RIMANERE E ANDARE INCONTRO CON L’AZIONE CATTOLICA Sabato 3 maggio 2014 Cari amici dell’Azione Cattolica, dò il benvenuto a tutti voi, che rappresentate questa bella realtà ecclesiale! Saluto i partecipanti all’Assemblea nazionale, i presidenti parrocchiali, i sacerdoti assistenti e gli amici dell’Azione Cattolica di altri Paesi. Saluto il presidente Franco Miano, che ringrazio per la presentazione che ha fatto, e il nuovo assistente generale, mons. Mansueto Bianchi, al quale auguro ogni bene per questa nuova missione, e il suo predecessore mons. Domenico Sigalini, che ha lavorato tanto: lo ringrazio per la dedizione con cui ha servito per tanti anni l’Azione Cattolica. Un saluto speciale va al cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, e al segretario generale mons. Nunzio Galantino. Il tema della vostra Assemblea, “Persone nuove in Cristo Gesù, corresponsabili della gioia di vivere”, si inserisce bene nel tempo pasquale, che è un tempo di gioia. È la gioia dei discepoli nell’incontro con il Cristo risorto, e richiede di essere interiorizzata dentro uno stile evangelizzatore capace di incidere nella vita. Nell’attuale contesto sociale ed ecclesiale, voi laici di Azione Cattolica siete chiamati a rinnovare la scelta missionaria, aperta agli orizzonti che lo Spirito indica alla Chiesa ed espressione di una nuova giovinezza dell’apostolato laicale. Questa scelta missionaria: tutto in chiave missionaria, tutto. E’ il paradigma dell’Azione Cattolica: il paradigma missionario. Questa è la scelta che oggi fa l’Azione Cattolica. Anzitutto le parrocchie, specialmente quelle segnate da stanchezza e chiusure – e ce ne sono tante. Parrocchie stanche, parrocchie chiuse… ce ne sono! Quando io saluto le segretarie parrocchiali, domando loro: Ma Lei è segretaria di quelli che aprono le porte o di quelli che chiudono la porta? Queste parrocchie hanno bisogno del vostro entusiasmo apostolico, della vostra piena disponibilità e del vostro servizio creativo. Si tratta di assumere il dinamismo missionario per arrivare a tutti, privilegiando chi si sente lontano e le fasce più deboli e dimenticate della popolazione. Si tratta di aprire le porte e lasciare che Gesù possa andare fuori. Tante volte abbiamo Gesù chiuso nelle parrocchie con noi, e noi non usciamo fuori e non lasciamo uscire fuori Lui! Aprire le porte perché Lui vada, almeno Lui! Si tratta di una Chiesa “in uscita”: sempre Chiesa in uscita. Questo stile di evangelizzazione, animato da forte pas- sione per la vita della gente, è particolarmente adatto all’Azione Cattolica, formata dal laicato diocesano che vive in stretta corresponsabilità con i Pastori. In ciò vi è di aiuto la popolarità della vostra Associazione, che agli impegni intraecclesiali sa unire quello di contribuire alla trasformazione della società per orientarla al bene. Ho pensato di consegnarvi tre verbi che possono costituire per tutti voi una traccia di cammino. Il primo è: rimanere. Ma non rimanere chiusi, no. Rimanere in che senso? Rimanere con Gesù, rimanere a godere della sua compagnia. Per essere annunciatori e testimoni di Cristo occorre rimanere anzitutto vicini a Lui. È dall’incontro con Colui che è la nostra vita e la nostra gioia, che la nostra testimonianza acquista ogni giorno nuovo significato e nuova forza. Rimanere in Gesù, rimanere con Gesù. Secondo verbo: andare. Mai un’Azione Cattolica ferma, per favore! Non fermarsi: andare! Andare per le strade delle vostre città e dei vostri Paesi, e annunciare che Dio è Padre e che Gesù Cristo ve lo ha fatto conoscere, e per questo la vostra vita è cambiata: si può vivere da fratelli, portando dentro una speranza che non delude. Ci sia in voi il desiderio di far correre la Parola di Dio fino ai confini, rinnovando così il vostro impegno a incontrare l’uomo dovunque si trovi, lì dove soffre, lì dove spera, lì dove ama e crede, lì dove sono i suoi sogni più profondi, le domande più vere, i desideri del suo cuore. Lì vi aspetta Gesù. Questo significa: andare fuori. Questo significa: uscire, andare uscendo. E infine, gioire. Gioire ed esultare sempre nel Signore! Essere persone che cantano la vita, che cantano la fede. Questo è importante: non solo recitare il Credo, recitare la fede, conoscere la fede ma cantare la fede! Ecco. Dire la fede, vivere la fede con gioia, e questo si chiama “cantare la fede”. E questo non lo dico io! Questo lo ha detto 1600 anni fa sant’Agostino: “cantare la fede”! Persone capaci di riconoscere i propri talenti e i propri limiti, che sanno vedere nelle proprie giornate, anche in quelle più buie, i segni della presenza del Signore. Gioire perché il Signore vi ha chiamato ad essere corresponsabili della missione della sua Chiesa. Gioire perché in questo cammino non siete soli: c’è il Signore che vi accompagna, ci sono i vostri Vescovi e sacerdoti che vi sostengono, ci sono le vostre comunità parrocchiali, le vostre comunità diocesane con cui condividere il cammino. Non siete soli! Con questi tre atteggiamenti, rimanere in Gesù, andare ai confini e vivere la gioia dell’appartenenza cristiana, potrete portare avanti la vostra vocazione, ed evitare la tentazione della “quiete”, che non ha niente a che fare con il rimanere in Gesù; evitare la tentazione della chiusura e quella dell’intimismo, tanto edulcorata, disgustosa per quanto è dolce, quella dell’intimismo… E se voi andate, non cadrete in questa tentazione. E anche evitare la tentazione della serietà formale. Con questo rimanere in Gesù, andare ai confini, vivere la gioia evitando queste tentazioni, eviterete di portare avanti una vita più simile a statue da museo che a persone chiamate da Gesù a vivere e diffondere la gioia del Vangelo. Se voi volete ascoltare il consiglio del vostro Assistente generale – è tanto mite, perché porta un nome mite, lui, è Mansueto! – se voi volete prendere il suo consiglio, siate asinelli, ma mai statue di museo, per favore, mai! Chiediamo al Signore, per ognuno di noi, occhi che sanno vedere oltre l’apparenza; orecchie che sanno ascoltare grida, sussurri e anche silenzi; mani che sanno sostenere, abbracciare, curare. Chiediamo soprattutto un cuore grande e misericordioso, che desidera il bene e la salvezza di tutti. Vi accompagni nel cammino Maria Immacolata, e anche la mia Benedizione. E vi ringrazio perché so che pregate per me! Adesso vi invito a pregare la Madonna, che è nostra Madre, che ci accompagnerà in questo cammino. La Madonna sempre andava dietro a Gesù, fino alla fine, lo accompagnava. Preghiamola che ci accompagni sempre nel nostro cammino, questo cammino della gioia, questo cammino dell’uscire, questo cammino del rimanere con Gesù. Ave o Maria, … UN FUOCO DI SPERANZA REGINA COELI, 4 maggio 2014 Cari fratelli e sorelle buongiorno! il Vangelo di questa domenica, che è la terza domenica di Pasqua, è quello dei discepoli di Emmaus (cfr Lc 24,13-35). Questi erano due discepoli di Gesù, i quali, dopo la sua morte e passato il sabato, lasciano Gerusalemme e ritornano, tristi e abbattuti, verso il loro villaggio, chiamato appunto Emmaus. Lungo la strada Gesù risorto si affiancò ad essi, ma loro non lo riconobbero. Vedendoli così tristi, Egli dapprima li aiutò a capire che la passione e la morte del Messia erano previste nel disegno di Dio e preannunciate nelle Sacre Scritture; e così riaccese un fuoco di speranza nei loro cuori. A quel punto, i due discepoli avvertirono una straordinaria attrazione verso quell’uomo misterioso, e lo invitarono a restare con loro quella sera. Gesù accettò ed entrò con loro in casa. E quando, stando a mensa, benedisse il pane e lo spezzò, essi lo riconobbero, ma Lui sparì dalla loro vista, lasciandoli pieni di stupore. Dopo essere stati illuminati dalla Parola, avevano riconosciuto Gesù risorto nello spezzare il pane, nuovo segno della sua presenza. E subito sentirono il bisogno di ritornare a Gerusalemme, per riferire agli altri discepoli questa loro esperienza, che avevano incontrato Gesù vivo e lo avevano riconosciuto in quel gesto della frazione del pane.La strada di Emmaus diventa così simbolo del nostro cammino di fede: le Scritture e l’Eucaristia sono gli elementi indispensabili per l’incontro con il Signore. Anche noi arriviamo spesso alla Messa domenicale con le nostre preoccupazioni, le nostre difficoltà e delusioni… La vita a volte ci ferisce e noi ce ne andiamo tristi, verso la nostra “Emmaus”, voltando le spalle al disegno di Dio. Ci allontaniamo da Dio. Ma ci accoglie la Liturgia della Parola: Gesù ci spiega le Scritture e riaccende nei nostri cuori il calore della fede e della speranza, e nella Comunione ci dà forza. Parola di Dio, Eucaristia. Leggere ogni giorno un brano del Vangelo. Ricordatelo bene: leggere ogni giorno un brano del Vangelo, e le domeniche andare a fare la Comunione, a ricevere Gesù. Così è accaduto con i discepoli di Emmaus: hanno accolto la Parola; hanno condiviso la frazione del pane e da tristi e sconfitti che si sentivano, sono diventati gioiosi. Sempre, cari fratelli e sorelle, la Parola di Dio e l’Eucaristia ci riempiono di gioia. Ricordatelo bene! Quando tu sei triste, prendi la Parola di Dio. Quando tu sei giù, prendi la Parola di Dio e va’ alla Messa della domenica a fare la Comunione, a partecipare del mistero di Gesù. Parola di Dio, Eucaristia: ci riempiono di gioia. Per intercessione di Maria Santissima, preghiamo affinché ogni cristiano, rivivendo l’esperienza dei discepoli di Emmaus, specialmente nella Messa domenicale, riscopra la grazia dell’incontro trasformante con il Signore, con il Signore risorto, che è con noi sempre. C’è sempre una Parola di Dio che ci dà l’orientamento dopo i nostri sbandamenti; e attraverso le nostre stanchezze e delusioni c’è sempre un Pane spezzato che ci fa andare avanti nel cammino. IL DONO DEL CONSIGLIO UDIENZA, Mercoledì 7 maggio 2014 Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Abbiamo sentito nella lettura di quel brano del libro dei Salmi che dice: «Il Signore mi ha dato consiglio, anche di notte il mio cuore mi istruisce» (Sal 16, 7). E questo è un altro dono dello Spirito Santo: il dono del consiglio. Sappiamo quanto è importante, nei momenti più delicati, poter contare sui suggerimenti di persone sagge e che ci vogliono bene. Ora, attraverso il dono del consiglio, è Dio stesso, con il suo Spirito, a illuminare il nostro cuore, così da farci comprendere il modo giusto di parlare e di comportarsi e la via da seguire. Ma come agisce questo dono in noi? 1. Nel momento in cui lo accogliamo e lo ospitiamo nel nostro cuore, lo Spirito Santo comincia subito a renderci sensibili alla sua voce e a orientare i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre intenzioni secondo il cuore di Dio. Nello stesso tempo, ci porta sempre più a rivolgere lo sguardo interiore su Gesù, come modello del nostro modo di agire e di relazionarci con Dio Padre e con i fratelli. Il consiglio, allora, è il dono con cui lo Spirito Santo rende capace la nostra coscienza di fare una scelta concreta in comunione con Dio, secondo la logica di Gesù e del suo Vangelo. In questo modo, lo Spirito ci fa crescere interiormente, ci fa crescere positivamente, ci fa crescere nella comunità e ci aiuta a non cadere in balia dell’egoismo e del proprio modo di vedere le cose. Così lo Spirito ci aiuta a crescere e anche a vivere in comunità. La condizione essenziale per conservare questo dono è la preghiera. Sempre torniamo sullo stesso tema: la preghiera! Ma è tanto importante la preghiera. Pregare con le preghiere che tutti noi sappiamo da bambini, ma anche pregare con le nostre parole. Pregare il Signore: “Signore, aiutami, consigliami, cosa devo fare adesso?”. E con la preghiera facciamo spazio, affinché lo Spirito venga e ci aiuti in quel momento, ci consigli su quello che tutti noi dobbiamo fare. La preghiera! Mai dimenticare la preghiera. Mai! Nessuno, nessuno, se ne accorge quando noi preghiamo nel bus, nella strada: preghiamo in silenzio col cuore. Approfittiamo di questi momenti per pregare, pregare perché lo Spirito ci dia il dono del consiglio. 2. Nell’intimità con Dio e nell’ascolto della sua Parola, pian piano mettiamo da parte la nostra logica personale, dettata il più delle volte dalle nostre chiusure, dai nostri pregiudizi e dalle nostre ambizioni, e impariamo invece a chiedere al Signore: qual è il tuo desiderio?, qual è la tua volontà?, che cosa piace a te? In questo modo matura in noi una sintonia profonda, quasi connaturale nello Spirito e si sperimenta quanto siano vere le parole di Gesù riportate nel Vangelo di Matteo: «Non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi» (Mt10,19-20). È lo Spirito che ci consiglia, ma noi dobbiamo dare spazio allo Spirito, perché ci possa consigliare. E dare spazio è pregare, pregare perché Lui venga e ci aiuti sempre. 3. Come tutti gli altri doni dello Spirito, poi, anche il consiglio costituisce un tesoro per tutta la comunità cristiana. Il Signore non ci parla soltanto nell’intimità del cuore, ci parla sì, ma non soltanto lì, ma ci parla anche attraverso la voce e la testimonianza dei fratelli. È davvero un dono grande poter incontrare degli uomini e delle donne di fede che, soprattutto nei passaggi più complicati e importanti della nostra vita, ci aiutano a fare luce nel nostro cuore a riconoscere la volontà del Signore! Io ricordo una volta nel santuario di Luján ero nel confessionale, davanti al quale c’era una coda lunga. C’era anche un ragazzotto tutto moderno, con gli orecchini, i tatuaggi, tutte queste cose… Ed è venuto per dirmi cosa gli succedeva. Era un problema grosso, difficile. E mi ha detto: io ho raccontato tutto questo alla mia mamma e mia mamma mi ha detto: vai dalla Madonna e lei ti dirà cosa devi fare. Ecco una donna che aveva il dono del consiglio. Non sapeva come uscire dal problema del figlio, ma ha indicato la strada giusta: vai dalla Madonna e lei ti dirà. Questo è il dono del consiglio. Quella donna umile, semplice, ha dato al figlio il consiglio più vero. Infatti questo ragazzo mi ha detto: ho guardato la Madonna e ho sentito che devo fare questo, questo e questo... Io non ho dovuto parlare, avevano già detto tutto la sua mamma e il ragazzo stesso. Questo è il dono del consiglio. Voi mamme che avete questo dono, chiedetelo per i vostri figli, Il dono di consigliare i figli è un dono di Dio. Cari amici, il Salmo 16, che abbiamo sentito, ci invita a pregare con queste parole: «Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio animo mi istruisce. Io pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non potrò vacillare» (vv. 7-8). Che lo Spirito possa sempre infondere nel nostro cuore questa certezza e ricolmarci così della sua consolazione e della sua pace! Chiedete sempre il dono del consiglio. SFIDARE LA CULTURA DELL’ESCLUSIONE, DELLO SCARTO E DELLA MORTE AI MEMBRI DEL CONSIGLIO DEI CAPI ESECUTIVI PER IL COORDINAMENTO DELLE NAZIONI UNITE Sala del Concistoro Venerdì 9 maggio 2014 Ho il piacere di darvi il benvenuto, Signor Segretario generale e alti dirigenti degli Organismi, dei Fondi e dei Programmi dell’ONU e delle Organizzazioni specializzate, riuniti a Roma per l’incontro semestrale di coordinamento strategico del “Consiglio dei Capi Esecutivi del sistema delle Nazioni Unite”. E’ significativo che questo incontro si realizzi pochi giorni dopo la solenne canonizzazione dei miei predecessori, i Papi San Giovanni XXIII e San Giovanni Paolo II. Essi ci ispirano con la loro passione verso lo sviluppo integrale della persona umana e verso la comprensione tra i popoli, evidenziata anche attraverso le molte visite di Giovanni Paolo II alle Organizzazioni di Roma e i suoi viaggi a New York, Ginevra, Vienna, Nairobi e L’Aia. Grazie, Signor Segretario generale, per le sue cordiali parole di presentazione. Grazie a tutti voi, che siete i principali responsabili del sistema internazionale, per i grandi sforzi realizzati a favore della pace mondiale e del rispetto della dignità umana, della protezione della persona, specialmente dei più poveri o più deboli, e dello sviluppo economico e sociale armonioso. I risultati degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, specialmente nel campo dell’educazione e della diminuzione della povertà estrema, rappresentano anche una conferma della validità del lavoro di coordinamento di questo Consiglio di Capi Esecutivi. Non si deve, tuttavia, perdere di vista - al tempo stesso - che i popoli meritano e sperano frutti ancor migliori. E’ proprio della funzione direttiva non conformarsi mai ai risultati acquisiti, ma impegnarsi ogni volta di più, poiché ciò che è stato conseguito si assicura soltanto cercando di ottenere ciò che ancora manca. Nel caso dell’organizzazione politica ed economica mondiale, quello che manca è molto, visto che una parte importante dell’umanità continua ad essere esclusa dai benefici del progresso e, di fatto, relegata a esseri umani di seconda categoria. I futuri Obiettivi dello sviluppo sostenibile dovrebbero, quindi, essere formulati con generosità e coraggio, affinché arrivino effettivamente a incidere sulle cause strutturali della povertà e della fame, a conseguire ulteriori risultati sostanziali a favore della preservazione dell’ambiente, a garantire un lavoro decente per tutti e a dare una protezione adeguata alla famiglia, elemento essenziale di qualsiasi sviluppo economico e sociale sostenibile. Si tratta, in particolare, di sfidare tutte le forme di ingiustizia, opponendosi alla “economia dell’esclusione”, alla “cultura dello scarto” e alla “cultura della morte”, che, purtroppo, potrebbero arrivare a diventare una mentalità accettata passivamente. Per questa ragione, a voi, che rappresentate le più alte istanze della cooperazione mondiale, vorrei ricordare un episodio di circa 2000 anni fa, raccontato nel Vangelo di San Luca:[1] l’incontro di Gesù Cristo con il ricco pubblicano Zaccheo, che prese una decisione radicale di condivisione e di giustizia quando la sua coscienza è stata risvegliata dallo sguardo di Gesù. Questo è lo spirito che dovrebbe essere all’origine e al termine di ogni azione politica ed economica. Lo sguardo, spesso senza voce, di quella parte di umanità scartata, lasciata alle spalle, deve smuovere la coscienza degli operatori politici ed economici e portare a scelte generose e coraggiose, che abbiano risultati immediati, come quella decisione di Zaccheo. Questo spirito di solidarietà e di condivisione guida tutti i nostri pensieri e tutte le nostre azioni? Mi domando. Oggi, in particolare, la coscienza della dignità di ogni fratello, la cui vita è sacra e inviolabile dal suo concepimento alla fine naturale, deve portarci a condividere, con totale gratuità, i beni che la provvidenza ha posto nelle nostre mani, siano essi ricchezze materiali che opere di intelligenza e di spirito, e a restituire con generosità e abbondanza ciò che ingiustamente possiamo aver negato agli altri. L’episodio di Gesù Cristo e Zaccheo ci insegna che la promozione di un’apertura generosa, efficace e concreta alle necessità degli altri deve essere sempre al di sopra dei sistemi e delle teorie economiche e sociali. Gesù non chiede a Zaccheo di cambiare il proprio lavoro, né di denunciare la propria attività commerciale; lo induce solo a porre tutto, liberamente ma immediatamente e senza discussione, al servizio degli uomini. Tutto ciò mi permette di affermare, seguendo i miei predecessori,[2] che il progresso economico e sociale equo si può ottenere solo congiungendo le capacità scientifiche e tecniche a un impegno di solidarietà costante, accompagnato da una gratuità generosa e disinteressata a tutti i livelli. A questo sviluppo equo contribuiranno, pertanto, sia l’azione internazionale, impegnata a conseguire uno sviluppo umano integrale a favore di tutti gli abitanti del pianeta, sia la legittima redistribuzione dei benefici economici da parte dello Stato, sia l’indispensabile collaborazione dell’attività economica privata e della società civile. Così, mentre vi incoraggio a proseguire in questo lavoro di coordinamento delle attività degli Organismi internazionali, che è un servizio a tutti gli uomini, vi invito a promuovere insieme una vera mobilitazione etica mondiale che, al di là di ogni differenza di credo o di opinione politica, diffonda e applichi un ideale comune di fraternità e di solidarietà, specialmente verso i più poveri e gli esclusi. Invocando la guida divina sul lavoro del vostro Consiglio, chiedo anche una benedizione speciale di Dio … [1] Luca, 19, 1-10. [2] Cf. Benedetto XVI, Caritas in veritate, 6, 24-40, etc.; San Giovanni Paolo II, Sollicitudo rei socialis, 42-43 e Centesimus annus, 43. Tutti i testi di papa Francesco sono disponibili sul sito www.vatican.va e news.va, anche sul quotidiano cattolico Avvenire. IN PARROCCHIA CARITÀ, CULTURA E SOLIDARIETÀ Ma la vita di chi segue Gesù affronta con un cuore grande anche le cose più materiali e concrete, quotidiane e dietro le quinte, senza perdere la gioia di mostrare creativamente nuove forme di vita e di convivenza. Come, ad esempio … LA TUA SPESA E IL BANCO ALIMENTARE Il sabato mattina una distribuzione di generi alimentari a bisognosi è resa possibile dalla collaborazione col Banco Alimentare (SE VUOI DARE UNA MANO …: SABATO 14 GIUGNO UNA COLLETTA ALIMENTARE STRAORDINARIA DAVANTI AI SUPERMERCATI D’ITALIA) e dalla carità quotidiana di molti. Anche tu puoi continuare ad aiutare chi è nel bisogno, facendo un po’ di spesa in più e deponendo generi alimentari non deperibili nella CESTA AI PIEDI DELLA CROCE, in chiesa. Ma anzitutto c’è bisogno dei tuoi occhi e del tuo cuore per vedere chi è nel bisogno e iniziare ad aiutarlo! Segnala persone o famiglie in difficoltà, condividi notizie e iniziative d’aiuto, collabora con chi già si muove in questo ambito. In questa prospettiva, ad esempio, l’associazione eVenti propone un’iniziativa concreta di solidarietà: un volantino a parte ti invita a offrire UN CAFFÈ AL GIORNO PER IL SALVADANAIO DELLE FAMIGLIE (rif. Paola Pietrobon 33958 92472). Chi dona ai poveri, dona a Cristo ASSOCIAZIONE EVENTI Per l’animazione culturale e sociale, per promuovere la festa patronale di S. Marco è attiva l’associazione culturale eVenti: partecipa, proponi, collabora e sostieni! Tonino Fantozzi 3271258485 o *5887; Fabrizio Bertoni 3371081140. Codice fiscale (usalo per destinare il tuo 5xmille!) 97137510588. IBAN per erogazioni liberali deducibili: IT28Z 08327 03256 0000 0000 222 della BCC di Roma, ag. 154 Casal Selce. 8 x mille & 5 x mille Tempo di dichiarazione dei redditi … È possibile sostenere la vita della CHIESA CATTOLICA in Italia con la semplice firma per destinare l’8x1000 delle proprie tasse e, sempre senza aggravio, destinare il 5x1000 alla nostra Associazione EVENTI onlus, scrivendo il codice fiscale 97137510588. Ogni anno, per scegliere, devi semplicemente firmare dentro la casella "Chiesa cattolica" su uno dei modelli: 730, CUD, UNICO. Ma anche coloro che non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione possono partecipare alla firma per la destinazione dell'8xmille, attraverso il modello CUD. Info: www.8xmille.it www.chiediloaloro.it A MAGGIO PARLIAMO DI MATRIMONIO Perché sposarsi? Il Matrimonio non è una formalità né solo una bella festa né una convenzione sociale in disuso. Il bello e il senso e la prospettiva della famiglia cristiana. Nei Martedì di maggio alle ore 21 alcuni incontri per i fidanzati che si preparano al matrimonio; per le famiglie in difficoltà o irregolari; semplicemente per chi vuole ritrovare la profondità cristiana delle proprie scelte di vita. ASSEMBLEA PARROCCHIALE PER L’ESTATE Mercoledì alle 21, chiunque abbia idee e volontà per esprimere la carità e l’impegno di educare si ritrova perché l’estate che arriva sia un tempo prezioso, un’opportunità che Dio ci dona perché la nostra vita cresca e fiorisca. BATTESIMO DEI BAMBINI La celebrazione del Battesimo dei bambini avviene normalmente di domenica, secondo il calendario qui indicato, su richiesta dei genitori. Viene preceduta da incontri di preparazione per i genitori e i padrini, da concordare. Se i padrini provengono da altra parrocchia, devono munirsi del Certificato di idoneità, rilasciato dal parroco di residenza. Domenica 18 maggio ore 17 PENTECOSTE, 8 giugno ore 17 SS. TRINITÀ, 15 giugno ore 11 Domenica 6 luglio ore 11 Domenica 13 luglio ore 17 Domenica 10 agosto ore 17 Domenica 7 settembre ore 17 Domenica 21 settembre ore 11 IV DOMENICA DI PASQUA Giornata di preghiera per le vocazioni DOMENICA 11 “Le vocazioni testimonianza della verità” MAGGIO S. MESSA 8 sdm S. MESSA 9 sfr S. MESSA At 2,14a.36-41; Sal 7 - 11 – 19 22; 1Pt 2,20b-25; 11 PRIMA COMUNIONE di Abbenante Alessia, Baiocco Elena, Cappucci Gv 10,1-10 Anita, Fiorucci Cristina, Oliaro Sara, Pellizzaro Riccardo, Scudery Diana 10 COMUNIONE 1 dG, Chiara, Elisa, Ambra 10 COMUNIONE 2 (4 Elementare) Carmen 3384234836 Daniela 3337962055 LUNEDI’ 12 MAGGIO Ss. Nereo e Achilleo, S. Pancrazio At 11,1-18; Sal 41 e 42; Gv 10,11-18 6.45 sfr S. MESSA 16.30 S. Rosario 17 S. MESSA 17.30 CRESIMA 2 (I media) Gerardina *1679, Rossana *8242 17.30 CRESIMA 1 (5 elementare) Elisa *6051, Eleonora 3493490758 MARTEDI’ 13 MAGGIO B.V. Maria di Fatima At 11,19-26; Sal 86; Gv 10,22-30 6.45 sfr S. MESSA 16.30 S. Rosario 17 S. MESSA 17.30 COMUNIONE 1 (3 elementare) dG 17.30 CRESIMA 2 (I e II media) Diana *8116, Maria *5578 21 INIZIAZIONE CRISTIANA DEGLI ADULTI: PARLIAMO DI MATRIMONIO MERCOLEDI’ 14 MAGGIO FESTA DI S. MATTIA AP. At 1,15-17.20-26; Sal 112; Gv 15,9-17 6.45 sfr S. MESSA 9 S. MESSA 16.30 S. Rosario 17 S. MESSA 16.30 CRESIMA 2 (II media) Giovanna *5627 17.30 CRESIMA 1 (5 el.) Giovanna 3393261905, Rita CB 3926825104 GIOVEDI’ 15 MAGGIO S. Isidoro agricoltore At 13,13-25; Sal 88; Gv 13,16-20 6.45 sfr S. MESSA 15.30 SAN MARCO D’ARGENTO INCONTRO PER ANZIANI 16.30 S. Rosario Luigia 3334816235, Costanza 3336592306, Antonietta 3383419963 17 S. MESSA, ADORA- 17.30 ADORAZIONE EUCARISTICA fino alle 22 ZIONE EUCARISTICA 21 INCONTRO DEL VANGELO VENERDI’ 16 MAGGIO At 13,26-33; Sal 2; Gv 14,1-6 6.45 sfr S. MESSA 16.30 S. Rosario 17 S. MESSA SABATO 17 MAGGIO At 13,44-52; Sal 97; Gv 14,7-14 21 ASSEMBLEA PARROCCHIALE: incontro per l’estate 16.30 RAGAZZI GAM Raffaella 34711308469, Moira 3281266951 17.30 COMUNIONE 2 (4 Elementare) Rita CP 3382928540 21.30 PROVE DI CORO 9 pulizie della chiesa 9 - 11 distribuzione Caritas/Banco Alimentare 7.30 sfr S. MESSA 15 prime comunioni: preparazione e confessioni 15 sabatOratorio: calcio e … 19 S. MESSA 18 TERZA MEDIA E SUPERIORI Alessia 3332888850 DOMENICA 18 MAGGIO At 6,1-7; Sal 32; 1Pt 2,4-9; Gv 14,1-12 V DOMENICA DI PASQUA 7 - 11 – 19 S. MESSA 8 sdm S. MESSA 9 sfr S. MESSA 17 BATTESIMO 11 PRIMA COMUNIONE di Bertoni Elena, Corazza Francesco Maria, Cortorillo Eleonora, Crocamo Valentina, Cuzzilla Ludovica, Del Pizzo Daniele, Pileri Rebecca, Stoppacciaro Lorenzo 10 COMUNIONE 1 dG, Chiara, Elisa, Ambra 10 COMUNIONE 2 (4 Elementare) Carmen 3384234836 Daniela 3337962055 Pro manuscripto, anche sul sito: www.ssmarcoepiox.it email [email protected] NB * = 066190... PARROCCHIA DEI SANTI MARCO EVANGELISTA E PIO X Via Casal Selce 271 – 277, 00166 ROMA Pantan Monastero tel. 0661908080 - fax 0661907089 c.f. 80351550589 - c.c. postale IBAN IT31 N076 0103 2000 000 82683004 - c.c. bancario: Banca Credito Cooperativo di Roma ag.154 Casal Selce IBAN IT18 O083 2703 2560 0000 0000 192 - parroco: don Gianni Sangiorgio 3334690381, [email protected] Sacerdoti collaboratori: mons. Remigio Bellizio, 3388903545 [email protected]; p. Giovanni Chiu, ofmconv, 0669895410, [email protected] - Diaconi: Ivoneo Pietrobon 3338091510, Vincenzo Di Stefano 3358420764, Michele Sardella 3393772522 Comunità religiose: sdm = Suore dei poveri di don Morinello via Salvatore Cognetti de Martiis 33, 0661909079, Scuola dell’infanzia “Sorriso degli angeli” - sfr = Suore Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento, via Pantan Monastero 35, 0661560611, Scuola dell’infanzia “S. Chiara” e Scuola Primaria “Oasi madre Serafina” - bps = Suore di carità di Nostra Signora del Buono e Perpetuo Soccorso via Quarto S. Lucia 60/Casal Selce 389, 0661908082 La nostra parrocchia fa parte della VICARIA DI SELVA CANDIDA nella DIOCESI SUBURBICARIA DI PORTO - SANTA RUFINA: il Cardinale titolare è Sua Eminenza ROGER ETCHEGARAY; il Vescovo è Sua Eccellenza GINO REALI. La Curia Diocesana è in via del Cenacolo 53, 00123 Roma – La Storta tel. 0630893848 - fax 0630893658. www.diocesiportosantarufina.it email: [email protected]