Territorrio
Territtorrio
Il Paese
che vorrei!
di Andrea Annunziata
a pagg. 3
La Cittàà
Poliiticca
Il Parco Nazionale
del Circeo
di Giuliano Tallone
Il Risorsorgimento,
la Resistenza e il calcio
di Alessandro Petti
Il Faattoo
Difesa d’ufficio
di Maurizio Paolini
a pag. 7
Com’è triste Venezia
Cronachette ...
di E. Dantes e Roderigo
pagg. 8-9
a pag. 5
a paag. 4
CENTRO
O STORICO
SAN FELICE CIRCEO
ASSOCIAZIONE CULTURALE “IL CENTRO STORICO”
di ALESSANDRO CRESTI
UNA LEZZIOONE INNDIMMENNTICCABILE
Stampa da salvare
Stampa da buttare
Cicero pro domo sua
Perorare la propria causa
Marcello Fondato
I
C
n questo numero avrei voluto ancora una volta parlare di abusivismo al centro storico, dopo aver
visto con sospetto, in prossimità dell’Antica Porta, una lunga e larga tela
verde normalmente usata nelle ristrutturazioni al Circeo non solo come
protezione per l’eventuale caduta di
materiale pericoloso per i passanti e per gli
abitanti delle case vicine e sottostanti, ma
anche come riparo per rendere invisibili, fino al completamento delle opere, scriteriati
lavori abusivi. L’argomento però è stato
trattato già tante volte e semmai ci torneremo quando cadrà la tela.
In questo editoriale voglio parlare di due
giornali, distribuiti gratuitamente, “Centro Storico” e “Circeo in Comune”: il primo a cura dell’omonima Associazione,
il secondo dell’Amministrazione del Comune di San Felice Circeo.
In un periodo di così grave e generale
difficoltà economica, è bene esaminare
le spese che si affrontano e considerare eventualmente quali ritoccare e quali addirittura escludere. E’ il momento
dei bilanci a tutti i livelli, familiari, imprenditoriali, pubblici. Bisogna controllare dove sono gli sprechi, grandi e piccoli, ed eliminarli subito o comunque nel
più breve tempo possibile, per massimizzare il rendimento e/o l’efficienza.
Se esaminiamo, ad esempio, i costi di
un giornale come il nostro “Centro Storico”, che non sono pochi, sia in termini economici che d’impegno di tempo e
di lavoro, costi non coperti da contributi, pubblicità e prezzo, ma solo in minima parte da quote associative, avremmo già dovuto da tempo archiviare l’iniziativa, se a fronte di tutto questo non
ci fosse stato negli anni un crescente interesse e un partecipato coinvolgimento dei cittadini, sia nella critica che nel
consenso. Anche a livello di collaborazione per la redazione del nostro pur
piccolo giornale, siamo passati dalle iniziali otto pagine alle attuali sedici pagine, con contenuti di qualità, opera di autori preparati, importanti, generosi e
Editoriaale
BIMESTRALE GRATUITO - ANNO 7 N. 34 - GENNAIO-FEBBRAIO 2009
continua a pag. 6
di Egidio Calisi
i sono incontri che ti cambiano la vita. Possono essere incontri buoni o
cattivi, incontri che non avresti mai
voluto fare oppure che ti auguri di ripetere all’infinito. Se riflettete su quante persone hanno impresso una svolta alla vostra esistenza, vi meraviglierete; come
pure resterete sorpresi nel verificare che
alcune esperienze, inizialmente incomprensibili, vi hanno poi portato a scoprire nuovi mondi. Il mio incontro con Marcello Fondato è stato uno di quelli che
non si dimenticano perché mi ha portato
a osservare la scena della vita in una prospettiva diversa da quella cui ero abituacontinua a pag. 2
L’IDDENNTITÀÀ ITAALIANA È AL COLLLASSSO
Marcello Fondato
Il Risorgimento, la Resistenza e il calcio
di Alessandro Petti
S
creditamento dell’avversario. Martellamento dei media. Stordimento
dei cittadini. Sondaggi d’opinione
come oroscopi. Parole usate come pallottole (e pensare quanti anni avevamo
dovuto impiegare, come umani, per passare nei nostri diverbi dai “colpi” alla parola…). Tutto ciò rende, alla fine, incomprensibile la realtà e quasi impossibile distinguerla dalla mistificazione.
Sembra essersi ridotta a questo stato di
cose la politica italiana, a Roma come
nelle realtà locali.
Ma un modo di fare politica così, è un
modo stesso di mettere a rischio la nostra democrazia. Quanti se ne stanno
rendendo conto?
Per riparare questo vero e proprio “cortocircuito”, tutto italiano, tra società civile e Stato, dobbiamo tornare a intendere
“la politica” per quella che è la sua funzione essenziale, vitale e insostituibile:
quella di governo, esercizio e garanzia
stessa della convivenza. Questo è “la politica”. Ma come ha potuto, in questi ultimi dieci-quindici anni, venir praticamente meno il nostro senso dello Stato?
C’era – e c’è ancora, eccome – uno strapotere dei partiti e l’avevamo chiamato,
con un bell’appellativo negativo, “partitocrazia”. E contro questo strapotere si
sono ribellati i cittadini pressoché di tutte le tendenze, di sinistra e di destra: con
continua a pag. 5
NON SOLO MARE
Il Paese che vorrei!
di Andrea Annunziata
continua a pag. 3
Ed tore: Associazione culturale “Il centro storico” di San Felice Circeo (LT). Corso Vittorio Emanuele, 23. Tel. 328 6110379, fax 06 51985217. E-mail: [email protected] www sanfelicecirceo.info - Reg. Tr b. di Latina n. 796 del
12/09/2003 - Direttore responsabile: Gloria Gabrielli - Direttore editoriale: Alessandro Cresti. Redazione Francesca Faccini, Tommaso Di Prospero, Maurizio Paolini, Alessia Bravo - Stampato da CSR, via di Pietralata, 157 - Roma
IL CENNTROO STOORIICOO DI SAN FELLICCE CIRCEOO
PAG .
2
Personaggi
di Egidio Calisii
Una lezione indimenticabile
Marcello Fondato
L’importanza di essere esigenti
“
“
Marcello viveva solo per due
cose e con pari intensità: Irene e il teatro
la tenacia e la passione di
Marcello Fondato hanno portato alla nascita della compagnia
teatrale “I timidi”
“
do, mi offrii, vista la mia nascita partenopea, in qualità di “correttore della dizione”. Devo dire che dopo pochissimi incontri, Marcello mi chiese di interpretare
la parte del protagonista in “Non ti pago!”
e io – temerariamente – accettai. Fu alla
prima prova che mi resi conto di quale
croce avevo abbracciato, ma fu nello
stesso momento che capii dove può portare la passione, l’amore, per il teatro. La
Compagnia, allora, non aveva una sede
e, come nelle più classiche delle situazioni, provava dove poteva; in quel frangente in un locale che, fino a poco tempo prima, era stato adibito a bar, il che significa un ambiente ampio, chiuso da vetrate ancora più ampie, completamente
vuoto, senza riscaldamento e che in quel
momento – un inverno rigido come quello di quest’anno – presentava una temperatura vicina allo zero. Eppure, tutti gli
attori erano lì, allineati e coperti, agli ordini di un regista che nonostante l’età, gli
acciacchi e il gelo (che lui detestava) dirigeva la sua Compagnia con lo stesso
impegno di quando aveva gestito gente
del calibro di Vittorio Gassman e Monica
Vitti. Da quella sera abbiamo fatto molta
strada insieme e, con “I Timidi”, abbiamo
incontrato successi davvero lusinghieri
ed entusiasmanti. Ma, fondamentalmente, nacque una amicizia profonda che ci
ha dato tanti momenti di grande gioia e
che, come tutte le vicende passionali vere, non ci ha risparmiato qualche palpito
di sana gelosia. Marcello viveva solo per
due cose, e con pari intensità: la sua
amata Irene e il suo Teatro. Una sera, dopo una giornata che aveva trascorso a
correggere un copione, a progettare nuove cose per il futuro, a rammaricarsi per
lo svolgersi non sempre perfetto del nostro lavoro, vedendolo provato e preoccupato, gli dissi: “Caro Marcello, tu dalla
vita hai avuto tutto, soprattutto nel campo dello spettacolo; ma chi te lo fa fare
di tormentarti in questo modo per una
Compagnia di dilettanti come la nostra?
Perché non pensi un po’ di più a te stesso?” E lui: “Ricordati una cosa: quando
dirigo io, i miei attori non possono essere dilettanti perché quando sali su di un
palcoscenico, di fronte al pubblico, nessuno ti può aiutare e ti devi aspettare di
tutto, esattamente come un professionista. E siccome io di fischi in vita mia non
ne ho mai presi, figurati se voglio prenderne adesso; e voi dovete fare lo stesso. Poi, se vuoi sapere perché lo faccio,
ti dirò che non ho nessuna intenzione di
farmi cogliere dalla morte mentre sto buttato su una poltrona a fare le parole crociate”. E così è stato. Marcello ha sposato Irene in articulo mortis e, nonostante la Signora in Nero facesse chiaramente pesare la sua indesiderata presenza,
lui l’ha sdegnosamente ignorata e, trovando un ennesimo momento di lucidità,
ha diretto la scena del suo matrimonio,
assegnando le parti e le posizioni a tutti
i presenti, sindaco compreso. Poi, dopo
un paio di giorni, ha affrontato l’ultimo
passaggio senza paura, con la serena
consapevolezza di aver recitato onestamente la sua parte nella commedia umana. Fondato non era, come si suol dire,
un uomo di Chiesa; eppure, ai suoi funerali, proprio dal parroco abbiamo avuto
modo di apprezzare un commento “laico”; un intelligente ricordo con cui don
Carlo ha saputo cogliere alla perfezione
quella che è stata la missione di Marcello, vale a
dire la capacità di suscitare sentimenti, di emozionare; un’azione quasi soprannaturale in un’epoca
di animi inariditi da una
eccessiva carenza di cultura e, per giunta, portata
a termine con mezzi tanto
terreni quali il Cinema e il
Teatro.
Dopo la sua scomparsa,
la domanda che si sono
posti tutti coloro che hanno lavorato con Fondato
negli ultimi anni per portare a compi-
“
“
to; in altre parole a vivere con una coscienza differente e, forse, migliore.
Lo avevo conosciuto circa dieci anni fa
alla Porta del Parco, nella Torre dei Templari, in un incontro pubblico durante il
quale aveva messo a disposizione della
nostra comunità, gratuitamente, tutta la
sua esperienza per organizzare una scuola di Teatro. Da allora, di Marcello non
avevo avuto più notizie fino a quando, alcuni anni dopo, non fui spettatore di una
commedia di cui aveva curato la regia. Si
trattava de “Le bugie con le gambe lunghe” un lavoro di Eduardo De Filippo, ma
quello che mi sorprese fu il constatare
che la sua tenacia e la sua passione avevano portato alla nascita di una compagnia teatrale – I Timidi – essenzialmente
costituita da sanfeliciani, con risultati, peraltro, veramente inimmaginabili. Avevo
notato, però, qualche inevitabile problema legato alla pronuncia della lingua napoletana e, per questo motivo, avendo
saputo che la compagnia si apprestava
ad affrontare un altra commedia di Eduar-
“
segue da pag. 1
dopo la morte di Marcello
dobbiamo continuare
mento il sogno di un Teatro Stabile a San
Felice Circeo, è stata ovvia: “Adesso che
cosa facciamo? Possiamo continuare da
soli?” Io credo che la risposta sia una sola: “Dobbiamo continuare!”. E’ l’unico
modo per dimostrare che abbiamo capito la lezione. La strada è lunga e difficile
e si potrà affrontare solo se ci sarà la passione necessaria unita a uno studio impegnativo. E, soprattutto, se non dimenticheremo la faccia sorniona e irridente di
Marcello il quale, dopo averci fatto ripetere per la decima volta di seguito la stessa scena, ci dice: “Ma non penserete mica che sono esigente?”. IL CENNTRRO STORICCO DI SAN FELICE CIRRCEOO
PAG .
3
Territorio
di Andrea Annunziata
Non solo mare e mitezza del clima
Il Paese che vorrei
Natura e storia sono stati generosi con noi, ma...
rispondere con un sì. Le straordinarie bellezze del territorio, ammaliatrici oggi di turisti stagionali, se non supportate da opere efficaci e tese al mantenimento e allo
sviluppo del Circeo, non garantiscono da
sole una sufficiente vivibilità per la cittadinanza.
Quali sono, dunque, le azioni che noi tutti
possiamo fare per migliorare il luogo dove
siamo cresciuti?
Personalmente, vorrei innanzitutto che la
gente partecipasse di più alla vita civile e
politica del comune, che si sentisse in diritto e in dovere di far sentire la propria voce, ferma restando la necessità di un’amministrazione che permetta ai suoi abitanti di confrontarsi liberamente. Essere cittadini di un paese non può significare solamente viverci e subirne passivamente le regole di buona convivenza, ma anche contribuire al miglioramento delle condizioni di
vita e permanenza sul proprio territorio.
Poiché a volte le decisioni sembrano piovere dall’alto, imposte e, in apparenza,
senza una visione d’insieme, mi piacerebbe che i cittadini, soprattutto in merito a
decisioni importanti che coinvolgono tutti,
avessero concretamente la possibilità di incontrarsi, anche in modo informale, a teatro, al cinema, nelle sale parrocchiali. In
questo modo, inoltre, anche i giovani po-
la gente dovrebbe partecipare di
più alla vita civile e politica del
comune
trebbero trovare un punto di aggregazione,
oltre che mantenere vivi legami, passioni e
contribuire in tal modo a una progressiva
“civilizzazione” sociale e culturale, indipendentemente da ogni schieramento o
colore politico.
I processi di partecipazione giovanile, infatti, credo necessitino di un terreno fertile su cui attecchire: in una dimensione di
svago e di piacere, potenzialità, idee e risorse possono più facilmente affiorare ed
emergere. Felice è il comune dove i cittadini si sentono partecipi delle scelte del
proprio paese.
Un altro aspetto a volte sottovalutato, di cui
troppo poco si discute, è l’efficienza. Questo concetto, molto chiaro in ambito privato, dovrebbe essere applicato con lo
stesso successo anche nella gestione
pubblica e, in particolar modo, comunale.
Quando si realizzano opere o si erogano
servizi, non basta effettuarli nel miglior modo possibile (che per qualcuno sarebbe già
tanto), ma vanno programmati ed eseguiti in maniera efficiente; in altre parole occorre ottenere lo stesso risultato con il minor costo.
In effetti, se è vero che la definizione di
economia è “l’utilizzo di risorse scarse per
soddisfare al meglio i bisogni”, allora l’efficienza è alla base dell’economia.
Le amministrazioni comunali, che gestiscono il denaro pubblico, non dovrebbero
sottrarsi alle leggi che governano le direzioni private: il risparmio, pertanto, derivato da un’oculata gestione, potrebbe liberare risorse utili a realizzare o migliorare lo
status corrente. Se questo tipo di conduzione venisse perpetuata e conservata per
anni potrebbe, da sola, modificare in meglio il nostro comune.
“
“
“
“
le straordinarie bellezze del Circeo non garantiscono da sole
una sufficiente visibilità
“
“
P
er motivi di lavoro, spesso sono impegnato in riunioni in giro per l’Italia.
Durante gli incontri è consuetudine,
prima di iniziare, che ognuno dei partecipanti faccia una breve presentazione di sé.
Quando è il mio turno incomincio affermando di essere di San Felice Circeo, senza specificare né la provincia, né qualsiasi
altra informazione utile alla localizzazione
del comune, con quel tono di chi sta dicendo qualcosa di importante. Quando
l’interlocutore più attento chiede di sapere
dove si trova il Circeo, lo guardo con l’aria
interdetta di chi sta chiedendo una banalità, un’ovvietà. E allora, dopo qualche secondo di pausa, esibisco una fiera descrizione del Circeo, degna della più accanita
Pro Loco. Parlo delle nostre origini mitiche,
cantate da Omero, della maga Circe e di
Ulisse, dell’uomo di Neanderthal, delle
grotte, del Promontorio, del fascino del
mare e della mitezza del clima e del Parco
Nazionale. Non è semplice campanilismo
o amore per il proprio comune, ma oggettivamente la natura e la storia sono state
piuttosto generose con noi. Tuttavia, alla
domanda “nel complesso, è il più bel posto dove vivere?” ho qualche esitazione a
per il nostro Paese sarebbe importante migliorare l’efficienza
della gestione pubblica
Un ulteriore punto, sul quale penso si debba riflettere e iniziare a mutare atteggiamento, riguarda la trasparenza, intesa come “il diritto di prendere visione degli atti
di un procedimento e di accedere alla documentazione dell’amministrazione o ai riferimenti da quest’ultima utilizzati nell’assumere una determinata decisione”. Oltre
a essere un atto doveroso nella gestione
delle attività comunali, ha l’effetto di stimolare la partecipazione dei cittadini e il loro coinvolgimento nelle questioni territoriali.
Focalizzando, poi, l’attenzione sui principi
gestionali, ritengo indispensabile, da parte delle amministrazioni pubbliche, l’uso di
un metodo volto ad analizzare in modo
obiettivo e critico, senza logiche di interessi
personali, le priorità del territorio. Una volta ottenuto un quadro chiaro, si potrebbe
attuare un modello funzionale e proficuo,
valido sempre, così come accade in campo informatico: copiare da chi fa meglio.
Per esempio, se si tratta di implementare
la raccolta differenziata, gestire i parcheggi a pagamento, tutelare il territorio, sarebbe sufficiente mettere in pratica i metodi e i processi delle amministrazioni più virtuose, con l’accortezza naturalmente di
contestualizzarli alle dimensioni e alle peculiarità del nostro comune.
In definitiva penso che non sono importanti
i singoli progetti, ma lo spirito e il metodo
con cui gli stessi vengono portati avanti e
perseguiti: se questi sono mossi da trasparenza, legalità, efficienza e partecipazione, qualsiasi iniziativa potrà produrre effetti positivi per il nostro territorio.
E così quando, in giro per l’Italia, concluderò la presentazione del mio comune aggiungerò, senza dubbio, che è sicuramente il più bel posto in cui vivere. SOMMARIO
Editoriale
Cicero pro domo sua
Personaggi
Marcello Fondato
Territorio
Il Paese che vorrei!
1
2
3
Territorio
Il Parco Nazionale
del Circeo
4
Politica
Il Risorgimento,
la Resistenza e il calcio
Lettere
Lettere al Direttore
La città
Difesa d’ufficio
5
6
7
Il fatto
Com’è triste Venezia
Cronachette …
Libri
Ancora un anno
Territorio
L’Antica Porta ha
partorito un gemello
a due piazze
8-9
10
11
12
La Città
Delibere comunali
Personaggi/
Oroscopo
Non piangere
bambina
Sport
Calcio
13
14
Tempo libero
Cucina – Cinema –
Ora legale – Poesia
15
IL CENNTROO STOORIICOO DI SAN FELLICCE CIRCEOO
PAG .
4
Ambiente
di Giuliano Tallone*
Una positiva realtà nata nel 1934
Il Parco Nazionale del Circeo
Dobbiamo pensare ad un nuovo modello di sviluppo
Ed è su questo tema generale, al di là della cronaca, e approfittando del mio punto di vista un po’ obliquo ed esterno, che
vorrei ragionare. Il Circeo, infatti, è noto
alle cronache nazionali per il cosiddetto
“Sacco del Parco” degli anni ’60 e ’70, e
ciò che ne è seguito fino ad oggi. Una domanda si pone ripetutamente all’opinione pubblica: ma al Circeo domina o no
l’abusivismo edilizio? E’ vero o no che ci
sono state innumerevoli domande di
“condono” per interventi effettuati sul patrimonio abitativo e turistico al di fuori della legge? Esiste o no una “emergenza
abusivismo” nel Parco? Ebbene, vorrei
non rispondere a queste domande, ma
ad un’altra, che secondo me è la vera
questione. Ed è questa: la pressione
umana sul territorio del Parco Nazionale
del Circeo è ancora entro livelli accettabili? E’ possibile un ulteriore sviluppo, inteso come consumo di suolo al fine di
edificare ulteriormente: nuove case, residenze turistiche, alberghi, porti? E’ possibile aumentare l’utilizzo dei servizi ambientali di questo territorio (acqua, aria) e
la produzione di residui delle attività
umane (rifiuti, inquinamento), senza che
questo abbia ricadute inaccettabili anche
sulla qualità della vita dei residenti e sulla capacità di attrarre turisti? Ebbene la
mia prima impressione, che dovrò approfondire anche approfittando del punto di vista privilegiato (e attivo) di Direttore dell’Ente Parco, è che si è andati troppo oltre. Se si sale alle Crocette e si guarda verso la pianura, soprattutto verso Terracina (in pratica buona parte del territorio di San Felice Circeo), si vede solo una
distesa ininterrotta di case, serre, strade
“
“
“
“
il 29 gennaio 2009 è stato festeggiato il 75ennale della nascita del Parco del Circeo
e altre strutture artificiali, quasi senza
soluzione di continuità. Se si arriva
dal mare e si vede il
Quarto Caldo si è
impressionati dalla
quantità di immobili
costruiti in un’area
senz’altro
molto
sensibile dal punto
di vista ambientale,
ma anche dell’assetto idrogeologico,
tant’è che il Comune
spende molto in pesanti infrastrutture
per la messa in sicurezza di case costruite ove non si
sarebbe dovuto. Se
queste strutture siano state realizzate
secondo norme o
no, da questo punto Foresta demaniale
di vista è irrilevante.
Il ruolo del Parco deve essere quello di
progettare un riequilibrio di questa importantissima area, riconosciuta di importanza internazionale come zona umida ai sensi della Convenzione di Ramsar,
sito del Programma MAB dell’UNESCO e
Zona di Protezione Speciale secondo la
Direttiva europea Habitat, inserita nella
Rete Natura 2000. Questo progetto pasesiste o no una “emergenza
abusivismo” nel Parco?
sa per uno strumento, il Piano del Parco,
che è una delle priorità dell’attuale gestione, da sviluppare secondo un approccio partecipato. Ma deve essere
chiaro che l’equilibrio ambientale del
Parco Nazionale del Circeo deve passare per un diverso modello di sviluppo incentrato sulla destagionalizzazione, sulla
moltiplicazione delle offerte turistiche
(escursionismo, birdwatching, agriturismo, bed and breakfast, circuiti museali,
aree archeologiche tra cui la notevole
Acropoli e l’eccezionale situazione della
Villa di Domiziano – potenzialmente un sito di attrazione a livello nazionale), sul
raccordo con il turismo romano attraverso la proposta di pacchetti complementari al classico “giro dei fori e del Colosseo”, nonché sulla riqualificazione qualitativa dell’agricoltura, che, sebbene oggi
in zona sia molto concorrenziale, da un
punto di vista di mercato rischia un tracollo qualora i beni primari su cui si basa
– ad esempio l’acqua – venissero im-
“
“
R
ingrazio “Il Centro Storico” per l’invito a scrivere alcune righe sul Parco Nazionale del Circeo, nella mia
nuova veste di Direttore dell’Ente e in occasione del 75ennale del Parco lo scorso 25 gennaio. Provengo da realtà completamente diverse (sono nato a Torino),
conosco questo territorio da alcuni anni,
avendo sposato una sanfeliciana e ho
avuto modo di apprezzarne la bellezza e
ricchezza di beni naturalistici, archeologici, storici e culturali. Non mi sfugge la
complessità della presenza antropica e
dei suoi impatti in un’area costiera bellissima, tutelata dal 1934, ma non per questo risparmiata da quel modello di sviluppo che anche in altri territori ha prodotto ricadute spesso devastanti.
l’Ente deve progettare un riequilibrio dell’area attraverso il
Piano del Parco
provvisamente meno. Risalita del cuneo
salino, pozzi sempre più profondi (anche
a 100 metri), serricoltura in aumento dovrebbero costituire un campanello d’allarme.
Insomma va, a mio parere, superata la logica privatistica dell’uso delle risorse, il
“fai da te” che ha portato a una vera e
propria cultura dell’abuso – nel senso di
non porsi neanche il problema dell’esistenza delle norme e delle loro ragioni, se
non per trovare delle scappatoie - e si deve arrivare a costruire un rispetto per i beni comuni, tra cui il Parco inteso come
complesso del patrimonio ambientale e
culturale su cui questa comunità vive. Va
superato il ruolo del Parco come “poliziotto” dell’ambiente, per portarlo a essere promotore dei valori del Circeo sul
piano culturale, amministrativo, economico. In questo senso la nascita dell’Ente aggiunge ulteriori contenuti alla funzione storica del CFS, che ha permesso
che questi beni arrivassero fino a noi con
una consistenza ancora rilevante nonostante tutte le modificazioni che si sono
succedute in questi 75 anni. E la scommessa è sul piano progettuale: dovremo
essere capaci di rendere concreta questa
visione, tutta da costruire, in modo pragmatico e reale. *Direttore dell’Ente Parco Nazionale del Circeo
IL CENNTRRO STORICCO DI SAN FELICE CIRRCEOO
PAG .
5
Politica
dii Allessaandro Pettti*
L’identità italiana è al collasso?
Il Risorgimento, la Resistenza e il calcio
Come passare dal populismo alla politica
“
“
il populismo è un modo facile per
ottenere consenso in una società
di individui scontenti e frustrati
fronto di interessi, in deriva populista e
plebiscitaria, cioè in una massa di “seguaci” incurante dell’interesse generale.
L’obiezione che viene fatta a questi ragionamenti è sempre la stessa: ha voluto tutto ciò la maggioranza degli italiani
attraverso libere elezioni. “In democrazia
– ha scritto sempre Petracca ed è la risposta - si fanno le elezioni, ma le elezioni
non bastano a fare una democrazia”.
Il populismo – questo lo dice invece il politologo Michele Salvati - non è altro che
un modo facile per ottenere un facile consenso in una società di individui scontenti
e frustrati, preoccupati da forze che non
capiscono. E gli fa eco così Edmondo
Berselli, in un intelligente saggio di pochi
anni fa (“Post italiani. Cronache di un
paese provvisorio”): “L’individualismo
egoistico di chi vede solo il proprio particolare, è diffidente verso le idee generali, insofferente a regole che limitino la
sua libertà, visceralmente avverso ai sindacati, i partiti, la sinistra…è lo specchio
della confusa Italia di oggi”, per cui si
possono raccontare gli italiani solo “per
frammenti”. “Perché l’identità nazionale è
al collasso…e non esiste un qualche elemento superiore aggregante che ci accomuna e ci integra”.
E’ proprio il populismo della cosiddetta
“gente” - anche quello, oh yes, di sinistra,
che dà la colpa di tutto solo ai “padroni”
- il populismo di questa “società di individui”, a impedirci ancora di essere “un
Paese”. Mentre rimaniamo eterna preda
dei nostri vizi nazionali: il familismo, gli interessi privati che si sovrappongono a
quelli pubblici, le relazioni di parentela
che valgono più della legge, l’egemonia
delle corporazioni, la mancanza di visio-
“
“
il movimento referendario di Segni,
con la protesta
della Lega, con le
inchieste della magistratura
sulla
corruzione
dilagante. Ma questa ribellione, anziché generare più democrazia e più senso dello
Stato, ha generato invece via via l’inganno della politica “fai da te”, un contesto
nel quale – come diceva Orazio M. Petracca - è la cosiddetta “gente” ad essere il vero soggetto politico e ad appropriarsi del potere, trasformando la democrazia, da confronto di idee e con-
ni progettuali, gli individui raggruppati per
categorie e per corporazioni.
Un paese minore – per il quale userò, infatti, la p minuscola - che si sente unificato solo dalla tv, con un leader che per
assurdo piace alla “gente” proprio perché, in fondo, è egoista, inaffidabile e furbo “come uno di noi”…
Un paese con scarso senso etico in cui
sono portati a valore
disvalori quali il trasformismo politico e il
prevalere degli spazi
privati rispetto a quelli
istituzionali. Ed anche
un paese con scarso
senso epico, nonostante abbia vissuto
grandi vicende storiche e certamente epiche, celebrate con mille monumenti e celebrazioni, quali il Risorgimento e la Resistenza. Perché è accaduto tutto questo?
Chi ha la bontà di leggere le cose che
scrivo su questo piccolo coraggioso
giornale, forse sa come la penso. Non si
può far sorgere un sentimento nazionale
solo e semplicemente con la propaganda. C’è bisogno di miti unificanti, di credenze comuni. Ma il Risorgimento e la
Resistenza sono stati entrambi fenomeni elitari e minoritari, e
per di più rimasti incompleti.
Il nostro sentimento
nazionale si manifesta
piuttosto con il calcio.
E’ solo allora che l’Italia viene incondizionamente vissuta come un valore comune!
A chi gli chiedeva perché il trasformismo ha un peso così rilevante nella cultura politica italiana, il sociologo Carlo Tullio-Altan (padre del noto vignettista) rispondeva, in un’intervista
il nostro è un paese minore con
scarso senso etico e con scarso
senso epico
rilasciata a “La Stampa” nel 2000: “Perché il nostro Stato è nato senza classe dirigente. La responsabilità primaria è imputabile al cattolicesimo. Noi abbiamo
avuto in casa questa grande forza che ha
impedito la formazione di un’élite. Di fronte alla necessità di fare le riforme, in mancanza di un consenso sui valori civili, si è
usato il metodo di trasformare le opposizioni in appoggi governativi. Una pratica
portata ad esasperazione da Giolitti, che
era un Andreotti con una marcia in più.
“
“
segue da pag. 1
il nostro sentimento nazionale si
manifesta con il calcio
Naturalmente si sono fatte anche grandi
riforme, ma indebolendo vieppiù la classe dirigente. Per cui il nostro è un paese
dove si va a casa perché si governa bene, non quando si governa male”.
Nulla è più dannoso, in un regime democratico qual è certamente il nostro, di
un confronto non alla pari tra proposta
e contraddittorio. Senza una salutare
dialettica, la democrazia stessa si impoverisce.
Ma c’è spazio oggi in Italia per una posizione liberale,
rispettosa cioè
dei valori altrui
e capace di riscuotere rispetto sulle opposte
sponde?
Quali sono, insomma, le qualità che deve avere una classe dirigente
degna di questo nome?
Una classe dirigente è formata, per definizione, da persone che partendo dalle
capacità dimostrate nel loro lavoro decidono di guardare più oltre del proprio
“particulare” e di darsi carico dei problemi della comunità e dello Stato. Affinchè
ciò accada è indispensabile una diffusa
passione civile, un senso vivo del pubblico servizio, il perseguire il proprio interesse nell’ambito dell’interesse generale.
Le “qualità della borghesia” sono, infatti,
il senso dello Stato e della buona amministrazione, la fiducia nelle regole e il rispetto per tutti, amici e avversari (quello
che i soliti anglosassoni chiamano “mutual endorsement”, reciproca legittimazione), il saper condurre avanti i progetti
con determinazione, ma senza alzare la
voce, in modo fermo, ma discreto. Stile
ed eleganza sono le doti alte della borghesia, unite a discrezione, pudore e pazienza, che in politica si traducono in gradualità. Date queste premesse di valore,
si può ancora più facilmente non confondere il “consociativismo”, che è pratica deteriore di patteggiamento, con le
esigenze di una confluenza aperta di
maggioranza e opposizione su temi vitali per il Paese, e anche da ultimo acquisire che l’ideale borghese della politica
non è il capo carismatico, ma il discreto
servitore dello Stato.
Perché si possano diffondere questo rigore e questa metodologia, è necessario
che il sistema educativo (della scuola e
continua a pag. 12
IL CENNTROO STOORIICOO DI SAN FELLICCE CIRCEOO
PAG .
6
Lettere
segue dalla prima
Editoriale
di ALESSANDRO CRESTI
Perorare la propria causa
disponibili. I giornali sono e devono essere un mezzo di informazione e comunicazione che, anche per i costi inferiori, saranno ben presto sostituiti da mezzi tecnologici in rapida diffusione, come internet.
Ritengo che a San Felice Circeo questi
moderni strumenti non siano ancora così
conosciuti, diffusi e utilizzati, soprattutto
per la presenza di cittadini che per la loro
età non hanno dimestichezza con essi,
tanto da sostituire la carta stampata. Quindi credo che nella nostra piccola realtà un
giornale sia ancora un eccezionale strumento di sostegno all’intera comunità.
Tutto ciò mi aiuta ad andare avanti. Ho
un solo rammarico: il “Centro Storico”,
anziché bimestrale, potrebbe uscire con
una maggiore frequenza.
Ho già ricordato che a San Felice Circeo
esiste anche un giornale comunale, “Circeo in Comune”, che viene pubblicato
senza una cadenza fissa, due o tre volte l’anno. Dico subito che ho l’impressione di avere a che fare con tanta propaganda e poca informazione vera e
propria, chiara e veritiera.
Questo giornale dovrebbe essere una
preziosa guida per il cittadino a muoversi meglio tra normative, regole, delibere
e decisioni dell’Amministrazione comunale, mentre si adopera carta patinata e
a colori, quindi molto costosa, solo per
esaltare l’Amministrazione e i suoi protagonisti, di cui appaiono foto sorridenti mentre “tagliano nastri”.
La tiratura è ormai ripetitiva e consueta:
il Sindaco si autoelogia per questa o
quella iniziativa, per questa o quella opera pubblica, per i successi elettorali o di
FESTA DELLA MOSCA NERA
Caro Direttore,
ormai la primavera è vicina e con il clima mite, che poi rapidamente diventerà
torrido, si riproporrà un vero e proprio incubo: LE MOSCHE. Ormai sono due
stagioni che la presenza di questi insetti rende sempre più impossibile la vita
estiva al Circeo soprattutto per chi - e
sono moltissimi - possiede un giardino
anche di pochi metri quadrati. Abbiamo
appreso dalla stampa che non si tratta
delle mosche cui eravamo stati abituati
fin da ragazzini e che, invece, si tratta di
una specie di importazione africana,
molto più invadente. Purtroppo non si
vede intervenire nessuno con mezzi di
disinfestazione adeguati al punto che mi
domando se i nostri amministratori comunali, che spesso ci sorprendono con
alcuni atteggiamenti e decisioni originali, non appartengano anche loro ad una
specie diversa e insensibile alle molestie
Marco Vuchiich
Porto sì - porto no
Divergenze nella maggioranza
I lettori avranno notato che, a partire
dal precedente numero del “Centro
Storico”, la vignetta è curata dal noto disegnatore Marco Vuchich (Vukic), recente vincitore, tra l’altro, del
“XXXVI Premio Forte dei Marmi per la
satira politica”. Lo ringraziamo per la
sua generosa collaborazione
iniziative politiche. Seguono gli Assessori
e i Consiglieri di maggioranza, che sempre con lo stesso stile politico-propagandistico riportano vicende che li hanno visti in prima linea.
Un aspetto per me gratificante, è che
questo giornale è nato dopo il “Centro
Storico”, sicuramente per cercare di imitarne il successo, ma obiettivamente i
contenuti sono molto differenti e credo
anche i risultati.
Alcune note critiche su particolari pubblicazioni, come l’elenco delle delibere
di mosche e zanzare. Proporrei alla Pro
Loco di organizzare per quest’anno, accanto alla Festa del Pesce Azzurro, anche quella della Mosca Nera; se proprio
non vogliamo eliminarli questi insetti, almeno accogliamoli come si deve...
(lettera firmata)
adottate di cui noi scrupolosamente riportiamo, ove previsto, l’impegno di
spesa e i destinatari, regolarmente
omessi nella stessa rubrica del Comune.
Perché non viene data l’informazione in
modo completo e trasparente? Forse
non si vuole pubblicizzare che sono
sempre e solo i “soliti noti” a beneficiare di tali delibere? Nel momento in cui ci
sarà più completezza in queste informazioni, saremo lieti di eliminare dal nostro
giornale l’analoga rubrica.
Altra critica è quella di non aver previsto
di dar voce anche ai Consiglieri d’opposizione, quelli veri e non quelli candidatisi all’opposizione solo per farsi eleggere, per dare informazioni più complete e
non solo di parte. Questo, oltre ad essere un segno di democrazia e di crescita
culturale, potrebbe costituire un mezzo
prezioso per ottenere da parte dei cittadini una maggiore condivisione dei fatti
e degli eventi comunali. Infine, esaminando i contenuti, ho la sensazione che
questo giornale sia frutto di un desiderio
di propaganda politica, ma anche di
pressappochismo, perché non si tiene
conto dei destinatari del giornale stesso
e si offre un prodotto che non risponde
ai bisogni dei cittadini. Si tratta di una
propaganda politica di vecchio stile.
Vincenzo Cerasoli, o chi per lui, invece
che spot di basso livello, dovrebbe garantire un’informazione trasparente e
pluralista. Se faranno er disarmo generale
borbottava la Vipera – è finita!
Er veleno che ciò va tutto a male.
Num m’arimane che una via d’uscita
in una redazione de giornale…
(Trilussa)
questi sono i misteri che rendono interessante la vita (si fa per dire) del nostro
Centro Storico. Io, intanto, quando vengo al Circeo, passo alla larga dal Corso.
Non si può mai sapere.
(lettera firmata)
IL PIANO COLORE
ALLA LARGA DAL CORSO
Egregio Direttore,
sul portone di un palazzetto del Corso al
Centro Storico, da mesi, fa bella mostra di
sé un cartello che inibisce l’uso dello stabile in quanto pericolante. Non voglio entrare nel merito della vicenda tecnica che
è sicuramente complicata; ma quello che
mi sembra strano è il fatto che se il palazzo è pericolante, potrebbe cadere da
un momento all’altro, magari d’estate o
durante una processione oppure mentre
si svolge un funerale, causando una strage.
Evidentemente avrebbe più senso transennare l’intera area che potrebbe essere interessata dal crollo e non vietare soltanto l’accesso agli inquilini. Ma anche
Egregio Direttore,
vorrei tanto sapere quanto si dovrà ancora aspettare per veder iniziare i lavori
del piano colore del centro storico: Come? Non ricorda? Ma si, quel bel progetto di sistemazione cromatica delle facciate antiche del paese targato Paolo
Portoghesi e costato decine di milioni del
vecchio conio diversi anni addietro? Certo, quello per il quale la Regione Lazio
aveva stanziato 900 mila euro attuale conio circa 2 anni fa; come dice? Ma certo, anche io, come lei, penso che 2 anni
siano troppi e con l’attuale inflazione e la
crisi economica sempre più stringente i
soldi siano da tempo finiti; dove, si chiede Lei? Ai posteri l’ardua sentenza!
(lettera firmata)
IL CENNTRRO STORICCO DI SAN FELICE CIRRCEOO
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7
Territorio
di Maurizio Paolini
“La questione morale esiste da tempo” (Enrico Berlinguer)
Difesa d’ufficio
Non ci si può indignare quando si chiede una pratica politica coerente con la normativa vigente
“
Non ci si può indignare quando si chiede
una pratica politica coerente con la normativa vigente e poi, per contro, cercare
di stabilizzare personale non in possesso
dei requisiti necessari oppure tentare di
realizzare opere pubbliche fuori da ogni
normale procedura, con documentazioni
incomplete e date degli atti incongruenti. Il caso del raddoppio del porto, dello
stradello di Monte Morrone o della strada che dovrebbe passare nel parco di villa Aguet ne sono testimonianza.
Al di là di ogni implicazione etica, il nostro ordinamento giuridico, oltre alla presunzione di innocenza, prevede anche
una forma di corresponsabilità, nel caso
in cui un amministratore pubblico sia a
conoscenza di possibili reati e non li abbia comunicati alle autorità competenti.
Allora, forse è giunto il tempo di non gettare più fumo negli occhi dei cittadini, raccontando la storiella per cui chi opera in
nome della legalità, facendone un punto
irrinunciabile della propria azione politica,
è contro lo sviluppo del paese e il bene
comune. Già nella Grecia classica, culla
della polis e della democrazia, non c’era
distinzione tra il bene, la virtù e il rispetto delle leggi.
Soprattutto oggi, con le cronache che ci
nessuno può più sottrarsi dall’affrontare il cattivo uso della cosa
pubblica
“
“
il consigliere Giuseppe Bianchi
ha presentato due esposti alla
Magistratura
“
“
N
ei giorni scorsi, in un articolo apparso sulla stampa locale, l’assessore
Monia Di Cosimo si è prodigata in
una vera e propria difesa d’ufficio della
maggioranza e del caposettore LL.PP. (lavori pubblici), ing. Luciano Landolfi. Fin qui
nulla di strano, tutto potrebbe rientrare nel
normale gioco delle parti, ma i toni utilizzati,
per dirla con un eufemismo, destano non
poco sconcerto. Con termini estremamente duri, l’assessore si è rivolta al consigliere di minoranza Giuseppe Bianchi, capogruppo di “Un Comune per Amico”, accusandolo di porre in atto una campagna
denigratoria e, invece di contribuire alla realizzazione di opere necessarie al paese, di
produrre solo chiacchiere, falsità, sotterfugi e maldicenze, perché animato da livore
politico. Tutto è nato dalla recente presentazione, da parte del consigliere Giuseppe
Bianchi, di due esposti alla magistratura e
ad altre autorità competenti: uno riguarda
la condotta sul luogo di lavoro e la produzione di “determine” con compensi sovrastimati da parte del caposettore del Lavori pubblici; l’altro ha per oggetto le procedure seguite per la realizzazione di una
strada di collegamento tra Via del Faro e
via Gino Rossi, vicenda tutta da chiarire e
seguita sempre dall’ing. Landolfi.
“
l’assessore Monia Di Cosimo attacca con toni sconcertanti il
consigliere di minoranza
mostrano come la corruzione sia quasi un
male necessario, difficile da debellare, è
utile un’ampia e serena riflessione sul
senso della legalità. Sono ancora attuali
le parole di Enrico Berlinguer che, nel richiamare la politica alle proprie funzioni,
affermava: “la questione morale esiste da
tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché
dalla sua soluzione dipende la
ripresa di fiducia nelle istituzioni, l’effettiva
governabilità
del paese e la
tenuta del regime democratico.”.
Nessuno può
più sottrarsi, indipendentemente dal coloEnnio Flaiano
re politico e dall’appartenenza,
dall’affrontare il cattivo uso e spesso l’abuso della cosa pubblica. In proposito,
Ennio Flaiano, certamente non vicino al-
Bor go Montener o
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Al Convento
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le posizioni politiche di chi scrive, ci ha lasciato una fiaba, “I ladri”, che vale la pena ricordare:
“Quando i ladri presero la città, il popolo
fu contento, fece vacanza e bei fuochi
d’artificio. La cacciata dei briganti autorizzava ogni ottimismo e i ladri, come primo atto del loro governo riaffermarono il
diritto di proprietà. Questo rassicurò i proprietari più autorevoli. Su tutti i muri scrissero: Il furto è una proprietà.
Leggi severe contro il furto vennero emanate e applicate. A un tagliaborse fu tagliata la mano destra, a un baro la mano
sinistra ( che serve per tenere le carte), a
un ladro di cappelli la testa. Poi si sparse
la voce che i ladri rubavano. Dapprincipio,
questa voce parve una trovata della propaganda avversaria e fu respinta con sdegno. I ladri stessi ne sorridevano e ritennero inutile ogni smentita ufficiale. Tutto
parlava in loro favore, erano stimati per
gente dabbene, patriottica, ladra, onesta,
religiosa. Ora, insinuare che i ladri fossero ladri sembrò assurdo. Il tempo trascorse, i furti aumentavano, un anno dopo erano già imponenti e si vide che non
era possibile farli senza l’aiuto di una
grossa organizzazione. E si capì che i ladri avevano quest’organizzazione. Una
mattina, per esempio ci si accorgeva che
era scomparso un palazzo dal centro della città. Nessuno sapeva darne notizia. Poi
sparirono piazze, alberi, monumenti, gallerie coi loro quadri e le loro statue, officine coi loro operai, treni coi loro viaggiatori, intere aziende, piccole città. La
stampa, dapprima timida, insorse: sparirono allora i giornali coi loro redattori e
anche gli strilloni, e quando i ladri ebbero fatto sparire ogni cosa, cominciarono
a derubarsi tra loro e la cosa continuò finché non furono derubati dai loro figli e dai
loro nipoti. Ma vissero sempre felici e
contenti.”
Questa fiaba fu scritta su richiesta di un
editore di libri per ragazzi, ma quando gli
venne presentata fu elegantemente rifiutata, forse perché, a detta anche dello
stesso autore, tanto fiaba non è. EDILIMMOBILIARE
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IL CENNTROO STOORIICOO DI SAN FELLICCE CIRCEOO
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8
Il fatto
di E. Dantes
Un fenomeno inspiegabile ha colpito il nostro mare
Com’è triste Venezia
Si sono materializzati grandi massi
menta dei palazzi, è ancora nella fase di studio.
Insomma, i poverini sono
disperati e il fatto del Circeo li ha fatti proprio andare in bestia; e si sa com’è, spesso si cercano
per forza dei colpevoli e
qualche facinoroso ha cominciato a dire che a San
Felice sì che c’è un sindaco capace di pensare
ai problemi della gente
del Lido e della città,
mentre a Venezia.... Cari
amici, mantenete la calma; qui siamo nella proSan Felice Circeo
vincia di Latina, ex Littoria; non vi dice niente
questo fatto? Non vi risulta che migliaia
un uomo d’onodi veneti sono
re, tutti (o quasi)
venuti da quegli hanno creduste parti pochi
to e il giallo si è
anni fa per la
risolto. Ma è a
Bonifica dell’Aquesto
punto
gro Pontino? E
che la comunità
volete che noi
scientifica internon vi siamo
nazionale
ha
ancora riconodrizzato le orecscenti per quechie. “Ma – ha
sto? E allora, a
pensato la Hack
prescindere, vi
– se il sindaco difacciamo una
Venezia
ce il vero, maregproposta: noi vi
giata o non madiamo Cerasoli
reggiata, se i massi sono venuti fuori la e voi ci date Cacciari. Il tempo lo stabilispiegazione può essere trovata solo nel te voi: un anno? Due anni? Sentite, crepi
fatto che il livello delle acque del mare è l’avarizia: facciamo tre anni e non se ne
sceso di almeno mezzo metro! Il che può parli più. Però, poi, non fate scherzi... Ce
avere conseguenze inimmaginabili su tut- lo ridate, non è vero? to l’ecosistema planetario!”. E la cosa, per
altri versi, ha gettato nello sgomento anche Piero Angela dal momento che gli
stessi massi, nonostante venticinque anni di permanenza in mare, sono puliti come se fossero usciti da poche ore da una
cava! Ora non ci resta che aspettare pazientemente il lavoro degli scienziati i
quali, sicuramente, daranno una risposta
esauriente a tutti i numerosi interrogativi.
Nel frattempo, a Venezia, la gente, esasperata dal problema dell’acqua alta (che
proprio quest’anno ha raggiunto livelli da
record) sulle note di “Com’è triste Venezia”, si è radunata sotto il Palazzo Comunale e ha cominciato a protestare minacciosamente. Infatti, come si sa, i veneziani cercano da secoli di far scendeviale tittoni, 68
re il livello del mare ma non sono mai riusciti ad abbassarlo nemmeno di un centel. 0773/540459
timetro; il progetto “Mose”, con le sue
enormi paratie mobili, stenta a decollare
san felice circeo
mentre il progetto “Rialto” che prevede
l’uso di enormi stantuffi sotto le fonda-
once
lli
sim
C
he la cittadina di San Felice Circeo
si fosse collocata in un mondo tutto suo, è ormai cosa risaputa; ma
che qui si fossero infrante anche le leggi
che governano la fisica è una notizia francamente dirompente. E l’evento, verificatosi sulle rive del mare della maga Circe,
è stato di tale rilevanza che la notissima
scienziata Margherita Hack (astronoma e
non astrologa come pensa Berlusconi) ha
subito convocato un congresso mondiale di fisici e di biologi marini per studiare
un caso che, se confermato, potrebbe ribaltare persino la teoria eliocentrica di
Copernico e porre un serio dubbio sulle
leggi di gravità di Newton. Purtroppo, il
congresso non si è potuto tenere al Circeo a causa della carenza di strutture ricettive adeguate, anche se pare che
qualche Responsabile Tecnico del comune sia stato subito messo al lavoro dal
sindaco per trovare qualche nuova interpretazione del Piano Regolatore che possa consentire la costruzione delle cubature necessarie, possibilmente a pochi
metri dalla battigia. In ogni caso, la professoressa Hack non ha voluto sentire ragioni e ha piantato una tenda alla foce del
canale Rio Torto perché vuole assolutamente vedere questa storia come va a finire. Ma cerchiamo di analizzare i fatti.
Dunque, con il nuovo anno, nel tratto di
mare antistante il Lido del Circeo anzi, per
la precisione che si deve ad ogni evento
scientifico, tra lo stabilimento La Palma e
la Darsena, si sono improvvisamente
materializzati una gran quantità di massi.
Ovviamente il fenomeno ha destato non
poca sorpresa e subito la fantasia popolare si è messa in moto per cercare di
spiegare l’arcano. Sono nate, manco a
dirlo, numerose leggende metropolitane:
c’è chi dice di aver visto alcuni UFO passare a volo radente sulla battigia, chi sostiene che i massi siano stati portati da un
polpo gigantesco che voleva costruire
proprio lì la sua tana. Ma l’invenzione più
fantastica è stata messa in giro da chi ha
detto di aver visto, alle prime luci dell’alba, alcuni camion che hanno scaricato i
massi sulla spiaggia dove il sindaco in
persona, alla guida della sua ruspa,
avrebbe poi provveduto a sistemarli in acqua! Ci sono stati un paio di giorni di confusione, ma poi ecco risolto il mistero,
perché il sindaco dichiara sulla stampa
che quei massi erano preesistenti, dal
momento che erano stati posizionati in
quel punto dal 21 giugno del 1984, data
in cui il sindaco dell’epoca aveva emesso una apposita ordinanza allo scopo di
salvaguardare quel tratto di costa dall’erosione; e che sono riaffiorati a causa delle violente mareggiate del mese di dicembre. E siccome Vincenzo Cerasoli è
ottica
IL CENNTRRO STORICCO DI SAN FELICE CIRRCEOO
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9
Il fatto
di Roderigo
Piccola cronaca politica
Cronachette tra la fine di un anno e l’inizio di un altro
Fatti sicuramente censurabili
N
ei due mesi che passano tra un’uscita e l’altra di questo giornale,
succedono tanti fatti di cui rapidamente ci si dimentica. Abbiamo tenuto un
diario minimo, dal quale ci è venuto in
mente di estrarre qualche avvenimento
degno di nota.
NATALE IN BIANCO: Quest’anno gli addobbi natalizi montati dal Comune sono
stati davvero penosi. Qualche commerciante si lamenta, insorgono i “pasdaran”
dell’Amministrazione (di solito amabili signore) che accusano i soliti oppositori
preconcetti: “Le luci c’erano, ma l’anno
scorso qualcuno di Un Comune per Amico ha segnalato che erano pericolose, e
l’Amministrazione non ha i soldi per
comprare quelle a norma di legge!”. Povero Comune, costretto a comprare le luci di Natale su una bancarella di articoli
cinesi e ad appendere al camino una calza tutta stracciata per ricevere quei pochi milioni di euro che riesce a farsi dare
da vari Enti! Forse dai buchi di quelle calzette scappano via tutti quei soldi?
CARTE BOLLATE 1: Il consigliere Giuseppe Bianchi ha
la passione dell’archeologia. Non
scava però tra antiche rovine e necropoli, ma negli
archivi del Comune. Ha così scoperto i fogli di presenza del personale, notando subito che un dipendente aveva intere
pagine in bianco:
ferie? malattia? Niente di tutto questo:
l’ingegner Landolfi, capo settore dei Lavori Pubblici, semplicemente non timbrava il cartellino. Così viene fuori che
l’ex sindaco Schiboni lo aveva autorizzato a non rendere conto dei suoi orari di
lavoro. Il bravo consigliere chiama il Ministero, che gli conferma come ogni dipendente comunale sia obbligato al timbro, ma non cambia nulla. Anche la Cassazione conferma la tesi di Bianchi con
una sentenza recentissima.
Ma ai Lavori Pubblici di San Felice tutto
prosegue come prima, non ostante lettere, richiami e verbali di commissione.
Giuseppe Bianchi prende carta e penna
e segnala il tutto alla Procura della Repubblica.
CARTE BOLLATE 2: Sempre Landolfi, è
autore del piano per costruire un pezzo
di strada tra via del Faro e via Gino Rossi. Il progetto lo fa in gran parte lui, ma
l’ultima parte l’affida a uno studio privato, pagandolo un botto di soldi. In più, la
sua interpretazione del Piano Regolatore
è del tutto personale e non coincide con
la delibera regionale. Poche carte del fascicolo sono davvero a posto: è un guazzabuglio di date discordanti, numeri a
vanvera, spese dubbie. Giuseppe Bianchi
chiede e richiede, non ottiene nulla:
prende carta e penna e segnala il tutto alla Procura della Repubblica.
INSULTI: Per le carte bollate di cui sopra
s’adombra l’assessore
Monia Di Cosimo e tuona
sulla
stampa:
““chiacchiere, falsità,
sotterfugi o maldicenze
così come evidentemente è in uso al Consigliere Giuseppe Bianchi, che è animato da livore politico”. Bianchi non perde l’aplomb e replica: “Ho sempre parlato con
i documenti alla mano, e non mi appartiene un frasario del genere”. Questione
di stile.
SCALA IMMOBILE: L’ex sindaco Schiboni ha fatto un brutto volo sulla nuova scala realizzata dal Comune sotto l’ingresso del palazzo
baronale. Gli auguriamo
ovviamente di guarire
presto. Finora, la nuova
opera ha rotto parecchie ossa e causato molte cadute: a qualcuno
verrà il dubbio che sia stata costruita male?
TRANSUMANZE 1: Il sindaco toglie l’assessorato a Buttari per darlo al suo collega di partito (PD) Fabrizi. Il PD decide di
passare all’opposizione. Fabrizi però non si
dimette da assessore, ma non dice neanche se resta nel partito o torna a Forza Italia: sa solo che vuole restare assessore.
TRANSUMANZE 2: Il nuovo statuto del
Comune è stato approvato col voto determinante dei consiglieri di AN Imperato e Mazzoni. Erano stati eletti da Un Comune per Amico, ma il richiamo dell’antica fiamma li ha convinti a rinnegare la lista in cui erano candidati: sono ora in fervida attesa di un segnale dalla maggioranza, sperando che ripaghi tanta scodinzolante fedeltà con una poltroncina,
anche di seconda fila.
VOTA ANTONIO: A giugno si vota: ci sarà anche da eleggere il nuovo consiglio
provinciale. Sotterranee, ma sono partite
le grandi manovre. C’è chi sgomita per la
candidatura nel proprio partito, chi un
partito non ce l’ha e se lo inventa, chi finge di non voler concorrere per farsi pregare. E’ probabile che alla fine troveremo
molte delle solite facce, ma d’altronde i
sanfeliciani sembra che stiano tanto bene così: perché cambiare?
IL VIZIETTO: Il nuovo cinema nato dalle
ceneri del teatrino comunale è stato dato alla Pro Loco, il Comune non sapeva
come gestirlo. La Pro Loco, che di cinema ne sa ancor meno del Comune, lo ha
affidato a un privato, che si fa pagare biglietti da 6,50 euro (quanto un multisala
di qualità). A La Cona, in piazza Ceccarelli, è sorta una bacheca col manifesto
dei film in programmazione. A parte la
collocazione infelice (copre la piazzetta e
parte dei negozi), ci chiediamo come mai,
se il cinema è gestito da privati che ne
traggono guadagno, il tabellone (pagato
da chi?) è stato installato da operai del
Comune? E perché con i nostri soldi si favorisce un’attività privata?
IL DELITTO PAGA: Scene da Far West
per le demolizioni di case abusive. Polizia e Carabinieri mobilitati fin dall’alba,
strade bloccate, barricate. Una signora
dichiara alla stampa:”Prima in Comune ci
hanno detto di costruire tranquilli, ora ci
vogliono demolire!”. Santa sincerità. Chi
guadagna davvero dall’abusivismo, non
sono i sanfeliciani, ma i politici che
sguazzano ricattandoli: una strizzata
d’occhio, una pacca sulla spalla. Il sanfeliciano abbocca, costruisce, e poi si trova la demolizione. Ma nel frattempo ha
votato per l’amministratore “amico” e ora
gli si rivolge come si fa con i santi che
concedono grazie.
CHE ORA E’?: L’amministrazione ha deciso di restaurare l’orologio della torre
dei Templari, ormai
ridotto in uno stato
pietoso da incuria e
abbandono. Non
sappiamo se rallegrarcene o preoccuparci. Negli ultimi anni, ogni volta che in
Comune è risuonata la parola “restauro”,
c’è stato di che rabbrividire. Le meridiane
ridotte a disegnini improbabili e inventati,
il palazzo baronale sfigurato da intonaci
posticci, colori impossibili, finestre immaginarie. Tempo fa un amico buontempone
aveva fatto un fotomontaggio in cui, sulla
torre della piazza, faceva sfoggio un enorme quadrante digitale. Speriamo che quella foto sia stata distrutta e non possa ispirare tecnici e amministratori che si occuperanno del lavoro. IL CENNTROO STOORIICOO DI SAN FELLICCE CIRCEOO
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10
Libri
di Andrea
Voglia di leggere
Ancora un anno
Libri consigliati per le giornate piovose
B
uon anno e buone feste fatte a tutti, anche se con un po’ di ritardo.
Ringraziando il cielo anche quest’anno è passato e abbiamo tutto un anno davanti a noi per prepararci alle prossime feste, sperando che siano migliori
delle precedenti, facendo il possibile per
affrontarle al meglio, ma si sa la strada per
l’inverno è lastricata di buone intenzioni,
ma quello che ci aspetta sarà sicuramente un anno di passione che si concluderà
con un capolinea dello stesso tipo.
Inizia il periodo in cui le persone entrano
in libreria per chiedere trafelati l’ultimo ricettario della Clerici o i “dolci del sole”
dello chef “Di Riso”, che con lei conduce la prova del cuoco, così come la “Jolanda furiosa” dell’ormai ripetitiva e troppo uguale Littizzetto. Non tutto è perduto e ho trovato anche il tempo per leggere
qualcosa di interessante e apprezzabilmente fuori dagli “schemi”.
Torna Paul Auster
con l’inedito “Uomo
nel Buio” (ed. Einaudi € 17,00) che racconta lunghe notti
insonni di un ormai
settantaduenne critico letterario, August Brill, costretto a
letto da un incidente
automobilistico che
l’ha reso quasi invalido. Per tenere occupati i pensieri nelle lunghe ore passate al buio, il protagonista inventa storie immaginarie che lo
aiutino a staccarsi dalla sua immobilità e
dalla sua realtà che preferirebbe dimenticare: la morte della moglie Sonia, ritrovata dopo un lungo periodo di separazione, l’assassinio in Iraq del ragazzo della nipote, Titus. Brill ha passato una vita
a leggere i libri degli altri e ora che si ritrova solo e al buio, prova sollievo a inventare romanzi per se stesso. Immagina così un’America che nel 2000, al momento della prima contestatissima elezione di George W. Bush, si sfalda in due
confederazioni di stati in lotta tra loro. In
questa “altra” America non è mai avvenuto l’11 settembre e la guerra in Iraq non
esiste. Nelle ore centrali della notte il percorso di Owen Brick, il protagonista di
questa vicenda parallela, un simpatico
prestigiatore coinvolto in una trama da
cui non riesce a sottrarsi, si conclude
drammaticamente. Tutto preso in un sistema di scatole cinesi, di detto e non
detto, dove l’inventore del sogno è tiranno nel suo paese inventato e deve essere ucciso per riportare la realtà fuori dal
parallelismo e far tornare la pace. Tutto finisce quando la nipote, Katya, insonne
anche lei lo raggiunge a letto nelle prime
ore del mattino e Brill capisce che non
può sfuggire ai racconti veri, alla storia
della sua vita.
Altro libro in cui mi
sono imbattuto di
questi tempi è “Motorman”, la prima
prova letteraria di David Ohle (Isbn edizioni € 16,00), libro molto strano forse più
del suo “Era di Sinatra”, di cui questo libro è l’antefatto o più
semplicemente
la
prima parte. Protagonista è il giovane
Moldenke, che ha già trapiantati quattro
cuori di pecora, e vive in un mondo allucinato dove si trapiantano parti del corpo a
volontà, uomini gelatinosi sono ridotti in
schiavitù e burocrati isterici e sadici si accaniscono sulle forniture di luce e gas. Ma
Moldenke ha il coraggio di scappare da tutto questo per cercare la sua libertà lontano
da occhi inquietanti e troppo indiscreti. L’universo creato da David Ohle è un misto tra
un Burroughs disintossicato e un Kafka ossessionato dal meteorismo e dal muco, il
tutto legato insieme da qualcosa di inspiegabile, alieno e banalmente spaventoso.
“Bad Monkeys” è un
altro romanzo molto
strano, scritto da
Matt Ruff (Ed. Fazi
€ 14,50). Jane
Charlotte arrestata
per omicidio, ammette di far parte
della Bad Monkeys,
ramo operativo di
una misteriosa organizzazione segreta
con il compito di liberare il mondo dal male. Questa confessione le costa però un soggiorno nella sezione psichiatrica della prigione dove verrà sottoposta a interminabili interrogatori sulla sua carriera di assassina.
Inizia così la sua storia, dall’affidamento
agli zii al primo omicidio con una pistola
arancione che lancia attacchi cardiaci, al
suo reclutamento nell’organizzazione avvenuto tramite cruciverba. Più il racconto si popola di assurdità, tipo dollari o foto di pubblicità su manifesti o riviste, dotati di microcamere per spiare in generale l’andamento della società a orde di
clown armati, più il dottore che la inter-
roga fatica a distinguere la sempre labile
linea di demarcazione tra verità e menzogna. Infarcito di messaggi subliminali il
libro è un thriller che sfocia spesso e volentieri nel romanzo di formazione dove la
verità è costantemente stravolta da una
girandola di trovate surreali ma incredibilmente legate alla realtà. Un libro, insomma, che rimane legato alle pieghe più
distorte di certa realtà americana, dove la
miseria, la disperazione e il delirio giocano ruoli fondamentali all’interno delle dinamiche sociali aprendo il campo a tutta
una serie di leggende metropolitane che
rimangono attaccate addosso come
schegge sotto pelle.
Da ultimo ma non
perché meno importante: “Un uomo
qualunque” di André
Héléna (edizioni Fanucci € 16,00), una
riscoperta che arriva
dalla soffitta sebbene
inedito in Italia. Questo libro potrebbe avvalorare la tesi che
vuole i migliori romanzi noir scritti prima dei favolosi anni ottanta, cioè fino a
quando gli scrittori non erano casi editoriali come li conosciamo noi, sapevano
scrivere e scrivevano con passione, con
le viscere senza ammiccamenti o sguardi interessati ai compensi e alle tirature.
Héléna, nato nel 1917 è un uomo che nella vita oltre che ad essere un prolificissimo autore, ha fatto i più disparati e disperati mestieri, facendo confluire nelle
sue narrazioni tutte le storie che aveva
avuto modo di ascoltare durante una vita. Questa è la storia di Balthazar, perdente per eccellenza, che, spinto dall'amico Moreno entra a far parte della banda del gangster Scipioni, che vorrebbe
mettere a segno un colpo in una gioielleria. Il colpo riesce, ma nascono problemi
quando si tratta di dividere il bottino. Balthasar è costretto a uccidere Moreno e a
darsi alla fuga sia dagli agenti del commissario Barral, sia dagli scagnozzi del
gangster, deciso a farlo fuori prima che la
polizia lo arresti. Gli eventi precipitano e
Balthasar si ritrova ricacciato in un baratro nero e umido come le strade della Parigi che percorre. Tutto intorno a lui sembra riecheggiare la disperazione e la miseria, le uniche vie d'uscita sono la morte e il nulla. Balthasar è l'animale in trappola, il braccato che non sa dove andare o cosa fare se non impugnare la sua
mauser e dirigersi spedito contro il suo
infame destino. IL CENTRO STOORICCO DI SAN FELICE CIRCEOO
PAAG .
11
Territorio
di Antonnio Ruggeri
Amari sfoghi di un cittadino
L’Antica Porta ha partorito un gemello a due piazze
Perché l’Amministrazione comunale non incontra i cittadini?
P
ercorrendo, da San Rocco, V.le Vittoria si arriva alla scalinata, tutta in
salita, che conduce all’Antica Porta; è d’obbligo allora, anche per riprendere fiato, una sosta all’altezza della ex
cabina elettrica di trasformazione dell’ex
Romana Elettricità, da cui si gode la vista di tutta la facciata nord della parte
esterna dell’ex muro di cinta del centro
storico di San Felice Circeo, fino ad arrivare alla terrazza di Vigna La Corte.
La parte iniziale della parete è caratterizzata da un cimelio storico: l’arco denominato “Antica Porta“ che consente di
accedere al piazzale della “Ringhiera o
Belvedere“ da dove si può ammirare un
panorama da favola.
A questo punto sia consentito, anche a
me una sosta e una considerazione:
“Quanto sei bello San Felice Circeo!“
L’attuale struttura dell’Antica Porta evidenzia che la realizzazione e i rifacimenti nel tempo sono stati effettuati in tre
epoche successive:
• la parte destra, attribuita a un’epoca arcaica come pure le mura più antiche del
paese, è caratterizzata da un’architettura con sistema edilizio poligonale di
II^ e III^ maniera consistente nella sovrapposizione di massi in pietra, senza
l’ausilio di malta o altri leganti, generalmente chiamate, per la loro dimensione, mura ciclopiche come l’acropoli alle Crocette;
• all’interno invece il restauro è stato realizzato in età sillana, certamente in epoca medievale, in cui fervevano le grandi trasformazioni urbanistiche e architettoniche che avviarono un processo
inarrestabile di riadattamento dell’esistente;
• infine, la sistemazione della volta tipicamente gotica, che si distingue come
elemento costitutivo dell’architettura,
con l’arco a sesto acuto.
Questo è quanto si rilevava osservando,
fino a pochi anni or sono, questo cimelio
che tra le altre gemme fanno la storia del
paese.
Oggi, invece, non è più così. Infatti, le
epoche di rifacimento che fanno da cornice all’Antica Porta non sono più tre, ma
quattro, c’è anche quella del millennio
2000 di I^ e II^ maniera.
A contatto degli
spuntoni di marmo,
che fuoriescono
dall’apice della volta, era stato realizzato un balcone di
I^ maniera, già oggetto di un altro articolo sul “Centro
Storico“ (Anno 6 n. 28 Gennaio-Febbraio 2008), che
diede lustro a un
arco fatiscente, logoro e decadente
per il carico degli
anni, cioè l’Antica
Porta.
Sovrastante a questo è stato partorito recentemente un
nuovo terrazzo a
due piazze di II^
maniera che ha già
festeggiato il primo genetliaco.
Entrambi, congiuntamente a tutti i balconi costruiti a ridosso del muro perimetrale di cinta, costituiscono le perle di una
collana che fa da corona alle bellezze del
Circeo.
Oggi, pertanto, possiamo affermare che
di fronte a tanta magnificenza l’unica cosa stonata è l’Antica Porta che bisognerebbe cancellare dall’anagrafe.
In merito alcune osservazioni, che spero
abbiano una spiegazione:
– quella riferita all’occupazione, per circa
un anno, del suolo pubblico con l’impalcatura che ha consentito la realizzazione dell’opera di II^ maniera e vorrei
sapere a quanto ammontano i relativi
proventi per il Comune;
– la seconda relativa alla necessità di segnalare alla Regione Lazio – Assessorato Beni Culturali e Ambientali - l’ottava meraviglia per il conferimento di una
medaglia d’oro al valore artistico sia a
colui che si è prodigato per portare a
compimento il parto del gemello a due
piazze, sovrastante l’Antica Porta, che
all’impresa edile, al dirigente comunale e alla Polizia Municipale che le hanno reso possibile;
– l’applicazione di una salatissima penale a tutti i proprietari i quali avendo le finestre sul fronte nord delle antiche mura di San felice Circeo non si sono adeguati anche loro allo scempio dei balconi deturpando così la splendore di
una facciata che grida vendetta per discontinuità ed insulto al cimelio;
– un plauso al Comune che con la sua
opera di repressione all’abusivismo
edilizio ha ricondotto le meraviglie del
paese alla sua identità ed alle sue origini. Complimenti!
Infine mi sia consentita un’altra sosta e
una considerazione: “Quanto non sei più
bello San Felice Circeo!“. Pasta all’uovo
di Federico Fedeli
V.le T. Tittoni, 113 - S. Felice Circeo - La Cona
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IL CENNTROO STOORIICOO DI SAN FELLICCE CIRCEOO
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12
Politica
Il Risorgimento,
la Resistenza e il calcio
di ALESSANDRO PETTI*
dell’Università) ne faccia il primo dei suoi
insegnamenti. Per insegnare cioè che i
veri obiettivi da perseguire sono l’interesse comune unito a una preparazione
tecnica e culturale indispensabile in ogni
professione e non la conquista del potere, diventare cioè potenti per entrare a far
parte della casta delle “very important
persons”, sottraendosi al più presto all’anonimato. Questo è alla base dell’educazione necessaria a far nascere una vera, matura, onesta classe dirigente.
Me l’hanno insegnata, questa visione delle cose, in particolare due “buoni maestri”
che ho incontrato nella mia formazione: Tullio-Altan, che ho appena citato e di cui desidero riportare anche la risposta alla domanda conclusiva dell’intervistatore (Che
fare, infine, professore Altan?): “Penso che
debba essere la scuola a porsi l’obiettivo di
formare la coscienza civile degli italiani”; e
Giuseppe Prezzolini, di cui riporterò - a
“
“Penso che debba essere la
scuola a porsi l’obiettivo di formare la coscienza civile degli italiani” (Tullio-Altan)
conclusione di questa carrellata - un passo profetico tratto dalla sua introduzione al
“Codice della vita italiana”(1921): “Io ho fede nell’Italia – scriveva – piuttosto attraverso un rinnovamento educativo che attraverso uno politico, preferisco un migliora-
Delibere di Giunta Comunale
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”
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segue da pagina 5
Oggetto
Esame ed approvazione del Piano esecutivo di gestione risorse umane, strumentali e finanziarie anno 2008.
Approvazione schema di contratto di locazione per installazione Radio-base per
telecomunicazioni presso l’area adiacente il depuratore in località Colonia Elena
Soc. Wind Telecomunicazioni S.P.A.
Prelievo dal Fondo di riserva carburante automezzi P.M.
Iniziativa culturale “Nostro Fratello Neanderthal” - Approvazione progetto esecutivo.
Concessione contributi associazioni operanti sul territorio - anno 2008 (10.000 €).
Patrocinio e contributo a favore dell’associazione sociale anziani - sez. di Borgo Montenero (300 €).
Patrocinio e contributo a favore dell’associazione nazionale combattenti e reduci - sez. Borgo Montenero (400 €).
Patrocinio e contributo a favore della Libera associazione San Vito (250 €).
Approvazione variazione di bilancio n.2 del 2008.
Proseguio dell’attività di cinema unitamente all’ass.ne Pro Loco di San Felice Circeo nei locali del cinema “Arena Vittoria”.
Costituzione in giudizio atto di citazione - Tribunale di Latina sezione staccata di
Terracina causa Bravo Roberta e Faiola Giovanni Battista c/Comune di San Felice Circeo. Nomina legale (Avv. Corrado De Angelis 1.192,50 €).
Costituzione in giudizio riassunzione della causa civile promossa da Ceruleo Andrea c/Comune di San Felice Circeo. Tribunale di Latina sezione distaccata di
Terracina. Nomina legale (Avv. Pierluigi Onorati 5.202,16 €).
Sostituzione allegato dotazione risorse umane deliberazione di G.C. n. 235 del
29.10.2008.
Programma televisivo “Buon giorno Lazio” della Tv Rete Lazio srl. Adesione.
Autorizzazione prelievo dal Fondo di riserva per sostituzione apparecchiature informatiche danneggiate dal maltempo.
Convenzione per utilizzo dei servizi on line con la società Equitalia Gerit Spa).
Affidamento temporaneo locale comunale di Vigna La Corte per allestimento mostra dei presepi.
Prelievo dal Fondo di riserva ordinario per intervento di manutenzione - Eliminazione
anomalie procedure Halley in uso presso i servizi demografici e statistici dell’Ente.
Prelievo dal Fondo di riserva ordinario per acquisto stampanti, modelli e registri
di stato civile in uso presso i servizi demografici e statistici dell’ente.
Avvio dell’organizzazione dell’iniziativa di Santa Cecilia e Virgo Fidelis (1.200,00 €).
Calendario Manifestazioni natalizie 2008. Prelievo dal Fondo di riserva (11.500,00 €).
Anticipazioni spese funerarie e loculo per B.A. Prelievo dal Fondo di riserva.
Approvazione variazione di PEG sull’intervento: C.B. 1.01.02.01.
Rinnovo contratto di locazione a Telecom Italia mobile Spa per detenzione stazione radio-base per telecomunicazioni presso il campo sportivo “A.Ballarin” di
Mezzomonte.
Patrocinio e concessione strutture comunali a favore della Pro Loco per mostra
presepi Natale 2008.
Integrazione cap. 250/6 “Prestazione di servizi: prestazioni professionali e servizi” - Prelievo dal fondo di riserva.
Costituzione in giudizio atto di citazione in appello - Corte di appello di Roma
causa Rizzi Eva e Capponi Vincenzo (genitori esercenti la potestà sul minore C.M.)
c/comune di San Felice Circeo + altri - Nomina legale.
Lavori di manutenzione straordinaria ex sede Consorzio agrario Borgo Montenero - Approvazione progetto esecutivo II° lotto funzionale e provvedimenti conseguenti.
Lavori di riqualificazione degli impianti di pubblica illuminazione centro storico
località La Cona - Approvazione progetto definitivo e provvedimenti conseguenti.
Lavori di manutenzione straordinaria, adeguamento e rifacimento segnaletica
stradale. Approvazione progetto definitivo e provvedimenti conseguenti.
Prelievo dal fondo di riserva per pagamento canone ponte radio.
Patrocinio e contributo a favore della Parrocchia “San Francesco d’Assisi” di Borgo Montenero - Manifestazioni natalizie 2008.
Opere di messa in sicurezza e protezione di alcune strade ricadenti nel territo-
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mento del carattere a una modificazione
delle istituzioni……Il mio ideale d’italiani è
quello di uomini più pratici, più severi, più
colti, più aperti alla visione del grande mondo moderno. Sento che si potrebbe arrivare ad un profondo rivolgimento spirituale in breve tempo: in un paio di generazioni, a patto di sentire la nostra attuale complessiva inferiorità, rispetto ad altri popoli;
a patto di una rinunzia rigida a consuetudini che abbassano soprattutto il nostro valore morale e la nostra dignità; a patto di un
esame di coscienza purificatore”. Se nulla
di tutto questo, dopo tanti anni, si è ancora avverato, se c’è così poca educazione
civica e civile in Italia, deve essere proprio
perché si studia troppo poco, e troppo male, nel nostro coltissimo Paese. * Consigliere Delegato Luiss University Press
rio comunale. Approvazione progetto preliminare e richiesta di finanziamento provinciale.
Legge regionale 13/07 Parere per l’iscrizione della Pro Loco di San Felice Circeo al’albo provinciale.
Prelievo dal fondo di riserva ordinario.
Modifiche al modello organizzatorio per sistemazione competenze.
Costituzione in giudizio: proposizione del giudizio in grado di appello avverso la
sentenza n. 1518/08 emessa dal Tribunale di Latina: causa comune di San Felice Circeo/comune di Sabaudia - Terre di Molella e Palazzo - Nomina legale (Avv.
Nicola Ielpo 9.088,20 €).
Autorizzazione prelievo dal Fondo di riserva per pagamento Tassa concessione
governativa Ram telefonia mobile.
Presa d’atto affrancazioni terreni comprensorio “Pantano marino”.
Presa d’atto verbale di adozione graduatoria 1° semestre 2008.
Proroga tecnica servizio di tesoreria comunale.
Attivazione servizio di segretariato sociale anno 2009.
Affidamento servizio Taxi sociale anno 2009.
Erogazione servizio Prontobus anno 2009.
Incarico di consulenza non oneroso per gestione programma assicurativo.
Concerto del gruppo musicale “Rising sound gospel choir” (2731,00 €).
Delibere del Consiglio Comunale
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Data
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Oggetto
Surroga di un consigliere comunale ai sensi dell’art. 45 - comma 1 - Tuel
D.Lgs 267/2000, previo esame delle condizioni di eleggibilità.
Intitolazione strada caduti di Nassirya.
Elezioni dei rappresentanti dei comuni presso il Consiglio autonomie locali: costituzione dell’ufficio elettorale.
Svolgimento delle elezioni dei rappresentanti dei comuni presso il C.A.I. (Consiglio autonomie locali).
Assestamento di bilancio anno 2008.
Comunicazioni del sindaco (Art. 46. Dlgs 267/2000).
Comunicazione prelievi dal Fondo di riserva ordinario anno 2008.
Ratifica variazione al Bilancio annuale di previsione 2008 - n.2 (Rif. del G.C.
n.243 del 05.11.2008).
Riconoscimento debiti fuori bilancio a favore della ditta “Quadra service soc. coop.
arl”. Realizzazione corsi di formazione professionale e progressioni verticali (fatt. n.
02/08).
Riconoscimento debiti fuori bilancio: pagamento spese di giudizio a seguito di
sentenza del giudice di pace di Terracina n. 94/08 del 21.02.2008 c/Accertamento
violazione al CDS.
Riconoscimento debiti fuori bilancio ai sensi dell'art. 194 del D.Lgs 267/2000 per
spese telefonia mobile e tassa di concessione governativa.
Riconoscimento debiti fuori bilancio ai sensi dell'art. 194 del D.Lgs 267/2000 a
favore del sig. Marzella Luca per rimborso spese di giudizio sentenza n. 292/07
del 20.12.2007 - Prelievo parziale dal Fondo di riserva.
Riconoscimento debiti fuori bilancio ai sensi dell'art. 194 del D.Lgs 267/2000 Consorzio cimiteriale di Borgo Montenero - Cartella esattoriale 057 2003 0055123710.
Riconoscimento debiti fuori bilancio ai sensi dell'art. 194 del D.Lgs 267/2000 soc.
Obiettivo Lavoro-Agenzia per il Lavoro spa.
Riconoscimento debiti fuori bilancio ai sensi dell'art. 194 del D.Lgs 267/2000
Agenzia obiettivo lavoro.
Riconoscimento debiti fuori bilancio ai sensi dell'art. 194 del D.Lgs 267/2000 a
favore dell'ing. Carlo Ferranti - Sentenza n. 1943/07 del 22.05.2007.
Riconoscimento debiti fuori bilancio per pagamento interessi per ritardato versamento Ici di spettanza erariale e relativi accessori anno 1993 - Decreto interministeriale n. 367/99.
Riconoscimento debiti fuori bilancio per pagamento fatture EDK Editore Srl.
Riconoscimento debiti fuori bilancio ai sensi dell'art. 194 del D.Lgs 267/2000 Lavori per la messa in opera degli interventi di riordino infrastrutture aree urbane.
IL CENTRO STOORICCO DI SAN FELICE CIRCEOO
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Personaggi tipici - Oroscopo
di Andreaa De Siistti
Ennio, Andrea
Non piangere bambina
... e Americo
“N
on piangere bambina” è una
canzonetta “edita” da Ennio e
Andrea, su motivo musicale di
Americo.
Americo, detto l’Ammiraglio, era allora un
giovane sui ventotto-ventinove anni.
Alto, magro, capelli a spazzola ed il naso alquanto pronunciato. Camminava
sempre dritto, busto in fuori, con passo
marziale. Era un tipo ambizioso, voleva
fare il protagonista, o meglio vi si atteggiava, ma non avendone le qualità, cadeva talvolta nel ridicolo. Però devo dire
che era intelligente e volenteroso, ma
purtroppo di famiglia povera.
Se avesse avuto la possibilità di studiare,
avrebbe senz’altro conseguito un titolo.
Era molto amico di Marco, dal quale accettava qualsiasi scherzo, senza mai offendersi. Marco, nell’immediato dopoguerra, aveva organizzato un circolo cittadino, per recite di commedie varie.
Gli attori, improvvisati, li sceglieva prevalentemente tra la classe operaia o conta-
dina. Le prove si tenevano nel cantinone
del padre di Vincenzo (Ncenze), sito in via
XX Settembre; le recite avevano luogo nel
cinema “Vittoria”.
Marco era autodidatta: già impiegato comunale, diventerà poi contabile di Guattari, titolare dell’omonimo ristorante. Ne
sposerà la figliuola e conseguirà il diploma di ragioniere.
Una volta, per far contento Americo, gli
offrì una piccola parte in una commedia.
Mentre si facevano le prove al cantinone,
Americo, rivolto, a Marco gli disse: “Io sono già pronto, per la mia parte di attore”.
Interloquì Vincenzo: “Ma quale attore! Tu
fai solo una parte da stupidone!”.
Americo si sentì offeso e stava per reagire, quando intervenne Marco: “Caro
Americo, fare la parte dello stupido non
è da tutti, anzi è la più difficile ed è proprio in quella che si rivelano i veri artisti”.
Come sempre, Marco riusciva a convincerlo ed Americo riacquistò il suo consueto buon umore.
Scherzi di Marco ad Americo
Eravamo in Piazza V. Veneto, in gruppo. Arrivò Americo e Marco lo apostrofò: “Che ti
è successo? Cammini tutto impettito! Ma
che te si magnate le baiunétte?” “No, Marco, non ho fatto ancora colazione”.
Tornavamo da una passeggiata al Faro.
Eravamo sei-sette amici.
Ad un certo punto, Americo, indicando
con la mano destra la vetta delle Crocette, gridò: “Ragazzi! Guardate come si vedono bene le mura enciclopediche!”
Scoppiammo tutti a ridere, ad eccezione
di Marco, il quale con espressione tra il
faceto ed il finto compunto, disse ad
Americo: “Sai è stato uno scherzo! Non
si chiamano mura enciclopediche, ma
bensì mura ciclopiche”. “Eh! Marco, Marco! Ogni tanto mi fai fare qualche figuraccia!”. Oroscopo di Febbraio 2009
da O’KEA’MUS
di Andrea De sisti
di Aldebaran
Ariete
Toro
Gemelli
Cancro
dal 21/3 al 20/4
dal 21/4 al 20/5
dal 21/5 al 21/6
dal 22/6 al 22/7
Il pianeta Venere (amore) e
Marte (sesso)agiranno insieme. Questa mistura esplosiva
raggiungerà il suo massimo a
fine mese. Adeguatevi ai
cambiamenti: sono terminate
le delusioni dello scorso autunno.
Situazione generale in ripresa.
Affidatevi al vostro buon senso per superare una divergenza familiare. Le stelle vi
saranno favorevoli con Saturno e Plutone armonici soprattutto nell’amore e nelle amicizie.
Con il sostegno di Venere e
Nettuno eviterete passi falsi in
amore: è in arrivo un’occasione che aspettate da tempo.
La vostra naturale adattabilità
vi farà vivere esperienze nuove con ottimi risultati.
Si prevede un mese un po’
impegnativo sul piano economico, anche se Giove lascia
intuire che ci saranno risorse
nuove per rimettervi in sesto.
Plutone porterà novità che
muteranno un poco il vostro
modo di agire e di ragionare.
Leone
Vergine
Bilancia
Scorpione
dal 23/7 al 23/8
dal 24/8 al 22/9
dal 23/9 al 22/10
dal 23/10 al 22/11
In questo periodo avete molti pianeti in opposizione e ciò
potrebbe creare confusione,
perciò cercate di concentrarvi su cose e persone nel modo giusto. Siete in ottima forma per affrontare i vari impegni con tranquillità.
Si prospettano buone occasioni per un nuovo lavoro. Supererete con successo la ingiusta ostilità di un parente. In
amore avete le carte in regola per puntare più in alto.
L’appoggio di Giove alimenta
il vostro fascino personale e
sarete seduttivi come non
mai! Numerose opportunità vi
aspettano in amore. Un progetto di lavoro non vi convince, abbandonatelo, ne guadagnerete in tempo e denaro.
Saturno e Urano insieme vi
sosterranno in ogni iniziativa
se verrà impostata con scrupolosità. Oscillerete tra nuovi
desideri e vecchie responsabilità, ma vincerà alla fine il
vostro lato più razionale.
Sagittario
Capricorno
Acquario
Pesci
dal 23/11 al 21/12
dal 22/12 al 20/1
dal 21/1 al 19/2
dal 20/2 al 20/3
Incontrerete ancora alti e bassi nel realizzare i vostri progetti. Le stelle suggeriscono
di non lasciarsi sfuggire le opportunità sia in amore che
nelle amicizie; vi basterà puntare le energie verso i vostri
scopi.
Con Mercurio e Saturno alleati andrete a colpo sicuro
perché renderanno la vostra
vita intensa anche se impegnativa. In amore siate più teneri. Il vostro senso del dovere vi aiuterà a superare gli
ostacoli nel lavoro.
Vivrete un periodo davvero
eccezionale grazie a un Giove
splendido, ma dovrete organizzarvi bene per arrivare al
successo in quasi tutti i settori
della vita. Non lasciatevi attirare dalle facili illusioni.
Avete un cielo ricco di stimoli. Plutone è diventato positivo e vi aiuta ad approfondire
e a migliorare le situazioni affettive ed economiche. Inoltre
cercate di portare a termine le
cose lasciate a metà.
IL CENNTROO STOORIICOO DI SAN FELLICCE CIRCEOO
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14
Sport
di Tommaso Di Prospero
Calcio
È un’altra Circe
La squadra di mister Marzella a un passo dalla prime
davvero un’altra
Circe quella uscita
dal “mercato di riparazione” del mese di
dicembre. Gli arrivi dei
difensori Garofalo e
Nicoletti, dei centrocampisti Renzi e
Sperduti e del forte attaccante Dian, hanno
dato alla formazione rossoblù “nuova linfa”
e la possibilità concreta di rilanciarsi per un
discorso di alta classifica. In particolare, a
una crescita esponenziale del centrocampo con i redivivi Bracciale e capitan Speroniero che rispetto all’inizio di stagione sono sembrati in una condizione fisica eccellente, dobbiamo segnalare la forza di un reparto difensivo che ha subito appena tre reti nelle ultime nove partite.
La difesa a tre presentata da mister Marzella, con Bovolenta, Nicoletti e Garofalo, finora ha concesso davvero poco agli attacchi avversari che spesso hanno cozzato contro la capacità organizzativa del reparto arretrato sanfeliciano. Il centrocampo,
con l’arrivo di Renzi è cresciuto in forza e
qualità, senza dimenticare che la duttilità e
le capacità eclettiche del giovane terracinese, hanno messo mister Marzella nelle
condizioni di utilizzare il centrocampista in
più ruoli. Il centrocampo si avvale anche
della presenza di Ruggero, sempre puntuale e attento, quando è chiamato in causa, di Sperduti e Di Girolamo, quest’ultimo
è diventato una vera spina nel fianco delle
difese avversarie. L’arrivo di Dian ha dato
maggiore qualità a un attacco che ha visto
anche il recupero di La Penna, assente per
una gran parte del girone d’andata per un
problema muscolare. A questo punto, non
È
el campionato di Seconda CategoN
ria il Montenero occupa la zona
centrale della classifica, anche se le
aspettative, per la squadra del borgo,
erano quelle di restare a ridosso delle
migliori del campionato. Le ambizioni,
avvalorate dalla presenza di alcuni buoni
giocatori
che hanno miCampionato di
litato nelle categorie superiori, facevano
sperare in un
andamento
migliore del
campionato. Il
tempo per recuperare qualche posizione c’è ancora, ma è ovvio che il Montenero deve migliorare il proprio rendimento nelle partite in trasferta anche
perché buona parte dei punti sono stati presi in casa. L’attacco con Marco
Triangolare di calcio
Per ricordare Emidio
n anno già è passato dalla scomparsa di Emidio, ma il tempo anU
dato è passato in maniera semplice, senza troppe parole, quasi per
una forma di rispettoso silenzio, com’era nella natura del giovane sanfeliciano. Emidio se n’è andato in una triste giornata autunnale, lasciando
sbigottiti e addolorati tutti coloro che l’amavano, apprezzandone la natura schiva sempre ispirata a sani principi. Era un campione il ragazzo sanfeliciano, un giovane che aveva fatto dello sport una ragione di vita, con il canottaggio nel sangue in una
sorta di rapporto simbiotico che negli anni gli aveva regalato tante soddisfazioni. I suoi amici, per mantenerne vivo il ricordo, hanno pensato di organizzare un torneo di calcio durante le festività natalizie. L’idea di organizzare un triangolare di calcio, è nata grazie all’interessamento di alcuni ragazzi che fanno parte della società calcistica degli Amatori Circeo. Il torneo ha visto la presenza delle tre squadre sanfeliciane, la Nuova Circe, il Montenero e appunto gli Amatori Circeo. Il 28 dicembre, impavido e sprezzante nei confronti del freddo, un
pubblico numeroso ha fatto da cornice al “Primo Memorial Emidio Di Prospero”. Ha vinto
all’ultimo assalto la Nuova Circe che, nella partita decisiva contro il Montenero, è riuscita a
fare suo il torneo dopo aver sudato non poco per regolare la formazione del borgo. Ottima
la prova degli Amatori Circeo che, dopo aver perso per 2-1 con il Montenero, sono riusciti
a spuntarla ai calci di rigore contro la più quotata Nuova Circe. La speranza, è che questo
primo memorial “Emidio Di Prospero”, rappresenti un buon viatico che negli anni, consenta
l’organizzazione di un avvenimento per ricordare questo ragazzo che amava lo sport. ci sono molti alibi per la squadra rossoblù
per tentare l’aggancio a quel secondo posto che potrebbe garantire comunque il salto in Promozione, bisogna puntare alla vittoria sia in casa che in trasferta. Ancora una
volta, il presidente Vittori, tenendo fede alle dichiarazioni esternate per mezzo stampa e con le quali, a più riprese, ha ribadito
che vuole portare la Nuova Circe nel gotha
del calcio regionale, è tornato sul mercato
prendendo quanto di meglio ci fosse sulla
piazza. Nell’economia del campionato della Nuova Circe, pesa molto la sconfitta interna con l’Hermada e quella ingiusta sul
Capponi e Calisi è in grado di garantire forza e velocità anche se l’assenza di
Maragoni (l’attaccante che guidò la
Nuova Circe nella vittoria del campionato di Prima Categoria qualche anno
fa) ha privato la formazione di Vinciguerra di un giocatore molto esperto. In
ogni caso, la
presenza nel
Seconda Categoria
Montenero di
elementi
esperti, alcuni
dei quali provenienti dalla
Nuova Circe
(Martufi, Egidi,
Palmerio) e altri che già da qualche
tempo sono nella rosa della squadra del
borgo (Aquino, Belprato, Dosio, Calisi,
Marco Capponi) fanno sperare nel recupero di posizioni più consone alle
aspettative d’inizio stagione. Pe r i l M o n t e n e r o
u n a n n o d i t ra n s i z i o n e
campo del Podgora, entrambi per 1-0, senza dimenticare che a Bainsizza la formazione rossoblù ha sfiorato la vittoria prendendo per due volte i legni della porta con
Tammaro e Renzi e costruendo almeno altre due nitide occasioni da rete. Regolato
facilmente il Maenza con il più classico dei
risultati con reti di Dian e Di Girolamo, è arrivato lo sfortunato pareggio di Bainsizza
cui hanno fatto seguito le due roboanti vittorie interne con il Campoverde per 3-0 (reti di La Penna, Tammaro e Di Girolamo) e
con l’Enea Gonzaga Fondi per 5-0 (doppiette di Tammaro e Diane, una rete di Renzi). Il girone d’andata si è concluso con la
delicata trasferta sul campo della R11 Latina, in cui la formazione di mister Marzella, sotto di una rete a inizio ripresa, ha annichilito gli avversari con una veemente reazione realizzando tre reti, con Speroniero su
calcio di rigore, con La Penna, che raccoglieva un pallone d’oro di Di Girolamo e con
il solito Tammaro che chiudeva i conti. Segnaliamo, con molto piacere, la corposa
presenza dei ragazzi sanfeliciani nelle trasferte al seguito della Nuova Circe, con un
feeling che sta crescendo di domenica in
domenica tra i giocatori e la tifoseria. IL CENTRO STOORICCO DI SAN FELICE CIRCEOO
PAAG .
15
Tempo libero
di ALESSIA BRAVO
Pizza con
l’erba pazza
300 grammi di pasta da pane lievitata
1 chilo di “erba pazza”
(cicoria, finocchietto selvatico, papavero, ecc.)
Lessata e ripassata in padella con olio,
aglio e peperoncino.
Stendete la metà della pasta su una teglia unta di olio e
sopra a questa distribuite la verdura. Ricoprite completamente con la pasta rimasta, irrorate con un filo d’olio e
cuocete in forno per una ventina di minuti.
da “LA VISCOTTA”
Ricette di San Felice Circeo
di Angela Bassani
di Saul Dibb
L
Il fillm più visto
Ingredienti:
LA DUCHESSA
ady Georgiana Spencer è una
giovane aristocratica in età di
matrimonio che a soli diciassette anni viene data in sposa a William Cavendish, duca del Devonshire, e si trasferisce
a Londra dove conosce gli sfarzi della nobiltà e la freddezza di una relazione che la obbliga a dare un erede al duca. Dietro consiglio della madre, Georgiana si arma di rassegnazione, trovando una scappatoia nella moda, nel gioco e nell’amicizia di Lady Elizabeth
Foster. Invitata a vivere con i Cavendish, Bess attira le attenzioni
di William per ricongiungersi con i figli che le sono stati tolti dal
marito. Ferita dal ménage à trois la duchessa trova conforto tra
le braccia dell’amato conte Grey, ma sceglie di rimanere al fianco del duca per non perdere i privilegi di madre. Tratto dalla biografia firmata da Amanda Foreman, La duchessa è un film in costume che in parte rivoluziona la figura femminile del ‘700 attraverso le gesta dell’”Imperatrice della moda”, famosa per la sua
bellezza e per il suo coinvolgimento politico quanto per la passione per il gioco e le pene d’amore. Saul D bb ne mantiene lo
sguardo introspettivo che si posa sulla solitudine della protagonista in una società dominata dal maschio, Lady G s’inserisce
abilmente nelle discussioni politiche, arriva ad appoggiare pubblicamente le elezioni trovando il favore del popolo e il rispetto
degli uomini che la circondano ma lei rimane sempre un’adolescente costretta a diventare donna troppo presto. Sia pure su un
altro livello la breve vita di Georgiana è drammaticamente somigliante a quella della sua diretta discendente Lady Diana, ma il
periodo storico e le leggi maschiliste non prevedevano né il divorzio né le relazioni extra coniugali delle mogli. Costretta suo malgrado a scegliere fra l’amore del conte Grey e quello per i figli nati sotto il vincolo matrimoniale, la duchessa di Keira Knightley rimarrà fedele al marito anaffettivo lasciando che il frutto della passione per Grey venga piantato in un’altra famiglia. ORA LEGALE
Avv. Antonio Di Salvo
L’uso della cosa comune
ANGOLOO DELLAA POESSIAA
di Tommaso Di Prospero
Ricordanze remote
I
Giudici sono spesso chiamati a risolvere contrasti tra i comunisti attinenti all’uso della
cosa comune. In materia la norma di riferimento è l’art. 1102 c.c. ai sensi del quale <<…
Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto [c.c.
1073, 2256]. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa [c.c. 1103].
Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso [c.c. 714,
1164]…>>. La lettura della norma aiuta a comprendere che l’uso della cosa comune da
parte di ciascun partecipante è sottoposto a due limiti fondamentali:
– il divieto di alterarne la destinazione
– il divieto di impedire agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.
Pertanto a rendere illecito l’utilizzo della cosa comune basta il mancato rispetto dell’una o dell’altra delle due condizioni, sicché anche l’alterazione della sua destinazione determinata non soltanto dal mutamento della funzione ma anche dal suo scadimento in
uno stato deteriore, ricade sotto il divieto stabilito dall’articolo in commento.
Il singolo comunista o condomino può apportare modifiche alle parti comuni del bene,
nel proprio interesse e a proprie spese, al fine di conseguirne un migliore godimento,
sempre che non alterino la destinazione e non impediscano l’altrui pari uso.
Ne deriva che, per stabilire se il migliore godimento da parte di un comunista o condomino venga ad alterare il rapporto di equilibrio tra i partecipanti alla comunione e, perciò, sia da ritenere vietato, non deve aversi riguardo all’uso fatto in concreto degli altri
comunisti o condomini in un determinato momento, ma a quello potenziale in relazione
ai diritti di ciascuno.
Per cui, se gli altri partecipanti non chiedono la rimozione del miglioramento, questo verrà da loro acquisito, a fronte di un rimborso spese al contitolare che lo ha approntato,
sempreché:
rilevi quale innovazione della cosa comune;
possa essere da questi ultimi utilizzata. Il tempo andato non è più cupo come un
fortunale
pronto a gettare rabbia e copiosi pianti
sulle mie nude membra,
non è più un pesante fardello,
ma acqua che scivola addosso ed
evapora,
irradiata da un sole
che fa capolino fra cumuli nembi che
stancamente tuonanti,
si diradano all’orizzonte.
Oggi, quel tempo,
ha le fattezze di un bimbo che ride,
protetto dal tepore di una lontana
primavera,
fatta di peschi e mandorli in fiore,
di un cielo turchese
che l’austero e rigoglioso promontorio
divertito solletica,
di un mare,
il cui riverbero ha la faccia spensierata di
fanciulli in erba,
di futili ma magnifici sogni che oggi come
allora,
amo cullare nei reconditi anfratti della mia
mente.
Maggio 2004
IL CENNTROO STOORIICOO DI SAN FELLICCE CIRCEOO
PAG .
16
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NNUNCI GRAATUUITI ANNUNCI GRAATUITI AN
NNUNCI GRAATUUITI ANNUNCI GRAATUITI •
Anniversari
24 febbraio. Sono 30 anni che i nostri amici Gianfranco e Milvia
sono sposati. La raccomandazione è … continuate, non importa
come e perché ma continuate, in fin dei conti la perseveranza a
fin di bene ha sempre ripagato. Auguri dalle amiche delle cene.
Compleanni
1 febbraio. Nicola De Bellis compie 74 anni. Auguri affettuosi dai
figli e dai nipoti.
3 febbraio. Patrik Leo compie 15 anni. Tanti auguri dalla nonna
Luigina.
6 febbraio. “Alla mia stellina” Maria Cristina Tramentozzi dolcissimi auguri da Antonio per i suoi 30 anni. Si aggiungono gli auguri
di Ornella, Adriano, Rosanna, Sara,Vince e tutto lo staff.
7 febbraio. Valerio Leo compie 25 anni. Tanti auguri dalla nonna
Luigina.
7 febbraio. A Claudia Benincà tanti auguri per un compleanno
davvero felice da chi ti vuole bene. Baci da Stefano e suoceri.
7 febbraio. Buon compleanno a Fiorella Barbisan da tutta la famiglia.
12 febbraio. A Rossana Pedrollo, una mamma unica ed eccezionale. Tantissimi auguri di buon compleanno dalla piccola Sara e
da Adriano.
13 febbraio. Tanti auguri di buon compleanno a Edoardo D’Alessandro da tutta la famiglia.
18 febbraio. A zia Vince tanti bacioni da Sara.
18 febbraio. Buon compleanno a Gabriella Massarenti che nonostante si sia dimenticata di farli per iscritto al marito, la sua dolce
metà vuole dimostrare ancora una volta quanto Lei sia sempre
presente nei suoi pensieri. Auguri Franco.
20 febbraio. Buon compleanno a Paolo Bonaldo da Antonio e
dagli amici del bar.
22 febbraio. Auguri per un felicissimo compleanno a Stefano
Aquino dalla moglie e dai figli.
24 febbraio. Tanti auguri di un felice compleanno a Anna Villacara dal figlio Vincenzo e da Silvia.
25 febbraio. A Valeria Sorbara infiniti auguri da zio Borghetti.
27 febbraio. Alla piccola Ludovica Lamberti dolcissimi auguri
per il suo 1° compleanno dai nonni Mimmo e Luisa e dagli zii.
1 marzo. Carissimi auguri a Fiorella Cormons da Fabrizio, Samanta, Massimo e Christian.
2 marzo. Mille luci illuminano i nostri cuori per il nostro nipotino
Salvatore Fontanella che compie due anni. Tanti auguri da nonno
Salvatore e nonna Marcella.
3 marzo. 1° compleanno di Simone Rizzardi. Per i nonni all’emozione del ricordo si aggiunge la felicità di vederlo crescere. Un
grande bacio Milvia e Gianfranco.
6 marzo. Buon compleanno a Gianluca Martinelli dai cognati.
10 marzo. Auguri di buon compleanno a Massimiliano Zambon
da tutta la famiglia.
14 marzo. Alla più sportiva della famiglia, Giordana Marin, buon
compleanno dalle cugine.
14 e 15 marzo. E’ il compleanno dei fratellini Serena e Marco
Coppi. Auguri dalla nonna e dal resto del parenti.
15 marzo. Buon compleanno a Gabriele Tosti da Samantha, Loredana, Manuela e Leonardo.
15 marzo. Alla nostra cara mamma, Paola Velocci, tantissimi auguri per i suoi 50 anni da Giovanni, Alessandro e Samantha. Si
aggiungono tanti baci dalla sorella Loredana.
17 marzo. Felice buon compleanno a Elisa Silvestri dalla cognata.
17 marzo. I migliori auguri di buon compleanno a Franco Zambon dalla famiglia e dagli zii.
20 marzo. Auguri di buon compleanno e cento di questi giorni a
Teresa Di Marino dalla sorella Angelica.
21 marzo. Felice buon compleanno a Corrado Rizzardi da tutta
la numerosa famiglia.
22 marzo. Francesco compie 18 anni. Auguri di cuore da parte di
tutti i suoi numerosissimi “tifosi”.
25 marzo. Auguroni di buon compleanno a Debora Zambon dalla zia più simpatica.
BAR DELLA PIAZZA
pizza in
F.lli Avagliano
Il 4 dicembre 2008 Gianluca Di Propero ha conseguito, con il massimo dei voti, la Laurea Specialistica in
“Economia del turismo e delle risorse” presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Tanti auguri dai
genitori, dalla sorella, dal cognato, dagli zii, dai cugini e
dagli amici.
P.zza IV Ottobre Tel. 0773 597175
04017 B.go Montenero LT
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CENTRO STTORICO - San Felice Circeo