32 ECONOMIA VENERDÌ 7 NOVEMBRE 2014 GIORNALE DI BRESCIA OLIVETTI DAY 2014 Federico Faggin: senza cuore la tecnologia è un’anatra zoppa In Italia si può/1 A Blackshape il premio Innovazione A Ingegneria la «lezione» dell’inventore del microprocessore E si scopre che per fare aziende innovative la razionalità non basta BRESCIA Gli scienziati, gli inaffondare. Le emozioni, dunnovatori, gli scopritori, hanque. E’ - potrebbe essere - la no questo di bello: che non nuova frontiera. E’ dalla fine sai mai dove trovarli, ti spiazdegli Anni Ottanta che Fagzano, son capaci di sorprengin si è appassionato e speriderti. menta strade nelle neuroE da questo punto di vista, scienze. l’edizione 2014 dell’Olivetti Carico di passione e di milioDay promossa per il secondo ni di dollari, Faggin ha deciso anno da Superpartes spa è di investire (in una Fondaziostata in qualche modo memone che porta il suo nome) in rabile. E - del resto - ai fratelli quella che lui stesso consideOlivetti ci si rifà nel presentara la sua ultima sfida: qual è il re oggi modelli possibili per processo - la formula fisica, affrontare un futuro complil’algoritmo - per cui abbiamo cato senza perdere di umanisensazioni? Converrete che è tà, di civiltà, di benessere couna bella domanda, che è mune che mezzo secolo fa apuna frontiera inesplorata. parivano blasfemie pronunCercare di scoprire come sia ciate in fabbrica. possibile che, se noi beviamo Ed è quindi non senza sorpreun bicchiere di vino, il cervelsa, per chi è profano, che nello registra segnali di energia, la giornata che mentre noi abbiaavrebbe in qualmo - per l’appunche modo dovuto SUPERPARTES to - sensazioni di celebrare la raziogradevolezza (o L’Olivetti Day nalità, che avrebmeno) a seconda be potuto essere è stato promosso della qualità del viuna sorta di apoteno. Ecco: come si da Superpartes, osi dell’algoritmo, arriva qui? Il cer«incubatore» trovi uno come Fevello non dice tutbresciano derico Faggin to. C’è una strada l’inventore del misegnata, scientifidi progetti croprocessore ca, che possa pore aziende nientemeno e sotare per l’appunto lo per dirne una di a dire come e invenzioni - che quando e a misuse ne esce dicendo, nientemerare questa cosa. Voi capite no, che «il motore fondamenche siamo ad un passo tale è nelle emozioni». Boom. dall’entrare nel cervello e nel Aula magna di Ingegneria cuore dell’uomo. zeppa, posti in piedi e sui graE’ la strada (ma questo Fagdini anche quelli quasi esaurigin non l’ha detto) che potrebti, un’aula vicina attrezzata be portare a scoprire l’algoritper sfogare gli 800 accreditati mo della felicità, per dire. E’ che - gran bella sorpresa - sofisica, neurologia, filosofia, no venuti tutti. Gian Fausto metafisica; potrebbe anche Ferrari, presidente di Superessere una strada che porta al partes spa e l’a.d. Marino niente, ma gli scienziati ben Piotti legittimamente ragsanno che anche il niente è gianti. Saluto del prorettore qualcosa. Si proveranno altre Marioli, intervento di Marco strade. Vitale a inquadrare le attualiMa, e se il passaggio non è tà di un pensiero come quello troppo brusco, cosa pensa di Adriano Olivetti. l’inventore del microprocesE poi lui - Federico Faggin - a sore prima di addormentarchiudere una giornata densa si? Gian Fausto Ferrari la doche ha visto in cattedra straormanda la fa agli inizi, ma va dinarie storie di imprenditori bene anche per chiudeche raccontiamo qui accanre:«Onestamente non pensato. vo che il mondo sarebbe camUna lezione affascinante, biato in questa misura». che porta su frontiere inevitaStanding ovation. Gianni Bonfadini bilmente nuove e che solo il limite del cronista rischia di g.bonfadini @ giornaledibrescia.it BRESCIA Blackshape sembra una favola della serie «In Italia si può». Quattro anni fa, due ragazzi men che trentenni (uno ingegnere aeronautico, l’altro avvocato: Luciano Beliso e Angelo Petrosillo) decidono che sul mercato manca un bell’aereo ultraleggero in composito. Partecipano ad un bando europeo, lo vincono. Ma servono soldi da dare in garanzia per il bando. Girano 40 banche: niente. Finchè - davanto ad una polleria di Monopoli, in Puglia - incontrano un imprenditore che decide di sostenerli. Semplicemente decollano. Oggi hanno una fabbrica con 100 addetti ed esportano tutta la produzione. A loro i 10 mila euro del premio all’Innovazione intitolato a Faggin e da loro un messaggio: non date retta a chi vi dice che il progetto è bello sì, ma che qui in Italia non si può. In Italia si può/2 Dal coma si esce se non si ha paura La lezione di Geico Lagiornata di FedericoFaggin ■ Una giornata piena quella di Federico Faggin. A sinistra è con il sindaco Del Bono. In alto mentre parla alla platea di Ingegneria. Qui sopra Marino Piotti e Gian Fausto Ferrari EMANUELE MORANDI APP E NON SOLO Serve un nuovo umanesimo anche per la siderurgia In cattedra, i prodotti della Superpartes Factory BRESCIA «Verso un umanesimo dell’acciaio», titolo sfidante per la relazione di Emanuele Morandi (Siderweb-Made in Steel) «perchè il momento è sfidante». Una virtù da recuperare su tutte: cooperare è meglio che competere. Robert Schuman, uno dei padri d’Europa, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale non volle l’umiliazione della siderurgia tedesca. La Germania rinacque, si arrivò alla Ceca prima e all’Europa oggi. E’ una lezione che la Germania di oggi dovrebbe ricordarsi, ma anche le imprese siderurgiche rimaste sul mercato. BRESCIA Superpartes, che ha ideato e sostenuto, l’Olivetti Day, ha presentato una serie di prodotti ideati e realizzati nell’incubatore. E’ l’internet delle cose che avanza: prodotti e servizi concreti sfruttando le nuove tecnologie. C’è Checkupp (monitoraggio in ambiente domestico, aderenza alla terapia prescritta); JEco Guides (guide locali in realtà aumentata; miglior app per Expo); le tecnologie per la sicurezza (allarmi, sensori, una piattaforma per leggere spazi circostanti) sviluppate con la T Sec; un nuovo prodotto che trasforma il vostro iPhone in un telecomando universale. BRESCIA La Geico ai più dirà poco. Fa impianti per la verniciatura di automobili. Sappiate che fa un fatturato di 1,8 miliardi con 5 mila addetti fra Italia (nel milanese) ed estero. E’ stata presa per i capelli nel 2005 da Ali Reza Arabnia, imprenditore italo-iraniano. Davanti ad una platea con tanti ingegneri, lui ha spiegato come la gestione di un’azienda sia soprattuttto la gestione degli uomini e, in particolare, la ricerca dell’equilibrio fra parte sinistra del cervello (quella razionale) e quella destra (l’emozionale). Certo, servono coraggio, determinazione, cuore e passione ma queste sono virtù che il team fa proprie se in fabbrica questo equilibrio c’è. Ali Reza Arabnia ha preso un’azienda sull’orlo del fallimento, nei giorni scorsi ha vinto un appalto per installare un maxi impianto indovinate dove? In Germania. La patria è dove la tua idea può realizzarsi Faggin: il problema non è che i ragazzi partano per l’estero, il problema è se non tornano Federico Faggin (a sinistra) con Gian Fausto Ferrari a Superpartes nel campus che porta il suo nome OO3julILbZAKabwPKY8+rgUch0/LbkiYbILlPc20GbU= BRESCIA Ai ragazzi di Superpartes Innovation Campus (che peraltro porta il suo nome), durante una cena ha raccontato di quando svegliòla moglie nel cuore della notte e le disse: «Funziona!». Quel "funziona" di FedericoFaggin,ospite d’onoredell’Olivetti Day, promosso a Ingegneria da Superpartes con il patrocinio dellaFondazione Adriano Olivetti e del Comune di Brescia, diede il là ad una rivoluzione epocale. Perché lo scienziato e imprenditore (cui ieri la Loggia ha conse- gnato il Grosso d’Argento) è il padre del microprocessore che ha portato il mondo nell’era dell’informatica. Lo incontriamo nella casa di Superpartes, una cascina ristrutturata nella zona industriale di Brescia, poco prima che si sposti a Ingegneria. Con Faggin ci sono le anime di Superpartes, a cominciare dal presidente Gian Fausto Ferrari. Cosa si prova ad essere riconosciutocome un genio?.«Imbarazzo», risponde di getto. La geniali- tà si sposa con l’umiltà. L’espressione "cervelli in fuga" - e lui è uno di quegli italiani che all’estero hanno trovato terreno fertile per il loro talento, quasi quarant’anni fa, ormai - non gli piace molto. «Lasciamo che fuggano! Torneranno se gli costruiremo pontichegli consentano ditornare».Igiovani talentidevono andare «dove la loro idea ha terreno di coltura,perché guardaa un settore che è un’eccellenza per quel Paese. Restino in Italia se la loro idea nel nostro Paese ha le pre- messe per essere sviluppata». Giàle idee. Innovative e coraggiose. La Silicon Valley è nata da qui. Ma guai a pensare a un’imitazione, anche italiana: «Sono cose che nascono spontaneamente. Ma bisogna creare le premesse perché germoglino. Ci vuole gente con idee nuove e i mezzi a disposizioneperrealizzarle". AFaggin non manca la voglia di sperimentarsi con sfide nuove. Per esempio,il computerconsapevole (ne parliamo qui sopra). Paola Gregorio