N. 42 Venerdì 21 Novembre 2014 Periodico settimanale Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale -D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Fil. di Perugia Uff. A/P GIORNALE LOCALE ROC 1,10 euro PERUGIA Caritas: don Bromuri alla Scuola animatori della carità 16 CASTELLO Incontro con il noto missionario padre Kizito Sesana 19 l’editoriale TODI 25° degli scout: convegno su Web ed educazione 20 TERNI Un prete entra nell’Ordine francescano secolare 23 CONTIENE I.P. SINODO ASSISI Prima riunione della Commissione giovani 24 GUBBIO Progetto per dare valore alle risorse paesaggistiche 26 Il fatto Un attore globale chiamato odio di Elio Bromuri È dato per scontato che Israele non farà mancare una feroce rappresaglia. L’odio crea odio, e la spirale dell’odio è incline ad aumentare, a sedimentarsi magari per un po’ di tempo, in attesa che emerga dalla sua tana per riesplodere in fatti di violenza distruttiva. Gerusalemme vorrebbe essere Città della pace, dove i popoli si ritrovano in un abbraccio fraterno, e dove soprattutto le tre religioni che lì si sentono a casa ebrei, cristiani e musulmani - dovrebbero costituire una sola famiglia che ha per capostipite Abramo, padre della fede, uomo pacifico, obbediente a Dio, al Suo comando e alla promessa di divenire “padre di molte nazioni”. L’augurio che ogni giorno i cristiani ripetono nella liturgia delle ore è promessa e impegno: “Sia pace su Gerusalemme, sia pace sulle tue mura, sicurezza nei tuoi baluardi”. Il gesto criminale è stato rivendicato da Hamas, e molti gruppi organizzati e singoli cittadini musulmani hanno giustificato e inneggiato, mentre alcune voci musulmane si sono sollevate per scaricare la responsabilità del crimine, affermando che era la logica e necessaria risposta alla politica israeliana nei confronti dei palestinesi. La confusione è al massimo grado, e non solo in quella parte del mondo. Se allarghiamo l’orizzonte, ecco tanti altri fronti aperti dove si costruiscono ragioni, occasioni, interessi propulsori di odio: orizzonti che noi consideriamo “lontani” solo per una “scelta di metodo”. Ma se restringiamo il quadro e ci guardiamo attorno, non solo quando accadono omicidi ma anche nel giro delle nostre conoscenze, all’interno dei gruppi politici, delle organizzazioni finanziarie e delle stesse relazioni familiari, troviamo il rischio che covino odi pericolosi, se esplodono, e dannosi anche se rimangono in letargo. “In letargo” per modo di dire, perché, quando un uomo e una donna che si sono amati e sposati si separano e litigano tra loro, l’odio, pur ufficialmente sopito, si attiva in ogni modo, subdolo o palese, fino a provocare spesso la distruzione dell’uno o dell’altro, e spesso di ambedue. Quando due genitori si odiano, i figli non sono più figli procreati e allevati per amore; saranno avvelenati con dosi giornaliere dai fumi di odio che provengono dalle parole e dai gesti. La potenza distruttiva dell’odio abbraccia e tende ad abbracciare sempre più l’universo umano. Il Papa che va a Strasburgo e in Turchia (vedi pag. 3), a me oggi appare come un vigile del fuoco che va nel mondo per spegnere gli incendi, attuali o prossimi venturi, provocati dall’odio. Il discorso del 1988 di Giovanni Paolo II all’Europarlamento O sservando con animo distaccato ciò che avviene nel mondo e di cui la tv ci rende puntualmente e dettagliatamente informati, possiamo farci un’idea di quanta potenza distruttiva possieda l’odio. Si potrebbe dire che l’odio governa grandissima parte delle vicende del mondo, e da questa forte passione dipendono molto spesso le sorti dei popoli. Non mi riferisco alle stragi delle guerre del secolo scorso, come tuttavia si dovrebbe fare, data la mole di vittime che ha prodotto; e neppure alla guerra feroce che ha trascinato in una scia di sangue le popolazioni della ex Jugoslavia: memorie che dovrebbero sempre essere rievocate come deterrente contro la tentazione di scendere di nuovo in campo. Mi riferisco all’attacco terroristico avvenuto a Gerusalemme, quando due palestinesi armati hanno ucciso quattro israeliani - tutti rabbini - in un luogo sacro, in cui gli ebrei si riuniscono per la preghiera, la sinagoga del sobborgo di Har Nof. I due terroristi non hanno avuto bisogno di entrare attraverso il Muro con sotterfugi o vie diverse, perché lavoravano in Israele e vivevano nel quartiere arabo di Gerusalemme Est. Erano forniti di armi da fuoco, asce e coltelli, e sono stati uccisi dalla polizia; due cugini che facevano parte del gruppo di prigionieri scarcerati nel 2011 dal governo di Israele per ottenere il rilascio di Gilad Shalit, tenuto in ostaggio per cinque anni. Nell’ultima settimana del mese, Papa Francesco sarà prima a Strasburgo (un rapidissimo “blitz” su invito di Schulz) poi ad Ankara e Istanbul. Come a dire, al cuore stesso dell’Unione europea e alla “porta d’Oriente”, da sempre in rapporti strettissimi, seppure spesso tesi, con il Continente. Quale messaggio porterà nelle due sedi Arriva il calendario di Frate Indovino Con il prossimo numero de La Voce, in omaggio “Frate Indovino”, il calendario più amato dagli italiani 3 Parola a... 15 A conclusione dei due anni di Giubileo eucaristico, alcune considerazioni di mons. Benedetto Tuzia Il Rettore Franco Moriconi durante la conferenza stampa UNIVERSITÀ Dopo un anno di rettorato Moriconi, l’ateneo di Perugia appare in ripresa per iscrizioni e prestigio. Intanto stop definitivo al cantiere di San Bevignate, ma c’è una penale da un milione 5 Politica 4 Catiuscia Marini si ricandida alla Regione ma con una “squadra” quasi completamente rinnovata Cultura Teologia e poesia al centro del IV Convegno nazionale degli scrittori di ispirazione cristiana, a Perugia 7 Vita religiosa Cade oggi, 21 novembre, la Giornata per la vita di clausura. Il caso, per molti versi unico, di santa Chiara d’Assisi 10 LA VOCE ATTUALITÀ 2 BIOETICA. Dall’Umbria L’incontro dell’Associazione medici cattolici con Papa Francesco P er celebrare i suoi 70 anni a servizio della vita, l’Associazione nazionale medici cattolici ha promosso un convegno a Roma, che si è concluso con l’udienza con Papa Francesco. Tra i relatori alla tavola rotonda “Testimoni e testimonianze” vi era il dott. Fausto Santeusanio di Perugia. All’udienza con Papa Bergoglio hanno quindi partecipato una sessantina di umbri, tra medici, familiari e amici, provenienti in prevalenza dalle città di Perugia, Todi, Marsciano. In Umbria esistono attualmente due gruppi dell’Amci, quello del capoluogo regionale e quello di Assisi. (d. r.) I l 15 novembre Papa Francesco ha rivolto un discorso vibrante in difesa della vita umana che ha avuto ampia eco anche sui media laici. Occasione ne è stata l’udienza all’Associazione medici cattolici italiani (Amci). Il Pontefice ha avvertito che bisogna respingere la “falsa compassione” che propone l’aborto, l’eutanasia e la “produzione” dei figli. La vita - ha detto - è sempre “sacra”; e ha messo in guardia da chi vuole trattare gli esseri umani come cavie. La Chiesa . ha ribadito Bergoglio - “si sente chiamata anche a partecipare al dibattito che ha per oggetto la vita umana, presentando la propria proposta fondata sul Vangelo”. Da molte parti, infatti, “la qualità della vita è legata prevalentemente alle possibilità economiche, al ‘benessere’, alla bellezza e al godimento della vita fisica, dimenticando altre dimensioni più profonde relazionali, spirituali e religiose - dell’esistenza”: “In realtà, alla luce della fede e della retta ragione, la vita umana è sempre sacra e sempre ‘di qualità’. Non esiste una vita umana ‘più sacra’ di un’altra, come non c’è una vita umana qualitativamente più significativa di un’altra solo in virtù di mezzi, diritti, opportunità economiche e sociali maggiori”. “La vostra opera – ha aggiunto – vuole testimoniare con la parola e con l’esempio che la vita umana è sempre sacra, valida e inviolabile, e come tale va amata, difesa e curata”. Di qui l’esortazione “a proseguire con umiltà e fidu- VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 “Ogni vita è sacra” Il Pontefice ha usato parole forti contro la deriva culturale che oggi riduce la persona a un possesso o a uno scarto cia su questa strada”, sforzandosi di “perseguire le vostre finalità statutarie che recepiscono l’insegnamento del magistero della Chiesa nel campo medico-morale”. “Il pensiero dominante - ha proseguito - propone a volte una ‘falsa compassione’: quella che ritiene sia un aiuto alla donna favorire l’aborto, un atto di dignità procurare l’eutanasia, una conquista scientifica ‘produrre’ un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come dono; o usare vite umane come cavie di laboratorio per salvarne presumibilmente altre. La compassione evangelica invece è quella che accompagna nel momento del bisogno, cioè quella del buon samaritano che ‘vede’, ‘ha compassione’, si avvicina e offre aiuto concreto (Lc 10,33)”. La missione di medici, ha detto ancora, “vi mette a quotidiano contatto con tante forme di sofferenza: vi incoraggio a farvene carico come buoni samaritani. La fedeltà al ‘Vangelo della vita’ e al rispetto di essa come dono di Dio a volte richiede scelte coraggiose e controcorrente che, in particolari circostanze, possono giungere all’obiezione di coscienza”. Quindi, a braccio, ha denunciato la deriva di chi vuole “sperimentare con la vita”: “Ma sperimentare è male. [Sperimentare] di fare figli invece di acco- glierli come dono; di giocare con la vita, lì. State attenti, che questo è un peccato contro il Creatore, contro Dio creatore, che ha creato le cose così”. Francesco ha rammentato che fin da quando era sacerdote ha sentito tante volte obiezioni sull’aborto da parte di chi lo riteneva un problema religioso. “No, non è un problema religioso” e nemmeno “un problema filosofico. È un problema scientifico, perché lì è una vita umana, e non è lecito fare fuori una vita umana per risolvere un problema. ‘Ma, no, il pensiero moderno…’. Senti, nel pensiero antico e nel pensiero moderno la parola ‘uccidere’ significa lo stesso. Lo stesso vale per l’eutanasia: tutti sappiamo che con tanti anziani, in questa cultura dello scarto, si fa questa eutanasia nascosta. Ma, anche c’è l’altra, no? E questo è dire a Dio: ‘No, la fine della vita la faccio io, come io voglio’. Peccato contro Dio creatore. Pensate bene a questo!”. Francesco ha concluso il suo intervento incoraggiando l’Associazione dei medici cattolici a proseguire sul cammino, iniziato 70 anni fa, a servizio della vita “nella sua dignità, sacralità e inviolabilità”. Alessandro Gisotti LA VOCE ATTUALITÀ VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 3 PAPA FRANCESCO. Martedì 25 novembre il viaggio apostolico a Strasburgo Una “scossa” all’Unione europea Il Papa ha colto al volo l’invito di Schulz, in continuità con le simpatie filoeuropeiste dei Papi precedenti. I giovani amano l’Ue, ma la vorrebbero diversa confini orientali dell’Ucraina, ma ci sono anche tanti nazionalismi e populismi che stanno sorgendo e che vorrebbero far ripiombare l’Europa in quella situazione di guerra e di competizione che ne ha insanguinato il suolo. Il Papa verrà per dirci che dobbiamo guardare avanti, non tornare indietro, per spingerci verso quella fraternità europea che deriva dal nostro essere cristiani, ma che ci arriva anche da quella civiltà europea che ha sempre cercato, pur con tanta fatica, di far emergere le cose migliori dell’Umano. Su questo, credo che il Papa potrà dirci tante cose”. “I l Papa arriva in un’Europa priva di speranza” ma ricca di “giovani che amano e desiderano l’Europa”. Francesco martedì 25 novembre in un viaggio velocissimo, andata e ritorno in un’unica e intensa giornata, farà visita prima al Parlamento europeo e poi all’Assemblea del Consiglio d’Europa. Mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza, l’Europa ce l’ha nel sangue: da anni l’attraversa, frequenta i palazzi delle sue istituzioni, si impegna in prima linea alla costruzione di un’Unione sempre più forte e più giusta come vice presidente della Comece, la Commissione degli episcopati della Comunità europea. Quale Europa incontrerà Papa Francesco? “Un’Europa che ha bisogno di trovare la forza ma anche la lungimiranza della speranza. Credo che Papa Francesco sia in grado, proprio per il suo carisma e per la missione che gli compete, di trasmettere questa speranza di cui l’Europa ha bisogno. Speranza vuol dire anche orizzonti. Vuol dire saper rivolgere lo sguardo al Cielo, vuol dire guardare lontano. L’Europa è invece oggi troppo legata al presente, troppo implicata e purtroppo rinchiusa nei suoi problemi. Un Continente appesantito dai problemi di ordine economico e finanziario, che fatica a guardare al domani e a trasmettere ai giovani un ideale su cui valga la pena puntare”. Cosa pensano i giovani dell’Europa? “C’è un dato molto importante che emerge da una ricerca. Risulta che i giovani continuano ad avere fiducia nell’Europa. È un aspetto bello, e credo che il Papa farà leva su questa fiducia, su questo desiderio di Europa che Il parlamento europeo di Strasburgo durante una seduta plenaria hanno i giovani, proprio per rilanciare una proposta nuova per l’Europa”. È significativo che un Papa latino-americano voglia farci innamorare del progetto europeo. “È vero. Credo che si debba anzitutto ringraziare il presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, per l’invito che ha rivolto quasi da subito al Papa; ma bisogna poi ringraziare il Papa che ha colto al volo questo invito, in continuità con i Papi precedenti che hanno sempre amato l’Europa e hanno sempre desiderato questa comu- nità europea. È vero dunque che i giovani amano l’Europa, desiderano l’Europa, ma vorrebbero anche un’Europa diversa. Speriamo che possa avvenire proprio in questo orizzonte più grande, e nel rilancio dei grandi ideali europei che hanno dato vita all’Unione dopo le terribili guerre mondiali”. Un’Unione ancora solcata dal conflitto... “Indubbiamente, la pace non può mai essere data per scontata. Ci sono casi difficili e drammatici, come quanto sta accadendo ai Quale il ruolo delle Chiese nelle istituzioni europee? “Credo che debba essere quello di aiutare questa nostra Europa ad avere un’anima. Vorrei rispondere con le parole stesse di Robert Schuman, secondo il quale noi abbiamo fatto la comunità europea partendo prima dall’aspetto economico, perché era necessario partire da ciò che era più facile, ma ciò a cui dobbiamo guardare è l’unità spirituale dell’Europa e degli europei. Questo lo diceva un politico, un laico. Credo allora che il compito della Comece sia aiutare gli europei a ritrovare questa anima, e far sì che ci sia davvero un’unità e una comunione spirituale, senza la quale i soli aspetti politici ed economici sono inadeguati e insufficienti perché ci sia davvero un cammino verso la pace, la riconciliazione e la fraternità tra i popoli”. Maria Chiara Biagioni Il più breve viaggio all’estero di un Papa D ue viaggi all’estero, intensi, ravvicinatissimi, impegnativi e non esenti da possibili “sorprese” sul piano diplomatico, politico e religioso. Papa Francesco si recherà in visita alle istituzioni europee a Strasburgo il 25 novembre. Quindi, a breve distanza, riprenderà l’aereo per raggiungere questa volta, il 28-30 novembre, la Turchia. Due “missioni” che prevedono momenti protocollari, discorsi ufficiali, incontri con autorità civili e religiose. Due tappe accomunate però dalla comune matrice europea. Che si tratti di andare nel cuore del Vecchio Continente oppure di mettere piede nella “frontiera orientale” d’Europa, la Turchia, Bergoglio non rinuncerà a portare il suo messaggio di pace e di concordia. Quello di Strasburgo sarà il più breve viaggio internazionale di un Pontefice: il 25 novembre, Francesco resterà a terra 3 ore e 50 minuti. La precedente visita di Giovanni Paolo II a Strasburgo nel 1988 avvenne in un contesto molto diverso, c’era ancora il Muro di Berlino. L’impegno di Strasburgo si configura come una visita ufficiale alle istituzioni europee che hanno sede nella città francese. Il Papa si rivolgerà prima all’Europarlamento, quindi all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. È un viaggio che non presenta eventi di tipo pastorale o liturgico. PAPA FRANCESCO. A fine mese il viaggio apostolico in Turchia Ai confini d’Europa, dall’amico Bartolomeo U n viaggio ricco di spunti e guidato da uno spirito di fraternità ecumenica e di dialogo interreligioso, sulla scia di una lunga tradizione che nella storia ha portato i Pontefici in terra di Turchia. Così padre Federico Lombardi ha presentato il viaggio che Papa Francesco farà ad Ankara e Istanbul dal 28 al 30 novembre. La Turchia, Paese ai confini tra l’Europa e l’Oriente; terra “ponte” ma anche “ai margini”, in cui la religione prevalente è l’islam, dove i cristiani rappresentano meno dello 0,2% della popolazione e i cattolici sono una esigua ma viva minoranza. Diverse sono le motivazioni che hanno spinto Francesco a recarsi in questa “periferia” d’Europa: c’è l’attenzione per il Paese ospitante e per la situazione in cui la Turchia si trova in questo momento, alle prese con la crisi mediorientale e l’ondata dell’Isis che batte ai suoi confini meridionali, a pochi chilometri dalla città assediata di Kobane. C’è il dialogo interreligioso, in una nazione in cui la popolazione è a maggioranza musulmana, e nella quale vive una piccola comunità cattolica che il Papa abbraccerà e incoraggerà. Ma soprattutto c’è l’invito dell’amico fraterno Bartolomeo I, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, con il quale Bergoglio ha già vissuto insieme tante tappe importanti del suo pontificato: dal primo inizio, con la partecipazione straordinaria a Roma del Patriarca, al pellegrinaggio a Gerusalemme, fino all’incontro per la pace in Medio Oriente in Vaticano con i Presidenti israeliano e palestinese. Bartolomeo ora lo attende a Istanbul per celebrare in comunione con lui la festa del patrono sant’Andrea il 30 novembre. Lo schema del viaggio è nel suo complesso molto simile a quello di Benedetto XVI nel 2006, sebbene manchi la tappa di Smirne. Il Papa arriverà il 28 novembre ad Ankara dove verrà accolto dalle autorità pubbliche. A Istanbul invece avverranno gli incontri con le realtà religiose. Molto atteso è il passaggio alla moschea Sultan Ahmet, conosciuta come “moschea blu”. Si tratta - ha detto padre Il Patriarca Bartolomeo I Lombardi - “di un gesto importante per i rapporti con i musulmani”. Francesco potrebbe pregare in moschea ma non si tratterebbe, come già accaduto per Benedetto XVI, di una preghiera “formale” o pubblica, quanto piuttosto di un momento di “raccoglimento” personale. Domenica 30 novembre il Papa sarà presente alla liturgia nella chiesa patriarcale di San Giorgio, al termine della quale sono previsti i discorsi di Papa Francesco e del Patriarca Bartolomeo. ABAT JOUR A cura di Angelo M. Fanucci Che strazio! “Come si deprime una conquista di civiltà”: un tema che potremmo tranquillamente assegnare al movimento “Femen”, sicuri che lo svolgerebbe egregiamente. Il femminismo è stato anche da noi un grande movimento di liberazione, anche se è nato fuori della Chiesa o addirittura contro la Chiesa (come molti altri movimenti di liberazione). Ne avevamo davvero bisogno, dopo che per secoli la condizione femminile è stata una condizione emarginante, ‘grazie’ anche a una malintesa interpretazione del messaggio cristiano. La condizione femminile: il complesso di norme, usi, costumi e leggi che nel nostro Occidente hanno riguardato il ruolo della donna nella società. Per secoli alla donna abbiamo riconosciuto solo le capacità e i ruoli che non potevamo non riconoscerle: la procreazione (almeno finché gli uomini non avessero imparato loro a partorire), la cura della prole (almeno finché gli uomini non potessero disporre di mammelle capaci di erogare su ciucciata il latte nella misura giusta). I movimenti di emancipazione femminile, con la loro tenace rivendicazione di un’uguaglianza formale e sostanziale tra la donna e l’uomo, ha fatto registrare negli ultimi secoli un successo dopo l’altro. Ma le ultime performance del più giovane di questi movimenti, Femen, ha gravemente depresso quelle grandi conquiste di civiltà. Femen è nato a Kiev nel 2008, anche sulla scia di un moto di ribellione contro il fatto che, dopo il crollo del muro di Berlino nel 1989, l’Ucraina sembrava destinata a diventare una meta preferita del turismo sessuale. Hai capito? Sono improvvisamente diventati poveri, gli ucraini, e allora alcuni dei nostri più assidui sporcaccioni, tutti rigorosamente anonimi, hanno pensato di dare loro “un aiutino” attraverso le loro donne più belle, o anche solo più disponibili. “No!” ha detto Femen. Forte. Ma quell’iniziale, forte moto di rivolta morale è caduto nel dimenticatoio, e oggi le attiviste di Femen organizzano spettacoli che sono un palmo al di sotto della stupidità più stupida che l’uomo abbia compiuto nei secoli dei secoli, amen. Che strazio! Uno di questi spettacoli l’hanno inscenato venerdì 14 novembre in piazza San Pietro. Al fine di protestare contro Papa Francesco, “che parla come un politico” (!?!), tre belle ragazze ucraine si sono denudate davanti all’obelisco. Era presente (notizia strettamente riservata) un critico d’arte che ha subito pensato di metterle in contatto, come modelle, con un suo amico scultore, che da anni ha in animo di rieditare in stile moderno la Venere callipigia. Niente da fare, Perché loro da quelle parti, obbedienti all’orrendo Satana che hanno nel cuore, loro ci infilano… oggetti religiosi. LA VOCE ACCADE IN UMBRIA 4 SetteGIORNI a cura di Enzo Ferrini E45 SARÀ AUTOSTRADA, MA NON SUBITO Il Cipe ha approvato il progetto preliminare per la trasformazione in autostrada della E45 da Orte a Mestre. Il costo previsto è di 10 miliardi. Subito in Umbria si sono riaperte le polemiche tra favorevoli e contrari. Non sappiamo chi ha ragione, ma tanto non c’è fretta: il “cronoprogramma” prevede infatti due anni per l’esproprio dei terreni e la progettazione e altri sei per i lavori. Poi (la PerugiaAncona e la Foligno-Civitanova Marche insegnano!) ci saranno i ricorsi al Tar, e le aziende che si sono aggiudicate i lavori falliscono, e poi le varianti, ecc. ecc. STOP AL NUOVO COLLEGIO UNIVERSITARIO Un altro esempio della confusione che accompagna la realizzazione di qualsiasi opera pubblica è quello del collegio universitario che l’Adisu voleva costruire di fronte al cimitero monumentale di Perugia. Già nel 2007 c’era stata una prima autorizzazione del Comune, ma i lavori erano cominciati soltanto alla fine del 2013. Quando le ruspe hanno abbattuto gli ulivi di fronte alla storica chiesa di San Bevignate e alcune associazioni hanno protestato, ci si è però accorti che l’autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza era scaduta nel luglio 2013. I lavori sono stati quindi sospesi, e nei giorni scorsi bloccati definitivamente dalla Regione poiché la Direzione regionale dei beni culturali ha negato una nuova autorizzazione. Adesso che fine faranno i 12 milioni di euro - la metà dei quali proveniente dal Ministero - per la costruzione del collegio? E sopratutto, chi pagherà la penale (si parla di più di un milione di euro) alle ditte che che si erano aggiudicati i lavori? MARSCIANO, SONO ANCORA 300 GLI SFOLLATI Sono passati quasi cinque anni dal terremoto che nel dicembre 2009 aveva interessato Spina e altre frazioni del Comune di Marsciano, e ancora ci sono circa 300 persone che non possono tornare a casa. Lo ricorda Ruggero Zaganelli, presidente del Comitato terremotati, il quale tuttavia si dice “parzialmente soddisfatto” per l’andamento della ricostruzione. Insomma, cinque anni sono tanti, però va ricordato che soltanto da poco sono state assegnate le case agli ultimi sfollati del terremoto del Belice... avvenuto nel 1968. Via libera a Catiuscia Marini REGIONE. In vista delle elezioni, però, il Pd esige che cambi ben il 70% della squadra che le si affiancherà C atiuscia Marini si può ricandidare, ma diversi assessori della Giunta in carica dovranno uscire di scena. L’attuale presidente della Giunta regionale ha avuto il via libera per il secondo mandato dall’assemblea regionale del Pd, ma contemporaneamente il segretario Giacomo Leonelli ha fatto approvare un ordine del giorno che prevede un rinnovamento dei candidati fissando una percentuale alta: il 70%. “Se mi fossi limitato - dice - a proporre la conferma della Marini e a rinnovare le liste aggiungendo per queste (come mi veniva chiesto da alcuni) degli aggettivi e degli avverbi che lasciavano aperte varie strade sulla scelta delle candidature, avremmo chiuso l’assemblea prima”. Ma ci sono state tensioni interne, soprattutto con il sottosegretario Gianpiero Bocci e il capogruppo in Regione, Renato Locchi, che hanno ricordato l’importanza di fissare non paletti numerici ma criteri di “opportunità, compatibilità e rappresentanza”. Leonelli ha ribattuto spiegando che “io non dico che il passato è il male, ma confermo che una fase storica si è chiusa: ora i cittadini non votano il meno peggio, come quando chiedevamo di votarci perché dall’altra parte c’era la destra di Berlusconi. L’esito delle amministrative a Perugia in questo è stato molto indicativo, e non si QUALCUNO BUSSA... ATTENTI ALLE TRUFFE! Quando bussano alla porta, attenti alle truffe. Lo ricordano le forze di polizia e le aziende che forniscono acqua, luce e gas. Non ci sono esattori che vengono a ritirare soldi a casa. Da Terni però giunge un nuovo allarme: ci sono truffatori che girano per le case a chiedere soldi per i lavoratori dell’Ast in sciopero o per altre inesistenti iniziative di beneficienza. In particolare, l’associazione clown Vip, che opera nell’ospedale di Terni, fa sapere che non ci sono persone autorizzate a raccogliere fondi per la sua attività, svolta esclusivamente da volontari. Catiuscia Marini durante una seduta del consiglio regionale dell’Umbria può non tenerne conto: ora la gente vota per le proposte che ritiene possano essere risolutive per i suoi problemi”. Ricandidare la Marini e sostenere che la sua squadra dovrebbe essere ‘rottamata’ può essere anche pericoloso perché può apparire una contraddizione per l’elettore. Leonelli si dice anche pronto per una sua eventuale candidatura in Regione, “se questa verrà ritenuta utile al Pd, che dovrà fare una campagna elettorale d’attacco”. È un fatto che con questa percentuale di rinnovamento al 70% andrà valutata la questione delle deroghe. E per chi varrà? Solo per l’attuale presidente del Consiglio regionale, Eros Brega? Intanto restano aperte alcune questioni come la legge elettorale, anche se il gruppo Pd a palazzo Cesaroni avrebbe optato per il collegio unico. Nonostante il via libera per la Marini resta, anche se ormai in linea teorica, qualche tifoso delle primarie. Ma i numeri, anche qui, dovrebbero bloccare i sogni. È stato bocciato nel corso dell’assemblea regionale del Pd l’ordine del giorno proposto dal Comitato per le primarie di Nicola Preiti e Francesco Caruso, che chiedevano di abbassare il numero delle firme necessarie per la candidatura (30% dell’assemblea o 15% degli iscritti) e di dare il via alle primarie a prescindere dal candidato. Il vice segretario nazionale del partito, Lorenzo Guerini, ha bocciato la proposta: “Non si può cambiare il nostro Statuto alla bisogna”. Emilio Querini FONDAZIONE MAGNA CARTA. Per il decennale a Norcia incontro sul tema “Tra il Califfato e il post-umano: il futuro dell’Occidente” S abato e domenica a Norcia si svolgerà il decennale di uno dei più importanti appuntamenti della Fondazione Magna Carta: “A Cesare e a Dio - Gli incontri di Norcia”. Il tema di quest’edizione è “Tra il Califfato e il post-umano: il futuro dell’Occidente”. Il tema, in un momento in cui il rischio esterno (la creazione dell’Isis) si affianca al rischio interno (lo sgretolamento della tradizione e dei fondamenti antropologici), rappresenta una delle maggiori sfide attuali per il mondo occidentale. Relazioni sui temi “Il Califfato e la crisi internazionale” di Fabrizio Cicchitto (presidente della commissione Esteri della Camera) e “Dalla questione antropologica al post umano” di Eugenia Roccella (della commissione Cultura della Camera). Nel corso delle due giornate interverranno, tra gli altri: mons. Rino Fisichella, presidente IL POSTINO DIVENTA TELEMATICO Se non potete andare all’ufficio postale, sarà il portalettere a consentirvi di pagare direttamente a casa vostra i bollettini postali o a ritirare e spedire le raccomandate. A Perugia e in altri Comuni della provincia è stato avviato il nuovo servizio del Postino telematico. “Abbiamo pensato - ha detto Paola Capista, responsabile per i servizi di recapito in Umbria di Poste italiane - soprattutto a pensionati, invalidi, e più in generale a coloro che per varie ragioni non possono recarsi negli uffici postali”. Il servizio potrà anche essere prenotato chiamando il numero gratuito 803 160. VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, che parlerà di “Fede e politica nel cambiamento culturale”; mons. Luigi Negri, presidente della Fondazione internazionale Giovanni Paolo II; Antonio Polito, direttore del Corriere del Mezzogiorno, e Maurizio Sacconi, presidente della commissione Lavoro del Senato. Prevista anche una testimonianza dell’arcivescovo di Mosul (Iraq), Il presidente Quagliarello mons. Amel Nona. L’evento si terrà nella sala del Consiglio maggiore del palazzo comunale. I lavori inizieranno sabato 22 novembre alle ore 14.30 e si concluderanno verso le ore 13 di domenica 23. SANITÀ. La condanna di Lorenzetti, Rosi e Di Loreto Cosa resta di Sanitopoli? Maria Rita Lorenzetti (foto Umbriajournail) L’ ex governatrice dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti, l’ex assessore regionale alla Sanità, Maurizio Rosi, l’allora direttore della Sanità umbra, Paolo Di Loreto, sono stati condannati per falso ideologico dal tribunale di Perugia in relazione a due delibere della Giunta regionale che autorizzavano alcune Asl ad assumere personale. Sono cadute le altre imputazioni (come quella di abuso). Per tutti le pene (8 mesi per la Lorenzetti e 8 mesi e 15 giorni per gli altri due) sono state sospese. Al termine di una Camera di consiglio durata circa 7 ore, sono stati invece assolti tutti gli altri imputati coinvolti a vario titolo nel procedimento. In sostanza, i tre avrebbero indotto in errore la Giunta regionale sull’esistenza del contenuto di due delibere, oggetto dell’inchiesta, presentandole alla firma degli assessori non complete in tutte le loro parti, macchiandosi del reato di “falso”. La Lorenzetti, che come gli altri imputati ha sempre sostenuto la correttezza del proprio comportamento, ha assistito in aula alla lettura della sentenza. “Non mi aspettavo la condanna e non sono contenta. Ma ci vedremo in appello”. L’avvocato della Lorenzetti, Luciano Ghirga, ha spiegato che “aspettiamo le motivazioni, impugneremo la sentenza. Un risultato largamente positivo viene offuscato da questo, che sinceramente non capiamo. Non ce l’aspettavamo, tenuto conto del complesso della sentenza”. Secondo i giudici, la delibera ‘incriminata’ non era un guscio vuoto: erano state istruite correttamente: la colpa dei condannati è stata quella di aver inserito solo successivamente le richieste che invece sarebbero dovute pervenire prima della firma. In sostanza, la sentenza ha guardato all’atto formale e non ha tenuto conto che le richieste venivano fatte prima dalle Asl e venivano formalizzate dopo. Ma ci sarà battaglia in appello. Vale la pena di ricordare che il tutto era partito dalla presunta richiesta di alcuni posti di lavoro, oggetto di intercettazioni. Da lì si è scavato, tra l’altro, nei documenti della Asl 3 (all’epoca interessava il territorio Foligno-Spoleto). Secondo l’accusa, alcune delibere sarebbero state completate con modalità anomale, con cancellature e aggiunte a penna. È indubbio che la sentenza lascia qualche interrogativo sul caso Sanitopoli, che aveva, per mesi, riempito le cronache degli organi di informazione. Molte accuse sono cadute, già in primo grado. E tanti imputati sono stati ‘condannati’, come avviene sempre più spesso, dall’opinione pubblica e non dai giudici, che ne hanno assolti 7 con motivazioni come “il fatto non costituisce reato” o perché “il fatto non sussiste”. Insomma, tanto rumore per quasi nulla? E. Q. LA VOCE ACCADE IN UMBRIA VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 ❖ PATRONATI Prosegue l’opera di protesta e di sensibilizzazione Continuano le azioni di sensibilizzazione e di protesta dei patronati contro i tagli delle risorse contenuti nella legge di Stabilità. Il coordinamento regionale del Ce.Pa. Umbria (Centro Patronati che raggruppa i principali patronati: Acli, Inas, Inca e Ital) ha incontrato le senatrici Valeria Cardinali e Nadia Ginetti e l’onorevole Giampiero Giulietti ai quali ha espresso le tante preoccupazioni per i tagli che mettono a rischio di chiusura i tantissimi luoghi di erogazione di servizi gratuiti di assistenza, tutela e patrocinio a milioni di cittadini, centinaia di migliaia dei quali dell’Umbria. I parlamentari hanno ribadito, così come molti altri loro colleghi che non sono riusciti a partecipare all’incontro ma che hanno manifestato la propria adesione, il valore e l’irrinunciabilità dell’attività svolta dai patronati a servizio dei cittadini. I parlamentari presenti oltre ad esprimere solidarietà ed attenzione anche ai tanti lavoratori ed operatori che rischiano il proprio posto di lavoro, hanno illustrato le iniziative già intraprese alla Camera (primo ramo del Parlamento in cui sarà affrontata la legge di stabilità) ed al Senato. Hanno poi espresso una positiva valutazione dell’incontro di ieri fra i Patronati ed il Ministro Poletti che, anche in coerenza con quanto recentemente affermato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha ribadito che è intenzione del Governo riesaminare l’intervento previsto sui patronati. ❖ PANICALE Iniziative per la Giornata mondiale diritti dell’infanzia In occasione della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia l’assessore Silvia Prelati del Comune di Panicale ha presentato il suo programma di iniziative. Il 20 novembre ricorre il 25° dalla firma della Convenzione Onu sui Diritti dell’infanzia, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni nel 1989. Il progetto pilota, improntato alla sussidiarietà, viene sperimentato in collaborazione con il Comune di Piegaro, il Comune di Paciano e con gli Uffici di cittadinanza. Il titolo dell’iniziativa sarà: Colletta “Latte e pannolini” ricalcando il modello del 5 Banco alimentare. Dal 20 al 22 novembre, nei supermercati e nelle farmacie dei Comuni aderenti, che esporranno la locandina, coloro che lo vorranno, potranno acquistare prodotti destinati alla fascia d’età 0-3 anni e 3-6 anni che, successivamente, saranno stoccati presso le sedi degli Uffici dei Servizi Sociali, catalogati e ridistribuiti alle famiglie aventi diritto all’interno degli stessi Comuni. Per quanto attiene alle iniziative di sensibilizzazione rivolte alle Scuole presso l’Istituto Comprensivo di Panicale e Paciano, si terranno degli incontri animati di gioco e riflessione promossi dall’Associazione Emergency, dal titolo “Vivere in libertà ... libertà di vivere”. Verrà anche proposto il Programma sperimentale di promozione della lettura ad alta voce ai bambini in età prescolare e scolare. UNIVERSITÀ DEGLI STUDI Il magnifico rettore Moriconi traccia un bilancio a un anno dalla sua elezione Aumentano le iscrizioni e il prestigio nazionale e internazionale E ra il 24 ottobre 2013 quando Franco Moriconi, ex preside della facoltà di Veterinaria, divenne il nuovo rettore dell’Università degli studi di Perugia per il sessennio 20132019. A distanza di un anno, “un anno non facile”, il Magnifico ha deciso di tirare le somme del suo operato nel corso di una conferenza stampa a palazzo Murena. I 12 mesi appena trascorsi Si dice “stanco, ma contento”, il rettore Moriconi, per i suoi primi dodici mesi di mandato. Ha ripercorso velocemente le iniziative intraprese, come l’avvio di rapporti con le scuole (“prima totalmente assenti”) e con gli istituti di alta formazione (Università per Stranieri, Accademia di belle arti, Conservatorio, ecc.) per creare quel progetto di “Perugia città universitaria che non ha eguali in altre realtà”. Moriconi ha poi ricordato i nuovi servizi agli studenti: l’assistenza medica per i fuori-sede, gli sconti sulle tasse, le tariffe agevolate per trasporti, negozi e ristoranti... Infine i traguardi nel campo della ricerca. “Abbiamo ricostituito – sottolinea – il Fondo per la ricerca di base con un milione di euro, che ha consentito creazione di 84 borse per 18 dottorati. A questi vanno aggiunti 68 posti per ricercatori a tempo determi- BREVI Nuovi spazi per studiare È Il Rettore Franco Moriconi durante la conferenza stampa nato, 52 assegni di ricerca. Uno sforzo che non ha eguali in altri atenei italiani, anche più grandi del nostro”. Matricole in aumento Il lavoro fatto sembra dare i suoi frutti, almeno secondo i numeri. Dopo anni di segno negativo, infatti, le immatricolazioni sono tornate a salire. Per le iscrizioni al primo anno dei corsi triennali si è registrato un aumento del 2,25% (3.594 rispetto a 3.515 di un anno fa), per i corsi di laurea a ciclo unico (Medicina, Veterinaria, ecc.) un +14,67% (891 rispetto a 777), e per le lauree magistrali un +27,66% (563 rispetto a 441), dato comunque ancora provvisorio, in quanto le iscrizioni si chiuderanno ufficialmente nel febbraio 2015. In sintesi, quindi, l’incremento medio è pari al 6,7%, ma Moriconi avverte: “Sono contento, ma nessun trionfalismo, in quanto, francamente, non ci credo del tutto; verificheremo a febbraio. Certo è che siamo saliti in tutte le classifiche nazionali e internazionali”. Futuro ricco di sfide Ad oggi, di sicuro c’è che le sfide da affrontare sono ancora tante. “Stiamo lavorando alla preparazione del bilancio del prossimo anno – spiega il Rettore –, ma con grandi difficoltà, in quanto non si conosce ancora l’importo del Fondo nazionale. Faremo di tutto per mantenere gli impegni assunti per la ricerca”. ADISU Stop definitivo al cantiere universitario a San Bevignate ❖ RNS AD ASSISI Ritiro per sacerdoti, diaconi e religiosi Si sta svolgendo dal 17 e fino al 22 novembre ad Assisi, alla Domus Pacis, il ritiro spirituale nazionale per sacerdoti, diaconi e religiosi, promosso dal Rinnovamento nello Spirito Santo. All’iniziativa sul tema “Io sono una missione” (Evangelii Gaudium n. 273), hanno partecipato oltre 300 sacerdoti provenienti da tutta Italia. Principale relatore mons. Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso Boiano, presente il presidente nazionale, Salvatore Martinez, il consigliere nazionale spirituale don Guido Pietrogrande e alcuni membri di Comitato e Consiglio Nazionale RnS. L’annuale proposta del RnS attesta particolare sintonia con l’attenzione che la Conferenza Episcopale Italiana sta dedicando alla formazione permanente del clero. Mostra, al contempo, il sostegno del RnS in favore dei presbiteri, anche in vista dell’Anno dedicato alla Vita consacrata. Il RnS è un Movimento ecclesiale che in Italia conta più di 200 mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunità. 24 novembre arriveranno a Perugia 17 docenti di altri atenei, che valuteranno 9 corsi di laurea al fine di ottenere l’accreditamento dell’Anvur Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerstata ufficialmente inaugurata la prima ca. “Siamo stati aula-studio autogestita per gli studenti. Il noi stessi - sottolirettore Moriconi ha consegnato nei giorni scorsi nea Moriconi - a le chiavi dell’aula Ceccherelli (edificio B del chiedere questo dipartimento di Chimica in via Elce di sotto, riconoscimento. angolo via del Liceo) ad Alberto Maria Le valutazioni che Gambelli, presidente del Consiglio degli emergeranno serstudenti. “È solo il primo tassello – ha spiegato viranno ad accreil rettore - di un piano che punta a reperire ditare i 9 corsi esaalmeno 3-4 aule nel centro storico di Perugia”. minati e saranno Alla struttura, che può accogliere una sessantina utili quali linee di di studenti, possono accedere gli iscritti a tutti i indirizzo per gli dipartimenti dell’ateneo. L’aula sarà aperta nei altri. Non mi giorni feriali, da lunedì al venerdì dalle 19 alla aspetto che saremezzanotte, e nei festivi, sabato e domenica mo subito prodalle 9 alle 19. “La gestione – ha evidenziato mossi, ma le proGambelli - è interamente svolta dal Consiglio blematiche che degli studenti attraverso la figura degli studenti emergeranno ci coordinatori, che hanno frequentato i corsi di consentiranno di pronto soccorso e antincendio. Al momento capire come e dosono 20 gli studenti formati a Perugia e che ve intervenire”. possono garantire l’apertura dell’aula”. A lungo termine, poi, si pensa all’internazionalizzaMa la sfida più grande resta la di- zione, con corsi con doppio titolo dattica, campo a cui sarà dedica- e in lingua inglese, all’apertura to il lavoro dell’anno accademi- alla didattica in modalità e-learco 2014-2015 “con l’obiettivo di ning e a un aggiornamento del migliorare il livello di qualità dei portale web dell’ateneo entro corsi per portarlo all’eccellenza”. giugno 2015. Laura Lana Si comincia subito, in quanto il Il cantiere universitario di San Bevignate Resta il problema del risarcimento per l’appalto sfumato: un milione di euro Q uesto collegio non s’ha da fare! Per lo studentato di San Bevignate è arrivato ufficialmente dalla Regione lo stop ai lavori. A darne notizia il vice sindaco con delega all’Ambiente, Urbano Barelli, in una nota in cui comunica che “la Regione Umbria ha negato in modo definitivo, con la determinazione dirigenziale n. 8162 del 9 ottobre 2014, l’autorizzazione paesaggistica per la costruzione dello studentato davanti a San Bevignate progettato dall’Adisu”. Barelli, da sempre contrario al progetto, ha commentato “la positiva conclusione” della vicenda come un esempio della “rinnovata responsabilità” dell’Amministrazione in merito alle politiche di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, “un patrimonio del quale dobbiamo essere fieri e gelosi custodi”. La vicenda era iniziata il 30 novembre 2007, con una prima autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune di Perugia, che era stata però annullata il 10 gennaio 2008 dalla Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio. Dopo la prima bocciatura, l’Adisu aveva insistito chiedendo l’autorizzazione direttamente alla Regione, che, all’epoca, l’aveva rilasciata, ottenendo anche il parere favorevole della Soprintendenza il 4 settembre 2008. Senonché, dopo l’avvio dei lavori a dicembre 2013, ci si era tardivamente accorti che l’autorizzazione era già scaduta il 29 luglio 2013, come poi riconosciuto anche dal Tar. Per poter riavviare i lavori, quindi, l’Adisu avrebbe dovuto ottenere una nuova autorizzazione, la cui richiesta è stata ripresentata a giugno per poi essere nuovamente bocciata sia dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Umbria, sia, qualche giorno fa, per l’appunto, dalla Regione. La questione però può dirsi tutt’altro che risolta. Resta infatti ancora in bilico l’aspetto economico del progetto da 11,7 milioni di euro, di cui 6 di finanziamento ministeriale. In primis, c’è la questione della penale: 1,17 milioni di euro che spettano al consorzio delle imprese che si è aggiudicato l’appalto (la questione è già in mano agli avvocati) come risarcimento danni, in quanto l’affare è sfumato. Chi dovrà pagare è questione altrettanto complessa, in quanto l’Adisu, a cui è stato affidato l’appalto, è un’agenzia della Regione, la stessa Regione che ha dato lo stop definitivo ai lavori. Sembra poi che andranno persi anche quei 6 milioni di euro di finanziamento ministeriale già stanziati e ora pronti a tornare al mittente. Riteniamo “di non poter considerare ammissibili le ipotesi alternative” a quella originaria, sentenziarono infatti perentoriamente a suo tempo dalla Commissione paritetica ministeriale circa la possibilità di un utilizzo alternativo dei fondi. La. La. LA VOCE ACCADE IN UMBRIA 6 ❖ DIRITTI INFANZIA Programma regionale della Giornata e progetto Piuma “A tutti i bambini i loro diritti”, è lo slogan adottato per le iniziative organizzate dalla Regione Umbria per la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza 2014, che ricorre il 20 novembre. L’assessore regionale al Welfare, Carla Casciari, in una nota ricordando che la Regione Umbria “ormai da circa dieci anni, celebra la Giornata attraverso un’azione congiunta di sensibilizzazione e promozione dei diritti dei minori” ha presentato il calendario 2014 con eventi che si terranno fino a gennaio 2015 e che si sono aperti con un seminario su “L’ascolto e i bisogni dei bambini piccoli all’asilo nido”. Il 16 dicembre si terrà il seminario conclusivo del progetto “Piuma”, (Progetto integrato unità multidisciplinare abuso) il cui obiettivo è contrastare il maltrattamento e l’abuso sui minori e il 18 dicembre un incontro condotto da Ugo Sabatello, neuropsichiatra infantile dell’Università di Roma “La Sapienza”, che approfondirà i delicati aspetti relativi alla tutela del minore in caso di questioni giudiziarie. Il ciclo di iniziative sarà concluso da un seminario di presentazione del programma di intervento per prevenire l’istituzionalizzazione del minore a cura di Paola Milani, docente all’Università di Padova e responsabile scientifico del progetto. ❖ FONDI ATER Per miglioramento energetico immobili edilizia residenziale Un milione 136 mila euro sono le risorse assegnate dalla Giunta regionale all’“Ater” Umbria per interventi di miglioramento energetico su immobili di edilizia residenziale pubblica di proprietà dei Comuni. “I finanziamenti – ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente Silvano Rometti, proponente il provvedimento – serviranno, per lo più, alla sostituzione delle vecchie caldaie con caldaie ad alta efficienza energetica e degli infissi a vetro singolo con moderni infissi a doppio vetro. Gli VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 edifici interessati dall’azione di miglioramento energetico sono distribuiti nei comuni di Amelia, Città di Castello, Montone, Foligno, Guardea, Massa Martana, Narni, Perugia, San Venanzo, Spoleto, Terni, Todi, Umbertide e coinvolgono un totale di 284 famiglie che potranno beneficiare di significative riduzioni sul costo delle bollette energetiche, di luce e gas, e di un miglior comfort abitativo”. Gli edifici sono stati individuati d’intesa con l’Anci regionale sulla base delle esigenze di riqualificazione energetica evidenziate dall’“Ater” relativamente agli immobili residenziali che gestisce per conto dei Comuni, i quali parteciperanno alla realizzazione degli interventi con un cofinanziamento di quasi 181 mila euro, in qualità di proprietari di alloggi. AGROALIMENTARE. I dati e le prospettive dell’Umbria Il nostro “food” merita più export I l 14 novembre, presso il dipartimento di Scienze agrarie, si è tenuto un convegno sul tema “Industria agroalimentare e mercato globale: come prepararsi alle sfide e cogliere le opportunità in prospettiva dell’Expo 2015”, organizzato da Certiquality, istituto di certificazione della qualità, dall’Università di Perugia e dall’Ordine dei tecnologi alimentari di Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria. L’incontro, moderato dal prof. Giuseppe Tei, direttore del Dipartimento, ha visto l’introduzione di Enrico Strino, area Manager Umbria di Certiquality, che ha ricordato come quello agroalimentare rappresenti il secondo settore manifatturiero italiano, subito dopo quello della meccanica, con un fatturato di 132 miliardi di euro, pari al 15% del Pil nazionale; un export di 27,5 miliardi, pari al 15% del fatturato, contro una media europea del 18%. Un settore che in Umbria ha ancora ampie potenzialità di crescita - ha sottolineato il prof. Tei - se si riuscirà a fare sistema, realizzando un virtuoso gioco di squadra che veda coinvolti su comuni obiettivi e programmi condivisi le imprese e le loro associazioni, le istituzioni e il mondo della formazione e della ricerca, puntando a valorizzare e comunicare nel mercato globale la qualità e tipicità dei prodotti insieme al valore aggiunto del nostro territorio. Giovanni Polenzani dell’assessorato regionale all’Agricoltura ha illustrato le politiche regionali per l’export all’interno del Piano di sviluppo rurale 2014-2020, che destina all’Umbria risorse per 900 milioni di euro in 7 anni, pari al 50% del totale dei Fondi strutturali europei assegnati alla nostra regione. I nuovi bandi riguarderanno non più, come in passato, solo i prodotti con le certificazioni Dop, Igp, Doc, Igt e quelli biologici, ma anche altri prodotti di qualità certificati volontariamente da cluster e reti d’impresa, puntando a valorizzare e promuovere il “marchio” Umbria. Polenzani ha invitato le imprese e le loro associazioni a essere proattive, fornendo alla Regione idee, progetti e proposte per ottenere un più efficace e mirato utilizzo delle risorse e un maggiore impulso allo sviluppo del settore. Anche Aurelio Forcignanò, direttore di Confindustria Umbria, dopo aver ribadito il ruolo trainante per l’economia italiana del comparto agroalimentare, che vede coinvolte oltre 63.000 aziende, occupando 385.000 addetti, ha sottolineato come l’export agroalimentare sia aumentato dal 2002 al 2013 solo del 15%, contro una crescita del 48% del comparto manifatturiero nazionale. Dopo aver illustrato i punti di Convegno a Perugia sul tema “Industria agroalimentare e mercato globale: come cogliere le opportunità in prospettiva dell’Expo 2015” Alcuni prodotti che caratterizzano la tipicità umbra forza e di debolezza delle aziende umbre del settore, ha affermato che vi sono notevoli potenzialità di crescita, soprattutto puntando sui mercati esteri (viste le stime di stagnazione dei consumi interni anche nei prossimi anni). Il prof. Paolo Fantozzi ha ricordato come la valorizzazione delle produzioni di qualità sia un fattore di successo imprescindibile per il food made in Umbria, legato anche a una sempre più diffusa ed esigente educazione alimentare. Ha invitato le aziende a investire anche sulle problematiche della sicurezza alimentare, e a svolgere poi un’attività di promozione e comunicazione adeguata. Dopo l’intervento di Antonio Morabito dell’Ispettorato centrale per il controllo della qualità e la repressione frodi, che ha parlato della corretta etichettatura dei prodotti, Andrea Valiani dell’Istituto zooprofilattico di Umbria e Marche ha relazionato sui requisiti igienico-sanitari e sui controlli per i prodotti destinati ai mercati esteri. Stefania Pironi, presidente dei Tecnologi agroalimentari di Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche, ha illustrato il ruolo decisivo dei tecnologi alimentari, che forniscono alle aziende le competenze specialistiche necessarie per affrontare con successo i mercati internazionali, garantendo affidabilità, sicurezza alimentare, costanza della qualità e rispetto delle specifiche tecniche. Micaela Coppini dell’omonimo oleificio di Terni, una delle prime aziende alimentari umbre certificate da Certiquality, ha raccontato l’esperienza della sua azienda familiare, fondata nel 1955, che ha iniziato a Umbria. Import / export nei settori agricoltura, silvicoltura e pesca, esportare nel 1994 negli e dei prodotti alimentari, bevande e tabacco Stati Uniti, e oggi raggiunge con i suoi oli extra-vergine 2013 revisionato 2014 provvisorio d’oliva di qualità ben 35 territorio import export saldo import export saldo mercati esteri. Ha concluso Perugia 374.338.910 435.939.683 61.600.773 427.776.350 450.268.840 22.492.490 i lavori Stefania Modafferi, Terni 25.877.136 75.788.465 49.911.329 36.007.281 56.761.356 20.754.075 food industry manager di Certiquality, parlando della Umbria 400.216.046 511.728.148 111.512.102 463.783.631 507.030.196 43.246.565 certificazione volontaria %2014/2013 15,9 -0,9 -61,2 come strumento per migliorare la visibilità sui Elaborazione del 13/11/2014 su dati Istat-Coeweb. Periodo riferimento: II trimestre 2014 - Valori in Euro, dati cumulati mercati esteri. Alberto Mossone “Il nostro lavoro continua, ci ricandideremo” hanno detto i giovani perugini È Varna (Bulgaria) la Capitale europea dei giovani 2017 Panorama di Varna, in Bulgaria P erugia non sarà la Capitale europea dei Giovani 2017. Il verdetto – che ha incoronato Varna, in Bulgaria - è arrivato mercoledì sera a Cluj-Napoca, in Romania, nel corso della Fiera delle associazioni dello European Youth Forum - Forum europeo dei giovani, organismo che assegna dal 2009 il titolo con la collaborazione del Consiglio d’Europa. La cerimonia è stata seguita in diretta tramite un live web al 100dieci cafè di via Pascoli, a Perugia; presente anche il sindaco Andrea Romizi. Il capoluogo si contendeva la finale con altre tre città: Cascais in Portogallo, Galway in Irlanda e Varna, la vincitrice. “Il nostro lavoro continua, non ci arrendiamo, ci ricandideremo” - hanno sottolineato i giovani promotori dell’iniziativa. “Nella vita conta la ‘tigna’ – ha commentato il sindaco -. Sono convinto del lavoro che si è fatto fin qui, non andrà perso, ma solo se avrete la volontà di portarlo avanti. Come Amministrazione noi ci siamo. Questa è una città dove è fondamentale che qualcosa si smuova, in questi mesi si è risvegliata anche grazie a voi, non facciamola riaddormentare!”. Il percorso di candidatura era cominciato nella seconda parte del 2013, quando un gruppo di giovani attivi in Umbria, spinti anche dalla parallela candidatura a Capitale europea della Cultura 2019, ha costituito una coalizione, il Forum dei Giovani dell’Umbria, composto da 96 associazioni giovanili di diverso ge- nere (studentesche, ambientaliste, laiche, religiose, di promozione dello sport, della cultura...) La candidatura ufficiale era arrivata il 20 febbraio scorso, con il supporto di Regione Umbria, Comune di Perugia, Fondazione Perugiassisi2019 e del Forum nazionale giovani (FNG). Il 23 aprile il progetto aveva superato la prima fase di scrematura, a cui ne era seguita una seconda di approfondimento che aveva portato ad inviare a Bruxelles, grazie anche all’ausilio dell’Amministrazione comunale, l’Application form definitiva e tutti gli allegati richiesti; gli ultimi elementi erano stati integrati in ottobre, per poi arrivare al verdetto conclusivo di mercoledì sera. Il progetto di candidatura si basava su diverse tematiche: la creazione di un modello di partecipazione attiva per i giovani nella città e nella regione; l’apprendimento interculturale in una dimensione europea; la mobilità giovanile in Europa; l’incentivazione dell’espressività creativa; l’educazione e promozione dei diritti dell’uomo; l’educazione non formale e alla pari; l’inclusione sociale dei giovani con meno opportunità; la disoccupazione e il lavoro; il volontariato. Laura Lana LA VOCE CULTURA VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 7 ❖ ARS CANTORIUM ❖ MARINI CLARELLI Dieci anni di attività concerto con tanti ospiti Giornata in ricordo di Francesco Santi La rassegna Ars Cantorium organizzata dalla corale Frà Giovanni da Pian del Carpine domenica 23 novembre, alle ore 18.30, festeggia dieci anni di attività nell’ambito della manifestazione Olivagando, presso la chiesa San Giovanni Battista. Tanti gli ospiti d’eccezione per il decennale: le voci soliste Claudia Marss, Damiana Pinti, Letizia Pellegrino; il violoncellista Andrea Rellini e il pianista Giuseppe D’Angelo. La corale Fra’ Giovanni da Pian di Carpine, diretta dal maestro Sergio Briziarelli, nasce a Magione nel Sabato 22 novembre, a Palazzo degli Oddi Marini Clarelli di Perugia (via dei Priori) a partire dalle ore 9.15 incontro di studio su “A cento anni dalla nascita di Francesco Santi (25 novembre 1914 - 29 gennaio 1993) la Fondazione Marini Clarelli Santi ricorda la figura e l’opera di Santi, storico dell’arte, soprintendente ai beni storici artistici dell’Umbria. Saluti tra gli altri del prefetto di Perugia Antonella De Miro, del sindaco Andrea Romizi, dell’assessore Fabrizio Bracco, i soprintendenti Francesco Scoppola, Fabio De Chirico, Anna Di Bene, Mario Squadroni. Alle 10.30 relazioni: introduce e coordina Giovanna Giubbini, presidente della La Corale Ars Cantorum di Magione 1999. Molto attiva nel territorio magionese e regionale propone un repertorio che ad oggi comprende musiche corali a cappella sia sacre che profane dal rinascimento ad autori contemporanei, oltre alla musica leggera e gospel. Il coro aderisce all’Arcum e si esibisce nel contesto di alcune iniziative corali regionali. Il concerto è a ingresso libero. Fondazione Marini Clarelli Santi. “Le fondazioni private a carattere culturale e l’ordinamento giuridico”, Giuseppe Severini, presidente di Sezione del Consiglio di Stato, “Biografia di Francesco Santi”, Chiara Bacoccoli e Laura Zazzerini, Fondazione Marini Clarelli. Alle 12.30 presentazione dell’edizione dello studio inedito “Una collezione seicentesca a Perugia” di Francesco Santi a cura di Maria Vittoria Marini Clarelli, soprintendente alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea. Alle 14.30 testimonianze di Mario Bellucci, Maria Pia D’Agostinis, Filippo Duranti, Maria Grazia Marchetti Lungarotti, Ruggero Ranieri. Nel corso dell’incontro, alle ore 16, verranno presentate la ristampa della Guida storico artistica di Perugia di Francesco Santi (1950) a cura di Laura Teza e viene inaugurata la mostra “Francesco Santi. Vita pubblica e privata” a cura di Annie Cottrau. PERUGIA convegno Verranno ricordati Mario Luzi, Alessandro Parronchi, don Divo Barsotti e Piero Bigongiari Dal 21 al 23 novembre nella sala del Dottorato della Curia di Perugia IV convegno nazionale di scrittori di ispirazione cristiana Teologia e poesia N el 2011 un coordinamento di amici e letterati, pieni di buona volontà e di passione letteraria e religiosa, con la presenza e l’appoggio del cardinale Giuseppe Betori di Firenze, avviò e organizzò il primo dei convegni nazionali sugli scrittori di ispirazione cristiana a Firenze e sulla scia dei convegni di scrittori cattolici che si tennero dagli anni Trenta fino agli anni Quaranta e Cinquanta, pensarono di dar loro continuità sebbene con formule diverse e modalità letterarie diverse. Si pensò di guardare la realtà attuale e le sue inquiete esigenze, personali e generali, con l’occhio della letteratura, della poesia, dell’arte e fu scelto come tema: “Quando la letteratura entra nelle pieghe della vita e della storia dell’uomo” quando i criteri cioè della letteratura si evolvono e sono capaci di leggere i sentimenti più profondi del nostro tempo, tra apocalissi e utopie; e quando la letteratura interpella l’attesa di Dio oggi, tra spinte in avanti e tradizionalismi marcati. Negli anni successivi seguirono altri convegni con temi diversi. Nel 2012 nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II il tema fu: “Sfide culturali e letterarie in Italia a cinquant’anni dal Concilio Vaticano II”. Nel 2013, tenendo presente in modo particolare la poesia, si è proposto il tema “Sulle tracce del Dio nascosto, quando i poeti si mettono in gioco”. Quest’anno, continuando sulla tematica della poesia e volendo in modo del tutto particolare ricordare il centenario della nascita di Mario Luzi, Alessandro Parronchi, don Divo Barsotti e Piero Bigongiari, si è proposto il titolo “La teologia della poesia”. Tema quanto mai affascinante, vasto se vogliamo anche generico, ma dentro il quale si vorrebbero leggere i versi dei suddetti poeti e di altri, come la poesia si accosta alla teologia, al Discorso su Dio, al Dialogo con Dio, nella evoluzione della vita e della storia dell’uomo. Pur nella varietà dei costumi e delle culture può suscitare particolare interesse quanto già scriveva Boccaccio nella sua Vita di Dante: “Dico che la teologia e la poesia quasi una cosa si possono dire, dove uno medesimo sia il suggetto; anzi dico di più: che la teologia niuna altra cosa è che una poesia di Dio”. Boccaccio scriveva intorno al 1350 e allora la cultura, la teologia, la filosofia avevano una struttura ben definita dentro le Summe, in arte o in filosofia, “Incontrinterra” artisti a Deruta in dialogo con la ceramica IL PROGRAMMA I Il poeta Mario Luzi proprio di Dante e di San Tommaso d’Aquino. Oggi - e non da ora cioè dal secolo Ventunesimo o Ventesimo, ma già dal Settecento e via via negli anni più vicini a noi - tale equazione è divenuta più problematica, più impegnativa, più drammatica, non perché l’uomo sia cambiato, bensì perché la storia nei ritmi del tempo, prende coscienza man mano di altri problemi e li sente propri o li vive in maniera più forte, più personale e meno distaccata. Un rapporto insomma – quello tra teologia e poesia - divenuto più inquieto in sede critica o creativa, tra saggisti e narratori e poeti. Se vogliamo esemplificare brevissimamente - già negli anni successivi al Vaticano II, alla metà degli anni Settanta, una rivista prestigiosa come Concilium dedicava un numero speciale a FOLIGNO mostra N ell’ambito dei festeggiamenti della patrona dei ceramisti di Deruta, santa Caterina, con il contributo del Comune di Deruta e della ProDeruta, dal 22 al 29 novembre negli spazi dell’ex fornace Grazia, a Deruta, si terrà la mostra di arte contemporanea “Incontrinterra”. La rassegna fa parte di un progetto ideato da Attilio Quintili con l’intento di far incontrare artisti che impiegano un codice espressivo comune, la ceramica, seppure con poetiche, visioni e soluzioni tecniche individuali. La varietà, nella provenienza geografica e culturale degli artisti, in questo preciso momento storico, costituisce un’occasione per indagare le potenzialità insite di questo materiale. Gli stimoli per raggiungere tali obiettivi trovano in Deruta un luogo giustamente autorevole. Tra gli artisti Ambrogio Pozzi, Alfredo Gioventù, Antonio Grieco, Attilio Quintili, Eraldo Chiucchiù, Marino Moretti, Maurizio Tittarelli Rubboli, Nino Caruso, Paolo Polloniato, Riccardo Monachesi, Rita Miranda. Teologia e letteratura (5/ 1976) con nomi di grande autorità intellettuale come padre Dominique Chenu, Jean Claude Renard, Jean Pierre Jossua e puntualizzando il rapporto tra poesia, fede e teologia in un intreccio tra mistero, sacro e fede. Ed è proprio dagli anni Sessanta che il rapporto diviene ancora più altalenante nella poesia delle cose e dei fatti e dell’ermetismo di un poeta come Luzi che rincorre man mano il simbolismo l convegno, aperto a tutti, si tiene dal 21 al 23 e una librazione novembre nella sala del Dottorato della Curia morale che è come arcivescovile di Perugia (il 21, a partire dalle ore assenza sfuggente e 15) e alla sala dei Notari (il 22 novembre a meta-fisica fino alla partire dalle ore 10). Il 23 novembre alle ore 9 contemplazione e messa celebrata dall’arcivescovo ausiliario mons. un canto dell’anima Paolo Giulietti. Venerdì 21 alle ore 15 dopo i in Frasi e incisi di saluti di mons. Paolo Giulietti, dell’assessore un canto salutare o Teresa Severini, di Mario Tosti, Maurizio in Via Crucis. Tarantino, Giorgio Tabanelli e di don Vincenzo Il convegno di Arnone, relazioni di Salvatore Ritrovato, Giorgio Perugia intende Tabanelli, Gianni Mussini, Gianfranco Lauretano, entrare nelle Paolo Iacuzzi, Floriana Calippi. Proiezione parole, nei versi e documenti audiovisivi: i poeti Luzi, Parronchi e nel cuore di diversi Bigongiari. Interventi. poeti che vogliono e Il 22 alle ore 10 alla sala dei Notari, saluto del intendono dialogare card. Gualtiero Bassetti “La teologia della poesia con Dio e in un nel secondo Novecento”, seguiranno interventi certo senso, calare di Daniele Piccini, Silvia Chessa, Donatella nel movimento Bisutti, don Vincenzo Arnone, Carlo De Blase. della vita di questo Proiezione documenti audiovisivi: don Divo uomo di oggi la Barsotti. Interventi. Ore 15, sala Dottorato curia staticità della arcivescovile, tavola rotonda coordina don teologia nella sua Arnone. Melo Freni, Paola Severini Melograni, infinita ed eterna Francesco Diego Tosto, Luca Nannipieri. onnipotenza, dalle Interventi. Ore 17.30 tavola rotonda. Seguirà cui mani è scaturito conversazione tra M. Tarantino e Giorgio tutto ciò che esiste. Tabanelli. Interventi di Donatella Bisutti, Don Vincenzo Daniele Piccini e Salvatore Ritrovato. Ore 19.30 Arnone cena. Ore 21 Concerto “Parole e musica”. Coordinatore del Convegno I l Centro italiano arte contemporanea (Ciac) di Foligno, dal 22 novembre al 25 gennaio, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e la sua Fondazione Fotografia ospita la mostra “Visioni del mondo” dedicata a Daido Moriyama, fotografo on the road, spirito libero e viaggiatore solitario, tra i maggiori protagonisti della fotografia contemporanea giapponese. Curata da Filippo Maggia e Italo Tomassoni, la Al Ciac le visioni del mondo del fotografo Daido Moriyama mostra raccoglie una selezione di oltre 120 fotografie realizzate dagli anni Sessanta fino ad oggi, che ripercorrono l’intensa carriera dell’artista evidenziandone il personale approccio col mondo e offrendo al contempo una lucida visione sulle trasformazioni che hanno segnato la storia giapponese. È una ricerca quotidiana senza fine quella che spinge Moriyama a realizzare migliaia e migliaia di scatti, per anni, per una vita. Immagini dai bianchi e neri contrastati, spesso sfocate, graffiate, sovraesposte o sgranate, che tracciano i contorni di un’esistenza priva di legami con un luogo d’origine o di vincoli dettati dalle convenzioni sociali. Per Moriyama ogni singola cosa che si offre al suo sguardo è degna di essere fotografata: non è importante il soggetto, né chi sia l’autore, perché non c’è distinzione tra la realtà vissuta e la realtà nell’immagine – spesso fotografie di fotografie tratte da magazine, poster, pubblicità, televisione si mischiano a quelle scattate dal vivo. Ciò che conta è il frammento di esperienza, parziale e permanente, che la fotografia può trovare, quell’unica verità che esiste solo nel punto in cui il senso del tempo del fotografo e la natura frammentaria del mondo si incontrano. Parallelamente alla mostra, sarà inoltre allestita una selezione di opere video di artisti dell’Estremo Oriente dalla collezione di fotografia contemporanea della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Sotto il titolo Asian Contemporary, sono presentate le opere di Tabaimo, Yasumasa Morimura, Miwa Yanagi, Kimsooja e Yang Fudong. LA VOCE CHIESA&RELIGIONE 8 VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 PAPA FRANCESCO. Le catechesi all’udienza del mercoledì Sant’Anna con Maria bambina e San Gioacchino Santità, dono per tutti P apa Francesco ha dedicato l’udienza scovi, preti o religiosi. No. Tutti siamo chiagenerale di mercoledì (testo integramati a diventare santi! Tante volte, poi, siale su www.vatican.va) alla santità: mo tentati di pensare che la santità sia ri“Un grande dono del Concilio Vaticano II servata soltanto a coloro che hanno la posha detto - è stato quello di aver recuperato sibilità di staccarsi dalle faccende ordinauna visione di Chiesa fondata sulla comurie, per dedicarsi esclusivamente alla prenione, e di aver ricompreso anche il pringhiera. Ma non è così. cipio dell’autorità e della geQualcuno pensa che la santità è rarchia in tale prospettiva. chiudere gli occhi e fare la faccia Questo ci ha aiutato a capire “La santità non è ‘da immaginetta’, tutta così... No! meglio che tutti i cristiani, in qualcosa che ci Non è quella la santità. La santiquanto battezzati, hanno uguatà è qualcosa di più grande, di più le dignità davanti al Signore e procuriamo noi: profondo che ci dà Dio. Anzi, è sono accomunati dalla stessa è il dono che ci fa proprio vivendo con amore e ofvocazione, che è quella alla frendo la propria testimonianza santità (cfr Lumen gentium, 39- il Signore Gesù cristiana nelle occupazioni di 42). Ora ci domandiamo: in che quando ci riveste ogni giorno che siamo chiamati a cosa consiste questa vocazione di se stesso. diventare santi. Ciascuno nelle universale a essere santi? E cocondizioni e nello stato di vita in Quindi non è me possiamo realizzarla?”. cui si trova. Sei consacrato, sei “Innanzitutto - ha risposto - una prerogativa consacrata? Sii santo vivendo con dobbiamo avere ben presente gioia la tua donazione e il tuo miche la santità non è qualcosa solo di alcuni” nistero. Sei sposato? Sii santo che ci procuriamo noi, che otamando e prendendoti cura di teniamo noi con le nostre qualità e le nostre tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha capacità. La santità è un dono, è il dono che fatto con la Chiesa. Sei un battezzato non ci fa il Signore Gesù quando ci prende con sposato? Sii santo compiendo con onestà e sé e ci riveste di se stesso, ci rende come competenza il tuo lavoro e offrendo del Lui... Si capisce allora che la santità non è tempo al servizio dei fratelli”. una prerogativa soltanto di alcuni: la sanA braccio ha aggiunto: “Ma padre [diceva]: tità è un dono che viene offerto a tutti, nes‘Io lavoro in una fabbrica, lavoro da ragiosuno escluso, per cui costituisce il caratteniere, sempre con i numeri, lì non si può re distintivo di ogni cristiano. essere santo’. Sì, si può! Lì dove tu lavori, tu Tutto questo ci fa comprendere che, per espuoi diventare santo. Dio ti dà la grazia di sere santi, non bisogna per forza essere vediventare santo. Dio si comunica a te. Sem- Commento alla liturgia della Domenica pre, in ogni posto, si può diventare santo, cioè aprirsi a questa grazia che ci lavora dentro e ci porta alla santità. Sei genitore o nonno? Sii santo insegnando con passione ai figli o ai nipoti a conoscere e a seguire Gesù. E ci vuole tanta pazienza per questo, per essere un buon genitore, un buon nonno, una buona madre, una buona nonna. Ci vuole tanta pazienza, e in questa pazienza viene la santità: esercitando la pazienza. Sei catechista, educatore o volontario? Sii L’ L’anno liturgico si conclude con la visione stupefacente di Cristo re e giudice dell’universo chiaro e severo: l’amore verso il prossimo, che equivale all’amore verso Dio stesso. San Paolo (seconda lettura) collega la regalità di Cristo alla sua morte e resurrezione; è tramite Cristo che la Storia avrà il suo senso compiuto, la morte sarà sconfitta e “Dio della Domenica sia tutto in tutti”. La caratteristica PRIMA LETTURA peculiare della Dal libro di Ezechiele 34,11-12.15-17 regalità di Cristo, SALMO RESPONSORIALE emersa dalle letture, consiste Salmo 22 in da due aspetti SECONDA LETTURA “antitetici”: Cristo Dalla Prima lettera ai Corinzi 15,20-26.28 Re, l’Alfa e l’Omega, che VANGELO nella sua veste di Dal Vangelo secondo Matteo 25,31-46 giudice supremo LA PAROLA DOMENICA DI CRISTO RE - ANNO A “FIRMATO” Famiglia Vangelo Al cuore stesso del Mistero ultima domenica dell’anno liturgico ci presenta Cristo re e giudice dell’universo. Nella prima lettura la cura del pastore verso il suo gregge (immagine di Dio verso Israele) emerge in maniera poetica; viene mostrata tutta l’attenzione, l’amore verso le pecore, ma viene anche accennato al “giudizio” che il pastore emetterà verso il suo gregge. Il Vangelo di Matteo presenta una grandiosa descrizione di Cristo giudice della storia e degli uomini. Il criterio di giudizio è molto si identifica con i “fratelli più piccoli”, i più bisognosi, i diseredati. Cristo è re in quanto “sottomesso” a Dio, in quanto è morto per ubbidienza, e quindi è risorto e ha riscattato tutte le realtà dell’universo. È una sintesi dell’essenza del cristianesimo che viene presentata alla fine dell’anno. Un messaggio inaudito che ha rotto tutte le logiche dell’uomo; con gli occhi della fede, è un messaggio di verità che non finirà mai di essere scoperto, ricompreso e contemplato. Fa meraviglia che un simile messaggio, apparentemente incongruente, si sia imposto così fortemente nei secoli; le contingenze storiche, a nostro parere, non sembrano renderne ragione. A occhi “esterni”, il fatto appare per vari aspetti sorprendente. Questa miscela di “assurdità” e fascinazione è stata sempre presente fino ai giorni nostri. Il mondo dei non-credenti, tramontata la fase delle “certezze” e del superamento della religione come qualcosa di arcaico e negativo, ha SPAZIO CRUCIVERBA PER GRANDI E PICCINI CRUCIVERBA ORIZZONTALE Inserisci orizzontalmente nella griglia le parole corrette (contenute nel Vangelo di questa domenica), secondo il numero di riferimento. A lavoro ultimato, leggendo dall’alto verso il basso nelle caselle colorate, troverai la frase - chiave del Vangelo (2, 2, 8). 1. Riuniti, raccolti, convocati. 2. Anagramma di “lignea”. 3. Cercare… con anagramma. 4. Vi saranno poste le pecore. 5. Capo, abito. 6. Saranno tutti radunati davanti al re. 7. Dissetarsi, sorseggiare. 8. Non grandi. 9. Lo sono gli uomini alla destra del re. 10. Contrario di sazietà. 11. Talamo... con anagramma. 12. Il pastore le separa dalle capre. (Le soluzioni del cruciverba nel prossimo numero) santo diventando segno visibile dell’amore di Dio e della Sua presenza accanto a noi. Ecco, ogni stato di vita porta alla santità, sempre! A casa tua, sulla strada, nel lavoro, in chiesa, in quel momento e con lo stato di vita che tu hai, è aperta la strada verso la santità. Non scoraggiatevi di andare su questa strada. È Dio che ti dà la grazia. Questa è l’unica cosa che chiede il Signore: che noi siamo in comunione con Lui e al servizio dei fratelli”. “A questo punto - ha proseguito - ciascuno di noi può fare un po’ di esame di coscienza... Come abbiamo risposto finora alla chiamata del Signore alla santità? Ho voglia di diventare un po’ migliore, di essere più cristiano, più cristiana? Questa è la strada della santità. Quando il Signore ci invita a diventare santi, non ci chiama a qualcosa di pesante, di triste. Tutt’altro! È l’invito a condividere la Sua gioia, a vivere e a offrire con gioia ogni momento della nostra vita, facendolo diventare allo stesso tempo un dono d’amore per le persone che ci stanno accanto”. “Q uando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria (...) separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: ‘Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi...’” difficoltà a interpretare il cristianesimo proprio per quanto detto sopra. Sia le critiche sia gli apprezzamenti molto spesso appaiono focalizzarsi su aspetti marginali (di tipo morale, giuridico, organizzazione ecclesiale, considerazioni generali intorno al fenomeno religioso, ecc.) senza però cogliere o affrontare il mistero della figura di Cristo nei suoi caratteri essenziali così come le letture odierne ce lo presentano. Il mondo dei credenti si trova anch’esso di fronte a qualcosa di grande ma anche stupefacente. La lettura del Vangelo suscita addirittura commozione; sorge spontaneo un senso di ringraziamento, di adorazione per l’Uomo-Dio che si propone così verso l’uomo. Si intuisce che è una Parola vera per l’uomo, i suoi problemi; si A cura di Michela Massaro SOLUZIONE DEL NUMERO PRECEDENTE: Frase chiave: via la paura intravede il superamento delle contraddizioni, delle difficoltà a capire e accettare la condizione umana. È d’altro canto forte la richiesta, l’impegno che comporta l’adesione a questa Parola. Il tono è simile a quello della domenica precedente, le considerazioni già fatte valgono anche per queste letture. Una considerazione ulteriore emerge se ci poniamo di fronte ai problemi del nostro tempo, in cui il cristianesimo spesso non viene considerato, o è relegato a puro fatto privato, personale. La costruzione della Città degli uomini, sempre più complessa e di difficile gestione, presenta segni di affaticamento: c’è la percezione che determianti pilastri della nostra civiltà (la democrazia, il capitalismo) siano in discussione, si va alla ricerca di guide sicure e affidabili, spesso senza successo; serpeggiano incertezza e inquietudine per il futuro. I cristiani non hanno la chiave di soluzione di questi problemi, ma la fede in Cristo re e giudice della storia ci spinge a rifiutare la rassegnazione e il pessimismo, ci autorizza alla fiducia e alla speranza, e a (ri)proporre quei fondamenti di giustizia e di amore che paiono indispensabili per la costruzione della società civile. Sergio Biagini Ambretta Berioli VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 LA VOCE CHIESA&RELIGIONE Veniva promulgato nel 1964 il decreto del Concilio sull’ecumenismo Dialogo: quali passi fare dopo 50 anni P roprio oggi cade il doppio 50° anniversario dell’approvazione - 21 novembre 1964 - di due documenti chiave del Concilio Vaticano II: la Costituzione Lumen gentium sulla Chiesa nel mondo contemporaneo (vedi articolo in basso), e il decreto sull’ecumenismo, Unitatis redintegratio. Riguardo a quest’ultimo tema, “la nostra Chiesa resterà verosimilmente un motore dell’unità, a condizione che ponga tale impegno a livello di ‘ministero dell’interno’” e non “di ministero degli esteri”, ossia che “si riduca il più possibile la distanza tra il dire e il fare”. Sono parole di padre Hervé Legrand, professore emerito di Ecclesiologia all’Institut Catholique de Paris, in conclusione della conferenza tenutasi a Roma su “Le direttive del decreto sull’ecumenismo si rivolgevano solo ai cattolici: quale bilancio dopo 50 anni?”. L’iniziativa era promossa dal centro Pro Unione. “Si sottolinea troppo poco”, ha insistito padre Legrand, che Unitatis redintegratio “si rivolge esclusivamente a noi cattolici per dirci in che cosa, noi stessi, possiamo e dobbiamo approfondire la nostra vita cristiana, e correggere ciò che è necessario al fine di ridurre gli ostacoli all’unità dei cristiani”. Non è intenzione del documento rivolgersi “ai cristiani da cui siamo separati, per dire che cosa ci attendiamo da loro”. Sarebbe quindi un grave errore ridurre “l’impegno ecumenico cattolico al miglioramento delle nostre relazioni con gli altri cristiani, come se spettasse al ‘ministero degli affari esteri’”, mentre, secondo il Concilio, spetta al “ministero dell’interno”. In altri termini, si chiede che questo impegno divenga effettivamente “una dimensione della nostra pastorale e della nostra teologia”. Secondo padre Legrand, a frenare “l’apertura ottenuta grazie ai principi” dell’Unitatis redintegratio sono stati, tra l’altro, “uno stile di governo allontanatosi dalla sensibilità orientale”, e il Codice dei canoni delle Chiese orientali (1990), redatto in latino e tendente ad amalgamare tradizioni eterogenee “come quelle di Bisanzio e dell’Etiopia, dell’Armenia o dell’India siriana”, e promulgato unicamente dal Papa senza i Capi di tali Chiese. Si tratta ora “di esaminare noi stessi, piuttosto che gli altri”, alla luce dell’insistenza dei due ultimi Papi sulla irreversibilità dell’impegno ecumenico. Anche se “il clima ecclesiale al riguardo non è più quello degli anni ’60-90”, il lavoro di fondo “proseguirà, anche su temi ardui come il Primato di Roma”. D. R. BREVI DA S. MARTA Spunti tratti dalle omelie pronunciate da Papa Francesco nella cappella di casa Santa Marta. I testi completi si possono trovare sul sito del Vaticano (www.vatican.va) nella sezione “Meditazioni quotidiane”. Giovedì 13 novembre Come cresce il Regno “Quando Gesù - ha detto Bergoglio - spiegava nelle parabole come era il regno di Dio, usava sempre parole serene, tranquille” e utilizzava “anche figure che dicevano che il regno di Dio era nascosto”. Così, paragonava il regno a “un mercante che cerca perle fine di qua, di là” oppure a “un altro che cerca un tesoro nascosto in terra”. Oppure ancora, “il regno di Dio è come il grano: si semina e tu non sai come cresce” perché “Dio dà la crescita. È questo che spiegava Gesù: sempre in silenzio, ma anche in lotta... Il regno di Dio non è uno spettacolo. Lo spettacolo, tante volte, è la caricatura del regno di Dio... Il regno di Dio è silenzioso, cresce dentro; lo fa crescere lo Spirito santo con la nostra disponibilità, nella nostra terra, che noi dobbiamo preparare”. E “cresce lentamente, silenziosamente”. Venerdì 14 novembre Prendersi cura dei giovani Rilassamento degli ideali e nuove difficoltà I n occasione del 50° anniversario di promulgazione del decreto Una sessione del Concilio Vaticano II Unitatis redintegratio, si è riunita a partire da martedì l’assemblea plenaria del Pontificio consiglio per unità dei cristiani. “Con il Concilio fatto grandi progressi e siamo riusciti a sviluppare il consenso Vaticano II - aveva dichiarato già qualche tempo fa il card. Kurt alle domande fondamentali della comprensione della Chiesa, Koch, presidente del Pontificio consiglio - la Chiesa si è dei sacramenti, del ministero. Dopo questo periodo, c’è stata impegnata in modo irreversibile a percorrere la via della però una grande crisi. I cambiamenti avvenuti in Europa nel ricerca ecumenica”. Dopo 50 anni, “dobbiamo riconoscere che 1989 non hanno infatti rappresentato un grande vantaggio per non abbiamo raggiunto l’obiettivo del dialogo ecumenico, l’ecumenismo, perché con la svolta sono uscite dal ovvero una comunione ecclesiale vincolante e l’unità visibile nascondimento le Chiese cattoliche-orientali (la Chiesa greconella fede, nei sacramenti e nei ministeri ordinati. Nel corso del cattolica, soprattutto in Ucraina, in Romania, in Transilvania) tempo, piuttosto, l’obiettivo del movimento ecumenico si è fatto che erano state bandite da Stalin, e tutto questo ha risvegliato le man mano più confuso. Molti dei partner ecumenici hanno antiche accuse di proselitismo. Così, nel 2000 siamo arrivati abbandonato l’obiettivo originario dell’unità visibile a favore di alla chiusura di questo dialogo. Nel 2006, poi, l’abbiamo ripreso un mutuo riconoscimento delle diverse comunità ecclesiali”, a Belgrado, e poi ancora nel 2007, con il famoso Documento di cosicché “l’unica Chiesa di Gesù Cristo risulta essere una mera Ravenna, e da allora lavoriamo intorno alla questione del somma delle varie comunità ecclesiali esistenti”. Alla vigilia primato del Vescovo di Roma. Non è una questione semplice e della plenaria del Pontificio consiglio, il card. Koch ha quindi ci sono sempre battute d’arresto. Ma sono convinto che su precisato che con le Chiese ortodosse, fino “al 1990 abbiamo questa strada potremo ottenere ancora progressi”. Nel 50° di promulgazione della “Lumen gentium” Il testo-perno del Concilio T ra i documenti emanati da Concilio Vaticano II, la Costituzione dogmatica Lumen gentium costituisce per il magistero della Chiesa e per la sua attività un testo di straordinaria importanza. C’è stato chi ha voluto mostrare come tutti gli altri documenti conciliari conducano a questo, o ne derivino. Il testo, approvato da 2.156 Padri con 2.151 voti favorevoli e solo 5 contrari, fu promulgato una cum patribus [in comunione con i Padri conciliari, ndr] da Paolo VI il 21 novembre 1964. L’organizzazione finale della Costituzione, in 8 capitoli, è tutta positiva: preoccupata del Mistero considerato in se stesso, delle ricchezze in esso contenute e che dovevano essere offerte al popolo fedele, e al mondo perché divenissero spirito e vita. Il primo carattere che emerge dall’esposizione sulla Chiesa è la sua ispirazione biblica, che evidenzia un altro aspetto assai importante per l’ecclesiologia: quello della storia della salvezza. La Rivelazione, infatti, presenta il mistero della Chiesa essenzialmente nel mistero della Redenzione: essa prolunga nella storia gli eventi originari che han- 9 no condotto e conducono l’umanità alla salvezza. In questa medesima prospettiva deve essere compreso il capitolo sulla Chiesa popolo di Dio: quel popolo che il Redentore ha raccolto da terre disperse, che lo Spirito vivifica nell’unità e che riconduce definitivamente al Padre. Nella prospettiva della redenzione operata da Cristo sarà compresa pure l’indole sacramentale della Chiesa. È la prima volta che in un documento del Magistero questa categoria viene applicata alla Chiesa, recuperando in ciò il più vasto significato di sacramento e di mistero molto familiare all’antico linguaggio dei Padri e al linguaggio perenne della liturgia. La Chiesa poi si attua e vive i suoi momenti originari attraverso i sacramenti. Tale dimensione profonda del mistero della Chiesa non coincide in toto - come già intuiva Agostino - con la sua organizzazione storica, ma ha la sua fonte originaria nella potenza operante dello Spirito santo. Ovunque è lo Spirito di Dio che opera l’unità, ivi è la Chiesa che sorge e prende vita. Le strutture giuridiche, anche quelle di origine divina, sono in fun- Mons. Marcello Semeraro zione di questa vitalità essenziale della Chiesa, che è la salvezza in atto (...). Oltre i suoi contenuti dottrinali, la Lumen gentium ci lascia in eredità un metodo che conserva intatta la sua validità e la sua attualità. Per parlare della Chiesa, il Vaticano II ha fatto ricorso alle fonti, cioè alla Parola di Dio viva nella Chiesa e trasmessa vitalmente sotto l’assistenza dello Spirito santo nella dottrina dei Padri, del magistero dei Pastori, nella testimonianza della liturgia e della vita cristiana del popolo di Dio. Sono le medesime piste sulle quali oggi la Chiesa può avviare i suoi cammini per la nuova evangelizzazione. † Marcello Semeraro presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede Una messa con tanti giovanissimi, venerdì a Santa Marta: quelli della parrocchia di Santa Maria Madre della Provvidenza al quartiere Gianicolense. La loro presenza non è passata inosservata: “Se guardo da quella parte, mi sembra la Giornata della gioventù!” ha commentato il Papa. Per poi aggiungere: “Che cosa lasciamo ai ragazzi? Quale esempio diamo?”. Soprattutto, ha detto riferendosi alla Seconda lettera di Giovanni (1,3-9), “insegniamo quello che abbiamo sentito nella prima lettura: camminare nell’amore e nella verità? O lo insegniamo con le parole, ma la nostra vita va da un’altra parte?... Per noi, guardare i ragazzi è una responsabilità. Un cristiano deve prendersi cura dei ragazzi, dei bambini, e trasmettere la fede, trasmettere quello che vive, che è nel suo cuore: noi non possiamo ignorare le piantine che crescono... Tutti noi abbiamo la responsabilità di dare il meglio che abbiamo, e il meglio che noi abbiamo è la fede: darla a loro, ma darla con l’esempio. Con le parole non serve. Oggi le parole non servono. In questo mondo dell’immagine, tutti questi hanno il telefonino, e le parole non servono. Quello che conta davvero è l’esempio”. Lunedì 17 novembre Microclima ecclesiastico Riferendosi alla pagina di Luca (18,35-43) proposta dalla liturgia, il Vescovo di Roma ha ricordato quelle persone che “rimproveravano il cieco perché tacesse”, dicendogli: “Stai tranquillo, stai educato! È il Signore. Per favore, non fare chiasso!”. E così facendo “allontanavano il Signore da una ‘periferia’. Questa periferia non poteva arrivare al Signore perché questo circolo, pur con tanta buona volontà, chiudeva la porta. Questo succede con frequenza fra noi credenti: quando abbiamo trovato il Signore, senza che noi ce ne accorgiamo, si crea questo microclima ecclesiastico”. Un atteggiamento che hanno “non solo i preti, i vescovi, ma anche i fedeli”. Questo atteggiamento porta a dire: “Noi siamo quelli che stanno con il Signore”. Ma “da tanto guardare al Signore” finisce che “non guardiamo le necessità del Signore; non guardiamo al Signore che ha fame, che ha sete, che è in prigione, che è in ospedale”. Non si vede “il Signore nell’emarginato”, e questo “è un clima che fa tanto male”. Martedì 18 novembre Il metodo dello Spirito Convertirsi è una grazia, “è una visita di Dio”. Zaccheo, “capo dei pubblicani e ricco”, “è un corrotto. Lavorava per gli stranieri, per i Romani, tradiva la sua patria. Era uno come tanti dirigenti che noi conosciamo: corrotti. Questi che, invece di servire il popolo, sfruttano il popolo per servire se stessi... Ma sentì qualcosa dentro: ‘Questo guaritore, questo profeta che dicono che parli tanto bene, io vorrei vederlo, per curiosità’. Lo Spirito santo è furbo, eh! E ha seminato il seme della curiosità, e quell’uomo per vederlo anche fa un po’ il ridicolo... salire su un albero per guardare una processione!”. Ma Zaccheo “non ha avuto vergogna: dentro lavorava lo Spirito santo. La Parola di Dio è entrata in quel cuore; e con la Parola, la gioia”. LA VOCE APPROFONDIMENTI/SPIRITUALITÀ 10 VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 Qualche riflessione sull’attualità della prima delle Clarisse, che “si teneva nascosta nella sua cella, eppure nelle città si parlava di lei” VITA RELIGIOSA. Oggi, festa della Presentazione di Maria al Tempio, si celebra la Giornata per i monasteri di clausura F rancesco d’Assisi e Chiara d’Assisi non hanno in comune soltanto il territorio d’appartenenza, bensì condividono un merito molto più grande: quello di essere stati le esperienze spirituali più significative del Duecento. La Chiesa fa memoria della santa badessa l’11 agosto, e certamente, nell’imminente Anno dedicato alla vita consacrata, la vita claustrale della Santa d’Assisi sarà ricordata con particolare interesse, essendo la prima donna ad aver scritto una Regola femminile, poi confermata mediante bolla papale. Quindi l’Assisiate è un personaggio importante non solo per la vita claustrale, ma anche della Chiesa e dell’umanità, e in ciò non è coinvolta solo la città di Assisi ma l’intero territorio umbro. Infatti la vicenda di Chiara coinvolge anche il territorio ternano, a partire dall’ammirazione per la testimonianza di fede dei Protomartiri francescani uccisi in Marocco – ma oriundi dell’Umbria meridionale – fino a uno dei primi miracoli compiuti nei dintorni di Terni, a Narni. Martirio e miracolo Era il 1213 circa quando san Francesco d’Assisi giunse a Terni. Cominciò a parlare alla gente portando il suo messaggio evangelico, lodando il Signore che fa cose grandi mediante persone umili e semplici. Alcuni di quelli che lo ascoltavano decisero di seguirlo fino alla Porziuncola d’Assisi, da dove furono inviati nella “terra dei non cristiani”, ossia il Marocco e la Penisola iberica. Si tratta dei santi Berardo, Ottone, Pietro, Accursio e Adiuto, denominati Protomartiri francescani perché furono i primi Frati minori a essere uccisi a motivo del Vangelo. Malmenati, fustigati e fatti prigionieri, continuarono a predicare il Vangelo - nonostante il divieto - fino alla morte, che li colse nel 1220 circa a Marrakech. San Francesco, venuto a sapere della loro morte, esclamò: “Ora posso dire con sicurezza di avere cinque frati minori!”. L’annuncio dell’uccisione dei cinque frati arrivò anche a Chiara, che ne rimase così ammirata da desiderare, come loro, di testimoniare l’affetto a Cristo fino a dare la propria vita. L’amore verso il prossimo e la totale devozione al Signore sono tratti caratteristici di Chiara, riscontrabili non solo nel corso della sua esistenza, ma anche... oltre. Numerosi sono infatti i miracoli post mortem; tra questi, assume particolare importanza quello compiuto a favore di un bisognoso che sostava presso il ponte di Augusto, il ponte di Narni. Il protagonista della storia è Giacomello, detto “figlio della Spoletina”, affetto da 12 anni da cecità senza alcuna speranza di guarigione. A lui apparve in sogno per tre notti Chiara, che lo esortava a raggiungere Assisi perché presso il suo sepolcro avrebbe riottenuto la vista, come poi accadde. “Arrivato però ad Assisi, trovò tanta folla di persone che si ac- Santa Chiara in preghiera con le sue suore,affresco,chiesa di San Damiano,Assisi Santa Chiara oltre i confini di Assisi Nell’imminente Anno dedicato alla vita consacrata, la Santa sarà spesso al centro dell’attenzione. Fu la prima donna a scrivere una Regola femminile, poi confermata dal Papa calcavano davanti al mausoleo della vergine che egli stesso non riuscì in nessun modo a entrare fino alla tomba. Messosi allora una pietra sotto il capo, con grande fede, ma dispiaciuto per non essere riuscito a entrare, si addormentò di fuori. Ed ecco per la terza volta la voce si rivolse a lui: ‘Giacomo, il Signore ti farà del bene se riuscirai a entrare’. Svegliandosi allora chiede con lacrime alla folla gridando e facendo preghiere che si degnassero di lasciargli il passo per pietà di Dio. Avuta la precedenza, si tolse le calzature, si spogliò della veste, si cinse con una fune e così, umilmente, giunto al sepolcro, cadde in un sonno lieve. ‘Alzati – gli disse la beata Chiara –, alzati perché sei stato liberato’. Alzandosi all’istante, superata ogni cecità e abbandonata ogni oscurità degli occhi, vide chiaramente, per merito di Chiara, la chiarezza della luce, e lodando rendeva gloria a Dio e, per quell’opera così meravigliosa, invitava tutta la gente a benedire Dio” (Vita di santa Chiara, 53-53, in Fonti francescane, nn. 3267-3268). Nascondimento e fama Come a indicare che tale storia francescana è proseguita lungo i secoli e ancora oggi è presente, si inserisce nel quadro la figura di Teresa Eletta Rivetti, suora romana di nascita ma di adozione narnese, vissuta tra il 1723 e il 1790. La sua biografia è quella di una donna che si immedesimò nella meditazione con la passione di Cristo, e ne descrisse le esperienze mistiche in molteplici lettere, relazioni, scritti, composizioni poetiche e preghiere. Come santa Chiara, anche suor La Giornata pro orantibus L a Giornata pro orantibus si celebra nel giorno della memoria liturgica della Presentazione di Maria al Tempio. A istituire la ricorrenza, il 21 novembre 1953, fu Pio XII, che voleva così riunire gli sforzi per dare un aiuto concreto alle comunità di vita contemplativa claustrale. Per la memoria liturgica di quel giorno lo stesso Pacelli compose una preghiera rivolta alla Vergine, che recitava: “Mutate le menti ai malvagi, asciugate le lagrime degli afflitti e degli oppressi, confortate i poveri e gli umili, spegnete gli odi, addolcite gli aspri costumi, custodite il fiore della purezza nei giovani, proteggete la Chiesa santa, fate che gli uomini tutti sentano il fascino della cristiana bontà”. Tante le difficoltà cui vanno incontro queste comunità, soprattutto nel Vecchio Continente, dove le vocazioni sono in continuo calo: tra il 1998 e il 2008 le professe sono diminuite di un terzo in Europa. Africa, Asia e America del Sud assistono, invece, a vere e proprie fioriture di vocazioni. In tutto il mondo (dati del 2008) in 3.421 monasteri si contano circa 43.400 monache professe, 3.100 professe temporanee, 1.900 novizie e circa 1.950 postulanti, per un totale di oltre 50 mila persone. (Dal sito Vocazioni.net dei padri Rogazionisti) Teresa Eletta “del Cuore di Gesù” volle seguire le orme di san Francesco in una vita di unità con Cristo e di altissima povertà. Non poche sono le caratteristiche che accomunano le due. Suor Teresa diverrà badessa del monastero di Santa Restituta di Narni nel 1760. Nella bolla di canonizzazione di Chiara d’Assisi leggiamo che “Chiara si nascondeva, ma la sua vita è rivelata a tutti. Chiara taceva, ma la sua fama gridava. Si teneva nascosta nella sua cella, eppure nelle città si parlava di lei”. E così anche suor Teresa, che al tempo dei primi fenomeni mistici – da svenimenti prolungati a vere e proprie estasi, fino a sperimentare le pene connesse alle diverse fasi della crocifissione – ne parlerà solo al padre confessore Giandomenico Piccioli, bramando una vita nascosta e sconosciuta, e detestando invece l’ostentazione dei carismi ricevuti. Nonostante questo, durante tutta la sua vita Teresa Eletta fu tenuta in concetto di santità non solo a Narni, ma anche nelle città vicine, per l’esercizio continuo delle sue virtù e per le varie grazie soprannaturali donatele dal Signore. Recentemente sono venuti alla luce i numerosi scritti di suor Teresa, materiale in gran parte autografo e manoscritti di testimonianza delle religiose vissute con lei, che pongono l’accento sul processo di canonizzazione, aperto nel 1846 e mai giunto a conclusione. L’esperienza di Teresa Eletta Rivetti non è unica nel suo genere; già dal Medioevo, infatti, storie di visionarie, mistiche e sante erano numerose. Questo a testimonianza che “amore è somiglianza”, e simile è il cammino che queste donne, divise dai secoli ma unite dalla stessa passione, hanno condiviso. Camilla Orsini 12 [email protected] LA VOCE SPAZIOCSI @ BREVI DAL CSI VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 Panathlon valtiberina festeggia con il Csi i 70 anni della sua fondazione ❖ UMBRIA A Foligno la seconda tappa del Tour regionale IL PANATHLON Convocati per giovedì 27 novembre alle ore 21 a Foligno il Consiglio regionale e la Conferenza dei presidenti. In questa seconda tappa del Tour Csi Umbria, tra i punti all’ordine del giorno la discussione e approvazione del bilancio preventivo: sempre più difficile far quadrare i conti dopo i continui tagli ai contributi. A seguire la programmazione degli impegni sportivi e formativi, regionale e interregionali. I l Panathlon (dal greco pan = tutto, ogni, e athlon = sport) è un’associazione culturale in campo sportivo. Il suo scopo è l’affermazione dell’ideale sportivo e dei suoi valori morali e culturali, quale strumento di formazione ed elevazione della persona e di solidarietà tra gli uomini e i popoli. Pertanto il Panathlon si propone di favorire l’amicizia tra tutti i “panathleti” e quanti operano nella vita sportiva, e di diffondere a tutti i livelli, con azioni sistematiche e continue, la concezione dello sport ispirato al fair play, quale elemento culturale degli uomini e dei popoli. ❖ TERNI Convegno a dicembre su “Famiglia e sport” Il Csi Terni ha organizzato per domenica 14 dicembre presso i locali del Museo diocesano il convegno “Famiglia e sport” al quale interverranno il vescovo di Terni, Narni e Amelia mons. Giuseppe Piemontese e il consulente ecclesiastico del Csi don Alessio Albertini. Sarà l’occasione per discutere di famiglia e sport, e per scambiarsi gli auguri per le prossime festività natalizie. ❖ 70° DEL CSI Verso le celebrazioni per l’anniversario Prenderà il via nei primi mesi del 2015 “70 parole per 70 anni”, grande laboratorio di pensiero Csi, coordinato da don Alessio Albertini (consulente ecclesiastico Csi). Saranno proposti incontri di riflessione, meditazione, sensibilizzazione sull’esperienza sportiva, a partire dalle parole che Papa Francesco ci ha rivolto il 7 giugno 2014. ❖ INIZIATIVA 24 ore di idee innovative per lo sport Segnatevi sin d’ora la data del 31 gennaio e 1° febbraio! A Milano si svolgerà la prima edizione sperimentale della 24 ore Csi di idee per lo sport. Il Csi “convoca” buona parte dello sport italiano per tirare fuori idee e proposte innovative. In sala 300 giovani delle società sportive di base. A breve, il programma della due giorni no-stop (notte compresa). ❖ TESSERAMENTI Il Csi continua a crescere Il Csi continua a crescere. Il dato parziale del tesseramento (il dato definitivo sarà al 31 dicembre) registra un incremento di +7.126 unità rispetto a un anno fa. Il vero dato confortante è che l’associazione continua ad assestarsi oltre il milione di tesserati (ad oggi, 1.038.679) dimostrando che la crescita avvenuta negli ultimi anni è una crescita solida, e non legata a qualche episodio. In controtendenza i dati dell’affiliazione, che ad oggi fanno registrare una perdita di 53 società sportive rispetto alla scorsa stagione. Un momento della serata conviviale tra il Csi e il Panathlon club Valtiberina Serata doppiamente dedicata allo sport S erata ricca di contenuti quella che si è svolta venerdì 14 presso il ristorante “La Balestra” di Sansepolcro, organizzata dal Panathlon club Valtiberina, che ha visto come ospite il Centro sportivo italiano in occasione del suo 70° anniversario di fondazione, avvenuta a Roma nel 1944. Ospiti della serata sono stati Marco Fiorelli, responsabile dello Csi di Città di Castello, Carlo Moretti presidente del Csi Umbria, Alessandro Rossi consigliere nazionale Csi per l’Umbria, e Michele Marchetti responsabile area welfare e promozione sociale dello Csi nazionale. Nel corso della serata è stato proiettato il filmato, prodotto dal Csi appositamente per i festeggiamenti del 70° anno dalla fondazione, che ha ripercorso la storia dell’associazione dal 1944 ai giorni nostri. Carlo Moretti e Marco Fiorelli hanno poi illustrato l’attività e i progetti del Csi. In particolare, il responsabile di zona ha ricordato È stato proiettato il filmato, prodotto dal Csi per i festeggiamenti del 70°, che ripercorre la storia dell’associazione dal 1944 ai giorni nostri figure importanti della locale sezione di Città di Castello e ha precisato come proprio quest’anno ricorra il decimo anniversario della rinascita della locale sezione tifernate. Mentre il presidente regionale Moretti ha fatto una panoramica dell’attività svolta dai vari Comitati territoriali e dalla regione, ricordando il progetto appena lanciato “Lo sport uguale per tutti”. La serata ha avuto poi il suo momento centrale con l’intervento di Michele Marchetti, che ha delineato le ragione e le finalità che ancora caratterizzano l’attività del Csi. In un CSI / CONI. Tra Federazioni ed Enti, è ora di passare dalle convenzioni alle alleanze N el corso del Consiglio nazionale del Coni di qualche giorno fa, il presidente della Fip, Petrucci, ha sollevato una questione: “Il rapporto tra Federazioni ed enti di promozione è complesso e problematico. Bisogna rivedere molte cose”. In effetti la situazione di quel rapporto è ferma da sempre a una sorta di negoziato che assomiglia a quello tra israeliani e palestinesi: uno tira da una parte, uno dall’altra, e così si finisce per non andare da nessuna parte. Alcune Federazioni (non tutte) sono ferme all’idea di avere diritto a una sorta di monopolio della loro disciplina sportiva, e che gli Enti di promozione siano “avversari” da combattere. Noi vogliamo fare una proposta molto diversa, partendo da un altro punto di vista: in gioco non c’è il desiderio di supremazia, ma lo sviluppo della promozione sportiva in Italia e il bene dei ragazzi. Ad esempio, il Csi ha appena firmato un’“alleanza” con la Fidal, finalizzata a promuovere l’atletica in Italia. Su questo punto Fidal e Csi hanno “interesse” a collaborare attivamente, ciascuno nel proprio ambito e con il proprio ruolo, per sviluppare la disciplina tanto ad alto livello quanto Gubbio, un Comitato in via di rapida “guarigione” O ttimo il debutto del Tour dei comitati Csi, organizzato dalla Presidenza regionale. Il comitato di Gubbio ha risposto mobilitando tutti i componenti del Consiglio e tutti i collaboratori. Hanno partecipato anche i dirigenti del Centro zona di Città di Castello (che dipende da Gubbio) capitanati dal presidente Marco Fiorelli. Nutrita anche la rappresentanza della Presidenza regionale: oltre al presidente Moretti, presenti il consulente ecclesiastico don Leonardo Romizi, il direttore tecnico Federigo Noli, il consigliere Rosella Bibi, il revisore dei conti Romeo Gargaglia; inoltre il consigliere nazionale per l’Umbria, Alessandro Rossi. Dopo l’apertura del presidente del Csi Gubbio, Enzo Panfili, e il momento spirituale a cura di don Leonardo, si è passati ad illustrate l’attività del Comitato e le problematiche che si trova ad affrontare. Quello che emerge è un Comitato “in via di guarigione” che consolida i suoi tesserati ed è pronto a lanciare nuove attività. Diffonde con ottimi risultati il messaggio educativo-associativo ciessino di educare attraverso lo sport. Il comitato Csi Gubbio non porta avanti solo una formazione indirizzata a formare nuovi arbitri e dirigenti, ma anche momenti di formazione riservati ai genitori dei giovani atleti, che registrano un alto numero di presenze. Tra i problemi emersi, il più importante è la difficoltà di reclutare arbitri, animatori e dirigenti; non si riesce a farsi conoscere al di fuori dei confini comunali, seppure il bacino d’influenza conti circa 70.000 abitanti tra Umbertide e Gualdo Tadino. Il presidente Moretti ha ribadito l’im- appassionato intervento, sono state tracciate le difficoltà e le necessità dello sport italiano, soprattutto in riferimento alle attività promozionali, che si devono confrontare con una realtà giovanile particolarmente difficile. Alla serata era presente anche il governatore del Panathlon dell’area Umbria Pietro Pallini che a inizio serata ha salutato i soci e gli ospiti ricordando le importanti attività organizzate dal Panathlon in collaborazione con il Coni e con la scuola. Prossimo appuntamento la serata dei premi Panathlon, nella quale verranno premiati gli atleti altotiberini che si sono distinti in questa annata sportiva a livello nazionale e internazionale. Un ringraziamento da tutto il Csi umbro al Panathlon valtiberina, e in particolar modo al suo presidente Giuseppe Rossi, per aver organizzato la serata e averci dato la possibilità di illustrare il mondo ciessino. C. M. pegno della Presidenza regionale Csi a supportare le iniziative formative e sportive del Comitato e ha sollecitato la partecipazione a tutti i momenti formativi a calendario. La serata si è conclusa con un momento conviviale. La seconda tappa del tour farà scalo a Foligno. Appuntamento è fissato per giovedì 27 novembre alle ore 19. C. M. negli oratori. Non è più il tempo di farsi la guerra, ma di mettersi insieme per il bene dei ragazzi e della promozione sportiva, ponendosi obiettivi alti e ambiziosi. A fare grande lo sport italiano non sarà la gelosia tra i numeri di una realtà e quelli di un’altra, o ragionare per orticelli e per decreti, ma sarà la capacità di aumentare tra i cittadini la pratica sportiva di ogni disciplina. Non vi pare? Massimo Achini presidente nazionale Csi PAGINA A CURA DI Il Centro sportivo italiano è un ente di promozione sportiva di ispirazione cristiana che promuove lo sport come momento di educazione, di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla visione cristiana dell’uomo e della storia nel servizio alle persone e al territorio. Il CSI risponde ad una domanda di sport non solo numerica ma qualificata sul piano culturale, umano e sociale. Da sempre i giovani costituiscono il suo principale punto di riferimento. Contatti: [email protected] LA VOCE UMBRIA&DINTORNI VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 Olio, frantoi e bruschetta Spello. L’“Oro di Spello” dal 21 al 23 novembre, con mostra mercato e visite nel territorio T Gualdo Cattaneo. Dal 22 al 23 novembre con “Frantoi & piazze del gusto”. “Artigianato vero”: mostra di maestri di antichi mestieri radizione, cultura e enogastronomia. Questi gli ingredienti de l’“Olio di Spello” la 53a edizione della Festa dell’olivo e della bruschetta che si tiene a Spello dal 21 al 23 novembre. Protagonista della tre giorni l’esposizione dei prodotti tipici e dell’olio extra vergine dove si potranno gustare le bruschette offerte dai frantoi locali; un occhio di riguardo sarà riservato anche a coloro che si trovano a vivere nel mondo delle intolleranze alimentari, con uno speciale stand dedicato alla Bruschetta gluten free. Non mancherà l’approfondimento sulla particolare situazione che sta vivendo l’olivicoltura umbra; sabato 22 novembre a partire dalle ore 15.15 alla Sala dell’Editto del palazzo comunale ci sarà l’incontro /dibattito dal titolo “2014: un anno problematico per l’olivicoltura umbra. Strategie e tecniche per un suo rilancio”. Questa edizione è, inoltre, arricchita da una “Mostra diffusa di arte contemporanea” che accoglierà l’installazione dell’opera Regesto realizzata per l’occasione dall’artista (Come) Achille. Momento clou della manifestazione è “La Festa della Benfinita” di domenica 23 novembre, con la sfilata dei carat-teristici carri abbelliti da rami d’olivo e allestiti da “Le Compa-gnie della Frasca”. A ncora l’olio protagonista e in questo caso quello dei vari frantoi del territorio di Gualdo Cattaneo. Dalle ore 10 alle ore 19, di sabato 22 e domenica 23 novembre nell’ambito della kermesse “Sapere di pane, sapore di olio”, Frantoi&Piazze del Gusto Tour in navetta, 8 tappe golose per scoprire il territorio di Gualdo Cattaneo; oltre ai quattro frantoi locali, Bacci Noemio, Rinalducci Giovanni, Mattioli Francesco Ni- cola e Neri Nilo, si aggiungono al tour le Piazze del gusto posizionate nel centro storico. In più una nuova tappa al Castello di Citerna che ospiterà l’esposizione “Chiave Umbra” in collaborazione con Mara Predicatori, curatrice dell’iniziativa. Per partecipare al tour è necessario registrarsi presso l’info point che si trova all’ingresso del borgo. Il programma prevede inoltre “Artigianato Vero”, mostra di maestri di antichi mestieri e artigiani del sapore, un mercatino delle eccellenze locali, musica e folclore nelle piazze e per le vie del borgo. Non mancheranno laboratori ed animazione per grandi e piccini, degustazioni guidate, visite guidate nella incantevole campagna gualdese con “Gualdo Cattaneo e i suoi Castelli”, percorsi tra arte, tradizioni e sapori in navetta. Momenti di confronto e approfondimento come quello di sabato 22 novembre alle ore 17 presso la Sala Consiliare del Palazzo del Municipio con il convegno “Cultura e coltura dell’olio a Gualdo Cattaneo” a cura di Sandro Ciani. Al termine sarà consegnato il premio “Olivo dell’anno”. Sabato 22 novembre alle ore 20.30, Cena di Gala. A Ficulle e Giano dell’Umbria: ‘Olio di vino’ e ‘Festa della frasca’ A Ficulle (Tr) dal 22 al 23 novembre si tiene Olio di Vino una manifestazione il cui intento è quello di mettere in bella mostra i migliori prodotti del territorio. Come sempre saranno ospitati stands di degustazione allestiti dalle cantine, dai frantoi e dai commercianti locali che saranno posizionati nei caratteristici locali del centro storico del paese. Il programma prevede inoltre visite guidate ai frantoi, ai monumenti storici di Ficulle, come le due Rocche, cercando di rendere, per l’occasione, il centro storico una sorta di museo a cielo aperto. È prevista anche una mostra di pittura ed eventi culturali, con concerti, rappresentazioni e one-street band. A Giano dell’Umbria dal 29 al 30 novembre si terrà la Rievocazione della Festa della frasca. La festa ripropone una antica tradizione tipica di alcune zone rurali dell’Umbria centrale, legata al periodo della raccolta e lavorazione delle olive. Un carro tirato dai buoi trasporta la “frasca” un tralcio di olivo, addobbata fino alla piazza centrale del paese accompagnata da raccoglitori in abiti d’epoca. La festa si svolgerà principalmente in piazza. In programma Oleovagando tra olivi millenari, abbazie benedettine e frantoi aperti, i Simposi del gusto, i Galà dell’olio, laboratori creativi con olio d’oliva, concerti e tamburini in piazza, corsi di cucina. Domenica 30 dalle 10 alle 19 Fiera dell’olio nuovo, produttori in mostra. Alle 14.30 piazza del Municipio Rievocazione della Festa della frasca, sfilata con il carro, esibizione folcloristica, musica con la banda del paese. Nel pomeriggio giochi per bambini, concerti e canti popolari. 13 L’insegnante di Assisi scatena il “tiro al piccione” IL PUNTO È meglio avere o essere? U no spot pubblicitario mostra un giovane pensoso che si chiede: “È meglio essere o avere?”. Poi sorride e dice: “Ma la vera domanda è: perché devo pagare per avere un conto corrente?”. Una voce fuori campo dice, trionfante: “Le grandi domande sono cambiate”. Si capisce che lo spot vuol essere spiritoso e ironico. Ma è molto più vero di quanto credano i suoi autori. Avere o essere? era il titolo di un libro di grande successo, una quarantina di anni fa, del sociologo e psicologo Erich Fromm, allora già famoso per il bestseller L’arte di amare. Due libri chiaramente non basati su una visione cristiana della vita, ma quanto meno indirizzavano alla generosità, all’altruismo, alla ricerca di valori autentici, al primato dell’“essere” sull’“avere”. Non voglio adesso fare un’apologia di Fromm, che ovviamente aveva molti limiti. Voglio invece registrare il fatto storico che in un certo arco di tempo quei libri sono stati di moda, circolavano di mano in mano e se ne discorreva fra amici; perché quei temi allora erano sentiti. Era l’epoca delle ideologie, con tutto il male che hanno portato; ma accanto alle ideologie (nefaste) c’erano anche gli ideali. Erano gli anni di Paolo VI e dei suoi messaggi all’umanità. Si mitizzavano personaggi da Che Guevara a John Kennedy (“Non chiedete che cosa può fare il vostro Paese per voi, ma cosa potete fare voi per il vostro Paese”). Nei movimenti, nelle associazioni studentesche, si parlava di pace, di giustizia sociale, di un mondo migliore da costruire. Dal mio gruppo di azione cattolica, Ivo Baldi partiva per fare il missionario in Perù (ci sarebbe diventato vescovo) e Mario Capanna per fare il rivoluzionario a Milano (ci sarebbe diventato deputato). Giovani come loro ci sono anche adesso; ma la tendenza di massa, mi pare, non è più quella. Oggi domina un individualismo cinico e ottuso; non conta più “essere” ma “avere”. Avere cosa? l’ultimo modello di telefonino, se va bene; altrimenti può trattarsi anche di alcol e di droga. Pier Giorgio Lignani U n insegnante, con evidenti difficoltà a ricoprire questo ruolo, perde il senso del limite e picchia uno studente. Il professore è ora sospeso, in attesa di chiarimenti e interventi disciplinari. Il ragazzo picchiato non è omosessuale, ma la frase che lo provoca si riferisce all’omosessualità; questo è sufficiente a scatenare il ‘tiro al piccione’ e la ‘caccia alle streghe’ omofobe. Che non c’entri l’omosessualità, poco conta; l’importante è finire sui giornali e spiegare che i mandanti morali sono le associazioni familiari, rappresentanti legittimi nella società civile, che democraticamente avvertono: “Attenzione, dietro questa storia dell’omofobia c’è una parte di vero, ma anche una parte di falso”. C’è la volontà di introdurre politiche che si rifanno alle teorie “di genere”. Solo che, dicono queste associazioni preoccupate: “Facciamo attenzione, perché le teorie di genere sono confuse; alcuni testi dicono che si tratta di superare gli stereotipi come, per esempio, le donne nell’esercito; ma altri testi dicono che siamo donne o uomini a seconda di come ci svegliamo la mattina, che è tutto frutto di convenzioni sociali superate”. Insomma, le teorie di genere sono una roba non da poco; soprattutto, non sono univoche, ne esistono diverse versioni, alcune accettabili, altre ideologiche. Davanti all’assenza di chiarezza, le associazioni dicono: cerchiamo di capire di cosa trattiamo. Questo è un diritto legittimo dei genitori, legalmente sancito, che non può essere dileggiato con concetti puerili o intimidatori. Se non si ha nulla da nascondere, se ne può parlare serenamente; anche se, quando chiediamo di chiarire, ci viene rifiutato il dialogo. Ernesto Rossi presidente del Forum delle associazioni familiari dell’Umbria Aprire anche scuole di formazione politica? Si raccomanda di non superare VENERDÌ le trenta righe dattiloscritte C hi sono le Femen? Sicuramente molti tra i telespettatori che hanno visto la prima puntata di Announo su La7 si sono posti questo interrogativo. Per rispondere a questa domanda basta conoscere la storia di Iseul Turan, studentessa parigina di 22 anni, che, studiando gli effetti del consumismo sulle donne, decise di infiltrarsi per tre mesi nel movimento detto appunto “Femen”. E afferma che “all’interno delle Femen non c’è alcun dibattito, nessuna filosofia, solo attivismo. L’idea di aiutare le donne, di stendere programmi per migliorarne la situazione, non le sfiora nemmeno. Vogliono solo attaccare e distruggere i simboli del capitalismo e della religione. Ci sono due gruppi: le Femen ucraine e quelle francesi che le supportano. Le ucraine sono cresciute pensando che la religione sia la causa dei mali delle donne. Sono nostalgiche del regime sovietico, e nella loro testa c’è parecchia confusione: per loro la religione e il capitalismo sono la stessa cosa. Mentre le francesi hanno un modello di laicità negativa: la religione è un problema da togliere di mezzo in tutte le sue Roma e gli immigrati, serve rispetto reciproco S ono un immigrato, e sono anche il primo presidente non-italiano nella storia delle Acli. Presto con passione sociale e spirito di dono alle Acli di Perugia il mio impegno civile e di cittadino. Sento la responsabilità di non restare in silenzio di fronte ai fatti accaduti in questi giorni a Roma, una città da secoli multiculturale. Ho vissuto in questa bellissima città dal 1993 al 2007, e conosco abbastanza bene le diverse realtà multietniche per averle vissute in prima persona. Guardano il telegiornale in cui è comparso il manifesto “Basta immigrati incivili” e leggendo le notizie sugli avvenimenti, ho deciso di dire quello che penso. Prima di tutto, vorrei chiedere scusa a nome di tutti gli immigrati che si comportano male. A loro chiedo, come faccio anche in circostanze istituzionali, di HUMOUR espressioni pubbliche. È su questo punto che le ucraine e le francesi si incontrano. Sono piene di stereotipi: anziché portare le donne nel dibattito pubblico, chiudono il dialogo. Vivono in promiscuità e si fanno trattare come oggetti; questa contraddizione fa sì che non incideranno mai nella società”. Del resto queste attiviste, come hanno ben dimostrato nello studio di Announo e in seguito in piazza San Pietro, sono le paladine del ‘diritto all’offesa’ e pertanto devono essere solo compatite perché incapaci di provare amore per loro stesse e per la loro dignità di donna. Da cristiano, il mio invito può essere solo quello di pregare per queste donne, affinché ritrovino la loro umanità e la gioia di essere donne libere, nella speranza che incontrino Cristo nel corso della loro vita. Da cittadino di questo Paese invece posso solo dire, citando Groucho Marx, di essere “convinto che la tv faccia bene alla cultura: ogni volta che qualcuno la accende, mi viene voglia di leggere”. Fabrizio Saracino Terni rispettare le leggi e le regole del Paese in cui vivono. Solo dentro un perimetro di regole condivise, di diritti e doveri riconosciuti, di giustizia e di uguaglianza possono crescere comunità che, valorizzando la ricchezza delle diversità, preparano e promuovono l’umanità fondata sulla pace. Nella frase dei manifestanti (“Qui non li vogliamo… Non siamo razzisti e nemmeno fascisti, solo che non ne possiamo più”) leggo tra le righe la disperazione della gente che vive insieme agli immigrati in un quartiere particolare di Roma. Avverto nelle loro parole il limite massimo di tolleranza. Eppure la storia ci insegna che la convivenza si fonda sul rispetto reciproco e sul riconoscimento dei diritti di ogni donna e di ogni uomo di essere trattato con dignità. L’Umano e l’umanità che dovrebbe stare alla radice di ogni attenzione civile, sociale e politica, sembra smarrirsi di Disegni di Marcello Cruciani he fine ha fatto l’impegno sociale dei cattolici? È la domanda che si pone, sul settimanale La Voce nel numero di fine ottobre, mons. Giuseppe Chiaretti, vescovo emerito di Perugia - Città della Pieve. Ne condivido domande e considerazioni, che “premetto” a una proposta: perché non si coglie l’occasione delle prossime elezioni regionali per organizzare nelle diocesi, anche a prescindere dalle Scuole citate, dei corsi di formazione all’attività politica e sociale, come si organizzano corsi di formazione in preparazione al matrimonio? Sarebbe un’ottima cosa, ma qualcuno recepirà questa proposta? La quale può essere realizzata con molta semplicità: basta prendere in mano il Compendio della dottrina sociale della Chiesa (lo conoscono, i nostri politici cattolici? Ho qualche dubbio). Quanto sarebbe bello e utile! Valerio Torreggiani Ancona Orvieto - Todi Michela Massaro Via S. Lorenzo, 18 - Todi 333 9340325 [email protected] Terni Elisabetta Lomoro piazza Duomo, 9 - Terni Tel/fax 0744 546525 [email protected] Assisi Roldano Boccali Tel. 330 417028 [email protected] Città di Castello Moreno Migliorati, piazza Gabriotti,10 Città di Castello Tel. 075 8550167 [email protected] Materiale fotografico - Archivio La Voce - Enrico Milanesi (Città di Castello) - Gavirati (Gubbio) - Giancarlo Belfiore ASSOCIATO ALL’UNIONE DELLA STAMPA PERIODICA ITALIANA ISCRITTO ALLA FEDERAZIONE ITALIANA SETTIMANALI CATTOLICI 21 NOVEMBRE 2014 L’attivismo inconcludente delle Femen C Perugia Maria Rita Valli piazza IV Novembre, 6 Perugia Tel. 075 5727871 [email protected] Gubbio Giampiero Bedini via Monteverdi,2 Gubbio Tel. 075 9272116 [email protected] LA VOCE LETTERE&OPINIONI La testimonianza Le opinioni espresse in questa pagina rappresentano esclusivamente il pensiero di chi le scrive. 14 Direttore responsabile: Elio Bromuri Redazione: piazza IV Novembre n.6 - 06123 Perugia tel. 075 5727871 • fax 075 5731066 [email protected] Amministrazione e Pubblicità: tel. 075 5720397 • fax 075 5731066 [email protected] Registrazione: Tribunale di Perugia N°145 Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione N° 1.304 La testata “La Voce” fruisce dei Contributi Statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250. Stampa: Galeati s.r.l., Via Selice 187/189, Imola (Bo) Abbonamenti Annuale Annuale + on-line Annuale solo on line Semestrale Sostenitore Benemerito fronte a episodi di intolleranza che si ripetono sempre più spesso. Nella mia riflessione, questo è il punto di arrivo. Credo che associazioni come le Acli abbiano il grande compito di educare e di integrare gli immigrati che non conoscono le realtà italiane e, allo stesso modo, hanno la responsabilità di informare e formare la società italiana. Solo il rispetto reciproco può risolvere conflitti sociali come quelli di Roma. Ladis Kumar Antony Xavier presidente Acli Perugia Le attuali situazioni esterne non devono far dimenticare quanto, da parte della Chiesa, da anni si sta facendo per l’integrazione e il multiculturalismo, come dimostra la tua esperienza personale. I contemplativi: cuore pulsante, non pesi morti La Giornata pro orantibus del 21 novembre è dedicata a quegli uomini e a quelle donne che hanno offerto la loro vita alla preghiera per la Chiesa e per il mondo. Tale carisma dalla società contemporanea non è stimato, giacché sovente si mira a valorizzare di più l’economia, e tutto ciò che è quantificabile o che porta frutti immediati. Con rammarico, tale critica giunge anche da alcuni cattolici, i quali pensano che la dimensione della clausura non sia di molta utilità, e che dunque sarebbe meglio impiegare le risorse umane dove ci sono situazioni di bisogno. Invece, coloro che pregano sono il cuore pulsante della Chiesa, e grazie a questa preghiera il mondo si salverà (san Pio da Pietrelcina ben affermava che la preghiera “è più forte della bomba atomica”). Dalle pagine de La Voce intendo ringraziare la comunità claustrale di Sant’Agnese a Perugia, quella di Santa Lucia a Città della Pieve, e i monaci eremiti di Montecorona a Umbertide: per il loro fervore nell’orazione, ma anche per l’ausilio concreto al prossimo, come ho potuto constatare di persona. Franco Mezzetti Città della Pieve 43 e 55 e 35 e 23 e 68 e 150 e Versamento in c/c postale n. 11941069 Bonifico Bancario conto Unicredit Codice Iban IT 25 D 02008 03027 000029471611 intestato a: Chiesa di San Severo a Porta Sole - La Voce Piazza IV Novembre, 6 06123 Perugia Desideriamo informarLa che i dati da lei forniti saranno trattati secondo le indicazioni del D. Lgs n. 196 del 30 giugno 2003 (“Codice in materia di protezione dei dati personali”).Per ricevere l’informativa in dettaglio può rivolgersi presso gli uffici del settimanale “La Voce” o contattarci al numero 075 5720397. Per informazioni sull’abbonamento: [email protected] Stampato su carta riciclata 15 VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 D omenica scorsa, con il suggestivo rito della chiusura della Porta santa della cattedrale di Orvieto (un analogo momento era stato vissuto a Bolsena la settimana precedente), è terminato il Giubileo eucaristico straordinario donato da Papa Benedetto alla nostra Chiesa di Orvieto-Todi per gli anni 2013-2014 in occasione dei 750 anni del fatto prodigioso di Bolsena e della istituzione per tutta la Chiesa della festa del Corpus Domini a opera di Urbano IV mediante la bolla Transiturus. È normale, al termine di un evento giubilare che ci ha visti impegnati per due anni, tentare un bilancio. Ma è possibile tale operazione? Chi, infatti, è in grado di giudicare cosa accade nel profondo delle coscienze? Certamente, se ci si riferisce ai dati quantitativi, numerici e ai diversi appuntamenti in programma, il Giubileo può essere valutato positivamente. Le grandi manifestazioni sono sostanzialmente riuscite; qualcuna anche in termini superiori a quanto previsto. Ma da un punto di vista evangelico, la risposta diventa più problematica. Anzi, fa scaturire ulteriori domande. È Riflessione di fine Giubileo a “porte sante” chiuse † Benedetto Tuzia* possibile constatare nella vita delle nostre comunità parrocchiali un miglioramento riconducibile al Giubileo eucaristico? Questi anni giubilari possiamo ritenerli davvero “anni di grazia del Signore”? Ci hanno aiutato a vivere un rapporto di amore, di adorazione, di comunione più grande nei confronti di Gesù, e anche nei confronti degli altri? Questo tempo è stato per la nostra Chiesa un’occasione di fedeltà all’eucaristia, al mistero di amore di una vita fatta dono? Qualcuno si chiese: “Fu vera gloria?”. Noi potremmo ritradurre: “È stata vera fede?”. Quindi, più che di bilancio, si potrebbe semplicemente parlare di una riflessione su quello che si è visto, che abbiamo vissuto e di cui siamo consapevoli. Con l’avvertenza che il vero bilancio lo conosce il Signore, e forse ciascuno di noi ne è custode per se stesso, ciascun sacerdote per la sua comunità parrocchiale. Per me personalmente, l’inizio di questo tempo giubilare ha coinciso con i primi passi del servizio pastorale come vescovo della diocesi di Orvieto-Todi. È stata una grande opportunità per incontrare tutte le comunità parrocchiali: sacerdoti, laici, giovani, recando loro la notizia: “Il Vescovo viene per annunciare il Giubileo”. Nella memoria restano fortemente presenti alcune istantanee… Certamente quella di inizio, e l’altra di chiusura. Quando abbiamo inaugurato il tempo giubilare, il Cardinale si è avvicinato alla Porta santa, e mediante una forte spinta, l’ha spalancata. La folla esultante, dietro di lui, è entrata nella cattedrale carica di luci e di piazza, quasi in un incontenibile bisogno di comunicare la “bella notizia” che è Cristo, dono d’amore all’uomo della strada. A significare che, oggi, l’impegno più urgente per le nostre comunità cristiane non è tanto quello di inaugurare porte che si aprono verso l’interno degli spazi sacri, ma quello di aprire porte che dall’interno delle chiese diano sulla piazza. Una “Chiesa in uscita”, il cui mandato fondamentale è proprio questo: trasformare Il Cardinale Muller chiude la Porta Santa di Bolsena l’esperienza di fede eucaristica celebrata in esperienza di vita quotidiana e suoni. A chiusura invece, una coerente, fatta dono ai fratelli scena “a rovescio”. Il popolo di che percorrono le vie del Dio dall’interno della chiesa, mondo. attraverso la Porta aperta verso * Vescovo di Orvieto - Todi l’esterno, è uscito fuori, sulla LA VOCE Perugia .Città della Pieve 16 BREVI ❖ CENTRO ECUMENICO Valdesi, ortodossi e cattolici ricordano la UR È un frutto della proposta dei Valdesi l’incontro promosso dal Consiglio di Chiese cristiane di Perugia per ricordare il 50° del decreto sull’ecumenismo Unitatis Redintegratio. Il Concilio Vaticano II, al quale erano invitati i “delegati fraterni” delle altre Chiese, lo approvò il 21 novembre 1964. Lunedì 24 novembre alle ore 17.30 presso il Centro ecumenico San Martino (via del Verzaro 23 (Pg), l’evento sarà ricordato dall’arcivescovo cardinale Gualtiero Bassetti, dal sacerdote ortodosso Jonut Radu, dal pastore valdese Pawel Gajewski. Introduce e modera l’incontro il prof. Ermanno Genre. ❖ SANTA CECILIA Cori della diocesi in cattedrale I gruppi corali parrocchiali della diocesi di Perugia-Città della Pieve si troveranno domenica 23 novembre, alle ore 18, in cattedrale per celebrare la ricorrenza di Santa Cecilia patrona della musica nella solennità di Cristo Re. Celebrerà l’eucaristia l’arcivescovo card. Gualtiero Bassetti mentre un poderoso coro di 150 cantori animerà la liturgia con composizioni di Berardi, Bartolucci, Bach, Palmitessa, Mozart. Il raduno diocesano dei cori, iniziato il 24 novembre del 1974, quest’anno è giunto alla XXV edizione. L’iniziativa è coordinata dalla Scuola diocesana di musica “Frescobaldi” nella persona del direttore mons. Francesco Spingola. L’esecuzione dei brani sarà diretta dal maestro Mauro Chiocci. APPUNTAMENTI Clarisse di S. Erminio La riflessione che le Sorelle Clarisse offrono nel mese di novembre riguarda la beatitudine della misericordia. Domenica 23 novembre celebrazione del Vespro alle ore 18 e a seguire riflessione e condivisione sul tema. Al monastero di Sant’Erminio, in via Eugubina, 52. Archeologia. La sepoltura di Gesù Mercoledì 26 novembre, alla biblioteca dell’Oasi (via Canali), per i Mercoledì della biblioteca, alle ore 16.30 incontro su “La sepoltura di Gesù a confronto con l’archeologia”, relatore prof. Francesco Testaferri. L CARITAS. Incontro di formazione con don Bromuri, fondatore dell’Ostello VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 Contro i mali di oggi resta solo la carità L’Orto a Capanne È stato inaugurato il 20 novembre l’“Orto botanico” del complesso penitenziario di Perugia Capanne. È frutto del progetto “Un triennio di botanica (2012-2014)” realizzato grazie all’apporto della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia e del Cesvol, e messo a punto dall’Associazione perugina di volontariato (Apv), una emanazione della Caritas diocesana. Del progetto - spiega il presidente dell’Apv Maurizio Santantoni è stato parte integrante un corso di botanica, conclusosi recentemente, le cui “finalità erano quelle di trasmettere cultura e interesse attraverso lo studio delle piante. È stato seguito da una quindicina di studenti che hanno partecipato anche alla risistemazione di un’area per la coltivazione di piante, poste in cassettoni presso il giardino dell’area cucina del penitenziario”. Mons. Elio Bromuri e la direttrice della Caritas diocesana Daniela Monni D on Elio Bromuri, direttore de La Voce e fondatore dell’Ostello della gioventù di via Bontempi, ha tenuto il 15 novembre una lezione sulla carità - alla luce dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco - alla “Scuola animatori della carità” della Caritas diocesana presso il “Villaggio della carità” di Perugia. Iniziativa rivolta agli operatori e volontari delle Caritas parrocchiali. “La carità - ha detto - non è pura filantropia, e non deve essere ridotta a puro funzionalismo burocratico. Gli operatori Caritas sono messaggeri del popolo di Dio. Lavare i piedi a una persona in difficoltà non è solo un fatto, è un messaggio che va comunicato con gioia. La carità è dentro il progetto della conversione pastorale missionaria improrogabile”. “Qualcuno - ha aggiunto - teme la nuova evangelizzazione perché la vede come nuova colonizzazione cristiana dell’Occidente. Oggi i cristiani hanno meno disponibilità a donare i loro beni, a metterli in comune, perché prevale l’egoismo; e anche se si fanno opere buone, i cristiani non si amano. Oggi più che mai deve essere riscoperta la dimensione so- ciale della carità, quindi della giustizia, che giunge alla politica”. Dall’esortazione apostolica di Papa Bergoglio emerge invece che “l’atto più importante che esprime la carità della Chiesa è l’evangelizzazione. Oggi il mondo ha bisogno della salvezza che viene data da Cristo, e invita tutta la Chiesa alla conversione pastorale missionaria improrogabile. Questo per dare gioia al mondo che attende un messaggio di salvezza, di liberazione, di speranza di fronte a tante difficoltà e a orizzonti bui, per dare fiducia, perché il Signore vince”. Riportare al centro la carità diventa un antidoto ai mali peggiori del nostro tempo: “Comunicare la carità è necessario perché oggi vige il mondo dell’individualismo, del nichilismo, dell’arroganza del più forte. Oggi è necessario riportare al centro la carità, non nel senso dell’elemosina data al ‘poveretto’, ma nel senso di una comunione tra le persone nel rispetto, nella dignità e nella libertà, in un progetto comune di sviluppo della comunità umana. Altrimenti si cade sotto le minacce dell’Isis e si va dietro alle esperienze della ‘finanza creativa’, che porta alla distruzione di patrimoni e all’impoverimento dei piccoli risparmiato- Pastorale sanitaria: nasce l’iniziativa “Fare rete” V ivere la professione sanitaria oggi, tra mille difficoltà gestionali ed economiche, significa spesso operare in solitudine e conciliare con difficoltà l’attività quotidiana con le scelte di fede. Per questo è nata l’iniziativa “Fare rete”, promossa dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute per conoscere, collegare e aiutare tutti gli operatori sanitari del territorio. Domenica scorsa, in occasione della festa del “medico santo” Giuseppe Moscati, si è svolto a Ponte San Giovanni il primo incontro del settore, che ha visto oltre 80 operatori sanitari confrontarsi con il card. Gualtiero Bassetti. Il senso dell’incontro, che diventerà un appuntamento annuale, è proprio nel suo slogan: “Fare rete” tra gli operatori stessi e con gli organismi pastorali diocesani. “La Chiesa - ha infatti sottolineato l’Arcivescovo - vuole essere una ‘sentinella’ accanto a chi ri. Ci sono tante vicende negative che si possono risolvere soltanto se c’è un soprassalto di amore, di voglia di vivere e di aiutarsi a vicenda, in comunione, come Papa Francesco sta cercando di fare”. Ricordando l’espressione di Paolo VI, “la politica è la più alta forma di carità”, don Bromuri ha sottolineato che “la prima carità è quella culturale: diffondere le idee, e questo vale anche per la politica... La politica deve essere risanata”, e purtroppo “mancano nel mondo cristiano persone che si dedichino appassionatamente e con professionalità a questo tema”. R. L. soffre e a chi è chiamato a curare il sofferente. È necessario, quindi, che voi portiate le vostre esperienze anche nelle parrocchie, affinché non siano luoghi asettici, ma di conoscenza delle necessità del mondo della sanità e di promozione di forme di volontariato a sostegno di chi soffre. Questo nostro mondo post-moderno - ha detto ancora Bassetti - vuole fuggire dal dolore e dalla morte. Il messaggio cristiano della Croce è un simbolo che ci interroga e ci coinvolge tutti, ma, allo stesso tempo, è la Croce, sofferenza e morte, la porta che ci introduce alla luce del Risorto. Quindi, quotidianamente tutelare la dignità della persona malata, a volte “Resiste” a Deruta la festa di santa Caterina di Alessandria. Perché? a festa di santa Caterina d’Alessandria, benché posta a margine dal calendario universale della Chiesa, ‘resiste’ a Deruta per volontà dei ceramisti, che ormai da secoli la invocano come loro protettrice. Se si torna un po’ indietro nel tempo, consultando le fonti antiche, so- L’immagine di santa prattutto quelle di età moderna, si Caterina di gran lunga nota una vera e propria esplosione di feste e devozioni nella cittadina più popolare è quella umbra. Ci si potrebbe domandare con la ruota, strumento “chi” rispondesse alle orazioni indirizzate dai fedeli a san Macario e del suo martirio. Bordone, visto che quest’ultimo non Per questo, è patrona di esiste, mentre lo Statuto Comunale tutti gli artigiani che del 1465 prescriveva una festa in suo onore. Poteva sicuramente trat- usano la ruota S.Caterina di B.Angelico tarsi di san Macario di Bordeaux. Oltre alle feste universalmente comandate e a quelle del Comune di Perugia, a Debrazioni in onore di santa Maria Maddalena, sanruta si celebrava quella di san Francesco d’Assisi, ta Lucia e santa Caterina. Se si fa eccezione per la quelle di sant’Antonio abate, di sant’Antonio da solennità di san Francesco, tra le sante è solo CaPadova, di san Bernardino da Siena, del beato terina ad aver resistito nel corso dei secoli. Viene Egidio, mentre tra le sante si ricordano le celeda chiedersi: perché proprio lei? Il culto della vergine alessandrina, se si guarda la toponomastica e la storia dell’Umbria, non sembra aver ottenuto un grande successo nella regione. Tuttavia, anche in Umbria le tradizioni popolari e la religiosità furono permeate da varie forme devozionali per la Santa. Uno degli aspetti più noti del culto di santa Caterina è quello della protezione accordata ai teologi, ai filosofi e in genere agli scolari, culto certamente connesso alla storia che tramandava la disputa della Santa con i sapienti da lei convertiti alla religione cristiana. L’attributo iconografico di santa Caterina di gran lunga più diffuso e popolare è la “ruota”, strumento del suo martirio. Proprio per questo attributo, la Santa fu assunta come protettrice da tutti quegli artigiani che usano la ruota. Saremmo così vicini a spiegare il perché della festa di santa messa a dura prova da realtà organizzative, figlie della limitatezza delle risorse. Occorre non arrendersi mai in modo passivo a tali realtà, ma tutelare sempre la dignità dell’uomo e dell’uomo malato in particolare. Il cristiano è chiamato ad approcciarsi alla sofferenza del prossimo, non dimenticando che le piaghe di una persona da curare sono quelle di Cristo. Per questo, fate degli ambulatori, delle case di cura e degli ospedali dei ‘santuarilaboratori’ di speranza per ogni creatura di Dio. Siete chiamati a essere i testimoni dell’amore cristiano, a essere i buoni samaritani di oggi”. Laura Lana Caterina a Deruta, e a tal proposito risulta d’aiuto la lettura di alcuni affreschi presenti nella parrocchia di San Francesco. I due dipinti, eseguiti nel Trecento, riportano entrambi la presenza di santa Caterina. Il primo mostra la Santa mentre presenta alla Vergine il committente dell’affresco, un certo Tommaso di Francesco di Orlando, dove troviamo pure la data: 1339. Il secondo rappresenta, il supplizio della martire di Alessandria. Sulla parete destra si conserva un’altra importante testimonianza del culto praticato a Deruta: una Madonna dagli eleganti lineamenti, seduta su un raffinato trono e attorniata da una serie di santi: Pietro, Paolo, Ludovico da Tolosa, Caterina e Francesco. Anche quest’anno la tradizione si ripete e, come consuetudine, l’appuntamento è per martedì 25 novembre alle ore 18 a Deruta, nella chiesa di San Francesco. Durante la messa, presieduta da padre Martino Siciliani, priore dell’abbazia di San Pietro a Perugia, verranno premiati i ceramisti nati nel 1940. Luca Nulli Sargenti LA VOCE Perugia .Città della Pieve VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 60° del Cses dell’Università di Perugia. Presentato il 4° Rapporto global health watch I Una salute per tutti e a disposizione di tutti n occasione della mostra “Cultura è salute” dedicata ai sessant’anni del Centro sperimentale per l’educazione sanitaria (Cses) dell’Università degli studi di Perugia, è stato presentato il quarto Rapporto Global Health Watch, l’Osservatorio sulla salute globale, ampiamente riconosciuto come la voce più autorevole per un discorso alternativo (a quelli istituzionali) sulla salute. In che modo programmi e progetti sanitari, aiuti e prestiti, sistemi di welfare migliorano effettivamente la salute delle popolazioni? E in che misura incidono stili di vita, sistemi ambientali, ma anche le scelte politiche ed economiche degli Stati? A queste domande tenta di dare risposta il Rapporto, nato da un lavoro collettivo di attivisti ed accademici di tutto il mondo e coordinato dal People’s Health Movement, dall’Asociacion Latino-Americana de Medicina Social, dall’Health Action International e dal Third World Network e Medact. “Alla base c’è l’idea di costruire una cultura della salute che sia a disposizione di tutti, in un’ottica di giustizia sociale ed equità – spiega Marianna Parisotto del Centro Salute Internazionale dell’Università degli studi di Bologna -, mentre ancora oggi la globalizzazione e le condizioni socio-economiche incidono profondamente sul diverso stato di salute dei popoli”. Il Rapporto (acquistabile e, a breve, anche scaricabile gratuitamente dal sito www.ghwatch.org/ghw4) integra analisi rigorose, proposte alternative e storie di lotte e cambiamento, presentando argomentazioni per mettere in discussione e trasformare radicalmente le attuali politiche in campo sanitario. “Questo studio è molto utile e valido – sottolinea Massimiliano ❖ PACIANO Museo banco della memoria: le attività del territorio del Lago “CULTURA È SALUTE” chiusa la mostra Alcuni dei manifesti esposti nella mostra “Cultura è Salute” provenienti da tutte le parti del mondo, dal dopoguerra alla fine del Novecento, finalizzati a sensibilizzare la popolazione sui diversi temi della salute. L’ ex chiesa di Santa Maria della Misericordia, in via Oberdan a Perugia, ha ospitato dal 7 al 19 novembre la mostra “Cultura è salute”, dedicata ai sessant’anni di storia del Centro sperimentale per l’educazione sanitaria (Cses) dell’Università degli studi di Perugia. Il Centro nasce nel 1954 con il sostegno dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e grazie ad Alessandro Seppilli, ordinario di Igiene all’Università di Perugia, nonchè sindaco della città tra il 1953 e il 1964 e tra i realizzatori della riforma sanitaria istitutiva del Servizio sanitario nazionale. Nei suoi sessant’anni di attività, il Centro ha reso Perugia e l’Umbria un punto di riferimento e di eccellenza mondiale per la definizione della nuova sanità pubblica. Il Cses produce, infatti, ricerche, modelli di lavoro e formazione professionale, attraverso un laboratorio di idee e formatori. Il percorso è suddiviso in quattro sezioni: le “origini e principi” del Centro, le innumerevoli attività di “ricerca e sperimentazione”, le iniziative di “formazione e comunicazione” portate avanti nella sanità, nella scuola, nel sociale, nell’università, e, infine, i progetti di “partecipazione e futuro” per il rilancio del Centro. Presente anche una importante collezione di oltre 6000 diapositive realizzate nei primi anni del Novecento dal professore perugino Casagrandi, maestro di Alessandro Seppilli, sui temi dell’igiene e della salute delle popolazioni. La mostra è stata poi arricchita da una serie di eventi collaterali, quali convegni, presentazione di libri, studi e ricerche, incontri con alcuni tra i massimi esperti italiani ed europei del settore che si sono confrontati sui temi cruciali del presente e del futuro della salute di base. Accattonaggio: a Perugia nuovi divieti I l Consiglio comunale ha approvato, con 25 voti a favore (19 maggioranza, 5 Pd e Giaffreda), 2 contrari (Bori e Bistocchi) e tre astenuti (Rosetti, Pietrelli e Mencaroni), la proposta di deliberazione sulla modifica dell’art. 30 del Regolamento di Polizia Urbana. L’atto, originariamente presentato dal consigliere Camicia, è stato fatto proprio dall’intera prima commissione. La modifica dell’art. 30 relativo a “accattonaggio, attività di lavavetri e similari” è stata voluta per contrastare il fenomeno dell’accattonaggio molesto e insistente fino all’intimidazione dei cittadini, come anche quello dello sfruttamento delle persone. Questi i contenuti della modifica. È vietato chiedere denaro nei pressi d’incroci stradali, chiedere contributi in denaro con insistenza, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, nonché sui mezzi di trasporto pubblico, parcheggi, sia pubblici che privati ad uso pubblico, nei parcheggi dei centri commerciali e nei pressi di luoghi di culto, cimiteri, teatri, cinema o impianti sportivi. È vietato l’accattonaggio effettuato con la presenza di minori o con lo sfruttamento di animali, davanti agli ingressi degli esercizi pubblici, comunque non deve intralciare l’accesso alle abitazioni e non deve causare disturbo ai passanti. Le violazioni di quanto sopraddetto comporteranno sanzioni amministrative se previste. È vietato l’esercizio del mestiere “accompagnatore di carrelli della spesa”. Ritenuto che i soggetti di cui sopra nell’esercizio di tale attività, causino reiterati di- sturbi ai clienti di supermercati ed esercizi pubblici, spesso degenerando in veri e propri reati previsti dal codice penale; per quanto sopra è vietato su tutto il territorio comunale l’esercizio del mestiere di “accompagnatore di carrelli della spesa”. È vietato rovistare o prelevare indumenti ovvero oggetti dai contenitori di raccolta delle Associazioni umanitarie. È vietato su tutto il territorio comunale, svolgere l’attività di lavavetri o altre attività similari in corrispondenza degli impianti semaforici o degli incroci stradali, così come è vietato effettuare la vendita di materiale di consumo alle auto in transito o in temporanea sosta negli incroci stradali. Nel caso in cui la pratica di accattonaggio o di lavaggio vetri venga perpetrata in maniera molesta ai danni di donne in evidente stato di gravidanza, sole o accompagnate da minori, a soggetti disabili, o minori non accompagnati da adulti si applica per i suddetti soggetti sanzioni massime previste dalle normative vigenti”. Nel testo originario figurava anche quest’ulteriore inciso: “La Polizia Urbana è preposta ad effettuare settimanalmente, controlli serrati, mirati e finalizzati a scoraggiare fenomeni di accattonaggio di qualsiasi tipo”, lo stesso, tuttavia, è stato poi eliminato a seguito dell’accoglimento di un emendamento presentato dal consigliere Camicia. Secondo il consigliere di FI è ovvio, nel contempo, che, se vi sono persone in difficoltà, sarà dovere dell’Amministrazione e della comunità sostenerle in ogni modo possibile. [email protected] 17 BREVI Minelli del Dipartimento di Filosofia, Scienze sociali, umane e della formazione dell’Ateneo perugino – perchè ci dà l’opportunità di avere una visione collettiva e complessiva dei processi internazionali in atto, processi altrimenti lontani e difficilmente collegabili, ma, al contrario, fortemente uniti da rapporti di causaeffetto. Leggendo il Rapporto, risulta chiaro come la crisi economica ha profondamente inciso sulle politiche sanitarie, portando, ad esempio, ad un trend di privatizzazione del welfare e a politiche di austerity che hanno incrementato le diseguaglianze sociali, per cui, sempre più, la fascia medioalta della popolazione ha accesso alla sanità tramite strutture private, mentre le fasce basse ne sono escluse. Ma il Rapporto fornisce anche esempi di vari sistemi adottati nel mondo, casi di studio che possono essere utilizzati come modelli e spunti per amministratori, politici, tecnici e formatori”. Laura Lana pratiche di prevenzione, educazione e promozione della salute, dove professionisti, studenti e cittadini contribuiscono con i propri saperi e le proprie esperienze a dare concretezza a quel “diritto alla salute” sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana. La mostra ospita una rassegna di manifesti originali provenienti da tutte le parti del mondo, dal dopoguerra fino alla fine del Novecento, un patrimonio artistico-culturale, oltre che scientifico ed educativo. L’esposizione, attraverso un percorso interattivo e multimediale, accompagna il visitatore in un percorso di consapevolezza e conoscenza del mondo della salute, per promuovere nuovi modelli sanitari e costruire una vera politica della salute che diventi il faro delle scelte reali di amministratori, politici, tecnici e @ Il Museo Banca della memoria “Trasimemo” di Paciano aprirà i battenti ai giovani di tutte le scuole secondarie di I grado della Zona sociale del Trasimeno mercoledì 26 novembre sui saperi artigianali nella zona del Lago Trasimeno. Il progetto, attivato dalla Cooperativa Frontiera Lavoro, prevede una giornata di interscambio durante la quale i giovani destinatari possano conoscere le attività tipiche dei Comuni del territorio lacustre, sperimentandole all’interno di laboratori interattivi. In programma visita al museo nella splendida cornice di Palazzo Baldeschi a Paciano, fra laboratori esperienziali e dimostrazioni pratiche del ricco tessuto produttivo e artigianale che spazia dalle barche tradizionali alla pesca, all’arte della tessitura, del vetro, della creta. APPUNTAMENTI AL CONESTABILE INCONTRO SUL SINODO L’Istituto Giancarlo Conestabile della Staffa e Luigi Piastrelli prosegue il ciclo di conferenze “Verso le periferie”, con l’incontro di martedì 25 novembre alle ore 18 presso l’Oratorio della SS. Annunziata in piazza Mariotti a Perugia con la conferenza “Punto e a capo. La Chiesa verso il Sinodo 2015”. Monsignor Paolo Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve presenterà la Relatio Synodi il percorso verso il Sinodo generale del 2015, che coinvolge tutte le componenti ecclesiali. AL MEIC SI PARLA DI GUERRA E PACE Giovedì 27 novembre ore 21 al Centro d’Accoglienza (via Bontempi,13 - Perugia) ilMeic promuove in incontro sul tema della guerra e della pace oggi.Introduce don Tonio Dell’Olio, responsabile del settore internazionale di Libera e membro della Pro Civitate Christiana. LA “PRESA DI PERUGIA” E IL PROCESSO A BRACCIO Perugia torna al 1416. Domenica 23 novembre la città (piazza IV Novembre) alle ore 15 corteo storico di oltre 250 figuranti in abiti d’epoca, che fra esibizioni di sbandieratori e disfide di tamburini accompagnerà Braccio Fortebraccio a prendere possesso della città dopo la vittoriosa battaglia di Sant’Egidio contro Carlo Malatesta, difensore di Perugia in nome dello Stato della Chiesa. Seguirà davanti alla Fontana Maggiore, una battaglia tra varie compagnie d’armi. Alle ore 17, andrà in scena il “Processo storico” a Braccio da Montone. L’iniziativa è promossa dal Rotaract club Perugia est e dall’associazione culturale i Bracceschi. AL DÒNCA “LA SAPIENZA VECCHIA E L’ONAOSI Lunedì 24 novembre, alle ore 17, a Palazzo dei priori, a Perugia, nell’ambito degli incontri dell’Accademia del Dònca, Sandro Allegrini presenta “La Sapienza Vecchia e l’Onaosi: due tesori perugini” con Giampaolo Asdrubali, Aurelia Bertini, Bruno Mangani. Con testimonianza di Vincenzo Colloca. Visita di un gruppo da Pozzuolo Alla scoperta dei tesori d’arte dell’abbazia di San Pietro D omenica 16 novembre una cinquantina di persone di Pozzuolo, anche contro le condizioni meteo avverse, abbiamo ricambiato la visita fatta dall’abate Giustino Farnedi, all’abbazia di San Pietro di Perugia. Il 19 ottobre scorso infatti padre Farnedi era venuto ad amministrare il sacramento della Confermazione ai ragazzi della parrocchia e nell’occasione ci aveva invitati a fargli visita presso la sua prestigiosa “casa”. Un ulteriore stimolo ci era stato dato dal fatto che presso l’abbazia è custodito una serie di libri corali della seconda metà del 1400 miniato da un nostro compaesano, Pierantonio di Giacomo (o di Nicolò) da Pozzuolo. Ad accoglierci, oltre alla comunità dei monaci benedettini c’erano anche i rappresentanti della Fondazione per l’Istruzione Agraria che si occupa della valorizzazione del proprio patrimonio artistico e di quello del complesso monumentale. Il direttore generale, dott. Antonio Cesarini, insieme ai suoi collaboratori ci ha guidato sapientemente attraverso i chiostri, i tesori d’arte dell’Abbazia, quelle della sacrestia, fino alla galleria dove sono raccolte numerose opere davvero meritevoli di una visita. Anche i corpi sono stati allietati dall’assaggio dei vini e dei prodotti che la Fondazione riesce a coltivare nei circa millenovecento ettari di terreno di sua proprietà. Alessio Bacci LA VOCE Città di Castello 18 BREVI ❖ CLARISSE Celebrazioni per la festa di santa Cecilia Sabato 22 novembre le Clarisse Urbaniste del monastero di Santa Cecilia a Città di Castello festeggeranno la santa omonima, patrona dei musicisti e del convento, con grande solennità. Ne abbiamo già ampiamente parlato nello scorso numero del settimanale; ricordiamo solo che le celebrazioni si terranno nella chiesa del monastero alle ore 9 e alle ore 11. Alle ore 11.15 la messa presieduta dal vescovo mons. Domenico Cancian. ❖ CLAUSURA Giornata di preghiera a Santa Veronica Domenica 23 novembre anche a Città di Castello si celebrerà la Giornata delle claustrali. Con il pensiero rivolto a tutti i cinque monasteri di clausura della diocesi, alle ore 16 presso il convento di Santa Veronica Giuliani si svolgerà un momento di preghiera presieduta dal Vescovo. Partecipa in modo particolare l’Usmi diocesana. ❖ MPV Sei incontri sui temi della bioetica Il Movimento per la vita di Città di Castello, in collaborazione con l’ufficio diocesano Evangelizzazione e catechesi e con l’ufficio diocesano Pastorale scolastica, organizza sei incontri riguardanti la bioetica rivolti ai genitori, agli educatori, ai catechisti, agli operatori sanitari alle 21 di ogni terzo venerdì del mese. Il primo incontro si svolgerà presso la sala del consiglio comunale di Città di Castello il 28 novembre e avrà per tema “Da Ippocrate all’azienda ospedaliera: esiste ancora un ruolo per la bioetica?”. Sarà relatore il dott. Fabio Ermili. Il successivo si svolgerà il 19 dicembre con la relazione della prof. Francesca Barone “Come recuperare il senso della vita nel fine vita”. Per ogni ulteriore informazione rivolgersi al Movimento per la vita, in via XI Settembre 38 a Città di Castello (apertura il lunedì e venerdì dalle 17 alle 19, tel 075 8553355) o rivolgersi al numero 328 0561886. ❖ MONTONE Gioia per i 90 anni di Sante Baruffi Il 2 novembre 1924 a Bacciana nasceva Sante Baruffi, che ha festeggiato a Montone i suoi 90 anni con una festa in compagnia dei parenti e degli amici più stretti. Un uomo tutto d’un pezzo, Sante, Sante Baruffi che conoscono tutti a Montone, anche i più giovani; viene soprannominato con affetto “Marsalina”. Sempre informato su tutto, Sante sa regalare sorrisi ogniqualvolta lo si incontra nelle sue consuete passeggiate mattutine o durante le sue performance ballerine in occasione di qualche festa. Purtroppo la moglie lo ha lasciato quattro anni fa, e da allora Sante vive solo, circondato però dall’affetto dei vicini, del figlio e dei tre nipoti che vivono a Perugia, e che lo vengono a trovare ogni settimana. Ogni mattina si alza presto, lavora il suo orto e va a fare la spesa, si cucina il pranzo, guarda il suo telegiornale e tiene ordinata e pulita la casa. “Un bicchiere di vino a pranzo e uno a cena mi aiutano a mantenere le forze scherza Sante. - Non ho avuto una vita facile. Una volta non c’erano tutte le opportunità di oggi e mantenersi era difficile, oltre che molto faticoso. Oggi il mondo è cambiato e sembra quasi si stia tornando alle difficoltà di quegli anni, anche se io sono ottimista. Credo che si possa uscire da questa situazione difficile. Basta dare la fiducia alle persone giuste”. Soddisfatto della sua Montone? “Non potevo chiedere di meglio per me: amo il mio paese e sono contento di come viene tenuto e delle persone che ci vivono, questo è il motivo per cui ho deciso di restare qui”. Auguri da tutta la comunità, “Marsalina”, Montone ti vuole bene! (Roberto Persico) VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 “C’è la crisi? Niente paura” DIOCESI. Per la festa dei santi patroni Florido e Amanzio, la messa è stata celebrata da mons. Marconi I niziate domenica 9 novembre con il concerto in cattedrale della schola cantorum “A. M. Abbatini” e della Cappella musicale della basilica di Assisi, le celebrazioni dei Patroni tifernati sono culminate nella tradizionale messa del 13 novembre. Due sono state Mons. Nazzareno Marconi durante il pontificale le novità che hanno caratterizzato il pontificale di quest’anno: il ritorno in diocesi del vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Mar- si di un mondo nuovo, più giusto, e che coni - che ha presieduto l’eucarestia - e la non scarti le persone. I nostri Santi ci afnuova illuminazione del duomo superio- fidano la responsabilità di fare passi decire. si e illuminati dal Vangelo, non tanto per Durante l’omelia mons. Marconi ha pre- vivere l’oggi, ma per porre le fondamensentato alcune peculiarità che hanno con- ta del domani”. traddistinto i tre santi patroni di Città di “Amanzio invece - ha aggiunto - ci inseCastello: Florido, Amanzio e Donnino. gna il valore della carità. Società che non “Florido - ha affermato il vescovo di Ma- sono caritative, che non si aprono al diacerata - è vissuto durante un momento logo e al confronto, sono delle società che storico grave, e ci insegna che non biso- non costruiscono il futuro. San Donnino, gna avere paura delle crisi: davanti a es- infine, era un eremita, che ha dedicato la se possiamo spaventarci e arrenderci, o sua vita a Dio. Donnino ci insegna un farne occasioni di rinnovamento. Davan- grande valore che oggi stiamo dimentiti alla crisi Florido lotta, si dà da fare e ri- cando: il silenzio. C’è bisogno di recupecostruisce la città. Non ha restaurato ciò rare uno spazio di silenzio e di ascolto di che era rimasto in piedi: ha posto le fon- Dio e degli altri”. damenta di una nuova città. La crisi di og- “La nostra cattedrale - ha ricordato mons. gi, come cristiani, ci invita a porre le ba- Cancian all’inizio della celebrazione - non è solo un patrimonio culturale, ma è simbolo del popolo tifernate, che qui si ritrova per pregare il Signore; anche per questo va conservata nella sua bellezza” ha detto in riferimento al nuovo impianto di illuminazione. E ha aggiunto: “I nostri Patroni ci raccontano con i fatti come la fede possa diventare storia e cultura di alto profilo, anche in momenti di crisi. Noi, oggi, siamo incoraggiati dal loro esempio e siamo chiamati a fare la nostra parte”. Assieme alla nuova illuminazione, realizzata dalla diocesi (vedi articolo in basso), il 13 novembre sono state accese anche le nuove luci di piazza Gabriotti e dei palazzi antistanti al duomo, realizzate dal Comune tifernate. Francesco Orlandini DIOCESI. Veglia di preghiera per i santi Patroni, con conferimento dei ministeri laicali L a veglia di preghiera in preparazione alla festa dei patroni di Città di Castello, quest’anno, si è suddivisa in due momenti. Nel pomeriggio sono stati protagonisti i giovani di tutta la diocesi, ritrovatisi a San Michele per pregare e meditare insieme con la catechesi proposta da don Livio Tacchini. A partire dalle ore 21, in cattedrale, gli stessi giovani hanno animato la preghiera guidata da mons. Domenico Cancian. Durante la serata il Vescovo ha anche conferito i ministeri ad accoliti, lettori e ministeri straordinari dell’eucarestia. “Ogni uomo - ha affermato il Vescovo a fine serata è chiamato alla vita, e quindi all’amore e al Vangelo. Questi ministeri ci ricordano che ciascuno di noi è chiamato a vivere l’amore in una vocazione: l’amore che non si realizza in una vocazione e in un servizio non può essere amore cristiano. Dobbiamo rispondere con I nuovi ‘ministri’ un sì a quello che il Signore desidera da noi, da quando ci ha chiamato alla vita, così come hanno fatto i nostri santi Patroni e Maria. Non possiamo servire Cristo - ha aggiunto mons. Cancian - senza la Chiesa, né la Chiesa senza Cristo. In CASTELLO. Esce libro fotografico sulla città ❖ CATTEDRALE Le novità del sistema di illuminazione appena inaugurato La porta dell’Umbria C V errà presentato sabato 22 novembre alle ore 17 nella splendida cornice di palazzo Vitelli San’Egidio, in piazza Garibaldi, il volume edito da LuoghInteriori Città di Castello, la porta dell’Umbria. A salutare l’iniziativa editoriale il sindaco Luciano Bacchetta, il vescovo mons. Cancian, Italo Cesarotti presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Città di Castello, e Claudio Pacifico presidente di LuoghInteriori. Interverranno Michele Bettarelli, assessore alle Politiche culturali del Comune tifernate, e Francesca Abbozzo, storica dell’arte attiva presso il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo. Il progetto editoriale è di Antonio Vella, i testi di Catia Cecchetti e le fotografie di Enrico Mezzasoma. Il libro è essere una guida destinata a tutti coloro che intendono visitare le bellezze storico-artistiche del luogo. In realtà l’obiettivo è anche quello di riscoprire o vedere con occhi nuovi palazzi, chiese, musei, scorci che abitualmente i tifernati vivono nella loro quotidianità. Il fotografo Enrico Mezzasoma ha colto la straordinaria bellezza dei monumenti con occhi da professionista, e l’autrice del testo, Catia Cecchetti, ne ha dato un’illustrazione nuova e per quanto possibile completa, partendo dalle insostituibili fonti classiche ma integrate con notizie e contenuti aggiornati. Il risultato è un viaggio di conoscenza di alcuni palazzi storici della nostra città, delle chiese del centro storico, degli spazi museali custodi preziosi dell’arte del passato medievale e rinascimentale, e di scoperta di taluni luoghi della periferia cittadina di insostituibile pregio architettonico-culturale. quest’ultimo caso, la Chiesa diverrebbe un’associazione di uomini, come tante altre, destinata a passare. Questo servizio deve tradursi infine in carità: un discepolo di Cristo non è tale se non è missionario: dobbiamo testimoniare Gesù e la gioia del Vangelo. La vita è fatta per l’amore e il servizio di Gesù, non per l’egoismo. Una vita che si spende nell’egoismo è una vita persa, che si spegne”. F. O. hi era in cattedrale la sera di san Florido ha potuto ammirare la nuova illuminazione. L’opera è stata resa possibile grazie al lavoro di Enel Sole, la società del gruppo Enel che opera nel settore dell’illuminazione pubblica e artistica. Il progetto è stato finanziato dalla Consulta delle Fondazioni delle Casse di risparmio umbre. Con un importante intervento di “ristrutturazione illuminotecnica” è stato possibile favorire una migliore lettura degli elementi architettonici della cattedrale, nonché rispondere a esigenze funzionali e soluzioni che rispettino e valorizzino l’architettura dell’edificio, utilizzando tecniche di illuminazione e apparecchi illuminanti non invasivi che seguano il principio di reversibilità nel rispetto dell’edificio. Importante novità è rappresentata dall’illuminazione delle 10 cappelle laterali, che prima dell’intervento non erano dotate di illuminazione interna. Risultati significativi sono stati possibili grazie all’utilizzo della nuova tecnologia Led ad alta resa cromatica. L’illuminazione complessiva è consistita nella sostituzione di circa 140 corpi illuminanti e nell’installazione di 130 nuovi apparecchi e 45 relamping di sorgenti luminose per i candelabri esistenti. La potenza massima dei corpi installati in intervento è di 60 W, a differenza dei precedenti che avevano potenza di 250 W, con un conseguente notevole risparmio energetico. LA VOCE Città di Castello VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 @ [email protected] 19 MISSIONI. Incontro BREVI con padre Kizito Sesana ❖ CARABINIERI S u invito del circolo culturale Primomaggio e di Altotevere senza frontiere, è intervenuto venerdì scorso alla sala Orto della cera Renato “Kizito” Sesana. Missionario comboniano con un passato da operaio, Kizito è in Africa dal 1977; giornalista e scrittore, è impegnato in Paesi come Kenya, Zambia e Sudan dove a povertà e violenza si aggiunge spesso il problema della droga, e a molti bambini che vivono in strada si prospetta una difficile sopravvivenza. L’impegno sociale di Sesana in Africa inizia con la creazione della comunità Koinonia e di Centri che offrono possibilità di riscatto almeno a parte di quelle centinaia di migliaia di bambini che vivono per strada. I Centri funzionano grazie al lavoro di assistenti che a loro volta sono stati recuperati dalla comunità: sono proprio loro a stabilire un primo contatto con i bambini in strada che, dopo un periodo di affiancamento, vengono inseriti nella struttura. I valori che animano la comunità sono quelli tipici della cultura africana: essere tutti fratelli e avere cura l’uno dell’altro. Sono i bambini già all’interno del Centro ad aiutare i nuovi arrivati spiegando loro le regole e il da farsi, una sorta di formazione alla pari. Si insegna loro l’igiene personale e quella degli ambienti in cui vivono, viene garantita l’istruzione fino al livello equivalente alla nostra scuola media, ma si lascia spazio anche alla creatività. È nato così un gruppo di giocolieri, acrobati che con il loro spettacolo nei prossimi giorni saranno in alcune città italiane per comunicare la loro esperienza e stabilire un ponte di comunicazione che consenta di avere una visione più ampia del mondo. “I bambini - ha detto Festa della Virgo Fidelis Sabato 22 novembre nella chiesa cittadina di San Domenico mons. Domenico Cancian celebrerà la messa alle ore 11.30 per i militari della compagnia di Città di Castello dell’Arma dei carabinieri, che festeggiano la Virgo Fidelis, loro patrona. ❖ CORALE ALBONI Concerto semiserio Il tavolo dei relatori Tutti i cuori del mondo In Kenya, Zambia e Sudan il missionario ha creato comunità Koinonia per i bambini di strada Kizito - accettano volentieri l’opportunità di riscatto che viene loro offerta, e in questo il ruolo di mediazione degli assistenti, ex bambini di strada, è molto importante. Il passaggio dalla strada alle regole del Centro non è semplice, del resto l’educazione alla vita non è solo un problema del Sud del mondo ma anche delle nostre società occidentali”. Dopo un periodo nei Centri, i bambini SCUOLE. Questo sabato il primo incontro di orientamento rivolto alle famiglie S i apre sabato 22 novembre l’orientamento scolastico congiunto per circa 400 ragazzi e ragazze di Città di Castello (e zone limitrofe), che frequentano la terza media. L’iniziativa si intitola “Cosa farò da grande?”. Dalle 15.30 alle 19 tutte le sedi delle scuole superiori tifernati apriranno le porte alle famiglie, che potranno apprendere direttamente quali insegnamenti e quali obiettivi si pongono i diversi istituti. Questo appuntamento sarà ripetuto sabato13 dicembre 2014 e sabato 17 gennaio 2015 con l’apertura pomeridiana concomitante di tutte le scuole, che si presenteranno con laboratori, personale docente e progetti di istituto. “Questa formula di orientamento scolastico - è stato detto durante la conferenza stampa di presentazione valorizza la funzione educativa della scuola, soggetto di supporto nella didattica, ma anche nella comprensione di quali attitudini o aspettative i giovani ripongono nella loro formazione - hanno detto i rappresentanti delle scuole. Gli open day traducono la complementarietà della rete scolastica cittadina, nel cui ventaglio figurano indirizzi ampi e diversificati, in grado Castello - Associazione architetti L’area ex Fat non è l’unica che merita maggiore attenzione Panorama di Città di Castello D a qualche tempo l’area ex Fat è tornata a far parlare di sé. Dopo gli incontri organizzati dal comitato “PratoMattonata” e le discussioni avviate in Commissione comunale, è stato riaperto un tavolo di discussione a più voci, da cui potrebbero emergere novità riguardo allo spazio interessato. Come si legge nel sito dell’associazione degli architetti altotiberini, però, l’area ex Fat non rappresenta l’unico luogo che necessiterebbe di maggiori attenzioni da parte di cittadini e Amministrazione. In una “Osserva- che ne hanno la possibilità vengono reinseriti in famiglia, sempre seguiti dalla comunità di Kizito, che continua a prendersi cura di loro. Chi non ha famiglia può restare nel Centro. Viene data a tutti la possibilità di una formazione professionale che consenta l’inserimento nel mondo lavorativo, anche con la creazione di cooperative per concretizzare la loro possibilità di riscatto. In occasione dell’incontro, padre Sesana ha presentato Tutti i cuori del mondo. Piccole storie di periferia, raccolta di racconti e riflessioni di bambini di strada (Emi - Editrice missionaria italiana, pagg. 128, euro 11). Sabina Ronconi zione sui contenuti del Prg - parte strutturale”, ad esempio, l’associazione pone l’attenzione su vari punti del centro storico e del Comune di Città di Castello. Tra l’altro, gli architetti hanno individuato spazi da recuperare anche attraverso una “concertazione tra pubblico e privato”, e che potrebbero rappresentare spazi importanti per “la creazione della città pubblica”. “Ci immaginavamo - si legge in un paragrafo del documento che avesse un valore strategico e strutturante per il capoluogo il futuro di aree quali piazza Garibaldi, l’area ex mulini Brighigna - Consorzio agrario, l’area dell’ex ospedale, l’area dell’Ansa del Tevere, l’area perimurale di porta San Giacomo, la rifunzionalizzazione delle aree ai margini fluviali, del quartiere Pesci d’oro”. F. O. di dare risposte efficaci alla domanda di competenze. In un momento di trasformazione della società, è importante mettere a disposizione delle famiglie e dei giovani una griglia di orientamento più accurata in cui, dal dialogo con i diversi interlocutori, possa maturare la scelta migliore e più aderente al talento dei ragazzi, spesso in difficoltà nel risolvere l’equazione tra quello che vorrebbero essere e ciò che serve per diventarlo”. L’Associazione malattie renali (Amare) di Città di Castello ha organizzato, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, presso il Teatro comunale per domenica 23 novembre alle ore 17.30 un nuovo spettacolo musicale di grande rilievo e impegno, ma anche di grande impatto comico date le gag divertenti e il gioco aulico sulla musica e sul canto, che vedrà l’esecuzione di celebri brani conosciuti al grande pubblico. Uno spettacolo originale e divertente, che unisce alla comicità del testo un’aulica interpretazione musicale. Lo spettacolo vedrà in palcoscenico la corale “Marietta Alboni” diretta dal maestro Marcello Marini. È stato ideato, scritto e diretto dal soprano Gabriella Zanchi, che interpreterà il ruolo di “attrice soprano”; il maestro Leonora Baldelli interpreterà il ruolo di “attrice pianista”; Maurizio Perugini sarà la voce recitante. I biglietti sono prenotabili presso l’associazione Amare (Carla Chieli - tel. 075 855.0431 - cell. 328 5473498) e presso la stessa associazione corale Marietta Alboni di Città di Castello al numero di telefono 338 7464347. Il costo del biglietto è fissato a 10 euro. ❖ CITERNA Riapre via di Pantaneto Finalmente verrà riaperta al traffico la strada comunale di Pantaneto, la più importante infrastruttura di collegamento tra Citerna e la vicina Toscana. In seguito al movimento franoso che ha interessato il versante nord della strada, i lavori - per un finanziamento complessivo di 150.000 euro da parte della Regione - sono iniziati il 9 luglio scorso. Riguardavano la realizzazione di “terre armate” per una profondità di circa 5 metri e una larghezza nella carreggiata di 4,5 m. Durante l’esecuzione dei lavori si sono evidenziate ulteriori crepe a monte dell’area di frana per una lunghezza di oltre 30 m, che hanno reso necessaria la posa in opera di gabbioni interrati per una profondità di 2,70 m e uno sviluppo trasversale di 3. È stata inoltre necessaria la realizzazione di un guard-rail nel tratto interessato, allo scopo di innalzare il livello di sicurezza. La città in rosso e in blu: riprendono le Conversazioni floridiane Un’immagine dell’incontro I n concomitanza con le celebrazioni legate ai patroni di Città di Castello sono tornate le “Conversazioni floridiane”. Come da nome, lo spunto è fornito dallo stesso san Florido, che guidò la ricostruzione della città nel VI secolo. Oggi la città non deve essere ricostruita, ma di certo alcuni suoi spazi necessiterebbero di una rinnovata attenzione. In questo senso è importante l’impegno di singoli e associazioni che cercano di mettere in risalto il valore e la bellezza delle aree “dimenticate” di Castello. Questo è stato il cardine della “Conversazione floridiana” tenutasi il 15 novembre negli spazi dell’ex trattoria “La Torre”. La serata, organizzata dall’architetto Marco Morini, ha visto le persone raccolte davanti a un focolare per parlare di idee svolte o da svolgersi - per valorizzare il centro tifernate. Tra le varie associazioni hanno partecipato il gruppo Fai, la cooperativa Poliedro che gestisce la Pinacoteca, l’agenzia delle Utopie concrete e l’Associazione storica Alta Valle Tevere. Particolarmente interessante è stato l’intervento dello stesso Morini. L’architetto ha presentato una pianta del centro storico tifernate con due zone contrassegnate in rosso e in blu. “In rosso sono state individuate le aree con maggior presenza di esercizi commerciali” ha affermato, spiegando come queste coincidano grossomodo con piazza Gabriotti, Matteotti e corso Cavour. “In blu, invece, quegli spazi in cui potrebbe scorrere una pedonalità qualificante la città. Un percorso che ricalca l’antico tracciato della Scatorbia e che comprende al suo interno aree con molto potenziale come l’ex Fat e gli ex Orti Vitelli”. Un percorso che potrebbe essere valorizzato in vari modi e che rappresenterebbe anche l’opportunità per tornare a frequentare alcuni spazi meno vissuti della città. Francesco Orlandini LA VOCE Orvieto .Todi 20 BREVI ❖ DIOCESI Ordinazione diaconale Il giorno della festa dell’Immacolata Concezione di Maria, 8 dicembre, la Chiesa diocesana alla gioia per la solennità aggiunge quella per l’ordinazione diaconale del seminarista Luca Castrica. Luca, nato nella parrocchia di Acquasparta, dopo la conclusione della formazione ricevuta nel Seminario regionale di Assisi, giunge all’ordinazione diaconale, ultima tappa prima di diventare presbitero. La sacra ordinazione avverrà nella concattedrale di Todi alle ore 17 per l’imposizione delle mani del vescovo mons. Benedetto Tuzia. ❖ PANTALLA I 100 anni di Elda Antonelli La famiglia CostanziAntonelli ringrazia sentitamente la parrocchia di Pantalla, il parroco don Ferdinando Todini, i parenti, la banda musicale Elda Antonelli “Pasquale del Bianco”, il coro parrocchiale e tutta la cittadinanza intervenuta per festeggiare i 100 anni di Elda Antonelli nella giornata di domenica 16 novembre. Una grande occasione anche per dedicare qualche momento importante ad opere di beneficienza, con il ricavato destinato alle offerte alla parrocchia. Davvero una splendida giornata che ciascuno augurerebbe a ogni proprio caro. Auguri, Elda! ❖ TODI/1 Pacchi alimentari Scade il 28 novembre il termine di presentazione delle domande per l’ammissione al beneficio dei pacchi alimentari messi a disposizione gratuitamente dalla Croce rossa di Todi, da distribuire alle famiglie in difficoltà. L’avviso è stato emanato in seguito a una delibera della Giunta, con cui il Comune di Todi ha aderito al progetto della Cri - sezione di Todi che prevede la distribuzione, a favore delle famiglie residenti nel Comune e con requisiti di reddito prefissati dal bando, di un pacco contenente prodotti alimentari messi a disposizione gratuitamente dalla Cri. La domanda di ammissione è disponibile sul sito internet del Comune di Todi. Info: 075 8956736 - 738. ❖ TODI/2 Nuovo anno all’Unitre Dall’inizio di novembre sono ripresi i corsi dell’Unitre “G. Orsini” giunta al suo 27° anno di vita. Le lezioni spaziano dalla storia alla letteratura, dalla musica alle moderne tecnologie, all’attualità politica. L’inaugurazione ufficiale dell’anno accademico è il 21 novembre presso il palazzo del Vignola alle ore 16.30, con il corso “Un dramma in miniatura: la sinfonia della Forza del destino di Verdi in due interpretazioni a confronto”, tenuto da Marco Grondona. ❖ AVIGLIANO Tutto sulla comunicazione Martedì scorso all’Unitre di Avigliano Umbro, introdotto dal prof. Giuseppe Maccaglia, il prof. Antonio Colasanto, psicologo della comunicazione e direttore dell’ufficio stampa della diocesi di Orvieto-Todi, ha tenuto al numeroso e attento pubblico intervenuto una conversazione su “La comunicazione umana”. Il prof. Colasanto ha illustrato il tema chiarendo che comunicazione deve intendersi sempre come partecipazione ontologica, fondamento dell’intersoggettività personale e del rapporto esistenziale io-tu nella storia. Il volto dell’uomo – ha detto ricordando M. Buber - è già comunicazione. È comunicazione la presenza, il linguaggio, il pensiero; è comunicazione un sistema di segni più o meno complessi, una cultura; è comunicazione tutta la storia. Ma ogni comunicazione, dalla più inconscia alla più elaborata, è sempre il riflesso esistenziale della comunicazione dell’essere che, non si deve dimenticare, è a fondamento di ogni relazione, a fondamento del noi. Colasanto, occupandosi poi della comunicazione nei suoi aspetti esistenziali, ha stabilito agganci di significato antropologico e psicologico per cogliere, seppure in sintesi, le motivazioni di fondo e le connessioni sostanziali dei processi comunicativi. (A. Del M.) VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 Per 99 anni al servizio di Dio TODI. La scomparsa di Alessandro Pianigiani, laico cattolico impegnato su tutti i fronti “Da Dio - ha lasciato scritto - ho ricevuto benefici superiori a ogni aspettativa” Alessandro Pianigiani un esempio di fede solida, un grande amore per Gesù Cristo e la Chiesa “R icordatemi nella preghiera al Signore. Da Lui ho ricevuto con l’intercessione della sua santissima Madre - benefici e grazie superiori a ogni aspettativa, e a Lui esprimo somma riconoscenza per la paterna e continua provvidenza. Sono immensamente riconoscente alla Chiesa per i tesori attinti con l’appartenenza alle associazioni di Azione cattolica...”. Il ricordo di Alessandro Pianigiani inizia con un passaggio tratto dal suo testamento spirituale. Nato a Perugia nel 1915, fin da ragazzo si è formato nell’ambito dell’Azione cattolica perugina, acquisendo una fede forte e un impegno laicale basato sull’apostolato e nell’impegno professionale. Per quasi quarant’anni è stato direttore della Banca popolare di Todi, portando nell’istituto la sua sensibilità sociale appresa nella militanza cattolica. Nella Fuci di Todi strinse amicizie con figure molto impegnate nella Chiesa come il servo di Dio Mario Ferdinandi e Luigi Gasperoni, divenuto poi gesuita. Questi giovani cattolici si sono formati e hanno vissuto ciò che l’Ac proponeva ai suoi aderenti: preghiera, azione e sacrificio, seguendo l’esempio di un giovane cattolico scomparso nel 1925, il beato Piergiorgio Frassati. Alessandro, come il beato Piergiorgio, è vissuto da cristiano coerente, dedito alla preghiera e con uno spiccato senso dell’umorismo. Nel 1948 si è unito in matrimonio con Elena Berti Marini, da questa unione sono nati quattro figli: Paolo, Maria Luigia, Francesco e Carlo, che egli nel testamento spirituale invita a proseguire il cammino nella fede e nell’appartenenza ai movimenti ecclesiali. Ha dedicato molto tempo alla causa di beatificazione dei fratelli Mario e Teresa Ferdinandi, da lui personalmente conosciuti. Ricordo la sua grande gioia nel consegnare a Roma, presso la Congregazione delle cause dei santi, tutta la documentazione riguardante il servo di Dio Mario Ferdinandi. Nonostante l’età è rimasto sempre lucido, occupando i suoi ultimi giorni in una preghiera assidua. Alla vigilia del suo 99° compleanno ha reso l’anima a Dio confortato dai sacramenti. Le esequie si sono svolte in duomo nel pomeriggio del 12 novembre, presiedute da don Carlo Franzoni e concelebrate dai numerosi sacerdoti. Don Carlo all’inizio della celebrazione ha portato la partecipazione del vescovo Tuzia, assente a causa dell’assemblea della Cei. Alessandro ci lascia un esempio da seguire, una fede solida, un grande amore per Gesù Cristo e la Chiesa. Alla signora Elena, ai figli e ai nipoti rivolgiamo le più sentite condoglianze dalle colonne di questo giornale di cui Alessandro era assiduo lettore. Don Marcello Cruciani 25° degli scout a Todi: convegno su educazione e mass media Un momento del convegno A conclusione dei festeggiamenti “Impronte di scautismo” per i 25 anni dalla fondazione del gruppo scout Todi 1, l’11 novembre nella sala del Consiglio comunale si è svolto il convegno “Educare oggi L’educazione nell’Era dei social network”. L’incontro - moderato da Marco Moschini, docente di Istituzioni di filosofia all’Università di Perugia, Giacomo Lucaroni e Dina Tufano, capigruppo del gruppo scout di Todi - era presieduto da Floriana Falcinelli, esperta in metodologie e tecnologie dell’istruzione, professoressa e presidente del corso di laurea in Scienze della formazione primaria dell’Università di Perugia. La dott.ssa Falcinelli ha evidenziato che la cultura mediatica è talmente integrata nella realtà da essere dimensione stessa della nostra cultura. I media offrono la possibilità di accedere a conoscenze ❖ TODI Giornata mondiale del turismo Il 14 e 15 novembre si è svolto a Todi il 2° workshop “Sport e territorio” & Giornata mondiale del turismo, evento organizzato dall’ufficio Cei per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport. Molto partecipata la tavola rotonda svoltasi sabato 15 con Roberto Fabbricini, segretario generale del Coni, Gianni Gola, già presidente nazionale Fidal e dello Sport militare mondiale, Carlo Rossini, sindaco di Todi, Secondo Scanavino, presidente della Confederazione agricoltori, Pietro Talarico, dirigente servizio Turismo della Regione Marche, Ludovico Gherardi, della Regione Emilia e Romagna. Ha moderato Mario Ialenti, della diocesi di Campobasso. Ha concluso i lavori mons. Mario Lusek, direttore dell’ufficio Cei per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport. L’accoglienza è stata fatta da Roberto Pascucci, responsabile regionale Turismo, sport, tempo libero della Cei, e Michela Crispo, incaricata diocesana per Turismo, sport e tempo libero. non sempre organizzate in maniera sistematica e coerente, ed è qui che si realizza il compito degli educatori in generale, e degli insegnanti e dei genitori in particolare, nell’aiutare i bambini e i ragazzi a riflettere e a fare uso sempre più consapevole dei dispositivi elettronici. A seguire, un intervento di Maria Filomia, pedagogista esperta di media e famiglia e dottore di ricerca in Scienze dell’educazione. Ha presentato una ricerca che evidenziava gli aspetti positivi e negativi dei social network, spiegando come genitori e ragazzi, attraverso regole condivise e comportamenti cauti, possono sviluppare nuovi e migliori modi di comunicare e di relazionarsi. I genitori dimostrano molta preoccupazione rispetto all’uso che i figli fanno dei media, ma nella maggior parte dei casi si limitano a monitorare e limitare il tempo di utilizzo. Difficilmente instaurano un dialogo profondo con i propri figli rispetto a una corretta fruizione dei media; per questo è importante che comprendano cosa i media rappresentano per i propri figli, cercando di colmare il “gap” di competenza che ancora esiste, tra genitori e figli, sull’uso di questi mezzi. In conclusione, la prof.ssa Filomia cita Benedetto XVI, che sintetizza in maniera esemplare il compito degli educatori delle nuove generazioni, affermando, infatti, che “come l’educazione in generale, quella ai media richiede formazione nell’esercizio della libertà. Si tratta di una responsabilità impegnativa (…) alla luce della verità, autentica libertà (…) chiamandoci a scegliere, non indiscriminatamente, ma deliberatamente, tutto quello che è buono, vero e bello. I genitori sono guardiani di questa libertà ai loro bambini, li introducono alla profonda gioia della vita” (Benedetto XVI, discorso al V Incontro mondiale delle famiglie, Valencia, 8 luglio 2006). G. L. Ammeto senza la Rosa P er tutti era “la Rosa dell’Ammeto”; invece era a nata a Collepepe nel 1924 nella famiglia Antonelli e poi andata sposa a Rufino Fiorini Granieri, fratello di don Giuseppe parroco di Ammeto. Dopo una malattia abbastanza lunga, si è spenta il 6 novembre; le esequie si sono svolte nella chiesa parrocchiale di Ammeto il giorno dopo. Rosa era un “personaggio” non perché si voleva mettere in mostra, anzi tutt’altro, ma a causa della sua fede cristiana che si manifestava in un’accoglienza premurosa a quanti si presentavano in parrocchia, con una gioia e una serenità che contagiava tutti. La casa era sempre molto frequentata, ma a lei questo non infastidiva, era contenta perché le persone venivano in chiesa, soprattutto i giovani. Il caffè era sempre pronto per trascorrere un momento in compagnia e sentire un suo parere su qualche avvenimento o un ricordo della sua vita. Tutto questo nasceva da una fede semplice ma profonda e solida, acquisita nella famiglia e nella sua parrocchia di Collepepe. Rosa aveva un’attenzione del tutto particolare nei confronti dei seminaristi e sacerdoti che frequentavano la parrocchia di Ammeto. Per i seminaristi che si sono avvicendati ad Ammeto, quest’accoglienza e disponibilità è stata sem- “La Rosa dell’Am meto” pre un grande insegnamento sul modo di organizzare la vita in parrocchia. Le esequie sono state presiedute da don Piero Grassi che da ragazzo ha abitato ad Ammeto e lì ha maturato la scelta di diventare sacerdote. Erano presenti, oltre naturalmente a don Giuseppe, alcuni sacerdoti che hanno conosciuto Rosa e frequentato la sua casa. Cara Rosa, ci hai insegnato tanto anche se non hai mai letto “tomi” di teologia, perché la tua vita era improntata a quella di Gesù. M. C. LA VOCE Orvieto . Todi VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 GIUBILEO. [email protected] 21 CHIUSURA DEL GIUBILEO EUCARISTICO Un momento della celebrazione davanti alla Porta Santa del Duomo di Orvieto. Nel tondo il Cardinale Lorenzo Baldisseri mentre chiude la Porta Santa (foto M. A. Pioli) La solenne chiusura della Porta santa del duomo di Orvieto C on il rito di chiusura della Porta santa della cattedrale di Orvieto, domenica 16 novembre si è ufficialmente concluso il Giubileo eucaristico straordinario concesso dalla Santa Sede alla diocesi di Orvieto - Todi per gli anni 2013-2014, in occasione del 750° anniversario del miracolo di Bolsena e della bolla Transiturus con cui papa Urbano IV istituì la solennità del Corpus. “Un tempo di grazia e benedizione”, quello del Giubileo, come lo ha definito il vescovo Benedetto Tuzia. Tempo sul quale ha apposto il sigillo il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, cui è spettato il compito di chiudere i battenti della Porta santa, che – ricordiamo era stata aperta il 13 gennaio dello scorso anno dal card. Giovanni Battista Re. Ad accogliere il card. Baldisseri in piazza Duomo qualche minuto prima delle ore 17, il vescovo Tuzia, l’arcivescovo Giovanni Marra, già amministratore apostolico della diocesi, mons. Fabio Fabene, sottosegretario del Sinodo dei vescovi, il parroco del Duomo don Marco Pagnotta, i canonici del Capitolo della cattedrale e le autorità civili e militari del territorio. La solenne celebrazione eucaristica ha avuto inizio con l’ingresso processionale, mentre la schola intonava l’inno giubilare A Cristo Pane di vita, e poiché la ricorrenza coincideva anche con la festa della Dedicazione della cattedrale (oltre che con il Giubileo diocesano dei chierichetti, vedi sotto), il Cardinale ha subito reso omaggio alla prima pietra della cattedrale, benedetta nel 1290 da papa Niccolò IV. Nella omelia, il card. Baldisseri ha detto che “il Giubileo è stato un dono che ha portato migliaia di pellegrini a varcare la Porta santa di questa splendida cattedrale dedicata a Maria Assunta, per iniziare un nuovo cammino di grazia e di appartenenza al popolo di Dio verso la Gerusalemme celeste. La porta - ha sottolineato - evoca il passaggio che ogni cristiano è chiamato a compiere, e allo stesso tempo include la disciplina penitenziale nel contesto della quale si configura l’indulgenza come manifestazione della pienezza della misericordia del Padre che a tutti @ “E ora ripartite da Cristo” viene incontro. Cristo è la nostra indulgenza”. Ha voluto inoltre ricordare che Gesù è alla porta e bussa, chiama per entrare nel nostro cuore, ma anche – come affermato da Papa Francesco – molte volte Egli “è dentro e bussa alla porta per uscire, per uscire fuori, e noi non lo lasciamo uscire”. Dopo i riti di comunione, il Cardinale ha quindi invitato tutti a loda- “Fatevi eco - ha detto il card. Lorenzo Baldisseri - delle miriadi di voci che nell’anno santo si sono innalzate in questa diocesi e in tutto il mondo” re Dio per l’eucaristia appena celebrata e per gli straordinari doni dei due anni giubilari e a camminare. “Diventate voi stessi - ha esortato - la lode del vostro canto, fatevi eco delle miriadi di voci supplicanti e oranti che nell’anno santo si sono innalzate in questa diocesi di Orvieto-Todi e in tutto il mondo. Cantate, ma camminate. Il Con gli occhi fissi sulla Porta-Gesù L a Porta santa è immagine di quel cammino di purificazione, proposto dal Giubileo eucaristico straordinario, che ha avuto come scopo l’“accesso” al dono dell’indulgenza plenaria. In questi due anni giubilari, il gesto di varcare la Porta santa non è stato solo simbolico, ma ha anche rappresentato l’impegno a voler essere di Cristo e a seguirlo. Nel Vangelo di Giovanni, Gesù afferma: “Io sono la porta” e passare per la Porta santa durante il Giubileo eucaristico ha significato quindi, come Gesù nell’eucaristia, fare della nostra vita una vita eucaristica, vita che si fa dono, che si fa pane per la fame di tanti nostri fratelli. Qual è il messaggio - vogliamo chiederci - di questa chiusura? La porta sia per noi memoria che ci accompagna e che ci precede nel pellegrinaggio della vita. Il Giubileo infatti si chiude, ma l’anno di grazia annunciato da Gesù di Nazareth continua nella vita della Chiesa e nella vita personale di ciascun credente. L’uomo, dopo la cacciata dal paradiso terrestre, è un pellegrino in continuo cammino alla ricerca di un senso e di una meta per la propria vita. Noi tuttavia non camminiamo da soli: Dio, nell’eucaristia, si fa nostro compagno di viaggio, perché il nostro pellegrinare diventi cammino di conversione e di ritorno al Padre. Dopo la conclusione di questi due anni giubilari continuiamo a tenere i nostri occhi fissi sulla Porta che è Cristo, e rimaniamo sempre più in comunione con il successore di Pietro, che si è reso a noi vicino con la presenza dei due cardinali legati pontifici, e dell’intero Collegio apostolico, per non deviare dal cammino che conduce alla porta del Cielo. E camminiamo cercando di essere sempre più - come auspicato dal nostro vescovo mons. Benedetto Tuzia alla presentazione del nuovo progetto pastorale per la diocesi di Orvieto-Todi, il 21 settembre scorso a Collevalenza - “una diocesi eucaristica”, e per questo costantemente in uscita verso le “periferie esistenziali” dell’umanità. canto sia sigillo del ringraziamento e soglia per ripartire. Ripartite da Cristo, voi che avete trovato misericordia. Ripartite da Cristo, voi che avete perdonato e che avete accolto il perdono. Ripartite da Cristo, voi che conoscete il dolore e la sofferenza. Ripartite da Cristo, voi tentati dalla tiepidezza: l’anno di grazia è tempo sconfinato. Ripartite da Cristo, o voi tutti della Chiesa di Orvieto-Todi. Cantate e camminate”. Subito dopo, al canto del Te Deum, i fedeli sono stati invitati a uscire processionalmente dalla Porta santa, sulla cui soglia poi il porporato, in silenzio, si è inginocchiato e ha pregato. Quindi, alzatosi, ne ha chiuso i due battenti mentre la schola intonava l’acclamazione Christus heri et hodie, finis et principium; Christus alpha et omega. Ipsi gloria in saecula! Il card. Baldisseri, infine, ha impartito a tutti i presenti - che gremivano, nonostante il tempo incerto con pioggia intermittente, la scalinata del duomo e la piazza antistante - la solenne benedizione che ha concluso la significativa e toccante celebrazione eucaristica. Chiuse le porte, la diocesi è ora chiamata ad essere una “Chiesa in uscita”, sempre più missionaria ed “eucaristica”. Michela Massaro Antonio Colasanto Il Giubileo dei chierichetti Alcuni hanno giocato a dodgeball dopo aver letto il Vangelo. Altri si sfidavano a “campana” e rispondendo a domande sulle parti della messa D omenica 16 novembre a Orvieto, nel giorno in cui si è ufficialmente chiuso il Giubileo eucaristico, ha avuto luogo il Giubileo diocesano dei chierichetti. I volontari, che hanno permesso lo sviluppo della giornata, si sono incontrati di mattina presto per organizzare i vari giochi e attività che avrebbero dovuto fare i bambini e i ragazzi provenienti da tutta la diocesi. Il luogo in cui ha avuto inizio la giornata è stato il monastero di San Paolo, dove le suore hanno accolto i chierichetti a braccia aperte. Poi i bambini sono stati divisi per squadre: verde, gialla, rossa e blu. Ogni squadra aveva dei capitani che aiutavano i ragazzi negli spostamenti tra il luogo di un gioco e l’altro. Nella prima fase di gioco si sono scontrati i verdi e i gialli a San Paolo in una partita di dodgeball, dopo aver letto un passo del Vangelo. Contemporaneamente i “colleghi” blu e rossi si sfidavano al gioco della campana e rispondendo a domande riguardanti le diverse parti della messa. Alle ore 12 si sono ritrovati tutti i gruppi dei chierichetti per compiere il percorso giubilare, il passaggio nei sotterranei del duomo e l’attraversamento della Porta santa. In seguito don Danilo Innocenzi ha accompagnato i ragazzi nella visita del duomo, spiegandone gli affreschi e l’architettura. Alle ore 13 i chierichetti hanno fatto ritorno al monastero di San Paolo per rifocillarsi e svagarsi. Dopo pranzo ha avuto luogo la seconda parte dei giochi, in cui i chierichetti, bendati, dovevano indovinare gli oggetti utilizzati durante le cerimonie e le liturgie. Finiti i giochi, si sono diretti nuovamente al duomo dove, guidati sempre da don Danilo, si sono organizzati per servire la messa e hanno fatto le prove per la sua buona riuscita. La celebrazione eucaristica per la conclusione del Giubileo e per la chiusura della Porta santa è iniziata alle ore 17, presieduta dal card. Baldisseri (vedi articolo Alcuni chierichetti durante l’uscita processionale dalla Porta Santa qui sopra). La processione di entrata è partita dai sotterranei e ha fatto ingresso dalla porta principale. Alcuni chierichetti si sono fermati sotto l’altare, altri invece hanno avuto la possibilità di servire la messa all’altare sedendo nel coro. La cerimonia si è conclusa all’esterno, dove il Cardinale ha chiuso la Porta santa e ha benedetto la comunità. È stata un’esperienza unica e bellissima che i chierichetti della diocesi non dimenticheranno. Francesco Proietti LA VOCE Terni.Narni.Amelia 22 BREVI ❖ OSPEDALE TERNI Emergenza sangue “All’ospedale di Terni è di nuovo emergenza sangue. E torna di nuovo seriamente a rischio anche l’attività ordinaria delle sale operatorie”. Patrizio Fratini, presidente dell’Avis comunale di Terni, è costretto a chiamare a raccolta i soci e lancia un nuovo appello affinché le persone si rendano disponibili alla donazione di sangue in un momento che, ancora una volta, è estremamente critico. La carenza è per i gruppi: A negativo, A positivo, O negativo, O positivo. “Questo insiste Fratini - è un appello a tutta la città: occorre che aumentino in modo stabile il numero delle donazioni mensili. C’è bisogno di almeno 100 donazioni in più al mese. Basterebbe che chi già dona il sangue convincesse un proprio amico o un parente a diventare donatore, e il problema sarebbe risolto”. Per aderire all’appello: Avis comunale 0744 400118, ospedale 0744 205679 - 0744 205521. ❖ RISTORAZIONE Basta agli sprechi “Legacciola Project” - che ricorda quel fazzoletto legato che conteneva il pranzo frugale che un tempo i contadini si portavano nei campi - è un’iniziativa contro gli sprechi alimentari che sarà finanziata grazie all’associazione Ecologicpoint, vincitrice del bando “Sviluppo e promozione territoriale del volontariato” promosso dal Cesvol della provincia di Terni. “Ci rivolgiamo ai cittadini e ai ristoratori - spiegano i promotori - ai quali sarà proposto l’uso di contenitori biodegradabili per consentire ai propri clienti di portar via le eventuali eccedenze di cibo e addirittura di vino, con appositi tappi ermetici, non consumate durante il pasto al ristorante. Meno imbarazzo, meno spreco, meno rifiuti”. ❖ AMELIA Stagione teatrale Luca Barbareschi e Antonio Catania, il sax di Marco Zurzolo, la danza e il mix fra teatro e impegno sociale sono i must della stagione di prosa 2014-2015 di Amelia, appena presentata da Comune, Teatro stabile dell’Umbria e Società teatrale di Amelia, gestore del teatro cittadino. Un cartellone fresco e frizzante, fatto per divertire e divertirsi, dove il leggero non è inteso come superficialità ma come arte e cultura. La stagione inizierà il 29 novembre con Il prestito di Jordi Galceran con, tra gli altri, Antonio Catania e Gianluca Ramazzotti. Barbareschi sarà invece in scena il 2 febbraio con Cercando segnali di amore nell’universo in tandem con Marco Zurzolo Quintet. Il 15 marzo una pièce dedicata a Falcone e Borsellino con Novantadue Falcone e Borsellino, 20 anni dopo, di Claudio Fava, con Filippo Dini e Max Mazzotta. ❖ ALVIANO Ripristinata l’Oasi Sono terminati i lavori di ripristino dell’Oasi di Alviano nella parte danneggiata dall’alluvione del 2012. Si tratta di una delle due aree che compongono la zona naturalistica e che il servizio Cave, difesa del suolo, protezione civile ha risistemato grazie a un finanziamento di 25 mila euro stanziato dal Dipartimento di protezione civile. La Provincia di Terni ha provveduto alla sistemazione dell’argine, per consentirne nuovamente la fruizione da parte dei visitatori, e il ricollegamento dei due settori del parco naturale. L’opera funge anche da percorso nell’ambito della sentieristica del parco. A causa dell’assenza di urbanizzazione nelle aree inondabili, l’esondazione del fiume Tevere del novembre 2012, nel tratto a valle della diga di Corbara, aveva provocato danni alle strutture realizzate a servizio dell’Oasi naturalistica di Alviano e dell’argine realizzato nella zona paludosa. VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 SOLIDARIETÀ. Il vescovo Piemontese in visita all’associazione “Nuova vita” l clima è quello di una grande famiglia in cui bambini e ragazzi vivono sereni e in armonia, trovando nelle persone adulte e anziane che sono loro accanto delle seconde mamme e nonne. Da oltre dieci anni l’associazione “Nuova vita” accoglie nelle sue tre strutture minori fino a14 anni che vivono in situazioni di disagio o di abbandono. A loro ha fatto visita il vescovo Piemontese, che ha salutato con un plauso tutti gli operatori, associati e i tanti bambini. “È una bella realtà - ha detto quella avviata dall’associazione ‘Nuova vita’ a favore di tanti bambini. Qui ho incontrato tanti amici, tante persone che sono delle mamme e dei papà per questi bambini, per aiutarli a crescere sul piano intellettuale, sviluppare le loro doti e raggiungere felicemente la maturità umana e cristiana. Questa è una piccola Chiesa perché qui ci si vuole bene, ci si aiuta, e nell’aiutarci vicendevolmente sappiamo di aiutare e di voler bene a Gesù”. Poi, rivolgendosi agli adulti, ha aggiunto: “I ragazzi sono contenti di stare con voi, ma voi guardate in loro soprattutto la presenza di Gesù. Sono contento di aver conosciuto queste realtà nuove, vive che aiutano i bambini a crescere umanamente e cristianamente”. Un caloroso incontro con tutti i bambini, assistenti, operatori e volontari, concluso con la preghiera e la consegna di un piccolo Tau a tutti i presenti da parte del Vescovo. L’associazione “Nuova vita” onlus è nata nel 2001 per volontà di un gruppo di persone sensibili alle problematiche I Il vescovo Piemontese in visita all’associazione “Nuova vita” Una grande famiglia Da oltre dieci anni l’associazione accoglie, nelle sue tre strutture, minori fino a14 anni che vivono in situazioni di disagio o di abbandono dell’infanzia e determinate a dare vita a un progetto di case-famiglia che potesse rispondere ai bisogni dei minori in accoglienza ricreando, per quanto possibile, un ambiente sereno e stimolante. La prima struttura avviata è la “Casa del bambino”, dove si accolgono minori da 6 a 13 anni e spesso anche neonati, per periodi determinati, in quanto risulta particolarmente idonea anche DIOCESI. Incontro tra il Vescovo e l’Ordine equestre del Santo Sepolcro L a delegazione di Terni dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme composta da Dame e Cavalieri sempre impegnati nell’opera a sostegno dei cristiani di Terra Santa ha incontrato il vescovo Giuseppe Piemontese, che ha presieduto la celebrazione nella chiesa di san Salvatore. “Il vostro - ha detto il Vescovo - è un Ordine al quale la Chiesa affida la custodia dei Luoghi santi, ma anche il Vangelo di Gesù. Questo è il punto centrale della vostra esperienza: accogliere il Vangelo e annunciarlo a tutti. Se non entrate in questa prospettiva, il vostro servizio perde molta della sua ricchezza. Nel rispetto, nell’amore e venerazione per i Luoghi santi dovete far risuonare il Vangelo; la lieta notizia e la gioia nei nostri ambienti, nella città, allargando come un’onda nel mondo intero la frainteso, come a volte capita con i cristiani. Ciò presuppone la testimonianza di una vita fraterna, dello stare insieme come fraternità che accoglie e fa risuonare il Vangelo a partire dalla La celebrazione nella chiesa di san Salvatore nostra Chiesa locale”. L’Ordine equestre del Santo Sepolcro opera attualmente parola del Signore. Sentiamo la per la realizzazione di scuole responsabilità di adeguare la nostra materne nei territori palestinesi, per vita al Vangelo, sia quella personale il restauro di un Centro di sia di comunità e di gruppo accoglienza per bambini disabili, e ecclesiale. Confrontiamoci con il per una chiesa vicino a Nablus. Vangelo perché possa essere inteso E. L. da coloro che ci guardano, e non TERNI. Col nuovo anno dovrà cambiare qualcosa Al Natale chiediamo futuro N on è ancora finito il mese di novembre che già si percepiscono i primi segni del Natale. Finora i preparativi per le feste avevano la data d’inizio il 1° dicembre; quest’anno no, sono già comparsi nelle principali vie cittadine, sulla nostra testa, le luminarie. Il Natale sì, eccolo, ma come sarà per i ternani? È una domanda, non dico angosciante, ma assillante: c’è la lunga vertenza Ast, aspra e dura, nervosa, che ancora non ha trovato soluzione, seppure il dialogo tra le parti si è avviato. Ma indipendentemente dalla sua soluzione, da tutta la vicenda dobbiamo trarre un insegnamento: Terni ha assolutamente bisogno di trovare nuovi sentieri per lo sviluppo. Non più essere l’acciaieria il solo perno dell’economia cittadina: dovranno essere trovati altri filoni per la crescita economico-sociale di questa porzione dell’Umbria sud. È da un pezzo che “si dice”, ma da oggi questa ricerca deve essere messa per questa fascia d’età. Una seconda struttura è la “Casa amica”, con la quale non solo è stato possibile aumentare il numero dei posti in accoglienza, ma anche suddividere omogeneamente gli ospiti per sesso ed età. Nel 2005, è stata aperta una terza struttura denominata “Piccolo Principe” che è rivolta all’accoglienza dei minori da 0 a 11 anni. L’équipe educativa coordina tutti i progetti educativi, elaborati in stretta collaborazione con le istituzioni di indirizzo e di controllo; progetti che sono costantemente monitorati ed eventualmente modificati a fronte di specifiche esigenze. Elisabetta Lomoro in atto; già alcune cose sono state fatte, basti pensare alle nuove industrie sorte nella zona di Nera Montoro e altre realtà innovative nella Conca che, seppur piccole, meritano di essere conosciute e così fare da stimolo ai giovani imprenditori. Ma non basta. Occorre fare di più, e non solo nel settore industriale; perché, ad esempio, non si dà più attenzione all’agricoltura? E perché mai non è ancora sorta una qualche impresa che riesca a valorizzare sul serio le risorse ambientali, artistiche e culturali che pur vi sono nel nostro territorio? Non sarà forse necessario che anche l’intero sistema formativo culturale educativo, dalla scuola agli istituti di formazione professionale e all’università, debba cambiare qualcosa e innovare di più? Il Natale è comunque un potente inno alla vita, e più che festeggiarlo, è necessario viverlo nel suo senso più profondo da parte di tutti, i credenti in primis. Nicola Molè Terni - servizio idrico Il Sii annuncia investimenti e risparmi I l Servizio idrico integrato di Terni annuncia nuovi investimenti per oltre 33 milioni di euro, per il prossimo quadriennio, per finanziarie progetti in larga parte già pronti. Il direttore generale Paolo Rueca ha fatto il punto della situazione ricordando i progetti realizzati e quelli approvati e pronti a partire: “Nel corso degli anni sono stati investiti oltre 85 milioni di euro su tutto il territorio di competenza, per migliorare le reti di distribuzione e i sistemi di depurazione. Abbiamo pronti progetti per 20 milioni di euro sui settori depurazione e fognature, e a questi fondi si aggiungeranno altri 10 milioni di euro che stanzierà la Regione Umbria, con la quale collaboriamo ormai in maniera molto positiva da anni, perseguendo entrambi l’obiettivo comune di potenziare il servizio e renderlo sempre più efficiente riducendo i costi per il cittadino”. Risparmiare non significa tagliare ma sfruttare al meglio le risorse: un pacchetto di interventi da 2 milioni di euro per il risparmio e il miglioramento energetico e la riduzione delle perdite in rete. Ma il Sii ha messo in campo anche un altro sistema per far risparmiare i cittadini: l’accredito in conto corrente della bolletta, che elimina la cauzione dovuta - per legge - al momento del contratto. La stima del risparmio complessivo per la collettività è di oltre 2,5 milioni di euro. Claudia Sensi LA VOCE Terni.Narni.Amelia VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 AMELIA. Festa della patrona santa Fermina Il fuoco della fede I l 24 novembre la città di Amelia celebra la patrona, santa Fermina vergine e martire, copatrona della diocesi e della città di Civitavecchia. Di origini romane, Fermina si convertì giovanissima al cristianesimo; con impegno ed entusiasmo si consacrò all’apostolato, convertendo tantissime persone, sollecitata da una fede fervida e operosa. Era il 24 novembre del 304 d.C. quando la giovane Fermina fu martirizzata dal prefetto romano di Amelia, Magenzio. Dopo numerosi tormenti, appesa con i capelli alla colonL’interno del Duomo di Amelia dedicato a Santa Fermina na (la tradizione vuole che sia quella posta all’ingresso del duomo), mentre veniva torturata con le fiamme, Fer- Il mattino del 24 novembre mina morì pregando il Signore per sé e ci sarà l’accoglienza dei pellegrini per i suoi persecutori. Molti, vedendola morire in quel modo, si convertirono al e delle autorità di Civitavecchia, Vangelo. di cui la Santa è anche patrona Dopo oltre 17 secoli, Fermina è un esempio di come amare il Signore anche in mezzo ai sacrifici, ai problemi, alle difficoltà della vita. Le celebrazioni in sa conferito a Uto Ughi e Roberto Nasuo onore mostrano, ancora oggi, l’inpolitano. tensa devozione che la popolazione loIl 24 novembre alle ore 9 la messa sacale da secoli destina alla propria patrorà celebrata dal pro-vicario generale na. In onore della martire, la città di mons. Francesco De Santis, e alle 9.30 Amelia ha organizzato una serie di mal’accoglienza dei pellegrini e delle aunifestazioni, a cominciare dalla novena torità di Civitavecchia presso l’oratorio. animata dalle parrocchie della vicaria Alle ore 10 seguirà la concelebrazione amerina. con i sacerdoti della Teverina e alle Sabato 22 novembre alle ore 21 al tea11.15 la messa con i sacerdoti di Civitatro sociale la serata “Talenti amerini per vecchia, al termine della quale saranno santa Fermina” con il premio Barbaroscomunicati i vincitori del concorso DIOCESI. Per santa Cecilia, la festa - e la Scuola - di musica sacra I n occasione della memoria liturgica di santa Cecilia, a cui tradizionalmente è attribuito il patrocinio dei musicisti e cantori, l’Ufficio liturgico e musica sacra organizza per sabato 22 novembre una celebrazione eucaristica nella cattedrale di Terni alle ore 17.30, presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese, con tutti i cantori della diocesi. Evento rivolto a quanti sono impegnati nel campo musicale e, specialmente, in quello relativo alla musica liturgica. L’invito si estende infatti a tutti gli operatori musicali, ma principalmente a coloro che si impegnano a servizio della musica e del BREVI ❖ PARR. SACRO CUORE Presso la parrocchia del Sacro Cuore Eucaristico di Gesù ogni martedì alle ore 21 si tiene la seconda serie della catechesi sui dieci Comandamenti, animata da padre Marco Ronca. Una proposta fatta partendo dalle proprie storie ed esperienze, per rivedere in maniera seria, e con un linguaggio adatto ad una riflessione adulta, il senso dell’esistenza. I “comandamenti” sono intesi come schema di verifica del rapporto dell’uomo con se stesso, con le cose in cui crede e le persone che ama, con la propria storia e con Dio, per dare un senso compiuto alla propria esistenza. ❖ GIOVANI Incontri in Valle... e fuori “Santa Fermina”. Alle 17.30 presso la cattedrale ci sarà la cerimonia della pesatura e l’offerta dei ceri secondo gli Statuti comunali del 1346, e l’accensione dei ceri con la “fiaccola di santa Fermina”, simbolo della fede della martire. Durante la solenne celebrazione presieduta dal vescovo Piemontese sarà consegnato il premio Santa Fermina. Il giorno 24 verrà allestita anche quest’anno la Fiera del dolce e la pesca di beneficenza nel Seminario a favore della Caritas diocesana. Infine, domenica 30 novembre alle ore 18 ci sarà l’inaugurazione dell’organo restaurato e ampliato dall’organaro bergamasco Pietro Corna, con il concerto tenuto dal maestro Gabriele Catalucci. E. L. che sono deputati al servizio musicale della celebrazione. Ciò affinché la musica sia parte integrante della liturgia e non un “di più” da essa staccato e indipendente. Le lezioni si tengono il mercoledì dalle ore 18 alle ore 19.30 presso la Curia diocesana in piazza Duomo 11 a Terni, tenute da vari docenti, mentre un sabato al mese a villa Spirito Santo ci sarà una conferenza tenuta da specialisti nell’ambito liturgico-musicale e spirituale. INCONTRI IN DIOCESI Si tratta del vice assistente don John Munoz Canon VENERDÌ 21 NOVEMBRE, ore 17.30, Terni, celebrazione della Virgo Fidelis con i carabinieri, presieduta dal Vescovo. SABATO 22, ore 17.30, Terni, cattedrale, liturgia di santa Cecilia presieduta dal Vescovo, con tutti i cantori della diocesi. DOMENICA 23, ore 16.30, Itieli, benedizione del fonte battesimale restaurato presieduta dal Vescovo. LUNEDÌ 24, Amelia, santa Fermina, patrona della città e co-patrona della diocesi. MARTEDÌ 25, ore 21, Terni, santuario San Francesco, incontro di preghiera organizzato e animato dal gruppo “Figli di Maria” movimento Medjugorje, apostoli della Divina Misericordia, con la partecipazione e testimonianza di Pippo Franco sul tema “La morte non esiste”. GIOVEDÌ 27, ore 17, Museo diocesano, presentazione del volume “I Tramazzoli, una famiglia ternana nel Seicento” di Adolfo Puxeduu e Marianne Gackenholz Puxeddu, edizioni Ali&No, organizzata dal Lions club San Valentino. VENERDÌ 28, ore 21, Terni, Cityplex politeama Lucioli, proiezione del film “Terra di Maria” di Juan Manuel Cotelo, organizzata dal gruppo Regina della Pace e dall’associazione Kralica Mira. L’opera del maestro Vittorio Gabassi è dedicata alla memoria di padre Giuseppe De Bonis. Un prete diventa membro dell’Ofs U [email protected] 23 Catechesi sui Comandamenti canto nella liturgia, anche in modo non organizzato stabilmente, nonché ai vari gruppi presenti in parrocchia, per ritrovarsi e condividere con comune servizio, una passione che abitualmente si svolge nella propria parrocchia. Inoltre, tra le attività proposte nel campo della formazione liturgica ha preso il via la Scuola diocesana di musica sacra, che si prefigge di aiutare le parrocchie attraverso una formazione costante di coloro n sacerdote che voglia emettere la professione nell’Ordine francescano secolare non si trova facilmente oggigiorno. Adesso però sì: si chiama John Munoz Canon ed è sacerdote nella chiesa di Santa Maria della Misericordia. Rita Bendini, la ministra, ha saputo da John che era sua forte intenzione “entrare” perché la sua attività di vice assistente dell’Ofs lo aveva decisamente motivato a seguire la strada del Serafico Padre. Rita ne ha parlato con il diacono Ideale Piantoni, vice ministro regionale, che subito ha ottenuto il consenso del ministro regionale Alberto Ridolfi. “Il quale – ricorda Ideale – volle subito che io mi occupassi della sua formazione francescana. Devo ammettere che al primo incontro mi fece subito un’ottima impressione”. Ed aggiunge: “Pur essendo presbitero, e parlando con la sicurezza e la dignità che appartiene a un ordinato, don John Munoz Canon si mostrava estremamente umile e simpatico. È colombiano, non ancora quarantenne, dottore in teolo- @ gia alla Gregoriana, vice parroco”. Dopo gli studi in Italia, deve ritornare in Colombia, sicuramente entro questo mese. Sarà “purtroppo” un rientro definitivo perché la sede episcopale della sua diocesi è vacante. Si capisce che Munoz Canon è un sicuro candidato all’episcopato. Ideale ha fatto con lui quattro incontri trattando la natura, la missione, il carisma francescano, la vocazione, la Regola e infine la professione religiosa. Ha partecipato con domande molto incisive, pertinenti al suo ruolo. Da ottimo “allievo” ha studiato la Regola e un testo di fra Marco Asselle. “Alla fine – sottolinea Ideale – mi ha ringraziato con sincero affetto… ma la grazia l’abbiamo ricevuta noi!”. Il ministro regionale Alberto Ridolfi ha accolto la sua professione (testimoni i ministri Rita Bendini e Maria Luisa Cammarota) davanti alle fraternità di Terni e Stroncone, che gremivano - nel giorno di santa Elisabetta, patrona dell’Ofs - la chiesa di Santa Maria della Misericordia. Aristide Radicchi La Pastorale giovanile della Vicaria della Valle teverina organizza incontri per i giovani (e non solo) venerdì 21 novembre alle ore 19 presso la parrocchia di San Lorenzo ad Attigliano, e venerdì 19 dicembre alle ore 19 presso la parrocchia dei Santi Pietro e Cesareo a Guardea. Inoltre è in programma il TimeOutWinter, tempo di incontro e amicizia tra i giovani della Valle teverina, ma fuori Valle, a Perugia, presso il convento di Monteripido, il 2-5 gennaio 2015. Iscrizioni e info: don Marcello D’Artista, 346 8805305, o su FB “Giovani Valle Teverina”. ❖ VERSO IL NATALE Arte e solidarietà In preparazione al Natale, l’Istess di Terni e la Pro loco promuovono l’iniziativa artistica “Incontri natalizi 2014” dal 3 all’11 dicembre, mostra collettiva presso il Museo diocesano di Terni di pittura, scultura, grafica, fotografia, poesia, di oltre 60 artisti umbri, la suggestione dei presepi e una sezione di filatelica. Una manifestazione che propone messaggi di pace e fratellanza, rappresentati in forme espressive. La mostra sarà inaugurata mercoledì 3 dicembre alle ore 16.30, mentre nei giorni seguenti ci saranno varie iniziative a cominciare dal recital di poesie il 4 dicembre alle ore 17; la proiezione del documentario Gerusalemme, pietre sante, pietre vive il 5 dicembre alle 17; il pomeriggio in musica il 7 dicembre; la giornata di solidarietà per l’Ast con la proiezione del film Lu palazzone, ’na storia tra le tante, realizzato in occasione del centenario dell’acciaieria. Arte, cultura e mondialità sono alcuni degli ingredienti della manifestazione, nata con l’intento di promuovere amicizia, cultura, dialogo nel segno delle tradizioni popolari locali. Come ogni anno, sarà possibile scegliere l’opera preferita da parte del pubblico con il voto del “Premio simpatia” da assegnare all’opera più originale e simpatica delle diverse categorie. LA VOCE Assisi . Nocera . Gualdo 24 BREVI ❖ DVD PAPA FRANCESCO In onda su Rai - Uno Mattina Alcune immagini del documentario Una Mano sul volto che racconta la visita di Papa Francesco ad Assisi il 4 ottobre 2013 andranno in onda venerdì mattina 21 novembre nel corso della trasmissione della prima rete della Rai Uno Mattina. Durante il servizio sulla visita del Santo Padre viene intervistato anche il vescovo della diocesi mons. Domenico Sorrentino che ha parlato del pellegrinaggio del Pontefice e dei contenuti testimoniali e pastorali del documentario. Lo stesso dvd è stato proiettato giovedì 20 novembre nella sala parrocchiale di Sigillo. (red.) ❖ ISTITUTO SERAFICO Robot altamente innovativi L’Istituto Serafico di Assisi è la prima ed unica struttura assistenziale in Italia dotata di una sofisticata strumentazione - Neater Eater e Neater Arm Support - che, in base a evolute applicazioni di robotica, consentirà l’autonomia alimentare in ambito di grave deficit psicomotorio. Ne ha dato l’annuncio il presidente dell’Istituto, Francesca Di Maolo, considerando particolarmente significativo questo risultato ottenuto anche grazie alla generosità dei numerosi sostenitori. ❖ TEATRO INSTABILI Il nuovo cartellone Il Piccolo teatro degli Instabili di Assisi ha presentato alla stampa e ai suoi fedeli abbonati il calendario della nuova stagione, curata con passione e competenza da Fulvia Angeletti, degnissima erede della tradizione di famiglia avviata dai suoi genitori. Il primo spettacolo (14 novembre) ha visto impegnato Luigi Lo Castro sul dramma pirandelliano Uno, nessuno e centomila, e particolarmente sul testamento spirituale del protagonista Vitangelo Moscarda. Gli altri spettacoli in cartellone seguiranno il filone dell’introspezione psicologica orientata a “scavare nell’anima” per procurare emozioni intense e durevoli. Si segnala anche il concerto del 20 novembre in memoria dell’“uomo della musica” Sergio Piazzoli - scomparso tragicamente a 58 anni nello scorso mese di giugno - al quale erano dedicate le prestazioni musicali di Patrizia Bovi e di Ramberto Ciammarughi. Prezzi contenuti sono previsti per l’abbonamento a tutti gli 8 spettacoli (160 euro) oppure in formula a ridotta a 5 spettacoli (100 euro), con una ulteriore speciale riduzione del 40% ai giovani under-30 facilitati, in tal modo, a vivere da spettatori l’esperienza magica del teatro. ❖ MOSTRA VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 Giovani verso il Sinodo DIOCESI. Prima riunione della Commissione sinodale dei giovani. I lavori di approfondimento saranno affidati a quattro sottocommissioni S i è riunita per la prima volta lo scorso mercoledì 12 novembre, presso il Pontificio seminario regionale “Pio XI”, la Commissione diocesana sinodale dei giovani (commissione E) della terza area: comunione e comunità, la parrocchia “famiglia di famiglie”. A presiederla è padre Mirko Mazzocato ofm (subentrato a padre Luca Paraventi, trasferito a Terni, quale vicario parrocchiale a Santa Maria degli Angeli); segretario della stessa è Matteo Renga, seminarista della nostra diocesi. Scopo principale dell’incontro era quello di acquisire maggiore consapevolezza in vista dell’Instrumentum laboris definitivo che guiderà i passi sinodali, oltre a favorire la conoscenza reciproca tra i 23 membri della Commissione dei giovani. Nel corso della serata sono stati pertanto focalizzati i temi di approfondimento sui quali la Commissione è chiamata a confrontarsi e a esprimersi, in vista delle mozioni che verranno poi presentare in sede assembleare il prossimo 18 marzo 2015. Le tematiche da affrontare sono: la parrocchia, il percorso giovani, il rapporto famiglia-vocazione, la liturgia, la formazione degli educatori, la carità, i movimenti e l’unità tra essi. Al fine di consentire un più analitico esame degli argomenti e un più proficuo confronto, si sono create quattro sottocommissioni. L’una si confronterà sul ruolo dei giovani all’interno della parrocchia, sui percorsi successivi al sacramento della cresima, sull’evangelizzazione e le sue modalità, nonché sulla formazione degli educatori. L’altra avrà come oggetto d’indagine il ruolo della famiglia nella trasmissione della fede ai giovani e l’azione volta ad accompagnare i giovani nella scoperta della propria vocazione (famiglia, sacerdozio e vita consacrata). La terza si interrogherà su liturgia e carità; l’ultima sul ruolo dei movimenti all’interno della pastorale giovanile e sulle modalità di collegamento, talvolta difficoltoso, tra gli stessi. Tema trasversale alle quattro Commissioni sarà la figura dei giovani all’interno della parrocchia: come la realtà parrocchiale viene percepita dai giovani e quali timori e/o aspettative essa nutre nei confronti degli stessi; quali gli spazi e le attenzioni loro destinati; quali i linguaggi e i canali di comunicazione privilegiati… e quant’altro emergerà dal dibattito tra i membri della Commissione. Elena Lovascio SAN LORENZO. Riapre la chiesa omonima, che era stata devastata dal terremoto G rande festa a San Lorenzo per l’inaugurazione della chiesa del paese. Dopo 17 anni dal terremoto che devastò l’intero abitato, con le case ormai tutte ricostruite e varie infrastrutture di utilità sociale realizzate, domenica 9 novembre si è tagliato l’ambito traguardo della riapertura dell’edificio di culto. Ricostruita nella vecchia area, c’è ora una chiesa completamente rinnovata: il progetto è dell’ingegnere Maurizio Biscontini, coadiuvato dall’architetto Luciano Brunetti e la ditta edile Gt ha realizzato l’intervento. La chiesa, di piccole dimensioni, dalle linee sobrie ed essenziali, presenta una parete in pietra a vista; nell’abside c’è una vetrata con un suggestivo Crocifisso. Funzionale la sacrestia annessa, sopra la quale sorge la piccola casa canonica, ancora da completare. La riapertura della chiesa dedicata al santo che dà il nome al paese è stata festeggiata dalla popolazione, guidata dal parroco mons. Aldo Mataloni; il vescovo Domenico Sorrentino ha presieduto la benedizione dell’edificio sacro e l’eucarestia, concelebrata con il parroco e gli ex parroci don Franco Berrettini, don Carlo Serenellini e don Michele Zullato. Il presule nell’omelia ha invitato i fedeli che gremivano la chiesa a frequentarla sempre perché la “chiesa fa famiglia”. Don Aldo Mataloni ha ringraziato tutti, inclusi la Pro loco e il circolo Acli che per l’occasione hanno donato un calice e paramenti sacri per le celebrazioni eucaristiche. Pierluigi Gioia Su san Francesco all’Onu Il 6 novembre presso la sede dell’Associazione stampa estera di Roma è stata presentata la mostra su san Francesco di Assisi che si terrà presso il palazzo dell’Onu a New York dal 17 novembre al 14 gennaio. Si tratta di 19 preziosi documenti provenienti dal Fondo antico custodito presso la biblioteca del Sacro Convento, tra i quali il celeberrimo Codice 338, autentico pilastro della storiografia francescana. La presentazione è avvenuta con l’intervento di Ken Hackett, ambasciatore Usa presso la Santa Sede, di p. Enzo Fortunato direttore della sala stampa del Sacro Convento, e di Franco Cardini, eminente storico del Medio Evo. L’iniziativa, destinata a ottenere vasta risonanza, si deve alla sinergia tra Comune di Assisi, Società internazionale di studi francescani e la newyorkese Italian Academy Foundation. ❖ SCUOLA Progetto pro-riciclo La collaborazione tra il Comune di Assisi e l’azienda Ecocave ha reso possibile la partecipazione degli studenti delle nostre scuole di istruzione secondaria al progetto Raee Scuola, finalizzato alla corretta gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche per riciclare le parti utilizzabili e per smaltire i residui in discariche specializzate. Alla seduta inaugurale dell’iniziativa (4 novembre) sono intervenuti il sindaco Claudio Ricci e gli assessori Moreno Fortini (Ambiente) e Serena Morosi (Scuola). a cura di Pio de Giuli ASSISI. Convegni di cultura “M. Cristina di Savoia” Concilio e cultura D opo la celebrazione eucaristica pomeridiana di lunedì scorso presso la chiesa di Santa Maria Maggiore presieduta da mons. Domenico Sorrentino, la sezione assisana dei Convegni di cultura “Maria Cristina di Savoia” – guidata dalla prof.ssa M. Edoarda Pronti, già delegata regionale – dà ufficialmente inizio al proprio anno sociale, con incontri quindicinali tenuti nei locali parrocchiali di San Rufino, il lunedì alle ore 16. Così lunedì 24 novembre don Salvatore Rugolo affronterà la tematica religiosa, avente come fulcro il Concilio Vaticano II, occupandosi della Costituzione dogmatica Lumen gentium che insieme alla Sacrosanctum Concilium, alla Gaudium et spes e alla Dei Verbum rappresenta uno dei quattro cardini del Concilio stesso. Spetterà poi al teologo moralista don Carlo Maccari, lunedì 15 dicembre, introdurre il tema so- ciale – “Il dialogo nella società multiculturale” – attraverso una riflessione su “Amore, carità, speranza”. Dopo il consueto incontro per gli auguri natalizi, il 12 gennaio Pier Maurizio della Porta introdurrà al tema culturale di quest’anno, “Fede e arte”. Denso di interessanti approfondimenti il ciclo di conferenze proposte nel nuovo anno, dei quali anticipiamo soltanto i primissimi mesi: la teologa dogmatica Simona Segoloni Ruta tratterà “Il dialogo nella società multiculturale” il 26 gennaio; padre Paolo Benanti Tor, professore di Teologia morale e bioetica, affronterà la tematica “Ragione e fede per superare la visione pessimistica della vita” il 9 febbraio; don Salvatore Rugolo si occuperà della Gaudium et spes. A quanti desiderino partecipare, si ricorda che l’ingresso è libero. El. Lo. ❖ GUALDO TADINO Querelle sulla paventata soppressione del giudice di pace F a discutere, a Gubbio come a Gualdo Tadino, la paventata soppressione dell’ufficio comprensoriale del Giudice di pace. Tema sul quale si è accesa anche un’infuocata polemica a distanza a Gualdo tra maggioranza e opposizione. A intervenire per primo il centrodestra con una conferenza stampa dei gruppi di opposizione Forza Italia e “Roberto Morroni sindaco”. Sarebbe inadempiente - secondo l’opposizione l’Amministrazione comunale, che non ha comunicato i nominativi dei dipendenti comunali da affiancare al giudice di pace, requisito per mantenere il servizio. È stato ricordato come grazie a un accordo preso dall’allora giunta Morroni con i Comuni di Sigillo e Fossato (facenti parti della stessa circoscrizione), il costo del servizio sarebbe stato suddiviso tra i Comuni, e per Gualdo avrebbe pesato per appena 13.000 euro. “Contro la chiusura del Giudice di pace, il nostro Sindaco, congiuntamente a quello di Gubbio e agli altri sindaci del territorio, si sta adoperando per far valere le necessità degli abitanti del comprensorio” - è la replica dalla maggioranza consiliare. - Prova ne è il costante rapporto che i primi cittadini hanno instaurato con il Presidente della commissione Giustizia della Camera e con lo stesso ministro Orlando, i quali hanno ribadito di voler procedere alla proroga dei termini”. Marta Ginettelli VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 LA VOCE Assisi . Nocera . Gualdo @ [email protected] 25 BREVI ❖ ISTITUTO SERAFICO Ludovico da Casoria santo 78 concorrenti S Il “vincitore” di sogni S i è chiusa la settima edizione del premio Rocca Flea, concorso letterario nazionale per opere di narrativa organizzato dall’associazione turistica Pro Tadino e dall’Accademia dei Romiti. Un’edizione che ha visto partecipanti da ben 16 regioni italiane e, quindi, segnata dal successo e da un buon riscontro di pubblico anche nella cerimonia conclusiva, durante la quale sono stati proclamati e premiati i vincitori. Alla presenza del sindaco Massimiliano Presciutti, del presidente della Pro Tadino, Luciano Meccoli, del rettore dell’Accademia dei Romiti (e nostro collaboratore) Pierluigi Gioia, e del presidente del Rotary club Gualdo Tadino Alfiero Albrigi, nel meraviglioso scenario della Rocca Flea, dopo il successo dello scorso anno, il bancario imolese Vanes Ferlini ha ricevuto nuovamente il primo premio dalle mani del vice sindaco di Gualdo Tadino Gloria Sabbatini. Il suo racconto Il venditore di sogni è sta- GUALDO TADINO. I premiati alla 7a edizione del premio Rocca Flea to infatti giudicato il migliore fra i tredici finalisti. A lui, oltre allo stupendo piatto in ceramica del maestro Emanuele Pecci, anche l’assegno di 500 euro, novità dell’edizione di quest’anno. Al secondo posto, Ballarò del palermitano Antonio Giordano, terzo Totò del gualdese Mauro Di Michelangelo. Premio speciale per il giovane scrittore – altra novità dell’edizione di quest’anno – alla 17enne casertana Elisa Di Bona, con il commovente racconto Una ragione per vivere. Di seguito, in ordine di punteggio ottenuto, gli altri racconti: Il sogno di Alice, Matteo Aveni (Venetico, Me); Ingorghi, OSPEDALICCHIO. Approvata la costruzione della nuova Isa I l Consiglio comunale di Bastia ha approvato all’unanimità la variante al Prg che consente la costruzione della nuova Isa a Ospedalicchio. Si tratta di un intervento esteso su 17 ettari, con circa 85 mila mq coperti, per un investimento di oltre 20 milioni di euro. Verrà realizzato uno stabilimento moderno e funzionale, che sarà in grado di migliorare la competitività nel mercato globale dove la Isa (che conta oltre 700 dipendenti) è presente con il 75% della sua produzione. L’apertura del cantiere è prevista per la prossima primavera. L’iter, iniziato a giugno del 2012, ha concluso dunque il suo percorso dopo che la conferenza dei servizi del 6 novembre scorso aveva preso atto di tutti i pareri positivi pervenuti e abato scorso, 15 novembre, alla Rocca Flea, la serata conclusiva dell’edizione del rilancio della rassegna letteraria, che ha visto in lizza ben 78 concorrenti da tutta Italia, con oltre 100 racconti. Il vincitore dell’edizione di quest’anno è il medesimo dell’anno scorso, l’imolese Vanes Ferlini; secondo il palermitano Antonio Giordano, mentre giunge terzo Mauro Di Michelangelo, naturalizzato gualdese. Da Sicilia, Marche, Emilia-Romagna, Campania e Veneto gli altri finalisti. Armando Elio Lo Schiavo (Santa Teresa di Riva, Me); Io e Marley, Mario Malgieri, concorrente giunto da Genova sfidando il maltempo; Sogno con “clic”, Luis Maria Borri (Reggio Emilia); Il sogno della signora Gina, Paolo Pergolari (Castiglion del Lago); Il movimento di un liquido, Valentina Pierini (Castelbellino, An), giunta insieme al suo piccolo Pietro, nato un mese fa; L’orso di capitan Orlandi, Vittorio Carini (Sassoferrato, An); Colazione napoletana, Sara Bonfili (Castelraimondo, Mc); Sogno o realtà, Elena Gaiardoni (Sommacampagna, Vr). Tutti i racconti sono stati inclusi nel volume Il sogno stampato a cura delle edizioni Accademia dei Romiti (per informazioni, 075 916742) e presentato ufficialmente al pubblico che, al termine della serata, ha suggerito, con una simbolica votazione, il tema per il prossimo anno: “Il viaggio”. Vedremo se il suggerimento verrà accolto dalla Commissione. Marta Ginettelli aveva trasmesso la documentazione al Presidente del Consiglio, che nella prima seduta utile l’ha sottoposta all’assemblea consiliare. L’assessore all’Assetto del territorio Francesco Fratellini e lo stesso sindaco Stefano Ansideri hanno sottolineato l’importanza di questo atto, “una risposta importante a un’azienda leader del settore, che ha scelto di rimanere con il sito produttivo a Bastia, dimostrando un forte senso di appartenenza al territorio”. Ampia soddisfazione e condivisione sono state espresse da tutti i consiglieri comunali. Il neo-capogruppo del Pd Borgarelli, pur votando a favore, ha criticato comunque la mancanza di azione politica da parte dell’Amministrazione e in particolare dell’assessore Fratellini, non avendo quest’ultimo preteso dall’azienda, prima di approvare l’intervento, un piano occupazionale e una quantità maggiore di opere pubbliche a carico della Isa. R. B. Il 23 novembre il beato Ludovico da Casoria sarà canonizzato a San Pietro da Papa Francesco. Mons. Domenico Sorrentino sarà tra coloro che concelebreranno con il Papa la messa. Il 4 ottobre 2013 Papa Francesco ha scelto di cominciare proprio dal Serafico la sua visita ad Assisi. Ludovico da Casoria era stato proclamato beato da Giovanni Paolo II il 18 aprile del 1993 e diventerà Santo per il riconoscimento del miracolo della guarigione, avvenuta 20 anni fa, da una grave malformazione congenita al ginocchio di una neonata di nome Ida. “Singolare figura di Frate Minore, ardente testimone della carità di Cristo e grande figlio della Chiesa di Napoli’’, lo definì Giovanni Paolo II in occasione della Beatificazione. Il suo corpo si trova nell’Ospizio di Posillipo. Spesso mons. Sorrentino ha definito il Serafico “il fiore all’occhiello di Assisi” e “Cattedrale di Amore”. ❖ DIOCESI Incontro su san Rufino Oggi 21 novembre, alle ore 21 presso il chiostro del Museo diocesano in Assisi, è in programma l’incontro culturale “San Rufino vescovo e martire, miracoli e culto del patrono dell’Assisi medievale”; relatrice la storica Margherita Sensi. ❖ BASTIA/1 Nuova badessa Il 3 novembre, alla presenza del vescovo Sorrentino, la comunità benedettina di Sant’Anna in Bastia ha eletto la nuova madre abbadessa: suor Noemi Scarpa. La comunità e il Vescovo ringraziano madre Cecilia per i 12 anni in cui ha svolto questo servizio. Suor Noemi riceverà la solenne benedizione abbaziale il 5 dicembre alle ore 18 da mons. Sorrentino presso la chiesa del monastero. Tutti sono invitati a partecipare. ❖ INSULA ROMANA Serata delle premiazioni Domenica 23 novembre allo ore 17, presso il centro fieristico di Bastia, si svolgerà la serata finale della 37a edizione del premio Insula Romana, promosso dalla Pro loco e dal Comune di Bastia. Saranno premiati i vincitori delle sezioni letterarie. Quest’anno il premio alla cultura andrà a Fausta Bennati, artista perugina affermata a teatro nell’interpretazione di commedie dialettali. C’è poi il premio al merito scolastico “Pascucci”, organizzato in collaborazione con gli eredi della famiglia Pascucci - Giacchetti, che sarà consegnato a 6 studenti di Bastia distintisi all’esame di maturità. La sezione narrativa-ragazzi vede protagonisti un gruppo di lettori dell’istituto comprensivo Bastia 1, che si stanno impegnando nella lettura del testo di Luisa Mattia, Hamingway. La novità di questa edizione, però, è la creazione di una nuova sezione dedicata alla fotografia, curata dall’associazione Contrasti. ❖ BASTIA/2 Cena dei cinquantenni Intervista alla superiora delle suore di santa Filippa A bbiamo intervistato suor Graciela de los Angeles Arriola in occasione del suo trasferimento, come superiora, al convento di Santa Filippa Mareri a Santa Maria degli Angeli, dopo otto anni al servizio della comunità parrocchiale di Bastia e nella casa di formazione come maestra delle novizie. Qual è il carisma delle Francescane di santa Filippa Mareri? “Per comprendere il nostro carisma è bene ripercorrere un po’ di storia. Siamo state fondate da santa Filippa nel 1228 nella zona del Cicolano (Rieti) e vissute come monastero di Clarisse per più di 700 anni. Nel 1929 ci siamo aperte alla vita attiva, conservando l’indole carismatica di contemplative-attive. Condividiamo il ca- risma francescano di conformazione a Cristo piccolo, povero, umile e crocifisso. Come Filippa, ci impegniamo nella conoscenza pratica delle sacre Scritture e nell’amore verso i più poveri, cercando di incontrare le diverse povertà di oggi attraverso una lettura attenta e rispettosa dei segni dei tempi”. Quali sono le attività di cui si occupa la sua comunità religiosa? “Qui a Santa Maria degli Angeli (in via Becchetti 63) abbiamo una casa di accoglienza per giovani che desiderano fare un cammino cristiano di crescita fino alla scoperta del progetto di Dio sulla loro vita. Da più di vent’anni collaboriamo con i frati della Porziuncola nelle diverse iniziative come il corso vocazionale, il corso fidanzati, la Marcia francescana, il cor- so Zero ecc. In questo servizio vediamo ogni anno passare e fiorire centinaia di giovani provenienti dall’Italia e dall’estero”. Come è nata la sua vocazione? “La mia vocazione è nata con me: è stata nutrita da una famiglia cristiana, e l’ho scoperta a partire da un corso vocazionale frequentato nel 1994. La Porziuncola, di cui porto il nome e nella cui festa sono stata battezzata, è stata ed è tuttora la fonte di grazia della chiamata quotidiana e della fedeltà di Dio mediata da Maria santissima. Sono stata guidata da un santo frate che mi ha aiutato a leggere i segni dell’agire di Dio nella mia storia e i vuoti profondi che mi lasciava una carriera come cantante lirica che pareva avviata a un grande futuro”. Ombretta Sonno Il 7 novembre, presso il Relais Madonna di Campagna di Bastia, si è tenuta la cena dei nati nel 1964. I cinquantenni presenti alla cena erano: Barbarossa Antonella, Barbarossa Simonetta, Barola Paolo, Bastianini Fulvio, Battistelli Patrizia, Binucci Tiziana, Biselli Francesca, Bolletta Roberto, Bratti Fabrizio, Cagliesi Daniela, Capitini Cristina, Carinelli Paola, Casagrande Manuela, Castellini Carlo, Casula Giordana, Cerasa Stella, Chiappavento Fabrizio, Cianetti Mauro, Degli Esposti Fragola Roberto, Del Bianco Vincenza, Falcinelli Annamaria, Falcinelli Monica, Felici Luca, Fossi Danilo, Fratellini Angelo, Galli Gianni, Gallo Francesco, Gori Simonetta, Grassini Enza, Inderst Rodolfo, Loffredo Rosalba, Lollini Alessandra, Lucarelli Stefano, Malizia Sofia, Mancini Patrizia, Mantovani Carlo, Mariani Bernardetta, Masciolini Mauro, Mencarelli Gianluigi, Minisini Lorena, Morelli Matteo, Pecetta Patrizia, Piccardi Aulo, Pinchi Antonietta, Reitano Pietro, Roscini Lorella, Rossi Romolo, Sanchini Anna Maria, Sciarra Paolo, Sciarra Sonia, Stangoni Sergio, Sulpizi Teresa, Tifi Giovanna Maria, Tomassini Mirella, Tortoioli Stefano, Trillini Paola, Vetturini Anna Rita, Ziarelli Roberto. LA VOCE Gubbio @ 26 [email protected] BREVI ❖ DIOCESI Dialogo ecumenico L’ufficio diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso ha organizzato per oggi venerdì 21 novembre alle ore 18 nella sala convegni dell’hotel Beniamino Ubaldi un incontro per rivivere a 50 anni di distanza la svolta ecumenica realizzatasi con il decreto del Concilio Vaticano II Unitatis redintegratio. Interverranno Mons. Elio Bromuri, nostro direttore e responsabile del Centro ecumenico universitario San Martino di Perugia, e la prof.ssa Annarita Caponera docente di Ecumenismo presso l’istituto teologico di Assisi. ❖ UMBERTIDE/1 Don Balbi vicario zonale È con piacere che salutiamo la nomina di don Gerardo Balbi a vicario di Zona. È arrivata infatti in questi giorni, la comunicazione che il sacerdote dovrà effettuare questo importante compito di supplenza e rappresentanza del Vescovo nella zona pastorale di UmbertideCamporeggiano. Don Gerardo ha dato sempre ampia testimonianza di saper svolgere ogni mansione con il massimo impegno, precisione e lungimiranza. ❖ EDILCEMENTO Nasce il marchio “Abita” Con una cerimonia assai partecipata è stata presentata un’iniziativa che coniuga fiducia, coraggio e lungimiranza: “Abita”, il nuovo brand della Edilcemento. “Con Abita - ha detto il presidente Luca Colaiacovo – vogliamo puntare alla qualità dei prodotti, valorizzare le risorse umane e tutelare l’ambiente. Abita sarà attiva in quattro ambiti: general contractor, strutture prefabbricate, riqualificazioni edifici e real estate”. L’azienda si apre quindi a nuove prospettive per sviluppare diverse competenze e puntare su investimenti per uno sviluppo sostenibile. Alla cerimonia ha partecipato anche il priore della comunità monastica di Montegiove (Fano), padre Natale Brescianini, che ha parlato dell’abitare partendo dall’importanza di stare bene con se stessi, attraverso una vita attiva e contemplativa TURISMO CULTURALE. Progetto della Regione che interessa Gubbio e altri cinque Comuni del territorio C reare le condizioni per un nuovo sviluppo economico e sociale dell’Eugubino-Gualdese facendo leva sulle risorse paesaggistiche e ambientali di un territorio che comprende un Parco regionale, quello del monte Cucco, dodici siti di importanza comunitaria (“Sic”) e cinque bacini idrografici. È questo l’obiettivo del masterplan dell’area eugubina, un innovativo progetto di programmazione di area vasta concertato dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Umbria e dai sei Comuni del territorio: Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Gubbio, Scheggia-Pascelupo, Sigillo. Sono stati individuati e scelti 30 progetti, che saranno realizzati con il finanziamento di oltre un milione e 900 mila euro nell’ambito del Programma attuativo regionale del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2007-2013, a valere sui fondi per “Interventi per la tutela e la valorizzazione della biodiversità e dei siti Natura 2000”. Il lavoro progettuale ha preso in considerazione l’area nel suo insieme, mettendo in risalto le loro caratteristiche in termini ambientali, paesaggistici, storico-culturali, attraverso una progettazione condivisa che ha permesso di mettere insieme le proposte presentate dai Comuni e dall’Università degli uomini originari di Costacciaro, con un obiettivo specifico: favorire un nuovo sviluppo locale basato sul turismo ambientale e sostenibile, e con esso l’aumento dei posti di lavoro. Tra i progetti inseriti nel primo asse, oltre a un piano di promozione e marketing turistico che sarà sviluppato in maniera Sono risultati ingenti i danni causati dalle forti piogge di inizio settimana nella fascia che comprende le frazioni di Cipolleto, Ponte d’Assi, Corraduccio, Sette Strade, Fornaci, S. Marco Torre Calzolari e Branca. Il sindaco Stirati non esclude l’eventuale richiesta dello stato di calamità a Regione, Provincia e Protezione civile. Tra l’altro, per la seconda volta nel giro di un anno l’ospedale comprensoriale per alcune ore era raggiungibile solo dalla vecchia Pian d’Assino a causa dell’esondazione del Chiascio. Un problema su cui riflettere. ❖ UMBERTIDE/2 “Famo nobis” giovani Ancora una volta i giovani sono protagonisti della solidarietà come elemento integrante e fondante della persona. Protagonisti al campus Leonardo Da Vinci i ragazzi del “Famo nobis”, il presidio di volontariato dell’istituto, che durante l’anno organizza varie attività, dalla raccolta di giocattoli per la Caritas a quella del cibo per la Colletta alimentare. Anche quest’anno hanno devoluto quanto incassato con le loto iniziative a due associazioni locali estratte a sorte tra quelle scelte dagli studenti. L’attività si contraddistingue soprattutto per lo spirito di iniziativa che esprime il gruppo di ragazzi del presidio “Famo nobis”, cittadini attivi che dimostrano sensibilità e responsabilità nell’organizzare e nel portare avanti attività concrete e strutturate di volontariato. (F. C.) Turisti in visita alla Gola del Bottaccione a Gubbio La Natura offre bellezza e lavoro Scelti 30 progetti, che saranno realizzati con il finanziamento di oltre un milione e 900 mila euro nell’ambito del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2007-2013 integrata, figurano la valorizzazione del percorso degli antichi Umbri, con due interventi che riguardano circa 40 chilometri fra Gualdo Tadino e Gubbio e la sistemazione del percorso che ripercorre l’antico sentiero medievale del “Bottaccione” nell’eugubina gola del Bottaccione, sito di straordinario interesse naturalistico e geologico; poi ancora, la siste- mazione e valorizzazione di numerosi fontanili, fonti e sorgenti (a Fossato di Vico, Scheggia-Pascelupo, Sigillo); la realizzazione di itinerari accessibili a disabili (a Sigillo e Fossato di Vico). Nel secondo asse tematico sono previsti, tra gli altri, la realizzazione di un’area per la soste di camper (in località San Guido di Gualdo Tadino), un nuovo centro escursionistico a Costa San Savino (Costacciaro), il completamento dei collegamenti wireless sul tracciato delle piste da sci di fondo (Costacciaro), il potenziamento delle strutture per i cicloturisti, la valorizzazione di bivacchi montani (Costacciaro) e della ex scuola di Isola Fossara (Scheggia-Pascelupo) ai fini dell’“ospitalità diffusa”. UMBERTIDE. Novità “in arrivo” e “in partenza” per il Gruppo missionario G ❖ MALTEMPO Danni ingenti VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 Giostrelli in Burkina Faso iampaolo Giostrelli, leader del Gruppo missionario umbertidese, da noi avvicinato, ci ha ragguagliato sulle ultime iniziative del gruppo, e non solo. Innanzitutto è arrivata alla Fratta la nuova superiora delle suore di Notre Dame du Lac, suor Cristine Nikiema, che è arrivata direttamente dal Burkina Faso per prendere il posto di suor Blandina, partita in direzione Roma per altri incarichi. Dopo il colpo di Stato che si è avuto in Burkina, la situazione è transitoria, in attesa delle elezioni del 2015. C’è ora un Governo provvisorio al cui capo ci sarebbe un colonnello. Con le prossime elezioni si punta alla creazione di un Governo civile che escluda i militari dal potere e riporti l’ordine. Inoltre ha riferito Giostrelli - sono stati consegnati al card. Phelippe Ouedraogo 5.000 euro per realizzare un serbatoio per un noviziato (frequentato da ragazzi e UMBERTIDE. Incontro tra Comune e polizia Sicurezza da rafforzare urti, atti di piccola criminalità... la situazione sembra aver ripreso vita. L’Amministrazione comunale, sempre attenta alle problematiche della sicurezza, ha convocato il Tavolo delle forze di polizia, e si è ulteriormente attivata per rafforzare il sistema di sicurezza della città, dopo i furti dei giorni scorsi. “Si tratta - hanno affermato il sindaco Locchi e l’assessore Leonardi - di un problema purtroppo diffuso, che sta interessando tutto il territorio, di fronte al quale è necessario prendere tutti gli opportuni provvedimenti. I sindaci dell’Alto Tevere hanno chiesto al prefetto la convocazione immediata del Comitato per la sicurezza, del quale fanno parte tutte le forze di polizia; inoltre come Comune abbiamo richiesto al consigliere provinciale Fratini e al presidente della Provincia Mismetti un’ulteriore presenza delle guardie provinciali, al fine di incrementare il pattugliamento sul territorio”. F A questo proposito si è tenuto un incontro per definire gli aspetti operativi; ne seguirà un altro per individuare le problematiche dei Comuni e le nuove misure che potranno essere messe a disposizione dall’ente provinciale. “Nei prossimi giorni poi - hanno proseguito Locchi e Leonardi - predisporremo uno specifico piano che garantisca una maggiore e continua presenza sul territorio dei vigili urbani, nel quadro della collaborazione già esistente con gli istituti di vigilanza privati nell’ambito del progetto ‘Mille occhi sulla città’”. Il Comune è in attesa del finanziamento del progetto, già valutato positivamente dalla Regione, per l’installazione di telecamere di videosorveglianza che consentiranno di monitorare 24 ore su 24 le principali vie di accesso alla città. È comunque indispensabile che ciascuno collabori nell’azione di prevenzione. F. C. ragazze) nella terra africana, grazie all’opera del Gruppo missionario. Poi ancora, nelle settimane scorse è venuta a Umbertide Maria Luisa Sanna, di Cagliari, la quale da 13 anni sostiene le iniziative del Gruppo missionario. Insieme, Gruppo missionario e la signora Sanna hanno fatto partire altri 5.000 euro, 2.500 euro a testa, consegnati nelle mani della madre generale delle suore, suor Therese, che ha raggiunto anche lei Umbertide per l’occasione. Insomma, il fiume di carità non si arresta e procede spedito, nonostante la crisi. Fabrizio Ciocchetti Gubbio - Santa Croce Votate ancora per salvare la chiesa U ltimi giorni per sostenere la candidatura della chiesa di Santa Croce della Foce nel censimento “Salva i luoghi del cuore” indetto dal Fai. La chiesa è attualmente chiusa perché pericolante. “Le preferenze al momento sono arrivate a 8.665 (sito internet non Santa Croce aggiornato) - scrive la confraternita che ha lanciato il progetto -. Non abbiamo raggiunto il massimo, ma l’iniziativa è stata comunque un successo: ci ha permesso di veicolare un messaggio ben recepito e di ‘misurare’ la partecipazione attiva della cittadinanza di fronte a una situazione così urgente che ha coinvolto non solo l’edificio ma la storia la cultura e la tradizione della città. Affinché possiamo completare l’operazione nel migliore dei modi, invitiamo a trasmettere con la massima urgenza tutte le schede ancora in possesso; il 30 novembre termina l’iniziativa Fai”. Per informazioni: 328 3120104. LA VOCE Foligno / Spoleto VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2014 “Toccare ... con tutto il cuore” SPELLO. Incontro diocesano della Pastorale giovanile, con l’invito ai ragazzi di mettersi in gioco “S 120 anni della Stella d’Italia Un momento dell’incontro in chiesa animato dalla suore I giovani hanno riflettuto sulla povertà come occasione per lasciarsi toccare profondamente dal bisogno dei fratelli in difficoltà ed al nostro cuore, partendo proprio dalla parabola evangelica del “Buon Samaritano”, commentata dal vescovo Gualtiero, che ha augurato ai ragazzi di abbandonare l’indifferenza e diffidenza verso l’altro per poter toccare, con lo sguardo prima e con le mani poi, arrivando così fino al cuore, il fratello che si fa prossimo. Il momento di preghiera, animato dalle suore di San Giuseppe di Chambery e dalle Adoratrici di Cristo in Spirito e Verità, ha consentito un coinvolgimento tra i giova- nissimi della diocesi e chi la povertà l’ha scelta, fino a voler vivere nel nascondimento, cioè le suore Agostiniane di S. Maria Maddalena, che hanno “aperto” le porte del loro monastero per incontrare e toccare il cuore di questi ragazzi. La scelta di celebrare un momento di preghiera in questo luogo non è stata casuale, ma la Pastorale Giovanile ha voluto anticipare proprio con i giovani l’anno dedicato alla vita consacrata indetto da papa Francesco, facendo toccare e scoprire così il grande dono e tesoro prezioso che hanno: la semplicità, la preghiera e la condivisione. La serata si è conclusa con un momento di agape fraterna reso possibile dall’accogliente disponibilità del parroco, don Diego, e della comunità di Santa Maria Maggiore di Spello. Maria Giovanna Titone Don Eusebio Severini Eusebio possedeva e difendeva, soprattutto negli ultimi anni, quando il relativismo antropologico, spirituale e sociale rischiava e rischia di minare le fondamenta non solo della comunità ecclesiale, ma generalmente umana. Una delle sue ultime fotografie lo ritrae con la sua tonaca da “prete di campagna” d’altri tempi - e, per questo, negli attuali quanto mai necessario e prezioso - e un libro in mano: don Eusebio incarnava, cioè, anche quello spirito benedettino la cui aria respirava ogni giorno. “Ora, lege et labora”: anche a lui si può grandemente applicare questa Regola di sapienza e di vita che ha trasmesso a tutti, credenti e non credenti vicini e lontani. Federica Mancinelli Foligno. Ha cessato di vivere dopo tre anni di coma Maria, roccia del Terz’ordine I ❖ SPOLETO / DIOCESI ❖ SPOLETO le difficoltà, le gioie di persone e famiglie di numerose e intere generazioni che nel parroco di San Pellegrino di Norcia hanno trovato, ogni giorno e in tutti i giorni della propria vita, un porto sicuro, una fonte di saggezza, una solida personalità e, soprattutto, un esempio quotidiano e concreto di costante preghiera e completo affidamento a Dio. Saggezza, preghiera e cultura: queste le caratteristiche peculiari che don l vescovo di Foligno Gualtiero Sigismondi – assistito dal diacono Ideale Piantoni, viceministro regionale dell’Ofs - ha officiato nella chiesa di San Francesco, gremita di gente, il rito funebre in memoria di Maria Ciri. Hanno concelebrato 18 sacerdoti francescani di tutte le Obbedienze. Maria è stata una “roccia” per il terzo Ordine istituito a Cannara da San Francesco. La unificazione dell’Ofs assistito dalle quattro obbedienze (minori, cappuccini, conventuali, Tor) porta in Umbria principalmente la sua firma, la sua voce, il suo volto, la sua fede, la sua volontà. A Stroncone, nella chiesa dove si conservano le spoglie del beato Antonio Vici, durante un ritiro spirituale antecedente l’unificazione, il vescovo della diocesi di Terni, Narni e Amelia mons. Franco Gualdrini, la sentì cantare e pretese subito che fosse lei a guidare la liturgia. Una lirica, letta sul filo della commozione dal ministro regionale Alberto Ridolfi, suo successore, così Maria è descritta dal suo autore e cugino: “Occhi, e che occhi, che tutti han stregato,/viso minuto e di sole inondato./ … Madre, e che madre di solidi fi- BREVI Domenica 30 novembre alle ore 17, a Spoleto, presso il santuario della Madonna di Loreto, l’Arcivescovo presiederà la messa per l’apertura in diocesi dell’Anno dedicato alla Vita consacrata indetto da papa Francesco. Questo Anno è stato pensato nel contesto dei 50 anni del Concilio Vaticano II, e più in particolare nella ricorrenza dei 50 anni dalla pubblicazione del decreto conciliare Perfectae caritatis sul rinnovamento della vita consacrata. Norcia. Don Eusebio Severini se n’è andato: una vita santa, un pezzo di storia e n’è andato un pezzo di storia”, è stata questa la frase ricorrente pronunciata da chi apprendeva, da messaggi continui di parenti e amici, della scomparsa di don Eusebio Severini. “Un pezzo di storia”, ove l’ultima parola non rappresenta solo l’insieme di fatti e vicende che hanno caratterizzato le comunità della Valnerina e dell’Umbria, ma la storia più grande, cioè il vissuto, l’esperienza, [email protected] 27 Apertura anno vita consacrata O ltre 150 giovanissimi si sono lasciati “toccare il cuore”, rispondendo all’invito del Servizio diocesano per la Pastorale giovanile che, venerdì 14 novembre scorso, nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Spello, ha organizzato il primo degli incontri diocesani rivolti a loro. Il tema dell’incontro era “Toccare … con tutto il cuore”, e s’inserisce in una serie di appuntamenti rivolti ai giovanissimi che hanno come fil rouge il desiderio di invitare i ragazzi a mettere in gioco loro stessi in profondità, fino a giungere al proprio cuore. La partecipazione di quasi tutti i gruppi parrocchiali, accompagnati dai loro parroci ed educatori, ha permesso di vivere un momento di incontro, testimonianza, preghiera e condivisione. Alla gioiosa accoglienza animata dalle suore Adoratrici di Cristo in Spirito e Verità e dal direttore della Pastorale giovanile, Michele Tufo, ha fatto seguito la forte testimonianza di Maddalena e delle sue sorelle della Casa della povera gente di Spello, che ha coinvolto i giovani in prima persona a riflettere sulla povertà non solo come una condizione degradante della dignità della persona, ma anche come un’occasione per accogliere e toccare l’altro e, nello stesso tempo, lasciarsi toccare profondamente dal suo bisogno. Ed è stata proprio questa riflessione che ha fatto da trait d’union con la preghiera vissuta nella chiesa delle Suore Agostiniane di S. Maria Maddalena di Spello: toccare e lasciarsi toccare dall’altro per arrivare al suo @ gli,/ moglie devota ad un uomo malato,/ donna, pia donna, a servire la Chiesa;/ tutto distrutto in un giorno dannato”. Quel giorno fu la Pasqua del 2011. Era uscita a fare due passi sul viale Firenze, dove abitava. Una vettura la colpiva alle spalle scaraventandola verso il fiume Topino. Dal coma profondo non si è più svegliata. Primo ricovero a Terni, quindi a Foligno, infine in un vicino centro di assistenza, dove ha cessato di vivere tra la notte di martedì 11 e mercoledì 12 di novembre. Il funerale svoltosi nel primo pomeriggio di giovedì 13 novembre è di quelli che difficilmente si dimenticano. Presenti i familiari, tra i quali i figli Antonio, Filippo e Daniele che hanno ricevuto da Ridolfi – sempre vicino a tutti - un album con tante fotografie della madre sorridente, vivace e bella. Il canto d’ingresso “Alto e glorioso Dio” la fa rivivere. Il Vangelo di Matteo è proclamato da Ideale Piantoni: “Beati gli operatori di pace”. Mons. Sigismondi lo commenta adattandolo a Maria, che “si è addormentata”. La sua sofferenza – dice – è stata una purificazione. Di essa niente si Maria Ciri spreca. “Tutto è dono, tutto è grazia!”. Nell’attonito silenzio la grande assemblea sta per concludersi con le parole di Alberto Ridolfi e di padre Franco Buonamano per sottolineare i messaggi di solidarietà da ogni parte d’Italia, tra cui quello del dottor Ernesto Rossi presidente del Forum delle associazioni familiari dell’Umbria e del ministro nazionale ofs, Remo di Pinto. Tra i tanti anche Giuseppe Failla, ministro nazionale uscente, autore con Maria, Rosa Galiberti ed Emanuela De Nunzio di memorabili “battaglie” per giungere alla unificazione dell’Ofs, uno ed unico. Aristide Radicchi L’Associazione di pubblica assistenza Stella d’Italia di Spoleto ha compiuto 120 anni. Martedì 18 novembre, a Villa Redenta, si è svolta una giornata per celebrare l’anniversario, alla presenza tra gli altri di Filippo Maria Zuccari, presidente onorario Stella d’Italia, Gianni Fernetti, presidente Stella d’Italia e del sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli. Tra i vari temi si è parlato di sussidiarietà e coesione sociale delle Stella d’Italia, della sua radicalizzazione nel comprensorio spoletino e del suo operato nella rete sociale e sanitaria, della sua collaborazione preziosa nella rete dei servizi EmergenzaUrgenza. Nel pomeriggio, in piazza Garibaldi, apertura del gazebo espositivo con l’esposizione dei mezzi di soccorso (ambulanze - taxi sanitari). Alla basilica della Madonna di Loreto si è svolta la messa a cui è seguita la sfilata dei mezzi di soccorso. ❖ SERVIZIO CIVILE 10 posti al Comune di Spoleto Sono stati pubblicati i bandi per la selezione di 5.504 volontari da impiegare in progetti di Servizio civile nazionale nelle Regioni che hanno inserito la Misura servizio civile nazionale nel loro Piano di attuazione di Garanzia giovani. La domanda per partecipare ai progetti di Servizio civile nazionale potrà essere presentata entro il 15 dicembre 2014 ore 14. Per poter partecipare, tutti i giovani interessati dovranno iscriversi al programma Garanzia Giovani presente nel sito internet www.serviziocivile.gov.it e dovranno farlo prima di presentare la domanda di partecipazione ai progetti. La domanda va presentata all’Ente che realizza il progetto prescelto, al Comune di Spoleto ci sono 5 progetti approvati e finanziati per un totale di n. 10 volontari da impegnare in diversi settori dell’Ente: “Adotta un monumento” n. 2 posti disponibili, settore Patrimonio artistico e culturale, sede di attuazione del progetto: Palazzo comunale; “Ambiente e sostenibilità” 2014: “La lecceta di Monteluco tra passato presente e futuro” n. 2 posti disponibili, settore Ambiente, sede di attuazione del progetto: ufficio ambiente, piazza della Genga 4; “Ci vediamo in biblio!” n. 2 posti disponibili, settore Patrimonio artistico e culturale, sede di attuazione del progetto: Biblioteca comunale di Palazzo Mauri; “Passa all’informagiovani” n. 2 posti disponibili, settore Educazione e promozione culturale, sede di attuazione del progetto: Informagiovani di Palazzo Mauri; “Prevenire per non rischiare” n. 2 posti disponibili, settore Protezione civile, sede di attuazione del progetto: Ufficio di Protezione Civile Zona Industriale S. Chiodo. Per informazioni rivolgersi alla referente per il Servizio civile del Comune di Spoleto d.ssa Francesca Palazzi tel. 0743.218522 o all’Informagiovani del comune di Spoleto tel. 0743.218822 o visitare il portale istituzionale del Comune di Spoleto alla sezione giovani e formazione o collegarsi al sito www.serviziocivile.gov.it. (Sara Sassi) ❖ MUSEO DIOC. FOLIGNO Conferenza su beata Angelina Sabato 22 novembre, alle ore 16, nella sala della Loggia del museo capitolare diocesano di Foligno, conferenza sulla biografia della beata Angelina tenuta da suor Claudia Grieco. Tema dell’incontro “Non ti ho amato per scherzo”. Seguirà visita guidata al monastero ddi sant’Anna. L’iniziativa rientra nel programma promosso dall’Associazione musei ecclesiasticidell’Umbria dal titolo “Il femminile nell’arte sacra in Umbria”. Sabato 29 novembre e il 6 dicembre, alle ore 15.30 visite guidate al monastero di Sant’Anna. Richiesta prenotazione presso il museo diocesano tel. 0742 351209.