Rgeo MARZO LUCI APALATRONI ANGELO SANTI CCHI A INDICE Premessa 1 - Inquadramento territoriale 2 - Inquadramento geologico e geomorfologico 3 - Identificazione delle morfologie del territorio 4 - Definizione dei bacini idrografici 5 - Valutazioni sul Piano di Asseto Idrogeologico 6 - Invarianza idraulica, considerazioni per la gestione areale Elenco allegati cartografici alla relazione Allegato A - Movimenti franosi segnalati dal Comune di Santa Maria Nuova Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 2 Premessa Nel presente studio si farà uso del modello digitale di elevazione (anche noto come DEM, dall’inglese Digital Elevation Model), in questo modo molti dati fisici saranno rappresentati per mezzo della rappresentazione delle informazioni di un territorio, in questo caso utilizzano i dati contenuti nella CTR della Regione Marche, in formato digitale, cioè una forma di codifica numerica. Per aggiornare le informazioni territoriali si sono inoltre utilizzati i dati della Carta Geologica Regionale e della Carta Geomorfologica Regionale georeferenziate alle cartografie locali utilizzate. Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 3 1 - Inquadramento territoriale Comune di San Maria Nuova, Provincia di Ancona Popolazione Superficie Densità Altimetria 4.262 abitanti (01/01/2014 - Istat) 18,29 km² 233,06 ab./km² 60 m s.l.m. ÷ 270 m s.l.m. La dorsale collinare dove sorge Santa Maria Nuova appartiene al dominio morfologico tra il Monte Conero e il Monte San Vicino, compresa tra il bacino del fiume Esino a nord ed il fiume Musone a sud. La morfologia si presenta con forme collinari con aree sommitali sub pianeggianti e versanti relativamente acclivi, costituiti da rocce argillose ed arenacee e generalmente Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 4 instabili. Nello zone di fondovalle i torrenti, i fossati, affluenti dei fiumi maggiori hanno una andamento nord-sud con depositi alluvionali che rendono pianeggiante le zone di fondo valle. L’urbanizzazione principale e storica è stata resa possibile grazie alla presenza del substrato litoide costituito da terreni arenacei posti superiormente a argillosi. I versanti presentano un numero notevole di instabilità gravitativa, con cause diverse: maggiore instabilità dei terreni, frequenza di condizioni topografiche favorevoli al dissesto, possibilità di trovare acqua sorgiva. L’urbanizzazione in pianura è piuttosto recente ed è legata in una primo fase all’instaurarsi di condizioni di maggiore sicurezza sociale ed alla bonifica dei terreni pianeggianti. Successivamente lo sviluppo della rete viaria e delle attività commerciali ed industriali ha favorito la nascita e la crescita delle attività di fondovalle. Il territorio risulta diffusamente coltivato a seminativi con aree boscate presenti lungo i corsi d’acqua e le zone più acclivi dei rilievi collinari. Territorio della Provincia di Ancona e del Comune di Santa Maria Nuova Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 5 Idrografia del territorio di Santa Maria Nuova Uso del suolo del territorio comunale Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 6 2 - Inquadramento geologico e geomorfologico Il territorio del Comune di Santa Maria Nuova è inserito nell’estremo settentrionale della fascia periadriatica marchigiano- abruzzese. L’evoluzione di questo settore geologico nel neogene-pleistocene è stata strettamente controllata dagli effetti delle fasi tardive della migrazione verso est del sistema catena-avanfossa-avanpaese e successivamente da quelli di una identica migrazione verso est del sollevamento regionale collegato ad un inarcamento litosferico a grande raggio. La successione plio-pleistocenica del Bacino periadriatico marchigiano-abruzzese si è depositata in un bacino satellite sviluppatosi sulla parte più esterna e recente della Catena appenninica. La base della successione è caratterizzata da depositi sabbioso-conglomeratici di ambiente neritico-litorale, cui segue una potente successione pelitica (Argille Azzurre superiori), all’interno della quale si intercalano, a varie altezze stratigrafiche, orizzonti sabbioso-conglomeratici o sabbioso argillosi a geometria tabulare o lenticolare. Tra la fine dello Zancleano e l’inizio del Piacenzano (circa 4 milioni anni fa) si esaurisce la migrazione verso est del sistema catena-avanfossa-avampaese e l’evoluzione della fascia periadriatica si sviluppa in un nuovo contesto geodinamico. Quest’ultimo è caratterizzato da processi di sollevamento regionale e di tettonica estensionale nella parte interna della catena in emersione, da un progressivo basculamento verso est e dagli ulteriori impulsi compressivi nella fascia periadriatica, dove al disopra dell’edificio compressivo si impostava il bacino periadriatico marchigiano-abruzzese, segue la definitiva emersione del settore, per effetto di un altra fase di basculamento e del sollevamento regionale. Il paesaggio continentale era caratterizzato, ai piedi dei rilievi occidentali, da una serie di conoidi alluvionali coalescenti, che bordavano un’ampia piana alluvionale, in cui si sviluppava un reticolo idrografico tipo braided, limitato verso est da laghi costieri. La fascia alto-collinare delle Marche centro-meridionali è caratterizzata dalla presenza di un allineamento di rilievi, ricadenti in una ampia fascia di circa 150 kmq di estensione, parallela alla dorsale calcarea dei Monti Sibillini. Osservazioni meso e microstrutturali nei terreni del Pliocene medio e del Pleistocene inferiore, mettono in evidenza una estesa fatturazione, Jointing, dei corpi rocciosi secondo due sistemi principali: N70°-150° e N20°-100°. La loro genesi è associata alla impostazione della struttura monoclinalica, con joints del primo sistema cronologicamente anteriori a quelli del secondo, in quanto questi ultimi frequentemente si interrompono sui primi. Gli allineamenti citati sono costituiti da alte colline dalla forma nettamente Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 7 asimmetrica, delimitati da scarpate sui quadranti occidentali e da versanti piuttosto regolari ad oriente; il loro orientamento è piuttosto costante NNW-SSE, ben distinti nel tratto settentrionale dell’area mentre verso sud netto ed evidente risulta il controllo litostrutturale sulla morfologia dell’area, caratterizzata da valli principali conseguenti. L’approfondimento della rete idrografica ha articolato l’estesa monoclinale in una successione di morfostrutture dalla tipica forma planimetrica triangolare, con le basi rivolte ad oriente e bordate ad occidente da elevate scarpate strutturali, che conferiscono all’area la tipica forma a “cuestas”. I processi gravitativi hanno diffusamente condizionato l’evoluzione morfodinamica dell’intera fascia. I meccanismi gravitativi sono generalmente legati alla ricorrenza di condizioni geologiche favorevoli costituite dalla sovrapposizione di masse rigide su masse a comportamento plastico, con conseguenti cedimenti differenziali che hanno esaltato le preesistenti fratture tettoniche e/o generandone di nuove. L’analisi della geometria del drenaggio ha permesso di evidenziare come i tratti principali del reticolo idrografico siano per lo più impostati in corrispondenza di linee tettoniche trasversali, mentre alle dislocazioni appenniniche corrispondono invece i tratti fluviali minori, analoga rispondenza esiste anche per le geometrie e le direzioni delle scarpate strutturali. Le morfologie calanchive rappresentano sicuramente una delle forme più interessanti presenti in tutta l’area in esame, soprattutto nei litotipi argillosi plio-pleistocenici, la genesi di queste morfologie è stata da sempre messa in relazione con particolari fattori stratigrafico-strutturali e di esposizione: versanti con giacitura degli strati, presenza alla sommità di livelli particolarmente resistenti e meno erodibili, le caratteristiche meso e microstrutturali del substrato roccioso rappresentano uno dei fattori condizionanti la morfogenesi calanchiva. rif. Bibliografici: - E. CENTAMORE, P. FARABOLLINI & S. ANGELINI, 2009. Guida all’escursione: Geologia e geomorfologia del settore fermano nel bacino periadriatico marchigiano-abruzzese Rendiconti online Soc. Geol. It., Vol. 8, 162-168 INVERNIZZI C. con la coll. di CACCIAMANI A. & DIGNANI A., 1992. Jointing nell’area marchigiana esterna: caratteristiche geometriche e significato strutturale. Studi Geol. Camerti, vol. spec. Atti Convegno-Escursione “Evoluzione geomorfologica e tettonica quaternaria dell’Appennino centromeridionale”, 137-144. Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 8 Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 9 Carta Geologica Regionale rappresentata su DEM Carta Geomorfologica Regionale rappresentata su DEM Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 10 3 - Identificazione delle morfologie del territorio Morfologicamente il territorio è suddiviso in tre aree omogenee: - Aree sommitali - Aree di versante - Aree di valle Aree Sommitali Queste aree rappresentano le zone più elevate, la sommità, per una evidente resistenza al processo di erosione, si presentano sub-pianeggiante, come si legge dalla Carta delle pendenze, con inclinazione del p.c. inferiori 5°, dalla parte sommitale inizia il graduale raccordo con i versanti. Le aree sommitali rappresentano dal punto di vista geologico, all’interno della successione pliocenica, le litofacies arenaceo-pelitiche delle Argille Azzurre, superficialmente si rileva un livello di coltre eluviale, che rappresenta lo strato più superficiale molto alterato e disgregato della formazione arenaceo-pelitica. La formazione è caratterizzata da una discreta permeabilità originando un locale acquifero che alimenta piccole sorgenti di acqua sorgiva al contatto con le unità argillose. Aree di versante Le aree di versante si presentano con inclinazioni comprese tra 5° e 15° di pendenza, nelle situazioni di instabilità gravitativa superano i 15° e localmente superano i 30°. Il substrato è costituito dalla formazione delle Argille Azzurre, superiormente si rileva uno strato di coltre eluviale, lo strato più superficiale molto alterato e disgregato della formazione, di questa mantiene la natura litologica ma non l’originaria consistenza e stratificazione. Superficialmente, con spessori crescenti verso valle, fino al suolo agrario abbiamo la coltre colluviale costituita principalmente di sedimenti limo-argillosi e subordinatamente limo-sabbiosi. La coltre ha origine dalle acque dilavanti che asportano a monte le fini particelle sabbiose ed argillose, sedimentandole a valle, lungo i versanti, sotto forma di depositi lenticolari. Nelle zone della val Musone i versanti sono costituiti da superfici poco inclinati corrispondenti alle alluvioni terrazzate del I°, II°, III° ordine, depositi continentali costituiti da ghiaie, anche grossolane, con lenti di limi sabbiosi ed argille limose, tale deposito risulta permeabile. Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 11 . Aree sommitali Aree di versante Aree di valle Morfologie del territorio di Santa Maria Nuova Aree di valle Ai piedi dei versanti in continuo raccordo si localizzano le aree di valle, tali aree risultano sub-pianeggianti con pendenze inferiori a 5°. Nelle pianure vallive dei fossi si rilevano i locali depositi alluvionali, questi sono costituiti da materiali prevalentemente limo-sabbiosi, derivanti dall’alterazione e dalla sedimentazione dopo limitato trasporto delle rocce argillose ed arenacee presenti nell’area collinare. Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 12 La valle che maggiormente caratterizza questo tipo di morfologia è la valle fiume Musone. L’esteso deposito che caratterizza la valle sub-pianeggiante è rappresentato dalle alluvioni terrazzate del IV° ordine, litologicamente sono costituiti da depositi prevalentemente ghiaiosi, ricoperti da spessori variabili di limi argillosi e limi sabbiosi. Carta delle pendenze Carta delle pendenze Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 13 4 - Definizione dei bacini idrografici Il territorio è diviso tra i bacini idrografici del fiume Esino e del fiume Musone, nell’analisi idrografica del Comune di Santa Maria Nuova vengono individuati n. 2 sub-bacini idrografici appartenenti al bacino dell’Esino, e n. 5 sub-bacini idrografici appartenenti al bacino del Musone. L’idrografia del territorio esaminato risulta diversamente caratterizzata tra i due bacini idrografici, l’Esino ed il Musone, a causa della differente quota altimetrica, infatti il fiume Esino risulta posto a circa 50-60 metri più in basso del fiume Musone. Per comprendere questa anomalia, soprattutto del fiume Esino anche rispetto ad altri fiume marchigiani, sono ancora in corso studi ed analisi, l’ipotesi scientifica si orienterebbe nel trovare una possibile spiegazione in particolari movimenti tettonici. Valle del fiume Esino Valle del fiume Musone L’anomala reciproca posizione altimetrica tra l’Esino ed il Musone giustifica i differenti tipi di reticolo idrografico come differenti risposte morfodinamiche all’erosione idrica. Nei sub-bacini dell’Esino (a nord) rileviamo un reticolo con pattern dentritico costituito da una serie di canali che confluiscono in tratti via via convergenti determinando in questo modo un andamento delle rete di canali ad albero. Questo reticolo è fortemente condizionato dalla natura del substrato, si instaura su litologie omogenee a tessitura fine ed impermeabili, nell’area interessata affiorano le Argille Azzurre. La maggiore differenza di quota tra le zone sommitali e la valle dell’Esino sono all’origine delle forti pendenze delle testate delle valli che si sono evolute in forme calanchive con notevoli ed estesi dissesti gravitativi. Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 14 Bacino del Fiume Esino Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 15 Nei sub-bacini del Musone (a sud) si è sviluppato un reticolo con pattern parallelo costituito da una serie di canali paralleli che confluiscono in un collettore principale. Nel caso di Santa Maria Nuova il reticolo si è in parte impostato si formazioni variamente permeabili, il controllo dello sviluppo del reticolo in questo caso è di tipo prevalentemente tettonico su discontinuità parallele orientate N 20 in coerenza con studi di neotettonica sui depositi plio-pleistocenici citati nel capitolo dell’inquadramento geologico geomorfologico. Caratteristica comune sono i profili dei bacini, questi realizzano gran parte del proprio dislivello nelle zone sommitali, mentre per il restante sviluppo longitudinale assumo una morfologia sub-pianeggiante. Il bacino si predispone al dissesto gravitativo nelle aree sommitali mentre nelle zone sub-pianeggianti si predispone alle esondazioni. Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 16 La sezione misurata con GPS RTK della valle del fiume Musone risulta asimmetrica (come quasi tutte le vallate dei fiumi marchigiani), con l’alveo fluviale spinto fin sotto i versanti in destra idrografica, che presenta elevata acclività (> 30°). In sinistra idrografica la morfologia si presenta diffusamente sub–pianeggiante (< 5°) per la presenza estesa delle alluvioni terrazzate separate con l’alveo da scarpate di moderata pendenza (<15°) . Negli ultimi decenni lavori di arginatura delle sponde fluviali, la realizzazione di briglie trasversali all’alveo fluviale, nonché una massiccia estrazione di inerti a ridosso del fiume, senza dimenticare il significativo impatto causato dalla diga di Castriccioni, hanno favorito una significativa erosione in alveo. Tale processo ha attivato una generale erosione regressiva in tutti i fossi costituenti il reticolo idrografico che, incidendo il substrato PlioPleistocenico, hanno accelerato processi di instabilità diffusa. Analizzando in dettaglio la morfologia della piana alluvionale a circa 50 metri dalla sponda dell’alveo il terreno cambia gradualmente pendenza passando da sub-pianeggiante (< 5°) a moderatamente inclinata (< 15°) fino a fortemente inclinata sulle sponde erose (> 30°), nell’alveo la morfologia ritorna ad essere sub-pianeggiante (< 5°). Dal punto di vista geomorfologico la superficie moderatamente inclinata (<15°) rappresenta la piana inondabile storica (un’area annualmente inondata dalle maggiori piene), attiva prima dell’incisione dell’alveo, mentre le sponde rilevate anche fortemente inclinate (> 30°) rappresentano l’effetto erosivo dell’approfondimento dell’alveo, stimato, nell’area esaminata, nell’ordine di circa 3 m. di erosione verticale. Ipotesi della quota dell’alveo pre-incisione Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 17 5 - Valutazioni sul Piano di Asseto Idrogeologico Elenco dei movimenti franosi censiti dal PAI per il territorio comunale F-12-0177 Esino Santa Maria Nuova AN FC A P3 R2 F-12-0182 Esino Santa Maria Nuova AN FC A P3 R1 F-12-0190 Esino Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-12-0192 Esino Santa Maria Nuova AN SC A P3 R2 F-12-0194 Esino Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-12-0195 Esino Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-12-0197 Esino Santa Maria Nuova AN FC A P3 R3 F-12-0198 Esino Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-12-0200 Esino Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-12-0202 Esino Santa Maria Nuova AN SC A P3 R2 F-12-0203 Esino Santa Maria Nuova AN SC A P3 R2 F-12-0204 Esino Santa Maria Nuova AN SC A P3 R2 F-12-0207 Esino Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-12-0208 Esino Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-14-0568 Musone Santa Maria Nuova AN CO A P3 R1 F-14-0572 Musone Santa Maria Nuova AN CO A P3 R1 F-14-0578 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-14-0582 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-14-0586 Musone Santa Maria Nuova AN CO A P3 R1 Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 18 F-14-0590 Musone Santa Maria Nuova AN CO A P3 R1 F-14-0595 Musone Santa Maria Nuova AN CO A P3 R1 F-14-0596 Musone Santa Maria Nuova AN CO A P3 R1 F-14-0599 Musone Santa Maria Nuova AN CO A P3 R1 F-14-0608 Musone Santa Maria Nuova AN CO I P1 R1 F-14-0609 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-14-0610 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-14-0612 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-14-0615 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R2 F-14-0617 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-14-0621 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R2 F-14-0622 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R3 F-14-0627 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R2 F-14-0629 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R3 F-14-0633 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R2 F-14-0646 Musone Santa Maria Nuova AN CO A P3 R2 F-14-0648 Musone Santa Maria Nuova AN CO A P3 R2 F-14-0651 Musone Santa Maria Nuova AN FC A P3 R1 F-14-0653 Musone Santa Maria Nuova AN CO I P1 R1 F-14-0655 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R2 F-14-0660 Musone Santa Maria Nuova AN CO A P3 R1 F-14-0661 Musone Santa Maria Nuova AN FC A P3 R1 F-14-0665 Musone Santa Maria Nuova AN CO A P3 R2 F-14-0666 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R2 F-14-0670 Musone Santa Maria Nuova AN FC A P3 R3 F-14-0677 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-14-0679 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-14-0688 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 F-14-0689 Musone Santa Maria Nuova AN SC A P3 R1 Sulla base delle informazioni riportate dalle fonti per ogni singola perimetrazione acquisita, si è provveduto alla compilazione della tabella del data-base informativo in cui ad ogni dissesto è stata associata, riferendosi alla classificazione proposta da Varnes (1978), la specifica tipologia, comunque ricadente in una delle seguenti classi: crollo (CR); debris flows – frana di detrito (DF); mud flow – colata di fango (MF); scivolamento o scorrimento (SC); colamento (CO); deformazione gravitativa profonda di versante (DGPV); frana complessa (FC); soliflusso (SO) (vi sono accorpati processi morfodinamici quali deformazioni plastiche e reptazioni dovute alla gravità). Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 19 Per quanto riguarda lo stato di attività, i dissesti sono stati distinti in: attivi (A); inattivi (I); quiescenti (Q); relitti (R). L’analisi critica del dissesto, ad ogni perimetro con associata tabella dati è stato attribuito un indice di pericolosità, dipendente sostanzialmente da tipologia e stato di attività, sulla base dello schema seguente: I gradi di rischio, stimati dall’incrocio tra il livello preliminare di pericolosità e l’esposizione di beni potenzialmente coinvolgibili dal dissesto (edifici, infrastrutture e popolazione), corrispondono alle definizioni di “rischio” contenute nel D.P.C.M. 29.09.1998, legate sostanzialmente alle interferenze dei dissesti gravitativi con il territorio antropizzato: Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 20 R1: RISCHIO MODERATO, ossia marginali danni sociali, economici ed al patrimonio ambientale; R2: RISCHIO MEDIO, ossia possibili danni minori agli edifici, alle infrastrutture ed al patrimonio ambientale che non pregiudicano l’incolumità delle persone, l’agibilità degli edifici e la funzionalità delle attività economiche; R3: RISCHIO ELEVATO, ossia possibili problemi all’incolumità delle persone, danni funzionali agli edifici ed alle infrastrutture con conseguente inagibilità degli stessi, interruzione delle attività socio-economiche e danni rilevanti al patrimonio ambientale. R4: RISCHIO MOLTO ELEVATO, ossia possibile perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture ed al patrimonio ambientale, distruzione di attività socio-economiche. Nell’area esaminata si sono analizzate le frane censite dal PAI, sia come tipologia di movimento che per frequenza numerica, arrivando a stabilire che la maggior parte dei dissesti appartiene alla tipologia delle frane di Scivolamento su terra (Slides/Earth) Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 21 rotazionali (rotational) e traslazionali (translational), e meno frequentemente in una simultanea combinazione tra i due movimenti, frane complesse (complex). Tipologia di frana Colamento Scivolamento Frana Complessa 0 5 10 15 20 25 30 Numero frane Le frane di scivolamento sono movimenti franosi che per la presenza di superfici di neoformazione o preesistenti all’interno del corpo litoide, presentano superfici di taglio più o meno profonde con concavità rivolta verso l’alto o dalla forma planare. Il movimento può essere contemporaneo su tutti i punti della superficie, oppure propagarsi da un’area di rottura localizzata. Al contrario dello scorrimento rotazionale , dove il movimento tende a raggiungere una configurazione più stabile delle masse, con lo scivolamento traslativo viene messa in crisi tutta la porzione superiore del versante. Riconoscibili per la presenza di blocchi ruotati, fratture verticali, venute di acqua, ecc. tali fenomeni sono generalmente di modesta estensione e possono avere un movimento sia molto rapido che lento, dando origine a vistose trincee, avvallamenti Le frane di colamento possono essere definite come deformazioni plastiche superficiali, movimenti lenti che interessano i materiali di copertura (fino al substrato alterato) che ricoprono i versanti montani e collinari e soprattutto nelle aree di impluvio dove maggiore è lo spessore della coltre superficiale (fino ad alcune decine di metri). Esse si manifestano per lo più in superficie con tipiche ondulazioni ad ampio raggio. Questi movimenti mostrano variazioni stagionali di velocità rallentando o addirittura arrestandosi durante l’estate per poi rimobilizzarsi in autunno e inverno in concomitanza delle precipitazioni atmosferiche più abbondanti. Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 22 Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 23 Ulteriori informazioni sono state ricavate dalla sovrapposizione georeferenziate delle carte tematiche. In una prima fase sono state sovrapposte la Carta Geomorfologica Regionale con la Carta delle pendenze, i dati rilevano che la maggior parte delle aree con pendenza superiori ai 15° sono riconducibili a scarpate di frana. Una lettura incrociata delle informazione a scala di dettaglio può fornire un rapporto delle attività recenti dei dissesti gravitativi soprattutto in una chiave di lettura di gestione territoriale. Una seconda sovrapposizione di cartografie effettuata è stata quella tra la Carta Geomorfologica Regionale e la Cartografia del PAI. I dati relativi al confronto descrivono una sottostima in forma numerica ed areale della Cartografia del PAI rispetto ai disseti rilevati dalla la Carta Geomorfologica Regionale, una considerazione questa per un approfondimento sulla gestione delle aree in dissesto che si mostrano palesemente incongruenti tra le cartografie messe a confronto. Su segnalazione del Comune di Santa Maria Nuova si aggiungono alla relazione n. 3 movimenti franosi non cartografati dal PAI e dalla Carta Geomorfologica Regionale, i dettagli sono illustrati nell’Allegato A della presente Relazione. Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 24 6 - Invarianza idraulica, considerazioni per la gestione areale La delibera della Giunta Regionale n. 53 del 27/1/2014, in attuazione della L.R. 23 novembre 2011, n. 22- “Norme in materia di riqualificazione urbana sostenibile e assetto idrogeologico”, prevede per le opere di trasformazione urbanistica misure compensative per la Verifica della Compatibilità Idraulica. Nella Variante Generale del Piano Regolatore Generale del Comune di Santa Maria Nuova non si prevedono nuove aree edificabili, per questo non sono previste verifiche idrauliche. Si vuole comunque evidenziare che nella nuove Norme Tecniche si prevedranno misure agronomiche per un nuovo assetto geomorfologico delle aree vallive, in particolare nelle aree sub-pianeggianti dei fossi (< 5°) che nascono dal rilievo collinare urbanizzato, si prevedranno sistemazioni della fascia di pertinenza fluviale coerenti con i dispositivi idraulici di infiltrazione e zone umide previsti dalle Linee Guida della delibera. Direzioni di drenaggio superficiale Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 25 Allegati cartografici alla relazione: - Carta Geologica Regionale - Carta Geomorfologica Regionale - Carta del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) - Carta delle pendenze - Carta dei sub-bacini idrografici - Sovrapposizione Carta Geomorfologica Regionale e Carta del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) - Sovrapposizione Carta Geomorfologica Regionale e Carta delle pendenze Santa Maria Nuova Dr. Geol. Andrea Dignani Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 26 Allegato A - Movimenti franosi segnalati dal Comune di Santa Maria Nuova Segnalazione di via Maccarata Sovrapposizione Carta Geomorfologica Regionale e Cartografia PAI Frana segnalata Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 27 Segnalazione di via Scarpara Alta Sovrapposizione Carta Geomorfologica Regionale e Cartografia PAI Frana segnalata Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 28 Segnalazione di via F.Conti Sovrapposizione Carta Geomorfologica Regionale e Cartografia PAI Frana segnalata Variante al P.R.G. del Comune di Santa Maria Nuova (AN) – Relazione - Sottosistema geologico - geomorfologico 29