DALLE MADRI ALLA MADRE
Rebecca: il desiderio da dissetare
a cura di:
Antonella Anghinoni e Silvia Franceschini
© Silvia Franceschini, 2010
Rebecca: amore e generosità
• Il nome ‫ רבקה‬significa: laccio, corda, legame, finimento per legare più
animali insieme, mangiatoia e in senso figurato anche che avvince con la
sua bellezza
• Pronipote di Abramo, figlia di Betuel, sorella di Labano e nipote di
secondo grado di Isacco (Gen 22,20-23)
• Moglie di Isacco (Gen 24,67)
• Rebecca è molto bella, vergine, e non aveva conosciuto uomo (Gen
24,16; Gen 26,7)
• Rebecca è altruista, generosa, ospitale e sincera nelle risposte; si rivela
poi coraggiosa nell’affrontare l’incognita di un matrimonio con uno
sconosciuto (Gen 24)
• Intuitiva. Sostituisce gli occhi del marito cieco e vede il futuro con
chiarezza
1912, Aubain, Rebecca, Londra, Art
Renewal Center
Il vero protagonista
• Il viaggio del servo è raccontato con maestria, infatti l’autore ricorre a
procedimenti letterari diversi. Ne annoveriamo alcuni fra i più importanti
quali ad esempio:
- la ripetizione per 17 volte della parola cammelli dall’inizio alla fine del
racconto
- Sara fa da inclusione all’inizio e alla fine
- il servo di Abramo invoca il Signore tre volte: 24,12-14; 27; 56
- Il servo, poi si prostra a Dio per tre volte: v. 26; 48; 52
- Il ruolo di Rebecca è decisivo, fin dall’inizio l’esito del viaggio è
descritto come incerto, Abramo mette in conto il fallimento della missione.
I racconti dei patriarchi mettono in gioco delle libertà e rispettano la scelta
di ciascuno, a cominciare da quella di Rebecca
- Il protagonista vero risulta così essere Dio che invocato, guida la storia
per realizzare le sue promesse
XIV sec., Abramo invia il servo Eliezer,
incontro tra Eliezer e Rebecca,
miniatura dal Manoscritto coll.
Richelieu n.159, Parigi, Bibliothèque
National de France
Una moglie per Isacco
… Quando/E Abramo fu vecchio, arrivò nei giorni, e YHWH benedisse
Abramo in tutto. E disse Abramo al suo servo, il più vecchio della sua
casa, il governante in tutto ciò che (è) a lui: “orsù poni la tua mano sotto
la mia coscia/sesso, e ti farò giurare per YHWH, Dio dei cieli e Dio della
terra, che non prenderai a mio figlio per moglie (’iššâ) tra le figlie del
Cananeo, che io abitante in mezzo a lui, perché nella mia terra e nella mia
patria andrai e prenderai moglie (’iššâ) per mio figlio, per Isacco”. E il
servo disse a lui: “se non accetterà la donna (hā’iššâ) andare dopo di me
in questa terra, forse (’ûlay) (ritornare) farò ritornare tuo figlio alla terra
che uscisti da là?” E Abramo disse a lui: “guardati affinché tu non faccia
ritornare mio figlio là! YHWH Dio dei cieli che mi prese dalla casa di mio
padre e dalla terra della mia patria e che mi parlò e che mi giurò dicendo:
alla tua stirpe darò questa terra, lui stesso invierà il suo angelo davanti a
te, e prenderai moglie (’iššâ) per mio figlio da là. E se non accetterà la
donna (hā’iššâ) andare dopo di te sarai libero da questo mio giuramento.
Solamente non farai ritornare mio figlio là.” E il servo pose la sua mano
sotto la coscia/sesso di Abramo, suo signore, e gli giurò su questa cosa …
(Gen 24, 1-9)
2008, Lorella Cecchini, Rebecca, coll. priv.
Rebecca: un tramonto, un’anfora
… E il servo prese dieci cammelli dai cammelli del suo signore e andò e
ogni bene del suo signore era nella sua mano. E si alzò e andò verso
Aram dei due fiumi, verso la città di NāHôr. E fece inginocchiare i
cammelli fuori dalla città, al pozzo (delle acque), al tempo della sera,
al tempo in cui escono le attingenti. E disse: “YHWH, Dio del mio
signore Abramo, orsù fa fortuna oggi davanti a me e fa lealtà (Hesed)
con il mio signore Abramo! Ecco io stante presso la fonte delle acque,
mentre le figlie degli uomini (benôt ’anešê) della città uscenti per
attingere le acque. E sarà la ragazza (hanna‘ărā) alla quale dirò:
inclina la tua anfora e berrò, e che dirà: bevi, anche ai tuoi cammelli
farò bere, sia quella che hai deciso per il tuo servo, per Isacco. E in
questo conoscerò che hai fatto lealtà (Hesed) con il mio
signore”…(Gen 24, 10-14)
1999, Ratner Phillip, Rebecca, Bethesda, Dennis
and Phillip Ratner Museum
Rebecca: colei che disseta
… E avvenne che prima che avesse terminato di parlare: quand’ecco
Rebecca (Ribqâ) uscente, che fu partorita a Betuel figlio di Milca,
moglie di Nacor, fratello di Abramo, con la sua anfora sulla sua spalla.
La ragazza (hanna‘ărā) di buona visione molto, vergine, non aveva
conosciuto uomo. E scese alla fonte e riempì la sua anfora e risalì. Il
servo allora le corse incontro e disse: “orsù fammi bere un po’ d’acqua
dalla tua anfora”. Disse: “bevi mio signore”. E si affrettò e fece
scendere la sua anfora sulla sua mano e lo fece bere. E terminò di far
bere lui e disse: “anche per i tuoi cammelli attingerò fino a quando
termineranno di bere”. E si affrettò e svuotò la sua anfora
nell’abbeveratoio e corse ancora al pozzo per attingere e attinse per
tutti i cammelli di lui. E l’uomo era ammirante lei tacente, per
conoscere se YHWH fece riuscire il suo viaggio (o) se no …
(Gen 24, 15-21)
1650, Murillo, L’incontro di Eliezer e Rebecca al pozzo, Madrid, Prado
Rebecca: gioiello lucente
… e quando i cammelli terminarono di bere, l’uomo prese l’anello d’oro del
peso di mezzo siclo e glielo pose alle narici e gli pose sulle braccia due
braccialetti del peso di dieci sicli d’oro … (Gen 24,22)
• Solo a questo punto Eliezer si preoccupa delle sue origini, le chiede
informazioni sulla famiglia e i parenti, la ragazza risponde in modo
veritiero e conciso, forse perché quei gioielli addosso la attraggono e la
luce dell’oro le provoca una strana emozione, così corre ad annunciare
l’arrivo dello straniero, mostrando orgogliosa le braccia ornate e il viso
abbellito
1740, Piazzetta, Rebecca ed Eliezer al pozzo, Milano, Brera
Rebecca: figlia di Betuel
… E disse: “Di chi (sei) figlia tu? (bat) Orsù raccontamelo. Forse nella casa di
tuo padre (c’è) luogo per noi per pernottare?” Gli disse: “Io (sono) figlia
(bat) di Betuel, il figlio di Milca che partorì a Nacor”. E disse a lui: “(c’è)
anche molta paglia e anche foraggio da noi, e anche un luogo per passare
la notte”. E l’uomo si inginocchiò e si prostrò a YHWH e disse: “Benedetto
YHWH, Dio del mio signore Abramo che non lasciò la sua lealtà (Hesed) e
la sua fedeltà (’emet) dal mio signore. Quanto a me, YHWH mi ha guidato
sulla via fino alla casa dei fratelli del mio signore”. E la ragazza
(hanna‘ărā) corse e raccontò alla casa di sua madre tutte queste cose. E a
Rebecca (era) un fratello di nome Labano e Labano corse verso (’el)
l’uomo verso fuori verso (’el) la fonte. E avvenne che nel vedere l’anello e i
braccialetti sulle mani di sua sorella e nell’ascoltare le parole di Rebecca,
sua sorella: “così mi ha parlato quell’uomo”, e venne all’uomo, ed ecco
stante presso (‘al) i cammelli presso (‘al) la fonte. E disse: “vieni benedetto
da YHWH! Perché stai fuori mentre io ho preparato la casa e un luogo per i
cammelli?” E l’uomo entrò in casa e scaricò i cammelli e diede paglia e
foraggio ai cammelli e acque per lavare i suoi piedi e i piedi degli uomini
che (erano) con lui. E gli fu posto davanti da mangiare e disse: “non
mangerò fino a che non parli le mie parole.” E disse: “parla” … (Gen 24,
23-33)
1700 ca., Solimena, Rebecca
ed Eliezer al pozzo, Venezia,
Gallerie dell’Accademia
Rebecca: dialogo per un matrimonio
… E disse: “io (sono) un servo di Abramo, YHWH ha benedetto molto il mio
signore, e fu grande, gli ha dato gregge e mandria, oro e argento, servi e serve,
cammelli e asini. Sara (Śārâ), moglie (’ēšet) del mio signore ha partorito un
figlio al mio signore, dopo la vecchiaia di lei, al quale egli ha dato tutto ciò che
è a lui. E il mio padrone mi ha fatto giurare: non prenderai per mio figlio una
moglie (’iššâ) tra le figlie del Cananeo, che io abito nella terra di lui, piuttosto
andrai alla casa di mio padre, alla mia famiglia, e prenderai moglie (’iššâ) per
mio figlio. Io dissi al mio signore: forse la donna (hā’iššâ) non andrà dietro di
me. E mi disse: YHWH che cammino davanti a Lui invierà il suo angelo con te e
farà riuscire la tua strada, e prenderai moglie (’iššâ) per mio figlio dalla mia
famiglia e dalla casa di mio padre. Sarai sciolto solamente dalla mia
maledizione quando andrai dalla mia famiglia. E se non volessero dartela, sarai
sciolto dalla mia maledizione. E oggi sono arrivato alla fonte e ho detto:
YHWH, Dio del mio signore Abramo, se tu mi fai riuscire in questa via nella
quale sto andando, ecco, io sto presso la fonte delle acque, e sarà la fanciulla
(hā‘almâ) che uscirà ad attingere, alla quale dirò: orsù fammi bere un poco
d’acqua dalla tua anfora, e mi dirà: bevi anche tu, e anche per i tuoi cammelli
attingerò, quella sarà la moglie (hā’iššâ) che YHWH decise per il figlio del mio
signore. Io non avevo ancora terminato di dire al mio cuore, ed ecco Rebecca
uscire con la sua anfora sulla sua spalla, e scese alla fonte e attinse, io allora
le dissi: fammi bere orsù … (Gen 24, 34-45)
1648, Poussin, Rebecca ed Eliezer al pozzo, Parigi, Louvre
Doni per Rebecca
… E si affrettò e fece scendere la sua anfora da lei e disse: bevi, anche ai tuoi
cammelli farò bere. E io bevvi e fece bere anche ai cammelli. E chiesi a lei e
dissi: di chi (sei) tu figlia? E disse: (sono) figlia di Betuel, figlio di Nacor
che gli partorì Milca. E posi l’anello sul suo naso/narici (’ap) e i
braccialetti sulle sue mani/braccia (yad). E mi inginocchiai (qdd e
inclinarsi) e mi prostrai a YHWH e benedissi YHWH Dio del mio signore
Abramo che mi guidò nel viaggio (di) fedeltà/sicurezza (’ĕmet) per prendere
la figlia del fratello del mio signore per suo figlio. E adesso, se voi fate
lealtà e fedeltà verso il mio signore, raccontatemi, e se no, raccontatemi, e
mi volgerò a destra o a sinistra. E rispose Labano e Betuel e dissero: “da
YHWH uscì la cosa, non potremo parlare a te male o bene Ecco Rebecca
davanti a te: prendi e và e sia moglie per il figlio del tuo signore, come
parlò YHWH”. E fu come ascoltò il servo di Abramo le loro parole, si
prostrò a terra a YHWH. E fece uscire il servo oggetti di argento e oggetti
d’oro e vesti e li diede a Rebecca, e preziosità diede a suo fratello e a sua
madre. E mangiarono e bevvero lui e gli uomini che erano con lui e
pernottarono. E si alzarono al mattino e disse: “inviatemi al mio signore”.
E disse suo fratello e sua madre: “resti la ragazza con noi dei giorni, una
decina, dopo andrai” … (Gen 24, 46-55)
1670, Loth, L’incontro di Eliezer e Rebecca al pozzo, San Pietroburgo,
Museo dell’Hermitage
La scelta di Rebecca
… E disse a loro: “non ritardatemi, e YHWH fece riuscire il mio viaggio.
Inviatemi, e andrò dal mio signore!”. E dissero: “chiamiamo la ragazza
e chiediamo a lei”. E chiamarono Rebecca e le dissero: “andrai con
questo uomo?”. E disse: “andrò”. E inviarono Rebecca la loro sorella e
la sua nutrice e il servo di Abramo con i suoi uomini. E benedissero
Rebecca e le dissero: “tu sorella nostra diventa migliaia di moltitudine e
la tua stirpe si impadronisca della porta dei suoi nemici!”. E Rebecca si
alzò e le sue ragazze, e cavalcarono sui cammelli e andarono dietro
l’uomo. E il servo prese Rebecca e andò. E Isacco veniva dal rientrare
dal pozzo di Lacai Roi, e lui abitava nella terra del Negheb …
(Gen 24, 56-62)
1751 ca., Tiepolo Gian Domenico, L’incontro di Eliezer e Rebecca al pozzo,
Parigi, Museo del Louvre
Rebecca: un mancamento d’amore
… Isacco per meditare nella campagna al volgere della sera sollevò i
suoi occhi e vide, ed ecco venire i cammelli. E Rebecca sollevò i
suoi occhi, e vide Isacco, e cadde dal cammello … (Gen 24,63-64)
• Rebecca, non scese affatto dal suo cammello, tutt’altro, cadde
letteralmente perché fu presa da un tale mancamento, da brividi
che le corsero lungo la schiena, che le sue membra si indebolirono
terribilmente e scivolò giù … ma senza toccare suolo … la
sosteneva infatti la forza dell’amore
1640, Castiglione, Incontro di Isacco e Rebecca, Sanpietroburgo, Hermitage
Rebecca: entra nella tenda
… E Isacco, la fece entrare nella tenda di sua madre Sara e prese Rebecca e fu
moglie per lui e la amò e Isacco fu consolato dopo la morte della madre …
(Gen 24,67)
• Isacco introduce Rebecca in una tenda fatta di un tetto di colore scuro, quasi
nero, tessuto con peli di capra.
• La tenda rappresenta uno dei luoghi più intimi che racchiude molti segreti, a
partire da quelli dell’amore …
• L’essenza più alta dell’amore è a-mors: privazione di morte
• La tradizione rabbinica narra che: Quando Sara era viva, una nuvola era legata
all’ingresso della sua tenda; quando morì, la nuvola cessò. Venuta Rebecca,
tornò la nuvola. Mentre Sara era viva, le porte della sua casa erano largamente
aperte agli ospiti; morta Sara, cessò questa larghezza. Venuta Rebecca tornò
questa larghezza. Quando Sara era viva, la sua pasta era benedetta; morta Sara,
cessò questa benedizione. Venuta Rebecca tornò. Quando Sara era al mondo,
un lume era acceso dalla notte del Sabato alla notte del Sabato seguente; morta
Sara, cessò questo lume. Venuta Rebecca tornò. (Genesi Rabbà 35,15)
1896-1902, James Jacques Joseph Tissot,
Incontro di Rebecca e Isacco
Rebecca: serenità per Isacco
… Ghimel Essa gli dà felicità/gli fa solo bene e non male
e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita ... (Pr 31,12)
• È quanto fece Rivkà che, secondo il midrash, sostituì
degnamente la figura di Sara riportando la serenità nella vita
del marito Isacco, disperato dopo la morte della madre
1665-67, Rembrandt, La sposa ebrea, Rijksmuseum, Amsterdam
Rebecca: seno chiuso alla vita
• Rebecca ha il ventre sterile (Gen 25,21), 'ăqārâ, sradicata,
sradicante, un innesto infertile
• La sterilità fisica della donna, la sua incapacità di generare e
dare la vita, nella Bibbia allude anche a una sterilità teologica,
il cui valore sta ad indicare che la nascita di un figlio sarà
esclusivamente dono di Dio
• Solo l’azione di Dio può rendere fertile tutto ciò che è arido,
solo il seme di Dio può fecondare il deserto
1931, Chagall,Rebecca al pozzo,
guazzo preparatorio per la Bibbia,
Nizza, Musée National Message
Biblique Marc Chagall
Parola dello sposo sulla sterilità
•
Isacco prega, e ancora una volta c’è un grande amore, la sollecitudine di un
affetto profondo contro la sterilità
• Il midrash narra che Isacco partì per il monte Moria (il luogo della sua legatura) e
ivi giunto supplicò l’Altissimo con queste parole: “Signore del cielo e della terra,
la cui misericordia riempie il mondo, Tu, prendesti mio padre dalla terra in cui
abitava e lo conducesti in questo paese, assicurandogli che lo avresti dato ai suoi
discendenti. Gli dicesti che sarebbero stati tanto numerosi come le stelle del cielo
e come la sabbia del mare. Che si compiano ora le tue parole. Dai anche a noi una
discendenza, che confermi quanto promettesti a mio padre”. Anche Rebecca si
unì alla supplica del marito: “Dammi, o Signore, una discendenza che, conforme
alla tua parola, sia una benedizione per questo paese”
… Isacco supplicò il Signore per sua moglie perché era sterile e il Signore lo esaudì
(si lasciò pregare) così che sua moglie Rebecca divenne incinta … (Gen 25,21)
• Il verbo ‘ātar significa pregare, esaudire, il sostantivo formato da questo verbo è
‘ātār profumo, fumo (Ez 8,18) e adoratore (Sof 3,10) e invita a pensare a volute
innalzatesi da altari, carne che brucia sul fuoco, olezzo votivo. Il Talmud inoltre
insegna che ‘eter significa forcone, tridente, e supplica; così racconta che come il
tridente sarchia e rivolta la terra così la supplica capovolge il destino, tramuta la
realtà nel suo contrario
1360, Jean de Mandeville, Nascita di
Esaù e Giacobbe, miniatura, Londra,
National Library
Metà XIV sec., Nascita di Esaù e
Giacobbe, miniatura dal Manoscritto
coll. Richelieu n. 8, Parigi,
Bibliothèque National de France
Rebecca: un oracolo, due figli e una
grazia sovrabbondante
• La gravidanza di Rebecca si rivela difficile, due vite lottano nel suo ventre, un
accadimento straordinario mai udito prima
… Dio disse: “due nazioni sono nel tuo grembo, due popoli dalle tue viscere si
separeranno, e un popolo sarà più forte dell’altro popolo, e il grande servirà il
piccolo” … (Gen 25,23)
… E uscì il primo rosso e tutto come un mantello di pelo, e lo chiamarono Esaù. E
dopo di lui uscì suo fratello e teneva in mano il calcagno di Esaù, e fu chiamato
Giacobbe … (Gen 25,25-26)
• La diversità fisica dei due figli preannuncia la loro diversità d’indole, come il
testo biblico suggerisce: cacciatore e uomo della steppa Esaù, tranquillo e
casalingo Giacobbe
1990, Ratner Phillip, Rebecca con Esaù e
Giacobbe, Bethesda, Dennis and Phillip
Ratner Museum
Rebecca: bellezza rischiosa
… venne una carestia […] e Isacco andò a Gerar presso Abimelech, re
dei Filistei … (Gen 26,1)
• Isacco teme di perdere la moglie e di più, la sua stessa vita, a causa
della sua straordinaria bellezza
• Isacco si fa sorprendere a ‫ צחק‬ridere, giocare, accarezzare ma in senso
sessuale
… Abimelech ordinò a tutto il popolo:“chi tocca quest’uomo e sua
moglie certamente morirà!”. E Isacco seminò in quella terra e
raccolse quell’anno il centuplo. Così Dio lo aveva benedetto …
(Gen 26,11-12)
1517-19, Raffaello e bottega, Abimelech spia Isacco e Rebecca, affresco,
Roma, Logge Vaticane
Rebecca: inganni e benedizioni
• Isacco è divenuto cieco ed avverte la morte ormai vicina; desidera perciò
benedire il figlio maggiore per comunicargli in tal modo la propria forza
vitale
• Rebecca, eroina astuta e raffinata grazie alle sue arti femminili ascolta
nascosta, inganna suo marito, manovra con furbizie le azioni del figlio,
cucina con gusto due capretti e del pane, ruba le vesti favorite di Esaù, e
con bravura traveste collo e mani di Giacobbe con pelli di piccole capre
• Rebecca, vede dove il marito, ormai cieco non riesce più a vedere, lo
inganna affinché la voce di Dio possa realizzarsi, e poi, con strategia e
abilità femminili, salva il custode della benedizione
• Quando il figlio prediletto dimostra esitazione, la madre coraggiosa
ribatte:
… Sia su di me la tua maledizione, figlio mio! Ascolta solamente la mia voce,
và e prendi per me (i capretti) … (Gen 27,13)
1638, Flinck, Isacco benedice Giacobbe, Amsterdam, Rijksmuseum
Rebecca: un amore che slega
• Isacco ama Esaù, forse in quel figlio vede l’autonomia che egli non ha
mai avuto. Del resto non è un amore gratuito: Esaù soddisfa le esigenze
paterne procurandogli quella cacciagione che adora
• Rebecca si affeziona particolarmente al suo secondogenito, sente di
doverlo aiutare ad affrontare la vita. Ma la legge del clan non dà a chi ha
bisogno, ma a chi viene prima. La madre rimedia a quell’ingiustizia con
un sotterfugio. Giacobbe deve prendersi quello che la vita non gli ha dato
altrimenti soccomberà
• La vita di Giacobbe cambierà radicalmente dopo le parole benedicenti del
padre, egli sarà finalmente in grado di andare, di affrontare da solo il
mondo
• La particolarità dell’amore di Rebecca nei confronti del figlio più debole
non sta nell’intensità, Rebecca ama i suoi figli senza legarli, fornendo loro
tutte le possibilità per camminare da soli. La sua capacità materna è quella
di coniugare amore, astuzia e autonomia
XV sec., Nascita di Esaù e Giacobbe,
miniatura dal Man. coll. Richelieu n. 9,
Parigi, Bibliothèque National de France
XV sec., miniatura da Bibbia Historiale,
Nascita dei gemelli Esaù e Giacobbe,
Museum Meermannno Westreenianum
Rebecca: voce ascoltata, voce di
salvezza
• Episodio di vita quotidiana che svela l’affettuosa armonia di pensieri e
volontà che regna in questa famiglia dove il marito ascolta con
attenzione e asseconda il volere della moglie
• Rebecca, abile stratega muove le fila degli eventi. Parla prima con
Giacobbe e gli dice di andare a Caran dallo zio Labano finché l’ira di
Esaù non si è placata (Gen 27,42-45). Poi parla con Isacco e dice che la
vita la disgusta a causa dei matrimoni di Esaù con delle Ittite, delle
straniere idolatre; occorre che Giacobbe trovi una moglie della famiglia
(Gen 27,46)
• Isacco chiama Giacobbe e lo fa partire con il pretesto del matrimonio
(Gen 28,1-5). In realtà la manovra dell’astuta madre riesce alla
perfezione: il custode della benedizione si salva così dal fratello che,
mosso dall’ira vuole ucciderlo, e in più trova realmente una moglie
meravigliosa … anzi due … ma questa è un’altra storia …
1450 ca., Hesdin of Amiens, Saluto
di Isacco a Giacobbe
Rebecca: sepolta nella terra promessa
• Rebecca e Isacco, proprio allo stesso modo di Abramo e Sara,
furono seppelliti nel campo di Macpela, di fronte alle querce di
Mamre, nel paese di Canaan (Gen 49, 31)
• Anche dopo la morte i due sposi si trovano uno accanto
all’altra; il progetto di Dio li aveva uniti, e neppure il mistero
della morte riuscì a separarli
XX sec., Anonimo, Il Campo di Mamre
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Rebecca - Basilica di San Zeno Maggiore