Corso per Operatori Pastorali
della Comunicazione
Milano, 1 Marzo 2008
Una Comunità nel Giornale:
la Redazione
Mi presento
1)
Andrea Rivetta
[email protected]
2) Da settembre 1978 collaboratore di
media locali religiosi
3) Giornalista dal 1984
4) Oggi: direttore di
Broadcast&Production (rivista
tecnica specializzata) e consulente
editoriale per Multimedia Sanpaolo:
Radio Marconi e Telenova
La Redazione
Volendo dar vita ad un
Giornale della Comunità,
serve organizzare una
Redazione?
E se si:
Come?
E perché?
La Redazione
La risposta alla prima domanda è:
SI
Perché per sua natura un “giornale” è il
frutto di un lavoro di squadra
(altrimenti staremmo parlando di un
“blog”, o di un diario personale).
E questa sarà essenzialmente una
riflessione sulla Sociologia
dell’Organizzazione
La Redazione
Ci sono vari modi per gestire
la redazione del giornale
Così…
… Così…
La Redazione
… o così!
La Redazione
Chi fa la differenza è il
coordinatore: affinché tutti
mantengano lo stesso “ritmo” e lo
facciano in armonia
Parola d’ordine:
“Organizziamoci!”
1)
La struttura organizzativa
2) Il ruolo del coordinatore
3) Essere in dialogo
4) Team e Team building
5) Gestire il conflitto
IL PROGETTO ORGANIZZATIVO

Esistono svariate strutture organizzative possibili
per gestire una redazione giornalistica:
consideriamo il MODELLO DI BASE tra i vari
possibili:
Tipografia
Diffusione
Direttore/Coordinatore
RIUNIONE DI REDAZIONE
I Fatti
Agenda
Oratorio
……
ELEMENTI POSITIVI NEL GRUPPO
1.
Elevata comunicazione interna frutto
anche dell’esistenza di un “sentire
comune”, oltre a dipendenze e legami.
“La capacità di comunicare con efficienza è tanto
importante quanto la competenza. La
comunicazione implica sia la trasmissione di
un messaggio chiaro e sintetico sia lo sforzo
di ascoltare attivamente l’interlocutore”
Sebastian Nokes – Alan Greenwood
Insegnanti e Consulenti di Project Management in UK
2.
Fiducia
L’integrazione interna è una leva
fondamentale di successo per una
redazione.
Per integrazione interna si
intendono livelli di collaborazione e
di fiducia tali da rendere il gruppo
un unico elemento coeso
3. Diffusione della delega e
ragionevoli margini di autonomia
individuale, visti i connotati non
professionali tipici di questo tipo di
esperienze.
Alla delega segue necessariamente
l’autorità di poter prendere decisioni
autonome per il raggiungimento
dell’obiettivo.
4. Propensione al lavoro di gruppo
per la presenza di persone con
competenze e caratteristiche
diverse.
5. Capacità di operare in seno ad
un gruppo e ad un programma
(calendario editoriale, decisioni in
RdR,…).
ELEMENTI NEGATIVI NEL GRUPPO




L’ambiente organizzativo in cui opera
ogni gruppo di lavoro è, per sua
natura, caratterizzato da:
Instabilità
Ambiguità
Conflittualità
ELEMENTI POSITIVI NEL GRUPPO


L’operatività del responsabile del gruppo si
svolge nel contesto di un “mercato” nel quale
sono scambiate soddisfazioni e doveri, ad un
“prezzo” che viene di volta in volta stabilito sulla
base di logiche governate dal gioco dei personali
interessi dei partecipanti, soprattutto in quanto
volontari.
Il Coordinatore deve riuscire a realizzare gli
obiettivi, ricorrendo ad un’azione “politica” tesa
ad orientare il comportamento dei diversi
interlocutori nella direzione più favorevole.
Il Coordinatore della Redazione

Chi è?

Quali sono le sue competenze?

Che ruolo ha nel gruppo?

E’ un leader?
IL COORDINATORE


Il coordinatore è il
gestore/responsabile del gruppo, colui
che individua, impegna e coordina le
risorse al fine del conseguimento degli
obiettivi.
Il potere del coordinatore si fonda poco
sull’autoritarismo (l’autorità è più o meno
forte a seconda del tipo di struttura, forte
o debole, e dunque – nel nostro caso –
tendenzialmente debole) e molto
sull’autorevolezza.
Le competenze del coordinatore

Il coordinatore deve possedere le
conoscenze pratiche essenziali,
indispensabili alla comprensione e
conduzione delle attività del ruolo e
certamente buone capacità gestionali e
relazionali, determinate dalle
caratteristiche di complessità che sono
tipiche dell’organizzazione editoriale.
Le competenze del coordinatore
Al coordinatore deve essere riconosciuto un diffuso
ruolo di leader, che gli permetta di confrontarsi
con persone diverse, di coinvolgerle e di
motivarle.

Le abilità personali sono essenzialmente:
• consapevolezza di sé;
• padronanza di sé;
• motivazione;
• empatia;
• socialità.
Conoscere se stessi è saggezza. Per padroneggiare
sé stessi occorre una forza interiore”
dal “Tao Te Ching” di Lao Tzu
Il Ruolo del Coordinatore
Il coordinatore è la persona responsabile della Redazione
e deve svolgere dei classici compiti gestionali:




compiti di pianificazione e programmazione;
compiti di organizzazione delle risorse (umane, tecniche,
economico-finanziarie);
compiti di direzione e guida;
compiti di controllo (del rispetto di tempi, costi, specifiche)
Il Coordinatore è il leader della redazione

Al Coordinatore sono richieste abilità gestionali,
organizzative, relazionali e tecniche.

Certamente deve saper esercitare un riconosciuta
leadership
La leadership consiste “nel saper creare un
gruppo al quale le persone desiderino
appartenere”
G. Pajou
Presidente di una multinazionale farmaceutica
La leadership si fonda su 4 pilastri:
1.
Competenza
2.
Autorevolezza
3.
Esempio
4.
Creatività

La competenza: non può esistere
un leader incompetente, il
coordinatore deve dimostrare al
gruppo di lavoro di avere le
competenze necessarie: tecniche e
intellettuali.

L’autorevolezza: l’autorevolezza
non si impone, ma si merita ed è il
risultato di azioni efficaci, queste
sono legate alle capacità personali
(conoscenza di sé e autocontrollo), e
alle capacità di gestire le relazioni e
di stimolare il gruppo ad agire.

L’esempio: il coordinatore è
giudicato per ciò che fa e non solo
per ciò che dice; il comportamento
deve essere coerente con la parola e
fondamentalmente ispirato all’equità.

La creatività: essere creativi significa
avvalersi della propria esperienza e dei
contributi degli altri per elaborare
proposte originali.
ESSERE COMUNICATORI
È impossibile non comunicare:
vivere è comunicazione


L’efficacia del processo di comunicazione si misura
sulla base dei messaggi andati a buon fine, non di
quelli trasmessi
In un gruppo il presupposto di efficienza è una
BUONA COMUNICAZIONE…
… MA RICORDANDO CHE
IL COME PREVALE SUL COSA
Tono di
voce
30%
Gestualità
60%
Contenuto
del
messaggio
10%
I FATTORI DISTORCENTI
1.
2.
3.
4.
5.
La percezione
Lo stato interno del destinatario
Il canale trasmissivo
L’ambiente fisico
Il linguaggio non verbale


1 La Percezione: non a tutte le
informazioni ricevute viene riservato lo
stesso livello di attenzione. E’ abbastanza
raro che lo stesso messaggio venga
decifrato nell’identico modo da destinatari
diversi.
2 Lo stato interno del destinatario:
l’atteggiamento del destinatario del
messaggio influisce sull’efficacia della
comunicazione. L’atteggiamento può
essere ad esempio di attenzionedisattenzione, contrarietà-benevolenza,
serenità-irritazione, freddezza-fervore ecc.
3 Il canale trasmissivo: i canali utilizzabili
nel processo di comunicazione sono
soltanto quattro: verbale, testuale, visivo
e corporeo. Tutti vanno egualmente curati.

4 L’Ambiente fisico: la presenza e la
disposizione dell’ambiente in cui avviene la
comunicazione incide sull’efficacia del
messaggio. La preparazione dell’ambiente
fisico deve essere studiata per favorire la
partecipazione di tutti i soggetti che
costituiscono il team.
5 Il linguaggio non verbale: il linguaggio
non verbale è costituito dall’insieme di
gesti, espressioni e modalità di uso della
voce che veicolano il messaggio.
Questi segnali possono essere coerenti
oppure incoerenti con il contenuto del
messaggio verbale. Il linguaggio non
verbale viene utilizzato per:
 comunicare le proprie emozioni
 manifestare la propria
disponibilità/indisponibilità
 accompagnare e sottolineare
l’enunciazione verbale
La gestione della comunicazione

Il Coordinatore deve essere
consapevole delle problematiche
legate alla comunicazione e deve
pertanto prevedere le forme di
interazione migliori al fine di ottenere
una comunicazione efficace. Deve
cioè pianificare i momenti ed i mezzi
(riunioni, e-mail, lettere, incontri
informali ecc..) che caratterizzeranno
il progetto.
“Domani mi venite con le mani in faccia,
gridando: “ma come? Che avete inteso?
Non mi avevate detto così e così?”
Così e così, perfettamente. Ma il guajo è
che voi, caro, non saprete mai, né io vi
potrò mai comunicare come si traduca in
me quello che voi mi dite. Non avete
parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi
la stessa lingua, le stesse parole. Ma che
colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per
sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le
riempite del senso vostro, nel dirmele; e
io nell’accoglierle, inevitabilmente, le
riempio del senso mio. Abbiamo creduto
d’intenderci; non ci siamo intesi affatto.
L. Pirandello – Uno, nessuno,
centomila
IL LAVORO IN GRUPPO


Essere una Redazione determina una
“filosofia” operativa di cui parte essenziale
e pregnante è il lavoro di gruppo.
Etimologia: qualcuno ha individuato
l’origine della parola gruppo nel termine
italiano groppo (groviglio, annodatura),
parola a cui si può associare la
caratteristica di compattezza, ma anche di
complessità.
Definizione di Redazione
Una REDAZIONE è definibile come un
insieme di persone:





integrate ed interdipendenti;
legate a un senso di appartenenza;
con valori, norme e ruoli dichiarati,
negoziati e condivisi;
impegnate a raggiungere obiettivi scelti e
assegnati;
motivate.
Essere una “vera” Redazione
Dall’interazione
All’integrazione
Essere una “vera” Redazione



La gestione di un gruppo di lavoro impone, perché si
realizzi un effettivo processo di lavoro di squadra, che i
soggetti che lo compongono sviluppino legami di
integrazione superando la semplice interazione.
L’interazione, propria del gruppo, si limita a percepire la
presenza degli altri, mentre l’integrazione si fonda sul
convincimento di una reciproca necessità: all’interno di una
Redazione si assiste al passaggio da una semplice
aggregazione di singoli individui, allo scambio e alla
collaborazione tra gli stessi, con la partecipazione attiva
di tutti i membri.
L’evoluzione da “insieme di individui” a “team” si fonda
sull’integrazione, e cioè sulla presa di coscienza da parte
dei singoli individui di avere bisogno gli uni degli altri per il
raggiungimento dell’obiettivo comune.
Diventare una “vera” Redazione: un
tipico processo di Team Building
Sia detto che il processo evolutivo
che trasforma un insieme di persone
in un “team di progetto”, nel nostro
caso in una Redazione, non si attiva
in modo spontaneo.
La sua gestione inoltre è un
processo continuo.
Le fasi di crescita di una Redazione


Fase costituente
In questa fase non si può ancora parlare di team ma di un
insieme di persone con un compito in comune. I
componenti del gruppo si trovano spezzo in una situazione
prevalente di insicurezza. Atteggiamento esplorativo.
Fase di identificazione
Superata la prima fase gli individui incominciano ad esporsi
e a ricercare delle modalità di relazione più approfondite, si
apprezzano le diverse competenze, si rafforza l’impegno e i
legami. Atteggiamento di convincimento.
In queste due prime fasi si diffondono le informazioni e si
elaborano i primi modelli e le prime mappe comuni


Fase di coagulo
A questo livello si può parlare di team. Questa
fase è caratterizzata da un alto livello di
confronto senza timori. I gruppi sono “caldi” si
affrontano i problemi, si liberano le potenzialità
individuali, il gruppo sa gestire i conflitti, si
risolvono i problemi. Atteggiamento di conferma.
Fase di maturità
La Redazione matura la consapevolezza di essere
un’entità, e l’individuo si riconosce nel gruppo e
sente di appartenervi, l’energia si sposta anche
verso un riconoscimento all’esterno del valore
gruppo. Atteggiamento di affermazione.
IL COMMITMENT E LA MOTIVAZIONE


Uno degli aspetti più ardui del ruolo di
Coordinatore è quello dell’impegno per i
singoli apporti al progetto: il cosiddetto
commitment .
La parola motivazione deriva dal latino
movere che significa “muovere”, incorpora
quindi un senso di movimento che porta
all’azione che porta ad agire
IL COORDINATORE DEVE OTTENERE IMPEGNO E
MOTIVAZIONE
Come deve agire il Coordinatore per creare un
team? Per ottenere impegno e motivazione?
• Obiettivi chiari: la definizione di obiettivi
accettati ha un impatto motivazionale forte.
• Per ottenere un buon lavoro di team è
necessario aver stabilito procedure, regole e
consuetudini in merito all’attività.
• Ogni Coordinatore deve valorizzare le capacità
individuali, la creatività ma anche le sinergie
di gruppo e consentire la libera espressione
dei membri.
Elementi organizzativi e ambientali per
la gestione del gruppo di lavoro
• Gestione corretta delle riunioni di Redazione:






chiarezza – ordine del giorno e obiettivi della riunione
dialogo aperto
favorire le critiche costruttive
affrontare i problemi
Continuità – evitare le interruzioni
Puntualità
• Partire con il piede giusto:

Organizzare un incontro di lancio, che se gestito
correttamente ha un forte valore simbolico.
Necessario perché i membri si conoscano e si
incontrino dal vivo.
Altri aspetti

Numero dei partecipanti
• Indicativamente una riunione di redazione efficace può
funzionare da un minimo di 4 ad un massimo di 8
collaboratori (e crescere con la maturità del gruppo)

Luogo e Strutture
• Va individuata una sede abituale: uno spazio dedicato al
lavoro di Redazione e ai suoi membri, dove ci si riunisce
e si scambiano le idee.
• Va organizzato un archivio per i materiali e la
documentazione. Ideale se alle pareti possono essere
affisse immagini del giornale, il Calendario editoriale, i
Memo, ecc. ecc.
• Bene se si dispone di: una tavola rotonda, di un Pc con
stampante, e di una lavagna.
La Gestione di Confronto e Conflitto
La dinamica di relazione genera
inevitabilmente il
CONFRONTO…
… ma accade che il confronto
evolva in un vero e proprio
CONFLITTO!
La Gestione di Confronto e Conflitto
Il conflitto è alla radice del lavoro di Gruppo!



Tipica dell’organizzazione è la tendenza
all’insorgenza di confronti che possono evolvere
in conflitti.
Il conflitto costituisce una parte intrinseca ed
essenziale del lavoro di gruppo in quanto
assicura lo stimolo al fare.
Inoltre la conflittualità indica se i componenti
siano interessati o meno al successo del lavoro
comune. Senza contatto e senza relazione non
c’è conflitto e le probabilità che esso insorga sono
maggiori quanto più i soggetti sono integrati tra
loro.
Elementi positivi del conflitto:





stimola la comunicazione tra i membri del
gruppo;
favorisce la comprensione reciproca e rende più
incisiva l’azione;
gioca anche un ruolo importante nel processo di
sviluppo del senso di appartenenza;
sviluppa la creatività individuale e collettiva;
innalza il livello di qualità delle decisioni assunte.
Si è dimostrato che le performance migliori si
ottengono in un clima di conflittualità media,
mentre troppo conflitto o troppo poco indicono
negativamente sul risultato
Modi di Risoluzione dei Conflitti


Confronto: affrontare apertamente il conflitto
(faccia a faccia) che deve essere risolto, per cui
le parti accettano di sviscerare il loro disaccordo
con l’obiettivo di trovare un punto d’incontro
che assicuri la “vittoria” di entrambe le parti;
Compromesso: contrattare e ricercare
soluzioni che consentano una qualche
soddisfazione per le parti, in situazione di stallo
essere disposti a dare qualche cosa per
ottenere qualcosa;
Modi di Risoluzione dei Conflitti



Attenuazione: evitare le aree di divergenza e
sottolineare i punti di accordo. “Siamo d’accordo
su tre dei cinque punti e non c’è motivo per cui
non possiamo accordarci anche sugli ultimi due
punti” L’appianamento non risolve
necessariamente un conflitto, ma tenta di
convincere entrambe le parti a rimanere al tavolo
delle trattative perché una soluzione è possibile
Pressione: cercare di far prevalere il proprio
punto di vista con il rischio di “perdere”
Rinuncia: recedere da un disaccordo reale o
potenziale
Anticipare il conflitto
Il Coordinatore dovrà quindi essere attento
a quali conflitti potranno nascere, a
quando e come risolverli.
La gestione dei conflitti passa attraverso
una attenta e corretta pianificazione
dell’attività nella quale siano
chiaramente evidenziate le responsabilità
ed i ruoli.
… e spesso sdrammatizzare con l’umorismo
può aiutare…
CONCLUSIONI
1) Una REDAZIONE è NECESSARIA alla
realizzazione di un giornale
2) La figura chiave è il Coordinatore
3) Condizione d’obbligo: il dialogo tra tutti
4) Prima ancora che “fare il giornale”
bisogna impegnarsi a “fare squadra”
5) Il conflitto nel gruppo c’è, ma non va temuto:
è spesso inevitabile, ma anche MOLTO UTILE
ECCO UN ESEMPIO PRATICO:
Dal lavoro di una
buona Redazione…
… nasce un buon
Giornale della
Comunità
La Redazione del Giornale della
Comunità di Merate “All’Ombra
della Torre”, quest’anno al
100° anno di edizione!
GRAZIE PER L’ATTENZIONE
Scarica

Presentazione in Power Point