1 SCHEDA PER LA DOCUMENTAZIONE REGIONALE 1. DATI DI CONTESTO IL GIARDINO DELLE “MERAVIGLIE” TITOLO DEL PROGETTO SERVIZIO/I EDUCATIVO/I SERVIZI EDUCATIVI COMUNE DI RIMINI SEDE/I DEL PROGETTO ATELIER DELL’INFANZIA IL DELFINO CHE LO REALIZZANO PROGETTO NUOVO GRUPPO DI LAVORO PROGETTO GIA’ATTIVO DALL’ANNO PROGETTO CHE COINVOLGE PIU’ ENTI TERRITORIALI Atelierista Maria Grazia Ricci, Loredana Pacassoni, Claudia Mattioli, Piera Mastragostino, Maria Grazia Gamberini, Anna Nanni, Eleonora Andruccioli, Milena Grittani, Maddalena Tosi, Silvia Cevoli, Loretta Narcisi, Maria Grazia Raggini, Gruppo Coordinamento: Dott.ssa Raffaella Giorgi Atelierista Maria Grazia Ricci REFERENTE DELLA SCHEDA COLLABORAZIONI ESTERNE DESTINATARI POTENZIALI DEL PROGETTO BAMBINI GENITORI EDUCATORI INSEGNANTI AUSILIARI ALTRI: n. 98 7 n. 4 n. 2 cuoche n. 98 famiglie n. 3 DI CUI N° 2……….. IN SITUAZIONE DI HANDICAP/DISABILITA’ N° 3……….. IN SITUAZIONE DI DISAGIO SOCIALE N° 7……….. PROVENIENTI DA PAESI STRANIERI 2 1.2 CARATTERISTICHE GENERALI DEL PROGETTO MOTIVAZIONI Il giardino vissuto come aula decentrata, offre ai bambini un pretesto di gioco-laboratorio. Lo spazio giardino, mette in atto il desiderio di ricercare, di scoprire, di curiosare, d’immaginare, ed anche la capacità di meravigliarsi. “…Molti bambini, forse perché sono loro stessi piccoli e più vicini di noi al suolo, notano e godono. le cose piccole e poco appariscenti. Cominciando così, è facile condividere le bellezze che usualmente ci sfuggono perché guardiamo troppo in fretta e vediamo il tutto, ma non i particolari. Una parte delle opere d’arte più squisite della natura sono in miniatura, come lo sa chiunque abbia guardato con la lente d’ingrandimento un fiocco di neve..da R.Carson The sense of Wonder (il senso della meraviglia) ed .Harper and Row, New York 1956, nuova ed.Harper Collins1998 ..” L’atelierista come regista educativa, coinvolge i bambini a piccoli gruppi (dai sei agli otto bambini per gruppo) in un gioco di osservazione, di scoperta, di elaborazione, di riflessione, prendendo come pretesto la figura di un personaggio magico, Il Folletto-Mago (presente nella storia Le avventure di Trasp, creata dal gruppo atelier del Comune di Rimini), in modo che il giardino diventi uno spazio delle meraviglie attraverso gli occhi dei bambini. Il giardino si trasforma in uno spazio dove “oziare per apprendere”, dove è possibile perdere tempo ad osservare la vita delle piante, di piccoli animaletti, sporcarsi con la terra, giocare simbolicamente, attraverso composizioni con piante, fiori, sassi, rametti, odorare, condividere e confrontare scoperte e fantasie. Le caratteristiche del giardino, rivelano l’importanza dello spazio esterno della scuola come risorsa educativa e non solo come luogo di sfogo, dando la possibilità di apprendere informazioni rispetto l’ambiente naturale. Il recupero del giardino scolastico come ambiente educativo garantisce ai bambini una armonia di apprendimenti che trasformano gli aspetti teorici (la natura che si trasforma nel passare delle stagioni, ecc), in conoscenze tangibili che meravigliano, stupiscono, emozionano rimanendo impresse positivamente nella mente. I bambini potranno tranquillamente esplorare gli angoli del giardino della scuola, l’atelierista si prenderà cura di fare in modo, attraverso l'osservazione e il dialogo, che i materiali che i bambini ricercheranno e utilizzeranno, possano essere idonei alla realizzazione di micro-progetti estemporanei. In un giardino sicuro, i bambini portano avanti i loro progetti riprendendoli anche per diversi giorni, prendendo possesso dello spazio e trasformandolo con le loro opere. Le esperienze in giardino porteranno i bambini a sperimentare con tutto il corpo ( manipolare, piegare, sollevare, portare, spingere, trainare, salire, scendere, ecc.), ad imparare a ragionare su come risolvere un problema ed ottenere un risultato pensato, a superare frustrazioni durante un conflitto con i compagni durante la realizzazione di un progetto, a giocare simbolicamente con materiali naturali, ad osservare i cambiamenti mescolando elementi diversi (acqua, terra, erba, foglie, ecc..). Un ulteriore scoperta sarà quella di portare l'attenzione dei bambini all'importanza di rispettare il giardino come un “bene prezioso” per un benessere vitale e scoprire che tutte le “oasi naturali” sono indispensabili per la vita sulla terra. Il gioco di scoperta in giardino potrà contribuire ad affinare la fiducia in se stessi attraverso la collaborazione con altri, incanalando positivamente l’energia e l'esuberanza naturale dei bambini, senza la pretesa di chi è il più bravo, condividendo generosamente capacità ed idee: “Atelidea” e il gioco continua. 3 FINALITA’ utilizzo dei materiali (foglie, fiori, terra, rametti, ecc.) che la natura regala con consapevolezza e creatività, conoscenza delle caratteristiche delle piante in relazione alle loro peculiarità, contrasti armonici (forme, proporzioni, colori), profumi da scoprire (cortecce, foglie, fiori, erba, resina, terra), sapori (erbe aromatiche, frutti), osservazione degli animali richiamati dalle piante (farfalle, bruchi, uccelli, insetti), scoperta di un tempo fluido, durante il quale gli eventi e micro eventi sono scanditi con gradualità, in un tempo ciclico (vita delle piante, trasformazione nelle stagioni) che non è dipendente dalla nostra volontà. 4 TAPPE O AMBITI ORGANIZZATIVI Dalle ore 8:00 alle ore 9:30 allestimento dei materiali o documentazione Dalle ore 9:30 alle ore 12:15 realizzazione atelier Dalle ore 13 alle ore 14 riordino dei materiali e recupero documentazione ( fotografica, graficopittorica, conversazioni, descrizione attività previste su scheda Gred) Organizzazione: piccoli gruppi di bambini ( due/tre gruppi da circa bambini 6/9): per intersezione durante l’esperienze esplorative /manipolative per età omogenea durante esperienze dove emergono competenze specifiche. Spazi utilizzati: interni: Atelier Salone, per esperienze in cui è necessario che i bambini abbiano la possibilità di muoversi più agilmente. Esterni Giardino Campi d’esperienzia: il mondo e la natura, il corpo e il movimento, immagini, suoni, colori. . Ambiti: narrativo-espressivo, Fruizione Atelier: All’esperienze in atelier nel mese di ottobre inizieranno solo i bambini di quattro e cinque anni, per dare la possibilità sia ai bambini del nido (sezione cerniera) che del primo anno di scuola dell’infanzia di realizzare un inserimento tranquillo senza troppe sollecitazioni, che potrebbero creare un senso di confusione mentale, per quanto riguarda sia le nuove relazioni tra adulti e bambini, e sia per i cambiamenti di contesti spaziali (aula, atelier). I bambini del nido e i bambini di tre anni inizieranno a fruire dell’atelier nel mese di Novembre, durante i primi laboratori sarà richiesta la presenza di una educatrice o insegnante, in modo che lo spazio atelier venga gradualmente assimilato. L’atelierista precedentemente all’ingresso in atelier predisporrà la conoscenza dei bambini (ottobre), andando nelle aule dopo lo spuntino (ore 9.15) attraverso giochi di presentazioni (borsa magica con peluche rappresentanti i simboli delle aule, gatto, elefante, cagnolino, coniglietto), narrazioni di fiabe, canzoncine. In atelier i bambini saranno organizzati su quattro giorni alla settimana: Lunedi aula Gatti (quattro anni) Martedi aula Dumbo (cinque anni) Giovedi aula Cuccioli (tre anni) Venerdi aula Coniglietti (nido cerniera trentaquattro mesi) La disposizione organizzativa settimanale sarà variabile in base alle attività d’intersezione o per motivi vari in rapporto ad eventi in relazione a festività, uscite didattiche, altro. Il Mercoledi le atelieriste sono distaccate per realizzare video-narrazioni e realtivi laboratori, su richiesta, nelle Scuole dell’infanzia Comunali e Statali. 5 INCONTRI DI Collettivi atelierista con le insegnanti e coordinatrice di riferimento PIANIFICAZIONE DEL PROGETTO METODOLOGIE PREVISTE Narrative percettivo-sensoriali Multimediali Grafico-Pittoriche Sonore TEMPI 01/10/2012- 04/02/2013 6 1.3 IPOTESI ORGANIZZATIVA ATTIVITA’ PREVISTE OBIETTIVI (SCANDITE PER TAPPE O AMBITI) TEMPI Conoscenza dei bambini attraverso, Conoscere una nuova figura professionale Prima settimana di Ottobre giochi animati, narrazioni, filastrocche. (atelierista) utilizzando modalità ludiche per instaurare una conoscenza relazionale. Video–narrazione della fiaba Scoprire il giardino della scuola come ambiente Seconda, Terza e Quarta “L’avventura di Trasp” e laboratorio naturale. settimana di Ottobre con materiali vegetali raccolti nel giardino della scuola (erbe, fiori, Ricercare materiali ( piante, foglie, fiori) in base foglie). ad alcune peculiarità: colore, forma, profumo, I bambini utilizzeranno materiali, interpretazioni simboliche personali. naturali, fogli di acetato trasparente, colori acquerellabili, fogli per la Osservare i materiali raccolti descivendone plastificazione a caldo, per documentare verbalmente le caratteristiche (forma, le loro scoperte in giardino (mostra dimensioni, colore, texture, odore). salone della scuola). Le foglie o altri materiali naturali, Individuare i materiali raccolti in base alle serviranno anche per realizzare stampe caratteristiche che li distinguono per realizzare composizioni su di una superficie trasparente, in su “tessuto non tessuto” (materiale che fa passare luce), per documentare i modo da osservarli su ambedue i lati(soprasotto). materiali ricercati e allestire una parte del salone. Riprodurre i materiali raccolti graficamente. Osservazione delle composizioni (naturali e grafiche) con l’ausilio della lavagna luminosa per verificare attraverso le sagome ingrandite le caratteristiche individuate dal vero. Trasformazione di una parte del Comprendere attraverso la percezione visiva il Prima, Seconda, settimana giardino attraverso un gioco-visivo: significato di trasparenza e di mimetizzazione. di Novembre. i bambini realizzeranno delle basi colorate e trasparenti, come l’aquilone Trasp, protagonista della fiaba appresa,attraverso la video narrazione animata. Le composizioni affisse ai vetri delle finestre renderanno la percezione visiva esterna del giardino colorata, con proiezione di segni sfaccettati come guardando da un caleidoscopio. Dopo il gioco visivo sui vetri, le composizioni colorate saranno collocate nel giardino in base all’ipotesi dei bambini, per scoprirne le combinazioni mimetiche. Gli strumenti che saranno utilizzati per le sperimentazioni di ricerca del colore, forma e trasparenza saranno: lavagna luminosa, piano luminoso, acetati trasparenti e colorati. 7 Uscita didattica in un ambiente naturale “selvaggio” (campagna, fiume) per fare delle osservazioni e scoperte delle caratteristiche della natura (alberi, piante, acqua, sassi, terra, sabbia, piante, colori, spazio, ecc.), in modo che i bambini abbiano la possibilità di creare associazioni e nuove informazioni rispetto allo “spazio giardino” della scuola. Confrontare l’ambiente giardino ambiente naturale selvaggio. con un 19 Novembre (aula Dumbo cinque anni), 22 Novembre (aula Gatti quattro anni). 8 Le uscite didattiche diventeranno un opportunità di riflessioni in seguito alle osservazioni realizzate nei due contesti naturali, rafforzate dalle documentazioni fotografiche e dai materiali raccolti “sul campo”. Nel giardino della scuola sarà realizzata effettuata un’osservazione esplorativa, una raccolta di materiali, e una documentazione fotografica per osservare le differenze che lo identificano rispetto un ambiente aperto e “selvaggio” (bambini di quattro e cinque anni). I materiali raccolti saranno analizzati attraverso la percezione sensoriale e classificati in base a dei criteri logici per conoscere le varie tipologie e qualità : forma, colore, grandezza, lunghezza, spessore, pesantezza, leggerezza, ecc. I materiali diventeranno per i bambini, un’opportunità per creare composizioni attraverso un gioco di interpretazioni e progettazioni fantastiche. I bambini del nido e del primo anno della scuola dell’infanzia saranno stimolati ad esplorare alcuni angoli del giardino, allestiti con alcuni materiali (sassi colorati, sabbia di fiume, foglie, sabbia di quarzo colorata) per provocare curiosità ed attenzione nei confronti dell’ambiente e non solo delle attrezzature ludiche. I bambini potranno liberamente, inventare costruzioni simboliche con i materiali trovati per “magia” (forse lasciati dal Folletto_Mago) e con quelli che il giardino naturalmente produce. L’alchimia dei materiali che si creerà, darà modo ai bambini di esprimere una parte della loro identità. A questa esperienza in un secondo momento, saranno coinvolti anche i bambini delle altre sezioni, per creare momenti di intersezione in un interscambio di idee, emozioni. I bambini più piccoli coinvolgeranno quelli più grandi, affinché i “piccoli” si possano sentire protagonisti di una situazione e i “grandi” fruitori di un gioco, durante il quale sarà focalizzato il senso del rispetto dell’altro, l’attesa,la riflessione, la pazienza e un tempo lento e dilatato. Scoprire le differenze che caratterizzano i due Terza e Quarta settimana di contesti spaziali: giardino/campagna, fiume. Novembre. Prima settimana di Dicembre. Ipotizzare micro/progetti con i materiali raccolti sia nell’ambiente campagna/fiume, sia nel giardino della scuola per scoprire differenze e similitudini. 9 Alcuni materiali saranno utilizzati per Scoperta delle caratteristiche dei materiali realizzare dei percorsi di percezione attraverso una ricerca percettiva/sensoriale sensoriali, utilizzando dei contenitori utili a sperimentare con il corpo (scatole tattili). I percorsi saranno organizzati dall’atelierista sia nel salone della scuola che in atelier: 1. Ricerca esplorativa tattile 2. Ricerca esplorativa visiva, olfattiva, sonora, gustativa. Seconda settimana di Dicembre I materiali analizzati saranno utilizzati Individuare alcuni materiali in riferimento a dai bambini del nido e di tre anni, per delle sensazioni personali. realizzare delle tavole sensoriali per documentare l’esperienza vissuta. Le tavole saranno collocate su un pannello, ad altezza di bambino in modo che i bambini nella continuazione della sperimentazione siano autonomi: scelte delle tavole espressioni verbali delle loro sensazioni interpretazioni narrative Terza settimana di Dicembre I bambini di quattro e cinque anni saranno invitati dall’atelierista a individuare quali parti del giardino a loro piacciono di più. L’atelierista consegnerà ai bambini tre macchine fotografiche digitali per documentare i loro angoli preferiti del giardino. Conversazione durante la proiezione in grande schermo delle fotografie, sul perché delle loro preferenze. 10 Al ritorno dalle vacanze Natalizie i Ipotizzare come il passare del tempo influisce bambini saranno invitati dall’atelierista a sulla natura. fare “una passeggiata” nel giardino della scuola per verificare se qualcosa è cambiato o è rimasto tutto uguale (bambini quattro e cinque anni). Gli angoli del giardino preferiti dai bambini, saranno da loro stessi di nuovo fotografati, per verificare se sono avvenuti dei cambiamenti. Le fotografie verranno riviste e confrontate attraverso una proiezione in grande schermo, per osservare i particolari . I bambini del nido (coniglietti) e di tre anni (cuccioli), andranno a passeggiare nel giardino per percepire, le caratteristiche che il giardino offre in quel momento temporale e ritrovare qualche materiale da loro conosciuto attraverso l’esperienza sensoriale. Seconda settimana di Gennaio. Ai bambini di quattro e cinque anni l’atelierista proporrà di realizzare dei piccoli progetti grafici in bianco e nero, riguardo ad un loro giardino ideale. Le fotografie degli angoli del giardino fotografati da loro stessi potranno essere il pretesto per fare emergere “idee”. Ai bambini del nido e di tre anni sarà proposto di creare con i materiali conosciuti dei piccoli quadri utilizzando basi di scagliola o cemento, per lasciare tracce di un’esperienza, vissuta con il corpo ma interiorizzata mentalmente. I piccoli quadri saranno collocati nel giardino della scuola e creeranno una piccola “strada” delle sensazioni. Cooperare per progettare uno spazio esterno da Terza e Quarta settimana di condividere con altri. Gennaio I progetti “del giardino ideale”, e i piccoli quadri materici, prima di essere messi in mostra, saranno confrontati tra i bambini per condividere idee ed esperienze. La visione di alcuni momenti (fotovideo) di esperienza in atelier, sarà per i bambini un modo per recuperare la memoria interiore di un percorso di esperienze vissute con gli amici e una figura professionale (atelierista) che ha condiviso con i bambini alcuni momenti della loro vita. I filmati saranno messi in visione nel salone negli orari di entrata ed uscita, per coinvolgere le famiglie sugli aspetti progettuali del percorso atelier. Il progetto ATELIER, si integrerà al progetto didattico della scuola per quanto riguarda la tematica e i Campi Di Esperienza. Condividere esperienze significative per sé e per Quinta settimana di gennaio gli altri. Individuare materiali naturali che hanno un particolare significato sensoriale da condividere con altri. Rendere partecipi le famiglie ad un percorso didattico attraverso una documentazione digitale (foto-video). Prima settimana di Febbraio. 11 STRUMENTI PER LA VALUTAZIONE DEI RISULTATI Diario di osservazione √Videoregistrazioni √Fotografie √Produzioni grafiche dei bambini √Conversazioni con i bambini Griglie osservative Relazioni scritte Colloqui con i genitori √Questionari per i genitori √Altro:riunioni di sezione con le famiglie…………………………………….. STRUMENTI PER LA DIFFUSIONE DEL PROGETTO Assemblea aperta al pubblico Conferenza-Dibattito √Festa √Mostra Pubblicazioni editoriali Articoli su stampa locale √Sito internet √Altro: documentazione digitale per le famiglie e archivio atelier presso Servizi Educativi…………………………. 12 2. ATTIVITA’ REALIZZATE NEL PERIODO: DESCRIZIONE ATTIVITA’ L’atelierista si presenta ai bambini con una borsa “magica” contenente un libro per ogni sezione (ogni libro era indicato secondo l’età dei bambini, avente come argomento il giardino e la natura) In ogni sezione, l’atelierista interagisce con i bambini attraverso una narrazione animata, utilizzando i peluche rappresentanti simbolicamente le quattro sezioni: Coniglietti, Cuccioli, Gatti, Dumbo. L’ultimo giorno della settimana è stato utilizzato per continuare la conoscenza con i bambini, realizzando giochi motori con basi musicali come inizio rituale delle attività in atelier. L’atelierista allestisce lo spazio atelier Dal coprendo le pareti con tessuto non tessuto 08/10 bianco, per creare una base sia dove Al 12/10 proiettare immagini, utilizzando due strumenti fondamentali per realizzare effetti visivi e narrativi: proiettore digitale lavagna luminosa. La video-narrazione dal titolo “L’avventura di Trasp” creata dal Gruppo Atelier del Comune di Rimini è stata un pretesto per aprire la fruizione in Atelier in un contesto “narrativo e creativo di sensazioni, emozioni, idee” da potere condividere. La storia di Trasp essendo inedita, fuori dai circuiti abituali dei bambini, narrata dal vivo, coinvolge i bambini interessandoli e provocando in loro riflessioni, inoltre i concetti che contiene s’integrano ai campi di esperienza che fanno riferimento sia la progetto della scuola che dell’atelier. DATA Dal 01/10 Al 05/10 RIFLESSIONI ALLEGATI 13 Dal La video-narrazione ha entusiasmato e 15/10 meravigliato i bambini, creando in loro la Al 19/10 curiosità di approfondire la conoscenza dello spazio “ambiente” naturale di vita sia dell’aquilone Trasp che del Folletto ( cielo/terra/giardino). Prendendo come riferimento “Il Folletto” che creava con le erbe del suo giardino ricette magiche, l’atelierista propone ai bambini (4/5 anni) di cercare nel giardino della scuola piante, fiori, foglie particolari, per scoprire che anche in un ambiente abituale e reale esistono elementi da analizzare in modo nuovo e non scontato, ogni cosa che la natura regala ha un significato che ci fa “aprire gli occhi e la mente. I bambini ha piccolo gruppo (da sette a nove in base alla presenza giornaliera in aula), sono invitati dall’atelierista in atelier a confrontarsi (ipotesi: nel giardino del Folletto quale tipo di piante ci potevano essere…) prima di realizzare “una passeggiata nel “giardino della scuola”. I bambini stimolati dall’idea di giocare al Folletto Mago, partono alla ricerca, concentrando il loro interesse verso la scoperta di alcune piante spontanee: malva, tarassaco, finocchio selvatico, edera, uva fragola, erba cipollina, foglie di pioppo, erba, margherite. I bambini esprimono meraviglia e stupore nei confronti di quel luogo ricco di sensazioni e scoperte che profuma secondo loro di “terra magica del Folletto”, mostrando con entusiasmo tutto quello che trovano sia tra di loro che all’atelierista:- ho trovato la pianta che si chiama Dente DI Leone (Tarassaco) la chiamano così perché intorno ha le punte; ho trovato una foglia tutta bianca (Edera); questa erba ha un po’ di puzza (Cipollina); io ho trovato una foglia trasparente è come l’aquilone Trasp (foglia di pioppo macerata dove sono visibili solo le nervature); guarda foglie a forma di cuore (Pioppo). I materiali raccolti vengono collocati in un cestino, in atelier i bambini li osservano cercando di trovare differenze, similitudini, di colori, forme, texture, categorie di piante. libro-Le avventure Trasp.pdf di 14 Dal I materiali raccolti in giardino e portati da 22/10 casa (foglie di edera, pioppo; castagno; vite Al 31/10 selvatica; fiori di tarassaco; soffioni; margherite; erba cipollina; finocchio selvatico; tiglio; ecc.) sono utilizzati dai bambini per creare composizioni, le quali fanno emergere nella mente dei bambini fantasie narrative. I bambini si confrontano scambiandosi idee e racconti. L’atelierista presenta ai bambini un modo per “fissare le composizioni” utilizzando fogli da plastificazioni e il relativo strumento (macchina plastificatrice). Nei bambini emerge meraviglia nell’attesa di vedere il risultato, ed alcuni si cimentano nel provare la nuova tecnica per realizzare un “erbario”. I bambini facendo riferimento alle magie del folletto che trasformava le “erbe” in colori, pongono sul “quadro erbario” un foglio di acetato trasparente, gli elementi naturali dopo averli osservati, sono trasformati attraverso i colori usati a piacimento dei bambini. Nel momento che il foglio di acetato è spostato, i bambini confrontano il risultato fantastico da quello reale. I due prodotti (composizione con foglie e fiori e relativa trasposizione colorata) composti sono stati messi in mostra sia nel salone che nelle aule. Quadri erbari trasparenti ..\s3\osservcomp\P1050962.jpg .comp\P1060182.jpg..\s3. .\s3\osservcomp\P1060142.jpg \ 15 Dal 5/11 In atelier le composizioni (foglie e fiori e Al 9/11 relativa trasposizione colorata), sono state condivise dai bambini, attraverso u no scambio di riflessioni e interpretazioni personali. La lavagna luminosa è stata uno strumento indispensabile, per visionare i prodotti dei bambini. I bambini a piccoli gruppi, per età omogenea, hanno visionato le proiezioni ingrandite dei loro prodotti: le composizioni vegetali e cromatiche, ingrandite attraverso l’effetto della luce, si sono trasformate in ombre magiche, che hanno dato il pretesto ai bambini d’immaginare ed inventare racconti con un contesto fantastico e reale (ricordi personale). Le proiezioni delle composizioni, hanno dato l’opportunità ai bambini di realizzare associazioni riguardo alle forme e qualità dei materiali ( foglie,fiori rametti, ecc). scelti. I due prodotti, composizione con foglie e fiori e relativa trasposizione colorata, sono stati messi in mostra nel salone e nelle aule dei bambinmi di quattro e cinque anni. Bambini aula nido cerniera e di tre anni della scuola dell’infanzia. I bambini hanno partecipato alla narrazione animata della storia “L’avventura di Trasp2. La storia ha stimolato i bambini ad esprimersi sia attraverso attività motorie e gestuali di respirazione (volo aquilone, soffio del vento, percezione del colore). Dopo la visione della storia, l’atelierista ha coinvolto i bambini in un gioco di colori e trasparenza, con l’ausilio della lavagna luminosa, per fare percepire ai bambini. l’effetto della luce su fogli trasparenti e colorati, cubetti trasparenti riempiti d’acqua, stoffe colorate. Il gioco di colori ha fatto emergere in alcuni bambini le caratteristiche del protagonista della storia Trasp l’aquilone trasparente che si colorava grazie alle magie del FollettoMago. 16 Dal 12/11 Al 16/11 Bambini: nido/3/ 4/5 anni Realizzazione di quadri trasparenti utilizzando acetati trasparenti neutri e acetati trasparenti colorati (rosso, verde, gialli, blu, arancione). I bambini dopo avere visionato le sequenze della storia di Trasp nelle quali avveniva la sua trasformazione (da trasparente a colorato grazie alle pozioni magiche realizzate dal folletto con le piante) creano dei pèiccoli Trasp, tagliando in forme diverse gli acetati colorati e successivamente incollati su basi di acetati di colore neutro. I quadri trasparenti e colorati sono stati un pretesto per osservare il giardino come da un caledoiscopio. I bambini hanno osservato i particolari del giardino descrivendone le caratteristiche in base alla percezione visiva attraverso La visione dei piccoli Trasp (l’abero di pino ha il tronco metà verde e metà giallo non è più marrone e sembra più liscio…le foglie si sono trasformate sono un po’ viola…). Questo gioco a colori è servito a provocare una approfondita osservazione dei particolari degli elementi del giardino in modo non casuale. 17 22/11 L’atelierista ha proposto alle insegnanti di realizzare due uscite al fiume Marecchia per coinvolgere i bambini alla scoperta di un ambiente naturale e selvaggio per creare confronto con l’ambiente naturale e curato del giardino della scuola. Alla prima uscita didattica hanno partecipato i bambini di quattro anni (aula gatti), è stata un’opportunità di nuove scoperte naturalistiche in relazione alle caratteristiche del giardino della scuola. I bambini hanno osservato piante selvatiche introvabili nel giardino a scuola: bacche di rosa canina dalle qualità terapeutiche perché ricche di vitamina C, canne palustri, borragine, ecc. L’incontro con un cacciatore ha destato curiosità nei bambini, i quali hanno cominciato a porgli delle domande riguardo il fucile e il cane:- a cosa serve il fucile, dove va il cane, perché quel “signore” gira con il fucile …, il cacciatore ha risposto dicendo che andava a passeggiare con il suo cane eludendo all’uso del fucile per andare a caccia. Durante l’uscita sono stati raccolti materiali da portare a scuola per poterli manipolare e analizzare: sassi, rami, bacche di rosa canina, foglie, argilla. La scoperta del fiume Marecchia ha Fotografie creato nei bambini meraviglia perché Video non si aspettavano d’immergersi in un luogo dove sperimentare a pieno uno spazio aperto immergendosi nella natura, e scoprire, materiali come sabbia, argilla, sassi, potere fantasticare: alcuni bambini hanno immaginato di vedere sotto un sasso nell’acqua il folletto, una piccola cascata è diventata quella dove l’aquilone Trasp si era lavato dai colori magici che lo avevano trasformato da trasparente a colorato. 18 19 e 23/11 Ai bambini di tre anni e del nido-cerniera, l’atelierista propone di cercare nello spazio esterno retrostante il fabbricato scolastico alcuni materiali regalati dalla natura: foglie, rametti, erba, ecc. I bambini essendo stati dotati di stivaletti di gomma e abbigliamento che li proteggeva dal freddo e dall’umidità, hanno potuto esplorare, raccogliere elementi per loro interessanti, correre nell’erba, scoprire che l’aria pungente pizzicava la pelle, certa erba aveva la puzza, le foglie non erano tutte uguali sia come forma e dimensione che come colore. Gli elementi raccolti sono stati portati in atelier e sono diventati un opportunità per realizzare stampe su tessuto non tessuto. I bambini sono stati organizzati a piccoli gruppi per intersezione (dieci per gruppo). Con il tessuto non tessuto stampato sono state realizzate delle tende decorative nel salone, per caratterizzare uno spazio comune in riferimento all’argomento progettuale e creare una memoria di una esperienza vissuta. Il giardino della scuola diventa uno spazio di scoperta e meraviglia, una piccola foglia colorata, un erba profumata , il prato, il canto di un uccellino, l’aria, sono diventati fonte di benessere e curiosità. I bambini hanno interagito con i materiali naturali con attenzione ed entusiasmo come se si trovassero in un luogo del tutto nuovo. Fotografie Video Tende di tessuto non tessuto con stampe di elementi naturali. 19 26/11 L’atelierista ha coinvolto i bambini dell’aula Gatti (quattro anni), in un gioco a sorpresa (percorso sensoriale) di osservazione, libera composizione, utilizzando i materiali raccolti durante l’uscita al fiume Marecchia. Essendo un giorno particolarmente luminoso e tiepido, il gioco si è svolto nel giardino della scuola. L’atelierista aveva preparato il percorso sensoriale, collocando i materiali in contenitori di legno della dimensione di cm 75x75, ogni contenitore conteneva un tipo di materiale: sassi di piccola dimensione, sassi di grande dimensione, bacche di rosa canina, foglie, rami e radici di piante, sabbia di fiume, ghiaia di fiume. I bambini dopo lo spuntino della mattina, usciti in giardino hanno trovato la parte anteriore del giardino trasformata dai contenitori, l’attenzione è andata immediatamente all’installazione, sorpresa e stupore sono emersi sui visi e nelle espressioni verbali:- sembra una strada come al fiume, il Folletto sarà contento sicuro che è qui ma è piccolo piccolo, forse si nasconde come al fiume che era sotto un sasso, qui non c’è l’acqua … L’atelierista ha fatto emergere i ricordi dell’esperienza al fiume, invitando i bambini a giocare con i materiali, utilizzando il tatto, la vista, l’udito, l’olfatto. I bambini spontaneamente si sono diretti ai contenitori, entrandoci dentro, guardando e toccando i vari materiali per poi scegliere poi quelli più consoni alle loro preferenze. La sabbia e i sassi sono stati i materiali preferiti dalla maggioranza dei bambini, alla fine tutti i materiali sono serviti per costruire una “lunga strada” che ha circoscritto i perimetro della scuola, fatta di ponti, torte di sassi foglie e bacche, ecc.. I bambini hanno utilizzato la loro creazione per camminarci sopra, saltare da una parte all’altra, cooperare tra loro e fantasticare. La suddivisione dei materiali è stata organizzata in modo da non creare confusione nei bambini e stimolare in loro un atteggiamento attenzionale e curiosità. 20 27/11 Anche i bambini di cinque anni partecipano ad un uscita didattica al fiume Marecchia per scoprire le caratteristiche di un ambiente naturale da confrontare con quelle conosciute del giardino della scuola. I bambini percorrendo il sentiero che portava al fiume hanno dimostrato un interesse particolare allo spazio aperto circondato da vegetazione per loro sconosciuta come le canne di fiume, la rosa canina con le sue bacche rosse, i colori, e i profumi a volte per loro sgradevoli (marcio, puzza di cacca, profumo di piante d’acqua, ecc). Con sassi di diversa misura, colore dimensione elaborano costruzioni, una piccola isola di sabbia in mezzo ai sassi si trasforma in una spiaggia in miniatura dove scavare, travasare, creare segni e disegni, dentro pozze d’acqua i bambini si divertono a lavare i sassi e si accorgono che la temperatura è fredda e le mani diventano rosse. Nell’argilla si possono lasciare le impronte degli stivali ma si rischia anche di perderli ed un bambino chiede aiuto perché ha paura della “sabie mobili”. Alcuni bambini alla vista della “cascata” (acqua piovana che affiora dal terreno erboso) rievocano il ricordo del Folletto che con le sue magie aveva colorato l’aquilone Trasp e l’acqua di una cascata lo aveva lavato. I bambini vivono questi momenti di Fotografie scoperta come un’avventura vera e Video propria, il fatto di essere dotati di un Video-Interviste abbigliamento adatto a camminare nell’acqua e nel fango, crea in loro gioia ed entusiasmo. Il fiume si aperto agli occhi dei bambini come uno spazio infinito, i quali hanno cominciato a domandare da dove viene e dove arriva, e si sono stupiti quando gli viene rivelato dall’atelierista che il fiume Marecchia scorre fino a Rimini fino al mare. I materiali appartenenti al fiume diventano fonte inesauribile di gioco e scoperta. 21 29/11 I materiali raccolti dai bambini durante l’uscita didattica, sono stati classificati e sistemati in grandi contenitori di legno. Durante l’osservazione e la classificazione, è scaturita tra i bambini (medi: aula gatti), una conversazione riguardo i ricordi, le emozioni dell’esperienza al fiume. I bambini hanno utilizzato i materiali raccolti per creare composizioni nel giardino utilizzando i sassi, con la sabbia hanno giocato immaginando di cucinare piatti speciali (a questo gioco hanno partecipato in maggioranza femmine), un gruppo di bambini (maschi ) hanno realizzato un grande quantitativo di pozione magica del Folletto con argilla, acqua, terra ed erba, mescolando materiali raccolti al fiume e materiali raccolti nel giardino. I bambini ipotizzano che quello che hanno raccolto farà felice il Folletto, così potrà scoprire che anche nel giardino della scuola si possono trovare “cose” come nel bosco o in campagna. I bambini hanno inoltre evidenziato attraverso l’analisi dei materiali, quello che di simile esiste (fiori, piante di tarassaco, acetosella, funghi, alberi) nel giardino e quello che non esiste (canne palustri, sassi, sabbia, acqua, rosa canina, argilla, cartello di permesso di circolazione solo per biciclette, cavalli, persone a piedi). L’esperienza al fiume ha fatto Fotografie scaturire un collegamento con la Video storia appresa (Trasp) e l’ambiente reale. L’uscita didattica è stato un pretesto per provocare nei bambini la capacità osservativa, sviluppando in questo modo l’aspetto immaginativo, simbolico e cognitivo. 30/11 Al mattino i bambini trovano a scuola una sorpresa: un messaggio e uno strano cappello verde. In grande gruppo i bambini ascoltano la lettura da parte dell’atelierista,del contenuto del messaggio. Il messaggio e il cappello è stato inviato dal “Folletto Mago” amico di Trasp, il quale comunica ai bambini che il loro giardino è molto bello e come nel suo nascono bellissimi fiori, piante, alberi ma non ci sono “le cose” con le quali lui gioca: sassi, acqua, sabbia, fiori, per cui chiede ai bambini di continuare a cercarle, per trasformare lo spazio esterno della scuola in un giardino speciale dove anche lui potrà giocare, inoltre fa richiesta di una mappa per trovare la strada per arrivare alla scuola. Il contesto fantastico ha creato nei bambini un maggiore coinvolgimento nello svolgimento del progetto, provocando in loro curiosità e di conseguenza desiderio di scoprire. I bambini in questo modo hanno avuto più interesse alla scoperta delle caratteristiche del giardino e a crerne delle nuove che hai giochi esistenti (altalene, scivoli, ecc). Fotografie Video 22 03/12 I bambini di 5 anni chiedono di potere continuare il gioco con i materiali raccolti al fiume. Prima di riprendere le attività ludiche in giardino, l’atelierista attiva una conversazione con i bambini nei gruppi sezione, per fare emergere in loro ipotesi, idee, pensieri, riguardo l’arrivo del cappello. Nei bambini medi, grandi e piccoli, emergono delle similitudini di pensieri riguardo al fatto che il cappello è molto grande e il Folletto, loro deducono che sia piccolo, per cui ipotizzano che il cappello possa servire a lui come: scala, barca, nascondiglio, casa, lo ha mandato nella scuola Il Delfino perché vuole giocare come i bambini con “le cose” raccolte o esistenti nel giardino. Dopo gli scambi d’idee (Atelidea), nelle sezioni, i bambini grandi continuano il gioco con i materiali naturali, utilizzando prevalentemente sassi, radici, bastoncini, creando composizioni intorno agli alberi e lungo il marciapiede (aiuole, strade, ecc). L’argilla e l’acqua non sono stati usati per le condizioni del tempo meteorologico essendo quel giorno nuvoloso e molto umido. Le esperienze fantastiche e reali, Fotografie hanno dato l’opportunità ai bambini Video di sperimentare il giardino non solo come luogo di “sfogo” ma come contesto (aula decentrata) di ricerca, che li ha portati a guardare con uno sguardo nuovo sia un ambiente conosciuto che sconosciuto, portandoli ad una educazione e rispetto nei confronti della natura. 23 4/6/7/ dicembre I bambini grandi e medi hanno condiviso, sperimentato con i bambini di 36 mesi e di 3 anni i materiali raccolti durante le uscite. Nello spazio giardino retrostante le aule, l’atelierista ha “apparecchiato” i materiali in grandi contenitori di legno suddivisi per qualità: sassi grandi, sassi piccoli, sabbia di fiume, bacche di rosa canina, rametti, radic.i Accanto ai materiali sono stati disposti una varietà di strumenti: cucchiai di metallo, plastica, mestoli di metallo, plastica, forchette di legno, passini e setacci di plastica, imbuti di plastica, mcininino e pestello di legno. I bambini hanno partecipato a piccoli gruppi d’intersezione (12 per gruppo, tre gruppi al giorno di circa 40 minuti a gruppo). I bambini grandi e medi hanno presentato i materiali ed hanno raccontato dove e in quale occasione li hanno trovati e raccolti. Dopo la presentazione i bambini spontaneamente si sono disposti intorno ai contenitori ed hanno cominciato a scegliere i materiali secondo il loro piacimento, sensazione, ispirazione di gioco. I bambini più piccoli (36 mesi/3 anni) hanno preferito la sabbia e i sassi piccoli perché era più facile per loro attivare il gioco del travaso. Attraverso questo gioco hanno sperimentato alcuni strumenti scoprendone la giusta funzionalità, sviluppando in questo modo delle azioni di causa/effetto che sono andate ad approfondire un’elaborazione cognitiva attraverso un’azione ludica. I bambini grandi (5 anni) e medi (4 anni) sono stati più interessati ai sassi, alle bacche, integrando i materiali a loro necessari con quelli che trovavano a disposizione nel giardino (foglie, fiori, rametti, terra ecc), con i quali sono state realizzate lunghe stradine intorno alla scuola per fare trovare al Folletto il percorso per arrivare alla scuola. I bambini per costruire il percorso, hanno scelto, toccato, guardato i particolari e le sonorità dei sassi. Le strade realizzate sono state decorate con fiori, foglie, bacche; una piccola pozzanghera era un’opportunità per lavare i sassi e renderli più brillanti. Questo tipo di esperienza è stata Fotografie molto importante riguardo la Video relazione che si era creata fra i bambini di età eterogenea. Non si sono verificati conflitti ma si è creata un’attiva collaborazione, in un primo momento i bambini della stessa età tendevano a sodalizzare tra loro, poi successivamente si è creata una collaborazione e uno scambio di materiali. Le composizioni venivano cambiate in base ai gruppi partecipanti, i bambini erano consapevoli che le loro produzioni erano effimere e non permanenti. Precedentemente al gioco l’atelierista aveva spiegato che i materiali durante gli assemblaggi compositivi, era fondamentale l’accettazione di cambiamenti, una idea poteva essere modificata e continuata in collaborazione fra i fruitori del gioco. 24 10/11/ 13/14/ Essendo tempo delle festività Natalizie, anche in atelier, sono state sviluppate idee dicembre per creare una decorazione a tema, utilizzando le foglie raccolte in giardino. Facendo riferimento all’amico Folletto, che raccoglieva nel suo “Giardino delle Meraviglie” foglie e piante per trasformarle in “colori magici”, anche i bambini come lui hanno raccolto in giardino foglie di varie tipologia (pioppo, platano, acero), per trasformarle con colori brillanti e plastificarle in modo da realizzare “FOGLIE DI NATALE IN TRASPARENZA”. L’atelierista ha ritenuto opportuno integrare lo svolgimento del progetto atelier alle festività Natalizie, per fare vivere ai bambini alcuni momenti fondamentali delle routine scolastiche. Fotografie Video Storia di “Olive” Fotografie Video 17/18/ 20/21 La settimana precedente alle vacanze Natalizie, a scuola è di abitudine organizzare dicembre “LA SETTIMANA D’ORO”, durante la quale sono stati realizzati giochi (tombole, ecc). L’atelierista ha organizzato una videonarrazione Nataliziadal titolo “Olive che voleva essere una renna”, coinvolgendo le quattro aule. Inoltre su proposta dell’atelierista i bambini nelle aule hanno preparato piccoli messaggi dedicati all’amico Folletto. I messaggi sono stati realizzati con tecniche grafiche ed alcuni bambini avevano chiesto di potere evidenziare i loro pensieri (scritti dall’atelierista e insegnanti: t-ti vorrei conoscere; il tuo giardino è molto lontano; hai visto ti abbiamo portato sassi, sabbia, legnetti così puoi venire a giocare nel nostro giardino …) 7/8/ 10/11 gennaio Al rientro dalle vacanze l’atelierista ripropone la storia di “Trasp e del Folletto” per fare in modo che i bambini potessero riallacciare il filo conduttore del progetto atelier, il giardino come ambito di scoperta, di desideri, di rispetto e amore nei confronti della natura. L’atelierista quindi, propone ai bambini di 4 e 5 anni , di focalizzare il pensiero verso ad una idea di “GIARDINO IDEALE” personale, partendo da una osservazione approfondita dei vari angoli del giardino della scuola. La storia di “Trasp” è stato un Video-narrazione eccellente punto di partenza, di “Le avventure di Trasp” valutazione intermedia e finale, dello svolgimento del percorso atelier. I bambini attraverso la sperimentazione della storia sia dal punto del linguaggio visivo e verbale, hanno sviluppato idee, ipotesi, fantasia, curiosità di scoprire il giardino dal punto di vista: ludico, magico-fantastico, scientifico. 14/15 17/18/ gennaio Conversazione a piccoli gruppi sulla modalità di come si sarebbe svolto il percorso atelier (8/9 per gruppo in base alla presenza giornaliera per età omogenea 4 e cinque anni). L’atelierista invita i bambini a fotografare (utilizzo della macchina fotografica digitale da parte dei bambini) una parte del giardino da loro preferito. Ogni bambino/a prima di realizzare la fotografia, ha percorso lo spazio giardino, ha scelto l’angolo preferito spiegandone il motivo e ha scattato la foto. L’esperienza di documentare un parte del giardino scolastico attraverso la fotografia, è servito ai bambini di raggiungere una maggiore consapevolezza e conoscenza delle caratteristiche “dello spazio esterno” della scuola” vissuto da loro abitualmente. I bambini hanno risposto con entusiasmo alla proposta dell’atelierista, soprattutto per la totale autonomia nell’uso della macchina fotografica digitale. Fotografie realizzate dai bambini. 25 21/22/ 24/25/ 28/29/ 31 gennaio L’atelierista organizza i bambini in gruppi d’intersezione (4/5 anni) e mostra le foto in da loro realizzate tramite computer e proiettore. Ogni bambino/a fotografo presenta agli amici l’immagine fotografica presentando i particolari e il motivo della scelta del “SET FOTOGRAFICO”. Dopo la visione, ogni bambino/a ha utilizzato la propria fotografia come “SNODO FONDAMENTALE” per realizzare una espansione grafica (tecnica matita ed acquarello ) immaginando un personale giardino ideale: “IL GIARDINO DELLE MERAVIGLIE.” I bambini si sono immedesimati in questa esperienza pensando e proponendo dei desideri in cui sono emersi sentimenti nascosti. La maggioranza dei bambini disegnato pensando: alla realizzazione di ”case” all’interno del giardino per continuare una vita affettiva con le famiglie; piscine per giocare con l’acqua; un giardino pieno di colori con fiori e farfalle; piante e alberi particolarmente ricchi di foglie verdi e variopinte; arcobaleni e colori; giochi da giardino (scivoli altalene, ecc), in numero maggiore per non litigare. Sabbia per costruire castelli, montagne, bucare, scavare. Fotografie ed elaborati grafici realizzati dai bambini. Documentazione fotografica e video realizzata dall’atelierista. 26 04 febbraio L’amico Folletto Mago dimostra ai bambini di apprezzare sia i messaggi che i bambini hanno lasciato per lui vicino al suo cappello (che nel frattempo era “SPARITO!!!”) e i desideri dei bambini nell’immaginare “un giardino speciale che fa meravigliare”, per cui una mattina sorpresa delle sorprese arriva un personaggio misterioso “PIMPO L’AIUTANTE DEL FOLLETTO”. L’aiutante del Folletto è stato interpretato dall’atelierista Stefania Giorgi, dopo previo accordo e stesura del copione con l’atelierista di riferimento della scuola Maria Grazia Ricci. Per l’evento l’atelierista Maria Grazia, ha coinvolto una mamma truccatrice la signora Arianna Barlini che ha gratuitamente offerto la propria professionalità , materiali e strumenti per caratterizzare il personaggio di Pimpo. I bambini delle quattro sezioni all’arivo di Pimpo, si sono radunati nel salone, qualche bambino/a di cinque rientrando dal giardino nota lo strano personaggio e accusa Pimpo di avere fatto sparire il cappello del Folletto. A questo punto inizia il dialogo tra Pimpo ed i bambini, Maria Grazia entra in gioca e “fa da spalla” al personaggio. Pimpo spiega ai bambini che il Folletto Mago, non potendo arrivare alla scuola Il Delfino perché troppo preso a trasformare in colori le piante del suo Giardino Delle Meraviglie, aveva delegato il suo aiutante. Il quale di notte aveva preso il Magico Cappello Verde, perché all’interno il Folletto voleva nascondere una sorpresa speciale …! Pimpo davanti a tutti i bambini lentamente, dal fondo del cappello svela la sorpresa avvolta in tulli variopinti, accompagnata da un messaggio. La sorpresa consisteva in un sacchetto di semi “DELL’ERBA E DI FIORI DI NASTURZIO PROVENIENTI DAL GIARDINO DELLE MERAVIGLIE DEL FOLLETTTO”. I bambini hanno vissuto con Documentazione entusiasmo l’approccio con il fotografica e video personaggio magico di Pimpo. Il magico personaggio ha creato una mediazione tra l’aspetto fantastico e reale, assopendo il desiderio e la delusione da parte dei bambini di non potere mai realmente conoscere un personaggio-fantastico presente come filo conduttore in un progetto atelier o didattico. 27 5/7/ 11/12/ 13/14 febbraio Ai bambini in seguito al regalo del Folletto è stato proposto da M:Grazia di realizzare un piccolo contenitore di argilla dove seminare i semi d’erba e di Nasturzio. Prima di realizzare il contenitore, l’atelierista ha coinvolto i bambini, a piccolo gruppo per intersezione a “giocare” con l’argilla facendo palle da lanciare e fare cadere per constatare la plasticità del materiale quando e cruda e ricca d’acqua, poi con l’uso delle mani o dei gomiti hanno creato un buco nella palla, trasformandola in un piccolo vasetto. Nel vasetto dopo che è stato cotto in un apposito forno da ceramica ogni bambino ha realizzato la semina. Da quel momento è iniziata “la cura” che ogni bambino ha dedicato ai semi per farli crescere: innaffiatura, aggiunta di terra. Nei giorni 11 e 12, durante l’entrata (dalle ore 7.45 alle ore 9.00) e prima uscita (dalle ore 13.15 alle ore 14), l’atelierista come momento conclusivo della suo periodo di servizio in qualità di atelierista (ottobrefebbraio) ha coinvolto genitori e bambini nella realizzazione di un “Mandala” utilizzando materiali naturali (sassi, legnetti, foglie, sabbia di fiume, sabbia di quarzo colorata, farina di mais, terra, argilla espansa) sperimentatati dai bambini durante i percorsi in atelier. L’atelierista dopo avere predisposto un tavolo accanto il “Cappello Magico” del Folletto, ha realizzato con i sassi di piccole dimensione lo schema circolare del Mandala, genitori e bambini al mattino all’arrivo a scuola hanno trovato la sorpresa, con un messaggio dell’atelierista Grazia nel quale invitava i presenti a realizzare la composizione sia per salutarli che per ringraziare il “Magico Folletto” del prezioso aiuto per ricercare materiali, per impreziosire il giardino della scuola e scoprire tanti altri giardini meravigliosi che la natura regala (parchi, boschi, ecc…) basta saperli apprezzare e rispettare. L’aspetto “magico” ha permeato le Documentazione sequenze di questo percorso, in fotografica e video. modo che l’acquisizione Vasetti di terracotta. d’informazioni anche di carattere scientifico sono state filtrate nella mente dei bambini con leggerezza ed allegria, con una modalità alla portata di bambini. 28 8/15 febbraio La mostra d’arte dell’artista Vittorio D’augusta organizzata dall’Assessorato alla Cultura del comune di Rimini, presso il F.A.R (FABBRICA ARTE RIMINI) dal titolo “IL GIARDINO E LA GUERRA” ha creato l’occasione di fare avvicinare i bambini all’arte entrando in sinergia con l’argomento del progetto atelier e didattico. L’atelierista dopo avere proposto in collettivo, avendo avuto i un primo momento una risposta incerta in quanto le insegnanti ritenevano la mostra non alla portata dei bambini, per cui l’atelierista ha preso contatti con l’artista, il quale ha dato la sua disponibilità a fare da guida ai bambini ed a fatto presente che le sue opere esposte potevano essere alla portata di qualsiasi età essendo espressione di ricordi, sensazioni, come in fondo esprimono i bambini nei loro disegni, l’atelierista ha chiesto inoltre a V. D’Augusta la possibilità di fare disegnare i bambini dal vivo utilizzando carta e matita, le loro impressioni dopo la visione della mostra. Della visita alla mostra è stato avvisato l’Assessorato alla Cultura per accordarsi con i tempi. A questo evento hanno partecipato solo i bambini di cinque anni (8 febbraio) e i bambini di quattro anni (15 febbraio), perché le insegnanti dei bambini del nido e di tre anni hanno ritenuto che non fossero ancora pronti a questo tipo di esperienza. La visione della mostra è stata per i bambini un’esperienza eccellente, hanno interagito con l’artista, fatto domande creando un dialogo con lui, interessandosi alle opere d’arte in base a gusti e curiosità personali. Vittorio D’Augusta ha presentato le sue opere “narrando” con parole semplici che cosa rappresentavano, mettendo in rilievo i ricordi e sensazioni della sua infanzia, che avevano dato origine ad alcune creazioni artistiche. Ogni bambino molto spontaneamente, hanno scelto alcune opere, quelle per loro più significative e le hanno interpretate secondo le loro percezioni disegnandole con matita su carta. Una copia di ogni disegno è stata regalata all’artista che è rimasto stupito, del fatto che i bambini di ogni tempo sanno esprimere le loro impressioni sia in tempi storici felici che drammatici, facendo un paragone con i bambini dei campi di concentramento di Terezin (Polonia). V. D’Augusta ha spiegato che il paragone tra i disegni dei bambini della scuola Il Delfino e i bambini di Terezin gli era emerso dalla tecnica adottata per la realizzazione degli elaborati: documentazione grafica su carta e matita (I bambini di Terezin nel periodo della seconda guerra mondiale, quando erano stati costretti dai nazisti a vivere nel ghetto ebraico, avevano disegnato su carta di recupero i loro ricordi felici di quando erano liberi nelle loro case, nella loro città). Fotografie Video Disegni dei bambini della scuola dell’infanzia il Delfino. Documentazione storica fornita dall’artista Vittorio D’Augusta: Disegni dei bambini di Terezin 29 25 febbraio La visita alla mostra “IL GIARDINO E LA GUERRA”, ha creato l’opportunità di una collaborazione con V. D’Augusta , proposta dallo stesso artista all’atelierista: realizzazione di un laboratorio per creare un’installazione dedicata all’argomento progettuale sia di atelier che scolastico. V. D’Augusta, supportato sia nell’aspetto organizzativo che pratico dall’atelierista ha coinvolto tutti i bambini (piccoli gruppi per intersezione: aula nido, tre, quattro, cinque anni) in un laboratorio utilizzando cartoncino bianco di grandi dimensioni (manipolato, piegato in modo da simboleggiare elementi della natura) e colori a tempera (in prevalenza nero per evidenziare l’aspetto del segno). L’atelierista ha coinvolto un’insegnante per aula per sostenere i bambini nell’attività grafica. L’artista ha valutato una collocazione degli elaborati consultandosi con l’atelierista nello spazio salone. Dopo un attenta valutazione per creare uno spazio prospettico e fruibile è stata hanno creata un’installazione di forte impatto emotivo, interpretativo, ludico. Sul pavimento sotto all’installazione sono stati collocati tappeti e macrostrutture morbide, in modo che i bambini potessero entrare in gioco con gli elementi appesi, con lo spazio, soffermarsi ad osservare, fantasticare relazionare fra pari e adulti. L’ incontro con l’arte ha creato un opportunità nei bambini di approfondire e un ampliare alcune conoscenze riguardo la tematica del “GIARDINO” , non solo come scoperta di un ambiente in relazione con la natura, ma anche come ricerca di emozioni, sensazioni, ricordi di momenti vissuti intensamente e come introspezione di momenti felici o tristi, di relazione e di giochi. Documentazione fotografica e video delle varie fasi della realizzazione dell’installazione artistica. Documentazione fotografica e video dell’interazione tra i bambini e lo spazio trasformato grazie all’installazione, in un luogo usufruibile per giocare, rilassarsi, osservare, pensare, fantasticare. 15 giugno L’inaugurazione di un mandala (realizzato dai bambini) di sassi raccolti durante le uscite didattiche, ha aperto la festa di fine anno scolastico La festa di fine anno scolastico, realizzata nel giardino della scuola è stata strutturata con laboratori e percorsi mettendo in rilievo la ricaduta delle esperienze dei bambini durante l’anno scolastico sia in atelier nella rivalutazione dello spazio giardino: laboratori: l’angolo dei sassi colorati; l’angolo delle cornici decorate con elementi naturali; l’angolo dei pittori/stoffa dipinta con colori estratti da piante e ortaggi; l’angolo degli aquiloni; l’angolo atelier/ realizzazione di “crisalidi di carta” dipinte con colori a tempera e argilla. La festa di fine anno scolastico ha contribuito a coinvolgere le famiglie alla vita scolastica dei bambini e approfondire le relazioni tra gli utenti sia adulti che bambini. . Mandala di sassi Fotografie 30 PUNTI DI CRITICITA’ PUNTI QUALIFICANTI La condivisione di gruppo a sviluppare un progetto che ha incentivato un’educazione all’ambiente partendo da un luogo abituale ai bambini come luogo di gioco per arrivare a fare loro fruire lo spazio esterno anche come scoperta della natura e incentivazione a trovare strategie per rivalutarne l’aspetto. MODIFICHE ALL’IPOTESI INIZIALE E DIREZIONI FUTURE Lo sviluppo del progetto è stato condizionato dal tempo meteorologico, per cui alcune esperienze previste totalmente in esterno sono state concluse all’interno dell’atelier, le ipotesi previste in generale sono state rispettate. 3. VALUTAZIONI CONCLUSIVSINTESI DEL PERCORSO REALIZZATO La tematica progettuale scolastica ed atelier ha approfondito le relazioni tra gli utenti, approfondendo le relazioni in modo da rafforzare il senso di appartenenza ad un contesto sociale, ad un senso di cittadinanza. Il giardino facendo parte di una struttura scolastica, potendo essere usato anche come spazio pubblico ha fatto emergere: il rispetto di un ambiente naturale di uso comune, la sensibilizzazione a partecipare alla rivalutazione del giardino scolastico come parte territoriale della città. DESTINATARI EFFETTIVAMENTE COINVOLTI BAMBINI GENITORI EDUCATORI INSEGNANTI AUSILIARI ALTRI: n.98 7 n.4 n. n.98 FAMIGLIE n.4 EFFICACIA DELLE TECNICHE E METODOLOGIE UTILIZZATE Una delle tecniche prese in considerazione alla realizzazione del progetto atelier hanno è stata la video narrazione e relativo laboratorio sia in atelier che in giardino, come introduzione all’apertura delle esperienze in modo fantastico e stimolante alla curiosità di scoprire un ambiente naturale in modo da associare l’aspetto immaginifico a quello scientifico. I bambini hanno sperimentato anche attraverso la percezione sensorial: l’osservazione (ambiente), l’ascolto (suoni e rumori della natura), l’olfatto (profumi o puzze in natura), il gusto (sapore dell’uva fragola coltivata in un orto confinante con il giardino della scuola), tecniche manipolative e grafico-pittoriche per fare emergere le loro scoperte nei vari ambienti di ricerca attraverso la realizzazione di elaborati utilizzando vari materiali: terra, erba, foglie, fiori, piante (giardino); sassi, acqua, sabbia, argilla (fiume); bastoncini, rametti, foglie, fiori (parco). 31 BILANCIO SULLA QUALITA’ DELL’ORGANIZZAZIONE DEL GRUPPO Il gruppo dopo avere valutato varie strategie attraverso incontri di collettivo, ha ritenuto di organizzare dei percorsi di esperienze di gioco e scoperta dell’ambiente giardino e ambienti naturali esterni (parco, fiume) per fare emergere nei bambini un interesse verso un ambiente abituale scolastico come il giardino non solo nei verso giochi strutturati ma anche verso tutto quello che la natura regala, incentivando il rispetto e l’educazione nei confronti di un ambiente prezioso per un benessere di vita. I percorsi proposti sono stati: l’angolo dell’albero delle meraviglie (aula cinque anni) l’angolo del giardino roccioso (aula quattro anni) l’angolo del giardino sonoro (aula tre anni) l’angolo del giardino dei colori (aula nido) l’angolo del giardino delle meraviglie (i bambini in atelier a piccoli gruppi in intersezione o per età omogenea, hanno sperimentato una sintesi delle proposte vissute nelle aule: colori, suoni, percezioni tattili-manipolative-visive). OBIETTIVI RAGGIUNTI Gli obiettivi previsti sono stati rispettati e sviluppati in base tempi di inserimento (bambini nido e tre anni), età dei bambini (vedi schema attività previste), acquisizioni di nuove conoscenze attraverso una successione di sperimentazioni annunciate nella successione cronologica degli obiettivi presentati nel progetto atelier. SCOPERTE DEL GRUPPO DI LAVORO Il gruppo di lavoro ha rilevato sia durante le attività con i bambini che in sede di collettivo docente, che la tematica del progetto prevede un tempo che non si può esaurire in un anno scolastico ma che necessita una continuazione per realizzare una rivalutazione del giardino scolastico, “la natura ha bisogno di lentezza, tempo, relazione con le stagioni, cura, rispetto, attesa”. 32 STRUMENTI TEORICI E SUPPORTI FORMATIVI Indicazioni nazionali per le scuole dell’infanzia Ministero dell’Istruzione dell’Università della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l’Emila-Romagna -Direzione Generale- RIFERIMENTI LEGISLATIVI C.M n.49 del 31.5.2012 FINANZIAMENTI Comune di Rimini COINVOLGIMENTO DEI DESTINATARI Bambini e famiglie sono stati coinvolti nel progetto sia per quanto riguarda il contesto scolastico che famigliare, perché l’esperienze scolastiche venivano riportate alle famiglie dai bambini stessi. Inoltre le famiglie sono state coinvolte attraverso colloqui personali, richiesti per delucidazioni, informazioni, consigli per i loro figli riguardo lo svolgimento di attività in atelier e attraverso assemblee di sezione. La realizzazione di due laboratori atelier dedicato a bambini e genitori (Mandala, Festa di fine a.s) hanno contribuito ad esemplificare una sintesi del percorso sperimentale atelier per l’anno scolastico in corso. DIFFUSIONE E COMUNICAZIONE ESTERNA L’atelierista ha creato una documentazione video sia per PC che per TV, che è stata consegnata alle famiglie. La documentazione tecnica su Scheda Regionale Gred sarà diffusa tramite il sito web dei Servizi educativi del Comune di Rimini. MATERIALI DI DOCUMENTAZIONE DISPONIBILI DVD “IL GIARDINO DELLE MERAVIGLIE” realizzato dall’atelierista Maria Grazia Ricci con materiale fotografico e video raccolto durante la conduzione dell’atelier dalla stessa atelierista, disponibile presso l’Ufficio Atelier via ducale 7 Comune di Rimini, Scheda Regionale di Documentazione, per informazioni contattare: [email protected]