Parrocchia di San Martino a Vado
Strada in Casentino (AR)
Quinta Edizione della
Rassegna di Testimonianza Letteraria
IN CAMMINO…CON GESU'
Pieve di San Martino
23 Novembre 2008
Presentazione delle Opere
Quinta edizione – Novembre 2008
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La famiglia che porta a Gesù
STRUTTURA DELLA RASSEGNA
Ambito Prima Comunione
Bambini area istruzione elementare
Ambito Cresima
Ragazzi area istruzione media inferiore
Ambito Giovani
Giovani fino ai 30 anni
Ambito Adulti
Adulti laici
Sezione Preghiera in poesia
Sezione Testimonianza in prosa
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Presentazione
Nell’accingersi a pubblicare i lavori, esprimo un grazie di cuore a tutti
coloro che hanno partecipato alla quinta edizione della Rassegna Letteraria
“In Cammino…con Gesù”.
La fede e l’accoglienza di Gesù è legata a diverse mediazioni.
Importantissima quella che avviene nell’ambito familiare. La famiglia
prepara, aiuta, matura la decisione dei figli nell’iniziare e proseguire il
cammino religioso.
Nell’esperienza familiare la testimonianza di vita è il momento più efficace
e risolutivo. Nella crescita umana e cristiana, seguire Cristo immerge
nell’orizzonte dei significati della vita, dei valori e principi che la guidano.
Con la nostra iniziativa speriamo di essere un richiamo alla testimonianza
familiare ed un invito affinché le comunità cristiane la offrano in maniera
costante per il bene delle presenti e future generazioni.
Don Roberto Bresciani, parroco di Strada in Casentino
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
Ambito Prima Comunione
Scuola primaria di Strada in Casentino classi: seconda A – seconda B
Caro Gesù,
ti ho conosciuto a Napoli. La mamma diceva che ci volevi bene un mondo.
Ti voglio tanto bene Gesù e ti faccio sempre le preghiere alla chiesa.
Maria Francesca De Filippo
Caro Gesù,
io ti ho conosciuto quando sono andata in chiesa.
E ti ringrazio di essere potuta andare a scuola. E ti ringrazio di avermi dato vita.
E guarisci i malati e la gente povera.
Francesca Martini
Caro Gesù,
io ti ho conosciuto dalla mia nonna Marisa. Lo sai perché? Ora te lo racconto.
Allora, la mia nonna dice: - Di’ le preghiere e dai un bacio alla Madonna.
Gesù, aiuta i bambini poveri. Aiuta a Napoli le persone e, se ci riesci,
dagli un po’ di fortuna per andare a scuola.
Ochei Gesù, ti voglio tanto bene e anche alla tua famiglia. Amen.
Silvia Ceccarelli
Caro Gesù,
io ti ho conosciuto in chiesa e ti voglio bene
perché stai sempre vicino a me, e mi hai dato la tua vita,
e perché mi hai fatto nascere, e mi hai fatto crescere bene.
Grazie Gesù.
Alberto Carota
Caro Gesù,
io ti ho conosciuto quando avevo quattro anni e mezzo.
Da quando ti ho conosciuto, quando andavo in chiesa, ti dicevo sempre l’Ave Maria
e ti dicevo di proteggere la mia famiglia e il mio cane che è morto.
In questo momento è con te e sono sicura che starà molto bene con te.
Cassandra Del Sere
Caro Gesù,
io ti ho conosciuto a tre anni quando il mio cugino stava parlando, nel divano,
con la sua mamma e io stavo ad ascoltare.
Io ora sto pensando a te e alla Madonnina e mi dispiace che tu sei morto.
Riccardo Biondi
Caro Gesù,
come stai? Stai passando dei bei momenti? Lo spero tanto!
Grazie che mi hai dato gli amici. Spero che lassù stai bene.
Tu mi stai simpatico. E’ grazie a te che ho conosciuto i miei genitori.
Ti sto salutando dalla terra. Ciao Gesù.
Jada Chiaramonti
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
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Quinta edizione – Novembre 2008
Caro Gesù,
io ti ho conosciuto quando sono andato a scuola.
Io spesso gioco a pallone.
Caro Gesù, tu sei il mio angelo custode. Mi dispiace che tu sia morto.
Alessio Magni Vannini
Caro Gesù,
io ti ho conosciuto quando sono venuto a scuola e mi sei stato simpatico.
Alessandro Benucci
Caro Gesù,
io ti voglio bene, però non mi ricordo quando ti ho conosciuto.
Grazie che mi hai portata dai miei genitori e sono anche felice che mi vogliono bene.
Talia Rossi
Caro Gesù,
io ti ho conosciuto a scuola, e vado sempre alla Messa, e metto sempre la candela,
e ti voglio tanto bene perché mi hai dato la vita.
Giacomo Lusignano
Caro Gesù,
io ti ho conosciuto a scuola. Cosa fai? Sei bravo. Stai bene. Come stai?
Jacopo Castellani
Caro Gesù,
io non mi ricordo quando ti ho conosciuto,
ma forse ti ho conosciuto quando ho fatto il battesimo.
Ti voglio bene. Come sta il mio nonno Paolo?
Tanti baci da
Gaia Maioli
Caro Gesù,
quando vado da mia nonna, do un bacio alla Madonna, perché ha un quadro.
Jacopo Lucherini
Caro Gesù,
ti voglio tanto bene. Ti ho conosciuto quando sono andata all’asilo e mi divertivo.
Gioia Rescigno
Caro Gesù,
io ti ho conosciuto a dottrina e mi piace molto dottrina perché ti voglio tanto bene.
Quando vado da Maria, le do sempre un bacio.
Maria è nella casetta che ha fatto il mio babbo con le pietre.
Elisa Martini
Caro Gesù,
io ti voglio tanto bene perché tu ci proteggi e ci aiuti, perché tu sei buono.
Alessio Tozzi
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
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Quinta edizione – Novembre 2008
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Caro Gesù,
ti ho conosciuto per la prima volta a tre anni con la mia nonna.
Ti voglio tanto bene Gesù!
Agnese Benucci
Caro Gesù,
ti conosco da tanto tempo, in chiesa.
Io voglio bene alla mia mamma, anche a babbo, anche a Gabriele e Davide.
Io ti voglio bene.
Lorenzo Guidi
Caro Gesù,
io ti ho conosciuto da sempre.
Quando vado dalla mia nonna io do un bacino al quadro di Maria.
A casa mia ho una foto di Gesù. Ti voglio bene.
Davide Paggetti
Caro Gesù,
ti scrivo perché io ti conosco da quando ero piccina, però non so cosa volevi dire.
Ti vorrei parlare ma io non ti sento.
Comunque so che starai per sempre con me e le altre persone.
Giada Biondi
Caro Gesù,
ti voglio tanto tanto bene perché mi piace stare con te.
Ti voglio dare un bacione perché tu sei bello. Anc he a Maria.
Giacomo Pastore
Caro Gesù,
io vado sempre in chiesa. Vedo sempre Gesù.
Io ti ho conosciuto tanto tempo fa. Ti voglio tanto bene.
Renan Rossi
Caro Gesù,
io ti ho conosciuto da mio babbo e mi ha detto che tu ci proteggi.
Ti voglio tanto bene.
Alessio Giorni
Scuola Primaria di Strada: Classe III
Caro Gesù aiutami a pregare bene, a essere più bravo e aiutami a essere gentile.
Aiuta quelli che sono poveri e che non hanno da mangiare e non hanno una casa.
Io spero che tu ci ami come noi amiamo te.
Minucci Mirko
Caro Gesù proteggi tutte le persone e soprattutto quelle malate. Prima di andare a letto io e la mia
famiglia preghiamo e quasi tutte le domeniche andiamo alla Messa alla Verna.
Gesù tu sei una persona bravissima, ci hai dato da mangiare, l’acqua e tante altre cose.
Minucci Martina
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
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Quinta edizione – Novembre 2008
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Caro Gesù io ti voglio tanto bene e ti dico di darci tanto cibo. E noi ti ringraziamo della natura che
ci hai dato. Io ti dico di far diventare i miei amici più buoni con me.
Francini Pietro
Gesù tu che sei morto per noi ti ringrazio con tutto il mio cuore. Gesù aiuta anche tu i bambini che
non hanno da mangiare. Gesù aiuta tutti quelli che hanno bisogno di te. Per piacere perdona tutti
perché ti vogliamo bene.
Fuochi Lorenzo
Caro Gesù proteggi me e tutta la mia famiglia e tutti i bambini del mondo. Fai diventare sempre più
bravi i bambini della mia classe.
Ti voglio bene Gesù.
Fani Viola
Grazie Gesù per la Luna, le stelle e per tutte le cose belle, ma soprattutto per avermi creato.
Lanini Giulia
Caro Gesù ti voglio tanto bene, grazie per ogni cosa che mi hai dato. Per favore Gesù non far stare
male i poveri. Fai che il mondo viva in pace e in serenità e che la mia famiglia non si separi mai.
Nottoli Martina
Caro Gesù, preghiamo per te, proteggi la mia famiglia, i miei compagni e le mie maestre. Un giorno
verrò a trovarti, quando non ci sarò più. Spero che ti piaccia il paradiso, ti sogno sempre, dai ai
poveri bambini cibo e acqua e guarisci tutti i malati.
Ti voglio così bene, dal mio profondo del cuore.
Curinga Alessia
Caro Gesù, io vorrei stare sempre con te e ti prego aiuta tantissimo quelli che stanno male. Io con il
mio babbo tutte le sere si prega perché tu ci ami come noi ti amiamo.
Gerini Chiara
Grazie Gesù di darci tutte le cose che ci servono e di avermi dato una famiglia così bella.
La sera prima di andare a letto ti dico una preghiera.
Bucarelli Alessia
Gesù aiuta i bambini che non hanno da mangiare e da bere, aiutali per noi. Aiutaci a conoscerti
bene.
Gallai Giulio
Grazie Gesù per averci donato tutte queste cose e per avere la mia famiglia unita e forte, grazie
mille per tutto quello che ci dai e che il mio zio trovi la felicità. Gesù tu sei il nostro salvatore, caro
e premuroso, così ti voglio tanto bene. Fai che la mia famiglia sia sempre unita e vorrei crescere
molto bene.
Sereni Chiara
Io con la mia famiglia qualche volta prego per te Gesù, io ti voglio tanto bene. Grazie per aver fatto
le piante, le montagne, il mare, il bosco. Grazie per avere salvato le persone malate.
Rossi Federico
Caro Gesù voglio essere bravo.
Simonetti Marco
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Caro Gesù, grazie per averci dato tutte queste belle cose. Fai che tutti i bambini del mondo vadano a
scuola e abbiano da mangiare e da bere e che abbiano una famiglia che li ami. Fai che tutte le
persone povere e malate guariscano. Io ti voglio tanto bene e proteggi me e la mia famiglia e fai che
tutti i bambini orfani abbiano una famiglia che li ami.
Babazzi Ginevra
Scuola Primaria di Strada: Classe IV
Caro Gesù io ti ringrazio per tutte le cose che ci ha i regalato: da mangiare, da bere e la pace, i miei
genitori mi hanno parlato di te. Io so che il mio nonno non c’è più però sono contenta che sia venuto
da te perché tu sei una persona davvero speciale, io Gesù ti voglio bene. Ti ringrazio per delle
maestre così buone e gentili.
Minucci Francesca
Caro Gesù, io quando sei nato non ero ancora su questo mondo però ora sono qui ed i miei genitori
mi hanno parlato molto di te. Per questo quando vado nel mio paese vado a pregare in chiesa con i
miei genitori e i nonni perché mi hanno sempre parlato di te e per questo vorrei che vivessero più
possibile. Così potrebbero raccontarmi di più di te.
Vladut Ilies Ionut
Grazie Gesù di avermi dato la mia famiglia e del fatto che stanno tutti bene, sono tutti rinchiusi ne l
mio cuore. Anche la mia nonna, anche se è morta,però l’anima è sempre con me e io so che ora mi
sta guardando. Anche la mia cagnolina è rinchiusa nel mio cuore e anche il mio cane. Soprattutto
sono nel mio cuore la mia mamma, il mio babbo e il mio nonno. Aiutalo a guarire perché io so che
il mio nonno sta male e fallo guarire il più in fretta possibile per favore perché io gli voglio tanto
bene, come voglio bene a tutta la mia famiglia e ai miei amici e soprattutto a te Gesù. Voglio
conoscerti sempre di più e starti vicino e volerti tanto bene, come la mia mamma. Fai che tutti
stiano bene e soprattutto voglio bene a te Gesù.
Renzetti Angela
Caro Gesù, grazie di avermi dato una bellissima famiglia e fai diventare le persone povere felici. Lo
sai che una vo lta un prete mi ha raccontato tutto quello che ti è successo, mi dispiace, grazie di
averci dato la vita, quando vado a messa sono felice perché ti posso incontrare e ti posso parlare,
quando sono da solo non ho paura perché so che ci sei te vicino a me a proteggermi e fai stare bene
me e mia madre, stai vicino a mia nonna, ti voglio bene.
Aveta Antonio
Caro Gesù, ti ringrazio per avermi dato una famiglia. Mi piace andare a Messa con la mia famiglia e
presto io avrò nel mio cuore te, quando farò la Prima Comunione. Ti vorrei conoscere meglio.
Lorenzo Paggetti
Io ogni domenica vado in Chiesa con i miei genitori e sono contento perché mi fanno compagnia e
mi sento più sicuro, mi piace quando si canta e si ascolta tutte le preghiere.
Serra Alessio
Mi ricordo che io e il mio babbo tutte le domeniche si andava alla Messa e io ero molto felice.
Quando uscivamo io e il mio babbo andavamo sempre a trovare i miei nonni al cimitero e poi si
tornava a casa per vedere la Messa alla televisione. Caro Gesù stai sempre vicino a me e al mio
babbo.
Mangani Simone
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Mi ricordo che quando ero piccolo il prete mi ha detto che Gesù è sempre con noi e quando sarai
grande tu terrai sempre il Santo Rosario e Gesù ti proteggerà sempre, ovunque tu vada e ovunque tu
sei. Gesù ti ringrazio di averci dato la pace e che il mondo sia così per sempre.
Cargi Alessandro
Caro Gesù, tu ci aiuti sempre quando ne abbiamo più bisogno, ma io so che tu sarai sempre accanto
a tutti noi. Io quando ero piccola ho imparato molte cose su di te e su tutta la tua vita grazie alla mia
famiglia.
Brunelli Angelica
Caro Gesù tu sei in Paradiso, non ti posso vedere ma ti posso pensare perché ti voglio bene e vorrei
sapere più cose di te. Aiuta la mia nonna, è l’unica cosa che voglio, salvala perché sta molto male.
Aiuta anche me e la mia famiglia e resta vicino a ognuno di noi. Ti voglio bene.
Agostini Simona
Grazie Dio per la mia famiglia, grazie Dio per tutti i miei amici e per tutte le cose che mi hai dato.
Anche se non vado tante volte a Messa avrei un desiderio, vorrei che i bambini poveri diventino
bambini con una propria casa e che tutte le persone che sono all’ospedale guariscano.
Moretti Gianni
Caro Gesù, ti ringrazio di avere creato la mia famiglia. Vorrei conoscerti meglio. Mi piace stare
insieme ai miei genitori. La domenica vado alla Messa. Quest’anno si prenderà il tuo corpo e questo
mi permetterà di starti ancora più vicino. La mia famiglia mi ha insegnato tante cose belle. Ti voglio
bene.
Venturini Giada
Caro Gesù, la mia famiglia mi accompagna in chiesa la domenica e a volte anche il sabato. Mi piace
molto la chiesa perché incontro Gesù, perché mi permette di leggere, di fare il chierichetto. A volte
doniamo a Gesù la roba, durante l’offertorio.
De Filippo Salvatore
Caro Gesù, la mia mamma la domenica mi accompagna in chiesa e resta insieme a me. Io faccio la
chierichetta e aiuto il prete a fare delle cose. A me piace molto andare a Messa perché ti incontro
nel mio cuore e prego con te. Al mattino delle volte io prego e anche la sera per ringraziarti per
quello che ci dai.
Linari Giulia
Caro Gesù, la domenica vado a Messa con la mia mamma. Questo mi piace tanto perché posso
pregare ed incontrarti.
Rossi Paolo
Caro Gesù, mi ricordo che una mattina, con la mia nonna, abbiamo guardato la Messa alla
televisione e mi è venuta l’idea di andarci la domenica con il mio babbo e la mia mamma. Arrivata
la domenica i miei genitori non mi ci hanno mandato perché dovevano andare via. Mi è dispiaciuto
molto perché a me piace pregare.
Ghirelli Pietro
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Scuola Primaria di Strada: classe V
Nella mia famiglia la mia mamma mi ha insegnato a dire la preghiera quando io ero piccolo.
La mia mamma mi ha insegnato a fare il segno della croce e con il tempo ho imparato a farla bene
Donoris Pascu
In passato la mia mamma mi ha insegnato delle preghiere e altre belle cose che sono molto carine.
Mi ha portato alla messa per ringraziare Gesù. Da grande sono andata a dottrina e anche lì mi hanno
insegnato che si fa la comunione, Gesù viene nel nostro cuore e ance se noi non lo vediamo sta
sempre accanto a noi.
Barbara Piantini
La mia nonna fin da piccola mi ha insegnato a camminare, a gattonare; quanto avevo un anno mi ha
insegnato a parlare. E da quando ho iniziato a parlare, ho imparato a pregare. L’Ave aria, il Padre
Nostro e il segno della croce, sono state subito le preghiere che ho proclamato.
La mia nonna tutto mi ha insegnato: a leggere e a scrivere. E’ un ricordo prezioso che mi ha fatto
arrivare dove sono ora.
Francesca Agostini
La persona che nelle mia vita mi ha insegnato l’atto di dolore è stata mia mamma. Lei mi ha aiutati
nel cammino verso Gesù. Mia mamma mi ha insegnato tante cose su Dio e su Gesù.
Andrea Andreucci
La mia nonna Caterina mi ha insegnato che la religione viene prima di tutto. Mi ricordo quando gli
chiedevo di fare una partita a carte e lei mi diceva però dopo si dice l’Ave Maria ed io rispondevo
sempre di si.
Manfredi Fuochi
La mia nonna Caterina era una santa donna, anzi molto santa: mi ha insegnato a dire il Padre Nostro
e tutti i giorni mi faceva dire l’Ave Maria, l’eterno riposo e molte altre preghiere. Ogni tanto mi
insegnava una nuova preghiera perché per lei le preghiere erano molto importanti.
Manfredi Fuochi
Nella mia famiglia è stata la mia mamma a insegnarmi a pregare e ad essere credente in Gesù. E mi
ha anche insegnato che se muore una persona a cui si tiene molto, rimane sempre nel cuore di tutti.
Lorenzo Vagionakis
La persona della mia famiglia che mi ha insegnato la preghiera del Padre Nostro e mia nonna. Mia
nonna mi ha insegnato tante cose su Gesù e su tanti altri Santi.
Matteo Gerini
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Caro Gesù,
le prime preghiere me le hanno insegnate i miei genitori. Il segno della croce me lo ha insegnato il
mio nonno. Quando avevo imparato queste cose andavo sempre alla messa, ogni sera dicevo la
preghiera e facevo il segno della croce.
Irina Loghin
Noi non siamo stati battezzati perché il babbo non voleva. Il mio babbo non è credente e no i non
andiamo mai in chiesa. Non mi ha mai insegnato nessuno a pregare, però quando ci siamo trasferiti,
Don Roberto, il prete che insegna religione, me le ha insegnate.
Lucrezia Rettori
Fin da piccola la mia mamma mi ha insegnato tante preghiere, l’Ave Maria, il Padre Nostro, il
segno della croce. Da quando sono andata a catechismo, ho imparato più cose per fare la comunione
come l’atto di dolore. E quindi sono diventata più brava e buona.
Preghiamo!
Martina Paggetti
La persona che nella mia famiglia mi ha aiutato nel cammino verso Gesù è stato mio nonno quando
ero piccolo.
Ricordo gli insegnamenti, mi ha insegnato molte preghiere e la prima è stato il Padre Nostro, poi
l’Ave Maria e l’atto di dolore. Ringrazio mio nonno che mi ha dato questo insegnamento.
Alessandro Madiai
Andando con la mente ricordo chi mi ha insegnato il Padre Nostro, il segno della croce e l’Ave
Maria. Tutte queste preghiere me le hanno insegnate mio babbo e le suore.
Daina Grifoni
Nella mia famiglia ci sono state delle persone importanti come la mamma, il babbo, la nonna, il
nonno e i miei zii con i cugini. Fra tutte queste persone, la mia mamma mi ha insegnato a andare
alla messa.
Marco Bagnoli
Pensando al mio passato, mi ricordo che i miei genitori mi hanno insegnato a fare il segno della
croce, i sette sacramenti, i dieci comandamenti e queste preghiere: Ave aria, Padre Nostro e Angelo
di Dio.
Ylenia Magni Vannini
A me da piccino non mi ha insegnato nessuno; io ero un genio e sicché ho imparato tutto da solo.
Lorenzo Lanini
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Ripensando al mio passato riaffiorano in me i ricordi di quando da piccola, la mia nonna mi
insegnava a fare il segno della croce, recitare le preghiere, a seguire la messa…
Mi raccomandava sempre di andare al catechismo e alla messa, di pregare la mattina e la sera. Il
resto delle cose le ho imparate a sei anni, quando ho cominciato ad andare a dottrina: me le ha
insegnate la mia catechista che mi ha accompagnato verso il cammino per la comunione. Sono
queste persone che mi hanno insegnato a credere in Dio, il nostro santo Padre.
Laura Ceccarelli
Nella mia famiglia, la mia mamma è stata la prima persona che mi ha insegnato a farmi il segno
della croce. Fin da piccola siamo andati in chiesa la domenica mattina, perciò io conosco tante
preghiere.
Sofia De Filippo
Nella mia famiglia mia mamma mi ha fatto incontrate Gesù. E mi ha fatto imparare tante preghiere
quando sono cresciuto e iniziavo ad andare a catechismo e anche a catechismo ci facevano imparare
tante preghiere. Poi alla mia prima comunione ci siamo preparati con le preghiere: quel giorno è
stato il più bello della mia vita perché ho incontrato Gesù e mi sono sentito fiero di me. Ero molto
emozionato che stavo per piangere, però desideravo che fosse presente alla festa anche mio nonno;
sapevo che era sempre nel mio cuore e era sempre accanto a me. Non dimenticherò mai il giorno
della comunione.
Fortunato Falcone
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Ambito Cresima
Scuola Media di Strada
Mio padre mi ha aiutato a credere ancora di più a Gesù. Questo fatto mi ha reso molto felice.
Mi dice che io ho un angelo custode che mi protegge, che mi aiuta a superare le difficoltà e che mi
sta sempre vicino. Mio padre mi dice che Gesù è andato in croce per il fatto di credere in Dio. Gesù
e la Madonna mi ha reso molto felice e so che mi aiutano nelle difficoltà.
Celeste Feni
ID
La prima persona ad avermi insegnato a pregare è stata la mia cara mamma che i ha portato in
chiesa quando avevo sei anni. Dopo imparai ad andare da solo e ora quasi tute le domeniche o i
sabati vado in chiesa a pregare.
Mattia Babazzi I D
La prima volta che sono andato in chiesa è stato con la mia nonna alla chiesa dei Salesiani a Firenze
a sentire e dire la preghiera da Don Bosco. Il mio battesimo l’ho fatto quando ero piccino, poi ho
fatto un anno di catechismo, però non ho fatto la comunione, però qualche volta vado in chiesa.
Lorenzo Biagioli
Caro Gesù,
Le persone che mi hanno aiutato di più a conoscerti sono due: “Antonella” che tutte le domeniche
mi portava alla messa e la mia catechista “Laura” che andando a catechismo mi ha parlato tanto di
te e mi ha incoraggiato a pregarti sempre. Ti ringrazio per i momenti belli che ho passato con queste
persone, per me è stato importante conoscerle.
Ti voglio bene!!
Elisa Ceccarelli I D
Devo tutta la mia sapienza sulla religione a tutta la mia famiglia che all’età di sei anni mi ha
insegnato le preghiere più semplici (Ave Maria, Padre Nostro…) ed alla mia catechista preferita
(Debora) e Don Roberto che mi hanno insegnato le preghiere più complesse.
Lorenza Curinga I D
O Dio, Tu che mi guardi dal cielo illumini ogni mio desiderio. Nella terra ho la mia famiglia che mi
aiuta e mi difende, essa mi ha aiutato a credere il Dio, quel Dio che ogni giorno mi illumina la vita e
mi fa capire come è bella. Nella mia famiglia c’è la mia nonna Bruna che ogni volta mi porta in
chiesa a dire preghiere e a dire i miei peccati e i miei desideri e Dio è sempre pronto a ricevermi e a
perdonarmi. Se non c’era la mia famiglia può darsi che non ero qui a scrivere questa poesia.
Alex Ceramelli I D
Grazie Gesù per la felicità che infondi in noi. Io ti ringrazio per la nostra messa e per la nostra vita e
per la nostra serenità. Io Ti ringrazio per tutto ciò che hai dato a noi.
Alessio Sbreti I D
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Mio nonno non c’era più ed io dopo la sua morte il mondo lo descrivevo come un labirinto buio
senza uscita… Questo fatto però mi ha incoraggiato ad avere più’ fede in Dio ed a uscire da questo
labirinto. Tutte le sere pregavo per lui affinché andasse in paradiso. Da allora ho ripreso a sperare in
me. Devo tutto a lui che mi ha insegnato attraverso la sua morte che questo è sia un fatto brutto
perché si “perde” una persona cara ma dall’altra parte bello perché si ha più fede in Dio e più
speranza n noi!
Elena Ilies
I D
C’è chi ha paura di crescere: perché crescere è impegnativo. Crescendo si cambia: certe cose che
prima interessavano, ora non interessano più; certe cose che vorremmo durassero per sempre,
perdono consistenza e scompaiono dall’ambito della nostra vita.
Crescere implica rischio, e il rischio provoca paura. D’altra parte, crescere è necessario e crescere è
bello. Necessario perché star fermi, bloccati, è perdere il ritmo della vita; è rimanere indietro, è
regredire….E crescere è bello perché apre al nuovo, all’indietro, perché è una scommessa con se
stessi, gli altri, il mondo: perché varcare il futuro è domare la vita.
Cosimo Fani I D
Io devo la mia “religione” alla mia nonna Rosa, che, quando io e la mia cugina Arantxa eravamo
piccole, ci portava in chiesa, ci insegnava delle preghiere e al mattino ci faceva fare il segno della
croce, perché Dio ci proteggesse! E quindi chiedo a Dio che gli stia sempre accanto, perché per me,
come per mia cugina è una persona speciale. Però la devo anche al mio catechista Sandro Boschi
che mi ha aiutato molto ad imparare altre cose su Dio che non sapevo.
Quindi vorrei ringraziare queste due persone, tutte e due molto importanti.
Carolina Chiaramonti I D
Caro Gesù, grazie di avermi dato una famiglia generosa e affettuosa. Io credo in Te.
Federica Paggetti I D
Gesù, ti voglio tanto bene, ti ringrazio di avermi dato una famiglia allegra e gioiosa. Sono molto
contenta di avere dei genitori ed un fratello molto legato a me, che mi riempie di baci e carezze e
non fa che dirmi: ti voglio bene. Tutto questo merito è dei miei genitori che ci crescono con amore.
Daremo amore anche al prossimo, sì, perché loro ci insegnano una educazione e rispettare tutti nel
modo giusto e di seguire sempre il cammino con Gesù; ci aiutano a crescere e dare amore.
Se Gesù ci “sta a cuore” non lo dimenticheremo, perché pregare non è questione di voglia, ma è di
volontà. Se credi in Dio, starai sempre con lui nella preghiera. Ora è l’età in cui alcune scelte che
faccio avranno conseguenze su tutta la mia vita futura. Dio chiede di usare le cose con rispetto e
custodirle e ci insegna a rendere più bella e abitabile la terra e non ad inquinarla, rovinarla e
distruggerla.
Candida Pastore
I D
La famiglia ti aiuta sempre quando sbagli, ti aiuteranno correggendo i tuoi errori e sempre ti
aiuteranno. Amo mia mamma che mi aiuta sempre e mi aiuta anche a pregare.
Alex Basagni II E
La famiglia è la cosa più importante che esista. La famiglia ti da forza e coraggio per oltrepassare i
giorni più difficili della tua vita e ti insegna a crescere e ad amare.
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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La famiglia è come un fiume, può continuare il suo corso finendo in uno splendido mare, oppure
morire in una palude. La famiglia ti aiuta a conoscere ed avvicinarti a Gesù e a Dio e mi ha
trasformato nella persona in cui sono oggi.
Arantxa Bucarelli II E
Mia nonna Caterina era il ritratto della fede, non della giovinezza certo: si potrebbe quasi dire che
ha visto i dinosauri in carne ed ossa. Ha vissuto per 95 anni su questo pianeta, molti con tre figli
piccoli ed il marito morto, ma lei, invece di mandarlo a benedire, lo ha pregato, lo ha lodato ,
sempre, fino alla morte! Aveva tanti poster di papi, calendari della chiesa, palme…
Non credo che nella mia famiglia ci sia mai stati, ci sia o ci sarà persona così dolce, così cara e
fedele a Dio come lei!
I primi due ani della mia vita li ho passati a casa sua; dormivamo in quattro in un letto: io, mio
fratello ed i miei genitori. In quegli anni, mia nonna mi insegnò prima a parlare e poi le basi della
religione cattolica. Tutte le domeniche andavamo alla chiesina li vicino. Io non me lo ricordo, ma
dicono che piangevo sempre. Devo tutto a mia nonna e non so cosa avrei fatto se non ci fosse stata
lei.
Neri Fuochi II E
Io con i miei genitori ho imparato a camminare verso Dio. Soprattutto il mio babbo che mi ha
insegnato a pregare ogni serata e anche prima di pranzare e cenare, ringraziando Dio di tutto ciò che
ci ha dato.
Viola Rescigno
II E
Grazie alla mia nonna che mi è stata vicino quando ho cercato di imparare a pregare, quando ho
cercato di entrare in chiesa la prima volta. E quindi un grazie speciale alla mia nonna che mi ha
aiutato insieme ai miei genitori nel mio cammino.
Sofia Cenni
II E
Il valore di una famiglia….la mia!
La famiglia è la cosa più importante, è la cosa che ti da più forza, che ti da tutto il suo amore.
A volte devi prendere una decisione: quella giusta e pensi ….come faccio? Poi ti volti e li vedi che
ti dicono che puoi contare su di loro; allora tutto passa e anche le cose più difficili, se affrontate
insieme, sembrano davvero banali. Del resto sono loro che ti hanno insegnato tutto: a parlare, a
camminare, a sognare ad occhi aperti…E quando stavi male, loro erano lì pronti a curarti, quando
piangevi a consolarti e quando la sera non riuscivi a dormire, loro erano lì a cantarti la ninna nanna.
Ma soprattutto ti hanno insegnato a credere in Dio e anche se ho ancora molto da imparare della
vita, credendo in Dio sono già a metà strada.
Federica Tozzi II E
Per me è stata mia nonna che mi ha insegnato il cammino per andare incontro a Gesù. Mi ha
insegnato ad andare alla messa e a credere in Dio. Per questo gli voglio tanto bene ed è grazie a Lei
che oggi sono una persona che crede in Dio.
Chiara Paggetti II E
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
17
…L’arte di pregare!
La persona che mi ha aiutato di più è la mia nonna. Lei mia ha insegnato il segno della croce e tante
preghiere. Grazie a questo, quando mi sentivo persa, andavo con lei in chiesa e ritornavo felice, ed è
per questo che credo in Dio. Io sono orgogliosa di essere cristiana.
Veronica Ciccone II E
Pensate attentamente alle bellezze della vita…Una volta fatto, vi accorgerete che non c’è cosa più
bella della nostra famiglia!! Un bacio, un abbraccio, una carezza che ti scalda il cuore e fa si che il
tuo giorno sia migliore.
La tua famiglia ti insegna a credere in Dio e ti insegna anche a pregare per lui, per far si che ogni
giorno, vissuto insieme a Dio sia più felice.
Sara Bagnoli
II E
Dal buio alla luce
Perché se la strada è buia
c’è sempre qualcuno disposto
a prenderti per mano
e portarti lontano verso
la luce
Gaia Moretti II E
Caro Gesù, io mi ricordo che quando ero piccino il mio nonno mi portava sempre al bar: mi
comprava le patatine e tante altre cose.
Un giorno quando ero all’asilo arrivò la mia mamma a prendermi per tornare a casa; io però non
volevo tornare e allora la mia mamma mi dice: guarda che se vieni a casa c’è una sorpresa. Io allora
ho dato la mano alla mia mamma e siamo andati a casa. Quando siamo arrivati a casa, all’ingresso
c’era una borsa. Io sono andato in cucina per vedere che c’era: c’era il mio nonno che era tornato
dall’ospedale. Sono corso subito a salutarlo e ad abbracciarlo. Poi però nel 2000 Gesù ha chiamato
il mio nonno in cielo. La mia nonna a me e alla mia sorella ci hanno portato a Stia dalla mia nonna,
perché il mio nonno stava per morire.
Quando avevano fatto il funerale io avevo chiesto alla mia nonna quando ero tornato da Stia il
secondo giorno che avevano fatto il funerale. Ho chiesto alla mia nonna: ma nonno dov’è? Lei mi
ha risposto: è andato dalla Madonnina perchè doveva firmare un foglio, ma poi torna.
A me è dispiaciuto che il mio nonno sia morto e che non abbia potuto vedere la salma e andare al
funerale.
Noi figli dell’Onnipotente “Dio”.
Non ci possiamo permettere di
infrangere le leggi
della natura, noi
dobbiamo combattere
i razzisti per il
bene dell’intera
umanità.
L’uomo il peccatore,
ma grazie all’uomo
Giulio Verlato II D
ora siamo così.
E’ meglio mettere
a un defunto un
fiore di plastica o
uno vivo?
Di Plastica, perché
quello vivo si
sciupa e l’amore non
c’è più, invece di
plastica l’amore
non muore.
Medon Mustafaj
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
18
La mia mamma mi ha aiutato
e con un po’ di sforzo anche io ho imparato.
Sono andata in prima dalle suore
e con loro ho aperto il mio cuore.
Ho aperto il mio cuore per Cristo Gesù
che ormai non c’è più.
E’ morto per salvarci
ma anche per aiutarci.
Ha deciso così
tra una notte e un dì.
Sono contenta
di stare attenta
attenta a quello che dici
in momenti precisi
parole preziose
e frasi gioiose
momenti felici
per grandi amici
una vita sincera
a chi ama e spera
Fiamma Baldini II D
Caro Gesù, grazie di questa bella famiglia che mi hai dato. Con l’aiuto della mia zia ho imparato a
dire le preghiere e a conoscerti.
Fin da quando ero piccola, mi prendeva per la mano e mi portava in chiesa, ma ora sono cresciuta e
in chiesa ci vado anche da sola. E’ da tre anni che prendo il Tuo corpo e ne sono molto contenta e
quest’anno passo a cresima. Tutto questo grazie alla mia zia che mi ha fatto aprire il mio cuore a te
e a farmi capire quanto sei importante per noi.
Anna Bucarelli II D
La mia nonna Giuseppina è sempre stata una persona religiosa. Fin da quando ero piccola, io e mio
fratello Michele, passavamo quasi tutto il nostro tempo in compagnia sua e lei tutte le mattine prima
di andare a scuola ci faceva dire il Padre Nostro. Questa è stata la nostra prima preghiera che
abbiamo imparato. Con il tempo poi ci ha insegnato altre preghiere un po’ più complicate. Ogni
sabato ci portava alla messa in S. Agata; Lei voleva che leggessimo le preghiere dei fedeli e
bisognava anche aiutare il prete. Per Pasqua e Natale, insieme ai nostri amici andavamo a fare le
prove, perché queste sono messe più complesse e la mia nonna era a pulire ed a abbellire la chiesa.
Quando dovevamo passare a Comunione lei ci aveva preparato per bene e soprattutto i ha insegnato
l’ultima preghiera che non conoscevamo: Salve Regina. Ora che sono più grande vado alla messa
con le mie amiche e non ci vado quelle tante volte che andavo con mia nonna, ed è infatti per questo
che lei si arrabbia e vuole che ci vada il sabato ins ieme a lei. Grazie a lei ora so anche tutte le parole
che dice il prete durante la messa. Va beh, a noi bambini ci piace di più giocare e saltare la messa,
ma quando ci sono messe come Pasqua e Natale siamo sempre presenti per servirle. Le messe sono
cose serie ma noi, sotto sotto ci divertiamo perche siamo tutti insieme. Io sono felice di sapere
queste cose sulla nostra religione e per questo devo ringraziare la mia nonna!!
Rachele Consumi II D
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
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Da piccolo ancora non conoscevo la religione, ma poi un giorno mia mamma mi portò in chiesa. Le
prime volte che ci andavo non tenevo conto a cosa mi circondava. Poi con il passare degli anni, ho
incominciato a porre domande a mia madre e alle mie nonne. Quando andavo a messa, stavo più
attento a cosa diceva il parroco, o guardavo tutti i dipinti di Gesù e di San Martino. Con il passare
degli anni ho incominciato, anche, a servire la messa con degli amici. Se oggi sono quel che sono, è
anche perché quando ero piccolo i miei genitori ed i miei nonni mi portavano in chiesa con loro per
farmi capire le origini del mondo, chi ha vissuto prima di noi. Soprattutto gli sono grato perché
facendomi avvicinare sempre di più a Gesù mi hanno insegnato ad amare e ad apprezzare tutti e
tutto. La cosa che apprezzo di più è che mi hanno fatto conoscere Gesù.
Lorenzo Danesi II D
La mia nonna Graziella è sempre stata molto religiosa e fin da quando ero piccola e andavo a casa
sua mi insegnava delle piccole preghiere, che io non nuova ho imparato; la domenica mattina o il
sabato sera mi portava spesso alla messa. Il giorno di Natale tutti gli anni lei mi porta alla messa e
quello per me è un giorno molto speciale per due motivi: il primo perché è Natale, il giorno della
nascita di Gesù e il secondo perché in quel momento speciale sono la mia nonna e mi viene in
mente tutti i momenti di quando mi ha insegnato a pregare e a provare amore per Gesù. Un altro
giorno speciale che passo con la mia nonna è la mattina di Pasqua, che come sempre andiamo alla
messa nella chiesa vicino a casa sua, così benediciamo le uova che poi mangiamo per il pranzo a
casa sua. Adesso è da circa un mese che non la vedo perché sta a Firenze, ma tutte le settimane ci
sentiamo per telefono. So però che tra qualche giorno andrò a Firenze e potrò vederla e visto che
sarà di sabato o di domenica, potremo andare alla messa insieme, che ci fa sentire vicine.
Io ringrazio con tutto il cuore la mia nonna perché forse senza di lei non avrei mai saputo così bene
tutte le preghiere; e anche per questo ma oltre a questo le voglio un sacco di bene, forse di più.
Claudia Silla II D
Grazie Gesù di avermi dato una famiglia che mi vuole bene, che mi aiuta nei problemi che non so
risolvere, per esempio quando litigo con un amico, io in quel momento non ci voglio fare più la
pace, ma la mia mamma mi fa capire che è inutile e che ci devo fare la pace, perché l’amicizia è una
cosa importante come la famiglia. E’ vero perché io senza la famiglia, come farei? Beh, questo non
lo so, so solo che vicino a me ho Gesù e la mia famiglia che mi vogliono tanto bene come io ne
voglio a loro. E’ stata soprattutto mia nonna a dirmi di andare alla messa e se non ci andavo la
mattina, mi portava con lei la sera. Mi ha insegnato le preghiere, a farmi il segno della croce e i
canti. Anche mia mamma mi fa capire che andare alla messa di domenica con la mia famiglia è
meglio di stare a dormire, anche che io ero più intenta a stare a dormire, ma poi andavo alla messa
ed ero anche soddisfatta.
La mia famiglia mi ha insegnato tante cose e una di queste è anche l’educazione verso gli altri.
Grazie di avermi dato una famiglia…
Francesca Paggetti II D
Caro Gesù, io mi ricordo ancora quando ero piccolo, che la mia nonna mi portava in chiesa, mi
spiegava che quando si entra in chiesa, si deve fare il segno della croce e mentre il parroco faceva la
messa, si doveva stare zitti. Quando si tornava a casa mi insegnava le preghiere, poi un giorno mi
disse che dovevo incominciare ad andare in chiesa da solo e io incominciai ad andarci da solo. Poi
mi consigliò di fare il chierichetto, però gli dissi di no, perché mi vergognavo. Poi incominciai ad
andare a benedire le case con il proposto e degli amici e incominciai ad andare in chiesa a Strada
con i miei amici.
Marco Candia II D
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
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La persona che mi ha portato verso Gesù è stata principalmente la mia nonna Beppina. Infatti fin da
quando ero molto piccolo, lei mi portava tutte le domeniche alla Messa.
Prima di andare all’asilo oppure a scuola, mi faceva dire molte preghiere, che dovevano custodirmi
durante tutta la giornata. Lei mi ha sempre insegnato i comandamenti e le volontà di Dio. Qualche
volta mi leggeva anche la Bibbia e il vangelo. Quando andavo a Messa, la mia nonna mi ha sempre
insegnato come fare il chierichetto. Anche i miei genitori sono religiosi, ma non come la mia nonna.
Lei mi dice sempre che se voglio vivere bene e stare sempre in salute devo andare sempre a Messa.
Ora dopo il giusto insegnamento che mi ha dato la mia nonna vado tutte le domeniche a me ssa. Io
ringrazio tanto la mia nonna!
Michele Consumi II D
Mi hanno insegnato la religione da piccola. Me l’ha insegnata la mia nonna Giuliana. Mi hanno
insegnato le prime preghiere solo a quattro anni. Vado sempre alla messa. Quest’anno passo anche a
Cresima.
Sono contenta che mi hanno insegnato fin da piccola la religione.
Debora Mattoni II D
Io sono un ragazzo che crede molto alla religione cristiana. E molto bello professare una religione
perché ognuno di noi ha tradizioni, caratteristiche diverse da altri. Per tutto ciò devo ringraziare
molto i miei familiari che mi hanno portato in chiesa o alle festività religiose da quando ero
piccolissimo. Tutt’ora tutte le domeniche vado sempre a messa facendo il chierichetto o leggendo le
Sante Letture. Questa cosa per me è bellissima e il mio cammino con Gesù non lo voglio
interrompere ma continuarlo al meglio anche dopo l’aldilà.
Davide Cittadino III D
Le parole hanno significato infinito
la religione me l’ha spiegate tut te,
ma una ha evidenziato,
la pace provata reciprocamente
da noi fratelli.
L’amore è fede
ed essa è provvidenza
comunque la sacra via dell’infinito.
La mia dolce nonna
me l’ha illuminata
e io dolce fanciulla
l’ho chiusa nel cuore
e non l’ho mai lasciata.
Francesca Tribolini III D
La famiglia è composta da un padre, una madre e dei figli; ma soprattutto da Gesù che ci vuole
molto bene e che quando abbiamo bisogno di aiuto, ci da una mano.
Gesù ha fatto e farà sempre miracoli, uno dei quali è di averci creato.
Ti prego di aiutare la mia famiglia nei momenti più difficili. Ma la prima cosa che ti chiedo è di
aiutare tutti quei bambini che non hanno i genitori e che stanno in un orfanotrofio.
Se puoi esaudisci questo mio desiderio.
Andrea Tapinassi
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
III E
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
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La mia fede per la religione cristiana
è nata in una giornata
molto lontana.
Molti anni fa all’asilo dalle suore,
dove si apprende il significato dell’amore
che dobbiamo a nostro Signore Salvatore.
Le suore mi hanno insegnato le preghiere,
la nonna poi me le ha fatte dire in casa e in chiesa
e mi ha portato tutti i giorni alla messa
dove c’era molta ressa.
Poi è arrivata Antonella e suor Elide
Che mi hanno portato alla comunione
E alla cresima allargando enormemente la religione
Ti ringrazio o Signore
per avermi mandato tutte queste persone
ad aiutarmi nel cammino di religione.
Federico Ceccarelli III D
Novantacinque
l’anno mio di nascita
novantacinque
i motivi del culto mio profondo
novantacinque
il numero infinito per ascoltarlo.
Due le persone
che mi hanno aperto gli occhi
la fiduciosa suora predicatrice
la nonna credente nell’amore dell’eterno.
Una ragazza che sa apprezzare
e l’amore di Dio
che ho saputo coltivare.
Maria Laura Nibi III D
La vita è come un cammino,: ci sono persone che ti aiutano a portarla avanti, a farti camminare a
testa alta; nei momenti difficili sono sempre accanto a te, ad aiutarti. Invece i momenti belli ci sono
solo grazie a loro, che ti vogliono bene, che sono nel tuo cuore, nel tuo pensiero.
Queste persone sono gli amici, ma sopratutto i famigliari, che sono fin dalla nascita, stampati nel
DNA. Ti insegnano le funzioni della via, il suo senso, seguendoti passo passo nelle tue scelte,
dandoti consigli, facendoti capire cosa è giusto e cosa è sbagliato
I miei genitori per esempio, mi hanno dato un grande aiuto durante la vita giornaliera e anche se a
volte quel che dicono sembra ingiusto, quell’insegnamento ti servirà e dopo li ringrazierai. Questa è
una vera famiglia per. Non la cambierei mai.
Michele Vizzi III E
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
22
Padre degli orfani!
Fonte di gioia!
Signore delle cibarie! Oh, quale consolazione
prova la mia anima grata
Oh, Dio che sei bravo
come il sole nel cielo
si, tu sei prodigio
d’ogni cosa:
che tutto tu concedi
e a tutto provvedi
dai una casa agli orfani
che sono molto poveri
Benito Falcone III E
Per me essere adolescenti oggi non è facile, perché ci sono genitori crudeli che lasciano i loro figli
soli ad affrontare la vita. Io sono felice perché io amo i miei genitori che hanno insegnato tutto
quello che sapevano ed è grazie a loro che sono a questo punto. I miei genitori, i miei nonni, il mio
fratello, sono chiamati a costruire un ambiente sereno attraverso l’affetto e l’aiuto reciproco, la
capacità di chiedere scusa degli errori commessi e di perdonare le offese ricevute, il rispetto delle
regole comuni, il desiderio di vivere insieme condividendo la gioia e il desiderio di vivere insieme
condividendo la gioia e i dolori. E’ questo che mi hanno fatto sentire i miei genitori; sicurezza, e
felicità. Grazie a loro sono cresciuta, avendomi portato alla fede per il signore Gesù, soprattutto mia
nonna che il sabato e la domenica mi portava spesso alla messa, mi insegnava tutto su Gesù e
insieme pregavamo e onoravamo il Signore. Leggevamo i libri che lo riguardavano e non andavamo
a dormire finché non avevamo pregato Dio. Sono contenta di aver imparato tutte queste cose e di
aver cercato di crescere, perché ci aiutano a vivere una vita migliore, ringraziando Gesù. Io amo la
mia famiglia, che è tutto quello che so e che senza di loro non potrei vivere e senza di loro adesso
non saprei quello che riguarda Dio.
Francesca Giuntini III E
Una volta quando ero piccolo
Ero come un trabiccolo
I miei genitori lavoravano
Io gli davo baci ma non gli bastavano.
Allora andavo a casa della mia nonna
E aveva un a grande gonna
Aimè c’era anche lo zio
Che era scapolo grazie a Dio
Lui giocava sempre con me
Intanto io mangiavo un seme.
Giocavamo con il gatto
Ed il fatto
È che era folto feroce
E soprattutto veloce.
Miagolava tutti i giorni
E adorava i faraoni.
Io e la nonna giocavamo a briscola
Mentre mi bevevo una cola
Vincevo sempre io
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
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Ma la partita era corta come un fino.
La cosa strana era mangiare alle 17.30
E poi guardare un film in affitto.
Questa mia poesia
È dedicata alla mia cara nonnina
E al mitico zio che
Mi volevano tanto bene.
Sono cresciuto con loro
E mi hanno insegnato tante cose.
Alessandro Vettori III E
Ogni bambino dovrebbe avere una famiglia che l’aiuti. Io per fortuna ce l’ho, però mi dispiace per
molti bambini che non l’hanno. Questa mi ha aiutato molto per arrivare a Dio. Loro mi hanno
aiutato anche quando ero caduto: mi hanno rialzato, quando non volevo andare alla messa, mi
dicevano, Dio non mi avrebbe accettato al paradiso e sarei andato all’infermo e avrei scontato le più
brutte pene.
Quando non c’era la mia famiglia, mi aiutavano i nonni. Anche loro mi dicevano di andare alla
messa e così io ci andavo. La famiglia è molto importante e nessuno potrebbe farne a meno.
Oscar Paggetti III E
Per me la famiglia è la prima comunità in cui tutti ci troviamo a vivere. Io vivo una vita felice,
perché ho genitori che con i loro cuori illuminano il cammino verso un futuro migliore. Non i può
vivere e crescere da soli. La vita umana è una vita con gli altri, una vita per gli altri. Per crescere e
maturare, è necessario saper guardare attorno a se e davanti a se. Le famiglie si caratterizzano tutte
per modi diversi di mangia re, di regolare gli orari delle attività quotidiane, di celebrare le feste;
insomma di vivere, anche se dovrebbe essere presente in tutte il legame di comunione fra chi ne fa
parte.
La mia famiglia mi ha aiutato molto nel periodo dell’adolescenza, come vi sarete accorti, cresce
forti il bisogno e il desiderio di stare insieme agli altri, di incontrarsi in un gruppo con i coetanei per
giocare e confrontarsi.
Eva Paggetti
III E
Nessun uomo è un’isola. Non possiamo stare da soli, anche se a volt e sembra la cosa migliore.
L’aiuto degli altri, soprattutto dei familiari, è fondamentale per “il nostro cammino di vita”.
Per crescere e per realizzarsi è necessario guardarsi attorno e aprirsi agli altri di modo che si esca
dal nostro piccolo guscio.
La famiglia è la cellula fondamentale della società e di noi stessi, perché l’esperienza familiari è una
delle più significative della vita. A volte capita che un componente della famiglia si lega
particolarmente ad un altro; così può nascere un legame particolarmente “forte” e questo secondo
me è una delle cose più importanti del cammino familiare. Quindi consiglierei a tutti di mantenere
un buon rapporto con i familiari, perché loro ci saranno sempre nel momento del bisogno.
Vostra e unica Dany
Daniela Lanini III E
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
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Scuola Media di Stia classe II A/B
O Gesù ogni giorno i miei genitori litigano perchè non vanno d’accordo, ma subito ritornano in
pace con il tuo amore e le mie preghiere.
Claudio
La mia famiglia crede molto in Gesù, noi preghiamo ogni giorno quando si mangia e quando si va a
letto.
Paul
Quando io prego penso a Gesù che mi aiuta da lassù, io prego la mattina e la sera, ma vado poche
volte in chiesa perchè ho la partita di calcio.
I miei genitori mi dicono sempre di andare alla messa. Grazie Gesù che mi hai dato la mia famiglia.
Filippo
Nella mia famiglia Gesù è quello più importante, ci aiuta nei periodi più difficili e cerca di farci
trovare in qualche modo una via di uscita. Riesce a farci stare uniti, noi litighiamo e parliamo, ma
questo fa parte della famiglia, invece per Gesù noi siamo parte del suo cuore.
Qualche volta andiamo a trovarlo a messa ed è li che vediamo la nostra bella famiglia unita.
Tanya
In famiglia noi litighiamo molto, ma dopo qualche minuto facciamo pace, la domenica qualche
volta andiamo in chiesa tutti insieme.
Veronica
La famiglia sono le persone che ti vogliono bene, se ti brontolano è per non farti commettere lo
stesso errore. Ci potrai litigare, ma non puoi fare a meno di far pace.
La mia famiglia mi porta alla messa.
Arianna
In famiglia tutto è possibile, si può litigare e far pace, se i nostri genitori ci brontolano lo fanno per
noi, per la nostra educazione e per il nostro bene.
La Domenica la mia famiglia va alla messa e in quel momento sta bene insieme. Gesù ci manterrà
uniti per sempre.
Chiara
Nella mia famiglia delle volte ci abbracciamo e altre litighiamo. Prima di andare a letto apro il mio
vangelo e mi metto a leggerlo. La domenica a volte andiamo alla messa e cerchiamo di stare in pace
anche se non ci riusciamo molto bene.
Samantha
Io la Domenica vado a messa solo qualche volta, perchè altre volte sono dal mio babbo, ma io la
mamma e la nonna preghiamo sempre.
Sabrina
Buon Gesù, aiuta la mia famiglia a superare i problemi e le difficoltà di ogni giorno.
Lorenzo
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
25
Io prego quando me lo ricordo, però la sera sempre. Alla messa ci vado quando posso, perchè
spesso nessuno mi ci può portare.
Giulia
Gesù è sempre accanto a noi
e con il crocifisso aiuta tutti noi
la Domenica sono a calcio e non posso pregare,
ma dentro il mio cuore
lo posso lodare.
Quando provo tanto dolore
la luce della mia vita sei tu signore.
I mie genitori cerco di farli pregare,
ma loro non ne vogliono sapere
e se questo è il loro volere
io non voglio protestare,
ma io continuerò
non mi fermerò,
per loro pregherò.
Andrea
Gesù aiuta ogni giorno me e la mia famiglia ad essere forti nei momenti difficili. Aiutaci a non
litigare mai e a rispettarci.
Michele
La Domenica in famiglia è il giorno più importante della settimana perchè si va alla messa, prima di
mangiare a tavola il mio babbo prega.
Quando qualche domenica non sono andato alla Messa e non ho pregato, è andato tutto male;
quando io prego va invece tutto bene, perchè Gesù mi aiuta.
Agostino
I nostri genitori ci hanno insegnato fin da piccoli ad essere educati e a rispettare le persone. Tutte le
domeniche andiamo in chiesa, partecipiamo alla messa, ascoltiamo il vangelo e ne prendiamo atto;
prima di andare a letto preghiamo e ringraziamo il Signore per i doni che ci ha offerto durante il
giorno.
Quando ci alziamo la mattina, prima di scendere dal letto, ci facciamo un bel segno della croce per
sperare in un giorno migliore.
Angela, Cecilia e Letizia.
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
Vorrei dirti
Comincio a capirTi veramente
Leggendo tutta la Tua vita;
mi sento tanto bene…
una gioia infinita.
Vorrei dirTi tante cose
Che nemmeno so,
vorrei raccontarti
dei sogni che ho.
Vorrei dirtTi come offro
tutto questo mio amore,
di come cerco in Te
ogni vera mia passione;
vorrei dividere con Te
tutto il tempo che rimane,
che rimane e che riappare
nei ricordi da cantare.
Quei ricordi sempre vivi,
con la mia famiglia
ripassando i Tuoi valori
nati da quella scintilla.
Vorrei farTi sapere
Tutto quanto ho dentro me,
ora che più Ti avvicini
e più mi riconosco in Te.
pag.
26
Il tuo tepore
Non mi sembra vero
Tutto questo movimento;
questo leggere e parlare
che distrae il mio momento.
Vorrei solo il mio silenzio,
un silenzio senza forma
che potrebbe avvicinarmi
come il vento che ritorna.
Che ritorna verso il mare
Del Tuo grande insegnamento,
dell’invito ad amare
momento per momento.
Mio padre mi accompagna,
man con mano con la mamma
che sistema i miei capelli,
mi ricorda una preghiera.
E Ti sento dentro il cuore
Ora che Ti cerco in chiesa:
or che sento il Tuo tepore
è finita la mia attesa.
Cristina Mirabella
Catania
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Federico Mirabella
Catania
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
27
Ambito Giovani laici
Sezione Preghiera in poesia
Siamo in cammino...
“Credere nel passo
che si muove,
credere nel pianto che sgorga dal
cuore,
solo perché scopre l’amore.
Non abbiamo guardato
insieme il cammino,
ora però siamo nelle
gioie,
ora però siamo ad attingere le
nostre labbra alla fonte di vita.
Siamo nelle letture di un libro sacro
siamo lì nelle preghiere
che recitiamo tenendoci per mano.
C’è una Voce
che ci indica la via e noi
viviamo la fede, nella sua pace,
nella forma di una veste che scalda le nostre anime
portandole davanti a Gesù.”
Valentina Guiducci Arezzo
“SANTA MADRE”
Santa è la Madre, che
con baci e carezze
i suoi figli protegge.
Santa è la Madre, che
per amore dei figli
i propri mali non cura.
L’aria dolce di primavera
profuma le sere, di
lavanda e gelsomino.
Le sue lacrime e preghiere,
li salveranno tutti.
Riccardo Bertozzi – Cattolica (RN)
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
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Quel che sei…
Dal dolore rinasce in me la speranza
La luce che Tu partorisci,che Tu sei,
Creatore di tutte le bellezze delle terra,
degli uccellini,delle formichine,dei delfini,
delle farfalline colorate,delle rose,dei fiori di loto,
degli alberi gialli in autunno,delle stelle,del mare,dei laghetti incantati.
Creatore di ogni pensiero che prende forma nella mia mente
Hai dato alle mie mani e al mio spirito
I doni che essi da te ardentemente attendevano
Sei Tu, Padre il fazzoletto di seta che asciuga le mie lacrime
Sei Tu, Gesù l’amico che mi tiene per mano e sorride con me
Sei tu,Spirito di Dio il coraggio di vivere la scelta del “cristiano”
Annarosa Abagnale S.Antonio Abate (Na)
Mani sporche di Dio
“Le strade di Dio sono infinite e meravigliose” a questo pensavo, mentre percorrevo
da sola l’ultima tratta (Napoli – Roma) di un lungo viaggio, cominciato la mattina
presto a Licata, che mi stava riportando a casa dopo il mio primo campo comboniano.
Erano passati dieci giorni e a me il tempo sembrava volato; pareva ieri che salivo sul
treno alla stazione di Napoli: eravamo cinque ragazze, tre ragazzi, due suore e la
madre di una di noi, un piccolo gruppo che si sarebbe allargato nel tempo fino a
diventare una piccola comunità di una ventina di persone, in rappresentanza di tutta
l’Italia.
La nostra giornata tipica cominciava alle 7:00 con le lodi; dopo una nutriente
colazione, un pulmino ci portava a lavorare nei campi nell’ambito del progetto
“Spezzare le catene”, che si propone di creare una comunità alternativa al carcere,
attraverso il lavoro e la vita comune.
“Chiamati a sporcarci le mani” era questo lo slogan del nostro campo, e noi le mani
ce le siamo sporcate davvero e quella terra è diventata metafora di un impegno per un
concreto sporcarsi le mani anche nella nostra quotidianità. Col senno del poi, ogni
compito del nostro lavoro può essere riletto alla luce di una forte valenza simbolica:
la raccolta dei pomodori come la raccolta dei frutti del lavoro che Dio compie tramite
noi; la loro sistemazione e preparazione alla vendita, come la consapevolezza che tali
frutti non sono per noi, ma che la nostra vita per avere senso deve essere donata agli
altri; e infine la costruzione dei vasconi per la raccolta dell’acqua per l’irrigazione,
come l’atto di preparare, ripulire e realizzare la nostra vita perché possa ospitare
l’acqua viva di Cristo.
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Altro simbolo del campo di Licata è stata la Bibbia che ha illuminato quei dieci giorni
attraverso le catechesi pomeridiane sulle chiamate dei profeti, da Mosè a Gesù. Le
letture e le parole di Padre Alex, Suor Tarcisia e Padre Gaspare, ci hanno aperto gli
occhi su un mondo antico, sui suoi problemi, sulle sue ingiustizie e le sue brutalità,
facendoci vedere che in più di 3000 anni la situazione non è cambiata molto, dato che
il 20% della popolazione totale consuma l’80% delle risorse mondiali. Le parole di
Alex, specialmente, sono state sempre taglienti e provocatorie, denunciando piccole e
grandi ingiustizie e chiamando in prima linea noi giovani, futuro di un mondo che
rischia di non avere più un futuro.
La sera di solito affrontavamo un problema di questa stupenda terra che è la Sicilia:
mafia, gestione dell’acqua, inceneritori, droga e, in particolare immigrazione e centri
di permanenza temporanea. L’ex convento presso il quale stavamo, infatti, ospita i
minorenni e le donne gravide che arrivano in Italia dopo un tremendo viaggio, spesso
in condizioni di salute precarie. Il mare che per alcuni è solo la meta di vacanze
agognate a lungo, per altri diventa la tomba di sogni infranti. Guardare negli occhi
quei ragazzi, parlare con loro, imparare la loro lingua, lavorare al loro fianco, ci ha
permesso di poter dare un nome e un volto ai numeri letti con indifferenza durante un
telegiornale.
E’ difficile spiegare in poche parole le emozioni, gli eventi piccoli e grandi che hanno
riempito quei giorni, dal battesimo al mare, dopo le lodi sulla spiaggia alle prime luci
dell’alba, al cocomero mangiato e al bagno fatto insieme al sole che tramontava.
Quei dieci giorni mi hanno cambiata, così come hanno cambiato tutti gli altri:
all’inizio di questa avventura eravamo tra noi dei perfetti sconosciuti, nel tempo ci
siamo conosciuti, confidati sogni e speranze e alla fine ci siamo lasciati con le
lacrime agli occhi e con una promessa: ritrovarci il prossimo anno, di nuovo a Licata,
con le mani ancora più sporche…magari con qualche amico in più.
Francesca Faramondi - Roma
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
Ambito Adulti laici
Sezione Preghiera in poesia
E COSI’ TUTTI I GIORNI
Cadenza di gesti usuali
per sentirsi vivi
i tuoi, i miei . . .
di giorno
e nel cuore della notte
nell’alternarsi
delle ore di veglia,
di sonno
tanto necessario
per rincominciare . . .
a lavorare
pulire,
cucinare,
riordinare
i libri, gli appunti,
i piatti, i panni lavati
non ancora stirati . . .
e ringraziare
Iddio che puoi farlo
pur rallentando il ritmo,
quasi a fermare
le ore, gli anni
nel loro andare!
Estella Tomaselli Sanacori
MONTEROTONDO Roma
A CLAUDIO
Caro figlio,
col tuo nome
anagrammato
il sostantivo "roccia"
è spuntato.
Ben si addice
a te laureato
in geologia civile.
Col tuo lavoro
di scavi,
perforazioni
e di cemento infiltrazioni,
di analisi e relazioni,
utile sei
a varie costruzioni.
Così ti auguro,
contemporaneamente,
di potere, all'occorrenza,
recare giovamento,
rinsaldare
e la vena sorgiva
trovare
per qualche anima
diventata "captiva".
Estella Tomaselli Sanacori
MONTEROTONDO Roma
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
30
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
31
A MIA MAMMA
Mamma carissima,
non ci sei più
da molti anni, ormai.
Guardo la tua fotografia,
eri giovane e bella,
poi, una brutta malattia
ti rese una fragile “bimba”
non più autosufficiente.
Ricordo i tuoi occhi
colmi di affetto
A volte sorridenti,
a volte spaventati . . .
ascoltavi e capivi,
ma più non potevi
parlare.
Dovevo essere forte
per te, quando tu
Al mio Salvatore
O celeste Nazareno,
questo vizzo sentimento,
che al necessitante vicino
la dissetante stilla non dà,
con profondo pentimento,
nuovo riscatto Ti domanda.
O fratello Crocifisso,
Ti imploro prostrato
di rinfocolare in me,
la travolgente pietà
che sino a ieri, ha dato
calore alla gelida vita.
sommessamente piangevi
per la mala sorte,
sono sicura dovuta
alle troppe operazioni
non sempre indovinate
e . . . in ravvicinate successioni
e agli effetti collaterali
di tante medicine.
La tua anima luminosa,
non più sofferente,
ci aiuti ancora,
ci doni la pace del cuore,
ci doni l’amore
anche quando si tace.
Estella Tomaselli Sanacori
MONTEROTONDO Roma
O premuroso Figlio
al Padre nostro asceso,
fa che l’invisibile luce
di questo misero moccolo,
sia ancora testimonianza
del Tuo eccelso amore.
O immortale Gesù,
accogli con benevolenza
tra le larghe mani divine,
questa supplica accorata,
che da umile servitore,
con gratitudine a Te elevo.
Amen.
Salvatore Greco - Prato (PO)
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
32
Confidenze Alla Madonna
Anniversario in famiglia
In pace,
mani di buona volontà
hanno a festa
imbandito la mensa.
Hanno vestito di nobiltà
e splendore
umili erbe dell’orto.
In pace,
occhi d’amore
all’Eterno hanno chiesto
dal fondo del cuore
filo non breve
ai giorni.
Rosa Repaci - Campo Calabro (RC).
Dolore
Non esistono scorciatoie nella vita o
Nell’amore, c’è sempre in agguato il
dolore.
Questo dolore dev’essere vissuto,
l’alternativa è sicuramente peggiore.
E’ questo che ci rende speciali, che ci
rende degni,
Il dolore con il quale amiamo.
Ma il dolore si accompagna a
qualcols’altro.
E’ la speranza!
Insieme al mio dolore c’è la speranza, è
questo che sto vivendo:
Qualcosa a metà strada tra l’agonia,
l’ottimismo e la preghiera.
Ai piedi della Croce, d’improvviso alla
luce
Che illumina il mondo e lo rende
capace
Di provare quel dolore che solo una
madre sa.
Lacrime Sante bagnano quel cuore,
Testimoni mute d’immenso amore.
Maria che soffri ogni giorno da allora,
Sorreggi questa madre che piange
ancora.
Madre Santissima, ascolta la mia
preghiera,
Ti offro le mie lacrime nel silenzio
della sera.
Inanellate come fossero un Rosario,
Prostrata con te ai piedi del Calvario.
Consola questo cuore, comprendi il
mio dolore,
Ti seguo in silenzio per soffrire con te,
Esempio d’amore, dolcissima Maria,
sei per me.
Anna Bonaventura - Roma
Questo mi rende umana, viva, è questa
la mia forza.
Lo sforzo quotidiano per difendere ciò
in cui credo,
A dispetto di un mondo che rende tutti
sempre più soli.
I volti dei miei cari sono la mia forza e
il mio sostegno,
Il nostro stare insieme da un senso alla
mia vita,
Per questo vale la pena di lottare.
Il carattere è più fermo perché
comparso di cicatrici.
La mia anima è più forte perché
temprata dalla sofferenza
Che invita alla preghiera,
Mi fa sentire più vicina a Dio.
Anna Bonaventura - Roma
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
33
Echàd (Uno)
Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio. (Es 3,6)
Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. (Gv 17,6)
Si sta sicuri sulla roccia
sembra
posata sulla sabbia delle mete
ma lo so
basta un traguardo non raggiunto
e viene divorata dall’informe
e sparsa di tumori la mia carne.
Allora chiedo tutto
affido ogni mia fibra
al viso infuocato
al tuono leggero come brezza
lascio che si cullino i problemi
e spero oltre misura
ma ragionevolmente
perché noi siamo
la cifra del tesoro
di cui ci fai custodi nel cammino
ardente di sconfitte che redimi.
Balbetto
ogni volta che posso
noi qui
tu dove è sempre
il nucleo amante
di ogni relazione.
FIGLIE ANGELICATE
Nel mio risveglio – due angeli
accanto al letto ho trovato.
Non potevo muovermi – tanto
mi doleva il costato,
non sapevo in quale luogo
fossi e perché.
Mi sorridevano, mentre continuavo
a fissare il loro aspetto familiare.
In memoria di mio padre Roberto
Alessandro Ramberti – Rimini
Mi sembrava che si attenuasse il
male.
Quando ripresi la piena coscienza
vidi le due adorate figlie
che di angeli avevano l’apparenza.
Quale tesoro al mondo potrebbe
eguagliare
l’amore che mi sanno dare?
Con questi pochi versi
vi voglio ringraziare.
Mamma
Adriana Marino Storace - Milano
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
Forse…
se riuscissi a volare
oltre le stelle
accanto alla luna
se riuscissi
a superare l’orizzonte
se potessi accarezzare
una nuvola
forse
potrei raggiungerti
se la mia voce
risuonasse
oltre le montagne
se il mio sguardo
superasse il buio
se eliminassi
pag.
34
il dolore
con le mie lacrime
se le mie mani
abbracciassero il mondo
per donargli calore
forse …
Ti
incontrerei
cammineremmo
a fianco
ti racconterei una storia
Tu
mi accoglieresti tra le braccia
placheresti il mio pianto
perdoneresti la mia fragilità
mi sveleresti il Mistero.
Marisa Provengano - Catanzaro
Preghiera
Prendi le mie lacrime
fanne perle
per un firmamento
gioioso
donalo alle rondini
che garriscano
e fà che portino pace
alle anime stanche
Raccogli le mie parole
e inghirlanda i campi
di fiori colorati
perché le farfalle
raccontino le storie di un tempo
a bimbi perplessi e dubbiosi
Signore
ti offro la mia solitudine
perché il mondo
comprenda
che il silenzio
è ombra
e cela i volti
disadorni d’amore
Nascondi il mio dolore
a chi non ha colpa
e dona l’innocenza
a questa terra amara
priva di speranze.
Marisa Provengano - Catanzaro
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
Gesù e sua madre
Concepirai un figlio,
lo darai alla luce
lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato
Figlio dell’Altissimo.
All’udire le parole dell’angelo
il mio cuore
si è riempito di gioia,
come smarrito
nella rivelazione infinita
pag.
35
dove l’abisso
si è aperto alla luce.
Ma una spada
ha trafitto la mia anima.
Un deserto privo d’angeli
mi accompagna
al giudizio di mio figlio.
Quel suo dolore è mio
e un lungo pianto
non ripara quell’infelicità
che non sa urlare.
Ardea Montebelli - Rimini
Come seguire Gesù
VV 18-22
Gesù, vedendo una gra folla intorno
Ordinò di passare all’altra riva.
S’avvicinò uno scriba: - “ Ogni giorno
-
Ti seguirò ovunque, Rabbì!” Schiva
Sembrò la risposta di Gesù Cristo:
“ Le volpi hanno una tana, e alla deriva
Non va l’uccello quando è stanco e tristo,
ma nel suo nido a riposare, mentre
Io non ho dove posare il capo!” -“ Visto
Che mio padre è morto, Rabbì, hai niente
In contrario se prima”- disse un altro
Dei discenti – “vado sveltamente
A seppellirlo?!?” Ma Gesù fu scaltro
A dirgli: - “ Seguimi e lascia che i morti
Sotterrino i loro morti senz’altro!”
Ignazio Salvatore Basile - Cagliari
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
36
della nostra intesa sulla rotta.
Si trema di gioia e di paura
quando un figlio annunzia
che sarà presto genitore.
Poi sul progetto misterioso
raccolto nel grembo della sposa
lungamente inizia
a fantasticare l’anima.
Famiglie a colori
sonore e vibranti
nel mondo
come emozionanti
gocce di bellezza
nella natura
regali
sul banco della vita
voi mi recate
in dono
la lontananza.
Silenzioso palco è la casa vuota
ma ancora contiene
la modestia degli avi
il respiro dei figli
il patto di Verità l’origine
Volano i bambini
in braccio ai genitori
per fame di gioia
per sete di giustizia
e ogni parola detta
è investimento
sull’età futura
mutuo
di scienza-poesia
cassa continua
di stupori.
O Signore cui nulla è impossibile
donaci ancora tempo per conoscerci
così come siamo diversi.
Aiutaci a superare per gradi
le barriere a trovare sempre
il modo di intenderci
a realizzare il sogno
di vivere liberi dal male.
Germana Duca - Urbino (PU)
Inno alla vita
Bella sei tu vita mia,
Apri i miei occhi sul mondo
Che a volte mi fa paura.
Unica, grande, dolorosa e gioiosa,
Sei mia!
Le forze vengono meno ma
Se penso che sei tutta per me,
Ti voglio viver tutta per il tempo che
mi è dato.
Vivere un’alba lucente,
Un tramonto in riva al mare
O un prato colorato.
Restare a guardare
Fino a mancarmi il fiato!
Un pettirosso in un giorno d’inverno,
Incerto vola tra pochi vili d’erba,
Ultimo regalo d’estate.
Resiste e spera di volare ancora,
Nella nuova primavera con le ali
spiegate.
Anche il mio inverno lentamente
avanza,
Io vivo, spero e insieme al pettirosso
Riprendo la mia danza!
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Anna Bonaventura - Roma
Quinta edizione – Novembre 2008
LA FAMIGLIA CHE PORTA A
GESU’
Niente auto, ti prego!
Quando vorrai vedermi,
caro fratello,
con la giumenta e i puledri
ti verrò incontro
al limitare della campagna.
Nelle bisacce
porterò pane benedetto,
salame e cacio stagionati,
vino una fiasca
e tanti, tantissimi sorrisi
con infinite vicende da narrarci.
Andremo per radure di pascoli
tra profumi di mentuccia e origano,
berremo alle sorgenti rupestri
acque che sanno di muschio,
pag.
37
sosteremo all’ombra di secolari carrubi,
ebbri di luce e stridio di cicale.
Nella quiete dei campi,
nell’armonia
della
natura
incontaminata,
dipaneremo le nostre anime.
Il tempo scorrerà spedito,
inarrestabile,
che importa!
Noi virtualmente lo fermeremo col
pensiero,
sollevandoci, dalla materia transitoria,
all’eterno soprannaturale,
vicino alla divinità,
all’incontro con Gesù.
A presto riabbracciarti.
Nicolò Sanacori - MONTEROTONDO RM
Lacrime d'argento
Lacrime gocciolanti di rugiada d'argento,
senza rifugio ma felici di niente,
risuonano come fronde al vento,
in una tempesta cupa e opprimente
Folli ipocriti e saccenti,
senza cuore e senza sentimento,
gettano come rifiuti infetti
diademi incastonati in puro argento
Chiedono solo che la propria gente
non impedisca loro di amare,
di essere vivi nella nostra mente,
e in prigioni oscure non cadere
Il Gatto e la Volpe furbescamente
li han chiamati "ospizi",
dove i perche' non trovano risposte
dove la ragione e' sconfitta dai vizi
Gian Piero Scollo, Bernareggio (MI)
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
Lacrime
Lacrime di mamma, perle rare
Inanellate al filo della vita.
Ognuna racconta la storia
Di un momento vissuto.
E ricorda di essersi scaldata al sole
Di un sorriso ritornato.
Una perla è cosa rara,
Nasce da un granello di sabbia,
Una lacrima vera, nasce dal dolore
E forse dalla rabbia.
Lacrime scendono e rigano dolcemente
Un viso di bambina,
LUI
Lui
ha creato sette cieli
sette terre
il sole e la luna
i fiori di gelso
il canto profondo della notte
Lui
pioggia a un passo di distanza
ha inventato il sogno
maturato le stagioni
accarezzato nubi
in un cammino di rose e di stelle
NONNA
Nonna, nonna,
mi racconti una favola bella?
Non quella del rospo che mangiava
cicale
o quella del delfino che si faceva male.
ripetimi quella della bimba trasformata
in stella.
Piccolo mio, oggi sono un po’ stanca,
siedi vicino a me sulla panca.
Incominceremo con la fantasia a
viaggiare,
pag.
38
Bagnano copiose un volto
Di ragazza innamorata.
Mute testimoni del dolor che si
avvicina,
Punti lucenti di gioia tanto agognata!
Lacrima che dice quello che il cuore
sente,
Prova tangibile del tutto e del niente.
Lacrime di gioia per la mamma con la
sua creatura,
La stringe forte perché non abbia
paura!
Anna Bonaventura - Roma
Lui
impastato di buio e di luc e
ha fatto partorire le mele dagli
alberi
indossato vesti bianche
in un azzurro infinito
in un cerchio perfetto
Lui
vive dentro di me
respira la mia anima
fa crescere le perle nel mio
cuore.
Lui che è solo amore.
Tiziana Monari - PRATO
voleremo sui prati e sul mare,
si apriranno per noi porte dorate,
danzeremo con gnomi e con fate,
diremo loro di raccontarci una favola
bella,
la più bella del mondo.
“Una nonna attorniata da tanti nipoti
che fa il girotondo”.
E . . . mentre la nonna parlava,
il bimbo si addormentava.
Adriana Marino Storace - MIlano
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
Poema d’amore
Non fu per insana avventura
e abbaglio di forme belle e fugaci,
né per equilibri razionali di tempi
o chimere di privilegi
e benefici a venire
che, insieme,
all’ombra dell’antica basilica,
nell’anno del Giubileo,
ci ritrovammo,
presi per mano,
ad andare incontro all’ignoto.
Sapevamo tutto l’uno dell’altra,
nulla di noi.
Sorpresi e smarriti
ci attrasse con vigore una luce.
E dal Cielo forte
invocammo aiuto
per non rimanerne accecati.
Vedemmo con chiarezza e terrore
siepi irte di spine
e monti di sassi rotolanti
giù per la china al nostro passare,
decisi a schiacciarci.
Andammo avanti non soli,
attenti a custodire limpide e pure
le essenze delle nostre anime.
Nel cuore nero della tempesta,
restammo uniti ai piedi della Croce.
E, quando dall’Oriente giunse
un raggio di sole,
serrammo pronti nel cuore
la forza del suo calore
per il tempo del gelo.
Per andare avanti,
insieme, verso la Meta,
vincendo la gravità.
Rosa Repaci Campo Calabro (RC).
Famiglia, armonia d’amore per Gesù
Là dove puoi notar che madre va, da mane a sera
a dipanar matasse, porre sue cure e l’animo tuo educare
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
pag.
39
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
là dove il padre tuo, di forza e con dolor piega la schiena
per rifornire il viver tuo del pane e del vestire
niente potrà mancare perché tu segua loro benedire
sapienti ed amorosi del bene e della pace ti faran sapere
è un luogo pieno di calore e d’armonia
che tutti induce poi seguir piacevole comando
per divenire onesti e poi credenti sempre più
che quell’alcova unita, solo d’amore ti saprà nutrire
ove il tuo cuor ricevere vorrà con gran fervore
dolce e suadente giungere parola di Gesù
non desti mai stupore loro chiedere raggiunta sia virtù
‘che il dolce può far male, l’amaro invece nutre giusto core
potrà essser carente la ricchezza, e con dolor subire povertà
vivrà solo certezza dell’essere forieri di pace e di bontà
ove ogni figlio goda del suo pane e dello spirito d’amore
certo seguir l’amore, la guida e giusto andar del genitore
là dove corre fiero l’amore al Creatore
cui gli uomini di buona volontà fan eco in terra
regni sovrana fonte di vita e di fraternità
forte, accogliente e sacra…la famiglia
‘che ogni suo foglio guidi, e induca sempre più
rivolgere con fede, ogni suo sguardo in ver…Gesù!
Carmelo Parisi - Prato
IL GRIDO
Nel silenzio della Storia
un grido squarcia i cieli, percuote le coscienze.
E' l'urlo immense, devastante,
di una umanità ferita, umiliata ,torturata,
lacera,sfruttata, una umanità
schiacciata e vilipesa da un'altra umanità
più feroce, arrogante, cinica, perversa.
Milioni di braccia, di preghiere si levano al cielo,
olocausto d'atroci sofferenze, implorando pietà, pace, giustizia.
Ma ecco,
altre braccia
si tendono a loro e li afferrano
con la forza dell'Amore per riportarli alla vita,
per aspergergli il sudore, le lacrime e ridargli la dignità perduta.
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
40
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
Per annunziargli
che anche nel deserto inaridito
dei cuori
possono germogliare semi di speranza.
E' l'Uomo che salva l'uomo.
Annarita Simini - FIRENZE
MEMORIA
Non ho pensate neanche un attimo
a te con tristezza.
E' vere. Non ci vedremo più.
Ma ci parleremo ancora.
Hai varcato il muro del tempo
che ostacolava
i nostri dialoghi,
hai oltrepassato il confine della materia che limitava
i nostri incontri.
Ora sei ovunque e la mia voce
ti raggiunge in ogni luogo. Le tue risposte
me le porterà il vento,
le tue lacrime la pioggia,
i tuoi sorrisi l'arcobaleno. Tu, luce viva
nel buio mare cosmico, non temi più
morte né dolore
ma continui
a emanare da te
incessabilmente
Amore.
Annarita Simini - FIRENZE
Che cosa è la famiglia?
La famiglia non è altro che il nostro
Piccolo e profondo
Rifugio della notra anima
Dove ci sentiamo sicuri
Per l’eternità
Falbo Vanessa - COMO
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
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Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
42
Ambito Adulti laici
Sezione Testimonianza in prosa
La famiglia che porta a Gesù
Nella mia vocazione al matrimonio ho sempre preso a modello la "Sacra Famiglia",
un esempio luminosissimo è la Trinità di Rubliev, capolavoro di unità e armonia, vita
intesa come dono; la famiglia che porta a Gesù.
Attraverso la lettura e meditazione della Sacra Scrittura, la mia famiglia trova
quotidianamente un sacro nutrimento per le nostre anime.
" Il Cristo che era nell'Eterno è la fiamma di Dio che dimora nello spirito dell'uomo"
(Gibran). In questa nuova ottica, ogni giorno è un'avventura, come ogni mattino porta
una nuova alba ed un nuovo risveglio, tutto è grazia, celeste attesa.
Noi, in famiglia, comunichiamo sempre attraverso il linguaggio universale dell'
amore, un bene senza confini. Testimoniare dunque con la nostra vita tutta la gioia
che ci attraversa. Mia moglie Giovanna ne è conferma, è dunque l'amore che fa le
cose. La vita stessa è la somma di un miracolo costante, ovviamente se vista con gli
occhi della fede. Mio figlio Filippo dimostra ogni giorno tutto il suo affetto verso di
noi con ogni mezzo. Quando prego, nel silenzio dell' anima, chiedo a Dio di fare del
mio cuore, attraverso la famiglia un’altra icona dove 1' amore è indiscusso
protagonista insieme alla pace, gioia ed unità.
Accogliemmo la nascita del mio unico figlio come dono prezioso, così
come Giuseppe per Giacobbe e Rachele. E' nella vita di tutti i giorni, nelle difficoltà
che si trovano conferme della presenza di Dio nei nostri cuori: egli trasforma
attraverso il suo amore incondizionato tutti i nostri fardelli in gioia.
Trenta anni di matrimonio, un figlio di 27 anni "Filippo" ed ogni giorno un continuo
stupore, ma le difficoltà della vita trasformano tutto in gioia, Cristo in ultima analisi
ha divinizzato il dolore sulla Croce per tutti noi.
La gioia ha radici antiche, gioia la nostra che disseta le nostre fibre fino nel profondo
come una sacra e preziosa rugiada, nutrimento indispensabile come antidoto contro
l'aridità dei nostri giorni, un varco verso l'amore, ogni sorriso una conferma.
Raccogliere dunque come in un giardino i frutti dell'amore dove le parole non
servono, basta uno sguardo a volte.
Dio è soltanto amore e questo basta e avanza.
Giancarlo Bianchi – Firenze
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
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LA MIA FAMIGLIA
La campana della Chiesa chiama alla recita del Rosario. L’aria profuma di fiori e noi
ragazzi usciamo festosi, correndo su per le scale.
Entriamo in silenzio nella chiesa fresca della penombra della sera.
Don Paolo, inginocchiato davanti alla statua della Madonna, incoronata da dodici
stelle luminose, intona la laude in latino.
Frementi, mentre le donne, snocciolano il Rosario, aspettiamo l’ora dell’uscita dalla
chiesa.
E’ maggio, il mese della Madonna, a noi ragazzi è permesso di uscire alla sera…!
Per un’ora, dopo il Rosario possiamo giocare davanti alla Chiesa. Il tempo vola e
torniamo sudati e felici verso casa, pensando già a domani sera. Un segno di croce,
l’atto di dolore e via a letto.
Mamma ci chiama, è l’ora di andare a scuola.
La tavola è pronta, il latte caldo fuma nel bollitore e il profumo del pane tostato
invade tutta la cucina. Tante tazze in fila ci aspettano sulla tavola.
Pronti via… tutti di corsa a scuola. Prima di cominciare la lezione, la maestra dice:
“Tutti in piedi!” e detta la preghiera comincia la spiegazione. Siamo una bella classe
numerosa ed anche rumorosa.
Speriamo che non ci siano brutti voti, altrimenti a casa ci sarà una brutta punizione.
Già a casa….! A casa c’è mamma che ci aspetta, ci guarda con attenzione per vedere
come è andata.
Per oggi tutto bene!! Dopo pranzo mamma fa le faccende di riassetto poi ci segue per
fare i compiti. Quanto lavoro, povera mamma: lavare, stirare, riassettare e di nuovo
cucinare per tutte le nostre bocche sempre affamate.
Oggi sta andando tutto bene, non abbiamo preso brutti voti e non ci sono punizioni;
così mentre facciamo i piccoli lavori per aiutare la mamma, possiamo anche cantare
le canzoni in voga alla radio….
Di nuovo la tavola imbandita, il segno di croce e iniziamo la cena mentre babbo e
mamma parlano della loro giornata.
Ecco di nuovo la campana ci chiama per il Rosario, Felici, eccitati, salutiamo e
usciamo sotto gli occhi sorridenti dei nostri genitori, per un’altra serata fuori!!!
E’ bello e non sto sognando, solo ricordando perchè io ho i capelli bianchi e la mia
famiglia era proprio così, con tanti componenti, con tanta unità e insegnamenti per
noi figli.
Vorrei che anche oggi le famiglie fossero così!!
Boattini Franca – Pratovecchio (AR)
Mio grande, unico, prezioso amico, la tua forte personalità, anche se a
volte è oggetto di temporanee incomprensioni, ha risvegliato in me soltanto pensieri
buoni. Indubbiamente l’amore é l’incentivo vitale , per me che ti ho donato il cuore.
Sei una persona speciale, ti ammiro e ti ringrazio, vorrei avere tanto spazio per
tessere le tue lodi. I “ricchi” doni che Dio ti ha elargito, sono per la tua famiglia e per
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
44
chi ti conosce, l’invito a continuare a dare ed avere fiducia e protezione.. Versatile ed
intelligente, hai saputo conciliare la manualità con la mente. Quante cose sai
aggiustare col tuo multiforme ingegno, quanto sai fare: lavori la creta, il legno, coltivi
la terra, sai poetare e sai anche cucinare sempre con talento e tanto impegno, come
quando andavi in Ufficio. Chissà quanti bocconi amari, Ma hai ricevuto il
“cavalierato”, assai ben meritato. Ora che sei andato in pensione, ogni giorno é un
po’ di “creato”.
Nella mia inesperienza talvolta ti appaio noiosa, pur essendo la tua sposa. Ma ogni
resistenza la vinciamo con sapienza e se scappa la pazienza, la ritroviamo con abilità,
ilarità e tanta semplicità che nasce dalla felicità e responsabilità di questa grande
amicizia fra di noi, così vera e profonda! Essa per i figli sarà come un’onda, che nel
mare della vita, farà loro trovare la sponda, la riva ambita per ciascuno, di un’altra
famiglia riuscita.
Dopo ogni “tempesta” anche per loro sorgerà in cielo l’arcobaleno, tergerà
ogni lacrima, e la speranza tornerà! . . . . perché anche i sentimenti si possono
aggiustare, basta solo imparare dalla amicizia tenera, consapevole e costante . . . che
salda ogni affetto e le anime rinnova e salva all’istante. Un momento dopo l’altro
forma il tempo della vita!
Estella Tomaselli Sanatori - MONTEROTONDO Roma
LA FAMIGLIA CHE PORTA A GESU’
Con occhi limpidi di giovinezza e cuore colmo di sensazioni di tempi andati, cerco
orme sbiadite che dal vivere quotidiano riportino a sentimenti intensi, armoniosi, a
voci antiche e pur presenti della famiglia, sempre viva nella fusione di splendidi
ricordi.
Il tempo scorre veloce, inarrestabile e presto arriveranno le feste di Natale e anno
nuovo. In noi torna a vibrare, con intensa tenerezza, il desiderio di ricreare nel cuore
della famiglia, nella sua radura dell’anima, l’atmosfera di gioiosa semplicità
evangelica che solo il Presepio, la nascita del Pargolo Divino riescono annualmente a
rievocare.
Nel tepore della intimità domestica. ecco, ritrovo qui, in un angolo della soffitta, le
statuine dei pastori, le casette, le luci policrome, ecco la scatola colma di melodie di
zampogne e canti natalizi, e là, in un angolo, i giocattoli di legno che mani
sconosciute plasmarono per noi bimbi felici.
C’é quiete quassù, tanta serenità d’altri tempi sulla trama soffusa di dialoghi e
bisbigli.
Lentamente, dai vari cimeli del passato sparsi intorno, riprendono forma lontani
momenti di vita, si odono frammenti di armonie familiari come sommessi sussurri
alternati a brevi silenzi.
Con calma, come un gesto sacro, tolgo la polvere, e la foto dei nonni ripropone
improvvisa, in una cornice di inguaribile nostalgia, giorni magici.
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Che tenerezza, che dolci torpori riposare in grembo alla nonna, le sue braccia, mai
stanche, erano teneri vincoli, il suo grembo un oceano di amore doppiamente
materno, la sua persona, odorosa di sudore, di fatica, di castagne arrostite e rosmarino
era rifugio sicuro, specie quando l’atmosfera perdeva luminosità.
Storie racchiuse in tanti oggetti comuni e venerati, santini, medagliette, palline di
vetro, bambole e qua, avvolto in un candido lino, ecco il Cristo del rosario che
attende ancora.
I grani ricavati da noccioli di olive, il Crocifisso, il legno della Croce sono lucidi,
levigati per tante Ave Maria recitate la sera nel raccolto silenzio di tutta la famiglia
dinanzi la statua della Madonna.
Era sempre lei, Elisa, la patriarca di casa, a riunirci, a proporre preghiere, litanie e,
ogni volta, alla fine, ci premiava con squisiti dolcetti di mandorle di sua fattura.
Quel rosario parla ancora, chiama, chiede discretamente, ma con insistenza, di
accompagnare la nostra vita nei giorni lieti come nei giorni tristi, di essere intermezzo
ricorrente di serenità, di ripensamento interiore, un cammino, un incontro con Gesù.
E così sia. Anche se stanchi, dissipati, storditi da tanti impegni, la corona del rosario
sarà per noi amalgama di affetto reciproco, vincolo di fratellanza e, nei momenti di
preghiera, di meditazione, sarà rinnovato incontro della famiglia con il Redentore.
Le Sue mani si poseranno allora su di noi, per un infinito abbraccio di benedizione.
Sanacori Nicolò - MONTEROTONDO RM
PADRE E FIGLIO UN MATTINO A COLAZIONE
Era una malinconica giornata d’autunno e come ogni mattina preparai la colazione a
mio figlio e a
mio nipote. Quel piccino adorabile era cresciuto senza la mamma. Mia nuora era
morta di un male incurabile quando Lorenzo aveva tre anni, ed io e mio figlio
abbiamo cercato di dargli tutto l’affetto possibile affidandoci con umiltà e speranza a
Gesù affinché crescesse buono, educato e rispettoso.
Dopo aver apparecchiato mi sedetti con loro per bere il mio solito caffellatte. Notai
che Lorenzo era un po’, come dire, pensieroso e gli chiesi se stava bene. Mi rispose
prontamente: Si nonna, tutto bene, poi si rivolse a suo padre e disse:
- Papà, mi passi la marmellata, per favore?
- Sì, ecco.
- Papà, ieri ho sentito per radio la frase: Gesù è morto... che significa?
- E’ un po’ difficile da spiegare, figliuolo.
- Perché? Tu dici sempre che Lui è in mezzo a noi
- Sì, è vero.
- E allora come può essere morto?
- Devi sapere che in realtà Lui è morto, ma poi è risorto proprio per stare con
noi.
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Allora non è morto nel senso che non c’è più?
No.
Papà, ma prima che morisse tu l’hai visto? Gli hai parlato?
No, non l’ho mai visto, ma ogni tanto sento il bisogno di parlarGli.
Ma… ma com’è possibile!
Te l’ho detto, perché è una presenza costante.
E quando parli con Lui?
Parlo soprattutto nei momenti di sconforto… e quando non capisco…
Non capisci cosa?
Per esempio perché “permette” tanta violenza, tanto odio, dolore, morti
ingiuste…
Forse perché si distrae!, papà.
O forse perché ci mette alla prova, figlio mio.
Allora è per questo che esistono il Paradiso e l’Inferno?
Forse.
E c’è anche un Gesù buono e un Gesù cattivo?
No, figliuolo. C’è un solo Gesù, mentre esistono uomini buoni e uomini cattivi.
E Gesù come fa a scegliere?
Questa è una domanda davvero difficile.
Io sono buono, papà?
Penso di sì.
E posso diventare anche cattivo?
Oh! Mi auguro di no.
E c’è un modo per non diventarlo?
Penso che dipenda da Gesù misericordioso e da noi.
Cioè?
Nel senso che Lui illumina me per accompagnare il tuo cammino verso i
sentieri della fratellanza, della carità, della comprensione e del rispetto per il
prossimo.
E così sarò buono?
Oh! Tutto ciò è solo l’inizio di un lungo percorso.
Papà, stavo pensando che, se Gesù misericordioso può fare tante cose, perché
non aiuta i cattivi a diventare buoni?
Perché Gesù è il Bene, ma esiste anche il Male che istiga alla cattiveria!
E Lui non può fermare questo signor Male?
E’ molto difficile, perché è una lotta continua tra di loro
E noi possiamo fare qualcosa per far vincere il Bene?
Sì, penso che, nel nostro piccolo, qualcosa si possa fare: essere più umili, più
tolleranti, aiutare i deboli, pregare per la pace….
Papà?
Si?
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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- Grazie! …Mi versi un altro po’ di latte, per favore?
- Sì, ecco.
Seguì un lungo silenzio durante il quale guardai commossa prima mio figlio e poi
Lorenzo…come si somigliavano!
Bevvi il mio ultimo sorso di caffelatte oramai freddo, mi asciugai di nascosto una
lacrima e ringraziai Gesù per i suoi doni.
Rossana Di Ianni - CASALECCHIO DI RENO (BO)
Caro Dio Gesù Santo,
Sono passati più di duemila anni da quando sei Risorto!
In questi giorni, famiglie intere, persone di ogni età e di ogni religione hanno letto la
Bibbia notte e giorno nella Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme. L´evento é stato
trasmesso in televisione.
Non tutti però hanno potuto sintonizzarsi sull´emittente alternativa al primo canale.
Così, anche oggi, come ai Tuoi tempi, é sempre attuale e valido il Tuo invito:
"Andate a due a due a diffondere la Buona Novella anche con messaggi positivi di
altre persone contemporanee o passate. Inoltre ci sono già tante realtà positive, tante
associazioni benefiche ONLUS, tante iniziative Provvidenziali di cui non si parla in
televisione e sui quotidiani in genere, ma solo su pubblicazioni specializzate, forse
per quel detto che il Bene non fa rumore? Ma tra conoscenza-coscienza e . . . .
superbia, c´é una palese differenza!
Intanto essendo Tu nato figlio unico, ci fai capire che ogni figlio, anche nelle famiglie
numerose, é unico, ognuno di noi é unico a Tua immagine e somiglianza.
Abbiamo carismi e talenti simili che si sviluppano, però in modo diverso, come lo
sono le famiglie di origine, per cui, proprio nell´ambito famigliare possiamo pregare
per aiutarci, integrarci, supplire, autoeducarci a scoprire le personali e reciproche
qualità per il bene personale e comune.
In questo contesto hanno contribuito anche e non solo i devoti studiosi delle varie
religioni . . . Belle e vere le qualità umane intercambiabili, ispirate ai mistici ebrei nel
medioevo, qualità definite Angeliche a cui si può giungere spiritualmente e
concretamente senza invidie, calunnie .. . che non sono proprio necessarie . . . perché
tutti le possiedono, (pure - a volte - non sapendolo).
Tali studi proseguono ancora adesso presso la Pontificia Università Gregoriana, di cui
fa parte il Centro Cardinal Bea.
Così, con il Tuo esempio, la stima reciproca, l´affetto, la Fede, la gioia, la costanza . .
. possiamo imparare a convivere nelle varie situazioni favorevoli o sfavorevoli per
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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poterne essere testimoni autorevoli, sinceri . . . e non presuntuosi . . . Possiamo
capire che non dobbiamo accusarci a vicenda, né condannarci, perché molte volte
sbagliamo senza saperlo (ciò non significa legittimare il male; tranne il caso di
necessaria difesa personale che si può attuare senza creare un vero altro male, perché,
in tal caso, non saremmo più liberi, ma prigionieri, dal latino "captivus-captivitas).
Quindi ricordiamoci che quando trattiamo male un nostro o altrui famigliare, é come
se trattassimo male noi stessi, tutti Tue creature.
Ci hanno insegnato che quando aiutiamo il nostro prossimo sofferente, é come se
aiutassimo Te.
Gli anni che abbiamo a nostra disposizione sono molto meno di quanti ne avevano i
nostri antenati, a volte più che centenari! Forse perché la Natura era più integra? . . .
E´ evidente che possiamo ritornare a considerarla Sacra, é un invito sempre e ancora
attuale, perché"dominare" la terra non vuol dire distruggerla. Infatti "dominus" vuol
dire padrone e quindi una persona che ha cura di quanto possiede. E´ ovvio che ciò
vale in ogni circostanza, nonostante pareri contrari . . .
Estella Tomaselli Sanatori – Monterotondo Roma
SOGNO O SON DESTO!
E vidi con una certa chiarezza, quella che le parole non posseggono, che ero stato
preso a forza, apparentemente con il mio corpo, e portato su una collina dove mi
denudarono, mi sputarono e coprirono di insulti tremendi.
Tante le offese, su la mia vita, i miei affetti, il mio nome, le mie passioni, non mi
tormentavano per il male fatto, ma prendendolo a pretesto, ingigantendolo,
distorcendolo, demolivano ciò cui ero più attaccato, quello che per me era stato il
bene. Quando arrivarono i calci ed i pugni, cessate le parole di odio, finirono per
sembrarmi quasi carezze.
Poi, non chiedete come, ignoro se con il mio corpo sensibile, fui adagiato su una
croce, ma sul legno non stavano le mie sembianze, piuttosto quelle di Nostro Signore
Gesù.
A questo punto urlai con quanta voce potei; cercai di fuggire.
Al dolore era subentrato il terrore del sacrilegio, della bestemmia.
Ma quelli tolsero i chiodi già conficcati e presero la mia mano e la portarono come a
combaciare, non so se così fosse, con quella di Colui di cui ora non volevo più saper
nulla.
Tornarono a battere sulla stessa ferita.
Provavo solo terribile repulsione, il dolore fisico all’infissione del chiodo non sembrò
insopportabile, così tremendo, perché la Sua ferita aperta conteneva la mia.
Ero come parte di Lui e Lui tutto con me, per me, in me.
Come spiegarmi: non mi vedevo da qualche parte presente, guardando con gli occhi
che le palpebre coprono, anzi non percepivo che nebbia, ma se lo sguardo si posava
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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su LUI, allora vedevo LUI e me, come una persona, o meglio come se il mio “io” non
potessi più fuggire da lì, inchiodato a quel legno, confuso il mio ignobile al Suo
preziosissimo sangue.
E la scena sarebbe durata per un tempo indefinibile.
La mia testa voleva capire, il mio corpo dolorante fuggire, ma niente mutava.
Intorno una scena disdicevole. Il pianto di pochi, il disprezzo degli altri, la curiosità
dei molti.
Quando sollevai lo sguardo mi accorsi che anche il sole era sparito dietro una nuvola,
nera come il piombo.
L’oscurità calò sul monte, sugli occhi come nel mio cuore.
Provai un grande odio per quei persecutori. Quasi a mia insaputa, l’impeto prese il
sopravvento.
Ne desiderai la morte violenta, all’istante!
Così vidi come immediata e presente la loro fine terribile.
Ne ebbi ribrezzo e sentii grande compassione.
Arrestai il pensiero e così furono salvi. Tanta forza mi atterrì!
Potevo ogni cosa, solo lo desiderassi.
Di più, intravedevo gli sviluppi del tempo ed oltre i limiti spaziali.
Compresi, senza capire, come la potenza angelica, umana, della natura, sono come i
gradi di una sola gerarchia, ma l’Onnipotenza sta nel non possedere nulla, rinunciare
a tutto fino a restare impotenti.
Solo il Vero Re può questo, chiunque altro, che sia il principe nobile od un popolano
in cerca di gloria, restano vili usurpatori, che ingannano se stessi e gli altri nel proprio
delirio.
Potevo forse scendere da quella croce?
Si! Se avessi voluto lo potevo, anche perché ne avevo diviso il tributo con l’uomo
Divino e questo mi sembrava degno di grande merito accumulato. Potevo chiudere il
conto!
Sentii a quel punto un soffio di voce bisbigliare: HO SETE!
Raggelai! Ero sulla Croce, non sapevo il motivo, non lo desideravo, e tuttavia non
volevo riconoscere la mia situazione paradossale. Nello sgomento, nel dolore, nello
sbigottimento il mio cuore dove stava?
Dove il mio tesoro? Dove vagava la mente?
Sibilò all’orecchio l’antico quesito: - Perché non badi alla tua felicità! Vuoi morire
come uno stupido?…Prendi…Assaggia…e godi, Lui stesso lo vuole, sa che così…ti
si aprirebbero gli occhi e diventeresti come Lui…
E come il Verbo divino nel Deserto, io pure farfugliai: è stato detto non tentare il
Signore Dio tuo!
Il sibilo scemò in fragore simile a tuono rimbombante.
Riappacificato mi abbandonai alla mia sorte, mi arresi a quel destino surreale.
Non per amore, perché non amavo nessuno, non per sapienza perché non sapevo
niente, non per volontà, perché non volevo niente. Stavo morendo, e per quanto il
sangue delle ferite scendesse, altrettanto il mio Signore ne riversava per la stessa
traccia.
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Tuttavia stavo morendo in una lunga interminabile agonia.
Nominai il Suo santo nome come sapevo, e senza capire se uscisse almeno qualcosa
dalla mia bocca.
Allora udii distintamente: TUTTO E’ COMPIUTO!
L’intero mondo, nel suo spazio e nel suo tempo, come una croce i cui bracci
s’irradiano ai quattro punti cardinali, agli angoli del cosmo, tutto mi sembrò presente.
Compresi senza capire, come l’Universo ed ogni cosa, vivente ed inerte, sono pieni
della Sua Gloria.
Come il Suo riposo lo rende invisibile agli occhi ed alla mente umana, la Sua
inattività è condizione dell’attività frenetica, la Sua impotenza è condizione dello
scatenarsi delle potenze visibili ed occulte del mondo.
Il male!?!
Quello vero, tremendo, è restare separati per sempre da Lui, divisi, estranei, come
due che non si conoscono e non si amano più, dopo aver condiviso tutto, come uno
sposo ed una sposa che spezzano l’unità del sacro spazio nuziale, un padre ed un
figlio che rompono l’unità della vita, nel succedersi delle generazioni.
C’è una separazione che nell’amore diventa prova di fedeltà.
C’è una divisione che spezza l’unità, nega l’amore e la comunione, il mistero della
Persona, divina ed umana, e ricompone un’artificiosa “unità”.
Questa operazione non ha definitivo compimento.
Non trova pace, né in questo ed in nessun altro mondo, in questa esistenza come
ogni altra concepibile.
Quando al terzo squillo e rintocco il Signore si svegliò dal Suo sonno, probabilmente
ancora addormentato, io non seppi proprio riconoscerlo.
Mi era perfino passato davanti e non lo avevo visto.
Ma la mia anima inquieta prese a vagare per trovarlo e Lui all’improvviso mi sbarrò
il cammino: -“Chi cerchi?”- Non sapevo Chi fosse, perché non ho mai saputo chi
sono, ma quando sentii da Lui il mio nome lo riconobbi. Vedevo tornare la speranza.
L’avrei voluto trattenere, abbracciarLo.
E Lui, allontanandosi nuovamente:
“Ascendo al Padre Mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro!”
In quale cielo ascendi? Non hai detto proprio tu, o mio Signore, che il regno è vicino?
E’ qui, dentro di noi?
La via che porta al Cielo è dunque celata alla mente e le mie braccia non possono
stringerTi…
Ma adesso, che dorma o vegli, il mio cuore, nero carbone, pietra inanimata, arde nel
Tuo!
Roberto Ferraro - Firenze
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Sulla Via di Loreto
Una telefonata arriva all’improvviso e sembra scompaginare, in pochi attimi, le
certezze di una vita. Un esame diagnostico approfondito deve determinare la natura di
certe ombre rilevate a seguito di uno screening, a cui si è sottoposta mia madre. La
immagino serena ad Ischia, dove si trova con mio padre per festeggiare i trent’anni di
matrimonio. L’ansia mi assale, sembra togliermi il respiro. Tutto, ma non questo.
Tremo ed imploro. Nei miei ricordi la telefonata appare concitata, convulsa, a tratti
irreale. Aspetto il ritorno dei miei genitori, da lì a pochi giorni, per comunicare la
notizia ed improvvisa mi giunge l’impellenza di rivolgermi in soccorso alla Madonna
di Loreto.
Madonna nera dei miei ricordi d’infanzia, quando il pellegrinaggio al Santuario
mariano era una meta fissa delle nostre vacanze sulla costa marchigiana.
Madonna nera venerata dai sofferenti che lasciavano, nel marmo bianco, il solco delle
loro afflizioni, come quello delle lacrime che bagnava i loro volti. Sapevo, che era lì
che avrei attinto coraggio e così fu. Un viaggio di seicento chilometri, nel grigiore di
un cielo plumbeo e carico di pioggia. Nel cuore, la certezza che un luogo di
contemplazione e santità, mi avrebbe accolta. Giungere a Loreto è stato un po’ come
fare un salto nel passato, rivedere i luoghi che mi incantavano da bambina, ma con
una consapevolezza diversa. Sui volti delle persone che incontravo, le mie stesse
tribolazioni. Il turbamento nel loro sguardo, poteva essere quello dei miei occhi.
Difficile spiegare la sensazione di comunione e fratellanza, la profonda intimità ed il
raccoglimento del luogo. Una moltitudine di fedeli sfilava con lentezza dinanzi alla
Venerabile, che sembrava placare le ansie di ciascuno con il pacifico sguardo.
Avevo trovato una porta aperta alla mia sofferenza. La forza nel mio cuore, si era
diffusa mentre maturavo la consapevolezza di poter finalmente affidare a qualcuno, le
mie preghiere e confidare le mie paure. Non avrei mai trovato un luogo più sicuro,
ove riporre le mie intenzioni.
Pensavo a Maria ed alla frase che Gesù, suo Figlio, le rivolse dalla croce: “Donna,
ecco tuo figlio!”.
Il Figlio, che non temeva per il proprio dolore e per le sofferenze a cui sarebbe andato
presto incontro, ma rivolgeva il suo sguardo d’amore al cuore straziato della madre.
Mi sono chiesta, dove si trovasse la via per attingere a questa sorgente di estrema
generosità. Mi sono scoperta piccola e vulnerabile, innanzi al cospetto di Dio. La
strada di Maria è stato un fulgido esempio, per comprendere che ero solo all’inizio
del mio cammino di fede.
L’esame non ha evidenziato nulla di rilevante, mia madre gode di ottima salute.
L’emozione ancora mi coglie impreparata, quando avverto le note delicate di un
canto, “Nome dolcissimo, nome d’amore”, dedicato alla Vergine Maria, mamma.
Federica Ranghetti - Bergamo
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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UNA STRETTA DI MANO MOLTO SPECIALE
Domenica 4 marzo 1980, fu per me una giornata molto speciale ! La visita Pastorale
del PAPA GIOVANNI PAOLO 11° alla Parrocchia di SAN ROBERTO
BELLARlVIINO a ROMA. !
Di questo evento, fui coinvolta anch'io! La Parrocchia non era la mia, ma era
frequentata assiduamente dai miei fratelli.
Era retta da un Sacerdote Gesuita, eccezionale, che in pochi anni era riuscito a riunire
tanti ragazzi di tutti i ceti sociali.
La visita PAPALE ai residenti del Quartiere non fu un evento bellissimo solo per
loro, ma anche per noi ragazzi, che finalmente potevamo stare vicino ad un PAPA
che ci amava tanto!
Tutto si doveva svolgere nelle prime ore del pomeriggio e già dalla mattina eravamo
in fermento ed emozionati!
Anche se impegnati a provare i vari canti liturgici o i vari discorsi di benvenuto, il
tempo per noi non passava mai!
Dopo un frettoloso pranzo, eccoci di nuovo in Parrocchia, schierati dietro l'altare ad
aspettare l'arrivo del PAPA!
L'attesa fu lunga, ma un boato di applausi e grida, finalmente annunciò l'arrivo
della BIANCA FIGURA.
Per tutta la SANTA MESSA, lo vidi soltanto di spalle, ma poi sono stata
fortunata quando l'ho incontrato nella SALA PARROCCHIALE assieme ai giovani.
Anche se ero seduta per terra tanto era colma, stavo vicina a LUI! Fu accolto da cori
gioiosi e, con nostro stupore, si unì con noi al canto, chiedendoci continuamente il
bis! Dopo il discorso di benvenuto, seguito dalla sua Omelia e da altri canti, con
nostro dispiacere, ci lasciò!
Trovandomi abbastanza vicino all'uscita, quando il PAPA mi passò avanti,
prima di allontanarsi, con il suo bel sorriso paterno, si fermò e MI STRINSE LA
MANO!
Non so come spiegare l'emozione che provai! Prima incredulità, poi una. gioia
infinita di pace che scese nel cuore! Desideravo gridare a tutti "IL PAPA MI HA
STRETTO LA MANO"!
Quasi,non volevo lavarmela, per sentire ancora il calore di quella stretta! Sapevo però
che non era. una cosa. superficiale, perchè mi era penetrata dentro al cuore ed a tutto
il corpo!
Di quella meravigliosa giornata, ho sempre un bellissimo ricordo, anche perchè ho la
fotografia di quel momento magico, incorniciata ed appesa sopra il mio letto!
Guardandola rivedo nitidissimo quell'incontro e sento tanta nostalgia per quella
"STRETTA DI MANO MOLTO SPECIALE" !
Simonetta PANUNZI Monterotondo ROMA
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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L'ANELLO.
Durante la mia lunga vita (88 anni), mi sono capitati diversi fatti drammatici ed anche
strani che difficilmente dimentico.
Uno di questi l'ho vissuto poco tempo fa !
Sono vedova e cerco di vivere tranquilla con i miei quattro figli, anche se tre di
essi,non abitano nella mia stessa città. Una mia bimba mi è mancata a soli sei anni ed
una vive con me.
Conservo regali ricevuti in varie ricorrenze, ma uno più caro degli altri, è l'anello di
fidanzamento, ricevuto quand'ero molto giovane, prima di sposare.
Lo tengo sempre riposto e lo metto solo se esco. Averlo con me, mi dà la sensazione
che la persona cara che me l'ha regalato, sia vicina a me !
Un giorno che andai al Cimitero con mia figlia, per pregare sulla sua tomba e
portargli dei fiori, l'ho messo al dito. Essendo la strada piuttosto lontana, al ritorno ci
riposammo su di una panchina, dopo aver fatto degli acquisti in negozi alimentari.
Appena giunta a casa, ancora prima di sistemare ciò che avevo acquistato, andai a
togliermi l'anello per riporlo, ma nel mio dito non c'era più!
Lo cercai per terra, ovunque, ma inutilmente!
Stavo per disperarmi, quando una vocina dentro di me, mi disse di non preoccuparmi
perché l'avrei trovato!
Ma dove? Pregai a mia figlia di rifare la strada, di guardare sempre per terra, sotto la
panchina,ecc.
Una nostra conoscente, poco dopo, mi telefonò per tranquillizzarmi, perchè l'anello
era stato ritrovato!
Com'era possibile? Piansi dalla gioia e chiesi come poteva saperlo!:
Mi disse che la sera prima era ritornata con la madre ed un suo fratellino, da una
vacanza e stavano venendo da noi per salutarci. Incontrando mia figlia, turbata per
quanto era successo, si offrirono di aiutarla nella ricerca. Rifecero tutta la strada e,
quando stavano per ritornare, sfiduciate ed avvilite, il bimbo le fermò per mostrare
una cosa che luccicava sotto una macchina: era l'ANELLO! Evidentemente si era
sfilato dal dito, e caduto a terra, era rotolato sotto l'auto!
Gli occhi dolci e buoni del bambino, servirono a ridarmi la gioia per averlo ritrovato!
LUCIA PAVARINI PANUNZI Monterotondo ROMA
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Sezione Speciale
Autori professionisti
non mi dare tregua, non perdonarmi
mai
(…) nascerò lentamente.
J. Cortázar
neppure a Dio riuscì
la prima volta
l’uomo è ancora intento
alla correzione
all’opra di buon’ora
la morte è
padrona esigente
MA IL CIELO CI CATTURA
Mostrami, Signore, la tua via
perché nella tua verità io cammini.
(Sal 86, 11)
“Gli dice Pilato
che cos’è la verità?”
(Gv 18, 38)
Che cos’è la verità?
Un abisso che si veste di metafore,
il lungo abbandono del cuore
in attesa di un segno finale,
quel soffio che salva
come un grido di sollievo.
Nel volgere ignoto
di un respiro di luce
l’ultima conoscenza
pare scandire:
la morte,
la vita.
Guidami nella tua verità e istruiscimi,
perchè sei tu il Dio della mia salvezza.
Sal (25, 5)
da “La sorte risanata” in “La Coda
della Galassia” Faraeditore, 2005
Caterina Camporesi - Rimini
Allora Pilato gli disse: “Dunque tu sei
re?”.
Rispose Gesù: “Tu lo dici; io sono re.
Per questo
io sono nato e per questo sono venuto
nel mondo:
per rendere testimonianza alla verità.
Chiunque è dalla verità, ascolta la mia
voce”.
(Gv 18, 37)
Come non fuggire
al fragore che si abbatte sulla terra
e ci spinge
in luoghi senza consapevolezza,
lacerati sempre più in fretta
da inutili verità?
Nei volti, nelle attese
la traccia della rivelazione
dissolve il vuoto della coscienza.
Lo udremo mormorare
tra le foglie
il senso delle cose
rapiti dalla bellezza.
Ardea Montebelli - Rimini
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Con parole di figlio
Sono stato un figlio quasi senza padre - per assenza del padre, prima; per malattia e
morte del padre, dopo - e l'allievo di una madre-maestra molto segnata dalla vita,
trattata come l'ebrea di cui l’antisemita ride (un giorno racconterò la vita di mia
madre, la sua esclusione e la sua liberazione da vincoli - anche culturali). La fede mi
è arrivata in una forma sia infantile sia forte; per via materna e non paterna. Senza il
padre umano, ho ricevuto un altro Padre, con cui una madre può avere una
confidenza sconvolgente. Conoscendo la fame e ciò che il mondo rifiuta, in tutti i
sensi, ora posso conoscere i SEGNI – che non sono evidenti per tutti – di un disagio
che grida (per chi ci crede, in quel disagio grida anche Cristo; e i poveri li abbiamo
sempre con noi).
A casa imparavo che ogni cosa ha l’anima, anche gli oggetti; allora ho imparato ad
avere cura delle cose; perché (imparavo) LE COSE NON SONO SOLO COSE.
C'era una volta la povertà, e la povertà è rimasta. L'ho conosciuta, prima in una casa
italiana e poi nel mondo (ho visto un’India dignitosa e colorata e profumata e
fangosa, che ha penetrato il cuore, e ci rimane ancora). Dalla famiglia ho saputo che
il mondo esiste, e che è vivo, e che nella realtà, e per ora, non c’è uguaglianza.
L’insegnamento avveniva e avviene senza enfasi: si prende la mela, si divide in due o
in quattro, si mangia la mela divisa ed è molto buona. Tutto questo avviene sotto gli
occhi dipinti di un sant’Antonio e di un Cristo: ad entrambi si dà il buongiorno, come
se NON fossero immagini.
Se avessi avuto il privilegio del benessere e della salute, oggi non avrei il privilegio
di poter toccare gli ultimi (Genova è un osservatorio infinito: le persone si
mescolano, i livelli anche; solo l'orgoglio può impedirti di vedere il campo rom sotto
i grattacieli di quello che anche a Genova si chiama World Trade Center); così ho
una lingua volgare in comune con i miei simili. Il latino appartiene ad un altro
popolo, che è solo contemporaneo a quello povero, ma lo ignora. Io stesso ho scritto
in una lingua moderna, ma sottile e severa come il latino; e ora voglio che tutto il
mio latino sparisca, e torni nel volgare da cui viene, e da cui io stesso vengo.
Se avessi avuto una madre felice, oggi sarei quasi cieco. Non è stato così, e
l’esperienza della mela divisa, della strada per dormire, e del bidone come boutique è
un dono che rimane. Dimenticandolo, parlavo come quello che non ero – tradivo
madre, famiglia, mondo, e il Cristo che si manifesta con la madre, con la famiglia e
con il mondo.
Massimo Sannelli - Genova
TANTE PICCOLE COSE.
Quanto mi è accaduto qualche tempo fa, alla luce delle intuizioni di alcuni poeti e
pensatori: da Francis Ponge a Philippe Jaccottet, da Gerard Manley Hopkins a Rainer
Maria Rilke, da Pierre Teilhard de Chardin a Romano Guardini, costituisce un invito
a cercare il sublime delle piccole cose.
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
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Come scrive Antonio Spadaro1, “TANTE PICCOLE COSE. Gli oggetti nella nostra
vita quotidiana - La vita quotidiana è piena di piccole cose che ci circondano e che
usiamo o contempliamo o con le quali comunque entriamo in contatto. In realtà il
rapporto concreto con le cose è il luogo in cui si gioca molta parte della nostra vita.
Non siamo chiamati anzitutto a esperire l'enorme, lo straordinario. Siamo fatti,
invece, per sperimentare la realtà quotidiana, che però per la sua intensità può
persino superare la grandezza delle cose straordinarie.”
In un giorno assolutamente non adatto, per colpa delle alte temperature peggiorate da
una elevatissima umidità, vedo i molti anni vissuti passare come un film, davanti ai
miei occhi chiusi. Prontamente mi inginocchio a chiedere perdono di tutti gli errori
che mi sembra di avere commessi soprattutto nei confronti di altri esseri umani e
perché no, anche di animali, e la forza di continuare un cammino di fede, speranza,
carità.
Come sempre imploro l’aiuto del mi’ babbo, che ci ha lasciati soli sulla terra tre
anni fa pur non avendoci mai abbandonati, prima di scomodare i Santi e la Sacra
Famiglia, affinché metta la mano sul mio capo per alleggerirlo dei pesanti pensieri e
illuminarmi la giornata. Ahimé, egli tace.
Giro il capo alla ricerca di segni che mi siano di conforto e sollievo, quando uno degli
animaletti che vivono insieme a noi, saltando dietro un altro per gioco, fa cadere, da
una delle tante librerie di fortuna che sono in casa, un libro non proprio edito di
fresco.
Mi rabbuio un poco chinandomi a raccogliere il testo stampato nel 1924 ‘Leggende
Cristiane’. E’ caduto aprendosi a pag. 529, ed io, che credo nei messaggi inviatemi
da tutto ciò che mi circonda, leggo:
”San Martino, lasciata la cavalleria, entra in religione…Onde in un luogo era
un’albore grandissima consacrata alli demonii, la quale Santo Martino voleva
tagliare; e li villani della contrada, ch’erano pagani, non volevano; uno dei quali
disse a Santo Martino: - Se tu hai speranza, nel tuo Dio, noi taglieremo questa albore,
se tu la riceverai sopra, e se ‘l tuo Dio sarà teco, camperai. - E santo Martino,
consentendo alla loro sentenzia, istette, legato da quello lato dove doveva cadere ; e
quando la vide cadere, fece contra di lei lo segno della croce. E incontanente
l’albore si volse in altra parte a cadere; e per questo miracolo tutti quelli pagani si
convertirono a la fede di santo Martino.”
Una luce intensa e chiara entra in me insieme alla speranza del perdono.
Riconoscente, bacio il coniglietto che vorrebbe rosicchiare le pagine della mia
rinvigorita fede che gli sottraggo, sorridendo serena. Ogni giorno è carico di eternità.
"Se la vita di ogni giorno ti sembra povera, non metterla sotto accusa; accusa
piuttosto te stesso di non essere abbastanza attento nello scoprirne le ricchezze
divine". Rainer Maria Rilke.
Angela Barlotti – Biblioterapeuta – Ravenna
1
http://www.antoniospadaro.net/sito/ Messina il 6 luglio 1966 Gesuita dal 1988. - Redattore de La Civiltà
Cattolica (Letteratura, Nuove Tecnologie applicate al settore umanistico, Teologia) - Professore presso la
Pontificia Università Gregoriana (Introduzione all’esperienza della letteratura) - Fondatore e Presidente di
BombaCarta (Associazioni di espressione creativa e riflessione critica)
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
pag.
57
Osservazioni e ringraziamenti finali
La rassegna, giunta alla sua quinta edizione, presenta testimonianze in
forma di racconto o di preghiera, inviate da bambini, adolescenti,
giovani e adulti laici provenienti da tutta Italia. Tutte le opere pervenute
sono incluse nella presente pubblicazione. Le opere premiate sono quelle
segnalate come più significative, secondo parametri che non sono la
“forma” letteraria con la quale sono espresse, ma che prendono in
cons iderazione il contenuto e la spontaneità delle testimonianze.
Come accaduto nelle precedenti edizioni, anche quest’anno la giuria ha
deciso
di
premiare
tutte
le
opere
della
sezione
bambini-prima
comunione. Le premiazioni vere e proprie riguarderanno quind i gli
ambiti cresima, giovani e adulti, nelle sezioni prosa e poesia.
Mi preme segnalare la sezione speciale autori professionisti, realizzata
grazie alla collaborazione con la Casa editrice FARA Editore, ed alla
passione del titolare Alessandro Ramberti.
Un sentito grazie alla giuria che è composta da:
don Roberto Bresciani – presidente, parroco di San Martino a Vado
Angela Lachi - laureata in lettere, insegnate nelle scuole medie,
animatrice pastorale gruppo giovanile della parrocchia.
Stefano Ceccherini – Laurea in Fisica e Scienze religiose, insegnate di
religione nei licei, animatore pastorale.
Antonella
Fani
-
laureata
in
Filosofia
Cristiana
alla
Pontificia
Università Gregoriana di Roma, laurea Istituto di scienze religiose di
Arezzo, Laurea in filosofia Università di Siena, insegna nte di religione
nelle scuole pubbliche
Silvia Pecorini - laureata in lettere, direttore responsabile del giornalino
parrocchiale “In Cammino…”.
Un ringraziamento, infine, a tutti quelli che si adoperano per la riuscita
della manifestazione.
Antonio FANI
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
Quinta edizione – Novembre 2008
Si ringraziano in particolare:
La Giuria
Serena Ongaro Tarani
Coro “Luciano Ghelli” di Pratovecchio – Fabrizio De Vincenzi
Casa Editrice FARA Editore – Alessandro Ramberti
Insegnanti delle varie scuole partecipanti
Circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II
Rassegna di Testimonianza Letteraria ”In cammino… con Gesù”
pag.
58
La pubblicazione di tutti i testi della presente raccolta
è stata autorizzata come da clausola di partecipazione del bando.
Sono scaricabili in formato elettronico sul sito parrocchiale.
www.parrocchiastrada.net
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Pubblicazione delle opere 2008 - Parrocchia di San Martino a Vado