PERIODICO SEZIONE PROVINCIALE DI LATINA LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI DIREZIONE EDITORIALE: ALESSANDRO ROSSI, ALFREDO CECCONI•SEGRETARIO DI REDAZIONE: IGNAZIO DI STEFANO•GRAFICA E IMPAGINAZIONE: MAURIZIO GUERCIO DESIGN•DIRETTORE RESPONSABILE: DOMENICO TIBALDI•AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE DI LATINA N°460 DEL 20/11/1987•STAMPA: GRAFICA 87•ANNO XXIII N° 2 DICEMBRE 2009•POSTE ITALIANE SPED. ABB. POST. - D. L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/04 N°46) ART.1° COMMA 2 DCB - LATINA TASSA PAGATA•IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CPO DI LATINA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE PREVIO PAGAMENTO RESI Una nuova stagione DELLA LILT PONTINA L a Sezione Provinciale della Lilt di Latina ha eletto i propri organi sociali, per il prossimo quinquennio, nel contesto del rinnovo generalizzato delle strutture nazionali e periferiche della Lilt stessa. Una sfida, questa del riassetto organizzativo dell’Ente, che ha tratto linfa e indicazioni non soltanto dall’aggiornamento statutario, ma specialmente dalla Prima Conferenza Organizzativa Nazionale, tenutasi in Verona (durante la quale esponenti della Sezione di Latina hanno assolto ad un ruolo di rilievo), promossa per rendere la struttura in grado di essere “competitiva” nel vasto campo del volontariato e del terzo settore. Del resto, se un ente pubblico su base associativa qual è la Lilt – le cui sezioni provinciali, assunta la forma giuridica associativa, godono di autonomia amministrativa e gestionale - non si interrogasse continuamente sul lavoro in essere e sul più complesso percorso programmatico, si mostrerebbe soltanto come una struttura “implosa” incapace di innovare ed innovarsi. In estrema sintesi è questo il significato di tale vastissima opera programmatico-organizzativa, alla quale è stata associata anche la campagna per il “reclutamento” di volontari definita “progetto Verso”. La Lilt pontina si è mostrata antesignana in ciò introducendo modelli organizzativi tali da venire imitati in par te anche in sede nazionale. Modelli che, nel loro ambito, “ospitano” un vastissimo numero di professionalità e di appor ti, diretti sia a mantenere e potenziare una platea associativa robusta e sia alla creazione di una rete di commissioni e servizi ambulatoriali gratuiti, funzionali all’accrescimento ed alla qualità del lavoro che contraddistingue l’azione della Lilt provinciale. Sin dal momento istitutivo della sezione pontina della Lilt, coincidente con l’avvio dell’attività del Centro Oncologico “Giorgio porfiri”, vi è stata un’azione puntigliosa del proprio gruppo dirigente per rendere possibili attività che spesso agli occhi ed al “sentire” degli operatori del Servizio sanitario pubblico apparivano inattuali oppure non realizzabili. A livello provinciale, proprio per perseguire nella corrispondente porzione di territorio le finalità statutarie della Lilt, è stato condotto anche un delicato e laborioso percorso amministrativo, a cominciare dalla primissima e più semplice ar ticolazione associativa della Sezione, fino all’avvenuto riconoscimento della personalità giuridica. Riconoscimento,questo, mediante il quale la Sezione stessa ha acquistato la cosiddetta autonomia patrimoniale perfetta. Gli “attori protagonisti” sono stati tanti e tra questi, assieme all’onere, ho avuto il privilegio di guidare la Sezione per moltissimi anni... Continua a pag. 2 di Alfredo Cecconi * Il Polo oncologico “Giorgio Porfiri” di latina Una nuova stagione DELLA LILT PONTINA 2 Nell’ultima porzione del mandato scorso, dal novembre 2006, il compito di presiedere la struttura è stato affidato, naturalmente direi, a Alessandro Rossi, il quale già da un decennio assolveva, con efficienza, serietà ed impegno, al compito di vicepresidente e responsabile dei servizi sanitari sezionali. Un passaggio, originato in par te a causa di incarichi a me affidati dal Consiglio Direttivo Nazionale della LILT, incompatibili con la funzione provinciale, ma anche dalla necessità di favorire un ricambio utile a far sprigionare le potenzialità e capacità proprie delle altre risorse umane presenti nella Sezione. Da oggi, con l’avvenuto rinnovo delle cariche associative, comincia un nuovo mandato quinquennale che si presenta, già nei propositi programmatori ma pure per le attività recentemente avviate, come intenso e specialmente lanciato verso par ticolari realizzazioni di valenza sociale e scientifica. Il Gruppo dirigente scaturito dal pronunciamento dell’Assemblea dei soci presenta conferme e altre professionalità chiamate a misurarsi nel lavoro della Sezione, articolato per funzioni e compiti, distribuiti, in modo accor to in seno al Consiglio Direttivo e nei gruppi di lavoro. Sul Presidente Rossi e sugli altri operatori - che prestano altruisticamente la loro opera per motivazioni statutarie ed etiche - fa affidamento l’Assemblea dei soci che ha loro conferito il mandato, ma anche la comunità locale che riconosce la Lilt come una tra le più alte espressioni del volontariato impegnata nella lotta contro i tumori. Su di essi contano anche figure istituzionali di altri e ben più ampi contesti amministrativi e scientifici che hanno avuto modo, nel tempo, di apprezzare per le qualificanti iniziative poste in essere, la serietà e la operatività della Lilt pontina. Rivolgo,infine, al Consiglio Direttivo Provinciale un ringraziamento sentito per l’affetto con il quale ha voluto affidarmi, nell’ambito della Lilt Provinciale, il primato d’onore. *Commissario Regionale della LILT Fare prevenzione al femminile di Alberto Pacchiarotti* e di Tiziana Saccucci* L’ approccio alla prevenzione del carcinoma della cervice uterina ha avuto negli ultimi anni alcuni determinanti contributi in termini di conoscenze scientifiche, innovazioni tecnologiche e terapeutiche. E’ assodata l’origine virale della malattia nella quasi totalità dei casi: l’agente patogeno si chiama Papillomavirus (HPV) ed è sessualmente trasmesso. Oltre alla possibilità di individuare nelle pazienti la presenza del virus HPV, di poterlo classificare in base alla sua pericolosità (HPV a basso rischio ed HPV ad alto rischio), si stanno testando ulteriori parametri virali e biologici (ad esempio la proteina p16) che insieme alla morfologia classica, sia istologica che citologica, ci consentono oggi, e di più in futuro, di operare scelte terapeutiche e di follow-up sempre più precise, circostanziate e conservative. Da poco tempo è stato messo a punto un vaccino “preventivo” contro l’HPV ad alto rischio e il Ministero della Salute ha promosso una campagna di vaccinazione che interessa le adolescenti e di cui si inizieranno ad apprezzare i risultati tra non molti anni. E' stato per migliorare le nostre conoscenze sul fenomeno e per contribuire a saggiare tra alcuni anni i risultati della campagna di vaccinazione in corso che la nostra sezione provinciale ha intrapreso dal settembre scorso un’indagine epidemiologica sulla popolazione femminile del capoluogo, nella fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni, non vaccinata. Il progetto di questa nuova iniziativa è stato denominato con l'acronimo HPV-LILT-UNI e vede, per l’elaborazione statistica dei dati, coinvolta l'Università "La Sapienza" di Roma nella persona della Professoressa Annarita Vestri, nonchè l'equipe di Bio-statistica da lei guidata. La LILT ha messo in campo una folta squadra costituita da quattro ginecologi, numerosi volontari, un anatomopatologo, una biologa, un tecnico di citologia ed un tecnico di biologia molecolare. Le donne che aderiscono al progetto compilano un questionario oppor tunamente stilato, eseguono un prelievo cervico-vaginale per diagnosi cito-morfologica e per analisi molecolare intesa a individuare ceppi di alto rischio dell’HPV. Tutte coloro che risultano positive a tali analisi vengono indirizzate verso un percorso diagnostico o di controlli a loro scelta presso il ginecologo di fiducia, presso i nostri ambulatori o quelli preposti della AUSL. Il progetto ha come obiettivi sia quello strettamente epidemiologico, cioè valutare la prevalenza attuale dell’infezione da HPV nella popolazione femminile in età compresa tra 18 e 24 anni, che quello di andare a verificare, tra alcuni anni, nella stessa fascia di età, l’impatto della campagna di vaccinazione da poco intrapresa dal Ministero della Salute. Cruciale per la realizzazione di questa iniziativa, e a loro va il nostro primo ringraziamento, è stato l’appor to della segreteria organizzativa che rappresenta il vero motore dell’arruolamento al progetto. Siamo stati contenti di verificare che le giovani donne della nostra città hanno risposto con grande sensibilità, superando ampiamente le migliori aspettative di adesione, quest’ultima di regola stimata non superiore al 20% in questa fascia di età. Tale risposta è evidentemente indice della fiducia che la LILT gode nella popolazione del nostro territorio. L’innovazione tecnologica, le competenze professionali e la determinazione in termini di impegno organizzativo ed economico che abbiamo messo in campo, unitamente alla risposta brillante finora dimostrata da par te della popolazione, ci fanno pensare che si stiano ormai aprendo nella nostra provincia nuovi scenari nella prevenzione del carcinoma della cervice uterina. Scenari nei quali, a fronte dell’offer ta di un servizio di alta professionalità, i cittadini sempre più precocemente e spontaneamente aderiscono alle campagne di prevenzione oncologica. *Servizio di Anatomia Patologica e Diagnostica Molecolare della LILT di Latina La tutela del lavoratore malato di tumore T utti i cittadini hanno diritto di svolgere un’attività lavorativa adeguata alle proprie possibilità ed alla propria condizione fisica e la Repubblica Italiana, che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo, si impegna a promuovere le condizioni che rendano efficaci tali diritti. È quanto emerge dal combinato disposto degli ar ticoli 4, 32 e 38 della Costituzione italiana. Sino al 2003, tuttavia, queste encomiabili affermazioni di principio sono state interpretate dal legislatore italiano con una logica di mero assistenzialismo nei confronti del lavoratore affetto da patologia oncologica, costretto ad usufruire di un limitato periodo di congedo per effettuare le cure mediche connesse al proprio stato di salute, o addirittura a ricorrere al pensionamento anticipato per invalidità. L’entrata in vigore del decreto legislativo n. 276 del 2003 – meglio noto come Legge Biagi – segna l’inizio di un fondamentale cambiamento di approccio da parte del legislatore, che compie un primo ed impor tantissimo passo verso la concretizzazione di più efficaci politiche di inclusione sociale e di sostegno al lavoratore affetto da patologia oncologica nella fase più acuta della sua malattia. Per la prima volta in Italia una legge garantisce al lavoratore di poter scegliere di non rinunciare al proprio lavoro e nello stesso tempo di usufruire di strumenti più adatti a conciliare il lavoro con le cure necessarie per la gestione della patologia oncologica. In par ticolare, l'articolo 46 del decreto, aggiungendo l'articolo 12 bis alla legge n. 61 del 2000 sul contratto di lavoro a tempo parziale o part-time, prevede in capo ai lavoratori del settore privato affetti da patologie oncologiche per i quali residui una ridotta capacità lavorativa – anche a causa degli effetti invalidanti delle terapie salvavita – il diritto alla trasformazione del rappor to di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale verticale o orizzontale, per poi tornare all’orario completo una volta superata la fase critica della malattia. La norma mira evidentemente ad un’organizzazione del rapporto di lavoro più di Maria Rita Gentile * flessibile ed efficace per il contemperamento delle esigenze da un lato del lavoratore, che necessita di tempo da dedicare alle cure specifiche per la propria patologia, e dall’altro del datore di lavoro, che deve tener conto dei vincoli dell’organizzazione aziendale. Prevedendo il diritto di ottenere la trasformazione del contratto di lavoro in par t-time, la Legge Biagi segna una svolta cruciale, perché per la prima volta una norma mira a tutelare non solo la salute del lavoratore, ma anche la sua professionalità e la par tecipazione al lavoro come fondamentale strumento di integrazione sociale e di permanenza nella vita attiva, così come ribadito dal Ministero del Lavoro con la circolare n. 40 del 2005. Per tale ragione, il legislatore configura tale diritto come un diritto soggettivo che non può essere negato sulla base di contrastanti esigenze aziendali. Le esigenze del lavoratore, piuttosto, devono essere contemperate con quelle aziendali relativamente alla quantificazione dell’orario ridotto ed alle modalità di svolgimento dello stesso, fermo restando che in ogni caso l’organizzazione del tempo di lavoro dovrà essere pianificata tenendo in considerazione in via prioritaria le prime rispetto a quelle del datore. Un ulteriore passo in avanti viene compiuto con la legge n. 247 del 2007 che, ribadendo espressamente l’applicazione della normativa sia al settore privato che a quello pubblico, ha introdotto il riconoscimento della priorità per la trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale anche nei casi in cui le patologie oncologiche riguardino il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore. La stessa legge prevede poi una sor ta di diritto di precedenza nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per il lavoratore che abbia trasformato il rappor to di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, laddove le mansioni da svolgere siano le medesime o siano equivalenti a quelle oggetto del lavoro a tempo parziale. Sempre finalizzata a garantire al lavoratore la possibilità di conservare il proprio posto di lavoro, nonostante la malattia e le relative cure mediche, è la previsione dell’estensione del periodo di compor to (vale a dire il periodo in cui il datore di lavoro non può procedere al licenziamento del lavoratore assente per malattia), contenuta in alcuni Contratti collettivi nazionali di lavoro. In pochi compar ti, come per esempio Scuola, Sanità ed Enti Locali, la contrattazione collettiva ha stabilito che dal computo dei giorni di assenza per malattia valido ai fini del compor to siano esclusi i giorni di ricovero ospedaliero o di day-hospital ed i giorni di assenza dovuti alle terapie, purché debitamente certificati. Altri contratti nazionali, invece, come per esempio il CCNL per la disciplina dei rappor ti tra le imprese di assicurazione e quello delle attività ferroviarie, hanno espressamente prolungato il periodo di comporto. Con la circolare n. 40 del 2005 già citata, il Ministero del lavoro, si è poi pronunciato sul periodo di compor to nelle specifiche situazioni di patologia oncologica, confermando il diritto del lavoratore malato a beneficiare del periodo di estensione del periodo di compor to. Da questa brevissima riflessione sulle tutele poste dal nostro ordinamento miranti alla conservazione lavoro del paziente affetto da patologia oncologica emerge che, ferma restando la necessità di sempre più efficaci tutele e di una disciplina più organica, il primo passo da compiere è garantire al lavoratore-paziente ed ai suoi famigliari (ed in tal senso va riconosciuto ed apprezzato il ruolo fondamentale della LILT) una corretta informazione della legislazione vigente e delle forme di tutela ivi previste. * Avvocato, Collaboratrice ADAPT (Ass. Studi Internazionali e Comparati Diritto Lavoro e Relazioni Industriali), Università di Modena e Reggio Emilia 3 RINNOVATI GLI ORGANI DELLA LILT Alfredo Cecconi Presidente Onorario, Alessandro Rossi Presidente Provinciale CONSIGLIO DIRETTIVO PROVINCIALE PRESIDENTE: Alessandro Rossi, Medico Spec. ORL VICE PRESIDENTE: Alber to Pacchiarotti, Medico anatomo-patologo Cons. Ignazio Di Stefano, funzionario Asl a r. Segretario Sezionale Cons. Mario Masi, Quadro di azienda - Amministratore. Cons. Tommaso Felici, Dirigente sindacale Cons. Rita Salvator i, Direttore UOC, Medicina Nucleare Osp. S.M. Goretti Cons. Fabio Ricci, Medico Dirigente UOC – Chirurgia Osp. S.M. Goretti Cons. Maur ilio Natali, Oncologo volontario Lilt Cons. Mario Porcelli, Consulente del lavoro Cons. Giovanni Ter lizzo, Vice Segretario Generale della Provincia di Latina Cons. Anna Lina Di Legge, insegnante di lingue COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI PRESIDENTE: Cosimo Per gola, Revisore contabile Cons. Or nella Collina, funz. Ente Pubblico a r. - Inf. volontaria Lilt Cons. Aldo Er rico, Dirigente di industria, a r. -Consulente finanziario COMITATO DEI CONSULTORI COORDINATORE: Fr ancesco Colacicco, Segretario Generale Provincia di Roma a r. 4 Cons. Alessandro Novaga, Vicesegretario Generale Comune di Latina a r. Cons. Francesco Giordano, Dirigente di azienda Cons. Rossana Cassoni, Docente di scuola media superiore a r. Cons. Luciano Pier i, Architetto Cons. Angela Di Furia, Operatrice volontaria Lilt Cons. Giovanni Moraldo, Operatore del commercio Cons. Gaetano Salvagni, Imprenditore edile Cons. Piero Maria Bianchi, Dirigente Medico UOC–Radioterapia Osp. di Sora Cons. Car lo Per in, Medico volontario Lilt Cons. Gabriele Sanges, Funzionario di banca a r., Presidente FITA Cons. Nicola Sinnona, Medico volontario Lilt Cons. Filippo Zaccheo, Medico volontario Lilt Cons. Massimo Zichi, Funzionario di banca a r. COMITATO PER L’ETICA COORDINATORE: Marina Bellia, Biologa Specialista in Genetica Applicata e Biologia Molecolare, insegnante Cons. Anna Maria De Cave, Terapista della riabilitazione Cons. Br uno Gasbar rone , Direttore Provinciale Inpdap a r. Cons. Mar ia Teresa Nardoni, Medico di base Cons. Olga Censi D’Er me, Insegnante a r. Cons. Michela Franco, Psicologa volontaria Lilt Cons. Gior gio Maulucci, Preside Liceo Classico “D.Alighieri “ di Latina a r. Cons. Alber to Ascani, Funzionario Enel a r. – operatore volontario Lilt Cons. Anna Maria D’Achille , Medico Dir. UOC Chirurgia Osp. S.M.Goretti Cons. Car lo De Masi, Medico Dir. UOC Radiologia Osp. S.M.Goretti Cons. Claudio Di Emma, Medico Dir. UOC Chirurgia Osp. S.M.Goretti Cons. Giuseppe Pianese , Medico Dir. UOS Endoscopia Osp. S.M.Goretti COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO COORDINATORE: Rita Salvator i, Direttore UOC, Medicina Nucleare Osp. S.M. Goretti Cons. Maurizio Dorkin, Medico Dirigente UOC – Chirurgia Osp. S.M. Goretti Cons. Giovanni Baiano, Direttore UOC - Chirurgia ospedale di Fondi Cons. Enzo Veltri, Direttore UOC – Oncologia medica Ospedale di Gaeta Cons. Alessandro Annetta, Resp. servizio Dermatologia Lilt Cons. Modesto D’Aprile, Direttore UOC - Oncologia medica Osp. S.M. Goretti Cons. Maurilio Natali, Oncologo volontario Lilt Cons. Tommaso Scala, Consulente senologo Lilt Cons. Giancar lo Arcangeli, Direttore UOC di Radioterapia Osp. S.M.Goretti Cons. Loreto Giovanni Capuano, Medico Dir. UOC Chirurgia Osp. S.M.Goretti Cons. Rober to Cianni, Direttore UOC II Radiologia interventistica Osp. S.M.Goretti Cons. Er nesto Br uno, Prof. ass.to ORL Policlinico Tor Vergata di Roma Cons. Lui gi Greco, Medico Dir. UOC Chirurgia Osp. S.M.Goretti Cons. Marco Sacchi, Direttore UOC Chirurgia Generale Osp. S.M.Goretti Cons. Er minio Sar alli, Medico Dir. UOC Chirurgia Osp.S.M.Goretti Cons. Mar io Valleriani, Medico Dir. UOC Chirurgia Osp. S.M.Goretti CONSULTA FEMMINILE PRESIDENTE Anna Maria Ber sezio, Personale civile della Questura di Latina UFFICI SEZIONE PROVINCIALE LILT Mario Passarelli - Vice Segretario Sezionale Alber to Ascani, Responsabile Convenzioni e Coordinatore amministrativo indagine familiarità del melanoma Sante Palombi, Responsabile Rep. e Risorse, Coordinatore manifestazioni Lilt Anna Maria De Cave, Terapista della riabilitazione, Responsabile Gruppo Donne Operate al seno – “Donna Più” Lilt e dal CONTRIBUTO OPERATIVO risorse umane S dei soci e dei fondi del 5‰ TO T E CONTRIBUTO FINANZIARIO O LEGA I T Saranno mantenute le iniziative già in essere implementate da programmi di ricerca sostenuti dal 2010 no res p onsabilità so ciale & amb i e n t a l e di PR O G risultati & integrità eti ca A LOTT IAN A AL an nel 2 0 1 0 MORI TU VERSO LILT NE IO Z cosa farà la RE LA V E R che alla LILT si vanno unendo anche grazie all’apporto del PROGETTO Nell’ambito delle ATTIVITÀ DI PREVENZIONE PRIMARIA si terranno ancora, sempre presso la sede della LILT e con le consuete modalità, i corsi per smettere di fumare sarà data ulteriore incisività al PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE nelle scuole: attenzione alla quantità di assunzione del cibo ed alla sua qualità informativa adeguata relativa alle coltivazioni biologiche e biodinamiche attivazione parallela di collegamenti con associazioni di settore al fine di ridurre l’uso di concimi e pesticidi e dunque delle loro, ormai riconosciute, potenzialità cancerogene e con organizzazioni di produttori di olio di oliva per ribadire il valore protettivo di questo alimento in ambito oncologico avrà luogo - febbraio 2010 - un incontro monotematico nell’ambito del ciclo “Alimentazione e Tumori”, in collaborazione con la SISA (Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione). Nell’ambito delle ATTIVITÀ DI PREVENZIONE SECONDARIA il PROGETTO MELANOMA sarà ampliato da una ricerca sulla familiarità riguardante soggetti in rapporto di parentela di I e II grado con pazienti da tale patologia affetti l’attività di prevenzione per i tumori del retto-colon, rispondendo ad una domanda in aumento da parte dell’utenza, sarà intensificata anche grazie al moderno colon-scopio donato alla LILT dal Rotary Club di Latina. È in fase di studio un progetto di fattibilità - sede operativa presso il laboratorio di istologia della LILT di Latina - al fine di organizzare un’attività multicentrica di prevenzione colo-rettale attraverso 6 centri LILT dislocati tra il Lazio e la Sardegna; progetto in collaborazione con il Distretto 2080 del Rotary Club. Tale progetto verterà su prevenzione secondaria del carcinoma colo-rettale caratterizzazione del profilo biomolecolare in questa categoria di pazienti correlazione del profilo molecolare tra lesioni proliferative parentali la ricerca della proteina P16 proseguirà in soggetti portatori di lesione della cervice uterina, ricerca che si avvale di una convenzione con la direzione generale della A.S.L. di Latina ha preso avvio lo studio epidemiologico, teso a rilevare la presenza di ceppi ad alto rischio di HPV su un campione di 1000 soggetti di sesso femminile di età compresa tra i 18 ed i 24 anni. Il progetto ha già ricevuto un contributo della LILT - sede centrale - ed altri contributi sono stati richiesti ad Enti Pubblici proseguiranno le visite di prevenzione della sfera genitale femminile con l’uso di routine del thin-prep il monitoraggio con ecografie endovaginali per le donne che usano il Tamoxifene al fine di prevenire le insorgenze tumorali dell’endometrio uterino l’assistenza delle donne operate al seno che avrà anche il supporto ulteriore di specialisti in attività motorie, in tecniche di linfodrenaggio oltre ad un sempre più mirato ed attento sostegno psicologico l’attività di prevenzione senologica che sarà intensificata grazie anche al contributo di specialisti ospedalieri e del territorio il sostegno alla crioconservazione del seme in soggetti affetti da tumore. L’aggiornamento degli operatori sanitari sarà curato attraverso corsi di formazione partecipazione a convegni, comunque ad eventi qualitativa mente qualifi ca nti. FA B I A PA G L I E I V N M de.signer E E O PR Pagina a cura della dott.ssa Fabia Pagliei si terrà nei primi mesi RI PREM I La VI edizione del TERNAZ IN I ALE N O O U Z IO N E T Alessandro Rossi Presidente della Sezione L I LT di Latina dell’anno 2010 Formazione e aggiornamento per volontari LILT N 6 di Michela Franco* ei giorni 26 settembre 2009 e 10 ottobre 2009 è stato organizzato dalla LILT di Latina, nei locali della palazzina direzionale dell’ospedale S.M.Goretti della stessa città, un corso di formazione e aggiornamento per i volontari della struttura, nell’ambito del Progetto “Verso”. L’obiettivo dell’iniziativa è stato fornire conoscenze, modalità e strumenti di intervento agli operatori che si impegnano in attività di prevenzione e diagnosi precoce . La strategia di intervento focalizzata sulla prevenzione elaborata dalla LILT e sviluppata dalla sezione provinciale,è stata presentata ai corsisti, trattandosi di un metodo innovativo ed efficace nella lotta al cancro. Sono emerse risorse ed esigenze di un’organizzazione che adotti strumenti moderni per tutelare la salute pubblica, promuovendo il coinvolgimento dell’utente nel processo di prevenzione e cura della malattia oncologica. Lo stesso utente può essere indirizzato a proposte di indagine diagnostica e di cambiamento dello stile di vita in modo sereno e consapevole, informato che la diagnosi precoce comporta un’elevatissima percentuale di guarigioni. Questi aspetti innovativi del progetto di intervento sanitario della LILT rendono di fondamentale impor tanza il momento formativo del personale volontario, a cui sono stati proposti aggiornamenti sulle ultime conoscenze scientifiche riguardo all’incidenza territoriale delle varie tipologie di cancro, alle possibilità terapeutiche più efficaci, alle cure palliative e agli interventi preventivi, ma anche strumenti di comprensione rispetto al disagio emotivo del malato e modalità di approccio comunicativo più corrette ed efficaci. Al corso hanno partecipato circa 50 volontari che hanno manifestato interesse e coinvolgimento, hanno formulato domande ai vari relatori e sono stati coinvolti con tecniche attive di insegnamento. In molti hanno espresso apprezzamento per gli argomenti trattati, per la modalità di esposizione dei relatori, per il rispetto dei tempi e degli orari. E’ stata apprezzata anche la scelta di far par tecipare al corso sia i volontari più esper ti che quelli in formazione, strategia che ha permesso agli uni di aggiornarsi e di conoscere le nuove risorse, e agli altri di sentirsi accolti in una struttura organizzata, affidabile e ricca di attività diversificate di alto valore sociale e scientifico. Esperienza complessa dal punto di vista organizzativo e contenutistico, ma, per questo, in grado di fornire un’indispensabile risorsa a cui il volontario può accedere per poter esprimere un servizio di alta qualità e aggiornato alle attuali esigenze associative. Il corso è stato, anche, occasione di conoscenza delle attività svolte dalla LILT provinciale nei vari ambiti di interesse, dei progetti futuri e di scambio di opinioni e idee. Uno degli aspetti più positivi è stata la creazione di ulteriori contatti sul territorio con operatori che a vario titolo si occupano della salute delle persone. * psicologa, responsabile del corso Ambulatorio di Ginecologia Possono accedere a tale consultorio le donne che non siano state visitate da almeno tre anni. Oltre la visita viene eseguita, di routine, una colposcopia ed un esame di Thin-prep (si tratta di una metodica innovativa che sostituisce il tradizionale pap-test). Ambulatorio di endoscopia Si eseguono rettocolonscopie in soggetti i cui familiari (padre, madre, fratello, sorella) sono stati affetti da cancro del colon retto. La ricerca è finalizzata alla diagnosi precoce del tumore del colonretto. le attività della Lega Ambulatorio di ecografia ginecologica Servizio per le donne operate al seno “Donna Più” Fisioterapia, ginnastica, piscina con l’assistenza di fisioterapisti, insegnanti di ginnastica, istruttori di nuoto, problematiche della persona con l’apporto di una dietologa e una psicologa esperte nel settore. Si tengono, inoltre, sedute di linfodrenaggio. È dedicato, esclusivamente, alle donne che assumono Tamoxifene. Il lavoro svolto in tale ambito ha lo scopo di identificare precocemente degenerazioni neoplastiche dell’endometrio uterino. Ambulatorio di senologia Esso è finalizzato alla diagnosi precoce dei tumori al seno; vi possono accedere le donne dai 25 anni in su. Ambulatorio di Dermatologia Dotato di apparecchiature ad epiluminescenza è finalizzato alla diagnosi precoce del melanoma e dei cancri della pelle. Il servizio fornito s’inserisce in una ricerca più articolata (espressione della collaborazione tra Lega e Asl), denominata “Progetto Melanoma”, che si avvale dell’apporto di altre figure professionali quali il chirurgo, il medico nucleare per la ricerca del linfonodo sentinella, l’oncologo che, unitamente al dermatologo, esegue il follow-up dei pazienti riscontrati affetti da tumore della pelle. Anatomia Patologica Tale Sezione provvede alla diagnosi citologica, istologica, immunoistochimica etc. dei campioni provenienti dalle attività della Lega. 7 SEZIONE PROVINCIALE DI LATINA Progetti di ricerca, in corso, nell’ambito della prevenzione oncologica Progetto Familiarità per i soggetti affetti di Melanoma: visite di prevenzione per i familiari di 1° e 2°. Ricerca della Proteina P16: per la diagnosi precoce del Carcinoma della cervice uterina in collaborazione con l’ AUSL. 8 c/o Ospedale “S. M. Goretti” Polo oncologico “Giorgio Porfiri” 04100 Latina Via Canova Tel. e fax 0773.694124 [email protected] www.legatumorilatina.it Ambulatori:Tel. 0773.6553622 C/C POSTALE N° 11027042 CODICE FISCALE N° 91056820599 CODICE IBAN IT23P030021470700 0400980181 Familiarità del Carcinoma colo-rettale: indagine bio-molecolare su i tumori colo-rettali. Indagine sulla presenza di ceppi ad alto rischio di HPV sulla popolazione femminile della città di Latina in età compresa tra i 18 e i 24 anni. AVVISO AI SOCI AVVISO AI SOCI AVVISO AI SOCI AVVISO AI SOCI AVVISO AI SOCI L’Assemblea dei soci della Sezione provinciale della LILT di Latina è convocata in prima convocazione nei locali della sede, posti al primo piano del Polo Oncologico “Giorgio Porfiri” di Latina, il giorno 23 febbraio 2010 alle ore 18.00 ed in seconda convocazione il giorno 24 febbraio 2010 alle ore 19.00. ORDINE DEL GIORNO: conto consuntivo anno 2009; varie ed eventuali. Chiuso in tipografia il 27 novembre 2009