Settimanale di
12 aprile 2013
attualità, cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti ANNO XIV N. 14
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di Modena Poste Italiane spa
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il negozio che non c’era
La carpigiana Paola Sillingardi ha dato vita
a Bric a Brac in via Trento Trieste 91/A. un multistore
tutto da scoprire, dal sapore innovativo
e metropolitano, dove convivono vintage e design.
Heartquake: un musical
contro la paura del sisma
Francesca
Mercury
francesca mercury: da
cantante a talent scout
Marco Maini, Paolo
Bellarosa e Paolo Boselli
al posto del vivaio
remondi, ancora case...
Paola Sillingardi
Giampaolo
Papi
scopri lo speciale dedicato al premio carpi città dello sport 2013. DA PAGINA 13
l’inquinamento e le
patologie della tiroide
12.04.2013 n° 14
2
Libri
da non perdere!
Io vi maledico
di Concita De Gregorio
Poco a poco, come le pietre di una collana, tutte queste storie diventavano un
rosario: non di una preghiera, però. Di una maledizione. Diventavano tutti i colori
della rabbia: la geografia esatta del disamore per chi ti ha promesso e poi negato,
per chi ti ha illuso, per chi sa solo chiederti e mai dare...
I
o vi maledico c’è scritto sulla lapide
di marmo che un operaio dell’Ilva di
Taranto ha voluto mettere per strada,
sotto casa sua. E Io vi maledico, dice la
figlia dell’imprenditore che si è ucciso
strozzato dall’usura bancaria. Sono due
delle storie che compongono il ritratto
corale di un Paese disorientato, in cui rabbia e frustrazione possono trasformarsi
in malattia sociale o in vento di cambiamento. C’è il ragazzo sardo che voleva
partecipare a X Factor, non l’hanno preso
ed è tornato in miniera. C’è Michele, 4
anni, che ha fatto il test per misurare la
rabbia e doveva prendere delle medicine, ma sua madre ha deciso di no. La
fatica dei genitori, la sazietà disillusa dei
figli. Emanuela che ha scritto due volte a
Marchionne e che sa - glielo ha spiegato
suo padre - cosa significa comportarsi
da uomo. C’è Milagros che racconta che
gli indignados sono orfani delle carte di
credito e figli degli sfratti. C’è la rabbia
degli adolescenti, cui i professori non sanno dare risposte. Ci sono cinque donne
sindaco del Sud, dove le teste di maiale non son maschere da indossare alle feste.
E c’è Atesia, dove le donne del call center rispondono la notte ai maniaci per non
perdere 80 centesimi lordi. Un ritratto scritto con parole dure come la pietra. O
come la verità. Unico antidoto alla rabbia di chi è stanco di non essere ascoltato. Io
vi maledico, il nuovo libro della giornalista Concita De Gregorio, è un viaggio alle
radici della rabbia. Le voci di chi non ha voce, gli sguardi e le parole di un Paese che
cambia. Storie vere di un’Italia sempre più fragile.
Il graffio
Tra le righe...
I minori si danno allo spaccio
G
iovanissimi, minorenni, in possesso
di piccole dosi di
droga, perlopiù marijuana, sorpresi a spacciare.
L’ultimo in ordine di tempo è stato colto sul fatto
in stazione ferroviaria a
Carpi: quando ha visto i
Carabinieri si è dato alla
fuga tentando di disfarsi
dei 12 grammi di droga
che aveva con sè. In manette è finito un diciassettenne nigeriano residente a Modena,
“in trasferta” a Carpi per spacciare la droga preferita dai minori.
Nella sua abitazione non ne è stata rinvenuta altra. Per i militari di Carpi, il contrasto
ai minorenni dediti allo spaccio “è diventata una priorità” scrivono sulla nota che
riporta la notizia: in poche settimane sono stati sette gli arresti ed è stato sequestrato
complessivamente mezzo chilo di marijuana.
“Il fenomeno - affermano dal Comando dell’Arma di Carpi - è diffuso e ramificato
in città dove i ragazzi hanno creato una rete di spaccio al dettaglio, in cui numerosi
giovani sono pronti a prendere il posto di quelli arrestati per portare agli amici la
droga leggera”.
Perché lo fanno? “Per procacciarsi denaro, per fare, a loro volta, un costante uso di
stupefacenti”.
E se è vero che non si passa necessariamente dal consumo di droghe leggere a quello
di droghe pesanti, è invece più facile che dallo spaccio di piccole dosi un ragazzino
possa arrivare a commettere reati ben più gravi, spinto dall’esigenza di soddisfare
quello che ritiene essere un suo bisogno. Spesso futile.
Sara Gelli
La Iena
Occorre far respirare il sistema, evitando che il
credit crunch strozzi le imprese e spenga sul nascere
la ricostruzione... Si legge in una nota regionale.
Cara Regione, ma parla come mangi, stretta
creditizia non suona forse più famigliare a noi
comuni mortali?
Frase della settimana...
“Sulle procedure per i contributi siamo già
intervenuti con cambiamenti importanti e condivisi.
Naturalmente c’è sempre spazio per migliorare,
ma ora sarebbe bene concentrarsi anche sul lavoro
di presentazione delle domande. Un impegno
che vale per tutti”.
Dichiarazione dell’assessore regionale alle Attività Produttive Gian Carlo Muzzarelli,
sul tema della burocrazia legata alla ricostruzione post sisma.
attualità, cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti
DIRETTORE RESPONSABILE
Gianni Prandi
CAPOREDATTORE
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REDAZIONE
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Chiuso in redazione il 10 aprile 2013
12.04.2013 n° 14
3
sisma e ricostruzione
PRESENTATO UN PROGETTO DI ADEGUAMENTO SISMICO DEFINITIVO CHE GARANTISCE LA CONTINUITÀ DELL’ATTIVITÀ PRODUTTIVA
DURANTE Il cantiere. ADESSO, LA DOMANDA CHE TUTTI GLI IMPRENDITORI SI PONGONO RIGUARDA I FINANZIAMENTi
Una soluzione c’è, ma con quali soldi?
S
ono tanti gli interrogativi degli imprenditori che, a partire dagli
eventi sismici dallo scorso
maggio, hanno visto crollare
le loro certezze riguardo alla
resistenza dei propri capannoni, i quali hanno evidenziato
carenze strutturali più o meno
gravi. Dopo aver provveduto
agli interventi di agibilità sismica provvisoria, adesso si
richiede agli imprenditori del
cratere sismico esclusi dalla
mappa di scuotimento, tra
cui Carpi, il completamento
dell’adeguamento sismico
fino ad arrivare al livello del
60% in un arco di tempo che
va dai 4 agli 8 anni a seconda
del grado di resistenza del capannone (ai sensi del decreto
legge 74/2012 per le attività
produttive). I costi per l’intervento di agibilità sismica
definitiva, inutile dirlo, sono
enormi, eppure, a oggi, nessuno ha ancora parlato di contributi per il miglioramento
sismico definitivo. In attesa
che Regione e Stato facciano
la loro parte, gli imprenditori
carpigiani si guardano intorno per trovare una soluzione
sicura. In generale, la scelta
della tecnologia ottimale da
utilizzare varia da caso a caso,
L
’esclusione della nostra
città dalla mappa di
scuotimento ha scatenato le polemiche dei titolari
di capannoni industriali non
danneggiati che si trovano
sul territorio carpigiano i quali
dovranno farsi totalmente carico dei costosi miglioramenti
sismici a cui, invece, non sono
tenuti i proprietari di analoghe
strutture situate nella frazione
di Fossoli. Un assurdo a cui gli
imprenditori chiedono a gran
voce venga posto rimedio. Sul
tema si è espresso anche l’assessore alle Attività Produttive
del Comune di Carpi, Simone
ma l’ingegner Enrico Mangoni, professore incaricato di
Progetto e Riabilitazione delle strutture, presso la Facoltà
di Ingegneria dell’Università
di Firenze, ha presentato, lo
scorso 8 aprile, presso l’Auditorium Loria, un progetto
che si rivela piuttosto versatile e adatto sia per fabbricati
monopiano che pluripiano.
Un progetto in grado di non
interrompere le attività produttive al loro interno. “L’idea
- ha spiegato Mangoni - è nata
facendo visita ai capannoni
che avevano subito collassi
parziali o totali nelle aree più
colpite dal sisma. In un capannone crollato, ho notato
un elemento che, malgrado
avesse subito deformazioni in
seguito al gravoso peso che
aveva sopportato, era rimasto in piedi: era una scala in
acciaio. Ho quindi pensato di
associare a ogni pilastro esistente, un elemento di rinforzo
esterno in acciaio, per aiutare
la struttura a sopportare l’azione sismica. Il progetto prevede
elementi in carpenteria metallica, in alcuni casi anche in accoppiamento con dissipatori
di tipo viscoso utili ad attutire
del 30% la forza sismica, e
definisce una struttura esterna
di rinforzo collaborante con
l’esistente nel sopportare le
azioni sismiche. In pratica, la
struttura si compone di basa-
menti superficiali
e pali reticolari in
acciaio, collegati
tra loro e alla struttura esistente attraverso una trave
di ripartizione. Si
viene così a comporre una struttura
in acciaio che accerchia il fabbricato collegando
tra loro gli elementi di rinforzo
in maniera non rigida. Inoltre,
il progetto prevede anche la
riduzione del peso che grava
alla sommità della struttura,
attraverso la sostituzione
della copertura e orditura
secondaria esistente con una
soluzione più leggera. I punti
di forza della struttura sono:
l’utilizzo di materiali duttili
che assorbono parte della violenza sismica, la garanzia di
non interrompere o disturbare
l’attività produttiva interna, la
possibilità di adeguare il fab-
bricato anche al 100% e l’adattabilità della struttura che può
essere impiegata, per esempio,
anche per la disposizione di
pannelli fotovoltaici, o per
la realizzazione di ballatoi e
scale esterne”.
Riguardo all’ordinanza 35 che
disegna la cartografia delle
aree in cui è stato raggiunto
e superato lo scuotimento
sismico del 70% ai sensi del
decreto legge 74, escludendo
Carpi, ma non la sua frazione
Fossoli, l’ingegnere si è così
espresso: “una legge che divide internamente un Comune
lascia sempre un po’ perplessi
soprattutto per l’ambiguità relativa al comportamento dei
capannoni posti al confine
e, pertanto, non escludo che
presto ci possano essere degli
sviluppi. Inoltre, trovo un po’
superficiale, nonché azzardato, credere che solo perché
abbiano resistito al collaudo
della natura, i capannoni di
Fossoli, così come delle altre
zone incluse nella mappa di
scuotimento, ora siano sicuri
e in grado di resistere a un altro terremoto. Tali fabbricati
dovrebbero essere esaminati
caso per caso, così come dovrebbero essere sottoposti a
controlli tutti i capannoni,
Simone Morelli, assessore alle Attività Produttive del Comune di Carpi, interviene sull’esclusione della
nostra città dalla mappa di scuotimento, decisione che ha acceso il dibattito tra gli imprenditori carpigiani
“Il federalismo sismico è inammissibile”
Morelli. “Questa mappa non
risponde certo a una logica di
buon senso - commenta - non
vi è alcuna traccia di ragionevolezza. La legge obbliga gli
imprenditori a mettere in sicurezza dal punto di vista sismico
i propri capannoni e ora dice
loro che dovranno farsene
carico in toto. Al danno si aggiunge pure la beffa. A Carpi,
a differenza di Fossoli, non c’è
stato il terremoto? Auspico
che questa scelta venga ripen-
sata e modificata utilizzando
criteri di buon senso. Occorre
ragionare nuovamente su questo versante, perchè non si devono certo prendere decisioni
secondo una logica di federalismo sismico. E’ un’operazione
grigia che non capisco. Il nostro
territorio con questa mappa
viene danneggiato due volte.
Basta approssimazione”.
Ma come si muoverà l’Amministrazione?
“Il Comune non è l’organo
preposto per apporre cambiamenti ma, certamente ci
appelleremo a chi di dovere
affinché rimaneggi la mappa. La Regione ha il dovere di
dare delle risposte, rivedere i
parametri e mettere così gli
imprenditori carpigiani nella
condizione di lavorare”. Ricordiamo infatti che il terremoto
ha assestato il colpo di grazia
a un contesto produttivo ed
economico già fortemente
compromesso dalla crisi: “il ri-
schio, se le cose non cambiano,
è che molti imprenditori se ne
vadano altrove. Il Governo non
ha certo usato i guanti di velluto con noi, nessuno sconto
per l’Emilia terremotata - e mi
riferisco soprattutto alla leva
fiscale - malgrado produca 3
punti Pil dell’intera nazione. La
politica dovrebbe tener conto
del fatto che il terremoto qui
ce lo porteremo avanti per altri
dieci anni e, invece, i segnali
che arrivano dimostrano uno
“stiamo verificando la possibilità di riconoscere sottoforma di sconto o di rimborso sull’annualità
della Cosap pagata, i giorni di mancato introito legati alla chiusura del centro”, spiega caruso
Cosap: qualcosa si muove...
L
a scorsa settimana
alcuni commercianti
del centro storico cittadino avevano lamentato
di dover pagare la Cosap,
ovvero il canone per l’occupazione permanente di
spazi e aree pubbliche, anche per il periodo in cui il
centro era stato interdetto
a causa del terremoto del
maggio scorso. Abbiamo
chiesto a Cinzia Caruso,
assessore al Bilancio del
Comune di Carpi come
mai il canone non abbia
previsto sconti per coloro che avevano attività
commerciali all’interno
della cosiddetta zona rossa
e come l’Amministrazione
Cinzia
Caruso
intenda porre rimedio a
questa “svista”. “Il Regolamento comunale per le
occupazioni di spazi e aree
pubbliche e per l’applicazione del relativo canone
prevede già uno sconto annuale. 15 giorni vengono
abbonati d’ufficio, per cercare di andare incontro agli
interessi degli esercenti
che, per le cause più varie
- su tutte il maltempo possono per alcuni periodi
di tempo non trarre beneficio economico dal possesso di tavolini all’esterno
in quanto non fruibili.
Nelle scorse settimane si
è proceduto all’invio dei
bollettini per il pagamento
del canone annuo relativo
al 2013 e, in caso di insoluti, di eventuali solleciti
di pagamento, tramite
avvisi bonari”. Ma allora
dov’è l’inghippo? I commercianti pagano nel 2013
tanto quanto lo scorso
anno, poiché i 12 giorni di
chiusura del centro storico
rientrano nel bonus dei
15 giorni già previsto dal
regolamento. Una risposta che non è piaciuta ai
commercianti: “il terremoto non è certo equiparabile a un acquazzone. Ci
aspettavamo un’attenzione
e un riguardo maggiori.
Avrebbero dovuto effettuare un ulteriore sconto”.
“Sappiamo quanto sia
delicato il momento. Gli
effetti nefasti del terremoto - prosegue l’assessore
al Bilancio - si sommano
alla drammatica crisi in cui
versano anche gli esercizi
commerciali del centro
storico, derivante dalla
contrazione dei consumi.
Per tale motivo qualora vi
siano delle oggettive difficoltà d’impresa, gli esercenti possono rivolgersi
all’Ufficio Commercio (in
viale Peruzzi) per chiedere
una rateizzazione in tempi
ragionevoli della Cosap,
in scadenza a fine aprile”. Regolamento a parte
però, conscia dello stato di
nonché gli edifici pubblici e
privati, che sorgono su altre
aree a elevato rischio sismico
in regione, così come in tutta
Italia. Purtroppo, non si pensa
quasi mai alla prevenzione,
e invece sarebbe opportuno
applicare per tempo, verifiche,
adeguamenti e interventi per
la messa in sicurezza degli
stabili almeno al 60%”.
Il progetto presentato dall’ingegner Mangoni, nel complesso, comporta un costo di 140
euro al mq e, in questo periodo
di profonda crisi, si tratta di un
investimento che, certamente,
gran parte delle aziende non
è in grado di sostenere. Così
come sono stati recentemente
stanziati i contributi per l’agibilità sismica provvisoria, c’è
da augurarsi, che siano presto stanziati anche quelli per
l’agibilità sismica definitiva
dei capannoni non danneggiati
dal sisma o che siano apportate
delle modifiche all’ordinanza,
la quale sembra penalizzare
il Comune di Carpi più degli
altri colpiti dal sisma, e più
della stessa Fossoli, come se
bastassero 100 metri da un
confine per essere certi che
un capannone è sicuro e un
altro no.
Chiara Sorrentino
Simone
Morelli
scollamento sempre più grande tra realtà e politica”.
J.B.
bisogno in cui versano gli
esercizi, la Giunta Campedelli ha deciso, lunedì
8 aprile, di provare a fare
qualcosa in più. “Abbiamo
dato mandato all’Ufficio
Commercio di verificare
la possibilità di riconoscere sottoforma di sconto o
di rimborso sull’annualità
della Cosap pagata, anche
i giorni di mancato introito legati alla chiusura del
centro”, conclude Caruso.
Di certo sarebbe stato un
intervento da mettere in
campo senza alcuna sollecitazione da parte nostra
ma, come ribadisce l’assessore al Bilancio, “dopo
le priorità strettamente
legate all’emergenza e
alla messa in sicurezza,
ora siamo pronti a gestire
le questioni ordinarie”.
Meglio tardi che mai!
Jessica Bianchi
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4
sisma e ricostruzione
2
9 maggio 2012. I cuori
di ciascuno di noi han
tremato. Forte. Come
mai prima. Il terremoto non
ha solo abbattuto muri, ha
scolpito nelle nostre anime una profonda linea di
demarcazione. Tracciando
un prima e un dopo. Impossibile tornare indietro. E
oggi, a distanza di quasi un
anno, la paura è ancora con
noi. Una compagna, spesso
muta, ma sempre pronta a
ricordarci la sua presenza a
ogni rumore sordo, a ogni
tremolio... Accadrà ancora?
E’ questa la domanda. L’inquietante interrogativo che
sussurriamo appena. Che
non abbiamo il coraggio di
pronunciare a voce troppo
alta, come se il mostro fosse
lì, pronto a svegliarsi. A
rispondere alla chiamata. La
strada per ricostruire i muri
e noi stessi è ancora lunga.
Difficile. Ma l’elaborazione
del trauma può passare attraverso l’arte? La musica?
Il musical Heartquake - Vite
che cambiano (spettacolo
organizzato dall’Associazione Musicale Gospel
Soul di Carpi con il patrocinio di Comune, Unione
Terre d’Argine, Unione
Comuni Modenesi Area
Nord e Comune di Correggio) nasce con un obiettivo
preciso: cercare di far guarire le tante ferite che il sisma
ha provocato. Un gioco di
parole, quello racchiuso nel
titolo, che ben sintetizza lo
spirito con cui questo spettacolo è nato: dar voce e canto
a quella scossa del cuore che
Venerdì 12 e sabato 13 aprile al Teatro Asioli di Correggio e l’11 maggio al Puccini
di Firenze andrà in scena il musical Heartquake , realizzato dall’Associazione
Musicale Gospel Soul di Carpi
La scossa del cuore
ci ha cambiato la vita.
“Per me - racconta la regista,
nonché direttore artistico
del musical, Grazia Gamberini - il musical è nato il
29 maggio, quando mi sono
ritrovata 35 persone che
sono poi rimaste accampate
nel mio giardino per circa
un mese. E’ stato allora che
è emersa in me la necessità
di rielaborare quel vissuto
anche attraverso l’arte”.
Lo spettacolo intende
raccontare il terremoto e le
conseguenze sociali e psicologiche che ha provocato.
I testi delle canzoni e dei
recitativi, ispirati da scritti
e testimonianze di cittadini
che hanno vissuto il dramma del sisma sulla propria
pelle, riflettono i profondi
cambiamenti che questo ha
comportato nelle loro vite
e nelle loro relazioni. Uno
spettacolo che fa emergere
le ferite nascoste ma che
canta il risveglio dell’umano
e la riscoperta di sè insieme
all’altro. “Da sola - prosegue Grazia - non ce l’avrei
mai fatta. Con l’aiuto di tanti
amici e artisti invece, siamo
riusciti a creare uno spettacolo prezioso. Importante.
Raccontare è un’operazione
indispensabile. Ricordare
è un dovere. Chi ha subito
un danno non può fingere
che nulla sia accaduto. Ogni
cittadino deve fare doman-
In piedi da sinistra: Mario Ferrari, Cristina Montanari, Alessandra Guerrini, Heron Borelli e Alessia Ferrari.
In basso, da sinistra: Simone Valla, Raffaella Pellacani, Grazia Gamberini e Oscar Abelli
de, sollevare questioni,
affinché la politica locale
possa raccogliere tali istanze
e cercare di darvi risposta”.
Il musical che andrà in scena
il 12 e il 13 aprile al Teatro
Asioli di Correggio e l’11
maggio al Teatro Puccini di
Firenze, “vuol essere anche
uno strumento per riaccendere i riflettori sul dramma
dell’Emilia. Al di fuori dei
nostri territori infatti, la
percezione è distorta. Tutti
pensano che l’Emilia si sia
ripresa ma noi sappiamo
che la realtà è un’altra”,
ha aggiunto la presidente
dell’Associazione Gospel
Soul, Alessandra Guer-
Scheda tecnica dello spettacolo
Coreografie: Barbara ed Elisa Malta.
Scenografia: Cristian Del Grosso.
Enti e artisti coinvolti: Coro Gospel Soul e Gospel Soul Junior,
Allievi di danza di Club Giardino di Carpi e New Club di Soliera.
Musicisti e professionisti che si esibiranno dal vivo: Paolo
Andreoli al pianoforte, Emanuele Stassi alla batteria, Andrea Taravelli al basso, Oscar Abelli alle percussioni, Gianni Vancini e Simone
Valla ai sassofoni.
Attore e cantante: Heron Borelli.
Attrice e cantante: Greta Bortolotti.
Attrice e cantante: Cristina Montanari.
Attrice: Elisa Lolli.
Special Guest cantante, attore, coreografo e ballerino: Will
Weldon Roberson.
Direzione artistica e regia: Grazia Gamberini.
Costo del biglietto: 15 euro
Informazioni e prenotazioni: 349.0552652
rini. Grande protagonista
della scena sarà la paura.
L’antagonista per antono-
masia. “Al percussionista
Oscar Abelli - spiega la
regista - abbiamo affidato
un compito difficilissimo, quello di riprodurre il
boato del terremoto. Ma
non vogliamo spaventare il
pubblico in sala, vorremmo
piuttosto che potesse sentir
riecheggiare nuovamente
quel boato senza paura. Il
suono resterà sul palcoscenico, vicino ma separato
dalla platea”. “Un rumore
scolpito dentro a ciascuno
di noi”, ha commentato il
sindaco di San Prospero,
Mario Ferrari. Il ricavato
dello spettacolo sarà poi
devoluto in favore di due
progetti: l’acquisto di una
lavagna Lim per la Scuola
primaria di San Prospero e
la ristrutturazione dell’Oratorio Eden di Carpi. Un
gesto di solidarietà concreto,
seppur piccolo, per ribadire
che gli emiliani ci sono.
Che si stringono gli uni
agli altri per ricominciare.
“Per guarire e ricostruire
un ritrovato sè”, ha infine
aggiunto Raffaella Pellacani, dirigente scolastico del
Circolo didattico di Cavezzo, Medolla e San Prospero.
“Spero - conclude l’assessore alle Politiche Culturali
Alessia Ferrari - di poter
vedere il musical anche sul
palco del Teatro Comunale
una volta terminati i lavori
di ripristino. Il terremoto ha
creato una frattura in ognuno di noi, questo spettacolo
è un segnale importante di
ripartenza”.
Jessica Bianchi
La scrittrice e terapeuta Francesca Pellegrini ha presentato il suo ultimo libro dal tema: Terremoto. Come uscire dal trauma?
Come diventare antisismici nell’anima
G
li eventi sismici
dello scorso maggio
hanno lasciato segni
ovunque: nelle abitazioni,
nelle chiese, nei luoghi di
lavoro. Cicatrici che ogni
volta riportano alla mente
l’incubo vissuto in quei
giorni, in cui ci si sentiva
impotenti di fronte alla
forza della natura, che sembrava essersi accanita sul
nostro territorio. Tuttavia, il
terremoto non ha provocato
soltanto danni materiali, ma
anche profonde ferite nella
mente e nel cuore delle
persone che, difficilmente,
riusciranno a dimenticare
l’incertezza e l’inquietudine
di quelle settimane. A tutti
i terremotati dell’Emilia,
ma non solo, è dedicato il
libro di Francesca Pellegrini, scrittrice e psicocorpo terapeuta modenese,
Terremoto. Come uscire dal
trauma? (Saddai Edizioni),
presentato lo scorso 2 aprile
presso l’associazione Ca’
delle Fate, al civico 1 di
via Pico della Mirandola a
Francesca Pellegrini
Cibeno.
Il libro racconta storie e
aneddoti di persone che
hanno vissuto il trauma
del terremoto dando voce
alle paure e ai disagi (non
sempre espressi, ascoltati
o condivisi) vissuti dalle
vittime del sisma.
“Il trauma - ha spiegato Pellegrini - è una rottura nella
quale si rompono gli aspetti
“Le persone
che raccontano le proprie
esperienze
dicono sempre
qualcosa che
ci permette di
guarire”.
più fragili di una persona,
cambiando il suo modo di
reagire alle situazioni di
ogni giorno. Ogni trauma
porta con sé la consapevolezza di essere vulnerabili e
spezza equilibri importanti.
Per ripristinare l’equilibrio
occorre parlare, scrivere,
condividere con le altre
persone, per esorcizzare
la paura e il dolore”. “Ho
parlato per mesi di terremoto con tutti i clienti che
entravano in negozio - ha
raccontato la dottoressa
Ambrosini della Parafarmacia di Cibeno - rivivendo
le esperienze moltissime
volte. Mese dopo mese il
ricordo era sempre forte,
ma l’emozione scemava”.
Secondo la Pellegrini è
proprio il riuscire a rivivere
l’evento senza sentire le
stesse emozioni la conferma di essere guariti dal
trauma e di essere diventati
“antisismici” interiormente,
in quanto, come afferma la
scrittrice: “dobbiamo allenarci ad affrontare i traumi,
preparandoci all’idea che
può sempre accadere qualcosa di imprevisto e doloroso, e che l’unico modo
per superarlo è evitare di
chiudersi in se stessi, bensì
aprirsi all’altro e parlarne.
Possiamo infatti elaborare
una cultura personale e una
collettiva basate sulla “precarietà”, mantenendo vivo
lo spirito di adattamento e
la capacità di aiutarci a vicenda. Solidarietà e dispo-
nibilità non devono essere
prerogative solo di una
situazione di emergenza”.
Ascoltare e parlare aiuta a
guarire le ferite e a superare
il fantasma del terremoto,
e già ascoltando i racconti
di Francesca Pellegrini,
provenienti dalla sua esperienza personale e raccolti
nei giorni immediatamente
successivi al sisma di maggio, si è creato un clima di
apertura e guarigione. “Le
persone che raccontano le
proprie esperienze - prosegue Francesca Pellegrini
- dicono sempre qualcosa di
interessante, che ci permette di guarire”.
Il libro è in vendita presso
Ca’ delle Fate al costo di 15
euro. Una parte dei proventi raccolti con la vendita
del libro saranno destinati
alla realizzazione di punti d’ascolto terapeutici e
gratuiti, gestiti dal Centro
Attività Psicosomatiche
a Finale Emilia, Carpi e
Modena.
Chiara Sorrentino
12.04.2013 n° 14
5
Il contratto d’affitto è in scadenza e, in previsione dell’edificazione della terra su cui insiste, in via Roosevelt 186, il Vivaio
Remondi dovrà trasferirsi. “Traslocheremo poco più avanti verso San Marino, lungo la Provinciale Motta”.
Al posto del vivaio, ancora case
L
a voglia di andare avanti,
cercando di realizzare i
desideri della clientela nel
modo migliore e la passione per
il proprio lavoro sono sempre
le stesse nonostante la crisi, la
necessità di trasferirsi e di guidare l’azienda verso il cambio
generazionale. Marco Maini,
Paolo Boselli e Paolo Bellarosa
conducono da anni l’attività del
Vivaio Remondi, fondato da Ivo
Remondi, “una persona aperta
e onesta, da cui abbiamo imparato tutto quel che sappiamo”.
Remondi ha lavorato con loro
fino a ottant’anni e a loro, che ha
fatto soci fin dal ‘90, nel 1999 ha
lasciato l’impresa, iniziata insieme al fratello, nel lontano 1956.
Erano i tempi in cui si faceva
tutto a mano: anche il trapianto
delle grosse piante avveniva
utilizzando esclusivamente delle
assi di legno (“su l’asa, zo l’asa”
ripetevano in continuazione) e la
potatura veniva effettuata “à rap”,
cioè “arrampicandosi sulle piante
col seghetto”. “Poi è arrivata
l’evoluzione tecnologica - raccontano i tre - ma quei trent’anni
di esperienza e ricordi restano un
bagaglio di ineguagliabile valore e sempre utile per risolvere i
problemi che i clienti ci pongono.
Purtroppo quell’esperienza e
quella competenza oggi non vengono più riconosciute e apprezzate e si guarda esclusivamente
al prezzo”. Eppure
c’è stato un inverno
in cui le previsioni
davano diciotto gradi
sotto zero e “abbiamo avvisato tutti i
nostri clienti di coprire gli ulivi perché
soffrono temperature
così basse. In alcuni
casi siamo andati noi
a proteggerli e io Ivo Remondi
racconta Marco - ho
girato in auto per Carpi per individuare quei clienti che non ero
riuscito a contattare al telefono”.
In conseguenza della crisi, anche
la moda delle piante
mediterranee si è ridimensionata, “oggi non
c’è più moda, c’è solo
crisi. E questo momento drammatico nell’edilizia ha avuto ripercussioni anche sulla nostra
attività perché se non si
costruiscono più case
non c’è nemmeno più
la necessità di realizzare giardini. Tanta parte
del nostro lavoro poi era nella
Bassa e oggi chi è che ti fa fare il
giardino se non ha nemmeno la
casa?”. A ciò si aggiunge anche
tata poi nel corso
del tempo. Oggi
Marco Maini, Paolo Bellarosa
Vivai Remondi si
e Paolo Boselli
occupa di progettazione, realizzazione e manutenzione di giardini
esterni, “seguendo
il cliente personalmente dall’inizio
alla fine”.
Inizialmente
l’azienda ricopriva un’area estesa
per 20mila mq
che si sono ridotti
della metà quando si è iniziato
a costruire, nel
momento in cui il
Piano Regolatore
del Comune ha
un sensibile aumento della conreso edificabile la zona. L’area
correnza non sempre qualificata:
del Vivaio Remondi si è ridotta
“noi facciamo ancora fare corsi
a 9mila metri quadri ma il condi formazione ai nostri ragazzi,
tratto d’affitto è in scadenza e, in
quelli che garantiranno il ricamprevisione dell’edificazione della
bio generazionale a quest’azienterra, i titolari dell’attività hanno
da”. Vivai Remondi, con un
provveduto a trovare un’altra area
passato di oltre cinquant’anni,
su cui trasferirsi. “Traslocheremo
è un’azienda storica di Carpi, la
poco più avanti verso San Maricui presenza in via Roosevelt al
no - spiega Marco Maini - semcivico 186, con quell’estensione
pre lungo la Provinciale Motta,
di verde, ha caratterizzato il paecinquanta metri dopo la rotonda
saggio urbano di Cibeno. “Negli
e resteremo sempre sullo stesso
Anni ‘50 e ‘60 si vendevano viti,
lato della strada, lasciando inaltepioppi e olmi e le prime piante
rato un nome che per noi è motivo
ornamentali importate, la cui
di stima e orgoglio”.
commercializzazione è incremenSara Gelli
12.04.2013 n° 14
6
Previsto un intervento di rimessa in sicurezza delle alberature presenti in viale Manzoni poiché ritenute pericolose
per l’incolumità della cittadinanza. I 44 pioppi abbattuti saranno sostituiti da 15 esemplari di pero ornamentale,
acero campestre e nocciolo di Bisanzio
“Non si possono tenere in piedi
dei morti che camminano”
V
iale Manzoni cambierà
volto. E’ infatti previsto
un intervento di rimessa in sicurezza delle alberature
presenti nel viale poiché ritenute
pericolose per l’incolumità della
cittadinanza. “Quella dell’abbattimento - ha precisato Simone Tosi,
assessore all’Ambiente - è l’ultima spiaggia. Gli alberi vengono
tagliati solo quando rappresentano
un pericolo reale per la sicurezza
che è un elemento imprescindibile
e sul quale non può esserci alcuna
mediazione. Per valutare la tenuta
statica delle piante ci avvaliamo
non solo dei tecnici comunali
ma anche di esperti e agronomi
esterni”. Da tempo viale Manzoni
è tenuto sotto stretta sorveglianza, poiché, come ha sottolineato
Claudio Lodi, responsabile del
servizio Manutenzione del verde,
“le piante presenti, a causa del
traffico veicolare elevato e dell’alto tasso di inquinamento sono
in forte sofferenza e si stanno
rapidamente degradando; basti
ricordare che, nell’agosto dello
scorso anno, una pianta era caduta
schiantandosi su una macchina.
Evenienze che non devono assolutamente ripetersi”. L’intervento
di rimessa in sicurezza riguarda
il tratto di strada che va da via
Pezzana a via Ariosto. A essere
abbattuti saranno 44 esemplari di
pioppo bianco: “alberature ormai
vetuste e poco longeve. Piante
usate in passato per arredare i viali
cittadini a causa del loro veloce
Viale Manzoni. Sotto alcune alberature compromesse
31mila gli alberi carpigiani, di cui
20mila nei parchi e 11mila nei viali.
700 gli alberi messi a dimora
ogni anno.
200 quelli abbattuti annualmente.
300/350mila gli euro spesi ogni
anno per la manutenzione ordinaria
e straordinaria del patrimonio
verde cittadino.
accrescimento - ha commentato
Alfonso Paltrinieri, responsabile
Servizio Verde pubblico - ma oggi
considerate del tutto inadeguate
all’albericoltura moderna”. Alberi che, anche dalla valutazione
Lega Nord di Carpi: tanto
rumore per nulla
Alboresi
riconfermato
tecnica dell’agronomo Riccardo
Antonaroli, presentano porzioni
“di chioma secche, cavità, carie,
funghi, fratture e difetti strutturali che potrebbero comportare
dei cedimenti improvvisi. Non si
I lettori ci scrivono
“Noi puliamo e loro crescono”
I
tigli tagliati in via Marco Polo costituiscono la prima vittoria alla quale spero
ne seguano altre. E a chi parla di verde e ossigeno, rispondo: venite ad
abitare in via Marco Polo. I danni sono maggiori dei benefici. Grondaie piene
di foglie, marciapiedi rotti e inagibili nonché pericolosi. Le siepi e i fiori dei nostri
giardini non ricevono rugiada e, a volte, nemmeno la pioggerella. I cancelli non
si chiudono poiché non sono più in simmetria o in asse come dicono gli esperti.
Le palladiane dei cortili sono sconnesse. Ormai le radici dei tigli sono sotto le
nostre case con conseguenze inimmaginabili. E, dulcis in fundo, i cavi della corrente elettrica attraversano la strada da un lato all’altro, in mezzo ai rami degli
alberi; rami che ogni anno crescono tanto da aver ormai raggiunto il quarto
piano. I pedoni che osano avventurarsi in questo meraviglioso vialetto - lo era
davvero nel 1968 - devono camminare in mezzo alla strada, ai lati infatti vi sono
auto parcheggiate e marciapiedi fatiscenti. E occhio che non vi cada un ramo
secco in testa: a me è successo! Ai residenti l’onere di pulire, pulire e pulire...
mentre i tigli crescono, crescono e crescono ancora.
Alisa
“I lavori di sistemazione delle strade
saranno realizzati quanto prima”
S
abato 6 aprile nella sede
della Lega Nord di Carpi si
è svolto, alla presenza del
commissario supervisore Ballotta di Bomporto, il Congresso per
l’elezione del nuovo segretario
comunale. A spuntarla tra i due
candidati, Andrea Taschini e il
segretario uscente Argio Alboresi
(in foto) è stato proprio Alboresi.
Malgrado le polemiche scatenatesi
nelle scorse settimane, commenta
Alboresi, al momento del voto
“la Lega di Carpi ha dimostrato
coesione e unità di intenti”.
I numeri del verde
Con l’avvicinarsi della primavera emerge, come ogni anno, la necessità di intervenire
sul manto stradale per rimediare ai danni causati dagli interventi invernali tesi a
garantire la circolazione stradale e la sicurezza di ciclisti e pedoni. Va ricordato che
questi interventi, che annualmente sono programmati, sono possibili solo con certe
temperature e pertanto adesso si procede con interventi di tamponatura nell’attesa
di quelli risolutivi. Altro tema sollevato dalla stampa sono le manutenzioni delle
piste ciclabili anche queste soggette ai problemi prima descritti.
E’ opportuno ricordare che il nostro Comune ha subito un evento sismico e che,
per tali motivi, le priorità (e quindi le risorse) sono state destinate dapprima agli
interventi di messa in sicurezza: abbiamo inoltre fronteggiato un inverno molto
rigido che ancora non ci abbandona. Infine non va dimenticato che gli Enti Locali
hanno subito rilevanti tagli dal Governo centrale che irrimediabilmente incidono
sulla qualità delle infrastrutture; ma pur con le difficoltà appena descritte i lavori
di sistemazione della nostra rete viaria sono stati programmati e saranno realizzati
quanto prima.
Carmelo Alberto D’Addese,
Assessore ai Lavori Pubblici – Mobilità e Trasporti
possono tenere in piedi dei morti
che camminano”.
Al posto dei pioppi abbattuti,
sul lato sud, ovvero quello più a
ridosso del centro storico, saranno piantumate 15 nuove essenze
mentre sul lato nord non sono
previste nuove messe a dimora in
attesa di vagliare il progetto della
pista ciclabile che qui dovrebbe essere realizzata. “Le nuove
essenze sono state scelte secondo
criteri ben precisi. Ogni albero
infatti deve avere un appropriato
spazio di espressione - prosegue
Patrinieri - affinché possa crescere
in modo armonico e richiedere
così una scarsa manutenzione”. A
svettare - si fa per dire - saranno
esemplari di pero ornamentale,
acero campestre e nocciolo di
Bisanzio: “alberi che tollerano la
siccità, l’inquinamento, le elevate
temperature e necessitano di poca
manutenzione”, spiega Paltrinieri.
Tali essenze hanno uno sviluppo
modesto “per non interferire con
la viabilità e le proprietà private”.
Tra circa 15 anni, i fuscelli che
saranno piantumati inizieranno
a somigliare a giovani alberelli.
Insomma prima di rivedere folte e
ombrose chiome in viale Manzoni
passerà un bel po’ di tempo. Ma la
pazienza è la virtù dei forti...
Jessica Bianchi
Foto della settimana
Un lettore ci segnala di essere
caduto col proprio scooter
in prossimità di alcune buche.
12.04.2013 n° 14
7
Carpi è all’avanguardia, a livello nazionale, nell’applicare le teorie del premio Nobel per la Pace
Mohammed Yunus, ideatore del microcredito, anche ai pazienti affetti da disturbi psichiatrici
Convegno, il 12 aprile,
alla Casa del
Volontariato di Carpi
Il “miracolo” del microcredito
I
I
l progetto di microcredito sociale Avere credito, voluto e promosso
dalla Fondazione Cassa
di Risparmio di Carpi in
collaborazione con Banca Popolare dell’Emilia
Romagna sta per passare
totalmente nelle mani della
Fondazione Casa del Volontariato. Un passaggio
di titolarità importante, che
suggella, ancora una volta,
l’integrazione sempre più
stringente tra istituzioni e
terzo settore. “Integrazione
strategica e preziosa - ha
commentato l’assessore alle Politiche Sociali
dell’Unione Terre d’Argine,
Stefania Zanni - soprattutto in questo drammatico
momento di crisi, per offrire
risposte flessibili, mirate
e individuali a coloro che
oggi soffrono maggiormente, ovvero le categorie più
fragili. Ottenere fiducia,
dare credito a chi, con i
canali tradizionali, non ne
otterrebbe, risulta dunque, in questo contesto,
ancor più importante. Con
i progetti di microcredito
si promuove l’autonomia
dell’individuo all’interno di
un contesto sociale: facendo crescere l’individuo si
contribuisce alla crescita
dell’intera collettività”.
Il microcredito, ha ribadito Lamberto Menozzi,
presidente del condominio
solidale di viale Peruzzi, “è
uno strumento di sostegno
alla persona, capace di avviare un processo di trasformazione nel singolo prima
e nella comunità dopo”.
Dall’inizio del progetto a
oggi, prosegue, “abbiamo
ricevuto 276 richieste di accesso al credito e sono stati
erogati 250mila euro. Si
assesta invece intorno al 6%
il tasso di insolvenza nella
restituzione del prestito”.
Ma il microcredito sociale
non è solo una questione di
denaro bensì un rivoluzionario e potente strumento
di cura. Carpi è infatti
E
’ il momento di
puntare sull’export:
le imprese che sono
riuscite a mantenere costante il loro volume di affari
oltreconfine, dati alla mano,
sono quelle che hanno retto
meglio all’impatto della
crisi. Motivo in più per
intensificare e diversificare
gli sforzi a favore dell’internazionalizzazione delle
piccole e medie imprese:
quelle che, per dimensioni
e per cultura imprenditoriale, incontrano le maggiori
difficoltà nell’uscire dal
loro territorio, ma una volta
uscite finiscono spesso per
Dal denaro
alla cura
da Sinistra Shamimur
Raman, Stefania Zanni,
Giorgio Magnani e
Lamberto Menozzi
Cos’è Avere
Credito
I
l microcredito sociale
consta di un prestito il
cui importo massimo non
può superare i 4mila euro, a
un tasso di interesse minimo, pari al 4%. Non vi sono
inoltre costri aggiuntivi da
spese d’istruttoria e commissioni da rate. Ad accedere
al prestito possono essere
i residenti dei Comuni di
Carpi, Novi di Modena e Soliera, i quali dovranno essere
affiancati da un tutor morale
che potrà aiutarli a risolvere
gli eventuali problemi che
possono emergere durante il
periodo di restituzione.
all’avanguardia, a livello
nazionale, nell’applicare
le teorie del premio Nobel
per la Pace Mohammed
Yunus, ideatore del microcredito, anche ai pazienti affetti da disturbi psichiatrici.
“I poveri, ovvero coloro che
non sono più capaci di produrre, sono spesso considerati dalla società come dei
vuoti a perdere. Qualcosa di
molto simile accade purtroppo anche nei confronti
dei malati psichiatrici, cittadini particolarmente fragili,
sia sul piano economico
che relazionale”, ha commentato il dottor Giorgio
Magnani, psichiatra e
dirigente del Centro di Salute Mentale di Carpi. “Il
microcredito - prosegue il
medico - si configura come
un vero e proprio percorso
di cura, poiché capace di
attivare una trasformazione
nelle persone: da vuoti a
perdere a cittadini attivi. E’
uno strumento economico
ed ecologico in grado di
restituire alla cittadinanza,
persone che ne erano escluse”. Il microcredito si basa
su due pilastri fondamentali: la fiducia, riconosciuta
a persone che solitamente
non godono di alcuna credi-
Il microcredito si
configura
come un
percorso di cura,
poiché capace
di attivare una
trasformazione
nelle persone:
da vuoti a
perdere a
cittadini attivi.
bilità e l’appartenenza a un
gruppo, il prestito è infatti
concesso a individui che
fanno parte di una piccola
comunità. “La nostra speranza - sottolinea lo psichiatra - è che l’esperienza del
Centro di salute mentale
di Carpi possa diventare
contagiosa e diventare una
realtà consolidata anche in
altre città”. Il microcredito
impone un cambiamento di
atteggiamento da parte di
tutti i protagonisti. “Tutti
noi, operatori compresi,
siamo chiamati a ripensare i pazienti psichiatrici
in termini di possibilità
evolutiva”. Insomma un
nuovo modello di welfare
meno basato su concetti
prettamente assistenziali
e maggiormente fondato
sulla convinzione che “ogni
uomo, anche il più fragile
e disagiato, nasconde in sè,
come sosteneva lo psicanalista Donald Winnicott, un
potenziale di creatività che
necessita di essere scoperto
e accompagnato nel suo
sviluppo”. Mai perdere la
speranza, poiché, conclude Magnani, “le persone
possono cambiare, anche
quelle affette da gravi
“Ogni
uomo,
anche il
più disagiato,
nasconde in sè
un potenziale
di creatività che
necessita di
essere scoperto
e accompagnato
nel suo sviluppo.
Mai perdere la
speranza: le
persone possono
cambiare”.
patologie mentali. Alcuni
dei nostri pazienti, attraverso il microcredito sociale
hanno sentito che qualcuno
poteva ancora fidarsi di loro
e ne hanno tratto grande
beneficio”. Il ritrovato
senso di fiducia, per queste
persone diventa così foriero
di ricchezza e cambiamento
o, per dirla con le parole
del poeta del nostro tempo,
Enzo Jannacci, produce un
piccolo, ma grande miracolo, come un fiore di campo
nato in miniera.
Jessica Bianchi
la carpigiana Cate, piccola impresa hi-tech, ha partecipato alla fiera
win automation in turchia. “Ottimi riscontri, siamo competitivi”, ha dichiarato
la responsabile commerciale Alice Marchini
Da Carpi a Istanbul
ottenere eccellenti risultati.
Questa volta Newexplora,
la società di Cna Modena
specializzata nell’approccio ai mercati esteri, ha
accompagnato in Turchia
l’azienda carpigiana Cate
dal 20 al 23 marzo: Cate
è un’impresa hi-tech che
sviluppa software per
banchi di collaudo, desti-
nati al controllo di qualità
delle linee di produzione e
ai test nei centri di ricerca e
sviluppo. Azienda con soli
8 dipendenti che tuttavia, a
Istanbul, si è scoperta più
che competitiva.
“Siamo andati in Turchia racconta Alice Marchini,
responsabile commerciale
di Cate - perché abbiamo
ritenuto che fosse il mercato
giusto da esplorare. Abbiamo visitato la fiera Win
Automation, dove abbiamo
scoperto di essere tecnologicamente avanti rispetto
al mercato turco. Ma non
solo: abbiamo anche avuto
la conferma, dai competitor
soprattutto tedeschi, che
anche il mercato italiano
ha un bisogno urgente delle
tecnologie di controllo della
qualità che noi offriamo.
Col passare degli anni la
sensibilità al tema della
qualità aumenta anche in
Italia, ma c’è ancora paura
connessa alla crisi, specialmente dopo lo stallo creatosi con le ultime elezioni.
Noi continuiamo a lavorare,
l microcredito è uno
strumento di sviluppo
economico che permette
l’accesso ai servizi finanziari
alle persone in condizione
di povertà o emarginazione.
Per comprendere meglio
questo prezioso strumento,
che da qualche anno sta
prendendo piede con sempre
maggior forza anche in Italia
e, in particolare, nel nostro
territorio, e per valutarne
implicazioni, possibilità ed
effetti, il Centro di Salute
Mentale, in collaborazione
con la Fondazione Casa del
Volontariato e la Fondazione Cassa di Risparmio
di Carpi, ha organizzato Il
Microcredito: la buona
economia. Dal denaro
alla cura, un convegno sul
tema del microcredito, inteso
nella sua duplice funzione di
strumento di cura e, insieme,
di riscatto sociale. Il seminario si svolgerà venerdì 12
aprile, dalle 9 alle 18, presso
la Casa del Volontariato. Il
convegno, patrocinato dalla
Regione Emilia Romagna
e dall’Unione delle Terre
D’Argine, è reso possibile
anche grazie alla collaborazione della Fondazione
Grameen Italia, nonché
dall’Osservatorio Internazionale del Microcredito
presso l’Università di
Bologna. L’iniziativa è rivolta
agli operatori socio-sanitari,
a quelli di microcredito e alla
cittadinanza. La giornata
sarà divisa in due momenti:
nel corso della mattinata si
alterneranno i vari relatori –
da Luisa Brumori, presidente del Microcredit International Observatory a Giorgia
Bonaga, dell’Università di
Bologna, da Shamimur
Rahman della Grameen
Bank a Shella Scerba, della
Fondazione Microcredito
e Sviluppo Caltagiorne, da
Elena Po, consulente legale
della Casa del Volontariato
a Giorgio Magnani, del
Centro di Salute Mentale di
Carpi – mentre al pomeriggio
si svolgeranno lavori di gruppo, seguiti da un dibattito
finale. Sarà infine presentata una mappatura delle
varie esperienze presenti in
ambito regionale realizzata
dall’Università di Bologna,
in collaborazione con
altri soggetti, allo scopo di
redigere una Guida Pratica
al Microcredito in Emilia
Romagna.
a fare cultura dell’innovazione, e aspettiamo: certo
è che torneremo in Turchia
con Newexplora il prima
possibile”.
Con un Pil più che triplicato
nel giro di dieci anni e una
crescita annua del 5,2%,
la Turchia è uno dei mercati più floridi d’Europa.
Il successivo incontro coi
rappresentanti della Camera di Commercio italiana
a Istanbul ha completato
la missione esplorativa,
fornendo a Cate e a Cna dati
preziosi per instaurare un
rapporto commerciale più
stabile con l’area turca.
12.04.2013 n° 14
8
G
li italiani sono tra i
più esposti alle patologie della tiroide
nel mondo. Tra le cause, la
trasmissione genetica ed eredo-familiare della malattia,
un’inadeguata assunzione
di iodio e problemi legati a
contaminanti ambientali non
ancora ben identificati. Risultato: in Italia, ogni anno,
si effettuano più di 40mila
interventi per asportazione
della tiroide: nel 20% dei
casi si tratta di neoplasie.
Per cercare di capire meglio
cosa sia la tiroide, quali
patologie la colpiscono più
frequentemente e quanto sia
importante il ruolo della prevenzione, ci siamo rivolti a
Giampaolo Papi, specialista
in Endocrinologia e Malattie
del Ricambio, Titolare del
Modulo D1S di Diagnosi
e Terapia delle Patologie
Tiroidee dell’Azienda Usl di
Modena presso l’Ospedale
Ramazzini di Carpi e professore a contratto della Scuola
di Specializzazione in Endocrinologia dell’Università
Cattolica di Roma.
Cos’è la tiroide e qual è la
sua funzione?
“La tiroide è una ghiandola
endocrina e cioè un organo
che sintetizza e immette
all’interno del circolo sanguigno due ormoni molto
importanti per i processi
metabolici di tutti i tessuti
del nostro organismo: la
Tiroxina (T4) e la Triiodotironina (T3). Gli ormoni
tiroidei svolgono un ruolo
fondamentale in numerosi
processi fisiologici del nostro organismo, promuovendo lo sviluppo del bambino
sin dalle prime settimane
di vita nell’utero materno e
intervenendo attivamente
nel metabolismo muscoloscheletrico, nelle funzioni
del nostro cervello, nell’attività del cuore e nel controllo
dell’assetto endocrino-metabolico generale”.
Sono più di 40mila gli interventi per asportazione della tiroide (tiroidectomie) che si eseguono
ogni anno in Italia. Quali
le patologie più diffuse
della tiroide nel nostro
territorio?
“La patologia più diffusa è
“Presso
l’ospedale
di Carpi
seguiamo
circa 200
pazienti affetti
da carcinoma
papillare tiroideo.
Se prendiamo in
considerazione
la casistica dal 1°
gennaio 2000 a
oggi, la
sopravvivenza
in questi 12 anni
risulta pari al
100%”.
Gli italiani sono tra i più esposti alle patologie della tiroide nel mondo. Come mai?
Lo abbiamo chiesto a Giampaolo Papi, specialista in Endocrinologia e Malattie
del Ricambio, Titolare del Modulo D1S di Diagnosi e Terapia delle
Patologie Tiroidee dell’Azienda Usl di Modena presso l’Ospedale di Carpi
L’inquinamento favorisce
le patologie della tiroide?
certamente quella nodulare.
La carente assunzione di
iodio con la dieta predispone, infatti, alla formazione di
noduli tiroidei. Giova tuttavia ribadire il concetto che la
stragrande maggioranza di
questi noduli sono di natura
benigna, e che la percentuale
di noduli tiroidei maligni è
inferiore al 5% dei casi. Di
questo 5%, circa il 90% è
rappresentato da neoplasie
differenziate (in particolare,
il carcinoma papillare tiroideo), che hanno un’ottima
prognosi se curate a regola
d’arte. Altra patologia tiroidea frequente è la tiroidite
cronica di origine autoimmune, la cui prevalenza nelle
donne di età superiore ai 60
anni può raggiungere il 20%,
interessando praticamente 1
donna su 5”.
Quanti casi di carcinoma
papillare tiroideo vengono seguiti attualmente
presso l’ospedale di Carpi?
E qual è il tasso di guarigione?
“Attualmente presso l’ospedale di Carpi seguiamo circa
200 pazienti affetti da carcinoma papillare tiroideo. Se
prendiamo in considerazione
la casistica dal 1° gennaio
2000 a oggi, la sopravvivenza in questi 12 anni risulta
pari al 100%”.
Perchè le patologie della
tiroide colpiscono in modo
particolare le donne?
“L’assetto ormonale femminile – mi riferisco in
particolare agli estrogeni - e
le gravidanze rappresentano
un fattore di rischio accertato
per sia per l’insorgenza di
noduli, soprattutto nelle donne con familiarità per gozzo
nodulare, sia per lo sviluppo
di malattie tiroidee di origine
autoimmune”.
Durante il convegno Ambiente e tiroide promosso
nel novembre del 2012
dall’Università Cattolica di
Roma e dall’Associazione
italiana radioprotezione
medica è emerso che il
nostro Paese è particolarmente esposto a queste
patologie, per motivi di
tipo genetico, per ragioni
storiche legate a un’inadeguata assunzione di iodio e per problemi legati a
contaminanti ambientali
sia tossici che radioattivi.
Può dettagliare meglio tali
fattori di rischio?
“La carenza cronica di iodio
porta la tiroide a ipertrofizzarsi (cioè ad aumentare di
volume) e tale aumento di
volume dà luogo al cosiddet-
Giampaolo Papi
to “gozzo”. Questo sforzo di
compensazione può infine
provocare la formazione
di noduli. Nel marzo 2005,
finalmente – dopo le pressioni annose esercitate dalla
Società Italiana di Endocrinologia – il Parlamento
italiano ha votato a favore
di una legge che obbliga
tutti gli esercizi commerciali
che vendono sale a esporre solo quello arricchito
di iodio; questo dovrebbe
favorire una riduzione nei
prossimi decenni dell’incidenza del gozzo nella nostra
popolazione. Quello dei
contaminanti ambientali, i
cosiddetti thyroid disruptors,
rappresenta certamente un
argomento di grande interesse. I thyroid disruptors sono
sostanze naturali o di sintesi
che possono interferire con
la produzione degli ormoni
da parte della tiroide o con
la loro azione periferica. Tra
queste sostanze, cito in particolare i tiocianati (contenuti
nei cavoli), gli ftalati (contenuti nella plastica) e alcuni
composti presenti in pesticidi e fertilizzanti. Gli studi
in questo campo si stanno
moltiplicando e sono certo
che porteranno a risultati
molto importanti”.
Esiste una correlazione effettiva tra inquinamento
e aumento dell’incidenza
dei tumori?
“Gli studi disponibili al
momento dimostrano chiaramente una correlazione
diretta tra dose assorbita
di radiazioni ambientali e
insorgenza di carcinoma
papillare tiroideo. Per quanto
riguarda invece la correlazione tra agenti chimici
ambientali e tumori della
tiroide, gli studi pubblicati
a oggi non la escludono, ma
nel contempo non risultano
conclusivi, ed è pertanto
necessario attendere ulteriori
dati prima di trarre le debite
conclusioni”.
In Italia il cancro alla tiroide,
sotto i 45 anni, è il secondo tumore più comune tra
le donne e il quinto tra gli
uomini. Incidence of Thyroid
Cancer in Italy, 1991-2005,
curato dall’equipe del dottor
Dal Maso del Centro di
Riferimento Oncologico
di Aviano, in provincia di
Pordenone ci racconta come
i casi di malattia registrati
tra il 2001 e il 2005 siano
raddoppiati rispetto a quelli
segnalati dieci anni prima
(tra il 1991 e il 1995) sia per
le donne che per gli uomini.
Decuplicati. Ma lo studio
ci dice anche un’altra cosa:
nella maggioranza dei casi si
tratta di carcinoma papillare.
Varie le ragioni che i medici
hanno proposto per spiegare
questa evoluzione. Lo studio
in questione, che ha censito
oltre 15 registri di tumori (10
al nord, tre al centro e due al
sud), ne elenca tre: obesità,
esami più accurati, più alta
esposizione alle radiazioni
durante controlli medici
(soprattutto nelle giovani
donne e nei bambini piccoli).
A essere sussurrata è anche
la parola Chernobyl.
La nube che nel 1986 colpì
anche l’Italia è un’ulteriore
causa di rischio per i tumori alla tiroide? Esiste una
relazione tra l’incidenza di
tumori e il disastro nucleare di Chernobyl?
“L’aumento dell’incidenza e
della prevalenza del carcinoma tiroideo negli ultimi
30 anni è un dato incontrovertibile, ma non riguarda
solo l’Italia. Tale aumento è
stato infatti registrato in tutto
il mondo. I dati ufficiali disponibili non ci permettono
tuttavia di confermare, nel
nostro Paese, il rapporto tra
l’incidente nucleare di Chernobyl e l’aumento di tumori
correlati con la radioattività.
Lo stesso studio citato, del
quale il dottor Dal Maso è
co-autore e che ha coinvolto
numerosi Centri in tutta Italia, ha concluso testualmente
che “la distribuzione dei
carcinomi papillari tiroidei
[in Italia] non supporta un
ruolo dell’esposizione alle
radiazioni conseguenti
all’incidente nucleare di
Chernobyl”. Parimenti,
uno studio commissionato
dal Ministero della Salute
francese e pubblicato nel
2004 dal dottor Leenhardt
sull’autorevole rivista scientifica americana Thyroid ha
concluso che “l’evidenza
epidemiologica non è a favore di alcun legame tra carcinoma tiroideo e l’incidente
nucleare di Chernobyl”.
L’aumento dei casi di tumore
della tiroide è molto verosimilmente la conseguenza
della maggiore attenzione
che si è prestata alle patologie tiroidee dall’incidente di
Chernobyl in poi; a supporto
di ciò, vi è il significativo
aumento della frequenza di
microcarcinomi della tiroide
(pressoché tutti silenti dal
punto di vista clinico), conseguente all’utilizzo sempre
più frequente della procedura diagnostica di agoaspirazione e al maggior numero di
interventi chirurgici eseguiti
sulla tiroide”.
Si parla spesso di prevenzione. Quali comportamenti dovrebbe adottare
ciascuno di noi per prendersi cura della propria
tiroide?
“Gli ormoni tiroidei contengono atomi di Iodio e pertanto, per svolgere le proprie
funzioni e fabbricare i propri
ormoni, la tiroide ha bisogno
di iodio come l’automobile
necessita di benzina. E’ stato
“Gli studi
disponibili
dimostrano
chiaramente
una correlazione
diretta tra dose
assorbita di
radiazioni
ambientali e
insorgenza di
carcinoma
papillare tiroideo.
Per quanto
riguarda invece la
correlazione tra
agenti chimici
ambientali e
tumori della
tiroide, gli studi
pubblicati a oggi
non la escludono,
ma nel contempo
non risultano
conclusivi, è
quindi necessario
attendere
ulteriori dati
prima di trarre
conclusioni”.
calcolato che la tiroide di
un adulto, per funzionare
al meglio, abbia bisogno di
almeno 150 microgrammi al
giorno di iodio. Nelle donne
in gravidanza, il fabbisogno
giornaliero di iodio è superiore (250 microgrammi).
Pertanto, se si vuole prevenire l’insorgenza del gozzo
e dei noduli, si deve usare a
tavola il sale con aggiunta di
iodio (sale iodato), che non
significa dover mangiare
con più sale, ma usare il sale
iodato al posto del sale non
iodato, nelle quantità che si
usano normalmente”.
A Carpi è nata APT, l’Associazione dei Pazienti
Tiroidei: quali obiettivi si
pone l’associazione?
“L’APT, della quale sono
presidente onorario, è una
Onlus che ha per scopo lo
svolgimento di attività di
volontariato nel campo
sanitario, con un’attenzione
particolare verso i pazienti
affetti da patologia tiroidea.
Pur essendo nata solo due
anni fa, l’Associazione vanta
già circa 300 iscritti e – declinando alla lettera quanto
sancito nel proprio Statuto
– ha promosso numerose
campagne di informazione
rivolte ai comuni cittadini,
agli studenti e ai docenti
delle Scuole, con l’obiettivo
della prevenzione delle patologie tiroidee e, soprattutto,
del gozzo. Sono certo che
APT proseguirà con sempre
maggior vigore nell’offerta
dei propri servizi alla popolazione carpigiana, guardando precipuamente agli
interessi dei pazienti colpiti
da malattie della tiroide, e a
tal fine affiancando l’Azienda Usl”.
Jessica Bianchi
12.04.2013 n° 14
Q
uando l’amore per la
musica incontra la carica
di chi ama coinvolgere il
pubblico e dare spazio al talento,
il risultato non può che essere un
successo. Ed è con questo connubio di doti artistiche e abilità
comunicative che può essere
riassunta la carriera di Francesca Mercury. Dopo una lunga
esperienza da cantante, ha deciso
di aiutare i giovani talenti ad
affermarsi nell’entusiasmante ma
complesso settore musicale.
Quando e perché ti sei avvicinata al mondo della musica?
“Da quando ho memoria, ho
sempre cantato e suonato. La mia
passione per la musica è innata.
Ho più di 40 anni, ma ascolto
pezzi, vado ai concerti e vivo
ancora la musicacome quando ne
avevo 20”.
Che genere di musica cantavi,
e perché hai deciso di abbandonare il palco?
“Ho cantato in varie situazioni,
dalle rock band alle corali, ai musical. Ho avuto anche esperienze
importanti di insegnamento
musicale nelle scuole, e di laboratori di educazione alla musica per
i bambini. Per quanto riguarda il
discorso “live”, ho smesso quasi
completamente dopo la nascita
dei miei due bambini. Tuttavia,
esibirsi su un palco è sempre una
grandissima emozione per me e
quando, di tanto in tanto, mi capita un’occasione accetto ancora
volentieri”.
Quando hai iniziato a essere
la manager di musicisti e band
agli esordi? In cosa consiste
questa occupazione?
“Ho sempre frequentato musicisti
e ambienti musicali. E in questi
anni ho stabilito innumerevoli
contatti con locali e addetti ai lavori. Inoltre, la mia attività principale, oltre all’organizzazione di
eventi (musicali e non) è la consulenza per aziende relativamente
a promozione, comunicazione
e marketing. Da qui nascono i
contatti che ho coi vari media.
Pertanto ho deciso di mettere a
disposizione la mia esperienza e
i miei contatti, per dare un aiuto
a questi ragazzi. Spesso ci sono
giovani musicisti talentuosi che,
per una serie di circostanze sfavo-
9
Un amore sconfinato per la musica, unito a tanta energia e intraprendenza hanno fatto di
Francesca Mercury un punto di riferimento per molti giovani che vogliono intraprendere la
carriera musicale
Da cantante a talent scout
per amore della musica
Francesca
Mercury
“La band di cui
seguo
management,
comunicazione e
promozione è
quella delle High
Heels. Sono le mie
bimbe e per loro
sono un mix di amica,
mamma, vocal coach
e tutor”.
Il 4 aprile presso il Ristorante Sporting Club si è
tenuta la 4^ edizione del Premio Ugo da Carpi
Il Rotary premia il merito scolastico
I
l Rotary, nella sua attività, riserva una particolare attenzione alle giovani generazioni, promuovendo iniziative che ne
valorizzino le qualità con l’intento di contribuire a formare
una classe dirigente competente e impegnandola affinché risulti
idealmente motivata ed eticamente irreprensibile. Per questi
motivi, anche quest’anno, il Rotary Club di Carpi, attraverso il
Premio Ugo da Carpi si propone di esprimere il proprio apprezzamento nei confronti di giovani che abbiano concluso con
particolare merito gli studi in ciascuno degli istituti di istruzione
superiore cittadini, non solo ottenendo un risultato lodevole
nell’esame di stato 2012, ma anche distinguendosi per profitto e
per comportamento nell’intero ciclo di studi secondari. Giovedì 4
aprile presso il Ristorante Sporting Club di Carpi si è tenuta la
quarta edizione del Premio Ugo da Carpi. Nel corso della serata
conviviale, il presidente del Club Stefano Righi e l’assessore
all’Istruzione del Comune di Carpi, Maria Cleofe Filippi, alla
presenza dei rappresentanti degli istituti superiori cittadini e delle
famiglie degli alunni, hanno premiato quattro studenti: Elisa
Benevelli del Liceo Fanti, Marika Melli dell’Istituto G. Vallauri,
Adrian Gabriel Salerno dell’Istituto L. Da Vinci e Iram Ghias
dell’Istituto A Meucci. Gli studenti hanno ricevuto un diploma
di merito, una medaglia d’oro e, se lo vorranno, l’ammissione
all’associazionismo giovanile rotariano. Nel corso della serata si
è festeggiato anche il 25° anniversario del Rotaract di Carpi,
il “Rotary dei giovani”, alla presenza della presidente del Club
Serena Morselli, dei soci e dei past-presidents.
revoli, non hanno la possibilità di
farsi conoscere”.
Alcuni nomi di musicisti e gruppi carpigiani a cui stai dando
il tuo appoggio?
“La band di cui seguo completamente il management, la comunicazione e la promozione è quella
delle High Heels, formatasi da
meno di un anno. Loro sono le
mie “bimbe”, e io sono per loro
un mix di amica, mamma, vocal
coach e tutor. Da adolescente
desideravo tantissimo forma-
re una band al
femminile, ma
non ho mai potuto realizzare il
mio sogno. Ora,
però, con le High
Heels è come se
ce l’avessi fatta,
anche se con un
ruolo diverso ovviamente. Allora
avrei tanto voluto
che ci fosse “una
Francesca Mercury”, a darmi
una mano! Inoltre
sto curando
anche il percorso
dei Wild Rose,
che hanno già
una loro consolidata identità,
e che cerco di
aiutare trovando
delle situazioni
musicali adatte
e mettendoli in
contatto con i
gestori di locali
in cui esibirsi.
Al di fuori di
Carpi, invece, sto
curando il percorso musicale
di un cantante
di Sassuolo, che
pur essendo solo
agli esordi è già molto bravo.
Oltre a fare da manager ai giovani
musicisti, spesso mi capita anche
di mettere in contatto fra loro le
persone. Ad esempio delle band
si rivolgono a me per sapere se
conosco un cantante o un bassista che possa fare al caso loro,
oppure per avere il contatto di un
locale, di uno studio di registrazione e tanto altro ancora”.
Cosa si prova ad aiutare questi
ragazzi e quanto è difficile per
un giovane, ai giorni nostri,
“La
soddisfazione
più grande consiste
nel vedere realizzati
i desideri dei ragazzi
che seguo,
soprattutto dopo
tutto l’impegno
profuso. Purtroppo,
oggi è molto difficile
ritagliarsi uno spazio
e, ancor di più
conservarlo, ma
spero ancora in un
futuro che apra le
porta ai giovani
meritevoli”.
ritagliarsi uno spazio nel panorama musicale italiano?
“La soddisfazione più grande
consiste nel vedere realizzati i
loro desideri, soprattutto dopo
tutto l’impegno profuso. Purtroppo, oggi è molto difficile
ritagliarsi uno spazio e, ancor di
più conservarlo, ma spero ancora
in un futuro che apra le porta ai
giovani meritevoli”.
Quali sono i consigli che daresti a un giovane che voglia
intraprendere una carriera
musicale?
“Sembra scontato, ma credo che
il consiglio migliore sia quello di
studiare tanto e impegnarsi. Non
ci si improvvisa musicisti”.
Progetti per il futuro?
“Desidero far crescere questi
ragazzi. Soprattutto per quanto
riguarda le High Heels, vorrei
finire di consolidare la loro situazione, ancora agli esordi, a livello
di repertorio e immagine, per
iniziare una stagione all’insegna
del rock al femminile. Per il resto,
a breve, ne sentirete delle belle”.
Chiara Sorrentino
I lettori ci scrivono
Bullismo: “al posto dell’ora di religione si faccia educazione civica”
C
aso di bullismo o incidente alle Medie Fassi
la scorsa settimana: la
Gazzetta registra la reazione
dell’assessore Maria Cleofe
Filippi e quella della vicepreside delle Focherini, Manuela Ligabue. “Interventi di
prevenzione contro il bullismo - dice la Filippi - li stiamo
facendo in tutte le scuole e
i risultati sono positivi. Nello
specifico però credo si tratti
di qualcosa di diverso, più
simile a un incidente e, di
conseguenza, difficilmente
prevedibile. Complessivamente mi sento di dire che
la scuola, in generale, fa il
possibile per educare i ragazzi alla responsabilità dei loro
comportamenti. Altrettanto
mi auguro facciano le famiglie. Detto questo è innegabile che in ogni ambito,
sia contro il bullismo, sia per
radicare l’educazione civica,
vi siano sempre margini
di miglioramento”. “Alle
Focherini - spiega la Ligabue
- casi così gravi non si sono
mai verificati. Riteniamo
importanti le iniziative di
prevenzione al bullismo e
all’insegnamento dell’educazione civica, iniziative a cui
la nostra scuola ha sempre
aderito”. Ci chiediamo in
merito “all’insegnamento
dell’educazione civica” nelle
scuole, quante ore alla settimana svolgano gli alunni alle
Medie Focherini per questa
materia perchè a noi non ne
risulta nessuna. In merito ai
“margini di miglioramento
per radicare l’educazione
civica” invece, siamo d’accordo con l’assessore Filippi,
dal momento che, a partire
da zero come ora, c’è tutto
il margine che si vuole...
Oltre al comportamento, i
nostri ragazzi non vengono
edotti sui loro doveri e diritti,
non sanno come si elegge
un sindaco e quali siano le
funzioni di un assessorato
e, via dicendo, i vari ruoli
istituzionali dello Stato. E
così li vogliono mantenere
perchè gli ignoranti si gestiscono meglio. In compenso,
alle elementari si fanno due
ore di religione cattolica in
una scuola che dovrebbe
essere laica e una sola ora
di inglese. E si fa religione
con un insegnante specifico, aggiunto anche nelle
materne. Lo Stato italiano
paga insegnanti scelti dal
Vaticano, attraverso i vescovi, e non sono sottoposti a
graduatorie. Nell’ora di religione si dorme, si gioca, si
copiano o si fanno i compiti
per le ore successive, oppure
si guarda un film... Sarebbe
meglio sostituire l’ora di
religione cattolica con ore di
educazione civica, eliminare
insegnanti che non danno
alcuna garanzia di obiettività
e preparazione e lasciare che
la religione venga approfondita da ognuno nel proprio
privato e nella propria Chiesa, secondo il proprio credo
senza coinvolgere la scuola e
lo Stato. Non ultimo, il dover
dichiarare alle istituzioni la
scelta di fare o meno l’ora di
religione è di fatto una violazione della propria privacy.
In un periodo di crisi economica, anche questi soldi
sono buttati dallo Stato. Una
gabella, un obolo forzato
che non ha più ragione di
esistere in una vera democrazia. Quanto spendiamo?
Altro che Imu.
Lettera firmata
12.04.2013 n° 14
10
La carpigiana Paola Sillingardi ha dato vita a Bric a Brac, il nuovo negozio di via Trento Trieste 91/A, un multistore
dal sapore innovativo e metropolitano dove convivono vintage e design
Bric a Brac: il negozio che non c’era
C
’è un luogo nel cuore
di Carpi dove ogni
oggetto conserva
un ricordo. E una storia da
raccontare. Pezzi unici che
parlano una lingua antica,
quella di sapienti mani
artigiane. Mani che ne
hanno plasmato la forma,
il colore... Bric a Brac, il
nuovo negozio di via Trento Trieste 91/A, è un multistore dal sapore innovativo,
metropolitano. Una di
quelle “botteghe” che potremmo trovare camminando nell’intricato dedalo di
viuzze del Barrio Gótico, la
città vecchia di Barcellona
o, ancora, a Moritz Platz,
nel quartiere di Kreuzberg,
nuova espressione dell’anima artistica di Berlino.
Bric a Brac conserva il
sapore di una capitale
europea, coniugando, con
grazia e leggerezza, storia
e innovazione. Antico e
moderno. La carpigiana
42enne, Paola Sillingardi,
dopo aver lavorato per anni
in ambito tessile, ha deciso
di reinventarsi, dare una
svolta alla propria vita e assecondare una passione che
viene da lontano. “Da anni
coltivo un grande amore
ceramica, da manufatti
di design autoprodotto ai
tessuti, dalle candele ai
giardini tascabili, dai paralumi alle lampade... ma nel
punto vendita di via Trento
Trieste, il nuovo si integra
perfettamente con alcuni
preziosi pezzi di ieri. Presente e passato convivono
tra le pareti di Bric a Brac,
fondendosi in un’atmosfera
senza tempo. Antiche macchine da scrivere o, direttamente dagli Anni Settanta,
colorati ventilatori a pale e
divertenti dispenser di caramelle... E, ancora, Paola
ha portato in città qualche
pennellata esotica: dai tessuti tunisini equo solidali
Continua a pagina 11
per il vintage e l’oggettistica artigianale e di design
che ricerco in mercatini,
fiere e laboratori in Italia
e non solo”. Una ricerca,
quella di Paola, che l’ha
portata a scoprire un vero
e proprio mondo, fatto di
bellezza, estro e originalità.
“Molti manufatti che ho
scelto per il mio negozio
vengono realizzati in un
numero limitato. Tutti gli
oggetti sono creati con
passione, senza fretta”.
Dalla fattura squisitamente
artigianale, da Bric a Brac,
troverete dai gioielli alla
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11
Fino al 1° giugno la Galleria d’Arte Cinquantasei di
Bologna ospita oltre il 50% dei collage
sconosciuti di Giacomo Balla
Paola Sillingardi
Un inedito Balla
“
Continua da pagina 10
alle cornici realizzate con
il legno delle imbarcazioni
dismesse del Sudafrica.
Insomma un mondo tutto
da scoprire e da ascoltare,
per vestire la propria casa
di oggetti affascinanti e del
tutto originali. “Questo negozio è una scommessa in
cui credo - conclude Paola
- e che ho voluto fortemente aprire in centro
storico perchè
sono convinta che
il cuore cittadino
abbia bisogno
di una ventata di
novità e di un’offerta merceologica
variegata, per
ritrovare la vitalità
d’un tempo”.
Jessica Bianchi
Nel periodo della
guerra, Giacomo Balla
sperimenta una nuova
tecnica: il collage di carte
colorate. La tecnica si presta a
creare dipinti di tono assolutamente “astratto”. Così
il critico Maurizio Fagiolo
dell’Arco scrive di Balla nel
suo catalogo Pittura di carta,
per spiegare cosa significasse
questa tecnica innovativa per
l’artista. La mostra Balla coloratissimo e luminosissimo. I
collage 1914-1925 presenta
una selezione con ben 35
collage di Balla. Si tratta di
una novità assoluta, in quanto i suoi collage ritrovati e classificati
nel mondo sono solo una sessantina: non sono mai stati esposti,
neppure a livello museale, più della metà dei collage dell’artista.
La maggior parte delle opere proviene da enti e da prestigiose
collezioni private dell’intero territorio nazionale. La rassegna,
a ingresso gratuito e a cura di Elena Gigli, è allestita presso la
Galleria d’Arte Cinquantasei di Bologna (via Mascarella 59/b) e
sarà aperta al pubblico fino al 1° giugno.
La mostra è completata dalla sezione Giacomo Balla, dedicata
all’uomo e all’artista, con circa 25 opere dal 1904 agli anni ’50.
Il comitato scientifico della mostra, composto da Elena Gigli,
Claudio Spadoni ed Estemio Serri, ha deciso di crearla per far
comprendere meglio al visitatore l’opera del grande maestro nel
suo complesso. L’opera Colpo di fucile fa da collegamento tra le
due sezioni.
Spiega Fagiolo dell’Arco a proposito dei collage: “Si potrà anche
pensare a una carenza dei materiali pittorici tradizionali (olio,
tela), date le difficoltà belliche. Il collage è stato sempre impiegato dai futuristi a Milano (Boccioni, Carrà) e a Parigi (Severini)…
Balla arriva a una proposta nuova (e freschissima) che ha pochi
precedenti in Europa… L’inserimento di carte colorate riesce a
proporsi come un allargamento del discorso pittorico e, allo stesso tempo, prevede l’intervento d’un elemento antipittorico. Le
vivaci carte impiegate nel collage sono connesse all’operazione
stessa dell’invenzione e dell’effetto finale: non sono mai usate in
senso soltanto “estetico” come avviene nel cubismo (ma anche
in Boccioni). E insomma, per dirla con termini recenti, il medium
diventa il messaggio”.
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12
S
abato 6 aprile arrivano alla spicciolata le
ospiti dell’evento ideato da Daniela Dallavalle
per il suo store monomarca
di Carpi. Lo spazio è grande, su due piani, ed è pieno
zeppo di idee per la casa.
Giovani donne e signore in
età vagano curiose, toccano
i lini, ammirano i pizzi, si
esaltano con i colori. Ma
ecco, Daniela Dallavalle
irrompere sulla scena e
posizionarsi vicino a una
tavola già allestita e subito,
come per magia, in pochi
minuti una piccola folla la
circonda. Daniela indossa
un abito Elisa Cavaletti, di
cui è la designer. Sembra
un’opera d’arte trasformata
in vestito, pennellato come
la tela di un quadro, quasi
teatrale. Tra lei e il suo
pubblico è amore a prima
vista. In un attimo Daniela catalizza l’attenzione
iniziando a inventare, sulla
base della tavola già splendidamente imbandita con le
creazioni di Arte Pura, una
prima variazione sul tema:
come foggiare, con oggetti
di riciclo tavole creative,
che parlino di noi, che rappresentino una coccola per
i nostri ospiti. Come dare
importanza alle piccole
cose, rendendole, con la
nostra creatività, belle e importanti. Su questo Daniela
insiste, mentre un creativo
del suo team riveste di
Sabato 6 aprile Daniela Dallavalle nel suo store monomarca ha mostrato come
foggiare, con oggetti di riciclo, tavole creative, che parlino di noi
Storie di Arte Pura
speciale, continua a suggerire piccole variazioni
giocando con colori e fiori,
perle e strass, proponendole
in modo nuovo, inusuale.
E’ un vulcano in eruzione e
Daniela Dallavalle
stucco bianco una bottiglia
anonima che da bruco si trasforma in farfalla, lei parla
dell’arte del ricevere, della
cura degli ospiti e la platea si scalda, fa domande,
chiede consigli. Le bottiglie
così nobilitate lasciano le
presenti a bocca aperta,
già pronte a recarsi nel più
vicino colorificio per poter
tornare a casa munite dei
prodotti giusti per mettersi
al lavoro. Daniela, in modo
Daniela Dallavalle è con
Daniela Pignatti, collaboratrice
di testate importanti e di eventi
legati al mondo del food
lei stessa, a un certo punto,
s’interrompe e ridendo dice
che potrebbe andare avanti
con le sue creazioni fino
alla fine di aprile… Ma non
è finita qui, una sorpresa
attende le signore presenti,
un biglietto personalizzato
su cui Daniela ha scritto
di suo pugno un piccolo
ringraziamento per essere
state con lei.
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13
12.04.2013 n° 14
14
L
’intro è una dedica
toccante a Pietro
Mennea: si capisce
sin da subito che la XVIII
edizione del Premio Città
dello Sport sia diversa e
speciale. Inevitabilmente,
sullo sfondo c’è lo strascico del sisma. A ricordarne
fisicamente il devastante
impatto sul nostro territorio
è proprio la location stessa,
eccezionalmente il Teatro
Asioli di Correggio per via
dell’inagibilità del Comunale che riaprirà in autunno.
Ma il messaggio della serata
di lunedì scorso è senza
dubbio nella ripartenza.
L’orgoglio di essere sopravvissuti al 2012, l’anno più
difficile. La comunità è viva
e la continuità delle attività sportive ne è un’esatta
rappresentazione. A ideale
testimonianza di ciò, i due
momenti più intensi della
serata: il ringraziamento
a Volley Modena e Virtus Bologna Basket per
l’iniziativa Canestro con
il Cuore, il cui ricavato ha
permesso la riparazione del
tetto della Palestra Focherini; nonchè il “Premio Solidarietà per la Ricostruzione” consegnato a Sport
Moto Club Uisp Carpi
per l’importante sostegno
alla comunità nei terribili
momenti post-terremoto,
allorché la pista di motocross fu messa interamente
a disposizione degli sfollati
e della Protezione Civile.
Anche quest’anno, la solidarietà e l’impegno sociale
sono stati i temi portanti
dell’evento: l’assessore
Carmelo Alberto D’Addese e il sindaco Enrico Campedelli hanno presentato i
risultati del bando Social
Sport (12mila euro raccolti
e destinati alle iscrizioni
e alle pratiche sportive di
oltre 60 ragazzi); in seguito,
hanno lanciato il progetto
“Fair Play - La vittoria
più bella”: una campagna
di sensibilizzazione ai buoni
valori del gioco e ai principi di lealtà, correttezza e
onestà.
Il resto è stata la solita
collaudatissima formula del
Gala. Confermato il format
di conduzione, con Radio
Bruno “media partner” e
il microfono agli “strani”
Gualdi-Damura impeccabilmente assortiti dalla
nostra Clarissa Martinelli.
Nella scaletta d’ intrattenimento: i balletti del Gruppo
Fitness La Patria 1879, il
cabaret romagnoleggiante
di Andrea Vasumi (Zelig)
e il rock correggese degli
Happy Hour, tribute band
di Ligabue (un evidente
omaggio alla casa ospitante). Sul palco staffettano i
testimonial: Elisa Cusma
(mezzofondista bolognese,
16 volte campione nazionale), Luca Cadalora (da Modena, gloria delle due ruote
veloci: 3 titoli mondiali e 34
Lunedì scorso la diciottesima edizione del “Città dello Sport”
Un Gala diverso e speciale
La sfilata al Teatro Asioli di Correggio, vista l’inagibilità del Comunale.
Lo strascico del sisma sullo sfondo dell’anno più difficile.
Bis dell’olimpico Gregorio Paltrinieri: è l’atleta dell’anno per la seconda volta consecutiva.
di Enrico Gualtieri
GP tra il 1984 e il 2000) più
una nutrita rappresentanza
dell’Hellas Verona Calcio.
Capofila il patron carpigiano Maurizio Setti (la sua
Antress Industry tra i main
sponsor della serata); con
lui: il team manager Sandro
Mazzola, il difensore Vangelis Moras e l’attaccante
Daniele Cacia. Assente
l’annunciato mister Andrea
Mandorlini, colpito da un
improvviso lutto familiare.
Tra gli Oscar individuali
spiccano le figure di coach
Luciano Molinari (Tecnico-Allenatore: istituzione
del volley carpigiano) e
naturalmente dell’olimpico
Gregorio Paltrineri che
strappa plebiscitariamente il
bis: oro europeo 1500 stile
libero, terza prestazione
mondiale assoluta, quinto
posto a Londra. Lui, e non
altri, è l’Atleta dell’anno
per la seconda volta consecutiva.
12.04.2013 n° 14
GLI ALTRI PREMI
15
Caponnetto quarto “Ambasciatore”.
La “Memoria” va ad Alberto Bertesi
E
x-aequo al Valore
Tecnico: miglior
prestazione di
squadra per l’Universal
Volley Uomini (promossa
in A2); riconoscimento
individuale per “L’Eterno” Antonino Caponnetto (di nuovo mondiale e
recordman nella 100 km
“over”) che così diventa
il quarto “Ambasciatore
dello Sport della Città
di Carpi” dopo Davide
Bellini, Lorenzo Benatti
e Salvatore Lanna.
Tre i Giovani Emergenti
in luce: Letizia Di Blasio
(taekwondo), Samuele
Pivetti (beach volley: titolo nazionale Under 18)
e Simone Minelli (calcio,
promettentissimo gioiellino del vivaio Fiorentina).
Altri risultati di rilievo:
Daniela Carra (“Lady”
tennis), Paola Ferretti
(mountain bike), Lorenzo
Mora (nuoto), Matteo
Romagnoli (arti marziali), Maria Giulia Crotti e
Luca Facchini (pattinaggio artistico), Hasnain
Abbas, Simone Pettenati
e Giacomo Vascotto
(atletica), Gianpaolo
Signorini e Luca Viscusi (bocce). Successi di
squadra: Sandro Cabassi
(pallanuoto, titolo regionale cat. U15 uomini),
GSM Mondial (pallavolo, scudetto CSI cat. allieve), Liceo Fanti (“Sport
a Scuola”, quattro titoli
provinciali studenteschi).
Il Premio Benessere va a
Massimo Provasi (maestro Yoga della Scuola
Aikido); l’omaggio alla
Carriera celebra la lunga
militanza
Continua a pagina 16
16
Continua da pagina 15
di Franco Bulgarelli, storico
presidente della Pol. Nazareno
Basket; il tributo alla Memoria onora il ricordo di Alberto
Bertesi, indimenticabile icona
del calcio giovanile e dilettantistico: una vita spesa a servizio
della Kennedy-Dorando Pietri
e del Carpi FC 1909. Infine, il
merito alla “Diffusione dello
Sport”: la collana di articoli
Allenatori che sanno educare
è valsa a Enrico Ronchetti,
collega di Voce e Resto del Carlino, la settima targa “Bruno
Cucconi”.
Enrico Gualtieri
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12.04.2013 n° 14
S
i chiama Progetto
Samas - acronimo di
Società Aero Mobili Avanzati Solari - ed è
stato elaborato da un gruppo
internazionale composto di
dodici enti - tra cui Università e imprese - col coordinamento dell’Università
degli Studi di Modena e
Reggio, sotto la guida del
professor Antonio Dumas,
ordinario della Facoltà di
Fisica. Il progetto, nato da
un’idea del geometra carpigiano Angelo Giocolano,
ha un obiettivo ambizioso,
quello di rilanciare il ruolo
e la funzione del vecchio
dirigibile, ricostruendolo in
chiave moderna. Un aeromobile del tutto innovativo
che tenga conto dei progressi della scienza, realizzato
secondo soluzioni tecniche
avanzate e nel pieno rispetto
dell’ambiente. Il suo scopo
primario? Fornire risposte
U
n viaggio della
memoria, ma anche
un’occasione per
rinsaldare le amicizie nate
dopo il terremoto, quando
molti bimbi carpigiani sono
stati ospitati nelle loro case
e hanno potuto terminare
l’anno scolastico. I ragazzi
della Scuola primaria di
Marcena di Rumo (Trento),
che il 24 maggio prossimo
sarà intitolata a Odoardo
Focherini e Maria Marchesi, sono partiti alla volta di
Mirandola e Carpi per capire
17
L’Angolo di Cesare Pradella
I dirigibili del futuro per far fronte alle emergenze
rapide, concrete e sicure in
caso di emergenze naturali
e sanitarie, come incendi e
catastrofi, che richiedono
il trasporto di materiali da
costruzione, prefabbricati,
ospedali da campo e carichi
eccezionali.
Ma perchè la ‘riscoperta’
del dirigibile? Perché,
secondo Giocolano e gli
esperti che hanno lavorato
al progetto, offre le migliori garanzie di sicurezza,
economicità e tempestività
in caso di emergenza. Il
caso più emblematico è
certamente quello relativo
ai grandi incendi di boschi
e foreste che, attualmente,
vengono domati col solo
ausilio degli elicotteri Cana-
dier che si sono dimostrati
insufficienti e inadeguati,
poiché piccoli, con una
ridotta disponibilità di approvvigionamento di acqua
(mediamente una tonnellata
per carico) e con un’autonomia limitata.
Al contrario, un dirigibile
moderno potrebbe trasportare un carico di 200 tonnellate d’acqua alla volta,
fermarsi in volo sulla verticale della zona incendiata,
facendo precipitare una
pioggia artificiale continua
fino allo spegnimento del
rogo. Il dirigibile poi comporterebbe sia minori spese
di costruzione (rispetto a un
elicottero) che di esercizio.
Il progetto studiato intende
del dirigibile, l’aeromobile
raggiungerebbe anche il
risultato di ottenere energia
a costo zero senza emettere
alcuna fonte inquinante.
“Al momento in Italia
non esistono industrie che
producono dirigibili, al
contrario della Germania,
che produce un aeromobile
con la Società ZLT Zeppelin Gmbh – precisa Angelo
Giocolano - ecco perchè il
Progetto Samas si propone
di coinvolgere enti di ricerca e individuare aziende
aventi capacità tecnologiche tali da poter produrre
questi aeromobili in chiave
moderna, come risposta alle
richieste di innovazione del
mercato nazionale, da parte
di enti pubblici e privati, tra
cui la Protezione Civile, che
potrebbe diventare il principale utilizzatore di questi
mezzi di soccorso”.
Enti Locali che hanno aiutato
nell’organizzazione. Anche
a Carpi l’iniziativa ha trovato
l’appoggio e il patrocinio del
Centro di Formazione Professionale Nazareno e della
Fondazione ex Campo
Fossoli. I ragazzi dopo una
breve visita a Mirandola e alle
zone colpite dal terremoto,
sono ora in città, ospitati
dalle famiglie dei bambini
che erano stati a loro volta
accolti alla fine del maggio
scorso. Venerdì 12 aprile è in
programma la visita al campo
di concentramento di Fossoli,
dove Odoardo fu rinchiuso e
dove i piccoli incontreranno
alcuni familiari di Focherini.
Sarà il Cfp Nazareno a ospitarli per il pranzo; in quella
sede potranno ascoltare le
parole di don Ivo Silingardi, testimone diretto della
guerra e della deportazione.
Infine il ritorno, dalla stazione
di Carpi, sulla linea ferroviaria che portava al campo di
sterminio di Auschwitz, per
quel giorno simbolo di pace e
di fratellanza.
Angelo Giocolano
utilizzare l’idrogeno come
vettore e, grazie all’energia
fotovoltaica ottenibile dalla
collocazione di pannelli
solari sulla parte superiore
I bambini della scuola elementare di Rumo fanno visita ai luoghi
della memoria di Focherini
Sui passi di Odoardo e Maria
meglio la vita e le scelte di
Odoardo, nato a Carpi ma
con il papà di Celentino di
Pejo e Maria, i cui nonni erano di Rumo. L’iniziativa di un
viaggio sui passi di Odoardo
e Maria – nata per volontà
di tutti gli insegnanti della
Scuola primaria di Rumo – ha
raccolto subito l’entusiasmo
degli amici e dei parenti
carpigiani, ma anche degli
12.04.2013 n° 14
18
Grande successo per la due giorni di festa al Teatro Asioli,
organizzata dalla Scuola Primaria Gasparotto di Fossoli
Ma che musica, maestra!
premio loria - sabato 20 aprile in programma una giornata di cultura, in
Biblioteca e in centro storico. Madrina d’eccezione l’attrice Lella Costa
Il nuovo volto del Loria
Da sinistra: Raffaele Roncadi, Chiara Rebecchi, Lorella Pacchioni, Nunzia Milano,
Elena Rustichelli, Lorella Menozzi e Lorena Melegari
G
rande successo per la due
giorni di festa e spettacolo,
tenutasi il 26 e 27 marzo
scorsi, al Teatro Asioli di Correggio,
organizzata dalla Scuola Primaria
Gasparotto di Fossoli, a conclusione del progetto musicale Un mondo di note. Obiettivo del progetto:
alfabetizzare i bambini al linguaggio
musicale e alla conoscenza degli
strumenti, grazie alla preziosa collaborazione dell’Istituto Musicale
Vecchi - Tonelli di Carpi e Modena, della scuola di musica Musikè,
dell’associazione genitori delle
Gasparotto e di vari esperti esterni al
mondo della scuola. Lo spettacolo
dal titolo Ma che musica, maestra!
è stato riproposto per due serate
consecutive per dare la possibilità a
tutti i bambini del plesso scolastico,
circa 230, di essere protagonisti sul
palcoscenico dell’Asioli. “E’ stato
entusiasmante salire per la seconda
volta sul palco di un teatro - commentano le due insegnanti referenti Lorella Pacchioni ed Elena
Rustichelli - e poter sperimentare
insieme ai bambini un percorso
musicale che li ha visti protagonisti di un metaforico viaggio della
storia della musica e degli strumenti
che la producono e riproducono.
Sketch, piccole coreografie, coro dei
genitori, ricerca sull’abbigliamento
dell’epoca, costruzione di strumenti
cartonati... hanno permesso di
completare e arricchire lo spettacolo, in un clima denso di emozioni”.
“Durante le prove svolte a scuola e a
Dirige Lorella Pacchioni
teatro, i bambini hanno dimostrato
molta responsabilità e concentrazione frutto anche di un lavoro
proficuo tra docenti e genitori, che
ha permesso la gestione sul palco,
di 120 bambini per sera, efficace
e curata in ogni dettaglio”, hanno
sottolineato le insegnanti Lorena
Melegari e Chiara Rebecchi che
hanno curato il dietro le quinte. “E’
stato un momento in cui la comunità scolastica di Fossoli - ha sottolineato il dirigente scolastico Tiziano
Mantovani - ha dimostrato un
grande senso di appartenenza a un
medesimo gruppo; alunni, docenti
e genitori hanno lavorato assieme
con grande sinergia, consapevoli
che il risultato finale sarebbe dipeso
dall’impegno di tutti. E tutti gli
alunni hanno potuto dare il proprio
contributo, perché la musica è una
disciplina con un forte valore inclusivo: anche chi ha delle difficoltà può
esprimersi nel mondo delle note! La
scuola è anche questo, forse, soprattutto, questo. E all’Asioli abbiamo
visto in scena un esempio di grande
scuola”.
Ospite delle Gasparotto, anche una
delegazione della comunità trentina
di Miola che, dopo aver assistito allo
spettacolo, ha commentato: “siamo
rimasti a bocca aperta sia per la preparazione musicale degli alunni che
per l’allestimento.L’incontro tra la
genuinità dei bambini e la passione
di insegnanti e genitori, perfettamente armonizzate, possono
sprigionare un mare di bene”.
S
ono oltre 250 le opere inviate, tra racconti letterari,
audiovisivi e graphic novel.
Di queste, 38 arrivano da Carpi e
80 dalla Provincia di Modena. In
occasione della XVI edizione del
Premio Arturo Loria – realizzato
da Comune di Carpi e Biblioteca
Arturo Loria, con il contributo di
Fondazione Cassa di Risparmio
di Carpi e il supporto di Cmb e La
Fenice Libreria - sabato 20 aprile, a
Carpi, si terrà una no stop consacrata alla cultura, alla promozione dei
talenti ‘scoperti’ dal Premio e agli
amanti della lettura. La mattinata,
in Biblioteca Loria, sarà dedicata,
dalle 10 alle 13, a tre seminari sulle
tecniche della narrazione, gratuiti e
aperti al pubblico, ai quali prenderanno parte anche i finalisti delle tre
sezioni del Premio e con tre docenti
d’eccezione. Alle 10, presso la Sala
espositiva, il docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, ideatore
della rivista Canicola e del Festival
internazionale del fumetto d’autore
BilBolBul, Edo Chieregato, parlerà
di graphic novel e fumetto; alle 11,
presso l’Aula didattica, il fondatore
di CineAgenzia e selezionatore dei
documentari al Festival Internazionale di Ferrara, Stefano Campanoni,
approfondirà le tecniche dell’opera
audiovisiva; a svelare i segreti del
racconto letterario saranno invece gli
scrittori Alessandra Burzacchini
e Martino Gozzi. Alle 16, presso
la Sala espositiva della Biblioteca,
verrà inaugurata Cinque racconti,
la mostra di tavole originali dei fumettisti Andrea Bruno, Francesco Cattani, Gabriella Giandelli,
Giacomo Monti e Michelangelo
Setola, a cura di Edo Chieregato e
Liliana Cupido. A seguire, alle 17,
live painting musicale dell’artista
Andrea Bruno. Alle 18.30 si entrerà
poi nel vivo della premiazione del
concorso nazionale dedicato alla
narrazione breve, con la proclamazione dei vincitori delle tre sezioni
e la consegna dei premi, il tutto con
una madrina d’eccezione: Lella
Costa. La celebre attrice sarà poi
protagonista, alle 21, presso l’Auditorium Loria, di Come una specie
di sorriso, un incontro con letture e
racconti sul tema dell’ironia. Ma non
finisce qui: mentre in Biblioteca si
avvicenderanno seminari, mostre,
performance, premiazioni e incontri,
il centro storico di Carpi sarà più
animato che mai. Dalle 9 alle 19, a
riempire Portico Lungo, Loggia del
Grano e Piazza Garibaldi saranno,
per la prima volta a Carpi, Libri sotto i portici, con oltre 80 espositori
della grande Mostra-mercato del
libro raro, di qualità e introvabile,
a cura dell’omonima associazione
mantovana. Contemporaneamente,
sul rialzato di Piazza Martiri, Artisti
in piazza: pittori, scultori, artisti del
ferro, del vetro e della ceramica creeranno le loro opere sotto gli occhi del
pubblico. Per i più piccoli invece, in
via Guaitoli, laboratori di découpage
e lavorazione della creta. Dalle 16
alle 18, in prossimità delle tre librerie cittadine – Fenice, Mondadori
e Radice Labirinto - si terranno le
Letture in pillole, brevi momenti di
‘reading da passeggio’ a cura della
Compagnia del Teatro di Corte.
Tra le numerose iniziative ci sarà
posto anche per Libri nel cassetto,
il primo spazio di bookcrossing, che
si terrà presso la Loggia del Grano
dalle 9 alle 19: qui ogni lettore potrà portare un libro per lasciarlo allo
spazio e prendere a sua volta un libro
lasciato da un altro. Alle 19.30, presso il Cookies, si terranno invece la
premiazione del vincitore decretato
dagli utenti di Facebook de Comodini
d’autore (il web contest per creare il
primo comodino virtuale della storia
della letteratura), un concerto del trio
jazz Minoù Griotes e l’inaugurazione della mostra di tavole originali
dell’artista Valentina Maddalena
Lugli. Alle 19.30, presso lo Spazio
Meme, inaugurazione della mostra
Storia di una madre, di AKA B, liberamente tratta dalla favola di Andersen e curata da Francesca Pergreffi
e Filippo Bergonzini, con un live
painting dell’artista.
Concorso Miss Italia Emilia Romagna: due carpigiane passano il turno
Due aspiranti Miss dalla Corte dei Pio
Dirige Elena Rustichelli
S
i chiamano Misney Montes e Samantha Schena,
le vincitrici dei titoli Miss
Imola 2013 e Miss la Vie en Rose,
assegnati nell’ambito delle selezioni
del concorso Miss Italia, valide per
l’accesso alle finali regionali. Alla
manifestazione, che è andata in
scena alla discoteca la Vie en Rose,
il locale di Imola del Patron Ezio
Rizzoli, hanno partecipato 17 concorrenti provenienti da tutta l’Emilia
Romagna. Oltre a Misney Montes,
ventenne di Cesena, e Samantha
Schena 19 anni di Carpi alta 1.78,
capelli neri e occhi marroni con la
passione per il
karate vincitrice del titolo
di Miss La Vie
en Rose 2013,
sono entrate
nel gruppo
delle premiate
anche la ventiduenne Alice
Pignattari di
Fiorano Modenese (Miss Rocchetta Bellezza),
e a pari merito con il titolo di Miss
Wella Professional, la ventenne
carpigiana Marinella Di Giacomo
Prima a destra la carpigiana ventenne
Marinella Di Giacomo. Al centro l’altra
miss di Carpi, Samantha Schena
e Maria Gilda Meduri, 18 anni di
Bologna.
12.04.2013 n° 14
19
Tempo Games!
di Giuseppe Attanzio
[email protected]
La lotta al bioterrorismo diventa globale: ritorna Resident Evil!
P
ochi sono i titoli che possono
vantare di aver avuto milioni di
fan in tutto il mondo, fan di tutte
le generazioni, fan che rispettano file
interminabili per acquistare una singola copia del loro game preferito. Di
certo, Resident Evil, entra di diritto
in questa speciale classifica, avendo
ormai collezionato quasi 1 miliardo di
fan in tutto il mondo, da quel lontano
1996 a oggi, data in cui la concezione
dell’horror cambiò definitivamente. In
effetti, trovare un gamer che non abbia
mai giocato qualche minuto a uno dei
tanti titoli della serie, o che ne abbia
almeno sentito parlare è pressoché impossibile. Resident Evil infatti, oltre
a essere una delle serie più longeve in
assoluto, risulta anche una delle più
amate, delle più copiate e delle più
importanti mai create dall’uomo e la
Capcom, casa produttrice di grande
esperienza, lo sa bene, avendo creato
un vero e proprio marchio, vendendo
inoltre i diritti per i film e/o terze parti
varie. Oggi però, non siamo qui a discutere di un brand di sicuro successo
o della storia magica che l’ha accompagnato a una notorietà spaventosa,
bensì, analizzeremo l’ultima fatica dei
ragazzi Capcom, ovvero Resident Evil
6! Titolo alquanto controverso, ha ottenuto voti risicati da molti o, spesso,
molto severi, perché, come vi dicevo
prima, il bagaglio di storia che si porta
appresso e a dir poco mastodontico
e le aspettative raggiungono picchi
elevatissimi da scalare per chiunque.
Dunque, cercando di restare il più imparziale impossibile, oggi vi proporrò la
mia personale visione di quest’opera,
perché di opera si tratta. I program-
matori della Capcom infatti, reduci da
un grosso flop come Resident Evil 5,
hanno cercato di rivoluzionare il gioco
il più possibile, correggendo alcuni errori presenti nel capitolo precedente,
ma ci sono riusciti solo in parte. Chris,
protagonista del quinto episodio,
era legnoso, difficile da controllare,
poco versatile e riusciva a rendere la
vita difficile a chiunque indossasse i
suoi panni, ergo, nel sesto episodio,
il tentativo di rendere i movimenti più
fluidi è in parte riuscito seppur con un
discreto successo. L’ormai evidente
svolta action della saga, già avviata
con Resident Evil 4, ha reso i giochi
ancora più complicati per i ragazzi
Capcom, che ogni giorno hanno a
che fare con fan infuriati da questa
scelta più che discutibile. Infatti, uno
dei difetti principali del titolo, è la totale
assenza del fattore “paura”, presente
in maniera quasi angosciosa nei primi
capitoli, pian piano svanito nel corso
degli anni. Come se non bastasse, la
svolta action, ha ovviamente inserito
il titolo tra i numerosi sparatutto in
circolazione e il paragone con Gears
of War ad esempio è quasi indecoroso,
vista la netta superiorità del titolo Epic
Games, da sempre leader nel settore.
Re6 infatti, trova la sua forza in altri
settori, in attesa di un completo rinnovamento della saga forse già in atto
con la nuova edizione di Resident Evil
Reletations, che sembra far tornare
Voto Totale (1): 8.5
Trama: 9
Grafica: 8
Audio: 9
Giocabilità: 7.5
Longevità: 9
Voto Totale (2): 7
Trama: 5
Grafica: 8
Audio: 9
Giocabilità: 5
Longevità: 8
agli antichi splendori quella paura
ancestrale che ti costringeva ad accendere la luce durante una delle
sezioni di gioco, ovvero comparto
narrativo e sonoro. Infatti, se già abbiamo discusso della giocabilità, controversa, migliorata per certi aspetti ma
dall’approccio eccessivamente action,
la trama sembra essere il punto forte
dell’intero titolo: 4 campagne infatti
accompagneranno il giocatore per oltre
25 ore di gioco, per poi passare a tutte
le modalità online e non, sbloccabili
solo dopo aver ultimato la modalità
storia. L’intreccio è notevole, emozionante ed è evidente la volontà di voler
rendere il gioco molto simile a uno
scoppiettante titolo cinematografico
degno di Hollywood, passando da Leon
a Chris ad Ada e ad altri vecchi e nuovi
personaggi, la narrazione diventerà
man mano più completa ed esaustiva,
componendosi come fosse un enorme
puzzle. L’audio, per la prima volta interamente in italiano, con doppiaggi
di ottimo livello, può contare su belle
colonne sonore, spesso dai toni decisamente epici. Buono il lavoro dei grafici,
che sono riusciti a riprodurre ottimi
ambienti chiusi e claustrofobici, ma
perdendosi un po’ negli spazi aperti,
rivelando per l’ennesima volta il limite
di questa nuova svolta action della
saga. Malgrado tutto, le valutazioni
sono positive ma non eccelse, come ci
si aspetta da un titolo del genere, costringendomi a considerare due metri
di giudizio differenti: uno (1) per chi
accetta il taglio action della serie e riesce ad osservarla con obiettività (personalmente mi includo in questo filone),
e un altro (2) per chi rimane ancora
aggrappato a un passato sicuramente migliore, ma ormai definitivamente
defunto, riducendo il proprio giudizio
nelle voci, “Trama e Giocabilità” per
i motivi sopra elencati.
20
12.04.2013 n° 14
12.04.2013 n° 14
Fino al 20 aprile presso l’ex Sinagoga e dal 22 al 27 aprile
al Centro Commerciale Borgogioioso, mostra dal tema: La
guerra in casa - Vita quotidiana a Carpi dal 1943 al 1945,
nell’ambito del programma di eventi Aprile, il Mese della
Memoria
21
Portobello non è un
supermercato per disoccupati
La guerra in casa
C
om’era la vita quotidiana degli abitanti di Carpi durante il periodo di
occupazione tedesca e fascista? Quali erano le regole imposte ai cittadini
che limitavano giorno dopo giorno la libertà personale e collettiva? Per
provare a rispondere a queste domande l’Anpi di Carpi ha scelto, quest’anno,
di riproporre la mostra di documenti del periodo 1943-1945, ideata nel 1980
da A. Chiossi, A. De Pietri, R. Pellicciari e dal Comitato per la Repubblica
e la Costituzione di Carpi e successivamente corredata da note esplicative a
cura di Luigi Arbizzani (in collaborazione con l’Archivio Storico), in occasione dei festeggiamenti per il 40° anniversario della Liberazione. Gli avvisi raccolti
nella mostra sono stati scelti fra rivolti alla cittadinanza carpigiana, nel periodo
più duro e feroce della seconda guerra mondiale, che coincise con il ritorno
dei fascisti e l’occupazione tedesca dopo l’8 settembre ’43, ma anche con il
rafforzarsi della Resistenza partigiana e della lotta di liberazione. Un percorso
fra le principali ordinanze dei Commissari Prefettizi dell’epoca e del Comando
Tedesco di zona che va dai divieti di usare la bicicletta e di indossare il tabarro,
alle minacce a chi fiancheggia i partigiani o aiuta ex prigionieri alleati, dalla
chiamata alle armi della RSI, alle restrizioni alimentari, dagli annunci di rappresaglie in seguito all’uccisione di tedeschi e fascisti, all’obbligo di denuncia dei
beni dei cittadini ebrei. E, dall’altra parte, le risposte delle forze antifasciste che,
con mezzi limitati e a rischio della vita, riuscivano a diffondere clandestinamente volantini che richiamavano la popolazione alla ribellione contro i nazifascisti
e all’arruolamento nelle formazioni partigiane. Fino al manifesto finale che
proclama la liberazione di Carpi, il 22 aprile 1945, e auspica un futuro migliore
e democratico per l’Italia. “La guerra in casa è il titolo che abbiamo voluto
dare a questa riedizione della mostra - ha commentato Stefano Barbieri, vice
presidente Anpi Carpi - per evidenziare quale fu il coinvolgimento della popolazione locale negli eventi bellici e le dirette conseguenze che tale coinvolgimento
ha avuto sulla vita quotidiana della gente. Un modo per calarsi nell’atmosfera
vissuta dai carpigiani di allora e per provare a comprendere”.
Al Circolo Loris Guerzoni di via Genova, sabato 13 aprile,
torna a essere protagonista la comicità di Carpe Ridens
giunta quest’anno alla quinta edizione. Ospite d’eccezione
e presidente di giuria dell’ultimo appuntamento prima della
finale è Norberto Midani
Ridere, ridere, ridere ancora...
S
abato 13 aprile quattro sfidanti di altissimo livello si affronteranno sul
palco del Circolo Loris Guerzoni di Carpi in una serata davvero effervescente. Ultimo appuntamento del concorso di cabaret all’insegna della
risata grassa, Carpe Ridens, ideato dalla Miglio Comico Produzioni e giunto
quest’anno alla quinta edizione, prima del gran finale. Ospite d’eccezione e
presidente di giuria del quinto
appuntamento sarà Norberto
Midani (in foto). Midani nella
sua trentennale esperienza ha
variato molto: è stato capitano
dei carabinieri ne La Piovra, recita nelle farse di Dario Fo, per
la regia di Arturo Corso e ha
vinto il Premio Walter Chiari
nel 1997. Presente allo Zelig di
Milano si esibisce sui palcoscenici e nei teatri di tutta Italia.
Come di consueto lo spettacolo
sarà anticipato alle 21 da un
piatto freddo e inizierà intorno
alle 21.45. Tutte le serate sono
a prenotazione obbligatoria.
Info: 059.683336.
di Clarissa Martinelli
[email protected]
Cara Clarissa,
ho sentito parlare del supermercato per
disoccupati a
Modena e sono
molto interessato, ho sentito
che ne parlavi in
Radio, ma avevo gente e non
ho seguito l’intervista. Ho un
negozio a Carpi
in una zona un
po’ periferica,
ma anzichè avere uno stipendio, a fine mese
aumentano solo
i debiti. Sono
separato (fortunatamente
senza figli), ho un mutuo
sulla casa che mi strozza,
l’affitto del negozio e tante
altre spese fisse. Mi vergogno a chiedere qualcosa ad
amici e parenti, non parlo
volentieri della mia situazione economica. Il fatto
è che con dei debiti risulta
difficile anche chiudere
l’attività, anche se credo
che a breve non avrò scelta
e dovrò trovare un accordo
con la banca. Ma poi di cosa
vivo? Per questo mi interessa capire se sia possibile almeno non avere il pensiero
del cibo e dei prodotti per la
casa fino a quando troverò
un lavoro, io non avrei mai
pensato di arrivare a questo
punto, mi sembra ancora un
incubo da cui fatico a svegliarmi. Io la cassa integrazione non ce l’ho. Non ho
niente, non so a che santo
votarmi e faccio anche brutti pensieri.
D.
Lunedì 15 aprile, alle 21, al Cinema Eden, proiezione del film In Darkness,
di Agnieszka Holland
L’orrore del Novecento
L
eopold Socha, ispettore fognario nella Leopoli occupata del ’43, ha una moglie e una bambina
a cui garantire un piatto caldo e un futuro. Scaltro e intraprendente, ruba nelle case dei ricchi e
non ha scrupoli con quelle degli ebrei, costretti nel ghetto e poi falciati dalla follia omicida dei
nazisti. Avvicinato da un vecchio compagno di cella, l’ufficiale ucraino Bortnik, gli viene promessa
una lauta ricompensa se troverà e denuncerà alla Gestapo gli ebrei sfuggiti ai rastrellamenti. Nascosti
undici di loro in un settore angusto delle fognature, in cambio di cibo e silenzio, Leopold ricava profitto e benessere. Un benessere vile come la sua condotta. Ma il tempo della guerra e della sopraffazione, ammorbidisce il suo cuore e lo mette al servizio del prossimo. Tra aguzzini famelici, perlustrazioni,
fame, buio, bombardamenti e alluvioni, Leopold riuscirà a salvare uomini, donne e bambine conducendoli fuori dalle tenebre verso la luce.
Con In Darkness il cinema torna a occuparsi della Shoah e della drammatica esperienza dei sopravvissuti, testimoni che si sono misurati con il
male assoluto e la cui memoria riempie un vuoto
privato e collettivo. Ma più diffusamente, il film
di Agnieszka Holland indaga il comportamento umano in situazioni limite, affrontando la più
grande tragedia del Novecento e richiamando
insieme quelle successive, che si sono consumate nell’oblio e nelle derive della noncuranza.
Sprofondando letteralmente personaggi e spettatori nelle tenebre, la regista polacca produce
un cinema che mentre rievoca la Storia si pone
in lotta contro il torpore del presente. In un buio
lungo centoquaranta minuti Leopold Socha è la
luce che rischiara, il protagonista di una vicenda
eccezionale (e reale) connessa alle scelte di chi si
sente parte della Storia avvertendo la necessità
di rigettarne gli orrori.
Luigi Zironi
M
i dispiace molto per la tua
situazione, vedere quanti
negozi stiano diventando
spazi vuoti polverosi con il cartello
“affittasi” sulla vetrina è emblematico e sconfortante. Purtroppo la
prima cosa che devo dirti sul supermercato cui fai riferimento è
che sarà riservato solo ai residenti
nel Comune di Modena, quindi chi
vive nei comuni limitrofi non potrà
accedervi. L’ideatore di Portobello
è Luigi Zironi, da anni a capo di
progetti dedicati al volontariato per
un’associazione modenese. Ha spiegato ai microfoni di Radio Bruno
che l’iniziativa è stata descritta dalla
stampa nazionale in modo approssimantivo. Portobello dovrebbe
essere operativo a maggio; i prodotti arrivano in parte dalla raccolta
del Banco alimentare e in parte
da donazioni di aziende. Potranno
accedervi esclusivamente persone
segnalate dai Servizi Sociali e con
Isee bassi, prevalentemente famiglie
con molti figli. Avranno una tessera
a punti per fare la spesa e a ogni
prodotto corrisponderanno punti:
ci sarà un tetto massimo di punti
da spendere al mese. In cambio,
i beneficiari potranno dedicarsi a
ore di volontariato magari proprio
all’interno dell’Emporio e potranno
parlare con consulenti per imparare a
gestire meglio il bilancio famigliare.
Non si tratta, dunque, di un “supermercato per disoccupati basato sul
baratto” come qualche grande quotidiano ha scritto, ma di un progetto
con altre caratteristiche. La politica
continua a prendere tempo mentre
la situazione economica peggiora di
giorno in giorno, ma permettimi di
parafrasare Vasco Rossi in una sua
canzone: “fottitene dell’orgoglio,
ne ha rovinati più lui del petrolio”.
Allora si riferiva a una relazione
sentimentale, adesso c’è in ballo
la vita. Spiega la situazione a chi ti
sta vicino, cerca di non vivere al di
sopra delle tue possibilità e forse già
sarà un piccolo aiuto perché non ti
costringerà a fingere. Quando si è in
difficoltà, avere una rete di sostegno
che conosce i problemi aiuta anche a
favorire contatti per cercare di uscire
dal momento più buio oltre a offrire l’enorme valore aggiunto di non
sentirsi soli. In bocca al lupo.
Mercoledì 17 aprile, alle 14.45, in Sala Congressi, proiezione del film
La kryptonite nella borsa, di Ivan Cotroneo. A cura dell’Università Mario
Gasparini Casari, in collaborazione con il Liceo Fanti di Carpi
Un posto nel mondo
N
apoli, 1973. Peppino è il più giovane membro della famiglia Sansone. Neanche dieci
anni, l’onta di una forte miopia giovanile e
un’ammirazione per lo strambo cugino che crede di
essere Superman. In seguito alla sua morte, il piccolo
Peppino comincia a immaginarne la presenza, e di
questo supereroe fantasma dal naso aquilino e dal
forte accento napoletano fa il suo unico amico fidato.
Quando la madre Rosaria entra in depressione dopo
aver scoperto che il marito la tradisce, sarà infatti lui,
più che i due zii giovani e incoscienti o i tre piccoli
pulcini donati dal padre fedifrago, a insegnargli come
trovare il proprio posto nel mondo.
Ancora una famiglia, ancora uno sguardo al passato. Ancora un marito che tradisce e una moglie in
depressione. Ancora figli scapestrati dal guardaroba
a fiori e un canzoniere d’antan che risuona fra mobili
di modernariato. Dentro al film d’esordio di Ivan
Cotroneo, sceneggiatore fra i più apprezzati nel
panorama cine-televisivo, ci sono molti degli elementi
più rappresentativi del cinema italiano contemporaneo. Quel che cambia è il modo di guardare a loro: un
leggero cambio di direzione determinato a ringiovanire lo sguardo e riabilitare la non freschissima materia da trattare. Da un suo romanzo, Cotroneo
trae un film alla base semplice e spensierato come in fondo devono essere tutte le storie che narrano
una crescita. La kryptonite aggancia una serie di personaggi paralleli che non vagano solo in maniera
satellitare e parassitaria come esuberanti macchiette attorno al giovane outsider precoce e al suo
supereroe immaginario, ma ne arricchiscono il percorso di vitalità narrativa e vivacità espressiva.
12.04.2013 n° 14
22
L’aforisma della settimana...
“Chi si innamora troppo di se stesso, non avrà contendenti”.
Benjamin Franklin
appuntamenti
Teatro
CARPI
16 aprile - ore 21
Assedio
Di Barbara Bregant
Con Serena Di Blasio
e Monica Mosolo
Regia di Nicoletta Oscuro
Produzione: Associazione
Culturale ImparArti
Due donne, un incontro
inatteso.
Dialoghi serrati, la forza
dell’ironia assunta a mezzo di
introspezione e conoscenza:
una pièce dissacrante e poetica
che ci parla di una relazione
possibile e dice un po’ di quelle
cose che spesso non si dicono
mai.
Cinema Teatro Eden
17 aprile - ore 21
Il cardinale Lambertini
Compagnia Anfitrione
Con Andrea Ferrari
Di Alfredo Testoni
Adattata e diretta da Andrea
Ferrari
Cinema Teatro Eden
Mostre
CARPI
Fino al 14 aprile
Da acquerello ad acquerello
La nostra passione
Espone Rosella Tagliavini
Incontri collaterali alla Mostra
13 aprile - ore 18
Rosella Tagliavini
“un percorso”
Sala espositiva Fondazione
Cassa di Risparmio
Fino al 14 aprile
Live For Emilia (pt III)
Dal basso nella bassa
Un racconto fotografico di
Giuseppe Gottardi
Sul progetto del Comitato
Popolare Mirandolese per
la ricostruzione del
post-terremoto a
Mirandola
Spazio Giovani Mac’è
Fino al 17 aprile
Immagini Occhificate
Mostra fotografica di Marco
Spaggiari
7 aprile, ore 17.30
Inaugurazione mostra alla
presenza dell’autore e
del professor Luca Farulli,
docente d’Estetica Accademia
Belle Arti Venezia
Spazio Meme
Fino al 28 aprile
Alfabeto delle fiabe
Un grande alfabetiere
e un itinerario poetico
tra i personaggi, i luoghi
e i simboli della
fiaba popolare
Sala Cervi di Palazzo dei Pio
Il duo americano delle sorelle Casady si esibirà in Piazza Lusvardi
a Soliera il 16 giugno
CocoRosie in concerto
appuntamenti
Fino al 30 aprile
L’umorismo ai tuoi piedi
Personale di Marco
De Angelis
O&A Centro Affari
Eventi
CARPI
12 aprile - ore 22
Terje Norgarden
Kalinka Arci Club
12 aprile - ore 9/18
Il Microcredito
La buona economia
Convegno sul tema del
Microcredito inteso nella sua
duplice funzione di strumento,
cura e riscatto sociale
Casa del Volontariato
14 aprile - 20,30
Fratelli e sorelle
Le diverse tipologie di fratrie
nell’adozione
Conduce: Carmine
Pascarella, psicologo
Usl di Reggio Emilia
Sede Nadia
C
ocoRosie: è questo il primo
grande nome svelato della
prossima edizione di Arti
Vive Festival, la manifestazione
solierese che intreccia musica indipendente, teatro d’innovazione,
fotografia, cortometraggi, installazioni e che quest’anno vivrà la sua
settima edizione dal 7 al 16 giugno
prossimo. E proprio per domenica 16
è annunciata l’esibizione live delle
CocoRosie, qualcosa di più di un
gruppo rock, un universo artistico
a 360%. Dopo anni di assenza, le
sorelle più stravaganti ed eccentriche
del panorama indie internazionale,
autrici di un’inconfondibile miscela
di folk, elettronica, hip hop e lirica,
tornano in Europa per un tour che
accanto alle capitali europee, vede
per l’appunto Soliera. Le CocoRosie
presenteranno il loro ultimo album
dal titolo Tales of a grass widow che
vedrà la luce a fine maggio.
Nel 2012, il duo ha pubblicato, dopo
2 anni di silenzio, il singolo We are
on fire, registrato con la supervisione
di David Sitek dei TV on the radio
a Los Angeles. Il singolo è uscito in
versione digitale e in vinile e contiene la b-side Tears for animals
che vede alla voce Antony Hegarty,
voce degli Antony and the Johnsons, registrata la primavera precedente nel loro studio di Brooklyn.
La copertina del singolo è firmata
dalla stessa Bianca Casady, che si
dedica all’arte con lo pseudonimo
di Twin Rivers, e dall’artista Jesse
Hazelip. Grey Oceans, il quarto
album delle sorelle Casady, è stato
registrato per buona parte a Buenos
Aires in un piccolo studio vintage
sotto la supervisione tecnica di Nicolas Kalwill, nome celebre della
musica argentina e ingegnere del
suono di album rinomatissimi della
musica sudamericana. Grey Oceans
è dunque un disco internazionale,
una sorta di raccolta di sensazioni e
umori che le due sorelle hanno saputo tradurre in musica con l’apporto
di collaboratori di grande talento e
mestiere. Oltre che a Buenos Aires
Inizia la disfida per la seconda edizione della Giostra Balsamica
L’oro nero torna di scena a Carpi
R
itorna anche quest’anno la
Giostra Balsamica, ovvero
il torneo dei quartieri e delle
ville del carpigiano tra i produttori
di Aceto Balsamico Tradizionale di
Modena.
Un’iniziativa che, attraverso la gara e
il confronto, vuole riportare alla luce
le acetaie private, nonché l’avvicinamento della collettività alle tradizioni
enogastronomiche locali e promuovere il balsamico della tradizione
secolare.
Tra i principali appuntamenti della
gara in programma segnaliamo:
giovedì 9 maggio, alla Scuola di
Ristorazione Nazareno, serata
conviviale e promozionale dell’evento. Dal 20 maggio al 1° giugno, in
Acetaia comunale, dalle 10 alle 12,
escluso i giorni festivi, si raccolgono
i campioni del prezioso prodotto che
si sfideranno. Possono partecipare
tutti coloro che hanno un’acetaia nel
territorio di Carpi.
Dopo la consegna, l’aceto sarà sottoposto, nelle settimane successive,
a esami chimico-fisici e i maestri assaggiatori della Consorteria ABTM
svolgeranno serate di
selezione degli aceti.
Nelle prime settimane del mese di
settembre, nella
Saletta Pubblica della
Fondazione Cassa di
Risparmio di Carpi
- in corso Cabassi,
4 - si terranno le
serate di selezione
dei campioni finalisti.
In quell’ambito sarà
l’album è stato registrato tra Parigi,
Berlino, New York e Melbourne e
questo cosmopolitismo musicale ha
segnato la direzione sonora del duo,
che spinge con forza verso il free jazz
e l’improvvisazione, estremizzando
le differenze di stile sempre esistite
tra le due sorelle. Dai loro esordi
nel 2003 come folk vocal duo - che
utilizzava l’arpa, la chitarra acustica,
le tastiere e una schiera di giocattoli cigolanti - fino al loro divertente
quanto obliquo hip-hop a cui partecipano il beatboxer e MC francese
Spleen e talvolta l’amico Patrick
Wolf al violino e voce, le CocoRosie
si sono evolute in modo consistente,
forzando i propri limiti per sfuggire
alle aspettative e spiazzare l’ascoltatore. I tre album precedenti delle
sorelle Cassidy, La maison de mon
rêve, Noah’s ark e The adventures
of Ghosthorse & Stillborn ci hanno
presentato i loro paesaggi sonori unici, talvolta inquietanti ma sempre
affascinanti e originali. Per maggiori
informazioni: 059.568580-81.
prevista anche una degustazione dei
campioni finalisti da parte del pubblico, condotta dai maestri assaggiatori. Sabato 12 ottobre, infine, il
vincitore della Giostra Balsamica
sarà premiato nell’ambito delle iniziative comprese in occasione della
Cottura del Mosto in Piazza. Per
informazioni:
[email protected]
Alfiere Lino Gazzotti - 335 1248594.
13 aprile - ore 21
Cabaret Carpe Ridens
5ª edizione del Concorso
di Comicità
Ospite Norberto Midani
Centro Loris Guerzoni
13 aprile - ore 16
20° Giro podistico di Cortile
Manifestazione a carattere
ricreativo, ludico, motorio non
competitiva
Circolo Arci U. Barbaro
13 aprile - ore 21
Serata Danzante a 360°
Durante la serata esibizione
della scuola di ballo Red Moon
Dance
della Maestra Barbara Benatti
Il ricavato della serata sarà
devoluto a favore di: Amo per
l’acquisto di uno strumento per
prevenire la caduta dei capelli
causata dalla Chemioterapia e
di Alice per l’acquisto di una
centralina per un monitor e
materiale per palestra pazienti
unità ictus
Circolo Rinascita - Budrione
14 aprile - ore 15.30
Spettacolo dialettale
An n’è mai cum i disan
Commedia dialettale presentata
da Quelli delle Roncole 2
Due atti di Giovanna Ganzerli
Regia di Giovanna Ganzerli
Personaggi e interpreti
Patrizia Poletti, Wilma
Tancredi Veronesi, Roldo
Graziella Meschieri, Meriga
Umberto Scardua, Gelindo
Giovanni Solieri, Manfredo
Elena Galavotti, Romilda
Federico Mancini, Zelio
Ines Guaitolini, Palmira
Anna Cafaro, Dilva
12.04.2013 n° 14
appuntamenti
Gloria Ferrari, Venerina
Circolo Graziosi
23
Sipario il 12 aprile, alle 21, a Modena, allo Storchi, per la VII edizione del V-Day
Insorgete donne!
14 aprile - ore 21
Nino Rota Quartet
Sala del Club del Corso
14 e 21 aprile - ore 16/19
Amici diamo inizio
alle danze!
Esibizione delle migliori
scuole di ballo locali
Borgogioioso
14 aprile - ritrovo alle 8
33° Giro delle risaie
Camminata non competitiva
aperta a tutti
Circolo La Fontana
Fossoli
14 aprile - dalle 10
Friend’s Cup Calcio a 7
Campo sportivo di Fossoli
16 aprile - ore 20,45
Conferenza dal tema: Come
aiutare i bambini ad
affrontare le prime
esperienze difficili
Auditorium Biblioteca Loria
17 aprile - ore 21
Letture biografiche e poetiche
a cura di Arianna Agnoletto
Emily Dickinson
Libreria Mondadori
17 aprile - ore 15
La gestione della qualità
della memoria
Relatrice: Vanda Menon,
medico geriatra
Centro Sociale Guerzoni
Il 14 aprile, alle 21, concerto
del Nino Rota Quartet
Indimenticabili
colonne sonore
I
l violino di Giannina Guazzaroni, il flauto traverso di Federica Torbidoni, il pianoforte di
Deborah Vico e le percussioni e la
voce di Rosa Sorice: sono questi
i quattro ingredienti di Cinema e
musica, il concerto tutto al femminile che il Nino Rota Quartet
terrà a Carpi, domenica 14 aprile,
alle 21, presso la Sala del Club del
Corso.
Le quattro virtuose eseguiranno le
immortali melodie che hanno fatto
la storia del cinema italiano e internazionale, in un concerto che sarà
un emozionante viaggio tra alcuni
dei più bei temi della storia della
Settima Arte, composti da grandi
maestri quali Nino Rota – che
riceverà un’attenzione particolare
in considerazione dei 30 anni dalla
scomparsa - Ennio Morricone,
Nicola Piovani, John Williams,
Max Steiner, Michael Nyman e
tanti altri. Quello di domenica 14
aprile è l’ultimo appuntamento
della rassegna I concerti dell’Università – promossi dall’Università
Mario Gasparini Casari grazie al
contributo di Fondazione Cassa
di Risparmio di Carpi. Il costo del
biglietto è di 13 euro - 10 per i soci
e i minori di anni 16.
C
i hanno fatto insorgere, ballare, commuovere, ridere, emozionare, arrabbiare, sdegnare
e sperare. Sono I monologhi della
vagina ancora una volta in scena:
ogni anno gli stessi, ma ogni anno
diversi perché i monologhi si evolvono al mutare delle denunce, delle
condizioni sociali, delle insidie quotidiane a cui sono vincolate le donne.
Ogni anno a ricordare che nella storia
di una sola donna se ne riconoscono
molte altre, come nelle risate amare
che i monologhi riescono a suscitare
nel profondo perché, in quei sorrisi,
è compresa l’indignazione di tutte
noi. Sipario dunque il 12 aprile, alle
21, a Modena, al Teatro Storchi, per
la VII edizione del V-Day 2013: il
percorso di teatro politico che fa del
diritto al genere e delle sue contraddizioni, il campo di ricerca per aiutare,
divertire, capire e riflettere.
I monologhi della vagina negli ultimi
sei anni hanno richiamato nel modenese oltre 4mila spettatori devolvendo a diverse associazioni impegnate
nella lotta contro la violenza circa
20mila euro. Ma la dimostrazione
che la nostra provincia si è distinta
per l’impegno profuso, arriva dal
riconoscimento Oltreoceano della
precisa scelta di Eve Ensler di girare la parte italiana del video della
campagna One Billion Rising in città.
Un breve docu-film che spazia fra
Modena, Congo, India, Filippine,
Stati Uniti, e sarà proiettato in scena
inframmezzando la recita dei pezzi
tratti dal celebre libro. A calcare il
palcoscenico una quarantina fra attrici, registe e tre registi, in un range
di età che copre dai 16 ai 70 anni.
“I laboratori – ha spiegato Elena
Montorsi, del Comitato V-Day modenese e One Billion Rising, autrice,
inoltre, della traduzione nazionale
del nuovo testo della Ensler, Rising
- sono iniziati a metà dicembre spaziando da tecniche di semplice preparazione teatrale, occupazione dello
spazio, presenza scenica e uso della
voce, fino a percorsi più intimistici in
cui ci si confrontava sui temi proposti
nei monologhi, integrandoli al proprio vissuto emozionale, seguendo
una sorta di lavoro di autocoscienza
guidato dalla regista di riferimento
per il singolo monologo. Nel V-Day
si creano relazioni. La particolarità
modenese è data dal coinvolgimento
di attrici non professioniste, di ogni
età e provenienza, molte delle quali
non hanno mai affrontato percorsi
in difesa dei diritti di genere, ma è
proprio questo presupposto ad aver
premiato il V-Day cittadino: il fatto di
avere usato il teatro come strumento
creativo per avvicinare le persone a
questi temi e soprattutto ad una nuova
consapevolezza di sé e dei propri
diritti: è importante, perché solo se
ne sei cosciente in prima persona
potrai difendere te stessa e gli altri”,
ha concluso. Quest’anno le novità
scenografiche sono rappresentate
dalla proiezione del video One Billion Rising e dalla presenza sul palco
di pouf offerti dalla ditta Puffla di
San Felice sul Panaro, scelta come
sponsor della manifestazione in
quanto azienda colpita dal recente
sisma. Fra i celebri testi portati in
scena: Come la chiamiamo; Peli;
L’inondazione; Gli piaceva guardarla; La mia gonna corta; La mia
vagina arrabbiata; La mia vagina
era il mio villaggio; Rising e altri.
“Creare attenzione sui temi di genere con strumenti non convenzionali
e d’immediata comprensione, che
usino l’ironia e la creatività, è un
modo nuovo di sensibilizzare su prevenzione e contrasto alla violenza.
Una formula, che abbiamo convintamente sostenuto dal suo esordio.
A Modena – ha detto Vittorina
Maestroni, presidente del Centro
documentazione donna – il connubio fra associazioni femminili, che
da tempo si occupano del contrasto
alla violenza, e la voglia d’azione dei
gruppi di donne che hanno lavorato
sui percorsi teatrali, ha avviato un
nuovo modo sinergico di fare prevenzione che segna un salto di qualità
metodologica: se ciò fosse riconosciuto anche con uno stanziamento di
risorse adeguate, si potrebbe favorire
un lavoro strutturale e continuativo
in tema d’interventi formativi sulla
convivenza fra i generi, anche con
gli adolescenti”.
Arricchiscono la primavera di Forum Eventi quattro appuntamenti dedicati ai giardini, dove
prendono la parola esperti e giardinieri illustri che invitano a pensare al giardino soprattutto
come a un luogo in cui si conserva la memoria collettiva di un territorio
Il giardino: memoria del mondo
F
ino al 29 maggio la letteratura è la protagonista nei dieci
nuovi appuntamenti modenesi del Forum Guido Monzani.
A presentare le loro ultime pubblicazioni nomi noti del giornalismo,
della cultura e del cinema: da
Daria Bignardi a Pupi Avati, da
Alessandro Barbero a Mauro
Corona, da Philippe Daverio
a Paolo Giordano. Per la prima
volta la rassegna è arricchita da
una sezione tematica: il “giardino” è al centro di quattro incontri
monografici tra teoria, pratica,
storia e filosofia. Tutti gli eventi
sono a ingresso gratuito.
Arricchiscono la primavera di Forum Eventi quattro appuntamenti
dedicati ai giardini, dove prendono la parola esperti e giardinieri
illustri che invitano a pensare al
giardino soprattutto come a un
luogo in cui si conserva la memo-
ria collettiva di un territorio. Gli
incontri sono realizzati in collaborazione con la delegazione modenese del Fai e il Garden Club di
Modena. Dopo Luigi Zangheri,
domenica 12 maggio alle 17.30 è
protagonista Libereso Gugliel-
mi, il poeta dei fiori, conosciuto
anche come il giardiniere di Italo
Calvino o l’uomo che mangia
le piante, viene introdotto dal
giornalista Claudio Porchia. Un
appuntamento imperdibile per
coloro che non hanno mai avuto
occasione di incontrarlo nel suo
giardino privato o in una delle sue
“conferenze” informali, durante le
quali il suo irruente amore per le
piante riesce a contagiare anche il
più apatico dei plantigradi. La sua
continua ricerca lo ha portato a
girare il mondo, scoprendo nuove
piante, culture e biodiversità
ovunque. Oggi prosegue la sua
attività insegnando a disegnare le
piante ai bambini delle elementari
nelle scuole, tiene conferenze sul
giardinaggio e la flora spontanea
in giro per l’Italia, scrive e ispira
articoli e libri, è un riferimento per
chi ama la natura.
Domenica 19 maggio alle 17.30 è
la volta del “maestro” Carlo Pagani che nell’incontro Le stagioni
del maestro giardiniere porta il
pubblico nel suo paradiso: 5 ettari
di verde incontaminato dove si
occupa personalmente di un giardino, di un orto e di un frutteto. La
sua è un’idea di giardinaggio che
è anche uno stile di vita, un modo
armonioso di vivere in relazione
con la natura nel quale nessuno
è estraneo ma tutti partecipano:
piante buone e infestanti, animali
utili e nocivi. Divulgatore del
giardinaggio come cultura, oltre
che grandissimo appassionato ed
esperto di piante, è conduttore di
importanti trasmissioni televisive
e autore di numerosi testi sull’argomento. E’ una vera è propria
lezione magistrale sulla tutela della natura quella che tiene al Forum
Monzani mercoledì 29 maggio,
alle 21, Enzo Bianchi, fondatore
e priore della Comunità monastica
di Bose, dal titolo L’uomo custode
del creato.
12.04.2013 n° 14
24
Calcio – Show al Cabassi: Entella travolta e sorpassata (3-1)
TOTAL CARPI: ATTO DI FORZA
I biancorossi dominano una partita bellissima, tra avversari “elettivi”
Viola decisivo: è l’ultima scoperta di una squadra in continua evoluzione.
Il prossimo sarà un turno di verdetti per i playoff e i playout.
I
l Carpi ipoteca il passaporto
playoff mettendo in evidente
imbarazzo l’Entella. La batte
in modo travolgente, prendendone la targa fin dall’inizio. Domina
in personalità, intensità, strategia.
Stravince tutti i duelli individuali,
impone il proprio piano quasi in assenza di contraddittorio. Chiude con
scarto netto, addirittura bugiardo per
difetto. E’ stato un vero e proprio
atto di forza dentro una partita bellissima, piena di bollicine. Che ha
prodotto molto spettacolo, ma anche
raccontato parecchia differenza tra
due contendenti dirette.
ELETTIVITA’ - Ci sono squadre
che si accoppiano al loro meglio.
Ovverosia: quando si sfidano, sprigionano sul campo una chimica favorevole alle qualità di chi gioca e al
divertimento di chi guarda. Del resto, in questo senso l’andata ci aveva
già offerto molti indizi. Adesso lo
sappiamo con certezza: Carpi ed
Entella sono questo, avversari elettivi. Si affrontano abbandonandosi
esclusivamente alle proprie possibilità di gioco, senza snaturarsi in
funzione dei reciproci difetti. E’ una
scommessa alla pari, perché l’una si
fa forza sugli ingredienti che l’altra
teme. E viceversa. L’Entella è palleggio denso ma lungo, ti invita negli
spazi perché ha bisogno di averne
per liberare il suo genio migliore.
Tatticamente è molto articolata, ma
sostanzialmente si fonda su un’unica idea: Vannucchi. Che appunto
ha il compito di semplificare ciò che
altrimenti rimarrebbe complesso.
Il Carpi per strutturazione soffre
i trequartisti, ma è inarrestabile
quando trova praterie per correre.
Le riempie di frequenze che non può
reggere nessuno. Meno che mai i liguri, privi di veri podisti soprattutto
a metà campo: un rombo larghissimo, spesso stracciato su 50 metri.
Dentro cui hanno dilagato a turno
Bianco, Papini e Viola, senz’argini. Squarciando la partita come un
taglio su una tela d’arte. Il resto lo
hanno fatto Di Gaudio e Melara,
aggredendo le caviglie dei terzini
all’inizio dell’azione. Così, senza
l’acqua delle fonti primarie d’impostazione, l’Entella si è progressivamente inaridita. Fino all’incapacità di abbeverare Vannucchi, che
in fondo è stato pericoloso soltanto
da fermo.
SQUADRA TOTALE - A cinque
giornate dal traguardo, siamo di
fronte a due convincenti candidate
alla post-season in
uscita da percorsi
evolutivi. Si sono
infatti molto trasformate durante il
campionato. L’Entella si è abbassata
per convenienza,
ha imparato a giocare sotto la linea
della palla. Con più
opzioni di calcio ad
ampia gittata e più
forza in profondità (Di Tacchio e
Cori). Nel Carpi,
invece, grazie alle
novità di Brini sta succedendo qualcosa di ancora più profondo e illuminato. Si vedono ormai i sintomi
della squadra totale, padrona dei due
strumenti ammessi per controllare il
gioco: sopraritmo e sottoritmo. Per
tutto il girone di andata, l’estensione della filosofia-Cioffi sublimava
essenzialmente solo il primo: lasciava sistematicamente l’iniziativa
all’avversario per ribaltarlo al doppio della velocità; lo costringeva
a esporsi e poi a rincorrere all’indietro. Naturalmente col cambio di
gestione tecnica questo patrimonio
non è affatto andato perso: è il genoma di questo gruppo, Di Gaudio e
Letizia continuano a esserne i portatori principali. Ma adesso emerge
anche la dimensione opposta: l’idea
di far correre meglio la palla per
esaurire la corsa altrui, attraverso
un possesso-palla alto e mescolato,
sia orizzontale che verticale, che
Trapani 53
Lecce 51
Sudtirol 46
Carpi 44
Virtus Entella* 43
San Marino 42
FeralpiSalò 39
Albinoleffe (-6) 37
Pavia* 37
Cremonese (-1) 36
Lumezzane* 36
Portogruaro (-1) 30
Cuneo* 30
Como (-1) 28
Reggiana 25
Tritium 17
Treviso* (-1) 13
* una gara in più
prossimo turno
Domenica 14/4/2013
30a giornata, ore 15.
Feralpisalò-Carpi; AlbinoleffePortogruaro; Cremonese-Sudtirol;
Cuneo-Como; Reggiana-Lecce;
Trapani-Pavia; Treviso-Tritium;
Virtus Entella-San Marino.
mandi fuori giri il pressing.
VIOLA- Questa crescita importante
è l’humus ideale per fare scoperte.
L’ultima è proprio Viola, che ha
sfruttato l’oroscopo favorevole,
come se il destino gli avesse dato
l’appuntamento buono nella domenica giusta: nemmeno avrebbe
dovuto giocare, il ballottaggio sarebbe stato di Concas se solo non
gli fosse venuta la febbre il giorno
prima. Così, l’ex reggino si è definitivamente messo sulla cartina
geografica del mondo biancorosso.
A furia di serpentine, l’espressione
esatta del suo calcio, fatto di improvvisazione mancina e istinti rettili.
Ovvero molto di quel che mancava
alla causa, e che tornerà a essere
utilissimo. Specie in casa, dove si
può rischiare di più.
QUINTULTIMA – Dalla quintultima usciranno verdetti importanti,
qualcuno probabilmente definitivo.
prossimo avversario – Feralpisalò
Due conquiste: salvezza e regolarità
D
classifica
opo l’Entella, un altro scontro diretto e un altro avversario molto migliorato
in corsa. Nel girone di ritorno il Feralpisalò ha raccolto 18 punti, cioè
appena 3 in meno dell’intera andata. Con rendimento abbastanza bilanciato, tra casa (11) e trasferta (7). La chiave è nell’energia di diversi giovani in via
di definitiva consacrazione. I più determinanti sono nati nel 1992, e costituiscono
il telaio offensivo: Francesco Finocchio, mezzala modernissima, di governo e
sfondamento; Luca Miracoli, centravanti ibrido, tra il classico e l’universale, di
grande fisico e grande mobilità; Mattia Montini (il più importante innesto di
Gennaio) fantasista creativo, agile e velenoso sotto porta. Non è affatto una
squadra completa: sovrabbonda in attacco, ma le è mancato spesso equilibrio.
Ha perso complessivamente troppe partite (10). Tuttavia, negli ultimi due mesi è
significativamente cresciuta. Ha subito solo 4 gol in 7 gare, tenuto a zero avversari
complessi (Lumezzane e Albinoleffe), battuto largamente il Sudtirol al massimo
della forma. Arriva insomma di slancio a quest’ultimo treno per un posto al Sole.
E con due conquiste: la regolarità del risultato e la salvezza in cassaforte. Potrà
insomma correre senza zavorre, giocare spensierata e leggera come chiede il suo
mister: Gianmarco Remondina, ex Sassuolo, professore emerito in scienza del
4-3-3. Senza dubbio, l’unico autentico top-player. Uno dei pochi in categoria che
sono più bravi della loro squadra. E per il solo fatto che la allenano, riescono a
renderla migliore di quanto non si sia disposti ad accreditarle.
Entella e San Marino spareggeranno per il quinto posto. Il terzo,
intanto, torna a essere scalabile. Il
posticipo si è concluso con una rissa
da saloon e un pareggio che tiene il
Lecce in corsa per il titolo ed esclude
il Sudtirol, ora atteso da un calendario abbastanza duro. Domenica
sarà ospite della Cremonese, all’ultimissimo appello di credibilità. In
coda: Cuneo-Como vale l’uscita dai
playout, mentre Treviso-Tritium è
l’estremo salvacondotto per sfuggire alla retrocessione diretta. Sono
REGIONALI – Al
Borelli un derby
per il 2° posto
Eccellenza. Con il Piacenza ormai
campione, rimane avvincente solo il
derby per il secondo posto tra Rolo
e Correggese. Domenica prossima, lo scontro diretto al Borelli dirà
moltissimo. Intanto gli uomini di
Salmi azzeccano un duplice scatto
importantissimo ricavando il pieno
da due trasferte piuttosto ostiche.
Nel recupero di Castellarano vincono
col minimo sforzo (1-0) grazie a un
colpo di testa di Bouhali, che poi si
ripete anche a Colorno aprendo la
rimonta (3-1). Torna decisivo Napoli
(doppietta), dopo oltre un mese di
digiuno.
Promozione. Campionato
sempre apertissimo: continua
non esserci né un padrone né
un favorito, in testa si coagula il
terzetto Calderara-Casalgrande-San
Michelese. Naviga al quarto posto,
lontanissima, la Solierese che ha
ormai abbandonato ogni fregola di
gloria. L’1-1 interno striminzito e sofferto con Zola Predosa sa sostanzialmente di resa anticipata alla corsa di
vertice. Pareggia in extremis Giulio
Di Giammarco, l’ultima vivace
scoperta di mister Nannini.
PROVINCIALI –
Limidi in crisi
Seconda. C’è ancora molto campionato da giocare, ma il progetto di
rimonta della Virtus è già prossimo
al capolinea. Ridotti in 10 (espulso
Ferrari), gli aquilotti cedono alla
capolista Ravarino (0-1) in modo
abbastanza pericoloso. Ora si ritrovano risucchiati a centroclassifica
e rischiano lo sbandamento psicologico. In coda, ancora amarezze
per le nostre: la Fossolese crolla in
casa col Manzolino (1-3, Meschieri)
mentre la Cabassi spreca il vantaggio di Giannerini e viene raggiunta
dal S.Prospero (1-1). Nel reggiano,
invece, va molto meglio al San
Marino che si risolleva battendo di
misura l’Albinea (1-0).
Terza. La Cortilese compie
l’impresa di giornata rimontando
a sorpresa il Campogalliano (2-1). I
gol Di Martino e del solito Chizzini sarebbero un grande favore ai
cugini di Limidi. Che tuttavia non
ne approfittano, anzi incappano nel
secondo tonfo consecutivo (1-3 con
Invicta). E’ crisi, dura e imprevista,
proprio nel momento più decisivo
della stagione. Nell’altro girone, lo
United torna a muovere la classifica
imponendo il pari al Castelnovo
(2-2); male infine la Carpine, stesa
in casa dal Saturno nell’anticipo
serale (0-1).
E.G.
partite da monitorare, poiché orienteranno il cammino delle ultime tre
squadre che verranno al Cabassi.
Nel mentre, il Carpi avrà la possibilità di eliminare il Feralpi dalla
bagarre. Un avversario inferiore ma
difficile, proprio perché leggero: è
salvo e gli resta il privilegio di un
sogno gratuito. Quindi può giocare da grande squadra anche senza
esserlo.
Enrico Gualtieri
12.04.2013 n° 14
25
Pallavolo Maschile - La Cec fa il proprio dovere e centra i 3 punti contro il fanalino di coda Bonollo Mestrino
La Cec vola a +8 sul quarto posto
Tabellino
L
a Cec fa il proprio dovere
e centra i 3 punti contro il
fanalino di coda Bonollo
Mestrino. Se la sostanza poteva
essere attesa, la forma con cui i
biancoblu hanno centrato l’obiettivo è invece ben più interessante:
con Max Astolfi rallentato in
panchina da un problema a un
ginocchio, a guidare l’Universal
c’era Davide “Popi” Di Primio,
giovane alzatore, classe 1993,
prodotto del settore giovanile
carpigiano alla prima assoluta da
titolare in categoria. E se “Popi”
se l’è cavata alla grande guidando
i ben più esperti compagni con
ordine e idee chiare, la giornata
speciale dei carpigiani si è completata con l’esordio assoluto
dell’altro prodotto di casa Luca
Bertazzoni, alzatore classe ‘98
(15 anni ancora da compiere) fresco di esperienza in Azzurro che
Cec carpi - Bonollo Mestrino: 3-0
(25-11, 25-20, 25-12)
ha sostituito il compagno per gli
ultimi punti togliendosi anche la
soddisfazione di chiudere il match
con un muro vincente. Sono loro
le facce di questo 3-0 sul Bonollo Mestrino, una partita sempre
nelle mani della Cec se non nel
secondo parziale, quando i veneti
sono partiti a razzo e i biancoblu
hanno dovuto rincorrere. Mestrino
parte 3-7 e 4-10, la Cec rimette la
testa sul parquet e impatta a quota
15, prima di tornare sotto 16-18.
Sul 18-20 però si accende il muro
carpigiano, che fa centro 4 volte
negli ultimi palloni permettendo
Un carpigiano tra gli azzurrini di coach Barbiero
Bertazzoni di bronzo con l’Italia
B
ella esperienza in azzurro per il giocatore della Cec Carpi, Luca Bertazzoni (nella foto sopra, terzo da sinistro con la Nazionale). Il palleggiatore
classe ’98 ha infatti partecipato con la Nazionale Allievi al Memorial
Cornacchia di Pordenone, torneo internazionale che nel fine settimana di Pasqua ha messo di fronte rappresentative nazionali e anche squadre di club. Luca
e gli azzurrini di coach Barbiero hanno chiuso con un buon terzo posto dopo
aver ceduto 3-0 in semifinale alla Russia poi vincitrice del torneo. Gli azzurrini
sono così approdati alla finale per il bronzo, dove hanno avuto la meglio per
3-2 della Svizzera. Prima, l’Italia aveva battuto nei quarti l’Agorà Venezia (3-2)
e marciato con un percorso netto fatto di soli 3-0 nel girone di qualificazione
contro la Selezione di Varna (Bulgaria), Futura Cordenons e Kazakistan.
Grande successo per la manifestazione Sciame di biciclette
In 400 verso la Francesa in sella alla due ruote
D
omenica 7 aprile,
ha avuto luogo il
tradizionale appuntamento con la manifestazione Sciame di Biciclette.
Partita dal centro storico di
Carpi, alle 14.30, dopo una
prima sosta all’ex Campo di
concentramento di Fossoli
si è diretta alla vicina Oasi la
Francesa. 15 chilometri in
tutto, per una manifestazio-
ne promossa dal Ceas delle
Terre d’Argine e alla quale
hanno partecipato circa 400
persone, almeno la metà
delle quali erano alunni delle
scuole.
alla Cec di chiudere 25-20. Da lì è
stata una passeggiata, con anche
l’altro baby di casa Marco Possega in campo per Trentin per un
trionfo più carpigiano che mai.
Motta intanto cede 1-3 ad Appignano e la Cec vola così a +8 sul
quarto posto.
CEC CARPI: Di Primio 2, Bigarelli 12,
De Marco 12, Lirutti 1, Lancellotti
10, Rau 8, Trentin (L); Raimondi 12,
Bertazzoni 1, Pivetti ne, Astolfi ne,
Possega (L2), D.Zanon 3.
Allenatore: L.Molinari
BONOLLO MESTRINO: Zorzi 5,
Brugnaro 1, Calligione 2, Rebeschini
2, Mario 9, Signoretti 4, Cannella 8,
Artuso ne, Giordani (L), Franceschi,
Toffanin.
Allenatore: L.Zanon
Arbitri: Marotta e Bucci
Note: ace 1/3, battute sbagliate 4/6,
muri 23/3, errori punto 12/14; Cec
Carpi attacco 50%, ricezione 71%
(prf 55%), Bonollo Mestrino attacco
26%, ricezione 62% (prf 46%);
tempi tecnici e parziali primo set 8-4,
16-6, 21-9, secondo set 3-8, 15-16,
21-20, terzo set 8-3, 16-8, 21-9;
durata set 20’, 27’, 22’; spettatori
200 circa
12.04.2013 n° 14
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Pallamano - Definita la griglia dei playoff scudetto 2012-13
Per Terraquilia sarà dura
“
Peggio di così francamente
non poteva andarci”. E’ un
commento unanime quello
che si alza in casa Terraquilia Carpi
dopo il sorteggio che, a Roma nella
sede della Figh, ha definito la griglia
dei playoff scudetto 2012-13. Ai
biancorossi è capitato nei quarti di
finale uno dei clienti più scomodi fra
le sette possibili rivali, lo Junior Fasano capace di vincere a punteggio
pieno (18 successi su 18 gare, unica
fra le 8 ammesse ai playoff) il Girone
C della regular season.
IL SORTEGGIO. Il momento cruciale
del sorteggio è stata la definizione
della quarta testa di serie, che si è
aggiunta a Bolzano, Ambra e Fasano vincitrici dei tre gironi. Dall’urna
delle tre seconde Pressano, Carpi
e Conversano la dea bendata ha
fatto uscire il nome di Conversano,
che così ha evitato le tre prime della
classe, finendo anche nella parte
bassa del tabellone con Ambra,
lasciando a Fasano (miglior score
della stagione regolare) e Bolzano
(campione d’Italia in carica e fresco
vincitore della Coppa Italia) la parte
alta che potrebbe valere un’eventuale semifinale fra le due favorite per
il tricolore. “Si vede che a Conversano sono molto fortunati, perché
dopo il sorteggio di Coppa hanno
vinto anche questo”, il commento
amareggiato del d.g. Claudio Cerchiari, che ricorda l’identico esito
del sorteggio di gennaio quando,
per definire la quarta semifinalista di
Coppa, vennero beffate ancora una
volta Carpi e Pressano a beneficio di
Conversano.
IL TABELLONE. Nella parte alta
dunque i due quarti sono BolzanoSassari e Fasano-Carpi, nella
parte bassa Conversano-Pressano e
Ambra-Fondi. Si parte con le quattro
gara-1 sabato 13 aprile, con un
anticipo in diretta alle 20 su RaiSport
il giovedì 11 (ancora da definire
quale delle quattro sfide) sui campi
Paolo Signorini
di Bolzano, Fasano, Conversano e
Ambra, poi sabato 20 aprile (con
un anticipo giovedì 18) le quattro
gara-2 a campi invertiti, quindi le
eventuali gara-3 sul campo di chi ha
giocato in casa gara-1 martedì 23,
mentre dal 27 via alle semifinali, che
come la finale si giocano su andata e
ritorno con differenza reti decisiva.
I COMMENTI. Stessa lunghezza
d’onda per coach Serafini e il d.g.
Cerchiari. “Con un pizzico in più
di precisione nella gara in casa con
Ambra – spiega Cerchiari – fra le
teste di serie ci saremmo potuti
essere noi e magari sognare anche
una finale nella parte bassa del
tabellone. Fasano ed eventualmente
Bolzano sono invece il top che la
pallamano italiana può esprimere
oggi. Sarà durissima”. Guarda positivo Serafini. “E’ vero, ci è andata
come peggio non poteva – spiega il
coach – perché Fasano ha vinto tutte
le gare e ha una rosa stellare, poi
un’eventuale gara-3 sul loro campo,
sempre caldissimo e pieno, è un
bello svantaggio. Ma ci proveremo
lo stesso”.
L’AVVERSARIO. Lo Junior Fasano
è espressione di un paese di 38mila
abitanti in provincia di Brindisi, dove
la pallamano è quasi una religione
(la squadra di calcio, per fare un
esempio, è appena fallita e ripartita
dalla Seconda categoria), tanto che
18 giocatori della rosa di coach
Ancona su 20 sono fasanesi doc. Le
partenze estive di Kokuca e Bobicic
non hanno indebolito la rosa dello
Junior, che può vantare anche due
colonne della Nazionale azzurra
come il pivot classe ‘88 Umberto
Giannoccaro e il terzino-ala Francesco Rubino (‘83), insieme autori
di 209 delle 618 reti segnate in stagione. Per Carpi lo storico debutto
nei playoff sarà un vero e proprio
battesimo del fuoco alla Palestra
Franco Zizzi, solitamente stipata nei
suoi 300 posti a sedere.
ginnastica ritmica - La squadra del Club Giardino è stata ammessa alla
Nazionale del Campionato di Serie C che si terrà ad arezzo
Sempre più in alto
S
i è svolta domenica 7 aprile,
nel Palazzetto dello Sport di
Gerenzano, la Fase Interregionale Nord/Est del Campionato di Serie C GR, facente
parte del calendario agonistico
della Federazione Ginnastica
d’Italia. La Ritmica Giardino
si è presentata con la squadra
composta da: Nicole Arfeli, Ilaria
Giovanelli e Asia Ognibene.
Malgrado la tensione abbia fatto
commettere alle ragazze alcuni
errori, la buona performance
al Collettivo a Corpo Libero e
l’impeccabile esercizio in coppia
al Cerchio hanno consentito alla
squadra di dare un’ottima impressione alla giuria. Sul totale delle
40 squadre presenti, la Ritmica
Giardino ha così conquistato un
buon 15° posto che le garantisce
l’ammissione alla fase Nazionale del prossimo 4 e 5 maggio
ad Arezzo (solo 17 le squadre
ammesse). Soddisfatta la respon-
sabile tecnica della formazione,
Federica Gariboldi.
Tennis
Lo Sporting conquista il Trofeo Palmieri
E
’ stata la squadra dello Sporting Club Carpi ad aggiudicarsi il Trofeo Palmieri,
Campionato a Squadre Indoor 2013,
imponendosi in finale sul Forum
Tennis di Forlì per 2 a 1. Dopo
essersi qualificati terzi nel proprio
girone, nel tabellone finale i ragazzi
di Carpi non hanno avuto pietà per
nessuno eliminando squadre come
il T.C. Parma, il T.C. Fossadalbero,
la squadra A del C.T. Reggio Emilia,
per sbarazzarsi poi, in semifinale,
dello Sporting Sassuolo. Per il
Forum Tennis non c’è stato nulla da
fare in finale sui campi dello Sporting
dove la squadra di casa, trascinata
da un grande Alessandro Bonini,
ha lasciato ben poco agli avversari
romagnoli.
Risultati delle partite:
Paolo Rossi batte Alessio Tinti
6-2, 6-2.
Alessandro Bonini batte
Filip Radovanovic 6-4, 6-3.
Michele Barbetti e Walter Marani
vincono su Luca Favale e Flamini
Fabrizio 6-1, 6-4.
In piedi da sinistra: il fiduciario FIT
Nicolini, Franco Dazzi dirigente Club
Carpi, Walter Marani, Alessandro
Bonini, Iacopo Luppi, Michele Barbetti,
Roberto Caffarra e Davide Sbisà. In
basso da sinistra Giorgio Guidetti, il
capitano Enrico Frattini e Alessio Tinti.
Bocce - Paleari e Luraghi perdono la finale a Verona così come Signorini che a Bergamo finisce
secondo in classifica
La Rinascita sfiora la vittoria
N
elle giornate di sabato 6 e
domenica 7 aprile la Rinascita ha sfiorato la vittoria in
due gare nazionali. Sabato 6 aprile
a Verona in occasione del Memorial
Ruzzinente Begnoni - Hendrix Mozzecane, la coppia della MP Filtri
Rinascita Modena, Paleari - Luraghi Marco perde la finale contro
Manghi-Tosca di Piacenza con il
punteggio di 12 a 8. Classifica finale: 1° Manghi - Tosca (Fontanella,
Piacenza); 2° Paleari - Luraghi (MP
Filtri Rinascita, Modena) 3° Baldi Stellini (Scaligera, Verona); 4° Rossi
- Selogna (Buco Magico, Reggio
Emilia).
Domenica 7 aprile nell’ambito del
circuito Fib nazionale si è svolto a
Bergamo l’11° Trofeo I Galecc presso
la Polisportiva Presezzo. Il campione
del mondo della MP Filtri Rinascita
Paolo Signorini ha perso la finale
contro Massimo Bergamelli di Casa
Bella Bergamo, per 12-6.
Classifica finale: 1° Massimo Bergamelli (Casa Bella, Bergamo); 2°
Paolo Signorini (MP Filtri Rinascita,
Modena); 3° Daniel Tarantino (Rubierese, Reggio Emilia); 4° Maurizio
Mussini (Brescia Bocce, Brescia).
Nel prossimo fine settimana riprende
il Campionato: prossimo avversario
della MP Filtri Rinascita, nel turno
in programma sabato 13 aprile, sarà
Fontespina di Macerata.
Paleari e Luraghi
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