CORSO DI FORMAZIONE MULTIDISCIPLINARE
Con il patrocinio di: G.I.S.M.O.-Gruppo Italiano Studio Malattie Metabolismo Osseo
L'osteoporosi: attraverso una corretta diagnosi
ed una terapia più idonea e mirata
Responsabile : Dott. Maurizio Caminiti
Santa Trada (RC) - Altafiumara Centro congressi
Sabato 11 Ottobre 2008
L’innalzamento dell’età media della popolazione ha numerose conseguenze dal punto di vista
sanitario ed assistenziale.
Le patologie croniche sono in costante aumento e tra esse l’osteoporosi ha un peso particolarmente
significativo sia per gravità sia per la rapidità con cui sta aumentando la sua prevalenza.
Dal 1993 l’OMS ha classificato l’osteoporosi come malattia sociale, enfatizzando la necessità di
provvedere interventi preventivi e terapeutici efficaci.
Dai 40 anni in poi la riduzione della massa ossea è considerata un processo parafisiologico, sia
nell’uomo che nella donna, che viene definito con il termine di “osteopenia”.
L’osteoporosi definisce, invece, una situazione di decremento di tessuto osseo calcificato, fino ad
un tale punto di fragilità da poter precipitare l’evento fratturativo anche a seguito di traumi minimi.
La complicanza più frequente dell’osteoporosi è proprio la frattura e quelle tipicamente associate
alla patologia comprendono: fratture e compressioni vertebrali, fratture del collo del femore, fratture
di Colles del radio distale.
Osteoporosi e complicanze fratturative comportano un uso importante di risorse per la salute
pubblica e molto spesso provocano una serie di complicanze e di conseguenze che possono
compromettere definitivamente l’indipendenza deambulatoria, con grave limitazione
dell’autosufficienza.
Resta quindi di primaria importanza il ruolo della prevenzione, che può essere mirata ai pazienti a
rischio o orientata a contenere le complicanze quando la malattia è già clinicamente presente.
La terapia fisica e l’esercizio sono stati molto rivalutati sia nella prevenzione che nel trattamento
dell’osteoporosi. L’applicazione di un sufficiente carico dinamico è una componente essenziale per
lo sviluppo ed il mantenimento di un adeguato livello di mineralizzazione del tessuto osseo.
Un trattamento tempestivo ed appropriato è il risultato di una diagnosi precoce, che possa
permettere di identificare con sicurezza i soggetti a rischio per programmare gli accertamenti
diagnostici necessari e, soprattutto, l’utilizzo di adeguati preside terapeutici, farmacologici e non
(correzione dello stile di vita, esercizi motori, fisioterapia, integratori alimentari).
OBIETTIVI e FINALITA’
Dare competenze al MMG perché migliori le sue capacità di valutare, di decidere, di agire con
appropriatezza quando si trova ad affrontare le problematiche dell’osteoporosi nella sua pratica
clinica.
Mettere il MMG nelle condizioni di valutare i fattori di rischio della patologia osteoporotica per
intraprendere interventi preventivi e terapeutici efficaci, onde prevenire una eventuale limitazione
dell’autosufficienza del paziente fratturato con impegno notevole di risorse economiche.
Nel corso si vogliono sviluppare e approfondire delle specifiche conoscenze affinché il MMG possa
garantire:
• Un approccio diagnostico adeguato
• La capacità di valutazione e decisione di indirizzo terapeutico
• Un approccio competente alla prevenzione delle complicanze
• Un percorso diagnostico e terapeutico secondo linee guida condivise
• Contenimento delle risorse economiche
MODALITA’
•
Il corso è previsto per 70 MMG e di Continuità Assistenziale
•
Sarà presieduto dal Dott. Maurizio Caminiti
•
Si terrà a Altafiumara Centro Congressi - Santa Trada (RC) l’11 Ottobre 2008 dalle
Ore 08.45 alle Ore 17.00
•
Avrà la durata di 7 ore complessive ed è suddiviso in 2 sessioni:
-
•
I sessione: Sabato 11 Ottobre 2008 dalle ore 8,45 alle ore 14.00
Saranno presentate e discusse le relazioni
II sessione: Sabato 11 Ottobre 2008 dalle ore 15,00 alle ore 17,00
• Parte pratica a piccoli gruppi con rapporto finale
• Discussione interattiva
I discenti dovranno compilare all’inzio del corso un pre-test e alla fine un questionario per
la verifica dell’apprendimento raggiunto e la scheda di valutazione del corso.
ABSTRACT
Principi della Regionalizzazione GISMO
Gli obiettivi del GISMO (Gruppo Italiano di Studio per la Diagnosi delle Malattie del Metabolismo
Osseo sono la Promozione degli aspetti scientifici e culturali che riguardano la diagnosi e la
prevenzione delle malattie del metabolismo osse.
Il GISMO si prefigge anche di sensibilizzare la comunita` scientifica sulla importanza della
diagnosi nella prevenzione e terapia delle malattie del metabolismo osseoe di standardizzare i
metodi di indagine diagnostica, promuovendo il loro continuo perfezionamento, il controllo della
loro affidabilita`, l’omogeneita` della definizione e l’interpretazione dei risultati.
E’ obiettivo del GISMO fornire e sviluppare l’informazione ed il continuo aggiornamento sulla
diagnosi delle malattie del metabolismo osseo in costante collaborazione con le Societa` scientifiche
del settore. Promuovere la diffusione dei dati prodotti dagli studi osservazionali e d’intervento
realizzati dal gruppo di lavoro, da solo o in collaborazione con le Societa` scientifiche, tra gli
specialisti del settore ed i medici di medicina generale allo scopo di sensibilizzarli sull’importanza
della diagnosi nella terapia delle malattie del metabolismo osseo. Stabilire rapporti con le Autorita`
sanitarie a livello nazionale, regionale, locale e con le Associazioni di pazienti con l’obiettivo di
favorire la realizzazione di progetti educazionali sulla diagnosi delle malattie del metabolismo
osseo.
Epidemiologia dell’Osteoporosi ed impatto socioeconomico delle fratture
femorali
L’osteoporosi è una malattia che interessa lo scheletro ed è caratterizzata da diversi fattori quali la
ridotta massa ossea, il deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, nonché disordini
scheletrici che contribuiscono a comprometterne la sua resistenza. Tali fattori favoriscono nella
persona colpita una maggiore fragilità dell’osso e una più elevata predisposizione alle fratture.
Le persone più a rischio sono quelle anziane perché l’invecchiamento di per sé comporta un
maggiore deterioramento dell’osso, ma la patologia può riguardare anche donne in età relativamente
giovane, in particolare quelle che hanno raggiunto la menopausa, perché è proprio in questo periodo
che viene meno l’azione svolta dagli estrogeni – gli ormoni sessuali femminili – in grado di
contrastare il progresso di questa patologia.
L’osteoporosi, quindi, anche in relazione al costante invecchiamento della popolazione, è in
continuo aumento e, per le gravi conseguenze che comporta, viene considerata una malattia sociale.
Anche in Sicilia l’eta’ media e’ in crescita. Recenti risultati del "Atlante Siciliano della mortalita'
per causa" riportano che nel periodo in esame l'attesa di vita della popolazione siciliana e' cresciuta
e raggiunge 76,8 anni negli uomini e 81,8 anni nelle donne.
Sebbene l’osteoporosi sia spesso considerata una malattia silenziosa, colpisce circa 200 milioni di
donne in tutto il mondo. Le fratture osse (di femore, vertebrali e non vertebrali) sono la
conseguenza più devastante dell’osteoporosi e sono causa di morbilità e di mortalità.
Le deformità vertebrali sono la complicanza dell’osteoporosi più frequente e circa i due terzi di esse
si verificano senza nessuna sintomatologia dolorosa da parte del paziente. Inoltre, 1 donna su 5, tra
quelle in post-menopausa che hanno subito una deformità vertebrale, dolorosa o no, si fratturerà
nuovamente nell’arco di un anno.
Il progressivo aumento della vita media rende questa malattia un problema importante anche per i
sistemi sanitari pubblici. 1 donna su 3 ed 1 uomo su 8 nell’Unione Europea andranno incontro ad
una frattura osteoporotica. Per combattere questa malattia così debilitante, la comunità medicoscientifica di tutto il mondo si è impegnata ad individuare le modalità più efficienti per ridurre il
rischio di fratture osteoporotiche, obiettivo primario del trattamento dell’osteoporosi.
La diffusione dell' Osteoporosi in Italia e' stata recentemente documentata dai risultati dello studio
ESOPO, si e' calcolato che quasi 4.000.000 di donne in Italia sono affette da osteoporosi e sono
quindi a rischio di frattura di femore, con una prevalenza di oltre il 40% al di sopra dei 60 anni. Si
stima che il progressivo invecchiamento della popolazione italiana comportera' un incremento
esponenziale delle fratture di femore. Si stima che i cambiamenti demografici dei prossimi anni
comporteranno un aumento del numero di fratture di femore nel mondo dai 1.66 milioni del 1990ai
6.26 milioni del 2050.
Le fratture di femore sono fratture molto gravi, che quando si verificano in persone anziane
causano invalidita' permanente in circa la meta' dei casi. E' inoltre noto che la frattura di femore, e'
causa di morte soprattutto nella popolazione anziana. La mortalita' annua delle fratture femorali nei
paesi occidentali ha ormai superato la mortalita' causata dal tumore gastrico e pancreatico.
Si stima che, il rischio di sviluppare nel corso della vita una frattura femorale sia maggiore, per le
donne, del rischio complessivo di tumore mammario, endometriale ed ovarico, e per gli uomini, sia
maggiore del rischio di tumore della prostata.
Le Societa' scientifiche internazionali concordano sul fatto che le fratture osteoporotiche hanno un
impatto considerevole non solo sulla salute e sulla sopravvivenza delle persone che le subiscono,
ma anche sulla spesa sanitaria. Nel 2001, l’ osteoporosi ha comportato per l' unione Europea, un
costo di quasi 5 miliardi di euro soltanto per le spese di ospedalizzazione, con un aumento di circa il
33% rispetto al triennio precedente.
Le fratture posso essere evitate, con la prevenzione, un’adeguata attivita’ fisica, un’alimentazione
ricca di calcio e i farmaci adatti che bloccano la perdita di tessuto osseo riducendo il rischio di
fratture ossee, come quelle del femore.
L’osteoporosi Maschile ed Osteoporosi secondarie
L’osteoporosi rappresenta un problema di salute pubblica anche nei maschi. Circa il 20% di tutte le
fratture di femore si verifica nel sesso maschile e l’incidenza di fratture vertebrali è circa la metà
rispetto a quelle nella femmina. Tuttavia mortalità e morbilità per frattura di vertebra e femore
sono più elevata rispetto alla femmina. L'osteoporosi maschile è ancora poco conosciuta e, di
conseguenza, la sua epidemiologia è basata su stime di massima.
Nei Paesi dell'Unione Europea si registra una frattura all'arto inferiore per effetto dell'osteoporosi
ogni 30 secondi.
Studi recenti indicano che, negli USA, più di 4,5 milioni di uomini sono colpiti da osteoporosi e
circa 100.000 di questi muoiono ogni anno a causa delle complicanze della malattia. Secondo stime
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 2015 sarà colpito da osteoporosi
approssimativamente il 20% degli uomini americani.
In Italia i pazienti di sesso maschile sarebbero oltre un milione e, secondo studi recenti, essi
renderebbero conto del 30% di tutte le fratture di femore e del 20% delle fratture vertebrali da
osteoporosi.
La proiezione dei dati disponibili fa presumere che nei prossimi 2 decenni si potranno verificare in
Italia circa 14.000 casi di fratture di origine osteoporotica, un numero destinato ad aumentare fino ai
21.000 casi del 2050.
In conclusione la patologia e’fino ad oggi sottovalutata
Le fratture correlate alla fragilità scheletrica negli uomini sono una realtà clinica importante ed
emergente caratterizzate da un maggior “peso” in termini di morbilità e mortalità rispetto ai soggetti
di sesso femminile
L’osteoporosi e l’elevata incidenza di fratture sono la complicanza più rilevante della terapia con
glucorticoidi, in quanto conducono ad un deterioramento della qualità di vita dei pazienti trattati.
Lo stesso Cushing fu il primo a far rilevare la presenza di fratture nel primo caso descritto di
ipercorticosurrenalismo endogeno. Oggi l’importanza dell’osteoporosi indotta da glucorticoidi è
ampiamente riconosciuta. La prevalenza di fratture viene riportata tra il 30 ed il 50 % dei pazienti
che ricevono un trattamento di lunga durata con questi farmaci. E’ anche importante far rilevare che
numerose patologie infiammatorie ed autoimmuni che richiedono una terapia con glucocorticoidi,
possono essere di per se causa di perdita di massa ossea. Una elevata prevalenza di osteoporosi è
stata inoltre osservata in pazienti sottoposti a trapianto d’organo, nei quali viene sempre prescritto,
almeno nel primo periodo, una terapia con elevati dosaggi di glucocorticoidi. Questi dati
suggeriscono la necessità di effettuare un accurato follow-up nei pazienti in trattamento
corticosteroideo, e l’opportunità di iniziare un trattamento protettivo con antiriassorbitivi o con
anabolici in quei pazienti a rischio per osteopenia, o quando si prevede un trattamento con
glucorticoidi di durata superiore a tre mesi. .
Terapia dell’osteoporosi e pratica Clinica
L’osteoporosi nella popolazione femminile e maschile al di sopra dei 50 anni d’età ha una
prevalenza elevata (circa 200 milioni di soggetti nel mondo), ed è responsabile di almeno 1.5
milioni di fratture vertebrali e non vertebrali/anno. A causa dell’incremento dell’età nella
popolazione generale, questi numeri sono destinati a crescere, per cui è indispensabile attuare
strategie terapeutiche adeguate a contrastare il fenomeno. La terapia medica non esclude tuttavia la
necessità di un approccio non farmacologico, rivolto ad ottenere un picco di massa ossea ottimale,
e soprattutto a mantenerlo nel tempo. E’ necessario assicurare un apporto adeguato di calcio con la
dieta, svolgere una regolare attività fisica, e minimizzare il rischio di cadute soprattutto nei soggetti
anziani, più esposti alla frattura di femore. La terapia, ed in alcuni casi anche la prevenzione, deve
essere attuata con farmaci efficaci, per cui esista la dimostrazione di essere in grado di ridurre
l’incidenza di fratture sia di corpo vertebrale che soprattutto di femore. Le sostanze attualmente
disponibili agiscono sull’osteoclasto, riducendo il riassorbimento osseo, sull’osteoblasto,
incrementando la neoformazione, o su entrambe le cellule. Il gruppo degli antiriasorbitivi include
gli estrogeni (attualmente non raccomandati per la terapia dell’osteoporosi a causa degli effetti
secondari), i SERMS, la calcitonina (per la quale i dati relativi a trias clinici non sono numerosi) e
soprattutto i bisfosfonati. Tra questi ultimi i più attivi e studiati sono gli aminobisfosfonati, quali
l’alendronato, il risedronato e l’ibandronato. Tutti e tre i farmaci riducono significativamente il
rischio di frattura vertebrale, ma solo alendronato e risedronato si sono dimostrati efficaci nel
ridurre il rischio di frattura di femore. Il risedronato, secondo alcuni studi, svolgerebbe un’azione
antiriassorbitiva più vicina alla fisiologia, con minore rischio di blocco totale del turnover osseo.
Questo è un dato rilevante in quanto la terapia antiosteoporotica va continuata per un periodo di
tempo piuttosto lungo, in genere superiore a due anni. Tra le sostanze che stimolano la
neoformazione, è attualmente approvato per la terapia soltanto il frammento 1-34 dell’ormone
paratiroideo, o teriparatide, mentre di prossima approvazione è la molecola intera 1-84. Il
teriparatide fa incrementare la massa ossea, ma non riduce significativamente il rischio di frattura di
femore. Il ranelato di stronzio svolge una duplice azione rallentando il riassorbimento osseo e
stimolando la neoformazione, e riduce il rischio di frattura sia vertebrale che femorale. La sua
potenza tuttavia sembra essere inferiore a quella dei bisfosfonati. Occorre tenere presente che
l’efficacia di ogni trattamento viene influenzata dalla compliance, che risulta essere inferiore al 50%
dei trattati. E’ inoltre necessario associare sempre calcio e vitamina D, soprattutto nei pazienti
anziani, nei quali è sempre presente un deficit vitaminico D. Per quanto riguarda le modalità di
prescrizione terapeutica, gli orientamenti attuali, che si basano sulle linee guida delle principali
Società scientifiche, tengono conto del cosiddetto rischio fratturativi a 5 anni. Il paziente da trattare
in modo efficace e con il più basso rapporto costo/beneficio va identificato tra quelli che presentano
una massa ossea non adeguata all’età associata a fattori di rischio. Tra questi grande rilevanza
riveste un eventuale trattamento corticosteroideo; i dati clinici disponibili indicano i bisfosfonati, ed
in particolare il risedronato quali farmaci di prima scelta per la prevenzione ed il trattamento
dell’osteoporosi cortisonica.
Gli studi “RCT” sono condotti per dimostrare l’efficacia e la tollerabilità e sicurezza d’impiego dei
nuovi farmaci e per ottenerne l’approvazione regolatoria. Molti pazienti della vita reale con la
malattia in studio non soddisfano i criteri d’inclusione negli studi “RCT”. Per gli studi “RCT”, è di
solito limitata la possibilità di estrapolare i risultati a popolazioni più ampie affette dalla malattia. È
spesso impossibile condurre studi “RCT” di confronto diretto con “endpoints” discriminanti, ma
relativamente rari. Gli studi su database clinico-assistenziale sono condotti per ottenere maggiori
conoscenze sulla malattia, la sicurezza d’impiego del nuovo farmaco nelle sue reali condizioni
d’impiego, oltre che sulle abitudini di trattamento, l’utilizzo delle risorse e il reale profilo
d’efficacia del nuovo farmaco nella popolazione generale. Nell’ambito della categoria terapeutica, i
risultati di questo tipo di studi, ottenuti in popolazioni più ampie e disomogenee di quelle degli
studi “RCT”, sono complementari ai risultati di questi ultimi. I risultati di questo tipo di studi
possono costituire la base di confronti terapeutici nei pazienti reali che s’incontrano nella normale
pratica clinica. Gli studi clinici randomizzati e controllati (“RCT”) sono considerati il “gold
standard” dell’evidenza clinica, grazie al loro rigido disegno sperimentale che controlla con
efficacia i “bias” interni. Il disegno sperimentale non flessibile degli studi “RCT” consente lo studio
solo di popolazioni selezionate, non sempre rappresentative delle vere popolazioni di pazienti nella
reale pratica clinica. Gli studi osservazionali, valutando gli esiti del trattamento (“outcomes”) in un
ampio spettro di pazienti seguiti da variabile personale assistenziale, possono generare importanti
informazioni complementari che aiutino a guidare il processo decisionale clinico. Grazie alle
dimensioni dei “database” oggi disponibili, sono divenuti possibili anche confronti diretti tra
“endpoints” rari come le fratture.Nelle analisi dei risultati ottenuti da studi osservazionali, è sempre
necessario tenere conto dei loro potenziali limiti.
Vengono presentati dati di effecacia anti fratturativa in pazienti con osteoporosi tratti da studi RCT,
e nuovi dati di confronto anti fratturativi fra terapie sulla base di studi di pratica clinica reale.
Trattamento chirurgico delle fratture da osteoporosi
La frattura da “fragilità” è l’esito clinico apparente e rilevante dell’osteoporosi; è determinata da
traumi a bassa energia che ordinariamente non provocherebbero frattura. L’OMS ha quantificato
l’energia necessaria perché si determini una frattura da fragilità come quella che si libera da una
caduta in posizione eretta o anche meno.
Secondo le estrapolazioni epidemiologiche il rischio di frattura raddoppia per ogni riduzione
della densità corrispondente ad una deviazione standard (T score) da una densità ideale di
riferimento, dell’età giovane-adulta. Una riduzione pari a due deviazioni standard quadruplicano
il rischio di frattura, tre deviazioni lo rendono 8 volte maggiore. Bisogna, inoltre, considerare
che non esiste un valore di densità ossea che riduce il rischio di frattura a zero. Infatti, anche
soggetti con T-score normale si fratturano, mentre soggetti con T-score basso non si fratturano.
Le fratture da osteoporosi, comunque, presentano i seguenti caratteri epidemiologici
distintivi:
1. la loro incidenza aumenta con l'età
2. la loro frequenza è maggiore nelle donne rispetto all'uomo
3. sono causate da traumi a bassa energia, come la semplice caduta
4. complessivamente l’incidenza è più elevata nelle popolazioni caucasiche rispetto a quelle
asiatiche ed è molto più bassa nelle popolazioni di razza nera.
Le sedi più tipicamente colpite da fratture da fragilità sono il collo del femore, le vertebre ed
i polsi, ma con l’invecchiamento della popolazione, assistiamo anche ad aumento di incidenza di
fratture in altre sedi, come l’omero, il bacino, le coste.
FRATTURE DI FEMORE
Il numero complessivo di fratture dell'anca non è in aumento nei paesi occidentali (e anche in
Italia)
Razza: rispetto alle statunitensi, le giapponesi hanno minore incidenza di fratture di femore,
nonostante la minore massa ossea perché esse hanno un asse femorale mediamente più corto e un
angolo collo-femore più stretto).
Età: l’80% di fratture prossimali di femore si ha dopo i 75 anni. A tale età la densità ossea è
normalmente ridotta, per cui il dato densitometrico ha scarso valore predittivo e non troviamo
grandi differenze di densità ossea fra chi si frattura e chi no.
Sesso: sono più frequenti nel sesso femminile.
Fattori estraossei causa di frattura: nel determinismo della frattura, in età avanzata, assumono
molta importanza fattori extraossei, come la caduta, i fenomeni involutivi e la comorbiltà.
In Italia l'incidenza/anno di fratture di femore è di 6.5-7/1000 sopra i 65-70 anni, con il 70% di
donne (4).
Sulla base di questo dato l’incidenza annua di frattura di femore nella popolazione > 65 anni di un
MMG potrebbe essere quella riassunta nella tabella 5. Per esempio, poiché un MMG con 1000
assistiti ha in carico in media 145-160 > 65enni, esiste la possibilità che almeno uno di essi si
fratturi il femore in un anno.
Tab. 5 Incidenza\anno di fratture di femore nella popolazione > 65 enne di un MMG
1000 assistiti
1500 assistiti
(145-160 sogg)
(220-240 sogg)
> 65 anni
1
1,6
Dati epidemiologici italiani stimano in circa 40.000 il numero dei fratturati di femore in un anno.
Dal sito web del ministero della Salute anno 2000 si evince però che complessivamente In Italia, le
fratture del femore siano circa 80.000
Le conseguenze legate alle fratture del femore sono pesantissime, sia in termini di morbilità che di
impatto socio-economico. La mortalità per frattura passa mediamente dal 5 % prima dei 65 anni al
10 % fra i 65 ed i 69 anni, fino al 20 % negli ultraottantenni (5).
La disabilità motoria colpisce più della metà dei pazienti nell'anno successivo all'evento. Inoltre, in
circa il 20% la possibilità di camminare indipendentemente è persa completamente e solo il 30-40%
riprende piena autonomia nelle attività quotidiane (6).
Aspetti riabilitativi del paziente osteoporotico
La malattia osteoporotica, al pari di altre importanti malattie di rilevanza sociale è fonte di disabilità
complessa e come tale è meritevole di un progetto riabilitativo individuale e specifico, garante di
una presa in carico totale.Il carico dinamico diretto e gravante sull’osso sfruttando l’effetto
piezoelettrico è in grado di stimolare l’attività osteo-formatrice. Il programma riabilitativo delle
funzioni motorie varia a secondo dei risultati della valutazione e dell’outcome funzionale del
progetto riabilitativo e gli obiettivi generali sono : il mantenimento o incremento della massa ossea,
il miglioramento della flessibilità e della funzione, la riduzione o abolizione quando è possibile del
dolore, la prevenzione delle fratture attuando un programma il più completo possibile di riduzione
del rischio di cadute migliorando la postura, la mobilità e la sicurezza durante i trasferimenti.
La gestione del paziente osteoporotico nell’ ambulatorio del Medico di
Medicina Generale: casi clinici
Il MMG è al centro del percorso integrato nel quale il ricorso all’esame strumentale non rappresenta
una delega dell’azione terapeutica ma un momento essenziale del rapporto medico-paziente,
finalizzato all’elaborazione di una strategia condivisa, onde permettere la massima appropriatezza
dell’efficacia delle cure.
Un ruolo importante del MMG è l’informazione su questo problema: l’85% delle donne è infatti
convinto di non essere a rischio osteoporosi, mentre le cifre reali sono molto diverse: infatti,
secondo le linee guida internazionali, un quinto delle donne tra i 60 e i 70 di età e i due terzi delle
ultra ottantacinquenni soffre di osteoporosi.
Ridurre le fratture vuol dire fare prevenzione fin dalla nascita con un notevole beneficio.
Su queste problematiche giornaliere nell’ambulatorio di MG, i medici metteranno a confronto le
proprie esperienze e discuteranno in maniera interattiva sul proprio ruolo e come meglio
interpretarlo alla luce anche delle linee guida diagnostico-terapeutiche.
Sicurezza e tollerabilita’ delle terapie contro l’osteoporosi
Il profilo di sicurezza dell’uso dei bisfosfonati e’ stato documentato in diversi studi clinici con più
di 60.000 pazienti-anno di esposizione al trattamento. La sicurezza dell’uso dei bisfosfonati orali è
anche attribuibile al fatto che i bisfosfonati vengono assorbiti in bassa percentuale ed hanno alta
affinità con il tessuto osseo con variabili caratteristiche di persistenza nel tessuto mineralizzato.
Questi farmaci non inducono il citocromo P-450 e si legano debolmente alle proteine plasmatiche.
In particolare, il risedronato sodico in una analisi su 16.000 pazienti senza esclusione di comorbidità
gastrointestinali ed includendo anche soggetti in terapia concomitante con FANS, H2 antagonisti
ed inibitori di pompa, ha dimostrato una tollerabilità sovrapponibile al placebo.
TAVOLA ROTONDA:
Il rapporto tra il medico di medicina generale e lo specialista
Esercitazioni pratiche in piccoli gruppi
La diagnosi di osteoporosi, fattori di rischio fratturativo e morfometria vertebrale
L’osteoporosi (OP) è una sindrome la cui prevalenza è in continuo incremento: la prevalenza di OP
raggiunge almeno il 10% delle donne tra 40-50 anni ed oltre il 40% delle donne tra 70-80 anni.
L’OP è asintomatica fino al momento della frattura (Fx) che, a livello vertebrale, si verifica in circa
il 15% dei pazienti. Le possibilità di intervento sono legate alla precocità e alla accuratezza della
diagnosi di OP. Le linee guida per l’utilizzo delle procedure diagnostiche sono state formulate da
Società Scientifiche ed organismi regolatori per fornire al Medico una base di conoscenze fondate
su rigorose evidenze scientifiche e quindi uno strumento efficace nel rispetto di una oculata
utilizzazione delle risorse, massimizzando il rapporto benefici/costi. Le linee guida servono inoltre
per stabilire percorsi clinici condivisi che permettano di ridurre l’eventuale conflittualità tra i
medici e il disorientamento dei pazienti. Per quanto riguarda l’OP, abbiamo linee guida per
formulare la diagnosi di OP, individuare il tipo di OP e il follow up della terapia.
Mentre la valutazione clinica è attuata sulla base delle capacità di giudizio e di sintesi del medico, la
diagnostica strumentale e di laboratorio è da utilizzare seguendo step condivisi per acquisire
progressivamente le informazioni indispensabili. Per quanto riguarda le metodiche strumentali,
viene attualmente riconosciuta validità diagnostica (gold standard) all’indagine densitometrica
DXA che utilizza come unità di misura la deviazione standard dal picco di massa ossea (T-score).
Poiché uno screening DXA di massa non è praticabile (non “cost-effective”), va consigliata su base
individuale considerando l’età e la presenza di fattori di rischio. Al giorno d’oggi sono inoltre
disponibili apparecchiature che danno la possibilità di misurare su esami Rx della colonna
vertebrale, l’altezza anteriore, media e posteriore del corpo vertebrale (morfometria) al fine di
diagnosticare con accuratezza la presenza della cosiddetta “frattura vertebrale”, che costituisce
inoltre il requisito di applicabilità delle note 79 e 79 bis dell’attuale prontuario farmaceutico.
Per quanto riguarda la valutazione di laboratorio, è considerata indispensabile perché può far
emergere elementi caratteristici di malattie con OP come patologia accessoria. L’impiego razionale
di queste procedure fornisce al medico gli elementi essenziali per pervenire alla diagnosi clinica di
OP, per escluderne la secondarietà e per la scelta terapeutica. Gli effetti delle terapie possono essere
monitorati con il follow-up DXA e laboratoristico. Al momento non sono disponibili linee guida
condivise sull’impiego dei markers di turnover osseo per valutare la risposta terapeutica nel singolo
paziente a causa dell'elevata variabilità analitica e preanalitica delle misurazioni.
L’impiego razionale di tutte queste procedure (strumentali e di laboratorio) fornisce al medico gli
elementi essenziali per poter pervenire alla diagnosi clinica di osteoporosi e alla scelta terapeutica.
CURRICULA
DOTT. MAURIZIO CAMINITI (Responsabile del corso)
-
Maurizio Caminiti nato a Reggio Calabria il 01/05/1953
residente a Reggio Calabria via Reggio Campi 2° tronco n.3/D
e-mail [email protected]
Laurea in Medicina e chirurgia nel 1978 presso l’Università degli studi di Messina
-
Tirocinio pratico ospedaliero presso divisione di Medicina Generale Osp. Civile di Cetraro (CS)
dall’aprile 1979 al settembre 1979
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Servizio di guardia medica prefesiva-festiva-notturna dal gennaio 1980 al dicembre 1980
Incarico di Medico Selettore presso il Distretto militare di Udine dal dicembre 1980
al gennaio 1981
-
Servizio di guardia medica prefestiva-festiva-notturna dal febbraio 1982 all’ottobre 1982
-
Specializzazione in Reumatologia nel 1982 presso l’università degli studi di Catania con tesi
sperimentale “La connettivite mista”
-
Dal novembre 1982 dirigente medico di I° livello presso la U.O. di Medicina Generale dell’Azienda
Ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria
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Responsabile dal 1986 del settore di Reumatologia aggregato alla U.O. di Medicina Generale
dell’ Az. Osp. Bianchi-Melacrino-Morelli di Reggio Calabria .
Il settore di Reumatologia è centro di riferimento “ANTARES” per la somministrazione dei
farmaci anti-TNFα, ed inoltre centro per la prescrizione del Teriparatide. Oltre alle visite ed ai D.H.
fornisce prestazioni strumentali come la videocapillaroscopia, la densitometria ossea a raggi x ed a
ultrasuoni.
Esperienza valutazione attività di malattia tramite la somministrazione di questionari.
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Dal 01.01.2008 responsabile UOS di Reumatologia e Centro Osteoporosi – Presidio Morelli –Az. Osp.
“Bianchi-Melacrino-Morelli” Reggio Cal.
-
Partecipazione a numerosi congressi soprattutto di Reumatologia in Italia e all’estero
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Partecipazione al corso di management in Reumatologia promosso dalla S.I.R.
( Società Italiana di Reumatologia ) nel giugno 1996
-
Partecipazione, in qualità di relatore, a numerosi convegni in Italia
-
Componente gruppo di studio dell’osteoporosi della Società Italiana di Reumatologia.
-
Responsabile regione Calabria GISMO ( Gruppo di Studio e Diagnosi delle Malattie
Metaboliche dell’Osso
Docente scuola di specializzazione in Reumatologia Università degli Studi di Messina
( anno accademico 2005-2006 )
- Socio fondatore della Sezione Calabrese della Società Italiana di Reumatologia
Vicepresidente per 6 anni dal 1993 al 1999.
Da giugno 2007 Presidente della Sezione Calabrese della Società Italiana di Reumatologia .
Ha condotto i seguenti studi:
1. Studio dello stato vitaminico D in pazienti affetti da astrite reumatoide ( Società Italiana di ReumatologiaGruppo di studio dell’osteoporosi e delle malattie reumatiche).
2. Studio CLE: Observational cohort survery to evacuate the vaseline profile of postmenopausal women
treated for osteoporosis in current medical practice and the adherence and tolerability of patients trated with
strontium ranelate during long-term follow-up A prospective, multicenter, observational ( non –
interventional) survey.
3. Studio PROTEO-1: Primary pRevention ObservaTional survey in Osteoporosis-1.
4. Studio ISSO: An Italian observational study to evaluate fracture outcomes, compliance to treatment , back
pain, health-related quality of life, in patients with severe osteoporosis treated according to common clinical
practice.
Dott. Francesco Antonio Giunta
Nato il 17-11-1952 a Reggio Calabria
• Laureato in Medicina e Chirurgia in data 31/03/1980 presso l'Università di
MESSINA
• Svolge attività di Specialista di Reumatologia Ambulatoriale dal 1985
DOTT.ssa PAGANO MARIANO GIUSEPPA
Pagano Mariano Giuseppa , nata a Reggio Calabria il 27.07.1965, residente a Reggio Cal.,via
S. Domenica n. 23, Gallico Sup.
Tel. abitazione 0965.370526 – cell. 3472640245 - e-mail: [email protected]
Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Messina,in data 30.10.1989 con votazione
110/110 e lode.
Abilitazione alla professione di medico chirurgo nel novembre 1989.
Iscrizione all’ordine dei medici chirurghi della provincia di Reggio Calabria dal 30.01.1990.
Specialista in Reumatologia in data 24.10.2007 con votazione 50/50 e lode.
Attività assistenziale :
1. Tirocinio pratico ospedaliero, regolarmente autorizzato, presso la divisione di Medicina
dell’Azienda Ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Cal., ed in particolare c/o
il Settore di Reumatologia dal 1990 al 2004.
2. Collaboratore e/o sostituto di medico di assistenza primaria, saltuariamente dal 1990 al
1995,e continuamente dal 1995 al 2004.
3. Servizio di continuità assistenziale prefestiva-festiva-notturna A.S.L. 11 di Reggio Calabria
dal 01.09.1993 al 30.09.1993;dal 28.02.06 al 08.05.06;dal 01.06.06 al 30.06.06;dal 21.07.06
al 15.08.06;dal 18.08.06 al 01.09.06;dal 12.12.06 al 10.01.07;dal 02.04.07 al 01.05.07; dal
03.06.07 al 17.06.07;dal 01.07.07 al 31.07.07; dal 01.08.07 al 30.08.07; dal 01.12.07 al
31.12.07; dal 01.01.08 al 31.01.08; dal 01.02.08 al 29.02.08; dal 01.03.08 al 31.03.08; dal
01.04.08 al 30.04.08; dal 01.05.08 al 31.05.08,dal 01.07.208 al 30.07.2008.
4. Vincitrice di una Borsa di Studio della durata di un anno per la realizzazione di un progetto
di studio sul “ Monitoraggio della terapia con farmaci biologici( anti TNFα) utilizzati per la
terapia dell’artrite reumatoide” presso l’U.O.S. di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera
“Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Cal., dal 01.05.2008.
5. Ha svolto attività assistenziale di reparto e presso l’ambulatorio, interessandosi in particolare
alla diagnostica di videocapillaroscopia e di densitometria ossea.
Socio S.I.R (Società Italiana di Reumatologia) dal 1998.
Socio CROI (Collegio Reumatologi Ospedalieri Italiani) dal 2007.
Socio SIOMMMS ( Società Italiana dell’Osteoporosi, del metabolismo minerale e delle
malattie dello scheletro) dal 2007.
Socio GIBIS (Gruppo Italiano Studio Bisfosfonati) dal 2008.
Il lavoro svolto e l’esperienza acquisita nell’ambito della Reumatologia,sia sotto il profilo
assistenziale che scientifico, l’hanno vista impegnata in numerosi meeting e congressi di
Reumatologia, in qualità di partecipante e di relatore (allegato A). L’attività scientifica si è
concretizzata nella realizzazione di abstracts presentati a Congressi nazionali ed internazionali
(allegato B) e di pubblicazioni (allegato C).
Partecipazione a numerosi meeting e congressi di Reumatologia (allegato A):
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XII° Seminario Nazionale di Studi Reumatologici (8-9 e 10 maggio 1992-Ancona)
XXXI° Congresso Nazionale S.I.R. (6-8 ottobre 1994-Pescara)
VIII° Congresso Nazionale S.I.O.P. (2-5 ottobre 1996 -Napoli)
IX° Congresso Nazionale S.I.O.P. (1-4 ottobre 1997- Parma)
Corso di formazione di base sull’osteoporosi (2-4 aprile 1997-Arenzano)
X° Congresso Nazionale S.I.O.P. (17-20 settembre 1998 – Ostuni)
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XXXV° Congresso Nazionale S.I.R. (25-28 novembre1998 -Genova)
Minicorso “La videocapillaroscopia” (28 novembre 1998- Genova)
XXXVI° Congresso Nazionale S.I.R. (29 settembre-2 ottobre 1999-Santa Margherita di
Pula-Cagliari)
Corso”Osteoartrosi e qualità di vita-Risultati del Progetto OASIS”(10 luglio 2004-Gizzeria)
2° Corso Siculo-Calabro in Reumatologia (2-3 dicembre 2004-Messina)
IV° Corso”L’analisi del liquido sinoviale” (7-8 aprile 2005-Abbazia di Praglia -Padova)
IX° Corso di Capillaroscopia (Jesi 29-30 settembre 2005)
Relatrice al “Focus Clinico su Artriti ed Osteoporosi” (Messina,15 ottobre 2005).
Relatrice al “1° incontro Mediterraneo-3° Corso Siculo-Calabro in Reumatologia” (27-28
ottobre 2005 Ragusa Ibla).
XLII° Congresso Nazionale S.I.R. (23-26 Novembre 2005 – Verona)
Dal Raynaud alla sclerodermia (Messina, 06 maggio 2006).
2° European Corse Capillaroscopy and Rheumatic desease (Genova, 22-24 settembre
2006)
Relatrice al 1° seminario di studi reumatologici ( Reggio Calabria, 7 ottobre 2006)
Lupus Eritematoso Sistemico (Reggio Calabria, 14 ottobre 2006)
XLIII° Congresso Nazionale S.I.R. (11-14 Ottobre 2006 –Palermo)
Progetto Experience in bone strengh management (Stresa, 18-19 ottobre 2006)
VI° Congresso Nazionale SIOMMMS (Pisa, 22-24 novembre 2006 )
Relatrice al “4° Corso Siculo-Calabro in Reumatologia” (30-31 marzo 2007 –Messina)
34° European Symposium on Calcified Tissues- ECTS ( 5-9 maggio 2007 – Copenhagen
Denmark)
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10° Congresso Nazionale CROI (Collegio Reumatologi Ospedalieri Italiani) La
Reumatologia nel cuore del Mediterraneo (Catania, 9-11 maggio 2007)
ReuMaster diagnostica patologie apparato locomotore “Corso di formazione in ecografia e
risonanza magnetica dell’apparato locomotore” (Genova, 12-14 settembre 2007)
XLIV Congresso Nazionale S.I.R. (17-20 ottobre 2007 – Venezia Lido)
VII° Congresso Nazionale SIOMMMS (Firenze, 14-17 novembre 2007)
Corso teorico-pratico Sclerosi Sistemica ( Bari, 30 novembre 2007)
Corso teorico pratico “ Le linee guida per la prevenzione, la diagnosi e la terapia
dell’osteoporosi”. Applicazione pratica mediante la cartella clinica informatizzata
SIOMMMS ( 15-16 gennaio 2008, Napoli).
Convegno Scientifico “ Le patologie autoimmuni in Medicina Interna” ( 2 febbraio 2008,
Gizzeria Lido- CZ).
Expert Meeting “Aclasta Ambassador Board” 26-27 febbraio 2008, Roma.
Focus Osteoporosi Severa, 13-14-15 Marzo 2008, Stresa.
ReFocus , 29 Marzo 2008, Reggio Cal.
11° Congresso Nazionale CROI (Collegio Reumatologi Ospedalieri Italiani)
Situazioni difficili, 02-05 Aprile 2008, Bologna.
VI Congresso Nazionale GIBIS. Verona,8/9 Maggio 2008.
35° European Symposium on Calcified Tissues- ECTS ( 24-28 maggio 2008 – BarcellonaSpagna).
“Attualità cliniche, chirurgiche e riabilitative sulla patologia della colonna vertebrale”
Reggio Cal. 07 giugno2008.
Relatrice “ Osteoreuma Event” – Villa S. Giovanni 27-28 giugno 2008.
Abstracts –Poster e Comunicazioni (allegato B) :
1. D. G. D’Ascola, M. Caminiti, G. Pagano Mariano, C. Giuffrè, S. Parlongo, P. Meduri, M.
Brugiatelli. Bone density study of thalassemie patients from Reggio Calabria
province. (2° International Workshop on Growth and Endocrine Complications and
Reproduction in Thalassemia, 2-4 aprile 1998-Ferrara)
2. M. Caminiti, G. Pagano Mariano, C. Giuffrè, D.G. D’Ascola, F. De Terlizzi. Studio della
massa ossea nei pazienti talassemici: valutazione comparative tra DXA e US. (Atti del
X° Congresso Nazionale S.I.O.P.,pag.79;17-20 settembre 1998-Ostuni)
3. M. Caminiti,G. Pagano Mariano,C. Giuffrè,F. De Terlizzi. La massa ossea in donne
portatrici di artrite reumatoide:valutazione comparativa tra DXA e US, dati
preliminari. (Atti del X° Congresso Nazionale S.I.O.P.,pag.93;17-20 settembre 1998Ostuni)
4. M. Caminiti ,G .Pagano Mariano, C. Giuffrè, F. De Terlizzi. La massa ossea in donne
portatrici di artrite reumatoide: valutazione comparativa tra DXA e US, dati
preliminari. (Reumatismo-VOL.50 N.2 (SUPP.3) 389; 1998)
5. M.Caminiti, G.Pagano Mariano, C.Giuffrè. Osteoporosi: correlazione markers turnover
osseo e presenza di fratture. (Reumatismo-VOL.51- N.2 (SUPP.2) 323;1999).
6. M.Caminiti, G.Gulli, A.Lo Presti, G.Pagano Mariano, F.Palermo, R.Odantini, C.Stelitano.
Plasmocitoma cutaneo e sclerosi sistemica: descrizione di un caso clinico
(Corso di Formazione FADOI- Forum Reumatologico 2003-Atti 24-25).
7. Caminiti, G.Gulli, A. Lo Presti, G. Pagano Mariano, R.Odantini, M.Misiano.
Plasmocitoma cutaneo e sclerosi sistemica: descrizione di un caso clinico.
(Reumatismo –VOL.55-N.3 (SUPP.5) 318;2003).
8. L. De Filippis, A .Balestrieri, P. Furfari, A.Vittorio, L. Bocchino, A.Caliri, G. Farina, G.
Miceli, G. Pagano, G. Scibilia, S. Morgante, T. Spinnato, S. Bartolone, R. LoGullo, A.
Africa, G. Bagnato, S. Anghelone. Valutazione mediante gait analysis ed
elettromiografia dinamica dei pattern tipici della spondilite
anchilosante.
Reumatismo –VOL.57-N.4 (Numero Speciale 3)299;2005.
9. L.G. De Filippis, A. Adriana, G. Todaro, L. Bonina, G. Scibilia, A. Caliri, S. Morgante, C.
Romano, L. Bocchino, G. Farina, G. Miceli, G. Pagano, T. Spinnato, N. Laganà, G.
Bagnato. Increased serum concentrations of soluble TNF alfa in HIV-infected
patients with rheumatic manifestations. Infection related rheumatic diseases (533,
2005).
10. S. Denaro, G.M. D’Avola, M. Calitro, M. Caminiti, G. Pagano Mariano, E. Russo, A.
Migliore, D’Avola, A. Reda. Teriparatide dopo antiriassorbitivi: esperienza di 6 centri
di diagnosi e cura dell’Osteoporosi. (Progressi in Reumatologia Clinica- Vol. 1 Suppl. 1,
193;2007)
11. G. Pagano Mariano, M. Caminiti. Pachidermodattilia: caso clinico. (Progressi in
Reumatologia, Vol.1, Suppl.1 ,205;2007).
12. G. Pagano Mariano, M. Caminiti. Vasculite leucocitoclastica in paziente con linfoma
linfoplasmocitico. Reumatismo- VOL.59 (Numero Speciale 2)620;2007.
13. G. Pagano Mariano, M. Caminiti. Cirrosi biliare primitiva, presclerodermia, sindrome
di Sjogren: caso clinico. Reumatismo – VOL.59(Numero Speciale 2)603;2007.
14. G. Pagano Mariano, M. Caminiti. Osteoporosi postmenopausale e fratture multiple
dopo antiriassorbitivi: terapia con teriparatide. Reumatismo-VOL.59 (Numero Speciale
2)566;2007.
15. G. Pagano Mariano, M. Caminiti. Incidenza di fratture in donne osteopeniche in postmenopausa. Reumatismo-VOL.59(Numero Speciale2) 188;2007.
16. M. Massarotti, A.Ragno, G.D’Avola, S. Denaro, M. Caminiti, G. Pagano Mariano, M.
Calitro, L. Martinartin, M.Granata, A. Raco, U. Massafra, E. Brizzi, D. D’Avola, B.
Marcasini, A. Migliore. Tollerabilita’ di teriparatide in donne in post-menopausa
affette da osteoporosi: studio multicentrico a 6 mesi. Reumatismo- VOL.59 (Numero
Speciale 2)573;2007.
17. A. Ragno, G. D’Avola, S. Denaro, M. Caminiti, G. Pagano Mariano, M. Calitro, M.
Massarotti,B. Marasini, L. Martin, D. D’ Avola,M. Granata, A. Raco, U. Massafra, E.
Bizzi, A. Migliore. Valutazione della scala VAS (Visual Analogic Scale) durante il
trattamento con teriparatide in un gruppo di pazienti con fratture osteoporotiche che
presentano dolore lombare cronico. Esperienza su una popolazione selezionata da
vari centri ambulatori specialistici. Reumatismo – VOL.59 (Numero Speciale
2)569;2007.
18. Giuseppa Pagano Mariano, Maurizio Caminiti. Terapia con teriparatide in donne con
osteoporosi postmenopausale e fratture multiple dopo terapia con farmaci
antiriassorbitivi.
Clinical Cases in Mineral and Bone Metabolism. VOL. IV –
N.3,352;2007.
19. Giuseppa Pagano Mariano, Maurizio Caminiti. Osteopenia post-menopausa:
valutazione della qualita’ di vita e incidenza di fratture. Clinical Cases in Mineral
and Bone Metabolism. VOL. IV- N. 3, 370;2007.
20. M. Caminiti, G.Pagano Mariano. Caso clinico: inusuale associazione di polimialgia
reumatica e mixoma atriale. (Progressi in Reumatologia
21. G. Pagano Mariano, M. Caminiti. Evaluation of quality of life and incidence of
vertebral fracture in postmenopausal women with osteopenia. (Calcified Tissue
International. Vol.82- Suppl.1-S 182).
22. M. Massarotti, A. Ragno, G. D’Avola, U. Massafra, M. Granata, M. Caminiti, S.Denaro,
M. Calitro, L.S. Marin, L.Belloli, E. Bizzi, D. D’Avola, g. Pagano Mariano,B. Marasini,
A. Raco, A. Migliore. Safety and tolerability of teriparatide in ederly osteoporotic
Italian women. (Calcified Tissue International. Vol.82- Suppl.1-S 235).
Pubblicazioni (allegato C):
1. D.G.D’Ascola, M.Caminiti, G.Pagano Mariano, C.Giuffrè ,S.Parlongo, P.Meduri and
M.Brugiatelli. Bone density of thalassemie patients from Reggio Calabria
province.(Journal of pediatric endocrinology & metabolism,11, 963-964;1998)
2. G. Pagano Mariano Ruolo della videocapillaroscopia nella sclerodermia. Reumaforum
Anno 1, numero 2,pag.6-7, dicembre 2006
3. S. Corsaro, M. Spataro, G. Pagano Mariano, G. Muccari ,M.S. Cutro. Indications for the
treatment of rheumatoid arthritis with anti-TNF alpha biologics. (European Jornal of
Inflammation,Vol.4,n.3(S),61-62(2006).
4. G.M.D’Avola, M.Caminiti, M.Calitro, E.Russo, S. Denaro, A.Reda, D.D’Avola,G. Pagano
Mariano. Teriparatide after antiresorptive. Osteoporosi.it. (Anno 6-numero 3-pag.202007).
5. G.Pagano Mariano, M.Caminiti. Osteoporosi postmenopausale e fratture multiple dopo
antiriassorbitivi:terapia con teriparatide. Osteoporosi.it. (Anno 6-numero 3-pag.212007).
6. G. Pagano Mariano, M. Caminiti. Pachidermodattilia a localizzazione monolaterale.
Questioni di clinica. Esperienze cliniche in reumatologia sul territorio nazionale.
Raccolta di casi peculiari in ambito reumatologico. Anno IV- n. 3/2007.pag. 10-14).
DOTT. GAETANO TOPA
• DATI
Nato a Sant’Agata Feltria il 08.04.1953
Nazionalita’ Italiana
Residente a Reggio Calabria in Via Filippini, 76
Coniugato
Posizione Militare: “Congedo Illimitato”
Telefono: 0965330231 (casa)
0965397121 (ufficio)
Fax: 0965397121
mailto:[email protected]
•
STUDI
Studi medi Superiori
Liceo Scientifico “Alessandro Volta” di Reggio Calabria; maturita’ scientifica anno 1971 con
voti 51/60
Studi dell’obbligo
Scuola G.Carducci Reggio Calabria (1958-1963)
Scuola Media Statale “Galilei” (licenza media anno 1966)
•
TITOLI DI STUDIO UNIVERSITARI E POST-UNIVERSITARI
Laurea in Medicina e Chirurgia il 28.7.1977 presso la Facolta’ di Medicina dell’Unoversita’
degli studi di Roma “La Sapienza”, con voti 110/110 e lode
Abilitazione alla professione medica, Esami di Stato, novembre del 1977
Specializzazione in Ortopedia E Traumatologia con voti 50/50, presso l’Universita’ degli Studi
di Catania in data Gennaio 1981
Specializzazione in Medicina dello Sport, presso l’Universita’ di Messina in data 02.07.1984
•
Internati di tirocinio pratico svolti durante gli anni di studio universitari (oltre quelli
presvisti dal normale corso di laurea in Medicina e Chirurgia)
Interno presso l’Istituto di Anatomia Umana Normale Universita’ di Genova direttore Pof.
Grossi 1° anno
Interno presso l’Istituto di Patologia Medica II dell’Universita’ di Genova direttore Prof. Pende,
dal 2° al 4° anno
Interno presso la Clinica Ortopedica 2° Universita’ di Roma direttore Prof. Perugia 5° al 6°
anno
Interno presso la Divisione di Pronto Soccorso e Chirurgia Generale degli Ospedali Riuniti di
Reggio Calabria
•
Corsi di sudio brevi svolti durante gli anni di studio universitari
(oltre quelli presvisti dal normale corso di laurea in Medicina e Chirurgia)
Nel 1977 medico sostituto di Medicina Generale presso studio massimalista con diversi periodi
di incarico
Dal 01.01.1978 gli venivano conferite le convenzioni per la medicina generica
Nel 1978 vincitore di concorso a carattere nazionale per funzionario INAM
Dal 01.03.1978 al 31.08.1978 Tirocinio Pratico Ospedaliero presso l’Ospedale Regionale
“Pugliese” di Catanzaro
Dal 01.12.1978 Assistente incaricato presso l’Ospedale Regionale “Pugliese” di Catanzaro.
Nello stesso nosocomio diventava, dopo regolare concorso pubblico, prima assistente di Ruolo
quindi Aiuto Corresponsabile
Durante l’attivita’ Ospedaliera presso l’Ospedale Regionale “Pugliese” di Catanzaro gli veniva
conferito l’incarico del settore “Chirurgia del Piede”
Incaricato specialista ambulatoriale con massimale orario presso la SAUB di Tropea, Lamezia
Terme, Cirò
Idoneita’ Nazionale a Primario sessione 1987
Il 07.02.1994 dopo regolare concorso pubblico ospedaliero il sottoscritto risultava vincitore ed
assumeva l’incarico di Primario Ortopedico e Traumatologo dell’Ospedale T. Evoli di Melito
Porto Salvo
Presso tale struttura, con la presa di servizio del sottoscritto, veniva attivata la
divisione di Ortopedia e Traumatologia che fino ad allora risultava essere sezione aggregata alla
chirurgia generale.
Presso l’Ospedale di Melito Porto Salvo il sottoscritto prestava servizio dal
07.02.1994 al 05.12.1996 con la qualifica di Primario Ortopedico di ruolo e dal 06.12.1996 al
1999 con la qualifica di Dirigente Medico di 2° livello.
Durante gli anni di attivita’ presso l’Ospedale T.Evoli di Melito Porto Salvo furono
eseguiti circa 3000 interventi chirurgici, cifra di tutto rispetto considerandola realta’ logistica
della struttura e le risorse umane assegnate.
Gli interventi effettuati erono di natura prevalentemente traumatologica ma con una
buona incidenza di interventi prettamente di elezione ortopedica; furono introdotte, infatti, le
tecniche moderne di sostituzione protesica primaria e di revisione di anca e ginocchio, furono
eseguiti interventi per patologia di spalla e mano e fu introdotta la tecnica artroscopica.
Gli indici medi registrati negli anni di attivita’ 1998-1999 forniscono tra gli altri:
1. Un indice di occupazionalita’ pari a 82%
2. Un indice di qualita’ vicino a 1.2
3. Un conto economico in termini di produttivita’ a bilancio positivo fra entrate ed uscite
Dal 1995, al sottoscritto, gli veniva affidata l’attivazione di una sezione staccata dal
reparto Ortopedico di Melito Porto Salvo presso l’Ospedale di Scilla, in questa sede
veniva attivato l’ambulatorio ortopedico che produceva circa 2000 visite/anno e, grazie
alla possibilita’ di ricoveri aggregati nel reparto di Chirurgia Generale, venivano
effettuati circa 350 interventi chirurgici di tipo prevalentemente traumatologico ma
anche ortopedico.
Dal 1997 nella sua qualita’ di dirigente medico di 2°livello gli veniva conferita la
consulenza per le prestazioni ortopediche presso gli Ospedali riuniti di Reggio Calabria,
consulenza che oltre ad essere effettuata per le emergenze urgenze prevedeva
l’attivazione di un ambulatorio ortopedico nell’ambito dell’Azienda Ospedaliera Riuniti
di Reggio Calabria.
Dopo regolare concorso pubblico per titoli ed esami nel quale veniva conferita
l’idoneita’ il Direttore Generale pro-tempore, affidava con giusta motivazione, al
sottoscritto l’incarico quinquennale di Direttore della Divisione di Ortopedia e
Traumatologia degli OO.RR. di Reggio Calabria.
Tale funzione decorreva con presa di servizio dal 01.01.1998.
Dalla data di presa di servizio, il sottoscritto, dovette attivare integralmente
l’assistenza ortopedica presso l’Azienda Ospedaliera BMM di Reggio Calabria.
Presso i Riuniti non esisteva alcun reparto di Ortopedia e Traumatologia e l’unico
livello assistenziale era un ambulatorio aperto per due giorni la settimana e gestito in
consulenza dal sottoscritto.
L’attivita’ gestionale nei primi mesi fu rivolta quindi, all’attivazione ed
all’approvvigionamento delle risorse per attivare la divisione, venne reperito il personale
furono attivate le gare e tutto di competenza per trasformare in Divisione un
Ambulatorio.
Fu così che nel novembre del 1999, superando le enormi difficolta’, fu attivata la
divisione ortopedica presso l’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria che allora era
dodata di n.14 posti letto di cui n.2 in Day Hospital.
Dott. ANTONIO PANUCCIO
Nato a Villa San Giovanni (RC) il 10/4/1954
•
Laureato in Medicina e Chirurgia l’11/9/1985 presso la II^ Facoltà di Medicina e Chirurgia
dell’università di Napoli con voti 103/110
•
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•
•
Abilitato all’Esercizio Professionale di Medico-Chirurgo presso l’Università di Napoli nella
II^ sessione anno 1985 con voti 77/90
Iscritto all’Ordine dei Medici di Reggio Calabria dal 10/01/1986
Specializzato in Tisiologia e Malattie dell’Apparato Respiratorio presso la I^ Facoltà
o di Medicina e Chirurgia dell’Università di Napoli il 09/11/1989 con voti 56/70
Specializzato in Medicina Fisica e Riabilitazione presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia
della II^ Università degli Studi di Napoli il 11/11/1998 con voti 50 e lode/50
•
o Ha prestato servizio come segue:
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Ha svolto attività di Medico di Guardia Medica con incarichi trimestrali da Luglio 1988 fino
a Maggio 1990 presso l’ex USL di Villa San Giovanni(RC)
Ha svolto attività di Medico Convenzionato come Sostituto Medico di Base nel corso degli
anni 1988 e 1989
Ha svolto attività di Medico Fiscale presso l’INPS di R.C. fino a Maggio 1990
dal 21/5/90 al 20/01/91 in qualità di Assistente Medico Incaricato della Area Funzionale di
Medicina nel Reparto di Medicina Generale c/o Ospedale di Mormanno con rapporto di
lavoro a Tempo Pieno presso l'USL N°2 di Castrovillari;
dal 01/02/91 al 30/9/91 in qualità di Assistente Medico Incaricato della Area Funzionale di
Medicina nel Reparto di Medicina Generale c/o Ospedale di Mormanno con rapporto di
lavoro a Tempo Pieno presso l'USL N°2 di Castrovillari;
dal 15/10/91 al 14/6/92 in qualità di Assistente Medico Incaricato della Area Funzionale di
Medicina nel Reparto di Medicina Generale c/o Ospedale di Mormanno con rapporto di
lavoro a Tempo Pieno presso l'USL N°2 di Castrovillari:
dal 13/7/92 al 12/3/93 in qualità di Assistente Medico Incaricato della Area Funzionale di
Medicina nel Reparto di Medicina Generale c/o Ospedale di Mormanno con rapporto di
lavoro a Tempo Pieno presso l'USL N°2 di Castrovillari:
dal 14/5/93 al 14/11/93 in qualità di Assistente Medico Incaricato-Servizio di ImmunoEmatologia e Centro Trasfusionale dell'Area Funzionale di Medicina con rapporto di lavoro
a Tempo Pieno presso l'USL N°2 di Castrovillari;
dal 15/11/93 al31/3/2000 in qualità di Dirigente Medico di l°Livello( ex Assistente) di ruolo
presso la Divisione di Recupero e Rieducazione Funzionale dell'Area Funzionale di
Medicina con rapporto di lavoro a Tempo Pieno c/o Ospedale Civile di MormannoASLN°2 di Castrovillari.
Dal 01/4/2000 a tutt’oggi in qualità di Dirigente Medico c/o l’U.O. di Fisiatria dell’Azienda
Ospedaliera “Bianchi-Melacrino_Morelli” di R.C.
Ha frequentato il Laboratorio di Ecocardiografia e Doppler Pulsato e Continuo della
Divisione di Medicina Generale presso l’Ospedale S.Paolo di Napoli, con frequenza
settimanale dal 29/10/90 al 31/12/1990, e con frequenza giornaliera dall’08/4/1991 al
17/4/1991
Ha svolto attività Didattica presso la Scuola per Terapisti della Riabilitazione della USL N°2
di Castrovillari nell'anno 1993 per complessive ore 40 Materia: Anatomia dell'Apparato
Locomotore e Kinesiologia;
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Ha frequentato per l’Aggiornamento Professionale Obbligatorio la Divisione di Recupero e
Rieducazione(UNITA’ SPINALE)dell’Ospedale di Vicenza dal 07/11/1994 al 17/11/1994
Ha frequentato nell'anno 1996 il Corso "IPPOCRATE" tenuto presso i locali della Direzione
Sanitaria dell'ASL no2 di Castrovillari dall'Università Bocconi di Milano;
Ha frequentato l’Unità Operativa di Medicina Riabilitativa dell’Azienda Ospedaliera di
Ferrara, partecipando ad attività cliniche, assistenziali, valutative e terapeutiche-riabilitative
dal 17/3 al 22/3/1997
Ha partecipato ai seguenti Corsi, Convegni, Congressi e Seminari:
Corso Trimestrale di Formazione Professionale “ La gestione Pratica dell'Epatopaziente"
Aprile/Giugno 1983- Napoli;
Corso di Aggiornamento "Prevenzione e Pronto Soccorso delle Ustioni" Ottobre Novembre 1985-Napoli;
Corso di Aggiornamento in "lmmunologia Clinica e Pratica Medica" 26/29 Novembre, 4/6
Dicembre 1985- Napoli;
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I°Corso di Aggiornamento in Medicina lnterna- dal 02/10/1986 al 09/01/1987 , Napoli
Corso Teorico-Pratico di Aggiornamento" Le Problematiche Infettivologiche nella Pratica
della Medicina di Base" dal 02/03/87 al 08/6/87-Napoli;
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I° Corso di Aggiornamento Trimestrale in "Urgenze Medico-Chirurgiche" Maggio- Luglio
•
1987-Pozzuoli;
I° Corso Trimestrale di Aggiornamento per Medici dal 22/9/87 al 19/01/1988- Napoli;
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Corso Trimestrale di Aggiornamento" Le Sindromi Broncoostruttive Allergiche e Non
Allergiche in Medicina Interna Respiratoria" dal 01/10 al 17/12/1987-Napoli;
II° Corso di Aggiornamento Politematico Trimestrale Attualità Medico-Chirurgiche"
Marzo-Maggio 1988-Napoli
Corso di Aggiornamento in "Fisiopatologia Respiratoria dal 23/02/89 al 29/6/89- Napoli;
•
III° Corso Multidisciplinare di Aggiornamento in "Patologia Infettiva"- Marzo- Giugno
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1989-Napoli;
Corso di Ecocardiografia dal 14/01/93 al 24/6/93-Catania;
Corso avanzato di Ecocardiografia dal 11/02/93 al 24/6/93-Catania;
II° Congresso Internazionale "High1ights in Pneumology"-1993: La Bronchite Cronica
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03/04/93-Napoli;
Aggiornamenti in Pneumologia-O2/02/96-Lungro(CS);
Incontri Cardiologici del Pollino 21/6/97 Castrovillari;
L'Approccio al Malato Reumatico 11/10/97-Rende(CS);
Recenti Acquisizioni e Prospettive nella Terapia delle Broncopneumopatie Croniche
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Ostruttive-18/6/93 Sibari;
Cardiopatia Ischemica-Ictus Prevenzione e Riabilitazione-29/10/94 Mormanno;
La Terapia delle Infezioni delle Basse Vie Respiratorie 7/4/95- Castrovillari;
La Riabilitazione nelle Malattie Reumatiche -27/28Maggio1995-Crotone;
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XIX Congresso Nazionale della Società di Urodinamica 30/11 e 01/02/12-1995- Palermo;
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La Valutazione Strumentale in Riabilitazione-O1,2,3 e 4 Maggio 1996-Maratea (PZ);
Il Nursing nella Riabilitazione della Vescica Neurologica: Il Cateterismo
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lntermittente -Polo Didattico Santa Lucia 16/9/96-Roma;
La Lesione Midollare- 7, 8 e 9 Novembre 1996-Napoli;
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Il Paziente Mieloleso: Approccio Clinico-Diagnostico e Riabilitativo (in qualità di Relatore)
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23-11-96 Rende (CS);
Attualità in Tema di Ipertensione Arteriosa- 22/02/97-Castrovillari;
Problemi in Medicina Interna 18,19 e 20 Settembre 1997-Rende (CS);
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Corso Teorico- Pratico" Organizzazione di una Back School" 24/25 Ottobre 1997Castrovillari;
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Vl° Congresso Nazionale di Riabilitazione Neurologica Napoli 11,12 e 13 Dicembre 1997XXVI° Congresso Nazionale della SIMFER 14-18 Giugno 1998-Brescia
Il Malato Reumatico: Dalla Prevenzione alla Riabilitazione; Moderni Indirizzi nella gestione
Multidisciplinare- 24/10/98- Castrovillari
“Evoluzione della Terapia con Fans” 20-22Novembre 1998- Sorrento
“La Riabilitazione Cardiologica” Obiettivi e Percorsi; 24 Aprile 1999 Altomonte(CS)
Incontri Nazionali di Aggiornamento “Riabilitazione Perineale :15 anni dopo… 12-14
Maggio 1999 Riccione
Incontri Nazionali di Aggiornamento “Riabilitazione dell’Incontinenza Urinaria10-12
Maggio 1999 Riccione
1^ Conferenza Nazionale sulle politiche dell’Handicap. Roma 16-17-18 dicembre 1999
“L’approccio al Malato reumatico” 11 Ottobre 1997 Rende (CS)
Corso di Aggiornamento “Organizzazione dei Sevizi e Percorsi Clinici in Medicina
Riabilitativa” 09-11 Maggio 2002 Copanello (CZ)
IV° Mediterranean Congress of Physical and Rehabilitation Medicine 25-28 Giugno 2002
Siracusa
XXIX Congresso Nazionale SIMFER 4-8 Dicembre2001 Roma
Workshop- Ergonomia ospedaliera: la movimentazione dei pazienti e le attività di medicina
fisica e riabilitazione; 06 Dicembre 2001 Roma
Workshop- “Ausili-ortesi-e protesi nel progetto riabilitativo” 07 Dicembre 2001 Roma
Workshop-“ La vescica neurologica in medicina riabilitativa” 05 Dicembre 2001 Roma
Workshop sui Sistemi di postura. RC 18 aprile 2000
Workshop-“ La cartella di valutazione riabilitativa secondo il metodo F.N.P.” 06 Dicembre
2001 Roma
Workshop-“ La riabilitazione nelle disabilità reumatologiche” 06 Dicembre 2001 Roma
Workshop-“ Ortesi per arto superiore: dimostrazione pratica di terapia occupazionale” 05
Dicembre 2001 Roma
Seminario di aggiornamento e formazione sull’importanza e la necessità del cateterismo
intermittente nelle disfunzioni vescicali( Relatore) 12/4/2001 R.C.
Convegno Medicina Riabilitativa RIABILITARE chi,come,dove? 18 Maggio 2002
Campobasso -Relatore
XVIII Corso Nazionale di Aggiornamento SIMFER “ La riabilitazione nelle lesioni da
attività sportiva” 19-22 Settembre Castelfranco Veneto 2001 (TV)
La Riabilitazione nel III° Millennio “Valutazione dei bisogni e reti di servizi in campo
riabilitativo” 10/02/2001 Catanzaro
La Riabilitazione nel III° Millennio “La riabilitazione cardiologica nella realtà sanitaria
attuale” 23/11/2001 Catanzaro
Giornate di Medicina Riabilitativa 25-26 Gennaio 2001 Pozzilli (IS)
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Congresso “ Progetto R.A.D.A.R. Valorizzare la Riabilitazione”
08 Ottobre 2001 Trieste
Corso di Formazione “Progetto e programma in medicina riabilitativa- il lavoro in team
interprofessionale” 19-21 Aprile 2001 Campolongo Hospital
Convegno SIMFER “Strategie riabilitative nelle algie vertebrali lombari”(Relatore) 13-15
Settembre 2001 Caposuvero
Convegno Nazionale Simfir-Simfer “Il team riabilitativo nel territorio: I programmi, i
percorsi, il reinserimento del disabile” ( Relatore) 19-20 Ottobre 2001 L’Aquila
3° Incontro Regionale di Studio Riabilitativo “L’impiego della tossina botulinica in
riabilitazione: La spasticità dell’adulto” 15 Dicembre 2001 R.C.
Convegno Regionale “Paralisi cerebrali infantili: Aspetti medici, chirurgici e riabilitativi”
19-21 Aprile 2002 Siderno
Convegno “ Approccio multidisciplinare alle lesioni midollari” 12 gennaio 2002 Laurignano
Seminario Nazionale di Studio “ Accreditamento di qualità in rabilitazione- Formazione
continua in medicina fisica e riabilitazione” 16 Ottobre 1999 Arezzo
Convegno “Progetto Formazione” 05 Luglio 2000 Roma
Incontro di Studio “Accreditamento di qualità in riabilitazione” 12-13 maggio 2000 Pozzilli
(IS)
1° Congresso Siculo-Calabro SIMFER 20 Maggio 2000 Siracusa
Corso Didattico di Medicina Manuale 10-12 Novembre 2000 Milano
Convegno Regionale “ Aggiornamenti in medicina Fisica e Riabilitazione” 29 Aprile 2000
Siderno
Incontro di Studio “ I fisiatri e la riabilitazione in Calabria” 15 Gennaio 2000 R.C.
XXVIII Congresso Nazionale SIMFER 04-7 Ottobre 2000 Napoli
Incontro di Studio “ Il dolore di spalla: l’importanza di un approccio medico
interdisciplinare” 16 Dicembre2000 R.C.
Congresso Meridionale FADOI 23-25 Settembre 1999 Cosenza
“ Lo Stato Vegetativo” Crotone 04-03-2000
Convegno “ Patologia degenerativa e traumatica dell’articolazione coxofemorale:
l’intervento del fisiatra e dell’ortopedico” 30 Settembre 2000 Catanzaro
Forum “ Nuove strategie di prevenzione delle fratture osteoporotiche”21-22 Maggio 1999
Cagliari
Incontro di formazione “La Tossina Botulinica” 30/10/2002 Catania
XXX Congresso Nazionale SIMFER 24-28 Settembre 2002 Reggio Emilia
Corso Nazionale di Aggiornamento SIMFER “ Ortesi, protesi ed ausili nel progetto
riabilitativo individuale” (Relatore) 28-31 Maggio 2003 R.C.
Convegno Regionale “ Algie vertebrali dorso-lombari su base osteoporotica: clinica terapia
medica e riabilitazione. Il significato dell’intervento riabilitativo nel terzo millennio” 27-28
Settembre 2003 Siderno
XXXI Congresso Nazionale SIMFER (Moderatore) 07-11 Ottobre2003 Verona
Convegno “ L’altro nella cura: l’incontro tra due esperti, il medico e il paziente” 04/10/2003
Spoleto
“Accreditamento all’utilizzo della scala FIM (functional independence measure) Napoli 01
dicembre 2001
Corso teorico-pratico di aggiornamento in riabilitazione “Traumi Sportivi: dalla Diagnosi
alla riabilitazione” 08-11 Aprile 2003 Livigno(SO)
Razionale d’uso nella pratica clinica dei bifosfonati per os ed iniettivi nella terapia
dell’osteoporosi. 08 Novembre 2003 Taormina (ME)
•
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Aspetti reumatologici di interesse internistico generale. 03 Dicembre 2003 R.C.
III° Congresso nazionale della società italiana di riabilitazione neurologica 4-5-6 Taormina
(ME)Dicembre 2003
• Il paziente portatore di menomazione e disabilità agli arti inferiori: progetto e programma
riabilitativo( Relatore). 23-24 Aprile 2004 Locri (RC)
• Prevenzione, cura e riabilitazione del paziente emiplegico.21 Febbraio 2004 R.C.
• Recenti acquisizioni in tema di diagnosi e terapia dei tumori del cavo orale. 30 Aprile 2004
R.C.
• La riabilitazione integrata nel paziente emiplegico ( Moderatore)19 Giugno 2004
Antonimina Terme (RC)
• XXXII Congresso Nazionale SIMFER 21-25 settembre 2004 Chieti (Moderatore)
• La spasticità: valutazione e trattamento riabilitativo 06/11/2004 Rende (CS)
• Posturologia plantare 26-27-28 Novembre 2004 Avellino
• Strategie clinico-riabilitative nel malato con lesione cerebrovascolare: esperienze e proposta
di un percorso unitario dalla fase acuta al reinserimento socio-familiare.
25 settembre
2004 Chieti
Le gonalgie da danno cartilagineo: aspetti medici, chirurgici e riabilitativi. 9-10 ottobre 2004
Gerace (RC) Relatore
• Posturologia plantare 26-27-28 Novembre 2004 Avellino
• Coagulopatie Emorragiche: Malattia di von Willebrand ed Emofilia. A.O. “BMM”RC 21
gennaio 2005
•
L’Informatica nel campo sanitario. 29-30 gennaio 2005 RC
•
Realizzazione Cartelle Clinica e Presentazione Multimediale di Ricerche nel Campo
Sanitario. 19-20 marzo 2005 RC
Lesione Midollare: Aspetti Clinici, Sociale e Sportivi. Livigno 18 marzo 2005 (Moderatore)
Spasticità e tossina botulinica: dalla farmacologia alla gestione clinica del paziente.
Campobasso 29 aprile 2005 (Moderatore)
Malattie neuromuscolari e complicanze respiratorie: un sfida per famiglie ed operatori
sanitari. 14 maggio 2005 Siderno (RC)
“Diagnosi,terapia e problematiche assistenziali nell’idrocefalo in età pediatrica” R.C. 21
maggio 2005
“La patologia degenerativa degli arti: aspetti farmacologici, chirurgici e
riabilitativi”A.O.”BMM” Reggio Calabria 28 maggio 2005 Relatore
Valenza dell’intervento riabilitativo e valutazione dello stato di salute. Il paziente portatore
di menomazione e disabilità agli arti inferiori. Il fisioterapista ed il progetto/programma
riabilitativo. Locri 10- ottobre 2005. Relatore
Il rapporto postura-movimento normale e patologico. Pianificazione dell’intervento
riabilitativo. 15/10/2005 Locri (RC). Relatore
Attualità cliniche, chirurgiche e riabilitative sulla patologia della colonna vertebrale. Reggio
Calabria 29/10/2005. Relatore
XXXIII Congresso Nazionale SIMFER “ la riabilitazione intensiva-estensiva italiana: un
ponte tra europa e mediterraneo” 8-12/11/2005. Catania (Moderatore)
IV° Corso teorico-pratico di aggiornamento S.I.M.F.E.R. La persona con lesione midollare
“che diversità”. Livigno 28-31 marzo 2006
Convegno Nazionale di Medicina Fisica e Riabilitazione “ La presa in carico riabilitativa
nelle più comuni disabilità” 28-29 Aprile 2006 Campobasso ( Relatore)
XXXIV Congresso Nazionale SIMFER 4-8 Giugno 2006 Firenze (Moderatore)
“Aggiornamenti in tema di neuropatie centrali e periferiche” 14Ottobre 2006 RC
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“Inquadramento clinico-strumentale per la diagnosi del paziente con alterazione della
postura” 25 Novembre 2006 (Relatore)
“La riabilitazione delle patologie del ginocchio” 02 Dicembre 2006 CZ
Presidente e Organizzatore del Corso di Aggiornamento Nazionale “La disabilità vescicale
nel mieloleso e nell’incontinenza urinaria femminile: approccio multidisciplinare” Reggio
Calabria 30/31 marzo 2007
“La riabilitazione delle lesioni muscolari dello sport” Messina 5 maggio 2007
Convegno di studi sull’”appropriatezza delle attività riabilitative” Roma 8 giugno 2007
”Lombalgia: nuova malattia sociale” Relatore Reggio Calabria 9 giugno 2007
Aggiornamento interregionale “Il dirigente medico legale INPS tra Previdenza e Assistenza
Sociale” Relatore Reggio Calabria 12-13-14 giugno 2007
“Giornate Metaboliche dello Stretto” Villa San Giovanni 5-6 ottobre 2007
XXXV Congresso Nazionale SIMFER “I criteri di appropriatezza in medicina riabilitativa”
San Benedetto del Tronto 10-13 ottobre 2007
“Riabilitazione in tema di disabilità di origine cardiologia e reumatologica” Campobasso 2627 ottobre 2007
“Medicina e Ricerca tra Disabilità e Società” Torino 02 Dicembre 2007
“Tematiche Attuali in Riabilitazione” IV° Incontro SIMFER Calabria e Sicilia tenutosi
presso il Campus Universitario di Germaneto, giorno 11 e 12 Gennaio 2008 Relatore
Prestazioni Specialistiche Medicina Fisica e Riabilitazione, Il nuovo Prontuario sulla
Protesi. 29 febbraio 2008 Roma
La responsabilità professionale del Medico Fisiatra e delle Professioni Sanitarie all’interno
del team riabilitativo. 05. maggio 2008 Torino
Gravi cerebrolesioni acquisite, dal coma all’inserimento socio-familiare: bisogni
assistenziali, riabilitativie di integrazione. Moderatore 1-4 Aprile 2008La Villa- Val Badia
(BZ)
Rapporti con L’università “Magna Graecia” dove ha tenuto in data 16/12/2006 un
Seminario per Specializzandi e Fisioterapisti della Scuola di Medicina Fisica e
Riabilitazione sul tema: “La riabilitazione della vescica neurologica”.
Affidamento Incarico Insegnamento di MED/34 Medicina Fisica e Riabilitativa 8 ore 3°
anno Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche 08/01/2008
Rapporti con l’Università di Messina: Seminario sulla Vescica Neurologica nel 2006 e Tutor
di 2 Specializzandi in Medicina Fisica e Riabilitazione dal mese di maggio al mese di
settembre 2007
Pubblicazioni:
o European project “ACROSS”: results from the italian survey about the use of
outcome measures in rehabilitation.(Atti congresso nazionale Simfer 1999 Cagliari)
o Preliminary study on the efficacy of various rehabilitation therapies for shoulder
pain.8Europa Medicophysica2003-39-59-63.
o A proposito di prevenzione delle “disabilità; XII Congresso Interregionale SiculoCalabro “Dalla salute dell’individuo alla prevenzione nelle collettività” 28-30
settembre 2001, Paradise Beach Hotel Castelvetrano Selinute
o Analisi strumentale del cammino nei pazienti con spondilite anchilosante:interazione
corpo/suolo e pattern neuromuscolare XXXIV Congresso Nazionale SIMFER 4-8
giugno 2006
o Ha sostituito il Dott. A.Africa direttore dell’U.O. di Fisiatria negli anni 2000-01-0203 e 2006
o In atto Direttore ff dell’ U.O. di Fisiatria Az.Ospedaliera “BMM”di Reggio Calabria
•
Membro del Consiglio Nazionale del SIMFIR triennio 2000-2002
•
Membro del Consiglio Nazionale della SIMFER triennio 2003-2005
•
Membro del Consiglio Nazionale del SIMFIR triennio 2006-2008
DOTT. PASQUALE IMBALZANO
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Nato a Reggio Calabria il 24/09/1949
Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Messina nel 1973
Iscritto all’Ordine dei Medici di Reggio Calabria in data 27/02/1974 N° 2383
Medico di Medicina Generale dal 1974 – Codice Regionale 1753/1
Rappresentante Legale dell’Associazione DIOGENE – Provider ECM
E’ componente della Segreteria Scientifica dell’Associazione DIOGENE
Presidente dell’Associazione di volontariato – recupero alcolisti – “La serenità” dal 2001
Ha partecipato a numerosi congressi e corsi di aggiornamento, anche in qualità di relatore
Ha partecipato a lavori di ricerca nell’ambito della Medicina Generale
Ha partecipato negli anni 2001, 2002, 2003, 2004 , 2005, 2006, 2007 e 2008 a numerosi
Corsi di aggiornamento accreditati per l’ECM, anche in qualità di relatore
Ha partecipato a n° 2 Corsi-Base sulla Metodologia della Sperimentazione Clinica dei
Farmaci di Fase III e IV negli anni 2001 e 2002
Sperimentatore Clinico
Tutor di Medicina Generale Regione Calabria
Tutor Tirocinanti post-laurea in Medicina e Chirurgia
Membro del Direttivo Provinciale della FIMMG
Responsabile per la formazione della Sezione Provinciale FIMMG di Reggio Calabria
Componente del GCA (Gruppo Consultivo Aziendale) per la formazione del personale
sanitario dipendente e convenzionato dell’ASL 11 di Reggio Calabria che ha prodotto il
Piano Formativo Aziendale per gli anni 2003 e 2004 e 2005
Componente per l’anno 2008 del GCA (Gruppo Consultivo Aziendale) per la formazione
del personale sanitario dipendente e convenzionato dell’ASP 5 di Reggio Calabria
Ha collaborato alla stesura del Progetto di razionalizzazione della spesa farmaceutica
denominato “Rhegium” per l’anno 2004 e al “Progetto per il miglioramento della qualità
delle cure primarie” per l’anno 2005 dell’ASL 11 di Reggio Calabria
D
DA
AT
TII
A
AN
NA
AG
GRRA
AFFIICCII
Cognome e Nome
◊
Nazionalità
◊
Data di nascita
◊
Luogo di nascita
◊
Residenza
Via
◊
Codice Fiscale
◊
◊ e_mail
T
TIIT
TO
OLLII
A
ACCCCA
AD
DEEM
MIICCII
◊
◊
Laurea
VITA SALVATORE
ITALIANA
09.10.1949
REGGIO di CALABRIA
REGGIO di CALABRIA
LORETO TRV. PRIV. 18
VTISVT49R09H224J
[email protected]
MEDICINA E CHIRURGIA
Università
CATANIA
Data
15.07.1976
◊
Abilitazione esercizio prof.
Novembre 1976
◊
Iscrizione Ordine dei Medici
1976
Provincia
Reggio Calabria
Numero di Iscrizione
2836
1 Specializzazione
ANESTESIOLOGIA E RIANIMAZIONE
Università
CATANIA
Data
1979
◊
2 Specializzazione
FISIOPATOLOGIA E
Università
◊
Data
FISIOKINESITERAPIA
APPARATO RESPIRATORIO
MESSINA
1982
EES
SPPEERRIIEEN
NZ
ZEE
PPRRO
OFFEES
SS
SIIO
ON
NA
ALLII
◊
E’ Medico di Medicina Generale dal 1976
◊
Ha svolto “tirocinio pratico ospedaliero abilitante” in Anestesia e Rianimazione, della
durata di un anno, conseguendo l’idoneità a svolgere le funzioni di AnestesistaRianimatore.
◊
E’ stato Primario del servizio di Anestesia della Casa di Cura “Villa Sant’Anna” in R.C.
◊
E’ stato Direttore Sanitario della Casa di Cura “Villa Sant’Anna” in R.C.
◊
Ha ricoperto l’incarico di Anestesista presso la Casa di Cura “Villa Aurora” in Reggio
Calabria.
◊
E’ stato Direttore Sanitario del Centro Recupero Handicappati Unità Ferrovieri
◊
Ha ricoperto l’incarico di Medico Aiuto – fiduciario presso l’Ente FF.SS.
◊
E’ idoneo a svolgere l’attività di Medico Ricercatore avendo seguito regolare corso di
formazione
◊
E’ in possesso dei requisiti richiesti dal D.M. 445 del 19 Ottobre 2001, quale professionista
abilitato a esercitare attività di valutatore dei neo laureati in medicina e chirurgia ai fini
dell’ammissione agli esami di abilitazione professionale.
A
ALLT
TRREE
EES
SPPEERRIIEEN
NZ
ZEE
◊
E’ componente il comitato scientifico dell’Associazione “Diogene”.
◊
E’ esperto in dietologia, medicina estetica e terapia antalgica.
◊
Ha partecipato, in qualità di relatore, a numerosi convegni scientifici e corsi di
formazione, fra i quali:
•
23.03.90: Seminario di studi su tematiche diverse_ “L’imnprtanza di una corretta
alimentazione, nella realizzazione di un corretto programma dietetico”
•
02.02.97: “Diete a confronto: dalla macrobiotica alla dieta mediterranea”
•
14.06.97: “Il medico e l’attività prescrittivi aspetti deontologici, etici, normativi,
economici”
•
16.12.00: “Il dolore di spalla: l’importanza di un approccio medico interdisciplinare”
•
21 e 28.04.01: “Le lombalgie: approccio multidisciplinare ed indirizzo terapeutico”
•
02 e 09. 06.01: “Corso di aggiornamento in alcoologia”
•
22.06.02: “Obesità: una malattia ! - principali fattori di rischio e patologie correlate”
•
22.06.02: “Obesità: una malattia! Principali fattori di rischio e malattie correlate”
•
06.09.02: “Obesità e Dietologia: Principi nutrizionali Per il M.M.G”
•
26.09.02: “Le epatiti virali croniche – Corso di formazione per i M. M. G.”
•
26.10.02: “Le malattie cardiovascolari e patologie associate nell’ambito del territorioesperienze a confronto- ruolo del M.M.G.”
•
21.10.03:Progetto Formativo Aziendale 2003 A.S:T. 11 “Diagnostica differenziale nelle
urgenze in continuita’ assistenziale ed aspetti medico legali”
•
15.03.2003: “Il buon uso del sangue”
•
24.05.2003: “Rischio cardiovascolare globale”
•
28.05.2003: “Rischio coronario globale”
•
21.06.2003: “Patologie del rachide: le scoliosi, le algie, la chirurgia”
•
18.09.2003: “Processi di cura per il paziente depresso”Principi, obiettivi, metodi in
Medicina Generale.
•
04.10.2003: “Malattia da reflusso gastroesofageo – un approccio basato sull’evidenza”
•
08.11.2003: “Il fabbisogno e la sicurezza trasfusionale”
•
15 e 22.11.2003: “La gestione del paziente oncoematologico”
•
13.03.2004: “Management del dolore in Medicina Generale”
•
26 e 27.11.2004 :Progetto Formativo Aziendale 2004 A.S:T. 11- Evento formativo
abilitante per i biologi “la gestione dei prelievi dei campiono biologici nelle strutture
pubbliche e private
•
02.10.2004: “Management del paziente con osteoporosi in Medicina Generale
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22.01.2005: “Glucocorticoidi ed Osteoporosi – problematiche cliniche”
◊
E’ Responsabile F.I.M.M.G. per la Medicina Generale dell’A.S.P. 5.
◊
Ha fatto parte per l’anno 2003 e per l’anno 2004 del Gruppo Consultivo Aziendale
dell’ASL 11 di Reggio Calabria per la elaborazione e la realizzazione del Piano Formativo
Aziendale.
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E’ stato fra gli ideatori ed curato la realizzazione, per conto dell’ASL 11 di Reggio
Calabria, di un progetto formativo (acccreditato ECM) per Medici di Medicina Generale finalizzato alla razionalizzazione della spesa sanitaria
PROGRAMMA
Moderatori: Dr. M. Caminiti – Dr. A. Panuccio
Prima sessione
08,00-08,45
08,45-09,15
09,15-09,35
09,35-10,05
10,05-11,05
11,05-11,30
11,30-11,45
Osteoporosi: epidemiologia, eziopatogenesi, diagnosi e terapia
Registrazione dei partecipanti-Test d’entrata
Introduzione del corso
Principi della Regionalizzazione GISMO (Dr. M. Caminiti)
Epidemiologia dell’Osteoporosi ed impatto socioeconomico delle fratture femorali
(Dr. Giunta)
L’osteoporosi Maschile ed Osteoporosi secondarie (D.ssa G. Pagano Mariano)
Terapia dell’osteoporosi e pratica clinica
(Dr. M. Caminiti)
Discussione interattiva
PAUSA
Seconda sessione La gestione del paziente osteoporotico: chirurgia e
11,45-12,10
12,10-12,30
riabilitazione
Trattamento chirurgico delle fratture da osteoporosi (Dr. G. Topa )
Aspetti riabilitativi del paziente osteoporotico (Dr. A. Panuccio)
Terza sessione La gestione del paziente osteoporotico nella pratica clinica
12,30-13,05
13,05-13,25
La gestione del paziente osteoporotico nell’ ambulatorio del Medico di Medicina
Generale: casi clinici (Dott. Pasquale Imbalzano - Dott. Salvatore Vita )
Sicurezza e tollerabilita’ delle terapie contro l’osteoporosi
(D.ssa G. Pagano Mariano)
13,25-14,00
TAVOLA ROTONDA:Il rapporto tra il medico di medicina generale e lo specialista
14,00-15,00
PAUSA
Quarta sessione Esercitazioni pratiche in piccoli gruppi con discussione in plenaria
15,00-17,00
17,00-17,30
La diagnosi di osteoporosi, fattori di rischio fratturativo e morfometria vertebrale
QUESTIONARIO VERIFICA APPRENDIMENTO
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Programma ed Abstract del corso