INDICAZIONI E SUGGERIMENTI PER GLI ELABORATI FINALI
E LE TESI IN LINGUA E LETTERATURA RUSSA
Laurea triennale
La prova finale della laurea triennale prevede un elaborato di almeno 20 pagine (circa 2.000
battute per pagina) a cui sono attribuiti 9 CFU per tutti i curricula.
Per indicazioni precise e aggiornate a questo riguardo si raccomanda di consultare sempre le
indicazioni della facoltà riportate dalla guida dello studente.
L'elaborato finale della laurea triennale non pretende di essere esaustivo dell’argomento scelto,
ma serve a dimostrare che lo studente ha acquisito le nozioni fondamentali della disciplina e la
capacità di applicare a problemi circoscritti le metodologie scientifiche ad essa inerenti.
L'elaborato può essere in parte redatto anche su supporti non cartacei (audiovisivi o altro) ed è
possibile che l'eventuale tirocinio svolto in precedenza dallo studente sia utilizzato come fonte per
la raccolta di materiali da trattare scientificamente nell'elaborato finale.
Laurea magistrale
La tesi di laurea è un lavoro originale di ricerca. Con ciò s’intende un contributo critico su un
dato argomento che, partendo dalla conoscenza dello status quaestionis, arrivi a elaborare una o
più idee originali sulla materia esaminata. Sarà pertanto necessario avere fin dall’inizio un quadro
chiaro delle discipline, del periodo o degli autori trattati nonché una buona conoscenza della
letteratura critica sull’argomento.
Va ricordato, inoltre, che il lavoro di tesi verte su un argomento particolare, affrontato in
prospettiva scientifica; bisogna pertanto evitare trattazioni generali o disquisizioni di tipo
manualistico che possono costituire solo lo sfondo da cui muove il discorso.
La tesi della laurea magistrale prevede il conferimento di 15 CFU, deve fare riferimento alle
scienze linguistiche o alle discipline specifiche del percorso specialistico dello studente e può
essere redatta in italiano o in una lingua straniera concordata col docente.
Lo studente che chiede la tesi dovrà presentarsi al docente con un’idea già chiara e definita sul
campo specifico in cui si vorrebbe muovere, magari indicando uno o due argomenti, in qualche
modo collegati con il proprio curriculum universitario e/o i propri interessi culturali.
Per le modalità di assegnazione dell'argomento (presentazione della domanda di ammissione) si
rimanda alla guida dello studente dell'anno in corso e alle comunicazioni della segreteria studenti.
Struttura della tesi
Non esistono norme rigide che regolino l’organizzazione di una tesi. Alcune indicazioni possono,
tuttavia, agevolare la strutturazione del lavoro. Una tesi può suddividersi nelle seguenti parti:
- Indice, posto all’inizio, che riporterà per esteso i titoli dei capitoli, sottocapitoli e paragrafi: da
esso si deve poter cogliere la struttura del lavoro.
- Introduzione (breve), che potrà contenere termini del problema affrontato, il punto di vista
adottato, la giustificazione di determinate scelte metodologiche e la struttura della tesi.
- Corpo centrale, di norma dai due ai tre capitoli (per la tesi triennale) e dai due ai cinque capitoli
(per la tesi magistrale): la ricerca vera e propria.
- Conclusioni (brevi), dove si espongono i risultati dell’indagine ed eventualmente suggerimenti
per un ulteriore sviluppo della ricerca.
In alcuni casi in appendice viene riportata la traduzione di testi inediti in italiano, particolarmente
interessanti ai fini della ricerca o altri dati e documenti riguardanti l’argomento della tesi.
Un nota breve sui ringraziamenti, posti a volte al termine dell'introduzione: se si ritiene di
scriverli, a propria discrezione, si raccomanda una certa sobrietà. I ringraziamenti sono un modo
per pagare debiti di riconoscenza con le persone che hanno in modo effettivo contribuito al lavoro
della tesi (lo studioso che ha contribuito al reperimento di un documento o alla sua analisi, il
bibliotecario moscovita che vi ha concesso di consultare un testo particolare, l'erede del poeta che
avete studiato che vi ha lasciato consultare le foto di famiglia...). Molti ringraziano i genitori e gli
amici più cari. Nel caso in cui vi faccia piacere scrivere ringraziamenti personali e magari un po'
sopra le righe si consiglia di includerli solo nella copia della tesi che si trattiene per sé
omettendoli in quelle per i relatori e l'ateneo.
Tecniche di redazione e norme varie
Accenti. Ricordarsi che in italiano gli accenti hanno un significato, nonostante l’uso anarchico
che ne viene fatto. Esiste l’accento grave:
è
cioè
caffè
ahimè
piè
molti nomi propri: Giuffrè, Noè, Giosuè,
ciò, diè, già, giù, più, può, ecc.
e l’accento acuto, che si usa soprattutto nei composti di -che e di tre:
perché
poiché
affinché
cosicché
benché ecc.
trentatré ecc.
ma anche nelle forme:
per sé, a sé
né....né
ché (congiunzione causale, per poiché)
e, infine, nella terza persona del passato remoto:
poté
dové
ricevé ecc., tranne diè.
Può essere utile ricordarsi che le vocali -a, -i, -o, -u vogliono SEMPRE l’accento grave:
avremo dunque -à, -ì, -ù (es.: lì, là, avverbi; dì = giorno; sì, affermazione; tè = pianta, bevanda).
Si distingua dà (=terza persona del presente del verbo ‘dare’), da (= preposizione) e da’
(seconda persona dell’imperativo del verbo ‘dare’).
Le parole francesi che cominciano con é non vanno accentate, se maiuscole (dunque,
avremo Ecole ed école); tuttavia, nel set di caratteri speciali di ogni programma di scrittura
potrete trovare i comandi per ottenere É (alt+144, se siete in Ms-Dos).
È buona cosa distinguere con l’accento i diversi significati di una stessa parola: es.: subìto
(participio passato di ‘subire’) da subito (avverbio), princìpi da principi ecc.
Cifre, numeri e date. Usare i numeri quando si indica una quantità precisa (es.: Questa Università
ha 23.456 iscritti) e le lettere quando si esprime un dato approssimato (Questa Università ha circa
ventitremila iscritti). Nei numeri, dividere con un punto i gruppi delle migliaia (Questo Stato ha
123.356.456 abitanti), meno che nelle date (Correva l’anno 1234).
Maiuscole e minuscole. In linea generale, si cerchi di limitare la maiuscolomania, che oggi
imperversa.
Iniziano con lettera maiuscola:
- i nomi di persona, i cognomi, i patronimici, i soprannomi
- il nome di Dio e delle divinità (Allah, Giove ecc.)
- i nomi dei partiti delle associazioni
- i nomi geografici (es.: la Nuova Guinea)
- i nomi storici (es.: il Rinascimento, la Controriforma ecc.)
- i nomi dei corpi celesti (la Terra, il Sole), delle
costellazioni e dei segni zodiacali
- i toponimi, i nomi delle vie (via Quattro Leoni) e dei
monumenti (il Battistero)
- i nomi dei punti cardinali, quando indicano una regione (Una
carestia colpì il Sud). Se indicano una direzione, vanno
invece minuscoli (Si diressero a ovest)
- i nomi comuni usati in senso assoluto o con significato
particolare (libera Chiesa in libero Stato, i conti del Tesoro ecc.)
Capita spesso che i problemi maggiori si incontrino con gli aggettivi santo/santa e
Santo/Santa: vanno usati maiuscoli solo quando fanno parte di un toponimo o indicano una
festività:
via San Lorenzo
piazza Santa Felicita
la parrocchia di Santa Maria Soprarno
la festa di San Silvestro
Negli altri casi, si userà dunque il minuscolo (es.: Era un devoto di san Gennaro).
Ancora: vanno minuscole le qualifiche relative a cariche sociali, politiche e religiose
(compreso presidente, re, papa); i nomi dei giorni (lunedì, mercoledì ecc.) e dei mesi (gennaio
ecc.); i nomi delle suddivisioni amministrative intesi nel senso generico di territorio
(L’inondazione colpì la provincia di Trento).
Punteggiatura e spazi tra le parole.
1) Ogni parola deve essere separata dalla successiva da un solo spazio. Usando la
funzione Localizza Rimpiazza presente in ogni word processor, una delle ultime revisioni da fare
consiste appunto nel cercare tutti i doppi spazi inseriti per errore, sostituendoli con lo spazio
semplice (è sempre meglio tuttavia, come in molti altre situazioni in cui potrete usare questa
comodissima funzione, confermare la sostituzione caso per caso, anziché affidarsi al Rimpiazza
Tutto).
2) Nessuno spazio deve trovarsi:
a) Tra il segno di punteggiatura (,.;:?!) e la parola che lo precede.
b) Tra l’apertura di una parentesi e la parola che segue; tra la chiusura di una parentesi e
la parola che precede (come dimostrato varie volte in questo stesso testo).
c) Tra l’apertura di virgolette e la parola che segue; tra la chiusura di virgolette e la parola
che precede (es.: Secondo l’Autore, il personaggio principale - un tipico ‘ragazzotto’ di campagna
- avrebbe a questo punto esclamato: “ Non voglio andare in città !”).
3) Un solo spazio deve essere inserito:
a) Dopo ogni segno di punteggiatura. Fanno eccezione la virgola dei decimali e il punto
delle migliaia, nei numeri (es.: 123.456,678); le abbreviazioni del doppio nome (J.F. Kennedy,
G.B. Bodoni).
b) Tra l’apertura di una parentesi e la parola precedente; tra la chiusura di una parentesi e
la parola successiva.
c) Tra l’apertura di virgolette e la parola che precede, tranne il caso che preceda un
apostrofo; tra la chiusura di virgolette e la parola che segue.
d) Fra il trattino che introduce un inciso - ne abbiamo usati molti - e il carattere
precedente; fra il trattino che chiude un inciso e il carattere seguente.
Ricordare che dopo l’apostrofo non deve trovarsi spazio bianco.
Citazioni
Le citazioni brevi (due o tre righe) sono collocate all’interno del testo tra virgolette o doppi apici.
Le citazioni lunghe costituiscono un capoverso a sé stante, con i margini rientrati e interlinea più
fitta rispetto al testo normale.
A ogni citazione dovrà corrispondere una nota bibliografica che consenta di ritrovare il passo
citato: andrà dunque indicata anche la pagina. Se la citazione è in lingua straniera sarà riportata in
originale nel testo, mentre la traduzione verrà messa in nota.
La citazione dovrà essere sempre esatta, eventuali omissioni andranno segnalate con tre puntini
tra parentesi quadre: [...]. Saranno, inoltre, da mantenere i corsivi (le sottolineature...)
dell’originale, segnalando le proprie sottolineature, qualora ve ne fossero, nel seguente modo: “il
corsivo è nostro”.
I titoli e le citazioni in russo potranno essere in alfabeto cirillico o traslitterati secondo le norme
della cosiddetta traslitterazione scientifica internazionale (ISO).
Note
Le note a pie’ pagina sono di due tipi:
- riferimenti bibliografici che consentono di ritrovare precisamente il passo da cui è tratta una
citazione o a cui si fa riferimento.
- brevi precisazioni, aggiunte, dati supplementari che non si inseriscono nel testo per non
interrompere il filo della trattazione, ma che si ritengono ugualmente significativi.
La numerazione delle note sarà di carattere progressivo, di solito ricomincia da 1 ad ogni
capitolo. Se la parola è seguita da un segno di interpunzione l'indice numerico della nota potrà
precederlo o seguirlo (si avrà così: egli visitava abitualmente Jasnaja Poljana1. Oppure: egli
visitava abitualmente Jasnaja Poljana.1). Come per tutte le scelte formali nella redazione della tesi
la cosa importante è che il criterio adottato sia applicato uniformemente a tutto il testo.
I riferimenti bibliografici devono consentire a chi legge di ritrovare precisamente la fonte di
quanto è stato riportato e perciò devono essere completi e seguire le regole comunemente
accettate dalla comunità scientifica.
Tra i diversi sistemi di documentazione bibliografica ne riportiamo due. Anche in questo caso
vale il requisito imprescindibile dell'uniformità: scelto un sistema bisognerà applicarlo sempre.
Il sistema citazione-nota
Si tratta del sistema tradizionale che riporta in nota tutti i riferimenti del testo citato, distingue i
volumi, i saggi (contributi in volumi di autori vari), gli articoli di riviste, fornendo tutte le
indicazioni su:
- autore e/o curatore dell’opera. Andrà citato in MAIUSCOLO o in MAIUSCOLETTO (la prima
lettera comunque sempre in maiuscolo). Normalmente il nome e il patronimico vengono posti con
le iniziali puntate.
Es.: F.I. TJUTČEV o F.I. TJUTČEV... Oppure il nome per esteso e il
patronimico con la sola iniziale separate da una virgola dal cognome. Es.: TJUTČEV, Fëdor I.
Il curatore è colui raccoglie in volume alcuni saggi o gli atti di un convegno o fa l’edizione critica
di un classico. Il suo nome (anch’esso in maiuscolo o m aiuscoletto come l’autore) sarà seguito da
una parentesi con l’indicazione “a cura di”, spesso nella lingua della pubblicazione stessa: se sarà
un volume russo avremo dunque (pod red.) oppure (под ред.), che significa под редакцией; se
sarà inglese (ed. by), cioè edited by ecc...
- titolo completo del volume o del saggio in corsivo, e poi, eventualmente, introdotto da “in”, il
titolo della miscellanea (sempre in corsivo) o del periodico (in carattere tondo, ma tra virgolette).
Ai titoli in russo delle opere e delle riviste, solo alla prima citazione, andrà fatta succedere la
traduzione posta tra parentesi quadre [ ].
- editore, luogo e data di edizione, pagina/e; per le riviste: numero d’annata e del fascicolo, anno
di
pubblicazione,
pagina/e;
per
i
quotidiani:
giorno,
mese,
anno,
pagina/e.
Per quanto riguarda il luogo di edizione, la città dovrà essere indicata nella lingua della propria
nazione: Paris, London, Moskva. Nei testi russi si trovano sovente abbreviazioni per Mosca,
Leningrado e Pietroburgo: rispettivamente M., L. e SPb.. Nella tesi è comunque buona norma
riportare il nome per intero: Moskva, Leningrad e Sankt-Peterburg. Eventuali edizioni successive
alla prima andranno indicate come apice all’anno di edizione: 19983 (che significa che quella del
1998 è la terza edizione del libro).
- quando si cita da enciclopedie o da dizionari, normalmente non si indica la pagina, ma la voce
consultata (s.v. = sub voce).
La prima volta che si cita un’opera va data l’indicazione per esteso, in seguito vi si farà
riferimento in modo abbreviato:
- se di un autore è stata citata solo un’opera è sufficiente op. cit., seguito dal numero della/e
pagina/e.
Es.: P.A. FLORENSKIJ, op. cit., p. 23.
- se sono state citate più opere, va riportato il titolo (o un'abbreviazione del titolo), seguito da
“cit.” e dal numero della/e pagina/e.
Es.: L.N. TOLSTOJ, Voskresenie, cit., pp. 134-135.
- se la fonte è la stessa della nota immediatamente precedente basta indicare Ibidem, oppure Ivi,
seguito dal numero della pagina se questa è diversa.
Es.: * L.N. TOLSTOJ, Voskresenie, cit., p. 134.
* Ibidem. (se la pagina è la stessa), oppure * Ivi., p. 136.
Nell'uso di Ibidem. e Ivi occorre prestare attenzione alle eventuali modifiche che si apportano al
testo e quindi all'ordine delle note perché esse potrebbero far perdere i riferimenti.
Nella stesura della bibliografia si useranno gli stessi criteri, con l'unica differenza che si userà
l'ordine COGNOME NOME: quello che in nota era C. LEDRÉ, Les Émigrés russes en France,
SPES, Paris 1929, p. 20, in bibliografia sarà LEDRÉ C., Les Émigrés russes en France, SPES,
Paris 1929.
Molte di queste scelte sono a discrezione di chi scrive (il maiuscolo o il maiuscoletto, il
sottolineato o il corsivo, la virgola tra il luogo e la data di edizione, la presenza o meno
dell’editore, l’ordine del numero del fascicolo e dell’anno di pubblicazione per i periodici...), ma
è importante che i criteri adottati siano poi applicati uniformemente in tutta la tesi. Proprio perché
la precisione dei riferimenti bibliografici è importante, durante il lavoro di lettura e di schedatura
occorrerà prestare molta attenzione nel trascrivere tutti i dati necessari, eventualmente anche
adottando la pratica, nel caso si usino fotocopie, di riprodurre anche i frontespizi delle opere da
cui sono tratti i testi.
Qualche esempio:
- se si tratta di una monografia:
V.V. VINOGRADOV, Язык и стиль русских писателей. От Карамзина до Гоголя [Lingua e
stile degli scrittori russi. Da Karamzin a Gogol'], Moskva, Nauka, 1990, pp.67-87.
dove Nauka è la casa editrice. [Il titolo può anche essere indicato in traslitterazione: Jazyk i stil’
russkich pisatelej. Ot Karamzina do Gogolja]
- se si tratta di un volume miscellaneo:
C. TIMMER, The bizarre Element in Čechov’s Art, in Anton Čechov: 1860-1960. Some essays, T.
Eekman (ed. by), Leiden, Netherlands, 1960, p. 281.
dove Timmer è l’autore del saggio citato, Eekman è il curatore della raccolta.
- se si tratta di un articolo in un periodico:
S. CASSEDY, Icon and Logos. The Role of Orthodox Theology in Modern Language Theory and
Literary Criticism, in «California Slavic Studies», 17, 1994, pp. 311-323. [ma anche, secondo il
sistema anglosassone: in «California Slavic Studies» 17, 1994: 311-323]
Da notare che nei titoli in lingua inglese i sostantivi vanno posti con la prima lettera maiuscola.
- se si tratta di un articolo in un quotidiano:
R. SERROU, Un sage plonge dans les ténèbres, in «Paris Match», 7/5/1991, p. 9.
se si cita un libro letto in traduzione, va sempre citato il traduttore:
F.M. DOSTOEVSKIJ, I fratelli Karamazov (trad. it. di M. R. Fasanelli), Milano, Garzanti, 1992.
Comunque è bene citare la traduzione italiana, se esiste, anche di un testo che si è letto in
originale:
A. BELYJ, Tragedija tvorčestva. Dostoevskij i Tolstoj, Moskva, 1911, p. 3; trad. it. di D. Serretti,
La tragedia della creazione. Dostoevskij e Tolstoj, in “Il Nuovo Areopago”, 2, 1987, p. 36.
Il sistema autore-data (o “americano”)
Questo sistema assegna a ogni riferimento bibliografico una sigla, costituita dal cognome
dell'autore (o del curatore) e dalla data di pubblicazione, che viene sciolta in bibliografia. Per
esempio il volume M. CVETAEVA, Il poeta e il tempo, a cura di Serena Vitale, Milano, Adelphi,
1984 sarà citato in nota semplicemente come CVETAEVA 1984 seguito dall'indicazione della
pagina (preceduto dalla virgola o dai due punti: CVETAEVA 1984, p. 81 oppure CVETAEVA
1984: 81). In bibliografia il riferimento potrà essere dettagliato in questo modo:
CVETAEVA 1984:
Cvetaeva M.I., Il poeta e il tempo, a cura di Serena Vitale, Milano,
Adelphi, 1984
Questo sistema rende uniformi le note senza specificare a che tipo di testo ci si riferisce,
specificazione che viene rimandata alla bibliografia (per cui si usano le stesse regole dell'altro
sistema).
L'articolo di un periodico, come il già citato S. CASSEDY, Icon and Logos. The Role of
Orthodox Theology in Modern Language Theory and Literary Criticism, in «California Slavic
Studies», 17, 1994, pp. 311-323, con questo sistema viene indicato in nota come CASSEDY
1994, pp. 311-323 e l'indicazione completa sarà indicata solo nella bibliografia.
Quando ci sono due contributi dello stesso autore che risalgono al medesimo anno li si distingue
con lettere dell'alfabeto: per esempio CVETAEVA 1984a e CVETAEVA 1984b.
Anche in questo sistema occorre indicare se ci si riferisce a un'edizione diversa dalla prima.
Avremo perciò CHODASEVIČ 1999 [1935] se l'articolo a cui facciamo riferimento è stato
pubblicato nel 1935 e attualmente reperibile solo in una raccolta del 1999, o se l'edizione del
1999 ha riportato il testo alla forma originale che la pubblicazione del 1935 aveva corrotto (per
questioni di censura, ad esempio).
Alcune specificazioni:
Per rendere più trasparente al lettore il sistema di riferimenti che si utilizza, soprattutto nel caso
delle fonti primarie (ad esempio le opere dell'autore su cui si scrive la tesi) si può creare una sigla
di riferimento per ogni singola opera. In una tesi su Pasternak, ad esempio, non si userà
PASTERNAK 1958 come riferimento al romanzo Doktor Živago, ma si potrà scrivere
PASTERNAK, DŽ, seguito dal numero della pagina. Anche in questo caso occorrerà fornire una
tabella in cui si sciolgono le sigle e si specifica a quale edizione si fa riferimento.
Le citazioni da internet
Può capitare di dover citare uno scritto pubblicato su Internet. Di solito si tende a evitarlo, perché
l'estrema mutevolezza della rete non garantisce di poter trovare domani ciò che si è letto oggi:
meglio dunque rifarsi alla versione cartacea, dove esiste (versioni online di enciclopedie,
periodici...). Se il documento è disponibile solo online nel riferimento occorrerà citare AUTORE,
Titolo del contributo, Data di pubblicazione [indirizzo internet (data dell'ultima consultazione)].
Ad esempio:
L. DI RAUSO, Cosa significa essere uno
scrittore d'azienda, pubblicato il 09/03/2002
[http://www.italiano.scritto.com/interventi/testi/dirauso.htm (ultima consultazione 20/10/ 2008)].
Se invece non si sta citando un contributo pubblicato su un sito, ma il sito stesso, gli indirizzi web
si citano in tondo minuscolo senza virgolette. Ad esempio:
www.ruscorpora.ru
I nomi dei siti, invece, vanno in corsivo al pari dei titoli delle opere, ad esempio: Vavilon,
Libraweb...
È sempre buona norma indicare la data della consultazione su cui ci si basa.
Bibliografia
Una volta scelto l’argomento della trattazione, il laureando procederà alla creazione di una
bibliografia in merito. La documentazione bibliografica è una parte fondamentale del lavoro. Una
buona bibliografia è il biglietto da visita di un lavoro ben svolto. Alla ricerca bibliografica
occorre dedicare tutto il tempo necessario e alla stesura finale della bibliografia la cura delle cose
importanti.
Per creare una bibliografia di norma si inizia da opere di consultazione generale e siti di ricerca
bibliografica (alcuni dei quali si possono trovare in fondo a questo documento), da monografie
recenti sull’argomento o vicine ad esso. I cataloghi delle biblioteche (nei loro indici per autori e
per soggetto e nelle loro versioni computerizzate) sono spesso una miniera di informazioni. In
quasi tutte le biblioteche è a disposizione degli utenti un servizio di consulenza e di guida, di cui
vale la pena avvalersi.
In bibliografia si dovranno riportare tutte le pubblicazioni citate nella tesi e le altre pubblicazioni
consultate sull’argomento anche se non citate.
Non andranno poste in bibliografia, invece, dizionari, enciclopedie o manuali, a parte il caso ci
siano dei motivi particolari per farlo (per es. un lavoro sui manuali).
La bibliografia potrà essere divisa per sezioni (Es.: le opere dell’autore trattato; la letteratura su di
lui; la letteratura generale sull’argomento...).
Le opere citate e riportate in bibliografia devono essere consultate direttamente. Solo in caso di
irreperibilità dell’originale è possibile citare prendendo l’informazione da un’altra fonte, ma ciò
va indicato.
Il web oggi rappresenta una risorsa molto utile grazie all’enorme disponibilità di materiali
facilmente reperibili e rapidamente consultabili. Come si è già detto, è preferibile far riferimento
alla versione cartacea dei materiali utilizzati, tuttavia, alcuni siti di una certa importanza per
l’argomento che si sta trattando possono essere segnalati opportunamente in uno spazio speciale
della bibliografia che prenderà il nome di sitografia.
La sitografia sarà l’elenco dei siti che possono essere consultati per ritrovare i materiali citati
nell’elaborato, oppure dove si possono trovare approfondimenti relativi al proprio argomento. Il
criterio dominante nella scelta o nell’esclusione dei siti della sitografia è quello di pertinenza
(evitare i siti di consultazione generale, dizionari o enciclopedie online). E’ opportuno imparare a
distinguere un buon sito da uno poco affidabile. Per chi si occupa di letteratura è frequente
trovare siti dedicati a un singolo autore. Tali siti possono essere inseriti dopo un’attenta verifica
dell’ufficialità del sito stesso e dell’attendibilità e della qualità dei materiali proposti (si
confrontino ad esempio i siti dedicati alla poetessa Anna Achmatova:
HYPERLINK
"http://www.akhmatova.org/"
F.
http://www.akhmatova.org/;
allo
scrittore
Sologub:
HYPERLINK "http://sologub.narod.ru/index.htm" http://sologub.narod.ru/index.htm)
Al termine di questo documento sono elencati alcuni siti consigliati per chi si occupa di lingua,
linguistica o letteratura russa.
Impaginazione
La prima pagina, frontespizio, deve adeguarsi al modello che la facoltà mette a disposizione per
la tesi triennale e per quella specialistica.
Il testo della tesi normalmente è scritto con un carattere classico (Times new roman, Garamond,
Arial o equivalenti. Nella scelta si consideri la presenza nel carattere scelto di tutti i caratteri
cirillici e di traslitterazione che saranno necessari) di dimensione 12 o 13 battuto con interlinea
1,5.
Il testo delle note a pié di pagina sarà di dimensione minore (10 o 11) e con interlinea singola.
L'allineamento del testo è sempre giustificato.
Problemi stilistici e formali
E’ importante che la tesi di un laureando della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere sia scritta
in un italiano corretto. Si raccomanda pertanto l’uso costante di un buon vocabolario di lingua
italiana e del correttore ortografico, disponibile in qualunque programma di videoscrittura.
Alcuni suggerimenti che non dovrebbero valere solo per la tesi di laurea:
Porre attenzione all’uso dei tempi verbali, che deve essere costante almeno all’interno dello stesso
paragrafo. Preferire di norma il passato remoto e limitare quanto possibile il presente storico.
Quando si esprimono le proprie osservazioni, non usare mai la prima persona singolare (“io credo
che”), limitare quanto possibile quella plurale (“noi crediamo che”), preferire forme impersonali.
Evitare forme giornalistiche, espressioni alla moda (es.: piuttosto che al posto di o; emblematico,
intrigante, ecc...), formulazioni improprie (es.: sui giornali, sulla rivista... invece di nei giornali,
nella rivista...), forestierismi (aproccio, giocare un ruolo...). Le parole straniere, da usare solo se
pertinenti, andranno evidenziate in corsivo.
Evitare forme enfatiche, aggettivi roboanti, una scrittura emotiva; limitare quanto possibile l’uso
dei superlativi. Abolire domande retoriche, esclamazioni, punti di sospensione (che saranno usati
solo nelle elencazioni). Anche le virgolette non devono essere usate come una sorta di riserva o di
sospensione del giudizio. La loro funzione è preminentemente quella di introdurre una citazione o
un vocabolo specifico (il “Terrore” staliniano...).
Evitare apprezzamenti sull’autore, valutazioni che non siano concretamente motivate all’interno
della trattazione.
Cercare di scrivere in modo lineare e semplice. Limitare l’ipotassi, i periodi contorti, frasi di
raccordo di tipo scolastico (è interessante notare che, si rivela utile osservare, riteniamo
opportuno...), se non sono strettamente necessarie. Preferire in ogni caso la paratassi.
Evitare lo stile nominale, sia nel proprio testo sia nelle traduzioni dal russo. L’italiano, a
differenza del russo, preferisce non esagerare con i sostantivi: un bel verbo al posto giusto non fa
mai male.
Nel testo i nomi di persona vanno riportati per intero e non con le iniziali puntate. Citare
comunque sempre il cognome, o, nei casi di russi, nome e patronimico (mai solo il nome). Evitare
espressioni come “il critico”, “lo Šklovskij”, “il nostro”...
Verificare con precisione date, nomi geografici, nomi di persona, ricorrendo al web o ai
numerosi strumenti di consultazione facilmente reperibili in università (v. indicazioni
bibliografiche allegate).
Curare la traslitterazione: che sia sempre quella scientifica.
Curare la collocazione dei segni d’interpunzione: i segni singoli come.,;:?! non sono mai
preceduti da uno spazio e sono sempre seguiti da uno spazio. I segni a coppie come (), “”, [], <>
ecc. non hanno uno spazio tra sé e la parola o la frase che delimitano, ma lo hanno prima
dell’apertura e dopo la chiusura. I puntini di sospensione sono sempre tre. (ved. sopra).
Nella stesura di queste indicazioni ci si è serviti di alcune parti del volume M. COLOMBO,
Scrivere la tesi di laurea e altri testi, Milano, Mondadori Università 2006 a cui si rimanda
chiunque voglia approfondire la comprensione non solo delle norme di redazione ma anche del
significato della tesi, del compito di chi la scrive e dei rudimenti dell'argomentazione e della
retorica nei diversi generi testuali.
(FAC-SIMILE FRONTESPIZIO TESI DI LAUREA di primo livello o specialistica)
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO
DIPARTIMENTO DI …
CORSO DI LAUREA IN …
TESI DI LAUREA (per lauree magistrali) oppure
PROVA FINALE (per lauree triennali)
(TITOLO DELLA TESI)
RELATORE: prof.(ssa) (Nome Cognome)
CANDIDATO/A: (Nome Cognome)
Matricola N. ………….
ANNO ACCADEMICO 20../20..
Alcuni siti utili
Biblioteche (cataloghi elettronici online)
Российская государственная библиотека (Mosca): HYPERLINK
"http://www.rsl.ru/index.php?lang=en" \n http://www.rsl.ru/index.php?lang=en
Российская национальная библиотека (San Pietroburgo): HYPERLINK "http://www.nlr.ru/"
\n http://www.nlr.ru/
Государственная публичная историческая библиотека России (ГПИБ): HYPERLINK
"http://www.shpl.ru/" http://www.shpl.ru/
Дом русского зарубежья имени Александра Солженицына: HYPERLINK
"http://elcat.bfrz.ru/" \n http://elcat.bfrz.ru/
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