Decreto Legislativo
09 aprile 2008 n. 81
Rischi da:
Movimentazione Manuale dei Carichi
Rischio da sovraccarico biomeccanico
degli arti superiori – Titolo VI
Movimentazione manuale dei
carichi
titolo VI
CHE COS’E’ LA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI?
È l’operazione di trasporto o sostegno – comprese le azioni
di sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un
carico – che comportano rischi di lesioni dorso-lombari
CHE COS’E’ UNA LESIONE DORSO
LOMBARE?
È una lesione a carico delle strutture
osteomiotendinee e nerveovascolari a
livello dorso-lombare.
Movimentazione manuale dei
carichi
titolo VI
LA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI può
rappresentare un potenziale rischio per la colonna
vertebrale in relazione a numerosi fattori.
 FATTORI CONNESSI ALL’ATTIVITA’ LAVORATIVA:
 Caratteristiche del carico.
 Esigenze connesse all’attività
 Sforzo fisico richiesto
 Caratteristiche dell’ambiente di lavoro
 FATTORI INDIVIDUALI.
Valutazione della movimentazione
manuale dei carichi
La valutazione del rischio connesso all’attività di movimentazione
manuale dei carichi va necessariamente preceduta da una analisi del
lavoro con cui in particolare si possa evidenziare se, tra i compiti
lavorativi previsti per uno o più lavoratori sono compresi quelli di
movimentazione manuale di carichi di peso superiore a 3 kg, nonché
le caratteristiche tipologiche, di durata e di frequenza degli stessi.
Al fine della valutazione del rischio di sollevamento manuale dei
carichi presso la ditta in questione, vengono utilizzate le metodologie
sotto indicate.
 Valutazione delle azioni di sollevamento
 Azioni multiple di sollevamento
 Azioni di trazione e spinta
Valutazione delle
Azioni di sollevamento
Per tale genere di azioni si fa riferimento ai modelli proposti dal NIOSH
(1993) e dalle norme internazionali ISO 11228-1 e 2; con tali modelli si è in
grado di determinare per ogni azione di sollevamento, il cosiddetto “LIMITE
DI PESO RACCOMANDATO” attraverso un’equazione che, a partire da un
massimo peso ideale sollevabile in condizioni ideali, considera l’eventuale
esistenza di elementi sfavorevoli e tratta questi ultimi con appositi fattori di
demoltiplicazione.
Questo metodo, con il D.Lgs. 81/2008, è stato adottato tal quale per quanto
attiene i fattori di demoltiplicazione, partendo da un peso ideale diversificato
come sotto riportato:
ETÀ
MASCHI
FEMMINE
> 18 ANNI
25
20
15 – 18 ANNI
20
15
 Procedura di Screening
 Procedura ISO 11228-1 e 2 / Procedura NIOSH
Procedura di Screening
Verifica requisiti generali
- Buona prensione del carico
- Carico mantenuto vicino al corpo e comunque non ingombrante
- Tronco sostanzialmente eretto e non ruotato
- Oggetto movimentato nello spazio compreso tra altezza ginocchi e altezza
spalle
Verifica del valore di peso sollevato in rapporto alla frequenza di
sollevamento (turno di 8 ore o meno). Condizioni di piena accettabilità
Frequenza di sollevamento
Peso del carico
Maschi
Femmine
18 kg
12 kg
1 volta ogni 5 minuti
15 kg
10 kg
1 volta ogni minuto
12 kg
8 kg
2 volte ogni minuto
6 kg
4 kg
5 volte ogni minuto
Se i requisiti generali e i valori critici di cui ai passaggi precedenti sono
soddisfatti, la CONDIZIONE È ACCETTABILE e non serve pertanto procedere
con ulteriori accertamenti.
Procedura NIOSH
La presente procedura di calcolo del limite di peso raccomandato è applicabile
quando ricorrono i seguenti assunti:
- sollevamento di carichi svolto in posizione in piedi in spazi non ristretti (non seduti
o inginocchiati)
- sollevamento di carichi eseguiti con due mani
- adeguata frizione tra piedi (suola) e pavimento
- gesti di sollevamento eseguiti in modo non brusco
- carico non estremamente freddo o caldo, contaminato o con contenuto instabile
- condizioni microclimatiche favorevoli
Gli elementi di calcolo analitico del peso limite raccomandato all’origine o alla
destinazione del sollevamento vengono di seguito definiti:
 Costante di peso
 Fattore altezza da terra delle mani a inizio sollevamento
 Fattore dislocazione verticale del peso fra inizio e fine del sollevamento
 Fattore distanza orizzontale tra le mani e il punto di mezzo delle caviglie;
distanza del peso dal corpo (distanza massima raggiunta durante il
sollevamento)
 Angolo di asimmetria del peso (in gradi)
 Giudizio sulla presa del carico
 Frequenza dei gesti in relazione alla durata (n° di atti al minuto)
Procedura NIOSH
Costante di peso
La costante di peso è quella assunta dal metodo NIOSH come
indicato precedentemente.
Fattore altezza da terra delle mani a
inizio sollevamento
È misurata verticalmente dal piano di
appoggio dei piedi al punto di mezzo
tra la presa delle mani. Gli estremi di
tale altezza sono dati dal livello del
suolo e dall’altezza massima di
sollevamento fissata in 175 centimetri.
Il livello ottimale (1) è per un’altezza
verticale di 75 centimetri e diminuisce
allontanandosi in alto o in basso da
tale livello ottimale; se l’altezza supera
i 175 centimetri si assume un valore
pari a zero.
Procedura NIOSH
Fattore dislocazione verticale del
peso fra inizio e fine del
sollevamento
È data dallo spostamento verticale delle
mani durante il sollevamento; tale
dislocazione può essere misurata come
differenza del valore di altezza delle
mani fra la destinazione e l’inizio del
sollevamento.
Nel caso in cui un oggetto debba
superare un ostacolo la dislocazione
verticale sarà data dalla differenza tra
l’altezza dell’ostacolo e l’altezza delle
mani all’inizio del sollevamento; la
minima distanza considerata è di 25
centimetri e se la distanza verticale è
maggiore di centimetri 170 il valore da
considerare è pari a zero.
Procedura NIOSH
Fattore distanza orizzontale
tra le mani e il punto di
mezzo
delle
caviglie;
distanza del peso dal corpo
(distanza massima raggiunta
durante il sollevamento)
La distanza orizzontale è
misurata
dalla
linea
congiungente i malleoli interni
al punto di mezzo tra la presa
delle mani; se la distanza è
inferiore a 25 centimetri
occorre considerare il valore di
25 (fattore = 1); se la distanza
orizzontale è superiore a 63
centimetri il relativo fattore
assume valore zero.
Procedura NIOSH
Angolo di asimmetria del peso (in gradi)
L’angolo di asimmetria è quello che si forma
tra la linea di asimmetria del corpo e la linea
sagittale; la linea di asimmetria congiunge
idealmente il punto di mezzo tra le caviglie e
la proiezione a terra del punto intermedio alle
mani all’inizio o in subordine alla fine del
sollevamento.
La linea sagittale è la linea passante per il
piano sagittale mediano dividente il corpo in
due emisomi uguali considerato in posizione
neutra.
L’angolo di asimmetria non è definito dalla
posizione dei piedi o dalla torsione del tronco
del soggetto, ma dalla posizione del carico
relativamente al piano sagittale mediano del
soggetto; se anche il soggetto per compiere il
gesto gira i piedi e non il tronco, ciò non deve
essere considerato.
Procedura NIOSH
Giudizio sulla presa del carico
La presa dell’oggetto può essere classificata sulla scorta di caratteristiche
qualitative in buona (1), discreta (0,95), scarsa (0,9).
Per il giudizio sulla presa occorre considerare il design ottimale di una
maniglia esterna (diametro di 2/4 cm, lunghezza > a 11,5 cm e 5 cm di
apertura forma cilindrica o ellittica, superficie morbida e non scivolosa), le
misure ottimali delle scatole (48 cm di lunghezza, 36 cm di larghezza, 12 cm
di altezza); vanno evitate prese con posizioni estreme dell’arto superiore o
con eccessiva forza.
Procedura NIOSH
Frequenza dei gesti in relazione alla durata (n° di atti al minuto)
Il fattore frequenza è determinato sulla base del numero di sollevamenti per minuto e
della durata del tempo in cui si svolgono i compiti di sollevamento.
La frequenza di sollevamento è calcolata come il numero medio di sollevamenti per
minuto svolto in un periodo rappresentativo di 15 minuti.
Se vi è variabilità nei ritmi di sollevamento da parte di diversi operatori, occorre calcolare
la frequenza sulla base del numero di oggetti spostati nel periodo di tempo formalmente
assegnato allo specifico compito e non considerare gli eventuali periodi di pausa
all’interno dello stesso periodo.
La scelta del fattore frequenza in
funzione della durata è indicato come
breve per compiti di sollevamento della
durata < all’ora seguiti da un periodo di
recupero pari a 1,2 volte il precedente
lavoro di sollevamento, sarà indicato
come medio per compiti di sollevamento
compresi tra 1 e 2 ore con periodo di
recupero pari a 1,3, sarà indicato come
lungo per compiti di sollevamento che
durano tra due e otto ore con le normali
pause lavorative.
AZIONI MULTIPLE DI
SOLLEVAMENTO
Nei casi in cui gli addetti svolgono differenti compiti di
sollevamento è necessario adottare procedure di
valutazione che tengano conto del contributo dei singoli
compiti lavorativi nel determinare una condizione di
rischio.
A tal fine si calcolerà l’indice di sollevamento medio
(ISM) determinato secondo i dettami della norma ISO
11228-1 che prevede la valutazione delle situazioni più
favorevoli per la movimentazione confrontate con le
situazioni più sfavorevoli.
Di seguito le modalità di valutazione delle azioni
multiple di sollevamento:
AZIONI DI TRAZIONE E SPINTA
Per tali generi di azioni il modello valutativo collaudato è quello previsto dalla norma
ISO 11228-2, i cui contenuti sono sintetizzati dal metodo SNOOK e CIRIELLO. Sono
presi in considerazione i seguenti elementi:
1. la forza massima raccomandata: forza massima consigliata per l'effettuazione
della movimentazione espressa in Kg, scomponibile in:
 F.I.R. forza iniziale di spinta o di traino, espressa in Kg, da applicare per vincere la
forza d'attrito e dare inizio allo spostamento del corpo da movimentare;
 F.M.R. forza di mantenimento di spinta o di traino, espressa in Kg, da applicare al
corpo da movimentare una volta vinta la forza d'attrito iniziale;
2. l’altezza da terra delle mani: altezza da terra delle mani dalla quale si esegue la
movimentazione, espressa in centimetri;
3. la distanza tra inizio e fine della movimentazione: distanza massima raggiunta
durante la movimentazione, espressa in metri;
4. la forza esercitata: forza effettivamente esercitata per la movimentazione e
misurata con opportuni attrezzi dinamometrici, scomponibile in:
 F.I.E.: forza iniziale di spinta effettivamente applicata, espressa in Kg, da applicare
per vincere la forza d'attrito e dare inizio allo spostamento del corpo da movimentare;
 F.M.E.: forza di mantenimento di spinta effettivamente applicata, espressa in Kg,
da applicare al corpo da movimentare una volta vinta la forza d'attrito iniziale;
5. la frequenza di movimentazione: frequenza degli atti di movimentazione,
espressa in secondi o minuti o ore
AZIONI DI TRAZIONE E SPINTA
In funzione dei sopraccitati parametri occorre:
individuare la situazione che meglio rispecchia il reale
scenario lavorativo esaminato; decidere se si tratta di
proteggere una popolazione solo maschile o anche
femminile; estrapolare il valore raccomandato (di peso
o di forza) e confrontarlo con il peso o la forza
effettivamente azionati ponendo quest'ultima al
numeratore e il valore raccomandato al denominatore.
Si ottiene quindi un indicatore di rischio definito Indice
Sintetico di Rischio (I.S.R).
RISULTATI DELLA
VALUTAZIONE
È possibile, attraverso percorsi diversi in funzione delle
diverse azioni di movimentazione, arrivare a esprimere
indicatori sintetici di rischio derivanti dal rapporto tra il peso
(forza) effettivamente movimentato e il peso (forza)
raccomandato per quell’azione nello specifico contesto
lavorativo.
Sulla scorta del risultato ottenuto è possibile delineare
conseguenti comportamenti in funzione preventiva; nel
dettaglio valgono i seguenti orientamenti:
RISULTATI DELLA
VALUTAZIONE
RISCHIO MEDIO
RISCHIO BASSO
I.M.M.< 0,85 (area verde): la situazione viene
considerata accettabile e non viene richiesto alcun
intervento specifico
RISCHIO ALTO
I.M.M.> 1,00 e < 3,0 (area rossa): la situazione
può comportare rischi per quote sempre crescenti
di popolazione e viene quindi progettato ed attuato
un intervento di prevenzione primaria; l’intervento
è urgente e programmabile a breve-medio termine
per valori compresi fra 1,00 e 3; va comunque
attivata la sorveglianza sanitaria e attuata un
formazione ed informazione specifica sul posto di
lavoro, con indicazioni procedurali dettagliate sulle
modalità di movimentazione specifiche.
I.M.M.> 0,85 e < 1,00 (area gialla): la situazione si
avvicina ai limiti e una quota della popolazione
(variabile tra l’1% e il 20%) può non essere
protetta; sono pertanto necessarie cautele, pur non
essendo necessari interventi immediati; si
consiglia comunque di attivare la sorveglianza
sanitaria; si attuerà una formazione ed
informazione specifica tramite consegna di
opuscoli informativi
RISCHIO MOLTO ALTO
I.M.M.> 3,00 (area viola): la situazione può
comportare rischi per quote elevate di popolazione
e viene quindi progettato ed attuato un intervento
di prevenzione primaria; l’intervento è indifferibile
se l’indice supera il valore di 3; va comunque
attivata la sorveglianza sanitaria e attuata un
formazione ed informazione specifica sul posto di
lavoro, con indicazioni procedurali dettagliate sulle
modalità di movimentazione specifiche.
Come sollevare
correttamente un peso







Tenere la schiena in posizione diritta.
Piegare le gambe con i piedi leggermente divaricati.
Portare il peso il più possibile vicino al corpo.
Non flettere la schiena.
Non tenere le gambe diritte.
Non eseguire movimenti violenti o di scatto.
Non ruotare il tronco durante il sollevamento.
Come sollevare
correttamente un peso
… quando si sollevano 20 kg a schiena flessa e
ginocchia diritte, i dischi intervertebrali
subiscono una compressione di circa 300 kg.
… quando si sollevano 20 kg a schiena flessa e
ginocchia diritte e si è costretti a mantenere il
carico distante dal corpo, i dischi intervertebrali
subiscono una compressione anche superiore a
650 kg, limite pericoloso che non deve essere
mai superato .
Pesi e Posizioni raccomandate
Inizio
Posizioni Corrette ed Errate
Valutazione Rischi da Sovraccarico
Biomeccanico degli Arti Superiori
Spesso citata come una delle problematiche emergenti nel
campo dell'igiene industriale, la descrizione del rischio legato
allo svolgimento di attività lavorative caratterizzate da
movimenti ripetitivi degli arti superiori trova già riferimenti in
documenti del XVIII secolo che descrivevano la patologia del
"crampo dello scrivano".
In letteratura sono attualmente disponibili numerose procedure
di modellizzazione del gesto ripetitivo, ognuna delle quali tenta
di quantificare il contributo dei singoli fattori al rischio: accanto
alle "liste di controllo", organizzate in forma di questionari, utili
ad inquadrare rapidamente le postazioni di lavoro (o le fasi
lavorative) più a rischio, vi sono protocolli di analisi più
complessi che tentano di definire un indice derivato
dall'integrazione delle informazioni di natura organizzativa, con i
dati di natura biomeccanica finalizzati ad una ricostruzione più
fedele possibile del gesto tecnico.
VALUTAZIONE CTD
Ai fini di una stima dell’esposizione lavorativa a movimenti e sforzi
ripetuti degli arti superiori, si adotta la metodica proposta dalla norma
ISO 11228-3 che sintetizza il metodo COLOMBINI, OCCHIPINTI,
FANTI, pubblicato sul Manuale “Il metodo OCRA per l’analisi e la
prevenzione del rischio da movimenti ripetuti”.
Lo schema di analisi proposto dalla check-list prevede
l’individuazione di valori numerici preassegnati (crescenti in funzione
della crescita del rischio) per ciascuno dei quattro principali fattori di
rischio e per i fattori complementari:
1. Periodi di recupero
2. Frequenza d’azione
3. Forza
4. Posture Incongrue
5. Rischi complementari
FATTORE
PERIODI DI RECUPERO
Per periodo di recupero si intende quel periodo in cui è
presente una sostanziale inattività fisica degli arti superiori
altrimenti coinvolti nello svolgimento di precedenti azioni
lavorative.
Possono essere considerati periodi di recupero le pause di
lavoro ufficiali e non, compresa la pausa mensa, i periodi di
svolgimento di compiti di lavoro che comportano il sostanziale
riposo dei gruppi muscolari impegnati in compiti precedenti, la
presenza di periodi, all’interno del ciclo, che comportano il
completo riposo dei gruppi muscolari altrimenti impegnati
purché si protraggano consecutivamente per almeno 10
secondi per minuto ed essere periodicamente ripetuti in ogni
ciclo.
TABELLA
PERIODI DI RECUPERO
Al fine dell’analisi del fattore recupero, viene fatto uso della
sottostante tabella che fornisce valori standardizzati:
MODALITA’ DI INTERRUZIONE DEL LAVORO A CICLI CON PAUSE O CON ALTRI
LAVORI DI CONTROLLO VISIVO
0
esiste una interruzione di almeno 8/10 min. ogni ora (contare la mensa); oppure il tempo di
recupero è interno al ciclo
3
esistono due interruzioni al mattino e due al pomeriggio (oltre alla pausa mensa) di almeno
8-10 minuti in turno di 7-8 ore o comunque 4 interruzioni oltre la pausa mensa in turno di 78 ore; o 4 interruzioni di 8-10 minuti in turno di 6 ore.
esistono 2 pause di almeno 8-10 minuti l’una in turno di 6 ore circa (senza pausa mensa);
oppure 3 pause oltre la pausa mensa in turno di 7-8 ore.
4
esistono 2 interruzioni oltre alla pausa mensa di almeno 8-10 minuti in turno di 7-8 ore (o 3
interruzioni senza mensa); oppure in turno di 6 ore, una pausa di almeno 8-10 minuti.
2
6
10
in un turno di 7 ore circa senza pausa mensa e’ presente una sola pausa di almeno 10
minuti; oppure in un turno di otto ore è presente solo la pausa mensa (mensa non
conteggiata nell’orario di lavoro)
non esistono di fatto interruzioni se non di pochi minuti (meno di 5) in turno di 7-8 ore.
FATTORE
FREQUENZA D’AZIONE
Per la caratterizzazione della frequenza occorre contare le azioni
tecniche e riferirle all’unità di tempo (numero di azioni al minuto).
L’azione tecnica è quella che comporta attività artro-muscolotendinea degli arti superiori e non va identificata con il singolo
movimento articolare di mano, gomito, spalla, ma con il
complesso di movimenti di uno o più segmenti articolari che
consentano il compimento di un’azione lavorativa semplice.
La check-list OCRA, al fine della definizione della frequenza,
presenta due blocchi di indagine riferiti rispettivamente a delle
azioni dinamiche e a delle azioni statiche.
Il blocco offre sette scenari ciascuno contrassegnato con valore
numerico crescente da zero a dieci; ogni voce descrive l’entità
dei gesti lavorativi delle braccia nel tempo con definizione del
numero di azioni al minuto.
TABELLA
FREQUENZA D’AZIONE
Al fine dell’analisi e valutazione del fattore frequenza, viene fatto
uso della sottostante tabella:
AZIONI TECNICHE DINAMICHE
0
i movimenti delle braccia sono lenti con possibilità di frequenti interruzioni (20 azioni/minuto)
1
i movimenti delle braccia non sono troppo veloci (30 az/min o un’azione ogni 2 secondi) con possibilità di
brevi interruzioni;
i movimenti delle braccia sono più rapidi (circa 40 az/min) ma con possibilità di brevi interruzioni;
3
4
6
8
10
i movimenti delle braccia sono abbastanza rapidi (circa 40 az/min), la possibilità di interruzioni è più
scarsa e non regolare;
i movimenti delle braccia sono rapidi e costanti (circa 50 az/min) sono possibili solo occasionali e brevi
pause;
i movimenti delle braccia sono molto rapidi e costanti. la carenza di interruzioni rende difficile tenere il
ritmo (60 az/min);
frequenze elevatissime (70 e oltre al minuto), non sono possibili interruzioni;
AZIONI TECNICHE STATICHE
2,5
è mantenuto un oggetto in presa statica per una durata di almeno 5 sec., che occupa 2/3 del tempo ciclo o del periodo di
osservazione;
4,5
è mantenuto un oggetto in presa statica per una durata di almeno 5 sec., che occupa 3/3 del tempo ciclo o del periodo di
osservazione.
FATTORE FORZA
Per la valutazione del fattore forza si consiglia di procedere con delle
interviste nei confronti dei lavoratori esposti che descriveranno lo
sforzo soggettivamente percepito a carico di un determinato
segmento corporeo; detto sistema risulta altamente attendibile
qualora il numero dei lavoratori intervistati sia adeguato allo scopo di
ridurre la soggettività del risultato (almeno tre/quattro intervistati).
Per la definizione del parametro forza, vengono esaminati tre blocchi
simili come contenuto descrittivo ma diversi tra loro per quanto
attiene il livello di forza necessario.
Il primo blocco prevede l’uso di forza intensa (oltre 8 scala Borg) con
punteggi per le varie azioni previste da 6 a 32, il secondo blocco
prevede l’uso di forza forte (valori di 5, 6, 7 scala Borg) con punteggi
per le varie azioni previste da 4 a 24, il terzo blocco prevede l’uso di
forza moderata (valori di 3, 4 scala Borg) con punteggi per le varie
azioni previste da 2 a 8.
SCALA DI BORG
Il modello di valutazione più
utilizzato
fa
riferimento
ad
un'apposita scala proposta da Borg
a seguito di una sperimentazione
condotta per correlare il risultato
delle rilevazioni elettromiografiche
(EMG) con il valore di percezione
soggettiva dello sforzo fisico
applicato ad un determinato
segmento corporeo durante uno
specifico movimento, considerando
pari a 10 il valore della Massima
Contrazione
Volontaria
(MCV)
ricavato con l'EMG.
PUNTEGGIO
SFORZO PERCEPITO
0
del tutto assente
0.5
estremamente leggero
1
molto leggero
2
leggero
3
moderato
4
5
forte
6
7
8
molto forte
9
10
massimo
TABELLA FORZA
Il punteggio totale rappresentativo della forza si ricava
sommando i punteggi definiti in ogni singolo blocco.
PRESENZA DI ATTIVITÀ LAVORATIVE CON USO RIPETUTO
DI FORZA DELLE MANI/BRACCIA
Attività lavorativa con uso di forza quasi massimale (Borg 8) nel:
 tirare o spingere leve
 chiudere o aprire premere o maneggiare componenti
 uso di attrrezzi,
 si usa il peso del corpo per compiere un azione lavorativa
 vengono maneggiati o sollevati oggetti
06:
12:
24:
32:
2 secondi ogni 10 min.
1 % del tempo
5 % del tempo
oltre 10% del tempo (*)
Attività lavorativa comporta uso di forza forte (Borg 5 - 7) nel:
 tirare o spingere leve
 chiudere o aprire premere o maneggiare componenti
 uso di attrrezzi,
 si usa il peso del corpo per compiere un azione lavorativa
 vengono maneggiati o sollevati oggetti
04:
08:
16:
24:
2 secondi ogni 10 min.
1 % del tempo
5 % del tempo
oltre 10% del tempo (*)
Attività lavorativa con uso di forza moderata (Borg 3 - 4) nel:
 tirare o spingere leve
 chiudere o aprire premere o maneggiare componenti
 uso di attrrezzi,
 si usa il peso del corpo per compiere un azione lavorativa
 vengono maneggiati o sollevati oggetti
02:
04:
06:
08:
1/3 del tempo
circa metà del tempo
più della metà del tempo
pressoché tutto il tempo
(*) Le due condizioni segnalate non possono essere ritenute accettabili.
FATTORE
POSTURE INCONGRUE
Nella valutazione del rischio posturale vanno descritte e quantizzate
temporalmente solo le posture incongrue e i movimenti laddove si
definisce incongrua una postura quando l’articolazione opera in area
superiore al 50% della sua massima escursione angolare
La valutazione del rischio posturale prevede tre momenti operativi
ovvero la descrizione delle posture e/o dei movimenti incongrui
separatamente per le articolazioni della spalla, del gomito, del polso e
della mano, l’impegno temporale del fenomeno all’interno del ciclo
(1/2, 2/3, 3/3 del tempo di ciclo o di periodo di osservazione),
l’evidenziazione della presenza di stereotipia di movimenti o
mantenimenti e cioè di gesti lavorativi dello stesso tipo che si ripetono
per più del 50% del tempo di ciclo o pressoché tutto il ciclo.
Fra i punteggi ricavati da ognuno dei segmenti articolari (A, B, C, D),
va scelto solo il più alto da sommare eventualmente con quello della
stereotipia
PRESENZA DI POSTURE
INADEGUATE DELLA SPALLA
A)
SPALLA
flessione
 DX
Gomito
 SX
abduzione
estensione
1
il braccio /le braccia non sono appoggiate sul piano di lavoro ma
sono sollevate di poco per più di metà del tempo
2
le braccia sono mantenute senza appoggio quasi ad altezza spalle
(o in altre posture estreme) per circa il 10% del tempo
6
le braccia sono mantenute senza appoggio quasi ad altezza spalle
(o in altre posture estreme) per circa 1/3 del tempo
12
le braccia sono mantenute senza appoggio quasi ad altezza spalle
(o in altre posture estreme) per più della metà del tempo
24
le braccia sono mantenute senza appoggio quasi ad altezza spalle
(o in altre posture estreme) circa per tutto il tempo
NB = SE LE MANI OPERANO SOPRA ALTEZZA DEL CAPO, RADDOPPIARE I VALORI.
ABDUZIONE-FLESSIONE
DEL BRACCIO
45°
80°
ESTENSIONE DEL BRACCIO
20°
PRESENZA DI POSTURE
INADEGUATE DEL GOMITO
B)
GOMITO
 DX
 SX
Estensione-flessione
Prono-supinazione
2
il gomito deve eseguire ampi movimenti di
flesso-estensioni o prono-supinazioni, movimenti
bruschi per circa 1/3 del tempo.
4
il gomito deve eseguire ampi movimenti di
flesso-estensioni o prono-supinazioni, movimenti
bruschi per più di metà del tempo
8
il gomito deve eseguire ampi movimenti di
flesso-estensioni o prono-supinazioni, movimenti
bruschi per circa tutto il tempo
Polso
FLESSO-ESTENSIONE
DEL GOMITO
60°
PRONAZIONE - SUPINAZIONE
DEL GOMITO
60°
60°
PRESENZA DI POSTURE
INADEGUATE DEL POLSO
C)
POLSO
 DX
Estensione-flessione
2
4
8
 SX
Deviazione redio-ulnare
il polso deve fare piegamenti estremi o
assumere posizioni fastidiose (ampie flessioni o
estensioni o ampie deviazioni laterali ) per
almeno 1/3 del tempo.
il polso deve fare piegamenti estremi o
assumere posizioni fastidiose per più di metà del
tempo
il polso deve fare piegamenti estremi per circa
tutto il tempo.
Mano
ESTENSIONE - FLESSIONE
DEL POLSO
45°
45°
DEVIAZIONE RADIO-ULNARE
DEL POLSO
15
20
PRESENZA DI POSTURE
INADEGUATE DI MANO E DITA
D)
MANO – DITA
Pinch
 DX
Grip
Valutazione
 SX
Presa a uncino
Presa palmare
La mano afferra oggetti o pezzi o strumenti con le dita:
a dita strette (pinch);
a mano quasi completamente allargata (presa palmare);
tenendo le dita a forma di uncino;
2
per circa 1/3 del tempo.
4
per più di metà di tempo.
8
per circa tutto il tempo
con altri tipi di presa assimilabili alle precedenti indicate
PRESENZA DI GESTI LAVORATIVI DELLA SPALLA E/O DEL GOMITO E/O DEL POLSO E/O MANI
IDENTICI, RIPETUTI PER OLTRE META’ DEL TEMPO. (o tempo di ciclo tra 8 e15 sec. a contenuto
prevalente di azione tecniche, anche diverse tra di loro, degli arti superiori) 1,5
PRESENZA DI GESTI LAVORATIVI DELLA SPALLA E/O DEL GOMITO E/O DEL POLSO E/O MANI
IDENTICI, RIPETUTI QUASI TUTTO IL TEMPO (o tempo di ciclo inf. a 8 sec. a contenuto prevalente di
azione tecniche, anche diverse tra di loro, degli arti superiori). 3
E)
STEREOTIPIA:
 DX
 SX
PRESA PINCH E GRIP
PINCH
PINCH
PINCH
PINCH
POWER GRIP ( diameter > 2 cm)
PINCH
PINCH
PRESA AD UNCINO E PALMARE
PRESA A UNCINO
PRESA
PALMARE
FATTORI COMPLEMENTARI
2
vengono usati per più della metà del tempo guanti inadeguati alla presa richiesta dal lavoro da
svolgere (fastidiosi, troppo spessi, di taglia sbagliata, )
2
sono presenti movimenti bruschi o a strappo o contraccolpi con frequenze di 2 al minuto o più
2
sono presenti impatti ripetuti (uso delle mani per dare colpi) con frequenze di almeno 10 volte/ora
2
sono presenti contatti con superfici fredde (inf.a 0 gradi) o si svolgono lavori in celle frigorifere per più
della metà del tempo
2
vengono usati strumenti vibranti o avvitatori con contraccolpo per almeno 1/3 del tempo. Attribuire un
valore 4 in caso di uso di strumenti con elevato contenuto di vibrazioni (es.: martello pneumatico;
mole flessibili ecc.) quando utilizzati per almeno 1/3 del tempo
vengono usati attrezzi che provocano compressioni sulle strutture muscolo tendinee ( verificare la
presenza di arrossamenti, calli , ecc.. sulla pelle).
4
2
2
vengono svolti lavori di precisione per più della metà del tempo (lavori in aree inferiori ai 2 -3 mm.)
che richiedono distanza visiva ravvicinata
2
sono presenti più fattori complementari che considerati complessivamente occupano più della metà
del tempo
3
sono presenti uno o più fattori complementari che occupano quasi tutto il tempo (quali……………)
1
i ritmi di lavoro sono determinati dalla macchina ma esistono
accelerare o decelerare il ritmo di lavoro.
2
i ritmi di lavoro sono completamente determinati dalla macchina
zone “polmone” per cui si può
INDIVIDUAZIONE DEI MOLTIPLICATORI RELATIVI
ALLA DURATA TOTALE GIORNALIERA DEI
COMPITI RIPETITIVI.
Per lavori part-time o per tempi di lavoro ripetitivo inferiori a 7 ore o
superiori a 8 moltiplicare il valore finale ottenuto per gli indicati fattori
moltiplicativi:
Tempo
in minuti
Fattore
moltiplicativo
Tempo
In minuti
Fattore
moltiplicativo
60 - 120
0,5
121 - 180
0,65
181 - 240
0,75
241 - 300
0,85
301 - 360
0,925
361 - 420
0,95
421 - 480
1
> 480
1,5
RISULTATI DELLA VALUTAZIONE
PUNTEGGIO DI ESPOSIZIONE PER PIÙ COMPITI RIPETITIVI.
Se esistono più compiti ripetitivi svolti nel turno eseguire la seguente
operazione per ottenere il punteggio complessivo di lavoro ripetitivo nel
turno (% PZ =% di tempo del compito Z nel turno).
(punt a. x % Pa ) + ( punt b. x % Pb) +… (punt z. x % Pz)…..x fattore
moltiplicativo per durata totale di tali compiti ripetitivi nel turno
TABELLA DEGLI INDICI DI ESPOSIZIONE
Valore
check-list
<5
Entità del rischio
FASCIA VERDE: rischio assente
5,1 – 7,5
FASCIA GIALLO-VERDE: rischio accettabile
7,6 - 11
FASCIA GIALLO-ROSSA: rischio molto lieve
11,1 – 14
14,1 – 22,5
< 22,6
FASCIA ROSSO LIEVE: rischio lieve
FASCIA ROSSO MEDIO: rischio medio
FASCIA VIOLA: rischio elevato
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