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Pia, Domenica 23 Ottobre 1904. XII
1.11.115
NUM. 43
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GIORNALE POLITICO AMMINISTRATIVO DELLA CITTÀ E PROVINCIA.
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A 2IRONA M FATI :per un anno i tre 5: por un semestre lire 3. Per abbonarsi
amministrazione del Ponte di Pim
basta mandare una cartolina vaglia Citaci di Redazione e Amministrazione: Piazza dei Cavalieri, num. 6. Pisa.
'••••••■•
La nuova Camera — giacchè della vecchia non si può più
parlare — sarà su per giù come quella passata o no differirà di poco, forse perché dell'Estrema ritorneranno a Montecitorio in minor numero; MA una differenza palpabile sarà
data da questo: che essa cioè sarà una Camera giovane che
potrà mettersi al lavoro con vigore e con entusiasmo.
I socialisti hanno intanto attaccato subito il progntunna del
Ministero rilevando che negli Ultimi quattro anni non fu
dato al paese nessun sollievo efficace.
I repubblicani, por non pardere neppure un punto di fronte
ai socialisti si dimostrano avversi al Gabinetto e no dicono
male in tut' , i i sensi, specialmente in quei collegi nei quali
il Ministero non può lasciare in pace il candidato di parte
rossa.
I cattolici invece si avvicinano al governo; e pare che
pure serbando intatta la rigidità del non exped ft andranno
questa volta a votare in maggior numero.
E dopo le elezioni gli argomenti più compuleati sarebbero:
la guerra fra la Russia ed il Giappone che ha avuto tragici episodi; il processo Murri che l' è una tragedia anch' esso; ed il grande dissidio, che l'è una burletta, in seno
alla Federazione degli insegnanti delle scuole secondarie; ma
il grande dibattito elettorale rende stanco ogni altro stimolo
di discussione, e per amore o per forza bisogna bene ragionare di questa cuccagna apertasi in questo scorcio autunnale
per delizia di elettori o por sg.tinento di candidati.
LE ELEZIONì POLITICHE
ed il programma del Governo.
Con decreto reale del 18 corrente è stata
sciolta la Camera, sono convocati i collegi
elettorali per il 6' di Novembre, ed, occorrendo il ballottaggio, per il 13 dello stesso
mese per la elezione dei propri rappresentanti, ed è convocato il Parlamento per il
30 del mese di Novembre.
Il decreto reale è stato accompagnato da
una relazione al Re, la quale è stata considerata come il programma del Ministero
nell' imminente battaglia elettorale.
In genere la relazione ha fatto ottima
impressione, perché se vi è in essa una accesa predominanza liberale, contiene d'altra
parte delle afTertnazioni molto franche e
molto recise di rispetto all' ordine.
Le parti poi più commentate sono state
quelle che si riferiscono all' esercizio ferroviario di Stato, ai provvedimenti per impedire gli scioperi degli operai adibiti ai servizi
pubblici ed alla conversione della rendita.
La relazione pone in rilievo altresì le buone
condizioni del credito pubblico ed il costante
progresso economico del paese non che il
grado di libertà, interna non inferiore a
quello di qualsiasi altro popolo, talchè la
libertà non si sente ora più minacciata se
non dalle violenze della demagogia, minaccia
alla quale farà argine il buon senso del
popolo italiano.
I Sindaci della Provincia al Re
Ad iniziativa dell' egre,gio sindaco del Comune
di Cascina cav. dott. Giuseppe Piccioli fu tenuta
il giorno 17 corrente nella notitra, città un'adunanza alla quale presero parte quasi tutti i Sindaci della Provincia per deliberare di offrire un
devoto collettivo omaggio a S. M. il Re a San
Rossore.
Fu stabilito di presentare a S. M. un' artistica
pergamena recante gli stemmi di 32 Comuni
della Provincia, quanti sono i Sindaci aderenti,
e contenente un indirizzo di ossequio al Sovrano.
La nobile iniziativa del Sindaco di Cascina,
iniziativa di cui 1' esito è ormai assicurato, è
ora oggetto di unanime plauso.
ALL'OSPIN
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3? pubblica la Domenica.
(Conte cort•:, nte con ta
per avvisi ri ci am s in prima pagina lire 3; in seconda lire 1,50;
in terza lire 1,00; in quarta lire 0,50 per ogni linea° spazio di linea (Pag. ant.)
Per avvisi finanziari, industriali, commerciali; per inserzioni; por necrologio,
per rdc/anie in cronaca, diffide. comunicati. ecc. eco.; prezzi da contrattarsi.
p) PENDICITA
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I rettovi doeetieitori.
I nuovi dormitori, che si inaugurano ora nell' Ospizio di Mendicità, sono destinati esclusivamente
alle donne e non costituiscono che la prima parte
di un generale e complesso lavoro di riordinamento
e di risanamento.
Essi sono stati costruiti secondo i dettami dell' igiene nel modo più scrupoloso assoggettata alle esigenze moderne : hanno pavimenti e pareti assolutamente impermeabili, ventilazione abbondantissima
assicurata oltre che dalle finestre anche da numerose
canne di estrazione provviste di due ordini di bocche, spigoli arrotondati, facilità di lavaggi e disinfezioni generali complete.
Ad essi sono annessi, oltre lo latrine ed altri locali accessori, due amplissimi saloni di ritrovo, un
bagno ed un lavabo di tipo speciale, atto ad impedire
la propagazione di malattie contagiose. E da per tutto
si ha a portata di mano una distribuzione di acqua
calda e fredda col termo-sifone Ferrad.
Anzi per l' acqua dobbiamo subito osservare che
la sua elevazione si compie meccanicamente in virtù
di una pompa Mossello messa in azione col mezzo
di un motore elettrico.
Il riscaldamento degli ambienti è eseguito da due
caloriferi Buscagliene.
11 pozzo nero è di tipo doppio Mouras, a separa-
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zione ; e tutti sanno quanto esso sia divenuto indispensabile per la pulitezza e per 1 igiene.
Le opere murerà sono state eseguite dall' impresa
del capo maestro Francesco Bellani; i lavori di falegname sono stati eseguiti dalla Ditta Tamburini
e quelli di trombaio, ottonaio ecc. dalla Ditta Giudici.
Tutti quanti hanno portato nelle loro opere, ne brevi
uè prive di difficoltà, un prezioso contributo di zelo
e di intelligeorza.
La decorazione esterna (nella quale l'ing. Studiati
ha voluti) riprendere e fermare alcuni motivi ornamentali in mattoni che si riscontravauo nen' odi fui°
preesistente) è semplice e gaia quale si conviene ad
un Istituto di berieficienza; e da questa sono stati
banditi tutti quei meteriali che dopo qualche anno
abbisognerebbero di restauri o di rifacimenti.
Anche la facciata che a lavoro compiuto l'Ospizio
verrà ad avere nella Via Vittorio Emanuele, dovrà
essere intonata allo stesso carattere e trasformare
totalmente tutto il primo tratto di questa grande
arteria pisana.
E da augurarsi che il Consiglio di Amministrazione
dell'Ospizio, a cui non mancano nè fervore nè competenza, trovi presto il modo di affrontare anche quella
parte del riordinamento interno che dovrebbe sistemare degnamente la Sezione Infanzia abbandonata
e contribuire in modo veramente singolare al decoro
edilizio della nostra città.
Detto tutto questo per ciò che si riferisce alla costruzione e al riadattainento di locali sì vasti, a parlare dei quali noi vorremmo trattentrei di più se lo
spazio non CO lo vietasse, è bene riguardare ed aut
mirare l'opera da alcuni anni dedicata coll'ardore di
un lilantropo al rinnuovamento morale ed igienico dell' Ospizio di Mendicità dal Presidente benemerito cav.
Giuseppe Nissim, il qeale coadiuvato altresì dagli zelanti compagni del Consiglio di Amministrazione, ha
trovato nell' ing. Pietro Studiati un coscienzioso e
geniale collaboratore per il riordinamento definitivo
di questo importante asilo dei poveri a cui dovrebbero essere indirizzate con grande generosità le premure e le attenzioni della cittadinanza, delle autorità
(3 degli altri Istituti di beneficenza.
Gambacorti
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Gli assessori - Il Consiglio contro il Tram
Pisa-Marina.
L'adunanza del Consiglio del 15 Ottobre, Sabato
scorso, fu presieduta dall' assessore Pierotti.
comunice subito le dimissioni da consigliere del
cav. Tobler che non furono accettate; poi annunziò
che la Giunta era stata definitivamente composta così:
Pierotti alle finanze, Marcone all'igiene, Poli alla
Balestri alla statistica, Canavari e Carro-Cao
ai lavori pubblici, Bellini all'istruzione, Carpi al
contenzioso. Eppoi : Volterrani come supplente al
dazio e alle finanze, Paoli ali' istruzione e igiene,
Be.nelli al personale, beneficenza e statistica, Vivaldi
ai lavori ed alla polizia.
Una importante discussione si accese per la relazione del Comune col tram di Marina contro il quale
il Consiglio si armò vigurosamente, approvando una
sospensiva proposta dal coesigliere Cuppari sulla
concessione di proroga per la costruzione su alcune
preseti°.
Aniulstraziolle Comnale dal Re.
Non si può non riconoscere che il rappresentante
dell'Amministrazione Comunale Prof. Pierotti ff. di
Sindaco, in attesa del Sindaco definitivo, abbia fatto
lodevolmente la parte sua.
L' omaggio roso da lui, come capo del Comune in
questo momento, è stato apprezzato dalla cittadinanza
come si doveva; e noi che non abbiamo mai pensato
che potessero essere trascurati per ragioni di partito
i doveri della cortesia e della gentilezza, ci compiacciamo della pubblicazione del manifesto Sindacale
annunziante l'arrivo del Re, della Regina e dei Principi, dell'intervento del rappresentante della città al
ricevimento dei Sovrani e del saluto che egli a nome
di questa Loro rivolse, giustamente interpretando il
desiderio della grandissima maggioranza del nostro
popolo.
Pei bambini poveri
Il Patronato scolastico non si indugia ogni
anno, appena ha avuto luogo l' apertura delle
scuole comunali, a rivolgere l' opera sua benefica
o consolatrice verso i poveri bambini che mal
coperti e peggio calzati aspettano dalla sua gentile sollecitudine il piccolo dono.
Le signore per l' ufficio di patronesse, sono le
più efficaci ministro di beueticenza in seno al
patronato scolastico; e perciò non senza fede si
rivolge, ad esse il filantropico Istituto, con questa lettera del Presidente, sapendo quanto sia
preziosa e piena di tenerezze la loro nobile collaborazione.
G-entilissirria Signora,
Pisa, 20 Ottobre 190t.
E incominciata l' iscrizione dei bambini alle Scuole
elementari comunali, e le loro voci tornano a farsi
sentire, e le loro mamme già assediano l' ufficio del
Patronato chiedendo aiuto in libri, quaderni e indumenti, fiduciose nei sentimenti filantropici delle signore Patronesse, nel loro interessamento alla salute
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e alla educazione dei bambini poveri delle nostre
Scuole elementari inferiori.
La Direzione di questa filantropica istituzione ha
già provveduto 40 mila quaderni, un 600 libri di
istruzione e circa 800 paia di scarpe. Ora sì rivolge
al cuore della S. V. Gentilissima per averne aiuto
nella preparazione di qualche indumento per cotesti
bambini. Sarà gradito qualsiasi dono atto a coprirne
i corpi gracili ed a difenderli dai rigori della fredda
stagione ; camiciole, abiti, grembiuli, cawicioline, berretti, calze, tutto servirà a far conseguire sempre
meglio il suo scopo a questa benefica istituzione,
che rivolge le sue cure alle educazione dei bambini
poveri, alla preparazione della Società avvenire, che
ha tanto bisoguo di essere migliorata.
I suoi doni li potrà inviare entro il mese di Novembre p. al sig. G. Filacchione custode della Scuola
Niccola Pisano, in Via S. Frediano dove ha sede il
magazzino degli indumenti del Patronato Scolastico.
La ringrazio anticipatamente a nome di tutti i
colleghi di Presidenza del Patronato e le porge i
miei più distinti ossequi.
Il Presidente G. FOGLIATA.
dila QYaflien4a
L apertura delle dulyersita promata.
In seguito alla convocazione dei comizi elettorali
per il 6 novembre, il Ministro dell'Istruzione ha disposto che l'apertura delle Università sia prorogata
al 15 novembre, nel quel giorno avranno principio
gli esami. Le lezioni incomincieranno il 5 decembre.
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COMIZIO AGRARIO
Terzo concorso zootecnico.
Per lodevole deliberazione del nostro Comizio agrario sarà tenuto nel giorno 11 Aprile 1905 il
terzo concorso a premi per il bestiame bovino. Oltre
agli animali da carne, sono state giustamente aggiunte le due categorie comprendenti- i vaccini da
riproduzione e da allevamento, che tanta importanza
hanno nella nostra Provincia.
Per concessione del Comune di Pisa, il concorso
potrà certamente esser fatto in locali molto pii'
adatti e comodi quali sono quelli dei nnovi macelli.
Il favore che detti concorsi hanno incontrato tra
i nostri agricoltori ed allevatori, ci fa sicuri che anche nel prossimo concorso figureranno un numero
considerevole di animali degni di esser presi in
considerazione.
Montecristo
— —
Fra le piccole isole del nostro mare nessuna ha
tanto destato l' attenzione de' popoli vicini, italiani e
provenzali, al par di Moutecristo, il nudo scoglio solitario che sentì le armi e contemplò i trionfi della
antica Pisa, che dia ospizio ai feroci corsari perseguitati dai Cavalieii di S. Stefano, e od ebbe fama
d'occultare immensi tesori. La storia di Montecristo
non risale al di là dei tempi di mezzo ; la leggenda
però ce ne dà notizie fin dall'epoca di Costantino,
e il suo nome ricorda la prima volta con quello di
S. Mulinano.
Nell'anno 313 dell' é. v. - dice la leggenda - sotto
il regno di Costantino Magno e di papa Silvestro,
partendosi i barbari dalle rive del Danubio vennero
in Italia, e prima che l'imperatore riuscisse a dobollarli col sacro segno apparsogli in sogno, , devastaron gran parte delle nostre contrade, seco portando
assai prede e molti prigionieri. Furono tra questi
Mamiliano, Senzio, Goboldeo, Eustachio e Infante, 2
cinque santi monaci che peregrinavano predicando
alle genti la religione di Cristo. Essi dagli infedeli
furon condotti in Affrica - notate che gli invasori
venivan dal Danubio, dice la leggenda stessa -, e colà
ripresero, quantunque a gran disagio, le loro pratichi)
di devozione, linchè con una barca riuscirono a fuggirsene in Sardegna, e precisamente a Cagliari, d'onde
passarono a Piombino. I popoli di quei luoghi, che
del resto non dovevano esser poi tanto selvaggi, presero ad ascoltare i loro sermoni, a venerarli e a fornirli di nutrimento; e tanto interesse posero alle loro
persone cbe stabilirono di non più lasciarli partire.
Ciò dispiacque ai poveri monaci, desiderosi di solitudine, onde pregarono alcuni marinai di condurli con
una barca a M.ontegiove - l' isola poi detta Montecristo e quelli aderirono alla loro richiesta. Giunti
però a Monte Turario in Sardegna - che sarà tutt'uno col capo Torres -, non vollero condurli più
oltre, ed ivi abbandonati li lasciarono.
Pazientemente rimasero colà i nostri romi ti, vivendo
come potevano, finchè, approdata in quel luogo a far
acqua una barca alfricana, e ricevendo dimostrazioni
di rispetto dall'equipaggio, pregarono que'marinai
di condurli a Montegiove. Sentito però essi che di
denari non e' era da parlarne, recisamente si rifiutarono. Qui di necessità doveva intervenire un miracolo
por trarre d' imbarazzo i nostri monaci, o una violenta tempesta infatti minacciò la barca rimessasi
in via, senza lasciarla allontanar troppo da Monte
Turario. Un marinaio allora disse che il loro rifiuto
di servire i cinque roiniti doveva esser cagione del
pericolo in cui si trovavano, e il fatto confermò le
sue parole, dia appena deciso fra i naviganti di tornare a prendere i poveri abbandonati, la tempesta,
-,
come per incanto, cessò. In tal modo Mamiliano e i
suoi compagni giunsero al tanto sospirato Montegiove
che essi ribattezzarono per Montecristo.
Dimorato che ebbero i peregrini alquanti giorni
sul lido, Mulinano pel primo volle salire in vetta
al monte ; ove giunto gli si parò dinanzi uno spaventevole drago che dalla bocca, dagli occhi e dalle
Ilari, come i draghi di tutto le leggende, esalava
fuoco e spuma solfurea. Il santo, sbigottito dell'improvviea apparizione pregò un momento quindi col
suo bastone toccò la immune bestia che cadde al
suolo fulminata. Tornò allora blamiliano a narrar
l'accaduto ai suoi compagni, e risalito con essi,
tutti insieme stabilirono di fabbricare il loro eremo ove giaceva il corpo del drago; questo, gettato
nel vuoto, andò a precipitar nei flutti, e dalla spelonca onde la bestia infernale era uscita zampillò
d'allora in poi una fresca e limpidissima vena di
acqua.
in somma, per tagliar corto, da questo primo eremo sorse più tardi l'Abbazia di San Munitine,
grazie alla quale 1' arte pisana sorrise e trionfò nell' isola solitaria. Quanto poi alla leggenda, non narrata, ma a pena accennata, è probabile che gli antichi padri del monastero, dell' Ordine Camaldolese,
- un Ordine famoso per leggende - non dico la fabbricassero per intero, ma vi lavorassero almeno un
PC' a torno con la fantasia, e raffazzonata e abbellita
sul gusto di tante altre consimili la offrissero ai
devoti lettori del medio-evo in ampie pergamene nitidamente scritte e adorno di fregi o miniature.
Rispetto ali' antica denominazione di Mout egiove,
se bene non improbabile, par tuttavia inventata per
antitesi di Montecristo: il fatto è che Plinio si crede
generalmente alluda a quest'isola eller che parla di
una Oglasa, e altri sostengono che pure a Montocristo abbiano alluso quelli scrittori i quali menzionarono un'isola Aretusa: ma su questo se la strigheranno i critici.
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La storia dell'Abbazia di San Mulinano di Montecristo è nota pei molti documenti che ce ne restano
e di cui usufruirono gli Annalisti Camaldolesi. Sappiamo che cospicue donazioni essa ebbe dai fendatarli di Corsica- che frequenti discordie scoppiarono
fra i monaci e l'abate, onde pepe Gregorio IX le
cambiò l' antica regola in quella di 8. Romualdo e
1' aggregù all'Ordine Camaldolese, e che incaricato
il pontefice l' abate di Camaldoli d' eseguire il suo
decreto, ne avendo questi obbedito, e pedalante invano essendosi rivolto all' abate di Candeli scrisse
al podestà di Piombino, ordinandogli di costringere
i monaci di Montecristo a sottomettersi all'abate di
S. Michele in Borgo di Pisa• il quale abate obbedì,
sembra, all'ingiunzione pontificia, e si recò all' Abbazia di S. Mamiliano, ma non sappiamo se riuscì a
disciplinare i frati reluttanti.
Fin dalle prime notizie che nel medio-evo si hanno
di Montecristo, appar quest' isola sotto giurisdizione
del Comune pisano; certo essa doveva far parte del
dominio de' Marchesi di Toscana o della contessa
Matilde, e a'pisani sarà rimasta allo smembrarsi di
quel patrimonio feudale. Frequentemente troviamo
menzionato Montecristo nei trattati coi principi d' oriente e dell'Affrica settentrionale, ed è noto che nel
1 241, quando i Genovesi si tolsero il carico di condurre sui loro legni al Concilio Lateranenee bandito
contro Federigo II i prelati dell' Alta Italia e di
Provenza, fu tra quest' isola e quella del Giglio che
pisani sconfissero la flotta nemica, traendo alla
loro città prigionieri, in ceppi d' argento, tutti i cardinali e i vescovi che poterono prendere, onde il papa
li fulminò d'interdetto.
I monaci camaldolesi abitarono in Montecristo
tinchè questa rimase sotto il dominio pisano; venuta
pei in giurisdizione degli Appiani signori di Piombino, nel secolo XV, non trovandosi più protetta
contro le incursioni de' corsari, i frati si videro costretti, per la loro sicurezza, ad emigrare, e abbandonarono quindi la insigne abbazia alle capre selvatiche, alle martore, ai conigli ed ai topi, come dice
il Repetti, rimasti ormai soli abitatori dell' isola.
Dell'Abbazia in rovina pubblicò alcuni disegni accompagnati da descrizione il prof. Giuli nell'Indicatore senese del 1833, 16 luglio; e il Repetti, oeguado ciò che ne disse il degno professore, ci narra
che la pianta del claustro e del piccolo tempio insieme era di forma quadrata, e misurava trentadue
braccia per ogni lato. La facciata della chiesa trovavasi volta a ponente, e nell'interno, a metà della
navata, v'erano due muri, da' quali veniva ad esser
divisa in due parti; la luce poi vi penetrava dalle
pareti mediante finestre strette e costruite a guisa di
feritoie - il che fa risalire la fabbrica al XII secolo.
Aggiunge poi il Repetti che ne' dintorni del monastero s' incontravano vai ie grotte, presso una delle
quali zampillava una copiosa fontana - quella della
leggenda - e che esistevano ancora dello murello
poste a sostegno di piccoli campicelli dove crebbero
la vite e l' ulivo. (Repetti, Dizion. geogr. stor. della
Toscana, II 602-4). Questo era l' aspetto dell'isola e
delle sue antiche rovine nella prima metà del secolo
scorso.
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Ma ben più selvaggio, bello o miserando aspetto
ad un tempo, doveva offrir Montecristo qualche secolo a dietro ; e lo si può bene arguire da una semplice, ma scrupolosa, descrizione che l' anno 1700 ne
fece un certo don Luigi Contestabili di Livorno. 3
Questa - isola, egli dice - tiene di circuito circa a
dieci miglia, dove chi vuole ascendere per detto monte
è necessario, che vada carponi; non vi è nè principio,
nè mezzo, ne fine di ventila strada ; arrivando alla
sommità del monte vi si trova una piazzetta lunga
_tu,,. agy~a~t o,aggiaigniffigif~~-. 1w
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di passi 18, larga 12, dove si è fabbricata *la sua
chiesetta grande quanto ò quella del monastero degli
Angioli di Firenze dove entrano le donne, • notate
d'ora in poi l'abbondanza di paragoni - quale il
presente ò scoperta: ma vi sono le sue muraglie
intagliate come quelle della facciata di S. Michele
in Borgo di Pisa; non vi si vede altro Altare Maggiore che le vestigie, havendolo li Turchi - i pirati
di mare cui ho già accennato - guastato per farci
il fuoco nel mezzo di esso. Non vi si vedono .di presente che legno e ceneri a bbruciare; vi sono le vestigio della sagrestia di dove s' entra in un chiostri no
con sue colonne in conformità di quelle colonne antiche che si vedono sopra la porta della facciata di
8. Michele in Borgo di Pisa, ma molto più lunghe;
di grandezza sarà quanto il chiostrino delli Angioli
di Firenze; di poi :il salgono tre scale tutte in volta,
di poi -si arriva all'entrata della porta dell' Donnen
tono, ove si ritrova uno precipitosissimo trabocchetto.
Entrando poi in Dorwentorio vi si vedono le sue
celle in conformità di quelle de' PP. Cappuccini il
tutto però scoperto; essendo di maraviglia vi siano
ancora le vestigio. Nel chiostrino suddetto vi è una
cisterna dove entrava l'acqua piovana. Si ritrovano
avanti la chiesa due grossi e belli pini salvatici, et
un chambio assieme con una quercia; essendoci poca
o niente boscaglia intorno ». Come Si vede da questa
diligentissima descrizione l'arte non aveva sdegnato
di brillare sul romito dirupo, nell'aria pura,
pura in faccia
meno
alla gran distesa del mare- e poco nota e
ammirata, così, coni' era soli, si spense, ravvolgendo
d'oblio 8à stessa e il nome del suo artefice.
Tornando quindi, di punto in bianco, a parlare dell'isola ecco che ce ne dice il nostro Contestabili
« Si ritrova abondante di capre salvatiche, e li Capraresi - gli abitanti di Capraia - che vi vanno
con le gondole a pescare, ne ammazzeranno fino a
180 l'anno più o meno. Per quelli scogli, e per strade
indirette vedonsi diquando in quando Crocifissi .in
terra con supposto vi siino sotto terra delli cadaveri
humani ivi seppelliti.
«Circa all' Mille seicento settanta - notate questo
fatto curioso, ove la leggenda e la superstizione s'intrecciano - d' Aprile si partirno dalla Cotsica circa
a quindici persone in una gondola per haver trovato
un di loro un libbro, quale li notificava, che sotto
l'altare vi era un tesoro d'inestimale valore; ove
arrivando sani, e salvi per opera di alcuni Franzesi,
dopo il lavoro di 15 giorni e 15 notti trovorno
cuni pignatti e vasi pieni di cenere, e forno necessitati a tralasciare opera apparendoli alcune figure"
a simiglianza di zanni. 4 Chi avessi desiderio di andare per sua devotione si guardi dalle rubberie dei
Turchi, che li Principi Cristiani ne puol' ottenere il
pacifico possesso (!) In cima di detto Monte dove
S. Mamiliano uccise il Dragone subito einanò un limpidissimo e chiarissimo fonte, dove si vede all' presente, e chi di esso beve ritrova una sanità mirabile
per li suoi languori, ecc. ».
Ecco dunque che il fatto intorno al quale Alessandro Dumas tessè uno dei migliori romanzi che
abbia la letteratura francese non è bizzarria di romanziere, ma leggenda vissuta e lungamente e forse
n abitanti nelle
ancora, viva tra il popolo de'pescato
isolo e sulle spiagge prossime a Montecristo. Quale•
sia oggi lo stato dell'isola, e che cosa rimanga delle
insigni mine dell'Abbazia di San Mamillano, non saprei dire, non avendola mai Visitata: certo però che
il soggiorno al presente vi del,' essere ameno e dilettevole se dai nostti Sovrani fu scelto per asilo di
pace e di riposo. R. VERGADORO.
sola di seta di questa tinta ideale. Essa è pieghettata
sulle spalle, fatta a ruches intorno al collo, ed altre
ruches più strette formano nube intorno al pieghettato. Due per due, delle code di zibellino di tinta
tenue e vellutata come la muSsola sfuggono dalle
rucltes e scendono sulle pieghe.
Ad un lato una bella rosa pallida ravviva l' insieme. Due lunghi lembi di mussola, con volants e
ruches e scendono sulla gonna, e il tutto è di una
eleganza piena di distinzione, particolarmente se questa sciarpa accompagna una toilette di cerimonia ove
il mantello è soppresso.
La lotta fra le forme grandi e piccine dei cappelli
è fieramente impegnata.
E' certo che un tipo corretto dai capelli bene raccolti, dall'espressione tranquilla si adatta a meraviglia al toquet piccino che. lascia scoperto il viso.
Ma quanto diverso è il gusto di quAle signore la
cui fisononna è espressiva, la cui toilette e portamento sono l'effetto di ricerche sapienti; e i cui capelli cadono sciolti sulla nuca! Per queste occorrono
i merletti cadenti, le forme larghe che mettono come
un mistero sul volto. Esse si sentono bene sotto queste forme larghe che le rendono belle e più enigmatiche.
'
'
i La fonte cui attingo è un' antica redazione della
leggenda tradotta dal latino nel 1519 da un certo ser
Battista di Ser Giovanni da san Casciano notaro e procuratore del monastero di S. Matteo di Pisa. la cui badesse Francesca di Gherardo de nobili da Vinaia glie
ne diede commissione. (R. Arch. di Stato, Pisa, Corporaz.
relig. soppr. S. Matteo, n. 1105)
2 Secondo altri scrittori i compagni di S. Mamiliano
si sarebbero chiamati : Aurelio, Infante. Eustachio, Gobuldeo, e vi si sarebbero aggiunti Lustro e Vindemio.
I loro corpi si trovano in S. Matteo; per la 1.7-ggenda
che narra come vi venissero rimando al Diaro Sacro
del can. Sainati (p. 161).
3 R. Arai. di Stato, Pisa. Pia Casa di Carità, reg. 461
tt Ricordi e M.emorie di Montecristo Camaldolese di Don
Luigi Contestabili di Livorno» o. 1 e segg. intitolata
Descrittione dell'Isola di Monte Cristo e delle Vestigio
del Monastero presente (sic)».
4 Lo Zanni e il ..ilagnifico ana Viieziana furono le prime
maschere italiane sorte con la eommedia dell'arte; la
prima, quando se ne pertiè l'uso nei carnevali e sui palcoscenici. rimase in frasi proverbiali per lungo tempo.
come far to zanni, per rendersi ridicolo; ved,r io zmni,
per veder qualcosa di brutto o spaventevole: quest'ultimo detto spega il paragone del Contestabili.
TESTE e TASTI
La moda.
Le previsioni della moda invernale vanno accentuandosi sempre più e delineano ornai le fogge prossime. Già si può assicurare che la figura femminile
non avrà più quella bella linea allungata e serpentina in favore da tre anni; le gonne regolarmente
arrotondate tutt'intorno, sono già più nette e più
sostenute e non ricadono più mollemente, ciò che fu
uno dei caratteri della moda da parecchie stagioni,
ed anzi il basso delle gonne è spesso sostenuto da
una leggerissima molla. Le gonne sono cariche di
volants a modello che si allargano come un cartoccio
rovesciato ; ma ciò che domina sono : due volants
formanti doppia gonna; quello del basso, alto una
ventina di centimetri e l' altro ricadente come una
tunica sul primo. Questa forma non, va bene a tutte,
giacche taglia la figura quando si è piccole e grassoccie. Vi sono anche molte tuniche, leggermente
increspate nella vita, che arrivano al di sotto del
ginocchio. Gli empiècements delle anche sembrano
caduti in disgrazia e le gonne a pieghe fermate sono
riservate ai costumi trotteurs. I nuovi costumi tailleurs sono composti di una gonna terminata da tre
volants a mcdello, molto ondulati, poi di una redingote che arriva più giù del ginocchio; questa redingote, molto stretta alla vita, si apre su di un piccolo
gilet di panno con bottoni d'oro e le maniche sono
moderatamente larghe, bene épaulées e non disegnano
più la linea fuggente dalle spalle. Queste lunghe
restes godranno di un gran favore.
2).<
-
<
Ancora.
Ma ritorniamo ai nostri ornamenti tanto interessanti.
L' ermellino, ii re delle pelliccie, divenuto democratico tanto le sue imitazioni sono perfette, si vedrà
molto adopetato per incrostazioni, frammisto ai ricami, ai passarnani di ogni genere.
Le più belle toilettes tailleur si guerniranno specialmente con bordini di pelliccia; è cosa di gusto
sobrio e raffinato.
Ecco un nuovo uso dell' ertnellino. Se ne fa un
fichu a pieghe sopra una fodera tesa, bene in forma,
per coprire le spalle senza renderle goffe. Tute intorno scende un volant di merletto o di mussola di
seta più o meno lungo. E' quindi un oggetto comodo
da mettere o togliere con le belle giacchette di moda
attillate! Sul petto esso è. incrociato e formato con
una larga agrafe, art nouvueau
La tendenza generale della moda ci permette di
predire molta voga per le mantelline Louis XVI in
velluto, tutte ornate di ruches, di pieghe e di bouillonnes.
I vestiti nuovi, ampii e leggeri tanto facili da portare e sollevare, hanno torse marcato una pausa nell' uso delle gonne corte.
Tuttavia queste non sono bandite. E' certo che
per viaggio, per le uscite mattinali, escursioni, ecc.,
il costume deve essere eminentemente pratico.
Certo che, corte o lunghe, le gonne non si fanno
più semplici; tutte sono molto guernite o a doppia
gonna.
Una nuova forma di mantello molto elegante ha
l' aspetto di collare, mentre è un paletot dritto con
manica, che si congiuge al mantello per la spalla
soltanto, ma che pare tutt' uno con essa.
Si fa in drap grigio profilato con velluto grigio,
pellegrina di velluto pure grigio e volant. Sotto questo volant è montata la manica e gli altri volants
continuano arrnoniztando con là forma affatto nuova.
Delle camicette in drap chiaro di fattura semplice;
formano un prezioso accessorio sotto i .grandi mantelli; sono guernite di linguette e bottoni. Bellissime
e.pratiche, perchè lavabili, sono le blouses di velluto
di cotone bianco con incrostazioni di guipure.
Cappelli.
I cappelli a cupolino alto sono sempre più numerosi. A prima giunta sembrano strani ai nostri occhi,
abituati alle forme piane e basse; questi alti cupolini sono spesso completati da una falda ad aureola,
sotto la quale i capelli sono riuniti a pouff e qualche volta delle lunghe brides svolazzanti, annodate
di lat.), incorniciano il viso. Due colori sembrano
essere preferiti a tutti gli altri: innanzi tutto la gradazione bruna, .dal mordoré al marrone; poi il violetto, passando per il mauve ed il lilla pallido, fino
al prune oscuro. Le guarnizioni si posano di lato,
molto alte, elevantisi, ritte e non vediamo più quelle
lunghe piume, che ci accarezzavano i capelli. Moltò
velluto cou/issé e ciniglia sfumata; anche piume sfumate, che vanno, per esempio, dal bianco al bruno
ed arricciate in un :nodo molto originale. Si preparano. come novità, delle tocques di un feltro ruvido,
strette, allungate, con delle falde attorcigliate. quasi
incollate su di un cupolíno abbastanza alto e diritto,
guarnite con un drappegg,iamento di velluto, con una
fantasia di piume posata sull'orlo di sinistra. In generale i cappelli saranno grandi e non solamente
avranno delle larghe falde, ma saranno anche molto
alti, con dei ciuffi di piume, degli choux levati in aria
e delle aigrettes.
Breloques.
Si portano le breloques, sospese a una catena,
d'oro se la catena è d'oro; di argento se la catena
è di argento o di materie montate su il platino.
Come dono si può offrire un ventaglio, o un fermaglio a sbarretta con pietre fine, o ancora un fermaglio, staccabile dall' ago, il quale diventa una breloque, merce anellino nascosto che permette di sospenderlo a una catena.
}.<
Fidanzati.
La leggiadra e distinta signorina Beppina Romiti,
figlia dell' illlustre anatomico della nostra Università,
si è fidanzata col simpatico e colto giovane Metello
Francini. figlio del dottor Vittorio, ben conosciuto
medico di Livorno.
Ai giovani fidanzati, i quali in tal modo vedono
compiersi i loro voti più ardenti, all'egregio prof. Romiti ed alle famiglie mando auguri e rallegramenti.
Ospiti.
Da qualche giorno è ospite nostro il cav. comm.
Luigi Vittorio Copello, ex-incaricato della R. Legazione e console generale di Sua Maestà il Re d'Italia presso il Governo della Repubblica d'HaTti.
Il nobile uomo è qui insieme alla sua gentile signora; e per quanto essi vengano da un luogo delizioso, da Santa Margherita Ligure, pur trovano
graziosissimo questo soggiorno e ne sono innamorati.
Per l' arrivo del Re il comm. Copello si trovò a
Porta Nuova a porgergli omaggio. .
Agli ospiti nobilissimi mando augua e felicitazioni
cordiali.
Ancora.
E' il momento delle lunghe cravatte, ben diverse
dalle stole e cravatte di pelliccia.
Ognuna si può dire è una trovata.
Per le uscite mattinali si mette negligentemente
sulle spalle la stola classica o la volpe più classica
ancora. Ma per quanto belle e confortabili non hanno
il capriccio leggiadro di cui parliamo.
Ecèo la sciarpa moderna. L' insieme è di una tonalità bionda delicatissima. Si adopera soltanto mus-
Il convegno a Rigoli.
Domenica mattina alle I I vi fu ritrovo simpatico
alla bella villa Agostini sul monte di Rigoli. Vi fu
imbandita una colazione succulenta. Sedettero a men-
-
sa le contesse Maria e Jenny Pozzo di Borgo, la sig.
Virginia Carina, la sig. Tommasi, la signora Maria
Studiati, la signora Soriani, le signorine Camici-Roncioni, Tornmasi, Castelli e Soriani, il pittore prof. Tonimasi ed il violoncellista suo figlio, il conte Gerolatno
Pozzo di Borgo, il cav. &T. Paolo Cat•ina, l' ing. dott.
Pietro Studiati, i dottori Della Longa ed Ercoli, l'Economo sac. Paoli, il maestro signor U. Nardinelli,
il signor Soriani ed il figlio. Mario Razzi ed una
graziosa schiera di bambini; il bambino Pozzo di
Borgo vispo e biondo che cantò delle canzoni napoletane, i tre bambini Carina e la bambina Tommasi.
Dopo la -refezione saporita ed allegrissima alcuni
musicanti della filarmonica delle Molina si recarono
a salutare la lieta comitiva; e, non importerebbe dii•lo,
la musica eccitò subito a ballare e si improvvisarono
familiarmente ma giocondamente i soliti quattro salti.
Convegno simpaticissimo, improntato di grande
cordialità.
-
Il foglietto d'album.
Se avete un cuor d' oro, bronzatelo; sarà più difche ve lo rubino - se avete un cuor di bronzo,
doratelo ; ve lo pagheranno più caro.
Per finire.
- Scusatemi se nel calore del discorso vi ho dato
dell' imbecille.
- Ma vi pare, tra noi ....
,5-57 17-3 C) IR,. 71
Castelnuovo : Mutuo di lire 41 mila col Monte
dei Pascili.
Calcinata: Dà parere favorevole : Per l'approvazione del contratto esattoriale.
Piombino: Ha rinviato al Comune le deliberazioni relative a concessione di premi per costruzione
di case popolari.
Ha rinviato ogni decisione sugli statuti organici
dell' arciconfraternita di S. Giovanni dei Fiorentini di.
Roma.
Ha disposto maggiore istruttoria su altri affari.
Prima Umiziom Uzionl: diUinstrni
A causa delle elezioni la inaugurazione della Esposizione dei crisantetni invece che il giorno 6 sarà
effettuata il giorno di Giovedì 10 Novembre a ore 10
antirneridiaue.
La inaugurazione sarà fatta in forma ufficiale;
leggerà il discorso inaugurale il chiarissimo prof.
cav. Giovanni Arcangeli, l'illustre botanico nella nostra Università.
E' bene avvertire fino da ora che all'inaugurazione
non poti-anno intervenire altro che le autorità e gli
aderenti al Comitato chehanno sottoscritto le azioni.
Terminata la inaugurazione ufficiale, l'Esposizione
sarà aperta al pubblico.
4-• Al Comitato d' onore ha aderito anche il cav.
dott. Tobler, Presidente della Camera di Commercio.
2
• 4
Pel Criterium di San Rossore.
Pel CRITERIUM DI SAN ROSSORE che si correrà. il 20
novembre, è stato dichiarato forfeit per i cavalli:
1. Ianfan, 2. La Duse, 3. Pentecoste, 4. Vo/voyna, 5.
Gianicolo, 6. Ulpiano, 7. Orontea, 8. Artemia, 9. Tagistilla, 10. Monsquetaire II, 11. Egeria. 12. Ombriana,
13. Lohengrin, 11. Sans Graal, 15. Silvain, 16. Voil-
lant.
Rimangono iscritti i seguenti: 1. Gavotte e 2. Ioskikita della Scudet•ia Torinese, 3. Elfer del Conte
Ravaschieri, 4. La Guercia, 5. Hing David della Razza
Casilina, 6. Berbiva e 7. Mllitza di Sii- Harbert, 8.
Corail di Petit Ecuria, 9. Orchidea e 10. Monviso di
Razza Gerbido, 11. Campidoglio di Sii Rholand, 12.
Mimo e 13. Kew Brodge di Wronwiller.
-
Modificazioni alle date delle iscrizioni alle date
autunnali.
• Per il CRITERIUM DI SAN ROSSORE le dichiarazioni
dei prezzi di vendita il 3 novembre e il 2. forfeit il
15 novembre; le iscrizioni pei premi ESCOLI. ANOUILLARA,
PR. IOLANDA, Fa. MAFALDA, SOCIETÀ. STEEPLE CH.
portata al 15 novembre; pubblicazione dei pesi Principesse Iolanda e Mafalda portata al 17 novembre.
Fiera di Cavalli e Corse al Trotto.
Il Comitato promotore per la costituzione della
Società per Fiera di cavalli e corse al trotto in Pisa,
avendo raggiunti la cifra delle azioni richiesta per
dOliberare'definitivamente la costituzione medesima,
invita i sottoscrittori delle azioni ad una adunanza
allo scopo di deliberare le norme per il funzionamenti) della Società.
L' adunanza avrà luogo mercoledì . 26 corrente alle
ore 10,30 nella sala della Società Alfea, Lungarno
Regio, 16.
Ci clism o.
Domenica 16 ottobre, sul percorso Pisa-Luoua il locale
Circolo velocipedistico pisano fece correre il proprio
campionato sociale. Dei sette inscritti. sei si presentarono allo tarter e arrivarono al traguardo noli' ordine
seguente:
1. Eckhart Guglielmo - 2, Moni Gino - 3. Giorgi Attilio. Giunsero poi in tempo massimo Biagi Alfredo Pirri Aristide - Peretti Francesco.
I premi consistevano in medaglia vermeil al 1. arrivato, d'argento Rrancle al 2. e d'argento piccola al 3 •
A tutti gli arrivati in tempo massimo medaglia di
bronzo.
INTERESSI PISANI
Lavori in Provincia.
Il Ministro Tedesco ha comunicato agli onorevoli
Orsini-Baroni e Bianchi Emilio che sono stati approvati dal Consiglio superiore dei Lavori Pubblici i
lavori di sistemazione del fiume Tura, e dalla Commissione centrale per le opere idrauliche quelli del
fiume Cascina.
Nel dare tale partecipazione il Ministro ha promesso di provvedere perché questi importanti lavori
siano prontamente affrettati ed eseguiti con vantaggio
della classe operaia e delle popolazioni interessate.
Sappiamo ancora che in seguito alle vive premure
dell'on. Tizzoni il progetto di ampliamento e sistemazione dell'emissario dalla Rotta al Calarnbrone
sarà indubbiamente approvato nella prossima seduta
del Consiglio superiore del 28 corrente.
,
Amministrazioni ed Uffici
Giunta Provinciale Amministrativa.
(Riunione del 17 Ottobre 1904).
Intervenuti i signori comm. Luciano Oalléani Consigliere delegato, cav. Montani, cav. Serafini avv.
,
Buonamici, avv. Cepparelli, avv. Bianchi, avv.Fusco
Segretario.
Collesalvetti: approva Storno di fondi; Promozione d'impiegati; Conferma del medico condotto
dott. Sacchini; Costruzione di conduttura in piombo;
Pagamento a rate di spedalità Gasperini; Rimborso
all' esattore di quote inesigibili.
Calci: Vendita di terreno a Bernardini Vincenzo.
Pisa: Ospizio di mendicità; Forniture in economia
e a trattativa privata pel 1905; Ospizio di mendicità;
Dono di 50 letti alla congregazione di carità. Non ha approvato: Il prelevamento dal fondo di
riserva per maggiori assegni al rag. Dini, deliberato
dalla Pia eredità Fancelli.
Ha deciso su parecchi ricorsi per tributi comunali.
Rosignano: Regolamento di polizia mortuaria.
Bagni S. Giuliano: Vendita dell'eredità Puntoni.
Terricciola: Acquisto di Terreno per ampliamento
del cimitero. Regolamento organico del personale.
Pontedera: Spedale Lotti; Variazione al bilancio
1904.
Bientina: Regolamento organica del personale.
Orciano: Storno di fondi.
nva iigaerliccho e aiblig
i
MED
Una recita di beneficenza.
Martedì venturo 25, a ore 15, nella casa del Cav.
Giuseppe Del Corda a Fauglia si terrà una rappresentazione a beneficio degli ammalati poveri del paese.
Si reciteranno Ordinanza, bozzetto del Testoni, Un
Signore che pranza alla trattoria (monologo per il sig.
Dott. Paolo Traxler) Sono cattiva cattiva, commedia
in 2 atti di G. Salvestri, e sarà ballata una danza
spagnola dalle signorine Piera e Paola Racah.
Alla rappresentazione, prenderanno parte le signore
Traxler, Racah, le signorine Del Corda e Racah ed
i signori Pawilini, Alberto Del Corda e dott. Traxler.
Un concerto musicale.
Dnranta la Esposizione dei crisantemi sarà tenuto
nei locali dell' Orto botanico un concerto musicale del
quale ai stanno già occupando le signore patronesse.
La elezione nel Collegio di Pisa
Per ora non Si hanno che poche notizie. -
Il
Prof. Battelli è stato proclamato candidato dal
partito repubblicano, da un Comitato indipendente e
da alcuni radicali. I radicali, molti dei quali non
hanno neppure voto pontico nel nostro collegio, hanno fatto cosi scissura dalle deliberazioni del gruppo
parlamentare e dalla direzione del partito.
Altri radicali .pubblicheranno un manifesto di
protesta contro la candidatura repubblicana. +- Così, è stato definitivamente rotto l'accordo dei
partiti popolari; ed ai monarchici non si è mai offerto sì buon giuoco come questa volta. Di fatti il
nome del Prof. Queirolo sul quale ai convergeranno i voti di tutti gli elettori monarchici è ora
circondato di numerose simpatie.
Oggi appunto sarà proclamata definitivamente la
candidatura del Prof. G. B. Queirolo dalla Unione
dei partiti costituzionali.
4. I socialisti hanno proclamato la candidatura
dell'Avv. Modigliani.
Giudici, Giudizi e Giudicati
---.~11.111-41■
I Giurati.
Sono stati estratti come giurati effettivi che dovranno prestare servizio nella quindicina dell'Assise
che si inaugura il giorno 9 novembre i signori:
Pierini Pietro di Suvereto - Gambiui Oreste di Pisa - Ba
schieri Gaetauo di Gampiglia - Sensi Contugi Paolo di Volterra Abenaim avv. Umberto di Pisa - Giani rag. Carlo di
Pisa - Serri Paolo di Castelnuovo Cecina - Fogli Giuseppe di
Pontedera - Salvi ing. Amerigo di Pisa - Fusi Annibale di
Suvereto - De Selly Rubano di Pisa - Lorenzini Francesco
di Piombino - Fontana Ferruccio di Pisa - Piuroni Domenico
di S. Cacciano - Piccolo Salvadore di S. Casciano - Mori .\ ntonio di Campiglia - Salvetti Cesare di Pisa - Maglioli avv.
Francesco di Pontedera - Tellini Pietro di Calci - Zeppini
dott. Ugolini di Pontedera - Tusini dott. Giuseppe di Pisa Vantai Angiolo di Catnpiglia - Benedetti Giov. Battista di
Campiglia - Emanuel cav. Luigi di San Rossore - Chelotti
David di Pontedera - Falaschi Fabio di Biantiva - Del Feste
cav. Augusto di Palaia - Ferroni Vittorio di Pisa - Pretesi
Oreste di Pisa - Ricciarelli Guglielmo di Volterra - Guidi
Guido di Bibbona - Filippecchi Gregorio di Palaia - Maruzzi
Giovanni di Campiglia - Maggini dott. Cesare di Uliveto Marini Attilio di Pisa - Maffei Utili() di Vecchiano - Supino
cav. uff. Vittorio di Pisa - Baracchiui Creonte di Pisa - Marchetti Nello di Pisa - Soldaui dott. Gregorio di Palaia.
E come giurati supplenti i signori :
Bagnacci Giulio di Pisa - Morelli Alfonso di Pisa - Barigazzi Mario di Pisa - Paravagna Angelo di Pisa - Nencioni
dott. Carlo di Pisa - Matteucci dott. Ugo di Pisa - Ciancia N
store di Pisa - Malloggi Armando di Pisa - Ciaramelli Francesco di Pisa - Straccali David di Pisa.
Su e giù or la Provincia
Peocioll (21) [Girello]. - Il giorno 19 il Consiglio Comunale tenne adunanza, e fra le altro cose
deliberò di provvedere con un assegno di L. 300 al1' impianto di una delegazione di P. S. e ciò, fu detto,
in seguito a furtarelli campestri commessi di frequente e mai scoperti.
Il nostro popolo si adontò di questa determinazione e promosse per la sera del 20 ottobre un Comizio di protesta. Vi intervenne anche il corpo musicale , e vi parlarono Niccola Checchi, Lamberto
Catarsi e l' avvocato clericale Pescatori il quale attaccò la condotta del Sindaco Doufur Berte e del
consigliere Conte Albiani che pare abbia in animo
di chiedere ragione delle parole dirette contro di lui
o contro l'amministrazione comunale.
Al Comizio presero parte circa 300 persone: si
ebbe a notare un grande apparato di forza!
Navaoohio (21) [Fides]. — Ora che la campagna elettorale è ufficialmente aperta con lo scioglimento della Camera, non avrà più freno l' ansiosa
aspettativa delle popolozioui di questo collegio per
dare all' uscente colma. Francesco Orsini-Baroni quel
plebiscito di voti, a cui l' illustre uomo ha diritto.
Merc la sua attività, il prestigio del suo lime e
la larga rete di relazioni politiche e di amicizie personali, per le quali è prestautissimo, egli ha saputo
conquistare in questo collegio una base fortissima.
Orsini i socialisti hanno opposto la candidatura dell'avvocato livornese G. E. Modigliani, il
quale 4 già stato qui a tenere discorsi con molte
parole e poco successo. Previsione certa dunque: una
tale maggioranza per l' on. Orsini-Baroni, che sarà
schiacciante per il suo avversario.
Vecchiano (22) I — Mercoledì ebbe qui
al Caffè del Popolo una lieta riunione.
Il sitnpatico dott. Rosati la promosse; e Cocco
Bertelli, conduttore del Caffè, la rese più importante
con un pranzo squisito nel quale la caccia tenne il
primo posto.
(lecco d Diana, famoso cacciatore, prese parte al
convito con alcuni suoi compagni.
La stagione venatoria, rallegrata da sì brillanti e
gustosi convegni, non potrebbe essere più gioconda.
-
Abbonato di Pontedera.
Noi non crediamo punto che voi possiate essere un abbonato. Tutte
quelle persone che sono in relazione col nostro giornale sono persone molto franche; e voi, che vi occupate di interessi pubblici non avete pensato che
prima virtù fra privati è quella di essere franchi,
non anonimi.
Ecco: sinceramente la cosa ci disturba: vorreste
interessarvi della scuola e tanto per incominciare,
ci date questo saggio ?
_N.d.R.
No, anonimi, no ; mai !
—
N otiziette .Elettorali
L' on. Orsini è amico dei maestri.
dai privati, locali sani, bene aereati in modo che le
scuole abbiano, tutte, un solo ed unico orario.
L' Ufficio tecnico Municipale potrebbe intanto studiare un radicale miglioramento e ampliamento dei
locali scolastici di proprietà Comunale.
Anche il materiale didattico dovrebbe essere quasi
tutto sostituito e rinnovato.
•
44. Il ministro Orlando ha nominato le Commissioni per il conferimento dei diplomi di direttore
didattico.
La Commissione centrale per gli esami di abilitazione al predetto ufficio, è stata composta dei pi ()fessoti on. Luigi Credaro, presidente, Francesco Saverio De Datninicis, Giovanni Marchesini, Antonio
Martinazzoli, Alfredo Piazzi.
La Commissione per il conferimento del diploma
per titoli a coloro che si trovano nelle condizioni
volute dalla disposizione transitoria della legge 6
luglio 1901, si compone dei signori Nisio prof. comm.
Girolamo, presidente, Rotnizi prof. cav. Augusto, Vecchia comm. prof. Paolo, Manfroni Petracchi prof. Angiolo, Pinazzi cav. Lorenzo R. ispettore scolastico.
+ I giornali constatano il successo del discorso
pronunziato a Venezia dall'on. Orlando la sera del
dì 19 corrente al banchetto offertogli dagli insegnanti
secondari, ottenendo unanimi e calorose approvazioni.
Erano presenti i deputati on. Fradeletto, Manzato,
Tecchio, Galli, e il senatore Veronese, i quali espressero all'un. Ministro le loro vivissime felicitazioni.
Nel discorso il Ministro ha ricordato il Congresso
di Perugia, nel quale egli senti la utilità che deriva
ha una organizzazione solidale di tutte le forze individuali che si dedicano con amore sincero alla
scuola.
Questa fede - egli disse • che io ho solennemente
manifestata, rimane integra nell'animo mio. Ma, è
facile intenderlo, la solidarietà che io invoco, importa
subordinazione di tutte le volontà singole all' altissimo fine comune, l' interesse della scuola. In questo
senso, può e deve spiegare l' unione vostra una possente azione politica, la quale se invece diventa adesione ad un partito politico, subordina il fine comune a fini necessariamente particolari e conduce
fatalmente alla disunione „.
Casoina. Voci tendenziose. - Circola in questo Comune una voce, creata ad arte dagli avversari,
—
che l' on. Orsini-Baroni abbia dato voto contrario
alla legge recentemente approvata dalla Camera relativa ai provvedimenti per la scuola e pei maestri.
Nulla di più falso. L' ori. Orsini, che ha sempre
seguito il programma liberale del Gabinetto Giolitti,
non avrebbe avuto alcun motivo di schierarsi tra gli
avversari del Ministero, quando specialmente si trattava della soluzione di un problema di così alta importanza. E poi 5 notorio che la leggo fu approvata
da tutti i settori della Camera, e non vi furono che
soli 38 voti contrari su più di 200 favorevoli.
Clio egli avesse votato in favore del progetto vi-n
dimostrato ad evidenza, oltrechò dai resoconti della
seduta parlamentare, dalla deliberazione presa il 5
Agosto dalla Sezione dell' Unione Magistrale di Fontedera colla quale gli venivano espressi, come da
partecipazione che l' un. Orsini con intima compiacenza conserva, vivissimi ed unanimi ringraziamenti
per 1' interessamento spiegato in favore della legge
stessa.
- Questa è la pura verità, e ciò basti per sfatare la
calunniosa diceria.
+ La situazione elettorale è su per giù quella che
annunziammo nel numero scorso.
A. Pontedera si può dire incontrastata la riele-
IL er. NOZZE
-
le ultime novità della Ilenneberg-seta" in nero.
bianco e colorato a partire da fr. 1,10 sino 'a fr. 29,30
al metro. Franco di porto e dogana a domicilio.
Campioni e catalogo a volta di corriere.
4
"
O. HENNEBEIN, Fabbricante di Seterie
(forse. I.
4 ' •$ ••••5•4><>$4 ).»..t****4-**4■4-4).4■•
,
0
,
•
• di Roma.
4>
In PISA prosso i Fratelli Gigli (Successori
*
BAGNANE) Watt. Borgo, num. 1.
•
•
*04 4~*• ,f>•'.›.1■••••••44,0t>".40. 4)
Fin da ora si prevede il ballottaggio.
4- A Lari il Prof. Bianchi uscente avrà competitore il socialista diceste De A.ribris, segretario
della Federazione dei bottigliai.
4. A Voltene si avrà grande battaglia fra l' on.
Ginori-Conti ed il socialista Ing. Ferruccio Niccolini ; ma la rielezione dell' onor. Ginori- Conti è
assicurata.
•e Maestri: Armando e alce Maneggi.
-
IVJE CTSMC.Ak..
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Lezioni di Violino.
Clanoforte, Accompagnamento. —
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Cronaca Scolastica
Licenziati dal Liceo - Apertura delle scuole
elementari - Pei direttori didattici - Le im-
pressioni del discorso dell' onor. Orlando a
Venezia.
Sono staL Licenziati dal Liceo, in questa sessione
di Ottobre, i seguenti giovani:
e: si
Arganini Olinto, Ascoli Gustavo, Asproni Goffredo,
Bacci Adolfo, Barsanti Giovanni, Borghese Orazio,
Buti Nello, Campana Gastone, Cioni Ferdinando, Cionini Giulio, Colombini Guido, Custer Giorgio, Di Gaddo
Federigo, Doveri Carlo, Federici Alfredo, Fracassini
Tont rnaso, Franceschini Giuseppe, Gamorra Pier Luigi,
Ghelardi Lorenzo, Grossi Cado, Lazzareschi Dante,
Lepri Giulio, Magnani Ricotti Cesare, Masia Egidio,
Mazzarosa Giovanni Battista, Milaui dott. Pio, Monti
Giuseppe, Nissim Mario, Nìccolai Alberto, Passino
Francesco, Rogai Armando, Parta Ranieri, Pellegrini
Giuseppe, Salvadori Rauieii, Soraggi Raffaele, Trinci
Mario.
Ammessi al 3.° Corso Liceale : Del Seppia Giovanni.
-"t+ Domani si aprono regolarmente le scuole elementari. Le iscrizioni, fino a tutto ieri, ammontano
a N. '2024 maschi, e a N. 1591 femmine. In totale, tra
la citià e la campagna si sono iscritti nelle scuole
comunali N. 3615 fanciulli. Ciò dimostra che l'obbligo
della istruzione elementare principia a generalizzarsi,
a essere inteso ancora dalla uostra popolazione.
All'inconveniente della insufficienza dei locali scolastici vogliamo sperare che non sarà provveduto
con il solito espediente, più o meno efficace, della
riduzione delle ore di lezione per dar posto in una
stessa aula a due sezioni di classe, con i due soliti
orari antimeridiano e pomeridiano, ma coli' affittare
LtVORRIO.
eptonato di Ferro, liquido
sili Baroni.
ulu-
:
•e
••••***••••**•*• >Ce•-•••••••••••••
Per VICOPISANO: Prof. Guido Tizzoni.
Per VOLTERRA Dott. Piero Ginori-Conti.
Per LARI Prof. Emilio Bianchi.
)erto
e atdel
n i mo
li lui
*
• Capelli.
4
•
4
•
•
Autorizzato dal Consiglio Superiore Sanità
Prof.
ainaCO-
•
0
• ~gassassimo per profumo, mi: rebile Acque per conservare i
Per PISA:
G. B. Queirolo.
Per PONTEDERA : Com. Francesco Or-
Cose
.
I• TRIKOGNE- erdaliili ••
del partito monarchico liberale.
) aletto,
fre-
511.) MARMO.
zione del!' on. Orsini-Baroni.
+ A Vioopisano vi saranno quattro candidati:
il Prof. Tizzoni uscente, Ettore (Stighieri (per i repubblicani) il Cav. Toblcr • Bernardino Verro( per
i socialisti).
I nildifiti Rllo Elozioili Politiclio
Con-
e
Lire 1,50 la Bottiglia contagocce. — Preparazione
utile per la somministrazione del Protoioduro di Ferro
inalterato e comoda per fare la cura progressiva.
Piè del Ponte
L'arrivo dei Reali a Porta Nuova - Le autorità presenti al ricevimento - Il saluto del
rappresentante il Comune I Sovrani felici
di essere a Pisa - Il Principe Ereditario e
le Principessiue - Dalle Cascine al Gombo -
Doni reali.
La dimostrazione di Martedì sera, colla quale la
cittadinanza pisana salutò l' arrivo della Augusta Famiglia Reale fu imponente e calda di entusiasmo.
Ma di un entusiasmo sentito, sincero, sgorgato spontaneo dell' anima della folla che in un numero straordinario si era riunita sul viale delle Cascine, stipandolo tutto, dalla ferrovia a Barbaricina.
Alle ore 15,54 giunse la staffetta su cui avevano
preso posto gli ispettori Verga e Norcea di Spezia,
e pochi minuti dopo il commissario cav. Grimaldi
fece sgombrare il viale, nel breve tratto che corre
fra il passaggio a livello delle linee di Lucca e di
Geno va.
Il pubblicò si riversò allora nella parte superiore
del viale, e sul piccolo piazzale della stazione si riunirono le autorità cittadine civili e militari.
Vedemmo fra gli intervenuti il Prefetto conte
corna). Gioia, il generale Nava, il Pro-Sindaco prof.
Pierotti col segretario avv. Bisi, il consigliere delegato
comm. Galleani, il senatore prof. Alessandro D'Ancona, il senatore prof. Francesco Buonamici, col cav.
uff. Carina e col segretario cav. av.
v. Fossetti per la
Provincia, il Rettore dell' Università coniai. prof. Supino, il colonnello Strumia del 18. fanteria, il colonnello Biondi dei Carabinieri, l' onor. prof. Tizzoni, il
comm. Scarabelli, intendente di finanza, col segretario capo cav. avv. Benedettini, il giudice avv. Baschieri
per il presidente del Tribunale, il Procuratore del Re
cav. Passalacqua, il cav. Ferrari direttore delle poste,
il prof. Paoli, il cap. cav. Tremi, il cav. uff. Vittorio
Supino per la Camera di Commercio, il comm. Luigi
Vittorio Copello, console generale di S. M. il Re presso
la Repubblica d'Haiti, il cav. Buisson capo sezione
della Real Casa, i segretari della Rea! Casa Giorgi,
Tornei, Piazzani e Vaccheri, il capo stazione di Porta
Nuova sig. Mattiello, i sotto capi Pellegrini Ferruccio
e Mazzei Enrico, l'ispettore principale delle ferrovie
ing. Gallarini, l' ispettore cav. Canale, l' ispettore cav.
Bizzarri, l' ing. Lucchesi, l'ispettore municipale Caramelli, il vice ispettore Giacomelli, uno stuolo infinito
di signore e di operaie, e poi Veterani delle patrie
battaglie e reduci, impiegati, studenti e lavoratori.
+ Alle ore 16 precise giunsero alla stazione quattro daumont alla postigliona, ed un automobile con
il principe Corsini, scudiero del Re, ed alle 16,14 un
fischio acuto e prolungato annunziò l' arrivo del treno
reale.
Le autorità si riversarono sotto il piccolo padiglione ove dovevano discendere i Sovrani, e qui attesero che il treno si fermasse.
Dopo una breve manovra per cambiare binario il
convoglio reale, scortato dal comm. Lampugnani, direttore di compartimento, e degli ispettori cav. Galateo e cav. Tarchi, si fermò dinanzi al gruppo delle
autorità.
S. M. il Re scese per primo dal quarto vagone salon. Lo seguirono immediatamente: la principessa
Elena di Serbia, miss Dickens, che reggeva in un
ricco porte enfant bianco, coperto di trine candide,
il Principe di Piemonte; la Principessa Iolanda, condotta per mano da una bonne, e la Principessa Mafalda, portata in braccio da un'altra bonne.
Per ultima discese S. M. la Regina, la quale presentava un aspetto floridissimo, e vestiva un abito
grigio con boa nero al collo, cappello e velo nero.
Il Pro-Sindaco prof. Pierotti rivolse al Sovrano
brevi parole di saluto, dicendosi onorato di portare
al Re e alla graziosa Regina gli auguri, le felicitazioni
ed i saluti della cittadinanza e del popolo pisano.
S. M. il Re ringraziò ripetutamente, eppoi tanto al
Prefetto quanto al sen. prof. Buonamici ed al Pro
Sindaco, espresse la sua soddisfazione nel vedere così
gran popolo affollarsi lungo il viale.
S. M. il Re presentò le autorità a S. M. la Regina.
Al senatore Buonamici l'augusta Sovrana disse che
le Principessine erano tanto contente di recarsi al
mare, e al comm. Supino, Rettore dell' Università,
espresse la sua letizia per avere incontrato un tempo
delizioso.
Alle ore 16,30 le LL. MM. si congedarono e salirono in. una daumont a postiglioni, insieme al generale Brusati ed al gentiluomo d' onore di S. M. la
Regina conte di Trinità.
La daumont reale preceduta da altre due in cui
avevano preso posto il Principe Umberto colla Principessa Elena di Serbia e le principessine, venne seguita da altre due in cui notammo il gen. Penzio Vaglia,
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Sotto i cinque anni: Maschi 5 — Femmine I.
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la contessa di Trinità, il principe Corsini, l' ammiraglio De Libero, il dott. Quirico, il suaggiore Ubaldi
ed altri personaggi di Corte.
Appena le daamonts, uscendo dalla Stazione, apparvero sul viale delle Cascine, la folla che vi si assiepava ai lati proruppe in grandi acclamazioni, accom-
pagnate dallo sventolio dei cappelli, dei fazzoletti e
dalle grida di: Evviva i Sovrani! Evviva il Principe Umberto!
Le LL. MM. visibilmente lieti di questa calda e
spontanea manifestazione di omaggio, ringraziavano
sorridendo.
Fino a Barbaricina le vetture reali, costrette a passare in mezzo alla folla, andarono quasi a passo di
uomo, ma poi accelerarono la corsa e giunsero a
San Rossore alle 17.
+ Alla villa delle Cascine Vecchie discesero tutti
i componenti il seguito del Re.
Gli Augusti Sovrani coi figli proseguirono direttamente per il Gornbo, dove dinanzi allo chalet furono
ricevuti dal direttore della Real Casa comm. Boas.
Poco dopo l'arrivo del Re gli edifici pubblici e
privati della città vennero imbandierati.
4+ S. M. il Re, a mezzo del Gran Cacciatore Conte
Brambilla, mandò ieri a regalare al Prefetto Conte
Gioia, al ff. di Sindaco Prof. Pierotti, al Presidente
del Tribunale Cav. Masciulli, al Procuratore del Re
Cav. Passalacqua, al generale Nava e ad altri varii
fagiani ed alcune lepri.
pror.Gaspericiii a Firenze. — Il direttore del nostro Ufficio sanitario prof. dott. Gustavo
Gasperini, classificato primo per titoli e per esame,
è stato nominato Direttore dell' Ufficio d' igiene a
Firenze. Il Comune di Pisa perde uno dei suoi più
intelligenti ed autorevoli funzionari; e noi siam dolenti, anche per i rapporti affettuosissimi dell'amicizia,
della sua partenza dalla nostra città; ma d' altra
parte dobbiamo rallegrarci col medio distinto e coligienista studioso e colto per questa vittoria che è
tutta dovuta al suo ingegno ed alla sua dottrina.
Concittadini estero. — Al Cairo, i
nostri concittadini fratelli Nistri, già circondati di onorevolissima riputazione come intraprenditori, hanno
avuto in questi giorni encomio pubblico per il lavoro
di restauro e di addobbo che hanno eseguito a quel
teatro Verdi.
L' Imparziale del Cairo assicura che l' impresa
Dickman e fratelli Nistri ha compiuto due miracoli :
quello di trarre dalla vecchia e sdrucita baracca delle
Varietà un teatro degno di tal nome e quello di
compiere l' arduo lavoro in poche settimane.
I Nistri, che conoscevamo molto bene qui in Pisa,
sono giovanotti attenti ed attivi ; e perciò non ci sorprendono i loro miracoli. ed affettuosamente ci rallegriamo con loro.
Fotografi dilettanti. — Alla mostra fotografica, promossa dal Giornale i Bagni di Casciana
hanno ottenuto la menzione onorevole nella 3.a categoria per fotografie di vedute panoramiche di paesi
strade e monumenti, i signori avv. Mario Supino di
Pisa, dott. Augusto Della Longa di Pugnano ed il signore Ranieri."Adorni-Braccesi di Cascina.
IL organista del Duomo. — Dopo i vari
tentativi di nomine e concorsi strascicatisi da mesi
e mesi, finalmente ad organista della nostra massima
Cappella musicale è stato in questi giorni nominato
ad • unanimità di voti, il giovane nostro concittadino
M.° Alfredo Luchi. La raffinata e profonda coltura
del suò direttore M.° Arnatucci gli saranno di guida
preziosa nell' artistico cammino. Auguri e rallegramenti.
AI Circolo impiegati civili. — Sabato
29 p. v. si inaugureranno i trattenimenti invernali in
questo geniale ritrovo. Avremo la cortese signorina
Titta e il Benedetti che ci delizieranno con la loro voce
soave e cara. Le signorine Bertoli e Della Seta con
il Pellizzari e il Colvari si produrranno in due graziose commediole. Un po' di buona musica darà compimento al programma che sarà davvero assai attraente.
Seguiranno i soliti quattro salti familiari.
Al Congresso Medico di Doma. — La
Clinica Medica della nostra Università vi sarà rappresentata dall'illustre prof. G. B. Queirolo direttore e
dagli assistenti dottori Cioniui, Michelazzi, Bocciardo,
Bruno e Bozzi; e la Clinica patologica speciale dal
chiarissimo prof. Carlo Fedeli e dagli assistenti dottori Gasaretti e Gentili. Tutti quanti vi faranno comunicazioni interessanti.
All'Ospizio di lientilcità. — Venerdì il
ff. di Sindaco prof. Pierotti, accompagnato dagli assessori Poli, Balestri, Paoli, Volterrani e Vivaldi, visitò i nuovi locali dell' Ospizio, i nuovi dormitori delle
donne. I rappresentanti dell'autorità comunale espressero al cav. Giuseppe Nissirn, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell' Istituto dei poveri tutta
la loro più viva soddisfazione.
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Al Ginnasio. - Il prof. dott. Bruno Flury è
caffè e fiaschetteria, ha aperto in quel subborgo una
stato nominato insegnante di scienze naturali nel
nostro Ginnasio e il prof. dott. Archimede Bellatalla,
che vi teneva ufficio di insegnante, è stato preposto
all' insegnamento delle matematiche anche per le
classi ordinarie.
Ci rallegriamo con ambedue i valenti professori.
Chi va e chi viene. - Il ricevitore del registro sig. Varaldi, già a Bagno di Romagna, è ora
trasferito a Pisa.
Il prof. Lanci' ad Amicona. - I giornali
anconitani hanno tributato nella scorsa settimana
unanimi ed amplissimi elogi al direttore dell'Ospedale
di Ancona prof. Lando Landi che in pochi mesi ha
saputo conquistare nella sua nuova residenza la simpatia e la stima universale.
Egli infatti è stato specialmente additato alla riconoscenza del pubblico per lo zelo e per la sollecitudine con cui ha atteso in sì breve tempo al riordinamento di quell' Ospedale dando regolare disposizione ai servizi e buon assetto agli uffici, e dai colleghi degli ammalati e dai cittadini ricevendo per
tutto ciò plauso e gratitudine.
Siamo lieti dell'onore che è reso, per l' opera sua,
all'amico e cittadino prof. Landi; perchè egli riconferma anche fuori di qui le virtù di medico valoroso,
attivo e zelante che agli studi ed alla umanità dà
•tanta parte della intelligenza e del cuore.
Per una caduta. - La sera del 19, verso
le ore 20, il giovane signor Leonetto Pini si dava cura
presso il Campanile del Duomo di divertire una sua
sorellina, quando cadeva per incidente stranissimo e
si procurava ferite e contusioni.
Il dott. Bracci gli apprestò le prime cure; gli ricucì
il labbro inferiore con sei punti e gli fece altre medica ture ritenute necessarie.
Noi auguriamo all' amico Pini una sollecita guarigione; tanto più che che deve sostenere nel novembre l' esame di laurea.
La riproduzione di un quadro. Nella vetrina del sig. Stefano Ciardelli in Via Vittorio
Emanuele ha in questa settimana attirato l' attenzione e, diciamo pure, l' ammirazione del pubblico,
una riproduzione ad olio del quadro di Antonio Ciseri Il trasporto di Cristo al sepolcro eseguita dal
sig..Alipio Barsotti.
E' davvero sorprendente che un dilettante qual' è
il Barsotti, senza aver mai ricevuto da alcuno nemmeno i preliminari insegnamenti dell' arte, abbia potuto eseguire con tanta fedeltà e tanta maestria un
simile lavoro : e non è certamente errata l'affermazione che se egli coltiverà, studiando, la spiccata
inclinazione che ha rivelato, potrà percorrere con
fortuna il cammino nobilissimo dell' arte. •
nuova bottega. Ed ora l'esercizio antico prende nome
dal Daole che è un ottimo negoziante, e che per i
generi speciali di cui terrà vendita e per gli articoli
che non temeranno concorrenza sia per la qualità
come per il prezzo, è destinato a raccogliere, anch'esso,
le simpatie dei clienti e dei frequentatori che a lui
auguriamo in gran numero come vantaggiosi ed in
grande copia gli auguriamo gli affari.
Per gli agricoltori. - Gli agricoltori che
desiderano un abbondante raccolto e di buona qualità debbono soltanto provvedersi dei Concimi chimici
di puro perfosfato d'ossa prodotto dalla fabbrica del
signor Giuseppe Micheletti, posta in Via delle Prata,
fuori della Porta a Lucca, o al suo deposito in Pisa,
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La bottega del natile a Porta Nuova.
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sotto questo nome, è divenuto da pochi giorni nuovo
conduttore il signor Daole di Barbaricina. La proprietaria, che dette per tanti anni la sua attività
maggiore a questo negozio e lo fece rinomato come
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In questo nuovo romanzo, dovuto alla penna del
più originale e del più brillante tra i nostri scrittori
per la gioventù. tornano in iscena due personaggi
noti: Akita e Yao, i protagonisti del bellissimo racconto : I FRATELLI DELLA MANO ROSSA. L' azione si
svolge nell' Estremo Oriente, tra il divampar delle
fiamme e il crepitar della mitraglia, negli orrori della
guerra che i piccoli figli del Sol Nascente muovono
alla Russia. E in tutto il libro giganteggia la figura
dell' Uomo della maschera di acciaio, strano e fantastico eroe, che compie le sue gesta meravigliose nell'ombra, e dispare come un fantasma. Fiori DI LILLÀ,
per le straordinarie avventure, per gli episodi drammatici e commuventi, per le belle descrizioni di costumi e di paesi, può dirsi a buon diritto uno dei
migliori racconti del genere, ed otterrà senza dubbio
il pieno favore del pubblico. Inutile fare l'elogio dei
disegni a colori, che adornano il testo riccamente,
perchè tutti conoscono, ormai, la grande valentia di
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Parte da Pisa per Pontedera e Calci 6,- - 7,50 - 9,35 - 12,10 - 14,30 - 16,25 • 18,45
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6,33 - 8,16 - 10,8 - 12,43 - 15,3 - 16,58 19,18
) da Navacchio per Calci
7,49 - 9,41 - 12,16 - 14,36 - 16,31 - 18,51
a da Calci per Navacchio 6,6
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7,43 - 11,23 - 14,43 - 17,13 - 19,33
Arr. da Marina
I da Pontedera, Calci e Navacchio 7,5 - 8,45 - 10,35 - 13,10 - 15,30 - 17,25 - 19,45
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Portafoglio Italia 12,338,900,82
Portafoglio Estero 1,519,672,49
Effetti all' incasso 76,761,427,45
Riporti 30,865,185,17
Effetti pubblici di proprietà . 399,866,99
Azioni Banca Subalpina in liquid.
913,470,85
Anticipaz. sopra Effetti pubblici .
166,346,429.68
Corrispondenti - Saldi debit. . 5,480,300,78
Partecipazioni 5,565,290,73
Beni stabili .... .. .
558,130,08
Mobilio e Spese d' impianto .
1,950,877,36
Debitori diversi 65,614,750,22
Debitori per Avalli 6,226,006,00
..=as a garanzia operaz.
2,203,300,00
a cauzione serviz.
332,835,415,00
P "elibero a custodia . . .
Spese d' Amministrazione e Tasse
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ANNO
XII.
Pisa, 18 Aprile 1904.
ANNO
XII.
Il Ponte di Pisa
NUMERO STRAORDINARIO NUZIALE.
Abbonamenti: non vi sono scadenze, come
per l' amore vero; e sono fatti in perpetuo
alla felicità ed alla pace.
Nei circoli eleganti di Pisa e delle città vicine,
dove gli aposi hanno parentele ed amicizie, l'avvenimento più interessante della aettimana sarà
questo matrimonio, a cui da ogni parte Ai mali.
dano benedizioni e astuti. Oggi tace ogni altro ar•
gomento di cronaca galante; al tennya club, al the,
nei salotti delle signore, come In ogni altro convegno, non al parlerà che di questa festa. L'augurio gentile che oggi agorglierà dai cuori mi com.
pendierà nel grido di gioia, sonoro ed altiasimo,
di Evviva gli sposi/
Per la tua festa
Nozze GIULI -IYIIMBELLI.
Pubblicità: oggi non se ne fa; la festa è
nei cuori e non ha bisogno di rumore o di
rclanae.
•.4.urT della felicità. Per me e per superabile. Poche volto il incuter non
i miei compagni è giorno di le- lo ha contato fra i presenti ai ditizia questo ; e ne abbiamo vo- versi nwets di quella caccia ; di quella
che coraggiosi cavalieri ed
luto dar segno pubblicando, in caccia
intrepide amazzoni vanno facendo
ricordo delle tue nozze, il gior- durante l' inverno nella brulla camnaletto che senza acclamazioni pagna romana e là per i colli laziali,
di pubblico venisse a te, fino ai fra le macerie e le mine di tante
verdeggianti colli di Vergaiolo, cose morte, le quali sembrano ridestarsi al passaggio di tanta energia
a recarti saluti ed evviva.
E' così fastidioso parlare e scri- e di tanta vita.
MARIO PICCARDI.
vere ad ogni momento di politica,
e correr dietro a bizze ed a puntigli, che mi pare quasi di toccare il cielo con un dito oggi che
io posso fraternamente rallegrarUna laurea in legge.
mi della contentezza tua, ed offrire
Il
giorno
7 luglio 1894 il conte
all' amicizia, che non è mutata
per il corso di anni e di vicende, Giuseppe Giuli fu proclamato dottore
questo tenue omaggio di stima in giurisprudenza dal magnifico Rettore professor Filippo Serafini, dapo
e di affetto.
avere discusso la tesi : La eredità,
Caro Beppe,
ho udito e visto per lunghi
anui, tante volte, intorno a me,
il dolce tripudio dei canti e dei
fiori nuziali; perché a noi, modesti giornalisti, capita di sovente
l'occasione di prender parte alle
tuo MARIO RAllI. giacente nel diritto odierno italiano.
altrui solennità: ma per il mag- Al Conte Cavaliere
La Commissione esaminatrice era
gior numero delle volte ho dovuto Dott. GIUSEPPIC Giuw.
presieduta dall' illustre prof. Carlo
sperimentare che molto conveu
Francesco Gabba.
zionalismo sottrae alla schietInsieme al Ginli presero la laurea
MATTINO TOSCANO
in quell' istesso giorno altri suoi 9
tezza della gioia la parte micompagni e cioè i signori : Luigi
gliore. Si ride assai spesso per
(da "Les nostalgíques di P. Bornam.).
Amati - Cellesi, Federigo Cammeo,
quello spirito di imitazione che
Giuseppe Brenti, Riccardo Cagioni,
incita tutti quanti, in certi istanti Un cielo azzurro, di un azzuro tenero
Cesare Segrè, Giuseppe .A.nzilotti,
che a la ftervinca in far sembra rapito,
della vita, ad atteggiamenti di
Cesare Cagli, Francesco Tonnnasini
un sol da i raggi mitemenfe teAidi,
letizia che possono sembrare nae Giunta Giunti.
come un bacio d'amar dolci: fiorito
turali e sinceri ; ma il riso non ogni cesAuglio (sfata fra il verde rorido
passa oltre la pelle. Camminando,
roselline bianche) ; un vago incanto
abbiam lasciato per la strada,
di luce e fiori il paesaggio - un brivido
•
insieme a tante delusioni, anche
scuote la guercia ne la selva a. canto.
qualche brano della nostra carne; La brezza fiassa fra le chiome viridi
Questa solennità nuziale, che rieme, forse, noi, che siamo trascinati
e il saluto del mar reca su l' ale,
pie l' animo di gioia a parenti o ad
in mezzo alle avventure di ogni
è fresca e gaia come l'onda cerula,
amici, riuscirà specialmente cara al
cui l'aroma rapi acre di sale:
specie, noi siamo gli individui
più scettici di questo mondo. Ma e tra li aranci d'or, fra i cedri e i lauri, deputato on. Orsini-Baroni il quale
oltre che dai vincoli della parentela
canta: i filatami vanno in lunghe file,
quando si tratta di un amico, alhan pro- le rame tichelefrife un fremito, troverà modo di compiacersi, pel fatto
lora mettiamo in un canto la
senton ebrezza del veniente lri/e.
vecchia maniera dei complimenti
che oggi lietamente si celebra, anche
P. CHELINI.
usati, e sentiamo salire fresca e
dall' ufficio suo di tutore della sposa
sonora dal cuore la sinfonia degli
che esercitò coli' affetto di un padre
affetti e dei ricordi.
e colla cortesia di un gentiluomo.
S
1=•
C•
rT
Proprio come oggi che l' anima
* Il deputato on. prof. Emilio
mia ringiovanisce e raccoglie i
Bianchi, legato da antica amicizia
sportivi.
Profili
puri entusiasmi della bella età,
alle famiglie degli sposi, manda oggi
Il Conte GIUSEPPE GIULI.
per fermare fra queste sottili
a Vergaiolo omaggio di fiori alla
honueur.
seigneur
tout
tout
A
colonne l' augurio che non è voce
Il Conte Giuseppe Ginli è il gen- sposa e di saluti e di auguri a tutti.
di cronista, ma saluto di amico.
E' vero : contro ogni indiffe- tlenten perfetto, il rider audace, il guiirréprochable.
renza soggiogatrice insorgono datore
La nostra città lo ha ammirato Cronaca d'arte
piene di tenerezza sì care e soavi quando egli conduceva con rara abirimembranze, che la festa di per- lità sui nostri Lungarni il 8U0 breakI dipinti del Torrieini.
sone, alle quali abbiamo voluto phaeton a quattro magnifici cavalli
Nello avvenimento che si solennize vogliamo sempre bene, è come grigi, lo ha saputo frequentatore
assiduo di ogni pih importante ma- zerà oggi, il nome di Nicola Torricini
la festa della casa nostra.
Ecco perchè siamo in festa, an- nifestazione sportiva e mondana, ed deve aneli' esso trovare il suo posto ;
che noi, redattori di questo fo- ha appreso con un certo senso di perché dal pennello di lui sono state
e di orgoglio che essa adornato le ville degli sposi, le tre ville
glio, che ebbe l' onore della tua soddisfazione
era da Lui ben rappresentata a quella che prodigheranno al buon Boppino e
simpatia cortese fin dalla nascita. riunione sportiva superlativamente alla sua Maria tutti i loro tesori d' inVedi: gli amici del Ponte man- elegante che è la Caccia alla volpe timità dolce e serena e che non chiededano a te ed alla tua gentile, cui egli prendeva parte con un ma- ranno in ricambio, nel silenzio delle sale
per si lietissimo evento, gli au- gnifico sauro irlandese saltatore in- e delle allée, se non la rinnuovata gio„
I NOSTRI DEPUTATI
III
condita di qualche strillo infantile e di
qualche bionda testina
La villa di Vergaiolo , presso Monsoni mano, la magnifica villa Mimbelli,
ha avuto un notevole abbellimento nel
salone da pranzo che si apre ai giardini
e che è stato restaurato in stile del 500
con rapporti a stucco e fregi Robbiani,
e con pitture delle pareti e della volta
in stile Raffaellesco. La mobilia in noce
e cuoio è stata eseguita da altri due
bravi artisti pisani, il Maggini ed il Coli.
La cappella, nella quale si celebra
matrimonio, è stata tutta quanta dipinta a nuovo su stile del 700, in rosso ed
oro, ad imitazione di stoffe ricchissime.
Il soffitto e le pareti della galleria presentano un trionfo dello stile floreale.
Al Castellaccio, in quel di Filettole,
la camera degli sposi è stata trasformata in modo incantevole : sulla volta
e sulle pareti decorate con trine e con
stoffe di una delicatezza infinita, Nicola
Torricini ha gettato, con prodigalità da
gran signore, veri fasci di fiori, ha profuso tutte le porpore e tutti i pallori di
quelle sue rose che ormai tutta Pisa conosce: e dalla fusione delle mille tinte,
dall' insieme dei merletti e dei fiori, ha
ricavato armonie riposanti e squisite.
Alla villa Giuli, a Lorenzana, il quartiere degli sposi è stato dipinto anche
esso in smagliante stile floreale con
fondo color tortora e con stoffe del medesimo colore : un nido accogliente, carezzevole, dolce ....
Che la vita sia per gli sposi cosparsa
1i fiori quanti ne ha creati la mano di
Niccolino : o che le rose sieno, come
quelle di Niccolino, imperiture e senza
spine!
P. STUDIATI.
TESTE e TASTI
Le nozze.
Sabato 16 Aprile al Comune di Montecatini ebbe luogo la cerimonia civile
per il matrimonio del signor conto dott.
Giuseppe Giuli colla nobile signorina
Maria Mimbelli; e la cerimonia fu intima, semplicissima, senza alcun segno
di festività. La sposa, una figurina bionda e dolcissima, soffusa di delicatezza
e di soavità, era accompagnata soltanto
dalla dobil donna signora Arianna Orsini-Baroni moglie del deputato, dalla
contessa Emma Rosselmini - Peverada
madre dello sposo e dai suoi fratelli.
La grande, la solenne cerimonia avrà
luogo oggi Limedi per il rito religioso.
La funzione sarà celebrata alle ore 10
a Vergaiolo nella cappella della villa
Mimbelli, e vi assisteranno i parenti e
gli amici strettissimi.
La sposa indosserà un magnifico abito bianco, con adornamenti di fiori di
arancio, i fiori nuziali che hanno si
dolce profumo di poesia; e l' accompagnerà un' eletta schiera di signore delle
quali ricordo subito la contessa Emma
Rossolmini - Peverada, la nobil donna
signora Irene Giuli, la contessa Angusta
411
'11111.a.
Rosselmini-Gualandi, la contessa Beatrice Affiata di Biserno, la nobil donna
signora Arianna Orsini-Baroni, la contessa Marianna Alliata - Vaglienti,
nobil donna signora Angiolina Sansoni e
la contessa Olimpia Della Gherardesca.
Firmeranno l' atto come testimoni i
signori onorevole deputato comm. Francesco Orsini - Baroni, conte Lodovico
Rosselmini - Gualandi , comm. Alberto
Giuli, nobile Mimbelli di Trieste, conte
Gherardo Della Gherardesca e comm.
dott. Leopoldo Peverada.
un affare, ma è una giusta armonia di
tutte queste Cose diverse. (MANTFIGAllA).
-14
Ciò che è indispensabile.
La dolcezza è una qualità che all'nomo sta bene, e che per la donna è indispensabile. Colla dolcezza ella aumenta
la forza delle sue attrattive, e si rende
vieppiù amabile. . Una donna ., osserva
Larcher, « senza dolcezza, è un prato senza verzura, è una valle senza arbusti,
è un giardino senza fiori, è un angeli()
senza piume, è una notte senza stelle ..
Anche la natura ha fatto si che il suoI doni.
no della voce della donna sia dolce, dolce
Alla sposa sono stati regalati doni
Io sguardo, delicati i lineamenti ; delibellissimi dallo sposo e dai parenti. Non
cato il tatto. E se la donna è debole e
esagero se li definisco come principedelicata, è perché non sia imperiosa, nè
: è stata una gara amorosa di siruvida.
gnorilità e di squisitezza.
Un tale enumerava ad un filosofo
tutte le qualità della sua sposa: beltà,
Il convegno.
ricchezza, spirito, nobiltà, educazione;
Nella vasta e graziosa villa Mimbelli e il filosofo ad ogni nuova qualità scridi Vergaiolo, situata fra tanto trionfo veva zero. Finalmente lo sposo disse che
di verde, avrà luogo il convegno ma- la sua metà era anche d' indole docilisgnifico. Vi prenderanno parte anche i sima. Allora il filosofo scrisse una unità
signori Mimbelli di Trieste, Sterbini di avanti tatti quelli zeri, e così acquistaRoma e Sansoni di Livorno. Dopo la rono un immenso valore.
cerimonia, sarà servito da Doney ora
Thompson un pranzo sontuoso.
La sciarada.
Notte Medioevale: di CERINO RENI.
I fiori, i telegrammi.
So che li mandano da Pisa quasi
tutte le famiglie dell' aristocrazia e
moltissimi amici che vogliono dimostrare il loro compiacimento al conte
Giuli per questo matrimonio benedetto
da tanto sorriso d'amore.
I.
Nella quiete lunare audacemente
alte A'ergean le torri del maniere
quasi sfidante il del, cupo, silente
e fieramente altero.
Silenzio intorno ...Sol lontanamente
un rumore par venga dal sentiero.
Ecco: distinto il galoppar si sente
Le vesti.
La sarta Cigni di Livorno, la sarta
famosa che ha una riputazione insuperata per le confezioni di abiti da sposa,
ha preparato le bellissime vesti elegantemente e riccamente. Anche la biancheria è stata lavorata con arte finissima. Tutto il corredo è stato fatto con
grande chic e con inarrivabile eleganza.
&e#
Il viaggio di nozze.
Nel pomeriggio gli sposi partiranno
in vettura alla volta di Viareggio dove
si tratterranno un mese per la luna di
miele. Quindi visiteranno Parigi. Poi andranno al Castellaccio, alla villa Ginli,
a godere la serenità della splendida
campagna cosi quieta e cosi fragrante.
di un veloce destriero.
Si avvicina, si arresta... Ardita e snella
la figura del tutto allor compare,
che si slancia di nella...
E da un balcone del castello a ppare
tufa fanciulla idealmente bella,
nello splender
Se di un cuore innamorato
e Pur ti giunge il canto al cor,
«Deh t' affaccia e fai beato
o
Il tuo tenero amator !...
«Corsi giostre ed ho spezzato
Lance ed elmi, e n'ebbi onor ;
e
Pel tuo amor, per te ho pugnato,
e
Se fanciulla a due nel seno
Cinsi al braccio il tuo color.
e Or si ...nide 'Teme arcana,
e
Dela fui svela il tuo penxier!...
c
Primo un detto el amor pieno
«O mia bionda castellana,
< Dcli fa lieto
Una pubblicazione.
L'avv. Cesare Segrè ha domandato al
suo fratello prof. Alfredo, che è studioso
di pergamene ingiallite, qualche cosa
che fosse adatto alla circostanza e l' ha
avuta colla graziosa descrizione dell' Entrata in Pisa del Serenissimo Gran
Duca I Ferdinando de' Medici e che egli
ha accompagnato con una lettera affettuosa.
Ma di tutto ciò si parla nelle a Note
Bibliografiche
lunare.
il cavalier!... e.
Tre dal balcone per l'enorme fianco
una scala di seta
pende sul precipizio: ci sale, stanco
cerca toccar la desiata mèta.
La man gli trema, il piede gli vien manco
alla scala irrequieta
che oscilla aotto. Dal balcone un bianco
profil di donna lo incoraggia e allieta...
Ecco: ci la mano alibi poaa secura
alla fanciulla accanto,
e Amor
fin stringe in detaoso amplesso!" .
Regna silensio Intorno... Calma, pura
I proverbi.
Savia moglie e buon nome è uno dei
più bei patrimoni. (Prov. francese).
Una donna dabbene è il miglior consigliere di casa. (Prov. tedesco).
Per album.
Il matrimonio non è questione di solo
amore, nè di sola igiene, nè di sola economia sociale, nè di sola bellezza, né di
solo sentimento, nè di solo accordo di
pensieri; non è nò la soddisfazione pura
e semplice di un ardente desiderio, nè
manda la luna intanto
alt quel gruppo sentii mite un riflesso.
Il matrimonio.
Il matrimonio è un'armonia che tende a comporre un'altra armonia; è accordo di animo, espresso dai sensi, come
il pensiero è espresso dalla parola; tende
al compimento dei propri uffizi, e deve
essere perpetuo; altrimenti il pensiero
che dovesse finire dimezzerebbe la felicità. (CANT(:).
Un pensiero : di Tobin.
La modestia nelle azioni, nei pensieri
nelle parole è la prima grazia della
donna.
';11)
Per finire.
Senza le donne i due estremi della
vita dell' uomo sarebbero senza soccorso
e il mezzo senza piacere.
tic 014.crtino.
nei giorni della, baldoria e della spensieratezza !
In quelle riunioni gioconde fu suggellato il patto dell' amicizia che
oggi, per le memorie del passato, acclama e saluta il nuovo destino che
custodisce tanta felicità di amore.
li 9obbo Anchoighi.
.
In punta di penna
Veramente, questa rubrica potreb-
be intitolarsi in punta. ... di forchetta, perché l' è scritta a posta
per ricordare due simpatiche riunioni a mensa, nelle quali di penne,
neppure di quelle di uccelli, non se
ne vide alcuna. Ma ciò nonostante,
l' appetito ed anche la parlantina
non fecero difetto. Non c' è da dubitarne.
C.1
Me lo ricordo, come se fosse ora,
il pranzo che il dottore ci offri a
Marina, al Ristoratore La Perla. —
Beppino Giuli, come lo chiamavamo
tutti noi dell'allegra comitiva allora
in tono amichevole, non era Sindaco
e ueppur cavaliere: aveva preso la
laurea in quei giorni caldi del luglio,
e per solennizzarla con le buone regole dell' Università ci aveva portato
al mare a fare il bagno e a non fare
penitenza dinanzi al banchetto sontuoso.
Egli già, fin da quel tempo, andava cercando la . .. perla che oggi
ha trovato.
*Le magnifiche sonagliere dei superbi
cavalli non risuonarono per la verde
campagna: una diligenza modesta, ma
nella quale si accoglieva, non faccio per
dire, una dello compagnie più liete e
più spensierate di Pisa, ci portò al Cagettacelo, che contrariamente al suo nome non ha proprio niente di brutto!:
una solitudine beata all'intorno, un panorama quieto e verde, un palazzo sontuoso, che ha ricordi di antica fama e
fu possesso dei Gambacorti ed ora è
proprietà del conte Giuseppe Giuli.
La compagnia allegra, di cui facevan
parte oltre l'ospite, due avvocati, Cesare
Sogrè e Gino Gattai, un dottore, Olinto
Spadoni e uno studente in medicina
Giovanni Mimbelli, (è oggi il fratello
della sposa) aveva combinato la gita
per alcuni studi storici artistici da completarsi insieme ; ma in realtà non si
studiò che poco; si mangiò e si bevve
invece a sufficienza. E l'allegria fu tutta
di un colore, durante il viaggio, durante
il pranzo, durante i passatempi vari e
le dispute animate.
Chi metterà insieme brigata più allegra, di questa?
(Dal Ponte di Pisa, n.20, 14 m aggio 1899).
NOTE SCIENTIFICHE
Pranzo .... elettrico.
Gli americani che da noi, cittadini
della vecchia. Europa, sono spesso chiamati eccentrici perchè sanno trarre profitto dalle cose più semplici e in apparenza più strane, ci insegnano molto
; spesso a trovare nella vita monotona
Il Costellacelo, un' altra volta, si della città un diversivo all' abituale anoffrì a far da testimone alla nostra damento delle nostre usanze. L' americano specialmente • degli Stati Uniti,
spensieratezza. La brigata fu in ; mentre lavora assiduamente per conquella occasione poco numerosa, ma quistarsi una condizione onorata nella
vita, vuole anche godere di quelle comorivoluzionaria.*
Guardate se si ha da credere ai dità che il mondo moderno gli può con, cedere, e per tale riguardo egli è veraproverbi !
i mente cosmopolita.
Poca brigata, vita beata ; lo dice i Si narra in un giornale di New-York
uno di quei buoni e di quei vecchi. che una volta il a Franklin ExperimenMa invece fu tutt' altro! Un dottore tal Club ., nel primo anniversario della
sua costituzione, diede un pranzo verain medicina, due avvocati e un gior- mente straordinario. La luce elettrica,
nalista (che Iddio ci liberi da tutti com' è naturale, sfolgoreggiava in tutta
quanti !) intavolarono una discus- la sala: le vivande erano cotte elettrisione feroce, dopo aver mangiato e camente e venivano volta per volta servite mediante una piccola ferrovia eletbevuto, ben s' intende; e ne dissero trica. A capo della tavola stava un autante di cotte e di crude che non toma che rappresentava Franklin, il
ci fu piit mezzo di metterle insieme. quale salutò fonograficamente gli inviIl grande ospite, Beppino Giuli, tati. Mentre i commensali gustavano i
cibi squisiti, un concerto acustico raled un amico suo molto a lui vicino legrava, la già lieta riunione.
ed oggi più che mai a lui congiunto,
Molte sorprese si succedettero l' una
non si impensierirono per tutto quel all' altra: l' elettricità aveva aperte le
lime°, anzi lo scaldarono ancora, ostriche, fatte cuocere le uova, torrefatto il caffé ecc. ecc. Ma la maggior
finchè non scoppiò la rivoluzione... meraviglia
fu quando alla fine del bandei brindisi. E, non faccio per dire, chetto, una pioggia di fiori copri lettene furono fatti dei belli, e tutti in- ralmente la tavola.
I fiori avevano lo stelo connesso ad
neggianti all' amicizia ed alla feliun filo di ferro, ed erano stati trattecità avvenire .
nuti al soffitto da Molte elettrocalamite,
le quali, tostochè era stato interrotto il
circuito elettrico, avevano lasciato caChi sa che quelle voci di amici dere il gentile prigioniero.
non siano state lietamente augurali
Gli invitati si alzarono dal lauto pran-
zo al suono di una marcia suonata a Chicago e trasmessa telefonicamente con
grande intensità e chiarezza a NewYork.
Oh come sarebbe bello un pranzo
elettrico a questo modo per solennizzare delle nozze: un convito così elettrizzante formerebbe davvero l' augurio
più bello alla felicità degli sposi!
A. CAROZZO.
Miscellanea Disalla d' arte e di storia
-a-
le 'T T' O LIE.
Sorge il villaggio di Filettole sur uno
di quelli amenissimi colli della ripa destra del Serchio che segnano il confine
tra i due territori di Pisa e di Lucca.
Il più antico documento che porti il suo
nome è una pergamena dell'886 della
primaziale lucchese ove si ricorda la
chiesa di S. Maurizio di Filetto, allora
sottoposta al giuspadronato della mensa vescovile di quella diocesi (Repetti,
Dizion. della Toscana, II, 143). Ma non
tardò il villaggio ad esser preda de' pisani, i quali se ne assicurarono il possesso dopo la vittoria riportata sui lucchesi nel 1264 presso il monastero di
Santa Viviana che li vicino sorgeva;
dopo la qual vittoria essi costruirono
poco distante dal paese la torre dell' Aquila a vedetta della rocca di Ripafratta o a spauracchio insieme di Filettole e de' luoghi circostanti (Roncioni,
Istorie, pag. 554). La chiesa del borgo fu
aggregata allora alla diocesi di Pisa, e
le religiose, molestate certo dalle continue guerre, abbandonarono il monastero di Santa Viviana.
Si dice esistesse questi ultimo fin dai
tempi della contessa Matilde, ed è certo
che presso le sue mura i consoli di Pisa
e di Lucca, dopo la pace fatta tra le due
città, s' incontrarono il 15 agosto 1159,
o lessero la sentenza arbitralo con cui
stipulavano una tregua di venti anni
tra il conte Guido, il conte Alberto di
Prato, i Pratesi, i Senesi, i Pistoiesi, i
Fiorentini e i Garfagnini. (Marangone,
pagina 19); la prima registrazione di
chiese e conventi del 1277, riportata
dal Mattei (Torno I, pagina 92), lo ricorda col titolo di Monasterium S. Vivianae de Filetulo, ma pit non si trova
menzionato nella seconda registrazione
del 1373. Rimasto dunque deserto, il convento cadde in rovina, sin che l' areivevescovo Lotto Gambacorti nel 1389 non
lo fece restaurare, riducendolo a castello turrito, come rilevasi dalla seguente
iscrizione conservata nel privato museo
della famiglia Antinori di Firenze (Nistri, S. Giuliano ecc., p. 515, nota).
4- lIoc °pus factam est
Tempore reverendi in Christo patris
Et Dom. Dom. Lodi de Gambacurtis
Archiepiscopi pisani An. Dom. M.
COCLXXX VILLE - Indictione XII.
Lasciato nuovamente in abbandono
dopo la caduta di Pisa e l' esilio dei
Gambacorti, il diruto edificio fu detto
il Castellaccio, nome che oggi pure conserva, se bene tempo a dietro un certo
sig. Bombicci lo facesse restaurare riducendolo ad uso di villa.
Quanto al villaggio varie ne furono
le vicende: già prima della caduta di
Pisa, nel luglio 1397, aveva provato le
ire della Compagnia di ventura del conte
Alberico da Barbiano ; dopo ci dice il
Machiavelli che nel 1436 Niccolò Pieninino, capitano de' Visconti, scorrendo il
territorio di Lucca e il Monto pisano
« assali Santa Maria in Castello e Filetto, e vinsegli ma ben presto dovette
partirne. Liberata quindi Pisa Ila Carlo
VIII, fu un de' primi il nostro villaggio
a tornar sotto obbedienza dell' antico
Comune, al quale giurò fedeltà, il 13 novembre di quell' anno (1494): niun altro
fatto importante venne di poi a turbare
la tranquilla esistenza de'suoi abitanti.
Nè più liete sorti del Castello e del
villaggio ebbe la torre dell'Aquila che,
distrutta per ordine d' Uguccione della
Faggiola nel 1315, fu poi dai pisatii riedificata e fornita d' un castellano, il cui
soldo era di 6 lire mensili; caduta Pisa
nel 1406, riferisce la tradizione che, volendosi segnare esattamente il confine
tra i due territori pisano e lucchese, questo cadesse proprio in mezzo alla torre
- nell'interno della quale vedesi anche
oggi un termine di pietra moderno, sostituito nel 1798 a un più antico su cui
era scritto libertas, - e non volendo i
pisani lasciare una si fatta opera di difesa e d' offesa in mano de' nemici, la
facessero demolire dalli alto in basso.
come noi puro vediamo, onde il popolo
ane oggi la dice la Torre segala.
L. O IRE 1■TZ 1■T A..
Uno de'più antichi villaggi de' nostri
luoghi è Lorenzana, situata in una insenatura delle Colline superiori pisane,
cui a levante è il torrente Borra e a
ponente il &traiceli() Tora; su la vetta
sovrastante al paese sorgeva la rOcoa, di
cui oggi al luogo non resta che il nome
di Castello
Le più remote memorie di questo villaggio si trovano in alcuno pergamene
dell'archivio arcivescovile di Pisa. duo
delle quali - del 927 e del 934 - pubblicò
il Muratori, consistenti in concessioni
in enfiteusi di beni del luogo. Fu causa
il paese di Lorenzana nel 1282 e 84 d'una
questione di diritto civile tra l' arcivescovo Ruggeri e il Comune pisano ; nel
secolo decimoquarto fece parte della
Capitania collinarum superiorum che aveva un capitano e un notaro residenti
a Lari, capoluogo, il cui rispettivo soldo
era di cinquanta e di venti lire mensili.
Popolata di uomini forti ed animosi,
fu Lorenzana un de' più tardi fra i castelli pisani ad assoggettarsi ai fiorentini nel 1403; nè prestò obbedienza, infatti, che undici giorni dopo la resa della
città, vale a dire il venti ottobre di quell' anno. Si ribellò al giogo de' vincitori
nel 1432, ma ne venne ben presto domata
la ribellione ; liberata Pisa da Carlo VIII,
fu tra' primi paesi a tornare sotto il suo
dominio, mandando agli anziani le chiavi del castello, il giuramento di fedeltà
ad essi e al Cristianissimo, e l' offerta
di venti uomini per la difesa cittadina
(Repetti, Dizion. della Toscana, p. 803 Arch. di Stato, partiti della seconda libertà, ad annum).
Nè altro fatto notevole ha la storia
del nostro villaggio fino al 1722, nel qual
anno Cosimo III con esso e coi paeselli
di Colle-Alberti, Tremoleto e Vicchio
formò un fendo granducale che, col titolo di contea di Lorenzana, conferì alla
famiglia Lorenzi. Al Gran Duca, lo restituì con tutta la contea l'ultimò di
questa famiglia, terzo conte di Lorenzana, nel 1738, e i beni allodiali ne comprò la famiglia del Testa di Pisa, dalla
quale passarono poi nella famiglia Giuli
insieme con l' antico palazzo di Lungarno presso S. Cristina, e che già fu
della famiglia Dell'Agnello, onde usci
il miles Johannes, doge di Pisa. ,
R. VEROADORO.
I Tutto questo ricorda la iscrizione dell'atrio
del palazzo che pubblicò il Tribolati nei Crepu(p. 87). Nella loggia di cui esso, conte
tutte le nobili dimore di l'irta, era fornito, tatto
Iternardino Dell'Agnello diede tuta sontuosa festa
di ballo in onore di Carlo VIII il 21 giugno 1495,
alla quale intervenne il Cristianissimo; dicesi
un certo punto delle danze tutte le gentildonne
pisane, intervenute in gran numero, si gettassero
a' piedi del re, supplicandolo di mantener loro la
concessa liberti,; il clte fece sperare, senza nulla
dir di sicuro, il inutabile sovrano.
scoli pisciai
Fra Parrucche e Gibus
•• •
e,4~..,
...m
Canzonetta a una voce.
. -
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IMPOIMI
1.11."~"NallIMe
11~~14
Lo spunto di questa Canzonetta,
convenevole ad epitalamio, è tratto
dalle Arie, Scherzi e Madrigali .. . di
Gio. Pietro Bucchianti, musico nella
Cappella... de' Cavalieri di S. Stefano
in Pisa, discepolo del signor Antonio
Brunelli, maestro di cappella del serenissimo Gran Duca di Toscana .
- Venetia , Stampa del Gardano MDCXXVIL
L' edizione è rarissima : se ne conoscono due soli esemplari: uno posseduto dalla Biblioteca Nazionale di
Firenze, l' altro dall' iltiversitaria di
Pisa. Essa è dedicata all'arciduchessa
Maria Maddalena d' Austria. Dalla
dedica e dalla prefazione si apprende
che i componimenti sono scritti dall' Autore nell' età di 19 anni e sotto
la guida del suo Maestro.
Ogni composizione ha a sua volta
mia dedica speciale, importantissima
pei nomi dei personaggi che si riscontrano ; i quali rappresentavano
allora i mecenati cultori della musica.
Questa Canzonetta, come le altre Arie,
gli Scherzi e i Madrigali della raccolta, sono per canto con basso nu-
Frammenti al) inno nuziale
1.■
Dormiva sempre la casa./ Alla gronda,
J5 ari ad un sogno tenue volata,
la bianco-petto rondine gioconda
come zamfiillo levi) la trillata.
Vedi: l' Afirile il hianco-rosco fiore
dona al lucido giorno: antère e stanti
caldi di nozze 'ripudia,: d'amore:
hanno carezze i fiori e trilli i rami,
idilli i rivi: al Sol che li temfiesta
fiammeggiamenii i cento 'panorami>.
Prof. SOCRATE TOPI.
NOTE D'IGIENE
Quando si deve divezzare il bambino lattante?
Per coloro che sanno osservare
e comprendere le mirabili e, si pnò
dire, sapienti leggi della natura, questa domanda ha già, fin dalle origini
del genere umano, una risposta chiara e definitiva. Basta, cioè, riflettere
che il bambino nasce senza denti, e
che non acquista questo indispensabile organo della digestione altro che
alla fine del primo anno di vita, per
comprendere come sok a tal' epoca
k.--11c:
1111MM~
(1.~.
leffir 'W
lucrato. Le composizioni a più di
una voce sono fra le prime scritte in
forma di partitura, a differenza delle
raccolte precedenti, in cui le parti
erano scritte in libretto separato ; il
che portò spesso al grave danno di
avere poi composizioni incomplete
per lo smarrimento di qualche parte.
Ci duole che lo spazio non ci permetta l' integrale riproduzione della
Canzonetta ; ma lo spunto della musica e la trascrizione della prima
strofa valgano almeno a mettere in
luce un maestro pisano, che fu tra
i più celebrati, e a rinnovare uell' ora
presente di giubilo le glorie d' altri
tempi, che sono gloria nostra.
Leggiadra rosa
de' fior regina,
che sì pomposa
stai su la spina,
a te somiglia
fiorita figlia
di primavera,
la mia bella d'amor nuova guerriera.
L. TORRI.
dovrebbe esser permesso di somministrargli alimenti solidi. E siccome
nei tempi in cui l' umanità non conosceva ancora l' uso del fuoco e degli strumenti, e viveva allo stato
naturale, come tutti gli altri animali
della terra, essa non poteva possedere uò farine, nò pentole per cuocerle, sarebbe logico concludere che
al bambino, prima della dentizione,
l' unico alimento assegnato dalla natura dovesse essere il latte materno.
Senza dubbio i progressi della civiltà, la scoperta delle leggi fisiologiche della digestione, o la preparazione di sostanze alimentari facilmente digeribili ed assimilabili hanno reso possibile abbreviare alquanto,
almeno iii alcuni casi, la durata del
periodo d' allattamento. Ma non bisogna dimenticare che non è sola la
questione della dentizione quella che
regola l' alimentazione del bambino.
All' atto della nascita e per molti
mesi (il cui numero varia fortemente
da caso a caso) il bambino manca di
alcune secrezioni digerenti e ne ha
altre ancora imperfettamente sviluppate. I suoi organi digerenti sono
inoltre ancora incompletamente difesi od immunizzati di fronte agli
stimoli degli alimenti solidi, ed alle
diverse specie di batteri, che si introducono assieme a questi, o che si
sviluppano in maggiori proporzioni
nel tubo intestinale, appena sia abbandonata 1' alimentazione esclusivamente lattea.
Perciò è bene diffidare anche dei
prodotti più perfetti dell' industria
nell' alimentazione del lattante, e, se
non vi sieno ragioni speciali, e se
non si possa disporre dell' attiva sorveglianza del medico, converrà attendere l'epoca indicata dalla natura,
ossia la fine del primo anno di vita,
prima di concedere al bambino qualche alimento diverso dal latte.
D' altra parte non converrà neppure esagerare in senso contrario,
ossia prolungare l' allattamento del
bambino, al seno materno, al di là
di questo limite, poichè ciò predisporrebbe il bambino a gravi disturbi della nutrizione, quali la rachitide, l' anemia ecc.
A. CAVAllANI.
USI E COSTUMI
11 matrimonio al O-iappone.
I matrimoni vengono progettati
e trattati fra le due famiglie, con
la mediazione di un amico, che dicesi in questo caso nakòdo. Quando
sono d' accordo, ha luogo l' intervista
de' fidanzati, o mi-ai, intervista che
nella maggior parte de' casi, è una
pura e semplice formalità.
Succede quindi lo scambio de' regali, o grano, dopo del quale l' impegno è ritenuto irrevocabile. I re-gali consistono specialmente in stoffe.
Ultima e definitiva cerimonia è
quella del banchetto in casa dello
sposo. (San - san e kòdo). Durante
il banchetto gli sposi devono bere
nove volte ciascuno del vino od
acquavite di riso, in tre tazze diverse. Dopo il banchetto, la sposa
cambia il suo abito bianco donatole
dai genitori con un altro regalatole
dallo sposo ; il nakòdo e sua moglie
accompagnano poi i due nuovi coniugi nella camera nuziale ove devono bere di nuovo del vino di riso
per nove volte . . . ma durante il
banchetto, è la sposa che beve per
la prima, mentre in camera è lo
SPOSO che dà l' esempio delle libazioni . forse a simboleggiare la
sua supremazia avvenire.
Alcuni giorni dopo gli sponsali, la
nuova maritata va a fare visita ai
parenti, vestita de' più sfarzosi fra
gli indumenti regalatile dallo sposo.
Dell' avvenuto matrimonio si dà
avviso allo Stato Civile.
La, pluralità delle mogli è ammessa
in tutte le classi, ma la prima mo-
glie conserva sempre, e in ogni caso,
la supremazia sopra le altre, che
vengono considerate come inferiori
a lei. Anche i figliuoli della prima
moglie sono preferiti per tutto ciò
che riguarda eredità di beni o di
potere e titoli ; la stessa famiglia dell' imperatore segue questo costmne.
Le mogli sono trattate dai rispettivi mariti coi riguardi e la galanteria stessa che sono in uso a Parigi od a Londra . . . ma solo in
quelle occasioni in cui prendono
parte a qualche cerimonia o a qualche spettacolo 'pubblico, in presenza
ed in compagnia degli occidentali.
Rientrate nel santuario domestico,
riprendono il loro ampio e comodo
kinumh, depongono gli stivalini che
le torturano, e . . . tornano ad essere
le creature inferiori e dipendenti che
il marito od il figlio maggiore domina trattandole senza riguardo alcuno. C. V.
Obbligata a rifugiarsi in campagna, si fermò in una vallata dove
scorreva un ruscello limpido e chiacchierino.
Il luogo era delizioso, ma triste;
e la. viola, scacciata dai giardini,
cominciò a meditare sulla volubilità
degli affetti umani e si sentì scoraggiata, quasi avvilita.
Quaud' ecco giungere un giovane
poeta dal volto pensieroso ed intelligente : egli si chinò presso il ruscello e accarezzò voluttuosamente
le erbe ed i fiori della riva. Allorchè vide la bella viola dal colore
cupo, melanconico, striato di giallo
e di-nero, ebbe come un sussulto di
gioia. La viola del tutto sbocciata
dal cuore completamente aperto,
sembrava sorridesse al giovane poeta e questi, affascinato, ammaliato,
con infinite cure, tolse dal prato il
mucchietto di terra che dava la vita
a quel fiore e portò tutto nella sua
casa.
Lo studiolo rassomigliava ad una
serra,
tanto era gremita di fiori e
--•-■11-1111-111•-•di arbusti. Certuni si arrampicavano
Pubblichiamo queste auree parole
colle quali SILVIO PELLICO si rivolge allo sulle pareti, altri scendevano aggrovigliati dal soffitto, uno era già in
sposo :
Indelebile in te sia questa per- fiore, l'altro incominciava a coprirsi
suasione : - Malia donna, la quale di gemme, mentre altri ancora si
era buona il giorno delle nozze, perde sfiorivano lentamente come stanchi
la sua bontà in compagnia d' uno della vita. La viola venne posta in
sposo che continui ad aver diritto un superbo vaso di terra cotta e
collocata sullo scrittoio, tra i libri
all' amor suo.
Per avere durevolmente diritto al- e le carte, sparse in artistico disor1' amore di una sposa, bisogna non dine.
E il poeta, guardando a lei, comdiminuire di pregi ai, suoi sguardi ;
bisogna che l' intimità coniugale pose il suo miglior poema. Ella fu
nulla tolga al marito della reverenza la sua ispiratrice, la sua musa ; ed
e della cortesia ch' ei prima di con- egli la battezzò Viola del pensiero,
durla all' altare le dimostrava ; biso- perchè è il pensiero che dà la forza
gna eh' egli non diventi a lei scioc- di volontà ai giovani, che rallegra
camente servo e sia capace di cor- il cuore dei vecchi, che scaccia la
reggerla, nèle faccia sentire dispotica noia, questa nemica della felicità,
che incita a creare, a produrre,
autorità e la corregga con asprezza;
bisogna oh' ella abbia donde pren- a compiere opere ardite, grandi e
dere alto concetto del senno e della buone. Selvaggia.
rettitudine di lui ; bisogna eh' ella
possa gloriarsi d' essergli consorte
e dipendente; bisogna che la dipendenza in ch' ella è verso lo sposo
Lorenzana (17) [Emme].- L'amnon sia imposta dall' alterezza di
ministrazione comtmale invierà dolui, ma voluta da essa per amore,
mani un telegramma di felicitazione
per sentimento della vera digui tà di agli sposi ricordando che lo sposo
è benemerito capo del Comune per
lui e di sè.
la sua qualità di Sindaco.
Un altro telegramma sarà spedito
collettivamente da tutti gli impiegati
comunali.
• 4-•
A cura di un Comitato, costituitosi
per la circostanza, sarà poi offerta
(Per nozze).
agli Sposi una artistica pergamena
Dice la leggenda : una viola si recante le firme di tutti i cittadini
aggirava sulla terra e non sapeva qui abitanti, che di questa solennità
della nobile casa Giuli si rallegrano
dove scegliere la sua dimora.
Fu ospite di un filosofo, poi di come di una festa loro e delle loro
famiglie.
un ministro, poi di un letterato, fin
La sera di lunedì, inoltre, il paese
anco di una donnina galante, ma sarà illuminato sfarzosamente e adortutti rimanevano imbarazzati, sec- nato; e la brava filarmonica eseguirà
uno scelto programma.
cati dai begli occhi venutati
che frugavano anima.
=ICOR=
- -
Su e gli per la Provincia
La viola bel pensiero
'
-
02325783
Piè del Ponte
La scritta. — Fu fatta Mercoledì
in casa dei nobili signori Giuli e con
carattere di strettissima familiarità: vi
intervennero soltanto gli sposi, i parenti più vicini, l' av.
v. comm. Giuseppe
Gambini ed il notar° avv. Giobbe Cordoni.
Dai Cinti. — Lo sposo, la famiglia,
di lui ed alcuni parenti hanno actjuistato alla gioielleria dei fratelli Ciuti
i doni pit belli, oggetti di gran prezzo
e di ultima moda.
Chi va e chi viene. — Oggi partono da Pisa per Vergaiolo il comm.
avv. Giuseppe Gambini, legale di casa
Mimbelli, e i fratelli cav. Luca o Ferdinando Orsini-Baroni.
Anche Min, il cronista mondano, si
reca a Vergaiolo per assistere alla festa.
Noterelle Bibliografiche
Ferdinando E De' Medici che entra in Pisa.
In occasione delle nozze Giuli-Mimbelli, l' avv. Segrè ha fatto stampare uno
scritto, fornitogli dal fratello dott. Alfredo, storiografo del «Ponte«, tratto dal
vol. III delle memorie pisane inedite di
Luigi Navarretti. In esso 1' imaginoso
scrittore parla di un sogno, da lui fatto
nella notte del 4 marzo 1679, nei quale
la statua di Pisa, che adorna il monumento di Ferdinando I, gli si fa a narrare piacevolmente e con minuti particolari la venuta a Pisa di questo granduca, terzo dei granduchi medicei, del
31 marzo 1588, cento ottantadue anni
dopo che la nostra città era caduta sotto
la Signoria di Firenze. Fino a Cascina
i soldati di Pisa andarono a ricevere il
granduca con • sparo e allegria ,« e poi
il Commissario , i Consoli di Mare, i
Priori col loro Proposto, e tutti i mercanti, con gran sfoggio di abiti e di
sete, e perfino due leoni, posti su due
colonne, in mezzo al ponte, « con una
bandiera in mano per ciascheduno »,
concorsero a quella principesca accoglienza. La statua di Pisa, che racconta la cosa, dice che della Commissione eletta por organizzare tali feste era il cav. e cap. Andrea Rossermini
(antenato dello sposo), ed un Rossermini
era anche il paggio che tenne la staffa
al granduca, quando questi discese dinanzi la porta del Falazzo.
Come si vede la eriginale pubblicazione non poteva venire più a proposito. M. A. SANSONI.
STATO CIVILE
dal dì Ri al 19 aprile
1904.
MATRIMONI
Giuli nobile dott. Giuseppe, con Mimbelli nobile Maria, celibi.
E
_
elegantissime,
....FFITTI)
di
chiffon,
iite in trine finissimo valenciennr e nastri di seta. — Negozio IL RICAMO Borgo Largo, Via del Monte n. I - Pisa.
++÷ IL RICAMO
Borgo Largo - Via del Monte, I
Vi si trovano: — PORT' ENFANTS in
cachemir bianchi e colorati, in battista
bianca e colorata, guerniti in ricami in
seta — BAVERINI di tela, di pigne& ricamati a mano e guarniti con ricamo.
Negozio
ER BAMBINI +
GREMBIALINI in battista, VESTITINI in cachemir, guarniti in
ricami finissimi, svizzeri e a mano,
bianchi e colorati; CAMICIOLINE a
maglia di lana, cotone, e fil di Scozia;
CALZINI e CALZINE di lana, filo e fil
di Scozia; e COPERTINE per culla delle
qualità più fini, ad esempio in panno
bianco e colorato, ricamate in stile floreale e ad arte.
Si trovano al Negozio di Borgo Largo,
Via del Monte, 1 - Pisa.
Edizione di 60 Esemplari.
Pisa, Tipografia del Cav. F. Madotti.
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