B MAGAZINE
ANNO II
N°1/12 - 2015
L’INTERVISTA
BATTOCCHIO
E VIVIANI
Osservati speciali
te
n
o
C
guarda alla B
BELLA E CRUDELE
Il fascino della
“VIAREGGIO CUP”
CALCIOMERCATO
LE SQUADRE
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CAMBIANO VOLTO
EDITORIALE
ANDREA ABODI
Presidente della Lega di Serie B
LA SERIE B
E LA MAGLIA AZZURRA:
IL GIURAMENTO
DI FEDELTÀ E RISPETTO
Testo
scritto in
collaborazione
con MOGOL
N
ell'ambito delle politiche di integrità sportiva in tutti i campi della Serie B, nelle prime due giornate, viene
pronunciato da tre stagioni il giuramento solenne di lealtà da parte del capitano della squadra di casa, insieme
all'allenatore e ai rappresentanti delle società partecipanti al torneo cadetto. Un segno responsabile di rispetto
verso i propri tifosi, gli appassionati, la maglia e la storia della società.
Con la mano sul cuore e la mente trasparente, a nome della società e della squadra che
rappresentiamo, giuriamo di osservare le norme e le regole del calcio con correttezza e purezza
d'animo, seguendo i valori dello sport, dell'etica e del fair play.
Di fronte a voi, ci impegniamo a scendere sempre in campo per conquistare la vittoria, rispettando
l'avversario e il suo valore, il corpo arbitrale e le sue decisioni, accettando comunque il verdetto
sportivo con dignità e onore.
Con questo solenne giuramento rinnoviamo il patto di lealtà e rispetto nei confronti dei nostri tifosi,
della nostra maglia, della storia del nostro Club e del suo futuro che deve essere garantito anche
contrastando ogni tipo di gesto e atto antisportivo, illecito o non rispettoso delle norme.
Consapevoli che il nostro comportamento sarà di esempio per tutti coloro, a partire dai bambini, che
guardano a questo sport con amore e ammirazione, giuriamo di non tradire le loro aspettative, perché
possano vivere le emozioni del calcio con spensieratezza.
A TUTTI GLI APPASSIONATI,
B MAGAZINE
S
arò un inguaribile romantico, un irriducibile innamorato di calcio, ma
quell'Azzurro impreziosito dallo
scudetto tricolore rappresenta il
superamento delle divisioni e delle
differenze del Tifo e dei Campanili, il sogno e l'obiettivo per ogni bambino che
inizia a giocare all'oratorio e per quei pochi - in
proporzione - che riescono a salire i gradini del
professionismo.
E la Serie B ha dimostrato in questi anni di "subire" il fascino emozionante e irresistibile della
Nazionale Italiana, in tutte le sue declinazioni,
dalla maggiore alle Under, rappresentando una
tappa di un percorso di crescita professionale del quale oggi sono brillanti interpreti Zaza,
Immobile, Verratti e Florenzi, e, insieme a loro,
tanti altri ragazzi pronti per una prossima convocazione italiana, che nel nostro Campionato si
sono formati e si stanno formando come uomini e come atleti.
Questo è lo spirito con il quale abbiamo accolto a Milano, nella casa della nostra Lega, il CT
Azzurro Antonio Conte e i mister dell'Under 21
Di Biagio, dell'Under 20 Evani e dell'Under 19
Pane, insieme ai Tecnici e ai Preparatori Atletici
dei nostri 22 Club e a Massimo Piscedda che
da quattro anni guida brillantemente con il suo
staff la rappresentativa di Lega B ITALIA.
Sono state più di due ore di confronto che nessuno aveva voglia di chiudere, per ascoltare
Conte ed esprimere un pensiero, un'opinione,
BUON CAMPIONATO!
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DALLA STESSA PARTE
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una proposta. Comunque, per dimostrare di
voler remare dalla stessa parte, per trovare elementi comuni sui quali far leva per migliorare,
per offrire un'idea di calcio e un'idea di gioco in
grado di recuperare proficuamente un'identità
che spesso l'inseguimento di modelli stranieri
ha quantomeno offuscato e confuso.
Mi è piaciuto sentir parlare di cultura del lavoro,
di fatica, di intensità nella preparazione come
presupposto dell'intensità nella competizione.
Per arrivare in Azzurro è necessario che questi
"ingredienti" si combinino con la qualità tecniche - e non solo - dei ragazzi, guidati dai rispettivi maestri, gli allenatori ai quali è affidato un
compito difficile e affascinante al tempo stesso.
E noi siamo pronti a prenderci, sempre di più e
meglio, tutte le responsabilità per fare la nostra
parte, per aiutare i giovani a crescere, per raggiungere obiettivi di squadra e individuali.
A proposito di obiettivi di squadra, a metà del
prossimo mese di giugno la nostra Under 21
scenderà in campo per confermare il prestigioso secondo posto dell'ultimo Europeo e, magari migliorarlo, ma soprattutto per conquistare la
qualificazione ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016, che per noi della B rappresentano molto più di un Mondiale.
Tutti i nostri 22 Club, impegnati in questi ultimi entusiasmanti quattro mesi di Campionato,
sono disposti a mettere Gigi Di Biagio e il Club
Italia nelle migliori condizioni per competere al
meglio. Forza, avanti, insieme!
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B MAGAZINE
IL CALENDARIO
Tutte le partite di febbraio
5 / IL CALENDARIO DEL MESE
Tutte le partite di febbraio
6 / IL COMMISSARIO
TECNICO INCONTRA
GLI ALLENATORI
CONTE: «DA VOI PASSA IL FUTURO»
Alberto Monguidi
6
25ª GIORNATA
Trapani- Carpi
Avellino - Latina
Crotone - Bologna
Frosinone - Virtus Lanciano
Livorno - Bari
Modena - Catania
Pescara - Cittadella
Varese - Pro Vercelli
Vicenza - Perugia
Virtus Entella - Spezia
Ternana-Brescia
26ª GIORNATA
Perugia-Modena
Avellino - Frosinone
Bari - Vicenza
Bologna - Ternana
Carpi - Spezia
Latina - Pescara
Pro Vercelli - Cittadella
Varese - Livorno
Virtus Entella - Trapani
Virtus Lanciano - Brescia
Catania-Crotone
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27ª GIORNATA
Sabato 7 ore 15.00
Brescia - Perugia
Carpi - Virtus Entella
Cittadella - Bologna
Frosinone - Pro Vercelli
Spezia - Modena
Ternana - Latina
Trapani - Varese
Vicenza - Crotone
Bari-Virtus Lanciano
Livorno-Avellino
Pescara-Catania
Venerdì 6 alle 20.30
Domenica 8 alle 18.00
Sabato 14 ore 15.00
28ª GIORNATA
Latina-Trapani
Bologna-Vicenza
Avellino - Ternana
Catania - Frosinone
Crotone - Livorno
Modena - Bari
Perugia - Spezia
Pro Vercelli - Carpi
Varese - Brescia
Virtus Entella - Pescara
Virtus Lanciano - Cittadella
Venerdì 13 alle 20.30
Lunedì 16 alle 20.30
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12 / INTERVISTA A
CRISTIAN BATTOCCHIO
CONTE, CHE SORPRESA!
Gianluca Prudenti
17 / INTERVISTA A
FEDERICO VIVIANI
Sabato 21 ore 15.00
NON CI CREDO!
Cesare Barbieri
22 / IL DIRIGENTE:
STEFANO BORDONE
I CONTI TORNANO
Cesare Barbieri
Domenica 22 ore 12.30
Domenica 22 ore 15.00
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BELLA E CRUDELE
IL FASCINO DELLA “VIAREGGIO CUP”
Gabriele Noli
22
Sabato 28 ore 15.00
Venerdì 27 ore 19.00
n° 7
36 / UNA FAMIGLIA ALLO STADIO
LA PORTA È NOSTRA
Charles Gomis
42 / IL BOMBER: PABLO GRANOCHE
ARIBA ARIBA “EL DIABLO”
Gianluca Prudenti
48 / IL GIOCATORE: ANDREA CATELLANI
SI FATICA CON IL SORRISO
Cesare Barbieri
55 / LA STORIA ANTONINO DAÌ
TRA SOGNO E REALTÀ
Gabriele Noli
61 / SPECIALE CALCIOMERCATO
LA B CAMBIA VOLTO
Cesare Barbieri e Gianluca Prudenti
106 / LA VIGNETTA
GILLET, MA COME HAI FATTO?
Carlo Tarantini
28 / ATTUALITÀ
Sabato 21 ore 18
ARIO
SOMM
gennaio 2015
Venerdì 27 ore 21.00
107 / FERMO IMMAGINE
Luca Pranzini
116 / LEGA SERIE B E SPORTRADAR
SCRIVONO LE REGOLE PER UN GIOCO PULITO
Alberto Monguidi
120 / B SOLIDALE
UN GIORNO PER LA NOSTRA CITTÀ
Alberto Monguidi
124 / LA B IN TV: DANIELE BARONE
THE VOICE
Cesare Barbieri
130 / A MEMORIA D’UOMO
AVELLINO, POKER AL MILAN
Emanuele Giulianelli
134 / LO SPETTACOLO DEI TIFOSI
ALL YOU NEED IS… B
Luca Pranzini
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ATTUALITÀ
CONTE
“Da voi passa
il futuro”
Alla presenza del Presidente Federale Carlo
Tavecchio e del Presidente della Lega Serie
B, Andrea Abodi, il Commissario Tecnico ha
incontrato gli allenatori. Sono state due ore
molto proficue: Conte ha parlato della sua
metodologia di lavoro, investendo i colleghi di
una grande responsabilità. E segue da vicino
Cristian Battocchio e Federico Viviani.
Antonio
Conte
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Testo di Alberto Monguidi - Foto LaPresse
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ATTUALITÀ
a sinistra
Andrea Abodi,
Carlo Tavecchio
e Antonio Conte
qui sotto
Cristian Battocchio
e Federico Viviani
«
Oggi abbiamo dato
l’impressione di essere un sistema sportivo che va oltre le categorie. C’è un Commissario Tecnico che guarda
in modo integrato non solo
alle Nazionali, ma vuole interagire con i club per ricondurre il patrimonio sportivo
delle nostre società a recuperare competitività per le nazionali.»
Con queste parole il Presidente Andrea Abodi ha
suggellato una giornata importante per la Lega Serie B,
celebrata il 26 gennaio nella
sede di via Rosellini a Milano, nella quale il CT Antonio Conte, con il Presidente
Federale Carlo Tavecchio,
ha incontrato le 22 società
della Serie B (tutte rappresentate), 18 con l’allenatore della prima squadra.
Presenti all’incontro i tecnici delle Nazionali giovanili:
Luigi Di Biagio (Under 21),
Alberigo Evani (Under 20)
e Alessandro Pane (Under
19) con Maurizio Viscidi
(vice coordinatore delle Na-
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CONTE FA DUE NOMI
Battocchio e Viviani
ANDREA ABODI: «IN
QUESTO MOMENTO
40 RAGAZZI DELLE
NAZIONALI GIOVANILI
UNDER 21, UNDER
20 E UNDER 19,
VENGONO DALLE
NOSTRE SOCIETÀ,
PER CUI ERA GIUSTO
CHE CONTE VENISSE
A PARLARE CON I
NOSTRI ALLENATORI. E'
PROBABILE CHE
GLI INCONTRI ABBIANO
UN SEGUITO.»
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«Volete un nome secco? Ve ne faccio
due: Battocchio e Viviani.» Così il CT
della Nazionale, Antonio Conte, ha
risposto alla nostra domanda su quale
fosse il giocatore della Serie B che stesse
seguendo con maggiore attenzione.
I due sono titolari fissi nell’Under 21
dove il centrocampista della Virtus
Entella vanta 13 presenze e due gol,
mentre quello del Latina 11 gettoni
sempre con due reti. Lusinghiero il
giudizio del CT su Battocchio (lo scorso
anno al Watford, B inglese): «I giocatori
italiani che nelle varie categorie sono
in grado di saltare l’uomo - ha detto ai
colleghi in aula - non sono molti. Uno è
Battocchio, tutti gli altri sono attaccanti».
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ATTUALITÀ
LUCA PRINA:
«NEGLI ULTIMI
CINQUE ANNI VENTI
CALCIATORI CHE
HANNO GIOCATO
IN B SONO ARRIVATI
ALLA NAZIONALE.
QUINDI, ANCHE NOI,
ABBIAMO LA NOSTRA
RESPONSABILITÀ
PER LA CRESCITA
DEL CLUB ITALIA».
zionali) e il Direttore Generale di Lega Serie B, Paolo
Bedin.
LAVORO E SACRIFICIO
Non si è parlato di tattica,
ma di cultura del lavoro e intensità, che consentiranno di
contenere i limiti tecnici che
secondo Conte rappresentano uno dei più grandi divari con il calcio estero. Parlando ai giornalisti, il Presidente Tavecchio ha riportato
le parole di Antonio Conte,
per il quale: «In Italia, nella società italiana in genera-
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le, è venuta meno la cultura del sacrificio e di conseguenza è così anche nel calcio», Tavecchio poi ha proseguito: «Il CT ha illustrato,
a una platea importante, le
sue teorie e la sua linea di lavoro. In particolare ha voluto insistere sulla cultura del
sacrificio, perché ritiene che
negli allenamenti i giocatori
italiani si sacrifichino meno
di quanto avviene all’estero.
Questo, anche a mio avviso,
è un problema non solo del
calcio, ma di tutta la società
italiana, a partire dalla Scuola. Se si continua così, però,
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saremo sempre secondi».
E ancora: «La Federazione
non intende rivolgersi solo
alla Serie A, perché è la categoria nella quale giocano i
migliori calciatori, ma guarda anche agli altri campionati. Non capisco, ad esempio, perché quando serve un
centrale lo si prenda all’estero per farlo giocare una volta e poi mandarlo via, quando si potrebbe puntare su un
giovane».
GIOVANI E ITALIANI
A proposito di italiani e di
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giovani, durante l’incontro
sono stati snocciolati alcuni dati, uno di questi sono i
145.382 minuti giocati dagli
italiani nella scorsa stagione,
il 74% del minutaggio totale.
Il Presidente Abodi ha pure
sottolineato: «In questo momento 40 ragazzi delle nazionali giovanili Under 21,
Under 20 e Under 19, vengono dalle nostre società, per
cui era giusto che Conte venisse a parlare con i nostri allenatori. E' probabile che gli
incontri abbiano un seguito:
sono state due ore intense e
proficue, gli effetti li misure-
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remo nel tempo. Per la giornata ringraziamo la Federazione e Conte».
LE RESPONSABILITÀ
Soddisfatti anche gli allenatori della Serie B. Luca Prina, della Virtus Entella, ha
parlato di Conte come di
una persona: «Che bada al
sodo, cerca il risultato senza
compromessi. Parlando ha
chiarito quali sono le linee
guida del suo operare e ha
sottolineato con forza che
non ha ritenuto l’incontro
una formalità. Negli ultimi
11
cinque anni ben venti calciatori che hanno giocato in B
sono arrivati alla Nazionale.
Quindi, anche noi, abbiamo
la nostra responsabilità per
la crescita del Club Italia».
Walter Novellino, mister
del Modena, con Claudio
Foscarini del Cittadella, è il
più esperto fra gli allenatori della B, suo il compito di
ringraziare Conte che: «Tiene in grande considerazione
la nostra categoria, il vero
serbatoio dei giovani della
Serie A. In B crescono e diventano calciatori, oltre che
uomini».
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INTERVISTA /
CRISTIAN BATTOCCHIO
«Veramente?? Non
lo sapevo, mi hai
colto di sorpresa.
Fa molto piacere
sapere che il CT
della Nazionale
abbia speso delle
belle parole per me:
io credevo che non
mi conoscesse.»
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CONTE,
che sorpresa!
C
Il centrocampista della Virtus
Entella è stupito: “Pensavo
che Antonio Conte non mi
conoscesse”. E prosegue: “La
Nazionale è il sogno di tutti,
ma prima devo pensare alla
salvezza con la mia squadra”.
ristian Battocchio grazie alle
sue ottime prestazioni con la
maglia della Virtus Entella
ha attirato l’attenzione di Antonio Conte. L’italoargentino,
però, rimane con i piedi ben piantati a terra: “Il mio sogno è quello di contribuire alla
salvezza della mia squadra”.
Evidentemente, però, non capita a tutti di
essere nei pensieri del Commissario Tecnico
della Nazionale a soli 22 anni con appena
sei presenze in Serie A e lotti per non retrocedere in Prima Divisione con la tua squadra di club. Cristian Battocchio non si immaginava minimamente tutta questa attenzione...
Cristian ti hanno riferito le parole di Antonio Conte? Secondo lui, in Italia, sei
uno dei pochi capaci di saltare l’uomo...
Testo di Gianluca Prudenti - Foto LaPresse
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INTERVISTA1 / CRISTIAN BATTOCCHIO
LA CARRIERA
CRISTIAN
BATTOCCHIO
Cristian Battocchio è nato a Rosario,
in Argentina, il 10 febbraio del 1992, da
una famiglia di origine italiana (i nonni
sono di Treviso). Dopo essere entrato
nel settore giovanile del Newell’s Old
Boys, viene notato dagli osservatori
dell’Udinese che lo acquistano nel
2009. Dopo due anni in Primavera, fa il
suo esordio in Serie A nel 2011 e gioca
in Europa League l’anno successivo.
All’inizio della stagione è stato 2012-13
è passato al Watford di Gianfranco
Zola, prima in prestito e poi in maniera
definitiva, nel frattempo è diventato uno
dei punti fermi dell’Under 21 di Gigi Di
Biagio. Questa estate la Virtus Entella
ha puntato su di lui e lo ha ottenuto in
prestito dagli inglesi.
«Quando giocavo in Argentina mi piaceva
tantissimo Gago, lo seguivo con il Boca
Juniors, il Real Madrid e anche quando era
alla Roma. Avanzando il mio raggio di azione
ho cominciato a studiare Xavi e Iniesta.»
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«Veramente?? Non lo sapevo proprio e sinceramente mi hai colto di sorpresa. Fa molto piacere sentire queste parole da una persona importante come il CT della Nazionale. Pensa che io credevo che non mi conoscesse nemmeno. Chiaramente lo ringrazio,
queste parole mi serviranno per continuare a
crescere e fare sempre meglio con la maglia
dell’Entella.»
miei nonni sono italiani e io mi sento italiano, mi piace il calcio italiano e qui vivo benissimo. Certo la Nazionale è il sogno di tutti... Chi non ha sognato di indossare la maglia azzurra da bambino?»
Intanto la casacca azzurra dell’Under 21
ti calza a pennello...
«Siamo un gruppo unitissimo, tutti bravi ragazzi, ragazzi educati. In più siamo amici e
quando possiamo cerchiamo di vederci anche fuori dal campo. É una cosa bellissima.
All’inizio non è stato facile, abbiamo anche
rischiato di non qualificarci per gli Europei
UN SOGNO
Quindi non l’hai mai sognata una convocazione con l’Italia dei grandi?
«Ormai sono in Italia da tantissimo tempo. I
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INTERVISTA1 / CRISTIAN BATTOCCHIO
«L’obiettivo è conquistare la salvezza con l’Entella, penso al bene della
squadra e se raggiungeremo l’obiettivo vorrà dire che avrò fatto bene
anche io. E poi vorrei giocare un buon europeo con l’Under 21.»
perché non ci conoscevamo bene. Poi abbiamo capito l’importanza di questa esperienza, abbiamo cominciato a fare quadrato e
tutto il resto è stato naturale.»
Testo di Cesare Barbieri
Non ci
ne invece ho fatto la mezzala, quasi il trequartista e ho cambiato mentalità avanzando il mio raggio di azione. Credo di essere
un giocatore tecnico, mi piace molto giocare la palla.»
CAMPIONATO DIFFICILE
Nella tua carriera hai giocato in Argentina nelle giovanili del Newell’s Old Boys,
in Serie A con l’Udinese e nella Serie B
inglese con il Watford... Come hai trovato la Serie B italiana?
«Prima di arrivare avevo sentito amici e
compagni dell’Under 21 e tutti mi avevano parlato di un campionato duro ed equilibrato: posso confermare che è esattamente
così. C’è un equilibrio assoluto, basta vincere o perdere tre partite di fila per passare
dalla zona playout a quella playoff. É molto
diverso dal campionato inglese in cui magari a metà stagione trovi squadre con 1215 punti: in Serie B è molto difficile segnare, mentre nel calcio inglese vinci una partita 4-0 e poi perdi quella successiva 5-1.
Qui c’è molta più tattica, il calcio è meno
fisico.»
CREDO!
GAGO, XAVI E INIESTA
Il tuo punto di forza?
«L’intelligenza.»
Il tuo punto debole?
«Diciamo che fisicamente non sono un gigante. Facciamo così, sono un po' corto...»
Le parole del
Commissario Tecnico
Antonio Conte hanno
colto di sorpresa anche
il diretto interessato.
Federico Viviani,
centrocampista
centrale del Latina, lo
ringrazia e si augura di
compiere il percorso di
Florenzi e Perin.
Quando eri piccolo a chi ti ispiravi?
«Quando giocavo in Argentina mi piaceva
tantissimo Gago. Lo seguivo col Boca Juniors, con il Real Madrid e poi anche quando era alla Roma. Poi, avanzando il mio raggio di azione, ho cominciato a studiare Xavi
e Iniesta.»
A questo punto la domanda è d’obbligo... Qual è il tuo obiettivo per il 2015?
«L’obiettivo è di arrivare alla salvezza con
l’Entella il prima possibile. Penso al bene
della squadra, di conseguenza se avremo
raggiunto il nostro obiettivo vorrà dire che
avrò fatto bene anche io. E poi vorrei giocare
un buon europeo con l’Under 21.»
Tu che tipo di giocatore sei? Dove ti piace giocare maggiormente?
«Sono nato centrocampista centrale, uno di
quelli che gioca davanti alla difesa. A Udi-
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INTERVISTA2 /
FEDERICO VIVIANI
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INTERVISTA2 / FEDERICO VIVIANI
«È un complimento così bello che quasi non ci credo. Se vuoi la
verità non pensavo che mi avesse visto giocare e che mi conoscesse
a tal punto da esprimere un giudizio così positivo… Sapere che il
Commissario Tecnico ti stima trasmette un entusiasmo incredibile.»
LA CARRIERA
S
Federico Viviani, romano, è nato
a Lecco (dove giocava il padre)
il 24 marzo 1992. A 13 anni entra
nel settore giovanile della Roma
dove gioca con Giovanissimi,
Allievi (allenatore Stramaccioni) e
Primavera (con Alberto De Rossi,
papà di Daniele).
Con l’arrivo di Luis Enrique viene
aggregato alla Prima squadra,
siamo nel 2011, fa il suo esordio in
Europa League (contro lo Slovan
Bratislava) e il 12 dicembre gioca
la prima in Serie A. A fine stagione,
siamo nel 2012, passa al Padova,
squadra nella quale segna pure
una doppietta all’Empoli; inizia il
campionato 2013-14 con il Pescara
e lo finisce al Latina (dove gioca
tuttora), che sfiora la promozione
in Serie A.
Veste la sua prima maglia azzurra
dell’Under 19 nel 2011, esperienza
che conclude con 7 partite e 2 gol.
Quindi, Gigi Di Biagio lo convoca
per l’Under 20, della quale sarà
anche capitano (6 presenze, 1 gol).
Il 25 aprile 2012 c’è l’esordio in
Under 21 (Scozia-Italia 1-4), mentre
il gol lo segna il 6 settembre contro
il Liechtenstein. Cesare Prandelli,
nella primavera scorsa, lo ha
chiamato per uno stage nel quale
sono stati visionati molti giovani
interessanti.
Quindi…
«Per un giovane che scende di categoria per
maturare, non è assolutamente una bocciatura, anzi: la Serie B è una opportunità, per
affacciarsi o riaffacciarsi alla Serie A da protagonisti. Guarda Florenzi e Perin, ma anche Rugani che Conte ha chiamato dopo un
paio di mesi di A.»
Federico, Antonio Conte ha detto che ti
segue con grande attenzione…
«È un complimento così bello che quasi non
ci credo. Se vuoi la verità non pensavo che
mi avesse visto giocare e che mi conoscesse
a tal punto da esprimere un giudizio così positivo… Le sue sono parole alle quali spetta
a me dare futuro, sapere che il Commissario
Tecnico ti stima, però, trasmette un entusiasmo incredibile.»
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FEDERICO
VIVIANI
FLORENZI E PERIN
Il Commissario Tecnico è attento anche
ai giovani che giocano in B, questo è…
«Ti interrompo, perché quando ero alla
Roma, dopo le 6 presenze della stagione di
Luis Enrique, mi è stato detto che mi avrebbero ceduto in prestito per darmi l’opportunità di giocare con continuità. Inizialmente
mi spiacque un po’ perché a farsi avanti erano soprattutto i club di B e non quelli di Serie A, poi, però, ho trovato un campionato
duro, difficile, nel quale gli avversari ti pressano, non ti lasciano ragionare, nel quale per
mettersi in evidenza non è sufficiente solo la
tecnica. E poi: 42 partite sono moltissime,
non c’è tregua…»
orpresa. Stupore. E gioia. Perché i
complimenti del Commissario Tecnico è sempre bello riceverli. Se sei
giovane e giochi in Serie B, poi è
ancora più bello. Federico Viviani è un centrocampista centrale, l’uomo che
fa partire l’azione, che detta i tempi di gioco, ma a Latina, come a Padova due anni fa,
è anche quello che calcia corner e punizioni, sintomo di piedi buoni, fiducia dell’allenatore e grande rispetto da parte dei compagni di squadra (soprattutto i più anziani). Il
suo esordio in Serie A non è assolutamente
banale: Roma-Juventus, in campo dal primo
minuto; Luis Enrique sulla panchina giallorossa, Antonio Conte su quella della squadra
che ha fine avrebbe vinto lo scudetto.
Cosa ti è mancato in questi anni, questo
è il terzo in B, per tornare in A?
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INTERVISTA2 / FEDERICO VIVIANI
«L’Under 21 è diversa
dalla Serie B, le squadre
giocano molto la palla, c’è
la ricerca del possesso,
si è più propensi a fare la
partita. Potrei dirti che il
modello di calcio dell’Under
21 è molto europeo, non si
gioca sull’avversario, ma
ognuno vuole esaltare le
proprie qualità. In B c’è più
tatticismo… Tutto, però,
serve a crescere.»
«Fisicamente non sono superman, non sono
molto alto, quindi sto lavorando molto per
migliorare sempre più forza e resistenza, senza perdere le mie peculiarità. L’intensità, i ritmi della serie A sono superiori a quelli della B, è questa la via che devo seguire per essere pronto a fare in Serie A ciò che faccio
qui a Latina.»
modello di calcio dell’Under 21 è un modello molto europeo, nel quale non si gioca sull’avversario, ma ognuno cerca di esaltare le proprie qualità. In B, invece, è diverso, perché più tatticismo… Tutto, però, serve a crescere.»
Deve essere anche il pensiero di Conte!
«Non per piaggeria, ma con Carlo Ancelotti, è senza dubbio il miglior allenatore italiano e di crescita di calciatori se ne intende parecchio, guarda come ha lavorato con Pogba. Conte nei tre anni alla Juventus ha fatto
cose strepitose: tre scudetti, ma non solo vedere giocare la sua Juve era un piacere, l’an-
SERIE B E UNDER 21
E l’Under 21?
«È diversa dalla Serie B, le squadre che si affrontano con l’Under 21 giocano molto la
palla, c’è la ricerca del possesso, sono più
propense a fare la partita. Potrei dirti che il
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no scorso con i 102 punti a dimostrato che
bisogna giocare sempre per vincere.»
solo in classifica, ma anche nel morale. Ma
non si può passare dal sogno dell’anno scorso all’incubo di questo.»
Federico, il tuo Latina, in questo momento è in difficoltà. Cosa fare per lasciarsi
alle spalle la zona retrocessione?
«Il nostro è un ottimo gruppo e neppure noi
ci capacitiamo di quanto è successo nel girone di andata. Il mercato di gennaio ha un
po’ rivoluzionato la squadra, vedo tanta gente che ha voglia di allenarsi e di dare tutto,
sono fiducioso. Ecco, noi dobbiamo credere maggiormente in noi stessi, purtroppo abbiamo perso molti punti negli ultimi minuti di partita e nel recupero, questo pesa non
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A proposito di sogno. A giugno c’è l’Europeo Under 21!
«Credimi, manca ancora molto tempo, c’è
quasi un girone di ritorno da giocare e soprattutto una salvezza da raggiungere. Una
volta ottenuta la salvezza penseremo all’Europeo 21, alla qualificazione alle Olimpiadi di Rio. A tutto… ma come ha dimostrato Antonio Conte con la Juve, ora dobbiamo
essere concentrati solo sulla prossima partita.»
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IL DIRIGENTE / STEFANO BORDONE
I CONTI
tornano
Il direttore generale della Pro Vercelli spiega come sia
possibile mantenere in equilibrio costi e ricavi della società.
Come contenere le spese e investire sul settore giovanile;
mai mischiare l’attività sportiva con quella finanziaria.
Testo di Cesare Barbieri - Foto LaPresse
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tefano Bordone amministra la
“cassaforte” della Pro Vercelli:
il presidente Massimo Secondo
stabilisce il budget e lui, che oltre a occuparsi delle “bianche casacche”, lavora nella società del numero
uno del club, deve vigilare che non si sfori. Quello di Bordone, direttore generale, è
un ruolo sempre più portante nelle società sportive, perché non è lecito spendere
Bpiù
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di quanto si incassi esponendo il club
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IL DIRIGENTE / STEFANO BORDONE
A sinistra Stefano Bordone, qui sopra l'esultanza del bomber della
Pro Vercelli Ettore Marchi dopo un gol
IL BUDGET
Da quanti anni si occupa di calcio?
«Da nove anni, da quando il presidente Massimo Secondo ha rilevato la Pro Belvedere
Vercelli società che ha raggiunto il professionismo, poi davanti alla possibilità di un possibile fallimento della Pro Vercelli è stato acquistato il titolo sportivo del club cittadino
che vanta sette scudetti in bacheca. E’ stato un sacrificio economico, ma a Vercelli da
troppi anni mancava un presidente vercellese di nascita.»
a uno squilibrio finanziario che potrebbe costare caro.
Bordone qual è l’errore più facile da commettere quando si amministra una società sportiva?
«Purtroppo è facile mischiare l’attività sportiva con quella finanziaria, si fanno investimenti fino a quando non si centra il risultato che
ci si è prefissati, nulla di più sbagliato. Ci deve
essere un limite oltre il quale non bisogna andare, si rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza del club.»
Come si stabilisce un budget?
«In linea generale in primavera e nella prima parte dell’estate si cerca di chiudere i
contratti di sponsorizzazione per la stagio-
Quindi?
«Bisogna spendere ciò che si ha, le risorse non
vanno assolutamente sperperate.»
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ne successiva, questi sono i ricavi certi a nostra disposizione, poi se si gioca il campionato di Serie B è l’ufficio finanze della Lega
a comunicare la quota spettante dalla vendita dei diritti tv e dagli altri introiti. Direi
che in Serie B c’è meno aleatorietà rispetto
alla LegaPro.»
tanti, ora purtroppo è molto più difficile. Noi
abbiamo dei giovani validi, speriamo che
qualcuno di questi dopo aver esordito in prima squadra ed essersi fatto notare possa interessare a qualche club della serie A. Ad esempio Bunino è stato convocato più volte dall’Under 19, è un ragazzo sul quale puntiamo
molto.»
Perché?
«Perché in LegaPro una quota importante delle entrate si ha attraverso i minutaggi dei giovani, capisce che questo è un dato variabile,
molto variabile.»
A proposito di settore giovanile. Avete
solo ragazzi della zona?
«No, abbiamo una struttura nostra, nella quale ospitiamo 20 ragazzi ai quali garantiamo
vitto, alloggio, studio e insegnanti di sostegno
nel caso ce ne fosse la necessità. Certo, ha un
costo, ma noi crediamo, anche per la presenza di ottimi allenatori nelle giovanili, di poter
LA “CANTERA”
Parliamo di acquisti e cessioni…
«Una volta si potevano muovere cifre impor-
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«Purtroppo è facile
mischiare l’attività
sportiva con quella
finanziaria, si fanno
investimenti fino a
quando non si centra
il risultato, nulla di
più sbagliato. Ci deve
essere un limite oltre
il quale non bisogna
andare, perché si
mette a repentaglio la
sopravvivenza del club.»
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IL DIRIGENTE / STEFANO BORDONE
E quando giocate in casa?
«Non esiste il ritiro prepartita, i giocatori trascorrono la serata prima della gara in famiglia, raggiungono con la loro auto il ristorante
situato nel nostro centro sportivo per il pranzo e poi allo stadio ognuno va come vuole.
Tra il ristornate e lo stadio ci sono 2 km e se
qualcuno vuole fare una telefonata la effettua
in santa pace.»
Sopra
l’amministratore
delegato Fabrizio
Rizzi e il direttore
generale Stefano
Bordone.
LO STADIO
Vercelli è un comune con meno di 50.000
abitanti, quanti sono gli spettatori che vi
seguono allo stadio?
«Diciamo che oltre le tremila presenze, siamo
contenti del dato e sappiamo che abbiamo seguito anche dalla Valsesia, dai paesi limitrofi e
dalla provincia di Pavia, probabilmente se la
squadra dovesse fare ancora meglio di quanto
sta facendo potremmo incrementare di altre
500/800 unità, che sarebbe un numero per
noi veramente straordinario.»
A sinistra
Scavone e Belloni
nella partita
contro il Catania
«Abbiamo una struttura nostra, nella quale ospitiamo 20
ragazzi ai quali garantiamo vitto, alloggio, studio e insegnanti
di sostegno nel caso ce ne fosse la necessità. Ha un costo, ma
per noi la gestione della struttura è un investimento.»
far crescere dei giovani da inserire in prima
squadra. Comunque, la gestione della struttura noi la intendiamo un investimento, non
un costo.»
si deprezzano e chi ha un ingaggio importante difficilmente ha mercato. L’anno scorso siamo stati molto bravi a ricreare uno spirito positivo e a tornare immediatamente in serie B
disputando un campionato straordinario, per
questo dobbiamo complimentarci con tutti, a
partite dal direttore sportivo, Massimo Varini
fino ad arrivare al mister Cristiano Scazzola
che al primo anno di guida della Prima squadra ha dimostrato di essere un grande allenatore.»
Al termine della stagione 2012-13 siete retrocessi dalla B alla LegaPro, per le finanze di un club è un problema serio!
«Il presidente è stato costretto a mettere ancor
più quattrini di quanti già non ne metta, poiché tutti i giocatori dopo un’annata negativa
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IN CASA E IN TRASFERTA
Come gestite le trasferte?
«La Pro Vercelli ha una struttura molto agile,
io e Antonino Avarello, segretario generale, lavoriamo insieme da sei anni mentre il team
manager, Matteo Cagliano è con noi da tre
stagioni, diciamo che non ci vuole molto a
capirci, tra di noi oltre al rapporto lavorativo esiste anche un grande rapporto di amicizia e stima A seconda delle situazioni si utilizza l’autobus, il Frecciarossa oppure si vola
con compagnia low-cost, non effettuiamo voli
charter. Da questo punto di vista i giocatori
quando arrivano a Vercelli si integrano immediatamente in quella che è la nostra dimensione e devo dire che gli apprezzamenti da parte
loro non si fanno attendere.»
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Lo stadio “Silvio Piola” è…
«Un gioiellino, da ogni settore la visibilità è
ottima e per noi è un vero vanto, purtroppo
ha una capienza limitata e se dovessimo confermare la categoria dovremo procedere ad un
ampliamento nel quale ci guiderà “BFutura” la
struttura che da capo alla Lega.»
Avete attuato promozioni particolari per
i tifosi?
«Sì, per i ragazzi le 19 partite in curva costano
50 euro, circa 2,50 euro a gara. Giusto così,
andava fatto per avvicinare sempre più i giovani alla nostra categoria. La televisione mostra
le prodezze di Ronaldo, Messi, del Bayern Monaco e del Chelsea, però ci siamo anche noi.»
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ATTUALITÀ
TORINO - SANTOS LAGUNA
SI GIOCA DAL 2 AL 16
FEBBRAIO, IL RITMO
È MASSACRANTE, MA
PER UNA SQUADRA
PRIMAVERA, VINCERE IL
“VIAREGGIO” EQUIVALE
A UNO SCUDETTO. DI
QUI SONO PASSATI
TANTI CAMPIONI:
BONINSEGNA, ZOFF,
PULICI, BARESI,
BAGGIO, VIALLI,
BATISTUTA E
SCHWEINSTEIGER.
LA SERIE B È
RAPPRESENTATA
DA: BARI, BOLOGNA,
LIVORNO, PESCARA,
SPEZIA E VICENZA.
BELLA E
CRUDELE
Il fascino della
“Viareggio Cup”
L
a mission della “Viareggio
Cup”, che si gioca dal 2 al
16 febbraio, si sposa perfettamente con quella della Serie B, per questo la partnership tra il Centro Giovani Calciatori (la società che organizza il torneo
Testo di Gabriele Noli - Foto: LaPresse
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ATTUALITÀ
di calcio giovanile, la cui prima edizione risale al 1949)
e la Lega è nata spontaneamente.
I CAMPIONI
Il presidente Andrea Abodi,
sin dall’inizio del suo mandato, ha strizzato l’occhio
a tutte quelle manifestazioni in cui lanciare le promesse del pallone italiano e valorizzare i vivai è una priorità
assoluta. Un contesto ideale,
la “Viareggio Cup”. Un tor-
neo da cui sono passati quelli che venivano considerati potenziali campioni e che
poi campioni sono diventati davvero: Mazzola, Boninsegna, Facchetti, Zoff, Scirea,
Rossi, Pulici, Vialli, Baresi,
Del Piero, Baggio, Cannavaro, Buffon, Totti, Nesta, Pirlo sino ai più recenti Balotelli e Immobile (recordman alltime di reti assieme a Renzo
Cappellaro). Questi i nomi
più importanti, ma ce ne sarebbero molti altri da menzionare:Gabriel Batistuta e i
campioni del mondo Lahm e
Schweinsteiger.
partecipanti erano 5.
Bari e Vicenza sono state inserite nel girone 2; Bologna e
Pescara nel 6; Livorno e Spezia nel 7, con almeno tre incroci tra formazioni di B:
così ha curiosamente stabilito il sorteggio effettuato il 3
gennaio. Il gli incroci potrebbero aumentare, con qualche
match nella fase a eliminazione diretta. Tutto dipenderà da quante squadre riusciranno a superare la “tagliola”
della prima settimana, staccando il pass per gli ottavi (si
OTTO GIRONI
Il torneo, giunto alla 67° edizione, abbraccerà tutti e cinque i continenti con 11 squadre straniere e 21 italiane ai
nastri di partenza. Di queste, 6 appartengono alla serie B. Sono Bari, Bologna,
Livorno, Pescara, Spezia e
Vicenza; un dato in crescita rispetto al 2014, quando i
club del campionato cadetto
Quando vince la B
Sette delle sessantasei edizioni della “Viareggio Cup”
sono state vinte da squadre di Serie B. Sembrano poche ma non lo sono affatto. E’ un torneo che trasuda fascino e che nella sua gloriosa storia ha regalato sorprese inaspettate e favole da ricordare. E raccontare. Come
quella del LaneRossi Vicenza, che oltre mezzo secolo fa
(1954) fu il primo club cadetto a conquistare la “Coppa
Carnevale”. Piegò in finale la Juventus 2-1 e si ripeté
l’anno successivo (2-0 alla Sampdoria). Aveva un fuoriclasse, quella squadra: si chiamava Renzo Cappellaro, segnò in tutto 14 reti. Un record assoluto, eguagliato solo da Ciro Immobile.
Poi, un’astinenza di quarant’anni. Interrotta da quattro affermazioni di squadre di B nel giro di un lustro:
Brescia (1996), Bari (1997), Torino (1998) ed Empoli
(2000). L’ultimo a imporsi fu il Genoa, nel 2007 (2-1 alla
Roma).
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ATTUALITÀ
La Coppa in TV
Per il nono anno consecutivo la “Viareggio Cup” viene trasmessa dalla Rai. Un rapporto, quello tra il torneo e la tv di stato, iniziato nel 1954 (quando fu proposto in diretta il secondo tempo della finale tra Lanerossi Vicenza e Juventus) e che prosegue ininterrottamente dal 2007.
In onda complessivamente (sui canali Rai Sport 1 e 2)
19 match, due al giorno: uno dallo stadio “Dei Pini” di
Viareggio (fischio d’inizio alle 15), l’altro dal campo di
San Giuliano Terme, in provincia di Pisa (ore 17,15).
Partite che saranno visibili anche in streaming sul sito
internet www.raisport.rai.it.
Non solo, perché ogni giorno sono previste notizie e
approfondimenti durante le edizioni del Tg Sport. Inoltre, il vincitore del 7° Golden Boy (riconoscimento assegnato al miglior giocatore del torneo) verrà premiato
durante la “Domenica Sportiva”, si tratta di un premio
vinto nell’ordine da: Marilungo (Sampdoria), Immobile
(Juventus), Dell’Agnello (Inter), Spinazzola (Juventus),
Cristante (Milan) e nel 2014 da Cerri (Parma, attualmente in prestito alla Virtus Lanciano)
qualificano le prime due di
ogni raggruppamento).
ARRIVANO I NOSTRI
Risale al 1997 il primo e
sino a ora unico successo
del Bari (sconfisse in finale 1-0 il Torino). Addirittura due i trionfi del Vicenza
(1954 e 1955, quando ancora si chiamava LaneRossi),
mentre nel 1961 i biancorossi furono battuti nell’ultimo
atto del torneo dalla Juventus. Pugliesi e veneti dovranno affrontare l’Atalanta e i
belgi del Bruges. E’ un gradito ritorno, quello del Bologna (che si aggiudicò l’edizione del 1965, collezionando anche tre ko in finale nel
1963, 1964 e 1973).
«Erano molti anni che non
accadeva e ci tengo particolarmente, perché è uno
dei tornei giovanili più importanti del mondo e ritengo sia il primo passo verso
il rilancio del nostro settore
giovanile, uno degli obiettivi più significativi che ci siamo dati», così parlò il presidente Joe Tacopina una volta ufficializzata la partecipazione del club alla “Viareggio Cup”. Il Bologna troverà
sulla propria strada il Pesca-
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ra allenato dall’ex Campione
del Mondo Massimo Oddo,
oltre alla Roma e agli argentini del Belgrano. Lo Spezia
(girone 7), pur essendo negli
ultimi anni una presenza fissa del torneo, non è mai riuscito ad arrivare in fondo. Se
la vedrà con il Livorno (il cui
stadio, il “Picchi”, ospitò la finale dell’edizione 2011 tra
Inter e Fiorentina di fronte
a quasi 6.000 spettatori, ricordate i rigori parati da Bardi?), il Genoa e il Salitas (Burkina Faso).
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UN FRULLATORE
DI EMOZIONI
Una competizione “sui generis”, la Viareggio Cup. Tante
partite in pochi giorni, con
gli allenatori inevitabilmente costretti a fare affidamento sull’intera rosa. O quasi.
Chi vuole affermarsi nel calcio che conta deve sfruttare al massimo la vetrina della Versilia, con gol d’autore,
giocate raffinate o parate decisive. Ed emulare così i grandi del passato.
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C ALENDARIO V IAREGGIO C UP
GIRONE 1:
GIRONE 2:
MILAN
PSV EINDHOVEN
PALERMO
A.P.I.A LEICHHARDT
GIRONE 3:
ATALANTA
BRUGES
BARI
VICENZA
GIRONE 4:
NAPOLI
HELLAS VERONA
PAKHTAKOR
L.I.A.C. NEW YORK
GIRONE 5:
FIORENTINA
CESENA
CREMONESE
NORDSJAELLAND
FASE ELIMINATORIA
Viareggio (Lu)
INTER-PARMA
San Giuliano Terme (Pi) (ore 17.30)
PALERMO-A.P.I.A. LEICHHARDT
Asciano (Si)
GENK-PRO DUTA
Capezzano (Lu)
ATALANTA-BRUGES
Bisceglie (Bt) (ore 18)
ROMA-BOLOGNA
Altopascio (Lu)
BARI-VICENZA
Santo Spirito (Ba)
BELGRANO-PESCARA
Querceta (Lu)
NAPOLI-PAKHTAKOR
Paganico (Gr)
GENOA-SPEZIA
Sestri Levante (Ge)
HELLAS VERONA-L.I.A.C. NEW YORK
Altopascio (Lu)
BENEVENTO-LIVORNO
Stagno (Li)
FIORENTINA-NORDSJAELLAND
San Giuliano Terme (Pi) (ore 17.30)
TORINO-EMPOLI
Viareggio (Lu)
CESENA-CREMONESE
Lido di Camaiore (Lu)
SANTOS LAGUNA-RAPP. SERIE D
Badesse (Si)
San Giuliano Terme (Pi) (ore 17.30)
MILAN-A.P.I.A. LEICHHARDT
Altopascio (Lu)
PARMA-PRO DUTA
Capezzano (Lu)
PSV EINDHOVEN-PALERMO
Viareggio (Lu)
ROMA-BELGRANO
Viareggio (Lu)
ATALANTA-VICENZA
Andria (Bt)
BOLOGNA-PESCARA
Santa Croce sull’Arno (Pi)
BRUGES-BARI
Santo Spirito (Ba)
GENOA-BENEVENTO
Genova - Stadio “La Sciorba”
NAPOLI-L.I.A.C. NEW YORK
San Giuliano Terme (Pi)
SPEZIA-LIVORNO
La Spezia - Stadio “Ferdeghini”
PAKHTAKOR-HELLAS VERONA
Lido di Camaiore (Lu)
TORINO-SANTOS LAGUNA
Larderello (Pi)
FIORENTINA-CREMONESE
Monterotondo (Gr)
EMPOLI-RAPPRESENTATIVA SERIE D
Quarrata (Pt)
NORDSJAELLAND-CESENA
San Donato di San Miniato (Pi)
MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO ORE 15.00
SABATO 7 FEBBRAIO ORE 15.00
MILAN-PALERMO
San Giuliano Terme (Pi) (ore 17.30)
INTER-PRO DUTA
Querceta (Lu)
PSV EINDHOVEN-A.P.I.A. LEICHHARDT
Lido di Camaiore (Lu)
GENK-PARMA
Altopascio (Lu)
ATALANTA-BARI
Santo Spirito (Ba)
ROMA-PESCARA
Viareggio (Lu)
BRUGES-VICENZA
Barletta (Bt) (ore 18)
BELGRANO-BOLOGNA
Quarrata (Pt)
NAPOLI-HELLAS VERONA
Viareggio (Lu)
GENOA-LIVORNO
Genova - Stadio “La Sciorba”
PAKHTAKOR-L.I.A.C. NEW YORK
Capezzano (Lu)
BENEVENTO-SPEZIA
La Spezia - Stadio “Ferdeghini”
FIORENTINA-CESENA
Quarrata (Pt)
TORINO-RAPPRESENTATIVA SERIE D
San Giuliano Terme (Pi)
NORDSJAELLAND-CREMONESE
Asciano (Si)
SANTOS LAGUNA-EMPOLI
Paganico (Gr)
Sabato, al termine delle partite vengono sorteggiati gli accoppiamenti degli ottavi di finale, con il tabellone in stile tennistico dai quarti in poi.
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TORINO
SANTOS LAGUNA
RAPPRESENTATIVA SERIE D
EMPOLI
………… - ………..
Altopascio (Lu)
………… - ………..
Viareggio (Lu)
………… - ………..
La Spezia - Stadio “Ferdeghini”
………… - ………..
Quarrata (Pt)
………… - ………..
Querceta (Lu)
………… - ………..
Paganico (Gr)
MARTEDÌ 10 FEBBRAIO ORE 17.30
………… - ………..
Monterotondo (Gr)
………… - ………..
QUARTI DI FINALE
VENERDÌ 6 FEBBRAIO ORE 15.00
INTER-GENK
GIRONE 8:
GENOA
BENEVENTO
SPEZIA
LIVORNO
(In caso di parità al 90’ di calciano i rigori)
MARTEDÌ 10 FEBBRAIO ORE 15.00
GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO ORE 15.00
MILAN-PSV EINDHOVEN
MARTEDÌ 3 FEBBRAIO ORE 15.00
GIRONE 7:
ROMA
BELGRANO
BOLOGNA
PESCARA
OTTAVI DI FINALE
LUNEDÌ 2 FEBBRAIO ORE 15.00
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GIRONE 6:
INTER
GENK
PRO DUTA
PARMA
San Giuliano Terme (Pi)
(In caso di parità al 90’ di calciano i rigori)
………… - ………..
GIOVEDÌ 12 FEBBRAIO ORE 15.00
La Spezia - Stadio “Ferdeghini”
………… - ………..
Viareggio (Lu)
GIOVEDÌ 12 FEBBRAIO ORE 17.30
………… - ………..
Altopascio (Lu)
………… - ………..
San Giuliano Terme (Pi)
SEMIFINALE (In caso di parità al 90’ di calciano i rigori)
SABATO 14 FEBBRAIO ORE 15.00
SABATO 14 FEBBRAIO ORE 17.30
…………. - …………. Viareggio (Lu)
…………. - …………. San Giuliano Terme (Pi)
FINALISSIMA (In caso di parità al 90’, tempi supplementari, poi calci di rigori)
LUNEDÌ 16 ORE 15.00
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…………. - …………. VIAREGGIO (LU)
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UNA FAMIGLIA
ALLO STADIO
Al centro
la prima
comunione di
Maurice, con
papà Charles,
mamma Anne
Marie, Lys e
Alfred. Nella
foto a lato
David, che oggi
ha quattro anni
Charles Gomis racconta la sua
famiglia fatta di tre figli portieri
e di un quarto che promette
bene: Alfred che dopo aver
giocato a Crotone, quest’anno
è ad Avellino, mentre Lys dal
Torino è passato al Trapani.
In attesa di Maurice, 17 anni
e… David che a quattro anni si
rotola sul pavimento di casa.
LA PORTA
È NOSTRA
Testo di Charles Gomis
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B MAGAZINE
“
Quando uscendo
dal campo dopo una
buona partita con le giovanili
del Torino mi dicevano:
“Papi hai visto che parate?”
io ho sempre risposto: “Non
hai ancora fatto niente”
UNA FAMIGLIA
ALLO STADIO
≠
a meno di 100 chilometri da Torino, dove
i miei figli, dopo aver giocato nella squadra
della nostra città, hanno fatto il settore giovanile. Immagino pensiate che la nostra sia
una strana storia, tre figli, perché io ci metto anche Maurice di 17 anni, tutti portieri, in
attesa di vedere se anche David, che a casa si
rotola a terra per imitare i fratelli seguirà le
loro orme. Beh, di sacrifici ne abbiamo fatti tanti: al pensionato del Torino si ha accesso solo quando si gioca nella categoria Allievi, così il percorso Cuneo-Torino, in treno
o in macchina, è diventato una consuetudine, anzi quando Lys giocava con Matteo Lerda, figlio di Franco, ero io ad accompagnarli tutti e due.
C
onosco “B Magazine”, perché un
pomeriggio mentre accompagnavo Alfred all’aeroporto gli suona
il telefono, è l’ufficio stampa dell’Avellino: “Hai vinto il premio per la miglior
parata del mese” dicono dall’altra parte.
Vedo il sorriso di mio figlio, la prima frase con un po’ di imbarazzo, poi si volta verso di me: “Papà, i lettori di una riLA CARRIERA
vista hanno scelto la mia parata contro
lo Spezia come la più bella”. Avrei voluto rispondergli ciò che gli dico spesAlfred Gomis è nato a Ziguinchor, in
so: “Non hai ancora fatto niente, ma
Senegal, il 5 settembre 1993. Cresciuto
questa volta non ci sono proprio riunel Torino, il 3 luglio 2013 è stato ceduto
scito”.
in prestito al Crotone in Serie B: il 14
ALFRED GOMIS
NUMERI UNO
Alfred ad Avellino, Lys a Trapani,
Maurice al Torino e David di quattro anni a casa, dove c’è mia moglie
Anne Marie alla quale il calcio interessa poco per non dire nulla, ma
è lei a ricevere sempre la prima telefonata dei figli dopo una partita.
Siamo una famiglia senegalese che
abita in Italia dal 1988, a Cuneo,
B MAGAZINE
NON HAI FATTO NIENTE
Per capire come viviamo oggi la Serie B di
Alfred e Lys, però, bisogna fare un passo
indietro: a tutti e due ho sempre detto che
ciò che si fa va fatto con il massimo impegno e che, comunque, per affermarsi nello
sport non basta la buona volontà, ma al talento deve associarsi anche un po’ di fortuna. Quando li ho visti svogliati li ho ripresi,
perché, qui a casa, io e Anne Marie di sacrifici ne facciamo. E quando uscendo dal campo dopo una buona partita con le giovanili
del Torino mi dicevano: “Papi hai visto che
parate?” io ho sempre risposto: “Non hai ancora fatto niente”, l’ho detto ai miei primi
due figli, lo dico a Maurice, ma lo dicevo an-
settembre il debutto contro lo Spezia.
Alfred, malgrado questa sia la prima
esperienza al di fuori del settore giovanile,
gioca 39 partite nella stagione regolare
e una nei play-off. Il Torino lo riprende e
gli fa disputare parte della preparazione
estiva con la squadra di Ventura, anzi è in
panchina nei preliminari di Europa League
contro gli svedesi del Brommapojkarna.
Successivamente la cessione in prestito
all’Avellino. Alfred è stato convocato
da Luigi Di Biagio per uno stage di 2 giorni
con l’Under 20 e da Massimo Piscedda per
un’amichevole della B Italia.
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B MAGAZINE
“
Quando Lys e Alfred
con Trapani e Avellino
vengono a giocare vicino
a Cuneo li raggiungo,
altrimenti c’è la tivù, con mia
moglie che esclama: “Ancora
una partita di calcio!”
UNA FAMIGLIA
ALLO STADIO
≠
ce al Toro e poi mi vedevo Alfred con il Crotone. E così è anche quest’anno: quando i
miei due figli con Trapani e Avellino vengono a giocare vicino a Cuneo li raggiungo, altrimenti c’è la tivù, con mia moglie che esclama sempre: “Ancora una partita di calcio…”,
una frase che in casa rimbomba tutta settimana, perché poi è impossibile perdersi anticipi, postici e Coppe…
che agli altri genitori: non basta avere la borsa del Torino per essere un giocatore di calcio. Fino a che fai bene con i coetanei non
si è fatto nulla è dopo che si vede lo spessore del calciatore.
MEGLIO LA PORTA
DELLA CUCINA
L’AUTOMOBILE
Anne Marie non ha mai visto una partita di
pallone, in compenso ha lavato ogni genere di maglie, tute, scaldacollo! Il sabato, se
sono a casa, alle cinque guarda l’orologio,
mi chiede come è andata, anzi come sono
andate le partite, poi se ne torna in salotto,
ad aspettare le telefonate dei ragazzi! Telefonate che non mancano mai durante la settimana: abbiamo insegnato loro a cavarsela da soli, ma la cucina non è propriamente
il loro forte. Se il piatto preferito, il riso con
il pesce, è nella tradizione senegalese e lo sa
fare bene solo la mamma, spesso ci sono telefonate interminabili: le origlio e muoio dal
ridere immaginando cosa possa succedere nella casa di Trapani o in quella di Avellino. Sì, perché spesso vogliono cimentarsi in
qualcosa di più difficile di una pasta o della
carne alla piastra, ma da quanto sento sono
convinto che a loro riesca meglio fare il portiere che il cuoco.
LA CARRIERA
LYS GOMIS
I miei figli a 17 anni hanno iniziato a vivere da soli a Torino, in un pensionato, ma
l’aria di casa l’hanno sempre respirata: li
ho sempre seguiti da vicino, ma nell’estate di due anni fa qualcosa è cambiato a
casa Gomis, quando Alfred ha lasciato Torino per andare a giocare a Crotone. Non
sono servite raccomandazioni particolari, ma su una cosa siamo stati irremovibili: l’auto solo per girare in città, ma
nessun viaggio di 1.000 chilometri attraverso l’Italia. Ho detto: “Alfred, quando vuoi tornare c’è l’aereo. Io ti vengo
a prendere in aeroporto, ma guai se ti
fai Crotone-Torino in macchina”. Ovviamente, con il passaggio in Serie B
abbiamo iniziato anche a registrare le
partite alla tivù, perché lo scorso anno
seguivo da vicino le partite di Mauri-
Lys Gomis è nato a Cuneo il 6
ottobre 1989 ed è cresciuto nel
settore giovanile del Torino, squadra
con la quale ha giocato due partite
la prima in Serie B, la seconda in
A. L’esordio in granata è datato 26
maggio 2012 contro l’Albinoleffe. Il
31 gennaio 2013 Lys passa in prestito
all’Ascoli in B per 6 mesi: il bilancio è
6 presenze con 9 reti subite. Tornato
al Torino, il 30 novembre 2013 debutta
in Serie A subentrando a Padelli, al
52’ della partita pareggiata con il
Genoa. Nell’estate successiva passa in
prestito al Trapani, dove è titolare.
Lys, come Alfred, ha il doppio
passaporto, ed esordisce nella
nazionale del Senegal il 5 marzo 2014
nell’amichevole terminata 1-1 contro
il Mali. E’ stato anche convocato per la
Coppa d’Africa.
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Pablo Granoche
Ariba ariba
“El Diablo”
Pablo Granoche a Modena è
rinato. Dopo essere tornato
in doppia cifra l’anno
scorso con gli emiliani, a
metà campionato ha già
migliorato il bottino della
scorsa stagione. L’attaccante
uruguaiano ha un sogno:
riprendersi la Serie A e
dimostrare di poterci stare.
Testo di Gianluca Prudenti
Foto LaPresse
C
inquantaquattro reti realizzate in
centoquarantanove partite giocate
in Serie B. Pablo Granoche si è
presentato così ai nastri di partenza del campionato, voglioso di migliorare il
suo personale bottino e di aiutare il Modena
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PABLO GRANOCHE
«Mi è sempre piaciuto Batistuta. Da quando
ho iniziato a guardare il calcio è stato il mio
idolo, il calciatore che mi ha colpito di più,
quello al quale ho cercato di ispirarmi.»
a sognare in grande. Dopo aver cambiato sei
squadre in tre anni il trentunenne ha ritrovato
smalto e fiuto del gol in Emilia…
Pablo l’aria di Modena per te sembra avere un effetto benefico…
«Credo che Modena sia una piazza perfetta
per esprimersi al meglio. E’ un posto tranquillo dove si può lavorare bene. Anche la società è solida e ci è sempre vicina. La gente poi
è splendida e dimostra quotidianamente tanto affetto.»
traguardo poi punteremo su altri obiettivi
come l’anno scorso…»
MODENA, PERCHÉ?
Scelta azzeccatissima, a posteriori… Ma
come mai hai scelto proprio Modena? La
conoscevi?
«Mi hanno convinto il presidente Caliendo e
il direttore Taibi perché mi hanno voluto fortemente e mi hanno convinto a scegliere questa città. Sapevo che anche il mister Novellino
mi voleva e ho scelto di venire in una piazza
nella quale sento totale fiducia.»
Fiducia assolutamente ripagata. A questo
punto dove può arrivare il Modena?
«Penso che l’obiettivo sia raggiungere i 50
punti perché il campionato è equilibratissimo. Poi vediamo, spero raggiunto il primo
B MAGAZINE
44
E il tuo traguardo?
«Il mio obiettivo è di continuare cosi: fare
bene per aiutare la mia squadra. Sono in un
bellissimo momento della mia carriera. Qui
ho trovato la serenità che mi era mancata negli anni scorsi e voglio continuare così.»
BATIGOL IL MODELLO
Hai fatto i nomi di quattro grandi attaccanti. Quando eri piccolo avevi un modello a cui ispirarti?
«Mi è sempre piaciuto Batistuta. Da quando
ho iniziato a guardare il calcio è stato il mio
idolo, quello che mi ha colpito di più e a cui
ho cercato di ispirarmi.»
Non è che a furia di segnare arriva anche
un’altra convocazione in nazionale?
«Indossare quella maglia nel 2005 è stato
un sogno. Seguo sempre la nazionale e sono
molto tifoso dell’Uruguay. Però sono anche
realista e so che nell’attacco dell’Uruguay è
quasi impossibile trovare posto. Ci sono dei
mostri come Suarez, Forlan, Cavani ed Hernandez. Sognare, però, non costa nulla.»
Che differenze hai notato tra la Serie B di
quest’anno e quella di quando sei arrivato a Trieste nel 2007?
«Quando sono arrivato c’era molta differenza
tra le prime tre o quattro squadre che puntavano alla promozione e le altre. Ricordo che
il primo anno Bologna, Chievo e Lecce erano un gradino sopra tutte le altre. Ora la Serie
B è molto equilibrata. Non ci sono molte dif-
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ferenze tra chi lotta per la retrocessione e chi
per i playoff.»
Dopo la prima annata a Trieste eri lanciatissimo, poi nel maggio del 2008 ti sei rotto il crociato…
«E’ stato bruttissimo perché mancavano 4
giornate alla fine ero capocannoniere insieme
a Godeas ed ero lanciatissimo. Sono andato
per colpire di testa e cadendo male mi sono
infortunato al ginocchio. Potevo fare un bel
salto ed è stato complicato riprendermi sotto il profilo psicologico. In quei momenti bisogna solo farsene una ragione e lavorare al
massimo per rientrare.»
In Serie A ci sei arrivato comunque, prima
con il Chievo e poi con il Novara...
«Guardando la mia esperienza in Serie A cre-
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B MAGAZINE
PABLO GRANOCHE
«Quando sono arrivato
c’era molta differenza
tra le prime tre o quattro
squadre che puntavano
alla promozione e le altre.
Ora la Serie B è molto
equilibrata, non ci sono
molte differenze tra chi
lotta per la retrocessione
e chi per i playoff.»
LA CARRIERA
PABLO
GRANOCHE
do che le prestazioni siano state all’altezza,
però, mi è mancato il gol. Purtroppo ho pagato questa mancanza. Ho un conto aperto
e sarebbe magnifico poter dimostrare presto
il mio valore in A con il Modena.»
sono conosciuti come i “Diabli rossi”. Quando la Triestina mi ha comprato un giornalista ha detto: “E’ arrivato il Diablo”. Da quel
momento è diventato il mio soprannome. All’inizio non me lo sentivo e non mi piaceva nemmeno tanto. Ora invece sì, perché in
Italia mi chiamano così. Pensa che qualcuno
non mi chiama più nemmeno Pablo.»
Qual è l’attaccante più forte con cui hai
giocato?
«Sergio Pelissier. E’ completo in tutto. Mi ha
colpito il suo approccio alle partite, da lui ho
cercato di imparare il più possibile.»
Ti senti di fare una promessa ai tifosi del
Modena?
«La promessa è quella di lasciare l’anima in
campo ogni sabato per riuscire a completare
il sogno che si è interrotto l’anno scorso.»
Quando Pablo Granoche si è trasformato
nel “Diablo”?
«Prima di arrivare a Trieste giocavo in Messico nel Toluca. Le maglie della squadra sono
tutte rosse per questo in patria i giocatori
B MAGAZINE
I tifosi del Modena possono tranquillamente
vendersi l’anima al Diablo…
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Pablo Granoche è nato a Montevideo il
5 settembre 1983 ha iniziato la carriera
in Uruguay nel Tacuarembó e poi si è
trasferito al River Plate de Uruguay per
il torneo di clausura 2000-2001. Pablo
dimostra il suo valore nel Miramar
Misiones, dove realizza 38 gol in 56
presenze, quindi lo ingaggia il Toluca,
segna due reti e va in prestito
al Veracruz dove segna un solo gol. E’
decisivo il passaggio al Coatzacoalcos
dove si sblocca: 23 gol in 27 partite;
da qui il trasferimento in Italia, alla
Triestina.
Nella prima stagione segna 24 gol, il
Chievo lo acquista e lo lascia ancora
un anno a Trieste (7 reti), prima di farlo
esordire in A (4 gol in due campionati);
nella stagione 2011-12 gioca la prima
parte a Novara in A e la seconda a
Varese in B (0 e 6 reti il bilancio). Quindi
un’altra annata con due maglie: quelle
di Padova e Cesena, che gli fa iniziare
la stagione 2013-14 in Romagna e a
gennaio 2014 lo cede al Modena. Pablo
qui torna a essere “El Diablo”.
B MAGAZINE
IL GIOCATORE
Si fatica
con il sorriso
Andrea Catellani,
alla seconda stagione
allo Spezia, parla
della metodologia di
allenamento adottata
da Nenad Bjelica:
lavoro sempre con palla,
tante partite in spazi
ristretti e competitività
stimolata costantemente.
E i risultati si vedono: la
squadra è in zona play
off e l’attaccante ha
segnato 10 reti nel girone
di andata!
B MAGAZINE
Testo di Cesare Barbieri - Foto: LaPresse
«C
i alleniamo sempre con la palla, tutte le esercitazioni, anche quelle aerobiche
si concludono con il
tiro in porta, con la ricerca del gol. Quella
adottata da Nenad Bjelica è una metodologia di allenamento che si utilizza in tutta
Europa e, io che ho avuto Vincenzo Montella a Catania, vi dico che lavora così anche l’allenatore della Fiorentina.» Sono parole di Andrea Catellani, 10 gol nel girone di andata, una promozione in serie A
con il Sassuolo, alla seconda stagione allo
Spezia.
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B MAGAZINE
ANDREA CATELLANI
«Allenarsi sempre con la palla è bellissimo, ma chi pensa che
non si faccia fatica si sbaglia. Mister Bjelica, inoltre, stimola
costantemente la competitività che è insita in ogni giocatore.»
Catellani, che ha esordito in Serie B a
vent’anni, nel settembre 2008 prosegue:
«Tutto quello che facciamo in allenamento è finalizzato a quanto succede in partita, nei primi giorni della settimana rimaniamo in campo in campo novanta minuti,
mentre il giovedì e il venerdì ci alleniamo
un’ora e dieci. L’intensità è sempre massima, anche perché in partita non si scherza».
LA CARRIERA
ANDREA
CATELLANI
Andrea, immagino che per un calciatore allenarsi sempre con la palla sia molto divertente…
«E’ bellissimo e come ti ho detto è così in
tutta Europa, ma chi pensa che non si faccia fatica si sbaglia. Durante il ritiro invernale, quello tra la fine del girone di andata e l’inizio del girone di ritorno, la sera
ci trovavamo e dicevamo: “Qua ridiamo e
scherziamo, durante l’allenamento ci si diverte, ma alla sera siamo stravolti!”. Sai facciamo tante partite, mister Bjelica stimola
costantemente la competitività che è insita
in ogni giocatore. Non ci sono flessioni o
sprint punitivi per chi perde, il mister lavora sulla nostra testa.»
Andrea Catellani, nato a Reggio Emilia
il 25 maggio 1988, faccia da ragazzino
e parlata simpatica, ha esordito nella
Reggiana in C2 nella stagione 2005-06
(1 gol) e si è affermato nei due anni
successivi, segnando 8 e 6 gol. Il
Catania lo ha acquistato nell’estate del
2008, ma dopo la preparazione estiva lo
ha ceduto in prestito in B al Modena,
dove Andrea gioca due stagioni nelle
quali realizza 7 e 9 reti, contribuendo
alla salvezza della sua squadra. Nel
2010-11 è a Sassuolo, dove segna
4 volte, mentre nella stagione c’è
l’esordio in Serie A con il Catania e il
gol segnato al Parma, in una partita
conclusasi 3-3. Gioca il campionato
2012-13 con il Sassuolo, realizza 6 reti
e conquista la promozione in Serie A;
in estate passa allo Spezia, dove gioca
tuttora.
B MAGAZINE
LA CORSA E IL GIOCO
Dare il massimo in una partita in spazi
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ristretti è più facile che sui 1.000…
«Certo! Quando fai una seduta atletica
spesso inserisci il “pilota automatico”. Mi
spiego: se devi fare i 1.000 metri li fai, corri senza pensare, stacchi il cervello dal fisico, non è negligenza, è normale perché ti si
chiede solo di correre e di percorrere una
distanza in un certo tempo.»
Con la partita?
«In partita bisogna sempre pensare, leggere
la situazione in campo. Se si fa una partitella in uno spazio ristretto a uno o due tocchi, con gli avversari che portano pressione, devi sempre essere attentissimo: mentre
ti smarchi per ricevere palla devi già sapere a chi la darai o cosa farai, va così anche
il sabato in partita. In campo non c’è tempo per smarcarti, stoppare la palla, guardare e decidere cosa fare.»
A chi non si era mai allenato così cosa
avete detto?
«In squadra ci sono anche alcuni giocatori
croati, abbiamo parlato noi con chi non si
era mai allenato così, però capisci che non
è stato difficile far comprendere la bontà della metodologia di lavoro. Fare fatica
divertendosi, per uno sportivo è il massimo.»
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ANDREA CATELLANI
«Con le mie caratteristiche
fisiche attuali mi sento più
seconda punta che esterno.
Nel 3-5-2 parto centralmente
e svario a destra e sinistra,
mi butto nello spazio palla al
piede, vedo sempre la porta.»
SECONDA PUNTA
E poi voi dovete dare il massimo anche
quando viene meno la lucidità.
«Certo, in partita devi tirare dopo tre dribbling oppure calciare dopo una corsa di
trenta metri palla al piede o anche crossare preciso al terzo sprint in pochissimi
minuti… Allenarti con la palla ti abitua a
compiere questi gesti sempre meglio anche
quando sei al limite!»
Andrea nell’andata hai segnato dieci
gol. E dire che sembravi destinato a lasciare La Spezia!
«Questo lo dicevano gli altri, io volevo rimanere: società seria, città nella quale si sta benissimo, pubblico caloroso, perché un giocatore dovrebbe andarsene? Ho affrontato
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il ritiro precampionato come una vera sfida
personale, volevo dimostrare all’allenatore
che non conoscevo, ma sapevo aver allenato nella fase a gruppi della Champions League, che potevo essere utile.»
Ci sei riuscito!
«Manca ancora molto alla fine della stagione, vorrei arrivare a segnare 20 gol, che
dovranno servire a centrare l’obiettivo richiesto dal presidente.»
Cioè?
«Vorrebbe migliorare l’ottavo posto dell’anno scorso, il miglior risultato di sempre dello Spezia in Serie B! Noi daremo
tutto per accontentarlo, per giocare i playoff e poi si vedrà!»
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Io ti ho visto esordire in B con la magia
del Modena: Catellani è tecnico, agile e
resistente alla velocità. Un esterno offensivo completo!
«Dal 2008 a oggi fisicamente sono cambiato parecchio, ho messo dieci chili, ora
amo anche cercare il contatto con l’avversario. Di Francesco, quando ero a Sassuolo, mi ha insegnato molto, partivo da sinistra per puntare la porta. Ora…»
Ora?
«Ora, nel nostro 3-5-2, gioco più da seconda punta e devo dire che con le caratteristiche fisiche che ho questo è il ruolo che più
mi si addice: posso partire centralmente e
svariare a destra e sinistra, buttarmi in uno
spazio palla al piede.»
Allora, obiettivo 20 gol?
«Sì, ma dovranno servirci per…»
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B MAGAZINE
[ LA STORIA ]
Antonino Daì
TRA SOGNO
E REALTÀ
A soli 13 anni il
debutto in Seconda
categoria, poi il
settore giovanile a
Modena. Antonino
Daì, però, ha legato il
suo nome al Trapani:
dall’Eccellenza alla
Serie B con una sola
maglia, quella della
squadra per la quale
tifava da bambino.
Testo di Gabriele Noli
Foto: La Presse
dedicato
al” battimuro”, al Subbuteo, al Jorky-Ball, al Calcetto, al Calciotto, al calcio,
quello giocato, quello parlato, e anche a quello virtuale delle consolle…
Insomma a chiunque piaccia questo fantastico gioco
B MAGAZINE
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C
’è ancora magia in
un pallone che rotola. Non lo crede
chi è convinto che
nel calcio comandi solo chi ha i soldi. Sacrosanta
verità. Ma col denaro non si può
comprare tutto. Non certi valori, almeno. Quelli non hanno un
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B MAGAZINE
[ LA STORIA ]
Antonino Daì
LA CARRIERA
ANTONINO DAÌ
“Stairway to heaven”, per dirla con
una canzone. La scalata verso il
Paradiso calcistico di Antonino Daì
inizia nel 2007, anno in cui si lega al
Trapani. Da qui non si muoverà più.
Partire dal basso per arrivare in alto.
Molto in alto. Un sogno per qualcuno,
un azzardo per altri. Soltanto chi ci
credeva davvero, ha avuto ragione.
Dall’Eccellenza alla serie B, passando
per serie D, Seconda e Prima
Divisione. Nato a Salemi (provincia
trapanese) nel 1984, Daì - terzino
sinistro -, i primi calci al pallone li dà
al Gibellina: a soli 13 anni esordisce
(e segna su rigore) in Seconda
Categoria.
La chiamata del Modena, nel 1999.
Un percorso di crescita che però
non culmina con l’approdo in prima
squadra. Carpi, Boca San Lazzaro
e Alcamo le tappe successive di un
viaggio che lo porterà al Trapani.
Dai dilettanti alla Coppa Italia contro
l’Inter a San Siro. Proprio una bella
favola, quella di “Nino” Daì.
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prezzo e non si comprano in
qualche sessione di mercato. O li hai, o non li hai. La
storia di “Nino” Daì andrebbe raccontata agli scettici. Capirebbero (forse) che giocare
in cinque categorie (mica poche) in otto anni con la stessa maglia può regalare soddisfazioni ed emozioni così intense da essere paragonabili a poco altro. Cosa c’è di
meglio? Un Mondiale, una
Champions League, uno scudetto? D’accordo. E Poi? Poi
basta.
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NOTTE D’INCANTO
Il calcio italiano avrebbe bisogno di molti “Nino” Daì,
non di uno solo. Di giocatori che scelgono una squadra
e che per questa danno tutto
ogni giorno, cercando di crescere e di farla crescere. E, se
possibile, di farla vincere. Nel
2007 il Trapani era in Eccellenza, otto stagioni dopo si
ritrova a disputare il suo secondo campionato di serie B
consecutivo. Oggi come allora, il padrone della maglia
numero 3 è uno solo: Anto-
57
nino Daì. Lui c’era quando i
granata, ripartiti dopo il fallimento, iniziavano la loro risalita nei campetti (in qualche caso l’erba era un miraggio o poco più) dell’Eccellenza. C’era (con la fascia di capitano al braccio) anche il 4
dicembre 2013, contro l’Inter, nel quarto turno di Coppa Italia. Non era una partita
qualunque. Era la più importante della storia del Trapani. Oltre 2.000 tifosi siciliani
invasero pacificamente “San
Siro” attraversando l’Italia da
Sud a Nord. Non se lo pote-
B MAGAZINE
[ LA STORIA ]
«Quando scelsi il
Trapani, non lo
feci guardando
la categoria. La
squadra era reduce
dal fallimento,
da parte della
dirigenza c’era
una grandissima
voglia di riscatto.
E’ una scommessa
vinta, ringrazio la
famiglia Morace per
la stima che mi ha
dimostrato.»
B MAGAZINE
Antonino Daì
vano perdere un evento così.
Una serata storica. Una serata di festa. Per una squadra e
per la sua città.
DALLA TRIBUNA
ALLA FASCIA
Daì passeggia sul viale dei ricordi. Tanti hanno segnato la
sua carriera (i titoli di coda,
quando hai 31 anni, sono
ancora lontani), nessuno,
però, regge il confronto con
quella gara speciale, dove gli
58
avversari si chiamavano Ranocchia, Guarin e Kovacic e
avevano le maglie nerazzurre. Troppa enfasi? Come si fa
a spiegarlo a un ragazzo che
da bambino andava con suo
padre allo stadio a vedere le
partite del Trapani e che poi
di quella squadra è diventato il riferimento, il simbolo,
l’anima? Salemi è il luogo di
nascita, il Gibellina la squadra dove a 13 anni debutta
in Seconda Categoria. Il trasferimento – in piena adolescenza – dalla Sicilia all’Emilia, con la speranza di far diventare quell’ardente e irrefrenabile passione, un lavoro vero. “Nino” compie il
percorso inverso nel 2006.
Tornare a casa non sempre
significa rinunciare ai propri sogni. Un anno all’Alcamo dove conosce Roberto
Boscaglia. Il suo allenatore,
la sua guida, il suo mentore. 2007, il punto di rottura
col passato: Daì sposa il progetto del Trapani. Ambizioso
e magari azzardato. Ma vincente. La favola di “Nino” comincia da qui.
goria. La squadra era reduce
dal fallimento, da parte della
dirigenza c’era una grandissima voglia di riscatto. In sede
si respirava un’aria diversa:
c’erano idee chiare e organizzazione. Dopo otto anni posso dire che è stata una scommessa vinta. Devo ringraziare la famiglia Morace per la
stima che aveva nei miei confronti.»
lizzò un rigore. Un segno
del destino?
«Mister Mario Ippolito mi diede fiducia e mi fece debuttare.
Fu assegnato un rigore al Gibellina, i compagni me lo lasciarono calciare. Anche perché avevamo la vittoria in pugno. Per fortuna andò bene…
(ride, nda). Ma c’è un altro allenatore che vorrei menzionare.»
Daì, è proprio vero: al cuore non si comanda…
«Quando scelsi il Trapani,
non lo feci guardando la cate-
ESORDIO E GOL
Al Gibellina, dove cominciò la sua carriera, esordì in
Seconda Categoria. E rea-
Prego…
«Ivo Pulga. Per me fu fondamentale, ero approdato nel
settore giovanile del Modena:
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mi insegnò molto sia dentro
sia fuori dal campo.»
Poi, in sequenza, Carpi,
Boca San Lazzaro e il ritorno in Sicilia, all’Alcamo. Ed
è qui che conosce Roberto
Boscaglia.
«Ormai ci conosciamo da
nove anni. Il rapporto con
lui è bellissimo: anche quando gioco meno, resto sereno
perché so che ha molta fiducia in me. Rispetto le sue scelte e mi metto a disposizione
del gruppo, aspettando il mio
momento.»
B MAGAZINE
[ LA STORIA ]
«Provai sensazioni
bellissime, quella
sera a “San Siro”.
Giocare quella
gara, per di più
da capitano, fu
una soddisfazione
immensa. Tanto
rispetto per l’Inter,
ma nessuna paura.»
COPPA E VITTORIE
Cosa ricorda con più piacere di quell’Inter-Trapani di
Coppa Italia?
«Provai sensazioni bellissime.
Giocare quella gara, per di
più da capitano, fu una soddisfazione immensa. Tanto rispetto per l’Inter, ma nessuna
paura. Nei giorni precedenti
non vedevo l’ora di scendere in campo, perché ripensavo agli anni dell’Eccellenza,
alle trasferte in cui i tifosi avversari, a volte, ci tiravano le
pietre…»
B MAGAZINE
> SPECIALE CALCIOMERCATO <
Antonino Daì
Una partita speciale anche
per la città di Trapani…
«Quella sera allo stadio c’erano più di duemila tifosi del
Trapani. Lanciarono un segnale fortissimo. Si fecero conoscere ed apprezzare. Noi li
ringrazieremo sempre, perché
sin dall’Eccellenza ci hanno
seguito ovunque, sostenendoci.»
Altri momenti indimenticabili, notte di “San Siro”
a parte?
«Sicuramente la doppietta segnata nel 2007 nel derby col
Mazara, la vittoria nella finale
play-off di Eccellenza col Ricigliano e ovviamente quella di
Cremona che ci regalò la promozione in B.»
Aveva un idolo o una squadra del cuore da bambino?
«Simpatizzo per la Juve, ma a
me è sempre piaciuto Paolo
Maldini. Ricopro il suo stesso
ruolo (terzino sinistro, nda),
per me era un modello.»
Qual è l’avversario più forte contro cui ha giocato?
«Se dicessi Guarin sarebbe
troppo facile. Allora rispondo Mancosu: lo marco tutti
i giorni in allenamento, è un
60
attaccante formidabile. Voglio
citare anche Iunco.»
E’ un terzino col vizio del
gol, recitano i numeri.
Come spiega questa attitudine?
«Mister Boscaglia mi chiede spesso di accompagnare
l’azione, di stare “alto” e cercare il tiro. Già ai tempi del
Carpi segnavo diverse reti.
Ho cercato di affinare la tecnica ogni giorno, lavorando
sui dettagli.»
LA B CAMBIA VOLTO
Testi di Cesare Barbieri e Gianluca Prudenti - Foto LaPresse
L’obiettivo primario del
Trapani?
«Conquistare la salvezza, prima di tutto e il prima possibile. La serie B è un campionato difficile come lo era lo scorso anno. Ci sono alcune squadre che giocano molto bene,
altre che puntano sulla fisicità. Il livello è alto. Bisogna tenere sempre alta la guardia.»
Nella sua vita calcistica
ci saranno altre squadre
dopo il Trapani?
«Io mi auguro di no. Sinceramente vorrei terminare qui
la mia carriera e magari, un
giorno, giocare in serie A con
questa maglia. E’ una speranza, ma non spetta solo a me
decidere…»
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Alle 23 di lunedì 2 febbraio è suonato il “gong” che ha posto fine alle
operazioni di mercato. Così le squadre della Serie B hanno assunto il loro
volto definitivo, quello che ci accompagnerà fino alla fine del campionato
quando conosceremo promosse e retrocesse.
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61
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
MARCELLO
TROTTA
L
MASSIMO RASTELLI
R.ELY
VISCONTI
SCHIAVON
REGOLI
63
µ
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µ µ
µ
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CASTALDO
KONE’
D’ANGELO
PISACANE
µ
µ
62
GOMIS
CHIOSA
µ µ µ
sei mesi in Francia con il
Bastia. Rinforzo di qualità
anche in difesa. Il club irpino,
infatti, ha preso in prestito
Alberto Almici dall’Atalanta.
Il difensore classe ’93
nonostante la giovane età è
già quasi un veterano grazie
alle 80 presenze in serie B con
le maglie di Gubbio, Virtus
Lanciano, Cesena, Padova e
per ultima quella del Latina
nella prima parte di stagione.
Negli ultimi istanti di mercato,
dal Chievo, ma aveva
giocato a Latina la prima
parte di stagione, è arrivato
pure Alessandro Sbaffo,
centrocampista offensivo,
ideale per il 3-5-2.
µ
B MAGAZINE
AVELLINO
ALLENATORE
µ
’obiettivo dichiarato
dell’Avellino è di arrivare
fino in fondo. Che
sia attraverso i playoff o
direttamente, al termine della
regular season i biancoverdi
vogliono la Serie A. E allora
per trovare quella continuità
che per il momento a
tratti è mancata, i dirigenti
della società irpina hanno
optato per acquisti mirati
per rinforzare una rosa già
competitiva.
In attacco Gianmario Comi
e Luigi Castaldo saranno in
ottima compagnia: l’Avellino,
infatti, ha riportato in Italia
Marcello Trotta, in Inghilterra
da sei anni. Il ventiduenne di
Santa Maria Capua Vetere,
uno dei punti fermi dell’Under
21 di Gigi Di Biagio, dopo
5 presenze e un gol con la
maglia del Barnsley nella
serie B inglese, è stato
acquistato dal Fulham,
detentore del cartellino.
Insieme a lui è arrivato anche
Benjamin Mokulu Tempe.
Il venticinquenne congolese
di passaporto belga (due
presenze con l’Under 21
belga prima di scegliere la
nazionale del Congo con
cui ha giocato una volta) è
stato acquistato dal Mekelen,
dopo aver giocato gli ultimi
TROTTA
Esame di maturità per
l’attaccante italiano
che torna in patria
dove per la prima
volta potrà dimostrare
tutto il suo valore.
Dopo essere cresciuto
nel settore giovanile
del Napoli (fino alla
categoria Allievi
Nazionali) sei anni fa
ha scelto di emigrare
per giocare con i
ragazzi del Manchester
City. Da qui la
cessione al Fulham e
tanta esperienza nei
campionati inferiori
inglesi. Ora dopo
aver conquistato Gigi
Di Biagio, spera di
conquistare anche
l’Italia, con la maglia
dell’Avellino.
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
GIULIO
EBAGUA
G
DAVIDE NICOLA
DEFENDI
µ
µ
SALVIATO
MINALA
µ
µ
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DONATI
CAMPORESE
µ
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GALANO
µ
µ
A
DONNARUMM
µ
64
RINAUDO
µ
assolutamente esperti
della Serie B. Un po’ meno
esperto, ma di sicuro
avvenire Nicholas Lentini,
portiere classe ’96, arrivato
dal Torino e deciso a
ricalcare le orme del padre
(attaccante) Gigi.
Il mercato del Bari, però,
non si è fermato qui: Davide
Nicola ha chiesto e ottenuto
il difensore trentunenne
Leandro Rinaudo, che
aveva già lavorato con lui
l’anno scorso, in Serie A a
Livorno, che è arrivato dalla
Virtus Entella in cambio di
Alessandro Ligi.
µ
B MAGAZINE
BARI
ALLENATORE
µ
randi manovre in
casa del Bari. Dopo
una prima parte
di stagione abbastanza
deludente, la società
pugliese ha deciso di
tornare a investire forte
sul mercato per regalare a
Davide Nicola una squadra
capace di far sognare la
città.
Il sogno Cassano per ora
è rimasto tale, ma i baresi
hanno potuto consolarsi
con il ritorno di Nicola
Bellomo, classe ’91, nato
e cresciuto nel capoluogo
pugliese, e protagonista
con i biancorossi dal 2007
fino al 2013. Dal Nac
Breda è invece arrivato
l’ex milanista Kingsley
Boateng: l’attaccante
ghanese, con passaporto
italiano, ha firmato un
contratto fino al 2017.
Altri rinforzi per attacco e
centrocampo sono arrivati
in prestito con diritto di
riscatto dallo Spezia. Il
Bari, infatti, ha ceduto
Alen Stevanovic ai liguri
e in cambio ha portato in
Puglia Osariemen “Giulio”
Ebagua e Pasquale
Schiattarella, due giocatori
A
SCHIATTARELL
65
EBAGUA
BELLOMO
L’attaccante nigeriano
in Serie B (a Varese
è ancora amato da
tutti a distanza di
anni) è una garanzia
e ovunque sia andato
ha lasciato il segno
grazie ai suoi gol: 48
in Serie B realizzati in
133 presenze, esclusi
quelli già segnati con
la maglia del Bari.
L’obiettivo è quello di
riuscire a dimostrare
di poter giocare con
costanza in Serie A (di
fatto fino a oggi solo
sfiorata, 3 presenze
con la maglia del
Catania) e proprio
per la sua “fame” la
società di Paparesta ha
deciso di puntare su di
lui. Se dovesse arrivare
Antonio Cassano,
aggiorneremo queste
righe….
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
MATTEO
MANCOSU
L
DIEGO LOPEZ
µ
COPPOLA
µ
GARICS
MANCOSU
CACIA
µ
OIKONOMOU
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MATUZALEM
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MAIETTA
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CASARINI
µ
µ
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MASINA
µ
definitivo, invece per l’ex
capitano della Sampdoria
che ha salutato Bogliasco
dopo sette stagioni e
mezzo e 259 presenze.
Insieme a loro sono arrivati
in Emilia anche i due
giovanissimi Domenico
Vitale (classe ’96 dal
Catanzaro) e Evans Osei
(classe '97 dalla Juve
Stabia). Giovanissimo
anche M’Baye Ibrahima,
esterno classe ’94 preso
dall’Inter in prestito con
obbligo di riscatto in caso
di promozione, che si è già
fatto notare in serie A con
la maglia del Livorno l’anno
scorso.
µ
B MAGAZINE
BOLOGNA
ALLENATORE
µ
’arrivo della coppia
Tacopina-Saputo che
ha deciso di affidarsi
all’esperto Pantaleo
Corvino per il mercato,
non ha deluso i tifosi del
Bologna. Diego Lopez si
ritrova con una squadra
ancora più forte al termine
della finestra di mercato
invernale.
Dopo aver a lungo
corteggiato Sebastian
Giovinco, finito poi in
Canada, i rossoblù hanno
deciso di puntare su una
garanzia per la Serie B:
il capocannoniere dello
scorso campionato Matteo
Mancosu, preso dal
Trapani. Tre i rinforzi arrivati
dalla Sampdoria: Gianluca
Sansone, Nenad Krsticic
e Daniele Gastaldello. Il
ventisettenne di Potenza,
dopo appena quattro
presenze in blucerchiato
nella prima parte di
stagione ha scelto Bologna
per rilanciarsi, così come
il centrocampista serbo
ventiquattrenne arrivato alla
Samp nel 2012 dall’OFK
Belgrado. Entrambi sono
arrivati in prestito con diritto
di riscatto. Acquisto a titolo
ZUCULINI
67
LARIBI
I ventisei gol realizzati
in quaranta presenze
l’anno scorso gli
sono valsi il titolo di
capocannoniere della
Serie B. Il trentenne,
però, non è stato
assolutamente una
sorpresa visto che
nelle due stagioni
precedenti aveva
segnato 20 gol
nel campionato di
Seconda Divisione
e quindici nel
campionato di Prima,
con la maglia del
Trapani. Tutti numeri
che hanno convinto
il Bologna a puntare
sull’attaccante sardo
che è arrivato in
rossoblù già in doppia
cifra (10 le reti segnate
quest’anno).
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
ANDREA
CARACCIOLO
M
SALVATORE GIUNTA
µ
H’MAIDAT
ZAMBELLI
CORVIA
BENTIVOGLIO
µ
TONUCCI
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µ
µ
ARCARI
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BENALI
DI CESARE
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68
µ
arrivato Denis Tonucci,
che dopo aver giocato
in Francia con la maglia
dell’Ajaccio lo scorso anno
ha disputato la prima parte
della stagione del Modena.
Obiettivo del Brescia? Uno
solo: la salvezza, risultato al
quale tutti credono. La rosa
è adeguata, vedremo cosa
succederà durante il girone
di ritorno.
SCAGLIA
µ
µ
B MAGAZINE
BRESCIA
ALLENATORE
µ
ercato ancora
bloccato per
il Brescia alle
prese con il passaggio di
proprietà del club e con
il rinnovo dello stadio
“Rigamonti”.
I lombardi hanno ceduto
Ruben Oliveira al Latina
e Andrea Razzitti al
Catanzaro, mentre
il difensore Matteo
Boccaccini e l’attaccante
Daniele Ferri (che non
hanno mai debuttato con le
“Rondinelle”) sono andati
in prestito all’Nd Gorica,
società militante nella
massima serie slovena.
Ingaggi in meno da pagare,
che sommati a quelli di
Zambelli, Budel, Corvia
e Caracciolo che si sono
accordati con la società
per spalmare lo stipendio,
hanno consentito al club
di rientrare nei parametri
del tetto salariale. Oltre
alla conferma di Valerio
Di Cesare, il Brescia ha
acquistato in prestito il
brasiliano Victor Da Silva
talentuoso attaccante del
Chievo che ha appena
compiuto vent’anni e,
sempre in prestito, è
SESTU
69
CARACCIOLO
Cuore di capitano.
Cercato da mezza
Serie B e da parecchie
squadre di Serie A,
“l’Airone” ha deciso
senza indugi di
rimanere a Brescia
e di continuare a
lottare con la maglia
delle Rondinelle.
D’altronde non per
nulla l’attaccante
milanese è il re dei
bomber nella storia dei
biancoazzurri e ha già
messo nel mirino i 150
gol con la maglia dei
lombardi. Trattatene
un giocatore simile,
per il Brescia equivale
a un “supercolpo”
di mercato! Anzi, il
“supercolpo” è stato
trattenere praticamente
tutti i giocatori più
importanti della rosa!
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
MARIO
PUGLIESE
R
FABRIZIO CASTORI
PASCIUTI
71
µ
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µ
µ
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STRUNA
PORCARI
µ
SUAGHER
BIANCO
µ
GABRIEL
DI GAUDIO
µ
GAGLIOLO
µ
70
µ
invece riguardato i giovani:
se Matteo Ricci e Valerio
Nava sono tornati alle
società di appartenenza,
rispettivamente Roma e
Atalanta; a Carpi sono
arrivati Antonio Loi dal
Cagliari, Alessandro
Marani dall’Empoli,
Francesco Tahiraj dal
Torino e Lorenzo Rivi dal
Chievo Verona.
LETIZIA
µ
µ
B MAGAZINE
CARPI
ALLENATORE
µ
inforzi mirati anche
per la capolista
del campionato,
il Carpi, che dopo aver
dominato il girone di
andata vuole continuare a
stupire anche nel ritorno
e soprattutto conquistare
la Serie A. In Emilia è
arrivato il centrocampista
ventitreenne Salvatore
Molina dall’Atalanta, che
dopo avere messo insieme
trentasei presenze e quattro
gol con il Modena nel
campionato scorso è sceso
in campo solo quattro volte
in Serie A nella prima parte
di stagione.
Insieme a lui anche il
centrocampista diciottenne
Mario Pugliese, sempre di
proprietà dei bergamaschi
e il difensore ventitreenne
Nicola Pasini, scuola
Genoa ma proveniente
dalla Pistoiese. Chiuso
anche l’affare con il Parma
per il centrocampista
Marco Modolo,
venticinquenne rientrato in
Italia dal Gorica, squadra
in cui giocava in prestito,
dopo aver trascorso
tre stagioni a Vercelli.
Tantissimi movimenti hanno
MBAKOGU
LOLLO
Gli appassionati
lo hanno scoperto
giovanissimo, appena
diciassettenne, Mario
Pugliese era il leader
del centrocampo
azzurro dell’Italia di
Daniele Zoratto ai
campionati Europei
Under 17 persi solo
dopo i calci di rigore
contro la Russia.
Due anni dopo il
centrocampista nato
il 26 marzo 1996
a San Giorgio a
Cremano, giocatore già
paragonato a Gennaro
Gattuso, cresciuto con
il poster di Roy Keane
appeso in camera,
cerca il salto nel calcio
dei grandi: dopo aver
debuttato in Coppa
Italia con l’Atalanta ora
si gioca la sua grande
chance in Serie B.
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
JEAN FRANCOIS
GILLET
G
DARIO MARCOLIN
COPPOLA
µ
µ
SCHIAVI
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µ
µ
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BELMONTE
MANIERO
ROSINA
µ
GILLET
RINAUDO
µ
CECCARELLI
µ
µ
72
MAZZOTTA
µ
del Pescara oltre al giovane
Tommaso Taviani dalla
Roma. Di fatto una squadra
intera.
L’epoca del Catania
argentino è definitivamente
tramontata. Ora starà a
Dario Marcolin (terzo
allenatore stagionale
dopo la doppia gestione
Pellegrino e l’intermezzo
di Giuseppe Sannino)
trovare l’equilibrio giusto e
l’amalgama tra tutti i nuovi
giocatori per rilanciare le
ambizioni della squadra
siciliana che si è trovata
inaspettatamente nei
bassifondi della classifica.
µ
B MAGAZINE
CATANIA
ALLENATORE
µ
randi manovre
a Catania dopo
una prima parte
di stagione a dir poco
deludente. La classifica
cortissima permette ancora
di sognare i playoff anche
se per lunghi tratti i siciliani
sono stati costretti a lottare
per uscire dalla zona
playout.
Il mercato invernale ha
rivoluzionato la squadra:
il terzino sinistro Luciano
Fabian Monzon, il centrale
difensivo German Alexis
Rolin e l’esterno destro
Gino Peruzzi sono finiti
al Boca Juniors (i primi
due in prestito con diritto
di riscatto, il terzo a titolo
definitivo), Nicholas Spolli
è andato alla Roma; Edgar
Cani al Leeds.
In compenso sono arrivati
Jean Francois Gillet
dal Torino, Lorenzo Del
Prete dal Perugia, Manuel
Coppola e Antonio
Mazzotta dal Cesena,
Luca Ceccarelli dallo
Spezia, Raffaele Schiavi
dal Frosinone, Nicola
Belmonte dall’Udinese,
Daniele Sciaudone dal
Bari e Riccardo Maniero
CALAIO’
Il portiere belga può
essere tranquillamente
considerato un lusso
per la Serie B. Dopo
aver difeso la porta di
Monza, Bari, Treviso,
Bologna e Torino,
il trentacinquenne
Jean Francois Gillet
torna a giocare per
la promozione a
distanza di sette anni,
vissuti da assoluto
protagonista in Serie
A. Una sicurezza per
il pacchetto difensivo
dei siciliani che
potrà contare su un
portiere di esperienza
e straordinaria
affidabilità.
SCIAUDONE
73
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
TOMASZ
KUPISZ
CLAUDIO FOSCARINI
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µ
µ
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CAPPELLETTI
RIGONI
KUPISZ
75
SGRIGNA
µ
µ
SCAGLIA
µ
PIEROBON
BUSELLATO
µ
PELLIZER
PAOLUCCI
µ
µ
(quattordici presenze), è
stato prelevato dal Modena,
mentre il secondo è arrivato
dal Parma via Olhanense:
le sette presenze e i due
gol realizzati nella prima
parte di stagione in serie
B portoghese sono il suo
biglietto da visita.
74
BARRECA
µ
µ
B MAGAZINE
CITTADELLA
ALLENATORE
µ
L’obiettivo, come al solito è
quello di rimanere in serie
B e regalarsi la possibilità
di giocarsi l’ottavo
campionato cadetto di fila
(sui nove totali, compreso
quello in corso). Claudio
Foscarini, al decimo
anno sulla panchina dei
veneti, ormai si fa chiamare
“Foscarson”. Come l’ex
manager del Manchester
United, infatti, ormai quasi
ogni anno riesce a centrare
gli obiettivi stagionali in
linea con il budget della
società.
Dopo appena due presenze
con la maglia della
Virtus Entella, l’Udinese
ha girato in prestito
in veneto il difensore
centrale dell’Under 20
Agostino Camigliano.
Dal Chievo è stata ceduta
in prestito l’ala polacca
venticinquenne Tomasz
Kupisz, mentre i rinforzi
principali sono arrivati in
attacco con gli acquisti
(entrambi in prestito)
di Francesco Stanco
e Daniele Bazzoffia. Il
primo, dopo aver giocato
la prima parte di stagione
con la maglia del Pisa
STANCO
É un’ala con il vizio
del gol (lo ha già
dimostrato a Cittadella)
e dopo appena una
presenza in un anno e
mezzo con la maglia
del Chievo è in cerca
di riscatto. Ai tempi del
Wigan e del Jagiellonia
(con cui ha giocato
anche in Europa
League), Tomasz
Kupisz era riuscito
anche a debuttare
con la nazionale
polacca e il sogno,
a 25 anni appena
compiuti, è quello di
attirare nuovamente
l’attenzione del
commissario tecnico
polacco… Ne trarrebbe
vantaggio anche il
Cittadella!
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
VITOR
SABA
C
MASSIMO DRAGO
ZAMPANO
DE GIORGIO
TORREGROSSA
µ
DOS SANTOS
µ
VITOR SABA
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µ
µ
CORDAZ
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SALZANO
FERRARI
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76
µ
Crotone dopo le avventure
del 2011 e delle ultime due
stagioni (parentesi alla Pro
Vercelli) e i due portieri
Dejan Stojanovic del
Bologna e Alex Cordaz del
Parma. Innesti di qualità per
una rosa già competitiva
che Massimo Drago avrà
il compito di far rendere al
meglio.
MARTELLA
µ
µ
B MAGAZINE
CROTONE
ALLENATORE
µ
ampionato di
transizione per il
Crotone che dopo
aver di fatto smantellato la
squadra che l’anno scorso
era riuscita ad arrivare
fino ai playoff (tutti gli
ottimi prestiti richiamati
dalle rispettive squadre) si
è trovata a dover lottare
per la salvezza. La lotta
nelle ultime posizioni è
apertissima e tutto può
ancora succedere, visto
che a metà stagione si
viaggia con un ritmo
pazzesco di un punto a
partita, che negli anni scorsi
avrebbe fatto dormire sonni
decisamente più tranquilli.
Dal Western Sydney
Wanderers, fresco
campione d’Asia, è
arrivato a titolo definitivo
Vitor Saba (già in Italia
in passato con la maglia
del Brescia). Poi per
puntellare la rosa la società
ha deciso di acquistare
altri quattro giocatori in
prestito: Michael Rabusic,
attaccante venticinquenne
della Repubblica Ceca
arrivato dal Verona via
Perugia; Kelvin Matute,
tornato per la terza volta a
CIANO
Dopo una presenza
con il Flamengo, Vitor
Saba è arrivato in
Italia nell’estate 2012
per vestire la maglia
del Brescia con cui ha
disputato 33 partite e
realizzato 3 reti in Serie
B. L’“america”, però
Vitor Saba l’ha trovata
in Australia dove con
il Sidney Wanderers
ha vinto l’AFC
Champions League
giocando 6 partite
nella competizione
continentale. Un
pedigree di tutto
rispetto per un
giocatore di qualità che
ora spera di aiutare il
Crotone a salvarsi.
MATUTE
77
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
ARTURO
LUPOLI
L
ROBERTO STELLONE
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µ
µ
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ZANON
SAMMARCO
DIONISI
µ
µ
RUSSO
µ
PIGLIACELLI
GUCHER
µ
BLANCHARD
SANTANA
µ
µ
78
CRIVELLO
µ
Il ventisettenne è stato
acquistato dal Varese dopo
aver segnato sei reti in
diciotto partite disputate
in questa stagione in Serie
B, mentre il trentatreenne
è arrivato in prestito dal
Genoa, squadra nella
quale non aveva ancora
trovato spazio. Santana,
comunque, è un rinforzo
che abbina qualità a
esperienza, visto che
l’argentino (sette presenze
e un gol in nazionale) torna
in Serie B dopo dodici
stagioni (primo e unico
campionato di B giocato
col Palermo nella stagione
2002-2003).
µ
B MAGAZINE
FROSINONE
ALLENATORE
µ
a strada verso i playoff
sembrava spedita
e priva di intoppi,
ma la frenata degli ultimi
due mesi ha convinto la
dirigenza a tornare sul
mercato, sia in entrata sia in
uscita: Gaetano Masucci
è stato ceduto alla Virtus
Entella, Gianluca Musacci
è tornato al Parma mentre
Davis Curiale è finito al
Trapani per sostituire il
capocannoniere dello scorso
campionato Mancosu.
Dal Pescara è arrivato
il serbo Uros Cosic in
cambio di Andrea Gessa,
ma il mercato in entrata dei
ciociari non si è fermato
certo qui: in porta è stato
confermato il ventunenne
Mirko Pigliacelli, a
Frosinone dall’inizio della
stagione in prestito e ora
acquistato a titolo definitivo
dal Parma, così come il
centrocampista Paolo
Sammarco prelevato dallo
Spezia. Gli ultimi due botti,
però, sono stati messi a
segno nelle ultime ore di
calciomercato: Roberto
Stellone, infatti potrà
contare Arturo Lupoli e
Mario Alberto Santana.
LUPOLI
Il Frosinone ha scelto
Arturo Lupoli per
lanciare l’assalto ai
playoff e alla serie A.
Cresciuto nel settore
giovanile del Parma
(con Giuseppe Rossi),
Lupoli ha deciso di
lasciare l’Italia a soli
17 anni per cercare
fortuna in Inghilterra,
con la maglia
dell’Arsenal. Riportato
definitivamente in
patria dall’Ascoli nel
2009, ha giocato
e segnato in Serie
B fino al gennaio
dell’anno scorso
quando è partito per
l’Ungheria per giocare
nell’Honved Budapest.
PAGANINI
79
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
RUBEN
OLIVERA
T
MARK IULIANO
µ
µ
DI GENNARO
VIVIANI
µ
ANGELO
ODUAMADI
LITTERI
µ
BROSCO
µ
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VALIANI
DELLAFIORE
µ
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µ
µ
80
ALHASSAN
µ
classe ’92 è stato messo
sotto contratto, mentre
Ruben Olivera è arrivato a
titolo definitivo dal Brescia;
in prestito sono a Latina
Soufiane Bidaoui, Nnamdi
Oduamadi e Nabil Jaadi
rispettivamente da Parma,
Milan, e Udinese.
A gennaio un rinforzo,
infine, è giunto anche in
panchina: a Breda non è
riuscito il miracolo dello
scorso anno e la dirigenza
ha deciso di affidarsi a
Mark Iuliano per risollevare
le sorti della squadra.
µ
B MAGAZINE
LATINA
ALLENATORE
µ
antissimi cambiamenti
nel mercato invernale
per il Latina, deciso a
riprendersi dallo shock di
essere passato in sei mesi
dalla finale playoff alla lotta
per non retrocedere.
Sforzini è stato ceduto alla
Virtus Entella in cambio di
Gianluca Litteri. Stefano
Pettinari e Alessandro
Bruno sono andati al
Pescara per Ali Sowe,
mentre Alessandro Sbaffo è
stato ceduto all’Avellino. La
rosa è stata sfoltita anche
con le cessioni di Luca
Ricciardi, che è andato
in prestito al Pisa e di
Marcello Cottafava passato
alla Spal, oltre agli addii
di Almici, Ashong, Rossi e
Petagna, ora a Vicenza.
La dirigenza ha deciso di
puntare su giocatori già
conosciuti e in neroazzurro
sono tornati Masahudu
Alhassan, dall’Udinese
e Stefan Ristovski, dal
Parma, oltre a Giuseppe
Figliomeni che a settembre
era andato in prestito al
Vicenza. Capitolo volti
nuovi: lo svincolato Najib
Ammari, mezzala sinistra
algerina ex Levski Sofia
OLIVEIRA
81
RISTOVSKI
Campione d’Italia
con la Juventus nel
2003, dopo undici
campionati di Serie
A tra Italia, Spagna
e Uruguay, è arrivato
in Serie B lo scorso
anno per vestire la
maglia del Brescia. La
sua carriera parla da
sola: il trentunenne
uruguaiano (anche 18
presenze con la sua
nazionale) è in grado
di fornire alla squadra
di Mark Iuliano
quantità e allo stesso
tempo moltissima
qualità. Ruben
Olivera, che a inizio
carriera era ritenuto
un centrocampista
offensivo, praticamente
un trequartista, ora
ama essere impiegato
come centrocampista
centrale.
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
ALAN
EMPEREUR
I
EZIO GELAIN
DJOKOVIC
µ
µ
µ
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LUCI
µ
µ
www.legaserieb.it
µ
EMERSON
CECCHERINI
JELENIC
APPELT PIRES
µ
MAZZONI
µ
82
EMPEREUR
µ
Cutolo che è tornato al
Pescara per passare alla
Virtus Entella. Il Livorno ha
pure lasciato partire Biasci,
in prestito alla Paganese,
Achille Coser, anche lui
all’Entella e Juan Surraco,
svincolato. Infine, sono
arrivati a titolo definitivo
di due giovani: Fabio
Manfredi dal Margine
Coperta e Fateh Ettajani
dal Cascina Valdera.
µ
B MAGAZINE
LIVORNO
ALLENATORE
µ
l Livorno continua a dare
la caccia al secondo
posto. Per evitare il
post season (anche se
la promozione sarebbe
gradita anche attraverso i
playoff) la società ha deciso
di investire nel mercato
di gennaio, ma solo per
puntellare una rosa già
competitiva che nella prima
parte di stagione è rimasta
stabilmente nelle prime
posizioni del campionato.
Dal Varese sono arrivati
in prestito il portiere Elia
Bastianoni ed Emanuel
Rivas, esploso nel Bari di
Ventura e autore di buoni
campionati di Serie B
nelle ultime stagioni con le
maglie di Hellas Verona e
Spezia. Sempre in prestito,
sono arrivati Gabriel
Appelt Pires dalla Juventus
e Rodney Strasser,
che dopo essersi fatto
le ossa nel Milan e aver
giocato l’anno scorso nella
Reggina, non è riuscito a
ritagliarsi il suo spazio nel
Genoa. Dalla Fiorentina
è giunto il promettente
difensore Alan Empereur a
titolo definitivo. Ha salutato
invece la Toscana Aniello
MOSCATI
83
VANTAGGIATO
SILIGARDI
Alan Empereur nasce
il 10 marzo 1994 a
Ipatinga, stato di Minas
Gerais, in Brasile.
Acquistato da Pantaleo
Corvino nel 2008
gioca nei Giovanissimi
nazionali e poi negli
Allievi della Fiorentina,
fino a diventare un
pilastro della Primavera
e ad affacciarsi in
prima squadra. Dopo
aver fatto benissimo
nella prima parte di
stagione in Prima
Divisione a Ischia, il
Livorno ha deciso di
puntare forte su questo
giovane talento. Visto
quanto fatto di buono
fino a ora, c’è da
credere che possa
essere protagonista.
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
FRANCESCO
FEDATO
F
WALTER NOVELLINO
µ
µ
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GOZZI
SCHIAVONE
NIZZETTO
85
µ
ZOBOLI
µ
PINSOGLIO
SIGNORI
µ
THIAGO CIONEK
µ
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FEDATO
µ
µ
84
MANFRIN
µ
dei romagnoli di Bisoli,
promossi a fine anno,
ma in questa stagione, in
Serie A, non ha trovato
altrettanto spazio. Mercato
attivo anche in uscita: sono
stati ceduti, tutti a titolo
temporaneo: Denis Tonucci
al Brescia, Davide Luppi
alla Pro Vercelli, Wilfred
Osuji al Varese e Francesco
Stanco (era a Pisa) al
Cittadella.
µ
B MAGAZINE
MODENA
ALLENATORE
µ
are il piccolo salto
di qualità per poter
tornare a sognare
traguardi importanti.
Dopo i playoff dello
scorso anno il Modena ci
riprova: sfumato il sogno
di riportare in Italia David
Trezeguet per formare
un super attacco con il
“Diablo” Pablo Granoche,
il presidente Caliendo e il
direttore sportivo Taibi si
sono messi al lavoro per
non far mancare i rinforzi a
Novellino.
Dalla Sampdoria sono
arrivati in prestito
Francesco Fedato e
Stefano Beltrame, in
cerca di una stagione
da protagonista dopo
l’esperienza al Bari dello
scorso anno. Un altro
giovane di belle speranze
con una buona esperienza
per essere subito decisivo
è Luca Garritano,
arrivato dal Cesena. Il
laterale dopo aver vinto
campionato Primavera
e NextGen Series con la
maglia dell’Inter e dopo
aver esordito in prima
squadra, l’anno scorso è
stato una pedina chiave
GRANOCHE
Il Modena si è
assicurato uno dei
talentini dell’Under
21 di Gigi Di Biagio,
arrivato in prestito
dalla Sampdoria. Dopo
aver impressionato
nel Bari, Francesco
Fedato non è riuscito
(per il momento) a
imporsi in Serie A.
Le sue qualità, però,
non si discutono e gli
permettono di giocare
da esterno e da punta.
Il Modena chiede a
Fedato di sfruttare al
meglio questo periodo
per completare il suo
processo di crescita
che potrebbe portarlo
a giocare stabilmente
in Serie A e Walter
Novellino è l’allenatore
ideale per aiutarlo.
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
MATTEO
ARDEMAGNI
L
ANDREA CAMPLONE
µ
PROVEDEL
µ
FARAONI
ARDEMAGNI
µ
GIACOMAZZI
µ
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FOSSATI
PARIGINI
µ
MANTOVANI
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NIELSEN
µ
µ
86
CRESCENZI
µ
esterno e Ahmed Hegazi
dalla Fiorentina, difensore
egiziano di 193 centimetri,
elemento di prospettiva,
sul quale Camplone e il suo
vice Di Cara (ex difensori)
dovranno lavorare.
Spetterà ora all’allenatore
integrare i nuovi acquisti
con chi fino a oggi ha
giocato titolare, perché
il Perugia al momento
ha un paio di alternative
importanti per ruolo.
µ
B MAGAZINE
PERUGIA
ALLENATORE
µ
’entusiasmo per il
ritorno in Serie B
e l’ottimo avvio di
stagione avevano fatto
sognare i tifosi del Perugia,
ma complice i 12 pareggi
la squadra si è assestata
a centroclassifica. Così,
la società, ha deciso
di aggiungere giocatori
importanti per puntare in
alto, molto in alto.
Su tutti sono da segnalare
gli acquisti di Matteo
Ardemagni, attaccante,
due anni fa capocannoniere
del campionato e di Marco
Davide Faraoni, esterno
che fece intravedere
ottime qualità tre anni fa
nell’Inter. Ma non solo,
il Perugia oltre a inserire
questi due elementi,
ha deciso di rinforzare
la difesa con Andrea
Mantovani, centrale che
all’occorrenza può anche
giocare sulla sinistra e a
centrocampo è arrivato
Matti Nielsen, tanto utile
al Pescara di Zeman nella
cavalcata verso la Serie
A. Negli ultimi istanti
di mercato sono giunti
anche Giuseppe Rizzo
dalla Reggina, pure lui un
VERRE
87
LANZAFAME
Matteo Ardemagni,
attaccante, nell’ultimo
anno e mezzo ha
giocato con Chievo,
Carpi e Spezia, senza
brillare particolarmente
(in tutto 4 gol segnati
l’anno scorso a
Carpi), ma il talento
del giocatore non si
discute. Matteo, nelle
stagioni 2009-10 e
2012-13 è andato oltre
le 20 reti, un bottino
importantissimo, al
quale vanno aggiunti
anche i calci di
rigore che spesso gli
arbitri gli concedono.
Ardemagni ha una gran
voglia di dimostrare
tutto il suo talento e
potrà essere utile come
unica punta oppure
accanto a Falcinelli.
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
MARCO
SANSOVINI
P
MARCO BARONI
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µ
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PUCINO
BRUNO
PETTINARI
89
SANSOVINI
µ
µ
FORNASIER
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ARESTI
MEMUSHAJ
µ
SALAMON
BJARNASON
µ
µ
88
ROSSI
µ
compito di partite largo e
accentrarsi: 11 gol l’anno
scorso a Crotone, ma
quest’anno a Latina non
è riuscito a dare tutto
ciò che avrebbe voluto.
Innesto importantissimo
per il centrocampo, invece,
è quello di Alessandro
Bruno, centrocampista
di rottura, capace di
recuperare palloni e
all’occorrenza di impostare,
mentre dal River Plate è
giunto Luciano Abecasis,
esterno destro di difesa di
24 anni, al quale potrebbe
essere affidata la fascia.
µ
B MAGAZINE
PESCARA
ALLENATORE
µ
artito Riccardo
Maniero, attaccante
che aveva segnato
12 gol e capitano della
squadra, il Pescara si è
buttato a capofitto sul
mercato per acquistare
giocatori che consentano
a Baroni di puntare ai playoff.
Se Michele Fornasier,
difensore prelevato dalla
Sampdoria, ha già giocato
a Bologna dimostrando di
poter formare un’ottima
coppia con il polacco
Salamon, nell’ultimo giorno
di mercato la società
abruzzese si è veramente
scatenata. E l’attacco ne
è uscito rivoluzionato e
rinforzato, perché l’arrivo di
Marco Sansovini e quello
di Stefano Pettinari sono
di quelli destinati a lasciare
il segno. Tra Sansovini
e la città è amore, certo
l’attaccante va per i 35
anni, ma i 47 gol segnati
con la maglia del Pescara
e i 136 totali, lo pongono
tra le punte più pericolose
dell’intera Serie B. Stefano
Pettinari, che ha vestito la
maglia di tutte le nazionali
giovanili, invece, avrà il
PASQUATO
Romano, Marco
Sansovini ha rivelato
tutte le sue doti di
bomber nella stagione
2007-08 proprio a
Pescara: 16 gol che
gli valsero il passaggio
in B al Grosseto,
dove fece altrettanto
bene. Poi il ritorno a
Pescara, tre anni, nei
quali Sansovini segnò
poco nella prima
stagione, ma realizzò
11 e 16 reti nelle altre
due, Attaccante molto
abile in acrobazia, può
giocare prima punta,
ma può anche partire
esterno per accentrarsi
e calciare. In questa
stagione ha avuto
qualche acciacco (4 gol
con l’Entella, uno molto
bello a Bologna), ma
con l’aria di Pescara
potrebbe tornare a
essere il giocatore che
tutti conosciamo.
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
GIANLUCA
MUSACCI
D
CRISTIANO SCAZZOLA
µ
RUSSO
µ
FERRI
MARCHI
µ
COLY
µ
www.legaserieb.it
CASTIGLIA
FABIANO
µ
COSENZA
µ
www.legaserieb.it
SCAVONE
µ
µ
90
SCAGLIA
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però rimarrà a Vercelli fino
a fine stagione; inoltre
è stato acquistato Luca
Castiglia, che già gioca con
le “Bianche Casacche”.
Stesso discorso vale
per Nunzio Di Roberto,
proprietario della fascia
destra, che ora è tutto della
società piemontese. Dal
Chievo, era a Monza, è
arrivato il portiere Sergio
Viotti che bene ha fatto
nella prima parte stagione
con Fulvio Pea.
µ
B MAGAZINE
PRO
VERCELLI
ALLENATORE
µ
opo l’ottima stagione
di Prima Divisione,
culminata con la
promozione in serie B e il
girone di andata nel quale
la squadra di Scazzola
ha dimostrato tutto il suo
valore, la dirigenza ha
deciso di intervenire il meno
possibile (anche perché è
inutile fare acquisti non ve
ne è la necessità). Così la
Pro Vercelli ha fatto solo
acquisti mirati: il principale
è l’arrivo di Gianluca
Musacci dal Parma, che
era a Frosinone. Musacci è
un centrocampista centrale,
molto bravo nel dare ordine
alla squadra e, quando è
necessario, non disdegna
la conclusione a rete. Per
l’attacco, dove Ettore
Marchi è la prima punta
e Giacomo Beretta la sua
naturale alternativa, giunge
Davide Luppi dal Modena,
attaccante che lo scorso
anno ha segnato 29 gol
con la Correggese in Serie
D. Gli uomini mercato della
Pro, poi hanno concluso
anche affari importi con la
Juventus, alla quale è stato
ceduto il giovane Bunino
(nazionale Under 19), che
MUSACCI
91
DI ROBERTO
Gianluca Musacci
è un centrocampista
centrale, un regista,
che può giocare sia
nel centrocampo a
tre sia in quello a
quattro. Dopo aver
mostrato tutte le sue
qualità a Empoli, lo
acquistò il Parma, ma
in un anno e mezzo,
in Emilia Musacci
giocò solo 21 partite,
così la decisione di
cambiare squadra per
essere utilizzato con
maggiore frequenza.
Dopo le esperienze di
La Spezia e Padova,
in questa stagione ha
iniziato il campionato
con il Frosinone (15
presenze), prima di
essere ceduto alla Pro
Vercelli, dove potrebbe
trovare spazio anche
sul centrodestra.
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
NENÈ
L
NENAD BJELICA
BIANCHETTI
BAKIC
GAGLIARDINI
µ
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www.legaserieb.it
µ µ
BREZOVEC
VALENTINI
CATELLANI
STEVANOVIC
93
µ
CHICHIZOLA
MIGLIORE
µ
µ
92
PICCOLO
µ µ µ
ha già vinto la Serie B
per due volte con Torino
e Palermo. Stevanovic
ha iniziato l’annata a Bari
(16 presenze, 1 gol) e per
lo Spezia è un acquisto
importante. A centrocampo
va segnalato anche l’arrivo
di Miguel Angel De Las
Cuevas, che giunge a La
Spezia dall’Osasuna, dopo
aver militato anche nello
Sporting Gijon.
µ
B MAGAZINE
SPEZIA
ALLENATORE
µ
o Spezia punta in
alto. E ha ritoccato la
squadra in maniera
importante: l’arrivo di
Nenè dal Verona è senza
dubbio uno degli acquisti
top dell’intero mercato
di gennaio. In Italia dal
2009, prima a Cagliari poi
proprio a Verona (dove
è stato acquistato per
fare il vice-Toni), Nenè si
presenta come uno degli
attaccanti più pericolosi
della categoria. Ma lo
Spezia non si è fermato
qui, anzi! In difesa sono
giunti dal Verona Antonio
Manuel Luna Rodriguez,
che non ha mai esordito
in A, ma lo scorso anno
era all’Aston Villa e
Matteo Bianchetti (era in
prestito a Empoli) che lo
scorso anno ha giocato 9
volte con la maglia degli
“Aquilotti”, mentre dal
Monstar è stato tesserato
il ventiquatrenne Matija
Katanec. Per dare quantità
e qualità alla fascia (può
giocare indifferentemente
a destra o sinistra) è
giunto Alen Stevanovic,
che dopo aver giocato
nelle giovanili dell’Inter,
ANDERSON MIGUEL
DA SILVA
NENE’
Anderson Miguel Da
Silva, brasiliano, per
tutti è Nenè. Attaccante
che Cellino portò a
Cagliari nel 2009, dopo
la conquista del titolo
di capocannoniere nel
campionato portoghese
con 20 gol, più volte è
stato anche osservato
speciale di squadre di
prima fascia del nostro
campionato, ma alla
fine è sempre rimasto
in Sardegna. Prima
punta, molto abile nel
gioco aereo, con la
maglia del Cagliari ha
segnato in tutto 23 gol,
124 partite giocate.
Da Nenè che compirà
32 anni a fine luglio,
la squadra si attende
un grande contributo
in fase realizzativa
e spetterà a lui il
compito di valorizzare
ulteriormente le qualità
di Andrea Catellani
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
FELIPE
AVENATTI
A
ATTILIO TESSER
VITALE
MECCARIELLO
CRECCO
FAZIO
95
µ
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µ µ
µ
www.legaserieb.it
BOJNOV
VIOLA
GAVAZZI
VALJENT
µ
µ
94
BRIGNOLI
FERRONETTI
µ µ µ
buona prospettiva che un
paio di anni fa piaceva
tanto pure al Milan. La
vera campagna acquisti
della Ternana, comunque,
riguarda la valorizzazione
di due elementi come Luca
Crecco, centrocampista
scuola Lazio e Felipe
Avenatti, attaccanti
uruguaiano per il quale
lo scorso anno sono stati
spesi più di 4 milioni di
euro.
µ
B MAGAZINE
TERNANA
ALLENATORE
µ
ttilio Tesser fino
a oggi ha fatto il
massimo. E lo ha
fatto con una rosa che,
sfortunatamente per
lui, non è mai stata al
completo, a causa di una
serie di infortuni. Così, la
dirigenza della Ternana,
ha pensato di non agire,
inserendo solamente un
giovane centrocampista
con attitudini offensive:
Manuel David Milinkovic,
20 anni, prelevato dal
Bask. Infatti, a Terni, si
augurano di avere presto
tutta la rosa a disposizione
per ottenere dapprima una
tranquilla salvezza e poi,
se sarà possibile, puntare
ai play-off. Senza dubbio,
quando l’infermeria sarà
meno affollata, Tesser potrà
scegliere sia chi impiegare
sia il sistema di gioca da
adottare e magari tornare al
4-3-1-2 che tanto gli è caro.
Il vero colpo, la società
umbra, però, lo ha fatto
in uscita, infatti è stato
ceduto a titolo definitivo
alla Juventus (ma la
rimarrà alla Ternana fino a
giugno), il portiere Alberto
Brignoli, numero uno di
AVENATTI
Felipe Avenatti, 21
anni, è giunto l’anno
scorso, ma non aveva
scaldato i cuori dei
tifosi umbri. Dopo la
finale del Mondiale
Under 20 giocata con
la maglia dell’Uruguay,
in molti si attendevano
gol a grappoli, ma
così non è stato.
Quest’anno, invece,
Felipe sembra essersi
veramente ambientato,
segna, fa segnare e
sembra essere uno
dei pezzi pregiati del
prossimo mercato,
quando la società
potrà incassare ben più
della cifra spesa per
cedere questo gigante
di 196 centimetri, che
in questa annata ha già
segnato 7 volte.
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
DAVIS
CURIALE
S
ROBERTO BOSCAGLIA
www.legaserieb.it
µ
µ
www.legaserieb.it
PERTICONE
SCOZZARELLA
BASSO
97
CURIALE
µ
µ
PAGLIARULO
µ
GOMIS
BARILLA’
µ
MARTINELLI
NADAREVIC
µ
µ
96
RIZZATO
µ
quest’anno prestato alla
Virtus Entella per la prima
parte di campionato. Tra
gli “acquisti”, inoltre, va
segnalato anche il portiere
Lys Gomis, che ha gennaio
è stato a lungo assente
perché convocato dal
Senegal per la Coppa
d’Africa.
Questa, comunque, è una
sfida che intriga moltissimo
Roberto Boscaglia,
valorizzare ulteriormente
i giocatori a sua
disposizione. Una sfida che
piace anche a noi: perché
per formare una buona
squadra non è obbligatorio
acquistare grandi nomi.
µ
B MAGAZINE
TRAPANI
ALLENATORE
µ
ono partiti in
direzione Bologna
Matteo Mancosu
(capocannoniere della
scorsa stagione) e Alberto
Rizzo, cessioni che
farebbero, soprattutto la
prima, strappare i capelli a
qualsiasi allenatore.
Così, però, non è stato per
Roberto Boscaglia, che
come sempre si è rimesso
a lavorare sul campo per
trovare una nuova chimica
di squadra che permetta al
Trapani di centrare il primo
obiettivo stagionale, cioè
quello della salvezza. La
società, comunque, non è
rimasta a guardare, sono
giunti un rinforzo per la
difesa, Romano Perticone,
cresciuto nel Milan, con
esperienza anche in Serie
A e l’attaccante Davis
Curiale (9 gol a Frosinone
nella prima parte di
stagione), al quale spetta
il non facile compito di
sostituire Matteo Mancosu.
Inoltre, via Palermo, è
arrivato pure un giovane
attaccante Cephas
Malele con all’attivo
qualche partita in serie B
nella scorsa stagione e
FALCO
Davis Curiale, 27 anni,
nato a Colonia, è cresciuto
nel Palermo, senza
mai debuttare in prima
squadra. La svolta della
sua carriera arriva nel
gennaio 2010, quando
dopo 8 reti segnate con il
Ravenna in Prima Divisione
passa al Cittadella in
Serie B, squadra con la
quale segna tre volte.
Curiale è una prima
punta, ma non sempre
riesce a esprimersi come
vorrebbe, così dopo aver
giocato a Crotone viene
ceduto alla Triestina con
la quale segna 7 reti. La
vera consacrazione, però,
la ottiene a Frosinone:
dopo aver segnato 5
gol nella seconda parte
di stagione (gennaio
2013), l’anno scorso ha
trascinato la sua squadra
in Serie B con ben 12 reti
in 33 partite. Quest’anno
altre 9 segnature e ora
l’esperienza a Trapani.
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
IGNACIO LORES
VARELA
L
STEFANO BETTINELLI
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µ
µ
www.legaserieb.it
FIAMOZZI
BLASI
ZECCHIN
99
LORES VARELA
µ
µ
REA
CORTI
µ
PERUCCHINI
µ
BORGHESE
CULINA
µ
µ
98
ROSSI
µ
di Lores Varela, uruguaiano
di 23 anni, di proprietà del
Palermo, grande tecnica
individuale, ma ancora
poco feeling con il gol (2 in
carriera, uno al CSKA Sofia,
l’altro quest’anno a Vicenza).
Tutto da scoprire, ma le
qualità sembrano esserci,
è Alessandro Capello,
cresciuto nel Bologna,
passato per la Primavera
dell’Inter, a Cagliari nella
prima parte dell’anno.
In porta, invece, partito Elia
Bastianoni, per Bettinelli
ci sarà da scegliere tra
Filippo Perucchini e Mark
Romano Birighitti, 23 anni,
australiano, in prestito dai
Newcastle Jets.
µ
B MAGAZINE
VARESE
ALLENATORE
µ
’ultimo giorno di
mercato passerà
alla storia, perché il
Varese ha veramente mosso
mare e monti: ben nove i
giocatori in entrata, anche
se non tutti hanno la chance
di essere protagonisti in
questa seconda parte di
stagione. E l’intento di tanti
movimenti è stato quello di
puntellare la squadra, così
per la difesa è giunto Marco
Rossi, dal Perugia, esterno
sinistro, bravo a spingere e a
proporsi in avanti, mentre per
il centrocampo allo stadio
“Ossola” si era già visto il
croato dello Spezia, Antonini
Culina, 23 anni, impiegato
solo sei volte da Bjelica in
questa stagione.
Nell’ultima giornata di
mercato, a Varese c’è stato
pure il gradito ritorno di
Wilfred Osuji, nigeriano,
cresciuto nel Milan, che
vanta 56 presenze e 1 gol
in maglia biancorossa tra
il 2009 e il 2011, prima di
intraprendere un viaggio
che lo ha portato a Padova
e Modena. Osuji è un
giocatore che dà solidità al
centrocampo e nei momenti
importanti si fa sempre
sentire. Per l’attacco sono
due gli arrivi: il primo è quello
NETO PEREIRA
Maurizio Zamparini,
presidente del Palermo,
lo ritiene un buon
giocatore, al quale va
data l’occasione di
crescere, maturare.
Così quando lo ha
acquistato dal Defensor
e viste le difficoltà ad
ambientarsi nella nostra
Serie A, Zamparini lo
ha ceduto in prestito
in Bulgaria, al CSKA
Sofia. Attaccante
esterno, che sembra
prediligere l’assist al
gol, Varela è rientrato
in Italia durante l’ultima
sessione di mercato
ed è stato girato al
Vicenza. Dapprima
è stato utilizzato da
Lopez, mentre con
l’avvento di Pasquale
Marino le chance di
utilizzo sono diminuite.
Varela, a Varese, ha la
grande occasione per
trasformarsi da uomoassist a uomo-gol.
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
PASQUALE
MARINO
G
PASQUALE MARINO
µ
BREMEC
µ
SAMPIRISI
COCCO
µ
MANFREDINI
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DI GENNARO
GIACOMELLI
µ
CAMISA
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www.legaserieb.it
CINELLI
µ
µ
100
D’ELIA
µ
in prestito dalla Lazio, è
stato tesserato Leonardo
Spinazzola, scuola Juve,
un’ottima annata a Siena
(quella scorsa) e una
manciata di minuti in Serie
A quest’anno a Bergamo
con l’Atalanta. Un’intuizione
dell’allenatore, spostare
Laverone dalla linea
difensiva a quella offensiva,
ovviamente con particolari
compiti tattici è valso… un
acquisto!
µ
B MAGAZINE
VICENZA
ALLENATORE
µ
li ottimi risultati
ottenuti da Pasquale
Marino, giunto
a Vicenza prima della
gara con il Carpi (esordio
in campionato il primo
novembre), non hanno
portato sconvolgimenti
nella rosa del Vicenza.
Così non si sono sprecate
risorse economiche, ma
si è puntato su calciatori
esperti e giovani di
prospettiva che potranno
essere valorizzati in questa
seconda parte di stagione.
Dal Sassuolo sono arrivati
Thomas Manfredini,
difensore che può giocare
sia esterno sia centrale e
Alessio Vita, attaccante
che ha fatto benissimo a
Monza in LegaPro, ragazzo
di sicuro avvenire. Ma non
solo: per l’attacco è giunto
dal Milan, era a Latina,
Andrea Petagna, uno dei
giocatori che piacciono
tanto ad Adriano Galliani,
anzi, un giovane sul quale
i vertici rossoneri sono
disposti a giurare. Per
rinforzare il centrocampo,
nel quale a Vicenza si punta
parecchio anche sul talento
di casa Sbrissa e Cinelli,
MORETTI
101
DI LAVERONE
E’ stato il vero colpo
di mercato: Pasquale
Marino, allenatore con
vocazione offensiva,
ha mutato volto alla
squadra, soprattutto
con 24 punti in 13
partite ha condotto il
Vicenza in zona playoff. Una zona play-off
addirittura impensabile
al suo arrivo, perché
al momento del
cambio di allenatore,
il Vicenza in classifica
stava soffrendo e
non poco. Marino, ha
fatto il suo esordio
a Carpi 36 ore dopo
essere arrivato in città,
ma dall’allenamento
successivo ha
stravolto l’assetto della
squadra, niente più
difesa a 3, ma linea
a 4. Soprattutto ha
utilizzato il 4-3-3 con il
quale tanto bene fece
prima a Catania e poi
a Udine, dove portò
Di Natale a giocare
da prima punta,
valorizzò ulteriormente
Quagliarella e decentrò
Pepe. Pasquale
Marino, per quanto
visto sul campo, è
stato l’acquisto più
azzeccato!
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
FERDINANDO
SFORZINI
A
LUCA PRINA
µ
PARONI
µ
BELLI
SFORZINI
µ
LIGI
µ
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DI BOTTA
MASUCCI
µ
CESAR
µ
www.legaserieb.it
BATTOCCHIO
µ
µ
102
IACOPONI
µ
partite, senza riuscire
a concretizzare tutte le
occasioni create.
L’arrivo di Achille Coser
dal Livorno non ha mutato
le gerarchi in porta, dove
Andrea Paroni è il titolare
e al centro della difesa ora
c’è una soluzione in più,
perché con l’innesto di
Alessandro Ligi, ci sono
due maglie per tre giocatori
(Russo e Cesar, che hanno
iniziato il campionato da
titolari).
Non c’è che dire, ora la
Virtus Entella è proprio una
bella squadra!
µ
B MAGAZINE
VIRTUS
ENTELLA
ALLENATORE
µ
Chiavari hanno fatto
le cose in grande. La
Virtus Entella esce
dal mercato di gennaio con
un attacco letteralmente
rivoluzionato, perché
le 20 reti segnate in 23
partite non devono avere
soddisfatto in pieno né la
dirigenza né l’allenatore
Luca Prina, che ha ottenuto
un buon bottino di reti dal
solo Mazzarani (5 gol).
Ora il tridente d’attacco
recita: Aniello Cutolo,
Ferdinando Sforzini e
Gaetano Masucci! E c’è
di che sognare per i tifosi,
perché questi tre giocatori,
ai quali si unisce pure
Antonio Rozzi, 21 anni,
prima punta giunta via
Lazio dal Bari, potranno
giocare insieme oppure
l’allenatore potrà decidere
di utilizzare Mazzarani alle
spalle di due punte. O
ancora, perché no, l’Entella
potrebbe addirittura
giocare con il 4-2-3-1
(qui con Troiano tra i due
centrocampisti davanti
alla difesa) e liberare tutto
il potenziale offensivo
di una squadra che
spesso ha giocato buone
VOLPE
103
CUTOLO
Ferdinando Sforzini,
31 anni, è un
attaccante molto forte
fisicamente, dotato
di buona tecnica, che
quando è in buone
condizioni fisiche
diventa difficilmente
marcabile. Quest’anno
ha iniziato la stagione
da titolare a Latina
con Mario Beretta in
panchina, ma una volta
tornato Roberto Breda
alla guida tecnica si
è preferito puntare su
attaccanti agili e non
fisicamente potenti,
comunque in questa
annata ha segnato
4 reti. Sforzini è una
prima punta che ama
il contatto fisico con il
difensore, colpisce di
testa e, all’occorrenza
fa salire la squadra.
B MAGAZINE
> CALCIOMERCATO 2015 <
IL COLPO
ALBERTO
CERRI
I
ROBERTO D’AVERSA
µ
NICOLAS
µ
AQUILANTI
MONACHELLO
µ
TROEST
µ
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PAGHERA
GATTO
µ
AMENTA
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DI CECCO
µ
µ
104
MAMMARELLA
µ
riciclato interno con un vizio,
quello del gol. In avanti la
Virtus Lanciano ha grande
abbondanza, perché tra
le scommesse vinte c’è
pure Gaetano Monachello,
cresciuto nel Parma, ma
svezzatosi in giro per
l’Europa: Monachello, prima
punta, vent’anni compiuti
da poco, ha già segnato 6
gol, che pochi non sono.
Nel reparto offensivo, poi,
non mancano le alternative,
perché oltre a Gatto e
Piccolo, ci sono anche
Thiam e Turchi, che quando
giocano “vedono” la porta.
In attesa del recupero di
Alberto Cerri.
µ
B MAGAZINE
VIRTUS
LANCIANO
ALLENATORE
µ
l mercato di gennaio
è ritenuto da tutti “il
mercato di riparazione”.
E a Lanciano avendo fatto
bene in estate, ancora
meglio in autunno e inverno
hanno deciso di stare a
guardare. Giusto, perché se
sei sicuro che la squadra
sia quadrata, che non
necessiti di inserimenti, allora
conviene stare alla finestra,
non spendere soldi. Così la
dirigenza e l’allenatore hanno
scelto di continuare a dare
fiducia a chi l’ha ampiamente
meritata sul campo,
giocando un ottimo girone
d’andata e guadagnandosi
una delle prime otto
posizioni.
Così anziché andare alla
ricerca di giocatori che
potessero integrare la rosa
ci si è concentrati sulle
certezze di un reparto
difensivo nel quale un
centrale tra Troest, Amenta e
Ferrario è sempre costretto
a rimanere in panchina,
mentre sulla sinistra c’è
Mammarella, dal mancino
mortifero. A centrocampo
non mancano le alternative:
Paghera e Agazzi sono gli
uomini d’ordine, Grossi si è
GROSSI
105
PICCOLO
Nove presenze e quattro
gol prima di infortunarsi
e rimanere a guardare
i compagni (ma presto
rientrerà). Alberto Cerri
non è solo un attaccante
che il 16 aprile compirà
19 anni, è uno dei giovani
più interessanti del calcio
italiano. Alberto, che è alto
194 centimetri e pesa 91
chili, non è uno qualunque,
è un predestinato, un
ragazzo che per via del
fisico ha sempre giocato
con chi aveva qualche
anno in più. Che potesse
fare bene in Serie B lo
pensava, che nelle prime
nove partite segnasse
quattro volte un po’ meno.
A Lanciano lo aspettano,
lo coccolano, lo seguono
e lo aiutano nella sua
maturazione calcistica,
certi del fatto di rendere
un grande servizio a tutto
il calcio italiano. Sì, anche
alla Nazionale.
B MAGAZINE
LA VIGNETTA
Catan
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erugi
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Fermo
BMag Immagine
Ferdinando Sforzini e Davide Di Gennaro
in Latina - Vicenza
LA PARATA
GILLET,
ma come
hai fatto?
L’AUTORE / La vignetta è stata disegnata da Carlo Tarantini,
vignettista e disegnatore sportivo. Per contatto: [email protected]
B MAGAZINE
106
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www.legaserieb.it
107
B MAGAZINE
Fermo
Immagine
Ahmad Benali
> Brescia - Virtus Entella
Fermo
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Richard Marcone
> Vicenza - Trapani
Fermo
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Lorenzo Gonnelli
> Livorno - Brescia
Fermo
Immagine
Jerry Uche Mbakogu
> Varese - Carpi
Fermo
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Giuseppe De Luca
> Perugia - Bari
DALLA LEGA
AL VIA IL PROGETTO
“TUTTO PARTE
DALLA CONOSCENZA,
REGOLIAMOCI”, UN
ACCORDO TRIENNALE
PER LA FORMAZIONE
E LA PREVENZIONE
CONTRO IL MATCH
FIXING DEDICATA
AI 22 CLUB DELLA
SECONDA DIVISIONE
B MAGAZINE
Nella foto La Presse da sinistra
Gianluigi Pocchi, Gianfelice Facchetti,
Andrea Abodi, Marcello Presilla e Paolo Bedin
LEGA SERIE B E SPORTRADAR
SCRIVONO LE REGOLE PER UN GIOCO PULITO
L
a conoscenza è l’arma
migliore contro chi gioca sporco. Ecco perché formazione e prevenzione
sono alla base del progetto voluto dalla Lega Serie B “Regoliamoci. Le regole del gioco pulito” presentato a Milano e realizzato in collaborazione con Sportradar, società
leader nell’analisi dei flussi di
scommesse e nella lotta al match-fixing attraverso i più sofisticati sistemi di monitoraggio.
116
Un percorso formativo di tre
anni strutturato nei dettagli,
che partirà il 4 febbraio con il
Bari per volontà comune del
club e della Lega, e coinvolgerà, tappa dopo tappa, tutto il
mondo della Serie B, dalla prima squadra alle selezioni giovanili, dallo staff tecnico ai dirigenti dei 22 club.
“La Lega Serie B prosegue con
il suo lavoro silenzioso, quotidiano e costante su un tema che
per noi rimane centrale, come
www.legaserieb.it
la credibilità del sistema. Non
trascuriamo la stretta attualità e lavoriamo ogni giorno per
consegnare ai nostri tifosi uno
spettacolo gradevole sportivamente ma credibile eticamente.
Non vogliamo affrontare l’argomento quando occupa gli spazi della cronaca, ma vogliamo fare prevenzione” ha detto
il presidente della Lega Serie B
Andrea Abodi, nel corso della
presentazione del progetto.
“C’è bisogno di una risposta di
www.legaserieb.it
tutti i soggetti coinvolti, che è
fondamentale per garantire credibilità a questo sistema. Nessuno ha piacere ad accendere la
tv o andare allo stadio sapendo che c’è qualcosa di equivoco. Come Lega di B e come club
stiamo facendo tanti sforzi per
responsabilizzare tutte le strutture che caratterizzano il nostro
processo sportivo. Pensavamo,
in futuro, di chiedere il supporto e la collaborazione anche gli
arbitri. Certo con Sportradar arriviamo per ultimi, dopo gli accordi già conclusi con Lega Pro
e Serie A ma questo non crea imbarazzo. Ora il sistema calcistico ha ricompattato tutti i suoi
fronti e siamo soddisfatti di questo impegno comune che è presupposto per l’efficacia del con-
117
trollo e del contrasto. Non c’è
riforma dei campionati, non
c’è tecnologia che tenga se non
si parla di credibilità del nostro sistema: senza questo non
c’è tutto il resto” ha concluso il
presidente Abodi che all’interno del suo intervento ha anche
auspicato il sequestro cautelativo e la confisca dei beni per
chi sbaglia e un supporto alle
concessionarie di scommesse
autorizzate dagli operatori illegali e irregolari.
L’accordo tra la Lega Serie B
e Sportradar ha aggiunto il direttore generale della Lega Serie B Paolo Bedin “viaggia in
parallelo con quello con Uefa e
ci permette di essere informati in modo preventivo sulle situazioni anomale”. “Non solo la
combine, ma anche il semplice
allarme è fondamentale: il fatto di avere preventivamente la
spia che si accende, è un modo
per lavorare sulla prevenzione.
Vogliamo prevenire qualche pagina nera del nostro calcio”.
LE INIZIATIVE
Ogni squadra parteciperà a
una serie di incontri formativi sul tema delle manipolazioni dei match e delle frodi sportive. Grazie a questo progetto, giocatori, dirigenti e addetti ai lavori impareranno a capire a fondo le dinamiche dei
B MAGAZINE
DALLA LEGA
Nella foto La Presse a sinistra la stretta di mano fra
Andrea Abodi e Marcello Presilla
a lato un momento della presentazione de
“Regoliamoci. Le regole del gioco pulito”
“NON C’È RIFORMA
DEI CAMPIONATI,
NON C’È
TECNOLOGIA
CHE TENGA SE
NON SI PARLA DI
CREDIBILITÀ DEL
NOSTRO SISTEMA:
SENZA QUESTO NON
C’È TUTTO IL RESTO”
Andrea Abodi
possibili tentativi di frode, che
cosa si rischia in caso di coinvolgimento diretto, quali sono
le tecniche che le organizzazioni criminali utilizzano per avvicinare i tesserati: una sorta
di lezione di “autodifesa” resa
ancora più efficace grazie alla
visione e all’analisi di episodi
realmente accaduti, tratti dall’esperienza internazionale degli analisti di Sportradar.
Il tour “Regoliamoci: per le
regole del gioco pulito” sarà
condotto dall’avvocato Marcello Presilla, Responsabile
per l’Italia di Sportradar AG,
la società che garantisce, attraverso i suoi sofisticati sistemi
di controllo, il monitoraggio
dei flussi di scommesse su tutte le partite di Serie B e Serie A
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dei 54 Paesi UEFA. Insieme a
lui ci sarà l’avvocato penalista
Guido Camera, legale che assiste la Lega Serie B, quale parte lesa, nei procedimenti penali
di Cremona, Bari e Napoli.
“Non è importante chi ha iniziato prima, è importante il richiamo all’unità. L’intero movimento calcistico combatte pratiche di gioco che portano distruzione nello sport. - ha chiarito
Presilla - Non c’e soltanto il calcio nel mirino delle organizzazioni criminali: il match fixing
fa guadagnare criminali internazionali, ma anche piccole organizzazioni. Il nostro monitoraggio è complesso: analizziamo non solo i dati delle scommesse, ma abbiamo anche i
profili di questi uomini di sport
118
che ci consentono di individuare con anticipo le mele marce,
o soggetti che richiedono un livello di attenzione particolare.
Davanti a situazioni anomale,
informiamo rigorosamente le
autorità sportive: per l’Europa
alla Uefa, in Italia esistono anche accordi con la Lega Pro e la
Serie A, facciamo lo stesso con
gli altri sport. La Uefa ne dà informazione alla Figc, il cerchio
si chiude con il coinvolgimento delle leghe interessate. Questi dati sono patrimonio solo di
un determinato circuito di persone, perché il nostro lavoro di
integrity si basa sulla riservatezza”.
“La raccolta mondiale delle
scommesse sulla Serie B si aggira intorno ai due miliardi per
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stagione, per una media di circa 5,2 milioni a match. Questi sono dati positivi, perché
le scommesse si tirano indietro soltanto di fronte a due motivi, o lo sport in questione non
tira, oppure è uno sport malato. Ecco perché è importante agire in ottica preventiva" ha evidenziato Marcello Presilla. "Dal 2009 a oggi, grazie
all’attenta analisi dei dati, abbiamo rilevato 1.749 match altamente sospetti di manipolazione su tutti gli sport. L’attività di formazione sul campo è
fondamentale e dopo l’accordo
con la Serie A, faremo lo stesso con i 22 club della Serie B,
coinvolgendo settori giovanili e
stavolta, anche le prime squadre, cosa che ancora non accade nella massima serie. Esamineremo anche le tecniche di approccio delle bande criminali nei confronti di atleti, arbitri e dirigenti e spiegheremo ai
tesserati che le modalità di av-
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“LA RACCOLTA
MONDIALE DELLE
SCOMMESSE
SULLA SERIE B SI
AGGIRA INTORNO
AI 2 MILIARDI PER
STAGIONE, PER UNA
MEDIA DI CIRCA 5,2
MILIONI A MATCH”
Marcello Presilla
vicinamento di un atleta che è
un potenziale bancomat per un
malfattore sono le più disparate. Tutto nasce dalla banalizzazione del match fixing: nessuno spaventa l’atleta, gran parte delle partite truccate si decide a cena, luogo per far cadere ogni barriera. L’atmosfera è
informale, si creano amicizie e
poi da lì si trovano partite truccate o segnali, che rivelano il
119
match-fixing".
Dal punto di vista numerico
vengono monitorati 65mila
match all’anno, 35mila solo
di calcio. Il centro di analisi di
Sportradar a Londra analizza
5miliardi di dati su base giornaliera: si tratta di un’attività
continua, perché le scommesse non si fermano mai.
Già da tre anni, la Lega si è attivata a sostegno dell’integrità
sportiva proprio attraverso il
penalista di fiducia Guido Camera che ha incontrato tesserati e dirigenti in tutti gli spogliatoi delle squadre di Serie
B, informandoli e spiegando
i rischi del calcio scommesse.
Come detto anche quest’anno
l’avvocato affiancherà Sportradar negli incontri con i vari
club in un’ottica di prevenzione del fenomeno: “Toccheremo vari argomenti – ha anticipato l’avvocato Camera - dalle
scommesse illecite all’obbligatorietà della denuncia, dalla responsabilità penale fino all’iniziativa della Lega per attaccare i patrimoni di chi si è reso
responsabile di frodi. Ritengo
poi importante aprire un dialogo con allenatori e team manager, ruoli tradizionalmente più
a stretto contatto con i giocatori e che possono diventare sentinella e dissuasore di comportamenti sbagliati”.
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B SOLIDALE
UN GIORNO
PER LA NOSTRA
FROSINONE
BRESCIA
CROTONE
Città
La Serie B ha incontrato
i diversamente abili
del proprio territorio
L
o Spezia ha organizzato un torneo di biliardino con tanto di trofeo,
a Trapani invece la partita si
è disputata su varie discipline mentre a Catania la sfida
è andata in scena sotto canestro. A Bologna invece giocatori e diversamente abili hanno passeggiato insieme per la
città in modo da verificare lo
sforzo nell’abbattimento delle
barriere architettoniche, mentre a Lanciano la squadra si
è fermata a cena con i ragazzi
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dell’Anffas.
Si è svolto nelle città della Serie B il terzo appuntamento di Un Giorno per la
nostra città, dedicato alla
diversa abilità. Centinaia
fra atleti, tesserati e staff tecnici hanno dedicato, insieme al
proprio territorio, la giornata
ai temi legati alla riduzione delle capacità motorie e all’abbattimento delle barriere architettoniche. Si tratta di attività concordate con le Amministrazioni Comunali, svolte in centri,
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MODENA
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B MAGAZINE
B SOLIDALE
campi e auditorium all’interno dei quali giocatori e ragazzi con disabilità hanno giocato,
si sono divertiti e hanno assistito a un allenamento concretizzando insieme il messaggio di
integrazione che da sempre lo
sport promuove.
A Bari i giocatori si sono confrontati con gli ospiti di una
struttura sulle problematiche
legate alle barriere architettoniche a Crotone, Pescara,
Carpi, Perugia, Terni, Modena, Cittadella e Livorno
ma anche ad Avellino e Vercelli hanno visitato centri per
diversamente abili. A Varese la squadra ha fatto tappa a
un centro di formazione e inserimento lavorativo. Attività ludiche con coinvolti calciatori e
ospiti a Frosinone, Vicenza e
Latina. A Brescia alcuni ospiti erano presenti sugli spalti del
Rigamonti per assistere all’allenamento e dimostrare l’assoluta assenza di barriere architettoniche. A Chiavari il campione del mondo di handbike ha
intrattenuto ospiti e calciatori.
Come detto si tratta del terzo incontro in questa stagione, dopo quello del 5 novembre dedicato ai bambini e del
10 dicembre rivolto alla terza
età. Un Giorno per la nostra
città è un progetto pensato da
Lega Serie B con l’obiettivo di
aderire al principio di prossimità e saldare il legame con la
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TRAPANI
I PROSSIMI EVENTI
MERCOLEDÌ 18 FEBBRAIO 2015
Il Decoro Urbano e l'educazione civica
MERCOLEDÌ 11 MARZO 2015
L'Integrazione e il multiculturalismo
LIVORNO
propria gente.
Un Giorno per la nostra città è alla seconda stagione ed
è promosso da Lega Serie B,
con il patrocinio dell’Aic, dell’Aiac e dell’Anci, e prevede
che ogni società dedichi un
giorno al mese al territorio, da
novembre a marzo, impegnandosi a realizzare iniziative a favore dell’infanzia, della terza
età e dei diversamente abili,
oltre a decoro urbano e integrazione sociale, appuntamenti questi ultimi due previsti rispettivamente il prossimo 18
febbraio e 25 marzo.
"Un giorno per la nostra città"
è uno dei cinque moduli di B
Italia per la valorizzazione territoriale (Socialità e Territorio).
Gli altri sono: Scuola e Formazione - Ambiente e Paesaggio Tipicità e Alimentazione - Tesori d'Arte e Cultura.
CARPI
VARESE
CATANIA
LATINA
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TERNANA
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B MAGAZINE
LA B IN TV / DANIELE BARONE
E’ il giornalista al
quale SkySport da
anni affida anticipi,
posticipi e le migliori
partite dei play-off.
Barone narra gli
episodi più belli di
vent’anni nei quali
ha visto giovani
crescere e affermarsi
in un campionato
che è sempre
entusiasmante.
THE
VOICE
B MAGAZINE
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Testo di Cesare Barbieri
D
aniele Barone
è “la voce” più
conosciuta della Serie B. Giornalista di SkySport, pescarese, Barone ha il compito di
raccontare anticipi e posticipi, i match più importanti dei
play-off ed è opinionista della
trasmissione che la rete satellitare manda in onda il sabato alle 14. Ma non solo: Daniele è una sorta di punto di
riferimento per gli appassionati e tifosi di tutte le squadre, basta dare un’occhia-
ta alla sua pagina facebook,
sono in moltissimi a chiedergli un giudizio sulla propria
squadra, il nome di un ipotetico acquisto o un pronostico
sulla prossima partita.
«Non esistono
partite scontate, in
Serie B, la prima
può perdere contro
l’ultima in classifica.
Qui c’è grandissimo
equilibrio, ogni
partita è una
battaglia, perché
tutte le squadre sono
raggruppate in pochi
punti.»
LA PRIMA VOLTA
Quale fu la prima telecronaca?
«Pescara-Brescia, ricordo tutto come se fosse ieri: la postazione, le cuffie, il microfono, il tecnico che fece i livelli dell’audio, quello seduto accanto a me in postazione, la regia, il coordinamento
giornalistico… Mi sembrava
di sognare. Ero emozionatissimo, passai i primi dieci minuti della partita a darmi dei
pizzicotti, avevo paura di svegliarmi da un sogno bellissimo.»
125
Ma come è iniziato tutto
questo?
«Nel 1994, l’allora Tele+ creò
una rete di corrispondenti ai
quali affidare anticipi e posticipi della partite di Serie B.
Collaboravo con le tivù private della zona, già facevo
telecronache e fui scelto per
commentare il Pescara.»
B MAGAZINE
LA B IN TV / DANIELE BARONE
Poi?
«Negli anni mi affidarono
le telecronache delle partite in zona, andai ad Ancona
a Fermo, per la Fermana, ricordo che una volta feci anche una partita del Savoia.
Nell’ottobre 2000, Claudio
«Prima di Pisa-Empoli dissi a Claudio Onofri che nel Pisa
giocava un difensore fortissimo, Leonardo Bonucci. Onofri mi
rispose: “Voi giornalisti esagerate sempre…” A fine gara ne
parlò a Gasperini e il Genoa mise Bonucci sotto contratto!»
Arrigoni, direttore di Tele+,
mi telefonò e mi disse che
c’era la possibilità di avere un contratto di un anno,
per una sostituzione di maternità… ci pensai una notte, poi dissi “Sì”. Un periodo fantastico quello, perché conobbi anche mia moglie.»
Seguire la Serie B, vuol
dire vedere prima degli altri i giovani di grande prospettiva!
«E’ così.»
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ONOFRI E BONUCCI
Un nome?
«Prima di un Pisa-Empoli
dissi a Claudio Onofri che
nel Pisa giocava un difensore fortissimo, Leonardo
Bonucci. Onofri mi rispose: “Voi giornalisti esagerate
sempre…” A fine gara, però,
tornò a Genova e ne parlò a
Gasperini, finì con il Genoa
che mise Bonucci sotto contratto!»
Altri giocatori?
«Ne ho visti parecchi. Il
caso più evidente fu quel-
126
lo di Diego Milito, un extraterrestre per la Serie B. Milito giocava nel Genoa, più di
una volta mi chiesi: “Questo
cosa sta a fare qui?”. E ancora da pescarese ricordo la
contemporanea esplosione
di Verratti, Immobile e Insigne; Florenzi del Crotone…
Ne ho visti tanti, a dimostrazione che la Serie B è un ottimo campionato.»
C’è chi dice che il livello
sia sceso. Sei d’accordo?
«No, per nulla! Se il livello
della Serie B è sceso, è per-
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ché è calata pure la qualità
della A. Una sorta di effetto
domino…»
A senza i play-off. Ma quelle
erano squadre completamente fuori portata per tutti.»
MAI SCONTATA
Il bello della B?
«Non esistono partite scontate, la prima può perdere
contro l’ultima in classifica.
Qui c’è grandissimo equilibrio, ogni partita è una battaglia, perché tutte le squadre
sono raggruppate in pochi
punti. Solo un anno la Serie
B ha offerto poco pathos: nel
2006-07 quando Juventus,
Napoli e Genoa volarono in
Qual è la partita che ricordi con più piacere?
«Genoa-Empoli 3-2, sulla
panchina del Genoa c’era
Serse Cosmi e Nicola Zanini
segnò un gol fantastico. Era
la prima di ritorno, a “Marassi” c’erano 30.000 spettatori, uno spettacolo vero in
campo e fuori. Io, la domenica faccio telecronache delle partite di Serie A, ma quella rimane una delle più bel-
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127
le che ho commentato! Oltre alle telecronache ti voglio
parlare di un magazine che
facemmo nel 2004, si chiamava “B Side”.»
Ricordo: “B side”, lo trasmettevate prima degli
anticipi!
«Proprio così! Fu il direttore Massimo Corcione a chiamarmi e a chiedermi di inventare qualcosa. Decidemmo di fare un magazine, tutto dedicato alla B, con servizi sulla partita e altri sul
campionato, sui protagoni-
B MAGAZINE
LA B IN TV / DANIELE BARONE
«Marazzina non
segnava da qualche
partita. Lo vidi prima di
Bologna-Cesena e gli
dissi: “Oggi segni!” e
lui: “Se segno ti dedico
il gol”. Massimo segnò
e corse verso la tribuna
centrale con il dito
puntato verso la mia
postazione gridando:
“E’ per te, è per te!”. Fu
un gesto bellissimo.»
sti. L’inviato era Gianluca Di
Marzio, giovane, ma già molto bravo; in studio con me si
alternavamo: Onofri, Guerini e Iorio. Quella esperienza
la ricordo sempre con grande piacere.»
IL GOL DI MARAZZINA
In B è più facile istaurare un
rapporto con i calciatori!
«Sì, il rapporto con allenatori
e giocatori è diretto, ci sono
molti meno filtri rispetto alla
A. Capita spesso di parlare
con i ragazzi prima della partita oppure ci si ferma dopo
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Daniele Barone con Matteo Petrucci, Francesca
Zambon e Pino Porzio (il primo a destra) durante
una pausa delle telecronache del torneo
olimpico di pallanuoto
a fare quattro chiacchiere.
Poi, quando questi calciatori
li ritrovi in Serie A, vedi che
vorrebbero venire a parlare,
a salutarti, ma spesso gli uffici stampa li bloccano. Così
ci si fa un cenno oppure un
saluto veloce.»
mento mi chiedono di provare: mi portarono un secchiello per lo champagne pieno di
ghiaccio e ci infilai la mano
per tutto il secondo tempo.
La telecronaca? Beh, la fece
Onofri, io ogni tanto spiccicavo due parole…»
Un episodio?
«Bello o tragicomico?»
Il sabato sei in studio: preferisci fare l’opinionista o il
telecronista?
«Il telecronista, perché andare
sul campo è sempre un’emozione. Il sabato, però, è importante stare in studio a seguire tutte le partite, a fare domande e scambiare opinioni
con allenatori e giocatori.»
Allora, due episodi!
«Partiamo da quello bello.
Nel Bologna giocava Massimo Marazzina, attaccante temuto da tutte le difese, ma
Massimo da qualche partita non segnava. Lo vidi prima della gara, un BolognaCesena, e gli dissi: “Oggi segni!” e lui: “Se segno ti dedico il gol”. Massimo segnò
e corse verso la tribuna centrale con il dito puntato verso la mia postazione gridando: “E’ per te, è per te!”. Fu
un gesto bellissimo.»
E quello tragicomico?
«Stadio di Varese, pieno inverno, si gioca Varese-Pescara, nell’anno di Zeman. Sono
in postazione con Claudio
Onofri, il vetro spesso si ap-
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PALLANUOTO E LONDRA 2012
panna e non si vede nulla,
così tra il primo e il secondo
tempo decidiamo di aprirlo,
facendolo scorrere nel binario. Purtroppo io spingo da
una parte, Onofri dall’altra:
mi rimane un dito schiacciato tra le due vetrate, lancio
un urlo terribile e mi metto
a correre per tutto il corridoio, vengo soccorso da un
medico. Il dolore è lancinante, chiedo di non effettuare
il collegamento tra primo e
secondo tempo, ma la situazione non migliora. Telefono a Milano e dico che non
faccio la telecronaca del secondo tempo, dal coordina-
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SkySport nel 2012 trasmise
integralmente le Olimpiadi e quando Giovanni Bruno, al quale fu affidato il
progetto, chiese ai giornalisti di quale sport volevano occuparsi, Daniele Barone disse: pallanuoto.
«Benissimo: la nazionale
di Sandro Campagna arrivò in finale contro la Croazia e anche io e Pino Porzio in postazione vivemmo un sogno meraviglioso!
Raccontare quelle partite
fu una bella esperienza!»
Perché?
«A Pescara negli Anni Ottanta venne a giocare Manuel Estiarte, il “Maradona
della pallanuoto” e io feci
le telecronache di quella squadra: ricordo interminabili trasferte in giornata,
da Pescara alla Liguria.»
Prosegui…
«Sky aveva un hotel tutto per sé, la mattina a colazione era fantastico: scendevi e incrociavi i campioni che hanno fatto la storia dello sport: Yuri Chechi, Fiona May, Andrea
Zorzi, Ettore Messina, Antonio Rossi, Maurizio Fondriest… Un sogno!»
Come andò “Londra 2012”?
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Daniele la B di quest’anno?
«Splendida come sempre!
L’avresti detto che la Virtus
Lanciano di Monachello e
Gatto batteva 3-0 il Catania
che a gennaio ha speso moltissimo? Oppure che il Pescara in piena difficoltà risorgesse con un filotto di sette partite? E che il Brescia battesse il
Frosinone? Questi sono solo
esempi: la classifica è molto
corta e con i play-off allargati all’ottava in classifica tutti
possono sognare!»
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A MEMORIA D’UOMO
AVELLINO
POKER AL MILAN
Testo di Emanuele Giulianelli
A
INCREDIBILE, MA VERO: IL MILAN NON HA MAI VINTO AD
AVELLINO. SCONFITTO NELL’ANNO NEL QUALE SI È CUCITO
LA “STELLA” SUL PETTO E PURE NELLE DUE PARTITE
SUCCESSIVE. E POI LA VITTORIA INDIMENTICABILE,
IL 4-0 DELL’11 SETTEMBRE 1983.
raccontarla
oggi
sembra una storia
incredibile, quasi
assurda, ma quando il Milan è sceso ad Avellino
a giocare contro i “lupi” non
ha mai vinto. Anzi, nei primi quattro confronti è uscito
sconfitto, senza segnare neanche un gol.
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BATTUTO LIEDHOLM
Il primo confronto tra la squadra in maglia verde e i rossoneri allo stadio “Partenio” è
datato 28 gennaio 1979: Nils
Liedholm e la sua quasi invincibile armata (fino a quel momento ha perso solo contro
la Juventus Campione d’Ita-
131
lia per 1-0) che a fine stagione vinceranno lo scudetto della “stella” iniziano il girone di
ritorno con una sconfitta clamorosa. Alla prima stagione
dell’Avellino in Serie A della
sua storia, Rino Marchesi da
San Giuliano Milanese schiera una squadra che si difende
come un bunker impenetrabi-
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A MEMORIA D’UOMO
Da sinistra
Ottavio Bianchi,
che allenò
l'Avellino nella
stagione 19831984. A fianco
Franco Colomba,
centrocampista
dei lupi dal 1983 al
1988 dove segnò
14 gol e a destra
una formazione
dell'Avellino degli
anni Ottanta in
Serie A.
le dagli attacchi di Novellino,
Chiodi, Buriani, Bigon e Antonelli, abile a rompere il gioco avversario e veloce nel ripartire.
Il terzino Vincenzo Romano
al 14’ realizza la rete che fissa
il risultato sull’1-0, che resisterà fino al termine dei novanta minuti. E’ la Legge del Partenio: l’Avellino gioca in dodici, vista la presenza più che attiva del suo pubblico che intimorisce gli avversari sin dal
momento dell’entrata in campo, facendo sentire ai malcapitati calciatori il fiato sul collo
e capire che non sarà un pomeriggio facile.
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TRE SU TRE
E facile non è neanche il pomeriggio milanista del 20 gennaio 1980, quando la formazione irpina rinnovata nell’undici iniziale rispetto alla stagione precedente, ma sempre
con Marchesi in panchina, si
impone grazie al gol di Cesare Cattaneo, due presenze nel
Milan tra il 1969 e il 1971, di
ruolo stopper. Un altro difensore che segna, un altro 1-0,
un’altra vittoria dell’Avellino
sul Milan.
Il terzo confronto al Partenio,
sempre in Serie A, raddoppia i
gol dell’Avellino: Juary e Mario Piga regalano un incredibile 2-0 agli irpini il 20 dicem-
132
bre 1981. Un gran bel regalo
di Natale per tutta la tifoseria.
SI FA LA STORIA
Il vero e proprio capolavoro
della storia avellinese, però, avviene l’11 settembre del 1983,
alla prima giornata di campionato.
Fernando Veneranda, il tecnico
dell’Avellino, schiera in campo una formazione che non lasci ai giocatori del Milan neanche il tempo di respirare: davanti al giovane portiere Giovanni Cervone c’è Di Somma come libero, le fasce sono
presidiate da Limido e Tagliaferri a tamponare sul nascere
le discese di Battistini e Vinicio
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Verza. Al centro Blisset e Oscar
Damiani sono guardati a vista
dal futuro juventino Favero e
dall’attuale ds della Sampdoria Carlo Osti. Ma il vero punto di forza dell’Avellino è l’attacco, con la coppia formata
da Alberto Bergossi e dal peruviano Geronimo Barbadillo, con il talento argentino Ramon Angel Diaz inizialmente lasciato in panchina. Il Milan, al ritorno nella massima
serie dopo un anno di purgatorio, è in bambola, in balia delle
folate offensive irpine. L’unodue tra nel giro di otto minuti firmato Bergossi e Barbadillo è un pugno che metterebbe K.O. anche Larry Holmes,
che da lì a poco vincerà il tito-
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lo mondiale dei pesi massimi.
Franco Baresi, alla prima partita con la fascia di capitano, si
fa espellere al 52’ e commenta su “La Gazzetta dello Sport”:
«Abbiamo perso la testa, io per
primo. Adesso non ci resta altro da fare se non un bell’esame di coscienza collettivo».
Già, perché il passivo aumenterà ancora, grazie alla seconda realizzazione personale di
un Alberto Bergossi in giornata di grazia e alla rete realizzata a dieci minuti dal termine da
Franco Colomba. Fa 4-0! Ilario Castagner parla di lezione
severissima impartita dall’Avellino ai suoi, mentre la rosea ci
va giù pesante già nel titolo di
apertura: “Milan che sbanda-
133
ta!”. Il punto esclamativo è un
allarme.
La foto di Barbadillo che realizza in acrobazia con Baresi che nulla può per fermare il
tiro del peruviano è l’emblema
di una partita che resta scolpita a caratteri d’oro nella storia
dell’Avellino, questo è il vero e
proprio culmine della “Legge
del Partenio”.
Le sfide tra Avellino e Milan
proseguiranno con due pareggi, un’ulteriore vittoria irpina
nell’aprile 1987 con il 2-1 firmato Alessio (oggi vice di Antonio Conte) e Tovalieri (“Il
Cobra”), con Tassotti in gol per
i rossoneri e uno 0-0 nell’ultima stagione dei “lupi” nella
massima serie.
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