PROVINCIA DI CAGLIARI PROVINCIA DE CASTEDDU RASSEGNA STAMPA 20 GIUGNO Taccuino avvenimenti Provincia Cronaca e politica regionale Trasporti e viabilità UPI Pag. 2 Pag. 4 Pag. 9 Pag. 24 Pag. 29 La rassegna stampa è stata ultimata alle ore 7.30. 1 AGI TACCUINO AVVENIMENTI DI OGGI - Postazione allestita dal Ser.D servizio per le dipendenze della Asl di Nuoro per la sensibilizzazione contro i rischi del tabagismo. Sara' possibile sottoposti alla misurazione del monossido di carbonio e a testi sul livello di dipendenza dalla nicotina (Siniscola - Poliambulatorio) - Riunione degli assessori alla cultura dei Comuni del territorio convocata dall'assessore alla Cultura della provincia di Nuoro per discutere della situazione della Biblioteca Satta (Nuoro - sala Consiliare Provincia) - "Problematiche del settore agro-zootecnico della Sardegna" e' il tema della tavola rotonda organizzata dal Comune di Santu Lussurgiu. Partecipa ai lavori la delegazione del Marocco in visita nell'isola nell'ambito del progetto "Proagro" per la valorizzazione delle produzioni agropastorali nella comunita' rurale di m'nahba (Marrakech) (Santu Lussurgiu - aula consiliare Comune - ore 9) - Conferenza stampa del candidato sindaco di Alghero del centrosinistra Stefano Lubrano per illustrare il programma per i primi cento giorni di governo in vista del ballottaggio di domenica e lunedi' prossimi (Alghero - Terrazza Ristorante Rafel - Lido - ore 9.45) - Il segretario generale della Cgil sarda Enzo Costa e il presidente di Federconsumatori Andrea Pusceddu presentano alla stampa il primo bilancio sociale dell'associazione, attiva in Sardegna dal 2001 (Cagliari - sede Cgil - viale Monastir 35 - secondo piano - ore 10.30) - Il sindaco di Sassari e l'assessore comunale alle Culture presentano alla stampa il calendario degli appuntamenti di "Sassari Estate 2012" e la Festa della Musica in programma il 21 giugno (Sassari sala conferenze - Palazzo Ducale - ore 10.30) - La commissione Sanita' del Consiglio regionale esamina una petizione sul blocco immediato dell'opera di smantellamento progressivo dei servizi sanitari di Ozieri e sull'argomento ascolta l'assessore De Francisci. Segue l'esame del disegno di legge "Disposizioni urgenti in materia sanitaria" e il testo unificato "Norme a favore della Famiglia" (Cagliari - Aula settima commissione - Consiglio regionale - via Roma, 25 - ore 10.30) - Presentazione alla stampa dell'iniziativa "L'accoglienza dello Sprar aldila' dell'emergenza" promossa dalla Provincia di Cagliari con il progetto Spar-Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati e dalla comunita' "La Collina", in occasione della Giornata mondiale del rifugiato (Cagliari - sala polifunzionale - Parco di Monte Claro - ore 11) - Presentazione alla stampa della mostra collettiva "Gli spazi dell'arte. Dalla pop art al concettuale" alla presenza del sindaco di Cagliari e dell'assessore comunale alla Cultura (Cagliari Antico Palazzo di Citta' - piazza Palazzo - ore 11) - Nasce "Arianna", la rete euromediterranea per la custodia della cultura popolare con la sottoscrizione da parte dei territori che hanno aderito al progetto (Sassari - sala Angioy - Palazzo Provincia - ore 11) - Cerimonia di consegna del "Marchio di qualita'" alle imprese turistiche della provincia di Oristano che hanno superato la selezione della Camera di commercio (Oristano - sala conferenze Camera di commercio - ore 11) - Presentazione alla stampa delle quattro imprese vincitrici del concorso per l'assegnazione dei voucher per lo start-up d'impresa promosso dalla Camera di commercio del Nord Sardegna nell'ambito del progetto "Promozione di nuove imprenditorialita'" (Sassari - Camera di commercio ore 11.15) - Conferenza stampa in occasione dell'avvio dei lavori nel lotto 9 della Sassari-Olbia alla presenza del presidente della Regione Ugo Cappellacci (Olbia - strada statale 199 tra il quadrifoglio che incrocia la 131 Dcn e il deposito carburanti "Demontis sulla sinistra in direzione della citta' - ore 11.30) - Si riunisce la commissione d'inchiesta sulla mancata applicazione delle leggi regionali con all'ordine del giorno le audizioni dell'assessore al Lavoro e del direttore generale dell'assessorato su 2 Scl-Cesil-Agenzia lavoro; dell'assessore agli Affari generali e del direttore generale dell'assessorato sul personale dell'ex Eti (Cagliari - Consiglio regionale - via Roma, 25 - ore 16) - "Primo soccorso, igiene personale e spazio del degente" e' il titolo del sesto appuntamento del ciclo "Insieme e' piu' facile - Incontri tematici per operatori e familiari di malati non autosufficienti" promosso dall'Ancos, associazione per la solidarieta' e il tempo libero di Confartigianato imprese Cagliari (Cagliari - sala corsi - Confartigianato - via Riva Villasanta 241 - ore 16) - Quarta edizione della festa di San Silverio organizzata dal Comune di Stintino in onore del santo papa di Ponza. In programma l'esibizione della banda musicale "Luigi Canepa" e un corteo , la celebrazione della messa e una processione per le vie del paese (Stintino - davanti al Comune - ore 17) - Tavola rotonda organizzata dall'Universita' di Sassari per presentare il Centro di Orientamento Studenti e il servizio OrientAzione (Sassari - aula magna Rettorato - ore 17) - "Quale sanita' sostenibile nel Sulcis Iglesiente" e' il tema dell'incontro organizzato dall'assessorato alle Politiche sociali del Comune di Carbonia (Carbonia - Cine teatro Bacu Abis ore 17) - "La parola e la voce" e' il titolo del corso di formazione promosso dal Dipartimento di medicina della Asl di Sanluri in collaborazione con il Servizio valorizzazione risorse umane, rivolto a medici, infermieri, assistenti sociali e puericultrici. Nel pomeriggio concerto del colo polifonico Cantores Mundi (Sanluri - centro di salute mentale; Castello Giudicale - ore 17.30) - Festa dello sport Universitario organizzata dal Cus Sassari (Sassari - impianti di San Giovanni ore 20) (AGI) Rob/Cog 3 UNIONE SARDA Pag. 23 CARITAS. Trecento rifugiati che chiedono asilo: presentata una ricerca sull' immigrazione «Non stranieri, ma buoni lavoratori» «Abitavo ad Asmara, in Eritrea. Ero uno studente e amavo la mia vita». Poi qualcosa è cambiato. «Vengo dal Mali, vivevo nella capitale. Studiavo con piacere la matematica e la geografia». Mali o Somalia; Ghana o Costa d'Avorio. E poi Nigeria, Afghanistan, Iraq, e tante altre. Culture, lingue, tradizioni differenti e tanti i chilometri a separare le sponde. Poi un bivio le avvicina: guerre civili, persecuzioni religiose o a sfondo sessuale, regimi dittatoriali, conflitti etnici. Scenari apparentemente diversi che impongono la stessa "scelta": abbandonare la terra d'origine. «Nel 2008 i richiedenti asilo nell'area vasta cagliaritana erano 140», spiega don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana. Oltre centinaia di algerini. Per la prima volta la provincia di Cagliari si ritrova invasa dai richiedenti asilo. «Non era mai capitato nella storia». La città inizia a vivere e respirare i problemi legati alle immigrazioni forzate. «Oggi i rifugiati sono 522 in tutta l'Isola; 300 nella provincia di Cagliari», sottolinea Laura Tronu. È una ricercatrice, oltrechè volontaria della Caritas, e i dati sono il frutto di una ricerca realizzata grazie a un bando regionale. Due anni di lavoro e ora la pubblicazione grazie alla Caritas, il soggetto ospitante. Duecentocinquanta pagine in cui si analizzano le tante facce del fenomeno immigrazione. Un percorso lungo: dai centri di accoglienza all'inserimento lavorativo e sociale dei nuovi arrivati. Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari, torna indietro a Mosè: «Il primo esempio di diritto di asilo mi porta in Egitto, ai tempi del giovane Mosè». Venne adottato dalla figlia del Faraone. Poi crescendo scoprì le sue origini ebraiche. «Un giorno vide un egiziano che maltrattava un suo connazionale, attorno non c'era nessuno, prese le sue difese». La notizia circolò, e allora fu costretto a fuggire nel deserto: «Venne accolto, sfamato, dissetato e durante questo suo diritto di asilo cambiò vita». Il tema dell'accoglienza resterà caro alla tradizione ebraica. Tornando ai giorni nostri: «Oggi è un po' diverso, le casistiche sono cambiate». Ma le finalità sono sempre la stesse: «Sottolineare il primato della dignità della persona», spiega Miglio. «L'accoglienza è la scelta giusta, ce la impone la nostra Costituzione e il nostro essere cristiani», afferma il prefetto Giovanni Balsamo. «Niente retorica sulle porte aperte a qualunque costo, ma accoglienza sì, facendo leva sulla cultura sarda», sostiene Giorgio La Spisa, vicepresidente della Regione. L'accoglienza non può prescindere dal confronto. E come ci si confronta? «Iniziando a guardare le persone che vogliono restare qui, non come stranieri ma come buoni lavoratori». E come persone. La Sardegna è una terra molto accogliente. I dati confermano : «Ci sono circa 37mila immigrati; quasi un terzo nell'area vasta cagliaritana», evidenzia don Marco Lai. Ma ci sono ancora tante cose da dire: «Molti non sanno che un bambino figlio di genitori stranieri ma nato in Italia, non è automaticamente italiano», Angela Quaquero, presidente della Provincia, offre uno spunto di riflessione. Sara Marci 4 LA NUOVA pag. 23 Immigrazione, l’esempio Caritas Illustrati in un convegno i risultati nell’impegno per l’accoglienza dei rifugiati CAGLIARI Il sistema Caritas per l’accoglienza degli immigrati richiedenti asilo funziona. Ne sanno qualcosa i 139 profughi, poco meno di un quinto delle 588 persone arrivate in città nell’ultimo anno sulla spinta della “primavera araba”. 21 alloggi messi a loro disposizione sistema logistico per la distribuzione dei materiali, magazzino centralizzato per la raccolta del vestiario e degli alimenti non deperibili, 25 responsabili di alloggio, 10 tra mediatori culturali e psicologi, 40 medici volontari, 9 responsabili di vari servizi, 2 avvocati, un manutentore a tempo pieno per gli interventi negli alloggi, e un contabile per l’amministrazione del sistema. “L’accoglienza – dice don Marco Lai, direttore della Caritas nel corso di un convegno – consta di tutti i sevizi previsti dalla convenzione per i Centri di accoglienza per i Richiedenti Asilo (CARA), alloggio, vitto, assistenza sanitaria, insegnamento dell’italiano, supporto giuridico, corsi di approfondimento della cultura italiana, supporto psicologico e psichiatrico in caso di trauma». Laura Tronu e Maria Carmela Zedda autrici di una ricerca finanziata dalla Regione, hanno esplorato piani e programmi attuati dalla Caritas locale non soltanto per fare qualcosa di più del pronto soccorso emergenziale per gli immigrati, ma soprattutto per creare la cultura della solidarietà in città e nei paesi. «Ci siamo ritrovati a fare ciò che dobbiamo fare», ha detto lunedì don Lai al prefetto Giovanni Balsamo e alla presidente della Provincia, Angela Quaquero. Nello scorso febbraio la Caritas aveva in funzione 21 case di accoglienza così distribuite: Cagliari (2), Capoterra (2), Decimoputzu (3), Quartu (5), Quartucciu (1), Selargius (2), Villa San Pietro (1), Monserrato (3) e Pirri (2). Tra settembre 2011 e febbraio 2012 sono usciti dal sistema 55 richiedenti asilo: 40 per allontanamento volontario, 12 per espulsione, 2 per ricongiungimenti familiari: 18 sono stati trasferiti in altre strutture. Diversa la condizione giuridica degli immigrati organizzati dalla Caritas: 26 sono rifugiati, 15 in protezione, 55 tutelati per motivi umanitari, 56 hanno visto rigettata la richiesta di permesso di soggiorno e 25 proposto ricorso. (m.g.) 5 UNIONE SARDA Pag. 26 Parco Molentargius, sull'incendio indaga anche la Provincia «Non possiamo sperare sempre nella provvidenza. A parte i danni agli habitat e alle abitazioni, per fortuna stavolta non è successo niente di irreparabile. Ma è assolutamente necessario porre rimedio all'inefficienza dimostrata nei giorni scorsi». L'assessore all'Ambiente della Provincia, Ignazio Tolu, ha deciso di andare in fondo a quello che è successo sabato scorso quando è scoppiato l'incendio al parco di Molentargius. Nonostante l'ente intermedio sia stato estromesso tre anni fa dal Consiglio direttivo del parco (è presente solo nell'assemblea), Tolu dopo un sopralluogo domenica nella zona investita dalle fiamme, ha convocato tutte le parti interessate, il Corpo Forestale e di Vigilanza ambientale e il presidente del parco, allo scopo di codificare le procedure e le attività di controllo, incluse le procedure per spegnere gli incendi. «Non è ammissibile che le manichette versassero in condizioni di abbandono, né che i cancelli siano stati trovati chiusi dai mezzi antincendio. È evidente che è mancato un elemento di raccordo nella sorveglianza del Parco». 6 7 UNIONE SARDA Pag. 27 Incontro a Monte Claro Laboratorio interculturale per ragazzi e ragazze dai 18 ai 30 anni sabato e domenica a Monte Claro. L'iniziativa, ribattezzata "TrasformAzioni: cambiare nella città che cambia", si deve all'associazione Terra-Progetto Baobab e alla cooperativa sociale La Carovana con il contributo della Regione e la collaborazione della Provincia. Appuntamento alle 9,30 nella sala polifunzionale del parco di via Cadello. Info: 070/500666, 340/2820403 oppure 333/9823434. (p.l.) 8 UNIONE SARDA Pag. 6 Denuncia di Pili (Pdl) dopo l'audizione di Passera in commissione alla Camera Infrastrutture, l'Isola resta fuori Ogni giorno ha le sue pene. E nel tormentato rapporto tra il governo Monti e il deputato del Pdl Mauro Pili anche ieri è si consumato l'ennesimo strappo. Questa volta il teatro della contesa è stata la commissione Infrastrutture della Camera, dove il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera è intervenuto per illustrare il Piano strategico governativo nel settore delle opere pubbliche: «La decisione dell'esecutivo di escludere la Sardegna da tutte le priorità infrastrutturali del Paese è di una gravità inaudita, senza precedenti, e costituisce un vero e proprio attentato alla coesione nazionale. Tutti gli atti del ministro Passera sul piano infrastrutturale strategico vanno impugnati costituzionalmente e non solo, perchè violano i principi elementari dell'unità nazionale e offendono la Sardegna». GUERRA TOTALE Pili ha affidato a questa dichiarazione di guerra il suo commento alle dichiarazioni del ministro davanti ai commissari della Camera. Aggiungendo poi altre parole di fuoco: «La Sardegna è esclusa da tutto - ha denunciato - il governo ha individuato quattro priorità: quelle obbligate, quelle legate alle decisioni assunte a scala comunitaria sul nuovo assetto reti TenT, quelle supportate da un reale coinvolgimento di capitali privati nella realizzazione delle opere, quelle legate a dare continuità ad impegni assunti. In tutte e quattro la Sardegna è inesistente. Si tratta - ha concluso l'ex presidente della Regione - di un piano che tende a marginalizzare l'Isola, escludendola da tutti i corridoi viari, ferroviari e trasportistici. Si pianificano stanziamenti per 11,5 miliardi complessivi, senza che una regione come la nostra venga richiamata una sola volta. Anzi, con il principio che saranno realizzate solo le opere inserite nei corridoi europei». LA CONDANNA A questo punto l'opposizione diventa strategica e programmatica: «Questa nuova pianificazione - ha, infatti, aggiunto Pili - propone una visione strabica e miope dello sviluppo infrastrutturale, ignorando una regione che proprio perché insulare avrebbe dovuto avere un occhio di riguardo in funzione del riequilibrio e della sua connessione con il resto del Paese». L'AZIONE DI CONTRASTO «Con la scusa della pianificazione infrastrutturale europea Passera favorisce le aree forti del paese e persegue un vero e proprio atteggiamento menefreghista verso la Sardegna. Tutto ciò - ha concluso il deputato del Pdl, prima di arrivare a una proposta operativa.Tutto questo è inaccettabile sia sul piano sostanziale, che su quello istituzionale e giuridico. Per questa ragione metteremo in atto tutte le azioni parlamentari necessarie per modificare questo vero e proprio atto contrario alla coesione nazionale. Nel contempo, al primo atto amministrativo del governo in tale direzione, la Regione dovrà impugnare il provvedimento a tutti i livelli e impedire che la Sardegna sia espulsa dal sistema infrastrutturale nazionale». 9 UNIONE SARDA Pag. 6 Sanità, in arrivo oltre 300 milioni Ma tra gli esperti è allarme: troppi tagli, assistenza a rischio La Regione riduce la spesa farmaceutica portandola, nel primo trimestre 2012, dal 22 al 21,7% della spesa sanitaria totale. Ed ha anche qualche prospettiva interessante visto che a breve - sempre che il Consiglio regionale approvi il disegno di legge su “Disposizioni urgenti in materia di sanità” dovrebbe incassare 256 milioni di euro previsti nell'accordo di programma quadro siglato con il Governo e 40 milioni che arriveranno dal ministero per il raggiungimento degli obiettivi prefissati sull'assistenza domiciliare integrata. Ma ci sono ancora molte criticità - tra cui il Sisar, il Sistema informativo sanitario integrato regionale - molti sprechi (soprattutto sulla spesa farmaceutica), troppi ospedali dove non servono, seri problemi di personale, il fatto che l'87 per cento degli ospedali sardi non sia accreditabile. E con la spending review sono in arrivo ulteriori tagli ai trasferimenti statali e si ipotizza l'introduzione di ticket modulati per reddito. IL MINISTRO NON C'È Su questi e altri argomenti i circa mille tra medici e altri professionisti della salute che ieri mattina hanno partecipato al convegno “Il nuovo sistema sanitario per la Sardegna. Azioni strategiche per il prossimo triennio”, organizzato dall'assessorato regionale alla sanità, avrebbero voluto chiedere chiarimenti al ministro Renato Balduzzi. Ma l'esponente del governo Monti ha disertato l'appuntamento limitandosi ad inviare un videomessaggio in cui, con toni cortesi, ha annunciato altri tagli e ricordato alla regione di rispettare il piano di rientro dai debiti. PROTESI CINESI Non che mancassero altri relatori eccellenti: dal presidente e il direttore generale di Agenas, Giovanni Bissoni e Fulvio Moirano, a Rossana Ugenti (Ministero Salute). «Ci sono le protesi cinesi, che costano 300 euro e la cui affidabilità è bassa e quelle prodotte in altri paesi, più affidabili perché testate e scelte dai medici dopo ampi confronti, che non si acquistano a meno di 2500. Spero che la spending review non arrivi a costringerci a risparmiare su queste cose come si risparmia sulla carta per i fotocopiatori», ha detto Bissoni, stimato esperto di Sanità e per 15 anni assessore in Emilia Romagna, fiore all'occhiello del sistema sanitario nazionale. «Diciassette miliardi di tagli alla sanità in tre anni è una prova mai affrontata dalla sanità», ha aggiunto Bissoni: «C'è il rischio di default del sistema e che i livelli essenziali di assistenza diventino livelli minimi di assistenza». L'ASSESSORE Una delle azioni necessarie è ridurre i piccoli ospedali e aumentare i servizi nel territorio. Simona De Francisci ha messo in evidenza che la Regione «ha già investito 25 milioni di euro per dotare anche aree periferiche di una rete capillare: case della salute, hospice e residenze sanitarie assistite. Il motto», ha spiegato l'assessore, è «meno ospedale, più territorio, senza per questo chiudere le piccole strutture ma semmai riconvertendole». APPELLO AL CAL Vero è che il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, approvato un anno fa dall'esecutivo regionale, è da allora in attesa del parere del Consiglio delle autonomie locali, a cui l'assessore ha lanciato un appello affinché «dia il via libera al più presto». Anche perché poi deve arrivare in Consiglio regionale dove non si prevede un iter lungo per via degli interessi territoriali e politici che da anni impediscono di tagliare gli ospedali inutili. «In Emilia la chiusura di un ospedale ha causato un cambio di maggioranza in un Comune», ha rimarcato Bissoni per confermare quanto toccare la sanità significhi, quasi sempre, toccare un centro di potere. Fabio Manca 10 LA NUOVA pag. 7 Indennità, tempi lunghi e nuovi scontri Il gruppo Idv denuncia la segreteria ai probiviri, Cappellacci taglia le autoblu, si apre un giallo sul caso Lorefice-Carbosulcis di Filippo Peretti CAGLIARI Nuovi scontri ma anche un rinvio per l’affaire degli stipendi dei consiglieri regionali. Dopo il blitz notturno di una settimana fa che aveva reintrodotto le indennità dei politici abrogate dai referendum e la manifestazione di protesta di sabato contro la casta, ieri una riunione informale dell’ufficio di presidenza dell’assemblea e dei capigruppo avrebbe dovuto risolvere il caso. La riunione è saltata per due ragioni. La prima è che i vertice istituzionali e politici sono stati impegnati di mattina e di pomeriggio dalla vertenza sugli ammortizzatori sociali: l’aula è stata convocata per domani. La seconda ragione è l’esigenza di alcune formazione di fare chiarezza al proprio interno. Le due interpretazioni. La leggina che ha reintrodotto gli onorevoli stipendi parla del taglio del 30% delle indennità di carica. Secondo alcuni si tratta della quota aggiuntive per presidenti, vice, eccetera, per altri è invece la paga base di tutti i consiglieri regionali. In questo caso il taglio, aggiunto a quello della diaria, sarebbe di ben 3 mila euro mensili. In linea con l’esito del referendum. Lo scontro nell’Idv. La guerra tra il segretario Federico Palomba e il capogruppo Adriano Salis non si placa. Salis, assieme al consigliere Giannetto Mariani, ha annunciato un esposto contro Palomba e il vice segretario Salvatore Lai al comitato regionale e nazionale dei garanzia. In una nota Salis e Mariani, che avevano smentito di aver votato a favore del ritorno dell’indennità come sostenevano Palomba e Lai, si dicono «profondamente offesi dalle posizioni assunte dalla segreteria regionale in tutta la vicenda, rigettiamo con forza il tentativo in atto di metterci sotto processo e anzi chiameremo alle loro responsabilità Palomba e Lai per un comportamento gravissimo», in quanto «Palomba e Lai senza alcun confronto con il gruppo consiliare e incuranti del danno che avrebbero procurato al partito, hanno strumentalizzato il caso a fini personali cercando di piegarlo alla loro voglia di chiudere definitivamente i conti con il gruppo». Il Pd rinvia la decisione. È stata aggiornata la riunione del gruppo dei democratici che due giorni fa aveva fatto registrare punti di incontro sulla soluzione del taglio di 3 mila euro all’indennità, ma anche polemiche interne nei confronti di Renato Soru, al quale sono state contestate molte assenze e quindi la pretesa di dettare una linea etica al partito per quanto riguarda i comportamenti istituzionali e le regole sugli emolumenti ai consiglieri regionali. La linea prevalente del gruppo è quella di applicare, tra le diverse interpretazioni della norma, quella più rigorosa. Direttive di Cappellacci. Dopo un incontro con Doddore Meloni (leader di Malu Entu) sulla bocciatura del referendum indipendentista, il presidente della giunta ha ordinato a enti, agenzie e società della Regione a dimezzare le auto di servizio. Il provvedimento, è detto in una nota, punta a ridurre l’attività del parco auto anche attraverso il ricorso al car sharing. Cappellacci ha reso noto l’iniziativa il giorno in cui la Corte dei conti ha mosso i rilievi alla giunta di mancato controllo. Il caso Lorefice-Carbosulcis. Accolte una settimana fa le dimissioni di Alessandro Lorefice, Ugo Cappellacci, ieri al centro delle polemiche per la nomina di Sebastiano Sannitu a Meridiana Maintenance, non ha ancora provveduto a nominare il nuovo amministratore unico di Carbosulcis. Perché? Ieri negli ambienti politici è circolata l’ipotesi che il ventinovenne praticante legale sia ancora in carica essendosi limitato a rimettere il mandato nelle mani del presidente della Regione, senza che questi abbia provveduto a dare efficacia alla decisione.Sta di fatto che quella che sembrava una nomina urgentissima per la Carbosulcis sembra essere finita in una palude. ©RIPRODUZIONE RISERVATA 11 UNIONE SARDA Pag. 7 Cassa integrazione domani in Aula Tensioni Consiglio-Giunta ma il disegno di legge ora è pronto I sindacati chiedevano provvedimenti urgenti e la presidente del Consiglio regionale era pronta ad approvarli ma sollecitava l'invio del disegno di legge da parte della Giunta. Il provvedimento è stato inviato nel pomeriggio di ieri e così i capigruppo hanno potuto decidere di inserirlo all'ordine del giorno con la procedura d'urgenza, senza cioè passare all'esame della commissione. La legge sugli ammortizzatori sociali in deroga sarà discussa domani alle 18 in Aula. Ma resta alto l'allarme sui 20 mila cassintegrati dell'Isola che rischiano di restare senza alcun indennizzo dopo l'annuncio del governo centrale della sospensione dei trasferimenti dei fondi alla Regione. IL DISEGNO DI LEGGE Dopo gli attacchi delle opposizioni e della presidente del Consiglio, ieri la Giunta ha trasmesso al Consiglio il disegno di legge che consente di stanziare circa 32,5 milioni (con una prima trance da 25 milioni) per proseguire nell'erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga per gli anni 2011 e 2012. LOMBARDO: TEMPI RAPIDI «Accelerare i tempi» e «dare subito risposte al dramma dei lavoratori» garantendo loro la continuità dei sussidi in mobilità è la priorità espressa ieri mattina dalla presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo. Che poi aveva lanciato una stoccata al governatore Cappellacci: «Il provvedimento non è stato ancora trasmesso dal Consiglio». SINDACATI Le risorse per garantire la Cig sono state oggetto dell'incontro, ieri, tra capigruppo del Consiglio e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Soddisfatti Marinora Di Biase, Giovanni Matta ed Elisabetta Sorgia all'uscita dalla riunione: «Apprezziamo l'impegno preso una settimana fa da Cappellacci ad approvare con urgenza il provvedimento di legge entro questa settimana. Ora onori l'impegno assunto». «Il provvedimento - proseguono i sindacalisti - consiste in una manovra di assestamento che renderebbe subito disponibili poco meno di 33 milioni di euro». POLEMICHE Parla di errori e ritardi della Giunta il capogruppo dell'Idv Adriano Salis: «È paradossale che il governatore non abbia provveduto entro gennaio a inoltrare la richiesta dei finanziamenti per la quota statale che spetta alla Sardegna». «Per i sussidi in deroga non si devono intaccare le risorse per le politiche del lavoro», ammonisce invece Luciano Uras leader regionale di Sel. Roberta Floris 12 13 14 15 LA NUOVA pag. 7 CORTE DEI CONTI Lo Stato deve 1,4 miliardi ma la giunta spende male CAGLIARI Lo Stato deve alla Sardegna 1,4 miliardi di euro per la mancata applicazione del nuovo regime delle entrate, ma la Regione spende in ritardo e male i fondi a propria disposizione. È in estrema sintesi il contenuto della relazione della Corte dei conti sulla verifica del rendiconto 2011. Vediamo i numeri. Accertamenti di entrata per 7,126 miliardi di euro, con residui attivi complessivi per 4,907 e impegni per 7,562 ma la spesa regionale consentita dal patto di stabilità è pari a 3,778 miliardi. La gestione complessiva ha un risultato di competenza negativo (436 milioni) mentre il finale di amministrazione conferma l’andamento di riduzione progressiva del disavanzo. La Corte ha constatato in particolare che gli impegni di spesa per il personale dipendente per il 2011, pari a 275,4 milioni di euro, sembrano in diminuzione rispetto al 2010. Sono complessivamente 4.109 le unità: 2.592 in Regione, 1.335 nel Corpo forestale. Mentre sono 3.349 negli enti e nelle agenzie strumentali (costi complessivi 230,7 milioni), e 6.617 nell’Ente foreste (135,4 milioni). I magistrati contabili hanno constatato che «nessun indirizzo di riduzione di spesa è stato rivolto al comparto enti». La gestione del bilancio regionale è stata condizionata dal quadro di rigidità costituito dalla mancata soluzione della «vertenza entrate» e dall’immobilismo dei vincoli del patto di stabilità tanto che «gli impegni e i pagamenti consentiti dal Patto per il 2011 sono addirittura inferiori a quelli dell’esercizio precedente». Citando la sentenza della Corte costituzionale, secondo la quale il nuovo regime delle entrate è in vigore dal primo gennaio 2010, la Corte dei conti ha affermato che il conseguente «credito maturato in favore della Regione nei confronti dello Stato ammonta a 1,459 miliardi al 31 dicembre 2011». La Regione vanta credito nei confronti dello Stato ma è debitrice (di un miliardo) nei confronti degli enti locali. Il presidente della Regione Cappellacci e l’assessore La Spisa, nel confermare che la Regione ricorrerà in ogni sede contro lo Stato, hanno detto che in questi anni, nonostante la crisi e i mancati trasferimenti siamo riusciti a mantenere inalterate le risorse per lavoro e sviluppo». Di diverso avviso Mario Diana (ex Pdl, oras capogruppo di Sardegna Domani) che ha ironizzato su un incontro di ieri a Villa Devoto: «Certo, sono dati allarmanti ma per trovare soluzione ai problemi indicati da Bankitalia e Corte dei conti, Cappellacci ha avuto un vertice fra statisti con Doddore Meloni». 16 UNIONE SARDA Pag. 7 CORTE DEI CONTI. Il bilancio «Lo Stato deve alla Regione quasi 1,5 miliardi» La gestione del bilancio regionale è stata condizionata dal quadro di rigidità costituito dalla mancata soluzione della Vertenza entrate e dall'immobilismo dei vincoli imposti dal Patto di stabilità. Lo scrive la Corte dei conti nella relazione all'esercizio finanziario 2011 della Regione «Lo Stato non ha accolto la possibilità di adeguare nel 2011 il Patto alle incrementate quote d'entrata», evidenziano i giudici contabili, «e nonostante le pronunce della Corte costituzionale del primo semestre 2012, che hanno affermato che la riforma delle entrate deve ritenersi a regime fin dal 1 gennaio 2010, con il conseguente credito maturato in favore della Regione nei confronti dello Stato che ammonta a 1,459 miliardi al 31 dicembre 2011». La Corte sottolinea dunque il mancato adempimento dello Stato agli obblighi. «Una relazione che testimonia quanto abbiamo sempre affermato sia in relazione all'esercizio 2011 e sia in sede di discussione della Finanziaria 2012», hanno commentato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e il vicepresidente e assessore della Programmazione, Giorgio La Spisa: «Lo Stato deve restituire alla Sardegna le risorse che le spettano e ricorreremo in ogni sede per rivendicare questo credito. La cifra di 1,460 mld rappresenta per la Sardegna e i sardi un'opportunità di rilancio che non possiamo perdere». Diversa la lettura della relazione da parte di Franco Sabatini, esponente del Pd e vice presidente della Commissione bilancio del Consiglio regionale. «I dati presenti nella relazione della sezione di controllo per la Sardegna della Corte dei Conti confermano quanto l'opposizione ha sempre sostenuto e cioè che il presidente Cappellacci e l'assessore La Spisa sulla vertenza entrate e sul patto di stabilità non sono stati in grado di aprire un confronto utile con lo Stato». 17 LA NUOVA pag. 2 La crisi più lunga, isola a crescita zero Ma i sardi reagiscono meglio e stanno limitando i debiti di Alfredo Franchini CAGLIARI Con la tradizionale misura che contraddistingue il vertice della Banca d’Italia, Flavio Danalache, neo direttore pro-tempore della sede regionale, spiega che la Sardegna «è in sofferenza». Ma è un eufemismo. Il quadro statistico dimostra che l’economia regionale è boccheggiante. Vanno male i diversi comparti e quando stanno a galla, come nel caso dei servizi, il sistema ristagna ma non cresce. La crisi si fa sentire e i problemi che esistevano da tempo, tanto che per molti indicatori la Sardegna è tornata indietro di dieci anni, sono divampati. Dalla relazione elaborata dall’Ufficio studi della Banca d’Italia in Sardegna emerge che la spesa per investimenti da parte del sistema pubblico è stata fortemente ridotta. E quando le statistiche attestano che è aumentata la spesa corrente, in realtà, sono cresciuti solo i pagamenti della sanità. I costi della spesa ospedaliera, calcolati anche in termini pro capite, sono superiore alla media nazionale. In sostanza è venuto meno proprio quel traino dell’economia che c’era stato, ad esempio, negli anni Sessanta da parte dell’amministrazione pubblica. Un ruolo fondamentale: Flavio Danalache, che ha sostituito alla direzione Gioacchino Schembri, afferma che quello dei pagamenti ritardati della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese che vantano crediti è uno dei maggiori problemi. Nell’isola sono stati fatti una serie di accordi tra la Regione e le banche «ma non si riesce a fare il passo conclusivo». La forza del sistema sardo può venire fuori da quella che, a prima vista, è una debolezza: il ruolo strategico delle piccole imprese, spesso a conduzione familiare, con modesto utilizzo di risorse tecnologiche e manageriali. Certo la Banca d’Italia sottolinea che quelle aziende che hanno tenuto bene e sono cresciute si sono aperte, guardando ai processi di internazionalizzazione. Ma in valori assoluti sono poche rispetto alla miriade di imprese piccole, che resistono nonostante le difficoltà del credito, il rapporto sbilanciato con uno Stato che da una parte fa l’esattore implacabile e dall’altro non paga. L’altra speranza viene dalla “consapevolezza” delle famiglie sarde, messa in rilievo nelle considerazioni della Banca d’Italia. Di fronte alla grave crisi di liquidità, i sardi si sono indebitati meno rispetto alla media nazionale: nel 2011 il rapporto tra i debiti finanziari e il reddito è stato pari al 52,5 per cento; con una crescita rispetto agli ultimi dieci anni ma tutto sommato contenuta. E l’indebitamento dei sardi risente in particolare dei mutui: il 18,5% delle famiglie ne aveva uno, con cinque punti percentuali più alti rispetto al resto della nazione. Per questo, a giudizio del vertice regionale della Banca d’Italia, nell’isola spaventa meno il peso delle carte di credito revolving: «Sono solvibili», assicurano. La ricchezza delle famiglie resta consistente, stimata in 173,9 miliardi di euro, suddivisi tra il possesso delle abitazioni (116,5 miliardi) e le attività finanziarie. Il “tesoro” delle famiglie deriva dalle proprietà immobiliari (più dell’82 per cento), rispetto alle attività finanziarie. Nei titoli pubblici italiani è stato investito un miliardo e seicento milioni.Gravissima la condizione dei giovani sardi ma la Banca d’Italia sottolinea un dato particolarmente preoccupante: il trenta per cento dei ragazzi tra i 15 e i 34 anni fa parte della generazione Neet, sono tra coloro che non studiano e non lavorano. Un dato allarmante, (la media nazionale, pur alta, è inferiore di sei punti). E in questo dato è implicita la critica al sistema scolastico e formativo perché sulla probabilità di trovarsi nella condizione di giovane Neet, (Not in education, sployement or training), incide il titolo di studio conseguito. Tra i laureati, quelli provenienti dalle discipline umanistiche e sociali, al contrario di quanto sta accadendo in Germania, locomotiva dello sviluppo europeo, sono maggiormente a rischio. La svolta per l’economia può incominciare dalla scuola. ©RIPRODUZIONE RISERVATA 18 UNIONE SARDA Pag. 17 BANKITALIA. Effetti della crisi su imprese e famiglie: in calo export e depositi bancari La Sardegna arretra: Pil -0,2% Giù industria e servizi, disoccupati in crescita nel 2012 Non dà segnali di ripresa l'economia sarda. Secondo l'ultimo rapporto di Bankitalia, presentato ieri a Cagliari dal direttore regionale Flavio Danalache, il trend negativo ha caratterizzato tutto il 2011. Tra le poche luci si segnalano la ripresa dell'occupazione (+1,4%) e gli arrivi di turisti stranieri (+4%). Ma le ombre prevalgono: l'export scivola dello 0,6%, il credito alle imprese langue (-1,8%), la spesa delle amministrazioni pubbliche corre (+6%), mentre il Pil regionale arretra (-0,2%). L'INDUSTRIA In rosso i principali settori produttivi, a cominciare dall'industria: in base ai dati raccolti dalla Banca d'Italia, si è registrata una contrazione dell'attività e degli ordini in oltre il 40% delle imprese. Solo un terzo delle aziende ha indicato un'espansione. Come detto, diminuisce il valore delle esportazioni, con una lieve flessione nel comparto petrolifero compensato dalla moderata crescita degli altri settori. Peggiora anche la situazione nel settore costruzioni: diminuiscono i nuovi edifici, mentre sono in aumento le opere di ristrutturazione. I SERVIZI Andamento stagnante per il settore dei servizi: colpa della debole domanda di imprese e famiglie. Nel commercio, invece, a soffrire sono soprattutto i piccoli esercenti: un riflesso della contrazione della spesa registrata dal 2007 al 2010. Tendenza che si conferma anche nel turismo, con la flessione di arrivi e presenze: crollano i flussi nazionali (-14%), aumentano (+4%) quelli esteri. L'OCCUPAZIONE Nel lavoro, tenendo presenti i dati dell'Istat, aumenta dell'1,4% il numero degli occupati. Gli ultimi numeri disponibili, relativi al primo trimestre 2012, indicano comunque un peggioramento della situazione sul mercato del lavoro e una netta crescita del tasso di disoccupazione nell'Isola (stimato al 16%). Ma è la fascia degli under 35 a preoccupare. È infatti in aumento il fenomeno dei “Neet”, i giovani fra i 15 e i 34 anni che non lavorano e non studiano più. IL CREDITO Intanto, si stringono i cordoni del credito. Nel 2011 i prestiti erogati dalle banche alle imprese sono diminuiti dell'1,8%. La contrazione ha interessato soprattutto le piccole aziende. Discorso analogo per le famiglie: il tasso di crescita dei finanziamenti è passato dal 3,9% del 2010 al 2,5 del 2011: ciò è dipeso dal rallentamento dei mutui. Infine, l'indebitamento dei sardi (il 52% del reddito) è superiore alla media del Mezzogiorno e leggermente inferiore a quella nazionale. Si riducono nell'Isola anche i depositi di famiglie e imprese: i conti correnti si sono contratti del 4%. Lanfranco Olivieri 19 20 LA NUOVA pag. 23 Discariche, operazione tolleranza zero L’amministrazione comunale prevede maggiori controlli e la predisposizione di telecamere nelle aree più a rischio di Roberto Paracchini wCAGLIARI Tolleranza zero per le discariche abusive da parte dell’amministrazione comunale. «E predisposizione, a breve, di tre ecocentri per chi necessita di smaltire rifiuti ingombranti», spiega l’assessore comunale Pierluigi Leo (Servizi tecnologici). Un modo per indebolire chi vuole speculare sui rifiuti. La questione della raccolta è sempre stata un nervo scoperto per il Comune. A fine anno «dovremmo riuscire a bandire - spiega l’assessore l’appalto dei sette anni più due per la gestione complessiva del comparto». Poi, se tutto procederà senza intoppi (correttezza nelle procedure e, quindi, fragilità di eventuali ricorsi ecc.) tra l’estate del 2013 e la fine dello stesso anno, il mega appalto sarà finalmente assegnato, per un importo complessivo di quasi quattrocento milioni di euro. A quel punto sarà possibile impostare in modo efficiente una raccolta differenziata (Cagliari è, oggi, la maglia nera in questo settore) col porta a porta. Per il momento l’intervento accennato viene adottato nella raccolta dei rifiuti dei ristoranti e degli esercizi commerciali. Un’ipotesi che si sta valutando per l’area lesionata di piazza D’Armi e zone retrostanti (tra cui via Peschiera e via Marengo). Nel sottosuolo di questa zona vi sono ampie cavità che, con le piogge e le perdite idriche hanno continuato a essere erose e che ora, con l’obiettivo di metterle in sicurezza, saranno riempite di argilla espansa. Il primo intervento sarà attuato in piazza D’Armi. Ma nelle more di queste operazioni, la zona potrebbe diventare banco di prova per la raccolta porta a porta (in quanto preclusa ai mezzi pesanti). Ma l’intervento, sottolinea l’assessore Leo, «si sta ancora valutando». Nel frattempo è partita la lotta alle discariche abusive. ©RIPRODUZIONE RISERVATA Depositi abusivi anche nel centro In via Sonnino e via XX Settembre ampi depositi antigienici sotto diversi edifici CAGLIARI Vigili urbani e telecamere per difendere la città dai rifiuti. E per eliminare le discariche. Che non sono solo in periferia, ma anche in pieno centro. Ad esempio in via Sonnino e via XX Settembre. Ieri la commissione Servizi tecnologici ha approvato la mozione anti-spazzatura. Tra le misure previste, insieme alla mappatura delle aree piene di batterie usate e materassi con le molle che spuntano fuori, c’è sia il potenziamento della sorveglianza con la polizia Municipale, che la predisposizone dell’occhio elettronico. Per completare il quadro, e prevenire, sono previste recinzioni nelle zone potenzialmente considerate “invitanti” da chi vuole disfarsi di ciò che non serve più. Poi ci sono le aree non di competenza del Comune. L'ultimo caso sollevato in consiglio è quello del parcheggio di viale La Playa: la mozione, che ora può tranquillamente andare in Consiglio per la benedizione che la renderà operativa, prevede incontri con gli altri enti titolari dei terreni. La proposta inserita nella mozione è chiara: «Una trattativa con Demanio Militare, Regione, Provincia del Cacip, Autorità Portuale, Ferrovie dello Stato, per il trasferimento al comune di quelle aree marginali spesso soggette a discarica abusive». L'obiettivo, spiega il presidente della commissione Fabrizio Marcello presentando il documento, «è smaltire i rifiuti inquinanti senza causare pericolo per la salute dei cittadini ed evitando procedimenti pericolosi per l'ambiente». OIntervisti previsti non solo per la periferia. «Vorremmo intervenire - continua Marcello - anche nei vasti spazi coperti sottostanti le vie Sonnino e XX Settembre, occupate da una maxidiscarica abusiva, nel cuore della città, che sorge a due passi dalle abitazioni d'emergenza di un piccolo numero di senzatetto». Intanto proseguono i lavori di pulizia delle aree adibite a discarica. L’elenco delle battaglie già vinte, secondo il Comune, è molto lungo: via Bainsizza, Terramaini, Calamosca e Calafighera. E poi ancora zona di Su Siccu, terreni adiacenti al canale di “Mammarranca”, via del Fangario, spiaggia di Giorgino. «Dopo i sopralluoghi - rende noto la Commissione - interverremo 21 anche in via Delle Langhe, occupata da una mega discarica». Poi sarà la volta di via Degli Astri a Pirri e via Gherardo Delle Notti. Inoltre per la lotta alle discariche abusive dei rifiuti è anche previsto il coinvolgimento e il coordinamento operativo con l’Arpas, l’Unità Sanitarie Locali, le associazioni di volontariato e delle guardie ecologiche. Stefano Ambu ©RIPRODUZIONE RISERVATA 22 23 UNIONE SARDA Pag. 21 Con un sms sarà possibile chiedere permessi d'accesso provvisori Traffico, la casta resiste Ztl senza limiti per i consiglieri comunali Nuova Ztl, ma vecchie regole per la casta del traffico. È stato approvato dal Consiglio comunale il regolamento sulle Zone a traffico limitato: cambiano alcuni confini, ma soprattutto resta il privilegio per tutti i consiglieri di poter attraversare le strade interessate dai divieti anche negli orari in cui sarà proibito agli altri cittadini. Nessun cambiamento su questo punto, dunque: l'accesso libero andrà anche ad altri rappresentanti delle istituzioni, come prefetto, questore, presidenti e assessori regionali e provinciali, l'Arcivescovo e i dirigenti comunali. IL MISTERO Alcuni rappresentanti dell'assemblea cittadina affermano di non sapere che nel nuovo regolamento fosse rimasta per loro la possibilità di attraversare le Ztl 24 ore su 24, segnale che sulla delicata questione c'era più di un dubbio. Una smentita arriva subito: «Mi riesce difficile pensare che ci siano consiglieri sorpresi», afferma Guido Portoghese (Pd), presidente della commissione Trasporti, «dell'argomento si è discusso più volte, ma alla fine si è deciso di lasciare la situazione così com'è». Ovviamente i consiglieri potranno entrare nelle Ztl in qualsiasi orario solo per motivi che riguardano l'esercizio delle loro funzioni: «E ci saranno le telecamere per verificare che questo privilegio sia utilizzato in modo corretto» conclude Portoghese. LE NOVITÀ Qualche differenza rispetto al precedente regolamento c'è e riguarda i confini delle Zone a traffico limitato. Novità soprattutto per ciò che concerne i quartieri Marina e Stampace, ma l'iniziativa che desta più curiosità è l'introduzione di un servizio sms che permette a residenti, medici e commercianti di abilitare in tempo reale la targa di un veicolo per il transito e la sosta “carico e scarico”, per una durata di 15 minuti. LE POLEMICHE La maggioranza di centrosinistra è andata sotto in una mozione del Pdl che impegna sindaco e Giunta a «promuovere un'adeguata campagna di informazione presso la popolazione residente finalizzata a far conoscere i pericoli derivanti dall'inquinamento acustico e circa l'adozione del Piano di classificazione acustica del territorio comunale» e «dare gli opportuni indirizzi affinché si eserciti un'adeguata vigilanza». Secondo gli esponenti del Popolo della libertà, infatti, l'inquinamento acustico ha raggiunto, nel centro città, quote troppo elevate, con i residenti ormai sempre più sul piede di guerra. «Il livello sonoro dei quartieri storici è calato grazie alla presenza degli agenti della Polizia municipale - ha risposto il sindaco Zedda - che la settimana scorsa hanno vigilato nelle zone dei locali». Nonostante il voto contrario del primo cittadino, mozione approvata, con la maggioranza che quindi è andata sotto. Piercarlo Cicero 24 UNIONE SARDA Pag. 21 Incontro coi negozianti Tutto pronto: pista ciclabile in via Sonnino Dopo via dei Conversi, via Dante e via Paoli, le piste ciclabili approdano anche in via Sonnino. L'annuncio è arrivato ieri per bocca dell'assessore comunale al Traffico, Mauro Coni. «Il progetto è pronto», ha spiegato, «nei prossimi giorni la delibera andrà in Giunta, ma prima di tracciare la nuova segnaletica intendiamo incontrare i residenti e i commercianti. Sia io che il sindaco Massimo Zedda vogliamo che sul progetto ci sia condivisione da parte dei cittadini». La data dell'incontro non è stata fissata, ma dovrebbe essere questione di giorni. Nel frattempo anche i commercianti di via Paoli hanno espresso il desiderio di conferire con gli amministratori. «L'assessore Coni è venuto a trovarci», ha riferito Giovanni Demontis, tabaccaio, nonché segretario del Circolo del Pd "Berlinguer", «ma l'ideale sarebbe organizzare un'assemblea nel quartiere, cosa che non è stata ancora fatta, per illustrare in dettaglio le novità alla gente. In questo senso siamo disponibili a mettere a disposizione il nostro circolo. Era ovvio - ha concluso - che prima o poi le piste sarebbero partite anche in via Sonnino, altrimenti quelle già realizzate in via Paoli sarebbero prive di senso». Grande soddisfazione per l'annuncio dell'assessore Coni è stata espressa da Andrea Olla, responsabile del sodalizio degli "Amici della bicicletta". «Ma nel caso specifico di via Sonnino bisogna pensare anche ai pedoni», ha sottolineato Olla, «si tratta infatti di una delle strade più trafficate e più larghe della città, eppure i suoi marciapiedi sono tra i più stretti. Un'anomalia su cui bisognerebbe riflettere, prendendo in considerazione la possibilità di allargare le attuali banchine pedonali». Bene l'inserimento della pista ciclabile, insomma, ma si pensi anche a chi circola a piedi. Intanto il presidente di "Città Ciclabile Cagliari", Virgilio Scanu, ha aderito all'appello al premier Monti della Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) per sensibilizzare il Governo sul riconoscimento dell'infortunio "in itinere" (l'infortunio che occorra al lavoratore sul percorso per andare al lavoro o durante uno spostamento per ragioni di lavoro) per chi usa quotidianamente la bicicletta anche per recarsi in ufficio. Paolo Loche 25 UNIONE SARDA Pag. 25 TRASPORTI. Stamane l'incontro decisivo fra sindaco e Ctm sul nuovo servizio Bus, la linea notturna al via Da venerdì (salvo imprevisti) partono due circolari Tutto è affidato all'incontro di questa mattina. Da una parte il sindaco Massimo Zedda, ovviamente in rappresentanza del Comune di Cagliari, dall'altra Ezio Castagna presidente, altrettanto ovviamente in rappresentanza del Ctm Spa. E se l'intesa sarà raggiunta (fatto molto probabile dato che Castagna propone qualcosa di molto vicino a ciò che il primo cittadino aveva espresso nel programma elettorale), da dopodomani, due nuove linee notturne saranno inaugurate per la gioia di chi da tempo sta richiedendo il ripristino di un servizio di trasporto pubblico in grado di non lasciare a secco la città dopo le 23.30, come oggi accade. SPERIMENTAZIONE Per iniziare si partirà con una sperimentazione finalizzata al venerdì e al sabato. Servirà a tastare il terreno, a capire la reale richiesta dell'utenza e, come ha spiegato il direttore Giovanni Corona nel corso dell'audizione dei vertici del Ctm davanti alla Commissione comunale ai trasporti, «a verificare se in seguito possa essere estesa al resto della settimana». LINEA ROSSA E LINEA BLU In gioco due circolari: la Rossa e la Blu create per soddisfare le esigenze estive dei passeggeri residenti e dei turisti in vacanza in città. La Rossa infatti servirà i quartieri del centro più affollati da chi li anima per frequentarne i locali notturni, i ristoranti e le trattorie o lavorarvi. Quindi cardine del tragitto Marina, Stampace, San Benedetto e Villanova. La Blu, invece, garantirà il collegamento dal centro della città con tutto il Poetto. TICKET, FREQUENZE E ORARI Se il Comune accetterà questa mattina il piano proposto dal Ctm sul campo da dopodomani saranno messi cinque pullman. La loro frequenza alla fermata sarà di mezz'ora e saranno in servizio dalle 22 alle 4 del mattino. Il prezzo del biglietto resta invariato: 1.20 per 90 minuti. E sarà un servizio che, secondo indiscrezioni, sarà esteso ai proprietari di abbonamento sia esso settimanale, mensile o annuale. Le nuove linee, come ha spiegato il presidente Castagna costeranno al Ctm la bellezza di 2.100 euro a notte ed è certo che questa cifra non sarà, all'inizio, ripianata dall'incasso dei biglietti staccati. Termometro di quella che per Castagna è più che una sensazione «il notturno attivato per il contest rock in piazza dei Centomila: furono 26 i biglietti obliterati su 1200 viaggiatori». IL SEGNALE Ma è chiaro che la filosofia che sta dietro questa scelta non si ferma a un mero calcolo di entrate e uscite. Ma ha una valenza che riassume l'esigenza di attivare un servizio fortemente voluto sia dai banchi della maggioranza che da quelli della minoranza in Municipio, nonché ovviamente dall'utenza. SICUREZZA Punto focale la questione sicurezza per cui il collegamento era stato sospeso. A bordo ci saranno le guardie giurate per garantire autisti e passeggeri. (f.a.) Il futuro Liberalizzare? L'incubo dei dipendenti dell'azienda La legge sulle liberalizzazioni del trasporto pubblico preoccupa i sindacati. Il rischio che a garantire il servizio siano aziende che puntano al profitto, pone i rappresentanti dei lavoratori in stato d'allerta. «Sulle liberalizzazioni non abbiamo nessuna norma che preveda la clausola sociale», spiega Alessandro Bianco (Cgil), «quindi non sappiamo con esattezza se i lavoratori verranno ricollocati e in che maniera». L'assenza di garanzie preoccupa Bianco soprattutto perché «sarà a rischio sia il posto di lavoro a causa degli esuberi ma anche il salario che potrebbe essere decurtato». Ignazio Lai (Cisl), teme la liberalizzazione del mercato a causa «della tendenza al ribasso nelle gare d'appalto che avrà una ricaduta negativa sui lavoratori». Nell'ipotizzare lo scenario futuro, Lai evidenzia «il rischio dei tagli sui servizi, sulle retribuzioni e sul personale. Con una razionalizzazione ci potrebbe essere il 10% di esuberi». Pierfranco Meloni (Uil) conferma «il 26 timore per i posti di lavoro ma anche per un terreno in cui il sindacato avrà un raggio d'azione molto limitato». (mat.s.) I rapporti del sindacato «I lavoratori sono il cardine del successo» Per garantire un servizio efficiente di trasporto pubblico locale, serve l'impegno e l'organizzazione dell'azienda ma, soprattutto, la forza lavoro che trasformi i programmi in pratiche quotidiane. E poi ci sono le problematiche, alcune annose, che riguardano il rapporto tra l'Azienda e il personale. Cgil, Cisl e Uil tracciano un bilancio. CGIL A puntare il dito sull'atteggiamento dell'Azienda nei confronti dei lavoratori è Alessandro Bianco, segretario generale Filt Cgil Cagliari, che lamenta «l'assenza di un regolamento sull'avanzamento professionale e sulle promozioni. Ogni volta che devono essere individuate nuove figure professionali», spiega Bianco, «vengono fatti dei bandi su misura». Il rappresentante della Cgil, inoltre, denuncia «l'atteggiamento antisindacale del Ctm, la poca trasparenza amministrativa e l'impossibilità di accedere agli atti». CISL Un'altra questione, sollevata dalla Cisl, riguarda la tutela della salute dei lavoratori: «I tempi di percorrenza, da un capolinea all'altro, sono insufficienti e non si riesce a trovare una giusta taratura», racconta Ignazio Lai, segretario generale Fit Cisl Cagliari, «per questo problema ho avviato un ricorso legale, ancora in attesa di responso». I tempi di percorrenza causano un altro fenomeno negativo rappresentato «dal mancato rispetto dei tempi fisiologici dovuti -e necessari- per un lavoratore», sottolinea Lai, «per legge sono previsti venti minuti, per sei ore e mezzo di lavoro, ma vengono fagocitati dai ritardi nella percorrenza». UIL Una voce fuori dal coro è quella di Pierfranco Meloni, segretario regionale Uil Trasporti, che reputa il Ctm «un'importante realtà in Sardegna e in Italia». Per quanto riguarda le problematiche dei lavoratori, Meloni parla di «problemi fisiologici in un'azienda di queste dimensioni. I dipendenti hanno fatto grandi sacrifici per portare il servizio a un livello ottimale», spiega il rappresentante della Uil, «sono stati raggiunti obiettivi importanti grazie all'impegno di tutti». (mat.s.) 27 UNIONE SARDA Pag. 30 NUOVA 125. L'Anas ammette l'errore e promette che non accadrà più Riecco le code in galleria Auto ferme e malori nel tratto sotto accusa un anno fa Avevano assicurato che non sarebbe più successo. Anas, Polizia stradale e Regione, in un vertice convocato qualche settimana fa, avevano ribadito che non sarebbero più state permesse code nella galleria di Is Canaleddus. Per scongiurare malori e rischi di tragedie in caso di incendio, si sarebbe dovuta usare la stessa regola: chiudere la galleria e obbligare le auto in arrivo dalla Nuova Orientale a svoltare all'altezza di Solanas. Invece domenica tutti gli accordi sono saltati: già alle sei del pomeriggio, il tunnel di Is Canaleddus era un inferno di lamiere. Auto ferme e lunghe attese per uscire all'aria aperta. Alcuni automobilisti hanno accusato malori e svenimenti e solo in tardissima serata, a danni ormai fatti, il tunnel è stato chiuso. «Domenica qualcosa non ha funzionato», ammettono all'Anas, «c'è stato qualche inconveniente che ha portato un ritardo nella chiusura, ma possiamo assicurare che non succederà più». A differenza dei fine settimana precedenti, domenica non c'erano i cantonieri dell'Anas all'altezza dello svincolo per Solanas. La strada era sguarnita mentre già dalle 17 si andava a passo d'uomo. Così anche la domenica precedente, e non c'era traccia nemmeno delle transenne che sarebbero dovute servire a chiudere la strada. Così il disastro è stato inevitabile. Il tappo nella rotatoria di Is Canaleddus ha intrappolato gli automobilisti dentro il piccolo tunnel. E domenica era solo l'antipasto. Con l'entrata nel vivo della bella stagione, il traffico nelle strade del mare, non farà che aumentare. (g. da.) 28 ANSA SPENDING REVIEW: UPI, DA OGGI TAVOLO CON GOVERNO SU PROVINCE DOPO INCONTRO CON MINISTRI CANCELLIERI, PATRONI GRIFFI E GIARDA ROMA (ANSA) - ROMA, 19 GIU - "Da oggi si avvia un tavolo di lavoro tra Governo e Upi che, a partire dalla nostra proposta, riuscirà a costruire un processo di riforma delle Province e dell'amministrazione dei territori che porterà a un riassetto chiaro delle istituzioni locali, a una riduzione dei costi e alla riqualificazione della spesa pubblica": lo dichiara il presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione, al termine dell'incontro avuto oggi con il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, il ministro della Pubblica Amministrazione e semplificazione, Filippo Patroni Griffi, e il ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda. "Abbiamo ringraziato i ministri per averci concesso questo incontro - sottolinea il Presidente Castiglione - che avevamo chiesto da tempo per illustrare la proposta dell'Upi e confermare la nostra piena disponibilità a procedere con l'autoriforma delle Province, superando l'articolo 23 del decreto Salva Italia. Abbiamo ricordato i nodi chiave della nostra proposta, che porterebbe a un risparmio di 5 miliardi di euro, attraverso l'accorpamento delle Province, la razionalizzazione conseguente degli uffici periferici dello Stato, il taglio di tutti gli enti intermedi e la chiara attribuzione delle sole funzioni di area vasta alle Province. Oggi è stato ribadito da tutti - sottolinea Castiglione - che il Paese ha bisogno di enti di governo di area vasta, ridotte nel numero ma con funzioni chiare, e che il vero risparmio si avrà dalla razionalizzazione dell'amministrazione dello Stato e dal taglio degli Enti strumentali. Per questo la riforma delle Province serve, e va fatta quanto prima, e se si lavora lontano dal populismo e dalla demagogia, è possibile consegnare al Paese una amministrazione pubblica più efficiente". Questi temi verranno discussi, annuncia da ultimo il presidente dell'Upi, a Roma, il 26 e 27 giugno, all'Assemblea Nazionale delle Province".(ANSA). LAVORO: UPI, AFFRONTARE NODO DEI SERVIZI PER L'IMPIEGO ROMA (ANSA) - ROMA, 19 GIU - "Affrontare il nodo dei servizi per l'impiego, legando strettamente le filiere produttive locali con la formazione professionale attraverso i centri per l'impiego e favorendo sempre più l'integrazione tra i soggetti pubblici e privati che operano sul lavoro e la formazione a livello territoriale": è quanto hanno sottolineato l'Assessore al lavoro della Provincia di Torino, Carlo Chiama, e l'Assessore al lavoro della Provincia di Livorno, Ringo Anselmi, intervenuti oggi per l'Upi all'audizione sul mercato del lavoro presso la Camera dei Deputati. Rispetto al testo del Disegno di legge i rappresentanti delle Province, "pur condividendo la necessità della riforma", hanno ribadito "come manchi completamente un modello di governance, cioé la chiara attribuzione delle funzioni tra Stato, Regioni e Province, che devono continuare a mantenere le funzioni dei servizi per l'impiego". Proprio per questo, hanno concluso i rappresentanti Upi, "é necessario rafforzare i centri per l'impiego perché la riforma ottenga i risultati sperati, anche attraverso norme reali di finanziamento, che nel testo non sono previste". (ANSA). 29