calabrese e
nazionale, per garantire che i costi che
Telcal subisce per l'ingaggio pregresso di
Intersiel sono ancora congrui;
a chi faccia capo il comitato tecnico
scientifico che si è assunto una responsabilità, in questa direzione, soprattutto alla
luce degli avvenimenti che hanno portato
alla scissione della prima Intersiel;
se la stessa abbia la certificazione Iso
9000 e, in caso affermativo quando abbia
acquistata e in base a quale protocollo
produttivo;
se risponda a verità che, avendo la
Telcal la vocazione di formare 200 giovani
da destinare alla promozione dell'informatica sul territorio, sarà PIntersiel ad assumerli direttamente, con contratti di formazione;
dei
Deputati
1999
in che m o d o la regione Calabria, socia
della Telcal, stia vigilando sulla correttezza
delle azioni che il management
sta mettendo in campo;
se la Telecom abbia già fissato i costi
che amministrazioni e aziende dovranno
sostenere nel rilevare, fra tre anni, le infrastrutture tecnologiche che la Telcal avrà
realizzato per estendere a tutto il territorio
calabrese la fruizione dei servizi in Intranet ed Internet;
se la natura dei contratti di servizio
che la Telcal dovrebbe attivare con le
amministrazioni prima di procedere alla
realizzazione dei servizi, sia stata sottoposta ad un pool di esperti superpartes
che
testimoni la congruità dei servizi stessi e
dei relativi costi;
se la Telcal abbia preordinato uno
sbocco occupazionale per i 200 giovani che
PIntersiel assumerà a tempo determinato
con il contratto di formazione-lavoro, dove
e presso quale struttura abbia intenzione
di realizzare corsi;
a vantaggio di chi andranno i fondi
finalizzati a questo scopo nel budget del
piano telematico, budget che essendo pubblico non può cumularsi ad altre provvidenze o agevolazioni previste dal « pacchetto Treu »;
quali ragioni abbiano indotto la Telcal a liquidare la questione Ced di Germaneto, senza preventivamente concordare con la regione un piano che ottimizzasse il know how professionale, prima
ingaggiato da Telcal 1 ed oggi abbandonato
a se stesso;
con quali risorse u m a n e si intenda
attivare il centro servizi, laboratorio di
eccellenza previsto dal piano telematico 2,
con quali criteri se ne sia stabilita l'ubicazione e quali motivazioni abbiano indotto il management
della Telcal a liquidare la questione Germaneto, chiedendo di
utilizzare con nuovo dispendio di risorse
una nuova struttura a Lamezia;
se per la « mappatura » del territorio
prevista dal piano il management
della
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XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
Telcal ha ritenuto di utilizzare le fonti
gratuite delPAipa (Autorità informatica
pubblica amministrazione) o se abbia già
deciso diversamente e a quali costi;
quanto del budget disponibile sia destinato all'infrastrutturazione telematica
della Calabria e quanto abbia assorbito da
consulenze e servizi che lasceranno poco o
nulla al territorio;
se, alla luce di quanto sopra esposto,
non intenda nominare una Commissione di
vigilanza super partes e trilaterale ministero-regione-enti locali destinatari del piano
sull'operato di Telcal cui il
management
dovrà riferire sugli stati di avanzamento
conseguiti per la parte progettuale ed economica nel realizzare il piano che la Calabria aspetta fin dal 1990.
(3-03548)
TASSONE e VOLONTÈ. - Ai
degli affari esteri e della difesa.
sapere - premesso che:
Ministri
— Per
la sentenza della giustizia statunitense relativa ai militari Usa coinvolti nella
tragedia del Cermis appare squallida, poco
trasparente ed ingiusta;
dei
Deputati
1999
in tutta la vicenda l'amministrazione
del Pentagono non è apparsa neutrale,
provocando vivo sconcerto nella pubblica
opinione;
la questione, che rientra nel regime
giuridico delle basi militari Nato nel territorio nazionale, finisce per incidere pesantemente sui rapporti bilaterali tra Italia
ed Usa - :
quali iniziative intendano assumere
per una revisione degli accordi bilaterali
sulle basi militari in Italia e, in particolare,
sulle responsabilità dei soggetti che operano nelle stesse basi militari;
se non ritengano necessario che siano
rimossi i limiti imposti all'esercizio della
giurisdizione locale in occasione di tali
eventi;
se non ritengano di intervenire al fine
di modificare le norme sulle responsabilità
delle forze armate straniere per consentire
una adeguata protezione dei diritti dei
danneggiati.
(3-03549)
Atti
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Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
dei
Deputati
1999
osta sanitario ai sensi della legge n. 241 del
1990.
(5-05920)
INTERROGAZIONI
A RISPOSTA IN COMMISSIONE
NAPPI e GIARDIELLO. - Al
dei trasporti
e della navigazione.
sapere - premesso che:
LUCIDI e PISTONE. - Ai Ministri della
sanità, dell'ambiente e delle
comunicazioni
— Per sapere - premesso che:
gli interroganti hanno avuto notizia
che si sta procedendo a nuove installazioni
di impianti di telecomunicazioni a Roma,
nella zona di Viale Cesare Pavese ed in
particolare al civico 61, da parte della
società Ericson e/o di altri fornitori nei
palazzi limitrofi, a poco più di cento metri
da un impianto della Omnitel, a m e n o di
duecento metri dall'elettrodotto Enel e a
poco più di cinquanta metri da alcuni
edifici scolastici;
tale caso si va ad aggiungere agli altri
numerosi avvenuti in varie città italiane, e
che stanno destando viva preoccupazione
nei cittadini per gli eventuali rischi sanitari
che si potrebbero verificare;
le normative che regolano queste installazioni non sono state ancora uniformate —:
se intendano adottare le opportune
iniziative normative volte a:
a) subordinare il rilascio delle autorizzazioni per tali impianti all'approvazione, nelle sedi opportune, di uno specifico piano di localizzazione di nuovi impianti, nonché di delocalizzazione di quelli
esistenti ad una distanza di rispetto dalle
civili abitazioni, tenendo conto di indagini
epidemiologiche che evidenziano l'insorgenza di malattie degenerative anche a
livelli di esposizione inferiori a quelli stabiliti dalla normativa attualmente in vigore
e della raccomandazione in tal senso del
Parlamento europeo del 5 maggio 1994;
b) assicurare la partecipazione dei
rappresentanti dei cittadini interessati al
procedimento amministrativo di rilascio
della autorizzazione edilizia e del nulla
Ministro
— Per
l'abitato di Nola in provincia di Napoli è interessato dall'attraversamento
della linea ferroviaria Cancello-Codola;
tale linea fu, in epoca lontana, realizzata su binario unico ed autorizzata, con
il consenso dell'ente locale del tempo, ad
attraversare la strada comunale che collega piazza Principe Umberto-Villa comunale con la zona archeologica, densamente
abitata, nota come via Anfiteatro Marmoreo;
il passaggio a livello è protetto da
barriere mobili;
la linea in parola è stata sempre
utilizzata per il traffico ferroviario metropolitano, tant'è vero che il numero dei
treni transitanti in entrambe le direzioni,
nell'arco di una giornata, non ha mai superato le 15 unità, con modestissimi disagi
e per coloro che abitano, ancora oggi,
lungo il percorso cittadino della linea ferroviaria e per lo sviluppo delle relazioni tra
la zona della città, a monte e a valle del
passaggio a livello di piazza Principe Umberto-Villa comunale;
da qualche anno le Ferrovie dello
Stato hanno realizzato nella sede ferroviaria il raddoppio della linea, in m o d o da
consentire il transito ai treni, contemporaneamente, in entrambe le direzioni;
in tempi recenti la tratta che attraversa l'abitato di Nola, inserita nella direttrice principale del traffico merci da e
per il sud Italia, produce, in conseguenza
dell'alta frequenza del traffico ferroviario
(circa 300 passaggi al giorno) e della tipologia dello stesso (treni merci), impatti
rilevanti con valenze negative sotto vari
profili, ambientali ed urbanistici (inquinamento acustico, vibrazioni nei fabbricati
adiacenti la linea ferrata, interferenze con
la rete stradale urbana, eccetera);
Atti
Parlamentari
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Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
con il collegamento operativo alla linea ferrata del raccordo con PInterporto di
Nola, l'intensità del traffico ferroviario
sarà ulteriormente incrementata e gli impatti diventeranno ancora più rilevanti;
tale situazione arreca disagi notevoli
a coloro che abitano lungo il percorso
cittadino della tratta ferroviaria ed anche
nelle fasce immediatamente a ridosso della
stessa, disagi che incidono sulla salute delle
persone, che sconvolgono la normale vita
quotidiana di centinaia di famiglie, che
rendono impraticabili le comuni reazioni
tra parti diverse della città, « separate in
casa », all'altezza di piazza Principe Umberto-Villa comunale, da barriere sempre
abbassate a protezione dell'intenso traffico
ferroviario;
tale situazione costituisce, fatto ancora più grave, un continuo pericolo per gli
abitanti dei fabbricati a ridosso della linea
ferroviaria, alla luce di avvenimenti abbastanza recenti. Convogli in transito a notevole velocità sono stati bloccati appena in
tempo, ritrovandosi la sede ferroviaria allagata a seguito dello straripamento dell'alveo che, alla periferia dell'abitato, corre
non lontano dal tracciato ferroviario;
gli abitanti della città di Nola, e coloro che abitano a ridosso della linea ferrata, lamentano condizioni di invivibilità;
intorno a tali problematiche, si è costituita una associazione di cittadini denominata « Meglionola » che rivendica giustamente un intervento risolutivo del problema;
il potenziamento del traffico merci e
la stessa attivazione dell'Interporto di Nola
rappresentano momenti importanti per lo
sviluppo dell'area nolana e dell'intero Mezzogiorno;
emergono in ogni caso nello spazio di
Nola seri ed evidenti problemi di assetto
del territorio, di sicurezza e di funzioni
urbane — :
se e quali interventi intenda realizzare, anche con riferimento diretto alle
Ferrovie dello Stato, affinché una fonda-
dei
Deputati
1999
mentale riorganizzazione del trasporto
merci si combini con una più alta riqualificazione del territorio superando tutti
quei problemi che oggi invece sembrano
prevalere.
(5-05921)
GIANCARLO GIORGETTI. - Ai Ministri dell'interno, dell'industria, del commercio e dell'artigianato
e delle finanze. — Per
sapere - premesso che:
con l'articolo 17 del decreto-legge
n. 786 del 1981 è stata conferita facoltà ai
comuni di istituire l'addizionale sul consumo dell'energia elettrica;
la disciplina sull'addizionale è stata
successivamente modificata dall'articolo 6
del decreto-legge 28 novembre
1988,
n. 511, convertito dalla legge 27 gennaio
1989, n. 20, che ha introdotto l'applicazione obbligatoria dell'addizionale in tutto
il territorio nazionale;
a seguito di tale modifica, gli enti
locali non solo non hanno più la potestà di
istituire annualmente l'addizionale, con la
facoltà di non istituirla, ma non possono
neanche partecipare alla determinazione
della stessa. Infatti, tale addizionale viene
calcolata (sulla base delle tariffe previste
dall'articolo 6 del decreto-legge su citato),
riscossa e liquidata, con le stesse modalità
dell'imposta erariale di consumo sull'energia elettrica, dall'Enel che provvede, successivamente, a versarla direttamente ai
comuni ed alle province nell'ambito del cui
territorio sono ubicate le utenze;
a seguito di questa procedura gli enti
locali « subiscono » un trasferimento senza
avere cognizione diretta del consumo di
energia elettrica avvenuto sul proprio territorio essendo in tal senso l'Enel l'unico
soggetto abilitato a verificare i consumi di
energia — :
se vi siano delle procedure di controllo sulla corretta quantificazione e liquidazione ai comuni dell'addizionale sul
consumo di energia elettrica operata dall'Enel;
Atti
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Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
quali strumenti abbiano a disposizione gli enti locali per verificare la correttezza delle quantificazioni effettuate
dall'Enel;
quale sia l'ammontare complessivo
dell'addizionale versata a tutti i comuni e
a tutte le province negli anni 1997 e 1998;
se, considerata la trasformazione dell'Enel in società per azioni, non ritengano
opportuno modificare la normativa vigente
in materia, che non appare più adeguata
alla nuova connotazione giuridica assunta
dall'ente.
(5-05922)
NESI. — Al Ministro delle finanze. — Per
sapere — premesso che:
il Ministro interrogato ha pubblicamente annunciato di avere disposto un'indagine per appurare se nell'operazione Olivetti-Telecom esistano gli estremi di una
elusione fiscale di dimensioni ingentissime;
la tecnica dell'operazione stessa ed in
particolare dell'utilizzo della holding « Oliman », società di diritto olandese, per la
cessione alla società tedesca Mannesmann
delle società italiane Omnitel e Infostrada
induce a ritenere che tale elusione vi sia
stata;
la cessione delle società Omnitel e
Infostrada alla società tedesca Mannesmann non può avvenire prima del 2 dicembre 1999 e il Ministro delle comunicazioni sta esaminando la possibilità o
meno di concedere una deroga a tale divieto - :
quali siano i risultati
disposta;
dell'indagine
se non ritenga necessario informare
urgentemente il Ministro delle comunicazioni dell'indagine disposta e suggerire al
Ministro stesso di sospendere ogni decisione in merito alla deroga di cui trattasi
fino al momento in cui l'indagine medesima non sia conclusa.
(5-05923)
Deputati
1999
DI ROSA, CAMOIRANO e LABATE. Al Ministro dei trasporti e della
navigazione.
— Per sapere - premesso che:
secondo notizie apparse sulla stampa,
con il prossimo orario estivo il treno ad
alta velocita (Pendolino) che collega la Liguria con Roma cambierebbe linea di percorrenza, dalla linea direttissima e veloce
passante per Firenze alla vecchia e trafficata linea Tirrenica;
questa modifica preveder ebbe ulteriori fermate a Pisa, Livorno, Grosseto e
Civitavecchia, con un ritardo considerevole
nelle percorrenze da e per la capitale,
calcolato sui 45 minuti;
la deviazione su una linea considerata
più lenta, creerebbe notevoli disagi all'utenza, penalizzando ulteriormente la Liguria nei collegamenti veloci da e per il
centro Italia - :
se la notizia corrisponda al vero;
se, in tal caso, non ritenga urgente
intervenire nei confronti delle Ferrovie
dello Stato, per mantenere la stessa linea
di percorrenza e gli stessi tempi di partenza e arrivo del treno veloce, nel collegamento tra la Liguria e la Capitale.
(5-05924)
MISURACA. — Ai Ministri
pubblici e delle comunicazioni.
pere - premesso che:
dei lavori
— Per sa-
Isoradio, un programma radiofonico
in diretta varato il 23 dicembre 1989 e nato
dalla collaborazione tra la Rai e la società
Autostrade, fornisce a tutti gli automobilisti autostradali continue informazioni
sulla viabilità, sulle condizioni meteorologiche, cantieri, comunicazioni di emergenza, evoluzione del traffico (e permette,
quindi, di conoscere i rallentamenti, la
formazione e lo scioglimento di code, di
scegliere i percorsi alternativi: consentendo, in sostanza, di condurre il proprio
viaggio nel migliore dei modi);
Atti
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-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
Isoradio va in onda tutti i giorni,
articolandosi su moduli orari flessibili al
fine di adattarsi a particolari situazioni di
traffico;
il sistema di diffusione del programma si sviluppa attraverso Tuso di una
rete in fibra ottica collocata lungo il tracciato dell'autostrada che consente, pertanto, anche l'ascolto in galleria e copre
circa 1.600 chilometri di autostrada;
il servizio è attivo sino all'altezza di
Salerno e da quel punto funziona, discontinuamente, solo in alcuni tratti limitrofi;
per tali motivi la parte sud continentale del Paese e la Sicilia sono escluse da
un servizio continuo di rilevante valore per
gli utenti della strada e tale condizione
penalizza il processo di sviluppo di quelle
zone;
sino ad ora l'attivazione del servizio
Isoradio in ulteriori tratti autostradali è
avvenuta solo grazie alla sensibilità della
Rai verso gli utenti — :
se non ritenga di attivarsi tempestivamente per consentire l'estensione a tutte
le autostrade del sud del programma radiofonico Isoradio, fornendo, con ciò, un
servizio di grande valore agli automobilisti
e ristabilendo, nello specifico, condizioni di
equità tra le varie zone del Paese.
(5-05925)
BRUNETTI e GRIMALDI. - Ai
dell'interno
e dei lavori pubblici
sapere — premesso che:
Ministri
— Per
in data 24 febbraio 1999, il comitato
di quartiere Fondo Gesù di Crotone ed il
parroco sono stati oggetto di una lettera
anonima di stampo mafioso nella quale si
invita detto comitato a sciogliersi, pena la
messa in atto di attentati incendiari e
dinamitardi a danno personale del parroco, degli esponenti del comitato e dei
loro familiari;
in tale lettera viene precisato che
scaduto il termine del 5 marzo, si darà
seguito a persecuzioni individuali, in par-
dei
Deputati
1999
ticolare viene così scritto: « Avete mogli e
figli, avete macchine, avete case, siano disposti a tutto. Agiremo subito in certi casi,
in altri prenderemo tempo... la vendetta è
un piatto che si presenta freddo, freddi vi
faremo restare quando vedrete colpiti m o gli, figli o cose che vi appartengono, distrutti o saltare in aria... Un avvertimento
al prete, di fare il prete... verrà bruciato
vivo »;
detto Comitato, che fa capo alla parrocchia di Fondo Gesù da alcuni anni,
svolge un difficile quanto proficuo compito
di sostegno delle famiglie e dei giovani
contro la piaga della tossicodipendenza e
del disagio sociale;
in un'opera di mobilitazione a favore
di una diversa qualità della vita in un
quartiere divenuto nel corso degli anni
off-limit, il comitato di quartiere è divenuto uno dei promotori e protagonista di
un progetto di riqualificazione sociale, oltre che di ristrutturazione urbanistica del
quartiere, consacrato nel contratto di
quartiere approvato dai diversi livelli istituzionali e che ha certamente suscitato gli
appetiti della criminalità organizzata, prevedendo, l'investimento, una spesa complessiva di circa 130 miliardi di lire;
il parroco ed il comitato di quartiere
rappresentano, quindi, un ostacolo a possibili progetti criminosi;
inoltre, a Crotone, si assiste in questi
giorni, a riprova di una preoccupante ripresa dell'attività criminale, ad atti intimidatori, come dimostra l'attentato dinamitardo consumato il 28 febbraio 1999, alle
ore 21,30 nella centralissima via Generale
Tellini, ai danni di una struttura commerciale, dove solo per caso fortuito non si è
consumata una strage - :
quali urgenti provvedimenti si intendano adottare per dare sicurezza e tranquillità al parroco don Giuseppe Sgarbossa, ai membri del comitato, ai loro
familiari e all'intero quartiere, per riprendere il controllo democratico del quartiere
e per garantire la gestione democratica e
trasparente degli investimenti pubblici e
privati programmati.
(5-05926)
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XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
INTERROGAZIONI
A RISPOSTA SCRITTA
TASSONE. - Al Presidente del Consiglio
dei ministri e al Ministro per la funzione
pubblica. — Per sapere — premesso che:
l'articolo 40 - commi secondo, terzo,
quarto e quinto - del contratto collettivo
nazionale del lavoro, stipulato per il quadriennio 1994-1997 in ordine al personale
di separata area dirigenziale delle amministrazioni dello Stato (comparto dei ministeri), prevede l'erogazione di un« premio
per la qualità della prestazione individuale »;
in parecchi ministeri, il predetto premio è nei fatti attribuito a segretari particolari di ministri e sottosegretari nonché
a persone che comunque non sarebbero
incardinate nell'effettiva dirigenza amministrativa —:
quale disposizione od interpretazione
normativa, ovvero contrattuale, abiliti i
singoli dicasteri a legittimare siffatti criteri
per l'erogazione del premio in parola;
se questi episodi concretino fattispecie di danno erariale;
dei
Deputati
1999
regionali, dopo aver, quindi, contribuito al
deficit raggiunto dal settore calabrese, penalizza, oggi, cittadini, i quali avrebbero il
diritto di ottenere una qualificata assistenza sanitaria;
il blocco dei concorsi inciderà sull'apertura di nuovi reparti e sulla creazione di servizi altamente specializzati nei
vari presidi ospedalieri;
l'assessore regionale ad avviso dell'interrogante dovrebbe trovare il coraggio di
ripianare il disavanzo, intervenendo sullo
spreco delle risorse e sul relativo mancato
controllo sia da parte della regione sia
degli organi giudiziari preposti;
l'assessore regionale alla sanità dovrebbe trovare il coraggio di verificare
nell'Asl n. 10 di Palmi come e se siano
state effettuate opportune gare per l'aggiudicazione delle forniture, perché ci siano
stati lauti compensi a tecnici e professionisti esterni, perché siano stati approvati
progetti senza le relative necessarie istruttorie tecniche e, comunque, la disinvoltura
amministrativa mantenuta dalla direzione
aziendale in questione;
la mancata riqualificazione di alcuni
presidi ospedalieri, in particolare quelli
delFAsl n. 10 di Palmi, continua a mantenere i gravi disagi per gli utenti calabresi,
i quali sono così costretti a « viaggi della
speranza » - :
perché il premio venga attribuito a
personale « privilegiato » per meriti derivanti dalla collaborazione con l'istituzione
politica, anziché ai dirigenti che concretamente sono in prima linea nel garantire
per lavoro istituzionale il rispetto degli
impegni delle singole amministrazioni nei
confronti della collettività.
(4-22724)
quali urgenti iniziative di competenza
intenda assumere in considerazione della
inerzia della regione, affinché venga tutelato per i cittadini calabresi il diritto alla
salute, sempre predicato ma mai garantito.
(4-22725)
NAPOLI. — Al Ministro della sanità. —
Per sapere - premesso che:
NAPOLI. — Al Ministro della sanità. —
Per sapere — premesso che:
l'assessore alla sanità della regione
Calabria, Giuseppe Tarchia, ha ordinato
l'immediata sospensione dell'espletamento
di tutti i concorsi pubblici;
l'assessore alla sanità calabrese, già
assessore al ramo in precedenti giunte
nei giorni scorsi il presidente della
commissione consiliare di Gioia Tauro
(Reggio Calabria) per i problemi della sanità ha lasciato il suo incarico a causa
della grave situazione nella quale versa il
presidio ospedaliero di quella città;
Atti
Parlamentari
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23260
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Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
il completo abbandono nel quale è
stato volutamente lasciato, da parte della
direzione delPAsl n. 10 di Palmi, ha comportato la chiusura delle sale operatorie da
ben due anni, l'indecorosità dei locali dei
poliambulatori, la sottrazione di personale
sanitario e l'evidente volontà di dirottare
altrove alcuni reparti come, ad esempio,
quello di ortopedia, fortemente qualificato;
il presidio ospedaliero di Gioia Tauro
è costretto a registrare la chiusura di altri
reparti, a causa di lavori di ripristino messi
in atto da diverso tempo;
nella « Giornata mondiale del malato » lo stesso vescovo della diocesi Oppido
Mamertina-Palmi è stato costretto a registrare il decadimento della struttura ospedaliera di Gioia Tauro;
la situazione appare estremamente
grave in tutti i presidi ospedalieri delPAsl
n. 10 di Palmi, tanto che il tribunale dell'ammalato nella sua recente indagine ha
additato quella Asl come « emergenza nazionale » - :
se non ritenga, nell'inerzia della regione, di dover effettuare i necessari interventi nei confronti del direttore generale
della Asl, affinché venga garantita la legittima prestazione sanitaria ai cittadini della
piana di Gioia Tauro.
(4-22726)
DEL BARONE. - Al Presidente del Consiglio dei ministri
— Per sapere - premesso che:
l'ultimo episodio legato agli assistiti
fantasma presenti nelle liste dei medici di
famiglia del Veneto ed abbondantemente
reclamizzato da giornali e televisioni nazionali si è risolto con l'archiviazione da
parte della magistratura;
la classe medica è stata, però, criminalizzata con danni gravissimi per la sua
immagine e credibilità senza considerare
che la cosa potrebbe aver avuto risvolti
negativi sul rapporto medico-malato;
se non si intenda intervenire per evitare che le inchieste appena abbozzate
dei
Deputati
1999
dalla Magistratura vengano pubblicizzate
in maniera indegna, studiando, nel contempo, strumenti idonei a disciplinare, in
campo sanitario, l'informazione, spesso
tesa a falsare palesemente fatti ed episodi.
(4-22727)
BACCINI. — Ai Ministri
blici e di^ grazia e giustizia.
premesso che:
dei lavori pub— Per sapere -
l'articolo 31 bis della legge n. 109 del
1994 « Merloni », parla di soluzione in « via
bonaria » per quel contenzioso sui lavori
tra le amministrazioni pubbliche e le imprese che hanno realizzato le opere —:
se risponda a verità che i vertici dell'Anas, a supposta garanzia e trasparenza
degli accordi, h a n n o imposto il parere dell'Avvocatura dello Stato;
se risponda a verità che l'Anas su
oltre 100 di questi provvedimenti ne ha
portati a soluzione m e n o di 20;
se risponda a verità che l'Avvocatura
dello Stato impiega una media di oltre otto
mesi per rispondere ed in alcuni casi anche
un anno;
se risponda a verità che i sopracitati
ritardi sono causati dal fatto che la stragrande maggioranza di detti pareri su questi procedimenti sono stati affidati dall'Anas ad un unico avvocato dello Stato, e
per quali motivi ciò è potuto accadere,
visto che era facilmente desumibile, vista la
mole del contenzioso, che una simile decisione avrebbe causato ritardi e disfunzioni all'ente stesso;
se corrisponda a verità che detti pareri non vengono resi in ordine di arrivo
della relativa richiesta bensì a discrezione
dell'avvocato;
quali azioni intendano intraprendere
per porre fine a quello che appare un
inutile spreco di tempo e risorse per un
ente che sta attraversando una complicata
fase di trasformazione ed un danno notevole attesi i diritti delle imprese a veder
Atti
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Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
riconosciuto quanto loro dovuto senza necessità di adire le vie legali.
(4-22728)
STANISCI. - Ai Ministri del tesoro, del
bilancio e della programmazione
economica, del lavoro e della previdenza sociale e
delle funzione pubblica.
— Per sapere premesso che:
in data 24 luglio 1988, con nota
n. 818148 del dipartimento amministrativo
generale del personale e dei servizi del
Tesoro — direzione generale servizi periferici - dopo che il verbale stilato con le
organizzazioni sindacali ed in seguito all'articolo 4 del decreto-legge del 30 giugno
1984 n. 478 ed all'articolo 2 della legge
dell'8 agosto 1995 n. 335, venivano sottoscritti accordi tra le parti per il passaggio
all'Inpdap delle competenze svolte dalle
direzioni provinciali del Tesoro in materia
di gestioni e pagamenti delle pensioni amministrate dalle direzioni provinciali del
Tesoro, conseguentemente a tutto il personale addetto a tale servizio alla data del
5 dicembre 1997;
il trasferimento del personale secondo le modalità ed i criteri previsti dal
nuovo articolo 33 del decreto-legge n. 29/
1993 e cosa più importante con le organizzazioni sindacali doveva tener conto al
100 per cento dei servizi oggetto del trasferimento;
nelle sedi che avessero presentato difficoltà, si sarebbe proceduto ad apposito
accordo. Tutto ciò era accompagnato da
nota a verbale da parte di Cgil, Cisl, Uil,
Unsa, Cisal che impegnavano l'amministrazione del Tesoro a verificare congiuntamente con le organizzazioni sindacali territoriali il preventivo consenso dei lavoratori interessati al predetto processo di m o bilità,
attraverso
espressioni
di
volontarietà, al fine di favorire la piena
motivazione del personale e la totale riuscita dell'operazione;
con successiva comunicazione del 30
settembre 1998 nota n. 822457 si ribadiva
che il personale addetto alla gestione dei
contributi ex II.PP. veniva trasferito per il
Deputati
1999
periodo 1° novembre/31 dicembre 1998
con provvedimento collettivo di comando,
necessitante però di una sottoscrizione di
assenso. Mentre dal 1° gennaio 1999 a
detto personale si aggiungeva quello addetto ai servizi delle pensioni, precisando
che in esso poteva essere compreso il personale dell'amministrazione del tesoro a
tempo pieno e parziale di tutte le qualifiche impegnate sia direttamente che con
compiti complementari o di supporto
(Contenzioso - Servizi amministrativi decentrati - archivio);
gli elenchi del personale dovevano
essere compilati tenendo conto di coloro i
quali erano totalmente impegnati nelle attività sopra descritte, e riconducendo ad
unità di personale la sommatoria di tutte
le posizioni lavorative parzialmente impegnate nell'espletamento delle stesse attività;
tutto previo confronto con le organizzazioni sindacali, nella speranza non si
verificassero contrasti e ad ottenimento del
consenso da parte delle unità trasferite nel
rispetto di quanto disposto;
anche la circolare 850 del 16 dicembre 1998 ribadiva e approfondiva quanto
fin qui esposto, dedicando la solita attenzione ai criteri da seguire negli adempimenti tecnici dell'attività
informatica,
m e n z i o n a n d o sempre il personale addetto
alle pensioni ed al servizio di vigilanza e
riscossione delle entrate contributive;
il 16 dicembre 1998 è stato sottoscritto un accordo tra le organizzazioni
sindacali e la delegazione di parte pubblica, che decentrava la individuazione di
personale addetto al Servizio informatico
locale (Sii) da trasferire all'Inpdap, suggerendo criteri da adottare in sede locale che
non contemplavano un intervento delle organizzazioni sindacali locali, imponendo
un obbligo che non aveva in preventivo la
tanto ribadita volontarietà, e suggerendo
altresì una convocazione da parte del direttore della direzione provinciale del Tesoro del personale interessato al passaggio,
convocazione che sembrava un normale
adempimento da eseguire per non essere
tacitati di aver agito d'ufficio;
Atti
Parlamentari
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Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
in seguito a ciò la « dipendente » Vittoria Fedele in servizio presso la direzione
provinciale del Tesoro di Brindisi, veniva
trasferita in data primo marzo 1999,
presso lTnpdap, pur esprimendo in data 22
dicembre 1998 il proprio dissenso a tale
trasferimento, ritenendolo una violazione
al proprio diritto di scelta in relazione alle
modalità di attuazione dei criteri di trasferimento del personale - :
se non ritengano di riflettere sulla
decisione adottata, essendo tale provvedimento a giudizio dell'interrogante discriminatorio in quanto presenta una disparità
di trattamento tra la dipendente ed il resto
del personale, atteso che il suo profilo
funzionale è quello di operatore amministrativo e non quello di amministratore di
rete dell'area informatica.
(4-22729)
PERETTI e CASINI. - Ai Ministri per le
politiche agricole, degli affari esteri e dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
— Per sapere — premesso che:
il comparto floricolo italiano è stato
investito da una profonda crisi a causa
dell'immissione sul mercato europeo di
massicce quantità di fiori recisi, soprattutto rose, coltivati in Paesi extracomunitari a prezzi bassissimi, assolutamente impraticabili per le imprese italiane - soprattutto per quelle delle province di Latina, Bari, Brindisi, Imperia, Lecce, Napoli,
Pistoia, Ragusa, Salerno e Savona;
la corsa ai mercati dell'ex blocco sovietico, durante la quale molte imprese
multinazionali avevano allestito per l'approvvigionamento grandi serre in Colombia, Zimbabwe, Kenya e Nord Africa per il
costo modestissimo della manodopera locale - di gran lunga inferiore a quello
praticato in Italia - ha costretto le stesse
imprese, dopo il crollo del rublo, a cercare
sbocchi sui mercati europei e, in particolare; su quello italiano;
dinanzi a questa « invasione », i floricoltori italiani hanno cercato di contrastare la concorrenza extracomunitaria ade-
dei
Deputati
1999
guando i prezzi di vendita e cercando di
ridurre al massimo i costi di produzione;
attualmente i fiori di provenienza extracomunitaria stanno arrivando sul mercato addirittura privi di qualunque prezzo,
gravati dal solo onere del trasporto;
inoltre l'ingresso nel settore delle imprese multinazionali, che attingono ai
fondi comunitari per introdurre coltivazioni nei Paesi in via di sviluppo, sta consentendo l'immissione sui mercati europei,
attraverso l'Olanda, di altri ingenti quantitativi di fiori che contribuiscono a deprimere ulteriormente i prezzi;
a seguito dell'introduzione della carbon tax, inoltre, si è registrato l'aumento
del prezzo dell'olio combustibile denso,
con destinazione per riscaldamento, di lire
79,30 al chilogrammo mentre per l'industria è stato solo di lire 15,78 al chilogrammo, pur essendo nel passato gravato
dalla stessa aliquota: il comparto floricolo
è risultato, perciò, essere gravemente danneggiato;
in particolare, dalla Colombia stanno
arrivando sui mercati italiani consistenti
quantità di rose recise (14 per cento circa
dell'intera produzione colombiana) e di
altri fiori c o m e i garofani o i crisantemi;
dette rose colombiane sono prodotte,
secondo quanto ha anche confermato il
ministero dell'agricoltura statunitense, utilizzando manodopera, stimata in circa 6
mila unità, composta da bambini la cui età
media non supera i 12 anni di età;
detti fiori importati, prodotti oltretutto con presidi fitosanitari come il ddt,
vietati dall'Unione europea, rappresentano
un veicolo di trasmissione di parassiti per
tutte le produzioni nostrane;
il Governo tedesco ha recentemente
adottato misure restrittive relative all'importazione di prodotti lavorati da manodopera minorile;
il Governo giapponese ha deciso l'istituzione di un proprio ufficio
fitosanitario
a Bogotà con il compito di rilevare la
presenza di agenti patogeni nei prodotti
Atti
Parlamentari
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Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
floricoli in partenza per il Giappone bloccando, in tal modo, quasi il 50 per cento
dell'intero volume di fiori destinati all'importazione nipponica;
il comparto nazionale del fiore reciso,
ed in particolare quello della rosa, offre
occupazione per diverse migliaia di unità;
le importazioni di cui sopra, non offrono n e m m e n o vantaggi al consumatore
finale in termini di prezzo di vendita al
consumo che è rimasto sostanzialmente
invariato — :
se intendano intervenire e con quale
tempestività, ciascuno per quanto di propria competenza, per contrastare questo
fenomeno di importazioni di fiori recisi dai
Paesi extracomunitari, in particolare dalla
Colombia, in considerazione che dette importazioni favoriscono lo sfruttamento
della manodopera minorile, introducono
sui mercati prodotti inquinanti e mettono
ulteriormente a rischio la già precaria situazione occupazionale del nostro Paese;
se intendano favorire un'adeguata
campagna pubblicitaria per promuovere il
consumo dei prodotti italiani che per qualità non sono inferiori a quelli stranieri (a
tal fine si fa presente che, al contrario, il
TG3 del Lazio, del 24 gennaio 1999, alle
ore 19,30, ha mandato in onda un servizio
su una manifestazione di moda tenutasi a
Roma nei giorni 23/24 gennaio nel corso
del quale ha magnificato l'importazione
dall'Olanda di decine di migliaia di rose);
se intendano intervenire per fare in
modo di identificare il prodotto italiano ed
europeo con un proprio marchio;
se intendano attivarsi per effettuare
seri controlli fitosanitari sui prodotti importati, sia all'origine, nei rispettivi Paesi di
produzione, che all'arrivo, in Italia;
se intendano promuovere un'adeguata fiscalizzazione degli oneri sociali e
una sostanziale riduzione dei costi energetici che consenta alle aziende in questione un contenimento dei costi di produzione, in modo da essere più competitive
con la concorrenza estera;
dei
Deputati
1999
se intendano ripristinare la parità di
aliquota delle accise sulla produzione industriale e su quella agricola con particolare riferimento a quella floricola o, in
generale, se intendano attivarsi affinché il
comparto agricolo possa in qualche modo
essere sostenuto in questa particolare contingenza.
(4-22730)
BIONDI. — Al Ministro dell'interno.
Per sapere — premesso che:
—
il decreto ministeriale 5 giugno 1990
e la circolare ministeriale n. 333-A/
9816.A(2) del 5 dicembre 1991, riguardano
il conferimento dei riconoscimenti per merito di servizio o per anzianità di servizio
al personale appartenente alla Polizia di
Stato, in applicazione dei quali è stata
formulata istanza per la concessione della
« Croce d'oro per anzianità di servizio »;
con circolare ministeriale n. 555/39/
01/4/1569 del 24 maggio 1963 il Ministero
competente ha espresso l'assoluto impedimento alla distribuzione delle onorificenze
richiesta per carenza dei mezzi finanziari
necessari;
a seguito dell'intervento dell'organizzazione sindacale Sap, il Ministero, con
circolare ministeriale n. 555/39/RS01/47/
3245 dell'I 1 settembre 1997, indirizzata
allo stesso sindacato, riferiva che erano
stati reperiti i fondi necessari sia per la
produzione delle insegne metalliche, sia
per la stampa dei diplomi. La stessa circolare prevedeva la distribuzione dei nuovi
diplomi presso i competenti uffici centrali
e periferici a decorrere dall'anno 1998;
un'altra circolare ministeriale n. 555/
39/RS/01/47/0653 del 4 marzo 1998 ha
stabilito che le prefetture conferiscano medaglie e diplomi ai sovrintendenti, assistenti ed agenti, mentre per gli ispettori
dovrebbe provvedere la direzione centrale
del personale;
le prefetture sono state messe in condizioni, ai sensi della predetta circolare, di
poter soddisfare le varie richieste;
Atti
Parlamentari
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Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
in considerazione di tutto ciò nel
corso dell'anno 1998 sono state presentate
domande dirette a varie prefetture al fine
di ottenere le sopracitate onorificenze;
tali domande sono rimaste quasi nella
totalità a tutt'oggi inevase - :
per quali motivi a tutt'oggi le prefetture non abbiano provveduto al rilascio
delle onorificenze previste dal decreto Ministeriale 5 giugno 1990.
(4-22731)
BIONDI. — Ai Ministri di grazia e giustizia e della sanità. — Per sapere - premesso che:
alla bambina Ketha Berardi, di anni
11, residente a Dello, in provincia di Brescia, venne diagnosticata in data 29 agosto
1998 una leucemia linfoblastica acuta
(ALL);
il successivo 1° settembre, la bambina
venne ricoverata presso la clinica pediatrica di Brescia (primario professor Ugazio), dove le venne applicato un protocollo
chemioterapico suggerito dall'Aieop (Associazione italiana ematologi oncologi pediatri);
dopo la prima fase della chemioterapia, detta di induzione, la bambina evidenziò gravi effetti collaterali: mucosite,
anemia importante, leucopenia importante, piastrinopenia importante, situazione generale fortemente compromessa;
i genitori, temendo che la bambina
non fosse in grado di superare la chemioterapia, si rivolsero quindi al professor Di
Bella, il quale, per motivi di lontananza,
indirizzò la bambina per la cura al dottor
Aldo Raggio, specializzato in oncologia ed
ematologia, medico ospedaliero presso
l'ospedale Carlo Poma di Mantova;
in seguito alla cura con il metodo Di
Bella ed alla sospensione della chemioterapia la situazione generale della bambina
migliorava rapidamente, come evidenziato
dagli esami clinici, tanto è vero che l'8
gennaio ultimo scorso era in grado di
riprendere a frequentare la scuola;
dei
Deputati
1999
attualmente la bambina è in buone
condizioni di salute e viene seguita con
regolarità dal dottor Raggio;
nel frattempo i medici della clinica
pediatrica di Brescia, non avendo la bambina ripreso la chemioterapia, si rivolsero
al tribunale dei minori di Brescia perché ai
genitori fosse tolta la patria potestà e venisse quindi effettuata la chemioterapia
coatta, e in data 30 dicembre 1998 il
Tribunale in tal senso sentenziava;
la corte d'appello nel gennaio 1999
decideva una sospensiva della revoca della
patria potestà, ma successivamente confermava l'applicazione coatta della chemioterapia, nonostante le condizioni di salute
rapidamente migliorate della bambina;
tale sentenza non è appellabile (se
non, eventualmente, in sede internazionale) - :
quale valutazione dia il Governo di
questa vicenda;
se il Governo non ravvisi la necessità
di assicurare, anche facendosi promotore
di opportuni interventi normativi, che il
principio della libertà di cura venga applicato effettivamente anche per quanto
riguarda l'esercizio della potestà sui minori, naturalmente nell'ambito delle cure
prescritte da medici abilitati all'esercizio
della professione.
(4-22732)
CORDONI. — Al Ministro per i beni e le
attività culturali. — Per sapere - premesso
che:
Villa Massoni, nel comune di Massa,
è una villa del XVII secolo, con un parco
di sette ettari, che rientra nei beni tutelati
dalla Soprintendenza alle belle arti di Pisa
e che fa parte dal 1975 dei beni artistici di
notevole interesse tutelati con decreto del
Ministro della pubblica istruzione;
la villa si trova in uno stato di notevole degrado ed è esposta a continui furti
delle opere d'arte, soprattutto statue marmoree, che si trovano nell'area;
Atti
Parlamentari
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Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
Deputati
1999
i furti si susseguono da tempo e nelle
ultime settimane ne sono stati scoperti
altri due;
ARMANDO VENETO. - Al Ministro dei
trasporti e della navigazione. — Per sapere
— premesso che:
si apprende peraltro dai giornali che
i proprietari hanno più volte richiesto alla
Soprintendenza la possibilità di riunire le
opere d'arte in un unico locale per proteggerle adeguatamente e che questa richiesta non è stata accolta;
la srl Cain sud esercente cantieri per
riparazioni e manutenzioni navali nel
porto di Gioia Tauro, malgrado il positivo
esito della conferenza dei servizi svoltasi il
26 novembre 1998, non riesce ad ottenere
- e fino ad oggi non l'ha ottenuto - la
concessione demaniale marittima per occupare il suolo e lo specchio d'acqua necessari per installare un bacino galleggiante di 22.000 tonnellate di spinta, da
collocare nel porto di Gioia Tauro e da
utilizzare per le attività proprie della società;
a fronte della situazione di degrado e
dei recenti furti, si rende quindi necessario
un intervento della Soprintendenza per il
miglioramento della custodia dell'edificio e
per evitare ulteriori depauperamenti del
patrimonio artistico — :
se e in che modo intenda intervenire
per realizzare un'adeguata tutela di Villa
Massoni garantendo il patrimonio artistico
e provvedendo alla valorizzazione della
struttura.
(4-22733)
MARRAS. — Ai Ministri per le politiche
agricole e dell'interno con incarico per il
coordinamento
della protezione
civile. —
Per sapere — premesso che:
le continue gelate di questo inverno
hanno quasi azzerato la produzione ortofrutticola del Terralbese (Oristano);
gli eventi atmosferici particolarmente
avversi hanno colpito le aziende agricole di
questo territorio in m o d o tanto grave da
metterne in discussione la sopravvivenza;
l'ispettorato provinciale di Oristano
non ha redatto alcuna stima dei danni
subiti dal mondo agricolo della provincia
di Oristano;
tale stima è stata invece effettuata
dagli imprenditori agricoli locali che hanno
calcolato danni alle colture per oltre tre
miliardi di lire —:
quali provvedimenti urgenti intendano adottare affinché con opportune
provvidenze siano quanto m e n o ridotte le
difficoltà economiche delle imprese agricole terralbesi.
(4-22734)
ostacoli formali e burocratici, lungaggini immotivate, e colpevoli silenzi si sono
susseguiti nel tempo, con il risultato che la
Cain sud srl ha dovuto rinunziare alla
demolizione di navi da guerra delle forze
navali algerine; alla costruzione di due
pontoni per la Sefim, a lavori di ripristino
sulla nave gasiera « Caporosso »; ed ha così
rinunziato ad assumere almeno sessanta
operai, per un lavoro - già assicurato - di
circa due anni;
ovviamente sono anche circolate voci
circa compromissioni con ambienti malavitosi; ma questo è ormai usuale rifugio di
chi non vuole assumere responsabilità, o
intende riservare ad altri una attività connessa con il porto di Gioia Tauro, o — più
semplicemente — intende coprire negligenze e ritardi; tanto che non è dato più
stabilire quale sia il fondamento reale delle
dicerie;
si impone, in conseguenza, chiarezza;
ed una forte azione degli organi dello
Stato, intesa a decidere se la Cain sud srl
abbia o m e n o il diritto di installare il
cantiere galleggiante e le officine nel porto
di Gioia Tauro, così uscendo dall'equivoco
e consentendo che l'idea imprenditoriale in sé valida - venga realizzata, dalla Cain
sud srl o da altri, ove la Cain sud non ne
abbia titolo per fatti concludenti e come
tali accertati — :
se sia a conoscenza del fatto;
Atti
Parlamentari
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23266
Camera
-
dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
come intenda intervenire perché,
fatta chiarezza sulle ragioni che ostacolano
la concessione dei beni demaniali, si proceda rapidamente per giungere alla conclusione della pratica, dando così lavoro a
decine di disoccupati;
se intenda — comunque — accertare
eventuali responsabilità disciplinari o di
altra natura per le denunziate omissioni ed
i colpevoli ritardi.
(4-22735)
BOGHETTA. - Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere — premesso che:
dall'estate del 1998 il 20 per cento
delle azioni Alitalia è stato sottoscritto da
15.500 dipendenti (piloti, assistenti e tecnici di volo, personale di terra) secondo
quanto previsto nell'accordo firmato da
azienda e sindacati nel giugno 1996;
le azioni dei dipendenti vincolate per
tre anni aprono un problema di gestione
del pacchetto azionario e di rappresentatività dei lavoratori-azionisti all'interno del
consiglio di amministrazione di Alitalia che
coinvolge direttamente le organizzazioni
sindacali;
sette (Anpac, Cgil, Cisl, Ugl, Anpav,
Uil, Atv) delle nove sigle sindacali di Alitalia hanno firmato il 7 luglio 1998 un
accordo che dava vita a un comitato di
gestione del pacchetto dipendenti, ma tale
formulazione è stata bocciata dalla Consob;
risulta che dopo il fallimento del comitato di gestione, le stesse organizzazioni
sindacali che vi erano coinvolte stiano costituendo una cooperativa;
Deputati
1999
di carattere amministrativo degli organismi
aziendali.
(4-22736)
PILO, BIONDI, PISANU, RIVOLTA e
SELVA. — Al Presidente del Consiglio dei
ministri e al Ministro degli affari esteri. —
Per sapere — premesso che:
al I marzo 1999 all'Avana è iniziato
il processo contro quattro noti dissidenti
incarcerati nel 1997. Trattasi del cosiddetto « Gruppo dei Quattro » Vladimiro
Roca Antùnez, René Gómez Manzano,
Marta Beatriz Roque e Felix Bonnes Carcacés, arrestati in seguito alla pubblicazione del documento « La Patria è di Tutti » il 27 giugno 1997, subendo gravi abusi
nei loro diritti di prigionieri tanto che a
Marta Beatriz Roque, affetta da un serio
tumore, è stato negato anche un adeguato
trattamento medico;
o
già varie personalità internazionali,
quali il Santo Padre, il governo di Spagna
ed altri hanno chiesto la liberazione dei
quattro, in quanto detenuti per un reato
politico privo di qualsiasi elemento di violenza o pericolo pubblico;
durante le sedute del I e 2
1999, sono stati presenti diplomatici
paesi, tra cui Spagna, Stati Uniti,
Unito, Canada, Polonia, Repubblica
Sudafrica;
o
marzo
di vari
Regno
Ceca e
non risulta che l'Italia abbia preso
posizioni chiare né che il tema sia stato
sollevato durante la visita del Ministro Dini
a Cuba nel 1998 (anche il Presidente Mandela si è espresso severamente al riguardo,
malgrado la sua amicizia con Castro);
l'Appi e il Sulta hanno dato vita alnel 1999 avranno luogo a Cuba due
l'Ala (Associazione lavoratori azionisti)
che, pur con caratteristiche statutarie eventi di grandissimo interesse internaziomolto diverse, ha l'obiettivo di rappresen- nale: la visita dei reali di Spagna ed il
tare gli interessi dei lavoratori-azionisti — : summit ibero-americano. Il governo cubano è cosciente che un mancato miglioquali iniziative intenda prendere per ramento della situazione dei diritti umani
favorire il raggiungimento di una soluzione può comportare la cancellazione della
che raccordi le esigenze di rappresentati- prima (già posticipata di un anno grazie
ministro
vità di lavoratori-azionisti con le esigenze all'interessamento del primo
Atti
Parlamentari
-
23267
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
dei
Deputati
1999
Aznàr e del ministro Matutes) ed il boicottaggio del secondo da parte di alcuni
governi (Argentina o Costa Rica);
linea ferroviaria lenta Roma-Firenze, in
prossimità della stazione ferroviaria di Fabro-Ficulle;
è imperativo che l'Italia, paese che
intrattiene fluide relazioni diplomatiche,
commerciali e culturali con Cuba, si
esprima quanto prima sul tema, affinché si
possa fare pressione sul governo cubano
per il rispetto dei diritti umani, in questa
occasione come per il futuro — :
il cantiere installato per la realizzazione dell'opera suddetta, si presenta fortemente carente nell'applicazione delle
normative vigenti in materia di sicurezza
dei luoghi di lavoro come prescritto dai
decreti legislativi n. 626 del 1994 e n. 494
del 1996 essendovi in esso, non solo carenza di cartellonistica e precauzioni antinfortunistiche elementari ma, addirittura,
la possibilità di accesso agli estranei e
verificandosi, ancor peggio, il fatto per cui
i passeggeri che si servono della stazione di
Fabro-Ficulle, sono costretti ad attraversare il cantiere per raggiungere o lasciare
i convogli ferroviari;
quali posizioni intenda prendere il
Governo italiano da trasmettere attraverso
i canali diplomatici al governo cubano,
riguardo ai quattro dissidenti in questione;
se il Governo italiano intenda collaborare con il governo spagnolo su qualsiasi
iniziativa lo stesso intenda prendere al
riguardo.
(4-22737)
GRAMAZIO. — Ai Ministri dell'interno e
della sanità. — Per sapere - premesso che:
le associazioni di categoria e i commercianti della II Circoscrizione del comune di Roma hanno più volte denunciato
gravi irregolarità, nelle circoscrizioni, dove
imperversano personaggi che si autodefiniscono funzionari del Servizio sanitario
nazionale e ispettori dell'amministrazione
comunale che impongono ai commercianti
stessi l'acquisto di fantomatici « bollini
blu » da apporre all'ingresso delle attività
commerciali per una spesa che si aggira
dalle 100 alle 150 mila a bollino - :
quali iniziative intendano prendere
per le rispettive competenze, perché si
accerti se tali attività siano legittime.
(4-22738)
SAIA. — Ai Ministri dei trasporti e della
navigazione e del lavoro e della
previdenza
sociale. — Per sapere — premesso che:
è attualmente in costruzione nel comune di Fabro (Terni), frazione Fabro
Scalo, una passerella pedonale sopraelevata in struttura di cemento armato ed
acciaio, in sostituzione del passaggio a livello esistente al chilometro 147+058 della
le condizioni di insicurezza del cantiere sono state pubblicamente denunciate
al sindaco del comune di Fabro (Terni) nel
corso di una pubblica assemblea indetta
dallo stesso sindaco per discutere con i
cittadini delle problematiche relative alla
soppressione del passaggio a livello e tenutasi presso la sala polivalente di Fabro
Scalo nel pomeriggio di sabato 30 gennaio
1999;
risulta che da un controllo di verifica
effettuato dagli uffici dell'Ispettorato del
lavoro di Terni, sia stata evidenziata la
forte carenza delle condizioni di sicurezza
del cantiere e si sia dato avvio alle rispettive procedure amministrative — :
se intendano attivarsi al fine di verificare la correttezza delle procedure amministrative intraprese per l'appalto dei
lavori di costruzione della passerella sopraelevata in fase di realizzazione presso
la stazione di Fabro-Ficulle, in sostituzione
del passaggio a livello;
se intendano attivarsi direttamente al
fine di far intervenire i soggetti preposti
affinché siano immediatamente ripristinate le condizioni di sicurezza per lavoratori ed estranei, nel cantiere installato
presso la stazione ferroviaria di FabroFiculle per la realizzazione di una passerella pedonale sopraelevata in sostituzione
Atti
Parlamentari
-
23268
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
del passaggio a livello esistente al chilometro 147+058 della linea ferroviaria lenta
Roma-Firenze;
se intendano attivarsi al fine di verificare che gli enti preposti alla verifica del
rispetto delle normative di sicurezza nei
luoghi di lavoro, abbiano adempiuto perfettamente ed a pieno alle proprie competenze e responsabilità;
quali
provvedimenti
intendano
adottare, nei confronti di tali enti qualora gli stessi non abbiano adempiuto a
dovere e fino in fondo alle competenze
ed agli obblighi loro imposti dalle normative vigenti in materia di rispetto
delle condizioni di salute e sicurezza
nei luoghi di lavoro.
(4-22739)
SC ALI A. — Al Presidente del Consiglio
dei ministri e ai Ministri degli affari esteri,
della pubblica istruzione, dell'università
e
della ricerca scientifica, per i beni e le
attività culturali
e dell'ambiente.
— Per
sapere — premesso che:
l'Italia è tra i Paesi membri dell'Unesco che contribuiscono al suo funzionamento anche attraverso un considerevole
apporto finanziario (che pone l'Italia al
quarto posto tra i Paesi contribuenti per la
parte budgetaria e al 1° posto anche con i
contributi extra budget))
nonostante questo, a differenza di
quanto avviene per altri Paesi, il peso, in
termini gestionali, che l'Italia ha nell'Unesco è del tutto marginale: infatti c'è solo un
alto funzionario italiano che occupa un
posto di Adg (vice direttore generale), mentre la Francia ha tre posti di Adg o assimilati e tre posti di D2 (Dirigente) e la
Germania 2 Adg più 2 D2 e inoltre, il
numero di posti con grado DI (dirigenti di
livello più basso) è di 100 unità, così suddiviso fra i paesi più influenti: la Francia
11 posti, la Gran Bretagna 7, gli Usa 8
(anche se gli Stati Uniti sono fuori dalPUnesco e non contribuiscono direttamente al suo finanziamento), l'Italia nessuno;
dei
Deputati
1999
l'unico posto di Adg riservato all'Italia
è per un settore (le Scienze) per il quale
l'Italia ha la possibilità comunque di influire attraverso il ruolo e il peso che
assicura nell'ambito degli Uffici Unesco di
Venezia (Roste) e di Trieste (Ictp) e fra
l'altro con un contratto in scadenza il 31
dicembre 1999, per un Funzionario comunque in pensionamento dal 31 marzo
2000;
nelle ultime settimane il direttore generale Mayor sta, del tutto legittimamente,
promuovendo circa trenta nuovi dirigenti,
ancorché nessuno dei quali risulta essere
italiano;
questa situazione così sfavorevole non
può non avere come cause principali la
mancanza di strategie e di obiettivi politici
e culturali e la sottovalutazione sistematica
del ruolo e della funzione dell'Unesco nello
scacchiere delle istituzioni internazionali;
durante il rinnovo del Consiglio esecutivo nel l'ottobre 1997, l'Italia è stata
clamorosamente
esclusa dal Consiglio
stesso;
appare invece apprezzabile la recentissima scelta di un esperto proveniente dal
m o n d o della cultura e dell'educazione
come Segretario generale della Commissione nazionale italiana per l'Unesco — :
se non si ritenga di dare alle strategie
politiche in materia di partecipazione italiana all'Unesco un'impronta e un orizzonte più ampio, più articolato e comunque più rispondente e congruo all'impegno
finanziario che l'Italia mette nell'Unesco;
se non si ritenga di supportare e
sostenere tali strategie con un impegno e
un coinvolgimento sempre più attivo e fattivo nel m o n d o della cultura, dell'educazione e della ricerca scientifica italiana,
valorizzando anche il ruolo e l'attività della
Commissione nazionale italiana per l'Unesco a ciò fra l'altro deputata dal decreto
costitutivo;
se non si ritenga di valorizzare e
sempre più qualificare le risorse u m a n e già
Atti
Parlamentari
-
23269
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
presenti ed attive alPUnesco, dando loro un
ruolo e una visibilità fin qui poco evidenti;
se non si ritenga di mirare a coordinare sempre di più la partecipazione finanziaria budgetaria ed extra budgetaria a
progetti, programmi e attività preventivamente concordati e puntualmente monitorati e seguiti dall'Italia e dai suoi rappresentanti;
cosa si stia facendo per assicurare il
ritorno dell'Italia nel Consiglio esecutivo
dell'Unesco alla prossima Conferenza generale di ottobre 1999;
chi, con quali criteri e con quali m e todi si determinino e si scelgano le strategie, gli uomini e gli incarichi a cui candidare l'Italia nel contesto Unesco;
se non si ritenga di richiamare l'attenzione dei funzionari e degli ambasciatori, secondo le rispettive competenze, per
dare ai loro ruoli impronte e impegni più
rispondenti alle auspicate e rinforzate strategie italiane in materia di Unesco.
(4-22740)
dei
Deputati
1999
personali degli autisti, che esulano dal fine
prettamente doganale e non sono inerenti
alla legislazione doganale;
infatti, ogni volta che un autocarro si
presenta all'ufficio accettazione della dogana, l'autista è obbligato a compilare una
scheda chiamata « scheda di circolazione »
nella quale sono inseriti i dati personali e
gli estremi del documento di identità;
questi dati vengono trattati con ausilio dei mezzi elettronici informatici e vengono trasferiti alle autorità svizzere;
comportamento analogo avviene anche nelle altre dogane tra l'Italia e la
Svizzera: quando il camionista deve attraversare con l'automezzo vuoto, i dati personali dell'autista vengono registrati in un
apposito registro ad uso interno;
questo regolamento viene applicato
solo dalle dogane succitate ed in nessun'altra — :
—
se, rispetto a quanto sopra descritto,
vi sia il rispetto della normativa sul trattamento dei dati personali in considerazione delle eventuali responsabilità anche
penali;
nella dogana
di Ponte
Chiasso
(Como), dogana tra le più importanti per il
traffico di merci con la confinante Svizzera, si svolgono procedure burocratiche
inerenti allo sdoganamento del trasporto e
congiuntamente vengono richiesti i dati
se il regolamento doganale della dogana di Chiasso rispetti le condizioni di
legalità anche nello specifico uso della
scheda di circolazione e del registro dei
conducenti con automezzi vuoti e qualora
non lo facesse, quali siano i provvedimenti
che intende adottare.
(4-22741)
CIAPUSCI. - Al Ministro dell'interno.
Per sapere — premesso che:
PAGINA BIANCA
Atti Parlamentari
— I
—
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
INTERROGAZIONI
PER LE QUALI È
RISPOSTA SCRITTA ALLA
PERVENUTA
PRESIDENZA
dei
1999
Deputati
PAGINA BIANCA
Atti
Parlamentari
-
III
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
INTERROGAZIONI
PER LE QUALI È PERVENUTA
RISPOSTA SCRITTA ALLA PRESIDENZA
A M O R U S O . — Al Ministro
cio con l'estero.
che:
del
commer-
— Per sapere - premesso
l'Istituto nazionale per il commercio
estero, ente di promozione del made in
Italy all'estero, possiede una struttura articolata in oltre novanta sedi estere rette
da funzionari dell'Istituto che percepiscono una indennità equiparata a quella
percepita dai dipendenti del ministero d e gli affari esteri in servizio all'estero;
all'Ice, dei 716 dipendenti iscritti ai
sindacati, solo 106, c o n una quota del 15
per cento sul totale, sono iscritti alla Cgil.
Di questi, b e n 24 sono in servizio all'estero,
ovvero il 32 per cento del totale dei dipendenti iscritti ad u n sindacato ed attualmente all'estero - :
quali procedure l'Istituto adotti al
fine di garantire la massima trasparenza e
la migliore distribuzione delle professionalità dell'ente nelle assegnazioni dei dipendenti alle sedi estere.
(4-20741)
RISPOSTA. — Con riferimento
all'interro-
gazione parlamentare
indicata in oggetto,
sulla base degli elementi fatti
pervenire
dalla D.G. per la Promozione
Scambi e
l'Internazionalizzazione
delle imprese e dall'Istituto Nazionale per il Commercio
estero
si precisa quanto segue.
Premesso che la legge di riforma dell'ICE
n. 6811997 ha attribuito all'Istituto
un'autonomia
« regolamentare,
amministrativa,
patrimoniale,
organizzativa,
contabile e finanziaria »: un'autonomia,
in altre parole,
ancora più accentuata
di quella
prevista
dalla legge n. 10611989, prima del commissariamento, si ritiene che l'argomento oggetto della presente interrogazione
rientri
nella predetta
autonomia.
Secondo quanto riferito dall'ICE il trasferimento
presso gli uffici all'estero del
dei
Deputati
1999
personale di ruolo avviene in base ad una
procedura
fissata dai criteri di
mobilità
concordati con le organizzazione sindacali e
deliberati dal Consiglio di
Amministrazione
dell'Istituto.
In particolare, per i trasferimenti di cui
trattasi, dopo l'individuazione
delle sedi e
delle posizioni
vacanti presso gli uffici
esteri, sulla base di priorità fissate dal vertice dell'Istituto, tutto il personale di ruolo
viene reso partecipe di tali sedi e posizioni
vacanti, con l'indicazione del profilo
richiesto per ciascuna di esse, secondo le attitudini comportamentali,
le conoscenze di base
ed i requisiti preferenziali
Dopo
l'acquisizione delle domande di trasferimento
dei
dipendenti interessati, si procede al vaglio
delle stesse da parte del Dipartimento
del
Personale sulla base del curriculum
professionale di ciascun candidato e del profilo
richiesto per le singole posizioni da ricoprire
con la predisposizione
di un elenco di nominativi
che vengono poi selezionati
dal
Direttore
Generale. Il Direttore
Generale
dell'ICE provvede quindi alla selezione finale e all'adozione
dei relativi
provvedimenti di trasferimento
dei dipendenti
assegnati alle singole sedi
La procedura sopra descritta, che è stata
seguita anche per gli ultimi
trasferimenti
all'estero, non può ovviamente tener conto
della iscrizione al sindacato dei singoli dipendenti, poiché la procedura di selezione
ha come finalità primaria
l'assegnazione
della persona giusta al posto giusto.
Il Sottosegretario di Stato per il
commercio con l'estero: Antonio Cabras.
ANGELICI. - Al Ministro delle
— Per sapere — premesso che:
finanze.
gli uffici giudiziari di Taranto (tribunale, pretura, giudice di pace, corte d'appello) sono dislocati in diverse zone della
città;
gli avvocati e i procuratori di Taranto, a fronte di tale situazione, operano con enormi disagi nel provvedere
alla registrazione dei provvedimenti giù-
Atti
Parlamentari
-
IV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
diziari presso il locale ufficio del registro, sito questo in altra zona della
città rispetto ai citati uffici
quali provvedimenti si intenda adottare con l'urgenza che il caso richiede per
insediare finalmente presso il tribunale di
Taranto u n o sportello autonomo dell'amministrazione finanziaria, attesa la disponibilità dei locali interessati, considerato
anche che circa due anni fa l'onorevole
Battafarano, deputato di Taranto, aveva
presentato una interrogazione per sollecitare un impegno in tale direzione, n o n
ricevendo risposta alcuna, come dimostra
il fatto che il problema è rimasto irrisolto.
(4-14271)
RISPOSTA. — Con Vinterrogazione
cui
si
risponde si chiede che presso il Tribunale di
Taranto venga attivato uno sportello
autonomo per la registrazione dei
provvedimenti
giudiziari, al fine di evitare ai professionisti
di tale città i disagi connessi alla distanza
tra gli uffici giudiziari e Vuffìcio del registro.
Al riguardo, il Dipartimento
delle Entrate ha preliminarmente
evidenziato che la
legge 29 ottobre 1991, n. 358, recante norme
per la ristrutturazione
dell
Amministrazione
finanziaria, ha previsto, a livello
periferico,
la soppressione
degli uffici delle
imposte
dirette, degli uffici I.V.A. e degli uffici del
registro, nonché l'istituzione, al loro posto,
di strutture unificate denominate uffici delle
entrate ». Nella città di Taranto, in particolare, è prevista l'attivazione
di due uffici
delle entrate a base circoscrizionale,
presso
i quali i contribuenti
potranno
fruire di
tutti i servizi relativi ai diversi
tributi
Ciò posto, il predetto Dipartimento
ha
rilevato che l'allocazione
di uno dei due
uffici in un immobile situato in prossimità
degli uffici giudiziari consentirebbe di venire
incontro alle esigenze dei professionisti
interessati Ove tale soluzione risultasse impraticabile per difficoltà connesse al reperimento di un immobile idoneo, il medesimo Dipartimento
ha assicurato che potrà
essere accolta la richiesta prospettata
nell'interrogazione, tenuto conto della disponibilità manifestata dal Presidente del Tribunale di Taranto ad ospitare, presso la sede
dei
Deputati
1999
degli uffici giudiziari, uno sportello per la
registrazione degli atti
giudiziari
Peraltro, lo stesso Dipartimento
ha evidenziato che i disagi lamentati non riguardano solo i professionisti
che operano nella
città di Taranto, ma anche quelli di diverse
altre città, soprattutto
a seguito della soppressione dei servizi di cassa degli uffici del
registro. Pertanto, al fine di semplificare gli
adempimenti connessi alla registrazione degli atti giudiziari è in corso di realizzazione
un collegamento telematico tra il settore atti
giudiziari degli uffici del registro e gli operatori interessati, che potranno così conoscere direttamente
al proprio domicilio se
un determinato
atto sia stato già liquidato
e quale sia la corrispondente
imposta dovuta, senza perciò doversi recare
presso
l'ufficio del registro per acquisire tali informazioni.
La possibilità
di avvalersi del
collegamento
telematico
consentirà
di ridurre drasticamente
il numero di accessi
presso i competenti uffici, con evidenti benefici soprattutto
per gli operatori che si
trovano in situazioni
analoghe a quella
segnalata relativamente
alla città di Taranto.
Si rileva, infine, che analoga risposta è
stata fornita al Senatore
Battafarano.
Il Ministro delle finanze: Vincenzo Visco.
BALLAMAN e PAGLIARINI. - Al Ministro delle finanze. — Per sapere - premesso che agli interroganti risulta che:
il 29 aprile 1998 il rappresentante
sindacale e presidente Life di Verona, Lucio Chiavegato, ha accompagnato un associato Life, il signor Guerra Renzo, presso
gli uffici finanziari della sezione staccata di
Verona per avere chiarimenti circa un
verbale della Guardia di finanza di Legnago;
il signor Guerra deve pagare una sanzione sul cui ammontare e sui tempi della
quale lo stesso voleva avere delle spiegazioni che una gentile funzionarla n o n era
riuscita a fornire;
gli stessi, Guerra e Chiavegato, n o n
contenti delle risposte hanno chiesto di
parlare c o n il direttore dell'ufficio Iva;
Atti
Parlamentari
-
V
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
il direttore è uscito dal suo ufficio, ha
parlato con la signora che aveva fornito le
prime risposte e con la sua segretaria e poi,
avvicinandosi ai signori Guerra e Chiavegato, alla richiesta di u n colloquio ha o p posto u n netto: « Vada via di qua! »;
a questo punto, dopo aver chiesto al
direttore le sue generalità, lui sempre
molto « cortesemente » ha risposto: « Cosa
interessa a Lei come mi chiamo? », e quindi
a seguito dei ripetuti insulti diretti ai signori Guerra e Chiavegato la situazione si
e surriscaldata;
il direttore ha quindi detto alla sua
segretaria: « Chiami i Carabinieri e li faccia
portar fuori! », dopodiché si è barricato nel
suo ufficio senza fornire le sue generalità
richieste ancora per tre volte;
successivamente il signor Chiavegato
ha chiamato il 113 e dopo u n po' una
volante della Polizia è arrivata, ed è stato
quindi tutto verbalizzato — :
per quale motivo nonostante lo preveda una legge statale né il direttore, né
nessuno dei dipendenti dell'ufficio fosse
munito dei tesserini di riconoscimento;
se il Ministro interrogato, acclarata la
questione, intenda intervenire con severi
provvedimenti disciplinari, in difesa dei
diritti dei cittadini che meritano ben altro
servizio in relazione al carico impositivo
che gli stessi sono costretti a sopportare;
se n o n ritenga pericoloso, oltre che
immorale, n o n agire tempestivamente per
porre fine a tali abusi, di fronte ad u n
dissapore sempre maggiore nei confronti
dello Stato italiano.
(4-17195)
RISPOSTA. — Con Vinterrogazione
al
no-
stro esame nel premettere che, in data 29
aprile 1998, presso l'Ufficio I.V.A. di Verona,
vi sarebbe stato un alterco tra il Direttore
di tale ufficio ed un contribuente
(recatosi
sul posto per chiedere informazioni circa un
verbale redatto dalla Guardia di finanza di
Legnago), tanto da richiedere
l'intervento
della Polizia di Stato, si chiede di conoscere
quali provvedimenti
disciplinari
si intendano adottare nei confronti del personale
dei
Deputati
1999
dell'Amministrazione
finanziaria
che non
rispetta i diritti dei
cittadini-contribuenti
Al riguardo, il competente
Dipartimento
delle Entrate ha riferito che la Direzione
regionale delle entrate per il Veneto ha
incaricato un ispettore di eseguire un accesso presso l'Ufficio I.V.A. di Verona (effettuato nei giorni 1° e 13 giugno 1998), allo
scopo di raccogliere tutti gli elementi e le
informazioni
utili in merito alla vicenda.
Il predetto Dipartimento
ha rilevato che,
a seguito di tale accesso ispettivo, è stata
predisposta
una dettagliata relazione,
dalla
quale si evince che, il giorno 29 aprile 1998,
i Sigg. Renzo Guerra e Lucio Chiavegato si
sono presentati
presso l'Ufficio I.V.A. di
Verona per avere chiarimenti
in ordine al
verbale (recante la data dell'11 luglio 1997)
redatto dalla Guardia di finanza di Legnano
nei confronti del Sig. Guerra, circa violazioni concernenti
l'emissione di
scontrini
fiscali, e, nonostante il funzionario
incaricato dell'Ufficio in questione avesse fornito
tutte le indicazioni del caso, il Sig. Chiavegato, lamentando insoddisfazione
per le risposte ricevute e mancanza di trasparenza,
chiedeva di essere ricevuto
immediatamente
dal Direttore.
Il Dipartimento delle Entrate ha, inoltre,
osservato che il disappunto dei due contribuenti, a causa del differimento del colloquio, sembra aver assunto, nel
corridoio
dell'Ufficio, toni duri e veementi, a tal punto
che il Direttore stesso, informato sulla vicenda, doveva intervenire per invitare i predetti ad avere un comportamento
corretto.
Risultato vano il tentativo di ricondurre la
questione alla normalità, il Direttore dell'Ufficio I.V.A. di Verona si vedeva
costretto
a richiedere
l'intervento
di una
locale
« Squadra volante » della Polizia di Stato,
che poneva fine alla protesta.
In ordine, poi, alla eccezione secondo la
quale gli impiegati dell'Ufficio I.V.A di Verona non avrebbero esibito il tesserino di
riconoscimento,
è stato rilevato
dall'ispettore della Direzione regionale delle entrate
del Veneto che, sia il giorno dell'accesso e
sia il giorno successivo, tutti gli impiegati
erano muniti del cartellino di identificazione. Il Direttore dell'Ufficio ha precisato
peraltro che, in ottemperanza
alle disposi-
Atti
Parlamentari
-
VI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
zioni vigenti, tutti gli addetti ai rapporti con
il pubblico erano e sono muniti di cartellino
identificativo.
Il Dipartimento
delle Entrate ha pertanto fatto presente che, a seguito
delle
predette precisazioni, non si ravvisano
comportamenti sanzionabili
sotto il profilo disciplinare a carico di dipendenti del predetto
Ufficio I.V.A.
Il Ministro delle finanze: Vincenzo Visco.
BERTUCCI. - Al Ministro delle
— Per sapere — premesso che:
finanze.
da notizie apparse sulla stampa, e
confermate dal comando scuole della guardia di finanza, per la fine dell'anno è
prevista la chiusura della scuola della
guardia di finanza di Macerata;
ciò va a danneggiare l'economia m a ceratese, ma, anche, l'immagine della città
che, dopo la chiusura della scuola dell'aeronautica militare, deve sopportare u n ingiustificato depauperamento del proprio
patrimonio;
è importante che venga chiarita al più
presto la posizione del ministero su tale
argomento, che interessa da vicino tutta la
comunità maceratese — :
quali motivi abbiano portato alla decisione di sopprimere la scuola della guardia di finanza che ha un'importanza fondamentale per l'economia della città di
Macerata;
se intenda prendere in esame la possibilità di soprassedere alla decisione di cui
all'oggetto per le motivazioni suesposte.
(4-19423)
RISPOSTA. — Con Vinterrogazione
cui
si
risponde si chiede di conoscere le motivazioni in base alle quali è stata prevista la
chiusura della scuola della Guardia di finanza di Macerata e se si intenda
soprassedere a tale decisione, che
provocherebbe
danni all'economia
e all'immagine
della
città.
Al riguardo, il Comando Generale della
Guardia di finanza ha rappresentato
che
dei
Deputati
1999
l'obiettivo di razionalizzare ed economizzare
la gestione delle infrastrutture
oggi in uso
alla Guardia di finanza e l'esigenza di recuperare risorse umane da destinare all'esecuzione dei primari servizi d'istituto
hanno
indotto il Corpo a procedere alla revisione
dell'assetto dei reparti d'istruzione
destinati
alle categorie « sottufficiali » ed « appuntati
e
finanzieri».
Pertanto, al fine di realizzare tale obiettivo il predetto Comando Generale ha adottato taluni provvedimenti
organizzativi
che
prevedono, tra l'altro, dall'anno
accademico
1999-2000, il trasferimento del « Battaglione
Scuola Allievi Finanzieri Ausiliari » da Macerata alla caserma demaniale di Cuneo. Le
infrastrutture
che in tal modo si renderanno disponibili accoglieranno i Comandi
di gruppo, Compagnia e Nucleo di polizia
tributaria alla sede di Macerata.
Il Ministro delle finanze: Vincenzo Visco.
BONITO. - Al Ministro delle finanze. —
Per sapere — premesso che:
l'ufficio delle imposte dirette di Cerignola è retto da alcuni anni dal ragionier
Antonio di Tria;
detto reggente è stato investito dell'incarico nonostante sia stato allontanato
dalla sua sede di servizio per motivi disciplinari e da qui (sede di Trani) distaccato
presso l'ufficio di Cerignola;
presso l'ufficio di Cerignola sono in
organico almeno altri due funzionari in
possesso di titoli maggiori del di Tria ed in
particolare in possesso di una maggiore
anzianità di ruolo;
il di Tria, in particolare, è inferiore
nel ruolo ultimo notificato al dottor Vincenzo Pagone di ben 642 posti — :
quali siano le ragioni in forza delle
quali il ragionier di Tria mantenga il suo
incarico di reggente;
quali siano le ragioni in forza delle
quali la designazione del ragionier di Tria
Atti
Parlamentari
-
VII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
sia avvenuta in spregio del ruolo di anzianità ed omettendo ogni valutazione sui suoi
pregressi trascorsi disciplinari;
quali iniziative intenda adottare il Ministro interrogato attesa la gravità dei fatti
esposti e denunciati.
(4-18054)
RISPOSTA. — In merito alla
problematica
sollevata concernente
il conferimento
dell'incarico di temporanea reggenza dell'ufficio Distrettuale
delle Imposte Dirette di
Cerignola, il competente Dipartimento
delle
Entrate ha rappresentato
che la Direzione
Regionale delle Entrate per la Puglia, interessata al riguardo, ha comunicato che l'Ufficio distrettuale
delle imposte dirette di
Cerignola (FG) ha costituito per gli Organi
periferici di controllo
dell'Amministrazione
finanziaria oggetto di particolare e costante
attenzione.
I condizionamenti
ambientali e gli esasperati rapporti interpersonali
fra gli impiegati ed i funzionari del predetto
ufficio,
infatti, ne hanno sempre condizionato
l'attività di controllo, che fra il 1992 ed 1993
si è concretizzata solo per il 44,3 per cento
rispetto alla capacità operativa
programmata.
Sebbene continui siano stati gli interventi dell'allora Ispettorato
compartimentale delle imposte dirette di Bari, l'andamento complessivo
dell'Ufficio
distrettuale
delle imposte dirette di Cerignola non ha
fatto registrare in quel periodo
miglioramenti poiché il suo assetto non è mai
risultato « idoneo e definitivo ».
Per sopperire a tali carenze, i responsabili del predetto Ispettorato,
agli inizi del
1993, hanno intrapreso
iniziative
atte a
rinforzare l'organico del personale
direttivo
dell'Ufficio di Cerignola, manifestatosi
sino
a quel momento inadeguato a garantire il
rispetto dei programmi delle verifiche e degli
accertamenti stabiliti per quella sede anno
per anno.
L'8 marzo del 1993, pertanto,
l'Ispettorato compartimentale
delle imposte
dirette
di Bari d'intesa con l'Intendenza di finanza
di Bari, ha disposto il distacco con effetto
immediato del rag. Di Tria Antonio dall'Ufficio distrettuale
delle imposte dirette di
dei
Deputati
1999
Troni a quello di Cerignola poiché
funzionario di provata esperienza e capacità professionale, idoneo a prestare diretta
collaborazione
al titolare dell'Ufficio
ofantino
« nell'espletamento
dei servizi
istituzionali
più impegnativi».
Il provvedimento
di distacco, pertanto, veniva motivato da esigenze
di servizio, pur essendo noto ai competenti
uffici dell'epoca — Intendenza di finanza e
Ispettorato
compartimentale
delle
imposte
dirette - che il predetto funzionario
era
fatto oggetto di indagine da parte dell'Autorità
giudiziaria.
Ha precisato
in proposito
la predetta
Direzione Regionale che nelle fasi procedimentali del distacco del rag. Di Tria, non si
è ritenuto interpellare il Dr. Pagone Vincenzo poiché questi si trovava a sua volta in
posizione di distacco presso l'Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette di Barletta, essendo state accolte le sue insistenti
richieste,
motivate dalla necessità di dover
prestare
assistenza alla madre, in precarissime
condizioni di salute. Peraltro, quest'ultimo,
a
decorrere dal 24 marzo 1993 e sino al 31
maggio 1994, è stato assente
ininterrottamente dal servizio per infermità,
fruendo
dell'istituto dell'aspettativa di cui all'articolo
68 del T. U. degli impiegati civili dello Stato,
approvato con decreto del Presidente
della
Repubblica
n. 3 del 1957.
A seguito di malattia del direttore reggente dell'Ufficio delle Imposte Dirette di
Cerignola, preso atto del perdurare
della
grave infermità del Dr. Pagone
Vincenzo
nonché della non disponibilità
manifestata
dal Dr. Scoppino Saverio e da altri funzionari ad accettare l'incarico della
direzione
della sede ofantina e ritenute infondate le
motivazioni
per le quali il Di Tria non
avrebbe potuto usufruire del distacco da
Trani a Cerignola, il 4 gennaio 1994 gli
conferiva l'assegnazione dell'Ufficio
Distrettuale delle Imposte Dirette di Cerignola, in
temporanea
reggenza, in attuazione
dei
principi
insiti nelle disposizioni
nel frattempo
impartite
dall'Amministrazione
in
materia di avvicendamento
di sede dei funzionari
direttivi
Preso atto dell'archiviazione
del procedimento penale a carico del Rag. Di Tria,
non essendo stati individuati
a carico del
Atti
Parlamentari
-
Vili
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
medesimo fatti rilevanti, nonché dei lusinghieri risultati conseguiti dall'Ufficio
Distrettuale delle Imposte Dirette di Cerignola
in ordine all'attività di controllo, che gli ha
consentito nel volgere di qualche anno di
raggiungere e abbondantemente
superare il
programma
assegnato (1994 - attività di
controllo pari al 91 per cento del programma; 1995 - attività di controllo pari al
60 per cento del programma; 1996 - attività
di controllo pari al 75 per cento del programma; 1997 - attività di controllo pari al
195 per cento del programma), la Direzione
Regionale delle Entrate per la Puglia non ha
ritenuto di accogliere le richieste
avanzate
dal rag. Di Tria di tornare a prestare servizio presso l'Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette di Trani o di essere
destinato
all'Ufficio Distrettuale delle Imposte
Dirette
di Barletta, riservandosi
di tenere
conto
delle aspettative del direttore tributario
in
argomento in occasione di una
turnazione
di funzionari direttivi che dovesse
interessare gli Uffici delle entrate delle province di
Bari e Foggia.
Il Ministro delle finanze: Vincenzo Visco.
dei
Deputati
1999
chi avessero parlato, gli stessi impiegati in
una sorta di rifiuto collettivo si chiudevano
a « riccio » rimandando ogni responsabilità
e c o m m e n t o al direttore dell'ufficio, che
per informazioni acquisite all'esterno ed in
via indiretta sembra chiamarsi Gregorio
Portorico;
alla richiesta dei due di poter essere
ascoltati dal direttore, gli animi si concitavano, ed il direttore n o n solo rifiutava di
rispondere alle legittime richieste dei due
contribuenti, ma si esibiva, anche, in un
repertorio di insulti che è culminato con la
richiesta, da parte dei due cittadini contribuenti, dell'intervento della polizia, che
interveniva e che del fatto redigeva un
verbale. Il direttore, da parte sua, reagiva
con la richiesta di intervento dei carabinieri;
il direttore, arrogantemente, precisava, inoltre all'indirizzo dei due di n o n
temere la loro denuncia, certo della compattezza del proprio ufficio nel confermare
i fatti come da lui esposti, precisando
altresì, che la parola dei due contribuenti
non valeva proprio nulla a confronto della
sua;
BOSCO, FONTANINI e BAMPO. - Al
Presidente del Consiglio dei ministri, e ai
Ministri delle finanze e per la
funzione
pubblica e gli affari regionali — Per sapere
- premesso che:
in data successiva, altri gravi episodi
hanno fatto esplodere presso il medesimo
ufficio fatti di estrema gravità, che per
quanto ci è dato a sapere sono andati ben
oltre gli sproloqui verbali;
gli interroganti sono venuti a conoscenza dei fatti seguenti;
ora, posto che ogni cittadino ha diritto ad una puntuale, corretta ed educata
risposta dalla pubblica amministrazione,
che i pubblici funzionari ed impiegati sono
tenuti a fornire precise e circostanziate
risposte al fine di tutelare sia l'interesse
dello Stato quanto quello del cittadino, che
il contribuente sottrae dal proprio reddito
consistenti aliquote anche per usufruire di
tali servizi, appare evidentemente legittima
la richiesta del cittadino, nel caso dei due
succitati contribuenti; inopportuno il c o m portamento dell'ufficio che è riuscito, anziché a dare risposte, solo a creare contenzioso, impedendo lo svolgimento del
corretto rapporto che deve intercorrere tra
lo Stato ed il contribuente — :
in data 29 aprile 1998, i signori Lucio
Chiavegato e Renzo Guerra, associato Life,
si sono recati presso gli Uffici Finanziari,
Ufficio Iva della sezione staccata di Verona, per chiedere chiarimenti in merito
ad un verbale della Guardia di Finanza,
notificato al signor Guerra.
i due, dopo aver invano interpellato i
funzionari che avrebbero dovuto fornire
loro circostanziate risposte, cercando di
capire chi avevano di fronte, si accorgevano che tutto il personale era sprovvisto
del cartellino di identità, ed alla richiesta
di essere posti in condizioni di sapere con
Atti
- I X -
Parlamentari
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
se intendano accertare i fatti e, se
realmente accaduti, e quali misure intendano adottare nei confronti di quel personale che così negligentemente ed inopportunamente ha creato disagio e disservizio nei confronti del contribuente, come
intendano adoperarsi per impedire che tali
disdicevoli comportamenti possano ancora
manifestarsi in futuro.
(4-17467)
RISPOSTA. — Con Vinterrogazione
al
no-
stro esame nel premettere che, in data 29
aprile 1998, presso l'Ufficio I.V.A. di Verona,
vi sarebbe stato un alterco tra il Direttore
di tale ufficio ed un contribuente
(recatosi
sul posto per chiedere informazioni circa un
verbale redatto dalla Guardia di finanza di
Legnago), tanto da richiedere
l'intervento
della Polizia di Stato, si chiede di conoscere
quali provvedimenti
disciplinari
si intendano adottare nei confronti del personale
dell'Amministrazione
finanziaria
che non
rispetta i diritti dei
cittadini-contribuenti.
Al riguardo, il competente
Dipartimento
delle Entrate ha riferito che la Direzione
regionale delle entrate per il Veneto ha
incaricato un ispettore di eseguire un accesso presso l'Ufficio I.V.A. di Verona (effettuato nei giorni I e 13 giugno 1998), allo
scopo di raccogliere tutti gli elementi e le
informazioni
utili in merito alla vicenda.
Il predetto Dipartimento
ha rilevato che,
a seguito di tale accesso ispettivo, è stata
predisposta
una dettagliata relazione,
dalla
quale si evince che, il giorno 29 aprile 1998,
i Sigg. Renzo Guerra e Lucio Chiavegato si
sono presentati
presso l'Ufficio I.V.A. di
Verona per avere chiarimenti
in ordine al
verbale (recante la data dell'11 luglio 1997)
redatto dalla Guardia di finanza di Legnano
nei confronti del Sig. Guerra, circa violazioni concernenti
l'emissione di
scontrini
fiscali, e, nonostante il funzionario
incaricato dell'Ufficio in questione avesse fornito
tutte le indicazioni del caso, il Sig. Chiavegato, lamentando insoddisfazione
per le risposte ricevute e mancanza di trasparenza,
chiedeva di essere ricevuto
immediatamente
dal Direttore.
Il Dipartimento delle Entrate ha, inoltre,
osservato che il disappunto dei due contribuenti, a causa del differimento del colloo
dei
Deputati
1999
quio, sembra aver assunto, nel
corridoio
dell'Ufficio, toni duri e veementi, a tal punto
che il Direttore stesso, informato sulla vicenda, doveva intervenire per invitare i predetti ad avere un comportamento
corretto.
Risultato vano il tentativo di ricondurre la
questione alla normalità, il Direttore dell'Ufficio I.V.A. di Verona si vedeva
costretto
a richiedere
l'intervento
di una locale
« Squadra volante » della Polizia di Stato,
che poneva fine alla protesta.
In ordine, poi, alla eccezione secondo la
quale gli impiegati dell'Ufficio I.V.A di Verona non avrebbero è sibito il tesserino di
riconoscimento,
è stato rilevato
dall'ispettore della Direzione regionale delle entrate
del Veneto che, sia il giorno dell'accesso e
sia il giorno successivo, tutti gli impiegati
erano muniti del cartellino di identificazione. Il Direttore dell'Ufficio ha precisato
peraltro che, in ottemperanza
alle disposizioni vigenti, tutti gli addetti ai rapporti con
il pubblico erano e sono muniti di cartellino
identificativo.
Il Dipartimento
delle Entrate ha pertanto fatto presente che, a seguito
delle
predette precisazioni, non si ravvisano
comportamenti
sanzionabili
sotto il profilo disciplinare a carico di dipendenti del predetto
Ufficio I.V.A.
Il Ministro delle finanze: Vincenzo Visco.
CAMBURSANO. - Al Ministro delle finanze. — Per sapere — premesso che:
il servizio di riscossione dei tributi in
tutto il territorio nazionale attraversa una
particolare difficoltà di gestione, con punte
di ingestibilità in tutta la Regione siciliana,
ed in ispecie negli ambiti provinciali di
Napoli, Caserta, Pescara, Nuoro e Oristano,
se è vero, come è vero, che anche le gare
per l'individuazione di u n concessionario
sono andate deserte;
anche i bilanci delle concessionarie
degli altri ambiti sono deficitari;
le cause sono certamente da ricercarsi: a) nella inadeguatezza dei compensi;
b) nel ritardo sia delle liquidazioni delle
Atti
-
Parlamentari
X
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
domande di inesigibilità che degli sgravi
provvisori; c) negli oneri finanziari passivi
che i punti a) e b) gravavano sui bilanci
delle gestioni; d) nei provvedimenti di dilazione dei versamenti redatti sulla base di
criteri nazionali assolutamente lontani
dalle singole specifiche realtà gestionali; e)
nell'eccesso di costi provocati dal consorzio
nazionale concessionari; f) nell'obbligo del
non riscosso per riscosso;
ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica n. 43 del 1988, entro il 30
settembre 1996 avrebbe dovuto avere luogo
la revisione biennale dei compensi e dei
rimborsi delle spese spettanti ai concessionari —:
se n o n ritenga, c o m e l'interrogante
ritiene, disporre l'immediata revisione dei
compensi dei rimborsi in misura coerente
a rimuovere le situazioni sopra evidenziate, nonché a valutare l'opportunità di
rimozione del secolare principio dell'« o b bligo del n o n riscosso per riscosso ».
(4-05402)
RISPOSTA. — Con l'interrogazione
cui
si
risponde nel lamentare le difficoltà di gèstione del servizio di riscossione dei tributi
su tutto il territorio nazionale e le cause che
determinano
tale situazione
si chiede di
conoscere se si ritenga di applicare la revisione biennale dei compensi e dei rimborsi
delle spese spettanti ai concessionari
della
riscossione
e se, nel contempo,
si valuti
l'opportunità di rimuovere il principio dell'« obbligo del non riscosso per riscosso ».
Al riguardo, il Dipartimento delle entrate
ha preliminarmente
rappresentato
che il
decreto del Ministro delle finanze 26 novembre 1997, di concerto con il Ministro del
tesoro, ha determinato le misure delle commissioni, dei compensi e dei rimborsi
spese
da corrispondere, per il biennio
1998-1999,
ai concessionari
del servizio di riscossione
dei tributi
Ciò posto, si osserva, inoltre, che la legge
28 settembre 1998, n. 337, ha delegato il
Governo ad emanare, entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della legge stessa,
uno o più decreti legislativi recanti
disposizioni volte al riordino
della
disciplina
dei
Deputati
1999
della riscossione e del rapporto con i concessionari, al fine di conseguire un miglioramento dei risultati della riscossione mediante ruolo e di rendere più efficiente ed
efficace l'attività dei medesimi
concessionari
Si rileva, peraltro, che tra i principi e
criteri direttivi che verranno osservati per il
riordino di tale disciplina
è prevista,
tra
l'altro, l'eliminazione
dell'obbligo
del non
riscosso come riscosso gravante sui concessionari, la previsione di un sistema di compensi collegati alle somme iscritte a ruolo
effettivamente
riscosse,
alla
tempestività
della riscossione ed ai costi della
riscossione
stessa, nonché l'individuazione,
tra l'altro, di
procedure che consentano la definizione automatica, per i concessionari
che ne facciano richiesta, delle domande di rimborso
e di discarico
per inesigibilità,
giacenti
presso gli uffici e gli enti
impositori
Il Ministro delle
cenzo Visco.
finanze:
Vin-
CARLI. — Al Ministro delle finanze. —
Per sapere — premesso che:
nell'ambito di una procedura che, a
quanto consta, dovrebbe vedere coinvolte
varie province italiane, sono in corso accertamenti da parte degli uffici doganali di
Viareggio in numerose aziende calzaturiere
lucchesi riguardanti verifiche in ordine ad
operazioni triangolari effettuate ai sensi
dell'articolo 58, c o m m a 1 del decreto-legge
n. 331 del 1993, relativo alle «triangolari
nazionali »;
la questione riveste notevole importanza, sia per la quantità di imprese coinvolte sia per l'entità delle sanzioni previste;
il fenomeno ha raggiunto livelli estremamente preoccupanti, infatti le imprese
coinvolte sono già diverse decine su tutto il
territorio provinciale e gli accertamenti da
parte della dogana di Viareggio, che proseguono a ritmo giornaliero, si concludono
immancabilmente con processi verbali di
constatazione in cui si preannunciano sanzioni di rilevanza tale da determinare, se
irrogate, la chiusura di numerosi stabili-
Atti
Parlamentari
-
XI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
menti ed il conseguente licenziamento di
diverse centinaia di lavoratori;
nell'immediato è stato preannunciato
il blocco dei rimborsi Iva per tutti i calzaturifici coinvolti, rimborsi che in molti
casi rappresentano un importante elemento nell'andamento economico-finanziario delle imprese, già reso precario dalla
non buona congiuntura;
gli Istituti di credito, inoltre, insospettiti da alcuni articoli apparsi sulla stampa
locale e dalla continua presenza dei verificatori in zona, hanno già provveduto a
convocare i titolari di molte aziende coinvolte minacciando di non concedere ulteriori fidi e di bloccare quelli già esistenti;
il meccanismo oggetto di indagine è il
seguente: un cliente francese opera in Italia, come in altri Paesi, attraverso una sua
struttura operativa di Milano con il c o m pito di coordinare e gestire logisticamente
gli acquisti in Italia di calzature destinate
ai propri punti vendita;
i produttori di calzature italiani, su
disposizione contrattuale concordata con
la sede di Milano, inviano le merci in
Francia, al destinatario finale ed emettono
fattura nei riguardi della sede di Milano,
attraverso uno schema-tipo di una triangolare nella quale intervengono due operatori nazionali: il calzaturificio, primo
cedente, che vende alla ditta italiana di
Milano promotore della triangolazione e,
su incarico della stessa, invia direttamente
in Francia i prodotti;
secondo la vigente disciplina Iva il
calzaturificio emette fattura nei confronti
della ditta di Milano non imponibile ai
sensi del citato articolo 58, comma 1 del
decreto-legge n. 331 del 1993, per beni
spediti o trasportati in altro Stato m e m b r o
a cura o a n o m e del calzaturificio stesso,
primo cedente, su incarico della ditta di
Milano;
il calzaturificio dà mandato allo spedizioniere di inviare le merci al destinatario finale francese, quindi il trasporto è
effettuato a n o m e del calzaturificio ed a
suo carico fino al magazzino dello stesso
dei
Deputati
1999
spedizioniere di Milano, mentre da qui alla
destinazione finale il costo è a carico della
ditta di Milano;
dal punto di vista operativo, occorre
precisare che le calzature oggetto della
transazione subiscono una « sosta tecnica »
presso il magazzino di uno spedizioniere a
Milano, il quale effettua dei groupage delle
varie partite in arrivo dalle diverse zone
calzaturiere italiane, destinate ai magazzini centrali del cliente francese;
gli accertamenti in corso da parte
degli uffici doganali di Viareggio, per
quanto è dato sapere, si incentrano sulla
« sosta tecnica » che subiscono le merci
presso il magazzino dello spedizioniere a
Milano;
una volta verificato che in ogni caso
le calzature sono state effettivamente trasportate in Francia al destinatario finale
previsto, viene messo in discussione il riferimento dell'articolo 58, lettera c), per
quanto riguarda il titolo di n o n imponibilità dell'operazione esistente fra il calzaturificio ed il promotore della triangolare,
ovvero la ditta milanese;
presupposto della predetta ipotesi è
che durante la sosta tecnica a Milano,
poiché talvolta viene effettuato il controllo
di qualità (conformità delle calzature inviate rispetto ai campioni concordati), le
merci entrino comunque nella disponibilità della ditta di Milano, per cui secondo
la dogana di Viareggio, ci si troverebbe in
presenza di una vendita con consegna fra
due operatori nazionali, da assoggettare ad
Iva;
la predetta contestazione
appare
priva di fondamento in considerazione del
fatto che la sosta tecnica delle merci, necessaria per ragioni logistiche, non costituisce di per sé ostacolo per una triangolazione ed inoltre il concetto di disponibilità delle merci in capo al promotore della
triangolare, la ditta milanese, è quantomai
imprecisato, anche perché l'eventuale controllo di conformità effettuato a Milano
non solo non ha modificato la destinazione
originaria delle merci, ma risponde per-
Atti
-
Parlamentari
XII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
fettamente allo schema contrattuale della
compravendita secondo la stessa Convenzione di Vienna sui contratti di compravendita internazionale di beni mobili - :
se non ritenga, in relazione all'altissimo livello di allarme creatosi a seguito delle predette contestazioni, tra gli
operatori calzaturieri della provincia di
Lucca, di dover intervenire per fornire
immediati chiarimenti, anche in considerazione delle diverse centinaia di posti di lavoro in gioco.
(4-19301)
RISPOSTA. — Con
l'interrogazione
cui
si
risponde si chiedono chiarimenti in merito
ai controlli effettuati da parte della dogana
di Viareggio a numerose aziende
calzaturiere lucchesi in ordine ad operazioni
triangolari effettuate ai sensi dell'articolo
58,
comma 1 del decreto-legge n. 331 del 1993.
Al riguardo il competente
Dipartimento
delle Dogane ha rappresentato
che i fatti
lamentati riguardano alcune verifiche effettuate dalla Dogana di Viareggio su imprese
calzaturiere
ubicate
nella provincia
di
Lucca.
Finalità di tale tipo di verifiche - che
rientrano nell'istituzionale
attività di controllo degli uffici doganali - è stato l'accertamento
della corretta costituzione
ed
utilizzazione,
da parte dei soggetti
passivi
IVA qualificabili come « esportatori
abituali», del ed. plafond previsto dal decretolegge n. 746 del 1983, convertito con modificazioni dalla legge n. 17 del 1984.
Detti controlli
hanno interessato
una
serie di cessioni « triangolari » effettuate da
talune ditte lucchesi nei confronti di una
società francese operante in Italia
attraverso
una propria struttura
con il compito
di
coordinare e gestire l'acquisto di merce destinata ai suoi punti vendita in altri Stati
UE.
Tale soggetto francese, regolarmente
registrato in Italia ai fini IVA, acquista merci
da fornitori residenti dando loro incarico di
inviarle direttamente
al destinatario
finale
comunitario.
I cedenti emettono,
pertanto,
fattura nei confronti del cessionario
residente senza applicazione
dell'IVA ai sensi
dell'articolo 58, 1° comma del decreto-legge
dei
Deputati
1999
n. 331 del 1993, convertito con
modificazioni dalla legge n. 427 del 1993.
Di norma, le merci oggetto della transazione subiscono
una « sosta tecnica » in
Italia presso il magazzino di uno spedizioniere - che effettua dei groupage con altri
beni nazionali - per consentirne
un controllo di qualità da parte del
cessionario
residente. Sino a tale magazzino, le spese di
trasporto sono a carico del cedente nazionale mentre quelle relative alla tratta successiva, sino al destinatario
comunitario,
sono a carico del cessionario
residente.
Ciò posto si rileva che nel testo dell'interrogazione si riferisce che le verifiche in
questione sarebbero incentrate proprio sulla
regolarità di tale « sosta tecnica », in ragione
della quale sarebbe stata infatti negata, da
parte degli organi di controllo,
la sussistenza della stessa cessione triangolare. La
Dogana di Viareggio avrebbe sostenuto che
« ci si troverebbe in presenza di una vendita
con consegna tra due operatori nazionali da
assoggettare ad IVA », poiché la merce entra
comunque nella disponibilità
del cessionario residente.
Il predetto Dipartimento delle Dogane, al
riguardo
ha interessato
il
Dipartimento
delle Entrate il quale ha concordato circa il
fatto che, in linea di principio, la sosta dei
beni non sembra di per sé costituire
elemento ostativo alla realizzazione dell'« operazione triangolare », a nulla influendo l'ulteriore circostanza che il costo
dell'ultima
tratta di trasporto sia sostenuta
dall'acquirente nazionale anziché dal cedente. Ciò,
ovviamente,
a condizione che vengano verificate le condizioni tassativamente
previste
dalla legge per la configurazione
di detta
operazione.
In sostanza i beni noti devono
risultare
essere stati consegnati nel territorio
dello
Stato ma spediti o trasportati
direttamente
nell'altro Stato membro, per incarico del
cessionario,
a cura o a nome del primo
cedente
nazionale.
Come chiarito dal medesimo
Dipartimento delle Entrate (con circolare n. 13 del
23 febbraio 1994), il primo cedente nazionale è tenuto ad esibire idonea
documentazione relativa al trasporto
ovvero
altro
documento
dal quale risulti che l'incarico
Atti
Parlamentari
-
XIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
del trasporto o della spedizione è stato conferito al cedente dal proprio
cessionario.
In buona sostanza, in base a quanto
successivamente
precisato dal predetto
Dipartimento
delle Entrate (con
risoluzione
n. 51IE del marzo 1995), nelle ipotesi di
cessioni triangolari è anche possibile
ammettere che la fattura relativa alle spese di
trasporto o di spedizione sia emessa direttamente nei confronti del cessionario
residente - in qualità di soggetto che può
provvedere
concretamente
al
pagamento
della prestazione pur non avendola
direttamente commissionata
- ma il trasporto o la
spedizione
all'estero dei beni deve essere
espressamente eseguito a cura o a nome del
primo cedente
nazionale.
Osserva di conseguenza il
Dipartimento
delle Dogane che qualora in questa fase si
inserisca il « cessionario residente (es. stipula del contratto o affidamento del servizio), sia pure per motivazioni
di carattere
economico,
non può ritenersi
realizzata
l'operazione triangolare. Orbene, dai controlli eseguiti dalla Dogana di Viareggio è
stato invece constatato proprio il mancato
rispetto della condizione della spedizione dei
beni nell'altro Stato membro a cura o a
nome del primo cedente nazionale,
condizione che risulta tassativamente
prevista
affinché
l'operazione
possa
configurarsi
come triangolare ».
È stato riscontrato che il cessionario ha
normalmente
elencato, tra le altre
condizioni di consegna, anche quelle relative alla
spedizione della merce, ivi compreso il nome
dello spedizioniere cui affidare l'incarico per
il trasporto e la consegna dei beni al proprio
cliente estero.
Tuttavia, dai controlli effettuati dagli uffici è risultato che i fornitori nazionali non
hanno mai avuto rapporti con i destinatari
finali delle merci e che l'unico incarico dagli
stessi affidato allo spedizioniere
è stato
quello di invitarlo a « ricevere » la merce per
tenerla a disposizione del cessionario
residente, titolare del contratto di trasporto.
Del resto, le società verificate
hanno
ammesso di non avere mai contattato
lo
spedizioniere per definire i costi, i tempi, le
modalità od altro per la consegna
della
merce al destinatario finale, in quanto tutto
dei
Deputati
1999
ciò veniva concordato direttamente dal cessionario
residente.
Ed infatti, è stato riscontrato che quest'ultimo, durante la « sosta tecnica », non si
è limitato ad effettuare un mero controllo di
qualità della merce inviata ma ha manifestato una reale presa di possesso
della
stessa, disponendone
di fatto la successiva
destinazione all'estero, destinazione che, talvolta, è stata addirittura modificata
rispetto
a quella inizialmente indicata dal fornitore
nazionale
nella propria
documentazione
commerciale.
È dunque sulla base di tali fatti — e non
sull'ammissibilità,
o meno, della « sosta tecnica » delle merci - che gli organi di controllo hanno escluso, per i casi di specie, la
non imponibilità ai fini IVA delle cessioni in
argomento, ex articolo 58 del decreto legge
n. 331 del 1993.
In base alle considerazioni
che precedono il Dipartimento
delle Dogane ritiene
pertanto conforme alle vigenti
disposizioni,
sia normative che amministrative,
l'attività
di controllo posta in essere nel settore in
questione dai locali uffici di Viareggio.
Il Ministro delle finanze: Vincenzo Visco.
CREMA. — Ai Ministri degli affari esteri
e delle comunicazioni
— Per sapere —
premesso che:
l'adeguamento delle tariffe per la spedizione delle stampe periodiche in abbonamento postale, attraverso i decreti del 28
marzo 1997 e del 4 luglio 1997, penalizza
ulteriormente — se possibile — anche i
periodici che svolgono, come il mensile
« Bellunesi nel Mondo », opera di informazione, comunicazione, socializzazione, al di
là dei confini nazionali;
l'omonima associazione, che senza
fini di lucro, associa cittadini italiani residenti all'estero e cittadini stranieri di
origine italiana, infatti non può utilizzare
la cosiddetta « impostazione decentrata »,
che presuppone l'impostazione delle copie
nelle agenzie di base delle località provinciali di destinazione e non può godere di
Atti
Parlamentari
-
XIV
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Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
agevolazioni tariffarie per pubblicazioni
dirette all'estero, non essendo previste — :
se non si ritenga opportuno adottare
i provvedimenti necessari onde facilitare la
funzione sociale che tali periodici indubbiamente svolgono, tenuto conto anche degli impegni presi dal Ministro degli affari
esteri, in occasione del congresso Fusie
(Federazione unitaria italiana stampa emigrazione) svoltosi a Milano nei mesi scorsi
e il notevole ritardo nell'erogazione delle
provvidenze previste dalla legge del 1987.
(4-15281)
RISPOSTA. — 77 Decreto Ministeriale del 4
luglio 1997 - integrativo e modificativo
del
precedente cLm. del 28 marzo 1997 — ha
apportato alcuni correttivi alle tariffe riguardanti la spedizione di libri e stampe in
abbonamento postale riducendone
notevolmente gli importi,
in particolare
per le
spedizioni effettuate, anche per Vestero, da
enti, enti locali, associazioni ed altre organizzazioni senza fini di lucro.
Per quanto attiene, nel caso specifico, al
periodico « Bellunesi nel Mondo », va detto
che l'associazione responsabile della rivista
ha richiesto, in data 29 agosto 1997, Vapplicazione delle tariffe previste dalla suddetta legge per i soggetti iscritti al registro
nazionale della stampa, ai quali è consentito
inserire nelle proprie pubblicazioni
pubblicità per un'area, calcolata su base annua,
superiore al 45% dello
stampato.
I suindicati
soggetti, per la
spedizione
all'estero, devono corrispondere
una tariffa
superiore a quella applicata alle associazioni no-profit che, nelle loro
pubblicazioni,
non possono inserire annunci pubblicitari
a
favore di terzi
Di conseguenza, non sembra possa ravvisarsi, nel caso specifico, una lacuna del
decreto ministeriale
citato, in quanto
la
mancata possibilità di beneficiare di tariffe
scontate per il periodico in questione
deriva
dalla precisa scelta redazionale
effettuata
dai responsabili di non rinunciare alle vendite di spazi
pubblicitari.
Per quanto poi attiene agli impegni presi
dal Ministero degli Affari Esteri in occasione
della Conferenza Mondiale per una politica
dei
Deputati
1999
dell'informazione
italiana all'estero,
questi
riguardavano essenzialmente
iniziative concrete, nel frattempo intraprese, volte a rafforzare i mezzi di informazione
italiani all'estero, la loro integrazione ed i collegamenti con la stampa
locale.
Il Sottosegretario di Stato per gli
affari esteri: Umberto Ranieri.
DANIELI. — Ai Ministri della difesa,
delle finanze e dell'ambiente.
— Per sapere
— premesso che:
il comune di Piacenza, fin dal 1984,
ha ottenuto in concessione dall'amministrazione finanziaria il compendio militare
denominato « ex deposito munizioni della
Galleana », oggi di fatto trasformato e utilizzato c o m e parco urbano (l'unico esistente e fruibile in città); detta concessione
è scaduta in data 27 luglio 1989 e non è più
stata rinnovata, nonostante i ripetuti solleciti dell'amministrazione comunale e del
c o m a n d o della regione militare tosco-emiliana, tramite la sesta direzione genio militare di Piacenza;
il parco della Galleana, pur privo di
qualsiasi attrezzatura per bambini, anziani
e sportivi, è diventato meta di moltissimi
cittadini e punto di riferimento verde della
città, tanto che l'amministrazione comunale ha provveduto a stanziare la s o m m a
di un miliardo di lire per attrezzare l'area
e ha adottato il progetto tecnico per la
piantumazione e l'acquisto di attrezzature
giochi per bambini, necessitando ovviamente dell'accordo con l'amministrazione
proprietaria per la realizzazione delle
opere;
un consistente gruppo di cittadini costituitosi in comitato per il parco della
Galleara si è recentemente rivolto anche
alla Corte dei conti - sezione enti locali di
Bologna per segnalare il grave danno che
la mancata stipula della convenzione determina alle casse dello Stato per la mancata determinazione del canone d'affitto ed
il conseguente mancato versamento dei canoni arretrati;
Atti
Parlamentari
-
XV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
ai cittadini piacentini viene negata
una più adeguata fruibilità del parco della
Galleara per la mancata realizzazione delle
opere di sistemazione -:
quali siano le ragioni ostative al rilascio di una nuova concessione e alla
determinazione del canone di affitto del
compendio militare « ex deposito munizioni della Galleana »; se e come intendano
attivarsi presso i propri uffici periferici per
la rapida soluzione di una annosa e impopolare vicenda.
(4-09933)
RISPOSTA. — Si risponde
anche a nome
dei Ministri delle finanze e dell ambiente.
In ordine ai quesiti sollevati
dall'Onorevole interrogante, si fa presente che « l'ex
Deposito munizioni della Galleana - tuttora nella disponibilità
della Difesa — risulta in concessione d'uso
all'Amministrazione comunale di Piacenza, in forza di una
convenzione stipulata nel 1984 scaduta nel
1989.
L'immobile in questione è stato
inserito
nell'elenco ammesso al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 11
agosto 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 234 del 7 ottobre
1997, riguardante «Individuazione
di beni
immobili nella disponibilità
del
Ministero
della difesa da inserire nel programma
di
dismissioni previsto dall'articolo 3, comma
112, della legge 23 dicembre 1996, n. 662».
Il Ministero delle finanze ha comunicato
di non poter più compiere atti che riguardino la gestione dell'immobile,
salvo intervenire nell'ambito della procedura di determinazione del valore prevista dal surrichiamato articolo 3, comma 112, lettera c) della
legge n. 66211996.
La Difesa ha comunque espresso il proprio assenso circa il rinnovo della concessione d'uso al Comune stesso ed ha autorizzato l'Amministrazione
comunale
all'esecuzione di alcuni interventi previsti in un
« progetto tecnico » per la sistemazione
del
compendio
a « parco pubblico », progetto
predisposto dalla stessa civica
Amministrazione.
1
Il Ministro della difesa:
Scognamiglio Pasini.
Carlo
dei
Deputati
1999
FAGGIANO. — Ai Ministri della difesa e
per la funzione pubblica e gli affari regionali. — Per sapere — premesso che:
il signor Marchionna Vito Leone, nato
a Mesagne il 27 ottobre 1923, ed ivi residente in via Fabio Filzi, n. 21, ex operaio
presso l'arsenale militare di Brindisi, titolare della pensione n. 10210006 a decorrere dal 1° novembre 1988, a seguito di
infermità riconosciuta dipendente da causa
di servizio, ha inoltrato in data 25 giungo
1992 presso il ministero della difesa direzione generale per gli operai divisione 8°
domanda di pensione privilegiata;
in data 11 novembre 1997 il ministero
della difesa Difeoperai divisione 8° sezione
2° con protocollo n. 33731/1997 ha comunicato al Marchionna, a seguito di sollecito
dello stesso, con un ritardo di oltre cinque
anni, di non esser competente per tale
questione rimettendogli tutta la documentazione;
in data 5 gennaio 1998, con lettera
inviata al ministero della difesa direzione
generale pensioni divisione 13° sezione 1°, il
Marchionna ha inviato nuova richiesta por
l'ottenimento di pensione ordinaria privilegiata per il riconoscimento dell'infermità
« broncopatia cronica enfisematosa » — :
se non ritengano che l'impegno del
Governo per lo snellimento, la tempestività, l'efficacia della risposta amministrativa sia vanificata da situazioni di così
clamorosa inadempienza;
quali provvedimenti si intendano assumere al fine di evitare che in futuro si
ripetano così gravi ritardi e per capire
quali siano i tanto complessi meccanismi
che portano un cittadino a dover aspettare
oltre cinque anni per ottenere una semplice risposta, peraltro non risolutiva, da
un'istituzione posta a rappresentare e tutelare i suoi diritti;
quali interventi urgenti si possano
attivare per ridurre la già lunga attesa del
Marchionna al riconoscimento di un suo
diritto attraverso un iter di espletamento e
riconoscimento della sua pensione che, ten e n d o conto del grave danno irrimediabil-
Atti
Parlamentari
-
XVI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
mente arrecato, copriva temporalmente il
periodo di attesa;
quali provvedimenti, infine, si intendano assumere, qualora siano accertate
responsabilità ed inadempienze. (4-15833)
RISPOSTA. — Si risponde
anche a nome
del Ministro per la funzione
pubblica.
A seguito delle ricerche effettuate in ordine al caso segnalato dalV On.le
interrogante, è risultato che il Sig. Vito Leone
Marchionna inviò alla ex Direzione generale
degli operai, in data 25 giugno
1992,
un'istanza intesa ad ottenere la pensione
privilegiata
ordinaria.
L'istanza fu trasmessa per
competenza,
in data 31 luglio 1992, alla Direzione generale delle pensioni, che attivò
l'istruttoria
di rito il 7 ottobre 1992 e, dopo aver acquisito i giudizi favorevoli della
Commissione medica ospedaliera di Taranto
sulla
dipendenza da causa di servizio delle due
infermità
sofferte
dall'interessato,
predispose, in data 22 aprile 1994,
l'apposita
relazione al Comitato per le pensioni
privilegiate ordinarie per il prescritto
parere.
Tale Organo, con nota del 4 aprile 1994,
valutò - in difformità rispetto al giudizio
formulato dalla citata C.M.O. - non dipendente da causa di servizio una delle due
infermità.
Stante la diversità dei giudizi
l'Amministrazione
ritenne
opportuno
acquisire
l'avviso del Collegio medico legale che, con
perizia del 26 febbraio 1998, confermava il
giudizio negativo formulato
dal
suddetto
Comitato.
Definiti gli aspetti relativi alla dipendenza
da causa di servizio delle infermità ed avuto
riguardo alla idoneità al servizio del Marchionna all'atto della cessazione stabiliva
dalla C.M.O. di Taranto (verbale del 13 maggio 1994) - la Direzione generale delle pensioni, in data 3 aprile 1998, ha respinto la
domanda di pensione
privilegiata.
Tutto ciò chiarito, si evidenzia che la
complessità
delle procedure
imposte
dalla
legge e la circostanza che il superiore
Organo sanitario della Difesa è chiamato ad
evadere numerosissime
richieste di parere
(vi accedono anche altre
Amministrazioni
dei
Deputati
1999
dello Stato) determinano,
in molti casi, il
trascorrere di un lungo lasso di tempo per
la definizione
delle pratiche
del tipo in
argomento.
Da quanto sopra evidenziato
discende,
peraltro, che la trasmissione,
in data 11
novembre 1997 da parte della ex Difeoperai,
dell'ulteriore istanza dell'interessato
in data
20 ottobre 1997, richiamata dall'Onde interrogante, non ha influito sull'iter
procedurale della pratica.
Il Ministro della difesa:
Scognamiglio Pasini.
Carlo
FOTI. — Ai Ministri delle finanze, di
grazia e giustizia, dell'interno e del tesoro,
del bilancio e della programmazione
economica. — Per sapere - premesso che:
con precedente atto di sindacato
ispettivo (n. 4-02535 del 26 luglio 1996)
l'interrogante ebbe ad evidenziare il fatto
che numerose ordinanze ingiunzione, relative a sanzioni amministrative comminate a seguito di violazioni a norme igienico-sanitarie, non risultavano essere state
emesse con conseguente grave danno economico per la Ausi di Piacenza e che la
prescrizione del diritto all'esazione era
conseguenza di una vera e propria « guerra
tra uffici » scoppiata all'interno del com u n e di Piacenza;
con nota del 21 gennaio 1998 l'Ambito servizi alle imprese e tutela del consumatore del comune di Piacenza chiedeva
che, entro il 23 gennaio 1998, l'Ambito
servizi alla qualità della vita urbana provvedesse, anche a m e z z o di ispettori della
polizia municipale, alla redazione dei processi verbali di constatazione e contestazione nei confronti di alcuni operatori
commerciali, dal predetto Ambito individuati, che non avevano corrisposto al com u n e di Piacenza la tassa di concessione
comunale - dovuta a titolo di rinnovo, per
l'anno 1995, dell'autorizzazione amministrativa per la vendita in sede fissa e
dell'autorizzazione amministrativa per la
vendita di giornali e riviste - prevista
dall'articolo 1, n. 84 tariffa del decreto
Atti
Parlamentari
-
XVII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
ministeriale 29 novembre 1978, in relazione all'articolo 8 del decreto-legge 10
novembre 1978, n. 702, convertito in legge
8 gennaio 1979, n. 3;
in relazione anche al ristretto lasso di
tempo a disposizione l'Ambito servizi alla
qualità della vita urbana redigeva n. 23
moduli di constatazione e contestazione,
previ accertamenti da parte del personale
della polizia municipale di Piacenza — nucleo commercio. Detta verbalizzazione era
dovuta esclusivamente al fatto che, al m o mento del controllo, gli operatori commerciali non erano in grado di esibire la ricevuta di pagamento della predetta tassa di
concessione comunale. Altri n. 21 accertamenti davano esito negativo in quanto i
locali controllati risultavano ora occupati
da altre attività e/o persone, ora inutilizzati,
e - comunque — senza che presso gli stessi
risultassero in attività quegli operatori indicati nella citata nota dell'Ambito servizi alle
imprese e tutela del consumatore;
risulta all'interrogante che, da oltre
dieci anni, il comune di Piacenza, tramite
gli uffici preposti, abbia omesso di verificare l'avvenuto pagamento della tassa di
concessione comunale sopra indicata, con
grave pregiudizio per le casse dell'ente ed
in ragione del quale è ipotizzabile u n m a n cato introito per l'ente di centinaia di
milioni;
a ciò si aggiunga il fatto che il mancato pagamento della tassa in questione
comporta, ai sensi dell'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica
n. 641 del 1972, sia l'applicazione della
pena pecuniaria prevista da due a sei volte
la tassa evasa, sia la trasmissione degli atti
alla direzione generale delle entrate (nel
caso di specie la sezione di Piacenza) competente all'irrogazione della pena pecuniaria di cui sopra — :
se, in ordine ai fatti prospettati, risulti
che la procura generale presso la Corte dei
conti, competente per territorio, abbia già
attivato le procedure di recupero del
danno erariale subito dal comune di Piacenza, nei confronti dei soggetti eventualmente individuati come responsabili;
dei
Deputati
1999
se sulla questione risultino altresì
aperte indagini amministrative, e/o penali,
e in caso affermativo, quale ne sia lo stato
e l'eventuale esito.
(4-15773)
RISPOSTA. — Con Vinterrogazione
cui
si
risponde, nelVevidenziare presunte
irregolarità nella gestione delle tasse di concessione
comunale dovuta da operatori
commerciali
del comune di Piacenza, si chiede di conoscere se siano state attivate procedure
di
recupero delle somme eventualmente
dovute
da tali soggetti nonché se siano state aperte
indagini amministrative
o penali
Al riguardo, il Dipartimento delle entrate
ha innanzitutto
precisato
che sulla
questione
sollevata
nelVinterrogazione
non
sono state avviate indagini
amministrative
di propria competenza e di aver
comunque
interessato delle problematiche
di che trattasi il Comune di Piacenza che, nel proprio
ambito territoriale, esercitava Veffettiva attività di gestione e di controllo sulla tassa di
concessione
comunale.
Ciò posto, il comune di Piacenza ha
rilevato che, tramite l'Unità Operativa Controllo Attività economiche ora
denominata
Ambito Servizio alle imprese e Tutela del
consumatore,
ha svolto, per l'arco temporale 1988-1997, controlli sia in ordine al
pagamento delle tasse di concessione
comunale per il rilascio di nuove
autorizzazioni
sia per il rinnovo annuale di quelle autorizzazioni esistenti che consentono
all'operatore commerciale
la prosecuzione
della
propria
attività.
Il medesimo Comune ha, peraltro,
precisato che, fino al 1997, il rilascio di « nuove
autorizzazioni » avveniva
materialmente
solo dopo che l'amministrazione
comunale
acquisiva agli atti la ricevuta
comprovante
l'avvenuto versamento della relativa
tassa,
mentre per « il rinnovo annuale » il versamento delle tasse di concessione
comunale
avveniva per la maggior parte
commercianti
tramite versamenti effettuati dalle Associazioni di Categoria o tramite
professionisti
(commercialisti)
oppure provvedendo
personalmente con versamento su conto corrente
postale intestato al comune.
Agli operatori, che in base alle verifiche
effettuate risultavano
non aver
corrisposto
Atti
-
Parlamentari
XVIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
la tassa di concessione prevista dalla legge
per il rinnovo annuale, è stato contestato il
mancato pagamento,
invitandoli
nel contempo a provvedere al versamento di quanto
dovuto.
Pertanto, per ogni anno di
riferimento
(1988-199 7), VAmministrazione
comunale
ha rilevato un modesto numero di evasori
{pari circa a 20 operatori su un totale di
circa 3.000 esercenti) che, nonostante i ripetuti solleciti, non hanno ottemperato al dovere tributario trattandosi
in parte di imprese fallite o di ditte i cui titolari
sono
morti
Per il residuo numero di soggetti morosi
ed individuati,
il comune di Piacenza ha
previsto nel Piano esecutivo di gestione dell'anno 1998 (articolo 11 del decreto legislativo n. 77 del 1995) la riscossione
coattiva
delle tasse di concessione comunale in materia di commercio per le annualità
non
versate. Le relative procedure
(formazione
ruoli, emissione
della cartella
esattoriale
ecc.) sono attualmente
in corso.
Per quanto riguarda, infine, la circostanza che già nel Comune di Piacenza si
erano verificati altri casi di cattiva gestione
in quanto non erano state emesse
numerose
ordinanze ingiunzioni
relative a sanzioni
amministrative
comminate a seguito di violazioni igienico-sanitarie,
il Ministero
di
Grazia e giustizia ha riferito che presso la
Procura della Repubblica del Tribunale di
Piacenza, è stato iscritto procedimento
a
carico di quattro persone in ordine al reato
di cui agli articoli 81 e 328 c.p. In data 6
maggio 1997 è stato richiesto il rinvio a
giudizio.
All'udienza preliminare (5 marzo 1998) il
giudice ha prosciolto tre imputati per non
sussistenza del fatto (articolo 425 del c.p.p.)
ed ha stralciato gli atti nei confronti
del
quarto imputato, fissando nuova
udienza.
dei
Deputati
1999
seduta del 29 aprile 1998 della Commissione ambiente della Camera ha dichiarato
che l'istituto della finita locazione costituisce « un elemento di arretratezza del nostro ordinamento rispetto a quelli degli
altri Paesi europei, secondo quanto emerge
anche da un recente studio predisposto dal
Cnel » - :
quali siano le esatte indicazioni bibliografiche
del precitato studio
del
Cnel.
(4-17754)
RISPOSTA. — In merito alla
interrogazione
indicata in oggetto, il Sottosegretario
di
Stato On. Mattioli rappresenta che la percentuale del 92 per cento da lui indicata è
tratta dalla ricerca effettuata dal CNEL VI Commissione,
Politiche settoriali: « Gli
strumenti per una nuova politica del comparto delle abitazioni in locazione », 14 gennaio 1998, Scheda di dettaglio n. 3.
Anche la sua seconda affermazione
è
stata ripresa da una ricerca svolta
dal
CNEL e diretta dal Prof. Maurizio
Coppo,
contenente una comparazione
tra le diverse
legislazioni dei Paesi europei sulla casa.
Tale ricerca resa pubblica nel gennaio
1998, è stata svolta in collaborazione
con il
CECODHAS, organismo internazionale
che
riunisce le strutture
che, nei vari Paesi,
operano nel campo
dell'edilizia.
La S.V. Onorevole potrà, pertanto,
trovare in sede CNEL tutte le risposte agli
interrogativi di suo interesse.
Il Sottosegretario di Stato per i
lavori pubblici: Gianni Francesco Mattioli.
Vin-
GRAMAZIO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro della difesa. — Per sapere - premesso che all'interrogante risultano i seguenti fatti:
FOTL — Al Presidente del Consiglio dei
ministri. — Per sapere - premesso che:
la mattina del 2 aprile 1997 il Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole
R o m a n o Prodi, raggiungeva la città albanese di Argirocastro per incontrare il
primo ministro albanese Fino;
il sottosegretario ai lavori pubblici
onorevole Gianni Mattioli nel corso della
il Presidente del Consiglio dei ministri
viaggiava in quell'occasione su un elicot-
Il Ministro delle
cenzo Visco.
finanze:
Atti
Parlamentari
-
XIX
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
tero modello SH 3D, scortato da un elicottero di tipo identico e da altri sei elicotteri modello AB 212, carichi di militari
italiani del Comsubin;
gli elicotteri sopra indicati sono mezzi
di trasporto abbattibili anche solo da missili spalleggiabili di tipo comune, come PSA
7 Grail o PSA 14 Gremlin, in quella data
virtualmente in possesso dei ribelli dell'Albania meridionale - :
se vi sia stato reale pericolo per l'incolumità del Presidente del Consiglio dei
ministri nella missione in questione;
per quale motivo, in caso di accertato
pericolo, siano stati utilizzati elicotteri da
trasporto, vulnerabili a un attacco da terra,
tra cui gli AB 212, con la stessa velocità
degli SH 3D su cui viaggiava il Presidente
del Consiglio dei ministri e quindi inadatti
a fornire un'adeguata copertura;
se sia stata considerata l'opportunità
di impiego per la missione di due aerei 4V8
Harrier Plus, equipaggiati per svolgere sia
missioni Cab (Combat air patrol), sia missioni Cas (Close air support), con minore
costo ed in grado di assicurare più efficacemente l'incolumità del Presidente del
Consiglio dei ministri e dei militari italiani,
al posto degli elicotteri AB 212. (4-09127)
RISPOSTA. — Si risponde
per
incarico
della Presidenza del Consiglio dei Ministri
In ordine ai quesiti posti dall'onde interrogante si fa presente che la scelta dell'elicottero per il trasporto dell'ex Presidente
del Consiglio Prodi è stata dettata
dalla
versatilità del mezzo che, come noto, consente di effettuare rapidi trasferimenti
anche
in aree sprovviste di scali aeroportuali
attrezzati quali, per l'appunto, quelle oggetto
della
missione.
D'altro canto, occorre rilevare che, una
volta individuato il velivolo più adeguato al
trasporto, i mezzi di scorta vengono selezionati valutando
la potenziale
minaccia
ma, soprattutto, partendo dal
presupposto
che la scorta deve possedere
caratteristiche
e prestazioni analoghe al mezzo da scortare,
per poterlo seguire da vicino in tutte le fasi
del volo.
dei
Deputati
1999
Nel caso in esame, non sono stati scelti
i velivoli VSTOL (Verticali Short Take Off
Landing
- velivoli
a decollo
verticale)
A-V8B, che hanno caratteristiche
e prestazioni diverse dall'elicottero SH3D
impiegato
per il trasporto, poiché non esisteva nella
zona una minaccia aerea tale da consigliare
l'impiego di velivoli specializzati
in ruolo
CAP (Combat Air Patrol: pattuglia di combattimento aereo), a cui appunto
appartengono i jet in dotazione della Marina Militare.
E proprio la potenziale minaccia di sistemi missilistici portatili, cui l'on.le interrogante fa riferimento, ha consigliato
l'impiego di elicotteri
autoprotetti.
Il Ministro della difesa:
Scognamiglio Pasini.
Carlo
LANDI DI CHIAVENNA. - Al Ministro
degli affari esteri. — Per sapere - premesso
che:
il quotidiano « II Giornale » di mercoledì 11 novembre 1998 afferma che il
Ministero per la solidarietà sociale ha stanziato venti miliardi di lire per le Ong
(organizzazioni non governative) albanesi
destinati a vaghi e n o n meglio specificati
« programmi di sostegno alla microimprenditorialità nel settore del turismo eco-sostenibile » e per altrettanto vaghi « progetti
sulla vulnerabilità delle donne albanesi ».
delle 350 Ong sorte in Albania dal
1991 ad oggi a cui i fondi sono destinati, la
maggior parte sembra essere organizzata
da ambienti mafiosi allo scopo di intascare
il denaro necessario al finanziamento dei
propri traffici;
dal 1991 al 1997 il Governo italiano
ha stanziato in favore dell'Albania oltre
duemila miliardi di lire (sotto forma di
aiuti, mezzi e uomini) destinati ad iniziative e progetti umanitari e di cooperazione
non meglio identificati e quantificati;
nei giorni scorsi è stato siglato tra
l'Italia e l'Albania il nuovo protocollo d'intesa che prevede programmi di assistenza
tecnica e professionale per un importo di
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
XX
-
Al RESOCONTI —
circa altri 215 miliardi di lire che sommati
agli aiuti precedentemente forniti raggiungono la somma di 2,235 miliardi di lire - :
se sia in grado di giustificare e dimostrare all'opinione pubblica la vera destinazione dei fondi elargiti alle Ong albanesi e l'uso dalle stesse fatto;
quali iniziative abbiano assunto ed in
particolare a quali specifici risultati siano
pervenute le Ong albanesi;
quali clausole sospensive o risolutive
siano state iscritte nei protocolli d'intesa
con il Governo albanese per avere certezza
che le erogazioni finanziarie siano effettivamente impiegate per gli scopi prefissati
dagli accordi;
quali risultati, in particolare, abbia
sortito la molteplicità degli accordi se è
vero, come è vero, che il flusso di immigrazione clandestina risulta accresciuto;
quali correttivi si intendano portare
allo studio del Governo per meglio orientare le finalità, propositive degli accordi;
quale sia la percentuale di incidenza
sul bilancio statale dei costi complessivi
(finanziamenti, impiego di forze militari)
sostenuti e da sostenere verso l'Albania.
(4-20737)
RISPOSTA. — / progetti
ed i
programmi
finanziati con i fondi messi a
disposizione
dalla Legge 49187 sono ampiamente
elencati
e descritti nella « Relazione annuale sull'attuazione della politica di cooperazione
allo
sviluppo », preparata
per il
Parlamento
dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri
Gli impegni assunti dalla
cooperazione
italiana e concordati con il Governo
albanese dal 1992 ad oggi sono stati, nel complesso, pari a 458 miliardi di lire, di cui 210
miliardi rispondono
al nuovo
programma
di cooperazione triennale, approvato in sede
di Commissione
Mista italo-albanese
il 6
agosto 1998. Nel verbale sottoscritto al termine di detta Commissione, la Parte italiana
si dichiara disponibile ad esaminare, per il
triennio 1998-2000, « le proposte
presentate
SEDUTA DEL 5
Camera
dei
MARZO
1999
Deputati
da parte albanese per il finanziamento
di
progetti e programmi di sviluppo fino ad un
ammontare di 180 miliardi di lire a credito
d'aiuto e 30 miliardi di lire a dono, subordinatamente alla disponibilità
di sufficienti
risorse nel bilancio della cooperazione
italiana ». Si tratta quindi di un impegno di
natura chiaramente
politica,
che
diverrà
impegno internazionale
in senso
giuridico
solo dopo Vapprovazione
del
programma
Paese o dei singoli programmi da parte degli
organismi
decisionali
istituiti
dalla legge
49187 e la stipula dei relativi accordi bilaterali.
Per quanto
attiene alla presenza
di
clausole sospensive
o risolutive
negli accordi, è opportuno
sottolineare
che il
quadro di riferimento
giuridico
dell'attività di cooperazione
italiana, ossia l'accordo-quadro
di cooperazione
ed il relativo protocollo
di attuazione,
è
attualmente in fase di stesura; inoltre, è utile
ricordare che quasi tutti gli accordi bilaterali di cooperazione
prevedono
esplicitamente procedure
di consultazione
bilaterale in caso di controversie,
procedure di modifica dell'accordo,
nonché il
diritto di recesso unilaterale
o di denuncia dell'accordo.
Tali procedure
e diritti
sono comunque
previsti
dal diritto
internazionale
consuetudinario
quale
riconosciuto
nella
Convenzione
di
Vienna
sul Diritto dei Trattati, anche in assenza
di esplicita
previsione.
Per quanto riguarda i progetti
promossi
dalle ONG italine e finanziati dal Ministero
degli Affari Esteri, questi si inseriscono nel
contesto delle attività di cooperazione
italiana in quel Paese e sono mirati
essenzialmente al rafforzamento del tessuto sociale e
produttivo.
Le procedure relative alle condizioni per il loro finanziamento,
definite
dalla legge 49/87, oltre a garantire
validità
tecnica e trasparenza
amministrativa
alle
iniziative proposte, sono espressamente
intese ad assicurarne
la sostenibilità,
anche
attraverso la selezione di controparti
istituzionali affidabili, rappresentate
da enti locali ed amministrazioni
pubbliche. È infine
opportuno ricordare che gli impegni politici
e finanziari assunti dall'Italia,
e la loro
verifica, vengono concordati
con il Paese
Atti
Parlamentari
-
XXI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
dei
Deputati
1999
beneficiario nell'ambito di periodiche
riunioni dei Donatori, che si svolgono a livello
internazionale.
È infatti in tale sede che
vengono definite le condizioni specifiche alle
quali subordinare gli interventi di assistenza
tecnica al Paese.
di settori produttivi
numericamente
rilevanti o che presentano oggettive difficoltà di
controllo, con la contestuale
predisposizione
di metodologie di controllo finalizzate sia ad
uniformare i comportamenti
operativi degli
uffici e contribuire al raggiungimento di più
elevate professionalità
e capacità
investigaIl Sottosegretario di Stato per gli
tive degli addetti all'attività di accertamento,
affari esteri: Umberto Rache ad aumentare la proficuità dei risultati
nieri.
attraverso
una sistematica
utilizzazione
delle indagini indirette svolte sulla base dei
dati obiettivi reperibili presso lo stesso sogLUCCHESE. - Al Ministro delle finanze. getto controllato
o presso terzi, nonché ad
— Per sapere:
indirizzare le indagini sugli aspetti
sostanse — visto il rigore e la pedanteria con ziali della posizione fiscale del contribuente,
i controlli formali e quelli ricui vengono esaminate le dichiarazioni dei limitando
guardanti
aspetti
marginali
redditi dei pensionati e di tutti i percettori
di reddito fisso, proprietari solo dell'imIl medesimo
Dipartimento
ha, inoltre,
mobile che abitano - all'amministrazione rilevato che è stato avviato un sistema di
finanziaria rimanga tempo per visionare le controlli sistematici delle aziende di grandi
dichiarazioni delle grosse società, delle dimensioni, con la costituzione di una bangrandi aziende e imprese industriali, dei ca-dati
informatizzata,
ed utilizzando
lo
gruppi finanziari e dei potentati economici. strumento
delle verifiche contabili da ese(4-16227) guirsi da parte delle Direzioni regionali delle
RISPOSTA. — Con l'interrogazione
cui
si
risponde, nel lamentare il rigore con cui
l'Amministrazione
finanziaria
esamina le
dichiarazioni dei redditi dei pensionati e di
tutti i percettori di reddito fìsso si chiede di
conoscere se vengono esaminate nello stesso
modo anche le dichiarazioni dei redditi, tra
l'altro, delle grandi aziende e delle imprese
industriali e finanziarie.
Al riguardo, il Dipartimento delle entrate
ha rappresentato
preliminarmente
che gli
obiettivi strategici dell'attività
di accertamento e di verifica
dell'Amministrazione
finanziaria, indicati nella Direttiva
generale
del Ministro delle finanze per gli anni 1997
e 1998, hanno previsto l'impiego di strumenti diversificati, per intensità e caratteristiche procedurali,
a seconda della tipologia e delle dimensioni delle posizioni oggetto di controllo.
Ciò posto, si rileva che l'attività di controllo è indirizzata
a contrastare
i reali
fenomeni evasivi ed elusivi e ad assicurare
una più autorevole presenza
dell'Amministrazione stessa sul territorio
nazionale.
A tal fine, è stato avviato nel 1997 un
programma di verifiche mirate nei riguardi
entrate e dei reparti della Guardia di finanza.
Le predette argomentazioni
concernono,
con ogni evidenza, l'attività di
controllo
cosiddetta
sostanziale,
che
l'Amministrazione finanziaria effettua su alcuni
contribuenti che rispondono a determinati
criteri
di selezione. Per quel che attiene, invece, il
controllo cosiddetto formale, vale a dire la
verifica dell'esattezza
dei dati forniti dai
contribuenti
attraverso la dichiarazione
dei
redditi, occorre rilevare che tale attività - di
mero riscontro del dichiarato - viene svolta
dall'Amministrazione
finanziaria per tutti i
contribuenti
Si ritiene, pertanto,
che, in base alle
iniziative assunte ed agli obiettivi
strategici
fissati nelle predette Direttive
ministeriali,
l'Amministrazione
finanziaria abbia assunto
ogni utile provvedimento
volto ad ampliare
il raggio d'azione dei controlli fiscali (in
senso sostanziale), e che l'attività di liquidazione dei dati dichiarati
non
sembra
possa sottrarre tempo e risorse all'attività di
controllo
sostanziale.
Il Ministro delle finanze: Vincenzo Visco.
Atti
Parlamentari
-
XXII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
MANZATO. — Al Ministro delle
— Per sapere - premesso che:
finanze.
nel comune di Boara Pisani (Padova)
esistono degli alloggi di edilizia economicopopolare di proprietà dello Stato, costruiti
ai sensi della legge 10 aprile 1947, n. 261;
il signor R o m e o Baratella, nato a
Boara Pisani il 5 ottobre 1941, assegnatario
dell'alloggio corrispondente all'indirizzo di
via Roma 4 8 / 1 , da diversi anni dimora
abitualmente in via Ferraria 4, in un edificio acquistato dalla moglie;
il sindaco di Boara Pisani, in seguito
all'accertamento del vigile urbano, ha disposto, in data 6 settembre 1995, il trasferimento d'ufficio della residenza del signor
Baratella da via Roma 48/1 a via Ferraria 4;
esistono perplessità in merito all'autorità competente ad emettere il provvedimento di decadenza dall'assegnazione, in
quanto la legge n. 261 del 1947 n o n attribuisce alcun potere caducatorio agli enti
cui è affidata la gestione degli alloggi, m a
demanda al sindaco (articolo 47) la pronuncia della decadenza della concessione
solo per ipotesi di sublocazione a terzi
dell'alloggio - :
se la più recente normativa in materia di edilizia residenziale pubblica (legge
n. 412 del 1991, legge n. 560 del 1993)
abbia ricondotto anche gli alloggi costruiti
a totale carico dello Stato tra quelli di
edilizia residenziale pubblica;
come debba comportarsi il sindaco
ovvero se sia legittimato ad emettere il
provvedimento caducatorio nei confronti
del suddetto signor Baratella al fine della
consegna dell'alloggio alFAter di Padova.
(4-11972)
RISPOSTA. — Con Vinterrogazione
cui
si
risponde si chiede di conoscere se il sindaco
di Boara Pisani (Padova) sia legittimato ad
emettere un provvedimento
caducatorio nei
confronti del Sig. Romeo Baratella, che pur
assegnatario di un alloggio di edilizia economico popolare dimora abitualmente
in
un edificio acquistato dalla moglie.
dei
Deputati
1999
Al riguardo
VAvvocatura
Distrettuale
dello Stato di Venezia, interpellata per un
parere legale dal Dipartimento
del Territorio, si è pronunciata in ordine alle azioni da
intraprendere
nei casi di non regolare occupazione di beni demaniali come nel caso
di specie del signor
Baratella.
Il suddetto organo legale ha fatto presente che, mentre per gli alloggi di edilizia
residenziale
pubblica,
la competenza
ad
emanare il provvedimento
« caducatorio » è
del Sindaco, gli alloggi realizzati dello Stato
e gestiti dagli I.A.C.P. in base a leggi speciali,
non rientrano, in senso stretto, fra quelli di
edilizia residenziale
pubblica
per cui si
tratta di verificare se, in difetto di esplicita
previsione della normativa speciale, il caso,
oggetto dell'interrogazione,
possa essere analogicamente disciplinato in base alle norme
di edilizia residenziale
pubblica.
Pertanto, ad avviso della suddetta Avvocatura le ipotesi di sopravvenuto
difetto di
un requisito per Vassegnazione
dovranno
essere segnalate dalVATER al Comune per i
conseguenti provvedimenti
considerato che
il legislatore, avendo riunificato la materia
della assegnazione degli alloggi economici e
popolari,
ha attribuito
tale materia
alla
competenza dei Comuni che dovranno
provvedervi tenendo presenti le norme relative ai
requisiti prescritti ed a quant'altro
previsto
dalle norme
speciali
In ogni caso il Comune deve tener presente, anche nell'esercizio di tale potere caducatorio,
le norme speciali che disciplinano l'alloggio.
A sua volta la Sezione Staccata di Padova, ritenendo che le leggi n. 412 del 1991
e n. 560 del 1993 abbiano ricondotto anche
gli alloggi costruiti
a totale carico
dello
Stato tra gli alloggi di edilizia
residenziale
pubblica, ha invitato il Sindaco di Boara
Pisani ad emettere il provvedimento
caducatorio nei confronti del citato signor Baratella, ove persistano in capo allo stesso le
condizioni di decadenza dell'alloggio di proprietà dello Stato.
Pertanto, il Dipartimento
del Territorio
ha rilevato che l'alloggio di cui trattasi, non
appena reso libero da persone e cose, sarà
consegnato all'ATER la quale, a sua volta,
provvederà alla riconsegna del bene all'Am-
Atti
Parlamentari
-
XXIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
ministrazione
finanziaria
redigendo
apposito verbale, di concerto con l'U.T.E.
Il Ministro delle finanze: Vincenzo Visco.
MARINA CCI, VOLONTÈ, GRILLO e
PANETTA. - Al Presidente del Consiglio dei
ministri e al Ministro delle finanze. — Per
sapere — premesso che:
sono sempre più numerosi i casi in
cui cittadini lamentano l'impossibilità di
reperire il modello unico per la dichiarazione dei redditi;
tale situazione deriva dal fatto che
l'amministrazione finanziaria ha ridotto
del cinquanta per cento i contingenti inviati alle amministrazioni locali, senza aver
minimamente considerato come, venendo
m e n o la possibilità della dichiarazione
congiunta tra coniugi, i moduli inviati sarebbero stati comunque insufficienti anche
se il loro numero fosse rimasto lo stesso
dello scorso anno;
contemporaneamente risultano a b bondanti e in soprannumero rispetto alle
richieste, le guide alla compilazione del
modello unico per cui, da u n lato, abbondano le istruzioni, dall'altro manca il supporto cartaceo su cui applicarle, determinandosi così una situazione allo stesso
tempo paradossale e di grave disagio per i
cittadini impediti, in concreto, ad adempiere ad u n loro preciso obbligo nei riguardi dello Stato — :
se siano a conoscenza di tale grave
situazione, particolarmente avvertita nella
provincia di Foggia, e quali urgenti e indilazionabili iniziative intendano assumere
per mettere i cittadini contribuenti nelle
condizioni di presentare la dichiarazione
dei redditi relativi al 1997.
(4-20034)
RISPOSTA. — Con l'interrogazione
cui
si
risponde si lamentano
le difficoltà
nella
reperibilità dei modelli della
dichiarazione
dei redditi per l'anno 1997 (Mod UNICO
98), a causa della riduzione del 50 per cento
dei
Deputati
1999
del quantitativo
di stampati trasmessi
alle
Amministrazioni
locali.
In particolare
si evidenzia
l'eccedenza
delle guide alla compilazione
del modello
« UNICO 98 » rispetto ai quantitativi
dei
modelli di dichiarazione
dei redditi e si
segnala la particolare situazione di disagio
riscontrata nella Provincia di Foggia.
Al riguardo, il competente
Dipartimento
delle Entrate ha rilevato che, in merito alla
richiesta di stampa, è stata tenuta
presente
l'opportunità di limitarne il quantitativo
sia
per la necessità di contenere la spesa, in
relazione alla circostanza che il costo unitario del nuovo modello unificato è notevolmente accresciuto a causa della voluminosa impaginatura
e della riproduzione
in
diversi colori di alcuni intercalari, sia per
evitare che venissero destinati al macero,
con conseguente rilevante danno per l'Erario, quantitativi
di modelli
inutilizzati
perché esuberanti rispetto alle effettive esigenze.
Ciò posto, il predetto Dipartimento
ha
precisato che inizialmente era stata chiesta
la stampa di 8.000.000 di modelli base (di
cui 6.000.000 destinati
alla
distribuzione
gratuita, 1.600.000 alla rivendita e 400.000
per la scorta) secondo un'apposita
stima
prodotta dalla SO.GE.I. che è stata ritenuta
attendibile sia per le circostanze che per i
dati
riportati.
Detta stima, invero, si basava sulle seguenti
considerazioni:
le dichiarazioni presentate nel 1997 su
modelli
cartacei
sono
risultate
circa
4.000.000 mentre i modelli PC predisposti
con strumenti informatici, sono stati circa
10.000.000;
ogni anno si incrementa
di circa il
25% il numero dei modelli 730 e si è
stimato che per la dichiarazione dei redditi
per il 1996 siano stati oltre 7 milioni i
contribuenti
che hanno utilizzato tale modello;
sono state inviate oltre 6 milioni di
lettere ad altrettanti contribuenti
che nell'anno 1996 hanno presentato
il modello
740 per invitarli a servirsi del modello 730;
l'impossibilità
di presentare
1998 la dichiarazione
congiunta
per l'anno
ha indotto
Atti
Parlamentari
-
XXIV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
a ritenere che aumentasse
il numero dei
contribuenti
che intendesse
avvalersi
del
modello 730 per usufruire della
possibilità
di ottenere immediatamente
il rimborso in
busta paga;
e stato stimato,
infine, in base ad
alcune rilevazioni, che fossero circa 500.000
le dichiarazioni in aumento per effetto della
dichiarazione
disgiunta.
Successivamente,
a seguito di una rapida
ricognizione presso le proprie strutture
periferiche, VAmministrazione
finanziaria
ha
ritenuto indispensabile
richiedere un aumento di tiratura di 1.000.000 di copie del
modello base, che sono state trasmesse secondo un piano predisposto
in base ai dati
nel frattempo affluiti dalle Direzioni
Regionali delle Entrate, alle Sezioni Staccate delle
stesse Direzioni Regionali delle Entrate, affinché ne curassero la distribuzione
ai Comuni delle rispettive
province.
A seguito di detta ulteriore
distribuzione
di modelli il Dipartimento
delle Entrate ha
ritenuto di aver soddisfatto tutte le esigenze
manifestate
per Vapprovvigionamento
dei
modelli
stessi
Il medesimo Dipartimento
ha inoltre riferito che con lettera circolare (n. 9/3444
delVll giugno 1998) è stata richiamata Vattenzione dei Direttori Regionali sulla necessità di impartire adeguate direttive alle proprie Sezioni Staccate affinché si attenessero
a rigorosi criteri di economicità
ed oculatezza nella fornitura dei modelli,
rivolgendo
raccomandazione
anche ai Comuni.
Circa Veccessivo numero di
istruzioni
per la compilazione
della dichiarazione
dei
redditi rispetto ai modelli di
dichiarazione,
il predetto Dipartimento,
nel precisare che
ogni confezione del modello base era corredata, come per gli anni precedenti,
delle
proprie istruzioni per la compilazione
dei
modelli stessi, ha evidenziato che, stante la
necessità di garantire la più ampia
informazione possibile ai contribuenti sulle novità introdotte con il modello « UNICO 98 »,
sono stati distribuiti, a parte, numerosi opuscoli contenenti la guida alla
compilazione
della dichiarazione dei redditi
Per quanto riguarda la particolare
situazione di carenza di modelli base nella
dei
Deputati
1999
provincia
di Foggia, il Dipartimento
delle
Entrate ha rilevato che in sede di prima
assegnazione sono stati trasmessi ai Comuni
di detta provincia complessivamente
56.600
modelli e che dopo Vaumento di tiratura è
stato trasmesso agli stessi Comuni
ulteriore
quantitativo
di 10.800
modelli.
Si è ritenuto, pertanto, che il quantitativo complessivo
di oltre 67.000
modelli
messo a disposizione dei Comuni di quella
provincia risultasse sufficiente ad appagare
le esigenze dei contribuenti
locali,
anche
perché a seguito dell'ulteriore
assegnazione
di stampati non risultano pervenute
alVAmministrazione
finanziaria
segnalazioni
di
carenze di modelli da parte degli stessi.
Il Ministro delle finanze: Vincenzo Visco.
MARZANO. — Al Ministro delle
— Per sapere — premesso che:
finanze.
il principio giuridico fondamentale
della tassazione sulla proprietà è il riferimento al valore reale del bene ed essendo
il bollo auto una tassa di proprietà, andrebbe necessariamente riferito al valore
commerciale del veicolo;
l'attuale struttura del bollo auto non
tiene assolutamente conto del valore reale
del bene a cui si riferisce, ed in particolare
della diminuzione del valore medesimo nel
tempo;
nell'ambito della recente riforma del
metodo di calcolo del bollo auto, per i
proprietari di auto con motore diesel anteriore al 1992 è stata introdotta una tassa
annuale ulteriore pari a lire 13.000 per
ogni kW, che si aggiunge alle normali 5.000
lire a kW applicate alla generalità delle
autovetture;
in tal m o d o si arriva all'assurda tassazione di lire 18.000 a kW per automobili
di ormai modesto valore commerciale, con
la motivazione discutibile che esse sarebbero altamente inquinanti, n o n considerando evidentemente che sarebbe ragionevole ed equo sottoporre le auto diesel
anteriori al 1992 ad un più attento con-
Atti
Parlamentari
-
XXV
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
trollo dei fumi emessi per addivenire alle
opportune messe a punto necessarie per
contenere entro limiti accettabili le emissioni medesime;
per effetto di tale assurda normativa,
una Rolls Royce del costo di 600 milioni di
lire e con 182 kW, pagherà ad esempio
annualmente circa 900.000 lire di bollo,
mentre una media vettura diesel con p o tenza di 70 kW, immatricolata prima del
1992 e quindi di modesto valore commerciale, pagherà ben 1.260.000 lire di bollo - :
se n o n si ritenga assolutamente indispensabile rivedere i principi base di commisurazione della tassa di possesso dei
veicoli, tenendo conto della diminuzione
del valore commerciale nel tempo dei m e desimi, e se contestualmente n o n si ritenga
necessario rivedere l'assurda normativa in
materia di auto diesel anteriori al 1992,
prevedendo misure diverse ed alternative
per il contenimento delle emissioni nocive.
(4-15289)
RISPOSTA. — Con l'interrogazione
cui
si
risponde, nel lamentare che l'attuale
struttura del bollo auto non tiene
assolutamente
conto del valore reale del bene a cui si
riferisce né, tantomeno, della
diminuzione
del valore stesso che un autoveicolo
subisce
nel tempo si rileva che chi possiede
un'autovettura con alimentazione
a gasolio, immatricolata
prima del 1992, deve pagare
una tassa automobilistica
superiore a chi
possiede un'auto di lusso.
Si chiede pertanto, di conoscere se non si
ritenga opportuno
rivedere i principi
di
commisurazione
della tassa di possesso sui
veicoli, nonché di modificare l'attuale metodo di calcolo previsto per il pagamento
della tassa automobilistica
relativa alle auto
diesel immatricolate
prima del 1992.
Al riguardo, il competente
Dipartimento
delle entrate ha preliminarmente
rappresentato che, con la circolare n. 301E del 27
gennaio 1998, le auto con alimentazione
a
gasolio sono state distinte, ai fini fiscali, in
due categorie: diesel « ecologici », che pagano
la stessa tariffa delle auto a benzina, e diesel
Deputati
1999
« non ecologici», che pagano lire 8.000 per
ogni KW ovvero lire 13.248 per ogni CV.
Si rileva, peraltro, che, ai fini della predetta imposta, devono considerarsi « ecodiesel » i veicoli che ottemperano alla direttiva
Cee 441 del 1991; pertanto, occorre verificare che sulla carta di circolazione vi sia
scritto
« rispetta
la Direttiva
Cee n. 911
441 », oppure che l'autovettura, pur essendo
immatricolata
precedentemente
al 1991,
rientra nei parametri
stabiliti dalla citata
direttiva.
Il predetto Dipartimento
ha osservato,
inoltre, che sulla base dei dati tecnici forniti
dal Ministero dei trasporti è stato
possibile
ritenere che coloro i quali abbiano
ricevuto
dalla Motorizzazione
civile il permesso di
circolazione,
nei giorni a traffico
limitato,
recante la lettera B (per le autovetture) e la
lettera C (per i veicoli a uso
promiscuo),
possono considerarsi
esenti dal pagamento
della sopratassa
di alimentazione.
Il possesso del tagliando non è, comunque,
condizione per l'applicazione del beneficio poiché, negli archivi della Motorizzazione
civile, sono note le tipologie di veicoli ai quali
si applica l'esenzione per tale titolo, e pertanto può essere richiesto ai predetti
uffici
se il proprio
veicolo sia da
considerarsi
« ecodiesel », ai sensi della richiamata
direttiva
comunitaria.
Si precisa che, per tutti gli autoveicoli
immatricolati
a partire dal I gennaio 1993
l'esenzione spetta automaticamente,
anche
se non vi siano le apposite indicazioni
sulla
carta di circolazione,
in quanto da questa
data, non possono essere immatricolati
autoveicoli che non abbiano i requisiti
tecnici
previsti dalla normativa fiscale per beneficiare dell'esenzione dalla soprattassa di alimentazione.
Il Dipartimento
delle entrate ha, infine,
evidenziato
che le tasse
automobilistiche
sono rapportate
alla potenza effettiva del
veicolo, quale risultante dalla relativa carta
di circolazione, e non al valore
commerciale
del medesimo che sottostà, invece, alle mutevoli leggi di mercato.
o
Il Ministro delle
cenzo Visco.
finanze:
Vin-
Atti
Parlamentari
-
XXVI
Camera
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
MAZZOCCHI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle finanze,
per le politiche agricole e dell'industria,
del
commercio e dell'artigianato.
— Per sapere
— premesso che:
il biocarburante derivato da semi
oleosi, denominato biodiesel, è un carburante/combustibile alternativo al gasolio
minerale, che presenta notevoli caratteristiche ambientali (assenza di zolfo, elevatissima biodegradabilità, nessuna contribuzione all'effetto serra);
l'Unione europea da diversi anni ha
supportato in vari modi lo sviluppo del
biodiesel nell'ambito della politica delle
energie rinnovabili. Il biodiesel ha costituito un valido sbocco per le colture in
regime di set aside, consentendo l'utilizzo
di terreni che altrimenti sarebbero rimasti
improduttivi, raggiungendo una superficie
di circa 900.000 ettari;
la normativa vigente in Italia per il
settore è stata giudicata non conforme per
alcuni aspetti al diritto comunitario per cui
è stata aperta una procedura d'infrazione,
che è sfociata in data 5 marzo 1997 in una
decisione della commissione. Analoga procedura è stata avviata nei confronti della
Francia;
un nuovo progetto di regolamento è
stato predisposto ed è in corso di approvazione a Bruxelles;
in attesa di tale approvazione, il ministero delle finanze ha sospeso dal 19
settembre 1997 la immissione al c o n s u m o
del biodiesel;
dei
Deputati
1999
zione conformi ai vigenti regolamenti comunitari, assistiti da cauzione; se si blocca
l'utilizzo a valle, l'intera filiera viene bloccata (a titolo indicativo, solo i contratti
suddetti in Italia interessano quest'anno
circa 20.000 agricoltori). Le industrie
estrattrici di olio hanno programmato consegne del valore di oltre 100 miliardi di lire
che le imprese produttrici di biodiesel non
possono ritirare; le industrie produttrici di
biodiesel e il relativo indotto sono oggi
ferme, con necessità di ricorrere a cassa
integrazione con conseguente forte impatto
occupazionale; l'utilizzo del biodiesel è di
tipo stagionale, in quanto per lo più dedicato al riscaldamento, e quindi i mesi di
novembre, dicembre e gennaio rappresentano circa l'80 per cento della produzione
annua; dato il carattere di « Progetto Pilota » delle iniziative, la distribuzione del
biodiesel avviene, in gran parte tramite
contratti o accordi programmati con le
utenze finali, tra cui molte pubbliche amministrazioni e aziende municipalizzate; il
blocco delle attività provoca sia a monte
che a valle danni economici e apre contenziosi contrattuali, con possibili cause
per danni e ricorsi ai tribunali amministrativi;
viene quindi interrotta la sperimentazione anche sotto l'aspetto ambientale
proprio nel momento in cui la comunità
vara un piano per lo sviluppo delle energie
rinnovabili, e il Governo Italiano nell'imminente conferenza sui cambiamenti climatici, che si terrà a Roma il 13-15 novembre, conferma l'impegno ad utilizzare i
biocarburanti come uno degli strumenti
per raggiungere gli obiettivi per il contenimento della C 0 e dei gas ad effetto
serra;
tale ulteriore attesa non è compatibile
con le esigenze del settore dei biodiesel, la
cui produzione è stata bloccata dalla circolare di sospensione delle assegnazioni di
quota, emanata dal ministero delle finanze
il 18 settembre 1997 in via precauzionale
in attesa di ottenere il sopra citato parere
di conformità sul progetto di regolamento;
nel lasso di tempo di alcune settimane
vengono vanificati investimenti di quasi 10
anni per sviluppare prodotti, tecnologie e
mercati con gravissimi irreparabili danni
anche al fine occupazionale;
il perdurare pur breve della situazione odierna provoca le seguenti conseguenze: i semi ad uso non alimentare sono
prodotti sulla base di contratti di coltiva-
il « progetto di decisione » di seguito
elaborato dalla direzione generale IV dovrà
essere valutato dalle altre direzioni generali competenti (Ambiente, Agricoltura,
2
Atti
Parlamentari
-
XXVII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
Energia, Finanze), presentato ai Gabinetti
dei Commissari e in caso positivo approvato e formalizzato in termini di decisione
della Commissione. Il tempo necessario,
sempre in ipotesi positiva, n o n p u ò essere
inferiore alle 6/7 settimane - :
se intendano immediatamente intervenire presso la Commissione per accelerare al massimo l'iter di approvazione;
se intendano revocare immediatamente la sospensione anche stabilendo che
le immissioni al consumo effettuate dalle
ditte assegnatane al m o m e n t o della decisione della Commissione, siano garantite
da cauzioni pari all'accisa del gasolio, garantendo così il rispetto sostanziale della
decisione comunitaria.
(4-13616)
RISPOSTA. — Con l'interrogazione
cui
si
risponde, nel premettere che il biocarburante
derivato da semi oleosi, denominato
« biodiesel », alternativo al gasolio minerale, presenta notevoli caratteristiche
ambientali
e
consente l'utilizzo di terreni che altrimenti
sarebbero rimasti improduttivi, si lamenta la
circostanza che, in attesa di ottenere il parere
sul nuovo progetto di regolamento da parte
della Comunità europea che renda pienamente conforme la normativa vigente in Italia al diritto comunitario, questo
Ministero
abbia sospeso, dal 19 settembre 1997, l'immissione in consumo del biodiesel
Al riguardo, il Dipartimento delle dogane
e delle imposte indirette ha fatto presente, in
via preliminare, che il 19 settembre 1997 è
stata disposta la sospensione
temporanea
della ripartizione del contingente esente di
biodiesel per l'annualità 1997-98 e che successivamente, in data 6 ottobre 1997, è stata
consentita l'immissione in consumo del biodiesel prodotto anteriormente
alla data del
19 settembre 1997, mentre in data 11 novembre 1997 è stata consentita la produzione ed il trasferimento « in sospensione di
accisa » anche successivamente
alla data del
19 settembre 1997, senza peraltro
immissione in consumo.
Ciò posto, il predetto Dipartimento
ha
inoltre rilevato che, per far fronte al perdurare della situazione critica del settore, è
stato concesso, in data 15 dicembre 1997, di
dei
Deputati
1999
poter immettere
in consumo
il biodiesel,
previo versamento, presso i ricevitori doganali, di una somma pari all'accisa del gasolio dovuta, da incamerare o da restituire
agli aventi diritto a seconda della decisione
espressa
dalla
citata
Commissione
sul
nuovo progetto italiano di
regolamento.
Infine, a seguito degli interventi
compiuti
per accelerarne
l'iter di approvazione,
in
data 16 dicembre 1997 è stato espresso, da
parte della Commissione
dell'Unione
europea, parere favorevole sul predetto
nuovo
progetto italiano di regolamento,
emanato
con decreto 22 maggio 1998, n. 219 (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale in data 9
luglio 1998) e recante le modalità di applicazione del trattamento
agevolato per il
« biodiesel » ed i criteri di ripartizione
del
contingente
agevolato.
Il Ministro delle finanze: Vincenzo Visco.
M I G L I O R I . — Al Ministro delle
— Per sapere - premesso che:
finanze.
recentemente il consorzio di bonifica
del Padule di Fucecchio in Toscana ha
inviato ai cittadini cartelle esattoriali erronee, con parametri di contribuzione forfettari quanto incomprensibili e per altro
con scadenza contestuale rispetto all'invio;
il dedalo di tributi di vario livello, per
altro in u n confuso contesto di varie competenze soprattutto nel settore dei servizi
inerenti la gestione del territorio e delle
acque, rende poco trasparente il rapporto
tra cittadini ed istituzioni sul versante fiscale —:
se n o n si reputi opportuno ed urgente, proprio considerando l'esempio succitato, un intervento volto ad evitare ai
cittadini sovrapposizioni di imposte a livello locale e statale ai fini dell'equità
fiscale cui la Costituzione si ispira.
(4-20040)
RISPOSTA. — Con l'interrogazione
cui
si
risponde si rileva che il Consorzio di bonifica di Padule di Fucecchio ha inviato, ai
cittadini residenti in tale zona, cartelle esat-
Atti
Parlamentari
-
XXVIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
toriati errate e chiede di conoscere se non si
reputi opportuno intervenire per evitare ai
cittadini « sovrapposizioni
di imposte a livello locale e statale ».
Al riguardo, occorre preliminarmente
osservare che i consorzi di bonifica
sono
soggetti forniti di personalità di diritto pubblico, dotati di autonomo potere
impositivo
che si avvalgono delle procedure
amministrative di riscossione
esattoriale
ai sensi
dell'articolo 21 del Regio decreto 13 febbraio
1933, n. 215.
Successive
disposizioni,
inoltre,
hanno
trasferito alle regioni « le funzioni
esercitate
dallo Stato concernenti i consorzi di bonifica e di bonifica montana » (articolo 2,
decreto del Presidente della Repubblica
15
gennaio 1972, n. 11 ed articolo 73, decreto
del Presidente della Repubblica
24 luglio
1977. n. 616).
Da tale quadro normativo emerge, pertanto, che le questioni prospettate non rientrano tra le competenze specifiche di questo
Dicastero, in quanto non attributario
di
alcun potere di direttiva e di controllo
in
ordine alla potestà impositiva dei consorzi
di che trattasi.
Inoltre, ai sensi dell'articolo 23, comma
2, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, nel testo
novellato dall'articolo
24, comma 3, della
legge 27 dicembre 1997, n. 449
(collegata
alla legge finanziaria per l'anno 1998), il
visto di esecutorietà per i ruoli emessi dagli
enti diversi dallo Stato e da
amministrazioni
statali diverse dal Ministero delle finanze, è
apposto direttamente dall'ente o dall'amministrazione che ha emesso il ruolo.
Pertanto, l'attività posta in essere nel
passato
dall'Amministrazione
finanziaria,
che peraltro era limitata all'apposizione
del
predetto visto di esecutorietà, previo
controllo dei profili meramente formali
costituiti dalla legittimazione
dell'ente ad emettere ruoli e dalla regolarità dell'iter
procedurale di formazione
dei ruoli
medesimi,
non rientra più nella competenza di questo
Ministero.
Il Ministro delle finanze: Vincenzo Visco.
dei
Deputati
1999
MIGLIORI. - Al Ministro degli affari
esteri. — Per sapere - premesso che:
la città di Firenze, sia perché antica
capitale dello Stato granducale di Toscana
sia perché antica capitale d'Italia e città di
straordinario fascino culturale, è da sempre importante sede di rappresentanze diplomatiche tra le quali spicca per rilievo il
Consolato del Regno Unito;
la presenza inglese a Firenze ed in
Toscana è una tradizione più che secolare
ed è stata recentemente rinverdita dalla
stessa presenza estiva del premier
Tony
Blair;
l'autorevole quotidiano inglese Times
pubblica la notizia di robusti tagli alle
spese del Foreign Office che comporterebbero la chiusura del Consolato fiorentino;
tale soppressione si aggiungerebbe a
quella precedente dello storico Consolato
francese e quella ventilata del consolato
statunitense - :
quali iniziative urgenti intenda assumere affinché questo significativo legame
tra Firenze ed il Regno Unito non sia
eliminato.
(4-20472)
RISPOSTA. — In riferimento
a quanto
segnalato
nell'atto parlamentare
in questione, sono state effettuate le
opportune
verifiche da parte del Ministero degli Affari
Esteri, sia a Roma che a Londra, tramite il
Cerimoniale Diplomatico
della
Repubblica
Italiana e l'Ambasciata d'Italia a Londra.
Tali verifiche hanno consentito di accertare
la effettiva possibilità che il Governo inglese
proceda alla chiusura del suo
Consolato
Generale di Firenze nel contesto di un piano
di ristrutturazione
della rete
diplomaticoconsolare del Regno Unito, che
coinvolge
peraltro 30 sedi, determinata
da esigenze
finanziarie e da un riordino delle
priorità
regionali
Su precise istruzioni ministeriali,
l'Ambasciata d'Italia ha fatto valere, a più riprese ed a vari livelli, tutte le
considerazioni
volte a giustificare
l'interesse italiano ad
evitare la chiusura del detto Ufficio consolare britannico,
nello spirito degli stretti
Atti
Parlamentari
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XXIX
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
rapporti bilaterali ed alla luce dei legami
secolari che la città di Firenze vanta con il
Regno Unito.
Da ultimo, VAmbasciata a Londra ha
comunicato
che le decisioni prese dal Ministro degli Esteri inglese Cook sulla ristrutturazione
della rete
diplomatico-consolare, pur comportando
la chiusura di cinque Uffici consolari britannici in varie parti
del mondo, non coinvolgeranno
il Consolato
Generale di Firenze.
Il Sottosegretario di Stato per gli
affari esteri: Umberto Ranieri.
dei
1999
partimentale dei monopoli di Stato, ha
dovuto sopportare varie spese per eseguire
dei lavori di riparazione e di sicurezza del
locale - :
per quali motivi sia stato adottato il
provvedimento di disattivazione del m a gazzino di Muro Lucano, esistente da ben
ottanta anni, e quali iniziative intenda assumere per garantire la migliore funzionalità ed economicità del servizio ed assicurare l'efficienza negli approvvigionamenti di generi di monopolio per le comunità locali.
(4-08798)
RISPOSTA. — Con Vinterrogazione
MOLINARI. — Al Ministro delle finanze.
— Per conoscere - premesso che:
l'ispettore compartimentale di Salerno, con la superiore direzione generale,
con ministeriale n. 04/8227 dell'I 1 febbraio 1997, ha disposto la disattivazione
del magazzino vendita di Muro Lucano a
partire dal 1° aprile 1997;
tale provvedimento n o n motivato crea
una serie di difficoltà alle rivendite locali,
poiché i magazzini di distribuzione di Vietri di Potenza e di Calitri (Avellino) dei
generi di monopoli di Stato a cui sono stati
aggregati i comuni di Castelgrande, Muro
Lucano, Bella e Baragiano, distano oltre
quaranta chilometri;
trattasi di strade scomode, in alcuni
punti isolate, poco trafficate e poco sicure
durante il trasporto. Tale approvvigionamento comporta, per le rivendite dei comuni suddetti, u n ulteriore, n o n sopportabile aggravio di spese, poiché il reddito è
molto basso data la scarsa densità di p o polazione;
il magazzino di generi di monopolio
di Muro Lucano attualmente elimina i suddetti inconvenienti e fornisce i paesi limitrofi, come Castelgrande, Bella e Baragiano, ad una distanza massima di dodici
chilometri;
il comune di Muro Lucano ha concesso in comodato i locali dell'attuale m a gazzino e, su richiesta dell'ispettorato com-
Deputati
cui
si
risponde, nel premettere
che la Direzione
generale dei Monopoli
di Stato,
tramite
l'Ispettorato compartimentale
di Salerno, ha
disposto
la disattivazione
del
Magazzino
vendita generi di Monopolio di Muro Lucano, creando notevoli disagi per l'approvvigionamento
di tali generi anche ai paesi
limitrofi, si chiede di conoscere, tra l'altro,
per quale motivo sia stato adottato il suddetto
provvedimento.
Al riguardo, la competente
Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato ha
preliminarmente
rappresentato
che alla gestione del Magazzino vendita generi di Monopolio di Muro Lucano provvedeva, dal 1°
novembre 1994, l'Ispettorato
compartimentale dei Monopoli di Stato di Salerno, con
l'impiego di personale dipendente, in quanto
si riteneva non conveniente affidare in concessione a privati il servizio di
distribuzione
dei tabacchi lavorati, a causa dei rilevanti
costi di gestione.
Ciò posto, la predetta
Amministrazione
autonoma ha evidenziato che il citato Magazzino serviva, per il rifornimento
dei generi di Monopolio, soltanto 26 rivendite e
che, conseguentemente,
la remunerazione
da
erogarsi al privato per il servizio reso sarebbe risultata fra le più elevate per l'Amministrazione
finanziaria, atteso il particolare criterio di calcolo del corrispettivo
di
appalto dei Magazzini vendita che tende ad
essere più oneroso per
l'Amministrazione
stessa quanto minore è la quantità di prodotto
distribuita.
Ha osservato, d'altro canto, la medesima
Amministrazione
che, a causa della attribu-
Atti
Parlamentari
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XXX
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
zione di nuovi compiti istituzionali agli uffici
periferici dei Monopoli di Stato, il servizio di
gestione diretta del Magazzino in questione si
è rivelato oltremodo difficoltoso per l'ispettorato compartimentale
di Salerno.
Pertanto,
VAmministrazione
autonoma
dei Monopoli di Stato ha ritenuto di procedere alla disattivazione
del
Magazzino
vendita di Muro Lucano, con
conseguente
aggregazione delle rivendite dallo stesso rifornite ai congeneri limitrofi, a seguito di
un'attenta ponderazione
di contrapposti
interessi: da una parte l'esigenza dei rivenditori affinché lo svolgimento
delle
proprie
attività non sia reso particolarmente
oneroso, dall'altra parte, il preminente
interesse
pubblico
al più soddisfacente
impiego di
risorse
erariali.
Permanendo le condizioni di antieconomicità del servizio che avevano
determinato
la disattivazione
del Magazzino vendita di
Muro Lucano, il Consiglio di
amministrazione, con delibera del 23 aprile 1998, ha
espresso parere favorevole alla
soppressione
del predetto Magazzino, avvenuta in data 30
novembre
1998.
Il Ministro delle
cenzo Visco.
finanze:
Vin-
NICCOLINI. — Al Ministro degli affari
esteri. — Per sapere - premesso che:
in data 5 marzo 1998 è stata pubblicata dal settimanale / / Borghese un'inquietante intervista all'ambasciatore sloveno in
Italia nella quale il rappresentante di Lubiana sostiene che nel suo paese c'è un
forte clima anti-italiano, che Lubiana non
è tenuta ad alcun gesto di scusa per la
tragedia delle foibe, che non esiste un
problema profughi e che l'esodo dall'Istria
avvenne solo per motivi economici e che
Lubiana aspetta di varare leggi in sintonia
con la legislazione europea soltanto dopo
la sua ammissione alla Unione europea - :
come il Governo italiano intenda reagire ad una tale provocazione;
se intenda chiedere il ritiro dell'ambasciatore Peter Andrej Bekes;
dei
Deputati
1999
se intenda promuovere un'azione di
freno all'adesione della Slovenia all'Unione
europea;
se intenda pretendere la chiusura del
contenzioso riguardo al problema dei beni
rapinati agli italiani dal regime jugoslavo di
Tito e di cui Lubiana oggi si proclama
erede;
se intenda completare il processo storico di indagine sul dramma delle foibe
con le loro migliaia di morti.
(4-15939)
RISPOSTA. — 77 Governo italiano,
particolarmente
attento allo sviluppo dei rapporti bilaterali con la Slovenia, si è immediatamente attivato a seguito
dell'intervista
dell'Ambasciatore
sloveno a Roma,
Peter
Andrej Bekes, apparsa sul settimanale
il
«Borghese»
in data 5 marzo 1998. L'Ambasciatore a Lubiana, Massimo Spinetti, su
istruzioni
del Ministero Affari Esteri, ha
prontamente
effettuato un passo presso il
Ministero degli Esteri sloveno, per esprimere
il vivo disappunto
italiano per le affermazioni contenute nell'intervista
in parola e
chiedere chiarimenti sulle posizioni
espresse
dall'Ambasciatore
Bekes che, peraltro,
appaiono in netto contrasto con le posizioni
delle Autorità slovene registrate nel contesto
delle intense relazioni esistenti fra i due
Paesi e, da ultimo, in occasione della visita
compiuta a Lubiana dal Ministro Dini, il 4
febbraio u.s. Esse non corrispondono
infatti
al clima di fiducia, collaborazione
e buon
vicinato instauratosi
fra Italia e Slovenia,
clima che entrambi i Paesi sono
impegnati
a mantenere e rafforzare in nome dei principi generali di pace, progresso e sicurezza e,
in particolare,
nella prospettiva
dell'imminente adesione di Lubiana all'Unione
Europea.
Anche a seguito dell'intervento
effettuato
dall'Ambasciatore
Spinetti, il Ministero degli
Esteri sloveno ha rilasciato un
comunicato
in cui si rende noto che
l'Ambasciatore
Bekes, convocato per consultazioni
a Lubiana, ha chiarito di non avere mai autorizzato l'intervista, in cui sono riportate, in
chiave completamente
distorta,
manipolata
e quindi non attendibile, alcune
riflessioni
emerse in un colloquio che egli ha avuto
Atti
Parlamentari
-
XXXI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
con un giornalista del settimanale
il Borghese. Facendo stato degli ottimi
rapporti
bilaterali fra Italia e Slovenia, il comunicato precisa che /'« intervista » non esprime
la posizione ufficiale slovena e nemmeno le
posizioni personali dell Ambasciatore
e sottolinea il reciproco interesse
italo-sloveno
per la stabilità
e per lo sviluppo
della
cooperazione
bilaterale in un contesto comune europeo in cui, fra Valtro, le rispettive
minoranze trovino adeguata
tutela.
Lo stesso Ambasciatore
Bekes ha ribadito i medesimi concetti in una lettera indirizzata al Ministro degli Esteri
italiano,
garantendo di volersi impegnare, anche nel
futuro, a rafforzare e consolidare
ulteriormente i rapporti di cooperazione
amichevole
fra i due Paesi e le due
popolazioni.
Da quanto sopra esposto appare chiaramente che la vicenda non è suscettibile
di
turbare i rapporti di amicizia e cooperazione
fra Italia e Slovenia né, tantomeno, di determinare un cambiamento
nella
politica
italiana di favorire Vintegrazione della Slovenia nelle strutture euro-atlantiche.
Vale
peraltro la pena di notare che proprio nel
contesto dell'Unione Europea sarà possibile
garantire nel modo più efficace i diritti degli
esuli italiani: infatti, gli impegni presi da
Lubiana nel contesto dell'Accordo di Associazione con l'Unione prevedono
l'apertura
del mercato immobiliare sloveno per tutti i
cittadini europei, nonché la possibilità
accelerata di accesso a tale mercato per coloro
che possano dimostrare di aver risieduto nel
territorio dell'attuale Repubblica di Slovenia per un periodo di almeno tre anni,
fattispecie che si applica « de facto » soprattutto agli esuli
italiani
Quanto al processo storico di indagine
sulle foibe e gli altri drammatici eventi della
guerra e dell'immediato
dopo guerra, si ricorda che è stata istituita, nel 1993, un'apposita Commissione Storica fra Italia e Slovenia, con il compito di stendere un documento comune d'interpretazione
degli eventi
nei territori di confine, dal 1880 al 1954,
che verrà consegnato ai rispettivi
Governi
non appena
predisposto.
Il Sottosegretario di Stato per gli
affari esteri: Umberto Ranieri.
dei
Deputati
1999
PREVITI. — Ai Ministri dei lavori pubblici e dell'ambiente.
— Per sapere - premesso che:
la zona di Prima Porta - Labaro, sita
nel c o m u n e di Roma, è soggetta ad allagamenti in occasione di precipitazioni atmosferiche di particolare intensità;
tale situazione è causata dall'alto livello del fiume Tevere, determinato dalla
diga dell'Enel di Castel Giubileo, che sebbene formalmente nei limiti della norma,
non consente un adeguato deflusso delle
acque piovane nel fiume, né dei corsi d'acqua che si immettono nel Tevere nelle
immediate vicinanze della diga;
quando l'Enel determina l'abbassamento del livello del Tevere, a monte della
diga di Castel Giubileo, detti allagamenti
non si verificano — :
quali provvedimenti intendano adottare affinché la diga di Castel Giubileo
venga regolata in m o d o da consentire, sempre, un adeguato deflusso delle acque piovane e dei corsi d'acqua, che si immettono
nel Tevere.
(4-18811)
RISPOSTA. — In relazione ai quesiti
formulati dalla S.V On.le si riferisce che l'impianto idroelettrico
di Castel Giubileo sul
Tevere è stato realizzato dall'ENEL
nell'anno 1957, ed è stato autorizzato da questo
Ministero con disciplinare di concessione ad
esercire lo sbarramento
sino ad una quota
massima di regolazione di 7 m. s.Lrn.
L'impianto
è ad «acqua fluente»,
cioè
sfrutta l'intera portata del Tevere, anche se
con modesto salto per produrre energia; il
sistema è tale che la quota di regolazione può
essere mantenuta sino a che la portata ha
valori di magra (circa 100 mc/sec) in quanto
al minimo accenno di portate di piena le
paratoie di ritenuta vengono mano a mano
sollevate, sino ad essere completamente
sollevate oltre valori di circa 800 mc/sec.
In questo ultimo caso il fiume si comporta come se l'impianto non sia allocato
nell'alveo.
Nel 1970, circa, a seguito della crescente
edificazione, per la gran parte abusiva, della
zona di Prima Porta, in adiacenza
all'omo-
Atti
Parlamentari
-
XXXII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
nimo fosso che confluisce nel Tevere poco a
monte di Castel Giubileo, VUfficio del Genio
Civile per il Tevere e lAgro Romano
realizzò
l'arginatura del fosso predetto, a protezione
dell'abitato ed alcuni impianti idrovori alla
confluenza di alcuni fossi affluenti di quello
di Prima Porta.
Durante la costruzione
degli argini e
delle idrovore il livello dell'impianto di Castel Giubileo venne tenuto più basso per
consentire più agevoli
lavorazioni.
La quota originaria, una volta
completata la sistemazione
della zona, torna ad
essere
autorizzata.
In caso di piena del fosso di Prima Porta
e, quindi, all'innalzamento
dei suoi livelli
idrici, il rigurgito dei fossetti affluenti (e le
conseguenti esondazioni)
vengono
impediti
dall'automatico
abbassamento
delle paratoie.
Il regolare deflusso delle acque degli
stessi viene garantito con le pompe che le
sollevano e le immettono nel fosso principale.
Il funzionamento
di tale sistema che può
apparire semplice nella descrizione, è fortemente condizionato
dallo stato di tutti i
macchinari
elettromeccanici
che
costituiscono gli impianti idrovori, che pertanto
devono essere continuamente sorvegliati, assistiti, messi a norma, provati in caso di
prolungata inattività, con spese ed impegno
notevole da parte dell'Ufficio del Genio Civile
competente.
Gli impianti,
benché automatici,
vengono sorvegliati
dal primo momento
del
pompaggio
sino al termine dell'evento
di
piena, che spesso dura qualche
giorno.
Pertanto tutto il sistema di
protezione
idraulica dell'area di Prima Porta, ad eccezione di gravi anomalie o difettosi
funzionamenti, è in grado di assicurare la salvaguardia della zona urbanizzata e questo indipendentemente dalla quota di esercizio
dell'impianto idroelettrico di Castel Giubileo.
A quanto prospettato occorre
soggiungere
che la crescente urbanizzazione
ha determinato una serie di allacciamenti,
anch'essi
abusivi, delle fognature delle abitazioni direttamente nei fossi confluenti agli impianti
idrovori ed in conseguenza in caso di disservizio, anche momentaneo degli impianti,
dei
Deputati
1999
alcune di queste abitazioni vengono
invase
dalle acque di rigurgito dei propri
scarichi
La situazione è, del resto, ben nota al
competente
Ufficio comunale
circoscrizionale che da tempo ha interessato l'ACEA per
un risanamento
ed una sistemazione
delle
fognature della zona.
La situazione della regolazione dei rilasci
in corrispondenza
della diga di Castel Giubileo da parte dell'ENEL forma,
comunque,
oggetto di studio da parte dell'Autorità di
Bacino del Tevere nel piano stralcio
relativo
all'area
metropolitana.
Il Sottosegretario di Stato per i
lavori pubblici: Gianni Francesco Mattioli.
R O S S E T T O . - Al Ministro delle
— Per sapere - premesso che:
finanze.
l'approssimazione con la quale vengono svolti molti servizi al cittadino da
parte di alcuni settori del pubblico impiego
comporta inutili perdite di tempo che
vanno a sommarsi a quelle già legate agli
adempimenti burocratici troppo complessi;
troppe volte i pubblici funzionari si
comportano nei confronti dei cittadini in
m o d o scortese ed arrogante;
presso l'ufficio Iva della sezione staccata di Verona si sarebbero verificati di
recente gravi episodi a danno di contribuenti che chiedevano semplicemente delle
informazioni - :
se intenda avviare una indagine conoscitiva sui fatti accaduti all'ufficio Iva
della sezione distaccata degli uffici finanziari di Verona e richiamare i dipendenti
ad u n comportamento più corretto nei
confronti dei cittadini.
(4-17718)
RISPOSTA. — Con l'interrogazione
cui
si
risponde, nel lamentare
l'approssimazione
con la quale vengono svolti, da parte di
alcuni settori del pubblico impiego,
molti
servizi destinati al cittadino, e che troppe
volte pubblici funzionari si comportano
in
modo arrogante nei confronti dei cittadini
stessi, si segnala che, presso l'Ufficio I.V.A.
Atti
Parlamentari
-
XXXIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
di Verona, si sarebbe verificato un grave
episodio a danno di contribuenti
che avevano bisogno di semplici informazioni, e si
chiede, a tal proposito,
di conoscere se si
intenda avviare un'indagine conoscitiva sull'accaduto.
Al riguardo, il competente
Dipartimento
delle Entrate ha riferito che la Direzione
regionale delle entrate per il Veneto ha
incaricato un ispettore di eseguire un accesso presso l'Ufficio I.V.A. di Verona (effettuato nei giorni 12 e 13 giugno 1998), allo
scopo di raccogliere tutti gli elementi e le
informazioni
utili in merito alla vicenda.
Il predetto Dipartimento
ha rilevato che,
a seguito di tale accesso ispettivo, è stata
predisposta
una dettagliata relazione,
dalla
quale si evince che, il giorno 29 aprile 1998,
i Sigg. Renzo Guerra e Lucio Chiavegato si
sono presentati
presso l'Ufficio I.V.A. di
Verona per avere chiarimenti
in ordine al
verbale (recante la data dell'11 luglio 1997)
redatto dalla Guardia di finanza di Legnano
nei confronti del Sig. Guerra, circa violazioni concernenti
l'emissione di
scontrini
fiscali, e, nonostante il funzionario
incaricato dell'Ufficio in questione avesse fornito
tutte le indicazioni del caso, il Sig. Chiavegato, lamentando insoddisfazione
per le risposte ricevute e mancanza di trasparenza,
chiedeva di essere ricevuto
immediatamente
dal Direttore.
Il Dipartimento delle Entrate ha, inoltre,
osservato che il disappunto dei due contribuenti, a causa del differimento del colloquio, sembra aver assunto, nel
corridoio
dell'Ufficio, toni duri e veementi, a tal punto
che il Direttore stesso, informato sulla vicenda, doveva intervenire per invitare i predetti ad avere un comportamento
corretto.
Risultato vano il tentativo di ricondurre la
questione alla normalità, il Direttore dell'Ufficio I.V.A. di Verona si vedeva
costretto
a richiedere
l'intervento
di una locale
« Squadra volante » della Polizia di Stato,
che poneva fine alla protesta.
In ordine, poi, alla eccezione secondo la
quale gli impiegati dell'Ufficio I.V.A. di Verona non avrebbero esibito il tesserino di
riconoscimento,
è stato rilevato
dall'ispettore della Direzione regionale delle entrate
del Veneto che, sia il giorno dell'accesso e
dei
Deputati
1999
sia il giorno successivo, tutti gli impiegati
erano muniti del cartellino di
identificazione. Il Direttore dell'Ufficio ha precisato
peraltro che, in ottemperanza
alle disposizioni vigenti tutti gli addetti ai rapporti con
il pubblico erano e sono muniti di cartellino
identificativo.
Il Dipartimento
delle Entrate ha pertanto fatto presente che, a seguito
delle
predette precisazioni,
non si ravvisano elementi suscettibili di apprezzamento
sotto il
profilo della responsabilità
di natura disciplinare a carico di dipendenti del predetto
Ufficio I.V.A.
Il Ministro delle finanze: Vincenzo Visco.
S A R A C A . — Al Ministro delle finanze. —
Per sapere — premesso che:
con decreto del ministero delle finanze del 7 novembre 1995 n. 04/107998 è
stata disposta l'istituzione di nuovi punti di
raccolta del gioco del lotto per u n a m m o n tare di 9.450, di cui in provincia di Viterbo;
a tutt'oggi n o n risultano assegnati
nuovi punti di raccolta in particolare nella
provincia di Viterbo — :
quando s'intenda applicare nella sua
interezza il decreto ministeriale citato assegnando i punti di raccolta previsti per il
gioco del lotto.
(4-15706)
RISPOSTA. — Con l'interrogazione
cui
si
risponde, nel premettere che il decreto del
Ministro delle finanze 7 novembre 1995 ha
istituito nuovi punti di raccolta del gioco del
lotto, si lamenta che non risultano
assegnati
detti punti di raccolta in particolare
nella
provincia di Viterbo, e si chiede, pertanto, di
conoscere quando si intenda applicare nella
sua interezza il citato decreto
ministeriale.
Al riguardo,
l'Amministrazione
autonoma dei Monopoli di Stato ha preliminarmente rappresentato
che, giusta quanto disposto dal decreto ministeriale
7 novembre
1995, attuativo dell'articolo 33 della legge 23
dicembre 1994, n. 724, con il quale è stata
prevista l'istituzione, su scala nazionale, di
9.450 nuove ricevitorie del gioco del lotto, è
Atti
Parlamentari
-
XXXIV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
stata adottata una procedura
di assegnazione dei punti di raccolta suddivisa in tre
fasi
In primo luogo, si è provveduto
ad assegnare le concessioni per i Comuni
sprovvisti di punti di raccolta ed ai quali fosse
assegnata una sola ricevitoria;
successivamente sono state definite le
graduatorie
relative ai Comuni suddivisi
in circoscrizioni, ed, infine, sono stati presi in considerazione i restanti
Comuni
Per quanto
riguarda più
specificatamente la provincia di Viterbo, la suddetta
Amministrazione
autonoma ha rilevato che,
a fronte dei 39 punti di raccolta previsti dal
citato decreto ministeriale, è stata
completata Vassegnazione
nei 13 Comuni per i
quali era prevista una sola ricevitoria. Tale
fase, culminata
con l'emanazione
del decreto direttoriale 6 giugno 1996 per la determinazione
della graduatoria
delle domande presentate
per Vassegnazione
dei
nuovi punti di raccolta per ciascuno
dei
Comuni in questione, è stata definita amministrativamente
con la stipula di tutti i
relativi contratti al 31 dicembre 1996, determinando l'operatività di dette
ricevitorie
sin dal 1997.
Per quanto concerne, invece, la procedura riguardante
i restanti 26 punti
di
raccolta del gioco del lotto relativa agli altri
Comuni della provincia
di Viterbo,
compreso il capoluogo, l'Amministrazione
autonoma dei Monopoli di Stato ha fatto presente che è stata formulata la graduatoria,
in data 4 marzo 1997, per
l'assegnazione
degli stessi e che la conclusione
della stipula dei relativi contratti di concessione è
avvenuta in data 30 giugno 1998.
È stato infine rilevato che le nuove ricevitorie diventeranno
operative
progressivamente al termine degli adempimenti,
in
via di completamento,
relativamente
all'installazione
dei terminali
all'attivazione
della linea dedicata, nonché alla partecipazione dei nuovi ricevitori ad apposito
corso
di formazione.
Il Ministro delle
cenzo Visco.
finanze:
Vin-
dei
Deputati
1999
SCARPA BONAZZA BUORA. - Al Ministro delle finanze. — Per sapere - premesso che:
con contratto in data 28 ottobre 1996
Rep. n. 2301 del segretario comunale, registrato a Mestre il 15 novembre 1996 al
n. 3881 atti pubblici, il comune di Dolo
(Venezia) ha affidato alla ditta Digep srl
con sede in Pisa in via Palestro n. 22, il
servizio di accertamento e di riscossione
della tassa occupazione spazi ed aree pubbliche per il periodo 1° novembre 1996 31 dicembre 1999;
ai sensi dell'articolo 3 del suddetto
contratto il servizio deve essere espletato
nel rispetto della legislazione vigente e del
capitolato d'oneri appositamente approvato dal comune di Dolo (Venezia);
la Digep srl nell'espletamento del servizio affidatole ha c o m m e s s o gravi errori
nell'accertamento delle occupazioni del
suolo pubblico soggente alla Tosap e nella
conduzione del servizio. Errori peraltro
riconosciuti e reiterati dalla Digep stessa,
che hanno determinato la vivace e fondata
protesta da parte dei cittadini di Dolo
vittime di ingiustizie, disparità di trattamento, insostenibili situazioni sia di affitto
che di diritto;
il consiglio comunale di Dolo, nella
seduta del 13 febbraio 1998 ha deliberato
unanimemente di promuovere la decadenza della Digep srl dal servizio d'accertamento e riscossione della Tosap ai sensi
dell'articolo 30 decreto legislativo n. 507
del 1993;
la Giunta municipale di Dolo con
delibera n. 94 del 19 febbraio 1998 ha
richiesto tale decadenza della Digep srl di
via Palestro, 22, quale concessionario del
servizio d'accertamento e riscossione Tosap, alla direzione centrale per la fiscalità
locale del Ministero delle finanze;
la relativa comunicazione di tale richiesta è stata inoltrata dal comune di
Dolo alla suddetta direzione ministeriale
con race. 27 febbraio 1998 protocollo
n. 3546. Nessuna risposta è a tutt'oggi pervenuta al comune di Dolo - :
Atti
Parlamentari
-
XXXV
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
quali disposizioni abbia impartito il
Ministro alla direzione centrale per la fiscalità locale al fine di accelerare l'iter
della richiesta decadenza a tutela dei cittadini e degli enti locali che l'hanno promossa; nonché quali iniziative intenda
adottare affinché la decadenza venga dichiarata nel termine di questo primo semestre 1998 onde evitare ai cittadini e
all'ente locale (comune di Dolo) i gravi
danni derivanti dalla permanenza nel servizio della Digep srl.
(4-16312)
RISPOSTA. — Con l'interrogazione
cui
si
risponde, premesso che il comune di Dolo
(Venezia) ha affidato alla ditta Digep srl il
servizio di accertamento e riscossione
della
tassa per l'occupazione spazi ed aree pubbliche per il periodo 1996-1999, si chiede di
conoscere quali iniziative intenda
adottare
questa amministrazione
al fine di « accelerare l'iter della richiesta di decadenza » nei
confronti
della predetta
società, che nel
l'espletamento del servizio affidatole
avrebbe
commesso gravi errori nella gestione dell'imposta di pubblicità.
Al riguardo occorre rilevare che con il
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,
recante, tra l'altro, l'istituzione
dell'imposta
regionale sulle attività produttive e il riordino della disciplina dei tributi locali, sono
stati abrogati (articolo 53, 4 comma) gli
articoli da 25 a 34 del decreto legislativo 15
novembre 1993, n. 507, concernenti la gestione del servizio di accertamento e riscossione dell'imposta
comunale sulla
pubblicità nonché, in forza del rinvio
operato
dall'articolo 52 del medesimo decreto legislativo n. 507 del 1993, la gestione
della
tassa per l'occupazione
di spazi ed aree
pubbliche.
Tale abrogazione, ai sensi dell'articolo 66
del medesimo decreto legislativo n. 446, ha
decorrenza dal 1° gennaio 1998.
Inoltre gli articoli 52 e 53 del predetto
decreto legislativo n. 446 attribuiscono
rispettivamente
ai comuni e alle province la
potestà regolamentare delle proprie
entrate,
anche di natura tributaria, e prevedono la
istituzione presso il Ministero delle Finanze
dell'albo dei soggetti privati abilitati ad effettuare attività di liquidazione e di accer-
Deputati
1999
tamento dei tributi e quelle di riscossione
dei tributi e di altre entrate dei suddetti enti
locali.
Ciò posto, non è più possibile, da parte
dell'amministrazione
finanziaria,
procedere
alla declaratoria
di decadenza del concessionario del servizio di che trattasi II comune, comunque, potrà far valere le disposizioni concernenti i contratti di gestione di
cui agli articoli 25 e 52 del Decreto legislativo n. 507 del 1993, ove contemplate nel
capitolato relativo alla concessione del servizio di accertamento
e riscossione
della
TOSAP in quanto, consentendo il comma 2
del l'articolo
64 del Decreto
legislativo
n. 446 del 1997 una proroga (fino al 31
dicembre
1998) dei contratti stipulati
in
forza delle norme abrogate,
indirettamente
determina la ultrattività di
quest'ultime.
Il competente Dipartimento delle Entrate
ha fornito indicazioni in tal senso con apposita circolare
n. 141E del 19 gennaio
1998.
Il Ministro delle finanze: Vincenzo Visco.
STUCCHI. - Ai Ministri delle finanze e
dell'interno. — Per sapere — premesso che:
in data 4 ottobre 1997, gli esattori
dell'ufficio imposte si sono presentati
presso l'abitazione della signora Angela
Mazzoleni, residente a Verdellino (Bergamo), per effettuare un pignoramento di
beni per il mancato pagamento di imposte
da parte dell'ex marito;
l'ex marito della signora Mazzoleni,
pur essendo legalmente separato e n o n
convivendo più c o n la stessa, n o n ha mai
fatto spostare il proprio domicilio dalla
residenza della stessa;
il giudice, all'atto della separazione,
ha assegnato alla signora Mazzoleni i beni
che gli esattori hanno pignorato;
nell'esecuzione del loro mandato gli
esattori hanno compiuto un'azione di forza
che ha causato alla signora Mazzoleni, già
invalida, problemi di salute che ne hanno
comportato il trasporto al pronto soccorso
ospedaliero per accertamenti;
Atti
Parlamentari
-
XXXVI
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
Deputati
1999
gli esattori hanno compilato un ver- procedura
civile; circostanza che si è, poi,
bale di pignoramento che è stato sotto- verificata in data 3 ottobre 1997 alla prescritto dal figlio della signora Mazzoleni — : senza di due agenti di polizia
municipale.
Il Concessionario
della riscossione
di
se n o n ritenga opportuno approfonBergamo ha fatto presente, peraltro, che è
dire la dinamica dei fatti in oggetto;
stato mostrato all'Ufficiale addetto al pignoconsensuale
se non ritenga che siano stati com- ramento l'atto di separazione
dei
signori
Bosco
(omologato
dal
Presidente
piuti reati, abusi o violazioni da parte degli
del Tribunale
di Bergamo), il quale ha
esattori;
constatato che nel predetto atto non erano
se ritenga corretto e giusto il tratta- documentati
i requisiti di cui all'articolo 65,
mento riservato alla cittadina signora An- comma 2, del citato decreto del Presidente
gela Mazzoleni.
(4-13160) della Repubblica
n. 602 del 1973 (come
modificato
dall'articolo
5, comma 4, del
RISPOSTA. — Con Vinterrogazione
cui si
decreto legge 31 dicembre
1996, n. 669,
risponde, nel premettere
che « in data 4
convertito
nella legge 28 febbraio
1997,
ottobre 1997 gli esattori dell'ufficio
imposte
n. 30), in cui si prevede, tra l'altro, che
si sono presentati presso l'abitazione
della
signora Angela Mazzoleni, residente a Ver- l'ufficiale di riscossione deve astenersi dal
o desistere dal
procedimento
dellino (Bergamo), per effettuare un pigno- pignoramento
che i beni apramento di beni per il mancato
pagamento solo quando sia dimostrato
di imposte da parte dell'ex marito », legal- partengono a persone diverse dal debitore o
mente separato, ma che non ha mai variato dai soggetti indicati dall'articolo 52, lettera
il proprio domicilio, si chiede di conoscere b), dello stesso decreto, quali il coniuge e i
se si ritenga giusto e corretto il trattamento parenti ed affini fino al terzo grado.
riservato alla predetta signora
Mazzoleni
Inoltre, il predetto
Concessionario
ha
nella vicenda.
osservato
che non sussistono
dubbi che
Al riguardo, il Dipartimento delle entrate l'esecuzione sia stata effettuata (come preha rilevato, attraverso gli elementi
assunti visto dal citato articolo 513 del Codice di
presso il competente
Concessionario
della procedura civile) nella casa di abitazione del
riscossione di Bergamo, che il signor Emilio debitore, come risulta dal certificato
anaBosco, residente in Verdellino, Via Manzoni grafico del Comune di Verdellino,
nonché
n. 2, aveva ricevuto personalmente,
in data confermato dal figlio Pierangelo Bosco, dal
20 agosto 1996 ed in data 4 dicembre 1996, messo notificatore e dal contribuente
stesso
la notifica di cartelle esattoriali per ruoli intervenuto in fase di esecuzione del pignoresi esecutivi (ai sensi dell'articolo
23 del ramento in questione.
decreto del Presidente della Repubblica
28
Anche la Pretura di Bergamo,
chiamata
settembre 1973, n. 602) dalla Direzione re- a decidere sulla validità delle prove fornite
gionale delle entrate per la Lombardia.
in fase di opposizione, ha ritenuto che, con
residenza del signor Emilio
Il suddetto Concessionario
ha, inoltre, la documentata
evidenziato che, non risultando
intervenuto Bosco in Via Manzoni n. 2 al momento del
sussisteva la presunzione lealcun pagamento da parte del signor Bosco, pignoramento,
l'Ufficiale di riscossione provvedeva
a no- gale di appartenenza al debitore dei mobili
tificargli i successivi avvisi di mora presso pignorati nella casa che a tutti gli effetti
la sua
il domicilio di Via Manzoni n. 2 (come da doveva ritenersi, in tal momento,
risultanze anagrafiche), in seguito ai quali, casa di abitazione.
perdurando
la morosità, il citato
Ufficiale
Il Concessionario
della riscossione
di
ha comunicato all'interessato, mediante av- Bergamo ha precisato, infine, che nessun
visi di pagamento, che avrebbe proceduto al tipo di coazione fisica o psicologica è stata
pignoramento
dei beni mobili in forma fatta nei confronti
della signora
Angela
coattiva, con l'apertura forzata
dell'abita- Mazzoleni e che l'ausilio della forza pubzione, ai sensi dell'articolo 513 del Codice di blica si è reso necessario esclusivamente
per
Atti
Parlamentari
-
XXXVII
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
la forzata apertura della porta
della predetta
abitazione.
Il Ministro delle
cenzo Visco.
d'ingresso
finanze:
Vin-
TOSOLINI. - Al Presidente del Consiglio
dei ministri ed al Ministro delle finanze. —
Per sapere - premesso che:
è prassi oramai consolidata per gli
abitanti delle province di Varese e Como,
considerata la vicinanza geografica con il
confine italo-svizzero, approvvigionarsi di
carburante, in maniera sistematica, acquistandolo nei distributori della Confederazione elvetica;
il fenomeno muove dalla sostanziale
differenza del prezzo del carburante per
autotrazione;
tale abitudine è da sempre propria di
un'ampia fascia di cittadini lombardi, i
quali periodicamente vanno in Svizzera a
« fare il pieno »;
la circostanza sottrae notevoli introiti
all'erario, penalizzando di fatto sia il fisco,
sia i distributori di carburante presenti sul
territorio italiano;
la possibilità per gli abitanti di quelle
province di approvvigionarsi di carburante
in Svizzera ad un prezzo sensibilmente
inferiore a quello offerto dal mercato italiano crea, tra l'altro, u n anomalo squilibrio, tra i cittadini italiani, in palese violazione con quanto sancito dall'articolo 3
della nostra Costituzione —:
se n o n ritengano opportuno attivarsi
con incentivi o correttivi atti ad arginare in
qualche m o d o il fenomeno, sotto forma di
coupon-scontati
(per l'importo, ad esempio, di 100 lire al litro), per l'acquisto di
carburante sul territorio italiano da destinare a coloro che risiedono entro una
fascia di dieci chilometri dal confine, similmente a quanto già avviene nelle aree
che godono dello status di zona franca, i
cui residenti beneficiano da molti anni di
buoni per l'acquisto di carburante.
(4-12914)
Deputati
1999
RISPOSTA. — Con l'interrogazione
cui
si
risponde, nel premettere
che gli
abitanti
delle province di Varese e di Como si approvvigionano
sistematicamente
di carburante negli impianti di distribuzione
della
vicina Svizzera,
ove viene praticato
un
prezzo sensibilmente
inferiore a quello offerto dal mercato italiano, circostanza,
questa, produttrice di minori introiti erariali e
penalizzante
altresì per gli operatori
del
settore, si chiede di conoscere se non si
ritenga opportuno prevedere incentivi o correttivi per stimolare l'acquisto del suddetto
prodotto nel territorio italiano, da destinare
a coloro che risiedono entro una fascia di
dieci chilometri dal confine.
Al riguardo, il competente
Dipartimento
delle dogane e delle imposte indirette ha
osservato, in via preliminare,
che la problematica prospettata nell'interrogazione
richiama, nella sostanza, la misura
adottata
per la regione Friuli-Venezia Giulia che, in
applicazione delle previsioni contenute nei
commi 15, 16 e 17 dell'articolo 3 della legge
28 dicembre 1995, n. 549, ha
provveduto
con la legge regionale 12 novembre 1996,
n. 47, a dettare le modalità di attuazione
della riduzione del prezzo alla pompa delle
benzine a favore dei cittadini residenti nel
proprio territorio, prevedendo
la sua suddivisione
in fasce, onde differenziare
il
prezzo in misura inversamente
proporzionale alla distanza dei punti vendita dal
confine. Ciò al fine (come
espressamente
statuito dal predetto comma 16 dell'articolo
3 della citata legge n. 549 del 1995) di
ridurre la concorrenzialità
delle rivendite di
benzine negli Stati
confinanti
Pertanto, l'introduzione
di un analogo
regime agevolato per la regione
Lombardia,
dettato dalle medesime finalità,
necessitando
di un apposito provvedimento
legislativo,
comporta precise valutazioni politiche che
non possono che essere assunte dal Governo
nella sua collegialità,
nel rispetto
ovviamente della normativa comunitaria
in materia.
Il Ministro delle
cenzo Visco.
finanze:
Vin-
Atti
Parlamentari
-
XXXVIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
TOSOLINI. — Al Ministro
dei lavori
pubblici. — Per sapere - premesso che:
l'intera provincia di Varese fu colpita
negli anni 1992 e 1995 da violenti nubifragi, esondazioni ed ingentissimi danni
tali da veder riconosciuto lo « stato di
calamità
naturale »,
con
ingentissimi
danni;
all'inizio di giugno la provincia di
Varese è stata colpita dall'ennesima ondata
di maltempo che ha interessato il versante
nord occidentale del Paese. Anche modeste
precipitazioni mettono continuamente a
dura prova le opere a difesa degli argini dei
fiumi Arno, Rile e Olona. Risulta inoltre
che la popolazione del gallaratese è perennemente attanagliata da legittime ansie e
preoccupazioni;
se non ritenga il Ministro interrogato
di intervenire presso il Magistrato del Po
affinché il completamento dei programmi
di risistemazione degli argini e di costruzione delle casse di laminazione lungo il
percorso dei fiumi su indicati venga accelerato e consegnato alla collettività senza
subire i soliti tradizionali ritardi. (4-18311)
RISPOSTA. — In merito al problema
proposto dalla S.V. On.le con l'atto
ispettivo
indicato in oggetto sono stati acquisite notizie presso il Magistrato per il Po che al
riguardo riferisce che per quanto riguarda il
Torrente Arno, il Piano Stralcio 45 predisposto dall'Autorità di Bacino prevede un
programma
di finanziamenti
per la realizzazione di opere di sistemazione
idraulica
mirate alla difesa delle piene ed alla conservazione dell'assetto
idrogeologico.
In particolare
le opere previste sono le
seguenti:
1. un bacino di laminazione
di Gallarate (importo del progetto
nare di lire
21.000.000.000);
a Monte
prelimi-
2. realizzazione di opere necessarie per
la laminazione delle piene, sul territorio del
Comune di Gallarate (importo del progetto
preliminare
di lire
12.000.000.000);
dei
Deputati
1999
3. lavori di ripristino della sezione di
deflusso da Gallarate verso valle e tratti
saltuari a monte (importo lire
800.000.000);
4. arginature, difese spondali ed adeguamento delle sezioni d'alveo (importo lire
13.000.000.000).
Il finanziamento
di tali opere è previsto
nel triennio 1998/2000 ed i relativi
progetti
sono in corso di
predisposizione.
Relativamente
al torrente Rile il suddetto
PS. 45 dell'Autorità
di Bacino prevede i
seguenti
interventi:
1. lavori
deflusso (lire
di ripristino delle sezioni
500.000.000);
di
2. realizzazione di opere idrauliche di
laminazione
dalle piene a monte del Comune di Cassano Magnago (VA) (lavori in
corso
per
un importe
di oltre
lire
6.500.000.000).
Il Magistrato per il Po riferisce, infine,
che per il fiume Olona esiste un progetto
preliminare per il suo completo
riequilibrio
idraulico-ambientale
che prevede una spesa
complessiva
di lire 140.000.000.000
e la
realizzazione di quattro casse di espansione
(di cui due già esistenti) ed opere varie di
sistemazione
d'alveo.
Il Sottosegretario di Stato per i
lavori pubblici: Gianni Francesco Mattioli.
TREMAGLIA. - Al Ministro
esteri — Per sapere:
degli
affari
se sia a conoscenza del perverso sistema di tassazione in uso nella Repubblica Ceca nei confronti dei nostri connazionali e più in generale di tutti gli stranieri, infatti, risulta che con il tacito assenso
delle
autorità,
ristoratori
e
albergatori cechi applicano tariffe diverse
a seconda se si tratti di cittadini cechi o
turisti stranieri; addirittura nei ristoranti
di un certo livello esistono due listini dei
prezzi, uno per i residenti e l'altro mag-
Atti
Parlamentari
-
XXXIX
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
giorato del 100 per cento per gli ignari
cittadini stranieri;
se non si consideri questo subdolo
sistema applicato agli stranieri, in particolare ai nostri connazionali che sempre più
spesso e più numerosi si recano per motivi
vari nella Repubblica Ceca, poco onorevole
per una nazione che aspira ad entrare a
far parte dell'Europa unita, e se non si
ritenga di intervenire presso le autorità
ceche per far abolire detta tassa. (4-15899)
Dalle informazioni
raccolte
dalVAmbasciata d'Italia a Praga risulta che,
effettivamente, in alcuni alberghi cechi vengono praticati prezzi diversi a seconda che
si tratti di cittadini cechi o di
cittadini
stranieri, in particolare turisti La questione
è da tempo all'esame delle Ambasciate dell'Unione Europea che in tale contesto, invocando la legge sulla protezione dei consumatori — che prevede in termini
generali
l'interdizione
di ogni discriminazione
tra
consumatori
stessi - hanno interpellato
il
Ministero delle Finanze, il Ministero
dell'industria e Commercio e l'Ispezione
commerciale ceca.
Le Autorità interpellate sembrano
ritenere che la prassi dei doppi prezzi non si
possa definire discriminatoria,
in quanto
legata piuttosto
alla differenza di potere
d'acquisto tra la corona ceca e le monete
straniere. Sempre secondo le suddette Autorità, i prezzi vengono peraltro
liberamente
fissati attraverso un accordo tra l'acquirente
ed il venditore e non vi è quindi
alcun
obbligo per il primo di accettare. Le Autorità
ceche hanno comunque
convenuto
che il
problema è verosimilmente
di natura transitoria e che potrà essere superato con il
miglioramento
del clima economico
generale del Paese.
Per quanto attiene invece agli esercizi
alberghieri,
questi hanno affermato
che
l'applicazione di prezzi differenziati è una
prassi comune
nel settore del
turismo;
prezzi diversi vengono difatti praticati
a
seconda delle stagioni, del preavviso più o
meno lungo con cui si effettuano le prenotazioni e a seconda del cliente (gruppi, categorie speciali...).
RISPOSTA. —
Deputati
1999
L'Ambasciata d'Italia a Praga, di concerto
con le altre Ambasciate dei Paesi dell'Unione
Europea, continuerà comunque a seguire attentamente gli sviluppi della questione.
Il Sottosegretario di Stato per gli
affari esteri: Umberto Ranieri.
TREMA GLIA. - Ai Ministri degli affari
esteri e del commercio con l'estero. — Per
sapere - premesso che:
i dipendenti dell'Ufficio Ice di Johannesburg (Sud Africa) sono, con l'esclusione
di uno, tutti in possesso della cittadinanza
italiana;
in passato ai dipendenti erano state
fatte sottoscrivere false dichiarazioni di
non possedere la cittadinanza italiana con
la scusante di poter garantire loro la continuazione del rapporto di lavoro;
a suo tempo ai dipendenti locali era
stato imposto un contratto più svantaggioso rispetto al precedente con la minaccia del licenziamento;
a « sanatoria » della situazione è stato
loro proposto un contratto di lavoro in
contrasto con le disposizioni del Ministro
Fantozzi pubblicate nella Gazzetta Ufficiale
del 10 gennaio 1998 laddove è previsto che
i « rapporti di lavoro devono essere regolati
dalle norme e dagli usi locali »;
n o n essendo il contratto stesso disciplinato per diversi aspetti « dalle norme e
dagli usi locali », l'irregolarità di tale contratto è stata appurata e sottoscritta dal
Com.it.es. di Johannesburg, istituzionalmente preposto a tale compito;
nella stessa verifica si è reclamato il
rispetto al diritto di privacy che a detta dei
dipendenti non è garantito dall'uso di citofoni interni;
parallelamente al contratto si è constatata la condizione dei dipendenti che,
dopo 14 anni di servizio (18 nel caso di un
cittadino non italiano) non hanno maturato alcun contributo pensionistico;
Atti
Parlamentari
-
XL
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
la svalutazione subita dagli stipendi
ha raggiunto il 30 per cento negli ultimi 5
anni, dovuta all'alta inflazione presente nel
Paese, tanto che nel contratto precedente
era previsto un aggiustamento, senza aver
maturato alcun contributo pensionistico;
il contratto è stato accettato
mente da 3 dipendenti su 10;
sola-
comunque una dipendente in stato
interessante ha dichiarato di aver firmato
solamente per riscuotere l'indennità di maternità, che, altrimenti, non prevedendo
l'Ice alcuna sottoscrizione al Fondo assicurativo statale UIF (Unemployment
Insurannce Fund), non avrebbe potuto percepire;
le condizioni presentate nel suddetto
contratto hanno portato, a tre mesi dalla
sua presentazione e a riprova della loro
invalidità, a 5 dimissioni su un organico di
10 dipendenti (mentre una sesta è stata
anticipata per la fine di agosto);
la situazione dell'Ufficio Ice di Johannesburg in Sud Africa deve essere i m m e diatamente rivista in considerazione della
volatilità economica in cui il Paese si trova
ormai da diversi anni che trova riscontro
in un'inflazione che di anno in anno è
oscillata tra il 7,5 e il 13,9 per cento, tassi
di interesse sui mutui assestatisi tra il 21,5
per cento e quelli bancari tra il 24 per
cento e il 28 per cento, mentre il « Rand »
si è praticamente dimezzato negli ultimi 5
anni (da 481 lire alle attuali 270 lire) - :
se si intendano disporre provvedimenti urgenti al fine di sanare la situazione denunciata e perseguire le responsabilità della direzione la cui incapacità nel
gestire la controversia con il personale sta
portando allo smantellamento di uno degli
uffici più efficienti al mondo, che perdipiù
ricopre una posizione strategicamente importante per le ditte che si affacciano al
mercato dell'Africa australe;
se intendano intervenire per accertare tutte le responsabilità e per impedire
propositi di ritorsione da parte della direzione, essendo già emerso questo disegno
contro chi ha invece bene meritato, facen-
dei
Deputati
1999
dosi portavoce del malcontento di tutto il
personale.
(4-18819)
RISPOSTA. — Con riferimento
all'interrogazione parlamentare
indicata in oggetto,
sulla base degli elementi forniti a questo
ufficio dalla D.G. per la Promozione
Scambi
e VInternazionalizzazione
delle imprese e
dall'Istituto
Nazionale
per il
Commercio
estero, si precisa quanto segue.
Si premette innanzitutto
che su quanto
affermato dall'Onorevole
interrogante,
circa
la sottoscrizione
di false dichiarazioni
di
non possedere
la cittadinanza
italiana, è
stato dato incarico ai competenti organi di
questo Ministero di procedere ad una verifica presso VICE. Si segnala comunque
che
tale problematica,
risalente ad alcuni anni
fa, sarebbe ora superata e che in ogni caso
non si è mai recato pregiudizio al personale
interessato. Sull'esito di tale verifica si darà
successiva
comunicazione.
Nella selezione del personale degli Uffici
ICE all'estero,
compreso
quindi
anche
quello di Johannesburg,
al fini
dell'assunzione, non è rilevante la nazionalità
dei
candidati, ma solo la preparazione,
la conoscenza del mercato e il possesso dei requisiti
richiesti
I contratto di lavoro adottato da ICE
Johannesburg
nel 1992 è stato
predisposto
con la consulenza di un qualificato
studio
legale di quel Paese, in base, oltre che agli
usi ed i costumi locali, anche alla legislazione in vigore all'epoca: il Basic
Condition
of Employment
Act ed il Labour
Relation
Act. Dal 1992 le condizioni
di base del
suddetto contratto sono state di fatto migliorate e tutti gli impiegati hanno
percepito
due gratifiche annue, la cui erogazione era
solo discrezionale
ed hanno ricevuto
un
aumento di stipendio. Nel 1996 e nel 1997
tutti gli impiegati hanno percepito un premio di produttività,
non previsto
contrattualmente.
Alla fine del 1997 è stato predisposto
un
nuovo contratto,
anche in osservanza
a
quanto stabilito dallo Statuto dell'ICE
articolo 14, comma 3 (sulla disciplina
dei
lavoratori, anche di cittadinanza
italiana,
presso le sedi ICE estere, soggetta agli usi
locali). Tale contratto
teneva conto delle
Atti
Parlamentari
-
XLI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
ultime evoluzioni in materia di legislazione
sudafricana, ma soprattutto
migliorava
ulteriormente il trattamento globale degli impiegati, con istituti, (l'assistenza medica, la
previdenza pensionistica,
l'attività di formazione, il riconoscimento
delle capacità di
lavoro e dei risultati raggiunti), non giuridicamente obbligatori, ma applicati dall'Ufficio ICE
Johannesburg.
Fra le migliorie previste dal
contratto
1997 si segnalano:
la 13
a
mensilità;
un premio
annuale
di
produttività;
un compenso per lavoro
straordinario
pari al 150 per cento della normale
retribuzione oraria, una copertura
assicurativa
medica ed assicurativa
per incidenti
sul
lavoro, a totale carico ICE;
una assicurazione
previdenziale
onere al 50 per cento a carico ICE;
con
un orario di lavoro articolato su cinque giorni lavorativi,
di 37 ore e mezzo
settimanali;
un periodo di congedo ordinario da 15
a 23 giorni lavorativi annui, a secondo degli
anni di servizio;
un congedo retribuito per malattia di
14 giorni annui ed un congedo
straordinario
di tre giorni retribuiti
annui;
un
definito
quattro
dopo il
periodo di congedo per
puerperio,
in base alla legge locale, pari a
settimane
prima e 12
settimane
parto;
un trattamento
di fine rapporto
di
lavoro, dopo almeno quattro anni di servizio, pari ad una mensilità lorda per ogni
anno di anzianità.
Grazie all'inserimento dei
riconoscimenti
salariali accessori sopra citati, rispetto a
quello del 1992, l'applicazione
del nuovo
contratto 1997 comporta
un aumento
di
circa il 20-25 per cento della
retribuzione
complessiva,
collocando
al primo posto i
miglioramenti
qualitativi,
con
decorrenza
gennaio 1998, piuttosto
che quelli
relativi
agli aumenti retributivi, entrati in vigore nel
secondo semestre
1998.
dei
Deputati
1999
L'ICE Johannesburg
naturalmente,
adeguerà il contratto ad ogni mutamento
della
legislazione locale in materia, garantendo a
tutti gli impiegati il trattamento loro dovuto,
assicurando a tutti rispetto,
considerazione
ed apprezzamento
per il contributo che sapranno dare all'attività
dell'Ufficio.
Per quanto riguarda il rispetto della privacy, questa è sempre protetta e garantita:
l'uso del citofono interno intercom,
parallelo e non incorporato nell'impianto
telefonico, è indispensabile
per il buon
funzionamento dell'Ufficio, dislocato su due piani.
L'uso del citofono evita gravose perdite di
tempo ed anche inevitabili intasamenti
delle
linee telefoniche ed il sistema è identico per
tutti i componenti dell'organico, compreso il
dirigente.
Il Sottosegretario di Stato per il
commercio con l'estero: Antonio Cabras.
ZACCHERA. - Al Ministro
delle
nanze. — Per sapere - premesso che:
fi-
in data 29 aprile 1998 il signor Lucio
Chiavegato si è recato per dei chiarimenti
all'ufficio Iva di Verona dove, con un altro
associato alla locale Life, richiedeva chiarimenti per una pratica;
egli sarebbe stato gentilmente ricevuto da un'impiegata dell'ufficio al numero
27, ma non altrettanto da un dirigente
(uscito dall'ufficio n. 22) che lo avrebbe
apostrofato ingiungendogli di lasciare i locali;
tutti gli impiegati coinvolti n o n risulta
avessero un cartellino di riconoscimento,
né che avrebbero rilasciato le proprie generalità;
dell'episodio vi sarebbe traccia in un
verbale della polizia di Stato chiamata sul
posto - :
se risponda al vero che all'ufficio Iva
di Verona gli impiegati non abbiano il
cartellino di identificazione e, in questo
caso, quale sia stato il motivo;
Atti
-
Parlamentari
XLII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 5 MARZO
se i fatti suesposti si siano effettivamente verificati e perché n o n si sia data
evasione alla richiesta di un contribuente;
se ritenga svolgere sull'episodio una
precisa indagine e, del caso, prendere opportuni provvedimenti disciplinari.
(4-17196)
RISPOSTA. — Con l'interrogazione
cui
si
risponde, nel premettere
che, in data 29
aprile 1998, presso l'Ufficio LV.A. di Verona,
vi sarebbe stato un alterco tra il Direttore
di tale ufficio ed un contribuente,
il signor
Chiavegato (recatosi sul posto per chiedere
informazioni,
accompagnato
da un associato della locale associazione
Life-Liberi
imprenditori
federalisti europei), tanto da
richiedere l'intervento della Polizia di Stato,
si chiede di conoscere, tra l'altro, se corrisponda al vero che gli impiegati del citato
ufficio non esibiscano il cartellino di identificazione e se si ritenga di dover svolgere
una precisa indagine su tale episodio, al fine
della adozione degli opportuni
provvedimenti
disciplinari
Al riguardo, il competente
Dipartimento
delle Entrate ha rappresentato
che la Direzione regionale delle entrate per il Veneto ha
incaricato un ispettore di eseguire un accesso presso l'Ufficio LV.A. di Verona (effettuato nei giorni 12 e 13 giugno 1998) allo
scopo di raccogliere tutti gli elementi e le
informazioni
utili in merito alla vicenda.
Il predetto Dipartimento
ha rilevato che,
a seguito di tale accesso ispettivo, è stata
predisposta una dettagliata relazione,
dalla
quale si evince che, il giorno 29 aprile 1998,
i signori Renzo Guerra e Lucio
Chiavegato
si sono presentati presso l'Ufficio LV.A. di
Verona per avere chiarimenti
in ordine al
verbale (recante la data dell'11 luglio 1997)
redatto dalla Guardia di finanza di Legnano
nei confronti del signor Guerra, per violazioni concernenti
l'emissione di
scontrini
dei
Deputati
1999
fiscali, e, nonostante il funzionario
incaricato dell'Ufficio in questione avesse fornito
tutte le indicazioni del caso, il signor Chiavegato, lamentando
insoddisfazione
per le
risposte ricevute e mancanza di trasparenza,
chiedeva di essere ricevuto
immediatamente
dal Direttore.
Il Dipartimento
delle entrate ha, inoltre,
osservato che il disappunto dei due contribuenti, a causa del differimento del colloquio, sembra aver assunto, nel corridoio
dell'Ufficio, toni duri e veementi, a tal punto
che il Direttore stesso, informato sulla vicenda, doveva intervenire per invitare i predetti ad avere un comportamento
corretto.
Risultato vano il tentativo di ricondurre la
questione alla normalità, il Direttore dell'Ufficio LV.A. di Verona si vedeva
costretto
a richiedere
l'intervento
di una
locale
« Squadra volante » della Polizia di Stato,
che poneva fine alla protesta.
In ordine, poi, alla affermazione
secondo
la quale gli impiegati dell'Ufficio LV.A. di
Verona non avrebbero esibito il tesserino di
riconoscimento,
è stato rilevato
dall'ispettore della Direzione regionale delle entrate
del Veneto che, sia il giorno dell'accesso e
sia il giorno successivo, tutti gli impiegati
erano muniti del cartellino di identificazione. Il Direttore dell'Ufficio ha precisato
peraltro che, in ottemperanza
alle disposizioni vigenti, tutti gli addetti ai rapporti con
il pubblico erano e sono muniti di cartellino
identificativo.
Il Dipartimento
delle Entrate ha pertanto fatto presente che, a seguito
delle
predette precisazioni,
non si ravvisano elementi suscettibili di apprezzamento
sotto il
profilo della responsabilità
di natura disciplinare a carico di dipendenti del predetto
Ufficio LV.A.
Il Ministro delle finanze: Vincenzo Visco.
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Intero - XIII Legislatura