PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
SCENARI DI RISCHIO
DEFINIZIONI
DEFINIZIONI
Si definiscono EVENTI CALAMITOSI (micro,medio,maxi) quei particolari fenomeni fisici che possono
interagire negativamente e con conseguenze anche tragiche con la realtà socio-economica e territoriale
presente in una data area; l’evento calamitoso può essere ripetitivo, occasionale oppure raro.
Dicesi rischio di un evento calamitoso la “possibilità di danno” associata al verificarsi dell’evento stesso;la
“probabilità” che si verifichi in un certo tempo un evento con conseguenze dannose per le persone,le realtà
economiche e l’ambiente.
Il concetto di rischio di un evento calamitoso tiene quindi conto di potenziali eventi dannosi correlati con le
loro probabilità di accadimento.
Il rischio di un evento calamitoso è definito quindi dalla seguente relazione:
R=PxD
Dove con il termine P si intende la probabilità di accadimento di un evento calamitoso e con il termine D i
danni, le conseguenze sui bersagli, dovute al verificarsi di quell’evento calamitoso in una determinata area.
Si definisce sorgente di rischio quell’evento o incidente che risulta essere generatore, causa iniziatrice
dell’evento calamitoso.
Si è in presenza di una condizione di rischio quando la sua sorgente o fonte si manifesta in o su sistemi
vulnerabili.
Sono quindi 3 gli elementi fondamentali che compaiono nella definizione di rischio e che possono essere
schematicamente rappresentati
DANNO = EVENTO X BERSAGLIO
Si definisce “soggetto a rischio” o “bersaglio” quell’elemento del sistema antropico o ambientale
(uomo,edificio,industria ….) presente sul territorio che può subire i danni provocati dal verificarsi dell’evento
calamitoso.
Rispetto al soggetto esposto al rischio si possono distinguere rischi individuali e rischi collettivi (il rischio
individuale in senso proprio è il rischio percepito e valutato con riferimento al singolo individuo).
Il danno causato da un evento calamitoso è una “perdita di risorse ad accesso vincolato e riconducibile a
valori di mercato”; è una perdita di flusso e una perdita di stock o capitale.
Esistono anche i cosiddetti “danni indotti”; con tale termine si intendono i danni dovuti al verificarsi di un
evento calamitoso (effetto domino).
La probabilità “P” (presente nella definizione del rischio) indica la frequenza di accadimento dell’evento
calamitoso e risulta dalla combinazione della probabilità di accadimento dell’evento sorgente e della
presenza sul territorio di elementi che causano o semplicemente favoriscono il verificarsi dell’evento
calamitoso.
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COMUNE DI NONE
PROVINCIA DI TORINO
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SCENARI DI RISCHIO
DEFINIZIONI
Il danno provocato dal verificarsi di un evento calamitoso è chiaramente funzione dei bersagli che sono
presenti nell’area, ma anche di tutti quei fattori che possono amplificare o ridurre gli effetti di un evento
calamitoso (risorse).
In sintesi:
P = P ( Pe ,Vte)
D = D (Vtd , Va)
Da cui deriva una scomposizione del rischio negli elementi dei quali è funzione:
R = f (Pe, Vte, Vtd, Va)
•
•
•
•
Pe = probabilità di accadimento dell’evento
Vte= vulnerabilità territoriale dell’evento calamitoso
Vtd= vulnerabilità territoriale al danno
Va= vulnerabilità del sistema antropico al verificarsi di quell’evento calamitoso.
Vulnerabilità di un sistema
Con il termine vulnerabilità si intende la propensione dei sistemi, dello spazio fisico, sociale ed economico e
dei vari sottosistemi a subire la sollecitazione del rischio ed a subirne i danni.
In altro modo si può definire la vulnerabilità come il grado di capacità ( o di incapacità) di un sistema a far
fronte e superare una sollecitazione esterna.
È possibile distinguere due tipi di vulnerabilità: la vulnerabilità territoriale e la vulnerabilità antropica.
A sua volta la prima può essere distinta in vulnerabilità territoriale all’evento e vulnerabilità territoriale
al danno, con riferimento a momenti diversi del verificarsi del fenomeno.
La vulnerabilità territoriale all’evento esprime la debolezza del territorio nei confronti di un possibile
evento calamitoso; in altri termini si tratta di un insieme di condizioni geologiche, biologiche, chimiche,
fisiche ed umane che, in presenza dell’evento sorgente, possono provocare o favorire l’insorgere dell’evento
calamitoso.
La vulnerabilità territoriale al danno tiene conto di tutti quegli elementi del territorio, condizioni
morfologiche, climatiche, infrastrutture per la gestione dell’emergenza, sistemi previsionali che, una volta
verificatosi l’evento calamitoso, ne possono amplificare o ridurre i danni.
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COMUNE DI NONE
PROVINCIA DI TORINO
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
SCENARI DI RISCHIO
TIPOLOGIE DI RISCHIO
TIPOLOGIE DI RISCHIO
•
•
•
CRITICITA’ DI I ° LIVELLO (NAZIONALE)
CRITICITA’ DI II ° LIVELLO (PROVINCIALE)
CRITICITA’ DI III ° LIVELLO (COMUNALE)
I°
RISCHIO
DEGRADO RISORSE IDRICHE
NEBBIE
PIOGGE, NEVE, GRANDINE, GELATE
SICCITA’
VENTO
INCENDI, ESPLOSIONI, FUGHE SOSTANZE
INQUINAMENTI
INCENDIO URBANO
RETI TECNOLOGICHE
RETI COMUNICAZIONE
PANDEMIE
AVVELENAMENTI
INQUINAMENTO ATMOSFERICO
INQUINAMENTO FONTI IDRICHE
INQUINAMENTO REFLUI
INQUINAMENTO DA SVERSAMENTO
CARENZA D’ACQUA
DISPERSI
INCIDENTI AMBIENTALI ANIMALI
EMERGENZE CHIMICHE SETTORE ZOOTECNICO
II °
III
°
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
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COMUNE DI NONE
PROVINCIA DI TORINO
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
SCENARI DI RISCHIO
ANALISI DELLE TIPOLOGIE
ANALISI DELLE TIPOLOGIE
PIOGGE, ALLUVIONI, ESONDAZIONI
L’esondabilità dei corsi d’acqua è lo scenario di maggiore pericolosità geomorfologica del territorio
comunale. Essa può avvenire a causa del perdurare di piogge forti e persistenti, inoltre occorre tenere in
considerazione la dislocazione delle bealere, che attraversando sia le zone rurali sia quelle urbane, e potendo
raggiungere rilevanti portate di massima piena, possono aggravare il fenomeno esondativo.
Il territorio è già stato colpito dallo scenario in oggetto diverse volte, provocando ingenti danni alle strutture,
pubbliche e private, costringendo all’evacuazione molti cittadini.
Cronologia:
• Anno 2002 – 2,3 settembre
• Anno 2000 - 17 ottobre
• Anno 1994 - 5 novembre
• Anno 1961
Di seguito sono indicate le via cittadine soggette ad allagamenti:
INDIRIZZO
Via Buniva
Via Molino
Via Benedetto Croce
Via Volvera
P.zza Cav. P.Sola
Via Roma
Via Amerano
Via Stazione
P.zza Magenta
Via Cerutti
Via Sola
Villaggio San Lorenzo
Via San Ponzio
S.S. 23 del Sestriere
Via Pinerolo
NUM. FAMIGLIE
NUM. RESIDENTI
NUM. DISABILI
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COMUNE DI NONE
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SCENARI DI RISCHIO
ANALISI DELLE TIPOLOGIE
Area del concentrico dove storicamente si verificano allagamenti.
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PROVINCIA DI TORINO
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SCENARI DI RISCHIO
CENNI STORICI
CENNI STORICI
Al fine di poter avere una situazione più chiara in considerazione dello scenario di rischio analizzato, si
riporta copia del rapporto stilato il 2 settembre 2002 dal Comandante Silvano Bosso.
Prot. 2 sett. 2002
Oggetto: Fenomeno alluvionale “2 settembre 2002”
In merito al fenomeno alluvionale che ha avuto inizio durante la notte del 2 settembre 2002 si relaziona
quanto segue.
• Alle ore 01.00 circa del giorno 2 settembre iniziava la situazione di emergenza collegata all’allagamento
di alcune vie del territorio ed il sottoscritto veniva contattato dal sig. Ceruti Claudio, volontario della
locale protezione civile, e avvisato dello stato di crisi che interessava il comune di None. Fra le altre
zone, risultava pure molto alta l’acqua in Via Buniva, e quindi fortemente compromesso l’accesso al
magazzino della protezione civile. Solo con grande difficoltà si doveva tentare di recuperare il mezzo in
dotazione, ma si dovevano abbandonare gli altri attrezzi in deposito.
Alle ore 01.40, dopo aver recuperato l’operatrice Sanmartino V. presso l’abitazione di Airasca ed invitati
telefonicamente gli operatori Caprio, Tavella ed Avalle a prendere servizio quanto prima, il sottoscritto
prendeva servizio.
• Immediatamente si prendeva atto della grave situazione presente sul territorio. In particolare alle ore
02.00 circa risultavano completamente allagate Via Molino, via Benedetto Croce, Via Volvera nel tratto
compreso fra Piazza Cav.P.Sola e via Roma, via Amerano nel tratto compreso fra via Cav.P.Sola ed il
numero 122, via Stazione nel tratto compreso fra via Molino e la via Roma, piazza Magenta, via Cerutti.
Risultavano inoltre coperte da circa 10 cm di acqua la maggior parte delle altre vie comunali.
• Si procedeva quindi ad istituire una postazione fissa presso il Comando scrivente composta da 1
operatore il cui compito consisteva nella ricezione delle segnalazioni e nella comunicazione con le
squadre operanti sul territorio, e contemporaneamente con l’ispezione di tutte le zone a maggior rischio
di allagamento.
• Alle 03.00 circa, le via già citate come allagate, risultavano sommerse da circa 1 Mt. Di acqua e quindi
inaccessibili con i normali mezzi in dotazione a questo comando. Le abitazioni di Via Molino, via Sola,
tratti già citati di via Volvera e via Amerano risultavano quindi isolate. Si procedeva inoltre ad
ispezionare il villaggio San Lorenzo prendendo atto del fatto che le parti interrate delle abitazioni
risultavano allagate ed i proprietari si erano già attivati per gli svuotamenti. Alle 03.15 circa le vie del
villaggio risultavano ancora tutte percorribili e non allagate.
• Alle ore 03.30 ci si recava sulla strada statale e si prendeva atto della pericolosità del torrente Chisola
che era al limite del margine e prossimo allo straripamento. Si andava quindi ad ispezionare le cascine di
Gallo e Nasi, site in Via San Ponzio, prendendo atto che era già cominciato l’allagamento.
• Alle ore 04.10 si procedeva a chiudere la strada ex S.S.23, tratto compreso fra la Via San Ponzio e la
rotonda della stazione di servizio Agip. Da questo momento in poi veniva isolato quasi
completamente il comune di None. Si potevano già contare sul territorio parecchie squadre dei vigili
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COMUNE DI NONE
PROVINCIA DI TORINO
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SCENARI DI RISCHIO
CENNI STORICI
•
del fuoco in azione per far fronte alle innumerevoli emergenze, i volontari del locale gruppo del SVPC, i
militari della locale stazione Carabinieri e gli operatori di questo comando.
Venivano inoltre attivati alcuni contadini locali che in caso di emergenza potessero intervenire con le
idrovore per la movimentazione dell’acqua.
Così pure alcune ditte munite di autopompe (Car Jet, Blu Eco), in modo tale da avere a disposizione sul
territorio fra 6/8 autopompe.
•
A partire dalle 7.00 circa, unitamente ai Vigili del Fuoco si procedeva a prestare soccorso
all’interno degli stabilimenti industriali ed al villaggio Prealpi, in Via Pinerolo, al fine di evacuare le
persone che erano rimaste isolate all’interno delle abitazioni e delle aziende. In alcuni punti di questa zona
l’acqua aveva superato i 150 cm. Solo verso le 10.00 circa si aveva la certezza che in questa zona del
territorio comunale, totalmente allagata a causa dello straripamento del torrente Chisola, non vi fossero più
persone a rischio di isolamento. Con le barche ed i gommoni dei Vigili del Fuoco si era infatti proceduto ad
ispezionare tutte le zone.
•
Durante questa fascia oraria, a partire dalle 07.00 in particolare presso il Palazzo Municipale
venivano allestite le postazioni di soccorso ed emergenza. In particolare presso il centro anziani veniva
allestita la sala di ricovero delle persone evacuate dalle abitazioni e presso l’ufficio del Direttore Generale
veniva insediata la postazione locale di presidio del Comando Vigili del Fuoco. Si procedeva inoltre ad
attivare un servizio di mensa che garantisse un pasto agli ospitati presso il Comune ed alle famiglie isolate
non ancora sfollate o che non desideravano abbandonare la casa, facendo riferimento per le forniture al
ristorante Quo Vadis. Si procedeva inoltre ad assumere i contatti con la Prefettura di Torino – Servizio
Protezione Civile, al fine di illustrare la situazione di emergenza presente sul territorio e richiedere un
adeguato supporto, nonché con il Vice Prefetto, Dr Russo al fine di fissare un appuntamento sul territorio per
illustrare direttamente l’emergenza.
•
Sempre mantenendo coperte le zone di accesso viabile al comune, al fine di impedire che
involontariamente dei veicoli potessero finire in aree inondate, si procedeva poi ad andare a pressare
soccorso in altre zone del territorio comunale. In particolare ci si portava, unitamente alla squadra dei
Vigili del Fuoco munita dei mezzi natanti in villaggio San Lorenzo dove la situazione era drammatica.
L’intero villaggio risultava infatti sommerso da più di 1 Mt di acqua e l’intera popolazione
completamente isolata. Il villaggio conta circa 50 abitazioni e le operazioni di evacuazione sono durate
quindi parecchie ore. Fra le altre zone ove si procedeva con le evacuazioni vi era pure Via Molino.
•
Verso le 12.00 circa giungeva sul posto il Capitano della Compagnia Carabinieri di Pinerolo e
poco dopo il Vice Prefetto Dr. Russo. Entrambe venivano accompagnate sul territorio affinché si
rendessero conto della situazione. A sopralluogo compiuto fra le 13.00 e le 14.00 veniva fatta una
riunione nel Palazzo Municipale fra il Sindaco, il Vice Prefetto Dr. Russo, il Cap.Ransini, il Sindaco
Basti, l’Arc. Primo ed il sottoscritto C.te Bosso. Oggetto principale della riunione, il punto della
situazione sui soccorsi già messi in atto, e l’organizzazione logistica da adottare peri soccorsi da
mettere in opera prima di notte.
•
Alle ore 14.00 circa giungevano sul posto più squadre di volontari dell’Associazione AIB, i quali
per la quasi totalità del loro tempo si occupavano di prosciugamenti di abitazioni e sgombri dai materiali
danneggiati.
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COMUNE DI NONE
PROVINCIA DI TORINO
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SCENARI DI RISCHIO
ANALISI DELLE TIPOLOGIE
•
Verso le ore 15.00 personale dell’ UTC, unitamente alla Protezione Civile della Provincia di
Torino, provvedeva ad effettuare la perlustrazione aerea del territorio comunale tramite elicottero. Di detta
operazione viene conservata agli atti documentazione fotografica.
•
Alle ore 15.00 personale di questo Comando provvedeva ad accompagnare a Riletto e cittadini
marocchini che erano rimasti bloccati sul nostro territorio in quanto il veicolo era stato completamente
allagata in via Pinerolo, 70.
•
Fra le ore 16.30 e le ore 18.00 personale di questo Comando, unitamente ai Vigili del Fuoco, si
premuniva di effettuare nuovamente il sopralluogo delle abitazioni site nelle zone inondate tramite mezzi
natanti al fine di accertare che non vi fossero persone ancora presenti nelle case che necessitassero di
evacuazione. In specifico sono ancora state ulteriormente prelevate persone da via Stazione e da via Molino.
Si precisa comunque che molte delle persone presenti nelle abitazioni inondate hanno richiesto di rimanerci,
rifiutando quindi l’ospitalità presso il Palazzo Municipale.
•
Alle 19.00 circa questo Comando, unitamente all’operatore dei Vigili del Fuoco presente nella sede
municipale temporaneamente allestita, procedeva a riepilogare la situazione della giornata, dalla quale
emergevano i seguenti dati:
• Circa 30 persone recuperate durante la mattina dalle aziende site in Via Pinerolo con i
mezzi natanti dei Vigili del fuoco non accompagnate in comune, luogo di ricovero degli
sfollati, in quanto tramite conoscenti, parenti provvedevano a far ritorno alle proprie
abitazioni site fuori dal territorio comunale.
• Circa 50 sfollati ospitati presso la sala comunale allestita per l’occasione.
• 110 pasti serviti fra ospiti presso il Palazzo Comunale e persone rimaste volontariamente
presso le abitazioni allagate.
• 8 ospiti a cui dare pernottamento durante la notte in quanto impossibilitate a tornare alle
proprie abitazioni.
• Circa 800 sacchetti di sabbia consegnati.
•
Alle 19.30, unitamente ad un dirigente provinciale si procedeva a compiere un sopralluogo sulla ex
S.S. 23 al fine di valutare l’organizzazione della viabilità in considerazione al fatto che la strada laterale alla
S.S. 23, lato industrie Merloni era libera dall’acqua.
•
Alle 21.00 si procedeva a ripristinare la percorrenza sulla ex S.S. 23, organizzando la viabilità sulla
strada di servizio delle industrie merloni e quindi prevedendo dei presidi fissi di viabilità, coordinati da
questo comando e messi in atti da operatori di Polizia Municipale e dai Carabinieri con la collaborazione di
cantonieri della Provincia, volontari dell’Enalcaccia e della protezione civile.
•
Durante l’intera nottata si procedeva a mantenere presidiato con 1 operatore il comando polizia
municipale nonché a controllare il territorio comunale. I vigili del Fuoco procedevano con le operazioni di
svuotamento delle abitazioni dall’acqua. I Carabinieri della locale stazione, supportati da unità inviate dalla
Compagnia di Pinerolo si occupavano con priorità della sicurezza della popolazione per quanto riguarda le
operazioni di sciacallaggio. La polizia municipale si occupava con priorità di garantire il controllo della
viabilità come pocanzi descritto. Nello specifico si precisa che durante l’intera nottata rimanevano chiusi alla
circolazione gli accessi al paese in quanto vi erano ancora alcune vie (Stazione, Volvera, P.za Magenta) con
diversi centimetri di acqua sopra e la percorrenza di troppi veicoli (oltre logicamente a quelli dei residenti o
degli aventi titolo ad avvicinarsi alle abitazioni), avrebbe causato troppi disagi.
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COMUNE DI NONE
PROVINCIA DI TORINO
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SCENARI DI RISCHIO
CENNI STORICI
•
Durante la nottata del 3 settembre, fra le ore 03.00 e le ore 05.00 si è inoltre proceduto a recuperare
tramite autogrù e operatori dei Vigili del Fuoco l’autocarro della ditta Federal Mogul di Mondovì che era
finito fuori strada durante la precedente mattinata e che ostruiva la ex S.S. 23.
•
Alle ore 06.00 si provvedeva a ripristinare l’intera viabilità in quanto dopo sopralluogo dell’intero
territorio comunale e comunicazione al responsabile operai della Provincia di Torino, si prendeva atto della
percorribilità di tutte le strade del territorio. Si riapriva quindi la ex S.S. 23 nella sua ordinaria sede stradale,
la Via Torino e tutte le strade del centro urbano.
•
Durante la giornata del 3 settembre, si procedeva con i vari sopralluoghi delle richieste di intervento.
Continuava a venir mantenuto il presidio dei Vigili del Fuoco presso il Palazzo Municipale. Nel pomeriggio
giungeva ancora sul territorio una nuova squadra di volontari a supporto della popolazione, denominata
Chiarli & , coordinata dal sig. Seghetti G.
•
Alle ore 21.00 del 3 settembre finiti alcuni svuotamenti delle cantine di via Benedetto Croce ed
alcuni garage di via Amerano, allagatesi a seguito di un temporale alle ore 19.00 si prendeva atto della
situazione presente sul territorio che non presentava casi di particolare allarme e quindi dopo aver fatto un
punto della situazione con l’operatore presente al presidio dei Vigili del Fuoco, si decideva di mantenere
presso il Comando Polizia Municipale una postazione di piantonamento fino alle ore 24.00, dopodichè
sospendere il servizio notturno e riprendere il regolare turno durante le mattinata.
•
Anche durante la giornata del 4 settembre (mercoledì), si procedeva con i vari sopralluoghi ad
espletamento delle chiamate di intervento. Continuavano inoltre le varie operazioni di ripristino da parte dei
Vigili del Fuoco e del personale volontario operante.
•
Alle ore 20.30 circa del 4 settembre, nell’effettuare un punto della situazione con l’operatore
presente al presidio dei Vigili del Fuoco si prendeva atto che durante le operazioni di soccorso, solo dai
VV.FF. erano stati operati 120 interventi presso gruppi di abitazioni (ogni intervento comportava il soccorso
a più abitazioni) che avevano viste impiegate 30 squadre e 150 operatori. Inoltre il grosso supporto prestato
dai volontari aveva visto impiegati circa 172 volontari dell’associazione A.I.B., 8 volontari del gruppo
Charlie6 e 12 volontari del locale gruppo SVPC.
Quanto sopra per rapporto di competenza e per memoria dell’operato.
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COMUNE DI NONE
PROVINCIA DI TORINO
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SCENARI DI RISCHIO
ARTICOLI TECNICI
ARTICOLI TECNICI
IL NUBIFRAGIO DEL 2 SETTEMBRE 2002 IN PROVINCIA DI TORINO
Introduzione
Domenico Tropeano, Laura Turconi (CNR-IRPI Torino) - 4 settembre 2002
Nella notte tra l’1 e il 2 settembre 2002, precipitazioni a carattere di nubifragio hanno investito con
particolare intensità l’alta pianura a sud ovest di Torino. L’epicentro dell’evento piovoso si localizza nel
Comune di Cumiana, nelle Prealpi pinerolesi (128 mm tra le 22:40 e le 8:20, ora locale; fonte: Regione
Piemonte, Sala Situazioni), e i Comuni di Candiolo (Prato Fiorito) e Lombriasco (Istituto Salesiano),
nell’area di Torino sud, dove risultano caduti 140-150 mm soprattutto concentrati in circa 2 ore (Regione
Piemonte, Servizio Agrometeo); a Torino Mirafiori (sede CNR) si sono registrati 51 mm, con massimo
orario di 28 mm (ore 23:30-0:30). Tale scroscio risulta concomitante con quello rilevato alla stazione
pluviometrica di Cumiana, dove però il valore di intensità è risultato di ben 43 mm in un’ora. Con ciò è ben
spiegabile la straordinarietà dei volumi idrici defluiti non solo lungo l’asta principale del torrente Chisola, ma
anche i suoi tributari Rio Torto, T. Oitana e 5-6 altri corsi d’acqua minori, componenti la rete idrografica del
bacino di drenaggio.
Più in generale, data la conformazione pianeggiante del territorio, le acque si sono propagate a valle secondo
vere e proprie superfici scolanti costituenti un sistema drenante complesso e disordinato in cui vie naturali di
deflusso, spesso modificate da attività dell’uomo, interagiscono con una miriade di strutture antropiche a
distribuzione casuale (aree abitate e industriali, rilevati stradali e altre infrastrutture) sino alla confluenza nel
Fiume
Po
in
territorio
di
Moncalieri.
Di fatto, gli ingenti apporti idrici concentrati in poche ore notturne (ipotizzabili in prima approssimazione
pari a un volume complessivo di 10-15 milioni di metri cubi) hanno interessato vaste superfici a suolo
semipermeabile in condizioni naturali (in buona parte terreni “ferrettizzati” impostati su depositi fluviali e
fluvioglaciali del Pleistocene). Tali terreni, pressoché ovunque caratterizzati da falde freatiche a profondità
modesta (da 1 a 4 metri), sono talora stati stravolti dalle originarie vocazioni d’uso agricolo per la
realizzazione di nuovi insediamenti abitativi e soprattutto industriali che hanno contribuito in misura incisiva,
localmente, alla totale impermeabilizzazione del suolo con drastica riduzione dei tempi di risposta “naturali”
del bacino idrografico e parallela concentrazione degli apporti liquidi.
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COMUNE DI NONE
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SCENARI DI RISCHIO
ARTICOLI TECNICI
DINAMICA DELL’EVENTO ED EFFETTI
Nei centri abitati (Volvera, None, il più colpito, Candiolo, Piobesi e frazioni sparse contigue ai corsi d’acqua,
Vinovo, marginalmente) l’evento si è tradotto con precisa connotazione di “alluvione urbana” (urban flood),
con instaurazione, spesso, di correnti veloci a battente di 50-100 cm sul piano stradale e trasporto, talora, di
abbondante materiale solido sospeso.
L’abitato di None, che può considerarsi baricentrico rispetto all’areale investito dalle piogge, è stato invaso
dalle acque già nella notte, a iniziare dopo circa mezz’ora dalla cessazione dello scroscio più violento e con
progressiva crescita dei livelli sino alle ore 10-11, dopo di che per tutta la tarda mattina le altezze d’acqua si
sono mantenute pressoché costanti con lievi variazioni. Nel frattempo la massa di acque straripate si è
propagata a valle (mentre verso monte lentamente rifluiva lasciando solo più tracce di colture stramazzate
secondo il verso di propagazione delle acque), interessando vaste superfici agrarie a irregolare geometria
(evidentemente alterate dall’azione antropica), più di rado mostrando evidenti riattivazioni di vecchie linee di
deflusso naturale obsolete, che hanno contribuito sensibilmente a laminare i deflussi di piena. Nel solo
Comune di None, nel triangolo definito dal Capoluogo a ovest, Cascina Confiengo a est e Cascina Prato
Fiorito a nord-est è stata misurata un’area allagata complessiva pari a 3,5 km2. Si può pertanto avanzare
l’ipotesi che tale complesso territoriale abbia immagazzinato per diverse ore volumi liquidi nell’ordine di 0,5
milioni di metri cubi.
L’evento meteopluviometrico ha interessato il settore medio-inferiore del bacino del T. Chisola e la zona del
basso Pinerolese che, conformato “a catino”, ha dapprima desunto le acque meteoriche dalla fitta rete
idrografica superficiale che successivamente si sono riversate nell’abitato di None attraverso le numerose
canalizzazioni irrigue e “bealere” che derivano dallo stesso corso d’acqua ed in particolare dal Rio Torto,
tributario destro del T. Chisola, che vi confluisce appena a monte di None. Le acque non più regimate si sono
riversate lungo le vie comunali del Capoluogo ed hanno raggiunto livelli superiori a 1,20 m nella Zona
Industriale, dove sono stati allagati diversi stabilimenti, la S.S. n. 23 del Sestriere per un tratto di circa 1 km,
e la linea ferroviaria Torino-Pinerolo, che è stata interrotta anche a scopo precauzionale. Nelle strade
comunali i livelli sono stati relativamente più bassi (70 cm in Via Sestriere al bivio con Via Amerano, 30 cm
nella principale Via Roma, dove numerose attività commerciali sono state invase, 60-70 cm in Via Buniva,
50-70 cm nelle vie Stazione e Molino, dove scorre intubata la “Gora del Molino”-che nel tratto a valle
dell’abitato viene denominata “Gora dei Calzolai”-, 40 cm in Corso Castello e 60 cm al bivio di quest’ultimo
con Via San Rocco). La corrente di piena, proveniente da ovest dalle bealere (Gora Comunale e Gora del
Passo del Molino) derivate dal Rio Torto e dal Chisola e dal canale di Airasca, si è espansa in tutta la zona
abitata attraverso le vie Amerano, San Lorenzo, Benedetto Croce, e seguendo i lievi gradienti della zona
urbana, si è diretta verso est allagando anche Via Beinasco, e raggiungendo la S.P. n. 140 per Candiolo si è
propagata seguendo la direzione naturale delle acque a sud del Cimitero Comunale di None allagando tutti i
campi circostanti.
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COMUNE DI NONE
PROVINCIA DI TORINO
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
SCENARI DI RISCHIO
ARTICOLI TECNICI
Nel settore a valle del Capoluogo, la Bealera Prati della Valle ha inoltre invaso la parte a sud-ovest
dell’abitato, isolando alcune cascine (Cascina Utello) e la Bealera Armazone (che nel tratto a monte è
definita Gora dei Calzolai, già citata precedentemente) ha allagato altre cascine in località Confiengo di
None.
In prossimità dell’abitato di None, a valle della Stazione dei Carabinieri, un canale, già nella prime ore del
mattino attraversava ad elevata velocità la stessa provinciale, esondando poi nei campi limitrofi. Il T. Chisola
ha proseguito con rilevanti esondazioni lungo tutto il suo tratto a valle interessando ampie zone abitate. A
Piobesi (dove intorno alle 19:00 erano ancora allagate alcune strade comunali, quali ad esempio la principale
Via Torino e Don Minzoni) e l’area del Campo Sportivo Comunale in destra del ponte sul rio medesimo.
Risulta evidente che parte del concentrico di Piobesi sono risultate allagate recenti edificazioni in destra del
Rio Essa. Anche nel Comune di Vinovo, si sono verificati numerosi allagamenti nella zona prospiciente il
Chisola e i rii minori, in particolare è stata invasa l’intera area limitrofa all’impianto di depurazione e alla
Zona Industriale. Per l’esondazione di fossi irrigui si sono prodotte già dalla prima mattina del giorno 2
vistosi allagamenti che hanno coinvolto il piano stradale (con livelli d’acqua di 30-40 cm) in prossimità del
Villaggio Ippico, al bivio per Stupinigi, Dega e Garino. Il Chisola è straripato su entrambe le sponde tra Tetti
Piatti e Barauda nella zona di Moncalieri e a Tetti Rolle, in prossimità del Comune di Vinovo, interessando
anche zone abitate.
A Volvera il Canale del Molino è straripato interessando le parti basse di un recente complesso di abitazioni a
sud-ovest del concentrico; il T. Chisola è tracimato in sponda sinistra a monte del ponte per Airasca, e in
sponda
destra
subito
a
valle
sommergendo
altresì
la
strada
per
None.
In territorio di Virle Il T. Lemina (successivamente denominato Rio Oitana) ha sormontato in sinistra la S.P.
n. 138 per un tratto di circa 100 m con un battente di 20 cm, ed ha proseguito nel tratto a valle interessando la
frazione Oitana di Castagnole Piemonte, come ripetutamente osservato in più occasioni nel corso degli ultimi
anni. Sempre in territorio di Castagnole alcuni canali hanno interessato l’abitato capoluogo (principalmente
Via Garibaldi, sotto cui sono tombate alcune linee di drenaggio e Via Goito, nei pressi del Cimitero). Nel
settore a nord dello stesso abitato, la Bealera Faletto ha allagato alcuni campi e invaso aree residenziali,
compresa la Scuola Elementare, in parte interessate anche da risalita di falda. La S.P. n. 141 che collega
Castagnole a None è stata in almeno tre punti allagata, in corrispondenza di altrettanti canali minori (Rio del
Mulino,
che
si
getta
nel
T.
Essa,
ed
un
altro
paio
di
rii
anonimi).
Alla confluenza del T. Chisola nel Po, il livello di piena ha raggiunto il suo massimo a partire dalle ore 13 e
sino alle 15, mantenendosi costante per qualche tempo. Nessun danno è stato prodotto nel tratto terminale, se
si escludono erosioni bilaterali abbastanza continue a monte della Centrale termoelettrica di Moncalieri, più
che giustificate nel contesto geomorfologico e dinamico generale. L’effetto più sensibile osservato è stata
l’erosione spondale per alcune decine di metri in sinistra, che in alcuni tratti procedeva al ritmo graduale di
crolli di sponda per volumi inferiori al metro cubo a intervalli medi di 5-10 minuti.
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SCENARI DI RISCHIO
GALLERIA FOTOGRAFICA
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Tutte le foto sono state scattate nella mattina del 2.9.2002
Fotoreportage a cura del CNR IRPI
in collaborazione con il Nucleo Elicotteri dei Vigili del Fuoco
CENTRO ABITATO
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EX. S.S. 23
“Alle ore 04.10 si procedeva a chiudere la strada ex S.S.23, tratto compreso fra la Via San Ponzio e la
rotonda della stazione di servizio Agip. Da questo momento in poi veniva isolato quasi completamente il
comune di None”
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VIA ROMA
“Immediatamente si prendeva atto della grave situazione presente sul territorio. In particolare alle ore 02.00
circa risultavano completamente allagate Via Molino, via Benedetto Croce, Via Volvera nel tratto compreso
fra Piazza Cav.P.Sola e via Roma, via Amerano nel tratto compreso fra via Cav.P.Sola ed il numero 122, via
Stazione nel tratto compreso fra via Molino e la via Roma, piazza Magenta, via Cerutti. Risultavano inoltre
coperte da circa 10 cm di acqua la maggior parte delle altre vie comunali.”
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ZONA CIMITERO
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SCENARI DI RISCHIO
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Zona industriale
“Alle 21.00 si procedeva a ripristinare la percorrenza sulla ex S.S. 23, organizzando la viabilità sulla strada di
servizio delle industrie merloni e quindi prevedendo dei presidi fissi di viabilità, coordinati da questo
comando e messi in atti da operatori di Polizia Municipale e dai Carabinieri con la collaborazione di
cantonieri della Provincia, volontari dell’Enalcaccia e della protezione civile.”
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RISCHIO IDROGEOLOGICO
QUADRO COMUNALE DELLO SCENARIO IDROGEOLOGICO
Il sistema di raccolta e deflusso delle acque sul territorio comunale inizia al confine con il Comune di
Airasca. Qui si trova un primo gruppo di paratie (indicate come GRUPPO 1) che direzionano il flusso
d’acqua in entrata in 2 bealere diverse, le quali si ricongiungono nei pressi del Villaggio San Lorenzo.
La più importante delle due ramificazioni è quella che si dirige e attraversa il Molino delle Acquette.
GRUPPO 1
PARATIA
N.1
Direzione
Molino delle
Acquette e
GRUPPO 3
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SCENARI DI RISCHIO
RISCHIO IDROGEOLOGICO
La seconda paratoia incanala il flusso delle acque in una bealera secondaria che attraversa la campagna,
utilizzata specialmente per l’irrigazione dei terreni agricoli.
PARATIA N.2
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SCENARI DI RISCHIO
RISCHIO IDROGEOLOGICO
Situata sopra la bealera, il Molino delle Acquette è la prima abitazione civile a venire a contatto con il
sistema di deflusso delle acque provenienti da Airasca. Qui si sono verificati allagamenti e danni alla
struttura.
La bealera ha provocato
allagamenti ad un’altezza
di 60-70 cm. In
corrispondenza
dell’abitato.
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SCENARI DI RISCHIO
RISCHIO IDROGEOLOGICO
In Villaggio San Lorenzo le 2 bealere provenienti dal GRUPPO 1 di paratie, ovvero dal territorio di Airasca,
si ricongiungono.
Provenienza
Molino delle
Acquette
Bealera
proveniente
da
GRUPPO 1
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RISCHIO IDROGEOLOGICO
Nella alluvione del 2002 il Villaggio San Lorenzo è stato profondamente colpito. Qui si sono verificati
allagamenti di garage e cantine e tutto il comprensorio è rimasto isolato. Le acque hanno raggiunto l’altezza
di 1.80 metri e si è proceduto all’evacuazione delle famiglie residenti, circa 50.
Costruzioni civili
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SCENARI DI RISCHIO
RISCHIO IDROGEOLOGICO
In località Villaggio San Lorenzo, punto di riferimento del GRUPPO 3 di paratie, il deflusso delle acque
viene diviso verso 2 direttive del territorio urbano.
Il territorio comunale risulta essere quindi fortemente vulnerabile in quanto non esistono canali di
scolo delle acque che potrebbero evitare alle stesse di attraversare il centro cittadino, o perlomeno di
limitarlo al tributo delle acque provenienti da monte.
Griglia di raccolta in
Via Benedetto Croce
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SCENARI DI RISCHIO
RISCHIO IDROGEOLOGICO
Il GRUPPO 4 di paratie, sito in Via Benedetto Croce, alimentato dalle acque provenienti dal GRUPPO 3 in
località San Lorenzo si immette nella bealera gestita dal GRUPPO 6 di paratie nei pressi della Residenza San
Giovanni.
Quest’ultima ospita pazienti e con difficoltà motorie, e con difficoltà mentali.
Residenza San
Giovanni
Canale di
deflusso delle
acque
provenienti
dal GRUPPO
3
Il territorio comunale è attraversato anche dal torrente Chisola. L’ultima esondazioni risale al settembre 2002
in zona Mar Brasso conosciuta anche come zona orti al confine con il Comune di Volvera.
L’esondazione ha provocato allagamenti sulla ex S.S.23 in zona ex stabilimenti Indesit e al Villaggio Prealpi,
nonché l’interruzione dei collegamenti ferroviari verso Candiolo e in direzione Pinerolo. Al villaggio Prealpi
il torrente Chisola ha riportato un’altezza di mt.2.2
L’esondazione del torrente in località ex stabilimenti Indesit potrebbe provocare l’allagamento di via
Stupinigi e di conseguenza di via Volvera, in quanto è da rilevare che tali manufatti sono protetti da una
struttura muraria di circa 60cm di altezza a difesa degli stessi.
Occorre quindi prevedere l’apertura delle strutture a difesa dell’indotto per evitare che una maggiore quantità
di acqua proveniente dal torrente Chisola, vada ad aggiungersi a quella già presente nel centro cittadino,
provenienti dalle bealere.
Le industrie hanno al loro interno anche dei serbatoi di gasolio, questi riversandosi, potrebbero causare uno
sversamento all’interno del torrente stesso.
In questo caso occorrerà contattare subito l’A.R.P.A, i VV.FF ed i comuni a valle, per primi Candiolo e
Vinovo.
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RISCHIO IDROGEOLOGICO
Torrente Chisola sul territorio comunale.
Torrente
Chisola
Ferrovia
Stabilimenti ex Indesit
Zona cimitero
comunale
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DEFINIZIONI - sito in costruzione