Finitura & Oltre Finitura, espressione di cultura e tradizione A settembre Bergamo ospita la seconda edizione di Finitura & Oltre, rassegna dedicata a impianti, macchine, prodotti e tecnologie per la finitura industriale delle superfici. La scelta della città orobica non è casuale: il territorio viene infatti considerato la culla della moderna finitura, senza contare che per storia e tradizione meglio rappresenta anche la ‘cultura della finitura’ In questi giorni Bergamo si trasforma in capitale della finitura industriale. Dal 19 al 22 settembre ospita infatti la seconda edizione di Finitura & Oltre, rassegna dedicata a impianti, macchine, prodotti e tecnologie per la finitura industriale delle superfici, promossa da UCIF-Unione Costruttori Impianti di Finitura. La scelta della località non è casuale: il territorio viene infatti considerato la culla della moderna finitura, senza contare che per storia e tradizione meglio rappresenta anche la ‘cultura della finitura’. “Una finitura senza cultura I 180 RMO n. 112 settembre 2007 non può esistere”, spiega Alessandro Ubertazzi, ordinario della cattedra di Disegno Industriale alla Facoltà di Architettura di Firenze, “perché lo stesso termine ‘finitura’ prevede un’azione dell’uomo nel concludere un determinato oggetto con un messaggio esteriore. Per molti versi la cultura è quella della comunicazione, in cui l’oggetto comunica il livello qualitativo e la piacevolezza dell’uso. In realtà, l’oggetto ben rifinito e ben finito ci parla della sensibilità del progettista e, quindi, della sua cultura formale. Se un oggetto è pallinato ovvero è goffrato, godro- di Marinella Croci Alessandro Ubertazzi, Comitato Scientifico di Finitura & Oltre. botteghe nel campo della fusione, della toreutica, dello sbalzo, dell’incisione. Qui si sono formati artisti del calibro di Nani; qui Manzù imparò i primi rudimenti del mestiere. Qui è nato il cosiddetto Protodesign, ossia le premesse culturali e tecnologiche che portarono negli anni Cinquanta al boom economico che ebbe come interprete principale la nostra famosa Scuola di Designer. Grazie al felice rapporto tra arte e architettura, a Bergamo si sperimentavano materiali nuovi, come quelli autarchici, penso all’Anticorodal o al Linoleum. Si sperimentavano i primi infissi in metallo, in particolare i contorni dei primi infissi in ferro per grandi vetrate, con meccanismi elettrici e trasmissione a catena per alzare e abbassare i tendoni parasole o le serrande di facciata. Si sono sperimentati i primi assemblaggi di elementi in acciaio per le sedute con sistemi a vite e conseguente piegatura a freddo. E anche la lucidatura dei metalli era fonte di esperienze e applicazioni all’avanguardia.” Una tradizione che sembra destinata a continuare nel tempo all’insegna della qualità, come spiega Ubertazzi: “Oggi nessuno riesce a realizzare un prodotto di alta gamma caratterizzato da finiture di qualità alle cifre che solo noi siamo in grado di spuntare. Qualsiasi nostro operaio rifiuta perfino l’ipotesi di svolgere un lavoro che non lo soddisfi personalmente in termini di qualità. Anzi, a parità di prezzo, realizza meglio un prodotto difficile, complicato, laborioso ma di soddisfazione piuttosto che un prodotto dozzinale. Con riferimento al carattere tipicamente bergamasco, di città chiusa ma estremamente operosa, la fiera è davvero il sigillo del bel lavoro.” nato o lappato, dipende dal bagaglio tecnico del progettista, dalle possibilità espressive dell’industria che lo realizza oltre che dalle tendenze del momento. Quasi ovunque nel nostro Paese vi sono artigiani e industrie con un altissimo gradiente di qualità.” E la Lombardia centro-orientale vanta grandi utilizzatori di macchine e impianti per la finitura industriale, con la presenza di numerose aziende metalmeccaniche che operano nei settori rubinetteria e valvolame, posateria e casalinghi, armi, automotive, maniglie e serrature, pressofusione, stampaggio a caldo e freddo, raccorderia, TECNOLOGIE PER LA FINITURA pneumatica… E allora qual è l’offerta espositiva di Finitura & Oltre? Ad attendere i visitatori ci sono due nuovi spazi espositivi, deLA PATRIA DELLA FINITURA “La città orobica e le sue valli”, afferma dicati alla galvanotecnica e alla verniEugenio Guglielmi, docente di Storia ciatura. Rispetto all’edizione 2005, dell’Arte Contemporanea, Estetica e grande importanza è stata data anche Semiotica presso la Facoltà di Archi- alla finitura funzionale, cioè alle operatettura dell’Università degli Studi di Fi- zioni di dettaglio che permettono alrenze, “sono state sedi di importanti l’oggetto di ben aderire allo scopo per RMO n. 112 settembre 2007 181 Finitura & Oltre Finitura in numeri Secondo i dati elaborati dall’Ufficio Studi di Anima, il comparto delle macchine e impianti di finitura industriale nel 2006 occupava in Italia 2.900 addetti producendo un fatturato di 550 milioni di euro, in crescita di quasi il 6% rispetto all’anno precedente. Da segnalare l’importante quota detenuta dall’export, che conta per 250 milioni (+6,4%). Nel 2007 si prevede di salire con la produzione a quota 600 milioni di euro (+9%) e a 270 milioni di euro per le esportazioni (+8%). Questi risultati sono il frutto degli investimenti nel settore automobilistico, sia a livello nazionale che estero, nonché della crescita della domanda interna così come di quella europea e dei Paesi in via di sviluppo, dove peraltro aumenta la concorrenza locale. I mercati del Sud America sembrano più statici: in Argentina si riscontra una ripresa mentre il Brasile evidenzia un rallentamento. Da segnalare inoltre che, per fronteggiare la concorrenza estera, tutte le industrie stanno investendo in tecnologia. In Italia i ricavi derivanti dall’utilizzo degli impianti e macchine di finitura sono pari a 5,7 miliardi di euro/anno, mentre l’indotto generato dalla gestione degli impianti in attività è di 1,5 miliardi di euro/annuo. Il volume di affari dell’indotto è costituito da prodotti di consumo, accessori, manutenzioni e servizi. cui è stato progettato, mentre per finitura estetica si intendono quelle operazioni che rendono l’oggetto piacevole e armonioso. Su una superficie di 8.000 m2 Finitura & Oltre propone dunque le innovazioni tecnologiche e soluzioni messe a punto dai 180 espositori internazionali, come pretrattamento e verniciatura, sgrassaggio con solventi, lavaggio con soluzioni acquose, vibrofinitura e burattatura, finitura e pulitura meccanica, sabbiatura e granigliatura, galvanotecnica, ma anche attrezzature ecologiche per la finitura, centrifugazione, strumentazione per il controllo dei processi e la lavorazione per conto terzi. Particolare attenzione viene riservata anche alle tematiche ambientali, con la proposta di nuove tecnologie per la finitura verso uno sviluppo industriale a inquinamento zero. “L’unico vero antidoto contro la massificazione del mercato globalizzato è proprio la qualità”, prosegue Ubertazzi. “Il fatto che un 182 RMO n. 112 settembre 2007 comprensorio come quello di Bergamo abbia sentito questa esigenza e abbia colto l’opportunità di divenirne il polo più significativo a livello mondiale costituisce una scelta di grande interesse strategico.” UN PREMIO AI MIGLIORI PROGETTI Una manifestazione come Finitura & Oltre, che molto investe sugli aspetti culturali e sulla tradizione, non poteva trascurare l’esigenza di avvicinare il mondo accademico a quello lavorati- Eugenio Guglielmi, Comitato Scientifico di Finitura & Oltre. Il comparto Impianti di finitura dal 2003 al 2007 (valori in milioni di euro). Fonte: Ufficio Studi ANIMA. Destinazione delle esportazioni nel 2006 del comparto Impianti di finitura. Fonte: Ufficio Studi ANIMA. vo. Per questo motivo è stato istituito il concorso ‘La finitura nella progettazione industriale’ con l’intenzione di promuovere la qualità di dettaglio e finitura dei materiali industriali nella progettazione di oggetti destinati a vari tipi di utenza, con particolare riferimento alla loro componente estetica. Allo stesso tempo alle imprese di piccole dimensioni vengono proposte nuove idee di prodotto e opportunità di sviluppo del mercato. “Come si conviene a una vera manifestazione bergamasca”, afferma Bonfiglio, vice-presidente Ucif e presidente di Finitura & Oltre, “Finitura & Oltre vuole percorrere nuove strade, promuovendo un diverso rapporto tra cultura pratica e accademica. Trasmettere il sapere delle botteghe artigiane così come le nuove tecnologie della finitura delle superfici nate nei laboratori di ricerca significa aiutare l'industria manifatturiera italiana con una tecnologia strategica che tutti gli stranieri ci invidiano, perché promuove il made in Italy nel mondo.” I migliori progetti di finitura realizzati dagli studenti di Disegno Industriale della Facoltà di Architettura saranno così premiati ed esposti durante i quattro giorni della rassegna. Gli studenti selezionati potranno inoltre incontrare le aziende interessate a produrre gli oggetti da loro progettati, trattandone direttamente la cessione dei diritti. La Giuria sarà presieduta dal professore Alessandro Ubertazzi, coadiuvato da Eugenio Guglielmi; Emilio Chirone, ordinario di Disegno Tecnico della Facoltà di Ingegneria di Brescia; Maria Antonietta Crippa, ordinaria di Storia dell’Architettura al Politecnico di Milano; Tiziana Lorenzelli, docente di Disegno Industriale alla Facoltà di Architettura del Politecnico; Giovanni P.A. Bonfiglio. MANUFATTI IN MOSTRA Ma l’attività culturale di F&O 2007 non si ferma qui: i padiglioni della rassegna bergamasca ospiteranno infatti anche una grande mostra sul tema ‘Oggetto-funzione-qualità’, dove saranno esposti svariati manufatti storici con finiture di pregio, realizzati nel corso dell’Ottocento e inizi Novecento, nonché i relativi strumenti impiegati per crearli e rifinirli. “Questa mostra ci fa capire la necessità di riportare al centro la formazione e, quindi, la cultura di ogni singolo operatore”, spiega Guglielmi. “La scuola e i percorsi formativi devono reintrodurre nella persona l’orgoglio della qualità e la ricerca del bello come orizzonte di una equilibrata esistenza umana. In realtà quello che mi preoccupa è il curioso e progressivo interesse per il brutto e una fiera che mette l’accento sulla finitura come plus del prodotto è un’iniziativa davvero importante.” Sulla medesima linea si inserisce il convegno di apertura della rassegna, il cui filo conduttore sarà ‘Dal protodesign al design: la qualità dell’oggetto tra passato e presente’, con autorevoli contributi dal mondo accademico, dell’architettura, del design e dell’industria favorendo il confronto, il dialogo e la collaborazione tra impresa e università. readerservice.it n.42 Giovanni P.A. Bonfiglio, presidente di Finitura & Oltre e vicepresidente dell’UCIF.