La mia famiglia e altri animali
• di Gerald Durrell
– di Luigi Gaudio
L’autore
• Probabilmente non riflettiamo a sufficienza
su un fatto: che non siamo soli su questo
pianeta, e conviviamo con una serie di esseri,
magari alcune volte un po’ invadenti o
fastidiosi, ma affascinanti e stravaganti, che
occupano l’altra faccia del nostro pianeta,
quella nascosta, spesso microscopica, una
faccia che è possibile scorgere solo se si
possiede ciò che ha Gerry: amore e curiosità
affettuosa.
L’autore
• Gerald Durrell ha dedicato tutta la sua vita
agli animali, ma non si potrebbe capire il
resto della sua vita se non si andasse
all’origine di tutto, al modo in cui Gerry ha
imparato a trattare tutti gli esseri che
popolano la terra. E questo è avvenuto
proprio negli anni di dimora
a Corfù.
Il titolo
• Non a caso il romanzo si intitola così, perché
è evidente che, a discapito di ogni visione
antropocentrica della realtà, quegli esseri
hanno molto in comune con noi. Non
dimentichiamoci insomma che,
biologicamente e scientificamente parlando,
noi siamo degli animali, magari più evoluti, e
talvolta, però, ottusi e istintivi, come, o più,
di quelli che siamo soliti chiamare animali.
Prefazione
• Per chiarire questo concetto leggiamo la
prefazione dello stesso autore: «Questa è la
storia dei cinque anni che ho trascorso da
ragazzo, con la mia famiglia, nell’isola greca di
Corfù. In origine doveva essere un resoconto
blandamente nostalgico della storia naturale
dell’isola, ma ho commesso il grave errore di
infilare la mia famiglia nel primo capitolo del
libro. Non appena si sono trovati sulla pagina
non ne hanno più voluto sapere di levarsi di
torno, e hanno persino invitato i vari amici a
dividere i capitoli con loro»
Romanzo di formazione e di avventura
• Memoriale autobiografico di formazione,
perché le esperienze che farà Gerry in
quest’isola gli permetteranno di diventare
quel grande scienziato, etologo e soprattutto
conservatore di specie animali che diventò da
adulto, quando riuscì a realizzare una vera e
propria riserva naturale, nella quale allevò e
protesse alcune specie rare di animali, allo
scopo però non di tenerli sempre lì in gabbia,
o in uno zoo, ma per poterli poi reinserire nel
loro habitat naturale.
Il tempo
• I Durrell stettero a Corfù per ben cinque anni,
ma la narrazione si concentra solo su alcuni
passaggi stagionali, e più che altro lo scorrere
del tempo non è scandito da avvenimenti
esterni o marche temporali, come date, anni,
ecc…, ma è dettato dalle scoperte e dalla
maturazione dei protagonisti (in particolare di
Gerry, ma non solo) per cui quelli che all’inizio
appaiono come bambini anche un po’ viziatelli,
alla fine del romanzo si mostrano a noi lettori
come diventati più adulti, e le loro bizzarrie si
sono un po’ sfumate con il passare dei capitoli.
L’isola
• Corfù è lo scenario ideale per questo
apprendistato naturalistico. Il mondo, il
paesaggio dell’isola di Corfù si contrappone
fortemente all’Inghilterra da cui i Durrell
sono partiti, sia per il clima, sia per la gente
(Gerry si affeziona ai contadini del posto) sia
per la natura che si impone e non è occultata
dalle sovrastrutture umane metropolitane.
L’isola
• Certamente ogni medaglia ha il suo rovescio:
se da una parte è affascinante questa natura
un po’ selvaggia dell’isola, ma dall’altra parte
è fastidioso scoprire che gli alberghi, e anche
le ville, non sono dotati di servizi igienici
adeguati.
Corfù
Spiro
• Ben incarna questo spirito sanguigno e
cordiale degli abitanti dell’isola, Spiro (in
onore del patrono dell’ isola, a Corfù molti si
chiamano Spiridione), si offre dapprima come
tassista, l’unico di comunicare in un inglese
pur approssimativo, poi trova per i Durrell
una villa con una toilette, e poi
rimane al servizio della
famiglia come tuttofare.
Margo
• È la sorellina un po’ ochetta e smorfiosetta,
che non disdegna di presentarsi agli sguardi
dei giovani dell’isola in un costume molto
succinto. La sua ragione di vita è conservare e
migliorare il suo aspetto, l’abbronzatura, i
vestiti, ecc… Non mancherà comunque di
mostrare anche lei una sua maturazione nel
corso del romanzo.
Larry
• È il fratello che si dedica allo studio, alla
lettura e sogna di diventare un grande
scrittore, cosa che in effetti avverrà: i suoi
testi sono presenti nella storia della
letteratura alla voce Lawrence Durrell
Leslie
• Il fratello Leslie invece si dedica ad un hobby
un po’ meno nobile e pacifico: infatti è
appassionato di armi, e la convivenza con lui
diventa talvolta davvero esplosiva.
Luna e Roger
• Secondo me hanno un ruolo molto interessante
questi due animali nel romanzo: essi
rappresentano la normalità della “dotazione
zoologica” di una famiglia inglese, occidentale,
cioè una bella gattina affettuosa e un cane
fedele ai suoi padroni: tutto quello che “si
aggiungerà” a questa dote originaria sarà solo
frutto dell’inventiva della curiosità, talvolta un
po’ temeraria, del protagonista, senza però che
vengano mai meno gli elementi originari: si
procede per accumulo, aggiungendo e mai
togliendo membri dell’arca di Gerry
George e Theodore
• George è l’amico inglese che abita a Corfù,
seguendo le orme del quale i Durrell si
trasferiscono, e grazie a George Gerry
conoscerà Theodore, grande appassionato di
biologia, dal quale andrà una volta alla
settimana ad approfondire i suoi interessi
naturalistici.
Il trasferimento
• Dal momento che Larry voleva invitare molti
amici, e la prima villa nella quale vivevano i
Durrell non era sufficientemente grande, si
trasferirono in un’altra, che da subito incontrò il
favore di Gerry, perché tra le crepe dei muri vide
tanti animaletti interessanti, tra cui degli
scorpioni, ed ebbe l’idea balzana di portare uno
scorpione mamma con tutti i suoi piccolini
attaccati al corpo, nella casa, suscitando una
confusione incredibile quando per sbaglio tutti
questo scorpioncini si misero a scorazzare sulla
mensa dei Durrell.
Il Gufo
• Durante una delle sue perlustrazioni dei
dintorni della villa, Gerry vide in un tronco
cavo un gufo, che chiamò Ulisse, e portò in
casa e ogni sera faceva quello che tutti i Gufi
fanno: incominciava a cercare insetti e altri
animaletti da mangiare.
Una barca come regalo di compleanno
• Ma Gerry non si limitava alla fauna del territorio
dell’interno: era anche molto attratto da quella
marina, e per questo utilizzava la barca di
famiglia, ma, a causa delle proteste degli altri
membri della famiglia, dovette escogitare
qualcosa per poter continuare ad effettuare
indisturbato le sue perlustrazioni marine: farsi
costruire una barca tutta sua dal fratello Leslie,
che era forse un po’ guerrafondaio, ma era
anche un grande artigiano, quando voleva
(maturazione anche del fratello)
I cani
• I Durrell avevano già un cane di nome Roger,
ma per assecondare le inclinazioni zoologiche
di Gerry, gliene furono regalati altri due,
rocambolescamente soprannominati Pipì e
Vomito, che da quel momento furono suoi
inseparabili compagni di scorribande.
Le lezioni di inglese
• Dopo innumerevoli altre avventure tra la
tartaruga Achille e il piccione Quasimodo,
(comprato dallo stesso uomo che gli aveva
venduto la tartaruga, una volta che Achille fu
trovato morto) il geco Geronimo, la mantide
Cerfoglio (inghiottita da Geronimo), a Gerry
capitò di cambiare insegnante di inglese.
Le lezioni di inglese
• Passò così dal console belga, un altro tipo un
po’ eccentrico, abituato a sparare ai
numerosi gatti dei dintorni, per alleviare le
loro sofferenze, al nuovo insegnante il signor
Kralefsky, grande conoscitore degli uccelli. Fu
quello il periodo in cui Gerry si procurò due
gazze, che, per l’ignoranza dei suoi familiari
furono soprannominate Garze, che fecero
andare fuori di senno Larry, soprattutto
quando misero a soqquadro la sua
cameretta, le sue carte e i suoi adorati libri.
E la mamma Louise?
• Di fronte alle bizzarrie di Gerry, la madre si
mostra sempre accondiscendente, aperta,
disponibile, non lo mortifica mai, anzi cerca
di convincere i suoi fratelli a dargli corda,
anche quando francamente Gerry si spinge
un po’ oltre nella familiarità con animali
anche pericolosi: questo ha comunque
permesso a Gerry di coltivare e
perfezionare la passione della sua vita.
Dodo
• Alla signora Durrell fu regalata una cagnetta,
di nome Dodo, che divenne subito bersaglio
delle mire dei molti cani in calore dei
dintorni, fino a quando non ebbe anche lei il
suo cucciolo.
Tonfete
• Non contento degli innumerevoli animali che
animavano la sua cameretta, che i fratelli
adorabili soprannominavano “cimiciaio”,
Gerry parte per una spedizione alla ricerca
della tartaruga Tònfete, chiamata così perché
in grado di sparire in un attimo con un botto
improvviso, ma mentre sta cercando quella
tartaruga trova due serpenti grigi, e non si fa
scappare l’occasione di acchiapparli, con lo
scopo di portare anche loro nella sua casetta.
Kosti
• Mentre stava acchiappando quelle due bisce,
Gerry fu notato da un uomo, che si chiamava
Kosti, e che rivelò a Gerry di essere un
detenuto carcerato per aver ucciso la moglie,
ma autorizzato ad avere alcune licenze
settimanali per la sua buona condotta. A
quanto pare la vicinanza con gli animali aiuta
a far crollare anche i pregiudizi fra gli uomini.
Alecko
• Kosti possedeva un gabbiano, che però regalò
volentieri a Gerry. I gabbiani non sono
esattamente degli uccellini, anzi Alecko era di
una tale stazza che ai fratelli di Gerry pareva più
un albatro, se non addirittura un rapace, ed
oltretutto il suo becco era dotato di una forza
tale da infliggere gravi rasoiate lunghe parecchi
centimetri ai malcapitati cui toccasse di
provarne l’efficacia. Ma credete che questo
abbia fermato Gerry, anche quando fosse
capitato a lui un inconveniente del genere?
La partenza
• Comunque, fu proprio la necessità di favorire
gli studi di Gerald che costrinse la famiglia a
lasciare l’isola, non senza un grande
ricevimento a dir la verità piuttosto inusuale.
Infatti, nel corso della festa, si dovette
assistere alle urla di Leslie, che avendo
bisogno di farsi un bagno, si accorse che il
bagno era già occupato da due bisce che
Gerry aveva messo lì per farle rianimare, dal
momento che altrimenti correvano il rischio
di morire seccate.
La partenza
• Come se non bastasse, certi cani bastardi del
luogo inseguivano Dodo, a sua volta difesa da
Roger, Pipì e Vomito, e l’allegra tavolata fu
infine turbata dal becco di Alecko, che
imperversava nascosto sotto la mensa sulle
gambe dei malcapitati.
La partenza
• Insomma non si possono dare tutti i torti al
doganiere svizzero, che, quando comparvero i
Durrell provenienti in treno da Brindisi,
insieme con tutti gli animali che Gerry aveva
voluto facessero il viaggio con loro, scrisse su
un foglio che quella, più che una famiglia, era
un circo ambulante al completo.
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