30 — la cornice sinfonica
Il «Progetto Prometeo»
dell’Agimus di Venezia
Seguiranno le serate per pianoforte a quattro mani con il duo
Spinosa-Calcagnile (20 novembre), interprete del progetto
«Spoon River», e il duo Grasso-Michielon (6 dicembre), con
brani di Nono, Schoenberg, Ravel, Lichtfuss e Karchin, introdotti da un monologo inedito dello stesso Puppa, dedicato a Emilio Vedova. Il Quadrivium Ensemble eseguirà musiche di Copland, Britten, Turina e Villa Lobos (22 novembre), mentre il contralto Gloria Banditelli, in duo con Raffaella Zagni, proporrà un concerto con opere del Novecento storico (3 dicembre). L’attenzione al
contemporaneo sarà infine comDedicato alla valorizzazione del pensiero e
pletata
da una serata con lavodell’opera di Luigi Nono ed Emilio Vedova, il
ri
di
musica
elettronica, ospitata
«Progetto Prometeo» è patrocinato dal Ministero
dal Centro Candiani (13 novemdei Beni e delle Attività Culturali e dal Ministero
bre), che avrà come protagonisti
della Pubblica Istruzione, dalla Regione Veneto,
dal Comune (Direzione Beni e Attività Culturali)
gli allievi dei Conservatori di Vee dalla Provincia di Venezia, e organizzato in
nezia (il gruppo elettroacustico
collaborazione con la Fondazione «Emilio e
M.A.S. – meccanica/azione/soAnnabianca Vedova», la Fondazione Teatro La
nora – formato da Federico CoFenice, l’Archivio Luigi Nono, il Centro Candiani
stanza, Marco Gasperini e Alese l’Ateneo Veneto. La realizzazione è resa possibile
sio Rossato) e di Trieste (Maurigrazie al sostegno offerto dalla Regione Veneto,
zio Goina, Ivan Penov e Alessandal Consorzio Venezia Nuova, dalla Banca del
dro Fogar), autori di opere in priVeneziano e dalla North East Service .
Un ricco cartellone dedicato
a Luigi Nono ed Emilio Vedova
la cornice sinfonica
S
i inaugura il 20 ottobre, alle Sale Apollinee del Teatro
la Fenice, il «Progetto Prometeo», ciclo di eventi culturali
proposti dall’Agimus di Venezia,
Associazione Giovanile Musicale presieduta da Alfredo Bianchini e diretta artisticamente da Letizia Michielon. Fin dalla sua fondazione, nel 1949 a Roma, sotto
l’alto Patronato del Ministero dei
Beni e delle Attività Culturali e
della Pubblica Istruzione, l’Agimus svolge una preziosa azione
di diffusione artistica grazie alle
numerose sezioni presenti in tutto il territorio nazionale.
Il progetto si articola in una serie di quattro iniziative
tra loro connesse: particolare attenzione è stata dedicata all’aspetto formativo, grazie al corso di composizione tenuto presso l’Ateneo Veneto da Riccardo Vaglini. Le lezioni sono state seguite da un gruppo selezionato di allievi
provenienti dai Conservatori di Venezia (Leonardo Boldrin), Padova
(Stefano Maria Torchio), Vicenza
(Valeria Businaro) e Castelfranco Veneto (Raffaele De Giacometti), ai quali si è unito un
giovane segnalato dall’Archivio Luigi Nono (Nicola Buso). Agli stage si sono affiancati gli interventi seminariali di
Claudio Ambrosini, Ivan Fedele, Martin Lichtfuss e Louis Karchin. Frutto del progetto è la realizzazione di opere prime per archi in omaggio a Nono e Vedova, che verranno eseguite dall’Ex
Paolo Puppa
Novo Ensemble.
Il ciclo di concerti, che si svolgerà non solo nelle Sale Apollinee del Teatro la Fenice,
ma anche negli spazi del Centro Candiani di
ma assoluta dedicate ancora a Nono e a Vedova.
Mestre, prevede l’esecuzione delle prime assoluLa proposta culturale si arricchisce con un convegno inte commissionate a compositori italiani e stranieri, tra cui Faternazionale di Filosofia della musica in collaborazione con
bio Grasso, Louis Karchin, Martin Lichtfuss, Luigi Manfrin,
l’Ateneo Veneto, patrocinato da Ca’ Foscari e dall’Iya (AnLetizia Michielon e Riccardo Vaglini. Partecipano all’iniziano Mondiale dell’Astronomia) 2009, in programma il prostiva anche studenti che frequentano prestigiose istituzioni
simo 7 dicembre all’Ateneo Veneto sul
europee e statunitensi: Kyung Eum Im
tema «Harmonia mundi. Anima spazio e
(Università della Musica di Vienna), FeVenezia
corpo sonoro nella musica del XX e XXI
lipe Lara (New York University) e Piotr
Tabakiernik (Accademia Chopin di Var- Sale Apollinee del Teatro La Fenice secolo».
Ateneo Veneto
È prevista, infine, la pubblicazione
savia). Il concerto d’inaugurazione è afdelle
partiture per i tipi di Ars Publica
fidato al Quartetto Ex Novo e al soprano
Mestre
e
l’incisione
di alcune tra le opere prime
Livia Rado; ospite d’eccezione della seraCentro Candiani
commissionate. (Per ulteriori informata sarà Paolo Puppa, che reciterà un suo
zioni: www.agimusvenezia.it). (i.p.) ◼
monologo inedito ispirato a Luigi Nono.
20 ottobre – 7 dicembre
È di scena
il pianoforte
Alla Fenice
le «Nozze d’argento»
della Società Veneziana
di Concerti
U
di Mirko Schipilliti
n minifestival pianistico? L a stagione 2009-2010
della Società Veneziana di Concerti – dal 9 novembre 2009 al 24 maggio 2010 al Teatro La Fenice – affronterà la mannaia dei tagli ai finanziamenti ridimensionando l’oneroso star system per costruire un programma ad hoc ruotante intorno al pianoforte. Strumento
agile, che visse in primo piano una fetta imponente di storia della musica, al pianoforte sarà ispirato un ciclo concertistico per celebrare i venticinque anni del Premio Venezia
e il venticinquennale di attività concertistica dell’associazione («Nozze d’argento» sarà il titolo), quindi coinvolgendo a partire dal 1985 tutti i vincitori delle passate edizioni.
Da questo concorso, prima regionale, poi nazionale, dedicato ai diplomati col massimo dei voti, si sono distinti alcuni dei nomi più interessanti del pianismo più giovane, che
a Venezia suoneranno in una rassegna antologica in gruppi di quattro musicisti, ognuno con un brano, tre concerti in questa stagione, tre nella prossima. Riascolteremo Filippo Gamba, Roberto Prosseda, Maurizio Baglini, Giuseppe Albanese, Alberto Nosè, in «un ciclo
– ricorda il direttore artistico Paolo
Cossato – che vuole anche essere un
omaggio al pianismo italiano. Giovani generosi artisti
che vengono pressoché in amicizia, visto il
taglio del 50% al nostro budget». Ma
non finisce qui.
Si punta sul pianoforte aprendo la stagione
con un concerto di Alexander
Lonquich e l’Orchestra da Camera di Mantova prima di
repl icare il
programma
al Musikverein di Vienna, in un reBarbara Hannigan
(foto Marco Borggreve)
pertorio che Lonquich ama ormai frequentare da tempo,
il Quarto concerto per pianoforte di Beethoven e il Primo
di Shostakovich. Ritornerà Grigorij Sokolov, da sempre
molto applaudito sui palcoscenici veneziani, e il percorso
pianistico continuerà col duo Massimo Somenzi-Gustavo Romero, nell’integrale delle musiche di Mozart per pianoforte a quattro mani, col giovanissimo Daniil Trifonov
(Russia, 1991), vincitore del Concorso pianistico di S. Marino 2008, e la ventiduenne cinese Yuja Wang. «Per quanto
se ne dica – aggiunge Cossato – il pianoforte è lo strumento che suscita ancora più interesse». Riappare in una veste cameristica, con l’affermato inglese Daniel Hope (nuovo violinista del leggendario Beaux Arts Trio dal 2002 e
primo interprete della nuova edizione critica del Concerto di Berg) in duo con pianoforte, e due serate di lieder:
il baritono tedesco Christian Gerhaher proporrà un programma mahleriano, mentre la soprano canadese Barbara Hannigan accenderà una luce sul repertorio tardo-viennese, in un’antologia fra Wolf, Schönberg, Berg, Webern,
Zemlinsky e Alma Mahler. Il quartetto d’archi continua a
non mancare, uno solo quest’anno, il quartetto Artemis, e
ci sarà anche la giovane violoncellista argentina Sol Gabetta. A Natale il coro patriarcale di Mosca, diviso fra repertorio sacro e profano, con la speranza di ascoltarlo in Basilica
a S. Marco. Quattordici concerti appesi a un compromesso, dove la tastiera fa da padrona (otto concerti), «puntando sulla qualità», come ricorda Cossato. Ma cercare di abbattere le spese non è facile, la musica ha i suoi bei costi. Le
questioni sulla gestione delle finanze artistiche si riaprono
nuovamente, accanto a quella delle stesse scelte musicali, quando i tagli non hanno scrupoli e la coperta è sempre
troppo corta. I numeri: 220.000
euro di finanziamento per la
stagione della Società Veneziana di Concerti sono
stati ridotti a 110.000,
interamente impiegati per le spese artistiche. Ma ce ne
sono altri 110.000
di spese gestionali (in media più di
7.800 a concerto),
nei quali più della metà (65.000,
il 59%, quasi il
30% del bilancio complessivo) serve a coprire le spese
di personale.
Nessuno sponsor privato di lusso, solo alcuni benefattori, veri e propri «sponsor onorari». Arte e gestione
dell’arte sono ormai due facce indissociabili. ◼
Venezia – Teatro La Fenice
9 novembre 2009 – 24 maggio 2010
Sol Gabetta
la cornice sinfonica
la cornice sinfonica — 31
32 — la cornice sinfonica
Musica
al Palazzetto Zane
3 ottobre con l’apertura del festival/convegno «Le origini
del Romanticismo francese», che si protrarrà fino al giorno
13. Oltre a questa manifestazione nel 2010 sono previste altre due rassegne, una in febbraio, «Le salon romantique», e
un’altra, «Il pianoforte romantico», tra aprile e maggio. Un
nuovo luogo dunque che tutti gli appassionati di musica impareranno a conoscere e frequentare.
Ma quali sono nello specifico
gli obiettivi del Centro? «La ricerca scientifica rappresenta – si
legge nell’ampia cartella stampa – il fulcro delle nostre attività. Il suo scopo è duplice: – valorizzare le opere sconosciute di
celebri compositori come Bizet,
Gounod, Massenet, e riabilitare
figure dimenticate come Méhul,
Hérold, Onslow, Alkan, Pierné
e molti altri. La ricerca si svolge
in collaborazione con conservatori, università e centri internazionali e ha già portato alla scoperta, qualche mese fa, della prima edizione dell’opera Les Francs-Juges di Berlioz. Organizzate in
convegni e giornate di studi, le
attività scientifiche riguardano
la musicologia e altri campi correlati: storia dell’arte, organologia, letteratura, arti della scena.
La collana editoriale è articolata
in due sezioni: le partiture musicali e i testi scientifici. Le edizioni pratiche presentano un testo
musicale modernizzato e facilIl Palazzetto Zane
mente accessibile all’interprete.
Situato nel quartiere San Stin, vicino alla Basilica
Le edizioni monumentali sono
dei Frari, a 7 minuti da Piazzale Roma, il Casino
invece dotate di accurati apparati
Zane fu costruito tra il 1695 e il 1697 ed è stato per
un secolo il luogo di svago del Palazzo Zane, che si
critici. Il catalogo delle partiture
trova a pochi metri di distanza. Il palazzo principale
ha come scopo quello di far co– oggi la Scuola Livio Sanudo – e il palazzetto erano
noscere i diversi generi romantiseparati da un rigoglioso giardino alla francese. La
L’antico edificio sarà sede
di convegni e rassegne
T
la cornice sinfonica
orna fruibile dopo quasi due anni di restauro
l’ex Casino Zane a Venezia. Il secentesco edificio, acquistato nel 2007 dalla Fondation
Bru, è ora sede di una sua emanazione, il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, istituzione culturale presieduta da Nicole Bru,
che ha tra i suoi obiettivi quello di restituire al repertorio musicale francese del XIX secolo
una notorietà mai pienamente
riconosciutagli.
Il centro ha scelto di stabilirsi a Venezia in quanto città d’arte di chiara fama e luogo prediletto dagli artisti romantici durante il XIX secolo. Il progetto ha una duplice vocazione: far
ritrovare all’edificio lo spirito
dell’epoca e creare un luogo dedicato alla musica, arte che fu la
sua vocazione originaria. Il casino, infatti, fu voluto nel 1695 dagli Zane, famiglia di melomani,
perché loro figlia potesse darvi
dei recital di violino. Si racconta
che Mozart vi abbia suonato durante il suo viaggio a Venezia nel
carnevale del 1771.
Il Palazzetto Bru Zane si pro-
bottega di Baldassarre Longhena terminò nel 1682 la
ristrutturazione del Palazzo voluta da Domenico Zane,
che lasciò i suoi beni e una collezione di libri e quadri
al nipote Marino Zane, che negli anni Novanta conferì
ad Antonio Gaspari, l’architetto più ricercato sulla
piazza veneziana, l’incarico di ideare un nuovo edificio
da utilizzare appositamente come biblioteca e «casin».
La sistemazione dell’interno, riccamente decorato, fu
affidata all’artista di origine ticinese Abbondio Stazio
e allo scultore Andrea Brustolon, che ha inciso la
balaustra di legno che si affaccia sulla sala da ballo.
pone di far rivivere
i nomi di compositori e le opere
dimenticate –
talvolta addirittura scomparse – del XIX
se colo.
L’i n augurazione coinciderà il
Charles-François Gounod
ci: sinfonia, concerto, musica da camera,
opera, repertorio sacro, mélodie. L’insieme delle partiture e
dei libri è pubblicato in collaborazione con
le edizioni
Symétrie
di Lione».
(l.m.) ◼
Georges Bizet
la cornice sinfonica — 33
Una serata speciale
con i Solisti Veneti
e il violino di Ughi
A Conegliano
l’evento conclusivo
del Veneto Festival
È
un incontro tra titani, quello che si
celebrerà l’11 settembre al Teatro Accademia di Conegliano: i Solisti Vene-
seguirà il Concerto Grosso in re maggiore op. 6 n. 5. Sesta
delle circa quaranta opere teatrali di Haendel, l’Agrippina –
pur essendo una composizione precoce (il debutto al veneziano Teatro di San Giovanni Grisostomo è del 1708, quando Händel ha ventitré anni, cfr p. 25) – ha già una struttura maestosa e corale, che la distingue dalle cantate scritte in
precedenza, e questo impianto si nota con molta evidenza
sin dalle note iniziali. Il Concerto Grosso in re maggiore fa
invece parte di un gruppo di dodici composizioni che appartengono già all’epoca matura (sono tutti scritti tra il 29
settembre e il 20 ottobre 1739): in questa serie di concerti
Händel uguaglia e supera il suo modello, Arcangelo Corelli, anche se viene talvolta accusato di utilizzare
come punto di partenza idee altrui.
Teatro Accademia
Si prosegue con Franz Joseph Haydn, di cui
11 settembre, ore 21.00
la cornice sinfonica
Uto Ughi
è scelto il Concerto in do maggiore per violino e archi, creti di Claudio Scimone – che quest’anno festeggiano il cinato presumibilmente tra il 1961 e il 1965 dal genio austriaquantenario della fondazione (cfr p. 28) – si esibiranno inco per l’italiano Luigi Tomasini, violinista dell’orchestra del
fatti insieme a un violinista del calibro di Uto Ughi in un
principe Esterházy: pur non essendo tra i generi prediletti di
evento unico che chiude questa edizione del «Veneto FeHaydn, il concerto per strumenstival–XXXIX Festival Interti vari per sua stessa natura mette
nazionale G. Tartini» ed è dediI Solisti Veneti
in risalto le parti solistiche, che a
cato ad alcune importanti ricorDiretti da Claudio Scimone, sono l’orchestra da camera
più popolare in Italia e all’estero. In cinquant’anni di
Conegliano – sotto l’esperta guirenze di cui il 2009 è crocevia.
attività hanno esportato la musica veneziana e veneta
da di Claudio Scimone – prenQuest’anno infatti si celebrano
in tutto il mondo con 5000 concerti in più di ottanta
Paesi e nei principali festival internazionali, a cui si
deranno vita grazie alla maestria
il duecentocinquantesimo anaggiunge una vasta produzione discografica di oltre
del virtuoso di Busto Arsizio.
niversario della morte di Häntrecentocinquanta titoli per le più importanti case a
In conclusione il Concerto in
del e il duecentesimo di quella
distribuzione mondiale. Da sempre il nome dei Solisti
Veneti è legato a quello di Claudio Scimone, fondatore
re minore di Mendelssohn, un
di Haydn, cui si aggiunge il duedell’orchestra nel 1959.
lavoro giovanile che il compocentocinquantesimo della naUto Ughi
sitore decise di non includere
scita di Mendelssohn. Di conseNasce a Busto Arsizio nel 1944. Considerato tra i
neppure nell’edizione compleguenza quasi obbligatoriamenmaggiori violinisti del nostro tempo, ha iniziato le sue
ta delle proprie opere, ma che
te il programma della serata sarà
grandi tournèe europee esibendosi nelle più importanti
capitali del vecchio continente. Da allora la sua
– pur pagando un tributo imincentrato sull’opera di questi tre
carriera non ha conosciuto soste. Ha suonato in tutto
portante a modelli «sacri» cograndi di lingua tedesca.
il mondo, nei principali Festival con le più rinomate
orchestre sinfoniche. Tra i direttori che l’hanno diretto
me Mozart e Beethoven – espriSi inizia con Georg Friedrich
si annoverano Sargent, Celibidache, Colin Davis,
me già il carattere acceso della
Händel, di cui verrà suonata
Leitner, Prêtre, Rostropovich, Sinopoli, Sawallish,
sua personalità musicale. (l.m.) ◼
l’Ouverture dell’Agrippina, cui
Mehta, Masur, Cluytens, Chung, Ceccato, Maazel.
34 — la cornice sinfonica
Continua
il viaggio in musica
del Festival
di Portogruaro
L’«Estate» di Enrico Bronzi
nelnuovoTeatro«LuigiRussolo»
H
la cornice sinfonica
a preso il largo lo scorso 18 agosto, nel nuovissi-
mo Teatro Comunale Luigi Russolo di Portogruaro, l’edizione 2009 dell’Estate Musicale della Fondazione Santa Cecilia (cfr. VMeD n. 29, pp. 36, 37). Anche
quest’anno sotto la direzione di Enrico Bronzi, la rassegna,
vero e proprio «viaggio in musica», non ha lesinato sugli appuntamenti, che hanno suscitato e continuano a suscitare
un gran successo di pubblico e critica.
Il concerto d’apertura ha visto salire sul palco del Luigi
Russolo i Virtuosi Italiani, l’Orchestra dell’Accademia Musicale Naonis e il violista Simonide Braconi diretti da Enrico Bronzi in un repertorio squisitamente sinfonico: la Sinfonia op. 90 La Passione di Haydn, l’Ouverture op. 27 Meeresstille
und gluckliche Fahrt di Mendelssohn-Bartholdy e la Sinfonia di
Berlioz Harold en Italie.
Il 19 agosto il festival ha dedicato alla straordinaria quanto emblematica figura di Gesualdo da Venosa una giornata intera, che si è articolata in un laboratorio musicale – che
ha potuto contare su presenze quali quella di Sandro Cappelletto, Quirino Principe e Roberto Calabretto – nella proiezione del film-documentario Morte a cinque voci di Werner
Herzog, e in un concerto con musiche di Gesulado, interpretate dall’ensemble vocale De Labyrintho, con la voce recitante di Cappelletto e la direzione di Walter Testolin.
Il 20 agosto il sipario del Russolo si è aperto con l’esecuzione dei Lieder eines fahrenden Gesellen di Mahler, ai quali ha fatto seguito l’esecuzione di due brani contemporanei: Oh che
bel castello, per pianoforte ed ensemble, composto dal veneziano Giovanni Mancuso, e Medeas Traüme op. 43, per violino, clarinetto basso, percussioni e pianoforte, del polacco
Portovecchio di Portogruaro – Villa Furlanis Bombarda
1 settembre, ore 21.00
Concerto degli studenti vincitori delle Borse di Studio offerte
dall’Associazione Intonarumori
Musiche di autori vari
Portogruaro
Sede Fondazione Musicale Santa Cecilia / Sala capriate
2 settembre, ore 19.00
Penombre: Prendi, strimpella i miei poveri canti, ovvero: Franz Schubert
e la via crucis degli intirizziti
Introduzione al concerto serale Viaggio d’Inverno: Quirino Principe
relatore
Dariusz Przybylski.
Un ensemble formato da otto violoncellisti di diversa nazionalità e una compagnia di danzatori professionisti sono
stati i protagonisti dell’appuntamento dello scorso 21 agosto: i Violoncelli di Salisburgo, Giovanni Gnocchi, Stefano
Cerrato, Gundula Leitner, Gonzalo Meseguer, Elisa Siber,
Julia Hagen, Kristina Urban, Sylvia Demgensky e i ballerini della Compagnia di danza Kronos hanno interpretato
Partenze, più in alto del vento, brano in prima esecuzione assoluta, commissionato dal festival al compositore Mario Pagotto e nato dalla collaborazione con la danzatrice e coreografa Barbara Canal.
Il 22 agosto si è partiti dal lontano Oriente, con le percussioni cinesi dei Panda Banda diretti da Gert Mortensen che
hanno «invaso» Piazza della Repubblica con uno spettacolo ispirato alle favole cinesi, per proseguire nell’Italia delle
Années de pèlegrinage, Deuxième année: Italie di Franz Liszt, con
il pianoforte di Roberto Plano.
Il 23 il festival si è lanciato in un viaggio nell’Italia poco
conosciuta della tradizione musicale popolare sarda con il
Quartetto vocale della Confraternita di Santu Lussurgiu,
composto da quattro voci maschili – Giovanni Ardu, Mario Corona, Antonio Migheli e Roberto Iriu – cui è affidato il non facile compito di eseguire e conservare oralmente queste straordinarie polifonie di cui non esiste partitura scritta.
E poi ancora, solo per citare un altro paio dei nomi finora
ascoltati, Portogruaro ha festeggiato il ritorno del violinista
di origini lettoni Ilya Grubert – tra i più apprezzati solisti del
suo strumento al mondo – che è salito sul palco del Russolo con Brenno Ambrosini, pianista veneziano dall’intensa
carriera internazionale.
Seguito molto anche quest’anno, dopo il successo della
scorsa edizione, l’appuntamento con Penombre, brevi conferenze abbinate alla degustazione di vini doc Lison-Pramaggiore in collaborazione con la Strada dei Vini, ideate per offrire al pubblico la possibilità di approfondire gli
appuntamenti serali attraverso interventi di musicologi e
critici musicali. L’Estate Musicale 2009 ospita ancora una
volta alcuni tra i massimi esponenti della cultura musicale italiana: Quirino Principe, Sandro Cappelletto, Massimo Donà, Gian Paolo Minardi, Elio Matassi, Roberto Calabretto, Nicola Scaldaferri e Romano Gasparotti. (i.p.) ◼
Portogruaro – Teatro Comunale Luigi Russolo
3 settembre, ore 21.00
Anni di pellegrinaggio II
Enrico Pace pianoforte
Musiche di J.S Bach/Friedman, Beethoven, Gluck/Friedman,
Liszt, Mendelssohn, Schumann
Portogruaro – Teatro Comunale Luigi Russolo
4 settembre, ore 21.00
Concerto dei Vincitori del Premio Venezia 2008
Fiorenzo Pascalucci e Viktor Guraziu pianoforte
Musiche di Chopin, Liszt, Rossini, Scarlatti, Schumann
Portogruaro – Teatro Comunale Luigi Russolo
2 settembre, ore 21.00
Viaggio d’inverno
Wolfgang Holzmair baritono, Deindre Brenner pianoforte
Musiche di Schubert
Portovecchio di Portogruaro
Villa Furlanis Bombarda
4 settembre, ore 21.00
Concerto dei migliori studenti delle Masterclass Internazionali
Assegnazione borse di studio del Lions Club di Portogruaro
Musiche di autori vari
Pradipozzo di Portogruaro – Chiesa Parrocchiale
2 settembre, ore 21.00
Giampaolo Bandini chitarra, Cesare Chiacchiaretta bandoneon
Musiche di Gubitsch, Piazzolla, Pujot, Tavolaro, Villoldo
Este – Chiostro di San Francesco
5 settembre, ore 21.00
Trio di Padova
Musiche di Brahms, Haydn, Šostakovič
la cornice sinfonica — 35
Quirino Principe,
Elio Matassi
e Massimo Donà
introducono
«In viaggio»
vivendo un momento d’oro è stata fornita dalla conferenza
d’inaugurazione. In una calda sala consiliare del magnifico municipio si sono infatti alternati tre relatori d’eccezione: Quirino
Principe, di casa a Portogruaro, Elio Matassi e Massimo Donà.
Il celebre musicologo e germanista – che il 2 settembre sarà protagonista di una «Penombra» dall’accattivante titolo «”Prendi,
strimpella i miei poveri canti”… ovvero: Franz Schubert e la via
crucis degli intirizziti» (cfr. la pagina a fianco) – con le consuete
sapienza e abilità affabulatoria ha descritto i tre lieder di Schubert
eseguiti poi dal vivo da Alessandro Cortello (tenore) e Michele
Bravin (pianoforte): Wandrers Nachtlied I, op. 4 n. 3 D 224, Wolfgang von Goethe: Der du von dem Himmel bist; Wandrers Nachlied
II, op. 96 n. 3 D 768, Wolfgang von Goethe: Über allen Gipfeln ist
Ruh; Der Wanderer, op. 4 n. 1 D 493 a, Georg Philipp Schmidt von
Lübeck: Ich komme vom Gebirge her. Nella sua introduzione ha affrontato anche il tema-guida dell’Estate Musicale: «La vita come musica è un viaggio: l’itinerario artistico di un compositore
serio, che viva nella sfera dell’essere, cioè che componga musica per sé e per chi lo capisca, e
non per un pubblico che pal tema condutto ghi e che gli permetta di vivere di questa nuova
re (anche se non c’è nulla di
edizione è quello del
ignobile in questo, ma si rienviaggio, inteso nel suo sentra nella sfera dell’avere, che è
so concreto e soprattutto nel
inferiore) compie un viaggio
suo senso simbolico di tenche dovrebbe sempre arrivasione conoscitiva. La città
re a buon fine». Al viaggio ha
di Portogruaro tornerà, anfatto riferimento anche il diche se solo metaforicamenscorso di Elio Matassi – prote, alla sua funzione di Porfessore ordinario di Filosotus: ideale luogo di partenfia della storia e docente di
za dei viaggi musicali che
Estetica musicale all’Uniaccompagneranno l’estate
versità Roma Tre – che, pre2009. I percorsi che seguireMassimo Donà, Quirino Principe e Elio Matassi (foto Eva Rico)
cedendo Quirino Principe
mo attraverso il programma
negli interventi, ha affermato: «Il viaggio non è un fatto accidel Festival “In viaggio” saranno, in libera successione, quelli
dentale, ma un modo di essere, di rapportarsi alla realtà, in terdel Grand Tour ottocentesco, con le immancabili tappe italiamini filosofici è una vera e propria concezione del mondo. È un
ne (Aroldo in Italia, Années de pèlerinage, Souvenir de Florenmodo di acquisire esperienze attraverso un percorso. E questo
ce), i viaggi ideali in terre musicali non molto note (la musica ciconcetto assume pregnanza assoluta se ci avviciniamo al monnese, i paesaggi musicali nordamericani), la forma musicale codo della musica...» (l.m.) ◼
me viaggio interiore (le grandi forme schubertiane, il Winterreise, la Wanderung romantica), il viaggio del popolo di Israele
Michael Wolgemut,
(The Dreams and Prayers of Isaac the Blind di Golijov), il
Ulysses
viaggio mitico di Zeus sulla terra (Philemon und Baucis
(1493 silografia)
di Haydn), il viaggio in un’Italia sconosciuta (lo Stabat dei
cantori di Santulussurgiu) e ancora il viaggio come conoscenza, prova, distacco, desiderio, ritorno, avventura, svelamento. Nello scorso Festival di Portogruaro abbiamo fatto
leva sulla curiosità del nostro pubblico portogruarese per un
viaggio nella fantasia. Oggi ancora richiamiamo il demone della Curiositas come stimolo fondamentale nella ricerca di sé. E il
pensiero va subito al primo viaggio della cultura occidentale,
il peregrinare di quell’Odisseo che è il simbolo perfetto della sete di conoscenza. E, si sa, Odisseo preferisce farsi legare
all’albero maestro pur di udire un canto ignoto...»
Queste sono le premesse programmatiche da cui è partito
Enrico Bronzi per costruire l’edizione 2009 dell’Estate Musicale di Portogruaro, promossa come di consueto dalla Fondazione Santa Cecilia e programmata tra agosto e settembre. Il
violoncellista parmigiano, al suo secondo mandato da direttore artistico, ha costruito un programma estremamente ricco e
diversificato, isolando e sviluppando attraverso concerti, momenti d’incontro e anche appuntamenti accompagnati da degustazioni enologiche (definite molto efficacemente «Penombre»)
un tema suggestivo e ampio come quello del viaggio musicale.
La riprova che il festival della piccola cittadina veneziana sta
Relatori d’eccezione per
la conferenza d’inizio
dell’Estate Musicale
I
la cornice sinfonica
«
36 — la cornice sinfonica
«I Luoghi di
Baldassare»:
la nuova edizione
del Festival Galuppi
si sono volute privilegiare le opere strumentali. La rassegna si aprirà dunque con un concerto che proporrà le sonate da chiesa per due violini e basso continuo. La proposta
riveste particolare interesse in quanto le sonate da chiesa,
forma musicale nata fra il tardo Rinascimento e il primo
Barocco, in Galuppi rappresentano un esempio di rilievo,
poiché il tratto stilistico più costante di queste composizioni è quello della «condotta tematica», ovvero il continuo
svolgimento intorno a un singolo frammento melodico caratteristico, l’essere cioè monotematiche a differenza della
di Patrizia Parnisari
successiva sonata classica che sarà bitematica. Altra importante novità sono le Sonanche quest’anno la nuova ediziote per tastiera eseguite da Andrea Bacchetne del festival «I Luoghi di Baldasti, che ne ha curato anche, assieme a Masare» testimonia l’unicità della proVenezia
rio Marcarini, l’edizione dalle fonti manoposta musicale e culturale di questo evendal 13 settembre al 24 ottobre
scritte conservate alla Fondazione Levi di
to, in quanto è la sola manifestazione che
Venezia. Il concerto sarà preceduto da una conferenza inarticola al suo interno, e porta avanti sviluppandole negli
troduttiva di Franco Rossi. Dopo un Dixit Dominus a quatanni, molteplici e diversificate iniziative. Si tratta inoltre
A
la cornice sinfonica
Danzatori sufi e Ensemble Maraghi: quest'ultimo sarà protagonista
del concerto al Fontego dei Turchi
dell’unica rassegna itinerante che propone l’abbinamento
tra «luoghi» meritevoli di essere riscoperti e musiche contestualizzate. Il principale obiettivo è però, come sempre,
la riscoperta e la riproposta di composizioni, anche inedite, di Baldassare Galuppi. Ne abbiamo parlato con il direttore del festival, Alessio Benedettelli.
In questa edizione spicca una presenza consistente di musiche di Galuppi, ma soprattutto è degna di nota una riscoperta importante. Di
cosa si tratta? Ci può anticipare le novità legate al compositore?
L’edizione di quest’anno dei «Luoghi di Baldassare» è
particolarmente dedicata a inediti galuppiani, così come
è negli scopi istituzionali dell’associazione che promuove
il festival da quindici anni. Notevoli sono state, negli anni
passati, le proposte di opere inedite come Ifigenia in Tauride, L’inimico delle donne, La calamita de’ cuori, La partenza e il ritorno de’ marinai, tanto per citarne solo alcune. Quest’anno
tro voci con strumenti – conservato nel fondo musicale attualmente custodito presso l’Istituto di Ricovero e di Educazione (Ire) a Venezia – come contributo e stimolo all’approfondimento della figura musicale di Galuppi, ci sarà
l’oratorio Jahel a dimostrazione di come questo compositore abbia dedicato gran parte del proprio tempo alla musica
sacra e liturgica e alla musica oratoriale. L’interesse di queste composizioni, in tutto e per tutto rivali delle contemporanee espressioni operistiche, è certamente elevato, anche per la straordinaria qualità delle esecutrici, tradizionalmente tutte donne, la cui unica occupazione era proprio la
musica, tanto da giungere a esiti di straordinario interesse testimoniati da ogni viaggiatore dell’epoca. Nell’ambito
del festival a interpretare l’oratorio sarà il gruppo femminile «Cappella Artemisia», coro che si dedica al repertorio
delle monache rinchiuse in convento.
val sarà itinerante, fra la laguna e la città. Sedi già note
Tra i meriti del vostro festival c’è anche quello di dare spazio alla
saranno Torcello e il «Grande Albergo Ausonia & Hunmusica composta per strumenti rari o considerati insoliti. Dopo il pegaria» al Lido di Venezia, dove si potrà ascoltare il Godalpiano della scorsa edizione, cosa ascolteremo quest’anno?
malanbrass Quintet con un programma dedicato al peQuesta volta saranno protagonisti due strumenti di sicuriodo del Liberty, epoca in cui l’isola conobbe una faro poco ascoltati. Si tratta del maultrommel, comunese di splendore e di cui l’hotel stesso rappresenta
mente chiamato scacciapensieri, e della mandoun esempio di grandissimo pregio. Sede nuora, conosciuta anche con i nomi di gallizona o
vissima sarà invece il Santuario della Magallichon, una sorta di liuto barocco in uso
donna dell’Apparizione nell’isola di Pelnel XVIII e XIX secolo, soprattutto in
lestrina, spazio forse poco conosciuto e
Germania e Austria, ma iconograficapoco frequentato dai veneziani stessi,
mente rappresentato già nel Trecento
ma che sicuramente deve essere visie Quattrocento. Con questi due aftato. Il programma vedrà la presenfascinanti strumenti verranno eseza di Giovanni Guglielmo al violiguite musiche di Albrechtsberger,
no ed Ezio Mabilia al clavicembalo.
musicista austriaco che fu maestro
Il festival si fermerà poi alla Scuodi Hummel e Beethoven, e di cui
la Grande di San Rocco, alle Sale
quest’anno ricorre il bicentenario
Apollinee del Teatro La Fenice e al
della morte.
Teatro Goldoni.
A proposito di centenari, quest’anno ne
Potrebbe parlarci del concerto di musica
ricorrono diversi… Quali festeggerete e
ottomana che verrà eseguito all’interno del
come?
«Progetto Fondaci»?
«I Luoghi di Baldassare» ne festeggeIl concerto al Fontego
rà alcuni tra i più impordei Turchi (oggi Mutanti, ai quali soHenr y Purcell
seo di Storia Nano dedicati ben
turale) fa partre concerte di un proti: Purcell,
getto, cui il
Haendel
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tri paesi che si sodita al pubblino stanziate a Veco veneziano, e non
nezia dando vita a scamsolo, e al nostro festival.
bi commerciali e culturali. Il concerto veAncora a Haendel e Haydn affiancati
drà la presenza dell’Ensemble Marâghî, che
da Mendelssohn, è dedicato il concerto
proporrà composizioni nate tra la corte e
di chiusura, frutto di una collaborazioi centri sufi di Costantinopoli in epoca otne con le «Settimane Musicali» del Teatomana (1326-1923). L’ensemble si ispira ad
tro Olimpico di Vicenza e con il proget‘Abd ul-Qâdir Marâghi, musicista e composito «Antiruggine», e che vedrà la presentore che, come tutti gli intellettuali del suo temza di interpreti come Sonig Tchakerian,
po, fu cosmopolita, così come la musica clasMario Brunello, Danilo Rossi e Massimo
sica ottomana è un esempio perfetto di inSomenzi, affiancati da allievi che
terculturalità. Il mosaico composito delle
hanno frequentato i laboratogenti che convivevano pacificamenri di «Antiruggine». Da non
te sui territori dell’impero si rifletdimenticare anche il bicenteva nei musicisti che operavano
tenario di Albrechtsberger,
a corte, che potevano essere
di cui si potranno ascoltare
armeni, slavi, greci, ebrei,
i concerti per maultrommel.
cristiani o quant’altro. ProParticolare attenzione verrà daprio in questo senso la cultuta, come sempre, anche ai luoghi
ra ottomana è particolarmennei quali i concerti saranno eseguite vicina a Venezia, città coti. Quali le novità e le riscoperte?
Baldassare Galuppi
smopolita in tutti i tempi. ◼
Anche quest’anno il festi-
la cornice sinfonica
la cornice sinfonica — 37
38 — la cornice sinfonica
Il festival chitarristico
«Delle due Città»
posto da Luciano Damiani e Michele Libraro, che proporrà
un viaggio nel Mediterraneo mischiando i suoni cristallini del
mandolino alle calde vibrazioni della chitarra.
Il 9 a salire sul palco sarà Bruno Giuffredi, mentre l’11 si esibirà il chitarrista andaluso Josè Luis Ruiz Del Puerto con un
programma tutto spagnolo in occasione del centesimo anniversario della morte di Francisco Tarrega.
La chiusura della prima parte della manifestazione si svolgerà, come da tradizione, al Teatro Comunale di Treviso il 13
settembre. Si potrà assistere allo spettacolo Viaggio
in Sud America, che vedrà Antonella Ruggieorna a settembre il festival chitarro accompagnata dal GuitArt Quartet, il
ristico internazionale «Delle due
cui ultimo progetto è un viaggio nella
Città», considerato una tra le
musica dell’America Latina che ripiù importanti manifestazioni depropone i grandi autori della candicate alle sei corde. Sponsorizzone «colta» sudamericana: da
zata dal Gruppo Compiano
Astor Piazzolla a Carlos GarIniziative Culturali, 2C Ardel, Juan Luis Guerra, e molredamenti, Cassa di Risparti altri.
mio del Veneto, ComuIl festival proseguirà cone e Provincia di Treviso,
sì il suo percorso a Roma,
quest’anno la rassegna ha
presso il Teatro Ghione, a
per tema i «Diari di viaggio
pochi passi da Piazza San
tra crisi e creatività» e s’inPietro. A inaugurare la setreccerà con molte delle arzione romana il 15 settemti più rappresentative, dove
bre sarà la chitarra di Aniella musica sarà, come semlo Desiderio, del quale Lorin
pre, il filo conduttore: dall’
Maazel, dopo aver assistito a
1 al 21 settembre il festival
un suo concerto, disse: «Solo
si svolgerà infatti tra concerti,
stasera ho compreso il vero suocortometraggi, incontri con gli
no e la vera emozionalità che può
artisti, conferenze, un’esposiziodare la chitarra».
ne fotografica e molti altri eventi olAndrea Vettoretti
Il 17 settembre il catalano Carles Pons
tre agli appuntamenti più squisitamente
condurrà il pubblico in un viaggio che dalla
musicali. Andrea Vettoretti, direttore artistimusica spagnola arriverà al repertorio francese, alle
co del festival e uno fra i più apprezzati chitarristi
danze portoghesi, fino alla musica Nord Americana.
del panorama attuale, ha realizzato un cartellone che spazia
Il 18 settembre Vladislav Blaha eseguirà un concerto che dal
dalla musica barocca fino a quella dei nostri giorni, dalla SpaRinascimento giungerà ai nostri giorni. La ricchezza di espresgna al Sud America e alla musica mediterranea.
sione di questo musicista, insieme al suo brillante virtuosismo
I primi quattro concerti si svolgeranno al Teatro Eden di Tree all’elegante interpretazione, hanno suscitato critiche positiviso, tutti alle 20.45. Ad aprire il 3 settemve in tutto il mondo musicale.
bre sarà il Duo Caputo-Pompilio, che
Domenica 20, Massimo Delle Cese condurrà il suo pubblico
eseguirà le Variazioni Goldberg, una
in Aria Egea, un recital che partirà ancora dalle danze del Medidelle opere più complesse e geniaterraneo per arrivare alla musica romantica e proseguire verso
li di Johann Sebastian Bach. Pluil jazz e la musica turca.
ripremiato in numerose compeA concludere il festival sarà
tizioni musicali, nazionali e ininfine Krzysztof Pelech,
ternazionali, il Duo si perfezioche, con sedici concorna con David Russell, Alberto
si internazionali vinPonce, e i fratelli Sergio e Odair
ti, è uno dei chitarristi
Assad. Per quel che riguarda la
più attivi della sua geproduzione discografica, dopo
nerazione. Svolgendo
Petit déjeuner e Works for Guitar Duo,
circa sessanta concerti
consacrati al repertorio dell’Otall’anno, ha suonato in
to e Novecento, e Spanish AthmospheEuropa, in Asia e negli
res, dedicato alla musica spagnola e
Stati Uniti, registrando
realizzato con la soprano ingleper varie emittenti televise Anita Biltoo, i due maestri
sive e collaborando con comhanno concluso la regipositori del calibro di Jorge Mostrazione delle stesse
rel, che gli ha dedicato un’opera, e di
Variazioni Goldberg
Jorge Cardoso. Per inforche presenteranmazioni: www.muno a Treviso.
sikrooms.com
Il 5 settembre
(i.p.) ◼
sarà la volta del
Krz ysztof Pelech
Real Duo, com-
Da Treviso a Roma
un settembre tra musica e arte
la cornice sinfonica
T
Antonella Ruggiero
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La cornice sinfonica