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AT
48 Asti
LA STAMPA
VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011
In breve
ASTI. LE PROPOSTE DI LEGAMBIENTE
“Piste ciclabili e Ztl più grande”
Quarto
Domani i funerali
del pensionato Waya
Dapavo: “Non ci sono industrie, l’inquinamento è colpa delle auto”
ROBERTO GONELLA
ASTI
Asti è una città inquinata. Lo dicono i numeri: 98 «sforamenti»
del limite giornaliero sulle polveri sottili la collocano al terzo posto in Italia. Ma le risposte istituzionali per porre rimedio all’emergenza non soddisfano
Giancarlo Dapavo, presidente
astigiano di Legambiente, accociazione che ha realizzato lo studio. «Con 75 mila abitanti e ormai poche industrie la nostra città in tema di inquinamento è anche tra le prime in Europa in proporzione ai residenti - sostiene
Dapavo - Città in pianura padana con oltre 100 mila abitanti, circondate da reti autostradali hanno saputo ridurre in modo decisivo l'inquinamento da traffico». E
cita esempi: «Parma ha il doppio
dei residenti di Asti e industrie
più inquinanti, eppure ha raggiunto il record per la vivibilità
urbana». Ma non solo: «Cremona e Pavia, che hanno le nostre
dimensioni, con provvedimenti
volti a ridurre il traffico, agevolare l'uso delle bici e incrementando il verde urbano, hanno ridotto
l'inquinamento». Secondo Dapavo, la situazione è più grave di
quello che i numeri fanno ritenere. «La maggioranzadelle principali industrie sono chiuse o ridotte, molte caldaie dei condomini
sono state sostituite con sistemi
a bassa emissioni e ad alta effi-
scarico e il carico merci». Una ricetta,a suo avviso, efficace.«Studi
di settore in varie città d'Italia dimostrano che dove si è migliorato
l'ambiente con limiti al traffico e
zone pedonali le attività commerciali hanno avuto un incremento.
Lasciare la macchina a casa riduce l'inquinamento e migliora la salute: si evita lo stress della guida,
della ricerca del parcheggio e si risparmia denaro. Ogni posto macchina in un parcheggio in centro
comporta un apporto di 4-5 auto
ogni ora pertanto. Quindi non vanno realizzati parcheggi in centro
senon per i residenti».
Biciclette
Le bike
sharing
del Comune
Secondo
Legambiente
serve però
realizzare
piste ciclabili
evitando
l’invadenza
delle corsie
da parte
delle auto
L’associazione chiede
anche parcheggi
in periferia con navette
ecologiche per il centro
cienza- la suatesi - di conseguenza
la principale causa dell'inquinamentoin città è imputabileal traffico privato». Questo nonostante la
costruzione di rotonde. «Hanno ridotto le code agli incroci, ma le auto incolonnate rimangono ancora
troppe». E fornisce dati: «La media di percorrenza per gli abitanti
della città per andare al lavoro o a
scuola è di 600-800 metri, percorribili a piedi o in bici. E per percorrenzesuperiori non è difficileandare a piedi». Indice puntato anche
sui trasporti pubblici: «Sempre
più inefficaci a causa degli orari e
Giancarlo Dapavo (Legambiente)
delle percorrenze inadeguate alle
necessità dei passeggeri - sostiene
Dapavo - con piste ciclabili che
praticamente non esistono in zona urbana. Le bici pubbliche a disposizione servono a poco se non
ci sono percorsi protetti da chi
parcheggia sulla limitata pista esistente». Sotto accusa anche la Ztl:
«E’ poco rispettata a causa dei numerosi permessi di transito - il parere - Serve una ZTL in tutto il
centro storico: corso Alfieri, corso
Dante da piazza Martiri, via Cavour, possono essere pedonali permettendo orari adeguati per lo
Ultimo saluto domani a
Gianni Migliarino, pensionato Waya scomparso a 76 anni. Da tempo combatteva
contro un tumore. Lascia la
moglie Marisa Borello, ex
impiegata del Comune di
Asti, e i due figli Guido e Stefano. Il rosario stasera alle
20,30, nella chiesa di Quarto
inferiore; i funerali domani
alle 9,30.
[FI. M.]
I
Sindacato
Si è costituita l’Ugl
Mariano segretario
Si è costituita l’Unione
sindacale territoriale per la
provincia di Asti, con sede in
via Natta 4. Il segretario generale confederale è Raffaele Mariano, il segretario aggiunto è Andrea Mongelli, il
segretario amministrativo
Angela Sportillo e poi c’è Vania Forlano, responsabile
Caf Ugl di Asti e Provincia.
I
Dapavo chiede di incrementareil verde pubblico in città («èsolo
9 metri quadrati pro capite») E
lancia altre proposte. «Per pendolari lavoratori, studenti, provenienti dalla periferia e dai paesi
che raggiungono Asti si possono
adottare varie soluzioni: parcheggi in periferia con navette ecologiche per il centro, bici pubbliche a
disposizione. Utilizzare la rete ferroviaria presente, con orari adeguati alle esigenze dei passeggeri
è una scelta che proponiamo da almeno15 anni.
Camera di commercio
Nasce il marchio
«Ospitalità italiana»
Il marchio «Ospitalità
italiana» per alberghi, ristoranti, bed&breakfast dell’Astigiano: è l’iniziativa della Camera di commercio per
valorizzare l’offerta turistica. Le strutture che desiderano candidarsi devono presentare domanda entro il 21
febbraio. Info e documentazione: www.at.camcom.it;
0141/535247.
[V. FA.]
I
SANITA’/1. STASERA NEL SALONE DELLA PROVINCIA
Il Pd apre la discussione
sul piano regionale
Continua il dibattito sulla mini-rivoluzione della Sanità piemontese: mentre a Torino è al
lavoro la commissione regionale, da Partito democratico
parte un’iniziativa: incontrare
non solo i cittadini, ma soprattutto gli operatori del settore,
per trarre suggerimenti e idee
in modo da portare il confronto al tavolo torinese della Regione.
E’ in questo spirito, e con lo
slogan «lanciamo una campagna di ascolto sulla Sanità»,
che va inteso l’incontro che il
Pd astigiano organizza stase-
Aldo Reschigna (Pd)
ra (dalle 21 nel salone consigliare della Provincia). L’iniziativa
è del Gruppo regionale Pd e a
far gli onori di casa sarà il capogruppo Aldo Reschigna con i
consiglieri Angela Motta e Nino
Boeti e il coordinatore provinciale Giovanni Miglietta.
Invitati gli amministratori locali e gli eletti nelle istituzioni, i
rappresentanti di ordine e associazioni di categoria mediche e
paramediche, sindacati confederali, associazioni di volontariato, operatori sociali e farmacisti.
«Sarà l’occasione - anticipa
Miglietta - per un confronto sulle nostre proposte e su quelle
della giunta Cota, ma soprattutto un momento di discussione e
di ascolto con chi opera quotidianamente in sanità, per raccogliere suggerimenti e proposte
da rilanciare nel dibattito avviatosi in Consiglio regionale.
SANITA’/2. LO DENUNCIA NUOVAMENTE LA CISL
“Al pronto soccorso
manca il personale”
Perplessi sul fatto che «al Pronto soccorso non cambierà nulla»: è il commento di Salvatore
Bullara, segretario della Cisl
Fp di Asti, sulle dichiarazioni
del commissario Asl At Valter
Galante in merito alle bozze di
riorganizzazione regionale per
le strutture d’emergenza piemontesi. «A causa delle carenze di organico il personale del
pronto soccorso di Asti viaggia
tra le 40/50 ore di straordinario mensile, con punte di 70 –
aggiunge Bullara – con tutte le
ovvie conseguenze del caso,
mentre il personale del pronto
intervento di Nizza nel turno notturno più volte è stato dirottato
su Asti, col risultato che a Nizza
è rimasta in servizio una sola infermiera professionale». Gli ultimi solleciti per porre rimedio alla situazione portano la data del
19 gennaio: «Non vorremmo che
la situazione rimanga questa anche in futuro – aggiunge Bullara
– perché tali eventi hanno continuato a verificarsi anche dopo la
nostra richiesta alle istituzioni
competenti di aprire un tavolo
per richiamare a un maggior
senso di responsabilità l’azienda
[EL. F.]
sanitaria locale».
Religione
Testimoni di Geova
in assemblea annuale
Ci saranno anche gli
astigiani all’assemblea dei
Testimoni di Geova, in programma domani e domenica
(e poi ancora il prossimo fine
settimana) a Leinì, dalle
9,40, in via Alcide De Gasperi. Il tema in discussione sarà: «Non fate parte del mondo». Parteciperanno anche
da Alba, Bra, Moncalvo, Rivoli e Torino provincia. L’ingresso è libero.
I
T1 T2 PR CV
LA STAMPA
56 Cronaca di Torino
VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011
ALLE MOLINETTE PROFESSORE UNIVERSITARIO IN PENSIONE RICOVERATO DOPO INCIDENTE IN MONTAGNA
Cade dalla barella e muore
Neurochirurgia a processo
Un intero reparto sotto accusa per carenze e sovraffollamento
ALBERTO GAINO
Cadde dalla barella su cui era
stato lasciato per tutta la notte,
per mancanza di letti vuoti: in
pronto soccorso, alle Molinette,
avevano riscontrato un’emiparesi in atto e diagnosticato
un’emorragia cerebrale interna, dopodiché ne avevano disposto il ricovero in neurochirurgia
B, «in osservazione», in vista di
un’operazione per rimuovere
l’ematoma provocato da una caduta in montagna. Saverio Peirone, 67 anni, professore universitario in pensione (insegnava
anatomia a Veterinaria), morì
sei giorni dopo.
In tribunale si sta facendo il
processo ad una delle due infermiere accusate di non aver vigilato mentre stavano lavando il
paziente (l’altra ha patteggiato
Quel giorno erano
in servizio 4 operatori
contro gli 8 previsti
per ogni turno
3 mesi e 20 giorni, con la condizionale). L’accusa è di omicidio
colposo. Il neurochirurgo e il
medico legale incaricati dal pm
Giuseppe Ferrando di valutare
se la seconda caduta - quella in
ospedale - sia stata determinante nel causare la morte del
professore hanno concluso la
loro consulenza senza fornire
certezze: «non si può escludere... dubbi... è probabile». Di parere opposto la parte civile,
con l’avvocato Carlo Rossa. Assolutori i difensori Antonio Foti e Davide Gamba.
Più che all’infermiera professionale Vanda Ramunda il
processo sembra a certe condizioni di ricovero e assistenza in
un reparto per pazienti gravi
dell’ospedale più grande del Piemonte. Così come sono emerse
nell’udienza di ieri: dobbiamo risalire al 22 gennaio 2008, qiando i figli Dario e Giorgio accompagnarono il padre Saverio al
pronto soccorso.
Il professore soffriva di diabete ed era malato di leucemia,
era un paziente a rischio per definizione, a maggior ragione do-
«Vecchie lettighe senza protezioni laterali»
La testimonianza della caposala: «All’epoca i pazienti arrivavano sulle barelle del pronto
soccorso, vecchie, senza barre laterali. Solo da un anno ne abbiamo di nuove, più sicure»
CORRUZIONE
Rinvio a giudizio
per gli imputati
del caso Amiat
Il gup Anna Ricci ha
rinviato a giudizio i coimputati dell’ex presidente
Amiat Giorgio Giordano
(che ha patteggiato un anno di pena). Verranno processati il 12 gennaio 2012
Giovanni Succio, Carlo
Gonella e Giorgio Malaspina, della VM Press di Ovada, azienda produttrice
del pressoestrusore, la
macchina dal costo di 5
milioni oggetto dell’istigazione alla corruzione dell’allora amministratore
Amiat Raphael Rossi. A
giudizio, per altra turbativa d’asta, Leonardo La
Torre, Giancarlo Gallo e
Salvatore Luberto.
I
po la caduta in montagna, a Bardonecchia, di due giorni prima,
che aveva provocato quel pomeriggio prima formicolio in tutta la
parte sinistra del suo corpo, poi la
paralisi degli arti. La neurochirurgia diventa la destinazione naturale. Ma non c’è che quella barella, anche per un ricoverato come
il professore, che pesava 80 kg.
La testimonianza della caposala in udienza, Rita Tozzi, è illuminante: «Il nostro reparto, dopo l’accorpamento della neurochirugia B con la neurologia C,
aveva nel 2008 trenta posti letto
e quelo giorno avevamo dai 3 ai 5
pazienti in più, ricoverati tutti su
barelle. Da un anno ne disponiamo di un nuovo tipo, più moderno, ma allora i pazienti restavano
su quelle del pronto soccorso,
molto vecchie, in tanti casi le
sbarre laterali di protezione non
agganciano bene le posizioni intermedie di altezza. Si usano ancora». Anche per la caposala il
paziente era «critico», «con un
ematoma nel cervello, sanguinamenti, emiplegico».
Un letto il professor Peirone
lo avrà solo dopo la nuova cadu-
ta e la successiva Tac che evidenziava un secondo ematoma.
Il figlio Giorgio riferisce al giudice Andrea Natale: «Il medico
di guardia escluse che la botta
presa in testa dopo essere scivolato dalla barella avesse avuto conseguenze».
Lasciamo stare l’azzardo di
quel medico, torniamo alla caposala: «Nel nostro reparto quel
mattino vi erano, fra infermieri
professionali e operatori sanitari,
4 persone: 2 dovettero recarsi in
sala operatoria ad accompagnarvi un paziente». Per turno dovrebbero essere 8. Il resto è immaginabile. La caposala: «Parlando in
generale, non del mio reparto, la
situazione è peggiorata dal 2008,
a causa dei nuovi accorpamenti
di reparti». E dopo: «Peggiorerà
ancora, con i nuovi accorpamenti
previsti». Con più malati gravi costretti a rimanere in barella.
A suo tempo, sul caso del professore Peirone e sul degrado di
certe condizioni di ricovero l’«Associazione Adelina Graziani contro la malasanità» presentò un
esposto alla direzione generale
dell’ospedale.
Cara Torino
Cota s’ispiri
a Einaudi
non a Bartali
LUIGI LA SPINA
SEGUE DA PAG. 47
I
n questo modo, si sono
guastati subito i rapporti con l’assessore
competente, Caterina Ferrero e con il partito che
rappresenta, il Pdl. Il clima di tensione con il partner di governo, nonostante le ipocrisie diplomatiche e le smentite ufficiali,
è tale che è comparsa persino una lettera con una richiesta di «chiarimenti»
firmata da tutti i consiglieri pidiellini. Ma il problema non è certamente questo, perchè le esigenze di
concordia, o almeno di
non belligeranza, tra alleati prevaranno sui risentimenti personali. Il rischio
del metodo «isolazionista» di Cota è un altro e
ben più grave. L’esigenza
di ridurre e razionalizzare
la spesa sanitaria è giusta
e urgente, ma, quando si
passa dai proclami e buone intenzioni alle proposte di riforma, bisogna osservare due fondamentali
regole: esaminare le questioni con la massima aderenza alle concrete realtà
sulle quali si vuole intervenire e, soprattutto, valutare le conseguenze delle
modifiche che si desiderano introdurre nella specifica condizione di quel reparto, di quello ospedale.
Se si parte dal pregiudizio generalizzato sulle
«resistenze corporative
dei medici al cambiamento», ignorando tutti i suggerimenti di coloro che
non dichiarano preventivamente fedeltà leghista,
il pericolo è proprio quello
di una corsa in un futuro
da brivido. A Cota non basterà l’atteggiamento guascone e l’esibizione provocatoria della verginità
d’interessi e d’esperienza
nel settore. Le riforme,
quelle che riescono, non si
fanno moltiplicando i nemici, ma addizionando i
consensi. Il governatore
dovrebbe lasciare Bartali
nel pantheon dei campioni ciclistici e affidarsi a un
diverso ispiratore, Luigi
Einaudi e al suo «conoscere per deliberare».
SI CHIAMA BIANCA, HA TREDICI ANNI, MERCOLEDI NON E’ TORNATA A CASA
Bianca Tarcomnicu ha 13
anni. E’ uscita di casa mercoledì pomeriggio è non è
più tornata. I genitori sono
in preda all’angoscia, hanno
denunciato la scomparsa ai
carabinieri. Gli amici di famiglia si sono subito dati da
fare per chiedere aiuto. Ai
giornali, alle televisioni, ma
anche soltanto ai residenti
e ai frequentatori della zona
pedonale della Crocetta, dove la ragazzina abita con i genitori e la sorellina. Ieri pomeriggio, due notizie hanno
in parte rincuorato i genitori
di Bianca: un «post» lasciato
sul suo profilo di Facebook.
Potrebbe significare che sta
bene. Lo stesso vale per il cellulare, che ieri è risultato acceso a Milano.
Un passo indietro. Il 12 gennaio, Bianca aveva denunciato
l’aggressione fatta da tre giovani poco distante dalla propria abitazione. Hanno rovistato nel suo zaino e se ne sono
andati a mani vuote. Nel
«post» di ieri, la ragazzina (o
comunque, chi ha utilizzato la
sua password per accedere al
profilo) ha scritto che Bianca
era trattenuta da quei giovani.
Gli investigatori non si sbilanciano, di certo le ricerche sono
già state avviate.
Mercoledì mattina, Bianca
è tornata da scuola prima del
previsto. Si era sentita male,
aveva aspettato a casa la madre per il pranzo. Alle 15, la
madre l’aveva chiamata sul
cellulare per ricordarle di
prendere un integratore. Poi,
silenzio. Quando la sorellina è
tornata a casa da scuola a metà pomeriggio, Bianca non
c’era. Ha pensato che fosse
uscita con qualche amica. Alle
Smog
Domenica niente
blocco del traffico
Il tavolo di coordinamento dei Comuni sulla qualità dell’aria (Beinasco, Borgaro, Carmagnola, Chieri,
Chivasso, Collegno, Grugliasco, Ivrea, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Pinerolo, Rivoli, San Mauro, Settimo, Torino, Venaria), coordinato dall’assessore all’ambiente Roberto Ronco, ha
stabilito di non bloccare il
traffico domenica, 6 febbraio: «Lo stop della domenica
passata, unito alla pioggia,
hanno infatti contribuito a
un abbassamento dei valori
del PM10 che non giustifica,
questa settimana, un provvedimento d’emergenza».
I
Molinette
Un altro ricovero
per influenza A
Sono sei, dai ieri, le persone ricoverate in rianimazione alle Molinette con l’influenza A. Nel pomeriggio è
stata trasferita dal San Luigi
una donna di 52 anni, già affetta da sclerosi multipla. E’
stato necessario sottoporla a
circolazione extracorporea.
I
Incidente mortale
Cade dal terzo piano
mentre pulisce i vetri
Era salita su una scala
per pulire i vetri, ha perso
l’equilibrio ed è caduta dal
terzo piano. L’intervento
dei medici del «118» non ha
potuto salvare Vaglie Denti,
80 anni, precipitata su
un’auto parcheggiata sotto
il civico 16 di via Terni. Sul
posto sono arrivati anche gli
agenti del commissariato
Madonna di Campagna, che
hanno ricostruito la dinamica della disgrazia.
I
Piazza Castello
Una baby gang
rapina due coetanei
Una baby gang ha circondato ieri due ragazzini di
14 anni, in via Accademia delle Scienze angolo Piazza Castello, per derubarli del portafogli e del cellulare. Gli aggressori, tutti sotto i 16 anni un italiano, due albanesi, un
equadoregno, un peruviano,
un marocchino - colti di sorpresa dalla reazione delle vittime, hanno scatenato una
rissa. Sono intervenute le
pattuglie della polizia municipale. Cinque aggressori sono
stati fermati. Parte della refurtiva recuperata.
I
Bianca Tarcomnicu
Il suo cellulare ieri risultava
acceso nella zona di Milano. Una
città che - insieme a Parigi aveva confessato ad un’amica di
voler visitare. Indossa jeans
scarpe da ginnastica bianche e
una giacca verde
Ragazzina scompare alla Crocetta
Una pista porta a Milano
Ieri pomeriggio
ha lasciato
un messaggio
su Facebook
In breve
18, la piccola ha dato l’allarme.
Ha chiamato la madre, lei e il
padre si sono rivolti ai carabinieri. La procedura prevede
un periodo di 24 ore prima di
passare alle indagini approfondite, con tanto di controlli dei
tabulati telefonici e ricerche in
tutto il Paese.
I genitori hanno un buon
rapporto con la figlia, che ha
buoni profitti scolastici. Con la
forza di volontà e con l’aiuto di
apparecchi acustici (indossati
sempre sotto i capelli lunghi fino alle spalle) è riuscita a superare i problemi di udito riscontrati già dall’infanzia. Qualche
giorno fa, ha fatto qualche confidenza a un’amica. Chiacchierava di vacanze, aveva manifestato il desiderio di andare a
Milano e a Parigi.
La ragazzina è uscita di casa
con 34 euro, il cellulare e il caricabatterie. Indossava jeans
blu, scarpe da ginnastica bianche, maglietta verde con colletto bianco, golf lungo grigio,
giacca verde leggera con cappuccio e sciarpa nera. Porta
braccialetti di corda multicolori e un braccialetto marrone
con santini di Padre Pio e Santa
Teresa, oltre a un anellino d’oro
con pietra ovale rossa. Chiunque abbia notizie, può chiama[C. LAU.]
re il 112 oppure il 113.
.
47
R
T1 T2
GLI EFFETTI DELLA CRISI
Disoccupati 32 giovani su 100
Torino supera la media italiana
ANDREA CIATTAGLIA
S
enza lavoro a Torino trentadue giovani ogni cento. In città la disoccupazione tra i 15 e i
29 anni è più alta della media regionale (31%) e di quella italiana (25%).
Lo dice una ricerca dell'Osservato-
IL TEMPO IN CITTÀ
Oggi
Ieri
Un anno fa
LA STAMPA
MIN (˚C)
-2
-3.5
0.4
MAX
VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011
12
10.7
4.1
All’interno
rio sulla formazione e il lavoro della
Città di Torino che gli assessori al lavoro di Comune, Provincia e Regione e i rappresentanti del mondo del
lavoro hanno preso ieri come punto
di partenza per studiare politiche di
incentivo all'impiego giovanile.
CONTINUA A PAGINA 53
Una manifestazione di precari
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PRIMO PIANO
La cassa a Mirafiori
Accordo per i rientri
Cara
Torino
La delusione dei tifosi
“Juve, non sei più tu”
LUIGI
LA SPINA
Cota si ispiri
a Einaudi
non a Bartali
«Niente sfratto?
Denuncio
il questore»
R
oberto Cota ha deciso di puntare tutto
sulla Sanità. Scelta
davvero molto impegnativa, non solo perchè questo
settore assorbe circa l’80%
del bilancio, ma perchè il
governatore deve rispettare la promessa di riuscire a
ridurre la spesa senza peggiorare il servizio. Una sfida ardua che affida proprio
alla parte più debole e sensibile della popolazione, i
Ghiglia: «I centri sociali
bloccano gli ufficiali
giudiziari e la polizia
non interviene»
Niccolò Zancan
A PAGINA 61
ITALIA 150
Dal Quirinale
alla Reggia, tornano
i capolavori
Maurizio Lupo
A PAGINA 55
LA STORIA
Non paga i libri
la lite finisce
a martellate
Claudio Laugeri
A PAGINA 59
Marina Cassi A PAG. 53
D’Orsi e Minucci A PAGINA 54
MOLINETTE
Cadde dalla barella
e morì: il processo
UN VIDEO SU FACEBOOK SCATENA LA POLEMICA
Alberto Gaino
Primarie al veleno
Il Pd invita alla calma
A PAGINA 56
Ma in America le «sfide fratricide»
sono uno scambio continuo di colpi bassi
malati e i loro parenti, il giudizio sul suo operato e le
possibilità di una sua futura rielezione. L’impresa è
difficile ma Cota rischia di
complicarla per i metodi
che sta adottando. Contornato da un gruppo di pochi
e fedelissimi collaboratori,
ai quali soli va la sua fiducia
e il suo ascolto, si è lanciato
in una battaglia di cui appare solitario e spericolato
condottiero, all’insegna dell’antico motto bartaliano
«è tutto sbagliato, è tutto
da rifare».
Francesco Semprini
CONTINUA A PAGINA 56
La segretaria Bragantini: “Confronto sulle idee, basta attacchi personali”
IL CASO
Tredicenne
scomparsa di casa
da due giorni
Servizio
A PAGINA 56
«Le primarie sono una
gara ed è giusto che gli sfidanti corrano per vincere, ma devono farlo parlando alla città
per convincere i torinesi in
base alle idee e non innescando guerre personali che danneggiano solo il partito».
I
L’appello di Paola Bragantini,
segretaria provinciale del Pd, è
preventivo e cerca di stoppare
sul nascere i primi veleni - per
ora diffusi solo sul web - che iniziano ad ammorbare la campagna elettorale democratica.
LA STORIA
Tropeano ALLE PAGINE 48-49
A PAGINA 49
Dopo gli Alpini, i Carabinieri VENDITA
GUIDO NOVARIA
T
orino per un giorno
tornerà «capitale»
anche per i carabinieri che sfileranno in
piazza San Carlo per il
raduno nazionale, così
come i granatieri, gli alpini, i bersaglieri, gli
avieri. La data non è ancora decisa, ma la macchina
organizzativa si è già messa in moto per accogliere
migliaia di carabinieri in
servizio e in congedo. La
scelta del raduno dei carabinieri completa il fitto
programma di eventi militari: i Granatieri (15-17
aprile); gli Alpini (6-8 maggio,
in contemporanea con la partenza del Giro d’Italia, sempre da Torino); la Cavalleria (20-22 maggio); l’Aeronautica (10-12 giugno); i
Bersaglieri (15-19 giugno); oltre che i Vigili del
Fuoco (10-11 settembre).
Soddisfatti il Chiamparino, i presidenti di Regione e Provincia, Cota e Saitta: «L’Arma a Torino rappresenta da sempre una
delle più importanti realtà
formative militari italiane
e i torinesi, negli anni, le
hanno costantemente dimostrato affetto e vicinanza».
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APERTO SABATO MATTINA
T1 T2 PR CV
LA STAMPA
56 Cronaca di Torino
VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011
ALLE MOLINETTE PROFESSORE UNIVERSITARIO IN PENSIONE RICOVERATO DOPO INCIDENTE IN MONTAGNA
Cade dalla barella e muore
Neurochirurgia a processo
Un intero reparto sotto accusa per carenze e sovraffollamento
ALBERTO GAINO
Cadde dalla barella su cui era
stato lasciato per tutta la notte,
per mancanza di letti vuoti: in
pronto soccorso, alle Molinette,
avevano riscontrato un’emiparesi in atto e diagnosticato
un’emorragia cerebrale interna, dopodiché ne avevano disposto il ricovero in neurochirurgia
B, «in osservazione», in vista di
un’operazione per rimuovere
l’ematoma provocato da una caduta in montagna. Saverio Peirone, 67 anni, professore universitario in pensione (insegnava
anatomia a Veterinaria), morì
sei giorni dopo.
In tribunale si sta facendo il
processo ad una delle due infermiere accusate di non aver vigilato mentre stavano lavando il
paziente (l’altra ha patteggiato
Quel giorno erano
in servizio 4 operatori
contro gli 8 previsti
per ogni turno
3 mesi e 20 giorni, con la condizionale). L’accusa è di omicidio
colposo. Il neurochirurgo e il
medico legale incaricati dal pm
Giuseppe Ferrando di valutare
se la seconda caduta - quella in
ospedale - sia stata determinante nel causare la morte del
professore hanno concluso la
loro consulenza senza fornire
certezze: «non si può escludere... dubbi... è probabile». Di parere opposto la parte civile,
con l’avvocato Carlo Rossa. Assolutori i difensori Antonio Foti e Davide Gamba.
Più che all’infermiera professionale Vanda Ramunda il
processo sembra a certe condizioni di ricovero e assistenza in
un reparto per pazienti gravi
dell’ospedale più grande del Piemonte. Così come sono emerse
nell’udienza di ieri: dobbiamo risalire al 22 gennaio 2008, qiando i figli Dario e Giorgio accompagnarono il padre Saverio al
pronto soccorso.
Il professore soffriva di diabete ed era malato di leucemia,
era un paziente a rischio per definizione, a maggior ragione do-
«Vecchie lettighe senza protezioni laterali»
La testimonianza della caposala: «All’epoca i pazienti arrivavano sulle barelle del pronto
soccorso, vecchie, senza barre laterali. Solo da un anno ne abbiamo di nuove, più sicure»
CORRUZIONE
Rinvio a giudizio
per gli imputati
del caso Amiat
Il gup Anna Ricci ha
rinviato a giudizio i coimputati dell’ex presidente
Amiat Giorgio Giordano
(che ha patteggiato un anno di pena). Verranno processati il 12 gennaio 2012
Giovanni Succio, Carlo
Gonella e Giorgio Malaspina, della VM Press di Ovada, azienda produttrice
del pressoestrusore, la
macchina dal costo di 5
milioni oggetto dell’istigazione alla corruzione dell’allora amministratore
Amiat Raphael Rossi. A
giudizio, per altra turbativa d’asta, Leonardo La
Torre, Giancarlo Gallo e
Salvatore Luberto.
I
po la caduta in montagna, a Bardonecchia, di due giorni prima,
che aveva provocato quel pomeriggio prima formicolio in tutta la
parte sinistra del suo corpo, poi la
paralisi degli arti. La neurochirurgia diventa la destinazione naturale. Ma non c’è che quella barella, anche per un ricoverato come
il professore, che pesava 80 kg.
La testimonianza della caposala in udienza, Rita Tozzi, è illuminante: «Il nostro reparto, dopo l’accorpamento della neurochirugia B con la neurologia C,
aveva nel 2008 trenta posti letto
e quelo giorno avevamo dai 3 ai 5
pazienti in più, ricoverati tutti su
barelle. Da un anno ne disponiamo di un nuovo tipo, più moderno, ma allora i pazienti restavano
su quelle del pronto soccorso,
molto vecchie, in tanti casi le
sbarre laterali di protezione non
agganciano bene le posizioni intermedie di altezza. Si usano ancora». Anche per la caposala il
paziente era «critico», «con un
ematoma nel cervello, sanguinamenti, emiplegico».
Un letto il professor Peirone
lo avrà solo dopo la nuova cadu-
ta e la successiva Tac che evidenziava un secondo ematoma.
Il figlio Giorgio riferisce al giudice Andrea Natale: «Il medico
di guardia escluse che la botta
presa in testa dopo essere scivolato dalla barella avesse avuto conseguenze».
Lasciamo stare l’azzardo di
quel medico, torniamo alla caposala: «Nel nostro reparto quel
mattino vi erano, fra infermieri
professionali e operatori sanitari,
4 persone: 2 dovettero recarsi in
sala operatoria ad accompagnarvi un paziente». Per turno dovrebbero essere 8. Il resto è immaginabile. La caposala: «Parlando in
generale, non del mio reparto, la
situazione è peggiorata dal 2008,
a causa dei nuovi accorpamenti
di reparti». E dopo: «Peggiorerà
ancora, con i nuovi accorpamenti
previsti». Con più malati gravi costretti a rimanere in barella.
A suo tempo, sul caso del professore Peirone e sul degrado di
certe condizioni di ricovero l’«Associazione Adelina Graziani contro la malasanità» presentò un
esposto alla direzione generale
dell’ospedale.
Cara Torino
Cota s’ispiri
a Einaudi
non a Bartali
LUIGI LA SPINA
SEGUE DA PAG. 47
I
n questo modo, si sono
guastati subito i rapporti con l’assessore
competente, Caterina Ferrero e con il partito che
rappresenta, il Pdl. Il clima di tensione con il partner di governo, nonostante le ipocrisie diplomatiche e le smentite ufficiali,
è tale che è comparsa persino una lettera con una richiesta di «chiarimenti»
firmata da tutti i consiglieri pidiellini. Ma il problema non è certamente questo, perchè le esigenze di
concordia, o almeno di
non belligeranza, tra alleati prevaranno sui risentimenti personali. Il rischio
del metodo «isolazionista» di Cota è un altro e
ben più grave. L’esigenza
di ridurre e razionalizzare
la spesa sanitaria è giusta
e urgente, ma, quando si
passa dai proclami e buone intenzioni alle proposte di riforma, bisogna osservare due fondamentali
regole: esaminare le questioni con la massima aderenza alle concrete realtà
sulle quali si vuole intervenire e, soprattutto, valutare le conseguenze delle
modifiche che si desiderano introdurre nella specifica condizione di quel reparto, di quello ospedale.
Se si parte dal pregiudizio generalizzato sulle
«resistenze corporative
dei medici al cambiamento», ignorando tutti i suggerimenti di coloro che
non dichiarano preventivamente fedeltà leghista,
il pericolo è proprio quello
di una corsa in un futuro
da brivido. A Cota non basterà l’atteggiamento guascone e l’esibizione provocatoria della verginità
d’interessi e d’esperienza
nel settore. Le riforme,
quelle che riescono, non si
fanno moltiplicando i nemici, ma addizionando i
consensi. Il governatore
dovrebbe lasciare Bartali
nel pantheon dei campioni ciclistici e affidarsi a un
diverso ispiratore, Luigi
Einaudi e al suo «conoscere per deliberare».
SI CHIAMA BIANCA, HA TREDICI ANNI, MERCOLEDI NON E’ TORNATA A CASA
Bianca Tarcomnicu ha 13
anni. E’ uscita di casa mercoledì pomeriggio è non è
più tornata. I genitori sono
in preda all’angoscia, hanno
denunciato la scomparsa ai
carabinieri. Gli amici di famiglia si sono subito dati da
fare per chiedere aiuto. Ai
giornali, alle televisioni, ma
anche soltanto ai residenti
e ai frequentatori della zona
pedonale della Crocetta, dove la ragazzina abita con i genitori e la sorellina. Ieri pomeriggio, due notizie hanno
in parte rincuorato i genitori
di Bianca: un «post» lasciato
sul suo profilo di Facebook.
Potrebbe significare che sta
bene. Lo stesso vale per il cellulare, che ieri è risultato acceso a Milano.
Un passo indietro. Il 12 gennaio, Bianca aveva denunciato
l’aggressione fatta da tre giovani poco distante dalla propria abitazione. Hanno rovistato nel suo zaino e se ne sono
andati a mani vuote. Nel
«post» di ieri, la ragazzina (o
comunque, chi ha utilizzato la
sua password per accedere al
profilo) ha scritto che Bianca
era trattenuta da quei giovani.
Gli investigatori non si sbilanciano, di certo le ricerche sono
già state avviate.
Mercoledì mattina, Bianca
è tornata da scuola prima del
previsto. Si era sentita male,
aveva aspettato a casa la madre per il pranzo. Alle 15, la
madre l’aveva chiamata sul
cellulare per ricordarle di
prendere un integratore. Poi,
silenzio. Quando la sorellina è
tornata a casa da scuola a metà pomeriggio, Bianca non
c’era. Ha pensato che fosse
uscita con qualche amica. Alle
Smog
Domenica niente
blocco del traffico
Il tavolo di coordinamento dei Comuni sulla qualità dell’aria (Beinasco, Borgaro, Carmagnola, Chieri,
Chivasso, Collegno, Grugliasco, Ivrea, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Pinerolo, Rivoli, San Mauro, Settimo, Torino, Venaria), coordinato dall’assessore all’ambiente Roberto Ronco, ha
stabilito di non bloccare il
traffico domenica, 6 febbraio: «Lo stop della domenica
passata, unito alla pioggia,
hanno infatti contribuito a
un abbassamento dei valori
del PM10 che non giustifica,
questa settimana, un provvedimento d’emergenza».
I
Molinette
Un altro ricovero
per influenza A
Sono sei, dai ieri, le persone ricoverate in rianimazione alle Molinette con l’influenza A. Nel pomeriggio è
stata trasferita dal San Luigi
una donna di 52 anni, già affetta da sclerosi multipla. E’
stato necessario sottoporla a
circolazione extracorporea.
I
Incidente mortale
Cade dal terzo piano
mentre pulisce i vetri
Era salita su una scala
per pulire i vetri, ha perso
l’equilibrio ed è caduta dal
terzo piano. L’intervento
dei medici del «118» non ha
potuto salvare Vaglie Denti,
80 anni, precipitata su
un’auto parcheggiata sotto
il civico 16 di via Terni. Sul
posto sono arrivati anche gli
agenti del commissariato
Madonna di Campagna, che
hanno ricostruito la dinamica della disgrazia.
I
Piazza Castello
Una baby gang
rapina due coetanei
Una baby gang ha circondato ieri due ragazzini di
14 anni, in via Accademia delle Scienze angolo Piazza Castello, per derubarli del portafogli e del cellulare. Gli aggressori, tutti sotto i 16 anni un italiano, due albanesi, un
equadoregno, un peruviano,
un marocchino - colti di sorpresa dalla reazione delle vittime, hanno scatenato una
rissa. Sono intervenute le
pattuglie della polizia municipale. Cinque aggressori sono
stati fermati. Parte della refurtiva recuperata.
I
Bianca Tarcomnicu
Il suo cellulare ieri risultava
acceso nella zona di Milano. Una
città che - insieme a Parigi aveva confessato ad un’amica di
voler visitare. Indossa jeans
scarpe da ginnastica bianche e
una giacca verde
Ragazzina scompare alla Crocetta
Una pista porta a Milano
Ieri pomeriggio
ha lasciato
un messaggio
su Facebook
In breve
18, la piccola ha dato l’allarme.
Ha chiamato la madre, lei e il
padre si sono rivolti ai carabinieri. La procedura prevede
un periodo di 24 ore prima di
passare alle indagini approfondite, con tanto di controlli dei
tabulati telefonici e ricerche in
tutto il Paese.
I genitori hanno un buon
rapporto con la figlia, che ha
buoni profitti scolastici. Con la
forza di volontà e con l’aiuto di
apparecchi acustici (indossati
sempre sotto i capelli lunghi fino alle spalle) è riuscita a superare i problemi di udito riscontrati già dall’infanzia. Qualche
giorno fa, ha fatto qualche confidenza a un’amica. Chiacchierava di vacanze, aveva manifestato il desiderio di andare a
Milano e a Parigi.
La ragazzina è uscita di casa
con 34 euro, il cellulare e il caricabatterie. Indossava jeans
blu, scarpe da ginnastica bianche, maglietta verde con colletto bianco, golf lungo grigio,
giacca verde leggera con cappuccio e sciarpa nera. Porta
braccialetti di corda multicolori e un braccialetto marrone
con santini di Padre Pio e Santa
Teresa, oltre a un anellino d’oro
con pietra ovale rossa. Chiunque abbia notizie, può chiama[C. LAU.]
re il 112 oppure il 113.
CN
LA STAMPA
VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011
Sanità
e riordino
Polemica. Dal Cebano la richiesta
di confermare le garanzie
sul futuro dell’ospedale
Cuneo e provincia 49
Medici. Il sito dell’Inps a rilento
Nuovi problemi per il rilascio
delle certificazioni di malattia
“Il Pronto soccorso non si tocca”
Il sindaco di Ceva: il ministro ci ha rassicurato, è sconcertante che dall’Asl dicano diversamente
PAOLA SCOLA
CEVA
Cuneo
Il piano regionale
Stasera un incontro
«Nell’incontro di Ceva, il 31 gennaio, sia il ministro della Salute Ferruccio Fazio, sia l’assessore regionale alla Sanità Caterina Ferrero
sono stati chiari sul Pronto soccorso cebano: viene mantenuto aperto
ventiquattr’ore al giorno, senza tagli al personale né riduzione dell’operatività». Lo ripete, il sindaco
Alfredo Vizio, e non accetta le anticipazioni sul progetto regionale di
organizzazione della rete dei Pronto soccorso, emerse il giorno successivo alla partecipazione del ministro Fazio e dell’assessore Ferrero al convegno cebano.
Il convegno «degli impegni sul
futuro del presidio», in cui Fazio ha
rassicurato sul mantenimento della struttura di regione San Bernardino. Poche ore dopo, però, le notizie sul Pronto soccorso - ritenuto
«La riforma della Sanità regionale e il futuro dell’ospedale Santa
Croce e Carle di Cuneo». Se ne discute stasera, alle 21, in un incontro organizzato dalla lista civica «Cuneo
Solidale». L’appuntamento è nel salone ex Iacp di via Amedeo Rossi a
Cuneo. Sono stati invitati Gianna
Gancia (presidente della Provincia),
Mino Taricco (consigliere regionale
Pd), il ginecologo Ernesto Principe
(sindacalista dell’ospedale del capoluogo) e Salvio Sigismondi, presidente provinciale dell’Ordine dei medici.
Giancarlo Arneodo, capogruppo della lista civica: «Abbiamo invitato anche Claudio Zanon, commissario dell’Agenzia regionale per i Servizi sanitari. La riforma proposta dalla Regione fa discutere: sono temi che possono sembrare tecnici e specialistici,
ma possono avere un forte impatto
[L. B.]
sulla vita dei cittadini».
I
AZIENDA SANITARIA
«Saranno garantiti
l’emergenza com’è oggi
e una Chirurgia adeguata»
di «zona disagiata» - con possibili
riduzioni del personale rispetto alla situazione attuale.
Così Vizio ha contattato altri
amministratori della zona, la Regione e anche gli uffici del ministro
Fazio, determinato a ricordare gli
impegni e le rassicurazioni forniti
ai cittadini, che hanno affollato il teatro Marenco.
«Fazio e Ferrero sono stati chiari - sottolinea il primo cittadino di
Ceva - e non abbiamo quindi motivo di dubitare, neanche alla luce
delle dichiarazioni del dottor Grillo, responsabile degli ospedali della nostra Asl Cn1, apparse su “La
Stampa” mercoledì: dichiarazioni
che contraddicono le assicurazioni
forniteci appena il giorno prima».
Dopo una giornata di colloqui
con i colleghi sindaci, l’Asl e l’assessorato, trascorsa a ribadire quanto
emerso dall’incontro con il ministro, Vizio aggiunge: «Gli interventi successivi del presidente della
Regione Piemonte Cota e dell’assessore alla Sanità Ferrero, riferiti all’intera organizzazione regionale dei Pronto soccorso, mi sembra smentiscano le opinioni del
Convegno
Aspetti psicologici
nell’emergenza
Il ministro Fazio all’arrivo nel teatro Marenco di Ceva gremito per l’incontro con i cittadini e gli amministratori
Nella «Granda»
Ancora blackout per i certificati online
«Lentamente il nuovo sistema sta
andando a regime, ma servirà ancora
tempo, forse mesi. Ancora oggi ci sono
stati altri “blackout”, durati alcune ore,
nel sistema nazionale online: così è stato impossibile inviare attraverso internet il certificato di malattia dei lavoratori». Spiega così Salvio Sigismondi, medico di base e presidente provinciale dell’Ordine dei medici. Da martedì è scattato l’obbligo, in tutta Italia, di non rilasciare più al lavoratore un certificato di
malattia su carta, ma di utilizzare un sistema centralizzato e informatico. Una
novità introdotta per ridurre l’utilizzo di
carta e permettere un maggiore controllo degli assenteisti, ma che ha causato
la protesta dei medici per le pesanti sanzioni previste in caso di inadempienza
(fino al licenziamento). Tant’è che il ministro Brunetta, martedì sera, è interve-
I
nuto ufficialmente per ribadire che le
sanzioni non si applicano in caso di non
funzionamento del sistema. Il primo
giorno è stato di caos anche per i 480
medici di base della Granda, che hanno
continuato a emettere certificati cartacei (in teoria fuorilegge). Non solo: al
«Santa Croce» di Cuneo Cuneo e al «Ss.
Trinità» di Fossano ci sono stati casi di
pazienti dimessi dall’ospedale e invitati
dai medici a ritornarci, perché da febbraio anche gli «ospedalieri» devono rilasciare i certificati di malattia. Il medico di famiglia Alessandro Agnelli, albese, aggiunge: «Il sito dell’Inps funziona
a singhiozzo, dopo il caos di martedì. Sono state date disposizioni poco chiare.
Inoltre si prevedono altri disguidi lunedì, quando il numero di certificati da
emettere è più alto rispetto agli altri
giorni della settimana».
[L. B.]
dottor Grillo. Riportano un po’ di
chiarezza e serenità anche sulla
questione del nostro Pronto soccorso». E commenta: «Una considerazione, però, va fatta. È sconcertante come proprio un alto dirigente della Sanità della nostra
Asl, peraltro presente all’incontro
di Ceva, ventiquattr’ore dopo possa fare simili dichiarazioni. Si crea
confusione tra i cittadini, appena
rassicurati dal ministro Fazio e
dall’assessore regionale Ferrero,
insieme agli altri responsabili regionali e nazionali della Sanità presenti. Si alimentano preoccupazioni e ansie per il futuro dell’ospedale di Ceva. Fatti come questi non
devono più accadere».
«Il ministro è stato chiarissimo
- replica il dottor Mirco Grillo -: sono garantiti il Pronto soccorso e
una chirurgia adeguata alle necessità del territorio. Pronto soccorso
con medico e anestesista ventiquattr’ore al giorno, che è poi la situazione attuale».
«Aspetti psicologici del servizio
in emergenza». È il convegno organizzato domenica dalla Croce Rossa di Cuneo, nella sede di via Bongioanni 20,
dalle 9 alle 13. Un primo incontro su
questo stesso tema si era svolta a dicembre. Interverrà Sabrina Montagna, psicologa e volontaria della Croce rossa: analizzerà gli interventi sanitari delle ambulanze della Croce rossa
in presenza di tossicodipendenti, alcolisti, vittime di violenze, crimini o gravi
lutti. Sarà presente anche il capitano
Fabio Arena, comandate della Compagnia dei carabinieri del capoluogo:
analizzerà il ruolo della forza pubblica. Le conclusioni dell’avvocato penalista Attilio Martino, con un intervento
su diritti e doveri del personale sanitario e della vittima. Parteciperanno volontari della Croce rossa da Piemonte
e Liguria, ma l’ingresso è libero e aperto a tutti. Info: 0171.605705.
[L. B.]
I
Bra, altro no del Pd
alla riforma Cota
Barge, ambulatori
nella casa di riposo
È partito da Bra il «tour» del Pd
sulla riforma della Sanità piemontese. Il gotha locale del partito (con Mino Taricco, capogruppo in Consiglio provinciale, Aldo
Reschigna,capogruppo in Regione e Gianfranco Morgando, segretario regionale) ha voluto
ascoltare suggerimenti e proposte provenienti dalla numerosa
platea riunita l’altra sera al Polifunzionale Arpino. Il sindaco di
Bra Bruna Sibille e il segretario
provinciale Emanuele Di Caro
hanno aperto la serata, sottolineando il grave torto che il territorio di Alba e Bra subirà con l’attuazione della riforma voluta da
Cota. «Come si può pensare
un’Asl che va da Govone ad Argentera?» ha detto il sindaco aggiungendo: «C’è un problema di
Gli ambulatori specialistici di
Chirurgia generale, Psichiatria e Ostetricia-Ginecologia
sono a «pieni giri» all’Unità
territoriale di Barge, nella casa di riposo del paese «Don
Ernesto Uberti».
«Saranno avviati in un secondo momento - spiegano dal
municipio - gli altri servizi inerenti le discipline di Urologia,
Diabetologia e Medicina Legale. Quest’ultima, in particolare,
è necessaria quando si deve rinnovare la patente di guida». La
nuova «opportunità sanitaria»
è stata attivata a favore degli
abitanti della valle Infernotto,
un bacino d’utenza di circa 25
mila persone, grazie alla convenzione stipulata tra l’amministrazione civica del sindaco
merito, perchè il nostro territorio
perderebbe il “suo” ospedale, e un
problema di metodo, perché non
siamostatiinterpellati».
Il consigliere regionale Stefano
Lepri ha poi spiegato la ragione
dell’incontro: «Stiamo girando il
Piemonte con molta convinzione.
Ci batteremo fortemente ascoltando il territorio». Poi ha illustrato
nel merito le criticità della riforma
che prevede la creazione in provincia di Cuneo di un’unica Asl per le
prestazioni sanitarie e di un’unica
Aso che gestisca tutti gli ospedali
dellazona.
«Siamo d’accordo che gli ospedali debbano parlarsi di più e ci siano maggiori sinergie - ha detto Lepri -, ma l’idea di introdurre sistemi di concorrenza “di mercato” rischia di favorire i privati». Dalla
L’incontro dell’altra sera al Centro «Arpino» di Bra
platea sono arrivati molti suggerimenti e riflessioni di cui i vertici
del partito potranno tener conto
nell’elaborazionedi una controproposta alla riforma sanitaria che il
Consiglio regionale deve approvare. Alcuni medici e sanitari, dipendenti ed ex dipendenti dell’Asl
Cn2, hanno espresso preoccupazioneper non essere staticoinvolti
nel confronto sulla riforma, mentre numerosi sindaci hanno richiamato esperienze di successo nella
gestione, nei piccoli centri, delle
cure primarie e di strutture ambulatoriali che non vorrebbero dover
smantellare.Oggi i sindaci di Bra e
Alba dovrebbero incontrare l’assessore regionale alla Sanità Cate[E. A.]
rina Ferrero.
Luca Colombatto e l’Asl Cn1.
«Siamo riusciti - dice Colombatto - come promesso, a promuovere l’attivazione in tempi
rapidi di un primo gruppo di
importanti servizi specialistici
per il territorio in ambito sanitario. Un risultato positivo e
controtendenza: delocalizziamo, invece di accentrare». L’accordo era stato siglato lo scorso agosto: niente più «viaggi sanitari» da Barge e Bagnolo verso Saluzzo, Savigliano o Pinerolo per le visite specialistiche.
Per illustrare le funzioni e le
opportunità offerte dai nuovi
ambulatori, i vertici dell’azienda sanitaria e quelli dell’amministrazione comunale hanno indetto una conferenza stampa
[A. G.]
per il 17 febbraio.
Società Meteorologica Italiana - www.nimbus.it diretta da Luca Mercalli - Elaborazione grafica: Centimetri.it
OGGI
DOMANI
Previsioni
AO
TO
Si consolida l’anticiclone delle Azzorre sulle
nostre regioni e il tempo si mantiene stabile e
con temperature miti soprattutto in montagna.
Oggi cielo sereno o al più velato da nubi alte e
sottili in Valle d’Aosta e sui rilievi piemontesi,
a tratti più grigio in pianura, per nebbie più
persistenti sul Piemonte orientale, in
diradamento altrove. Temperature in aumento.
AO
TO
Previsioni
Temperature (C˚)
Umidità relativa
Qualità dell’aria
Ancora una giornata ben soleggiata con cielo
sereno e temperature decisamente primaverili
in montagna dove lo zero termico supererà i
3000 metri nelle ore più calde e le
temperature raggiungeranno i 15 ˚C a 1500
metri. Rimangono nebbie a tratti persistenti in
pianura, specie sul Piemonte orientale,
soleggiato e mite altrove. Domenica ancora
soleggiato salvo nebbie in pianura.
Torino
Torino
Ieri
Ieri
-0,7 11,6
Un anno fa -3 9,5
Alle 8
Alle14
81%
50%
Estremi del mese
dal 1753 al 2007
Limite pioggia/
neve oggi
1
2
3
4
5
6
7
03/02/1754 Min. -19,1
15/02/1990 Max.+26,0
Nord
Sud
Min.
Max.
-
Ottima
Buona
Discreta
Mediocre
Poco salubre
Insalubre
Molto insalubre
a cura di Provincia
di Torino e Arpa Piemonte
Precipitazioni
Ieri fino alle 19
Totale del mese
Media del mese
dal 1971 al 2007
46 mm
Febbraio più piovoso
1974 - 243,6 mm
TORINO
VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011
torino.repubblica.it
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Mirafiori, cassa lunga aspettando il piano di rilancio
A
MIRAFIORI torna la cassa integrazione lunga: a partire dal 14 febbraio sono previste fino a tre settimane di stop.
L’ad Marchionne incontra il governatore del
Piemonte Roberto Cota a Detroit e ribadisce:
«Non fermerò Chrysler per aspettare la Fiat».
Al Politecnino è stato presentato il rapporto
dell’Osservatorio sulla formazione e il lavoro:
il 34,5% per cento degli under 30 a Torino è disoccupato, percentuale superiore alla media
nazionale. Il settore che tira di più è l’alberghiero.
PAROLA E GIACOSA A PAGINA V
Mercoledì prossimo nuova verifica in Provincia
Smog, domenica si circola
“Ma se l’aria peggiorerà
pronti a decidere altri stop”
DIEGO LONGHIN
A PAGINA IX
I controlli dei vigili durante l’ultimo blocco del traffico
L’evento
Torna a Venaria
per Italia 150
il “Doppio corpo”
di Pietro Piffetti
Aut aut di 50 imprenditori della Granda: un errore l’Asl unica, viene meno il nostro impegno per l’ospedale di Alba-Bra
Sanità, rivolta contro i tagli
Il «doppio corpo» di Piffetti
A rischio le assunzioni per il Centro ustionati e l’elisoccorso È
I
È tutta da rifare la legge antivalanga
NSORGONO i sindacati e il Collegio degli infermieri contro i pesanti tagli alla sanità previsti in una delibera della
giunta Cota che metterebbe a rischio l’assunzione di operatori per il nuovo centro grandi ustionati e pure la regolarità
del servizio di elisoccorso. Si prospetta anche la possibilità di
licenziamenti, secondo Cgil. Intanto da Cuneo arriva un nuovo siluro contro la riorganizzazione della sanità: 50 imprenditori di Alba e Bra contestano l’Asl unica: « Può venire meno
il nostro impegno per l’ospedale di Verduno».
GIUSTETTI E TRABUCCO ALLE PAGINE II E III
Fuori pista non sono più obbligatori l’Artva e la pala
Si infiamma il clima. Gariglio ancora contro Fassino: “Ha cominciato lui a parlare di età”
Primarie Pd, Morgando chiede fair play
“E il partito deve rimanere neutrale”
da
34
SARA STRIPPOLI A PAGINA V
Volevano portafogli e cellulare, la loro reazione li ha messi in fuga
GIORNI
Bloccata una banda di bulli minorenni
dopo l’assalto a due coetanei in centro
IL SERVIZIO A PAGINA X
L’ex enfant prodige del sax
suona domani in Conservatorio
arrivato al Centro restauro della Reggia di
Venaria il “Doppio corpo” di Pietro Piffetti, un capolavoro di ebanisteria realizzato nel ’700 dal celebre artigiano di casa reale e prestato dal Quirinale per la mostra
celebrativa dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Il pregiato
mobile sarà ora sottoposto a
un restauro conservativo
prima di essere esposto nuovamente nel Torinese dopo
la mostra sul barocco del
1963.
PAGLIERI A PAGINA XVIII
LE FAMIGLIE
PIEMONTESI
ASPETTANO IL BONUS
PER I PANNOLINI
Fuori pista non è più obbligatorio l’Artva
ACORDON E CLAVARINO A PAGINA XI
La curiosità
Sono 238 i centenari, raddoppiati negli ultimi cinque anni: il Comune li vuole radunare
Una serata con i patriarchi di Torino
A
Francesco Cafiso
Arriva Cafiso
“Vi farò ascoltare
il mio particolare
jazz da camera”
ALBERTO CAMPO
A PAGINA XIII
Torino ci sono ben 238
centenari. Negli ultimi
cinque anni sono praticamente raddoppiati. E il merito va
soprattutto al gentil sesso. Se infatti gli uomini che hanno passato i cento sono in tutta la città 26,
proprio come nel 2005, le donne
sono passate da 132 a 212. Il record di longevità è stato però toccato durante le Olimpiadi, quando un’arzilla vecchietta ha compiuto la bellezza di 112 anni. Oggi il top è di 110: sono però una decina a soffiare su più di 105 candeline. Guardando ai maschi, è
stato il 2009 l’anno per loro più
fortunato: ad aver oltrepassato la
fatidica soglia dei cento erano
ERICA DI BLASI
addirittura in 38. Un trend di crescita partito nel 2005, quando
erano poco più di venti, ma
stroncato l’anno scorso. Nel 2010
sono infatti rimasti appena in 26.
E nessuno sopra i 105. «Gli anziani — sottolinea l’assessore all’Anagrafe, Giovanni Maria Ferraris
— sono una risorsa importante
per la città. E il fatto che la longevità sia in aumento, fa ben sperare per le prossime generazioni».
Ogni cittadino, al compimento
dei cento anni, riceve una visita
dal Comune. «Li invitiamo qui a
Palazzo civico — racconta Ferraris — o andiamo a trovarli a casa
loro. I loro occhi hanno visto un
secolo della città e la maggior
parte di loro si ricorda di ogni
cambiamento, bello o brutto».
Ora al Comune — l’idea è appunto venuta a un’ultracentenaria — non dispiacerebbe farli incontrare: una serata per condividere ricordi e sensazioni. Oggi
come oggi vorrebbe dire radunare allo stesso tavolo oltre ventimila anni di storia. «Su richiesta
di una signora — spiega Ferraris
— abbiamo avviato una sorta di
censimento. Adesso speriamo
trovino il modo di contattarsi e
magari di incontrarsi. La città è a
loro disposizione».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
la Repubblica
PIANETA
CRONACASANITÀ
VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011
TORINO
■ II
I tagli contestati
Ai cinquanta milioni di un mese fa
se ne aggiungerebbero altri cento
Elisoccorso e centro ustionati
a rischio con la scure di Cota
Rivolta di sindacati e infermieri contro il ridimensionamento
OTTAVIA GIUSTETTI
I
NSORGONO i sindacati, insorge il Collegio degli infermieri alla notizia dei nuovi
pesantissimi tagli sul personale
della sanità deliberati dalla
giunta regionale venerdì scorso. Parliamo di un ulteriore taglio di cento milioni di euro (dopo i cinquanta di poco più di un
mese fa) e dell’obbligo per tutte
le aziende di risparmiare almeno il 2% sul costo del personale
nel 2011. E si prende come riferimento il costo di novembre
2010 (quando già il contingente
era ridotto al lumicino per i numerosissimi pensionamenti) e
lo si moltiplica per dodici mesi.
Obiettivo questo che per alcune
aziende come le Molinette che
avrà poche uscite nel 2011 potrebbe addirittura richiedere
dei licenziamenti. «Sì, alle Molinette non è previsto che nel
2011 si verifichino molte uscite
- spiega Franco Cartellà, rappresentante sindacale della
Cgil - risparmiare il 2% sul costo
del personale da noi significherebbe licenziare».
Ci sono poi il già annunciato
blocco del turnover, totale per
gli amministrativi e del cin-
Secondo la Cgil in
corso Bramante
potrebbero
esserci parecchi
licenziamenti
quanta per cento per il resto del
personale. L’abolizione delle
prestazioni aggiuntive e il divieto di esternalizzare i servizi, a
meno che questo non consenta
un ulteriore taglio sul personale. Una scure pesantissima, immediatamente in vigore, che ha
creato sconcerto e preoccupazione in tutti gli ospedali. Al Cto,
per esempio, la Cgil ha convocato immediatamente un’assemblea per presentare il piano
e ha raccontato quali ricadute
questi tagli avranno in particolare sui servizi del traumatologico, che dovrebbe a breve aprire un Centro grandi ustionati
all’avanguardia ma che avrà bisogno per questo di assumere
dieci infermieri (impossibile
nel prossimo anno), che vede a
rischio il servizio di elisoccorso,
dove il personale è pagato con il
fondo per le prestazioni aggiuntive e già si sottopone a turni di dodici ore, che non sarà più
in grado di mantenere attiva di
notte la sala operatoria cosiddetta fast track dove i chirurghi
operano i casi urgenti. «La coperta è già strettissima - dice
Gerardo Scotellaro, rappresentante Cgil dell’ospedale - chi ha
formulato questa delibera è un
irresponsabile, non si rende
conto che non ci resterà altra alternativa che chiudere alcuni
servizi ai cittadini».
Ieri Caterina Ferrero, l’assessore alla Sanità, ha presentato i
tagli ai commissari delle aziende. Martedì li aveva annunciati
ai sindacati. Ma il contenuto
non è stato mai oggetto di trattativa, la presentazione è avve-
AD ALTO RISCHIO
I numeri
Prestazioni aggiuntive al Cto nel 2010
267.000 euro circa
I SERVIZI FINANZIATI
Blocco operatorio
neurochirurgia
lo strumentista
di sala per il turno
pomeridiano in regime
di urgenza/emergenza
Tutti i blocchi operatori
gli straordinari di tecnici
e infermieri per coprire
i turni delle sostituzioni
per malattie prolungate,
ferie, aspettativa,
maternità
Centrale operativa 118
tutte le prestazioni
per il funzionamento
dell'elisoccorso
nuta a cose fatte. Tant’è vero
che il Collegio infermieri ha dovuto chiedere proprio ieri un
incontro urgente con l’assessore per essere messo a conoscenza dei contenuti del piano e di
quale rapporto infermiere-paziente la Regione intende considerare come standard minimo assistenziale. «Se è condivisa con la Regione la volontà di
eliminare le aree di inefficienza
Il colloquio
«È
INSENSATO entrare
in allarme per i contenuti della delibera che
impone ridimensionamenti nella gestione del personale, a questa seguirà un serio lavoro di riorganizzazione per non dover
chiudere servizi essenziali né le
attività di eccellenza del nostro
sistema sanitario»: Caterina Ferrero, l’assessore regionale alla
Sanità, ha appena concluso un
lunghissimo incontro con i commissari delle Aziende sanitarie, ai
quali ha presentato la discussa
delibera che impone nuovi pesanti tagli e razionalizzazioni sulla gestione del personale sanitario. «Ci stiamo adeguando a un
piano di rientro che è nazionale e
che condividiamo con il governo
- dice - ma non siamo dei mostri
che hanno intenzione di smantellare il servizio sanitario piemontese, chi ha parlato strumentalizzando politicamente le
decisioni prese in materia di sanità farebbe meglio a stare in silenzio e mettersi a lavorare per far
sì che questa riorganizzazione
sia un obiettivo raggiungibile».
L’assessore spiega che quanto
contenuto nella delibera ha un
valore indicativo, e che ogni
azienda dovrà mettere in atto un
piano specifico per il raggiungimento di quegli obiettivi. «Nessuno si sogna neppure lontanamente di andare a smantellare
centri come quello dei trapianti
di fegato delle Molinette - spiega
Sala angiografica
numerose attività specifiche
seguite oltre l'orario
di lavoro come per esempio
il piede diabetico
Reparti di degenza
gli straordinari di infermieri
per coprire i turni delle
sostituzioni per malattie
prolungate, ferie,
aspettativa, maternità
Sala fast track
il personale che consente
di utilizzare una sala
durante il turno notturno per
la gestione delle urgenze
al fine di garantire la massima
appropriatezza del sistema sanità - dice Maria Adelaide
Schirru, presidente del Collegio
di Torino - è contemporaneamente volontà e dovere di questo coordinamento di mantenere alto il livello di attenzione
sugli standard operativi delle
singole realtà, a garanzia del diritto del cittadino di ricevere assistenza, e del diritto dei profes-
Numerose prestazioni
negli ospedali
piemontesi sono a
rischio, secondo
quanto denunciano i
sindacati e il collegio
infermieri. Si temono
anche licenziamenti
Nursing up:
una delibera
oscena, sarà
difficile garantire
le prestazioni
sionisti di lavorare con modalità consone alla sicurezza e a
criteri di qualità». Persino il sindacato Nursing Up, che politicamente non è certo vicino alla
sinistra, si schiera compatto
contro la delibera regionale che
per tutto il 2011 blocca le assunzioni e le prestazioni aggiuntive
e dichiara lo stato di mobilitazione di tutti gli infermieri fino
a che tale delibera non verrà ri-
tirata. «Si tratta di una delibera
oscena, che non è frutto di alcun confronto con le organizzazioni sindacali e che va a penalizzare in modo pesantissimo gli infermieri, uomini e
donne che negli ospedali danno l’anima tra turni e straordinari - dice Claudio Delli Carri,
segretario regionale del Nursing Up - negli ospedali sarà veramente molto difficile, se non
impossibile, continuare a garantire la qualità della prestazione offerta ai pazienti. Dobbiamo ricordare tutti che un infermiere stanco, stressato, vittima di burn out, per le situazioni
ad alto rischio che affronta, è un
infermiere che più facilmente
può sbagliare. Con tutte le conseguenze che ciò può comportare».
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L’assessore replica alle accuse: ci stiamo adeguando ad un piano di rientro che è nazionale
Ferrero: “Insensato creare allarme
Non smantelliamo il centro trapianti”
‘‘
‘‘
,,
,,
Non siamo mostri
Però in certi settori ci
sono sprechi di risorse
Li vogliamo eliminare
per migliorare il servizi
- il commissario insieme con la
Regione dovrà trovare un modo
per razionalizzare altri servizi e
trovare le risorse per mantenere
invece in salute quel reparto che
ci invidiano in tutta Europa». Il
In passato ci sono
stati tentativi
di razionalizzazione
che le aziende non
hanno rispettato
Caterina Ferrero
centro trapianti di fegato, infatti,
mantiene parte dei turni di medici e infermieri (turni che non conoscono orario e che ovviamente seguono la logica di urgenze
non programmabili) con il fondo
Le divisioni nel centrodestra
Ai ferri corti anche per la gestione degli appalti
N
ON è solo la sanità a dividere al maggioranza di centrodestra Anche la
decisione se mantenere o meno in
vita Scr Piemonte spa, la società regionale
che dovrebbe gestire gli appalti in sanità,
trasporti e infrastrutture crea polemiche
all’interno del Pdl e tra il Pdl e la Lega. Ieri
c’è stata al riguardo una ennesima riunione del Popolo delle Libertà ma la decisione
è stata rinviata a lunedì, a un nuovo incontro cui parteciperanno tutti gli assessori del
Pdl. «Allo studio - spiega il capogruppo a
Palazzo Lascaris - ci sono tre diverse ipotesi. Qualcuno vorrebbe abolire la società in
tempi rapidi, considerando fallimentare il
suo operato. Altri preferirebbero procedere con maggiore cautela e tenere sotto esame Scr per almeno un anno, prima di assumere decisioni nel merito. Altri ancora, pur
giudicando in modo abbastanza negativo
l’operato della società sia per quanto riguarda il passato, sia nella sua attività recente, sembrano convinti che in prospettiva, con un opportuno rilancio, potrebbe
diventare uno strumento molto utile alla
Regione per mettere in campo procedure
per la centralizzazione degli acquisti, ottenendo consistenti risparmi di gestione».
per le prestazioni aggiuntive che
la delibera della giunta Cota abolisce per tutte le aziende sanitarie. «Se ci tolgono quel budget il
nostro centro dovrà dimezzare
l’attività - ha detto ieri Mauro Salizzoni, il direttore del centro, dopo aver appreso la notizia - una
decisione di questo tenore per
noi è mortale».
Ma come Salizzoni, sono moltissimi i servizi che alle Molinette
ma anche negli altri ospedali sono stati finanziati in questi anni
grazie a quel “portafoglio” aggiuntivo per il pagamento di attività extra del personale. Degli infermieri in particolare, di cui gli
ospedali soffrono una carenza
cronica. Le terapie intensive, per
esempio. Una parte degli infermieri che lavorano nel centro di
riferimento per l’H1N1. Ferrero è
convinta che altrove ci sia spreco
di risorse tali da poter ricollocare
e coprire le carenze su questi servizi. Così la delibera è molto chiara: i commissari che non si rifaranno alle indicazioni di tagli e
non raggiungeranno gli obiettivi
stabiliti, saranno cacciati via.
«Sappiamo che in passato sono
stati tentati ridimensionamenti
ma che le aziende poi casualmente non hanno rispettato le
delibere - spiega Ferrero - Per
questo abbiamo introdotto toni
che siano di incentivo a rispettare i tagli».
(o.giu.)
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la Repubblica
VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011
TORINO
■ III
Il progetto
I primari Gandini e Rabbia sperimentano un metodo innovativo che prevede un intervento
Malati di sclerosi multipla
una speranza alle Molinette
SARA STRIPPOLI
A
LLE Molinette di Torino la
lista d’attesa è già lunghissima anche se nessuno ha
ancora pubblicizzato gli interventi. Sono oltre duecento i malati affetti da sclerosi multipla che hanno chiamato da tutta Italia per sottoporsi a quello che è conosciuto
come “metodo Zamboni”, dal nome del professore dell’Università
di Ferrara che per primo ha ipotizzato una correlazione fra stenosi,
un’ostruzione delle vene, e l’insorgenza o peggioramento della
sclerosi. Un metodo controverso
non amato dai neurologi, che
qualcuno ama persino paragonare al caso Di Bella, di cui si discuterà oggi al San Luigi di Orbassano.
Alle Molinette, Giovanni Gandini
e Claudio Rabbia, primari dei due
reparti di radiologia interventistica universitaria ed ospedaliera,
hanno creduto che valesse la pena
verificare i risultati e partecipare al
progetto partito da Zamboni a
Ferrara che da marzo coinvolgerà
La polemica
Giovanni Gandini
circa 600 pazienti. La direzione sanitaria proprio ieri ha annunciato
che sarà messo a disposizione un
posto letto dedicato e l’assessore
Caterina Ferrero ritiene che il progetto debba andare avanti.
I primi interventi eseguiti al San
Giovanni Battista risalgono all’autunno scorso e finora sono 19 i
pazienti operati. «Faremo interventi anche su pazienti non am-
messi al progetto», promette Rabbia. Il metodo si basa sulla convinzione che un’ostruzione delle vene della testa e del torace possa essere una concausa. Si tratta di interventi endovascolari in anestesia locale che durano in media da
una tre ore. Due piccoli buchi consentono di infilare una sonda nella vena femorale per risalire fino
alla giugulare per la “disostruzione”. «È troppo presto per trarre
conclusioni - chiarisce Gandini per farlo ci vogliono grandi numeri. Non credo si tratti di una cura
miracolosa, ma neppure di una
patacca come si rivelò la cura Di
Bella. È un metodo che merita di
essere approfondito, anche per
evitare che i malati di sclerosi multipla decidano di andare in centro
privati europei o italiani spendendo cifre che oscillano fra i 6 e gli
8mila euro». Aggiunge Rabbia:
«Sui nove pazienti che abbiamo
operato alcuni hanno avuto un
qualche miglioramento, qualcun
altro era molto soddisfatto».
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Nuovo ospedale, aut-aut degli imprenditori
“Con l’Asl unica a Cuneo verrà meno il nostro impegno per Alba-Bra”
MARCO TRABUCCO
C
INQUANTA imprenditori
della provincia di Cuneo
polemizzano sulla nuova
organizzazione della sanità piemontese. E chiedono a Cota di rivedere la divisione delle Asl decisa un mese fa ripristinando quella di Alba e Bra (che il nuovo piano accorpa con il resto del Cuneese) e lasciando pure in dotazione a quell’Asl anche il
nascente ospedale di Verduno.
L’elenco comprende nomi notissimi dell’imprenditoria piemontese dalla Ferrero, ai Miroglio, dagli Stroppiana alla Diageo Italia e
ai noti produttori di vino Ceretto,
dal Gruppo Eataly al Credito Cooperativo di Cherasco.
I 50, tutti membri della Fondazione Nuovo Ospedale Alba - Bra,
hanno inviato una lunga lettera, il
30 gennaio, alla presidenza del
Consiglio regionale e alla quarta
commissione (quella che si occupa di sanità) chiedendo un incontro: «Dal marzo del 2008 - spiegano - un gruppo di imprenditori in
rappresentanza di alcune delle
più importanti realtà industriali
della zona di Alba, Bra, Langhe e
Roero, si sono riuniti nella Fondazione Nuovo Ospedale AlbaBra Onlus, con l’obiettivo di raccogliere risorse per il progetto
dell’ospedale che sta sorgendo a
Verduno». Lo scopo della Fondazione è migliorare la qualità del
nuovo ospedale e sostenerne le
attività. Per questo hanno già raccolto ben 8 milioni di euro. «La
Fondazione è nata - aggiungono
- proprio nella convinzione che
l’iniziativa pubblica meritasse il
sostegno dei privati. La partecipazione che ha saputo suscitare è
riconducibile alla forte identità
che caratterizza il nostro territorio dove, per antica tradizione, la
cosa pubblica è sentita come bene di tutti»..
Già perché, caso quasi unico in
Italia, Alba e Bra hanno accettato,
dieci anni fa, superando le polemiche di campanile, di tagliare i
loro due ospedali per costruirne
uno solo «nonostante questi già
offrano servizi di qualità, ma ina-
deguati a raccogliere le sfide del
futuro». Una qualità confermata
dai numeri. Quell’Asl infatti è la
più virtuosa del Piemonte: pochi
i malati che scelgono di curarsi al-
trove e la spesa pro capite è stata
nel 2009 di 1.519 euro, la seconda
più bassa di tutto il Piemonte, una
delle migliori d’Italia. «Se in tutte
le Asl della regione si spendesse
I protagonisti
VERDUNO
Il
costruendo
ospedale
unico di
Verduno
promosso
anche con il
sostegno di
una
Fondazione
di
cui fanno
parte
numerosi
imprenditori
della Granda
che
contestano il
piano
sanitario
SIBILLE
Il sindaco di Alba: la nostra
Asl è sempre stata tra le
più virtuose del Piemonte
L’iniziativa
Radiografia sul web per una seconda diagnosi
L
A “second opinion”, chiedere una consulenza ad altri medici per avere una
conferma della diagnosi, è una nuova
frontiera della medicina ancora poco diffusa
in Italia, soprattutto nel pubblico. Il metodo
arriva adesso in Piemonte e viene inaugurato
da StudioFutura, che ha aperto un centro a Ciriè. La radiografia viaggia sul web per essere
esaminata dai più illustri specialisti, i quali
forniranno un parere prezioso per il paziente.
Centri medici internazionali, grazie alle nuove tecniche di acquisizione digitale, dialogano
così fra loro in tempo reale. La presentazione
si è svolta ieri sera nella sede di StudioFutura e
la serata, alla presenza di Plinio Pinna Pintor,
è stata condotta dal radiologo Gino Carnazza
e dal direttore del centro di Ciriè Andrea Genovesio. I medici specialisti potranno beneficiare dell’invio telematico delle immagini radiologiche e potranno accedere ad un’area riservata del sito www.strudiofutura.com, dove
visualizzare gli esami. Ai medici di base si rivolge un servizio di consulenza sull’appropriatezza della prescrizione in radiologia. StudioFutura si propone anche di organizzare
iniziative di educazione sanitaria, a cominciare da un corso di primo soccorso salva-vita indirizzato a studenti delle scuole superiori.
CROSETTO
Il sottosegretario Pdl : mi
auguro che si ridiscuta
FERRERO
Uno dei firmatari della
lettera con altri vip
così - dice Bruna Sibille sindaco
Pd di Alba - la sanità piemontese
invece di aver un deficit di 500 milioni di euro ne risparmierebbe
200 ogni anno. Perché allora dovremmo essere accorpati ad altri
più spreconi?».
«L’area Alba-Bra - continua la
lettera - pur essendo economicamente la più importante della
Granda, ha saputo rinunciare a
fondate tentazioni di diventare
“nuova provincia”, staccandosi
dalla lontana Cuneo, per evitare
di creare nuove, costose bardature politiche e burocratiche, preferendo realizzare servizi pubblici
e sociali decentrati tra cui il nuovo ospedale». Poi passano all’attacco: «Non possiamo pertanto,
esimerci dal comunicarvi formalmente che i recenti provvedimenti regionali adottati in merito
all’ipotesi di riforma degli assetti
istituzionali della sanità piemontese destino in noi sconcerto e
forte preoccupazione. Il ventilato
scorporo degli ospedali dalle asl
spezzerebbe il legame con il territorio che è alla base del progetto
di Verduno, umilierebbe una comunità che ha saputo precorrere
i tempi e compiere scelte coraggiose e, infine, farebbe venire meno le ragioni stesse del nostro impegno. Vi chiediamo quindi di riconsiderare la decisione».
In loro appoggio scende in
campo anche uno dei più importanti esponenti del Pdl piemontese, il sottosegretario alla Difesa
Guido Crosetto, di Marene: «Fin
da subito ho fatto presente alla
giunta che quella decisione
avrebbe creato problemi sul territorio e mi auguro che ora ci sia
una discussione che coinvolga finalmente tutti: questo non significa dover necessariamente cambiare il piano, ma almeno spiegarlo perché un ospedale è una
realtà anche economica. E poi
quell’Asl è un caso virtuoso più
unico che raro in Italia».
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