GIPA/CN/005/2010 Sicurezza: è oggi più che mai diventato il valore principe per chi lavora Focus sisma Emilia Romagna: parla ASSOBETON Focus sisma Emilia Romagna: parere pro veritate. Una analisi del professore Giandomenico Toniolo del dipartimento di ingegneria strutturale del politecnico di Milano Normativa: Decreto Sviluppo, le novita’ per il rilancio del settore Work in progress Gross Invest: il nuovo “supermercato Si” a Cingoli P&M Group: un “chiavi in mano” per il green building N°2 Editoriale Il concetto di sicurezza potrebbe essere declinato in mille modi: nel mantenere il proprio posto di lavoro, negli ambienti in cui questo si esercita, nel rispetto dei principi etici aziendali e potremmo continuare ancora molto a lungo. La pesante crisi economica in atto ci sta certamente facendo riscoprire questo fondamentale valore. In questo numero del Vegazine abbiamo ritenuto opportuno dare un ampio spazio all’ultimo grave fenomeno che ha proprio messo in discussione la sicurezza nei nostri ambienti di lavoro: Il sisma dell’Emilia-Romagna, dove molti edifici produttivi sono sorprendentemente crollati. L’intento è di fare chiarezza sulle effettive cause e responsabilità dell’accaduto rispetto alla grande confusione mediatica cui abbiamo, purtroppo, assistito. Un altro tema cui abbiamo voluto dare risalto e che approfondiremo nel prossimo numero del Vegazine, è l’implementazione in Vega Prefabbricati del modello organizzativo per il rispetto del d.lgs 231/01 e della conseguente definizione e accoglimento di un “codice etico” aziendale per la sicurezza di tutti gli stakeholder aziendali. Il presidente del CDA di Vega Prefabbricati Maurizio Polini Anno 5 Case History: Macagi, luce e risparmio energetico Etica in azienda: la Vega Prefabbricati implementa il modello organizzativo 231 Normativa 2 Decreto Sviluppo: le novità per il rilancio del settore Nella precedente edizione di Vegazine, abbiamo illustrato le novità legislative legate ai due importanti provvedimenti varati dal governo Monti, ovvero la manovra “Salva Italia” e il decreto “Semplifica Italia”, quindi iniziative legislative che miravano a sanare situazioni di difficoltà. In questa nuova edizione presentiamo il decreto “Sviluppo” che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26/06/2012 e che dalla stessa data è diventato operativo in attesa della conversione in legge entro 60 giorni. Il settore edile ha visto una serie di interventi che in queste pagine cercheremo di sintetizzare invitando i lettori a verificarne poi l’effettiva conversione in legge, in quanto, le normative in questo momento storico vengono spesso modificate anche a distanza di pochi mesi dalla loro approvazione. Il decreto “Sviluppo”, infatti, ha apportato alcune modifiche alle norme previste nei decreti convertiti in legge, al più tardi sei mesi or sono. Ecco nel dettaglio le misure per il rilancio dell’edilizia: Riqualificazione energetica Ristrutturazioni Superando le prescrizioni previste dalla manovra “Salva Italia” convertita in legge n. 214 del 22/12/2011il decreto prevede l’innalzamento dal 36% al 50% della percentuale di detrazione e il raddoppio del tetto di spesa per ogni unità immobiliare da 48mila a 96mila euro, ma accorcia i tempi per beneficiarne al 30 giugno 2013. Il bonus del 55%, in scadenza al 31 dicembre 2012, sarà prorogato al 30 giugno 2013, ma con una percentuale di detrazione ridotta al 50%. Anche questa previsione normativa era stata definita nella legge n. 214 del 22/12/2011. Piano Città Editrice: Gabbiano - srl Direttore responsabile: Gabriele Costantini Hanno collaborato: Luigi Gagliardi, Giulia Jorini, Clizia Pavani, Nicole Pelizzon, Maurizio Polini Grafica e impaginazione: Gabbiano - srl Stampa: Tecnostampa - Loreto (AN) È previsto un nuovo strumento operativo, il “Piano nazionale per le città”, per la realizzazione di interventi nelle aree urbane, soprattutto in quelle degradate, relativi a nuove infrastrutture, riqualificazione urbana, costruzione di parcheggi, alloggi e scuole. Un’apposita cabina di regia selezionerà gli interventi da realizzare, su proposta dai Comuni, mettendo insieme interventi diffusi e isolati (incentivi, fondi europei, fondi per l’edilizia scolastica, per l’housing sociale o per programmi non più attivi), snellendo le procedure e coinvolgendo gli investitori interessati, in particolare quelli privati. La modalità attuativa prevista è il “Contratto di valorizzazione urbana”. Il Piano sarà finanziato con un apposito Fondo nel quale confluiscono le risorse non utilizzate o provenienti da revoche di programmi in materia di edilizia residenziale. IMU su immobili invenduti Semplificazioni procedurali in edilizia Per tre anni saranno esentate dal pagamento dell’IMU le imprese di costruzione proprietarie di immobili rimasti invenduti. In caso di SCIA, si estende la semplificazione, oltre che ai pareri, a tutti gli atti preliminari di altri enti o organi appositi. La stessa previsione di semplificazione procedimentale viene prevista espressamente per la DIA, con la modifica dell’art. 23 del testo unico dell’edilizia. Normativa 3 IVA nella vendita e nella locazione di nuove costruzioni Il testo approvato reintroduce l’Iva nelle cessioni e locazioni di nuove costruzioni, in modo da rendere disponibili risorse economiche, che attualmente le imprese di costruzione non utilizzano a causa della normativa vigente in base alla quale le cessioni di immobili residenziali effettuate dalle imprese costruttrici, oltre i cinque anni dalla costruzione, sono esenti dall’Iva. Capannoni: ecco il certificato provvisorio di agibilità Il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha emanato le linee guida che, ai sensi del DL 74/2012, forniscono indicazioni operative per il rilascio, in via provvisoria, del certificato di agibilità sismica. Nello stesso decreto è fatto obbligo ai titolari di attività produttive colpite dal terremoto di incaricare un professionista abilitato ad effettuare una verifica di sicurezza delle strutture entro l’8 dicembre 2012, ma nel frattempo può essere rilasciato un certificato di agibilità sismica provvisorio a condizione che l’edificio non presenti carenze strutturali o non sia stato danneggiato dal terremoto. Le linee guida fanno riferimento alla tipologia di costruzioni ad uso produttivo più diffusa, cioè i capannoni monopiano a elementi verticali lineari di calcestruzzo armato. Il testo coinvolge anche i capannoni monopiano in calcestruzzo armato, mono o pluri-campata, gettati in opera o prefabbricati. Nei capannoni gettati in opera, la struttura portante è continua nelle zone di collegamento fra elementi orizzontali e verticali e fra questi ultimi e le fondazioni. I collegamenti sono riconducibili allo schema di incastro. Nei capannoni prefabbricati o misti, le zone di collegamento fra elementi orizzontali e verticali sono realizzate tramite unioni riconducibili allo schema di carrello (anche con attrito) o di cerniera, mentre il collegamento di base degli elementi verticali è riconducibile allo schema di incastro (anche cedevole). In base alle caratteristiche dei capannoni, le carenze che il tecnico deve analizzare per il rilascio del certificato provvisorio di agibilità sismica sono: la mancanza di collegamenti tra elementi strutturali verticali ed elementi strutturali orizzontali e tra questi ultimi, la presenza di elementi di tamponatura prefabbricati non adeguatamente ancorati alle strutture principali e la presenza di scaffalature non controventate portanti materiali pesanti che possano, nel loro collasso, coinvolgere la struttura principale causandone il danneggiamento e il collasso. Focus sisma Emilia Romagna 4 L’anomalia dell’Emilia-Romagna Quelli dell’Emilia del 2012 sono stati una serie di eventi sismici localizzati prevalentemente nelle province di Modena, Ferrara e Mantova, ma avvertiti anche in tutta l’Emilia-Romagna, in quasi tutto il Nord Italia e in alcune zone della Toscana e delle Marche. La scossa più forte, di magnitudo 6,1 è stata registrata il 20 maggio 2012 alle ore 04:03:52 ora italiana con epicentro in Finale Emilia, a una profondità di 6,3 Km. Il 29 maggio alle 09:00, una nuova scossa molto forte di magnitudo 5,8 è avvertita in tutto il Nord Italia creando panico in molte città come Milano, Brescia, Piacenza, Parma, Verona, Padova, Rovigo, Vicenza, Venezia e soprattutto Modena, Ferrara, Reggio nell’Emilia, Bologna e Mantova; l’epicentro è situato nella zona compresa fra Mirandola, Medolla e San Felice sul Panaro. La peculiarità di questi eventi è stata quella che, a differenza dei recenti eventi (Abruzzo, Marche e Umbria) su un totale di 27 vittime (22 nei crolli, tre per infarto o malore e due per le ferite riportate), molte di queste siano state registrate per il cedimento di strutture industriali. Questa peculiarità si potrebbe addirittura definire una vera e propria anomalia. Sulle pagine che seguono, sentiremo le opinioni di chi costruisce queste strutture, che come è noto hanno sempre resistito a fenomeni anche più disastrosi e, vedremo, come sia nella vacuità dell’applicazione delle norme che dobbiamo cercare il vero colpevole di questi crolli. Terremoto in Emilia: parla ASSOBETON In accordo alle dichiarazioni del Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, anche Assobeton l’Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi, aderente a Confindustria, prende la parola affinché sia fatta una corretta e completa informazione in merito ai criteri costruttivi delle strutture prefabbricate nell’area colpita dal dramma del terremoto. Renzo Bullo, presidente dell’associazione dei prefabbricatori italiani Assobeton Il presidente di ASSOBETON, Renzo Bullo, ricorda infatti che “I prefabbricatori italiani sono tra i migliori progettisti e costruttori di strutture antisismiche. Abbiamo il know how e la tecnologia che derivano da oltre trent’anni di lavoro sul campo, di studio, di test effettuati e di collaudi positivi riscontrati. Si tratta di applicare quanto il legislatore ha previsto con le apposite normative nel corso del tempo. Mi pare quindi decisamente ingeneroso scaricare ogni responsabilità sui prefabbricatori - prosegue Bullo - che hanno sempre operato secondo la legge e gli standard esistenti, senza trascurare di offrire il proprio contributo per un costante miglioramento degli aspetti relativi alle prestazioni ed alla sicurezza nell’impianto normativo nazionale”. Focus sisma Emilia Romagna In questo momento di emergenza dovuto al sisma che da giorni imperversa in Emilia Romagna, l’attenzione e la cautela nelle parole e nei termini che vengono utilizzati dagli addetti ai lavori e dalla stampa ci sembrano più che mai doverose. In questo contesto, ASSOBETON ritiene quindi importante non abbandonarsi a sterili ed inopportune polemiche in merito ad alcune dichiarazioni apparse sui media, ma puntualizzare solo alcuni aspetti fondamentali relativi all’operato dell’Associazione, espressione del volere dei prefabbricatori italiani ad essa aderenti, nonché alla tecnologia e alla progettazione delle strutture realizzate nell’area nel corso degli ultimi decenni. Premettiamo innanzitutto che le precedenti esperienze dei terremoti del Friuli, Umbria-Marche e L’Aquila – storiche aree sismiche - hanno chiaramente dimostrato che, con un’adeguata progettazione, gli edifici industriali prefabbricati in calcestruzzo presentano un ottimo comportamento anche di fronte a sollecitazioni estreme. Detto ciò, è indispensabile ricordare come, fino al 2003, il territorio dei comuni oggi colpiti dal terremoto non fosse compreso tra le aree ritenute a potenziale rischio sismico. Da qui l’assenza di obblighi normativi o di legge relativi all’adozione di tecnologie e sistemi, che i prefabbricatori ed ASSOBETON ben conoscono, utili a tutelare le opere in caso di eventuali sollecitazioni sismiche. Nel 2003 il Governo italiano, a seguito degli eventi in Puglia, ha imposto una profonda revisione della classificazione nazionale delle aree sismiche. Questo ha modificato il profilo di rischio dei comuni interessati oggi dal sisma che, tuttavia, è stato indicato come “moderato”, con l’attribuzione di un livello pari a 3, in una scala che va da 4 a 1, in cui 1 rappresenta il tetto massimo di pericolosità. Il terremoto dei giorni scorsi nelle province dell’Emilia Romagna ha, viceversa, registrato accelerazioni che lo classificano di diritto nei gradini più alti della suddetta scala. Ma è solo con l’entrata in vigore (01/07/2009) delle Norme Tecniche delle Costruzioni – ai cui numerosi rinvii ASSOBETON si oppose fermamente – che la normativa nazionale ha imposto una risposta ingegneristica più attuale alle sollecitazioni sismiche. ASSOBETON sul fronte della sicurezza degli edifici industriali in calcestruzzo ha sempre adottato una strategia lungimirante e da quasi 20 anni investe ingenti risorse nella ricerca sismica per sviluppare le migliori pratiche che vengono poi diffuse all’intero comparto. Sono infatti stati realizzati ben 5 progetti di ricerca pluriennale in collaborazione con le più qualificate università italiane e si è appena concluso un progetto finanziato con fondi europei ove l’Associazione ha rivestito il ruolo di capofila di 15 partner internazionali. Un mese fa, inoltre, la Commissione Europea ha assegnato altri fondi alla nostra Associazione per approfondire ulteriormente questo filone di ricerca giudicato strategico e promettente. Attraverso i risultati di tali studi, ASSOBETON ha contribuito in modo determinante a far recepire nella normativa europea e nazionale prescrizioni vincolanti che hanno incrementato in modo decisivo il livello di sicurezza delle costruzioni progettate in aree sismiche. 5 Focus sisma Emilia Romagna 6 Parere pro veritate Una lucidissima analisi del professore Giandomenico Toniolo del dipartimento di ingegneria strutturale del Politecnico di Milano Con riferimento all’esito della serie di terremoti violenti che ha recentemente colpito vaste zone dell’Emilia con estesi crolli di edifici industriali prefabbricati, confermo che, fino all’entrata in vigore dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 ed al conseguente aggiornamento dell’elenco delle zone sismiche formalizzato con Decreto n. 1677 della Regione Emilia Romagna nel 2005, i comuni interessati non erano classificati come sismici. A quel tempo vigeva la zonazione del 1984 con l’aggiornamento fatto dall’Ordinanza n. 2788 del 12 giugno 1998 per la quale i comuni in questione rimanevano “non classificati”. Tutte le costruzioni eseguite fino a quella data sono state dunque progettate, nel rispetto delle Norme tecniche nazionali allora vigenti, seguendo le prescrizioni delle zone non sismiche. In particolare i collegamenti tra travi e pilastri erano realizzati con semplici appoggi, contando sull’attrito per la trasmissione delle azioni orizzontali come la spinta del vento. Questi appoggi non sono invece adatti per la trasmissione delle azioni combinate sussultorie e ondulatorie indotte dal terremoto. Gli stessi pilastri erano dimensionati, oltre che per i carichi verticali, per la spinta del vento, che in genere risulta essere molto minore della forza inerziale dinamica evocata dal terremoto. Solo gli edifici con carriponte di grossa portata potevano avere pilastri compatibili per resistenza con l’azione sismica. Di fatto in alcune località si sono misurate accelerazioni al suolo anche superiori di quanto previsto nelle attuali norme. Sotto queste azioni molte costruzioni in muratura, in acciaio, in cemento armato e prefabbricate, progettate per zona non sismica, sono crollate. L’evento ripropone drammaticamente il grave problema dell’adeguamento sismico del patrimonio edilizio esistente che, per la sua immane portata, è competenza dello Stato. Dopo l’entrata in vigore dell’Ordinanza sopra citata e delle successive Norme tecniche nazionali che la hanno sostituita, i Comuni interessati sono entrati nell’elenco di Zona sismica 3 ed i collegamenti tra travi e pilastri sono stati realizzati con connessioni meccaniche in grado di funzionare anche in assenza di attrito (barre uscenti dal pilastro inserite e fissate in appositi alloggiamenti nelle estremità delle travi). In base al Punto 5.7.3 comma b) della citata Ordinanza ed alle corrispondenti regole delle norme successive, queste connessioni sono state progettate con il criterio del “capacity design” che assicura loro una resistenza superiore a quella dei pilastri impedendone la precoce rottura. In tutti i loro componenti strutturali principali (pilastri, travi e solai) le nuove costruzioni prefabbricate risultano dunque affidabili nell’ambito dell’attuale mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale. Prof. dott. Ing. Giandomenico Toniolo La conduzione degli affari e delle attività aziendali della Vega deve essere svolta in un quadro di trasparenza, onestà, correttezza, buona fede e nel pieno rispetto delle regole poste a tutela della sicurezza degli operatori, dell’ambiente circostante e della leale concorrenza. L’osservanza della legge, dei regolamenti, delle disposizioni statutarie, dei codici di autodisciplina, l’integrità etica e la correttezza sono impegno costante e un dovere di tutte le Persone di Vega Prefabbricati e caratterizzano i comportamenti di tutta la sua organizzazione. Il decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231 ha introdotto la disciplina della responsabilità amministrativa (da reato) delle persone giuridiche. Secondo tale disciplina gli enti, tra cui le società, possono essere ritenuti responsabili e, conseguentemente sanzionati, in relazione a taluni reati commessi o tentati nell’interesse o a vantaggio della Società stessa dagli amministratori o dai dipendenti. Per tale ragione la Vega Prefabbricati ha deciso l’implementazione del modello allo scopo di definire un Sistema Organizzativo chiaro e formalizzato, assegnando dei poteri coerenti con le responsabilità gestionali della Società, stabilendo procedure per la registrazione, l’autorizzazione e la verifica di ogni operazione ritenuta critica, istituendo un organismo di vigilanza dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo e definendo le procedure di comunicazione al personale e formando lo stesso sulle caratteristiche del Modello e sulle responsabilità di ognuno per la sua corretta applicazione. Tale modello è parte integrante del Sistema di Gestione integrato Qualità, Ambiente e Sicurezza adottato dalla Vega. A tale fine l’azienda ha provveduto alla redazione dei documenti ritenuti rilevanti del sistema di controllo. In primis il codice etico, poi un sistema organizzativo sufficientemente formalizzato e chiaro, soprattutto per quanto attiene l’attribuzione di responsabilità, alle linee di dipendenza gerarchica ed alla descrizione dei compiti, con specifica previsione di principi di controllo quali, ad esempio, la contrapposizione di funzioni. La Vega Prefabbricati ha inoltre predisposto procedure manuali e informatiche tali da regolamentare lo svolgimento delle attività prevedendo gli opportuni punti di controllo; i poteri autorizzativi e di firma vengono assegnati in coerenza con le responsabilità organizzative e gestionali definite, prevedendo, quando richiesto, una puntuale indicazione delle soglie di approvazione delle spese. Il modello permette che i sistemi di controllo e gestione siano in grado di fornire tempestiva segnalazione dell’esistenza e dell’insorgere di situazioni di criticità generale o particolare. In questa maniera Vega assicura che tutti i processi vengono svolti con trasparenza e si impegna, mettendo a disposizione risorse umane, strumentali, ed economiche, a perseguire gli obiettivi di continuo miglioramento della sicurezza e salute dei lavoratori, dell’ambiente e della soddisfazione di tutti i soggetti che vivono il modo Vega (clienti, fornitori ed enti ecc.) come parte integrante della propria attività e come impegno strategico rispetto alle finalità più generali dell’azienda. Etica in azienda La Vega Prefabbricati implementa il modello organizzativo 231 7 Work in progress 8 La divisione Building della Vega sta realizzando un edificio commerciale all’ingrosso “chiavi in mano” secondo i principi del “Green Building”. L’edificio, infatti, sarà autosufficiente dal punto di vista energetico grazie all’installazione di impianti per energie rinnovabili (fotovoltaico e geotermico). Dimensione prefabbricato: circa 2500 mq Sistema costruttivo: Spazio SL/Spazio T Sistema costruttivo interpiano: TT Località di montaggio: Porto Sant’Elpidio (FM) Destinazione d’uso: commerciale all’ingrosso Proprietà: P&M Group srl di Massignano (AP) Progettista: Arch. Marco Cicchinè H sotto tegolo: 6.05 ml H Interpiani: 3.20 - 4.00 ml Maglia strutturale: 15.00 X 10.00 Maglia strutturale interpiano: 06.00 X 10.00 Particolarità costruttive: i pannelli di tamponamento sono stati prodotti in senso orizzontale e verticale con graniglia di marmo nero ebano e grigio bardiglio con finitura lucida levigata. La copertura di tipo a shed ha dato un’illuminazione e un’areazione ottimale dei locali sottostanti e, allo stesso tempo, l’inclinazione dello shed all’estradosso della copertura ha permesso l’efficace installazione sulla copertura dei pannelli fotovoltaici per circa 200kwp. P&M Group, un “chiavi in mano” per il green building Edificio prefabbricato realizzato con finitura spazzolata colore bianco carrara. Dimensione prefabbricato: circa 2000 mq Sistema costruttivo: Venere L Località di montaggio: Cingoli (MC) Destinazione d’uso: commerciale Proprietà: GROSS INVEST SRL di Camerata Picena (AN) Progettista: Geom. Roberto Marchegiani e Geom. Luciano Menghi H sotto tegolo: 5.00 ml Maglia strutturale: 20.00 m X 10.00 m Particolarità costruttive: i pannelli di tamponamento sono stati prodotti in senso orizzontale con graniglia di marmo bianco Carrara con finitura spazzolata. Un volume più basso destinato agli uffici è stato coperto con il solaio in c.a.p. “strato”. La copertura è stata coibentata secondo i valori richiesti per la zona climatica E, con il valore di trasmittanza termica U<=0,30 W/m2K Copertura Venere L vista dall’esterno Work in progress Gross Invest: il nuovo “supermercato Sì” a Cingoli 9 Case History 10 Mauro Cantatori direttore marketing di Macagi Macagi: luce e risparmio energetico La Macagi srl è, da 25 anni, un’azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di giochi per parchi, arredo urbano e verde attrezzato. L’impresa opera con successo su tutto il mercato italiano ed estero e storicamente collabora con operatori pubblici e privati. La storia della Macagi coincide con le vicende di una famiglia. Una vicenda fatta di valori familiari positivi, che oggi gli ha permesso di diventare un’azienda a carattere industriale, certificata ISO 9001 e ISO 14001. Da più di 20 anni ha avviato la sua attività con la volontà di stare accanto ai bambini, seguendo specifiche modalità operative, che si traducono nell’attualissima formula “Benessere bambino”: questa è per l’azienda Macagi una missione, dunque un insieme di valori, obiettivi, ricerca, esperienza e certificazioni, che garantiscono a tutti i bambini il gioco all’aperto in piena libertà e sicurezza. Locata a Cingoli nell’entroterra marchigiano, la Macagi è immersa nella natura, nelle vicinanze del Lago di Castreccioni e del Monte San Vicino. La sede principale si estende per un’area di 10.000 mq di cui 3000 coperti. Con Mauro Cantatori il responsabile marketing dell’azienda abbiamo discusso proprio La sede di Macagi a Cingoli (MC) L’azienda che lavora per la felicità dei più piccoli si è affidata a Vega Prefabbricati della sede e delle sue particolarità costruttive. Quali sono le specifiche della vostra struttura? “La nostra struttura è suddivisa su due piani. Nel piano inferiore si trova la falegnameria collegata a un più ampio magazzino dove realizziamo anche l’assemblaggio e l’imballaggio dei nostri articoli che possiamo definire la parte concernente la produzione. Inoltre, sempre al primo piano abbiamo gli spogliatoi per gli addetti alla produzione, un’infermeria elemento fondamentale per il rispetto delle norme di sicurezza e, infine, una zona ristoro. Al piano superiore, invece, troviamo gli uffici: dalla dirigenza ai fondamentali, nel nostro lavoro, uffici tecnici, tutta l’area amministrativa e, infine, un’ampia sala riunioni”. Perché tra le tante aziende specializzata in edilizia industriale prefabbricata, avete scelto la Vega Prefabbricati per la realizzazione della vostra sede? “Abbiamo esaminato attentamente molte proposte con degli esperti. Alla fine abbiamo scelto Vega Prefabbricati poiché ci è sembrata l’azienda con il miglior rapporto qualità/prezzo. Inoltre, l’impresa abruzzese ci ha dato da subito un’ottima impressione dal punto di vista della professionalità e dell’organizzazione aziendale, proprio quest’ultima è stata di fondamentale importanza nel rispetto della tempistica di realizzazione dell’immobile stesso”. Avevate delle esigenze tecniche particolari da soddisfare? “Una delle nostre esigenze più peculiari era quella di creare un ambiente di lavoro e, di conseguenza, un’intera azienda molto luminosa. Questo bisogno è stato soddisfatto da Vega Prefabbricati applicando una copertura con sistema a shed. Questa particolare scelta tecnica ci ha permesso di avere un’illuminazione indiretta soffusa e gradevole durante l’orario di lavoro e, cosa da non sottovalutare, ci ha permesso di applicare una politica di green energy, specialmente nei periodi invernali, infatti, riusciamo ad ottenere un notevole risparmio energetico. Altra esigenza perfettamente rispettata è stata quella di utilizzare dei materiali di alta qualità per la globalità della struttura e, anche quest’obiettivo è stato garantito”. Case History 11 Fiere e convegni News Vega · Fiera: Edil Levante Abitare salone di materiali, attrezzature ed impianti per l’edilizia abitativa 08 – 16 settembre 2012 Bari · Fiera: Geothermal Energy, salone specializzato in sistemi, tecnologie, attrezzature e servizi per l’energia geotermica, 19 – 21 settembre, Ferrara www.remtechexpo.com · Fiera: Made Expo, Milano Architettura, Design, Edilizia, 17 – 20 ottobre 2012 Milano. · Fiera: SAIE - Salone Internazionale dell’Edilizia SAIE ENERGIA - Salone delle energie - rinnovabili e tecnologie a basso consumo per il Costruire Sostenibile, 18 – 21 ottobre 2012 Bologna - www.saie.bolognafiere.it · Fiera: Fiera Bioedilizia, Salone delle Nuove Tecnologie per il Risparmio Energetico, 27 - 28 ottobre 2012 e 1, 3, 4 novembre 2012 - Ferrara www.habitatfiera.it · Fiera: Habitat, salone dell’arredamento e delle soluzioni abitative, 27 – 28 Ottobre, Ferrara - www.habitatfiera.it · Fiera: Key Energy, Fiera Internazionale per l’Energia e la Mobilità Sostenibile, il Clima e la green economy - 7 - 10 novembre 2012 Rimini www.keyenergy.it Matteo Di Serafino della Vega Prefabbricati Montappone è campione italiano della categoria Elite L’abruzzese Matteo Di Serafino portacolori della Vega Prefabbricati Montappone si è laureato campione italiano della categoria Elite, nella 6/a giornata di gara della Settimana tricolore, che si è disputata a Castel Tesino (Trento). Il corridore della Vega Prefabbricati Montappone ha preceduto in uno sprint ristretto gli otto battistrada con cui aveva animato il finale di gara sulla distanza di 164,27 km. Su un percorso rivelatosi decisamente impegnativo (solo 35 al traguardo dei 98 atleti al via), la corsa ha avuto uno svolgimento emozionante con continui cambi di scena, fino alla svolta nel finale in discesa, Il corridore ha, nello specifico, nettamente superato Vincenzo Ianniello della Amore&Vita Etruria e Nicola Gaffurini della Gallina Colosio S.Inox, una grandissima soddisfazione quindi, per l’atleta, la squadra e l’azienda che ormai da anni sono fra le principali realtà del ciclismo dilettantistico nazionale. “Quest’anno non avevo ancora vinto - ha commentato il teramano Matteo Di Serafino - pur ottenendo diversi piazzamenti. Spesso non ho avuto fortuna, come nella tappa del Gavia. Ma questo successo mi ripaga di tutto. A inizio stagione avevo deciso di fermarmi: dopo tanti risultati e anche uno stage con i professionisti credevo sarei riuscito a passare professionista, e la delusione è stata tanta. Ma il mio allenatore mi ha convinto a ripartire, e questa maglia mi dà un’opportunità in più: passare fra i pro’ a 26 anni è difficile, ma io ci credo ancora”.