Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE Numero 82 06 Novembre 2012 79 Pagine NEWS Anteprima MOTOGP SUPERBIKE MV Agusta Rivale Ducati “Panigalina” Moto Guzzi California MOTOCROSS 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 SPORT Mercato MV Agusta presenta la Brutale 800 Triumph Street Triple 2013 Intervista Klaus Allisat: “Husqvarna? Diventerà una fabbrica italiana di moto” | prova enduro on-off| Honda CRF 250L da Pag. 2 a Pag. 13 PROVA NAKED Suzuki Inazuma 250 All’Interno NEWS: Honda: auto e moto comunicheranno tra loro | MOTOGP: N. Cereghini “Un titolo sonnolento” | GP Phillip Island Lo sapevate che...? | SBK: Max Biaggi a un passo dal ritiro? | SPORT: Yamaha nell’enduro con il team Miglio Honda CRF 250L PREGI Facilità di guida e consumi DIFETTI Pedane del passeggero da fachiro PREZZO 4.500 € Prova enduro on-off Un nome meritato! di Andrea Perfetti | Anche la Casa giapponese propone la sua enduro stradale di piccola cilindrata, dal nome e dal look sfacciatamente ispirati alle moto da cross. Comoda in città, potente quanto basta e capace di stupire in fuoristrada. Costa 4.500 euro 2 3 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE L a nuova Honda CRF 250L NEWS MOTOGP SUPERBIKE La Casa giapponese non rimane alla finestra e si butta nella mischia delle moto da enduro facili, di bassa cilindrata, con la CRF 250L. Farà concorrenza alla Kawasaki KLX 250 (5.090 euro) e alla Yamaha WR 250 R (6.590 euro), rispetto alle quali consente un bel risparmio: ha un prezzo di 4.500 euro franco concessionario. A ben guardare non si notano però finiture inferiori rispetto alle concorrenti. La linea è convincente e richiama immediatamente le pepatissime CRF 250 e 450R che corrono nel Motocross. Le plastiche sono di fattura eccellente, al pari della qualità 4 MOTOCROSS SPORT dei materiali impiegati (carter motore, foderi della forcella, leve e cerchi). Il telaio è perimetrale, ma a differenza delle CRF da cross è realizzato in acciaio e non in alluminio. Scelta obbligata, questa, per tenere basso il prezzo di acquisto della moto. Davvero ci fai tutto? Enduro stradali come la CRF 250L nascono con l’obiettivo di accontentare esigenze spesso in conflitto tra loro. Devono essere (un minimo) comode in città, sopportare i trasferimenti extra urbani, consumare poco, arrampicarsi un po’ dappertutto. 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 »»»Prove E, prima di ogni altra cosa, devono far divertire il motociclista, che altrimenti si prende il solito scooter e mette in soffitta l’idea della moto da enduro. Osservando la CRF L sul cavalletto, è lecito avere qualche dubbio sulla sua effettiva poliedricità. Tante scelte sono di compromesso, a partire dai pneumatici tassellati (con le classiche misure enduristiche: 21” davanti, 18” dietro) che stridono vicino ad accessori da moto quasi stradale (strumentazione completa, blocchetti elettrici ben fatti, specchietti retrovisori e ganci per le borse sul codino). Vedremo nella prova dinamica quali risultati dà questo insolito mix di generi. 5 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS Anno Numero 2012 02 82 »»»Prove SPORT Monocilindrico bialbero a iniezione Il cuore della CRF 250L è un moderno motore monocilindrico bialbero di 250 cc, alimentato per mezzo dell’iniezione elettronica PGM-FI (con corpo farfallato da 36 mm) e raffreddato a liquido. È un propulsore super quadro (alesaggio x corsa sono pari a 76 x 55 mm), capace quindi di raggiungere alti regimi di rotazione (il limitatore è a 10.500 giri). Sviluppa 23,1 cavalli a 8.500 giri, con una coppia di 22 Nm a 7.000 giri. Il cambio ha 6 rapporti. Il peso è di 144 kg, che comprendono i 7,7 litri di benzina contenuta nel serbatoio. La dotazione standard comprende anche le pedane del passeggero, che obbligano però il secondo a una posizione da fachiro. La sella dista 875 mm da terra e non crea problemi quando bisogna mettere il piede a terra al semaforo o dare la zampata salva-vita in fuoristrada. Sospensioni a lunga escursione Per dare libero sfogo ai tasselli il più lontano possibile dall’asfalto, la nostra CRF adotta sospensioni da giraffa. L’escursione è infatti ampia ( 250 mm davanti, 240 dietro) e consente di affrontare 6 06 Novembre tratti di off-road molto sconnessi e, senza esagerare, anche qualche salto. La forcella ha steli rovesciati da 43 mm ed è priva di regolazioni, mentre l’ammortizzatore impiega il classico Pro-Link Honda che lo vincola al forcellone in alluminio. I due freni a disco sono abbondantemente forati e ricordano il disegno di quelli delle cugine da cross (oltre al diametro: 256 mm all’anteriore, 220 mm al posteriore). La nostra prova Salire in sella alla CRF250L farà riemergere antiche emozioni a chi ha vissuto la mitica stagione 7 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » NEWS MOTOGP SUPERBIKE delle 125 due tempi nei primi anni 90. Peso e ingombri sono simili, e pure il motore da 23 cavalli sa il fatto suo: rispetto agli antenati ha meno cavalli, ma si fa perdonare con una coppia ben maggiore ai bassi. Il carattere in alto non manca, e fa della CRF L una moto brillante, con un piglio sportivo che giustifica un nome tanto nobile. In poche parole: è andata oltre le nostre aspettative, non ci saremmo mai aspettati tanto gusto da una piccola 250 4 tempi. La nuova Honda è invece a suo agio in città, scatta forte al semaforo ed è persino più agile di uno scooter 125. Il suo brillante bialbero le consente poi di tenere alta la testa (ma anche il parafango….) quando si esce dalla metropoli. Regolarissimo anche ai bassi, cambia tono intorno ai 5/6.000 con un’entrata in coppia che invita a giocare con il cambio, ben manovrabile sebbene rapportato un po’ lungo. 8 MOTOCROSS Anno Numero 2012 02 82 »»»Prove SPORT “ PROVE 06 Novembre La CRF L è rapida nel raggiungere i 120 km/h e va anche oltre. Si possono tenere i 130 orari di crociera, per quanto l’avantreno a questa andatura inizi un po’ ad accusare l’effetto vela tipico di tutte le moto a parafango alto. Le sospensioni sono perfette in città e, anche senza raffinate regolazioni, vanno alla grande anche in fuoristrada. Per essere il più possibile obiettivi, abbiamo portato la CRF 250L nel sottobosco dove di solito ci divertiamo con la nostra enduro racing. Proprio qui la piccola Honda ci ha fatto divertire un sacco, a tratti più che con il quattroemezzo da gara. Con lei sfrutti tutti i cavalli, che non sono così pochi quando si corre nei boschi, mentre il telaio si dimostra semplicemente perfetto, unendo un’ottima maneggevolezza con una stabilità a prova di avvallamento preso a cannone (anche il gergo vira al tassello). La frenata, Con lei sfrutti tutti i cavalli, che non sono così pochi quando si corre nei boschi, mentre il telaio si dimostra semplicemente perfetto 9 ZOOM ZOOM ZOOM 10 11 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 »»»Prove SPORT Honda è sempre Honda Honda è sempre Honda. Prodotti validi ed efficaci. sarà semnjza dubbio affidabile. Luke200824 - 24/10/2012 Spettacolare!!! sono un altro fortunato possessore di questa moto!a 40 anni sono tornato di nuovo un ragazzino...grazie Honda roby.bianco - 27/10/2012 Leggi e partecipa ai commenti » 12 Honda SCHEDA TECNICA che su asfalto avremmo desiderato più pronta davanti, si rivela perfetta su sterrato, con il tipico feeling Honda: c’è la potenza che serve da gestire al millimetro col solo dito indice. Con una guida sportiva, a cui la CRF250L si presta spesso e volentieri, non si toccano i 32 km/l promessi dalla Casa madre, ma il risultato resta comunque positivo. Con lei abbiamo percorso in media 25 km/l, off-road compreso, ovviamente. CRF 250 L Tempi: 4 € 4.500 Cilindri: 1 Cilindrata: 250 cc Raffreddamento: a liquido Avviamento: E Potenza: 23.1 cv (17 kW) / 8500 giri Coppia: nM / 7000 giri Marce: 6 Freni: D-D Misure freni: 256-220 mm Misure cerchi (ant./post.): 21’’ / 18’’ Normativa antinquinamento: Euro 3 Peso: 144 kg Lunghezza: 2195 mm Larghezza: 815 mm Altezza: 875 mm Capacità serbatoio: 7.7 l Segmento: Enduro 13 Suzuki Inazuma 250 PREGI Comfort e Consumi DIFETTI Peso elevato PREZZO 3.990 € Prova naked Fulmine a ciel sereno di Cristina Bacchetti | Si chiama Inazuma, che in giapponese significa fulmine, ed è la nuova proposta di Suzuki per chi si avvicina al mondo delle due ruote, ma non solo. Arriverà a fine ottobre e costerà 3.990 Euro 14 15 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE 6 NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 »»»Prove SPORT 0 anni di Suzuki Era il 1952 quando Suzuki lanciava sul mercato il suo primo mezzo a due ruote: il Power Free; da allora ne è passata di acqua sotto ai ponti e la casa di Hamamatsu ha sempre risposto alle esigenze dei motociclisti sfornando modelli di successo: dallo scooter Burgman alle sportive GSX-R. Cosa mancava nell’attuale gamma moto? Una cilindrata medio/piccola che andasse e sopperire alla sempre più insistente richiesta del mercato di mezzi fruibili, ma dai costi contenuti. Suzuki non è l’unica che negli ultimi anni si è avvicinata a questa filosofia che strizza l’occhio al neofita ma che punta anche a chi non vuole rinunciare all’utilizzo quotidiano della moto, in città o fuori, per andare in ufficio o per il giretto domenicale. Inazuma 250 risponde a tutte queste esigenze e debutta sul mercato in un momento delicato dove però ha tutte le carte in regola per farsi notare, forte anche delle 4.000 unità già vendute in Giappone dal suo debutto, a luglio, sino ad oggi. Design Per regalarle quell’aria da grande i designer giapponesi si sono ispirati all’imponente B-King 1300 alla quale ruba le linee guida, l’inconfondibile frontale dal cupolino minimal con faro incassato e la soluzione degli indicatori di direzione anteriori integrati nei convogliatori laterali. Il profilo di Inazuma svela una linea slanciata, dalla lunga sella fino al codino all’insù, e stupisce lo scarico che termina con due terminali laterali, scelta inusuale su moto di questa cilindrata, ma che comunque non va ad appesantirne la figura. Alcuni particolari quali le pedane poggiapiedi, le leva del cambio e del freno e il maniglione passeggero sono realizzati in lega di alluminio. Strumentazione Decisamente ben fatta la strumentazione leggibile e chiara, oltre che completa. Un ampio display LCD è posizionato a destra dell’indicatore di velocità. Riporta funzioni quali conta chilometri totale e parziale doppio, consumo carburante, indicatore di marcia, intervalli di manutenzione programmata e orologio. Gli indicatori a LED segnalano temperatura del liquido di raffreddamento, pressione dell’olio, spia diagnosi FI, luce abbagliante e indicatori di direzione. Ma la vera chicca è l’indicatore luminoso di cambiata in 3 modalità: il numero di giri può essere impostato in tre modalità, standard (spia spenta), normale ed eco. Nella modalità normale la spia si illumina quando il motore raggiunge la velocità di crociera più appropriata ad un utilizzo ordinario, consentendo così al pilota di valutare la tempistica migliore per il cambio marcia. 16 Nella modalità eco la spia si illumina a una velocità inferiore rispetto alla modalità normale, dando la possibilità al pilota di ottimizzare i consumi. Motore Il cuore che spinge l’Inazuma è un nuovo bicilindrico fronte marcia, bialbero in testa. La cilindrata è di 248 cc, è raffreddamento a liquido, l’alimentazione è a iniezione elettronica, mentre il cambio è a 6 marce. Il propulsore eroga una potenza massima di 18 kW (24,48 cv ) a 8.500 giri e una coppia di 22 Nm a 6.500 giri. La centralina elettronica ECM controlla e stabilisce, sulla base delle informazioni provenienti dai vari sensori incluso il sensore O2, i tempi e i volumi ottimali d’iniezione. Questo garantisce un’erogazione costante, un minimo regolare e la riduzione dei consumi. Ciclistica Così come il motore, anche il telaio a doppia culla che lo racchiude è stato specificatamente pensato e costruito per Inazuma, con l’intento quindi di dare il massimo della resistenza senza andare a compromettere la maneggevolezza della moto. Per quanto riguarda le sospensioni, troviamo all’anteriore una forcella telescopica e al posteriore un monoammortizzatore con precarico molla regolabile in 7 posizioni. Inazuma è equipaggiata con un sistema frenante idraulico a singolo disco flottante anteriore e fisso posteriore dalle generose dimensioni di, rispettivamente, 290 e 240 mm. I cerchi in lega di alluminio a tre razze calzano pneumatici che misurano all’anteriore 110/80R17 e al posteriore 140/70R17. 17 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS La prova su strada 18 Anno Numero 2012 02 82 »»»Prove SPORT Trattandosi di una entry-level dal prezzo contenuto ci si potrebbe aspettare qualche finitura poco curata qua e là, o qualche segno di un chiaro tentativo di risparmio in termini di componenti, e invece no. La luccicante Inazuma fa bella mostra di sé, fiera dei suoi 250 cc e di finiture curate, oltre a una linea che poco si discosta da quella di naked di maggiore cilindrata. Una volta in sella colpisce subito la seduta comoda, anche per il passeggero al quale sono riservati una bella fetta di sella e un comodo maniglione d’appiglio. Le pedane alte e leggermente arretrate permettono una posizione quasi sportiva che torna utile nella guida su percorsi collinari o di misto veloce; il manubrio alto e ben distanziato permette di non affaticarsi in caso di lunghi tratti di rettilineo o nell’uso quotidiano in città. Abbiamo avuto modo di provarla in tutte queste situazioni di guida e la sensazione che trasmette è quella di sentirsi a suo agio davvero dappertutto. 06 Novembre In città In mezzo al traffico è quasi paragonabile a uno scooter, sia per comodità che per maneggevolezza, le leve di freno e frizione sono abbastanza morbide da non affaticare le mani durante l’inevitabile start&stop dell’ora di punta, particolare che sarà sicuramente gradito alle fanciulle, altro spicchio di mercato al quale si propone la piccola giapponese. Altro punto a favore del gentil sesso è l’altezza della sella: i 780 mm che la separano da terra permettono un appoggio sicuro di entrambi i piedi, condizione utile anche in caso di manovre di parcheggio dato che Inazuma, coi suoi 182 kg di peso in ordine di marcia, non si piazza esattamente nella categoria dei pesi piuma. Le sospensioni, un po’ troppo morbide, assorbono bene le piccole asperità quali pavé o tratti sconnessi, ma su dossi o buche profonde rischiano di risultare troppo “molleggiate”; inconveniente di sicuro risolvibile andando ad agire sul precarico della molla e cercando la miglior soluzione in base al peso del 19 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 »»»Prove SPORT pilota e all’utilizzo che si vuole fare della moto. La frenata, con poco mordente all’anteriore e più decisa al posteriore, è ben modulabile e dolce. Anche il neofita, in caso di fermata di emergenza, non si troverà in spiacevoli situazioni dettate dall’inesperienza e dal relativo eccesso di zelo sulle leve. A tal proposito e visto anche l’ampio raggio di utilizzo per il quale si propone, vorremmo in futuro una versione dotata di ABS. “ Fuori porta Tra le colline, su strade tortuose, saliscendi e tornanti, Inazuma tira fuori il suo lato grintoso e divertente. La potenza è erogata in maniera lineare sia dai bassi regimi fino ai medi/alti, grazie al rapporto tra alesaggio e corsa di 53.5 mm x 55.2 mm e al cambio a 6 marce, un po’ rumoroso ma preciso. Il peso, che nell’uso quotidiano può risultare un difetto, diventa invece garanzia di stabilità alle alte velocità, dove non si avvertono incertezze o ondeggiamenti. Le vibrazioni sono pressoché nulle grazie all’adozione di un contralbero che, al tempo stesso, riduce la rumorosità del motore. 10+ alla strumentazione, di cui abbiamo parlato in precedenza, completa e ben leggibile anche nella guida un po’ più sprintosa, dove è necessario che tutto sia sempre sotto controllo con un solo colpo d’occhio. In mezzo al traffico è quasi paragonabile a uno scooter, sia per comodità che per maneggevolezza 20 21 ZOOM 22 ZOOM 23 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 »»»Prove SPORT 1 2 Consumi 3 1 Frontale dal cupolino minimal, ispirato all’imponente B-King 1300. 2 Stupisce lo scarico che termina con due terminali laterali. 3 Ben fatta la strumentazione leggibile e chiara, oltre che completa. 24 In modalità eco, quindi con cambiata consigliata a bassi giri del motore, Inazuma percorre circa 30,4 km con un litro di carburante, che si traducono in oltre 400 km di autonomia col pieno del grande serbatoio da 13,3 litri. Prezzo e accessori Suzuki Inazuma 250 sarà disponibile nelle concessionarie a fine ottobre, anche per i test ride dei clienti, nell’unica colorazione nera. Costerà 3.990 Euro nella versione standard e 4.290 Euro nella versione plus, che offre cavalletto centrale e kit bauletto da 26 litri. Altri accessori disponibili saranno le barre paramotore, le pellicole adesive di protezione per le carene, il para serbatoio con logo, adesivi carbon look e un piccolo cupolino. Dopo il primo tagliando di routine a 1.000 km è prevista una manutenzione ogni 5.000 km o 15 mesi. Per sottolineare che Inazuma vorrebbe essere una moto per tutti, che arriva a dare un po’ di respiro in questo periodo economico difficile, Suzuki offre un finanziamento dedicato con importo interamente finanziabile in 48 rate, con le prime 24 di 40 Euro. Le 24 rate successive dipenderanno dal totale dell’importo da finanziare. SCHEDA TECNICA Suzuki Inazuma 250 Tempi: 4 € 3.990 Cilindri: 2 Cilindrata: 249 cc Disposizione cilindri: Orizzontale Raffreddamento: a liquido Potenza: 24.48 cv (18 kW) / 8500 giri Coppia: nM / 6500 giri Marce: 6 Freni: D-D Misure freni: 290-240 mm Misure cerchi (ant./post.): 17’’ / 17’’ Normativa antinquinamento: Euro 3 Peso: 182 kg Lunghezza: 2145 mm Larghezza: 760 mm Altezza: 780 mm Capacità serbatoio: 13.3 l Segmento: Naked 25 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS SPORT 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 »»»»Prove News aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb MV Agusta Rivale: il primo bozzetto Debutta a EICMA! Giovanni Castiglioni ce ne aveva confermato l’esistenza in un’intervista esclusiva, ora possiamo confermare anche al Salone di Milano. Tre cilindri, 800cc e nuove soluzioni tecniche ed estetiche per esplorare nuovi segmenti “ Rivale sarà un nuovo concetto di moto”, così aveva anticipato Giovanni Castiglioni, figlio del compianto Claudio, in occasione dell’MV Agusta Revival. I tratti somatici della Rivale - così si chiamerà la nuova crossover di Schiranna - saranno in effetti una fusione fra una naked e una motard; di una moto simile avevamo già parlato quando vi avevamo mostrato il concept Tricruiser sviluppato presso lo IED di Milano. Ma ora si fa sul 26 serio e siamo in grado di rivelarvi il bozzetto definitivo della Rivale. La vedremo a EICMA 2012. Il propulsore, sempre tricilindrico, crescerà fino ad 800cc con un probabile incremento di potenza rispetto al valore espresso dalla F3 ma, soprattutto, un’erogazione molto più vigorosa ai medi. Lo stesso propulsore verrà quasi sicuramente adottato più avanti anche sulla sportiva F3 - come abbiamo ipotizzato solo ieri parlando di una proposta concorrente, è facile prevedere per i prossimi anni un sostanziale cambiamento delle cilindrate in quel segmento identificato con le medie sportive. La Rivale mantiene lo spettacolare scarico basso dotato di tre canne sovrapposte, autentico marchio di fabbrica di F3 e Brutale 675. Le finiture paiono essere al top, come da tradizione MV e sfoggiano la migliore componentistica italiana sia a livello di cerchi che di impianto frenante. Il debutto avverrà fra due settimane ad EICMA. 27 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS SPORT 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 »»»»Prove News Nuova MV Agusta Brutale 800 2013 Il nuovo motore 800 aumenta potenza, coppia e gusto di guida. Le sospensioni regolabili e la nuova dotazione elettronica rendono la Brutale 800 una delle principali novità di EICMA. Peso, potenza e prezzo N uova MV Agusta Brutale 800 2013 Il nuovo motore 800 aumenta potenza, coppia e gusto di guida della naked MV Agusta. Le nuove sospensioni regolabili e la nuova dotazione elettronica completa ed evoluta, rendono la Brutale 800 una delle principali novità di EICMA 2012. Ora con il nuovo motore, con potenza e coppia paragonabile ad una 1.000cc, e con un peso di soli 167 kg, Brutale 800 è unica nel rapporto peso/potenza. Brutale 800, però, non vanta soltanto il nuovo motore tre cilindri: anche le sospensioni sono nuove, regolabili e permettono al pilota di adattarne la risposta alla differenti condizioni. Tutto ciò potendo contare sulla dotazione elettronica completa del MVICS (Motor & Vehicle Integrated Control System), il sistema integrato di gestione del veicolo, che comprende innanzitutto il Full Ride by Wire multimappa integrato al controllo di trazione. Il risultato è erogazione ottimizzata, massima efficienza del motore anche sul fronte dei consumi di carburante e l’opportunità di personalizzare il carattere del motore, scegliendo tra le quattro mappe disponibili: tre pre-impostate, una da creare a proprio piacimento. Il propulsore tre cilindri, che ha esordito sulla supersportiva F3 675, vanta soluzioni tecniche esclusive come l’albero motore controrotante, utilizzato in MotoGP, ma inedito nella produzione di serie. Il telaio ha struttura mista, un’altra esclusiva di MV Agusta: la sezione anteriore a traliccio in tubi di acciaio è completata da due leggere piastre in lega di alluminio, a cui è vincolato il monobraccio della sospensione posteriore. 28 29 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS SPORT 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 »»»»Prove News aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb Il motore Il nuovo motore 800 tre cilindri ha la corsa di 54.3 mm ed eroga una potenza e coppia di 125 CV a 11.600 giri/min con limitatore a 13.000 rpm; significativa anche la coppia massima, che tocca gli 81 Nm a 8.600 rpm, nell’ambito di un rafforzamento esteso all’intera curva d’erogazione, in modo da garantire una risposta al gas pronta e generosa a tutti i regimi d’utilizzo. Questo livello di prestazioni, rapportato al peso a secco del veicolo pari a 167 kg, pongono la Brutale 800 ai vertici della categoria “naked”. Con F3 e Brutale 675 la nuova Brutale 800 condivide la maggior parte della componentistica. In comune, quindi, le scelte tecniche fondamentali: in primis, l’albero motore controrotante, precedentemente utilizzato soltanto in MotoGP e in grado di offrire il migliore bilanciamento durante la guida, riducendo l’inerzia nei cambi di direzione e quindi aumentando la maneggevolezza del veicolo. Peculiare anche l’impiego del basamento di tipo “closed-deck”, fuso in conchiglia e con le canne integrali. Da sottolineare, infine, la scelta di 30 integrare nel basamento i circuiti dell’acqua e dell’olio, con il gruppo pompe collocato all’interno del motore, a vantaggio tra l’altro anche dell’estetica della moto. Il rapporto di trasmissione finale è allungato, in virtù delle prestazioni superiori e attraverso il montaggio di una corona con due denti in meno. Le sospensioni A prestazioni superiori corrispondono maggiori possibilità di regolazione delle sospensioni: per questo MV Agusta Brutale 800 monta forcella a steli rovesciati e monoammortizzatore personalizzabili nella risposta idraulica ed elastica. La forcella a steli rovesciati da 43 mm di diametro conferma l’escursione di 125 mm ed è regolabile in compressione, estensione e precarico della molla; corsa di 119 mm per la ruota posteriore, vincolata al monobraccio e all’ammortizzatore, anch’esso regolabile in compressione, estensione e precarico della molla. I freni Brutale 800 propone un impianto frenante di qualità: all’avantreno spicca la coppia di dischi di 320 mm di diametro, con pinze Brembo a fissaggio radiale e quattro pistoncini (32 mm di diametro); anche al retrotreno la dotazione è al vertice per efficacia, con il disco di 220 mm e la pinza Brembo a due pistoncini (da 34 mm di diametro). Colorazioni e prezzi La nuova Brutale 800 è proposta in 4 combinazioni di colore: Rosso rubino metallizzato/Argento Bianco/Rosso Mamba Grigio metallizzato opaco/Bianco perlato Bianco/Blu perlato “ITALIA” A partire da 9.990€, disponibile anche nella versione EAS (con cambio elettronico) a 10.390€. Brutale 800 “ITALIA” è disponibile solo nella versione EAS a 10.990€. 31 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS M Presentata a marzo a Miami, la Moto Guzzi California 1400 sarà svelata ufficialmente al pubblico a EICMA 2012 nella versione touring, con borse laterali e parabrezza a questo prezzo 32 Anno Numero 2012 02 82 »»»»Prove News SPORT Nuova Moto Guzzi California 1400: svelati i prezzi 06 Novembre oto Guzzi California 1400 La convention di Piaggio Group Americas è stata l’occasione per presentare in anteprima assoluta al mercato americano alcuni dei più importanti modelli di moto che faranno il proprio debutto commerciale tra il 2012 e il 2013. Tra questi la nuova Moto Guzzi California 1400, una “cruiser”, che vedremo sulle nostre strade a breve dopo la presentazione a EICMA 2012. La nuova moto porta un nome grazie alla quale il marchio Moto Guzzi si impose in tutto il mondo. La California 1400 sfoggia una livrea scura metallizzata, e rispetto allo scorso anno mostra una sella “a un posto e mezzo”, più da cruiser sbarazzina che da GT. Dietro sono evidenti i nuovi ammortizzatori oleopneumatici, quindi senza molle, e con il serbatoio dell’azoto separato. La versione touring della California, quindi con sella a due posti, borse laterali, parabrezza, ammortizzatori tradizionali e teste dei cilindri diverse dal modello mostrato alla stampa a Miami, sarà presentata ufficialmente al pubblico a EICMA 2012. Le prime indiscrezioni, comparse sui social network, parlano di un prezzo di circa 19.300€ per la versione più accessoriata. 33 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS La rassegna meneghina sarà il teatro per la presentazione della nuova Hypermotard, già immortalata in qualche scatto spia. Attesa anche per la “Panigalina” N on è certo un segreto che Ducati stia lavorando a una Hypermotard tutta nuova: negli scorsi giorni abbiamo pubblicato diverse immagini, apparse in Rete, da cui si vedono chiaramente le future fattezze della bella motardona italiana. Siamo in grado di dirvi qualcosa di più sulla nuova Hyper, che come già ipotizzato abbandona il propulsore a due valvole per adottare il Testastretta da 849cc già di 848 e Streetfighter. 34 Anno Numero 2012 02 82 »»»»Prove News SPORT All’EICMA importanti novità Ducati: Hypermotard 848 e Panigale “piccola” 06 Novembre La potenza dovrebbe attestarsi sotto i 120 cavalli (dai ben 140 della supersportiva); la declinazione 11°, quella più adatta all’uso stradale per il maggior vigore ai bassi e medi regimi, ne offre 132 sulla Streetfighter. Per fare a meno del radiatore dell’olio ma consentire comunque l’uso della Hyper anche a basse velocità dovrebbe arrivare lo scambiatore di calore olio/acqua già visto sulla Panigale. La ciclistica, come si evince dalle foto spia, conterà sul tradizionale traliccio in acciaio ma con componenti in alluminio imbullonate in zona telaietto; il forcellone sarà di diretta derivazione da quello dell’attuale Monster 1100 Evo. Di primissimo piano anche la dotazione elettronica: abbiamo già visto il “piccolo” Testastretta dotato di controllo di trazione e cambio rapido, mancano all’appello giusto l’acceleratore ride-bywire con conseguenti riding modes, ABS di ultima generazione ed assistenza elettronica sulle sospensioni. Aspettatevi novità in tal senso. Ma la Hyper potrebbe non essere l’unica novità che Ducati porterà ad EICMA. Non possiamo essere certi della sua presenza già alla kermesse meneghina, ma è vicinissima al debutto la sorella minore della Panigale, in fase di collaudo sul tracciato di Nardò. La cilindrata si dovrebbe aggirare attorno ai 900cc, riprendendo la proporzione di ¾ a suo tempo stabilita dal regolamento fra Supersport e Superbike bicilindriche. Al momento attuale la normativa continua a limitare a 748cc le SS a due cilindri, ma lo stato di calma piatta del mercato delle 600 e i sempre più frequenti sconfinamenti verso cilindrate superiori lasciano presagire profondi cambiamenti in quelle che abbiamo sempre definito “medie sportive”. 35 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 »»»»Prove News SPORT di ritoccare l’assetto, riducendo l’inclinazione del cannotto a 24.1° e aumentando l’avancorsa di 0.5mm, a 99.6m. Il risultato è un peso in ordine di marcia di soli 183kg, con un risparmio di ben 6kg rispetto al modello uscente. Variazioni anche per il comparto sospensioni, con l’avantreno caratterizzato da una forcella Kayaba da 41mm a steli rovesciati. La frenata è affidata ad un doppio disco flottante da 310mm, con pinze flottanti Nissin a due pistoncini. Per una maggiore sicurezza è disponibile la versione con ABS disinseribile. Il cuore pulsante della Street Triple è sempre il motore tre cilindri da 675cc, 12 valvole, raffreddato a liquido. In sinergia con il cambio a 6 marce con innesti ravvicinati, l’unità di potenza di 106Cv a 11,850 giri con una coppia massima di 68Nm. La strumentazione digitale LCD include cronometro sul giro, indicatore di cambiata programmabile, livello carburante, orologio e indicatore di marcia, contagiri analogico e tachimetro digitale. Il display mostra anche il livello di pressione dei pneumatici anteriore e posteriore, dove il sistema di monitoraggio pressione pneumatici è montato come optional. Tre le colorazioni disponibili per la Street Triple 2013: Phantom Black, Crystal White e Caribbean Blue. Nei prossimi giorni troverete su Moto.it la prova completa e le interviste ai concessionari Triumph. Nuova Triumph Street Triple 675 ed R 2013: svelati i prezzi Stiamo provando in Spagna l’ultima versione della Triumph Street Triple, base ed R, equipaggiata col nuovo telaio e con lo scarico basso. Arriverà con l’ABS optional con questi prezzi N prezzi uova Triumph Street Triple 675 ed R: svelati i Stiamo provando in Spagna l’ultima versione della Triumph Street Triple, base ed R, equipaggiata col nuovo telaio e con lo scarico basso. Arriverà con l’ABS optional (a 400 euro) 36 con questi prezzi: 8.190 euro la base, 9.190 la R. Le Street Triple arriveranno a metà novembre, da metà dicembre le versi0ni con ABS. Il cambiamento principale riguarda il telaio, totalmente rivisto: ad una parte anteriore a doppio trave in alluminio ora è fissato un nuovo telaietto pressofuso in due parti. Il nuovo telaio è più leggero, grazie a un minor numero di componenti e saldature; la sensazione di leggerezza è sottolineata dal nuovo scarico basso in acciaio, che “pulisce” la linea e riposiziona il baricentro ridistribuendo il peso dello scarico stesso. La sostanziale variazione nella distribuzione dei pesi ha dato l’opportunità agli ingegneri Triumph 37 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS nuova Street e Street R? 4. Avete già raccolto ordini? 5. Qual è il cliente tipo della Street? Da che moto arriva? 6. Cosa ne pensate delle ultime modifiche introdotte sulla Street (scarico basso)? 7. (importante) Il nuovo corso della famiglia Triple (leggi: nuova faro) ha rilanciato le vendite o le ha rallentate secondo la vostra esperienza? Stiamo testando le nuove naked della Casa inglese: i modelli 2013. Prima di leggere la nostra prova completa, ecco cosa si aspettano i concessionari Triumph, a loro la parola I l cambiamento principale riguarda il telaio, totalmente rivisto: ad una parte anteriore a doppio trave in alluminio ora è fissato un nuovo telaietto pressofuso in due parti. Un peso in ordine di marcia di soli 183kg, con un risparmio di ben 6kg rispetto al modello uscente. Variazioni anche per il comparto sospensioni, con l’avantreno caratterizzato da una 38 forcella Kayaba da 41mm a steli rovesciati. La frenata è affidata ad un doppio disco flottante da 310mm, con pinze flottanti Nissin a due pistoncini. Per una maggiore sicurezza è disponibile la versione con ABS disinseribile. Il tricilindrico da 675 cc ha una potenza di 106Cv a 11,850 giri con una coppia massima di 68Nm. Lasciamo la parola ai concessionari, ecco le domande che abbiamo posto loro: 1. Come sono andate le vendite sia di Street Triple che di Speed Triple nel corso del 2012? 2. E’ più richiesta la 1050 o la 675? 3. Avete riscontrato interesse da parte del pubblico sulla Anno Numero 2012 02 82 »»»»Prove News SPORT Triumph Street Triple 2013 La parola ai concessionari 06 Novembre Numerotre, Roma. Ci risponde Fabrizio Farinelli. 1. Le vendite sono in calo. Quelle della Street vanno meglio di quelle della Speed. Triumph ha fatto qualche promozione quest’anno, e quelle servono sempre! 2. E’ più richiesta la 675. Visto anche il momento economico, l’utenza si rivolge ai prodotti meno costosi. 3. Sì, diverse persone aspettano che arrivi, la vogliono vedere e provare. 4. No, nessun ordine. 5. Molti arrivano dal Monster e altri sono neofiti o è la prima moto di una certa importanza. 6. Scarico basso e nuova coda si sposano meglio con i nuovi fari. Trovo il complesso più armonioso. 7. Non possiamo prescindere dalla crisi di settore perché è proprio il segmento delle nude che fatica. Il nuovo faro subito non piaceva, poi provandola si sono dovuti ricredere, anche perché le modifiche tecniche sono sostanziali. Triumph Bergamo. Ci risponde Giovanni Martinelli 1. Le vendite della Street sono state abbastanza costanti, mentre per la Speed un po’ in calo. 2. La 675 ha più richieste della 1050. 3. Si, assolutamente. 4. No, aspettano tutti di vederla e di salirci sopra. 5. Il cliente tipo magari scende da una moto più pesante oppure è un giovane che arriva da cilindrate più piccole e punta a un mezzo più prestazionale pur rimanendo nella fascia di spesa. 6. Io ho avuto clienti che si sono lamentati dello scarico che scaldava quindi rimarranno soddisfatti dalla modifica. Per quanto riguarda il giudizio estetico… è una questione personale. 7. A livello estetico i nuovi fari sono stati accolti bene, ma è proprio il segmento che sta soffrendo. Triumph Firenze. Ci risponde Vittorio Olivi 1. Le vendite hanno avuto una discreta flessione, circa del 35%. 2. Più o meno non c’è tanta differenza. 3. Abbiamo già avuto contatti. 4. No, attualmente. 5. Generalmente arriva dalle sue competitor, per lo più giapponesi, un po’ meno sportive e allora chi cerca più qualità si rivolge a noi. 6. E’ un rinnovamento ben centrato. La moto è bella e rinfrescarla era abbastanza necessario. 7. Difficile dirlo, perché siamo in recessione per ben altri motivi a prescindere dai fari. Se il mercato è in recessione di oltre il 40%, diciamo che i fari non son stati un ulteriore decremento. Officine Inglesi, Salerno. Ci risponde Alfonso Amatore. 1. Rispetto al boom di quando è stata lanciata le vendite sono calate, anche se è sempre una delle più richieste. 2. La 675 ha perso meno quote nelle vendite rispetto alla 1050 . 3. No, per ora non molto. 4. Nessun ordine. 5. Prende una fascia di clienti che scendono da una nuda o anche chi è alla prima esperienza. Magari si scende da un bicilindrico tipo Ducati Monster o anche qualcosa di più pesante o uno scooterone e si è in cerca di una moto più agile. 6. Diciamo che secondo alcuni clienti ha perso un po’ il fascino della linea Triumph, anche se rimane una moto bellissima. C’è anche da dire però che molti si lamentavano del calore o anche dei gas dello scarico alto. 7. Il primo impatto è stato difficile per i clienti poi le hanno viste dal vero e si sono abituati, ma dalle prime immagini hanno avuto un impatto forte. La storia Triumph è legata all’immagine del doppio faro tondo, ma era anche il momento di rinnovare. 39 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS SPORT 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 »»»»Prove News INTERVISTA Klaus Allisat: “Husqvarna? Diventerà una splendida fabbrica italiana di moto “ di Ippolito Fassati | Viene da BMW Auto e da due anni è presidente di Husqvarna. Si è appassionato all’enduro, che pratica appena può, e ha le idee chiare sul futuro dell’azienda che cresce sui mercati emergenti e in America. Allisat ci svela anche i piani sportivi della Casa I ntervista a Klaus Allisat (presidente di Husqvarna) Klaus Allisat è da oltre due anni al timone di Husqvarna. Abbiamo incontrato il presidente della Casa italo-tedesca a Colonia, in occasione di Intermot 2012, per conoscere le strategie di Husqvarna nei prossimi anni, sia dal punto di vista del prodotto sia da quello sportivo. Non sono mancate le sorprese: prima tra tutte la passione del presidente Allisat per l’enduro, scoperto proprio in Italia (prima aveva ricoperto il ruolo di Presidente Acquisti nel ramo auto per BMW) grazie anche all’intervento di un altro manager approdato in Husqvarna da Monaco di Baviera, l’ingegnere Christian Wettach. Il 2012 ha registrato un pesante calo nelle immatricolazioni 40 di moto in Italia. Husqvarna com’è andata? «L’Italia resta il nostro mercato di riferimento, seguito dalla Germania. Ma siamo molto cresciuti anche negli Stati Uniti d’America, grazie anche all’apporto della nostra nuova filiale che opera in California e che ci ha permesso di crescere molto negli ultimi mesi grazie alla fama e all’apprezzamento del nostro marchio. Certamente l’Italia resta un mercato fondamentale per Husqvarna, per quanto ora risenta pesantemente della crisi economica generale». Quali sono le vostre previsioni per il 2013? «Puntiamo a crescere nei Paesi emergenti, dove la motocicletta si sta rapidamente diffondendo. Ci stiamo rafforzando in Sud Africa, dove inizieremo a produrre moto per il mercato locale dal prossimo anno, e sono appena tornato dall’Indonesia, che rappresenta un mercato potenzialmente incredibile per l’off-road. Qui l’enduro è uno sport di tendenza, c’è un’atmosfera fantastica. Ho partecipato a un evento con oltre 2.000 enduristi entusiasti, avevano anche l’appoggio delle autorità locali che hanno dato loro il benvenuto. Davvero è il paradiso della moto, che regala un modo spettacolare per conoscere la natura del posto! Gli appassionati vanno matti per l’enduro e anche la popolazione locale ama le moto, non le vede come un fastidio, a differenza che in Europa. Il nostro importatore indonesiano, che ha iniziato a operare tre anni fa, sta facendo un ottimo lavoro e Husqvarna è già molto apprezzata e conosciuta». 41 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE Con che moto ha fatto il giro in Indonesia? «Con la TE449, che ha un motore fantastico che mi ha permesso di cavarmela anche nei tratti più difficili. Le cilindrate più comuni sono di 250 cc o simili, ma c’è spazio per crescere anche in altri segmenti di mercato». D’altra parte loro non hanno i divieti che stanno uccidendo l’enduro in Italia e in Europa. «Infatti. Nei Paesi emergenti, come l’Indonesia appunto, l’enduro è ben visto, mentre in Italia è sempre più difficile usare la moto da fuoristrada, ci sono divieti generalizzati che stanno 42 NEWS MOTOGP SUPERBIKE limitando fortemente l’uso della moto da enduro, che ormai si può usare solo o quasi sui tracciati di motocross o nelle poche cavalcate autorizzate, che non bastano da sole ad appagare la voglia di divertirsi degli appassionati, per quanto siano comunque eventi divertentissimi (ha appena partecipato alla Green Pistons e dal suo racconto traspare una passione recente ma già fortissima per l’enduro. Nda). In Sud Africa o Brasile vivono una realtà differente, non ci sono divieti e puoi goderti la moto in posti favolosi. Il segmento enduro crescerà in quei Paesi, non da noi». MOTOCROSS Anno Numero 2012 02 82 »»»»Prove News SPORT E’ il motivo per cui state investendo tanto nelle moto da strada? «Il settore delle moto da fuoristrada resta per noi essenziale, anche in Italia. Il nostro è un marchio legato all’enduro e al motocross. Ma per crescere dobbiamo andare anche oltre. Nuda, Terra e Strada consentono a Husqvarna di conquistare nuovi clienti sfruttando le sinergie che la Casa ha con il gruppo BMW. Sfruttiamo la tecnologia tedesca, ma non rinunciamo al DNA Husqvarna: la Nuda, ad esempio, ma anche la Strada hanno più cavalli, un diverso handling, un sound aggressivo e uno stile indiscutibilmente 06 Novembre italiani. Perché, pur facendo parte di BMW, vogliamo fare di Husqvarna una splendida fabbrica italiana di motociclette». Un target giovane. I clienti Husqvarna hanno in media dieci anni meno di quelli BMW Avete un target molto differente da quello BMW. «Certo, e questa è proprio una delle ragioni che ha spinto la BMW ad acquisire la Casa italiana. Con Husqvarna possiamo raggiungere clienti più giovani e sportivi, che poi un giorno potranno anche passare a una BMW, a una GS o a una moto da turismo. Con Husqvarna raggiungiamo i motociclisti che non possono prendere in considerazione una BMW: dal quattordicenne che guida il 50 cc all’appassionato di motocross ed enduro. Ma anche chi compra la Nuda cerca una moto differente nello stile, e anche nel posizionamento di prezzo, dalle BMW». I vostri clienti sono più giovani di quelli di BMW? «Sì, mediamente di 10 anni. Anche perché fare enduro e motocross dopo i 40 anni è sempre più faticoso. Lo so bene, perché lo pratico! Mi diverto tantissimo, ma credo di essere un po’ più vecchio della media dei nostri clienti». Facciamo un bilancio della vostra attuale produzione. Qual è la percentuale di moto da off-road, e quale da strada? «Oggi siamo al 60 % off-road e 40% street, ma grazie all’introduzione dei nuovi modelli da strada TR 650 arriveremo presto a un bilancio pari all’interno della nostra produzione. Va anche detto che prosegue lo sviluppo dei modelli da enduro e cross, che per noi restano il cuore dell’azienda. Dal punto di vista della produzione, Husqvarna vive una situazione ideale: i mesi in cui le linee di montaggio lavorano alla gamma off-road sono esattamente complementari a quelli in cui 43 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 44 perché Husqvarna ha bisogno di crescere nei volumi in tempi ragionevolmente brevi». Avete una forte tradizione in Italia, non a caso tutte le vostre moto stradali hanno un nome italiano (Terra, Nuda, Strada). Ma oggi non è diventato troppo difficile e costoso produrre in Italia? Cosa si sentirebbe di consigliare al Primo Ministro Mario Monti per incentivare le aziende estere a venire nel nostro Paese a produrre? «Produrre in Italia non è un problema. Non ci sono differenze sostanziali tra l’Italia e altri Paesi europei. Anzi a Varese abbiamo persone molto motivate, l’assenteismo è minimo. Anno Numero 2012 02 82 »»»»Prove News SPORT Ha senso produrre qui, c’è competenza e passione. Qui abbiamo tutto quello che ci serve per produrre bene, siamo competitivi anche con la Germania. Ovviamente alcune forniture arrivano dall’estero, ma questo capita in tutti i settori ed è legato al costo dei componenti che è più basso nel Far East, dove si riforniscono anche i nostri concorrenti come Ducati o Triumph. Ma questo non significa affatto che l’Italia non sia competitiva, anzi. Certamente non mi sento di dare consigli al signor Monti, che mi pare stia lavorando molto bene per risollevare le sorti dell’Italia, che oggi si batte contro un livello di disoccupazione molto alto specie tra i giovani (circa il 25% è senza lavoro), che non hanno certo modo di acquistare una moto oggi, senza un lavoro. L’Italia sta facendo molto per uscire dalla crisi». realizziamo le moto stradali, che hanno una stagionalità diversa. In questo modo la resa della fabbrica è ottimale e impiega sempre nel miglior modo possibile le nostre maestranze, senza che si debba ricorrere alla cassa integrazione nei mesi invernali. I nostri operai sono impegnati 12 mesi all’anno. Tutto questo è fondamentale 06 Novembre Ha parlato prima dei divieti nella pratica del fuoristrada. Come si può incentivare l’uso della moto in fuoristrada? Esistono alternative “ecologiche”? «Non credo che la moto elettrica sia una soluzione valida: la ruota, quando gira, scava il terreno. E fa poca differenza che sia a trazione elettrica o dotata di un motore a scoppio. Il problema piuttosto deriva dal rumore che ci rende immediatamente riconoscibili. In Austria stanno provando a rendere legale la circolazione elettrica in fuoristrada, ma non credo sia la giusta strada. La tecnologia attuale non rende le moto elettriche adatte all’enduro, manca l’autonomia necessaria a fare un bel giro in montagna. Devi poter tornare a casa, e la cosa non sempre può avvenire con un’autonomia così ridotta. Il discorso è diverso per le moto da cross, in un futuro non troppo lontano si potranno realizzare delle piste cittadine dove praticare questo sport in sella a divertenti moto elettriche. Ma l’enduro è un’altra cosa». Oggi nella vostra gamma di moto da strada si passa direttamente dalla SM 125 alla grande TR 650. Prevedete di colmare questo gap con una cilindrata intermedia? «Vogliamo attirare i giovani, quindi sicuramente proporremo una moto di cilindrata intermedia. Ma è presto per dire quando. Posso solo dirvi che siamo quasi pronti». Avete introdotto di serie l’ABS sulle moto stradali dal 2013, seguendo la strada intrapresa da BMW. «Vengo da BMW e appoggio la loro filosofia. In Italia tanti motociclisti ritenevano l’ABS un accessorio inutile, ma non è ovviamente così. Quando sono arrivato in Husqvarna, ancora tante persone erano convinte fosse un optional per clienti alle prime armi, lontani quindi da un prodotto sportivo come una moto Husqvarna. Ma oggi le cose sono cambiate, in meglio. Le persone riconoscono l’importanza dell’ABS anche su moto potenti e sportive come la Nuda. Oggi non si può più prescindere dall’ABS, una frenata d’emergenza può capitare anche al miglior pilota». Nel futuro investirete ancora nello sport? «Non crediamo più nel Supermotard, non ha dato i riscontri attesi. Andremo sicuramente avanti con i nostri progetti nell’Enduro, appoggiando il team gestito molto bene da Fabrizio Azzalin nel Mondiale. Interrompiamo invece il supporto nel Mondiale Motocross al Team Ricci: con loro abbiamo lavorato molto bene, sono un gruppo fantastico, ma purtroppo l’attenzione ai costi ci impone dei tagli. Non rinunciamo però al Motocross, che è la storia di Husqvarna.Correremo ancora nei campionati nazionali e faremo crescere i giovani piloti con più talento. Nel 2013 saremo presenti anche nei Rally, con un team ufficiale che potrà fare molto bene, come ha dimostrato con il nostro Barreda. Questi risultati ci hanno dato una grande visibilità sui media di tutto il mondo, dimostrando la validità delle nostre moto». 45 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS Immatricolazioni stagnanti a 12.054 unità, con un -11% rispetto allo stesso mese nel 2011. Continua il successo di Honda NC700X, grande prestazione di Harley-Davidson I l mercato del mese di ottobre Ottobre conferma la fase di grande difficoltà del mercato delle due ruote: il mercato in generale fa segnare 12.054 unità vendute, con un segno meno davanti alla variazione dell’11% rispetto ad ottobre 2011. Sul totale annuale crollano le moto (3.149 pezzi venduti, -18,4%), tengono gli scooter (-8,1%) grazie alla commessa Piaggio con Poste Italiane, in caduta 46 libera gli scooter 50 (-22,5%). La top seller del mese resta il fenomeno della seconda metà dell’anno, la Honda NC700X venduta in 125 pezzi. Al secondo e terzo posto due modelli Harley-Davidson (Iron 883 e 1200 Forty-eight, con 88 e 76 unità vendute) scalzano dal “podio” la sempreverde BMW R1200GS Adventure che paga però senza dubbio l’annuncio ufficiale del modello nuovo in arrivo. L’andamento annuale Sul volume annuo la BMW R1200GS resta la più venduta ma con un vantaggio ridotto a “soli” 200 pezzi rispetto, anche in questo caso, alla Honda NC700X. I dati combinati con la Adventure la vedrebbero in netto vantaggio, ma anche in questo caso si potrebbe voler considerare la NC700S nel mix. Tra gli scooter balza in testa Piaggio grazie ai quasi 16000 Liberty 125 venduti a Poste Italiane, Anno Numero 2012 02 82 »»»»Prove News SPORT Mercato a ottobre. Continua il crollo 06 Novembre mentre si consolida il successo Yamaha con il suo TMAX davanti al fenomeno Honda SH. Da gennaio ad ottobre l’immatricolato registra 195.206 veicoli e un -19%, di cui 139.531 scooter con -13,8% e 55.675 moto pari a -29,6%. I “cinquantini” registrano solo 45.189 unità, dunque -31,5%. L’approfondimento per cilindrata evidenzia l’incremento degli scooter di 125cc con 54.580 veicoli e un +3,2%, ma solo grazie alla commessa delle Poste italiane che vale oltre 15.500 scooter. I 150-200cc, con 28.156 pezzi, scendono con un -17,1%. Più pesante il calo dei 250cc con 7.263 veicoli e un -46,3%, ma anche i 300-500cc sono in discesa con 36.504 unità pari a -38,6%. Si consolida l’affermazione dei nuovi maxiscooter oltre 500cc, con 13.028 vendite rispetto alle 2.007 dell’anno scorso. La situazione critica delle moto si riflette nelle contrazioni di tutte le cilindrate. Quelle superiori ai 1000cc segnano 16.156 pezzi, equivalenti a -31,8%. Seguono le moto tra 800 e 1000cc con 13.830 unità, e un -32,6% rispetto al 2011. Si attenua il calo delle medie cilindrate, tra 650 e 750cc che, con 12.347 moto, segnano un -19,1%; dimezzate le 600cc, con solo 3.078 vendite, e un -51,2%. Meno peggio le 300-500cc con 3.836 pezzi, che in termini percentuali vale -18,2%; le 250cc, con 1.590, registrano -26,3%. Infine le 125cc, con 4.387 moto, si attestano a -28,8%. Analogo il trend dei segmenti, in ordine di volumi: le enduro stradali, con 16.815 unità, segnano un -22,4%; le naked, con 16.526 vendite, sono a -35,6%; le custom, con 5.960 pezzi, scendono del -35,6%; le moto da turismo, con 5.333 immatricolazioni, hanno un -22,5%; le sportive, con 5.231 unità, si fermano a -31,1%; infine le supermotard, con 4.473 moto, scontano un -31,3%. Complessivamente nei primi 10 mesi dell’anno sono state vendute 240.395 2 ruote a motore (immatricolazioni + 50cc) con una flessione del -21,7%. Le moto più vendute del mese di ottobre Gli scooter più venduti nel 2012 Le top 100 moto del 2012 47 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 »»»»Prove News SPORT Come funziona il sistema La Insight è stata fatta viaggiare in convoglio con altre vetture di marche differenti, tutte in grado di comunicare le rispettive posizioni sia reciprocamente che alle apposite stazioni ITS presenti in città, e da esse ha ricevuto informazioni come la velocità da mantenere per trovare i semafori sul verde, oppure segnali di allerta tipo “veicolo in panne più avanti”, “presenza di lavori in corso”, “posizione pericolosa”, “prossimo ingorgo”, e “possibilità di maltempo incipiente”. Il sistema segnala allerta anche in caso di eventuale frenata di emergenza di uno dei veicoli che precedono; inoltre è in grado di segnalare l’arrivo di una moto, ed avvisare sia l’automobilista che il motociclista (in sella alla suddetta NC700X, a sua volta appositamente equipaggiata) della presenza di un veicolo non identificato in arrivo da una strada trasversale. E’ dal 2005 che Honda fa parte del Consorzio europeo di Comunicazione Car2Car, lavorando in particolare per l’integrazione della motocicletta nell’ambito dell’interconnessione tra i veicoli, e nel 1999 mise in comunicazione auto e moto tramite il progetto di ricerca ASV2 (Advanced Safety Vehicle), volto ad incrementare la sicurezza di motociclisti ed automobilisti. E se in quest’ambito nel 2008 l’utilizzo dell’applicazione venne dimostrato utilizzando una Goldwing 1800, ecco che quest’anno, a Vienna, ne è stata presentata Honda: auto e moto comunicheranno tra loro di Maurizio Tanca | Honda fa parlare auto e moto tra loro, mostrando ai visitatori dell’ITS World Congress di Vienna il sistema di “comunicazione intelligente” tra veicoli A lla diciannovesimaesima edizione dell’ITS World Congress, il Congresso sui Sistemi di Trasporto Intelligenti, tenutosi a Vienna dal 22 al 26 ottobre, Honda ha mostrato come i suoi 48 veicoli (alla stregua di quanto già mostrato da BMW) – ovviamente auto e moto – siano in grado di comunicare tra loro e con le apposite infrastrutture esterne, a tutto vantaggio della sicurezza stradale, dell’ambiente e del comfort di chi guida. Tali novità in questo settore, sono rivolte all’Europa, al Giappone e, naturalmente, agli Stati Uniti, e sono state rese disponibili in prova in anteprima su Insight e NC700X. 49 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 »»»»Prove News SPORT qualità di vita degli utenti. Lo stand Honda esponeva le nuove tecnologie e i veicoli allo scopo di coprire tre tematiche di utilizzo, denominate appunto Safety ITS, Green ITS e Comfort ITS. Sicurezza Auto e moto comunicano con le apposite stazioni ITS esterne, che forniscono informazioni sul traffico, come eventuali pericoli lungo il percorso e temporizzazione dei semafori. E’ inoltre in fase di sviluppo un progetto di ricerca relativo ad un sistema retrovisore elettronico per motocicli, dotato di sensori dedicati basato sui dettami del progetto europeo Drive C2X. Ambiente Onde prevenire potenziali ingorghi è stato sviluppato anche l’Honda Smart Home System, sistema casalingo ecosostenibile per la ricarica di veicoli elettrici o alimentati a idrogeno. Comfort Honda ha inoltre presentato l’Internavi Likc e l’HondaLink per ricevere in tempo reale aggiornamenti sulla situazione del traffico tramite un’apposita app sullo smartphone. l’ulteriore evoluzione, denominata “Human-Machine-Interface”, adatta a motociclette compatte, come la stessa NC700X. MAI (Motorcycle Approaching Indication) Si tratta di una applicazione volta alla sicurezza, sulla quale Honda ha lavorato nell’ottica della dimostrazione avvenuta al Car2Car. Secondo il MAIDS (studio approfondito sugli incidenti motociclistici in Europa), la maggior parte degli incidenti che vedono coinvolti i motociclisti sono causati da altri veicoli i cui guidatori dichiarano 50 di non averli visti arrivare. Il sistema di “comunicazione” tra moto ed auto provvede dunque ad allertare opportunamente i conducenti di entrambi i mezzi: il messaggio standardizzato di scambio dati tra i due veicoli contiene ovviamente un identificatore per le moto, in modo da far capire a tutti i veicoli riceventi che c’è un motociclista in arrivo, e prendere le necessarie precauzioni. Svariate le tipologie di incidente che il sistema è in grado di prevenire, dal classico incrocio a T, quindi tra veicoli che viaggiano perpendicolarmente l’uno rispetto all’altro, all’auto che svolta a sinistra tagliando la strada ad un motociclista, passando per un incidente tra veicoli che marciano in direzioni opposte. Honda è firmataria di un Memorandum D’Intesa con altre Case del mondo automotive impegnatesi ad applicare e diffondere la tecnologia ITS nel prossimo futuro. Progetti di cooperazione che vedono la Casa di Tokyo come partecipante attiva in Europa, Giappone e Stati Uniti hanno già dimostrato il potenziale di questa tecnologia che interconnette persone, mezzi e ambiente ad essi circostante al fine di rendere la guida più sicura, decongestionando il traffico per una miglior 51 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS Traffico di Andrea Perfetti | Palazzo Marino pubblica i dati sugli effetti di Area C nel periodo gennaio-settembre (a riscaldamenti spenti quindi). Ridotti inquinamento, ingressi in centro e incidenti. Cresce il numero di chi usa le due ruote M ilano, i numeri di Area C Il Comune di Milano rende noti alcuni dati che analizzano gli effetti di Area C nel periodo gennaio- settembre 2012. Sono presi in considerazione i 140 giorni di attività del provvedimento, vengono 52 ovviamente esclusi i 36 giorni di sospensione (mese di agosto, scioperi e giorni di sospensione in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato). Palazzo Marino compara i dati medi di questi mesi al 2008 (periodo Ecopass) e al 2011. Emerge chiaramente l’incongruenza di paragonare dati tra loro disomogenei. Il periodo in esame (gennaio- settembre) non tiene in considerazione l’aumento delle emissioni inquinanti prodotte dal riscaldamento di abitazioni, uffici ed esercizi commerciali. Riscaldamento che, guarda caso, è operativo proprio dal mese di ottobre. Anno Numero 2012 02 82 »»»»Prove News SPORT Milano, Area C: cala l’inquinamento, finché non si accende il riscaldamento 06 Novembre Il calo complessivo del traffico in ingresso ad Area C rispetto al 2011 registra un significativo - 32,8%, che vale 42.218 ingressi in meno. Circa l’83% delle auto è entrata per non più di 10 giorni; il 44% dei veicoli è entrato un solo giorno da gennaio a fine settembre. Solo il 2,8% delle auto è entrato per almeno il 50% dei giorni di applicazione di Area C. Le auto intestate ai residenti in media non supereranno i 40 accessi gratuiti annuali concessi dal Comune (dato relativo al 64% delle persone registrate, pari a 32.586 veicoli; stima basata sugli ingressi al 30 settembre 2012). “In media” sostiene il Comune; va quindi posto in evidenza come al 64%dei residenti in centro possano anche bastare gli accessi annuali (forse perché scelgono di spostarsi fuori dagli orari di Area C), mentre il restante 36% deve pagare per raggiungere la propria abitazione. Emissioni inquinanti Le emissioni di PM10 allo scarico registrano un calo del 58% rispetto al 2008 (con Ecopass attivo) e dell’11% rispetto al 2011. Le emissioni inquinanti delle auto nei giorni in cui Area C è attivo risultano – a detta del Comune – più basse rispetto a quelle calcolate dei giorni festivi (escluse le domenica a piedi, durante le quali le emissioni medie sono inferiori del 21% rispetto a quelle di un normale giorno festivo). Il calo delle emissioni medie giornaliere di PM10 totale (particolato atmosferico generato dalle auto sia allo scarico sia per usura pneumatici e sistema frenante e per abrasione manto stradale) è del 39% rispetto al 2008, del 20% rispetto al 2011. Secondo Palazzo Marino l’effetto di Area C in quest’ultimo caso sarebbe particolarmente evidente, perché negli anni precedenti non si verificavano variazioni significative di questo dato. Ci permettiamo di sollevare un’obiezione a quanto dichiarato dal Comune. I dati relativi al PM10 mostrano sì numeri inferiori (e anche di parecchio), ma calcolano le emissioni medie fino al mese di settembre, escludendo quindi di computare nella media i mesi in cui vengono accesi i riscaldamenti di abitazioni, uffici ed esercizi commerciali. Mesi che da sempre portano con sé un’impennata delle emissioni inquinanti. Sulle emissioni inquinanti, quindi, ci riserviamo di tornare a fine anno, quando sarà possibile fare una comparazione corretta tra i risultati prima e dopo Area C. Altri dati: incidenti, velocità (aggiornati a luglio) E’ forse più interessante notare quali benefici concreti ha portato invece Area C alla mobilità dei cittadini nella Cerchia dei Bastioni. La velocità commerciale dei mezzi pubblici è cresciuta del 6% per gli autobus, del 5% per i tram. Sono aumentati i veicoli a minor impatto ambientale (moto, bici e scooter, passati dal 9,6% al 16,6% dei totali). E significativa risulta la riduzione del numero di incidenti, che è doppia in Area C (-28%) rispetto al resto del capoluogo lombardo (-14%). 53 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS di Antonio Privitera | Avrei preferito avere il vizio delle donne. Magari non sarei in questo burrone totalmente isolato dal mondo. Altroché. Che razza di idea imbecille, andare a fare fuoristrada senza avvertire nessuno, da solo e per giunta di lunedì... A vrei preferito avere il vizio delle donne. Magari non sarei in questo burrone totalmente isolato dal mondo. Altroché. Che razza di idea imbecille, andare a fare fuoristrada senza avvertire nessuno, da solo e per giunta di lunedì. La moto è un rottame. Non si capisce più nemmeno se è un enduro o un trial; ora che mi viene in mente, non so se l’assicurazione copre 54 eventi di questo tipo. Appena torno a casa chiamo il mio broker. Sono scivolato giù da questo dirupo quando la moto ha fatto uno strano scoppio, eppure nell’ultima mezzora mi sentivo bene e respiravo a pieni polmoni l’aria della montagna inebriandomi della facilità con la quale andavo su e giù per mulattiere e sentieri. Giurerei che alcuni contadini mi hanno pure fatto ciao ciao con la mano (o erano caprette armate di fucili? Ciò non toglie che ero triste laggiù in città: un uccellino in gabbia a morire di noia), ma andavo troppo veloce ed ero talmente concentrato sulla guida da perdere ogni certezza, non c’ho mica la visione rallentata di Freddie Spencer! Quando torno a casa, mi informo se da queste parti hanno avuto problemi con gli enduristi. Qui c’è un mondo fantastico. Anno Numero 2012 02 82 »»»»Prove News SPORT I racconti di Moto.it. “Ultimo scoppio” 06 Novembre Facciamo la conta dei danni, su: in qualche modo devo fare passare il tempo in attesa che mia moglie noti la mia assenza oppure che qualcuno dal crinale cinquanta metri più su si sporga e mi veda. Allora, il cellulare: era dentro il marsupio, eccolo qui, liofilizzato. Poco male, ne compro uno nuovo appena rientro. Fisicamente… oddio, le mani mi fanno male ma ho avuto la fortuna di carambolare lungo uno scivolo naturale mentre la moto sotto di me faceva il carpiato. Le gambe, vediamo un po’… beh, ho il coccige in ebollizione ma penso di non avere nulla di rotto; indubbiamente la fortuna mi ha benedetto, manco un graffio! Quando lo racconterò agli amici, nessuno vorrà crederci. Mi diranno che è impossibile avere solo distrutto la moto e non essermi rotto nulla! La mia moto, già, la moto… in realtà non è mia… è di un mio carissimo amico, però lui non lo sa… insomma non sono obbligato a spiegare tutto, no? Bon, la riparo e poi gliela faccio trovare nel mio garage esattamente per come l’ha lasciata. Edoardo partiva per la Danimarca, non sapeva dove metterla e io mi sono offerto di custodirla in sua assenza. Mi deve quasi centomila euro, ha poco da innervosirsi se prendo in prestito la sua moto. Certo, magari non si aspetta di rivederla in versione compatta… ma credo che i suoi assegni postdatati nelle mie mani siano un bel deterrente all’incazzatura. Povero Edoardo, salvato dal fallimento dal mio intervento: con un piccolo, comodo, prestito di cinquantamila euro ha saldato tutti i suoi debitori e rimesso in piedi l’aziendina… io ci ho guadagnato un po’, sicuro: ma in questo mondo, in questo momento di crisi feroce, in questa situazione dove dobbiamo aiutarci tutti un po’, chi fa niente per niente? Chi fa sconti? È la vita. Troppo ripido lo strapiombo per pensare di risalirlo; con nessun albero a fare da appiglio rimango nel fondo di questo burrone cinque metri per cinque che sembra quasi una cella carceraria, intrappolato. Attendere prego... qualcuno prima di sera passerà. Se Edoardo avesse avuto una sportiva questo non mi sarebbe accaduto: è colpa sua! Porca miseria! Con una sportiva al limite ti schianti contro un muro, senza perderti nei boschi e senza finire in un dirupo rischiando di non uscirne fuori prima di sera; ho anche fame ma devo mantenere la calma: tra qualche oretta, sarò seduto a casa a mangiare e tutto questo freddo sarà dimenticato. Sarò a casa con mia moglie. Telefonerò al mio broker. Restituirò la moto al mio amico Edoardo dopo averla riparata. Oppure no. Oppure la motocicletta rimarrà in fondo a questo burrone assieme ai resti di vecchie lavatrici e cerchi ruota arrugginiti di Fiat anni ’80, quando la verità è che da queste parti gli enduristi non vengono mai perché è vietato e i contadini tendono fili spinati tra gli alberi all’altezza del pomo di Adamo. Oppure non ho nessuno, nemmeno un vero amico e tantomeno una moglie. E forse il mio broker manco esiste. Non so nemmeno più se Edoardo è reale. Edoardo, se ci sei, scherzavo: non è colpa tua se sono caduto in questo fossato profondo cinquanta metri, demolendo la moto. Comunque mi devi ancora centomila Euro e una confezione di pillole per l’emicrania, mi fa male la testa. Le mani sono ok, le gambe pure; la testa invece mi fa un male boia. Trovo che guidare una moto per i boschi sia fantastico, amo sentire la puzza dell’olio miscela assieme ai profumi delle resine secrete dagli alberi di questi monti. Ci vorrebbe una moto a rumore zero per andare per i boschi senza turbare l’arcadica pace dei monti. Guarda che silenzio. Si sente soltanto un rumorino, un fischio continuo. Che strano, lo sento anche se metto le dita dentro le orecchie. Ora che ci penso, ero senza casco. Ora che ci penso, quel contadino era inferocito e assomigliava ad Edoardo. Ora che ci penso quello poteva essere un fucile. Meglio che mi stenda qui sulla terra fresca, qualcuno verrà a prendermi. Che belle le nuvole. Ora che ci penso, è agosto. Ma ho freddo. Tanto freddo. 55 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 » Prove »»»MotoGP SPORT E’ stato troppo freddo, perché ha combattuto il minimo necessario, non ha espresso nemmeno uno di quei momenti di lucida follia che sono capaci di conquistare la nostra passione ”Un titolo sonnolento” di Nico Cereghini | Intendiamoci, quello di Jorge Lorenzo è un titolo mondiale strameritato: ha fatto tutto bene, non ha sbagliato niente. Però entusiasma poco. Perché? C iao a tutti! Quanto vale il titolo 2012 di Lorenzo? Per molti di noi Jorge è campione di costanza, di intelligenza, furbizia, maturità, tenacia, dedizione, calcolo, ragioneria, velocità, efficienza, tante belle qualità. Uso gli aggettivi dei vostri commenti. Ma non è stato certamente un campione di spettacolo. Un titolo meritato, il suo, ma sonnolento purtroppo, e ben poco entusiasmante. Di certo, Lorenzo non ha colpa se la formula MotoGP sta attraversando un 56 periodo molto critico. E ha fatto esattamente quello che doveva fare: vincere quando poteva, fare secondo nel caso contrario, guidando al meglio una MotoGP complicata; la migliore moto fino a metà stagione e poi inferiore alla Honda; e sempre mantenendo altissima la concentrazione. Nessuno, per un motivo o per l’altro, è riuscito a mettersi in mezzo e questo ha deluso. E’ stato il più forte davvero? Beh, qui pare evidente a tutti che Casey Stoner sia stato il talento più formidabile, incontestabilmente nell’ultimo biennio; ma non è matematico che il più rapido vinca il titolo, non sempre basta la velocità e la classe, più spesso serve regolarità e anche fortuna. Lo si dice spesso: quello che conta non è vincere le corse (sei, finora per Jorge, contro le nove del titolo 2010), ma portare a casa il massimo bottino tutte le domeniche. Dunque, nel complesso, Lorenzo è stato il migliore, e nemmeno particolarmente fortunato. E allora, mi domando, perché circola questo scarso entusiasmo? Perché mai, come vediamo, pochi si scaldano di fronte a questo campione che dopotutto ha già conquistato quattro titoli mondiali e dunque passerà tra i grandi della storia alla pari con Lawson, Biaggi e Villa? Provo a rispondere e poi ditemi se per voi sbaglio. Perché è stato troppo freddo, perché ha combattuto il minimo necessario, non ha espresso nemmeno uno di quei momenti di lucida follia che sono capaci di conquistare la nostra passione. Perché ha manifestato la stessa identica soddisfazione nel vincere come nel fare secondo: impennata trionfante sul traguardo, sorriso pieno sul podio, mai una smorfia di delusione. E’ forse un tipo poco comunicativo? Macché, è un latino, e poi già quando correva in 125, con il suo chupa chupa infilato nella bocca, sapeva trasmettere più grinta e più carattere di oggi. Ebbene, mi pare che dal pilota del nostro cuore noi ci aspettiamo ben altro. Io personalmente ho amato Walter Villa anche per i calcioni che diede nella carenatura di un rivale scorretto quando perse la calma, abbiamo tifato per Cadalora o per Reggiani anche per le loro facce incazzate su certi podi della 250, molti tifano Stoner e Biaggi anche perché non controllano le loro emozioni e qualche volta sbottano in discutibilissime affermazioni. Di solito chi si espone rischia, certo, però piace di più. Questo Lorenzo è stato troppo perfettino sulla sua M1. L’obiettivo era ben chiaro nella sua mente, niente spazio per il resto. Freddo, troppo controllato. Quasi quasi mi ha scaldato di più il successo di Sandro Cortese in Moto3 o quello del giovane Marquez in Moto2. 57 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS di Giovanni Zamagni | Che nel 2014 ci sarà una centralina unica ma libera nel software? Che Capirossi ha girato a Sepang con la Panigale? Che nel 2013 potrebbe essere introdotto il peso minimo moto+pilota anche in Moto2? D OOHAN TORNA IN SELLA Mick Doohan, 47 anni, cinque titoli mondiali consecutivi in 500 (dal 1994 al 1998) è tornato in sella a Phillip Island per qualche giro di pista il sabato e la domenica prima del GP. Doohan ha utilizzato una RC213V, arrivata appositamente dal Giappone, giudicata come “una moto molto più potente e docile della mia NSR500”. Mick aveva chiesto alla HRC di montare il freno posteriore al 58 Michele Pirro (nuovo collaudatore Ducati) sulla CRT. Pilota dell’orbita HRC, Kiyonari avrà il compito di sviluppare e collaudare la nuova Honda-CRT, in realtà una MotoGP a “basso costo” che sarà disponibile per la stagione 2014. Kiyonari non è al debutto nel motomondiale: nel 2003 aveva sostituito, sempre nel Team Gresini, il povero Daijiro Kato, morto in un terribile incidente a Suzuka. CORTI CON EDWARDS manubrio, come quando correva, ma non c’era il tempo materiale per farlo e così Doohan ha chiesto perlomeno di togliere la leva dalla pedana destra, per la paura di azionarla inavvertitamente con la gamba destra, che ha perso sensibilità dopo il terribile incidente del 1992 ad Assen, quando rischiò l’amputazione. YAMAHA: NON CI SONO I CAPI Nel giorno del trionfo di Jorge Lorenzo, ampiamente prevedibile, ha fatto specie che non ci fosse nessun “capo” a celebrare il successo del proprio pilota. L’assenza dei responsabili Yamaha ha fatto specie, ma ancora di più quella di Lin Jarvis, responsabile di Yamaha corse, presente una settimana prima a Sepang. KIYONARI CON GRESINI Ryuichi KIyonari correrà nel 2013 con il team Gresini: sostituirà Anno Numero 2012 02 82 » Prove »»»MotoGP SPORT GP di Phillip Island. Lo sapevate che...? 06 Novembre Lasciato malamente a piedi dal Team Italtrans, per non meglio precisate mancanze contrattuali fuori dalla pista, Claudio Corti è riuscito a trovare una sistemazione per la prossima stagione: sarà compagno di squadra di Colin Edwards nel team Forward in sella a una CRT. Ancora da decidere la moto: quest’anno, la squadra italiana utilizza la Suter-BMW, ma si sta pensando alla ART, l’Aprilia camuffata da CRT. SALARIO MINIMO In una intervista rilasciata a un giornalista spagnolo, Carmelo Ezpeleta ha detto di auspicare per il futuro un salario minimo di 300.000 euro per i piloti della MotoGP. Una idea non nuova, già portata avanti la scorsa stagione da Loris Capirossi, ma di difficile attuazione, soprattutto considerando i team CRT, che per correre chiedono ai piloti una cifra analoga. Sinceramente, quella di Ezpeleta è sembrata l’ennesima sparata, senza alcun fondamento. CENTRALINA UNICA, MA LIBERA Piano piano si sta arrivando all’accordo regolamentare per il 2014: dopo gli ultimi incontri, si sarebbe arrivati a un compromesso: una centralina unica, limitata nei canali di acquisizione, ma libera nel software. Quindi ci sarebbero delle limitazioni importanti, ma si lascerebbe alle Case la libertà di lavorare su un aspetto considerato cruciale per lo sviluppo. Per quanta riguarda la limitazione dei giri, voluta da Ezpeleta ma osteggiata dai costruttori, si sarebbe arrivati anche qui a un compromesso: 16.000 giri. A Valencia 59 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 » Prove »»»MotoGP SPORT ne dovremmo sapere di più. PEDROSA CONTRO CAPIROSSI In Australia si è continuato a discutere sull’opportunità o meno di fermare la gara della Malesia, con Jorge Lorenzo che ha alzato ripetutamente il braccio per segnale alla direzione corsa che non c’erano più le condizioni per continuare. «Prima della gara avevo parlato con Lorenzo – spiega Loris Capirossi, da quest’anno responsabile della sicurezza per la Dorna – e con altri sei, sette piloti, per dirgli che se la situazione fosse stata critica avrebbero potuto segnalarlo alzando il braccio». Esattamente quanto fatto da Jorge, ma Dani Pedrosa contesta duramente questa affermazione. «A me nessuno ha detto niente e, soprattutto, non dovrebbe farlo Capirossi, che non fa parte della Direzione Gara. Da un po’ di anni il regolamento è cambiato: a differenza di prima, i piloti non devono far nessun segnale, devono solo preoccuparsi di guidare. Ed è quello che io ho fatto a Sepang». EZPELETA: “CRT COMPETITIVE” Carmelo Ezpeleta sostiene che le CRT siano molto più competitive di quanto non dicano i risultati in pista. «Sono convinto che se su una ART metti uno dei piloti della prima fila, ci sarebbe molta meno differenza con le MotoGP: non dico 60 che lotterebbe per la vittoria, ma sarebbe comunque nelle prime posizioni». Insomma, è una questione di piloti, non di tecnica. CHANNEL10, CHE GIORNALISTI Grande spiegamento di forze di Channel10 per la copertura del GP di Casa, con grandi inviati: ai box, Mick Doohan, cinque titoli e 54 GP vinti in 500, Daryl Beattie, 3 vittorie e 14 podi in 500, mentre in cabina di commento c’era Kevin Magee, 1 vittoria e 3 podi in 500. Niente male: nessun’altra televisione può vantare simili collaboratori… CAPIROSSI IMPRESSIONATO DA BAYLISS Loris Capirossi ha girato due giorni a Sepang dopo il GP della Malesia, guidando una Ducati Panigale strettamente stradale “con targa, specchietti e frecce” sottolinea Loris. Al suo fianco c’era anche Troy Bayliss, compagno di squadra di Capirossi in Ducati nel 2003 e 2004 e suo grande amico. «Come al solito – ride Loris – sono rimasto impressionato da Troy: è matto vero, continua a darci un sacco di gas. E’ stato bello, ci siamo proprio divertiti: mi sembra che Bayliss abbia ancora una gran voglia di correre…». Per quanto riguarda la moto, Capirossi l’ha trovata: «davvero buona: è la prima moto stradale che, come ciclistica, si avvicina a una vera moto da corsa. Mi ha entusiasmato meno il motore, per un “buco” ai medi regimi». Anche Franco Uncini, iridato 500 nel 1982, è tornato in sella dopo 27 anni: da quando aveva smesso di fare il pilota, non era più tornato in pista. «All’inizio andava piano, ma poi ha cominciato a tirare: va ancora forte» è stato il commento di Capirossi. STONER: TWITTER CONTRO Con un twitter di giovedì, Casey Stoner ha invitato gli appassionati che sarebbero venuti a Phillip Island a non comperare stivali, guanti e cinture fatti utilizzando pelle di squalo. Non si è trattato, per la verità, di un messaggio “animalista”; piuttosto Stoner se l’è presa perché, secondo lui, veniva fatta “pubblicità ingannevole”. PESO MINIMO IN MOTO2 Nel 2013 potrebbe essere introdotto il peso minimo moto+pilota anche in Moto2, già esistente in Moto3 e che tanto penalizza, per esempio, il nostro Niccolò Antonelli, costretto a zavorrare la sua moto di 12 kg per raggiungere i 148 kg regolamentari. Attualmente, le Moto2 devono pesare almeno 140 kg senza pilota. Speriamo non sia così, perché la zavorra, per quanto piccola possa essere, crea grandi problemi a chi guida, ma è quasi certo che verrà introdotto: in Australia sono stati pesati tutti i piloti della Moto2. CURVA SIBERIA Una delle curve del tracciato di Phillip Island, la numero sei, è denominata “Siberia”. Era stato il grande Barry Sheene a chiamarla così, a causa del freddo che arriva sempre in quel punto dall’oceano. NAKASUGA SOSTITUISCE SPIES Costretto a una convalescenza di 10-12 settimane, Ben Spies sarà costretto a saltare il GP di Valencia (e i conseguenti test con la Ducati): al suo posto, sulla Yamaha M1 salirà il collaudatore Katsuyuki Nakasuga, che ha già corso, con discreti risultati a Motegi come wild card. IO L’AVEVO DETTO Alberto Puig (manager di Pedrosa) dopo il GP di Aragon: «Credo che gli ultimi 4 GP saranno molto difficili per Lorenzo». Classifica GP Australia: 1. Stoner, 2. Lorenzo, Pedrosa a terra al secondo giro. 61 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS L di Edoardo Licciardello | Nelle ultime riunioni tecniche Ezpeleta pare essere riuscito ad imporre alle case il passaggio alla centralina unica nel 2014, lasciando però in cambio mano libera nello sviluppo del software. Perché questo è importante per le case e perché i costi, così, non diminuiranno 62 Anno Numero 2012 02 82 » Prove »»»MotoGP SPORT La centralina unica e il futuro della MotoGP 06 Novembre a MotoGP fa dormire. La MotoGP non fa più spettacolo. La MotoGP costa troppo. In MotoGP solo con una moto ufficiale si riesce a vincere. Tutto tragicamente vero. I paladini dello status quo obietteranno come anche in passato la vittoria fosse poco meno che una chimera per chi non era in sella ad una moto ufficiale - fatta eccezione per qualche breve periodo, nell’infanzia delle formule tecniche di rottura con il passato - e come nelle massime categorie si ricordino sempre le stesse due o tre gare come esempio di grande spettacolo, ma gli annali al contrario siano più pieni di GP noiosi e scontati che non incerti e spettacolari. Tutto vero, ma è altrettanto evidente come da qualche anno l’andamento delle gare sia diventato inesorabilmente scontato. Salvo rari sparigliamenti di carte, chi in prova ha lavorato meglio sul passo prende il comando senza lasciare agli avversari possibilità di replica. I sorpassi sono merce rarissima solitamente riservata ai comprimari. Hanno fatto eccezione, nelle ultime stagioni, le gare sul bagnato o quelle in cui due piloti pressoché equivalenti si trovavano in sella alla stessa moto. Vi basterà parlare con un qualunque tecnico per isolare la responsabilità della palude di noia in cui è affondata la MotoGP: l’evoluzione dell’assistenza elettronica. Acceleratori ride-by-wire, mappature tridimensionali assistite da trasduttori di coppia al pignone e georeferenziate grazie alle piattaforme inerziali (adesso che il GPS è vietato…) e cambi seamless con gestione dell’acceleratore sia in innesto che in scalata hanno lasciato al pilota, una volta completata la messa a punto per la gara, poco più che l’incombenza di decidere la traiettoria. Salvo qualche clamoroso lungo in staccata, i piloti non sbagliano praticamente più. Le moto, in tutti gli altri frangenti, non gli consentono più di farlo. Fin troppo facile seguire la strada tracciata dalla F1: bloccare la centralina. Fornire, come per il monogomma, un’elettronica unica ed uguale per tutti, lasciando possibilmente ai team la sola possibilità di definire le strategie. Una soluzione che ha rivitalizzato diversi campionati tagliando radicalmente i costi per le squadre - gli scettici possono guardare la BSB, dove quest’anno si vedono piloti costretti a gestire derapate indesiderate e… qualche laptop in meno ai box. L’eliminazione del controllo di trazione, da solo, fa miracoli per lo spettacolo in gara. Purtroppo in MotoGP non sarà così, o almeno non proprio. La proposta di Ezpeleta e Corrado Cecchinelli (Direttore Tecnologico Dorna) è stata soggetta a controproposta da parte della MSMA (l’associazione dei costruttori) nella persona di Shuhei Nakamoto. Che, di recente, ha spesso tenuto atteggiamenti molto aggressivi pur di difendere gli interessi delle Case. E in particolare di Honda, che d’altra parte è quella che gli paga lo stipendio. Perché le 63 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE Case sono tanto contrarie alla limitazione dell’elettronica? Bisogna fare un passo indietro per capirlo meglio. Qualche anno fa si sentiva spesso citare un vecchio adagio anglofono: “Win on Sunday, sell on Monday”. Liberamente tradotto in “si vende quello che vince in gara” - il successo agonistico promuove il marchio e il modello. Peccato che l’assiomatica universalità di questa regola sia venuta meno: basta andare a riprendere le classifiche di vendita fra fine anni 90 e inizio 2000 per rendersi conto che vendeva di più chi azzeccava i modelli di serie, anche se - pur essendo una delle Case più potenti del mondo - il suo programma 64 NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS Anno Numero 2012 02 82 » Prove »»»MotoGP SPORT agonistico desse risultati a dir poco disastrosi da diverse stagioni. Un po’ per questo motivo, un po’ perché il mercato delle sportive si è ridotto ad una frazione (con denominatore molto elevato) rispetto a quello di alcuni anni fa, un po’ infine perché la crisi economica ha portato al taglio spietato di tutte le spese superflue, fatto sta che gli uffici marketing di tutte le case - quelli che secondo il principio sopra citato beneficiavano dei programmi agonistici - hanno ridotto in maniera sostanziale i budget a disposizione dei Reparti Corsa. I quali, dovendo al contrario affrontare spese sempre crescenti per affrontare una stagione di MotoGP, hanno dovuto andare a bussare altrove. Nella fattispecie, ai reparti Ricerca e Sviluppo. I settori R&D (Research & Development) hanno però un difetto. Non si accontentano di successi in gara e ricerche di mercato sulla popolarità del marchio come ritorno del proprio investimento. Gli servono tecnologie che possano poi applicare ai modelli di serie. Possibilmente modelli che vendano in grandi numeri - oggigiorno, moto sofisticate elettronicamente e che consumano poco. Da qui le pressioni per introdurre e mantenere i 21 litri e la corsa allo sviluppo dell’assistenza elettronica per la MotoGP. La soluzione della centralina unica sembrerebbe legare le mani alle Case, che si troverebbero a non poter più evolvere la parte elettronica. Ma c’è il 06 Novembre trucco: l’imposizione della centralina unica è stata accettata solo a patto di avere mano libera nello sviluppare il software che le gestisca. In sostanza: l’hardware è fisso, il software libero. I tecnici delle case potranno continuare a investire centinaia di ore/uomo per sperimentare il proprio software da riportare poi sulla produzione di serie. Anzi, dovranno investirne ancora di più, perché qualcuno dovrà effettuare il porting - la traduzione, per chi non mastica di informatica - del codice scritto per le centraline in uso oggi per adattarlo alla nuova centralina. Alla faccia del contenimento dei costi. Insomma: i budget caleranno solo per chi non vuole vincere, perché lasciando libero il software la possibilità di avere una centralina a prezzo politico non significa avere la stessa elettronica che avranno i team ufficiali. Inoltre, dando ai tecnici la possibilità di scrivere il proprio software, è praticamente impossibile legargli le mani vietandogli di implementare l’una o l’altra soluzione, tutt’al più limitarli bloccando le funzioni dei canali in ingresso. Se non consentiamo alla centralina di ricevere il segnale di una piattaforma inerziale o di un giroscopio, sarà molto difficile sviluppare determinate funzionalità di gestione veicolo. Ma a questo punto non si capisce, tornando al discorso iniziale, che utilità possa avere per le Case quel tipo di sviluppo: aspettiamoci pressioni perché la limitazione sia più… limitata possibile. La guerra è appena cominciata. Al momento attuale l’impressione è che non sia cambiato molto, e che si sia ancora molto lontani da quello scenario che vorrebbe Ezpeleta, in cui lo sviluppo tecnologico venga limitato a favore dello spettacolo sportivo. Non vogliamo arrivare a dire che cambierà tutto per non cambiare nulla, ma l’impressione è che la centralina unica sarà l’ennesima arma che Dorna sventola sotto il naso delle case solo per permettergli di smussarne il filo e renderla inefficace. Attendiamo la prossima battaglia. 65 Le foto più belle del GP di Phillip Island Il Gran Premio che ha galvanizzato i tifosi di Stoner e che ha consegnato il titolo di Campione del Mondo nelle mani di Jorge Lorenzo. Le foto più spettacolari che raccontano il week end austaliano dentro e fuori la pista 66 67 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE 68 NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS SPORT 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 » Prove »»»MotoGP 69 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS di Carlo Baldi | Il divorzio Ducati Althea sconvolge il mercato piloti e team. Ormai certo l’accordo tra Ducati e Alstare mentre Althea sembra vicina ad Aprilia e questo potrebbe portare al ritiro di Biaggi I l mondiale Superbike sta vivendo in questi giorni un momento di estrema incertezza e nell’attesa dei comunicati ufficiali si fanno largo voci ed indiscrezioni. Prime tra tutte quelle che riguardano Max Biaggi ed un suo possibile ritiro, avvalorate dal fatto che Max ha indetto una conferenza stampa per mercoledì 70 Anno Numero 2012 02 82 » Prove »»»Superbike SPORT Max Biaggi a un passo dal ritiro? 06 Novembre nel mondo della Superbike. Ci riferiamo al divorzio tra Ducati ed Althea. A breve la casa di Borgo Panigale renderà ufficiale il suo matrimonio con il team Alstare di Batta, che oltre a Checa dovrebbe schierare Sylvain Guintoli. Ma la domanda che in molti si pongono e : cosa farà il team di Genesio Bevilacqua? Prorpio a Moto. it la settimana scorsa, l’imprenditore di Civita Castellana dichiarò di essere già al lavoro per proseguire l’attività della sua squadra, annunciando (sue testuali parole) “programmi sorprendenti ed ambiziosi”. Se colleghiamo queste dichiarazioni all’intenzione da tempo manifestata da Aprilia di cedere il suo team Superbike ad una squadra privata (come fece a suo tempo la Ducati proprio con Althea e come ha fatto BMW con il team Motorrad Italia) il cerchio sembra chiuso e si spiegherebbe così anche il possibile ritiro del Corsaro. Un eventuale team Althea Aprilia schiererebbe infatti Davide Giugliano ed Eugene Laverty,“testo” entrambi già sotto contratto per il 2013 con Althea ed Aprilia, mentre Max si ritroverebbe a trattare il suo rinnovo non più con la casa di Noale, ma con Bevilacqua. Passare ad una struttura privata, pur se appoggiata dalla casa madre, potrebbe anche non rientrare nei piani di Biaggi che quindi potrebbe decidere di appendere il casco al chiodo, chiudendo in bellezza da campione del mondo (proprio come Bayliss nel 2008). Il condizionale è però più che mai d’obbligo, sia per la mancanza di comunicazioni ufficiali sia perché la speranza di tutti è che mercoledì Max annunci invece il suo rinnovo con Aprilia (che sia nel team ufficiale o in un eventuale team Althea). Un mondiale Superbike senza Biaggi sarebbe certamente un campionato meno prestigioso ed interessante e poi, vista la condizione fisica (e psicologica) del Corsaro, sarebbe un vero peccato perdere un campione che può dare ancora moltissimo al motociclismo. Al di là delle supposizioni, appare però certo che la Superbike 2013 sarà molto diversa rispetto al passato. Il divorzio tra Althea e Ducati ha sconvolto gli scenari ed ha consentito il rientro del team Alstare, una delle squadre che hanno fatto la storia della Superbike . E cosa dire della recente decisione della Yamaha di legarsi per tre anni al team russo Yakhnich Motorsport pomeriggio a Vallelunga. E’ difficile pensare che il sei volte campione del mondo abbia convocato una conferenza stampa solo per annunciare il suo rinnovo con l’Aprilia, che sembrava cosa fatta ma che invece sino ad ora nessuno ha annunciato. Subito dopo la vittoria del suo secondo mondiale Superbike sia Max che Dall’Igna rilasciarono dichiarazioni secondo le quali il rinnovo del contratto sembrava fosse solo una formalità, il tempo di incontrarsi per apporre delle firme. Però è passato quasi un mese ed il rinnovo non è mai stato ufficializzato. In mancanza di comunicati ufficiali ed in attesa delle dichiarazioni di Biaggi si possono però fare delle ipotesi, soprattutto considerando quanto avvenuto ultimamente 71 Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE con chiare ambizioni di rientrare, magari già nel 2014, in Superbike? I vertici della casa dei tre diapason sono stati molto chiari: “Se la Dorna ridurrà i costi della Superbike, avvicinandola maggiormente alla serie, potremmo anche valutare un nostro ritorno”. E se Yamaha ha deciso di appoggiare il team russo significa che ha già avuto rassicurazioni da parte di Dorna. Il nuovo gestore dei mondiali delle derivate dalla serie sino ad ora ha detto poco, ma quel poco è stato molto significativo “Manterremo ben distinti i due campionati, i prototipi in GP e le derivate dalla serie in 72 NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS SPORT Superbike”. Una decisione apparentemente scontata, ma decisiva per mantenere distinti i due campionati le cui strade stavano invece pericolosamente convergendo. Si delinea quindi in modo netto il futuro del mondiale Superbike che vedrà sempre di più le case presenti non più in forma ufficiale, ma in appoggio a strutture private. La BMW con il suo team italiano, la Ducati con Alstare, la Yamaha con Yakhnich e (forse) l’Aprilia con Althea. Inoltre moto maggiormente vicine alla serie non significa necessariamente Stock 1000, bensì nuovi regolamenti che evitino ad esempio modifiche o evoluzioni nel corso del campionato, una possibilità che sino ad ora è stata ovviamente ad esclusivo vantaggio dei team ufficiali e con un conseguente aumento dei costi. Così come in GP anche in Superbike è venuto il momento di bloccare una sfrenata corsa all’evoluzione che non solo stava allontanando le Superbike dalle moto di serie, ma aumentava i costi e rendeva sempre più netto il divario tra privati ed ufficiali, a discapito dello spettacolo. La Superbike non può fare a meno dei team privati. Ridurre i costi ed avvicinare maggiormente la Superbike alla serie aumenterebbe la competitività dei team privati a vantaggio dello spettacolo. “ Spedizione su abbonamento gratuito E si possono diminuire i costi e mantenere interessante la Superbike sia per le case che per i piloti senza per forza ridurre il tutto ad un campionato Stock, che sarebbe invece poco appetibile per chiunque (televisioni e sponsor innanzi tutto). Speriamo che la Dorna intenda intraprendere questa strada, ma nel frattempo le decisioni di Yamaha e Ducati smentiscono chi vede nell’avvento della casa spagnola la fine della Superbike. Le pessimistiche Cassandre, vedove di Infront, si mettano il cuore in pace: lo spettacolo della Superbike continuerà. 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 » Prove »»»Superbike Un eventuale team Althea Aprilia schiererebbe infatti Davide Giugliano ed Eugene Laverty, entrambi già sotto contratto per il 2013 con Althea ed Aprilia 73 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS SPORT Ottimi risultati per il Team Kawasaki Racing nei test di Valencia Il team Kawasaki Racing è tornata sul tracciato della Comunità Valenciana per portare avanti lo sviluppo della Ninja ZX-10R versione 2013 C ontinua il lavoro di test per il Kawasaki Racing Team, che nelle scorse due giornate è sceso in pista al Circuito Ricardo Tormo di Valencia con i piloti titolari Tom Sykes e Loris Baz, confermatissimi alla luce dell’ottima stagione 2012 disputata da entrambi. Dopo i più che positivi riferimenti ottenuti nella tre giorni di test al MotorLand Aragón disputata assieme ad altri top-team Superbike, la squadra di riferimento del costruttore di Akashi è tornata sul tracciato della Comunità Valenciana, utilizzato anche lo 74 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 » Prove »»»Superbike aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb scorso anno nell’ambito del programma pre stagionale, per portare avanti lo sviluppo della Ninja ZX-10R versione 2013. La pioggia ha portato alla fine anticipata del test, ma sia Sykes che Baz sono riusciti a completare più di 130 giri del tracciato iberico, recentemente riasfaltato. “The Grinner” è riuscito in entrambe le giornate a fermare le lancette sul crono di 1’32.8, di tre decimi più veloce rispetto a quello fatto segnare nel test dello scorso anno, mentre Baz ha chiuso con un miglior tempo di 1’33.4. «Ad essere onesti i tempi sono arrivati in modo abbastanza agevole» ammette Sykes «ed il passo del primo giorno non era male. Nella mattinata finale ho utilizzato solo un set di gomme ed la 15esimo giro ho eguagliato il miglior tempo fatto segnare nella prima giornata. Abbiamo ottenuto informazioni importanti che ci permetteranno di portare avanti lo sviluppo della Ninja ZX-10R. Sono già a mio agio con le gomme da 17’’, hanno funzionato a dovere. Mi posso ritenere quindi felice del lavoro svolto fino ad ora». Il prossimo appuntamento per il Kawasaki Racing Team è fissato per metà novembre per un test in programma di nuovo al MotorLand Aragón di Alcañiz. 75 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 »»» Motocross »»»Prove SPORT Brayton vince il Superbowl di Genova di Massimo Zanzani | Il Palasport ligure ha incoronato lo statunitense che ha prevalso sul connazionale Tomac; a Teillet gara e titolo SX2 P ronostici rispettati nella 33ª edizione del Superbowl di Genova che, approfittando dell’assenza di Justin Barcia, ha visto Justin Brayton e Eli Tomac spartirsi un primo ed un secondo posto a testa con la vittoria assoluta terminata in favore del neo acquisto Yamaha in virtù della affermazione riportata nella seconda finale. La prima ha infatti 76 registrato la prova di forza di Tomac, che dopo essere spuntato in quinta posizione dopo soli due giri si è portato al comando e non ha più mollato la presa sino alla bandiera a scacchi. Lo statunitense della Honda ha preceduto Brayton, che dopo essere rimasto in penultima posizione si è messo a testa bassa rendendosi autore di una consistente rimonta, il leader del campionato europeo SX1 Cedric Soubeyras e Gautier Paulin. La seconda finale sembrava dovesse terminare ancora in favore di Tomac, ma dopo aver condotto metà gara in testa al gruppo il pilota del team Geico non è riuscito a contenere la pressione di Brayton che gli ha soffiato sia la vittoria di manche che quella assoluta. Terzo posto per Paulin, che si è così assicurato anche il terzo gradino del podio davanti a Soubeyras che ha reso una formalità la conquista del titolo nella prova di chiusura che si corre il 17 novembre all’Eicma di Milano. Debutto in sella alla KTM 350 al di sotto delle aspettative per Christophe Pourcel, che dopo essersi piazzato alle spalle di Brayton in semifinale nelle due finali non è riuscito a farsi valere a causa di problemi tecnici. SX2 La classe SX2 ha laureato campione con una prova in anticipo il francese della Kawasaki Valentine Teillet, che si è lasciato alle spalle Berthome Romain (Kawasaki) e il portacolori della KTM Ufo Corse Maglia Azzurra Samuele Bernardini (KTM). SX125 Nella SX125 Alexis Verhaeghe l’ha spuntata su Dan Houzet e sul pilota del team Suzuki Castellari Tommaso De Pietri, mentre la SXRookie ha registrato l’affermazione di Clement Briatte. Classifica Assoluta Sx1 Campionato Europeo SX1 dopo 3 prove 77 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 06 Novembre Anno Numero 2012 02 82 »»» Sport SPORT Enduro: nasce il Yamaha Miglio Racing Team Editore: CRM S.r.l., Via Melzo 9 - 20129 Milano P. Iva 11921100159 Il 2013 vedrà il ritorno della Casa giapponese nei circuiti professionistici attraverso il supporto ufficiale al Team Miglio, collaborazione che unirà le due realtà nelle competitive arene dell’enduro nazionale Responsabile editoriale Ippolito Fassati Capo Redattore Andrea Perfetti Yamaha Miglio Racing Team non vuole assolutamente trascurare. Max Migliorati, Manager del Yamaha Miglio Racing Team «Da anni mi chiedevo come mai un marchio così importante non fosse presente in forze nei vari campionati nazionali o addirittura mondiali – spiega Max Migliorati, Manager del Yamaha Miglio Racing Team – ed allo stesso tempo ero alla ricerca di una nuova sfida. L’opportunità di questa collaborazione con Yamaha Motor Italia è quindi arrivata nel momento giusto… per tutti. I programmi per il momento saranno in ambito nazionale, ho sempre seguito la politica dei piccoli passi. L’obbiettivo non è di vincere a tutti i costi, ma certo vogliamo essere protagonisti e rappresentare il marchio nella maniera più professionale possibile, come ho sempre fatto, e credo che Yamaha voglia lo stesso». L a squadra bergamasca, gestita dall’ex pilota, vincitore tra l’altro di un Vaso d’Argento alla Sei Giorni del 1988, Massimo “Max” Migliorati e specializzata negli ultimi anni nelle competizioni Supermotard – categoria nella quale ha rappresentato uno dei punti di riferimento princi78 pali del Campionato Mondiale nelle ultime stagioni, conquistando anche il titolo 2008 – dalla prossima stagione sarà protagonista di una nuova ed ambiziosa sfida che la porterà a partecipare agli Assoluti d’Italia di Enduro 2013, schierando nella categoria E2 una coppia di Yamaha WR450F che nella nuovissima livrea del rinnovato Yamaha Miglio Racing Team verrà presentato dalla Casa giapponese a Milano in occasione della 70esima Esposizione Internazionale del Motociclo. Lo sviluppo della moto da gara è già a buon punto e nel frattempo è in corso la definizione dei piloti sia per gli Assoluti d’Italia che per gli altri campionati nazionali che il Paolo Pavesio, Direttore Marketing e Comunicazione di Yamaha Motor Italia «Dopo il rilancio dell’attività di base nel 2012 con numerose iniziative direttamente rivolte ai nostri clienti – afferma Paolo Pavesio, Direttore Marketing e Comunicazione di Yamaha Motor Italia e responsabile per l’attività racing italiana – stiamo continuando l’opera di rafforzamento nell’off-road tornando a presidiare in maniera significativa anche le competizioni nazionali di alto livello, come gli Assoluti d’Italia di enduro e gli altri campionati nazionali. Abbiamo subito trovato buon feeling con Massimo e siamo stati molto colpiti dalla serietà e professionalità con cui ha immediatamente raccolto la sfida!». Redazione Maurizio Tanca Cristina Bacchetti Marco Berti Francesco Paolillo Aimone dal Pozzo Edoardo Licciardello Grafica Thomas Bressani Collaboratori Nico Cereghini Giovanni Zamagni Carlo Baldi Massimo Zanzani Lorenzo Boldrini Enrico De Vita Ottorino Piccinato Antonio Privitera Antonio Gola Alfonso Rago COPYRIGHT Tutto il materiale contenuto in Moto. it Magazine è oggetto di diritti esclusivi di CRM S.r.l. con sede in Milano, Via Melzo 9. Ne è vietata quindi ogni riproduzione, anche parziale, senza l’autorizzazione scritta di CRM S.r.l. Moto.it Via Melzo 9- 20129 Milano Reg. trib. Mi Num. 680 del 26/11/2003 Capitale Sociale Euro 10.000 i.v. Email: [email protected] 79