Istituto Comprensivo Lucca 3
21 Maggio 2015
Percorso interculturale realizzato da:
* Gli alunni delle classi quinte A/B della scuola Primaria “G. Giusti”
* I docenti Biagioni M.,Ghio A., Lorenzoni A., Pipolo G., Remorini R.
Il percorso interdisciplinare avente come tematica “ La diversità culturale” si è
sviluppato nell’arco dell’intero anno scolastico 2014/2015, più precisamente a
partire dal mese di novembre 2014, fino alla terza decade di maggio 2015. Tale
percorso ha visto coinvolti gli alunni delle due classi quinte A/B (n. 30) della scuola
Primaria “ G. Giusti”, organizzati in momenti di lavoro per singolo gruppo classe e in
momenti di lavoro a classi aperte. Monte ore: circa 2:30 mensili, in totale 20 h.
Discipline interessate: Italiano, Inglese, Musica, Arte e immagine, Tecnologia,
Storia, Geografia, Religione.
Organizzazione delle attività: il percorso si è articolato in momenti di lavoro
collettivo e/o individuale, in momenti di lavoro di gruppo a classi aperte e non.
Tempi: trattandosi di un percorso trasversale alle discipline, le insegnanti dei due
gruppi classe, in comune accordo, hanno stabilito insieme l’iter metodologico didattico da seguire, nonché le attività da proporre di volta in volta agli alunni
tenendo conto, naturalmente degli spunti offerti dai ragazzi stessi.
Da sottolineare che sia nella sezione A sia nella sezione B sono presenti bambini di
diverse nazionalità e di diverse etnie; ciò ha costituito una risorsa molto importante
per docenti e alunni ed ha facilitato il continuo confronto di usi e costumi diversi.
Per poter progettare il percorso svolto, le insegnanti sono partite da un’attenta
lettura delle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del 1°
ciclo d’istruzione estrapolando dal documento i punti salienti ( di seguito enucleati)
Principi fondamentali tratti da … Le indicazioni nazionali per il curricolo della scuola
dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione- 2012 “ Per una nuova cittadinanza”.
La scuola affianca al compito <<dell’Insegnare ad apprendere>> quelle
<<dell’insegnare a essere>>. L’obiettivo è quello di valorizzare l’unicità e la
singolarità dell’identità culturale di ogni studente. La presenza di bambini e
adolescenti con radici culturali diverse è un fenomeno ormai strutturale e non può più
essere considerato episodico: deve trasformarsi in un’opportunità per tutti. Non basta
riconoscere e conservare le diversità persistenti, nelle loro pura e semplice
autonomia. Bisogna, invece, sostenere attivamente la loro interazione e la loro
integrazione attraverso la conoscenza della nostra e delle altre culture, in un
confronto che non eluda questioni quali le convinzioni religiose, i ruoli familiari, le
differenze di genere.
La promozione e lo sviluppo di ogni persona stimola in maniera vicendevole la
promozione e lo sviluppo delle altre persone: ognuno impara meglio nelle relazioni
con gli altri. Non basta convivere nella società, ma questa stessa società bisogna
crearla continuamente insieme. Il sistema educativo deve formare cittadini in grado
di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettività più ampie e
composite, siano esse quella nazionale, quella europea, quella mondiale. […]
La scuola oggi, può porsi il compito più ampio di educare alla convivenza, proprio
attraverso la valorizzazione delle diverse identità e radici culturali di ogni studente.
La finalità è una cittadinanza che certo permane coesa e vincolata ai valori, ma
che può essere alimentata da una varietà di espressioni ed esperienze personali
molto più ricca che in passato.
Per educare a questa cittadinanza unitaria e plurale a un tempo, una via
privilegiata è proprio la conoscenza e la trasmissione delle nostre tradizioni e
memorie nazionali: non si possono realizzare appieno le possibilità del presente
senza una profonda memoria e condivisione delle radici storiche. […]
[…] La nostra scuola, inoltre, deve formare cittadini italiani che siano nello stesso
tempo cittadini dell’Europa e del Mondo.
La scuola italiana sviluppa la propria azione educativa in coerenza con i principi
dell’inclusione delle persone e dell’integrazione delle culture, considerando
l’accoglienza della diversità un valore irrinunciabile. La scuola consolida le pratiche
inclusive nei confronti di bambini e ragazzi di cittadinanza non italiana
promuovendo la piena integrazione. […]
[…]L’educazione alla cittadinanza viene promossa attraverso esperienze
significative che consentano di apprendere il concreto prendersi cura di se stessi,
degli altri e dell’ambiente e che favoriscano forme di cooperazione e di solidarietà.
Questa fase del processo formativo è il terreno favorevole per lo sviluppo di
un’adesione consapevole a valori condivisi e di atteggiamenti cooperativi e
collaborativi che costituiscono la condizione per praticare la convivenza civile. […]
Obiettivi trasversali irrinunciabili relativi a “ Cittadinanza e Costituzione”:
- Favorire la costruzione del senso di responsabilità e lo sviluppo di un’etica di
responsabilità.
- Attuare interventi adeguati nei riguardi delle diversità, per fare in modo che non
diventino disuguaglianze.
- Progettare e realizzare percorsi didattici specifici per rispondere ai bisogni
educativi degli allievi.
- Instaurare relazioni interpersonali e di gruppo fondate su pratiche compartecipate
e sull‘ ascolto reciproco.
- Ascoltare, rispettare gli altri e i diversi da sé comprendendo le ragioni dei loro
comportamenti.
- Confrontarsi con una cultura diversa dalla propria individuando somiglianze e
differenze.
- Scoprire che la diversità è una ricchezza.
- Attuare la cooperazione e riflettere sui comportamenti adeguati per renderla
efficace.
Il punto di partenza è stato offerto dalla canzone di Tricarico “ Tre Colori”
TRE COLORI
Mezza luna cilentana
Nebbia padana
Soldatini non ne abbiamo più.
Tutti pronti sull’attenti
Partono i fanti
Colorati con le giacche blu
Quelli nella nebbia hanno una bandiera
verde.
Ricorda che la nostra tre colori ha
La battaglia è già iniziata
Buona giornata
Cannoncini con le bocche in su
Partiremo noi da dietro
Con l’aiuto di San Pietro
Il destino poi ci guiderà.
Quelli sul confine hanno una bandiera
rossa.
Ricorda che la nostra tre colori ha
Quelli nella nebbia hanno una bandiera
verde.
Ricorda che la nostra tre colori ha
Soldatini di frontiera
Mille mamme aspettano
Cercate di non farvi fucilar.
Questa storia è stata scritta
E già studiata
Pensavate di doverla ripassar?
Quelli in cima al monte hanno una bandiera
bianca
Ricorda che la nostra tre colori ha
Verde la speranza rosso il sangue di
frontiera.
Neve bianconeve i cuori abbraccerà
Tre colori come i fiori
non son per caso.
Ta tata tata tata tata.
( Cantata a Sanremo da Tricarico e scritta da
Fausto Melosella degli Avion Travel)
Gli alunni narrano e descrivono il percorso
Prima tappa: Canzone “ Tre colori”
Per avviare la nostra esplorazione “ Interculturale” siamo partiti: a) dall’ascolto della
canzone di Tricarico Intitolata “ TRE COLORI”; b) dalla successiva esecuzione canora
della stessa; c) siamo passati alla lettura attenta del testo; d) all’analisi a livello collettivo
e al confronto delle idee; e) alla verbalizzazione collettiva e/o individuale per cogliere il
messaggio profondo contenuto nella canzone. f) alla progettazione e alla successiva
realizzazione di un cartellone di sintesi. Dopo un secondo ascolto, ad occhi chiusi,
ciascuno ha avuto modo di esprimere per iscritto le proprie idee, le emozioni provate, in
un momento di lavoro individuale, seguito da un confronto collettivo a classi aperte
( lettura ad alta voce degli elaborati).
Alcune riflessioni collettive e/o individuali sulla canzone: “ Tre colori”
La canzone narra la storia dell’Italia attraverso la bandiera “tricolore”; i tre colori
rappresentano “ ZONE” della nostra nazione rimaste vittima del “ tempo di guerra”.
* Secondo me: la canzone spiega i tempi cupi dell’Italia ( i tempi di guerra).
•Questa canzone mi trasmette un po’ di tristezza, perché una volta non si viveva civilmente
come ora. Da un lato però è bello, perché la guerra in Italia non c’è più.
•La canzone parla dei colori della bandiera e del loro significato: il verde vuol dire speranza; il
bianco è della neve e il rosso è il sangue versato in tempo di guerra.
•Infatti la lettura del testo “Tre colori” fa capire quante persone abbiano lottato e siano morte
per dare libertà a noi che viviamo nel mondo moderno.
Seconda tappa: “ I desideri del cuore, di Tiziana Canali”
Durante l’interno anno scolastico siamo stati impegnati nella lettura a puntate
del libro “ I desideri del cuore”, di Tiziana Canali.
La scelta da parte delle insegnanti è caduta su questo testo proprio perché
offre spunti di riflessione sulla tematica del nostro percorso.
Grazie a questa storia abbiamo capito che ci sono cose molto importanti
nella vita, che vanno al di là dell’aspetto materiale.
Ad esempio è importante instaurare rapporti positivi con gli altri, aprirsi non
solo con chi fa parte della ristretta cerchia familiare ma anche con quella
sociale.
Ciò ci aiuta a “convivere in armonia e a condividere con gli altri sentimenti,
emozioni, modi di fare, aspetti storico- geografici, tradizioni, usi, costumi ”...
Ci siamo immedesimati nella protagonista della storia, Debora, ed anche noi,
ad occhi chiusi, per un attimo abbiamo scavato nel nostro cuore alla ricerca
dei desideri più profondi.
Ecco a voi il cartellone che rappresenta il cielo dei nostri desideri.
Terza tappa: “Notizie dal Mondo”
Ricercare notizie da Internet, dai libri, da fascicoli … per …
conoscere meglio non solo i nostri usi e i costumi ma anche quelli dei
nostri compagni di classe provenienti da regioni diverse dell’Italia,
dall’Europa e da altri paesi del Mondo.
Le attività svolte riguardo a questo aspetto sono state molto stimolanti, ci
hanno arricchito non solo a livello culturale, ma anche a livello umano.
Inoltre è stato bello lavorare a classi aperte, perché abbiamo imparato a
vedere la realtà circostante con occhi diversi, soprattutto abbiamo allargato
l’orizzonte culturale imparando “l’arte di confrontarsi con tutti” non solo con
il gruppo ristretto di amici- compagni.
Ecco a voi il cartellone di sintesi realizzato, ve lo illustriamo.
Quarta tappa: “ Gli altri siamo noi”
Per chiudere in bellezza non poteva mancare la musica.
Il nostro cantautore Umberto Tozzi, ci ha regalato momenti magici
con la sua
Canzone “ Gli altri siamo noi”.
Dopo un primo ascolto, è seguita una lettura silenziosa del testo, una
lettura ad alta voce da parte della maestra la quale ha dato avvio a una
fase collettiva di confronto e di negoziazione dei significati.
Successivamente abbiamo aperto il nostro cuore ascoltando ad occhi
chiusi la canzone.
Infine ciascuno ha verbalizzato ciò che ha visto, ciò che ha compreso, ciò
che ha provato dentro di sé.
Ecco qui le nostre riflessioni scritte racchiuse nel cartellone di sintesi.
GLI ALTRI SIAMO NOI
( Umberto Tozzi)
Non sono stato mai più solo di così
è notte ma vorrei che fosse presto lunedì
con gli altri insieme a me per fare la città
con gli altri chiusi in sé che si aprono al sole
come fiori quando si risvegliano, si rivestono,
quando escono, partono, arrivano
ci somigliano angeli avvoltoi,
come specchi gli occhi nei volti
perché gli altri siamo noi.
I muri vanno giù
al soffio di un'idea
Allah come Gesù in chiesa o dentro una moschea
e gli altri siamo noi ma qui sulla stessa via
vigliaccamente eroi lasciamo indietro pezzi di altri nodi
che ci aspettano e si chiedono perché nascono e subito
muoiono
forse rondini foglie d' Africa
ci sorridono in malinconia
e tutti vittime e carnefici
e tanto prima o poi gli altri siamo noi.
Quando cantano,
quando piangono
gli altri siamo noi.
siamo noi siamo noi.
In questo mondo gli altri siamo noi.
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi.
Noi che stiamo in comodi deserti
di appartamenti e di tranquillità
lontani dagli altri,
ma tanto prima o poi gli altri siamo noi.
In questo mondo piccolo oramai
Gli altri siamo noi.
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Sì gli altri siamo noi
fra gli Indios e gli Indù
ragazzi in farmacie che ormai non ce la fanno più,
famiglie di operai licenziati da robot
e zingari dell'est in riserve di periferia
siamo tutti vittime e carnefici
tanto prima o poi gli altri siamo noi.
L'Amazzonia
il Sud Africa,
Gli altri siamo noi
siamo noi siamo noi
quando sparano
quando sparano
Gli altri siamo noi
siamo noi siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi.
In questo mondo gli altri siamo noi.
In questo mondo piccolo oramai
Gli altri siamo noi
In questo mondo gli altri siamo noi.
APRIAMOCI AGLI ALTRI ATTRAVERSO LA MUSICA
* Il cantautore UMBERTO TOZZI con la sua canzone ci regala momenti magici, ci aiuta a
riflettere per metterci nei panni degli “ Altri”e costruire un vero dialogo.
* Ascoltiamo attentamente la canzone, leggiamo il testo e cerchiamo di cogliere il significato e
il messaggio profondo che l’autore ci ha voluto trasmettere.
* A livello individuale ciascuno esprime ciò che ha provato e ciò che ha compreso
Secondo me …
Ecco le mie riflessioni
 Abbiamo ascoltato la canzone “ Gli altri siamo noi”, di Umberto Tozzi e , mentre la
cantavo, mi sono emozionata tantissimo. Per me il significato è che tutti siamo
uguali e nessuno è diverso dall’altro. All’inizio il cantante ci fa capire che lui si sente
solo, vuole gli altri per stare insieme e per formare una città, perché “ Gli altri siamo
noi!” Mi ha portato un messaggio profondo nel cuore, mi ha voluto insegnare che
non bisogna vantarsi o sentirsi superiori a nessuno, né se si è vestiti bene né se
siamo più bravi in certe attività. Bisogna aiutare gli altri quando hanno dei problemi,
perché se li avessi io, gli altri mi aiuterebbero. Noi siamo tutti uguali, anche se siamo
diversi di colore, nell’abbigliamento, se siamo di un’altra nazionalità o di un’altra
religione. Se un bambino ha dei difetti o non parla la nostra lingua, noi dobbiamo
sostenerlo con il nostro aiuto.
In sintesi è importante volersi bene, dialogare, stare insieme, prestarsi le cose,
ascoltarsi, anche se non siamo sorelle e fratelli, siamo bambini e siamo amici di
classe quinta perché in fondo, nel profondo del nostro cuore sappiamo che …
“ Gli altri siamo noi”. ( Marialuisa Picchi)
 Secondo me la canzone spiega che bisogna affrontare i problemi, le paure e le
negatività che abbiamo, dobbiamo sconfiggerle per continuare la strada dell’unione,
per arrivare all’amicizia. Solo così non ci saranno più ostacoli per noi e per gli altri.
Tutti dovremmo aiutare chi è in crisi per far spuntare un sorrisone sul loro bel
faccione, per far diventare tutti amici felici e contenti. ( Sergio Costa)
 Mentre ho ascoltato la canzone mi è piaciuta tanto, mi ha fatto emozionare, dentro
il mio cuore è successo qualcosa di bello e profondo. Umberto Tozzi ci vuole far
comprendere che noi non dobbiamo pensare a noi stessi e basta, abbiamo bisogno
degli altri, perché ci possono aiutare e sostenere nei momenti difficili. Ci dice anche
che dobbiamo avere forza e non piangere, col pianto non si risolve nulla. Non
dobbiamo essere egoisti, dobbiamo aiutare le persone in difficoltà.
(Viviana Balestra)
 Ascoltando la canzone mi è venuto un messaggio al cuore da farmi emozionare
moltissimo. Per me questa canzone significa fare amicizia con gli altri, ma anche
aiutare gli altri, altrimenti gli altri siamo “noi” senza l’aiuto degli “altri”. Vorrei tanto
dire agli altri: - Vieni qui accanto a me, non ti preoccupare!” Ciò per rassicurarli nei
loro cuori e farne tanti amici, da aiutare e da consolare. È bello aiutare gli altri
perché così loro aiuteranno te; invece molta gente non lo fa e sbaglia molto. Tanta
gente soffre per le malattie e per altre cose, muore proteggendo i figli cercando di
farli restare in vita; ci sono delle mamme che fanno di tutto per i propri figli. Queste
persone sono tante, soprattutto in Africa, in Asia e anche in America. Se noi
vogliamo queste persone possiamo anche farcela, se le aiuti loro aiutano te,
ricambiano l’affetto ricevuto. ( Federico Matteoni)
 Il nostro cantautore Umberto Tozzi ci vuole spiegare che sta vivendo un
momento difficile, ma si è fatto forza ed ha superato il dolore che provava. Questa
canzone mi è piaciuta molto, innanzitutto le sue parole perché sono molto istruttive
e ti fanno capire molte cose; se ci pensiamo anche la vita degli artisti non è così
facile, anche loro devono affrontare mille difficoltà. Tozzi parla di tutti coloro che
sono in difficoltà e che hanno bisogno del nostro aiuto, o di sentirsi accettati e
sostenuti. Noi siamo tutti uguali, anche se siamo di nazionalità e di religione
diversa, oppure se siamo più ricchi e più poveri. Lui quando pensa a queste
diversità e ingiustizie nel mondo, diventa triste e malinconico. Il cantante ci invita a
mettersi nei panni degli altri perché “ Gli altri siamo noi”.
Dedicata agli altri: Noi dobbiamo portare rispetto anche a chi non ha un tetto.
Le tue lacrime lascian la scia o no!? Vuol dire che sei in malinconia.
Cammina sempre a testa alta, mentre lo fai se vuoi canta. (Andrea Muscas )
 Oggi mentre cantavo e ascoltavo la canzone intitolata “ Gli altri siamo noi”. Mi ha
fatto emozionare tanto, nel mio cuore mi sono sentita diversa. Quando dice “gli altri
siamo noi” può dire che noi possiamo diventare per un attimo gli altri, ma anche
che non dobbiamo pensare solo a noi stessi. Dobbiamo aiutare le persone che
sono in difficoltà, fare nuove amicizie; anche se un amico è di un’altra religione non
si deve prendere in giro, perché se siamo così siamo proprio egoisti. Il cantante
dice anche che “ quando piangono”, cioè quando le persone piangono una cosa è
certa, con il pianto non si risolve proprio niente. E non ci si deve prendere in giro
perché siamo tutti umani, persone. ( Marsela Zebeli)
 Stamattina abbiamo ascoltato “Gli altri siamo noi” e questa canzone mi ha fatto
capire che sembra che siamo tutti diversi, invece noi siamo tutti uguali, non importa
se siamo di religione diversa, se crediamo in Gesù o in Allah, se preghiamo in
chiesa o nelle moschee. Quando dice “ Gli latri siamo noi”, vuol dire che dobbiamo
immedesimarci negli altri per poterli capire. Dentro di me è successa una cosa
strana, perché questa canzone è molto bella, mi ha fatto capire che dobbiamo
condividere le idee. ( Gabriele Ferrante)
 Mentre cantavo e ascoltavo la canzone di Tozzi, ero emozionato e molto attento
al messaggio, perché con la musica e le parole il cantante ci vuole far comprendere
che dobbiamo aiutare il prossimo; possiamo partire dalla vita di tutti i giorni
cercando di migliorare noi stessi. Per esempio io dovrei essere più ubbidiente e
comportarmi meglio con gli altri, ma anche con le maestre. ( Andrea Hedstron)
 Mentre ascoltavo e cantavo la canzone mi sono commosso tantissimo, perché
parla di noi. È molto innovativa. Quando dice “ Noi”, vuol dire che noi siamo gli altri,
cioè non dobbiamo essere egoisti perché feriamo solo i sentimenti degli altri, quindi
non dobbiamo mai e poi mai essere egoisti!!! Io saluto il creatore di questa fantastica
poesia ( Umberto Tozzi), perché ha fatto una canzone superbella!! Vorrei tanto
essere gentile con gli altri ed essere amico di tutti.
Spero che mi ricambino l’affetto!! Queste parole sono dedicate a tutti.
Dedicata agli altri:
Vieni qui mio dolce amico.
Vieni qui! Vieni qui!
E ti aiuterò, oh sì! ( Eddy Manfredini)
 Oggi abbiamo ascoltato una bellissima canzone intitolata “ Gli altri siamo
noi”. Mentre ascoltavo e leggevo le parole, ho sentito nel mio cuore una grande
emozione. Leggendola ho capito che dobbiamo accettare gli altri come loro
sono e non dobbiamo prenderli in giro, perché poi gli altri siamo noi. Dobbiamo
aiutare quelle persone che soffrono, non dobbiamo essere egoisti pensando
solo a noi stessi. Se non vogliamo che qualcun’altro faccia cose brutte con noi,
non dobbiamo farle agli altri. Io voglio aiutare tutti e fare nuove amicizie. Le
frasi della canzone sono molto profonde e belle, perché aiutano a capire che
prima di prendere qualcuno in giro, dobbiamo guardarci dentro e riflettere, tutti
noi abbiamo dei difetti. Siamo umani e nessuno è perfetto. Nessuno deve
piangere perché qualcuno gli ha fatto del male. Dobbiamo accettarci!
( Maria Eduarda Marinho Orleans)
 Oggi abbiamo ascoltato una canzone intitolata “ Gli altri siamo noi”. Questa
canzone significa che gli altri siamo noi, cioè gli altri si comportano come noi o
viceversa. Io sono disponibile ad aiutare gli altri quando sono in difficoltà. Ho
ascoltato un’altra canzone “ Si può dare di più”, essa ci dice che si può dare e
fare di più per aiutare gli altri. Queste canzoni mi sono piaciute tanto.
Dedicata agli altri:
Nel tuo occhio mi rispecchio
quando passi con la carta di assi.
I tuoi occhi piangono
e le lacrime rimangono. ( Jonas Reyes)
 Mentre ascoltavo la canzone mi sono accorto che tutte le parole hanno un
significato bello e che provengono dal cuore. Nel mio cuore mi sono sentito
benissimo, il mio cervello mi ha fatto capire che io sono felice e che la canzone mi è
piaciuta tanto. Ho provato forti emozioni, soprattutto gioia; le parole mi facevano
venire la pelle d’oca e il cuore mi batteva a mille. Mi hanno fatto venire in mente il
sole che brilla, la luna che scintilla e illumina la notte e le stelle del firmamento.
Mi ha fatto pensare all’arcobaleno di “dieci” colori, alle farfalle, alle onde del mare e
alle nuvole. Ho pensato agli “altri”, ho capito anche che l’autore vuole sostenerci per
farci capire che tutti noi, se vogliamo ottenere qualcosa, basta crederci e impegnarsi
per realizzarla; in questo modo ci riusciremo. Riusciremo anche a regalare a tutti la
nostra amicizia e un mondo migliore. ( Ashley Sina)
Dedicata a gli altri:
Le stelle brillano nel firmamento
come amici che dormono sotto un tetto,
gli angeli saltano nelle stelle
come se fossero lettere.
Le stelle brillano nell’acqua del mare
come se lo volessero baciare.
Le stelle brillano questa è la realtà
e a tutti donano felicità.
Le onde del mare toccano le stelle
e ritornano giù immediatamente. ( Ashley Sina)
 Ascoltando queste due canzoni mi è arrivato un messaggio fortissimo al cuore, tanto
da farmi emozionare. La voce di Umberto era così profonda e bella che mi faceva
lacrimare gli occhi. Però mi ha trasmesso di più la seconda canzone “ Si può dare di
più”; da essa ho capito che bisogna dare il meglio di noi senza mai arrendersi, anche
nei momenti più difficili, come uno dei tre cantanti che ha passato dei momenti difficili,
perché le case discografiche non vendevano i suoi album. Quindi torniamo a noi, tipo
non ti riesce un esercizio del compito, allora ti devi impegnare, non solo nel compito,
anche in qualsiasi altra cosa perché bisogna dare il massimo, poiché non si fanno le
cose senza impegno. Se le cose si fanno con impegno vengono meglio e sono più
divertenti. È questo che ci vuole trasmettere la seconda canzone. In conclusione le due
canzoni ci vogliono dire che tutti dobbiamo impegnarci per costruire un mondo migliore,
dove tutti sono uguali perché sono esseri umani, sono persone. (Matteo Gasperetti)
Oggi mentre cantavamo la canzone “ Gli altri siamo noi” ho fatto questa riflessione. Il
cantante ci vuole dire che ormai in questo mondo nessuno e migliore, cioè che siamo tutti
uguali, non contano le disuguaglianze fisiche, di religione o di idee, quello che conta è
quello che abbiamo dentro. Ognuno può pensare qualsiasi cosa di quell’altro, tanto prima
o poi, ognuno diventa l’altro. Noi non dobbiamo tirarci giù, tanto un giorno o l’altro, la vita
cambia o si trasforma ed essendo egoisti si peggiora tutto l’operato. Queste situazioni,
però, non ce le abbiamo solo noi persone normali, ma anche quelli di posizione “ alta” e,
tanto per farla breve, in poche parole “ Gli altri siamo noi!” Questa canzone non parla solo
di noi, ma di tutti, di chi è emarginato, solo, non accettato e proprio per questo non
bisogna buttarsi giù, se ce la fa un’altra persona ce la facciamo anche noi.
(Bianca Giannoni)
Poesia dedicata agli altri:
Regalando un sorriso
si dona una speranza.
Regalando un po’ di amore
si dona una gemma dal cuore.
Regalando un po’ di gioia
si dona una nuova vita.
Regalando un po’ di speranza
si dona un amico prezioso.
Mescolando tutto questo
Si ottiene il ciclo del bene.
( Bianca Giannoni)
 Mentre ascoltavo la canzone mi ha trasmesso un messaggio molto profondo
dicendo che noi non siamo diversi dagli altri, siamo uguali anche se il colore
della pelle è diverso, o se abbiamo gusti diversi; intanto poi gli altri siamo noi.
Anche se di paese o nazione differente, noi non dobbiamo essere egoisti,
bisogna essere uniti per vivere in democrazia con tutti i popoli. Questa canzone
mi ha aperto il cuore perché è molto bella. Mentre l’ascoltavo ho notato che ha
parole toccanti. Dice anche che noi non siamo migliori degli altri, perché gli altri
non sono diversi; ci vuole far comprendere che tutti siamo vittime e carnefici, tutti
noi commettiamo o possiamo commettere degli sbagli. ( Rosa Giampà)
Dedicato agli altri:
Le stelle sono in cielo
e si vedono dal planisfero,
tra tanti colori sbocciano tanti fiori.
Tu sei triste e scontento
ma presto sarai di nuovo felice.
Fra il mondo tutti uguali
sei felice come se tu avessi le ali.
Non picchiare non offendere
se tu un amico non vuoi perdere. ( Rosa Giampà)
 Mentre ascoltavo la canzone io ho provato mille emozioni come: tristezza,
interesse, speranza, malinconia e tante altre emozioni che non posso immaginare.
Io con questa canzone sono cambiata del tutto. Mi si è aperto il cuore nell’
ascoltare questa bellissima canzone, per dare armonia e inquietudine nel mio
corpo, come se le parole fossero farfalle che girano con tante emozioni fino ad
arrivare al cervello, che me le trasmette con tanta gioia. Sono sicura che grazie a
questa canzone cambierò del tutto con le persone, mi ha fatto capire che sono
importanti tutte le persone che non vengono accettate dagli altri simili. Le persone
che non vengono accettate, che sono da sole, sembrano un meteorite che vaga in
tutto l’universo e che non può andare in un pianeta, perché c’è una scarica di
elettricità che li divide, ed è questo che succede ora nel mondo. Per questo ho
deciso di cambiare per far trovare a questo meteorite un pianeta, cioè il mio
“pianeta”.
Dedicata agli altri:
A tutte le persone
io dò il mio amore.
A tutte le persone che sono in difficoltà
io regalerò tutta la mia felicità.
Le persone hanno dei dolori
e io glieli farò passare con mille colori.
Alle persone che vogliono sognare
Io darò un tetto per riposare. ( Teresa Laginja)
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