N. 42
Venerdì
21 Novembre 2014
Periodico settimanale
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in
Abbonamento Postale -D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n. 46)
art. 1, comma 1, DCB
Fil. di Perugia Uff. A/P
GIORNALE LOCALE ROC
1,10 euro
PERUGIA
Caritas: don Bromuri
alla Scuola animatori della carità
16
CASTELLO
Incontro con il noto
missionario padre
Kizito Sesana
19
l’editoriale
TODI
25° degli scout:
convegno su Web
ed educazione
20
TERNI
Un prete entra
nell’Ordine francescano secolare
23
CONTIENE I.P.
SINODO ASSISI
Prima riunione
della Commissione
giovani
24
GUBBIO
Progetto per dare
valore alle risorse
paesaggistiche
26
Il fatto
Un attore globale
chiamato odio
di Elio Bromuri
È dato per scontato che Israele non farà mancare una
feroce rappresaglia. L’odio crea odio, e la spirale
dell’odio è incline ad aumentare, a sedimentarsi magari
per un po’ di tempo, in attesa che emerga dalla sua tana
per riesplodere in fatti di violenza distruttiva.
Gerusalemme vorrebbe essere Città della pace, dove i
popoli si ritrovano in un abbraccio fraterno, e dove
soprattutto le tre religioni che lì si sentono a casa ebrei, cristiani e musulmani - dovrebbero costituire una
sola famiglia che ha per capostipite Abramo, padre della
fede, uomo pacifico, obbediente a Dio, al Suo comando
e alla promessa di divenire “padre di molte nazioni”.
L’augurio che ogni giorno i cristiani ripetono nella
liturgia delle ore è promessa e impegno: “Sia pace su
Gerusalemme, sia pace sulle tue mura, sicurezza nei
tuoi baluardi”. Il gesto criminale è stato rivendicato da
Hamas, e molti gruppi organizzati e singoli cittadini
musulmani hanno giustificato e inneggiato, mentre
alcune voci musulmane si sono sollevate per scaricare
la responsabilità del crimine, affermando che era la
logica e necessaria risposta alla politica israeliana nei
confronti dei palestinesi. La confusione è al massimo
grado, e non solo in quella parte del mondo. Se
allarghiamo l’orizzonte, ecco tanti altri fronti aperti
dove si costruiscono ragioni, occasioni, interessi
propulsori di odio: orizzonti che noi consideriamo
“lontani” solo per una “scelta di metodo”.
Ma se restringiamo il quadro e ci guardiamo attorno,
non solo quando accadono omicidi ma anche nel giro
delle nostre conoscenze, all’interno dei gruppi politici,
delle organizzazioni finanziarie e delle stesse relazioni
familiari, troviamo il rischio che covino odi pericolosi,
se esplodono, e dannosi anche se rimangono in letargo.
“In letargo” per modo di dire, perché, quando un uomo
e una donna che si sono amati e sposati si separano e
litigano tra loro, l’odio, pur ufficialmente sopito, si attiva
in ogni modo, subdolo o palese, fino a provocare spesso
la distruzione dell’uno o dell’altro, e spesso di ambedue.
Quando due genitori si odiano, i figli non sono più figli
procreati e allevati per amore; saranno avvelenati con
dosi giornaliere dai fumi di odio che provengono dalle
parole e dai gesti. La potenza distruttiva dell’odio
abbraccia e tende ad abbracciare sempre più l’universo
umano. Il Papa che va a Strasburgo e in Turchia (vedi
pag. 3), a me oggi appare come un vigile del fuoco che
va nel mondo per spegnere gli incendi, attuali o
prossimi venturi, provocati dall’odio.
Il discorso del 1988 di Giovanni Paolo II all’Europarlamento
O
sservando con animo distaccato ciò che avviene
nel mondo e di cui la tv ci rende puntualmente e
dettagliatamente informati, possiamo farci
un’idea di quanta potenza distruttiva possieda l’odio. Si
potrebbe dire che l’odio governa grandissima parte
delle vicende del mondo, e da questa forte passione
dipendono molto spesso le sorti dei popoli. Non mi
riferisco alle stragi delle guerre del secolo scorso, come
tuttavia si dovrebbe fare, data la mole di vittime che ha
prodotto; e neppure alla guerra feroce che ha trascinato
in una scia di sangue le popolazioni della ex Jugoslavia:
memorie che dovrebbero sempre essere rievocate come
deterrente contro la tentazione di scendere di nuovo in
campo. Mi riferisco all’attacco terroristico avvenuto a
Gerusalemme, quando due palestinesi armati hanno
ucciso quattro israeliani - tutti rabbini - in un luogo
sacro, in cui gli ebrei si riuniscono per la preghiera, la
sinagoga del sobborgo di Har Nof. I due terroristi non
hanno avuto bisogno di entrare attraverso il Muro con
sotterfugi o vie diverse, perché lavoravano in Israele e
vivevano nel quartiere arabo di Gerusalemme Est.
Erano forniti di armi da fuoco, asce e coltelli, e sono
stati uccisi dalla polizia; due cugini che facevano parte
del gruppo di prigionieri scarcerati nel 2011 dal governo
di Israele per ottenere il rilascio di Gilad Shalit, tenuto
in ostaggio per cinque anni.
Nell’ultima settimana del mese, Papa
Francesco sarà prima a Strasburgo
(un rapidissimo “blitz” su invito di
Schulz) poi ad Ankara e Istanbul.
Come a dire, al cuore stesso
dell’Unione europea e alla “porta
d’Oriente”, da sempre in rapporti
strettissimi, seppure spesso tesi, con
il Continente. Quale messaggio
porterà nelle due sedi
Arriva il calendario
di Frate Indovino
Con il prossimo numero
de La Voce, in omaggio
“Frate Indovino”,
il calendario più
amato dagli italiani
3
Parola a...
15
A conclusione
dei due anni di
Giubileo eucaristico, alcune considerazioni di mons.
Benedetto Tuzia
Il Rettore Franco Moriconi durante la conferenza stampa
UNIVERSITÀ
Dopo un anno di rettorato Moriconi, l’ateneo di
Perugia appare in ripresa per iscrizioni e prestigio. Intanto stop definitivo al cantiere di San
Bevignate, ma c’è una penale da un milione
5
Politica
4
Catiuscia Marini si
ricandida alla
Regione ma con una
“squadra” quasi
completamente rinnovata
Cultura
Teologia e poesia
al centro del IV
Convegno nazionale degli scrittori di
ispirazione cristiana, a Perugia
7
Vita religiosa
Cade oggi, 21 novembre, la Giornata per
la vita di clausura.
Il caso, per molti
versi unico, di santa
Chiara d’Assisi
10
LA VOCE ATTUALITÀ
2
BIOETICA.
Dall’Umbria
L’incontro
dell’Associazione
medici cattolici con
Papa Francesco
P
er celebrare i suoi 70 anni a servizio della
vita, l’Associazione nazionale medici cattolici
ha promosso un convegno a Roma, che si è
concluso con l’udienza con Papa Francesco. Tra i
relatori alla tavola rotonda “Testimoni e
testimonianze” vi era il dott. Fausto Santeusanio di
Perugia. All’udienza con Papa Bergoglio hanno
quindi partecipato una sessantina di umbri, tra
medici, familiari e amici, provenienti in prevalenza
dalle città di Perugia, Todi, Marsciano. In Umbria
esistono attualmente due gruppi dell’Amci, quello
del capoluogo regionale e quello di Assisi. (d. r.)
I
l 15 novembre Papa Francesco ha
rivolto un discorso vibrante in difesa della vita umana che ha avuto
ampia eco anche sui media laici. Occasione ne è stata l’udienza all’Associazione medici cattolici italiani (Amci). Il
Pontefice ha avvertito che bisogna respingere la “falsa compassione” che
propone l’aborto, l’eutanasia e la “produzione” dei figli. La vita - ha detto - è
sempre “sacra”; e ha messo in guardia
da chi vuole trattare gli esseri umani
come cavie.
La Chiesa . ha ribadito Bergoglio - “si
sente chiamata anche a partecipare al
dibattito che ha per oggetto la vita
umana, presentando la propria proposta fondata sul Vangelo”. Da molte parti, infatti, “la qualità della vita è legata
prevalentemente alle possibilità economiche, al ‘benessere’, alla bellezza e
al godimento della vita fisica, dimenticando altre dimensioni più profonde relazionali, spirituali e religiose - dell’esistenza”:
“In realtà, alla luce della fede e della
retta ragione, la vita umana è sempre
sacra e sempre ‘di qualità’. Non esiste
una vita umana ‘più sacra’ di un’altra,
come non c’è una vita umana qualitativamente più significativa di un’altra
solo in virtù di mezzi, diritti, opportunità economiche e sociali maggiori”.
“La vostra opera – ha aggiunto – vuole
testimoniare con la parola e con l’esempio che la vita umana è sempre sacra, valida e inviolabile, e come tale va
amata, difesa e curata”. Di qui l’esortazione “a proseguire con umiltà e fidu-
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
“Ogni vita è sacra”
Il Pontefice ha usato parole forti
contro la deriva culturale che
oggi riduce la persona a un
possesso o a uno scarto
cia su questa strada”, sforzandosi di
“perseguire le vostre finalità statutarie
che recepiscono l’insegnamento del
magistero della Chiesa nel campo medico-morale”.
“Il pensiero dominante - ha proseguito
- propone a volte una ‘falsa compassione’: quella che ritiene sia un aiuto alla
donna favorire l’aborto, un atto di dignità procurare l’eutanasia, una conquista scientifica ‘produrre’ un figlio
considerato come un diritto invece di
accoglierlo come dono; o usare vite
umane come cavie di laboratorio per
salvarne presumibilmente altre. La
compassione evangelica invece è quella che accompagna nel momento del
bisogno, cioè quella del buon samaritano che ‘vede’, ‘ha compassione’, si
avvicina e offre aiuto concreto (Lc
10,33)”.
La missione di medici, ha detto ancora,
“vi mette a quotidiano contatto con tante forme di sofferenza: vi incoraggio a
farvene carico come buoni samaritani.
La fedeltà al ‘Vangelo della vita’ e al rispetto di essa come dono di Dio a volte richiede scelte coraggiose e controcorrente che, in particolari circostanze,
possono giungere all’obiezione di coscienza”.
Quindi, a braccio, ha denunciato la deriva di chi vuole “sperimentare con la
vita”: “Ma sperimentare è male. [Sperimentare] di fare figli invece di acco-
glierli come dono; di giocare con la vita, lì. State attenti, che questo è un peccato contro il Creatore, contro Dio
creatore, che ha creato le cose così”.
Francesco ha rammentato che fin da
quando era sacerdote ha sentito tante
volte obiezioni sull’aborto da parte di
chi lo riteneva un problema religioso.
“No, non è un problema religioso” e
nemmeno “un problema filosofico. È
un problema scientifico, perché lì è
una vita umana, e non è lecito fare fuori una vita umana per risolvere un problema. ‘Ma, no, il pensiero moderno…’.
Senti, nel pensiero antico e nel pensiero moderno la parola ‘uccidere’ significa lo stesso. Lo stesso vale per l’eutanasia: tutti sappiamo che con tanti anziani, in questa cultura dello scarto, si
fa questa eutanasia nascosta. Ma, anche c’è l’altra, no? E questo è dire a
Dio: ‘No, la fine della vita la faccio io,
come io voglio’. Peccato contro Dio
creatore. Pensate bene a questo!”.
Francesco ha concluso il suo intervento incoraggiando l’Associazione dei
medici cattolici a proseguire sul cammino, iniziato 70 anni fa, a servizio della vita “nella sua dignità, sacralità e inviolabilità”.
Alessandro Gisotti
LA VOCE ATTUALITÀ
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
3
PAPA FRANCESCO. Martedì 25 novembre il viaggio apostolico a Strasburgo
Una “scossa” all’Unione europea
Il Papa ha colto al
volo l’invito di Schulz,
in continuità con
le simpatie filoeuropeiste dei Papi
precedenti. I giovani
amano l’Ue, ma la
vorrebbero diversa
confini orientali dell’Ucraina, ma
ci sono anche tanti nazionalismi e
populismi che stanno sorgendo e
che vorrebbero far ripiombare
l’Europa in quella situazione di
guerra e di competizione che ne
ha insanguinato il suolo. Il Papa
verrà per dirci che dobbiamo
guardare avanti, non tornare indietro, per spingerci verso quella
fraternità europea che deriva dal
nostro essere cristiani, ma che ci
arriva anche da quella civiltà europea che ha sempre cercato, pur
con tanta fatica, di far emergere
le cose migliori dell’Umano. Su
questo, credo che il Papa potrà
dirci tante cose”.
“I
l Papa arriva in un’Europa
priva di speranza” ma ricca di “giovani che amano
e desiderano l’Europa”. Francesco martedì 25 novembre in un
viaggio velocissimo, andata e ritorno in un’unica e intensa giornata, farà visita prima al Parlamento europeo e poi all’Assemblea del Consiglio d’Europa.
Mons. Gianni Ambrosio, vescovo
di Piacenza, l’Europa ce l’ha nel
sangue: da anni l’attraversa, frequenta i palazzi delle sue istituzioni, si impegna in prima linea
alla costruzione di un’Unione
sempre più forte e più giusta come vice presidente della Comece, la Commissione degli episcopati della Comunità europea.
Quale Europa incontrerà Papa
Francesco?
“Un’Europa che ha bisogno di
trovare la forza ma anche la lungimiranza della speranza. Credo
che Papa Francesco sia in grado,
proprio per il suo carisma e per la
missione che gli compete, di trasmettere questa speranza di cui
l’Europa ha bisogno. Speranza
vuol dire anche orizzonti. Vuol dire saper rivolgere lo sguardo al
Cielo, vuol dire guardare lontano.
L’Europa è invece oggi troppo legata al presente, troppo implicata e purtroppo rinchiusa nei suoi
problemi. Un Continente appesantito dai problemi di ordine
economico e finanziario, che fatica a guardare al domani e a trasmettere ai giovani un ideale su
cui valga la pena puntare”.
Cosa pensano i giovani dell’Europa?
“C’è un dato molto importante
che emerge da una ricerca. Risulta che i giovani continuano ad
avere fiducia nell’Europa. È un
aspetto bello, e credo che il Papa
farà leva su questa fiducia, su
questo desiderio di Europa che
Il parlamento europeo di Strasburgo durante una seduta plenaria
hanno i giovani, proprio per rilanciare una proposta nuova per
l’Europa”.
È significativo che un Papa latino-americano voglia farci innamorare del progetto europeo.
“È vero. Credo che si debba anzitutto ringraziare il presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz,
per l’invito che ha rivolto quasi da
subito al Papa; ma bisogna poi
ringraziare il Papa che ha colto al
volo questo invito, in continuità
con i Papi precedenti che hanno
sempre amato l’Europa e hanno
sempre desiderato questa comu-
nità europea. È vero dunque che
i giovani amano l’Europa, desiderano l’Europa, ma vorrebbero anche un’Europa diversa. Speriamo
che possa avvenire proprio in
questo orizzonte più grande, e nel
rilancio dei grandi ideali europei
che hanno dato vita all’Unione
dopo le terribili guerre mondiali”.
Un’Unione ancora solcata dal
conflitto...
“Indubbiamente, la pace non può
mai essere data per scontata. Ci
sono casi difficili e drammatici,
come quanto sta accadendo ai
Quale il ruolo delle Chiese nelle istituzioni europee?
“Credo che debba essere quello
di aiutare questa nostra Europa
ad avere un’anima. Vorrei rispondere con le parole stesse di
Robert Schuman, secondo il quale noi abbiamo fatto la comunità
europea partendo prima dall’aspetto economico, perché era necessario partire da ciò che era più
facile, ma ciò a cui dobbiamo
guardare è l’unità spirituale dell’Europa e degli europei. Questo
lo diceva un politico, un laico.
Credo allora che il compito della
Comece sia aiutare gli europei a
ritrovare questa anima, e far sì
che ci sia davvero un’unità e una
comunione spirituale, senza la
quale i soli aspetti politici ed economici sono inadeguati e insufficienti perché ci sia davvero un
cammino verso la pace, la riconciliazione e la fraternità tra i popoli”.
Maria Chiara Biagioni
Il più breve viaggio all’estero di un Papa
D
ue viaggi all’estero, intensi, ravvicinatissimi,
impegnativi e non esenti da possibili
“sorprese” sul piano diplomatico, politico e
religioso. Papa Francesco si recherà in visita alle
istituzioni europee a Strasburgo il 25 novembre.
Quindi, a breve distanza, riprenderà l’aereo per
raggiungere questa volta, il 28-30 novembre, la
Turchia. Due “missioni” che prevedono momenti
protocollari, discorsi ufficiali, incontri con autorità
civili e religiose. Due tappe accomunate però dalla
comune matrice europea. Che si tratti di andare nel
cuore del Vecchio Continente oppure di mettere
piede nella “frontiera orientale” d’Europa, la
Turchia, Bergoglio non rinuncerà a portare il suo
messaggio di pace e di concordia. Quello di
Strasburgo sarà il più breve viaggio internazionale di
un Pontefice: il 25 novembre, Francesco resterà a
terra 3 ore e 50 minuti. La precedente visita di
Giovanni Paolo II a Strasburgo nel 1988 avvenne in
un contesto molto diverso, c’era ancora il Muro di
Berlino. L’impegno di Strasburgo si configura come
una visita ufficiale alle istituzioni europee che
hanno sede nella città francese. Il Papa si rivolgerà
prima all’Europarlamento, quindi all’Assemblea
parlamentare del Consiglio d’Europa. È un viaggio
che non presenta eventi di tipo pastorale o liturgico.
PAPA FRANCESCO. A fine mese il viaggio apostolico in Turchia
Ai confini d’Europa, dall’amico Bartolomeo
U
n viaggio ricco di spunti e
guidato da uno spirito di
fraternità ecumenica e di
dialogo interreligioso, sulla scia
di una lunga tradizione che
nella storia ha portato i Pontefici
in terra di Turchia. Così padre
Federico Lombardi ha
presentato il viaggio che Papa
Francesco farà ad Ankara e
Istanbul dal 28 al 30 novembre.
La Turchia, Paese ai confini tra
l’Europa e l’Oriente; terra
“ponte” ma anche “ai margini”,
in cui la religione prevalente è
l’islam, dove i cristiani
rappresentano meno dello 0,2%
della popolazione e i cattolici
sono una esigua ma viva
minoranza. Diverse sono le
motivazioni che hanno spinto
Francesco a recarsi in questa
“periferia” d’Europa: c’è
l’attenzione per il Paese
ospitante e per la situazione in
cui la Turchia si trova in questo
momento, alle prese con la crisi
mediorientale e l’ondata dell’Isis
che batte ai suoi confini
meridionali, a pochi chilometri
dalla città assediata di Kobane.
C’è il dialogo interreligioso, in
una nazione in cui la
popolazione è a maggioranza
musulmana, e nella quale vive
una piccola comunità cattolica
che il Papa abbraccerà e
incoraggerà. Ma soprattutto c’è
l’invito dell’amico fraterno
Bartolomeo I, il Patriarca
ecumenico di Costantinopoli,
con il quale Bergoglio ha già
vissuto insieme tante tappe
importanti del suo pontificato:
dal primo inizio, con la
partecipazione straordinaria a
Roma del Patriarca, al
pellegrinaggio a Gerusalemme,
fino all’incontro per la pace in
Medio Oriente in Vaticano con i
Presidenti israeliano e
palestinese. Bartolomeo ora lo
attende a Istanbul per celebrare
in comunione con lui la festa del
patrono sant’Andrea il 30
novembre. Lo schema del
viaggio è nel suo complesso
molto simile a quello di
Benedetto XVI nel 2006, sebbene
manchi la tappa di Smirne. Il
Papa arriverà il 28 novembre ad
Ankara dove verrà accolto dalle
autorità pubbliche. A Istanbul
invece avverranno gli incontri
con le realtà religiose. Molto
atteso è il passaggio alla
moschea Sultan Ahmet,
conosciuta come “moschea blu”.
Si tratta - ha detto padre
Il Patriarca Bartolomeo I
Lombardi - “di un gesto
importante per i rapporti con i
musulmani”. Francesco
potrebbe pregare in moschea
ma non si tratterebbe, come già
accaduto per Benedetto XVI, di
una preghiera “formale” o
pubblica, quanto piuttosto di un
momento di “raccoglimento”
personale. Domenica 30
novembre il Papa sarà presente
alla liturgia nella chiesa
patriarcale di San Giorgio, al
termine della quale sono previsti
i discorsi di Papa Francesco e
del Patriarca Bartolomeo.
ABAT JOUR
A cura di Angelo M. Fanucci
Che strazio!
“Come si deprime una conquista di civiltà”: un tema
che potremmo tranquillamente assegnare al movimento “Femen”, sicuri che lo
svolgerebbe egregiamente.
Il femminismo è stato anche
da noi un grande movimento di liberazione, anche se è
nato fuori della Chiesa o addirittura contro la Chiesa
(come molti altri movimenti
di liberazione). Ne avevamo
davvero bisogno, dopo che
per secoli la condizione femminile è stata una condizione
emarginante, ‘grazie’ anche
a una malintesa interpretazione del messaggio cristiano.
La condizione femminile: il
complesso di norme, usi, costumi e leggi che nel nostro
Occidente hanno riguardato
il ruolo della donna nella società. Per secoli alla donna
abbiamo riconosciuto solo le
capacità e i ruoli che non potevamo non riconoscerle: la
procreazione (almeno finché
gli uomini non avessero imparato loro a partorire), la
cura della prole (almeno finché gli uomini non potessero
disporre di mammelle capaci di erogare su ciucciata il
latte nella misura giusta). I
movimenti di emancipazione femminile, con la loro tenace rivendicazione di un’uguaglianza formale e sostanziale tra la donna e l’uomo,
ha fatto registrare negli ultimi secoli un successo dopo
l’altro.
Ma le ultime performance del
più giovane di questi movimenti, Femen, ha gravemente depresso quelle grandi
conquiste di civiltà. Femen è
nato a Kiev nel 2008, anche
sulla scia di un moto di ribellione contro il fatto che, dopo
il crollo del muro di Berlino
nel 1989, l’Ucraina sembrava destinata a diventare una
meta preferita del turismo
sessuale. Hai capito? Sono
improvvisamente diventati
poveri, gli ucraini, e allora
alcuni dei nostri più assidui
sporcaccioni, tutti rigorosamente anonimi, hanno pensato di dare loro “un aiutino”
attraverso le loro donne più
belle, o anche solo più disponibili. “No!” ha detto Femen.
Forte. Ma quell’iniziale, forte
moto di rivolta morale è caduto nel dimenticatoio, e oggi le attiviste di Femen organizzano spettacoli che sono
un palmo al di sotto della stupidità più stupida che l’uomo
abbia compiuto nei secoli dei
secoli, amen. Che strazio!
Uno di questi spettacoli l’hanno inscenato venerdì 14
novembre in piazza San Pietro. Al fine di protestare contro Papa Francesco, “che
parla come un politico” (!?!),
tre belle ragazze ucraine si
sono denudate davanti all’obelisco. Era presente (notizia
strettamente riservata) un
critico d’arte che ha subito
pensato di metterle in contatto, come modelle, con un
suo amico scultore, che da
anni ha in animo di rieditare
in stile moderno la Venere
callipigia. Niente da fare,
Perché loro da quelle parti,
obbedienti all’orrendo Satana che hanno nel cuore, loro
ci infilano… oggetti religiosi.
LA VOCE ACCADE IN UMBRIA
4
SetteGIORNI
a cura di Enzo Ferrini
E45 SARÀ AUTOSTRADA,
MA NON SUBITO
Il Cipe ha approvato il progetto preliminare
per la trasformazione in autostrada della E45
da Orte a Mestre. Il costo previsto è di 10 miliardi. Subito in Umbria si sono riaperte le
polemiche tra favorevoli e contrari. Non sappiamo chi ha ragione, ma tanto non c’è fretta: il “cronoprogramma” prevede infatti due
anni per l’esproprio dei terreni e la progettazione e altri sei per i lavori. Poi (la PerugiaAncona e la Foligno-Civitanova Marche insegnano!) ci saranno i ricorsi al Tar, e le aziende che si sono aggiudicate i lavori falliscono,
e poi le varianti, ecc. ecc.
STOP AL NUOVO
COLLEGIO UNIVERSITARIO
Un altro esempio della confusione che accompagna la realizzazione di qualsiasi opera pubblica è quello del collegio universitario che l’Adisu voleva costruire di fronte al
cimitero monumentale di Perugia. Già nel
2007 c’era stata una prima autorizzazione
del Comune, ma i lavori erano cominciati
soltanto alla fine del 2013. Quando le ruspe
hanno abbattuto gli ulivi di fronte alla storica chiesa di San Bevignate e alcune associazioni hanno protestato, ci si è però accorti
che l’autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza era scaduta nel luglio 2013. I
lavori sono stati quindi sospesi, e nei giorni
scorsi bloccati definitivamente dalla Regione
poiché la Direzione regionale dei beni culturali ha negato una nuova autorizzazione.
Adesso che fine faranno i 12 milioni di euro
- la metà dei quali proveniente dal Ministero - per la costruzione del collegio? E sopratutto, chi pagherà la penale (si parla di più di
un milione di euro) alle ditte che che si erano aggiudicati i lavori?
MARSCIANO, SONO
ANCORA 300 GLI SFOLLATI
Sono passati quasi cinque anni dal terremoto che nel dicembre 2009 aveva interessato
Spina e altre frazioni del Comune di Marsciano, e ancora ci sono circa 300 persone
che non possono tornare a casa. Lo ricorda
Ruggero Zaganelli, presidente del Comitato
terremotati, il quale tuttavia si dice “parzialmente soddisfatto” per l’andamento della ricostruzione. Insomma, cinque anni sono
tanti, però va ricordato che soltanto da poco sono state assegnate le case agli ultimi
sfollati del terremoto del Belice... avvenuto
nel 1968.
Via libera a Catiuscia Marini
REGIONE. In vista delle
elezioni, però,
il Pd esige che cambi ben
il 70% della squadra che
le si affiancherà
C
atiuscia Marini si può ricandidare,
ma diversi assessori della Giunta in
carica dovranno uscire di scena.
L’attuale presidente della Giunta regionale ha avuto il via libera per il secondo
mandato dall’assemblea regionale del Pd,
ma contemporaneamente il segretario
Giacomo Leonelli ha fatto approvare un
ordine del giorno che prevede un rinnovamento dei candidati fissando una percentuale alta: il 70%. “Se mi fossi limitato
- dice - a proporre la conferma della Marini e a rinnovare le liste aggiungendo per
queste (come mi veniva chiesto da alcuni)
degli aggettivi e degli avverbi che lasciavano aperte varie strade sulla scelta delle
candidature, avremmo chiuso l’assemblea
prima”.
Ma ci sono state tensioni interne, soprattutto con il sottosegretario Gianpiero
Bocci e il capogruppo in Regione, Renato
Locchi, che hanno ricordato l’importanza
di fissare non paletti numerici ma criteri di
“opportunità, compatibilità e rappresentanza”.
Leonelli ha ribattuto spiegando che “io
non dico che il passato è il male, ma confermo che una fase storica si è chiusa: ora
i cittadini non votano il meno peggio, come quando chiedevamo di votarci perché
dall’altra parte c’era la destra di Berlusconi. L’esito delle amministrative a Perugia
in questo è stato molto indicativo, e non si
QUALCUNO BUSSA...
ATTENTI ALLE TRUFFE!
Quando bussano alla porta, attenti alle truffe. Lo ricordano le forze di polizia e le aziende che forniscono acqua, luce e gas. Non ci
sono esattori che vengono a ritirare soldi a
casa. Da Terni però giunge un nuovo allarme: ci sono truffatori che girano per le case
a chiedere soldi per i lavoratori dell’Ast in
sciopero o per altre inesistenti iniziative di
beneficienza. In particolare, l’associazione
clown Vip, che opera nell’ospedale di Terni,
fa sapere che non ci sono persone autorizzate a raccogliere fondi per la sua attività,
svolta esclusivamente da volontari.
Catiuscia Marini durante una seduta del consiglio regionale dell’Umbria
può non tenerne conto: ora la gente vota
per le proposte che ritiene possano essere
risolutive per i suoi problemi”.
Ricandidare la Marini e sostenere che la
sua squadra dovrebbe essere ‘rottamata’
può essere anche pericoloso perché può
apparire una contraddizione per l’elettore.
Leonelli si dice anche pronto per una sua
eventuale candidatura in Regione, “se
questa verrà ritenuta utile al Pd, che dovrà
fare una campagna elettorale d’attacco”.
È un fatto che con questa percentuale di
rinnovamento al 70% andrà valutata la
questione delle deroghe. E per chi varrà?
Solo per l’attuale presidente del Consiglio
regionale, Eros Brega? Intanto restano
aperte alcune questioni come la legge
elettorale, anche se il gruppo Pd a palazzo
Cesaroni avrebbe optato per il collegio
unico. Nonostante il via libera per la Marini resta, anche se ormai in linea teorica,
qualche tifoso delle primarie.
Ma i numeri, anche qui, dovrebbero bloccare i sogni. È stato bocciato nel corso dell’assemblea regionale del Pd l’ordine del
giorno proposto dal Comitato per le primarie di Nicola Preiti e Francesco Caruso, che chiedevano di abbassare il numero delle firme necessarie per la candidatura (30% dell’assemblea o 15% degli
iscritti) e di dare il via alle primarie a prescindere dal candidato. Il vice segretario
nazionale del partito, Lorenzo Guerini,
ha bocciato la proposta: “Non si può cambiare il nostro Statuto alla bisogna”.
Emilio Querini
FONDAZIONE MAGNA CARTA. Per il decennale a Norcia incontro
sul tema “Tra il Califfato e il post-umano: il futuro dell’Occidente”
S
abato e domenica a Norcia si
svolgerà il decennale di uno
dei più importanti
appuntamenti della Fondazione
Magna Carta: “A Cesare e a Dio - Gli
incontri di Norcia”. Il tema di
quest’edizione è “Tra il Califfato e
il post-umano: il futuro
dell’Occidente”. Il tema, in un
momento in cui il rischio esterno
(la creazione dell’Isis) si affianca al
rischio interno (lo sgretolamento
della tradizione e dei fondamenti
antropologici), rappresenta una
delle maggiori sfide attuali per il
mondo occidentale. Relazioni sui
temi “Il Califfato e la crisi
internazionale” di Fabrizio
Cicchitto (presidente della
commissione Esteri della Camera)
e “Dalla questione antropologica al
post umano” di Eugenia Roccella
(della commissione Cultura della
Camera). Nel corso delle due
giornate interverranno, tra gli altri:
mons. Rino Fisichella, presidente
IL POSTINO DIVENTA
TELEMATICO
Se non potete andare all’ufficio postale, sarà il portalettere a consentirvi di pagare direttamente a casa vostra i bollettini postali o
a ritirare e spedire le raccomandate. A Perugia e in altri Comuni della provincia è stato
avviato il nuovo servizio del Postino telematico. “Abbiamo pensato - ha detto Paola Capista, responsabile per i servizi di recapito in
Umbria di Poste italiane - soprattutto a pensionati, invalidi, e più in generale a coloro
che per varie ragioni non possono recarsi negli uffici postali”. Il servizio potrà anche essere prenotato chiamando il numero gratuito 803 160.
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
del Pontificio consiglio per la
promozione della nuova
evangelizzazione, che parlerà di
“Fede e politica nel cambiamento
culturale”; mons. Luigi Negri,
presidente della Fondazione
internazionale Giovanni Paolo II;
Antonio Polito, direttore del
Corriere del Mezzogiorno, e
Maurizio Sacconi, presidente della
commissione Lavoro del Senato.
Prevista anche una testimonianza
dell’arcivescovo di Mosul (Iraq),
Il presidente Quagliarello
mons. Amel Nona. L’evento si terrà
nella sala del Consiglio maggiore
del palazzo comunale. I lavori
inizieranno sabato 22 novembre
alle ore 14.30 e si concluderanno
verso le ore 13 di domenica 23.
SANITÀ. La condanna di Lorenzetti, Rosi e Di Loreto
Cosa resta di Sanitopoli?
Maria Rita Lorenzetti (foto Umbriajournail)
L’
ex governatrice dell’Umbria
Maria Rita Lorenzetti, l’ex
assessore regionale alla Sanità,
Maurizio Rosi, l’allora direttore della
Sanità umbra, Paolo Di Loreto, sono
stati condannati per falso ideologico dal
tribunale di Perugia in relazione a due
delibere della Giunta regionale che
autorizzavano alcune Asl ad assumere
personale. Sono cadute le altre
imputazioni (come quella di abuso).
Per tutti le pene (8 mesi per la
Lorenzetti e 8 mesi e 15 giorni per gli
altri due) sono state sospese. Al
termine di una Camera di consiglio
durata circa 7 ore, sono stati invece
assolti tutti gli altri imputati coinvolti a
vario titolo nel procedimento. In
sostanza, i tre avrebbero indotto in
errore la Giunta regionale
sull’esistenza del contenuto di due
delibere, oggetto dell’inchiesta,
presentandole alla firma degli assessori
non complete in tutte le loro parti,
macchiandosi del reato di “falso”. La
Lorenzetti, che come gli altri imputati
ha sempre sostenuto la correttezza del
proprio comportamento, ha assistito in
aula alla lettura della sentenza. “Non
mi aspettavo la condanna e non sono
contenta. Ma ci vedremo in appello”.
L’avvocato della Lorenzetti, Luciano
Ghirga, ha spiegato che “aspettiamo le
motivazioni, impugneremo la sentenza.
Un risultato largamente positivo viene
offuscato da questo, che sinceramente
non capiamo. Non ce l’aspettavamo,
tenuto conto del complesso della
sentenza”. Secondo i giudici, la
delibera ‘incriminata’ non era un
guscio vuoto: erano state istruite
correttamente: la colpa dei condannati
è stata quella di aver inserito solo
successivamente le richieste che
invece sarebbero dovute pervenire
prima della firma. In sostanza, la
sentenza ha guardato all’atto formale e
non ha tenuto conto che le richieste
venivano fatte prima dalle Asl e
venivano formalizzate dopo. Ma ci sarà
battaglia in appello. Vale la pena di
ricordare che il tutto era partito dalla
presunta richiesta di alcuni posti di
lavoro, oggetto di intercettazioni. Da lì
si è scavato, tra l’altro, nei documenti
della Asl 3 (all’epoca interessava il
territorio Foligno-Spoleto). Secondo
l’accusa, alcune delibere sarebbero
state completate con modalità
anomale, con cancellature e aggiunte a
penna. È indubbio che la sentenza
lascia qualche interrogativo sul caso
Sanitopoli, che aveva, per mesi,
riempito le cronache degli organi di
informazione. Molte accuse sono
cadute, già in primo grado. E tanti
imputati sono stati ‘condannati’, come
avviene sempre più spesso,
dall’opinione pubblica e non dai
giudici, che ne hanno assolti 7 con
motivazioni come “il fatto non
costituisce reato” o perché “il fatto non
sussiste”. Insomma, tanto rumore per
quasi nulla?
E. Q.
LA VOCE ACCADE IN UMBRIA
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
❖ PATRONATI
Prosegue l’opera di protesta
e di sensibilizzazione
Continuano le azioni di sensibilizzazione e di
protesta dei patronati contro i tagli delle risorse
contenuti nella legge di Stabilità. Il coordinamento
regionale del Ce.Pa. Umbria (Centro Patronati che
raggruppa i principali patronati: Acli, Inas, Inca e
Ital) ha incontrato le senatrici Valeria Cardinali e
Nadia Ginetti e l’onorevole Giampiero Giulietti ai
quali ha espresso le tante preoccupazioni per i tagli
che mettono a rischio di chiusura i tantissimi
luoghi di erogazione di servizi gratuiti di assistenza,
tutela e patrocinio a milioni di cittadini, centinaia
di migliaia dei quali dell’Umbria. I parlamentari
hanno ribadito, così come molti altri loro colleghi
che non sono riusciti a partecipare all’incontro ma
che hanno manifestato la propria adesione, il
valore e l’irrinunciabilità dell’attività svolta dai
patronati a servizio dei cittadini. I parlamentari
presenti oltre ad esprimere solidarietà ed
attenzione anche ai tanti lavoratori ed operatori
che rischiano il proprio posto di lavoro, hanno
illustrato le iniziative già intraprese alla Camera
(primo ramo del Parlamento in cui sarà affrontata
la legge di stabilità) ed al Senato. Hanno poi
espresso una positiva valutazione dell’incontro di
ieri fra i Patronati ed il Ministro Poletti che, anche
in coerenza con quanto recentemente affermato
dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha
ribadito che è intenzione del Governo riesaminare
l’intervento previsto sui patronati.
❖ PANICALE
Iniziative per la Giornata
mondiale diritti dell’infanzia
In occasione della Giornata mondiale dei diritti
dell’infanzia l’assessore Silvia Prelati del Comune
di Panicale ha presentato il suo programma di
iniziative. Il 20 novembre ricorre il 25° dalla
firma della Convenzione Onu sui Diritti
dell’infanzia, approvata dall’Assemblea generale
delle Nazioni nel 1989. Il progetto pilota,
improntato alla sussidiarietà, viene
sperimentato in collaborazione con il Comune di
Piegaro, il Comune di Paciano e con gli Uffici di
cittadinanza. Il titolo dell’iniziativa sarà: Colletta
“Latte e pannolini” ricalcando il modello del
5
Banco alimentare. Dal 20 al 22 novembre, nei
supermercati e nelle farmacie dei Comuni
aderenti, che esporranno la locandina, coloro
che lo vorranno, potranno acquistare prodotti
destinati alla fascia d’età 0-3 anni e 3-6 anni che,
successivamente, saranno stoccati presso le sedi
degli Uffici dei Servizi Sociali, catalogati e
ridistribuiti alle famiglie aventi diritto all’interno
degli stessi Comuni. Per quanto attiene alle
iniziative di sensibilizzazione rivolte alle Scuole
presso l’Istituto Comprensivo di Panicale e
Paciano, si terranno degli incontri animati di
gioco e riflessione promossi dall’Associazione
Emergency, dal titolo “Vivere in libertà ... libertà
di vivere”. Verrà anche proposto il Programma
sperimentale di promozione della lettura ad alta
voce ai bambini in età prescolare e scolare.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI
Il magnifico rettore
Moriconi traccia un
bilancio a un anno
dalla sua elezione
Aumentano le
iscrizioni e il prestigio
nazionale e
internazionale
E
ra il 24 ottobre 2013 quando Franco Moriconi, ex
preside della facoltà di Veterinaria, divenne il nuovo rettore dell’Università degli studi di
Perugia per il sessennio 20132019. A distanza di un anno, “un
anno non facile”, il Magnifico ha
deciso di tirare le somme del suo
operato nel corso di una conferenza stampa a palazzo Murena.
I 12 mesi appena trascorsi
Si dice “stanco, ma contento”, il
rettore Moriconi, per i suoi primi
dodici mesi di mandato. Ha ripercorso velocemente le iniziative intraprese, come l’avvio di
rapporti con le scuole (“prima totalmente assenti”) e con gli istituti di alta formazione (Università per Stranieri, Accademia di
belle arti, Conservatorio, ecc.)
per creare quel progetto di “Perugia città universitaria che non
ha eguali in altre realtà”. Moriconi ha poi ricordato i nuovi servizi agli studenti: l’assistenza medica per i fuori-sede, gli sconti
sulle tasse, le tariffe agevolate
per trasporti, negozi e ristoranti...
Infine i traguardi nel campo della ricerca. “Abbiamo ricostituito –
sottolinea – il Fondo per la ricerca di base con un milione di euro, che ha consentito creazione
di 84 borse per 18 dottorati. A
questi vanno aggiunti 68 posti
per ricercatori a tempo determi-
BREVI
Nuovi spazi per studiare
È
Il Rettore Franco Moriconi durante la conferenza stampa
nato, 52 assegni di ricerca. Uno
sforzo che non ha eguali in altri
atenei italiani, anche più grandi
del nostro”.
Matricole in aumento
Il lavoro fatto sembra dare i suoi
frutti, almeno secondo i numeri.
Dopo anni di segno negativo, infatti, le immatricolazioni sono
tornate a salire. Per le iscrizioni
al primo anno dei corsi triennali
si è registrato un aumento del
2,25% (3.594 rispetto a 3.515 di
un anno fa), per i corsi di laurea
a ciclo unico (Medicina, Veterinaria, ecc.) un +14,67% (891 rispetto a 777), e per le lauree magistrali un +27,66% (563 rispetto
a 441), dato comunque ancora
provvisorio, in quanto le iscrizioni si chiuderanno ufficialmente
nel febbraio 2015.
In sintesi, quindi, l’incremento
medio è pari al 6,7%, ma Moriconi avverte: “Sono contento, ma
nessun trionfalismo, in quanto,
francamente, non ci credo del
tutto; verificheremo a febbraio.
Certo è che siamo saliti in tutte le
classifiche nazionali e internazionali”.
Futuro ricco di sfide
Ad oggi, di sicuro c’è che le sfide
da affrontare sono ancora tante.
“Stiamo lavorando alla preparazione del bilancio del prossimo
anno – spiega il Rettore –, ma con
grandi difficoltà, in quanto non si
conosce ancora l’importo del
Fondo nazionale. Faremo di tutto per mantenere gli impegni assunti per la ricerca”.
ADISU
Stop definitivo al cantiere
universitario a San Bevignate
❖ RNS AD ASSISI
Ritiro per sacerdoti,
diaconi e religiosi
Si sta svolgendo dal 17 e fino al 22
novembre ad Assisi, alla Domus Pacis, il
ritiro spirituale nazionale per sacerdoti,
diaconi e religiosi, promosso dal
Rinnovamento nello Spirito Santo.
All’iniziativa sul tema “Io sono una
missione” (Evangelii Gaudium n. 273),
hanno partecipato oltre 300 sacerdoti
provenienti da tutta Italia. Principale
relatore mons. Giancarlo Maria
Bregantini, arcivescovo di Campobasso Boiano, presente il presidente
nazionale, Salvatore Martinez, il
consigliere nazionale spirituale don
Guido Pietrogrande e alcuni membri di
Comitato e Consiglio Nazionale RnS.
L’annuale proposta del RnS attesta
particolare sintonia con l’attenzione che
la Conferenza Episcopale Italiana sta
dedicando alla formazione permanente
del clero. Mostra, al contempo, il
sostegno del RnS in favore dei presbiteri,
anche in vista dell’Anno dedicato alla
Vita consacrata. Il RnS è un Movimento
ecclesiale che in Italia conta più di 200
mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900
gruppi e comunità.
24 novembre arriveranno a Perugia 17 docenti di altri atenei,
che valuteranno 9 corsi di laurea
al fine di ottenere l’accreditamento dell’Anvur Agenzia nazionale
di valutazione del
sistema universitario e della ricerstata ufficialmente inaugurata la prima
ca. “Siamo stati
aula-studio autogestita per gli studenti. Il
noi stessi - sottolirettore Moriconi ha consegnato nei giorni scorsi
nea Moriconi - a
le chiavi dell’aula Ceccherelli (edificio B del
chiedere questo
dipartimento di Chimica in via Elce di sotto,
riconoscimento.
angolo via del Liceo) ad Alberto Maria
Le valutazioni che
Gambelli, presidente del Consiglio degli
emergeranno serstudenti. “È solo il primo tassello – ha spiegato
viranno ad accreil rettore - di un piano che punta a reperire
ditare i 9 corsi esaalmeno 3-4 aule nel centro storico di Perugia”.
minati e saranno
Alla struttura, che può accogliere una sessantina
utili quali linee di
di studenti, possono accedere gli iscritti a tutti i
indirizzo per gli
dipartimenti dell’ateneo. L’aula sarà aperta nei
altri. Non mi
giorni feriali, da lunedì al venerdì dalle 19 alla
aspetto che saremezzanotte, e nei festivi, sabato e domenica
mo subito prodalle 9 alle 19. “La gestione – ha evidenziato
mossi, ma le proGambelli - è interamente svolta dal Consiglio
blematiche che
degli studenti attraverso la figura degli studenti
emergeranno ci
coordinatori, che hanno frequentato i corsi di
consentiranno di
pronto soccorso e antincendio. Al momento
capire come e dosono 20 gli studenti formati a Perugia e che
ve intervenire”.
possono garantire l’apertura dell’aula”.
A lungo termine,
poi, si pensa all’internazionalizzaMa la sfida più grande resta la di- zione, con corsi con doppio titolo
dattica, campo a cui sarà dedica- e in lingua inglese, all’apertura
to il lavoro dell’anno accademi- alla didattica in modalità e-learco 2014-2015 “con l’obiettivo di ning e a un aggiornamento del
migliorare il livello di qualità dei portale web dell’ateneo entro
corsi per portarlo all’eccellenza”. giugno 2015.
Laura Lana
Si comincia subito, in quanto il
Il cantiere universitario di San Bevignate
Resta
il problema
del
risarcimento
per l’appalto
sfumato:
un
milione
di euro
Q
uesto collegio non s’ha da fare!
Per lo studentato di San
Bevignate è arrivato
ufficialmente dalla Regione lo stop ai
lavori. A darne notizia il vice sindaco
con delega all’Ambiente, Urbano
Barelli, in una nota in cui comunica
che “la Regione Umbria ha negato in
modo definitivo, con la determinazione
dirigenziale n. 8162 del 9 ottobre 2014,
l’autorizzazione paesaggistica per la
costruzione dello studentato davanti a
San Bevignate progettato dall’Adisu”.
Barelli, da sempre contrario al
progetto, ha commentato “la positiva
conclusione” della vicenda come un
esempio della “rinnovata
responsabilità” dell’Amministrazione
in merito alle politiche di
conservazione e valorizzazione del
patrimonio culturale e ambientale, “un
patrimonio del quale dobbiamo essere
fieri e gelosi custodi”. La vicenda era
iniziata il 30 novembre 2007, con una
prima autorizzazione paesaggistica
rilasciata dal Comune di Perugia, che
era stata però annullata il 10 gennaio
2008 dalla Soprintendenza per i beni
architettonici e il paesaggio. Dopo la
prima bocciatura, l’Adisu aveva
insistito chiedendo l’autorizzazione
direttamente alla Regione, che,
all’epoca, l’aveva rilasciata, ottenendo
anche il parere favorevole della
Soprintendenza il 4 settembre 2008.
Senonché, dopo l’avvio dei lavori a
dicembre 2013, ci si era tardivamente
accorti che l’autorizzazione era già
scaduta il 29 luglio 2013, come poi
riconosciuto anche dal Tar. Per poter
riavviare i lavori, quindi, l’Adisu
avrebbe dovuto ottenere una nuova
autorizzazione, la cui richiesta è stata
ripresentata a giugno per poi essere
nuovamente bocciata sia dalla
Direzione regionale per i beni culturali
e paesaggistici dell’Umbria, sia,
qualche giorno fa, per l’appunto, dalla
Regione. La questione però può dirsi
tutt’altro che risolta. Resta infatti
ancora in bilico l’aspetto economico del
progetto da 11,7 milioni di euro, di cui
6 di finanziamento ministeriale. In
primis, c’è la questione della penale:
1,17 milioni di euro che spettano al
consorzio delle imprese che si è
aggiudicato l’appalto (la questione è
già in mano agli avvocati) come
risarcimento danni, in quanto l’affare è
sfumato. Chi dovrà pagare è questione
altrettanto complessa, in quanto
l’Adisu, a cui è stato affidato l’appalto, è
un’agenzia della Regione, la stessa
Regione che ha dato lo stop definitivo
ai lavori. Sembra poi che andranno
persi anche quei 6 milioni di euro di
finanziamento ministeriale già stanziati
e ora pronti a tornare al mittente.
Riteniamo “di non poter considerare
ammissibili le ipotesi alternative” a
quella originaria, sentenziarono infatti
perentoriamente a suo tempo dalla
Commissione paritetica ministeriale
circa la possibilità di un utilizzo
alternativo dei fondi.
La. La.
LA VOCE ACCADE IN UMBRIA
6
❖ DIRITTI INFANZIA
Programma regionale
della Giornata e progetto Piuma
“A tutti i bambini i loro diritti”, è lo slogan
adottato per le iniziative organizzate dalla Regione
Umbria per la Giornata internazionale dei diritti
dell’infanzia e dell’adolescenza 2014, che ricorre il
20 novembre. L’assessore regionale al Welfare,
Carla Casciari, in una nota ricordando che la
Regione Umbria “ormai da circa dieci anni,
celebra la Giornata attraverso un’azione congiunta
di sensibilizzazione e promozione dei diritti dei
minori” ha presentato il calendario 2014 con
eventi che si terranno fino a gennaio 2015 e che si
sono aperti con un seminario su “L’ascolto e i
bisogni dei bambini piccoli all’asilo nido”. Il 16
dicembre si terrà il seminario conclusivo del
progetto “Piuma”, (Progetto integrato unità
multidisciplinare abuso) il cui obiettivo è
contrastare il maltrattamento e l’abuso sui minori
e il 18 dicembre un incontro condotto da Ugo
Sabatello, neuropsichiatra infantile dell’Università
di Roma “La Sapienza”, che approfondirà i delicati
aspetti relativi alla tutela del minore in caso di
questioni giudiziarie. Il ciclo di iniziative sarà
concluso da un seminario di presentazione del
programma di intervento per prevenire
l’istituzionalizzazione del minore a cura di Paola
Milani, docente all’Università di Padova e
responsabile scientifico del progetto.
❖ FONDI ATER
Per miglioramento energetico
immobili edilizia residenziale
Un milione 136 mila euro sono le risorse
assegnate dalla Giunta regionale all’“Ater”
Umbria per interventi di miglioramento
energetico su immobili di edilizia residenziale
pubblica di proprietà dei Comuni. “I
finanziamenti – ha spiegato l’assessore regionale
all’Ambiente Silvano Rometti, proponente il
provvedimento – serviranno, per lo più, alla
sostituzione delle vecchie caldaie con caldaie ad
alta efficienza energetica e degli infissi a vetro
singolo con moderni infissi a doppio vetro. Gli
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
edifici interessati dall’azione di miglioramento
energetico sono distribuiti nei comuni di Amelia,
Città di Castello, Montone, Foligno, Guardea,
Massa Martana, Narni, Perugia, San Venanzo,
Spoleto, Terni, Todi, Umbertide e coinvolgono un
totale di 284 famiglie che potranno beneficiare di
significative riduzioni sul costo delle bollette
energetiche, di luce e gas, e di un miglior comfort
abitativo”. Gli edifici sono stati individuati
d’intesa con l’Anci regionale sulla base delle
esigenze di riqualificazione energetica
evidenziate dall’“Ater” relativamente agli
immobili residenziali che gestisce per conto dei
Comuni, i quali parteciperanno alla realizzazione
degli interventi con un cofinanziamento di quasi
181 mila euro, in qualità di proprietari di alloggi.
AGROALIMENTARE. I dati e le prospettive dell’Umbria
Il nostro “food”
merita più export
I
l 14 novembre, presso il
dipartimento di Scienze
agrarie, si è tenuto un
convegno sul tema “Industria
agroalimentare e mercato
globale: come prepararsi alle
sfide e cogliere le opportunità
in prospettiva dell’Expo 2015”,
organizzato da Certiquality,
istituto di certificazione della
qualità, dall’Università di
Perugia e dall’Ordine dei
tecnologi alimentari di Emilia
Romagna, Toscana, Marche e
Umbria. L’incontro, moderato
dal prof. Giuseppe Tei,
direttore del Dipartimento, ha
visto l’introduzione di Enrico
Strino, area Manager Umbria
di Certiquality, che ha
ricordato come quello
agroalimentare rappresenti il secondo
settore manifatturiero italiano, subito
dopo quello della meccanica, con un
fatturato di 132 miliardi di euro, pari al
15% del Pil nazionale; un export di 27,5
miliardi, pari al 15% del fatturato, contro
una media europea del 18%. Un settore
che in Umbria ha ancora ampie
potenzialità di crescita - ha sottolineato il
prof. Tei - se si riuscirà a fare sistema,
realizzando un virtuoso gioco di squadra
che veda coinvolti su comuni obiettivi e
programmi condivisi le imprese e le loro
associazioni, le istituzioni e il mondo
della formazione e della ricerca,
puntando a valorizzare e comunicare nel
mercato globale la qualità e tipicità dei
prodotti insieme al valore aggiunto del
nostro territorio. Giovanni Polenzani
dell’assessorato regionale all’Agricoltura
ha illustrato le politiche regionali per
l’export all’interno del Piano di sviluppo
rurale 2014-2020, che destina all’Umbria
risorse per 900 milioni di euro in 7 anni,
pari al 50% del totale dei Fondi
strutturali europei assegnati alla nostra
regione. I nuovi bandi riguarderanno
non più, come in passato, solo
i prodotti con le certificazioni
Dop, Igp, Doc, Igt e quelli
biologici, ma anche altri
prodotti di qualità certificati
volontariamente da cluster e
reti d’impresa, puntando a
valorizzare e promuovere il
“marchio” Umbria. Polenzani
ha invitato le imprese e le loro
associazioni a essere proattive, fornendo alla Regione
idee, progetti e proposte per
ottenere un più efficace e
mirato utilizzo delle risorse e
un maggiore impulso allo
sviluppo del settore. Anche
Aurelio Forcignanò, direttore
di Confindustria Umbria,
dopo aver ribadito il ruolo
trainante per l’economia italiana del
comparto agroalimentare, che vede
coinvolte oltre 63.000 aziende,
occupando 385.000 addetti, ha
sottolineato come l’export
agroalimentare sia aumentato dal 2002
al 2013 solo del 15%, contro una crescita
del 48% del comparto manifatturiero
nazionale. Dopo aver illustrato i punti di
Convegno a
Perugia sul
tema “Industria
agroalimentare
e mercato
globale: come
cogliere le
opportunità in
prospettiva
dell’Expo 2015”
Alcuni prodotti che caratterizzano la tipicità umbra
forza e di debolezza delle aziende umbre
del settore, ha affermato che vi sono
notevoli potenzialità di crescita,
soprattutto puntando sui mercati esteri
(viste le stime di stagnazione dei
consumi interni anche nei prossimi
anni). Il prof. Paolo Fantozzi ha
ricordato come la valorizzazione delle
produzioni di qualità sia un fattore di
successo imprescindibile per il food
made in Umbria, legato anche a una
sempre più diffusa ed esigente
educazione alimentare. Ha invitato le
aziende a investire anche sulle
problematiche della sicurezza
alimentare, e a svolgere poi un’attività di
promozione e comunicazione adeguata.
Dopo l’intervento di Antonio Morabito
dell’Ispettorato centrale per il controllo
della qualità e la repressione frodi, che
ha parlato della corretta etichettatura dei
prodotti, Andrea Valiani dell’Istituto
zooprofilattico di Umbria e Marche ha
relazionato sui requisiti igienico-sanitari
e sui controlli per i prodotti destinati ai
mercati esteri. Stefania Pironi,
presidente dei Tecnologi agroalimentari
di Emilia Romagna, Toscana, Umbria e
Marche, ha illustrato il ruolo decisivo dei
tecnologi alimentari, che forniscono alle
aziende le competenze specialistiche
necessarie per affrontare con successo i
mercati internazionali, garantendo
affidabilità, sicurezza alimentare,
costanza della qualità e rispetto delle
specifiche tecniche. Micaela Coppini
dell’omonimo oleificio di Terni, una
delle prime aziende alimentari umbre
certificate da Certiquality, ha raccontato
l’esperienza della sua
azienda familiare, fondata
nel 1955, che ha iniziato a
Umbria. Import / export nei settori agricoltura, silvicoltura e pesca,
esportare nel 1994 negli
e dei prodotti alimentari, bevande e tabacco
Stati Uniti, e oggi raggiunge
con i suoi oli extra-vergine
2013 revisionato
2014 provvisorio
d’oliva di qualità ben 35
territorio
import
export
saldo
import
export
saldo
mercati esteri. Ha concluso
Perugia
374.338.910
435.939.683
61.600.773
427.776.350 450.268.840 22.492.490
i lavori Stefania Modafferi,
Terni
25.877.136
75.788.465
49.911.329
36.007.281
56.761.356 20.754.075
food industry manager di
Certiquality, parlando della
Umbria
400.216.046
511.728.148 111.512.102
463.783.631 507.030.196 43.246.565
certificazione volontaria
%2014/2013
15,9
-0,9
-61,2
come strumento per
migliorare la visibilità sui
Elaborazione del 13/11/2014 su dati Istat-Coeweb. Periodo riferimento: II trimestre 2014 - Valori in Euro, dati cumulati
mercati esteri.
Alberto Mossone
“Il nostro lavoro continua, ci ricandideremo” hanno detto i giovani perugini
È Varna (Bulgaria) la Capitale europea dei giovani 2017
Panorama di Varna, in Bulgaria
P
erugia non sarà la Capitale
europea dei Giovani 2017.
Il verdetto – che ha incoronato Varna, in Bulgaria - è arrivato mercoledì sera a Cluj-Napoca, in Romania, nel corso della Fiera delle associazioni dello
European Youth Forum - Forum
europeo dei giovani, organismo
che assegna dal 2009 il titolo con
la collaborazione del Consiglio
d’Europa.
La cerimonia è stata seguita in
diretta tramite un live web al
100dieci cafè di via Pascoli, a Perugia; presente anche il sindaco
Andrea Romizi. Il capoluogo si
contendeva la finale con altre tre
città: Cascais in Portogallo,
Galway in Irlanda e Varna, la
vincitrice.
“Il nostro lavoro continua, non
ci arrendiamo, ci ricandideremo” - hanno sottolineato i giovani promotori dell’iniziativa.
“Nella vita conta la ‘tigna’ – ha
commentato il sindaco -. Sono
convinto del lavoro che si è fatto
fin qui, non andrà perso, ma solo se avrete la volontà di portarlo avanti. Come Amministrazione noi ci siamo. Questa è una
città dove è fondamentale che
qualcosa si smuova, in questi
mesi si è risvegliata anche grazie a voi, non facciamola riaddormentare!”.
Il percorso di candidatura era
cominciato nella seconda parte
del 2013, quando un gruppo di
giovani attivi in Umbria, spinti
anche dalla parallela candidatura a Capitale europea della Cultura 2019, ha costituito una coalizione, il Forum dei Giovani dell’Umbria, composto da 96 associazioni giovanili di diverso ge-
nere (studentesche, ambientaliste, laiche, religiose, di promozione dello sport, della cultura...)
La candidatura ufficiale era arrivata il 20 febbraio scorso, con il
supporto di Regione Umbria, Comune di Perugia, Fondazione
Perugiassisi2019 e del Forum
nazionale giovani (FNG). Il 23
aprile il progetto aveva superato
la prima fase di scrematura, a
cui ne era seguita una seconda
di approfondimento che aveva
portato ad inviare a Bruxelles,
grazie anche all’ausilio dell’Amministrazione comunale, l’Application form definitiva e tutti
gli allegati richiesti; gli ultimi
elementi erano stati integrati in
ottobre, per poi arrivare al verdetto conclusivo di mercoledì sera. Il progetto di candidatura si
basava su diverse tematiche: la
creazione di un modello di partecipazione attiva per i giovani
nella città e nella regione; l’apprendimento interculturale in
una dimensione europea; la mobilità giovanile in Europa; l’incentivazione dell’espressività
creativa; l’educazione e promozione dei diritti dell’uomo; l’educazione non formale e alla pari;
l’inclusione sociale dei giovani
con meno opportunità; la disoccupazione e il lavoro; il volontariato.
Laura Lana
LA VOCE CULTURA
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
7
❖ ARS CANTORIUM
❖ MARINI CLARELLI
Dieci anni di attività
concerto con tanti ospiti
Giornata in ricordo
di Francesco Santi
La rassegna Ars Cantorium organizzata dalla
corale Frà Giovanni da Pian del Carpine
domenica 23 novembre, alle ore 18.30,
festeggia dieci anni di attività nell’ambito della
manifestazione Olivagando, presso la chiesa
San Giovanni Battista. Tanti gli ospiti
d’eccezione per il decennale: le voci soliste
Claudia Marss, Damiana Pinti, Letizia
Pellegrino; il violoncellista Andrea Rellini e il
pianista Giuseppe D’Angelo. La corale Fra’
Giovanni da Pian di Carpine, diretta dal
maestro Sergio Briziarelli, nasce a Magione nel
Sabato 22 novembre, a Palazzo degli Oddi Marini
Clarelli di Perugia (via dei Priori) a partire dalle ore
9.15 incontro di studio su “A cento anni dalla nascita
di Francesco Santi (25 novembre 1914 - 29 gennaio
1993) la Fondazione Marini Clarelli Santi ricorda la
figura e l’opera di Santi, storico dell’arte,
soprintendente ai beni storici artistici dell’Umbria.
Saluti tra gli altri del prefetto di Perugia Antonella
De Miro, del sindaco Andrea Romizi, dell’assessore
Fabrizio Bracco, i soprintendenti Francesco
Scoppola, Fabio De Chirico, Anna Di Bene, Mario
Squadroni. Alle 10.30 relazioni: introduce e
coordina Giovanna Giubbini, presidente della
La Corale Ars Cantorum di Magione
1999. Molto attiva nel territorio magionese e
regionale propone un repertorio che ad oggi
comprende musiche corali a cappella sia sacre
che profane dal rinascimento ad autori
contemporanei, oltre alla musica leggera e
gospel. Il coro aderisce all’Arcum e si esibisce
nel contesto di alcune iniziative corali
regionali. Il concerto è a ingresso libero.
Fondazione Marini Clarelli Santi. “Le fondazioni
private a carattere culturale e l’ordinamento
giuridico”, Giuseppe Severini, presidente di Sezione
del Consiglio di Stato, “Biografia di Francesco Santi”,
Chiara Bacoccoli e Laura Zazzerini, Fondazione
Marini Clarelli. Alle 12.30 presentazione
dell’edizione dello studio inedito “Una collezione
seicentesca a Perugia” di Francesco Santi a cura di
Maria Vittoria Marini Clarelli, soprintendente alla
Galleria nazionale d’arte moderna e
contemporanea. Alle 14.30 testimonianze di Mario
Bellucci, Maria Pia D’Agostinis, Filippo Duranti,
Maria Grazia Marchetti Lungarotti, Ruggero Ranieri.
Nel corso dell’incontro, alle ore 16, verranno
presentate la ristampa della Guida storico artistica di
Perugia di Francesco Santi (1950) a cura di Laura
Teza e viene inaugurata la mostra “Francesco Santi.
Vita pubblica e privata” a cura di Annie Cottrau.
PERUGIA convegno
Verranno ricordati Mario
Luzi, Alessandro
Parronchi, don Divo
Barsotti e Piero Bigongiari
Dal 21 al 23 novembre nella sala del Dottorato
della Curia di Perugia IV convegno nazionale
di scrittori di ispirazione cristiana
Teologia
e poesia
N
el 2011 un coordinamento
di amici e letterati, pieni di
buona volontà e di
passione letteraria e religiosa, con
la presenza e l’appoggio del
cardinale Giuseppe Betori di
Firenze, avviò e organizzò il
primo dei convegni nazionali
sugli scrittori di ispirazione
cristiana a Firenze e sulla scia dei
convegni di scrittori cattolici che
si tennero dagli anni Trenta fino
agli anni Quaranta e Cinquanta,
pensarono di dar loro continuità sebbene con formule diverse e
modalità letterarie diverse. Si
pensò di guardare la realtà attuale
e le sue inquiete esigenze,
personali e generali, con l’occhio
della letteratura, della poesia,
dell’arte e fu scelto come tema:
“Quando la letteratura entra nelle
pieghe della vita e della storia
dell’uomo” quando i criteri cioè
della letteratura si evolvono e
sono capaci di leggere i
sentimenti più profondi del nostro
tempo, tra apocalissi e utopie; e
quando la letteratura interpella
l’attesa di Dio oggi, tra spinte in
avanti e tradizionalismi marcati.
Negli anni successivi seguirono
altri convegni con temi diversi.
Nel 2012 nel cinquantesimo
anniversario dell’apertura del
Concilio Vaticano II il tema fu:
“Sfide culturali e letterarie in
Italia a cinquant’anni dal Concilio
Vaticano II”. Nel 2013, tenendo
presente in modo particolare la
poesia, si è proposto il tema “Sulle
tracce del Dio nascosto, quando i
poeti si mettono in gioco”.
Quest’anno, continuando sulla
tematica della poesia e volendo in
modo del tutto particolare
ricordare il centenario della
nascita di Mario Luzi, Alessandro
Parronchi, don Divo Barsotti e
Piero Bigongiari, si è proposto il
titolo “La teologia della poesia”.
Tema quanto mai affascinante,
vasto se vogliamo anche generico,
ma dentro il quale si vorrebbero
leggere i versi dei suddetti poeti e
di altri, come la poesia si accosta
alla teologia, al Discorso su Dio,
al Dialogo con Dio, nella
evoluzione della vita e della storia
dell’uomo. Pur nella varietà dei
costumi e delle culture può
suscitare particolare interesse
quanto già scriveva Boccaccio
nella sua Vita di Dante: “Dico che
la teologia e la poesia quasi una
cosa si possono dire, dove uno
medesimo sia il suggetto; anzi
dico di più: che la teologia niuna
altra cosa è che una poesia di
Dio”. Boccaccio scriveva intorno
al 1350 e allora la cultura, la
teologia, la filosofia avevano una
struttura ben definita dentro le
Summe, in arte o in filosofia,
“Incontrinterra”
artisti
a Deruta
in dialogo
con la ceramica
IL PROGRAMMA
I
Il poeta Mario Luzi
proprio di Dante e di San
Tommaso d’Aquino.
Oggi - e non da ora cioè dal
secolo Ventunesimo o Ventesimo,
ma già dal Settecento e via via
negli anni più vicini a noi - tale
equazione è divenuta più
problematica, più impegnativa,
più drammatica, non perché
l’uomo sia cambiato, bensì perché
la storia nei ritmi del tempo,
prende coscienza man mano di
altri problemi e li sente propri o li
vive in maniera più forte, più
personale e meno distaccata. Un
rapporto insomma – quello tra
teologia e poesia - divenuto più
inquieto in sede critica o creativa,
tra saggisti e narratori e poeti. Se
vogliamo esemplificare brevissimamente - già negli anni
successivi al Vaticano II, alla metà
degli anni Settanta, una rivista
prestigiosa come Concilium
dedicava un numero speciale a
FOLIGNO mostra
N
ell’ambito dei festeggiamenti della patrona dei ceramisti di Deruta, santa Caterina, con il contributo
del Comune di Deruta e della ProDeruta, dal 22 al
29 novembre negli spazi dell’ex fornace Grazia, a Deruta,
si terrà la mostra di arte contemporanea “Incontrinterra”.
La rassegna fa parte di un progetto ideato da Attilio Quintili con l’intento di far incontrare artisti che impiegano un
codice espressivo comune, la ceramica, seppure con poetiche, visioni e soluzioni tecniche individuali. La varietà,
nella provenienza geografica e culturale degli artisti, in
questo preciso momento storico, costituisce un’occasione
per indagare le potenzialità insite di questo materiale. Gli
stimoli per raggiungere tali obiettivi trovano in Deruta un
luogo giustamente autorevole. Tra gli artisti Ambrogio
Pozzi, Alfredo Gioventù, Antonio Grieco, Attilio Quintili,
Eraldo Chiucchiù, Marino Moretti, Maurizio Tittarelli
Rubboli, Nino Caruso, Paolo Polloniato, Riccardo Monachesi, Rita Miranda.
Teologia e letteratura (5/ 1976)
con nomi di grande autorità
intellettuale come padre
Dominique Chenu, Jean Claude
Renard, Jean Pierre Jossua e
puntualizzando il rapporto tra
poesia, fede e teologia in un
intreccio tra mistero, sacro e fede.
Ed è proprio dagli anni Sessanta
che il rapporto diviene ancora più
altalenante nella poesia delle cose
e dei fatti e
dell’ermetismo di
un poeta come Luzi
che rincorre man
mano il simbolismo
l convegno, aperto a tutti, si tiene dal 21 al 23
e una librazione
novembre nella sala del Dottorato della Curia
morale che è come
arcivescovile di Perugia (il 21, a partire dalle ore
assenza sfuggente e
15) e alla sala dei Notari (il 22 novembre a
meta-fisica fino alla
partire dalle ore 10). Il 23 novembre alle ore 9
contemplazione e
messa celebrata dall’arcivescovo ausiliario mons.
un canto dell’anima
Paolo Giulietti. Venerdì 21 alle ore 15 dopo i
in Frasi e incisi di
saluti di mons. Paolo Giulietti, dell’assessore
un canto salutare o
Teresa Severini, di Mario Tosti, Maurizio
in Via Crucis.
Tarantino, Giorgio Tabanelli e di don Vincenzo
Il convegno di
Arnone, relazioni di Salvatore Ritrovato, Giorgio
Perugia intende
Tabanelli, Gianni Mussini, Gianfranco Lauretano,
entrare nelle
Paolo Iacuzzi, Floriana Calippi. Proiezione
parole, nei versi e
documenti audiovisivi: i poeti Luzi, Parronchi e
nel cuore di diversi
Bigongiari. Interventi.
poeti che vogliono e
Il 22 alle ore 10 alla sala dei Notari, saluto del
intendono dialogare
card. Gualtiero Bassetti “La teologia della poesia
con Dio e in un
nel secondo Novecento”, seguiranno interventi
certo senso, calare
di Daniele Piccini, Silvia Chessa, Donatella
nel movimento
Bisutti, don Vincenzo Arnone, Carlo De Blase.
della vita di questo
Proiezione documenti audiovisivi: don Divo
uomo di oggi la
Barsotti. Interventi. Ore 15, sala Dottorato curia
staticità della
arcivescovile, tavola rotonda coordina don
teologia nella sua
Arnone. Melo Freni, Paola Severini Melograni,
infinita ed eterna
Francesco Diego Tosto, Luca Nannipieri.
onnipotenza, dalle
Interventi. Ore 17.30 tavola rotonda. Seguirà
cui mani è scaturito
conversazione tra M. Tarantino e Giorgio
tutto ciò che esiste.
Tabanelli. Interventi di Donatella Bisutti,
Don Vincenzo
Daniele Piccini e Salvatore Ritrovato. Ore 19.30
Arnone
cena. Ore 21 Concerto “Parole e musica”.
Coordinatore del
Convegno
I
l Centro italiano arte contemporanea (Ciac) di Foligno, dal
22 novembre al 25 gennaio, in
collaborazione con la Fondazione
Cassa di Risparmio di Modena e la
sua Fondazione Fotografia ospita la
mostra “Visioni del mondo” dedicata a Daido Moriyama, fotografo
on the road, spirito libero e viaggiatore solitario, tra i maggiori protagonisti della fotografia contemporanea giapponese. Curata da Filippo Maggia e Italo Tomassoni, la
Al Ciac le visioni del mondo
del fotografo Daido Moriyama
mostra raccoglie una selezione di
oltre 120 fotografie realizzate dagli
anni Sessanta fino ad oggi, che ripercorrono l’intensa carriera dell’artista evidenziandone il personale approccio col mondo e offrendo
al contempo una lucida visione sulle trasformazioni che hanno segnato la storia giapponese.
È una ricerca quotidiana senza fine
quella che spinge Moriyama a realizzare migliaia e migliaia di scatti,
per anni, per una vita. Immagini
dai bianchi e neri contrastati, spesso sfocate, graffiate, sovraesposte o
sgranate, che tracciano i contorni
di un’esistenza priva di legami con
un luogo d’origine o di vincoli dettati dalle convenzioni sociali.
Per Moriyama ogni singola cosa
che si offre al suo sguardo è degna
di essere fotografata: non è importante il soggetto, né chi sia l’autore,
perché non c’è distinzione tra la
realtà vissuta e la realtà nell’immagine – spesso fotografie di fotografie tratte da magazine, poster,
pubblicità, televisione si mischiano
a quelle scattate dal vivo. Ciò che
conta è il frammento di esperienza,
parziale e permanente, che la fotografia può trovare, quell’unica verità che esiste solo nel punto in cui
il senso del tempo del fotografo e
la natura frammentaria del mondo
si incontrano.
Parallelamente alla mostra, sarà
inoltre allestita una selezione di
opere video di artisti dell’Estremo
Oriente dalla collezione di fotografia contemporanea della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Sotto il titolo Asian Contemporary,
sono presentate le opere di Tabaimo, Yasumasa Morimura, Miwa Yanagi, Kimsooja e Yang Fudong.
LA VOCE CHIESA&RELIGIONE
8
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
PAPA FRANCESCO. Le catechesi all’udienza del mercoledì
Sant’Anna con Maria
bambina e San Gioacchino
Santità, dono per tutti
P
apa Francesco ha dedicato l’udienza
scovi, preti o religiosi. No. Tutti siamo chiagenerale di mercoledì (testo integramati a diventare santi! Tante volte, poi, siale su www.vatican.va) alla santità:
mo tentati di pensare che la santità sia ri“Un grande dono del Concilio Vaticano II servata soltanto a coloro che hanno la posha detto - è stato quello di aver recuperato
sibilità di staccarsi dalle faccende ordinauna visione di Chiesa fondata sulla comurie, per dedicarsi esclusivamente alla prenione, e di aver ricompreso anche il pringhiera. Ma non è così.
cipio dell’autorità e della geQualcuno pensa che la santità è
rarchia in tale prospettiva.
chiudere gli occhi e fare la faccia
Questo ci ha aiutato a capire “La santità non è
‘da immaginetta’, tutta così... No!
meglio che tutti i cristiani, in qualcosa che ci
Non è quella la santità. La santiquanto battezzati, hanno uguatà è qualcosa di più grande, di più
le dignità davanti al Signore e procuriamo noi:
profondo che ci dà Dio. Anzi, è
sono accomunati dalla stessa è il dono che ci fa
proprio vivendo con amore e ofvocazione, che è quella alla
frendo la propria testimonianza
santità (cfr Lumen gentium, 39- il Signore Gesù
cristiana nelle occupazioni di
42). Ora ci domandiamo: in che quando ci riveste
ogni giorno che siamo chiamati a
cosa consiste questa vocazione di se stesso.
diventare santi. Ciascuno nelle
universale a essere santi? E cocondizioni e nello stato di vita in
Quindi non è
me possiamo realizzarla?”.
cui si trova. Sei consacrato, sei
“Innanzitutto - ha risposto - una prerogativa
consacrata? Sii santo vivendo con
dobbiamo avere ben presente
gioia la tua donazione e il tuo miche la santità non è qualcosa solo di alcuni”
nistero. Sei sposato? Sii santo
che ci procuriamo noi, che otamando e prendendoti cura di
teniamo noi con le nostre qualità e le nostre
tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha
capacità. La santità è un dono, è il dono che
fatto con la Chiesa. Sei un battezzato non
ci fa il Signore Gesù quando ci prende con
sposato? Sii santo compiendo con onestà e
sé e ci riveste di se stesso, ci rende come
competenza il tuo lavoro e offrendo del
Lui... Si capisce allora che la santità non è
tempo al servizio dei fratelli”.
una prerogativa soltanto di alcuni: la sanA braccio ha aggiunto: “Ma padre [diceva]:
tità è un dono che viene offerto a tutti, nes‘Io lavoro in una fabbrica, lavoro da ragiosuno escluso, per cui costituisce il caratteniere, sempre con i numeri, lì non si può
re distintivo di ogni cristiano.
essere santo’. Sì, si può! Lì dove tu lavori, tu
Tutto questo ci fa comprendere che, per espuoi diventare santo. Dio ti dà la grazia di
sere santi, non bisogna per forza essere vediventare santo. Dio si comunica a te. Sem-
Commento alla liturgia della Domenica
pre, in ogni posto, si può diventare santo,
cioè aprirsi a questa grazia che ci lavora
dentro e ci porta alla santità. Sei genitore o
nonno? Sii santo insegnando con passione
ai figli o ai nipoti a conoscere e a seguire
Gesù.
E ci vuole tanta pazienza per questo, per
essere un buon genitore, un buon nonno,
una buona madre, una buona nonna. Ci
vuole tanta pazienza, e in questa pazienza
viene la santità: esercitando la pazienza.
Sei catechista, educatore o volontario? Sii
L’
L’anno liturgico
si conclude
con la visione
stupefacente di
Cristo re e giudice
dell’universo
chiaro e severo: l’amore verso il
prossimo, che equivale
all’amore verso Dio stesso. San
Paolo (seconda lettura) collega
la regalità di Cristo alla sua
morte e resurrezione; è tramite
Cristo che la
Storia avrà il suo
senso compiuto,
la morte sarà
sconfitta e “Dio
della Domenica
sia tutto in tutti”.
La caratteristica
PRIMA LETTURA
peculiare della
Dal libro di Ezechiele 34,11-12.15-17
regalità di Cristo,
SALMO RESPONSORIALE
emersa dalle
letture, consiste
Salmo 22
in da due aspetti
SECONDA LETTURA
“antitetici”: Cristo
Dalla Prima lettera ai Corinzi 15,20-26.28
Re, l’Alfa e
l’Omega, che
VANGELO
nella sua veste di
Dal Vangelo secondo Matteo 25,31-46
giudice supremo
LA PAROLA
DOMENICA DI CRISTO RE - ANNO A
“FIRMATO” Famiglia
Vangelo
Al cuore stesso del Mistero
ultima domenica
dell’anno liturgico ci
presenta Cristo re e
giudice dell’universo. Nella
prima lettura la cura del
pastore verso il suo gregge
(immagine di Dio verso Israele)
emerge in maniera poetica;
viene mostrata tutta
l’attenzione, l’amore verso le
pecore, ma viene anche
accennato al “giudizio” che il
pastore emetterà verso il suo
gregge. Il Vangelo di Matteo
presenta una grandiosa
descrizione di Cristo giudice
della storia e degli uomini. Il
criterio di giudizio è molto
si identifica con i “fratelli più
piccoli”, i più bisognosi, i
diseredati. Cristo è re in
quanto “sottomesso” a Dio, in
quanto è morto per
ubbidienza, e quindi è risorto
e ha riscattato tutte le realtà
dell’universo. È una sintesi
dell’essenza del cristianesimo
che viene presentata alla fine
dell’anno. Un messaggio
inaudito che ha rotto tutte le
logiche dell’uomo; con gli occhi
della fede, è un messaggio di
verità che non finirà mai di
essere scoperto, ricompreso e
contemplato.
Fa meraviglia che un simile
messaggio, apparentemente
incongruente, si sia imposto
così fortemente nei secoli; le
contingenze storiche, a nostro
parere, non sembrano
renderne ragione. A occhi
“esterni”, il fatto appare per
vari aspetti sorprendente.
Questa miscela di “assurdità” e
fascinazione è stata sempre
presente fino ai giorni nostri. Il
mondo dei non-credenti,
tramontata la fase delle
“certezze” e del superamento
della religione come qualcosa
di arcaico e negativo, ha
SPAZIO CRUCIVERBA PER GRANDI E PICCINI
CRUCIVERBA ORIZZONTALE
Inserisci orizzontalmente nella griglia le parole corrette (contenute nel Vangelo di questa domenica), secondo il numero di riferimento. A lavoro ultimato, leggendo dall’alto verso il basso nelle caselle colorate, troverai la frase - chiave del Vangelo (2, 2, 8).
1. Riuniti, raccolti, convocati. 2. Anagramma di “lignea”. 3. Cercare… con anagramma. 4. Vi saranno poste le pecore. 5. Capo,
abito. 6. Saranno tutti radunati davanti al re. 7. Dissetarsi, sorseggiare. 8. Non grandi. 9. Lo sono gli uomini alla destra del re.
10. Contrario di sazietà. 11. Talamo... con anagramma. 12. Il pastore le separa dalle capre.
(Le soluzioni del cruciverba nel prossimo numero)
santo diventando segno
visibile dell’amore di
Dio e della Sua presenza accanto a noi.
Ecco, ogni stato di vita
porta alla santità, sempre! A casa tua, sulla
strada, nel lavoro, in
chiesa, in quel momento e con lo stato di vita
che tu hai, è aperta la
strada verso la santità.
Non scoraggiatevi di
andare su questa strada. È Dio che ti dà la
grazia. Questa è l’unica
cosa che chiede il Signore: che noi siamo in
comunione con Lui e al
servizio dei fratelli”.
“A questo punto - ha
proseguito - ciascuno di
noi può fare un po’ di
esame di coscienza... Come abbiamo risposto finora alla chiamata del Signore alla santità? Ho voglia di diventare un po’ migliore, di essere più cristiano, più cristiana?
Questa è la strada della santità. Quando il
Signore ci invita a diventare santi, non ci
chiama a qualcosa di pesante, di triste. Tutt’altro! È l’invito a condividere la Sua gioia,
a vivere e a offrire con gioia ogni momento della nostra vita, facendolo diventare allo stesso tempo un dono d’amore per le
persone che ci stanno accanto”.
“Q
uando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria (...)
separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le
pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le
capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua
destra: ‘Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno
preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto
fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato
da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito,
malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi...’”
difficoltà a interpretare il
cristianesimo proprio per
quanto detto sopra. Sia le
critiche sia gli apprezzamenti
molto spesso appaiono
focalizzarsi su aspetti marginali
(di tipo morale, giuridico,
organizzazione ecclesiale,
considerazioni generali intorno
al fenomeno religioso, ecc.)
senza però cogliere o affrontare
il mistero della figura di Cristo
nei suoi caratteri essenziali così
come le letture odierne ce lo
presentano. Il mondo dei
credenti si trova anch’esso di
fronte a qualcosa di grande ma
anche stupefacente. La lettura
del Vangelo suscita addirittura
commozione; sorge spontaneo
un senso di ringraziamento, di
adorazione per l’Uomo-Dio che
si propone così verso l’uomo. Si
intuisce che è una Parola vera
per l’uomo, i suoi problemi; si
A cura di Michela Massaro
SOLUZIONE
DEL
NUMERO
PRECEDENTE:
Frase
chiave:
via la
paura
intravede il superamento delle
contraddizioni, delle difficoltà a
capire e accettare la condizione
umana. È d’altro canto forte la
richiesta, l’impegno che
comporta l’adesione a questa
Parola. Il tono è simile a quello
della domenica precedente, le
considerazioni già fatte valgono
anche per queste letture. Una
considerazione ulteriore
emerge se ci poniamo di fronte
ai problemi del nostro tempo, in
cui il cristianesimo spesso non
viene considerato, o è relegato
a puro fatto privato, personale.
La costruzione della Città degli
uomini, sempre più complessa
e di difficile gestione, presenta
segni di affaticamento: c’è la
percezione che determianti
pilastri della nostra civiltà (la
democrazia, il capitalismo)
siano in discussione, si va alla
ricerca di guide sicure e
affidabili, spesso senza
successo; serpeggiano
incertezza e inquietudine per il
futuro. I cristiani non hanno la
chiave di soluzione di questi
problemi, ma la fede in Cristo
re e giudice della storia ci
spinge a rifiutare la
rassegnazione e il pessimismo,
ci autorizza alla fiducia e alla
speranza, e a (ri)proporre quei
fondamenti di giustizia e di
amore che paiono
indispensabili per la
costruzione della società
civile.
Sergio Biagini
Ambretta Berioli
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
LA VOCE CHIESA&RELIGIONE
Veniva promulgato
nel 1964 il decreto
del Concilio
sull’ecumenismo
Dialogo: quali passi
fare dopo 50 anni
P
roprio oggi cade il doppio 50° anniversario dell’approvazione - 21
novembre 1964 - di due documenti chiave del Concilio Vaticano II: la
Costituzione Lumen gentium sulla
Chiesa nel mondo contemporaneo
(vedi articolo in basso), e il decreto sull’ecumenismo, Unitatis redintegratio.
Riguardo a quest’ultimo tema, “la nostra Chiesa resterà verosimilmente un
motore dell’unità, a condizione che
ponga tale impegno a livello di ‘ministero dell’interno’” e non “di ministero
degli esteri”, ossia che “si riduca il più
possibile la distanza tra il dire e il fare”.
Sono parole di padre Hervé Legrand,
professore emerito di Ecclesiologia all’Institut Catholique de Paris, in conclusione della conferenza tenutasi a
Roma su “Le direttive del decreto sull’ecumenismo si rivolgevano
solo ai cattolici: quale bilancio
dopo 50 anni?”. L’iniziativa era
promossa dal centro Pro Unione.
“Si sottolinea troppo poco”, ha
insistito padre Legrand, che
Unitatis redintegratio “si rivolge esclusivamente a noi cattolici per dirci in
che cosa, noi stessi, possiamo e dobbiamo approfondire la nostra vita cristiana, e correggere ciò che è necessario al fine di ridurre gli ostacoli all’unità dei cristiani”. Non è intenzione del
documento rivolgersi “ai cristiani da
cui siamo separati, per dire che cosa ci
attendiamo da loro”. Sarebbe quindi un
grave errore ridurre “l’impegno ecumenico cattolico al miglioramento delle nostre relazioni con gli altri cristiani,
come se spettasse al ‘ministero degli affari esteri’”, mentre, secondo il Concilio, spetta al “ministero dell’interno”.
In altri termini, si chiede che questo
impegno divenga effettivamente “una
dimensione della nostra pastorale e
della nostra teologia”. Secondo padre
Legrand, a frenare “l’apertura ottenuta
grazie ai principi” dell’Unitatis redintegratio sono stati, tra l’altro, “uno stile di
governo allontanatosi dalla sensibilità
orientale”, e il Codice dei canoni delle
Chiese orientali (1990), redatto in latino
e tendente ad amalgamare tradizioni
eterogenee “come quelle di Bisanzio e
dell’Etiopia, dell’Armenia o dell’India
siriana”, e promulgato unicamente dal
Papa senza i Capi di tali Chiese.
Si tratta ora “di esaminare noi stessi,
piuttosto che gli altri”, alla luce dell’insistenza dei due ultimi Papi sulla irreversibilità dell’impegno ecumenico.
Anche se “il clima ecclesiale al riguardo non è più quello degli anni ’60-90”,
il lavoro di fondo “proseguirà, anche su
temi ardui come il Primato di Roma”.
D. R.
BREVI DA S. MARTA
Spunti tratti dalle omelie pronunciate da Papa
Francesco nella cappella di casa Santa Marta. I
testi completi si possono trovare sul sito del
Vaticano (www.vatican.va) nella sezione
“Meditazioni quotidiane”.
Giovedì 13 novembre
Come cresce il Regno
“Quando Gesù - ha detto Bergoglio - spiegava
nelle parabole come era il regno di Dio, usava
sempre parole serene, tranquille” e utilizzava
“anche figure che dicevano che il regno di Dio
era nascosto”. Così, paragonava il regno a “un
mercante che cerca perle fine di qua, di là”
oppure a “un altro che cerca un tesoro nascosto
in terra”. Oppure ancora, “il regno di Dio è come
il grano: si semina e tu non sai come cresce”
perché “Dio dà la crescita. È questo che spiegava
Gesù: sempre in silenzio, ma anche in lotta... Il
regno di Dio non è uno spettacolo. Lo spettacolo,
tante volte, è la caricatura del regno di Dio... Il
regno di Dio è silenzioso, cresce dentro; lo fa
crescere lo Spirito santo con la nostra
disponibilità, nella nostra terra, che noi
dobbiamo preparare”. E “cresce lentamente,
silenziosamente”.
Venerdì 14 novembre
Prendersi cura dei giovani
Rilassamento
degli ideali e
nuove difficoltà
I
n occasione del 50°
anniversario di
promulgazione del decreto
Una sessione del Concilio Vaticano II
Unitatis redintegratio, si è
riunita a partire da martedì
l’assemblea plenaria del
Pontificio consiglio per unità dei cristiani. “Con il Concilio
fatto grandi progressi e siamo riusciti a sviluppare il consenso
Vaticano II - aveva dichiarato già qualche tempo fa il card. Kurt
alle domande fondamentali della comprensione della Chiesa,
Koch, presidente del Pontificio consiglio - la Chiesa si è
dei sacramenti, del ministero. Dopo questo periodo, c’è stata
impegnata in modo irreversibile a percorrere la via della
però una grande crisi. I cambiamenti avvenuti in Europa nel
ricerca ecumenica”. Dopo 50 anni, “dobbiamo riconoscere che
1989 non hanno infatti rappresentato un grande vantaggio per
non abbiamo raggiunto l’obiettivo del dialogo ecumenico,
l’ecumenismo, perché con la svolta sono uscite dal
ovvero una comunione ecclesiale vincolante e l’unità visibile
nascondimento le Chiese cattoliche-orientali (la Chiesa greconella fede, nei sacramenti e nei ministeri ordinati. Nel corso del
cattolica, soprattutto in Ucraina, in Romania, in Transilvania)
tempo, piuttosto, l’obiettivo del movimento ecumenico si è fatto
che erano state bandite da Stalin, e tutto questo ha risvegliato le
man mano più confuso. Molti dei partner ecumenici hanno
antiche accuse di proselitismo. Così, nel 2000 siamo arrivati
abbandonato l’obiettivo originario dell’unità visibile a favore di
alla chiusura di questo dialogo. Nel 2006, poi, l’abbiamo ripreso
un mutuo riconoscimento delle diverse comunità ecclesiali”,
a Belgrado, e poi ancora nel 2007, con il famoso Documento di
cosicché “l’unica Chiesa di Gesù Cristo risulta essere una mera
Ravenna, e da allora lavoriamo intorno alla questione del
somma delle varie comunità ecclesiali esistenti”. Alla vigilia
primato del Vescovo di Roma. Non è una questione semplice e
della plenaria del Pontificio consiglio, il card. Koch ha quindi
ci sono sempre battute d’arresto. Ma sono convinto che su
precisato che con le Chiese ortodosse, fino “al 1990 abbiamo
questa strada potremo ottenere ancora progressi”.
Nel 50° di promulgazione della “Lumen gentium”
Il testo-perno del Concilio
T
ra i documenti emanati da Concilio Vaticano II, la Costituzione
dogmatica Lumen gentium costituisce per il magistero della Chiesa e per
la sua attività un testo di straordinaria
importanza. C’è stato chi ha voluto mostrare come tutti gli altri documenti conciliari conducano a questo, o ne derivino.
Il testo, approvato da 2.156 Padri con
2.151 voti favorevoli e solo 5 contrari, fu
promulgato una cum patribus [in comunione con i Padri conciliari, ndr] da Paolo VI il 21 novembre 1964.
L’organizzazione finale della Costituzione, in 8 capitoli, è tutta positiva: preoccupata del Mistero considerato in se stesso, delle ricchezze in esso contenute e
che dovevano essere offerte al popolo fedele, e al mondo perché divenissero spirito e vita. Il primo carattere che emerge
dall’esposizione sulla Chiesa è la sua
ispirazione biblica, che evidenzia un altro aspetto assai importante per l’ecclesiologia: quello della storia della salvezza. La Rivelazione, infatti, presenta il mistero della Chiesa essenzialmente nel
mistero della Redenzione: essa prolunga
nella storia gli eventi originari che han-
9
no condotto e conducono l’umanità alla
salvezza. In questa medesima prospettiva deve essere compreso il capitolo sulla Chiesa popolo di Dio: quel popolo che
il Redentore ha raccolto da terre disperse, che lo Spirito vivifica nell’unità e che
riconduce definitivamente al Padre.
Nella prospettiva della redenzione operata da Cristo sarà compresa pure l’indole sacramentale della Chiesa. È la prima volta che in un documento del Magistero questa categoria viene applicata alla Chiesa, recuperando in ciò il più vasto
significato di sacramento e di mistero
molto familiare all’antico linguaggio dei
Padri e al linguaggio perenne della liturgia.
La Chiesa poi si attua e vive i suoi momenti originari attraverso i sacramenti.
Tale dimensione profonda del mistero
della Chiesa non coincide in toto - come
già intuiva Agostino - con la sua organizzazione storica, ma ha la sua fonte originaria nella potenza operante dello Spirito santo. Ovunque è lo Spirito di Dio che
opera l’unità, ivi è la Chiesa che sorge e
prende vita. Le strutture giuridiche, anche quelle di origine divina, sono in fun-
Mons. Marcello Semeraro
zione di questa vitalità essenziale della
Chiesa, che è la salvezza in atto (...).
Oltre i suoi contenuti dottrinali, la Lumen
gentium ci lascia in eredità un metodo
che conserva intatta la sua validità e la
sua attualità. Per parlare della Chiesa, il
Vaticano II ha fatto ricorso alle fonti, cioè
alla Parola di Dio viva nella Chiesa e trasmessa vitalmente sotto l’assistenza dello Spirito santo nella dottrina dei Padri,
del magistero dei Pastori, nella testimonianza della liturgia e della vita cristiana
del popolo di Dio. Sono le medesime piste sulle quali oggi la Chiesa può avviare i suoi cammini per la nuova evangelizzazione.
† Marcello Semeraro
presidente della Commissione episcopale
per la dottrina della fede
Una messa con tanti giovanissimi, venerdì a
Santa Marta: quelli della parrocchia di Santa
Maria Madre della Provvidenza al quartiere
Gianicolense. La loro presenza non è passata
inosservata: “Se guardo da quella parte, mi
sembra la Giornata della gioventù!” ha
commentato il Papa. Per poi aggiungere: “Che
cosa lasciamo ai ragazzi? Quale esempio
diamo?”. Soprattutto, ha detto riferendosi alla
Seconda lettera di Giovanni (1,3-9), “insegniamo
quello che abbiamo sentito nella prima lettura:
camminare nell’amore e nella verità? O lo
insegniamo con le parole, ma la nostra vita va da
un’altra parte?... Per noi, guardare i ragazzi è
una responsabilità. Un cristiano deve prendersi
cura dei ragazzi, dei bambini, e trasmettere la
fede, trasmettere quello che vive, che è nel suo
cuore: noi non possiamo ignorare le piantine
che crescono... Tutti noi abbiamo la
responsabilità di dare il meglio che abbiamo, e il
meglio che noi abbiamo è la fede: darla a loro,
ma darla con l’esempio. Con le parole non serve.
Oggi le parole non servono. In questo mondo
dell’immagine, tutti questi hanno il telefonino, e
le parole non servono. Quello che conta davvero
è l’esempio”.
Lunedì 17 novembre
Microclima ecclesiastico
Riferendosi alla pagina di Luca (18,35-43)
proposta dalla liturgia, il Vescovo di Roma ha
ricordato quelle persone che “rimproveravano il
cieco perché tacesse”, dicendogli: “Stai
tranquillo, stai educato! È il Signore. Per favore,
non fare chiasso!”. E così facendo “allontanavano
il Signore da una ‘periferia’. Questa periferia non
poteva arrivare al Signore perché questo circolo,
pur con tanta buona volontà, chiudeva la porta.
Questo succede con frequenza fra noi credenti:
quando abbiamo trovato il Signore, senza che
noi ce ne accorgiamo, si crea questo microclima
ecclesiastico”. Un atteggiamento che hanno “non
solo i preti, i vescovi, ma anche i fedeli”. Questo
atteggiamento porta a dire: “Noi siamo quelli
che stanno con il Signore”. Ma “da tanto
guardare al Signore” finisce che “non guardiamo
le necessità del Signore; non guardiamo al
Signore che ha fame, che ha sete, che è in
prigione, che è in ospedale”. Non si vede “il
Signore nell’emarginato”, e questo “è un clima
che fa tanto male”.
Martedì 18 novembre
Il metodo dello Spirito
Convertirsi è una grazia, “è una visita di Dio”.
Zaccheo, “capo dei pubblicani e ricco”, “è un
corrotto. Lavorava per gli stranieri, per i Romani,
tradiva la sua patria. Era uno come tanti
dirigenti che noi conosciamo: corrotti. Questi
che, invece di servire il popolo, sfruttano il
popolo per servire se stessi... Ma sentì qualcosa
dentro: ‘Questo guaritore, questo profeta che
dicono che parli tanto bene, io vorrei vederlo,
per curiosità’. Lo Spirito santo è furbo, eh! E ha
seminato il seme della curiosità, e quell’uomo
per vederlo anche fa un po’ il ridicolo... salire su
un albero per guardare una processione!”. Ma
Zaccheo “non ha avuto vergogna: dentro
lavorava lo Spirito santo. La Parola di Dio è
entrata in quel cuore; e con la Parola, la gioia”.
LA VOCE APPROFONDIMENTI/SPIRITUALITÀ
10
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
Qualche riflessione
sull’attualità della
prima delle Clarisse,
che “si teneva
nascosta nella sua
cella, eppure nelle
città si parlava di lei”
VITA RELIGIOSA.
Oggi, festa della
Presentazione di
Maria al Tempio, si
celebra la Giornata
per i monasteri
di clausura
F
rancesco d’Assisi e Chiara
d’Assisi non hanno in comune soltanto il territorio
d’appartenenza, bensì condividono un merito molto più grande: quello di essere stati le esperienze spirituali più significative
del Duecento.
La Chiesa fa memoria della santa badessa l’11 agosto, e certamente, nell’imminente Anno dedicato alla vita consacrata, la vita claustrale della Santa d’Assisi
sarà ricordata con particolare interesse, essendo la prima donna
ad aver scritto una Regola femminile, poi confermata mediante
bolla papale. Quindi l’Assisiate è
un personaggio importante non
solo per la vita claustrale, ma anche della Chiesa e dell’umanità,
e in ciò non è coinvolta solo la
città di Assisi ma l’intero territorio umbro. Infatti la vicenda di
Chiara coinvolge anche il territorio ternano, a partire dall’ammirazione per la testimonianza
di fede dei Protomartiri francescani uccisi in Marocco – ma
oriundi dell’Umbria meridionale
– fino a uno dei primi miracoli
compiuti nei dintorni di Terni, a
Narni.
Martirio e miracolo
Era il 1213 circa quando san
Francesco d’Assisi giunse a Terni. Cominciò a parlare alla gente portando il suo messaggio
evangelico, lodando il Signore
che fa cose grandi mediante persone umili e semplici. Alcuni di
quelli che lo ascoltavano decisero di seguirlo fino alla Porziuncola d’Assisi, da dove furono inviati nella “terra dei non cristiani”, ossia il Marocco e la Penisola iberica.
Si tratta dei santi Berardo, Ottone, Pietro, Accursio e Adiuto, denominati Protomartiri francescani perché furono i primi Frati minori a essere uccisi a motivo del
Vangelo. Malmenati, fustigati e
fatti prigionieri, continuarono a
predicare il Vangelo - nonostante il divieto - fino alla morte, che
li colse nel 1220 circa a Marrakech. San Francesco, venuto a
sapere della loro morte, esclamò:
“Ora posso dire con sicurezza di
avere cinque frati minori!”.
L’annuncio dell’uccisione dei
cinque frati arrivò anche a Chiara, che ne rimase così ammirata
da desiderare, come loro, di testimoniare l’affetto a Cristo fino a
dare la propria vita.
L’amore verso il prossimo e la totale devozione al Signore sono
tratti caratteristici di Chiara, riscontrabili non solo nel corso
della sua esistenza, ma anche...
oltre. Numerosi sono infatti i miracoli post mortem; tra questi, assume particolare importanza
quello compiuto a favore di un
bisognoso che sostava presso il
ponte di Augusto, il ponte di
Narni. Il protagonista della storia è Giacomello, detto “figlio
della Spoletina”, affetto da 12 anni da cecità senza alcuna speranza di guarigione.
A lui apparve in sogno per tre
notti Chiara, che lo esortava a
raggiungere Assisi perché presso
il suo sepolcro avrebbe riottenuto la vista, come poi accadde.
“Arrivato però ad Assisi, trovò
tanta folla di persone che si ac-
Santa Chiara in preghiera con le sue suore,affresco,chiesa di San Damiano,Assisi
Santa Chiara oltre
i confini di Assisi
Nell’imminente
Anno dedicato alla
vita consacrata,
la Santa sarà
spesso al centro
dell’attenzione.
Fu la prima donna
a scrivere una
Regola femminile,
poi confermata
dal Papa
calcavano davanti al mausoleo
della vergine che egli stesso non
riuscì in nessun modo a entrare
fino alla tomba. Messosi allora
una pietra sotto il capo, con grande fede, ma dispiaciuto per non
essere riuscito a entrare, si addormentò di fuori. Ed ecco per la
terza volta la voce si rivolse a lui:
‘Giacomo, il Signore ti farà del
bene se riuscirai a entrare’. Svegliandosi allora chiede con lacrime alla folla gridando e facendo
preghiere che si degnassero di
lasciargli il passo per pietà di
Dio. Avuta la precedenza, si tolse
le calzature, si spogliò della veste, si cinse con una fune e così,
umilmente, giunto al sepolcro,
cadde in un sonno lieve. ‘Alzati –
gli disse la beata Chiara –, alzati
perché sei stato liberato’. Alzandosi all’istante, superata ogni cecità e abbandonata ogni oscurità
degli occhi, vide chiaramente,
per merito di Chiara, la chiarezza della luce, e lodando rendeva
gloria a Dio e, per quell’opera così meravigliosa, invitava tutta la
gente a benedire Dio” (Vita di
santa Chiara, 53-53, in Fonti
francescane, nn. 3267-3268).
Nascondimento e fama
Come a indicare che tale storia
francescana è proseguita lungo i
secoli e ancora oggi è presente, si
inserisce nel quadro la figura di
Teresa Eletta Rivetti, suora romana di nascita ma di adozione
narnese, vissuta tra il 1723 e il
1790. La sua biografia è quella di
una donna che si immedesimò
nella meditazione con la passione di Cristo, e ne descrisse le
esperienze mistiche in molteplici lettere, relazioni, scritti, composizioni poetiche e preghiere.
Come santa Chiara, anche suor
La Giornata pro orantibus
L
a Giornata pro orantibus si
celebra nel giorno della
memoria liturgica della
Presentazione di Maria al Tempio. A
istituire la ricorrenza, il 21
novembre 1953, fu Pio XII, che
voleva così riunire gli sforzi per
dare un aiuto concreto alle
comunità di vita contemplativa
claustrale. Per la memoria liturgica
di quel giorno lo stesso Pacelli
compose una preghiera rivolta alla
Vergine, che recitava: “Mutate le
menti ai malvagi, asciugate le
lagrime degli afflitti e degli
oppressi, confortate i poveri e gli
umili, spegnete gli odi, addolcite gli
aspri costumi, custodite il fiore
della purezza nei giovani,
proteggete la Chiesa santa, fate che
gli uomini tutti sentano il fascino
della cristiana bontà”. Tante le
difficoltà cui vanno incontro queste
comunità, soprattutto nel Vecchio
Continente, dove le vocazioni sono
in continuo calo: tra il 1998 e il
2008 le professe sono diminuite di
un terzo in Europa. Africa, Asia e
America del Sud assistono, invece, a
vere e proprie fioriture di vocazioni.
In tutto il mondo (dati del 2008) in
3.421 monasteri si contano circa
43.400 monache professe, 3.100
professe temporanee, 1.900 novizie
e circa 1.950 postulanti, per un
totale di oltre 50 mila persone. (Dal
sito Vocazioni.net dei padri
Rogazionisti)
Teresa Eletta “del Cuore di Gesù” volle seguire le orme di san
Francesco in una vita di unità
con Cristo e di altissima povertà.
Non poche sono le caratteristiche che accomunano le due.
Suor Teresa diverrà badessa del
monastero di Santa Restituta di
Narni nel 1760. Nella bolla di canonizzazione di Chiara d’Assisi
leggiamo che “Chiara si nascondeva, ma la sua vita è rivelata a
tutti. Chiara taceva, ma la sua fama gridava. Si teneva nascosta
nella sua cella, eppure nelle città si parlava di lei”.
E così anche suor Teresa, che al
tempo dei primi fenomeni mistici – da svenimenti prolungati a
vere e proprie estasi, fino a sperimentare le pene connesse alle
diverse fasi della crocifissione –
ne parlerà solo al padre confessore Giandomenico Piccioli, bramando una vita nascosta e sconosciuta, e detestando invece l’ostentazione dei carismi ricevuti.
Nonostante questo, durante tutta
la sua vita Teresa Eletta fu tenuta in concetto di santità non solo
a Narni, ma anche nelle città vicine, per l’esercizio continuo delle sue virtù e per le varie grazie
soprannaturali donatele dal Signore.
Recentemente sono venuti alla
luce i numerosi scritti di suor Teresa, materiale in gran parte autografo e manoscritti di testimonianza delle religiose vissute con
lei, che pongono l’accento sul
processo di canonizzazione,
aperto nel 1846 e mai giunto a
conclusione. L’esperienza di Teresa Eletta Rivetti non è unica
nel suo genere; già dal Medioevo, infatti, storie di visionarie,
mistiche e sante erano numerose. Questo a testimonianza che
“amore è somiglianza”, e simile
è il cammino che queste donne,
divise dai secoli ma unite dalla
stessa passione, hanno condiviso.
Camilla Orsini
12 [email protected]
LA VOCE SPAZIOCSI
@
BREVI DAL CSI
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
Panathlon valtiberina festeggia con il Csi i 70 anni della sua fondazione
❖ UMBRIA
A Foligno la seconda
tappa del Tour regionale
IL PANATHLON
Convocati per giovedì 27 novembre alle ore 21 a
Foligno il Consiglio regionale e la Conferenza
dei presidenti. In questa seconda tappa del Tour
Csi Umbria, tra i punti all’ordine del giorno la
discussione e approvazione del bilancio
preventivo: sempre più difficile far quadrare i
conti dopo i continui tagli ai contributi. A
seguire la programmazione degli impegni
sportivi e formativi, regionale e interregionali.
I
l Panathlon (dal greco pan
= tutto, ogni, e athlon =
sport) è un’associazione
culturale in campo sportivo.
Il suo scopo è l’affermazione
dell’ideale sportivo e dei suoi
valori morali e culturali,
quale strumento di
formazione ed elevazione
della persona e di solidarietà
tra gli uomini e i popoli.
Pertanto il Panathlon si
propone di favorire l’amicizia
tra tutti i “panathleti” e
quanti operano nella vita
sportiva, e di diffondere a
tutti i livelli, con azioni
sistematiche e continue, la
concezione dello sport
ispirato al fair play, quale
elemento culturale degli
uomini e dei popoli.
❖ TERNI
Convegno a dicembre
su “Famiglia e sport”
Il Csi Terni ha organizzato per domenica 14
dicembre presso i locali del Museo diocesano il
convegno “Famiglia e sport” al quale
interverranno il vescovo di Terni, Narni e
Amelia mons. Giuseppe Piemontese e il
consulente ecclesiastico del Csi don Alessio
Albertini. Sarà l’occasione per discutere di
famiglia e sport, e per scambiarsi gli auguri per
le prossime festività natalizie.
❖ 70° DEL CSI
Verso le celebrazioni
per l’anniversario
Prenderà il via nei primi mesi del 2015 “70
parole per 70 anni”, grande laboratorio di
pensiero Csi, coordinato da don Alessio Albertini
(consulente ecclesiastico Csi). Saranno proposti
incontri di riflessione, meditazione,
sensibilizzazione sull’esperienza sportiva, a
partire dalle parole che Papa Francesco ci ha
rivolto il 7 giugno 2014.
❖ INIZIATIVA
24 ore di idee
innovative per lo sport
Segnatevi sin d’ora la data del 31 gennaio e 1°
febbraio! A Milano si svolgerà la prima edizione
sperimentale della 24 ore Csi di idee per lo
sport. Il Csi “convoca” buona parte dello sport
italiano per tirare fuori idee e proposte
innovative. In sala 300 giovani delle società
sportive di base. A breve, il programma della
due giorni no-stop (notte compresa).
❖ TESSERAMENTI
Il Csi continua
a crescere
Il Csi continua a crescere. Il dato parziale del
tesseramento (il dato definitivo sarà al 31
dicembre) registra un incremento di +7.126
unità rispetto a un anno fa. Il vero dato
confortante è che l’associazione continua ad
assestarsi oltre il milione di tesserati (ad oggi,
1.038.679) dimostrando che la crescita avvenuta
negli ultimi anni è una crescita solida, e non
legata a qualche episodio. In controtendenza i
dati dell’affiliazione, che ad oggi fanno
registrare una perdita di 53 società sportive
rispetto alla scorsa stagione.
Un momento della serata conviviale tra il Csi e il Panathlon club Valtiberina
Serata doppiamente
dedicata allo sport
S
erata ricca di contenuti quella
che si è svolta venerdì 14 presso
il ristorante “La Balestra” di
Sansepolcro, organizzata dal
Panathlon club Valtiberina, che ha
visto come ospite il Centro sportivo
italiano in occasione del suo 70°
anniversario di fondazione, avvenuta
a Roma nel 1944. Ospiti della serata
sono stati Marco Fiorelli, responsabile
dello Csi di Città di Castello, Carlo
Moretti presidente del Csi Umbria,
Alessandro Rossi consigliere
nazionale Csi per l’Umbria, e Michele
Marchetti responsabile area welfare e
promozione sociale dello Csi
nazionale. Nel corso della serata è
stato proiettato il filmato, prodotto dal
Csi appositamente per i
festeggiamenti del 70° anno dalla
fondazione, che ha ripercorso la
storia dell’associazione dal 1944 ai
giorni nostri. Carlo Moretti e Marco
Fiorelli hanno poi illustrato l’attività e
i progetti del Csi. In particolare, il
responsabile di zona ha ricordato
È stato proiettato il filmato,
prodotto dal Csi per i
festeggiamenti del 70°,
che ripercorre la storia
dell’associazione dal 1944
ai giorni nostri
figure importanti della locale sezione
di Città di Castello e ha precisato
come proprio quest’anno ricorra il
decimo anniversario della rinascita
della locale sezione tifernate. Mentre
il presidente regionale Moretti ha
fatto una panoramica dell’attività
svolta dai vari Comitati territoriali e
dalla regione, ricordando il progetto
appena lanciato “Lo sport uguale per
tutti”. La serata ha avuto poi il suo
momento centrale con l’intervento di
Michele Marchetti, che ha delineato
le ragione e le finalità che ancora
caratterizzano l’attività del Csi. In un
CSI / CONI. Tra Federazioni ed Enti, è ora
di passare dalle convenzioni alle alleanze
N
el corso del Consiglio nazionale del Coni di qualche
giorno fa, il presidente della Fip, Petrucci, ha sollevato una
questione: “Il rapporto tra Federazioni ed enti di promozione è complesso e problematico. Bisogna rivedere molte cose”. In effetti la situazione di quel rapporto è ferma
da sempre a una sorta di negoziato
che assomiglia a quello tra israeliani e palestinesi: uno tira da una parte, uno dall’altra, e così si finisce per
non andare da nessuna parte. Alcune Federazioni (non tutte) sono ferme all’idea di avere diritto a una
sorta di monopolio della loro disciplina sportiva, e che gli Enti di promozione siano “avversari” da combattere.
Noi vogliamo fare una proposta
molto diversa, partendo da un altro
punto di vista: in gioco non c’è il desiderio di supremazia, ma lo sviluppo della promozione sportiva in Italia e il bene dei ragazzi. Ad esempio,
il Csi ha appena firmato un’“alleanza” con la Fidal, finalizzata a promuovere l’atletica in Italia. Su questo punto Fidal e Csi hanno “interesse” a collaborare attivamente,
ciascuno nel proprio ambito e con il
proprio ruolo, per sviluppare la disciplina tanto ad alto livello quanto
Gubbio, un Comitato in via di rapida “guarigione”
O
ttimo il debutto del Tour dei comitati Csi, organizzato dalla Presidenza regionale. Il comitato di
Gubbio ha risposto mobilitando tutti i
componenti del Consiglio e tutti i collaboratori. Hanno partecipato anche i dirigenti del Centro zona di Città di Castello (che dipende da Gubbio) capitanati dal presidente Marco Fiorelli.
Nutrita anche la rappresentanza della
Presidenza regionale: oltre al presidente Moretti, presenti il consulente ecclesiastico don Leonardo Romizi, il direttore tecnico Federigo Noli, il consigliere
Rosella Bibi, il revisore dei conti Romeo
Gargaglia; inoltre il consigliere nazionale per l’Umbria, Alessandro Rossi. Dopo l’apertura del presidente del Csi
Gubbio, Enzo Panfili, e il momento spirituale a cura di don Leonardo, si è passati ad illustrate l’attività del Comitato e
le problematiche che si trova ad affrontare. Quello che emerge è un Comitato
“in via di guarigione” che consolida i
suoi tesserati ed è pronto a lanciare nuove attività. Diffonde con ottimi risultati il
messaggio educativo-associativo ciessino di educare attraverso lo sport.
Il comitato Csi Gubbio non porta avanti
solo una formazione indirizzata a formare nuovi arbitri e dirigenti, ma anche
momenti di formazione riservati ai genitori dei giovani atleti, che registrano
un alto numero di presenze. Tra i problemi emersi, il più importante è la difficoltà di reclutare arbitri, animatori e
dirigenti; non si riesce a farsi conoscere
al di fuori dei confini comunali, seppure il bacino d’influenza conti circa
70.000 abitanti tra Umbertide e Gualdo
Tadino.
Il presidente Moretti ha ribadito l’im-
appassionato intervento, sono state
tracciate le difficoltà e le necessità
dello sport italiano, soprattutto in
riferimento alle attività promozionali,
che si devono confrontare con una
realtà giovanile particolarmente
difficile. Alla serata era presente
anche il governatore del Panathlon
dell’area Umbria Pietro Pallini che a
inizio serata ha salutato i soci e gli
ospiti ricordando le importanti attività
organizzate dal Panathlon in
collaborazione con il Coni e con la
scuola. Prossimo appuntamento la
serata dei premi Panathlon, nella
quale verranno premiati gli atleti
altotiberini che si sono distinti in
questa annata sportiva a livello
nazionale e internazionale. Un
ringraziamento da tutto il Csi umbro
al Panathlon valtiberina, e in
particolar modo al suo presidente
Giuseppe Rossi, per aver organizzato
la serata e averci dato la possibilità di
illustrare il mondo ciessino.
C. M.
pegno della Presidenza regionale Csi a
supportare le iniziative formative e
sportive del Comitato e ha sollecitato la
partecipazione a tutti i momenti formativi a calendario. La serata si è conclusa
con un momento conviviale. La seconda tappa del tour farà scalo a Foligno.
Appuntamento è fissato per giovedì 27
novembre alle ore 19.
C. M.
negli oratori. Non è più il tempo di
farsi la guerra, ma di mettersi insieme per il bene dei ragazzi e della
promozione sportiva, ponendosi
obiettivi alti e ambiziosi.
A fare grande lo sport italiano non
sarà la gelosia tra i numeri di una
realtà e quelli di un’altra, o ragionare per orticelli e per decreti, ma
sarà la capacità di aumentare tra i
cittadini la pratica sportiva di ogni
disciplina. Non vi pare?
Massimo Achini
presidente nazionale Csi
PAGINA A CURA DI
Il Centro sportivo italiano è un ente di promozione sportiva di ispirazione cristiana
che promuove lo sport come momento di
educazione, di crescita, di impegno e di
aggregazione sociale, ispirandosi alla visione cristiana dell’uomo e della storia nel
servizio alle persone e al territorio.
Il CSI risponde ad una domanda di sport
non solo numerica ma qualificata sul piano culturale, umano e sociale. Da sempre
i giovani costituiscono il suo principale
punto di riferimento.
Contatti: [email protected]
LA VOCE UMBRIA&DINTORNI
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
Olio, frantoi e bruschetta
Spello. L’“Oro
di Spello”
dal 21 al 23
novembre,
con mostra
mercato
e visite nel
territorio
T
Gualdo Cattaneo.
Dal 22 al 23
novembre con
“Frantoi & piazze
del gusto”.
“Artigianato
vero”: mostra
di maestri di
antichi mestieri
radizione, cultura e enogastronomia. Questi gli
ingredienti de l’“Olio di Spello”
la 53a edizione della Festa dell’olivo e
della bruschetta che si tiene a Spello
dal 21 al 23 novembre. Protagonista
della tre giorni l’esposizione dei
prodotti tipici e dell’olio extra vergine
dove si potranno gustare le bruschette
offerte dai frantoi locali; un occhio di
riguardo sarà riservato anche a coloro
che si trovano a vivere nel mondo
delle intolleranze alimentari, con uno
speciale stand dedicato alla
Bruschetta gluten free. Non
mancherà l’approfondimento sulla
particolare situazione che sta vivendo
l’olivicoltura umbra; sabato 22
novembre a partire dalle ore 15.15
alla Sala dell’Editto del palazzo
comunale ci sarà l’incontro /dibattito
dal titolo “2014: un anno problematico
per l’olivicoltura umbra. Strategie e
tecniche per un suo rilancio”. Questa
edizione è, inoltre, arricchita da una
“Mostra diffusa di arte
contemporanea” che accoglierà
l’installazione dell’opera Regesto
realizzata per l’occasione dall’artista
(Come) Achille. Momento clou della
manifestazione è “La Festa della
Benfinita” di domenica 23 novembre,
con la sfilata dei carat-teristici carri
abbelliti da rami d’olivo e allestiti da
“Le Compa-gnie della Frasca”.
A
ncora l’olio protagonista e
in questo caso quello dei
vari frantoi del territorio di
Gualdo Cattaneo. Dalle ore 10 alle ore 19, di sabato 22 e domenica 23 novembre nell’ambito della
kermesse “Sapere di pane, sapore
di olio”, Frantoi&Piazze del Gusto
Tour in navetta, 8 tappe golose
per scoprire il territorio di Gualdo
Cattaneo; oltre ai quattro frantoi
locali, Bacci Noemio, Rinalducci
Giovanni, Mattioli Francesco Ni-
cola e Neri Nilo, si aggiungono al
tour le Piazze del gusto posizionate nel centro storico. In più una
nuova tappa al Castello di Citerna
che ospiterà l’esposizione “Chiave Umbra” in collaborazione con
Mara Predicatori, curatrice dell’iniziativa. Per partecipare al tour è
necessario registrarsi presso l’info point che si trova all’ingresso
del borgo.
Il programma prevede inoltre
“Artigianato Vero”, mostra di
maestri di antichi mestieri e artigiani del sapore, un mercatino
delle eccellenze locali, musica e
folclore nelle piazze e per le vie
del borgo. Non mancheranno laboratori ed animazione per grandi e piccini, degustazioni guidate,
visite guidate nella incantevole
campagna gualdese con “Gualdo
Cattaneo e i suoi Castelli”, percorsi tra arte, tradizioni e sapori
in navetta. Momenti di confronto
e approfondimento come quello
di sabato 22 novembre alle ore 17
presso la Sala Consiliare del Palazzo del Municipio con il convegno “Cultura e coltura dell’olio a
Gualdo Cattaneo” a cura di Sandro Ciani. Al termine sarà consegnato il premio “Olivo dell’anno”.
Sabato 22 novembre alle ore
20.30, Cena di Gala.
A Ficulle e Giano dell’Umbria: ‘Olio di vino’ e ‘Festa della frasca’
A
Ficulle (Tr) dal 22 al 23
novembre si tiene Olio
di Vino una
manifestazione il cui intento è
quello di mettere in bella
mostra i migliori prodotti del
territorio. Come sempre
saranno ospitati stands di
degustazione allestiti dalle
cantine, dai frantoi e dai
commercianti locali che
saranno posizionati nei
caratteristici locali del centro
storico del paese. Il
programma prevede inoltre
visite guidate ai frantoi, ai
monumenti storici di Ficulle,
come le due Rocche, cercando
di rendere, per l’occasione, il
centro storico una sorta di
museo a cielo aperto. È
prevista anche una mostra di
pittura ed eventi culturali, con
concerti, rappresentazioni e
one-street band.
A Giano dell’Umbria dal 29
al 30 novembre si terrà la
Rievocazione della Festa della
frasca. La festa ripropone una
antica tradizione tipica di
alcune zone rurali
dell’Umbria centrale, legata al
periodo della raccolta e
lavorazione delle olive. Un
carro tirato dai buoi trasporta
la “frasca” un tralcio di olivo,
addobbata fino alla piazza
centrale del paese
accompagnata da raccoglitori
in abiti d’epoca. La festa si
svolgerà principalmente in
piazza. In programma
Oleovagando tra olivi
millenari, abbazie
benedettine e frantoi aperti, i
Simposi del gusto, i Galà
dell’olio, laboratori creativi
con olio d’oliva, concerti e
tamburini in piazza, corsi di
cucina. Domenica 30 dalle 10
alle 19 Fiera dell’olio nuovo,
produttori in mostra. Alle
14.30 piazza del Municipio
Rievocazione della Festa della
frasca, sfilata con il carro,
esibizione folcloristica, musica
con la banda del paese. Nel
pomeriggio giochi per
bambini, concerti e canti
popolari.
13
L’insegnante di Assisi
scatena il “tiro al piccione”
IL PUNTO
È meglio avere
o essere?
U
no spot pubblicitario
mostra un giovane
pensoso che si
chiede: “È meglio essere o
avere?”. Poi sorride e dice:
“Ma la vera domanda è:
perché devo pagare per
avere un conto corrente?”.
Una voce fuori campo dice,
trionfante: “Le grandi
domande sono cambiate”. Si
capisce che lo spot vuol
essere spiritoso e ironico.
Ma è molto più vero di
quanto credano i suoi
autori. Avere o essere? era il
titolo di un libro di grande
successo, una quarantina di
anni fa, del sociologo e
psicologo Erich Fromm,
allora già famoso per il bestseller L’arte di amare. Due
libri chiaramente non basati
su una visione cristiana
della vita, ma quanto meno
indirizzavano alla
generosità, all’altruismo,
alla ricerca di valori
autentici, al primato
dell’“essere” sull’“avere”.
Non voglio adesso fare
un’apologia di Fromm, che
ovviamente aveva molti
limiti. Voglio invece
registrare il fatto storico che
in un certo arco di tempo
quei libri sono stati di moda,
circolavano di mano in
mano e se ne discorreva fra
amici; perché quei temi
allora erano sentiti. Era
l’epoca delle ideologie, con
tutto il male che hanno
portato; ma accanto alle
ideologie (nefaste) c’erano
anche gli ideali. Erano gli
anni di Paolo VI e dei suoi
messaggi all’umanità. Si
mitizzavano personaggi da
Che Guevara a John
Kennedy (“Non chiedete che
cosa può fare il vostro Paese
per voi, ma cosa potete fare
voi per il vostro Paese”). Nei
movimenti, nelle
associazioni studentesche,
si parlava di pace, di
giustizia sociale, di un
mondo migliore da
costruire. Dal mio gruppo di
azione cattolica, Ivo Baldi
partiva per fare il
missionario in Perù (ci
sarebbe diventato vescovo)
e Mario Capanna per fare il
rivoluzionario a Milano (ci
sarebbe diventato deputato).
Giovani come loro ci sono
anche adesso; ma la
tendenza di massa, mi pare,
non è più quella. Oggi
domina un individualismo
cinico e ottuso; non conta
più “essere” ma “avere”.
Avere cosa? l’ultimo modello
di telefonino, se va bene;
altrimenti può trattarsi
anche di alcol e di droga.
Pier Giorgio Lignani
U
n insegnante, con evidenti
difficoltà a ricoprire questo
ruolo, perde il senso del limite e
picchia uno studente. Il professore è
ora sospeso, in attesa di chiarimenti
e interventi disciplinari. Il ragazzo
picchiato non è omosessuale, ma la
frase che lo provoca si riferisce
all’omosessualità; questo è
sufficiente a scatenare il ‘tiro al
piccione’ e la ‘caccia alle streghe’
omofobe. Che non c’entri
l’omosessualità, poco conta;
l’importante è finire sui giornali e
spiegare che i mandanti morali sono
le associazioni familiari,
rappresentanti legittimi nella società
civile, che democraticamente
avvertono: “Attenzione, dietro
questa storia dell’omofobia c’è una
parte di vero, ma anche una parte di
falso”. C’è la volontà di introdurre
politiche che si rifanno alle teorie
“di genere”. Solo che, dicono queste
associazioni preoccupate: “Facciamo
attenzione, perché le teorie di
genere sono confuse; alcuni testi
dicono che si tratta di superare gli
stereotipi come, per esempio, le
donne nell’esercito; ma altri testi
dicono che siamo donne o uomini a
seconda di come ci svegliamo la
mattina, che è tutto frutto di
convenzioni sociali superate”.
Insomma, le teorie di genere sono
una roba non da poco; soprattutto,
non sono univoche, ne esistono
diverse versioni, alcune accettabili,
altre ideologiche. Davanti all’assenza
di chiarezza, le associazioni dicono:
cerchiamo di capire di cosa
trattiamo. Questo è un diritto
legittimo dei genitori, legalmente
sancito, che non può essere
dileggiato con concetti puerili o
intimidatori. Se non si ha nulla da
nascondere, se ne può parlare
serenamente; anche se, quando
chiediamo di chiarire, ci viene
rifiutato il dialogo.
Ernesto Rossi
presidente del Forum delle
associazioni familiari dell’Umbria
Aprire anche scuole
di formazione politica?
Si raccomanda di non superare VENERDÌ
le trenta righe dattiloscritte
C
hi sono le Femen? Sicuramente molti tra i
telespettatori che hanno visto la prima puntata
di Announo su La7 si sono posti questo interrogativo.
Per rispondere a questa domanda basta conoscere la
storia di Iseul Turan, studentessa parigina di 22
anni, che, studiando gli effetti del consumismo sulle
donne, decise di infiltrarsi per tre mesi nel
movimento detto appunto “Femen”. E afferma che
“all’interno delle Femen non c’è alcun dibattito,
nessuna filosofia, solo attivismo. L’idea di aiutare le
donne, di stendere programmi per migliorarne la
situazione, non le sfiora nemmeno. Vogliono solo
attaccare e distruggere i simboli del capitalismo e
della religione. Ci sono due gruppi: le Femen
ucraine e quelle francesi che le supportano. Le
ucraine sono cresciute pensando che la religione sia
la causa dei mali delle donne. Sono nostalgiche del
regime sovietico, e nella loro testa c’è parecchia
confusione: per loro la religione e il capitalismo
sono la stessa cosa. Mentre le francesi hanno un
modello di laicità negativa: la religione è un
problema da togliere di mezzo in tutte le sue
Roma e gli immigrati,
serve rispetto reciproco
S
ono un immigrato, e sono anche il
primo presidente non-italiano
nella storia delle Acli. Presto con
passione sociale e spirito di dono alle
Acli di Perugia il mio impegno civile e
di cittadino. Sento la responsabilità di
non restare in silenzio di fronte ai
fatti accaduti in questi giorni a Roma,
una città da secoli multiculturale. Ho
vissuto in questa bellissima città dal
1993 al 2007, e conosco abbastanza
bene le diverse realtà multietniche
per averle vissute in prima persona.
Guardano il telegiornale in cui è
comparso il manifesto “Basta
immigrati incivili” e leggendo le
notizie sugli avvenimenti, ho deciso
di dire quello che penso. Prima di
tutto, vorrei chiedere scusa a nome di
tutti gli immigrati che si comportano
male. A loro chiedo, come faccio
anche in circostanze istituzionali, di
HUMOUR
espressioni pubbliche. È su questo punto che le
ucraine e le francesi si incontrano. Sono piene di
stereotipi: anziché portare le donne nel dibattito
pubblico, chiudono il dialogo. Vivono in promiscuità
e si fanno trattare come oggetti; questa
contraddizione fa sì che non incideranno mai nella
società”. Del resto queste attiviste, come hanno ben
dimostrato nello studio di Announo e in seguito in
piazza San Pietro, sono le paladine del ‘diritto
all’offesa’ e pertanto devono essere solo compatite
perché incapaci di provare amore per loro stesse e
per la loro dignità di donna. Da cristiano, il mio
invito può essere solo quello di pregare per queste
donne, affinché ritrovino la loro umanità e la gioia
di essere donne libere, nella speranza che incontrino
Cristo nel corso della loro vita. Da cittadino di questo
Paese invece posso solo dire, citando Groucho Marx,
di essere “convinto che la tv faccia bene alla cultura:
ogni volta che qualcuno la accende, mi viene voglia
di leggere”.
Fabrizio Saracino
Terni
rispettare le leggi e le regole del
Paese in cui vivono. Solo dentro un
perimetro di regole condivise, di
diritti e doveri riconosciuti, di
giustizia e di uguaglianza possono
crescere comunità che, valorizzando
la ricchezza delle diversità, preparano
e promuovono l’umanità fondata
sulla pace. Nella frase dei
manifestanti (“Qui non li vogliamo…
Non siamo razzisti e nemmeno
fascisti, solo che non ne possiamo
più”) leggo tra le righe la disperazione
della gente che vive insieme agli
immigrati in un quartiere particolare
di Roma. Avverto nelle loro parole il
limite massimo di tolleranza. Eppure
la storia ci insegna che la convivenza
si fonda sul rispetto reciproco e sul
riconoscimento dei diritti di ogni
donna e di ogni uomo di essere
trattato con dignità. L’Umano e
l’umanità che dovrebbe stare alla
radice di ogni attenzione civile,
sociale e politica, sembra smarrirsi di
Disegni di Marcello Cruciani
he fine ha fatto l’impegno
sociale dei cattolici? È la
domanda che si pone, sul
settimanale La Voce nel numero di
fine ottobre, mons. Giuseppe
Chiaretti, vescovo emerito di Perugia
- Città della Pieve. Ne condivido
domande e considerazioni, che
“premetto” a una proposta: perché
non si coglie l’occasione delle
prossime elezioni regionali per
organizzare nelle diocesi, anche a
prescindere dalle Scuole citate, dei
corsi di formazione all’attività
politica e sociale, come si
organizzano corsi di formazione in
preparazione al matrimonio?
Sarebbe un’ottima cosa, ma
qualcuno recepirà questa proposta?
La quale può essere realizzata con
molta semplicità: basta prendere in
mano il Compendio della dottrina
sociale della Chiesa (lo conoscono, i
nostri politici cattolici? Ho qualche
dubbio). Quanto sarebbe bello e
utile!
Valerio Torreggiani
Ancona
Orvieto - Todi
Michela Massaro
Via S. Lorenzo, 18 - Todi
333 9340325
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Terni
Elisabetta Lomoro
piazza Duomo, 9 - Terni
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Assisi
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- Archivio La Voce
- Enrico Milanesi (Città
di Castello)
- Gavirati (Gubbio)
- Giancarlo Belfiore
ASSOCIATO
ALL’UNIONE
DELLA STAMPA
PERIODICA
ITALIANA
ISCRITTO ALLA
FEDERAZIONE
ITALIANA
SETTIMANALI
CATTOLICI
21 NOVEMBRE 2014
L’attivismo inconcludente delle Femen
C
Perugia
Maria Rita Valli
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Perugia
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Gubbio
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Gubbio
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LA VOCE LETTERE&OPINIONI
La testimonianza
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14
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Redazione: piazza IV Novembre n.6 - 06123 Perugia
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Semestrale
Sostenitore
Benemerito
fronte a episodi di intolleranza che si
ripetono sempre più spesso. Nella
mia riflessione, questo è il punto di
arrivo. Credo che associazioni come le
Acli abbiano il grande compito di
educare e di integrare gli immigrati
che non conoscono le realtà italiane
e, allo stesso modo, hanno la
responsabilità di informare e formare
la società italiana. Solo il rispetto
reciproco può risolvere conflitti
sociali come quelli di Roma.
Ladis Kumar Antony Xavier
presidente Acli Perugia
Le attuali situazioni esterne non
devono far dimenticare quanto,
da parte della Chiesa, da anni si
sta facendo per l’integrazione e
il multiculturalismo, come
dimostra la tua esperienza
personale.
I contemplativi: cuore
pulsante, non pesi morti
La Giornata pro orantibus del 21
novembre è dedicata a quegli uomini
e a quelle donne che hanno offerto la
loro vita alla preghiera per la Chiesa e
per il mondo. Tale carisma dalla
società contemporanea non è
stimato, giacché sovente si mira a
valorizzare di più l’economia, e tutto
ciò che è quantificabile o che porta
frutti immediati. Con rammarico, tale
critica giunge anche da alcuni
cattolici, i quali pensano che la
dimensione della clausura non sia di
molta utilità, e che dunque sarebbe
meglio impiegare le risorse umane
dove ci sono situazioni di bisogno.
Invece, coloro che pregano sono il
cuore pulsante della Chiesa, e grazie
a questa preghiera il mondo si
salverà (san Pio da Pietrelcina ben
affermava che la preghiera “è più
forte della bomba atomica”). Dalle
pagine de La Voce intendo ringraziare
la comunità claustrale di Sant’Agnese
a Perugia, quella di Santa Lucia a
Città della Pieve, e i monaci eremiti
di Montecorona a Umbertide: per il
loro fervore nell’orazione, ma anche
per l’ausilio concreto al prossimo,
come ho potuto constatare di
persona.
Franco Mezzetti
Città della Pieve
43 e
55 e
35 e
23 e
68 e
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15
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
D
omenica scorsa, con il
suggestivo rito della
chiusura della Porta
santa della cattedrale di
Orvieto (un analogo momento
era stato vissuto a Bolsena la
settimana precedente), è
terminato il Giubileo
eucaristico straordinario
donato da Papa Benedetto alla
nostra Chiesa di Orvieto-Todi
per gli anni 2013-2014 in
occasione dei 750 anni del
fatto prodigioso di Bolsena e
della istituzione per tutta la
Chiesa della festa del Corpus
Domini a opera di Urbano IV
mediante la bolla Transiturus.
È normale, al termine di un
evento giubilare che ci ha visti
impegnati per due anni,
tentare un bilancio. Ma è
possibile tale operazione? Chi,
infatti, è in grado di giudicare
cosa accade nel profondo delle
coscienze? Certamente, se ci si
riferisce ai dati quantitativi,
numerici e ai diversi
appuntamenti in programma,
il Giubileo può essere valutato
positivamente. Le grandi
manifestazioni sono
sostanzialmente riuscite;
qualcuna anche in termini
superiori a quanto previsto.
Ma da un punto di vista
evangelico, la risposta diventa
più problematica. Anzi, fa
scaturire ulteriori domande. È
Riflessione di fine Giubileo
a “porte sante” chiuse
† Benedetto Tuzia*
possibile constatare
nella vita delle nostre
comunità parrocchiali
un miglioramento
riconducibile al
Giubileo eucaristico?
Questi anni giubilari
possiamo ritenerli
davvero “anni di
grazia del Signore”? Ci hanno
aiutato a vivere un rapporto di
amore, di adorazione, di
comunione più grande nei
confronti di Gesù, e anche nei
confronti degli altri? Questo
tempo è stato per la nostra
Chiesa un’occasione di fedeltà
all’eucaristia, al mistero di
amore di una vita fatta dono?
Qualcuno si chiese: “Fu vera
gloria?”. Noi potremmo
ritradurre: “È stata vera fede?”.
Quindi, più che di bilancio, si
potrebbe semplicemente
parlare di una riflessione su
quello che si è visto, che
abbiamo vissuto e di cui siamo
consapevoli. Con l’avvertenza
che il vero bilancio lo conosce
il Signore, e forse
ciascuno di noi ne è
custode per se stesso,
ciascun sacerdote per
la sua comunità
parrocchiale. Per me
personalmente,
l’inizio di questo
tempo giubilare ha
coinciso con i primi passi del
servizio pastorale come
vescovo della diocesi di
Orvieto-Todi. È stata una
grande opportunità per
incontrare tutte le comunità
parrocchiali: sacerdoti, laici,
giovani, recando loro la
notizia: “Il Vescovo viene per
annunciare il Giubileo”. Nella
memoria restano fortemente
presenti alcune istantanee…
Certamente quella di inizio, e
l’altra di chiusura. Quando
abbiamo inaugurato il tempo
giubilare, il Cardinale si è
avvicinato alla Porta santa, e
mediante una forte spinta, l’ha
spalancata. La folla esultante,
dietro di lui, è entrata nella
cattedrale carica di luci e di
piazza, quasi in
un incontenibile
bisogno di
comunicare la
“bella notizia”
che è Cristo,
dono d’amore
all’uomo della
strada. A
significare che,
oggi, l’impegno
più urgente per
le nostre
comunità
cristiane non è
tanto quello di
inaugurare porte
che si aprono
verso l’interno
degli spazi sacri,
ma quello di
aprire porte che
dall’interno delle
chiese diano sulla
piazza. Una
“Chiesa in
uscita”, il cui
mandato
fondamentale è
proprio questo:
trasformare
Il Cardinale Muller chiude la Porta Santa di Bolsena
l’esperienza di
fede eucaristica
celebrata in
esperienza di vita quotidiana e
suoni. A chiusura invece, una
coerente, fatta dono ai fratelli
scena “a rovescio”. Il popolo di
che percorrono le vie del
Dio dall’interno della chiesa,
mondo.
attraverso la Porta aperta verso
* Vescovo di Orvieto - Todi
l’esterno, è uscito fuori, sulla
LA VOCE Perugia .Città della Pieve
16
BREVI
❖ CENTRO ECUMENICO
Valdesi, ortodossi e
cattolici ricordano la UR
È un frutto della proposta dei Valdesi
l’incontro promosso dal Consiglio di
Chiese cristiane di Perugia per ricordare il
50° del decreto sull’ecumenismo Unitatis
Redintegratio. Il Concilio Vaticano II, al
quale erano invitati i “delegati fraterni”
delle altre Chiese, lo approvò il 21
novembre 1964. Lunedì 24 novembre alle
ore 17.30 presso il Centro ecumenico San
Martino (via del Verzaro 23 (Pg), l’evento
sarà ricordato dall’arcivescovo cardinale
Gualtiero Bassetti, dal sacerdote
ortodosso Jonut Radu, dal pastore
valdese Pawel Gajewski. Introduce e
modera l’incontro il prof. Ermanno
Genre.
❖ SANTA CECILIA
Cori della diocesi
in cattedrale
I gruppi corali parrocchiali della diocesi di
Perugia-Città della Pieve si troveranno
domenica 23 novembre, alle ore 18, in
cattedrale per celebrare la ricorrenza di
Santa Cecilia patrona della musica nella
solennità di Cristo Re. Celebrerà
l’eucaristia l’arcivescovo card. Gualtiero
Bassetti mentre un poderoso coro di 150
cantori animerà la liturgia con
composizioni di Berardi, Bartolucci, Bach,
Palmitessa, Mozart. Il raduno diocesano
dei cori, iniziato il 24 novembre del 1974,
quest’anno è giunto alla XXV edizione.
L’iniziativa è coordinata dalla Scuola
diocesana di musica “Frescobaldi” nella
persona del direttore mons. Francesco
Spingola. L’esecuzione dei brani sarà
diretta dal maestro Mauro Chiocci.
APPUNTAMENTI
Clarisse di S. Erminio
La riflessione che le Sorelle Clarisse
offrono nel mese di novembre riguarda la
beatitudine della misericordia. Domenica
23 novembre celebrazione del Vespro alle
ore 18 e a seguire riflessione e
condivisione sul tema. Al monastero di
Sant’Erminio, in via Eugubina, 52.
Archeologia. La sepoltura di Gesù
Mercoledì 26 novembre, alla biblioteca
dell’Oasi (via Canali), per i Mercoledì della
biblioteca, alle ore 16.30 incontro su “La
sepoltura di Gesù a confronto con
l’archeologia”, relatore prof. Francesco
Testaferri.
L
CARITAS. Incontro
di formazione con don
Bromuri, fondatore
dell’Ostello
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
Contro i mali di oggi
resta solo la carità
L’Orto a Capanne
È
stato inaugurato il 20 novembre l’“Orto
botanico” del complesso penitenziario
di Perugia Capanne. È frutto del progetto
“Un triennio di botanica (2012-2014)”
realizzato grazie all’apporto della
Fondazione Cassa di risparmio di Perugia e
del Cesvol, e messo a punto
dall’Associazione perugina di volontariato
(Apv), una emanazione della Caritas
diocesana. Del progetto - spiega il
presidente dell’Apv Maurizio Santantoni è stato parte integrante un corso di
botanica, conclusosi recentemente, le cui
“finalità erano quelle di trasmettere
cultura e interesse attraverso lo studio
delle piante. È stato seguito da una
quindicina di studenti che hanno
partecipato anche alla risistemazione di
un’area per la coltivazione di piante, poste
in cassettoni presso il giardino dell’area
cucina del penitenziario”.
Mons. Elio Bromuri e la direttrice della Caritas diocesana Daniela Monni
D
on Elio Bromuri, direttore de La
Voce e fondatore dell’Ostello della gioventù di via Bontempi, ha
tenuto il 15 novembre una lezione sulla
carità - alla luce dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco - alla “Scuola animatori della carità”
della Caritas diocesana presso il “Villaggio della carità” di Perugia. Iniziativa rivolta agli operatori e volontari delle Caritas parrocchiali.
“La carità - ha detto - non è pura filantropia, e non deve essere ridotta a puro
funzionalismo burocratico. Gli operatori Caritas sono messaggeri del popolo di
Dio. Lavare i piedi a una persona in difficoltà non è solo un fatto, è un messaggio che va comunicato con gioia. La carità è dentro il progetto della conversione pastorale missionaria improrogabile”.
“Qualcuno - ha aggiunto - teme la nuova evangelizzazione perché la vede come nuova colonizzazione cristiana dell’Occidente. Oggi i cristiani hanno meno
disponibilità a donare i loro beni, a metterli in comune, perché prevale l’egoismo; e anche se si fanno opere buone, i
cristiani non si amano. Oggi più che mai
deve essere riscoperta la dimensione so-
ciale della carità, quindi della giustizia,
che giunge alla politica”.
Dall’esortazione apostolica di Papa Bergoglio emerge invece che “l’atto più importante che esprime la carità della
Chiesa è l’evangelizzazione. Oggi il mondo ha bisogno della salvezza che viene
data da Cristo, e invita tutta la Chiesa alla conversione pastorale missionaria improrogabile. Questo per dare gioia al
mondo che attende un messaggio di salvezza, di liberazione, di speranza di fronte a tante difficoltà e a orizzonti bui, per
dare fiducia, perché il Signore vince”.
Riportare al centro la carità diventa un
antidoto ai mali peggiori del nostro tempo: “Comunicare la carità è necessario
perché oggi vige il mondo dell’individualismo, del nichilismo, dell’arroganza
del più forte. Oggi è necessario riportare al centro la carità, non nel senso dell’elemosina data al ‘poveretto’, ma nel
senso di una comunione tra le persone
nel rispetto, nella dignità e nella libertà,
in un progetto comune di sviluppo della
comunità umana. Altrimenti si cade sotto le minacce dell’Isis e si va dietro alle
esperienze della ‘finanza creativa’, che
porta alla distruzione di patrimoni e all’impoverimento dei piccoli risparmiato-
Pastorale sanitaria: nasce
l’iniziativa “Fare rete”
V
ivere la professione sanitaria
oggi, tra mille difficoltà
gestionali ed economiche,
significa spesso operare in
solitudine e conciliare con difficoltà
l’attività quotidiana con le scelte di
fede. Per questo è nata l’iniziativa
“Fare rete”, promossa dall’ufficio
diocesano per la Pastorale della
salute per conoscere, collegare e
aiutare tutti gli operatori sanitari del
territorio. Domenica scorsa, in
occasione della festa del “medico
santo” Giuseppe Moscati, si è svolto
a Ponte San Giovanni il primo
incontro del settore, che ha visto
oltre 80 operatori sanitari
confrontarsi con il card. Gualtiero
Bassetti. Il senso dell’incontro, che
diventerà un appuntamento
annuale, è proprio nel suo slogan:
“Fare rete” tra gli operatori stessi e
con gli organismi pastorali
diocesani. “La Chiesa - ha infatti
sottolineato l’Arcivescovo - vuole
essere una ‘sentinella’ accanto a chi
ri. Ci sono tante vicende negative che si
possono risolvere soltanto se c’è un soprassalto di amore, di voglia di vivere e
di aiutarsi a vicenda, in comunione, come Papa Francesco sta cercando di fare”.
Ricordando l’espressione di Paolo VI, “la
politica è la più alta forma di carità”, don
Bromuri ha sottolineato che “la prima
carità è quella culturale: diffondere le
idee, e questo vale anche per la politica... La politica deve essere risanata”, e
purtroppo “mancano nel mondo cristiano persone che si dedichino appassionatamente e con professionalità a questo
tema”.
R. L.
soffre e a chi è chiamato a curare il
sofferente. È necessario, quindi, che
voi portiate le vostre esperienze
anche nelle parrocchie, affinché
non siano luoghi asettici, ma di
conoscenza delle necessità del
mondo della sanità e di promozione
di forme di volontariato a sostegno
di chi soffre. Questo nostro mondo
post-moderno - ha detto ancora
Bassetti - vuole fuggire dal dolore e
dalla morte. Il messaggio cristiano
della Croce è un simbolo che ci
interroga e ci coinvolge tutti, ma,
allo stesso tempo, è la Croce,
sofferenza e morte, la porta che ci
introduce alla luce del Risorto.
Quindi, quotidianamente tutelare la
dignità della persona malata, a volte
“Resiste” a Deruta la festa di santa
Caterina di Alessandria. Perché?
a festa di santa Caterina d’Alessandria, benché posta a margine dal calendario universale della Chiesa, ‘resiste’ a Deruta per volontà dei ceramisti, che ormai da secoli la invocano come loro protettrice.
Se si torna un po’ indietro nel tempo, consultando le fonti antiche, so- L’immagine di santa
prattutto quelle di età moderna, si Caterina di gran lunga
nota una vera e propria esplosione
di feste e devozioni nella cittadina più popolare è quella
umbra. Ci si potrebbe domandare con la ruota, strumento
“chi” rispondesse alle orazioni indirizzate dai fedeli a san Macario e del suo martirio.
Bordone, visto che quest’ultimo non Per questo, è patrona di
esiste, mentre lo Statuto Comunale tutti gli artigiani che
del 1465 prescriveva una festa in
suo onore. Poteva sicuramente trat- usano la ruota
S.Caterina di B.Angelico
tarsi di san Macario di Bordeaux.
Oltre alle feste universalmente comandate e a quelle del Comune di Perugia, a Debrazioni in onore di santa Maria Maddalena, sanruta si celebrava quella di san Francesco d’Assisi,
ta Lucia e santa Caterina. Se si fa eccezione per la
quelle di sant’Antonio abate, di sant’Antonio da
solennità di san Francesco, tra le sante è solo CaPadova, di san Bernardino da Siena, del beato
terina ad aver resistito nel corso dei secoli. Viene
Egidio, mentre tra le sante si ricordano le celeda chiedersi: perché proprio lei?
Il culto della vergine alessandrina, se si guarda la
toponomastica e la storia dell’Umbria, non sembra aver ottenuto un grande successo nella regione. Tuttavia, anche in Umbria le tradizioni popolari e la religiosità furono permeate da varie
forme devozionali per la Santa.
Uno degli aspetti più noti del culto di santa Caterina è quello della protezione accordata ai teologi, ai filosofi e in genere agli scolari, culto certamente connesso alla storia che tramandava la disputa della Santa con i sapienti da lei convertiti alla religione cristiana.
L’attributo iconografico di santa Caterina di gran
lunga più diffuso e popolare è la “ruota”, strumento del suo martirio. Proprio per questo attributo, la Santa fu assunta come protettrice da tutti quegli artigiani che usano la ruota. Saremmo
così vicini a spiegare il perché della festa di santa
messa a dura prova da realtà
organizzative, figlie della limitatezza
delle risorse. Occorre non arrendersi
mai in modo passivo a tali realtà,
ma tutelare sempre la dignità
dell’uomo e dell’uomo malato in
particolare. Il cristiano è chiamato
ad approcciarsi alla sofferenza del
prossimo, non dimenticando che le
piaghe di una persona da curare
sono quelle di Cristo. Per questo,
fate degli ambulatori, delle case di
cura e degli ospedali dei ‘santuarilaboratori’ di speranza per ogni
creatura di Dio. Siete chiamati a
essere i testimoni dell’amore
cristiano, a essere i buoni samaritani
di oggi”.
Laura Lana
Caterina a Deruta, e a tal proposito risulta d’aiuto la lettura di alcuni affreschi presenti nella parrocchia di San Francesco. I due dipinti, eseguiti nel
Trecento, riportano entrambi la presenza di santa Caterina. Il primo mostra la Santa mentre presenta alla Vergine il committente dell’affresco, un
certo Tommaso di Francesco di Orlando, dove troviamo pure la data: 1339. Il secondo rappresenta, il supplizio della martire di Alessandria.
Sulla parete destra si conserva un’altra importante testimonianza del culto praticato a Deruta:
una Madonna dagli eleganti lineamenti, seduta
su un raffinato trono e attorniata da una serie di
santi: Pietro, Paolo, Ludovico da Tolosa, Caterina
e Francesco.
Anche quest’anno la tradizione si ripete e, come
consuetudine, l’appuntamento è per martedì 25
novembre alle ore 18 a Deruta, nella chiesa di
San Francesco. Durante la messa, presieduta da
padre Martino Siciliani, priore dell’abbazia di San
Pietro a Perugia, verranno premiati i ceramisti
nati nel 1940.
Luca Nulli Sargenti
LA VOCE Perugia .Città della Pieve
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
60° del Cses
dell’Università di
Perugia. Presentato
il 4° Rapporto
global health watch
I
Una salute per tutti
e a disposizione di tutti
n occasione della mostra “Cultura è
salute” dedicata ai sessant’anni del
Centro sperimentale per
l’educazione sanitaria (Cses)
dell’Università degli studi di Perugia, è
stato presentato il quarto Rapporto
Global Health Watch, l’Osservatorio
sulla salute globale, ampiamente
riconosciuto come la voce più
autorevole per un discorso alternativo
(a quelli istituzionali) sulla salute. In
che modo programmi e progetti
sanitari, aiuti e prestiti, sistemi di
welfare migliorano effettivamente la
salute delle popolazioni? E in che
misura incidono stili di vita, sistemi
ambientali, ma anche le scelte
politiche ed economiche degli Stati? A
queste domande tenta di dare risposta
il Rapporto, nato da un lavoro collettivo
di attivisti ed accademici di tutto il
mondo e coordinato dal People’s
Health Movement, dall’Asociacion
Latino-Americana de Medicina Social,
dall’Health Action International e dal
Third World Network e Medact. “Alla
base c’è l’idea di costruire una cultura
della salute che sia a disposizione di
tutti, in un’ottica di giustizia sociale ed
equità – spiega Marianna Parisotto
del Centro Salute Internazionale
dell’Università degli studi di Bologna -,
mentre ancora oggi la globalizzazione
e le condizioni socio-economiche
incidono profondamente sul diverso
stato di salute dei popoli”. Il Rapporto
(acquistabile e, a breve, anche
scaricabile gratuitamente dal sito
www.ghwatch.org/ghw4) integra
analisi rigorose, proposte alternative e
storie di lotte e cambiamento,
presentando argomentazioni per
mettere in discussione e trasformare
radicalmente le attuali politiche in
campo sanitario.
“Questo studio è
molto utile e
valido – sottolinea
Massimiliano
❖ PACIANO
Museo banco della memoria:
le attività del territorio del Lago
“CULTURA È SALUTE” chiusa la mostra
Alcuni dei manifesti esposti nella mostra “Cultura è Salute” provenienti da tutte
le parti del mondo, dal dopoguerra alla fine del Novecento, finalizzati a
sensibilizzare la popolazione sui diversi temi della salute.
L’
ex chiesa di Santa Maria
della Misericordia, in via
Oberdan a Perugia, ha
ospitato dal 7 al 19 novembre la
mostra “Cultura è salute”,
dedicata ai sessant’anni di storia
del Centro sperimentale per
l’educazione sanitaria (Cses)
dell’Università degli studi di
Perugia. Il Centro nasce nel 1954
con il sostegno
dell’Organizzazione mondiale
della sanità (Oms) e grazie ad
Alessandro Seppilli, ordinario di
Igiene all’Università di Perugia,
nonchè sindaco della città tra il
1953 e il 1964 e tra i realizzatori
della riforma sanitaria istitutiva
del Servizio sanitario nazionale.
Nei suoi sessant’anni di attività, il
Centro ha reso Perugia e l’Umbria
un punto di riferimento e di
eccellenza mondiale per la
definizione della nuova sanità
pubblica. Il Cses produce, infatti,
ricerche, modelli di lavoro e
formazione professionale,
attraverso un laboratorio di idee e
formatori. Il percorso è suddiviso
in quattro sezioni: le “origini e
principi” del Centro, le
innumerevoli attività di “ricerca e
sperimentazione”, le iniziative di
“formazione e comunicazione”
portate avanti nella sanità, nella
scuola, nel sociale, nell’università,
e, infine, i progetti di
“partecipazione e futuro” per il
rilancio del Centro. Presente
anche una importante collezione
di oltre 6000 diapositive realizzate
nei primi anni del Novecento dal
professore perugino Casagrandi,
maestro di Alessandro Seppilli, sui
temi dell’igiene e della salute
delle popolazioni. La mostra è
stata poi arricchita da una serie di
eventi collaterali, quali convegni,
presentazione di libri, studi e
ricerche, incontri con alcuni tra i
massimi esperti italiani ed
europei del settore che si sono
confrontati sui temi cruciali del
presente e del futuro della salute
di base.
Accattonaggio: a Perugia nuovi divieti
I
l Consiglio comunale ha approvato, con 25 voti a
favore (19 maggioranza, 5 Pd e Giaffreda), 2 contrari (Bori e Bistocchi) e tre astenuti (Rosetti, Pietrelli e Mencaroni), la proposta di deliberazione sulla
modifica dell’art. 30 del Regolamento di Polizia Urbana. L’atto, originariamente presentato dal consigliere
Camicia, è stato fatto proprio dall’intera prima commissione.
La modifica dell’art. 30 relativo a “accattonaggio, attività di lavavetri e similari” è stata voluta per contrastare
il fenomeno dell’accattonaggio molesto e insistente fino all’intimidazione dei cittadini, come anche quello
dello sfruttamento delle persone.
Questi i contenuti della modifica.
È vietato chiedere denaro nei pressi d’incroci stradali,
chiedere contributi in denaro con insistenza, in luoghi
pubblici o aperti al pubblico, nonché sui mezzi di trasporto pubblico, parcheggi, sia pubblici che privati ad
uso pubblico, nei parcheggi dei centri commerciali e
nei pressi di luoghi di culto, cimiteri, teatri, cinema o
impianti sportivi.
È vietato l’accattonaggio effettuato con la presenza di
minori o con lo sfruttamento di animali, davanti agli ingressi degli esercizi pubblici, comunque non deve intralciare l’accesso alle abitazioni e non deve causare disturbo ai passanti. Le violazioni di quanto sopraddetto
comporteranno sanzioni amministrative se previste.
È vietato l’esercizio del mestiere “accompagnatore di
carrelli della spesa”. Ritenuto che i soggetti di cui sopra nell’esercizio di tale attività, causino reiterati di-
sturbi ai clienti di supermercati ed esercizi pubblici,
spesso degenerando in veri e propri reati previsti dal
codice penale; per quanto sopra è vietato su tutto il territorio comunale l’esercizio del mestiere di “accompagnatore di carrelli della spesa”.
È vietato rovistare o prelevare indumenti ovvero oggetti dai contenitori di raccolta delle Associazioni umanitarie.
È vietato su tutto il territorio comunale, svolgere l’attività di lavavetri o altre attività similari in corrispondenza degli impianti semaforici o degli incroci stradali, così come è vietato effettuare la vendita di materiale di consumo alle auto in transito o in temporanea sosta negli incroci stradali.
Nel caso in cui la pratica di accattonaggio o di lavaggio
vetri venga perpetrata in maniera molesta ai danni di
donne in evidente stato di gravidanza, sole o accompagnate da minori, a soggetti disabili, o minori non accompagnati da adulti si applica per i suddetti soggetti
sanzioni massime previste dalle normative vigenti”.
Nel testo originario figurava anche quest’ulteriore inciso: “La Polizia Urbana è preposta ad effettuare settimanalmente, controlli serrati, mirati e finalizzati a scoraggiare fenomeni di accattonaggio di qualsiasi tipo”,
lo stesso, tuttavia, è stato poi eliminato a seguito dell’accoglimento di un emendamento presentato dal consigliere Camicia. Secondo il consigliere di FI è ovvio,
nel contempo, che, se vi sono persone in difficoltà, sarà
dovere dell’Amministrazione e della comunità sostenerle in ogni modo possibile.
[email protected] 17
BREVI
Minelli del Dipartimento di Filosofia,
Scienze sociali, umane e della
formazione dell’Ateneo perugino –
perchè ci dà l’opportunità di avere una
visione collettiva e complessiva dei
processi internazionali in atto, processi
altrimenti lontani e difficilmente
collegabili, ma, al contrario,
fortemente uniti da rapporti di causaeffetto. Leggendo il Rapporto, risulta
chiaro come la crisi economica ha
profondamente inciso sulle politiche
sanitarie, portando, ad esempio, ad un
trend di privatizzazione del welfare e a
politiche di austerity che hanno
incrementato le diseguaglianze sociali,
per cui, sempre più, la fascia medioalta della popolazione ha accesso alla
sanità tramite strutture private, mentre
le fasce basse ne sono escluse. Ma il
Rapporto fornisce anche esempi di vari
sistemi adottati nel mondo, casi di
studio che possono essere utilizzati
come modelli e spunti per
amministratori, politici, tecnici e
formatori”.
Laura Lana
pratiche di prevenzione,
educazione e promozione della
salute, dove professionisti,
studenti e cittadini
contribuiscono con i propri saperi
e le proprie esperienze a dare
concretezza a quel “diritto alla
salute” sancito dall’articolo 32
della Costituzione Italiana. La
mostra ospita una rassegna di
manifesti originali provenienti da
tutte le parti del mondo, dal
dopoguerra fino alla fine del
Novecento, un patrimonio
artistico-culturale, oltre che
scientifico ed educativo.
L’esposizione, attraverso un
percorso interattivo e
multimediale, accompagna il
visitatore in un percorso di
consapevolezza e conoscenza del
mondo della salute, per
promuovere nuovi modelli
sanitari e costruire una vera
politica della salute che diventi il
faro delle scelte reali di
amministratori, politici, tecnici e
@
Il Museo Banca della memoria “Trasimemo” di
Paciano aprirà i battenti ai giovani di tutte le scuole
secondarie di I grado della Zona sociale del
Trasimeno mercoledì 26 novembre sui saperi
artigianali nella zona del Lago Trasimeno. Il progetto,
attivato dalla Cooperativa Frontiera Lavoro, prevede
una giornata di interscambio durante la quale i
giovani destinatari possano conoscere le attività
tipiche dei Comuni del territorio lacustre,
sperimentandole all’interno di laboratori interattivi.
In programma visita al museo nella splendida cornice
di Palazzo Baldeschi a Paciano, fra laboratori
esperienziali e dimostrazioni pratiche del ricco tessuto
produttivo e artigianale che spazia dalle barche
tradizionali alla pesca, all’arte della tessitura, del
vetro, della creta.
APPUNTAMENTI
AL CONESTABILE INCONTRO SUL SINODO
L’Istituto Giancarlo Conestabile della Staffa e Luigi
Piastrelli prosegue il ciclo di conferenze “Verso le
periferie”, con l’incontro di martedì 25 novembre alle
ore 18 presso l’Oratorio della SS. Annunziata in piazza
Mariotti a Perugia con la conferenza “Punto e a capo.
La Chiesa verso il Sinodo 2015”. Monsignor Paolo
Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve
presenterà la Relatio Synodi il percorso verso il Sinodo
generale del 2015, che coinvolge tutte le componenti
ecclesiali.
AL MEIC SI PARLA DI GUERRA E PACE
Giovedì 27 novembre ore 21 al Centro d’Accoglienza
(via Bontempi,13 - Perugia) ilMeic promuove in
incontro sul tema della guerra e della pace
oggi.Introduce don Tonio Dell’Olio, responsabile del
settore internazionale di Libera e membro della Pro
Civitate Christiana.
LA “PRESA DI PERUGIA” E IL PROCESSO A BRACCIO
Perugia torna al 1416. Domenica 23 novembre la città
(piazza IV Novembre) alle ore 15 corteo storico di
oltre 250 figuranti in abiti d’epoca, che fra esibizioni
di sbandieratori e disfide di tamburini accompagnerà
Braccio Fortebraccio a prendere possesso della città
dopo la vittoriosa battaglia di Sant’Egidio contro Carlo
Malatesta, difensore di Perugia in nome dello Stato
della Chiesa. Seguirà davanti alla Fontana Maggiore,
una battaglia tra varie compagnie d’armi. Alle ore 17,
andrà in scena il “Processo storico” a Braccio da
Montone. L’iniziativa è promossa dal Rotaract club
Perugia est e dall’associazione culturale i Bracceschi.
AL DÒNCA “LA SAPIENZA VECCHIA E L’ONAOSI
Lunedì 24 novembre, alle ore 17, a Palazzo dei priori,
a Perugia, nell’ambito degli incontri dell’Accademia
del Dònca, Sandro Allegrini presenta “La Sapienza
Vecchia e l’Onaosi: due tesori perugini” con
Giampaolo Asdrubali, Aurelia Bertini, Bruno Mangani.
Con testimonianza di Vincenzo Colloca.
Visita di un gruppo da Pozzuolo
Alla scoperta dei tesori d’arte
dell’abbazia di San Pietro
D
omenica 16 novembre
una cinquantina di
persone di Pozzuolo,
anche contro le condizioni meteo
avverse, abbiamo ricambiato la
visita fatta dall’abate Giustino
Farnedi, all’abbazia di San Pietro
di Perugia. Il 19 ottobre scorso
infatti padre Farnedi era venuto
ad amministrare il sacramento
della Confermazione ai ragazzi
della parrocchia e nell’occasione
ci aveva invitati a fargli visita
presso la sua prestigiosa “casa”.
Un ulteriore stimolo ci era stato
dato dal fatto che presso
l’abbazia è custodito una serie di
libri corali della seconda metà
del 1400 miniato da un nostro
compaesano, Pierantonio di
Giacomo (o di Nicolò) da
Pozzuolo. Ad accoglierci, oltre
alla comunità dei monaci
benedettini c’erano anche i
rappresentanti della Fondazione
per l’Istruzione Agraria che si
occupa della valorizzazione del
proprio patrimonio artistico e di
quello del complesso
monumentale. Il direttore
generale, dott. Antonio Cesarini,
insieme ai suoi collaboratori ci ha
guidato sapientemente attraverso
i chiostri, i tesori d’arte
dell’Abbazia, quelle della
sacrestia, fino alla galleria dove
sono raccolte numerose opere
davvero meritevoli di una visita.
Anche i corpi sono stati allietati
dall’assaggio dei vini e dei
prodotti che la Fondazione riesce
a coltivare nei circa
millenovecento ettari di terreno
di sua proprietà.
Alessio Bacci
LA VOCE Città di Castello
18
BREVI
❖ CLARISSE
Celebrazioni per
la festa di santa Cecilia
Sabato 22 novembre le Clarisse Urbaniste del
monastero di Santa Cecilia a Città di Castello
festeggeranno la santa omonima, patrona dei
musicisti e del convento, con grande solennità.
Ne abbiamo già ampiamente parlato nello scorso
numero del settimanale; ricordiamo solo che le
celebrazioni si terranno nella chiesa del
monastero alle ore 9 e alle ore 11. Alle ore 11.15
la messa presieduta dal vescovo mons. Domenico
Cancian.
❖ CLAUSURA
Giornata di preghiera
a Santa Veronica
Domenica 23 novembre anche a Città di Castello
si celebrerà la Giornata delle claustrali. Con il
pensiero rivolto a tutti i cinque monasteri di
clausura della diocesi, alle ore 16 presso il
convento di Santa Veronica Giuliani si svolgerà un
momento di preghiera presieduta dal Vescovo.
Partecipa in modo particolare l’Usmi diocesana.
❖ MPV
Sei incontri sui
temi della bioetica
Il Movimento per la vita di Città di Castello, in
collaborazione con l’ufficio diocesano
Evangelizzazione e catechesi e con l’ufficio
diocesano Pastorale scolastica, organizza sei
incontri riguardanti la bioetica rivolti ai genitori,
agli educatori, ai catechisti, agli operatori sanitari
alle 21 di ogni terzo venerdì del mese. Il primo
incontro si svolgerà presso la sala del consiglio
comunale di Città di Castello il 28 novembre e
avrà per tema “Da Ippocrate all’azienda
ospedaliera: esiste ancora un ruolo per la
bioetica?”. Sarà relatore il dott. Fabio Ermili. Il
successivo si svolgerà il 19 dicembre con la
relazione della prof. Francesca Barone “Come
recuperare il senso della vita nel fine vita”. Per
ogni ulteriore informazione rivolgersi al
Movimento per la vita, in via XI Settembre 38 a
Città di Castello (apertura il lunedì e venerdì dalle
17 alle 19, tel 075 8553355) o rivolgersi al
numero 328 0561886.
❖ MONTONE
Gioia per i 90 anni
di Sante Baruffi
Il 2 novembre
1924 a Bacciana
nasceva Sante
Baruffi, che ha
festeggiato a
Montone i suoi 90
anni con una festa
in compagnia dei
parenti e degli
amici più stretti.
Un uomo tutto
d’un pezzo, Sante,
Sante Baruffi
che conoscono
tutti a Montone,
anche i più giovani; viene soprannominato con
affetto “Marsalina”. Sempre informato su tutto,
Sante sa regalare sorrisi ogniqualvolta lo si
incontra nelle sue consuete passeggiate
mattutine o durante le sue performance ballerine
in occasione di qualche festa. Purtroppo la
moglie lo ha lasciato quattro anni fa, e da allora
Sante vive solo, circondato però dall’affetto dei
vicini, del figlio e dei tre nipoti che vivono a
Perugia, e che lo vengono a trovare ogni
settimana. Ogni mattina si alza presto, lavora il
suo orto e va a fare la spesa, si cucina il pranzo,
guarda il suo telegiornale e tiene ordinata e
pulita la casa. “Un bicchiere di vino a pranzo e
uno a cena mi aiutano a mantenere le forze scherza Sante. - Non ho avuto una vita facile. Una
volta non c’erano tutte le opportunità di oggi e
mantenersi era difficile, oltre che molto faticoso.
Oggi il mondo è cambiato e sembra quasi si stia
tornando alle difficoltà di quegli anni, anche se
io sono ottimista. Credo che si possa uscire da
questa situazione difficile. Basta dare la fiducia
alle persone giuste”. Soddisfatto della sua
Montone? “Non potevo chiedere di meglio per
me: amo il mio paese e sono contento di come
viene tenuto e delle persone che ci vivono,
questo è il motivo per cui ho deciso di restare
qui”. Auguri da tutta la comunità, “Marsalina”,
Montone ti vuole bene! (Roberto Persico)
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
“C’è la crisi? Niente paura”
DIOCESI. Per la
festa dei santi
patroni Florido
e Amanzio, la
messa è stata
celebrata da
mons. Marconi
I
niziate domenica 9 novembre con il concerto in cattedrale della schola cantorum “A. M. Abbatini” e della
Cappella musicale della basilica di Assisi, le celebrazioni dei
Patroni tifernati sono culminate nella tradizionale messa del
13 novembre. Due sono state
Mons. Nazzareno Marconi durante il pontificale
le novità che hanno caratterizzato il pontificale di quest’anno: il ritorno in diocesi del vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Mar- si di un mondo nuovo, più giusto, e che
coni - che ha presieduto l’eucarestia - e la non scarti le persone. I nostri Santi ci afnuova illuminazione del duomo superio- fidano la responsabilità di fare passi decire.
si e illuminati dal Vangelo, non tanto per
Durante l’omelia mons. Marconi ha pre- vivere l’oggi, ma per porre le fondamensentato alcune peculiarità che hanno con- ta del domani”.
traddistinto i tre santi patroni di Città di “Amanzio invece - ha aggiunto - ci inseCastello: Florido, Amanzio e Donnino.
gna il valore della carità. Società che non
“Florido - ha affermato il vescovo di Ma- sono caritative, che non si aprono al diacerata - è vissuto durante un momento logo e al confronto, sono delle società che
storico grave, e ci insegna che non biso- non costruiscono il futuro. San Donnino,
gna avere paura delle crisi: davanti a es- infine, era un eremita, che ha dedicato la
se possiamo spaventarci e arrenderci, o sua vita a Dio. Donnino ci insegna un
farne occasioni di rinnovamento. Davan- grande valore che oggi stiamo dimentiti alla crisi Florido lotta, si dà da fare e ri- cando: il silenzio. C’è bisogno di recupecostruisce la città. Non ha restaurato ciò rare uno spazio di silenzio e di ascolto di
che era rimasto in piedi: ha posto le fon- Dio e degli altri”.
damenta di una nuova città. La crisi di og- “La nostra cattedrale - ha ricordato mons.
gi, come cristiani, ci invita a porre le ba- Cancian all’inizio della celebrazione -
non è solo un patrimonio culturale, ma è
simbolo del popolo tifernate, che qui si ritrova per pregare il Signore; anche per
questo va conservata nella sua bellezza”
ha detto in riferimento al nuovo impianto di illuminazione. E ha aggiunto: “I nostri Patroni ci raccontano con i fatti come
la fede possa diventare storia e cultura di
alto profilo, anche in momenti di crisi.
Noi, oggi, siamo incoraggiati dal loro
esempio e siamo chiamati a fare la nostra
parte”.
Assieme alla nuova illuminazione, realizzata dalla diocesi (vedi articolo in basso),
il 13 novembre sono state accese anche le
nuove luci di piazza Gabriotti e dei palazzi antistanti al duomo, realizzate dal Comune tifernate.
Francesco Orlandini
DIOCESI. Veglia di preghiera per i santi Patroni,
con conferimento dei ministeri laicali
L
a veglia di preghiera in
preparazione alla festa dei
patroni di Città di Castello,
quest’anno, si è suddivisa in due
momenti. Nel pomeriggio sono stati
protagonisti i giovani di tutta la
diocesi, ritrovatisi a San Michele per
pregare e meditare insieme con la
catechesi proposta da don Livio
Tacchini. A partire dalle ore 21, in
cattedrale, gli stessi giovani hanno
animato la preghiera guidata da
mons. Domenico Cancian. Durante
la serata il Vescovo ha anche
conferito i ministeri ad accoliti,
lettori e ministeri straordinari
dell’eucarestia. “Ogni uomo - ha
affermato il Vescovo a fine serata è chiamato alla vita, e quindi
all’amore e al Vangelo. Questi
ministeri ci ricordano che ciascuno
di noi è chiamato a vivere l’amore
in una vocazione: l’amore che non
si realizza in una vocazione e in un
servizio non può essere amore
cristiano. Dobbiamo rispondere con
I nuovi ‘ministri’
un sì a quello che il Signore
desidera da noi, da quando ci ha
chiamato alla vita, così come hanno
fatto i nostri santi Patroni e Maria.
Non possiamo servire Cristo - ha
aggiunto mons. Cancian - senza la
Chiesa, né la Chiesa senza Cristo. In
CASTELLO. Esce libro fotografico sulla città
❖ CATTEDRALE
Le novità del sistema di
illuminazione appena inaugurato
La porta dell’Umbria
C
V
errà presentato sabato 22
novembre alle ore 17
nella splendida cornice di
palazzo Vitelli San’Egidio, in
piazza Garibaldi, il volume
edito da LuoghInteriori Città
di Castello, la porta dell’Umbria.
A salutare l’iniziativa editoriale il sindaco Luciano Bacchetta, il vescovo mons. Cancian,
Italo Cesarotti presidente della
Fondazione Cassa di risparmio
di Città di Castello, e Claudio
Pacifico presidente di LuoghInteriori. Interverranno Michele Bettarelli, assessore alle
Politiche culturali del Comune
tifernate, e Francesca Abbozzo, storica dell’arte attiva presso il ministero dei Beni e delle
attività culturali e del turismo.
Il progetto editoriale è di Antonio Vella, i testi di Catia Cecchetti e le fotografie di Enrico
Mezzasoma. Il libro è essere
una guida destinata a tutti coloro che intendono visitare le
bellezze storico-artistiche del
luogo. In realtà l’obiettivo è anche quello di riscoprire o vedere con occhi nuovi palazzi,
chiese, musei, scorci che abitualmente i tifernati vivono
nella loro quotidianità.
Il fotografo Enrico Mezzasoma ha colto la straordinaria
bellezza dei monumenti con
occhi da professionista, e l’autrice del testo, Catia Cecchetti, ne ha dato un’illustrazione
nuova e per quanto possibile
completa, partendo dalle insostituibili fonti classiche ma integrate con notizie e contenuti
aggiornati.
Il risultato è un viaggio di conoscenza di alcuni palazzi storici della nostra città, delle
chiese del centro storico, degli
spazi museali custodi preziosi
dell’arte del passato medievale
e rinascimentale, e di scoperta
di taluni luoghi della periferia
cittadina di insostituibile pregio architettonico-culturale.
quest’ultimo caso, la
Chiesa diverrebbe
un’associazione di
uomini, come tante
altre, destinata a
passare. Questo servizio
deve tradursi infine in
carità: un discepolo di
Cristo non è tale se non è
missionario: dobbiamo
testimoniare Gesù e la gioia del
Vangelo. La vita è fatta per l’amore
e il servizio di Gesù, non per
l’egoismo. Una vita che si spende
nell’egoismo è una vita persa, che si
spegne”.
F. O.
hi era in cattedrale la sera di san Florido ha
potuto ammirare la nuova illuminazione.
L’opera è stata resa possibile grazie al lavoro
di Enel Sole, la società del gruppo Enel che opera
nel settore dell’illuminazione pubblica e artistica. Il
progetto è stato finanziato dalla Consulta delle
Fondazioni delle Casse di risparmio umbre. Con
un importante intervento di “ristrutturazione
illuminotecnica” è stato possibile favorire una
migliore lettura degli elementi architettonici della
cattedrale, nonché rispondere a esigenze
funzionali e soluzioni che rispettino e valorizzino
l’architettura dell’edificio, utilizzando tecniche di
illuminazione e apparecchi illuminanti non
invasivi che seguano il principio di reversibilità nel
rispetto dell’edificio. Importante novità è
rappresentata dall’illuminazione delle 10 cappelle
laterali, che prima dell’intervento non erano dotate
di illuminazione interna. Risultati significativi sono
stati possibili grazie all’utilizzo della nuova
tecnologia Led ad alta resa cromatica.
L’illuminazione complessiva è consistita nella
sostituzione di circa 140 corpi illuminanti e
nell’installazione di 130 nuovi apparecchi e 45 relamping di sorgenti luminose per i candelabri
esistenti. La potenza massima dei corpi installati in
intervento è di 60 W, a differenza dei precedenti
che avevano potenza di 250 W, con un conseguente
notevole risparmio energetico.
LA VOCE Città di Castello
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
@
[email protected] 19
MISSIONI. Incontro
BREVI
con padre Kizito Sesana
❖ CARABINIERI
S
u invito del circolo culturale Primomaggio e di Altotevere senza
frontiere, è intervenuto venerdì
scorso alla sala Orto della cera Renato
“Kizito” Sesana. Missionario comboniano con un passato da operaio, Kizito
è in Africa dal 1977; giornalista e scrittore, è impegnato in Paesi come Kenya,
Zambia e Sudan dove a povertà e violenza si aggiunge spesso il problema
della droga, e a molti bambini che vivono in strada si prospetta una difficile sopravvivenza.
L’impegno sociale di Sesana in Africa
inizia con la creazione della comunità
Koinonia e di Centri che offrono possibilità di riscatto almeno a parte di quelle centinaia di migliaia di bambini che
vivono per strada.
I Centri funzionano grazie al lavoro di
assistenti che a loro volta sono stati recuperati dalla comunità: sono proprio
loro a stabilire un primo contatto con i
bambini in strada che, dopo un periodo
di affiancamento, vengono inseriti nella
struttura. I valori che animano la comunità sono quelli tipici della cultura africana: essere tutti fratelli e avere cura l’uno dell’altro.
Sono i bambini già all’interno del Centro
ad aiutare i nuovi arrivati spiegando loro le regole e il da farsi, una sorta di formazione alla pari. Si insegna loro l’igiene personale e quella degli ambienti in
cui vivono, viene garantita l’istruzione
fino al livello equivalente alla nostra
scuola media, ma si lascia spazio anche
alla creatività.
È nato così un gruppo di giocolieri, acrobati che con il loro spettacolo nei prossimi giorni saranno in alcune città italiane per comunicare la loro esperienza
e stabilire un ponte di comunicazione
che consenta di avere una visione più
ampia del mondo. “I bambini - ha detto
Festa della Virgo Fidelis
Sabato 22 novembre nella chiesa cittadina di
San Domenico mons. Domenico Cancian
celebrerà la messa alle ore 11.30 per i militari
della compagnia di Città di Castello dell’Arma
dei carabinieri, che festeggiano la Virgo
Fidelis, loro patrona.
❖ CORALE ALBONI
Concerto semiserio
Il tavolo dei relatori
Tutti i cuori del mondo
In Kenya, Zambia e Sudan
il missionario ha creato
comunità Koinonia per
i bambini di strada
Kizito - accettano volentieri l’opportunità di riscatto che viene loro offerta, e
in questo il ruolo di mediazione degli
assistenti, ex bambini di strada, è molto importante. Il passaggio dalla strada
alle regole del Centro non è semplice,
del resto l’educazione alla vita non è solo un problema del Sud del mondo ma
anche delle nostre società occidentali”.
Dopo un periodo nei Centri, i bambini
SCUOLE. Questo sabato il primo incontro
di orientamento rivolto alle famiglie
S
i apre sabato 22
novembre
l’orientamento
scolastico congiunto per circa
400 ragazzi e ragazze di Città
di Castello (e zone limitrofe),
che frequentano la terza
media. L’iniziativa si intitola
“Cosa farò da grande?”. Dalle
15.30 alle 19 tutte le sedi
delle scuole superiori
tifernati apriranno le porte
alle famiglie, che potranno
apprendere direttamente
quali insegnamenti e quali
obiettivi si pongono i diversi
istituti. Questo appuntamento
sarà ripetuto sabato13
dicembre 2014 e sabato 17
gennaio 2015 con l’apertura
pomeridiana concomitante di
tutte le scuole, che si
presenteranno con
laboratori, personale docente
e progetti di istituto. “Questa
formula di orientamento
scolastico - è stato detto
durante la conferenza
stampa di presentazione valorizza la funzione
educativa della scuola,
soggetto di supporto nella
didattica, ma anche nella
comprensione di quali
attitudini o aspettative i
giovani ripongono nella loro
formazione - hanno detto i
rappresentanti delle scuole. Gli open day traducono la
complementarietà della rete
scolastica cittadina, nel cui
ventaglio figurano indirizzi
ampi e diversificati, in grado
Castello - Associazione architetti
L’area ex Fat non è l’unica
che merita maggiore attenzione
Panorama di Città di Castello
D
a qualche tempo l’area ex
Fat è tornata a far parlare
di sé. Dopo gli incontri organizzati dal comitato “PratoMattonata” e le discussioni avviate in Commissione comunale,
è stato riaperto un tavolo di discussione a più voci, da cui potrebbero emergere novità riguardo allo spazio interessato.
Come si legge nel sito dell’associazione degli architetti altotiberini, però, l’area ex Fat non rappresenta l’unico luogo che necessiterebbe di maggiori attenzioni da parte di cittadini e Amministrazione. In una “Osserva-
che ne hanno la possibilità vengono
reinseriti in famiglia, sempre seguiti
dalla comunità di Kizito, che continua a
prendersi cura di loro. Chi non ha famiglia può restare nel Centro. Viene data a tutti la possibilità di una formazione professionale che consenta l’inserimento nel mondo lavorativo, anche con
la creazione di cooperative per concretizzare la loro possibilità di riscatto.
In occasione dell’incontro, padre Sesana ha presentato Tutti i cuori del mondo.
Piccole storie di periferia, raccolta di racconti e riflessioni di bambini di strada
(Emi - Editrice missionaria italiana,
pagg. 128, euro 11).
Sabina Ronconi
zione sui contenuti del Prg
- parte strutturale”, ad
esempio, l’associazione
pone l’attenzione su vari
punti del centro storico e
del Comune di Città di Castello. Tra l’altro, gli architetti hanno individuato
spazi da recuperare anche
attraverso una “concertazione tra pubblico e privato”, e
che potrebbero rappresentare
spazi importanti per “la creazione della città pubblica”.
“Ci immaginavamo - si legge in
un paragrafo del documento che avesse un valore strategico e
strutturante per il capoluogo il
futuro di aree quali piazza Garibaldi, l’area ex mulini Brighigna
- Consorzio agrario, l’area dell’ex
ospedale, l’area dell’Ansa del Tevere, l’area perimurale di porta
San Giacomo, la rifunzionalizzazione delle aree ai margini fluviali, del quartiere Pesci d’oro”.
F. O.
di dare risposte efficaci alla
domanda di competenze. In
un momento di
trasformazione della società,
è importante mettere a
disposizione delle famiglie e
dei giovani una griglia di
orientamento più accurata in
cui, dal dialogo con i diversi
interlocutori, possa maturare
la scelta migliore e più
aderente al talento dei
ragazzi, spesso in difficoltà
nel risolvere l’equazione tra
quello che vorrebbero essere
e ciò che serve per
diventarlo”.
L’Associazione malattie renali (Amare) di Città
di Castello ha organizzato, con il patrocinio
dell’Amministrazione comunale, presso il
Teatro comunale per domenica 23 novembre
alle ore 17.30 un nuovo spettacolo musicale
di grande rilievo e impegno, ma anche di
grande impatto comico date le gag divertenti
e il gioco aulico sulla musica e sul canto, che
vedrà l’esecuzione di celebri brani conosciuti
al grande pubblico. Uno spettacolo originale
e divertente, che unisce alla comicità del
testo un’aulica interpretazione musicale. Lo
spettacolo vedrà in palcoscenico la corale
“Marietta Alboni” diretta dal maestro
Marcello Marini. È stato ideato, scritto e
diretto dal soprano Gabriella Zanchi, che
interpreterà il ruolo di “attrice soprano”; il
maestro Leonora Baldelli interpreterà il ruolo
di “attrice pianista”; Maurizio Perugini sarà la
voce recitante. I biglietti sono prenotabili
presso l’associazione Amare (Carla Chieli - tel.
075 855.0431 - cell. 328 5473498) e presso la
stessa associazione corale Marietta Alboni di
Città di Castello al numero di telefono 338
7464347. Il costo del biglietto è fissato a 10
euro.
❖ CITERNA
Riapre via di Pantaneto
Finalmente verrà riaperta al traffico la strada
comunale di Pantaneto, la più importante
infrastruttura di collegamento tra Citerna e la
vicina Toscana. In seguito al movimento
franoso che ha interessato il versante nord
della strada, i lavori - per un finanziamento
complessivo di 150.000 euro da parte della
Regione - sono iniziati il 9 luglio scorso.
Riguardavano la realizzazione di “terre
armate” per una profondità di circa 5 metri e
una larghezza nella carreggiata di 4,5 m.
Durante l’esecuzione dei lavori si sono
evidenziate ulteriori crepe a monte dell’area
di frana per una lunghezza di oltre 30 m, che
hanno reso necessaria la posa in opera di
gabbioni interrati per una profondità di 2,70
m e uno sviluppo trasversale di 3. È stata
inoltre necessaria la realizzazione di un
guard-rail nel tratto interessato, allo scopo di
innalzare il livello di sicurezza.
La città in rosso e in blu: riprendono
le Conversazioni floridiane
Un’immagine dell’incontro
I
n concomitanza con le
celebrazioni legate ai
patroni di Città di
Castello sono tornate le
“Conversazioni floridiane”.
Come da nome, lo spunto è
fornito dallo stesso san
Florido, che guidò la
ricostruzione della città nel
VI secolo. Oggi la città non
deve essere ricostruita, ma
di certo alcuni suoi spazi
necessiterebbero di una
rinnovata attenzione. In
questo senso è importante
l’impegno di singoli e
associazioni che cercano di
mettere in risalto il valore e
la bellezza delle aree
“dimenticate” di Castello.
Questo è stato il cardine
della “Conversazione
floridiana” tenutasi il 15
novembre negli spazi dell’ex
trattoria “La Torre”. La
serata, organizzata
dall’architetto Marco
Morini, ha visto le persone
raccolte davanti a un
focolare per parlare di idee svolte o da svolgersi - per
valorizzare il centro
tifernate. Tra le varie
associazioni hanno
partecipato il gruppo Fai, la
cooperativa Poliedro che
gestisce la Pinacoteca,
l’agenzia delle Utopie
concrete e l’Associazione
storica Alta Valle Tevere.
Particolarmente
interessante è stato
l’intervento dello stesso
Morini. L’architetto ha
presentato una pianta del
centro storico tifernate con
due zone contrassegnate in
rosso e in blu. “In rosso sono
state individuate le aree con
maggior presenza di esercizi
commerciali” ha affermato,
spiegando come queste
coincidano grossomodo con
piazza Gabriotti, Matteotti e
corso Cavour. “In blu,
invece, quegli spazi in cui
potrebbe scorrere una
pedonalità qualificante la
città. Un percorso che
ricalca l’antico tracciato
della Scatorbia e che
comprende al suo interno
aree con molto potenziale
come l’ex Fat e gli ex Orti
Vitelli”. Un percorso che
potrebbe essere valorizzato
in vari modi e che
rappresenterebbe anche
l’opportunità per tornare a
frequentare alcuni spazi
meno vissuti della città.
Francesco Orlandini
LA VOCE Orvieto .Todi
20
BREVI
❖ DIOCESI
Ordinazione diaconale
Il giorno della festa dell’Immacolata Concezione
di Maria, 8 dicembre, la Chiesa diocesana alla
gioia per la solennità aggiunge quella per
l’ordinazione diaconale del seminarista Luca
Castrica. Luca, nato nella parrocchia di
Acquasparta, dopo la conclusione della
formazione ricevuta nel Seminario regionale di
Assisi, giunge all’ordinazione diaconale, ultima
tappa prima di diventare presbitero. La sacra
ordinazione avverrà nella concattedrale di Todi
alle ore 17 per l’imposizione delle mani del
vescovo mons. Benedetto Tuzia.
❖ PANTALLA
I 100 anni di Elda Antonelli
La famiglia CostanziAntonelli ringrazia
sentitamente la parrocchia
di Pantalla, il parroco don
Ferdinando Todini, i
parenti, la banda musicale
Elda Antonelli
“Pasquale del Bianco”, il
coro parrocchiale e tutta la cittadinanza
intervenuta per festeggiare i 100 anni di Elda
Antonelli nella giornata di domenica 16
novembre. Una grande occasione anche per
dedicare qualche momento importante ad opere
di beneficienza, con il ricavato destinato alle
offerte alla parrocchia. Davvero una splendida
giornata che ciascuno augurerebbe a ogni
proprio caro. Auguri, Elda!
❖ TODI/1
Pacchi alimentari
Scade il 28 novembre il termine di presentazione
delle domande per l’ammissione al beneficio dei
pacchi alimentari messi a disposizione
gratuitamente dalla Croce rossa di Todi, da
distribuire alle famiglie in difficoltà. L’avviso è
stato emanato in seguito a una delibera della
Giunta, con cui il Comune di Todi ha aderito al
progetto della Cri - sezione di Todi che prevede la
distribuzione, a favore delle famiglie residenti nel
Comune e con requisiti di reddito prefissati dal
bando, di un pacco contenente prodotti
alimentari messi a disposizione gratuitamente
dalla Cri. La domanda di ammissione è
disponibile sul sito internet del Comune di Todi.
Info: 075 8956736 - 738.
❖ TODI/2
Nuovo anno all’Unitre
Dall’inizio di novembre sono ripresi i corsi
dell’Unitre “G. Orsini” giunta al suo 27° anno di
vita. Le lezioni spaziano dalla storia alla
letteratura, dalla musica alle moderne
tecnologie, all’attualità politica. L’inaugurazione
ufficiale dell’anno accademico è il 21 novembre
presso il palazzo del Vignola alle ore 16.30, con il
corso “Un dramma in miniatura: la sinfonia della
Forza del destino di Verdi in due interpretazioni a
confronto”, tenuto da Marco Grondona.
❖ AVIGLIANO
Tutto sulla comunicazione
Martedì scorso all’Unitre di Avigliano Umbro,
introdotto dal prof. Giuseppe Maccaglia, il prof.
Antonio Colasanto, psicologo della
comunicazione e direttore dell’ufficio stampa
della diocesi di Orvieto-Todi, ha tenuto al
numeroso e attento pubblico intervenuto una
conversazione su “La comunicazione umana”. Il
prof. Colasanto ha illustrato il tema chiarendo
che comunicazione deve intendersi sempre come
partecipazione ontologica, fondamento
dell’intersoggettività personale e del rapporto
esistenziale io-tu nella storia. Il volto dell’uomo –
ha detto ricordando M. Buber - è già
comunicazione. È comunicazione la presenza, il
linguaggio, il pensiero; è comunicazione un
sistema di segni più o meno complessi, una
cultura; è comunicazione tutta la storia. Ma ogni
comunicazione, dalla più inconscia alla più
elaborata, è sempre il riflesso esistenziale della
comunicazione dell’essere che, non si deve
dimenticare, è a fondamento di ogni relazione, a
fondamento del noi. Colasanto, occupandosi poi
della comunicazione nei suoi aspetti esistenziali,
ha stabilito agganci di significato antropologico e
psicologico per cogliere, seppure in sintesi, le
motivazioni di fondo e le connessioni sostanziali
dei processi comunicativi. (A. Del M.)
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
Per 99 anni al servizio di Dio
TODI. La scomparsa di
Alessandro Pianigiani,
laico cattolico impegnato
su tutti i fronti
“Da Dio - ha lasciato
scritto - ho ricevuto
benefici superiori
a ogni aspettativa”
Alessandro
Pianigiani un
esempio
di fede
solida,
un grande
amore per
Gesù Cristo
e la Chiesa
“R
icordatemi nella preghiera al
Signore. Da Lui ho ricevuto con l’intercessione della sua
santissima Madre - benefici e grazie superiori a ogni aspettativa, e a Lui esprimo
somma riconoscenza per la paterna e continua provvidenza. Sono immensamente
riconoscente alla Chiesa per i tesori attinti con l’appartenenza alle associazioni di
Azione cattolica...”.
Il ricordo di Alessandro Pianigiani inizia
con un passaggio tratto dal suo testamento spirituale. Nato a Perugia nel 1915, fin
da ragazzo si è formato nell’ambito dell’Azione cattolica perugina, acquisendo
una fede forte e un impegno laicale basato sull’apostolato e nell’impegno professionale.
Per quasi quarant’anni è stato direttore
della Banca popolare di Todi, portando
nell’istituto la sua sensibilità sociale appresa nella militanza cattolica. Nella Fuci
di Todi strinse amicizie con figure molto
impegnate nella Chiesa come il servo di
Dio Mario Ferdinandi e Luigi Gasperoni,
divenuto poi gesuita.
Questi giovani cattolici si sono formati e
hanno vissuto ciò che l’Ac proponeva ai
suoi aderenti: preghiera, azione e sacrificio, seguendo l’esempio di un giovane cattolico scomparso nel 1925, il beato Piergiorgio Frassati. Alessandro, come il beato Piergiorgio, è vissuto da cristiano coerente, dedito alla preghiera e con uno
spiccato senso dell’umorismo.
Nel 1948 si è unito in matrimonio con Elena Berti Marini, da questa unione sono nati quattro figli: Paolo, Maria Luigia, Francesco e Carlo, che egli nel testamento spirituale invita a proseguire il cammino nella fede e nell’appartenenza ai movimenti
ecclesiali. Ha dedicato molto tempo alla
causa di beatificazione dei fratelli Mario e
Teresa Ferdinandi, da lui personalmente
conosciuti.
Ricordo la sua grande gioia nel consegnare a Roma, presso la Congregazione delle
cause dei santi, tutta la documentazione
riguardante il servo di Dio Mario Ferdinandi.
Nonostante l’età è rimasto sempre lucido,
occupando i suoi ultimi giorni in una preghiera assidua. Alla vigilia del suo 99°
compleanno ha reso l’anima a Dio confortato dai sacramenti. Le esequie si sono
svolte in duomo nel pomeriggio del 12 novembre, presiedute da don Carlo Franzoni e concelebrate dai numerosi sacerdoti.
Don Carlo all’inizio della celebrazione ha
portato la partecipazione del vescovo Tuzia, assente a causa dell’assemblea della
Cei. Alessandro ci lascia un esempio da
seguire, una fede solida, un grande amore per Gesù Cristo e la Chiesa. Alla signora Elena, ai figli e ai nipoti rivolgiamo le
più sentite condoglianze dalle colonne di
questo giornale di cui Alessandro era assiduo lettore.
Don Marcello Cruciani
25° degli scout a Todi: convegno su educazione e mass media
Un momento del convegno
A
conclusione dei
festeggiamenti “Impronte di
scautismo” per i 25 anni
dalla fondazione del gruppo scout
Todi 1, l’11 novembre nella sala del
Consiglio comunale si è svolto il
convegno “Educare oggi L’educazione nell’Era dei social
network”. L’incontro - moderato da
Marco Moschini, docente di
Istituzioni di filosofia all’Università
di Perugia, Giacomo Lucaroni e
Dina Tufano, capigruppo del
gruppo scout di Todi - era
presieduto da Floriana Falcinelli,
esperta in metodologie e tecnologie
dell’istruzione, professoressa e
presidente del corso di laurea in
Scienze della formazione primaria
dell’Università di Perugia. La
dott.ssa Falcinelli ha evidenziato
che la cultura mediatica è talmente
integrata nella realtà da essere
dimensione stessa della nostra
cultura. I media offrono la
possibilità di accedere a conoscenze
❖ TODI
Giornata mondiale
del turismo
Il 14 e 15 novembre si è svolto a Todi il 2°
workshop “Sport e territorio” & Giornata
mondiale del turismo, evento organizzato
dall’ufficio Cei per la Pastorale del tempo
libero, turismo e sport. Molto partecipata
la tavola rotonda svoltasi sabato 15 con
Roberto Fabbricini, segretario generale
del Coni, Gianni Gola, già presidente
nazionale Fidal e dello Sport militare
mondiale, Carlo Rossini, sindaco di Todi,
Secondo Scanavino, presidente della
Confederazione agricoltori, Pietro
Talarico, dirigente servizio Turismo della
Regione Marche, Ludovico Gherardi, della
Regione Emilia e Romagna. Ha moderato
Mario Ialenti, della diocesi di
Campobasso. Ha concluso i lavori mons.
Mario Lusek, direttore dell’ufficio Cei per
la Pastorale del tempo libero, turismo e
sport. L’accoglienza è stata fatta da
Roberto Pascucci, responsabile regionale
Turismo, sport, tempo libero della Cei, e
Michela Crispo, incaricata diocesana per
Turismo, sport e tempo libero.
non sempre organizzate in maniera
sistematica e coerente, ed è qui che
si realizza il compito degli educatori
in generale, e degli insegnanti e dei
genitori in particolare, nell’aiutare i
bambini e i ragazzi a riflettere e a
fare uso sempre più consapevole
dei dispositivi elettronici. A seguire,
un intervento di Maria Filomia,
pedagogista esperta di media e
famiglia e dottore di ricerca in
Scienze dell’educazione. Ha
presentato una ricerca che
evidenziava gli aspetti positivi e
negativi dei social network,
spiegando come genitori e ragazzi,
attraverso regole condivise e
comportamenti cauti, possono
sviluppare nuovi e migliori modi di
comunicare e di relazionarsi. I
genitori dimostrano molta
preoccupazione rispetto all’uso che
i figli fanno dei media, ma nella
maggior parte dei casi si limitano a
monitorare e limitare il tempo di
utilizzo. Difficilmente instaurano un
dialogo profondo con i propri figli
rispetto a una corretta fruizione dei
media; per questo è importante che
comprendano cosa i media
rappresentano per i propri figli,
cercando di colmare il “gap” di
competenza che ancora esiste, tra
genitori e figli, sull’uso di questi
mezzi. In conclusione, la prof.ssa
Filomia cita Benedetto XVI, che
sintetizza in maniera esemplare il
compito degli educatori delle
nuove generazioni, affermando,
infatti, che “come l’educazione in
generale, quella ai media richiede
formazione nell’esercizio della
libertà. Si tratta di una
responsabilità impegnativa (…) alla
luce della verità, autentica libertà
(…) chiamandoci a scegliere, non
indiscriminatamente, ma
deliberatamente, tutto quello che è
buono, vero e bello. I genitori sono
guardiani di questa libertà ai loro
bambini, li introducono alla
profonda gioia della vita”
(Benedetto XVI, discorso al V
Incontro mondiale delle famiglie,
Valencia, 8 luglio 2006).
G. L.
Ammeto senza la Rosa
P
er tutti era “la Rosa
dell’Ammeto”; invece
era a nata a Collepepe nel 1924 nella famiglia
Antonelli e poi andata sposa a Rufino Fiorini Granieri, fratello di don Giuseppe
parroco di Ammeto. Dopo
una malattia abbastanza
lunga, si è spenta il 6 novembre; le esequie si sono
svolte nella chiesa parrocchiale di Ammeto il giorno
dopo.
Rosa era un “personaggio”
non perché si voleva mettere in mostra, anzi tutt’altro, ma a causa della sua
fede cristiana che si manifestava in un’accoglienza
premurosa a quanti si presentavano in parrocchia,
con una gioia e una serenità che contagiava tutti.
La casa era sempre molto
frequentata, ma a lei questo non infastidiva, era
contenta perché le persone venivano in chiesa, soprattutto i giovani. Il caffè
era sempre pronto per trascorrere un momento in
compagnia e sentire un
suo parere su qualche avvenimento o un ricordo
della sua vita. Tutto questo
nasceva da una fede semplice ma profonda e solida,
acquisita nella famiglia e
nella sua parrocchia di
Collepepe.
Rosa aveva un’attenzione
del tutto particolare nei
confronti dei seminaristi e
sacerdoti che frequentavano la parrocchia di Ammeto. Per i seminaristi che si
sono avvicendati ad Ammeto, quest’accoglienza e
disponibilità è stata sem-
“La Rosa dell’Am
meto”
pre un
grande insegnamento sul
modo di organizzare la vita in parrocchia.
Le esequie sono state presiedute da don Piero Grassi che da ragazzo ha abitato ad Ammeto e lì ha maturato la scelta di diventare
sacerdote. Erano presenti,
oltre naturalmente a don
Giuseppe, alcuni sacerdoti
che hanno conosciuto Rosa
e frequentato la sua casa.
Cara Rosa, ci hai insegnato
tanto anche se non hai mai
letto “tomi” di teologia,
perché la tua vita era improntata a quella di Gesù.
M. C.
LA VOCE Orvieto . Todi
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
GIUBILEO.
[email protected] 21
CHIUSURA DEL GIUBILEO EUCARISTICO
Un momento
della
celebrazione
davanti alla
Porta Santa
del Duomo
di Orvieto.
Nel tondo
il Cardinale
Lorenzo
Baldisseri
mentre chiude
la Porta Santa
(foto M. A.
Pioli)
La solenne chiusura
della Porta santa del
duomo di Orvieto
C
on il rito di chiusura della
Porta santa della cattedrale
di Orvieto, domenica 16 novembre si è ufficialmente concluso il Giubileo eucaristico straordinario concesso dalla Santa Sede alla diocesi di Orvieto - Todi per gli
anni 2013-2014, in occasione del
750° anniversario del miracolo di
Bolsena e della bolla Transiturus
con cui papa Urbano IV istituì la
solennità del Corpus.
“Un tempo di grazia e benedizione”, quello del Giubileo, come lo
ha definito il vescovo Benedetto
Tuzia. Tempo sul quale ha apposto
il sigillo il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, cui è spettato il
compito di chiudere i battenti della Porta santa, che – ricordiamo era stata aperta il 13 gennaio dello scorso anno dal card. Giovanni
Battista Re.
Ad accogliere il card. Baldisseri in
piazza Duomo qualche minuto prima delle ore 17, il vescovo Tuzia,
l’arcivescovo Giovanni Marra, già
amministratore apostolico della
diocesi, mons. Fabio Fabene, sottosegretario del Sinodo dei vescovi, il parroco del Duomo don Marco Pagnotta, i canonici del Capitolo della cattedrale e le autorità civili e militari del territorio.
La solenne celebrazione eucaristica ha avuto inizio con l’ingresso
processionale, mentre la schola intonava l’inno giubilare A Cristo Pane di vita, e poiché la ricorrenza
coincideva anche con la festa della Dedicazione della cattedrale (oltre che con il Giubileo diocesano
dei chierichetti, vedi sotto), il Cardinale ha subito reso omaggio alla
prima pietra della cattedrale, benedetta nel 1290 da papa Niccolò
IV.
Nella omelia, il card. Baldisseri ha
detto che “il Giubileo è stato un dono che ha portato migliaia di pellegrini a varcare la Porta santa di
questa splendida cattedrale dedicata a Maria Assunta, per iniziare
un nuovo cammino di grazia e di
appartenenza al popolo di Dio verso la Gerusalemme celeste. La
porta - ha sottolineato - evoca il
passaggio che ogni cristiano è
chiamato a compiere, e allo stesso
tempo include la disciplina penitenziale nel contesto della quale si
configura l’indulgenza come manifestazione della pienezza della
misericordia del Padre che a tutti
@
“E ora ripartite da Cristo”
viene incontro. Cristo è la nostra
indulgenza”.
Ha voluto inoltre ricordare che Gesù è alla porta e bussa, chiama per
entrare nel nostro cuore, ma anche – come affermato da Papa
Francesco – molte volte Egli “è
dentro e bussa alla porta per uscire, per uscire fuori, e noi non lo lasciamo uscire”.
Dopo i riti di comunione, il Cardinale ha quindi invitato tutti a loda-
“Fatevi eco - ha detto il card. Lorenzo
Baldisseri - delle miriadi di voci
che nell’anno santo si sono innalzate
in questa diocesi e in tutto il mondo”
re Dio per l’eucaristia appena celebrata e per gli straordinari doni
dei due anni giubilari e a camminare. “Diventate voi stessi - ha
esortato - la lode del vostro canto,
fatevi eco delle miriadi di voci supplicanti e oranti che nell’anno santo si sono innalzate in questa diocesi di Orvieto-Todi e in tutto il
mondo. Cantate, ma camminate. Il
Con gli occhi fissi sulla Porta-Gesù
L
a Porta santa è immagine di quel
cammino di purificazione, proposto dal
Giubileo eucaristico straordinario, che ha
avuto come scopo l’“accesso” al dono
dell’indulgenza plenaria. In questi due anni
giubilari, il gesto di varcare la Porta santa non è
stato solo simbolico, ma ha anche
rappresentato l’impegno a voler essere di Cristo
e a seguirlo. Nel Vangelo di Giovanni, Gesù
afferma: “Io sono la porta” e passare per la
Porta santa durante il Giubileo eucaristico ha
significato quindi, come Gesù nell’eucaristia,
fare della nostra vita una vita eucaristica, vita
che si fa dono, che si fa pane per la fame di tanti
nostri fratelli. Qual è il messaggio - vogliamo
chiederci - di questa chiusura? La porta sia per
noi memoria che ci accompagna e che ci
precede nel pellegrinaggio della vita. Il
Giubileo infatti si chiude, ma l’anno di grazia
annunciato da Gesù di Nazareth continua nella
vita della Chiesa e nella vita personale di
ciascun credente. L’uomo, dopo la cacciata dal
paradiso terrestre, è un pellegrino in continuo
cammino alla ricerca di un senso e di una meta
per la propria vita. Noi tuttavia non
camminiamo da soli: Dio, nell’eucaristia, si fa
nostro compagno di viaggio, perché il nostro
pellegrinare diventi cammino di conversione e
di ritorno al Padre. Dopo la conclusione di
questi due anni giubilari continuiamo a tenere i
nostri occhi fissi sulla Porta che è Cristo, e
rimaniamo sempre più in comunione con il
successore di Pietro, che si è reso a noi vicino
con la presenza dei due cardinali legati
pontifici, e dell’intero Collegio apostolico, per
non deviare dal cammino che conduce alla
porta del Cielo. E camminiamo cercando di
essere sempre più - come auspicato dal nostro
vescovo mons. Benedetto Tuzia alla
presentazione del nuovo progetto pastorale per
la diocesi di Orvieto-Todi, il 21 settembre scorso
a Collevalenza - “una diocesi eucaristica”, e per
questo costantemente in uscita verso le
“periferie esistenziali” dell’umanità.
canto sia
sigillo del
ringraziamento e soglia per ripartire. Ripartite da Cristo, voi che
avete trovato misericordia. Ripartite da Cristo, voi che avete perdonato e che avete accolto il perdono. Ripartite da Cristo, voi che conoscete il dolore e la sofferenza.
Ripartite da Cristo, voi tentati dalla tiepidezza: l’anno di grazia è
tempo sconfinato. Ripartite da Cristo, o voi tutti della Chiesa di Orvieto-Todi. Cantate e camminate”.
Subito dopo, al canto del Te Deum,
i fedeli sono stati invitati a uscire
processionalmente dalla Porta
santa, sulla cui soglia poi il porporato, in silenzio, si è inginocchiato
e ha pregato. Quindi, alzatosi, ne
ha chiuso i due battenti mentre la
schola intonava l’acclamazione
Christus heri et hodie, finis et principium; Christus alpha et omega.
Ipsi gloria in saecula!
Il card. Baldisseri, infine, ha impartito a tutti i presenti - che gremivano, nonostante il tempo incerto con pioggia intermittente, la
scalinata del duomo e la piazza antistante - la solenne benedizione
che ha concluso la significativa e
toccante celebrazione eucaristica.
Chiuse le porte, la diocesi è ora
chiamata ad essere una “Chiesa in
uscita”, sempre più missionaria ed
“eucaristica”.
Michela Massaro
Antonio Colasanto
Il Giubileo dei chierichetti
Alcuni hanno giocato a
dodgeball dopo aver letto il
Vangelo. Altri si sfidavano a
“campana” e rispondendo a
domande sulle parti della messa
D
omenica 16 novembre a
Orvieto, nel giorno in cui
si è ufficialmente chiuso
il Giubileo eucaristico, ha avuto
luogo il Giubileo diocesano dei
chierichetti. I volontari, che
hanno permesso lo sviluppo
della giornata, si sono incontrati
di mattina presto per
organizzare i vari giochi e
attività che avrebbero dovuto
fare i bambini e i ragazzi
provenienti da tutta la diocesi. Il
luogo in cui ha avuto inizio la
giornata è stato il monastero di
San Paolo, dove le suore hanno
accolto i chierichetti a braccia
aperte. Poi i bambini sono stati
divisi per squadre: verde, gialla,
rossa e blu. Ogni squadra aveva
dei capitani che aiutavano i
ragazzi negli spostamenti tra il
luogo di un gioco e l’altro. Nella
prima fase di gioco si sono
scontrati i verdi e i gialli a San
Paolo in una partita di
dodgeball, dopo aver letto un
passo del Vangelo.
Contemporaneamente i
“colleghi” blu e rossi si
sfidavano al gioco della
campana e rispondendo a
domande riguardanti le diverse
parti della messa. Alle ore 12 si
sono ritrovati tutti i gruppi dei
chierichetti per compiere il
percorso giubilare, il passaggio
nei sotterranei del duomo e
l’attraversamento della Porta
santa. In seguito don Danilo
Innocenzi ha accompagnato i
ragazzi nella visita del duomo,
spiegandone gli affreschi e
l’architettura. Alle ore 13 i
chierichetti hanno fatto ritorno
al monastero di San Paolo per
rifocillarsi e svagarsi. Dopo
pranzo ha avuto luogo la
seconda parte dei giochi, in cui i
chierichetti, bendati, dovevano
indovinare gli oggetti utilizzati
durante le cerimonie e le
liturgie. Finiti i giochi, si sono
diretti nuovamente al duomo
dove, guidati sempre da don
Danilo, si sono organizzati per
servire la messa e hanno fatto le
prove per la sua buona riuscita.
La celebrazione eucaristica per
la conclusione del Giubileo e per
la chiusura della Porta santa è
iniziata alle ore 17, presieduta
dal card. Baldisseri (vedi articolo
Alcuni chierichetti durante l’uscita processionale dalla Porta Santa
qui sopra). La processione di
entrata è partita dai sotterranei e
ha fatto ingresso dalla porta
principale. Alcuni chierichetti si
sono fermati sotto l’altare, altri
invece hanno avuto la possibilità
di servire la messa all’altare
sedendo nel coro. La cerimonia
si è conclusa all’esterno, dove il
Cardinale ha chiuso la Porta
santa e ha benedetto la
comunità. È stata un’esperienza
unica e bellissima che i
chierichetti della diocesi non
dimenticheranno.
Francesco Proietti
LA VOCE Terni.Narni.Amelia
22
BREVI
❖ OSPEDALE TERNI
Emergenza sangue
“All’ospedale di Terni è di nuovo
emergenza sangue. E torna di nuovo
seriamente a rischio anche l’attività
ordinaria delle sale operatorie”. Patrizio
Fratini, presidente dell’Avis comunale di
Terni, è costretto a chiamare a raccolta i
soci e lancia un nuovo appello affinché le
persone si rendano disponibili alla
donazione di sangue in un momento che,
ancora una volta, è estremamente critico.
La carenza è per i gruppi: A negativo, A
positivo, O negativo, O positivo. “Questo insiste Fratini - è un appello a tutta la
città: occorre che aumentino in modo
stabile il numero delle donazioni mensili.
C’è bisogno di almeno 100 donazioni in
più al mese. Basterebbe che chi già dona
il sangue convincesse un proprio amico o
un parente a diventare donatore, e il
problema sarebbe risolto”. Per aderire
all’appello: Avis comunale 0744 400118,
ospedale 0744 205679 - 0744 205521.
❖ RISTORAZIONE
Basta agli sprechi
“Legacciola Project” - che ricorda quel
fazzoletto legato che conteneva il pranzo
frugale che un tempo i contadini si
portavano nei campi - è un’iniziativa
contro gli sprechi alimentari che sarà
finanziata grazie all’associazione
Ecologicpoint, vincitrice del bando
“Sviluppo e promozione territoriale del
volontariato” promosso dal Cesvol della
provincia di Terni. “Ci rivolgiamo ai
cittadini e ai ristoratori - spiegano i
promotori - ai quali sarà proposto l’uso di
contenitori biodegradabili per consentire
ai propri clienti di portar via le eventuali
eccedenze di cibo e addirittura di vino,
con appositi tappi ermetici, non
consumate durante il pasto al ristorante.
Meno imbarazzo, meno spreco, meno
rifiuti”.
❖ AMELIA
Stagione teatrale
Luca Barbareschi e Antonio Catania, il sax
di Marco Zurzolo, la danza e il mix fra
teatro e impegno sociale sono i must della
stagione di prosa 2014-2015 di Amelia,
appena presentata da Comune, Teatro
stabile dell’Umbria e Società teatrale di
Amelia, gestore del teatro cittadino. Un
cartellone fresco e frizzante, fatto per
divertire e divertirsi, dove il leggero non è
inteso come superficialità ma come arte e
cultura. La stagione inizierà il 29
novembre con Il prestito di Jordi Galceran
con, tra gli altri, Antonio Catania e
Gianluca Ramazzotti. Barbareschi sarà
invece in scena il 2 febbraio con Cercando
segnali di amore nell’universo in tandem
con Marco Zurzolo Quintet. Il 15 marzo
una pièce dedicata a Falcone e Borsellino
con Novantadue Falcone e Borsellino, 20
anni dopo, di Claudio Fava, con Filippo
Dini e Max Mazzotta.
❖ ALVIANO
Ripristinata l’Oasi
Sono terminati i lavori di ripristino
dell’Oasi di Alviano nella parte
danneggiata dall’alluvione del 2012. Si
tratta di una delle due aree che
compongono la zona naturalistica e che il
servizio Cave, difesa del suolo, protezione
civile ha risistemato grazie a un
finanziamento di 25 mila euro stanziato
dal Dipartimento di protezione civile. La
Provincia di Terni ha provveduto alla
sistemazione dell’argine, per consentirne
nuovamente la fruizione da parte dei
visitatori, e il ricollegamento dei due
settori del parco naturale. L’opera funge
anche da percorso nell’ambito della
sentieristica del parco. A causa
dell’assenza di urbanizzazione nelle aree
inondabili, l’esondazione del fiume
Tevere del novembre 2012, nel tratto a
valle della diga di Corbara, aveva
provocato danni alle strutture realizzate a
servizio dell’Oasi naturalistica di Alviano e
dell’argine realizzato nella zona paludosa.
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
SOLIDARIETÀ.
Il vescovo Piemontese
in visita all’associazione
“Nuova vita”
l clima è quello di una grande famiglia in cui bambini e ragazzi vivono
sereni e in armonia, trovando nelle
persone adulte e anziane che sono loro
accanto delle seconde mamme e nonne.
Da oltre dieci anni l’associazione “Nuova vita” accoglie nelle sue tre strutture
minori fino a14 anni che vivono in situazioni di disagio o di abbandono.
A loro ha fatto visita il vescovo Piemontese, che ha salutato con un plauso tutti gli operatori, associati e i tanti bambini. “È una bella realtà - ha detto quella avviata dall’associazione ‘Nuova
vita’ a favore di tanti bambini. Qui ho
incontrato tanti amici, tante persone
che sono delle mamme e dei papà per
questi bambini, per aiutarli a crescere
sul piano intellettuale, sviluppare le loro doti e raggiungere felicemente la
maturità umana e cristiana. Questa è
una piccola Chiesa perché qui ci si vuole bene, ci si aiuta, e nell’aiutarci vicendevolmente sappiamo di aiutare e
di voler bene a Gesù”.
Poi, rivolgendosi agli adulti, ha aggiunto: “I ragazzi sono contenti di stare con
voi, ma voi guardate in loro soprattutto
la presenza di Gesù. Sono contento di
aver conosciuto queste realtà nuove, vive che aiutano i bambini a crescere
umanamente e cristianamente”. Un caloroso incontro con tutti i bambini, assistenti, operatori e volontari, concluso
con la preghiera e la consegna di un
piccolo Tau a tutti i presenti da parte del
Vescovo.
L’associazione “Nuova vita” onlus è nata nel 2001 per volontà di un gruppo di
persone sensibili alle problematiche
I
Il vescovo Piemontese in visita all’associazione “Nuova vita”
Una grande famiglia
Da oltre dieci anni l’associazione
accoglie, nelle sue tre strutture,
minori fino a14 anni che vivono
in situazioni di disagio
o di abbandono
dell’infanzia e determinate a dare vita a
un progetto di case-famiglia che potesse rispondere ai bisogni dei minori in
accoglienza ricreando, per quanto possibile, un ambiente sereno e stimolante. La prima struttura avviata è la “Casa del bambino”, dove si accolgono minori da 6 a 13 anni e spesso anche neonati, per periodi determinati, in quanto
risulta particolarmente idonea anche
DIOCESI. Incontro tra il Vescovo
e l’Ordine equestre del Santo Sepolcro
L
a delegazione di Terni
dell’Ordine equestre del Santo
Sepolcro di Gerusalemme composta da Dame e Cavalieri
sempre impegnati nell’opera a
sostegno dei cristiani di Terra Santa ha incontrato il vescovo Giuseppe
Piemontese, che ha presieduto la
celebrazione nella chiesa di san
Salvatore. “Il vostro - ha detto il
Vescovo - è un Ordine al quale la
Chiesa affida la custodia dei Luoghi
santi, ma anche il Vangelo di Gesù.
Questo è il punto centrale della
vostra esperienza: accogliere il
Vangelo e annunciarlo a tutti. Se
non entrate in questa prospettiva, il
vostro servizio perde molta della sua
ricchezza. Nel rispetto, nell’amore e
venerazione per i Luoghi santi
dovete far risuonare il Vangelo; la
lieta notizia e la gioia nei nostri
ambienti, nella città, allargando
come un’onda nel mondo intero la
frainteso, come a volte
capita con i cristiani. Ciò
presuppone la
testimonianza di una vita
fraterna, dello stare
insieme come fraternità
che accoglie e fa risuonare
il Vangelo a partire dalla
La celebrazione nella chiesa di san Salvatore
nostra Chiesa locale”.
L’Ordine equestre del
Santo Sepolcro opera attualmente
parola del Signore. Sentiamo la
per la realizzazione di scuole
responsabilità di adeguare la nostra
materne nei territori palestinesi, per
vita al Vangelo, sia quella personale
il restauro di un Centro di
sia di comunità e di gruppo
accoglienza per bambini disabili, e
ecclesiale. Confrontiamoci con il
per una chiesa vicino a Nablus.
Vangelo perché possa essere inteso
E. L.
da coloro che ci guardano, e non
TERNI. Col nuovo anno dovrà cambiare qualcosa
Al Natale chiediamo futuro
N
on è ancora finito il mese di
novembre che già si percepiscono i primi segni del Natale. Finora i preparativi per le feste
avevano la data d’inizio il 1° dicembre; quest’anno no, sono già comparsi nelle principali vie cittadine,
sulla nostra testa, le luminarie. Il
Natale sì, eccolo, ma come sarà per
i ternani?
È una domanda, non dico angosciante, ma assillante: c’è la lunga
vertenza Ast, aspra e dura, nervosa,
che ancora non ha trovato soluzione, seppure il dialogo tra le parti si
è avviato.
Ma indipendentemente dalla sua
soluzione, da tutta la vicenda dobbiamo trarre un insegnamento: Terni ha assolutamente bisogno di trovare nuovi sentieri per lo sviluppo.
Non più essere l’acciaieria il solo
perno dell’economia cittadina: dovranno essere trovati altri filoni per
la crescita economico-sociale di
questa porzione dell’Umbria sud. È
da un pezzo che “si dice”, ma da oggi questa ricerca deve essere messa
per questa fascia d’età.
Una seconda struttura è la “Casa amica”, con la quale non solo è stato possibile aumentare il numero dei posti in
accoglienza, ma anche suddividere
omogeneamente gli ospiti per sesso ed
età. Nel 2005, è stata aperta una terza
struttura denominata “Piccolo Principe” che è rivolta all’accoglienza dei minori da 0 a 11 anni.
L’équipe educativa coordina tutti i progetti educativi, elaborati in stretta collaborazione con le istituzioni di indirizzo e di controllo; progetti che sono costantemente monitorati ed eventualmente modificati a fronte di specifiche
esigenze.
Elisabetta Lomoro
in atto; già alcune cose sono state
fatte, basti pensare alle nuove industrie sorte nella zona di Nera Montoro e altre realtà innovative nella
Conca che, seppur piccole, meritano di essere conosciute e così fare
da stimolo ai giovani imprenditori.
Ma non basta. Occorre fare di più, e
non solo nel settore industriale; perché, ad esempio, non si dà più attenzione all’agricoltura? E perché
mai non è ancora sorta una qualche
impresa che riesca a valorizzare sul
serio le risorse ambientali, artistiche e culturali che pur vi sono nel
nostro territorio? Non sarà forse necessario che anche l’intero sistema
formativo culturale educativo, dalla
scuola agli istituti di formazione
professionale e all’università, debba cambiare qualcosa e innovare di
più?
Il Natale è comunque un potente inno alla vita, e più che festeggiarlo, è
necessario viverlo nel suo senso più
profondo da parte di tutti, i credenti in primis.
Nicola Molè
Terni - servizio idrico
Il Sii annuncia
investimenti e risparmi
I
l Servizio idrico integrato di Terni annuncia nuovi
investimenti per oltre 33 milioni di euro, per il
prossimo quadriennio, per finanziarie progetti in
larga parte già pronti. Il direttore generale Paolo
Rueca ha fatto il punto della situazione ricordando i
progetti realizzati e quelli approvati e pronti a partire:
“Nel corso degli anni sono stati investiti oltre 85
milioni di euro su tutto il territorio di competenza, per
migliorare le reti di distribuzione e i sistemi di
depurazione. Abbiamo pronti progetti per 20 milioni di
euro sui settori depurazione e fognature, e a questi
fondi si aggiungeranno altri 10 milioni di euro che
stanzierà la Regione Umbria, con la quale
collaboriamo ormai in maniera molto positiva da anni,
perseguendo entrambi l’obiettivo comune di
potenziare il servizio e renderlo sempre più efficiente
riducendo i costi per il cittadino”. Risparmiare non
significa tagliare ma sfruttare al meglio le risorse: un
pacchetto di interventi da 2 milioni di euro per il
risparmio e il miglioramento energetico e la riduzione
delle perdite in rete. Ma il Sii ha messo in campo
anche un altro sistema per far risparmiare i cittadini:
l’accredito in conto corrente della bolletta, che elimina
la cauzione dovuta - per legge - al momento del
contratto. La stima del risparmio complessivo per la
collettività è di oltre 2,5 milioni di euro.
Claudia Sensi
LA VOCE Terni.Narni.Amelia
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
AMELIA. Festa della
patrona santa Fermina
Il fuoco della fede
I
l 24 novembre la città
di Amelia celebra la
patrona, santa Fermina vergine e martire, copatrona della diocesi e
della città di Civitavecchia. Di origini romane,
Fermina si convertì giovanissima al cristianesimo; con impegno ed entusiasmo si consacrò all’apostolato, convertendo
tantissime persone, sollecitata da una fede fervida
e operosa.
Era il 24 novembre del
304 d.C. quando la giovane Fermina fu martirizzata dal prefetto romano di
Amelia, Magenzio. Dopo
numerosi tormenti, appesa con i capelli alla colonL’interno del Duomo di Amelia dedicato a Santa Fermina
na (la tradizione vuole
che sia quella posta all’ingresso del duomo), mentre veniva torturata con le fiamme, Fer- Il mattino del 24 novembre
mina morì pregando il Signore per sé e ci sarà l’accoglienza dei pellegrini
per i suoi persecutori. Molti, vedendola
morire in quel modo, si convertirono al e delle autorità di Civitavecchia,
Vangelo.
di cui la Santa è anche patrona
Dopo oltre 17 secoli, Fermina è un
esempio di come amare il Signore anche in mezzo ai sacrifici, ai problemi, alle difficoltà della vita. Le celebrazioni in
sa conferito a Uto Ughi e Roberto Nasuo onore mostrano, ancora oggi, l’inpolitano.
tensa devozione che la popolazione loIl 24 novembre alle ore 9 la messa sacale da secoli destina alla propria patrorà celebrata dal pro-vicario generale
na. In onore della martire, la città di
mons. Francesco De Santis, e alle 9.30
Amelia ha organizzato una serie di mal’accoglienza dei pellegrini e delle aunifestazioni, a cominciare dalla novena
torità di Civitavecchia presso l’oratorio.
animata dalle parrocchie della vicaria
Alle ore 10 seguirà la concelebrazione
amerina.
con i sacerdoti della Teverina e alle
Sabato 22 novembre alle ore 21 al tea11.15 la messa con i sacerdoti di Civitatro sociale la serata “Talenti amerini per
vecchia, al termine della quale saranno
santa Fermina” con il premio Barbaroscomunicati i vincitori del concorso
DIOCESI. Per santa Cecilia, la festa
- e la Scuola - di musica sacra
I
n occasione della memoria
liturgica di santa Cecilia, a
cui tradizionalmente è
attribuito il patrocinio dei
musicisti e cantori, l’Ufficio
liturgico e musica sacra
organizza per sabato 22
novembre una celebrazione
eucaristica nella cattedrale di
Terni alle ore 17.30,
presieduta dal vescovo
Giuseppe Piemontese, con
tutti i cantori della diocesi.
Evento rivolto a quanti sono
impegnati nel campo
musicale e, specialmente, in
quello relativo alla musica
liturgica. L’invito si estende
infatti a tutti gli operatori
musicali, ma principalmente a
coloro che si impegnano a
servizio della musica e del
BREVI
❖ PARR. SACRO CUORE
Presso la parrocchia del Sacro Cuore Eucaristico
di Gesù ogni martedì alle ore 21 si tiene la
seconda serie della catechesi sui dieci
Comandamenti, animata da padre Marco Ronca.
Una proposta fatta partendo dalle proprie storie
ed esperienze, per rivedere in maniera seria, e
con un linguaggio adatto ad una riflessione
adulta, il senso dell’esistenza. I “comandamenti”
sono intesi come schema di verifica del rapporto
dell’uomo con se stesso, con le cose in cui crede
e le persone che ama, con la propria storia e con
Dio, per dare un senso compiuto alla propria
esistenza.
❖ GIOVANI
Incontri in Valle... e fuori
“Santa Fermina”.
Alle 17.30 presso la cattedrale ci sarà la
cerimonia della pesatura e l’offerta dei
ceri secondo gli Statuti comunali del
1346, e l’accensione dei ceri con la
“fiaccola di santa Fermina”, simbolo
della fede della martire. Durante la solenne celebrazione presieduta dal vescovo Piemontese sarà consegnato il
premio Santa Fermina. Il giorno 24 verrà allestita anche quest’anno la Fiera
del dolce e la pesca di beneficenza nel
Seminario a favore della Caritas diocesana.
Infine, domenica 30 novembre alle ore
18 ci sarà l’inaugurazione dell’organo
restaurato e ampliato dall’organaro bergamasco Pietro Corna, con il concerto
tenuto dal maestro Gabriele Catalucci.
E. L.
che sono deputati al servizio
musicale della celebrazione.
Ciò affinché la musica sia
parte integrante della liturgia
e non un “di più” da essa
staccato e indipendente. Le
lezioni si tengono il mercoledì
dalle ore 18 alle ore 19.30
presso la Curia diocesana in
piazza Duomo 11 a Terni,
tenute da vari docenti, mentre
un sabato al mese a villa
Spirito Santo ci sarà una
conferenza tenuta da
specialisti nell’ambito
liturgico-musicale e spirituale.
INCONTRI IN DIOCESI
Si tratta del vice assistente don John Munoz Canon
VENERDÌ 21 NOVEMBRE, ore 17.30, Terni,
celebrazione della Virgo Fidelis con i
carabinieri, presieduta dal Vescovo.
SABATO 22, ore 17.30, Terni, cattedrale,
liturgia di santa Cecilia presieduta dal
Vescovo, con tutti i cantori della diocesi.
DOMENICA 23, ore 16.30, Itieli,
benedizione del fonte battesimale
restaurato presieduta dal Vescovo.
LUNEDÌ 24, Amelia, santa Fermina, patrona
della città e co-patrona della diocesi.
MARTEDÌ 25, ore 21, Terni, santuario San
Francesco, incontro di preghiera
organizzato e animato dal gruppo “Figli
di Maria” movimento Medjugorje,
apostoli della Divina Misericordia, con la
partecipazione e testimonianza di Pippo
Franco sul tema “La morte non esiste”.
GIOVEDÌ 27, ore 17, Museo diocesano,
presentazione del volume “I Tramazzoli,
una famiglia ternana nel Seicento” di
Adolfo Puxeduu e Marianne Gackenholz
Puxeddu, edizioni Ali&No, organizzata
dal Lions club San Valentino.
VENERDÌ 28, ore 21, Terni, Cityplex
politeama Lucioli, proiezione del film
“Terra di Maria” di Juan Manuel Cotelo,
organizzata dal gruppo Regina della
Pace e dall’associazione Kralica Mira.
L’opera del maestro Vittorio Gabassi è
dedicata alla memoria di padre
Giuseppe De Bonis.
Un prete diventa membro dell’Ofs
U
[email protected] 23
Catechesi sui Comandamenti
canto nella liturgia, anche in
modo non organizzato
stabilmente, nonché ai vari
gruppi presenti in parrocchia,
per ritrovarsi e condividere
con comune servizio, una
passione che abitualmente si
svolge nella propria
parrocchia. Inoltre, tra le
attività proposte nel campo
della formazione liturgica ha
preso il via la Scuola
diocesana di musica sacra,
che si prefigge di aiutare le
parrocchie attraverso una
formazione costante di coloro
n sacerdote che voglia emettere la professione nell’Ordine
francescano secolare non si
trova facilmente oggigiorno. Adesso
però sì: si chiama John Munoz Canon ed è sacerdote nella chiesa di
Santa Maria della Misericordia. Rita
Bendini, la ministra, ha saputo da
John che era sua forte intenzione “entrare” perché la sua attività di vice assistente dell’Ofs lo aveva decisamente motivato a seguire la strada del Serafico Padre.
Rita ne ha parlato con il diacono Ideale Piantoni, vice ministro regionale,
che subito ha ottenuto il consenso del
ministro regionale Alberto Ridolfi. “Il
quale – ricorda Ideale – volle subito
che io mi occupassi della sua formazione francescana. Devo ammettere
che al primo incontro mi fece subito
un’ottima impressione”. Ed aggiunge:
“Pur essendo presbitero, e parlando
con la sicurezza e la dignità che appartiene a un ordinato, don John Munoz Canon si mostrava estremamente
umile e simpatico. È colombiano, non
ancora quarantenne, dottore in teolo-
@
gia alla Gregoriana, vice parroco”.
Dopo gli studi in Italia, deve ritornare
in Colombia, sicuramente entro questo mese. Sarà “purtroppo” un rientro
definitivo perché la sede episcopale
della sua diocesi è vacante. Si capisce
che Munoz Canon è un sicuro candidato all’episcopato. Ideale ha fatto con
lui quattro incontri trattando la natura, la missione, il carisma francescano, la vocazione, la Regola e infine la
professione religiosa. Ha partecipato
con domande molto incisive, pertinenti al suo ruolo. Da ottimo “allievo”
ha studiato la Regola e un testo di fra
Marco Asselle. “Alla fine – sottolinea
Ideale – mi ha ringraziato con sincero affetto… ma la grazia l’abbiamo ricevuta noi!”.
Il ministro regionale Alberto Ridolfi
ha accolto la sua professione (testimoni i ministri Rita Bendini e Maria
Luisa Cammarota) davanti alle fraternità di Terni e Stroncone, che gremivano - nel giorno di santa Elisabetta,
patrona dell’Ofs - la chiesa di Santa
Maria della Misericordia.
Aristide Radicchi
La Pastorale giovanile della Vicaria della Valle
teverina organizza incontri per i giovani (e non
solo) venerdì 21 novembre alle ore 19 presso la
parrocchia di San Lorenzo ad Attigliano, e
venerdì 19 dicembre alle ore 19 presso la
parrocchia dei Santi Pietro e Cesareo a Guardea.
Inoltre è in programma il TimeOutWinter, tempo
di incontro e amicizia tra i giovani della Valle
teverina, ma fuori Valle, a Perugia, presso il
convento di Monteripido, il 2-5 gennaio 2015.
Iscrizioni e info: don Marcello D’Artista, 346
8805305, o su FB “Giovani Valle Teverina”.
❖ VERSO IL NATALE
Arte e solidarietà
In preparazione al Natale, l’Istess di Terni e la
Pro loco promuovono l’iniziativa artistica
“Incontri natalizi 2014” dal 3 all’11 dicembre,
mostra collettiva presso il Museo diocesano di
Terni di pittura, scultura, grafica, fotografia,
poesia, di oltre 60 artisti umbri, la suggestione
dei presepi e una sezione di filatelica. Una
manifestazione che propone messaggi di pace e
fratellanza, rappresentati in forme espressive. La
mostra sarà inaugurata mercoledì 3 dicembre
alle ore 16.30, mentre nei giorni seguenti ci
saranno varie iniziative a cominciare dal recital
di poesie il 4 dicembre alle ore 17; la proiezione
del documentario Gerusalemme, pietre sante,
pietre vive il 5 dicembre alle 17; il pomeriggio in
musica il 7 dicembre; la giornata di solidarietà
per l’Ast con la proiezione del film Lu palazzone,
’na storia tra le tante, realizzato in occasione del
centenario dell’acciaieria. Arte, cultura e
mondialità sono alcuni degli ingredienti della
manifestazione, nata con l’intento di
promuovere amicizia, cultura, dialogo nel segno
delle tradizioni popolari locali. Come ogni anno,
sarà possibile scegliere l’opera preferita da parte
del pubblico con il voto del “Premio simpatia”
da assegnare all’opera più originale e simpatica
delle diverse categorie.
LA VOCE Assisi . Nocera . Gualdo
24
BREVI
❖ DVD PAPA FRANCESCO
In onda su Rai - Uno Mattina
Alcune immagini del documentario Una Mano
sul volto che racconta la visita di Papa Francesco
ad Assisi il 4 ottobre 2013 andranno in onda
venerdì mattina 21 novembre nel corso della
trasmissione della prima rete della Rai Uno
Mattina. Durante il servizio sulla visita del Santo
Padre viene intervistato anche il vescovo della
diocesi mons. Domenico Sorrentino che ha
parlato del pellegrinaggio del Pontefice e dei
contenuti testimoniali e pastorali del
documentario. Lo stesso dvd è stato proiettato
giovedì 20 novembre nella sala parrocchiale di
Sigillo. (red.)
❖ ISTITUTO SERAFICO
Robot altamente innovativi
L’Istituto Serafico di Assisi è la prima ed unica
struttura assistenziale in Italia dotata di una
sofisticata strumentazione - Neater Eater e Neater
Arm Support - che, in base a evolute applicazioni
di robotica, consentirà l’autonomia alimentare in
ambito di grave deficit psicomotorio. Ne ha dato
l’annuncio il presidente dell’Istituto, Francesca Di
Maolo, considerando particolarmente
significativo questo risultato ottenuto anche
grazie alla generosità dei numerosi sostenitori.
❖ TEATRO INSTABILI
Il nuovo cartellone
Il Piccolo teatro degli Instabili di Assisi ha
presentato alla stampa e ai suoi fedeli abbonati
il calendario della nuova stagione, curata con
passione e competenza da Fulvia Angeletti,
degnissima erede della tradizione di famiglia
avviata dai suoi genitori. Il primo spettacolo (14
novembre) ha visto impegnato Luigi Lo Castro sul
dramma pirandelliano Uno, nessuno e centomila,
e particolarmente sul testamento spirituale del
protagonista Vitangelo Moscarda. Gli altri
spettacoli in cartellone seguiranno il filone
dell’introspezione psicologica orientata a
“scavare nell’anima” per procurare emozioni
intense e durevoli. Si segnala anche il concerto
del 20 novembre in memoria dell’“uomo della
musica” Sergio Piazzoli - scomparso
tragicamente a 58 anni nello scorso mese di
giugno - al quale erano dedicate le prestazioni
musicali di Patrizia Bovi e di Ramberto
Ciammarughi. Prezzi contenuti sono previsti per
l’abbonamento a tutti gli 8 spettacoli (160 euro)
oppure in formula a ridotta a 5 spettacoli (100
euro), con una ulteriore speciale riduzione del
40% ai giovani under-30 facilitati, in tal modo, a
vivere da spettatori l’esperienza magica del
teatro.
❖ MOSTRA
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
Giovani verso il Sinodo
DIOCESI. Prima
riunione della
Commissione
sinodale dei giovani.
I lavori di
approfondimento
saranno affidati
a quattro sottocommissioni
S
i è riunita per la prima
volta lo scorso mercoledì
12 novembre, presso il
Pontificio seminario regionale “Pio XI”, la Commissione
diocesana sinodale dei giovani (commissione E) della terza area: comunione e comunità, la parrocchia “famiglia
di famiglie”.
A presiederla è padre Mirko Mazzocato
ofm (subentrato a padre Luca Paraventi, trasferito a Terni, quale vicario parrocchiale a Santa Maria degli Angeli); segretario della stessa è Matteo Renga, seminarista della nostra diocesi.
Scopo principale dell’incontro era quello di acquisire maggiore consapevolezza
in vista dell’Instrumentum laboris definitivo che guiderà i passi sinodali, oltre
a favorire la conoscenza reciproca tra i
23 membri della Commissione dei giovani.
Nel corso della serata sono stati pertanto focalizzati i temi di approfondimento
sui quali la Commissione è chiamata a
confrontarsi e a esprimersi, in vista delle mozioni che verranno poi presentare
in sede assembleare il prossimo 18 marzo 2015.
Le tematiche da affrontare sono: la parrocchia, il percorso giovani, il rapporto
famiglia-vocazione, la liturgia, la formazione degli educatori, la carità, i movimenti e l’unità tra essi.
Al fine di consentire un più analitico esame degli argomenti e un più proficuo
confronto, si sono create quattro sottocommissioni. L’una si confronterà sul
ruolo dei giovani all’interno della parrocchia, sui percorsi successivi al sacramento della cresima, sull’evangelizzazione e le sue modalità, nonché sulla formazione degli educatori. L’altra avrà come oggetto d’indagine il ruolo della famiglia nella trasmissione della fede ai
giovani e l’azione volta ad accompagnare i giovani nella scoperta della propria
vocazione (famiglia, sacerdozio e vita
consacrata). La terza si interrogherà su
liturgia e carità; l’ultima sul ruolo dei
movimenti all’interno della pastorale
giovanile e sulle modalità di collegamento, talvolta difficoltoso, tra gli stessi.
Tema trasversale alle quattro Commissioni sarà la figura dei giovani all’interno della parrocchia: come la realtà parrocchiale viene percepita dai giovani e
quali timori e/o aspettative essa nutre
nei confronti degli stessi; quali gli spazi
e le attenzioni loro destinati; quali i linguaggi e i canali di comunicazione privilegiati… e quant’altro emergerà dal dibattito tra i membri della Commissione.
Elena Lovascio
SAN LORENZO. Riapre la chiesa omonima,
che era stata devastata dal terremoto
G
rande festa a San Lorenzo
per l’inaugurazione della
chiesa del paese. Dopo 17
anni dal terremoto che devastò
l’intero abitato, con le case ormai
tutte ricostruite e varie
infrastrutture di utilità sociale
realizzate, domenica 9 novembre
si è tagliato l’ambito traguardo
della riapertura dell’edificio di
culto. Ricostruita nella vecchia
area, c’è ora una chiesa
completamente rinnovata: il
progetto è dell’ingegnere Maurizio
Biscontini, coadiuvato
dall’architetto Luciano Brunetti e
la ditta edile Gt ha realizzato
l’intervento. La chiesa, di piccole
dimensioni, dalle linee sobrie ed
essenziali, presenta una parete in
pietra a vista; nell’abside c’è una
vetrata con un suggestivo
Crocifisso. Funzionale la sacrestia
annessa, sopra la quale sorge la
piccola casa canonica, ancora da
completare. La riapertura della
chiesa dedicata al santo che dà il
nome al paese è stata festeggiata
dalla popolazione, guidata dal
parroco mons. Aldo Mataloni; il
vescovo Domenico Sorrentino ha
presieduto la benedizione
dell’edificio sacro e l’eucarestia,
concelebrata con il
parroco e gli ex parroci
don Franco Berrettini,
don Carlo Serenellini e
don Michele Zullato. Il
presule nell’omelia ha
invitato i fedeli che
gremivano la chiesa a
frequentarla sempre
perché la “chiesa fa
famiglia”. Don Aldo Mataloni ha
ringraziato tutti, inclusi la Pro loco
e il circolo Acli che per l’occasione
hanno donato un calice e
paramenti sacri per le celebrazioni
eucaristiche.
Pierluigi Gioia
Su san Francesco all’Onu
Il 6 novembre presso la sede dell’Associazione
stampa estera di Roma è stata presentata la
mostra su san Francesco di Assisi che si terrà
presso il palazzo dell’Onu a New York dal 17
novembre al 14 gennaio. Si tratta di 19 preziosi
documenti provenienti dal Fondo antico
custodito presso la biblioteca del Sacro Convento,
tra i quali il celeberrimo Codice 338, autentico
pilastro della storiografia francescana. La
presentazione è avvenuta con l’intervento di Ken
Hackett, ambasciatore Usa presso la Santa Sede,
di p. Enzo Fortunato direttore della sala stampa
del Sacro Convento, e di Franco Cardini,
eminente storico del Medio Evo. L’iniziativa,
destinata a ottenere vasta risonanza, si deve alla
sinergia tra Comune di Assisi, Società
internazionale di studi francescani e la
newyorkese Italian Academy Foundation.
❖ SCUOLA
Progetto pro-riciclo
La collaborazione tra il Comune di Assisi e
l’azienda Ecocave ha reso possibile la
partecipazione degli studenti delle nostre scuole
di istruzione secondaria al progetto Raee Scuola,
finalizzato alla corretta gestione dei rifiuti di
apparecchiature elettriche ed elettroniche per
riciclare le parti utilizzabili e per smaltire i
residui in discariche specializzate. Alla seduta
inaugurale dell’iniziativa (4 novembre) sono
intervenuti il sindaco Claudio Ricci e gli assessori
Moreno Fortini (Ambiente) e Serena Morosi
(Scuola).
a cura di Pio de Giuli
ASSISI. Convegni di cultura “M. Cristina di Savoia”
Concilio e cultura
D
opo la celebrazione eucaristica pomeridiana di lunedì scorso presso la
chiesa di Santa Maria Maggiore
presieduta da mons. Domenico
Sorrentino, la sezione assisana
dei Convegni di cultura “Maria
Cristina di Savoia” – guidata dalla prof.ssa M. Edoarda Pronti,
già delegata regionale – dà ufficialmente inizio al proprio anno
sociale, con incontri quindicinali tenuti nei locali parrocchiali di
San Rufino, il lunedì alle ore 16.
Così lunedì 24 novembre don
Salvatore Rugolo affronterà la
tematica religiosa, avente come
fulcro il Concilio Vaticano II, occupandosi della Costituzione
dogmatica Lumen gentium che
insieme alla Sacrosanctum Concilium, alla Gaudium et spes e alla Dei Verbum rappresenta uno
dei quattro cardini del Concilio
stesso.
Spetterà poi al teologo moralista
don Carlo Maccari, lunedì 15 dicembre, introdurre il tema so-
ciale – “Il dialogo nella società
multiculturale” – attraverso una
riflessione su “Amore, carità,
speranza”.
Dopo il consueto incontro per gli
auguri natalizi, il 12 gennaio
Pier Maurizio della Porta introdurrà al tema culturale di quest’anno, “Fede e arte”.
Denso di interessanti approfondimenti il ciclo di conferenze
proposte nel nuovo anno, dei
quali anticipiamo soltanto i primissimi mesi: la teologa dogmatica Simona Segoloni Ruta tratterà “Il dialogo nella società
multiculturale” il 26 gennaio;
padre Paolo Benanti Tor, professore di Teologia morale e bioetica, affronterà la tematica “Ragione e fede per superare la visione pessimistica della vita” il 9
febbraio; don Salvatore Rugolo
si occuperà della Gaudium et
spes. A quanti desiderino partecipare, si ricorda che l’ingresso è
libero.
El. Lo.
❖ GUALDO TADINO
Querelle sulla paventata
soppressione del giudice di pace
F
a discutere, a Gubbio come a Gualdo Tadino, la
paventata soppressione dell’ufficio comprensoriale
del Giudice di pace. Tema sul quale
si è accesa anche un’infuocata
polemica a distanza a Gualdo tra
maggioranza e opposizione. A
intervenire per primo il
centrodestra con una conferenza
stampa dei gruppi di opposizione
Forza Italia e “Roberto Morroni sindaco”. Sarebbe
inadempiente - secondo l’opposizione l’Amministrazione comunale, che non ha comunicato i
nominativi dei dipendenti comunali da affiancare al
giudice di pace, requisito per mantenere il servizio. È
stato ricordato come grazie a un accordo preso
dall’allora giunta Morroni con i Comuni di Sigillo e
Fossato (facenti parti della stessa circoscrizione), il costo
del servizio sarebbe stato suddiviso tra i Comuni, e per
Gualdo avrebbe pesato per appena 13.000 euro. “Contro
la chiusura del Giudice di pace, il nostro Sindaco,
congiuntamente a quello di Gubbio e agli altri sindaci
del territorio, si sta adoperando per far valere le
necessità degli abitanti del comprensorio” - è la replica
dalla maggioranza consiliare. - Prova ne è il costante
rapporto che i primi cittadini hanno instaurato con il
Presidente della commissione Giustizia della Camera e
con lo stesso ministro Orlando, i quali hanno ribadito di
voler procedere alla proroga dei termini”.
Marta Ginettelli
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
LA VOCE Assisi . Nocera . Gualdo
@
[email protected] 25
BREVI
❖ ISTITUTO SERAFICO
Ludovico da Casoria santo
78 concorrenti
S
Il “vincitore” di sogni
S
i è chiusa la settima edizione del
premio Rocca Flea, concorso letterario nazionale per opere di narrativa organizzato dall’associazione turistica Pro Tadino e dall’Accademia dei
Romiti.
Un’edizione che ha visto partecipanti da
ben 16 regioni italiane e, quindi, segnata dal successo e da un buon riscontro di
pubblico anche nella cerimonia conclusiva, durante la quale sono stati proclamati e premiati i vincitori.
Alla presenza del sindaco Massimiliano
Presciutti, del presidente della Pro Tadino, Luciano Meccoli, del rettore dell’Accademia dei Romiti (e nostro collaboratore) Pierluigi Gioia, e del presidente del
Rotary club Gualdo Tadino Alfiero Albrigi, nel meraviglioso scenario della Rocca Flea, dopo il successo dello scorso
anno, il bancario imolese Vanes Ferlini
ha ricevuto nuovamente il primo premio
dalle mani del vice sindaco di Gualdo
Tadino Gloria Sabbatini.
Il suo racconto Il venditore di sogni è sta-
GUALDO TADINO.
I premiati alla 7a
edizione del premio
Rocca Flea
to infatti giudicato il migliore fra i tredici finalisti. A lui, oltre allo stupendo piatto in ceramica del maestro Emanuele
Pecci, anche l’assegno di 500 euro, novità dell’edizione di quest’anno. Al secondo posto, Ballarò del palermitano
Antonio Giordano, terzo Totò del gualdese Mauro Di Michelangelo. Premio
speciale per il giovane scrittore – altra
novità dell’edizione di quest’anno – alla
17enne casertana Elisa Di Bona, con il
commovente racconto Una ragione per
vivere.
Di seguito, in ordine di punteggio ottenuto, gli altri racconti: Il sogno di Alice,
Matteo Aveni (Venetico, Me); Ingorghi,
OSPEDALICCHIO. Approvata
la costruzione della nuova Isa
I
l Consiglio comunale di Bastia ha approvato all’unanimità
la variante al Prg che consente la costruzione della nuova
Isa a Ospedalicchio. Si tratta di un intervento esteso su 17
ettari, con circa 85 mila mq coperti, per un investimento di
oltre 20 milioni di euro. Verrà realizzato uno stabilimento
moderno e funzionale, che sarà in grado di migliorare la
competitività nel mercato globale dove la Isa (che conta oltre
700 dipendenti) è presente con il 75% della sua produzione.
L’apertura del cantiere è prevista per la prossima primavera.
L’iter, iniziato a giugno del 2012, ha concluso dunque il suo
percorso dopo che la conferenza dei servizi del 6 novembre
scorso aveva preso atto di tutti i pareri positivi pervenuti e
abato scorso, 15 novembre, alla
Rocca Flea, la serata conclusiva
dell’edizione del rilancio della rassegna
letteraria, che ha visto in lizza ben 78
concorrenti da tutta Italia, con oltre
100 racconti. Il vincitore dell’edizione
di quest’anno è il medesimo dell’anno
scorso, l’imolese Vanes Ferlini; secondo
il palermitano Antonio Giordano,
mentre giunge terzo Mauro Di
Michelangelo, naturalizzato gualdese.
Da Sicilia, Marche, Emilia-Romagna,
Campania e Veneto gli altri finalisti.
Armando Elio Lo Schiavo (Santa Teresa
di Riva, Me); Io e Marley, Mario Malgieri, concorrente giunto da Genova sfidando il maltempo; Sogno con “clic”,
Luis Maria Borri (Reggio Emilia); Il sogno della signora Gina, Paolo Pergolari
(Castiglion del Lago); Il movimento di un
liquido, Valentina Pierini (Castelbellino,
An), giunta insieme al suo piccolo Pietro,
nato un mese fa; L’orso di capitan Orlandi, Vittorio Carini (Sassoferrato, An);
Colazione napoletana, Sara Bonfili (Castelraimondo, Mc); Sogno o realtà, Elena Gaiardoni (Sommacampagna, Vr).
Tutti i racconti sono stati inclusi nel volume Il sogno stampato a cura delle edizioni Accademia dei Romiti (per informazioni, 075 916742) e presentato ufficialmente al pubblico che, al termine
della serata, ha suggerito, con una simbolica votazione, il tema per il prossimo
anno: “Il viaggio”. Vedremo se il suggerimento verrà accolto dalla Commissione.
Marta Ginettelli
aveva trasmesso la documentazione al Presidente del
Consiglio, che nella prima seduta utile l’ha sottoposta
all’assemblea consiliare. L’assessore all’Assetto del territorio
Francesco Fratellini e lo stesso sindaco Stefano Ansideri
hanno sottolineato l’importanza di questo atto, “una risposta
importante a un’azienda leader del settore, che ha scelto di
rimanere con il sito produttivo a Bastia, dimostrando un forte
senso di appartenenza al territorio”. Ampia soddisfazione e
condivisione sono state espresse da tutti i consiglieri comunali.
Il neo-capogruppo del Pd Borgarelli, pur votando a favore, ha
criticato comunque la mancanza di azione politica da parte
dell’Amministrazione e in particolare dell’assessore Fratellini,
non avendo quest’ultimo preteso dall’azienda, prima di
approvare l’intervento, un piano occupazionale e una quantità
maggiore di opere pubbliche a carico della Isa.
R. B.
Il 23 novembre il beato Ludovico da Casoria sarà
canonizzato a San Pietro da Papa Francesco.
Mons. Domenico Sorrentino sarà tra coloro che
concelebreranno con il Papa la messa. Il 4
ottobre 2013 Papa Francesco ha scelto di
cominciare proprio dal Serafico la sua visita ad
Assisi. Ludovico da Casoria era stato proclamato
beato da Giovanni Paolo II il 18 aprile del 1993 e
diventerà Santo per il riconoscimento del
miracolo della guarigione, avvenuta 20 anni fa,
da una grave malformazione congenita al
ginocchio di una neonata di nome Ida.
“Singolare figura di Frate Minore, ardente
testimone della carità di Cristo e grande figlio
della Chiesa di Napoli’’, lo definì Giovanni Paolo
II in occasione della Beatificazione. Il suo corpo
si trova nell’Ospizio di Posillipo. Spesso mons.
Sorrentino ha definito il Serafico “il fiore
all’occhiello di Assisi” e “Cattedrale di Amore”.
❖ DIOCESI
Incontro su san Rufino
Oggi 21 novembre, alle ore 21 presso il chiostro
del Museo diocesano in Assisi, è in programma
l’incontro culturale “San Rufino vescovo e
martire, miracoli e culto del patrono dell’Assisi
medievale”; relatrice la storica Margherita Sensi.
❖ BASTIA/1
Nuova badessa
Il 3 novembre, alla presenza del vescovo
Sorrentino, la comunità benedettina di
Sant’Anna in Bastia ha eletto la nuova madre
abbadessa: suor Noemi Scarpa. La comunità e il
Vescovo ringraziano madre Cecilia per i 12 anni
in cui ha svolto questo servizio. Suor Noemi
riceverà la solenne benedizione abbaziale il 5
dicembre alle ore 18 da mons. Sorrentino presso
la chiesa del monastero. Tutti sono invitati a
partecipare.
❖ INSULA ROMANA
Serata delle premiazioni
Domenica 23 novembre allo ore 17, presso il
centro fieristico di Bastia, si svolgerà la serata
finale della 37a edizione del premio Insula
Romana, promosso dalla Pro loco e dal Comune
di Bastia. Saranno premiati i vincitori delle
sezioni letterarie. Quest’anno il premio alla
cultura andrà a Fausta Bennati, artista perugina
affermata a teatro nell’interpretazione di
commedie dialettali. C’è poi il premio al merito
scolastico “Pascucci”, organizzato in
collaborazione con gli eredi della famiglia
Pascucci - Giacchetti, che sarà consegnato a 6
studenti di Bastia distintisi all’esame di maturità.
La sezione narrativa-ragazzi vede protagonisti un
gruppo di lettori dell’istituto comprensivo Bastia
1, che si stanno impegnando nella lettura del
testo di Luisa Mattia, Hamingway. La novità di
questa edizione, però, è la creazione di una
nuova sezione dedicata alla fotografia, curata
dall’associazione Contrasti.
❖ BASTIA/2
Cena dei cinquantenni
Intervista alla superiora delle suore di santa Filippa
A
bbiamo intervistato suor Graciela de los Angeles Arriola in
occasione del suo trasferimento, come superiora, al convento di
Santa Filippa Mareri a Santa Maria
degli Angeli, dopo otto anni al servizio della comunità parrocchiale di
Bastia e nella casa di formazione come maestra delle novizie.
Qual è il carisma delle Francescane
di santa Filippa Mareri?
“Per comprendere il nostro carisma
è bene ripercorrere un po’ di storia.
Siamo state fondate da santa Filippa
nel 1228 nella zona del Cicolano (Rieti) e vissute come monastero di Clarisse per più di 700 anni. Nel 1929 ci
siamo aperte alla vita attiva, conservando l’indole carismatica di contemplative-attive. Condividiamo il ca-
risma francescano di conformazione
a Cristo piccolo, povero, umile e crocifisso. Come Filippa, ci impegniamo
nella conoscenza pratica delle sacre
Scritture e nell’amore verso i più poveri, cercando di incontrare le diverse povertà di oggi attraverso una lettura attenta e rispettosa dei segni dei
tempi”.
Quali sono le attività di cui si occupa la sua comunità religiosa?
“Qui a Santa Maria degli Angeli (in
via Becchetti 63) abbiamo una casa
di accoglienza per giovani che desiderano fare un cammino cristiano di
crescita fino alla scoperta del progetto di Dio sulla loro vita. Da più di vent’anni collaboriamo con i frati della
Porziuncola nelle diverse iniziative
come il corso vocazionale, il corso fidanzati, la Marcia francescana, il cor-
so Zero ecc. In questo servizio vediamo ogni anno passare e fiorire centinaia di giovani provenienti dall’Italia
e dall’estero”.
Come è nata la sua vocazione?
“La mia vocazione è nata con me: è
stata nutrita da una famiglia cristiana, e l’ho scoperta a partire da un corso vocazionale frequentato nel 1994.
La Porziuncola, di cui porto il nome e
nella cui festa sono stata battezzata, è
stata ed è tuttora la fonte di grazia
della chiamata quotidiana e della fedeltà di Dio mediata da Maria santissima. Sono stata guidata da un santo
frate che mi ha aiutato a leggere i segni dell’agire di Dio nella mia storia
e i vuoti profondi che mi lasciava una
carriera come cantante lirica che pareva avviata a un grande futuro”.
Ombretta Sonno
Il 7 novembre, presso il Relais Madonna di
Campagna di Bastia, si è tenuta la cena dei nati
nel 1964. I cinquantenni presenti alla cena
erano: Barbarossa Antonella, Barbarossa
Simonetta, Barola Paolo, Bastianini Fulvio,
Battistelli Patrizia, Binucci Tiziana, Biselli
Francesca, Bolletta Roberto, Bratti Fabrizio,
Cagliesi Daniela, Capitini Cristina, Carinelli Paola,
Casagrande Manuela, Castellini Carlo, Casula
Giordana, Cerasa Stella, Chiappavento Fabrizio,
Cianetti Mauro, Degli Esposti Fragola Roberto,
Del Bianco Vincenza, Falcinelli Annamaria,
Falcinelli Monica, Felici Luca, Fossi Danilo,
Fratellini Angelo, Galli Gianni, Gallo Francesco,
Gori Simonetta, Grassini Enza, Inderst Rodolfo,
Loffredo Rosalba, Lollini Alessandra, Lucarelli
Stefano, Malizia Sofia, Mancini Patrizia,
Mantovani Carlo, Mariani Bernardetta,
Masciolini Mauro, Mencarelli Gianluigi, Minisini
Lorena, Morelli Matteo, Pecetta Patrizia, Piccardi
Aulo, Pinchi Antonietta, Reitano Pietro, Roscini
Lorella, Rossi Romolo, Sanchini Anna Maria,
Sciarra Paolo, Sciarra Sonia, Stangoni Sergio,
Sulpizi Teresa, Tifi Giovanna Maria, Tomassini
Mirella, Tortoioli Stefano, Trillini Paola, Vetturini
Anna Rita, Ziarelli Roberto.
LA VOCE Gubbio
@
26 [email protected]
BREVI
❖ DIOCESI
Dialogo ecumenico
L’ufficio diocesano per l’Ecumenismo e il
dialogo interreligioso ha organizzato per
oggi venerdì 21 novembre alle ore 18 nella
sala convegni dell’hotel Beniamino Ubaldi
un incontro per rivivere a 50 anni di
distanza la svolta ecumenica realizzatasi
con il decreto del Concilio Vaticano II
Unitatis redintegratio. Interverranno Mons.
Elio Bromuri, nostro direttore e
responsabile del Centro ecumenico
universitario San Martino di Perugia, e la
prof.ssa Annarita Caponera docente di
Ecumenismo presso l’istituto teologico di
Assisi.
❖ UMBERTIDE/1
Don Balbi vicario zonale
È con piacere che salutiamo la nomina di
don Gerardo Balbi a vicario di Zona. È
arrivata infatti in questi giorni, la
comunicazione che il sacerdote dovrà
effettuare questo importante compito di
supplenza e rappresentanza del Vescovo
nella zona pastorale di UmbertideCamporeggiano. Don Gerardo ha dato
sempre ampia testimonianza di saper
svolgere ogni mansione con il massimo
impegno, precisione e lungimiranza.
❖ EDILCEMENTO
Nasce il marchio “Abita”
Con una cerimonia assai partecipata è
stata presentata un’iniziativa che coniuga
fiducia, coraggio e lungimiranza: “Abita”,
il nuovo brand della Edilcemento. “Con
Abita - ha detto il presidente Luca
Colaiacovo – vogliamo puntare alla qualità
dei prodotti, valorizzare le risorse umane
e tutelare l’ambiente. Abita sarà attiva in
quattro ambiti: general contractor,
strutture prefabbricate, riqualificazioni
edifici e real estate”. L’azienda si apre
quindi a nuove prospettive per sviluppare
diverse competenze e puntare su
investimenti per uno sviluppo sostenibile.
Alla cerimonia ha partecipato anche il
priore della comunità monastica di
Montegiove (Fano), padre Natale
Brescianini, che ha parlato dell’abitare
partendo dall’importanza di stare bene
con se stessi, attraverso una vita attiva e
contemplativa
TURISMO CULTURALE.
Progetto della Regione
che interessa Gubbio
e altri cinque Comuni
del territorio
C
reare le condizioni per un nuovo
sviluppo economico e sociale dell’Eugubino-Gualdese facendo leva
sulle risorse paesaggistiche e ambientali
di un territorio che comprende un Parco
regionale, quello del monte Cucco, dodici siti di importanza comunitaria (“Sic”) e
cinque bacini idrografici. È questo l’obiettivo del masterplan dell’area eugubina, un innovativo progetto di programmazione di area vasta concertato dall’assessorato all’Agricoltura della Regione
Umbria e dai sei Comuni del territorio:
Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Gubbio, Scheggia-Pascelupo, Sigillo.
Sono stati individuati e scelti 30 progetti,
che saranno realizzati con il finanziamento di oltre un milione e 900 mila euro nell’ambito del Programma attuativo
regionale del Fondo per lo sviluppo e la
coesione 2007-2013, a valere sui fondi per
“Interventi per la tutela e la valorizzazione della biodiversità e dei siti Natura
2000”.
Il lavoro progettuale ha preso in considerazione l’area nel suo insieme, mettendo
in risalto le loro caratteristiche in termini ambientali, paesaggistici, storico-culturali, attraverso una progettazione condivisa che ha permesso di mettere insieme le proposte presentate dai Comuni e
dall’Università degli uomini originari di
Costacciaro, con un obiettivo specifico:
favorire un nuovo sviluppo locale basato
sul turismo ambientale e sostenibile, e
con esso l’aumento dei posti di lavoro.
Tra i progetti inseriti nel primo asse, oltre a un piano di promozione e marketing
turistico che sarà sviluppato in maniera
Sono risultati ingenti i danni causati dalle
forti piogge di inizio settimana nella fascia
che comprende le frazioni di Cipolleto,
Ponte d’Assi, Corraduccio, Sette Strade,
Fornaci, S. Marco Torre Calzolari e Branca.
Il sindaco Stirati non esclude l’eventuale
richiesta dello stato di calamità a Regione,
Provincia e Protezione civile. Tra l’altro,
per la seconda volta nel giro di un anno
l’ospedale comprensoriale per alcune ore
era raggiungibile solo dalla vecchia Pian
d’Assino a causa dell’esondazione del
Chiascio. Un problema su cui riflettere.
❖ UMBERTIDE/2
“Famo nobis” giovani
Ancora una volta i giovani sono
protagonisti della solidarietà come
elemento integrante e fondante della
persona. Protagonisti al campus Leonardo
Da Vinci i ragazzi del “Famo nobis”, il
presidio di volontariato dell’istituto, che
durante l’anno organizza varie attività,
dalla raccolta di giocattoli per la Caritas a
quella del cibo per la Colletta alimentare.
Anche quest’anno hanno devoluto quanto
incassato con le loto iniziative a due
associazioni locali estratte a sorte tra
quelle scelte dagli studenti. L’attività si
contraddistingue soprattutto per lo spirito
di iniziativa che esprime il gruppo di
ragazzi del presidio “Famo nobis”,
cittadini attivi che dimostrano sensibilità e
responsabilità nell’organizzare e nel
portare avanti attività concrete e
strutturate di volontariato. (F. C.)
Turisti in visita alla Gola del Bottaccione a Gubbio
La Natura offre
bellezza e lavoro
Scelti 30 progetti, che saranno
realizzati con il finanziamento di
oltre un milione e 900 mila euro
nell’ambito del Fondo per lo
sviluppo e la coesione 2007-2013
integrata, figurano la valorizzazione del
percorso degli antichi Umbri, con due interventi che riguardano circa 40 chilometri fra Gualdo Tadino e Gubbio e la sistemazione del percorso che ripercorre
l’antico sentiero medievale del “Bottaccione” nell’eugubina gola del Bottaccione, sito di straordinario interesse naturalistico e geologico; poi ancora, la siste-
mazione e valorizzazione di numerosi
fontanili, fonti e sorgenti (a Fossato di Vico, Scheggia-Pascelupo, Sigillo); la realizzazione di itinerari accessibili a disabili (a Sigillo e Fossato di Vico).
Nel secondo asse tematico sono previsti,
tra gli altri, la realizzazione di un’area per
la soste di camper (in località San Guido
di Gualdo Tadino), un nuovo centro
escursionistico a Costa San Savino (Costacciaro), il completamento dei collegamenti wireless sul tracciato delle piste da
sci di fondo (Costacciaro), il potenziamento delle strutture per i cicloturisti, la
valorizzazione di bivacchi montani (Costacciaro) e della ex scuola di Isola Fossara (Scheggia-Pascelupo) ai fini
dell’“ospitalità diffusa”.
UMBERTIDE. Novità “in arrivo” e “in
partenza” per il Gruppo missionario
G
❖ MALTEMPO
Danni ingenti
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
Giostrelli in Burkina Faso
iampaolo Giostrelli, leader
del Gruppo missionario
umbertidese, da noi
avvicinato, ci ha ragguagliato sulle
ultime iniziative del gruppo, e non
solo. Innanzitutto è arrivata alla
Fratta la nuova superiora delle suore
di Notre Dame du Lac, suor Cristine
Nikiema, che è arrivata
direttamente dal Burkina Faso per
prendere il posto di suor Blandina,
partita in direzione Roma per altri
incarichi. Dopo il colpo di Stato che
si è avuto in Burkina, la situazione è
transitoria, in attesa delle elezioni
del 2015. C’è ora un Governo
provvisorio al cui capo ci sarebbe un
colonnello. Con le prossime elezioni
si punta alla creazione di un
Governo civile che escluda i militari
dal potere e riporti l’ordine. Inoltre ha riferito Giostrelli - sono stati
consegnati al card. Phelippe
Ouedraogo 5.000 euro per
realizzare un serbatoio per un
noviziato (frequentato da ragazzi e
UMBERTIDE. Incontro tra Comune e polizia
Sicurezza da rafforzare
urti, atti di piccola criminalità... la situazione sembra aver
ripreso vita. L’Amministrazione comunale, sempre attenta alle
problematiche della sicurezza, ha
convocato il Tavolo delle forze di
polizia, e si è ulteriormente attivata per rafforzare il sistema di sicurezza della città, dopo i furti dei
giorni scorsi.
“Si tratta - hanno affermato il sindaco Locchi e l’assessore Leonardi - di un problema purtroppo diffuso, che sta interessando tutto il
territorio, di fronte al quale è necessario prendere tutti gli opportuni provvedimenti. I sindaci dell’Alto Tevere hanno chiesto al prefetto
la convocazione immediata del Comitato per la sicurezza, del quale
fanno parte tutte le forze di polizia;
inoltre come Comune abbiamo richiesto al consigliere provinciale
Fratini e al presidente della Provincia Mismetti un’ulteriore presenza delle guardie provinciali, al
fine di incrementare il pattugliamento sul territorio”.
F
A questo proposito si è tenuto un
incontro per definire gli aspetti
operativi; ne seguirà un altro per
individuare le problematiche dei
Comuni e le nuove misure che potranno essere messe a disposizione dall’ente provinciale.
“Nei prossimi giorni poi - hanno
proseguito Locchi e Leonardi - predisporremo uno specifico piano
che garantisca una maggiore e
continua presenza sul territorio dei
vigili urbani, nel quadro della collaborazione già esistente con gli
istituti di vigilanza privati nell’ambito del progetto ‘Mille occhi sulla
città’”.
Il Comune è in attesa del finanziamento del progetto, già valutato positivamente dalla Regione, per l’installazione di telecamere di videosorveglianza che consentiranno di
monitorare 24 ore su 24 le principali vie di accesso alla città. È comunque indispensabile che ciascuno collabori nell’azione di prevenzione.
F. C.
ragazze) nella terra africana, grazie
all’opera del Gruppo missionario.
Poi ancora, nelle settimane scorse è
venuta a Umbertide Maria Luisa
Sanna, di Cagliari, la quale da 13
anni sostiene le iniziative del
Gruppo missionario. Insieme,
Gruppo missionario e la signora
Sanna hanno fatto partire altri 5.000
euro, 2.500 euro a testa, consegnati
nelle mani della madre generale
delle suore, suor Therese, che ha
raggiunto anche lei Umbertide per
l’occasione. Insomma, il fiume di
carità non si arresta e procede
spedito, nonostante la crisi.
Fabrizio Ciocchetti
Gubbio - Santa Croce
Votate ancora per
salvare la chiesa
U
ltimi giorni per sostenere la
candidatura della chiesa di Santa Croce
della Foce nel censimento “Salva i
luoghi del cuore”
indetto dal Fai. La
chiesa è attualmente
chiusa perché
pericolante. “Le
preferenze al
momento sono
arrivate a 8.665 (sito
internet non
Santa Croce
aggiornato) - scrive la
confraternita che ha
lanciato il progetto -. Non abbiamo raggiunto
il massimo, ma l’iniziativa è stata comunque
un successo: ci ha permesso di veicolare un
messaggio ben recepito e di ‘misurare’ la
partecipazione attiva della cittadinanza di
fronte a una situazione così urgente che ha
coinvolto non solo l’edificio ma la storia la
cultura e la tradizione della città. Affinché
possiamo completare l’operazione nel
migliore dei modi, invitiamo a trasmettere con
la massima urgenza tutte le schede ancora in
possesso; il 30 novembre termina l’iniziativa
Fai”. Per informazioni: 328 3120104.
LA VOCE Foligno / Spoleto
VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014
“Toccare ... con tutto il cuore”
SPELLO. Incontro diocesano
della Pastorale giovanile,
con l’invito ai ragazzi
di mettersi in gioco
“S
120 anni della Stella d’Italia
Un momento dell’incontro in chiesa animato dalla suore
I giovani hanno riflettuto
sulla povertà come occasione
per lasciarsi toccare
profondamente dal bisogno
dei fratelli in difficoltà
ed al nostro cuore, partendo proprio dalla
parabola evangelica del “Buon Samaritano”, commentata dal vescovo Gualtiero,
che ha augurato ai ragazzi di abbandonare l’indifferenza e diffidenza verso l’altro
per poter toccare, con lo sguardo prima e
con le mani poi, arrivando così fino al cuore, il fratello che si fa prossimo.
Il momento di preghiera, animato dalle
suore di San Giuseppe di Chambery e dalle Adoratrici di Cristo in Spirito e Verità, ha
consentito un coinvolgimento tra i giova-
nissimi della diocesi e chi la povertà l’ha
scelta, fino a voler vivere nel nascondimento, cioè le suore Agostiniane di S. Maria Maddalena, che hanno “aperto” le porte del loro monastero per incontrare e toccare il cuore di questi ragazzi. La scelta di
celebrare un momento di preghiera in
questo luogo non è stata casuale, ma la Pastorale Giovanile ha voluto anticipare proprio con i giovani l’anno dedicato alla vita
consacrata indetto da papa Francesco, facendo toccare e scoprire così il grande dono e tesoro prezioso che hanno: la semplicità, la preghiera e la condivisione.
La serata si è conclusa con un momento di
agape fraterna reso possibile dall’accogliente disponibilità del parroco, don Diego, e della comunità di Santa Maria Maggiore di Spello.
Maria Giovanna Titone
Don Eusebio Severini
Eusebio possedeva e difendeva,
soprattutto negli ultimi anni,
quando il relativismo
antropologico, spirituale e sociale
rischiava e rischia di minare le
fondamenta non solo della
comunità ecclesiale, ma
generalmente umana. Una delle
sue ultime fotografie lo ritrae con
la sua tonaca da “prete di
campagna” d’altri tempi - e, per
questo, negli attuali quanto mai
necessario e prezioso - e un libro in
mano: don Eusebio incarnava, cioè,
anche quello spirito benedettino la
cui aria respirava ogni giorno. “Ora,
lege et labora”: anche a lui si può
grandemente applicare questa
Regola di sapienza e di vita che ha
trasmesso a tutti, credenti e non
credenti vicini e lontani.
Federica Mancinelli
Foligno. Ha cessato di vivere dopo tre anni di coma
Maria, roccia del Terz’ordine
I
❖ SPOLETO / DIOCESI
❖ SPOLETO
le difficoltà, le gioie di persone e
famiglie di numerose e intere
generazioni che nel parroco di San
Pellegrino di Norcia hanno trovato,
ogni giorno e in tutti i giorni della
propria vita, un porto sicuro, una
fonte di saggezza, una solida
personalità e, soprattutto, un
esempio quotidiano e concreto di
costante preghiera e completo
affidamento a Dio. Saggezza,
preghiera e cultura: queste le
caratteristiche peculiari che don
l vescovo di Foligno Gualtiero Sigismondi – assistito dal diacono Ideale
Piantoni, viceministro regionale dell’Ofs - ha officiato nella chiesa di San
Francesco, gremita di gente, il rito funebre in memoria di Maria Ciri. Hanno
concelebrato 18 sacerdoti francescani di
tutte le Obbedienze. Maria è stata una
“roccia” per il terzo Ordine istituito a
Cannara da San Francesco. La unificazione dell’Ofs assistito dalle quattro obbedienze (minori, cappuccini, conventuali, Tor) porta in Umbria principalmente la sua firma, la sua voce, il suo volto, la
sua fede, la sua volontà.
A Stroncone, nella chiesa dove si conservano le spoglie del beato Antonio Vici, durante un ritiro spirituale antecedente l’unificazione, il vescovo della diocesi di Terni, Narni e Amelia mons. Franco Gualdrini, la sentì cantare e pretese subito che
fosse lei a guidare la liturgia. Una lirica,
letta sul filo della commozione dal ministro regionale Alberto Ridolfi, suo successore, così Maria è descritta dal suo autore e cugino: “Occhi, e che occhi, che tutti han stregato,/viso minuto e di sole inondato./ … Madre, e che madre di solidi fi-
BREVI
Domenica 30 novembre alle ore 17, a Spoleto,
presso il santuario della Madonna di Loreto,
l’Arcivescovo presiederà la messa per l’apertura in
diocesi dell’Anno dedicato alla Vita consacrata
indetto da papa Francesco. Questo Anno è stato
pensato nel contesto dei 50 anni del Concilio
Vaticano II, e più in particolare nella ricorrenza
dei 50 anni dalla pubblicazione del decreto
conciliare Perfectae caritatis sul rinnovamento
della vita consacrata.
Norcia. Don Eusebio Severini se n’è andato:
una vita santa, un pezzo di storia
e n’è andato un pezzo di
storia”, è stata questa la
frase ricorrente
pronunciata da chi apprendeva, da
messaggi continui di parenti e
amici, della scomparsa di don
Eusebio Severini. “Un pezzo di
storia”, ove l’ultima parola non
rappresenta solo l’insieme di fatti e
vicende che hanno caratterizzato le
comunità della Valnerina e
dell’Umbria, ma la storia più
grande, cioè il vissuto, l’esperienza,
[email protected] 27
Apertura anno vita consacrata
O
ltre 150 giovanissimi si sono lasciati “toccare il cuore”, rispondendo all’invito del Servizio diocesano per la Pastorale giovanile che, venerdì 14 novembre scorso, nella chiesa di
Santa Maria Maggiore di Spello, ha organizzato il primo degli incontri diocesani
rivolti a loro.
Il tema dell’incontro era “Toccare … con
tutto il cuore”, e s’inserisce in una serie di
appuntamenti rivolti ai giovanissimi che
hanno come fil rouge il desiderio di invitare i ragazzi a mettere in gioco loro stessi in profondità, fino a giungere al proprio
cuore. La partecipazione di quasi tutti i
gruppi parrocchiali, accompagnati dai loro parroci ed educatori, ha permesso di vivere un momento di incontro, testimonianza, preghiera e condivisione.
Alla gioiosa accoglienza animata dalle
suore Adoratrici di Cristo in Spirito e Verità e dal direttore della Pastorale giovanile,
Michele Tufo, ha fatto seguito la forte testimonianza di Maddalena e delle sue sorelle della Casa della povera gente di Spello, che ha coinvolto i giovani in prima persona a riflettere sulla povertà non solo come una condizione degradante della dignità della persona, ma anche come
un’occasione per accogliere e toccare l’altro e, nello stesso tempo, lasciarsi toccare
profondamente dal suo bisogno. Ed è stata proprio questa riflessione che ha fatto
da trait d’union con la preghiera vissuta
nella chiesa delle Suore Agostiniane di S.
Maria Maddalena di Spello: toccare e lasciarsi toccare dall’altro per arrivare al suo
@
gli,/ moglie devota ad un uomo malato,/
donna, pia donna, a servire la Chiesa;/
tutto distrutto in un giorno dannato”.
Quel giorno fu la Pasqua del 2011. Era
uscita a fare due passi sul viale Firenze,
dove abitava. Una vettura la colpiva alle
spalle scaraventandola verso il fiume Topino. Dal coma profondo non si è più svegliata. Primo ricovero a Terni, quindi a
Foligno, infine in un vicino centro di assistenza, dove ha cessato di vivere tra la
notte di martedì 11 e mercoledì 12 di novembre.
Il funerale svoltosi nel primo pomeriggio
di giovedì 13 novembre è di quelli che difficilmente si dimenticano. Presenti i familiari, tra i quali i figli Antonio, Filippo e
Daniele che hanno ricevuto da Ridolfi –
sempre vicino a tutti - un album con tante fotografie della madre sorridente, vivace e bella.
Il canto d’ingresso “Alto e glorioso Dio” la
fa rivivere. Il Vangelo di Matteo è proclamato da Ideale Piantoni: “Beati gli operatori di pace”. Mons. Sigismondi lo commenta adattandolo a Maria, che “si è addormentata”. La sua sofferenza – dice – è
stata una purificazione. Di essa niente si
Maria Ciri
spreca. “Tutto è dono, tutto è grazia!”.
Nell’attonito silenzio la grande assemblea
sta per concludersi con le parole di Alberto Ridolfi e di padre Franco Buonamano per sottolineare i messaggi di solidarietà da ogni parte d’Italia, tra cui quello
del dottor Ernesto Rossi presidente del
Forum delle associazioni familiari dell’Umbria e del ministro nazionale ofs, Remo di Pinto. Tra i tanti anche Giuseppe
Failla, ministro nazionale uscente, autore con Maria, Rosa Galiberti ed Emanuela De Nunzio di memorabili “battaglie”
per giungere alla unificazione dell’Ofs,
uno ed unico.
Aristide Radicchi
L’Associazione di pubblica assistenza Stella
d’Italia di Spoleto ha compiuto 120 anni. Martedì
18 novembre, a Villa Redenta, si è svolta una
giornata per celebrare l’anniversario, alla
presenza tra gli altri di Filippo Maria Zuccari,
presidente onorario Stella d’Italia, Gianni
Fernetti, presidente Stella d’Italia e del sindaco di
Spoleto Fabrizio Cardarelli. Tra i vari temi si è
parlato di sussidiarietà e coesione sociale delle
Stella d’Italia, della sua radicalizzazione nel
comprensorio spoletino e del suo operato nella
rete sociale e sanitaria, della sua collaborazione
preziosa nella rete dei servizi EmergenzaUrgenza. Nel pomeriggio, in piazza Garibaldi,
apertura del gazebo espositivo con l’esposizione
dei mezzi di soccorso (ambulanze - taxi sanitari).
Alla basilica della Madonna di Loreto si è svolta la
messa a cui è seguita la sfilata dei mezzi di
soccorso.
❖ SERVIZIO CIVILE
10 posti al Comune di Spoleto
Sono stati pubblicati i bandi per la selezione di
5.504 volontari da impiegare in progetti di
Servizio civile nazionale nelle Regioni che hanno
inserito la Misura servizio civile nazionale nel
loro Piano di attuazione di Garanzia giovani. La
domanda per partecipare ai progetti di Servizio
civile nazionale potrà essere presentata entro il
15 dicembre 2014 ore 14. Per poter partecipare,
tutti i giovani interessati dovranno iscriversi al
programma Garanzia Giovani presente nel sito
internet www.serviziocivile.gov.it e dovranno farlo
prima di presentare la domanda di
partecipazione ai progetti. La domanda va
presentata all’Ente che realizza il progetto
prescelto, al Comune di Spoleto ci sono 5 progetti
approvati e finanziati per un totale di n. 10
volontari da impegnare in diversi settori
dell’Ente: “Adotta un monumento” n. 2 posti
disponibili, settore Patrimonio artistico e
culturale, sede di attuazione del progetto:
Palazzo comunale; “Ambiente e sostenibilità”
2014: “La lecceta di Monteluco tra passato
presente e futuro” n. 2 posti disponibili, settore
Ambiente, sede di attuazione del progetto: ufficio
ambiente, piazza della Genga 4; “Ci vediamo in
biblio!” n. 2 posti disponibili, settore Patrimonio
artistico e culturale, sede di attuazione del
progetto: Biblioteca comunale di Palazzo Mauri;
“Passa all’informagiovani” n. 2 posti disponibili,
settore Educazione e promozione culturale, sede
di attuazione del progetto: Informagiovani di
Palazzo Mauri; “Prevenire per non rischiare” n. 2
posti disponibili, settore Protezione civile, sede di
attuazione del progetto: Ufficio di Protezione
Civile Zona Industriale S. Chiodo. Per
informazioni rivolgersi alla referente per il
Servizio civile del Comune di Spoleto d.ssa
Francesca Palazzi tel. 0743.218522 o
all’Informagiovani del comune di Spoleto tel.
0743.218822 o visitare il portale istituzionale del
Comune di Spoleto alla sezione giovani e
formazione o collegarsi al sito
www.serviziocivile.gov.it. (Sara Sassi)
❖ MUSEO DIOC. FOLIGNO
Conferenza su beata Angelina
Sabato 22 novembre, alle ore 16, nella sala della
Loggia del museo capitolare diocesano di Foligno,
conferenza sulla biografia della beata Angelina
tenuta da suor Claudia Grieco. Tema dell’incontro
“Non ti ho amato per scherzo”. Seguirà visita
guidata al monastero ddi sant’Anna. L’iniziativa
rientra nel programma promosso
dall’Associazione musei ecclesiasticidell’Umbria
dal titolo “Il femminile nell’arte sacra in Umbria”.
Sabato 29 novembre e il 6 dicembre, alle ore
15.30 visite guidate al monastero di Sant’Anna.
Richiesta prenotazione presso il museo diocesano
tel. 0742 351209.
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