Pi X
Interiors & Components
L’Esagono
in architettura e nel design
sechseck in architektur und design
Appunti e Idee
anticipazioni da matteo ragni
USA Design
la piastrella esagonale per pavimento
die sechseckige bodenfliese
Fantavisioni
le geometrie dello sguardo
die geometrien des blickes
Etruria Design
progetti&realizzazioni
projekte&objekte
Know-How
tecnologia e geometria
technologie und geometrie
numero 8 - ottobre 2008
antizipierungen des matteo ragni
indice/inhaltsverzeichnis
presentazione/präsentation .....................................................................................................................................................................
editoriale/editorial ............................................................................................................................................................................................
1
3
L’esagono in architettura e nel design. Figura geometrica componibile e scomponibile/
Das Sechseck in Architektur und Design. Eine geometrische Figur, die sich zusammensetzen und zerlegen lässt .........
4
Un sogno chiamato Diamantato. Forse è proprio così che potrei definire la nostra azienda/
Ein facettierter Traum. Unser Unternehmen ließe sich vielleicht gerade so bezeichnen
.............................................
8
Un buon inizio. Appunti, idee ed anticipazioni dal designer italiano/
Ein guter Anfang. Anmerkungen, Ideen und Antizipierungen des italienischen Designers
........................................
12
Le geometrie dello sguardo. La semplificazione delle forme nel cinema di fantascienza/
Die Geometrien des Blickes. Die Vereinfachung der Formen in den Sciencefictionfilmen .......................................
16
Progetti&Realizzazioni/Projekte&Objekte .....................................................................................................................................
20
Know-how. Tecnologia e geometria. Materiali innovativi a matrice esagonale/
Know-how. Technologie und Geometrie. Innovative Materialien mit hexagonaler Matrix
............................................
28
Storia di un adorato elemento americano di design. La piastrella esagonale per pavimento/
Geschichte eines heissgeliebten amerikanischen designelements. Die sechseckige bodenfliese .....................
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Tutti i diritti di riproduzione degli articoli pubblicati sono riservati. È vietata la riproduzione senza l’autorizzazione di ETRURIA design.
Alle Rechte auf Nachdruck der veröffentlichten Artikel sind vorbehalten. Die Reproduktion ohne Genehmigung von ETRURIA design ist untersagt.
Un’iniziativa
Eine initiative
Gruppo di lavoro interno al Dipartimento di Progettazione e studio dell’architettura dell’Università degli Studi
Roma Tre, finalizzato alla collaborazione tra università ed attività produttive.
Internes Arbeitsteam des Departments für Projektierung und Architekturstudien der Universität Roma Tre, das
auf die Zusammenarbeit zwischen Universität und Produktionsaktivitäten fokussiert ist.
Coordinamento/Koordination: prof. Paolo Martegani
http://host.uniroma3.it/progetti/design
Via Jugoslavia 74/76 - 41100 Modena (Italia) - Tel. 059.452188 - Fax 059.452191
e-mail: [email protected]
www.etruriadesign.it
Pubblicazione Semestrale - Numero 8 - Ottobre 2008
Iscrizione al Tribunale di Modena n° 1724 del 12 Novembre 2004
Direttore Responsabile: dott.ssa Giulia Ligabue - ETRURIA design
Direzione Scientifica: prof. arch. Paolo Martegani, dott. arch. Mauro Corsetti - Design&Sinergie
Progetto Grafico: Mauro Corsetti
Collaborazione alla Redazione: dott. arch. Chiara Lucarini
Fotografie: Luciano Busani, Photodigital
Traduzioni: LOGOS
Stampa: Litographic Group spa
Finito di stampare: Settembre 2008
in copertina: Jean Nouvel, IMA - Institut du Monde Arabe, Parigi, 1987. Dettaglio della facciata.
in einband: Jean Nouvel, IMA - Institut du Monde Arabe, Paris, 1987. Einzelheit der fassade.
Andrea Ligabue
Presentazione
Präsentation
ETRURIA design hatte sich bis heute nur mit facettierten Wandfliesen beschäftigt und, präsentiert
nun sein Angebot für den Fußboden. ETRURIA design verlegt die facettierte Fliese nun auf dem
Boden: somit wird “Exagon” daraus.
Bei meinen weiterführenden Recherchen über die Geschichte des Hexagons bin ich auf den mit
dem Wirtschaftsnobelpreis (1994) ausgezeichneten Mathematiker John Nash gestoßen, der 1949
das Spiel Hex erfand. Nash hat eine extrem komplexe, aber geradezu außergewöhnliche
Persönlichkeit, die mich zu einigen Betrachtungen über die Arbeit und das Spiel veranlasst hat.
Man arbeitet, falls diese Notwendigkeit besteht, auch wenn es keine Freude bereitet.. Man spielt
dagegen nur aus freien Stücken, aus eigener Wahl und weil es Spaß macht. Das Spiel bedeutet
Freude und Mut, weil man sich selbst freiwillig auf die Probe stellt und dazu Intelligenz, Fantasie,
Geschicklichkeit und Beharrlichkeit aufbietet.
Bei der Arbeit wie beim Spiel gilt es, Regeln zu befolgen. Nur dass die Regeln bei der Arbeit einschränkende Grenzen auferlegen, beim Spiel jedoch anreizende Möglichkeiten eröffnen.
Das Spiel ist Wettkampf, Zeitvertreib, Glück, Risiko, Belohnung. Es bekämpft die Monotonie und
macht das Leben schön und abwechslungsreich.
Bei der Arbeit wie beim Spiel werden Energien verausgabt, die durch Ruhe wieder zurückerlangt
werden müssen. Ruhe ist deshalb komplementär und nicht alternativ zur Arbeit und zum Spiel.
Spielen ist immer eine expressive Tätigkeit, die Arbeit nur, wenn sie kreativ ist. Je kreativer die Arbeit
wird, desto mehr nähert sie sich dem Spiel, um sich beinahe damit zu decken.
Wenn sich der Unternehmer folglich ganz seiner Leidenschaft für das
Unternehmen hingibt, in dem er riskiert und mit dem er wächst, kann
er nur schwer sagen, ob seine Tätigkeit Spiel oder Arbeit ist.
Andrea Ligabue
Presidente ETRURIA design
1
Presentazione
ETRURIA design, che fino ad ora si era occupata solo di rivestimento
Diamantato, fa la sua proposta per il pavimento. ETRURIA design porta il
Diamantato a pavimento, che diventa “Esagono”.
Nel mio percorso di ricerca e approfondimento sulla storicità dell’esagono, mi
sono imbattuto nel matematico premio Nobel per l’economia (1994) John
Nash, inventore nel 1949 del Gioco dell’Hex; personalità molto complessa ma
di un’incredibile straordinarietà, che mi porta a fare alcune considerazioni sul
lavoro e sul gioco.
Si lavora, se costretti dalla necessità, anche se non ci piace; il gioco al contrario si fa solo liberamente per nostra scelta e piacere, consistendo nella gioia e
nel coraggio di sfidare volontariamente se stessi con intelligenza, fantasia
destrezza e caparbietà. Sia nel lavoro che nel gioco ci sono regole da rispettare, che nel lavoro ci impongono limiti repressivi, mentre nel gioco ci offrono
opportunità incentivanti. Il gioco è competizione, evasione, fortuna, rischio, premio; serve a rompere la monotonia rendendo bella e varia l’esistenza.
Sia nel lavoro che nel gioco vi è dispendio di energie, che vanno recuperate
attraverso il riposo, che è quindi complementare e non alternativo ad essi.
Il gioco è sempre espressivo, il lavoro lo è solo quando è creativo. Più il lavoro diventa creativo, più si avvicina al gioco fino quasi a sovrapporsi ad esso.
L’imprenditore, quindi, tutto preso dalla passione dell’impresa in cui rischia e
cresce, difficilmente sa dire se la propria attività è un lavoro o un gioco.
2
Paolo Martegani
editoriale
editorial
Questa edizione di PiX Interiors&Components è speciale. Infatti mentre continua la
consolidata linea editoriale volta ad argomentare sulle caratteristiche ed ad offrire testimonianza dell’uso del diamantato prevalentemente nelle superfici verticali degli spazi
architettonici, il numero 8 presenta in anteprima la nuova collezione di piastrelle ETRURIA design, per la prima volta espressamente dedicata ai pavimenti. Se la piastrella
tronco piramidale che da sempre caratterizza ETRURIA design è particolarmente adatta ai rivestimenti, la nuova collezione di piastrelle esagonali Hex trova nelle posature
orizzontali delle pavimentazioni la propria naturale destinazione. La geometria complessa, la componibilità, i trattamenti cromatici costituiscono degli elementi di contatto tra le
collezioni “storicizzate” di ETRURIA design ed Hex, che offre nuove opportunità di realizzare ambientazioni sempre più complesse, ricche e variegate.
Proprio in occasione della presentazione della collezione Hex, questo numero di PiX
raccoglie un numero considerevole di articoli, interventi, illustrazioni, curiosità che fanno
riferimento all’esagono. Si spazia dalla geometria, che nell’esagono e nei suoi sviluppi
tridimensionali risulta particolarmente intrigante, fino ad osservarne le molteplici conseguenze di carattere percettivo, astratto, grafico, cromatico e riservando sempre alle
applicazioni pratiche del prodotto industriale una particolare attenzione. L’intento è
quello di offrire un contributo di idee e di metodo per il rilancio di un prodotto che affonda le radici nella tradizione, ma che opportunamente trattato può essere ancora capace di evoluzione e re interpretazione propositiva. In un scenario che diviene sempre più
contraddistinto dalla competizione, è importante che ogni singola realtà aziendale
tenda allo sviluppo della propria produzione e che, contemporaneamente, contribuisca
alla crescita ed all’affermazione più in generale del sistema in cui è inserita. In linea con
questa esigenza, PiX contribuisce allo sviluppo del comparto a cui appartiene, punta
sull’innovazione basata sullo sviluppo continuo di valori radicati nella tradizione, favorendo l’affermarsi di questa formula tipica del Made in Italy.
Le lucertole di M.C. Escher
(1898-1972) si ripetono
all’infinito, poiché disegnate
attraverso una tassellazione
di elementi esagonali.
Die von M.C. Escher
(1898-1972) gezeichneten
Eidechsen wiederholen
sich bis ins Unendliche
durch die in hexagonale
Raster zergliederte
Darstellung.
Editoriale
Diese Edition von PiX Interiors&Components ist spezial. Indem auf der einen Seite die konsolidierten
publizistischen Grundsätze fortgesetzt werden, die auf die Eigenschaften und Berichterstattungen über
den praktischen Einsatz der facettierten Fliese vorwiegend an senkrechten Flächen fokussiert sind, bietet Heft 8 eine Vorschau auf die neue Fliesenkollektion von ETRURIA design, die erstmals ausdrücklich
dem Fußboden gewidmet ist. Wenn die kegelstumpfförmige Fliese, die seit jeher ETRURIA design kennzeichnet, sich besonders für Wandverkleidungen eignet, findet die neue Kollektion der hexagonalen
Fliesen Hex ihre natürliche Einsatzbestimmung bei der waagerechten Verlegung der Bodenfliesen.
Die komplexe Geometrie, die Kombinierbarkeit und die Farbbehandlungen stellen die
Verbindungselemente zwischen den nunmehr “historisierten” Kollektionen von ETRURIA design und
Hex dar, die neue Möglichkeiten zur Kreation von immer komplexeren, vielfältigeren und abwechslungsreichen Raumgestaltungen erschließt.
Und gerade zur Präsentation der Kollektion Hex beinhaltet diese Ausgabe von PiX eine beachtliche
Anzahl an Artikeln, Beiträgen, Illustrationen und kuriosen Notizen zur Sechseckform. Das Spektrum
reicht von der Geometrie, die gerade im Hinblick auf das Hexagon und seine dreidimensionalen
Weiterentwicklungen besonders faszinierend ist, bis zu den zahlreichen Auswirkungen perzeptorischer,
abstrakter, grafischer und chromatischer Art, wobei traditionsgemäß den praktischen Anwendungen
des Industrieproduktes besondere Aufmerksamkeit zukommt. Hiermit sollen Ideen und eine Methode
für den Relaunch eines Produktes eingebracht werden, das in der Tradition verwurzelt, aber - sachgerecht behandelt - noch immer zur Evolution und konstruktiven Neuinterpretation fähig ist.
In einem mehr und mehr wettbewerbsorientierten Szenario muss jedes einzelne Unternehmen auf die
Entwicklung seiner Produktion fokussiert sein und zum Wachstum und, im weiteren Sinne, zum Erfolg
des Systems, dem es angehört, beitragen.
Zur Erfüllung dieser Notwendigkeit leistet PiX einen Beitrag zum Fortschritt seiner Branche und setzt
auf eine Innovation, die durch die ständige Entwicklung von in der Tradition verwurzelten Werten getragen wird, um den Erfolg dieser typischen Formel des Made in Italy zu fördern.
3
Paolo Martegani
L’esagono in architettura e nel design
Figura geometrica componibile e scomponibile
Das Sechseck in Architektur und Design
Eine geometrische Figur, die sich zusammensetzen und zerlegen lässt
4
Le api nella loro operosità utilizzano la forma esagonale.
Die emsigen Bienen verrichten
ihre Arbeit in sechseckiger
Wabenform.
Palmanova Città Fortezza.
Monitor
Stadtfestung Palmanova
http://www.palmanova.it/
“L’architettura è il gioco sapiente rigoroso
e magnifico dei volumi assemblati nella
luce” secondo la definizione di Le
Corbusier, il massimo esponente del
movimento moderno: l’esagono, figura
piana interessante, può acquisire connotati tridimensionali e si presta bene ad
interpretare il proprio ruolo nel “gioco”.
Infatti nel piano si può giustapporre, comporre e si può ridurre ai propri elementi
costituenti, mentre nello spazio si può estrudere totalmente o parzialmente e infine si può rappresentare in un
vuoto definito dai piani che lo delimitano: ne è derivato e
ne deriva un impiego esteso e variegato.
Esagonale è lo schema di città fortificata che venne utilizzato in Europa a partire dal Cinquecento. In Italia si fortificarono diverse città impiegando questa forma geometrica: nel 1593 Palmanova, definita
urbanisticamente attraverso un
chiaro sistema radiale, nel 1693
l’esagono venne impiegato per
progettare le città di Avola e di
Occhialà ora Grammichele.
La pianta esagonale caratterizza
numerose costruzioni, spesso a
forte sviluppo verticale, quali torri,
ciminiere, silos e grattacieli.
Nelle abitazioni mono famigliari si
sono sperimentate le forme più
varie, tuttavia nelle sperimentazioni di industrializzazione la forma
esagonale è stata spesso privilegiata; basti ricordare la Dymaxion
House che Buckminster Fuller propose negli anni centrali del secolo scorso e i numerosi esempi che seguirono.
Le caratteristiche geometriche presenti nell’esagono
offrono ampi spunti per trattamenti cromatici di interessante valore espressivo, che acquistano connotati scientifici quando la forma esagonale viene utilizzata per rappresentare il “cerchio dei colori”.
Interessanti proprietà ottiche sono connesse all’esagono
e alla dimensione degli angoli dei triangoli che lo costituiscono. Gli oggetti - posti all’interno dell’angolo diedro di
60° formato da due specchi inseriti all’interno di un cilindro osservati da un punto di vista azimutale - si moltiplicano creando l’illusione ottica di un esagono. È il principio del caleidoscopio apparecchio ideato dal fisico scozzese David Firewster. Un richiamo al caleidoscopio torna
alla mente osservando lo stand “Kasa Digitalia” allestito
alla Triennale di Milano ’08, dove la suggestione delle
variazioni dei piccoli oggetti interni al caleidoscopio viene
sostituito dalla cangianza dell’illuminazione posta dietro
ai pannelli traslucidi posizionati in modo da realizzare un
suggestivo spazio a sezione esagonale.
Il nido d’ape, struttura a maglia esagonale, ha da tempo
costituito la parte centrale, leggera e spesso coibente
delle strutture tamburate. La sua funzione, inizialmente
solo tecnica e nascosta alla vista, lo ha reso di colore
neutro e non curato negli aspetti espressivi.
Più recentemente, con lo sviluppo dei nuovi materiali
dalle caratteristiche fisiche e specialmente ottiche legate
alla trasparenza ne ha favorito lo sviluppo anche degli
aspetti estetici.
Alla scala ridotta la forma esagonale è utilizzata nella produzione di elementi metallici di connessione e fissaggio
come i dadi dei bulloni, le rispettive chiavi per il serraggio
Avola, dopo il terremoto del 1693 nella Val di Noto
alcune città furono riedificate in aree ritenute più
sicure. Foto aerea dell’area centrale della città di
Occhialà ora Grammichele.
Avola, nach dem Erdbeben von 1693 im Val di
Noto wurden einige Städte in für erdbebensicherer gehaltenen Gebieten wieder aufgebaut.
Luftaufnahme des Zentrums der ehemaligen
Stadt Occhialà, heute Grammichele.
La figura esagonale possiede caratteristiche
geometriche che ne garantiscono una componibilità complessa sia per ripetizioni che per
riduzione di essa nei sei triangoli che la costituiscono.
Die geometrischen Eigenschaften der hexagonalen Struktur eröffnen ebenso durch ihre
Vervielfältigung wie Reduzierung auf die sie bildenden
sechs
Dreiecke
komplexe
Zusammenstellungen.
e la diffusa brucola cava esagonale. Di maggiore visibilità sono gli elementi e i complementi d’arredo: tavoli, piani
d’appoggio, sedute, tuttavia il massimo della diffusione di
questa forma in architettura si raggiunge nei componenti
edilizi legati alle pavimentazioni dove la componibilità
della forma ne facilita un impiego esteso e variegato per
colori posature ed abbinamenti.
Frequente è l’uso della matrice formale che fa riferimento
all’esagono nelle strutture espositive, infatti gli angoli
diversi da quello retto consentono slanci e viste prospettiche di dinamismo maggiore; normalmente gli elementi
strutturali sono connessi mediante giunti cilindrici o sferici, le aggregazioni modulari che ne derivano privilegiano
l’angolo di 60° ed i suoi multipli, ma non escludono composizioni con porzioni dell’insieme caratterizzate dall’angolo retto. Giustapponendo gli elementi base si ottengono articolazioni differenti che si adattano all’involucro
architettonico all’interno del quale vengono collocate e si
individuano percorsi che possono caratterizzarsi sia al
proprio interno che nei terminali, realizzando ambiti o
“stanze” con destinazioni differenziate.
Attualmente sono in corso sperimentazioni per riproporre
le strutture espositive insieme agli involucri architettonici
che le ospitano negli universi sintetici - come Second Life
- che rappresentano l’attuale tentativo di introdurre la
terza dimensione nel Web.
L’innovazione è cercata anche negli spazi reali, infatti la
tendenza della “transmodernità” concepisce l’architettura
come spazio pluridimensionale capace di utilizzare le
potenzialità
offerte
dalla
dimensione
digitale.
Avanzatissima in tal senso è la ricerca di Paul Verschure
sugli ambienti immersivi intelligenti dotati di pareti e pavimenti interattivi. “ADA – the intelligent space” è un padi-
glione interattivo presentato
all’Esposizione Nazionale
Svizzera Expo.02 e progettato
dall’Istituto
di
Neuroinformatica di Zurigo.
Le pareti e i pavimenti di
ADA si “intrattengono” con
i suoi visitatori ed è interessante notare che per la
forma dei moduli sensibili
costituenti il calpestio è
stato scelto l’esagono.
Der herausragende Vertreter
der Moderne, Le Corbusier,
beschrieb die Architektur als
“das kenntnisreiche, sachgerechte und großartige Spiel der
Volumen unter dem Licht”: Das
Hexagon ist eine hochinteressante ebene Figur, die dreidimensionale Ausmaße annehmen kann und sich bestens zur
Interpretation seiner Rolle im
“Spiel” eignet. In der Ebene
lässt sie sich nebeneinander reihen, zusammenstellen und in ihre
Bestandteile zerlegen, räumlich hingegen kann man sie ganz
oder teilweise auseinander fließen lassen und in einem leeren,
von seinen Grenzflächen bestimmten Raum darstellen: Daraus
ging und geht auch noch heute ein umfang- und abwechslungsreicher Einsatz hervor. Einen sechseckigen Plan wiesen die in
Europa ab dem 16. Jh. verbreiteten Stadtfestungen auf. Mehr als
eine italienische Stadt wurde in Anlehnung an diese geometrische Form befestigt: Das trifft 1593 auf das mit radialem
Straßennetz und sternförmigem Grundriss angelegte Palmanova
zu. 1693 wurden die neu geplanten Städte Avola und Occhialà,
Abitazioni a pianta esagonale:
progetto della Dymaxion
House di Buckminster Fuller e
la Chemosphere realizzata dall’architetto John Lautner a Los
Angeles nel 1960.
Wohnflächen mit sechseckigem Grundriss: Projekt der
Dymaxion-House
von
Buckminster Fuller und die
Chemosphere, das von John
Lautner 1960 in Los Angeles
konstruierte Gebäude.
5
Il Matitone (ufficialmente "San
Benigno Torre Nord") grattacielo
progettato da Skidmore, Owings
and Merrill, Mario Lanata e Andrea
Messina e terminato nel 1992
Sampierdarena, Genova.
Der Riesenbleistift (offiziell "San
Benigno Torre Nord") wird der
Wolkenkratzer genannt, den
Skidmore, Owings and Merrill,
Mario Lanata und Andrea
Messina geplant haben und der
1992 in Sampierdarena, Genua,
fertiggestellt wurde.
La forma esagonale
impiegata per rappresentare “il cerchio dei
colori” nel quale le tre
tinte primarie, rosso,
giallo e blu, si integrano e costituiscono
l’arancio (miscela di
rosso e giallo), il verde
(miscela di giallo e
blu), il porpora (miscela di rosso e blu).
Das Sechseck zur Darstellung des “Farbkreises”, in dem
sich die Primärfarben Rot, Gelb und Blau zu Orange (Rot
und Gelb), Grün Gelb und Blau), und Purpur (Rot und Blau)
vermischen.
6
Nella “Biblioteca di Babele” di Jorge Luis Borges,
si descrive un allucinante universo che essenzialmente è una biblioteca spazialmente infinita composta di sale esagonali, che raccoglie disordinatamente tutti i possibili libri di 410 pagine in cui si
susseguono sequenze di caratteri senza ordine, in
tutte le possibili combinazioni.
Monitor
In seiner “Bibliothek von Babylon” beschreibt Jorge Luis
Borges ein irrsinniges Universum, das im wesentlichen
aus einer ins Unendliche ausufernden Bibliothek mit
hexagonalen Lesesälen besteht, in der alle möglichen
Bücher in totalem Wirrwarr angehäuft sind. Jedes Buch
hat
410
Seiten,
auf
denen
ungeordnete
Buchstabenfolgen in zahllosen Kombinationen stehen.
heute Grammichele, in Form eines Sechsecks aufgebaut Der
sechseckige Grundriss charakterisiert zahlreiche, oft in die Höhe
ragenden Bauten wie Türme, Schornsteine, Silos und
Wolkenkratzer. Einfamilienhäuser zeugen von den unterschiedlichsten Formexperimenten. Es sind jedoch die experimentellen
Industriebauten, bei denen dem Hexagon am meisten gehuldigt
wurde, wie das Dymaxion-House, das Buckminster Fuller Mitte
des vergangenen Jahrhunderts entwarf, und die zahlreichen
anderen darauf gefolgten Beispiele belegen. Die geometrischen
Besonderheiten eines Hexagons liefern Stoff im Überfluss für
hochexpressive Farbgestaltungen, die ins Wissenschaftliche vorstoßen, wenn das Sechseck als Darstellungsform des
“Farbkreises” dient. Das Sechseck und die Größe der Winkel und
Dreiecke, aus denen es sich zusammensetzt, verbergen hochinteressante optische Perspektiven. Die Objekte in einem V-Winkel
von 60°, der durch zwei, aus azimutaler Richtung betrachteten
Spiegel in einem Zylinder gebildet wird, multiplizieren sich und
täuschen optisch ein Hexagon vor. Das ist das Prinzip des vom
schottischen Physiker David Brewster erfundenen Kaleidoskops.
An das Kaleidoskop erinnert der zur Mailänder Triennale 2008
eingerichtete Stand “Kasa Digitalia”. Anstatt durch kleine variierende Objekte im Kaleidoskop kommt der magische Effekt durch
die hinter durchscheinenden Paneelen aufgestellte changierende Beleuchtung zustande, die einen faszinierenden Bereich mit
sechseckigem Querschnitt kreiert.
Honeycombs mit ihrer
wabenförmigen Struktur werden seit geraumer Zeit für den leichten, zumeist auch dämmenden Mittenteil von Furnierplatten
verwendet. Da Honeycombs ursprünglich einen rein technischen, für das Auge unsichtbaren Zweck erfüllten, hatten sie eine
neutrale Farbe und wurden ästhetisch vernachlässigt. Durch die
Entwicklung neuer Materialien, deren physikalische und vor allem
optische Eigenschaften durch ihre Transparenz bestimmt werden, sind in neuester Zeit auch die ästhetischen Aspekte in den
Vordergrund gerückt. Im kleinen Maßstab wird die Sechseckform
zur Herstellung von Metallteilen für Verbindungs- und
Befestigungszwecke eingesetzt: Schraubenmuttern, die jeweiligen Schraubschlüssel und die alltäglichen Sechskant- oder
Milano, Triennale 2008, allestimento "KASA DIGITALIA"
Mailand, Triennale 2008,
Ausstattung “KASA DIGITALIA”.
L’esagono nella produzione industriale, la rete a maglie esagonali e
l’interpretazione del nido d’ape
con materiale plastico traslucido.
Das
Hexagon
in
der
Industrieproduktion:
das
sechseckige
Raster
und
Honeycombs
in
der
Interpretation mit durchscheinendem Kunststoffmaterial.
Inbusschlüssel. Größere Sichtbarkeit haben Möbelzubehör und
Wohnaccessoires: Tische, Arbeitsplatten, Sitzmöbel usw. Am
meisten verbreitet in der Architektur ist diese Form aber in den
Baustoffen
für
Fußbodenbeläge,
da
ihre
totale
Parkettierungsmöglichkeit einen denkbar vielfachen und abwechslungsreichen Einsatz in Bezug auf Farben, Verlegung und
Kombinationen bietet.
Sich an die Sechseckmatrix anlehnende Ausstellungsstrukturen
erfreuen sich großer Beliebtheit, da die nicht geraden Winkel
dynamischere Ausschweifungen und Perspektiven eröffnen. In
der Regel dienen zylinder- oder kreisförmige Gelenke zur
Verbindung der Strukturelemente.
Die daraus entstehenden modularen Gefüge bevorzugen den 60°
Winkel und seine Vielfache, schließen aber Kombinationen mit
rechtwinkligen Teilabschnitten nicht aus.
Durch Aneinanderreihen der Grundelemente kommen verschiedene Gliederungen zustande, die sich dem Innenraum ihrer
architektonischen Hülle anpassen. Es lassen sich Strecken erahnen, die ebenso in ihren Innen- wie an ihren Endabschnitten typische Eigenschaften aufweisen und Bereiche oder “Zimmer” mit
differenzierter Bestimmung ergeben.
Zur Zeit laufen Experimente, um Ausstellungsstrukturen zusammen mit den sie hospitierenden architektonischen Hüllen in synthetische Welten - wie Second Life – einzuführen, die der heutige
Versuch sind, die dritte Dimension ins Web zu übertragen.
Auf Innovation ist man auch in den realen Bereichen bedacht, da
die “Transmoderne” die Architektur als pluridimensionalen Raum
auffasst, der auch die durch die digitale Dimension eröffneten
Potenzialitäten nutzen kann. Bahnbrechend in diesem Sinne ist
die Forschung, die Paul Verschure über die mit interaktiven
Wänden und Böden ausgestatteten intelligenten immersiven
Bereiche angestellt hat. “ADA – The Intelligent Space” heißt die
zur Schweizer Nationalausstellung Expo.02 präsentierte interaktive Halle, die das Züricher Institut für Neuroinformatik geplant hat.
Wände und Fußböden von ADA “unterhalten” sich mit den
Besuchern. Interessant mutet an, dass die sensiblen Module der
Bodenfläche Sechseckform haben.
Nell’ambiente sensibile ADA - the intelligent space, Paul
Verschure, Zurigo, 2002 una pavimentazione a matrice
esagonale reinterpreta in chiave avveniristica un connotato espressivo ben radicato nell’inconscio collettivo.
Im sensiblen Ambiente ADA - The Intelligent Space,
Paul Verschure, Zürich, 2002 ein Bodenbelag mit hexagonalem Raster, der ein fest im kollektiven
Unterbewusstsein verwurzeltes expressives Konzept
zukunftsweisend neu interpretiert.
7
Elemento d’arredo in poliestere rinforzato con fibre di vetro, le superfici verticali alternativamente concave e convesse ne garantiscono la componibilità.
Einrichtungselement aus glasfaserverstärktem Polyester. Die abwechselnd konkaven und konvexen Flächen ermöglichen die
Zusammenstellung.
Strutture espositive a configurazione esagonale in uno studio di allestimento
in Second Life con la presenza di avatar.
Sechseckig
konfigurierte
Ausstellungsstrukturen
Ausstattungsstudie in Second Life mit Avataren.
in
einer
Giulia Ligabue
Un sogno chiamato Diamantato
Forse è proprio così che potrei definire la nostra azienda
Ein facettierter Traum
Unser Unternehmen ließe sich vielleicht gerade so bezeichnen
ETRURIA design nacque con una missione
ben precisa: riportare alla luce la classica
piastrella diamantata 15x15 cm e 7,5x15 cm
comparsa sulla scena mondiale nei primi anni
del Novecento e poi scomparsa causa l’industrializzazione del processo produttivo.
8
Una scena tratta dal film di Dino Risi (1968) “Straziami ma di baci saziami”.
Un’abitazione tipica degli anni ’30 dove ritroviamo un pavimento esagonale.
Eine Szene aus dem Film von Dino Risi (1968) “Straziami ma di baci saziami”
(intern. Verleihtitel: Torture Me, But With Kisses Kill Me). Eine typische
Wohnung der 30er Jahre mit sechseckigen Bodenfliesen.
Monitor
Mercato centrale di Valencia (Spagna): il pavimento esagonale disegna un
pattern geometrico.
Hauptmarkt von Valencia (Spanien): Das hexagonale Pflaster bildet ein geometrisches Muster.
Come poteva una piastrella che fu la prima ed unica vera
piastrella di design scomparire dal mercato?
Come potevano non essere sviluppate quelle sue caratteristiche di tridimensionalità, quindi giochi di luci ed
ombre, che la resero un basilare e nobile elemento architettonico e non solo un semplice rivestimento?
Si è saputo addirittura che nel suo primo utilizzo nella
Metropolitana di Parigi, queste sue caratteristiche contribuirono a mascherare le storture delle volte delle gallerie.
La forte personalità della piastrella diamantata, colore
dopo colore, pezzo dopo pezzo, ha permesso ad ETRURIA design, dopo il recupero della parte classica già
conosciuta, di evolverla verso il futuro con le collezioni
Optical ed Haring, che tracciano le linee guida che
l’azienda seguirà per mantenere sempre il prodotto al
passo con i tempi.
Assecondando l’evoluzione della piastrella diamantata a
rivestimento, è giunto il momento per ETRURIA design di
pensare anche al pavimento.
La prima idea è quella di portare il diamantato a pavimento. Sembra strano, quasi folle l’idea di una piatrella
diamantata da calpestare, invece ecco un pavimento
che non è altro che la trasposizione del diamante a terra:
l’ESAGONO.
Guardando un diamante dall’alto, l’esagono è la forma che
La natura, per sua definizione è colei che fa nascere le cose, e le cose create
dalla natura sono sempre state perfette nella sostanza e nella forma.
È l'Esagono la forma perfetta generata dalla natura. Basti pensare all'ape, che
senza nessuno strumento di misura, costruisce l'alveare creando esagoni di
straordinaria perfezione. Anche l'uomo, quando ha voluto costruire simboli
importanti, ha usato questa forma geometrica; i battisteri, per esempio ne
sono una testimonianza.
All'Esagono si sono ispirati uomini di scienza e poeti che hanno visto in esso
un simbolo di perfezione. Leonardo da Vinci vedeva nei sei lati dell'esagono le
fonti essenziali della vita umana.
spesso troviamo, in quanto è uno dei tipi di taglio usati.
Altra grande similitudine che troviamo tra il diamante e
l’esagono, sempre guardandoli dall’alto, è tra i giochi di
luce e le conseguenti differenze di colorazioni che scaturiscono dalle innumerevoli sfaccettature del diamante, e
le diverse combinazioni di colori che si possono ottenere con le molteplici composizioni di posa dell’esagono.
Stesse magiche atmosfere che poi ritroviamo nelle pareti rivestite con la piastrella diamantata, a dimostrazione
che questo pavimento s’inserisce perfettamente nel progetto ETRURIA design, fatto di forme, colori e grande
progettualità. Piastrella Diamantata ed Esagono sono
accumunati dallo stesso destino: molto popolari all’inizio
del Novecento e poi dimenticati nei decenni successivi
causa la trasformazione dei processi produttivi.
Nasce così HEX collection: il diamantato a pavimento.
Il matematico premio Nobel per l’economia (1994) John
F. Nash Junior nella primavera del 1949, nell’università di
Princeton, studiò i giochi fino a farne una teoria applicabile a vari campi scientifici, dalla matematica all’economia. Partendo dalla teoria dei giochi di Von Neumann e
Mortensen, sviluppò una parte di questa che nessuno
aveva precedentemente approfondito: la teoria alla base
dei giochi tra più persone non a somma zero.
Durante questi studi, inventò un gioco che consisteva
nel raggiungere il lato opposto di una tavola da gioco
romboidale suddivisa in esagoni regolari.
Gli studenti della facoltà furoni i primi a cimentarsi in
questo gioco. La grande particolarità era che giocavano
nelle pause tra una lezione e l’altra sui pavimenti dei
bagni dell’università, rivestiti appunto da esagoni di pic-
9
Marciapiede rivestito di esagoni utilizzati con il tipico pattern a fiori consecutivi creati con l’uso di due colori a contrasto.
Hexagonal gepflasterter Bürgersteig mit typischem durchgehendem
Blumenmuster in zwei Kontrastfarben.
Hex: gioco da tavolo inventato da John Nash poi commercializzato dalla
Parker Brothers nel 1952.
Das von John Nash erfundene Brettspiel Hex:, das die Firma Parker
Brothers dann 1952 auf den Markt brachte.
Definitiongemäß verursacht Natur Dinge, und Dinge, die von Natur geschaffen
sind, immer perfekt in Substanz und Form gewesen sind.
Es ist die Hexagon die perfekte Form von Natur hervorgebracht. Man denke nur
an die Biene, die ohne Messgerät der Bienenstock baut, indem sie Hexagon
der außerordentlichen Perfektion schafft. Auch der Mench, wenn er wichtige
Symbole bauen wollte, diese Geometrie benutzte; Baptisterium, zum Beispiel,
ein Zeugnis sind.
Von Hexagon wurden Wissenschaftler und Dichter inspiriert, die in ihm ein
Symbol der Vollkommenheit sahen. Leonardo da Vinci sah in den sechs Seiten
von Hexagon die wesentliche Quellen für das menschliche Leben.
10
John F. Nash Junior vinse il premio Nobel per l’economia nel 1994 grazie alla sua Teoria dei Giochi.
John F. Nash Junior wurde 1994 mit dem Wirtschaftsnobelpreis für
seine Spieltheorie ausgezeichnet.
cola dimensione, quindi molto adatti. Si trattava del
Gioco dell’Hex.
Per affinità, così come per rendere omaggio ad uno dei
più grandi studiosi di tutti i tempi, ETRURIA design chiama HEX collection il suo diamante a pavimento.
ETRURIA design si avvale della migliore tecnologia ceramica oggi disponibile e produce HEX collection in Gres
fine porcellanato a tutto impasto, affinchè siano garantite quelle qualità tecniche che il mercato oggi richiede a
un pavimento, utilizzabile sia da interno sia da esterno.
ETRURIA design entstand mit einer ganz präzisen Mission: Die Wiederentdeckung der
klassischen facettierten Fliese im Format
15x15 cm und 7,5x15 cm, die zu Beginn des
20. Jh. die Weltszene betrat und dann später
aufgrund
der
Industrialisierung
des
Produktionsprozesses verschwand.
Wie war es überhaupt möglich, dass die erste und einzige echte
Designfliese einfach vom Markt verschwand? Weshalb also nicht
ihre typischen dreidimensionalen Eigenschaften entwickeln, die
Licht- und Schatteneffekte erzeugen und sie vom simplen
Verkleidungsmaterial in den Rang eines noblen und grundsätzlichen Bauelements erhoben haben? Es wurde sogar bekannt,
dass diese Eigenschaften bei ihrem erstmaligen Einsatz in der
Pariser U-Bahn dazu beigetragen haben, die Formdefekte der
Tunnelwölbungen zu kaschieren.
Mit jeder neuen Farbe und jedem neuen Teil hat die facettierte
Monitor
Fliese dank ihrer prägnanten Persönlichkeit ETRURIA design nach Sicherstellung der bereits bekannten klassischen
Komponente - in die Lage versetzt, sie in den Kollektionen
HEX collection: ETRURIA design porta il diamante a pavimento e propone una piastrelle esagonale in gres porcellanato a tutto impasto in 15 colori.
HEX collection: ETRURIA design verlegt die facettierte Fliese nun auf dem Boden und bietet eine Sechseckfliese
aus vollmassigem Feinsteinzeug in 15 Farben.
Diamante Hexagon 73: nuovo
taglio esagonale, a 73 faccette, che
esalta la forma perfetta della natura.
Diamond Hexagon 73: neue
sechseckige geschnitten, bis 73
Facetten, die die perfekte Form
der Natur verherrlicht.
Optical und Haring zukunftsweisend weiterzuentwickeln.
Der Mathematiker John F. Nash, Wirtschaftspreisnobelträger
Diese Kollektionen stecken die Richtlinien ab, die das
(1994), betrieb an der Universität von Princeton Studien über das
Unternehmen befolgen wird, um ein Produkt anzubieten, das mit
Spiel und entwickelte daraus eine auf verschiedene wissenschaf-
der Zeit Schritt hält.
tliche Gebiete, darunter auf Mathematik und Wirtschaft, anwendbare Theorie.
Nachdem ETRURIA design die Evolution der facettieren
Ausgehend von der Spieltheorie von Von Neumann und
Wandfliese gefördert hat, ist die Zeit nun auch für den Fußboden
Mortensen, entwickelte er einen Teilaspekt davon, den niemand
reif. Die erste Idee bestand darin, die facettierte Fliese auf dem
bisher weiter geführt hatte: Die Theorie der Spiele unter mehre-
Boden zu verlegen.
ren Spielern, die keine Nullsummenspiele sind. Während seiner
Ziemlich seltsam und nahezu tollkühn mutet die Idee einer facet-
Studien erfand er ein Spiel, dessen Ziel darin bestand, die gege-
tierten Fliese zum Begehen an. Hier nun aber ein Fußbodenbelag,
nüberliegende Seite eines rhombenförmigen, in Hexagone auf-
der nichts anderes als ein facettierter Diamant ist, der auf dem
geteilten Spielfeldes zu erreichen.
Boden Gestalt angenommen hat: das HEXAGON.
Die Studenten der Fakultät versuchten sich als Erste damit. Die
Von oben gesehen weisen Diamanten oft sechseckige Facetten
Besonderheit war die, dass in den Pausen zwischen den
auf, da diese Schliffart eine der häufigsten ist.
Vorlesungen auf den Fußböden der Toilettenräume, die mit dur-
Eine weitere verblüffende Ähnlichkeit zwischen Diamant und
chaus zum Spiel passenden, kleinen Sechseckfliesen ausgelegt
Hexagon besteht, wiederum von oben gesehen, in den
waren, gespielt wurde. Sie spielten Hex.
Lichteffekten
entfaltenden
Aus Gründen der Affinität und als Hommage an einen der grö-
Farbunterschieden, die durch die zahllosen Facettierungen des
ßten Gelehrten aller Zeiten hat ETRURIA design seine
Diamanten und die verschiedenartigen Farbkombinationen
Kollektion der facettierten Bodenfliesen HEX genannt.
bedingt sind, die sich mit den vielfachen Verlegemustern des
ETRURIA design bedient sich
Hexagons gestalten lassen.
der besten heute verfügbaren
Die gleiche faszinierende Ausstrahlung geht von den mit der
Keramiktechnologie und pro-
facettierten Fliese verkleideten Wandflächen aus, wodurch der
duziert HEX collection aus
Beweis erbracht wird, dass dieser Bodenbelag perfekt in das
vollmassigem Feinsteinzeug,
sich
um sämtliche technischen
aus
und
den
Formen,
Projektformulierung
sich
Farben
daraus
und
zusammensetzende
anspruchsvoller
ETRURIA
design
Vorzüge zu verbürgen, die der
Konzept passt.
Markt von einer sowohl für
Facettierte Fliese und Hexagon haben das gleiche Schicksal:
den
sehr beliebt zu Beginn des 20. Jh. und dann aufgrund der sich
Außenbereich
verwandelten Produktionsprozesse in Vergessenheit geraten.
Bodenfliese verlangt.
So entstand HEX collection: die facettierte Fliese zur
Bodenverlegung.
Innen-
wie
den
geeigneten
Due esempi della grande progettualità del pavimento HEX
collection: utilizzando due
colori si possono creare molteplici pattern differenti.
Zwei Beispiele für die großartige Projektformulierung der
Bodenfliese der HEX collection: Mit nur zwei Farben lassen sich zahlreiche unterschiedliche Muster kreieren.
11
Matteo Ragni
Un buon inizio
Appunti, idee ed anticipazioni dal designer italiano
Ein guter Anfang
Anmerkungen, Ideen und Antizipierungen des italienischen Designers
Monitor
12
BUONI APPETITI: rendering del progetto nato dalla collaborazione di ETRURIA design con il designer
Matteo Ragni.
BUONI APPETITI: Rendering des aus der Zusammenarbeit von ETRURIA design mit dem Designer
Matteo Ragni entstandenen Projekts.
Non è da molto che conosco Andrea Ligabue, ma fin dalla
prima telefonata a ridosso del Salone è scattata una certa
simpatia; sarà per il suo accento modenese ed il suo
modo di saperti mettere a tuo agio, ma siamo partiti subito con darci del tu e parlare a ruota libera di progetto.
Il primo incontro non è stato da meno. In azienda per
un’oretta, una chiacchera su chi sono, cosa fanno e
soprattutto cosa vogliono diventare, poi un buon pranzo
di rito in un locale tipico con del buon vino rosso.
Ricordo sempre le parole di Vico Magistretti che diceva:
“il design è come l’amore: si fa sempre in due: da una
parte il designer, dall’altra l’imprenditore”.
E meno male che esistono ancora degli imprenditori che
hanno il coraggio di rischiare in prima persona, di mettersi in gioco, di sperimentare per cercare di fare sempre
qualcosa di diverso dagli altri.
E su questo ci siamo trovati con il primo progetto che ho
sviluppato per loro in occasione della Mostra in Triennale
Architectural_food organizzata da Ceramic Tiles of Italy.
Il tema assegnato, molto aperto, voleva indagare il rapporto tra ceramica e spazio del cibo. Progettare una tavola? Troppo scontato. Così l’idea di trasferire l’atto del consumo del cibo, e non solo, nella zona più intima della
casa, nella stanza da letto. Ed è nato “Buoni Appetiti“.
Allora il letto come luogo degli appetiti? Perché no.
Sempre più fulcro della casa, il letto non è più il luogo
della privacy, o almeno non solo. A letto si lavora, si riceve, si decidono strategie domestiche, si mangia qualcosa. Luogo ibrido, di nuova convivialità e, naturalmente, di
antichi appetiti. Buoni Appetiti è un ready made: un letto
primo prezzo di Ikea (la favolosa serie Malm), tempestato
di tessere di ceramica ETRURIA design, scelte nella collezione più lussuosa: Mondrian Diamantato.
Letto Malm di Ikea: la miglior rappresentazione del design democratico.
Das Bett Malm von Ikea: Die gelungenste Darstellung des demokratischen
Lo specchio diventa cornice, racchiudendo
al suo interno una texture composta da piastrelle Diamantate, che grazie all'illuminazione interna allo specchio, acquista ancor più
valore. Quasi come una teca in vetro che racchiude al suo interno un oggetto prezioso.
Di fronte al letto un mosaico riproduce l’immagine della
schermata più famosa della televisione. Per esorcizzarne
la presenza almeno a letto…
Infine la scelta dei colori e del pattern: un richiamo alle
tovaglie quadrettate della tradizionale trattoria italiana.
Buoni Appetiti.
Questo progetto sperimentale ed ironicamente provocatorio è stato il primo passo per conoscerci meglio, diciamo un primo appuntamento andato a buon fine. Così,
dopo un paio di mesi dal Salone, una chiamata “alle
armi” di Andrea: “la settimana prossima sarò da te per
parlarti di una cosa che ho in mente”, niente di più.
Il mistero si è svelato qualche giorno più tardi, davanti ad
un cappuccino ed una brioche alla Nutella. L’idea è quella di produrre degli oggetti che siano rappresentativi dello
spirito dell’azienda e che possano essere venduti, in serie
limitata e numerata, come opere d’arte, ma con una funzione specifica.
Uno specchio potrebbe essere una buona tipologia,
anche se le perplessità iniziali sul perché progettare un
oggetto di questo genere mi hanno fatto cercare fin da
subito delle alternative tipologiche.
Poi però è nata un’intuizione sulla quale poter raccontare
una storia, fatta di magia, di spaesamento percettivo e di
un pensiero alternativo. Ancora una volta allora, come nel
caso di “Buoni appetiti”, ho provato a “mescolare” gli
ingredienti del progetto. Ne è nato sì uno specchio ma
ribaltato, ossia il rapporto specchio cornice è stato ribaltato: la cornice diventa specchio, mentre al suo interno,
al posto dello specchio, è custodito un mosaico di
Mondrian Diamantato in diverse colorazioni.
Una sorta di teca che rispecchia l’essenza di ETRURIA
design, la sua attitudine al voler essere sempre qualcosa
13
BUONI APPETITI
alla Mostra Architectural_Food,
tenutasi alla Triennale di Milano
in occasione del Salone del
Mobile (Aprile 2008).
BUONI APPETITI
bei
der
Ausstellung
Architectural_Food, die in der
Mailänder Triennale anlässlich
des Salone del Mobile (April
2008) stattgefunden hat.
Der Spiegel wird umgebenden Rahmen und
schliesst einer internen Struktur bestehend
aus facettierte Fliesen ein, das noch mehr
Wert dank der Beleuchtung im Inneren des
Spiegels kauft. Fast wie ein Schrein Glas, der
ein kostbares Objekt einschliesst.
Monitor
14
kirupatext=Matteo Ragni si è laureato in Architettura al
Politecnico di Milano. Dal 1995 si occupa di design. Docente
presso il Politecnico di Milano e l'Istituto Europeo di Design.
Dal 1998 al 2005 dà vita con Giulio Iacchetti allo studio
Aroundesign ed insieme nel 2001 si aggiudicano il
Compasso d'Oro con la posata multiuso biodegradabile
"Moscardino", oggi parte dell'esposizione permanente del
design al MOMA di New York.
kirupatext=Matteo Ragni promovierte am Mailänder
Polytechnikum zum Architekten. Seit 1995 befasst er sich mit
Design. Er unterrichtet am Mailänder Polytechnikum und am
Istituto Europeo di Design. Von 1998 bis 2005 leitete er mit
Giulio Iacchetti das Designbüro Aroundesign In 2001 gewannen sie zusammen den Compasso d'Oro mit dem biologisch
abbaubaren Mehrzweckbesteck "Moscardino", das heute in
der permanenten Designausstellung im MOMA in New York zu
sehen ist.
Tra i suoi clienti/Zu seinen Kunden gehören: Armani, Bialetti,
Breil, Caimi Brevetti, Coop, Desalto, De Vecchi, Guzzini, JVC,
Krios Italia, Liv'it, Mandarina Duck, Meritalia, Mitshubishi,
Navadesign, Pandora Design, Pinetti, Piquadro, Samsung,
Suisse Lagenthal, Ti Voglio, United Pets.
Attività didattica/Lehrtätigkeit: Politecnico di Milano, Facoltà
del Design; IED, Istituto Europeo di Design Milano;
Edinburgh College of Art, Edinburgh, Scotland; Università
Marittima, Vina del Mar, Cile; Università Tecnica Santa Maria,
Valparaiso, Cile.
Conferenze/Konferenzen: Politecnico di Milano, Facoltà del
Design; IED, Istituto Europeo di Design Milano; IED, Istituto
Europeo di Design Barcellona; IULM, Milano; Domus
Academy, Milano; Università La Sapienza, Roma; Edinburgh
College of Art, Edinburgh, Scotland; Università Marittima,
Vina del Mar, Cile; Università Tecnica Santa Maria,
Valparaiso, Cile; Università Finis Terrae, Santiago, Cile.
di diverso, di riconoscibile, ma anche e soprattutto un
oggetto che rispecchi l’immagine di chi l’ha comprata, in
senso fisico ma anche e soprattutto metaforico.
Una serie di LED inseriti nello spessore della struttura illuminano in modo radente la superficie, enfatizzando maggiormente la tridimensionalità della piastrella e rendendola
magicamente vibrante.
Per ora esistono due versioni, una rettangolare da appoggio a parete (120x220 cm) ed una quadrata da appendere
come un quadro (120x120). Verranno presentate al prossimo Cersaie a Bologna e tutto ci fa sperare che possano
diventare dei prodotti/manifesto di ETRURIA design nei
punti vendita più esclusivi, ma anche degli oggetti d’uso,
utilizzabili in ambienti domestici per rispecchiare il carattere di chi li utilizza.
Per le sue magiche commistioni di riflessioni e spiazzamenti visivi, ho pensato che “Incanto” potrebbe essere
un buon nome per questo mio secondo progetto.
La strada è segnata, ma sono certo che il meglio deve
ancora venire!
Ich kenne Andrea Ligabue erst seit kurzem. Doch konnte ich
mich seit dem ersten Telefongespräch nach dem Salone, sei es
wegen seines auf Modena verweisenden Akzents, sei es wegen
der unmittelbar vermittelten Behaglichkeit, einer gewissen
Sympathie nicht erwehren, so dass wir uns sofort duzten und
anfingen, ganz ungezwungen über Projekte plauderten. Unser
erstes persönliches Treffen verlief nicht anders. Ein Stündchen im
Betrieb, Fragen über wer wie sind, was wir machen und vor allem
was wir werden wollen, dann – wie es sich gehört – ein gutes
Mittagessen in einem typischen Lokal mit gutem Rotwein.
Folgenden Ausspruch von Vico Magistretti werde ich nie vergessen: Das Design ist wie die Liebe: Es gehören immer zwei dazu,
der Designer und der Unternehmer. Zum Glück gibt es noch
Unternehmer, die den Mut haben, persönlich zu riskieren, sich
selbst aufs Spiel zu setzen und zu experimentieren, um etwas zu
machen, das andere nicht machen. Und das war auch unser
Begegnungspunkt bei dem ersten Projekt, das ich für sein
Unternehmen anlässlich der Ausstellung Ceramic Tiles of Italy für
die Triennale entwickelt habe. Das mir zugeteilte Thema ermöglichte einen großen Spielraum und sollte die Beziehung zwischen
Keramikfliesen und Essenskultur erkunden. Einen Tisch entwerfen? Zu banal. Daher die Idee, die Erfahrung des Verzehrens, und
nicht nur die, in den intimsten Wohnbereich, ins Schlafzimmer, zu
verlegen. So entstand “Buoni Appetiti“. Appetit im Bett also?
Warum nicht. Immer mehr in den Mittelpunkt des Wohnambiente
gerückt, ist das Bett nicht mehr der Privatsphäre vorbehalten
oder zumindest nicht nur. Man arbeitet, empfängt, trifft strategische Haushaltsentscheidungen im Bett, man isst ein Häppchen.
Eine hybride Stätte neuartigen Zusammenseins und selbstverständlich antiken Verlangens. Buoni Appetiti ist ein Readymade:
Ein Niedrigpreis-Bett von Ikea (die berühmte Serie Malm), mit
Keramiksteinchen ETRURIA design besetzt, aus der luxuriösesten Kollektion Mondrian Diamantato. Dem Bett gegenüber stellt
ein Mosaik das bekannteste aller Fernsehbilder dar, um es zumindest aus dem Bett zu verbannen... Zum Schluss das Sortiment
der Farben und Muster: inspiriert von den karierten Tischdecken
einer traditionellen Trattoria Italiana. Buoni Appetiti." Dieses experimentelle und provokativ ironische Projekt war der erste Schritt,
um uns besser kennen zu lernen, die erste gelungene
Begegnung sozusagen. Daraus erklärt sich auch ein paar Monate
nach dem Salone der “Appell” von Andrea: “Nächste Woche bei
Dir, ich habe etwas im Sinne”, mehr nicht. Das Geheimnis wird
ein paar Tage später vor einem Cappuccino und einem Croissant
mit Nutella-Füllung enthüllt. Die Idee besteht darin, eine Reihe
von Objekten zu produzieren, die imstande sein sollen, die
Essenz des Unternehmens zu vermitteln und in begrenzter und
nummerierter Auflage wie Kunstobjekte jedoch mit einer spezifischen Zweckerfüllung verkauft werden zu können. Ein Spiegel
hätte als Produkttypologie in Frage kommen können, doch haben
mich die anfänglichen Zweifel über die Zweckdienlichkeit eines
derartigen Objekts schnell nach anderen Typologien suchen lassen. Dann hatte ich aber plötzlich eine Intuition, die mich zur
Darstellung eines Mix aus Magie, perzeptorischer Verfremdung
und alternativer Vorstellung bewogen hat. Wie bei “Buoni
Appetiti” habe ich wiederum versucht, die Ingredienzien des
Projekts zu “vermischen”. Hervorgegangen ist wohl ein Spiegel,
jedoch ein umgekehrter Spiegel mit bzw. umgekehrter Beziehung
zwischen spiegelnder Fläche und Rahmen: Der Rahmen ist zum
Spiegel geworden und fasst anstelle des Spiegels ein Mondrian
Diamantato Mosaik in verschiedenen Colorationen ein. Wie eine
Art Schaukasten, der die Essenz von ETRURIA design widerspiegelt sowie sein ständiges Streben nach Andersartigkeit und
Identifizierbarkeit, aber auch und vor allem ein Objekt, in dem
sich der Käufer nicht nur physisch, sondern in erster Linie metaphorisch reflektieren kann.
Eine Reihe von in die Struktur eingesetzten LED gibt ein streifend
auf die Oberfläche fallendes Licht aus, um die dreidimensionale
Fliese noch besser in Szene zu setzen und ihr eine vibrierende
Ausstrahlung zu vermitteln. Bei den bisherigen beiden Versionen
handelt es sich um eine an die Wand anzulehnende, rechteckige
Ausführung (120x220 cm) und eine wie ein Bild aufzuhängende
quadratische Lösung (120x120). Präsentiert werden Sie zum
nächsten Cersaie in Bologna. Alles weist daraufhin, dass sie zu
Produkten/Manifesten von ETRURIA design in den exklusivsten
Geschäften werden können.
Aber auch zu Gebrauchsgegenständen für Wohnbereiche, um den
Charakter ihrer Anwender zu widerspiegeln. Das ihnen zugrunde liegende magische Gemisch an Reflexionen und visuellen
Deplacierungen hat mich überzeugt, dass “Incanto” der treffende
Name für mein zweites Projekt sein könnte. Der Weg ist nun abgesteckt, doch ich bin mir sicher, dass das Beste noch auf uns wartet!
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INCANTO: il nuovo frutto della collaborazione tra ETRURIA design e Matteo Ragni.
Nuova concezione dello specchio come opera d’arte.
INCANTO: das neue Ergebnis der Zusammenarbeit von ETRURIA design mit Matteo Ragni.
Neuartige Auffassung von Spiegel als Kunstwerk.
Barbara Maio
Le geometrie dello sguardo
La semplificazione delle forme nel cinema di fantascienza
Die Geometrien des Blickes
Die Vereinfachung der Formen in den Sciencefictionfilmen
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La Lamborghini Countach rappresenta una rivoluzione nel design automobilistico per la sua forma innovativa della parte anteriore, detta “a cuneo”, che le attribuisce un carattere particolarmente aggressivo.
Der Lamborghini Countach leitet eine Revolution im Automobildesign ein. Sein innovatives, “kegelförmiges” Frontteil verleiht ihm einen besonders aggressiven Zug.
La Autocar della serie televisiva Automan è la virtualizzazione della Lamborghini Countach, realizzata
attraverso linee laser blu, che evidenziano la matrice geometrica del veicolo.
Monitor
Das Autocar der Fernsehserie Automan ist die virtualisierte Darstellung des Lamborghini Countach
und besteht aus blauen Laserstrahlen, die seine geometrische Matrix veranschaulichen.
Lo schermo cinematografico, interfaccia reale per un racconto virtuale, è il mezzo attraverso il quale il meccanismo cinefilo seduce lo sguardo dello spettatore.
Uno sguardo che vuole farsi sedurre – non è necessario
citare qui il piacere voyeristico della scopofilia cinematografica – uno sguardo che cerca la seduzione promessa
dalla macchina cinema.
Lo sguardo, però, non è sempre fonte di piacere: il perturbante freudiano, cioè l’incontro tra lo spaventoso e il
familiare è, ad esempio, un ossimoro sul quale si basa
gran parte del cinema horror.
La voglia di voler essere spaventati, il desiderio di subire
uno shock aspettato eppure improvviso.
Lasciando però da parte le teorie psicoanalitiche sulla
visione cinematografica, esiste un altro punto di vista su
cui ragionare parlando dello sguardo spettatoriale: le
geometrie come oggetto della visione.
Partendo da ciò che ci viene mostrato, è possibile individuare le forme geometriche come protagoniste dello scenario filmico. E non si tratta di oggetti di design che compongono l’arredamento del set design ma forme che
diventano protagoniste, geometrie – reali o virtuali – che
fanno da contrappunto alle geometrie dello sguardo.
Per ovvi motivi iconici, è il genere sci-fi ad offrire numerosi esempi a questo riguardo: che si tratti dell’interno delle
navicelle spaziali della saga di Star Wars o delle ambientazioni ibride sci-fi/western di Serenity, il reiterarsi di elementi geometrici che fanno da sfondo a queste avventure assume un significato che va al di là del puro allestimento scenico.
In questa ottica è interessante analizzare il film Tron.
Prodotto dalla Disney e diretto da Steve Lisberger nel
1982, Tron rappresenta per molti versi il precursore della
Alla stregua degli altri veicoli della serie Automan, anche l’elicottero del protagonista è connotato dalla silhouette di
linee luminose, che ne graficizzano la geometria.
Genau wie alle anderen Fahrzeuge der Serie Automan zeichnet sich auch der Hubschrauber des Protagonisten
durch die aus Lichtstrahlen geformte Silhouette aus, die eine grafische Darstellung der Geometrie vermitteln.
Il cinema racconta storie meravigliose che si
ambientano in spazi accuratamente disegnati e decorati. Il cinema di fantascienza è il
genere privilegiato per rappresentazioni
audaci e futuribili, spesso descritte mediante caratterizzazioni geometriche e scomposizioni in forme base.
sci-fi contemporanea. Reale e virtuale si alternano nell’universo proposto dal film dove l’azione non è svolta
nello spazio profondo, nell’infinitamente grande, ma esattamente nel suo opposto, nell’infinitamente piccolo dei
bit, degli zero e degli uno del sistema binario.
La trama, infatti, si sviluppa seguendo le avventure di un
programmatore di software che viene incorporato all’interno del sistema virtuale da lui stesso creato. Gran parte
del film segue le avventure di Flynn (Jeff Bridges) in questo universo freddo e pericoloso, accompagnato dal suo
alter ego virtuale, Tron (Bruce Boxleitner).
L’universo computerizzato – girato in bianco e nero e
colorato in post-produzione – si avvale di segmenti esagonali che vanno a comporre lo sfondo ma anche la struttura stessa del cyber-mondo. Una struttura modulare che
si compone di geometriche ripetizioni all’infinito, creando
un mondo senza orizzonte, al contempo infinito e asfittico. Le strade percorse da Flynn e Tron sono semplici
fasci di luce blu o griglie ripetute all’infinito in cui corrono
veloci moto virtuali (le light-bikes).
Un immaginario iconico raccolto solo un anno dopo, nel
1983, dalla serie tv creata da Glen A.Larson per la Fox e
trasmessa dalla ABC, Automan. In questa serie assistiamo immediatamente ad un rovesciamento del punto di
partenza: in questo caso è il personaggio virtuale ad
entrare nel mondo reale ed affiancare il suo programmatore. La serie condivide comunque con il film l’immaginario visuale del côté virtuale. Automan (Chuck Wagner) si
presenta con forti analogie con i personaggi di Tron a
partire dalle tute composte da elementi geometrici fosforescenti che richiamano l’esagono, il quadrato, il triangolo. Anche i mezzi di trasporto utilizzati dal protagonista
della serie, elicottero, auto, moto, si denotano come una
Speed Racer è l’ultima evoluzione del genere Sci-Fi, che fa largo uso della
geometrizzazione del set design in forma evoluta, abbandonando le forme
poligonali semplici a favore di una geometria non euclidea, tipica del
nuovo millennio.
Speed Racer ist die letzte Entwicklungsstufe des Sciencefictiongenre, der
sich ausgiebig eines geometrisierten Set-Designs auf fortschrittlicher Stufe
bedient und den einfachen Vieleckformen eine nicht-euklidische, für das
neue Millennium typische Geometrie vorzieht.
composizione geometrica modulare.
Esagoni, triangoli, parallelepipedi, vanno ad agglomerarsi per comporre una sorta di puzzle di luci. La macchina
del protagonista, ad esempio, è una Lamborghini
Countach (1973-1981) personalizzata da fasci di luce blu
che ne evidenziano la linea squadrata, detta “a cuneo”,
caratteristica della vettura così come gli sportelli ad apertura verticale.
La serie, omaggio-citazione di Tron, ha avuto vita breve –
solo 13 episodi – ma è interessante notare come tra i due
prodotti vi sia un’affinità di impianto visivo.
In pratica, il modulo geometrico è qui utilizzato per evocare una futuribilità oggi sicuramente ingenua ma che,
all’inizio degli anni Ottanta rappresentava quanto di più
avveniristico si potesse immaginare.
Senza queste sperimentazioni visive film come Matrix o
Speed Racer non sarebbero oggi possibili.
L’utilizzo della geometria, quindi, come contrappunto alla
geometria dello sguardo: l’oggetto che diventa protagonista non come oggetto in sé ma come composizione.
E comunque, non si tratta di un semplice dècor ma di un
utilizzo significativo della costruzione geometrica.
Si tratta a ben guardare di una analisi puramente descrittiva ma che possiede una fascinazione non indifferente
per lo spettatore in cerca di seduzioni visive.
17
18
I passaggi tra reale e virtuale
sono rappresentati tramite tunnel
computerizzati formati da esagoni scomposti in moduli triangolari
o quadrati.
Die Übergänge zwischen
Realität und Virtualität sind
durch computerisierte, in dreieckige oder quadratische
Module zerlegte Tunnel dargestellt.
Filme erzählen wunderbare Geschichten, die
in mit aller Sorgfalt geplanten und dekorierten Bereichen inszeniert sind. Das
Sciencefictiongenre insbesondere bedient
sich gewagter, zukunftsorientierter, häufig
geometrisch geprägter Darstellungsstile mit
in Grundformen zerlegten Rastern.
Die Kinoleinwand fungiert als reale Schnittstelle für eine virtuelle
Erzählung und ist das filmische Mittel, das dazu dient, den Blick
der Zuschauer einzufangen.
Ein Blick, der eingefangen werden will – es bedarf hier keinerlei
Verweis auf den kinematographischen Voyeurismus – ein Blick,
der sich danach sehnt, der vom filmischen Medium versprochenen Verführung zu erliegen.
Der Blick braucht aber nicht immer eine Quelle des Genusses zu
sein: Das von Freud definierte Unheimliche, d.h. die Begegnung
zwischen dem Schreckhaften und dem Vertrauten ist zum Beispiel
ein Oxymeron, auf dem ein Großteil der Horrorfilme basiert.
Man will erschreckt werden und wartet auf den angesagten, dann
aber ganz überraschend ausgelösten Schock.
Ohne jetzt weiter auf die psychoanalytischen Theorien über
das Filmeschauen einzugehen,
soll ein anderer Gesichtspunkt
im Zusammenhang mit dem
Zuschauerblick
werden:
untersucht
Geometrien
als
Objekts des Schauens
Ausgehend
von
dem
Gezeigten lassen sich geome-
Monitor
trische
Formen
als
Protagonisten der filmischen
Szenerie ermitteln.
Dabei geht es nicht um die Designobjekte, die zur Ausstattung
des Filmsets dienen, sondern um Formen, die zu Protagonisten
werden, um – reale oder virtuelle – Geometrien als Pendant zu
den Geometrien des Blickes.
Aus selbstverständlichen ikonologischen Gründen bietet der
Sciencefictiongenre die meisten Beispiele diesbezüglich: Ob es
sich um das Interieur der Raumschiffe bei Star Wars oder die
hybriden Kulissen, teils Sciencefiction, teils Wilder Westen, von
Serenity handelt, die Wiederholung von geometrischen Elementen
als Hintergrund dieser Abenteuer nimmt eine Bedeutung an, die
über die reine szenische Ausstattung hinausgeht.
Unter diesem Aspekt ist die Untersuchung des Films Tron von
Interesse. Die 1982 von Steve Lisberger geleitete DisneyProduktion gilt aus mehr als einem Grund als Vorläufer der heutigen Sciencefiction. Realität und Virtualität wechseln sich in dieser Filmwelt ab, bei dem sich die Handlung nicht im weiten, unermesslich großen Raum abspielt, sondern genau in dessen unendlich kleinem Gegenstück der Bits, Nullen und Einsen des
Binärsystems. Geschildert werden die Abenteuer eines
Softwarespezialisten, der in dem von ihm selbst geschaffenen virtuellen System gefangen bleibt. Der Film erzählt größtenteils, was
Flynn (Jeff Bridges) in dieser kalten und gefährlichen Welt in
Begleitung seines virtuellen Alter Egos , Tron (Bruce Boxleitner),
widerfährt. Die – in schwarz/weiß gedrehte und dann während
der Postproduktion gefärbte – Computerwelt bedient sich hexagonaler Segmente, um nicht nur den Hintergrund, sondern die
Struktur der Cyber-Welt selbst zu bilden. Eine modulare Struktur,
die aus sich ins Unendliche fortsetzenden geometrischen
Wiederholungen gebildet ist und eine Welt ohne Horizonte kreiert, grenzen- und lebenslos zugleich. Flynn und Tron beschreiten Wege, die nur aus blauen Lichtbündeln oder unendlich wiederholten Rastern bestehen, in denen virtuelle Motorräder (die
Light-Bikes) herumflitzen.
Diese ironische Vorstellung wurde nur ein Jahr danach 1983 in
Il protagonista di Automan è caratterizzato da una tuta virtuale composta da poligoni fluorescenti, che richiamano evidentemente all’iconografia di Tron.
Der Hauptdarsteller von Automan trägt einen aus fluoreszierenden Vielecken bestehenden virtuellen Overall, die
eindeutig auf die Ikonographie von Tron verweisen.
der von Glen A. Larson für Fox realisierte und von ABC ausgestrahlten Fernsehserie , Automan, aufgegriffen.
In dieser Serie ist der Ausgangspunkt von Anfang an umgekehrt:
Hier ist es der virtuelle Protagonist, der in die wirkliche Welt eintritt
und neben seinem Programmierer agiert. Auf jeden Fall haben
Fernsehserie und Film die visuelle Vorstellung des virtuellen
Aspektes gemeinsam. Automan (Chuck Wagner) weist deutliche
Analogien mit den Darstellern von Tron aus, angefangen von den
aus phosphoreszierenden geometrischen Elementen zusammengesetzten Overalls, die an Sechseck, Quadrat und Dreieck erinnern.
Auch die Fahrzeuge, Hubschrauber, Auto, Motorrad, deren sich
der Seriendarsteller bedient, sind durch eine Art modulare
Geometrie gekennzeichnet.
Sechsecke, Dreiecke und Parallelepide setzen sich zu einem
Lichtpuzzle zusammen. So ist der Wagen des Protagonisten, ein
Lamborghini Countach (1973-1981), durch blaue Lichtbündel personalisiert, die seine kantige, “kegelförmige” Linie, ebenso typisch
wie die sich nach oben öffnenden Türen, zur Geltung bringen.
Die Serie, ein zitierendes Hommage an Tron, war mit ihren 13
Folgen zwar von kurzer Dauer, interessant mutet aber die Affinität
zwischen dem visuellen Gerüst der beiden Produkte an. In der
Praxis wird in diesem Fall das geometrische Modul zur Ausmalung
von heutzutage gewiss naiv anmutenden Zukunftsszenarien eingesetzt. Anfang der Achtziger verkörperten sie allerdings die ultimativste Avantgarde, die man sich vorstellen konnte.
Ohne diese visuellen Experimente wären Filme wie Matrix oder
Speed Racer unvorstellbar gewesen.
Die Geometrie folglich als Pendant der Geometrie des Schauens: Das
Objekt dominiert nicht als Objekt an sich, sondern als Bildkomposition.
Es geht jedenfalls nicht nur um Dekor, sondern vielmehr um einen aussagekräftigen Einsatz der geometrischen Konstruktion.
Genauer gesehen geht es um eine rein beschreibende Analyse,
die aber keinesfalls einer nicht unbeträchtlichen Faszination für
den nach visueller Betörung trachtenden Zuschauer entbehrt.
Gli interni “reali” sono connotati dall’utilizzo della forma geometrica per qualificare gli elementi d’arredo come non convenzionali e futuristici.
Die geometrische Form prägt die “realen” Interieurs, um den Einrichtungselementen
ein unkonventionelles und zukunftsweisendes Flair zu verleihen.
I personaggi del film si muovono su sfondi geometrici così come utilizzano le forme geometriche i costumi
dei personaggi.
Die Handlung der Filmdarsteller spielt sich vor geometrischen Hintergründen ab, und auch die Kostüme
haben geometrische Formen.
19
20
Progetti&Realizzazioni
Il colore degli stati d’animo. Immagine tratta da libro “L’arte del colore”, Betty Edwards, 2006, Longanesi.
Die Farbe des Gemütszustands. Abbildung aus einem Buch “Die Kunst der Farbe”, Betty Edwards, 2006, Longanesi.
Colore significa vita.
Tutte le aree della terra brulicanti di vita - giungle, oceani,
foreste e pianure - sono un tripudio di colori naturali.
E’ difficile immaginare un mondo che ne sia privo, anche
se il nostro approccio nei confronti del colore rischia di
diventare sempre più scontato.
In natura ogni colore ha subìto una graduale evoluzione
per assolvere specifici fini pratici. In passato esistevano
colori estremamente costosi, come il viola, riservato
all’abbigliamento dei ricchi; alcuni colori costituivano elementi preziosi, paragonabili a gioielli.
Questa ricchezza di significato è andata estinguendosi
con il tempo, anche perché la possibilità di fruizione di
milioni di tinte a buon mercato ha fatto sì che oggi, sia se
si compra un vestito o se si deve ridipingere una parete,
si può scegliere liberamente tra una vasta gamma di
colori che in passato sarebbero stati inaccessibili.
L’attenuazione di significato e di scopo pratico ha determinato il rischio di ridurre la nostra sensibilità all’importanza del colore. Eppure il nostro retaggio biologico continua ancora a dettare le sue leggi. Ci sono colori che
destano attrazione, altri repulsione, alcuni colori considerati rilassanti, altri rivitalizzanti, altri energizzanti.
Esiste un “codice colore” che regola il traffico stradale, un
“codice cromatico” che regolamenta alcune feste comandate: il verde ed il rosso per il Natale; l’arancione ed il
nero per Halloween. Molti illustri pensatori della storia,
come Aristotele, Newton, Goethe, versarono fiumi d’inchiostro per dare una risposta alla domanda: “Che cos’è
il colore?”. Un interrogativo che non riesce ad avere
ancor oggi una risposta univoca ed oggettiva.
Farbe bedeutet Leben.
Alle von Leben wimmelnden Gebiete der Erde - Dschungel,
Weltmeere, Wälder und Täler – sind eine wahre Farbenpracht.
Eine Welt ohne Farben ist nur schwer vorstellbar, obwohl unsere
Auffassung von Farbe die Gefahr läuft, zunehmend banaler zu
werden. In der Natur hat jede Farbe nach und nach
Entwicklungsstufen durchlaufen, um ganz präzise praktische
Funktionen zu erfüllen. In der Vergangenheit gab es extrem
kostspielige Farben wie zum Beispiel Violett, das der Bekleidung
der Reichen vorbehalten war.
Bestimmte Farben waren so kostbar wie Schmuck. Diese
Bedeutungsvielfalt ist mit der Zeit verlorengegangen, denn durch
die Verfügbarkeit von Millionen preisgünstiger Farben wird heute
beim Kauf eines Bekleidungsteils oder einer Wandfarbe ein breitgefächertes Sortiment an Farben geboten, die einst unerschwinglich gewesen wären.
Die schwindende Bedeutung und der geminderte praktische
Zweck haben bewirkt, dass das allgemeine Verständnis für die
Wertstellung der Farbe bedroht ist. Aber unser biologisches Erbe
meldet trotzdem seine Rechte an. Bestimmte Farben sind auffallend, andere wirken abstoßend und noch andere sollen entspannend, vitalisierend und energiefördernd sein.
Es gibt einen "Farbcode" im Straßenverkehr und einen für die
wichtigsten Feiertage: Grün und Rot für Weihnachten; Orange
und Schwarz für Halloween. Illustre Gelehrte wie Aristoteles,
Newton und Goethe haben viel Tinte vergossen, um eine Antwort
auf die Frage: Was ist Farbe?" zu finden. Und auch heute gibt es
noch keine eindeutige und objektive Antwort darauf.
Progetti&Realizzazioni
Il colore è vita!
Projekte&Objekte
Farbe ist Leben!
I colori possono cambiare radicalmente l’aspetto e l’atmosfera di un ambiente. Nei progetti che analizzeremo si
noterà come i progettisti siano riusciti ad ottenere armonie cromatiche molto diverse.
Uno schema cromatico rilassante è ad esempio quello
ottenuto nel progetto Collage armonico.
Il caldo color sabbia delle pareti permette di ottenere una
base neutra, ottimale per l’inserimento del marrone (terra
di Siena bruciata) del mosaico, che è un colore caldo e
ricco e dunque aggiunge profondità all’ambiente.
La colorazione del marmo mantiene armonioso lo schema, un tocco di verde oliva lo vivacizza e lo riporta ad un
equilibrio ispirato ai toni della terra.
Un elemento che desta curiosità è la presenza di mattonelle anche sul soffitto, dove è collocato anche uno specchio che moltiplica le superfici. Questo trattamento delle
pareti ricrea un involucro accogliente, un’alcova, nel
luogo in cui prevale l’elemento acqua, rappresentato
dalla monumentale vasca.
Il ritorno alla natura culmina nella vista panoramica attraverso due finestre molto grandi che si affacciano sul giardino esterno. Le textures aggiungono un’ulteriore connotazione armonica al progetto; si può notare, infatti, oltre
all’inserimento di un motivo zebrato, anche quello di formati completamente diversi di piastrelle: dal mosaico,
alla piastrella quadrata, alla lastra di marmo. Materiali che
ben si addicono al concept del progetto: “...è una villa nei
dintorni di Mosca progettata per un businessman, che
aveva bisogno di una casa in stile serio e severo ma con
un tocco di moderna vivacità”, come scrive il progettista.
L’uso del marmo, delle piastrelle e dei tessuti coordinati
fa pensare al linguaggio e alla ricerca di struttura del collage: una tecnica che vanta origini assolutamente sovversive, e che è diventata una poetica di sfrontata maestria,
dagli esiti a volte bizzarri, altre kitsch, altre ancora, da virtuoso trompe-l’oeil. Di sicuro, una poetica di grande
inventiva. Tutto parte dall’invenzione del papier collé,
delle carte incollate ad opera dei genitori del cubismo,
con Picasso e Braque in prima linea, che guardavano al
prelievo diretto di materiali dalla sfera del quotidiano
come ad una logica rivoluzionaria per costruire nuove
strutture sceniche, innovative variazioni cromatiche e
figurative, per stimolare una lettura diversa dell’opera da
parte del pubblico.
Come reazione feroce all’idea di collage cubista, insorge
il collage futurista che affronta con una temperatura più
drammatica la questione del superamento dei confini
della pittura. La carica eversiva del collage esplode, se
non deflagra, con l’esperienza Dada, acquisendo un
carattere provocatorio di deformazione e ibridazione
delle immagini in senso polemico e ironico. Lo dimostra
Max Ernst, che attraverso l’accostamento di realtà diverse
21
Eric Blumenfeld, Collage.
Collage armonico.
Progetto di un’abitazione a Mosca.
Harmonische Collage.
Projekt eines Wohnbereichs in Moskau.
e lontane tra loro riesce ad esasperare quel sapiente
effetto di spaesamento che di lì a poco assurgerà a principio guida della poetica surrealista.
Poi arriva Matisse e la tecnica del ritaglio punta ad esprimere la “gioia di vivere”. Bando alla sovversione, alla provocazione, alla scalpitante voglia di trasfigurare le norme
della pittura, com’era accaduto fino allora, il collage assume un’aura più mite ed estetica.
Marcel Duchamp, Collage.
Progetti&Realizzazioni
22
Bar Ficus. Progetto di un locale ad Agrigento.
Bar Ficus. Projekt eines öffentlichen Lokals in Agrigento (Sizilien)
Tra i progetti presentati, un altro interessante esempio d’incrocio tra ricerca cromatica e collage di materiali è il Bar Ficus.
Nella nostra percezione non incidono solo le condizioni
di luce. Noi vediamo i colori in modo diverso anche a
seconda di quelli circostanti o adiacenti. I colori sortiscono una specie di effetto avanti-indietro tra loro e sulla percezione dei loro rapporti, un effetto noto come “contrasto
simultaneo”. Quando due colori complementari vengono
a contatto, il loro accentuato contrasto ci fa vedere una
specie di luccichio. Inoltre, se circondiamo di colori diversi una medesima tonalità di grigio, questo sembra assumere una vaga sfumatura del colore che gli sta intorno.
È sul contrasto simultaneo che si basa l’armonia cromatica della parete del bar, in cui campeggia un rettangolo
di piastrelle verdi su uno sfondo color glicine.
Il tutto è arricchito da un gioco di forme geometriche,
materiali e textures giustapposti come in un collage.
Nel progetto Città del Mare, il progettista spiega così il
suo intervento: “L’intento principale del progetto è stato
quello di riqualificare l’intero villaggio Città del Mare,
costruito negli anni Settanta e poi ristrutturato negli anni
2000. Durante questa ristrutturazione, si sono incontrate e
intrecciate due necessità differenti: il voler rimodernare
alcuni servizi pur mantenendo la “sicilianità” intrinseca nel
luogo. L’utilizzo di maioliche locali unite alla piastrella diamantata di ETRURIA design che, in alcune tinte, richiama
la ceramica tradizionale, ha permesso di esprimere questo connubio.In particolare, il bar e la piazza su cui si
affaccia, rappresentano il luogo tipico dello svolgimento
della vita e delle abitudini degli abitanti. All’interno, si è
deciso di utilizzare piastrelle più moderne rispetto alle
maioliche usate negli altri locali, e di richiamare con la
loro tinta unita blu intenso e la loro tridimensionalità, il
colore e la fluttuazione del mare. L’unione con il legno
delle finiture, richiama l’idea del ponte di una nave, con
riferimenti architettonici alla prua”.
I riferimenti all’acqua, alla prua di una nave, sono presenti
come elementi iconografici legati indissolubilmente alla
natura del luogo. Così l’interno diviene specchio dell’esterno, nello spazio fisico che accoglie il visitatore sono presenti tutti gli elementi del viaggio e del confronto dell’uomo
con la natura: uno dei temi interpretati dal Romanticismo.
Nel dipinto “Il viandante sul mare di nebbia” (Caspar
David Friedrich, 1811), viene ritratto di spalle un uomo,
solitario, la sua posizione evoca la parte inconscia e
nascosta di se stesso. Affacciato su un mare di nebbia,
come dalla prua di una nave che copre un intero paesaggio, è lì ad osservare il tutto. Si avverte inconfondibilmente un senso di sublime meraviglia e sgomento di fronte
all’immensità dell’universo.
Questo senso ci è dato anche dall’uso di colori con tonalità tali da creare uno stacco tra il primo piano e lo sfondo. Il dipinto rappresenta uno dei manifesti del romanticismo: l’uomo è assorto nella contemplazione dell’infinito,
di qualcosa che sublima la comprensione umana.
Il tema dal rapporto con la natura e con il paesaggio, seppure in un’accezione più stemperata, legata ad un’idea di
convivenza armonica più che di sublime contemplazione,
è centrale anche nell’iconografia della pittura nostrana:
l’identità italiana si rispecchia fino al Novecento nella trama
intricatissima dell’espressione figurativa italiana. Dalle tele
dei quadri paesaggi multiformi, fatti di natura, luce e case
alte squadrate, ci hanno parlato delle nostre radici.
La tradizione fa da costante guida alle scelte progettuali
delle Terre Toscane, come spiega l’autore: “...Nel cuore
del Mugello, nella terra natia di artisti come Giotto e Beato
Angelico, ricca di tradizioni, usi e costumi gelosamente
conservati, si trova la fattoria. Lo scopo del progetto è
stato realizzare un agriturismo che conservasse la memoria storica dell’edificio rurale con le tipiche caratteristiche
tosco-mugellane. Anche nei bagni, quindi, sono state utilizzate le piastrelle diamantate ETRURIA design per creare un sapore retrò e legare questi ambienti alla storicità
dell’edificio. Per quanto riguarda la matrice cromatica,
l’uso di intonaci a grassello di calce, quindi non pitturati,
ha dato toni naturali alle stanze e ai bagni. La scelta di tutti
i materiali è stata guidata dalla stessa necessità di rispettare le tradizioni: cotto fatto a mano per i pavimenti, porte
antiche di recupero, arredamento di memoria rurale
dell’Ottocento”. Il legno delle travi, il color cotto del pavimento, l’uso del marrone, dell’ocra, del bianco e del
nero, costituiscono un forte richiamo alla terra, giustificato dalla vocazione del luogo. Il fatto che sia il colore legato alla terra, spiega probabilmente perché il marrone
(insieme al bianco, al nero e al rosa) appartenga al novero delle denominazioni cromatiche più antiche, pur non
essendo tra i colori primari né tra quelli secondari.
Contrasto simultaneo. Immagine tratta da libro “L’arte del colore”, Betty Edwards, 2006, Longanesi.
Simultankontrast. Abbildung aus einem Buch “Die Kunst der Farbe”, Betty Edwards, 2006, Longanesi.
23
Nel momento in cui l’arte, nel compimento del destino
della modernità, abbandona i luoghi ad essa deputati e si
riversa per le strade e sugli oggetti che accompagnano la
vita dell’uomo, questi si fanno paesaggi essi stessi, s’impadroniscono dei colori delle terre, dei campi, dei blu dei
cieli. È proprio in questi oggetti che oggi trasferiamo i
nostri paesaggi interiori, è anche questo uno dei motivi
per cui il design è così centrale nella cultura del nostro
paese. Espressione di questa identità, disegnatore di
paesaggi interiori dove non esiste più differenza tra interno ed esterno, Ettore Sottsass incarna pienamente questa
filosofia. Gli anni Novanta per la sua produzione hanno
contraddistinto l’estensione dei suoi progetti a quasi tutte
le realtà del mondo industriale, esplorando l’universo del
colore e delle superfici in un viaggio nelle possibilità della
cultura materiale.”Se è vero che il timbro di voce è indicativo della vita interiore di un individuo, molto si può intuire
del modo di pensare di una persona, della sua sensibilità
e dei suoi comportamenti, dalle combinazioni cromatiche
predilette” (Johannes Itten, Arte del colore, 1961).
Per gli artisti parte della gioia di dipingere sta nello scoprire le sensazioni che ci danno i colori. Ciascuno di noi
ha le sue preferenze cromatiche radicate nella propria
esperienza, natura e psicologia. Cosicché, anche per un
architetto, dare indicazioni sulla scelta di un colore per
arredare un ambiente diviene un’operazione assai difficile, poiché deve essere capace di interpretare le soggettive predilezioni cromatiche della committenza.
BAR FICUS
STUDIO SALEFINO
Via Giovanni XXIII, 42a - Agrigento
[email protected]
Rivenditore/Händler:
COSTANZA CERAMICHE (Raffadali – AG)
Bar ad Agrigento
Materiali Utilizzati/Benutzte Material:
Toilette: 15x15 Lilla Silk
Bar:
7,5x15 Deep Green Silk
Caspar David Friedrich, “Il viandante sul mare
di nebbia”, 1811.
Caspar David Friedrich, “Wanderer über
dem Nebelmeer”, 1811.
Città del Mare - progetto di un villaggio vacanze a Terrasini (Pa).
Città del Mare. Projekt eines Feriendorfes in
Terrasini (Pa).
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Nel progetto Intensi cromatismi di un’abitazione a
Palermo, il progettista dà questa spiegazione alla scelta
dei colori dei rivestimenti: “...nella scelta dei materiali,
negli accostamenti, nelle finiture e nei colori si è scrupolosamente cercato di evitare di soverchiare gli elementi
originari, come ad esempio nei due ambienti bagno. E’
stata utilizzata dunque una piastrella tradizionale sino ad
un’altezza di cm. 110 ad effetto lambris, così da creare
un’area di gusto vagamente retrò ravvivata da colori (il
rosso e l’azzurro intenso) che vi aggiungono un tocco di
rinnovata vitalità. Il bianco, individuato come colore base
nella decorazione degli ambienti doccia in abbinamento
ai colori forti, comunica una sensazione di fresca luminosità. L’azzurro, scelto in quanto colore riposante e distensivo, accoppiato al bianco, evoca l’allegria del mare (perfetta la tonalità scelta fra quelle proposte di ETRURIA
design) mentre si è puntato su una tonalità energica ed
avvolgente per il bagno rosso, che accoppiato al bianco,
riesce a dare energia a tutto l’ambiente”.
La scelta operata predilige colori primari. Nel cerchio cromatico, come molti sanno, i tre colori puri sono il giallo, il
rosso ed il blu. Essi rappresentano i tre elementi costitutivi
del colore. Sono detti “primari” perché costituiscono l’imprescindibile punto di partenza e perché non si possono
ottenere da nessuna mescolanza di colori preesistenti.
Il nostro retaggio biologico anche in questo caso ha dettato la sua interpretazione, come spiega anche il progettista, sembra che vi sia un certo accordo generale riguardo al nesso esistente tra colore e stati emotivi.
Sul significato simbolico del rosso converge in assoluto il
più vasto consenso: associato all’idea di forza, di stimolo, di pericolo, di eccitamento, di energia. Il rosso è associato al diavolo (nell’iconografia ritratto con pelle e abiti
rossi), è il colore della guerra (i soldati romani andavano
in guerra con insegne rosse), la bandiera rossa è un
segnale di pericolo, per i Russi significava rivoluzione, in
Cina le spose vestono di Rosso, il rosso è il colore dell’amore e potremmo continuare ancora per molto.
La tranquillità è espressa il più delle volte con colori tenui,
mentre alla gioia sono spesso abbinati colori vivaci.
Progetti&Realizzazioni
In conclusione, nel loro riferimento agli elementi della
natura, del paesaggio, della tradizione italiana, i progetti
presentati ci hanno ricordato che, come ha scritto Henri
Matisse: “Il colore dovrebbe essere per quanto possibile a
servizio dell’espressione: questo è il suo fine principale”.
Farben vermögen, den Aspekt und die Atmosphäre eines
Ambiente von Grund auf zu ändern. In den hier untersuchten
Projekten ist zu bemerken, auf welche Weise die Planer zu extrem
unterschiedlichen Farbharmonien gefunden haben. Ein entspannendes Farbschema vermittelt zum Beispiel das Projekt Collage
armonico. Die warme Sandfarbe der Wände dient als neutraler
Hintergrund für die optimale Kombination mit dem braunen
Kolorit (gebrannte Siena-Erde) des Mosaiks, der eine warme,
üppige Farbe ist und dem Ambiente somit noch mehr Tiefe verleiht. Der Kolorit des Marmors bewahrt die Harmonie des
Farbschemas, ein olivgrüner Akzent belebt es und führt es zu
einem den Erdfarben nachempfundenen Gleichgewicht zurück.
Kurios mutet die mit Fliesen verlegte Decke an, an der sich auch
ein die Flächen multiplizierender Spiegel befindet. Durch diese
Wand- und Deckenverkleidung kommt eine behagliche Hülle, ein
COLLAGE ARMONICO
Ava Design
Davydkovskaja UL., 3
Mosca 121352 - Russia
[email protected]
Abitazione a Mosca
Materiali Utilizzati/Benutzte Material:
30x45 Mondrian comp. B Brown Silk
30x45 Mondrian comp. J Mink Lux
CITTA’ DEL MARE
Studio Fanti
Arch. Gloria & Ing. Livio Fanti
Via Trebbi n°7 - 40128 Bologna
Geom. Tommaso Brudetti
c/o “Città del Mare”
S.S. 113, Km 301,100
90049 Terrasini (PA)
Rivenditore/Händler:
F.LLI BALSAMO (Terrasini – PA)
Villaggio Turistico “Città del Mare”
www.cittadelmare.it
Materiali Utilizzati/Benutzte Material:
7,5x15 Diamantato Victoria Blue Lux
Alkoven zustande, ein Ambiente, in dem das Element Wasser, wie
die monumentale Wanne beweist, dominiert. Die Rückkehr zur
Natur gipfelt im Panoramablick, den die beiden riesigen Fenster
auf die Gartenanlage bieten. Die Texturen verleihen dem Projekt
noch zusätzliche Harmonie; man bemerke neben dem
Zebramotiv auch die gänzlich verschiedenen Fliesenformate:
Mosaikkacheln, Vierkantfliesen, Marmorplatten. Diese Materialien
passen gut zum Konzept des Projekts: “…in der Umgebung von
Moskau die Villa eines Geschäftsmannes, der für sein Haus
einen ernsten und strengen Stil bevorzugte, jedoch mit einem
lebhaften, modernen Touch”, schreibt der Entwerfer. Der Einsatz
des Marmors, der Fliesen und der darauf abgestimmten Textilien
erinnert im vermittelten Effekt und in der angestrebten Struktur an
eine Collage: Eine Technik mit absolut revolutionärem Ursprung,
die sich zu einer meisterhaft unverschämten Gestaltungsform mit
zuweilen bizarren Resultaten entwickelt hat. Davon sind einige
Kitsch, andere wiederum virtuose Trompe-l’oil. Mit Gewissheit
eine betont erfinderische Darstellungsform. Alles nahm seinen
Ausgang von einer Frühform der Collage, des Papier collé oder
Klebebildes, die auf die Väter des Kubismus, in erster Linie
Picasso und Braque, zurückgeht. Sie hielten den Einsatz von kunstfremden Materialien aus der Alltagswelt für eine revolutionäre
Logik zur Gestaltung neuartiger szenischer Strukturen sowie
innovativer chromatischer und figurativer Variationen, um den
Beschauer zu einer andersartigen Interpretation des Kunstwerks
zu bewegen. Als heftige Reaktion auf die kubistische Auffassung
von Collage folgte die futuristische Collage, in der die Überschreitung der Grenzen der Malerei auf dramatischere Weise
angegangen wurde. Die subversive Tragweite der Collage entlädt
sich, wenn sie nicht sogar explodiert, im Dadaismus und nimmt
in den Bildern die provokativen Züge der Deformation und der
hybriden Kreuzung im polemischen und ironischen Sinne an. Das
beweist Max Ernst, der durch die Annäherung verschiedener und
wesensfremder Realitäten den Verfremdungseffekt, der bald
danach zum Leitgedanken der surrealistischen Poetik werden
sollte, auf die Spitze zu treiben vermag. Dann kommt Matisse, der
mit seinen Schnitt- und Klebekompositionen “Lebensfreude” vermitteln will. Schluss mit der Subversion, der Provokation, der leidenschaftlichen Begierde, die Regeln der Malerei zu transfigurieren, wie es bisher der Fall war. Die Collage nimmt ein sanfteres
und ästhetischeres Flair an.
Giotto, “Cacciata dei diavoli da Arezzo”
1295 - 1300.
Beato Angelico, “Deposizione della croce”, 1432 -1434.
Beato Angelico, “Kreuzabnahme”, 1432 -1434.
Giotto, “Austreibung der Teufel aus
Arezzo” 1295 - 1300.
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Terre toscane. Progetto per una fattoria
a Molezzano (Fi).
Terre toscane. Projekts eines
Landgutes in Molezzano (Fi).
Ein weiteres interessantes Beispiel für die Kreuzung von
Farbforschung und Materialiencollage unter den präsentierten
Projekten ist Bar Ficus. Die menschliche Wahrnehmung wird
nicht nur durch die Lichtbedingungen beeinflusst. Je nach
Umgebung oder Untergrund verändern die Farben ihren
Charakter. Farben rücken je nachdem in den Vorder- oder
Hintergrund. Die Auswirkung der Beziehung der Farben untereinander wird als “Simultankontrast” bezeichnet. Treffen zwei
Komplementärfarben aufeinander, entsteht durch ihren starken
Kontrast eine Art schimmernder Effekt. Werden darüber hinaus
verschiedene Farben um denselben Grauton gruppiert, scheint
dieser, eine leichte Nuance der jeweiligen Farbe anzunehmen.
Auf dem Simultankontrast basiert die Farbharmonie der Wand
dieses Lokals, an der ein Rechteck mit grünen Fliesen auf glyzinienfarbigem Grund prangt. Als schmückendes Beiwerk dienen
geometrische Formen, Materialien und Texturen, die wie in einer
Collage spielerisch zusammengestellt sind.
Sein Projekt Città del Mare erklärt der Planer folgendermaßen:
“Das Projekt sollte vor allem das in den 70ern gebaute und im
neuen Jahrtausend umgebaute Feriendorf Città del Mare in seiner Gesamtheit neu qualifizieren. Der Umbau stellte zwei verschiedene, doch miteinander verknüpfte Notwendigkeiten in den
Vordergrund: Einige Zweckeinrichtungen waren unter Wahrung
der dem Ort anhaftenden “Sicilianità” zu modernisieren. Diese
Liaison gelang durch die Kombination von lokalen
Majolikakacheln mit der facettierten Fliese von ETRURIA design,
TERRE TOSCANE
arch. Pozzoli Marco
Via delle casine, 31/A - Firenze
[email protected]
Rivenditore/Händler:
SPAZIOCASA S.R.L.
(Castelfiorentino - FI)
Fattoria il Farneto
Molezzano, Firenze - Italia
www.fattoriailfarneto.com
Materiali Utilizzati/Benutzte Material:
15x15
Ottagono White Lux
3x3
Tozzetto Burgundy Lux
11x15
Battiscopa Metro Burgundy Lux
15x15
Diamantato White Lux
15x15/2
Triangolo Diamantato White Lux
3.5x15
Cornice Guimard Burgundy Lux
5x15
Cornice Liberty Burgundy Lux
Materiali Utilizzati/Benutzte Material:
15x15 Piano Burgundy Lux
11x15
Battiscopa Metro Mink Lux
15x15
Diamantato Burgundy Lux
15x15/2 Triangolo Diamantato
Burgundy Lux
3.5x15 Cornice Guimard Mink Lux
5x15
Cornice Liberty Mink Lux
Ettore Sottsass, Mobile in laminato plastico, 1994.
Ettore Sottsass. Möbel aus Kunststofflaminat – 1994
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Progetti&Realizzazioni
Rappresentazione dei tre colori fondamentali nel cerchio cromatico di Delacroix.
Die drei Grundfarben im Farbkreis von Delacroix.
die in gewissen Colorationen an die traditionelle Keramik erinnert. Insbesondere stellen das Lokal und die Piazza, an der es
liegt, die typische Stätte dar, wo sich das Leben der Bewohner
abspielt und diese ihren Gewohnheiten nachgehen.
Im Innenraum fiel die Wahl auf modernere Fliesen als die in den
anderen Räumlichkeiten verwendeten Majolikakacheln, um
durch ihre kräftige blaue Farbe und Dreidimensionalität auf die
Farbe und die Wellen des Meers anzuspielen. Die Kombination
mit dem Holz der Feinbearbeitungen erinnert an ein Schiffsdeck
mit stilistischen Verweisen auf den Bug”.
Das Wasser und der Bug sind als ikonografische Elemente vorhanden, die unzertrennbar mit der Naturlandschaft des Ortes
sind. Auf diese Weise wird der Innenbereich zum Spiegelbild des
Außenbereichs. In dem Raum, der die Besucher empfängt, sind
alle Elemente der Reise und der Gegenüberstellung des
Menschen mit der Natur vorhanden: Ein Thema der
Spätromantik. Das Gemälde “Der Wanderer über dem
Nebelmeer” (Caspar David Friedrich, 1811) zeigt die Rückenfigur
eines einsamen Mannes bei der Betrachtung einer Landschaft.
Die Rückenfigur hebt das versteckte Unterbewusstein hervor. Wie
vom Vorderdeck eines Schiffes, das die ganze Landschaft einnimmt, betrachtet die Figur das sich ihr darbietende Gesamtbild.
Eindeutig zu verspüren ist das sprachlose Erstaunen und die
Bestürzung vor der Unermesslichkeit des Universums.
Den gleichen Eindruck vermitteln zudem die eine deutliche Zäsur
operierenden Farben des Vorder- und des Hintergrunds. Das Bild
stellt eins der Manifeste der Spätromantik dar: Der Mensch ist in
die Betrachtung des Unendlichen versunken, das dem menschlichen Verständnis eine höhere Dimension erschließt.
Die Beziehung zu Natur und Landschaft behauptet in einer zwar
abgeschwächten, eher auf das harmonische Zusammenleben als
auf die sublime Kontemplation fokussierten Auffassung auch in der
Ikonographie der italienischen Malerei eine zentrale Stellung: Die italienische Identität reflektiert sich bis zum 20. Jh. in der extrem verworrenen Struktur der bildenden Kunst unseres Landes. Die mannigfaltigen Landschaftsbilder, bestehend aus Natur, Licht und hohen
rechteckigen Häusern, haben von unserem Ursprung erzählt.
Die
Tradition
ist
die
konstante
Richtschnur
der
Projektentscheidungen der Terre Toscane, wie der Autor erklärt:
“...Das Landgut liegt im Herzen des Mugello, wo die Wiege von
Künstlern wie Giotto und Beato Angelico stand: ein Landstrich
reich an sorgsam gepflegten Traditionen, Sitten und Gebräuchen.
Zweck des Projekts war ein Agrotourismus, der die Erinnerung an
das historische Landwirtschaftsgebäude im typisch toskanischen
Stil des. Mugello aufrechterhalten sollte. Auch in den
Badezimmern wurden deshalb die facettierten Fliesen von ETRURIA design verwendet, um einen gewissen Retro-Geschmack
zum Ausdruck zu bringen und dieses Ambiente dem historischen
Ursprung des Gebäudes anzupassen. Was die Farbmatrix
angeht, ist es durch die Verputzung mit Glattstrichlöschkalk ohne
Anstrich gelungen, den Räumen und Badezimmern natürliche
Farbtöne zu verleihen. Die Wahl der Materialien war obligatorisch
an die Traditionen gebunden: handgearbeiteter Cotto für die
Bodenfliesen, alte, sanierte Türen, bäuerliche Stilmöbel des 17.
Jh.”. Das Holz der Balken, die Terrakotta-Farbe der Bodenfliesen
und die aus Braun, Ocker, Weiß und Schwarz bestehende
Farbpalette sind als starke Anlehnung an diesen Landstrich zu verstehen, die durch die Zweckbestimmung der Anlage gerechtfertigt ist. Aus dem Umstand, dass es die Farbe der Erde ist, erklärt
sich vielleicht, weshalb Braun (zusammen mit Weiß, Schwarz und
Rosa) zu den ältesten Farbbezeichnungen zählt, obwohl es weder
zu den Primär- noch zu den Sekundärfarben gehört.
Intensi cromatismi. Progetto di
un’abitazione a Palermo.
Intensi cromatismi. Projekt eines
Wohnbereichs in Palermo.
Sobald sich die Kunst bei der Schicksalsvollziehung der
Modernität von den ihr vorbehaltenen Bereichen in die Straßen
und auf die Objekte der Alltagswelt verlagert, werden diese zu
Landschaften ihrer selbst und ergreifen Besitz von den Farben
Materiali Utilizzati/Benutzte Material:
15x15
Piano Mink Lux
15x15
Diamantato Burgundy Lux
15x15
Diamantato Mink Lux
15x15/2
Triangolo Diamantato Burgundy Lux
7.5x15
Diamantato Burgundy Lux
Materiali Utilizzati/Benutzte Material:
15x15
Ottagono Light Gray Lux
3x3
Tozzetto Victoria Blue Lux
11x15
Battiscopa Metro Victoria Blue Lux
15x15
Diamantato Light Gray Lux
15x15/2
Triangolo Diamantato Light Gray Lux
3.5x15
Cornice Guimard Victoria Blue Lux
5x15
Cornice Liberty Victoria Blue Lux
der Erde, der Felder und des Blau des Himmels. Auf eines dieser
Objekte übertragen wir heute unsere inneren Landschaften.
Darin besteht ein weiterer Grund, weshalb das Design im
Kulturleben unseres Landes eine so zentrale Rolle spielt. Als
Vermittler dieser Identität und Zeichner von inneren
Landschaften, bei denen kein Unterschied mehr zwischen Innen
und Außen gemacht wird, verkörpert Ettore Sottsass diese
Philosophie voll und ganz . Seine Produktion in den 90er Jahren
zeigt, wie sich seine Projekte auf nahezu alle Sphären der industriellen Welt ausgedehnt und das Universum der Farben und
Flächen durch einen Exkurs in die Möglichkeiten der materiellen
Kultur ausgekundschaftet haben. “Wenn es stimmt, dass die
Klangfarbe der Stimme Aufschluss über das Innenleben eines
Menschen gibt, verraten die Lieblingsfarbkombinationen einer
Person viel über ihre Denkweise, Sensibilität und ihr Verhalten”
(Johannes Itten, Kunst der Farben, 1961).
Ein Großteil der Freude, die das Malen bereitet, besteht in den
durch die Farben vermittelten Empfindungen. Jeder Mensch hat
seine durch Erfahrung und Naturell sowie psychologisch bedingte Lieblingsfarbe. Deshalb steht auch der Innenarchitekt bei der
Farbwahl zur Ausstattung eines Ambiente vor einer schwierigen
Aufgabe, da er in der Lage sein muss, die subjektiven
Farbvorlieben seiner Auftraggeber zu interpretieren.
Il colore degli stati d’animo.
Immagine tratta da libro: “L’arte del colore”, Betty Edwards, 2006, Longanesi.
Die Farbe des Gemütszustands. Abbildung aus einem Buch: “Die Kunst der
Farbe”, Betty Edwards, 2006, Longanesi.
Für sein Projekt Intensi Cromatismi eines Wohnbereichs in
Palermo gibt der Innenausstatter folgende Erklärung zur
Farbwahl der Wandverkleidungen ab: “...Bei der Wahl von
Materialien, Zusammenstellungen, Feinbearbeitungen und
Farben habe ich versucht, die Überlagerung der ursprünglichen
Elemente, wie zum Beispiel in den beiden Badezimmern,
ausdrücklich zu vermeiden. Eine traditionelle Fliese wurde
höhenreduziert mit Lambrie-Effekt bis auf 110 cm verlegt, um
eine Wandfläche mit angedeutetem Retro-Geschmack zu kreieren, die durch Farbakzente (Rot und kräftiges Blau) einen aktuellen, belebenden Touch erhält. Mit kräftigen Farben kombiniert,
vermittelt das als Grundfarbe für die Duschbereiche gewählte
Weiß ein Gefühl strahlender Frische. Das wegen seiner erholenden und entspannenden Wirkung bevorzugte Hellblau (mit vorbildlicher Wahl des Farbtons aus der Farbpalette von ETRURIA
design) spielt in Kombination mit Weiß auf die ungetrübte
Stimmung des Meers an. Für das rote Bad kam diese vitalisierende und alles bestimmende Farbe in Frage, die dem ganzen
Ambiente Energie pur zu verleihen vermag”.
Bevorzugt wurden die Primärfarben. Wie viele wissen werden,
sind nur Gelb, Rot und Blau die drei reinen Farben im Farbkreis.
Aus diesen drei Bestandteilen setzt sich Farbe zusammen.
Genannt werden sie “Primärfarben”, weil sie der unabdingbare
Ausgangspunkt sind und nicht durch die Vermischung anderer
Farben entstehen können. Auch in diesem Fall beruht die
Interpretation auf unserem biologischen Erbgut, wie auch der
Ausstatter bestätigt: Es soll eine gewisses Einverständnis über
die Verknüpfung von Farbe und Gemütszustand geben. Die symbolische Valenz der Farbe Rot findet absolut die größte
Zustimmung: Sie wird mit Kraft, Anreiz, Gefahr, Erregung und
Energie verknüpft. Rot ist die Farbe des Teufels (dargestellt mit
roter Haut und Kleidung), des Kriegs (die römischen Soldaten
zogen mit roten Insignien in die Schlacht), die rote Fahne signalisiert Gefahr, in Russland bedeutete sie Revolution, in China kleiden sich die Bräute in Rot, Rot ist die Farbe der Liebe, und so
weiter und so fort. Der Frieden und die Ruhe kommen zumeist in
zarten Farben zum Ausdruck, die Freude in eher lebhaften
Farben.
Intensi cromatismi. Progetto di un’abitazione a Palermo.
Intensi cromatismi. Projekt eines
Wohnbereichs in Palermo.
Fazit: In ihrer Anlehnung an Elemente der Natur, der Landschaft
und der italienischen Tradition erinnern uns die vorgestellten
Projekte an das, was Henri Matisse folgendermaßen sagt: “Die
Farbe sollte soweit wie nur möglich im Dienste der
Ausdruckskraft stehen, darin besteht ihre Hauptbestimmung”.
INTENSI CROMATISMI
Studio Stewens Arch. Aldo Lena
Piazzetta F. Bagnasco n.29
- 90141 - Palermo
[email protected]
Abitazione a Palermo
Materiali Utilizzati/Benutzte Material:
15x15
Diamantato White Lux
7.5x15
Diamantato White Lux
15x15
Piano White Lux
7.5x15
Diamantato China Blue Lux
7.5x15
Piano China Blue Lux
3x15
Cornice Flavin White Lux
Materiali Utilizzati/Benutzte Material:
15x15
Diamantato Red Lux
15x15
Piano Red Lux
7.5x15
Cornice Crane White Lux
27
Carlo Lannutti e Mauro Corsetti
Tecnologia e geometria
Materiali innovativi a matrice esagonale
Technologie und Geometrie
Innovative Materialien mit hexagonaler Matrix
28
Tutti i elementi strutturali vengono sagomati al fine di massimizzare le
prestazioni, togliendo materiale laddove non serve.
Sämtliche strukturellen Elemente sind in ihrer Form auf Leistungsoptimierung
ausgelegt. Deshalb wird Material dort weggenommen, wo es unnütz ist.
Quando le bolle si uniscono tendono a disegnare degli esagoni, in
quanto figura geometrica che più si avvicina al cerchio e permette la formazione di una superficie piano/curva continua.
Wenn sich Blasen miteinander vereinen, neigen sie zur Formung von Sechsecken,
da diese geometrische Figur dem Kreis am nächsten kommt und gleichzeitig die
Bildung einer durchgehenden flachen/gekrümmten Oberfläche erlaubt.
Know-How
The Eden Project, Nicholas Grimshaw, St. Blazey (UK), 2001.
Le grandi bolle che coprono le serre sono realizzate in strutture esagonali in ETFE.
The Eden Project, Nicholas Grimshaw, St. Blazey (UK), 2001.
Die Riesenblasen über den Gewächshäusern bestehen aus hexagonalen Strukturen aus ETFE.
Gli elementi che devono sopportare sforzi di compressione o di flessione aumentano il loro momento d’inerzia
cambiando la geometria della sezione trasversale.
Le strutture piene possono essere sostituite da tubi vuoti,
sull’esempio della struttura dei bambù e anche di molte
ossa. Gli ingegneri usano spesso tubi o elementi con
sezioni a doppia T per “togliere” il materiale dove non
serve, utilizzandolo solo dove “lavora”. Per massimizzare
le prestazioni, quando i materiali vengono sagomati in
fogli o lamine, vengono spesso corrugati, come le lamiere o il cartone; oppure corrugati a forma esagonale a
costituire una struttura continua a “nido d’ape”, che diviene la più simile ad un fascio di tubi contigui.
Dall’osservazione delle forme che crea la natura è possibile trarre alcune considerazioni che possono essere utili
nella progettazione di strutture e per la produzione di
materiali artificiali.
Guardando ad esempio il comportamento delle bolle e
delle gocce risulta evidente che i liquidi hanno una tensione superficiale, perché resistono ad un aumento della
loro area superficiale. Se non vi fosse una tensione
superficiale, non sarebbe infatti possibile la formazione
né di bolle, né di gocce. Un aspetto rilevante consiste nel
verificare che quando si uniscono tra loro le bolle tendono a disegnare, lungo le linee di contatto, degli esagoni
in quanto figura geometrica che più si avvicina al cerchio
pur permettendo la formazione di una superficie
piano/curva continua.
Questa caratteristica naturale è alla base di alcune tra le
più interessanti applicazioni di un polimero parzialmente
fluorato, l’ETFE (Etilene TetrafluoroEtilene); questo è un
materiale plastico progettato per avere un'alta resistenza
alla corrosione in un ampio spettro di temperature. Si tratta di una plastica trasparente, più leggera e più resistente del vetro e di altri materiali plastici trasparenti. Rispetto
al vetro, è più isolante e più semplice ed economico da
installare. Un recentissimo utilizzo di questo materiale si
può vedere sull’involucro dell’Eden Project (2001) o del
Water Cube, la piscina olimpionica realizzata per
Pechino2008.
Oltre a questo materiale che si utilizza alla grande scala
dell’architettura, esiste anche una grande quantità di altri
prodotti “a matrice geometrica esagonale” che possono
essere utilizzati anche negli interni o per il design.
Il laminato plastico è un materiale oramai di uso comune
e dalle caratteristiche note; è un materiale costituito da
strati di carta kraft impregnata con resine termoindurenti
e da uno o più strati superficiali di carta decorativa impregnata con resine aminoplastiche, pressati a 9 MPa e a
150°C. Presenta ottime caratteristiche di resistenza
La configurazione geometrica dei materiali
ne condiziona le prestazioni e dunque i possibili utilizzi. Numerosi sono i materiali, sia
naturali che artificiali, che si basano sulla
forma esagonale.
In questa breve carrellata illustriamo alcuni
materiali innovativi ed i loro possibili utilizzi.
Installazione Abet Laminati alla Triennale di Milano, 2003. Il laminato
è stampato con un pattern esagonale che reagisce alla luce di Wood.
Installation von Abet Laminati bei der Mailänder Triennale, 2003.
Die Laminatfläche hat ein sechseckiges Druckmuster, das bei Wood-Licht
sichtbar ist.
all'abrasione, stabilità dimensionale alle temperature elevate, resistenza all'urto con sfera di piccolo diametro,
resistenza al graffio.
L’azienda leader del prodotto, l’Abet Laminati si caratterizza dalla continuità dell’attività di ricerca tecnologica e
da un’intensa e mai interrotta collaborazione con il
mondo del design. Proseguendo su tale cammino l’Abet
Laminati ha introdotto nella sua gamma DigitalPrint, il
laminato realizzato con stampa digitale, creando così un
collegamento rapido e diretto tra il computer del progettista e la produzione della superficie laminata.
Il risultato di tale “specializzazione” è che ogni progettista
può a suo piacimento personalizzare la superficie del
laminato. Nel 2003 l’Abet ha promosso una
mostra/concorso alla Triennale di Milano che coinvolse i
progettisti nella progettazione di una superficie che innovasse il laminato: uno degli esiti è stato una superficie
trattata con un pattern esagonale che fosse visibile alla
luce di Wood (la cosiddetta “luce nera”, che riflette i colori dello spettro ultravioletto).
Il Bencore Starlight è un pannello composito con anima
interna in struttura a nido d'ape trasparente (Birdwing) e
pelli di rivestimento in PETG, Policarbonato o PMMA
Starlight.
È un materiale plastico il cui utilizzo nasce per imballi e
allestimenti con struttura “a nido d’ape”, ma grazie all'ampia gamma di colori e finiture, è un prodotto adattabile ad
innumerevoli soluzioni architettoniche ed il suo uso si è
allargato anche all'arredo ed alla decorazione.
Presenta un ottimo Modulo di Elasticità (1300 N/mm2) ed
una elevata resistenza a compressione (3 N/mm2).
Ci sono anche delle varianti al prodotto: lo Starlight Extra
a resistenza maggiorata, adatto alle situazioni in cui il
pannello viene sottoposto a forti stress di tensione o carico, lo Starlight Plus, particolarmente indicato in situazioni in cui la resistenza al fuoco è determinante (Classe 1
Italia) oppure per pavimentazioni sopraelevate retroilluminate e per utilizzi in esterno grazie a particolari superfici
con protezione UV; il LightBen è invece un pannello composito con anima alveolare costituita da cilindri paralleli di
policarbonato trasparente e pelli di rivestimento in materiale plastico trasparente (o colorato, o satinato) ed ha
una struttura interna cellulare che riflette la luce.
Il materiale è facilmente lavorabile per fresatura, può essere rifinito ai bordi ed i pannelli solo tra loro incollabili.
I materiali metallici hanno caratteristiche e forme ampiamente diversificate; la rete metallica esagonale è utilizzata prevalentemente per recinzioni, ma una sua possibile
evoluzione è un elemento decorativo di grande appeal,
progettato dallo studio australiano Korban/Flaubert.
Hexscreen è uno schermo decorativo ed un divisorio spaziale che si basa sulla geometria dell'esagono e struttura
il suo semplice modello attraverso elementi ripetuti in
acciaio inox. L’ispirazione nasce dalle sequenze matematiche e dai modelli di crescita naturali, realizzando un effetto visualmente stimolante attraverso un utilizzo minimo di
materiali. Si possono realizzare pannelli da pavimento a
soffitto di dimensioni che arrivano ai 200x193x10 cm.
Quando il materiale diventa multimediale, i suoi utilizzi e
l’interesse intorno alle potenzialità che esso offre crescono in maniera esponenziale.
È questo il caso del sistema Light Brix, progettato dallo
studio francese HEHE Association, in collaborazione con
l’Interaction Design Institute Ivrea. Il mattone luminoso
intelligente è un sistema leggero e modulare che risponde al tocco attraverso i campi elettromagnetici del corpo
umano. Un’architettura composta da luce; le unità esagonali possono essere assemblate in molte forme ed essere modulate per comporre situazioni di illuminazione multiple. Una parete ricoperta da esagoni plastici interattivi e
reattivi: passando la mano gli esagoni si accendono o si
spengono, e la luce aumenta o diminuisce.
La composizione dei moduli offre infinite possibilità di
caratterizzare uno spazio in maniera sempre differente ed
interattiva; così come è possibile creare un sistema si
segnalazioni o di “scritte luminose”, si può infatti lasciare
agli utenti la scelta di variare o comporre a piacimento
l’immagine della parete.
Mind the Gap è un’installazione interattiva che coinvolge
lo spettatore e ne varia la percezione dello spazio.
Si tratta di una superficie in materiale plastico trasparente di dimensioni customizzabili da utilizzare in interno per
dividere lo spazio, caratterizzandolo.
Il sistema Mind the Gap è una rete interconnessa di scatole esagonali in materiale acrilico e strisce plastiche
applicate a differenti densità.
La designer danese Ann Lykke utilizza queste scatole
come mattoni per costruire pareti personalizzate, con specifiche caratteristiche di profondità ed introspezione.
I livelli paralleli e la riflessione della luce
sulle superfici acriliche creano illusioni
ottiche in cui le strisce verticali sembrano muoversi a seconda di come varia la
posizione dell’utente e della sua distanza rispetto alla parete stessa.
29
Bencore Starlight. Il materiale
plastico ha una struttura a nido
d’ape che lo rende leggero,
trasparente e molto resistente.
I suoi utilizzi spaziano dall’allestimento al design.
Bencore Starlight. Durch seinen wabenförmigen Aufbau ist
das Kunststoffmaterial gewichtsarm, transparent und
extrem widerstandsfähig. Sein
Einsatzspektrum reicht von der
Ausstattung bis zum Design.
Die geometrische Konfiguration eines Materials
beeinflusst seine Leistungen und folglich seine
möglichen Einsatzzwecke. Zahlreichen sowohl
natürlichen als auch künstlichen Materialien
liegt die hexagonale Form zugrunde. Dieser
kurze Überblick soll einen Überblick über einige
innovative Materialien und ihre möglichen
Einsatzfelder bieten.
Bencore Starlight. Tabella delle caratteristiche meccaniche del materiale.
Bencore Starlight. Tabelle der mechanischen Materialeigenschaften.
Know-How
30
Il mattone esagonale
LightBrix si accende e
spegne mediante sfioramento e consente una
componibilità che permette di realizzare scritte, disegni e decorazioni
luminose interattive a
parete.
Der hexagonale
Baustein LightBrix reagiert durch Aufleuchten
und Erlöschen auf
Berührungen und lässt
sich zu Schriften,
Zeichnungen und interaktiven Leuchtmotiven
an der Wand gestalten.
Elemente, die Druck- oder Biegebeanspruchungen standhalten
müssen, erhöhen ihr Trägheitsmoment durch die geometrische
Anpassung ihres Querschnitts. Vollkörper lassen sich durch leere
Rohre ersetzen, wie das Beispiel des Bambusrohrs und außerdem zahlreicher Knochen belegt. Ingenieure greifen häufig zu
Rohren oder Elementen mit Doppel-T-Struktur, um Material “wegzunehmen”, wo es unnütz ist, und es nur dort zu verwenden, wo
es “arbeitet”. Bei zu Folien oder Blättern geformten Werkstoffen
werden beispielsweise Bleche oder Pappe oft gewellt oder zur
Sechseckform gerunzelt, um eine durchgehende “wabenförmige” Struktur zu erhalten, die am ehesten Ähnlichkeit mit einem
Rohrbündel hat. Durch die Beobachtung der in Natur vorkommenden Formen lassen sich gewisse Schlussfolgerungen ziehen, die bei der Planung von Strukturen und der Produktion von
künstlichen Werkstoffen nützliche Dienste leisten können.
Betrachtet man das Verhalten von Blasen und Tropfen, erscheint
offensichtlich, dass Flüssigkeiten eine Oberflächenspannung
haben, weil sie der Vergrößerung ihrer Oberfläche widerstehen.
Gäbe es keine Oberflächenspannung, gäbe es weder Blasen
noch Tropfen. Bezeichnend ist, dass Blasen, wenn sie sich miteinander vereinen, längs ihrer Kontaktlinien zur Bildung von
Sechsecken neigen, da diese geometrische Figur dem Kreis am
nächsten ist und gleichzeitig die Bildung einer durchgehenden
flachen/gekrümmten Oberfläche erlaubt.
Diese naturgegebene Eigenschaft ist der Ausgangspunkt einer
der interessantesten Anwendungen eines teilweise fluorierten
Polymers, des ETFE (Ethylen-Tetrafluorethylen).
Dieser Kunststoff ist auf hohe Korrosionsfestigkeit in einem breitgefächerten Temperaturbereich ausgelegt. Es handelt sich einen
transparenten Kunststoff, der leichter und widerstandsfähiger als
Glas und andere durchscheinende Kunststoffe ist. Im Vergleich
zu Glas ist es isolierfähiger und sowohl einfacher als auch wirtschaftlicher in der Installation. Eine rezente Anwendung dieses
Materials ist an der Hülle des anlässlich der Olympischen Spiele
in Peking 2008 konstruierten Schwimmzentrums Water Cube zu
sehen. Neben diesem für Bauten in großem Maßstab verwendeten Material gibt es noch eine ganze Menge anderer Produkte
“mit hexagonaler geometrischer Matrix”, die auch in der
Innenausstattung oder im Design in Frage kommen.
Kunststofflaminat ist nunmehr ein allgemein verbreitetes Material
mit bekannten Eigenschaften, das aus mit wärmehärtenden
Kunstharzen imprägnierten Kraftpapierschichten und einer oder
mehrerer oberflächlichen Schichten aus Dekorpapier besteht,
das mit bei 9 MPa und 150 °C verpressten Aminoplastharzen
imprägniert ist. Es weist vorzügliche Abriebfestigkeit,
Größenstabilität bei Hochtemperaturen, Schlagfestigkeit bei der
Beanspruchung durch eine Kugel mit geringem Durchmesser
und Kratzfestigkeit auf.
Marktführender Produkthersteller ist das Unternehmen Abet
Laminati, das kontinuierliche technische Forschungen betreibt
und eine intensive, ununterbrochene Zusammenarbeit mit der
Designbranche unterhält. Diesen Kurs fortsetzend hat Abet
Laminati das mit Digitaldrucktechnik realisierte Laminat
DigitalPrint in seine Produktpalette aufgenommen und somit eine
direkte, zeitsparende Verbindung zwischen Planung und
Produktion der laminierten Oberfläche aufgestellt.
Das Ergebnis dieser “Spezialisierung” besteht darin, dass jeder
Planer die Oberfläche des Laminats nach seinem persönlichen
Geschmack gestalten kann. 2003 hat Abet eine Ausstellung plus
Wettbewerb an der Mailänder Triennale veranstaltet, um die
Designer zur Planung einer Laminatoberfläche mit innovativem
Gehalt anzuregen: Daraus hervorgegangen ist u.a. eine mit
einem hexagonalen Muster behandelte Oberfläche, das bei
Wood-Licht (das sogenannte “Schwarzlicht”, das die Farben des
Ultraviolettspektrums reflektiert) sichtbar ist.
Das Bencore Starlight ist ein Verbundpaneel mit transparenter,
wabenförmiger Kernschicht (Birdwing) und Verkleidungshaut aus
PETG, Polycarbonat oder PMMA.Starlight. Ein ursprünglich für
Verpackungs- und Ausstattungszwecke konzipiertes Material mit
“Honeycomb” Struktur, das sich aber dank der breitgefächerten
Palette an Farben und Optiken an zahlreiche architektonische
Lösungen anpassen lässt. Sein Einsatz erstreckt sich inzwischen
auch auf Einrichtungen und Dekor.
Mit ausgezeichnetem Elastizitätsmodul (1300 N/mm²) und hoher
Druckfestigkeit (3 N/mm²). Es gibt auch zwei Produktvarianten:
Starlight Extra mit erhöhtem Widerstand und deshalb optimal für
starke Zug- oder Lastbeanspruchungen des Paneels und
Starlight Plus, besonders geeignet, wenn die Beständigkeit
gegen Feuer (Klasse 1. Italien) ausschlaggebend ist, oder für hinterbeleuchtete Doppelböden und den Einsatz im Außenbereich
dank spezieller Oberflächen mit UV-Schutz. LightBen dagegen ist
ein Verbundpaneel mit wabenförmiger Kernschicht, das aus
parallelen Zylindern aus transparentem Polycarbonat und einer
Verkleidungshaut aus durchscheinendem (aber auch farbigem
oder satiniertem) Kunststoff besteht. Die zellenförmige
Innenstruktur reflektiert das Licht.
Das Material eignet sich problemlos zur Fräsbearbeitung,
möglich ist die Feinbearbeitung der Kanten. Die Paneele lassen
sich nur untereinander verleimen. Metallwerkstoffe haben stark
diversifizierte Eigenschaften und Formen.
Das sechseckige Maschennetz dient hauptsächlich für Zäune,
seine mögliche Weiterentwicklung zu einem extrem ansprechenden Dekorelement zeigt das Projekt des australischen
Designbüros Korban/Flaubert. Hexscreen ist ein dekorativer
Schirm und Raumtrenner, der sich die hexagonale Geometrie
zunutze macht und dieses einfache Muster in wiederholten
Edelstahlelementen zusammenfügt. Inspirationsquelle waren
mathematische Sequenzen und natürliche Wachstumsmodelle,
anhand deren ein visuell stimulierender Effekt durch minimalen
Materialeinsatz entsteht. Realisierbar sind Boden- und
Deckenplatten mit Abmessungen bis zu 200x193x10 cm.
Wenn das Material die multimediale Dimension erschließt, steigern sich seine Anwendungen und das Interesse an seinen
Potenzialitäten exponentiell. Das trifft auf das System Light Brix
zu, das das französische Designbüro in Zusammenarbeit mit dem
Interaction Design Institute in Ivrea entworfen hat.
Der intelligente LED-Baustein lässt sich zu einem gewichtsarmen, modularen System zusammenstellen, das auf die Passage
des menschlichen Körpers durch die elektromagnetischen
Felder reagiert. Eine aus Licht bestehende Architektur: Die hexagonalen Bausteine lassen sich zu unterschiedlichen Formen
modular
zusammenstellen,
so
dass
vielfache
Beleuchtungsszenarien entstehen.
Eine mit reaktiven und interaktiven, Kunststoffsechsecken verkleidete Wandfläche: Durch Handberührung schalten sich die
Hexagone ein oder aus, und das Licht wird stärker oder schwächer. Die Komposition der Module bietet unendliche
Möglichkeiten, um einen Bereich auf immer andere und interaktive Weise zu charakterisieren. Ebenso kann ein System mit
Signalen oder “Leuchtschriften” entstehen, da man es den
Besuchern überlassen kann, das Wandbild nach Belieben zu
verändern oder zusammenzustellen.
Mind the Gap ist eine interaktive Installation, die den Zuschauer
einbezieht und dessen Raumwahrnehmung ändert. Es handelt
sich um eine Fläche aus transparentem Kunststoff mit benutzerdefinierbaren Abmessungen, um Innenbereiche durch die
Charakterisierung des Raums aufzuteilen. Das System Mind the
Gap ist ein mit sechseckigen Acrylboxen und in unterschiedlichem Abstand angebrachten Kunststoffstreifen verbundenes
Gitternetz. Die dänische Designerin Ann Lykke verwendet die
Boxen als Bausteine, um personalisierte Wandflächen mit spezifischen Tiefen- und Betrachtungseffekten zu konstruieren.
Die parallelen Ebenen und die Lichtreflexion auf den
Acryloberflächen erzeugen optische Täuschungen, so dass sich
die senkrechten Streifen je nach Position des Betrachters und
dessen Abstand von der Wand zu bewegen scheinen.
HexScreen è uno schermo decorativo in metallo che disegna un pattern
esagonale tridimensionale, progettato dallo studio Korban/Flaubert.
HexScreen ist ein dekorativer Metallschirm, der ein dreidimensionales
Sechseckmuster kreiert. Das Projekt stammt von Korban/Flaubert.
Mind the Gap è una rete tridimensionale di scatole esagonali in acrilico
e strisce plastiche progettate dalla designer danese Ann Lykke come
alternativa alle tradizionali pareti divisorie per gli interni.
Mind the Gap ist ein mit sechseckigen Acrylboxen und in unterschiedlichem Abstand angebrachten Kunststoffstreifen verbundenes 3DGitternetz, das die dänische Designerin Ann Lykke anstelle der herkömmlichen Trennwände für den Innenbereich vorschlägt.
31
Nancy Bhupathi
Storia di un adorato elemento americano di design
La piastrella esagonale per pavimento
Geschichte eines heissgeliebten amerikanischen designelements
Die sechseckige bodenfliese
News
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Nell’evoluzione della piastrella di ceramica usata in America, il pavimento
esagonale occupa un posto speciale.
È un classico senza tempo, che attrae
sia la sensibilità di design tradizionale
che moderno.
Creato circa un secolo fa, questo pavimento iconico era definito negli Stati
Uniti “bathroom style”. Storicamente
significante e destinato ad essere
ammirato almeno per un altro secolo a
venire, lo sviluppo di questo stile è una
storia multi-sfaccettata e affascinante.
Le piastrelle esagonali si adattano perfettamente al
movimento “Arts and Crafts”
Nel tardo 19° inizio 20° secolo, il movimento “Arts and
Crafts” (Arti e Mestieri) si diffuse nell’Europa occidentale
così come negli Stati Uniti. I devoti a questo punto di vista
estetico erano influenzati dagli scritti di John Ruskin, professore ad Oxford e più famoso teorico dei suoi tempi.
Semplicemente, la sua enfasi era rivolta alla riverenza per
la natura, rispetto per gli artigiani e per il rapporto organico tra il lavoratore, il suo ambiente e la sua comunità. In
Gran Bretagna, il movimento favorì un design in stile
Gotico ricco di dettagli, che era prodotto da artigiani
escusivamente per i benestanti, a causa dell’accurato
processo produttivo necessario. In America invece il
trend era decisamente a favore dell’uguaglianza. I fautori
del movimento qui respinsero l’opulenza a favore della
semplicità, buon artigianato, design e accessibilità.
La casa preferita del movimento “Arts and Crafts” americano era il “bungalow”, sebbene sia lo stile sia il termine
siano originari dell’oriente indiano. La versione americana di questa casa ad un piano con ampia veranda ha
assunto molte incarnazioni, con adattamenti di stile per
ogni regione geografica. Questo stile rimane oggi molto
popolare e ricercato.
Il design del bagno nei bungalows americani dell’inizio
del 20° secolo mostrava gli ideali del “Sanitary Movement”
(Movimento Sanitario), così come la praticità e semplicità
dell’ideologia artigiana. Con una gran enfasi sull’igiene, la
sola superficie adatta per pavimento, pareti e soffitto era
la piastrella, la quale poteva essere pulita facilmente. Le
piastrelle da rivestimento erano della tipologia “Subway”,
così chiamate perchè erano simili a quelle usate nelle stazioni della metropolitana di New York, Boston e Chicago
recentemente inaugurate. Il pavimento prevalentemente
utilizzato era il mosaico esagonale di 1 pollice (2,54 cm);
la superfice non smaltata e le molte linee di fuga che risultavano dalla piccola dimensione, creavano una superfice
virtualmente antiscivolo. Questi pavimenti sopravvivono
tutt’ora grazie alla loro natura praticamente indistruttubi-
Chicago. Bagno di una casa privata rinnovata dal designer Christine Julian pubblicato dalla rivista “The Old House Magazine”: il pavimento esagonale beige scuro
con qualche accenno bianco è un mite allontanamento dal pattern bianco e nero
tipico dei bagni vintage.
Chicago. Badezimmer in einer umgebaute Privatwohnung der Designerin Christine
Julian, das im “The Old House Magazine” veröffentlicht wurde: Die hexagonalen
Bodenfliesen in Dunkelbeige mit vereinzelten Akzenten in Weiß gehen etwas auf
Distanz zum typischen schwarz-weiß Raster der Vintage-Bäder.
le. Originariamente, sia i rivestimenti che i pavimenti
dovevano essere bianchi per ragioni sanitarie. Ma dalla
metà degli anni Venti, influenzate dalla Jazz Age e dall’Art
Decò, le piastrelle e le finiture in colori arditi e assertivi
divennero popolari. In tutto il paese, le piastrelle esagonali per pavimento divennero una finitura onnipresente
per i bagni, sia residenziali che commerciali.
Un gioco intelligente – le piastrelle da bagno esagonali stimolano la mente
Nell’antica Asia, le piastrelle esagonali erano usate nelle
strategie di connessione del gioco del “Go”. Nel 1942,
all’istituto Niels Bohr in Danimarca, il matematico Piet
Hein ha creato un gioco che chiamò “Con-Tac-Tix”, che
era giocato con le piastrelle esagonali. Il gioco continuò
ad essere popolare in Danimarca, ma fu successivamente conosciuto come “Polygon”. Indipendentemente, il
brillante matematico John Nash, ispirato dalle complessità del gioco del “Go”, inventò un gioco basato sulle stesse piastrelle esagonali all’università di Princeton nel 1949.
Gli studenti di Nash si riferivano a questo gioco col nome
“John” (slang americano che significa bagno) perchè lo
giocavano sul pavimento dei bagni, non in omaggio al
loro professore. Nel 1952, Parker Brothers ne mise sul
mercato una versione da tavolo, che chiamarono “Hex” e
questo fu il nome che rimase.
Pavimenti di bagni rivestiti con piastrelle esagonali –
ancora al passo con i tempi
Anche oggi, questo look vintage è ricercato da molti designers, che optano per il suo aspetto elegante, pratico e
senza tempo. La decorazione chic del “SoHo Grand
Hotel” di Manhattan ravviva l’aspetto della New York di
fine secolo. L’acclamata azienda di interior design, Studio
Sofield, ha pavimentato i bagni con piastrelle esagonali
grigie e bianche per completare il look retrò.
Leigh Bucknam, Manager del famoso ristorante “Five
Points” a New York, ha lavorato in stretto contatto con
l’architetto Senior dello studio Riddell Kurczabas, Erin
Shilliday, per rinnovare il locale. L’entusiasmo di Leigh è
contagioso: “Trovo che queste piastrelle esagonali siano
senza tempo. Amo il sentimento sdolcinato. Non ti servono molte decorazioni su queste piastrelle, perchè puoi
creare un pattern con le piastrelle stesse. Ci piace anche
il fatto che queste piastrelle abbiano un aspetto mascolino, ma stiano molto bene anche negli spazi tipicamente
femminili. È semplicemente la forma perfetta.” Secondo il
sig. Shillday, “Five Points era inteso come una versione
moderna di uno spazio “Arts and Crafts”. L’edificio fu
costruito nel 1860. Nel rifarne il design, volevamo diventasse un cenno a Frank Lloyd Wright, e che fosse in più
moderno e fresco. Associo le piastrelle esagonali all’estetica Europea e la New York dei
primi del ‘900 emanava un
vero sentimento europeo.
Nelle vecchie case popolari
nella zona del lower east side,
si trovavano questi tipi di pavimenti anche con bordature.
L’aspetto è tipico della New
York di quegli anni. Siamo stati
capaci di mescolare le piastrelle con altri elementi, come
un soffitto moderno, così che
lo spazio desse ascolto al passato e contemporaneamente
sembrasse molto attuale.”
Lo style director di “House
Beautiful”, Newell Turner, utilizzò piastrelle esagonali da 2
inch (5,08 cm) nere e bianche
per il pavimento del suo
bagno vintage. Secondo
Turner, “le piastrelle esagonali
nere e bianche fanno eco al
passato, ma la dimensione
leggermente più grande mantiene un aspetto fresco."
Bagno vintage di Newell Turner
(style director della rivista House
Beautiful): le piastrelle esagonali
bianche e nere fanno eco al passato, ma la dimensione leggermente più grande (2 inch = 5.08
cm) mantiene un aspetto fresco.
Das Vintage-Badambiente von
Newell Turner (Style-Direktor
der Zeitschrift House
Beautiful): Die schwarz-weißen
Sechseckfliesen erinnern zwar
an die Vergangenheit, bewahren aber durch ihr etwas größeres Format (2 Zoll = 5,08
cm) einen jugendlich-frischen
Aspekt.
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In der Entwicklung der in Amerika gebräuchlichen Keramikfliesen nimmt der sechseckige Bodenbelag eine Sonderstellung ein.
Ein unvergänglicher Klassiker, der ebenso
dem traditionellen wie dem modernen
Designgeschmack entspricht. Die vor ungefähr einem Jahrhundert entstandene
Stilikone wurde in den Vereinigten Staaten
als “Bathroom Style” geläufig. Der
Werdegang dieses historisch signifikanten
und für ein weiteres Jahrhundert für bewundernswürdig empfundenes Stils erzählt eine
stark facettierte, faszinierende Geschichte.
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Bagno vintage di Newell
Turner (style director della rivista House Beautiful): le piastrelle esagonali bianche e
nere fanno eco al passato, ma
la dimensione leggermente più
grande (2 inch = 5.08 cm)
mantiene un aspetto fresco.
Das Vintage-Badambiente von
Newell Turner (Style-Direktor
der Zeitschrift House
Beautiful): Die schwarz-weißen Sechseckfliesen erinnern
zwar an die Vergangenheit,
bewahren aber durch ihr
etwas größeres Format (2 Zoll
= 5,08 cm) einen jugendlichfrischen Aspekt.
House Beautiful “Cucine
migliori dell’anno 2007”:
la cucina vincitrice disegnata
da Joan Schindler.
(Photo credits: Lucas Allen Photographer)
http://www.lucasallen.com
House Beautiful “Die besten
Küchen des Jahrs 2007”: die mit
dem ersten Preis ausgezeichnete Küche von Joan Schindler.
News
(Photo credits: Lucas Allen Photographer)
http://www.lucasallen.com
La rivista ha celebrato la piastrella esagonale in molti articoli, compreso uno sulle cucine migliori dell’anno 2007.
Disegnata da Joan Schindler, la cucina vincitrice metteva
in risalto un pavimento con esagoni neri e bianchi in una
realizzazione molto regale e invitante. L’Hampton summer cottage della Designer Leslie Klotz, anch’esso esaltato nella rivista “House Beautiful”, include un bagno con
pavimento composto da piastrelle esagonali da 2 inch.
Apartment Therapy, un blog che traccia i trend del design,
decantava recentemente le piastrelle esagonali trovate in
una drogheria nell’area centrale e modaiola di
Manhattan, “Abbiamo approvato questo nuovo negozio e
amato i suoi pavimenti puliti e di aspetto vintage. Era semplice ma aveva carattere, ci piacerebbe in una cucina.
Anche lo stucco aiuta a creare il look, non bianco ma di
un caldo grigio.”
La rivista “This Old House Magazine”, la risorsa di informazioni più amata negli Stati Uniti sulla costruzione e
mantenimento di vecchie case, ha offerto un pezzo
approfondito sulla ristrutturazione di una casa privata
fatta dal designer di Chicago Christine Julian.
Secondo quello che hanno scritto gli editori in Raising the
Roof, “il bagno non solo sta bene con il resto della casa,
ma ha anche un aspetto pulito e invitante. Sebbene
nuovo, sembra come se fosse stato strappato dal passato. Così fa il pavimento esagonale. Il proprietario ha scelto un fondo beige scuro con qualche accenno bianco
come una mite allontanamento dal pattern bianco e nero
tipico dei bagni vintage.”
In aggiunta al progetto di Julian, la rivista ha incluso altri
due bagni con il pavimento esagonale nella loro galleria
“I nostri 19 bagni migliori di sempre” (Our Nineteen
Favorite Baths Ever). Nel suo articolo, intitolato Country
Rock, Betsy Andrews, editore online scrive, “Sebbene
questo bagno sia stato costruito per una famiglia, è sexy.
È un po’ country, con pareti blu e dettagli rivestiti con pannelli di legno, ed è un po’ rock’n’roll. Immagino qualcuno
fissarsi le calze al reggicalze… i suoi tacchi picchiettare
attraverso i pavimenti esagonali”.
Nella storia, San Francisco Treat, il bagno elegantemente
rinnovato nel cottage nel 1920 a San Francisco mette in
evidenza un pattern a pavimento composto di piastrelle
esagonali bianche, che mostrano la versatilità di questa
forma e il suo impatto quando viene usata in una composizione su larga scala.
Le piastrelle esagonali sono una finitura amata negli interni americani, sia tradizionali sia contemporanei, commerciali e residenziali. I designers apprezzano la loro versatilità di formato, finitura, potenziale decorativo e possibilità
di colore, dal rigido colore monocromatico fino alle tinte
vibranti e tutte le possibilità intermedie.
Per oltre un secolo, queste piastrelle sono state inserite in
alcuni dei progetti più ispirati, creativi ed unici.
Chiaramente, la tendenza e ancora viva e vegeta e lo sarà
anche nel prossimo secolo.
Sechseckfliesen sind im perfekten Einklang mit der “Arts and
Crafts” Bewegung
Die Kunstbewegung “Arts and Crafts” (Kunst und Handwerk) griff in
der Wende vom 19. zum 20. Jh. ebenso in Westeuropa wie in den
Vereinigten Staaten um sich. Beeinflusst waren die Anhänger dieses
ästhetischen Blickpunktes durch die Schriften des Oxfordprofessors
John Ruskin, des wohl bekanntesten Theoretikers seiner Zeit. Kurz
gesagt, huldigte er der Natur, dem Handwerk und der wesentlichen
Beziehung zwischen dem Arbeiter, seinem Umfeld und seiner
Gemeinschaft. In Großbritannien brachte die Bewegung ein
Produktdesign im gotisierenden Stil mit zahlreichen Details zutage,
das die Handwerker aufgrund der aufwändigen Fertigungsverfahren
ausschließlich im Auftrag wohlhabender Kreise tätig sah.
In Amerika war der Trend dagegen eindeutig auf das Prinzip der
Gleichheit ausgerichtet. Der Opulenz bevorzugten hier die
Exponenten der Bewegung die Einfachheit, das sachkundige
Handwerk, das Design und die Erschwinglichkeit. Die von der amerikanischen “Arts and Crafts” Bewegung beliebteste Wohnform war der
“Bungalow”, obwohl dessen Still und Name ostindischen Ursprungs
sind. Die amerikanische Interpretation dieses einstöckigen
Wohnhauses mit großer Veranda ist in zahlreichen Versionen und stilistischen Anpassungen je nach geografischem Raum zum Ausdruck
gekommen. Und dieser Stil ist noch heute sehr beliebt und begehrt.
Im Baddesign der amerikanischen Bungalows Anfang des 20. Jh. wurden die Ideale des “Sanitary Movement” (Hygienebewegung) ebenso
umgesetzt wie die praktischen und einfachen Vorstellungen der
Handwerksbewegung.
Aufgrund
des
ausgeprägten
Hygienebedürfnisses kam als geeignete Fläche für Fußboden, Wände
und Decke nur die reinigungsfreundliche Fliese in Frage. Die
Wandfliesen waren vom Typ “Subway”, so genannt, weil sie den
Stationen der damals gerade eröffneten U-Bahnen von New York,
Boston und Chicago ähnelten. Für den Fußbodenbelag wurden vorwiegend sechseckige 1-Zoll-Mosaikkacheln ((2,54 cm) verwendet. Die
unglasierte Oberfläche und die vielen durch das kleine Format gegebenen Fluchtlinien erzeugten eine im Wesentlichen rutschsichere Fläche.
Da sie praktisch unverwüstlich sind, überleben diese Fußböden noch
heute. Aus hygienischen Gründen mussten sowohl Wand- wie auch
Bodenfliesen einst weiß sein. Beeinflusst durch das Jazz Age und das
Art Deco, erfreuten sich ab Mitte der 20er Jahre Fliesen und Optiken in
gewagten und aussagekräftigen Farben zunehmender Beliebtheit. Im
ganzen Land beherrschten die hexagonalen Bodenfliesen bald jedes
Badezimmer,, egal ob im Wohn- oder Gewerbebereich.
Ein intelligentes Spiel – hexagonale Badezimmerfliesen fördern
den Intellekt
In Altasien dienten hexagonale Steine zur Definition der strategischen
Schnittpunkte beim Brettspiel “Go”. 1942 erfand der Mathematiker Piet
Hein am dänischen Institut Niels Bohr das Spiel “Con-Tac-Tix”, das mit
sechseckigen Steinen gespielt wird. Das Spiel war lange Zeit in Dänemark
beliebt, wurde aber dann unter dem Namen “Polygon” bekannt.
Unabhängig davon erfand der brillante Mathematiker John Nash, dabei
von den komplexen Spielregeln des “Go” inspiriert, 1947 an der Universität
von Princeton ein mit den gleichen sechseckigen Steinen gespieltes Spiel.
Bei Nashs Studenten hieß das Spiel “John” (amerikanische Slangname für
Badezimmer), weil sie es auf dem Fußboden der Toiletten – bestimmt nicht
aus Ehrfurcht vor ihrem Professor - spielten. 1952 führte Parker Brothers
eine Tischspielversion auf den Markt ein, die noch heute “Hex” heißt.
Badambiente mit hexagonalen Bodenfliesen – noch heute im Trend
Auch noch heute greifen viele Designer auf diesen Retrolook aufgrund
seines eleganten, praktischen und zeitlosen Aspekts zurück.
Die schicke Dekoration des “SoHo Grand Hotel” in Manhattan verleiht
dem New Yorker Stil der Jahrhundertwende eine frische Note. Zur
Ergänzung des Retrolooks hat das gefeierte Innendesignbüro Studio
Sofield in den Badezimmern graue und weiße Sechseckfliesen verlegt.
Leigh Bucknam, Manager des berühmten New Yorker Restaurants
“Five Points”, hat bei der Renovierung des Lokals eng mit
Seniorarchitekt Erin Shilliday von Riddell Kurczabas zusammengearbeitet. Leighs Begeisterung ist ansteckend: “Für mich haben diese
hexagonalen Fliesen einen zeitlosen Charme. Ich liebe schnulzige
Gefühle. Diese Fliesen kommen großen Dekor aus, weil sie selbst zu
Mustern zusammengestellt werden können. Uns gefällt auch ihr
maskuliner Effekt, obwohl sie auch wunderbar in typisch weibliche
Bereiche passen. Es ist ganz einfach die perfekte Form.” Herrn
Shillday nach war das “Five Points als moderne Version eines “Arts
and Crafts” Bereichs gedacht. Das Gebäude entstand 1860. Die
Renovierung seines Designs sollte eine Anspielung auf Frank Lloyd
Wright vermitteln und zudem einen moderneren und frischeren Effekt
kreieren. Ich verbinde die Sechseckfliesen mit der europäischen
Ästhetik und dem New York Anfang des 20. Jh., das eine authentische europäische Ausstrahlung hatte. Diese Fußbodenart findet sich
sogar mit Kanteneinfassung in den alten Arbeiterwohnungen im
Lower East Side. Ein typischer Aspekt des New Yorks aus jenen
Jahren. Es ist uns gelungen, die Fliesen mit anderen Elementen,
darunter eine moderne Decke, zu vermischen, so dass das Ambiente
sowohl der Vergangenheit Rechnung trägt als auch topaktuell wirkt.”
Der Style-Direktor von “House Beautiful”, Newell Turner, verlegte sein
Badezimmer im Vintage-Stil mit schwarzen und weißen 2-ZollSechseckfliesen (5,08 cm). Turner ist der Meinung, dass “die
schwarz-weißen Sechseckfliesen zwar an die Vergangenheit erinnern, durch ihr etwas größeres Format aber einen jugendlich-fri-
Bar Tano (Brooklin – U.S.A.): in
questo locale di NY si è scelto
di portare il pavimento esagonale utilizzato all’interno anche
sull’entrata esterna. Questo da
un senso di continuità con la
sala principale del bar, che
accompagna chi esce e invita
ad entrare chi è fuori.
Bar Tano (Brooklin – U.S.A.): In
diesem New Yorker Lokal sind
die hexagonalen Bodenfliesen
des Innenbereichs auch im
Eingang von der Straße verlegt.
Dadurch wird ein Gefühl der
Zusammengehörigkeit mit dem
Hauptsaal des Lokals vermittelt,
das diejenigen begleitet, die
das Lokal verlassen, und diejenigen einlädt, die draußen vor
der Tür stehen.
Bar Tano (Brooklin – USA):
particolare del pavimento
esterno che continua all’interno
del locale.
Bar Tano (Brooklin – USA):
Detailansicht des
Außenfußbodens, der sich im
Innenbereich fortsetzt.
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News
Bar Tano (Brooklin – USA):
particolare della sala interna.
Bar Tano (Brooklin – USA):
Detailansicht des Innenraums.
schen Aspekt haben”. Die Zeitschrift hat die hexagonale Fliese in
mehr als einem Artikel zelebriert, u.a. in einem über die besten
Kücheneinrichtungen des Jahrs 2007. Das mit dem ersten Preis
ausgezeichnete Projekt von Joan Schindler zeigt eine prächtige und
sehr einladende Gestaltung mit einem aus schwarz-weißen
Sechseckfliesen gearbeiteten Fußboden. Das Hampton Summer
Cottage der Designerin Leslie Klotz, das auch in der Zeitschrift
“House Beautiful” gepriesen wird, weist u.a. ein Badambiente mit 2Zoll-Sechseckbodenfliesen auf. Apartment Therapy, das Blog, das
sich mit Designtrends beschäftigt, hat kürzlich die in einem Drugstore
im trendigen Zentrum von Manhattan entdeckten Sechseckfliesen
gerühmt: “Uns gefällt dieser neue Store mit seinen sauberen
Bodenfliesen im Vintage-Look. Einfach, aber mit Charakter, würde
uns in einer Küche gefallen. Auch die Fugenmasse trägt zum Look
bei, die nicht weiß, sondern in einem warmen Grauton ist.” Das
beliebteste Infomagazine der Vereinigten Staaten, “This Old House
Magazine”, das sich mit dem Bau und der Bewahrung alter Gebäude
befasst, brachte einen ausführlichen Bericht über den Umbau eines
Privathauses seitens der Chicagoer Designerin Christine Julian.
Nach dem, was die Herausgeber in Raising the Roof “geschrieben
haben, soll das Badezimmer nicht nur gut zum Rest des Hauses passen, sondern auch einen sauberen und einladenden Aspekt ausstrahlen. Obwohl neu, scheint es aus der Vergangenheit zu kommen. So
wie der sechseckige Bodenbelag. Der Eigentümer hat einen
Untergrund in Dunkelbeige mit vereinzelten Akzenten in Weiß
gewählt, um sich etwas von dem schwarz-weiß Raster der typischen
Vintage-Bäder zu distanzieren.” Außer dem Projekt von Julian hat das
Magazin zwei weitere Badezimmer mit hexagonalen Fliesen in seine
Galerie “Unsere 19 beliebtesten Badezimmer aller Zeiten” (Our
Nineteen Favorite Baths Ever) aufgenommen. In ihrem Artikel Country
Rock schrieb Betsy Andrews, online Editor, “Obwohl dieses
Badezimmer für eine Familie gedacht wurde, ist es sexy. Etwas im
Country-Style mit blauen Wänden und holzvertäfelten Details, und
auch etwas Rock’n’roll. Ich stelle mir vor, wie jemand seine Strümpfe
an den Strips festmacht.....und wie dann die Absätze auf dem
sechseckigen Bodenbelag hallen.” San Francisco Treat: das in
einem auf 1920 zurückgehenden Cottage in San Francisco elegant
renovierte
Badezimmer
bringt
durch
seine
weißen
Sechseckbodenfliesen die Vielseitig dieser Form und ihren Impact in
einer großflächigen Gestaltung zur Geltung. Hexagonale Fliesen sind
in den sowohl traditionellen wie auch zeitgenössischen amerikanischen Innenausstattungen im Gewerbe- und Wohnbereich sehr
beliebt. Designer wissen ihre Vielseitig in Bezug auf Format, Optik,
dekoratives Potenzial und Farbreichtum, ausgehend von der strengen
Uni-Farbe bis zu kräftigen Farbtönen und allen möglichen
Zwischenvarianten, zu schätzen.
Über mehr als ein Jahrhundert wurden diese Fliesen für besonders
inspirierte, kreative und einzigartige Projekte verwendet. Die Tendenz
erfreut sich offensichtlich bester Gesundheit und wird auch das
nächste Jahrhundert überstehen.
PiX_8 a cura di/ von:
Paolo Martegani
Architetto, docente dell'Università degli Studi Roma Tre, si occupa di progettazione architettonica, design e Information Communication
Technology. Ha organizzalo alcune mostre e collaborato con numerose riviste. Tra le pubblicazioni: “architettura, componente, computer”.
“Digital Design. New Frontiers for the Objects”. Coordina l'iniziativa “Design&Sinergie”. Ha fondato e curato dal 2002 al 2005 la rubrica
“design” su AR - Periodico dell'Ordine degli Architetti di Roma. La pubblicazione più recente “Digital Habitat, evolving architecture international network”. È membro dell’ADI - Associazione per il Disegno Industriale.
Architekt, Dozent an der Università degli Studi Roma Tre, beschäftigt sich mit architektonischer Planung, Design und Information Communication
Technology. Er hat zahlreiche Ausstellungen organisiert und an zahlreichen Zeitschriften mitgearbeitet. Neuste Veröffentlichungen sind: “architettura, componente, computer” [Archichtektur, Einrichtungsobjekt, Computer], “Digital Design. New Frontiers for the Objects”. Er koordiniert
die Initiative “Design&Sinergie”. Er gründete und besorgte von 2002 bis zu 2005 die Rubrik “Design” der Zeitschrift AR, dem Organ der
Römischen Architektenkammer. Die neueste Veröffentlichung “Digital Habitat, Evolving Architecture International Network”. Er gehört dem ADI,
dem Verband für Industriedesign, an.
[email protected]
Giulia Ligabue
Laureata in Economia e Marketing Internazionale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Responsabile Marketing e
Comunicazione ETRURIA design.
Hochschulabschluss in Internationaler Betriebswirtschaft und Marketing an der Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Leiterin der
Abteilung Marketing und Kommunikation bei ETRURIA design.
[email protected]
Barbara Maio
Dottore di Ricerca presso il Dipartimento Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre, laureata in Lettere – Indirizzo Spettacolo e
Comunicazione all’Università Roma Tre e specializzata in Scienze della Comunicazione all’Università “La Sapienza”. È curatrice della collana editoriale Fiction TV (Aracne Editrice, Roma) nella quale ha pubblicato il volume inaugurale sulla serie televisiva Buffy The Vampire Slayer. Tra le ultime
pubblicazioni: Legittimare la cacciatrice, il Set Design di Firefly e Serenity, Dario Argento e la Televisione, L’estetica dell’ibrido. Il cinema contemporaneo tra reale e digitale, Fiction Tv. Manuale della fiction televisiva.
Forschungsdoktor am Department Kommunikation und Veranstaltungswesen der Universität Roma Tre, Promotion in Italienischer Sprach- und
Literaturwissenschaft – Studienrichtung Veranstaltungswesen und Kommunikation an der Universität Roma Tre, Fachstudium der
Kommunikationswissenschaften an der Universität “La Sapienza”. Sie ist Herausgeberin der Reihe Fiction TV (Aracne Editrice, Rom), in der sie den
Einführungsband zur Fernsehserie Buffy The Vampire Slayer veröffentlich hat. Zuletzt veröffentlicht: Legittimare la cacciatrice, das Set-Design von Firefly
und Serenity, Dario Argento e la Televisione, L’estetica dell’ibrido. Il cinema contemporaneo tra reale e digitale, Fiction Tv. Manuale della fiction televisiva.
[email protected]
Giornalista freelance, vive e lavora a New York City. Attualmente lavora come PR nell'industria del design.
Ist eine Journalistin, die in New York lebt und arbeitet. Sie arbeitet derzeit in PR bei der Designindustrie.
Carlo Lannutti
Professore ordinario in “Tecnologia dell'Architettura” presso la facoltà di architettura “Valle Giulia” dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Svolge attività di ricerca all'interno del dipartimento ITACA (Dipartimento di industrial design, tecnologia dell’architettura e cultura dell’ambiente); in
tale ambito ha orientato la ricerca alla definizione di metodologie per un approccio sistematico alla conoscenza delle caratteristiche fisiche e meccaniche dei materiali; al fine di valutarne il comportamento in opera. Parallelamente, ha condotto studi sulla compatibilità tecnologica ed architettonica tra le componenti energetiche e le logiche costruttive dell’esistente.
Ordentlicher Professor für "Architekturtechnologie" in der Architekturfakultät “Valle Giulia” an der Universität “La Sapienza” in Rom.
Forschungstätigkeit im Fachbereich ITACA (Fachbereich in Industriedesign, Architekturtechnologie und Umweltkultur); in diesem Rahmen har er die
Forschung auf die Ermittlung von Methoden für einen systematischen Erkenntnisansatz der physikalischen und mechanischen Materialeigenschaften
zur Bewertung des Materialverhaltens bei der Installation orientiert. Parallel dazu hat er Recherchen über die technologische und architektonische
Kompatibilität zwischen den Energiekomponenten und den Konstruktionslogiken des vorhandenen Bestandes betrieben.
Mauro Corsetti
Architetto, dottore di ricerca in “Progettazione Ambientale” presso il dipartimento Itaca dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Si occupa di allestimento ed architettura alla piccola scala. Nel DIPSA dell’Università degli Studi Roma Tre partecipa all'iniziativa
“Design&Sinergie”. Insegna presso il corso di Laurea in Disegno Industriale della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Roma “La
Sapienza” e collabora al corso di Allestimento della Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi Roma Tre. Ha pubblicato il libro
“BrandProject - La progettazione degli spazi espositivi nell'era del franchising” ed articoli su libri e riviste di settore.
Architekt mit Promotion in „Umweltplanung“ im Fachbereich Itaca an der Universität “La Sapienza” in Rom. Er beschäftigt sich mit Ausstellungsgestaltung und
Architektur im kleinen Maßstab. Bei der DIPSA der Universität Roma Tre nimmt er an der Initiative “Design&Synergien” teil. Er hält Vorlesungen im Studiengang
Industriedesign an der Fakultät für Architektur der Universität “La Sapienza” in Rom und ist Mitarbeiter des Studiengangs “Ausstellungsgestaltung” an der
Fakultät für Architektur an der Universität Roma Tre. Er hat das Buch “BrandProject- La progettazione degli spazi espositivi nell'’era del franchising”
[BrandProject-Die Planung von Ausstellungsräumen in der Ära des Franchising” und Artikel in Büchern und Zeitschriften des Sektors veröffentlicht.
[email protected]
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nel prossimo numero:
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