GIPA/CN/005/2010
Sicurezza: è oggi più che mai diventato
il valore principe per chi lavora
Focus sisma
Emilia Romagna:
parla ASSOBETON
Focus sisma
Emilia Romagna:
parere pro veritate.
Una analisi del professore
Giandomenico Toniolo
del dipartimento
di ingegneria strutturale
del politecnico di Milano
Normativa:
Decreto Sviluppo, le novita’
per il rilancio del settore
Work in progress
Gross Invest: il nuovo “supermercato Si”
a Cingoli
P&M Group: un “chiavi in mano”
per il green building
N°2
Editoriale
Il concetto di sicurezza potrebbe essere declinato in mille modi: nel mantenere il proprio
posto di lavoro, negli ambienti in cui questo si esercita, nel rispetto dei principi etici aziendali
e potremmo continuare ancora molto a lungo. La pesante crisi economica in atto ci sta
certamente facendo riscoprire questo fondamentale valore. In questo numero del Vegazine
abbiamo ritenuto opportuno dare un ampio spazio all’ultimo grave fenomeno che ha proprio
messo in discussione la sicurezza nei nostri ambienti di lavoro: Il sisma dell’Emilia-Romagna,
dove molti edifici produttivi sono sorprendentemente crollati. L’intento è di fare chiarezza
sulle effettive cause e responsabilità dell’accaduto rispetto alla grande confusione mediatica
cui abbiamo, purtroppo, assistito. Un altro tema cui abbiamo voluto dare risalto e che
approfondiremo nel prossimo numero del Vegazine, è l’implementazione in Vega Prefabbricati
del modello organizzativo per il rispetto del d.lgs 231/01 e della conseguente definizione e
accoglimento di un “codice etico” aziendale per la sicurezza di tutti gli stakeholder aziendali.
Il presidente del CDA di Vega Prefabbricati
Maurizio Polini
Anno 5
Case History:
Macagi, luce
e risparmio energetico
Etica in azienda:
la Vega Prefabbricati
implementa
il modello organizzativo 231
Normativa
2
Decreto Sviluppo: le novità
per il rilancio del settore
Nella precedente edizione di Vegazine, abbiamo illustrato le novità
legislative legate ai due importanti provvedimenti varati dal governo Monti,
ovvero la manovra “Salva Italia” e il decreto “Semplifica Italia”, quindi
iniziative legislative che miravano a sanare situazioni di difficoltà. In questa
nuova edizione presentiamo il decreto “Sviluppo” che è stato pubblicato
in Gazzetta Ufficiale il 26/06/2012 e che dalla stessa data è diventato
operativo in attesa della conversione in legge entro 60 giorni. Il settore
edile ha visto una serie di interventi che in queste pagine cercheremo
di sintetizzare invitando i lettori a verificarne poi l’effettiva conversione
in legge, in quanto, le normative in questo momento storico vengono
spesso modificate anche a distanza di pochi mesi dalla loro approvazione.
Il decreto “Sviluppo”, infatti, ha apportato alcune modifiche alle norme
previste nei decreti convertiti in legge, al più tardi sei mesi or sono. Ecco
nel dettaglio le misure per il rilancio dell’edilizia:
Riqualificazione
energetica
Ristrutturazioni
Superando le prescrizioni previste
dalla manovra “Salva Italia”
convertita in legge n. 214 del
22/12/2011il decreto prevede
l’innalzamento dal 36% al 50%
della percentuale di detrazione e
il raddoppio del tetto di spesa per
ogni unità immobiliare da 48mila
a 96mila euro, ma accorcia i
tempi per beneficiarne al 30
giugno 2013.
Il bonus del 55%, in scadenza al 31
dicembre 2012, sarà prorogato al 30
giugno 2013, ma con una percentuale
di detrazione ridotta al 50%. Anche
questa previsione normativa era
stata definita nella legge n. 214 del
22/12/2011.
Piano Città
Editrice: Gabbiano - srl
Direttore responsabile: Gabriele Costantini
Hanno collaborato: Luigi Gagliardi, Giulia Jorini,
Clizia Pavani, Nicole Pelizzon, Maurizio Polini
Grafica e impaginazione: Gabbiano - srl
Stampa: Tecnostampa - Loreto (AN)
È previsto un nuovo strumento operativo, il “Piano nazionale per le
città”, per la realizzazione di interventi nelle aree urbane, soprattutto in
quelle degradate, relativi a nuove infrastrutture, riqualificazione urbana,
costruzione di parcheggi, alloggi e scuole. Un’apposita cabina di regia
selezionerà gli interventi da realizzare, su proposta dai Comuni, mettendo
insieme interventi diffusi e isolati (incentivi, fondi europei, fondi per
l’edilizia scolastica, per l’housing
sociale o per programmi non più
attivi), snellendo le procedure
e coinvolgendo gli investitori
interessati, in particolare quelli
privati. La modalità attuativa
prevista è il “Contratto di
valorizzazione urbana”. Il Piano
sarà finanziato con un apposito
Fondo nel quale confluiscono le
risorse non utilizzate o provenienti
da revoche di programmi in
materia di edilizia residenziale.
IMU su immobili
invenduti
Semplificazioni
procedurali in edilizia
Per tre anni saranno esentate dal
pagamento dell’IMU le imprese di
costruzione proprietarie di immobili rimasti
invenduti.
In caso di SCIA, si estende la semplificazione, oltre
che ai pareri, a tutti gli atti preliminari di altri enti o
organi appositi. La stessa previsione di semplificazione
procedimentale viene prevista espressamente per
la DIA, con la modifica dell’art. 23 del testo unico
dell’edilizia.
Normativa
3
IVA nella vendita
e nella locazione
di nuove costruzioni
Il testo approvato reintroduce l’Iva
nelle cessioni e locazioni di nuove
costruzioni, in modo da rendere
disponibili risorse economiche, che
attualmente le imprese di costruzione
non utilizzano a causa della normativa
vigente in base alla quale le cessioni
di immobili residenziali effettuate dalle
imprese costruttrici, oltre i cinque anni
dalla costruzione, sono esenti dall’Iva.
Capannoni: ecco il certificato provvisorio di agibilità
Il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha emanato le linee
guida che, ai sensi del DL 74/2012, forniscono indicazioni
operative per il rilascio, in via provvisoria, del certificato di
agibilità sismica. Nello stesso decreto è fatto obbligo ai
titolari di attività produttive colpite dal terremoto di incaricare
un professionista abilitato ad effettuare una verifica di
sicurezza delle strutture entro l’8 dicembre 2012, ma nel
frattempo può essere rilasciato un certificato di agibilità
sismica provvisorio a condizione che l’edificio non presenti
carenze strutturali o non sia stato danneggiato dal terremoto.
Le linee guida fanno riferimento alla tipologia di costruzioni
ad uso produttivo più diffusa, cioè i capannoni monopiano a
elementi verticali lineari di calcestruzzo armato.
Il testo coinvolge anche i capannoni monopiano in
calcestruzzo armato, mono o pluri-campata, gettati in opera
o prefabbricati. Nei capannoni gettati in opera, la struttura
portante è continua nelle zone di collegamento fra elementi
orizzontali e verticali e fra questi ultimi e le fondazioni. I
collegamenti sono riconducibili allo schema di incastro. Nei
capannoni prefabbricati o misti, le zone di collegamento fra
elementi orizzontali e verticali sono realizzate tramite unioni
riconducibili allo schema di carrello (anche con attrito) o
di cerniera, mentre il collegamento di base degli elementi
verticali è riconducibile allo schema di incastro (anche
cedevole). In base alle caratteristiche dei capannoni, le
carenze che il tecnico deve analizzare per il rilascio del
certificato provvisorio di agibilità sismica sono: la mancanza
di collegamenti tra elementi strutturali verticali ed elementi
strutturali orizzontali e tra questi ultimi, la presenza di
elementi di tamponatura prefabbricati non adeguatamente
ancorati alle strutture principali e la presenza di scaffalature
non controventate portanti materiali pesanti che possano, nel
loro collasso, coinvolgere la struttura principale causandone
il danneggiamento e il collasso.
Focus sisma Emilia Romagna
4
L’anomalia dell’Emilia-Romagna
Quelli dell’Emilia del 2012 sono stati una serie di
eventi sismici localizzati prevalentemente nelle
province di Modena, Ferrara e Mantova, ma avvertiti
anche in tutta l’Emilia-Romagna, in quasi tutto il
Nord Italia e in alcune zone della Toscana e delle
Marche. La scossa più forte, di magnitudo 6,1 è
stata registrata il 20 maggio 2012 alle ore 04:03:52
ora italiana con epicentro in Finale Emilia, a una
profondità di 6,3 Km.
Il 29 maggio alle 09:00, una nuova scossa molto
forte di magnitudo 5,8 è avvertita in tutto il Nord
Italia creando panico in molte città come Milano,
Brescia, Piacenza, Parma, Verona, Padova, Rovigo,
Vicenza, Venezia e soprattutto Modena, Ferrara, Reggio
nell’Emilia, Bologna e Mantova; l’epicentro è situato
nella zona compresa fra Mirandola, Medolla e San
Felice sul Panaro. La peculiarità di questi eventi è stata
quella che, a differenza dei recenti eventi (Abruzzo,
Marche e Umbria) su un totale di 27 vittime (22
nei crolli, tre per infarto o malore e due per le ferite
riportate), molte di queste siano state registrate per
il cedimento di strutture industriali. Questa peculiarità
si potrebbe addirittura definire una vera e propria
anomalia.
Sulle pagine che seguono, sentiremo le opinioni di chi
costruisce queste strutture, che come è noto hanno
sempre resistito a fenomeni anche più disastrosi e,
vedremo, come sia nella vacuità dell’applicazione
delle norme che dobbiamo cercare il vero colpevole
di questi crolli.
Terremoto in Emilia:
parla ASSOBETON
In accordo alle dichiarazioni del Presidente di
Confindustria Giorgio Squinzi, anche Assobeton
l’Associazione Nazionale Industrie Manufatti
Cementizi, aderente a Confindustria, prende la
parola affinché sia fatta una corretta e completa
informazione in merito ai criteri costruttivi delle
strutture prefabbricate nell’area colpita dal dramma
del terremoto.
Renzo Bullo, presidente dell’associazione
dei prefabbricatori italiani Assobeton
Il presidente di ASSOBETON,
Renzo Bullo, ricorda infatti che “I
prefabbricatori italiani sono tra i migliori
progettisti e costruttori di strutture
antisismiche. Abbiamo il know how
e la tecnologia che derivano da oltre
trent’anni di lavoro sul campo, di studio,
di test effettuati e di collaudi positivi
riscontrati. Si tratta di applicare quanto
il legislatore ha previsto con le apposite
normative nel corso del tempo.
Mi pare quindi decisamente ingeneroso
scaricare ogni responsabilità sui
prefabbricatori - prosegue Bullo - che
hanno sempre operato secondo la legge
e gli standard esistenti, senza trascurare
di offrire il proprio contributo per un
costante miglioramento degli aspetti
relativi alle prestazioni ed alla sicurezza
nell’impianto normativo nazionale”.
Focus sisma Emilia Romagna
In questo momento di emergenza dovuto al sisma che
da giorni imperversa in Emilia Romagna, l’attenzione
e la cautela nelle parole e nei termini che vengono
utilizzati dagli addetti ai lavori e dalla stampa ci
sembrano più che mai doverose.
In questo contesto, ASSOBETON ritiene quindi
importante non abbandonarsi a sterili ed inopportune
polemiche in merito ad alcune dichiarazioni apparse
sui media, ma puntualizzare solo alcuni aspetti
fondamentali relativi all’operato dell’Associazione,
espressione del volere dei prefabbricatori italiani
ad essa aderenti, nonché alla tecnologia e alla
progettazione delle strutture realizzate nell’area nel
corso degli ultimi decenni.
Premettiamo innanzitutto che le precedenti esperienze
dei terremoti del Friuli, Umbria-Marche e L’Aquila –
storiche aree sismiche - hanno chiaramente dimostrato
che, con un’adeguata progettazione, gli edifici
industriali prefabbricati in calcestruzzo presentano un
ottimo comportamento anche di fronte a sollecitazioni
estreme. Detto ciò, è indispensabile ricordare come,
fino al 2003, il territorio dei comuni oggi colpiti dal
terremoto non fosse compreso tra le aree ritenute a
potenziale rischio sismico. Da qui l’assenza di obblighi
normativi o di legge relativi all’adozione di tecnologie
e sistemi, che i prefabbricatori ed ASSOBETON ben
conoscono, utili a tutelare le opere in caso di eventuali
sollecitazioni sismiche.
Nel 2003 il Governo italiano, a seguito degli eventi
in Puglia, ha imposto una profonda revisione della
classificazione nazionale delle aree sismiche.
Questo ha modificato il profilo di rischio dei comuni
interessati oggi dal sisma che, tuttavia, è stato indicato
come “moderato”, con l’attribuzione di un livello pari a
3, in una scala che va da 4 a 1, in cui 1 rappresenta
il tetto massimo di pericolosità. Il terremoto dei giorni
scorsi nelle province dell’Emilia Romagna ha, viceversa,
registrato accelerazioni che lo classificano di diritto nei
gradini più alti della suddetta scala. Ma è solo con
l’entrata in vigore (01/07/2009) delle Norme Tecniche
delle Costruzioni – ai cui numerosi rinvii ASSOBETON si
oppose fermamente – che la normativa nazionale ha
imposto una risposta ingegneristica più attuale alle
sollecitazioni sismiche.
ASSOBETON sul fronte della sicurezza degli edifici
industriali in calcestruzzo ha sempre adottato una
strategia lungimirante e da quasi 20 anni investe ingenti
risorse nella ricerca sismica per sviluppare le migliori
pratiche che vengono poi diffuse all’intero comparto.
Sono infatti stati realizzati ben 5 progetti di ricerca
pluriennale in collaborazione con le più qualificate
università italiane e si è appena concluso un progetto
finanziato con fondi europei ove l’Associazione ha
rivestito il ruolo di capofila di 15 partner internazionali.
Un mese fa, inoltre, la Commissione Europea ha
assegnato altri fondi alla nostra Associazione per
approfondire ulteriormente questo filone di ricerca
giudicato strategico e promettente. Attraverso i
risultati di tali studi, ASSOBETON ha contribuito in
modo determinante a far recepire nella normativa
europea e nazionale prescrizioni vincolanti che hanno
incrementato in modo decisivo il livello di sicurezza
delle costruzioni progettate in aree sismiche.
5
Focus sisma Emilia Romagna
6
Parere pro veritate
Una lucidissima analisi del professore
Giandomenico Toniolo del dipartimento
di ingegneria strutturale del Politecnico di Milano
Con riferimento all’esito della serie di terremoti
violenti che ha recentemente colpito vaste zone
dell’Emilia con estesi crolli di edifici industriali
prefabbricati, confermo che, fino all’entrata in
vigore dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio
dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 ed al
conseguente aggiornamento dell’elenco delle
zone sismiche formalizzato con Decreto n. 1677
della Regione Emilia Romagna nel 2005, i comuni
interessati non erano classificati come sismici.
A quel tempo vigeva la zonazione del 1984 con
l’aggiornamento fatto dall’Ordinanza n. 2788 del
12 giugno 1998 per la quale i comuni in questione
rimanevano “non classificati”.
Tutte le costruzioni eseguite fino a quella data
sono state dunque progettate, nel rispetto delle
Norme tecniche nazionali allora vigenti, seguendo le
prescrizioni delle zone non sismiche. In particolare
i collegamenti tra travi e pilastri erano realizzati
con semplici appoggi, contando sull’attrito per la
trasmissione delle azioni orizzontali come la spinta
del vento. Questi appoggi non sono invece adatti per
la trasmissione delle azioni combinate sussultorie e
ondulatorie indotte dal terremoto.
Gli stessi pilastri erano dimensionati, oltre che per i
carichi verticali, per la spinta del vento, che in genere
risulta essere molto minore della forza inerziale
dinamica evocata dal terremoto. Solo gli edifici con
carriponte di grossa portata potevano avere pilastri
compatibili per resistenza con l’azione sismica. Di
fatto in alcune località si sono misurate accelerazioni
al suolo anche superiori di quanto previsto nelle
attuali norme.
Sotto queste azioni molte costruzioni in muratura,
in acciaio, in cemento armato e prefabbricate,
progettate per zona non sismica, sono crollate.
L’evento ripropone drammaticamente il grave
problema dell’adeguamento sismico del patrimonio
edilizio esistente che, per la sua immane portata, è
competenza dello Stato.
Dopo l’entrata in vigore dell’Ordinanza sopra citata
e delle successive Norme tecniche nazionali che la
hanno sostituita, i Comuni interessati sono entrati
nell’elenco di Zona sismica 3 ed i collegamenti tra
travi e pilastri sono stati realizzati con connessioni
meccaniche in grado di funzionare anche in assenza
di attrito (barre uscenti dal pilastro inserite e fissate in
appositi alloggiamenti nelle estremità delle travi). In
base al Punto 5.7.3 comma b) della citata Ordinanza
ed alle corrispondenti regole delle norme successive,
queste connessioni sono state progettate con il
criterio del “capacity design” che assicura loro una
resistenza superiore a quella dei pilastri impedendone
la precoce rottura. In tutti i loro componenti strutturali
principali (pilastri, travi e solai) le nuove costruzioni
prefabbricate risultano dunque affidabili nell’ambito
dell’attuale mappa della pericolosità sismica del
territorio nazionale.
Prof. dott. Ing. Giandomenico Toniolo
La conduzione degli affari e delle attività aziendali
della Vega deve essere svolta in un quadro di
trasparenza, onestà, correttezza, buona fede e nel
pieno rispetto delle regole poste a tutela della
sicurezza degli operatori, dell’ambiente circostante e
della leale concorrenza.
L’osservanza della legge, dei regolamenti, delle
disposizioni statutarie, dei codici di autodisciplina,
l’integrità etica e la correttezza sono impegno costante
e un dovere di tutte le Persone di Vega Prefabbricati
e caratterizzano i comportamenti di tutta la sua
organizzazione. Il decreto legislativo 8 giugno 2001
n. 231 ha introdotto la disciplina della responsabilità
amministrativa (da reato) delle persone giuridiche.
Secondo tale disciplina gli enti, tra cui le società, possono
essere ritenuti responsabili e, conseguentemente
sanzionati, in relazione a taluni reati commessi o tentati
nell’interesse o a vantaggio della Società stessa dagli
amministratori o dai dipendenti. Per tale ragione la Vega
Prefabbricati ha deciso l’implementazione del modello
allo scopo di definire un Sistema Organizzativo chiaro
e formalizzato, assegnando dei poteri coerenti con le
responsabilità gestionali della Società, stabilendo
procedure per la registrazione, l’autorizzazione e la
verifica di ogni operazione ritenuta critica, istituendo
un organismo di vigilanza dotato di autonomi poteri
di iniziativa e controllo e definendo le procedure di
comunicazione al personale e formando lo stesso sulle
caratteristiche del Modello e sulle responsabilità di
ognuno per la sua corretta applicazione. Tale modello
è parte integrante del Sistema di Gestione integrato
Qualità, Ambiente e Sicurezza adottato dalla Vega.
A tale fine l’azienda ha provveduto alla redazione dei
documenti ritenuti rilevanti del sistema di controllo.
In primis il codice etico, poi un sistema organizzativo
sufficientemente formalizzato e chiaro, soprattutto per
quanto attiene l’attribuzione di responsabilità, alle linee
di dipendenza gerarchica ed alla descrizione dei compiti,
con specifica previsione di principi di controllo quali,
ad esempio, la contrapposizione di funzioni. La Vega
Prefabbricati ha inoltre predisposto procedure manuali
e informatiche tali da regolamentare lo svolgimento
delle attività prevedendo gli opportuni punti di controllo;
i poteri autorizzativi e di firma vengono assegnati in
coerenza con le responsabilità organizzative e gestionali
definite, prevedendo, quando richiesto, una puntuale
indicazione delle soglie di approvazione delle spese. Il
modello permette che i sistemi di controllo e gestione
siano in grado di fornire tempestiva segnalazione
dell’esistenza e dell’insorgere di situazioni di criticità
generale o particolare. In questa maniera Vega assicura
che tutti i processi vengono svolti con trasparenza e
si impegna, mettendo a disposizione risorse umane,
strumentali, ed economiche, a perseguire gli obiettivi
di continuo miglioramento della sicurezza e salute dei
lavoratori, dell’ambiente e della soddisfazione di tutti i
soggetti che vivono il modo Vega (clienti, fornitori ed enti
ecc.) come parte integrante della propria attività e come
impegno strategico rispetto alle finalità più generali
dell’azienda.
Etica in azienda
La Vega Prefabbricati implementa
il modello organizzativo 231
7
Work in progress
8
La divisione Building della Vega sta realizzando un
edificio commerciale all’ingrosso “chiavi in mano”
secondo i principi del “Green Building”. L’edificio,
infatti, sarà autosufficiente dal punto di vista
energetico grazie all’installazione di impianti per
energie rinnovabili (fotovoltaico e geotermico).
Dimensione prefabbricato: circa 2500 mq
Sistema costruttivo: Spazio SL/Spazio T
Sistema costruttivo interpiano: TT
Località di montaggio: Porto Sant’Elpidio (FM)
Destinazione d’uso: commerciale all’ingrosso
Proprietà: P&M Group srl di Massignano (AP)
Progettista: Arch. Marco Cicchinè
H sotto tegolo: 6.05 ml
H Interpiani: 3.20 - 4.00 ml
Maglia strutturale: 15.00 X 10.00
Maglia strutturale interpiano: 06.00 X 10.00
Particolarità costruttive: i pannelli di
tamponamento sono stati prodotti in senso
orizzontale e verticale con graniglia di
marmo nero ebano e grigio bardiglio con
finitura lucida levigata.
La copertura di tipo a shed ha dato
un’illuminazione e un’areazione ottimale
dei locali sottostanti e, allo stesso tempo,
l’inclinazione dello shed all’estradosso
della copertura ha permesso l’efficace
installazione sulla copertura dei pannelli
fotovoltaici per circa 200kwp.
P&M Group,
un “chiavi in mano”
per il green building
Edificio prefabbricato realizzato con finitura
spazzolata colore bianco carrara.
Dimensione prefabbricato: circa 2000 mq
Sistema costruttivo: Venere L
Località di montaggio: Cingoli (MC)
Destinazione d’uso: commerciale
Proprietà: GROSS INVEST SRL di
Camerata Picena (AN)
Progettista: Geom. Roberto Marchegiani e
Geom. Luciano Menghi
H sotto tegolo: 5.00 ml
Maglia strutturale: 20.00 m X 10.00 m
Particolarità costruttive: i pannelli di
tamponamento sono stati prodotti
in senso orizzontale con graniglia di
marmo bianco Carrara con finitura
spazzolata.
Un volume più basso destinato agli
uffici è stato coperto con il solaio in
c.a.p. “strato”.
La copertura è stata coibentata
secondo i valori richiesti per la
zona climatica E, con il valore di
trasmittanza termica U<=0,30 W/m2K
Copertura Venere L vista dall’esterno
Work in progress
Gross Invest:
il nuovo
“supermercato Sì”
a Cingoli
9
Case History
10
Mauro Cantatori
direttore marketing
di Macagi
Macagi: luce
e risparmio energetico
La Macagi srl è, da 25 anni, un’azienda
specializzata nella progettazione e realizzazione di
giochi per parchi, arredo urbano e verde attrezzato.
L’impresa opera con successo su tutto il mercato
italiano ed estero e storicamente collabora con
operatori pubblici e privati.
La storia della Macagi coincide con le vicende di una
famiglia. Una vicenda fatta di valori familiari positivi,
che oggi gli ha permesso di diventare un’azienda
a carattere industriale, certificata ISO 9001 e ISO
14001. Da più di 20 anni ha avviato la sua attività
con la volontà di stare accanto ai bambini, seguendo
specifiche modalità operative, che si traducono
nell’attualissima formula “Benessere bambino”:
questa è per l’azienda Macagi una missione, dunque
un insieme di valori, obiettivi, ricerca, esperienza e
certificazioni, che garantiscono a tutti i bambini il
gioco all’aperto in piena libertà e sicurezza.
Locata a Cingoli nell’entroterra marchigiano, la
Macagi è immersa nella natura, nelle vicinanze del
Lago di Castreccioni e del Monte San Vicino. La sede
principale si estende per un’area di 10.000 mq di cui
3000 coperti. Con Mauro Cantatori il responsabile
marketing dell’azienda abbiamo discusso proprio
La sede di Macagi
a Cingoli (MC)
L’azienda
che lavora
per la felicità
dei più piccoli
si è affidata a
Vega Prefabbricati
della sede e delle sue particolarità costruttive.
Quali sono le specifiche della vostra struttura?
“La nostra struttura è suddivisa su due piani. Nel
piano inferiore si trova la falegnameria collegata
a un più ampio magazzino dove realizziamo anche
l’assemblaggio e l’imballaggio dei nostri articoli che
possiamo definire la parte concernente la produzione.
Inoltre, sempre al primo piano abbiamo gli spogliatoi
per gli addetti alla produzione, un’infermeria elemento
fondamentale per il rispetto delle norme di sicurezza
e, infine, una zona ristoro. Al piano superiore, invece,
troviamo gli uffici: dalla dirigenza ai fondamentali, nel
nostro lavoro, uffici tecnici, tutta l’area amministrativa
e, infine, un’ampia sala riunioni”.
Perché tra le tante aziende specializzata in edilizia
industriale prefabbricata, avete scelto la Vega
Prefabbricati per la realizzazione della vostra
sede?
“Abbiamo esaminato attentamente molte proposte
con degli esperti. Alla fine abbiamo scelto Vega
Prefabbricati poiché ci è sembrata l’azienda
con il miglior rapporto qualità/prezzo. Inoltre,
l’impresa abruzzese ci ha dato da subito un’ottima
impressione dal punto di vista della professionalità
e dell’organizzazione aziendale, proprio quest’ultima
è stata di fondamentale importanza nel rispetto della
tempistica di realizzazione dell’immobile stesso”.
Avevate delle esigenze tecniche particolari da
soddisfare?
“Una delle nostre esigenze più peculiari era quella
di creare un ambiente di lavoro e, di conseguenza,
un’intera azienda molto luminosa. Questo bisogno è
stato soddisfatto da Vega Prefabbricati applicando
una copertura con sistema a shed. Questa
particolare scelta tecnica ci ha permesso di avere
un’illuminazione indiretta soffusa e gradevole durante
l’orario di lavoro e, cosa da non sottovalutare, ci ha
permesso di applicare una politica di green energy,
specialmente nei periodi invernali, infatti, riusciamo
ad ottenere un notevole risparmio energetico.
Altra esigenza perfettamente rispettata è stata
quella di utilizzare dei materiali di alta qualità per
la globalità della struttura e, anche quest’obiettivo è
stato garantito”.
Case History
11
Fiere e
convegni
News Vega
· Fiera: Edil Levante
Abitare salone di materiali,
attrezzature ed impianti per
l’edilizia abitativa 08 – 16
settembre 2012 Bari
· Fiera: Geothermal Energy,
salone specializzato
in sistemi, tecnologie,
attrezzature e servizi per
l’energia geotermica, 19
– 21 settembre, Ferrara www.remtechexpo.com
· Fiera: Made Expo, Milano
Architettura, Design, Edilizia, 17 –
20 ottobre 2012 Milano.
· Fiera: SAIE - Salone
Internazionale dell’Edilizia SAIE ENERGIA - Salone delle
energie - rinnovabili e tecnologie
a basso consumo per il Costruire
Sostenibile, 18 – 21 ottobre 2012
Bologna - www.saie.bolognafiere.it
· Fiera: Fiera Bioedilizia, Salone
delle Nuove Tecnologie per il
Risparmio Energetico, 27 - 28
ottobre 2012 e 1, 3, 4 novembre
2012 - Ferrara
www.habitatfiera.it
· Fiera: Habitat, salone
dell’arredamento e delle soluzioni
abitative, 27 – 28 Ottobre, Ferrara
- www.habitatfiera.it
· Fiera: Key Energy, Fiera
Internazionale per l’Energia e
la Mobilità Sostenibile, il Clima
e la green economy - 7 - 10
novembre 2012 Rimini www.keyenergy.it
Matteo Di Serafino
della Vega Prefabbricati Montappone
è campione italiano della categoria Elite
L’abruzzese Matteo Di Serafino portacolori della Vega Prefabbricati Montappone si
è laureato campione italiano della categoria Elite, nella 6/a giornata di gara della
Settimana tricolore, che si è disputata a Castel Tesino (Trento). Il corridore della Vega
Prefabbricati Montappone ha preceduto in uno sprint ristretto gli otto battistrada
con cui aveva animato il finale di gara sulla distanza di 164,27 km. Su un percorso
rivelatosi decisamente impegnativo (solo 35 al traguardo dei 98 atleti al via), la corsa
ha avuto uno svolgimento emozionante con continui cambi di scena, fino alla svolta
nel finale in discesa, Il corridore ha, nello specifico, nettamente superato Vincenzo
Ianniello della Amore&Vita Etruria e Nicola Gaffurini della Gallina Colosio S.Inox, una grandissima soddisfazione quindi, per l’atleta, la
squadra e l’azienda che ormai da anni sono fra le principali realtà del ciclismo dilettantistico nazionale. “Quest’anno non avevo ancora
vinto - ha commentato il teramano Matteo Di Serafino - pur ottenendo diversi piazzamenti. Spesso non ho avuto fortuna, come nella
tappa del Gavia. Ma questo successo mi ripaga di tutto. A inizio stagione avevo deciso di fermarmi: dopo tanti risultati e anche uno stage
con i professionisti credevo sarei riuscito a passare professionista, e la delusione è stata tanta. Ma il mio allenatore mi ha convinto a
ripartire, e questa maglia mi dà un’opportunità in più: passare fra i pro’ a 26 anni è difficile, ma io ci credo ancora”.
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Mag-Ago `12 (n°2 Anno 5)