Anno XXXII', num. 15. (Conto corrente colla Posta)
PUBBLICAZIONE
'Nel giorno di OLOVKDI d' ogni settimana.
—•
Un numero. centesimi
10.
DIREZIONE:
Nella Tipografia Vannucchi.
via
del Monte. 12. Pisa.
AVVERTENZE:
L'Amministrazione, F.11i Vannucchi. risnonde dei
soli incassi di cui ha emesso ricevuta.
I manoscritti non si restituiscono.
IL e lettere non affrancate si respingono.
Gr I C> V F. I)
LÀ 1111 11111 ill
GIORNALE POLITICO-A MM I NISTRATIVO
GIA UFFICIALE PER. GLI ATTI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE E COMUNAH
E se il popolo italiano diede a una amministratori nei comuni e nelle provostra festa fanailiare testimonio pubvincie:
blico e solenne dl riverente affetto,
Art. 1. — I consiglieri comunali e
sire, dovete sentirne la ragione provinciali, gli impiegati che apparnella storia della vostra casa e nella
tengono all'amministrazione del comune
certezza che l'angusto vostro figliuolo
o della provincia, coloro che esercitano
non Si scosterà mai dalle avite trala vigilanza o la tutela sulle amminidizioni.
strazioni stesse, i loro parenti sino al
Le proposte che la maestà vostra terzo grado é ì loro affini sino al seci annunzia studieremo con diligenza
condo di computazione civile, non posoperosa.
sono prender parte diretta o indiretta
A risolvere le sorti dell'Eritrea de- ai servizi, riscossioni, somministrazioni
dicheremo l'opera nostra, mirando alla
od appalti di opere del comune o della
dignità e all'interesse del paesi, ser- Provincia della cui amministrazione
bando sempre nell'animo ammirazione
fanno parte o sulla quale 'esercitano
e riconoscenza per quei prodi che, in
la vigilanza o la tutela.
disuguali battaglie, seppero con miraGli atti compiuti in contravvenzione
bile disciplina e valore tenere alto l'oal presente articolo sono nulli, ferma
nor della patria.
la responsabilità amministrativa per la
Nelle perturbazioni d'Oriente noi
gestione tenuta, e ferma la responsafacciamo voti che la libertà e la giubilità. penale a termini degli articoli
stizia siano assicurate ai popoli, e au176 e 207 del codice penale.
guriamo che l' Italia, pur ispirandosi
Art. 2. — Gli amministratori, oltre
alle sue nazionali tradizioni sia nel
gli altri casi stabiliti dalle ileggi, riconcerto europeo elemento di conciliaspondono in proprio del danno da essi
zione, e serva ad evitare terribili scia- arrecato al comune o alla provincia e
gure.
in solido quando si tratti di deliberaAltre importanti questioni ci an- zioni collegiali
nunzia la vostra angusta parola, e noi
1. Per aver erogate fondi in spese
con attenzione ci rivolgeremo a midiverse da quelle per le quali furono
gliorare gli ordinamenti giudiziari e
stanziati dal consi glio comunale o proscolastici, alle riforme della nostra
vinciale;
amministrazione, a una più equa di2. Per non avere compilati i ruoli
stribuzione delle imposte, liberando i
delle tasse ed i ruoli ed i titoli per
cittadini da ingiuste e acerbe fiscalità.
l'esazione delle rendite patrimoniali e
Egualmente, nei limiti consentiti
per non averne fatta la consegna aldai bilanci, volgeremo le nostre cure a
l'esatLore o tesoriere ;
dare maggior forza e più stabile as3. Per non avere osservato le
setto alle armi di terra e di mare. È
disposizioni di legge o di regolamento
questa una urgente necessità, poiché
nella emissione dei mandati, nella stila nazione, orgogliosa delle virtù del
puldzione o esecuzione dei contratti, e
suo esercito, deve ad esso ordinamenti
specialmente per non aver garantiti
tali, da renderlo sicuro presidio della gli interessi degli enti predetti con le
patria.
prescritte cauzioni
E con amorosa cura, studieremo le
4. Per avere omesso l'adempileggi destinate a soccorrere gli operai mento di operazioni obbligatorie e
nell'infortunio e nella vecchiaia. Il sen- reso necessario l' invio di un commisso di fraternità e di civile armonia, che sario.
dovrà ispirare questi provvedimenti,
Quando il danno deriva da atti o
risponde alle tendenze più nobili ed da omissioni degli impiegati comunali
umane della società moderna; ed è
e provinciali, questi ne rispondono per
sacro dovere del nostro parlamento la parte ad essi imputabile. •
che sia tenuta l'antica promessa.
Art. 3. — È esente da ogni responSire!
sabilità chi abbia fatto inserire nel proNoi abbiamo fede di compiere l'o- cesso verbale della deliberazio ne la
pera a cui ci invitate.
propria disapprovazione all' atto del
In ogni tempo gli animi si rivol- quale si tratta, o che non abbia preso
gono a Voi, che alla parola sapete parte sia all'atto stesso, sia alle relaaggiungere, eccitamento efficace, l' e- tive deliberazioni.
sempio.
Art. 4..— Nei casi prevegilti dalE con Voi confidiamo che l' Italia l'art. 2 é in ogni caso in cui il copossa essere sempre inspirata dal sen- mune o la provincia abbiano sofferto
timento della giustizia, fortificata nella danno per dolo o colpa dei componenti
concordia dei suoi figli, protetta da Dio.
la loro rappresentanza o degli impie gati dei loro uffici, il consiglio di prefettura e la corte dei conti, secondo
La responsabilità degli amministratori
la rispettiva competenza, decideranno
dei Comuni e delle Provincie
sulle incorse responsabilità, previa notificazione agli interessati, i quali poEcco il testo del progetto presen - tranno presentare le loro difese.
tato dal presidente del consiglio al
Tale giudizio può essere provocato,
senato, circa la responsabilità degli
entro cinque anni dal termine della
.
IN ITALIA E ALL'ESTERO
— Si assicura che si spediranno a
Candia 5 reggimenti. La prima spedizione conste:•ebbe di un reggimento
di fanteria,di 4 batterie, di nal ed:n pagnia del genio. Sarebbero stati dati
ordini alla navigazione generale di apprestare i trasporti.
— Giunsero col Sulley, della Peninsula, , da Yokohama le opere giapponesi destinate all'esposizione internazionale veneziana, che consistono in
quadri, disegni, arazzi e lavori in avorio, argento e bronzo, spediti dalla società degli artisti di Tokio.
— A Colonia, nel banchetto in onore
dei professwi, studenti e giorn ti sti
italiani, che fanno un' escursione in
Germania, il presidente della reggenza
brindò a.11' imperatore Guglielmo e al
suo amico il re Umberto, salutandoli
come protettori della pace.
Il console d'Italia bevve alla salute
del re Umberto.
Il prof. Sartori di Milano inneggiò
all'unione politica dei due paesi.
Nel giorno successivo gli ospiti italiani visitarono i musei e gli stabilimenti industriali, ovunque ricevuti cordiamente.
— Il presidente degli Stati Uniti
nominò i commissari che si recheranno
in Europa per trattare l'accordo internazionale riguardo alla questione
del bimetallismo.
— Un telegramma da Massaua annunzia che il Doeltoyk, ricaricate le
armi, venne riconsegnato all'armatore
e ripartirà in settimana per l'Olanda.
-
A.1 E'nurlamento
Il senato e la camera dei deputati,
discusse le interpellanze relative a
Candia ed alla Grecia, hanno votato
ordini ,del giorno accettati dal ministero.
La risposta al discorso della Corona
Ecco il testo dell'indirizzo di risposta al discorso della corona :
Sire!
Il saluto da Voi rivolto alla rappresentanza del popolo italiano, ricordando le origini delle franchigie costituzionali, è per noi lieto augurio
perchè possano compiersi interamente
le speranze che il vostro magnanimo
avo concepiva, iniziando le libere in
stituzioni, serbate illese dal vostro glorioso genitore.
Queste franchigie, di cui noi, rappresentanti del popolo, concordi col
principe, siamo rimasti vigili custodi,
serviranno a rendere la patria forte,
rispettata, felice.
(Conto corrente colla Posta)
15 aprile 1S97.
••■•■•■■■•■
mosiumiumuMinlb
ABBUONAMENTI:
Un anno. lire 5: ti ti semestre. bre 2350: per fuori
dello stato si aggiungono le magi:101'1 spese ;.ost
Li
INSERZIONI:
In quarta pagina, centesimi 30 per linea.
In terza pagina, lire 1,50 per linea.
corno del giornale, lire 2 per
Li i
linea o 19P9 ZIO
linea.
tenuta amministrazione, su domanda
degli enti danneggiati o d'ufficio.
Nei casi d'urgenza, il presidente
del consiglio di prefettura, sentito il
consiglio stesso, fa o promuove a norma
di legge gli atti conservativi che fossero necessari per garantire gli interessi dell'ente danneggiato.
Art. 5. — La disposizione contenuta
nel quarto capoverso dell'art. 125 della
legge comunale, modificata dalla legge
29 luglio 1896, n. 346, è estesa ai
componenti la giunta comunale e la
deputazione provinciale, e agli impiegati del comune e della provincia.
L'intero art. 125, con le modificazioni in esso introdotte dalla predetta
legge 29 luglio 1896, è esteso agli assessori funzionanti da sindaci.
34.
Dottor ANTONIO FEROCI
DEGLI ANTICHI SPEDALI
IN PISA.
Così veniva dal granduca formata la
Deputazione centrale, incaricata di sistemare le amministrazioni ospedaliere,
per distribuire le rendite nella forma la
più ordinata, e tutelarne l'andamento
nel modo il più regolare che fosse possibile. Alla Deputazione centrale venne
affidato il governo pressochè diretto di
tutti gli spedali della Toscana. Agli
interessi del patrimonio costituito come
fu indicato, affinchè si potesse far
fronte a tutte le ingenti spese che abbisognavano, si aggiunsero alcune tasse
dette di beneficienza, e gli avanzi che
si avevano da alcuni spedali, come pure
alcune contribuzioni compartimentali e
sussidi del R. erario. In colai modo si
formarono: « I fondi generali affetti specialmente al sovvenimento degli spedali
d'infermi e di gettatelli ». Si comprende
da ciò che le spese erano sostenute
dalla Cassa dei fondi generali, dovendosi render conto solo delle rette dei
paganti o senti paganti. Però siccome
nell'ospedale non andavano che i miserabili, e per questi le comunità non
rimborsavano niente, il provento che
poteva avere il tesoro per questo titolo
era meschinissimo. La deputazione centrale ebbe vita fino all'a. 1833, durante
il quale periodo, nessuna comunità
venne aggravata dalle speso di spedalità.
Il granduca con motuproprio dei
6 luglio 1833, sopprimeva la deputazione centrale, trasmettendo i poteri
della medesima a diversi dicasteri, sotto
I' alta direzione della segreteria di
stato, che disponeva per le risoluzioni
sovrane . Nel motuproprio si faceva
intendere come i comuni fossero obbligati alle spese di spedalità, oltre
quanto era concesso dai letti gratuiti,
ma ciò rirnanava senza effetto.
Malgrado tali provvedimenti e le
ingerenze governative, lo stato patrimoniale degli spedali peggiorava sem-
~M
,
pre, e ciò non solo per quanto concerneva le amministrazioni speciali, ma per
quello pure che riguardava l'amministrazione dei fondi generali. Avvenivano intanto i cambiamenti politici dell' a. 1859 e il governo provvisorio che
trovò tale azienda in condizioni non
lodabili, non seppe apportarvi rimedio
ma il contrario.
Accadeva quindi che le varie parti
del regno così divise, venivano miracolosamente a riunirsi, ricostituendosi
quell' Italia ch' era stata nel cuore e
nella mente di tanti uomini generosi,
che per questo santo scopo avevano
lottato, e consacrata la loro vita.
Avvenuta l'annessione della Toscana
alle altre parti del regno, il nuovo governo fu pronto ad avvertire che occorreva unificare le leggi e sopprimere
in Toscana la carità officiale, non rispondente alle istituzioni vigenti. Accadeva pertanto nell'a. 1862, che veniva
soppressa la cassa dei fondi generali, e
gli spedali rimanevano abbandonati a
loro stessi per i mezzi di sussistenza,
sotto la tutela della legge sulle opere
pie promutgata in quell'anno.
Venendo così a mancare allo spedale
pisano il concorso pecuniario che gli
veniva dai tondi generali, non avrebbe
potuto il medesimo continuare a ricevere i poveri infermi, senza trovare
aiuto in altro modo. Provvide a ciò il
consiglio provinciale passando un assegno annuo dal 1864 al 1867, dopo il
quale anno sospese la sovvenzione.
Avvenuto cotal fatto richiamandosi le
istruzioni governative del 1818, si dovettero invitare i comuni a contribuire
alle spese della spedalità per i propri
infermi. Lo spedale di S. Chiara aveva
però la prelazione sopra l'utile netto
della gestione patrimoniale a vantaggio dei poveri, ma dalla memoria del
Cuturi dell'a. 1864, compariva che l'utile netto era cosa ben meschina, di
fronte alla quantità degli ammalati che
si ricevevano anno per anno.
In questo periodo di confusione e
d'incertezze, si discuteva con poco frutto.
L'amministrazione dello spedale si afticava per sostenere l'autonomia; fatica
vana, e vera utopia, perchè i mezzi
che aveva essendo insufficenti allo scopo
rendevano impossibile ottenere quanto
si desiderava. L'amministrazione provinciale sosteneva che lo spedale era
istituzione provinciale, per esservi stati
annessi i patrimoni degli spedali soppressi e sparsi nella provincia; mentre il corrìune pisano lottava strenuamente per sostenere il proprio diritto. Dopo lunga contesa in via amministrativa, il consiglio di stato con
due pareri, uno del 4 giugno l' altro
del 26 novembre 1875, accordava
piena ragione al comune di Pisa rimanendogli così quel diritto del quale si
era già valso fino dall' anno 1868. Il
commissario Cuturi continuò anche per
l' anno 1881, e dopo la sua morte,
ressero lo spedale due commissari governativi il cav. Bollali' e il cavalier
Nencioli. Mentre l'ultimo teneva l'ufficio indicato, il consiglio comunale discuteva intorno al nuovo statuto organico che approvava nell'adunanza tenuta il dì I I gennaio 1883; e riceveva
la suprema sanzione col R. decreto 1°
settembre 1883 e che trovasi anche
oggi in vigore.
Ho abbreviato più che poteva questa parte della storia del nostro spedale, perchè io volli con tale pubblicazione ricordare soltanto vecchie memorie e dimenticate, e non già tessere
la istoria completa del periodo moderno. Coloro ai quali piacesse di conoscere ciò troveranno ricca messe nel
libro dell'Andreucci Sulla carità ospitaliera in toscana, nella storia degli
stabilimenti di bene ficenza pubblicata
dal Passerini, nelle memorie edite dal
Cu tu ri, Pa p eschi, Nencioli, Cu ripari,
negli atti dei consigli comunali e provinciali della città di Pisa, negli statuti
e regolamenti ; come per colmo ai quali
piacesse conoscere l'andamento finanziario del luogo pio potranno consultare utilmente i bilanci che la commissione amministratrice pubblica ogni
anno : poichè con i nuovi statuti lo spedale é retto non più da un so!o individuo, ma da una commissione che
viene eletta dal consiglio comunale,
composta di un presidente e quattro
consiglieri, subordinata alle prescrizioni
che si contengono nella legge e regolamento delle opere pie.
( continua).
11 personale delle poste e telegrafi
Con R. decreto in data 18 febbraio
S. Si dispone in via eccezionale e
transitoria che le promozioni al grado
di segretario nel I 'ammi Distrazione centrale delle poste e dei te legrafi sieno
fatte a scelta in base all'anzianità congiunta al merito, in seguito a parere
del consiglio di amministrazione, fra
gli attuali vice-segretari di P classe
e sussidiariarnente fra gli attuali vicesegretari di 2a classe e quelli di 3,
dopo che questi ultimi abbiano raggiunto la 2 classe.
I vice-segretari di 2' classe per essere promossi segretari dovranno avere
nella classe non meno di quattro anni
di anzianità.
Con successivo decreto saranno stabilite le norme definitive per l'ammissione e la promozione nell'amministrazione centrale e provinciale delle poste
e dei telegrafi.
Non vogliamo entrare nel merito
di tale provvedimento, limitato per ora
e sia pure in via eccezionale, al solo
personale del ministero, non discutiamo
circa la convenienza o meno di abolire
gli esami che fino ad ora erano indispensabili per essere promossi da vicesegretari a segretari ; ci permettiamo
però di osservare che mentre con un
semplice tratto di penna e senza tante
difficoltà si adottano importanti decisioni tendenti a favorire il personale
di la categoria, mille ostacoli di ogni
specie si frappongono ogni qual volta
trattasi di fare qualche cosa, anche
di lieve momento, a vantaggio di quello di. seconda, pel quale si ritiene possan bastare le va ghe promesse e le
parole lusinghiere, che in certi dati
casi il farne uso costa poco e spesso
riescono di sicuro effetto.
Per quanto ci consta, e lo rileviamo
con sorpresa, il bilancio delle poste e
dei telegrafi per l' esercizio 1897-98
sarà presentato alla camera senta variazioni nè aumenti di spese. Ciò prova
che malgrado la generale agitazione,
testè manifestatasi in tutto il regno,
allo scopo di ottenere un miglioramento
economico e morale, nulla si farà nelle
alte sfere, nè pei capi d'ufficio, uè per
gli ufficiali, salvo forse qualche cambiamento a beneficio di pochi privilegiati, come si arguisce dal decreto
surriferito.
Convinti peraltrà che, o dallo stesso
ministero, o per iniziativa parlamentare, si proceda al più presto ad un
definitivo riordinamento del personale
delle poste, non essendosi fino ad ora
provveduto che con inutili palliativi,
l'onor. Sineo, vinte le ritrosie del collega del tesoro, non mancherà di mandare ad effetto le buone disposizioni
di cui è animato non solo verso il personale di prima categoria, ma anche
a vantaggio di quello di seconda, cioè
dcgli ufiziali, alla cui sorte dimostrò
volersi seriamente interessare.
Prelevando qualche centinaio di
mila franchi dai parecchi milioni di
utile netto che annualmente produce
P2imministrazione delle poste, la solidità del bilancio dello stato non può
rizntnere scossa, nè compromesso il
pareggio; anzi coll'appagare le giuste
aspirazioni di fanti benemeriti impiegati, l'erario non potrà che risentirne
un utile ed il pubblico essere meglio
servito, perchè adempiranno al proprio
dovere con maggiore zelo e cura e
quindi tanto più -grande sarà il profitto che si verrà a ritrarne dall'opera
loro.
PUBBLICAZIONI
ANTONIO PUPPO
—
Il libro dei Carmi.
Elegante volume in-16 edito dal
Paggi di Firenze — L. 2,50.
Nella confusionante decadenza della
poesia d'oggi, si può salutare con piacere un libro come questo! Lo spazio
ci vieta di dirne i molti pregi e gli
inevitabili difetti. L'egregio poeta appartiene oramai alla schiera di quelli
dai quali è giusto pretendere quanto
l'innegabile bontà dei!' ingegno promette. E di questa bontà appariscono
a quando a quando nel volume le
traccie non dubbie. Fate che l'animo
dell'artista sia colpito nel vivo da un
profondo dolore e allora sentirete il
verso sgorgare . pieno di passione dal
cuore e ricercarvi, commovendo, ogni
più robusta fibra.
Quante lacrime e quanto strazio,
che sincerità di accento in questi versi
dettati in memoria dell'adorata consorte:
" Invan te cerco e chiamo;
Più non ti miro a' consueti uffici
Intesa, e più non m'odi: egro per questa
M'aggiro umana sede, e spirar l'aure
Indegno parrai che tu più non spiri,
E di questo bel sol che più non godi
Fruir la luce. Le cocenti stillo
Di che s'asperge il mio guancial la notte,
Nè l'invitto peusier, nè le frequenti
Ore ministro d'infinita angoscia,
La crude piaga alleviar non ponno
Onde sanguina il con Squallida, muta
Per me la casa, dove i tuoi bambini
Pur folleggiano incosei, e dell'ingenuo
Labbro il sorriso e l'amoroso vezzo,
Gia dislato, ora dell'alma è schianto „.
NI-lt
411C.
— Al seguito delle dimissioni date
da tutti i consiglieri della camera di
commercio ed arti, dopo il resultato delle
ultime elezioni parziali camerati, e per
la dichiarazione da essi fatta che sarebbero rimasti in carica per il disbrigo
degli affari fino allo insediamento del
nuovo consiglio il ministro di agricol .
tura industria e commercio ha sciolta
la nostra camera e nominato regio
commissario l'ex presidente commendatore conte Francesco Mastiani-Brunacci.
delle esercitazioni regolamentari ed
alle gare domenicali. Nei giorni 4 e
11 corrente hanno avuto luogo le prime
due di queste gare; pubblichiamo i
resultati della prima di esse premettendo che se vi concorsero pochi tiratori fu a causa del, tempo tutt'altro
che propizio.
CATEGORIA Il - PISA.
Distenza metri 200. Massimo ottenibile p. 96.
Posizione a terra.
Tiratori di seconda categoria Medaglia
d'argento di I° grado: Salvestreni Luigi,
punti 86.
sessi
Pisa.
ran n
e
CATEGoRik I II — ROMA.
Distanza metri 300. Massimo ottenibile p. 96.
A
Cani
Guet
Aghi
Valei
G
Fio.attsi
Ferri
LÌ
ciola
tonio
.N
effuuavv
Posizione in piedi.
Tiratori scelti. Medaglia d'argento stile
barocco: Riccetti Carlo, punti 82, Bartorellì
Giuseppe, p. 80, Cerrai Giuseppe Raffaello,
p. 80, Salvestroni Francesco, p. 80.
Val
sare,
cesco
cato
Posizione in ginocchio.
Tiratori scelti. Medaglia d'argento di l°
grado: Riccetti Carlo, p 83, Cerrai Giuseppe
Raffaello, p. 77. Medaglia d'argento di 2°
grado: Bartorelli Giuseppe, punti 73.
Tiratori di seconda categoria. Medaglia
d' argento di 20 grado: Salvestroni Luigi,
sGacco
cuoi
Cosin
tonio
punti 62.
Posizione a terra.
Tiratori scelti. Medaglia d'argento di 2°
fsot nill°
s0
di C(
ciF.i I ipp ip
grado: Riccetti Carlo, punti 79, Bartorelli
Giuseppe, p. 75.
fu Ra
fu Di(
Ascan
quillo
di Va'
cina.
di Pir
Frane
Carlo,
N e c o■
— 11 ministero di agricoltura, industria e commercio ha stanziato a
favore del comizio antifillosserico di
Pisa la somma di lire 1200 come primo
sussidio di impianto promettendo altresì di venire in aiuto del comizio
stesso con altri stanziamenti, quando
a sì importante istituzione non manchi l'appoggio delle pubbliche amministrazioni e dei viticultori.
Volte
di Ve
di Pis
di Pis
Dico
Batta
Italo
Il congresso universitario si
chiuse nel giorno di giovedì 8 corrente essendo esauriti i lavori posti
all'ordine del giorno.
Nelle ore pomeridiane dello stesso
giorno di giovedì ebbero luogo nel velodromo Stampace le corse ciclistiche
che riuscirono brillantissime.
Nella sera furono illuminati i lungarni tutti, la piazza Garibaldi, il borgo
e la via san Frediano col sistema di
illuminazione del sig. Fantappiè che
si distinse molto. Specialmente la via
S. Frediano e il borgo presentavano l'aspetto il più vago e il più splendido.
La folla accorsa alla illuminazione
fu veramente straordinaria.
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GCdioiorGdvi5]
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di Pis
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Cesa3orE
— Il presidente della congregazione di carità comunica che un anonimo benefattore ha inviato alla congregazione la somma di lire cento per
distribuirsi in sussidii ai poveri del
quartiere di S. Maria, 1° rione.
La congregazione fa i suoi ringraziamenti vivissimi, e si augura che
l'opera benefica sia da molti imitata.
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Ruben
rentini
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.tozzi I
— Si è costituita in Pisa una società per riattivare fuori della porta
a Lucca il giuoco del pallone, con una
compagnia che è delle migliori e della
quale fanno parte i due fratelli Banchini, Ziotti, Frullanì, Mazzoni, Franceschini, Fabbri, Bilenchi e altri.
Le gare desteranno il più vivo interesse.
(
sgol ti tisel
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— La nostra società del tiro a segno ha dato principio al corso anuuale
— Nel giorno 26 aprile corrente si
aprirà la prima quindicina, seconda
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so-porta
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sessione della corte d'assise, circolo di
Pisa.
La nota dei giurati che vi presteranno servizio è la seguente:
n!~
al seguito delle ferite riportate cessava
di vivere all'ospedale.
Giurati ordinari.
Aruch Enrico fu Leone, di Fauglia.
Cameo Giacomo di Angiolo, di Pisa.
Guerrieri conte Carlo di Pietro, di Pisa.
Aghib Alfredo di Enrico, di Pisa. Reali
Valentino di Beniamino, di Luciana.
Gotti Alberto di Augusto, di Laiatico.
Frassi dott. Alfredo di Diomede, di Pisa.
Ferrini Carlo fu Vincenzo, di Terricciola. Ulivi dott. Alessandro' fu Dornenico, di Volterra. Braccini Italo di Antonio, di Rosiguano. Canevari Mario
fu Niccola, di Pisa. Rutili Ferdinando
fu Vincenzo, di Castg., ;neto. Vannini
cav. Oreste fu Giulio, di Montecatini
Val di Cecina. Borroni Emilio di Cesare, di Pisa. Piazza Vittorio fu Francesco, di Piombino. Palarnidessi avvocato Tornmaso tu Augusto, di Pisa.
Giampieri Antonio di Luigi, di Porisacco. Grassi-Mariani cav. Andrea di
Cosimo, di Uliveto. Moschini cav. Antonio fu Angiolo, di Pisa. Bracci Faustino fu Nen3esio, di Buti. Barzi Alfonso fu Gaetano, di Montecatini Vai
di Cecina. Pagani avv. Vincenzo di
Filippo, di Cecina. Giorni cav. Carlo
q. Pietro, di Lari. Gioli cav. Antonio
fu Ranieri, di Pisa. Spinelli Giovanni
u
f Diego, del Gabbro. Cambi Zelindo di
Ascanio, di Peccioli. Ascarelli Tranquillo di Moisè, di Pisa. Mori Terzilio
di Valentino, di Montecatini Val di Cecina. Parducci Valafrido fu Flaminio,
di Piombino. Baraccani avv. Alfredo di
Francesco, di Pisa. Marradi Egisto di
Carlo, di Barbaricina. Cini Gustavo di
Luigi, di Cenaia. Cavallini Venanzio di
Niccola, di Peccioli. Allegri Filippo di
Volterra. Carnaciali Attilio fu Lazzaro,
di Vecchiano. Carli Ulisse di Ranieri,
di Pisa. Ruschi Giulio di Francesco,
di Pisa. Capalbi Innocenzo fu Dornenico di Campiglia. Biondi dott. Giov.
Batta fu Pietro, di Pomarance. Cherici
Italo di Alessandro, di Volterra.
,
Giurati supplenti.
Bertini cav. Eugenio di Vincenzo,
Cordoni avv. Giobbe di Tacito, Ricci
Giovanni di Angiolo, Barra Francesco
di Giovanni, Pereyra Giulio di Giacomo,
Canavari Mario di Niccolò, Chicca Giro
di Gesualdo, Mariani Adriano di Goffredo, Lecci cav. avv. Amerigo di Egidio, Gianolla Amilcare di Santi, tutti
di Pisa.
In questa quindicina verranno trattate le cause seguenti
26 aprile. - Causa contro Cavailini Raffaello, accusato di omicidio.
28 e 29 detto. - Causa contro
Cesare Cioni, accusato di omicidio.
30 detto. - Causa contro Gotto
Ruben, accusato di offese e ferimento.
1° maggio. -- Causa contro Fiorentini Giovanni, accusato di omicidio.
4 detto. - Causa contro Benci Garibaldo, accusato di omicidio.
5 e 6 detto. - Causa contro Fantozzi Domenico, accusato di omicidio.
7 e 8 detto. - Causa contro Barsotti Luigi, accusato di omicidio.
10 detto. - Causa contro Coppugli Serafino, accusato di omicidio.
S•VA:L`C) Ci v IL,I12,
Grassini Ferdinando, Maroni cav. lacopo,
da Livorno - Ricci vedova Marciti Regina e
Rivolti Pietro, da Firenze - Quattrini ing.
Gaetano, da Torino.
Dal dì 7 al dì 13 aprile 1897 inclusive.
ATTI GIUDIZIARII
NASCITE DICNUNZI A TIC:
Maschi n. 21 - Femmine n. IO.
Nati morti n. I.
MATRINIONI
Manimini Pellico, incollatore, con Di Sacco
Minerva, attendente a casa, celibi, di S. Michele degli Scalzi - Pistoia Raitnondo bottegaio, con Lunghi lole, attendente a casa,
celibi, di S. Marco alle Cappelle - Zannini
Ivo, commerciante, con Rossi Pia, attendente
a casa, celibi, di Pisa.
PUBBLICAZIONI DI MATRIMONIO.
Faacelli Bernardo, calzolaro, con Pecorai
Palmira, attendente a casa, celibi, di Pisa Giordani Catone, ebanista, con Pardi Telerie,
attendente a casa, celibi, di S. Michele degli
Scalzi - Nerini Fiorlindo, muratore, di San
Sisto al Pino, con Serani Giulia, attendente
a casa, dì Riglione, celibi - Garzella Augusto, bracciante, di Putignano, con Dell'Ornodarrne Giulia, attendente a casa, di S. Giusto
in Cannicci, celibi - Ceccarelli Ranieri, commesso di negozio, con Landini Palmira; attendente a casa, celibi, di Pisa - Raventini
Alberto, colono, di Orzignano, con Luisi Ines,
attendente a casa, di S. Giovanni al Gattino,
celibi - Bollini Alfredo, stovigliaio, con Logli Maria, attendente a casa, celibi, di S. Michele degli Scalzi - Giacomelli Ugo, tipografo, con Carrara Luisa, attendente a casa,
celibi, di Pisa - Duè Alessandro, vedovo,
calzolaro, di S. Marco alle Cappelle, con Galli
Assunta, attendente a casa, nubile, di S. Ermete - Viviani Ranieri, bracciante, di San
Lorenzo alle Corti, con Lazzereschi Elettra,
attendente a casa, di S. Giovanni al Gatano,
celibi - Cordoni Paolo, carrozziere, di Pettori, con Pampana Cesarina, attendente a
casa, di Riglione, celibi - Montorzi Eugenio, possidente, di Peccioli, con Manetti Maria, attendente a casa, di Riglione, celibi Cecchetti Alceste, tintore, di Pisa, con Foschi
Eufemia, attendente a casa, di S. Giovanni
al Gatano, celibi - Ciucci Carlo, bracciante,
di S. Stefano extra moenia, con Bacheehi Armida, attendente a casa, di Pisa, celibi Bettini Zeffiro, barrocciaio, con Taccini Pia,
attendente a casa, celibi, di S. Ermete Del Corso Palmiro, ealzolaro, di Madonna dell' Acqua, con Salvini Corinna, attendente a
Casa, di Barbaricina, celibi - Della Valla
Se bastiano, meccanico, di Firenze, con Tovani
C esira, attendente a casa, di Pisa, celibi Nardi Cesare, calafato, di S. Marco alle Cappelle, con Bachini Alfea, attendente a casa,
di Pisa, celibi - Sbrana Opelio, falegname,
con Cristiani Annunziata, attendente a casa,
celibi, di Pisa - Puccini Giovanni, vetraio,
con Agonigi Annita, attendente a casa, celibi,
di S. Michele degli Scalzi.
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Pellegrini Sebastiano, coniugato, di anni
84, di S. Giovanni al Gatano - Petri Fortunato, celibe, 24, di Castiglione della Pescaia - De Moisè Giocondo, coniugato, 67,
di S. Marco al:e Cappelle - Di Puccio Ulivo, celibe, 74, di Pisa - Gieringer vedova
Mapèna Luisa, 90, di Bucarest Pierini
cav. uff. Guglielmo, coniugato, 58, di Livorno
- Pelleschi Giuseppe, celibe, 38, di Palaia
- Bagnoli Isola, nubile, 39, di Pisa - Di
Coscio Rosa, nubile, 72, di Pisa - Martini
Ernesto, coniugato, 35, d i Pisa - Burgalassi
Alesia, nubile, 34, di Castellina Marittima Ora nducci Otello, celibe, 21, di Pisa - Bianchi nei Gioia Alberta, 28, di Pisa - Roseilini Antonio, celibe, 44, di Cascina - Borsi
nei Giusti Palmira, 21, di Pisa
E più n. 8 al disotto di 5 anni.
CAMBIAMENTI DI RESIDENZA.
- Nella notte di lunedì scorso alle
ore 1,30 alcuni individui questionarono
fra loro sul lungarno Gambacorti presso
il ponte Solferino.
Uno della comitiva esplose cinque
colpi di rivoltella contro Arturo di Domenico Pasquini di anni 40, il quale
(immigrati).
(Emigrati).
Balan
Bulleri Ulderigo, a S. Miniato
Pietro, a Viareggio - Tarducci Luigi, a
Empoli - D' Ancona dottor Giuseppe, Malcontenti Oreste, Marchettini Domenico, a Firenze - Corsi Virgilio, a Cascina - Fruttero Ermete, a Genova - De Giorgi Luigi,
a Spezia.
Sunto degli atti legali inseriti nel n. 80
(6 marzo 1897) del supplemento al foglio
periodico della R. prefettura di Pisa.
- Avvisi in convocazione in assemblea
generale della società cooperativa di consumo
in Fauglia e della società cooperativa industriale di Volterra.
- Bilancio al 31 dicembre 1896 della
Società anonima del ponte sull' Arno presso
B occa di Zambra.
- E stato rinviato, con lo sbasso del 20
per cento, all'udienza del 29 aprile corr. del
tribunale civile di Volterra, l'incanto dei beni
escussi a danno dei sigg. Benci e Baroncini,
di Guardistallo, il prezzo del 1° lotto è ridotto a lire 851,20, quello del 2° lotto a
lire 1344.
- Estratto di bando per vendita immobiliare a pregiudizio del sig. Enrico Genua: il
primo esperimento avrà luogo il dl 6 maggio p. v., avanti il tribunale di Volterra.
Lotto unico. - Un appezzamento di terra
vitato, con una stalletta, posto in Serrazzano,
avente una superficie di ettari 1,31; gravato
da vincolo livellare a favore del comune di
Pomaranee ed in parte da vincolo di diritto
di miniera: per il prezzo offerto dal creditore
istante M lire 274,20.
- Il prefetto della provincia di Pisa
rammenta ai sindaci che l'invio I alla cassa
depositi e prestiti delle deliberazioni concernenti la trasformazione dei mutui, deve avere
luogo entro tre mesi dal giorno in cui sono
state date ai cemuni le istruzioni relative.
- Decreto prefettizio che autorizza il comune di Bientina, quale amministratore dei
locale spedale ed asilo Gerini, ad accettare
l'eredita disposta dalla defunta testatrice Maria Germi.
Sunto degli atti legali inseriti nel n. 81
(9 aprile 1897) del supplemento stesso.
-
La mattina del 31 maggio p. v., dinanzi al tribunale civile di Pisa, sarà posto a
pubblico incanto l' immobile di che appresso
da espropriarsi al sacerdote don Giuseppe
Vanni.
Una casa con terreno annesso, posta in
Cascina: per il prezzo offerto dal creditore
istante in lire 2235,60.
- Bilanci al 31 dicembre 1896 della
banca provinciale cooperativa pisana e della
banca popolare di Collesalvetti.
- Il prefetto della provincia di Pisa, ritenuto che furono portati a compimento i lavori assunti dall' impresa Grassi Mariani per
la difesa sulla destra dell' Era, invita coloro
che avessero crediti verso l'impresa stessa a
presentarne i titoli ai comuni di Pontedera,
Vicopisano e Calcinaia, nel termine di quindici giorni.
- L'intendenza di finanza di Pisa avvisa
che essendo andato deserto l' incanto gia tenuto per l'appalto della rivendita n. 6, posta
in Vecchiano (Torretta), nel di 29 aprile corr.
ne sarà tenuto un altro procedendosi all'aggi udicazione quand' anche non vi sia che un
solo offerente.
- L'ufficio del registro in Piombino rende
noto che nel di 28 aprile corr. sarà tenuto
un nuovo incanto per 1' affitto del padule di
Piombino (in due lotti): il prezzo d' incanto è
di lire 1403 per il 1° lotto e di lire 2710 per
il 2° lotto.
- È stato omologato il concordato concluso tra il fallito Silvio Mastalli ed i suoi
credi tori, sulla base del trenta per cento, e
sono stati accordati al fallito i benefici di cui
all'art. 839 del codice di commercio.
Avviso per aumento di sesto sui beni
escussi a danno del sig. Giuseppe Rossi di
Pontedera: il prezzo di provvisoria aggiudicazione fu di lire 3650: il termine utile a fare
l'aumento scade col di 20 aprile andante.
- Il cancelliere della pretura di Pisa
rende noto che il sac. don Niccola Verona,
parroco in comune di Seravezza, ha accettato
con benefizio di legge e d'inventario l'eredità
relitta dal frate Marc'Antonio Verona, morto
in Pisa il 1° febbraio 1897.
esattore comunale dì Guardistallo
avvisa che nel di 27 aprile corr., avanti la
pretura di Cecina sarà posta all'incanto,
La metà del palco n. 5 prinio ordine nel
teatro Virgilio Marchionneschi in Guardistallo:
per il prezzo minimo di lire 50.
- Avviso di convocazione, in assemblea
generale, della società cooperativa di consumo
in Barbaricina.
Prezzi delle gre.sce vendute in Pigi
nel mercato del 14 aprile 1897.
NB. i prezzi segnati nella I .A colonna sono
relativi ai generi venduti in partita fuori/fieni°.
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31,50
30,50
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