RIMANERE E ANDARE
INCONTRO CON L’AZIONE CATTOLICA
Sabato 3 maggio 2014
Cari amici dell’Azione Cattolica, dò il
benvenuto a tutti voi, che rappresentate
questa bella realtà ecclesiale! Saluto i
partecipanti all’Assemblea nazionale, i
presidenti parrocchiali, i sacerdoti
assistenti e gli amici dell’Azione Cattolica di altri Paesi. Saluto il presidente
Franco Miano, che ringrazio per la
presentazione che ha fatto, e il nuovo
assistente generale, mons. Mansueto
Bianchi, al quale auguro ogni bene per
questa nuova missione, e il suo predecessore mons. Domenico Sigalini, che ha
lavorato tanto: lo ringrazio per la
dedizione con cui ha servito per tanti
anni l’Azione Cattolica. Un saluto speciale va al cardinale Angelo Bagnasco,
presidente della Conferenza episcopale
italiana, e al segretario generale mons.
Nunzio Galantino. Il tema della vostra
Assemblea, “Persone nuove in Cristo
Gesù, corresponsabili della gioia di
vivere”, si inserisce bene nel tempo
pasquale, che è un tempo di gioia. È la
gioia dei discepoli nell’incontro con il
Cristo risorto, e richiede di essere
interiorizzata dentro uno stile evangelizzatore capace di incidere nella vita.
Nell’attuale
contesto
sociale
ed
ecclesiale, voi laici di Azione Cattolica
siete chiamati a rinnovare la scelta missionaria, aperta agli orizzonti che lo
Spirito indica alla Chiesa ed espressione
di una nuova giovinezza dell’apostolato
laicale. Questa scelta missionaria: tutto
in chiave missionaria, tutto. E’ il paradigma dell’Azione Cattolica: il paradigma missionario. Questa è la scelta che
oggi fa l’Azione Cattolica. Anzitutto le
parrocchie, specialmente quelle segnate
da stanchezza e chiusure – e ce ne sono
tante. Parrocchie stanche, parrocchie
chiuse… ce ne sono! Quando io saluto le
segretarie parrocchiali, domando loro:
Ma Lei è segretaria di quelli che aprono
le porte o di quelli che chiudono la porta?
Queste parrocchie hanno bisogno del
vostro entusiasmo apostolico, della
vostra piena disponibilità e del vostro
servizio creativo. Si tratta di assumere il
dinamismo missionario per arrivare a
tutti, privilegiando chi si sente lontano e
le fasce più deboli e dimenticate della
popolazione. Si tratta di aprire le porte e
lasciare che Gesù possa andare fuori.
Tante volte abbiamo Gesù chiuso nelle
parrocchie con noi, e noi non usciamo
fuori e non lasciamo uscire fuori Lui!
Aprire le porte perché Lui vada, almeno
Lui! Si tratta di una Chiesa “in uscita”:
sempre Chiesa in uscita. Questo stile di
evangelizzazione, animato da forte pas-
sione per la vita della gente, è particolarmente adatto all’Azione Cattolica,
formata dal laicato diocesano che vive in
stretta corresponsabilità con i Pastori. In
ciò vi è di aiuto la popolarità della vostra
Associazione, che agli impegni intraecclesiali sa unire quello di contribuire
alla trasformazione della società per
orientarla al bene. Ho pensato di
consegnarvi tre verbi che possono costituire per tutti voi una traccia di cammino. Il primo è: rimanere. Ma non rimanere chiusi, no. Rimanere in che senso?
Rimanere con Gesù, rimanere a godere
della sua compagnia. Per essere annunciatori e testimoni di Cristo occorre
rimanere anzitutto vicini a Lui. È
dall’incontro con Colui che è la nostra
vita e la nostra gioia, che la nostra
testimonianza acquista ogni giorno nuovo
significato e nuova forza. Rimanere in Gesù, rimanere con Gesù. Secondo
verbo: andare. Mai un’Azione Cattolica
ferma, per favore! Non fermarsi: andare!
Andare per le strade delle vostre città e
dei vostri Paesi, e annunciare che Dio è
Padre e che Gesù Cristo ve lo ha fatto
conoscere, e per questo la vostra vita è
cambiata: si può vivere da fratelli,
portando dentro una speranza che non
delude. Ci sia in voi il desiderio di far
correre la Parola di Dio fino ai confini,
rinnovando così il vostro impegno a
incontrare l’uomo dovunque si trovi, lì
dove soffre, lì dove spera, lì dove ama e
crede, lì dove sono i suoi sogni più
profondi, le domande più vere, i desideri
del suo cuore. Lì vi aspetta Gesù. Questo
significa: andare fuori. Questo significa:
uscire, andare uscendo. E infine, gioire.
Gioire ed esultare sempre nel Signore!
Essere persone che cantano la vita, che
cantano la fede. Questo è importante:
non solo recitare il Credo, recitare la
fede, conoscere la fede ma cantare la
fede! Ecco. Dire la fede, vivere la fede
con gioia, e questo si chiama “cantare la
fede”. E questo non lo dico io! Questo lo
ha detto 1600 anni fa sant’Agostino:
“cantare la fede”! Persone capaci di
riconoscere i propri talenti e i propri
limiti, che sanno vedere nelle proprie
giornate, anche in quelle più buie, i segni
della presenza del Signore. Gioire perché
il Signore vi ha chiamato ad essere
corresponsabili della missione della sua
Chiesa. Gioire perché in questo cammino
non siete soli: c’è il Signore che vi
accompagna, ci sono i vostri Vescovi e
sacerdoti che vi sostengono, ci sono le
vostre comunità parrocchiali, le vostre
comunità diocesane con cui condividere
il cammino. Non siete soli! Con questi tre
atteggiamenti, rimanere in Gesù, andare
ai confini e vivere la gioia dell’appartenenza cristiana, potrete portare
avanti la vostra vocazione, ed evitare la
tentazione della “quiete”, che non ha
niente a che fare con il rimanere in Gesù;
evitare la tentazione della chiusura e
quella dell’intimismo, tanto edulcorata,
disgustosa per quanto è dolce, quella
dell’intimismo… E se voi andate, non
cadrete in questa tentazione. E anche
evitare la tentazione della serietà
formale. Con questo rimanere in Gesù,
andare ai confini, vivere la gioia evitando
queste tentazioni, eviterete di portare
avanti una vita più simile a statue da
museo che a persone chiamate da Gesù a
vivere e diffondere la gioia del Vangelo.
Se voi volete ascoltare il consiglio del
vostro Assistente generale – è tanto mite,
perché porta un nome mite, lui, è
Mansueto! – se voi volete prendere il suo
consiglio, siate asinelli, ma mai statue di
museo, per favore, mai! Chiediamo al
Signore, per ognuno di noi, occhi che
sanno vedere oltre l’apparenza; orecchie
che sanno ascoltare grida, sussurri e
anche silenzi; mani che sanno sostenere,
abbracciare, curare. Chiediamo soprattutto un cuore grande e misericordioso,
che desidera il bene e la salvezza di tutti.
Vi accompagni nel cammino Maria
Immacolata, e anche la mia Benedizione.
E vi ringrazio perché so che pregate per
me! Adesso vi invito a pregare la Madonna, che è nostra Madre, che ci accompagnerà in questo cammino. La Madonna
sempre andava dietro a Gesù, fino alla
fine, lo accompagnava. Preghiamola che
ci accompagni sempre nel nostro cammino, questo cammino della gioia, questo
cammino dell’uscire, questo cammino
del rimanere con Gesù. Ave o Maria, …
UN FUOCO DI SPERANZA
REGINA COELI, 4 maggio 2014
Cari fratelli e sorelle buongiorno! il
Vangelo di questa domenica, che è la
terza domenica di Pasqua, è quello dei
discepoli di Emmaus (cfr Lc 24,13-35).
Questi erano due discepoli di Gesù, i
quali, dopo la sua morte e passato il
sabato,
lasciano
Gerusalemme
e
ritornano, tristi e abbattuti, verso il loro
villaggio, chiamato appunto Emmaus.
Lungo la strada Gesù risorto si affiancò
ad essi, ma loro non lo riconobbero.
Vedendoli così tristi, Egli dapprima li
aiutò a capire che la passione e la morte
del Messia erano previste nel disegno di
Dio e preannunciate nelle Sacre Scritture; e così riaccese un fuoco di speranza
nei loro cuori. A quel punto, i due
discepoli avvertirono una straordinaria
attrazione verso quell’uomo misterioso,
e lo invitarono a restare con loro quella
sera. Gesù accettò ed entrò con loro in
casa. E quando, stando a mensa,
benedisse il pane e lo spezzò, essi lo
riconobbero, ma Lui sparì dalla loro
vista, lasciandoli pieni di stupore. Dopo
essere stati illuminati dalla Parola,
avevano riconosciuto Gesù risorto nello
spezzare il pane, nuovo segno della sua
presenza. E subito sentirono il bisogno di
ritornare a Gerusalemme, per riferire
agli altri discepoli questa loro esperienza, che avevano incontrato Gesù vivo e lo
avevano riconosciuto in quel gesto della
frazione del pane.La strada di Emmaus
diventa così simbolo del nostro cammino
di fede: le Scritture e l’Eucaristia sono gli
elementi indispensabili per l’incontro
con il Signore. Anche noi arriviamo
spesso alla Messa domenicale con le
nostre preoccupazioni, le nostre difficoltà e delusioni… La vita a volte ci ferisce
e noi ce ne andiamo tristi, verso la nostra
“Emmaus”, voltando le spalle al disegno
di Dio. Ci allontaniamo da Dio. Ma ci
accoglie la Liturgia della Parola: Gesù ci
spiega le Scritture e riaccende nei nostri
cuori il calore della fede e della speranza, e nella Comunione ci dà forza. Parola
di Dio, Eucaristia. Leggere ogni giorno un
brano del Vangelo. Ricordatelo bene:
leggere ogni giorno un brano del Vangelo,
e le domeniche andare a fare la Comunione, a ricevere Gesù. Così è accaduto
con i discepoli di Emmaus: hanno accolto
la Parola; hanno condiviso la frazione del
pane e da tristi e sconfitti che si sentivano, sono diventati gioiosi. Sempre, cari
fratelli e sorelle, la Parola di Dio e
l’Eucaristia ci riempiono di gioia. Ricordatelo bene! Quando tu sei triste, prendi
la Parola di Dio. Quando tu sei giù, prendi
la Parola di Dio e va’ alla Messa della domenica a fare la Comunione, a partecipare del mistero di Gesù. Parola di Dio,
Eucaristia: ci riempiono di gioia. Per
intercessione di Maria Santissima, preghiamo affinché ogni cristiano, rivivendo
l’esperienza dei discepoli di Emmaus,
specialmente nella Messa domenicale, riscopra la grazia dell’incontro trasformante con il Signore, con il Signore
risorto, che è con noi sempre. C’è sempre una Parola di Dio che ci dà l’orientamento dopo i nostri sbandamenti; e attraverso le nostre stanchezze e delusioni
c’è sempre un Pane spezzato che ci fa
andare avanti nel cammino.
IL DONO DEL CONSIGLIO
UDIENZA, Mercoledì 7 maggio 2014
Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Abbiamo sentito nella lettura di quel brano
del libro dei Salmi che dice: «Il Signore
mi ha dato consiglio, anche di notte il
mio cuore mi istruisce» (Sal 16, 7). E
questo è un altro dono dello Spirito
Santo: il dono del consiglio. Sappiamo
quanto è importante, nei momenti più
delicati, poter contare sui suggerimenti
di persone sagge e che ci vogliono bene.
Ora, attraverso il dono del consiglio, è
Dio stesso, con il suo Spirito, a illuminare
il nostro cuore, così da farci
comprendere il modo giusto di parlare e
di comportarsi e la via da seguire. Ma
come agisce questo dono in noi?
1. Nel momento in cui lo accogliamo e lo
ospitiamo nel nostro cuore, lo Spirito
Santo comincia subito a renderci sensibili
alla sua voce e a orientare i nostri
pensieri, i nostri sentimenti e le nostre
intenzioni secondo il cuore di Dio. Nello
stesso tempo, ci porta sempre più a
rivolgere lo sguardo interiore su Gesù,
come modello del nostro modo di agire e
di relazionarci con Dio Padre e con i
fratelli. Il consiglio, allora, è il dono con
cui lo Spirito Santo rende capace la
nostra coscienza di fare una scelta
concreta in comunione con Dio, secondo
la logica di Gesù e del suo Vangelo. In
questo modo, lo Spirito ci fa crescere
interiormente, ci fa crescere positivamente, ci fa crescere nella comunità e
ci aiuta a non cadere in balia dell’egoismo e del proprio modo di vedere le
cose. Così lo Spirito ci aiuta a crescere e
anche a vivere in comunità. La condizione essenziale per conservare questo
dono è la preghiera. Sempre torniamo
sullo stesso tema: la preghiera! Ma è
tanto importante la preghiera. Pregare
con le preghiere che tutti noi sappiamo
da bambini, ma anche pregare con le
nostre parole. Pregare il Signore:
“Signore, aiutami, consigliami, cosa devo
fare adesso?”. E con la preghiera
facciamo spazio, affinché lo Spirito
venga e ci aiuti in quel momento, ci
consigli su quello che tutti noi dobbiamo
fare. La preghiera! Mai dimenticare la
preghiera. Mai! Nessuno, nessuno, se ne
accorge quando noi preghiamo nel bus,
nella strada: preghiamo in silenzio col
cuore. Approfittiamo di questi momenti
per pregare, pregare perché lo Spirito ci
dia il dono del consiglio.
2. Nell’intimità con Dio e nell’ascolto
della sua Parola, pian piano mettiamo da
parte la nostra logica personale, dettata
il più delle volte dalle nostre chiusure,
dai nostri pregiudizi e dalle nostre
ambizioni, e impariamo invece a
chiedere al Signore: qual è il tuo
desiderio?, qual è la tua volontà?, che
cosa piace a te? In questo modo matura
in noi una sintonia profonda, quasi
connaturale nello Spirito e si sperimenta
quanto siano vere le parole di Gesù
riportate nel Vangelo di Matteo: «Non
preoccupatevi di come o di che cosa
direte, perché vi sarà dato in quell’ora
ciò che dovrete dire: infatti non siete voi
a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro
che parla in voi» (Mt10,19-20). È lo Spirito che ci consiglia, ma noi dobbiamo
dare spazio allo Spirito, perché ci possa
consigliare. E dare spazio è pregare, pregare perché Lui venga e ci aiuti sempre.
3. Come tutti gli altri doni dello Spirito,
poi, anche il consiglio costituisce un
tesoro per tutta la comunità cristiana. Il
Signore non ci parla soltanto nell’intimità del cuore, ci parla sì, ma non
soltanto lì, ma ci parla anche attraverso
la voce e la testimonianza dei fratelli. È
davvero un dono grande poter incontrare
degli uomini e delle donne di fede che,
soprattutto nei passaggi più complicati e
importanti della nostra vita, ci aiutano a
fare luce nel nostro cuore a riconoscere
la volontà del Signore! Io ricordo una
volta nel santuario di Luján ero nel
confessionale, davanti al quale c’era una
coda lunga. C’era anche un ragazzotto
tutto moderno, con gli orecchini, i
tatuaggi, tutte queste cose… Ed è venuto
per dirmi cosa gli succedeva. Era un
problema grosso, difficile. E mi ha detto:
io ho raccontato tutto questo alla mia
mamma e mia mamma mi ha detto: vai
dalla Madonna e lei ti dirà cosa devi fare.
Ecco una donna che aveva il dono del
consiglio. Non sapeva come uscire dal
problema del figlio, ma ha indicato la
strada giusta: vai dalla Madonna e lei ti
dirà. Questo è il dono del consiglio.
Quella donna umile, semplice, ha dato al
figlio il consiglio più vero. Infatti questo
ragazzo mi ha detto: ho guardato la
Madonna e ho sentito che devo fare questo, questo e questo... Io non ho dovuto
parlare, avevano già detto tutto la sua
mamma e il ragazzo stesso. Questo è il
dono del consiglio. Voi mamme che avete
questo dono, chiedetelo per i vostri figli,
Il dono di consigliare i figli è un dono di
Dio. Cari amici, il Salmo 16, che abbiamo
sentito, ci invita a pregare con queste
parole: «Benedico il Signore che mi ha
dato consiglio; anche di notte il mio
animo mi istruisce. Io pongo sempre
davanti a me il Signore, sta alla mia
destra, non potrò vacillare» (vv. 7-8).
Che lo Spirito possa sempre infondere nel
nostro cuore questa certezza e
ricolmarci così della sua consolazione e
della sua pace! Chiedete sempre il dono
del consiglio.
SFIDARE LA CULTURA
DELL’ESCLUSIONE,
DELLO SCARTO E DELLA MORTE
AI MEMBRI DEL CONSIGLIO DEI CAPI
ESECUTIVI PER IL COORDINAMENTO
DELLE NAZIONI UNITE
Sala del Concistoro Venerdì 9 maggio 2014
Ho il piacere di darvi il benvenuto, Signor
Segretario generale e alti dirigenti degli
Organismi, dei Fondi e dei Programmi
dell’ONU e delle Organizzazioni specializzate, riuniti a Roma per l’incontro
semestrale di coordinamento strategico
del “Consiglio dei Capi Esecutivi del
sistema delle Nazioni Unite”. E’
significativo che questo incontro si
realizzi pochi giorni dopo la solenne
canonizzazione dei miei predecessori, i
Papi San Giovanni XXIII e San Giovanni
Paolo II. Essi ci ispirano con la loro
passione verso lo sviluppo integrale della
persona umana e verso la comprensione
tra i popoli, evidenziata anche attraverso
le molte visite di Giovanni Paolo II alle
Organizzazioni di Roma e i suoi viaggi a
New York, Ginevra, Vienna, Nairobi e
L’Aia. Grazie, Signor Segretario generale, per le sue cordiali parole di presentazione. Grazie a tutti
voi, che siete i principali
responsabili del sistema
internazionale, per i
grandi sforzi realizzati a
favore
della
pace
mondiale e del rispetto
della dignità umana,
della protezione della
persona,
specialmente
dei più poveri o più deboli, e dello
sviluppo economico e sociale armonioso.
I risultati degli Obiettivi di Sviluppo del
Millennio, specialmente nel campo
dell’educazione e della diminuzione della povertà estrema, rappresentano anche
una conferma della validità del lavoro di
coordinamento di questo Consiglio di
Capi Esecutivi. Non si deve, tuttavia,
perdere di vista - al tempo stesso - che i
popoli meritano e sperano frutti ancor
migliori. E’ proprio della funzione direttiva non conformarsi mai ai risultati
acquisiti, ma impegnarsi ogni volta di
più, poiché ciò che è stato conseguito si
assicura soltanto cercando di ottenere
ciò che ancora manca. Nel caso dell’organizzazione politica ed economica
mondiale, quello che manca è molto,
visto che una parte importante dell’umanità continua ad essere esclusa dai
benefici del progresso e, di fatto, relegata a esseri umani di seconda categoria.
I futuri Obiettivi dello sviluppo sostenibile dovrebbero, quindi, essere
formulati con generosità e coraggio,
affinché arrivino effettivamente a incidere sulle cause strutturali della povertà
e della fame, a conseguire ulteriori risultati sostanziali a favore della preservazione dell’ambiente, a garantire un
lavoro decente per tutti e a dare una
protezione adeguata alla famiglia,
elemento essenziale di qualsiasi sviluppo
economico e sociale sostenibile. Si
tratta, in particolare, di sfidare tutte le
forme di ingiustizia, opponendosi alla
“economia dell’esclusione”, alla “cultura dello scarto” e alla “cultura della
morte”, che, purtroppo, potrebbero arrivare a diventare una mentalità accettata
passivamente. Per questa ragione, a voi,
che rappresentate le più alte istanze
della cooperazione mondiale, vorrei
ricordare un episodio di circa 2000 anni
fa, raccontato nel Vangelo di San
Luca:[1] l’incontro di Gesù Cristo con il
ricco pubblicano Zaccheo, che prese una
decisione radicale di condivisione e di
giustizia quando la sua coscienza è stata
risvegliata dallo sguardo di Gesù. Questo
è lo spirito che dovrebbe essere all’origine e al termine di ogni azione politica
ed economica. Lo sguardo, spesso senza
voce, di quella parte di umanità scartata, lasciata alle spalle, deve smuovere la
coscienza degli operatori politici ed
economici e portare a scelte generose e
coraggiose,
che
abbiano
risultati
immediati, come quella decisione di
Zaccheo. Questo spirito di solidarietà e
di condivisione guida tutti i nostri
pensieri e tutte le nostre azioni? Mi
domando. Oggi, in
particolare, la coscienza della dignità di ogni fratello, la cui vita è
sacra e inviolabile
dal suo concepimento alla fine
naturale,
deve
portarci a condividere, con totale gratuità, i beni che la
provvidenza ha posto nelle nostre mani,
siano essi ricchezze materiali che opere
di intelligenza e di spirito, e a restituire
con generosità e abbondanza ciò che
ingiustamente possiamo aver negato agli
altri. L’episodio di Gesù Cristo e Zaccheo
ci insegna che la promozione di un’apertura generosa, efficace e concreta alle
necessità degli altri deve essere sempre
al di sopra dei sistemi e delle teorie
economiche e sociali. Gesù non chiede a
Zaccheo di cambiare il proprio lavoro, né
di denunciare la propria attività commerciale; lo induce solo a porre tutto,
liberamente ma immediatamente e senza discussione, al servizio degli uomini.
Tutto ciò mi permette di affermare,
seguendo i miei predecessori,[2] che il
progresso economico e sociale equo si
può ottenere solo congiungendo le capacità scientifiche e tecniche a un impegno
di solidarietà costante, accompagnato da
una gratuità generosa e disinteressata a
tutti i livelli. A questo sviluppo equo
contribuiranno, pertanto, sia l’azione
internazionale, impegnata a conseguire
uno sviluppo umano integrale a favore di
tutti gli abitanti del pianeta, sia la legittima redistribuzione dei benefici economici da parte dello Stato, sia l’indispensabile collaborazione dell’attività
economica privata e della società civile.
Così, mentre vi incoraggio a proseguire in
questo lavoro di coordinamento delle
attività degli Organismi internazionali,
che è un servizio a tutti gli uomini, vi
invito a promuovere insieme una vera
mobilitazione etica mondiale che, al di là
di ogni differenza di credo o di opinione
politica, diffonda e applichi un ideale
comune di fraternità e di solidarietà,
specialmente verso i più poveri e gli
esclusi. Invocando la guida divina sul lavoro del vostro Consiglio, chiedo anche
una benedizione speciale di Dio …
[1] Luca, 19, 1-10.
[2] Cf. Benedetto XVI, Caritas in veritate, 6, 24-40,
etc.; San Giovanni Paolo II, Sollicitudo rei socialis,
42-43 e Centesimus annus, 43.
Tutti i testi di papa Francesco sono disponibili sul sito
www.vatican.va e news.va, anche sul quotidiano
cattolico Avvenire.
IN PARROCCHIA
CARITÀ, CULTURA
E SOLIDARIETÀ
Ma la vita di chi segue Gesù affronta con
un cuore grande anche le cose più materiali e concrete, quotidiane e dietro le
quinte, senza perdere la gioia di mostrare creativamente nuove forme di vita
e di convivenza. Come, ad esempio …
LA TUA SPESA E IL BANCO ALIMENTARE
Il sabato mattina una distribuzione di generi alimentari a bisognosi è resa possibile dalla collaborazione col Banco Alimentare (SE VUOI DARE UNA MANO …:
SABATO 14 GIUGNO UNA COLLETTA ALIMENTARE STRAORDINARIA DAVANTI AI
SUPERMERCATI D’ITALIA) e dalla carità
quotidiana di molti.
Anche tu puoi continuare ad aiutare chi
è nel bisogno, facendo un po’ di spesa in
più e deponendo generi alimentari non
deperibili nella CESTA AI PIEDI DELLA
CROCE, in chiesa. Ma anzitutto c’è bisogno dei tuoi occhi e del tuo cuore per vedere chi è nel bisogno e iniziare ad aiutarlo! Segnala persone o famiglie in difficoltà, condividi notizie e iniziative
d’aiuto, collabora con chi già si muove in
questo ambito.
In questa prospettiva, ad esempio, l’associazione eVenti propone un’iniziativa
concreta di solidarietà: un volantino a
parte ti invita a offrire UN CAFFÈ AL
GIORNO PER IL SALVADANAIO DELLE
FAMIGLIE (rif. Paola Pietrobon 33958
92472). Chi dona ai poveri, dona a Cristo
ASSOCIAZIONE EVENTI
Per l’animazione culturale e sociale, per
promuovere la festa
patronale di S. Marco
è attiva l’associazione
culturale eVenti: partecipa, proponi,
collabora e sostieni! Tonino Fantozzi
3271258485 o *5887; Fabrizio Bertoni
3371081140. Codice fiscale (usalo per
destinare il tuo 5xmille!) 97137510588.
IBAN per erogazioni liberali deducibili:
IT28Z 08327 03256 0000 0000 222 della
BCC di Roma, ag. 154 Casal Selce.
8 x mille & 5 x mille
Tempo di dichiarazione dei redditi … È possibile sostenere la vita della CHIESA CATTOLICA in Italia con la semplice firma per destinare l’8x1000 delle proprie tasse e, sempre
senza aggravio, destinare il 5x1000 alla nostra Associazione EVENTI onlus, scrivendo
il codice fiscale 97137510588.
Ogni anno, per scegliere, devi semplicemente firmare dentro la casella "Chiesa cattolica" su uno dei
modelli: 730, CUD, UNICO. Ma anche coloro che
non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione possono partecipare alla firma per la destinazione dell'8xmille, attraverso il modello CUD.
Info: www.8xmille.it www.chiediloaloro.it
A MAGGIO
PARLIAMO DI MATRIMONIO
Perché sposarsi? Il Matrimonio non è una
formalità né solo una bella festa né una
convenzione sociale in disuso. Il bello e il
senso e la prospettiva della famiglia cristiana. Nei Martedì di maggio alle ore
21 alcuni incontri per i fidanzati che si
preparano al matrimonio; per le famiglie
in difficoltà o irregolari; semplicemente
per chi vuole ritrovare la profondità cristiana delle proprie scelte di vita.
ASSEMBLEA
PARROCCHIALE
PER L’ESTATE
Mercoledì alle 21, chiunque abbia idee e
volontà per esprimere la carità e l’impegno di educare si ritrova perché l’estate
che arriva sia un tempo prezioso, un’opportunità che Dio ci dona perché la nostra vita cresca e fiorisca.
BATTESIMO DEI BAMBINI
La celebrazione del Battesimo dei bambini avviene normalmente di domenica,
secondo il calendario qui indicato, su richiesta dei genitori. Viene preceduta da
incontri di preparazione per i genitori e i
padrini, da concordare. Se i padrini provengono da altra parrocchia, devono munirsi del Certificato di idoneità, rilasciato
dal parroco di residenza.








Domenica 18 maggio ore 17
PENTECOSTE, 8 giugno ore 17
SS. TRINITÀ, 15 giugno ore 11
Domenica 6 luglio ore 11
Domenica 13 luglio ore 17
Domenica 10 agosto ore 17
Domenica 7 settembre ore 17
Domenica 21 settembre ore 11
IV DOMENICA DI PASQUA
Giornata di preghiera per le vocazioni
DOMENICA 11
“Le vocazioni testimonianza della verità”
MAGGIO
S. MESSA
8 sdm S. MESSA
9 sfr S. MESSA
At 2,14a.36-41; Sal 7 - 11 – 19
22; 1Pt 2,20b-25;
11 PRIMA COMUNIONE di Abbenante Alessia, Baiocco Elena, Cappucci
Gv 10,1-10
Anita, Fiorucci Cristina, Oliaro Sara, Pellizzaro Riccardo, Scudery Diana
10 COMUNIONE 1 dG, Chiara, Elisa, Ambra
10 COMUNIONE 2 (4 Elementare) Carmen 3384234836 Daniela 3337962055
LUNEDI’ 12 MAGGIO
Ss. Nereo e Achilleo,
S. Pancrazio At 11,1-18;
Sal 41 e 42; Gv 10,11-18
6.45 sfr S. MESSA
16.30 S. Rosario
17 S. MESSA
17.30 CRESIMA 2 (I media) Gerardina *1679, Rossana *8242
17.30 CRESIMA 1 (5 elementare) Elisa *6051, Eleonora 3493490758
MARTEDI’ 13 MAGGIO
B.V. Maria di Fatima
At 11,19-26; Sal 86;
Gv 10,22-30
6.45 sfr S. MESSA
16.30 S. Rosario
17 S. MESSA
17.30 COMUNIONE 1 (3 elementare) dG
17.30 CRESIMA 2 (I e II media) Diana *8116, Maria *5578
21
INIZIAZIONE CRISTIANA DEGLI ADULTI: PARLIAMO DI MATRIMONIO
MERCOLEDI’ 14 MAGGIO
FESTA DI S. MATTIA AP.
At 1,15-17.20-26; Sal 112;
Gv 15,9-17
6.45 sfr S. MESSA
9 S. MESSA
16.30 S. Rosario
17 S. MESSA
16.30 CRESIMA 2 (II media) Giovanna *5627
17.30 CRESIMA 1 (5 el.) Giovanna 3393261905, Rita CB 3926825104
GIOVEDI’ 15 MAGGIO
S. Isidoro agricoltore
At 13,13-25; Sal 88; Gv
13,16-20
6.45 sfr S. MESSA
15.30 SAN MARCO D’ARGENTO INCONTRO PER ANZIANI
16.30 S. Rosario
Luigia 3334816235, Costanza 3336592306, Antonietta 3383419963
17 S. MESSA, ADORA- 17.30 ADORAZIONE EUCARISTICA fino alle 22
ZIONE EUCARISTICA 21 INCONTRO DEL VANGELO
VENERDI’ 16 MAGGIO
At 13,26-33; Sal 2;
Gv 14,1-6
6.45 sfr S. MESSA
16.30 S. Rosario
17 S. MESSA
SABATO 17
MAGGIO
At 13,44-52; Sal
97; Gv 14,7-14
21 ASSEMBLEA PARROCCHIALE: incontro per l’estate
16.30 RAGAZZI GAM Raffaella 34711308469, Moira 3281266951
17.30 COMUNIONE 2 (4 Elementare) Rita CP 3382928540
21.30 PROVE DI CORO
9 pulizie della chiesa
9 - 11 distribuzione Caritas/Banco Alimentare
7.30 sfr S. MESSA 15 prime comunioni: preparazione e confessioni
15 sabatOratorio: calcio e …
19 S. MESSA
18 TERZA MEDIA E SUPERIORI Alessia 3332888850
DOMENICA 18
MAGGIO
At 6,1-7; Sal 32;
1Pt 2,4-9; Gv
14,1-12
V DOMENICA DI PASQUA
7 - 11 – 19
S. MESSA
8 sdm S. MESSA
9 sfr S. MESSA
17 BATTESIMO
11 PRIMA COMUNIONE di Bertoni Elena, Corazza Francesco Maria, Cortorillo Eleonora,
Crocamo Valentina, Cuzzilla Ludovica, Del Pizzo Daniele, Pileri Rebecca, Stoppacciaro Lorenzo
10 COMUNIONE 1 dG, Chiara, Elisa, Ambra
10 COMUNIONE 2 (4 Elementare) Carmen 3384234836 Daniela 3337962055
Pro manuscripto, anche sul sito: www.ssmarcoepiox.it email [email protected]
NB * = 066190...
PARROCCHIA DEI SANTI MARCO EVANGELISTA E PIO X
Via Casal Selce 271 – 277, 00166 ROMA Pantan Monastero tel. 0661908080 - fax 0661907089
c.f. 80351550589 - c.c. postale IBAN IT31 N076 0103 2000 000 82683004 - c.c. bancario: Banca Credito Cooperativo di Roma
ag.154 Casal Selce IBAN IT18 O083 2703 2560 0000 0000 192 - parroco: don Gianni Sangiorgio 3334690381, [email protected] Sacerdoti collaboratori: mons. Remigio Bellizio, 3388903545 [email protected]; p. Giovanni Chiu, ofmconv, 0669895410,
[email protected] - Diaconi: Ivoneo Pietrobon 3338091510, Vincenzo Di Stefano 3358420764, Michele Sardella 3393772522 Comunità religiose: sdm = Suore dei poveri di don Morinello via Salvatore Cognetti de Martiis 33, 0661909079, Scuola
dell’infanzia “Sorriso degli angeli” - sfr = Suore Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento, via Pantan Monastero
35, 0661560611, Scuola dell’infanzia “S. Chiara” e Scuola Primaria “Oasi madre Serafina” - bps = Suore di carità di Nostra
Signora del Buono e Perpetuo Soccorso via Quarto S. Lucia 60/Casal Selce 389, 0661908082
La nostra parrocchia fa parte della VICARIA DI SELVA CANDIDA nella DIOCESI SUBURBICARIA DI PORTO - SANTA
RUFINA: il Cardinale titolare è Sua Eminenza ROGER ETCHEGARAY; il Vescovo è Sua Eccellenza GINO REALI.
La Curia Diocesana è in via del Cenacolo 53, 00123 Roma – La Storta tel. 0630893848 - fax 0630893658.
www.diocesiportosantarufina.it email: [email protected]
Scarica

the PDF file - Santi Marco Evangelista e Pio X