. AT 48 Asti LA STAMPA VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011 In breve ASTI. LE PROPOSTE DI LEGAMBIENTE “Piste ciclabili e Ztl più grande” Quarto Domani i funerali del pensionato Waya Dapavo: “Non ci sono industrie, l’inquinamento è colpa delle auto” ROBERTO GONELLA ASTI Asti è una città inquinata. Lo dicono i numeri: 98 «sforamenti» del limite giornaliero sulle polveri sottili la collocano al terzo posto in Italia. Ma le risposte istituzionali per porre rimedio all’emergenza non soddisfano Giancarlo Dapavo, presidente astigiano di Legambiente, accociazione che ha realizzato lo studio. «Con 75 mila abitanti e ormai poche industrie la nostra città in tema di inquinamento è anche tra le prime in Europa in proporzione ai residenti - sostiene Dapavo - Città in pianura padana con oltre 100 mila abitanti, circondate da reti autostradali hanno saputo ridurre in modo decisivo l'inquinamento da traffico». E cita esempi: «Parma ha il doppio dei residenti di Asti e industrie più inquinanti, eppure ha raggiunto il record per la vivibilità urbana». Ma non solo: «Cremona e Pavia, che hanno le nostre dimensioni, con provvedimenti volti a ridurre il traffico, agevolare l'uso delle bici e incrementando il verde urbano, hanno ridotto l'inquinamento». Secondo Dapavo, la situazione è più grave di quello che i numeri fanno ritenere. «La maggioranzadelle principali industrie sono chiuse o ridotte, molte caldaie dei condomini sono state sostituite con sistemi a bassa emissioni e ad alta effi- scarico e il carico merci». Una ricetta,a suo avviso, efficace.«Studi di settore in varie città d'Italia dimostrano che dove si è migliorato l'ambiente con limiti al traffico e zone pedonali le attività commerciali hanno avuto un incremento. Lasciare la macchina a casa riduce l'inquinamento e migliora la salute: si evita lo stress della guida, della ricerca del parcheggio e si risparmia denaro. Ogni posto macchina in un parcheggio in centro comporta un apporto di 4-5 auto ogni ora pertanto. Quindi non vanno realizzati parcheggi in centro senon per i residenti». Biciclette Le bike sharing del Comune Secondo Legambiente serve però realizzare piste ciclabili evitando l’invadenza delle corsie da parte delle auto L’associazione chiede anche parcheggi in periferia con navette ecologiche per il centro cienza- la suatesi - di conseguenza la principale causa dell'inquinamentoin città è imputabileal traffico privato». Questo nonostante la costruzione di rotonde. «Hanno ridotto le code agli incroci, ma le auto incolonnate rimangono ancora troppe». E fornisce dati: «La media di percorrenza per gli abitanti della città per andare al lavoro o a scuola è di 600-800 metri, percorribili a piedi o in bici. E per percorrenzesuperiori non è difficileandare a piedi». Indice puntato anche sui trasporti pubblici: «Sempre più inefficaci a causa degli orari e Giancarlo Dapavo (Legambiente) delle percorrenze inadeguate alle necessità dei passeggeri - sostiene Dapavo - con piste ciclabili che praticamente non esistono in zona urbana. Le bici pubbliche a disposizione servono a poco se non ci sono percorsi protetti da chi parcheggia sulla limitata pista esistente». Sotto accusa anche la Ztl: «E’ poco rispettata a causa dei numerosi permessi di transito - il parere - Serve una ZTL in tutto il centro storico: corso Alfieri, corso Dante da piazza Martiri, via Cavour, possono essere pedonali permettendo orari adeguati per lo Ultimo saluto domani a Gianni Migliarino, pensionato Waya scomparso a 76 anni. Da tempo combatteva contro un tumore. Lascia la moglie Marisa Borello, ex impiegata del Comune di Asti, e i due figli Guido e Stefano. Il rosario stasera alle 20,30, nella chiesa di Quarto inferiore; i funerali domani alle 9,30. [FI. M.] I Sindacato Si è costituita l’Ugl Mariano segretario Si è costituita l’Unione sindacale territoriale per la provincia di Asti, con sede in via Natta 4. Il segretario generale confederale è Raffaele Mariano, il segretario aggiunto è Andrea Mongelli, il segretario amministrativo Angela Sportillo e poi c’è Vania Forlano, responsabile Caf Ugl di Asti e Provincia. I Dapavo chiede di incrementareil verde pubblico in città («èsolo 9 metri quadrati pro capite») E lancia altre proposte. «Per pendolari lavoratori, studenti, provenienti dalla periferia e dai paesi che raggiungono Asti si possono adottare varie soluzioni: parcheggi in periferia con navette ecologiche per il centro, bici pubbliche a disposizione. Utilizzare la rete ferroviaria presente, con orari adeguati alle esigenze dei passeggeri è una scelta che proponiamo da almeno15 anni. Camera di commercio Nasce il marchio «Ospitalità italiana» Il marchio «Ospitalità italiana» per alberghi, ristoranti, bed&breakfast dell’Astigiano: è l’iniziativa della Camera di commercio per valorizzare l’offerta turistica. Le strutture che desiderano candidarsi devono presentare domanda entro il 21 febbraio. Info e documentazione: www.at.camcom.it; 0141/535247. [V. FA.] I SANITA’/1. STASERA NEL SALONE DELLA PROVINCIA Il Pd apre la discussione sul piano regionale Continua il dibattito sulla mini-rivoluzione della Sanità piemontese: mentre a Torino è al lavoro la commissione regionale, da Partito democratico parte un’iniziativa: incontrare non solo i cittadini, ma soprattutto gli operatori del settore, per trarre suggerimenti e idee in modo da portare il confronto al tavolo torinese della Regione. E’ in questo spirito, e con lo slogan «lanciamo una campagna di ascolto sulla Sanità», che va inteso l’incontro che il Pd astigiano organizza stase- Aldo Reschigna (Pd) ra (dalle 21 nel salone consigliare della Provincia). L’iniziativa è del Gruppo regionale Pd e a far gli onori di casa sarà il capogruppo Aldo Reschigna con i consiglieri Angela Motta e Nino Boeti e il coordinatore provinciale Giovanni Miglietta. Invitati gli amministratori locali e gli eletti nelle istituzioni, i rappresentanti di ordine e associazioni di categoria mediche e paramediche, sindacati confederali, associazioni di volontariato, operatori sociali e farmacisti. «Sarà l’occasione - anticipa Miglietta - per un confronto sulle nostre proposte e su quelle della giunta Cota, ma soprattutto un momento di discussione e di ascolto con chi opera quotidianamente in sanità, per raccogliere suggerimenti e proposte da rilanciare nel dibattito avviatosi in Consiglio regionale. SANITA’/2. LO DENUNCIA NUOVAMENTE LA CISL “Al pronto soccorso manca il personale” Perplessi sul fatto che «al Pronto soccorso non cambierà nulla»: è il commento di Salvatore Bullara, segretario della Cisl Fp di Asti, sulle dichiarazioni del commissario Asl At Valter Galante in merito alle bozze di riorganizzazione regionale per le strutture d’emergenza piemontesi. «A causa delle carenze di organico il personale del pronto soccorso di Asti viaggia tra le 40/50 ore di straordinario mensile, con punte di 70 – aggiunge Bullara – con tutte le ovvie conseguenze del caso, mentre il personale del pronto intervento di Nizza nel turno notturno più volte è stato dirottato su Asti, col risultato che a Nizza è rimasta in servizio una sola infermiera professionale». Gli ultimi solleciti per porre rimedio alla situazione portano la data del 19 gennaio: «Non vorremmo che la situazione rimanga questa anche in futuro – aggiunge Bullara – perché tali eventi hanno continuato a verificarsi anche dopo la nostra richiesta alle istituzioni competenti di aprire un tavolo per richiamare a un maggior senso di responsabilità l’azienda [EL. F.] sanitaria locale». Religione Testimoni di Geova in assemblea annuale Ci saranno anche gli astigiani all’assemblea dei Testimoni di Geova, in programma domani e domenica (e poi ancora il prossimo fine settimana) a Leinì, dalle 9,40, in via Alcide De Gasperi. Il tema in discussione sarà: «Non fate parte del mondo». Parteciperanno anche da Alba, Bra, Moncalvo, Rivoli e Torino provincia. L’ingresso è libero. I T1 T2 PR CV LA STAMPA 56 Cronaca di Torino VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011 ALLE MOLINETTE PROFESSORE UNIVERSITARIO IN PENSIONE RICOVERATO DOPO INCIDENTE IN MONTAGNA Cade dalla barella e muore Neurochirurgia a processo Un intero reparto sotto accusa per carenze e sovraffollamento ALBERTO GAINO Cadde dalla barella su cui era stato lasciato per tutta la notte, per mancanza di letti vuoti: in pronto soccorso, alle Molinette, avevano riscontrato un’emiparesi in atto e diagnosticato un’emorragia cerebrale interna, dopodiché ne avevano disposto il ricovero in neurochirurgia B, «in osservazione», in vista di un’operazione per rimuovere l’ematoma provocato da una caduta in montagna. Saverio Peirone, 67 anni, professore universitario in pensione (insegnava anatomia a Veterinaria), morì sei giorni dopo. In tribunale si sta facendo il processo ad una delle due infermiere accusate di non aver vigilato mentre stavano lavando il paziente (l’altra ha patteggiato Quel giorno erano in servizio 4 operatori contro gli 8 previsti per ogni turno 3 mesi e 20 giorni, con la condizionale). L’accusa è di omicidio colposo. Il neurochirurgo e il medico legale incaricati dal pm Giuseppe Ferrando di valutare se la seconda caduta - quella in ospedale - sia stata determinante nel causare la morte del professore hanno concluso la loro consulenza senza fornire certezze: «non si può escludere... dubbi... è probabile». Di parere opposto la parte civile, con l’avvocato Carlo Rossa. Assolutori i difensori Antonio Foti e Davide Gamba. Più che all’infermiera professionale Vanda Ramunda il processo sembra a certe condizioni di ricovero e assistenza in un reparto per pazienti gravi dell’ospedale più grande del Piemonte. Così come sono emerse nell’udienza di ieri: dobbiamo risalire al 22 gennaio 2008, qiando i figli Dario e Giorgio accompagnarono il padre Saverio al pronto soccorso. Il professore soffriva di diabete ed era malato di leucemia, era un paziente a rischio per definizione, a maggior ragione do- «Vecchie lettighe senza protezioni laterali» La testimonianza della caposala: «All’epoca i pazienti arrivavano sulle barelle del pronto soccorso, vecchie, senza barre laterali. Solo da un anno ne abbiamo di nuove, più sicure» CORRUZIONE Rinvio a giudizio per gli imputati del caso Amiat Il gup Anna Ricci ha rinviato a giudizio i coimputati dell’ex presidente Amiat Giorgio Giordano (che ha patteggiato un anno di pena). Verranno processati il 12 gennaio 2012 Giovanni Succio, Carlo Gonella e Giorgio Malaspina, della VM Press di Ovada, azienda produttrice del pressoestrusore, la macchina dal costo di 5 milioni oggetto dell’istigazione alla corruzione dell’allora amministratore Amiat Raphael Rossi. A giudizio, per altra turbativa d’asta, Leonardo La Torre, Giancarlo Gallo e Salvatore Luberto. I po la caduta in montagna, a Bardonecchia, di due giorni prima, che aveva provocato quel pomeriggio prima formicolio in tutta la parte sinistra del suo corpo, poi la paralisi degli arti. La neurochirurgia diventa la destinazione naturale. Ma non c’è che quella barella, anche per un ricoverato come il professore, che pesava 80 kg. La testimonianza della caposala in udienza, Rita Tozzi, è illuminante: «Il nostro reparto, dopo l’accorpamento della neurochirugia B con la neurologia C, aveva nel 2008 trenta posti letto e quelo giorno avevamo dai 3 ai 5 pazienti in più, ricoverati tutti su barelle. Da un anno ne disponiamo di un nuovo tipo, più moderno, ma allora i pazienti restavano su quelle del pronto soccorso, molto vecchie, in tanti casi le sbarre laterali di protezione non agganciano bene le posizioni intermedie di altezza. Si usano ancora». Anche per la caposala il paziente era «critico», «con un ematoma nel cervello, sanguinamenti, emiplegico». Un letto il professor Peirone lo avrà solo dopo la nuova cadu- ta e la successiva Tac che evidenziava un secondo ematoma. Il figlio Giorgio riferisce al giudice Andrea Natale: «Il medico di guardia escluse che la botta presa in testa dopo essere scivolato dalla barella avesse avuto conseguenze». Lasciamo stare l’azzardo di quel medico, torniamo alla caposala: «Nel nostro reparto quel mattino vi erano, fra infermieri professionali e operatori sanitari, 4 persone: 2 dovettero recarsi in sala operatoria ad accompagnarvi un paziente». Per turno dovrebbero essere 8. Il resto è immaginabile. La caposala: «Parlando in generale, non del mio reparto, la situazione è peggiorata dal 2008, a causa dei nuovi accorpamenti di reparti». E dopo: «Peggiorerà ancora, con i nuovi accorpamenti previsti». Con più malati gravi costretti a rimanere in barella. A suo tempo, sul caso del professore Peirone e sul degrado di certe condizioni di ricovero l’«Associazione Adelina Graziani contro la malasanità» presentò un esposto alla direzione generale dell’ospedale. Cara Torino Cota s’ispiri a Einaudi non a Bartali LUIGI LA SPINA SEGUE DA PAG. 47 I n questo modo, si sono guastati subito i rapporti con l’assessore competente, Caterina Ferrero e con il partito che rappresenta, il Pdl. Il clima di tensione con il partner di governo, nonostante le ipocrisie diplomatiche e le smentite ufficiali, è tale che è comparsa persino una lettera con una richiesta di «chiarimenti» firmata da tutti i consiglieri pidiellini. Ma il problema non è certamente questo, perchè le esigenze di concordia, o almeno di non belligeranza, tra alleati prevaranno sui risentimenti personali. Il rischio del metodo «isolazionista» di Cota è un altro e ben più grave. L’esigenza di ridurre e razionalizzare la spesa sanitaria è giusta e urgente, ma, quando si passa dai proclami e buone intenzioni alle proposte di riforma, bisogna osservare due fondamentali regole: esaminare le questioni con la massima aderenza alle concrete realtà sulle quali si vuole intervenire e, soprattutto, valutare le conseguenze delle modifiche che si desiderano introdurre nella specifica condizione di quel reparto, di quello ospedale. Se si parte dal pregiudizio generalizzato sulle «resistenze corporative dei medici al cambiamento», ignorando tutti i suggerimenti di coloro che non dichiarano preventivamente fedeltà leghista, il pericolo è proprio quello di una corsa in un futuro da brivido. A Cota non basterà l’atteggiamento guascone e l’esibizione provocatoria della verginità d’interessi e d’esperienza nel settore. Le riforme, quelle che riescono, non si fanno moltiplicando i nemici, ma addizionando i consensi. Il governatore dovrebbe lasciare Bartali nel pantheon dei campioni ciclistici e affidarsi a un diverso ispiratore, Luigi Einaudi e al suo «conoscere per deliberare». SI CHIAMA BIANCA, HA TREDICI ANNI, MERCOLEDI NON E’ TORNATA A CASA Bianca Tarcomnicu ha 13 anni. E’ uscita di casa mercoledì pomeriggio è non è più tornata. I genitori sono in preda all’angoscia, hanno denunciato la scomparsa ai carabinieri. Gli amici di famiglia si sono subito dati da fare per chiedere aiuto. Ai giornali, alle televisioni, ma anche soltanto ai residenti e ai frequentatori della zona pedonale della Crocetta, dove la ragazzina abita con i genitori e la sorellina. Ieri pomeriggio, due notizie hanno in parte rincuorato i genitori di Bianca: un «post» lasciato sul suo profilo di Facebook. Potrebbe significare che sta bene. Lo stesso vale per il cellulare, che ieri è risultato acceso a Milano. Un passo indietro. Il 12 gennaio, Bianca aveva denunciato l’aggressione fatta da tre giovani poco distante dalla propria abitazione. Hanno rovistato nel suo zaino e se ne sono andati a mani vuote. Nel «post» di ieri, la ragazzina (o comunque, chi ha utilizzato la sua password per accedere al profilo) ha scritto che Bianca era trattenuta da quei giovani. Gli investigatori non si sbilanciano, di certo le ricerche sono già state avviate. Mercoledì mattina, Bianca è tornata da scuola prima del previsto. Si era sentita male, aveva aspettato a casa la madre per il pranzo. Alle 15, la madre l’aveva chiamata sul cellulare per ricordarle di prendere un integratore. Poi, silenzio. Quando la sorellina è tornata a casa da scuola a metà pomeriggio, Bianca non c’era. Ha pensato che fosse uscita con qualche amica. Alle Smog Domenica niente blocco del traffico Il tavolo di coordinamento dei Comuni sulla qualità dell’aria (Beinasco, Borgaro, Carmagnola, Chieri, Chivasso, Collegno, Grugliasco, Ivrea, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Pinerolo, Rivoli, San Mauro, Settimo, Torino, Venaria), coordinato dall’assessore all’ambiente Roberto Ronco, ha stabilito di non bloccare il traffico domenica, 6 febbraio: «Lo stop della domenica passata, unito alla pioggia, hanno infatti contribuito a un abbassamento dei valori del PM10 che non giustifica, questa settimana, un provvedimento d’emergenza». I Molinette Un altro ricovero per influenza A Sono sei, dai ieri, le persone ricoverate in rianimazione alle Molinette con l’influenza A. Nel pomeriggio è stata trasferita dal San Luigi una donna di 52 anni, già affetta da sclerosi multipla. E’ stato necessario sottoporla a circolazione extracorporea. I Incidente mortale Cade dal terzo piano mentre pulisce i vetri Era salita su una scala per pulire i vetri, ha perso l’equilibrio ed è caduta dal terzo piano. L’intervento dei medici del «118» non ha potuto salvare Vaglie Denti, 80 anni, precipitata su un’auto parcheggiata sotto il civico 16 di via Terni. Sul posto sono arrivati anche gli agenti del commissariato Madonna di Campagna, che hanno ricostruito la dinamica della disgrazia. I Piazza Castello Una baby gang rapina due coetanei Una baby gang ha circondato ieri due ragazzini di 14 anni, in via Accademia delle Scienze angolo Piazza Castello, per derubarli del portafogli e del cellulare. Gli aggressori, tutti sotto i 16 anni un italiano, due albanesi, un equadoregno, un peruviano, un marocchino - colti di sorpresa dalla reazione delle vittime, hanno scatenato una rissa. Sono intervenute le pattuglie della polizia municipale. Cinque aggressori sono stati fermati. Parte della refurtiva recuperata. I Bianca Tarcomnicu Il suo cellulare ieri risultava acceso nella zona di Milano. Una città che - insieme a Parigi aveva confessato ad un’amica di voler visitare. Indossa jeans scarpe da ginnastica bianche e una giacca verde Ragazzina scompare alla Crocetta Una pista porta a Milano Ieri pomeriggio ha lasciato un messaggio su Facebook In breve 18, la piccola ha dato l’allarme. Ha chiamato la madre, lei e il padre si sono rivolti ai carabinieri. La procedura prevede un periodo di 24 ore prima di passare alle indagini approfondite, con tanto di controlli dei tabulati telefonici e ricerche in tutto il Paese. I genitori hanno un buon rapporto con la figlia, che ha buoni profitti scolastici. Con la forza di volontà e con l’aiuto di apparecchi acustici (indossati sempre sotto i capelli lunghi fino alle spalle) è riuscita a superare i problemi di udito riscontrati già dall’infanzia. Qualche giorno fa, ha fatto qualche confidenza a un’amica. Chiacchierava di vacanze, aveva manifestato il desiderio di andare a Milano e a Parigi. La ragazzina è uscita di casa con 34 euro, il cellulare e il caricabatterie. Indossava jeans blu, scarpe da ginnastica bianche, maglietta verde con colletto bianco, golf lungo grigio, giacca verde leggera con cappuccio e sciarpa nera. Porta braccialetti di corda multicolori e un braccialetto marrone con santini di Padre Pio e Santa Teresa, oltre a un anellino d’oro con pietra ovale rossa. Chiunque abbia notizie, può chiama[C. LAU.] re il 112 oppure il 113. . 47 R T1 T2 GLI EFFETTI DELLA CRISI Disoccupati 32 giovani su 100 Torino supera la media italiana ANDREA CIATTAGLIA S enza lavoro a Torino trentadue giovani ogni cento. In città la disoccupazione tra i 15 e i 29 anni è più alta della media regionale (31%) e di quella italiana (25%). Lo dice una ricerca dell'Osservato- IL TEMPO IN CITTÀ Oggi Ieri Un anno fa LA STAMPA MIN (˚C) -2 -3.5 0.4 MAX VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011 12 10.7 4.1 All’interno rio sulla formazione e il lavoro della Città di Torino che gli assessori al lavoro di Comune, Provincia e Regione e i rappresentanti del mondo del lavoro hanno preso ieri come punto di partenza per studiare politiche di incentivo all'impiego giovanile. CONTINUA A PAGINA 53 Una manifestazione di precari TORINO Via Marenco 32, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail [email protected] f [email protected] f [email protected] PRIMO PIANO La cassa a Mirafiori Accordo per i rientri Cara Torino La delusione dei tifosi “Juve, non sei più tu” LUIGI LA SPINA Cota si ispiri a Einaudi non a Bartali «Niente sfratto? Denuncio il questore» R oberto Cota ha deciso di puntare tutto sulla Sanità. Scelta davvero molto impegnativa, non solo perchè questo settore assorbe circa l’80% del bilancio, ma perchè il governatore deve rispettare la promessa di riuscire a ridurre la spesa senza peggiorare il servizio. Una sfida ardua che affida proprio alla parte più debole e sensibile della popolazione, i Ghiglia: «I centri sociali bloccano gli ufficiali giudiziari e la polizia non interviene» Niccolò Zancan A PAGINA 61 ITALIA 150 Dal Quirinale alla Reggia, tornano i capolavori Maurizio Lupo A PAGINA 55 LA STORIA Non paga i libri la lite finisce a martellate Claudio Laugeri A PAGINA 59 Marina Cassi A PAG. 53 D’Orsi e Minucci A PAGINA 54 MOLINETTE Cadde dalla barella e morì: il processo UN VIDEO SU FACEBOOK SCATENA LA POLEMICA Alberto Gaino Primarie al veleno Il Pd invita alla calma A PAGINA 56 Ma in America le «sfide fratricide» sono uno scambio continuo di colpi bassi malati e i loro parenti, il giudizio sul suo operato e le possibilità di una sua futura rielezione. L’impresa è difficile ma Cota rischia di complicarla per i metodi che sta adottando. Contornato da un gruppo di pochi e fedelissimi collaboratori, ai quali soli va la sua fiducia e il suo ascolto, si è lanciato in una battaglia di cui appare solitario e spericolato condottiero, all’insegna dell’antico motto bartaliano «è tutto sbagliato, è tutto da rifare». Francesco Semprini CONTINUA A PAGINA 56 La segretaria Bragantini: “Confronto sulle idee, basta attacchi personali” IL CASO Tredicenne scomparsa di casa da due giorni Servizio A PAGINA 56 «Le primarie sono una gara ed è giusto che gli sfidanti corrano per vincere, ma devono farlo parlando alla città per convincere i torinesi in base alle idee e non innescando guerre personali che danneggiano solo il partito». I L’appello di Paola Bragantini, segretaria provinciale del Pd, è preventivo e cerca di stoppare sul nascere i primi veleni - per ora diffusi solo sul web - che iniziano ad ammorbare la campagna elettorale democratica. LA STORIA Tropeano ALLE PAGINE 48-49 A PAGINA 49 Dopo gli Alpini, i Carabinieri VENDITA GUIDO NOVARIA T orino per un giorno tornerà «capitale» anche per i carabinieri che sfileranno in piazza San Carlo per il raduno nazionale, così come i granatieri, gli alpini, i bersaglieri, gli avieri. La data non è ancora decisa, ma la macchina organizzativa si è già messa in moto per accogliere migliaia di carabinieri in servizio e in congedo. La scelta del raduno dei carabinieri completa il fitto programma di eventi militari: i Granatieri (15-17 aprile); gli Alpini (6-8 maggio, in contemporanea con la partenza del Giro d’Italia, sempre da Torino); la Cavalleria (20-22 maggio); l’Aeronautica (10-12 giugno); i Bersaglieri (15-19 giugno); oltre che i Vigili del Fuoco (10-11 settembre). Soddisfatti il Chiamparino, i presidenti di Regione e Provincia, Cota e Saitta: «L’Arma a Torino rappresenta da sempre una delle più importanti realtà formative militari italiane e i torinesi, negli anni, le hanno costantemente dimostrato affetto e vicinanza». PAVIMENTI IN LEGNO INGROSSO E DETTAGLIO SE ACQUISTI UN PAVIMENTO IN LEGNO TORINO PARQUET TI REGALA UN SOGGIORNO VACANZA PER DUE PERSONE. Offerta valida esclusivamente per una spesa minima di € 3.000,00 www.torinoparquet.it V. PAOLO DELLA CELLA, 62/C TORINO - TEL. 011.2745098 APERTO SABATO MATTINA T1 T2 PR CV LA STAMPA 56 Cronaca di Torino VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011 ALLE MOLINETTE PROFESSORE UNIVERSITARIO IN PENSIONE RICOVERATO DOPO INCIDENTE IN MONTAGNA Cade dalla barella e muore Neurochirurgia a processo Un intero reparto sotto accusa per carenze e sovraffollamento ALBERTO GAINO Cadde dalla barella su cui era stato lasciato per tutta la notte, per mancanza di letti vuoti: in pronto soccorso, alle Molinette, avevano riscontrato un’emiparesi in atto e diagnosticato un’emorragia cerebrale interna, dopodiché ne avevano disposto il ricovero in neurochirurgia B, «in osservazione», in vista di un’operazione per rimuovere l’ematoma provocato da una caduta in montagna. Saverio Peirone, 67 anni, professore universitario in pensione (insegnava anatomia a Veterinaria), morì sei giorni dopo. In tribunale si sta facendo il processo ad una delle due infermiere accusate di non aver vigilato mentre stavano lavando il paziente (l’altra ha patteggiato Quel giorno erano in servizio 4 operatori contro gli 8 previsti per ogni turno 3 mesi e 20 giorni, con la condizionale). L’accusa è di omicidio colposo. Il neurochirurgo e il medico legale incaricati dal pm Giuseppe Ferrando di valutare se la seconda caduta - quella in ospedale - sia stata determinante nel causare la morte del professore hanno concluso la loro consulenza senza fornire certezze: «non si può escludere... dubbi... è probabile». Di parere opposto la parte civile, con l’avvocato Carlo Rossa. Assolutori i difensori Antonio Foti e Davide Gamba. Più che all’infermiera professionale Vanda Ramunda il processo sembra a certe condizioni di ricovero e assistenza in un reparto per pazienti gravi dell’ospedale più grande del Piemonte. Così come sono emerse nell’udienza di ieri: dobbiamo risalire al 22 gennaio 2008, qiando i figli Dario e Giorgio accompagnarono il padre Saverio al pronto soccorso. Il professore soffriva di diabete ed era malato di leucemia, era un paziente a rischio per definizione, a maggior ragione do- «Vecchie lettighe senza protezioni laterali» La testimonianza della caposala: «All’epoca i pazienti arrivavano sulle barelle del pronto soccorso, vecchie, senza barre laterali. Solo da un anno ne abbiamo di nuove, più sicure» CORRUZIONE Rinvio a giudizio per gli imputati del caso Amiat Il gup Anna Ricci ha rinviato a giudizio i coimputati dell’ex presidente Amiat Giorgio Giordano (che ha patteggiato un anno di pena). Verranno processati il 12 gennaio 2012 Giovanni Succio, Carlo Gonella e Giorgio Malaspina, della VM Press di Ovada, azienda produttrice del pressoestrusore, la macchina dal costo di 5 milioni oggetto dell’istigazione alla corruzione dell’allora amministratore Amiat Raphael Rossi. A giudizio, per altra turbativa d’asta, Leonardo La Torre, Giancarlo Gallo e Salvatore Luberto. I po la caduta in montagna, a Bardonecchia, di due giorni prima, che aveva provocato quel pomeriggio prima formicolio in tutta la parte sinistra del suo corpo, poi la paralisi degli arti. La neurochirurgia diventa la destinazione naturale. Ma non c’è che quella barella, anche per un ricoverato come il professore, che pesava 80 kg. La testimonianza della caposala in udienza, Rita Tozzi, è illuminante: «Il nostro reparto, dopo l’accorpamento della neurochirugia B con la neurologia C, aveva nel 2008 trenta posti letto e quelo giorno avevamo dai 3 ai 5 pazienti in più, ricoverati tutti su barelle. Da un anno ne disponiamo di un nuovo tipo, più moderno, ma allora i pazienti restavano su quelle del pronto soccorso, molto vecchie, in tanti casi le sbarre laterali di protezione non agganciano bene le posizioni intermedie di altezza. Si usano ancora». Anche per la caposala il paziente era «critico», «con un ematoma nel cervello, sanguinamenti, emiplegico». Un letto il professor Peirone lo avrà solo dopo la nuova cadu- ta e la successiva Tac che evidenziava un secondo ematoma. Il figlio Giorgio riferisce al giudice Andrea Natale: «Il medico di guardia escluse che la botta presa in testa dopo essere scivolato dalla barella avesse avuto conseguenze». Lasciamo stare l’azzardo di quel medico, torniamo alla caposala: «Nel nostro reparto quel mattino vi erano, fra infermieri professionali e operatori sanitari, 4 persone: 2 dovettero recarsi in sala operatoria ad accompagnarvi un paziente». Per turno dovrebbero essere 8. Il resto è immaginabile. La caposala: «Parlando in generale, non del mio reparto, la situazione è peggiorata dal 2008, a causa dei nuovi accorpamenti di reparti». E dopo: «Peggiorerà ancora, con i nuovi accorpamenti previsti». Con più malati gravi costretti a rimanere in barella. A suo tempo, sul caso del professore Peirone e sul degrado di certe condizioni di ricovero l’«Associazione Adelina Graziani contro la malasanità» presentò un esposto alla direzione generale dell’ospedale. Cara Torino Cota s’ispiri a Einaudi non a Bartali LUIGI LA SPINA SEGUE DA PAG. 47 I n questo modo, si sono guastati subito i rapporti con l’assessore competente, Caterina Ferrero e con il partito che rappresenta, il Pdl. Il clima di tensione con il partner di governo, nonostante le ipocrisie diplomatiche e le smentite ufficiali, è tale che è comparsa persino una lettera con una richiesta di «chiarimenti» firmata da tutti i consiglieri pidiellini. Ma il problema non è certamente questo, perchè le esigenze di concordia, o almeno di non belligeranza, tra alleati prevaranno sui risentimenti personali. Il rischio del metodo «isolazionista» di Cota è un altro e ben più grave. L’esigenza di ridurre e razionalizzare la spesa sanitaria è giusta e urgente, ma, quando si passa dai proclami e buone intenzioni alle proposte di riforma, bisogna osservare due fondamentali regole: esaminare le questioni con la massima aderenza alle concrete realtà sulle quali si vuole intervenire e, soprattutto, valutare le conseguenze delle modifiche che si desiderano introdurre nella specifica condizione di quel reparto, di quello ospedale. Se si parte dal pregiudizio generalizzato sulle «resistenze corporative dei medici al cambiamento», ignorando tutti i suggerimenti di coloro che non dichiarano preventivamente fedeltà leghista, il pericolo è proprio quello di una corsa in un futuro da brivido. A Cota non basterà l’atteggiamento guascone e l’esibizione provocatoria della verginità d’interessi e d’esperienza nel settore. Le riforme, quelle che riescono, non si fanno moltiplicando i nemici, ma addizionando i consensi. Il governatore dovrebbe lasciare Bartali nel pantheon dei campioni ciclistici e affidarsi a un diverso ispiratore, Luigi Einaudi e al suo «conoscere per deliberare». SI CHIAMA BIANCA, HA TREDICI ANNI, MERCOLEDI NON E’ TORNATA A CASA Bianca Tarcomnicu ha 13 anni. E’ uscita di casa mercoledì pomeriggio è non è più tornata. I genitori sono in preda all’angoscia, hanno denunciato la scomparsa ai carabinieri. Gli amici di famiglia si sono subito dati da fare per chiedere aiuto. Ai giornali, alle televisioni, ma anche soltanto ai residenti e ai frequentatori della zona pedonale della Crocetta, dove la ragazzina abita con i genitori e la sorellina. Ieri pomeriggio, due notizie hanno in parte rincuorato i genitori di Bianca: un «post» lasciato sul suo profilo di Facebook. Potrebbe significare che sta bene. Lo stesso vale per il cellulare, che ieri è risultato acceso a Milano. Un passo indietro. Il 12 gennaio, Bianca aveva denunciato l’aggressione fatta da tre giovani poco distante dalla propria abitazione. Hanno rovistato nel suo zaino e se ne sono andati a mani vuote. Nel «post» di ieri, la ragazzina (o comunque, chi ha utilizzato la sua password per accedere al profilo) ha scritto che Bianca era trattenuta da quei giovani. Gli investigatori non si sbilanciano, di certo le ricerche sono già state avviate. Mercoledì mattina, Bianca è tornata da scuola prima del previsto. Si era sentita male, aveva aspettato a casa la madre per il pranzo. Alle 15, la madre l’aveva chiamata sul cellulare per ricordarle di prendere un integratore. Poi, silenzio. Quando la sorellina è tornata a casa da scuola a metà pomeriggio, Bianca non c’era. Ha pensato che fosse uscita con qualche amica. Alle Smog Domenica niente blocco del traffico Il tavolo di coordinamento dei Comuni sulla qualità dell’aria (Beinasco, Borgaro, Carmagnola, Chieri, Chivasso, Collegno, Grugliasco, Ivrea, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Pinerolo, Rivoli, San Mauro, Settimo, Torino, Venaria), coordinato dall’assessore all’ambiente Roberto Ronco, ha stabilito di non bloccare il traffico domenica, 6 febbraio: «Lo stop della domenica passata, unito alla pioggia, hanno infatti contribuito a un abbassamento dei valori del PM10 che non giustifica, questa settimana, un provvedimento d’emergenza». I Molinette Un altro ricovero per influenza A Sono sei, dai ieri, le persone ricoverate in rianimazione alle Molinette con l’influenza A. Nel pomeriggio è stata trasferita dal San Luigi una donna di 52 anni, già affetta da sclerosi multipla. E’ stato necessario sottoporla a circolazione extracorporea. I Incidente mortale Cade dal terzo piano mentre pulisce i vetri Era salita su una scala per pulire i vetri, ha perso l’equilibrio ed è caduta dal terzo piano. L’intervento dei medici del «118» non ha potuto salvare Vaglie Denti, 80 anni, precipitata su un’auto parcheggiata sotto il civico 16 di via Terni. Sul posto sono arrivati anche gli agenti del commissariato Madonna di Campagna, che hanno ricostruito la dinamica della disgrazia. I Piazza Castello Una baby gang rapina due coetanei Una baby gang ha circondato ieri due ragazzini di 14 anni, in via Accademia delle Scienze angolo Piazza Castello, per derubarli del portafogli e del cellulare. Gli aggressori, tutti sotto i 16 anni un italiano, due albanesi, un equadoregno, un peruviano, un marocchino - colti di sorpresa dalla reazione delle vittime, hanno scatenato una rissa. Sono intervenute le pattuglie della polizia municipale. Cinque aggressori sono stati fermati. Parte della refurtiva recuperata. I Bianca Tarcomnicu Il suo cellulare ieri risultava acceso nella zona di Milano. Una città che - insieme a Parigi aveva confessato ad un’amica di voler visitare. Indossa jeans scarpe da ginnastica bianche e una giacca verde Ragazzina scompare alla Crocetta Una pista porta a Milano Ieri pomeriggio ha lasciato un messaggio su Facebook In breve 18, la piccola ha dato l’allarme. Ha chiamato la madre, lei e il padre si sono rivolti ai carabinieri. La procedura prevede un periodo di 24 ore prima di passare alle indagini approfondite, con tanto di controlli dei tabulati telefonici e ricerche in tutto il Paese. I genitori hanno un buon rapporto con la figlia, che ha buoni profitti scolastici. Con la forza di volontà e con l’aiuto di apparecchi acustici (indossati sempre sotto i capelli lunghi fino alle spalle) è riuscita a superare i problemi di udito riscontrati già dall’infanzia. Qualche giorno fa, ha fatto qualche confidenza a un’amica. Chiacchierava di vacanze, aveva manifestato il desiderio di andare a Milano e a Parigi. La ragazzina è uscita di casa con 34 euro, il cellulare e il caricabatterie. Indossava jeans blu, scarpe da ginnastica bianche, maglietta verde con colletto bianco, golf lungo grigio, giacca verde leggera con cappuccio e sciarpa nera. Porta braccialetti di corda multicolori e un braccialetto marrone con santini di Padre Pio e Santa Teresa, oltre a un anellino d’oro con pietra ovale rossa. Chiunque abbia notizie, può chiama[C. LAU.] re il 112 oppure il 113. CN LA STAMPA VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011 Sanità e riordino Polemica. Dal Cebano la richiesta di confermare le garanzie sul futuro dell’ospedale Cuneo e provincia 49 Medici. Il sito dell’Inps a rilento Nuovi problemi per il rilascio delle certificazioni di malattia “Il Pronto soccorso non si tocca” Il sindaco di Ceva: il ministro ci ha rassicurato, è sconcertante che dall’Asl dicano diversamente PAOLA SCOLA CEVA Cuneo Il piano regionale Stasera un incontro «Nell’incontro di Ceva, il 31 gennaio, sia il ministro della Salute Ferruccio Fazio, sia l’assessore regionale alla Sanità Caterina Ferrero sono stati chiari sul Pronto soccorso cebano: viene mantenuto aperto ventiquattr’ore al giorno, senza tagli al personale né riduzione dell’operatività». Lo ripete, il sindaco Alfredo Vizio, e non accetta le anticipazioni sul progetto regionale di organizzazione della rete dei Pronto soccorso, emerse il giorno successivo alla partecipazione del ministro Fazio e dell’assessore Ferrero al convegno cebano. Il convegno «degli impegni sul futuro del presidio», in cui Fazio ha rassicurato sul mantenimento della struttura di regione San Bernardino. Poche ore dopo, però, le notizie sul Pronto soccorso - ritenuto «La riforma della Sanità regionale e il futuro dell’ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo». Se ne discute stasera, alle 21, in un incontro organizzato dalla lista civica «Cuneo Solidale». L’appuntamento è nel salone ex Iacp di via Amedeo Rossi a Cuneo. Sono stati invitati Gianna Gancia (presidente della Provincia), Mino Taricco (consigliere regionale Pd), il ginecologo Ernesto Principe (sindacalista dell’ospedale del capoluogo) e Salvio Sigismondi, presidente provinciale dell’Ordine dei medici. Giancarlo Arneodo, capogruppo della lista civica: «Abbiamo invitato anche Claudio Zanon, commissario dell’Agenzia regionale per i Servizi sanitari. La riforma proposta dalla Regione fa discutere: sono temi che possono sembrare tecnici e specialistici, ma possono avere un forte impatto [L. B.] sulla vita dei cittadini». I AZIENDA SANITARIA «Saranno garantiti l’emergenza com’è oggi e una Chirurgia adeguata» di «zona disagiata» - con possibili riduzioni del personale rispetto alla situazione attuale. Così Vizio ha contattato altri amministratori della zona, la Regione e anche gli uffici del ministro Fazio, determinato a ricordare gli impegni e le rassicurazioni forniti ai cittadini, che hanno affollato il teatro Marenco. «Fazio e Ferrero sono stati chiari - sottolinea il primo cittadino di Ceva - e non abbiamo quindi motivo di dubitare, neanche alla luce delle dichiarazioni del dottor Grillo, responsabile degli ospedali della nostra Asl Cn1, apparse su “La Stampa” mercoledì: dichiarazioni che contraddicono le assicurazioni forniteci appena il giorno prima». Dopo una giornata di colloqui con i colleghi sindaci, l’Asl e l’assessorato, trascorsa a ribadire quanto emerso dall’incontro con il ministro, Vizio aggiunge: «Gli interventi successivi del presidente della Regione Piemonte Cota e dell’assessore alla Sanità Ferrero, riferiti all’intera organizzazione regionale dei Pronto soccorso, mi sembra smentiscano le opinioni del Convegno Aspetti psicologici nell’emergenza Il ministro Fazio all’arrivo nel teatro Marenco di Ceva gremito per l’incontro con i cittadini e gli amministratori Nella «Granda» Ancora blackout per i certificati online «Lentamente il nuovo sistema sta andando a regime, ma servirà ancora tempo, forse mesi. Ancora oggi ci sono stati altri “blackout”, durati alcune ore, nel sistema nazionale online: così è stato impossibile inviare attraverso internet il certificato di malattia dei lavoratori». Spiega così Salvio Sigismondi, medico di base e presidente provinciale dell’Ordine dei medici. Da martedì è scattato l’obbligo, in tutta Italia, di non rilasciare più al lavoratore un certificato di malattia su carta, ma di utilizzare un sistema centralizzato e informatico. Una novità introdotta per ridurre l’utilizzo di carta e permettere un maggiore controllo degli assenteisti, ma che ha causato la protesta dei medici per le pesanti sanzioni previste in caso di inadempienza (fino al licenziamento). Tant’è che il ministro Brunetta, martedì sera, è interve- I nuto ufficialmente per ribadire che le sanzioni non si applicano in caso di non funzionamento del sistema. Il primo giorno è stato di caos anche per i 480 medici di base della Granda, che hanno continuato a emettere certificati cartacei (in teoria fuorilegge). Non solo: al «Santa Croce» di Cuneo Cuneo e al «Ss. Trinità» di Fossano ci sono stati casi di pazienti dimessi dall’ospedale e invitati dai medici a ritornarci, perché da febbraio anche gli «ospedalieri» devono rilasciare i certificati di malattia. Il medico di famiglia Alessandro Agnelli, albese, aggiunge: «Il sito dell’Inps funziona a singhiozzo, dopo il caos di martedì. Sono state date disposizioni poco chiare. Inoltre si prevedono altri disguidi lunedì, quando il numero di certificati da emettere è più alto rispetto agli altri giorni della settimana». [L. B.] dottor Grillo. Riportano un po’ di chiarezza e serenità anche sulla questione del nostro Pronto soccorso». E commenta: «Una considerazione, però, va fatta. È sconcertante come proprio un alto dirigente della Sanità della nostra Asl, peraltro presente all’incontro di Ceva, ventiquattr’ore dopo possa fare simili dichiarazioni. Si crea confusione tra i cittadini, appena rassicurati dal ministro Fazio e dall’assessore regionale Ferrero, insieme agli altri responsabili regionali e nazionali della Sanità presenti. Si alimentano preoccupazioni e ansie per il futuro dell’ospedale di Ceva. Fatti come questi non devono più accadere». «Il ministro è stato chiarissimo - replica il dottor Mirco Grillo -: sono garantiti il Pronto soccorso e una chirurgia adeguata alle necessità del territorio. Pronto soccorso con medico e anestesista ventiquattr’ore al giorno, che è poi la situazione attuale». «Aspetti psicologici del servizio in emergenza». È il convegno organizzato domenica dalla Croce Rossa di Cuneo, nella sede di via Bongioanni 20, dalle 9 alle 13. Un primo incontro su questo stesso tema si era svolta a dicembre. Interverrà Sabrina Montagna, psicologa e volontaria della Croce rossa: analizzerà gli interventi sanitari delle ambulanze della Croce rossa in presenza di tossicodipendenti, alcolisti, vittime di violenze, crimini o gravi lutti. Sarà presente anche il capitano Fabio Arena, comandate della Compagnia dei carabinieri del capoluogo: analizzerà il ruolo della forza pubblica. Le conclusioni dell’avvocato penalista Attilio Martino, con un intervento su diritti e doveri del personale sanitario e della vittima. Parteciperanno volontari della Croce rossa da Piemonte e Liguria, ma l’ingresso è libero e aperto a tutti. Info: 0171.605705. [L. B.] I Bra, altro no del Pd alla riforma Cota Barge, ambulatori nella casa di riposo È partito da Bra il «tour» del Pd sulla riforma della Sanità piemontese. Il gotha locale del partito (con Mino Taricco, capogruppo in Consiglio provinciale, Aldo Reschigna,capogruppo in Regione e Gianfranco Morgando, segretario regionale) ha voluto ascoltare suggerimenti e proposte provenienti dalla numerosa platea riunita l’altra sera al Polifunzionale Arpino. Il sindaco di Bra Bruna Sibille e il segretario provinciale Emanuele Di Caro hanno aperto la serata, sottolineando il grave torto che il territorio di Alba e Bra subirà con l’attuazione della riforma voluta da Cota. «Come si può pensare un’Asl che va da Govone ad Argentera?» ha detto il sindaco aggiungendo: «C’è un problema di Gli ambulatori specialistici di Chirurgia generale, Psichiatria e Ostetricia-Ginecologia sono a «pieni giri» all’Unità territoriale di Barge, nella casa di riposo del paese «Don Ernesto Uberti». «Saranno avviati in un secondo momento - spiegano dal municipio - gli altri servizi inerenti le discipline di Urologia, Diabetologia e Medicina Legale. Quest’ultima, in particolare, è necessaria quando si deve rinnovare la patente di guida». La nuova «opportunità sanitaria» è stata attivata a favore degli abitanti della valle Infernotto, un bacino d’utenza di circa 25 mila persone, grazie alla convenzione stipulata tra l’amministrazione civica del sindaco merito, perchè il nostro territorio perderebbe il “suo” ospedale, e un problema di metodo, perché non siamostatiinterpellati». Il consigliere regionale Stefano Lepri ha poi spiegato la ragione dell’incontro: «Stiamo girando il Piemonte con molta convinzione. Ci batteremo fortemente ascoltando il territorio». Poi ha illustrato nel merito le criticità della riforma che prevede la creazione in provincia di Cuneo di un’unica Asl per le prestazioni sanitarie e di un’unica Aso che gestisca tutti gli ospedali dellazona. «Siamo d’accordo che gli ospedali debbano parlarsi di più e ci siano maggiori sinergie - ha detto Lepri -, ma l’idea di introdurre sistemi di concorrenza “di mercato” rischia di favorire i privati». Dalla L’incontro dell’altra sera al Centro «Arpino» di Bra platea sono arrivati molti suggerimenti e riflessioni di cui i vertici del partito potranno tener conto nell’elaborazionedi una controproposta alla riforma sanitaria che il Consiglio regionale deve approvare. Alcuni medici e sanitari, dipendenti ed ex dipendenti dell’Asl Cn2, hanno espresso preoccupazioneper non essere staticoinvolti nel confronto sulla riforma, mentre numerosi sindaci hanno richiamato esperienze di successo nella gestione, nei piccoli centri, delle cure primarie e di strutture ambulatoriali che non vorrebbero dover smantellare.Oggi i sindaci di Bra e Alba dovrebbero incontrare l’assessore regionale alla Sanità Cate[E. A.] rina Ferrero. Luca Colombatto e l’Asl Cn1. «Siamo riusciti - dice Colombatto - come promesso, a promuovere l’attivazione in tempi rapidi di un primo gruppo di importanti servizi specialistici per il territorio in ambito sanitario. Un risultato positivo e controtendenza: delocalizziamo, invece di accentrare». L’accordo era stato siglato lo scorso agosto: niente più «viaggi sanitari» da Barge e Bagnolo verso Saluzzo, Savigliano o Pinerolo per le visite specialistiche. Per illustrare le funzioni e le opportunità offerte dai nuovi ambulatori, i vertici dell’azienda sanitaria e quelli dell’amministrazione comunale hanno indetto una conferenza stampa [A. G.] per il 17 febbraio. Società Meteorologica Italiana - www.nimbus.it diretta da Luca Mercalli - Elaborazione grafica: Centimetri.it OGGI DOMANI Previsioni AO TO Si consolida l’anticiclone delle Azzorre sulle nostre regioni e il tempo si mantiene stabile e con temperature miti soprattutto in montagna. Oggi cielo sereno o al più velato da nubi alte e sottili in Valle d’Aosta e sui rilievi piemontesi, a tratti più grigio in pianura, per nebbie più persistenti sul Piemonte orientale, in diradamento altrove. Temperature in aumento. AO TO Previsioni Temperature (C˚) Umidità relativa Qualità dell’aria Ancora una giornata ben soleggiata con cielo sereno e temperature decisamente primaverili in montagna dove lo zero termico supererà i 3000 metri nelle ore più calde e le temperature raggiungeranno i 15 ˚C a 1500 metri. Rimangono nebbie a tratti persistenti in pianura, specie sul Piemonte orientale, soleggiato e mite altrove. Domenica ancora soleggiato salvo nebbie in pianura. Torino Torino Ieri Ieri -0,7 11,6 Un anno fa -3 9,5 Alle 8 Alle14 81% 50% Estremi del mese dal 1753 al 2007 Limite pioggia/ neve oggi 1 2 3 4 5 6 7 03/02/1754 Min. -19,1 15/02/1990 Max.+26,0 Nord Sud Min. Max. - Ottima Buona Discreta Mediocre Poco salubre Insalubre Molto insalubre a cura di Provincia di Torino e Arpa Piemonte Precipitazioni Ieri fino alle 19 Totale del mese Media del mese dal 1971 al 2007 46 mm Febbraio più piovoso 1974 - 243,6 mm TORINO VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011 torino.repubblica.it REDAZIONE DI TORINO Via Bruno Buozzi, 10 | 10123 | tel. 011/5169611 | fax 011/533327 | CAPO DELLA REDAZIONE PIER PAOLO LUCIANO | VICARIO ROBERTO ORLANDO | INTERNET torino.repubblica.it | e-mail: [email protected] SEGRETERIA DI REDAZIONE tel. 011/5169611 | fax 011/533327 dalle ore 9.00 alle ore 21.00 | TAMBURINI fax 011/533327 | PUBBLICITÀ A. MANZONI & C. S.p.A. | Via Bruno Buozzi, 10 | 10123 TORINO | tel. 011/5527511 | fax 011/5527580 Mirafiori, cassa lunga aspettando il piano di rilancio A MIRAFIORI torna la cassa integrazione lunga: a partire dal 14 febbraio sono previste fino a tre settimane di stop. L’ad Marchionne incontra il governatore del Piemonte Roberto Cota a Detroit e ribadisce: «Non fermerò Chrysler per aspettare la Fiat». Al Politecnino è stato presentato il rapporto dell’Osservatorio sulla formazione e il lavoro: il 34,5% per cento degli under 30 a Torino è disoccupato, percentuale superiore alla media nazionale. Il settore che tira di più è l’alberghiero. PAROLA E GIACOSA A PAGINA V Mercoledì prossimo nuova verifica in Provincia Smog, domenica si circola “Ma se l’aria peggiorerà pronti a decidere altri stop” DIEGO LONGHIN A PAGINA IX I controlli dei vigili durante l’ultimo blocco del traffico L’evento Torna a Venaria per Italia 150 il “Doppio corpo” di Pietro Piffetti Aut aut di 50 imprenditori della Granda: un errore l’Asl unica, viene meno il nostro impegno per l’ospedale di Alba-Bra Sanità, rivolta contro i tagli Il «doppio corpo» di Piffetti A rischio le assunzioni per il Centro ustionati e l’elisoccorso È I È tutta da rifare la legge antivalanga NSORGONO i sindacati e il Collegio degli infermieri contro i pesanti tagli alla sanità previsti in una delibera della giunta Cota che metterebbe a rischio l’assunzione di operatori per il nuovo centro grandi ustionati e pure la regolarità del servizio di elisoccorso. Si prospetta anche la possibilità di licenziamenti, secondo Cgil. Intanto da Cuneo arriva un nuovo siluro contro la riorganizzazione della sanità: 50 imprenditori di Alba e Bra contestano l’Asl unica: « Può venire meno il nostro impegno per l’ospedale di Verduno». GIUSTETTI E TRABUCCO ALLE PAGINE II E III Fuori pista non sono più obbligatori l’Artva e la pala Si infiamma il clima. Gariglio ancora contro Fassino: “Ha cominciato lui a parlare di età” Primarie Pd, Morgando chiede fair play “E il partito deve rimanere neutrale” da 34 SARA STRIPPOLI A PAGINA V Volevano portafogli e cellulare, la loro reazione li ha messi in fuga GIORNI Bloccata una banda di bulli minorenni dopo l’assalto a due coetanei in centro IL SERVIZIO A PAGINA X L’ex enfant prodige del sax suona domani in Conservatorio arrivato al Centro restauro della Reggia di Venaria il “Doppio corpo” di Pietro Piffetti, un capolavoro di ebanisteria realizzato nel ’700 dal celebre artigiano di casa reale e prestato dal Quirinale per la mostra celebrativa dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Il pregiato mobile sarà ora sottoposto a un restauro conservativo prima di essere esposto nuovamente nel Torinese dopo la mostra sul barocco del 1963. PAGLIERI A PAGINA XVIII LE FAMIGLIE PIEMONTESI ASPETTANO IL BONUS PER I PANNOLINI Fuori pista non è più obbligatorio l’Artva ACORDON E CLAVARINO A PAGINA XI La curiosità Sono 238 i centenari, raddoppiati negli ultimi cinque anni: il Comune li vuole radunare Una serata con i patriarchi di Torino A Francesco Cafiso Arriva Cafiso “Vi farò ascoltare il mio particolare jazz da camera” ALBERTO CAMPO A PAGINA XIII Torino ci sono ben 238 centenari. Negli ultimi cinque anni sono praticamente raddoppiati. E il merito va soprattutto al gentil sesso. Se infatti gli uomini che hanno passato i cento sono in tutta la città 26, proprio come nel 2005, le donne sono passate da 132 a 212. Il record di longevità è stato però toccato durante le Olimpiadi, quando un’arzilla vecchietta ha compiuto la bellezza di 112 anni. Oggi il top è di 110: sono però una decina a soffiare su più di 105 candeline. Guardando ai maschi, è stato il 2009 l’anno per loro più fortunato: ad aver oltrepassato la fatidica soglia dei cento erano ERICA DI BLASI addirittura in 38. Un trend di crescita partito nel 2005, quando erano poco più di venti, ma stroncato l’anno scorso. Nel 2010 sono infatti rimasti appena in 26. E nessuno sopra i 105. «Gli anziani — sottolinea l’assessore all’Anagrafe, Giovanni Maria Ferraris — sono una risorsa importante per la città. E il fatto che la longevità sia in aumento, fa ben sperare per le prossime generazioni». Ogni cittadino, al compimento dei cento anni, riceve una visita dal Comune. «Li invitiamo qui a Palazzo civico — racconta Ferraris — o andiamo a trovarli a casa loro. I loro occhi hanno visto un secolo della città e la maggior parte di loro si ricorda di ogni cambiamento, bello o brutto». Ora al Comune — l’idea è appunto venuta a un’ultracentenaria — non dispiacerebbe farli incontrare: una serata per condividere ricordi e sensazioni. Oggi come oggi vorrebbe dire radunare allo stesso tavolo oltre ventimila anni di storia. «Su richiesta di una signora — spiega Ferraris — abbiamo avviato una sorta di censimento. Adesso speriamo trovino il modo di contattarsi e magari di incontrarsi. La città è a loro disposizione». © RIPRODUZIONE RISERVATA la Repubblica PIANETA CRONACASANITÀ VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011 TORINO ■ II I tagli contestati Ai cinquanta milioni di un mese fa se ne aggiungerebbero altri cento Elisoccorso e centro ustionati a rischio con la scure di Cota Rivolta di sindacati e infermieri contro il ridimensionamento OTTAVIA GIUSTETTI I NSORGONO i sindacati, insorge il Collegio degli infermieri alla notizia dei nuovi pesantissimi tagli sul personale della sanità deliberati dalla giunta regionale venerdì scorso. Parliamo di un ulteriore taglio di cento milioni di euro (dopo i cinquanta di poco più di un mese fa) e dell’obbligo per tutte le aziende di risparmiare almeno il 2% sul costo del personale nel 2011. E si prende come riferimento il costo di novembre 2010 (quando già il contingente era ridotto al lumicino per i numerosissimi pensionamenti) e lo si moltiplica per dodici mesi. Obiettivo questo che per alcune aziende come le Molinette che avrà poche uscite nel 2011 potrebbe addirittura richiedere dei licenziamenti. «Sì, alle Molinette non è previsto che nel 2011 si verifichino molte uscite - spiega Franco Cartellà, rappresentante sindacale della Cgil - risparmiare il 2% sul costo del personale da noi significherebbe licenziare». Ci sono poi il già annunciato blocco del turnover, totale per gli amministrativi e del cin- Secondo la Cgil in corso Bramante potrebbero esserci parecchi licenziamenti quanta per cento per il resto del personale. L’abolizione delle prestazioni aggiuntive e il divieto di esternalizzare i servizi, a meno che questo non consenta un ulteriore taglio sul personale. Una scure pesantissima, immediatamente in vigore, che ha creato sconcerto e preoccupazione in tutti gli ospedali. Al Cto, per esempio, la Cgil ha convocato immediatamente un’assemblea per presentare il piano e ha raccontato quali ricadute questi tagli avranno in particolare sui servizi del traumatologico, che dovrebbe a breve aprire un Centro grandi ustionati all’avanguardia ma che avrà bisogno per questo di assumere dieci infermieri (impossibile nel prossimo anno), che vede a rischio il servizio di elisoccorso, dove il personale è pagato con il fondo per le prestazioni aggiuntive e già si sottopone a turni di dodici ore, che non sarà più in grado di mantenere attiva di notte la sala operatoria cosiddetta fast track dove i chirurghi operano i casi urgenti. «La coperta è già strettissima - dice Gerardo Scotellaro, rappresentante Cgil dell’ospedale - chi ha formulato questa delibera è un irresponsabile, non si rende conto che non ci resterà altra alternativa che chiudere alcuni servizi ai cittadini». Ieri Caterina Ferrero, l’assessore alla Sanità, ha presentato i tagli ai commissari delle aziende. Martedì li aveva annunciati ai sindacati. Ma il contenuto non è stato mai oggetto di trattativa, la presentazione è avve- AD ALTO RISCHIO I numeri Prestazioni aggiuntive al Cto nel 2010 267.000 euro circa I SERVIZI FINANZIATI Blocco operatorio neurochirurgia lo strumentista di sala per il turno pomeridiano in regime di urgenza/emergenza Tutti i blocchi operatori gli straordinari di tecnici e infermieri per coprire i turni delle sostituzioni per malattie prolungate, ferie, aspettativa, maternità Centrale operativa 118 tutte le prestazioni per il funzionamento dell'elisoccorso nuta a cose fatte. Tant’è vero che il Collegio infermieri ha dovuto chiedere proprio ieri un incontro urgente con l’assessore per essere messo a conoscenza dei contenuti del piano e di quale rapporto infermiere-paziente la Regione intende considerare come standard minimo assistenziale. «Se è condivisa con la Regione la volontà di eliminare le aree di inefficienza Il colloquio «È INSENSATO entrare in allarme per i contenuti della delibera che impone ridimensionamenti nella gestione del personale, a questa seguirà un serio lavoro di riorganizzazione per non dover chiudere servizi essenziali né le attività di eccellenza del nostro sistema sanitario»: Caterina Ferrero, l’assessore regionale alla Sanità, ha appena concluso un lunghissimo incontro con i commissari delle Aziende sanitarie, ai quali ha presentato la discussa delibera che impone nuovi pesanti tagli e razionalizzazioni sulla gestione del personale sanitario. «Ci stiamo adeguando a un piano di rientro che è nazionale e che condividiamo con il governo - dice - ma non siamo dei mostri che hanno intenzione di smantellare il servizio sanitario piemontese, chi ha parlato strumentalizzando politicamente le decisioni prese in materia di sanità farebbe meglio a stare in silenzio e mettersi a lavorare per far sì che questa riorganizzazione sia un obiettivo raggiungibile». L’assessore spiega che quanto contenuto nella delibera ha un valore indicativo, e che ogni azienda dovrà mettere in atto un piano specifico per il raggiungimento di quegli obiettivi. «Nessuno si sogna neppure lontanamente di andare a smantellare centri come quello dei trapianti di fegato delle Molinette - spiega Sala angiografica numerose attività specifiche seguite oltre l'orario di lavoro come per esempio il piede diabetico Reparti di degenza gli straordinari di infermieri per coprire i turni delle sostituzioni per malattie prolungate, ferie, aspettativa, maternità Sala fast track il personale che consente di utilizzare una sala durante il turno notturno per la gestione delle urgenze al fine di garantire la massima appropriatezza del sistema sanità - dice Maria Adelaide Schirru, presidente del Collegio di Torino - è contemporaneamente volontà e dovere di questo coordinamento di mantenere alto il livello di attenzione sugli standard operativi delle singole realtà, a garanzia del diritto del cittadino di ricevere assistenza, e del diritto dei profes- Numerose prestazioni negli ospedali piemontesi sono a rischio, secondo quanto denunciano i sindacati e il collegio infermieri. Si temono anche licenziamenti Nursing up: una delibera oscena, sarà difficile garantire le prestazioni sionisti di lavorare con modalità consone alla sicurezza e a criteri di qualità». Persino il sindacato Nursing Up, che politicamente non è certo vicino alla sinistra, si schiera compatto contro la delibera regionale che per tutto il 2011 blocca le assunzioni e le prestazioni aggiuntive e dichiara lo stato di mobilitazione di tutti gli infermieri fino a che tale delibera non verrà ri- tirata. «Si tratta di una delibera oscena, che non è frutto di alcun confronto con le organizzazioni sindacali e che va a penalizzare in modo pesantissimo gli infermieri, uomini e donne che negli ospedali danno l’anima tra turni e straordinari - dice Claudio Delli Carri, segretario regionale del Nursing Up - negli ospedali sarà veramente molto difficile, se non impossibile, continuare a garantire la qualità della prestazione offerta ai pazienti. Dobbiamo ricordare tutti che un infermiere stanco, stressato, vittima di burn out, per le situazioni ad alto rischio che affronta, è un infermiere che più facilmente può sbagliare. Con tutte le conseguenze che ciò può comportare». © RIPRODUZIONE RISERVATA L’assessore replica alle accuse: ci stiamo adeguando ad un piano di rientro che è nazionale Ferrero: “Insensato creare allarme Non smantelliamo il centro trapianti” ‘‘ ‘‘ ,, ,, Non siamo mostri Però in certi settori ci sono sprechi di risorse Li vogliamo eliminare per migliorare il servizi - il commissario insieme con la Regione dovrà trovare un modo per razionalizzare altri servizi e trovare le risorse per mantenere invece in salute quel reparto che ci invidiano in tutta Europa». Il In passato ci sono stati tentativi di razionalizzazione che le aziende non hanno rispettato Caterina Ferrero centro trapianti di fegato, infatti, mantiene parte dei turni di medici e infermieri (turni che non conoscono orario e che ovviamente seguono la logica di urgenze non programmabili) con il fondo Le divisioni nel centrodestra Ai ferri corti anche per la gestione degli appalti N ON è solo la sanità a dividere al maggioranza di centrodestra Anche la decisione se mantenere o meno in vita Scr Piemonte spa, la società regionale che dovrebbe gestire gli appalti in sanità, trasporti e infrastrutture crea polemiche all’interno del Pdl e tra il Pdl e la Lega. Ieri c’è stata al riguardo una ennesima riunione del Popolo delle Libertà ma la decisione è stata rinviata a lunedì, a un nuovo incontro cui parteciperanno tutti gli assessori del Pdl. «Allo studio - spiega il capogruppo a Palazzo Lascaris - ci sono tre diverse ipotesi. Qualcuno vorrebbe abolire la società in tempi rapidi, considerando fallimentare il suo operato. Altri preferirebbero procedere con maggiore cautela e tenere sotto esame Scr per almeno un anno, prima di assumere decisioni nel merito. Altri ancora, pur giudicando in modo abbastanza negativo l’operato della società sia per quanto riguarda il passato, sia nella sua attività recente, sembrano convinti che in prospettiva, con un opportuno rilancio, potrebbe diventare uno strumento molto utile alla Regione per mettere in campo procedure per la centralizzazione degli acquisti, ottenendo consistenti risparmi di gestione». per le prestazioni aggiuntive che la delibera della giunta Cota abolisce per tutte le aziende sanitarie. «Se ci tolgono quel budget il nostro centro dovrà dimezzare l’attività - ha detto ieri Mauro Salizzoni, il direttore del centro, dopo aver appreso la notizia - una decisione di questo tenore per noi è mortale». Ma come Salizzoni, sono moltissimi i servizi che alle Molinette ma anche negli altri ospedali sono stati finanziati in questi anni grazie a quel “portafoglio” aggiuntivo per il pagamento di attività extra del personale. Degli infermieri in particolare, di cui gli ospedali soffrono una carenza cronica. Le terapie intensive, per esempio. Una parte degli infermieri che lavorano nel centro di riferimento per l’H1N1. Ferrero è convinta che altrove ci sia spreco di risorse tali da poter ricollocare e coprire le carenze su questi servizi. Così la delibera è molto chiara: i commissari che non si rifaranno alle indicazioni di tagli e non raggiungeranno gli obiettivi stabiliti, saranno cacciati via. «Sappiamo che in passato sono stati tentati ridimensionamenti ma che le aziende poi casualmente non hanno rispettato le delibere - spiega Ferrero - Per questo abbiamo introdotto toni che siano di incentivo a rispettare i tagli». (o.giu.) © RIPRODUZIONE RISERVATA la Repubblica VENERDÌ 4 FEBBRAIO 2011 TORINO ■ III Il progetto I primari Gandini e Rabbia sperimentano un metodo innovativo che prevede un intervento Malati di sclerosi multipla una speranza alle Molinette SARA STRIPPOLI A LLE Molinette di Torino la lista d’attesa è già lunghissima anche se nessuno ha ancora pubblicizzato gli interventi. Sono oltre duecento i malati affetti da sclerosi multipla che hanno chiamato da tutta Italia per sottoporsi a quello che è conosciuto come “metodo Zamboni”, dal nome del professore dell’Università di Ferrara che per primo ha ipotizzato una correlazione fra stenosi, un’ostruzione delle vene, e l’insorgenza o peggioramento della sclerosi. Un metodo controverso non amato dai neurologi, che qualcuno ama persino paragonare al caso Di Bella, di cui si discuterà oggi al San Luigi di Orbassano. Alle Molinette, Giovanni Gandini e Claudio Rabbia, primari dei due reparti di radiologia interventistica universitaria ed ospedaliera, hanno creduto che valesse la pena verificare i risultati e partecipare al progetto partito da Zamboni a Ferrara che da marzo coinvolgerà La polemica Giovanni Gandini circa 600 pazienti. La direzione sanitaria proprio ieri ha annunciato che sarà messo a disposizione un posto letto dedicato e l’assessore Caterina Ferrero ritiene che il progetto debba andare avanti. I primi interventi eseguiti al San Giovanni Battista risalgono all’autunno scorso e finora sono 19 i pazienti operati. «Faremo interventi anche su pazienti non am- messi al progetto», promette Rabbia. Il metodo si basa sulla convinzione che un’ostruzione delle vene della testa e del torace possa essere una concausa. Si tratta di interventi endovascolari in anestesia locale che durano in media da una tre ore. Due piccoli buchi consentono di infilare una sonda nella vena femorale per risalire fino alla giugulare per la “disostruzione”. «È troppo presto per trarre conclusioni - chiarisce Gandini per farlo ci vogliono grandi numeri. Non credo si tratti di una cura miracolosa, ma neppure di una patacca come si rivelò la cura Di Bella. È un metodo che merita di essere approfondito, anche per evitare che i malati di sclerosi multipla decidano di andare in centro privati europei o italiani spendendo cifre che oscillano fra i 6 e gli 8mila euro». Aggiunge Rabbia: «Sui nove pazienti che abbiamo operato alcuni hanno avuto un qualche miglioramento, qualcun altro era molto soddisfatto». © RIPRODUZIONE RISERVATA Nuovo ospedale, aut-aut degli imprenditori “Con l’Asl unica a Cuneo verrà meno il nostro impegno per Alba-Bra” MARCO TRABUCCO C INQUANTA imprenditori della provincia di Cuneo polemizzano sulla nuova organizzazione della sanità piemontese. E chiedono a Cota di rivedere la divisione delle Asl decisa un mese fa ripristinando quella di Alba e Bra (che il nuovo piano accorpa con il resto del Cuneese) e lasciando pure in dotazione a quell’Asl anche il nascente ospedale di Verduno. L’elenco comprende nomi notissimi dell’imprenditoria piemontese dalla Ferrero, ai Miroglio, dagli Stroppiana alla Diageo Italia e ai noti produttori di vino Ceretto, dal Gruppo Eataly al Credito Cooperativo di Cherasco. I 50, tutti membri della Fondazione Nuovo Ospedale Alba - Bra, hanno inviato una lunga lettera, il 30 gennaio, alla presidenza del Consiglio regionale e alla quarta commissione (quella che si occupa di sanità) chiedendo un incontro: «Dal marzo del 2008 - spiegano - un gruppo di imprenditori in rappresentanza di alcune delle più importanti realtà industriali della zona di Alba, Bra, Langhe e Roero, si sono riuniti nella Fondazione Nuovo Ospedale AlbaBra Onlus, con l’obiettivo di raccogliere risorse per il progetto dell’ospedale che sta sorgendo a Verduno». Lo scopo della Fondazione è migliorare la qualità del nuovo ospedale e sostenerne le attività. Per questo hanno già raccolto ben 8 milioni di euro. «La Fondazione è nata - aggiungono - proprio nella convinzione che l’iniziativa pubblica meritasse il sostegno dei privati. La partecipazione che ha saputo suscitare è riconducibile alla forte identità che caratterizza il nostro territorio dove, per antica tradizione, la cosa pubblica è sentita come bene di tutti».. Già perché, caso quasi unico in Italia, Alba e Bra hanno accettato, dieci anni fa, superando le polemiche di campanile, di tagliare i loro due ospedali per costruirne uno solo «nonostante questi già offrano servizi di qualità, ma ina- deguati a raccogliere le sfide del futuro». Una qualità confermata dai numeri. Quell’Asl infatti è la più virtuosa del Piemonte: pochi i malati che scelgono di curarsi al- trove e la spesa pro capite è stata nel 2009 di 1.519 euro, la seconda più bassa di tutto il Piemonte, una delle migliori d’Italia. «Se in tutte le Asl della regione si spendesse I protagonisti VERDUNO Il costruendo ospedale unico di Verduno promosso anche con il sostegno di una Fondazione di cui fanno parte numerosi imprenditori della Granda che contestano il piano sanitario SIBILLE Il sindaco di Alba: la nostra Asl è sempre stata tra le più virtuose del Piemonte L’iniziativa Radiografia sul web per una seconda diagnosi L A “second opinion”, chiedere una consulenza ad altri medici per avere una conferma della diagnosi, è una nuova frontiera della medicina ancora poco diffusa in Italia, soprattutto nel pubblico. Il metodo arriva adesso in Piemonte e viene inaugurato da StudioFutura, che ha aperto un centro a Ciriè. La radiografia viaggia sul web per essere esaminata dai più illustri specialisti, i quali forniranno un parere prezioso per il paziente. Centri medici internazionali, grazie alle nuove tecniche di acquisizione digitale, dialogano così fra loro in tempo reale. La presentazione si è svolta ieri sera nella sede di StudioFutura e la serata, alla presenza di Plinio Pinna Pintor, è stata condotta dal radiologo Gino Carnazza e dal direttore del centro di Ciriè Andrea Genovesio. I medici specialisti potranno beneficiare dell’invio telematico delle immagini radiologiche e potranno accedere ad un’area riservata del sito www.strudiofutura.com, dove visualizzare gli esami. Ai medici di base si rivolge un servizio di consulenza sull’appropriatezza della prescrizione in radiologia. StudioFutura si propone anche di organizzare iniziative di educazione sanitaria, a cominciare da un corso di primo soccorso salva-vita indirizzato a studenti delle scuole superiori. CROSETTO Il sottosegretario Pdl : mi auguro che si ridiscuta FERRERO Uno dei firmatari della lettera con altri vip così - dice Bruna Sibille sindaco Pd di Alba - la sanità piemontese invece di aver un deficit di 500 milioni di euro ne risparmierebbe 200 ogni anno. Perché allora dovremmo essere accorpati ad altri più spreconi?». «L’area Alba-Bra - continua la lettera - pur essendo economicamente la più importante della Granda, ha saputo rinunciare a fondate tentazioni di diventare “nuova provincia”, staccandosi dalla lontana Cuneo, per evitare di creare nuove, costose bardature politiche e burocratiche, preferendo realizzare servizi pubblici e sociali decentrati tra cui il nuovo ospedale». Poi passano all’attacco: «Non possiamo pertanto, esimerci dal comunicarvi formalmente che i recenti provvedimenti regionali adottati in merito all’ipotesi di riforma degli assetti istituzionali della sanità piemontese destino in noi sconcerto e forte preoccupazione. Il ventilato scorporo degli ospedali dalle asl spezzerebbe il legame con il territorio che è alla base del progetto di Verduno, umilierebbe una comunità che ha saputo precorrere i tempi e compiere scelte coraggiose e, infine, farebbe venire meno le ragioni stesse del nostro impegno. Vi chiediamo quindi di riconsiderare la decisione». In loro appoggio scende in campo anche uno dei più importanti esponenti del Pdl piemontese, il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, di Marene: «Fin da subito ho fatto presente alla giunta che quella decisione avrebbe creato problemi sul territorio e mi auguro che ora ci sia una discussione che coinvolga finalmente tutti: questo non significa dover necessariamente cambiare il piano, ma almeno spiegarlo perché un ospedale è una realtà anche economica. E poi quell’Asl è un caso virtuoso più unico che raro in Italia». © RIPRODUZIONE RISERVATA