Università degli Studi di Pavia
Corso Interfacoltà in Comunicazione Interculturale e Multimediale
Il manifesto come tecnica di
propaganda nella prima
guerra mondiale
Relatore Prof.Giorgio Fedel
Candidato Mattia Pastorani
Struttura della tesi:
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Introduzione
Natura e funzioni della propaganda
Il manifesto come canale di propaganda
Corpus della ricerca
Demonizzazione del nemico
Sostenere prospettive ottimistiche sulla
vittoria
Funzione di mobilitazione
Osservazioni conclusive
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La discussione dello studio da me effettuato
si concentra maggiormente sull’analisi e il
paragone dei manifesti di
propaganda,introducendo, in maniera
riassuntiva,i concetti alla base dello studio
stesso.
 Questo proprio perché il tempo è tiranno...
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Introduzione
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La guerra che scoppiò nel 1914 fu un avvenimento nuovo
nella storia dell'umanità per due ragioni cruciali:
fu la prima guerra generale "mondiale" che vide lo
scontro di tutti i grandi Stati, i quali impegnarono le
capacità produttive dell'industria moderna e le risorse
della tecnica per preparare strumenti di offesa e di difesa.
Fu una guerra “totale” ovvero un conflitto che interessò
uomini, donne, bambini e popolazione civile. Fu una
guerra di massa, combattuta per terra, per mare e nell'aria
con impiego di armi mai prima usate (carri armati, aerei,
sommergibili).
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Accanto ai nuovi mezzi tecnologici di lotta,
ci fu anche per la prima volta la comparsa in
sede bellica della guerra psicologica che si
sviluppava attraverso diversi canali tra cui il
manifesto
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Funzioni della propaganda
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Le funzioni principali che H.Lasswell individua
nel suo libro Propaganda technique in the World
War sono:
la demonizzazione del nemico;
il mantenimento di prospettive ottimistiche sulla
vittoria finale;
il mantenimento dell’amicizia degli alleati e,
dove è possibile la buona disposizione dei
neutrali.
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Il manifesto come canale di
propaganda
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Il manifesto è uno degli strumenti di
comunicazione diffuso in corrispondenza
con l'affermarsi della società industriale
come società di "massa".
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Vengono ora confrontati alcuni manifesti
di propaganda di guerre delle principali
nazioni coinvolte nel primo conflitto
mondiale.
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Demonizzazione del nemico.
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Una delle tecniche di propaganda che si rivelò più efficace
fu l’utilizzo della demonizzazione del nemico. Infatti la
resistenza psicologica alla guerra è così consistente che
tutte le guerre devono apparire come un conflitto di difesa
contro un aggressore “rude, crudele, minaccioso,
pericoloso e assassino”.
Etichettare in modo dispregiativo il nemico rende possibile
un giudizio di condanna senza nessuna prova di merito.
Una particolare tecnica di demonizzazione del nemico
tedesco fu l’ utilizzo di storie atroci
La demonizzazione del nemico tedesco fu così efficace che
in 14 stati americani eliminarono l’ insegnamento della
lingua tedesca nelle scuole pubbliche.
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Esaminiamo il manifesto di
propaganda americana Destroy
this mad brute.
Il nemico tedesco,
soprannominato questa bestia
matta, viene raffigurato come
un gorilla gigante con l’elmetto
dell’esercito tedesco
mentre,saccheggiando e
devastando,riesce a catturare
selvaggiamente una figura
femminile,rappresentante la
libertà e la civiltà.
Sullo sfondo troviamo una
Londra distrutta e violata.
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La propaganda russa avvisa del
pericolo imminente dell’
invasione del nemico-demone
nel manifesto I nemici sono alle
porte.
I tedeschi e i loro alleati
vengono ritratti come demoni
cupi ed oscuri.
Il teschio, le mantelle nere e
strappate, l’aquila tedesca
minacciosa aumentano la
minaccia incombente.
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Manifesto tedesco
contro il
bolscevismo.
Il nemico russo
viene interpretato
come un enorme
primitivo armato di
coltello e bomba.
In questo modo è più
facile diffondere
sentimenti di paura e
di odio nella
popolazione tedesca
verso il nemico.
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Sostenere prospettive
ottimistiche sulla vittoria finale
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Altro aspetto su cui la propaganda insiste
fortemente è l’unione come mezzo di vittoria
certa.
Grazie a determinate e abili tecniche, quali utilizzo
dei colori, bandiere e raffigurazioni positive degli
alleati e negative dei nemici, la propaganda muove
sentimenti di rassicurazione nella popolazione.
Questo ha anche la funzione di innescare
sentimenti comuni verso una comune finalità.
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Il primo manifesto The
Allies è proveniente dalla
propaganda britannica.
La didascalia rassicura il
popolo britannico: Gli
Alleati- verso la vittoria.
La raffigurazione degli
Alleati e delle bandiere
nazionali accanto a quella
britannica al centro
rassicura la popolazione e
funge come stimolo
positivo al conflitto
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Il manifesto russo Proletari del
mondo unitevi! ,al pari del
precedente britannico, contiene
tutti gli elementi volti alla
rassicurazione e al
rafforzamento dell’ opinione
pubblica.
Una differenza fondamentale è,
però, che mentre il precedente
manifesto utilizza il concetto di
unione tra alleati di altre
nazioni, questo manifesto pone
l’accento sull’alleanza delle
forze sociali in Russia:
il soldato, il contadino e
l’operaio.
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Insieme vinciamo è un
esempio di questa
tipologia di manifesti.
L’operaio, simbolo
dell’industria bellica, il
soldato e il marinaio,
simboli dell’esercito e
della marina, vengono
raffigurati insieme
abbracciati con passo
deciso verso la vittoria
finale.
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Funzione di mobilitazione
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Per quanto riguarda questo aspetto devo
sottolineare come il campo di indagine sia
vasto. Infatti la spiegazione di ciò sta nel
fatto che esistono diversi tipologie di
mobilitazione.
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Una funzione importante della propaganda è
quella di ottenere il consenso popolare mediante
il ricorso alla mobilitazione mitologico/religiosa
figure mitologiche o religiose.
Un esempio ci viene fornito dai manifesti inglese e
russo.Il mito a cui si fa riferimento è la figura di
San Giorgio che lotta col drago.Il drago
simboleggia il nemico, pertanto ci troviamo
nuovamente di fronte ad una situazione di
demonizzazione.
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Il manifesto inglese
recita: “La Britannia
ha bisogno di te
subito” e ritrae S.
Giorgio che, armato,
cavalca il suo cavallo
contro il nemico.
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Leon Trotsky ritratto come un
San Giorgio che trafigge il
drago dei controrivoluzionari.
Questo il tema centrale del
manifesto sovietico.
Degni di nota sono lo sguardo
del cavaliere, lo scudo con il
simbolo della rivoluzione russa.
I colori dominanti sono il rosso
e il giallo al centro( anche
questi colori richiamano la
rivoluzione russa) e un colore
blu profondo all’ esterno che
risalta ancora di più l’immagine
centrale.
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In Italia anche la Madonna
è stata arruolata dalla
propaganda. Il manifesto
la Madonna del duomo
volontaria è un esempio
del ricorso a santi e figure
religiose per suscitare forti
sentimenti di disposizione
positiva al conflitto.
Inoltre Tramite questi
manifesti si voleva
diffondere la convinzione
che la guerra era
supportata e benedetta
anche dai santi.
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Altro esempio di questo genere
è il manifesto tedesco intitolato
l’esercito di Dio.La didascalia
di questo manifesto inizia con
un’esortazione:
Va, o soldato! Compi il tuo
dovere! Cristo, il Buon Pastore,
guarda le sue greggi!. Segue un
passo del Padrenostro.
Anche in questo caso si vuole
convincere la popolazione ed i
soldati che la guerra intrapresa
è benedetta da Dio.Interessante
l’accostamento grafico tra
truppe di soldati e greggi del
Pastore Dio.
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Altro aspetto della
mobilitazione è quello che
spinge all’ arruolamento delle
masse.Il manifesto dello Zio
Sam di J.M. Flagg fu stampato
in 4 milioni di copie nel 1917,
per l’arruolamento dell’esercito
negli Stati Uniti.Ristampato
nella seconda guerra mondiale
rese familiare in tutto il mondo
la figura dello Zio Sam Le
principali caratteristiche sono:
uso del colore che richiama la
bandiera e quindi i valori
patriottici americani;
l’indice puntato verso il
destinatario del manifesto;
l’enfasi sul you che rimanda ad
una partecipazione collettiva.
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Fante ideato per il quarto
Prestito di guerra (1917)
da Achille Mauzan pittore
di origine francese e noto
pubblicitario.
Il soldato dall’indice
puntato è metafora di un
modello sociale e statale
che chiama tutti a raccolta,
prova generale di una
comunicazione rivolta
all’uomo comune, capace
di catturarne l’attenzione.
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Infine, analizziamo il Manifesto
per l’arruolamento nell’esercito
russo .
Come nel manifesto dello Zio
Sam,e in quello della chiamata
alle armi per l’ Italia, l’indice
del dito del soldato richiama al
dovere militare, il colore
dominante richiama la
l’ideologia nazionale.
Di particolare importanza sono
le fabbriche disegnate alle
spalle del soldato, simbolo di
promessa di futura prosperità
per il popolo russo.
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Inoltre la mobilitazione rivolge i suoi
messaggi non solo ai soldati al fronte ma
anche alla popolazione femminile.
La propaganda rivolta alle donne si muove
su tre linee principali:
Donna come madre del popolo;
Donna sostitutrice dell’uomo-soldato nella
lavorazione dei campi o nelle fabbriche;
Donna soldato in grado sia di preparare
armi che di arruolarsi nei vari eserciti.
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Primo manifesto da analizzare è
quello sovietico che sprona le
donne ad aderire alla
cooperazione!
Mentre gli uomini sono al
fronte a compiere il loro dovere
la propaganda si rivolge alle
donne considerandole
fondamentali per la nazione e la
vittoria finale.
Di particolare importanza è la
posa della donna raffigurata che
lascia molto spazio alla
rappresentazione del grano
(simbolo di prosperità maggiore
delle industrie russe).
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A questo manifesto aggiungiamo
quello britannico dell’ armata
femminile della terra (la Women’s
Land Army) . Ancora una volta la
donna viene considerata
fondamentale per sostituire i
braccianti arruolati nell’esercito ed
alimentare così l’economia del
Paese.Interessante la didascalia:Dio
rende voce l’aratro e la donna che
lo guida
Ciò vuole comunicare che più la
donna collaborerà alla buona
riuscita dei piani dello stato e della
sua economia (l’aratro) più lei avrà
un potere decisionale maggiore.
Malgrado il suono biblico, questo
fu uno slogan completamente
inventato dal Governo britannico.
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Le idee esplicitate nel manifesto
precedente sono evidenziate
maggiormente nel manifesto
Women and factories.
Donne britanniche venite nelle
fabbriche; la didascalia è più
esplicita come più evidente è il
collegamento donne-lavoro
nell’ industria bellica- esercito
inglese.Da notare l’uso dello
spazio:
in primo piano la donna in tuta
da lavoro che sembra una divisa
militare;
gli aerei che escono dalla
fabbrica come i tanks sulla
destra.
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Durante la guerra, la
mobilitazione propagandista
veniva anche impiegata per
insinuare la minaccia del
nemico-spia e dei traditori della
patria esortando al silenzio la
popolazione.
La tecnica di demonizzazione
dipinge il nemico come una
spia disumana.
L’ atmosfera di tensione viene
raggiunta tramite l ‘impiego di
colori cupi e tenebrosi per
insinuare paura e sopspetto.
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Il nemico viene ritratto
come un’ombra che si
aggira minacciosa in
ogni luogo ed in ogni
città della Germania
nel manifesto Pst!.
Il messaggio è
chiaro:prudenza!
L’utilizzo di colori
cupi amplifica la
paura.
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Altra tipologia di
mobilitazione è quella che
ha concentrato i suoi
sforzi anche per indurre la
popolazione a gestire, in
modo adeguato, le risorse
alimentari, ed altri beni,
che in guerra potevano
diminuire bruscamente.
Il caso più evidente viene
rappresentato da alcuni
manifesti prodotti dalla
Food Administration
americana.
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Il cibo viene, inoltre,
paragonato ad un’arma per
la vittoria finale nel
manifesto Food is a
weapon.
L’invito quindi è quello di
non sprecare questa
preziosa risorsa.
Si noti il piatto e il
bicchiere vuoto con le
ossa completamente
ripulite, come le posate.
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Le conclusioni a cui si è giunti sono:
1. La struttura della prima guerra mondiale è tale
che il ricorso alle funzioni di propaganda, da
parte degli stati coinvolti, si rivela una pratica
uno tanto efficace quanto obbligata.
2. La propaganda, al servizio del conflitto, crea le
stesse situazioni stereotipate per qualunque
nazione nonostante le diverse forme di
organizzazione politica e le differenti ideologie.
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Prospettive future
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Estendere corpus di analisi ad altre nazioni, ad
altri tipologie di regimi appartenenti a diverse
epoche storiche, come seconda guerra mondiale o
Guerra Fredda.
Analizzare e individuare i processi mediante cui la
propaganda influisce sulle strategie politico
militari degli stati o, viceversa, come le nazioni
riescano ad investire la propaganda della stessa
struttura della guerra e renderla intrisa di concetti
chiave come,ad esempio, l’idea stessa di nazione,
di nemico, di alleato.
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