Parrocchia di San Martino a Vado Strada in Casentino (AR) Quinta Edizione della Rassegna di Testimonianza Letteraria IN CAMMINO…CON GESU' Pieve di San Martino 23 Novembre 2008 Presentazione delle Opere Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 3 La famiglia che porta a Gesù STRUTTURA DELLA RASSEGNA Ambito Prima Comunione Bambini area istruzione elementare Ambito Cresima Ragazzi area istruzione media inferiore Ambito Giovani Giovani fino ai 30 anni Ambito Adulti Adulti laici Sezione Preghiera in poesia Sezione Testimonianza in prosa Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 4 Presentazione Nell’accingersi a pubblicare i lavori, esprimo un grazie di cuore a tutti coloro che hanno partecipato alla quinta edizione della Rassegna Letteraria “In Cammino…con Gesù”. La fede e l’accoglienza di Gesù è legata a diverse mediazioni. Importantissima quella che avviene nell’ambito familiare. La famiglia prepara, aiuta, matura la decisione dei figli nell’iniziare e proseguire il cammino religioso. Nell’esperienza familiare la testimonianza di vita è il momento più efficace e risolutivo. Nella crescita umana e cristiana, seguire Cristo immerge nell’orizzonte dei significati della vita, dei valori e principi che la guidano. Con la nostra iniziativa speriamo di essere un richiamo alla testimonianza familiare ed un invito affinché le comunità cristiane la offrano in maniera costante per il bene delle presenti e future generazioni. Don Roberto Bresciani, parroco di Strada in Casentino Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 Ambito Prima Comunione Scuola primaria di Strada in Casentino classi: seconda A – seconda B Caro Gesù, ti ho conosciuto a Napoli. La mamma diceva che ci volevi bene un mondo. Ti voglio tanto bene Gesù e ti faccio sempre le preghiere alla chiesa. Maria Francesca De Filippo Caro Gesù, io ti ho conosciuto quando sono andata in chiesa. E ti ringrazio di essere potuta andare a scuola. E ti ringrazio di avermi dato vita. E guarisci i malati e la gente povera. Francesca Martini Caro Gesù, io ti ho conosciuto dalla mia nonna Marisa. Lo sai perché? Ora te lo racconto. Allora, la mia nonna dice: - Di’ le preghiere e dai un bacio alla Madonna. Gesù, aiuta i bambini poveri. Aiuta a Napoli le persone e, se ci riesci, dagli un po’ di fortuna per andare a scuola. Ochei Gesù, ti voglio tanto bene e anche alla tua famiglia. Amen. Silvia Ceccarelli Caro Gesù, io ti ho conosciuto in chiesa e ti voglio bene perché stai sempre vicino a me, e mi hai dato la tua vita, e perché mi hai fatto nascere, e mi hai fatto crescere bene. Grazie Gesù. Alberto Carota Caro Gesù, io ti ho conosciuto quando avevo quattro anni e mezzo. Da quando ti ho conosciuto, quando andavo in chiesa, ti dicevo sempre l’Ave Maria e ti dicevo di proteggere la mia famiglia e il mio cane che è morto. In questo momento è con te e sono sicura che starà molto bene con te. Cassandra Del Sere Caro Gesù, io ti ho conosciuto a tre anni quando il mio cugino stava parlando, nel divano, con la sua mamma e io stavo ad ascoltare. Io ora sto pensando a te e alla Madonnina e mi dispiace che tu sei morto. Riccardo Biondi Caro Gesù, come stai? Stai passando dei bei momenti? Lo spero tanto! Grazie che mi hai dato gli amici. Spero che lassù stai bene. Tu mi stai simpatico. E’ grazie a te che ho conosciuto i miei genitori. Ti sto salutando dalla terra. Ciao Gesù. Jada Chiaramonti Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” pag. 5 Quinta edizione – Novembre 2008 Caro Gesù, io ti ho conosciuto quando sono andato a scuola. Io spesso gioco a pallone. Caro Gesù, tu sei il mio angelo custode. Mi dispiace che tu sia morto. Alessio Magni Vannini Caro Gesù, io ti ho conosciuto quando sono venuto a scuola e mi sei stato simpatico. Alessandro Benucci Caro Gesù, io ti voglio bene, però non mi ricordo quando ti ho conosciuto. Grazie che mi hai portata dai miei genitori e sono anche felice che mi vogliono bene. Talia Rossi Caro Gesù, io ti ho conosciuto a scuola, e vado sempre alla Messa, e metto sempre la candela, e ti voglio tanto bene perché mi hai dato la vita. Giacomo Lusignano Caro Gesù, io ti ho conosciuto a scuola. Cosa fai? Sei bravo. Stai bene. Come stai? Jacopo Castellani Caro Gesù, io non mi ricordo quando ti ho conosciuto, ma forse ti ho conosciuto quando ho fatto il battesimo. Ti voglio bene. Come sta il mio nonno Paolo? Tanti baci da Gaia Maioli Caro Gesù, quando vado da mia nonna, do un bacio alla Madonna, perché ha un quadro. Jacopo Lucherini Caro Gesù, ti voglio tanto bene. Ti ho conosciuto quando sono andata all’asilo e mi divertivo. Gioia Rescigno Caro Gesù, io ti ho conosciuto a dottrina e mi piace molto dottrina perché ti voglio tanto bene. Quando vado da Maria, le do sempre un bacio. Maria è nella casetta che ha fatto il mio babbo con le pietre. Elisa Martini Caro Gesù, io ti voglio tanto bene perché tu ci proteggi e ci aiuti, perché tu sei buono. Alessio Tozzi Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” pag. 6 Quinta edizione – Novembre 2008 pag. Caro Gesù, ti ho conosciuto per la prima volta a tre anni con la mia nonna. Ti voglio tanto bene Gesù! Agnese Benucci Caro Gesù, ti conosco da tanto tempo, in chiesa. Io voglio bene alla mia mamma, anche a babbo, anche a Gabriele e Davide. Io ti voglio bene. Lorenzo Guidi Caro Gesù, io ti ho conosciuto da sempre. Quando vado dalla mia nonna io do un bacino al quadro di Maria. A casa mia ho una foto di Gesù. Ti voglio bene. Davide Paggetti Caro Gesù, ti scrivo perché io ti conosco da quando ero piccina, però non so cosa volevi dire. Ti vorrei parlare ma io non ti sento. Comunque so che starai per sempre con me e le altre persone. Giada Biondi Caro Gesù, ti voglio tanto tanto bene perché mi piace stare con te. Ti voglio dare un bacione perché tu sei bello. Anc he a Maria. Giacomo Pastore Caro Gesù, io vado sempre in chiesa. Vedo sempre Gesù. Io ti ho conosciuto tanto tempo fa. Ti voglio tanto bene. Renan Rossi Caro Gesù, io ti ho conosciuto da mio babbo e mi ha detto che tu ci proteggi. Ti voglio tanto bene. Alessio Giorni Scuola Primaria di Strada: Classe III Caro Gesù aiutami a pregare bene, a essere più bravo e aiutami a essere gentile. Aiuta quelli che sono poveri e che non hanno da mangiare e non hanno una casa. Io spero che tu ci ami come noi amiamo te. Minucci Mirko Caro Gesù proteggi tutte le persone e soprattutto quelle malate. Prima di andare a letto io e la mia famiglia preghiamo e quasi tutte le domeniche andiamo alla Messa alla Verna. Gesù tu sei una persona bravissima, ci hai dato da mangiare, l’acqua e tante altre cose. Minucci Martina Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” 7 Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 8 Caro Gesù io ti voglio tanto bene e ti dico di darci tanto cibo. E noi ti ringraziamo della natura che ci hai dato. Io ti dico di far diventare i miei amici più buoni con me. Francini Pietro Gesù tu che sei morto per noi ti ringrazio con tutto il mio cuore. Gesù aiuta anche tu i bambini che non hanno da mangiare. Gesù aiuta tutti quelli che hanno bisogno di te. Per piacere perdona tutti perché ti vogliamo bene. Fuochi Lorenzo Caro Gesù proteggi me e tutta la mia famiglia e tutti i bambini del mondo. Fai diventare sempre più bravi i bambini della mia classe. Ti voglio bene Gesù. Fani Viola Grazie Gesù per la Luna, le stelle e per tutte le cose belle, ma soprattutto per avermi creato. Lanini Giulia Caro Gesù ti voglio tanto bene, grazie per ogni cosa che mi hai dato. Per favore Gesù non far stare male i poveri. Fai che il mondo viva in pace e in serenità e che la mia famiglia non si separi mai. Nottoli Martina Caro Gesù, preghiamo per te, proteggi la mia famiglia, i miei compagni e le mie maestre. Un giorno verrò a trovarti, quando non ci sarò più. Spero che ti piaccia il paradiso, ti sogno sempre, dai ai poveri bambini cibo e acqua e guarisci tutti i malati. Ti voglio così bene, dal mio profondo del cuore. Curinga Alessia Caro Gesù, io vorrei stare sempre con te e ti prego aiuta tantissimo quelli che stanno male. Io con il mio babbo tutte le sere si prega perché tu ci ami come noi ti amiamo. Gerini Chiara Grazie Gesù di darci tutte le cose che ci servono e di avermi dato una famiglia così bella. La sera prima di andare a letto ti dico una preghiera. Bucarelli Alessia Gesù aiuta i bambini che non hanno da mangiare e da bere, aiutali per noi. Aiutaci a conoscerti bene. Gallai Giulio Grazie Gesù per averci donato tutte queste cose e per avere la mia famiglia unita e forte, grazie mille per tutto quello che ci dai e che il mio zio trovi la felicità. Gesù tu sei il nostro salvatore, caro e premuroso, così ti voglio tanto bene. Fai che la mia famiglia sia sempre unita e vorrei crescere molto bene. Sereni Chiara Io con la mia famiglia qualche volta prego per te Gesù, io ti voglio tanto bene. Grazie per aver fatto le piante, le montagne, il mare, il bosco. Grazie per avere salvato le persone malate. Rossi Federico Caro Gesù voglio essere bravo. Simonetti Marco Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 9 Caro Gesù, grazie per averci dato tutte queste belle cose. Fai che tutti i bambini del mondo vadano a scuola e abbiano da mangiare e da bere e che abbiano una famiglia che li ami. Fai che tutte le persone povere e malate guariscano. Io ti voglio tanto bene e proteggi me e la mia famiglia e fai che tutti i bambini orfani abbiano una famiglia che li ami. Babazzi Ginevra Scuola Primaria di Strada: Classe IV Caro Gesù io ti ringrazio per tutte le cose che ci ha i regalato: da mangiare, da bere e la pace, i miei genitori mi hanno parlato di te. Io so che il mio nonno non c’è più però sono contenta che sia venuto da te perché tu sei una persona davvero speciale, io Gesù ti voglio bene. Ti ringrazio per delle maestre così buone e gentili. Minucci Francesca Caro Gesù, io quando sei nato non ero ancora su questo mondo però ora sono qui ed i miei genitori mi hanno parlato molto di te. Per questo quando vado nel mio paese vado a pregare in chiesa con i miei genitori e i nonni perché mi hanno sempre parlato di te e per questo vorrei che vivessero più possibile. Così potrebbero raccontarmi di più di te. Vladut Ilies Ionut Grazie Gesù di avermi dato la mia famiglia e del fatto che stanno tutti bene, sono tutti rinchiusi ne l mio cuore. Anche la mia nonna, anche se è morta,però l’anima è sempre con me e io so che ora mi sta guardando. Anche la mia cagnolina è rinchiusa nel mio cuore e anche il mio cane. Soprattutto sono nel mio cuore la mia mamma, il mio babbo e il mio nonno. Aiutalo a guarire perché io so che il mio nonno sta male e fallo guarire il più in fretta possibile per favore perché io gli voglio tanto bene, come voglio bene a tutta la mia famiglia e ai miei amici e soprattutto a te Gesù. Voglio conoscerti sempre di più e starti vicino e volerti tanto bene, come la mia mamma. Fai che tutti stiano bene e soprattutto voglio bene a te Gesù. Renzetti Angela Caro Gesù, grazie di avermi dato una bellissima famiglia e fai diventare le persone povere felici. Lo sai che una vo lta un prete mi ha raccontato tutto quello che ti è successo, mi dispiace, grazie di averci dato la vita, quando vado a messa sono felice perché ti posso incontrare e ti posso parlare, quando sono da solo non ho paura perché so che ci sei te vicino a me a proteggermi e fai stare bene me e mia madre, stai vicino a mia nonna, ti voglio bene. Aveta Antonio Caro Gesù, ti ringrazio per avermi dato una famiglia. Mi piace andare a Messa con la mia famiglia e presto io avrò nel mio cuore te, quando farò la Prima Comunione. Ti vorrei conoscere meglio. Lorenzo Paggetti Io ogni domenica vado in Chiesa con i miei genitori e sono contento perché mi fanno compagnia e mi sento più sicuro, mi piace quando si canta e si ascolta tutte le preghiere. Serra Alessio Mi ricordo che io e il mio babbo tutte le domeniche si andava alla Messa e io ero molto felice. Quando uscivamo io e il mio babbo andavamo sempre a trovare i miei nonni al cimitero e poi si tornava a casa per vedere la Messa alla televisione. Caro Gesù stai sempre vicino a me e al mio babbo. Mangani Simone Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 10 Mi ricordo che quando ero piccolo il prete mi ha detto che Gesù è sempre con noi e quando sarai grande tu terrai sempre il Santo Rosario e Gesù ti proteggerà sempre, ovunque tu vada e ovunque tu sei. Gesù ti ringrazio di averci dato la pace e che il mondo sia così per sempre. Cargi Alessandro Caro Gesù, tu ci aiuti sempre quando ne abbiamo più bisogno, ma io so che tu sarai sempre accanto a tutti noi. Io quando ero piccola ho imparato molte cose su di te e su tutta la tua vita grazie alla mia famiglia. Brunelli Angelica Caro Gesù tu sei in Paradiso, non ti posso vedere ma ti posso pensare perché ti voglio bene e vorrei sapere più cose di te. Aiuta la mia nonna, è l’unica cosa che voglio, salvala perché sta molto male. Aiuta anche me e la mia famiglia e resta vicino a ognuno di noi. Ti voglio bene. Agostini Simona Grazie Dio per la mia famiglia, grazie Dio per tutti i miei amici e per tutte le cose che mi hai dato. Anche se non vado tante volte a Messa avrei un desiderio, vorrei che i bambini poveri diventino bambini con una propria casa e che tutte le persone che sono all’ospedale guariscano. Moretti Gianni Caro Gesù, ti ringrazio di avere creato la mia famiglia. Vorrei conoscerti meglio. Mi piace stare insieme ai miei genitori. La domenica vado alla Messa. Quest’anno si prenderà il tuo corpo e questo mi permetterà di starti ancora più vicino. La mia famiglia mi ha insegnato tante cose belle. Ti voglio bene. Venturini Giada Caro Gesù, la mia famiglia mi accompagna in chiesa la domenica e a volte anche il sabato. Mi piace molto la chiesa perché incontro Gesù, perché mi permette di leggere, di fare il chierichetto. A volte doniamo a Gesù la roba, durante l’offertorio. De Filippo Salvatore Caro Gesù, la mia mamma la domenica mi accompagna in chiesa e resta insieme a me. Io faccio la chierichetta e aiuto il prete a fare delle cose. A me piace molto andare a Messa perché ti incontro nel mio cuore e prego con te. Al mattino delle volte io prego e anche la sera per ringraziarti per quello che ci dai. Linari Giulia Caro Gesù, la domenica vado a Messa con la mia mamma. Questo mi piace tanto perché posso pregare ed incontrarti. Rossi Paolo Caro Gesù, mi ricordo che una mattina, con la mia nonna, abbiamo guardato la Messa alla televisione e mi è venuta l’idea di andarci la domenica con il mio babbo e la mia mamma. Arrivata la domenica i miei genitori non mi ci hanno mandato perché dovevano andare via. Mi è dispiaciuto molto perché a me piace pregare. Ghirelli Pietro Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 11 Scuola Primaria di Strada: classe V Nella mia famiglia la mia mamma mi ha insegnato a dire la preghiera quando io ero piccolo. La mia mamma mi ha insegnato a fare il segno della croce e con il tempo ho imparato a farla bene Donoris Pascu In passato la mia mamma mi ha insegnato delle preghiere e altre belle cose che sono molto carine. Mi ha portato alla messa per ringraziare Gesù. Da grande sono andata a dottrina e anche lì mi hanno insegnato che si fa la comunione, Gesù viene nel nostro cuore e ance se noi non lo vediamo sta sempre accanto a noi. Barbara Piantini La mia nonna fin da piccola mi ha insegnato a camminare, a gattonare; quanto avevo un anno mi ha insegnato a parlare. E da quando ho iniziato a parlare, ho imparato a pregare. L’Ave aria, il Padre Nostro e il segno della croce, sono state subito le preghiere che ho proclamato. La mia nonna tutto mi ha insegnato: a leggere e a scrivere. E’ un ricordo prezioso che mi ha fatto arrivare dove sono ora. Francesca Agostini La persona che nelle mia vita mi ha insegnato l’atto di dolore è stata mia mamma. Lei mi ha aiutati nel cammino verso Gesù. Mia mamma mi ha insegnato tante cose su Dio e su Gesù. Andrea Andreucci La mia nonna Caterina mi ha insegnato che la religione viene prima di tutto. Mi ricordo quando gli chiedevo di fare una partita a carte e lei mi diceva però dopo si dice l’Ave Maria ed io rispondevo sempre di si. Manfredi Fuochi La mia nonna Caterina era una santa donna, anzi molto santa: mi ha insegnato a dire il Padre Nostro e tutti i giorni mi faceva dire l’Ave Maria, l’eterno riposo e molte altre preghiere. Ogni tanto mi insegnava una nuova preghiera perché per lei le preghiere erano molto importanti. Manfredi Fuochi Nella mia famiglia è stata la mia mamma a insegnarmi a pregare e ad essere credente in Gesù. E mi ha anche insegnato che se muore una persona a cui si tiene molto, rimane sempre nel cuore di tutti. Lorenzo Vagionakis La persona della mia famiglia che mi ha insegnato la preghiera del Padre Nostro e mia nonna. Mia nonna mi ha insegnato tante cose su Gesù e su tanti altri Santi. Matteo Gerini Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 12 Caro Gesù, le prime preghiere me le hanno insegnate i miei genitori. Il segno della croce me lo ha insegnato il mio nonno. Quando avevo imparato queste cose andavo sempre alla messa, ogni sera dicevo la preghiera e facevo il segno della croce. Irina Loghin Noi non siamo stati battezzati perché il babbo non voleva. Il mio babbo non è credente e no i non andiamo mai in chiesa. Non mi ha mai insegnato nessuno a pregare, però quando ci siamo trasferiti, Don Roberto, il prete che insegna religione, me le ha insegnate. Lucrezia Rettori Fin da piccola la mia mamma mi ha insegnato tante preghiere, l’Ave Maria, il Padre Nostro, il segno della croce. Da quando sono andata a catechismo, ho imparato più cose per fare la comunione come l’atto di dolore. E quindi sono diventata più brava e buona. Preghiamo! Martina Paggetti La persona che nella mia famiglia mi ha aiutato nel cammino verso Gesù è stato mio nonno quando ero piccolo. Ricordo gli insegnamenti, mi ha insegnato molte preghiere e la prima è stato il Padre Nostro, poi l’Ave Maria e l’atto di dolore. Ringrazio mio nonno che mi ha dato questo insegnamento. Alessandro Madiai Andando con la mente ricordo chi mi ha insegnato il Padre Nostro, il segno della croce e l’Ave Maria. Tutte queste preghiere me le hanno insegnate mio babbo e le suore. Daina Grifoni Nella mia famiglia ci sono state delle persone importanti come la mamma, il babbo, la nonna, il nonno e i miei zii con i cugini. Fra tutte queste persone, la mia mamma mi ha insegnato a andare alla messa. Marco Bagnoli Pensando al mio passato, mi ricordo che i miei genitori mi hanno insegnato a fare il segno della croce, i sette sacramenti, i dieci comandamenti e queste preghiere: Ave aria, Padre Nostro e Angelo di Dio. Ylenia Magni Vannini A me da piccino non mi ha insegnato nessuno; io ero un genio e sicché ho imparato tutto da solo. Lorenzo Lanini Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 13 Ripensando al mio passato riaffiorano in me i ricordi di quando da piccola, la mia nonna mi insegnava a fare il segno della croce, recitare le preghiere, a seguire la messa… Mi raccomandava sempre di andare al catechismo e alla messa, di pregare la mattina e la sera. Il resto delle cose le ho imparate a sei anni, quando ho cominciato ad andare a dottrina: me le ha insegnate la mia catechista che mi ha accompagnato verso il cammino per la comunione. Sono queste persone che mi hanno insegnato a credere in Dio, il nostro santo Padre. Laura Ceccarelli Nella mia famiglia, la mia mamma è stata la prima persona che mi ha insegnato a farmi il segno della croce. Fin da piccola siamo andati in chiesa la domenica mattina, perciò io conosco tante preghiere. Sofia De Filippo Nella mia famiglia mia mamma mi ha fatto incontrate Gesù. E mi ha fatto imparare tante preghiere quando sono cresciuto e iniziavo ad andare a catechismo e anche a catechismo ci facevano imparare tante preghiere. Poi alla mia prima comunione ci siamo preparati con le preghiere: quel giorno è stato il più bello della mia vita perché ho incontrato Gesù e mi sono sentito fiero di me. Ero molto emozionato che stavo per piangere, però desideravo che fosse presente alla festa anche mio nonno; sapevo che era sempre nel mio cuore e era sempre accanto a me. Non dimenticherò mai il giorno della comunione. Fortunato Falcone Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 14 Ambito Cresima Scuola Media di Strada Mio padre mi ha aiutato a credere ancora di più a Gesù. Questo fatto mi ha reso molto felice. Mi dice che io ho un angelo custode che mi protegge, che mi aiuta a superare le difficoltà e che mi sta sempre vicino. Mio padre mi dice che Gesù è andato in croce per il fatto di credere in Dio. Gesù e la Madonna mi ha reso molto felice e so che mi aiutano nelle difficoltà. Celeste Feni ID La prima persona ad avermi insegnato a pregare è stata la mia cara mamma che i ha portato in chiesa quando avevo sei anni. Dopo imparai ad andare da solo e ora quasi tute le domeniche o i sabati vado in chiesa a pregare. Mattia Babazzi I D La prima volta che sono andato in chiesa è stato con la mia nonna alla chiesa dei Salesiani a Firenze a sentire e dire la preghiera da Don Bosco. Il mio battesimo l’ho fatto quando ero piccino, poi ho fatto un anno di catechismo, però non ho fatto la comunione, però qualche volta vado in chiesa. Lorenzo Biagioli Caro Gesù, Le persone che mi hanno aiutato di più a conoscerti sono due: “Antonella” che tutte le domeniche mi portava alla messa e la mia catechista “Laura” che andando a catechismo mi ha parlato tanto di te e mi ha incoraggiato a pregarti sempre. Ti ringrazio per i momenti belli che ho passato con queste persone, per me è stato importante conoscerle. Ti voglio bene!! Elisa Ceccarelli I D Devo tutta la mia sapienza sulla religione a tutta la mia famiglia che all’età di sei anni mi ha insegnato le preghiere più semplici (Ave Maria, Padre Nostro…) ed alla mia catechista preferita (Debora) e Don Roberto che mi hanno insegnato le preghiere più complesse. Lorenza Curinga I D O Dio, Tu che mi guardi dal cielo illumini ogni mio desiderio. Nella terra ho la mia famiglia che mi aiuta e mi difende, essa mi ha aiutato a credere il Dio, quel Dio che ogni giorno mi illumina la vita e mi fa capire come è bella. Nella mia famiglia c’è la mia nonna Bruna che ogni volta mi porta in chiesa a dire preghiere e a dire i miei peccati e i miei desideri e Dio è sempre pronto a ricevermi e a perdonarmi. Se non c’era la mia famiglia può darsi che non ero qui a scrivere questa poesia. Alex Ceramelli I D Grazie Gesù per la felicità che infondi in noi. Io ti ringrazio per la nostra messa e per la nostra vita e per la nostra serenità. Io Ti ringrazio per tutto ciò che hai dato a noi. Alessio Sbreti I D Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 15 Mio nonno non c’era più ed io dopo la sua morte il mondo lo descrivevo come un labirinto buio senza uscita… Questo fatto però mi ha incoraggiato ad avere più’ fede in Dio ed a uscire da questo labirinto. Tutte le sere pregavo per lui affinché andasse in paradiso. Da allora ho ripreso a sperare in me. Devo tutto a lui che mi ha insegnato attraverso la sua morte che questo è sia un fatto brutto perché si “perde” una persona cara ma dall’altra parte bello perché si ha più fede in Dio e più speranza n noi! Elena Ilies I D C’è chi ha paura di crescere: perché crescere è impegnativo. Crescendo si cambia: certe cose che prima interessavano, ora non interessano più; certe cose che vorremmo durassero per sempre, perdono consistenza e scompaiono dall’ambito della nostra vita. Crescere implica rischio, e il rischio provoca paura. D’altra parte, crescere è necessario e crescere è bello. Necessario perché star fermi, bloccati, è perdere il ritmo della vita; è rimanere indietro, è regredire….E crescere è bello perché apre al nuovo, all’indietro, perché è una scommessa con se stessi, gli altri, il mondo: perché varcare il futuro è domare la vita. Cosimo Fani I D Io devo la mia “religione” alla mia nonna Rosa, che, quando io e la mia cugina Arantxa eravamo piccole, ci portava in chiesa, ci insegnava delle preghiere e al mattino ci faceva fare il segno della croce, perché Dio ci proteggesse! E quindi chiedo a Dio che gli stia sempre accanto, perché per me, come per mia cugina è una persona speciale. Però la devo anche al mio catechista Sandro Boschi che mi ha aiutato molto ad imparare altre cose su Dio che non sapevo. Quindi vorrei ringraziare queste due persone, tutte e due molto importanti. Carolina Chiaramonti I D Caro Gesù, grazie di avermi dato una famiglia generosa e affettuosa. Io credo in Te. Federica Paggetti I D Gesù, ti voglio tanto bene, ti ringrazio di avermi dato una famiglia allegra e gioiosa. Sono molto contenta di avere dei genitori ed un fratello molto legato a me, che mi riempie di baci e carezze e non fa che dirmi: ti voglio bene. Tutto questo merito è dei miei genitori che ci crescono con amore. Daremo amore anche al prossimo, sì, perché loro ci insegnano una educazione e rispettare tutti nel modo giusto e di seguire sempre il cammino con Gesù; ci aiutano a crescere e dare amore. Se Gesù ci “sta a cuore” non lo dimenticheremo, perché pregare non è questione di voglia, ma è di volontà. Se credi in Dio, starai sempre con lui nella preghiera. Ora è l’età in cui alcune scelte che faccio avranno conseguenze su tutta la mia vita futura. Dio chiede di usare le cose con rispetto e custodirle e ci insegna a rendere più bella e abitabile la terra e non ad inquinarla, rovinarla e distruggerla. Candida Pastore I D La famiglia ti aiuta sempre quando sbagli, ti aiuteranno correggendo i tuoi errori e sempre ti aiuteranno. Amo mia mamma che mi aiuta sempre e mi aiuta anche a pregare. Alex Basagni II E La famiglia è la cosa più importante che esista. La famiglia ti da forza e coraggio per oltrepassare i giorni più difficili della tua vita e ti insegna a crescere e ad amare. Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 16 La famiglia è come un fiume, può continuare il suo corso finendo in uno splendido mare, oppure morire in una palude. La famiglia ti aiuta a conoscere ed avvicinarti a Gesù e a Dio e mi ha trasformato nella persona in cui sono oggi. Arantxa Bucarelli II E Mia nonna Caterina era il ritratto della fede, non della giovinezza certo: si potrebbe quasi dire che ha visto i dinosauri in carne ed ossa. Ha vissuto per 95 anni su questo pianeta, molti con tre figli piccoli ed il marito morto, ma lei, invece di mandarlo a benedire, lo ha pregato, lo ha lodato , sempre, fino alla morte! Aveva tanti poster di papi, calendari della chiesa, palme… Non credo che nella mia famiglia ci sia mai stati, ci sia o ci sarà persona così dolce, così cara e fedele a Dio come lei! I primi due ani della mia vita li ho passati a casa sua; dormivamo in quattro in un letto: io, mio fratello ed i miei genitori. In quegli anni, mia nonna mi insegnò prima a parlare e poi le basi della religione cattolica. Tutte le domeniche andavamo alla chiesina li vicino. Io non me lo ricordo, ma dicono che piangevo sempre. Devo tutto a mia nonna e non so cosa avrei fatto se non ci fosse stata lei. Neri Fuochi II E Io con i miei genitori ho imparato a camminare verso Dio. Soprattutto il mio babbo che mi ha insegnato a pregare ogni serata e anche prima di pranzare e cenare, ringraziando Dio di tutto ciò che ci ha dato. Viola Rescigno II E Grazie alla mia nonna che mi è stata vicino quando ho cercato di imparare a pregare, quando ho cercato di entrare in chiesa la prima volta. E quindi un grazie speciale alla mia nonna che mi ha aiutato insieme ai miei genitori nel mio cammino. Sofia Cenni II E Il valore di una famiglia….la mia! La famiglia è la cosa più importante, è la cosa che ti da più forza, che ti da tutto il suo amore. A volte devi prendere una decisione: quella giusta e pensi ….come faccio? Poi ti volti e li vedi che ti dicono che puoi contare su di loro; allora tutto passa e anche le cose più difficili, se affrontate insieme, sembrano davvero banali. Del resto sono loro che ti hanno insegnato tutto: a parlare, a camminare, a sognare ad occhi aperti…E quando stavi male, loro erano lì pronti a curarti, quando piangevi a consolarti e quando la sera non riuscivi a dormire, loro erano lì a cantarti la ninna nanna. Ma soprattutto ti hanno insegnato a credere in Dio e anche se ho ancora molto da imparare della vita, credendo in Dio sono già a metà strada. Federica Tozzi II E Per me è stata mia nonna che mi ha insegnato il cammino per andare incontro a Gesù. Mi ha insegnato ad andare alla messa e a credere in Dio. Per questo gli voglio tanto bene ed è grazie a Lei che oggi sono una persona che crede in Dio. Chiara Paggetti II E Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 17 …L’arte di pregare! La persona che mi ha aiutato di più è la mia nonna. Lei mia ha insegnato il segno della croce e tante preghiere. Grazie a questo, quando mi sentivo persa, andavo con lei in chiesa e ritornavo felice, ed è per questo che credo in Dio. Io sono orgogliosa di essere cristiana. Veronica Ciccone II E Pensate attentamente alle bellezze della vita…Una volta fatto, vi accorgerete che non c’è cosa più bella della nostra famiglia!! Un bacio, un abbraccio, una carezza che ti scalda il cuore e fa si che il tuo giorno sia migliore. La tua famiglia ti insegna a credere in Dio e ti insegna anche a pregare per lui, per far si che ogni giorno, vissuto insieme a Dio sia più felice. Sara Bagnoli II E Dal buio alla luce Perché se la strada è buia c’è sempre qualcuno disposto a prenderti per mano e portarti lontano verso la luce Gaia Moretti II E Caro Gesù, io mi ricordo che quando ero piccino il mio nonno mi portava sempre al bar: mi comprava le patatine e tante altre cose. Un giorno quando ero all’asilo arrivò la mia mamma a prendermi per tornare a casa; io però non volevo tornare e allora la mia mamma mi dice: guarda che se vieni a casa c’è una sorpresa. Io allora ho dato la mano alla mia mamma e siamo andati a casa. Quando siamo arrivati a casa, all’ingresso c’era una borsa. Io sono andato in cucina per vedere che c’era: c’era il mio nonno che era tornato dall’ospedale. Sono corso subito a salutarlo e ad abbracciarlo. Poi però nel 2000 Gesù ha chiamato il mio nonno in cielo. La mia nonna a me e alla mia sorella ci hanno portato a Stia dalla mia nonna, perché il mio nonno stava per morire. Quando avevano fatto il funerale io avevo chiesto alla mia nonna quando ero tornato da Stia il secondo giorno che avevano fatto il funerale. Ho chiesto alla mia nonna: ma nonno dov’è? Lei mi ha risposto: è andato dalla Madonnina perchè doveva firmare un foglio, ma poi torna. A me è dispiaciuto che il mio nonno sia morto e che non abbia potuto vedere la salma e andare al funerale. Noi figli dell’Onnipotente “Dio”. Non ci possiamo permettere di infrangere le leggi della natura, noi dobbiamo combattere i razzisti per il bene dell’intera umanità. L’uomo il peccatore, ma grazie all’uomo Giulio Verlato II D ora siamo così. E’ meglio mettere a un defunto un fiore di plastica o uno vivo? Di Plastica, perché quello vivo si sciupa e l’amore non c’è più, invece di plastica l’amore non muore. Medon Mustafaj Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 18 La mia mamma mi ha aiutato e con un po’ di sforzo anche io ho imparato. Sono andata in prima dalle suore e con loro ho aperto il mio cuore. Ho aperto il mio cuore per Cristo Gesù che ormai non c’è più. E’ morto per salvarci ma anche per aiutarci. Ha deciso così tra una notte e un dì. Sono contenta di stare attenta attenta a quello che dici in momenti precisi parole preziose e frasi gioiose momenti felici per grandi amici una vita sincera a chi ama e spera Fiamma Baldini II D Caro Gesù, grazie di questa bella famiglia che mi hai dato. Con l’aiuto della mia zia ho imparato a dire le preghiere e a conoscerti. Fin da quando ero piccola, mi prendeva per la mano e mi portava in chiesa, ma ora sono cresciuta e in chiesa ci vado anche da sola. E’ da tre anni che prendo il Tuo corpo e ne sono molto contenta e quest’anno passo a cresima. Tutto questo grazie alla mia zia che mi ha fatto aprire il mio cuore a te e a farmi capire quanto sei importante per noi. Anna Bucarelli II D La mia nonna Giuseppina è sempre stata una persona religiosa. Fin da quando ero piccola, io e mio fratello Michele, passavamo quasi tutto il nostro tempo in compagnia sua e lei tutte le mattine prima di andare a scuola ci faceva dire il Padre Nostro. Questa è stata la nostra prima preghiera che abbiamo imparato. Con il tempo poi ci ha insegnato altre preghiere un po’ più complicate. Ogni sabato ci portava alla messa in S. Agata; Lei voleva che leggessimo le preghiere dei fedeli e bisognava anche aiutare il prete. Per Pasqua e Natale, insieme ai nostri amici andavamo a fare le prove, perché queste sono messe più complesse e la mia nonna era a pulire ed a abbellire la chiesa. Quando dovevamo passare a Comunione lei ci aveva preparato per bene e soprattutto i ha insegnato l’ultima preghiera che non conoscevamo: Salve Regina. Ora che sono più grande vado alla messa con le mie amiche e non ci vado quelle tante volte che andavo con mia nonna, ed è infatti per questo che lei si arrabbia e vuole che ci vada il sabato ins ieme a lei. Grazie a lei ora so anche tutte le parole che dice il prete durante la messa. Va beh, a noi bambini ci piace di più giocare e saltare la messa, ma quando ci sono messe come Pasqua e Natale siamo sempre presenti per servirle. Le messe sono cose serie ma noi, sotto sotto ci divertiamo perche siamo tutti insieme. Io sono felice di sapere queste cose sulla nostra religione e per questo devo ringraziare la mia nonna!! Rachele Consumi II D Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 19 Da piccolo ancora non conoscevo la religione, ma poi un giorno mia mamma mi portò in chiesa. Le prime volte che ci andavo non tenevo conto a cosa mi circondava. Poi con il passare degli anni, ho incominciato a porre domande a mia madre e alle mie nonne. Quando andavo a messa, stavo più attento a cosa diceva il parroco, o guardavo tutti i dipinti di Gesù e di San Martino. Con il passare degli anni ho incominciato, anche, a servire la messa con degli amici. Se oggi sono quel che sono, è anche perché quando ero piccolo i miei genitori ed i miei nonni mi portavano in chiesa con loro per farmi capire le origini del mondo, chi ha vissuto prima di noi. Soprattutto gli sono grato perché facendomi avvicinare sempre di più a Gesù mi hanno insegnato ad amare e ad apprezzare tutti e tutto. La cosa che apprezzo di più è che mi hanno fatto conoscere Gesù. Lorenzo Danesi II D La mia nonna Graziella è sempre stata molto religiosa e fin da quando ero piccola e andavo a casa sua mi insegnava delle piccole preghiere, che io non nuova ho imparato; la domenica mattina o il sabato sera mi portava spesso alla messa. Il giorno di Natale tutti gli anni lei mi porta alla messa e quello per me è un giorno molto speciale per due motivi: il primo perché è Natale, il giorno della nascita di Gesù e il secondo perché in quel momento speciale sono la mia nonna e mi viene in mente tutti i momenti di quando mi ha insegnato a pregare e a provare amore per Gesù. Un altro giorno speciale che passo con la mia nonna è la mattina di Pasqua, che come sempre andiamo alla messa nella chiesa vicino a casa sua, così benediciamo le uova che poi mangiamo per il pranzo a casa sua. Adesso è da circa un mese che non la vedo perché sta a Firenze, ma tutte le settimane ci sentiamo per telefono. So però che tra qualche giorno andrò a Firenze e potrò vederla e visto che sarà di sabato o di domenica, potremo andare alla messa insieme, che ci fa sentire vicine. Io ringrazio con tutto il cuore la mia nonna perché forse senza di lei non avrei mai saputo così bene tutte le preghiere; e anche per questo ma oltre a questo le voglio un sacco di bene, forse di più. Claudia Silla II D Grazie Gesù di avermi dato una famiglia che mi vuole bene, che mi aiuta nei problemi che non so risolvere, per esempio quando litigo con un amico, io in quel momento non ci voglio fare più la pace, ma la mia mamma mi fa capire che è inutile e che ci devo fare la pace, perché l’amicizia è una cosa importante come la famiglia. E’ vero perché io senza la famiglia, come farei? Beh, questo non lo so, so solo che vicino a me ho Gesù e la mia famiglia che mi vogliono tanto bene come io ne voglio a loro. E’ stata soprattutto mia nonna a dirmi di andare alla messa e se non ci andavo la mattina, mi portava con lei la sera. Mi ha insegnato le preghiere, a farmi il segno della croce e i canti. Anche mia mamma mi fa capire che andare alla messa di domenica con la mia famiglia è meglio di stare a dormire, anche che io ero più intenta a stare a dormire, ma poi andavo alla messa ed ero anche soddisfatta. La mia famiglia mi ha insegnato tante cose e una di queste è anche l’educazione verso gli altri. Grazie di avermi dato una famiglia… Francesca Paggetti II D Caro Gesù, io mi ricordo ancora quando ero piccolo, che la mia nonna mi portava in chiesa, mi spiegava che quando si entra in chiesa, si deve fare il segno della croce e mentre il parroco faceva la messa, si doveva stare zitti. Quando si tornava a casa mi insegnava le preghiere, poi un giorno mi disse che dovevo incominciare ad andare in chiesa da solo e io incominciai ad andarci da solo. Poi mi consigliò di fare il chierichetto, però gli dissi di no, perché mi vergognavo. Poi incominciai ad andare a benedire le case con il proposto e degli amici e incominciai ad andare in chiesa a Strada con i miei amici. Marco Candia II D Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 20 La persona che mi ha portato verso Gesù è stata principalmente la mia nonna Beppina. Infatti fin da quando ero molto piccolo, lei mi portava tutte le domeniche alla Messa. Prima di andare all’asilo oppure a scuola, mi faceva dire molte preghiere, che dovevano custodirmi durante tutta la giornata. Lei mi ha sempre insegnato i comandamenti e le volontà di Dio. Qualche volta mi leggeva anche la Bibbia e il vangelo. Quando andavo a Messa, la mia nonna mi ha sempre insegnato come fare il chierichetto. Anche i miei genitori sono religiosi, ma non come la mia nonna. Lei mi dice sempre che se voglio vivere bene e stare sempre in salute devo andare sempre a Messa. Ora dopo il giusto insegnamento che mi ha dato la mia nonna vado tutte le domeniche a me ssa. Io ringrazio tanto la mia nonna! Michele Consumi II D Mi hanno insegnato la religione da piccola. Me l’ha insegnata la mia nonna Giuliana. Mi hanno insegnato le prime preghiere solo a quattro anni. Vado sempre alla messa. Quest’anno passo anche a Cresima. Sono contenta che mi hanno insegnato fin da piccola la religione. Debora Mattoni II D Io sono un ragazzo che crede molto alla religione cristiana. E molto bello professare una religione perché ognuno di noi ha tradizioni, caratteristiche diverse da altri. Per tutto ciò devo ringraziare molto i miei familiari che mi hanno portato in chiesa o alle festività religiose da quando ero piccolissimo. Tutt’ora tutte le domeniche vado sempre a messa facendo il chierichetto o leggendo le Sante Letture. Questa cosa per me è bellissima e il mio cammino con Gesù non lo voglio interrompere ma continuarlo al meglio anche dopo l’aldilà. Davide Cittadino III D Le parole hanno significato infinito la religione me l’ha spiegate tut te, ma una ha evidenziato, la pace provata reciprocamente da noi fratelli. L’amore è fede ed essa è provvidenza comunque la sacra via dell’infinito. La mia dolce nonna me l’ha illuminata e io dolce fanciulla l’ho chiusa nel cuore e non l’ho mai lasciata. Francesca Tribolini III D La famiglia è composta da un padre, una madre e dei figli; ma soprattutto da Gesù che ci vuole molto bene e che quando abbiamo bisogno di aiuto, ci da una mano. Gesù ha fatto e farà sempre miracoli, uno dei quali è di averci creato. Ti prego di aiutare la mia famiglia nei momenti più difficili. Ma la prima cosa che ti chiedo è di aiutare tutti quei bambini che non hanno i genitori e che stanno in un orfanotrofio. Se puoi esaudisci questo mio desiderio. Andrea Tapinassi Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” III E Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 21 La mia fede per la religione cristiana è nata in una giornata molto lontana. Molti anni fa all’asilo dalle suore, dove si apprende il significato dell’amore che dobbiamo a nostro Signore Salvatore. Le suore mi hanno insegnato le preghiere, la nonna poi me le ha fatte dire in casa e in chiesa e mi ha portato tutti i giorni alla messa dove c’era molta ressa. Poi è arrivata Antonella e suor Elide Che mi hanno portato alla comunione E alla cresima allargando enormemente la religione Ti ringrazio o Signore per avermi mandato tutte queste persone ad aiutarmi nel cammino di religione. Federico Ceccarelli III D Novantacinque l’anno mio di nascita novantacinque i motivi del culto mio profondo novantacinque il numero infinito per ascoltarlo. Due le persone che mi hanno aperto gli occhi la fiduciosa suora predicatrice la nonna credente nell’amore dell’eterno. Una ragazza che sa apprezzare e l’amore di Dio che ho saputo coltivare. Maria Laura Nibi III D La vita è come un cammino,: ci sono persone che ti aiutano a portarla avanti, a farti camminare a testa alta; nei momenti difficili sono sempre accanto a te, ad aiutarti. Invece i momenti belli ci sono solo grazie a loro, che ti vogliono bene, che sono nel tuo cuore, nel tuo pensiero. Queste persone sono gli amici, ma sopratutto i famigliari, che sono fin dalla nascita, stampati nel DNA. Ti insegnano le funzioni della via, il suo senso, seguendoti passo passo nelle tue scelte, dandoti consigli, facendoti capire cosa è giusto e cosa è sbagliato I miei genitori per esempio, mi hanno dato un grande aiuto durante la vita giornaliera e anche se a volte quel che dicono sembra ingiusto, quell’insegnamento ti servirà e dopo li ringrazierai. Questa è una vera famiglia per. Non la cambierei mai. Michele Vizzi III E Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 22 Padre degli orfani! Fonte di gioia! Signore delle cibarie! Oh, quale consolazione prova la mia anima grata Oh, Dio che sei bravo come il sole nel cielo si, tu sei prodigio d’ogni cosa: che tutto tu concedi e a tutto provvedi dai una casa agli orfani che sono molto poveri Benito Falcone III E Per me essere adolescenti oggi non è facile, perché ci sono genitori crudeli che lasciano i loro figli soli ad affrontare la vita. Io sono felice perché io amo i miei genitori che hanno insegnato tutto quello che sapevano ed è grazie a loro che sono a questo punto. I miei genitori, i miei nonni, il mio fratello, sono chiamati a costruire un ambiente sereno attraverso l’affetto e l’aiuto reciproco, la capacità di chiedere scusa degli errori commessi e di perdonare le offese ricevute, il rispetto delle regole comuni, il desiderio di vivere insieme condividendo la gioia e il desiderio di vivere insieme condividendo la gioia e i dolori. E’ questo che mi hanno fatto sentire i miei genitori; sicurezza, e felicità. Grazie a loro sono cresciuta, avendomi portato alla fede per il signore Gesù, soprattutto mia nonna che il sabato e la domenica mi portava spesso alla messa, mi insegnava tutto su Gesù e insieme pregavamo e onoravamo il Signore. Leggevamo i libri che lo riguardavano e non andavamo a dormire finché non avevamo pregato Dio. Sono contenta di aver imparato tutte queste cose e di aver cercato di crescere, perché ci aiutano a vivere una vita migliore, ringraziando Gesù. Io amo la mia famiglia, che è tutto quello che so e che senza di loro non potrei vivere e senza di loro adesso non saprei quello che riguarda Dio. Francesca Giuntini III E Una volta quando ero piccolo Ero come un trabiccolo I miei genitori lavoravano Io gli davo baci ma non gli bastavano. Allora andavo a casa della mia nonna E aveva un a grande gonna Aimè c’era anche lo zio Che era scapolo grazie a Dio Lui giocava sempre con me Intanto io mangiavo un seme. Giocavamo con il gatto Ed il fatto È che era folto feroce E soprattutto veloce. Miagolava tutti i giorni E adorava i faraoni. Io e la nonna giocavamo a briscola Mentre mi bevevo una cola Vincevo sempre io Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 23 Ma la partita era corta come un fino. La cosa strana era mangiare alle 17.30 E poi guardare un film in affitto. Questa mia poesia È dedicata alla mia cara nonnina E al mitico zio che Mi volevano tanto bene. Sono cresciuto con loro E mi hanno insegnato tante cose. Alessandro Vettori III E Ogni bambino dovrebbe avere una famiglia che l’aiuti. Io per fortuna ce l’ho, però mi dispiace per molti bambini che non l’hanno. Questa mi ha aiutato molto per arrivare a Dio. Loro mi hanno aiutato anche quando ero caduto: mi hanno rialzato, quando non volevo andare alla messa, mi dicevano, Dio non mi avrebbe accettato al paradiso e sarei andato all’infermo e avrei scontato le più brutte pene. Quando non c’era la mia famiglia, mi aiutavano i nonni. Anche loro mi dicevano di andare alla messa e così io ci andavo. La famiglia è molto importante e nessuno potrebbe farne a meno. Oscar Paggetti III E Per me la famiglia è la prima comunità in cui tutti ci troviamo a vivere. Io vivo una vita felice, perché ho genitori che con i loro cuori illuminano il cammino verso un futuro migliore. Non i può vivere e crescere da soli. La vita umana è una vita con gli altri, una vita per gli altri. Per crescere e maturare, è necessario saper guardare attorno a se e davanti a se. Le famiglie si caratterizzano tutte per modi diversi di mangia re, di regolare gli orari delle attività quotidiane, di celebrare le feste; insomma di vivere, anche se dovrebbe essere presente in tutte il legame di comunione fra chi ne fa parte. La mia famiglia mi ha aiutato molto nel periodo dell’adolescenza, come vi sarete accorti, cresce forti il bisogno e il desiderio di stare insieme agli altri, di incontrarsi in un gruppo con i coetanei per giocare e confrontarsi. Eva Paggetti III E Nessun uomo è un’isola. Non possiamo stare da soli, anche se a volt e sembra la cosa migliore. L’aiuto degli altri, soprattutto dei familiari, è fondamentale per “il nostro cammino di vita”. Per crescere e per realizzarsi è necessario guardarsi attorno e aprirsi agli altri di modo che si esca dal nostro piccolo guscio. La famiglia è la cellula fondamentale della società e di noi stessi, perché l’esperienza familiari è una delle più significative della vita. A volte capita che un componente della famiglia si lega particolarmente ad un altro; così può nascere un legame particolarmente “forte” e questo secondo me è una delle cose più importanti del cammino familiare. Quindi consiglierei a tutti di mantenere un buon rapporto con i familiari, perché loro ci saranno sempre nel momento del bisogno. Vostra e unica Dany Daniela Lanini III E Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 24 Scuola Media di Stia classe II A/B O Gesù ogni giorno i miei genitori litigano perchè non vanno d’accordo, ma subito ritornano in pace con il tuo amore e le mie preghiere. Claudio La mia famiglia crede molto in Gesù, noi preghiamo ogni giorno quando si mangia e quando si va a letto. Paul Quando io prego penso a Gesù che mi aiuta da lassù, io prego la mattina e la sera, ma vado poche volte in chiesa perchè ho la partita di calcio. I miei genitori mi dicono sempre di andare alla messa. Grazie Gesù che mi hai dato la mia famiglia. Filippo Nella mia famiglia Gesù è quello più importante, ci aiuta nei periodi più difficili e cerca di farci trovare in qualche modo una via di uscita. Riesce a farci stare uniti, noi litighiamo e parliamo, ma questo fa parte della famiglia, invece per Gesù noi siamo parte del suo cuore. Qualche volta andiamo a trovarlo a messa ed è li che vediamo la nostra bella famiglia unita. Tanya In famiglia noi litighiamo molto, ma dopo qualche minuto facciamo pace, la domenica qualche volta andiamo in chiesa tutti insieme. Veronica La famiglia sono le persone che ti vogliono bene, se ti brontolano è per non farti commettere lo stesso errore. Ci potrai litigare, ma non puoi fare a meno di far pace. La mia famiglia mi porta alla messa. Arianna In famiglia tutto è possibile, si può litigare e far pace, se i nostri genitori ci brontolano lo fanno per noi, per la nostra educazione e per il nostro bene. La Domenica la mia famiglia va alla messa e in quel momento sta bene insieme. Gesù ci manterrà uniti per sempre. Chiara Nella mia famiglia delle volte ci abbracciamo e altre litighiamo. Prima di andare a letto apro il mio vangelo e mi metto a leggerlo. La domenica a volte andiamo alla messa e cerchiamo di stare in pace anche se non ci riusciamo molto bene. Samantha Io la Domenica vado a messa solo qualche volta, perchè altre volte sono dal mio babbo, ma io la mamma e la nonna preghiamo sempre. Sabrina Buon Gesù, aiuta la mia famiglia a superare i problemi e le difficoltà di ogni giorno. Lorenzo Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 25 Io prego quando me lo ricordo, però la sera sempre. Alla messa ci vado quando posso, perchè spesso nessuno mi ci può portare. Giulia Gesù è sempre accanto a noi e con il crocifisso aiuta tutti noi la Domenica sono a calcio e non posso pregare, ma dentro il mio cuore lo posso lodare. Quando provo tanto dolore la luce della mia vita sei tu signore. I mie genitori cerco di farli pregare, ma loro non ne vogliono sapere e se questo è il loro volere io non voglio protestare, ma io continuerò non mi fermerò, per loro pregherò. Andrea Gesù aiuta ogni giorno me e la mia famiglia ad essere forti nei momenti difficili. Aiutaci a non litigare mai e a rispettarci. Michele La Domenica in famiglia è il giorno più importante della settimana perchè si va alla messa, prima di mangiare a tavola il mio babbo prega. Quando qualche domenica non sono andato alla Messa e non ho pregato, è andato tutto male; quando io prego va invece tutto bene, perchè Gesù mi aiuta. Agostino I nostri genitori ci hanno insegnato fin da piccoli ad essere educati e a rispettare le persone. Tutte le domeniche andiamo in chiesa, partecipiamo alla messa, ascoltiamo il vangelo e ne prendiamo atto; prima di andare a letto preghiamo e ringraziamo il Signore per i doni che ci ha offerto durante il giorno. Quando ci alziamo la mattina, prima di scendere dal letto, ci facciamo un bel segno della croce per sperare in un giorno migliore. Angela, Cecilia e Letizia. Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 Vorrei dirti Comincio a capirTi veramente Leggendo tutta la Tua vita; mi sento tanto bene… una gioia infinita. Vorrei dirTi tante cose Che nemmeno so, vorrei raccontarti dei sogni che ho. Vorrei dirtTi come offro tutto questo mio amore, di come cerco in Te ogni vera mia passione; vorrei dividere con Te tutto il tempo che rimane, che rimane e che riappare nei ricordi da cantare. Quei ricordi sempre vivi, con la mia famiglia ripassando i Tuoi valori nati da quella scintilla. Vorrei farTi sapere Tutto quanto ho dentro me, ora che più Ti avvicini e più mi riconosco in Te. pag. 26 Il tuo tepore Non mi sembra vero Tutto questo movimento; questo leggere e parlare che distrae il mio momento. Vorrei solo il mio silenzio, un silenzio senza forma che potrebbe avvicinarmi come il vento che ritorna. Che ritorna verso il mare Del Tuo grande insegnamento, dell’invito ad amare momento per momento. Mio padre mi accompagna, man con mano con la mamma che sistema i miei capelli, mi ricorda una preghiera. E Ti sento dentro il cuore Ora che Ti cerco in chiesa: or che sento il Tuo tepore è finita la mia attesa. Cristina Mirabella Catania Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Federico Mirabella Catania Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 27 Ambito Giovani laici Sezione Preghiera in poesia Siamo in cammino... “Credere nel passo che si muove, credere nel pianto che sgorga dal cuore, solo perché scopre l’amore. Non abbiamo guardato insieme il cammino, ora però siamo nelle gioie, ora però siamo ad attingere le nostre labbra alla fonte di vita. Siamo nelle letture di un libro sacro siamo lì nelle preghiere che recitiamo tenendoci per mano. C’è una Voce che ci indica la via e noi viviamo la fede, nella sua pace, nella forma di una veste che scalda le nostre anime portandole davanti a Gesù.” Valentina Guiducci Arezzo “SANTA MADRE” Santa è la Madre, che con baci e carezze i suoi figli protegge. Santa è la Madre, che per amore dei figli i propri mali non cura. L’aria dolce di primavera profuma le sere, di lavanda e gelsomino. Le sue lacrime e preghiere, li salveranno tutti. Riccardo Bertozzi – Cattolica (RN) Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 28 Quel che sei… Dal dolore rinasce in me la speranza La luce che Tu partorisci,che Tu sei, Creatore di tutte le bellezze delle terra, degli uccellini,delle formichine,dei delfini, delle farfalline colorate,delle rose,dei fiori di loto, degli alberi gialli in autunno,delle stelle,del mare,dei laghetti incantati. Creatore di ogni pensiero che prende forma nella mia mente Hai dato alle mie mani e al mio spirito I doni che essi da te ardentemente attendevano Sei Tu, Padre il fazzoletto di seta che asciuga le mie lacrime Sei Tu, Gesù l’amico che mi tiene per mano e sorride con me Sei tu,Spirito di Dio il coraggio di vivere la scelta del “cristiano” Annarosa Abagnale S.Antonio Abate (Na) Mani sporche di Dio “Le strade di Dio sono infinite e meravigliose” a questo pensavo, mentre percorrevo da sola l’ultima tratta (Napoli – Roma) di un lungo viaggio, cominciato la mattina presto a Licata, che mi stava riportando a casa dopo il mio primo campo comboniano. Erano passati dieci giorni e a me il tempo sembrava volato; pareva ieri che salivo sul treno alla stazione di Napoli: eravamo cinque ragazze, tre ragazzi, due suore e la madre di una di noi, un piccolo gruppo che si sarebbe allargato nel tempo fino a diventare una piccola comunità di una ventina di persone, in rappresentanza di tutta l’Italia. La nostra giornata tipica cominciava alle 7:00 con le lodi; dopo una nutriente colazione, un pulmino ci portava a lavorare nei campi nell’ambito del progetto “Spezzare le catene”, che si propone di creare una comunità alternativa al carcere, attraverso il lavoro e la vita comune. “Chiamati a sporcarci le mani” era questo lo slogan del nostro campo, e noi le mani ce le siamo sporcate davvero e quella terra è diventata metafora di un impegno per un concreto sporcarsi le mani anche nella nostra quotidianità. Col senno del poi, ogni compito del nostro lavoro può essere riletto alla luce di una forte valenza simbolica: la raccolta dei pomodori come la raccolta dei frutti del lavoro che Dio compie tramite noi; la loro sistemazione e preparazione alla vendita, come la consapevolezza che tali frutti non sono per noi, ma che la nostra vita per avere senso deve essere donata agli altri; e infine la costruzione dei vasconi per la raccolta dell’acqua per l’irrigazione, come l’atto di preparare, ripulire e realizzare la nostra vita perché possa ospitare l’acqua viva di Cristo. Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 29 Altro simbolo del campo di Licata è stata la Bibbia che ha illuminato quei dieci giorni attraverso le catechesi pomeridiane sulle chiamate dei profeti, da Mosè a Gesù. Le letture e le parole di Padre Alex, Suor Tarcisia e Padre Gaspare, ci hanno aperto gli occhi su un mondo antico, sui suoi problemi, sulle sue ingiustizie e le sue brutalità, facendoci vedere che in più di 3000 anni la situazione non è cambiata molto, dato che il 20% della popolazione totale consuma l’80% delle risorse mondiali. Le parole di Alex, specialmente, sono state sempre taglienti e provocatorie, denunciando piccole e grandi ingiustizie e chiamando in prima linea noi giovani, futuro di un mondo che rischia di non avere più un futuro. La sera di solito affrontavamo un problema di questa stupenda terra che è la Sicilia: mafia, gestione dell’acqua, inceneritori, droga e, in particolare immigrazione e centri di permanenza temporanea. L’ex convento presso il quale stavamo, infatti, ospita i minorenni e le donne gravide che arrivano in Italia dopo un tremendo viaggio, spesso in condizioni di salute precarie. Il mare che per alcuni è solo la meta di vacanze agognate a lungo, per altri diventa la tomba di sogni infranti. Guardare negli occhi quei ragazzi, parlare con loro, imparare la loro lingua, lavorare al loro fianco, ci ha permesso di poter dare un nome e un volto ai numeri letti con indifferenza durante un telegiornale. E’ difficile spiegare in poche parole le emozioni, gli eventi piccoli e grandi che hanno riempito quei giorni, dal battesimo al mare, dopo le lodi sulla spiaggia alle prime luci dell’alba, al cocomero mangiato e al bagno fatto insieme al sole che tramontava. Quei dieci giorni mi hanno cambiata, così come hanno cambiato tutti gli altri: all’inizio di questa avventura eravamo tra noi dei perfetti sconosciuti, nel tempo ci siamo conosciuti, confidati sogni e speranze e alla fine ci siamo lasciati con le lacrime agli occhi e con una promessa: ritrovarci il prossimo anno, di nuovo a Licata, con le mani ancora più sporche…magari con qualche amico in più. Francesca Faramondi - Roma Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. Ambito Adulti laici Sezione Preghiera in poesia E COSI’ TUTTI I GIORNI Cadenza di gesti usuali per sentirsi vivi i tuoi, i miei . . . di giorno e nel cuore della notte nell’alternarsi delle ore di veglia, di sonno tanto necessario per rincominciare . . . a lavorare pulire, cucinare, riordinare i libri, gli appunti, i piatti, i panni lavati non ancora stirati . . . e ringraziare Iddio che puoi farlo pur rallentando il ritmo, quasi a fermare le ore, gli anni nel loro andare! Estella Tomaselli Sanacori MONTEROTONDO Roma A CLAUDIO Caro figlio, col tuo nome anagrammato il sostantivo "roccia" è spuntato. Ben si addice a te laureato in geologia civile. Col tuo lavoro di scavi, perforazioni e di cemento infiltrazioni, di analisi e relazioni, utile sei a varie costruzioni. Così ti auguro, contemporaneamente, di potere, all'occorrenza, recare giovamento, rinsaldare e la vena sorgiva trovare per qualche anima diventata "captiva". Estella Tomaselli Sanacori MONTEROTONDO Roma Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” 30 Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 31 A MIA MAMMA Mamma carissima, non ci sei più da molti anni, ormai. Guardo la tua fotografia, eri giovane e bella, poi, una brutta malattia ti rese una fragile “bimba” non più autosufficiente. Ricordo i tuoi occhi colmi di affetto A volte sorridenti, a volte spaventati . . . ascoltavi e capivi, ma più non potevi parlare. Dovevo essere forte per te, quando tu Al mio Salvatore O celeste Nazareno, questo vizzo sentimento, che al necessitante vicino la dissetante stilla non dà, con profondo pentimento, nuovo riscatto Ti domanda. O fratello Crocifisso, Ti imploro prostrato di rinfocolare in me, la travolgente pietà che sino a ieri, ha dato calore alla gelida vita. sommessamente piangevi per la mala sorte, sono sicura dovuta alle troppe operazioni non sempre indovinate e . . . in ravvicinate successioni e agli effetti collaterali di tante medicine. La tua anima luminosa, non più sofferente, ci aiuti ancora, ci doni la pace del cuore, ci doni l’amore anche quando si tace. Estella Tomaselli Sanacori MONTEROTONDO Roma O premuroso Figlio al Padre nostro asceso, fa che l’invisibile luce di questo misero moccolo, sia ancora testimonianza del Tuo eccelso amore. O immortale Gesù, accogli con benevolenza tra le larghe mani divine, questa supplica accorata, che da umile servitore, con gratitudine a Te elevo. Amen. Salvatore Greco - Prato (PO) Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 32 Confidenze Alla Madonna Anniversario in famiglia In pace, mani di buona volontà hanno a festa imbandito la mensa. Hanno vestito di nobiltà e splendore umili erbe dell’orto. In pace, occhi d’amore all’Eterno hanno chiesto dal fondo del cuore filo non breve ai giorni. Rosa Repaci - Campo Calabro (RC). Dolore Non esistono scorciatoie nella vita o Nell’amore, c’è sempre in agguato il dolore. Questo dolore dev’essere vissuto, l’alternativa è sicuramente peggiore. E’ questo che ci rende speciali, che ci rende degni, Il dolore con il quale amiamo. Ma il dolore si accompagna a qualcols’altro. E’ la speranza! Insieme al mio dolore c’è la speranza, è questo che sto vivendo: Qualcosa a metà strada tra l’agonia, l’ottimismo e la preghiera. Ai piedi della Croce, d’improvviso alla luce Che illumina il mondo e lo rende capace Di provare quel dolore che solo una madre sa. Lacrime Sante bagnano quel cuore, Testimoni mute d’immenso amore. Maria che soffri ogni giorno da allora, Sorreggi questa madre che piange ancora. Madre Santissima, ascolta la mia preghiera, Ti offro le mie lacrime nel silenzio della sera. Inanellate come fossero un Rosario, Prostrata con te ai piedi del Calvario. Consola questo cuore, comprendi il mio dolore, Ti seguo in silenzio per soffrire con te, Esempio d’amore, dolcissima Maria, sei per me. Anna Bonaventura - Roma Questo mi rende umana, viva, è questa la mia forza. Lo sforzo quotidiano per difendere ciò in cui credo, A dispetto di un mondo che rende tutti sempre più soli. I volti dei miei cari sono la mia forza e il mio sostegno, Il nostro stare insieme da un senso alla mia vita, Per questo vale la pena di lottare. Il carattere è più fermo perché comparso di cicatrici. La mia anima è più forte perché temprata dalla sofferenza Che invita alla preghiera, Mi fa sentire più vicina a Dio. Anna Bonaventura - Roma Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 33 Echàd (Uno) Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio. (Es 3,6) Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. (Gv 17,6) Si sta sicuri sulla roccia sembra posata sulla sabbia delle mete ma lo so basta un traguardo non raggiunto e viene divorata dall’informe e sparsa di tumori la mia carne. Allora chiedo tutto affido ogni mia fibra al viso infuocato al tuono leggero come brezza lascio che si cullino i problemi e spero oltre misura ma ragionevolmente perché noi siamo la cifra del tesoro di cui ci fai custodi nel cammino ardente di sconfitte che redimi. Balbetto ogni volta che posso noi qui tu dove è sempre il nucleo amante di ogni relazione. FIGLIE ANGELICATE Nel mio risveglio – due angeli accanto al letto ho trovato. Non potevo muovermi – tanto mi doleva il costato, non sapevo in quale luogo fossi e perché. Mi sorridevano, mentre continuavo a fissare il loro aspetto familiare. In memoria di mio padre Roberto Alessandro Ramberti – Rimini Mi sembrava che si attenuasse il male. Quando ripresi la piena coscienza vidi le due adorate figlie che di angeli avevano l’apparenza. Quale tesoro al mondo potrebbe eguagliare l’amore che mi sanno dare? Con questi pochi versi vi voglio ringraziare. Mamma Adriana Marino Storace - Milano Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 Forse… se riuscissi a volare oltre le stelle accanto alla luna se riuscissi a superare l’orizzonte se potessi accarezzare una nuvola forse potrei raggiungerti se la mia voce risuonasse oltre le montagne se il mio sguardo superasse il buio se eliminassi pag. 34 il dolore con le mie lacrime se le mie mani abbracciassero il mondo per donargli calore forse … Ti incontrerei cammineremmo a fianco ti racconterei una storia Tu mi accoglieresti tra le braccia placheresti il mio pianto perdoneresti la mia fragilità mi sveleresti il Mistero. Marisa Provengano - Catanzaro Preghiera Prendi le mie lacrime fanne perle per un firmamento gioioso donalo alle rondini che garriscano e fà che portino pace alle anime stanche Raccogli le mie parole e inghirlanda i campi di fiori colorati perché le farfalle raccontino le storie di un tempo a bimbi perplessi e dubbiosi Signore ti offro la mia solitudine perché il mondo comprenda che il silenzio è ombra e cela i volti disadorni d’amore Nascondi il mio dolore a chi non ha colpa e dona l’innocenza a questa terra amara priva di speranze. Marisa Provengano - Catanzaro Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 Gesù e sua madre Concepirai un figlio, lo darai alla luce lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo. All’udire le parole dell’angelo il mio cuore si è riempito di gioia, come smarrito nella rivelazione infinita pag. 35 dove l’abisso si è aperto alla luce. Ma una spada ha trafitto la mia anima. Un deserto privo d’angeli mi accompagna al giudizio di mio figlio. Quel suo dolore è mio e un lungo pianto non ripara quell’infelicità che non sa urlare. Ardea Montebelli - Rimini Come seguire Gesù VV 18-22 Gesù, vedendo una gra folla intorno Ordinò di passare all’altra riva. S’avvicinò uno scriba: - “ Ogni giorno - Ti seguirò ovunque, Rabbì!” Schiva Sembrò la risposta di Gesù Cristo: “ Le volpi hanno una tana, e alla deriva Non va l’uccello quando è stanco e tristo, ma nel suo nido a riposare, mentre Io non ho dove posare il capo!” -“ Visto Che mio padre è morto, Rabbì, hai niente In contrario se prima”- disse un altro Dei discenti – “vado sveltamente A seppellirlo?!?” Ma Gesù fu scaltro A dirgli: - “ Seguimi e lascia che i morti Sotterrino i loro morti senz’altro!” Ignazio Salvatore Basile - Cagliari Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 36 della nostra intesa sulla rotta. Si trema di gioia e di paura quando un figlio annunzia che sarà presto genitore. Poi sul progetto misterioso raccolto nel grembo della sposa lungamente inizia a fantasticare l’anima. Famiglie a colori sonore e vibranti nel mondo come emozionanti gocce di bellezza nella natura regali sul banco della vita voi mi recate in dono la lontananza. Silenzioso palco è la casa vuota ma ancora contiene la modestia degli avi il respiro dei figli il patto di Verità l’origine Volano i bambini in braccio ai genitori per fame di gioia per sete di giustizia e ogni parola detta è investimento sull’età futura mutuo di scienza-poesia cassa continua di stupori. O Signore cui nulla è impossibile donaci ancora tempo per conoscerci così come siamo diversi. Aiutaci a superare per gradi le barriere a trovare sempre il modo di intenderci a realizzare il sogno di vivere liberi dal male. Germana Duca - Urbino (PU) Inno alla vita Bella sei tu vita mia, Apri i miei occhi sul mondo Che a volte mi fa paura. Unica, grande, dolorosa e gioiosa, Sei mia! Le forze vengono meno ma Se penso che sei tutta per me, Ti voglio viver tutta per il tempo che mi è dato. Vivere un’alba lucente, Un tramonto in riva al mare O un prato colorato. Restare a guardare Fino a mancarmi il fiato! Un pettirosso in un giorno d’inverno, Incerto vola tra pochi vili d’erba, Ultimo regalo d’estate. Resiste e spera di volare ancora, Nella nuova primavera con le ali spiegate. Anche il mio inverno lentamente avanza, Io vivo, spero e insieme al pettirosso Riprendo la mia danza! Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Anna Bonaventura - Roma Quinta edizione – Novembre 2008 LA FAMIGLIA CHE PORTA A GESU’ Niente auto, ti prego! Quando vorrai vedermi, caro fratello, con la giumenta e i puledri ti verrò incontro al limitare della campagna. Nelle bisacce porterò pane benedetto, salame e cacio stagionati, vino una fiasca e tanti, tantissimi sorrisi con infinite vicende da narrarci. Andremo per radure di pascoli tra profumi di mentuccia e origano, berremo alle sorgenti rupestri acque che sanno di muschio, pag. 37 sosteremo all’ombra di secolari carrubi, ebbri di luce e stridio di cicale. Nella quiete dei campi, nell’armonia della natura incontaminata, dipaneremo le nostre anime. Il tempo scorrerà spedito, inarrestabile, che importa! Noi virtualmente lo fermeremo col pensiero, sollevandoci, dalla materia transitoria, all’eterno soprannaturale, vicino alla divinità, all’incontro con Gesù. A presto riabbracciarti. Nicolò Sanacori - MONTEROTONDO RM Lacrime d'argento Lacrime gocciolanti di rugiada d'argento, senza rifugio ma felici di niente, risuonano come fronde al vento, in una tempesta cupa e opprimente Folli ipocriti e saccenti, senza cuore e senza sentimento, gettano come rifiuti infetti diademi incastonati in puro argento Chiedono solo che la propria gente non impedisca loro di amare, di essere vivi nella nostra mente, e in prigioni oscure non cadere Il Gatto e la Volpe furbescamente li han chiamati "ospizi", dove i perche' non trovano risposte dove la ragione e' sconfitta dai vizi Gian Piero Scollo, Bernareggio (MI) Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 Lacrime Lacrime di mamma, perle rare Inanellate al filo della vita. Ognuna racconta la storia Di un momento vissuto. E ricorda di essersi scaldata al sole Di un sorriso ritornato. Una perla è cosa rara, Nasce da un granello di sabbia, Una lacrima vera, nasce dal dolore E forse dalla rabbia. Lacrime scendono e rigano dolcemente Un viso di bambina, LUI Lui ha creato sette cieli sette terre il sole e la luna i fiori di gelso il canto profondo della notte Lui pioggia a un passo di distanza ha inventato il sogno maturato le stagioni accarezzato nubi in un cammino di rose e di stelle NONNA Nonna, nonna, mi racconti una favola bella? Non quella del rospo che mangiava cicale o quella del delfino che si faceva male. ripetimi quella della bimba trasformata in stella. Piccolo mio, oggi sono un po’ stanca, siedi vicino a me sulla panca. Incominceremo con la fantasia a viaggiare, pag. 38 Bagnano copiose un volto Di ragazza innamorata. Mute testimoni del dolor che si avvicina, Punti lucenti di gioia tanto agognata! Lacrima che dice quello che il cuore sente, Prova tangibile del tutto e del niente. Lacrime di gioia per la mamma con la sua creatura, La stringe forte perché non abbia paura! Anna Bonaventura - Roma Lui impastato di buio e di luc e ha fatto partorire le mele dagli alberi indossato vesti bianche in un azzurro infinito in un cerchio perfetto Lui vive dentro di me respira la mia anima fa crescere le perle nel mio cuore. Lui che è solo amore. Tiziana Monari - PRATO voleremo sui prati e sul mare, si apriranno per noi porte dorate, danzeremo con gnomi e con fate, diremo loro di raccontarci una favola bella, la più bella del mondo. “Una nonna attorniata da tanti nipoti che fa il girotondo”. E . . . mentre la nonna parlava, il bimbo si addormentava. Adriana Marino Storace - MIlano Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 Poema d’amore Non fu per insana avventura e abbaglio di forme belle e fugaci, né per equilibri razionali di tempi o chimere di privilegi e benefici a venire che, insieme, all’ombra dell’antica basilica, nell’anno del Giubileo, ci ritrovammo, presi per mano, ad andare incontro all’ignoto. Sapevamo tutto l’uno dell’altra, nulla di noi. Sorpresi e smarriti ci attrasse con vigore una luce. E dal Cielo forte invocammo aiuto per non rimanerne accecati. Vedemmo con chiarezza e terrore siepi irte di spine e monti di sassi rotolanti giù per la china al nostro passare, decisi a schiacciarci. Andammo avanti non soli, attenti a custodire limpide e pure le essenze delle nostre anime. Nel cuore nero della tempesta, restammo uniti ai piedi della Croce. E, quando dall’Oriente giunse un raggio di sole, serrammo pronti nel cuore la forza del suo calore per il tempo del gelo. Per andare avanti, insieme, verso la Meta, vincendo la gravità. Rosa Repaci Campo Calabro (RC). Famiglia, armonia d’amore per Gesù Là dove puoi notar che madre va, da mane a sera a dipanar matasse, porre sue cure e l’animo tuo educare Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” pag. 39 Quinta edizione – Novembre 2008 pag. là dove il padre tuo, di forza e con dolor piega la schiena per rifornire il viver tuo del pane e del vestire niente potrà mancare perché tu segua loro benedire sapienti ed amorosi del bene e della pace ti faran sapere è un luogo pieno di calore e d’armonia che tutti induce poi seguir piacevole comando per divenire onesti e poi credenti sempre più che quell’alcova unita, solo d’amore ti saprà nutrire ove il tuo cuor ricevere vorrà con gran fervore dolce e suadente giungere parola di Gesù non desti mai stupore loro chiedere raggiunta sia virtù ‘che il dolce può far male, l’amaro invece nutre giusto core potrà essser carente la ricchezza, e con dolor subire povertà vivrà solo certezza dell’essere forieri di pace e di bontà ove ogni figlio goda del suo pane e dello spirito d’amore certo seguir l’amore, la guida e giusto andar del genitore là dove corre fiero l’amore al Creatore cui gli uomini di buona volontà fan eco in terra regni sovrana fonte di vita e di fraternità forte, accogliente e sacra…la famiglia ‘che ogni suo foglio guidi, e induca sempre più rivolgere con fede, ogni suo sguardo in ver…Gesù! Carmelo Parisi - Prato IL GRIDO Nel silenzio della Storia un grido squarcia i cieli, percuote le coscienze. E' l'urlo immense, devastante, di una umanità ferita, umiliata ,torturata, lacera,sfruttata, una umanità schiacciata e vilipesa da un'altra umanità più feroce, arrogante, cinica, perversa. Milioni di braccia, di preghiere si levano al cielo, olocausto d'atroci sofferenze, implorando pietà, pace, giustizia. Ma ecco, altre braccia si tendono a loro e li afferrano con la forza dell'Amore per riportarli alla vita, per aspergergli il sudore, le lacrime e ridargli la dignità perduta. Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” 40 Quinta edizione – Novembre 2008 pag. Per annunziargli che anche nel deserto inaridito dei cuori possono germogliare semi di speranza. E' l'Uomo che salva l'uomo. Annarita Simini - FIRENZE MEMORIA Non ho pensate neanche un attimo a te con tristezza. E' vere. Non ci vedremo più. Ma ci parleremo ancora. Hai varcato il muro del tempo che ostacolava i nostri dialoghi, hai oltrepassato il confine della materia che limitava i nostri incontri. Ora sei ovunque e la mia voce ti raggiunge in ogni luogo. Le tue risposte me le porterà il vento, le tue lacrime la pioggia, i tuoi sorrisi l'arcobaleno. Tu, luce viva nel buio mare cosmico, non temi più morte né dolore ma continui a emanare da te incessabilmente Amore. Annarita Simini - FIRENZE Che cosa è la famiglia? La famiglia non è altro che il nostro Piccolo e profondo Rifugio della notra anima Dove ci sentiamo sicuri Per l’eternità Falbo Vanessa - COMO Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” 41 Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 42 Ambito Adulti laici Sezione Testimonianza in prosa La famiglia che porta a Gesù Nella mia vocazione al matrimonio ho sempre preso a modello la "Sacra Famiglia", un esempio luminosissimo è la Trinità di Rubliev, capolavoro di unità e armonia, vita intesa come dono; la famiglia che porta a Gesù. Attraverso la lettura e meditazione della Sacra Scrittura, la mia famiglia trova quotidianamente un sacro nutrimento per le nostre anime. " Il Cristo che era nell'Eterno è la fiamma di Dio che dimora nello spirito dell'uomo" (Gibran). In questa nuova ottica, ogni giorno è un'avventura, come ogni mattino porta una nuova alba ed un nuovo risveglio, tutto è grazia, celeste attesa. Noi, in famiglia, comunichiamo sempre attraverso il linguaggio universale dell' amore, un bene senza confini. Testimoniare dunque con la nostra vita tutta la gioia che ci attraversa. Mia moglie Giovanna ne è conferma, è dunque l'amore che fa le cose. La vita stessa è la somma di un miracolo costante, ovviamente se vista con gli occhi della fede. Mio figlio Filippo dimostra ogni giorno tutto il suo affetto verso di noi con ogni mezzo. Quando prego, nel silenzio dell' anima, chiedo a Dio di fare del mio cuore, attraverso la famiglia un’altra icona dove 1' amore è indiscusso protagonista insieme alla pace, gioia ed unità. Accogliemmo la nascita del mio unico figlio come dono prezioso, così come Giuseppe per Giacobbe e Rachele. E' nella vita di tutti i giorni, nelle difficoltà che si trovano conferme della presenza di Dio nei nostri cuori: egli trasforma attraverso il suo amore incondizionato tutti i nostri fardelli in gioia. Trenta anni di matrimonio, un figlio di 27 anni "Filippo" ed ogni giorno un continuo stupore, ma le difficoltà della vita trasformano tutto in gioia, Cristo in ultima analisi ha divinizzato il dolore sulla Croce per tutti noi. La gioia ha radici antiche, gioia la nostra che disseta le nostre fibre fino nel profondo come una sacra e preziosa rugiada, nutrimento indispensabile come antidoto contro l'aridità dei nostri giorni, un varco verso l'amore, ogni sorriso una conferma. Raccogliere dunque come in un giardino i frutti dell'amore dove le parole non servono, basta uno sguardo a volte. Dio è soltanto amore e questo basta e avanza. Giancarlo Bianchi – Firenze Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 43 LA MIA FAMIGLIA La campana della Chiesa chiama alla recita del Rosario. L’aria profuma di fiori e noi ragazzi usciamo festosi, correndo su per le scale. Entriamo in silenzio nella chiesa fresca della penombra della sera. Don Paolo, inginocchiato davanti alla statua della Madonna, incoronata da dodici stelle luminose, intona la laude in latino. Frementi, mentre le donne, snocciolano il Rosario, aspettiamo l’ora dell’uscita dalla chiesa. E’ maggio, il mese della Madonna, a noi ragazzi è permesso di uscire alla sera…! Per un’ora, dopo il Rosario possiamo giocare davanti alla Chiesa. Il tempo vola e torniamo sudati e felici verso casa, pensando già a domani sera. Un segno di croce, l’atto di dolore e via a letto. Mamma ci chiama, è l’ora di andare a scuola. La tavola è pronta, il latte caldo fuma nel bollitore e il profumo del pane tostato invade tutta la cucina. Tante tazze in fila ci aspettano sulla tavola. Pronti via… tutti di corsa a scuola. Prima di cominciare la lezione, la maestra dice: “Tutti in piedi!” e detta la preghiera comincia la spiegazione. Siamo una bella classe numerosa ed anche rumorosa. Speriamo che non ci siano brutti voti, altrimenti a casa ci sarà una brutta punizione. Già a casa….! A casa c’è mamma che ci aspetta, ci guarda con attenzione per vedere come è andata. Per oggi tutto bene!! Dopo pranzo mamma fa le faccende di riassetto poi ci segue per fare i compiti. Quanto lavoro, povera mamma: lavare, stirare, riassettare e di nuovo cucinare per tutte le nostre bocche sempre affamate. Oggi sta andando tutto bene, non abbiamo preso brutti voti e non ci sono punizioni; così mentre facciamo i piccoli lavori per aiutare la mamma, possiamo anche cantare le canzoni in voga alla radio…. Di nuovo la tavola imbandita, il segno di croce e iniziamo la cena mentre babbo e mamma parlano della loro giornata. Ecco di nuovo la campana ci chiama per il Rosario, Felici, eccitati, salutiamo e usciamo sotto gli occhi sorridenti dei nostri genitori, per un’altra serata fuori!!! E’ bello e non sto sognando, solo ricordando perchè io ho i capelli bianchi e la mia famiglia era proprio così, con tanti componenti, con tanta unità e insegnamenti per noi figli. Vorrei che anche oggi le famiglie fossero così!! Boattini Franca – Pratovecchio (AR) Mio grande, unico, prezioso amico, la tua forte personalità, anche se a volte è oggetto di temporanee incomprensioni, ha risvegliato in me soltanto pensieri buoni. Indubbiamente l’amore é l’incentivo vitale , per me che ti ho donato il cuore. Sei una persona speciale, ti ammiro e ti ringrazio, vorrei avere tanto spazio per tessere le tue lodi. I “ricchi” doni che Dio ti ha elargito, sono per la tua famiglia e per Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 44 chi ti conosce, l’invito a continuare a dare ed avere fiducia e protezione.. Versatile ed intelligente, hai saputo conciliare la manualità con la mente. Quante cose sai aggiustare col tuo multiforme ingegno, quanto sai fare: lavori la creta, il legno, coltivi la terra, sai poetare e sai anche cucinare sempre con talento e tanto impegno, come quando andavi in Ufficio. Chissà quanti bocconi amari, Ma hai ricevuto il “cavalierato”, assai ben meritato. Ora che sei andato in pensione, ogni giorno é un po’ di “creato”. Nella mia inesperienza talvolta ti appaio noiosa, pur essendo la tua sposa. Ma ogni resistenza la vinciamo con sapienza e se scappa la pazienza, la ritroviamo con abilità, ilarità e tanta semplicità che nasce dalla felicità e responsabilità di questa grande amicizia fra di noi, così vera e profonda! Essa per i figli sarà come un’onda, che nel mare della vita, farà loro trovare la sponda, la riva ambita per ciascuno, di un’altra famiglia riuscita. Dopo ogni “tempesta” anche per loro sorgerà in cielo l’arcobaleno, tergerà ogni lacrima, e la speranza tornerà! . . . . perché anche i sentimenti si possono aggiustare, basta solo imparare dalla amicizia tenera, consapevole e costante . . . che salda ogni affetto e le anime rinnova e salva all’istante. Un momento dopo l’altro forma il tempo della vita! Estella Tomaselli Sanatori - MONTEROTONDO Roma LA FAMIGLIA CHE PORTA A GESU’ Con occhi limpidi di giovinezza e cuore colmo di sensazioni di tempi andati, cerco orme sbiadite che dal vivere quotidiano riportino a sentimenti intensi, armoniosi, a voci antiche e pur presenti della famiglia, sempre viva nella fusione di splendidi ricordi. Il tempo scorre veloce, inarrestabile e presto arriveranno le feste di Natale e anno nuovo. In noi torna a vibrare, con intensa tenerezza, il desiderio di ricreare nel cuore della famiglia, nella sua radura dell’anima, l’atmosfera di gioiosa semplicità evangelica che solo il Presepio, la nascita del Pargolo Divino riescono annualmente a rievocare. Nel tepore della intimità domestica. ecco, ritrovo qui, in un angolo della soffitta, le statuine dei pastori, le casette, le luci policrome, ecco la scatola colma di melodie di zampogne e canti natalizi, e là, in un angolo, i giocattoli di legno che mani sconosciute plasmarono per noi bimbi felici. C’é quiete quassù, tanta serenità d’altri tempi sulla trama soffusa di dialoghi e bisbigli. Lentamente, dai vari cimeli del passato sparsi intorno, riprendono forma lontani momenti di vita, si odono frammenti di armonie familiari come sommessi sussurri alternati a brevi silenzi. Con calma, come un gesto sacro, tolgo la polvere, e la foto dei nonni ripropone improvvisa, in una cornice di inguaribile nostalgia, giorni magici. Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 45 Che tenerezza, che dolci torpori riposare in grembo alla nonna, le sue braccia, mai stanche, erano teneri vincoli, il suo grembo un oceano di amore doppiamente materno, la sua persona, odorosa di sudore, di fatica, di castagne arrostite e rosmarino era rifugio sicuro, specie quando l’atmosfera perdeva luminosità. Storie racchiuse in tanti oggetti comuni e venerati, santini, medagliette, palline di vetro, bambole e qua, avvolto in un candido lino, ecco il Cristo del rosario che attende ancora. I grani ricavati da noccioli di olive, il Crocifisso, il legno della Croce sono lucidi, levigati per tante Ave Maria recitate la sera nel raccolto silenzio di tutta la famiglia dinanzi la statua della Madonna. Era sempre lei, Elisa, la patriarca di casa, a riunirci, a proporre preghiere, litanie e, ogni volta, alla fine, ci premiava con squisiti dolcetti di mandorle di sua fattura. Quel rosario parla ancora, chiama, chiede discretamente, ma con insistenza, di accompagnare la nostra vita nei giorni lieti come nei giorni tristi, di essere intermezzo ricorrente di serenità, di ripensamento interiore, un cammino, un incontro con Gesù. E così sia. Anche se stanchi, dissipati, storditi da tanti impegni, la corona del rosario sarà per noi amalgama di affetto reciproco, vincolo di fratellanza e, nei momenti di preghiera, di meditazione, sarà rinnovato incontro della famiglia con il Redentore. Le Sue mani si poseranno allora su di noi, per un infinito abbraccio di benedizione. Sanacori Nicolò - MONTEROTONDO RM PADRE E FIGLIO UN MATTINO A COLAZIONE Era una malinconica giornata d’autunno e come ogni mattina preparai la colazione a mio figlio e a mio nipote. Quel piccino adorabile era cresciuto senza la mamma. Mia nuora era morta di un male incurabile quando Lorenzo aveva tre anni, ed io e mio figlio abbiamo cercato di dargli tutto l’affetto possibile affidandoci con umiltà e speranza a Gesù affinché crescesse buono, educato e rispettoso. Dopo aver apparecchiato mi sedetti con loro per bere il mio solito caffellatte. Notai che Lorenzo era un po’, come dire, pensieroso e gli chiesi se stava bene. Mi rispose prontamente: Si nonna, tutto bene, poi si rivolse a suo padre e disse: - Papà, mi passi la marmellata, per favore? - Sì, ecco. - Papà, ieri ho sentito per radio la frase: Gesù è morto... che significa? - E’ un po’ difficile da spiegare, figliuolo. - Perché? Tu dici sempre che Lui è in mezzo a noi - Sì, è vero. - E allora come può essere morto? - Devi sapere che in realtà Lui è morto, ma poi è risorto proprio per stare con noi. Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 - - pag. 46 Allora non è morto nel senso che non c’è più? No. Papà, ma prima che morisse tu l’hai visto? Gli hai parlato? No, non l’ho mai visto, ma ogni tanto sento il bisogno di parlarGli. Ma… ma com’è possibile! Te l’ho detto, perché è una presenza costante. E quando parli con Lui? Parlo soprattutto nei momenti di sconforto… e quando non capisco… Non capisci cosa? Per esempio perché “permette” tanta violenza, tanto odio, dolore, morti ingiuste… Forse perché si distrae!, papà. O forse perché ci mette alla prova, figlio mio. Allora è per questo che esistono il Paradiso e l’Inferno? Forse. E c’è anche un Gesù buono e un Gesù cattivo? No, figliuolo. C’è un solo Gesù, mentre esistono uomini buoni e uomini cattivi. E Gesù come fa a scegliere? Questa è una domanda davvero difficile. Io sono buono, papà? Penso di sì. E posso diventare anche cattivo? Oh! Mi auguro di no. E c’è un modo per non diventarlo? Penso che dipenda da Gesù misericordioso e da noi. Cioè? Nel senso che Lui illumina me per accompagnare il tuo cammino verso i sentieri della fratellanza, della carità, della comprensione e del rispetto per il prossimo. E così sarò buono? Oh! Tutto ciò è solo l’inizio di un lungo percorso. Papà, stavo pensando che, se Gesù misericordioso può fare tante cose, perché non aiuta i cattivi a diventare buoni? Perché Gesù è il Bene, ma esiste anche il Male che istiga alla cattiveria! E Lui non può fermare questo signor Male? E’ molto difficile, perché è una lotta continua tra di loro E noi possiamo fare qualcosa per far vincere il Bene? Sì, penso che, nel nostro piccolo, qualcosa si possa fare: essere più umili, più tolleranti, aiutare i deboli, pregare per la pace…. Papà? Si? Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 47 - Grazie! …Mi versi un altro po’ di latte, per favore? - Sì, ecco. Seguì un lungo silenzio durante il quale guardai commossa prima mio figlio e poi Lorenzo…come si somigliavano! Bevvi il mio ultimo sorso di caffelatte oramai freddo, mi asciugai di nascosto una lacrima e ringraziai Gesù per i suoi doni. Rossana Di Ianni - CASALECCHIO DI RENO (BO) Caro Dio Gesù Santo, Sono passati più di duemila anni da quando sei Risorto! In questi giorni, famiglie intere, persone di ogni età e di ogni religione hanno letto la Bibbia notte e giorno nella Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme. L´evento é stato trasmesso in televisione. Non tutti però hanno potuto sintonizzarsi sull´emittente alternativa al primo canale. Così, anche oggi, come ai Tuoi tempi, é sempre attuale e valido il Tuo invito: "Andate a due a due a diffondere la Buona Novella anche con messaggi positivi di altre persone contemporanee o passate. Inoltre ci sono già tante realtà positive, tante associazioni benefiche ONLUS, tante iniziative Provvidenziali di cui non si parla in televisione e sui quotidiani in genere, ma solo su pubblicazioni specializzate, forse per quel detto che il Bene non fa rumore? Ma tra conoscenza-coscienza e . . . . superbia, c´é una palese differenza! Intanto essendo Tu nato figlio unico, ci fai capire che ogni figlio, anche nelle famiglie numerose, é unico, ognuno di noi é unico a Tua immagine e somiglianza. Abbiamo carismi e talenti simili che si sviluppano, però in modo diverso, come lo sono le famiglie di origine, per cui, proprio nell´ambito famigliare possiamo pregare per aiutarci, integrarci, supplire, autoeducarci a scoprire le personali e reciproche qualità per il bene personale e comune. In questo contesto hanno contribuito anche e non solo i devoti studiosi delle varie religioni . . . Belle e vere le qualità umane intercambiabili, ispirate ai mistici ebrei nel medioevo, qualità definite Angeliche a cui si può giungere spiritualmente e concretamente senza invidie, calunnie .. . che non sono proprio necessarie . . . perché tutti le possiedono, (pure - a volte - non sapendolo). Tali studi proseguono ancora adesso presso la Pontificia Università Gregoriana, di cui fa parte il Centro Cardinal Bea. Così, con il Tuo esempio, la stima reciproca, l´affetto, la Fede, la gioia, la costanza . . . possiamo imparare a convivere nelle varie situazioni favorevoli o sfavorevoli per Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 48 poterne essere testimoni autorevoli, sinceri . . . e non presuntuosi . . . Possiamo capire che non dobbiamo accusarci a vicenda, né condannarci, perché molte volte sbagliamo senza saperlo (ciò non significa legittimare il male; tranne il caso di necessaria difesa personale che si può attuare senza creare un vero altro male, perché, in tal caso, non saremmo più liberi, ma prigionieri, dal latino "captivus-captivitas). Quindi ricordiamoci che quando trattiamo male un nostro o altrui famigliare, é come se trattassimo male noi stessi, tutti Tue creature. Ci hanno insegnato che quando aiutiamo il nostro prossimo sofferente, é come se aiutassimo Te. Gli anni che abbiamo a nostra disposizione sono molto meno di quanti ne avevano i nostri antenati, a volte più che centenari! Forse perché la Natura era più integra? . . . E´ evidente che possiamo ritornare a considerarla Sacra, é un invito sempre e ancora attuale, perché"dominare" la terra non vuol dire distruggerla. Infatti "dominus" vuol dire padrone e quindi una persona che ha cura di quanto possiede. E´ ovvio che ciò vale in ogni circostanza, nonostante pareri contrari . . . Estella Tomaselli Sanatori – Monterotondo Roma SOGNO O SON DESTO! E vidi con una certa chiarezza, quella che le parole non posseggono, che ero stato preso a forza, apparentemente con il mio corpo, e portato su una collina dove mi denudarono, mi sputarono e coprirono di insulti tremendi. Tante le offese, su la mia vita, i miei affetti, il mio nome, le mie passioni, non mi tormentavano per il male fatto, ma prendendolo a pretesto, ingigantendolo, distorcendolo, demolivano ciò cui ero più attaccato, quello che per me era stato il bene. Quando arrivarono i calci ed i pugni, cessate le parole di odio, finirono per sembrarmi quasi carezze. Poi, non chiedete come, ignoro se con il mio corpo sensibile, fui adagiato su una croce, ma sul legno non stavano le mie sembianze, piuttosto quelle di Nostro Signore Gesù. A questo punto urlai con quanta voce potei; cercai di fuggire. Al dolore era subentrato il terrore del sacrilegio, della bestemmia. Ma quelli tolsero i chiodi già conficcati e presero la mia mano e la portarono come a combaciare, non so se così fosse, con quella di Colui di cui ora non volevo più saper nulla. Tornarono a battere sulla stessa ferita. Provavo solo terribile repulsione, il dolore fisico all’infissione del chiodo non sembrò insopportabile, così tremendo, perché la Sua ferita aperta conteneva la mia. Ero come parte di Lui e Lui tutto con me, per me, in me. Come spiegarmi: non mi vedevo da qualche parte presente, guardando con gli occhi che le palpebre coprono, anzi non percepivo che nebbia, ma se lo sguardo si posava Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 49 su LUI, allora vedevo LUI e me, come una persona, o meglio come se il mio “io” non potessi più fuggire da lì, inchiodato a quel legno, confuso il mio ignobile al Suo preziosissimo sangue. E la scena sarebbe durata per un tempo indefinibile. La mia testa voleva capire, il mio corpo dolorante fuggire, ma niente mutava. Intorno una scena disdicevole. Il pianto di pochi, il disprezzo degli altri, la curiosità dei molti. Quando sollevai lo sguardo mi accorsi che anche il sole era sparito dietro una nuvola, nera come il piombo. L’oscurità calò sul monte, sugli occhi come nel mio cuore. Provai un grande odio per quei persecutori. Quasi a mia insaputa, l’impeto prese il sopravvento. Ne desiderai la morte violenta, all’istante! Così vidi come immediata e presente la loro fine terribile. Ne ebbi ribrezzo e sentii grande compassione. Arrestai il pensiero e così furono salvi. Tanta forza mi atterrì! Potevo ogni cosa, solo lo desiderassi. Di più, intravedevo gli sviluppi del tempo ed oltre i limiti spaziali. Compresi, senza capire, come la potenza angelica, umana, della natura, sono come i gradi di una sola gerarchia, ma l’Onnipotenza sta nel non possedere nulla, rinunciare a tutto fino a restare impotenti. Solo il Vero Re può questo, chiunque altro, che sia il principe nobile od un popolano in cerca di gloria, restano vili usurpatori, che ingannano se stessi e gli altri nel proprio delirio. Potevo forse scendere da quella croce? Si! Se avessi voluto lo potevo, anche perché ne avevo diviso il tributo con l’uomo Divino e questo mi sembrava degno di grande merito accumulato. Potevo chiudere il conto! Sentii a quel punto un soffio di voce bisbigliare: HO SETE! Raggelai! Ero sulla Croce, non sapevo il motivo, non lo desideravo, e tuttavia non volevo riconoscere la mia situazione paradossale. Nello sgomento, nel dolore, nello sbigottimento il mio cuore dove stava? Dove il mio tesoro? Dove vagava la mente? Sibilò all’orecchio l’antico quesito: - Perché non badi alla tua felicità! Vuoi morire come uno stupido?…Prendi…Assaggia…e godi, Lui stesso lo vuole, sa che così…ti si aprirebbero gli occhi e diventeresti come Lui… E come il Verbo divino nel Deserto, io pure farfugliai: è stato detto non tentare il Signore Dio tuo! Il sibilo scemò in fragore simile a tuono rimbombante. Riappacificato mi abbandonai alla mia sorte, mi arresi a quel destino surreale. Non per amore, perché non amavo nessuno, non per sapienza perché non sapevo niente, non per volontà, perché non volevo niente. Stavo morendo, e per quanto il sangue delle ferite scendesse, altrettanto il mio Signore ne riversava per la stessa traccia. Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 50 Tuttavia stavo morendo in una lunga interminabile agonia. Nominai il Suo santo nome come sapevo, e senza capire se uscisse almeno qualcosa dalla mia bocca. Allora udii distintamente: TUTTO E’ COMPIUTO! L’intero mondo, nel suo spazio e nel suo tempo, come una croce i cui bracci s’irradiano ai quattro punti cardinali, agli angoli del cosmo, tutto mi sembrò presente. Compresi senza capire, come l’Universo ed ogni cosa, vivente ed inerte, sono pieni della Sua Gloria. Come il Suo riposo lo rende invisibile agli occhi ed alla mente umana, la Sua inattività è condizione dell’attività frenetica, la Sua impotenza è condizione dello scatenarsi delle potenze visibili ed occulte del mondo. Il male!?! Quello vero, tremendo, è restare separati per sempre da Lui, divisi, estranei, come due che non si conoscono e non si amano più, dopo aver condiviso tutto, come uno sposo ed una sposa che spezzano l’unità del sacro spazio nuziale, un padre ed un figlio che rompono l’unità della vita, nel succedersi delle generazioni. C’è una separazione che nell’amore diventa prova di fedeltà. C’è una divisione che spezza l’unità, nega l’amore e la comunione, il mistero della Persona, divina ed umana, e ricompone un’artificiosa “unità”. Questa operazione non ha definitivo compimento. Non trova pace, né in questo ed in nessun altro mondo, in questa esistenza come ogni altra concepibile. Quando al terzo squillo e rintocco il Signore si svegliò dal Suo sonno, probabilmente ancora addormentato, io non seppi proprio riconoscerlo. Mi era perfino passato davanti e non lo avevo visto. Ma la mia anima inquieta prese a vagare per trovarlo e Lui all’improvviso mi sbarrò il cammino: -“Chi cerchi?”- Non sapevo Chi fosse, perché non ho mai saputo chi sono, ma quando sentii da Lui il mio nome lo riconobbi. Vedevo tornare la speranza. L’avrei voluto trattenere, abbracciarLo. E Lui, allontanandosi nuovamente: “Ascendo al Padre Mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro!” In quale cielo ascendi? Non hai detto proprio tu, o mio Signore, che il regno è vicino? E’ qui, dentro di noi? La via che porta al Cielo è dunque celata alla mente e le mie braccia non possono stringerTi… Ma adesso, che dorma o vegli, il mio cuore, nero carbone, pietra inanimata, arde nel Tuo! Roberto Ferraro - Firenze Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 51 Sulla Via di Loreto Una telefonata arriva all’improvviso e sembra scompaginare, in pochi attimi, le certezze di una vita. Un esame diagnostico approfondito deve determinare la natura di certe ombre rilevate a seguito di uno screening, a cui si è sottoposta mia madre. La immagino serena ad Ischia, dove si trova con mio padre per festeggiare i trent’anni di matrimonio. L’ansia mi assale, sembra togliermi il respiro. Tutto, ma non questo. Tremo ed imploro. Nei miei ricordi la telefonata appare concitata, convulsa, a tratti irreale. Aspetto il ritorno dei miei genitori, da lì a pochi giorni, per comunicare la notizia ed improvvisa mi giunge l’impellenza di rivolgermi in soccorso alla Madonna di Loreto. Madonna nera dei miei ricordi d’infanzia, quando il pellegrinaggio al Santuario mariano era una meta fissa delle nostre vacanze sulla costa marchigiana. Madonna nera venerata dai sofferenti che lasciavano, nel marmo bianco, il solco delle loro afflizioni, come quello delle lacrime che bagnava i loro volti. Sapevo, che era lì che avrei attinto coraggio e così fu. Un viaggio di seicento chilometri, nel grigiore di un cielo plumbeo e carico di pioggia. Nel cuore, la certezza che un luogo di contemplazione e santità, mi avrebbe accolta. Giungere a Loreto è stato un po’ come fare un salto nel passato, rivedere i luoghi che mi incantavano da bambina, ma con una consapevolezza diversa. Sui volti delle persone che incontravo, le mie stesse tribolazioni. Il turbamento nel loro sguardo, poteva essere quello dei miei occhi. Difficile spiegare la sensazione di comunione e fratellanza, la profonda intimità ed il raccoglimento del luogo. Una moltitudine di fedeli sfilava con lentezza dinanzi alla Venerabile, che sembrava placare le ansie di ciascuno con il pacifico sguardo. Avevo trovato una porta aperta alla mia sofferenza. La forza nel mio cuore, si era diffusa mentre maturavo la consapevolezza di poter finalmente affidare a qualcuno, le mie preghiere e confidare le mie paure. Non avrei mai trovato un luogo più sicuro, ove riporre le mie intenzioni. Pensavo a Maria ed alla frase che Gesù, suo Figlio, le rivolse dalla croce: “Donna, ecco tuo figlio!”. Il Figlio, che non temeva per il proprio dolore e per le sofferenze a cui sarebbe andato presto incontro, ma rivolgeva il suo sguardo d’amore al cuore straziato della madre. Mi sono chiesta, dove si trovasse la via per attingere a questa sorgente di estrema generosità. Mi sono scoperta piccola e vulnerabile, innanzi al cospetto di Dio. La strada di Maria è stato un fulgido esempio, per comprendere che ero solo all’inizio del mio cammino di fede. L’esame non ha evidenziato nulla di rilevante, mia madre gode di ottima salute. L’emozione ancora mi coglie impreparata, quando avverto le note delicate di un canto, “Nome dolcissimo, nome d’amore”, dedicato alla Vergine Maria, mamma. Federica Ranghetti - Bergamo Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 52 UNA STRETTA DI MANO MOLTO SPECIALE Domenica 4 marzo 1980, fu per me una giornata molto speciale ! La visita Pastorale del PAPA GIOVANNI PAOLO 11° alla Parrocchia di SAN ROBERTO BELLARlVIINO a ROMA. ! Di questo evento, fui coinvolta anch'io! La Parrocchia non era la mia, ma era frequentata assiduamente dai miei fratelli. Era retta da un Sacerdote Gesuita, eccezionale, che in pochi anni era riuscito a riunire tanti ragazzi di tutti i ceti sociali. La visita PAPALE ai residenti del Quartiere non fu un evento bellissimo solo per loro, ma anche per noi ragazzi, che finalmente potevamo stare vicino ad un PAPA che ci amava tanto! Tutto si doveva svolgere nelle prime ore del pomeriggio e già dalla mattina eravamo in fermento ed emozionati! Anche se impegnati a provare i vari canti liturgici o i vari discorsi di benvenuto, il tempo per noi non passava mai! Dopo un frettoloso pranzo, eccoci di nuovo in Parrocchia, schierati dietro l'altare ad aspettare l'arrivo del PAPA! L'attesa fu lunga, ma un boato di applausi e grida, finalmente annunciò l'arrivo della BIANCA FIGURA. Per tutta la SANTA MESSA, lo vidi soltanto di spalle, ma poi sono stata fortunata quando l'ho incontrato nella SALA PARROCCHIALE assieme ai giovani. Anche se ero seduta per terra tanto era colma, stavo vicina a LUI! Fu accolto da cori gioiosi e, con nostro stupore, si unì con noi al canto, chiedendoci continuamente il bis! Dopo il discorso di benvenuto, seguito dalla sua Omelia e da altri canti, con nostro dispiacere, ci lasciò! Trovandomi abbastanza vicino all'uscita, quando il PAPA mi passò avanti, prima di allontanarsi, con il suo bel sorriso paterno, si fermò e MI STRINSE LA MANO! Non so come spiegare l'emozione che provai! Prima incredulità, poi una. gioia infinita di pace che scese nel cuore! Desideravo gridare a tutti "IL PAPA MI HA STRETTO LA MANO"! Quasi,non volevo lavarmela, per sentire ancora il calore di quella stretta! Sapevo però che non era. una cosa. superficiale, perchè mi era penetrata dentro al cuore ed a tutto il corpo! Di quella meravigliosa giornata, ho sempre un bellissimo ricordo, anche perchè ho la fotografia di quel momento magico, incorniciata ed appesa sopra il mio letto! Guardandola rivedo nitidissimo quell'incontro e sento tanta nostalgia per quella "STRETTA DI MANO MOLTO SPECIALE" ! Simonetta PANUNZI Monterotondo ROMA Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 53 L'ANELLO. Durante la mia lunga vita (88 anni), mi sono capitati diversi fatti drammatici ed anche strani che difficilmente dimentico. Uno di questi l'ho vissuto poco tempo fa ! Sono vedova e cerco di vivere tranquilla con i miei quattro figli, anche se tre di essi,non abitano nella mia stessa città. Una mia bimba mi è mancata a soli sei anni ed una vive con me. Conservo regali ricevuti in varie ricorrenze, ma uno più caro degli altri, è l'anello di fidanzamento, ricevuto quand'ero molto giovane, prima di sposare. Lo tengo sempre riposto e lo metto solo se esco. Averlo con me, mi dà la sensazione che la persona cara che me l'ha regalato, sia vicina a me ! Un giorno che andai al Cimitero con mia figlia, per pregare sulla sua tomba e portargli dei fiori, l'ho messo al dito. Essendo la strada piuttosto lontana, al ritorno ci riposammo su di una panchina, dopo aver fatto degli acquisti in negozi alimentari. Appena giunta a casa, ancora prima di sistemare ciò che avevo acquistato, andai a togliermi l'anello per riporlo, ma nel mio dito non c'era più! Lo cercai per terra, ovunque, ma inutilmente! Stavo per disperarmi, quando una vocina dentro di me, mi disse di non preoccuparmi perché l'avrei trovato! Ma dove? Pregai a mia figlia di rifare la strada, di guardare sempre per terra, sotto la panchina,ecc. Una nostra conoscente, poco dopo, mi telefonò per tranquillizzarmi, perchè l'anello era stato ritrovato! Com'era possibile? Piansi dalla gioia e chiesi come poteva saperlo!: Mi disse che la sera prima era ritornata con la madre ed un suo fratellino, da una vacanza e stavano venendo da noi per salutarci. Incontrando mia figlia, turbata per quanto era successo, si offrirono di aiutarla nella ricerca. Rifecero tutta la strada e, quando stavano per ritornare, sfiduciate ed avvilite, il bimbo le fermò per mostrare una cosa che luccicava sotto una macchina: era l'ANELLO! Evidentemente si era sfilato dal dito, e caduto a terra, era rotolato sotto l'auto! Gli occhi dolci e buoni del bambino, servirono a ridarmi la gioia per averlo ritrovato! LUCIA PAVARINI PANUNZI Monterotondo ROMA Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 54 Sezione Speciale Autori professionisti non mi dare tregua, non perdonarmi mai (…) nascerò lentamente. J. Cortázar neppure a Dio riuscì la prima volta l’uomo è ancora intento alla correzione all’opra di buon’ora la morte è padrona esigente MA IL CIELO CI CATTURA Mostrami, Signore, la tua via perché nella tua verità io cammini. (Sal 86, 11) “Gli dice Pilato che cos’è la verità?” (Gv 18, 38) Che cos’è la verità? Un abisso che si veste di metafore, il lungo abbandono del cuore in attesa di un segno finale, quel soffio che salva come un grido di sollievo. Nel volgere ignoto di un respiro di luce l’ultima conoscenza pare scandire: la morte, la vita. Guidami nella tua verità e istruiscimi, perchè sei tu il Dio della mia salvezza. Sal (25, 5) da “La sorte risanata” in “La Coda della Galassia” Faraeditore, 2005 Caterina Camporesi - Rimini Allora Pilato gli disse: “Dunque tu sei re?”. Rispose Gesù: “Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”. (Gv 18, 37) Come non fuggire al fragore che si abbatte sulla terra e ci spinge in luoghi senza consapevolezza, lacerati sempre più in fretta da inutili verità? Nei volti, nelle attese la traccia della rivelazione dissolve il vuoto della coscienza. Lo udremo mormorare tra le foglie il senso delle cose rapiti dalla bellezza. Ardea Montebelli - Rimini Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 55 Con parole di figlio Sono stato un figlio quasi senza padre - per assenza del padre, prima; per malattia e morte del padre, dopo - e l'allievo di una madre-maestra molto segnata dalla vita, trattata come l'ebrea di cui l’antisemita ride (un giorno racconterò la vita di mia madre, la sua esclusione e la sua liberazione da vincoli - anche culturali). La fede mi è arrivata in una forma sia infantile sia forte; per via materna e non paterna. Senza il padre umano, ho ricevuto un altro Padre, con cui una madre può avere una confidenza sconvolgente. Conoscendo la fame e ciò che il mondo rifiuta, in tutti i sensi, ora posso conoscere i SEGNI – che non sono evidenti per tutti – di un disagio che grida (per chi ci crede, in quel disagio grida anche Cristo; e i poveri li abbiamo sempre con noi). A casa imparavo che ogni cosa ha l’anima, anche gli oggetti; allora ho imparato ad avere cura delle cose; perché (imparavo) LE COSE NON SONO SOLO COSE. C'era una volta la povertà, e la povertà è rimasta. L'ho conosciuta, prima in una casa italiana e poi nel mondo (ho visto un’India dignitosa e colorata e profumata e fangosa, che ha penetrato il cuore, e ci rimane ancora). Dalla famiglia ho saputo che il mondo esiste, e che è vivo, e che nella realtà, e per ora, non c’è uguaglianza. L’insegnamento avveniva e avviene senza enfasi: si prende la mela, si divide in due o in quattro, si mangia la mela divisa ed è molto buona. Tutto questo avviene sotto gli occhi dipinti di un sant’Antonio e di un Cristo: ad entrambi si dà il buongiorno, come se NON fossero immagini. Se avessi avuto il privilegio del benessere e della salute, oggi non avrei il privilegio di poter toccare gli ultimi (Genova è un osservatorio infinito: le persone si mescolano, i livelli anche; solo l'orgoglio può impedirti di vedere il campo rom sotto i grattacieli di quello che anche a Genova si chiama World Trade Center); così ho una lingua volgare in comune con i miei simili. Il latino appartiene ad un altro popolo, che è solo contemporaneo a quello povero, ma lo ignora. Io stesso ho scritto in una lingua moderna, ma sottile e severa come il latino; e ora voglio che tutto il mio latino sparisca, e torni nel volgare da cui viene, e da cui io stesso vengo. Se avessi avuto una madre felice, oggi sarei quasi cieco. Non è stato così, e l’esperienza della mela divisa, della strada per dormire, e del bidone come boutique è un dono che rimane. Dimenticandolo, parlavo come quello che non ero – tradivo madre, famiglia, mondo, e il Cristo che si manifesta con la madre, con la famiglia e con il mondo. Massimo Sannelli - Genova TANTE PICCOLE COSE. Quanto mi è accaduto qualche tempo fa, alla luce delle intuizioni di alcuni poeti e pensatori: da Francis Ponge a Philippe Jaccottet, da Gerard Manley Hopkins a Rainer Maria Rilke, da Pierre Teilhard de Chardin a Romano Guardini, costituisce un invito a cercare il sublime delle piccole cose. Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 56 Come scrive Antonio Spadaro1, “TANTE PICCOLE COSE. Gli oggetti nella nostra vita quotidiana - La vita quotidiana è piena di piccole cose che ci circondano e che usiamo o contempliamo o con le quali comunque entriamo in contatto. In realtà il rapporto concreto con le cose è il luogo in cui si gioca molta parte della nostra vita. Non siamo chiamati anzitutto a esperire l'enorme, lo straordinario. Siamo fatti, invece, per sperimentare la realtà quotidiana, che però per la sua intensità può persino superare la grandezza delle cose straordinarie.” In un giorno assolutamente non adatto, per colpa delle alte temperature peggiorate da una elevatissima umidità, vedo i molti anni vissuti passare come un film, davanti ai miei occhi chiusi. Prontamente mi inginocchio a chiedere perdono di tutti gli errori che mi sembra di avere commessi soprattutto nei confronti di altri esseri umani e perché no, anche di animali, e la forza di continuare un cammino di fede, speranza, carità. Come sempre imploro l’aiuto del mi’ babbo, che ci ha lasciati soli sulla terra tre anni fa pur non avendoci mai abbandonati, prima di scomodare i Santi e la Sacra Famiglia, affinché metta la mano sul mio capo per alleggerirlo dei pesanti pensieri e illuminarmi la giornata. Ahimé, egli tace. Giro il capo alla ricerca di segni che mi siano di conforto e sollievo, quando uno degli animaletti che vivono insieme a noi, saltando dietro un altro per gioco, fa cadere, da una delle tante librerie di fortuna che sono in casa, un libro non proprio edito di fresco. Mi rabbuio un poco chinandomi a raccogliere il testo stampato nel 1924 ‘Leggende Cristiane’. E’ caduto aprendosi a pag. 529, ed io, che credo nei messaggi inviatemi da tutto ciò che mi circonda, leggo: ”San Martino, lasciata la cavalleria, entra in religione…Onde in un luogo era un’albore grandissima consacrata alli demonii, la quale Santo Martino voleva tagliare; e li villani della contrada, ch’erano pagani, non volevano; uno dei quali disse a Santo Martino: - Se tu hai speranza, nel tuo Dio, noi taglieremo questa albore, se tu la riceverai sopra, e se ‘l tuo Dio sarà teco, camperai. - E santo Martino, consentendo alla loro sentenzia, istette, legato da quello lato dove doveva cadere ; e quando la vide cadere, fece contra di lei lo segno della croce. E incontanente l’albore si volse in altra parte a cadere; e per questo miracolo tutti quelli pagani si convertirono a la fede di santo Martino.” Una luce intensa e chiara entra in me insieme alla speranza del perdono. Riconoscente, bacio il coniglietto che vorrebbe rosicchiare le pagine della mia rinvigorita fede che gli sottraggo, sorridendo serena. Ogni giorno è carico di eternità. "Se la vita di ogni giorno ti sembra povera, non metterla sotto accusa; accusa piuttosto te stesso di non essere abbastanza attento nello scoprirne le ricchezze divine". Rainer Maria Rilke. Angela Barlotti – Biblioterapeuta – Ravenna 1 http://www.antoniospadaro.net/sito/ Messina il 6 luglio 1966 Gesuita dal 1988. - Redattore de La Civiltà Cattolica (Letteratura, Nuove Tecnologie applicate al settore umanistico, Teologia) - Professore presso la Pontificia Università Gregoriana (Introduzione all’esperienza della letteratura) - Fondatore e Presidente di BombaCarta (Associazioni di espressione creativa e riflessione critica) Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 pag. 57 Osservazioni e ringraziamenti finali La rassegna, giunta alla sua quinta edizione, presenta testimonianze in forma di racconto o di preghiera, inviate da bambini, adolescenti, giovani e adulti laici provenienti da tutta Italia. Tutte le opere pervenute sono incluse nella presente pubblicazione. Le opere premiate sono quelle segnalate come più significative, secondo parametri che non sono la “forma” letteraria con la quale sono espresse, ma che prendono in cons iderazione il contenuto e la spontaneità delle testimonianze. Come accaduto nelle precedenti edizioni, anche quest’anno la giuria ha deciso di premiare tutte le opere della sezione bambini-prima comunione. Le premiazioni vere e proprie riguarderanno quind i gli ambiti cresima, giovani e adulti, nelle sezioni prosa e poesia. Mi preme segnalare la sezione speciale autori professionisti, realizzata grazie alla collaborazione con la Casa editrice FARA Editore, ed alla passione del titolare Alessandro Ramberti. Un sentito grazie alla giuria che è composta da: don Roberto Bresciani – presidente, parroco di San Martino a Vado Angela Lachi - laureata in lettere, insegnate nelle scuole medie, animatrice pastorale gruppo giovanile della parrocchia. Stefano Ceccherini – Laurea in Fisica e Scienze religiose, insegnate di religione nei licei, animatore pastorale. Antonella Fani - laureata in Filosofia Cristiana alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, laurea Istituto di scienze religiose di Arezzo, Laurea in filosofia Università di Siena, insegna nte di religione nelle scuole pubbliche Silvia Pecorini - laureata in lettere, direttore responsabile del giornalino parrocchiale “In Cammino…”. Un ringraziamento, infine, a tutti quelli che si adoperano per la riuscita della manifestazione. Antonio FANI Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” Quinta edizione – Novembre 2008 Si ringraziano in particolare: La Giuria Serena Ongaro Tarani Coro “Luciano Ghelli” di Pratovecchio – Fabrizio De Vincenzi Casa Editrice FARA Editore – Alessandro Ramberti Insegnanti delle varie scuole partecipanti Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù” pag. 58 La pubblicazione di tutti i testi della presente raccolta è stata autorizzata come da clausola di partecipazione del bando. Sono scaricabili in formato elettronico sul sito parrocchiale. www.parrocchiastrada.net