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ANNO XI.
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Pisa, Sabato 23 Maggio 1903. NITM.
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GIORNALE POLITICO AMMINISTRATIVO DELLA CITTÀ E PROVINCIA.
AIIISONAMENTI :per un anno lire I ; per un semestre lire 3. Per abbons.rsi
basta mandare una cartolina vaglia all'amministrazione del Pente di Pisa.
Uffici dl Iledazione e Amministrazione: Piazza dei Cavalieri. num. 6. Pisa.
Si pubblica la Domenica.
(Conto corrente con In Posta).
Riassumendo
-
La presente lotta elettorale, per le cause che
la promossero ha necessariamente un carattere
tutto particolare. Non è una elezione amministrativa delle solite, ma uu vero e proprio appello agli elettori, pe•chè giudichino nel disaidio
posto iu Consiglio fra la Giuuta e la oppoaizioue
dei popolari.
L'amministrazione attuale, in sedici mesi potè
compiere atti amministrativi della più alta importanza, come la municipalizzazione dei Gas
riscattando la officina per •sole 360 mila lire,
l'abolizione del dazio sulle fanne, il consolidamento delle p6iiSlOill elle portò al bilaucio
un benetizio di 86 mila lire, che altrimenti sa-
rebbe stato necessario domandare alle imposte,
il completamento dei macelli, ed il riordina-
mento generale della pubblica istruzione. In
così breve tempo era impossibile immaginare e
fare di più e di meglio; la scarsa maggioranza
combattè sempre vigorosamente più che altro
colla forza degli argomenti, cosicchè i popolari
stessi furono forzati a votare per le nostre iniziative, meno i macelli contro il completamento
dei quali votarono.
Ma l'abolizione del dazio sulle fariue e la
prossim a. tlpertura dei macelli spostano completamente la stato del dazio consumo. Dal dazio
si riscuoteva fino ad ora circa un milione, pagaudo 500 mila lire fra canone e spese d'esazione. L' abolizioue del dazio sulle farine e la
organizzazione dei macelli, come ente autonomo,
iidurranno la riscosaione fatta alle barriere a
lire 650 mila tutt' al più, sulle quali le spese
tl esazione ed il canone saliranno al 65 o 70 per
.
cento.
Siatuo duuque arrivati al punto in cui un
saggio aintniaistratore deve affrontare necessariaineute il probletna della abolizione del dazio,
poiehè, conio acriveva l' on. Luzzatti, una imposta. che mangia con fameliche voglie due terzi
di sè stessa è insostemibile ed incivile.
Le proposte della Giunta rappresentavano uu
complesso di ardita modernità; e la numerosa
opposizione si dimostrò inadatta a comprenderle.
Era necessario, dunque, rivolgersi agli elettori,
non più divisi in frazioni, ma raccolti insieme
in uu corpo unico, per toglier via le chiesuole
e le personalità inevitabili nelle frazioni.
Stanno dunque di fronte agli elettori due programmi. In quello dei liberali monarchici sta
scritto: abolizione del Comune chiuso; semplificazione dei dazi da ridursi alle sole carni e
bevande ; diminuzione graduale del personale
daziario per eliminazione naturale e per assegnamento dei dazieri ad 'uffici interni; e municipalizzazioni deverse.
Nel programma dei popolari sta scritto invece.
Conservazione del Comune chiuso ed aumento
di circa 80 mila lire di tasse speciali per i
sobborghi, rassettando momentaneamente il bilancio anzichè organicamente. Tale programma
(se tale può chiamarsi) i popolari non ebbero
coraggio di metterlo fuori, nè di venirlo a sostenere al contradittorio, cui erano stati invitati,
ma si ricava dalle proposte presentate al Consiglio il 2 marzo ultimo scorso dal consigliere
Cuppari, a nome di tutti i suoi colleghi.
Gli elettori debbono decidere fra 1' uno e
l' altro.
Mai in verità era stata presentata in Pisa così
nettamente una questione amministrativa diDanzi al Corpo elettorale. Ma purtroppo mancò
per parte dei nostri avversari una seria e documentata nOlelllies, nei giornali, nelle riunioni e
nel coutradittotio, per cui gran parte di coloro
che daranno il voto alla scheda popolare daranno
un voto politico contrario ai loro stessi interessi.
Il metodo costantemente seguito da noi nella
lotta fu quello della calma, della serietà e della
moderazione.
Per evitare filiamo il dubbio di consorterie,
si formò la scheda in adunanze pubbliche e numerosissime, che possono avere 'recato il danno
materiale spiacendo anche con ragione a qualcuno, ma che elevarono il sentimento del nostro partito quanto più era possibile. E si volle
fare anche di più ; precorrendo gli avversari non
solo nella sostanza, ma anche nelle forme democratiche, si invitarono i diversi partiti a discutere e ~tradirai in pubblico, dinanzi agli
elettori. I popolari per insufficeuza di preparazione, forse per mancanza di nomini adatti e per
dubbio anche che i più focosi di loro, senza intendere l'alto siguificato civile del coutradittorio,
provocassero disordini, che avrebbero fatto gran
torto al loro partito, non osarono presentarsi alla
disputa. Avemmo così completa ragione sugli
avversari, per confessione di loro stessi, restrin-
gendosi a cercar voti non colla persuasione ma
con tI gomenti d'ordine politico generale, estraneo
al Comune, o col sollecitare adesioni di giovani
dubitoei nel fare i primi passi sulla vita pubblica.
Ed ora aspettiamo sereni e tiducioai l' esito
della lotta che fu esuberante di argomentazioni
da parte nostra quanto deficiente e meschina da
parte dei nostri avversari, i quali quasi in ogni
articolo cercarono rimediare ai loro moltissimi
errori con qualche i risiti l'azione e qualche ingiuria,
credendo che con tali mezzi si possano ottenere
un largo. consenso ed una schietta simpatia in
Una città come Pisa, ricca di splendide tradizioni nella cortesia e nella urbanità, avviata ad
un brillante avvenire economico ed industriale,
e nota e riptitata, fra le prime d' Italia per cultura, per intelletto e per educazione.
La nostra scheda, poiché gli uomini sono parte
essenziale delle idee che debbono passare nel campo della applicazione, è formata da una schiera
eletta di uomini di sicuro valore; della quale
fanno parte i maggiori contribuenti del Comune,
amministratori da lungo tempo sperimentati, ed
una accolta di giovani volenterosi del pubblico
bene, ed attivi e zelanti per la fortuna del nostro paese.
Noi terminiamo dunque la prefazione elettorale tranquilli e soddisfatti dell' opera nostra.
Noi situo certi che il nostro partito ha condotto le cose in modo da non avere da rimproverarsi trascuratezza o negligenza verso gli interessi del Comune, e da non rammaricarsi neppure per avere suscitato rancori ed asprezze. La
terminiamo, evocando la visione di Pisa, gelosa
della sua storia e delle sue tradizioni, orgogliosa
di essere sede di una delle prime università
rinnuovata nel progresso economico che
lentamente e sicuramente va propagandosi da
un capo all' altro della nazione. Agli avversari
del 24 Maggio noi mandiamo il saluto cortese
come di schermitori che, dopo cavalleresca contesa, appena discesi dalla pedana si stringono
amichevolmente la mano.
NELLO TOSCANELLI.
i
Il Contraddittorio
I nostri amici avevano invitato a contraddittorio
giovedì nella sala del Teatro Nuovo gli egregi avvaraari; ed avevano proposto due temi di discussione
i in portantissim i.
. Le riforme daziarie in parte attuate ed
in p Irte studiate dalla Giunta Comunale sono
completamente contrar,e ed opposte ad un al'argani -nto di cinta.
2. L' attuazione della refezione scolastlel e
l' abolizione effettiva del dazio sulle farine sono
dovute all'amministrazione attuale.
Gli avversari non si fecero vivi. Di questo moderno
e liberale sistema di discussione e di critica, che è
il contraddittorio, e che è stato sempre da loro caldeggiato ed apprezzato a parole soltanto, non vollero approfittare.
Tutte le scuse, tutte le scappatoie per la loro diserzione dinanzi alla critica educata dei più gravi
problemi dell'amministrazione comunale, non reggono
dinanzi alla formidabile sicurezza dei nostri amici
che li avevano cortesemente sfidati a discutere delle
cose del pubblico a cui si danno ad intendere molte
burlette, come quella ad esempio dell' allargamento
della cinta che è divenuto il cavallo di battaglia e
l'argomento unico e crudo di una riunione di partiti
sferrati alla corsa del potere.
L'assenza degli avversari dal contraddittorio non
può dimostrare che due grandi deficienze: la mancanza di uomini competenti a versati nelle cose del
nostro Comune fra le fila degli avversari; e la assoluta mancanza di argomenti buoni e sani in un
programma cho a torto si vuol gabellare come popolare. E non parliamone più.
Il convegno al Teatro Nuovo se non fu importante
per il contraddittorio, lo fu ugualmente per il concorso straordinario degli elettori e per la efficacia
irrotnp .nta dei discorsi.
Si erano inscritti per discutere cogli avversari: il
canon. Shnonelli, il cav. Toscanalli, i professori Lessona a Calisse, il dott. Pera, l'avi . Lecci e l'avv.
Sanininiatelli; ma, gli avversari avendo brillato per
la loro assenza, i nostri amici si limitarono a poche
osservazioni.
Il cav. Toscanelli affrontò con uno smagliantissinio
discorso la questione del dazio consumo illustrando
il risveglio avutosi in tutta Europa per abbattere le
barriere daziarie e ricordando a titolo d'onore Milano
e Bergamo cho furono i primi Comuni in Italia che
abolirono i dazi. So Pisa non sarà adunque più la
prima, per merito della amministrazione attuale sarà
pronta a prendere il secondo posto.
Egli, seguitando, spiegò chiaramente i concetti della
Giunta contrari ad ogni allargamento di cinta. Questo
allargamento è stata una brutta manovra degli avversari, che a corto di argomenti non sapendo come
colpire dei progetti vantaggiosi per il Comune hanno
inventato la storiella della cinta come una grande
esca elettorale ai partiti che si chiamano del popolo!
Combattè il dazio come tassa dannosa e per le
gravi spese di percezione e per l'alto canone gover.
.
: per avvisi rìntsm6 in prima pagina lire 3; in seconda lire 1,50;
in terza lire 1,00; in quarta lire 0,50 per ogni linea° spazio di linea (Pag. ant.)
Per avvisi finanziari, industriali, commerciali; per inserzioni; per necrologio,
per nicluind in crouaoa, diffide, comunicati. ecc. eco.; prezzi da contrattarsi.
11 UUI.ICIT.%
nativo; ed affermò che sarebbe stato ignominioso per
la amministrazione pensare ad allargare in un modo
qualsiasi le abboulinevoli fiscalità daziarie: animiuistrazione noti fece altro che semplificare il servizio
daziario per apparecchiare a poco a poco l' abolizione
invocata da tutti, e dai popolari soltanto a discorsi,
linciai non soccorrano liberatrici le leggi dello Stato.
Il colmai. Simonelli si soffertuù particolarmente sul
secondo tema di discussione presentato al contraddittorio.
La refezione scolastica, Egli disse, fu votata dagli
avversari come dai wonarchici alla unanimità; tua
per i popolari i bambini del popolo aspetterebbero
ancora una scodella di minestra, perciò i popolari
che erano in maggioranza strabocchevole fuggirono
dal Palazzo Gambacorti e non l'attuarono.
E cosi pure accadde dell'abolizione del dazio sulle
farine. 1 popolari l'abolirono sì, ma in un ordine del
giorno soltanto e non a fatti; gli agenti del dazio
seguitarono ancora a fai pagare la dura tassa, e loro
fuggirono: ritornati più tardi, aspettarono che il Govano ne iniziasse sul serio l'abolizione parche sbucassero fuori a reclamare onori e primati che nessuno può loro accordare.
La Giunta attuale aveva pronti gli studii e si presentò la prima a chiedere il compenso per questa
abolizione!
Sulle condizioni del bilancio poi quale lo lasciarono i
popolari e quale trovasi attualmente, il coinw. Suinonelli si intrattenne a lungo, scherzando cogli avversari lontani che abbandonarono 1' amministrazione
per 25 mila lire di aumenti sulla tassa di famiglia!
Tutti e due i discorsi furono vivamente applauditi
dalla adunanza numerosissima.
Più di 550 mila lire di lavori
PER LA STAZIONE CENTUALE.
In seguito alle insistenti premure delle autorità comunali con decreto del 18 maggio corr.
è stata autorizzata la Società mediterranea ad
eseguire subito il primo gruppo dei lavori per
la ingente somma di lire 550,000 relativi al
riordinamento della Stazione Centrale ed alla
costruzione d' un cavalcavia in sostituzione del
passaggio al livello di S. Giusto in conformità
della convenzione stipulata dal Comune fino dal
dì 5 giugno 1902 con la Società Mediterranea
ed il 11. Governo.
Siamo lieti della notizia che ci viene officialmente comunicata, e speriamo che i lavori saranno immediatamente iniziati e condotti colla
maggior sollecitudine per guisa che non risenta
ulteriori ritardi la esecuzione delle opere previste nel secondo gruppo.
Non dubitiamo che il Comune insisterà per
la immediata consegua del terreno attiguo all'ex convento dei Cappuccini dal quale debbono
sorgere le case operaie già da assai tempo deliberate.
gur :ARA LA NUOVA AMMINISTRA:1UP
Il Telegrafo di Livorno giustammte osserva che
i radicali non hanno altro scopo che questo: di dimostrare cioè che anche l'amministrazione popolare
non sarà poi che una amministrazione... monarchica.
E dice: « Infatti ammettendo che la vittoria nelle
imminenti giezioni arrida ai partiti popolari, che cosa
nascerà? Nascerà che al potere andranno 24 radicali sacchiani, pochi repubblicani e socialisti, e 12
mmarchici nella minoranza. Ora sounnati i 24 radicali-monarchici coi 12 inonarchici schietti, avremo
35 monarchici: il che costituisce la maggioranza del
Consiglio che di conseguenza ... sarà monarchica ».
Gli Impiegati del Dazio
Ad arte si insinua agli impiegati del dazio di
temere per sè e per le proprie famiglie se si
abolisce il Comune chiuso.
I diritti acquisiti degli impiegati sono sacrosanti
perchè contrattuali. Oltre a ciò la Giunta proponeva di determinare una presunta carriera per
dare avanzamenti in proporzione degli anni di
servizio indipendentemente da qualunque riforma che sopravvenga.
Si tratta insomma di stabilire gli annienti
triennali o quinquennali determinando sulla carriera anzichè sulla vacanza dei posti.
Il Comune, abolendo il Comune chiuso, dovrà
creare altri organismi da cui ricavare le sue risorse e specialmente per mezzo delle municipalizzazioni ; e poiché gli impiegati esuberanti al
dazio potranno passare ad altri uffici e specialmente alle municipalizzazioni, basta rimanere 8
o 10 anni senza assumere impiegati nuovi in
servizio per raggiungere lo scopo di riduzione
del personale.
Ma gli impiegati del dazio consumo sono persone intelligenti che voteranno come credono
senza lasciarsi prendere all' amo.
Il perimetro della cinta.
Un giornale della città, ha pubblicato
il perimetro della cinta ricavandolo da
rtna vecchia ed abbandonata relazione del
189(S .
In questo modo leale si illuminano gli
)
elettori!
!
I n ostri Candidati
Alberti avv. Giuseppe
A ntonini dott. Torello
Antoni dott. Ranieri
Ascani Vittorio
Bargilli Alberto
Beltrami Egidio
Calisse prof. Carlo
Carli "Ulisse
Cini ing. Giuseppe
Cian prof. Vittorio
Conti Leopold°
Della Chiostra av.
v. Giuseppe
Di Dente Balilla
Fabrini Ferdinando
Fanti ing. Arnaldo
Feroci Pietro
Ferrucci Emilio
Fogliata prof. Giacinto
Franceschi Cesare
Gambini avv. Giuseppe
Gioli Antonio
Lama' Vittorio
Lecci avv. Amerigo
Lessona prof. Carlo
Lombard dott. Federigo
31anetti Emilio di Ranieri
31arconi Giuseppe
3Iazzarini Enrico
Nardi-Dei prof. Angelo
Orsini Tantilio
Pacini dott. Angiolo
Pardo Roques Giuseppe
Pèra avv. Vincenzo
Pitccardi dott. Mario
Piquè Rodolfo
4tueirolo prof. G. Batta
Riparbelli 31ilziade
Rossotti prof. 31. Aurelio
Simi Alcibiade
Simonelli dott. Ranieri
Sintoneschi avv.
Supino Vittorio
Tarugi prof. Nazzareno
Tempesti dott. Adolfo
Toscanelli dott. Nello
Travaglini Giuseppe
Tredici Etrusco
Vagliati Egisto
-
IL DAZIO SUL VINO
Il dazio consumo è una tassa abboninovole. Questo scrivevo io stesso nel 1898 stampando una lunga relazione intorno alla grave
questione della riforma daziaria nella quale
il mio intendimento era di :preparare una
lontana abolizione dei dazi. Ma la legge 14
luglio 1889 fatta apposta dal Parlamento
per permettere a Milano una riforma daziaria, l'abolizione effettiva del comune chiuso e
sopratutto la legge sugli sgravi dell'anno
decorso di cui approfittammo per abolire il
dazio sulle farine, hanno affrettato la possi-
bilità di una riforma molto più di quello che
io noli pensassi nel 1898.
t
Se è possibile però abbattere oggi le mura
e togliere il Comune chiuso, non è possibile
rinunziare di un colpo a tutti i dazi, perchè
le entrate del Comune debbono pur raccogliersi da qualche tassa.
Perciò abbattendo adesso la cinta murata
è necessario trovar modo almeno per un certo
periodo di anni di incassare la somma occorrente per seguitare a pagare il canone dello
stato di 265000 lire, ed il personale che non
può eliminarsi può essere adibito ad altre
funzioni.
In questo tempo sarà dunque necessario
mentre si aboliscono i dazi sopra tanti generi di mantenere il dazio sul vino non più
da riscuotersi ad una cinta determinata ma
per accertamento ossia col sistema dei bolli
o marche sui recipienti e fusti, metodo nuovo
per l'Italia ma già in uso con eccellente resultato al Brasile.
Il dazio sul vino era come ognun sa di lire
6,50 per il vino in fusti e 7,50 per quello in
fiaschi e non è vero che fosse pagato soltanto
dalla Unta perchè su tali basi sono stabilite
le tasse di rivendita anche per i subborghi.
I popolari al solito dopo avere avuto un
quarto d'ora di simpatia, stampando sulle cantonate che volevano togliere o almeno mitigare i dazi di consumo, in data 13 decenibre
1900, proposero di aumentare il dazio sul vino
al massimo ossia a lire 7,50 per quintale.
Noi poveri conservatori, che non amiamo
le stroinbazzature, fino dal 1. maggio ultimo
scorso abbiamo riportato il dazio sul vino
uniformemente a lire 7 a quintale, e nella
relazione presentata al Consiglio nel gennaio
abbiamo discusso a lungo se sia il caso di
limitare il dazio sul vino a lire 6 o 6,50 tutto
al più.
La nostra proposta dunque intorno alla riforma dei dazi è chiara e semplicissima: limitare cioè i dazi alle sole carni e liquidi
presso a poco nella misura attuale, ma riscuotere tali entrate con la massima economia
anzichè con la enorme spesa di 284 mila lire
come costa attualmente la cinta murata.
Tutto l' utile che ne ricaverà il Comune
deve essere adoperato in diminuzione di onere
per i cittadini abolendosi i dazi sopra 114 voci
dell'attuale tariffa.
La tassazione del vino e delle carni è una
necessità inevitabile sebbene il dazio del vino
come noi proponiamo non abbia altro scopo
che di dar modo al Comune di pagare oneri
imprescindibili e che perdureranno per qualche anno, anche dopo l'abolizione del Comune
chiuso. Via via che gli oneri del personale
esistente e della costosa montatura attuale
verranno a cessare ; e sopratutto quando il
legislatore provvederà alla renunzia del canone di dazio consumo per parte dello Stato,
il dazio sul vino che comincerà con lire 6,50
a quintale potrà diminuire a lire 6, lire 5,
lire 4 e così via fino ad esaurimento.
Il mantenimento del dazio sul vino è dunque oggi la base necessaria per la graduale
abolizione del dazio consumo nel corso di
vari anni.
LE RELAZIONI DELLA
GIUNTA
•
Chiunque desiderasse maggiori spiegazioni intorno
ad un progetto così moderno e geniale come quello
proposto dalla Giunta per l'abolizione del Comune
chiuso, può rivolgersi a qualunque dei passati consiglieri Comunali e crediamo anche al Comune stesso
che non può rifiutare ai contribuenti gli atti che
gli riguardano. Tutto 1' insieme del progetto di graduale abolizione del Comune chiuso è contenuto in
11 relazioni compilate dagli assessori Sinionelli, Toscanelli, Tarugi e Fogliata, relazioni che nel loro
complesso formano un grosso volume di studi intorno
ai quali parlò un solo popolare, il cons. Cuppari.
mortain
t:113211 III
Conto
Noi desideriamo vivamente la discussione
coi consiglieri democratici e ci dispiacque
assai che nelle elezioni passate non riuscisse
alcun candidato socialista poichè riconosciamo che non può parlarsi di avvenire economico senza consultare i socialisti che seguono
al parer nostro alcuni errori fondamentali
ma che portano sempre nella discussione la
calma e la serietà propria di chi sa che le
cose pubbliche e le questioni economiche non
debbono essere stamburate ma osservazioni
serie ed applicazioni di teorie allo stato dei
fatti. Dai secialisti abbinino sempre imparato
qualche cosa.
Di molti altri invece si potrebbe anche
fare a Meno perchè da loro non c'è mai riuscito imparare nulla. Un solo di loro, il consiglier Cuppari, ha studiato con amore e con
competenza le più gravi questioni daziarie
e dalla sua critica bene spesso abbiamo tratto
insegnamenti. E' soltanto dalla discussione
larga e serena fra persone competenti che
può uscire per il nostro Comune un progetto
concreto liberale nell'indirizzo e pratico nei
mezzi. Il consiglier Cuppari parlò due ore
adducendo inconvenienti da lui tenuti con 1;1
riforma daziaria proposta. Certo nell'applicare una, riffirma che sconvolge e riordina
tutto l' attuale sistetua tributario del C0111llne, qualche inconveniente si verificherà e non
potremo arrivare al nuovo riordinamento definitivo altrochè con l'adottare modestamente
il motto: provando e riprovando.
ffli>t
Ma l'inconvenienti temuti dal Cuppari per
il nuovo sistema sono infinitamente minori
di quelli esistenti con l'attuale Comune chiuso. In ogni modo la critica stessa del Cuppari pone in evidenza la necessità che gli
elettori questa volta provvedono ai loro veri
interessi eleggendo al Comune uomini che
abbiano sicura competenza tecnica e studY e
attitudini.
frutlal tlaZiQ :45:11112
I nostri avversari spargono ad arte che noi
vogliamo l' allargamento della cinta daziaria.
Essi gridano nei comizi contro il dazio consumo
per farsi applaudire, ma ogni loro atto non è
stato che un inasprimento del dazio e una difesa
del Comune chiuso come avrebbe potuto fare il
più convinto conservatore. Giudicate dai fatti e
non dalle parole.
I POPOLARI
Con manifesto al pubblico nelle elezioni del
1900 promettono la diminuzione dei dazi.
Il 13 decembre 1900 propongono di portare il
vino in fusti da lire 6,50 a lire 7,50.
Il 23 decembre 1900 approvavo l' ordine del
giorno Appolloni di abolizione completa dei dazi
di consumo.
Il 24 decembre 1900 approvano aumento di
dazi sul vino di cui sopra, sull' alcool, sulle carni,
sui dolci e sui materiali da costruzione, in totale
per circa 70 mila lire.
Il Commissario Regio, succeduto ai popolari,
trova da collocare 18 straordinari e 40 fa-servizi
(bel principio per una abolizione dei dazi !).
Il 2 marzo il consíglier Cuppari a nome dei
colleghi propone di lasciare immutata la cinta
daziaria e di applicare tasse speciali ai subborglii,
sui materiali da costruzione per lire 10 mila e
sui foraggi per lire 30 mila.
I LIBERALI MONARCHICI
Nelle elezioni del 1901 promettono soltanto di
studiare il grave problema del dazio consumo.
Il 1. luglio 1902 aboliscono di fatto il dazio
sui farinacei, sulla semola e sui combustibili ad
uso dei forni.
In varie epoche dell' anno 1902 aboliscono il
dazio sulle frutta in spirito, sulle spezie ed altre
piccole voci.
Nel luglio 1902 fanno la riforma dei controlli
diminuendo il personale con un risparmio di circa
30 mila lire.
Nell'aprile 1903 aboliscono il dazio sul petrolio.
Nel gennaio 1903 presentano 11 relazioni per
attuare una riforma consistente nel mantenere
il dazio sul vino e sulle carni ed abolirlo sopra
114 voci, ossia sugli ortaggi, combustibili, caccia,
materie ad uso industriale ecc. ecc.
I NZETTI ENNOMIU DELLA GIUNTA PASSATA
Togliamo il seguente brano dalla relazione
presentata al Consiglio nel gennaio decorso
dall' attuale Giunta per dimostrare a quale
modernità, di concetti economici si ispirassero il Sindaco Ganibini e gli Assessori Simonelli, Toscanelli, Gioli, Fogliata, Franceschi, Tarugi, Lessona, bandi, Fanti, PardoRoques e Alberti che compilarono tale relazione:
« Tali sono i capisaldi ed i motivi della riforma, che la Giunta intende presentare al
Consiglio, perchè possa andare in vigore entro il prossimo anno 1903. Non può sfuggire
ad alcuno la grande importanza di essa, perchè corrisponde a tutte le norme di buona
amministrazione e ad un assetto del sistema
tributario comunale, secondo i più moderni
intendimenti economici. Infatti il dazio consumo per i Comuni chiusi è una vieta forma
di tassazione, che va diventando sempre più
incompatibile coi nuovi usi e con le nuove
tendenze di distribuzione dell'imposta. Il dazio di 1,100,000 lire si ripercuote in larga
misura sopra le classi elevate, ma rimane anche in parte (difficilmente apprezzabile) come
onere delle classi inferiori, per il cui tramite
si riscuote. Ma (ciò che forse è cosa ancora
peggiore per lo sviluppo della ricchezza cittadina) la quota di ripercussione colpisce in
massima parte le industrie, obbligate così ad
elevare le mercedi in proporzione dell'aumento nel costo della vita. I manufatti vengono in tal modo a costare di più, facendo
artificialmente della città, come campo di
produzione, un luogo in stato di inferiorità
al contado.
Le classi elevate, economicamente sterili o
almeno poco produttive, risentono invece in
grado assai minore la ripercussione del dazio.
Il liuiite daziario dunque è un ostacolo artificioso, non solo alla introduzione dei generi,
ma anche alla produzione interna, perchè
questa aumenta di costo. Il dazio agisce sui
prezzi, come se si dovesse pagare un trasporto
di materia prima da un luogo più lontano.
La cinta murata, finanziariamente considerata,
ha dunque per effetto di allontanare la città
dalla regione in cui Si trova, e la sua abolizione equivarrà a ricondurre Pisa e le sue
industrie nel bel mezzo della Toscana ».
i Estratto dalla relazione intorno al Riordinamento
graduale dei dazi di consumo.
FATTI E DISCORSI
Vi ricordate o elettori di aver visto più
volte i manifestoni dei popolari in cui si prometteva in tempi elettorali di abolire il dazio
consumo e che essi dicevano esser questa la
tassa sui poveri?
Ebbene, durante l'amministrazione dei popolari sapete che bel costrutto si ricavò da
quelle promesse cui avevate creduto?
Con la relazione 20 maggio 1901 firmata
Frascani, Cuppari, Canavari, Niccolini, Poli,
Fontana, Sottini, Rossi, Spadoni, Abenaim a
pag. 7 quei signori così si esprimevano:
« avversi per profonda convinzioue al Da« zio Consumo, abbiamo dovuto far cedere i
« principi astratti alla necessità fatta dalle
« odierne condizioni speciali nostre e chic« dere a quell'imposta un prevento maggiore ».
E' poi noto il bellissimo fatto del dott. Appolloni, un democratico vero all'antica, che
propose l'abolizione del dazio la sera del 23
decembre 1900 ed ebbe il piacere di veder
subito approvata la sua proposta. Ma la sera
dopo, ossia il 24 decembre, il giorno successivo alla così detta abolizione apolloniana, la
Giunta popolare propose aumenti sul dazio,
per circa 70 mila lire.
Ma non basta; e pare veramente che questo giuochetto sia diventato per i popolari un
sistema come lo dimostra l' ordine del giorno
Canevari del 3 marzo ultimo, che è stato
causa diretta delle presenti elezioni e della
sospensione di un lungo ordine di riforme
utilissime:
L' ordine del giorno Canevari dice precisamente cosi:
1. Affermando il desiderio di veder scomparire
quanto prima i dazi di consumo, condannati universalmente;
2. Udite le dichiarazioni della Giunta sulla discussione del Bilancio;
3. Constatato che le proposte da essa presentate
tendono effetti vamante ad un allargamento della cinta, mentre riconosce la necessità di una differente
distribuzione tributaria fra la popolazione fuori dell'attuale cinta e quella interna.
Delibera di non approvare quell'indirizzo.
Dunque avete capito affermando il desiderio di veder scomparire i dazi in realtà mantengono lo stato attuale. L' abolizione del
dazio è chiamato fin d'allora allargamento
della cinta per preparare le attuali elezioni.
LE ADUNANZE DEI MONARCHICI
Venerdì sera numerosa fu 1' adunanza nella
sala di Via Tavoleria ; in molte frazioni i nostri amici si recarono a spiegare il programma
amministrativo.
Alla sede del Comitato centrale parlarono il
cav. Toscanelli e l' avv. Della Chiostra i quali
furono efficacissimi.
L' avv. Della Chiostra ebbe ,una nota opportuna, protestando contro la continua insinuazione
di essere stato asservito il partito nostro alle
Banche e di aver colpa delle sventure finanziarie
della città.
Ricordò che anche egli stesso ed il collega prof.
Fogliata furono assaliti in altra recente occasione
dai soliti sistemi di battaglia che ogni onesto
deve respingere, poidiè nel nostro partito sono
in grandissima parte nomi nuovi, ed alcuni che
nelle Banche non fecero altro guadagno che rimettere del proprio.
Egli si domandò infine dove erano nel nostro
partito i grandi sfruttatori che vivevano lautamente dei biechi guadagni passati ; e volle sollevare la città dall' abbiezione ìu cui è tenuta
dagli avversari che a scopo elettorale sfruttano
le sventure più gravi dei cittadini.
Il cav. Toscauelli prese inoltre la parola por
narrare come si svolsero le ultime battaglie in
Consiglio e per mettere in rilievo la vigoria usata
dalla scarsa maggioranza per sostenersi al suo
posto elevando sempre le questioni. Egli illuitrò
al solito brillantemente il programma dell' abolizione del dazio, dimostrando quanto sia falsa
la diceria che dopo aver tassato i liquidi si possa
estendere il dazio in avvenire ad altri generi.
L' abbattere le mura, il diminuire il personale,
e l' organizzare il bilancio sopra basi diverse dal
dazio consumo, dimostrano chiaro l' inteudimeuto
della Giunta; e sarebbe assolutamente
nell' avvenire costituire una cinta qualsiasi
per mancanza di elementi alla sua formazione.
Egli terminò con un caldo appello alla concordia,
osservando che le discussioni larghe e numerose
intorno alla composizione della scheda se sono
pericolose per le suscettibilità personali, dimostrano d' altra parte la sincerità di un partito
il quale non si appiatta dietro convenzionalismi
ed adattamenti fuori d' uso ed antiquati, ma invoca sacritizi e la concordia nei propositi.
Stasera parleranno alla sala in via Tavoleria il Prof. Calisse, l'avv. Lecci, il Prof.
Lessona ed il Comm.Simonelli; e sarà chiusa così la preparazione elettorale che se è
stata breve, è riuscita però animata e concorde per serietà di intenti e per senno di
uomini.
Agli Amici !
Raccomandiamo agli amici di votare compatta la scheda. La vittoria del nostro partito (leve essere data dalla concordia nostra
di fronte alla coalizione delle più disparate
forze avversarie.
E ricordiamo con quale terribile lezione
per gli avversari il nostro partito mosse
alle urne nelle ultime elezioni comunali!
La nostra compattezza fu segnata allora ad
esempio ai partiti delle altre città, e suonò
sgomento e desolazione nel campo nemico.
Oggi di questa concordia, di questa compattezza abbiamo maggior bisogno per lo
agguerrimento col quale è stata condotta
la lotta. Tutti dobbiamo sacrificare qualche
cosa dinanzi all'urna elettorale; passioni,
risentimenti, gare, dissensi, ogni spirito di
avversione deve attutirsi oggi e convertirsi
in amicizia calda ed accoglitriee.
Chi cassa, chi sostituisce, chi taglia e chi
fa compromessi ed accomodamenti oggi, l'è
un cattivo soldato.
Noi non dobbiamo dare agli avversari le
armi nostre.
Non sostituiamo; ma votiamo tutti la
scheda compatta, con amore e con fede!
nazii popolari
I Popolari che negli ordini del giorno
affermano di voler abolire il dazio, quando
furono al potere e più precisamente in
data 13 decembre 1000, proposero di aumentare i dazi di consumo seguenti:
Dall' alcool
L
Dal vino in legno
Dai dolci Dalla carne fresca per la riduzione tara .
15,000
24,000
1,500
28,000
Da varie altre modificazioni di
tariffa L.
1,500
— -70,000
NB. Tutto ciò indipendentemente dall' aumento di tassa di famiglia, che non fu approvata
e dette il pretesto alla fuga dei popolari dal
Corno ne.
Per chi volesse ricordarlo, l'aumento per tassa
-
di famiglia era di 24 mila lire. A questo era
zinche da aggiungere il dazio sui materiali da
costruzione e sui cavalli, per oltre 30 mila lire
senza contare poi che il dazio sui farinacei doveva
essere abolito allora senza il compenso di lire
55 mila dallo Stato, compenso ottenuto dall'attuale Amministrazione, la quale seppe a suo tempo
dimostrare, che era applicabile al nostro Comune
l' articolo apposito della legge sugli sgravi.
Della abolizione del dazio sulle frutta suEli ortaggi
sul latte sul cado o sul burro.
:
:
:
Nel territorio prossimo alle Città si stabiliscono sempre produzioni agricole speciali e
ricche, come frutteti ed orti, od aziende industriali per la produzione del latte, del cacio e del burro. Tali culture sono destinate
al consumo sopra tutto degli abitanti della
città; ed evidentemente il dazio consumo della
città stessa non colpisce soltanto i cittadini
ma anche, e più specialmente, la popolazione.
agricola prossima alla Città.
L'abolire il Dazio Consumo immediatamente sulle frutta ed ortaggi, ed entro un
breve periodo di 5 o 6 anni sul latte e i la,tticini, come proponeva la Giunta attuale, è
dunque di immenso vantaggio per i coltivatori della terra in vicinanza di Pisa; e non
si capisce perché i « Popolari » avversino una
tale riforma e vogliamo schierarsi contro a
tutti i concetti amministrativi più democratici.
L' abolizione del dazio sulle frutta, sugli
ortaggi e sul latte si rifletterà dunque in beneficio grandissimo, non solo per i consumatori della Città, ma anche per i produttori
delle campagne più prossime, in ragione diretta della vicinanza alla Città e snbborghi.
Ne risentiranno dunque flfl benefizio grandissimo i proprietari di orti e frutteti intersecati colle fabbriche dei subborghi ; un benefizio grande i produttori di S. Piero, di Putignano e di Riglione; e poichè il valore dei
terreni è determinato dalla rendita, abolire
il dazio sugli ortaggi, sulle frutta, sul latte,
sul burro e sul cucio significa provocare immediatamente e direttamente un vario e graduale anniento nel costo dei terreni quanto
più sono prossimi alla Città.
L'abolizione del dazio sulle uova, sui polli
sulla caccia, pesce e carni insaccate.
Si dice da qualcuno, che il Comune chiuso
è di grave danno per la città, ma che non
arreca alcun male ai subborghi.
Non è qui il caso di dimostrare con teorie
scientifiche, che il danno prodotto dal Comune
"1"»
"
chiuso direttamente a ventottomila abitanti,
si riflette sopra l'intera popolazione.
Qualunque buon popolano può rendersene
conto facilmente, se pensa che tutte le produzioni tendono naturalmente ad andare dalla
periferia al centro, per poi tornare nella distribuzione dal centro alla periferia.
Il consumo della Città costituisce in gran
parte la ricchezza dei luoghi più vicini, e
perciò dei subborghi.
La buona madre di famiglia, che alleva con
. cura i suoi polli nei subborghi, può sperar
di venderli più facilmente ed a miglior prezzo
' in città.
Il cacciatore che ha camminato tutto il
giorno fra le alte gerbe paludose, in cerca
di qualche preda, la cui vendita deve procacciargli la sussistenza; il pescatore che ha passato ore ed ore di giorno e di notte nella
umidità e nel disagio colla incertezza di catturare una quantità di peAce, la cui vendita
. rappresenta la sua incerta mano d'opera; il
: contadino, che a Natale aspetta dalla vendita
dell' animale nero un piccolo incasso straor-
dinario, col quale sopperisce alla spesa eccezionale del suo piccolo bilancio, sono immensamente ed ogni giorno danneggiati dalla
Cinta daziaria, ancorchè abitino nei subborghi,
perchè la linea delle vecchie mura, che essi
devono traversare per andare al mercato più
numeroso della città, a loro costa, al passaggio, pochi soldi, tolti vergognosamente al suo
scarso guadagno.
L'abbattere le mura e togliere ogni e qua-
I
'
lunque dazio sui polli e sulle uova, sulla
caccia, sul pesce e sulle carni insaccate, è
dunque di grandissimo vantaggio per le più
povere famiglie dei subborghi, che vivono o
aspettano risorse dalla vendita di queste merci
in città.
Guglielmo
Marco' a Pisa
_
In mezzo a questa grigia battaglia elettorale
è stato uu raggio luminoso di sole a rassereuaie
l' orizzoute: la luminosità della scienza e dell' attività sapiente di Guglielmo Marconi, l' amico
del nostro Re, che è arrivato nella città noatra
martedì Dotte, festeggiato ed acclamato dalla
popolazione revereute che iusieme al Sindaco di
Pisa comm. Gambini e al deputato prot. Battelli
gli porse alto, solenne, vibrante di calda ammirazione ed affettuosità il saluto di Pisa.
Marcoui ri recò ad alloggiare al Grand Hotel.
Mercoledì mattina in compagnia del Sindaco
e del deputato, si recò a visitare la Università
e la Biblioteca dove gli fecero ossequio il Rettore col". prof. Supino che a lui presentò i
proressori Lesrona, Cian, Dini, Taseivari, BuoSaduu, Cauavari, Laudi, Schiff, Biaden,
•
Pauli, Bianchi Zerhoglio, Ceci, Ducrey,
Goidanovich, C' Achiardi, Niccoletti, Pozzoliui, i
dottori Bocciardo, Cioniui, Bruno ed altri. IL cavalier Galleaui rappresentava il Prefetto comm.
Gasparini indieposto.
Al Marcoui fu offerto dello champagne servito
da Bazzell.
Gli atudenti gli improvvisarono una clamorima dimostrazione.
Quindi visitò l' Istituto di Fisica, soffermandosi a riguardare esperienze, la stazione radiotelegrafica che comunica con Barbaricina e con
San Piero a Grado, e il professore illustre Pacinotti che andò a trovare fino a casa.
Nelle ore pemeridiaue, accompagnato dal Direttore della R. Casa corani. Boas, dai coniugi
signori Solari, si portò a visitare la tenuta di
S. Rossore ed il Goinbo, preudendo posto in una
carrozza offertagli dall'Amministrazione della
iResi Casa. Ispezionò alcuni punti che lui aveva
immaginato conveuientissitni all' impianto di una
stazione italiana ultra-potente ; e rimase piacevolmente impressionato della bellezza e della
quiete serena dei luoghi.
Nella sera a trovare il Mai-coni si recarono il
babbo di lui, venuto di fuori, il prof. Pacinotti
che gli restituì la visita, il cav. Tobler, il Sindaco comm. Gambini ed alcune commissioni di
studenti.
Col netore Sindaco il babbo di Marcoui ebbe
colloquio amichevole: il genitore fortunato disse
che forse il ramo dei Marconi da cui discendeva
poteva provenire da Pisa.
Interessante è stato il colloquio di Marconi
col prof. Banti, consigliere delegato della Società
telefonica dell' Italia Centrale, perché in esso il
Marcoui si trattenne assai lungamente a parlare
di una possibile convenzione fra la Società dei
telefoni interurbani e il Governo, per le comunicazioni delle città toscano colla Staziono radiografica ultrapotente, se questa verrà. istituita,
come si spera, nelle vicinanze di Pisa.
Il Marconi visitò quindi il Sindaco al palazzo
Municipale ed il Prefetto covali'. Gasparini alla
Prefettura.
Nel gabinetto del Prefetto comm. Gasparini,
allorquando giunse Marcoui, si trova% ano il consigliere delegato coma'. Galleaui, il consigliere
avv. Salvatori, il capitano cav. Tremi, il commissario cav. Grimaldi, che gli furono tutti presentati.
Allorchè Marconi uscì dal gabinetto del Prefetto, si erano riuniti nell' anticamera molti impiegati che egli salutò cordialmente.
Il comm. Gasparini accompagnò Marcoui fino
allo scalone e gli rivolse parole calde e vibranti
di saluto e di augurio.
Quando blarconi salì in carrozza, una folla di
persone, riunitesi sotto il loggiato della Prefettura, lo acclamò reiteratamente.
Giovedì visitò Tombolo, località a lui indicata
per l'impianto della stazione. Trovò il luogo
molto bello e comodo.
Già tutte le località visitate per il possibile
impianto dalla Stazione radiotelegrafica ultrapotento sono buone ; però egli non ha preso ancota alcuna decisione, e soltanto da Londra telegraferà ai Ministri delle Poste e Telegrafi e
dela Marina il nome della località che egli ritiene migliore 'per la grandiosa Stazione.
Però non si esce da queste: o Pisa o Roma.
Guglielmo Marconi ha assicurato che tornerà
in Italia gli ultimi d' agosto o i primi di settembre per iniziare i lavori d' impianto della
Stazione ultrapotente.
Venerdì sera partì dalla nostra città.
In onore di Marconi la filarmonica municipale
eseguì in Piazza XX Settembre un scelto concerto.
X Fra gli altri telegrammi e saluti inviati al
Marconi pubblichiamo questo dei commercianti
pisani
Gonna. GUULIELAto MARCoNt Grand' Hútel Pisa.
L Unione fra Commercianti e Industriali Pisani,
-
-
lieta che Pisa Vi ospiti fra le sue mura, in attesa
che altra occasione permetta manifestazione solenne
degna e adeguata alla grandezza dell'opera da Voi
compiuta, Vi porge oggi un riverente saluto quale
tributo di sincera ammirazione per chi, con genio
sublime, ardimento di propositi, tenacia di volontà.
domando la natura, vincendo lo spazio, tanto seppe
onorare la patria, tanto beneficare l'umanità.
einT1 -
FEROCI - MODIOLIAn - NICCOLA1 - PIEGALA.
L' onore fatto da Marconi alla città
nostra colla sua visita resterà fra noi
memorabile. Pisa è stata orgogliosa di
avere accolto e festeggiato uno dei figli
più gloriosi d'Italia ; ed il Re d' Italia
che ama e protegge l'amico suo come
un fratello eletto sarà per il primo orgoglioso che il Marconi sia venuto nelle
tenute reali a fare gli studii per l' impianto di una stazione ultra-potente.
La città nostra sarà davvero fortunata se sopra tutti i clamori della politica
potrà essere superba della visita dei due
più insigni uomini a cui corre il pensiero
di ogni italiano: Guglielmo Marconi e
Vittorio Emanuele III, che Re liberale
e democratico fa omaggio coli' ingegno
e colla protezione sua ad ogni nobiltà
spirituale che si manifesta e si espande.
Su e gill per la PPOVIIICia
itipa fra t ta (19) [G. 8.]. Domenica 10 corr.,
a cura di un comitato composto esInsivamente di
elemento femminile con a capo le signore Noferi Faniola e Ribechini Domenica, venne solennizzata, dopo
13 anni, la festa del SS. Crocifisso che si venera nella
chiesa di questo paese.
La festa riuscì oltre ogni aspettativa imponente
ed animatissima, malgrado che il furioso temporale
della mattina avesse minacciato di render vano ogni
preparativo.
Bellissima e straordinariamente numerosa la processione che percorse tutte le vie del paese, accompagnata dalla nostra filarmonica. Benissimo riuscita
l' illuminazione eseguita da sigg. fratelli Puccetti di
Vecchiano e che al ritorno della processione in chiesa
offriva un colpo (l'occhio veramente magnifico.
La nostra filarmonica, malgrado l' ora tarda e la
stanchezza, dopo la processione prestò un pubblico
servizio sulla piazza della chiesa svolgendo un programma che servi di degna chiusa alla splendida
festa.
Una parola di meritato encomio va dato puro alt infaticabile sig. Giovanni Bucchioni che colla sua
abituale solerzia e colla proverbiale sua operosità contribuì efficacemente all' esito felicissimo delta festa.
Vecchiaia° (20) [Scerolina]. — Correva voce
che il nostro Municipio, al seguito della iniziativa
del R. Ispettore, avrebbe col nuovo anno aperto una
Scuola elementare Superiore, dato il rilevante numero
dei giovani che vengono ogni anno prosciolti e che
non possono frequentare scuole di città per ristret-
tezze economiche.
Certo, il paese non poteva che plaudire al progetto
efficace che giova essenzialmente allo sviluppo della
cultura intellettuale negli individui che costituiranno
la società futura; ma sembra però che tale idea si
sia limitata a sorgere e non Si pensi ad attuarla.
Auguriamo che l'egregio Sindaco Cempini aderisca
ed attui invece il desiderio espresso dal R. Ispettore,
che è quello unanime di tutti gli amministrati.
enteinala (20) [ Tiziano]. — Domenica scorsa
ebbe luogo una modesta tua cordialissima festa : la
inaugurazione della cabina telefonica. Vi presero parte
il sindaco Arganini, assessori, consiglieri comunali ed
il diretttore signor Michelozzi che fu festeggiato.
Ad un banchetto amichevole, a cui intervennero le
notabilità, assistè anche il sig. Michelozzi. Il sindaco
Arganini bevette alla prosperità del paese ed alla
fortuna delle industrie.
11'o/terra (22) [Trio]. — Il Comitato superiore
delle Strade ferrate ha approvato il progetto del nostro deputato, il principe on. Piero Ginori-Conti per
OTT. P. PIERINI
la ferrovia Saline•Volterra, proponendo raccoglimento
della concessione ed ha accordato il sussidio chilometrico di lire cinquemila per settanta anni.
X Il Consiglio Superiore della P. I. lia approvato,
per le buone premure del nostro deputato iì pareggiamento della Scuola Tecnica di Volterra.
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Paolina nei Capitani 66 — PorGuido celibe 29
toni Domenica vedovo 73 — Fioretti Riccardo vedovo 66
— Soldaini Maria nei Venturelli 84 — Palla Clorinda nei
Paolicchi 50 — Sandroni Natale coniugato 46 — Salvetti
Stefano celibe 61 — Racci Francesca vedova Panicucci 65 —
iiemignani Rosa nubile 45Moriui Anastasio celibe 72 —
(Ani Ranieri coniugato 71.
otto i 5 anni: Maschi N. 5 — Femmine N. 4.
CONGEArill GliArruITI
•
Domenica, in Piazza San Niccola dalle ore 17
alle 18 e 30, la Musica del 18. Fanteria eseguirà
il seguente programma:
Gemme - Marcia Militare.
Bizet - earmen, Fantasia.
Puccini - Tosca, (Intero atto 3.°)
Maseagni - Lino al solo, (bis).
Importante è questa esecuzione nella quale
figura tutto il terzo atto della Tosca che il Mae-
stro Paolo Battista ha concertato con molta finezza.
P•
Piè del Ponte
cuore del Duelli 'trAosta. — Le Loro
Altezze Reali, il Duca e la Duchessa d'Aosta, nel
lasciare il soggiorno di S. Rossore, si sono compia
cinti rimettere al Sindaco di Pisa lire mille per essere
distribuite ai poveri.
Questo congedo dalla nostra città per parte dei
Duchi d'Aosta raccoglie il saluto gentile verso i poveri, verso gli umili; e la cittadinanza verso i Principi
generosi lo ricambia col saluto della gratitudine, della
devozione.
Scoperta preziosa. — Nei lavori di restauro
che l'attivo e solerte sig. Giuseppe Redini sta eseguendo nell' ampliamento del giardino aderente al
suo teatro, e precisamente a sostegno di una parte
di un salone ove credesi fosse esistito in un'epoca
una specie di spedale, vennero scoperti nel muro due
capitelli di prezioso valore risalendo l'origine di essi
al periodo aureo dell' epoca Romana. I capitelli, dei
quali uno misura riti. 53 e l'altro cm. 6 t, si conservano pur tuttavia, in buono stato, tanto da poter distinguere specie nel maggiore, tutta la grazia e la
freschezza delle foglie e delle volute modellate con
vivezza di forma per cui l'Arte Romana raggiunse
in quel tempo glorioso il titolo d' Epoca Aurea. Gli
oìservatori, mentre ammirano la preziosa scoperta,
ne felicitano il sig. Redini, alle solerti attitudini del
quale si deve se sono venuti alla luce due gioielli
dell' arte.
tii& Ccliii IL Porto, Nuovo. — L' altra sera
nella Fiaschelteria di Enrichetta fuori di Porta Nuova
Si riunirono alcuni amici per offrire al capo-stazione
sig. Varsi trasferito ad Asciano una cena di a rivederci. Presero parte al convegno lietissimo ed affettuoso circa trenta amici che in tal modo vollero fare
al sig. Varsi una simpatica dimostrazione di stima.
Gli amici Castiglioni, Derinann, Barbetti, Giannessi,
Tigrati e Landucci gli porsero in brindisi cortesi il
saluto dell' amicizia.
All' ottimo e caro signor Varsi diciamo anche noi
affettuosamente l' a rivederci che è pieno di schiettezza e di miglio'. A rivederci, a rivederci a presto!
EUCHENINA
(Chinina
senza, sapore.)
cura la MAI_JA..1=ki_A_
come la chinina ed è il miglior
E
che si conosca contro la malaria.
Trovasi presso i Farmacisti e Droghieri.
ANI
4
la Gommisioue Provinciale per il jilevarnenlo statitico della pubblica beneficenza.
Erano presenti i sigg. cav. Nissim, Giuseppe Pardo
Roques, avv. Baraccaui, avv. Salvadori, cav. Fossetti.
Prqsie.d.t il eown. Ualleani in assenza dei comiii.
Gasperini che era indisposto.
J questa adun a nza fu approvata una relazione
accrata del cav. ?osseLti che deve mandarsi al Mi
l qzivamento dìla beneficenza pubblica
ru
.ter
nel circondano di Pisa.
Nella Camera delle deUso ttoiiø grdItq
liberazioni della li. (Joite d'Appello di Lucca, è stato
pqMo uno splendido ritratto di S. E. il grande uffìciale Qdoarjo Baitalini, clic ne fu primo pre.idenLe,
e che onorò colla fama di iutecotiultu insigne, la
magistratura italiana. Ad esso è unita una bellissima
pergamena accuratamente studiata in ogni sua parte,
la quale per la geniale concezione e per il lavoro
squisito di figure e di fregi rappresenta un degno
ricordo dell'illustre uomo a cui è dedicata. La dedica
fu scritta dall'egregio senatore prof. Buonamici.
Il cornm. Mosca primo presidente della Corte d'Ai)peilo di Lucca, inviava alla famiglia Bartalini una
bellissima lettera di ringraziamento per il magnifico
dono.
4utor dei due pregevolissimi lavori è il cav. prof.
Giuseppe Ercoli della nostra città, nome ben noto per
moltissime altre sue opere che gli hanno meritatamente procurata la fama di bravissimo pittore.
Tiro &i Segno.
La Società nostra di Tiro
a Segno con alcuni dei migliori tiratori prenderà parte
alla iraìte
npp gaia di tiro a segno che si terrà in
questi gion a ~a Marittima.
-
-
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I
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L11
T;il1!
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Come abbauie ghì annunziato si è costituita in
Pisa una Accademia Medica fra tutti i professori
della Facoltà di Medicina e Chirurgia, il personale
scientifico degli Istituti e delle Cliniche, ed i medici
della Città
Città Provincia.
L'Accademia, nella sua prima seduta, ha proceduto
alla costituzione dell' ufficio di Presidenza, che risultato cou voto unanime, formato nel modo seguente:
proL G. B. Queirolo, Presidente prof. A. Ceci, prof.
E. Pinzani, Consiglieri prof. A. Ducrey, Segretario.
L'Accademia Medica terrà la sua prima seduta
scientifica il giorno 26 corrente.
In questi giorni è stato pubblicato il primo numoro del Giornale italiano delle Scien ze Mediche
nei quale collaborarono i professori della Facoltà
edica, gli aiuti e gli assistenti.
Esso è l'organo della Accademia, e pubblicher à
tutti i resoconti delle seduto: porterà a conoscenza
dei let t ori la ricca produzione scientifica dei nostri
Istituti medici e tutto il movimento scientifico della
Medicina contemporanea.
Il primo numero contiene una lozione clinica del
prof. Queirolo ed una iiota originale dei prof. Romiti.
2!
-
-
élIlj_@S(d9na
Il chiarissimo prof. Antonio Ceci, ritornato Mercoledi mattina alla Clinica Chirurgica da cui era rimasto
lontano per qualche tempo a causa dell'infortunio
occorsogli a Genova circa due mesi fa, fu fatto segno
ad una entusiastica dimostrazione di affetto e di ammirazione da parte degli studenti del secondo trienho di Medicina.
Il prof. Ceci si disse commosso delle tante manifestazioni venutegli da ogni parte e specialmente dai
suoi studenti, i quali vollero così provare vieppiù
l'alta comunione di idee e di affetti che nella sua
scuola legano gli allievi al Maestro.
Ricordò ancora, per quanto forzatamente in ritardo,
la memoria del suo carissimo amico e collega prof.
Francesco Colzi; mise in rilievo la terribile sciagura
per cui veniva troncata anzi tempo una esistenza
preziosa ali' umanità e alla scienza e disse che colla
morte del Colzi grave perdita aveva fatto la Chirurgia
Italiana.
Ricordò l'alto suo valore come operatore, la sua
rara modestia, la sua filantropia e I' atto mirabile di
solidarietà di cui tutta Firenze volle dar prova nell' ull'ultimo ti-ibuto di affetto verso il suo illustre figlio.
All'uscita Iall'aula il prof. Qi fu s3iut3t da LUI
nuovo e interminabile applauso.
I
LAI
i
a San Michele degli Scalzi
la l'i/l'i Pardelli )
8
(
E a a da dichiarata immune da tutto lo affezioni tubercolo -
paese. Paolo Carrara, Editore, Milano.
Anche
questa terza pubblicazione è assolutamente nuova
in Italia. Non è dubbio, essa avrà migliore accoglienza
nel pubblico, come l'ebbero le due precedenti: Lo
Studente in Russia e Il Graduati, di Upsala.
Lo Studente, con la sua gioventù, con le audacie
generose, coi capitale dell'ingegno e degli studi, rappresenta la miglior parte dell'avvenire. In ogni paese
sì legano al nome di Studente le speranze più belle,
i ricordi più dolci della vita.
Descrivere, in forma di romanzo attraente, lo scolaro e la scuola d'ogni paese, illustrare ogni capitolo
di quella vita geniale con le più belle incisioni dovute alla matita e al bulino dei migliori artisti, è
l'impresa che noi annunziamo oggi coi terzo volume:
LO STUDENTE ITALIANO (TITO IL FIORENTINO)
adorno di incisioni di Gionaio Roux.
Altra opera di questa nuova raccolta, non mai Leiitata in Italia, riguarderà lo Studente nel GitppOit.
IL testo di queste opere è di un autore già celebrato in Francia e in Europa, quasi ignorato nel nostro paese, dove avrà presto fama meritata la sua
ai-te gentile, nuova, attraente, sparsa del più sano e
raro condimento ; il buoim senso. il suo nome è ANDHEA
LAURIE, collaboratore in varie opere al ben noto e ceiebie Giulio Verne.
Le traduzioni sono fatte sotto l'abile direzione di
uno scrittore, il nome del quale è una niallevei-ia:
-
ILtI1AAMLLI
FU num.
I I
1()Ie1't1lti iioiiograiicne
Li vita dello Studente la tutti I
-
IIOIIitiC* Idri'uiIc& dei ,i*hhorhi dl
.
ccauemia mewca ai r'isa
Coiitrnlgleiirnrowliiclalenprlahe-
--------------- g------------ E -nefteciizi. - Ieri l'altro si adunò, alla Vrefettura,
-
tiche dall'Ufficio Comunale d' igiene, che sottopone annusimento tutte le mucche alla prova della Tubercolina Co]
(prova infallibile) a mezzo del Veterinario Comunale signor
Dott. Silvio Harbieri.
-
A garanzia i' Ufli-'io stesso applica
sulle mucche un timbro a fuoco, recante il millesimo.
Servizio a domicilio in vasi di vetro sterilizzati, racchiusi in bombole sigillate.
le
COII)hIhiSSIoRi
ricevono Isile I'ariiiacie
De v oto,
IIC('IIIIIII e I5ossliii.
c:: i c :E T T E
I
della Fabbrica
A. MONTECCHI
'
Copiate sempre
Raggiunte mai!
Modelli 1903 con freno a cerchio alla ruota li dietro
di nostra fabbricazione. - Il nostro tipo di FORCELLA
Humbei- ha la testa d'un sol pezzo da non confondersi con
altro imita,ioni he eongkt.nnn in due sempli.i lastririe.
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MENSILI.
Ho avuto luogo di sperimentare le Acque di Uli
veto, già da molti anni e su larga scala ; e senza portarvi nessuna esagerazione stando puramente e 5cmSALVATORE FARINA.
plicemente ai fatti posso asserire quanto segue:
La pubblicazione sarà fatta a dispense di 8 pagg.,
Prima di tutto che sono tolieratissime anche dagli
con illustrazioni, al prezzo di cent. 5 la dispensa.
stomachi i più deboli, e che possono essere usate
Ogni opera constei-à di circa 24 dispense.
per lungo tempo senza i danni ai quali si va incontro
Si accettano abbonaiiienti a ciascuna opera, che
con l'uso prolungato di talune acque alcaline stra
sarà spedita franca di porto, con relativa coperta per
fiere. In secondo luogo che le ho esperimentate utiil volume, al piezzo di L. .4,5O anticipate.
lissime a dosi diverse, sia nel catarro eretistico, sia
Sono in vendita in tutte le principali Edicole gioinel torpido dello stomaco, come pure in vari casi di
nalistiche.
dispepsie nervose per persecuzione clorid i-ica. UgualDirigere vaglia all'Editore Paolo Carrara, Milano.
mente efficaci ebbi a riscontrai-le in casi di atonia
gastrica, di incipiente ectasia (insufficenza motoria
RINGZIAMNTI.
gastrica).
RA E
Che come coadiuvante nelle cure di talune fori ne
I coniugi GIEJSEPPJ e VINCENZINA SAlIonit atto stano pubblicamente la loro più viva gratitudine al di catarro intestinale cronico le ho impiegale pur
sig. dott. Pio Lucchesini di Pisa clic il 3 del corrente - utilmente e del pari in comunealle celebri acque di
Moatecatiiìi uella terapia di vaili sLi rporbosi e ro-mese salvava da im'nineute morte il loro piccolo
nici del fegato e delle vie biliari, segnatainente in casi
Edgardo affetto da difterite, mediante 1' operazione
di litiasi biliare.
della tracheotomia, resa eccezionalmente difflile dalla
Finalmente che ho avuto luogo di verificare la
gravità dei caso, o che oggi, dopo breve e sapiente
grande efficacia che queste acque dispiegano nelle
cura lo rendeva all' affetto dei suoi con i pletamente
diatesi urica, nelle sue molteplici manifestazioni a
ristabilito in salute.
forme (gotta, ai triti croniche, reumi muscolari cr0Ripafratta, 19 Maggio1 90.1.
nici, renelle, nevralgie da urocrasia, asma eLe.).
*
Anzi, anche sotto quest'ultimo punto di vista, io
* *
reputo che le Acque di Uliveto siano mneritevolissime
Il sottoscritto, meccanico nella segheria dei fratelli Ottina in S. Piero a Grado, avendo riportato una di larga applicazione, e che da una più estesa introduzione nella pratica resulterà sempre più la supeferita lacero-contusa al sopracciglio destro, mentre
che hanno su acque congeneri importate (la!.
attendeva al suo lavoro, sente il dovere di ringraziare riorità
estein.
FEELI.
Prof. CARLO FEDELI.
pubblicamente il sig. dott. Simoni, nonchò la s°zione
della « Croce Bianca » per la pronta e soIort cura
prodigatagli in tale circostanza.
EMILIO i\IANETTIPis li 21 Msggio 1903.
-
San llièrco e Siiii G iu s to. - Domenica 17
ebbe luogo, nell'edificio scolastico di San Giusto in
Cannicci, f'Àsseiablea generale degli interessati alla
formazione dei Coasorzio idraulico, tanto relato
dall' igiene e dall'edilizia, fra gli importantissimi subborgbi posti uiezioioraQ della città, per quanto
riguarda il riordinamento completo e razionale di tutti
gli scoli ridotti pel fatto delle nuove numerosissime
ed imponenti costruzioni in condizione assolutamente insufficienti allo scopo.
omunale, fino dai primi del
L'Am Comunale,
1898, deliberò di farsi iniziatrice della costituzione di
tale Consorzio, e si deve proprio all'e-regio e solerte
assessore ing. Arnaldo Fanti se oggi possiamo considerare come un fatto compiuto la costituzione di
questo nuovo Ente che, insieme al nostro Comune,
è desinto a portare ad effetto quelle importantissime
opere contemplate nel progetto di massima redatto
con lodevole prontezza dall'ufficio tecnico municipale.
L' assessore Fanti, delegato dal Sindaco di presiedeve l'adunanza, espose agli intervenuti gI' iiflendimenti del l'Amministrazione Comunale: quelli di concorrere nella spesa, per portare ad effetto i lavori
progettati, non come un interessato qualsiasi (essendo
pur esso proprietario di beni imniobili nei subborghi
la bonificarsi) ma collo stanziamento di una somma
speciale che sarà, a suo tempo, stabilita dal Consi
glio Cominale.
Illustrò quindi la Relazione e il progetto di mnasPer i fatti di Iniisbruc1.
sima porgendo vivi ringraziamenti all'egregio signor
Martedi fu tenuta dagli studezti una vivace aduAiisano 4ØRf5lI{I qe'ente i9.)f)flXfhiO Frediani, che fungeva da Segretario, il quale conci-GELONI
liando il tempo ristretto assegnatogli con Le molte- nauza per protestare contro le barbarie degli studenti
VILLE e QUARTIERI
plici occupazioni dell'ufficio completava con somma tedeschi e contro le loro violenze sugli studenti ital'EI DE T*: Questo liquido, ritroaccuratezza e competenza il progetto m e desimo (spese liani nell' università di Innsbrnk.
di Pisa rivolgersi
tiina
E
i1
A
,
vato IARUFFI RODOLFO del fu Scipione antico fa x-m aAcuni studenti parlarono vibiatissiii contro l'altotale L. 37,000) descrivendo il perimetro del nuovo
ELICE CASTELLI ufficiale (ll )0St.a il Marina.
F
aF
cista di Firenze, Via Romana, n. 27, è efficacissimo
Consorzio (superficie ott. 11 ) e le opere per leanza coll'Austria che ripugna alle coscienze italiane.
per togliere istantaneamente il dolore dei denti e la
Furono votati ordini del giorno e telegrammi.
conseguire la completa bonifca, le cui principali sono:
flussione
delle gingive. Diluite poche goccie e in poca
I. La co s truzione di un fQsso campestre io direacqua serve di eccellente lavanda igienica della bocca,
OR
O ; MA
zione nord-sud, parallelo alle vie S. Agostino S. Marco,
L. i la boccetta.
PISA.
PISA - Borgo La rgo, «i'»- 13, p i
avente la sua origine nella via Giuseppe Montanelli
I'OLVEIIIS DETIFiIICiA ECELSI4IR
OV.A
N
N
INA..
GIAll
I
e il suo sbocco nel
4C$
nica per ripulire e render bianchissimi i denti.
avverte i signori clienti, che nel suddetto Laboratorio, ese-
2. grande collettore, a fondo e sponde murate, da
L.
i la scatola.
in
di
qualunque
genaj-o,
guisce
lavori
finissimi
per
corredi,
costruirsi lungo la via S. Agostino dalla via Lopoldo
'JGVE%TO ATIUOUROID4LE COIIPOSTS):
seta, cotone e lana Si tengono campioni confozioiiati per si- Pilla all'origine del fosso la Sofina
Fu una festa dell' armi riuscitissima per concorso gnoro, signori tii bimbi, colori ultima novità, doi prezzi spera Prezioso preparato per la cura delle Emorroidi. 3. co8truziorie di un braccio di fogna ovoide clic
il Vasetto.
Per la prec sione del lavoro e la modicità
L.
(Il
tiratori, per eleganza e gagliardia di assalti, per i vedersi
dal passo a livello, presso il soppresso Cimitero di
sempro più onorata dalla iispettab0e clientela.
L i LLLO1 : Sovrano mimiiedio per
'E€IF ()
intervento di pubblico. Masiejlo, che teneva la smari-a, --S. Mrco, va a raggiungere il nuovo fosso campestre;
combattei-e i geloni. - L. I la boccelta.
.
---:----ii -1 Fossa murata lungo il lato nord e dalla parte
_si compiacque per il primo del grande successo.
i
Rivolgei-e iehìtiva cartolina-vaglia alla Ditta sudRicordiamo il fortissimo Pieroni e gli altri dilettatiti
di ponente di via Giuseppe Montanelli facente capo
?,,
detta, spedizione franca.
Beppino Pinelli, D'Andrade, Urbani, Santeiini. Biondi, Pi.
5i4
all'origine del detto fosso campestre;
Lì
-I
.
vendono in Pisa a ll a F'aimnaeia PETRE.
agilissimi sciabolatui-i, il bambino Gai-ti, i fratelli Sai5_ Escavazione e sistemazione dei fosso ' la Sofina
DOCENTE PAREGGIATO Dl PAOLO(IA MEDICA
Chiedere
sempre specialità Taruffì di Firenze.
REGIA
UNIVSKSITA.
DELLA
vini e Lombardi e Poggio; i maestri Lucarelli, Nadi,
però a questa Sf)CS dovranno contribuire anche gli
,
_iIh 4i41 li iOrihhhIh1O.
Tamboria, Sartoiis, Cuomo. il caitai!o (eccheiiii cd CONSUL1'.-NI:
rintj
iiteressati posti a valle dei Couorzio costituendo.
li Vrs.n.'fgnn
a
27).
°
(Telefono urbeno od interurbano N.
Enrico Ruglioni a cui non si risparmiarono onori per
Alla lunga ed animata discussione presero parte
tutti i maggiori interessati, e fra questi fecero no- questo convegno .scherinistico da liii preparata con
grande amore e riuscitp con si bQl successo.
tevoli discorsi i sigg. Ranieri Landucci, avv. Anioni,
Lelio Siinoneschi e Michelazzi, e finalmente il sig. ing.
G iovan n i Carmignani propose e fu approvato ad ti;a
flflI$tà un elaborato ordine dei giorno col quale veO
niva dato parere favorevole alla costituzione dei nuovo
Consorzio e nel contempo si invitava l'AmministraAl joLjteaui,,
zione Comunale ad interessarsi prontamente di rior1 Po1iteama Vi agir upa
Coi giorno a ai riapri
ganizzare anche il Consorzio dei fosso ' la Sofina
GAETANO
distinta Compag n ia di Varietc che fra gli altri spettacoli
tantopiù che con quest' ultimo dovranno essere conne ha uno attraentissimo : Il beato orientale. Si tratterrà
Onorificenze in molte
La più importante del genere in Italia
cordati ed eseguiti i lavori nonchè il riparto della per ei sere.
Dbpo verra la diva: Tlima di lorenzo.
spesa relativa per il riordinamento della a Sofina
mondo. Or
per tutto
Esportazioni per
Esportazio
Esposizioni
stessa.
Teatro IIedI.iI.
Ad affermai-e i pregi
usi Zostera Hailuia.
Domeuic*, 24 maggio, darà 1i 34 priva ra,pprescfldi questa Zostera Marina, ci limitiamo a riprodurre t.zjone lo steuterello Poli, che qi. dieqno abbastanza
due dei tanti certificati che rilevano la bontà di i brioso e castigtsto.
questa merce. Eccoli:
-
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IiubiielieUa UujversiLaij
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CALMANTE DENTI
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(D"--ER- ML actaillia di shrllia c1 llias Rll1!ai
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Vapore
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Premiata
Fahrica
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GUELFt Nvacchìo (Pisa).
Cavatier
RR. Spedttli Riuniti in Livorno.
farne uso.
E' rsccow&ud&I,ilti a tutbi perchè conveuieuissinia sia 1A
isto economico che da quello igionic'.
Livorno, li 10 4rw 1903.
a
I, Dirdttore .'4l,*ii(JriO Visto il P,eide,i1e Il 'egretariu
K. BItAOOHtNI M F'&issi AVY, O. MKLLINI.
Livorno, 91 Febbraio 1903.
Zo s tera Marina è un ' alga quanto mai igienica per fare
waterssst.
Oltre csere tinputresclbile e quasi incombustibile, t) altresì
La
una cattiva conduttrice dei calore, atta quindi a conservare
n
.arlo nella stagioneo il calore nell'Inverno o4 a non au,out
speci
s t iva. Ukssiuia a sani e sp rattti
ai insIsti
e lt.
ZflOfltO ti bambini, anche perchò si pO$sOU&) agevoltnonto fre più materssi di ricambio data la teiiuit.t deJ costo della
Dott. l ISTRO Pocg.0
.p.cutlista por ,,t(Jjatlie dei ba,nbi,u.
Deposito es-clusiv : Tappezzeria ITALIA
Borgo Largo Pisa.
'
-
Gi agric oltori CILe
desiderano un abbondante raccolto e (Il buona qualitit debbono S()lLtULQ provvedersi dei Concini chisaaici
di puro perfosfato d' ossa podottu dalla Fabbrica dul
signor Giuseppe Michelstti, posta in Via delle Prata,
fuori della Porta a Licì, o al suo deposito in Pisa
Via Sant'Orsola.
Pei' •ll ailoiIori.
j'
-
Mandolinisti.
Abbiamo assisLito alla eocnaiotie del bellissimo prograinnia
eseguito domenica scorsa all' Accademia Ruglioni dal nostro
Circolo Mondolinistico nella Sala del Teatro Nuovo, ed abbiamo
notato i continui proRressi che fa questa istitusiotie mnercò
I' accurata opera dei suo direttore, il quale nulla trascura per
I' iucruìoiiIo 4ella Sociutà. Il pi ograintua semplice ma grazioso
fu il soguente:
Gillet: Loin u bel Atitatucci: Peii4e GavuUe Guidi :
-
-
-
Ma,cia.
Un
incoro muirallegro a tutti i componenti ed un bravo
dl cuore al maestro Armando Malloggi instancabile direttore
e presidente.
-__- .------
--
Cronaca Scolastica
4Oflt(.'UZi%
Nuovo iOTT ARAN CIO
$ERVIZIQ ZNANEENA
IMPIANTI ELETTRICI i
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29
ARTICOLI PER ACETILENE
'
---
.
nATELLI CELIi
- ENflhlLi.
L' ultitua domenica di questo mese o la prima dei
pi.ossimo giugno avremo in Pisa un distinto oratore
che terrà
una pubblica conferenza per la sezione magistrale delle scuole secondarie.
in ordine imlla malozione dell'on. Moraadi, riguardo
agli esami, accettata dall'on. Nasi, clic si iuise subito
(1' accordo coi pi-opoueiite, è stato preseulato un disegno di legge. Con questo disegno si disciplina la
materia, assai intricata e confusa, degli esami sia tinivei-sitaii, secondaiT ed elementari.
Siamo informati che il progetto porta innovazioni
importanti e sarà presto discusso alla Camera.
+
il
gilit
-
L& Zostera :\laFifla s p erimentata in questi Spadali per uso
dl inatorase, ha dato buoni risultati tanto che si continua
-
EI?€N() N U M 1H() 02.
ORARIO DELLE TRAMVIE A.. VAPORE.
Parteda Pi5It perPontedera
5
da Pontedcra per Pia
,
per Calci
Naacchio
v
da Calci P°" INavacchio
da Pisa per 11ariva
I
da 1ja.riva per Pima
I
I
9,40 5,40- 7,25
9,20
5,20 7,5
6,10 - 7,50 10,10 9 1 43
5,4$ 7,3
6110
9 2 30 11 3 40
7,- 10 1 45 12,30
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
U,15 - 14,5
11,55
12,45
12,18
13 2 20
14,10
13,45
-
14,35
- 17,15
16,55 17,45
-
-
-
14,8 - 17,18
15,10 18,2016,20 19,35
-
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Scarica

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