SOMMARIO EDITORIALE STORIA DELLA MEDICINA 5 Pronto Soccorso 25 Ciarlatani e medicastri: i mercanti della salute a Verona tra Seicento e Settecento NOTIZIE DALL’ORDINE 6 Verbali del Consiglio e delle Commissioni FNOMCeO 35 Elezioni FNOMCeO: intervista ad Amedeo Bianco ALBO ODONTOIATRI 8 Verbali della Commissione Odontoiatri ENPAM 37 Il punto sull’Enpam 40 Approvata la riforma sulle pensioni Enpam LETTERE AL DIRETTORE 10 Promozione tennis per i “Camici Bianchi” SINDACATI MEDICI 43 Tavolo tecnico Ministero Salute su riordino cure AGGIORNAMENTO 11 Cisti Follicolare Mandibolare: Caso Clinico 16 Screening e diagnosi del diabete gestazionale LIBRI RICEVUTI (SNLG–ISS novembre 2011) 45 La malattia tra sintomo e simbolo. PROFESSIONE E LEGGE 17 Abolito il documento programmatico sulla sicurezza primarie e integrazione ospedale-territorio previsto dal “codice privacy” Racconti, immagini e luoghi di cura nella letteratura tedesca 47 Salviamo la memoria GIOVANI E PROFESSIONE 48 S.O.S. - Sostituzioni ATTUALITÀ 18 Canone RAI per i computer negli studi medici? 20 Novità fiscali 2012 24 Costruire la Sanità TEMPO LIBERO 49 Chi cerca... trova ORDINE DEI MEDICI E ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI VR Nuovo Orario di Apertura della Segreteria dell’Ordine Lunedì dalle ore Martedì Mercoledì dalle ore 9,00 dalle ore 9,00 Giovedì Venerdì dalle ore 9,00 alle ore 17,00 (Continuato) dalle ore 9,00 alle ore 13,00 Sabato chiuso VERONA MEDICA 9,00 alle ore 13,00 alle ore 17,30 (Continuato) alle ore 13,00 3 VERONA MEDICA Bimestrale di informazione medica Bollettino Ufficiale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Verona Anno XLVII n. 2 Aprile 2012 Sped. in a.p. - 70% - Filiale di Verona Registrazione del Tribunale di Verona n.153 del 20/3/1962 ORDINE DEI MEDICI E DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI VERONA VERONA - Palazzo Vitruvio Cerdone - Via Locatelli, 1 - 37122 Verona tel. 045 8006112 / 045 596745 - fax 045 594904 web: www.omceovr.it Direttore Responsabile Roberto Mora Comitato di Redazione Battaglia Giuseppe, Bovolin Francesco, Carrara Giorgio, Marchi Carlo, Mora Roberto, Orcalli Francesco, Peroni Alberto, Peruzzini Carlo Matteo, Tosi Gelmino, Consiglio Direttivo Presidente: Roberto Mora Vice-Presidente: Roberto Fostini Segretario: Lucio Cordioli Tesoriere: Fabio Marchioretto Consiglieri Giorgio Accordini, Francesco Bovolin, Giorgio Carrara, Fabio Facincani, Alfredo Guglielmi, Giuseppe Lombardo, Annamaria Molino, Francesco Orcalli, Francesco Oreglia, Carlo Matteo Peruzzini, Carlo Rugiu, Claudio Salvatore, Francesco Spangaro Revisori dei Conti Vania Teresa Braga, Mario Celebrano, Giuseppe Costa Revisore dei Conti Supplente Elena Piazzola Commissione Odontoiatri Francesco Oreglia, Elena Boscagin, Francesco Bovolin, Gino Cavallini, Gianpaolo Paoletti Fotocomposizione Videoimpaginazione e stampa Girardi Print Factory Via Maestri del Lavoro, 2 - 37045 Z.I. Legnago (Vr) tel. 0442 600401 e-mail: [email protected] Foto di Copertina Mora Roberto – Tallin (Estonia) – Inserzioni pubblicitarie sul Bollettino Spazio 1/2 pagina interna (bianco e nero) € 400,00 € 300,00 (per uscita) € 250,00 (per uscita) 1 pagina interna (bianco e nero) € 500,00 € 400,00 (per uscita) € 350,00 (per uscita) 2ª e 3ª pagina di copertina (a colori) € 800,00 € 600,00 (per uscita) € 500,00 (per uscita) 4ª pagina di copertina (a colori) € 1000,00 € 800,00 (per uscita) € 600,00 (per uscita) 4 1 uscita 3 uscite 5 uscite VERONA MEDICA EDITORIALE Pronto Soccorso Ad attirare l’attenzione dei media, questa volta, è toccato al Pronto Soccorso del Policlinico Umberto Primo di Roma. La fila di malati in attesa e la precarietà dei pazienti alloggiati su barelle (qualcuno anche per terra) ha fatto il giro sui TG. Immancabili le polemiche ed il rimpallo delle responsabilità, che come sempre, in questi casi, non si riesce capire di chi sono. A detta di tutti comunque non dei medici che, stavolta l’hanno riconosciuto anche i giornalisti, fanno quel che possono. Ma una volta assolti quelli del Pronto Soccorso, ad esser chiamati in causa, sono stati i Medici di Famiglia, accusati di non farsi mai trovare. È sceso in campo anche il Presidente dell’IPASVI, al quale ha voluto rispondere con una simpatica e-mail una dottoressa della mia ASL, raccontandogli il lavoro che facciamo tutti i giorni e spiegandogli che se i Pronto Soccorso scoppiano, i nostri ambulatori non sono in condizioni migliori. Nota positiva il fatto che, almeno stavolta, non ci sono state guerre sindacali; tutti hanno ribadito che le responsabilità, se ci sono, non toccano ai camici bianchi. Le cause del malessere sono diverse e complesse. Tra queste la possibilità di saltare le lunghe attese per l’accesso alla diagnostica e ai consulti specialistici; ma non ultime le scelte “logistiche”, che come noto non sono fatte dai medici. Negli stessi giorni, la nostra stampa locale riportava la vicenda di una famiglia (5 persone) intossicata dal monossido di carbonio. Tutte salve, grazie alla telefonata fatta “in extremis” dal figlio più grande e alla felice intuizione dell’operatore del 118, che con grande professionalità ha fatto intervenire ben due ambulanze e disposto per il trasporto dei più gravi (due) nell’unità di terapia iperbarica. La notizia, però, è rimasta sulla stampa locale. Qualche tempo fa nel mio studio ho visto H.H. che lamentava un dolore alla coscia destra. Alla visita presentava una tumefazione muscolare e ricordando che per quel “disturbo” l’avevo già visto un anno prima consultavo la sua cartella dove scoprivo che la tumefazione era presente già allora ed era stata indagata con l’ecografia che aveva concluso per “lipoma”. Spiegavo ad H. che per risolvere il suo problema doveva farsi vedere dall’ortopedico e decidere per la pro grammazione della rimozione chirurgica. H. se ne andava poco convinto, o forse deluso perché non gli avevo prescritto qualche giorno di riposo. Il giorno dopo H. me lo sono ritrovato in ambulatorio con un foglio del Pronto Soccorso che mi informava che si era fatto trasportare là dall’ambulanza un’ora dopo la mia visita. Perché, mi diceva, appena a casa il dolore si era fatto talmente acuto da non concedergli più di camminare. Così H. era stato sottoposto ad alcune radiografie, ad una nuova ecografia e alla visita dell’ortopedico che consigliava ad H. di rimuovere il lipoma se il dolore fosse continuato; e mi informava che intanto gli potevo prescrivere del paracetamolo. Il collega del P.S. che l’aveva dimesso, con il codice verde, consigliava riposo per otto giorni, ed H. era tornato in ambulatorio proprio per questo. Gli serviva il certificato. Stamane ho inviato i famosi flussi. Nel mese di febbraio, nel mio ambulatorio, i “contatti” sono stati 1090 (visite domiciliari escluse). Mi dicono che sono nella media. Qualche giorno fa, il mio segretario provinciale mi ha raccontato che aveva fatto un po’ di conti concludendo che se ci spartissimo i codici bianchi dei vari P.S. ci spetterebbe qualcosa di più di mezzo paziente al giorno, ed azzardava l’ipotesi che con le famose AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) forse potremmo anche concorrere a liberare di quel fardello i colleghi dell’ospedale. Ben vengano dunque le AFT, sperando possano davvero ridurre le file al Pronto Soccorso. Nel frattempo per concludervi la storia del Sig. H.H.: lui ha deciso di non togliersi il lipoma. Forse sta pensando che gli può tornare utile un’altra volta. Roberto Mora VERONA MEDICA 5 NOTIZIE DALL’ORDINE Verbali del Consiglio e delle Commissioni VERBALE SEDUTA DI CONSIGLIO DELL’11 GENNAIO 2012 Presenti: Mora, Fostini, Cordioli, Marchioretto, Accordini, Bovolin, Carrara, Guglielmi, Lombardo, Molino, Orcalli, Oreglia, Peruzzini, Rugiu, Salvatore, Spangaro Revisori dei Conti: Celebrano, Costa, Braga, Piazzola Direttore: Cerioni Avvocato: Gobbi Assenti Giustificati: Facincani Il Presidente constatata la presenza del numero legale dichiara aperta la seduta. Formula l’augurio di benvenuto ai consiglieri ed ai revisori – chiede quindi a ciascuno dei presenti un breve intervento di presentazione, al termine del quale dichiara aperta la seduta per la discussione degli argomenti all’ordine del giorno. 1) COMMISSIONI: il Dott. Mora illustra dettagliatamente quali sono le commissioni previste per il triennio ed auspica che ogni consigliere e revisore manifesti la propria disponibilità e l’impegno di una fattiva collaborazione; propone che all’interno di ciascuna commissione i vari componenti eleggano il referente. Le commissioni sono le seguenti: • VERONA MEDICA – COMUNICAZIONI E RAPPORTI CON I MEDIA • PSICOTERAPEUTI • PROPOSTA REVISIONE CODICE DEONTOLOGICO – COMMISSIO NE DI BIOETICA • PUBBLICITà E AUTORIZZAZIONI LEGGE REGIONALE N. 22/2002 6 • ESAMI DI STATO E RAPPORTI CON L’UNIVERSITà • E.C.M. E AGGIORNAMENTO • GIOVANI MEDICI E NEOABILITATO • TERRITORIO/OSPEDALE • PRYVACY E LEGGE 81 (EX LEGE 626) MEDICINA DEL LAVORO • INFORMATIZZAZIONE E PAGINA WEB • PARI OPPORTUNITà • FEDERAZIONE REGIONALE • ENPAM E PREVIDENZA Fa presente l’importanza che riveste la commissione E.C.M. i cui compiti sono molto importanti sia nei confronti dei colleghi sia nei rapporti con le istituzioni. Propone quindi il Dott. Orcalli e il Dott. Rugiu quali componenti nel consiglio della Federazione Regionale – il consiglio approva. Comunica che la commissione di disciplina per l’albo dei medici sarà formata esclusivamente dai quindici consiglieri. È demandata ai 5 componenti odontoiatri la commissione di disciplina riguardante esclusivamente gli iscritti al predetto albo. Prosegue il suo intervento segnalando ai presenti che i componenti li consiglio, i revisori la commissione odontoiatri sono coperti da assicurazione IN ITINERE durante l’espletamento della loro attività ordinistica. In una successiva riunione verranno definiti i compensi (gettoni di presenza) relativi alla partecipazione ai consigli. 2) ISCRIZIONI E CANCELLAIZONI Vengono approvate all’unanimità. 3) VARIE ED EVENTUALI a) interviene il Dott. Salvatore il quale pone il problema relativo ai codici INPS per i medici libero professionisti e per i sostituti di medicina generale. L’argomento verrà ridiscusso in una successiva riunione dando mandato al segretario Cordioli di interpellare la dirigente dell’INPS Dott.ssa Boncompagni. b) interviene quindi il Dott. Orcalli il quale pone il problema relativo alla tutela dei colleghi che molto spesso vengono ingiustamente accusati dai media di MALPRA CTICE. Il consiglio in merito a quanto segnalato dal Dott. Orcalli ritiene si a necessario promuovere varie iniziative a mezzo delle quali l’Ordine sia promotore di una sensibilizzazione sulle attività meritevoli di comunicazione svolte dai colleghi. c) vengono approvati i rinnovi ed i relativi compensi da erogare annualmente ai consulenti esterni fiscalista - consulente del lavoro – medico competente – consulente della sicurezza luoghi di lavoro , fermi restando gli importi erogati nel triennio precedente. 4) RELAZIONI ISTRUTTORIE Lasciano l’aula i revisori, i componenti la commissione odontoiatri, l’avvocato ed il direttore. Esaminati i documenti presentati ven gono adottati i seguenti provvedimenti: Dott. XX – Archiviazione Dott. XY – Archiviazione Dott. XZ – Archiviazione Dott. ZX – Archiviazione Dott. YY – Archiviazione Dott. ZY – Archiviazione Dott. YX – Attesa risposta dal collega offeso Dott. KX – Apertura procedimento disciplinare e sospensione in attesa sentenza magistratura – relatore Dott. Orcalli. Nuovo Consiglio Direttivo SIMG In occasione della Assemblea elettiva svoltasi venerdì 23 marzo, si è proceduto alla elezione del nuovo Consiglio Direttivo della Sezione di Verona della Società Italiana di Medicina Generale che per il prossimo triennio risulta così composto: Dr. Mario Celebrano Presidente Dr. Carlo Andrea Franchini Vicepresidente Dr.ssa Raffaela Marrocchella Segretario Dr.ssa Caterina Pastori Tesoriere La Redazione di Verona Medica si complimenta con gli eletti ed augura loro buon lavoro. VERONA MEDICA NOTIZIE DALL’ORDINE VERBALE SEDUTA DI CONSIGLIO DEL 14 FEBBRAIO 2012 Presenti: Mora, Fostini, Cordioli, Accordini, Bovolin, Carrara, Facincani, Guglielmi, Lombardo, Molino, Orcalli, Oreglia, Peruzzini, Rugiu, Salvatore, Spangaro Revisori dei Conti: Celebrano, Costa, Braga, Piazzola Direttore: Cerioni Avvocato: Gobbi Assenti Giustificati: Marchioretto mazione continua sul “GOVERNO CLINICO” realizzato in partnerschip tra FNOMCeO e Ministero della Salute. Il Presidente constatata la presenza del numero legale dichiara aperta la seduta. a) 1) LETTURA ED APPROVAZIONE VERBALE PRECEDENTE Il Verbale del precedente Consiglio dell’11.01.2012, viene approvato all’unanimità. 2) DELIBERE AMMINISTRATIVE Il Presidente illustra le delibere poste all’esame del Consiglio, riguardanti l’acquisto di nuovi computers e le spese per il Bollettino Verona Medica. Le delibere, che faranno parte del presente verbale, vengono approvate all’unanimità. 3) COMUNICAZIONI a) Il Presidente illustra brevemente due circolari della FNOMCeO: la prima riguardante il regolamento FNOMCeO/OMCeO in rete nella quale sono esplicitate le procedure di adesione al “Partnerariato”, ai fini dell’accreditamento di eventi formativi presso la Commissione Nazionale ECM. Su tale argomento il Presidente informa il Consiglio che l’Ordine di Verona ha già aderito all’iniziativa che prevede che la richiesta di contributi per eventuali accreditamenti, dovrà essere inviata direttamente all’AGENAS e non alla FNOMCeO. La seconda circolare informa che dal 9 febbraio c.a. è presente sul portale della Federazione Nazionale il Corso “FAD 2012 ” avente come tema la sicurezza dei pazienti e degli operatori; questo corso è il terzo dei tre eventi di for- VERONA MEDICA b) c) - d) e) Il Presidente, proseguendo il Suo intervento sulla Formazione Continua e comunica che la Regione Veneto, sta attuando nuove proposte e regole per l’E.C.M., le quali prevederanno il coinvolgimento di vari colleghi medici nominati dalla Federazione Regionale degli Ordini. Segnala infine, che la Responsabile del servizio ECM Regionale è la Dr.ssa Maria Teresa Mannoni con la quale la FROMCeO Veneto ha da tempo aperto una fattiva collaborazione. Il Dr. Mora comunica di aver concordato il rinnovo delle consulenze legali con lo Studio Donella, con un costo annuo pari a € 15.000,00 più IVA, avvalendosi della collaborazione degli Avvocati Gobbi e Zanoni Il Presidente illustra al Consiglio la proposta per un nuovo contratto di prestazione d’opera professionale (ex art. 2229 c.c. e seguenti) a favore dell’attuale Direttore Giorgio Pier Paolo Cerioni e chiede al Consiglio stesso la sua approvazione. Il Consiglio, sentite le motivazioni illustrate dal Presidente e dal Segretario, lo approva all’unanimità.. Il contratto è parte integrante del presente verbale. COMMISSIONI Dopo un breve intervento del Presidente, vengono elencati i vari Referenti nominati per le rispettive Commissioni. Rimangono ancora da definire le nomine dei Referenti per le seguenti Commissioni: Revisione Codice DeontologicoPrivacy e Medicina del Lavoro – Pari opportunità – ENPAM e Previdenza. Il Presidente chiede l’approvazione della Convenzione per lo svolgimento del Tirocinio ai fini dell’Esame di Stato di Abilitazione dell’esercizio della professione di Medico Chirurghi, tra l’Università di Verona, la Provincia Autonoma di Trento e gli Ordini di Verona e Trento. Il Consiglio approva. INPS – Codici PIN Il Presidente segnala che la Segreteria dell’Ordine si attiverà al fine di ottemperare alle richieste dei Colleghi liberi professionisti che necessitano del codice PIN per la trasmissione dei certificati telematici in occasione di sostituzioni dei Medici di Medicina Generale. Tale procedura potrà essere effettuata anche nei confronti di colleghi che ne facciano richiesta 4) ISCRIZIONI E CANCELLAZIONI Le iscrizioni e cancellazioni vengono approvate MEDICI - CHIRURGHI Iscrizioni neo-abilitati: Dott. BUDUI Simona Luciana Iscrizioni per trasferimento da altro Ordine: Dott. CAPIZZI Barbara da TREVISO Cancellazioni su richiesta: Dott. BALTIERI Gian Luigi Dott. CAPRINI Giovanni Cancellazioni per decesso: Dott. NICOLINI Sante Cancellazioni per trasferimento ad altro Ordine: Dott. CATALANO Concetto a CATANIA ODONTOIATRI Iscrizioni neo-abilitati: Dott. PEROZENI Gabriele PRIMA DI PROCEDERE ALLE RELAZIONI ISTRUTTORIE, ESCONO DALLA SALA I CONSIGLIERI ODONTOIATRI, I REVISORI DEI CONTI, IL DIRETTORE E L’AVVOCATO. RELAZIONI ISTRUTTORIE La Commissione Disciplina Medici Chirurghi delibera: - N. 3 archiviazione provvedimenti - N. 1 convocazione denunciante e denunciato per ricomposizione vertenza. 7 ALBO ODONTOIATRI Verbali della Commissione Odontoiatri VERBALE DELLA COMMISSIONE ODONTOIATRI DELL’11 GENNAIO 2012 Presenti: Dott.ssa Boscagin, Dott. Bovolin, Dott. Cavallini, Dott. Oreglia, Dott. Paoletti. Lettura ed approvazione verbale precedente: il verbale della seduta precedente viene approvato all’unanimità. Comunicazioni del Presidente: 1. Il Presidente riferisce ai presenti di una segnalazione pervenuta da parte del Prof. JFK il quale lamenta un comportamento, a suo parere, poco etico tenuto dalla Dott. ssa PSS. La commissione, dopo ampia discussione, decide di non dar luogo a procedere. 2. Il Presidente ripercorre il caso relativo alla richiesta inviata al NAS sulla problematica “ghiaccio istantaneo” così come riferito nel corso della riunione della Commissione Odontoiatri del 11 maggio 2011. Il capitano Mercurio in data 22 ottobre ha inviato la risposta nella quale dettaglia come i ghiacci istantanei in commercio siano tutti a norma di legge. 3. Dental Medical Center - il Presidente informa i presenti di aver ricevuto una lettera della FNOMCeO relativa a questa struttura con sede a Budapest. 4. Il Presidente da lettura di una richiesta pervenuta da parte della Sig.ra ÝÙ la quale chiede informazioni circa l’attività dello Studio Dentistico BRR. Si ritiene opportuno chiedere alla Signora ÝÙ ulteriori informazioni , non essendo chiaro se le presone citate nelle mail sinora pervenute abbiano avuto un ruolo, e che ruolo, nelle cure prestategli. 5. Il Presidente espone il caso rela- 8 tivo ad una segnalazione inviata dallo studio legale Avv. …... In tale segnalazione viene riferita la storia clinica di un cliente curato dal Dott. DDT. Dopo ampia discussione viene deciso di rispondere all’Avvocato come non ci siano gli estremi di violazione del Codice Deontologico; tuttavia questa Commissione lascia aperta un’ipotesi di valutazione futura, quando il processo civile raccoglierà le usuali perizie, per rivalutare l’emergenza di violazioni deontologiche. 6. Commissioni: il Presidente prende in esame il problema della commissioni. Ne viene fatta elencazione e alcuni membri CAO danno la loro disponibilità a partecipare alle varie commissioni, inoltre: a) il Dott. Bovolin propone una commissione /osser vatorio che segua anche propositivamente le evoluzioni delle leggi dello Stato aventi come obiettivo il riordino degli ordini professionali. b) il Dott. Paoletti ripropone una commissione ordinistica che si occupi degli sviluppi dell’attività degli organi di mediazione. c) il Dott. Cavallini propone una commissione per l’identificazione e la uniformità dei codici delle prestazioni odontoiatriche. Relazioni istruttorie: Dott. KK - il Presidente da lettura dell’esposto in viato dall’ Avvocato della Signora WW la quale è stata curata dal Dott. KK. Nell’esposto vengono citati alcuni articoli del Codice Deontologico che, secondo lo studio legale, sarebbero stati violati. Viene deciso di invitare a colloquio il Sanitario per chiarimenti. Il Dott. Paoletti riferisce ai presenti di aver trovato un volantino pubblicitario che offre prestazioni odontoiatriche gratuite da parte del Dott. YY. Viene deciso di convocare il sanitario per possibile violazione dell’art. 54 del Codice Deontologico. Procedimenti disciplinari: Dott. §: essendo pervenuta all’Ordine la sentenza definitiva relativa al Sanitario, viene deciso di riconvocarlo per riprendere il procedimento a suo tempo aperto e sospeso in attesa della sentenza definitiva. Varie ed eventuali: la Commissione Odontoiatri nomina il Dott. Bovolin Francesco quale segretario. VERBALE DELLA COMMISSIONE ODONTOIATRI DEL 14 FEBBRAIO 2012 Presenti: Dott.ssa Boscagin, Dott. Bovolin, Dott. Cavallini, Dott. Oreglia, Dott. Paoletti. Lettura ed approvazione verbale precedente: il verbale della seduta precedente viene approvato all’unanimità. Comunicazioni del Presidente: 1. Il Presidente riporta all’Ordine del giorno la problematica della gratuità delle prestazioni. Propone ai membri un testo tipo da inviare ai colleghi che pubblicizzino tale prestazione in violazione dell’art. 54 del codice deontologico, prima di un eventuale invito a colloquio. Dopo ampia discussione il testo viene approvato. 2. Il Presidente informa di aver avuto un colloquio telefonico con la Dottoressa Foglietta dell’ULSS 20 la quale aveva inviato all’Ordine due verbali effettuati durante un sopralluogo presso due studi dentistici: a) Dott. Æ – durante il sopralluogo erano state riscontrate molte carenze igienico sanitarie e al di fuori dello studio è affissa una targa non conforme. Viene deciso di invitare a colloquio il sanitario per chiarimenti; b) Dott. Ö – vengono riscontrare VERONA MEDICA ALBO ODONTOIATRI simili violazioni inerenti le condizioni igienico sanitarie. Viene deciso di invitare a colloquio il Sanitario per chiarimenti. 3. Il Presidente informa di aver inviato alla Federazione Nazionale un quesito riguardante le strutture miste ove vengono erogate prestazioni mediche e odontoiatriche; nel quesito veniva chiesto quali dovessero essere i titoli del Direttore Sanitario. Il Dott. Renzo, nella risposta, riferisce che, in caso di ambulatori odontoiatrici all’interno di poliambulatori specialistici, il Direttore Sanitario può anche essere unico purché iscritto ad entrambi gli Albi Professionali (doppia iscrizione). Se così non fosse la struttura odontoiatrica presente dovrà essere comunque controllata da un “responsabile sanitario” avente l’iscrizione all’Albo Odontoiatri. 4. Il Presidente dà lettura di una lettera a firma del Dott. Bianco ove viene confermato il potere dell’Ordine di esprimere pareri di congruità nel caso in cui un iscritto lo richieda nonostante sia stato abrogato il tariffario minimo. 5. Carta dei diritti e Doveri dell’Odontoiatra: Il Dott. Bovolin spiega brevemente i contenuti di tale documento presentato anni or sono dal Dott. Renzo ed approvato nel corso di assemblea nazionale dei presidenti CAO. Essendo il documento pubblicato sul sito dell’Ordine ma privo di alcuni riferimenti, viene deciso di pubblicarlo innanzitutto in formato PDF in modo da renderlo inviolabile e secondariamente di aggiungervi la data dell’Assemblea Presidenti CAO in cui tale documento è stato approvato dalla maggioranza dei Presidenti presenti. Relazioni istruttorie: 1. Dott. ¥: il Presidente informa di aver invitato a colloquio il Sanitario a seguito di pubblicità effettuata con il sistema “groupon”. In sede di colloquio il Sanitario dichiarava di non essere a conoscenza che la struttura, ove lui lavora, avesse sottoscritto tale forma pubblicitaria e prometteva di inviare lettera di diffida al Direttore Sanitario del poliambulatorio dentistico. In data 9 febbraio perviene all’Ordine tale lettera. La CAO dopo ampia discussione decide di non dar luogo a procedere. 2. Dott. K/Dott.Ji: il Presidente informa che a seguito di nostra richiesta la Procura della Repubblica ci ha comunicato la data dell’udienza. 3. Dott. ÑÑ: il Presidente informa che l’Ordine ha ricevuto una segnalazione da parte dell’Ordine di Roma che è stato aperto nei confronti del Sanitario un procedimento penale presso la Procura della Repubblica di Avezzano (AQ). Viene deciso di invitare a colloquio il Dott. Ñ per chiarimenti con onere a suo carico di portare la documentazione inerente il caso. 4. Dott. Ú: il Presidente informa di aver ricevuto una segnalazione relativa ad una pubblicità effettuata dal Sanitario ove offriva visite gratuite. Vista la lettera di scuse che il Dott. Ú ha prontamente inviato in merito alla gratuità delle prestazioni, viene deciso di non dar luogo a procedere. Procedimenti disciplinari: 1. Dott.ssa ßÓ: il Presidente ripercorre il caso relativo al Sanitario e ricorda ai membri CAO che il procedimento non è stato ancora celebrato a causa dei motivi di salute documentati dalla Dott.ss ß , decisione messa a verbale durante la riunione del 14/09/2011. Visto che la Dottoressa ha rinunciato alla presentazione della domanda per invalidità e considerato che ha assunto due direzioni sanitarie presso strutture odontoiatriche, la CAO decide di riconvocare la Commissione di Disciplina, la data verrà decisa in un secondo tempo. 2. Dott. QQ: il Presidente informa che il Sanitario non ha presentato ricorso avverso la sanzione di sospensione di mesi 3 comunicatagli in data 25/11/2011. Il periodo di sospensione è quindi fissato dal 2 aprile al 30 giugno 2012. 3. Dott. HH: dopo rinnovata discussione sull’argomento, che già precedentemente aveva portato ad apertura del procedimento disciplinare, il ruolo di relatore del procedimento stesso, in un primo tempo assegnato al dott. Cavallini, viene ora assunto dal Dott. Bovolin. Varie ed eventuali: 1. il Presidente informa i presenti della riunione tenutasi a Venezia il 2 febbraio, in prolusione alle prossima attività del Coordinamento Presidenti CAO del Veneto 2. Il Dott. Cavallini relaziona i presenti sulle risultanze della prima riunione del gruppo di lavoro ENPAM tenutasi all’Ordine. Nel corso della riunione gli è stato affidato il ruolo di referente del gruppo stesso. TRIBUNALE DI TORINO Gratuita la diffusione di musica negli studi medici La riproduzione musicale in uno studio medico – medico-dentistico nel caso specificato – non può ritenersi effettuata a scopo di lucro, neppure indirettamente. Il medico dentista, ha osservato il Tribunale di Torino, ascolta la musica mentre lavora soltanto per diletto mentre il paziente è indifferente al fatto che nello studio venga trasmessa della musica, né è indotto a scegliere un dentista piuttosto che un altro in base al fatto che nello studio si ascolti della musica. Consegue che il medico non è tenuto al versamento di compensi in favore del produttore di fonogrammi, nonché gli artisti interpreti e gli artisti esecutori che abbiano compiuto l’interpretazione o l’esecuzione fissata o riprodotta nei fonogrammi. (Avv. Ennio Grassini) VERONA MEDICA 9 LETTERE AL DIRETTORE Promozione tennis per i “Camici Bianchi” Gent.mo Direttore, Il Circolo Tennis Scaligero propone una quota promozionale d’iscrizione per l’anno 2012 particolarmente vantaggiosa di 450 euro (al posto di 820 euro) a tutti i professionisti iscritti all’albo. Il Circolo Tennis Scaligero è ubicato nel centro della città in un’oasi di verde ed è dotato di sette campi in 10 terra rossa, muro d’allenamento, piscina estiva, beach-volley, calcetto e ristorante. Il Circolo dispone di una rinomata scuola Academy per giovani atleti e centri estivi per bambini e ragazzi. Cinque maestri federali sono a disposizione dei soci, per lezioni e corsi di gruppo. Durante il fine settimana si può assistere a divertenti partite delle nostre squadre maschili e femminili di serie C. Il Circolo Tennis Scaligero è all’avanguardia per le attrezzature tecnologiche; i soci possono infatti prenotare i campi direttamente da casa o dall’ufficio via internet e hanno l’accesso gratis alla rete wireless del circolo. RICCARDO DALLE GRAVE PRESIDENTE DEL CIRCOLO TENNIS SCALIGERO VERONA MEDICA AGGIORNAMENTO Cisti Follicolare Mandibolare: Caso Clinico la classificazione proposta dall’OMS nel 1992 esse possono essere così suddivise [1,3,4] (tra parentesi sono indicate le percentuali di frequenza di riscontro nella realtà clinica di ciascun tipo di lesione): - CISTI DI ORIGINE DISEMBRIOGENETICA Enrico Cogo* Giorgio Calura** * Università degli Studi di Ferrara Sezione di Odontoiatria **Università degli Studi di Ferrara Direttore Clinica Odontoiatrica Professore Ordinario di Malattie Odontostomatologiche RIASSUNTO Col termine cisti follicolare è indicato un gruppo di neoformazioni odontogene che derivano da una degenerazione del follicolo dentale. Lo scopo di questo articolo è quello di presentare le cisti follicolari trattandone gli aspetti diagnostici, terapeutici e prognostici partendo da un caso clinico di cisti follicolare a carico di 3.8 incluso. INTRODUZIONE Le cisti follicolari traggono origine da residui di epitelio odontogeno che appartiene in origine a quella parte del follicolo dentale che costituisce l’organo dello smalto. Si tratta di lesioni caratterizzate da cavità uni o multiloculate a contenuto fluido o semifluido e delimitate da una parete epiteliale che poggia su di una capsula fibrosa [1]. Aspetti clinici e istopatologici Il meccanismo di accrescimento delle cisti non è ancora del tutto chiaro; le due teorie più accreditate sono la teoria idrostatica e quella prostaglandinica [2]: - teoria idrostatica: secondo questa teoria la secrezione delle cellule epiteliali e la loro degenerazione comportano un accumulo di residui all’interno della cavità cistica; il successivo aumento di pressione osmotica richiama fluidi dall’esterno. L’entrata di fluidi all’interno della parete cistica provoca un aumento della pressione idrostatica sulla parete stessa e l’attivazione degli osteoclasti presenti dal lato esterno della parete, i quali determinano il VERONA MEDICA Figura 1: Situazione clinica preoperatoria. riassorbimento osseo e favoriscono l’espansione della lesione. - teoria prostaglandinica: secondo questa teoria la parete cistica è in grado di liberare prostaglandine, che a loro volta attivano gli osteoclasti presenti all’esterno della parete causando il riassorbimento osseo. Secondo alcuni Autori entrambi i meccanismi intervengono nella dinamica di accrescimento. Tutte le lesioni cistiche delle ossa mascellari con rivestimento epiteliale sono state suddivise secondo caratteristiche istopatologiche; secondo o Odontogene • cisti gengivale del lattante (perle di Erpstein) (<1%) • cisti gengivale dell’adulto (<1%) • cisti dentigera (o follico lare) (10-15%) • cisti eruttiva (<1%) • cisti parodontale laterale (<1%) • cheratocisti odontogena (o primordiale) (5-10%) • cisti ghiandolare odontogena (<1%) o Non odontogene (<10%) • cisti del dotto nasopalatino • cisti nasolabiale - CISTI DI ORIGINE INFIAMMATORIA • cisti radicolare (60-75%) • cisti residua (<1%) • cisti paradentale laterale (3-5%) L’epitelio di tutte le cisti odontogene presenta un contenuto caratteristico con citocheratine; queste ultime sono dei filamenti citoplasmatici che rappresentano le più importanti proteine strutturali di tutte le cellule epiteliali. Le Figura 2: RX OPT preoperatoria. 11 AGGIORNAMENTO Figura 3: Avulsione di 3.7 dopo odontotomia. citocheratine comprendono almeno 19 polipeptidi diversi; nelle cisti odontogene sono costantemente presenti soltanto alcuni di questi particolari tipi di polipeptidi, dimostrando così che queste cisti hanno una comune origine a partire da residui di epitelio odontogeno[5]. Vi sono tre tipi di residui epiteliali odontogeni responsabili dell’insorgenza di differenti e caratteristiche lesioni cistiche: - i residui epiteliali (che prendono anche il nome di pseudoghiandole di Serres) che persistono dopo la scomparsa della lamina dentale, e che danno origine alle cheratocisti odontogene; - i residui dell’epitelio ridotto dello smalto, che deriva dall’organo dello smalto, il quale ricopre la corona dei denti inclusi; derivano da questo tessuto le cisti follicolari ed eruttive e la relativamente rara cisti infiammatoria paradentale; - i residui di Malassez, formati dalle frammentazione della guaina epiteliale di Hertwig, che dà origine alle cisti dentarie; tutte le cisti radicolari originano da questi residui. Il 90% delle cisti riscontrate nella pratica clinica deriva da uno di questi tre epiteli, per cui è di origine odontogena [6]. Nel distretto mascellare si possono osservare anche altre lesioni ossee che, pur rappresentando meno del 10% delle lesioni di riscontro, all’esame radiografico offrono immagini simili alle lesioni cistiche, e delle quali quindi si impone una diagnosi differenziale [7]. Le più frequenti sono: - lesioni ossee non neoplastiche (cisti ossea solitaria, cisti aneurismatica) - difetto di Stafne - tumori odontogeni benigni - tumori maligni. La diagnosi di una lesione cistica emerge da un attento esame obiettivo, dallo studio radiografico di primo 12 ed eventualmente di secondo livello (Rx-OPT, TC,…), e da altri esami accessori (prelievo di liquido endocistico, biopsia, esami di laboratorio…). Va ricordato che la diagnosi finale di cisti è istopatologica: solo l’esame istologico del tessuto permette di differenziare le diverse lesioni, con conferma del sospetto diagnostico. Nelle fasi iniziali, quando la cisti è di piccole dimensioni o non ha ancora determinato modificazioni delle corticali ossee, i segni clinici possono essere assenti (spesso queste lesioni sono reperti casuali). In altri casi l’osservazione del paziente evidenzia alterazioni del profilo, asimmetrie e tumefazioni, eventuali eritemi o fistole cutanee. Alla palpazione si possono apprezzare la tumefazione, i margini della lesione, la mobilità della cute sui piani profondi, un aumento localizzato della temperatura cutanea ecc. Figura 4: Cavità residua dopo l’enucleazione della lesione; si osserva il canale alveolare inferiore che decorre sul pavimento della cavità. All’esame clinico l’aspetto della mucosa che ricopre una lesione cistica generalmente è normale; sono a volte visibili tumefazioni (quando l’espansione della lesione ha determinato l’erosione delle corticali) e fistole. Il paziente può avvertire dolenzia alla palpazione. Gli elementi dentari interessati dalla lesione possono presentare mobilità aumentata. Generalmente le cisti follicolari sono asintomatiche, salvo non si sovrapponga un’infezione o si espandano oltre le corticali delle ossa mascellari. In caso di infezione si possono riscontrare tensione locale, dolore, presenza di fistole con secrezione purulenta e febbre. Normalmente non si assiste ad alterazioni sensoriali, in quanto il nervo alveolare inferiore viene dislocato senza infiltrazione. La presenza di alterazioni sensoriali deve far sospettare l’infiltra- zione del tronco nervoso e la possibile natura neoplastica della lesione. A volte però queste alterazioni di sensibilità sono dovute semplicemente a fenomeni compressivi a carico del nervo [8]. Aspetti radiografici L’indagine radiografica di elezione consiste nell’RX OPT. L’immagine osservabile nei casi di cisti è un’area radiotrasparente omogenea a margini netti, delimitata da un orletto radiopaco. La radiotrasparenza è dovuta al contenuto generalmente liquido delle cavità, meno radiopaco del tessuto osseo; quando la cisti sconfina negli spazi aerei (seno mascellare) la lesione appare con radiopacità intermedia, per via della maggior opacità del liquido rispetto all’aria. Le cisti tendono ad avere forma regolare e tondeggiante a causa del lento accrescimento; una forma irregolare deve far sospettare una crescita rapida e disordinata, tipica delle lesioni neoplastiche [9]. La crescita lenta inoltre determina la formazione di un orletto radiopaco simile ad una sottile corticale, dovuta alla risposta osteoblastica in reazione al riassorbimento osteoclastico. Le cisti presentano tipicamente un aspetto omogeneo; un’immagine eterogenea è indice di variazioni del grado di mineralizzazione, e ciò è raro nei casi di cisti. Le cisti sono generalmente lesioni singole. La presenza di lesioni multiple deve far sorgere il sospetto di sindromi congenite o patologie non cistiche. L’esame radiografico può rivelare fenomeni diversi: dislocazione degli elementi dentari, riassorbimenti regolari e ben delineati a carico delle radici di denti coinvolti nella lesione o solo adiacenti, dislocazione di strutture anatomiche (canale alveolare). Una crescita rapida di una lesione a carattere sia Figura 5: Sutura. VERONA MEDICA AGGIORNAMENTO benigno che maligno può determinare estrusioni dentali, riassorbimenti radicolari irregolari (“a colpo d’unghia”) e perforazioni irregolari delle corticali. Nei casi di lesioni molto estese o in ogni caso in cui ci sia il sospetto di rapporti tra la lesione e strutture anatomiche adiacenti, l’esame TC è utile nel determinare con precisione la morfologia tridimensionale delle stesse. Questo esame permette di valutare esattamente dimensioni, margini della lesione, grado di erosione delle corticali, eventuali rapporti con strutture anatomiche critiche (canale alveolare, seni mascellari…) e natura del contenuto cistico in base alla radiopacità. Aspetti peculiari delle cisti follicolari La biopsia incisionale è indicata solo in presenza di sospetto di malignità della lesione [10]. L’aspirazione del liquido endocistico può essere utile per verificare il contenuto della cisti. La diagnosi clinica è comunque sempre presuntiva e dunque è necessario l’esame istopatologico per averne conferma. Come riportato, le cisti follicolari (o cisti dentigere) sono lesioni odontogene che derivano da una degenerazione cistica del follicolo dentale durante il suo sviluppo; ne consegue la mancata eruzione del dente in formazione, che viene a sporgere con la sua corona all’interno della cavità cistica. Radiograficamente si presentano co me lesioni radiotrasparenti uniloculari di dimensioni variabili, a margini netti, circondate da un orletto radiopaco, disposte attorno alla sola corona di un elemento dentario non erotto. L’esame istopatologico del tessuto di rivestimento della cavità cistica evidenzia la presenza di un epitelio squamoso stratificato non cheratinizzato. Frequentemente si associa un infiltrato infiammatorio formato da linfociti, granulociti e plasmacellule. L’epitelio delle cisti follicolari può presentare vari gradi di alterazione istologica, come discontinuità, atrofia o iperplasia a seconda dei processi degenerativi indotti dalla flogosi cronica. Come nelle cisti radicolari, possono essere presenti cristalli di colesterolo e depositi di emosiderina. Le cisti follicolari sono asintomatiche, se non presentano sovrainfezioni. È il secondo tipo di cisti tra quelle odontogene più frequentemente riscontrato nella pratica clinica (10-15%), subito dopo la cisti radicolare (60-75%). VERONA MEDICA Le cisti follicolari si distinguono dalle cisti radicolari per la presenza di un dente ritenuto, incluso nella lesione solo per la porzione della corona anatomica; conseguentemente, si riscontra mancanza nell’arcata dentaria del dente stesso. I follicoli dentari che vanno più frequentemente incontro a degenerazione cistica sono in ordine di frequenza quelli del terzo molare inferiore, del canino superiore, del terzo molare superiore, del secondo premolare e molto raramente quelli di denti sovrannumerari. Dato che questi elementi dentari sono quelli che più frequentemente rimangono inclusi, pare ci sia una correlazione diretta tra il ritardo di eruzione e la probabilità di degenerazione del follicolo dentario corrispondente. Sebbene le cisti dentigere siano costantemente in rapporto con un dente incluso, è stato calcolato che solo l’1% Figura 6: La parete cistica appare parzialmente rivestita da epitelio pavimentoso composto, e compenetrata da infiltrazione flogistica granulocitaria e gigantocellulare plurinucleata, in rapporto a cristalli di colesterolo. degli elementi dentari non erotti origina una cisti follicolare. Studi specifici sull’incidenza di tali lesioni attorno a soli terzi molari indicano una percentuale attorno al 3%. Epidemiologicamente, l’incidenza delle cisti follicolari non è diversa tra uomo e donna, né tra mascellare superiore ed inferiore. Il trattamento di una cisti follicolare è chirurgico e può essere di tre tipi [11]: - cistectomia (o enucleazione) - cistotomia (o marsupializzazione) - tecnica combinata (prima cistotomia poi cistectomia). CASO CLINICO B. D., maschio, 42 anni, si presenta all’attenzione del suo dentista riferendo la fuoriuscita occasionale di liquido dalla zona distale dell’elemento 3.7. L’esecuzione di una radiografia endorale prima, e di una RX OPT poi, rivela la presenza di un’ampia lesione ossea radiotrasparente nell’emimandibola di sinistra, con interessamento degli ele menti dentari 3.5, 3.6, 3.7 e 3.8. Il paziente viene dunque indirizzato dal suo curante in una struttura ospedaliera per un consulto. Si presenta alla nostra attenzione con gli esami radiografici fino ad allora eseguiti. All’anamnesi il paziente non presenta alcuna patologia attuale o passata e dichiara di non essere sottoposto ad alcuna terapia farmacologica. All’esame intraorale si riscontra l’assenza in arcata dell’elemento 3.8; il sondaggio parodontale rivela la presenza di una tasca di 10 mm nei siti DV, D e DL dell’elemento 3.7. Alla palpazione la corticale vestibolare nell’emimandibola di sinistra non pre senta segni di interruzione o alterazioni morfologiche. Il test di vitalità eseguito con cloruro di etile a carico degli elementi 3.5, 3.6 e 3.7 dà esiti positivi. L’esame clinico non evidenzia alcuna altra patologia odontostomatologica [FIGURA 1]. L’osservazione dell’esame radiografico rivela la presenza di una lesione radiotrasparente uniloculare a margini netti, con inclusa la corona anatomica di 3.8, nell’emimandibola di sinistra [FIGURA 2]. L’elemento 3.8 si presenta mesioinclinato e dislocato dalla lesione distalmente rispetto a 3.7. La lesione include parzialmente anche l’apparato radicolare degli elementi 3.5, 3.6 e 3.7. Su tale radiogramma non è visibile il canale mandibolare di sinistra, con sospetto che esso sia stato dislocato inferiormente dalla massa cistica. A completezza del quadro diagnostico, ed in previsione dell’intervento chirurgico, si richiede al paziente l’esecuzione di un esame TC con programma Dentascan. Le immagini cross dell’emimandibola confermano lo spostamento del nervo alveolare sinistro verso il basso, a contatto con la corticale inferiore del corpo mandibolare. L’esame rivela inoltre la scarsissima quantità di tessuto osseo a sostegno dell’elemento 3.7. Al paziente viene proposto il seguente piano di trattamento: • trattamento endodontico degli elementi 3.5 e 3.6; 13 AGGIORNAMENTO Figura 7: RX OPT (controllo a 6 mesi). Già si osserva la parziale remineralizzazione della cavità cistica. •successiva asportazione (cistectomia) della lesione cistica contestualmente all’estrazione di 3.8 e 3.7, entrambi irrimediabilmente compromessi, L’esecuzione di tutte le sedute è pianificata in ambito ambulatoriale ed in regime di anestesia locale. Rassicurato, e avvertito delle possibili sequele neurologiche a carico del nervo alveolare inferiore sinistro, il paziente accetta il trattamento. Procedure cliniche Durante la prima seduta vengono eseguite le terapie endodontiche degli elementi 3.5 e 3.6, in quanto la loro vitalità sarebbe stata compromessa dall’intervento di escissione della lesione cistica. A distanza di una settimana si procede all’intervento di cistectomia. Si procede alla somministrazione di 1,8 ml di anestetico locale (mepivacaina 3%) per ottenere un blocco di tipo tronculare del nervo alveolare inferiore di sinistra; a completamento della manovra anestetica si somministrano altri 1,8 ml (mepivacaina 2% con adrenalina) in zona vestibolare di 3.7 ed a livello del forame mentoniero. Si procede poi all’incisione marginale vestibolare di un lembo esteso dalla zona mesiale di 3.4 fino alla zona distale di 3.7; viene eseguita inoltre un’incisione verticale di rilascio che dalla zona mesiale di 3.4 si estende mesialmente. Si solleva un lembo vestibolare a tutto spessore e si espone la struttura ossea, che 14 appare conservata ed integra. Dopo aver evidenziato l’emergenza del forame mentoniero, si esegue osteotomia della corticale vestibolare fino a raggiungere la parete cistica. Fatto ciò, previa odontotomia verticale, per rendere l’avulsione il più conservativa possibile si procede all’estrazione di 3.7 [FIGURA 3]. Successivamente si procede all’estrazione di 3.8, complicata dal dislocamento in senso posteriore dell’elemento dentario, esito dell’accrescimento della lesione cistica. In seguito si procede allo scollamento della parte cistica dal tessuto osseo circostante mediante cucchiai alveolari; infine si asporta l’intera parete cistica. Si procede poi ad un attento curettaggio della parete ossea rimanente. Questa procedura viene eseguita con particolare attenzione, poiché sul pavimento della cavità ossea, dopo la rimozione della parete epiteliale, si evidenzia il fa- scio vascolo-nervoso alveolare inferiore, racchiuso in una compagine ossea fortemente rimaneggiata e assottigliata [FIGURA 4]. La sutura viene eseguita a punti staccati con filo 5/0 in PTFE [FIGURA 5]. La terapia farmacologica post-operatoria prescritta al paziente prevede la somministrazione di nimesulide (100 mg ogni 12 ore per 3 gg), amoxicillina (1 gr ogni 12 ore per 5 gg), clorexidina 0,12% (2 sciacqui al giorno per sette gg a partire dalla seconda giornata post-operatoria). Dopo 14 giorni viene rimossa la sutura; la guarigione dei tessuti molli rientra nella norma. Esame istologico La parete cistica asportata è stata immersa in una soluzione fissativa di formalina tamponata al 10% e subito inviata per l’esame istopatologico, che ha confermato la diagnosi di cisti follicolare [FIGURA 6]. Follow-up Il paziente esegue un esame RX OPT per monitorare il processo di guarigione della compagine ossea dopo circa 6 mesi, un anno e 3 anni dall’intervento chirurgico. I radiogrammi mostrano la progressiva remineralizzazione della zona occupata dalla cisti e la ricorticalizzazione del canale mandibolare [FIGURE 7, 8, 9]. CONCLUSIONI Il quadro clinico e l’esame radiografico hanno permesso di formulare un’ipotesi diagnostica consolidata da diverse prove (gli elementi dentari coinvolti erano vitali, mancava un elemento in arcata, la lesione cistica presentava al suo interno la corona anatomica del Figura 8: RX OPT (controllo ad 1 anno). VERONA MEDICA AGGIORNAMENTO Figura 9: RX OPT (controllo a 3 anni). dente incluso), ma che il solo esame istologico ha potuto confermare. La strategia terapeutica applicata in questo caso clinico è stata quella della cistectomia; l’esecuzione di una tecnica combinata (cistotomia seguita da successiva cistectomia) avrebbe comportato diversi svantaggi per il paziente. La cistectomia, ovvero l’escissione chirurgica di tutta la cisti in una sola seduta, offre una rapida risoluzione della patologia e permette di chiudere l’accesso chirurgico per prima intenzione. Gli svantaggi legati a tale pratica sono il rischio di frattura della mandibola durante l’intervento (nei casi di lesioni molto ampie), il rischio di lesioni iatrogene a fasci vascolo-nervosi o a strutture anatomiche vicine. La cistotomia prevede una rimozione parziale della parete cistica, la quale viene trasformata in una cavità accessoria del cavo orale. Così facendo si riduce la pressione endocistica e si inverte il processo osteoclastico, con riduzione progressiva delle dimensioni della cisti fino alla scomparsa. Questa metodica permette una riduzione delle dimensioni della cisti senza rischi di danno alle strutture adiacenti, con eventuale recupero ortodontico dell’elemento dentario responsabile della cisti. Gli svantaggi legati però alla cistotomia sono di tipo post-operatorio, ed hanno come esito una guarigione molto lenta con notevoli disagi per il paziente. La cavità accessoria infatti è spesso difficilmente pulibile, con conseguenze prevedibili e fastidiose (ristagno alimentare, alitosi,…). Altri inconvenienti sono legati alla spontanea tendenza dell’orifizio della cavità cistica a chiudersi (e dunque la necessità di usare dispositivi per mantenere la beanza, come garze iodoformiche o drenaggi) e la guarigione talvolta incompleta, che dunque necessità il reintervento. La tecnica combinata prevede una iniziale cistotomia, per far diminuire le dimensioni della lesione, ed una successiva cistectomia. Questa tecnica riduce i tempi di guarigione ed i rischi al momento dell’escissione, ma spesso si incontrano difficoltà nel chiudere per prima intenzione la breccia, creata per la marsupializzazione, alla fine dell’escissione. Questa metodica è indicata quando l’escissione è troppo rischiosa e la marsupializzazione richiede tempi di guarigione troppo lunghi. La scelta terapeutica dell’escissio- ne totale della cisti piuttosto che una marsupializzazione è scaturita dalla volontà di ridurre al minimo lo scomfort post-operatorio al paziente, sfruttando la possibilità di agire in un contesto ancora delimitato dai tessuti duri (come mostrato dall’esame TC), e dal desiderio di accelerare la neoformazione di tessuto osseo nella cavità residua. Questa tecnica presenta rischi non trascurabili, necessitando quindi di attenzione e abilità chirurgica finalizzate a non lesionare il nervo alveolare inferiore. Il paziente deve essere seguito per almeno i primi dodici mesi successivi all’intervento ed invitato ad eseguire radiografie di controllo per monitorare il processo di guarigione ossea. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE [1] Ficarra G. Manuale di patologia e medicina orale. Ed. McGraw-Hill; 2001. [2] Re G, Sacco M. Elementi di clinica odontostomatologica. Ed. Minerva Medica; 1982. [3] Pindborg JJ, Kramer IRH. WHO Histological Typing of Odontogenic Tumours, Jaw Cysts and Allied Lesions, 1st edn. Springer-Verlag; Geneva 1971. [4] Kramer IRH, Pindborg JJ, Shear M. WHO Histological Typing of Odontogenic Tumours, 2nd edn. Springer-Verlag; Geneva 1992. [5] Browne RM. Some observations on the fluid of odontogenic cyst. J Oral Pathol 1976; 5: 74-87. [6] Guven O, Keskin A, Akal UK. The incidence of: cysts and tumors around impacted third molars. 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Giancesare Guidi Segreteria: Giovanni Bonadonna Recapito: [email protected] Raccomandazioni • Al primo appuntamento in gravidanza, a tutte le donne che non riportano determinazioni precedenti, va offerta la determinazione della glicemia plasmatica per identificare le donne con diabete preesistente alla gravidanza. sono definite affette da diabete preesistente alla gravidanza le donne con valori di glicemia plasmatica a digiuno ≥126 mg/dl (7,0 mmol/l), di glicemia plasmatica random ≥200 mg/dl (11,1 mmol/l), di HbA1c (standardizzata ed eseguita entro le 12 settimane) ≥6,5%. Indipendentemente dalla modalità utilizzata, è necessario che risulti superiori alla norma siano confermati in un secondo prelievo. • Nelle donne con gravidanza fisiologica è raccomandato lo screening per il diabete gestazionale, eseguito utilizzando fattori di rischio definiti. A 16-18 settimane di età gestazionale, alle donne con almeno una delle seguenti condizioni: – diabete gestazionale in una gravidanza precedente – indice di massa corporea (IMC) pregravidico ≥30 – riscontro, precedentemente o all’inizio della gravidanza, di valori di glicemia plasmatica compresi fra 100 e 125 mg/dl (5,6-6,9 mmol/l) deve essere offerta una curva da carico con 75 g di glucosio (OGTT 75 g) e un ulteriore OGTT 75 g a 28 settimane di 16 età gestazionale, se la prima determinazione è risultata normale. Sono definite affette da diabete gestazionale le donne con uno o più valori di glicemia plasmatica superiori alle soglie riportate nella tabella 5. A 24-28 settimane di età gestazionale, alle donne con almeno una delle seguenti condizioni: – età ≥35 anni – indice di massa corporea (IMC) pregravidico ≥25 kg/m2 – macrosomia fetale in una gravidanza precedente (≥4,5 kg) – diabete gestazionale in una gravidanza precedente (anche se con determinazione normale a 16-18 settimane) – anamnesi familiare di diabete (parente di primo grado con diabete tipo 2) – famiglia originaria di aree ad altra prevalenza di diabete: Asia meridionale (in particolare India, Pakistan, Bangladesh), caraibi (per la popolazione di origine africana), Medio Oriente (in particolare Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Giordania, Siria, Oman, Qatar, Kuwait, Libano, Egitto. Deve essere offerto un OGTT 75 g. Sono definite affette da diabete gestazionale de donne con uno o più valori di glicemia plasmatica superiori alle soglie riportate nella tabella 5. • Per lo screening del diabete gestazionale non devono essere utilizzati la glicemia plasmatica a digiuno, glicemie random, glucose challenge test (GCT) o minicurva, glicosuria, OGTT 100 g. • I professionisti devono informare le donne in gravidanza che: – nella maggioranza delle donne il diabete gestazionale viene controllato da modifiche della dieta e dell’attività fisica. – se dieta e attività fisica non sono sufficienti per controllare il diabete gestazionale, è necessario assumere insulina; questa condizione si verifica in una percentuale compresa fra il 10% e il 20% delle donne. – se il diabete gestazionale non viene controllato, c’è il rischio di un’aumentata frequenza di complicazioni della gravidanza e del parto, come pre-eclampsia e distocia di spalla. – la diagnosi di diabete gestazionale è associata a un potenziale incremento negli interventi di monitoraggio e assistenziali in gravidanza e durante il parto. – le donne con diabete gestazionale hanno un rischio aumentato, difficile da quantificare, di sviluppare un diabete tipo 2, in particolare nei primi 5 anni dopo il parto. • Alle donne cui è stato diagnosticato un diabete gestazionale deve essere offerto un OGTT 75 g non prima che siano trascorse 6 settimane dal parto. Tabella 5.Criteri per la diagnosi di GDM con OGTT 75 g Glicemia Plasmatica mg/dl mmol/l digiuno ≥92 ≥5,1 dopo 1 ora ≥180 ≥10,0 dopo 2 ore ≥153 ≥8,5 Nota (a cura del gruppo di coordinamento dei laboratori pubblici della provincia di Verona) 1) Per ottimizzare l’accettazione delle richieste di OGTT in gravidanza è utile che la prescrizione medica riporti la dizione: OGTT gravidanza o curva da carico di glucosio in gravidanza. VERONA MEDICA PROFESSIONE E LEGGE Abolito il documento programmatico sulla sicurezza previsto dal “codice privacy” Con l’articolo 45 del D.L. 9 febbraio 2012 n. 5 “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo” è stato soppresso l’obbligo di redigere il “Documento Programmatico sulla Sicurezza” (DPS o DPSS) per qualsiasi trattamento di dati personali ed anche l`autocertificazione sostitutiva del DPS (comma 1 bis art. 34 del D.lgs. 196/2003): in pratica nessun soggetto (professionista, impresa etc. etc.) è più tenuto a redigere il Documento; il Decreto Legge va infatti ad abrogare la lettera g dell’articolo 34 del D.lgs. 196/2003 ed i punti da 19 a 19.8 e 26 del disciplinare tecnico allegato B al D.lgs. 196/2003; in particolare il predetto punto 26 prevedeva l’obbligo di indicare nella relazione accompagnatoria al bilancio di esercizio l’avvenuta redazione o aggiornamento del documento programmatico sulla sicurezza; risulta soppresso anche l’obbligo di interventi formativi degli incaricati del trattamento (punto 19.6 allegato B). Rimangono in vigore gli altri obblighi previsti dal D.lgs. 196/2003, così riassunti: • Nomina eventuale responsabile del trattamento (art. 29) all 49b • Designazione scritta degli incaricati del trattamento (art. 30) all 49c • Password di accesso al sistema informatico e variazione periodica delle password (punto 1 all. B al D.lgs. 196/2003) • Software antivirus e firewall (questo ultimo nel caso di trattamento di dati sensibili) e aggiornamento del software antivirus (punto 16 del l’allegato B - punto 20 allegato B) • Salvataggio (backup) dei dati (pun to 19 allegato B) • Aggiornamento delle patches del software (punto 18 allegato B) • Adozione di misure per il ripristino dei dati entro 7 giorni (nel caso di trattamento di dati sensibili - punto 23 allegato B) • Acquisizione di documentazione nel caso di affidamento a soggetti esterni di realizzazione di misure di sicurezza (punto 25 c. 1 dell’allegato B). Non vi é alcuna soppressione di obblighi in materia di installazione di te lecamere; si rammenta che occorre prima di installare il sistema di video sorveglianza, richiedere il parere pre ventivo della D.P.L. ed ottenere la necessaria autorizzazione, per non incorrere in violazioni dello Statuto dei Lavoratori. Norme comportamentali per i medici che effettuano sostituzioni Si ricorda che all’atto dell’affidamento/accettazione dell’incarico di sostituzione devono essere sottoscritti i seguenti punti: • Il Medico Sostituto deve garantire il pieno rispetto degli orari d’ambulatorio e può modificarli solo previo accordo col Medico Titolare, tenuto conto dei disagi dell’utenza. • Il Medico Sostituto deve garantire lo stesso periodo di reperibilità telefonica attiva che viene garantita dal Medico Titolare (in genere ore 8-10 con risposta diretta del titolare o di altra persona). • Nelle giornate di sabato e nei giorni prefestivi il Medico Sostituto deve rispettare gli impegni del Medico Titolare, deve effettuare la reperibilità telefonica e/o l’ambulatorio qualora fosse prevista attività ambulatoriale e deve effettuare le visite richieste anche se dovesse comportare un prolungamento dell’orario oltre le ore 10 del mattino. • Il Medico Sostituto si impegna a sostituire un solo medico per volta, salvo casi particolari -dichiarati- nello stesso ambito di scelta, per garantire agli utenti una presenza effettiva nella sede d’attività del tutto simile a quella del titolare. • Eventuali accordi tra Medico Titolare e Medico Sostituto al di fuori di questo regolamento devono comunque tenere presente che interesse principale è anche evitare disagi e servizi di scarsa qualità agli assistibili. VERONA MEDICA 17 ATTUALITà Canone RAI per i computer negli studi medici ? La questione concernente l’applicazione del canone RAI a contribuenti che posseggano apparecchiature diverse da radio e televisioni (che tradizionalmente scontano l’imposta) non è stata ancora risolta in modo univoco ed incontestabile. Con la Risoluzione n. 102/E del 19 marzo 2008, l’Agenzia delle Entrate ha risposto ad una richiesta di chiarimenti presentata dall’ADUC (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) che verteva proprio sulla estendibilità del canone RAI anche ad apparecchiature digitali o multimediali diverse da quelle sulle quali il canone è stato applicato, cioè televisori e radio. L’ADUC ha chiesto all’Agenzia se alla nozione di apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni (soggetto al pagamento del canone ai sensi del Regio decreto legge n. 246 del 1938) siano riconducibili, tra gli altri, computer, modem, monitor, videotelefoni. Dal canto suo, l’Agenzia delle Entrate si è ritenuta non competente a chiarire a quali di questi apparecchi debba applicarsi il canone ed ha ritenuto competente per la risoluzione della questione il Ministero delle Comunicazioni (oggi Ministero dello Sviluppo Economico), invitandolo, con nota 67800 del 2007, a pronunciarsi sulla questione. Ad oggi non sussiste nessun atto ufficiale del Ministero che abbia accolto la richiesta dell’Agenzia delle Entrate, per cui sembra non esserci ancora una risposta certa, tale da fugare qualsiasi dubbio sulla questione. Il sito ufficiale della Rai ricomprende tra i soggetti obbligati al pagamento del canone speciale anche gli studi professionali; tuttavia occorre precisare che sul sito si fa riferimento al canone speciale dovuto per il possesso di TV o radio, non anche per al possesso di altre apparecchiature. Da ciò, quindi, si potrebbe asserire che non esiste alcun provvedimento, né di natura legislativa, né di natura amministrativo - regolamentare, che consenta di affermare che anche il possesso di apparecchiature elettroniche diverse da Tv e radio comporti l’automatico obbligo di pagare il canone Rai. Un ulteriore punto che deve necessariamente essere preso in considerazione è il seguente: quando anche si ammettesse che il canone debba applicarsi anche a coloro che posseggono apparecchi quali computer o videotelefonini, si dovrebbe valutare attentamente l’uso al quale tali apparecchi siano destinati. Nel caso in cui il possesso di tali apparecchi elettronici sia giustificato da esigenze professionali ovvero, ancor di più, nel caso in cui il possesso di tali apparecchi sia imposto da accordi o contratti cogenti ed inderogabili che vincolino il possessore, non si può imporre sic et simpliciter il pagamento del canone. La situazione di colui che è tenuto al possesso di un computer per esigenze ed obblighi professionali è ben diversa da quella di un comune privato che possiede un computer per scopi personali; e di tale diversità non si può non tener conto in sede di estendibilità del canone Rai. Nel caso del medico di medicina generale, tale professionista, in forza di un accordo vincolante con il Servizio Sanitario Nazionale (e non quindi in base ad una libera scelta in tal senso) è obbligato a possedere un computer per effettuare tutta una serie di adempimenti che gli sono imposti dall’accordo su indicato (trasmissione on line dei certificati INPS, adempimenti in tema di trasmissione dati, ecc). Non può pretendersi pertanto il pagamento del canone di abbonamento televisivo da parte di tale soggetto, in primo luogo, perché l’utilizzo del computer esula da qualsiasi fruizione di servizi visivi od audiovisivi Rai; in secondo luogo, perché il possesso dell’apparecchiatura, occorre ribadirlo, non è il frutto di una libera scelta del professionista, ma deriva dal corretto adempimento degli accordi con il Servizio Sanitario Nazionale, ai quali il medico non può non adeguarsi. Extracomunitari e quote Mmg, una sentenza fa chiarezza L’Asl non può chiedere al medico di famiglia il rimborso delle quote erogate per pazienti extracomunitari il cui permesso di soggiorno risulta scaduto. A dirlo è il Tribunale del lavoro di Milano, con una sentenza che dovrebbe mettere la parola fine a una querelle lunga circa quattro anni. Tutto inizia nel 2007, quando la Regione Lombardia dà mandato alle Asl di cancellare dalle liste degli assistiti i cittadini extracomunitari la cui posizione non è più aggiornata da almeno 12 mesi. E in più le autorizza a recuperare le quote erogate ai medici di famiglia che li hanno in cura. Poiché il provvedimento regionale vanta effetto retroattivo, i Mmg colpiti dal provvedimento si vedono chiedere la restituzione di somme in alcuni casi ingenti, anche superiori ai 10mila euro. Di qui il ricorso al Tribunale del lavoro, che nella sentenza risalente alla settimana scorsa ha dato ragione ai generalisti. Secondo i giudici, infatti, le disposizioni della Regione contrastano con la Convenzione nazionale della Mg e con l’Accordo integrativo lombardo: la prima, all’articolo 40, impone al medico di famiglia di assistere il paziente extracomunitario «anche nelle more del rinnovo del permesso di soggiorno», il secondo stabilisce all’articolo 7 che non si procede «alla cancellazione automatica della scelta del cittadino extracomunitario» se non in caso di «mancato rinnovo del permesso di soggiorno, così come comunicato all’Asl dagli organi competenti». In base al provvedimento della Regione, invece, le Asl erano autorizzate a rimuovere il nominativo anche solo in assenza di informazioni aggiornate da parte degli uffici per l’immigrazione. 18 VERONA MEDICA ATTUALITà Novità fiscali 2012 Tante sono le novità fiscali previste quest’anno per imprese e professionisti. Per attuare la riforma fiscale, il Governo sarà al lavoro i prossimi nove mesi. Tre sono i punti principali previsti dalla Legge Delega: il primo è dedicato all’equità e alla razionalizzazione del sistema fiscale italiano; il secondo LA NUOVA ICI: IMU DAL 2012 20 all’evasione, all’elusione e al rapporto tra fisco e contribuenti; il terzo rivede la tassazione in funzione della crescita dell’internazionalizzazione delle imprese e della tutela dell’ambiente. L’equità fiscale passerà soprattutto attraverso la riforma del Catasto che avrà il compito di collegare i valori fiscali degli immobili al loro valore di mercato (sarà rilevante la localizzazione, la qualità dell’immobile e la superficie in metri quadrati anziché il numero di vani). La delega riscriverà anche il sistema sanzionatorio, secondo criteri di proporzionalità rispetto alla gravità dei comportamenti. Ma la grande rivoluzione della delega arriverà con la tassazione separata per il reddito delle aziende e delle attività professionali: al fine di incentivare il reinvestimento degli utili nell’impresa o nello studio professionale, verrà tassato il reddito prodotto dall’impresa o dallo studio con una aliquota Irpef fissa e non scaglioni (probabilmente al 27,5%). Ciascun socio dell’impresa o dello studio sarà poi tassato, con l’aliquota progressiva irpef a scaglioni, solo se gli utili verranno effettivamente incassati e non nel caso in cui essi vengano reinvestiti nell’attività. Per attuare la riforma il Governo si concede 9 mesi di tempo per emanare uno o più decreti legislativi. Fuori dalla riforma, elenchiamo intanto le principali novità previste dai decreti già approvati in questi ultimi mesi: • torna l’Ici sulla prima casa, però con una nuova veste, quella dell’IMU (imposta municipale propria), prevista dal federalismo fiscale. Si pagherà in due rate, come l’ici, il 16 giugno ed il 16 dicembre di ogni anno. L’entrata in vigore sarà già dal 2012. Le aliquote dell’IMU saranno le seguenti: • del 4 per mille (i Comuni potranno variare al max del 2 per mille)per l’abitazione principale ed al max una pertinenza per tipo • del 2 per mille per i fabbricati rurali (i Comuni potranno portarla al 1‰) • del 7,6 per mille per tutti gli altri immobili (i Comuni avranno la possibilità di alzarla o abbassarla del 3‰) • i titolari dell’abitazione principale (in cui ci sia dimora e residenza) potranno usufruire di una detrazione pari a 200 €, a cui si aggiunge una ulteriore detrazione di 50 € per ogni figlio fino a 26 anni che abbia dimora e residenza nell’abitazione • sono state abrogate le disposizioni che consentivano ai Comuni di assimilare ad abitazione principale le unità concesse in uso gratuito ai parenti, e di regolamentare le pertinenze. Anche coloro che gli anni precedenti avevano concesso in uso gratuito immobili a familiari senza pagare l’ici, dal 2012 dovranno pagare l’IMU • la base di calcolo per conteggiare l’Imu sarà più alta di quella dell’Ici poiché sono aumentati i moltiplicatori, che variano in base al gruppo catastale di riferimento (senza entrare nel dettaglio del valore dei moltiplicatori, la base imponibile dell’IMU risulterà più che raddoppiata rispetto alla vecchia base imponibile ICI) • l’IMU assorbirà anche l’Irpef sui redditi fondiari, mentre rimarranno l’Irpef o la cedolare secca solo sui fabbricati concessi in locazione AUMENTO DELL’IVA DAL 1° SETTEMBRE 2012 • previsto l’aumento delle aliquote IVA del 2% a partire dal 1° settembre 2012: l’aliquota del 21% passerà quindi al 23% e quella del 10% passerà al 12%. Resta, invece, inalterata, l’aliquota agevolata del 4%. Tali misure necessiteranno tuttavia di un provvedimento attuativo • possibile poi un ulteriore incremento dello 0,5% dal 1° gennaio 2014 LA NUOVA TASSA RIFIUTI: “RES” DAL 2013 • introduzione della RES, nuova tassa sui rifiuti e sui servizi, a partire dal 2013. Il tributo colpirà “chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani”, e sarà commisurato alla quantità e qualità medie di rifiuti prodotti per unità di superficie • entro il 31.10.2012 dovrà essere emanato il decreto attuativo che stabilirà i criteri di determinazione del tributo; quindi i cittadini dovranno attendere tale data per sapere con precisione quanto pagare VERONA MEDICA ATTUALITà A REGIME DETRAZIONE DEL 36% E PROROGA DETRAZIONE DEL 55% • diventa a regime la detrazione Irpef del 36% sulle ristrutturazioni edilizie: si tratta di un intervento importante considerato che tale agevolazione esiste da più di 10 anni ma era sempre stata prorogata, l’ultima ne aveva stabilito la scadenza al 31.12.2012. Le novità più importanti, in vigore dal 2012, sono: • la detraibilità delle spese per la ricostruzione o il ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi e delle spese per opere volte a evitare gli infortuni domestici • detrazione del 25% del prezzo pagato per comprare case in edifici oggetto di restauro-risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia purché vendute entro 6 mesi dalla fine dei lavori • gli eredi continueranno a beneficiare delle rate non usufruite dal defunto ma solo se continueranno a detenere materialmente e direttamente il bene • trasferimento delle quote residue di detrazione automatico, in caso di compravendita, salvo diverso accordo tra le parti • la proroga fino al 2012 della detrazione Irpef del 55% per gli interventi di risparmio energetico • dal 1° gennaio 2013, per gli interventi di risparmio energetico, con particolare riguardo all’istallazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia, spetterà la detrazione del 36%, con un limite di 48.000 € per unità immobiliare PIù SPAZIO ALL’ISEE PER • a partire dal 2013 tutte le agevolazioni fiscali ed i benefici assistenziali saranno legati all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica EquiOTTENERE AGEVOLAZIOvalente) e, oltre una certa soglia di reddito, non saranno più concessi NI E SCONTI DAL 2013 (come avviene già per molte prestazioni sociali dei Comuni) AUMENTO ADDIZIONALE REGIONALE IRPEF • già aumentata per tutti l’addizionale regionale all’IRPEF, che passa dallo 0,9% all’1,23% (già con effetto dall’anno 2011) PER IRES ED IRPEF DEDUCIBILE AL 100% L’IRAP SUL COSTO DEL LAVORO • questo punto non riguarda tutti i cittadini ma solo coloro che hanno partita iva e pagano l’irap. • l’Irap sul costo del lavoro sarà completamente deducibile ai fini Irpef ed Ires • aumentano le deduzioni Irap per le assunzioni di lavoratrici e per i giovani sotto i 35 anni d’età che operano in azienda con contratto a tempo indeterminato SUPER-PRELIEVO SUI BENI DI LUSSO DAL 2012 • dal 1° gennaio 2012 per le auto di lusso con oltre 185 Kw di potenza si applicherà un’addizionale erariale sul bollo pari a 20 € per ogni Kw eccedente il limite indicato • tassati anche le unità con scafo superiori ai 10 metri, per gli stazionamenti giornalieri o per frazione di giorno commisurata alla lunghezza delle imbarcazioni • viene istituita un’imposta erariale sugli aeromobili privati in proporzione al peso massimo al decollo MISURE ANTIEVASIONE VERONA MEDICA • rafforzamento della tracciabilità dei pagamenti, con una riduzione del limite all’uso del contante a € 1.000 • dal 01.01.2012 le banche e gli altri operatori finanziari sono obbligati a comunicare periodicamente all’anagrafe tributaria le movimentazioni dei conti dei clienti • controlli sulle imprese per il pagamento del canone RAI • regime tributario premiale per le imprese che decidano di inviare telematicamente al fisco i dati relativi a corrispettivi, fatture emesse o ricevute e risultanze di operazioni non soggette a fattura; per tali imprese, in particolare, sono assicurate assistenza negli adempimenti, velocizzazione dei rimborsi Iva e alcune agevolazioni in merito all’applicazione degli studi di settore • non ci saranno condoni 21 ATTUALITà PRELIEVO SUI CAPITALI SCUDATI, ATTIVITA’ FINANZIARIE ED IMMOBILI ALL’ESTERO 22 • bollo speciale dal 2012 per i rapporti ancora “segretati” dallo scudo fiscale con aliquota 1% per il 2012, 1,35% per il 2013 e 0,4% a regime dal 2014 • prevista inoltre un’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero da persone fisiche dell’1 per mille nel 2012 e dell’1,5 per mille a decorrere dal 2013 sul valore delle attività finanziarie • anche le case all’estero saranno tassate al 7,6 per mille (come previsto per l’IMU sugli immobile detenuti in Italia) AUMENTO DELLE ACCISE SUI CARBURANTI • aumentate con l’entrata in vigore del decreto anche le accise sui carburanti ad uso autotrazione “ACE”: AIUTO ALLA CRESCITA ECONOMICA • introdotta un’agevolazione che prevede una riduzione delle imposte per le società che hanno aumentato il capitale proprio entro il 31 dicembre 2011 e che potrà essere calcolata già in Unico 2012 BOLLI SUI C/C • dal 01.01.2012 imposta di bollo sugli estratti conto di €34,20 se il titolare è una persona fisica ovvero di € 100 se il titolare è altro soggetto (es. società) • viene introdotta una esenzione dal bollo qualora l’intestatario del conto sia una persona fisica e il valore medio di giacenza annuo non sia superiore a 5.000€ IMPOSTA DI BOLLO SULLE ATTIVITà FINANZIARIE • introdotta una imposta di bollo (“minipatrimoniale”) dovuta sul possesso di attività e strumenti finanziari (esclusi fondi pensione e sanitari) • il tributo sarà dovuto nella misura proporzionale annua sul valore di mercato all’1 per mille per l’anno 2012, elevato all’1,5 per mille dal 2013. L’importo minimo dovuto è fissato in € 34,20, quello massimo in € 1200, quest’ultimo fissato solo per il 2012 • prevista esenzione solo per i buoni postali fruttiferi non superiori a 5.000 euro SPESOMETRO • il 31.01.2012 è già avvenuto primo invio all’Agenzia delle Entrate del cosiddetto “spesometro”. A tale invio saranno obbligati annualmente tutti i soggetti passivi per rendere note le operazioni oltre i 3000 € (3.600€ se comprensivi di iva) INDAGINI FINANZIARIE • come già reso noto dal 01.01.2012 le banche e gli altri operatori finanziari sono obbligati a comunicare all’anagrafe tributaria le movimentazioni dei conti dei clienti LIBERALIZZAZIONI • nuove s.r.l. con 1: possibilità per i giovani sotto i 35 anni di età che potranno dare vita a società srl senza atto notarile e con un solo euro di capitale sociale • attività liberalizzate: decadenza delle norme che prevedono limiti numerici, licenze o atti preventivi di autorizzazione per l’apertura di un’attività economica • integrata la normativa sulle società tra professionisti (stp): l’assetto societario dovrà essere tale da rendere i soci professionisti titolari della maggioranza di almeno i due terzi nelle decisioni • assicurazioni: aumentano le tutele contro le truffe Rc auto (es. scatola nera sul veicolo, ecc) • tariffe professionali: abrogate le tariffe minime e massime previste per le libere professioni. Durata del tirocinio ridotta da 3 anni a 18 mesi • farmacie: in arrivo nuovi esercizi commerciali • notai: entro il 2015 aumenteranno fino a 1000 nuove sedi • prorogato al 01 giugno 2012 il termine per definire le regole di riduzione delle commissioni di pagamento con carta di credito • gratuità delle spese di apertura e gestione dei conti destinati all’accredito e al prelievo di pensioni ammontanti fino a 1500 euro mensili VERONA MEDICA ATTUALITà SEMPLIFICAZIONI • bollino blu: non sarà più annuale ma verrà prodotto contestualmente alla revisione auto • i certificati saranno trasmessi e richiesti on-line • social card: saranno i Comuni a gestire la nuova “social card”, la carta acquisti destinata alle famiglie in disagio economico • via al portale unico per iscriversi all’Università on-line • welfare: verifiche incrociate sui fruitori di servizi assistenziali • le nuove carte d’identità verranno rilasciate con scadenza fissata al giorno di nascita del titolare • i box e posti-auto realizzati negli edifici esistenti potranno essere venduti anche separatamente dall’appartamento di cui sono di pertinenza • privacy: soppresso l’obbligo per imprese e studi professionali di tenere il DPS (Documento Programmatico sulla Sicurezza) Studio Commercialista Zanardi Angiari (VR) Tel. 0442 660245 COMUNICATO AGLI ISCRITTI Abbiamo attivato il nuovo servizio di segreteria telefonica. Quando telefonerete all’Ordine sentirete la voce del RISPONDITORE AUTOMATICO, che provvederà a smistare la chiamata secondo le esigenze di chi chiama. LE OPZIONI SARANNO: • DIGITARE 1 PER PRATICHE ENPAM • DIGITARE 2 PER PUBBLICITÀ SANITARIA E RUOLI • DIGITARE 3 PER AMMINISTRAZIONE, ISCRIZIONI E CANCELLAZIONI • DIGITARE 4 PER COMMISSIONE ODONTOIATRI Senza nessun imput digitato e rimanendo in linea la chiamata sarà dirottata al primo operatore disponibile. Confidiamo di poterVi dare un servizio migliore La segreteria dell’Ordine VERONA MEDICA 23 ATTUALITà Costruire la Sanità Scomparso Giuseppe Castellarin, manager in campo medico e padre di Verona Emergenza. Prolifico autore di saggi e libri. di Maria Teresa Ferrari Il dottor Giuseppe Castellarin, direttore sovrintendente sanitario emerito degli Istituti Ospitalieri di Verona, si è spento dopo una breve malattia, lasciando un grande vuoto nella Sanità veronese. Affollatissima e molto partecipata la commemorazione che gli è stata dedicata al Centro Medico Marani dove a parlare di lui sono stati in tanti, colleghi amici ma anche ex allievi. Costruire per lui era la chiave della vita. E dopo aver edificato il suo futuro con lo studio, ha costruito un tassello importante della sanità, in tempi in cui molto era ancora da fare, con quell’intuizione, quel dono di vedere oltre, che lo aveva fatto osare senza paura. Con un entusiasmo contagioso e grande determinazione. Ha vissuto a Verona per quarantacinque anni; nella città scaligera si era trasferito dal Friuli, dove era nato a Casarsa della Delizia, in provincia di Pordenone. Dopo la laurea in medicina e chirurgia presso l’Università di Padova, la specializzazione in medicina legale ed infortunistica, in igiene e tecnica ospedaliera e in igiene pubblica, proprio in Friuli aveva inizialmente svolto attività di anatomo-patologo, chirurgo e medico-legale. Giuseppe Castellarin è stato il più giovane direttore sanitario d’Italia: ha ricoperto questo incarico presso gli Istituti Ospitalieri di Verona dal 1967 al 1968, quella di vice direttore dal 1968 al 1975, e di direttore sanitario dell’ospedale Civile Maggiore di Verona dal 1975 al 1982, dell’Ospedale Policlinico di Verona dal 1986 al 1988. È stato sovrintendente sanitario del Presidio Ospedaliero di Verona dal 24 tà: negli anni novanta abbiamo infatti 1988 al 1994. Nel 1995 era stato nocontribuito alla nascita dei primi sisteminato direttore generale dell’ULSS mi di emergenza in altre città italiane: 21 di Legnago, incarico mantenuto Genova, Siena, Cagliari, Mantova, Udifino alla fine del 1999. L’elenco delne, Capri per la Campania, Palermo». le cose fatte in tanti anni di attività è Tante sono le parole che ha scritto in lungo; oltre alla docenza presso l’Unistudi e pubblicazioni – oltre 100 lavori versità scaligera, è stato nel 1971 proscientifici pubblicati su testi e riviste motore e organizzatore del “Centro nazionali ed internazionali - altrettante Grandi Ustionati” di Verona, dal 1988 quelle spese per elaborare progetti, al 1994 coordinatore e presidente del nati durante la sua direzione sanitaria. Centro Oncologico regionale dell’area E sono infinite quelle che ha “vissuto” veneta occidentale e ha introdotto nel privato, quando appuntava su un nel 1973 il concetto di sanificazione diario i momenti importanti della sua ospedaliera; ha costituito e organizgiornata o si dilettava, anche nel cuozato nel 1986 il servizio di emergenre della notte, a scrivere poesie. Molte za sanitaria nella provincia di Verona. le ritroviamo in un libro, cui lui teneva Quello che ha sempre considerato il particolarmente, e che ha visto la luce fiore all’occhiello dei suoi progetti, è proprio lo scorso giugno. Salviamo la il servizio di Verona Emergenza. Era il memoria. Il rito del racconto (Gabrielli 20 luglio 1987 quando tutto il sistema Editori, 2011) è il testamento culturale definito “Verona Emergenza” è entrache ci ha lasciato. Lui lo considerava to in funzione: «Il successo di questa il suo testamento spirituale, perchè la iniziativa – ricordava Giuseppe Camemoria è un bene prezioso, perchè stellarin durante un’intervista - è stato la memoria si tramandi di generaziodeterminato anche dall’organizzazione in generazione. Non solo per non ne di una Centrale Operativa unica dimenticare, ma anche perchè aiuti i provinciale e dalla diffusione di un nugiovani ad aprirsi e confrontarsi con mero per l’emergenza, iniziative sorte meno paura e diffidenza alle altre culproprio in concomitanza con l’inizio ture. del servizio di elisoccorso, e che hanno garantito, tramite una gestione unica e centralizzata delle richieste di intervento sanitario, un razionale funzionamento della rete dei soccorsi». L’istituzione del 118 e la creazione di una rete di basi di elisoccorso della Regione Veneto hanno reso ufficiale il lavoro che sin dal 1987 Verona Emergenza aveva concretamente sviluppato. «Quello di Verona Emergenza – concludeva il dott. Castellarin - è stato un percorso irto di difficoltà e di costanti preoccupazioni, ma è stata anche una stagione di grandi entusiasmi e soddisfazioni. Basti ricordare che siamo stati un importante Giuseppe Castellarin esempio per altre real- VERONA MEDICA STORIA DELLA MEDICINA Ciarlatani e medicastri: i mercanti della salute a Verona tra Seicento e Settecento Gianna Ferrari De Salvo È stato scritto molto sui ciarlatani. A occuparsene non sono stati solo gli storici della medicina, ma anche autori di teatro1, pittori e incisori2. I ciarlatani iniziarono a diffondersi in Europa dal XVI secolo. Anche la città scaligera ne accolse a centinaia: tirolesi, veneziani, piemontesi, lombardi, toscani, umbri, napoletani, laziali, pugliesi, siciliani, polacchi, maltesi; alcuni nobili e persino delle donne (si trattava di vedove, o figlie di ciarlatani). I documenti conservati nell’Archivio di Stato di Verona fanno luce su circa 150 anni di attività di medicastri locali e non, sui loro preparati terapeutici e sulle malattie che avrebbero dovuto curare. Paolo Rigoli3 — e prima di lui Francesco Scarcella4 — ha attinto dalle carte in oggetto per raccontare questa sfaccettatura della medicina che, bisogna dire, non ebbe sempre un senso negativo né fu priva di una sua dignità. Sotto il nome di “ciarlatano” (da ciarlare = parlare) erano compresi ogni sorta di venditori nelle pubbliche piazze di prodotti terapeutici, cavadenti, mezzi chirurghi e mezzi speziali, conosciuti anche come montainbanco [= saltimbanco, termine che deriva da “salire, saltare sul banco” per illustrare con “ciarle” mirabolanti pozioni] 5. I medici ciarlatani, e i ciarlatani medici, per richiamare gente e spingerla ad acquistare la loro merce spettacolarizzavano la rappresentazione facendosi accompagnare da giocolieri e da teatranti. Sul banco [= palco] la loro recita, intervallata da musica e canti, consisteva in un dialogo — botta e risposta — con gli spettatori; una sorta di teatro secondario. Alla fine dell’esibizione venivano messi in vendita ritrovati e medicamenti “miracolosi” VERONA MEDICA che spesso consolidavano infondate speranze di guarigione nelle persone semplici o soltanto rese disperate dal bisogno. Ai ciarlatani era generalmente concesso il commercio dei loro preparati terapeutici — quasi tutti dalle proprietà straordinarie, con nomi altisonanti e, spesso, di pura fantasia — a patto, però, che ottenessero il rilascio della patente e che si astenessero dall’esercitare la medicina fisica, cioè visitare il paziente. Nel Settecento, il più insigne e notevole tra tutti coloro che sostarono a Verona fu Buonafede Vitali “saltimbanco”— come egli orgogliosamente amava chiamarsi — noto sotto il nome di Anonimo. Eccezionale figura di ciarlatano, colto e di nobili natali, preparatore e dispensatore di medicamenti, chirurgo6 e chimico, fornito di rara oratoria, fu ideatore di un modo scenografico di fare Medicina abbinando la professione sanitaria con quella del commediante. Nato nel 1686 a Busseto, Parma, esercitò alcuni anni a Verona. Studioso di fama, fu definito da Goldoni «un ciarlatano di specie molto rara degno di essere registrato negli annali del secolo»7. Ricevuto in tutte le corti europee, la sua popolarità lo porterà ospite dello zar Pietro il Grande. Più volte a Roma anche come archiatra, guarirà Innocenzo XIII dal singhiozzo, curato con insuccesso dagli specialisti della corte pontificia. Percorse in lungo e in largo la penisola, fu docente a Palermo e in diverse università italiane, dal 1742 dimorò a Verona dove morirà il 2 ottobre 17458. Nel 1743 fu eletto Protomedico9 della città e dell’ospedale dei Santi Giacomo e Lazzaro della Tomba10, posto da lui occupato sino alla morte. Fu sepolto nella chiesa dei Santi Apostoli11. Il nipote Buonafede junior12, suo figlio adottivo, attribuì il decesso alla peripneumonia, mentre il referto stilato sul registro dell’Ufficio di Sanità indica «febbre e dolori, curato dal medico conte Gasparo Preame (o Priami)»13. Tra il 1743 e il 1744, l’Anonimo (così è sempre citato nel registro degli attestati di morte) esercitò in ospedale e in città. Fra coloro che ebbe in cura troviamo: conte Carlo Guerrer (mal di petto), reverendo Niccolò Vigani Canella (mal di petto), nobile Laura Zanini vedova di Giovanni Schioppo (apoplessia), Mario figlio del conte Girolamo Franco (arioma), e altri14. Esperto di termalismo, scrisse un trattato sulle acque di Caldiero che fu pubblicato postumo15. In Provisioni e Capitoli circa il medicar, componere medicamenti ed altro spettante la medicina, stampato nel 160816, si fa riferimento a tutti gli abusivi in materia medica segnalando che «molti zaratani ed empirici circolatori [= girovaghi] e donnicciole, con medicamenti da loro chiamati magistrali, o secreti, […] vendono nelle piazze con poco timore del Signore Iddio e grave danno del prossimo […], che non addottorati, né esaminati da Collegi Pubblici, con licenze fasulle o senza licenza, esercitano a grave pernice de’ popoli e sprezzo delle Leggi». Si puntualizza che nessuno potrà esercitare l’Arte Medica, sia fisica che chirurgica, «se dopo il dottorato non avrà appresa la pratica per due anni continui in fisica, e uno in chirurgia, sotto [un] medico perito, che almeno abbi anni dodeci di professione». Viene proibito ai chirurghi, benché licenziati o dottorati in chirurgia, di dar medicamento per bocca, purgare gli infermi, visitare i febbricitanti, o gli aggravati da ulteriori mali17. Ai barbieri18 è vietato medicare ferite ed altre gravi malattie senza l’assistenza di un medico fisico o chirurgo diplomato, ordinare medicine, cavare 25 STORIA DELLA MEDICINA sangue e altro, «com’è nel giuramento prestato nel licenziarsi». Allora era un gran proliferare di ciarlatani empirici e ciurmatori, detti altrimenti cerretani (dal castello di Cerreto nei pressi di Spoleto) o magnaguadagni, bagatellieri, alchimisti-chimici-chemiatri veri o presunti che, forniti di abilità istrionica, vendevano illegalmente i loro preparati promettendo di guarire mille incurabili infermità. Furono talora così numerosi, o tali guai provocarono alla salute dei poveri illusi, che si fecero più serrate le disposizioni per ostacolare anche la spesso eccessiva condiscendenza dei Collegi Medici. L’11 marzo 1642, i Provveditori alla Sanità di Venezia dettarono nuove leggi in aggiunta ai capitoli emanati il 28 settembre 1617, ribadendo, innanzitutto, che i privilegi [= attestati] e le licenze dei medici ebrei dovevano essere riconosciuti dal Collegio dei Medici e confermati dal Magistrato di Sanità «con espressa proibitione di poter in maniera alcuna medicar cristiani, potendo solo eseguir la professione suddetta nel Ghetto proprio d’essi ebrei, in pena di pagar ducati cento per cadauna volta che contraffacessero […] et, in oltre, di star anno uno in priggione serrata alla luce, dalla quale non si possa liberare se non averà fatto l’effettivo esborso delli sopraddetti ducati cento. Che alcun zarattano, montainbanco, ò altro sia che sorte di persone si voglia, doppo avute le licenze non possano vender alcun componimento» se non in vasi sigillati da un notaio con il bollo di San Marco «sotto pena ai contraffattori, di bando, priggion, corda, galera, et altro, ad arbitrio della Giustitia, oltre il perder la robba et ducati cinquanta applicati come sopra». Il dispositivo a stampa era affisso ogni anno sopra le scale di San Marco, a Rialto e ai soliti luoghi pubblici in tutto lo Stato. I ciarlatani che ambivano ottenere il permesso di produrre e distribuire i loro “secreti”, pagata la dovuta tassa, consegnavano all’Ufficio di Sanità la nota dei medicinali e gli ingredienti impiegati, affinché potessero essere esaminati ed approvati «dalla Banca delli signori medici e speçieri». Una prima relazione giurata veniva redatta dalla Commissione del Collegio dei Medici Fisici. Risultando il voto favorevole, altri due medici e il Protomedico del Magistrato assistevano alla manipola- 26 zione e assegnavano il giusto prezzo di vendita19. Gli stampatori potevano riprodurre la “ricetta” solo a vista del “privilegio”, pena una multa di cento ducati. Le ricette dovevano portare in calce l’indicazione della tipografia che sarebbe servita da traccia alle forze di polizia per identificare il “trafficante”. Nessun medicinale poteva essere venduto o regalato senza la licenza (da rinnovarsi ogni tre mesi e ogniqualvolta si passava in uno Stato diverso) pena una multa di cento ducati e altre pene accessorie ad arbitrio del Collegio, più il bando perpetuo dallo Stato Veneto. L’8 giugno 1683 i Provveditori alla Sanità, con il solito avviso a stampa, mettevano in guardia le popolazioni rurali circa il modus operandi di alcuni ciar- Ciarlatani latani che non si facevano «scrupolo di praticarsi tagli, scottature considerabili con ogli, peze e rasa [= ragia, trementina] e simili materie, facendosi mordere da serpenti, o ingurgitare veleni, dando avvio a diversi inconvenienti»20. Qualora nei paesi si fossero visti ciarlatani, o vagabondi, vendere con «rilasciata sfacciataggine e temerarietà […] medicamenti, triache, ò altro, à pregiudizio della comune salvezza», gli abitanti erano autorizzati ad avvertire «a tocco di campana martello, onde poter arrestare il trasgressore e, requisita la merce, condurlo alla Giustizia». Le fonti utilizzate per il presente saggio provengono dall’archivio Campagna21: un fascicolo denominato «Ciarlatani» e il «Registro Ciarlatani incomincia 15 febbraio 1738 [Copie tratte dal suo originale in carta pecora]». Il primo copre un periodo che va dal 1660 al 1722, il secondo ospita copie di documenti dal 1642 al 1803. Vi si trovano anche due originali ricette a stampa22, vari avvisi a stampa o la loro trascrizione. Lo spoglio sistematico del materiale (numerosi fogli sono inseriti in modo del tutto casuale) permette di trarre un quadro abbastanza completo dell’avvicendarsi di questi personaggi itineranti. Qui di seguito si dà di ogni ciarlatano il medicamento (i medicamenti) e, dove possibile, si documenta la composizione dei preparati23, omettendo, per ovvie ragioni di spazio, le varie date delle licenze conferite da Venezia e Verona. Licenze e privilegi per vendere, et far vendere et distribuire nell’inclita dominante et in ogni altra città e luoco del Serenissimo Dominio (in b. CXLVI, n. 2388) 1. Giuseppe Toscano [detto Capèl d’oro]: ELETTUARIO ORVIETANO24 «contro morsicature e veleni25». 2. Isabella Scaramuzzina: COMPOSITIONE PER IL MAL FRANCESE. 3. Francesco Dorato, di Venezia: OGLIO DI SASSO26. 4. Francesco Picco, veneziano: OGLIO DI SASSO. 5. Andrea Polli: PILLOLE ANGELICHE27. 6. Girolamo Dari [detto il Polacco]: ARCANO «composto di grasso umano, per dolori frigidi, mal di madre28, siffolamento d’orecchie [= acufeni], tagli, contusioni, vermi et opilatione di milza, et altri mali da frigida intemperie cagionati». La licenza ottenuta a Verona nel 1686 gli fu revocata l’anno dopo, ad istanza di Giovanni Leonardi, romano, che vendeva il medesimo prodotto (v. scheda 2o), e multato per 500 ducati, poiché il suo Arcano fu ritenuto «pregiudiziale e delusorio». Per continuarne il commercio dovrà mutarne il nome, pena il pagamento di altri 500 ducati, bando e prigione. 7. Francesco Cian [detto Padovanello o Moro]: OGLIO SOLARE29; PIETRA ARTIFICIALE. Nel 1693 fu denunciato dal cavadenti bresciano Giovanni Battista Lamberti che, rifacendosi ad un proclama contro i “ciarlatani ingannevoli”, lo accusa di aver venduto a Monzambano, a Valeggio e a Peschiera ― di domenica e senza i VERONA MEDICA STORIA DELLA MEDICINA requisiti necessari e nonostante le proibizioni ― medicamenti per i denti e l’Elettuario da lui nominato ORVIETANO (dal medesimo detto anche Triaca di Venezia), contro i veleni, asserendo che «non può essere che sporchezzi danabili e perniciosissimi alla salute». 8. Zuane [Giovanni] Lonardi: COMPOSITIONE DI GRASSO HUMANO30 «valevole per molti mali». 9. Giuseppe Francesco Roselli: ELETTUARIO detto DEL VECCHIO ORVIETANO contro i veleni. 10. Domenico Suman: DIATESSERON31. 11. Bartolomeo Falconi, piemontese: OGLIO DI SASSO ossia DEL STRAZZONE. 12. Antonio Rappi [detto il Veronese], con la figlia Penezia: BALSAMO ROMANO «per mali cagionati da frigidità e scottature»; ELETTUARIO BELZOAR32 contro i veleni. 13. Antonio Messedino: ACQUA COMPOSTA detta BIRIA. 14. Francesco Messedini, fu Antonio, bresciano: BALSAMO DI GINEPRO «per molti mali che da umori freddi vengono cagionati, però che siano senza febbre, e questo deve essere specificato nella ricetta». 15. Francesco Panizza da Venezia: OGLIO DI SASSO «per mali da frigidità dipendenti, vermi, et per uso di rimedio esterno». 16. Giacomo Filippo Robilardi o Ru bilanti [detto il medico inglese]: ACQUA EMULGENTE, BALSAMO, QUINT’ES SENZA33, ELETTUARIO; ELETTUARIO MAGISTRALE OPPIATO SALUTE DI VITA «per il mal francese»; BALSAMO CATTOLICO34 «valevole a guarir doglie frigide et humide», uso esterno; CEROTTO PERFETTO «per piaghe di gambe»; OLIO DEI MATTONI35 «opportuno e valevole per gli acclarati mali di doglie frigide e umide»; CEROTTO PRO CREPATIS «perfettissimo rimedio per li crepati36». 17. Giovanni Antonio Palombi, detto il Gran Napolitano: BALSAMO «per dolori freddi e umidi»; UNGUENTO DEL FUOCO per scottature; CONSERVA37 «per levar il dolor di denti proveniente da causa fredda». 18. Giovanni Gelmini: OGLIO DI SASSO «a beneficio de’ corpi humani». 19. Carlo Riva, bresciano: ELETTUARIO TRIACALE. 20. Giovanni Leonardi, romano, marchese di Belforte: PURGATIONE DO- VERONA MEDICA MESTICA «contro tumori, gomme, e altri mali provenienti da morbo gallico». Dopo alcuni casi di «sconcerti e incomodi a pregiuditio della salute» gli venne revocata la licenza. Approfondito l’esame dei composti — tutti di natura vegetale — nel giugno 1698 gli fu permesso di commerciare di nuovo tale preparato con l’aiuto di suo figlio Francesco Maria. 21. Bortolamio di Giovanni [detto il Gaetano]: BALSAMO «per dolori da matteria fredda et humida, vermi e tagli»; UNGUENTO per scottature; SECRETO per guarire il dolore di denti causato da «materia fredda». 22. Giuseppe Bresciano [detto il Ferrarese], genero di Domenico Molena, padovano, [detto il Moro dalle Vipere]: ELETTUARIO TRIACALE38 contro i veleni. 23. Giuseppe Rossi, romano: ESSENZA DI ROSMARINO. 24. Michel Angelo Valdita [detto Todeschini]: OGLIO intitolato SOLE TERRENO «per sanare dolori frigidi, ferite semplici e mali esteriori»; ESSENZA ANGELICA «per dolore di denti»; UNGUENTO «per la rogna e scottatura da fuoco». 25. Giuseppe Maria Felice Scutellio, cavaliere del Sacro Romano Impero, cittadino di Trento39. Licenza per «fabbricare, comporre e manipolare e vendere, li suoi fini secreti […] preparati il 12 maggio 1703 alla presenza continua dell’eccellentissimo Francesco Giuseppe Tron, protomedico […] intitolati: BALSAMO PER I VERMI «per ogni male dai medesimi causato, e specie per la febbre maligna, la peste contagiosa, veleni, ipocondria o flatoipocondriaco40, mal di madre e Parone (?), oppilazione di fegato e milza»; BALSAMO SPECIFICO «per dolori colici dipendenti da causa fredda»; BALSAMO SPECIFICO «per dolori ordinari di ventre e flati frigidi»; BALSAMO SPECIFICO «per piaghe, tagli e ferite»; POLVERE «per stagnar sangue dal naso subitamente»; POLVERE «per la ponta o sii pleuritide»; POLVERE «per i calcoli, renella e difficoltà d’urina, previa l’espurgazione da farsi da medico fisico»; VINO MEDICATO «da manipolarsi per il mal francese»; EMPIASTRO o sia CEROTTO «per la sciatica». 26. Giuseppe Rappi di Antonio, detto l’alfier Veronese: BALSAMO SALUTI- FERO «utile alle piaghe delle gambe provocate da fredde e umide cause, non esclusi i dolori gallici, nei reumatismi umidi e freddi, nei vermi dei fanciulli», uso esterno; DONUM DEI, prezzo: 15 soldi l’oncia41. 27. Mattia Barra (Borra) [detto il napolitano]: BALSAMO SALUTIFERO RODEANI «benefico per i corpi umani». 28. Giuseppe Salvador Rappi: BALSAMO SALUTIFERO; BALSAMO DONUM DEI creato dal cavalier Bori42; CEROTTO UTILE. Il primo, «per le piaghe delle gambe provocate da fredde e umide cause, escluso l’impiego per dolori gallici, reumatismi umidi e freddi, nei vermi dei fanciulli», soldi dieci per oncia. 29. Giuseppe Bresciani [detto il Ferrarese]43: BALSAMO DEL SOL «per doglie frigide et humide», uso esterno. 30. Sebastiano Benelli [detto il Professor Chimico]: BALSAMO INNOCENTIANO44 «per infirmità frigide, umide e ventose». 31. Domenico di Rossi: BALSAMO SIMPATICO45 «per ferite, scottature e altro». 32. Pietro Antonio Todeschi romano: BALSAMO IMPERIALE46, uso esterno. 33. Giovanni Battista Sabotti: BALSAMO «per doglie frigide et humide», uso esterno. 34. Lodovico Aquila [detto il Celestino Romano]: BALSAMO D’ARMATA47 «per tagli e mali provenienti da frigidità et humidità». 35. Andrea Matraglia: BALSAMO detto DELLO STRAZZONE «per dolori freddi, umidi e ventosi, vermi e effetti matricali [= della matrice] procedenti dalle medesime cause», uso esterno. 36. Homobon di Bonhomo: OGLIO DE LATERIBUS ò sia DE’ FILOSOFI48. 37. Angelo Bonifacio Donini: BALSAMO ROMANO «per doglie causate da humor frigido»; SECRETI PER SCOTTAURE; ELETTUARIO «contro veleni non corrosivi in dose di una drama49»; PILLOLE per i denti. 38. Domenico Fedeli [detto il Mantoanino] napoletano: BALSAMO FILOSOFICO detto DELLA REGINA DI SVEZIA «per dolori provenienti da causa fredda, et effetti di cibarie, et per semplici tagli»; COMPOSITIONE «per quietar il dolor de’ denti causato da humori freddi». 39. Nicolò Squadrini: QUINTA ESSENZA DI ROSMARINO. 27 STORIA DELLA MEDICINA 40. Simon Greco (Grego) veneziano: OGLIO DI STRAZZONE, uso esterno. 41. Giovanni Bertacchini e Bortolo Ghinelli da Montefestino modenese: OGLIO DI SASSO. 42. Giuseppe Colombani, da Parma [detto l’Alfier Lombardo]: ACQUA per gli occhi; UNGUENTO per il fuoco; BALSAMO UNIVERSALE «valevole per infermità provenienti da causa frigida e in ferite semplici, per li mali e flati procedenti da causa frigida, con facoltà di poter essere preso anco per bocca, in poca quantità di cinque in sei gocie al più», uso esterno; ELETTUARIO DI GINEPRO THERIACALE «per levar la crudità d’humori freddi e per la debolezza dello stomaco, così per li veleni non corrosivi». 43. Claudio Amelli: OGLIO ossia BALSAMO SIMPATICO. 44. Francesco Verai veneziano: COMPOSTO TERIACALE; BALSAMO DI GRASSO HUMANO; POLVERE TERIACALE purgativa. 45. Giuseppe Tortoriti, Ferante Capel d’Oro: ORVIETANO; GRASSO DI VIPERA; POLVERE PURGATIVA DELL’ORVIETANO; POLVERE PER LI VERMINI; PIETRA SIMPATICA per il fuoco50. 46. Giovanni Battista Testa: QUINTA ESSENZA DELL’OSMARINO. 47. Giulio Cesare Corazza [detto il Bologna]: ELETTUARIO TRIACALE contro i veleni. 48. Giovanni Francesco Rocca: SALE VOLATILE ARMONIACO51; SPIRITO DI LIME per il mal di denti; ESSENZA DI ROSMARINO; ACQUA OFTALMICA; OGLIO DI GINEPRO; SPIRITO DI TEREBINTO52; BALSAMO per ferite. 49. Tommaso Toscano [detto l’Orvietano]: ORVIETANO; PILLOLA; GRASSO DI VIPERA; PIETRA SIMPATICA; POLVERE DELL’ORVIETANO purgativa. 50. Giuliano Franchi [detto il Romano]: COMPOSITIONE BALSAMICA; PILLOLE ANGELICHE; CONSERVA ANGELICA. 51. Giuseppe Sachetti [detto Gamba Curta]: BALSAMO POLIGRANO REGIO DI GAMBA CURTA. 52. Properzio Raimondi [detto Scarnecchia], bolognese: BALSAMO ANGELICO53 «per doglie et altri mali humidi e frigidi»; UNGUENTO da fuoco. 53. Giovanni Battista Zucchi Terzi: BALSAMO IMPERIALE. 28 54. Francesco Maria Gaforio [nipote di Francesco Cian, detto Padovanello]: BALSAMO SIMPATICO ORIENTALE, per uso esterno; SALE VOLATILE per il «solo odorato». 55. Pier Francesco Vidini: BALSAMO, uso esterno. 56. Giovanni Taschi: AQUA BALSAMICA; OGLIO BALSAMICO «per ferite semplici, vermi, debolezza di stomaco e dolori causati da materie fredde», uso esterno e interno. 57. Buonafede Vitali [detto l’Anonimo54], dopo aver sostenuto l’esame di medicina e chimica, viene ritenuto sufficientemente abile e perito «così nella teorica, come nella pratica della medicina, della chirurgia, delle meccaniche, della chimica e dell’altre onorevoli scienze che adorano Buonafede Vitali l’animo suo e particolarmente con l’esperimentate prove degli ottimi medicamenti da lui manipolati e dispensati con esito felice nei casi ancora più gravi e difficili, laonde ha riportato somma laude dalli virtuosi professori di questa Città». A Verona, il 16 marzo 1717 sostenne l’esame di medicina e l’8 ottobre 1718, dai Rettori di Verona e Provveditori alla Sanità, gli viene concessa «facoltà di manipolare e vendere tutti i suoi singolari medicamenti chimici e poterli applicare nei mali cronici e nei lunghi mali abbandonati dalla metodica, quanto che l’esperienza ha dimostrato la facoltà e loro pregio nel sanare le più ardue infermità». Vitali diede alle stampe molti opuscoli di ricette; tra i suoi secreti più famosi: PILLOLE ERMETICHE; CERA CATTOLICA; ALESSIFARMACO [= antidoto]; BALSAMO ANODINO MINERALE55; CONFETTO SOLUTIVO; FEBBRIFUGO; SCIROPPO e OLIO DI FULIGINE56, e molti altri. 58. Tomaso Merula fu Giuseppe: ORVIETANO «per veleni non corrosivi»; PILLOLE DI GRASSO DI VIPERA; PIETRA SIMPATICA; POLVERE DELL’ORVIETANO PURGATIVA. 59. Antonio Nava [detto il Capuccino]: ELETTUARIO ORVIETANO «contro i veleni, composto da sei droghe […] di buona qualità». Il medico veronese Stefano Piccoli avverte che il farmaco debba essere dispensato «passati però mesi sei dalla sua compositione». 60. Felice [Felicita] Berti: ERCOLE VITALE; SPIRITO ANGELICO, entrambi per uso esterno. 61. Alessandro Tecioli: OGLIO DI SASSO. 62. Marcello Salomoni [detto il Persiano]: OLIO DI STRAZZON. 63. Antonio Maria Cusani [detto il Milanese]: OGLIO «per far crescere i capelli»; POLVERE «per suffragio dei dolori». 64. Giuliano Franchi [detto il Romano]: BALSAMO DI MARTE57 «per doglie fredde e simili mali». 65. Giovanni Battista Mascheroni: BALSAMO DETTO LEVANTINO58. 66. Claudio Tiberio: ACQUA BALSAMICA INNOCENZIANA «per guarire flati, dolori colici, anco ferite, piaghe, da applicarsi alternativamente». 67. Carlo Greco: COMPOSTO TRIACALE «per affezioni fredde di stomaco e per le qualità venefiche degl’animali e de’ vegetabili». 68. Giovanni Rossi: BALSAMO «per tagli e ferite semplici». 69. Giuditta Turchi: BALSAMO UNGARICO59 per uso esterno. 70. Giovanni Battista Formentelli, veronese: OGLIO DI CALAMITA60 «per humori freddi, humidi, crudi, e tagli», uso esterno. 71. Giovanni Domenico Colussi [detto il Turchetto], romano: BALSAMO DELLA MECCA «per mali da cause fredde, tagli, ferite e contusioni», uso esterno. 72. Giuseppe Calabria: BALSAMO «per ferite dove non c’è forte infiammazione; OGLIO «per indisposizione di stomaco causate da catarri e freddure». VERONA MEDICA STORIA DELLA MEDICINA 73. Costanzo Baglioni: BALSAMO DI ROMA; BALSAMO SIMPATICO. 74. Giovanni Antonio Lippomano, veneto: OGLIO DE LATERIBUS COMPOSTO. 75. Giovanni Velt: SECRETO «valevole per guarire dal flato, obstruzioni di milza, oppressioni di stomaco». 76. Anna Maria Sacchetti, vedova di Giuseppe detto Gamba Curta: BALSAMO POLIGRANO REGIO ovvero OGLIO DEL SOLE. 77. Marco Tambi61: BALSAMO LIVORNESE «per dolori e flatti dipendenti da causa fredda», uso esterno. 78. Giuseppe Bortolotti e Domenico Vitali, cognati, di Ferrara: BALSAMO ANGELICO «per sanare i dolori provocati da frigidità e umidità, per tagli»; BALSAMO PER IL FUOCO, uso esterno. 79. Giovanni Stefano Maccani (o Maccari?): BALSAMO AQUILINO DELLA PRINCIPESSA «valente per tagli e ferite, vermini, debolezza di stomaco e altre crudità», uso esterno. 80. Felice Nicoli [detto il Modenese]: SPIRITO FILOSOFICO «per debolezza di stomaco, flati, dolori da crudità, o acido soverchio, contusioni, tagli e ferite semplici, doglie da freddure», uso interno ed esterno. 81. Giovanni Franceschini [norcino62]: BALSAMO DI VITA «per piaghe, ferite e contusioni, da essere adoperato così esternamente, come internamente63»; ACQUA PER LA SCOLAZIONE [= gonorrea];CEROTTO PER LE ROTTURE; CEROTTO PER LE PIAGHE; UNGUENTO PER LA CARNOSITÀ; PILLOLE CALMARIE, o sia SEMI DI CATAPUCIA64; BALSAMO POTABILE «per l’arenelle de’ calcoli». 82. Francesco Leonardi, romano: ELETTUARIO PER VELENI «non corrosivi, in dose di una drama»; SECRETO «valevole per purgare la testa e mantenere i denti». 83. Francesco Novello [detto Padoanello]: OGLIO SOLARE «per vermi e dolori da cause fredde»; PIETRA «per dolore dei denti»65, uso esterno. 84. Antonio Rebecchi, romano: BALSAMO DI GERUSALEMME DISTILLATO; CEROTTO «per mali nascenti»; CEROTTO «per li denti alentati»; SPIRITI DELLA FONDERIA DI SUA ALTEZZA REALE DI FIRENZE. Nella supplica autografa, il Rebecchi chiede la licenza «affinché possa procac- VERONA MEDICA ciarsi il viver non solo per sé che per la numerosa famiglia». 85. Gioseppa Grimaldi, di Malta: TINTURA ANTISCORBUTICA «per le gengive ulcerate»; ELETTUARIO OPIATICO «per i denti mossi»; POLVERE ODONTALGICA «per sbiancare li denti»; POLVERE DI SALUTE «per la flussione [= emorragia] e dolore di denti»; EMPIASTRO CEFALICO66 «per fortificare il corpo». 86. Gabriel Tonepan, tirolese: MEDICAMENTI DI SOLI SEMPLICI ET HERBE. Nelle licenze rilasciate da Verona nel 1732 e nel 1735, si fa cenno all’«esito felice riportato, con commendazione e con lode in molte importantissime cure da lui sostenute col risanare infermi d’idropisia, punta [= pleuritide], piaghe, et altri mali». Egli manipolava i farmaci insieme al figlio Giovanni. Nel 1736 chiedeva una proroga di altri cinque anni per poter continuare a vendere nel territorio della Serenissima67. 87. Francesco Tiroco fu Domenico Maria, di Taggia diocesi di Albenga: ELETTUARIO detto STOMACHICO per debolezza di stomaco; COMPOSIZIONE ANTISTENICA «per effetti uterini»; DECOTTO «utile per il morbo gallico»; CEROTTO «per la rottura»; ENTE68 PELLEGRINO «profittevole dove bisogna stimolar e rissolver»; ESTRATTO DELLA VIRGA AUREA69 «valevole per i calcoli»; COLLIRIO, o sia ACQUA DA OCCHI «da adoperarsi in particolare per li mali esterni». 88. Domenico Ordelasi [Ordelafi?]: BALSAMO SIMPATICO «per dolori da frigidità e umidità, ferite e tagli semplici» uso esterno; POLVERE «per conservare li denti e farli bianchi70». 89. Giovanni Giacomo Dupar, chirurgo francese: COMPOSITIONE ossia STILLATO «per paralisia», uso interno e esterno; DECOTIONE d’ISSOPO «per asmatici (contenente scaliosa e edera terrestre)», uso interno; PREPARAZIONE dell’OGLIO di SOLFO «detta senz’acido, per mal di petto specialmente cronici, ulcere esterne, dolori intestinali», uso interno e esterno; DECOZIONE «per sputo di sangue»; PILLOLE SOLVENTI e DECOTTO DI SALSA «per morbo gallico», uso interno71. 90. Angelo Gardato, tenente della Compagnia del colonnello Giga Berini: CAUSTICO e DECOTTO «per spine ventose, tumori, erpeti, ulcere, cancrene, piaghe sirose, fistole di qualunque sorte e altri consimili mali, tanto in benefitio delle militie, quanto nelli casi ne’ quali venisse soprachiamato»72. Registro 2396 (Registro Ciarlatani incomincia 15 febraio 1738) 91. Cavalier Arabane Zorzerobeni Una farmacia barocca 29 STORIA DELLA MEDICINA (Zorzembeni?) Polesi, boemo: EREDITARIO SECRETO consistente in «alcune acque, quali servono per curare alcune sorti d’infermità degl’occhi». Chiede alle autorità veneziane che gli sia concesso — dovendo far ritorno in patria — affidare i suoi prodotti a uno speziale di sua fiducia in ogni città della Serenissima. 92. Agostino Borgia: BALSAMO OMOGENEO73 adatto all’uso esterno per sconfiggere i «tumori fatti alla pelle per recenti enfiagioni prodotte da percosse, o da cadute». 93. Angelo Cattalini [detto il Venorci, o Vero Norci?]: CEROTTO per calli e simili74. 94. Israel Erach: AQUA DELLA REGINA DI SVEZIA; RIMEDIO PER I DENTI; TINTURA ALESSIFARMACO; altri indecifrabili. 95. Carlo Antonio Bertocchi, di Paolo, bergamasco: BALSAMO MINERALE «per tagli, ferite semplici, contusioni, ristagni, vermini, debolezze delle parti (?)», uso esterno; PEZZA SALUTARE, un «cerotto risolvente e corroborante», uso esterno; PIETRA MEDICAMENTOSA «per pulire i denti, purgar le gengive, ed estinguere alcuni ardori della cute». 96. Giorgio Teodoro Attanasio Greco: BALSAMO ORIENTALE «per ammaccature, tumori e ferite», uso esterno. 97. Giuseppe Frosini, ebreo convertito [detto il monco], toscano: BALSAMO DETTO DELL’EBREO FATTO CHRISTIANO75 «per ferite semplici, contusioni e ristagni d’humori freddi», uso esterno. CONSERVA TERIACALE «per crudità, debolezza, flati, et altri aggravi di stomaco causati da cibi grassi e sospetti». 98. Pietro Novelli [detto il Padoanello], probabile parente di Francesco Novello (v. scheda 84): PIETRA, uso esterno. 99. Giovanni Maria Grando [= Giangrandi], parmigiano: SPIRITO DI HEBROT [o ELEBROT]; CERA MIAQUALE; AMULETO FEBRILE; BALSAMO OMOGENEO; AQUA VULNERARIA76; CEROTTO PRO CREPATIS; CEROTTO per calli; CEROTTO per la sciatica e dolori di milza; UNGUENTO per la rogna; UNGUENTO per la tigna (tutti per uso esterno); ELISIR, uso interno. 100. Domenico Canziani Salvioni, di Udine: BALSAMO SIMPATICO OMOGENEO77 «per ferite, piaghe, dolori, humori freddi et altri mali». 30 101. Francesco Penazzi, ferrarese: CONSERVA DI MESUE «contro i veleni, dolori di ventre e male dispotile di petto»; BALSAMO GRECO «a base di semplici, per tagli, ferite, doglie, contusioni e altri mali»; CEROTTO «per i calli dei piedi e piaghe di gambe». 102. Valentin Marioni: BALSAMO DELLA MADONNA78, per uso esterno; OLIO BALSAMICO, noto anche con il nome di OLIO BALSAMICO DEI FILOSOFI. 103. Luca Rizzi: SPIRITO BALSAMICO AUREO «per sanare fistole, ferite et altri mali procedenti da frigidità, umidità, ventosità, tranne i mali agli occhi». 104. Elisabetta Varana, moglie di Tomaso Merula fu Giuseppe: ORVIETANO, del fu GREGORIO FERRANTE, «contro veleni non corrosivi». 105. Beniamino Amadeo Beck, tedesco: PANACEA ORIENTALE «per la lue venerea», uso interno; più i cinque rimedi e secreti che furono di madama Giuseppa Grimaldi, di Malta, dalla quale aveva comprato il brevetto’ (v. scheda 86). 106. Matteo Tebler, tirolese: chiede «di poter raccogliere erbe et semplici nelle remote montagne di sua conoscenza e poterle poi trasportare per li luochi del Serenissimo Stato» senza far ingerenza alla medicina o chirurgia. 107. Antonio Cipriano e Francesco Pedotti, suocero e genero: BALSAMO DI COTÙ SCIRIF ossia BALSAMO DI GERUSALEMME79, per uso esterno; PASTIGLIA DI SMIRNE per i denti. 108. Michel Sartori, padovano: BALSAMO AFRICANO ò sia OGLIO DISTILLATO DAGLI ANTICHI FILOSOFI «buono per ferite e tagli». 109. Giuseppe Colli [detto il Versigliano]: OGLIO BALSAMICO DE’ FILOSOFI, volgarmente dello STRACCIONE80. 110. Michel Serra, piemontese: ENTE PELLEGRINO «per mal di testa, di stomaco e doglie cagionate da frigidità»; AQUA «per il mal d’occhi»; SPIRITO ASTRINGENTE «per fermar li denti che tremano e levar il fettore dalla bocca», uso esterno. 111. Paolo Oliveri: PILLOLE BALSAMICHE DEL SIGNOR LOJ MEDICO INGLESE «per il morbo gallico, purganti, decozioni e assorbenti per la distruzione del morbo gallico e scorbuto», uso interno. 112. Luca Boranelli, bolognese: BALSAMO SEMPLICE «per tagli e ferite, ammaccature, scottature, e buganze [= geloni]», uso esterno. 113. Antonio Bergonzi: BALSAMO VULNERARIO. 114. Antonio Fassoni, figlio del fu medico fisico Giovanni Battista: CEROTTO, sive EMPIASTRO BALSAMICO. Dalla ricetta stampata a Verona nel 1749 si evince che tale medicamento era indicato «per dolori di testa con febbre, per occhi e gola infiammati, asma, dolori di petto, asma, coliche, ventosità, ustioni, sciatica, male alle poppe prodotto per troppo latte o altro male da contusione, palpitazioni di cuore, ferite chiuse troppo in fretta con produzione di sacca purulenta, ulcera, carboni […], calli, morbo gallico, piedi gonfi e ghiacciati, geloni, podagra, fistole, scrofole, erpete da causa frigida» e molto altro ancora. Il prodotto invecchiato cambiava colore divenendo più efficace. Fassoni, il 31 marzo 1753, denunciava che lo spadaio di Verona, certo Natal Pozzo, suo ex aiutante, osava vendere di nascosto una pessima imitazione del suo prodotto. 115. Lorenzo Corvi, romano: TINTURA LUNARE. 116. Gio Batta Rossi81: POLVERI, una «per le febbri maligne, l’altra per purgar la massa tutta del sangue». 117. Giacomo Mugnai, fiorentino: BALSAMO ossia OGLIO DEL CHIMIOPERO composto di erbe e ingredienti vari. 118. Michiel de Amicis, napoletano: SPIRITO FILOSOFICO; OGLIO NERVINO; CERA CATTOLICA; PILLOLE MELAGOGHE. 119. Saverio Poeta: BALSAMO DEL PELANDI per ferite e tagli, uso esterno. 120. Ambrogio Grassi [o Grossi] del Castel di Gonzaga: BALSAMO per ferite e tagli. 121. Francesco Tentori: BALSAMO DEL VENERABILE CARDINALE BARBARIGO82. 122. Gregorio Hamingher, tirolese: ARCANO RECONDITO sive BALSAMO «per ferite et doglie frigide». 123. Giovanni Giuseppe Boschetti, novarese: BALSAMO DEI QUATTRO ELEMENTI83 «d’adoprarsi sopra le piaghe»; CEROTTO RISOLVENTE; SECRETO per il mal di denti. VERONA MEDICA STORIA DELLA MEDICINA 124. Luigi Arnes: BALSAMO per sciatiche e reumi. 125. Fra Domenico Praticali Smara, eremita di Viterbo: BALSAMO «per ferite, piaghe, fistole, e spine ventose»; CEROTTO «per flussioni, doglie di petto, maccature, piaghe, ferite e altro»; CEROTTO per il «ritiro de’ nervi»; CEROTTO «per la guarigione di natte, o altra sorte di umori frigidi e ostinati». 126. Gioacchin Razzetta: BALSAMO ANGELICO «per piaghe, ferite, mali verminosi». 127. Natal Innocenzo Pozzo, veronese: EMPIASTRO ossia CEROTTO BALSAMICO (vedi scheda 115). 128. Giovanni Battista Salvioni, bergamasco: OGLIO per contusioni e fe rite; CEROTTO per tumori. 129. Bortolomeo Algeroni, veneto: EMPIASTRO MAGNUM SECRETUM; AQUA SALUTIS84; SPECIFICO ANTIVENEREO. 130. Giovanni Battista Masgumieri: BALSAMO GRECO «per ogni sorte di dolori procedenti da cause frigide et umide», da usarsi esternamente; POLVERE OCULARE IMPERIALE; CEROTTO STOMATICO. 131. Giovanni Greci [detto Cosmopolita]: BALSAMO SIMPATICO; EMPIASTRO «per le rotture intestinali»; PASTIGLIA «per li denti»; POLVERE85 «per li medesimi»; ACQUA «pure per li denti»; COLLIRIO «per pustole e difetti della pelle (specifico per la carnosità)»; MASSA PILLORALE «per difetti dello stomaco»; PILLOLE «per il morbo gallico»; GOCCIOLE DI SALUTE86 definito dai medici un rimedio «veramente particolare, et uno spirito corroborante, delicato, grazioso». 132. Pietro Barberini, ferrarese: ACQUA CEFFALICA87; BALSAMO ORIENTALE «valido nelle piaghe delle gambe, purché non prodotte da gallico». 133. Pietro Maria Sanlazar: BALSAMO GIUDAICO88 per «difficoltà di respiro derivanti da catarro, ungendosi il petto; dolori reumatici derivanti da umori lenti, applicato sul luogo dolente; combustioni fatte dalla polvere pirica, catrame e simili, posta sopra d’esse con bambagia, o praticando tagli superficiali e applicato di sei in sei ore, adoperato in tutti i casi sempre freddo». 134. Carlo Pellizzoni: BALSAMO D’A RMATA «utile nei dolori di stomaco e del basso ventre, prodotti da cause fredde VERONA MEDICA e umide, tagli e ferite semplici, gelature dei piedi dette volgarmente buganze, scottature fatte con acqua bollente, ammaccature prodotte da cadute o percosse, piaghe antiche e putride», uso esterno. Prezzo: 15 soldi all’oncia». 135. Francesco Perdon, di Pietro, da Bovolenta: BALSAMO detto DEL GRAN DUCA DI TOSCANA89, uso esterno; prezzo: 12 soldi all’oncia. 136. Michel Greco: OLIO BALSAMICO SEMPLICE, prezzo: 2 lire all’oncia. 137. Antonio Marioni: OGLIO DELLA MADONNA volgarmente DEL STRAZZON DA ROMA. 138. Paolo Pozzo, del fu Natal: CEROTTO o EMPIASTRO. 139. Gaetano Gigli, veneziano: OLEOSO CEFALICO; PASTIGLIA ANTIFEBBRILE; ELEUTTARIO BELZOATICO; EMPIASTRO STOMACHICO. 140. Domenico Lazzarini: CEROTTO per i calli. 141. Filippo Vitali, dentista: ACQUA «per i denti, buona per i dolori e conservatione delle gengive». 142. Saverio Pellandi: OGLIO DISTILLATO elaborato «coi veri principj dell’Arte Chimica», uso esterno. Quinine 143. Giovanni Battista Cherubini fu Francesco: ACETO ARTIFICIALE «composto con regole sue particolari, e molto dissimili da quelle che si tengono per fare l’aceto comune». 144. Giovanni Zampieri, veronese: ACETO ARTIFICIATO. 145. Petronilla Blancard: BALSAMO VITALE o ELISIR VITAE DEL FU DOTTOR LIEVRE [= Lelievre] «considerato il più elaborato ed efficace che si possa desiderare nelle ferite semplici, ammaccature, tagli e mali consimili». 146. Anna Bortolotti, vedova di Domenico: OLIO CHIMICO DI CENTO ERBE «riconosciuto di particolare efficacia, si adopera esternamente». 147. Fortunato Rossetti, professore di chirurgia, veneziano: SCIROPPO ANTIVENEREO «utile alla curazione del morbo gallico […], rimedio assai geloso, del quale ha demostrato esso professore di possedere la più perfetta e sicura pratica, resta ingionto al medesimo, preciso obbligo di assistere personalmente alla somministrazione del rimedio». La Deputazione medico chirurgico farmaceutica di Mantova, gli concesse di vendere «senza strepito», anche il BALSAMO per «contusioni e tagli» e il CEROTTO per «piaghe delle gambe e tumori freddi». 148. Giuseppe Marioni fu Valentin: OGLIO DELLA MADONNA DELLA SALUTE ossia BALSAMO DELLO STRAZZONE DI ROMA. 149. Francesco Minio: BALSAMO OMOGENEO90. La ricetta di Minio, riprodotta dallo stampatore Pinelli91, così recita: «Questo balsamo si adopera esternamente e vale nei tumori egualmente che nelle piaghe. Sovrapposto alle piaghe, le netta e le rende di bel colore, e finalmente le cicatrizza. Applicato sopra i tumori, li conduce dolcemente alla suppurazione, e li sana. Si pratica nelle scottature e ammaccature, nei panerecci [= paterecci], nelle buganze, ed anche nelle ferite semplici, tendendovi ben unite le loro labbra. Il rimedio si adopera freddo, e si distende sopra un pezzo di tela, o pelle. Per l’ordinario si cambia se non ogni ventiquattro ore. Ma se la piaga, o tumore, genera molta materia, si cambia ogni dodici ore. Si avverta che nei tumori, che non sono arrivati alla suppurazione, va messo assai grosso, e quand’abbiano suppurato, si applica più sottile»92. 31 STORIA DELLA MEDICINA 150. Pier Antonio Monaci, professore dentista: BALSAMO VITALE «per ferite semplici, ammaccature, tagli e mali consimili». 151. Giuseppe Marliani: CEROTTO «per allentature, o sia ernie, […] composto […] di validissimi capi […] e fabbricato da uomo ben intendente, e maestro dell’Arte Chimica». 152. Giovanni Pietro Mariani: BALSAMO VITALE «per tagli, ferite semplici, tumori, piaghe e mali nascenti». 153. Antonio Busacca e Filippo Bonfigli: ESTRATTO AMMIRABILE per le convulsioni. 154. Andrea Chiuppani: POMATA ELETTRICA «per doglie reumatiche ed isciatiche, molto buona per assottigliare e rimettere in circolo gli umori densi e stagnanti». 155. Gaetano Bruni, siciliano: CEROTTINO «composto da sostanze utili agli isterismi». Furono respinti lo SPECIFICO SIMPATICO e l’ACQUA MEDICAMENTOSA perché «sospettati di non felice esito». 156. Nicolò Comarelli fu Antonio, veronese: ACQUA per gli occhi. 157. Pellegrino Gambacorta, di Rimini: BALSAMO. 158. Antonio Parisi, di Catania: ELISIR VITAE93; ACQUA DI MELISSA DI ROMA; OLIO ANTIELMINTICO DI ROMA; ACQUA ANTIPESTILENZIALE. 159. Ferdinando Morati Foggia, di Mantova: BALSAMO per contusioni e tagli; CEROTTO «per piaghe delle gambe e tumori freddi». 160. Domenico, Filippo e Agostino del fu Domenico Ruzzante: BALSAMO detto DEL BOARO. 161. Antonio Della Vecchia fu Andrea: BALSAMO DELLE 4 STAGIONI; SPIRITO DEI FIORI. 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) Abbreviazioni AC = Archivio Campagna ASVr = Archivio di Stato di Verona US = Ufficio di Sanità. La sigla [C] è riferita alla “composizione” delle 15) 16) 17) ricette. 1) Tra i più famosi: Giuseppe Gioacchino Belli, David Augustin de Brueys e Giulio Rospigliosi (papa Clemente IX); nelle loro opere ritraggono il ciarlatano come figura considerevole della società dell’ epoca. Da non dimenticare L’elisir d’amore (melodramma giocoso con il ciarlatano Dulcamara), musicato da Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani. 2) Fra gli altri possiamo ricordare i lavori di: Peter Van Angellis, Pietro Longhi, Giovanni Domenico Tiepolo, Bartolomeo Pinelli, Ber- 32 18) nardino Neri, Giuseppe Maria Mitelli (incisione su disegno di Annibale Carracci). P. RIGOLI, Gli infiniti inganni, il mestiere del ciarlatano tra Sei e Settecento (documenti veronesi, 1678-1803), Verona 1990. Rigoli ha registrato 201 schede segnalando anche i ciarlatani non affiancati dal nome del loro farmaco e tutte le date delle varie concessioni di produzione e vendita rilasciate da Venezia e Verona. F. SCARCELLA, Ciarlatani a Verona nei secoli XVII e XVIII, in «Vita Veronese», II, n. 9, Verona 1949, pp. 18-21. I primi ad essere gratificati di tale epiteto furono gli artisti di strada, poi venne esteso a tutti coloro che si guadagnavano da vivere esibendosi in pubblico, soprattutto in occasione di fiere, mercati e feste paesane. Noto come valente chirurgo e specialista in estetica, fu convocato a Roma da Clemente XI per “risanare” una sua protetta, la bella Faustina Zappi Maratti — poetessa, pittrice e cantante — da una deturpante ferita sul viso. C. GOLDONI, Memorie, a cura di Eugenio Levi, Torino 1967, pp. 130, 131. Su di lui esiste un’ampia bibliografia. Cfr. G. COSMACINI, Il medico saltimbanco, vita e avventure di Buonafede Vitali, giramondo instancabile, chimico di talento, istrione di buona creanza, Bari 2008. Recentemente ne ha scritto anche F. BOTTACINI, Il medico che si fece saltimbanco «arte onorata, decorosa e utile»,«L’Arena», 5 dicembre 2010, p. 73. «Comparve in questa Canzelleria di Sanità l’eccellente Bonafede Vitali, fisico, quale in esecuzione a’ proclami di quest’illustrissimo Ufficio presentò il suo privilegio in medicina ottenuto nell’università di Cattanea 7 luglio 1724, quale sotto li 13 corrente fu dal magistrato […] alla Sanità di Venezia approvato e licenziato» (ASVr, US, reg. 266 bis, 19 marzo 1743, c. non numerata). ASVr, SS. Jacopo e Lazzaro alla Tomba, reg. 1175, c. 21, 9 agosto 1743. Il suo onorario annuo era di quaranta ducati del grosso, con scadenza 21 febbraio 1744; incarico confermato fino al 10 febbraio 1746 e ricompensato con lire 248 (ibidem, c. 56) . Memorie intorno la Vita e gli Studi del dottor Buonafede Vitali, bussetano, in Raccolta di opuscoli scientifici e letterari di chiarissimi autori italiani, tomo terzo, Ferrara 1779, da p. 25 (consultato in internet il 27 giugno 2011). Buonafede Vitali, figlio di Pietro, laureato in filosofia e medicina all’università di Padova il 15 giugno 1747, esercitò a Verona (ASVr, US, reg. 266 bis, alla data 24 giugno 1747). ASVr, US, Morti Città, reg. 72, c. 50. Il conte Gasparo Priami (o Preame) de Cavalieri aveva conseguito il dottorato in Filosofia e Medicina presso l’università di Padova il 1° agosto 1731 (ASVr, US, reg. 269, c. 8v). ASVr, US, Morti città, reg. 71, cc. 12, 28, 84, 111. Li bagni di Caldiero esaminati dal dottor Buonafede Vitali, Venezia 1746. ASVr, AC, b. CXLVII, n. 2396. L’Ufficio di Sanità, constatando la carenza di medici nei piccoli paesi e che «sono molti quelli che pericolano e se ne muoiono senza alcun suffragio», dava facoltà al chirurgo laureato, e di provata esperienza, di soccorrere gli ammalati con alcune prescrizioni di prodotti da assumere per via orale, consistenti in: cassia, manna, elettuari e cose simili. La località doveva essere lontana cinque miglia dal medico condotto e il permesso al chirurgo aveva validità di cinque anni, rinnovabili (ASVr, US, reg. 269, c. sciolta, 19 luglio 1715). Era il gradino più basso nella Sanità. Esperto di forbice e rasoio, era abilitato alla flebotomia e al salasso. 19) Questa in sintesi la procedura per ottenere la concessione di produzione e vendita del prodotto, nonché il diritto di stampa della ricetta che doveva accompagnare ogni singolo esemplare. 20) Su questo si veda T. GARZONI, La Piazza universale di tutte le professioni del mondo, Venezia 1616, prima edizione 1598, Discorso CV, pp. 321v-324v, in P. RIGOLI, Gli infiniti, pp. 90-99. 21) ASVr, AC, b. CXLVI, n. 2388 e b. CXLVII, n. 2396. 22) ASVr, AC, b. CXLVII, n. 2396: «Elisirvite, o sia Balsamo Vitale del fu signor Lievre» venduto da Petronilla Blancard (7 marzo 1772), e «Oglio chimico di Cento Erbe», venduto da Anna Bortolotti (5 settembre 1774). 23) Cfr. M. FUMAGALLI, Dizionario di alchimia e di chimica farmaceutica antiquaria: dall’Oro Filosofale all’Arte Spagirica di Paracelso, Roma 2000; A. GALASSI - R. SARZI, Alla Syrena, spezieria del ’600 in Mantova, Mantova 2000; Database Study Documentation SN 5800 - Italian Charlatans - Copyright David Gentilcore, University of Leicester, 2007 (consultato in internet il 27 giugno 2011). 24) Preparato semidenso ottenuto dalla mescolanza di più principi medicamentosi in polvere, polpe, sali e vegetali impastati con miele, sciroppi e, a volte, resine liquide. Con il nome “Orvietano” (dalla città d’origine del suo inventore) sono noti tre preparati, con formule diverse, messi a punto rispettivamente da: Gregorio Ferranti (1613), Francesco dalla Nave (1649), Paolo Angelini (1665). 25) ASVr, AC, b. CXLVI, n. 2388. Si noti che nella licenza ottenuta a Verona nel 1678 si specifica che Toscani è figlio del fu Carlo di Coscienza (Cosenza?). 26) Ottenuto distillando il petrolio grezzo su un laterizio rovente. Il più pregiato era di colore bianco. Per uso esterno contro parassiti e scabbia, e come risolutivo attenuante. Così il medico veronese Ravignani: «[…] il vero Oglio di Sasso, […] deve esser legittimato dal spetiale perito, può concedersi per uso esterno in doglie frigide; se poi fosse falsificato, non si deve permettere» (ASVr, AC, b. CXLVI, n. 2388, c. sciolta). 27) Servivano a purgare la collera e la flemma, ottime come antidolorifico, per disseccare le ulcere in qualsiasi parte del corpo, risolventi del catarro e ogni tipo di febbre. 28) O mal di matrice, un’affezione vaginale generica. 29) Preparato che sfrutta il calore del sole per favorire profuse sudorazioni. 30) [C]: cera vergine, grasso umano, unguento di ebreo, olio di camomilla, olio di oliva, olio d’ iperico, olio di ruta. 31) Medicamento composto sulla base di quattro semplici. Galeno la usava sotto forma di empiastro contenente elettuario di genziana, coccole di lauro, mirra, aristolochia rotonda e miele. 32) [C]: angelica vera, aristolochia rotonda e lunga, carlina, genziana, ginepro, imperatoria, lauro, miele bianco, mitridato ottimo, seme santo, spica celtica, teriaca di Andromeda fina, valeriana. Cfr. anche F. PONA, Trattato de’ veleni, e lor cura, cap. XV, Verona 1643. 33) Essenza ottenuta con la calcinazione nel crogiolo dei principi attivi. Il prodotto ottenuto veniva sottoposto a cinque distillazioni. 34) [C]: radici di angelica, iperico, mirra, olibano, aloe, benzoino e balsamo di Tolù mescolati in alcol. 35) Poteva essere preparato esclusivamente da alcuni alchimisti che erano in grado di ottenere una sorta di liquore dopo un complesso lavoro di assorbimento e disseccazione sui mattoni. VERONA MEDICA STORIA DELLA MEDICINA 36) Forse a base di menta selvatica e altri ingredienti per favorire l’espulsione dell’aria dall’intestino. 37) [C]: allume di rocca, cannella, chiodi di garofano, miele, pilatro di Levante e tenscuaro (?). 38) «Se alcuno fosse avvelenato deve ricorrere al detto Elettuario pigliandone quanto una mandola distemperato in vino, perché subito rompe il veleno, e lo manda fuori per vomito o per secesso. Per morso di vipera, aspido overo altro animale velenoso, si piglia detto Elettuario come sopra e doppo se ne porge sopra la morsicatura gettandogli due ventose a sangue, e non si lascia dormire ne ber aqua, e sana. Per morso di cane rabbioso si piglia al peso d’una drama la mattina a digiuno, incorporandolo con vino per spatio di 10 giorni con avertire di scotar la morsicatura». Poteva essere usato anche in caso di avvelenamento da funghi, lumache o erbe «insalivate da animali velenosi»; vermi dei fanciulli (da assumersi con brodo di pollo); per animali avvelenati da erba cattiva (10 dramme in vino caldo fino a tre volte al giorno). Cfr, ASVr, AC, b. CXLVI, n. 2388, c. sciolta). 39) G. M. F. SCUTELLIO, Il morir alla moda per politica e per volontà, e tormentar vivendo. Opinione d’oggidi, che costa la vita con evidenza palpabile e incontrastabilmente comprovata a regola e beneficio universale. Dal cavaglier Scutellio, medico empirico, e rationale ..., Venezia 1721. 40) Aerofagia. 41) Pari a 00,251024 grammi. 42Forse Giuseppe Francesco Borri, detto il “Gran Coglionatore”: medico e alchimista, fine erudito, frequentatore di papi e principi, grande viaggiatore, fu processato dall’Inquisizione (cfr. G. COSMACINI, Il medico ciarlatano, vita inimitabile di un europeo del Seicento, Bari 1998). 43) ASVr, US, reg.269, c. sciolta, alla data 23 settembre 1727. 44) C]: incenso, mirra, benzoino, aloe, storace calamita, balsamo peruviano, estratto d’iperico e di assenzio montano, radice di angelica, serpentaria, genziana. Usato, dopo macerazione a bagnomaria, sulle ferite e nella blenorragia. 45) Si otteneva miscelando olio vecchio, solfato ferroso calcinato, bolo armeno, litargirio d’oro (protossido di piombo). 46) [C]: aristolochia rotonda e lunga, assenzio, camomilla, canfora, celidonia, cera vergine, galbano, genziana, gomma araba, grasso di crine di cavallo, grasso di orso, grasso di tasso, grasso viperino, iperico, millefoglie, olio d’oliva, olio dei filosofi, olio dello scorpione, olio di tasso, peucedano officinale, betonica, rosmarino, ruta, bursa pastoris, salvia, sarcocolla, spigo. 47) Il Balsamo di Gerusalemme, detto del Venerabile Cardinale Gregorio Barbarigo (per afflizioni di nervi, piaghe e lividi) era composto da grasso di cavallo, cera, grasso di marmotta, grasso di tasso, grasso umano, midollo e olio. 48) Ottenuto distillando il petrolio grezzo su laterizi roventi e già noto all’arabo Mesuè (m. 857 d.C.). 49) La dramma veronese corrisponde a 3,1378 grammi. 50) In calce alla licenza veronese del 30 novembre 1714 si allude al suo privilegio del 1660 e si fa cenno ai sorprendenti risultati ottenuti a Venezia con le sue cure che risanarono: «molti mali anche incurabili, come scrofole, cancri, scottadure et altri mali abbandonati da medici». 51) Sale ammoniaco. 52) Pianta mediterranea dalla quale veniva estratta la “Trementina di Chio”, usata per VERONA MEDICA 53) 54) 55) 56) 57) 58) 59) 60) 61) 62) 63) 64) 65) 66) 67) 68) 69) 70) 71) 72) 74) produrre unguenti da spalmare sulle ferite come disinfettante e cicatrizzante e un mastice masticabile per profumare l’alito. Composto di olio di noce moscata, olio distillato di Angelica, radice di Angelica polverizzata. Su questo personaggio si veda P. RIGOLI, cit., note 14 e 15, p. 18. [C]: sapone di Spagna, oppio, canfora, essenza di rosmarino sciolti in olio caldo. Per frizioni sulle parti affette da reumatismi. Lo sciroppo, usato nelle malattie di petto, era composto di fuliggine cristallina e vino bianco dolce portati a bollitura, filtrati e addizionati a miele e zucchero (cfr. P. RIGOLI, cit., p. 27). A base di cloruro ferrico deliquescente. [C]: assenzio pontico, canfora raschiata, cera gialla, incenso spolverizzato, minio di Venezia, olio comune, rosmarino, ruta, salvia, spirito di vino gagliardo, storace liquida, trementina di Venezia, unguento laurino. A base di resina di pino. [C]: bitume giudaico, calamita, galbano, legneto, olio composto, olio d’abactine, olio d’ebez, olio di sasso, olio laurino, opopònaco, storace liquida, trementina, unguento d’altea. Sono noti altri Tambi, forse di Livorno: Antonio, Giuseppe, Lazzaro e Giovanni Domenico (detto il “contadino idiota”), e Marco (“cavadenti e montimbanco” e venditore del Balsamo livornese). Quelli di Norcia erano espertissimi nella litotomia, nel levare calcoli, nell’operare ernie, castrare, ecc. Non sarà fuori luogo ricordare qui il veneto Vincenzo Grassi che ottenne dal Veneto Collegio il privilegio di norcino il 5.11.1799 (ASVr, US, reg. 267, c. n. numerata). [C]: alcol, olio essenziale di lavandula, di maggiorana, di garofani, di succino e ruta, cannella, cedro, balsamo peruviano, ambra grigia. Usato anche come antispasmodico. Catapuzia (Euphorbia lathyris). [C]: allume di rocca, cannella, chiodi di garofano, noce moscata, oro zecchino, piretro officinale di Levante, sale di coralli, zenzero. «Mescola cerotto di betonica ½ oncia; carana (estratta dall’Amyris carana) e taccamacca, 3 dramme; balsamo del Tolù polverizzato (o di Copaive) 1 scrupolo (pari a 000,10459 grammi). Mescola. Riscalda e corrobora il capo: funziona bene nei mali di testa freddi, capogiri, vertigini, incubi, mancamenti, paralisi, convulsioni, epilessia e torpore». La taccamacca volgare, la più impiegata in Europa, è un’oleoresina estratta dalla Bursera tormentosa. Cfr. anche ASVr, US, reg. 269, c. sciolta, alla data 22 giugno 1736. Per “ente”, nella farmacia s’intende un sale ammoniaco marziale fatto per sublimazione. La Solidago virga aurea ha proprietà diuretiche, disintossicanti, antinfiammatorie e decongestionanti. ASVr, US, reg. 269, cc. sciolte. ASVr, ibidem. ASVr, US, reg. 266 bis, c. non numerata. «Pigliate benzoino mandolato, tre once; storace calamita, 2 oncie; balsamo di Tolù, cioè di zucchette; mastice fino; radice di angelica odorata; estratto d’ iperico, 1 oncia per sorte; mirra rossa, aloe socotrino, incenso maschio in lacrima, mezz’ oncia per sorte; zafrano orientale, due dramme. Questo sia ben disciolto in spirito di vino prima di altre cose. Si polverizzi ciò ch’è da polverizzarsi. Si metta il tutto in un fiasco di vetro doppio assai capace e con il fondo rotondo se si volesse far l’ operazione a fuoco di cenere, ma se si farà a bagnomaria [ …] non fa di 74) 75) 76) 77) 78) 79) 80) bisogno esser rotondo. Affondateli otto libre di spirito di vino buono, chiudete la bocca del fiasco e sigillatela con colla e, seccata, si metta a bollire sino che ogni cosa quasi tutta sia disciolta. Si raffreddi e si coli il chiaro che si deve ben chiuso conservar all’uso» (M. CHIARIANA, Il desiderato amico medico, ministro della natura ..., che dimostra con sode ragioni doversi fugire in tutte le febbri il pernicioso abuso del salasso - con il metodo di curarle secondo la mente di Elmonzio, e suoi seguaci - ed insieme li rimedi valevoli per guarire più morbi spettanti anche alla chirurgia, Verona 1724, p. 103. Secondo il Chiariana: «innalza i polsi deboli e depressi, piccoli e bassi, ed indebolisce quelli troppo gagliardi, anzi fa cessare la febbre, ma altri potrei addurre» ( pp. 90, 91). [C]: camomilla, iperico, minio. [C]: assenzio, betonica, cera, galbano di Perù, grasso di tasso, grasso di vipera, iperico, olio di sasso, pece greca, pece nera, peopodino (?), rosmarino, ruta, salvia. Distillato di acqua e vino bianco con aggiunta di oli essenziali di erbe aromatiche per curare ogni tipo di lesione traumatica. [C]: aloe, bezoar, incenso damasceno, mastice, mirra, mummia, unghia della gran bestia [= orso], unicorno. Meglio conosciuto come «oglio della Madonna della Salute, volgarmente chiamato Balsamo dello Strazzone di Roma», inventato da Valentino Marioni, continuerà ad essere venduto dal figlio Giuseppe (ASVr, AC, b. CXLVII, n. 2396, 18 marzo 1777). «Da adoperarsi in certi ingombri, vertigini, dolori di testa, che procedano da indigestioni e altre consimili affezioni dello stomaco, nel qual caso si ungano le narici e le tempie, e se ne unga principalmente la bocca dello stomaco sopraponendo un panno caldo. Si adopera nella sordità introducendolo nell’orecchio con un poco di bombagio, ma si guardi che la sordità non sia dalla nascita, o da percosse e ferite avute nel capo. Serve nelle piaghe semplici, non provenienti da morbo gallico. Nel mal di vermi, ungersi le narici, la gola, lo stomaco e tutto il ventre. Serve nelle ammaccature e percosse ungendosi con tovaglioli caldi. Nei flati, mal di milza, nei dolori di ventre basso, ungendo la mattina a digiuno la parte affetta. Si applica nel mal di nervi da cagion umida e fredda, li renderà vigorosi; applicabile nelle flussioni generali e particolari, come sciatiche, reumatismi e simili» (13 marzo 1798, Venezia, ibidem, c. sciolta). [C]: aspic, balsamo del levante, balsamo di Perù, bitume giudaico, cera nuova, cenere, grasso di marmotta, grasso di rasson, grasso d’eserpan, grasso di vipera, grasso dorso, incenso, inuncio, mastice, menta, mirra, olio di camomilla, olio di gigli bianchi, olio d’iperico, olio rosato, olio verdeterra, paraffina, rosmarino, rose secche, ruta. Combinati secondo una preparazione spagirica, garantirebbero un effetto fortemente antinfiammatorio, ossigenante, antiossidante, antisettico e rimineralizzante. Composizione autografa presentata dal Colli: «Ruta, absenzo pontico ò romano, salvia, rosmarino, matricaria, eupatoria di Mesuè, spigo romano. Tutte queste, frante grossamente, si pongano in pigniatta di terra vetriata con olio comune e si fa decozione e doppo si levano l’erbe e si prende pezzetti di matton vergine et infocati per tre o quattro volte et estinti nella detta decotione e poi franti sottilmente si pone il tutto nella storta di vetro ben lutata col suo recipiente pur di vetro, postovi prima olio di ipericon, olio lavorino, unguento di altea, e questi in tempo che distilla l’olio della storta caldo, s’incorporano 33 STORIA DELLA MEDICINA 81) 82) 83) 84) 85) 86) assieme, e si distilla con il fornello a fuoco di reverbero». Era chirurgo, laureato a Padova il 7 novembre 1691 (ASVr, US, reg. 266 bis, alla data 2 agosto 1738). Altro nome del Balsamo di Gerusalemme. Altro nome del Balsamo di Gerusalemme. [C]: melissa, scorzonera, borragine, baclause, fiori d’arancio, noci, fiori d’iperico, cannella, callia lignia, galanga, calamo aromatico, eau de serise. [C]: angelica, aristolochia, genziana, lauro: «fatta in polvere messa sopra il dente mitiga il dolore». [C]: acqua d’Inghilterra, acqua imperiale, parcelle di acqua sanis, balsamo della Mecca, benzoino, caffè spolverato crudo, cannella, cardamomo, cinabro nativo, cipolla fina con vaniglia, ireos di Firenze, melissa fresca, pepe lungo, spirito di vino, zafferano, zucchero candido. Il tutto in una boccia posta per quattro mesi in sterco di cavallo, e dopo un mese al sole. 87) Farmaco per la memoria: cfr. B. VITALI, Lettera scritta ad un cavaliere suo padrone dall’Anonimo in difesa della professione del Salimbanco coll’aggiunta in fine d’una raccolta di segreti utili, e dilettevoli a qualsivoglia stato di persone, Venezia 1739, p. 64. 88) Composizione di balsami, radici di erbe e olii. 89) [C]: cera gialla, olio comune, olio di sasso, rasa di pino. 90) Sono note due preparazioni: 1) aloe socotrino, fior d’iperico, incenso maschio, mastice, pece greca chiara, spirito di vino rettificato; 2) bolo armeno, litargirio d’oro, olio d’oliva, vetriolo romano purificato. 91) Zuan Antonio Pinelli (e dopo di lui i suoi figli) era stampatore ducale. 92) ASVr, AC, b. CXLVII, n. 2396, c. non numerata. 93) [C]: cloe (erba tenera, appena spuntata), radice di genziana, zafferano, rabarbaro, agarico bianco, teriaca, alcol, cannella e zucchero. Usato come tonico e rinforzante, sinonimo della Pietra Filosofale e della Quintessenza. dei Dott. A. e V. Corato S.n.c. ARTICOLI SANITARI PER FARMACIE ED OSPEDALI REAGENTI - APPARECCHI E VETRERIA CHIMICA MEDICAZIONE ASETTICA ED ANTISETTICA 37122 VERONA - Corso Porta Nuova, 131/a - Tel. 045/8007384 - 8002836 Fax 045/8006737 Comunicare il quesito od il sospetto diagnostico È indice di correttezza deontologica e di buona pratica clinica Alcuni Direttori Sanitari e Responsabili di Distretto ci hanno in varie occasioni comunicato che è ancora abbastanza diffusa la pessima abitudine di richiedere visite specialistiche ed accertamenti diagnostici senza comunicare il quesito, o, meglio il sospetto diagnostico. Tale comportamento può essere ammissibile in alcune situazioni particolari ma nella generalità dei casi è contrario alla buona pratica clinica ed al Codice Deontologico (artt. 59, 62) e può in alcune situazioni critiche configurare un reato ai sensi dell’art. 328 del Codice Penale. È altrettanto indice di correttezza deontologica e soprattutto di buona pratica clinica per TUTTI riportare sulle richieste di accertamenti • data di emissione del documento in cui viene indicata la richiesta • timbro personale del medico proponente • firma (se possibile LEGGIBILE) del medico proponente • infine ma non per ultimo: indicazione del motivo e/o del sospetto clinico alla base della richiesta di accertamenti 34 VERONA MEDICA FNOMCeO Elezioni FNOMCeO: intervista ad Amedeo Bianco Presidente Bianco, si prepara ad un nuovo mandato alla guida della Fnomceo. Qual è il suo programma? Mi piacerebbe riuscire a chiudere i cantieri che abbiamo aperto in questi anni. E innanzi tutto vorrei portare avanti e veder realizzare, finalmente, il provvedimento legislativo sul riordino dei nostri Ordini professionali. Ci lavoriamo da anni e non si tratta di una atto burocratico, ma di un intervento assolutamente necessario, con una duplice valenza: da una parte occorre ammodernare gli Ordini sul piano organizzativo, amministrativo, e nelle forme della rappresentatività e rappresentanze rispetto alle quali diventa cruciale un diverso sistema elettorale; dall’altra riqualificarli nei contenuti della loro funzione di rappresentanza esponenziale di tutta professionale, individuando gli ambiti entro i quali questa si concretizza. E in quali ambiti, secondo lei, gli Ordini possono intervenire? Il più importante e senza dubbio quello della qualità professionale, nel senso più ampio. Occuparsi di qualità professionale vuol dire occuparsi di formazione di base e specialistica dei professionisti e dello sviluppo nel tempo del loro patrimonio culturale e delle loro competenze. Credo che questo rientri pienamente nei compiti di tutela generale che ha l’Ordine, perché un professionista di qualità è indubbiamente un elemento di forte garanzia e questo è nell’interesse pubblico. In che modo potete vigilare sulla qualità della formazione? Non è un impegno da poco, perché questo vuol dire interloquire con il sistema formativo, aprendolo ad un confronto tra formazione e professione, che non necessariamente coincidono. E in questo occorre tenere presenti le criticità del sistema universitario, aggravate dalla restrizione delle risorse disponibili, VERONA MEDICA sollecitandolo a rivedere i suoi obiettivi in termini di quantità, attraverso una programmazione che eviti il ricostituirsi di evitare nuove “gobbe” generazionali e previdenziali, ma ha anche di qualità della formazione, perché la medicina, come scienza biotecnologica, cambia rapidamente, così come la sanità e la società ed è evidente che alcuni paradigmi formativi devono essere rivisti. Altro momento importante è quello della formazione specialistica, che rappresenta un aspetto particolare delle nostre facoltà mediche, perché i medici sono gli unici ad avere un percorso lungo, gravato da costi non indifferenti, anche in ragione del fatto che sono anche gli unici ad essere giustamente retribuiti. Credo che occorra adoperarsi perché ci sia una maggiore corrispondenza tra i bisogni sanitari espressi dalla realtà e questa formazione affinché sia davvero professionalizzante, ovvero capace di determinare conoscenze e competenze già immediatamente spendibili. Va dunque realizzato l’assunto andragogico dell’imparar facendo e realizzato l’intreccio tra sistema formativo universitario e sistema sanitario. le tecnologie e sul piano epidemiologico più generale l’incombere delle patologie croniche invalidanti, che chiedono un ridisegno delle competenze e delle organizzazioni sanitarie. Cosa intende per “cambiare il paradigma della formazione”? In medicina si utilizza è ancora centrale il paradigma riduzionista, che verticalizza molto i saperi e le competenze, alimentando un “superspecialismo”. Se questo per un versante risponde all’esigenza di governo e di utilizzo dell’enorme complessità dei saperi, dall’altro i rapidi cambiamenti degli stessi saperi e della domanda di salute pongono invece l’esigenza di una maggiore flessibilità, che renda possibile anche una “riconversione” dei professionisti, perché in una vita lavorativa che dura ormai oltre 40 anni si deve mettere in conto di dover affrontare grandi cambiamenti. Basti pensare, sul piano meramente tecnico, ai tumultuosi cambiamenti del- Pensa ad una maggiore valorizzazione dell’Ecm? Credo che l’Ecm sia uno degli strumenti che prima o poi dovrà portarci alla certificazione di qualità dei professionisti, un passaggio necessario nella consapevolezza che per migliorare occorre valutare e misurare, secondo indicatori e standard di qualità nella logica dello sviluppo continuo professionale. E questo fa pensare alla formazione continua, all’Ecm… La formazione continua può giocare un ruolo fondamentale in questo processo, come un sotto sistema di formazione che sia coassiale al sistema delle cure. E il sistema Ecm, pur con tutti i suoi limiti, è un modello molto avanzato, da valorizzare come elemento caratterizzante del nostro sistema sanitario. Sono convinto che il grande merito dell’Ecm stia nell’aver costruito una cultura dell’aggiornamento delle conoscenze e delle competenze come strumento fondamentale nel rimodellamento delle organizzazioni e della qualità delle cure. Da solo non basterà, ma intanto ha avviato questo processo e lo ha fatto con pochi mezzi: ovunque la formazione è considerata un capitolo di sviluppo su cui investire, mentre noi abbiamo affrontato questa partita con scarse risorse e dobbiamo lottare per non finire in ginocchio. Nel mondo medico si sente un certo disagio professionale e spesso questo porta ad atteggiamenti di rimpianto per altri tempi, quando “il dottore” godeva di maggiore autorità. Lei cosa ne pensa? Tutti ricordano il medico di un tempo, autorevole e a volte autoritario: nella 35 FNOMCeO sua valigetta c’era poco e dove non arrivava con i farmaci, doveva arrivare con le parole. Oggi sono cambiate molte cose: il diritto alla salute ha assunto una diversa rilevanza sociale, sono cresciute le organizzazioni sanitarie, è entrato in campo il “terzo pagante”. E poi, nel campo specifico delle possibilità della medicina di guarire, resta ancora significativo il gap tra le speranze e le evidenze, in mezzo al quale c’è il mare enorme della sofferenza delle persone. Davanti a tutto questo non si tratta di prender posizione, ma di sforzarsi di capire: bisogna giocare la partita con quello che c’è, non con quello che si vorrebbe. Ma il disagio medico è solo rimpianto o ha dei fondamenti? Il disagio della professione, esposta su molti fronti, è reale e chiede risposte. Per dirne solo una: gli ospedali sono forse tra le ultime espressione del modello fordista di organizzazione del lavoro in questo Paese. E i medici ci stanno male. L’ondata di liberalizzazioni non vi preoccupa? Rispetto ad altre professioni intellettuali, noi partiamo da una realtà diversa: l’80% dei medici infatti lavora per il Ssn. Certo stiamo seguendo con attenzione questo processo, per evitare che si creino condizioni che rendano incerti i confini dell’attività professionale, mettendo in difficoltà professionisti come gli odontoiatri, che hanno garantito un settore sul quale la sanità pubblica ha deciso di non intervenire e che lo hanno fatto benissimo, offrendo livelli di qualità ai vertici d’Europa. Lei ha annunciato la volontà di elaborare un Manifesto per un nuovo medico e una nuova medicina. Di cosa si tratta? Ci siamo resi conto che il tema della moderna sanità, della moderna medicina, del nuovo medico non può essere un affare tecnico, interno, perché questo è un terreno dove intervengono anche altre visioni della società e dell’uomo. La difficoltà sta proprio nel tener conto di tutti questi complessi intrecci, perché la malattia, come dicono i sociologi, è un oggetto mobile che sfugge a definizioni univoche, definita contemporaneamente da ciò che vede il medico, 36 ciò che vede il malato e ciò che vede la società. Per questo vogliamo aprire un confronto ampio, con tanti diversi contributi da parte di economisti, sociologi, filosofi, bioeticisti, comunicatori. Ognuno potrà aiutarci a ridefinire noi stessi, il nostro lavoro e la nostra sanità, per aprire poi la partita con la politica. Torniamo alle questioni in sospeso. C’è un ddl sulla responsabilità professionale fermo da tempo in Parlamento. Pensa che si arriverà ad una conclusione? La responsabilità professionale è un tema complesso che abbraccia culture e organizzazioni e procedure e strumenti, sul quale si sta lavorando da più parti. Nell’urgenza c’è un’emergenza e cioè quella della responsabilità civile, in ragione dell’obbligo per tutti i medici, previsto in Finanziaria e ribadito nel decreto sulle liberalizzazioni, di avere un’assicurazione. Il paradosso è che proprio in queste settimane le assicurazioni stanno disdicendo le polizze e i costi stanno lievitando enormemente. Non è un fenomeno nuovo, è già accaduto in altri Paesi con effetti devastanti, per questo se non si interviene la situazione diventa totalmente insostenibile sul piano economico e professionale, per la sanità pubblica e quella privata. È un problema che è ben presente al ministro Balduzzi e anche alle Commissioni parlamentari che seguono la sanità, quindi mi auguro che vengano messi in campo al più presto provvedimenti incisivi ed efficaci. Altra questione aperta in Parlamento è il ddl sul governo clinico. Pensa che sarà approvato? Voglio essere chiaro. Il ddl sul governo clinico è un lavoro generoso, apprezzabile in alcuni passaggi, ma che interviene su un modello di organizzazione dei servizi sanitari che dopo vent’anni dalla riforma aziendalista mostra ormai tutte le sue criticità. Credo che quel modello sia sostanzialmente sprofondato nel solco genetico della sua originaria mission, e cioè governare i costi di produzione controllando i fattori di produzione - tecnologie, beni e servizi, professionisti - peraltro registrando clamorosi fallimenti. Il modello si salva laddove sono stati messi sotto pesante tutela i fondamentali giuridici dell’azienda e cioè l’autonomia finanziaria, organizzativa, gestionale e patrimoniale. Non è un mistero che le aziende in pareggio sono in larghissima parte quelle inserite in sistemi regionali nei quali l’autonomia gestionale e finanziaria è del tutto ausiliaria a rigide programmazioni regionali, mentre quella finanziaria è perfettamente allineata a quella contabile dei budget assegnati, e su tutto incombe il filo doppio che lega i vertici aziendali e il management intermedio, compreso quello professionale, alle prerogative della politica. Insomma, lei dice che il modello aziendalista in sanità ha fallito? Dobbiamo prendere atto della realtà e riconoscere che in queste aziende non c’è altro, se non quello che descrivevo poco fa, e soprattutto manca quel “altro” che, con grande impegno e poco costrutto, cerca di realizzare la mitica clinical governance, ovvero quelle aree di convergenza, di valori, di ruoli, di autonomia e responsabilità dei professionisti. Realizzare questa convergenza è indispensabile per qualificare i “prodotti” di questa “azienda”, che sono complessi e delicati servizi di tutela della salute. Ridisegnare i modelli di organizzazione e gestione, i ruoli, le responsabilità di tutti gli attori in funzione non solo della tenuta dei bilanci ma anche della qualità efficacia e appropriatezza del prodotto dovrebbe essere il fine di un’altra azienda, di un azienda speciale, di un azienda di servizi. Che caratteristiche dovrebbe avere questa azienda di servizi? Meno manager e meno politica? Siamo oltre la storica contraddizione tra manager e professionisti e non basta dire, anche se è vero, che la politica è invadente. Bisogna, responsabilmente, ricostruire uno spirito di appartenenza, fondato sulla condivisione di valori etici e civili, sulla trasparenza e efficienza nella gestione delle risorse, sulla valorizzazione professionale secondo il merito. Ai miei tempi, quando si costruì il Ssn, c’era un forte spirito di appartenenza al servizio, oggi non c’è analogo spirito di appartenenza all’azienda. E se noi per primi non sentiamo come nostra la sanità, non possiamo pensare che la sentano tale i cittadini. Una strada pericolosa, sulla quale si rischia la consunzione del nostro Servizio sanitario nazionale. VERONA MEDICA ENPAM Il punto sull’Enpam Il Sole 24 Ore pubblica una “radiografia” dell’Enpam, l’ente previdenziale dei medici, che gestisce circa 12 miliardi di euro, un quarto del patrimonio di tutte le casse previdenziali italiane. Sono 348.846 gli iscritti all’Enpam, 85.286 è il numero dei pensionati attualmente assistiti. L’Enpam oggi ha investimenti immobiliari pari al 50% del suo patrimonio totale. Una delle attività che ha colpito di più gli osservatori dell’ente è l’acquisto di quote di fondi d’investimenti, all’origine degli sconvolgimenti che hanno fatto tremare l’Enpam nel 2011. I punti critici che rendono vulnerabile il sistema di gestione delle casse previdenziali, senza distinzione, sono due: il patrimonio viene amministrato da pochi consulenti e c’è spesso una scarsa trasparenza delle operazioni. Le proposte sul da farsi non mancano. Attuare provvedimenti immediati per l’identificazione di un percorso condiviso di riforma dello statuto dell’Enpam e istituire tavoli permanenti di confronto con i sindacati, è la richiesta che l’intersindacale della dirigenza medica, dipendente e convenzionata, ha recapitato ai vertici dell’Ente. «Occorre una modifica sostanziale degli organi» si legge nella nota «e un sistema di elezione diretta su base proporzionale. Tutto questo si deve raggiungere attraverso una riduzione del numero dei componenti di tutti gli organi statutari e introducendo un limite ai compensi individuali e collegiali». Tra le principali richieste, c’è anche il «ripristino immediato della contribuzione ridotta su base volontaria di circa il 50% dell’attuale quota A, il mantenimento della contribuzione minima del 2% sull’attività libero professionale dei dipendenti pubblici e pensionati e dell’età pensionabile attuale per coloro che opteranno per il sistema contributivo puro, nonché il perseguimento di forme di assistenza che presentino una tipologia di prestazioni alternative VERONA MEDICA rispetto alle attuali e soprattutto competitive con la previdenza integrativa fiscalmente vantaggiosa». I sindacati chiedono anche un impegno da parte dell’Ente per «favorire ogni forma di riconoscimento della contribuzione in quota A - ai fini dell’anzianità contributiva complessiva - e delle ricongiunzioni e l’autonomia del Fondo generale con l’istituzione di una specifica consulta e l’apertura di un tavolo di confronto per una riforma, valutando le prestazioni assistenziali nell’interesse generale anche ai fini di articolare nuove prestazioni e servizi con equa ripartizione degli oneri fra tutti i fondi». Obbligo d’equilibrio sempre più in alto Il nocciolo del problema è rappresentato dall’articolo 24 della Manovra di dicembre, quella detta “Salva Italia”. Con quel paragrafo, dedicato alle casse previdenziali dei professionisti, l’esecutivo ha infatti allungato da 30 a 50 anni il cosiddetto obbligo prospettico di equilibrio: in sostanza, gli enti devono commisurare entrate (contributi degli iscritti) e uscite (pensioni erogate) in modo che i bilanci non segnino rosso per i successivi 50 anni. Per l’Enpam il provvedimento non poteva arrivare con tempismo più sciagurato. Da circa un anno, infatti, l’ente aveva avviato un faticoso percorso la cui meta avrebbe dovuto essere l’allineamento ai parametri fissati dalla Finanziaria del 2007, che aveva alzato l’obbligo di equilibrio da 15 a 30 anni. Quello che è accaduto dopo quella legge di bilancio per l’Enpam è stato un calvario: la crisi degli hedge funds, il crac della Lehman Brothers, l’indagine della Commissione parlamentare sulle casse private che individua nel portafoglio della Fondazione titoli riconducibili alla banca fallita per un valore di 80 milioni di euro e conclude osservando come «il profilo di rischio sia significativo e richieda un monitoraggio continuo e costante». Gli effetti della crisi finanziaria di quegli anni si ritrovano nel bilancio tecnico attuariale del 2009, che l’Enpam approva a fine 2010 e la Corte dei conti esamina nella primavera successiva: l’Enpam non solo non è in grado di garantire l’equilibrio a 30 anni, ma fallisce anche in quello a 15, perché il rapporto tra entrate e uscite andrà in rosso nel 2022. Dalle cifre, è il giudizio del magistrati contabili, emerge «una situazione economico-finanziaria che diviene instabile entro un lasso di tempo piuttosto breve». La Fondazione decide allora che il 2011 deve essere l’anno della svolta: con l’appoggio di una nuova squadra di consulenti tra i quali spicca l’attuale presidente del consiglio, Mario Monti, il consiglio di amministrazione mette in piedi una riforma del sistema previdenziale per rispettare l’obiettivo dell’equilibrio a 30 anni, obbligando i medici a qualche sacrificio: pensione di vecchiaia a 68 anni a partire dal 2018, innalzamento progressivo dei contributi fino a toccare il 26% nel 2026, valorizzazione dei contributi con un coefficiente di rendimento ridotto a partire dal 2013. La riforma prende corpo in mezzo a nuove polemiche: l’esposto dei cinque presidenti di ordine su un presunto danno di un miliardo di euro, querele e controquerele con la vecchia società di advisor, indagini della GdF e articoli di stampa (poi rivelatisi infondati) su un presunto commissariamento. Non che il parametro dei 50 anni sia irraggiungibile per la Fondazione. Lo sarebbe già oggi se le si consentisse di conteggiare nella partita anche il suo patrimonio finanziario, ma il Governo lo ha scritto a chiare lettere: l’equilibrio deve essere soltanto contabile, cioè riguarda esclusivamente entrate e uscite. Di qui lo sciopero della Fimmg, non a caso il sindacato che finora si è schierato con più prontezza a difesa dell’ente. Anche perché se l’esecutivo non dovesse cedere, l’Enpam ha davanti a sé solo due strade: rinunciare tout court al traguardo dei cinquant’anni, cosa che costringerebbe i suoi assistiti a passare immediatamente al sistema contributivo e i suoi pensionati a versare per 2012 e 2013 un contributo di solidarietà dell’1%, oppure alzare la soglia dei sacrifici e rifare tutti i conti. Ma per i giovani medici significherebbe ritardare l’età pensionabile di un tempo forse insopportabile. Il nuovo corso dell’Ente Prima il risk manager per tenere sotto controllo il portafoglio investimenti. E poi un consulente finanziario, anche straniero, slegato dai conflitti 37 ENPAM di interessi con banche e società di gestioni. La cassa previdenziale di medici e odontoiatri, come riporta ancora il Sole24ore, si prepara alla sterzata. Dopo la nuova governance, ispirata da Mario Monti quando era ancora international advisor di Goldman Sachs, ecco altre novità: risk management e consulenti finanziari. Una marcia a tappe forzate per far diventare la più grande cassa previdenziale italiana molto simile ai fondi pensione americani e nordeuropei. Il nuovo consulente finanziario sarà individuato mediante gara, come previsto dalla Finanziaria del luglio 2011. Secondo indiscrezioni, parteciperà uno dei big del settore, con grande esperienza anche in ambito attuariale: è il gruppo americano Towers Watson, che ha sede in Italia (per la precisione in Milano) oltre ad essere quotato sul listino di Wall Street. Alla gara indetta da Enpam per l’advisor finanziario, dovrebbero partecipare anche società italiane e inglesi (oltre ad altre americane). I nomi ancora non sono noti. Ma l’identikit è stato disegnato nell’ultimo consiglio nazionale dell’ente pensione: a tracciarlo è stato il nuovo direttore finanziario di Enpam, Pierluigi Curti (ex fondazione Cassa di Roma). «Ci saranno degli advisor specializzati che ci supporteranno nella selezione dei gestori – ha affermato Curti davanti alla platea dei delegati medici e dentisti – ma saranno comunque advisor puri, senza conflitti di interessi con le grandi banche che gestiscono i prodotti». E ha aggiunto: «Saranno advisor che lavorano per i più grandi fondi pensione mondiali come per esempio il fondo pensioni della Norvegia che ha 400 miliardi di dollari o i grossi endowment (dotazioni finanziarie) universitari americani come Harward e Yale». I giochi sono aperti dunque. La best practice di Enpam e di Curti dovrebbe a questo punto fare scuola pure per le altre casse previdenziali e in generale per tutti gli investitori istituzionali italiani (fondazioni bancarie comprese). Aggiornamenti delle pensioni minime In aumento le pensioni minime, di quelle di invalidità, delle indennità di maternità e delle prestazioni assistenziali, conseguenza dell’aggiornamen- 38 to Istat. Il trattamento minimo garantito dall’Inps, dato di riferimento per l’integrazione al minimo erogata dalla Fondazione Enpam, è di 6.246,89 euro all’anno (520,57 euro mensili). Il diritto all’integrazione al minimo della pensione è riconosciuto quando gli eventuali altri redditi del pensionato sono inferiori a 12.177,10 euro per il 2011 e a 12.493,78 euro, dato provvisorio, per il 2012. In caso di cumulo con i redditi del coniuge, l’importo non deve superare 24.354,20 euro all’anno per il 2011 e 24.987,56 euro, dato provvisorio, per il 2012. Per quanto riguarda – per il 2012 - le pensioni di invalidità assoluta e permanente e le pensioni indirette (per gli eredi del medico deceduto in attività) l’importo minimo erogabile sarà pari a 14.469,08 euro all’anno lordi. Aggiornato anche il dato sull’indennità di maternità per il 2012, che verrà riconosciuta tra il minimo di 4.747,64 euro e il limite massimo di 23.738,18 euro lordi. Calcolati i nuovi minimi reddituali, anche per accedere alle prestazioni assistenziali straordinarie. Il minimo Inps di 6.246,89, moltiplicato per 6 come da regolamento della Fondazione, produce un limite di reddito pari a 37.481,34 euro, per famiglia con un solo componente. Per ciascuna altra persona presente nel nucleo familiare, l’incremento fisso di una quota ulteriore del minimo Inps, comporta i seguenti importi: 2 persone: 43.728,23; 3 persone: 49.975,12; 4 persone: 56.222,01; 5 persone: 62.468,90. Nuovi controlli e controllati Più di 4mila medici si sono ‘dimenticati’ di versare nel 2011 i contributi all’Enpam. È quanto riscontrato dai controlli incrociati del nucleo ‘anti-evasione’ dell’Enpam con i dati dell’anagrafe tributaria. Ma sommando anche i controlli interni e i ravvedimenti volontari, si arriva a circa 11mila liberi professionisti con posizioni ‘irregolari’, per un totale posto ora in riscossione di circa 35 milioni di euro. Grazie a una convenzione stretta ad aprile 2011 con l’Agenzia delle Entrate per la cooperazione informatica, spiega l’Enpam, sono stati ‘scovati’ 4.718 medici e dentisti libero professionisti che, dopo aver correttamente indicato i loro redditi al fisco, avevano ‘dimenticato’ di regolarizzare la loro posizione previdenziale. Ma in totale, solo nel 2011, ‘’tra controlli interni, ravvedimenti volontari e incroci dei dati con l’Anagrafe tributaria’’ l’Enpam ha emesso ‘’provvedimenti di regolarizzazione contributiva nei confronti di oltre 11.000 medici e dentisti liberi professionisti per un importo totale posto in riscossione di circa 35 milioni di euro’’. ‘’Queste misure di controllo - spiega l’ente - che hanno riguardato gli iscritti al ‘fondo generale-quota B’ ‘’, cioè la quota dovuta sui proventi della libera professione, ‘’mirano a garantire che tutti i medici e i dentisti che fanno libera professione maturino pensioni adeguate. Molto spesso, infatti, capita che i sanitari, dopo aver correttamente dichiarato al fisco i loro redditi, dimentichino di regolarizzare la loro posizione contributiva, correndo il rischio di ricevere, al momento del pensionamento, assegni più bassi del previsto’’. Peraltro, ricorda l’ente, ‘’i liberi professionisti hanno interesse a versare i contributi previdenziali perché sono interamente deducibili dalle tasse, con un risparmio fino al 43 per cento sugli importi versati’’. I controlli si sono concentrati in quattro Regioni, Lazio, Campania, Toscana e Lombardia. ‘’La squadra - spiega l’Enpam è entrata in attività nel marzo 2011 a seguito di un protocollo d’intesa tra la Fondazione e il ministero del Lavoro. Il nucleo è stato costituito per contrastare l’evasione contributiva delle società accreditate dal Ssn’’ che, realizzando ‘’prestazioni specialistiche, sono tenute per legge a pagare un contributo del 2 per cento su una parte del loro fatturato annuo per finanziare le pensioni dei medici e dei dentisti che collaborano all’attività’ d’impresa’’. ‘’Oltre alle 430 società di capitali, gli ispettori Enpam hanno anche individuato 30 società di persone accreditate con il Servizio sanitario nazionale per le quali le Asl non avevano versato i contributi previdenziali dovuti. Nel caso delle società di persone, infatti, l’obbligo spetta alle Asl’’. L’azione anti-evasione, peraltro, ha avuto anche ‘’un effetto positivo indiretto: sull’onda dell’accresciuta attività ispettiva nell’ultimo anno le società che hanno dichiarato spontaneamente i loro fatturati sono aumentate del VERONA MEDICA ENPAM 25% rispetto al 2010’’. ‘’A beneficiare dei proventi di questi controlli - chiarisce l’ente previdenziale - è il fondo pensionistico degli Specialisti Esterni, che è entrato in sofferenza proprio da quando il Servizio sanitario nazionale ha smesso di convenzionare singoli professionisti e ha cominciato ad accreditare solo società ‘’. Esclusione dall’elenco Istat e altre mozioni dell’Adepp Nuovo braccio di ferro tra le Casse previdenziali privatizzate e il Governo. Oggetto della discussione è l’elenco Istat in cui sono inserite centinaia di amministrazioni pubbliche e dal quale le Casse dei professionisti vogliono uscire perché si ritengono strutture private. La novità è nel comma 7 dell’articolo 5 del decreto fiscale (decreto legge n. 16/2012) che va a modificare l’articolo 1 della legge quadro sulla finanza pubblica (196/2009) e che richiama l’elenco Istat “ai fini della applicazione delle disposizioni in materia di finanza pubblica” per il 2011 e per il 2012. “È una norma generica e di dubbia interpretazione – ha detto Andrea Camporese, presidente dell’Adepp (l’Associazione delle casse private dei professionisti). Non possiamo essere inseriti nel perimetro della finanza pubblica. Ci sono normative specifiche che tutelano la nostra autonomia. A questo punto se viene deciso per esempio un taglio ai dipendenti pubblici, dobbiamo tagliare anche i dipendenti delle casse? Per quanto ci riguarda chiederemo uno specifico chiarimento del comma 7. Comunque per due volte il Tar del Lazio ci ha dato ragione. Le Casse – ha concluso - devono essere messe fuori dall’elenco Istat”. Il 23 marzo il Consiglio di Stato deciderà tra l’altro sulla sospensiva o meno del secondo ricorso al Tar. Le Casse private sono pronte a mettere sul tavolo una parte del loro patrimonio per finanziare il rilancio del Paese. Ad annunciarlo, nel giorno del “Professional day”, è stato lo stesso Camporese, presidente dell’Adepp Lachiver Servizi S.r.l. “Abbiamo deciso di fare una proposta concreta al ministro Passera - ha detto Camporese - noi mettiamo sul tavolo un bel gruzzolo, composto dai nostri fondi, per la realizzazione di qualche opera pubblica. Siamo convinti che le infrastrutture siano il volano della ripresa di questo Paese e vogliamo contribuire”. Una mossa del tutto innovativa che richiede però tutele e garanzie. “Per forza - ha ammesso il presidente dell’Adepp - noi dobbiamo fare gli interessi dei nostri iscritti e non sperperarne i capitali. Però non vogliamo speculare: abitualmente le casse di previdenza privata operano degli investimenti per far fruttare il capitale. Anche in questo caso questo sarebbe l’obiettivo, ma senza cercare speculazioni. Certo, bisognerebbe garantire il capitale perché noi possiamo anche ipotizzare introiti più bassi ma non certo rischiare il patrimonio. Ma in tal senso – ha concluso - esistono i sistemi per garantirsi reciprocamente”. Ambiente, sicurezza, qualità Siamo consulenti qualificati, con forte specializzazione, a servizio delle Strutture Sanitarie del Veneto che vogliono raggiungere l’Accreditamento Regionale La nostra organizzazione, composta da consulenti esperti nelle varie discipline richieste per la valutazione in conformità alla L.R. 22/02, è a disposizione per: ► la verifica dei requisiti generali e specifici richiesti dalla Regione per l’Autorizzazione all’esercizio e per l’Accreditamento istituzionale ► il rapporto di rispondenza con le indicazioni per l’adeguamento ► l’elaborazione dei documenti da presentare in Regione ► l’elaborazioni degli indicatori per il miglioramento Via Leoncino, 10 — 37121 Verona; tel. 045/8009014 fax 045/8032918 www.lachiver.com — [email protected] Azienda con sistema qualità certificato ISO 9001:2000 VERONA MEDICA 39 ENPAM Approvata la riforma delle pensioni Enpam La Fondazione Enpam ha approvato la riforma delle pensioni che garantisce una sostenibilità a oltre 50 anni del suo sistema previdenziale. La cassa dei medici e degli odontoiatri è il primo ente previdenziale privatizzato a mettersi in regola con i nuovi requisiti introdotti dal decreto Salva Italia. La riforma verrà consegnata ai ministeri vigilanti che dovranno esprimere il loro nulla osta. “Siamo orgogliosi del senso di responsabilità della nostra categoria, che ha concluso in autonomia questo percorso di riforma per rispettare i nuovi requisiti di sostenibilità di lungo periodo – ha dichiarato il vicepresidente vicario della Fondazione • la valutazione della tenuta del sistema su un unico bilancio tecnico della Fondazione. Si è tenuto conto del saldo corrente (che include anche i proventi del patrimonio). Enpam Alberto Oliveti -. La riforma garantisce adeguatezza delle prestazioni e l’equità nei confronti delle generazioni che verranno. Ci proponiamo adesso ai ministeri, convinti che sapranno riconoscere la bontà del lavoro fatto. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato”. Questi i criteri seguiti negli interventi di riordino approvati: • il rispetto del pro rata: la parte di pensione maturata fino al 31/12/2012 verrà calcolata con i vecchi criteri; non verrà toccato quanto assegnato prima del 2013 (contributi ordinari, aliquota modulare, riscatti della laurea, allineamento, etc); Per i fondi maggiori il metodo di calcolo della pensione resta il contributivo indiretto Enpam; un sistema che considera “un periodo di riferimento per il computo del reddito pensionabile pari all’intera vita lavorativa, sempre nella previsione di aliquote di rendimento che garantiscano l’equità attuariale e la sostenibilità finanziaria del sistema” (cit. Elsa Fornero). Un secondo vantaggio è che la rivalutazione è agganciata all’inflazione (che notoriamente è sempre in crescita) invece che al PIL, che può avere anche un andamento prossimo allo zero (come accaduto nel 2011) o addirittura negativo (come previsto per il 2012). La riforma è anche caratterizzata da un percorso di omogeneizzazione del regime previdenziale delle gestioni. MODIFICHE COMUNI A TUTTE LE GESTIONI Pensione di vecchiaia Innalzamento graduale dell’età per la pensione di vecchiaia dagli attuali 65 anni fino a 68 anni (dal 2018) Fino al 31.12.2012 2013 2014 2015 2016 2017 Dal 2018 in poi 65 anni 65 anni e 6 mesi 66 anni 66 anni e 6 mesi 67 anni 67 anni e 6 mesi 68 anni Pensione anticipata Resta possibile andare in pensione anticipata, anche se, come richiesto dal Ministro Fornero, l’età minima aumenterà fino a 62 anni (dal 2018). Fino al 31.12.2012 58 anni con applicazione finestre 40 2013 2014 2015 2016 2017 Dal 2018 in poi 59 anni e 6 mesi 60 anni 60 anni e 6 mesi 61 anni 61 anni e 6 mesi 62 anni VERONA MEDICA ENPAM Chi sceglierà il pensionamento anticipato avrà una riduzione rispetto alla pensione ordinaria perché percepirà l’assegno per un numero maggiore di anni. Oltre che il requisito dell’età minima sarà necessario maturare un’anzianità contributiva di 35 anni e un’anzianità di laurea di 30 anni; oppure, senza il requisito dell’età minima, si potrà andare in pensione anticipata con un’anzianità contributiva di 42 anni e un’anzianità di laurea di 30 anni. Contributi L’aliquota contributiva resta per tutti la stessa fino al 2014. Si prevede un aumento graduale dal 2015, quando cioè verranno sbloccate le convenzioni. (Valido per i fondi che rimangono al contributivo indiretto) Premio per chi rimane Chi resterà a lavoro più a lungo continuerà ad essere premiato: i contributi versati dopo il compimento dell’età per la pensione di vecchiaia varranno il 20% in più. (Valido per i fondi che rimangono al contributivo indiretto) Misure a favore dei giovani Per le giovani generazioni sono previste misure migliorative. Gli iscritti con età inferiore ai 50 anni potranno contare, a partire dal 1° gennaio 2013, su un tasso di rivalutazione dei contributi versati al 100% dell’inflazione, per tutti gli altri invece il tasso è pari al 75%. La flessibilità del sistema Enpam consentirà anche la possibilità di aumentare l’aliquota di prestazione (o aliquota di rendimento) sulla base dell’avanzo economico che risulterà dai prossimi bilanci tecnici. L’incremento dell’aliquota farà crescere l’importo della rendita mensile della pensione. (Valido per i fondi che rimangono al contributivo indiretto) CONTRIBUTIVO INDIRETTO A VALORIZZAZIONE IMMEDIATA L’Enpam finora aveva definito il suo sistema come retributivo reddituale; nella realtà si tratta di un vero e pro- VERONA MEDICA prio metodo contributivo perché le pensioni sono legate ai contributi versati lungo l’arco dell’intera vita lavorativa, con l’uso di un’aliquota di prestazione (o aliquota di rendimento) che la Fondazione stabilisce sulla base di tecniche attuariali. Il metodo Enpam viene definito contributivo indiretto perché, ai fini del calcolo, la prestazione viene determinata in base ai compensi rivalutati (comunque sempre ricostruiti a partire dalla contribuzione versata). È un meccanismo a valorizzazione immediata perché consente di assegnare subito ai contributi pagati un valore certo, che sarà riscosso al momento del pensionamento. Questo metodo rimane per i fondi della Medicina generale, degli Specialisti ambulatoriali e della Libera professione che in totale rappresentano oltre l’80% delle entrate contributive dell’Enpam. MODIFICHE SPECIFICHE Fondo dei medici di medicina generale (68.670 iscritti attivi; 53% delle entrate contributive Enpam) L’aliquota contributiva rimane al 16,5%, per i medici di medicina generale, e al 15%, per i pediatri, fino al 31 dicembre 2014. Nel 2015 l’aliquota passerà al 17% per i medici e al 16% per i pediatri. Dal 2016 è previsto un aumento graduale dell’1% all’anno fino a un massimo del 26% (nel 2024; per i pediatri nel 2025). I contributi versati dal 1° gennaio 2013 verranno trasformati in rendita mensile con un’aliquota di prestazione (o di rendimento) dell’1,4%. Per i pediatri quest’aliquota verrà calcolata in proporzione all’aliquota di contribuzione fino a raggiungere l’1,4% dal 2025 in poi. Resta in vigore il metodo di calcolo dell’Enpam, il contributivo indiretto. Fondo degli specialisti ambulatoriali (17.720 iscritti attivi; 14% delle entrate contributive Enpam) Dal 1° gennaio 2013 anche per gli Specialisti ambulatoriali sarà più semplice calcolare la pensione. La parte di prestazione maturata a partire da questa data, infatti, verrà determina- ta con lo stesso metodo (contributivo indiretto) già impiegato per il fondo della medicina generale. L’aliquota contributiva resterà al 24% fino al 2014. A partire dal 1° gennaio 2015 ci sarà un aumento graduale di un punto percentuale all’anno fino ad allinearsi all’aliquota media dei dipendenti che è del 32,65% (nel 2023). L’aliquota di prestazione (o rendimento) rimane il 2,25% all’anno (per gli iscritti con contratto di dipendenza sarà del 2,30%). Dal 1° gennaio 2013 gli iscritti che hanno scelto il contratto di dipendenza potranno andare in pensione con gli stessi requisiti che sono validi per gli iscritti convenzionati. Liberi professionisti (Quota B del Fondo generale) (151.948 iscritti attivi; 15% delle entrate contributive Enpam) L’aliquota contributiva resta il 12,5% fino al 2014. Dal 1° gennaio 2015 ci sarà un aumento graduale dell’1% all’anno fino a un massimo del 19,5% (nel 2021). I contributi versati dal 1° gennaio 2013 verranno trasformati in rendita mensile con un’aliquota di prestazione (o rendimento) dell’1,25%. È previsto anche un aumento del tetto di reddito entro il quale si pagano i contributi ordinari: nel 2013 sarà di 70.000 euro, nel 2014 sarà di 85.000 euro, fino ad agganciarsi, dal 2015 in poi, al massimale stabilito dalla legge per l’Inps. Il metodo di calcolo della pensione resta il contributivo indiretto Enpam. Specialisti esterni (6.629 iscritti attivi; 0,8% delle entrate contributive Enpam) La pensione verrà calcolata in base al contributivo definito dalla legge 335/95. La parte di pensione maturata fino al 31 dicembre 2012 dagli specialisti convenzionati in forma individuale verrà calcolata con il contributivo indiretto. Fondo generale – Quota A (vi contribuiscono obbligatoriamente tutti i 348.846 medici e odontoiatri iscritti all’Ordine; 17% delle entrate contributive Enpam) La Quota A passa al metodo di calcolo contributivo definito dalla legge 335/95. 41 ENPAM Per la Quota A continua a non essere prevista la pensione anticipata. Tuttavia, su richiesta dei sindacati dei dipendenti, è stata mantenuta la possibilità di andare in pensione a 65 anni per chi sceglierà il contributivo (legge 335/95) su tutta l’anzianità maturata, in analogia a quanto previsto dal Ministro Fornero per il pensionamento anticipato delle donne nel sistema previdenziale pubblico. Le quote da versare restano sostanzialmente invariate, cambia solo il meccanismo d’indicizzazione: dal 1° gennaio 2013 i contributi saranno indicizzati nella misura del 75% del tasso di inflazione (previsto pari al 2%) maggiorato di un punto e mezzo percentuale. Che cos’è La Quota A è il fondo pensionistico obbligatorio per tutti i medici e gli odontoiatri iscritti all’Albo professionale. Dà diritto a tutte le prestazioni della previdenza obbligatoria, garantisce: – una pensione di base (attualmente di circa 200 euro al mese); – una pensione di circa 15 mila euro (minimo) nei casi di invalidità o di decesso dell’iscritto in attività (si applica anche ai giovani medici o dentisti indipendentemente da quanti contributi hanno versato); – l’indennità di maternità anche se l’iscritta non ha redditi professionali; – prestazioni assistenziali (es: calamità naturali, indigenza, assistenza domiciliare). La riforma è stata approvata dal Consiglio di amministrazione della Fondazione Enpam il 16 marzo 2012 e, limitatamente alla determinazione della contribuzione della Quota A, dal Consiglio nazionale del 24 marzo 2012. Le riforma entrerà in vigore solo dopo il nulla osta da parte dei ministeri vigilanti. RICORDATE...! È fatto obbligo a tutti gli Iscritti: a) denunciare all’Ordine ogni esercizio abusivo della Professione Medica ed ogni fatto che leda il prestigio professionale; b) informare la Segreteria di ogni eventuale cam biamento di qualifica, di residenza e del conseguimento di specialità o docenze, esibendo il relativo attestato in competente bollo. Prestanomismo Si riporta per ulteriori reminescenza, l’Art. 8 della legge n. 1792, che così recita: 1) Gli esercenti le professioni sanitarie che prestano comunque il proprio nome, ovvero la propria attività, allo scopo di permettere o di agevolare l’esercizio abusivo delle professioni medesime sono puniti con l’interdizione della professione per un periodo non inferiore ad un anno; 2) Gli Ordini e i Collegi Professionali, ove costituiti, hanno facoltà di promuovere ispezioni, presso gli studi professionali, al fine di vigilare sul rispetto dei doveri inerenti alle rispettive professioni. 5X mille all’Enpam Carissimo Presidente, come Ti è noto l’Enpam, e l’acronimo ce lo ricorda, non è solo un Ente previdenziale ma un Ente assistenziale che svolge per i colleghi meno fortunati un importante, anche se misconosciuto, ruolo di sostegno attraverso l’erogazione di varie prestazioni assistenziali. Nel 2011 sono stati necessari 1829 interventi per un totale di oltre otto milioni di euro e purtroppo il numero delle richieste di aiuto tende drammaticamente ad aumentare. Al fine di allargare la platea dei beneficiari e per migliorare il livello delle nostre prestazioni ci siamo mossi alla ricerca di nuove forme di finanziamento, e abbiamo individuato nella normativa sull’erogazione del “5xmille” una concreta possibilità. Per questo, fra iniziali incertezze interpretative e difficoltà di dialogo con l’Agenzia per le Entrate, nel 2008 abbiamo dato il via al progetto, che ha portato, anche per il poco tempo a disposizione, per quell’anno, un risultato modesto pari al 113 mila euro e, nel 2009, 295 mila euro, ovvero hanno destinato all’Enpam il loro “5xmille”, in sede di dichiarazione dei redditi, per il primo anno poco più di mille e per il secondo circa tremila medici e odontoiatri italiani. Non sappiamo ancora il risultato del 2010 men che meno quello del 2011. Crediamo tuttavia che un’informazione più capillare possa dare risultati migliori e Voi come Presidenti di Ordine potete fare molto, sia attraverso il Vostro notiziario, sia attraverso altre forme di comunicazione. Essendo questa attività volta a realizzare una finalità istituzionale propria dell’Enpam riteniamo di dover contribuire economicamente ai Vostri sforzi organizzativi. Pertanto Vi preghiamo di segnalarci tutte le iniziative che andrete ad assumere. È indubbio che la problematica dell’Assistenza è molto più ampia; per questo i nostri sforzi non si possono fermare ad una pur necessaria campagna di adesione al “5xmille”. A tal fine un’apposita Commissione consiliare sta elaborando una strategia complessiva, con interventi nei vari settori, per una riforma globale dell’Assistenza, e Vi terremo puntualmente e tempestivamente informaTi delle prossime iniziative. Per ora Vi debbo un grazie di cuore ma soprattutto avrete il grazie da tanti colleghi che attendono un nostro aiuto. Colgo l’occasione per formularTi i più sinceri auguri di Buona Pasqua. Con viva cordialità. Il Presidente Eolo Parodi 42 VERONA MEDICA SINDACATI MEDICI Tavolo tecnico Ministero Salute su riordino cure primarie e integrazione ospedale - territorio DOCUMENTO CONGIUNTO CIMO – FIMMG – FIMP – SUMAI La modifica del Titolo V della Costituzione Italiana ha definitivamente conferito alle Regioni le competenze in ambito organizzativo sanitario con uno sviluppo di diversi modelli assistenziali sia a livello territoriale che ospedaliero nell’ambito del territorio nazionale. Pur rimanendo in capo alla legislazione statale le norme per la formazione e l’attribuzione di funzioni e competenze delle diverse figure professionali, i nuovi modelli organizzativi rischiano di condizionare profondamente i ruoli professionali e i modelli di relazione preesistenti in assenza di una chiara definizione dei primi e, conseguentemente, dei secondi. Premesso quanto sopra occorre, attraverso strumenti legislativi in capo allo Stato, riaffermare il ruolo del medico quale unico responsabile della diagnosi e terapia dei pazienti e dei processi gestionali che sottendono alle cure, sia nell’ambito ospedaliero che territoriale. Va pertanto proposta una riflessione circa il ruolo e l’autorevolezza di colui che esercita un atto medico, sia nell’ambito del lavoro di equipe che nel confronto tra attori delle diverse aree sanitarie. Il ruolo e la conseguente autorevolezza del medico sono al momento confuse: infatti, mentre le conseguenze dell’atto medico sia in sede civilistica che penale anche nel lavoro in gruppo appaiono chiaramente in carico alla responsabilità medica, è meno evidente il ruolo e la conseguente responsabilità nella gestione e governance dell’organizzazione del servizio e anche dei modelli di relazione. Diviene pertanto premessa indispensabile sia nell’ambito del riordino delle Cure Primarie, sia rispetto ai processi di integrazione Ospedale-Territorio, chiari- VERONA MEDICA re legislativamente i rapporti e le relazioni in ordine alla responsabilità e alla governance dei processi in presenza di figure professionali diverse quando queste operano con mandati di opera professionale sullo stesso obiettivo di salute, soprattutto alla luce della evoluzione dell’ assetto formativo e del ruolo delle professioni sanitarie non mediche determinatesi negli ultimi anni. Il ruolo e la responsabilità nella gestione e governance di progetti complessi di integrazione Ospedale-Territorio, vanno chiariti in sede legislativa, anche in merito ad una valorizzazione confrontabile del ruolo connesso al mandato di opera professionale sia clinico che gestionale in capo ai professionisti medici (ospedalieri e territoriali), indipendentemente dalla loro condizione contrattuale (dipendenza o convenzionamento), allo scopo di rendere necessariamente dialoganti per le competenze di cogestione organizzativa gli ambiti contrattuali ai vari livelli nazionali, regionali e aziendali. I provvedimenti legislativi e/o contrattuali dovranno, infatti, tenere conto di una valorizzazione del ruolo del singolo professionista, legando il coordinamento, a parità di ruolo, all’ambito in cui si esplicita la funzione del mandato professionale e alle provenienza delle risorse impegnate (Ospedale o Territorio). Il confronto in atto al tavolo tecnico del Ministero della Salute dovrà essere esteso anche a livello della contrattazione nazionale e periferica, attraverso l’istituzionalizzazione di tavoli tecnici regionali ed interaziendali, al fine di garantire che gli indirizzi “centrali” siano condivisi, anche a livello periferico, pur nel rispetto delle autonomie regionali. Il confronto tra Ospedale e Territorio su tematiche che interessano l’integrazione sia nella fase di pre-ricovero (vedi codici bianchi in PS o tempi medi di attesa per le prestazioni ambulatoriali), sia in fase di dimissione (vedi farmaceutica, assistenza domiciliare, implementazione di DRG per pazienti cronici, ecc.), deve realizzarsi attraverso il dialogo all’interno dei suddetti tavoli tecnici. In tale contesto l’ambito delle Cure Primarie necessita di un adeguato sviluppo affinchè possa espletare a pieno e con maggior efficacia il proprio ruolo nell’assistenza sanitaria e sociale rivolta a tutti gli individui. I medici convenzionati svolgono il loro ruolo attraverso la presa in carico ed il governo clinico, a garanzia dell’assistenza sanitaria di base, della continuità delle cure ed integrandosi con il livello specialistico di riferimento. A tal fine ed affinché le Cure Primarie possano costituire un sistema unitario ed integrato nei confronti dei bisogni sanitari del cittadino e nell’ambito del SSN, è necessario sviluppare il livello organizzativo dei medici convenzionati e prevedere il loro coordinamento professionale. A fronte di una accresciuta domanda di salute e del progressivo trasferimento di processi di cure dall’Ospedale al Territorio, la sostenibilità complessiva del SSN necessita di una ulteriore implementazione del Sistema delle Cure Primarie, attraverso lo sviluppo della governance da una parte e dei livelli organizzativi dall’altra. I medici (MMG, PLS, Specialisti ambulatoriali) rafforzano il loro ruolo grazie all’integrazione tra loro e con il setting ospedaliero, concorrono alla definizione e realizzazione dei percorsi assistenziali, garantiscono la continuità dell’ assistenza superando l’attuale frammentazione di interventi in ambiti diversi. In questo contesto deve essere previsto il superamento dell’attività singola del professionista sostituendola con l’inserimento in una effettiva organizzazione funzionale e professionale. 43 SINDACATI MEDICI Per rendere possibile e realizzabile il cambiamento auspicato, a parere delle OO.SS. firmatarie del presente documento, è indispensabile confermare il lavoro svolto per le modifiche dell’articolo 8 comma 1 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, già all’attenzione del Ministero e delle Regioni, che pone le basi per alcuni punti essenziali alla capacità di aumento della ricezione assistenziale del Territorio, anche in chiave di premessa ai processi di integrazione Ospedale-Territorio. In particolare, quanto definito per: • l’aumento della capacità organizzativa, attraverso lo sviluppo del lavoro in gruppo rispetto a quello in solo; • la ristrutturazione del compenso, con la separazione del compenso legato al ruolo professionale da quello per l’investimento nei fattori di produzione necessari all’assistenza; • l’evoluzione verso ruolo unico e accesso unico alle funzioni della medicina generale, e quindi il superamento dell’attuale separazione delle funzioni (assistenza primaria, continuità assistenziale, medicina dei servizi). • Il coordinamento operativo e l’integrazione fra l’attività dei Medici di Medicina Generale in tutte le loro funzioni, dei Pediatri di Famiglia e degli Specialisti ambulatoriali. Alla luce delle considerazioni su esposte riguardo al riordino delle Cure Primarie e alla integrazione Ospedale-Territorio è necessario prevedere, in coerenza con la valorizzazione del ruolo giuridico del medico convenzionato, la definizione della sua necessaria partecipazione a livello aziendale e distrettuale agli atti di programmazione, coordinamento e verifica delle attività proprie del territorio e di quelle integrate Ospedale- Territorio. Il Sistema di Emergenza ed Urgenza deve rappresentare la “terza gamba” della sanità italiana, ovvero la “cerniera” tra ospedale e territorio. Il modello organizzativo proposto è l’attivazione di un dipartimento di emergenza che comprende: il 118 (centrale Operativa e Unità Mobile di Soccorso), il Pronto Soccorso (PS), i Punti di Primo Intervento (PPI), la Breve Osservazione (OBI) e la Medicina di Urgenza. In particolare occorre implementare 44 una Rete di Emergenza secondo un modello HUB & Spoke, il Pronto Soccorso deve prevedere una gestione multidisciplinare dei percorsi clinici prestabiliti con permanenza dei pazienti, non destinati all’OBI, entro un periodo non superiore a 6 ore (fasi di stabilizzazione, primo inquadramento diagnostico-terapeutico, avvio percorso assistenziale), viceversa la permanenza in OBI e/o Medicina di Urgenza non deve superare le 72 ore nell’80% dei casi con livello di intensità di cure di tipo medio-alto. In questo contesto il medico dell’emergenza urgenza dovrà farsi carico di seguire il percorso assistenziale del paziente dalla richiesta di soccorso, alla stabilizzazione, al primo inquadramento diagnostico, al trattamento dell’emergenza, fino al ricovero nella struttura sanitaria più appropriata. La continuità dell’assistenza tra fase preospedaliera e fase intraospedaliera del paziente critico impone tre esigenze: evitare la “demedicalizzazione” del territorio assicurando che l’Unità Mobile di Soccorso Avanzato (ALS) preveda nel team sempre la presenza del medico, garantire una univocità di ruolo giuridico e contrattuale dei medici operanti nei servizi di emergenza e per il governo delle fasi di transizione definire meccanismi di equiparazione legislativa di ruoli giuridici e contrattuali, attualmente diversi, funzionali alla realizzazione del modello organizzativo proposto a livello regionale, promuovere soluzioni organizzative che favoriscano l’impiego dei medici a rotazione in tutti i servizi del dipartimento. Formazione: occorre ribadire il principio che rimangono in capo alla legislazione statale ed al livello nazionale di contrattazione le norme per la formazione e la conseguente attribuzione di funzioni e competenze delle diverse figure professionali, al fine di definire in maniera funzionale i ruoli operativi specifici nell’ambito dell’integrazione professionale senza determinare sovrapposizioni, concorrenzialità o utilizzo in funzioni improprie. Per il medico occorre rivedere il percorso formativo per facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani medici attraverso il completamento del percorso di studio nelle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali, comprese le forme organizzative evolute della medicina generale e della pediatria di famiglia, ad integrazione e perfezionamento del percorso universitario. In tale ottica si rende possibile una riduzione della durata dei corsi di specializzazione (uniformità alle norme europee) e di formazione specifica (omogeneizzazione dell’offerta formativa post laurea), in modo da mettere a disposizione più rapidamente risorse professionali necessarie alla sostenibilità del sistema. Per favorire lo sviluppo dei percorsi assistenziali ospedale-territorio occorre garantire la formazione continua dei medici anche attraverso processi formativi integrati che prevedano la partecipazione dei medici dipendenti e dei medici convenzionati. Gli indirizzi regionali e i conseguenti bisogni professionali rappresentati nei tavoli tecnici periferici, prevederanno la definizione del percorso formativo regionale e/o aziendale su tematiche di comune interesse come la farmaceutica, l’assistenza domiciliare, la continuità delle cure, etc. Riccardo Cassi Giacomo Milillo Giuseppe Mele Roberto Lala CERCASI MEDICAL ADVISOR INTERNATIONAL SEC Recruitment Ltd - Divisione Pharma - Per multinazionale italiana ricerca un Medical Advisor Internazionale in Italia. Laureato in Medicina e Chirurgia, il candidato deve avere esperienza nella scrittura di protocolli clinici e un buon inglese parlato e scritto. Si offre un contratto a tempo per un anno prima di offrire un tempo indeterminato: In caso di interesse, inviare un cv aggiornato all’indirizzo mail: sergio.carito@secpharma. com. Per ulteriori informazioni: +44(0)2072556600 www.secrecruitment.com VERONA MEDICA LIBRI RICEVUTI La malattia tra sintomo e simbolo. Racconti, immagini e luoghi di cura nella letteratura tedesca a cura di Isolde Schiffermüller, Walter Busch, Milena Massalongo, Verona, Cierre Grafica, 2011, pag. 355, Euro 35. Elegante manufatto, dai fogli cuciti nel dorso, La malattia etc. presenta sulla copertina il noto quadro Il Dottor Nicolaes Tulp dimostra l’anatomia del braccio: un modo sofisticato per annunciare al lettore che la medicina moderna nasce dallo studio del cadavere mentre, con intenti più mirati, l’esibizione dell’avambraccio e della mano che dominano la scena ricorda il grande Vesalio il cui ritratto era per lo più presente nelle varie edizioni della Fabrica proprio mentre indicava lo stesso apparato. Vesalio, infatti, valorizzava fortemente la mano lamentando che il suo uso fosse stato per troppo tempo abbandonato ad operatori privi di consapevolezza dottrinale. Questo rimando alla realtà concreta della ricerca empirica e della pratica clinica è peraltro posto in forse dalla presenza del libro che, collocato in basso a destra dello stesso dipinto, testimonia l’importanza che nella strutturazione del sapere compete alla parola scritta, alla letteratura. Tulp, autore di un saggio - Observationes medicae - lodato da Albrecht von Haller, era un buon latinista ostile all’impiego delle lingue moderne, il cui uso andava diffondendosi in medicina e, soprattutto, in chirurgia. Vi è, in ogni modo, un legame profondo fra la medicina - la disciplina che si occupa del dolore, della malattia e della morte - e la letteratura che guarda alle risonanze umane evocate da quei disturbi che la medicina tenta di erodere e di allontanare. Si può, insomma, cogliere una relazione palese e complementare fra letteratura e medicina ed è a questo livello che si inseriscono i contributi raccolti nel saggio in esame che, VERONA MEDICA sostanzialmente, fa riferimento alla sola età contemporanea per riflettere, come ricorda il sottotitolo del volume, sulla cultura di lingua tedesca che, con la Naturphilosophie dell’età romantica ma anche con l’esistenzialismo e con la fenomenologia, è stata elettiva portavoce di un’ antropologia che non fosse riduttivamente obbiettivante. Come è ben noto il legame fra malattia ed esistenza, implicito nella tradizione umorale, è venuto meno con la scoperta della circolazione del sangue che, chiarita applicando il metodo galileiano, ha fatto dell’uomo una sorta di macchina idraulica centrata nel cuore. Si aggiunga poi che con il secolo XIX, che vede la fortuna dell’anatomia patologica grazie all’impiego sistematico del microscopio, il corpo umano viene inteso come un insieme di organi in perfusione proponendo una suggestiva base dottrinale per la scomposizione specialistica del sapere; nel contempo il medico, da interlocutore privilegiato per dire del dolore e della malattia, viene rapidamente trasformato in mero operaio della tecnica. In questo clima, mentre il solco fra natura ed esistenza diventa sempre più profondo, Karl Jaspers, ben consapevole che la medicina non ha gli strumenti per rispondere alla complessità delle questioni che la malattia e la morte pongono sul tappeto, elabora la fondamentale distinzione fra ‘spiegare’ e ‘comprendere’; una distinzione di grande rilievo per tutta la medicina ed in particolare per la psicopatologia. Per usare le parole di Umberto Galimberti, che ben sintetizza il pensiero di Jaspers, per ‘comprendere’ si intende “la visione intuitiva di qualcosa dal di dentro”, mentre con ‘spiegare’ si intende “la conoscenza dei nessi causali oggettivi che sono sempre visti dal di fuori” secondo il metodo che è proprio delle scienze naturali. Nel comprendere jaspersiano, di innegabile utilità in ambito clinico, si è peraltro colto un limite nel soggettivismo che lo sostanzia. Per aggirare e superare questo limite Ludwig Binswanger, ispirandosi al pensiero di Husserl e di Heidegger, invita a cogliere, con rigore, i modi dell’essere-nel-mondo. Si tratta di illuminare la temporalità, il linguaggio, la tonalità timica etc.: si tratta di guardare a quelle aree esistenziali che sono oggetto elettivo della letteratura. Con l’esistenza, in effetti, si misurano tutti i contributi confluiti ne La malattia etc., da quello iniziale di Peter Kofler a quello finale di Elmar Locher. Peter Kofler riflette sul Werther in merito al rapporto fra passione e colpa. Il Werther, un testo dalla inesauribile complessità, è una sorta di manifesto del Romanticismo ma il modello antropologico di riferimento è ancora seicentesco, è ancora intonato dal meccanicismo cardiocentrico ed intende la passione come una bufera idraulica. Singolare, se si vuole, è anche il rapporto dottrinale fra Goethe e Zimmermann, un medico 45 LIBRI RICEVUTI a cui Kofler fa qualche cenno ricordando il suo saggio sulla solitudine che può essere intesa - avverte Zimmermann - come la semplice espressione di un tratto temperamentale, ma anche come l’espressione di un’autentica malattia, quale la malinconia. Zimmermann, ancor oggi ricordato per un trattato - Della esperienza in medicina - dove si fa puntiglioso riferimento metodologico all’osservazione oggettiva, aveva pubblicato un pionieristico Saggio sopra la solitudine nel 1771, l’anno con cui esordiscono le confessioni del Werther: 4 maggio del 1771. Nel secondo contributo, Giulia Ferro Milanese si occupa di E.T.A. Hoffmann affascinato dal mesmerismo ed attento lettore delle opere di alcuni medici come Gotthilf Heinrich von Schubert, Johann Christian Reil e Carl Alexander Ferdinand Kluge. Schubert riteneva che la malattia permettesse la liberazione di forze particolari che rendevano ragione di oscuri fenomeni come il presentimento e la telepatia. Anche Reil, pur seguendo metodi di cura che Leibbrand definisce grossolani, non era estraneo alla venerazione per la malattia e per il disturbo mentale in particolare. Secondo Reil l’anima è concretamente prensente nell’encefalo da dove si distribuisce lungo il decorso dei nervi realizzando quell’intreccio che impone al medico di essere ad un tempo terapeuta dell’anima e del corpo. Pure Kluge è interessato al sistema nervoso ritenendo, sulla scorta di esperimenti scientifici come quelli di Galvani, che i nervi siano conduttori di un fluido affine all’elettricità che, creando un alone intorno al loro supporto, rende possibile il contatto con altri organismi senza connessione diretta, proprio come si verificherebbe nella magnetizzazione. Per lo stesso Schubert nel magnetismo animale si realizzerebbero particolari condizioni che legano magnetizzato e magnetizzatore. Va ricordato, al proposito, che Mesmer intendendo la malattia quale conseguenza di un ostacolo allo scorrimento del fluido magnetico da lui ipotizzato riteneva di aver elaborato un modello di sapere fisicalista mentre con i suoi rituali di cura aveva, in verità, posto l’accento sul rapporto d’esistenza che inevitabilmente affiora fra gli esseri umani coinvolgendo in maniera esplicita medico e paziente. Una situazione che non era sfuggita alla commissione parigina che era stata incaricata di puntualizzare il reale 46 spessore scientifico del mesmerismo. Hoffmann è assai attento ai fenomeni in parola e tenta di trasformare in letteratura queste manifestazioni, quanto meno ambigue, che caratterizzano la sensibilità culturale del suo tempo. Maurizio Pirro - si è al terzo articolo - riflette sull’opera di Stefan George per dire dell’intreccio fra pulsioni erotiche, estetismo e malinconia. Pirro, commentando la poetica georgeana, nota quanto sia frequente l’intonazione malinconica sottolineando nel contempo come la parola poetica possa essere intesa quale “strumento privilegiato per la codificazione e il risanamento di esperienze traumatiche”. Gabriella Pelloni guarda, invece, a Nietzsche e la malattia. E Nietzsche, che aveva predicato la necessità fondamentale di ricreare “l’intero simbolismo del corpo”, non poteva naturalmente restare estraneo alla rilevanza della malattia, un tema che svela la propria centralità “nella febbrile fase finale della produzione nietzschiana”, quando “il filosofo lascia la parola al poeta, prima che anche il poeta cada nel silenzio”; così Gabriella Pelloni. Con Walter Busch si sale o - per meglio dire - si entra nella thomasmanniana montagna dell’incanto dove nel ‘Sanatorio Internazionale Berghof’, un concentrato del mondo, scorre un pezzo di tempo che, con la complicità della malattia, svela, amplificandole, le complesse difformità dell’esistenza. Secondo gli orientamenti della medicina specialistica del primo ‘900 si parla di cuore e di polmone, ma soprattutto si parla di immagini: l’immagine visibile è, infatti, l’autentica verità per la medicina scientifica che è ormai dichiaratamente obbiettivante. Ben altri, tuttavia, sono i problemi che affiorano nell’animo delle figure umane che circolano nelle pagine della Montagna. Si pensi a Clavdia Chauchat, immagine onirica, inafferrabile come un sogno: archetipo della femminilità, figura senza tempo come Elena. Si può dire che, ancora una volta, il confronto fra medicina e letteratura è tutt’altro che scontato, ma aspro, vitale e non di rado dialettico. Isolde Schiffermüller parla di Kafka e della sua capacità di trasformare in scrittura l’esperienza della malattia: un vissuto profondamente significativo in Kafka che a Riva fu ospite del ‘Sanatorio’ degli Hartungen, un luogo di cura naturistico - capanne d’area etc. - alternativo ai protocolli della medicina ufficiale. L’interesse per la malattia ricorre insistentemente nelle pagine di Kafka ed è centrale in Un medico di campagna dove spira il vento gelido dell’assurdo. Con Milena Massalongo si affronta il mondo della psichiatria vera e propria. Si occupa, infatti, della presenza di Aby Warburg a Kreuzlingen nella clinica ‘Bellevue’ quando era diretta da Ludwig Binswanger, un fenomenologo che ap parteneva ad una celebre famiglia di psichiatri e di neurologi. Warburg, pioniere degli studi di iconologia, soffriva per disturbi psicotici per i quali era stato accolto nella clinica di Binswanger dove, dopo una lunga degenza, la guarigione era stata annunciata da una conferenza sul rituale del serpente degli indiani Pueblo, un cerimoniale magico per provocare la pioggia grazie all’identificazione del serpente con il fulmine che la provoca. Massimo Salgaro scaglia il lettore nella più radicale contemporaneità proponendo le scritture di Gottfried Benn, un medico ma anche poeta del macabro. Salgaro segnala come Benn, a lungo impegnato con la compilazione di verbali d’autopsia, abbia elaborato uno stile dove “la familiarità con la scrittura scientifica e la sua ibridazione con quella letteraria” si presenta come un motivo altamente connotante della sua poetica. In questo modo Benn - conclude Salgaro - fa “l’esperienza dello stile anonimo, collettivo della scienza con cui contamina la propria scrittura saggistica” e così facendo realizza “non solo la morte dell’autore, ma anche qualcosa di simile all’indifferenza per l’originalità e l’individualità tipica dell’era di internet.” Fabio Scrignoli presenta un altro medico che fu anche scrittore: lo psichiatra Alfred Döblin che ha esercitato la propria professione per tutta la vita. Döblin - viene fatto notare - scrive ponendosi come puro osservatore narrando della malattia e del disagio che investono la corporeità. Chiara Conterno, rileggendo le poesie d’ospedale di Nelly Sachs, riporta la psichiatria alla ribalta. A Nelly Sachs, ricoverata in ospedale psichiatrico, la malattia sembra svelare - suggerisce Chiara Conterno - nuovi orizzonti d’esistenza mentre la camera d’ospedale, quando la vita della poetessa si incammina verso la conclusione, viene vissuta in senso protettivo. L’ultimo saggio, di Elmar Locher, è dedicato a Norbert C. Kaser, un poeta dalla personalità piuttosto rigida con qualche VERONA MEDICA LIBRI RICEVUTI problema connesso all’assunzione di bevande alcooliche. Kaser ha subito vari ricoveri in ambiente psichiatrico ed è stato anche ospite a ‘S. Giuliana’, una nota casa di cura veronese. In Kaser sia detto per inciso - colpisce il gusto di abbattere le maiuscole secondo una consuetudine, forse dovuta ad una interpretazione enfatica del concetto di uguaglianza democratica, che alla fine degli anni ‘60 del passato secolo aveva coinvolto anche qualche rivista psichiatrica. In breve, ad un rapido esame dei saggi ora citati sembra proprio che fra psichiatria e letteratura si possa istituire un legame quanto meno privilegiato. In effetti, quando si ricorre alla parola (più o meno) poetica o alla scrittura con ambizioni letterarie si tenta di dare un certo ordine al disagio del vissuto interiore, mentre chi poi fruisce di tali letture trova una testimonianza, una possibilità di condivisione che, in qualche modo, rassicura. Gli psichiatri del passato, del resto, erano attenti nel modulare la qualità delle letture ai loro pazienti. Questo possibile intreccio fra emozioni, angoscia, delirio e scrittura sembra caratterizzare ogni letteratura sotto ogni sole. Ma per dire della cultura tedesca in età contemporanea vi sono altri fattori di cui tener conto per tentare di chiarire la natura del legame, quanto mai complesso, fra letteratura e medicina che si coglie in molti autori quali, in maniera esemplare, Goethe e Th. Mann. Gli è che nella medicina tedesca si colgono, ancora nell’800 all’epoca della filosofia della natura, le tracce di forti tendenze immanentistiche e vitaliste che risalgono a Paracelso e ad Ernst Georg Stahl, con le sue concezioni misticheggianti dove salute e malattia sono mediate dall’intervento dell’anima. Ma d’altra parte, in una cultura tanto Salviamo la memoria Salviamo la memoria. Il rito del racconto (Gabrielli Editori, 2011) di Giuseppe Castellarin sarà presentato a Verona, venerdì 20 aprile, alle ore 18, presso la Sala conferenze del Residence San Zeno, in Regaste San Zeno 3. Intervengono: Daniela Drudi, Presidente Commissione Cultura 1ª Circoscrizione Centro Storico, Gigi Grezzana, Direttore Scuola Sedica Ospedaliera Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Aldo Luzzani, Professore Ordinario di Anestesia e Rianimazione, Direttore Sanitario Croce Verde di Verona, Emilio Gabrielli, Gabrielli Editore. Modera l’incontro: Maria Teresa Ferrari. Il libro si apre con una speranza di futuro e si chiude con un pugno di versi dal titolo: “Domani”. È questo, in fondo, l’obiettivo di tutta la raccolta delle cose narrate: vivere, secondo buone regole, l’oggi per il domani. Per poterlo raggiungere bene, VERONA MEDICA inserirvisi con dignità e poterlo godere, con lucidità di mente. Un percorso responsabile su cui con- sensibile a concezioni antropologiche dove nulla fosse escluso, la medicina nella seconda metà dell’Ottocento, con Carl Ludwig e con Rudolf Virchow, diventa rigorosamente sperimentale abbandonando ogni residuo di linguaggio qualitativo ed ogni allusione non solo all’esistenza ma pure al concetto di vita per spiegare i fenomeni osservati. Nasce allora la medicina scientifica contemporanea accompagnata da una palese frattura fra natura ed esistenza che, tempestivamente colta dalla letteratura, ancor oggi getta la propria ombra sulla pratica medica. In brevi parole, la letteratura, appropriandosi di quanto la medicina ha abbandonato, offre una testimonianza lucida del disagio che oggi caratterizza l’esperienza vissuta della malattia ed offre pure un possibile conforto. Luciano Bonuzzi durre la propria esistenza, che non può prescindere dai binari dei corretti “stili di vita”, ove, per un verso si suggerisce il rispetto di buone regole comportamentali per salvaguardare la parte fisica del nostro corpo, e per un altro verso si suggeriscono idonee modalità per mantenere sana la parte intellettiva. Sono necessari buoni stili di vita anche per preservare il cervello, che non può progredire se non possiede il senso del suo valore: la coscienza di sé. La sua buona alimentazione avviene attraverso la memoria. Memoria di cose vissute o di cose sentite raccontare. Non importa di che tipo. Basta che venga mantenuta viva, perché, oltre a costringere alla riflessione e quindi a capire meglio lo scopo e la giusta modalità del vivere, la memoria, mentre viene esercitata, tende a ben nutrire costantemente il cervello, preservandolo da quelle tristi patologie che, al nostro tempo, compaiono in maniera sempre più frequente: il morbo di Alzheimer, le demenze, le amnesie senili. Esercitare la memoria, anche con racconti garbati e incuriosenti, significa dunque fare prevenzione sanitaria. Ed è anche questo un messaggio dei nostri vecchi; loro, il rito del raccontare, lo facevano continuamente. 47 GIOVANI E PROFESSIONI S.O.S. – Sostituzioni L’elenco è stato azzerato. Si prega chi è interessato a dare la propria disponibilità per sostituzioni in medicina generale, di compilare il tagliando riportato a fondo pagina e di spedirlo all’Ordine (Via Locatelli 1, 37122 Verona). MEDICI DISPONIBILI PER SOSTITUZIONI IN MEDICINA GENERALE Cognome - Nome Via Località Dipl. formaz. M.G. Telefono 1 Del Punta Veronica Vicolo Fossetto Verona NO Fainelli Giulia Via G. Dell’Acqua 31 Bardolino NO Mazzei Federica Stradrone A. Provolo 25 Verona NO Serbusca Dorin Via B. Romagnoli 84/A Verona NO Vignola Paola Telefono 2 347 6823601 347 8921208 338 8926070 045 8903064 348 8567639 349 6938124 MEDICI DISPONIBILI PER SOSTITUZIONI IN PEDIATRIA Cognome - Nome Via Località Telefono 1 ABDUL JABBAR ALI Via B. Scalari, 14 Mantova AGESTI LUIGI Via G. Trezza 36/A Verona AKASHEH GEORGE Via Del Capitel 13/B Verona ANDREOTTI GIANCARLO Via Calcirelli 3 Verona Barac Ala Via Gen. Dall’Ora 54 Monzambano DEPLANO EMANUELA Via Colombine 5 Verona Habash Elias Via Praissola 18 San Bonifacio KALOUT KAMEL Corso Milano 136 Verona PASQUINI ANNA Via C. Cadrega Verona PJESHKA MYRVETE Viale Spolverini 112 Verona POUR ESMAELIAN MONIREH Via Mazzini 35 Caprino V.Se RIGOTTI ERICA Via V. De Gama 1 Negrar SHOKA ZAHI Via Imola 2 Verona STUMPO MARIO FRANCESCO Via C. Angiolieri 18 Castel D’azzano ULMI DANIELA Via A. Vivaldi 7 Tregnago VERNA ANNAMARIA Via Castello 12/A Castel D’azzano VOLPE GIUSEPPE Via Murano 43 Roana (VI) EPURE MIHAELA CRISTINA FAKES BOULOS Vicolo Menago 34 Bovolone Telefono 2 320 6155026 340 4069008 045 526846 348 2932506 340 0699282 340 9331099 339 4573366 347 6724694 349 7288070 338 4174551 045 6230887 340 1956361 347 2313146 333 4890436 340 2335107 347 7861608 335 6763374 392 7509915 045 7101082 340 0910058 334 2007690 333 2384260 328 9067502 349 1828271 ✂ SONO INTERESSATO A DARE LA MIA DISPONIBILITÀ PER SOSTITUIRE I COLLEGHI DI (BARRARE) MEDICINA GENERALE COGNOME PEDIATRIA ............................................................................................................................................................................................................................................................... NOME.............................................................................................................................................................................................................................................................................. VIA ............................................................................................................................................................................................................................................ ................................. CAP............................................. CITTÀ ................................................................................................................................................................................................................... TELEFONO ................................................................... ....................................... / ...................................... Possesso del Diploma di Formazione Specifica in Medicina Generale 48 N. / ........................................................................ SI NO VERONA MEDICA TEMPO LIBERO Chi cerca… trova Preghiamo chi è interessato a compilare il modulo che si trova a pag. 50 ed a volercelo inviare. Si prega inoltre di scrivere l’annuncio in maniera chiara (stampatello). Si raccomanda di segnalare alla Redazione le inserzioni andate “a buon fine” per permetterne la “Clearance”. La Redazione provvederà comunque alla sospensione degli annunci dopo un certo numero di pubblicazioni. Si accettano solo annunci “brevi”. Medico Odontoiatra OFFRE Collaborazione in altri studi odontoiatrici, come igienista dentale e per terapia conservativa. Tel. 340 3441060 AFFITTO bilocale nuovo e arredato in via Berni (condominio Grattacielo): euro 700. 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Tel. 349 7549725 Tessera Ordine n. 5960 AFFITTO locale per ambulatorio con sala d’aspetto a specialista (no medico di famiglia), zona Borgo Roma-Palazzina. Tel. 338 4793570 Tessera Ordine n. 3187 AFFITTASI monolocale signorile, arredato, zona Arche Scaligere. Tel. 030 9990545 - 9145367 Tessera Ordine n. 4548 OFFRO ECOGRAFO PORTATILE SSDPROSOUND 2 Aloka, nuovo modello, 1 anno, con sonda Convex, sonda transvaginale e stampante. Tel. 347 8577013 - e-mail: [email protected] Tessera Ordine n. 6464 AFFITTO a Borgo Trento, locale in studio medico per attività medica o paramedica. Tel. 340 3893625 Tessera Ordine n. 726 Elegante studio dentistico, ottima posizione alle porte di Verona, mette a disposizione ad odontoiatri: pol trone, macchinari e personale! Massima disponibilità organizzativa, interessanti soluzioni di collaborazione. Tel. e Info 345 5836055 Medicina di Gruppo di Lavagno CERCA 54 VERONA MEDICA AFFITTO appartamento 50 mq in zona stadio, con garage. 450 € mensili. Tel. 045 8100654 Tessera Ordine n. 03583 VENDESI a Noto (SR), la capitale del Barocco, quadrilocale in zona centrale. Prezzo interessante. Tel. 340 1594511 - Tessera Ordine n. 7145 AFFITTO appartamento 50 mq in zona stadio, con garage. 450 € mensili. Tel. 045 8100654 AFFITTASI monolocale arredato con ampio bagno, lavatrice, frigo, videocitofono, in signorile condominio in zona alberata e silenziosa a Borgo Roma. Tel. 328 6671741 - 329 7435524 (solo referenziati) Studio dentistico in Bovolone (Verona) VENDESI causa pensionamento. Tel. 349 2312611 - Tessera Ordine n. 830 VENDO studio dentistico bellissimo, ben curato nei particolari, ottimo avviamento, con attrezzature, in zona Bovolone. Per informazioni: 340 4686496 OFFRESI ambulatorio medico con se greteria, sala attesa, 2 bagni, angolo bambini, in zona logisticamente interessante a Verona città. Possibilità di affittare anche posto macchina. 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Dal cedolino mensile: Compenso forfetario X 70%: 30 = X (somma dovuta per ogni giorno di sostituzione) X va aumentato del 20% nei mesi di dicembre, gennaio, febbraio, marzo X va diminuito del 20% nei mesi di giugno, luglio, agosto, settembre VERONA MEDICA 57