ORATORI SANTUARIO
E SS. PIETRO E PAOLO - SARONNO
O Signore,
noi cerchiamo
il tuo volto
Preghiera nelle Giornate Eucaristiche
LE GIORNATE EUCARISTICHE
Che cosa sono?
Cat. Un tempo erano chiamate “Quarantore”, perché
l’Eucaristia rimaneva esposta per un totale di 40
ore lungo 3 giorni. Oggi le chiamiamo “giornate
Eucaristiche”, perché sono giornate piene della
presenza di Gesù Eucaristia. Sono giornate di
prolungata
esposizione
dell’Eucaristia,
di
prolungata preghiera a Gesù presente nel
sacramento dell’Eucaristia.
Cose da grandi, ti verrà da dire magari. No,
assolutamente. Sappi che Gesù aspetta anche te.
In quel cenacolo che è la Chiesa, Gesù non ti
aspetta solo per la messa domenicale, ma ti
attende per un incontro prolungato con lui.
Gesù, sempre, ti dice:
“vieni ad incontrarmi: sono qui per te!”.
L’adorazione eucaristica:
Gesù è presente e ti attende.
Cat. Quando entri in Chiesa trovi una LAMPADA ROSSA
accesa: sai che cosa significa? Sta a dire che
Gesù è presente, è lì. Nel tabernacolo.
Il TABERNACOLO è lo scrigno che custodisce il
tesoro più grande: la presenza di Gesù
nell’Eucaristia.
Cat. Ma in certi tempi particolari, come oggi,
l’Eucaristia, viene posta davanti ai tuoi occhi,
viene
“esposta”
e
allora
si
adopera
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l’OSTENSORIO. L’ostensorio è ciò che serve a
“ostendere”, cioè mettere davanti, esporre,
mostrare, l’Eucaristia.
Cat. Ascoltate un episodio della vita del Santo Curato
D’Ars (in Francia), san Giovanni Maria Vianney
Prima di andare al lavoro o tornando alla sera,
un bravo contadino di Ars deponeva i suoi
strumenti davanti alla porta della piccola chiesa,
vi entrava e vi sostava a lungo in preghiera. Così
ogni giorno. Una volta il santo curato d ‘Ars gli si
avvicinò e gli chiese: «Figliolo caro, ditemi un po’:
vi vedo tanto tempo in preghiera. Che cosa dite al
Signore? Quali sono le vostre preghiere?». La
risposta di quel contadino fu meravigliosamente
semplice: «Non dico niente. Io guardo Lui e Lui
guarda me!». E indicò il tabernacolo.
Cat. «lo guardo Lui e Lui guarda me»: ecco la
splendida risposta di quel contadino. Non fanno
forse così due innamorati, senza bisogno di
scambiarsi troppe parole? Ecco ciò che sei
chiamato a fare nelle giornate eucaristiche. Si
tratta di un incontro intenso dove Gesù ti fissa e
ti ama e tu Lo fissi e gli dici quanto Gli vuoi
bene. Si tratta di mangiare Gesù... con gli occhi.
PRIMA DELLA PREGHIERA
Sac. Per pregare bene occorre prepararsi. Stai per
vivere un’esperienza molto bella: l’incontro con
Gesù. Il cuore deve essere pronto.
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Ecco alcune regolette per la preparazione alla
preghiera.
Cat. Quando entri in Chiesa, non sederti subito. Non
entri in un’aula qualsiasi. Sei alla presenza di
Gesù. Dunque:
- fai il segno della croce,
- mettiti in ginocchio, per ricordarti che Gesù
è davanti a te,
- recita la preghiera di lode che ci è stata
consegnata dalla Tradizione:
“Sia lodato e ringraziato in ogni momento il
santissimo e divinissimo Sacramento. Gloria
al Padre, al Figlio e allo Spirito santo, come
era nel principio e ora e sempre nei secoli dei
secoli. Amen”.
- stai in silenzio per qualche secondo: vuoi
dire al
Signore che sei pronto ad ascoltarlo e sei lì
tutto per lui.
INIZIAMO LA PREGHIERA
Canto: QUI PER TE
In un mondo di frastuono, di rumori dentro e fuori
Dove tutto corre in fretta e dove va?
Non c’è tempo per passare,non c’è tempo per amare
E la gente sola indifferente va
Svelami, Signore, il Tuo segreto
Dimmi come faccio a star con Te
Voglio ascoltare il Tuo silenzio
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Che mi parla piano in profondità
QUI PER TE, CON LE MANI ALZATE SONO
QUI PER TE, IN SILENZIO AD OCCHI CHIUSI
QUI PER TE SONO, O SIGNORE SONO QUI
CUORE A CUORE SONO
QUI PER TE, PER CAPIRE TU CHE COSA
VUOI DA ME,UN RAGAZZO COME TANTI,
IO CON TE SEMPRE, O SIGNORE STAI CON ME
C’è chi dice che pregare è solo una “roba da bambini”
Quando cresci non ti serve quasi più
In effetti, non capisce chi si crede troppo grande
Chi si illude di bastare solo a sé
Io mi sento piccolo, Signore,
So che sono niente senza Te
Voglio confidare nel Tuo abbraccio
Padre mio non Ti nascondere da me
Rit.
Quando sento la fatica, quando scende la tristezza
E nell’anima ristoro non ho più
Quando tutto sembra perso, quando nulla ha più
senso
Cerco invano un aiuto che non ho
Ricordo che, Signore, mi hai promesso:
“Chi si sente oppresso venga a Me”
Io come un bambino che si affida
Corro a Te, Signore della mia vita
Rit.
Sac. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito
santo.
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T.
Amen.
Sac. Padre santo, grazie per averci chiamati a stare
con tuo Figlio Gesù.
T.
Lui è qui per noi, amico che non lascia soli e
cammina con noi sui sentieri della vita.
Sac. Padre santo, vogliamo ascoltare Gesù, tuo Figlio.
T.
Apri il nostro cuore, rendilo docile alle sue
parole e aiutaci a metterle in pratica.
Sac. Padre santo, vogliamo assomigliare a Gesù.
T.
Vogliamo essere apostoli della gioia e
portare a tutti la buona notizia del tuo
amore, della tua presenza vicina, del tuo
sorriso che tutti accoglie, tutti avvicina, tutti
benedice.
(seduti)
Sac. Continua la tua preghiera in silenzio lasciandoti
aiutare dalle parole riportate qui sotto:
Signore, ti adoro.
Tu sei qui e io posso stare alla Tua presenza.
Tu sei qui:
mi vuoi incontrare e mi vuoi parlare.
Signore, non ne sono proprio degno.
Con tutta umiltà riconosco
quale grande regalo mi fai
permettendomi questo faccia faccia.
Vengo in punta di piedi,
so che posso incontrarTi
solo perché Tu me lo concedi.
Ti adoro, mio Signore,
presente in questo santo sacramento.
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Sac. Ascoltiamo un racconto che ci guiderà nella
riflessione e nella preghiera. E’ una leggenda
antica, che si tramanda da tempo. Antica ma
sempre bella.
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Silenzio
Sac.
Preghiamo insieme:
T.
Il Tuo volto, Signore, io cerco.
Mostrami il Tuo volto.
Prendimi in disparte, portami con Te,
e fa’ risplendere su di me il Tuo volto.
Fa’ che io Ti incontri e Ti conosca sul serio.
Non Ti conosca solo per sentito dire,
non Ti conosca solo per qualche pezzo,
non mi illuda di conoscerTi già
ma fa’ che Ti conosca davvero,
Ti conosca autenticamente
e non finisca mai di conoscerTi e di scoprire chi
sei.
Quante volte penso di conoscerTi,
e invece mi accorgo che sei ancora per me
uno sconosciuto, un estraneo.
Il Tuo volto, Signore, io cerco.
Mostrami il Tuo volto.
Imprimilo, stampalo nel mio cuore;
il mio cuore sia quel fazzoletto
che porta impresso il Tuo volto.
È il momento di fare adorazione
Sac.
Cat.
Ci siamo introdotti nella preghiera: ora porteremo
Gesù davanti ai nostri occhi. E’ un momento
solenne. Vedremo Gesù e chiederemo che il suo
Volto s’imprima nel nostro cuore.
Per l’esposizione, il sacerdote compie alcuni gesti
importanti li seguiremo passo dopo passo,
comprendendone il significato. Ora, per esempio, il
sacerdote va verso il tabernacolo e prende
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l’ostensorio con Gesù Eucarestia e lo pone davanti a
tutti.
Ci mettiamo in ginocchio e cantiamo:
Canto
Cat.
Ora il sacerdote incensa l’Eucaristia: è un gesto di
adorazione, per dire l’importanza di Gesù. A lui va la
nostra lode e la nostra ammirazione.
INCENSAZIONE
Cat.
Il sacerdote inizia la preghiera di adorazione:
Sac.
T.
Sac.
T.
Sia lodato e ringraziato in ogni momento
il santissimo e divinissimo Sacramento
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito santo,
come era nel principio e ora e sempre nei secoli
dei secoli. Amen.
Cat.
Ora stai in ginocchio per qualche istante: nel
silenzio, prega Gesù e ringrazialo che è qui per te.
SILENZIO PERSONALE
Cat.
Insieme lodiamo il Signore per il suo amore per noi.
T.
Lodate il Signore, popoli tutti,
voi tutte, nazioni, dategli gloria.
Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura in eterno. (salmo
116)
Cat.
Gesù è con noi. Ora ci parlerà attraverso una pagina
del Vangelo. Alzandoci in piedi, stiamo in ascolto e
non perdiamo una sola delle sue parole.
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Sac.
Dal Vangelo di Marco (Mc 6,34-44)
Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro,
perché erano come pecore senza pastore, e si mise a
insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto
tardi, gli si avvicinarono i discepoli dicendo: «Questo
luogo è solitario ed è ormai tardi; congedali perciò,
in modo che, andando per le campagne e i villaggi
vicini, possano comprarsi da mangiare». Ma egli
rispose: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli
dissero: «Dobbiamo andar noi a comprare duecento
denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli
replicò loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». E
accertatisi, riferirono: «Cinque pani e due pesci».
Allora ordinò loro di farli mettere tutti a sedere, a
gruppi, E sedettero tutti a gruppi e gruppetti di
cento e di cinquanta.
Presi i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al
cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li
dava ai discepoli perché li distribuissero; e divise i
due pesci fra tutti. Tutti mangiarono e si sfamarono,
e portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane e
anche dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani
erano cinquemila uomini.
RIFLESSIONE DEL SACERDOTE
SILENZIO
Alcuni ragazzi dispongono delle tessere sul quadro del
pittore. Apparirà il volto di Gesù, Pane di vita. Il fazzoletto
sarà posto ai piedi di Gesù.
Sac.
Preghiamo insieme, mettendoci in ginocchio:
T.
Signore, ora capisco qualcosa.
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Perché mai sei andato a nascere su una
mangiatoia?
Certo, per la povertà
e perché non c ‘era posto in altre parti per Te.
ma anche per dire che Tu sei sceso
per offrirti come cibo perché noi ne
mangiassimo.
Ti adoro, Pane che sei disceso dal cielo,
Pane che dai la vita.
Ti adoro, Pane sovrabbondante, smisurato.
Ogni giorno Tu ti offri nell’Eucarestia
perché noi ne mangiamo.
Davvero miglior nutrimento,
migliore cibo l’umanità non poteva trovare.
Perdona, Signore, per quando non ho fame di
Te,
per quando Ti mangio senza sentire il sapore
del Tuo amore, per quando Ti mangio con tanta
superficialità e distrazione. Signore, Pane
disceso dal cielo,
di Te mi voglio sempre nutrire.
Fa’ che più io mangi di Te e più desideri
mangiarTi.
Fa’ che più io mangi di Te e più diventi come Te.
Sac.
T.
Ci alziamo per la preghiera finale:
Signore Gesù, sei con noi, Pane della vita. A te
veniamo. Aiutaci a non stare lontano da te, ma a
cercarti nella Messa domenicale, nella preghiera,
nella carità. Desideriamo la tua amicizia e ti
ringraziamo perché, oggi e sempre, tu sei presente
nell’Eucarestia per noi.
A te la nostra lode, Signore Gesù Cristo.
Amen.
RIPOSIZIONE
13
Canto
14
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