SOMMARIO
EDITORIALE
STORIA DELLA MEDICINA
5 Pronto Soccorso
25 Ciarlatani e medicastri: i mercanti della salute
a Verona tra Seicento e Settecento
NOTIZIE DALL’ORDINE
6 Verbali del Consiglio e delle Commissioni
FNOMCeO
35 Elezioni FNOMCeO: intervista ad Amedeo Bianco
ALBO ODONTOIATRI
8 Verbali della Commissione Odontoiatri
ENPAM
37 Il punto sull’Enpam
40 Approvata la riforma sulle pensioni Enpam
LETTERE AL DIRETTORE
10 Promozione tennis per i “Camici Bianchi”
SINDACATI MEDICI
43 Tavolo tecnico Ministero Salute su riordino cure
AGGIORNAMENTO
11 Cisti Follicolare Mandibolare: Caso Clinico
16 Screening e diagnosi del diabete gestazionale
LIBRI RICEVUTI
(SNLG–ISS novembre 2011)
45 La malattia tra sintomo e simbolo.
PROFESSIONE E LEGGE
17 Abolito il documento programmatico sulla sicurezza
primarie e integrazione ospedale-territorio
previsto dal “codice privacy”
Racconti, immagini e luoghi di cura nella letteratura
tedesca
47 Salviamo la memoria
GIOVANI E PROFESSIONE
48 S.O.S. - Sostituzioni
ATTUALITÀ
18 Canone RAI per i computer negli studi medici?
20 Novità fiscali 2012
24 Costruire la Sanità
TEMPO LIBERO
49 Chi cerca... trova
ORDINE DEI MEDICI E ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI VR
Nuovo Orario di Apertura
della Segreteria dell’Ordine
Lunedì
dalle ore Martedì
Mercoledì
dalle ore 9,00
dalle ore 9,00
Giovedì
Venerdì
dalle ore 9,00
alle ore 17,00 (Continuato)
dalle ore 9,00
alle ore 13,00
Sabato chiuso
VERONA MEDICA
9,00
alle ore 13,00
alle ore 17,30 (Continuato)
alle ore 13,00
3
VERONA MEDICA
Bimestrale di informazione medica
Bollettino Ufficiale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Verona
Anno XLVII n. 2 Aprile 2012
Sped. in a.p. - 70% - Filiale di Verona
Registrazione del Tribunale di Verona
n.153 del 20/3/1962
ORDINE DEI MEDICI E DEGLI ODONTOIATRI
DELLA PROVINCIA DI VERONA
VERONA - Palazzo Vitruvio Cerdone - Via Locatelli, 1 - 37122 Verona
tel. 045 8006112 / 045 596745 - fax 045 594904
web: www.omceovr.it
Direttore Responsabile
Roberto Mora
Comitato di Redazione
Battaglia Giuseppe, Bovolin Francesco, Carrara Giorgio, Marchi Carlo,
Mora Roberto, Orcalli Francesco, Peroni Alberto,
Peruzzini Carlo Matteo, Tosi Gelmino,
Consiglio Direttivo
Presidente: Roberto Mora
Vice-Presidente: Roberto Fostini
Segretario: Lucio Cordioli
Tesoriere: Fabio Marchioretto
Consiglieri
Giorgio Accordini, Francesco Bovolin, Giorgio Carrara,
Fabio Facincani, Alfredo Guglielmi, Giuseppe Lombardo, Annamaria Molino,
Francesco Orcalli, Francesco Oreglia, Carlo Matteo Peruzzini, Carlo Rugiu,
Claudio Salvatore, Francesco Spangaro
Revisori dei Conti
Vania Teresa Braga, Mario Celebrano, Giuseppe Costa
Revisore dei Conti Supplente
Elena Piazzola
Commissione Odontoiatri
Francesco Oreglia, Elena Boscagin, Francesco Bovolin,
Gino Cavallini, Gianpaolo Paoletti
Fotocomposizione Videoimpaginazione
e stampa
Girardi Print Factory
Via Maestri del Lavoro, 2 - 37045 Z.I. Legnago (Vr)
tel. 0442 600401
e-mail: [email protected]
Foto di Copertina
Mora Roberto
– Tallin (Estonia) –
Inserzioni
pubblicitarie sul
Bollettino
Spazio
1/2 pagina interna (bianco e nero)
€
400,00
€
300,00 (per uscita)
€
250,00 (per uscita)
1 pagina interna (bianco e nero)
€
500,00
€
400,00 (per uscita)
€
350,00 (per uscita)
2ª e 3ª pagina di copertina (a colori) €
800,00
€
600,00 (per uscita)
€
500,00 (per uscita)
4ª pagina di copertina (a colori)
€
1000,00
€
800,00 (per uscita)
€
600,00 (per uscita)
4
1 uscita
3 uscite
5 uscite
VERONA MEDICA
EDITORIALE
Pronto
Soccorso
Ad attirare l’attenzione dei media,
questa volta, è toccato al Pronto
Soccorso del Policlinico Umberto
Primo di Roma. La fila di malati in attesa e la precarietà dei pazienti alloggiati su barelle (qualcuno anche per
terra) ha fatto il giro sui TG.
Immancabili le polemiche ed il rimpallo delle responsabilità, che come
sempre, in questi casi, non si riesce
capire di chi sono.
A detta di tutti comunque non dei
medici che, stavolta l’hanno riconosciuto anche i giornalisti, fanno quel
che possono.
Ma una volta assolti quelli del Pronto
Soccorso, ad esser chiamati in causa, sono stati i Medici di Famiglia,
accusati di non farsi mai trovare.
È sceso in campo anche il Presidente dell’IPASVI, al quale ha voluto rispondere con una simpatica e-mail
una dottoressa della mia ASL, raccontandogli il lavoro che facciamo
tutti i giorni e spiegandogli che se i
Pronto Soccorso scoppiano, i nostri
ambulatori non sono in condizioni
migliori.
Nota positiva il fatto che, almeno
stavolta, non ci sono state guerre
sindacali; tutti hanno ribadito che le
responsabilità, se ci sono, non toccano ai camici bianchi.
Le cause del malessere sono diverse
e complesse. Tra queste la possibilità di saltare le lunghe attese per l’accesso alla diagnostica e ai consulti
specialistici; ma non ultime le scelte “logistiche”, che come noto non
sono fatte dai medici.
Negli stessi giorni, la nostra stampa locale riportava la vicenda di una
famiglia (5 persone) intossicata dal
monossido di carbonio. Tutte salve,
grazie alla telefonata fatta “in extremis” dal figlio più grande e alla felice
intuizione dell’operatore del 118, che
con grande professionalità ha fatto
intervenire ben due ambulanze e disposto per il trasporto dei più gravi
(due) nell’unità di terapia iperbarica.
La notizia, però, è rimasta sulla stampa locale.
Qualche tempo fa nel mio studio ho
visto H.H. che lamentava un dolore
alla coscia destra. Alla visita presentava una tumefazione muscolare e
ricordando che per quel “disturbo”
l’avevo già visto un anno prima consultavo la sua cartella dove scoprivo che la tumefazione era presente
già allora ed era stata indagata con
l’ecografia che aveva concluso per
“lipoma”.
Spiegavo ad H. che per risolvere il
suo problema doveva farsi vedere
dall’ortopedico e decidere per la pro­
grammazione della rimozione chirurgica.
H. se ne andava poco convinto, o
forse deluso perché non gli avevo
prescritto qualche giorno di riposo.
Il giorno dopo H. me lo sono ritrovato
in ambulatorio con un foglio del Pronto Soccorso che mi informava che si
era fatto trasportare là dall’ambulanza un’ora dopo la mia visita. Perché,
mi diceva, appena a casa il dolore si
era fatto talmente acuto da non concedergli più di camminare.
Così H. era stato sottoposto ad alcune radiografie, ad una nuova ecografia e alla visita dell’ortopedico
che consigliava ad H. di rimuovere il
lipoma se il dolore fosse continuato;
e mi informava che intanto gli potevo
prescrivere del paracetamolo.
Il collega del P.S. che l’aveva dimesso, con il codice verde, consigliava
riposo per otto giorni, ed H. era tornato in ambulatorio proprio per questo. Gli serviva il certificato.
Stamane ho inviato i famosi flussi.
Nel mese di febbraio, nel mio ambulatorio, i “contatti” sono stati 1090
(visite domiciliari escluse). Mi dicono
che sono nella media.
Qualche giorno fa, il mio segretario
provinciale mi ha raccontato che aveva fatto un po’ di conti concludendo
che se ci spartissimo i codici bianchi
dei vari P.S. ci spetterebbe qualcosa
di più di mezzo paziente al giorno,
ed azzardava l’ipotesi che con le famose AFT (Aggregazioni Funzionali
Territoriali) forse potremmo anche
concorrere a liberare di quel fardello i
colleghi dell’ospedale.
Ben vengano dunque le AFT, sperando possano davvero ridurre le file
al Pronto Soccorso.
Nel frattempo per concludervi la storia del Sig. H.H.: lui ha deciso di non
togliersi il lipoma.
Forse sta pensando che gli può tornare utile un’altra volta.
Roberto Mora
VERONA MEDICA
5
NOTIZIE DALL’ORDINE
Verbali
del Consiglio
e delle
Commissioni
VERBALE SEDUTA DI CONSIGLIO
DELL’11 GENNAIO 2012
Presenti: Mora, Fostini, Cordioli,
Marchioretto, Accordini, Bovolin,
Carrara, Guglielmi, Lombardo,
Molino, Orcalli, Oreglia, Peruzzini,
Rugiu, Salvatore, Spangaro
Revisori dei Conti: Celebrano,
Costa, Braga, Piazzola
Direttore: Cerioni
Avvocato: Gobbi
Assenti Giustificati: Facincani
Il Presidente constatata la presenza
del numero legale dichiara aperta la
seduta.
Formula l’augurio di benvenuto ai consiglieri ed ai revisori – chiede quindi a
ciascuno dei presenti un breve intervento di presentazione, al termine del
quale dichiara aperta la seduta per la
discussione degli argomenti all’ordine
del giorno.
1) COMMISSIONI: il Dott. Mora illustra dettagliatamente quali sono le
commissioni previste per il triennio ed
auspica che ogni consigliere e revisore manifesti la propria disponibilità
e l’impegno di una fattiva collaborazione; propone che all’interno di ciascuna commissione i vari componenti
eleggano il referente. Le commissioni
sono le seguenti:
• VERONA MEDICA – COMUNICAZIONI E RAPPORTI CON I MEDIA
• PSICOTERAPEUTI
• PROPOSTA REVISIONE CODICE
DEONTOLOGICO – COMMISSIO­
NE DI BIOETICA
• PUBBLICITà E AUTORIZZAZIONI
LEGGE REGIONALE N. 22/2002
6
• ESAMI DI STATO E RAPPORTI CON
L’UNIVERSITà
• E.C.M. E AGGIORNAMENTO
• GIOVANI MEDICI E NEOABILITATO
• TERRITORIO/OSPEDALE
• PRYVACY E LEGGE 81 (EX LEGE
626) MEDICINA DEL LAVORO
• INFORMATIZZAZIONE E PAGINA
WEB
• PARI OPPORTUNITà
• FEDERAZIONE REGIONALE
• ENPAM E PREVIDENZA
Fa presente l’importanza che riveste
la commissione E.C.M. i cui compiti
sono molto importanti sia nei confronti dei colleghi sia nei rapporti con
le istituzioni.
Propone quindi il Dott. Orcalli e il Dott.
Rugiu quali componenti nel consiglio
della Federazione Regionale – il consiglio approva.
Comunica che la commissione di
disciplina per l’albo dei medici sarà
formata esclusivamente dai quindici
consiglieri.
È demandata ai 5 componenti odontoiatri la commissione di disciplina riguardante esclusivamente gli iscritti al
predetto albo.
Prosegue il suo intervento segnalando ai presenti che i componenti li consiglio, i revisori la commissione odontoiatri sono coperti da assicurazione
IN ITINERE durante l’espletamento
della loro attività ordinistica.
In una successiva riunione verranno
definiti i compensi (gettoni di presenza) relativi alla partecipazione ai consigli.
2) ISCRIZIONI E CANCELLAIZONI
Vengono approvate all’unanimità.
3) VARIE ED EVENTUALI
a) interviene il Dott. Salvatore il quale
pone il problema relativo ai codici
INPS per i medici libero professionisti e per i sostituti di medicina
generale. L’argomento verrà ridiscusso in una successiva riunione dando mandato al segretario
Cordioli di interpellare la dirigente
dell’INPS Dott.ssa Boncompagni.
b) interviene quindi il Dott. Orcalli
il quale pone il problema relativo
alla tutela dei colleghi che molto
spesso vengono ingiustamente
accusati dai media di MALPRA­
CTICE. Il consiglio in merito a
quanto segnalato dal Dott. Orcalli
ritiene si a necessario promuovere
varie iniziative a mezzo delle quali
l’Ordine sia promotore di una sensibilizzazione sulle attività meritevoli di comunicazione svolte dai
colleghi.
c) vengono approvati i rinnovi ed i
relativi compensi da erogare annualmente ai consulenti esterni fiscalista - consulente del lavoro –
medico competente – consulente
della sicurezza luoghi di lavoro ,
fermi restando gli importi erogati
nel triennio precedente.
4) RELAZIONI ISTRUTTORIE
Lasciano l’aula i revisori, i componenti
la commissione odontoiatri, l’avvocato ed il direttore.
Esaminati i documenti presentati ven­
gono adottati i seguenti provvedimenti:
Dott. XX – Archiviazione
Dott. XY – Archiviazione
Dott. XZ – Archiviazione
Dott. ZX – Archiviazione
Dott. YY – Archiviazione
Dott. ZY – Archiviazione
Dott. YX – Attesa risposta dal collega
offeso
Dott. KX – Apertura procedimento
disciplinare e sospensione in attesa
sentenza magistratura – relatore Dott.
Orcalli.
Nuovo
Consiglio Direttivo
SIMG
In occasione della Assemblea elettiva
svoltasi venerdì 23 marzo, si è proceduto
alla elezione del nuovo Consiglio Direttivo della Sezione di Verona della Società
Italiana di Medicina Generale che per
il prossimo triennio risulta così composto:
Dr. Mario Celebrano
Presidente
Dr. Carlo Andrea Franchini
Vicepresidente
Dr.ssa Raffaela Marrocchella
Segretario
Dr.ssa Caterina Pastori
Tesoriere
La Redazione di Verona Medica si complimenta con gli eletti ed augura loro
buon lavoro.
VERONA MEDICA
NOTIZIE DALL’ORDINE
VERBALE SEDUTA DI CONSIGLIO
DEL 14 FEBBRAIO 2012
Presenti: Mora, Fostini, Cordioli,
Accordini, Bovolin, Carrara,
Facincani, Guglielmi, Lombardo,
Molino, Orcalli, Oreglia, Peruzzini,
Rugiu, Salvatore, Spangaro
Revisori dei Conti: Celebrano,
Costa, Braga, Piazzola
Direttore: Cerioni
Avvocato: Gobbi
Assenti Giustificati: Marchioretto
mazione continua sul “GOVERNO
CLINICO” realizzato in partnerschip tra FNOMCeO e Ministero
della Salute.
Il Presidente constatata la presenza
del numero legale dichiara aperta la
seduta.
a)
1) LETTURA ED APPROVAZIONE
VERBALE PRECEDENTE
Il Verbale del precedente Consiglio dell’11.01.2012, viene approvato
all’unanimità.
2) DELIBERE AMMINISTRATIVE
Il Presidente illustra le delibere poste
all’esame del Consiglio, riguardanti l’acquisto di nuovi computers e le
spese per il Bollettino Verona Medica.
Le delibere, che faranno parte del
presente verbale, vengono approvate
all’unanimità.
3) COMUNICAZIONI
a) Il Presidente illustra brevemente
due circolari della FNOMCeO:
la prima riguardante il regolamento FNOMCeO/OMCeO in rete
nella quale sono esplicitate le procedure di adesione al “Partnerariato”, ai fini dell’accreditamento
di eventi formativi presso la Commissione Nazionale ECM.
Su tale argomento il Presidente
informa il Consiglio che l’Ordine
di Verona ha già aderito all’iniziativa che prevede che la richiesta
di contributi per eventuali accreditamenti, dovrà essere inviata direttamente all’AGENAS e non alla
FNOMCeO.
La seconda circolare informa che
dal 9 febbraio c.a. è presente sul
portale della Federazione Nazionale il Corso “FAD 2012 ” avente
come tema la sicurezza dei pazienti e degli operatori; questo
corso è il terzo dei tre eventi di for-
VERONA MEDICA
b)
c)
-
d)
e)
Il Presidente, proseguendo il Suo
intervento sulla Formazione Continua e comunica che la Regione
Veneto, sta attuando nuove proposte e regole per l’E.C.M., le quali
prevederanno il coinvolgimento di
vari colleghi medici nominati dalla
Federazione Regionale degli Ordini. Segnala infine, che la Responsabile del servizio ECM Regionale
è la Dr.ssa Maria Teresa Mannoni
con la quale la FROMCeO Veneto ha da tempo aperto una fattiva
collaborazione.
Il Dr. Mora comunica di aver concordato il rinnovo delle consulenze
legali con lo Studio Donella, con
un costo annuo pari a € 15.000,00
più IVA, avvalendosi della collaborazione degli Avvocati Gobbi e
Zanoni
Il Presidente illustra al Consiglio la
proposta per un nuovo contratto di
prestazione d’opera professionale (ex art. 2229 c.c. e seguenti) a
favore dell’attuale Direttore Giorgio
Pier Paolo Cerioni e chiede al Consiglio stesso la sua approvazione.
Il Consiglio, sentite le motivazioni
illustrate dal Presidente e dal Segretario, lo approva all’unanimità..
Il contratto è parte integrante del
presente verbale.
COMMISSIONI
Dopo un breve intervento del Presidente, vengono elencati i vari
Referenti nominati per le rispettive
Commissioni. Rimangono ancora
da definire le nomine dei Referenti
per le seguenti Commissioni:
Revisione Codice DeontologicoPrivacy e Medicina del Lavoro –
Pari opportunità – ENPAM e Previdenza.
Il Presidente chiede l’approvazione della Convenzione per lo
svolgimento del Tirocinio ai fini
dell’Esame di Stato di Abilitazione
dell’esercizio della professione di
Medico Chirurghi, tra l’Università
di Verona, la Provincia Autonoma
di Trento e gli Ordini di Verona e
Trento.
Il Consiglio approva.
INPS – Codici PIN
Il Presidente segnala che la Segreteria dell’Ordine si attiverà al fine
di ottemperare alle richieste dei
Colleghi liberi professionisti che
necessitano del codice PIN per la
trasmissione dei certificati telematici in occasione di sostituzioni dei
Medici di Medicina Generale. Tale
procedura potrà essere effettuata
anche nei confronti di colleghi che
ne facciano richiesta
4) ISCRIZIONI E CANCELLAZIONI
Le iscrizioni e cancellazioni vengono
approvate
MEDICI - CHIRURGHI
Iscrizioni neo-abilitati:
Dott. BUDUI Simona Luciana
Iscrizioni per trasferimento da altro
Ordine:
Dott. CAPIZZI Barbara da TREVISO
Cancellazioni su richiesta:
Dott. BALTIERI Gian Luigi
Dott. CAPRINI Giovanni
Cancellazioni per decesso:
Dott. NICOLINI Sante
Cancellazioni per trasferimento ad
altro Ordine:
Dott. CATALANO Concetto
a CATANIA
ODONTOIATRI
Iscrizioni neo-abilitati:
Dott. PEROZENI Gabriele
PRIMA DI PROCEDERE ALLE RELAZIONI ISTRUTTORIE, ESCONO
DALLA SALA I CONSIGLIERI ODONTOIATRI, I REVISORI DEI CONTI, IL
DIRETTORE E L’AVVOCATO.
RELAZIONI ISTRUTTORIE
La Commissione Disciplina Medici
Chirurghi delibera:
- N. 3 archiviazione provvedimenti
- N. 1 convocazione denunciante
e denunciato per ricomposizione
vertenza.
7
ALBO ODONTOIATRI
Verbali della Commissione
Odontoiatri
VERBALE DELLA COMMISSIONE
ODONTOIATRI DELL’11 GENNAIO 2012
Presenti: Dott.ssa Boscagin,
Dott. Bovolin, Dott. Cavallini,
Dott. Oreglia, Dott. Paoletti.
Lettura ed approvazione verbale
precedente: il verbale della seduta
precedente viene approvato all’unanimità.
Comunicazioni del Presidente:
1. Il Presidente riferisce ai presenti
di una segnalazione pervenuta da
parte del Prof. JFK il quale lamenta un comportamento, a suo parere, poco etico tenuto dalla Dott.
ssa PSS. La commissione, dopo
ampia discussione, decide di non
dar luogo a procedere.
2. Il Presidente ripercorre il caso relativo alla richiesta inviata al NAS
sulla problematica “ghiaccio istantaneo” così come riferito nel corso
della riunione della Commissione
Odontoiatri del 11 maggio 2011.
Il capitano Mercurio in data 22
ottobre ha inviato la risposta nella quale dettaglia come i ghiacci
istantanei in commercio siano tutti
a norma di legge.
3. Dental Medical Center - il Presidente informa i presenti di aver
ricevuto una lettera della FNOMCeO relativa a questa struttura
con sede a Budapest.
4. Il Presidente da lettura di una richiesta pervenuta da parte della
Sig.ra ÝÙ la quale chiede informazioni circa l’attività dello Studio
Dentistico BRR. Si ritiene opportuno chiedere alla Signora ÝÙ ulteriori informazioni , non essendo
chiaro se le presone citate nelle
mail sinora pervenute abbiano
avuto un ruolo, e che ruolo, nelle
cure prestategli.
5. Il Presidente espone il caso rela-
8
tivo ad una segnalazione inviata
dallo studio legale Avv. …... In
tale segnalazione viene riferita
la storia clinica di un cliente curato dal Dott. DDT. Dopo ampia
discussione viene deciso di rispondere all’Avvocato come non
ci siano gli estremi di violazione
del Codice Deontologico; tuttavia questa Commissione lascia
aperta un’ipotesi di valutazione
futura, quando il processo civile
raccoglierà le usuali perizie, per
rivalutare l’emergenza di violazioni
deontologiche.
6. Commissioni: il Presidente prende
in esame il problema della commissioni. Ne viene fatta elencazione e alcuni membri CAO danno la
loro disponibilità a partecipare alle
varie commissioni, inoltre:
a) il Dott. Bovolin propone una
commissione /osser vatorio
che segua anche propositivamente le evoluzioni delle
leggi dello Stato aventi come
obiettivo il riordino degli ordini
professionali.
b) il Dott. Paoletti ripropone una
commissione ordinistica che
si occupi degli sviluppi dell’attività degli organi di mediazione.
c) il Dott. Cavallini propone una
commissione per l’identificazione e la uniformità dei codici
delle prestazioni odontoiatriche.
Relazioni istruttorie: Dott. KK - il
Pre­sidente da lettura dell’esposto in­
viato dall’ Avvocato della Signora WW
la quale è stata curata dal Dott. KK.
Nell’esposto vengono citati alcuni articoli del Codice Deontologico che,
secondo lo studio legale, sarebbero
stati violati. Viene deciso di invitare a
colloquio il Sanitario per chiarimenti.
Il Dott. Paoletti riferisce ai presenti di
aver trovato un volantino pubblicitario
che offre prestazioni odontoiatriche
gratuite da parte del Dott. YY. Viene
deciso di convocare il sanitario per
possibile violazione dell’art. 54 del
Codice Deontologico.
Procedimenti disciplinari: Dott.
§: essendo pervenuta all’Ordine la
sentenza definitiva relativa al Sanitario, viene deciso di riconvocarlo per
riprendere il procedimento a suo tempo aperto e sospeso in attesa della
sentenza definitiva.
Varie ed eventuali: la Commissione
Odontoiatri nomina il Dott. Bovolin
Francesco quale segretario.
VERBALE DELLA COMMISSIONE
ODONTOIATRI DEL 14 FEBBRAIO 2012
Presenti: Dott.ssa Boscagin,
Dott. Bovolin, Dott. Cavallini,
Dott. Oreglia, Dott. Paoletti.
Lettura ed approvazione verbale
precedente: il verbale della seduta
precedente viene approvato all’unanimità.
Comunicazioni del Presidente:
1. Il Presidente riporta all’Ordine del
giorno la problematica della gratuità delle prestazioni. Propone ai
membri un testo tipo da inviare
ai colleghi che pubblicizzino tale
prestazione in violazione dell’art.
54 del codice deontologico, prima
di un eventuale invito a colloquio.
Dopo ampia discussione il testo
viene approvato.
2. Il Presidente informa di aver avuto un colloquio telefonico con la
Dottoressa Foglietta dell’ULSS
20 la quale aveva inviato all’Ordine due verbali effettuati durante
un sopralluogo presso due studi
dentistici:
a) Dott. Æ – durante il sopralluogo erano state riscontrate
molte carenze igienico sanitarie e al di fuori dello studio è
affissa una targa non conforme. Viene deciso di invitare a
colloquio il sanitario per chiarimenti;
b) Dott. Ö – vengono riscontrare
VERONA MEDICA
ALBO ODONTOIATRI
simili violazioni inerenti le condizioni igienico sanitarie. Viene
deciso di invitare a colloquio il
Sanitario per chiarimenti.
3. Il Presidente informa di aver inviato alla Federazione Nazionale un
quesito riguardante le strutture
miste ove vengono erogate prestazioni mediche e odontoiatriche; nel quesito veniva chiesto
quali dovessero essere i titoli del
Direttore Sanitario. Il Dott. Renzo, nella risposta, riferisce che, in
caso di ambulatori odontoiatrici
all’interno di poliambulatori specialistici, il Direttore Sanitario può
anche essere unico purché iscritto ad entrambi gli Albi Professionali (doppia iscrizione). Se così
non fosse la struttura odontoiatrica presente dovrà essere comunque controllata da un “responsabile sanitario” avente l’iscrizione
all’Albo Odontoiatri.
4. Il Presidente dà lettura di una lettera a firma del Dott. Bianco ove
viene confermato il potere dell’Ordine di esprimere pareri di congruità nel caso in cui un iscritto
lo richieda nonostante sia stato
abrogato il tariffario minimo.
5. Carta dei diritti e Doveri dell’Odontoiatra: Il Dott. Bovolin spiega brevemente i contenuti di tale documento presentato anni or sono
dal Dott. Renzo ed approvato
nel corso di assemblea nazionale dei presidenti CAO. Essendo
il documento pubblicato sul sito
dell’Ordine ma privo di alcuni riferimenti, viene deciso di pubblicarlo innanzitutto in formato PDF
in modo da renderlo inviolabile e
secondariamente di aggiungervi
la data dell’Assemblea Presidenti
CAO in cui tale documento è stato
approvato dalla maggioranza dei
Presidenti presenti.
Relazioni istruttorie:
1. Dott. ¥: il Presidente informa di
aver invitato a colloquio il Sanitario a seguito di pubblicità effettuata con il sistema “groupon”.
In sede di colloquio il Sanitario
dichiarava di non essere a conoscenza che la struttura, ove lui
lavora, avesse sottoscritto tale
forma pubblicitaria e prometteva
di inviare lettera di diffida al Direttore Sanitario del poliambulatorio dentistico. In data 9 febbraio
perviene all’Ordine tale lettera.
La CAO dopo ampia discussione
decide di non dar luogo a procedere.
2. Dott. K/Dott.Ji: il Presidente informa che a seguito di nostra
richiesta la Procura della Repubblica ci ha comunicato la data
dell’udienza.
3. Dott. ÑÑ: il Presidente informa
che l’Ordine ha ricevuto una segnalazione da parte dell’Ordine
di Roma che è stato aperto nei
confronti del Sanitario un procedimento penale presso la Procura della Repubblica di Avezzano
(AQ). Viene deciso di invitare a
colloquio il Dott. Ñ per chiarimenti con onere a suo carico di portare la documentazione inerente
il caso.
4. Dott. Ú: il Presidente informa di
aver ricevuto una segnalazione
relativa ad una pubblicità effettuata dal Sanitario ove offriva visite gratuite. Vista la lettera di scuse che il Dott. Ú ha prontamente
inviato in merito alla gratuità delle
prestazioni, viene deciso di non
dar luogo a procedere.
Procedimenti disciplinari:
1. Dott.ssa ßÓ: il Presidente ripercorre il caso relativo al Sanitario
e ricorda ai membri CAO che il
procedimento non è stato ancora
celebrato a causa dei motivi di salute documentati dalla Dott.ss ß ,
decisione messa a verbale durante
la riunione del 14/09/2011. Visto
che la Dottoressa ha rinunciato alla
presentazione della domanda per
invalidità e considerato che ha assunto due direzioni sanitarie presso strutture odontoiatriche, la CAO
decide di riconvocare la Commissione di Disciplina, la data verrà
decisa in un secondo tempo.
2. Dott. QQ: il Presidente informa
che il Sanitario non ha presentato
ricorso avverso la sanzione di sospensione di mesi 3 comunicatagli in data 25/11/2011. Il periodo di
sospensione è quindi fissato dal 2
aprile al 30 giugno 2012.
3. Dott. HH: dopo rinnovata discussione sull’argomento, che già
precedentemente aveva portato
ad apertura del procedimento disciplinare, il ruolo di relatore del
procedimento stesso, in un primo
tempo assegnato al dott. Cavallini,
viene ora assunto dal Dott. Bovolin.
Varie ed eventuali:
1. il Presidente informa i presenti della riunione tenutasi a Venezia il 2
febbraio, in prolusione alle prossima attività del Coordinamento Presidenti CAO del Veneto
2. Il Dott. Cavallini relaziona i presenti
sulle risultanze della prima riunione
del gruppo di lavoro ENPAM tenutasi all’Ordine. Nel corso della riunione gli è stato affidato il ruolo di
referente del gruppo stesso.
TRIBUNALE DI TORINO
Gratuita la diffusione di musica negli studi medici
La riproduzione musicale in uno studio medico – medico-dentistico nel caso specificato – non può ritenersi effettuata a scopo di lucro, neppure
indirettamente. Il medico dentista, ha osservato il Tribunale di Torino, ascolta la musica mentre lavora soltanto per diletto mentre il paziente è indifferente al fatto che nello studio venga trasmessa della musica, né è indotto a scegliere un dentista piuttosto che un altro in base al fatto che nello
studio si ascolti della musica. Consegue che il medico non è tenuto al versamento di compensi in favore del produttore di fonogrammi, nonché gli
artisti interpreti e gli artisti esecutori che abbiano compiuto l’interpretazione o l’esecuzione fissata o riprodotta nei fonogrammi. (Avv. Ennio Grassini)
VERONA MEDICA
9
LETTERE AL DIRETTORE
Promozione tennis
per i “Camici Bianchi”
Gent.mo Direttore,
Il Circolo Tennis Scaligero propone
una quota promozionale d’iscrizione per l’anno 2012 particolarmente
vantaggiosa di 450 euro (al posto di
820 euro) a tutti i professionisti iscritti
all’albo.
Il Circolo Tennis Scaligero è ubicato nel centro della città in un’oasi di
verde ed è dotato di sette campi in
10
terra rossa, muro d’allenamento, piscina estiva, beach-volley, calcetto e
ristorante. Il Circolo dispone di una
rinomata scuola Academy per giovani atleti e centri estivi per bambini e
ragazzi. Cinque maestri federali sono
a disposizione dei soci, per lezioni e
corsi di gruppo. Durante il fine settimana si può assistere a divertenti
partite delle nostre squadre maschili
e femminili di serie C.
Il Circolo Tennis Scaligero è all’avanguardia per le attrezzature tecnologiche; i soci possono infatti prenotare i
campi direttamente da casa o dall’ufficio via internet e hanno l’accesso
gratis alla rete wireless del circolo.
RICCARDO DALLE GRAVE
PRESIDENTE DEL CIRCOLO
TENNIS SCALIGERO
VERONA MEDICA
AGGIORNAMENTO
Cisti Follicolare Mandibolare:
Caso Clinico
la classificazione proposta dall’OMS
nel 1992 esse possono essere così
suddivise [1,3,4] (tra parentesi sono
indicate le percentuali di frequenza di
riscontro nella realtà clinica di ciascun
tipo di lesione):
- CISTI DI ORIGINE DISEMBRIOGENETICA
Enrico Cogo*
Giorgio Calura**
* Università degli Studi di Ferrara
Sezione di Odontoiatria
**Università degli Studi di Ferrara
Direttore Clinica Odontoiatrica
Professore Ordinario
di Malattie Odontostomatologiche
RIASSUNTO
Col termine cisti follicolare è indicato
un gruppo di neoformazioni odontogene che derivano da una degenerazione del follicolo dentale. Lo scopo di
questo articolo è quello di presentare
le cisti follicolari trattandone gli aspetti
diagnostici, terapeutici e prognostici
partendo da un caso clinico di cisti
follicolare a carico di 3.8 incluso.
INTRODUZIONE
Le cisti follicolari traggono origine da
residui di epitelio odontogeno che appartiene in origine a quella parte del
follicolo dentale che costituisce l’organo dello smalto. Si tratta di lesioni caratterizzate da cavità uni o multiloculate a contenuto fluido o semifluido e
delimitate da una parete epiteliale che
poggia su di una capsula fibrosa [1].
Aspetti clinici e istopatologici
Il meccanismo di accrescimento delle cisti non è ancora del tutto chiaro;
le due teorie più accreditate sono la
teoria idrostatica e quella prostaglandinica [2]:
- teoria idrostatica: secondo questa
teoria la secrezione delle cellule
e­pi­­teliali e la loro degenerazione
comportano un accumulo di residui all’interno della cavità cistica; il
successivo aumento di pressione
osmotica richiama fluidi dall’esterno. L’entrata di fluidi all’interno della
parete cistica provoca un aumento della pressione idrostatica sulla
parete stessa e l’attivazione degli
osteoclasti presenti dal lato esterno
della parete, i quali determinano il
VERONA MEDICA
Figura 1: Situazione clinica preoperatoria.
riassorbimento osseo e favoriscono
l’espansione della lesione.
- teoria prostaglandinica: secondo
que­­­sta teoria la parete cistica è in
gra­do di liberare prostaglandine,
che a loro volta attivano gli osteoclasti presenti all’esterno della parete
causando il riassorbimento os­seo.
Secondo alcuni Autori entrambi i
meccanismi intervengono nella dinamica di accrescimento.
Tutte le lesioni cistiche delle ossa
mascellari con rivestimento epiteliale
sono state suddivise secondo caratteristiche istopatologiche; secondo
o Odontogene
• cisti gengivale del lattante
(perle di Erpstein) (<1%)
• cisti gengivale dell’adulto (<1%)
• cisti dentigera (o follico­
lare) (10-15%)
• cisti eruttiva (<1%)
• cisti parodontale laterale (<1%)
• cheratocisti odontogena
(o primordiale) (5-10%)
• cisti ghiandolare odontogena (<1%)
o Non odontogene (<10%)
• cisti del dotto nasopalatino
• cisti nasolabiale
- CISTI DI ORIGINE INFIAMMATORIA
• cisti radicolare (60-75%)
• cisti residua (<1%)
• cisti paradentale laterale (3-5%)
L’epitelio di tutte le cisti odontogene
presenta un contenuto caratteristico
con citocheratine; queste ultime sono
dei filamenti citoplasmatici che rappresentano le più importanti proteine
strutturali di tutte le cellule epiteliali. Le
Figura 2: RX OPT preoperatoria.
11
AGGIORNAMENTO
Figura 3: Avulsione di 3.7 dopo odontotomia.
citocheratine comprendono almeno
19 polipeptidi diversi; nelle cisti odontogene sono costantemente presenti
soltanto alcuni di questi particolari tipi
di polipeptidi, dimostrando così che
queste cisti hanno una comune origine
a partire da residui di epitelio odontogeno[5]. Vi sono tre tipi di residui epiteliali
odontogeni responsabili dell’insorgenza di differenti e caratteristiche lesioni
cistiche:
- i residui epiteliali (che prendono anche il nome di pseudoghiandole
di Serres) che persistono dopo la
scomparsa della lamina dentale, e
che danno origine alle cheratocisti
odontogene;
- i residui dell’epitelio ridotto dello
smalto, che deriva dall’organo dello
smalto, il quale ricopre la corona dei
denti inclusi; derivano da questo tessuto le cisti follicolari ed eruttive e la
relativamente rara cisti infiammatoria
paradentale;
- i residui di Malassez, formati dalle
frammentazione della guaina epiteliale di Hertwig, che dà origine alle
cisti dentarie; tutte le cisti radicolari
originano da questi residui.
Il 90% delle cisti riscontrate nella pratica
clinica deriva da uno di questi tre epiteli,
per cui è di origine odontogena [6].
Nel distretto mascellare si possono osservare anche altre lesioni ossee che,
pur rappresentando meno del 10%
delle lesioni di riscontro, all’esame radiografico offrono immagini simili alle
lesioni cistiche, e delle quali quindi si
impone una diagnosi differenziale [7].
Le più frequenti sono:
- lesioni ossee non neoplastiche (cisti
ossea solitaria, cisti aneurismatica)
- difetto di Stafne
- tumori odontogeni benigni
- tumori maligni.
La diagnosi di una lesione cistica
emerge da un attento esame obiettivo, dallo studio radiografico di primo
12
ed eventualmente di secondo livello
(Rx-OPT, TC,…), e da altri esami accessori (prelievo di liquido endocistico,
biopsia, esami di laboratorio…). Va ricordato che la diagnosi finale di cisti è
istopatolo­gica: solo l’esame istologico
del tessuto permette di differenziare le
diverse lesioni, con conferma del sospetto diagnostico.
Nelle fasi iniziali, quando la cisti è di
piccole dimensioni o non ha ancora
determinato modificazioni delle corticali
ossee, i segni clinici possono essere
assenti (spesso queste lesioni sono reperti casuali).
In altri casi l’osservazione del paziente
evidenzia alterazioni del profilo, asimmetrie e tumefazioni, eventuali eritemi o
fistole cutanee. Alla palpazione si possono apprezzare la tumefazione, i margini della lesione, la mobilità della cute
sui piani profondi, un aumento localizzato della temperatura cutanea ecc.
Figura 4: Cavità residua dopo l’enucleazione
della lesione; si osserva il canale alveolare inferiore che decorre sul pavimento della cavità.
All’esame clinico l’aspetto della mucosa
che ricopre una lesione cistica generalmente è normale; sono a volte visibili
tumefazioni (quando l’espansione della
lesione ha determinato l’erosione delle
corticali) e fistole. Il paziente può avvertire dolenzia alla palpazione.
Gli elementi dentari interessati dalla lesione possono presentare mobilità aumentata.
Generalmente le cisti follicolari sono
asintomatiche, salvo non si sovrapponga un’infezione o si espandano
oltre le corticali delle ossa mascellari.
In caso di infezione si possono riscontrare tensione locale, dolore, presenza
di fistole con secrezione purulenta e
febbre. Normalmente non si assiste ad
alterazioni sensoriali, in quanto il nervo
alveolare inferiore viene dislocato senza
infiltrazione. La presenza di alterazioni
sensoriali deve far sospettare l’infiltra-
zione del tronco nervoso e la possibile
natura neoplastica della lesione. A volte però queste alterazioni di sensibilità
sono dovute semplicemente a fenomeni compressivi a carico del nervo [8].
Aspetti radiografici
L’indagine radiografica di elezione consiste nell’RX OPT.
L’immagine osservabile nei casi di cisti
è un’area radiotrasparente omogenea
a margini netti, delimitata da un orletto
radiopaco.
La radiotrasparenza è dovuta al contenuto generalmente liquido delle cavità,
meno radiopaco del tessuto osseo;
quando la cisti sconfina negli spazi aerei (seno mascellare) la lesione appare
con radiopacità intermedia, per via della maggior opacità del liquido rispetto
all’aria.
Le cisti tendono ad avere forma regolare e tondeggiante a causa del lento
accrescimento; una forma irregolare
deve far sospettare una crescita rapida
e disordinata, tipica delle lesioni neoplastiche [9].
La crescita lenta inoltre determina la
formazione di un orletto radiopaco simile ad una sottile corticale, dovuta alla
risposta osteoblastica in reazione al riassorbimento osteoclastico.
Le cisti presentano tipicamente un
a­spet­to omogeneo; un’immagine eterogenea è indice di variazioni del grado
di mineralizzazione, e ciò è raro nei casi
di cisti.
Le cisti sono generalmente lesioni singole. La presenza di lesioni multiple
deve far sorgere il sospetto di sindromi
congenite o patologie non cistiche.
L’esame radiografico può rivelare fenomeni diversi: dislocazione degli elementi dentari, riassorbimenti regolari
e ben delineati a carico delle radici di
denti coinvolti nella lesione o solo adiacenti, dislocazione di strutture anatomiche (canale alveolare). Una crescita
rapida di una lesione a carattere sia
Figura 5: Sutura.
VERONA MEDICA
AGGIORNAMENTO
benigno che maligno può determinare
estrusioni dentali, riassorbimenti radicolari irregolari (“a colpo d’unghia”) e
perforazioni irregolari delle corticali.
Nei casi di lesioni molto estese o in ogni
caso in cui ci sia il sospetto di rapporti tra la lesione e strutture anatomiche
adiacenti, l’esame TC è utile nel determinare con precisione la morfologia tridimensionale delle stesse. Questo esame permette di valutare esattamente
dimensioni, margini della lesione, grado
di erosione delle corticali, eventuali rapporti con strutture anatomiche critiche
(canale alveolare, seni mascellari…) e
natura del contenuto cistico in base alla
radiopacità.
Aspetti peculiari delle cisti follicolari
La biopsia incisionale è indicata solo in
presenza di sospetto di malignità della
lesione [10]. L’aspirazione del liquido endocistico può essere utile per verificare il
contenuto della cisti.
La diagnosi clinica è comunque sempre
presuntiva e dunque è necessario l’esame istopatologico per averne conferma.
Come riportato, le cisti follicolari (o cisti
dentigere) sono lesioni odontogene che
derivano da una degenerazione cistica
del follicolo dentale durante il suo sviluppo; ne consegue la mancata eruzione del dente in formazione, che viene a
sporgere con la sua corona all’interno
della cavità cistica.
Radiograficamente si presentano co­
me lesioni radiotrasparenti uniloculari
di dimensioni variabili, a margini netti,
circondate da un orletto radiopaco,
disposte attorno alla sola corona di un
elemento dentario non erotto.
L’esame istopatologico del tessuto di
rivestimento della cavità cistica evidenzia la presenza di un epitelio squamoso stratificato non cheratinizzato.
Frequentemente si associa un infiltrato
infiammatorio formato da linfociti, granulociti e plasmacellule. L’epitelio delle
cisti follicolari può presentare vari gradi
di alterazione istologica, come discontinuità, atrofia o iperplasia a seconda
dei processi degenerativi indotti dalla
flogosi cronica. Come nelle cisti radicolari, possono essere presenti cristalli di
colesterolo e depositi di emosiderina.
Le cisti follicolari sono asintomatiche,
se non presentano sovrainfezioni. È il
secondo tipo di cisti tra quelle odontogene più frequentemente riscontrato
nella pratica clinica (10-15%), subito
dopo la cisti radicolare (60-75%).
VERONA MEDICA
Le cisti follicolari si distinguono dalle cisti radicolari per la presenza di un dente
ritenuto, incluso nella lesione solo per la
porzione della corona anatomica; conseguentemente, si riscontra mancanza
nell’arcata dentaria del dente stesso.
I follicoli dentari che vanno più frequentemente incontro a degenerazione cistica sono in ordine di frequenza quelli
del terzo molare inferiore, del canino
superiore, del terzo molare superiore,
del secondo premolare e molto raramente quelli di denti sovrannumerari.
Dato che questi elementi dentari sono
quelli che più frequentemente rimangono inclusi, pare ci sia una correlazione
diretta tra il ritardo di eruzione e la probabilità di degenerazione del follicolo
dentario corrispondente.
Sebbene le cisti dentigere siano costantemente in rapporto con un dente
incluso, è stato calcolato che solo l’1%
Figura 6: La parete cistica appare parzialmente
rivestita da epitelio pavimentoso composto, e
compenetrata da infiltrazione flogistica granulocitaria e gigantocellulare plurinucleata, in rapporto a cristalli di colesterolo.
degli elementi dentari non erotti origina una cisti follicolare. Studi specifici
sull’incidenza di tali lesioni attorno a soli
terzi molari indicano una percentuale
attorno al 3%.
Epidemiologicamente, l’incidenza delle
cisti follicolari non è diversa tra uomo e
donna, né tra mascellare superiore ed
inferiore.
Il trattamento di una cisti follicolare è
chirurgico e può essere di tre tipi [11]:
- cistectomia (o enucleazione)
- cistotomia (o marsupializzazione)
- tecnica combinata (prima cistotomia
poi cistectomia).
CASO CLINICO
B. D., maschio, 42 anni, si presenta
all’attenzione del suo dentista riferendo la fuoriuscita occasionale di liquido
dalla zona distale dell’elemento 3.7.
L’esecuzione di una radiografia endorale prima, e di una RX OPT poi, rivela
la presenza di un’ampia lesione ossea
radiotrasparente nell’emimandibola di
si­nistra, con interessamento degli ele­
menti dentari 3.5, 3.6, 3.7 e 3.8. Il paziente viene dunque indirizzato dal suo
curante in una struttura ospedaliera per
un consulto. Si presenta alla nostra attenzione con gli esami radiografici fino
ad allora eseguiti.
All’anamnesi il paziente non presenta
alcuna patologia attuale o passata e
dichiara di non essere sottoposto ad
alcuna terapia farmacologica.
All’esame intraorale si riscontra l’assenza in arcata dell’elemento 3.8; il
sondaggio parodontale rivela la presenza di una tasca di 10 mm nei siti
DV, D e DL dell’elemento 3.7. Alla
pal­pazione la corticale vestibolare
nell’emimandibola di sinistra non pre­
senta segni di interruzione o alterazioni morfologiche. Il test di vitalità
eseguito con cloruro di etile a carico
degli elementi 3.5, 3.6 e 3.7 dà esiti
positivi. L’esame clinico non evidenzia
alcuna altra patologia odontostomatologica [FIGURA 1]. L’osservazione
dell’esame radiografico rivela la presenza di una lesione radiotrasparente uniloculare a margini netti, con
inclusa la corona anatomica di 3.8,
nell’emimandibola di sinistra [FIGURA
2]. L’elemento 3.8 si presenta mesioinclinato e dislocato dalla lesione
distalmente rispetto a 3.7. La lesione
include parzialmente anche l’apparato radicolare degli elementi 3.5, 3.6 e
3.7. Su tale radiogramma non è visibile il canale mandibolare di sinistra,
con sospetto che esso sia stato dislocato inferiormente dalla massa cistica.
A completezza del quadro diagnostico, ed in previsione dell’intervento chirurgico, si richiede al paziente
l’esecuzione di un esame TC con
programma Dentascan. Le immagini
cross dell’emimandibola confermano
lo spostamento del nervo alveolare
sinistro verso il basso, a contatto con
la corticale inferiore del corpo mandibolare. L’esame rivela inoltre la scarsissima quantità di tessuto osseo a
sostegno dell’elemento 3.7.
Al paziente viene proposto il seguente
piano di trattamento:
• trattamento endodontico degli elementi 3.5 e 3.6;
13
AGGIORNAMENTO
Figura 7: RX OPT (controllo a 6 mesi). Già si osserva la parziale remineralizzazione della cavità cistica.
•successiva asportazione (cistectomia) della lesione cistica contestualmente all’estrazione di 3.8
e 3.7, entrambi irrimediabilmente
compromessi,
L’esecuzione di tutte le sedute è pianificata in ambito ambulatoriale ed in
regime di anestesia locale. Rassicurato, e avvertito delle possibili sequele neurologiche a carico del nervo
alveolare inferiore sinistro, il paziente
accetta il trattamento.
Procedure cliniche
Durante la prima seduta vengono
eseguite le terapie endodontiche degli elementi 3.5 e 3.6, in quanto la loro
vitalità sarebbe stata compromessa
dall’intervento di escissione della lesione cistica.
A distanza di una settimana si procede all’intervento di cistectomia.
Si procede alla somministrazione di
1,8 ml di anestetico locale (mepivacaina 3%) per ottenere un blocco di
tipo tronculare del nervo alveolare
inferiore di sinistra; a completamento
della manovra anestetica si somministrano altri 1,8 ml (mepivacaina 2%
con adrenalina) in zona vestibolare
di 3.7 ed a livello del forame mentoniero.
Si procede poi all’incisione marginale vestibolare di un lembo esteso
dalla zona mesiale di 3.4 fino alla
zona distale di 3.7; viene eseguita
inoltre un’incisione verticale di rilascio che dalla zona mesiale di 3.4 si
estende mesialmente. Si solleva un
lembo vestibolare a tutto spessore
e si espone la struttura ossea, che
14
appare conservata ed integra. Dopo
aver evidenziato l’emergenza del forame mentoniero, si esegue osteotomia
della corticale vestibolare fino a raggiungere la parete cistica. Fatto ciò,
previa odontotomia verticale, per rendere l’avulsione il più conservativa possibile si procede all’estrazione di 3.7
[FIGURA 3]. Successivamente si procede all’estrazione di 3.8, complicata
dal dislocamento in senso posteriore
dell’elemento dentario, esito dell’accrescimento della lesione cistica. In seguito si procede allo scollamento della
parte cistica dal tessuto osseo circostante mediante cucchiai alveolari; infine si asporta l’intera parete cistica. Si
procede poi ad un attento curettaggio
della parete ossea rimanente. Questa
procedura viene eseguita con particolare attenzione, poiché sul pavimento
della cavità ossea, dopo la rimozione
della parete epiteliale, si evidenzia il fa-
scio vascolo-nervoso alveolare inferiore, racchiuso in una compagine ossea
fortemente rimaneggiata e assottigliata [FIGURA 4].
La sutura viene eseguita a punti staccati con filo 5/0 in PTFE [FIGURA 5].
La terapia farmacologica post-operatoria prescritta al paziente prevede
la somministrazione di nimesulide
(100 mg ogni 12 ore per 3 gg), amoxicillina (1 gr ogni 12 ore per 5 gg),
clorexidina 0,12% (2 sciacqui al giorno per sette gg a partire dalla seconda giornata post-operatoria). Dopo
14 giorni viene rimossa la sutura; la
guarigione dei tessuti molli rientra
nella norma.
Esame istologico
La parete cistica asportata è stata
immersa in una soluzione fissativa di
formalina tamponata al 10% e subito inviata per l’esame istopatologico,
che ha confermato la diagnosi di cisti
follicolare [FIGURA 6].
Follow-up
Il paziente esegue un esame RX OPT
per monitorare il processo di guarigione della compagine ossea dopo
circa 6 mesi, un anno e 3 anni dall’intervento chirurgico. I radiogrammi
mostrano la progressiva remineralizzazione della zona occupata dalla
cisti e la ricorticalizzazione del canale
mandibolare [FIGURE 7, 8, 9].
CONCLUSIONI
Il quadro clinico e l’esame radiografico
hanno permesso di formulare un’ipotesi diagnostica consolidata da diverse prove (gli elementi dentari coinvolti
erano vitali, mancava un elemento in
arcata, la lesione cistica presentava al
suo interno la corona anatomica del
Figura 8: RX OPT (controllo ad 1 anno).
VERONA MEDICA
AGGIORNAMENTO
Figura 9: RX OPT (controllo a 3 anni).
dente incluso), ma che il solo esame
istologico ha potuto confermare.
La strategia terapeutica applicata in
questo caso clinico è stata quella della
cistectomia; l’esecuzione di una tecnica
combinata (cistotomia seguita da successiva cistectomia) avrebbe comportato diversi svantaggi per il paziente.
La cistectomia, ovvero l’escissione
chirurgica di tutta la cisti in una sola
seduta, offre una rapida risoluzione
della patologia e permette di chiudere
l’accesso chirurgico per prima intenzione. Gli svantaggi legati a tale pratica
sono il rischio di frattura della mandibola durante l’intervento (nei casi di
lesioni molto ampie), il rischio di lesioni
iatrogene a fasci vascolo-nervosi o a
strutture anatomiche vicine.
La cistotomia prevede una rimozione
parziale della parete cistica, la quale
viene trasformata in una cavità accessoria del cavo orale. Così facendo si
riduce la pressione endocistica e si
inverte il processo osteoclastico, con
riduzione progressiva delle dimensioni
della cisti fino alla scomparsa.
Questa metodica permette una riduzione delle dimensioni della cisti senza
rischi di danno alle strutture adiacenti,
con eventuale recupero ortodontico
dell’elemento dentario responsabile
della cisti. Gli svantaggi legati però alla
cistotomia sono di tipo post-operatorio, ed hanno come esito una guarigione molto lenta con notevoli disagi per
il paziente. La cavità accessoria infatti
è spesso difficilmente pulibile, con
conseguenze prevedibili e fastidiose
(ristagno alimentare, alitosi,…). Altri
inconvenienti sono legati alla spontanea tendenza dell’orifizio della cavità
cistica a chiudersi (e dunque la necessità di usare dispositivi per mantenere
la beanza, come garze iodoformiche
o drenaggi) e la guarigione talvolta
incompleta, che dunque necessità il
reintervento.
La tecnica combinata prevede una
iniziale cistotomia, per far diminuire le
dimensioni della lesione, ed una successiva cistectomia. Questa tecnica
riduce i tempi di guarigione ed i rischi
al momento dell’escissione, ma spesso si incontrano difficoltà nel chiudere
per prima intenzione la breccia, creata per la marsupializzazione, alla fine
dell’escissione. Questa metodica è indicata quando l’escissione è troppo rischiosa e la marsupializzazione richiede tempi di guarigione troppo lunghi.
La scelta terapeutica dell’escissio-
ne totale della cisti piuttosto che
una marsupializzazione è scaturita
dalla volontà di ridurre al minimo lo
scomfort post-operatorio al paziente,
sfruttando la possibilità di agire in un
contesto ancora delimitato dai tessuti
duri (come mostrato dall’esame TC),
e dal desiderio di accelerare la neoformazione di tessuto osseo nella cavità residua. Questa tecnica presenta
rischi non trascurabili, necessitando
quindi di attenzione e abilità chirurgica finalizzate a non lesionare il nervo
alveolare inferiore.
Il paziente deve essere seguito per
almeno i primi dodici mesi successivi
all’intervento ed invitato ad eseguire
radiografie di controllo per monitorare
il processo di guarigione ossea.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
[1]
Ficarra G. Manuale di patologia e medicina
orale. Ed. McGraw-Hill; 2001.
[2] Re G, Sacco M. Elementi di clinica odontostomatologica. Ed. Minerva Medica; 1982.
[3] Pindborg JJ, Kramer IRH. WHO Histological
Typing of Odontogenic Tumours, Jaw Cysts
and Allied Lesions, 1st edn. Springer-Verlag;
Geneva 1971.
[4] Kramer IRH, Pindborg JJ, Shear M. WHO
Histological Typing of Odontogenic Tumours, 2nd edn. Springer-Verlag; Geneva
1992.
[5] Browne RM. Some observations on the fluid
of odontogenic cyst. J Oral Pathol 1976; 5:
74-87.
[6] Guven O, Keskin A, Akal UK. The incidence
of: cysts and tumors around impacted third
molars. Int J Oral Maxillofac Surg 2000; 29:
131-135.
[7] Barone R, Chiapasco M, Clauser C. Chirurgia Orale: le cisti dei mascellari. Ed. Timeo;
1999.
[8] Modica R. Odontoiatria clinica. Ed. Minerva
Medica; 2004.
[9] Carvalho PI, Kumagai LT, Cacavalle AC.
dentigerous cyst associated with an unerupted mandibular third molar. Dentomaxillofac Radiol 1997; 26(2): 137.
[10] August M, Faquin W, Ferrara NF, Kaban
LB. Fine needle aspiration biopsy of intraosseous jaw lesions. J Oral Maxillofac Surg
1999; 57: 1282-l 286.
[11] Chiapasco M, Motta JJ. Le cisti dei mascellari. In: Chiapasco M. Manuale illustrato di
chirurgia orale . Ed. Masson; 2002.
Nuova pagina WEB dell’Ordine dei Medici Chirurghi
e degli Odontoiatri di Verona
www.omceovr.it
Informazioni e servizi “on line”
VERONA MEDICA
15
AGGIORNAMENTO
Screening e diagnosi del diabete
gestazionale
(Snlg –iss novembre 2011)
Gruppo di Coordinamento
dei Laboratori Pubblici
della Provincia di Verona
Coordinatore: prof. Giancesare Guidi
Segreteria: Giovanni Bonadonna
Recapito: [email protected]
Raccomandazioni
• Al primo appuntamento in gravidanza, a tutte le donne che non riportano determinazioni precedenti,
va offerta la determinazione della
glicemia plasmatica per identificare
le donne con diabete preesistente
alla gravidanza. sono definite affette da diabete preesistente alla
gravidanza le donne con valori di
glicemia plasmatica a digiuno ≥126
mg/dl (7,0 mmol/l), di glicemia plasmatica random ≥200 mg/dl (11,1
mmol/l), di HbA1c (standardizzata
ed eseguita entro le 12 settimane)
≥6,5%. Indipendentemente dalla
modalità utilizzata, è necessario
che risulti superiori alla norma siano
confermati in un secondo prelievo.
• Nelle donne con gravidanza fisiologica è raccomandato lo screening
per il diabete gestazionale, eseguito
utilizzando fattori di rischio definiti.
A 16-18 settimane di età gestazionale, alle donne con almeno una
delle seguenti condizioni:
– diabete gestazionale in una gravidanza precedente
– indice di massa corporea (IMC)
pregravidico ≥30
– riscontro, precedentemente o
all’inizio della gravidanza, di valori
di glicemia plasmatica compresi fra 100 e 125 mg/dl (5,6-6,9
mmol/l)
deve essere offerta una curva da carico
con 75 g di glucosio (OGTT 75 g) e un
ulteriore OGTT 75 g a 28 settimane di
16
età gestazionale, se la prima determinazione è risultata normale.
Sono definite affette da diabete gestazionale le donne con uno o più valori di
glicemia plasmatica superiori alle soglie
riportate nella tabella 5.
A 24-28 settimane di età gestazionale,
alle donne con almeno una delle seguenti condizioni:
– età ≥35 anni
– indice di massa corporea (IMC)
pregravidico ≥25 kg/m2
– macrosomia fetale in una gravidanza precedente (≥4,5 kg)
– diabete gestazionale in una gravidanza precedente (anche se con
determinazione normale a 16-18
settimane)
– anamnesi familiare di diabete (parente di primo grado con diabete
tipo 2)
– famiglia originaria di aree ad altra
prevalenza di diabete: Asia meridionale (in particolare India, Pakistan,
Bangladesh), caraibi (per la popolazione di origine africana), Medio
Oriente (in particolare Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Giordania, Siria, Oman, Qatar, Kuwait,
Libano, Egitto.
Deve essere offerto un OGTT 75 g.
Sono definite affette da diabete gestazionale de donne con uno o più valori di
glicemia plasmatica superiori alle soglie
riportate nella tabella 5.
• Per lo screening del diabete gestazionale non devono essere utilizzati
la glicemia plasmatica a digiuno, glicemie random, glucose challenge
test (GCT) o minicurva, glicosuria,
OGTT 100 g.
• I professionisti devono informare le
donne in gravidanza che:
– nella maggioranza delle donne il
diabete gestazionale viene controllato da modifiche della dieta e
dell’attività fisica.
– se dieta e attività fisica non sono
sufficienti per controllare il diabete gestazionale, è necessario
assumere insulina; questa condizione si verifica in una percentuale compresa fra il 10% e il 20%
delle donne.
– se il diabete gestazionale non
viene controllato, c’è il rischio di
un’aumentata frequenza di complicazioni della gravidanza e del
parto, come pre-eclampsia e distocia di spalla.
– la diagnosi di diabete gestazionale è associata a un potenziale
incremento negli interventi di monitoraggio e assistenziali in gravidanza e durante il parto.
– le donne con diabete gestazionale hanno un rischio aumentato,
difficile da quantificare, di sviluppare un diabete tipo 2, in particolare nei primi 5 anni dopo il parto.
• Alle donne cui è stato diagnosticato
un diabete gestazionale deve essere offerto un OGTT 75 g non prima
che siano trascorse 6 settimane dal
parto.
Tabella 5.Criteri per la diagnosi di GDM
con OGTT 75 g
Glicemia
Plasmatica
mg/dl
mmol/l
digiuno
≥92
≥5,1
dopo 1 ora
≥180
≥10,0
dopo 2 ore
≥153
≥8,5
Nota (a cura del gruppo di coordinamento dei
laboratori pubblici della provincia di Verona)
1) Per ottimizzare l’accettazione delle richieste
di OGTT in gravidanza è utile che la prescrizione medica riporti la dizione: OGTT gravidanza o curva da carico di glucosio in gravidanza.
VERONA MEDICA
PROFESSIONE E LEGGE
Abolito il documento programmatico
sulla sicurezza previsto dal “codice privacy”
Con l’articolo 45 del D.L. 9 febbraio 2012 n. 5 “Disposizioni urgenti
in materia di semplificazione e di
sviluppo” è stato soppresso l’obbligo di redigere il “Documento
Programmatico sulla Sicurezza”
(DPS o DPSS) per qualsiasi trattamento di dati personali ed anche
l`autocertificazione sostitutiva del
DPS (comma 1 bis art. 34 del D.lgs.
196/2003): in pratica nessun soggetto (professionista, impresa etc.
etc.) è più tenuto a redigere il Documento; il Decreto Legge va infatti
ad abrogare la lettera g dell’articolo
34 del D.lgs. 196/2003 ed i punti da
19 a 19.8 e 26 del disciplinare tecnico allegato B al D.lgs. 196/2003; in
particolare il predetto punto 26 prevedeva l’obbligo di indicare nella relazione accompagnatoria al bilancio
di esercizio l’avvenuta redazione o
aggiornamento del documento programmatico sulla sicurezza; risulta
soppresso anche l’obbligo di interventi formativi degli incaricati del
trattamento (punto 19.6 allegato B).
Rimangono in vigore gli altri obblighi
previsti dal D.lgs. 196/2003, così riassunti:
• Nomina eventuale responsabile
del trattamento (art. 29) all 49b
• Designazione scritta degli incaricati del trattamento (art. 30) all 49c
• Password di accesso al sistema
informatico e variazione periodica
delle password (punto 1 all. B al
D.lgs. 196/2003)
• Software antivirus e firewall (questo
ultimo nel caso di trattamento di
dati sensibili) e aggiornamento del
software antivirus (punto 16 del­
l’allegato B - punto 20 allegato B)
• Salvataggio (backup) dei dati (pun­­
to 19 allegato B)
• Aggiornamento delle patches del
software (punto 18 allegato B)
• Adozione di misure per il ripristino
dei dati entro 7 giorni (nel caso di
trattamento di dati sensibili - punto
23 allegato B)
• Acquisizione di documentazione
nel caso di affidamento a sogget­ti
esterni di realizzazione di misu­re di
sicurezza (punto 25 c. 1 dell’allegato B).
Non vi é alcuna soppressione di obblighi in materia di installazione di te­
lecamere; si rammenta che occor­re
pri­ma di installare il sistema di video­
sorveglianza, richiedere il parere pre­
ventivo della D.P.L. ed ottenere la
ne­cessaria autorizzazione, per non
in­correre in violazioni dello Statuto dei
Lavoratori.
Norme comportamentali
per i medici che effettuano sostituzioni
Si ricorda che all’atto dell’affidamento/accettazione dell’incarico di sostituzione devono essere sottoscritti i seguenti punti:
• Il Medico Sostituto deve garantire il pieno rispetto degli orari d’ambulatorio e può modificarli solo previo accordo col Medico Titolare, tenuto
conto dei disagi dell’utenza.
• Il Medico Sostituto deve garantire lo stesso periodo di reperibilità telefonica attiva che viene garantita dal Medico Titolare (in genere ore
8-10 con risposta diretta del titolare o di altra persona).
• Nelle giornate di sabato e nei giorni prefestivi il Medico Sostituto deve rispettare gli impegni del Medico Titolare, deve effettuare la reperibilità telefonica e/o l’ambulatorio qualora fosse prevista attività ambulatoriale e deve effettuare le visite richieste anche se dovesse comportare
un prolungamento dell’orario oltre le ore 10 del mattino.
• Il Medico Sostituto si impegna a sostituire un solo medico per volta, salvo casi particolari -dichiarati- nello stesso ambito di scelta, per garantire agli utenti una presenza effettiva nella sede d’attività del tutto simile a quella del titolare.
• Eventuali accordi tra Medico Titolare e Medico Sostituto al di fuori di questo regolamento devono comunque tenere presente che interesse
principale è anche evitare disagi e servizi di scarsa qualità agli assistibili.
VERONA MEDICA
17
ATTUALITà
Canone RAI
per i computer negli studi medici ?
La questione concernente l’applicazione del canone RAI a contribuenti
che posseggano apparecchiature diverse da radio e televisioni (che tradizionalmente scontano l’imposta) non è
stata ancora risolta in modo univoco
ed incontestabile. Con la Risoluzione
n. 102/E del 19 marzo 2008, l’Agenzia delle Entrate ha risposto ad una
richiesta di chiarimenti presentata
dall’ADUC (Associazione per i diritti
degli utenti e consumatori) che verteva
proprio sulla estendibilità del canone
RAI anche ad apparecchiature digitali
o multimediali diverse da quelle sulle
quali il canone è stato applicato, cioè
televisori e radio. L’ADUC ha chiesto
all’Agenzia se alla nozione di apparecchio atto o adattabile alla ricezione
delle radioaudizioni (soggetto al pagamento del canone ai sensi del Regio
decreto legge n. 246 del 1938) siano
riconducibili, tra gli altri, computer, modem, monitor, videotelefoni. Dal canto
suo, l’Agenzia delle Entrate si è ritenuta
non competente a chiarire a quali di
questi apparecchi debba applicarsi
il canone ed ha ritenuto competente per la risoluzione della questione il
Ministero delle Comunicazioni (oggi
Ministero dello Sviluppo Economico),
invitandolo, con nota 67800 del 2007,
a pronunciarsi sulla questione. Ad oggi
non sussiste nessun atto ufficiale del
Ministero che abbia accolto la richiesta
dell’Agenzia delle Entrate, per cui sembra non esserci ancora una risposta
certa, tale da fugare qualsiasi dubbio
sulla questione. Il sito ufficiale della Rai
ricomprende tra i soggetti obbligati al
pagamento del canone speciale anche gli studi professionali; tuttavia occorre precisare che sul sito si fa riferimento al canone speciale dovuto per il
possesso di TV o radio, non anche per
al possesso di altre apparecchiature.
Da ciò, quindi, si potrebbe asserire che
non esiste alcun provvedimento, né di
natura legislativa, né di natura amministrativo - regolamentare, che consenta
di affermare che anche il possesso di
apparecchiature elettroniche diverse
da Tv e radio comporti l’automatico obbligo di pagare il canone Rai. Un ulteriore punto che deve necessariamente
essere preso in considerazione è il seguente: quando anche si ammettesse
che il canone debba applicarsi anche
a coloro che posseggono apparecchi
quali computer o videotelefonini, si dovrebbe valutare attentamente l’uso al
quale tali apparecchi siano destinati.
Nel caso in cui il possesso di tali apparecchi elettronici sia giustificato da
esigenze professionali ovvero, ancor di
più, nel caso in cui il possesso di tali
apparecchi sia imposto da accordi o
contratti cogenti ed inderogabili che
vincolino il possessore, non si può
imporre sic et simpliciter il pagamento
del canone. La situazione di colui che
è tenuto al possesso di un computer
per esigenze ed obblighi professionali
è ben diversa da quella di un comune privato che possiede un computer
per scopi personali; e di tale diversità
non si può non tener conto in sede di
estendibilità del canone Rai. Nel caso
del medico di medicina generale, tale
professionista, in forza di un accordo
vincolante con il Servizio Sanitario Nazionale (e non quindi in base ad una
libera scelta in tal senso) è obbligato
a possedere un computer per effettuare tutta una serie di adempimenti
che gli sono imposti dall’accordo su
indicato (trasmissione on line dei certificati INPS, adempimenti in tema di
trasmissione dati, ecc). Non può pretendersi pertanto il pagamento del
canone di abbonamento televisivo da
parte di tale soggetto, in primo luogo,
perché l’utilizzo del computer esula
da qualsiasi fruizione di servizi visivi
od audiovisivi Rai; in secondo luogo,
perché il possesso dell’apparecchiatura, occorre ribadirlo, non è il frutto
di una libera scelta del professionista,
ma deriva dal corretto adempimento
degli accordi con il Servizio Sanitario
Nazionale, ai quali il medico non può
non adeguarsi.
Extracomunitari e quote Mmg, una sentenza fa chiarezza
L’Asl non può chiedere al medico di famiglia il rimborso delle quote erogate per pazienti extracomunitari il cui permesso di soggiorno risulta scaduto. A dirlo è
il Tribunale del lavoro di Milano, con una sentenza che dovrebbe mettere la parola fine a una querelle lunga circa quattro anni. Tutto inizia nel 2007, quando la
Regione Lombardia dà mandato alle Asl di cancellare dalle liste degli assistiti i cittadini extracomunitari la cui posizione non è più aggiornata da almeno 12 mesi. E
in più le autorizza a recuperare le quote erogate ai medici di famiglia che li hanno in cura. Poiché il provvedimento regionale vanta effetto retroattivo, i Mmg colpiti
dal provvedimento si vedono chiedere la restituzione di somme in alcuni casi ingenti, anche superiori ai 10mila euro. Di qui il ricorso al Tribunale del lavoro, che
nella sentenza risalente alla settimana scorsa ha dato ragione ai generalisti. Secondo i giudici, infatti, le disposizioni della Regione contrastano con la Convenzione
nazionale della Mg e con l’Accordo integrativo lombardo: la prima, all’articolo 40, impone al medico di famiglia di assistere il paziente extracomunitario «anche
nelle more del rinnovo del permesso di soggiorno», il secondo stabilisce all’articolo 7 che non si procede «alla cancellazione automatica della scelta del cittadino
extracomunitario» se non in caso di «mancato rinnovo del permesso di soggiorno, così come comunicato all’Asl dagli organi competenti». In base al provvedimento
della Regione, invece, le Asl erano autorizzate a rimuovere il nominativo anche solo in assenza di informazioni aggiornate da parte degli uffici per l’immigrazione.
18
VERONA MEDICA
ATTUALITà
Novità
fiscali 2012
Tante sono le novità fiscali previste
quest’anno per imprese e professionisti. Per attuare la riforma fiscale, il
Governo sarà al lavoro i prossimi nove
mesi. Tre sono i punti principali previsti
dalla Legge Delega: il primo è dedicato all’equità e alla razionalizzazione
del sistema fiscale italiano; il secondo
LA NUOVA ICI:
IMU DAL 2012
20
all’evasione, all’elusione e al rapporto
tra fisco e contribuenti; il terzo rivede
la tassazione in funzione della crescita
dell’internazionalizzazione delle imprese e della tutela dell’ambiente. L’equità fiscale passerà soprattutto attraverso la riforma del Catasto che avrà
il compito di collegare i valori fiscali
degli immobili al loro valore di mercato (sarà rilevante la localizzazione,
la qualità dell’immobile e la superficie
in metri quadrati anziché il numero di
vani). La delega riscriverà anche il sistema sanzionatorio, secondo criteri
di proporzionalità rispetto alla gravità
dei comportamenti. Ma la grande rivoluzione della delega arriverà con la
tassazione separata per il reddito delle
aziende e delle attività professionali: al
fine di incentivare il reinvestimento degli utili nell’impresa o nello studio professionale, verrà tassato il reddito prodotto dall’impresa o dallo studio con
una aliquota Irpef fissa e non scaglioni
(probabilmente al 27,5%). Ciascun socio dell’impresa o dello studio sarà poi
tassato, con l’aliquota progressiva irpef a scaglioni, solo se gli utili verranno
effettivamente incassati e non nel caso
in cui essi vengano reinvestiti nell’attività. Per attuare la riforma il Governo si
concede 9 mesi di tempo per emanare
uno o più decreti legislativi.
Fuori dalla riforma, elenchiamo intanto
le principali novità previste dai decreti
già approvati in questi ultimi mesi:
• torna l’Ici sulla prima casa, però con una nuova veste, quella dell’IMU
(imposta municipale propria), prevista dal federalismo fiscale. Si pagherà
in due rate, come l’ici, il 16 giugno ed il 16 dicembre di ogni anno. L’entrata
in vigore sarà già dal 2012. Le aliquote dell’IMU saranno le seguenti:
• del 4 per mille (i Comuni potranno variare al max del 2 per mille)per l’abitazione principale ed al max una pertinenza per tipo
• del 2 per mille per i fabbricati rurali (i Comuni potranno portarla al 1‰)
• del 7,6 per mille per tutti gli altri immobili (i Comuni avranno la possibilità
di alzarla o abbassarla del 3‰)
• i titolari dell’abitazione principale (in cui ci sia dimora e residenza) potranno usufruire di una detrazione pari a 200 €, a cui si aggiunge una ulteriore
detrazione di 50 € per ogni figlio fino a 26 anni che abbia dimora e residenza nell’abitazione
• sono state abrogate le disposizioni che consentivano ai Comuni di
assimilare ad abitazione principale le unità concesse in uso gratuito
ai parenti, e di regolamentare le pertinenze. Anche coloro che gli anni
precedenti avevano concesso in uso gratuito immobili a familiari senza
pagare l’ici, dal 2012 dovranno pagare l’IMU
• la base di calcolo per conteggiare l’Imu sarà più alta di quella dell’Ici poiché sono aumentati i moltiplicatori, che variano in base al gruppo catastale di riferimento (senza entrare nel dettaglio del valore dei moltiplicatori,
la base imponibile dell’IMU risulterà più che raddoppiata rispetto alla vecchia base imponibile ICI)
• l’IMU assorbirà anche l’Irpef sui redditi fondiari, mentre rimarranno l’Irpef
o la cedolare secca solo sui fabbricati concessi in locazione
AUMENTO DELL’IVA
DAL 1° SETTEMBRE 2012
• previsto l’aumento delle aliquote IVA del 2% a partire dal 1° settembre
2012: l’aliquota del 21% passerà quindi al 23% e quella del 10% passerà
al 12%. Resta, invece, inalterata, l’aliquota agevolata del 4%. Tali misure
necessiteranno tuttavia di un provvedimento attuativo
• possibile poi un ulteriore incremento dello 0,5% dal 1° gennaio 2014
LA NUOVA TASSA RIFIUTI:
“RES” DAL 2013
• introduzione della RES, nuova tassa sui rifiuti e sui servizi, a partire dal
2013. Il tributo colpirà “chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi
titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre
rifiuti urbani”, e sarà commisurato alla quantità e qualità medie di rifiuti
prodotti per unità di superficie
• entro il 31.10.2012 dovrà essere emanato il decreto attuativo che stabilirà i criteri di determinazione del tributo; quindi i cittadini dovranno attendere tale data per sapere con precisione quanto pagare
VERONA MEDICA
ATTUALITà
A REGIME DETRAZIONE
DEL 36% E PROROGA
DETRAZIONE DEL 55%
• diventa a regime la detrazione Irpef del 36% sulle ristrutturazioni edilizie:
si tratta di un intervento importante considerato che tale agevolazione esiste
da più di 10 anni ma era sempre stata prorogata, l’ultima ne aveva stabilito la
scadenza al 31.12.2012. Le novità più importanti, in vigore dal 2012, sono:
• la detraibilità delle spese per la ricostruzione o il ripristino dell’immobile
danneggiato a seguito di eventi calamitosi e delle spese per opere
volte a evitare gli infortuni domestici
• detrazione del 25% del prezzo pagato per comprare case in edifici
oggetto di restauro-risanamento conservativo e di ristrutturazione
edilizia purché vendute entro 6 mesi dalla fine dei lavori
• gli eredi continueranno a beneficiare delle rate non usufruite dal defunto ma
solo se continueranno a detenere materialmente e direttamente il bene
• trasferimento delle quote residue di detrazione automatico, in caso
di compravendita, salvo diverso accordo tra le parti
• la proroga fino al 2012 della detrazione Irpef del 55% per gli interventi
di risparmio energetico
• dal 1° gennaio 2013, per gli interventi di risparmio energetico, con
particolare riguardo all’istallazione di impianti basati sull’impiego
delle fonti rinnovabili di energia, spetterà la detrazione del 36%, con
un limite di 48.000 € per unità immobiliare
PIù SPAZIO ALL’ISEE PER • a partire dal 2013 tutte le agevolazioni fiscali ed i benefici assistenziali saranno legati all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica EquiOTTENERE AGEVOLAZIOvalente) e, oltre una certa soglia di reddito, non saranno più concessi
NI E SCONTI DAL 2013
(come avviene già per molte prestazioni sociali dei Comuni)
AUMENTO ADDIZIONALE
REGIONALE IRPEF
• già aumentata per tutti l’addizionale regionale all’IRPEF, che passa dallo 0,9% all’1,23% (già con effetto dall’anno 2011)
PER IRES ED IRPEF
DEDUCIBILE AL 100%
L’IRAP SUL COSTO
DEL LAVORO
• questo punto non riguarda tutti i cittadini ma solo coloro che hanno partita
iva e pagano l’irap.
• l’Irap sul costo del lavoro sarà completamente deducibile ai fini Irpef ed Ires
• aumentano le deduzioni Irap per le assunzioni di lavoratrici e per i
giovani sotto i 35 anni d’età che operano in azienda con contratto a
tempo indeterminato
SUPER-PRELIEVO
SUI BENI DI LUSSO
DAL 2012
• dal 1° gennaio 2012 per le auto di lusso con oltre 185 Kw di potenza
si applicherà un’addizionale erariale sul bollo pari a 20 € per ogni Kw
eccedente il limite indicato
• tassati anche le unità con scafo superiori ai 10 metri, per gli stazionamenti giornalieri o per frazione di giorno commisurata alla lunghezza delle
imbarcazioni
• viene istituita un’imposta erariale sugli aeromobili privati in proporzione al peso massimo al decollo
MISURE
ANTIEVASIONE
VERONA MEDICA
• rafforzamento della tracciabilità dei pagamenti, con una riduzione del
limite all’uso del contante a € 1.000
• dal 01.01.2012 le banche e gli altri operatori finanziari sono obbligati a
comunicare periodicamente all’anagrafe tributaria le movimentazioni dei
conti dei clienti
• controlli sulle imprese per il pagamento del canone RAI
• regime tributario premiale per le imprese che decidano di inviare telematicamente al fisco i dati relativi a corrispettivi, fatture emesse o ricevute e
risultanze di operazioni non soggette a fattura; per tali imprese, in particolare,
sono assicurate assistenza negli adempimenti, velocizzazione dei rimborsi
Iva e alcune agevolazioni in merito all’applicazione degli studi di settore
• non ci saranno condoni
21
ATTUALITà
PRELIEVO
SUI CAPITALI SCUDATI,
ATTIVITA’ FINANZIARIE ED
IMMOBILI ALL’ESTERO
22
• bollo speciale dal 2012 per i rapporti ancora “segretati” dallo scudo fiscale
con aliquota 1% per il 2012, 1,35% per il 2013 e 0,4% a regime dal 2014
• prevista inoltre un’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute
all’estero da persone fisiche dell’1 per mille nel 2012 e dell’1,5 per mille
a decorrere dal 2013 sul valore delle attività finanziarie
• anche le case all’estero saranno tassate al 7,6 per mille (come previsto per
l’IMU sugli immobile detenuti in Italia)
AUMENTO DELLE ACCISE
SUI CARBURANTI
• aumentate con l’entrata in vigore del decreto anche le accise sui carburanti ad uso autotrazione
“ACE”: AIUTO ALLA
CRESCITA ECONOMICA
• introdotta un’agevolazione che prevede una riduzione delle imposte per le
società che hanno aumentato il capitale proprio entro il 31 dicembre 2011
e che potrà essere calcolata già in Unico 2012
BOLLI SUI C/C
• dal 01.01.2012 imposta di bollo sugli estratti conto di €34,20 se il titolare
è una persona fisica ovvero di € 100 se il titolare è altro soggetto (es.
società)
• viene introdotta una esenzione dal bollo qualora l’intestatario del conto sia
una persona fisica e il valore medio di giacenza annuo non sia superiore a
5.000€
IMPOSTA DI BOLLO
SULLE ATTIVITà
FINANZIARIE
• introdotta una imposta di bollo (“minipatrimoniale”) dovuta sul possesso
di attività e strumenti finanziari (esclusi fondi pensione e sanitari)
• il tributo sarà dovuto nella misura proporzionale annua sul valore di mercato all’1 per mille per l’anno 2012, elevato all’1,5 per mille dal 2013.
L’importo minimo dovuto è fissato in € 34,20, quello massimo in € 1200,
quest’ultimo fissato solo per il 2012
• prevista esenzione solo per i buoni postali fruttiferi non superiori a 5.000 euro
SPESOMETRO
• il 31.01.2012 è già avvenuto primo invio all’Agenzia delle Entrate del cosiddetto “spesometro”. A tale invio saranno obbligati annualmente tutti i
soggetti passivi per rendere note le operazioni oltre i 3000 € (3.600€ se
comprensivi di iva)
INDAGINI FINANZIARIE
• come già reso noto dal 01.01.2012 le banche e gli altri operatori finanziari
sono obbligati a comunicare all’anagrafe tributaria le movimentazioni dei
conti dei clienti
LIBERALIZZAZIONI
• nuove s.r.l. con 1: possibilità per i giovani sotto i 35 anni di età che potranno
dare vita a società srl senza atto notarile e con un solo euro di capitale sociale
• attività liberalizzate: decadenza delle norme che prevedono limiti numerici, licenze o atti preventivi di autorizzazione per l’apertura di un’attività
economica
• integrata la normativa sulle società tra professionisti (stp): l’assetto societario dovrà essere tale da rendere i soci professionisti titolari della maggioranza di almeno i due terzi nelle decisioni
• assicurazioni: aumentano le tutele contro le truffe Rc auto (es. scatola
nera sul veicolo, ecc)
• tariffe professionali: abrogate le tariffe minime e massime previste per le
libere professioni. Durata del tirocinio ridotta da 3 anni a 18 mesi
• farmacie: in arrivo nuovi esercizi commerciali
• notai: entro il 2015 aumenteranno fino a 1000 nuove sedi
• prorogato al 01 giugno 2012 il termine per definire le regole di riduzione
delle commissioni di pagamento con carta di credito
• gratuità delle spese di apertura e gestione dei conti destinati all’accredito
e al prelievo di pensioni ammontanti fino a 1500 euro mensili
VERONA MEDICA
ATTUALITà
SEMPLIFICAZIONI
• bollino blu: non sarà più annuale ma verrà prodotto contestualmente alla
revisione auto
• i certificati saranno trasmessi e richiesti on-line
• social card: saranno i Comuni a gestire la nuova “social card”, la carta
acquisti destinata alle famiglie in disagio economico
• via al portale unico per iscriversi all’Università on-line
• welfare: verifiche incrociate sui fruitori di servizi assistenziali
• le nuove carte d’identità verranno rilasciate con scadenza fissata al giorno
di nascita del titolare
• i box e posti-auto realizzati negli edifici esistenti potranno essere venduti
anche separatamente dall’appartamento di cui sono di pertinenza
• privacy: soppresso l’obbligo per imprese e studi professionali di tenere il
DPS (Documento Programmatico sulla Sicurezza)
Studio Commercialista Zanardi
Angiari (VR)
Tel. 0442 660245
COMUNICATO AGLI ISCRITTI
Abbiamo attivato il nuovo servizio di segreteria telefonica.
Quando telefonerete all’Ordine sentirete la voce del RISPONDITORE AUTOMATICO,
che provvederà a smistare la chiamata secondo le esigenze di chi chiama.
LE OPZIONI SARANNO:
• DIGITARE 1 PER PRATICHE ENPAM
• DIGITARE 2 PER PUBBLICITÀ SANITARIA E RUOLI
• DIGITARE 3 PER AMMINISTRAZIONE, ISCRIZIONI E CANCELLAZIONI
• DIGITARE 4 PER COMMISSIONE ODONTOIATRI
Senza nessun imput digitato e rimanendo in linea
la chiamata sarà dirottata al primo operatore disponibile.
Confidiamo di poterVi dare un servizio migliore
La segreteria dell’Ordine
VERONA MEDICA
23
ATTUALITà
Costruire
la Sanità
Scomparso Giuseppe Castellarin,
manager in campo medico e padre
di Verona Emergenza.
Prolifico autore di saggi e libri.
di Maria Teresa Ferrari
Il dottor Giuseppe Castellarin, direttore
sovrintendente sanitario emerito degli
Istituti Ospitalieri di Verona, si è spento
dopo una breve malattia, lasciando un
grande vuoto nella Sanità veronese.
Affollatissima e molto partecipata la
commemorazione che gli è stata dedicata al Centro Medico Marani dove a
parlare di lui sono stati in tanti, colleghi
amici ma anche ex allievi.
Costruire per lui era la chiave della
vita. E dopo aver edificato il suo futuro con lo studio, ha costruito un tassello importante della sanità, in tempi
in cui molto era ancora da fare, con
quell’intuizione, quel dono di vedere
oltre, che lo aveva fatto osare senza
paura. Con un entusiasmo contagioso e grande determinazione.
Ha vissuto a Verona per quarantacinque anni; nella città scaligera si era
trasferito dal Friuli, dove era nato a
Casarsa della Delizia, in provincia di
Pordenone. Dopo la laurea in medicina e chirurgia presso l’Università di
Padova, la specializzazione in medicina legale ed infortunistica, in igiene e
tecnica ospedaliera e in igiene pubblica, proprio in Friuli aveva inizialmente
svolto attività di anatomo-patologo,
chirurgo e medico-legale.
Giuseppe Castellarin è stato il più
giovane direttore sanitario d’Italia: ha
ricoperto questo incarico presso gli
Istituti Ospitalieri di Verona dal 1967
al 1968, quella di vice direttore dal
1968 al 1975, e di direttore sanitario
dell’ospedale Civile Maggiore di Verona dal 1975 al 1982, dell’Ospedale
Policlinico di Verona dal 1986 al 1988.
È stato sovrintendente sanitario del
Presidio Ospedaliero di Verona dal
24
tà: negli anni novanta abbiamo infatti
1988 al 1994. Nel 1995 era stato nocontribuito alla nascita dei primi sisteminato direttore generale dell’ULSS
mi di emergenza in altre città italiane:
21 di Legnago, incarico mantenuto
Genova, Siena, Cagliari, Mantova, Udifino alla fine del 1999. L’elenco delne, Capri per la Campania, Palermo».
le cose fatte in tanti anni di attività è
Tante sono le parole che ha scritto in
lungo; oltre alla docenza presso l’Unistudi e pubblicazioni – oltre 100 lavori
versità scaligera, è stato nel 1971 proscientifici pubblicati su testi e riviste
motore e organizzatore del “Centro
nazionali ed internazionali - altrettante
Grandi Ustionati” di Verona, dal 1988
quelle spese per elaborare progetti,
al 1994 coordinatore e presidente del
nati durante la sua direzione sanitaria.
Centro Oncologico regionale dell’area
E sono infinite quelle che ha “vissuto”
veneta occidentale e ha introdotto
nel privato, quando appuntava su un
nel 1973 il concetto di sanificazione
diario i momenti importanti della sua
ospedaliera; ha costituito e organizgiornata o si dilettava, anche nel cuozato nel 1986 il servizio di emergenre della notte, a scrivere poesie. Molte
za sanitaria nella provincia di Verona.
le ritroviamo in un libro, cui lui teneva
Quello che ha sempre considerato il
particolarmente, e che ha visto la luce
fiore all’occhiello dei suoi progetti, è
proprio lo scorso giugno. Salviamo la
il servizio di Verona Emergenza. Era il
memoria. Il rito del racconto (Gabrielli
20 luglio 1987 quando tutto il sistema
Editori, 2011) è il testamento culturale
definito “Verona Emergenza” è entrache ci ha lasciato. Lui lo considerava
to in funzione: «Il successo di questa
il suo testamento spirituale, perchè la
iniziativa – ricordava Giuseppe Camemoria è un bene prezioso, perchè
stellarin durante un’intervista - è stato
la memoria si tramandi di generaziodeterminato anche dall’organizzazione in generazione. Non solo per non
ne di una Centrale Operativa unica
dimenticare, ma anche perchè aiuti i
provinciale e dalla diffusione di un nugiovani ad aprirsi e confrontarsi con
mero per l’emergenza, iniziative sorte
meno paura e diffidenza alle altre culproprio in concomitanza con l’inizio
ture.
del servizio di elisoccorso, e che hanno garantito, tramite
una gestione unica e
centralizzata delle richieste di intervento
sanitario, un razionale
funzionamento della rete dei soccorsi».
L’istituzione del 118
e la creazione di una
rete di basi di elisoccorso della Regione
Veneto hanno reso
ufficiale il lavoro che
sin dal 1987 Verona
Emergenza
aveva
concretamente sviluppato.
«Quello di Verona
Emergenza – concludeva il dott. Castellarin - è stato un percorso irto di difficoltà
e di costanti preoccupazioni, ma è stata
anche una stagione
di grandi entusiasmi
e soddisfazioni. Basti
ricordare che siamo
stati un importante
Giuseppe Castellarin
esempio per altre real-
VERONA MEDICA
STORIA DELLA MEDICINA
Ciarlatani e medicastri:
i mercanti della salute a Verona
tra Seicento e Settecento
Gianna Ferrari De Salvo
È stato scritto molto sui ciarlatani. A
occuparsene non sono stati solo gli
storici della medicina, ma anche autori
di teatro1, pittori e incisori2. I ciarlatani
iniziarono a diffondersi in Europa dal
XVI secolo. Anche la città scaligera ne
accolse a centinaia: tirolesi, veneziani,
piemontesi, lombardi, toscani, umbri,
napoletani, laziali, pugliesi, siciliani,
polacchi, maltesi; alcuni nobili e persino delle donne (si trattava di vedove,
o figlie di ciarlatani). I documenti conservati nell’Archivio di Stato di Verona
fanno luce su circa 150 anni di attività
di medicastri locali e non, sui loro preparati terapeutici e sulle malattie che
avrebbero dovuto curare. Paolo Rigoli3
— e prima di lui Francesco Scarcella4
— ha attinto dalle carte in oggetto per
raccontare questa sfaccettatura della
medicina che, bisogna dire, non ebbe
sempre un senso negativo né fu priva
di una sua dignità.
Sotto il nome di “ciarlatano” (da ciarlare = parlare) erano compresi ogni
sorta di venditori nelle pubbliche piazze di prodotti terapeutici, cavadenti,
mezzi chirurghi e mezzi speziali, conosciuti anche come montainbanco
[= saltimbanco, termine che deriva da
“salire, saltare sul banco” per illustrare con “ciarle” mirabolanti pozioni] 5. I
medici ciarlatani, e i ciarlatani medici,
per richiamare gente e spingerla ad
acquistare la loro merce spettacolarizzavano la rappresentazione facendosi accompagnare da giocolieri e da
teatranti. Sul banco [= palco] la loro
recita, intervallata da musica e canti,
consisteva in un dialogo — botta e risposta — con gli spettatori; una sorta
di teatro secondario. Alla fine dell’esibizione venivano messi in vendita
ritrovati e medicamenti “miracolosi”
VERONA MEDICA
che spesso consolidavano infondate
speranze di guarigione nelle persone
semplici o soltanto rese disperate dal
bisogno.
Ai ciarlatani era generalmente concesso il commercio dei loro preparati
terapeutici — quasi tutti dalle proprietà straordinarie, con nomi altisonanti
e, spesso, di pura fantasia — a patto, però, che ottenessero il rilascio
della patente e che si astenessero
dall’esercitare la medicina fisica, cioè
visitare il paziente. Nel Settecento, il
più insigne e notevole tra tutti coloro
che sostarono a Verona fu Buonafede
Vitali “saltimbanco”— come egli orgogliosamente amava chiamarsi — noto
sotto il nome di Anonimo. Eccezionale figura di ciarlatano, colto e di nobili
natali, preparatore e dispensatore di
medicamenti, chirurgo6 e chimico, fornito di rara oratoria, fu ideatore di un
modo scenografico di fare Medicina
abbinando la professione sanitaria
con quella del commediante. Nato nel
1686 a Busseto, Parma, esercitò alcuni anni a Verona. Studioso di fama,
fu definito da Goldoni «un ciarlatano
di specie molto rara degno di essere registrato negli annali del secolo»7.
Ricevuto in tutte le corti europee, la
sua popolarità lo porterà ospite dello
zar Pietro il Grande. Più volte a Roma
anche come archiatra, guarirà Innocenzo XIII dal singhiozzo, curato con
insuccesso dagli specialisti della corte
pontificia. Percorse in lungo e in largo
la penisola, fu docente a Palermo e in
diverse università italiane, dal 1742 dimorò a Verona dove morirà il 2 ottobre
17458. Nel 1743 fu eletto Protomedico9
della città e dell’ospedale dei Santi Giacomo e Lazzaro della Tomba10,
posto da lui occupato sino alla morte.
Fu sepolto nella chiesa dei Santi Apostoli11. Il nipote Buonafede junior12, suo
figlio adottivo, attribuì il decesso alla
peripneumonia, mentre il referto stilato
sul registro dell’Ufficio di Sanità indica
«febbre e dolori, curato dal medico
conte Gasparo Preame (o Priami)»13.
Tra il 1743 e il 1744, l’Anonimo (così è
sempre citato nel registro degli attestati di morte) esercitò in ospedale e
in città. Fra coloro che ebbe in cura
troviamo: conte Carlo Guerrer (mal di
petto), reverendo Niccolò Vigani Canella (mal di petto), nobile Laura Zanini
vedova di Giovanni Schioppo (apoplessia), Mario figlio del conte Girolamo Franco (arioma), e altri14. Esperto
di termalismo, scrisse un trattato sulle
acque di Caldiero che fu pubblicato
postumo15.
In Provisioni e Capitoli circa il medicar, componere medicamenti ed altro
spettante la medicina, stampato nel
160816, si fa riferimento a tutti gli abusivi in materia medica segnalando che
«molti zaratani ed empirici circolatori
[= girovaghi] e donnicciole, con medicamenti da loro chiamati magistrali, o
secreti, […] vendono nelle piazze con
poco timore del Signore Iddio e grave danno del prossimo […], che non
addottorati, né esaminati da Collegi
Pubblici, con licenze fasulle o senza
licenza, esercitano a grave pernice de’
popoli e sprezzo delle Leggi». Si puntualizza che nessuno potrà esercitare
l’Arte Medica, sia fisica che chirurgica,
«se dopo il dottorato non avrà appresa la pratica per due anni continui in
fisica, e uno in chirurgia, sotto [un]
medico perito, che almeno abbi anni
dodeci di professione». Viene proibito
ai chirurghi, benché licenziati o dottorati in chirurgia, di dar medicamento
per bocca, purgare gli infermi, visitare i
febbricitanti, o gli aggravati da ulteriori
mali17. Ai barbieri18 è vietato medicare
ferite ed altre gravi malattie senza l’assistenza di un medico fisico o chirurgo
diplomato, ordinare medicine, cavare
25
STORIA DELLA MEDICINA
sangue e altro, «com’è nel giuramento
prestato nel licenziarsi».
Allora era un gran proliferare di ciarlatani empirici e ciurmatori, detti altrimenti
cerretani (dal castello di Cerreto nei
pressi di Spoleto) o magnaguadagni,
bagatellieri, alchimisti-chimici-chemiatri veri o presunti che, forniti di abilità
istrionica, vendevano illegalmente i
loro preparati promettendo di guarire
mille incurabili infermità. Furono talora
così numerosi, o tali guai provocarono
alla salute dei poveri illusi, che si fecero
più serrate le disposizioni per ostacolare anche la spesso eccessiva condiscendenza dei Collegi Medici. L’11
marzo 1642, i Provveditori alla Sanità
di Venezia dettarono nuove leggi in
aggiunta ai capitoli emanati il 28 settembre 1617, ribadendo, innanzitutto,
che i privilegi [= attestati] e le licenze
dei medici ebrei dovevano essere riconosciuti dal Collegio dei Medici e confermati dal Magistrato di Sanità «con
espressa proibitione di poter in maniera alcuna medicar cristiani, potendo
solo eseguir la professione suddetta
nel Ghetto proprio d’essi ebrei, in pena
di pagar ducati cento per cadauna volta che contraffacessero […] et, in oltre,
di star anno uno in priggione serrata
alla luce, dalla quale non si possa liberare se non averà fatto l’effettivo
esborso delli sopraddetti ducati cento.
Che alcun zarattano, montainbanco, ò
altro sia che sorte di persone si voglia,
doppo avute le licenze non possano
vender alcun componimento» se non
in vasi sigillati da un notaio con il bollo
di San Marco «sotto pena ai contraffattori, di bando, priggion, corda, galera,
et altro, ad arbitrio della Giustitia, oltre
il perder la robba et ducati cinquanta
applicati come sopra». Il dispositivo a
stampa era affisso ogni anno sopra le
scale di San Marco, a Rialto e ai soliti
luoghi pubblici in tutto lo Stato.
I ciarlatani che ambivano ottenere il
permesso di produrre e distribuire i
loro “secreti”, pagata la dovuta tassa,
consegnavano all’Ufficio di Sanità la
nota dei medicinali e gli ingredienti impiegati, affinché potessero essere esaminati ed approvati «dalla Banca delli
signori medici e speçieri». Una prima
relazione giurata veniva redatta dalla
Commissione del Collegio dei Medici Fisici. Risultando il voto favorevole,
altri due medici e il Protomedico del
Magistrato assistevano alla manipola-
26
zione e assegnavano il giusto prezzo
di vendita19. Gli stampatori potevano
riprodurre la “ricetta” solo a vista del
“privilegio”, pena una multa di cento
ducati. Le ricette dovevano portare in
calce l’indicazione della tipografia che
sarebbe servita da traccia alle forze
di polizia per identificare il “trafficante”. Nessun medicinale poteva essere
venduto o regalato senza la licenza (da
rinnovarsi ogni tre mesi e ogniqualvolta
si passava in uno Stato diverso) pena
una multa di cento ducati e altre pene
accessorie ad arbitrio del Collegio, più
il bando perpetuo dallo Stato Veneto.
L’8 giugno 1683 i Provveditori alla Sanità, con il solito avviso a stampa, mettevano in guardia le popolazioni rurali
circa il modus operandi di alcuni ciar-
Ciarlatani
latani che non si facevano «scrupolo di
praticarsi tagli, scottature considerabili
con ogli, peze e rasa [= ragia, trementina] e simili materie, facendosi mordere
da serpenti, o ingurgitare veleni, dando
avvio a diversi inconvenienti»20. Qualora nei paesi si fossero visti ciarlatani,
o vagabondi, vendere con «rilasciata
sfacciataggine e temerarietà […] medicamenti, triache, ò altro, à pregiudizio
della comune salvezza», gli abitanti erano autorizzati ad avvertire «a tocco di
campana martello, onde poter arrestare il trasgressore e, requisita la merce,
condurlo alla Giustizia».
Le fonti utilizzate per il presente saggio
provengono dall’archivio Campagna21:
un fascicolo denominato «Ciarlatani»
e il «Registro Ciarlatani incomincia 15
febbraio 1738 [Copie tratte dal suo originale in carta pecora]». Il primo copre
un periodo che va dal 1660 al 1722, il
secondo ospita copie di documenti dal
1642 al 1803. Vi si trovano anche due
originali ricette a stampa22, vari avvisi a
stampa o la loro trascrizione. Lo spoglio sistematico del materiale (numerosi fogli sono inseriti in modo del tutto
casuale) permette di trarre un quadro
abbastanza completo dell’avvicendarsi
di questi personaggi itineranti.
Qui di seguito si dà di ogni ciarlatano il
medicamento (i medicamenti) e, dove
possibile, si documenta la composizione dei preparati23, omettendo, per
ovvie ragioni di spazio, le varie date
delle licenze conferite da Venezia e
Verona.
Licenze e privilegi per vendere, et
far vendere et distribuire nell’inclita dominante et in ogni altra città e
luoco del Serenissimo Dominio (in
b. CXLVI, n. 2388)
1. Giuseppe Toscano [detto Capèl
d’oro]: ELETTUARIO ORVIETANO24
«contro morsicature e veleni25».
2. Isabella Scaramuzzina: COMPOSITIONE PER IL MAL FRANCESE.
3. Francesco Dorato, di Venezia:
OGLIO DI SASSO26.
4. Francesco Picco, veneziano: OGLIO
DI SASSO.
5. Andrea Polli: PILLOLE ANGELICHE27.
6. Girolamo Dari [detto il Polacco]:
ARCANO «composto di grasso umano, per dolori frigidi, mal di madre28,
siffolamento d’orecchie [= acufeni],
tagli, contusioni, vermi et opilatione
di milza, et altri mali da frigida intemperie cagionati». La licenza ottenuta a
Verona nel 1686 gli fu revocata l’anno
dopo, ad istanza di Giovanni Leonardi, romano, che vendeva il medesimo
prodotto (v. scheda 2o), e multato per
500 ducati, poiché il suo Arcano fu
ritenuto «pregiudiziale e delusorio».
Per continuarne il commercio dovrà
mutarne il nome, pena il pagamento
di altri 500 ducati, bando e prigione.
7. Francesco Cian [detto Padovanello
o Moro]: OGLIO SOLARE29; PIETRA
ARTIFICIALE. Nel 1693 fu denunciato dal cavadenti bresciano Giovanni
Battista Lamberti che, rifacendosi
ad un proclama contro i “ciarlatani
ingannevoli”, lo accusa di aver venduto a Monzambano, a Valeggio e
a Peschiera ― di domenica e senza i
VERONA MEDICA
STORIA DELLA MEDICINA
requisiti necessari e nonostante le
proibizioni ― medicamenti per i denti e
l’Elettuario da lui nominato ORVIETANO (dal medesimo detto anche Triaca
di Venezia), contro i veleni, asserendo
che «non può essere che sporchezzi
danabili e perniciosissimi alla salute».
8. Zuane [Giovanni] Lonardi: COMPOSITIONE DI GRASSO HUMANO30
«valevole per molti mali».
9. Giuseppe Francesco Roselli: ELETTUARIO detto DEL VECCHIO ORVIETANO contro i veleni.
10. Domenico Suman: DIATESSERON31.
11. Bartolomeo Falconi, piemontese:
OGLIO DI SASSO ossia DEL STRAZZONE.
12. Antonio Rappi [detto il Veronese],
con la figlia Penezia: BALSAMO ROMANO «per mali cagionati da frigidità
e scottature»; ELETTUARIO BELZOAR32 contro i veleni.
13. Antonio Messedino: ACQUA COMPOSTA detta BIRIA.
14. Francesco Messedini, fu Antonio,
bresciano: BALSAMO DI GINEPRO
«per molti mali che da umori freddi
vengono cagionati, però che siano
senza febbre, e questo deve essere
specificato nella ricetta».
15. Francesco Panizza da Venezia:
OGLIO DI SASSO «per mali da frigidità
dipendenti, vermi, et per uso di rimedio esterno».
16. Giacomo Filippo Robilardi o Ru­
bilanti [detto il medico inglese]: ACQUA
EMULGENTE, BALSAMO, QUIN­T’ES­­
SENZA33, ELETTUARIO; ELETTUARIO MAGISTRALE OPPIATO SALUTE
DI VITA «per il mal francese»; BALSAMO CATTOLICO34 «valevole a guarir
doglie frigide et humide», uso esterno;
CEROTTO PERFETTO «per piaghe di
gambe»; OLIO DEI MATTONI35 «opportuno e valevole per gli acclarati mali
di doglie frigide e umide»; CEROTTO
PRO CREPATIS «perfettissimo rimedio
per li crepati36».
17. Giovanni Antonio Palombi, detto il
Gran Napolitano: BALSAMO «per dolori freddi e umidi»; UNGUENTO DEL
FUOCO per scottature; CONSERVA37
«per levar il dolor di denti proveniente
da causa fredda».
18. Giovanni Gelmini: OGLIO DI SASSO «a beneficio de’ corpi humani».
19. Carlo Riva, bresciano: ELETTUARIO TRIACALE.
20. Giovanni Leonardi, romano, marchese di Belforte: PURGATIONE DO-
VERONA MEDICA
MESTICA «contro tumori, gomme, e
altri mali provenienti da morbo gallico». Dopo alcuni casi di «sconcerti e
incomodi a pregiuditio della salute» gli
venne revocata la licenza. Approfondito l’esame dei composti — tutti di
natura vegetale — nel giugno 1698 gli
fu permesso di commerciare di nuovo
tale preparato con l’aiuto di suo figlio
Francesco Maria.
21. Bortolamio di Giovanni [detto il
Gaetano]: BALSAMO «per dolori da
matteria fredda et humida, vermi e tagli»; UNGUENTO per scottature; SECRETO per guarire il dolore di denti
causato da «materia fredda».
22. Giuseppe Bresciano [detto il Ferrarese], genero di Domenico Molena,
padovano, [detto il Moro dalle Vipere]: ELETTUARIO TRIACALE38 contro
i veleni.
23. Giuseppe Rossi, romano: ESSENZA DI ROSMARINO.
24. Michel Angelo Valdita [detto Todeschini]: OGLIO intitolato SOLE
TERRENO «per sanare dolori frigidi,
ferite semplici e mali esteriori»; ESSENZA ANGELICA «per dolore di
denti»; UNGUENTO «per la rogna e
scottatura da fuoco».
25. Giuseppe Maria Felice Scutellio,
cavaliere del Sacro Romano Impero, cittadino di Trento39. Licenza per
«fabbricare, comporre e manipolare
e vendere, li suoi fini secreti […] preparati il 12 maggio 1703 alla presenza
continua dell’eccellentissimo Francesco Giuseppe Tron, protomedico
[…] intitolati: BALSAMO PER I VERMI
«per ogni male dai medesimi causato, e specie per la febbre maligna, la
peste contagiosa, veleni, ipocondria
o flatoipocondriaco40, mal di madre
e Parone (?), oppilazione di fegato e
milza»; BALSAMO SPECIFICO «per
dolori colici dipendenti da causa
fredda»; BALSAMO SPECIFICO «per
dolori ordinari di ventre e flati frigidi»;
BALSAMO SPECIFICO «per piaghe,
tagli e ferite»; POLVERE «per stagnar
sangue dal naso subitamente»; POLVERE «per la ponta o sii pleuritide»;
POLVERE «per i calcoli, renella e difficoltà d’urina, previa l’espurgazione da
farsi da medico fisico»; VINO MEDICATO «da manipolarsi per il mal francese»; EMPIASTRO o sia CEROTTO
«per la sciatica».
26. Giuseppe Rappi di Antonio, detto
l’alfier Veronese: BALSAMO SALUTI-
FERO «utile alle piaghe delle gambe
provocate da fredde e umide cause,
non esclusi i dolori gallici, nei reumatismi umidi e freddi, nei vermi dei
fanciulli», uso esterno; DONUM DEI,
prezzo: 15 soldi l’oncia41.
27. Mattia Barra (Borra) [detto il napolitano]: BALSAMO SALUTIFERO RODEANI «benefico per i corpi umani».
28. Giuseppe Salvador Rappi: BALSAMO SALUTIFERO; BALSAMO DONUM DEI creato dal cavalier Bori42;
CEROTTO UTILE. Il primo, «per le piaghe delle gambe provocate da fredde
e umide cause, escluso l’impiego per
dolori gallici, reumatismi umidi e freddi, nei vermi dei fanciulli», soldi dieci
per oncia.
29. Giuseppe Bresciani [detto il Ferrarese]43: BALSAMO DEL SOL «per
doglie frigide et humide», uso esterno.
30. Sebastiano Benelli [detto il Professor Chimico]: BALSAMO INNOCENTIANO44 «per infirmità frigide,
umide e ventose».
31. Domenico di Rossi: BALSAMO
SIMPATICO45 «per ferite, scottature e
altro».
32. Pietro Antonio Todeschi romano:
BALSAMO IMPERIALE46, uso esterno.
33. Giovanni Battista Sabotti: BALSAMO «per doglie frigide et humide»,
uso esterno.
34. Lodovico Aquila [detto il Celestino Romano]: BALSAMO D’ARMATA47
«per tagli e mali provenienti da frigidità
et humidità».
35. Andrea Matraglia: BALSAMO detto DELLO STRAZZONE «per dolori
freddi, umidi e ventosi, vermi e effetti
matricali [= della matrice] procedenti
dalle medesime cause», uso esterno.
36. Homobon di Bonhomo: OGLIO
DE LATERIBUS ò sia DE’ FILOSOFI48.
37. Angelo Bonifacio Donini: BALSAMO ROMANO «per doglie causate da
humor frigido»; SECRETI PER SCOTTAURE; ELETTUARIO «contro veleni
non corrosivi in dose di una drama49»;
PILLOLE per i denti.
38. Domenico Fedeli [detto il Mantoanino] napoletano: BALSAMO FILOSOFICO detto DELLA REGINA
DI SVEZIA «per dolori provenienti da
causa fredda, et effetti di cibarie, et
per semplici tagli»; COMPOSITIONE
«per quietar il dolor de’ denti causato
da humori freddi».
39. Nicolò Squadrini: QUINTA ESSENZA DI ROSMARINO.
27
STORIA DELLA MEDICINA
40. Simon Greco (Grego) veneziano:
OGLIO DI STRAZZONE, uso esterno.
41. Giovanni Bertacchini e Bortolo
Ghinelli da Montefestino modenese:
OGLIO DI SASSO.
42. Giuseppe Colombani, da Parma
[detto l’Alfier Lombardo]: ACQUA per
gli occhi; UNGUENTO per il fuoco;
BALSAMO UNIVERSALE «valevole
per infermità provenienti da causa frigida e in ferite semplici, per li mali e
flati procedenti da causa frigida, con
facoltà di poter essere preso anco per
bocca, in poca quantità di cinque in
sei gocie al più», uso esterno; ELETTUARIO DI GINEPRO THERIACALE
«per levar la crudità d’humori freddi e
per la debolezza dello stomaco, così
per li veleni non corrosivi».
43. Claudio Amelli: OGLIO ossia BALSAMO SIMPATICO.
44. Francesco Verai veneziano:
COMPOSTO TERIACALE; BALSAMO
DI GRASSO HUMANO; POLVERE
TERIACALE purgativa.
45. Giuseppe Tortoriti, Ferante Capel d’Oro: ORVIETANO; GRASSO
DI VIPERA; POLVERE PURGATIVA
DELL’ORVIETANO; POLVERE PER LI
VERMINI; PIETRA SIMPATICA per il
fuoco50.
46. Giovanni Battista Testa: QUINTA
ESSENZA DELL’OSMARINO.
47. Giulio Cesare Corazza [detto il
Bologna]: ELETTUARIO TRIACALE
contro i veleni.
48. Giovanni Francesco Rocca: SALE
VOLATILE ARMONIACO51; SPIRITO
DI LIME per il mal di denti; ESSENZA
DI ROSMARINO; ACQUA OFTALMICA; OGLIO DI GINEPRO; SPIRITO DI
TEREBINTO52; BALSAMO per ferite.
49. Tommaso Toscano [detto l’Orvietano]: ORVIETANO; PILLOLA; GRASSO DI VIPERA; PIETRA SIMPATICA;
POLVERE DELL’ORVIETANO purgativa.
50. Giuliano Franchi [detto il Romano]: COMPOSITIONE BALSAMICA;
PILLOLE ANGELICHE; CONSERVA
ANGELICA.
51. Giuseppe Sachetti [detto Gamba
Curta]: BALSAMO POLIGRANO REGIO DI GAMBA CURTA.
52. Properzio Raimondi [detto Scarnecchia], bolognese: BALSAMO ANGELICO53 «per doglie et altri mali humidi e frigidi»; UNGUENTO da fuoco.
53. Giovanni Battista Zucchi Terzi:
BALSAMO IMPERIALE.
28
54. Francesco Maria Gaforio [nipote
di Francesco Cian, detto Padovanello]: BALSAMO SIMPATICO ORIENTALE, per uso esterno; SALE VOLATILE per il «solo odorato».
55. Pier Francesco Vidini: BALSAMO,
uso esterno.
56. Giovanni Taschi: AQUA BALSAMICA; OGLIO BALSAMICO «per
ferite semplici, vermi, debolezza di
stomaco e dolori causati da materie
fredde», uso esterno e interno.
57. Buonafede Vitali [detto l’Anonimo54], dopo aver sostenuto l’esame
di medicina e chimica, viene ritenuto
sufficientemente abile e perito «così
nella teorica, come nella pratica della medicina, della chirurgia, delle
meccaniche, della chimica e dell’altre onorevoli scienze che adorano
Buonafede Vitali
l’animo suo e particolarmente con
l’esperimentate prove degli ottimi medicamenti da lui manipolati e dispensati con esito felice nei casi ancora
più gravi e difficili, laonde ha riportato
somma laude dalli virtuosi professori
di questa Città». A Verona, il 16 marzo
1717 sostenne l’esame di medicina e
l’8 ottobre 1718, dai Rettori di Verona e Provveditori alla Sanità, gli viene concessa «facoltà di manipolare e
vendere tutti i suoi singolari medicamenti chimici e poterli applicare nei
mali cronici e nei lunghi mali abbandonati dalla metodica, quanto che
l’esperienza ha dimostrato la facoltà e
loro pregio nel sanare le più ardue infermità». Vitali diede alle stampe molti
opuscoli di ricette; tra i suoi secreti più
famosi: PILLOLE ERMETICHE; CERA
CATTOLICA; ALESSIFARMACO [=
antidoto]; BALSAMO ANODINO MINERALE55; CONFETTO SOLUTIVO;
FEBBRIFUGO; SCIROPPO e OLIO DI
FULIGINE56, e molti altri.
58. Tomaso Merula fu Giuseppe:
ORVIETANO «per veleni non corrosivi»; PILLOLE DI GRASSO DI VIPERA; PIETRA SIMPATICA; POLVERE
DELL’ORVIETANO PURGATIVA.
59. Antonio Nava [detto il Capuccino]: ELETTUARIO ORVIETANO «contro i veleni, composto da sei droghe
[…] di buona qualità». Il medico veronese Stefano Piccoli avverte che
il farmaco debba essere dispensato
«passati però mesi sei dalla sua compositione».
60. Felice [Felicita] Berti: ERCOLE VITALE; SPIRITO ANGELICO, entrambi
per uso esterno.
61. Alessandro Tecioli: OGLIO DI
SAS­­SO.
62. Marcello Salomoni [detto il Persiano]: OLIO DI STRAZZON.
63. Antonio Maria Cusani [detto il
Milanese]: OGLIO «per far crescere i
capelli»; POLVERE «per suffragio dei
dolori».
64. Giuliano Franchi [detto il Romano]: BALSAMO DI MARTE57 «per doglie fredde e simili mali».
65. Giovanni Battista Mascheroni:
BALSAMO DETTO LEVANTINO58.
66. Claudio Tiberio: ACQUA BALSAMICA INNOCENZIANA «per guarire
flati, dolori colici, anco ferite, piaghe,
da applicarsi alternativamente».
67. Carlo Greco: COMPOSTO TRIACALE «per affezioni fredde di stomaco e per le qualità venefiche degl’animali e de’ vegetabili».
68. Giovanni Rossi: BALSAMO «per
tagli e ferite semplici».
69. Giuditta Turchi: BALSAMO UNGARICO59 per uso esterno.
70. Giovanni Battista Formentelli, veronese: OGLIO DI CALAMITA60 «per
humori freddi, humidi, crudi, e tagli»,
uso esterno.
71. Giovanni Domenico Colussi [detto il Turchetto], romano: BALSAMO
DELLA MECCA «per mali da cause
fredde, tagli, ferite e contusioni», uso
esterno.
72. Giuseppe Calabria: BALSAMO
«per ferite dove non c’è forte infiammazione; OGLIO «per indisposizione
di stomaco causate da catarri e freddure».
VERONA MEDICA
STORIA DELLA MEDICINA
73. Costanzo Baglioni: BALSAMO DI
ROMA; BALSAMO SIMPATICO.
74. Giovanni Antonio Lippomano, veneto: OGLIO DE LATERIBUS COMPOSTO.
75. Giovanni Velt: SECRETO «valevole per guarire dal flato, obstruzioni di
milza, oppressioni di stomaco».
76. Anna Maria Sacchetti, vedova di
Giuseppe detto Gamba Curta: BALSAMO POLIGRANO REGIO ovvero
OGLIO DEL SOLE.
77. Marco Tambi61: BALSAMO LIVORNESE «per dolori e flatti dipendenti da causa fredda», uso esterno.
78. Giuseppe Bortolotti e Domenico
Vitali, cognati, di Ferrara: BALSAMO
ANGELICO «per sanare i dolori provocati da frigidità e umidità, per tagli»; BALSAMO PER IL FUOCO, uso
esterno.
79. Giovanni Stefano Maccani (o
Maccari?): BALSAMO AQUILINO
DELLA PRINCIPESSA «valente per
tagli e ferite, vermini, debolezza di
stomaco e altre crudità», uso esterno.
80. Felice Nicoli [detto il Modenese]:
SPIRITO FILOSOFICO «per debolezza di stomaco, flati, dolori da crudità,
o acido soverchio, contusioni, tagli e
ferite semplici, doglie da freddure»,
uso interno ed esterno.
81. Giovanni Franceschini [norcino62]:
BALSAMO DI VITA «per piaghe, ferite e contusioni, da essere adoperato
così esternamente, come internamente63»; ACQUA PER LA SCOLAZIONE [= gonorrea];CEROTTO PER
LE ROTTURE; CEROTTO PER LE
PIAGHE; UNGUENTO PER LA CARNOSITÀ; PILLOLE CALMARIE, o sia
SEMI DI CATAPUCIA64; BALSAMO
POTABILE «per l’arenelle de’ calcoli».
82. Francesco Leonardi, romano:
ELETTUARIO PER VELENI «non corrosivi, in dose di una drama»; SECRETO «valevole per purgare la testa e
mantenere i denti».
83. Francesco Novello [detto Padoanello]: OGLIO SOLARE «per vermi e
dolori da cause fredde»; PIETRA «per
dolore dei denti»65, uso esterno.
84. Antonio Rebecchi, romano: BALSAMO DI GERUSALEMME DISTILLATO; CEROTTO «per mali nascenti»; CEROTTO «per li denti alentati»;
SPIRITI DELLA FONDERIA DI SUA
ALTEZZA REALE DI FIRENZE. Nella
supplica autografa, il Rebecchi chiede la licenza «affinché possa procac-
VERONA MEDICA
ciarsi il viver non solo per sé che per
la numerosa famiglia».
85. Gioseppa Grimaldi, di Malta:
TINTURA ANTISCORBUTICA «per
le gengive ulcerate»; ELETTUARIO
OPIATICO «per i denti mossi»; POLVERE ODONTALGICA «per sbiancare
li denti»; POLVERE DI SALUTE «per
la flussione [= emorragia] e dolore di
denti»; EMPIASTRO CEFALICO66 «per
fortificare il corpo».
86. Gabriel Tonepan, tirolese: MEDICAMENTI DI SOLI SEMPLICI ET
HERBE. Nelle licenze rilasciate da
Verona nel 1732 e nel 1735, si fa
cenno all’«esito felice riportato, con
commendazione e con lode in molte
importantissime cure da lui sostenute
col risanare infermi d’idropisia, punta
[= pleuritide], piaghe, et altri mali».
Egli manipolava i farmaci insieme al
figlio Giovanni. Nel 1736 chiedeva una
proroga di altri cinque anni per poter
continuare a vendere nel territorio della Serenissima67.
87. Francesco Tiroco fu Domenico
Maria, di Taggia diocesi di Albenga:
ELETTUARIO detto STOMACHICO
per debolezza di stomaco; COMPOSIZIONE ANTISTENICA «per effetti
uterini»; DECOTTO «utile per il morbo
gallico»; CEROTTO «per la rottura»;
ENTE68 PELLEGRINO «profittevole
dove bisogna stimolar e rissolver»;
ESTRATTO DELLA VIRGA AUREA69
«valevole per i calcoli»; COLLIRIO, o
sia ACQUA DA OCCHI «da adoperarsi in particolare per li mali esterni».
88. Domenico Ordelasi [Ordelafi?]:
BALSAMO SIMPATICO «per dolori da
frigidità e umidità, ferite e tagli semplici» uso esterno; POLVERE «per conservare li denti e farli bianchi70».
89. Giovanni Giacomo Dupar, chirurgo francese: COMPOSITIONE ossia
STILLATO «per paralisia», uso interno
e esterno; DECOTIONE d’ISSOPO
«per asmatici (contenente scaliosa e
edera terrestre)», uso interno; PREPARAZIONE dell’OGLIO di SOLFO
«detta senz’acido, per mal di petto
specialmente cronici, ulcere esterne,
dolori intestinali», uso interno e esterno; DECOZIONE «per sputo di sangue»; PILLOLE SOLVENTI e DECOTTO DI SALSA «per morbo gallico»,
uso interno71.
90. Angelo Gardato, tenente della
Compagnia del colonnello Giga Berini: CAUSTICO e DECOTTO «per spine
ventose, tumori, erpeti, ulcere, cancrene, piaghe sirose, fistole di qualunque
sorte e altri consimili mali, tanto in benefitio delle militie, quanto nelli casi ne’
quali venisse soprachiamato»72.
Registro 2396 (Registro Ciarlatani incomincia 15 febraio 1738)
91. Cavalier Arabane Zorzerobeni
Una farmacia barocca
29
STORIA DELLA MEDICINA
(Zorzembeni?) Polesi, boemo: EREDITARIO SECRETO consistente in
«alcune acque, quali servono per curare alcune sorti d’infermità degl’occhi». Chiede alle autorità veneziane
che gli sia concesso — dovendo far
ritorno in patria — affidare i suoi prodotti a uno speziale di sua fiducia in
ogni città della Serenissima.
92. Agostino Borgia: BALSAMO OMOGENEO73 adatto all’uso esterno per
sconfiggere i «tumori fatti alla pelle per
recenti enfiagioni prodotte da percosse, o da cadute».
93. Angelo Cattalini [detto il Venorci, o
Vero Norci?]: CEROTTO per calli e simili74.
94. Israel Erach: AQUA DELLA REGINA DI SVEZIA; RIMEDIO PER I DENTI; TINTURA ALESSIFARMACO; altri
indecifrabili.
95. Carlo Antonio Bertocchi, di Paolo,
bergamasco: BALSAMO MINERALE
«per tagli, ferite semplici, contusioni,
ristagni, vermini, debolezze delle parti
(?)», uso esterno; PEZZA SALUTARE,
un «cerotto risolvente e corroborante», uso esterno; PIETRA MEDICAMENTOSA «per pulire i denti, purgar
le gengive, ed estinguere alcuni ardori
della cute».
96. Giorgio Teodoro Attanasio Greco:
BALSAMO ORIENTALE «per ammaccature, tumori e ferite», uso esterno.
97. Giuseppe Frosini, ebreo convertito [detto il monco], toscano: BALSAMO DETTO DELL’EBREO FATTO
CHRISTIANO75 «per ferite semplici,
contusioni e ristagni d’humori freddi»,
uso esterno. CONSERVA TERIACALE
«per crudità, debolezza, flati, et altri
aggravi di stomaco causati da cibi
grassi e sospetti».
98. Pietro Novelli [detto il Padoanello], probabile parente di Francesco
Novello (v. scheda 84): PIETRA, uso
esterno.
99. Giovanni Maria Grando [= Giangrandi], parmigiano: SPIRITO DI HEBROT [o ELEBROT]; CERA MIAQUALE; AMULETO FEBRILE; BALSAMO
OMOGENEO; AQUA VULNERARIA76;
CEROTTO PRO CREPATIS; CEROTTO per calli; CEROTTO per la sciatica
e dolori di milza; UNGUENTO per la
rogna; UNGUENTO per la tigna (tutti
per uso esterno); ELISIR, uso interno.
100. Domenico Canziani Salvioni, di
Udine: BALSAMO SIMPATICO OMOGENEO77 «per ferite, piaghe, dolori,
humori freddi et altri mali».
30
101. Francesco Penazzi, ferrarese:
CONSERVA DI MESUE «contro i veleni, dolori di ventre e male dispotile di
petto»; BALSAMO GRECO «a base di
semplici, per tagli, ferite, doglie, contusioni e altri mali»; CEROTTO «per i
calli dei piedi e piaghe di gambe».
102. Valentin Marioni: BALSAMO
DELLA MADONNA78, per uso esterno; OLIO BALSAMICO, noto anche
con il nome di OLIO BALSAMICO DEI
FILOSOFI.
103. Luca Rizzi: SPIRITO BALSAMICO AUREO «per sanare fistole, ferite
et altri mali procedenti da frigidità,
umidità, ventosità, tranne i mali agli
occhi».
104. Elisabetta Varana, moglie di Tomaso Merula fu Giuseppe: ORVIETANO, del fu GREGORIO FERRANTE,
«contro veleni non corrosivi».
105. Beniamino Amadeo Beck, tedesco: PANACEA ORIENTALE «per la
lue venerea», uso interno; più i cinque
rimedi e secreti che furono di madama Giuseppa Grimaldi, di Malta, dalla
quale aveva comprato il brevetto’ (v.
scheda 86).
106. Matteo Tebler, tirolese: chiede
«di poter raccogliere erbe et semplici
nelle remote montagne di sua conoscenza e poterle poi trasportare per
li luochi del Serenissimo Stato» senza
far ingerenza alla medicina o chirurgia.
107. Antonio Cipriano e Francesco
Pedotti, suocero e genero: BALSAMO DI COTÙ SCIRIF ossia BALSAMO DI GERUSALEMME79, per uso
esterno; PASTIGLIA DI SMIRNE per
i denti.
108. Michel Sartori, padovano: BALSAMO AFRICANO ò sia OGLIO DISTILLATO DAGLI ANTICHI FILOSOFI
«buono per ferite e tagli».
109. Giuseppe Colli [detto il Versigliano]: OGLIO BALSAMICO DE’ FILOSOFI, volgarmente dello STRACCIONE80.
110. Michel Serra, piemontese: ENTE
PELLEGRINO «per mal di testa, di
stomaco e doglie cagionate da frigidità»; AQUA «per il mal d’occhi»;
SPIRITO ASTRINGENTE «per fermar
li denti che tremano e levar il fettore
dalla bocca», uso esterno.
111. Paolo Oliveri: PILLOLE BALSAMICHE DEL SIGNOR LOJ MEDICO
INGLESE «per il morbo gallico, purganti, decozioni e assorbenti per la
distruzione del morbo gallico e scorbuto», uso interno.
112. Luca Boranelli, bolognese: BALSAMO SEMPLICE «per tagli e ferite,
ammaccature, scottature, e buganze
[= geloni]», uso esterno.
113. Antonio Bergonzi: BALSAMO
VULNERARIO.
114. Antonio Fassoni, figlio del fu medico fisico Giovanni Battista: CEROTTO, sive EMPIASTRO BALSAMICO.
Dalla ricetta stampata a Verona nel
1749 si evince che tale medicamento
era indicato «per dolori di testa con
febbre, per occhi e gola infiammati,
asma, dolori di petto, asma, coliche,
ventosità, ustioni, sciatica, male alle
poppe prodotto per troppo latte o altro male da contusione, palpitazioni di
cuore, ferite chiuse troppo in fretta con
produzione di sacca purulenta, ulcera,
carboni […], calli, morbo gallico, piedi gonfi e ghiacciati, geloni, podagra,
fistole, scrofole, erpete da causa frigida» e molto altro ancora. Il prodotto invecchiato cambiava colore divenendo
più efficace. Fassoni, il 31 marzo 1753,
denunciava che lo spadaio di Verona,
certo Natal Pozzo, suo ex aiutante,
osava vendere di nascosto una pessima imitazione del suo prodotto.
115. Lorenzo Corvi, romano: TINTURA LUNARE.
116. Gio Batta Rossi81: POLVERI, una
«per le febbri maligne, l’altra per purgar la massa tutta del sangue».
117. Giacomo Mugnai, fiorentino:
BALSAMO ossia OGLIO DEL CHIMIOPERO composto di erbe e ingredienti vari.
118. Michiel de Amicis, napoletano:
SPIRITO FILOSOFICO; OGLIO NERVINO; CERA CATTOLICA; PILLOLE
MELAGOGHE.
119. Saverio Poeta: BALSAMO DEL
PELANDI per ferite e tagli, uso esterno.
120. Ambrogio Grassi [o Grossi] del
Castel di Gonzaga: BALSAMO per
ferite e tagli.
121. Francesco Tentori: BALSAMO
DEL VENERABILE CARDINALE BARBARIGO82.
122. Gregorio Hamingher, tirolese:
ARCANO RECONDITO sive BALSAMO «per ferite et doglie frigide».
123. Giovanni Giuseppe Boschetti,
novarese: BALSAMO DEI QUATTRO
ELEMENTI83 «d’adoprarsi sopra le piaghe»; CEROTTO RISOLVENTE; SECRETO per il mal di denti.
VERONA MEDICA
STORIA DELLA MEDICINA
124. Luigi Arnes: BALSAMO per sciatiche e reumi.
125. Fra Domenico Praticali Smara,
eremita di Viterbo: BALSAMO «per ferite, piaghe, fistole, e spine ventose»;
CEROTTO «per flussioni, doglie di
petto, maccature, piaghe, ferite e altro»; CEROTTO per il «ritiro de’ nervi»;
CEROTTO «per la guarigione di natte,
o altra sorte di umori frigidi e ostinati».
126. Gioacchin Razzetta: BALSAMO
ANGELICO «per piaghe, ferite, mali
verminosi».
127. Natal Innocenzo Pozzo, veronese: EMPIASTRO ossia CEROTTO
BALSAMICO (vedi scheda 115).
128. Giovanni Battista Salvioni, bergamasco: OGLIO per contusioni e fe­
rite; CEROTTO per tumori.
129. Bortolomeo Algeroni, veneto:
EMPIASTRO MAGNUM SECRETUM;
AQUA SALUTIS84; SPECIFICO ANTIVENEREO.
130. Giovanni Battista Masgumieri:
BALSAMO GRECO «per ogni sorte
di dolori procedenti da cause frigide
et umide», da usarsi esternamente;
POLVERE OCULARE IMPERIALE;
CEROTTO STOMATICO.
131. Giovanni Greci [detto Cosmopolita]: BALSAMO SIMPATICO; EMPIASTRO «per le rotture intestinali»;
PASTIGLIA «per li denti»; POLVERE85
«per li medesimi»; ACQUA «pure per
li denti»; COLLIRIO «per pustole e difetti della pelle (specifico per la carnosità)»; MASSA PILLORALE «per
difetti dello stomaco»; PILLOLE «per
il morbo gallico»; GOCCIOLE DI SALUTE86 definito dai medici un rimedio
«veramente particolare, et uno spirito
corroborante, delicato, grazioso».
132. Pietro Barberini, ferrarese: ACQUA CEFFALICA87; BALSAMO ORIENTALE «valido nelle piaghe delle gambe,
purché non prodotte da gallico».
133. Pietro Maria Sanlazar: BALSAMO GIUDAICO88 per «difficoltà di respiro derivanti da catarro, ungendosi
il petto; dolori reumatici derivanti da
umori lenti, applicato sul luogo dolente; combustioni fatte dalla polvere
pirica, catrame e simili, posta sopra
d’esse con bambagia, o praticando
tagli superficiali e applicato di sei in
sei ore, adoperato in tutti i casi sempre freddo».
134. Carlo Pellizzoni: BALSAMO D’A­
R­­­­­­­­­MATA «utile nei dolori di stomaco e del
basso ventre, prodotti da cause fredde
VERONA MEDICA
e umide, tagli e ferite semplici, gelature
dei piedi dette volgarmente buganze,
scottature fatte con acqua bollente,
ammaccature prodotte da cadute o
percosse, piaghe antiche e putride»,
uso esterno. Prezzo: 15 soldi all’oncia».
135. Francesco Perdon, di Pietro,
da Bovolenta: BALSAMO detto DEL
GRAN DUCA DI TOSCANA89, uso
esterno; prezzo: 12 soldi all’oncia.
136. Michel Greco: OLIO BALSAMICO SEMPLICE, prezzo: 2 lire all’oncia.
137. Antonio Marioni: OGLIO DELLA MADONNA volgarmente DEL
STRAZZON DA ROMA.
138. Paolo Pozzo, del fu Natal: CEROTTO o EMPIASTRO.
139. Gaetano Gigli, veneziano: OLEOSO CEFALICO; PASTIGLIA ANTIFEBBRILE; ELEUTTARIO BELZOATICO; EMPIASTRO STOMACHICO.
140. Domenico Lazzarini: CEROTTO
per i calli.
141. Filippo Vitali, dentista: ACQUA
«per i denti, buona per i dolori e conservatione delle gengive».
142. Saverio Pellandi: OGLIO DISTILLATO elaborato «coi veri principj
dell’Arte Chimica», uso esterno.
Quinine
143. Giovanni Battista Cherubini fu
Francesco: ACETO ARTIFICIALE
«composto con regole sue particolari,
e molto dissimili da quelle che si tengono per fare l’aceto comune».
144. Giovanni Zampieri, veronese:
ACETO ARTIFICIATO.
145. Petronilla Blancard: BALSAMO
VITALE o ELISIR VITAE DEL FU DOTTOR LIEVRE [= Lelievre] «considerato il più elaborato ed efficace che si
possa desiderare nelle ferite semplici,
ammaccature, tagli e mali consimili».
146. Anna Bortolotti, vedova di Domenico: OLIO CHIMICO DI CENTO
ERBE «riconosciuto di particolare efficacia, si adopera esternamente».
147. Fortunato Rossetti, professore
di chirurgia, veneziano: SCIROPPO
ANTIVENEREO «utile alla curazione
del morbo gallico […], rimedio assai
geloso, del quale ha demostrato esso
professore di possedere la più perfetta
e sicura pratica, resta ingionto al medesimo, preciso obbligo di assistere
personalmente alla somministrazione
del rimedio». La Deputazione medico
chirurgico farmaceutica di Mantova, gli
concesse di vendere «senza strepito»,
anche il BALSAMO per «contusioni e
tagli» e il CEROTTO per «piaghe delle
gambe e tumori freddi».
148. Giuseppe Marioni fu Valentin:
OGLIO DELLA MADONNA DELLA SALUTE ossia BALSAMO DELLO STRAZZONE DI ROMA.
149. Francesco Minio: BALSAMO
OMOGENEO90. La ricetta di Minio,
riprodotta dallo stampatore Pinelli91,
così recita: «Questo balsamo si adopera esternamente e vale nei tumori
egualmente che nelle piaghe. Sovrapposto alle piaghe, le netta e le rende
di bel colore, e finalmente le cicatrizza. Applicato sopra i tumori, li conduce dolcemente alla suppurazione,
e li sana. Si pratica nelle scottature e
ammaccature, nei panerecci [= paterecci], nelle buganze, ed anche nelle
ferite semplici, tendendovi ben unite
le loro labbra. Il rimedio si adopera
freddo, e si distende sopra un pezzo
di tela, o pelle. Per l’ordinario si cambia se non ogni ventiquattro ore. Ma
se la piaga, o tumore, genera molta
materia, si cambia ogni dodici ore. Si
avverta che nei tumori, che non sono
arrivati alla suppurazione, va messo
assai grosso, e quand’abbiano suppurato, si applica più sottile»92.
31
STORIA DELLA MEDICINA
150. Pier Antonio Monaci, professore
dentista: BALSAMO VITALE «per ferite semplici, ammaccature, tagli e mali
consimili».
151. Giuseppe Marliani: CEROTTO
«per allentature, o sia ernie, […] composto […] di validissimi capi […] e
fabbricato da uomo ben intendente, e
maestro dell’Arte Chimica».
152. Giovanni Pietro Mariani: BALSAMO VITALE «per tagli, ferite semplici,
tumori, piaghe e mali nascenti».
153. Antonio Busacca e Filippo Bonfigli: ESTRATTO AMMIRABILE per le
convulsioni.
154. Andrea Chiuppani: POMATA
ELETTRICA «per doglie reumatiche
ed isciatiche, molto buona per assottigliare e rimettere in circolo gli umori
densi e stagnanti».
155. Gaetano Bruni, siciliano: CEROTTINO «composto da sostanze
utili agli isterismi». Furono respinti lo
SPECIFICO SIMPATICO e l’ACQUA
MEDICAMENTOSA perché «sospettati di non felice esito».
156. Nicolò Comarelli fu Antonio, veronese: ACQUA per gli occhi.
157. Pellegrino Gambacorta, di Rimini: BALSAMO.
158. Antonio Parisi, di Catania: ELISIR VITAE93; ACQUA DI MELISSA DI
ROMA; OLIO ANTIELMINTICO DI
ROMA; ACQUA ANTIPESTILENZIALE.
159. Ferdinando Morati Foggia, di
Mantova: BALSAMO per contusioni
e tagli; CEROTTO «per piaghe delle
gambe e tumori freddi».
160. Domenico, Filippo e Agostino
del fu Domenico Ruzzante: BALSAMO detto DEL BOARO.
161. Antonio Della Vecchia fu Andrea:
BALSAMO DELLE 4 STAGIONI; SPIRITO DEI FIORI.
3)
4)
5)
6)
7)
8)
9)
10)
11)
12)
13)
14)
Abbreviazioni
AC = Archivio Campagna
ASVr = Archivio di Stato di Verona
US = Ufficio di Sanità.
La sigla [C] è riferita alla “composizione” delle
15)
16)
17)
ricette.
1) Tra i più famosi: Giuseppe Gioacchino Belli,
David Augustin de Brueys e Giulio Rospigliosi (papa Clemente IX); nelle loro opere ritraggono il ciarlatano come figura considerevole
della società dell’ epoca. Da non dimenticare
L’elisir d’amore (melodramma giocoso con il
ciarlatano Dulcamara), musicato da Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani.
2) Fra gli altri possiamo ricordare i lavori di:
Peter Van Angellis, Pietro Longhi, Giovanni
Domenico Tiepolo, Bartolomeo Pinelli, Ber-
32
18)
nardino Neri, Giuseppe Maria Mitelli (incisione su disegno di Annibale Carracci).
P. RIGOLI, Gli infiniti inganni, il mestiere del
ciarlatano tra Sei e Settecento (documenti
veronesi, 1678-1803), Verona 1990. Rigoli ha
registrato 201 schede segnalando anche i
ciarlatani non affiancati dal nome del loro farmaco e tutte le date delle varie concessioni
di produzione e vendita rilasciate da Venezia
e Verona.
F. SCARCELLA, Ciarlatani a Verona nei secoli XVII e XVIII, in «Vita Veronese», II, n. 9,
Verona 1949, pp. 18-21.
I primi ad essere gratificati di tale epiteto furono gli artisti di strada, poi venne esteso a
tutti coloro che si guadagnavano da vivere
esibendosi in pubblico, soprattutto in occasione di fiere, mercati e feste paesane.
Noto come valente chirurgo e specialista in
estetica, fu convocato a Roma da Clemente XI per “risanare” una sua protetta, la bella
Faustina Zappi Maratti — poetessa, pittrice e
cantante — da una deturpante ferita sul viso.
C. GOLDONI, Memorie, a cura di Eugenio
Levi, Torino 1967, pp. 130, 131.
Su di lui esiste un’ampia bibliografia. Cfr. G.
COSMACINI, Il medico saltimbanco, vita e
avventure di Buonafede Vitali, giramondo
instancabile, chimico di talento, istrione di
buona creanza, Bari 2008. Recentemente ne
ha scritto anche F. BOTTACINI, Il medico che
si fece saltimbanco «arte onorata, decorosa
e utile»,«L’Arena», 5 dicembre 2010, p. 73.
«Comparve in questa Canzelleria di Sanità
l’eccellente Bonafede Vitali, fisico, quale in
esecuzione a’ proclami di quest’illustrissimo
Ufficio presentò il suo privilegio in medicina
ottenuto nell’università di Cattanea 7 luglio
1724, quale sotto li 13 corrente fu dal magistrato […] alla Sanità di Venezia approvato e
licenziato» (ASVr, US, reg. 266 bis, 19 marzo
1743, c. non numerata).
ASVr, SS. Jacopo e Lazzaro alla Tomba, reg.
1175, c. 21, 9 agosto 1743. Il suo onorario
annuo era di quaranta ducati del grosso, con
scadenza 21 febbraio 1744; incarico confermato fino al 10 febbraio 1746 e ricompensato
con lire 248 (ibidem, c. 56) .
Memorie intorno la Vita e gli Studi del dottor
Buonafede Vitali, bussetano, in Raccolta di
opuscoli scientifici e letterari di chiarissimi
autori italiani, tomo terzo, Ferrara 1779, da p.
25 (consultato in internet il 27 giugno 2011).
Buonafede Vitali, figlio di Pietro, laureato in
filosofia e medicina all’università di Padova il
15 giugno 1747, esercitò a Verona (ASVr, US,
reg. 266 bis, alla data 24 giugno 1747).
ASVr, US, Morti Città, reg. 72, c. 50. Il conte
Gasparo Priami (o Preame) de Cavalieri aveva conseguito il dottorato in Filosofia e Medicina presso l’università di Padova il 1° agosto
1731 (ASVr, US, reg. 269, c. 8v).
ASVr, US, Morti città, reg. 71, cc. 12, 28, 84,
111.
Li bagni di Caldiero esaminati dal dottor
Buonafede Vitali, Venezia 1746.
ASVr, AC, b. CXLVII, n. 2396.
L’Ufficio di Sanità, constatando la carenza
di medici nei piccoli paesi e che «sono molti
quelli che pericolano e se ne muoiono senza
alcun suffragio», dava facoltà al chirurgo laureato, e di provata esperienza, di soccorrere
gli ammalati con alcune prescrizioni di prodotti da assumere per via orale, consistenti
in: cassia, manna, elettuari e cose simili. La
località doveva essere lontana cinque miglia
dal medico condotto e il permesso al chirurgo aveva validità di cinque anni, rinnovabili
(ASVr, US, reg. 269, c. sciolta, 19 luglio 1715).
Era il gradino più basso nella Sanità. Esperto
di forbice e rasoio, era abilitato alla flebotomia e al salasso.
19) Questa in sintesi la procedura per ottenere
la concessione di produzione e vendita del
prodotto, nonché il diritto di stampa della
ricetta che doveva accompagnare ogni singolo esemplare.
20) Su questo si veda T. GARZONI, La Piazza
universale di tutte le professioni del mondo,
Venezia 1616, prima edizione 1598, Discorso
CV, pp. 321v-324v, in P. RIGOLI, Gli infiniti,
pp. 90-99.
21) ASVr, AC, b. CXLVI, n. 2388 e b. CXLVII, n.
2396.
22) ASVr, AC, b. CXLVII, n. 2396: «Elisirvite, o sia
Balsamo Vitale del fu signor Lievre» venduto da Petronilla Blancard (7 marzo 1772), e
«Oglio chimico di Cento Erbe», venduto da
Anna Bortolotti (5 settembre 1774).
23) Cfr. M. FUMAGALLI, Dizionario di alchimia e
di chimica farmaceutica antiquaria: dall’Oro
Filosofale all’Arte Spagirica di Paracelso,
Roma 2000; A. GALASSI - R. SARZI, Alla
Syrena, spezieria del ’600 in Mantova, Mantova 2000; Database Study Documentation
SN 5800 - Italian Charlatans - Copyright David Gentilcore, University of Leicester, 2007
(consultato in internet il 27 giugno 2011).
24) Preparato semidenso ottenuto dalla mescolanza di più principi medicamentosi in polvere, polpe, sali e vegetali impastati con miele,
sciroppi e, a volte, resine liquide. Con il nome
“Orvietano” (dalla città d’origine del suo inventore) sono noti tre preparati, con formule
diverse, messi a punto rispettivamente da:
Gregorio Ferranti (1613), Francesco dalla
Nave (1649), Paolo Angelini (1665).
25) ASVr, AC, b. CXLVI, n. 2388. Si noti che nella
licenza ottenuta a Verona nel 1678 si specifica che Toscani è figlio del fu Carlo di Coscienza (Cosenza?).
26) Ottenuto distillando il petrolio grezzo su un
laterizio rovente. Il più pregiato era di colore
bianco. Per uso esterno contro parassiti e
scabbia, e come risolutivo attenuante. Così
il medico veronese Ravignani: «[…] il vero
Oglio di Sasso, […] deve esser legittimato
dal spetiale perito, può concedersi per uso
esterno in doglie frigide; se poi fosse falsificato, non si deve permettere» (ASVr, AC, b.
CXLVI, n. 2388, c. sciolta).
27) Servivano a purgare la collera e la flemma,
ottime come antidolorifico, per disseccare le
ulcere in qualsiasi parte del corpo, risolventi
del catarro e ogni tipo di febbre.
28) O mal di matrice, un’affezione vaginale generica.
29) Preparato che sfrutta il calore del sole per
favorire profuse sudorazioni.
30) [C]: cera vergine, grasso umano, unguento
di ebreo, olio di camomilla, olio di oliva, olio
d’ iperico, olio di ruta.
31) Medicamento composto sulla base di quattro semplici. Galeno la usava sotto forma di
empiastro contenente elettuario di genziana,
coccole di lauro, mirra, aristolochia rotonda e
miele.
32) [C]: angelica vera, aristolochia rotonda e lunga, carlina, genziana, ginepro, imperatoria,
lauro, miele bianco, mitridato ottimo, seme
santo, spica celtica, teriaca di Andromeda
fina, valeriana. Cfr. anche F. PONA, Trattato
de’ veleni, e lor cura, cap. XV, Verona 1643.
33) Essenza ottenuta con la calcinazione nel
crogiolo dei principi attivi. Il prodotto ottenuto veniva sottoposto a cinque distillazioni.
34) [C]: radici di angelica, iperico, mirra, olibano,
aloe, benzoino e balsamo di Tolù mescolati
in alcol.
35) Poteva essere preparato esclusivamente da
alcuni alchimisti che erano in grado di ottenere una sorta di liquore dopo un complesso
lavoro di assorbimento e disseccazione sui
mattoni.
VERONA MEDICA
STORIA DELLA MEDICINA
36) Forse a base di menta selvatica e altri ingredienti per favorire l’espulsione dell’aria dall’intestino.
37) [C]: allume di rocca, cannella, chiodi di garofano, miele, pilatro di Levante e tenscuaro (?).
38) «Se alcuno fosse avvelenato deve ricorrere
al detto Elettuario pigliandone quanto una
mandola distemperato in vino, perché subito
rompe il veleno, e lo manda fuori per vomito
o per secesso. Per morso di vipera, aspido
overo altro animale velenoso, si piglia detto
Elettuario come sopra e doppo se ne porge
sopra la morsicatura gettandogli due ventose a sangue, e non si lascia dormire ne ber
aqua, e sana. Per morso di cane rabbioso si
piglia al peso d’una drama la mattina a digiuno, incorporandolo con vino per spatio di 10
giorni con avertire di scotar la morsicatura».
Poteva essere usato anche in caso di avvelenamento da funghi, lumache o erbe «insalivate da animali velenosi»; vermi dei fanciulli
(da assumersi con brodo di pollo); per animali avvelenati da erba cattiva (10 dramme in
vino caldo fino a tre volte al giorno). Cfr, ASVr,
AC, b. CXLVI, n. 2388, c. sciolta).
39) G. M. F. SCUTELLIO, Il morir alla moda per
politica e per volontà, e tormentar vivendo.
Opinione d’oggidi, che costa la vita con evidenza palpabile e incontrastabilmente comprovata a regola e beneficio universale. Dal
cavaglier Scutellio, medico empirico, e rationale ..., Venezia 1721.
40) Aerofagia.
41) Pari a 00,251024 grammi. 42Forse Giuseppe Francesco Borri, detto il “Gran Coglionatore”: medico e alchimista, fine erudito,
frequentatore di papi e principi, grande viaggiatore, fu processato dall’Inquisizione (cfr.
G. COSMACINI, Il medico ciarlatano, vita
inimitabile di un europeo del Seicento, Bari
1998).
43) ASVr, US, reg.269, c. sciolta, alla data 23
settembre 1727.
44) C]: incenso, mirra, benzoino, aloe, storace
calamita, balsamo peruviano, estratto d’iperico e di assenzio montano, radice di angelica, serpentaria, genziana. Usato, dopo macerazione a bagnomaria, sulle ferite e nella
blenorragia.
45) Si otteneva miscelando olio vecchio, solfato ferroso calcinato, bolo armeno, litargirio
d’oro (protossido di piombo).
46) [C]: aristolochia rotonda e lunga, assenzio,
camomilla, canfora, celidonia, cera vergine,
galbano, genziana, gomma araba, grasso di
crine di cavallo, grasso di orso, grasso di tasso, grasso viperino, iperico, millefoglie, olio
d’oliva, olio dei filosofi, olio dello scorpione,
olio di tasso, peucedano officinale, betonica,
rosmarino, ruta, bursa pastoris, salvia, sarcocolla, spigo.
47) Il Balsamo di Gerusalemme, detto del Venerabile Cardinale Gregorio Barbarigo (per
afflizioni di nervi, piaghe e lividi) era composto da grasso di cavallo, cera, grasso di
marmotta, grasso di tasso, grasso umano,
midollo e olio.
48) Ottenuto distillando il petrolio grezzo su laterizi roventi e già noto all’arabo Mesuè (m. 857
d.C.).
49) La dramma veronese corrisponde a 3,1378
grammi.
50) In calce alla licenza veronese del 30 novembre 1714 si allude al suo privilegio del 1660 e
si fa cenno ai sorprendenti risultati ottenuti
a Venezia con le sue cure che risanarono:
«molti mali anche incurabili, come scrofole,
cancri, scottadure et altri mali abbandonati
da medici».
51) Sale ammoniaco.
52) Pianta mediterranea dalla quale veniva
estratta la “Trementina di Chio”, usata per
VERONA MEDICA
53)
54)
55)
56)
57)
58)
59)
60)
61)
62)
63)
64)
65)
66)
67)
68)
69)
70)
71)
72)
74)
produrre unguenti da spalmare sulle ferite
come disinfettante e cicatrizzante e un mastice masticabile per profumare l’alito.
Composto di olio di noce moscata, olio distillato di Angelica, radice di Angelica polverizzata.
Su questo personaggio si veda P. RIGOLI,
cit., note 14 e 15, p. 18.
[C]: sapone di Spagna, oppio, canfora, essenza di rosmarino sciolti in olio caldo. Per
frizioni sulle parti affette da reumatismi.
Lo sciroppo, usato nelle malattie di petto, era
composto di fuliggine cristallina e vino bianco dolce portati a bollitura, filtrati e addizionati a miele e zucchero (cfr. P. RIGOLI, cit., p.
27).
A base di cloruro ferrico deliquescente.
[C]: assenzio pontico, canfora raschiata,
cera gialla, incenso spolverizzato, minio di
Venezia, olio comune, rosmarino, ruta, salvia, spirito di vino gagliardo, storace liquida,
trementina di Venezia, unguento laurino.
A base di resina di pino.
[C]: bitume giudaico, calamita, galbano, legneto, olio composto, olio d’abactine, olio
d’ebez, olio di sasso, olio laurino, opopònaco, storace liquida, trementina, unguento
d’altea.
Sono noti altri Tambi, forse di Livorno: Antonio, Giuseppe, Lazzaro e Giovanni Domenico (detto il “contadino idiota”), e Marco
(“cavadenti e montimbanco” e venditore del
Balsamo livornese).
Quelli di Norcia erano espertissimi nella litotomia, nel levare calcoli, nell’operare ernie,
castrare, ecc. Non sarà fuori luogo ricordare
qui il veneto Vincenzo Grassi che ottenne
dal Veneto Collegio il privilegio di norcino il
5.11.1799 (ASVr, US, reg. 267, c. n. numerata).
[C]: alcol, olio essenziale di lavandula, di
maggiorana, di garofani, di succino e ruta,
cannella, cedro, balsamo peruviano, ambra
grigia. Usato anche come antispasmodico.
Catapuzia (Euphorbia lathyris).
[C]: allume di rocca, cannella, chiodi di garofano, noce moscata, oro zecchino, piretro
officinale di Levante, sale di coralli, zenzero.
«Mescola cerotto di betonica ½ oncia; carana (estratta dall’Amyris carana) e taccamacca, 3 dramme; balsamo del Tolù polverizzato
(o di Copaive) 1 scrupolo (pari a 000,10459
grammi). Mescola. Riscalda e corrobora il
capo: funziona bene nei mali di testa freddi, capogiri, vertigini, incubi, mancamenti,
paralisi, convulsioni, epilessia e torpore». La
taccamacca volgare, la più impiegata in Europa, è un’oleoresina estratta dalla Bursera
tormentosa.
Cfr. anche ASVr, US, reg. 269, c. sciolta, alla
data 22 giugno 1736.
Per “ente”, nella farmacia s’intende un sale
ammoniaco marziale fatto per sublimazione.
La Solidago virga aurea ha proprietà diuretiche, disintossicanti, antinfiammatorie e decongestionanti.
ASVr, US, reg. 269, cc. sciolte.
ASVr, ibidem.
ASVr, US, reg. 266 bis, c. non numerata.
«Pigliate benzoino mandolato, tre once; storace calamita, 2 oncie; balsamo di Tolù, cioè
di zucchette; mastice fino; radice di angelica odorata; estratto d’ iperico, 1 oncia per
sorte; mirra rossa, aloe socotrino, incenso
maschio in lacrima, mezz’ oncia per sorte;
zafrano orientale, due dramme. Questo sia
ben disciolto in spirito di vino prima di altre
cose. Si polverizzi ciò ch’è da polverizzarsi.
Si metta il tutto in un fiasco di vetro doppio
assai capace e con il fondo rotondo se si
volesse far l’ operazione a fuoco di cenere,
ma se si farà a bagnomaria [ …] non fa di
74)
75)
76)
77)
78)
79)
80)
bisogno esser rotondo. Affondateli otto libre
di spirito di vino buono, chiudete la bocca
del fiasco e sigillatela con colla e, seccata,
si metta a bollire sino che ogni cosa quasi
tutta sia disciolta. Si raffreddi e si coli il chiaro che si deve ben chiuso conservar all’uso»
(M. CHIARIANA, Il desiderato amico medico, ministro della natura ..., che dimostra con
sode ragioni doversi fugire in tutte le febbri il
pernicioso abuso del salasso - con il metodo
di curarle secondo la mente di Elmonzio, e
suoi seguaci - ed insieme li rimedi valevoli
per guarire più morbi spettanti anche alla
chirurgia, Verona 1724, p. 103. Secondo il
Chiariana: «innalza i polsi deboli e depressi,
piccoli e bassi, ed indebolisce quelli troppo
gagliardi, anzi fa cessare la febbre, ma altri
potrei addurre» ( pp. 90, 91).
[C]: camomilla, iperico, minio.
[C]: assenzio, betonica, cera, galbano di
Perù, grasso di tasso, grasso di vipera, iperico, olio di sasso, pece greca, pece nera,
peopodino (?), rosmarino, ruta, salvia.
Distillato di acqua e vino bianco con aggiunta di oli essenziali di erbe aromatiche per curare ogni tipo di lesione traumatica.
[C]: aloe, bezoar, incenso damasceno, mastice, mirra, mummia, unghia della gran bestia [= orso], unicorno.
Meglio conosciuto come «oglio della Madonna della Salute, volgarmente chiamato
Balsamo dello Strazzone di Roma», inventato da Valentino Marioni, continuerà ad
essere venduto dal figlio Giuseppe (ASVr,
AC, b. CXLVII, n. 2396, 18 marzo 1777). «Da
adoperarsi in certi ingombri, vertigini, dolori
di testa, che procedano da indigestioni e altre consimili affezioni dello stomaco, nel qual
caso si ungano le narici e le tempie, e se ne
unga principalmente la bocca dello stomaco
sopraponendo un panno caldo. Si adopera
nella sordità introducendolo nell’orecchio
con un poco di bombagio, ma si guardi che
la sordità non sia dalla nascita, o da percosse e ferite avute nel capo. Serve nelle piaghe
semplici, non provenienti da morbo gallico.
Nel mal di vermi, ungersi le narici, la gola,
lo stomaco e tutto il ventre. Serve nelle ammaccature e percosse ungendosi con tovaglioli caldi. Nei flati, mal di milza, nei dolori di
ventre basso, ungendo la mattina a digiuno
la parte affetta. Si applica nel mal di nervi da
cagion umida e fredda, li renderà vigorosi;
applicabile nelle flussioni generali e particolari, come sciatiche, reumatismi e simili» (13
marzo 1798, Venezia, ibidem, c. sciolta).
[C]: aspic, balsamo del levante, balsamo di
Perù, bitume giudaico, cera nuova, cenere,
grasso di marmotta, grasso di rasson, grasso d’eserpan, grasso di vipera, grasso dorso, incenso, inuncio, mastice, menta, mirra,
olio di camomilla, olio di gigli bianchi, olio
d’iperico, olio rosato, olio verdeterra, paraffina, rosmarino, rose secche, ruta. Combinati
secondo una preparazione spagirica, garantirebbero un effetto fortemente antinfiammatorio, ossigenante, antiossidante, antisettico
e rimineralizzante.
Composizione autografa presentata dal
Colli: «Ruta, absenzo pontico ò romano,
salvia, rosmarino, matricaria, eupatoria di
Mesuè, spigo romano. Tutte queste, frante
grossamente, si pongano in pigniatta di terra
vetriata con olio comune e si fa decozione e
doppo si levano l’erbe e si prende pezzetti
di matton vergine et infocati per tre o quattro volte et estinti nella detta decotione e poi
franti sottilmente si pone il tutto nella storta
di vetro ben lutata col suo recipiente pur di
vetro, postovi prima olio di ipericon, olio lavorino, unguento di altea, e questi in tempo che
distilla l’olio della storta caldo, s’incorporano
33
STORIA DELLA MEDICINA
81)
82)
83)
84)
85)
86)
assieme, e si distilla con il fornello a fuoco di
reverbero».
Era chirurgo, laureato a Padova il 7 novembre 1691 (ASVr, US, reg. 266 bis, alla data 2
agosto 1738).
Altro nome del Balsamo di Gerusalemme.
Altro nome del Balsamo di Gerusalemme.
[C]: melissa, scorzonera, borragine, baclause, fiori d’arancio, noci, fiori d’iperico, cannella, callia lignia, galanga, calamo aromatico, eau de serise.
[C]: angelica, aristolochia, genziana, lauro:
«fatta in polvere messa sopra il dente mitiga
il dolore».
[C]: acqua d’Inghilterra, acqua imperiale, parcelle di acqua sanis, balsamo della
Mecca, benzoino, caffè spolverato crudo,
cannella, cardamomo, cinabro nativo, cipolla fina con vaniglia, ireos di Firenze, melissa
fresca, pepe lungo, spirito di vino, zafferano,
zucchero candido. Il tutto in una boccia posta per quattro mesi in sterco di cavallo, e
dopo un mese al sole.
87) Farmaco per la memoria: cfr. B. VITALI,
Lettera scritta ad un cavaliere suo padrone
dall’Anonimo in difesa della professione del
Salimbanco coll’aggiunta in fine d’una raccolta di segreti utili, e dilettevoli a qualsivoglia
stato di persone, Venezia 1739, p. 64.
88) Composizione di balsami, radici di erbe e olii.
89) [C]: cera gialla, olio comune, olio di sasso,
rasa di pino.
90) Sono note due preparazioni: 1) aloe socotrino, fior d’iperico, incenso maschio,
mastice, pece greca chiara, spirito di
vino rettificato; 2) bolo armeno, litargirio
d’oro, olio d’oliva, vetriolo romano purificato.
91) Zuan Antonio Pinelli (e dopo di lui i suoi
figli) era stampatore ducale.
92) ASVr, AC, b. CXLVII, n. 2396, c. non numerata.
93) [C]: cloe (erba tenera, appena spuntata),
radice di genziana, zafferano, rabarbaro,
agarico bianco, teriaca, alcol, cannella
e zucchero. Usato come tonico e rinforzante, sinonimo della Pietra Filosofale e
della Quintessenza.
dei Dott. A. e V. Corato S.n.c.
ARTICOLI SANITARI PER FARMACIE ED OSPEDALI
REAGENTI - APPARECCHI E VETRERIA CHIMICA
MEDICAZIONE ASETTICA ED ANTISETTICA
37122 VERONA - Corso Porta Nuova, 131/a - Tel. 045/8007384 - 8002836
Fax 045/8006737
Comunicare il quesito od il sospetto diagnostico
È indice di correttezza deontologica e di buona pratica clinica
Alcuni Direttori Sanitari e Responsabili di Distretto ci hanno in varie occasioni comunicato che è ancora abbastanza diffusa la pessima abitudine
di richiedere visite specialistiche ed accertamenti diagnostici senza comunicare il quesito, o, meglio il sospetto diagnostico.
Tale comportamento può essere ammissibile in alcune situazioni particolari ma nella generalità dei casi è contrario alla buona pratica clinica ed
al Codice Deontologico (artt. 59, 62) e può in alcune situazioni critiche configurare un reato ai sensi dell’art. 328 del Codice Penale.
È altrettanto indice di correttezza deontologica e soprattutto di buona pratica clinica per TUTTI riportare sulle richieste di accertamenti
• data di emissione del documento in cui viene indicata la richiesta
• timbro personale del medico proponente
• firma (se possibile LEGGIBILE) del medico proponente
• infine ma non per ultimo: indicazione del motivo e/o del sospetto clinico alla base della richiesta di accertamenti
34
VERONA MEDICA
FNOMCeO
Elezioni FNOMCeO:
intervista ad Amedeo Bianco
Presidente Bianco, si prepara ad
un nuovo mandato alla guida della
Fnomceo. Qual è il suo programma?
Mi piacerebbe riuscire a chiudere i cantieri che abbiamo aperto in questi anni.
E innanzi tutto vorrei portare avanti e
veder realizzare, finalmente, il provvedimento legislativo sul riordino dei nostri
Ordini professionali. Ci lavoriamo da
anni e non si tratta di una atto burocratico, ma di un intervento assolutamente
necessario, con una duplice valenza:
da una parte occorre ammodernare
gli Ordini sul piano organizzativo, amministrativo, e nelle forme della rappresentatività e rappresentanze rispetto
alle quali diventa cruciale un diverso
sistema elettorale; dall’altra riqualificarli
nei contenuti della loro funzione di rappresentanza esponenziale di tutta professionale, individuando gli ambiti entro
i quali questa si concretizza.
E in quali ambiti, secondo lei, gli Ordini possono intervenire?
Il più importante e senza dubbio quello
della qualità professionale, nel senso
più ampio. Occuparsi di qualità professionale vuol dire occuparsi di formazione di base e specialistica dei professionisti e dello sviluppo nel tempo del
loro patrimonio culturale e delle loro
competenze. Credo che questo rientri
pienamente nei compiti di tutela generale che ha l’Ordine, perché un professionista di qualità è indubbiamente un
elemento di forte garanzia e questo è
nell’interesse pubblico.
In che modo potete vigilare sulla
qualità della formazione?
Non è un impegno da poco, perché
questo vuol dire interloquire con il sistema formativo, aprendolo ad un confronto tra formazione e professione, che
non necessariamente coincidono. E in
questo occorre tenere presenti le criticità del sistema universitario, aggravate
dalla restrizione delle risorse disponibili,
VERONA MEDICA
sollecitandolo a rivedere i suoi obiettivi in termini di quantità, attraverso una
programmazione che eviti il ricostituirsi
di evitare nuove “gobbe” generazionali
e previdenziali, ma ha anche di qualità
della formazione, perché la medicina,
come scienza biotecnologica, cambia
rapidamente, così come la sanità e la
società ed è evidente che alcuni paradigmi formativi devono essere rivisti.
Altro momento importante è quello
della formazione specialistica, che rappresenta un aspetto particolare delle
nostre facoltà mediche, perché i medici sono gli unici ad avere un percorso
lungo, gravato da costi non indifferenti,
anche in ragione del fatto che sono
anche gli unici ad essere giustamente retribuiti. Credo che occorra adoperarsi perché ci sia una maggiore
corrispondenza tra i bisogni sanitari
espressi dalla realtà e questa formazione affinché sia davvero professionalizzante, ovvero capace di determinare
conoscenze e competenze già immediatamente spendibili. Va dunque realizzato l’assunto andragogico dell’imparar facendo e realizzato l’intreccio tra
sistema formativo universitario e sistema sanitario.
le tecnologie e sul piano epidemiologico più generale l’incombere delle patologie croniche invalidanti, che chiedono
un ridisegno delle competenze e delle
organizzazioni sanitarie.
Cosa intende per “cambiare il paradigma della formazione”?
In medicina si utilizza è ancora centrale
il paradigma riduzionista, che verticalizza molto i saperi e le competenze,
alimentando un “superspecialismo”. Se
questo per un versante risponde all’esigenza di governo e di utilizzo dell’enorme complessità dei saperi, dall’altro i
rapidi cambiamenti degli stessi saperi e
della domanda di salute pongono invece l’esigenza di una maggiore flessibilità, che renda possibile anche una “riconversione” dei professionisti, perché
in una vita lavorativa che dura ormai
oltre 40 anni si deve mettere in conto
di dover affrontare grandi cambiamenti. Basti pensare, sul piano meramente
tecnico, ai tumultuosi cambiamenti del-
Pensa ad una maggiore valorizzazione dell’Ecm?
Credo che l’Ecm sia uno degli strumenti che prima o poi dovrà portarci alla
certificazione di qualità dei professionisti, un passaggio necessario nella consapevolezza che per migliorare occorre
valutare e misurare, secondo indicatori
e standard di qualità nella logica dello
sviluppo continuo professionale.
E questo fa pensare alla formazione
continua, all’Ecm…
La formazione continua può giocare
un ruolo fondamentale in questo processo, come un sotto sistema di formazione che sia coassiale al sistema
delle cure. E il sistema Ecm, pur con
tutti i suoi limiti, è un modello molto
avanzato, da valorizzare come elemento caratterizzante del nostro sistema
sanitario. Sono convinto che il grande
merito dell’Ecm stia nell’aver costruito
una cultura dell’aggiornamento delle
conoscenze e delle competenze come
strumento fondamentale nel rimodellamento delle organizzazioni e della qualità delle cure. Da solo non basterà, ma
intanto ha avviato questo processo e lo
ha fatto con pochi mezzi: ovunque la
formazione è considerata un capitolo
di sviluppo su cui investire, mentre noi
abbiamo affrontato questa partita con
scarse risorse e dobbiamo lottare per
non finire in ginocchio.
Nel mondo medico si sente un certo disagio professionale e spesso
questo porta ad atteggiamenti di
rimpianto per altri tempi, quando “il
dottore” godeva di maggiore autorità. Lei cosa ne pensa?
Tutti ricordano il medico di un tempo,
autorevole e a volte autoritario: nella
35
FNOMCeO
sua valigetta c’era poco e dove non
arrivava con i farmaci, doveva arrivare
con le parole. Oggi sono cambiate molte cose: il diritto alla salute ha assunto
una diversa rilevanza sociale, sono cresciute le organizzazioni sanitarie, è entrato in campo il “terzo pagante”. E poi,
nel campo specifico delle possibilità
della medicina di guarire, resta ancora
significativo il gap tra le speranze e le
evidenze, in mezzo al quale c’è il mare
enorme della sofferenza delle persone.
Davanti a tutto questo non si tratta di
prender posizione, ma di sforzarsi di
capire: bisogna giocare la partita con
quello che c’è, non con quello che si
vorrebbe.
Ma il disagio medico è solo rimpianto o ha dei fondamenti?
Il disagio della professione, esposta su
molti fronti, è reale e chiede risposte.
Per dirne solo una: gli ospedali sono
forse tra le ultime espressione del
modello fordista di organizzazione del
lavoro in questo Paese. E i medici ci
stanno male.
L’ondata di liberalizzazioni non vi
preoccupa?
Rispetto ad altre professioni intellettuali, noi partiamo da una realtà diversa:
l’80% dei medici infatti lavora per il Ssn.
Certo stiamo seguendo con attenzione questo processo, per evitare che si
creino condizioni che rendano incerti i
confini dell’attività professionale, mettendo in difficoltà professionisti come
gli odontoiatri, che hanno garantito un
settore sul quale la sanità pubblica ha
deciso di non intervenire e che lo hanno fatto benissimo, offrendo livelli di
qualità ai vertici d’Europa.
Lei ha annunciato la volontà di elaborare un Manifesto per un nuovo
medico e una nuova medicina. Di
cosa si tratta?
Ci siamo resi conto che il tema della moderna sanità, della moderna medicina,
del nuovo medico non può essere un
affare tecnico, interno, perché questo è
un terreno dove intervengono anche altre visioni della società e dell’uomo. La
difficoltà sta proprio nel tener conto di
tutti questi complessi intrecci, perché
la malattia, come dicono i sociologi, è
un oggetto mobile che sfugge a definizioni univoche, definita contemporaneamente da ciò che vede il medico,
36
ciò che vede il malato e ciò che vede la
società. Per questo vogliamo aprire un
confronto ampio, con tanti diversi contributi da parte di economisti, sociologi,
filosofi, bioeticisti, comunicatori. Ognuno potrà aiutarci a ridefinire noi stessi,
il nostro lavoro e la nostra sanità, per
aprire poi la partita con la politica.
Torniamo alle questioni in sospeso.
C’è un ddl sulla responsabilità professionale fermo da tempo in Parlamento. Pensa che si arriverà ad una
conclusione?
La responsabilità professionale è un
tema complesso che abbraccia culture e organizzazioni e procedure e strumenti, sul quale si sta lavorando da più
parti. Nell’urgenza c’è un’emergenza e
cioè quella della responsabilità civile,
in ragione dell’obbligo per tutti i medici, previsto in Finanziaria e ribadito nel
decreto sulle liberalizzazioni, di avere
un’assicurazione. Il paradosso è che
proprio in queste settimane le assicurazioni stanno disdicendo le polizze e
i costi stanno lievitando enormemente.
Non è un fenomeno nuovo, è già accaduto in altri Paesi con effetti devastanti,
per questo se non si interviene la situazione diventa totalmente insostenibile
sul piano economico e professionale,
per la sanità pubblica e quella privata.
È un problema che è ben presente al
ministro Balduzzi e anche alle Commissioni parlamentari che seguono la
sanità, quindi mi auguro che vengano
messi in campo al più presto provvedimenti incisivi ed efficaci.
Altra questione aperta in Parlamento è il ddl sul governo clinico. Pensa
che sarà approvato?
Voglio essere chiaro. Il ddl sul governo
clinico è un lavoro generoso, apprezzabile in alcuni passaggi, ma che interviene su un modello di organizzazione dei
servizi sanitari che dopo vent’anni dalla
riforma aziendalista mostra ormai tutte
le sue criticità.
Credo che quel modello sia sostanzialmente sprofondato nel solco genetico
della sua originaria mission, e cioè governare i costi di produzione controllando i fattori di produzione - tecnologie,
beni e servizi, professionisti - peraltro
registrando clamorosi fallimenti. Il modello si salva laddove sono stati messi sotto pesante tutela i fondamentali
giuridici dell’azienda e cioè l’autonomia
finanziaria, organizzativa, gestionale e
patrimoniale. Non è un mistero che le
aziende in pareggio sono in larghissima
parte quelle inserite in sistemi regionali
nei quali l’autonomia gestionale e finanziaria è del tutto ausiliaria a rigide programmazioni regionali, mentre quella
finanziaria è perfettamente allineata a
quella contabile dei budget assegnati, e
su tutto incombe il filo doppio che lega
i vertici aziendali e il management intermedio, compreso quello professionale,
alle prerogative della politica.
Insomma, lei dice che il modello
aziendalista in sanità ha fallito?
Dobbiamo prendere atto della realtà e
riconoscere che in queste aziende non
c’è altro, se non quello che descrivevo
poco fa, e soprattutto manca quel “altro” che, con grande impegno e poco
costrutto, cerca di realizzare la mitica
clinical governance, ovvero quelle aree
di convergenza, di valori, di ruoli, di autonomia e responsabilità dei professionisti.
Realizzare questa convergenza è indispensabile per qualificare i “prodotti” di
questa “azienda”, che sono complessi e
delicati servizi di tutela della salute. Ridisegnare i modelli di organizzazione e
gestione, i ruoli, le responsabilità di tutti
gli attori in funzione non solo della tenuta
dei bilanci ma anche della qualità efficacia e appropriatezza del prodotto dovrebbe essere il fine di un’altra azienda,
di un azienda speciale, di un azienda di
servizi.
Che caratteristiche dovrebbe avere questa azienda di servizi? Meno
manager e meno politica?
Siamo oltre la storica contraddizione tra
manager e professionisti e non basta
dire, anche se è vero, che la politica è
invadente. Bisogna, responsabilmente,
ricostruire uno spirito di appartenenza,
fondato sulla condivisione di valori etici e civili, sulla trasparenza e efficienza
nella gestione delle risorse, sulla valorizzazione professionale secondo il
merito.
Ai miei tempi, quando si costruì il Ssn,
c’era un forte spirito di appartenenza al
servizio, oggi non c’è analogo spirito di
appartenenza all’azienda. E se noi per
primi non sentiamo come nostra la sanità, non possiamo pensare che la sentano tale i cittadini. Una strada pericolosa,
sulla quale si rischia la consunzione del
nostro Servizio sanitario nazionale.
VERONA MEDICA
ENPAM
Il punto
sull’Enpam
Il Sole 24 Ore pubblica una “radiografia” dell’Enpam, l’ente previdenziale
dei medici, che gestisce circa 12 miliardi di euro, un quarto del patrimonio
di tutte le casse previdenziali italiane.
Sono 348.846 gli iscritti all’Enpam,
85.286 è il numero dei pensionati attualmente assistiti. L’Enpam oggi ha
investimenti immobiliari pari al 50%
del suo patrimonio totale.
Una delle attività che ha colpito di più
gli osservatori dell’ente è l’acquisto di
quote di fondi d’investimenti, all’origine degli sconvolgimenti che hanno fatto tremare l’Enpam nel 2011. I
punti critici che rendono vulnerabile il
sistema di gestione delle casse previdenziali, senza distinzione, sono
due: il patrimonio viene amministrato
da pochi consulenti e c’è spesso una
scarsa trasparenza delle operazioni.
Le proposte sul da farsi non mancano.
Attuare provvedimenti immediati per
l’identificazione di un percorso condiviso di riforma dello statuto dell’Enpam e istituire tavoli permanenti di
confronto con i sindacati, è la richiesta che l’intersindacale della dirigenza
medica, dipendente e convenzionata,
ha recapitato ai vertici dell’Ente. «Occorre una modifica sostanziale degli
organi» si legge nella nota «e un sistema di elezione diretta su base proporzionale. Tutto questo si deve raggiungere attraverso una riduzione del
numero dei componenti di tutti gli organi statutari e introducendo un limite
ai compensi individuali e collegiali».
Tra le principali richieste, c’è anche il
«ripristino immediato della contribuzione ridotta su base volontaria di circa il 50% dell’attuale quota A, il mantenimento della contribuzione minima
del 2% sull’attività libero professionale
dei dipendenti pubblici e pensionati e
dell’età pensionabile attuale per coloro che opteranno per il sistema contributivo puro, nonché il perseguimento
di forme di assistenza che presentino
una tipologia di prestazioni alternative
VERONA MEDICA
rispetto alle attuali e soprattutto competitive con la previdenza integrativa
fiscalmente vantaggiosa». I sindacati
chiedono anche un impegno da parte
dell’Ente per «favorire ogni forma di
riconoscimento della contribuzione in
quota A - ai fini dell’anzianità contributiva complessiva - e delle ricongiunzioni e l’autonomia del Fondo generale con l’istituzione di una specifica
consulta e l’apertura di un tavolo di
confronto per una riforma, valutando
le prestazioni assistenziali nell’interesse generale anche ai fini di articolare
nuove prestazioni e servizi con equa
ripartizione degli oneri fra tutti i fondi».
Obbligo d’equilibrio sempre più in
alto
Il nocciolo del problema è rappresentato dall’articolo 24 della Manovra di
dicembre, quella detta “Salva Italia”.
Con quel paragrafo, dedicato alle
casse previdenziali dei professionisti,
l’esecutivo ha infatti allungato da 30 a
50 anni il cosiddetto obbligo prospettico di equilibrio: in sostanza, gli enti
devono commisurare entrate (contributi degli iscritti) e uscite (pensioni
erogate) in modo che i bilanci non segnino rosso per i successivi 50 anni.
Per l’Enpam il provvedimento non poteva arrivare con tempismo più sciagurato. Da circa un anno, infatti, l’ente
aveva avviato un faticoso percorso la
cui meta avrebbe dovuto essere l’allineamento ai parametri fissati dalla
Finanziaria del 2007, che aveva alzato
l’obbligo di equilibrio da 15 a 30 anni.
Quello che è accaduto dopo quella
legge di bilancio per l’Enpam è stato
un calvario: la crisi degli hedge funds,
il crac della Lehman Brothers, l’indagine della Commissione parlamentare sulle casse private che individua
nel portafoglio della Fondazione titoli
riconducibili alla banca fallita per un
valore di 80 milioni di euro e conclude
osservando come «il profilo di rischio
sia significativo e richieda un monitoraggio continuo e costante». Gli effetti
della crisi finanziaria di quegli anni si
ritrovano nel bilancio tecnico attuariale del 2009, che l’Enpam approva a
fine 2010 e la Corte dei conti esamina
nella primavera successiva: l’Enpam
non solo non è in grado di garantire
l’equilibrio a 30 anni, ma fallisce anche in quello a 15, perché il rapporto
tra entrate e uscite andrà in rosso nel
2022. Dalle cifre, è il giudizio del magistrati contabili, emerge «una situazione economico-finanziaria che diviene
instabile entro un lasso di tempo piuttosto breve».
La Fondazione decide allora che il
2011 deve essere l’anno della svolta:
con l’appoggio di una nuova squadra
di consulenti tra i quali spicca l’attuale
presidente del consiglio, Mario Monti,
il consiglio di amministrazione mette
in piedi una riforma del sistema previdenziale per rispettare l’obiettivo
dell’equilibrio a 30 anni, obbligando
i medici a qualche sacrificio: pensione di vecchiaia a 68 anni a partire dal
2018, innalzamento progressivo dei
contributi fino a toccare il 26% nel
2026, valorizzazione dei contributi con un coefficiente di rendimento
ridotto a partire dal 2013. La riforma
prende corpo in mezzo a nuove polemiche: l’esposto dei cinque presidenti
di ordine su un presunto danno di un
miliardo di euro, querele e controquerele con la vecchia società di advisor,
indagini della GdF e articoli di stampa
(poi rivelatisi infondati) su un presunto
commissariamento.
Non che il parametro dei 50 anni sia
irraggiungibile per la Fondazione. Lo
sarebbe già oggi se le si consentisse
di conteggiare nella partita anche il
suo patrimonio finanziario, ma il Governo lo ha scritto a chiare lettere:
l’equilibrio deve essere soltanto contabile, cioè riguarda esclusivamente
entrate e uscite. Di qui lo sciopero
della Fimmg, non a caso il sindacato che finora si è schierato con più
prontezza a difesa dell’ente. Anche
perché se l’esecutivo non dovesse
cedere, l’Enpam ha davanti a sé solo
due strade: rinunciare tout court al
traguardo dei cinquant’anni, cosa
che costringerebbe i suoi assistiti a
passare immediatamente al sistema
contributivo e i suoi pensionati a versare per 2012 e 2013 un contributo di
solidarietà dell’1%, oppure alzare la
soglia dei sacrifici e rifare tutti i conti.
Ma per i giovani medici significherebbe ritardare l’età pensionabile di un
tempo forse insopportabile.
Il nuovo corso dell’Ente
Prima il risk manager per tenere sotto controllo il portafoglio investimenti. E poi un consulente finanziario,
anche straniero, slegato dai conflitti
37
ENPAM
di interessi con banche e società di
gestioni. La cassa previdenziale di
medici e odontoiatri, come riporta
ancora il Sole24ore, si prepara alla
sterzata. Dopo la nuova governance,
ispirata da Mario Monti quando era
ancora international advisor di Goldman Sachs, ecco altre novità: risk
management e consulenti finanziari.
Una marcia a tappe forzate per far
diventare la più grande cassa previdenziale italiana molto simile ai fondi
pensione americani e nordeuropei. Il
nuovo consulente finanziario sarà individuato mediante gara, come previsto dalla Finanziaria del luglio 2011.
Secondo indiscrezioni, parteciperà
uno dei big del settore, con grande
esperienza anche in ambito attuariale: è il gruppo americano Towers
Watson, che ha sede in Italia (per la
precisione in Milano) oltre ad essere
quotato sul listino di Wall Street. Alla
gara indetta da Enpam per l’advisor
finanziario, dovrebbero partecipare
anche società italiane e inglesi (oltre
ad altre americane). I nomi ancora
non sono noti. Ma l’identikit è stato
disegnato nell’ultimo consiglio nazionale dell’ente pensione: a tracciarlo è
stato il nuovo direttore finanziario di
Enpam, Pierluigi Curti (ex fondazione
Cassa di Roma). «Ci saranno degli
advisor specializzati che ci supporteranno nella selezione dei gestori – ha
affermato Curti davanti alla platea dei
delegati medici e dentisti – ma saranno comunque advisor puri, senza
conflitti di interessi con le grandi banche che gestiscono i prodotti». E ha
aggiunto: «Saranno advisor che lavorano per i più grandi fondi pensione
mondiali come per esempio il fondo
pensioni della Norvegia che ha 400
miliardi di dollari o i grossi endowment (dotazioni finanziarie) universitari americani come Harward e Yale».
I giochi sono aperti dunque. La best
practice di Enpam e di Curti dovrebbe
a questo punto fare scuola pure per le
altre casse previdenziali e in generale
per tutti gli investitori istituzionali italiani (fondazioni bancarie comprese).
Aggiornamenti delle pensioni minime
In aumento le pensioni minime, di
quelle di invalidità, delle indennità di
maternità e delle prestazioni assistenziali, conseguenza dell’aggiornamen-
38
to Istat. Il trattamento minimo garantito dall’Inps, dato di riferimento per
l’integrazione al minimo erogata dalla
Fondazione Enpam, è di 6.246,89
euro all’anno (520,57 euro mensili). Il
diritto all’integrazione al minimo della pensione è riconosciuto quando
gli eventuali altri redditi del pensionato sono inferiori a 12.177,10 euro
per il 2011 e a 12.493,78 euro, dato
provvisorio, per il 2012. In caso di
cumulo con i redditi del coniuge, l’importo non deve superare 24.354,20
euro all’anno per il 2011 e 24.987,56
euro, dato provvisorio, per il 2012.
Per quanto riguarda – per il 2012 - le
pensioni di invalidità assoluta e permanente e le pensioni indirette (per
gli eredi del medico deceduto in attività) l’importo minimo erogabile sarà
pari a 14.469,08 euro all’anno lordi.
Aggiornato anche il dato sull’indennità di maternità per il 2012, che verrà
riconosciuta tra il minimo di 4.747,64
euro e il limite massimo di 23.738,18
euro lordi. Calcolati i nuovi minimi
reddituali, anche per accedere alle
prestazioni assistenziali straordinarie. Il minimo Inps di 6.246,89, moltiplicato per 6 come da regolamento
della Fondazione, produce un limite
di reddito pari a 37.481,34 euro, per
famiglia con un solo componente. Per
ciascuna altra persona presente nel
nucleo familiare, l’incremento fisso di
una quota ulteriore del minimo Inps,
comporta i seguenti importi: 2 persone: 43.728,23; 3 persone: 49.975,12;
4 persone: 56.222,01; 5 persone:
62.468,90.
Nuovi controlli e controllati
Più di 4mila medici si sono ‘dimenticati’ di versare nel 2011 i contributi all’Enpam. È quanto riscontrato
dai controlli incrociati del nucleo
‘anti-evasione’ dell’Enpam con i dati
dell’anagrafe tributaria. Ma sommando anche i controlli interni e i ravvedimenti volontari, si arriva a circa 11mila
liberi professionisti con posizioni ‘irregolari’, per un totale posto ora in riscossione di circa 35 milioni di euro.
Grazie a una convenzione stretta ad
aprile 2011 con l’Agenzia delle Entrate per la cooperazione informatica,
spiega l’Enpam, sono stati ‘scovati’
4.718 medici e dentisti libero professionisti che, dopo aver correttamente
indicato i loro redditi al fisco, avevano
‘dimenticato’ di regolarizzare la loro
posizione previdenziale.
Ma in totale, solo nel 2011, ‘’tra controlli interni, ravvedimenti volontari e
incroci dei dati con l’Anagrafe tributaria’’ l’Enpam ha emesso ‘’provvedimenti di regolarizzazione contributiva
nei confronti di oltre 11.000 medici
e dentisti liberi professionisti per un
importo totale posto in riscossione di
circa 35 milioni di euro’’. ‘’Queste misure di controllo - spiega l’ente - che
hanno riguardato gli iscritti al ‘fondo
generale-quota B’ ‘’, cioè la quota
dovuta sui proventi della libera professione, ‘’mirano a garantire che tutti
i medici e i dentisti che fanno libera
professione maturino pensioni adeguate. Molto spesso, infatti, capita
che i sanitari, dopo aver correttamente dichiarato al fisco i loro redditi, dimentichino di regolarizzare la
loro posizione contributiva, correndo
il rischio di ricevere, al momento del
pensionamento, assegni più bassi del
previsto’’. Peraltro, ricorda l’ente, ‘’i liberi professionisti hanno interesse a
versare i contributi previdenziali perché sono interamente deducibili dalle
tasse, con un risparmio fino al 43 per
cento sugli importi versati’’. I controlli
si sono concentrati in quattro Regioni,
Lazio, Campania, Toscana e Lombardia. ‘’La squadra - spiega l’Enpam è entrata in attività nel marzo 2011 a
seguito di un protocollo d’intesa tra la
Fondazione e il ministero del Lavoro.
Il nucleo è stato costituito per contrastare l’evasione contributiva delle
società accreditate dal Ssn’’ che,
realizzando ‘’prestazioni specialistiche, sono tenute per legge a pagare
un contributo del 2 per cento su una
parte del loro fatturato annuo per finanziare le pensioni dei medici e dei
dentisti che collaborano all’attività’
d’impresa’’. ‘’Oltre alle 430 società di
capitali, gli ispettori Enpam hanno anche individuato 30 società di persone
accreditate con il Servizio sanitario
nazionale per le quali le Asl non avevano versato i contributi previdenziali
dovuti. Nel caso delle società di persone, infatti, l’obbligo spetta alle Asl’’.
L’azione anti-evasione, peraltro, ha
avuto anche ‘’un effetto positivo indiretto: sull’onda dell’accresciuta attività ispettiva nell’ultimo anno le società
che hanno dichiarato spontaneamente i loro fatturati sono aumentate del
VERONA MEDICA
ENPAM
25% rispetto al 2010’’. ‘’A beneficiare
dei proventi di questi controlli - chiarisce l’ente previdenziale - è il fondo
pensionistico degli Specialisti Esterni,
che è entrato in sofferenza proprio da
quando il Servizio sanitario nazionale
ha smesso di convenzionare singoli
professionisti e ha cominciato ad accreditare solo società ‘’.
Esclusione dall’elenco Istat e altre
mozioni dell’Adepp
Nuovo braccio di ferro tra le Casse
previdenziali privatizzate e il Governo. Oggetto della discussione è
l’elenco Istat in cui sono inserite centinaia di amministrazioni pubbliche e
dal quale le Casse dei professionisti
vogliono uscire perché si ritengono strutture private. La novità è nel
comma 7 dell’articolo 5 del decreto
fiscale (decreto legge n. 16/2012)
che va a modificare l’articolo 1 della
legge quadro sulla finanza pubblica
(196/2009) e che richiama l’elenco
Istat “ai fini della applicazione delle disposizioni in materia di finanza
pubblica” per il 2011 e per il 2012.
“È una norma generica e di dubbia
interpretazione – ha detto Andrea
Camporese, presidente dell’Adepp
(l’Associazione delle casse private
dei professionisti). Non possiamo
essere inseriti nel perimetro della
finanza pubblica. Ci sono normative specifiche che tutelano la nostra
autonomia. A questo punto se viene
deciso per esempio un taglio ai dipendenti pubblici, dobbiamo tagliare anche i dipendenti delle casse?
Per quanto ci riguarda chiederemo
uno specifico chiarimento del comma 7. Comunque per due volte il
Tar del Lazio ci ha dato ragione. Le
Casse – ha concluso - devono essere messe fuori dall’elenco Istat”.
Il 23 marzo il Consiglio di Stato deciderà tra l’altro sulla sospensiva o
meno del secondo ricorso al Tar.
Le Casse private sono pronte a
mettere sul tavolo una parte del loro
patrimonio per finanziare il rilancio
del Paese. Ad annunciarlo, nel giorno del “Professional day”, è stato
lo stesso Camporese, presidente
dell’Adepp
Lachiver Servizi S.r.l.
“Abbiamo deciso di fare una proposta concreta al ministro Passera
- ha detto Camporese - noi mettiamo sul tavolo un bel gruzzolo, composto dai nostri fondi, per la realizzazione di qualche opera pubblica.
Siamo convinti che le infrastrutture
siano il volano della ripresa di questo Paese e vogliamo contribuire”.
Una mossa del tutto innovativa che
richiede però tutele e garanzie. “Per
forza - ha ammesso il presidente dell’Adepp - noi dobbiamo fare
gli interessi dei nostri iscritti e non
sperperarne i capitali. Però non vogliamo speculare: abitualmente le
casse di previdenza privata operano
degli investimenti per far fruttare il
capitale. Anche in questo caso questo sarebbe l’obiettivo, ma senza
cercare speculazioni.
Certo, bisognerebbe garantire il capitale perché noi possiamo anche
ipotizzare introiti più bassi ma non
certo rischiare il patrimonio.
Ma in tal senso – ha concluso - esistono i sistemi per garantirsi reciprocamente”. Ambiente, sicurezza, qualità
Siamo consulenti qualificati, con forte specializzazione,
a servizio delle Strutture Sanitarie del Veneto che
vogliono raggiungere l’Accreditamento Regionale
La nostra organizzazione, composta da consulenti esperti nelle varie discipline richieste per la
valutazione in conformità alla L.R. 22/02, è a disposizione per:
► la verifica dei requisiti generali e specifici richiesti dalla Regione per l’Autorizzazione
all’esercizio e per l’Accreditamento istituzionale
► il rapporto di rispondenza con le indicazioni per l’adeguamento
► l’elaborazione dei documenti da presentare in Regione
► l’elaborazioni degli indicatori per il miglioramento
Via Leoncino, 10 — 37121 Verona; tel. 045/8009014 fax 045/8032918
www.lachiver.com — [email protected]
Azienda con sistema qualità certificato ISO 9001:2000
VERONA MEDICA
39
ENPAM
Approvata la riforma
delle pensioni Enpam
La Fondazione Enpam ha approvato la riforma delle pensioni che garantisce una sostenibilità a oltre 50
anni del suo sistema previdenziale.
La cassa dei medici e degli odontoiatri è il primo ente previdenziale privatizzato a mettersi in regola con i nuovi
requisiti introdotti dal decreto Salva
Italia. La riforma verrà consegnata ai
ministeri vigilanti che dovranno esprimere il loro nulla osta.
“Siamo orgogliosi del senso di responsabilità della nostra categoria,
che ha concluso in autonomia questo percorso di riforma per rispettare i nuovi requisiti di sostenibilità di
lungo periodo – ha dichiarato il vicepresidente vicario della Fondazione
• la valutazione della tenuta del sistema su un unico bilancio tecnico
della Fondazione. Si è tenuto conto del saldo corrente (che include
anche i proventi del patrimonio).
Enpam Alberto Oliveti -. La riforma
garantisce adeguatezza delle prestazioni e l’equità nei confronti delle generazioni che verranno. Ci proponiamo adesso ai ministeri, convinti che
sapranno riconoscere la bontà del
lavoro fatto. Grazie a tutti coloro che
hanno contribuito a questo risultato”.
Questi i criteri seguiti negli interventi di
riordino approvati:
• il rispetto del pro rata: la parte di pensione maturata fino al
31/12/2012 verrà calcolata con i
vecchi criteri; non verrà toccato
quanto assegnato prima del 2013
(contributi ordinari, aliquota modulare, riscatti della laurea, allineamento, etc);
Per i fondi maggiori il metodo di calcolo della pensione resta il contributivo indiretto Enpam; un sistema
che considera “un periodo di riferimento per il computo del reddito pensionabile pari all’intera vita lavorativa,
sempre nella previsione di aliquote di
rendimento che garantiscano l’equità
attuariale e la sostenibilità finanziaria
del sistema” (cit. Elsa Fornero). Un
secondo vantaggio è che la rivalutazione è agganciata all’inflazione (che
notoriamente è sempre in crescita) invece che al PIL, che può avere
anche un andamento prossimo allo
zero (come accaduto nel 2011) o addirittura negativo (come previsto per
il 2012).
La riforma è anche caratterizzata da
un percorso di omogeneizzazione del
regime previdenziale delle gestioni.
MODIFICHE COMUNI A TUTTE LE GESTIONI
Pensione di vecchiaia
Innalzamento graduale dell’età per la pensione di vecchiaia dagli attuali 65 anni fino a 68 anni (dal 2018)
Fino al
31.12.2012
2013
2014
2015
2016
2017
Dal 2018
in poi
65 anni
65 anni e
6 mesi
66 anni
66 anni e
6 mesi
67 anni
67 anni e
6 mesi
68 anni
Pensione anticipata
Resta possibile andare in pensione anticipata, anche se, come richiesto dal Ministro Fornero, l’età minima aumenterà
fino a 62 anni (dal 2018).
Fino al
31.12.2012
58 anni con
applicazione
finestre
40
2013
2014
2015
2016
2017
Dal 2018
in poi
59 anni e
6 mesi
60 anni
60 anni e
6 mesi
61 anni
61 anni e
6 mesi
62 anni
VERONA MEDICA
ENPAM
Chi sceglierà il pensionamento anticipato avrà una riduzione rispetto alla
pensione ordinaria perché percepirà
l’assegno per un numero maggiore di
anni.
Oltre che il requisito dell’età minima
sarà necessario maturare un’anzianità contributiva di 35 anni e un’anzianità di laurea di 30 anni; oppure, senza
il requisito dell’età minima, si potrà
andare in pensione anticipata con
un’anzianità contributiva di 42 anni e
un’anzianità di laurea di 30 anni.
Contributi
L’aliquota contributiva resta per tutti
la stessa fino al 2014. Si prevede un
aumento graduale dal 2015, quando
cioè verranno sbloccate le convenzioni.
(Valido per i fondi che rimangono al
contributivo indiretto)
Premio per chi rimane
Chi resterà a lavoro più a lungo continuerà ad essere premiato: i contributi
versati dopo il compimento dell’età
per la pensione di vecchiaia varranno
il 20% in più.
(Valido per i fondi che rimangono al
contributivo indiretto)
Misure a favore dei giovani
Per le giovani generazioni sono previste misure migliorative. Gli iscritti con
età inferiore ai 50 anni potranno contare, a partire dal 1° gennaio 2013, su
un tasso di rivalutazione dei contributi versati al 100% dell’inflazione,
per tutti gli altri invece il tasso è pari
al 75%.
La flessibilità del sistema Enpam
consentirà anche la possibilità di
aumentare l’aliquota di prestazione
(o aliquota di rendimento) sulla base
dell’avanzo economico che risulterà
dai prossimi bilanci tecnici. L’incremento dell’aliquota farà crescere
l’importo della rendita mensile della
pensione.
(Valido per i fondi che rimangono al
contributivo indiretto)
CONTRIBUTIVO INDIRETTO
A VALORIZZAZIONE IMMEDIATA
L’Enpam finora aveva definito il suo
sistema come retributivo reddituale;
nella realtà si tratta di un vero e pro-
VERONA MEDICA
prio metodo contributivo perché le
pensioni sono legate ai contributi versati lungo l’arco dell’intera vita lavorativa, con l’uso di un’aliquota di prestazione (o aliquota di rendimento) che
la Fondazione stabilisce sulla base di
tecniche attuariali.
Il metodo Enpam viene definito contributivo indiretto perché, ai fini del
calcolo, la prestazione viene determinata in base ai compensi rivalutati
(comunque sempre ricostruiti a partire dalla contribuzione versata).
È un meccanismo a valorizzazione immediata perché consente di
assegnare subito ai contributi pagati
un valore certo, che sarà riscosso al
momento del pensionamento.
Questo metodo rimane per i fondi della Medicina generale, degli Specialisti
ambulatoriali e della Libera professione che in totale rappresentano
oltre l’80% delle entrate contributive
dell’Enpam.
MODIFICHE SPECIFICHE
Fondo dei medici di medicina generale
(68.670 iscritti attivi; 53% delle entrate contributive Enpam)
L’aliquota contributiva rimane al
16,5%, per i medici di medicina generale, e al 15%, per i pediatri, fino al
31 dicembre 2014. Nel 2015 l’aliquota
passerà al 17% per i medici e al 16%
per i pediatri. Dal 2016 è previsto un
aumento graduale dell’1% all’anno fino
a un massimo del 26% (nel 2024; per
i pediatri nel 2025). I contributi versati
dal 1° gennaio 2013 verranno trasformati in rendita mensile con un’aliquota di prestazione (o di rendimento)
dell’1,4%. Per i pediatri quest’aliquota
verrà calcolata in proporzione all’aliquota di contribuzione fino a raggiungere l’1,4% dal 2025 in poi.
Resta in vigore il metodo di calcolo
dell’Enpam, il contributivo indiretto.
Fondo degli specialisti ambulatoriali
(17.720 iscritti attivi; 14% delle entrate
contributive Enpam)
Dal 1° gennaio 2013 anche per gli
Specialisti ambulatoriali sarà più semplice calcolare la pensione. La parte
di prestazione maturata a partire da
questa data, infatti, verrà determina-
ta con lo stesso metodo (contributivo
indiretto) già impiegato per il fondo
della medicina generale.
L’aliquota contributiva resterà al 24%
fino al 2014. A partire dal 1° gennaio
2015 ci sarà un aumento graduale di
un punto percentuale all’anno fino ad
allinearsi all’aliquota media dei dipendenti che è del 32,65% (nel 2023).
L’aliquota di prestazione (o rendimento) rimane il 2,25% all’anno (per gli
iscritti con contratto di dipendenza
sarà del 2,30%).
Dal 1° gennaio 2013 gli iscritti che
hanno scelto il contratto di dipendenza potranno andare in pensione con
gli stessi requisiti che sono validi per
gli iscritti convenzionati.
Liberi professionisti (Quota B del
Fondo generale)
(151.948 iscritti attivi; 15% delle entrate contributive Enpam)
L’aliquota contributiva resta il 12,5%
fino al 2014. Dal 1° gennaio 2015 ci
sarà un aumento graduale dell’1%
all’anno fino a un massimo del 19,5%
(nel 2021). I contributi versati dal 1°
gennaio 2013 verranno trasformati in
rendita mensile con un’aliquota di prestazione (o rendimento) dell’1,25%. È
previsto anche un aumento del tetto
di reddito entro il quale si pagano i
contributi ordinari: nel 2013 sarà di
70.000 euro, nel 2014 sarà di 85.000
euro, fino ad agganciarsi, dal 2015 in
poi, al massimale stabilito dalla legge
per l’Inps.
Il metodo di calcolo della pensione
resta il contributivo indiretto Enpam.
Specialisti esterni
(6.629 iscritti attivi; 0,8% delle entrate
contributive Enpam)
La pensione verrà calcolata in base
al contributivo definito dalla legge
335/95.
La parte di pensione maturata fino al 31
dicembre 2012 dagli specialisti convenzionati in forma individuale verrà calcolata con il contributivo indiretto.
Fondo generale – Quota A
(vi contribuiscono obbligatoriamente
tutti i 348.846 medici e odontoiatri
iscritti all’Ordine; 17% delle entrate
contributive Enpam)
La Quota A passa al metodo di calcolo contributivo definito dalla legge
335/95.
41
ENPAM
Per la Quota A continua a non essere
prevista la pensione anticipata. Tuttavia, su richiesta dei sindacati dei dipendenti, è stata mantenuta la possibilità di andare in pensione a 65 anni
per chi sceglierà il contributivo (legge
335/95) su tutta l’anzianità maturata, in
analogia a quanto previsto dal Ministro
Fornero per il pensionamento anticipato delle donne nel sistema previdenziale
pubblico. Le quote da versare restano
sostanzialmente invariate, cambia solo
il meccanismo d’indicizzazione: dal 1°
gennaio 2013 i contributi saranno indicizzati nella misura del 75% del tasso di
inflazione (previsto pari al 2%) maggiorato di un punto e mezzo percentuale.
Che cos’è
La Quota A è il fondo pensionistico obbligatorio per tutti i medici e gli odontoiatri iscritti all’Albo professionale. Dà
diritto a tutte le prestazioni della previdenza obbligatoria, garantisce:
– una pensione di base (attualmente
di circa 200 euro al mese);
– una pensione di circa 15 mila euro
(minimo) nei casi di invalidità o di
decesso dell’iscritto in attività (si
applica anche ai giovani medici
o dentisti indipendentemente da
quanti contributi hanno versato);
– l’indennità di maternità anche se
l’iscritta non ha redditi professionali;
– prestazioni assistenziali (es: calamità naturali, indigenza, assistenza
domiciliare).
La riforma è stata approvata dal Consiglio di amministrazione della Fondazione Enpam il 16 marzo 2012 e, limitatamente alla determinazione della
contribuzione della Quota A, dal Consiglio nazionale del 24 marzo 2012.
Le riforma entrerà in vigore solo
dopo il nulla osta da parte dei ministeri vigilanti.
RICORDATE...!
È fatto obbligo a tutti gli Iscritti:
a) denunciare all’Ordine ogni esercizio abusivo
della Professione Medica ed ogni fatto che leda
il prestigio professionale;
b) informare la Segreteria di ogni eventuale cam­
biamento di qualifica, di residenza e del conseguimento di specialità o docenze, esi­ben­do il
relativo attestato in competente boll­o.
Prestanomismo
Si riporta per ulteriori reminescenza, l’Art. 8 della
legge n. 1792, che così recita:
1) Gli esercenti le professioni sanitarie che prestano comunque il proprio nome, ovvero la propria
attività, allo scopo di permettere o di agevolare
l’esercizio abusivo delle professioni medesime
sono puniti con l’interdizione della professione
per un periodo non inferiore ad un anno;
2) Gli Ordini e i Collegi Professionali, ove costituiti,
hanno facoltà di promuovere ispezioni, presso
gli studi professionali, al fine di vigilare sul rispetto dei doveri inerenti alle rispettive professioni.
5X mille
all’Enpam
Carissimo Presidente,
come Ti è noto l’Enpam, e l’acronimo ce lo ricorda, non è solo un Ente previdenziale ma un Ente assistenziale che svolge per i colleghi meno
fortunati un importante, anche se misconosciuto, ruolo di sostegno attraverso l’erogazione di varie prestazioni assistenziali.
Nel 2011 sono stati necessari 1829 interventi per un totale di oltre otto milioni di euro e purtroppo il numero delle richieste di aiuto tende drammaticamente ad aumentare.
Al fine di allargare la platea dei beneficiari e per migliorare il livello delle nostre prestazioni ci siamo mossi alla ricerca di nuove forme di
finanziamento, e abbiamo individuato nella normativa sull’erogazione del “5xmille” una concreta possibilità. Per questo, fra iniziali incertezze
interpretative e difficoltà di dialogo con l’Agenzia per le Entrate, nel 2008 abbiamo dato il via al progetto, che ha portato, anche per il poco
tempo a disposizione, per quell’anno, un risultato modesto pari al 113 mila euro e, nel 2009, 295 mila euro, ovvero hanno destinato all’Enpam il
loro “5xmille”, in sede di dichiarazione dei redditi, per il primo anno poco più di mille e per il secondo circa tremila medici e odontoiatri italiani.
Non sappiamo ancora il risultato del 2010 men che meno quello del 2011.
Crediamo tuttavia che un’informazione più capillare possa dare risultati migliori e Voi come Presidenti di Ordine potete fare molto, sia attraverso il Vostro notiziario, sia attraverso altre forme di comunicazione. Essendo questa attività volta a realizzare una finalità istituzionale propria
dell’Enpam riteniamo di dover contribuire economicamente ai Vostri sforzi organizzativi. Pertanto Vi preghiamo di segnalarci tutte le iniziative
che andrete ad assumere.
È indubbio che la problematica dell’Assistenza è molto più ampia; per questo i nostri sforzi non si possono fermare ad una pur necessaria
campagna di adesione al “5xmille”.
A tal fine un’apposita Commissione consiliare sta elaborando una strategia complessiva, con interventi nei vari settori, per una riforma globale
dell’Assistenza, e Vi terremo puntualmente e tempestivamente informaTi delle prossime iniziative.
Per ora Vi debbo un grazie di cuore ma soprattutto avrete il grazie da tanti colleghi che attendono un nostro aiuto.
Colgo l’occasione per formularTi i più sinceri auguri di Buona Pasqua.
Con viva cordialità.
Il Presidente
Eolo Parodi
42
VERONA MEDICA
SINDACATI MEDICI
Tavolo tecnico Ministero Salute
su riordino cure primarie
e integrazione ospedale - territorio
DOCUMENTO CONGIUNTO
CIMO – FIMMG – FIMP – SUMAI
La modifica del Titolo V della Costituzione Italiana ha definitivamente conferito alle Regioni le competenze in
ambito organizzativo sanitario con uno
sviluppo di diversi modelli assistenziali
sia a livello territoriale che ospedaliero
nell’ambito del territorio nazionale.
Pur rimanendo in capo alla legislazione statale le norme per la formazione
e l’attribuzione di funzioni e competenze delle diverse figure professionali, i
nuovi modelli organizzativi rischiano di
condizionare profondamente i ruoli professionali e i modelli di relazione preesistenti in assenza di una chiara definizione dei primi e, conseguentemente, dei
secondi.
Premesso quanto sopra occorre, attraverso strumenti legislativi in capo allo
Stato, riaffermare il ruolo del medico
quale unico responsabile della diagnosi e terapia dei pazienti e dei processi
gestionali che sottendono alle cure, sia
nell’ambito ospedaliero che territoriale.
Va pertanto proposta una riflessione circa il ruolo e l’autorevolezza di colui che
esercita un atto medico, sia nell’ambito
del lavoro di equipe che nel confronto
tra attori delle diverse aree sanitarie.
Il ruolo e la conseguente autorevolezza
del medico sono al momento confuse:
infatti, mentre le conseguenze dell’atto
medico sia in sede civilistica che penale
anche nel lavoro in gruppo appaiono
chiaramente in carico alla responsabilità medica, è meno evidente il ruolo
e la conseguente responsabilità nella
gestione e governance dell’organizzazione del servizio e anche dei modelli
di relazione.
Diviene pertanto premessa indispensabile sia nell’ambito del riordino delle
Cure Primarie, sia rispetto ai processi di
integrazione Ospedale-Territorio, chiari-
VERONA MEDICA
re legislativamente i rapporti e le relazioni in ordine alla responsabilità e alla
governance dei processi in presenza
di figure professionali diverse quando
queste operano con mandati di opera
professionale sullo stesso obiettivo di
salute, soprattutto alla luce della evoluzione dell’ assetto formativo e del ruolo
delle professioni sanitarie non mediche
determinatesi negli ultimi anni.
Il ruolo e la responsabilità nella gestione
e governance di progetti complessi di
integrazione Ospedale-Territorio, vanno
chiariti in sede legislativa, anche in merito ad una valorizzazione confrontabile
del ruolo connesso al mandato di opera
professionale sia clinico che gestionale
in capo ai professionisti medici (ospedalieri e territoriali), indipendentemente
dalla loro condizione contrattuale (dipendenza o convenzionamento), allo
scopo di rendere necessariamente dialoganti per le competenze di cogestione organizzativa gli ambiti contrattuali ai
vari livelli nazionali, regionali e aziendali.
I provvedimenti legislativi e/o contrattuali dovranno, infatti, tenere conto di
una valorizzazione del ruolo del singolo
professionista, legando il coordinamento, a parità di ruolo, all’ambito in cui si
esplicita la funzione del mandato professionale e alle provenienza delle risorse impegnate (Ospedale o Territorio).
Il confronto in atto al tavolo tecnico del
Ministero della Salute dovrà essere
esteso anche a livello della contrattazione nazionale e periferica, attraverso
l’istituzionalizzazione di tavoli tecnici
regionali ed interaziendali, al fine di
garantire che gli indirizzi “centrali” siano
condivisi, anche a livello periferico, pur
nel rispetto delle autonomie regionali.
Il confronto tra Ospedale e Territorio su
tematiche che interessano l’integrazione sia nella fase di pre-ricovero (vedi
codici bianchi in PS o tempi medi di
attesa per le prestazioni ambulatoriali),
sia in fase di dimissione (vedi farmaceutica, assistenza domiciliare, implementazione di DRG per pazienti cronici,
ecc.), deve realizzarsi attraverso il dialogo all’interno dei suddetti tavoli tecnici.
In tale contesto l’ambito delle Cure Primarie necessita di un adeguato sviluppo affinchè possa espletare a pieno e
con maggior efficacia il proprio ruolo
nell’assistenza sanitaria e sociale rivolta a tutti gli individui. I medici convenzionati svolgono il loro ruolo attraverso
la presa in carico ed il governo clinico,
a garanzia dell’assistenza sanitaria di
base, della continuità delle cure ed integrandosi con il livello specialistico di
riferimento.
A tal fine ed affinché le Cure Primarie
possano costituire un sistema unitario
ed integrato nei confronti dei bisogni
sanitari del cittadino e nell’ambito del
SSN, è necessario sviluppare il livello
organizzativo dei medici convenzionati
e prevedere il loro coordinamento professionale.
A fronte di una accresciuta domanda
di salute e del progressivo trasferimento di processi di cure dall’Ospedale al
Territorio, la sostenibilità complessiva
del SSN necessita di una ulteriore implementazione del Sistema delle Cure
Primarie, attraverso lo sviluppo della
governance da una parte e dei livelli
organizzativi dall’altra. I medici (MMG,
PLS, Specialisti ambulatoriali) rafforzano il loro ruolo grazie all’integrazione tra
loro e con il setting ospedaliero, concorrono alla definizione e realizzazione
dei percorsi assistenziali, garantiscono
la continuità dell’ assistenza superando
l’attuale frammentazione di interventi in ambiti diversi. In questo contesto
deve essere previsto il superamento
dell’attività singola del professionista
sostituendola con l’inserimento in una
effettiva organizzazione funzionale e
professionale.
43
SINDACATI MEDICI
Per rendere possibile e realizzabile il
cambiamento auspicato, a parere delle
OO.SS. firmatarie del presente documento, è indispensabile confermare il
lavoro svolto per le modifiche dell’articolo 8 comma 1 del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, già all’attenzione del
Ministero e delle Regioni, che pone le
basi per alcuni punti essenziali alla capacità di aumento della ricezione assistenziale del Territorio, anche in chiave
di premessa ai processi di integrazione
Ospedale-Territorio.
In particolare, quanto definito per:
• l’aumento della capacità organizzativa, attraverso lo sviluppo del
lavoro in gruppo rispetto a quello in
solo;
• la ristrutturazione del compenso,
con la separazione del compenso legato al ruolo professionale da
quello per l’investimento nei fattori
di produzione necessari all’assistenza;
• l’evoluzione verso ruolo unico e
accesso unico alle funzioni della
medicina generale, e quindi il superamento dell’attuale separazione
delle funzioni (assistenza primaria,
continuità assistenziale, medicina
dei servizi).
• Il coordinamento operativo e l’integrazione fra l’attività dei Medici di
Medicina Generale in tutte le loro
funzioni, dei Pediatri di Famiglia e
degli Specialisti ambulatoriali.
Alla luce delle considerazioni su esposte
riguardo al riordino delle Cure Primarie
e alla integrazione Ospedale-Territorio è
necessario prevedere, in coerenza con
la valorizzazione del ruolo giuridico del
medico convenzionato, la definizione
della sua necessaria partecipazione a
livello aziendale e distrettuale agli atti di
programmazione, coordinamento e verifica delle attività proprie del territorio e
di quelle integrate Ospedale- Territorio.
Il Sistema di Emergenza ed Urgenza
deve rappresentare la “terza gamba”
della sanità italiana, ovvero la “cerniera” tra ospedale e territorio. Il modello
organizzativo proposto è l’attivazione
di un dipartimento di emergenza che
comprende: il 118 (centrale Operativa
e Unità Mobile di Soccorso), il Pronto Soccorso (PS), i Punti di Primo Intervento (PPI), la Breve Osservazione
(OBI) e la Medicina di Urgenza.
In particolare occorre implementare
44
una Rete di Emergenza secondo un
modello HUB & Spoke, il Pronto Soccorso deve prevedere una gestione
multidisciplinare dei percorsi clinici
prestabiliti con permanenza dei pazienti, non destinati all’OBI, entro un
periodo non superiore a 6 ore (fasi di
stabilizzazione, primo inquadramento
diagnostico-terapeutico, avvio percorso assistenziale), viceversa la permanenza in OBI e/o Medicina di Urgenza
non deve superare le 72 ore nell’80%
dei casi con livello di intensità di cure di
tipo medio-alto.
In questo contesto il medico dell’emergenza urgenza dovrà farsi carico di
seguire il percorso assistenziale del
paziente dalla richiesta di soccorso,
alla stabilizzazione, al primo inquadramento diagnostico, al trattamento
dell’emergenza, fino al ricovero nella
struttura sanitaria più appropriata. La
continuità dell’assistenza tra fase preospedaliera e fase intraospedaliera del
paziente critico impone tre esigenze:
evitare la “demedicalizzazione” del territorio assicurando che l’Unità Mobile di
Soccorso Avanzato (ALS) preveda nel
team sempre la presenza del medico,
garantire una univocità di ruolo giuridico
e contrattuale dei medici operanti nei
servizi di emergenza e per il governo
delle fasi di transizione definire meccanismi di equiparazione legislativa di
ruoli giuridici e contrattuali, attualmente
diversi, funzionali alla realizzazione del
modello organizzativo proposto a livello
regionale, promuovere soluzioni organizzative che favoriscano l’impiego dei
medici a rotazione in tutti i servizi del
dipartimento.
Formazione: occorre ribadire il principio
che rimangono in capo alla legislazione
statale ed al livello nazionale di contrattazione le norme per la formazione e la
conseguente attribuzione di funzioni e
competenze delle diverse figure professionali, al fine di definire in maniera funzionale i ruoli operativi specifici
nell’ambito dell’integrazione professionale senza determinare sovrapposizioni, concorrenzialità o utilizzo in funzioni
improprie.
Per il medico occorre rivedere il percorso formativo per facilitare l’inserimento
nel mondo del lavoro dei giovani medici
attraverso il completamento del percorso di studio nelle strutture sanitarie
ospedaliere e territoriali, comprese le
forme organizzative evolute della medicina generale e della pediatria di famiglia, ad integrazione e perfezionamento
del percorso universitario.
In tale ottica si rende possibile una riduzione della durata dei corsi di specializzazione (uniformità alle norme europee)
e di formazione specifica (omogeneizzazione dell’offerta formativa post laurea), in modo da mettere a disposizione
più rapidamente risorse professionali
necessarie alla sostenibilità del sistema.
Per favorire lo sviluppo dei percorsi assistenziali ospedale-territorio occorre
garantire la formazione continua dei
medici anche attraverso processi formativi integrati che prevedano la partecipazione dei medici dipendenti e dei
medici convenzionati. Gli indirizzi regionali e i conseguenti bisogni professionali
rappresentati nei tavoli tecnici periferici,
prevederanno la definizione del percorso formativo regionale e/o aziendale su
tematiche di comune interesse come la
farmaceutica, l’assistenza domiciliare,
la continuità delle cure, etc.
Riccardo Cassi
Giacomo Milillo
Giuseppe Mele
Roberto Lala
CERCASI
MEDICAL ADVISOR
INTERNATIONAL
SEC Recruitment Ltd - Divisione Pharma - Per
multinazionale italiana ricerca un Medical
Advisor Internazionale in Italia.
Laureato in Medicina e Chirurgia, il candidato deve avere esperienza nella scrittura di
protocolli clinici e un buon inglese parlato
e scritto.
Si offre un contratto a tempo per un anno
prima di offrire un tempo indeterminato: In
caso di interesse, inviare un cv aggiornato
all’indirizzo mail: sergio.carito@secpharma.
com.
Per ulteriori informazioni:
+44(0)2072556600 www.secrecruitment.com
VERONA MEDICA
LIBRI RICEVUTI
La malattia tra sintomo e simbolo.
Racconti, immagini e luoghi di cura
nella letteratura tedesca
a cura di Isolde Schiffermüller, Walter Busch, Milena Massalongo, Verona, Cierre Grafica, 2011, pag. 355,
Euro 35.
Elegante manufatto, dai fogli cuciti nel
dorso, La malattia etc. presenta sulla
copertina il noto quadro Il Dottor Nicolaes Tulp dimostra l’anatomia del braccio:
un modo sofisticato per annunciare al
lettore che la medicina moderna nasce
dallo studio del cadavere mentre, con
intenti più mirati, l’esibizione dell’avambraccio e della mano che dominano
la scena ricorda il grande Vesalio il cui
ritratto era per lo più presente nelle varie edizioni della Fabrica proprio mentre
indicava lo stesso apparato. Vesalio,
infatti, valorizzava fortemente la mano
lamentando che il suo uso fosse stato
per troppo tempo abbandonato ad operatori privi di consapevolezza dottrinale.
Questo rimando alla realtà concreta della ricerca empirica e della pratica clinica
è peraltro posto in forse dalla presenza
del libro che, collocato in basso a destra
dello stesso dipinto, testimonia l’importanza che nella strutturazione del sapere
compete alla parola scritta, alla letteratura. Tulp, autore di un saggio - Observationes medicae - lodato da Albrecht
von Haller, era un buon latinista ostile
all’impiego delle lingue moderne, il cui
uso andava diffondendosi in medicina e,
soprattutto, in chirurgia.
Vi è, in ogni modo, un legame profondo fra la medicina - la disciplina che si
occupa del dolore, della malattia e della
morte - e la letteratura che guarda alle
risonanze umane evocate da quei disturbi che la medicina tenta di erodere
e di allontanare. Si può, insomma, cogliere una relazione palese e complementare fra letteratura e medicina ed è
a questo livello che si inseriscono i contributi raccolti nel saggio in esame che,
VERONA MEDICA
sostanzialmente, fa riferimento alla sola
età contemporanea per riflettere, come
ricorda il sottotitolo del volume, sulla
cultura di lingua tedesca che, con la
Naturphilosophie dell’età romantica ma
anche con l’esistenzialismo e con la fenomenologia, è stata elettiva portavoce
di un’ antropologia che non fosse riduttivamente obbiettivante.
Come è ben noto il legame fra malattia
ed esistenza, implicito nella tradizione
umorale, è venuto meno con la scoperta
della circolazione del sangue che, chiarita applicando il metodo galileiano, ha
fatto dell’uomo una sorta di macchina
idraulica centrata nel cuore. Si aggiunga poi che con il secolo XIX, che vede la
fortuna dell’anatomia patologica grazie
all’impiego sistematico del microscopio,
il corpo umano viene inteso come un
insieme di organi in perfusione proponendo una suggestiva base dottrinale
per la scomposizione specialistica del
sapere; nel contempo il medico, da interlocutore privilegiato per dire del dolore
e della malattia, viene rapidamente trasformato in mero operaio della tecnica.
In questo clima, mentre il solco fra natura ed esistenza diventa sempre più profondo, Karl Jaspers, ben consapevole
che la medicina non ha gli strumenti per
rispondere alla complessità delle questioni che la malattia e la morte pongono sul tappeto, elabora la fondamentale
distinzione fra ‘spiegare’ e ‘comprendere’; una distinzione di grande rilievo per
tutta la medicina ed in particolare per
la psicopatologia. Per usare le parole di
Umberto Galimberti, che ben sintetizza il
pensiero di Jaspers, per ‘comprendere’
si intende “la visione intuitiva di qualcosa
dal di dentro”, mentre con ‘spiegare’ si
intende “la conoscenza dei nessi causali oggettivi che sono sempre visti dal di
fuori” secondo il metodo che è proprio
delle scienze naturali. Nel comprendere
jaspersiano, di innegabile utilità in ambito clinico, si è peraltro colto un limite nel
soggettivismo che lo sostanzia. Per aggirare e superare questo limite Ludwig
Binswanger, ispirandosi al pensiero di
Husserl e di Heidegger, invita a cogliere,
con rigore, i modi dell’essere-nel-mondo. Si tratta di illuminare la temporalità, il
linguaggio, la tonalità timica etc.: si tratta
di guardare a quelle aree esistenziali che
sono oggetto elettivo della letteratura.
Con l’esistenza, in effetti, si misurano tutti i contributi confluiti ne La malattia etc.,
da quello iniziale di Peter Kofler a quello
finale di Elmar Locher.
Peter Kofler riflette sul Werther in merito al rapporto fra passione e colpa. Il
Werther, un testo dalla inesauribile complessità, è una sorta di manifesto del
Romanticismo ma il modello antropologico di riferimento è ancora seicentesco,
è ancora intonato dal meccanicismo
cardiocentrico ed intende la passione
come una bufera idraulica. Singolare,
se si vuole, è anche il rapporto dottrinale
fra Goethe e Zimmermann, un medico
45
LIBRI RICEVUTI
a cui Kofler fa qualche cenno ricordando il suo saggio sulla solitudine che può
essere intesa - avverte Zimmermann
- come la semplice espressione di un
tratto temperamentale, ma anche come
l’espressione di un’autentica malattia,
quale la malinconia. Zimmermann, ancor oggi ricordato per un trattato - Della esperienza in medicina - dove si fa
puntiglioso riferimento metodologico
all’osservazione oggettiva, aveva pubblicato un pionieristico Saggio sopra la
solitudine nel 1771, l’anno con cui esordiscono le confessioni del Werther: 4
maggio del 1771. Nel secondo contributo, Giulia Ferro Milanese si occupa di
E.T.A. Hoffmann affascinato dal mesmerismo ed attento lettore delle opere di
alcuni medici come Gotthilf Heinrich von
Schubert, Johann Christian Reil e Carl
Alexander Ferdinand Kluge. Schubert
riteneva che la malattia permettesse la
liberazione di forze particolari che rendevano ragione di oscuri fenomeni come
il presentimento e la telepatia. Anche
Reil, pur seguendo metodi di cura che
Leibbrand definisce grossolani, non era
estraneo alla venerazione per la malattia
e per il disturbo mentale in particolare.
Secondo Reil l’anima è concretamente prensente nell’encefalo da dove si
distribuisce lungo il decorso dei nervi
realizzando quell’intreccio che impone
al medico di essere ad un tempo terapeuta dell’anima e del corpo. Pure Kluge
è interessato al sistema nervoso ritenendo, sulla scorta di esperimenti scientifici
come quelli di Galvani, che i nervi siano
conduttori di un fluido affine all’elettricità che, creando un alone intorno al loro
supporto, rende possibile il contatto
con altri organismi senza connessione
diretta, proprio come si verificherebbe
nella magnetizzazione. Per lo stesso
Schubert nel magnetismo animale si realizzerebbero particolari condizioni che
legano magnetizzato e magnetizzatore.
Va ricordato, al proposito, che Mesmer
intendendo la malattia quale conseguenza di un ostacolo allo scorrimento
del fluido magnetico da lui ipotizzato riteneva di aver elaborato un modello di sapere fisicalista mentre con i suoi rituali di
cura aveva, in verità, posto l’accento sul
rapporto d’esistenza che inevitabilmente
affiora fra gli esseri umani coinvolgendo
in maniera esplicita medico e paziente. Una situazione che non era sfuggita alla commissione parigina che era
stata incaricata di puntualizzare il reale
46
spessore scientifico del mesmerismo.
Hoffmann è assai attento ai fenomeni in
parola e tenta di trasformare in letteratura queste manifestazioni, quanto meno
ambigue, che caratterizzano la sensibilità culturale del suo tempo.
Maurizio Pirro - si è al terzo articolo - riflette sull’opera di Stefan George per dire
dell’intreccio fra pulsioni erotiche, estetismo e malinconia. Pirro, commentando
la poetica georgeana, nota quanto sia
frequente l’intonazione malinconica sottolineando nel contempo come la parola
poetica possa essere intesa quale “strumento privilegiato per la codificazione e
il risanamento di esperienze traumatiche”. Gabriella Pelloni guarda, invece, a
Nietzsche e la malattia. E Nietzsche, che
aveva predicato la necessità fondamentale di ricreare “l’intero simbolismo del
corpo”, non poteva naturalmente restare
estraneo alla rilevanza della malattia, un
tema che svela la propria centralità “nella febbrile fase finale della produzione
nietzschiana”, quando “il filosofo lascia la
parola al poeta, prima che anche il poeta
cada nel silenzio”; così Gabriella Pelloni.
Con Walter Busch si sale o - per meglio
dire - si entra nella thomasmanniana
montagna dell’incanto dove nel ‘Sanatorio Internazionale Berghof’, un concentrato del mondo, scorre un pezzo di
tempo che, con la complicità della malattia, svela, amplificandole, le complesse difformità dell’esistenza. Secondo gli
orientamenti della medicina specialistica
del primo ‘900 si parla di cuore e di polmone, ma soprattutto si parla di immagini: l’immagine visibile è, infatti, l’autentica
verità per la medicina scientifica che è
ormai dichiaratamente obbiettivante.
Ben altri, tuttavia, sono i problemi che
affiorano nell’animo delle figure umane
che circolano nelle pagine della Montagna. Si pensi a Clavdia Chauchat,
immagine onirica, inafferrabile come
un sogno: archetipo della femminilità,
figura senza tempo come Elena. Si può
dire che, ancora una volta, il confronto
fra medicina e letteratura è tutt’altro che
scontato, ma aspro, vitale e non di rado
dialettico.
Isolde Schiffermüller parla di Kafka e
della sua capacità di trasformare in scrittura l’esperienza della malattia: un vissuto profondamente significativo in Kafka
che a Riva fu ospite del ‘Sanatorio’ degli
Hartungen, un luogo di cura naturistico
- capanne d’area etc. - alternativo ai protocolli della medicina ufficiale. L’interesse
per la malattia ricorre insistentemente
nelle pagine di Kafka ed è centrale in Un
medico di campagna dove spira il vento
gelido dell’assurdo.
Con Milena Massalongo si affronta il
mondo della psichiatria vera e propria.
Si occupa, infatti, della presenza di Aby
Warburg a Kreuzlingen nella clinica ‘Bellevue’ quando era diretta da Ludwig
Binswanger, un fenomenologo che ap­
parteneva ad una celebre famiglia di
psichiatri e di neurologi. Warburg, pioniere degli studi di iconologia, soffriva
per disturbi psicotici per i quali era stato
accolto nella clinica di Binswanger dove,
dopo una lunga degenza, la guarigione
era stata annunciata da una conferenza
sul rituale del serpente degli indiani Pueblo, un cerimoniale magico per provocare la pioggia grazie all’identificazione del
serpente con il fulmine che la provoca.
Massimo Salgaro scaglia il lettore nella
più radicale contemporaneità proponendo le scritture di Gottfried Benn, un
medico ma anche poeta del macabro.
Salgaro segnala come Benn, a lungo
impegnato con la compilazione di verbali d’autopsia, abbia elaborato uno
stile dove “la familiarità con la scrittura
scientifica e la sua ibridazione con quella
letteraria” si presenta come un motivo
altamente connotante della sua poetica.
In questo modo Benn - conclude Salgaro - fa “l’esperienza dello stile anonimo,
collettivo della scienza con cui contamina la propria scrittura saggistica” e
così facendo realizza “non solo la morte
dell’autore, ma anche qualcosa di simile
all’indifferenza per l’originalità e l’individualità tipica dell’era di internet.”
Fabio Scrignoli presenta un altro medico
che fu anche scrittore: lo psichiatra Alfred Döblin che ha esercitato la propria
professione per tutta la vita. Döblin - viene fatto notare - scrive ponendosi come
puro osservatore narrando della malattia
e del disagio che investono la corporeità.
Chiara Conterno, rileggendo le poesie
d’ospedale di Nelly Sachs, riporta la psichiatria alla ribalta. A Nelly Sachs, ricoverata in ospedale psichiatrico, la malattia sembra svelare - suggerisce Chiara
Conterno - nuovi orizzonti d’esistenza
mentre la camera d’ospedale, quando la
vita della poetessa si incammina verso
la conclusione, viene vissuta in senso
protettivo.
L’ultimo saggio, di Elmar Locher, è dedicato a Norbert C. Kaser, un poeta dalla
personalità piuttosto rigida con qualche
VERONA MEDICA
LIBRI RICEVUTI
problema connesso all’assunzione di
bevande alcooliche. Kaser ha subito
vari ricoveri in ambiente psichiatrico ed
è stato anche ospite a ‘S. Giuliana’, una
nota casa di cura veronese. In Kaser sia detto per inciso - colpisce il gusto
di abbattere le maiuscole secondo una
consuetudine, forse dovuta ad una interpretazione enfatica del concetto di
uguaglianza democratica, che alla fine
degli anni ‘60 del passato secolo aveva
coinvolto anche qualche rivista psichiatrica. In breve, ad un rapido esame dei
saggi ora citati sembra proprio che fra
psichiatria e letteratura si possa istituire
un legame quanto meno privilegiato. In
effetti, quando si ricorre alla parola (più
o meno) poetica o alla scrittura con ambizioni letterarie si tenta di dare un certo
ordine al disagio del vissuto interiore,
mentre chi poi fruisce di tali letture trova una testimonianza, una possibilità di
condivisione che, in qualche modo, rassicura. Gli psichiatri del passato, del resto, erano attenti nel modulare la qualità
delle letture ai loro pazienti. Questo possibile intreccio fra emozioni, angoscia,
delirio e scrittura sembra caratterizzare
ogni letteratura sotto ogni sole.
Ma per dire della cultura tedesca in età
contemporanea vi sono altri fattori di cui
tener conto per tentare di chiarire la natura del legame, quanto mai complesso,
fra letteratura e medicina che si coglie in
molti autori quali, in maniera esemplare,
Goethe e Th. Mann. Gli è che nella medicina tedesca si colgono, ancora nell’800
all’epoca della filosofia della natura, le
tracce di forti tendenze immanentistiche
e vitaliste che risalgono a Paracelso e ad
Ernst Georg Stahl, con le sue concezioni misticheggianti dove salute e malattia
sono mediate dall’intervento dell’anima.
Ma d’altra parte, in una cultura tanto
Salviamo la memoria
Salviamo la memoria. Il rito del racconto (Gabrielli Editori, 2011) di Giuseppe Castellarin sarà presentato a
Verona, venerdì 20 aprile, alle ore 18,
presso la Sala conferenze del Residence San Zeno, in Regaste San
Zeno 3. Intervengono: Daniela Drudi,
Presidente Commissione Cultura 1ª
Circoscrizione Centro Storico, Gigi
Grezzana, Direttore Scuola Sedica
Ospedaliera Azienda Ospedaliera
Universitaria Integrata di Verona, Aldo
Luzzani, Professore Ordinario di Anestesia e Rianimazione, Direttore Sanitario Croce Verde di Verona, Emilio
Gabrielli, Gabrielli Editore. Modera
l’incontro: Maria Teresa Ferrari.
Il libro si apre con una speranza di futuro e si chiude con un pugno di versi
dal titolo: “Domani”.
È questo, in fondo, l’obiettivo di tutta
la raccolta delle cose narrate: vivere,
secondo buone regole, l’oggi per il
domani. Per poterlo raggiungere bene,
VERONA MEDICA
inserirvisi con dignità e poterlo godere,
con lucidità di mente.
Un percorso responsabile su cui con-
sensibile a concezioni antropologiche
dove nulla fosse escluso, la medicina
nella seconda metà dell’Ottocento, con
Carl Ludwig e con Rudolf Virchow, diventa rigorosamente sperimentale abbandonando ogni residuo di linguaggio
qualitativo ed ogni allusione non solo
all’esistenza ma pure al concetto di
vita per spiegare i fenomeni osservati. Nasce allora la medicina scientifica
contemporanea accompagnata da una
palese frattura fra natura ed esistenza
che, tempestivamente colta dalla letteratura, ancor oggi getta la propria ombra
sulla pratica medica. In brevi parole, la
letteratura, appropriandosi di quanto la
medicina ha abbandonato, offre una testimonianza lucida del disagio che oggi
caratterizza l’esperienza vissuta della
malattia ed offre pure un possibile conforto.
Luciano Bonuzzi
durre la propria esistenza, che non
può prescindere dai binari dei corretti “stili di vita”, ove, per un verso si
suggerisce il rispetto di buone regole
comportamentali per salvaguardare
la parte fisica del nostro corpo, e per
un altro verso si suggeriscono idonee
modalità per mantenere sana la parte
intellettiva.
Sono necessari buoni stili di vita anche
per preservare il cervello, che non può
progredire se non possiede il senso
del suo valore: la coscienza di sé.
La sua buona alimentazione avviene
attraverso la memoria. Memoria di
cose vissute o di cose sentite raccontare. Non importa di che tipo. Basta
che venga mantenuta viva, perché, oltre a costringere alla riflessione e quindi a capire meglio lo scopo e la giusta
modalità del vivere, la memoria, mentre viene esercitata, tende a ben nutrire
costantemente il cervello, preservandolo da quelle tristi patologie che, al
nostro tempo, compaiono in maniera
sempre più frequente: il morbo di Alzheimer, le demenze, le amnesie senili.
Esercitare la memoria, anche con racconti garbati e incuriosenti, significa
dunque fare prevenzione sanitaria.
Ed è anche questo un messaggio dei
nostri vecchi; loro, il rito del raccontare,
lo facevano continuamente.
47
GIOVANI E PROFESSIONI
S.O.S. – Sostituzioni
L’elenco è stato azzerato.
Si prega chi è interessato a dare la propria disponibilità per sostituzioni in medicina generale, di
compilare il tagliando riportato a fondo pagina e di spedirlo all’Ordine (Via Locatelli 1, 37122 Verona).
MEDICI DISPONIBILI PER SOSTITUZIONI IN MEDICINA GENERALE
Cognome - Nome
Via
Località
Dipl. formaz. M.G.
Telefono 1
Del Punta Veronica
Vicolo Fossetto
Verona
NO
Fainelli Giulia
Via G. Dell’Acqua 31
Bardolino
NO
Mazzei Federica
Stradrone A. Provolo 25 Verona
NO
Serbusca Dorin
Via B. Romagnoli 84/A
Verona
NO
Vignola Paola
Telefono 2
347 6823601
347 8921208
338 8926070
045 8903064
348 8567639
349 6938124
MEDICI DISPONIBILI PER SOSTITUZIONI IN PEDIATRIA
Cognome - Nome
Via
Località
Telefono 1
ABDUL JABBAR ALI
Via B. Scalari, 14
Mantova
AGESTI LUIGI
Via G. Trezza 36/A
Verona
AKASHEH GEORGE
Via Del Capitel 13/B
Verona
ANDREOTTI GIANCARLO
Via Calcirelli 3
Verona
Barac Ala
Via Gen. Dall’Ora 54
Monzambano
DEPLANO EMANUELA
Via Colombine 5
Verona
Habash Elias
Via Praissola 18
San Bonifacio
KALOUT KAMEL
Corso Milano 136
Verona
PASQUINI ANNA
Via C. Cadrega
Verona
PJESHKA MYRVETE
Viale Spolverini 112
Verona
POUR ESMAELIAN MONIREH
Via Mazzini 35
Caprino V.Se
RIGOTTI ERICA
Via V. De Gama 1
Negrar
SHOKA ZAHI
Via Imola 2
Verona
STUMPO MARIO FRANCESCO
Via C. Angiolieri 18
Castel D’azzano
ULMI DANIELA
Via A. Vivaldi 7
Tregnago
VERNA ANNAMARIA
Via Castello 12/A
Castel D’azzano
VOLPE GIUSEPPE
Via Murano 43
Roana (VI)
EPURE MIHAELA CRISTINA
FAKES BOULOS
Vicolo Menago 34
Bovolone
Telefono 2
320 6155026
340 4069008
045 526846
348 2932506
340 0699282
340 9331099
339 4573366
347 6724694
349 7288070
338 4174551
045 6230887
340 1956361
347 2313146
333 4890436
340 2335107
347 7861608
335 6763374
392 7509915
045 7101082
340 0910058
334 2007690
333 2384260
328 9067502
349 1828271
✂
SONO INTERESSATO A DARE LA MIA DISPONIBILITÀ PER SOSTITUIRE I COLLEGHI DI
(BARRARE)
MEDICINA GENERALE
COGNOME
PEDIATRIA
...............................................................................................................................................................................................................................................................
NOME..............................................................................................................................................................................................................................................................................
VIA
............................................................................................................................................................................................................................................
.................................
CAP............................................. CITTÀ
...................................................................................................................................................................................................................
TELEFONO
...................................................................
.......................................
/
......................................
Possesso del Diploma di Formazione Specifica in Medicina Generale
48
N.
/ ........................................................................
SI
NO
VERONA MEDICA
TEMPO LIBERO
Chi cerca… trova
Preghiamo chi è interessato a compilare il modulo che si trova a pag. 50 ed a volercelo inviare.
Si prega inoltre di scrivere l’annuncio in maniera chiara (stampatello).
Si raccomanda di segnalare alla Redazione
le inserzioni andate “a buon fine” per permetterne la “Clearance”. La Redazione provvederà comunque alla sospensione degli
annunci dopo un certo numero di pubblicazioni. Si accettano solo annunci “brevi”.
Medico Odontoiatra OFFRE Collaborazione in altri studi odontoiatrici, come
igienista dentale e per terapia conservativa.
Tel. 340 3441060
AFFITTO bilocale nuovo e arredato
in via Berni (condominio Grattacielo):
euro 700.
Tel. 045 8002013 - 328 4898470
Tessera Ordine n. 1581
VENDO collana monografica Minerva
Medica Farmitalia circa 90 volumetti;
54 volumi “Uomini e Fatti nel mondo”
Rizzoli; collana completa di 6 grandi
Volumi di “Storia delle Religioni” ed.
Rizzoli; 100 vecchi volumi di Medicina
e 100 romanzi.
Tel. 333 2153742
Tessera Ordine n. 1001
OFFRO Ecografo SSD-Prosound 2
ALOKA Modello 2009, con sonde Convex e TV, stampante, ideale per studio
Gin/Ost.
Tel. 349 8577013
Tessera Ordine n. 6464
SERRADA DI FOLGARIA, VENDESI O PERMUTASI in zona lago o
collinare, appartamento, caratteristico
rustico, appena ristrutturato.
Tel. 333 2153742
Tessera Ordine n. 1001
AFFITTO posto auto vicino entrata
ospedale Borgo Trento.
Tel. 333 4221326
CERCO un medico nutrizionista, e uno
specialista oculista per inserimento
in studio medico attrezzato e normato. Offro stanza, segreteria, riordino.
L’odontoiatria è l’attività prevalente del­
lo studio.
Tel. Antonio 340 4980982
Albo Odontoiatri n. 10
VENDO Attrezzature (poltrona Kavo,
compressori, linea mobili, autoclave
Atoma, per studio dentistico.
Tel. 349 4310141
Tessera Ordine n. 747
VENDO Colposcopio Zeiss Carl mod.
OPMI 99.
Tel. 347 4866605
Tessera Ordine n. 2623
VENDO appartamento Marciagia (Garda), Residence Cà degli Ulivi, con piscina e tennis. Euro 270.000,00.
Tel. 347 4866605
Tessera Ordine n. 2623
AFFITTO in ambulatorio medico avviato e nuovo, completamente a norma di legge, 2 ambulatori specialistici.
Possibilità anche di piccolo posto per
auto o moto. Affitto per solo fisso mensile (contratto regolare) variabile a seconda della tempistica.
L’ambulatorio medico si trova in zona
Ponte della Vittoria a Verona.
Se interessati:
Tel. 335 353823 (al pomeriggio)
OFFRO con 35 anni di esperienza, con­
sulenze ortodontiche.
Tel. 045 574900
e-mail: [email protected]
VENDO per cessata attività, accessori odontoiatrici, strumentario, prodotti,
disinfettanti usati e nuovi.
Tel. 338 9550190
VENDO posto auto coperto, Via Cesare Abba (Borgo Trento). Euro 30.000,00.
Tel. 347 4866605
Tessera Ordine n. 2623
VENDO Microscopio Leitz Biomed
GMBH Ottiche 10-20-40.
Tel. 347 4866605
Tessera Ordine n. 2623
AFFITTO per il mese di agosto, a Lignano, villetta con 8 posti letto, ampio
giardino, e dotata di tutti i confort.
Tel. 349 8052644 (ore pasti)
Tessera Ordine n. 643
INFO ENPAM
Le pratiche inerenti il servizio ENPAM agli iscritti saranno evase,
previa prenotazione telefonica, nei seguenti giorni:
MARTEDÌ:
dalle ore 09.00 alle ore 13.00
GIOVEDÌ:
dalle ore 09.00 alle ore 13.00
VERONA MEDICA
49
TEMPO LIBERO
OFFRO seria collaborazione in ortodonzia (anche per adulti - 13 anni di esperienza), pedodonzia, conservativa ed endodonzia.
Tel. 347 6626312
Tessera Ordine n. 01160
VENDO Studio medico in zona Porta
Vescovo in un palazzo curato, al piano
rialzato, composto da ampia sala d’attesa, 2 stanze luminose, servizio e soffitta
ad uso archivio. Classe energetica F.
Per informazioni e contatti:
Tel. 345 1007226
Tessera Ordine n. 7733
OFFRESI in affitto Studio medico in
perfetto stato ed ammobiliato con posto
auto sito in centro a Verona Vicolo Calciarelli, 21.
Tel. 045 8902989 (ore pasti)
Cell. 347 6593172
Tessera Ordine n. 2623
OFFRO in nuovissimo complesso di
poliambulatori specialistici medici, via
Gazzera n. 1 - ex casa di cura “ChieregoPerbellini”, si concedono in affitto ambulatori per attività medica specialistica.
Tel. 347 4276692
Tessera Ordine n. 02824
AFFITTASI locale in studio medico
convenzionato a Pescantina.
Tel. 045 6702766
Tessera Ordine n. 5933
AFFITTO a costo orario, ambulatori in
struttura medica arredata, autorizzata,
normata. Utilizzazione flessibile, adattata alle personali necessità di lavoro,
senza impegno di contratto mensile stabile. Periodo di utilizzo personalizzabile,
nessuna spesa fissa, costi orari contenuti. Offro spazi operativi, segreteria,
telefono, internet, attrezzatura specifica,
riordino. Annuncio rivolto ad Odontoiatri
e a Medici di varie specialità.
Tel. 045 8006273
Tessera Ordine n. 2772
AFFITTO piccola casa con 4 posti letto, a Garda in Residence con piscina.
Tel. 348 7822044 (dopo le ore 20,30)
Tessera Ordine n. 643
AFFITTO Accessori: Termodisinfettore
Miele V. 380 7 Kw trifase. euro 2000,00.
Stampante Laser HP 1010 euro 50,00.
Stampante Laser HP 1015 euro 60,00.
Frigorifero Candy Modular 60x60x60
serpentina in rame euro 50,00.
Tel. 3389550190
Tessera Ordine n. 32
VENDO Ecocardiografo 2D Color doppler Esaote, modello MY LAB 30 CV con
software XVIEW in ottime condizioni
anno 2008, completo di carrello, sonda cardiologica adulti, stampante Sony
b/n, software di analisi completo, software di refertazione.
Prezzo trattabile.
Tel. 335 6865240
Tessera Ordine n. VR 7763
AFFITTO Studio medico, piano terra, 3
locali più bagno, 90 mq., in centro a Vigasio.
Tel. 349 5298974
Tessera Ordine n. 6783
AFFITTASI Ufficio o Studio in Via Sardegna 5/A, composto di sala d’aspetto
e tre locali, servizio, ingresso diretto
dalla Via.
Tel. 340 8024593
OFFRO Studio attrezzato per medico
odontoiatra, anche a mezze giornate settimanali da concordare, in Poliambulatorio già avviato in centro storico a Villafranca di Verona. Servizio di segreteria, “sala
d’attesa, servizi, comodo parcheggio.
Per info: Tel. 346 4233676 - 340 6081533
e-mail: [email protected]
OFFRO Diatermocoagulatore DTC Timed TD 100b programmabile seminuovo.
Tel. 045 7502253 - 339 6213410
Tessera Ordine n. 5023
A Legnago (PORTO) per trasferimento
vendo casa indipendente ampio verde
piantumato, posizione semicentrale comoda servizi, silenziosa eccellente stato
esterni e interni (>320m2totali) bigarage
mansarda vari servizi attrezzati antifurto
condizionamento eventualmente divisibile subito abitabile no intermediari.
Tel 3398032600 o 044221307
Tessera Ordine n. 2456
Molti pezzi d’arredamento di famiglia originale ‘800 in noce vendo per trasferimento (oggetti rame, tavoli, scrittoio, armadio, sedie ecc.) prezzo da concordare
dopo visita.
Tel. 3398032600 o 044221307 - Legnago
Tessera Ordine n. 2456.
Vendesi ambulatorio (con la possibilità
di trasformazione in abitazione) a Parona.
Centrale ma tranquillo, in palazzina storica ristrutturata.
Travi a vista, aria condizionata, bell’affacio sul verde, mezzi pubblici nelle immediate vicinanze.
Ingresso indipendente, 2 ambulatori, sala
d’attesa, bagno, terrazza.
Tel. 330 900681
Tessera Ordine n. 02271
VENDO per cessata attività attrezzature,
accessori, strumentario ad uso dentistico.
Tel. 338 9550190
Tessera Ordine n. 32
Cedesi (affitto/vendita) Studio Dentistico avviato, in provincia di Verona, causa trasferimento. 2 Unità operative.
Tel. 045 2477940
Cell. 393 8019794
Tessera Ordine n. 04883
Vendo/Affitto Studio dentistico,
due unità operative, adatto come inizio
attività o secondo studio.
Tel. 393 8019749
Tessera Ordine n. 227
✂
VERONA MEDICA - Palazzo Vitruvio Cerdone - Via Locatelli, 1 - 37122 VERONA
CERCO, OFFRO E SCAMBIO:
TEMPO LIBERO
......................................................................................................................................................................................................
DEPENNARE LE VOCI CHE NON INTERESSANO
.....................................................................................................................................................................................................................................................................................................
COGNOME
NOME
..............................................................................................................................................................................................................................................................
..............................................................................................................................................................................................................................................................................
INDIRIZZO
................................................................................................................................................................................................................................................................
TELEFONO
..............................................................................................................................................................................................................................................................
Nº TESSERA ORDINE
50
...............................................................................................................................................................................................................................
VERONA MEDICA
TEMPO LIBERO
Affittasi Studio Medico zona centrale a San Bonifacio.
Tel. 349 2568613
Tessera Ordine n. 3092
Offro Odontoiatra con esperienza per
collaborazione in implantologia a Verona
e provincia, possibilità di utilizzo materiale e attrezzatura propria.
Tel. 349 8413832
Tessera Ordine n. 883
In elegante studio zona Borgo Milano,
AFFITTASI a collega specialista o medico di base ambulatorio con segretaria e
ampia sala d’attesa. Parcheggio esterno.
Cell. 338 3897788
Cercasi Odontoiatri da inserire come
collaboratori in 3 strutture complesse distribuite nella zona di Verona.
Richiesta competenza generica in tutte le
branche e particolarmente in: endodonzia, conservativa, pedodonzia, protesi.
Tel. 045 515868
e-mail: [email protected]
Tessera Ordine n. 3848
Offro lampada sbiancamento su stattivo light cure unit iovident, perfetta, documentata.
Tel. 045 8034688 - 348 5112586
Tessera Ordine Odontoiatri n. 694
In ambulatorio dentistico specialista con
trentennale esperienza, offre a giovane odontoiatra interessante opportunità
di collaborazione con eventuale subentro
futuro nella struttura.
Cell. 338 993811
Tessera Ordine n. 3726
Vendo/Affitto Studio Dentistico in
Rovereto (TN). Possibilità di affiancamento per competenze di chirurgia avanzata.
Tel. 333 2574206
Tessera Ordine n. 7090
VERONA MEDICA
Affittasi a medico specialista o paramedico, ambulatorio arrredato in studio medico appena ristrutturato con sala d’aspetto
comune e servizio di segreteria. Vicinissimo
ospedale Borgo Roma, facilità di parcheggio, ben servizio dai mezzi pubblici.
Tel. 347 1855492
Tessera Ordine n. 7472
Affittasi appartamento di nuova costruzione, zona San Michele, costituito
di ampia sala, cucina, 2 camere da letto,
servizi, ampio balcone, garage e cantina,
ottime finiture, prezzo interessante.
Per informazioni rivolgersi al n. 045 976318
Tessera Ordine n. 6538
Vendesi attico zona Valverde, mq. 130,
ristrutturazione alto livello. 2 camere, 2
bagni, ampia zona giorno, doppio posto
auto coperto.
Tel. 333 2574206
Tessera Ordine n. 7090
Affittasi a Colleghi odontoiatri unità
operativa in nuovo studio di Verona città,
composto da 3 unità odontoiatriche e una
sala chirurgica. Disponibilità di servizio di
assistenza alla poltrona.
Tel. 339 8171273
Tessera Ordine n. 7090
In villa con parco secolare zona Boscochiesanuova AFFITTANSI appartamenti per i mesi estivi, 3 e 4 posti letto.
Tel. 340 4615758
Tessera Ordine n. 4058
VENDO/AFFITTO Studio Dentistico,
zona Isola della Scala.
Tel. 393 8019749 - Tessera Ordine n. 4883
VENDO/AFFITTO Studio dentistico,
zona Bovolone.
Tel. 393 8019749
Tessera Ordine n. 4883
VENDO studio dentistico, zona lago
di Garda sud, 80 mq., a norma di legge,
composto di reception, sala d’attesa,
2 studi con 2 unità KAVO, RX panoramica digitale, sterilizzazione e bagno,
completamente attrezzato e arredato,
con ­can­tina e garage grande.
Tel. 340 0888399 - Fax 045 7238500
Tessera Ordine n. 872
OFFRO Ablatore Vector della Dürr, tenuto in buone condizioni e utilizzato poche
volte. Buona occasione.
Prezzo 500,00 euro.
Tel. 045 7211011 - 045 6470213
Tessera Ordine n. 167
VENDESI/AFFITTASI Studio Dentistico in Borgo Venezia in Contesto re­
cen­te al piano terra. Due unità operative,
sala d’attesa, ufficio, doppio bagno, sala
di sterilizzazione, quattro posti auto ad
uso esclusivo.
Tel. 333 2574206
Tessera Ordine n. 7090
Medico chirurgo specialista in odontostomatologia con esperienza ventennale,
OFFRE collaborazione di ortodonzia (intercettiva, su adulto, pre-protesica, parodontale, pre-chirurgica), nata a Bolzano e residente a Verona, in possesso del
patentino di bilinguismo A, disponibile a
trasferte a Bolzano.
Tel. 335 6909879
e-mail: [email protected]
AFFITTO in Verona, quartiere Borgo
Trento, appartamento al IV piano con
ascensore, completamente arredato.
Composto da: cucina abitabile, sala da
pranzo con salotto, due camere da letto,
una cameretta, doppi servizi, cantina e
posto auto coperto.
Tel. 333 4921789
Tessera Ordine n. 3036
51
TEMPO LIBERO
Studio dentistico CERCA igienista dentale diplomata per collaborazione continuativa.
Tel. 045 8015670 (dalle ore 10,00 alle 18.00)
OFFRO lettino da visita medica ambulatoriale e sei seggiole d’attesa ambulatorio.
Tel. 045 8344507
Tessera Ordine n. 3481
Specializzando in Ortognatodonzia con
esperienza ospedaliera OFFRE consulenza in Ortodonzia.
Tel. 347 4711705
e-mail: [email protected]
Tessera Ordine n. 7524
OFFRO in Via Cipolla, 9 a Verona, un locale
in poliambulatorio a medico o specialista.
Tel. 045 8340420 - 347 5644880
Causa pensionamento OFFRO Studio
Dentistico completo (vendita o affitto) in
Via Pioppa, 66 a Gazzo Veronese.
Tel. 339 4264607
Tessera Ordine n. 2199
OFFRO a collega condivisione (utilizzo
e spese affitto) di studio medico in centro
storico a Verona.
Tel. 346 6293871
52
Tessera Ordine n. 8093
OFFRO Cerec 3 unità di ripresa, praticamente nuovo, attualmente restano 30
rate di leasing da 626,40 euro.
Tel. 045 8340073 - 3485503535
Tessera Ordine n. 3489
VENDESI elettromiografo portatile
Synergy notebook a 2 canali EMG por­
tatile, nuovo (comprato nel 2008) ancora
in garanzia; con numerosi accessori. PCValor: computer per EEG Valor Mi­cro­soft
Office più notebook, kit aumentatore,
aghi, elettrodi di stimolazione, borsa da
trasporto.
Tel. 045 914096
AFFITTO garage in Via Settembrini, vicinanze Castel Vecchio.
Tel. 347 2523361
Tessera Ordine n. 4106
OFFRO la possibilità di esercitare all’in­
terno di un poliambulatorio in zona Bor­go
Venezia (Mondadori).
Tel. 320 8823111
Tessera Ordine n. 2258
AFFITTASI Studio medico in Via Monte
Ortigara con possibilità di 2 ambulatori.
VERONA MEDICA
TEMPO LIBERO
Tel. 045 8009452 (dalle ore 15,00 alle 18.00)
VENDO/AFFITTO Studio dentistico
a Bovolone. Ottime attrezzature, ottimo
avviamento.
Tel. 340 4686496
Studio medico dentistico sito in Bussolengo centro, con parcheggio, AFFITTA locale già in uso, una volta alla settima­na da
dermatologi a medici non odontoiatri interessati ad una collaborazione seria e continuativa in ambito medico specialistico.
Tel. 045 6704396
e-mail: [email protected]
VENDO a San Bonifacio (centro), in contesto signorile, due ambulatori al piano
terra con ingresso diretto e sala d’attesa
indipendenti, di circa 60 mq. ciascuno.
Tel. 045 6103416 - 338 8850554
Tessera Ordine n. 5456
Poliambulatorio nuovo nei pressi di
Affi, AFFITTA a medici specialistici od
O­don­­toiatri, Ambulatorio e Studio dentistico completo (riunito, radiografico di­
gitale, sala sterilizzazione, smaltimento
rifiuti, escluso materiale di consumo), per
canone di affitto mensile da concordare.
Tel. 346 8623029
Tessera Ordine n. 1161
CERCO Odontoiatra per collaborazione
o assunzione direzione sanitaria in am­
bulatorio odontoiatrico a Verona.
Tel. 335 433375
Tessera Ordine Vicenza n. 489
Studio dentistico CERCA assistente
tempo pieno o part-time.
Tel. 045 575859
Tessera Ordine n. 3297
OFFRO collaborazione in conservativa
endodonzia e protesi. Esperienza plu­
rien­­nale.
Tel. 349 5510668
Tessera Ordine n. 707
CERCO Odontoiatra per collaborazione
o assunzione direzione sanitaria in am­
bulatorio odontoiatrico a Verona.
Tel. 335 433375
Tessera Ordine Vicenza n. 489
OFFRO collaborazione in conservativa
endodonzia e protesi. Esperienza plu­
rien­­nale.
Tel. 349 5510668
Tessera Ordine n. 707
VENDO chitarra classica Gran Concerto Yamaha GC41 (ottimo stato) anno
2008.
Tel. 347 0306001
Tessera Ordine n. 02748
Medico chirurgo odontoiatra con ventennale esperienza, VALUTA pro­poste
di collaborazione in conservativa, endodonzia, protesi fissa e mobile e piccola
chirurgia. Disponibile anche ad assumere incarico di direzione sanitaria presso
VERONA MEDICA
studi dentistici zona Verona e provincia.
Si richiede e si offre massima serietà.
Tel. 349 5474991
AFFITTASI a colleghi odontoiatri, unità
operativa con disponibilità di servizio assistenza alla poltrona e segreteria in un
nuovo studio di Verona città.
Lo studio è composto da varie unità
odontoiatriche ed una sala chirurgica, in
dotazione posti auto riservati ai pazienti.
Tel. 339 8171273
Tessera Ordine n. 01223
VENDESI appartamento di mq. 120,
ultimo piano zona Valverde, panoramico, luminoso, recentemente ristrutturato
integralmente con finiture di alto livello.
due camere, due bagni, ampia zona giorno, doppio posto auto coperto nel piano
interrato dello stabile.
Tel. 339 8171273
Tessera Ordine n. 01223
AFFITTO monolocale arredato a Milano
in pieno centro.
Tel. 045 7513347 - 333 2115075
Tessera Ordine n. 7741
CERCO Odontoiatra con esperienza in
conservativa e protesi fissa.
Tel. 045 6301674
Tessera Ordine n. 3330
AFFITTASI ad odontoiatra con clientela propria, integralmente o parzialmente,
studio odontoiatrico in Verona nei pressi
del centro storico in orario pomeridiano.
Autorizzazione alla struttura, 4 riuniti di
cui 3 nuovi, sterilizzazione, locale tecnico, reception, sala d’attesa, 2 bagni,
radiografico digitale, ecc., escluso materiale di consumo. Possibilità di collaborazione.
e-mail: [email protected]
Tessera Ordine n. 5104
Ambulatorio odontoiatrico zona Golosine, AFFITTA all’interno della propria
struttura studio medico arredato di scrivania, lettino e bilancia medica.
Tel. 335 433375
Tessera Albo Odontoiatri Vicenza n. 00489
VENDESI in zona Quinzano, casa indipendente di 200 mq. su due livelli costituita da: zona giorno open space, ca­mera
matrimoniale con cabina ar­ma­dio e bagno padronale, due camere singole, due
bagni finestrati e piccola taverna. Completano garage con sop­palco. Da vedere!
Tel. 347 3157874 - 348 8540669
Tessera Ordine n. 5746
OFFRO collaborazione in endodonzia e
conservativa. Serietà e continuità.
Tel. 045 527264
Tessera Ordine n. 7006
Medico Chirurgo Odontoiatra, esperienza ventennale, CERCA, causa trasferimento, collaborazione presso studio
dentistico privato o altra struttura.
Tel. 333 4698910
VENDESI studio medico, zona Ponte
Crencano, di 60 mq, al piano terra, composto da: sala d’attesa, studio medico,
studio segreteria, bagno, ripostiglio.
Tel. 348 3072699 ore serali-no intermediari
Tessera Ordine n. 4955
AFFITTO casa con possibilità di realizzare poliambulatori con n. 5 stanze, n. 2
bagni, tot. 174 mq. Inoltre possibilità di realizzare palestra per riabilitazione o sale
radiologiche nel semi-interrato n. 5 stanze, n. 1 bagno, garage, tot. 230 mq. Zona
borgo roma, Via Palazzina nella stessa
struttura degli uffici postali. Davanti grande parcheggio, fermata autobus.
Per contatto tel. 328 7259300 oppure
045 508276
Tessera Ordine n. 5214
AFFITTASI a medico specialista ambulatorio arredato in Legnago centro.
Tel. 333 5953263
Tessera Ordine n. 5786
OFFRO studio dentistico in affitto a Villafranca, zona centrale, parzialmente arredato, già autorizzato.
Tel. 348 7494706
Tessera Ordine Odontoiatri n. 667
Specializzando in Ortognatodonzia OFFRE collaborazione in ortodonzia e gnatologia e al bisogno in endodonzia, restaurativa, chirurgia estrattiva e protesi.
Tel. 328 3197382
e-mail: [email protected]
AFFITTO appartamento in p.le Cadorna, semiarredato di 90 m2 circa, primo
piano con ascensore, composto di cucina, sala, due camere, due bagni, balconcino, cantina.
Tel. 347 2109406 - e-mail: [email protected]
Tessera Ordine n. 03704
In villa con parco secolare zona Boscochiesanuova AFFITTANSI appartamenti per i mesi estivi, 3 e 4 posti letto.
Tel. 340 4615758 - Tessera Ordine n. 4058
Odontoiatra con esperienza OFFRO
collaborazione in conservativa, endodonzia, protesi, chirurgia.
Tel. 349 3694209
Tessera Ordine n. 6662
VENDESI in zona S. Lucia appartamento ristrutturato, al terzo piano con
ascensore. Costituito da: zona giorno
open space, due camere matrimoniali,
bagno, due balconi, completo di cantina e garage
Tel. 347 3021273 - 349 1943701
Tessera Ordine n. 6344
OFFRO collaborazione in pedodonzia
per contatti mandare una e-mail a:
[email protected]
OFFRO multiproprietà inserita in circuito RCI. Prezzo molto interessante.
53
Tel. 333 2115075
Tessera Ordine n. 7741
AFFITTASI locale uso studio medico,
piano terra con sala d’attesa, bagno,
parcheggio. No spese condominiali.
Tel. 340 4103315
Tessera Ordine n. 7578
AFFITTO appartamento in palazzo
antico in centro storico di Barcelona,
brevi periodi.
Tel. 045 524092
Tessera Ordine n. 6624
AFFITTASI/VENDESI nuovo studio
dentistico in Verona città. Composto
da tre unità odontoiatriche ed una sala
chirurgica, attrezzature e finiture di alto
livello. Posti auto riservati ai pazienti,
contesto signorile di nuova costruzione.
Tel. 333 2574206
Tessera Ordine n. 01223
OFFRO autoclave Newmed Krnos B.
Tel. 339 5246330
Tessera Ordine n. 00290
AFFITTASI a Lipari (Isole Eolie), anche settimanalmente, grande casa singola (2-5 posti letto): grande cucina, 2
gran­di camere da letto, soggiorno, servizi, veranda, grandi terrazze panoramiche, giardino, porticato, con a­cqua,
lu­ce e gas. La casa è situata nella frazione panoconte, a 250 metri sul livello del mare in zona fresca e tranquilla,
ben servita da strade e mezzi pubblici. Prezzo molto interessante (max 35
euro al giorno pro capite).
Tel. 045 533908 - 338 2474397
Tessera Ordine n. 2740
CEDESI lettino per uso medico, colore
bianco, provvisto di supporto per rotolo della carta, pieghevole (di grande
praticità, una volta piegato si trasporta
agevolmente come una valigia).
È in ottime condizioni.
Tel. 340 2643650
Tessera Ordine n. 4082
medici specialistici medicina non invasiva da inserire nel proprio ambulatorio.
Tel. 338 7048997
Tessera Ordine n. 4843
AFFITTO posto auto, vicinissimo entrata Ospedale Borgo Trento.
Tel. 333 4221326
Tessera Ordine n. 3467
OFFRO seria collaborazione implantoprotesica e chirurgica a Man­tova, Vicenza e provincia di Verona. Eventuale
disponibilità di propria attrezzatura e
assistenza.
Tel. 045 594447
Tel./Fax 045 8032155
(dalle ore 11.00 alle ore 17.00)
Tessera Ordine n. 615
Medico di Medicina Generale Massimalista AFFITTA stanza in poliambulatorio sito in Borgo Roma, via Monfalcone
7. Possibilità di sostituzioni e subentro.
Tel. 3393851357
Tessera Ordine n. 3014
VENDESI o AFFITTASI annualmente a Serrada di Folgaria, caratteristico
appartamento di mq. 65 circa.
Tel. 333 2153742
Tessera Ordine n. 1001
AFFITTASI in Poiano, zona tranquilla,
appartamento di circa 55 mq., con 2
camere, soggiorno, servizi e ripostiglio.
Tel. 349 7549725
Tessera Ordine n. 5960
AFFITTO locale per ambulatorio con sala
d’aspetto a specialista (no medico di
famiglia), zona Borgo Roma-Palazzina.
Tel. 338 4793570
Tessera Ordine n. 3187
AFFITTASI monolocale signorile, arredato, zona Arche Scaligere.
Tel. 030 9990545 - 9145367
Tessera Ordine n. 4548
OFFRO ECOGRAFO PORTATILE SSDPROSOUND 2 Aloka, nuovo modello, 1
anno, con sonda Convex, sonda transvaginale e stampante.
Tel. 347 8577013 - e-mail: [email protected]
Tessera Ordine n. 6464
AFFITTO a Borgo Trento, locale in studio medico per attività medica o paramedica.
Tel. 340 3893625
Tessera Ordine n. 726
Elegante studio dentistico, ottima posizione alle porte di Verona, mette a
disposizione ad odontoiatri: pol­
trone, macchinari e personale!
Massima disponibilità organizzativa, interessanti soluzioni di collaborazione.
Tel. e Info 345 5836055
Medicina di Gruppo di Lavagno CERCA
54
VERONA MEDICA
AFFITTO appartamento 50 mq in zona
stadio, con garage. 450 € mensili.
Tel. 045 8100654
Tessera Ordine n. 03583
VENDESI a Noto (SR), la capitale del
Barocco, quadrilocale in zona centrale.
Prezzo interessante.
Tel. 340 1594511 - Tessera Ordine n. 7145
AFFITTO appartamento 50 mq in zona
stadio, con garage. 450 € mensili.
Tel. 045 8100654
AFFITTASI monolocale arredato con
ampio bagno, lavatrice, frigo, videocitofono, in signorile condominio in zona
alberata e silenziosa a Borgo Roma.
Tel. 328 6671741 - 329 7435524
(solo referenziati)
Studio dentistico in Bovolone (Verona)
VENDESI causa pensionamento.
Tel. 349 2312611 - Tessera Ordine n. 830
VENDO studio dentistico bellissimo, ben
curato nei particolari, ottimo avviamento,
con attrezzature, in zona Bovolone.
Per informazioni: 340 4686496
OFFRESI ambulatorio medico con se­
greteria, sala attesa, 2 bagni, angolo
bambini, in zona logisticamente interessante a Verona città. Possibilità di
affittare anche posto mac­china.
Tel. 340 1527729 (ore pasti)
Tessera Ordine n. 2415
VENDESI ecografo Sonoline Adara
Siemens, comprato nuovo dine 2002,
listino 39.000,00 euro + iva. Sonda
Con­vex 3,5MHz + sonda Endo Microconvex Multifrequenza 6,5/5 MHz ideale per ostetricia e ginecologia. Usato
poco. A prezzo da concordare.
Tel. 339 5355770
Tessera Ordine n. 3805
VENDO bici corsa da donna rossa.
mar­ca “Basso”, gruppo cambio Shimano, forc. carbonio, anno 2007.
Tel. 339 5355770 - Tessera Ordine n. 3805
VERONA MEDICA
VENDESI appartamento in Verona,
Via carso, a 5 minuti a piedi dall’ospedale di Borgo Trento, secondo ed ultimo piano, costituito da: sala, soggiorno, cucina abitabile, tre camere, tre
bagni, lavanderia-soffitta, due terrazzi,
grande garage doppio, cantina, giardino condominiale, 3.000 mq circa.
Tel. 347 3892091
Tessera Ordine n. 5102
AFFITTASI anche parzialmente a col­
lega Odontoiatra, studio odontoiatrico
con autorizzazione all’esercizio, 3 riuniti, OPT-TELE ed endorali, sterilizzazione, smaltimento rifiuti, segreteria, 2
bagni, sala d’attesa con TV LCD e zona
bam­bi­ni, eventuale assistente alla poltrona, uso telefono, esclusi materiali
di con­sumo. Possibilità di posto mac­
china. Ve­rona città.
Tel. 340 1527729 (ore pasti)
Tessera Ordine n. 2415
VENDESI garage vicinissimo Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento.
Tel. 333 5344604
Tessera Ordine n. 6722
A 15 minuti da AFFI OFFRO in splendido contesto paesaggistico, nuova
si­gno­rile autonoma casa singola, semi
ar­re­data. Su due piani, cucina abitabile, sog­giorno, 2 camere da letto, 2 bagni, lavanderia e ripostiglio. Rifiniture
ele­vate. Termoautonomo.
Tel. 328 0114460
Tessera Ordine n. 4767
VENDESI 4 gomme BMWX3 termiche
invernali marca Michelin, usate 2 sta­
gioni, misura 235/55R17 99H, a prezzo
da concordare.
Tel. 333 6636465
Tessera Ordine n. 4019
Medico di base in Verona CERCA collega possibilmente convenzionato, per
collaborazione continuativa.
Tel. 338 3897788
AFFITTASI stanza uso studio, a
specia­li­sti in Quinzano (zona piscine
Sam­mini). Al primo piano, sala d’attesa e ba­gno. Comodità di parcheggio e
mezzi pub­blici. Sono presenti altri professionisti. Prez­zo molto interessante.
Tel. 347 2614566
Tessera Ordine n. 4636
VENDO in zona Borgo Venezia, casa
indipendente, composta di due piani
più mansarda, cantina, garage e giardino. Piano terreno: studio dentistico,
ingres­so indipendente, due ambulatori, sala d’at­tesa con spazio segretaria,
laboratorio e bagno. Primo piano: dormitorio tre stanze, ba­gno, una stanza
ufficio e due balconi. Mansarda: soggiorno, cu­cina, bagno e due terrazze.
Tel. 045 8487049 (alla sera dopo le ore 19.00)
Tessera Ordine n. 3300
AFFITTASI studio medico dentistico a
S. Martino Buon Albergo, Centro Direzionale F33.
Tel. 045 8781033 - 335 6302775
Tessera Ordine n. 5057
Studio dentistico sito in Verona pro­
vincia, CERCA collaboratore con esperienza. Disponibile interno alla struttura, piccolo laboratorio, panoramico e
teleradio. Richiesta serietà e continuità.
Per informazioni: 045 7121069
In elegante studio dentistico sito a
Bussolengo centro, prossima apertura
a gennaio 2011, OFFRESI ambulatorio
a medico specialista. Spazi ben separati. Ottima posizione.
Tel. 340 4173427 - Cell. 347 2218153
AFFITTASI Studio Medico a San Mar­
ti­no Buon Albergo, 130 mq, con garage, dotato di materiale e macchinari
sanitari (macchina ossigeno-ozono e
lettino Natchev).
Per maggiori informazioni contattare:
Tel. 045 8302061 - 3405964236
OFFRESI Scuola di volo elicottero
FAA & JAA a Verona Boscomantico.
Tel. 045 4858337 - Fax 045 4858331
Borgo Trento ultimo piano AFFITTASI
appartamento vuoto 110 m2 in piccolo
condominio.
Tel. 045 8341420
Iscr. Albo n. 773 - Tessera Ordine n. 6442
CEDESI/AFFITTASI Studio odontoiatrico 3/4 poltrone, zona Borgo Trento. Pluridecennale attività.
Tel. 339 7949405
Tessera Ordine n. 671
OFFRIAMO stanza in studio medicopsicologico a psichiatri, psicoterapeuti
e psicologi. Zona Corso Porta Nuova.
Tel. 3470136181
Tessera Ordine n. 4996
55
Poliambulatorio in fase di trasferimento
in nuova prestigiosa struttura (Domegliara fronte strada Statale con ampio
parcheggio e vicino uscita tangenziale)
OFFRE a collega odontoiatra ambulatorio dentistico dotato di tutto (riunito,
attrezzatura radiologica, centrale di
sterilizzazione, personale di poltrona,
smaltimento rifiuti speciali, segreteria,
pulizie, spese di riscaldamento, uso telefono etc. escluso SOLO materiale di
consumo) per euro 300 mezza giornata
ed euro 500 per giornata intera.
Cell. 3355245816 - Tessera Ordine n. 6212
56
VERONA MEDICA
Medicina di Famiglia
Come calcolare il compenso dovuto
al sostituto
Il nuovo accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti economici con i medici di medicina generale derivante dall’intesa della Conferenza
Stato-Regioni n. 2272 del 23.03.2005 prevede che:
“L’onorario spettante al medico sostituto è calcolato, …omissis.., nella misura del 70% del compenso di cui alla lettera A, comma 1 dell’art. 59..”
Il compenso in questione è il “COMPENSO FORFETTARIO ANNUO”.
Questo va corrisposto per intero se la sostituzione si effettua nei mesi di aprile, maggio, ottobre e novembre; va aumentato del 20% se la sostituzione
avviene nei mesi di Dicembre, gennaio, febbraio, marzo; va diminuito del 20% se la sostituzione avviene nei mesi di giugno, luglio, agosto, settembre.
In pratica quindi la formula per il calcolo è la seguente. Dal cedolino mensile:
Compenso forfetario X 70%: 30 = X
(somma dovuta per ogni giorno di sostituzione)
X va aumentato del 20% nei mesi di dicembre, gennaio, febbraio, marzo
X va diminuito del 20% nei mesi di giugno, luglio, agosto, settembre
VERONA MEDICA
57
Scarica

sommario - OMCEO VR