STORIA DELLA PARROCCHIA CUORE IMMACOLATO DI MARIA RIONE ITALIA -- GALATINA La Parrocchia Cuore Immacolato di Maria in Galatina nasce nel lontano 16 luglio 1957, quando, con la celebrazione di una messa vespertina su un altare provvisorio in mezzo al campo, S.E. Mons. Raffaele Calabria decretò l’erezione della nuova parrocchia; il riconoscimento civile avvenne con D.P.R. il 17 dicembre 1958, seguito dalle pratiche per le costruzioni parrocchiali. Ma l’intenzione di voler realizzare una realtà del genere nasce ancora molto tempo prima, nel 1949, con Don Salvatore Podo (Galatina, 27 marzo 1884 - 16 aprile 1964), allora arciprete della Chiesa Madre, quando la Madonna pellegrina, in preparazione dell’Anno Santo, visitò i paesi della diocesi di Otranto. La Parrocchia Cuore Immacolato di Maria Galatina ha dedicato a Mons. Salvatore Podo una lastra di marmo affissa sul lato destro della facciata esterna della chiesa. L’immagine della Vergine (la Madonna di Leuca in una bella tela cinquecentesca) entrava nella cittadina dalla parte orientale (da Soleto): una grande folla festosa insieme al suo Pastore Don Salvatore Podo l’accoglieva. Visto tanto entusiasmo, Don Salvatore confidò ad alcuni suoi amici: “È qui che devo costruire una nuova Parrocchia”. Questo suo grande desiderio successivamente lo esternò a S. E. Mons. Cuccarollo, allora Arcivescovo di Otranto, che l’accolse e gli affidò l’incarico a procedere. Il primo obiettivo ovviamente era trovare il posto; così, adocchiata la masseria Benefici, di proprietà del Sign. Luigi Galluccio-Mezio, Don Salvatore Podo nel 1952 ottenne la vendita di circa 11 mila metri per un totale di £ 1.240.000, al prezzo favorevole di cento lire al metro, sborsate di tasca propria per non farsi sfuggire l’occasione e far sì che la Chiesa sorgesse al centro delle abitazioni; successivamente furono raggiunti gli attuali 15.400 mq.. Giusto per avere un’idea del territorio in quel tempo, basti pensare che all’angolo di via Soleto con via Della Ceramica c’era l’insegna “GALATINA”, che indicava l’inizio della città e si cominciavano a vedere alcune casette che nascevano sparse su quello che è il territorio del Rione Italia, a quel tempo terra di nessuno. La contrada presentava una strana somiglianza con la terra di Fatima: come a Fatima vi era scarsa vegetazione, si potevano vedere pochi e magri ulivi, rari fichi abbarbicati alla roccia e qua e là filari di fichidindia: richiamo di povertà che già tante volte la Vergine Maria aveva scelto come sfondo per le sue apparizioni. E forse non era per caso: perché la Vergine voleva in questa contrada qualche cosa di più d’un fugace incontro col popolo di Galatina. Si cominciò così a celebrare la Messa all’aperto durante il periodo estivo; infatti Don Fedele Lazari celebrò la prima messa il 9 luglio 1954 in via Brescia, di fronte all’attuale scuola materna e, nel periodo invernale, in un locale privato, un forno, in via Venezia, all’attuale civico 57. Successivamente all’acquisto del terreno e alla costruzione della sala “Don Bosco”, la Messa veniva celebrata nella suddetta sala, che all’epoca si presentava rustica e senza pavimento, tant’è che Don Fedele Lazari celebrando le prime messe in questa Sala e, vista la realtà del momento, si sentiva di essere “in terra di Missione e Missionario”. Ovviamente Don Salvatore Podo, pur mantenendo la carica di Parroco alla Chiesa Madre, organizzando riffe, lotterie etc. per trovare i fondi necessari a realizzare la nuova Chiesa in via Soleto. Lui stesso volle dare il titolo: CUORE IMMACOLATO DI MARIA, a ricordo della Pellegrinaggio della Madonna a Galatina. Dopo la struttura la chiesa nascono i locali oggi esistenti, dall’oratorio alla casa canonica, che serviranno ad accogliere tutte le attività parrocchiali. Con l’istituzione della Parrocchia Cuore Immacolato di Maria, fu nominato reggente Don Salvatore Podo in qualità di Economo Spirituale, coadiuvato dal giovane e instancabile Don Salvatore Ruggeri, fino a quando non fosse stato possibile stabilirvi un parroco. Dal 1957 proprio Don Salvatore Ruggeri diresse la Chiesa; nacquero così i chierichetti, la Piccola Milizia di Gesù, l’Azione Cattolica e soprattutto l’Oratorio. Nel 1958 si aggiunse l’Apostolato della Preghiera la cui presidente era la Sign. Iolanda Amato Serafini che fu anche la promotrice del primo volantino parrocchiale. Per completezza d’informazione bisogna dire che, insieme a Don Salvatore Podo e Don Salvatore Ruggeri, collaborarono anche Don Fedele Lazari e Don Vincenzo Frassanito (che per la sola estate del 1958 sostituì Don Salvatore Ruggeri, mandato in missione). Dal 1961 al 1972 la parrocchia venne affidata ai Missionari del PIME ( Pontificio Istituto per le Missioni Estere) e i primi furono proprio P. Donato VAGLIO, già Missionario in Brasile (parroco), e P. Fabiano Licciardi (vice parroco) che giunsero nel novembre del 1961 e vi rimasero solo nove mesi per poi essere destinati in altre sedi. P. Stefàno fu sostituito da P. Santo Di Guardo, a cui nel 1968 subentrò P. Gino Goduto e successivamente P. Antonio Vendramin. P. Giovanni Campanella si dedicò a tutti e a tutto, mentre P. Giovanni Stefàno si concentrò sui chierichetti e le associazioni giovanili. Nel 1964, durante la Quaresima, vi fu la consacrazione della parrocchia ed i fedeli donarono una spettacolare croce luminosa che fu posta sulla cuspide della facciata. Questo di seguito è un piccolo aneddoto che serve a dimostrare la scaltrezza, la caparbietà e l’astuzia di P. Campanella: “il 25 agosto del 1963 invitò l’arcivescovo a celebrare la messa nella nuova chiesa”, anzi nella nuda chiesa. Durante la Consacrazione i fedeli furono costretti ad inginocchiarsi fra la polvere ed il pietrisco; una situazione sicuramente non piacevole. Fu cosi che P. Campanella fece notare all’arcivescovo l’assenza del pavimento e lanciò la sottoscrizione di £ 6.000 per metro quadro “compresa la messa in opera”. Il primo a sottoscrivere 15 mq. fu proprio l’arcivescovo Mons. Gaetano Pollio, a seguire fecero lo stesso Mons. Podo, Don Fedele Lazari, lo stesso P. Campanella e molti fedeli, tanto che, per la fine dello stesso anno, si raggiunse la somma necessaria per completare l’opera di pavimentazione. I dieci anni di P. Campanella (cioè fino al 1970) furono i più dinamici e rivoluzionari, nel senso positivo del termine, sia per la natura del personaggio, sia per la situazione di costruzione, di creatività e di crescita. Con P. Campanella ci fu un’evoluzione nella Parrocchia sotto tutti gli aspetti: dalle opere parrocchiali alle attività spirituali, dalla cura della gioventù all’attività missionaria. Finalmente la Domenica delle Palme del 22 marzo 1964, alle ore 16.30, venne celebrata la prima Messa nella nuova Chiesa. A tale celebrazione parteciparono diverse autorità, come la Comunità dei Padri Francescani di S. Caterina, il Sindaco On. Gino Vallone e consorte, etc… e una folta rappresentanza della comunità; inoltre, molte lacrime di gioia e commozione furono versate dalla comunità che, ovviamente, aspettava quel giorno come vero momento di investitura ancorché l’ufficialità fosse già stata data molti anni prima. Nello stesso decennio della presenza di Padre Campanella, molte famiglie di parrocchiani contribuirono con opere di beneficenza al completamento della Chiesa. A ricordo del decimo anniversario di fondazione della Parrocchia, fu donata dall’allora sacrestano Antonio Venuti una campana di dodici quintali, fusa dai fratelli Marinelli, e che il 19 marzo 1967 l’Arcivescovo di Otranto benedì e il 25, dello stesso mese, per la prima volta annunciò la Resurrezione di Gesù Cristo. Successivamente seguirono le opere di elettrificazione e il completamento delle campane, la peregrinatio Mariae, il pannello con la Madonna sulla facciata e le vetrate in Chiesa. Nell’ottobre del 1964, nel salone dell’Oratorio, cominciò a funzionare la scuola materna, fortemente voluta da P. Campanella, soprattutto perché a quei tempi la popolazione era costituita per lo più da bambini e meno anziani. Per arrivare a realizzare una struttura adatta allo scopo, passeranno ancora tre anni. Infatti il 24 giugno 1965, alla presenza del nuovo Superiore Provinciale del PIME P. Martino Salvatore, delle autorità cittadine e di molti bambini, l’Arcivescovo Mons. Pollio benediceva e posava la prima pietra del grande complesso della scuola materna (opera che si completò dopo tre anni). P. Giovanni Campanella e chierichetti Don Pietro Mele Don Biagio Mandorino Don Giovanni Baglivo P. Antonio Santoro Don Giovanni Baglivo Don Pietro Minardi S. E. Mons. Vincenzo Pisanello P. Alfonso Serafini Don Pietro Mele (chierichetto con P. Campanella); Don Pietro Minardi (chierichetto con P. Campanella); Don Giovanni Baglivo (chierichetto con P. Campanella); P. Antonio Santoro (chierichetto con P. Campanella); Don Dario De Pascalis; Don Enzo Pisanello; P. Alfonso Serafini (primo Sacerdote del Rione Italia); Don Biagio Mandorino Sr. Loretana Napoli (Clarissa); Sr. Sonia Giustizieri (Clarissa); Sr. Paola Mele (Clarissa); Sr. Maria Gabello (Clarissa); Sr. Annunziata Marra (Clarissa); Sr. Assunta Villani (Suora Sacramentina); Sr. Teresita Aprile (Suora Missionaria dell’Immacolata). Il 1970 è l’anno in cui P. Giovanni Campanella, per volere dei suoi superiori deve lasciare la parrocchia di Galatina. La comunità, nell’apprendere ciò è commossa e dispiaciuta, per questa notizia arrivata come un fulmine a cielo sereno. Tutti coloro che lo hanno conosciuto infatti lo ricordano ancora come il Sacerdote/Amico che ha fatto di tutto per vedere crescere il Rione Italia. Domenica 22 ottobre 1972, Mons. Riezzo, Arcivescovo di Otranto, in una solenne celebrazione ringraziò pubblicamente i missionari del PIME; il 26 dello stesso mese, i Padri Iannicelli e Dell’Aversana, gli ultimi in ordine cronologico ad aver servito la comunità parrocchiale del Cuore Immacolato di Maria, lasciarono definitivamente Galatina. Il 27 ottobre 1972 ai Padri del PIME successe Don Antonio Terlizzi, sacerdote diocesano, nato l’1 luglio 1932 a Santo Spirito di Bari. Don Antonio venne ad abitare alla casa canonica della parrocchia, e si mise subito all’opera, dando continuità a tutte le attività iniziate dai suoi predecessori. Fu coadiuvato negli anni a seguire dai vice parroci: Don Luigi Caracciolo, Don Sergio De Ronzo, Don Salvatore Farì, Don Salvatore Gemma, Don Fabio Villani, Don Pietro Malorgio, Don Mirko Lagna e Don Sandro De Marco. In questo periodo l’Oratorio è stata una delle attività che ritornano con più facilità alla mente, unico sistema per attirare i ragazzi. Nello specifico Don Antonio, nel periodo coadiuvato da Don Sergio De Ronzo, dà un grande slancio a questa attività che prende piede con molta naturalezza dovuta soprattutto alle grandi capacità organizzative dello stesso parroco e vice parroco. L’Oratorio viene affiliato all’A.N.S.P.I (Associazione Nazionale San Paolo Italia) associazione riconosciuta dalla Chiesa, e con questa si sviscerano nel tempo tutte le attività dalle sportive a quelle teatrali e così via. Fra quelle teatrali ancora oggi ricordiamo “Voci in Erba” gara canora che vedeva impegnati tutti, dai più piccoli ai più grandi, ricoprendo ognuno dei ruoli importanti. Tutto ciò ovviamente senza mai tralasciare l’aspetto formativo nella catechesi, aspetto primario e voluto fortemente da Don Antonio che, con la sua preparazione, è stato il primo a curare corsi di formazione tenuti in parrocchia nella nostra Diocesi. Nel frattempo a Galatina, nel 1984, erano approdati i Missionari della Consolata, che inizialmente dimorano presso un appartamento in affitto, fino al 1987, quando si trasferirono nella nuova casa in via San Vincenzo de Paoli, dediti fondamentalmente all’animazione missionaria di Galatina e delle diocesi limitrofe. Nel 1998 Padre Pietro Moretti, superiore della comunità dei Missionari della Consolata a Galatina, cominciò a donare un servizio più continuativo presso la parrocchia Cuore Immacolato di Maria, tanto che la gente lo scambiava per vice parroco. Un po’ alla volta il Superiore provinciale dei Missionari della Consolata maturava l’idea che era giunto il momento per i Missionari di assumere in prima persona il servizio Pastorale di quella Parrocchia: e così Padre Pietro Moretti fu nominato parroco al posto di Don Antonio Terlizzi, che per motivi di salute aveva chiesto e ottenuto di allentare le attività, nominato poi parroco e rettore del Santuario della Madonna della Luce in Galatina. È con P. Pietro Moretti, nato in provincia di Udine il 30 settembre 1945, che il Cuore Immacolato di Maria, alla fine dell’anno 2001, torna ai Missionari proprio come era stato all’origine. A P. Pietro Moretti (parroco) furono assegnati come vice parroci P. Mario Carparelli e P. James Lengarin e tutto questo fino al 2003. Il 4 ottobre 2003, dall’Arcivescovo di Otranto Mons. Donato Negro, viene dato il mandato di parroco a P. Francesco D’Acquarica. P. Francesco conduce la Pastorale Missionaria già iniziata dai suoi predecessori affiancato da P. Lorenzo Lamberti e P. Pierluigi Cagliani fino all’ottobre del 2009, quando P. Francesco D’Acquarica viene sostituito da P. Tarcisio Foccoli, anche lui Missionario della Consolata. P. Tarcisio si ferma nella comunità del Cuore Immacolato di Maria solo per un anno, in quanto il Superiore Provinciale della Consolata decide di ridare vigore alle attività Missionarie nella sede ufficiale di Galatina, affidando a P. Tarcisio Foccoli l’incarico primario per le attività missionarie e nello stesso tempo il Vescovo di Otranto Mons. Donato Negro gli conferisce l’incarico di responsabile della Pastorale giovanile della diocesi. Il 20 novembre del 2010, in parrocchia, l’incarico di parroco viene assegnato a P. Marino Gemma, nativo di Martina Franca, e con una grande esperienza di parroco in Kenya. L’arrivo di P. Marino Gemma viene anticipato da P. William Mkalula, che avrà poi l’incarico di vice parroco, affiancato dal sempre presente P. Lorenzo Lamberti. Notizie e foto sono state estrapolate dal libro “Giorgio Lo Bue, Rione Italia e Cuore Immacolato di Maria, realtà galatinesi del Secondo Novecento, d. a., Edit Santoro, Galatina, Giugno 2004