Istituto Tecnico Nautico “C.Colombo” Raccontiamo la chimica ai giovani Alunno: Citro Alfonso Gennaro Classe: II A Anno scolastico: 2009-2010 Docenti: Lilla Mangano Nunzia Sannino Dirigente: Lucia Cimmino Chimica Materia Stati aggregazione liquido solido Miscugli omogeneo Tecniche separazione aeriforme setacciatura Passaggi di stato Temperatura e Pressione eterogeneo centrifugazione cromatografia decantazione filtrazione estrazione con solvente Cristallizzazione raggio atomico Chimica raggio ionico elettronegatività affinità elettronica caratteristiche metalliche tavola periodica Materia Elementi Atomo reazioni Legame covalente o m o p o l a r e e t e r o p o l a r e Legame ionico d a t I v o Storia dell’atomo protoni elettroni bilanciare una reazione coefficienti stechiometrici composti neutroni Democrito Rutherford Bohr Chadwich Boyle Thomson Millikan Dalton Lucrezio configurazione elettronica numeri quantici orbitali s p d f momento forma livello spin, e energetico numero direzione elettroni Chimica La chimica è una scienza naturale, che si occupa dello studio della struttura, delle proprietà e delle trasformazioni delle sostanze che costituiscono la materia. Materia L’universo a cui apparteniamo è costituito da corpi che vengono genericamente indicati con il termine di materia, che designa tutto ciò che è dotato di massa e occupa uno spazio. Stati di aggregazione Gli stati di aggregazione della materia in natura sono: liquido, solido, aeriforme, fluido e plasma. CORPI LIQUIDI Nei liquidi le molecole pur essendo vicine tra di loro sono libere di muoversi. I liquidi a differenza dei solidi posso creare dei legami di breve durata (ad esempio quello a idrogeno). Sono molto viscosi e tendono ad assumere la forma del recipiente che li contiene. I liquidi sono soggetti solo a modeste variazioni di volume in funzione della temperatura. CORPI SOLIDO Nei solidi le forze di attrazione tra le particelle sono ancora più intense che nei liquidi. Le particelle non sono infatti libere di muoversi le une rispetto alle altre occupano posizioni fisse e ben determinate. L’ unico movimento compiuto dalle particelle è quello di vibrazione intorno alle proprie posizioni. I solidi hanno le seguenti caratteristiche: occupano un volume proprio, hanno forma propria, sono rigidi e scarsamente dilatabili . CORPI AERIFORMI Negli aeriformi le molecole sono separate da grandi spazi. Non hanno un volume costante in quanto quest’ultimo dipende dalla pressione e dalla temperatura. Passaggi di stato I passaggi di stato si sviluppano quando la materia passa da uno stato di aggregazione ad un altro. Per avere un passaggio di stato bisogna intervenire sulla temperatura di un corpo. Fusione La fusione è un passaggio dallo stato solido a quello liquido. In un solido le particelle oscillano intorno a punti fissi. Fornendo energia, fino ad arrivare alla temperatura di fusione, l’energia delle particelle è uguale all’energia dei legami ,questi si rompono e abbiamo il liquido. La temperatura di fusione è uguale a quella di solidificazione (passaggio inverso ) ed è molto diversa da sostanza a sostanza. La vaporizzazione - - La vaporizzazione è il passaggio dalla stato liquido a quello aeriforme e può avvenire in due modi : Per evaporazione, a temperatura inferiore a quella di ebollizione , in tal caso il fenomeno coinvolge solo la superficie libera del liquido ; Per ebollizione , coinvolgendo l’ intera massa del liquido. Brinamento Il Brinamento è il passaggio diretto dallo stato aeriforme allo stato solido di una sostanza senza passare per lo stato liquido. Un esempio di brinamento è la grandine. Condensazione Il passaggio di stato dallo stato aeriforme a quello liquido si chiama condensazione o liquefazione. Raffreddando un aeriforme si riduce l’ energia delle particelle e quindi si può dar loro modo di formare legami reciproci. Raffreddando un gas al di sotto della sua temperatura si ottiene un vapore. Un vapore può liquefare sia per ulteriore raffreddamento sia per compressione: comprimendolo si avvicinano le particelle fino a stabilire legami fra loro e non si allontanano più le une dalle altre formando un liquido. Sublimazione Un particolare passaggio di stato è la sublimazione , cioè il passaggio diretto da solido ad aeriforme, senza passare per lo stato liquido. I vapori di zolfo sono un esempio di sublimazione Solidificazione La solidificazione è il passaggio dallo stato liquido allo stato solido. Raffredando un liquido l ‘ energia delle sue particelle diminuisce e queste si muovono più lentamente. Arrivando alla temperatura alla quale l’ energia delle particelle è uguale a quella dei legami che le tengono unite nel solido, il liquido si solidifica. Miscugli I miscugli sono corpi formati da un insieme di materiali. Nella materia si distinguono due categorie di miscugli: eterogenei e omogenei Miscugli omogenei I componenti di un miscuglio omogeneo possono essere mescolati in moltissime proporzioni talvolta con qualche limitazione. I componenti di un miscuglio omogeneo possono essere separati se si cambia il loro stato di aggregazione o se si sfrutta la loro diversa solubilità. Le proprietà di un miscuglio omogeneo sono assolutamente le stesse in qualunque suo punto. Miscugli eterogenei Nei miscugli eterogenei, i componenti mantengono le proprie caratteristiche e ciò permette di individuarli anche se sono ben mescolati. I componenti di un miscuglio eterogeneo possono essere mescolati nelle più diverse quantità e proporzioni. I componenti di un miscuglio eterogeneo possono essere separati mantenendo immutate le loro proprietà. Le proprietà del miscuglio possono risultare diverse nelle diverse porzioni del miscuglio stesso. Tecniche di separazione Lo scopo delle tecniche di separazione è quello di separare i componenti dei miscugli omogenei e quelli eterogenei. Separazione dei componenti di miscugli eterogenei I componenti dei miscugli eterogenei, possono essere separati grazie ad alcuni metodi basati sulle caratteristiche fisiche dei componenti; metodi basati sullo stato di aggregazione dei componenti. ESTRAZIONE CON SOLVENTE Due liquidi immiscibili possono essere separati nel loro sistema a due fasi,sfruttando la loro diversa solubilità in un solvente. Questa dovrà sciogliere soltanto uno dei due liquidi,permettendo la completa separazione delle fasi. Quest’ operazione viene compiuta in un imbuto separatore,dove si formano due strati di diversa densità, che dopo un poco si separeranno. Infine c’ è anche un rubinetto è possibile separare le due fasi separatamente. Il solvente che ha estratto uno dei componenti può essere allontanato per evaporazione. DECANTAZIONE Consiste nel lasciare a riposo il miscuglio; si lascia cioè che agisca la gravità, per un periodo di tempo variabile in funzione delle dimensioni delle particelle del solido: quanto più piccole sono le particelle, tanto più lungo sarà il tempo necessario perché “decantino”. Al termine dell’operazione, la parte solida, che ha comunque un peso specifico più elevato, cadrà sul fondo del recipiente, mentre quella liquida rimarrà al di sopra. FILTRAZIONE Consiste nella separazione delle due fasi attraverso una carta da filtro, che lascia passare il liquido, ma trattiene le parti solide. In questo caso, oltre alla gravità, si sfrutta la porosità della carta, grazie alla quale le particelle liquide possono passare, mentre quelle più grosse vengono trattenute. CENTRIFUGAZIONE Quando c’è una differenza di densità tra solido e liquido è piccola e quest’ultimo presenta alta viscosità, la separazione con i metodi precedenti risulta molto lenta. Si immette allora il miscuglio in una centrifuga,un dispositivo in rapida rotazione. L’accelerazione centrifuga sottopone i componenti a una forza proporzionale alla loro massa, portando quelli più densi lontano dall’ asse di rotazione. SETACCIATURA La setacciatura è un metodo concettualmente molto semplice ma tutt’ora in uso in alcune attività industriali o nell’agricoltura. Si può applicare ai miscugli eterogenei solido-solido in cui un materiale sia formato da granuli di dimensione diverse da quelle degli altri componenti Miscugli omogenei le soluzioni Alcuni tipi di miscugli omogenei liquidi sono chiamati soluzioni. Le soluzioni sono quindi miscugli omogenei formati da due o più componenti . Il componente presente in quantità maggiore è detto solvente , l’altro si chiama soluto . Il solvente si presenta come un materiale liquido mentre, prima di sciogliersi, il soluto può essere in uno qualunque dei tre stati di aggregazione. SEPARAZIONE DEI COMPONENTI DI UN MISCUGLIO OMOGENEO Le miscele omogenee si possono separare sfruttando le loro caratteristiche. Vedremo ora alcuni metodi utilizzabili per la separazione dei componenti DISTILLAZIONE SEMPLICE Per separare il componente liquido da una miscela omogenea liquidosolida,si porta la miscela all’ebollizione.I vapori del liquido che si liberano vengono convogliati in un apposito dispositivo (refrigerante),dove condensano per raffreddamento,dal refrigerante esce il liquido puro,che viene raccolto. Può servire a separare componenti di una soluzione per esempio di acqua e sale CROMATOGRAFIA La cromatografia su carta è un metodo usato per separare i diversi soluti presenti in un miscuglio omogeneo. Piccole quantità del miscuglio vengono poste sulla carta per cromatografia che viene poi immersa in un solvente(eluente). Il solvente risale alla capillarità della carta. I componenti si sciolgono in esso e la separazione avviene per effetto della velocità di risalita.Le tecniche cromatografie sono utilizzate nell’analisi delle urine e degli inquinanti delle acque e dell’ aria. DISTILLAZIONE FRAZIONATA Con questa apparecchiatura si possono separare anche i componenti di una soluzione di due liquidi, sfruttando la loro diversa tendenza a passare allo stato di vapore(diversa volatilità). Il riscaldamento porta all’ebollizione il componente che bolle a t° più bassa e i vapori vengono convogliati nel condensatore dove il raffreddamento li trasforma nuovamente in liquido che viene raccolto goccia a goccia. Quando due liquidi hanno t° di ebollizione vicine, non e possibile ottenere una separazione completa delle due sostanze, ma si può ottenere un arrichimento. CRISTALLIZAZZIONE Consente di separare sotto forma cristallina un solido da una sua soluzione resa satura per evaporazione del solvente. Si generano cristalli tanto più grandi quanto più lenta è l’evaporazione del solvente. In natura questo fenomeno avviene nelle saline Origine dell’atomo Si cominciava a parlare di atomo già da quando non era possibile dimostrarlo ed erano solo teorie. Oggi come ben sappiamo la materia è costituita da atomi, i quali a sua volta sono costituiti da particelle ancora più piccole, le quali: gli elettroni i protoni, i neutroni e i quark. Teoria atomica Democrito. Nel 450 a.C., Democrito ipotizzò che la materia non fosse continua,ma costituita da particelle minuscole e indivisibili. Per lui gli atomi hanno solo due qualità:la grandezza e la forma,ogni aggregato di atomi può disporsi secondo un ordine diverso,dando luogo a composti diversi. Gli atomi sono dotati di un moto proprio dovuto da una forza naturale interna agli stessi,tale moto determina la massa degli atomi,in quanto essa dipende dalla velocità che acquistano gli atomi stessi urtando altri atomi. Dal moto degli atomi hanno origine i corpi materiali Teoria atomica Lucrezio Secondo Lucrezio come scrisse nella sua opera “De rerum natura”,nulla nasce dal nulla. Gli atomi sono divisibili in frammenti di grandezza inferiore non divisibili e che formano l’universo. Teoria atomica di Dalton La teoria atomica fu formulata da Dalton è lui afferma che : Gli atomi di elemento sono diversi da quelli di un altro elemento. La materia è costituita da particelle chiamate atomi. Gli atomi si uno stesso elemento sono tutti uguali tra di loro. Le reazione chimiche sono il risultato dell’unione di atomi diverse. Atomi diversi si possono aggregare per formare i composti. Gli atomi di diversi elementi non possono essere ne creati,ne distrutti,ma cambia solo il modo in cui si combinano tra caratteristiche fisiche di quel elemento di loro. Dalton definì che l’atomo è la più piccola parte di un elemento che mantiene le caratteristiche fisiche di quell’ elemento. Modello Rutherford Nel 1911 Ernest Rutherford formulò un nuovo modello atomico con il seguente esperimento: bombardò con particelle alfa (nuclei di elio), cariche positivamente, una sottilissima lamina di oro. La maggior parte dei "proiettili" attraversò l'ostacolo, ma alcune particelle alfa tornarono indietro, altre vennero fortemente deviate nella loro traiettoria, come fossero passate vicine ad un corpo con la stessa carica positiva. Secondo Thomson l’atomo è composto da un nucleo positivo,in cui è concentrato tutta la massa e attorno al quale ruotano a notevole distanza gli elettroni. Al nucleo dell’atomo di idrogeno diede nel 1920 il nome di protone Modello Thomson Secondo il modello atomico di Thomson l’atomo è costituito da elettroni disposti in posizioni ordinate all’interno di una sfera carica di elettricità positiva. Thomson si deve la scoperta dell’elettrone avvenuta nel 1897. Teoria atomica Millikan Nel 1900 Millikan scoprì che l’ elettrone era molto più piccolo di qualsiasi atomo. Teoria atomica Bohr Bohr introdusse la teoria che gli elettroni si muovevano nello spazio intorno al nucleo su orbite stazionarie poste a diversa distanza dal nucleo e caratterizzata da precisi valori di energia . Teoria atomica J.Chadwik Chadwick attraverso le sue teorie,evidenziò l’esistenza del neutrone nei nuclei atomici ,che anteriormente al 1932 si riteneva fossero costituiti da protoni ed elettroni. Il bombardamento del berillio trasformò il berillio in carbonio, infatti espelle un neutrone. Nella reazione, infatti, viene conversato il numero di massa e il numero atomico Teoria atomica Boyle Boyle è un chimico scettico, secondo lui quattro elementi (terra,acqua,fuoco e aria) costituiscono la materia,dicendo che le piccole particelle di materia si uniscono e formano corpuscoli . Atomo L’ atomo così chiamato perché considerato l’unità più piccola ed indivisibile della materia ,è la più piccola parte di ogni elemento esistente in natura. Inseguito con la scoperta degli elettroni fu dimostrato che l’atomo non era indivisibile, ma composto da particelle più piccole (chiamate subatomiche). L’atomo in natura è elettricamente neutro. Le particelle di segno opposto si respingono mentre quelle di segno diverso si attraggono. Le particelle subatomiche sono le seguenti: Neutroni; Protoni; Elettroni; Quark . Elettroni L’elettrone è una particella subatomica con carica elettrica negativa. Nel 1897 venne scoperta da J.J.Thomson grazie al metodo dei raggi catodici. L’elettrone possiede una massa a riposo paria a 9,11x 10-28g. La carica dell’elettrone venne determinata soltanto nel 1911 dal fisico R.Millikan e risulto valere -1,602 x 10-19C , oggi gli vieni attribuito il valore convenzionale di -1. Gli elettroni ruotano sulle orbitali e in base al principio di Heisenberg non è possibile conoscere posizione e quantità di una particella come l’elettrone. Protoni Il protone è una particella subatomica dotata di carica positiva. Viene indicato con il simbolo P+. Il valore della sua carica elettrica è uguale a quella dell’elettrone solo con segno positivo: 1,602 × 10-19 coulomb. La sua massa è di circa 1836 volte più grande di quella di un elettrone ed è quasi uguale a quella di un neutrone. Il protone è composto da tre quark, due up e uno down. Neutroni Il neutrone è una particella subatomica senza carica elettrica e con massa superiore a quella del protone. L’ esistenza del neutrone venne ipotizzata da James Chadwik nel 1932. Il neutrone è composto da tre quark: un up e due down. Isotopo Gli isotopi sono atomi aventi lo stesso numero atomico (atomi dello stesso elemento), ma diverso numero di massa perché contenenti un diverso numero di neutroni. Un determinato isotopo si rappresenta scrivendo in alto a sinistra il numero di massa e in basso a sinistra il numero atomico vicino al simbolo dell’ elemento. Configurazione elettronica La configurazione elettronica è la distribuzione ordinata degli elettroni negli orbitali secondo il livello di energia e secondo delle regole ben precise. Tale disposizione è regolata da 4 numeri quantici. Numeri quantici. Il primo numero quantico si rappresenta con un intero che va da 1 a 7 e ci indica il livello energetico. Il secondo e il terzo numero quantico mi dice la forma e la direzione dell’orbitale. Il quarto numero quantico ci indica il numero di elettroni e il movimento di spin. Quest’ ultimo mi dice il moto di rotazione dell’elettrone, con la freccia in alto l’ elettrone ruota in senso orario con la freccia in basso in senso antiorario. Orbitale L’orbitale è la regione di spazio intorno al nucleo dove esiste un’ alta probabilità (almeno del 90%) di trovare l’elettrone dato. Abbiamo due tipi di orbitali quelli di forma sferica e quelli a clessidra. Orbitale s L’ orbitale di forma sferica lo indichiamo con il simbolo s e possiamo trovare solo un elettrone al suo interno. Orbitale p Gli orbitali del tipo p compaiono dal secondo livello in poi e fanno parte degli orbitali a forma di clessidra. Questi orbitali hanno tre direzioni nello spazio con 6 elettroni. Orbitale d L’ orbitale di tipo d fa parte degli orbitali a forma di clessidra. Questi orbitali hanno 5 direzioni nello spazio con 10 elettroni. Orbitale f L’orbitale f fa parte anch’ esso dell’ orbitale a forma di clessidra e ha 7 direzioni nello spazio con 14 elettroni. Regola della diagonale L’ ordine effettivo di energia crescente degli orbitali è dato dalla regola della diagonale. Questa ci aiuta nella configurazione elettronica. Elemento Gli elementi sono formati da atomi uguali e non possono essere scomposti in sostanze più semplici. Tavola periodica di Mendeleev Tutti gli elementi di solito vengono rappresentati in una tabella, chiamata tavola periodica o sistema periodico. Tra il 1869 e il 1871, il lavoro geniale del chimico russo D. Mendeleev produsse un risultato di grande valore scientifico, una legge periodica degli elementi che lo stesso Mendeleev sintetizzò con le seguenti parole:”Gli elementi disposti secondo la grandezza dei loro pesi atomici mostrano proprietà periodiche”. Mendeleev mise in ordine gli elementi conosciuti cominciando dall’idrogeno, l’elemento con peso atomico più piccolo aggiungendo mano mano gli elementi di peso atomico crescente. La tavola periodica attuale Nella tavola periodica attuale gli elementi sono ordinati secondo il numero atomico (Z) crescente. La sistemazione degli elementi corrisponde con il modello della struttura degli atomi. Gli elementi sono distribuiti in sette righe, così come sono sette i livelli energetici in cui si distribuiscono gli elettroni. Il numero di elementi contenuti in ogni riga corrisponde al numero massimo di elettroni che possono essere collocati nel livello energetico corrispondente. Struttura della tavola periodica La tavola periodica si articola in gruppi e periodi: Le colonne di elementi si chiamano gruppi e sono indicati in alto con un numero che va da 1 a 18. Ogni gruppo comprende gli elementi con la stessa configurazione elettronica esterna e lo stesso numero di elettroni nell’ultimo livello energetico. Le righe di elementi si chiamano periodi e sono indicati a sinistra con un numero ordinale dall’alto verso il basso che va dal 1°al 7°. Il periodo invece raggruppa elementi che hanno lo stesso livello energetico. Quindi il periodo ci dirà qual è l’ultimo livello energetico. Nella tavola periodica sono evidenziati con diversi colori i differenti blocchi. I primi due gruppi sono i metalli che hanno a disposizione l’orbitale s, quelli al centro sono i metalli di transizione con orbitale d, dal gruppo 3 al gruppo 8 a troviamo i non metalli con orbitale p. Gli elementi in fondo hanno caratteristiche simili agli attinidi e ai lantanidi a hanno a disposizione l’orbitale f . Elementi naturali ed artificiali Gli elementi presenti nella tavola periodica sono tutt’oggi 111. Tutti gli elementi fino all’uranio (Z=92) sono presenti in natura come tali o nei loro composti, a eccezione del tecnezio (Z=43) e del promezio (Z=61). Questi elementi insieme al nettunio (Z=93) in poi sono elementi artificiali cioè sono stati creati per mezzo di reazioni nucleari. La maggior parte degli elementi naturali si trovano combinati in composti da quali si possono ottenere attraverso reazioni chimiche. Oggi possiamo essere certi che non ci sono nuovi elementi naturali da scoprire,ma si potranno creare altri elementi in modo artificiale Metalli,non metalli e semimetalli Nella tavola periodica è evidente la suddivisione degli elementi in tre raggruppamenti: Metalli; Non metalli; Metalli di transizione. Metalli I metalli rappresentano l’insieme di gran lunga più numeroso. L’aspetto dei metalli, è spesso grigio chiaro come quello dell’argento, giallo come l’ oro e rosso come il rame. I metalli a temperatura ambiente sono tutti solidi tranne il mercurio che è liquido. Altre caratteristiche dei metalli sono la lucentezza, conducibilità elettronica, duttilità e malleabilità. Non metalli I non metalli sono stati denominati in questo modo perché hanno la caratteristica di non possedere le proprietà tipiche dei metalli. Per quanto riguarda lo stato di aggregazione 5 non metalli sono solidi, solo uno è liquido e gli altri undici si trovano allo stato gassoso. Tipici non metalli sono lo zolfo, il fosforo che si presenta in diverse forme come quello bianco che è facilmente infiammabile, il cloro di colore verde. Metalli di transizione I metalli di transizione o metalloidi sono collocati nella tavola periodica tra i metalli e i non metalli. Questi elementi hanno proprietà intermedie tra quelle dei metalli e quelle dei non metalli. A causa della loro particolare conduttività elettrica, alcuni metalli di transizione (come boro e silicio) sono utilizzati come semiconduttori. Numero atomico Ad ogni numero atomico corrisponde un diverso elemento . Il numero atomico (indicato solitamente con Z , dal tedesco Zahl) corrisponde al numero di protoni contenuti in un nucleo atomico. In un atomo neutro il numero atomico è pari anche al numero di elettroni; in caso contrario l'atomo è detto ione. Si usa scrivere questo numero come pedice sinistro del simbolo dell'elemento chimico in questione. Il numero atomico è indicato con la sigla N.A. ed indica il numero di protoni presenti in un atomo cioè se il numero atomico di un atomo. Numero di massa Il numero di massa (solitamente indicato con A) è la somma di neutroni e protoni contenuti in un nucleo Quando di un elemento si vuole specificare il numero di massa, lo si scrive in alto, a sinistra del simbolo chimico. Raggio ionico Il raggio ionico indica il raggio assunto dall’atomo dopo esser stato ionizzato,ovvero privato o fornito di una certa quantità di elettroni, detti di valenza. Esso diminuisce con l’aumentare del numero di ionizzazioni subite dall’ atomo. L’ atomo si trasforma in ione positivo quando vi è un aumento della carica positiva rispetto a quella negativa dovuto alla perdita di elettroni. Invece , quando un atomo è trasformato in uno ione negativo si ha una diminuzione della carica effettiva del nucleo. Raggio atomico Il raggio atomico è la distanza dal centro del nucleo fino all’ultimo livello energetico. Il raggio atomico in un gruppo aumenta procedendo verso il basso. In un periodo invece procedendo da sinistra verso destra,il raggio diminuisce. Affinità elettronica L’energia liberata da un atomo allo stato gassoso per l’ acquisto di un elettrone si chiama affinità elettronica(A.E). Il nuovo elettrone conferisce una carica negativa all’atomo,che diviene ione negativo o anione. L’affinità elettronica è associabile alle dimensioni dell’ atomo. Questa è tanto maggiore quanto più piccolo è il volume atomico. Infatti più piccolo è un atomo, tanto più vicino si collocherà l’elettrone acquistato, liberando maggiore energia. L’affinità elettronica aumenta dal basso verso l’alto in un gruppo e da sinistra a destra in un periodo. Elettronegatività L’elettronegatività è definita come la tendenza dell’atomo ad attirare su di sé gli elettroni di legame. L’elettronegatività aumenta dal basso verso l’alto nei gruppi da sinistra a destra in un periodo. Caratteristiche metalliche I metalli costituiscono la stragrande maggioranza degli elementi della tavola periodica,e in condizione normali,sono quasi tutti solidi. Hanno bassa elettronegatività,hanno punti di fusione e densità elevati,sono duttili,malleabili,lucenti hanno alta conducibilità termica ed elettrica. Il carattere metallico diminuisce lungo un periodo da sinistra e destra e aumenta lungo un gruppo dall’alto verso il basso. ENERGIA DI IONIZZAZIONE Nucleo ed elettroni,avendo cariche opposte,si attraggono. Per staccare gli elettroni dall’atomo è necessario vincere questa attrazione e quindi fornire energia. L’energia necessaria per allontanare l’elettrone più esterno da un atomo allo stato gassoso si chiama energia di prima ionizzazione. L’atomo che perde uno o più elettroni,mentre mantiene inalterato il numero di protoni del nucleo del nucleo,assume una o più cariche positive. Si forma,cioè,uno ione positivo,o catione. L’energia di ionizzazione aumenta dal basso verso l’alto nei gruppi e da sinistra a destra nei periodi. NUMERI DI OSSIDAZIONE Nella tavola periodica sono riportate i principali numeri di ossidazione degli elementi come abbiamo già detto gli elementi possono presentare più di un numero di ossidazione, a seconda dei legami che i loro atomi riescono a formare,quindi per assegnare rapidamente il numero di ossidazione a un atomo occorre tener conto delle seguenti regole: Gli atomi si tutte le sostanze elementari hanno sempre n.o=0; 2 Negli ioni monoatomici il N.O. dell’ elemento è uguale alla carica dello ione; 3 La somma algebrica dei N.O. di tutti gli atomi presenti nella formula di una sostanza deve essere zero; 4 La somma algebrica dei N.O. di tutti gli atomi presenti in un ione poliatomico coincide con la carica dello ione; 5 L’ atomo di ossigeno nei composti ha sempre N.O=-2; l’unica eccezione riguarda i perossidi dove l’ ossigeno ha N.O=-1; 6 L’ atomo di idrogeno nei composti ha sempre N.O=+1,fanno eccezione gli idruri dei metalli alcalini e alcalino terrosi,in cui l’idrogeno ha N.O=-1 Lewis La prima interpretazione in senso moderno di legame chimico si deve al chimico statunitense G.Lewis,che nel 1916 identificò negli elettroni del livello esterno i responsabili dell’unione tra gli atomi. La teoria di Lewis trae le sue origini dall’osservazioni del comportamento dei gas nobili. Le rispettive configurazioni esterne evidenziano tutte otto elettroni(a eccezione dell’elio che ne ha due) nel livello energetico esterno,ossia una configurazione esterna 2 s2 2 p6 nella quale gli orbitali s e p risultano completamente occupati. Per studiare la formazione dei legami,egli adottò una rappresentazione simbolica(simbolo di Lewis) mediante la quale evidenzia con dei puntini,disposti intorno al simbolo dell’elemento, soltanto gli elettroni del livello esterno,cioè quelli coinvolti nella formazione del legame. Regola dell’ottetto La configurazione elettronica esterna a otto elettroni, chiamata ottetto, fu ritenuta una condizione di particolare stabilità,alla quale,secondo Lewis, tendono gli atomi di tutti gli elementi. In base a questa considerazione Lewis stabilì la regola dell’ottetto, secondo la quale: ogni atomo in base al numero di elettroni di valenza,tende a cedere,acquistare o mettere in comune gli elettroni necessari al raggiungimento di un ottetto completo ossia (2 s2 2 p6). Gli elementi dei primi gruppi della tavola periodica tendono a perdere elettroni avendo una configurazione come quella del gas nobile che li precede. Gli elementi del VI e VII tendono, invece ad acquistare elettroni raggiungendo la configurazione dei gas nobile che li segue. Reazioni chimiche. Una reazione chimica è un trasformazione in cui si rompono e si formano legami chimici. Il modo più sintetico per rappresentare una reazione consiste nella scrittura di un’equazione chimica, in cui le formule delle sostanze reagenti, scritte da sinistra, sono separate da una freccia dalle formule delle sostanze prodotte, scritte a destra. Le reazioni possono avvenire spontaneamente o possono essere provocate agendo su alcuni fattori quali: qualità di sostanza, pressione, temperatura, l’agitazione. Bilanciamento delle razioni chimiche Nelle reazioni chimiche la massa dei reagenti deve essere uguale alla massa dei prodotti (legge della conservazione della massa Lavoisier ),quindi l’ equazione deve essere bilanciata. Per bilanciare una reazione si devono anteporre alle formule dei reagenti e dei prodotti i coefficienti stechiometrici tali per cui il numero di atomi di ogni elemento sia uguale nei reagenti e nei prodotti, in modo da rispettare la legge della conservazione della massa. Per bilanciare un’equazione si devono seguire le seguenti regole: 1. Contare il numero di atomi di un elemento presente nel lato reagenti e nel lato prodotti. Se il numero non è lo stesso aggiungere i coefficienti stechiometrici tali da renderlo uguale in entrambi i lati dell’equazione. 2. ripetere questa operazione per ogni elemento che compare nell’equazione. 3. è opportuno iniziare a bilanciare da un elemento diverso da O e H perché questi elementi compaiono in più di un composto. Mole Nel S.I. viene definita mole (mol) una quantità di sostanza che contiene un numero di particelle uguale al numero di atomi contenuti in 12,000 g di 12C . Una mole di qualsiasi sostanza contiene 6,022 x 1023 particelle e tale valore, che si indica con N, è chiamato numero di Avogrado. La massa di una mole, massa molare, è una quantità di sostanza in grammi numericamente uguale alla sua massa atomica o molecolare. Unità di massa atomica L’ unita di massa atomica è un’ unita di misura utilizzata per esprimere la massa di singoli atomi, molecole, ioni delle particelle elementari. Essa è la dodicesima parte della massa di un atomo di carbonio -12(12C) . Nel S.I l’ unità uma corrisponde a 1,660565x 10-27 kg . L’unità di massa atomica non appartiene al Sistema Internazionale di unità di misura (S.I), ma è da esso riconosciuta in virtù del largo impiego che viene fatto di quest’ unità in chimica, biochimica e biologia molecolare I legami chimici In natura i sistemi materiali tendono a raggiungere il minor dispendio di energia potenziale,cioè lo stato di massima stabilità. L’unione che si verifica tra atomi uguali o diversi per raggiungere uno stato energicamente stabile va sotto il nome di legame chimico. I legami chimici possono essere atomici o molecolari. Quest’ultimi interessano le molecole mentre quelli atomici gli atomi. Questi possono essere di tre tipi: Metallico; Ionico; Covalente. Legame metallico Il legame metallico interessa gli atomi di metallo. La caratteristica del legame metallico è dovuto alla delocalizzazione degli elettroni. In questo legame i nuclei vengono disposti su piani paralleli e abbiamo una grande nube di elettroni che gira intorno ai nuclei. Questo è anche il motivo della conducibilità termica ed elettrica, spiega anche la malleabilità e la duttilità. Legame ionico Il legame ionico porta alla formazione degli ioni. In natura ci sono elementi con maggiore e minore forza di elettronegatività. Se avviciniamo due elementi come il sodio con elettronegatività 0,9 e il cloro 3,0 ;il cloro tende a prendere l’ elettrone del sodio, questo perché il cloro è più elettronegativo portando quindi alla formazione di due ioni. Gli ioni che si formano stanno uniti grazie all’attrazione elettrostatica delle loro cariche opposte. In questo legame sono coinvolti elementi con grande differenza di elettronegatività. Se tra i due abbiamo una differenza pari o maggiore a 1,57 si raggiunge il legame ionico. Ioni Un atomo può cedere o acquistare uno o più elettroni, perdendo così la propria neutralità elettrica e trasformandosi in uno ione. Un catione (ione positivo) è un atomo che ha perso uno o più elettroni esterni. Un anione (ione negativo) è un atomo che ha acquistato uno o più elettroni esterni . Legame covalente Il legame covalente si ha quando due atomi con elettronegatività uguale o simile mettono in comune un o più elettroni ciascuno,in modo da raggiungere entrambi l’ ottetto ossia una configurazione elettronica stabile. il legame covalente può essere di tre tipi: Omopolare ; Eteropolare; Dativo. Legame covalente omopolare Il legame covalente puro (omopolare),si realizza quando due atomi uguali o con elettronegatività simile mettono in comune uno o più elettroni. Questo tipo di legame si realizza quando i due atomi hanno differenza di elettronegatività pari a 0,4. Legame covalente eteropolare Il legame covalente polare (eteropolare) si forma tra atomi diversi, con piccola differenza di elettronegatività compresa tra 0,4 e 1,7. In questo tipo di legame gli elettroni saranno attratti dall’ atomo più elettronegativo. Legame covalente dativo Il legame covalente dativo è un tipo particolare di legame covalente e, come tale, costituito da due elettroni condivisi tra due atomi. Mentre nel legame covalente, i due elettroni del doppietto sono forniti ciascuno da un atomo, nel legame dativo i due elettroni provengono entrambi dallo stesso atomo (donatore) che li condivide con l’altro atomo ( accettore ). Il legame si forma tra un atomo che dispone di almeno un doppietto solitario (donatore) e uno che ha (può ottenere) un orbitale vuoto (accettore). Il legame si indica con una freccia diretta dal donatore verso l accettore. Composti I composti binari sono composti formati dalla combinazione di due elementi. Ossidi basici Gli ossidi basici sono composti ionici binari formati da un metallo che reagisce con l’ossigeno.. Essendoci una grande differenza di elettronegatività tra il metallo e il non metallo abbiamo un legame di tipo ionico. La reazione generale è la seguente: M + O2 M+O-2 Come abbiamo osservato l’ossigeno ha numero di ossidazione -2 , mentre il metallo ha numero di ossidazione positivo. Nomenclatura ossidi basici 1. 2. 3. 4. Per assegnare la nomenclatura osserviamo il seguente schema: Ossido Ipo “Nome del Metallo”-oso Ossido “Nome del Metallo” –oso Ossido “Nome del Metallo” -ico Ossido Per “Nome del Metallo” -ico Se il metallo ha un solo numero di ossidazione useremo ossido di “Nome del Metallo”. Questo tipo di nomenclatura può essere utilizzata anche per i composti acidi sostituendo però ad ossido la parola anidride. Ossidi acidi o anidridi Gli ossidi acidi (anidridi) sono composti binari formati da un non metallo che reagisce con l’ossigeno. Visto che non c’è una grande differenza di elettronegatività abbiamo un legame di tipo covalente. La reazione generale è la seguente: nM + O2 nM+O-2 Idracido Gli idracidi sono composti binari formati dall’idrogeno che reagisce con un non metallo. La reazione generale è la seguente: nM + H2 H+1 nMIn questo caso l’idrogeno ha numero di ossidazione +1. La nomenclatura di questo composto è questa : acido “nome del non metallo” idrico. Idruro Gli idruri sono dei composti binari formati dall’idrogeno che reagisce con un metallo . In questo caso l’idrogeno avrà numero di ossidazione -1. La formula generale di questo composto è la seguente: M +H2 M + H -1 La nomenclatura è uguale a quella degli ossidi solo che useremo idruro al posto di ossido. Composti ternari I composti ternari sono composti formati dalla combinazione di tre elementi e si suddividono in: Idrossidi; Acidi (ossiacidi) Idrossidi Gli idrossidi sono composti ionici ternari che contengono lo ione OH,detto ossidrile, legato allo ione di un metallo. Si formano dalla reazione di un ossido basico e acqua e hanno carattere basico. La reazione generale è la seguente: MO + H2 O M+(OH)-1 Per la nomenclatura useremo “ossido di + nome del metallo”. Ossiacidi Gli ossiacidi sono composti ternari molecolari formati da idrogeno ,un non metallo e ossigeno. Si forma dalla reazione di un’ anidride con l’ acqua e hanno carattere acido. La reazione generale è la seguente: nMO + H2 O H2nMO2 Anche in questa reazione l’acqua mantiene numero di ossidazione -1. La nomenclatura è uguale a quella degli ossidi solo che useremo ossiacido al posto di ossido. Sali binari I Sali binari si ottengono dalla reazione di un metallo con un non metallo. M + nM M+nMCome visto il metallo ha un numero di ossidazione positivo, mentre il non metallo ha numero di valenza negativo. Abbiamo in questo caso un legame di tipo ionico . Per la nomenclatura metteremo il suffisso uro al nome del non metallo. Sale ternario I sali ternari sono formati dalla reazione di non metallo più metallo più ossigeno. Per ottenere i Sali ternari abbiamo otto tipi di reazioni che sono: -Metallo + Acido Sale + Idrogeno M + HnMO MnMO +H2 -Ossido basico + Anidride Sale + Ossigeno MO + nMO MnMO + O2 -Idrossido + Acido Sale + Acqua MOH + HnMO HnMO +H2O -Idracido + Idrossido Sale + Idrogeno HnM + MOH HnMO +H2 -Non Metallo + Idrossido Sale + Idrogeno nM + MOH MnMO +H2 -Sale ternario + Sale ternario Sale + Sale MnMO + MnMO MnMO + MnMO -Anidride + Idrossido Sale + Acqua nMO + MOH HnMO +H2O -Sale binario + Sale ternario Sale Binario + Sale ternario MnM + MnMO MnM + MnMO La chimica del silicio della vita quotidiana Il vetro Il termine vetro viene usato convenzionalmente per descrivere uno stato della materia. Questo stato, noto altrimenti come “stato vetroso”, è quello che si realizza quando un liquido sottoposto a raffreddamento incrementa a tal punto la propria viscosità che pur rimanendo formalmente un liquido acquista apparentemente le proprietà fisiche di un solido. Il vetro è una sostanza allo stato solido amorfo, cioè un materiale rigido costituito di unità strutturali non organizzate secondo l’ordine geometrico tipico dello stato cristallino. A differenza dei solidi cristallini, per un vetro non si parla di temperatura di fusione o di solidificazione ma di un intervallo di temperature, chiamato intervallo di trasformazione, in cui avviene la solidificazione. La temperatura alla quale la massa fusa solidifica, detta temperatura di transizione vetrosa, dipende dalla composizione chimica del fuso vetroso e dalla velocità di raffreddamento. Un vetro siliceo è costituito essenzialmente da silice (circa 60 - 70 %), altri ossidi inorganici e la sua composizione Gli ossidi inorganici utilizzati nella produzione del vetro si distinguono a seconda della loro funzione in: vetrificanti (silicio, boro, fosforo), fondenti (alcalini) e modificatori (alcalino-terrosi, calcio, magnesio, bario, piombo, zinco, alluminio). La chimica determina le proprietà chimico-fisiche e quindi il suo campo d'impiego. La sabbia quarzifera viene utilizzata quale apportatrice di silice, SiO2 , nella miscela. Questa può contenere altri minerali quali feldspati, argille ed impurezze dovute a ossidi di ferro e cromo ed è soggetta a processi di lavaggio con acqua e purificazione con altri mezzi chimico-fisici. Le sabbie si distinguono per il loro contenuto in ossido di ferro, Fe2O3. Per produttori di vetro incolore di alta qualità (vetro al piombo, vetro da tavola) sono disponibili sabbie contenenti lo 0.008% in Fe2O3e lo 0.0002 di ossido di cromo, Cr2O3 In generale è bene che la concentrazione di Cr2O3non superi lo 0.0005%. Per vetri colorati il contenuto in ferro non critico e può essere sufficiente una sabbia con un contenuto in ossido di ferro dello 0.25%. Per quanto riguarda la granulometria, nei forni a bacino vengono utilizzate sabbie con grani di diametro 0.10.8 mm, mentre nei forni a crogioli si fa uso di sabbia con granulometria tra 0.1-0.3 mm. Le frazioni granulometriche più grossolane e quelle fini, inferiori a 0.1 mm, vengono di norma eliminate perché causa di disturbo nella fusione e per l’alto contenuto di impurezze. I cicli biogeochimici L’ esistenza della sottile pellicola di materia vivente sulla terra è consentita da cicli di energia e di materia molto complessi. In essi esiste un equilibrio che permette il continuo trasferimento degli animali dal mondo vivente e viceversa , rendendo così possibile il procedere e il continuo rinnovamento dell’attività vitali. All’ interno di queste trasformazioni si inserisce l’opera dell’ uomo, che a volte può modificare gli equilibri esistenti con danni per l’ecosistema. I cicli che descriverò sono definiti biogeochimici e quelli dell’elementi più importanti riguardano l’ ossigeno, l’azoto e il fosforo. Ciclo dell’ossigeno Il ciclo biogeochimico che spiego è quello dell’ ossigeno.L’ ossigeno è un costituente fondamentale di quasi tutte le molecole vitali rappresentando circa 1/4 degli atomi della materia vivente. L’ ossigeno permette il mantenimento della vita e viene esso stesso prodotto attraverso attività vitali. Quello presente sulla terra è tutto di origine biologica. Parte di esso è trasformata in ozono dall’ attività delle radiazioni ultraviolette . Sulla terra l’ossigeno si combina con numerosi elementi. Esso è presente nell’ aria per il 21% e proviene dalla scissione delle molecole di acqua provocata dall’ energia solare (fotolisi dell’ acqua) durante la fotosintesi e anche per azione delle radiazioni U.V. Tutta materia organica della biosfera ha origine dal processo di fotosintesi , in cui le piante utilizzano l’ energia solare per far reagire l’ anidride carbonica con l’ acqua e creare glucosio : 6 CO2 + 6 H2O + energia solare C6 H12 O6 + 6O2 Nelle cellule delle piante e degli animali che si nutrono di glucosio, esso è soggetto a trasformazioni chimiche che alla fine restituiscono all’ atmosfera co2 e h2o La respirazione può essere scritta esattamente al contrario della reazione di fotosintesi. C6 H12 O6 + 6O2 6 CO2 + 6 H2O + energia solare