SANTE MESSE DELLA SETTIMANA
15 – 22 gennaio 2012
Sabato 14 gennaio
Domenica 15 gennaio
Lunedì 16 gennaio
Martedì 17 gennaio
Mercoledì 18 gennaio
Giovedì 19 gennaio
Venerdì 20 gennaio
Sabato 21 gennaio
Domenica 22 gennaio
18
Ann. DRAGONERO Giuseppe e ann. DRAGONERO Mario
Ann. MOLINATTO Enrico
10.30 1° ANNIVERS.
ANNIVERS. PAUTASSO Lucia ved. MERLO MERLERA
Ann. DELFINO Mario
Ann. DE LILLO Giuseppe
Deff. DOLEATTO Stefano e Ada
Ann. TAPPO Ermelinda
Ann. VERONESE Luigi e ann. BUSIN Antonietta
no Messa
no Messa
no Messa
no Messa
8.30 no Messa
8.30
8.30
18
TRIGESIMA LUCCA Carla ved. CAMPANELLA
Ann. VERGNANO Luigi
Def. ZONTA Giuseppe
Def. suor Sempliciana
Def. VAIRA Sergio
10.30 1° ANNIVERSARIO
ANNIVERSARIO MINA Marcella in FERRERO
Ann. BASSINO Bruno
Ann. CORTESE Giovanni e ALOI Maria
Ann. MARTINASSO Giusto
Ann. MORRA Serafina
Ann. PAVESE Giovanni e Angiolina e def. PAVESE Claudio
Deff. QUARONI Francesco e Teodosia
A V V I S I
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Domenica: preghiera dei Vespri (ore 18.00)
Confessioni individuali:
individuali sabato dalle 17.15 alle 17.45 – domenica dalle 9.45 alle 10.15
Venerdì 20 gennaio: ADORAZIONE EUCARISTICA – dalle 20.30 alle 21
Sabato 21 gennaio: Festa di SAN SEBASTIANO (Santa Messa delle ore 18)
TANTI AUGURI a: Aldo Degioannini (15); Giulietta Stradotto (15); Learco Bressan (16);
Andrea Colla (18); Filippo Inferrera (19); Annie Arnolfo (21); Giorgia Marra (21).
Foglio settimanale della Parrocchia San Giorgio Martire – Reano
Fissando lo sguardo su Simone, fratello di Andrea,
Gesù disse:
«Tu
sei
Simone,
il
figlio
di
Giovanni; sarai chiamato
Cefa» – che
significa
Pietro.
(Giovanni 1,42)
CHE COSA CERCATE?
Il brano odierno, tratto dal quarto vangelo, è una rilettura della vocazione dei
primi discepoli da parte di Gesù; Marco – come leggeremo domenica prossima
–, racconta questo evento in altro modo, ma la liturgia ci rimanda oggi alla pagina di Giovanni. Qui i primi discepoli non seguono Gesù in risposta a un suo
invito: “Seguitemi!” (Mc 1,17), ma decidono la loro sequela grazie a una precisa indicazione del loro maestro, Giovanni il Battezzatore. Egli aveva una comunità di discepoli, tra cui vi era lo stesso Gesù; ora, per rivelazione di Dio,
Giovanni aveva compreso che Gesù, pur venendo dietro a lui, gli era passato
avanti e avrebbe battezzato in Spirito santo (cf. Gv 1,30.34): a questo Gesù,
Messia, Profeta, Figlio di Dio, egli doveva rendere testimonianza.
Un giorno, dopo che Gesù è stato battezzato e che Giovanni ha visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba su di lui (cf. Gv 1,32), mentre si trova
insieme a due suoi discepoli Giovanni posa lo sguardo su Gesù che passa e dice: “Ecco l’Agnello di Dio!”. Egli indica Gesù quale “Agnello di Dio”, o anche
“Servo di Dio”, colui che è capace di prendere su di sé i peccati degli uomini a
di portarli, al fine di rimetterli e perdonarli. All’udire queste parole, i due discepoli accolgono la testimonianza del loro maestro e si mettono immediatamente
a seguire Gesù…
Subito però Gesù si volta verso di loro e li interroga: “Che cosa cercate?”.
Sono queste le prime parole di Gesù nel quarto vangelo, parole rivolte a ogni
lettore del vangelo, dunque anche a noi: che cosa cerchiamo mettendoci dietro
a Gesù? Si tratta di una domanda essenziale, che ogni cristiano deve sentire rivolta a sé come istanza critica che passa al vaglio la propria sequela di Cristo. È
una domanda che vuole svelare le radici profonde di ogni vocazione: qual è la
ricerca che abita il cuore del credente? Nessun progetto o itinerario predeterminato deve animare il discepolo, ma solo l’amore e l’adesione perseverante a Gesù, cioè la disponibilità a “seguire l’Agnello dovunque va” (cf. Ap 14,4), fino
alla croce, dove Gesù morirà come Agnello pasquale a cui non viene spezzato
alcun osso (cf. Gv 19,31-37; Es 12,46). È questo il cammino intrapreso da coloro che ascoltano le parole del Battezzatore, parole che sono un invito a una vita
non da militanti, da soldati dietro a Gesù, ma da discepoli nell'amore.
Alla domanda di Gesù i due discepoli di Giovanni rispondono con un’altra
domanda: “Rabbi, maestro, dove abiti?” o, meglio, “dove dimori?”. Anche questa è una domanda straordinaria ed essenziale: dove Gesù dimora? Dove va
cercato? La risposta giungerà solo alla fine del vangelo, quando nell’alba di Pasqua Gesù chiederà a Maria Maddalena: “Chi cerchi?” (Gv 20,15), invitandola
poi a cercarlo presso il Padre, dove Gesù risorto dimora per sempre quale Figlio
(cf. Gv 20,17). Ma per ora Gesù risponde ai due che lo interrogano: “Venite e
vedrete”. Occorre porsi con risolutezza, senza indugio, alla sequela di Gesù,
perché dove lui è, la sarà anche il suo discepolo e servo (cf. Gv 12,26): il “dove” di Cristo deve diventare il “dove” del discepolo!
I due discepoli del Battezzatore sono ormai divenuti discepoli di Gesù, e uno
di loro, Andrea, annuncia la sua nuova sequela al fratello Simone, con parole
che costituiscono una vera e propria confessione di fede: “Abbiamo trovato il
Messia, il Cristo!”. Egli poi conduce il fratello a Gesù che, fissandolo con lo
sguardo di elezione, gli impone il nome che esprime la sua vocazione: “Ti
chiamerai Kefa’, Pietro”, roccia di saldezza. Ormai la presenza di Gesù è chiamata alla sequela, e così Filippo ascolta la sua parola: “Seguimi!”, e Natanaele
si sente conosciuto e scrutato da Gesù prima ancora di incontrarlo (cf. Gv 1,4351).
È un’avventura che continua fino a oggi: passando attraverso l’indicazione
di altri, oppure entrando in relazione con chi cerca Dio, o anche incontrando
Gesù attraverso il Vangelo sua Parola, uomini e donne sentono ancora oggi
l’invito a seguire Gesù. È una storia non ancora finita…
Enzo Bianchi – Fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose
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Fissando lo sguardo su Simo- ne, fratello di - Parrocchia