I.
FINALITÀ
E OBIETTIVI
DEL CONVEGNO
Questo Convegno nasce dalla
convergenza di:
 Verifica a livello nazionale e
a livello regionale
 Vademecum nazionale
e Questionario campano
 Incontri della Conferenza
Episcopale
Campana
e
lavoro
dell’Ufficio
Catechistico Regionale, in
stretto coordinamento con
l’UCN
L’iniziazione cristiana mette in luce la
forza formatrice dei sacramenti per la
vita cristiana, realizza l’unità e
l’integrazione
fra
annuncio,
celebrazione e carità, e favorisce
alleanze educative.
Occorre confrontare le esperienze di
iniziazione cristiana di bambini e
adulti nelle Chiese locali, al fine di
promuovere la responsabilità primaria
della comunità cristiana, le forme del
primo annuncio, gli itinerari di
preparazione al battesimo e la
conseguente mistagogia per i fanciulli, i
ragazzi e i giovani, il coinvolgimento
della famiglia, la centralità del giorno
del
Signore
e
dell’Eucaristia,
l’attenzione alle persone disabili, la
catechesi degli adulti quale impegno di
formazione permanente.
In questo decennio sarà opportuno
discernere, valutare e promuovere
una serie di criteri che dalle
sperimentazioni in atto possano
delineare
il
processo
di
rinnovamento della catechesi,
soprattutto
nell’ambito
dell’iniziazione cristiana.
È
necessario,
inoltre,
un
aggiornamento degli strumenti
catechistici, tenendo conto del
mutato contesto culturale e dei
nuovi
linguaggi
della
comunicazione.
(Orientamenti Pastorali 2010-2020,
n. 54a)
Quali gli obiettivi
di questo Convegno?
Obiettivo generale:
permettere una riflessione
“incarnata”
sugli
attuali
“nodi” della catechesi già
messi
a
tema
dalla
Commissione episcopale [per
la dottrina, l’annuncio e la
catechesi], in vista della
redazione di un “documento
condiviso” che, a partire dal
DB, riaggiorni il quadro
progettuale
della
Chiesa
italiana
Quali gli obiettivi
di questo Convegno?
Obiettivi specifici:
 verificare lo “status” della
catechesi
nelle
singole
regioni;
 monitorare il rinnovamento
dell’IC e la presenza delle
sperimentazioni in atto nelle
singole realtà diocesane;
 individuare e promuovere
criteri
condivisi
di
rinnovamento;
Quali gli obiettivi
di questo Convegno?
Obiettivi specifici:
 individuare iniziative atte a
promuovere i tre Settori
(Catecumenato, Apostolato
Biblico e Disabilità);
 fare “il punto”, in ordine alla
catechesi, sulla formazione
dei catechisti (a livello
parrocchiale,
diocesano,
regionale, nazionale) e sulle
forme di coinvolgimento
degli altri ambiti pastorali
(pastorale integrata).
Quali gli obiettivi
di questo Convegno?
Obiettivo particolare
del nostro Convegno:
 Verificare la ricezione nelle
singole Diocesi campane
della Lettera dei Vescovi
campani alle comunità.
Iniziare alla vita cristiana
nelle nostre comunità
I principi fondamentali
contenuti nella Lettera dei
Vescovi campani
 Centralità della parrocchia,
«istituzione autorevole di
riferimento capace di
offrire, per approfondire la
fede, adeguati percorsi da
inserire in un vissuto
ecclesiale credibile»
I principi fondamentali
contenuti nella Lettera dei
Vescovi campani
 La pastorale deve essere
modellata
sul
modello
dell’Iniziazione
Cristiana
degli Adulti
Vi è la «necessità urgente di una
conversione pastorale», al cui centro si
pone «la scelta di configurare la
pastorale
secondo
il
modello
dell'Iniziazione Cristiana»...
Questo modello dell'IC degli adulti «non è
solo la proposta di un itinerario formativo
offerto agli adulti che vogliono accedere
alla fede, ma costituisce la scelta e la
promozione di un nuovo stile di
educazione,
di
programmazione
pastorale e di vita comunitaria
ecclesiale».
I principi fondamentali
contenuti nella Lettera dei
Vescovi campani
 Occorre ripartire dal Primo
Annuncio
 Bisogna
passare
dall’iniziazione ai sacramenti
all’iniziazione
attraverso i sacramenti
“Eventuali sperimentazioni, circoscritte e
specificamente autorizzate e seguite dal
Vescovo, per ritrovare la nativa successione
dei tre sacramenti sono da guardare con
simpatia e premura e potranno fornire
elementi per una più compiuta riflessione
comune “
I principi fondamentali
contenuti nella Lettera dei
Vescovi campani
 Piccoli passi da compiere:
 Istituire il Servizio Diocesano del
Catecumenato
 Progettare itinerari diversificati
 Ridare prospettive alla catechesi
degli adulti
 Dare vigore alla pastorale familiare
nell’Iniziazione Cristiana
 La formazione
pastorali
degli
operatori
II.
SINTESI
DELLE RISPOSTE
PERVENUTE
DOMANDA A.1
L’iniziazione cristiana di adulti e giovani non
battezzati
«Un primo passo, che noi vorremmo si realizzasse nelle
nostre comunità a breve, è l'istituzione del Servizio del
catecumenato per formare gli adulti che domandano i
sacramenti dell'iniziazione.»
(CONFERENZA EPISCOPALE CAMPANA, Iniziare alla vita
cristiana nelle nostre comunità, 2005, pagg. 16-17).
La Diocesi ha compiuto questo
primo passo, dotandosi di un
proprio Servizio del Catecumenato?
DOMANDA A.1
L’iniziazione cristiana di adulti e giovani non
battezzati
SI: 7 Diocesi
A breve: 3 Diocesi
No: 9 Diocesi
DOMANDA A.2
Il Primo Annuncio
«Non si può più dare per scontato che si sappia chi è Gesù Cristo, che
si conosca il Vangelo, che si abbia una qualche esperienza di Chiesa.
Vale per fanciulli, ragazzi, giovani e adulti; vale per la nostra gente e,
ovviamente, per tanti immigrati, provenienti da altre culture e
religioni. C’è bisogno di un rinnovato primo annuncio della fede. È
compito della Chiesa in quanto tale, e ricade su ogni cristiano,
discepolo e quindi testimone di Cristo; tocca in modo particolare le
parrocchie. Di primo annuncio vanno innervate tutte le azioni
pastorali.»
(CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Il volto missionario delle
parrocchie in un mondo che cambia, 30 maggio 2004, n. 6).
•
Vi sono proposte
Annuncio in Diocesi?
•
Quali sono le forme di Primo
Annuncio presenti negli itinerari
diocesani di Iniziazione Cristiana?
Riescono a cogliere le domande e le
attese di fanciulli, giovani e adulti
coinvolti
nel
processo
di
Iniziazione?
di
Primo
DOMANDA A.2
Il Primo Annuncio
Esistono
proposte
non
occasionali di PA: 10 Diocesi
Esistono proposte occasionali di
PA: 6 Diocesi
Non si hanno esperienze di PA:
3 Diocesi
DOMANDA A.3
L’unità dei tre sacramenti dell’Iniziazione Cristiana
«All'obiettivo di "iniziare ai sacramenti", che privilegia l'aspetto
conoscitivo e catechistico, va accostato quello di "iniziare
attraverso i sacramenti", che sottolinea il dono di grazia... Ciò
significa soprattutto salvaguardare l'unitarietà dell' iniziazione
cristiana. Non tre sacramenti senza collegamento, ma un'unica
azione di grazia che parte dal Battesimo e si compie attraverso la
Confermazione nell'Eucaristia. Questa poi vi appare qual è
realmente: ii sacramento della maturità cristiana. Eventuali
sperimentazioni, circoscritte e specificamente autorizzate e
seguite dal Vescovo, per ritrovare la nativa successione dei tre
sacramenti, sono da guardare con simpatia e premura e potranno
fornire elementi per una più compiuta riflessione comune»
(CONFERENZA EPISCOPALE CAMPANA, Iniziare alla vita cristiana
nelle nostre comunità, 2005, pagg. 14-15).
In Diocesi vi sono, o vi sono state,
sperimentazioni circa una successione diversa
da quella consueta dei tre sacramenti
dell’Iniziazione Cristiana, in modo concorde
con quanto previsto da questi orientamenti
della CEI?
DOMANDA A.3
L’unità dei tre sacramenti dell’Iniziazione Cristiana
Nessuna sperimentazione:
TUTTE le Diocesi
DOMANDA A.4
Gli itinerari prebattesimali
«L’Iniziazione Cristiana [comincia] quando i genitori chiedono il
Battesimo per il loro bambino a poche settimane o mesi di vita»
(CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Lettera per il 40° del
Documento Base, 4 aprile 2010, n. 14)
•
Sono presenti in Diocesi itinerari
che accompagnano le famiglie
nell’attesa del figlio, ne educano
la domanda del battesimo e ne
seguano la crescita dei figli fino a
6 anni?
•
Questi itinerari sono inseriti nel
più ampio contesto di un progetto
di rinnovamento di Iniziazione
Cristiana?
DOMANDA A.4
Gli itinerari pre- e post- battesimali
Solo fino al Battesimo: TUTTE le
Diocesi
Dal Battesimo fino alla Prima
Comunione: Nessuna Diocesi
Si stanno facendo passi verso gli
itinerari post – battesimali: 3
Diocesi
DOMANDA B.1a
La comunità cristiana, madre della fede
«L’Iniziazione Cristiana è «espressione di una comunità che educa con tutta
la sua vita e manifesta la sua azione dentro una concreta esperienza di
ecclesialità»
(CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Lettera per il 40° del Documento Base,
4 aprile 2010, n. 14)
• Ritieni acquisita in Diocesi la
consapevolezza che il cammino di
iniziazione sia espressione di una
comunità cristiana che vive, crede,
educa?
• Negli itinerari di Iniziazione, com’è
concretamente vissuto il rapporto con
la comunità cristiana (coinvolgimento
nella progettazione, nell’attuazione e
nella verifica)?
DOMANDA B.1a
La comunità cristiana, madre della fede
Vi è una simile consapevolezza,
almeno come prospettiva: ma vi
è difficoltà a tradurre in realtà
operativa tale coscienza.
Vi è la volontà di coinvolgere la
comunità nella progettazione,
attuazione e verifica degli
itinerari di IC , ma spesso la
celebrazione
eucaristica
domenicale è ancora l’unico
punto di contatto
DOMANDA B.1b
L’alleanza educativa con la famiglia
«L’iniziazione cristiana dei fanciulli interpella la responsabilità
originaria della famiglia nella trasmissione della fede... Si
dovrà perciò chiedere ai genitori di partecipare a un
appropriato cammino di formazione, parallelo a quello dei
figli. Le parrocchie oggi dedicano per lo più attenzione ai
fanciulli: devono passare a una cura più diretta delle famiglie,
per sostenerne la missione»
(CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Il volto missionario
della parrocchia in un mondo che cambia, 30 maggio 2004, n.
7)
• Il
coinvolgimento
della
famiglia
nell’itinerario di iniziazione cristiana dei
fanciulli è un elemento integrante dello
stesso cammino formativo?
• In che modo si
coinvolgimento?
realizza
un
tale
DOMANDA B.1b
L’alleanza educativa con la famiglia
TUTTE le Diocesi cercano qualche
forma di coinvolgimento della
famiglia negli itinerari di IC...
... In genere
periodici...
con
incontri
... Ma vi sono gravi difficoltà!
DOMANDA B.1c
Gli itinerari di Iniziazione Cristiana
«Esperienza fondamentale dell’educazione alla vita di fede è
l’iniziazione cristiana, che “non è quindi una delle tante
attività della comunità cristiana, ma l’attività che qualifica
l’esprimersi proprio della Chiesa nel suo essere inviata a
generare alla fede e realizzare se stessa come madre”. Essa
ha gradualmente assunto un’ispirazione catecumenale, che
conduce le persone a una progressiva consapevolezza della
fede, mediante itinerari differenziati di catechesi e di
esperienza di vita cristiana. La celebrazione dei sacramenti
dell’iniziazione cristiana, seguita da un’adeguata mistagogia,
rappresenta il compimento di questo cammino verso la piena
maturità cristiana.»
(CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Educare alla vita buona
del Vangelo, 4 ottobre 2010, n. 40)
• Nella prassi parrocchiale persiste l’uso
di itinerari catechistici centrati solo
sulla preparazione ai sacramenti
(iniziazione ai sacramenti)?
DOMANDA B.1c
Gli itinerari di Iniziazione Cristiana
La prassi di
“iniziare ai sacramenti”
(dunque: sacramenti come
fine del cammino di IC)
è praticamente
presente ovunque!
DOMANDA B.1c
Gli itinerari di Iniziazione Cristiana
• Con quale modalità e tempi vengono
valorizzate
le
esperienze
nell’itinerario di IC, perché sia un vero
apprendistato di vita cristiana?
• L’apprendimento e gli atteggiamenti
di fede e di vita sono percepiti come
aspetti fondamentali?
• I gruppi di catechesi in che modo
sono in contatto con la comunità
parrocchiale? (ad es. quali attività con
la Caritas
parrocchiale; quale
impegno nella vita liturgica della
comunità; quale rapporto con le
proposte alle famiglie e ai giovani; … )
DOMANDA B.1c
Gli itinerari di Iniziazione Cristiana
La conseguenza di “iniziare ai
sacramenti” è che l’IC non è un
vero apprendistato di vita
cristiana,
e
non
sono
fondamentali gli atteggiamenti di
vita e di fede.
Forte oscillazione 
Nessun tipo di contatto
Rapporto intenso e continuo
(soprattutto con la Caritas
parrocchiale)
DOMANDA B.1d
La centralità della Domenica
«Diventa importante ripresentare la domenica in tutta la
sua ricchezza di Giorno del Signore, della Chiesa e
dell'uomo,
difendendone
il
significato
religioso,
antropologico e culturale sociale. Al centro della domenica,
quale tempo in cui fiorisce e si sviluppa il senso della
comunità parrocchiale, va recuperata la centralità della
celebrazione eucaristica.»
(CONFERENZA EPISCOPALE CAMPANA, Iniziare alla vita
cristiana nelle nostre comunità, 2005, pag. 15).
• La partecipazione all’Eucaristia domenicale
viene proposta come momento centrale
del cammino di Iniziazione Cristiana?
• È stato rilevato un aumento nella
partecipazione all’Eucaristia domenicale da
parte dei ragazzi e/o delle loro famiglie?
DOMANDA B.1d
La centralità della Domenica
L’Eucaristia domenicale è proposta
OVUNQUE, ma vi sono aspetti
negativi...
La messa resta un momento
importante, ma ancora legata ai
tempi della preparazione. Ricevuti i
sacramenti o nei periodi dell’anno in
cui non c’è catechesi (Natale,
Pasqua o il periodo estivo) vi è una
scarsissima partecipazione!
DOMANDA B.1e
La Confermazione
«Con la Confermazione, [coloro che, prestando ascolto
all’annunzio del Vangelo predicato dagli apostoli, si
convertono e credono in Gesù Cristo] sono più
profondamente configurati a Cristo, profeta, sacerdote, re e
pastore, e abilitati a spandere, con la testimonianza dello
stesso Spirito, il profumo di Cristo... I tre sacramenti
dell’iniziazione sono così intimamente tra loro congiunti, che
portano i fedeli a quella maturità cristiana per cui possano
compiere nella Chiesa e nel mondo la missione propria del
popolo di Dio» (CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Nota 2
sull’Iniziazione Cristiana, 23 maggio 1999, n. 2).
Quale attenzione concreta è presente
in Diocesi circa il sacramento della
Confermazione? Attraverso quali
itinerari si realizza?
DOMANDA B.1e
La Confermazione
Vi è certamente attenzione a
questo momento dell’IC, ma ...
... vi è una frammentazione
notevole circa gli itinerari seguiti
È il vero punto dolente del
modo in cui è strutturata oggi
l’IC !
DOMANDA B.2
La formazione permanente dei cristiani
«La catechesi sostiene in modo continuativo la vita dei cristiani
e in particolare gli adulti, perché siano educatori e testimoni
per le nuove generazioni.» (CONFERENZA EPISCOPALE
ITALIANA, Educare alla vita buona del Vangelo, 4 ottobre 2010,
n. 39)
• Quale tipo di iniziative per la
formazione
di
catechisti
accompagnatori e di formatori dei
catechisti sono state attivate? Quali
andrebbero attivate/potenziate?
• Vi sono iniziative specifiche di
formazione del clero, per ciò che
riguarda
il
nuovo
modo
di
comprendere il cammino di Iniziazione
Cristiana?
DOMANDA B.2
La formazione permanente dei cristiani
TUTTE le Diocesi curano la
formazione dei catechisti in
modo continuo, ma talora senza
un
progetto
organico
e
sistematico.
Punto debole:
la formazione
dei sacerdoti, in primo luogo
parroci!
DOMANDA B.2
La formazione permanente dei cristiani
Il contributo della
Diocesi di Caserta
Circa l’organizzazione della formazione dei
formatori si auspica di superare il modulo
precario della formazione centrata sugli
esperti, utili invece nel momento della
progettazione della formazione, nella
coordinazione dei formatori e nel controllo
di qualità del sistema… e qualificare le
“scuole di formazione” [pensandole]
soprattutto come “laboratori catechistici
permanenti” e itineranti animati da
équipes stabili di formatori quali
accompagnatori dei catechisti nella loro
formazione.
DOMANDA B.2
La formazione permanente dei cristiani
Essi formano una comunità di
catechisti di catechisti che mediano i
bisogni educativi e chiedono agli
esperti interventi precisi, che si
inseriscono nella realtà locale
(parrocchia, zona pastorale) di cui
analizzano i bisogni e per cui
elaborano un progetto di formazione
localizzato ... ritirandosi appena
possibile,
quando
cioè
avrà
individuato e formato figure di
catechisti “forti” e avviato una
dinamica di formazione permanente.
In questo modo tale struttura non si
sostituisce
alla
comunità
parrocchiale, prima responsabile della
formazione dei catechisti, ma la
sostiene per quanto necessita
utilizzando le risorse ivi presenti.
DOMANDA B.2
La formazione permanente dei cristiani
E se si puntasse sulla formazione
dei parroci? Il problema sarebbe
risolto alla radice! Formazione di
presbiteri “pastori” la cui “nuova”
competenza sembra debba essere
quella dei formatori, o di
promotori e animatori delle molte
esperienze di formazione cristiana.
La loro specialità dovrebbe essere
quella di saper organizzare la
crescita degli altri.
In
particolare,
urgente
ed
espressamente richiesta è anche la
formazione del clero sul nuovo
modo di comprendere e realizzare
il cammino di Iniziazione Cristiana!
III.
UNA CONCLUSIONE?
Una conclusione?
No, un’apertura!
1. Positivo interrogarsi
su questo tema
3. Questioni aperte ...
 Prevale ancora un modello di
IC centrata sulla celebrazione
dei sacramenti, in primo luogo
dell’Eucaristia
 Vi è necessità di un rinnovato
sforzo di formazione dei
catechisti, in primo luogo dei
sacerdoti
 Quale il ruolo della comunità
cristiana? Come si esprime la
sua dimensione educativa?
3. Questioni aperte ...
 La “Cresima”: quando celebrarla? Come aiutare a comprendere
il suo giusto rilievo di occasione
per l’approfondimento della
fede da parte dei battezzati ?
 Gli “itinerari post – battesima-li”
(da 0 a 6 anni)
 La necessità di “coinvolgere” le
famiglie nel processo di IC:
come? e che tipo di coinvolgimento?
3. Questioni aperte ...
 Alcune questioni che non sono
emerse dalle risposte:
 L’educazione alla cittadinanza e
alla legalità nell’IC
 La
religiosità
popolare,
la
“tradizione”: solo un ostacolo alla
corretta comprensione dell’IC?
 Quale attenzione alla disabilità
(con particolare riferimento alla
possibilità di elaborare itinerari
diversificati)
e
all’Apostolato
Biblico nell’IC delle nostre
Diocesi?
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Presentazione relazione di don Pino Natale