30 — la cornice sinfonica Il «Progetto Prometeo» dell’Agimus di Venezia Seguiranno le serate per pianoforte a quattro mani con il duo Spinosa-Calcagnile (20 novembre), interprete del progetto «Spoon River», e il duo Grasso-Michielon (6 dicembre), con brani di Nono, Schoenberg, Ravel, Lichtfuss e Karchin, introdotti da un monologo inedito dello stesso Puppa, dedicato a Emilio Vedova. Il Quadrivium Ensemble eseguirà musiche di Copland, Britten, Turina e Villa Lobos (22 novembre), mentre il contralto Gloria Banditelli, in duo con Raffaella Zagni, proporrà un concerto con opere del Novecento storico (3 dicembre). L’attenzione al contemporaneo sarà infine comDedicato alla valorizzazione del pensiero e pletata da una serata con lavodell’opera di Luigi Nono ed Emilio Vedova, il ri di musica elettronica, ospitata «Progetto Prometeo» è patrocinato dal Ministero dal Centro Candiani (13 novemdei Beni e delle Attività Culturali e dal Ministero bre), che avrà come protagonisti della Pubblica Istruzione, dalla Regione Veneto, dal Comune (Direzione Beni e Attività Culturali) gli allievi dei Conservatori di Vee dalla Provincia di Venezia, e organizzato in nezia (il gruppo elettroacustico collaborazione con la Fondazione «Emilio e M.A.S. – meccanica/azione/soAnnabianca Vedova», la Fondazione Teatro La nora – formato da Federico CoFenice, l’Archivio Luigi Nono, il Centro Candiani stanza, Marco Gasperini e Alese l’Ateneo Veneto. La realizzazione è resa possibile sio Rossato) e di Trieste (Maurigrazie al sostegno offerto dalla Regione Veneto, zio Goina, Ivan Penov e Alessandal Consorzio Venezia Nuova, dalla Banca del dro Fogar), autori di opere in priVeneziano e dalla North East Service . Un ricco cartellone dedicato a Luigi Nono ed Emilio Vedova la cornice sinfonica S i inaugura il 20 ottobre, alle Sale Apollinee del Teatro la Fenice, il «Progetto Prometeo», ciclo di eventi culturali proposti dall’Agimus di Venezia, Associazione Giovanile Musicale presieduta da Alfredo Bianchini e diretta artisticamente da Letizia Michielon. Fin dalla sua fondazione, nel 1949 a Roma, sotto l’alto Patronato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Pubblica Istruzione, l’Agimus svolge una preziosa azione di diffusione artistica grazie alle numerose sezioni presenti in tutto il territorio nazionale. Il progetto si articola in una serie di quattro iniziative tra loro connesse: particolare attenzione è stata dedicata all’aspetto formativo, grazie al corso di composizione tenuto presso l’Ateneo Veneto da Riccardo Vaglini. Le lezioni sono state seguite da un gruppo selezionato di allievi provenienti dai Conservatori di Venezia (Leonardo Boldrin), Padova (Stefano Maria Torchio), Vicenza (Valeria Businaro) e Castelfranco Veneto (Raffaele De Giacometti), ai quali si è unito un giovane segnalato dall’Archivio Luigi Nono (Nicola Buso). Agli stage si sono affiancati gli interventi seminariali di Claudio Ambrosini, Ivan Fedele, Martin Lichtfuss e Louis Karchin. Frutto del progetto è la realizzazione di opere prime per archi in omaggio a Nono e Vedova, che verranno eseguite dall’Ex Paolo Puppa Novo Ensemble. Il ciclo di concerti, che si svolgerà non solo nelle Sale Apollinee del Teatro la Fenice, ma anche negli spazi del Centro Candiani di ma assoluta dedicate ancora a Nono e a Vedova. Mestre, prevede l’esecuzione delle prime assoluLa proposta culturale si arricchisce con un convegno inte commissionate a compositori italiani e stranieri, tra cui Faternazionale di Filosofia della musica in collaborazione con bio Grasso, Louis Karchin, Martin Lichtfuss, Luigi Manfrin, l’Ateneo Veneto, patrocinato da Ca’ Foscari e dall’Iya (AnLetizia Michielon e Riccardo Vaglini. Partecipano all’iniziano Mondiale dell’Astronomia) 2009, in programma il prostiva anche studenti che frequentano prestigiose istituzioni simo 7 dicembre all’Ateneo Veneto sul europee e statunitensi: Kyung Eum Im tema «Harmonia mundi. Anima spazio e (Università della Musica di Vienna), FeVenezia corpo sonoro nella musica del XX e XXI lipe Lara (New York University) e Piotr Tabakiernik (Accademia Chopin di Var- Sale Apollinee del Teatro La Fenice secolo». Ateneo Veneto È prevista, infine, la pubblicazione savia). Il concerto d’inaugurazione è afdelle partiture per i tipi di Ars Publica fidato al Quartetto Ex Novo e al soprano Mestre e l’incisione di alcune tra le opere prime Livia Rado; ospite d’eccezione della seraCentro Candiani commissionate. (Per ulteriori informata sarà Paolo Puppa, che reciterà un suo zioni: www.agimusvenezia.it). (i.p.) ◼ monologo inedito ispirato a Luigi Nono. 20 ottobre – 7 dicembre È di scena il pianoforte Alla Fenice le «Nozze d’argento» della Società Veneziana di Concerti U di Mirko Schipilliti n minifestival pianistico? L a stagione 2009-2010 della Società Veneziana di Concerti – dal 9 novembre 2009 al 24 maggio 2010 al Teatro La Fenice – affronterà la mannaia dei tagli ai finanziamenti ridimensionando l’oneroso star system per costruire un programma ad hoc ruotante intorno al pianoforte. Strumento agile, che visse in primo piano una fetta imponente di storia della musica, al pianoforte sarà ispirato un ciclo concertistico per celebrare i venticinque anni del Premio Venezia e il venticinquennale di attività concertistica dell’associazione («Nozze d’argento» sarà il titolo), quindi coinvolgendo a partire dal 1985 tutti i vincitori delle passate edizioni. Da questo concorso, prima regionale, poi nazionale, dedicato ai diplomati col massimo dei voti, si sono distinti alcuni dei nomi più interessanti del pianismo più giovane, che a Venezia suoneranno in una rassegna antologica in gruppi di quattro musicisti, ognuno con un brano, tre concerti in questa stagione, tre nella prossima. Riascolteremo Filippo Gamba, Roberto Prosseda, Maurizio Baglini, Giuseppe Albanese, Alberto Nosè, in «un ciclo – ricorda il direttore artistico Paolo Cossato – che vuole anche essere un omaggio al pianismo italiano. Giovani generosi artisti che vengono pressoché in amicizia, visto il taglio del 50% al nostro budget». Ma non finisce qui. Si punta sul pianoforte aprendo la stagione con un concerto di Alexander Lonquich e l’Orchestra da Camera di Mantova prima di repl icare il programma al Musikverein di Vienna, in un reBarbara Hannigan (foto Marco Borggreve) pertorio che Lonquich ama ormai frequentare da tempo, il Quarto concerto per pianoforte di Beethoven e il Primo di Shostakovich. Ritornerà Grigorij Sokolov, da sempre molto applaudito sui palcoscenici veneziani, e il percorso pianistico continuerà col duo Massimo Somenzi-Gustavo Romero, nell’integrale delle musiche di Mozart per pianoforte a quattro mani, col giovanissimo Daniil Trifonov (Russia, 1991), vincitore del Concorso pianistico di S. Marino 2008, e la ventiduenne cinese Yuja Wang. «Per quanto se ne dica – aggiunge Cossato – il pianoforte è lo strumento che suscita ancora più interesse». Riappare in una veste cameristica, con l’affermato inglese Daniel Hope (nuovo violinista del leggendario Beaux Arts Trio dal 2002 e primo interprete della nuova edizione critica del Concerto di Berg) in duo con pianoforte, e due serate di lieder: il baritono tedesco Christian Gerhaher proporrà un programma mahleriano, mentre la soprano canadese Barbara Hannigan accenderà una luce sul repertorio tardo-viennese, in un’antologia fra Wolf, Schönberg, Berg, Webern, Zemlinsky e Alma Mahler. Il quartetto d’archi continua a non mancare, uno solo quest’anno, il quartetto Artemis, e ci sarà anche la giovane violoncellista argentina Sol Gabetta. A Natale il coro patriarcale di Mosca, diviso fra repertorio sacro e profano, con la speranza di ascoltarlo in Basilica a S. Marco. Quattordici concerti appesi a un compromesso, dove la tastiera fa da padrona (otto concerti), «puntando sulla qualità», come ricorda Cossato. Ma cercare di abbattere le spese non è facile, la musica ha i suoi bei costi. Le questioni sulla gestione delle finanze artistiche si riaprono nuovamente, accanto a quella delle stesse scelte musicali, quando i tagli non hanno scrupoli e la coperta è sempre troppo corta. I numeri: 220.000 euro di finanziamento per la stagione della Società Veneziana di Concerti sono stati ridotti a 110.000, interamente impiegati per le spese artistiche. Ma ce ne sono altri 110.000 di spese gestionali (in media più di 7.800 a concerto), nei quali più della metà (65.000, il 59%, quasi il 30% del bilancio complessivo) serve a coprire le spese di personale. Nessuno sponsor privato di lusso, solo alcuni benefattori, veri e propri «sponsor onorari». Arte e gestione dell’arte sono ormai due facce indissociabili. ◼ Venezia – Teatro La Fenice 9 novembre 2009 – 24 maggio 2010 Sol Gabetta la cornice sinfonica la cornice sinfonica — 31 32 — la cornice sinfonica Musica al Palazzetto Zane 3 ottobre con l’apertura del festival/convegno «Le origini del Romanticismo francese», che si protrarrà fino al giorno 13. Oltre a questa manifestazione nel 2010 sono previste altre due rassegne, una in febbraio, «Le salon romantique», e un’altra, «Il pianoforte romantico», tra aprile e maggio. Un nuovo luogo dunque che tutti gli appassionati di musica impareranno a conoscere e frequentare. Ma quali sono nello specifico gli obiettivi del Centro? «La ricerca scientifica rappresenta – si legge nell’ampia cartella stampa – il fulcro delle nostre attività. Il suo scopo è duplice: – valorizzare le opere sconosciute di celebri compositori come Bizet, Gounod, Massenet, e riabilitare figure dimenticate come Méhul, Hérold, Onslow, Alkan, Pierné e molti altri. La ricerca si svolge in collaborazione con conservatori, università e centri internazionali e ha già portato alla scoperta, qualche mese fa, della prima edizione dell’opera Les Francs-Juges di Berlioz. Organizzate in convegni e giornate di studi, le attività scientifiche riguardano la musicologia e altri campi correlati: storia dell’arte, organologia, letteratura, arti della scena. La collana editoriale è articolata in due sezioni: le partiture musicali e i testi scientifici. Le edizioni pratiche presentano un testo musicale modernizzato e facilIl Palazzetto Zane mente accessibile all’interprete. Situato nel quartiere San Stin, vicino alla Basilica Le edizioni monumentali sono dei Frari, a 7 minuti da Piazzale Roma, il Casino invece dotate di accurati apparati Zane fu costruito tra il 1695 e il 1697 ed è stato per un secolo il luogo di svago del Palazzo Zane, che si critici. Il catalogo delle partiture trova a pochi metri di distanza. Il palazzo principale ha come scopo quello di far co– oggi la Scuola Livio Sanudo – e il palazzetto erano noscere i diversi generi romantiseparati da un rigoglioso giardino alla francese. La L’antico edificio sarà sede di convegni e rassegne T la cornice sinfonica orna fruibile dopo quasi due anni di restauro l’ex Casino Zane a Venezia. Il secentesco edificio, acquistato nel 2007 dalla Fondation Bru, è ora sede di una sua emanazione, il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, istituzione culturale presieduta da Nicole Bru, che ha tra i suoi obiettivi quello di restituire al repertorio musicale francese del XIX secolo una notorietà mai pienamente riconosciutagli. Il centro ha scelto di stabilirsi a Venezia in quanto città d’arte di chiara fama e luogo prediletto dagli artisti romantici durante il XIX secolo. Il progetto ha una duplice vocazione: far ritrovare all’edificio lo spirito dell’epoca e creare un luogo dedicato alla musica, arte che fu la sua vocazione originaria. Il casino, infatti, fu voluto nel 1695 dagli Zane, famiglia di melomani, perché loro figlia potesse darvi dei recital di violino. Si racconta che Mozart vi abbia suonato durante il suo viaggio a Venezia nel carnevale del 1771. Il Palazzetto Bru Zane si pro- bottega di Baldassarre Longhena terminò nel 1682 la ristrutturazione del Palazzo voluta da Domenico Zane, che lasciò i suoi beni e una collezione di libri e quadri al nipote Marino Zane, che negli anni Novanta conferì ad Antonio Gaspari, l’architetto più ricercato sulla piazza veneziana, l’incarico di ideare un nuovo edificio da utilizzare appositamente come biblioteca e «casin». La sistemazione dell’interno, riccamente decorato, fu affidata all’artista di origine ticinese Abbondio Stazio e allo scultore Andrea Brustolon, che ha inciso la balaustra di legno che si affaccia sulla sala da ballo. pone di far rivivere i nomi di compositori e le opere dimenticate – talvolta addirittura scomparse – del XIX se colo. L’i n augurazione coinciderà il Charles-François Gounod ci: sinfonia, concerto, musica da camera, opera, repertorio sacro, mélodie. L’insieme delle partiture e dei libri è pubblicato in collaborazione con le edizioni Symétrie di Lione». (l.m.) ◼ Georges Bizet la cornice sinfonica — 33 Una serata speciale con i Solisti Veneti e il violino di Ughi A Conegliano l’evento conclusivo del Veneto Festival È un incontro tra titani, quello che si celebrerà l’11 settembre al Teatro Accademia di Conegliano: i Solisti Vene- seguirà il Concerto Grosso in re maggiore op. 6 n. 5. Sesta delle circa quaranta opere teatrali di Haendel, l’Agrippina – pur essendo una composizione precoce (il debutto al veneziano Teatro di San Giovanni Grisostomo è del 1708, quando Händel ha ventitré anni, cfr p. 25) – ha già una struttura maestosa e corale, che la distingue dalle cantate scritte in precedenza, e questo impianto si nota con molta evidenza sin dalle note iniziali. Il Concerto Grosso in re maggiore fa invece parte di un gruppo di dodici composizioni che appartengono già all’epoca matura (sono tutti scritti tra il 29 settembre e il 20 ottobre 1739): in questa serie di concerti Händel uguaglia e supera il suo modello, Arcangelo Corelli, anche se viene talvolta accusato di utilizzare come punto di partenza idee altrui. Teatro Accademia Si prosegue con Franz Joseph Haydn, di cui 11 settembre, ore 21.00 la cornice sinfonica Uto Ughi è scelto il Concerto in do maggiore per violino e archi, creti di Claudio Scimone – che quest’anno festeggiano il cinato presumibilmente tra il 1961 e il 1965 dal genio austriaquantenario della fondazione (cfr p. 28) – si esibiranno inco per l’italiano Luigi Tomasini, violinista dell’orchestra del fatti insieme a un violinista del calibro di Uto Ughi in un principe Esterházy: pur non essendo tra i generi prediletti di evento unico che chiude questa edizione del «Veneto FeHaydn, il concerto per strumenstival–XXXIX Festival Interti vari per sua stessa natura mette nazionale G. Tartini» ed è dediI Solisti Veneti in risalto le parti solistiche, che a cato ad alcune importanti ricorDiretti da Claudio Scimone, sono l’orchestra da camera più popolare in Italia e all’estero. In cinquant’anni di Conegliano – sotto l’esperta guirenze di cui il 2009 è crocevia. attività hanno esportato la musica veneziana e veneta da di Claudio Scimone – prenQuest’anno infatti si celebrano in tutto il mondo con 5000 concerti in più di ottanta Paesi e nei principali festival internazionali, a cui si deranno vita grazie alla maestria il duecentocinquantesimo anaggiunge una vasta produzione discografica di oltre del virtuoso di Busto Arsizio. niversario della morte di Häntrecentocinquanta titoli per le più importanti case a In conclusione il Concerto in del e il duecentesimo di quella distribuzione mondiale. Da sempre il nome dei Solisti Veneti è legato a quello di Claudio Scimone, fondatore re minore di Mendelssohn, un di Haydn, cui si aggiunge il duedell’orchestra nel 1959. lavoro giovanile che il compocentocinquantesimo della naUto Ughi sitore decise di non includere scita di Mendelssohn. Di conseNasce a Busto Arsizio nel 1944. Considerato tra i neppure nell’edizione compleguenza quasi obbligatoriamenmaggiori violinisti del nostro tempo, ha iniziato le sue ta delle proprie opere, ma che te il programma della serata sarà grandi tournèe europee esibendosi nelle più importanti capitali del vecchio continente. Da allora la sua – pur pagando un tributo imincentrato sull’opera di questi tre carriera non ha conosciuto soste. Ha suonato in tutto portante a modelli «sacri» cograndi di lingua tedesca. il mondo, nei principali Festival con le più rinomate orchestre sinfoniche. Tra i direttori che l’hanno diretto me Mozart e Beethoven – espriSi inizia con Georg Friedrich si annoverano Sargent, Celibidache, Colin Davis, me già il carattere acceso della Händel, di cui verrà suonata Leitner, Prêtre, Rostropovich, Sinopoli, Sawallish, sua personalità musicale. (l.m.) ◼ l’Ouverture dell’Agrippina, cui Mehta, Masur, Cluytens, Chung, Ceccato, Maazel. 34 — la cornice sinfonica Continua il viaggio in musica del Festival di Portogruaro L’«Estate» di Enrico Bronzi nelnuovoTeatro«LuigiRussolo» H la cornice sinfonica a preso il largo lo scorso 18 agosto, nel nuovissi- mo Teatro Comunale Luigi Russolo di Portogruaro, l’edizione 2009 dell’Estate Musicale della Fondazione Santa Cecilia (cfr. VMeD n. 29, pp. 36, 37). Anche quest’anno sotto la direzione di Enrico Bronzi, la rassegna, vero e proprio «viaggio in musica», non ha lesinato sugli appuntamenti, che hanno suscitato e continuano a suscitare un gran successo di pubblico e critica. Il concerto d’apertura ha visto salire sul palco del Luigi Russolo i Virtuosi Italiani, l’Orchestra dell’Accademia Musicale Naonis e il violista Simonide Braconi diretti da Enrico Bronzi in un repertorio squisitamente sinfonico: la Sinfonia op. 90 La Passione di Haydn, l’Ouverture op. 27 Meeresstille und gluckliche Fahrt di Mendelssohn-Bartholdy e la Sinfonia di Berlioz Harold en Italie. Il 19 agosto il festival ha dedicato alla straordinaria quanto emblematica figura di Gesualdo da Venosa una giornata intera, che si è articolata in un laboratorio musicale – che ha potuto contare su presenze quali quella di Sandro Cappelletto, Quirino Principe e Roberto Calabretto – nella proiezione del film-documentario Morte a cinque voci di Werner Herzog, e in un concerto con musiche di Gesulado, interpretate dall’ensemble vocale De Labyrintho, con la voce recitante di Cappelletto e la direzione di Walter Testolin. Il 20 agosto il sipario del Russolo si è aperto con l’esecuzione dei Lieder eines fahrenden Gesellen di Mahler, ai quali ha fatto seguito l’esecuzione di due brani contemporanei: Oh che bel castello, per pianoforte ed ensemble, composto dal veneziano Giovanni Mancuso, e Medeas Traüme op. 43, per violino, clarinetto basso, percussioni e pianoforte, del polacco Portovecchio di Portogruaro – Villa Furlanis Bombarda 1 settembre, ore 21.00 Concerto degli studenti vincitori delle Borse di Studio offerte dall’Associazione Intonarumori Musiche di autori vari Portogruaro Sede Fondazione Musicale Santa Cecilia / Sala capriate 2 settembre, ore 19.00 Penombre: Prendi, strimpella i miei poveri canti, ovvero: Franz Schubert e la via crucis degli intirizziti Introduzione al concerto serale Viaggio d’Inverno: Quirino Principe relatore Dariusz Przybylski. Un ensemble formato da otto violoncellisti di diversa nazionalità e una compagnia di danzatori professionisti sono stati i protagonisti dell’appuntamento dello scorso 21 agosto: i Violoncelli di Salisburgo, Giovanni Gnocchi, Stefano Cerrato, Gundula Leitner, Gonzalo Meseguer, Elisa Siber, Julia Hagen, Kristina Urban, Sylvia Demgensky e i ballerini della Compagnia di danza Kronos hanno interpretato Partenze, più in alto del vento, brano in prima esecuzione assoluta, commissionato dal festival al compositore Mario Pagotto e nato dalla collaborazione con la danzatrice e coreografa Barbara Canal. Il 22 agosto si è partiti dal lontano Oriente, con le percussioni cinesi dei Panda Banda diretti da Gert Mortensen che hanno «invaso» Piazza della Repubblica con uno spettacolo ispirato alle favole cinesi, per proseguire nell’Italia delle Années de pèlegrinage, Deuxième année: Italie di Franz Liszt, con il pianoforte di Roberto Plano. Il 23 il festival si è lanciato in un viaggio nell’Italia poco conosciuta della tradizione musicale popolare sarda con il Quartetto vocale della Confraternita di Santu Lussurgiu, composto da quattro voci maschili – Giovanni Ardu, Mario Corona, Antonio Migheli e Roberto Iriu – cui è affidato il non facile compito di eseguire e conservare oralmente queste straordinarie polifonie di cui non esiste partitura scritta. E poi ancora, solo per citare un altro paio dei nomi finora ascoltati, Portogruaro ha festeggiato il ritorno del violinista di origini lettoni Ilya Grubert – tra i più apprezzati solisti del suo strumento al mondo – che è salito sul palco del Russolo con Brenno Ambrosini, pianista veneziano dall’intensa carriera internazionale. Seguito molto anche quest’anno, dopo il successo della scorsa edizione, l’appuntamento con Penombre, brevi conferenze abbinate alla degustazione di vini doc Lison-Pramaggiore in collaborazione con la Strada dei Vini, ideate per offrire al pubblico la possibilità di approfondire gli appuntamenti serali attraverso interventi di musicologi e critici musicali. L’Estate Musicale 2009 ospita ancora una volta alcuni tra i massimi esponenti della cultura musicale italiana: Quirino Principe, Sandro Cappelletto, Massimo Donà, Gian Paolo Minardi, Elio Matassi, Roberto Calabretto, Nicola Scaldaferri e Romano Gasparotti. (i.p.) ◼ Portogruaro – Teatro Comunale Luigi Russolo 3 settembre, ore 21.00 Anni di pellegrinaggio II Enrico Pace pianoforte Musiche di J.S Bach/Friedman, Beethoven, Gluck/Friedman, Liszt, Mendelssohn, Schumann Portogruaro – Teatro Comunale Luigi Russolo 4 settembre, ore 21.00 Concerto dei Vincitori del Premio Venezia 2008 Fiorenzo Pascalucci e Viktor Guraziu pianoforte Musiche di Chopin, Liszt, Rossini, Scarlatti, Schumann Portogruaro – Teatro Comunale Luigi Russolo 2 settembre, ore 21.00 Viaggio d’inverno Wolfgang Holzmair baritono, Deindre Brenner pianoforte Musiche di Schubert Portovecchio di Portogruaro Villa Furlanis Bombarda 4 settembre, ore 21.00 Concerto dei migliori studenti delle Masterclass Internazionali Assegnazione borse di studio del Lions Club di Portogruaro Musiche di autori vari Pradipozzo di Portogruaro – Chiesa Parrocchiale 2 settembre, ore 21.00 Giampaolo Bandini chitarra, Cesare Chiacchiaretta bandoneon Musiche di Gubitsch, Piazzolla, Pujot, Tavolaro, Villoldo Este – Chiostro di San Francesco 5 settembre, ore 21.00 Trio di Padova Musiche di Brahms, Haydn, Šostakovič la cornice sinfonica — 35 Quirino Principe, Elio Matassi e Massimo Donà introducono «In viaggio» vivendo un momento d’oro è stata fornita dalla conferenza d’inaugurazione. In una calda sala consiliare del magnifico municipio si sono infatti alternati tre relatori d’eccezione: Quirino Principe, di casa a Portogruaro, Elio Matassi e Massimo Donà. Il celebre musicologo e germanista – che il 2 settembre sarà protagonista di una «Penombra» dall’accattivante titolo «”Prendi, strimpella i miei poveri canti”… ovvero: Franz Schubert e la via crucis degli intirizziti» (cfr. la pagina a fianco) – con le consuete sapienza e abilità affabulatoria ha descritto i tre lieder di Schubert eseguiti poi dal vivo da Alessandro Cortello (tenore) e Michele Bravin (pianoforte): Wandrers Nachtlied I, op. 4 n. 3 D 224, Wolfgang von Goethe: Der du von dem Himmel bist; Wandrers Nachlied II, op. 96 n. 3 D 768, Wolfgang von Goethe: Über allen Gipfeln ist Ruh; Der Wanderer, op. 4 n. 1 D 493 a, Georg Philipp Schmidt von Lübeck: Ich komme vom Gebirge her. Nella sua introduzione ha affrontato anche il tema-guida dell’Estate Musicale: «La vita come musica è un viaggio: l’itinerario artistico di un compositore serio, che viva nella sfera dell’essere, cioè che componga musica per sé e per chi lo capisca, e non per un pubblico che pal tema condutto ghi e che gli permetta di vivere di questa nuova re (anche se non c’è nulla di edizione è quello del ignobile in questo, ma si rienviaggio, inteso nel suo sentra nella sfera dell’avere, che è so concreto e soprattutto nel inferiore) compie un viaggio suo senso simbolico di tenche dovrebbe sempre arrivasione conoscitiva. La città re a buon fine». Al viaggio ha di Portogruaro tornerà, anfatto riferimento anche il diche se solo metaforicamenscorso di Elio Matassi – prote, alla sua funzione di Porfessore ordinario di Filosotus: ideale luogo di partenfia della storia e docente di za dei viaggi musicali che Estetica musicale all’Uniaccompagneranno l’estate versità Roma Tre – che, pre2009. I percorsi che seguireMassimo Donà, Quirino Principe e Elio Matassi (foto Eva Rico) cedendo Quirino Principe mo attraverso il programma negli interventi, ha affermato: «Il viaggio non è un fatto accidel Festival “In viaggio” saranno, in libera successione, quelli dentale, ma un modo di essere, di rapportarsi alla realtà, in terdel Grand Tour ottocentesco, con le immancabili tappe italiamini filosofici è una vera e propria concezione del mondo. È un ne (Aroldo in Italia, Années de pèlerinage, Souvenir de Florenmodo di acquisire esperienze attraverso un percorso. E questo ce), i viaggi ideali in terre musicali non molto note (la musica ciconcetto assume pregnanza assoluta se ci avviciniamo al monnese, i paesaggi musicali nordamericani), la forma musicale codo della musica...» (l.m.) ◼ me viaggio interiore (le grandi forme schubertiane, il Winterreise, la Wanderung romantica), il viaggio del popolo di Israele Michael Wolgemut, (The Dreams and Prayers of Isaac the Blind di Golijov), il Ulysses viaggio mitico di Zeus sulla terra (Philemon und Baucis (1493 silografia) di Haydn), il viaggio in un’Italia sconosciuta (lo Stabat dei cantori di Santulussurgiu) e ancora il viaggio come conoscenza, prova, distacco, desiderio, ritorno, avventura, svelamento. Nello scorso Festival di Portogruaro abbiamo fatto leva sulla curiosità del nostro pubblico portogruarese per un viaggio nella fantasia. Oggi ancora richiamiamo il demone della Curiositas come stimolo fondamentale nella ricerca di sé. E il pensiero va subito al primo viaggio della cultura occidentale, il peregrinare di quell’Odisseo che è il simbolo perfetto della sete di conoscenza. E, si sa, Odisseo preferisce farsi legare all’albero maestro pur di udire un canto ignoto...» Queste sono le premesse programmatiche da cui è partito Enrico Bronzi per costruire l’edizione 2009 dell’Estate Musicale di Portogruaro, promossa come di consueto dalla Fondazione Santa Cecilia e programmata tra agosto e settembre. Il violoncellista parmigiano, al suo secondo mandato da direttore artistico, ha costruito un programma estremamente ricco e diversificato, isolando e sviluppando attraverso concerti, momenti d’incontro e anche appuntamenti accompagnati da degustazioni enologiche (definite molto efficacemente «Penombre») un tema suggestivo e ampio come quello del viaggio musicale. La riprova che il festival della piccola cittadina veneziana sta Relatori d’eccezione per la conferenza d’inizio dell’Estate Musicale I la cornice sinfonica « 36 — la cornice sinfonica «I Luoghi di Baldassare»: la nuova edizione del Festival Galuppi si sono volute privilegiare le opere strumentali. La rassegna si aprirà dunque con un concerto che proporrà le sonate da chiesa per due violini e basso continuo. La proposta riveste particolare interesse in quanto le sonate da chiesa, forma musicale nata fra il tardo Rinascimento e il primo Barocco, in Galuppi rappresentano un esempio di rilievo, poiché il tratto stilistico più costante di queste composizioni è quello della «condotta tematica», ovvero il continuo svolgimento intorno a un singolo frammento melodico caratteristico, l’essere cioè monotematiche a differenza della di Patrizia Parnisari successiva sonata classica che sarà bitematica. Altra importante novità sono le Sonanche quest’anno la nuova ediziote per tastiera eseguite da Andrea Bacchetne del festival «I Luoghi di Baldasti, che ne ha curato anche, assieme a Masare» testimonia l’unicità della proVenezia rio Marcarini, l’edizione dalle fonti manoposta musicale e culturale di questo evendal 13 settembre al 24 ottobre scritte conservate alla Fondazione Levi di to, in quanto è la sola manifestazione che Venezia. Il concerto sarà preceduto da una conferenza inarticola al suo interno, e porta avanti sviluppandole negli troduttiva di Franco Rossi. Dopo un Dixit Dominus a quatanni, molteplici e diversificate iniziative. Si tratta inoltre A la cornice sinfonica Danzatori sufi e Ensemble Maraghi: quest'ultimo sarà protagonista del concerto al Fontego dei Turchi dell’unica rassegna itinerante che propone l’abbinamento tra «luoghi» meritevoli di essere riscoperti e musiche contestualizzate. Il principale obiettivo è però, come sempre, la riscoperta e la riproposta di composizioni, anche inedite, di Baldassare Galuppi. Ne abbiamo parlato con il direttore del festival, Alessio Benedettelli. In questa edizione spicca una presenza consistente di musiche di Galuppi, ma soprattutto è degna di nota una riscoperta importante. Di cosa si tratta? Ci può anticipare le novità legate al compositore? L’edizione di quest’anno dei «Luoghi di Baldassare» è particolarmente dedicata a inediti galuppiani, così come è negli scopi istituzionali dell’associazione che promuove il festival da quindici anni. Notevoli sono state, negli anni passati, le proposte di opere inedite come Ifigenia in Tauride, L’inimico delle donne, La calamita de’ cuori, La partenza e il ritorno de’ marinai, tanto per citarne solo alcune. Quest’anno tro voci con strumenti – conservato nel fondo musicale attualmente custodito presso l’Istituto di Ricovero e di Educazione (Ire) a Venezia – come contributo e stimolo all’approfondimento della figura musicale di Galuppi, ci sarà l’oratorio Jahel a dimostrazione di come questo compositore abbia dedicato gran parte del proprio tempo alla musica sacra e liturgica e alla musica oratoriale. L’interesse di queste composizioni, in tutto e per tutto rivali delle contemporanee espressioni operistiche, è certamente elevato, anche per la straordinaria qualità delle esecutrici, tradizionalmente tutte donne, la cui unica occupazione era proprio la musica, tanto da giungere a esiti di straordinario interesse testimoniati da ogni viaggiatore dell’epoca. Nell’ambito del festival a interpretare l’oratorio sarà il gruppo femminile «Cappella Artemisia», coro che si dedica al repertorio delle monache rinchiuse in convento. val sarà itinerante, fra la laguna e la città. Sedi già note Tra i meriti del vostro festival c’è anche quello di dare spazio alla saranno Torcello e il «Grande Albergo Ausonia & Hunmusica composta per strumenti rari o considerati insoliti. Dopo il pegaria» al Lido di Venezia, dove si potrà ascoltare il Godalpiano della scorsa edizione, cosa ascolteremo quest’anno? malanbrass Quintet con un programma dedicato al peQuesta volta saranno protagonisti due strumenti di sicuriodo del Liberty, epoca in cui l’isola conobbe una faro poco ascoltati. Si tratta del maultrommel, comunese di splendore e di cui l’hotel stesso rappresenta mente chiamato scacciapensieri, e della mandoun esempio di grandissimo pregio. Sede nuora, conosciuta anche con i nomi di gallizona o vissima sarà invece il Santuario della Magallichon, una sorta di liuto barocco in uso donna dell’Apparizione nell’isola di Pelnel XVIII e XIX secolo, soprattutto in lestrina, spazio forse poco conosciuto e Germania e Austria, ma iconograficapoco frequentato dai veneziani stessi, mente rappresentato già nel Trecento ma che sicuramente deve essere visie Quattrocento. Con questi due aftato. Il programma vedrà la presenfascinanti strumenti verranno eseza di Giovanni Guglielmo al violiguite musiche di Albrechtsberger, no ed Ezio Mabilia al clavicembalo. musicista austriaco che fu maestro Il festival si fermerà poi alla Scuodi Hummel e Beethoven, e di cui la Grande di San Rocco, alle Sale quest’anno ricorre il bicentenario Apollinee del Teatro La Fenice e al della morte. Teatro Goldoni. A proposito di centenari, quest’anno ne Potrebbe parlarci del concerto di musica ricorrono diversi… Quali festeggerete e ottomana che verrà eseguito all’interno del come? «Progetto Fondaci»? «I Luoghi di Baldassare» ne festeggeIl concerto al Fontego rà alcuni tra i più impordei Turchi (oggi Mutanti, ai quali soHenr y Purcell seo di Storia Nano dedicati ben turale) fa partre concerte di un proti: Purcell, getto, cui il Haendel festival ha e Haydn dato inisaranno zio nel i n f at t i 2 0 0 7, al cenche intro deltende le arie esplod’opera rare gli cantate aspetdal sot i mu pranista sicali di Angelo quelle coM a n z o tmunità proti, presenel G eo n Fran d venienti da alza assai gray a rg Fr iedr ich Händ z Joseph H tri paesi che si sodita al pubblino stanziate a Veco veneziano, e non nezia dando vita a scamsolo, e al nostro festival. bi commerciali e culturali. Il concerto veAncora a Haendel e Haydn affiancati drà la presenza dell’Ensemble Marâghî, che da Mendelssohn, è dedicato il concerto proporrà composizioni nate tra la corte e di chiusura, frutto di una collaborazioi centri sufi di Costantinopoli in epoca otne con le «Settimane Musicali» del Teatomana (1326-1923). L’ensemble si ispira ad tro Olimpico di Vicenza e con il proget‘Abd ul-Qâdir Marâghi, musicista e composito «Antiruggine», e che vedrà la presentore che, come tutti gli intellettuali del suo temza di interpreti come Sonig Tchakerian, po, fu cosmopolita, così come la musica clasMario Brunello, Danilo Rossi e Massimo sica ottomana è un esempio perfetto di inSomenzi, affiancati da allievi che terculturalità. Il mosaico composito delle hanno frequentato i laboratogenti che convivevano pacificamenri di «Antiruggine». Da non te sui territori dell’impero si rifletdimenticare anche il bicenteva nei musicisti che operavano tenario di Albrechtsberger, a corte, che potevano essere di cui si potranno ascoltare armeni, slavi, greci, ebrei, i concerti per maultrommel. cristiani o quant’altro. ProParticolare attenzione verrà daprio in questo senso la cultuta, come sempre, anche ai luoghi ra ottomana è particolarmennei quali i concerti saranno eseguite vicina a Venezia, città coti. Quali le novità e le riscoperte? Baldassare Galuppi smopolita in tutti i tempi. ◼ Anche quest’anno il festi- la cornice sinfonica la cornice sinfonica — 37 38 — la cornice sinfonica Il festival chitarristico «Delle due Città» posto da Luciano Damiani e Michele Libraro, che proporrà un viaggio nel Mediterraneo mischiando i suoni cristallini del mandolino alle calde vibrazioni della chitarra. Il 9 a salire sul palco sarà Bruno Giuffredi, mentre l’11 si esibirà il chitarrista andaluso Josè Luis Ruiz Del Puerto con un programma tutto spagnolo in occasione del centesimo anniversario della morte di Francisco Tarrega. La chiusura della prima parte della manifestazione si svolgerà, come da tradizione, al Teatro Comunale di Treviso il 13 settembre. Si potrà assistere allo spettacolo Viaggio in Sud America, che vedrà Antonella Ruggieorna a settembre il festival chitarro accompagnata dal GuitArt Quartet, il ristico internazionale «Delle due cui ultimo progetto è un viaggio nella Città», considerato una tra le musica dell’America Latina che ripiù importanti manifestazioni depropone i grandi autori della candicate alle sei corde. Sponsorizzone «colta» sudamericana: da zata dal Gruppo Compiano Astor Piazzolla a Carlos GarIniziative Culturali, 2C Ardel, Juan Luis Guerra, e molredamenti, Cassa di Risparti altri. mio del Veneto, ComuIl festival proseguirà cone e Provincia di Treviso, sì il suo percorso a Roma, quest’anno la rassegna ha presso il Teatro Ghione, a per tema i «Diari di viaggio pochi passi da Piazza San tra crisi e creatività» e s’inPietro. A inaugurare la setreccerà con molte delle arzione romana il 15 settemti più rappresentative, dove bre sarà la chitarra di Aniella musica sarà, come semlo Desiderio, del quale Lorin pre, il filo conduttore: dall’ Maazel, dopo aver assistito a 1 al 21 settembre il festival un suo concerto, disse: «Solo si svolgerà infatti tra concerti, stasera ho compreso il vero suocortometraggi, incontri con gli no e la vera emozionalità che può artisti, conferenze, un’esposiziodare la chitarra». ne fotografica e molti altri eventi olAndrea Vettoretti Il 17 settembre il catalano Carles Pons tre agli appuntamenti più squisitamente condurrà il pubblico in un viaggio che dalla musicali. Andrea Vettoretti, direttore artistimusica spagnola arriverà al repertorio francese, alle co del festival e uno fra i più apprezzati chitarristi danze portoghesi, fino alla musica Nord Americana. del panorama attuale, ha realizzato un cartellone che spazia Il 18 settembre Vladislav Blaha eseguirà un concerto che dal dalla musica barocca fino a quella dei nostri giorni, dalla SpaRinascimento giungerà ai nostri giorni. La ricchezza di espresgna al Sud America e alla musica mediterranea. sione di questo musicista, insieme al suo brillante virtuosismo I primi quattro concerti si svolgeranno al Teatro Eden di Tree all’elegante interpretazione, hanno suscitato critiche positiviso, tutti alle 20.45. Ad aprire il 3 settemve in tutto il mondo musicale. bre sarà il Duo Caputo-Pompilio, che Domenica 20, Massimo Delle Cese condurrà il suo pubblico eseguirà le Variazioni Goldberg, una in Aria Egea, un recital che partirà ancora dalle danze del Medidelle opere più complesse e geniaterraneo per arrivare alla musica romantica e proseguire verso li di Johann Sebastian Bach. Pluil jazz e la musica turca. ripremiato in numerose compeA concludere il festival sarà tizioni musicali, nazionali e ininfine Krzysztof Pelech, ternazionali, il Duo si perfezioche, con sedici concorna con David Russell, Alberto si internazionali vinPonce, e i fratelli Sergio e Odair ti, è uno dei chitarristi Assad. Per quel che riguarda la più attivi della sua geproduzione discografica, dopo nerazione. Svolgendo Petit déjeuner e Works for Guitar Duo, circa sessanta concerti consacrati al repertorio dell’Otall’anno, ha suonato in to e Novecento, e Spanish AthmospheEuropa, in Asia e negli res, dedicato alla musica spagnola e Stati Uniti, registrando realizzato con la soprano ingleper varie emittenti televise Anita Biltoo, i due maestri sive e collaborando con comhanno concluso la regipositori del calibro di Jorge Mostrazione delle stesse rel, che gli ha dedicato un’opera, e di Variazioni Goldberg Jorge Cardoso. Per inforche presenteranmazioni: www.muno a Treviso. sikrooms.com Il 5 settembre (i.p.) ◼ sarà la volta del Krz ysztof Pelech Real Duo, com- Da Treviso a Roma un settembre tra musica e arte la cornice sinfonica T Antonella Ruggiero