ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE STATALE con Indirizzo SCIENTIFICO TECNOLOGICO con Maturità Scientifica “GALILEO GALILEI” Via Matilde di Canossa, 21 - CREMA Tel. 0373 / 256939 - 256905 - Fax 0373 / 250170 E_Mail: [email protected] S PROSEGUI 1 di 48 1 RITORNA AREA DI PROGETTO Scambiatore di calore A.S. 1998/99 Classe 5a MA Benatti M.,Cassani D. Cazzamalli M.,Frosi R Foppa Vicenzini M. Malusardi C.,Merico M., Manfredi J.,Moretti D., Nembri M.,Nodari M., Piccioni F.,Porchera D.; Pola A. Prof..Bandirali F. Sig.Ruini G. Sig.Barbieri F. 2 SCAMBIATORE DI CALORE Il funzionamento dello scambiatore si basa sulle modalità di propagazione del calore e, visto che il nostro è uno scambiatore acqua-acqua, in particolare sulla convezione (trasmissione di calore all interno di un fluido) e sulla conduzione (trasmissione di calore in un solido). CONVEZIONE: avviene nei fluidi. Si ha una migrazione di molecole le quali, mescolandosi, si scambiano calore. La convezione può essere naturale, quando i movimenti di materia sono dovuti all esistenza di un gradiente termico, oppure forzata, quando una causa esterna determina rimescolamenti della massa fluida 3 SCAMBIATORE DI CALORE CONDUZIONE: è caratteristica dei corpi solidi. Il calore viene trasmesso per gli urti provocati dalla vibrazione delle particelle costituenti i corpi senza che queste si mescolino Nel caso di una parete, riscaldando una delle due facce ad una certa temperatura, notiamo che anche l’ altra faccia si riscalda; la temperatura si stabilizzerà sulle due facce TRASMISSIONE TRA FLUIDI ATTRAVERSO UNA PARETE: è questo il caso dello scambiatore di calore. Comprende, suddiviso in tre fasi, convezione e conduzione: 1-.Il calore del fluido passa alla parete 2-.Il calore passa attraverso la parete 3-.Il calore passa dalla parete al fluido freddo Le fasi 1 e 3 sono esempi di convezione, mentre la 2 di conduzione A volte ( non nel nostro caso ) per proteggere l’apparecchio dalle tensioni che si possono verificare per i diversi allungamenti del mantello e dei tubi, sotto l’effetto del calore, il mantello è munito di dilatatori che gli danno la possibilità di compensare il fenomeno 4 SCAMBIATORE DI CALORE Scambiatore in controcorrente 5 SCAMBIATORE DI CALORE DIMENSIONAMENTO TERMICO Durante il dimensionamento è indispensabile calcolare il coefficiente di scambio termico: U = 1/ (1/ h1 + s/ k + 1/ h2 ) dove h1 e h2 sono i coefficienti di convezione dei due fluidi in W/m2K (in questo caso abbiamo da entrambe le parti acqua), s è lo spessore della parete ossia del tubo e k rappresenta il coefficiente di conduzione in W/km. Inizialmente ci sono stati forniti come dati di partenza le temperature d'ingresso e d'uscita del fluido caldo (riscaldante) e del fluido freddo (da riscaldare), la velocità e la portata del fluido, la lunghezza e il diametro dei tubi, i coefficienti h1, h2 e k. Tramite i calcoli siamo riusciti a determinare il numero di tubi contenuti nel dispositivo. La portata è stata scelta in funzione della velocità (v =5 m/s), che abbiamo ipotizzato visto che la tubazione proveniente dalla caldaia è di 1-1/4 “ (con diametro interno di 36,1 mm e diametro esterno di 42,2 mm). La potenza d'uscita è di circa 22 KW e viene sottratta a quella dell’edificio. E’solo una minima percentuale (quasi il 2%) della potenza presente nell’edificio, la quale ha un valore di 1000000 Kcal/h, pari a circa 1160 KW. 6 SCAMBIATORE DI CALORE DIMENSIONAMENTO TERMICO La temperatura media della caldaia è di 60°C (valore solito negli impianti civili), mentre quella del fluido caldo in ingresso è stata ipotizzata prudentemente a 55°C, prevedendo un salto termico di temperatura di 10°C perchè il fluido caldo arriva in uscita a 45°C. Per quanto riguarda il fluido freddo derivante dall’acquedotto, da una temperatura di ingresso di 15°C, abbiamo ottenuto una temperatura di uscita di 35°C, ideale per un utilizzo di tipo idrosanitario. La lunghezza del nostro scambiatore (cioè la distanza tra la piastra 1 e la piastra 2) è stata fissata a 1,6 m per facilitare la costruzione della superficie di scambio. Con una lunghezza minore sarebbe sorto il problema di avere piastre tubiere di diametro troppo elevato, impossibili da realizzare nella nostra officina. Il dimensionamento da noi svolto è relativo al tipo più semplice di scambiatore di calore, mentre il nostro caso riguarda lo scambiatore con flusso di corrente incrociato. Non è necessario svolgere il dimensionamento di quest’ultimo perché sarebbe difficoltoso, contenendo dei calcoli troppo complicati da risolvere. 7 SCAMBIATORE DI CALORE DIMENSIONAMENTO TERMICO All’interno di un impianto contenente uno scambiatore di calore, il fluido caldo riscaldante proveniente dalla caldaia, ritorna a lei; il fluido freddo da riscaldare arriva dalla rete idrica e una volta uscito dallo scambiatore viene mandato all’utilizzatore. E’ possibile verificare tutto questo nello schema finale, che contiene anche molti altri elementi. Ad esempio possiamo trovare il flussostato che regola la portata mandando impulsi alle pompe tramite una tubazione con pilotaggio elettrico, i manometri che rilevano il valore della pressione in diversi punti, le valvole a sfiato d’aria, le valvole di non ritorno per consentire il passaggio del fluido in una sola direzione. Le tubazioni provenienti dalla caldaia e collegate all’aerotermo hanno un diametro di 1-1/4”, ed è a queste che ci collegheremo tramite giunti a “ T “ di ghisa malleabile modificando i collegamenti esistenti (vedi schema). Questo tipo di dispositivo (scambiatore) non è utilizzato solamente per impieghi civili, ma anche nell’industria termica, frigorifera, o petrolifera 8 SCAMBIATORE DI CALORE DIMENSIONAMENTO TERMICO SCAMBIATORE DI CALORE LATO TUBI Fluido freddo (Acqua pozzo) LATO MANTELLO Fluido caldo (Acqua imp.riscaldamento) T ingresso Tf f i= 15 °C Tf ci= 55 °C T uscita Tf f u= 35 °C Tf cu= 45 °C Portata Q= 31,5 60000 0,000525 v= 0,5 c= 4187 r= 1000 Q/ Calore specifico Densità Diametro est.tubi Diametro int.tubi Lunghezza tubi Spessore tubi S = (de-di)/2= 1,5 de= di= L tubi= mm = Coeff.di convezione hi = Coeff.di conduzione hi = k = Coeff.di convezione he = W/m2K W/mK W/m2K Coeff.scambio termico U= 1000 40 500 1/(1/hi+S/k+1/he)= 20 17 1600 0,0015 l/min m3/s m/s J/KgK Kg/m3 mm mm mm (Esterno piastre tubiere) m 329,2181 Wh/m2K tm = [(Tfci-Tffu)-(Tfcu-Tffi)]/{2,3*Log[(Tfci-Tffu)/(Tfcu-Tffi)]} = 24,69 . Potenza termica Q=Q*r*c* DT = 21981,75 W . Q=U * As cambio * tm . 2 Ascambio=106*Q/(U* tm ) = 2704233 mm d medio tubi =(de+di)/2 = altezza circonferenze sviluppate Ntubi= °C 18,5 mm h = Ascambio/Ltubi= h/(3,14*d)= 29 1690,15 mm =p * dmedio * Ntubi 9 SCAMBIATORE DI CALORE COMPLESSIVO SCAMBIATORE 10 SCAMBIATORE DI CALORE 1-BOCCAGLI (TRONCHETTI E FLANGE) cartellino di lavorazione 11 SCAMBIATORE DI CALORE 1-BOCCAGLI (TRONCHETTI E FLANGE) I tronchetti sono ricavati da tubi senza saldatura. Le flange sono ricavate da lamiera,sono unite ai tronchetti mediante saldature a piena penetrazione. . 12 SCAMBIATORE DI CALORE 2-MANTELLO, BOCCAGLI E SUPPORTI cartellino di lavorazione 13 SCAMBIATORE DI CALORE 2-MANTELLO: è un tubo senza saldatura dotato di attacchi per l’entrata e l’uscita dei fluidi. Al mantello sono saldate le piastre tubiere e all’interno di esso si posiziona il fascio tubiero. 14 SCAMBIATORE DI CALORE SCHEMA DI FORATURA PER PIASTRE TUBIERE,DIAFRAMMI,CASSA E DISTRIBUTORE FORATURA PIASTRA TUBIERA,DIAFRAM M I,FLANGE LE FORATURE SONO ESEGUITE SULLA FRESATRICE VERTICALE CON VISUALIZZATORE DIGITALE DI QUOTE CHE PERMETTE DI OTTENERE TOLLERANZE CENTESIMALI SUGLI INTERASSI DEI FORI. CIO’ E’ INDISPENSABILE PER UN CORRETTO E AGEVOLE MONTAGGIO DEL FASCIO TUBIERO. Pos . X Y Pos . X Y A 0 8834 26 -37 -20,78 B 0 -88,34 27 -13 -20,78 C 61 0 28 13 -20,78 D -61 0 29 37 -20,78 1 -48 67,56 30 61 -20,78 2 -24 67,56 31 85 -20,78 3 0 67,56 32 -60 -48,76 4 24 67,56 33 -36 -48,76 5 48 67,56 34 -12 -48,76 6 -60 46,78 35 12 -48,76 7 -36 46,78 36 36 -48,76 8 -12 46,78 37 60 -48,76 9 12 46,78 38 -48 -67,56 10 36 46,78 39 -24 -67,56 11 60 46,78 40 0 -67,56 12 -85 20,78 41 24 -67,56 13 -61 20,78 42 48 -67,56 14 -37 20,78 100 158,41 33,9 15 -13 20,78 101 92,63 92,63 16 13 20,78 102 33,9 158,41 17 37 20,78 103 -33,9 158,41 18 61 20,78 104 -92,63 92,63 19 85 20,78 105 -158,41 33,9 20 -49 0 106 -158,41 -33,9 21 -25 0 107 -92,63 -92,63 22 25 0 108 -33,9 -158,41 23 49 0 109 33,9 -158,41 24 -85 -20,78 110 92,63 -92,63 25 -61 -20,78 111 158,41 -33,9 15 SCAMBIATORE DI CALORE 3-4-DISTRIBUTORE E CASSA DI RITORNO cartellino di lavorazione 16 SCAMBIATORE DI CALORE 3-DISTRIBUTORE: è un involucro flangiato, atto a contenere il fluido da riscaldare,al suo interno sono saldati i setti ripartitori del flusso. E’ chiuso da un fondo piano che porta i boccagli di entrata e uscita. 17 SCAMBIATORE DI CALORE 4-CASSA DI RITORNO: è un involucro flangiato, atto a contenere il fluido da riscaldare,al suo interno sono saldati i setti ripartitori del flusso.E’ chiuso da un fondo piano saldato a piena penetrazione. 18 SCAMBIATORE DI CALORE 5-SETTI RIPARTITORI DEL FLUSSO:sono dei piatti saldati all’interno del distributore e della cassa.Sono disposti in modo da ottenere uno scambiatore a quattro passaggi. 19 SCAMBIATORE DI CALORE 6-FONDI PIANI cartellino di lavorazione 20 SCAMBIATORE DI CALORE 6-FONDI PIANI:sono saldati al distributore e alla cassa. Sul fondo del distributore sono saldati i boccagli di entrata e uscita del fluido. 21 SCAMBIATORE DI CALORE 7-PIASTRE TUBIERE cartellino di lavorazione 22 SCAMBIATORE DI CALORE 7-PIASTRE TUBIERE:sono l’elemento di separazione dei due fluidi. Nei fori nella parte centrale sono mandrinati i tubi interni.I fori nella parte esterna servono per il fissaggio del distributore e della cassa mediante tiranti e dadi. 23 SCAMBIATORE DI CALORE 8-DIAFRAMMI cartellino di lavorazione 24 SCAMBIATORE DI CALORE 8-DIAFRAMMI:sono dischi di lamiera forata tagliati al 25%. Montati in senso alternato, costringono il fluido ad un movimento vorticoso,che incrementa lo scambio termico. 25 SCAMBIATORE DI CALORE 9-FASCIO TUBIERO cartellino di lavorazione 26 SCAMBIATORE DI CALORE 9-FASCIO TUBIERO:è composto dai tubi interni e dalla gabbia dei diaframmi bloccati tra di loro dai tiranti e dai distanziali. 27 SCAMBIATORE DI CALORE 10-ASSEMBLAGGIO DEL FASCIO TUBIERO cartellino di lavorazione 28 SCAMBIATORE DI CALORE 10-ASSEMBLAGGIO DEL FASCIO TUBIERO: si posizionano i tiranti nei fori filettati della piastra tubiera,si montano in sequenza i distanziali,i diaframmi alternando un destro e un sinistro.Si blocca il fascio tubiero con doppi dadi. 29 SCAMBIATORE DI CALORE 11-ASSEMBLAGGIO MANTELLO -PIASTRE TUBIERE cartellino di lavorazione 30 SCAMBIATORE DI CALORE 11-ASSEMBLAGGIO MANTELLO -PIASTRE TUBIERE Dopo aver infilato il fascio tubiero nel mantello, si posiziona la seconda piastra tubiera,si infilano i tubi interni, si saldano le piastre tubiere a piena penetrazione ed i supporti al mantello. 31 SCAMBIATORE DI CALORE 12-ASSIEMATURA DISTRIBUTORE E CASSA cartellino di lavorazione 32 SCAMBIATORE DI CALORE 12-ASSIEMATURA DISTRIBUTORE E CASSA: si saldano i fondi piani a piena penetrazione , i setti ripartitori del flusso ed i boccagli.E’ necessario tornire nuovamente le superfici di contatto delle guarnizioni per una corretta tenuta. 33 SCAMBIATORE DI CALORE 13-GUARNIZIONI cartellino di lavorazione 34 SCAMBIATORE DI CALORE 13-GUARNIZIONI: servono per la tenuta degli accoppiamenti flangiati. Sono ricavate da fogli di fibra minerale esente amianto dello spessore di 3 mm. . 35 SCAMBIATORE DI CALORE 14-15:MANDRINATURA DEI TUBI E PROVA PNEUMATICA DI TENUTA 36 SCAMBIATORE DI CALORE 14-MANDRINATURA DEI TUBI: per evitare il trafilaggio dei liquidi dal mantello ai tubi e viceversa ,si esegue la mandrinatura di tenuta,che consiste nell'allargare i tubi nei loro fori con un apposito mandrino a rulli conici. 37 SCAMBIATORE DI CALORE 15-PROVA PNEUMATICA DI TENUTA DEL MANTELLO: per controllare la mandrinatura dei tubi e la tenuta delle saldature si immette nel mantello aria compressa alla pressione di 0,5 bar controllando le perdite con acqua saponata e con un manometro, che non deve segnalare cadute di pressione. In caso di perdite, si ripete la mandrinatura fino a tenuta. . 38 SCAMBIATORE DI CALORE 16-PROVA PNEUMATICA DI TENUTA LATO TUBI cartellino di lavorazione 39 SCAMBIATORE DI CALORE 16-PROVA PNEUMATICA DI TENUTA LATO TUBI: per controllare la tenuta delle saldature e del giunto flangiato si immette aria compressa alla pressione di 0,5 bar, controllando le perdite con acqua saponata e con un manometro che non deve segnalare perdite di pressione. 40 SCAMBIATORE DI CALORE 17-PROGETTAZIONE COMPONENTI TUBAZIONI DI COLLEGAMENTO: elaborazione del lay-out dell’impianto,verifica dei percorsi delle tubazioni,prove di assemblaggio. 41 SCAMBIATORE DI CALORE 18-APPRONTAMENTO COMPONENTI TUBAZIONI DI COLLEGAMENTO 42 SCAMBIATORE DI CALORE 18-APPRONTAMENTO COMPONENTI TUBAZIONI DI COLLEGAMENTO 43 SCAMBIATORE DI CALORE 18-APPRONTAMENTO COMPONENTI TUBAZIONI DI COLLEGAMENTO : costruzione delle parti speciali,filettatura dei tubi,saldatura e aggiustaggio delle tubazioni sull’impianto,montaggio delle valvole,delle pompe e dei misuratori di portata. Prova idraulica di tenuta delle giunzioni saldate e filettate. 44 SCAMBIATORE DI CALORE 19-COLLAUDO FINALE : Identificazione strumenti,prova idraulica finale. Prove di funzionamento. 45 SCAMBIATORE DI CALORE 46 SCAMBIATORE DI CALORE 47 SCAMBIATORE DI CALORE RITORNO ALLA DIAPOSITIVA n°1 48