Notiziaro della Fondazione per la Lotta contro l’Infarto “Prof. Ernesto Sgarbi” ONLUS - Pesaro - Anno XI, numero 26 (Dicembre 2014). Poste Italiane SPA - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art.1, comma 2 e 3 DR commerciale Business Pesaro n. 23/2006 Realizzato grazie al contributo della NUOVO IMPEGNO DELLA FONDAZIONE LA FIBRILLAZIONE ATRIALE SILENTE PER EVITARE ICTUS EMBOLICO E SCOMPENSO CARDIACO Non sempre la fibrillazione atriale, nota come la forma più diffusa di aritmia cardiaca, è avvertita dal paziente; tale alterazione del ritmo cardiaco però, anche se ”silente”(non avvertita cioè dal paziente) costituisce un elevato rischio di tromboembolia in quanto il rallentamento del sangue in atrio favorisce la formazione di coaguli (trombi) che dal cuore possono essere portati, attraverso le arterie, a tutti gli organi del corpo con conseguenze molto gravi quando questi coaguli raggiungono soprattutto il cervello (determinando micro infarti cerebrali silenti o ictus da subito severo) oppure il cuore (con infarto miocardico e progressivo deterioramento del muscolo cardiaco che può portare fino allo scompenso),i reni (con insufficienza renale), gli arti o le arterie intestinali (infarti intestinali). Tali eventi possono essere immediatamente gravi quando il trombo occlude un vaso importante, oppure possono non essere subito avvertiti dal paziente quando si ha l’occlusione di una piccola arteria terminale (meta-arteriola o capillare )con un danno clinico inizialmente ridotto ma destinato a diventare significativo per la vita del paziente quando tali fenomeni microembolici si ripetono, riducendo di conseguenza il flusso di sangue ad un determinato organo del nostro corpo. E’ noto dalla letteratura scientifica che l’ictus cerebrale costituisce la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari degenerative e le neoplasie, rappresentando la principale causa di invalidità (si verificano in Italia 200.000 nuovi casi/anno di ictus con 50.000 grandi invalidi); è documentato inoltre che la frequenza dell’ictus cardioembolico, correlato con la fibrillazione atriale nel 90% dei casi, è circa del 5-6%/anno della popolazione e tende ad aumentare con l’età (fino al 36% negli ultra ottantenni). La Fondazione per la Lotta contro l’Infarto pertanto, nella previsione, dettata anche dalla ricerca scientifica, di un incremento esponenziale di persone affette da fibrillazione atriale (previsto un numero triplicato di persone con fibrillazione atriale nel 2050), aritmia senz’altro favorita da una serie di condizioni che vengono in parte definite “fattori di rischio cardiovascolare” (quali ipertensione arteriosa/età superiore ai 65 anni/sovrappeso corporeo e obesità/diabete mellito/iperdislipeidemia/abuso di alcool/ disfunzione atriale e ventricolare /ipertiroidismo/ patologie polmonari), ha ritenuto necessario inserire nella valutazione del “rischio cardiovascolare”anche lo screening per la rilevazione della “fibrillazione atriale silente” (la fibrillazione cioè non nota al paziente). E’ noto che la fibrillazione atriale manifesta e sintomatica viene abitualmente documentata e trattata efficacemente ed in tempi rapidi in ambiente ospedaliero. La realizzazione pratica di tale screening, che avviene in occasione dell’abituale definizione del profilo di rischio cardiovascolare praticato presso gli Ambulatori della Fondazione, si svolge con la registrazione del ritmo cardiaco mediante un registratore 2 (elettrocardiografo) semplicemente appoggiato sul torace (vedi figura), con successivo invio della registrazione “via e-mail”al Centro Operativo Cardiotel Srl, che provvederà a sua volta a trasmettere il tracciato elettrocardiografico al computer della Fondazione dove il Medico effettuerà la lettura e l’interpretazione del tracciato. Questa sequenza di operazioni, che avverrà in un tempo di 4-5 minuti, permetterà di documentare la presenza di un regolare ritmo cardiaco oppure la presenza di fibrillazione atriale: quest’ultima, comunicata al Medico curante con il tracciato elettrocardiografico, sarà meritevole di un pronto programma terapeutico al fine di far evitare alla persona il rischio di tromboembolia al cervello/cuore/reni o altro distretto arterioso. Ernesto Sgarbi con il supporto tecnico dell’Ing. Andraghetti Alberto FONDAZIONE PER LA LOTTA CONTRO L’INFARTO ONLUS PESARO Aspirina farmaco….sempre giovane? Erodoto nelle Storie racconta di una popolazione più resistente di altre alle comuni malattie e riferisce che usava mangiare le foglie di salice. Ippocrate, considerato il padre della medicina, descrisse nel V secolo a.C. una polvere amara estratta dalla corteccia del salice che era utile per alleviare il dolore ed abbassare la febbre. Un rimedio simile è citato anche dai Sumeri, dagli antichi Egizi e dagli Assiri. Gli stessi nativi americani lo conoscevano e lo usavano per curare mal di testa, febbre, dolori muscolari, reumatismi e brividi. Il nome "aspirin", ad indicare la propria produzione industriale di acido acetilsalicilico, fu brevettato dalla ditta Bayer il 6 marzo 1899, e tuttora lo troviamo con questo, ma anche con molti altri nomi commerciali, sui banchi delle farmacie. Dunque si tratta di un farmaco antichissimo utilizzato per secoli come antiinfiammatorio, antidolorifico e antifebbrile, proprietà che gli vengono riconosciute tuttora. Ma soltanto nel 1974 il British Medical Journal pubblicò il primo piccolo studio clinico, realizzato nel Galles del Sud che dimostrava le proprietà dell’Aspirina come farmaco nella prevenzione secondaria, vale a dire la sua capacità antitrombotica, successivamente confermata da studi piu’ ampi, di ridurre la mortalità per cause vascolari in circa il 16% dei soggetti che avevano già avuto un attacco cardiaco (infarto del miocardio) e negli stessi la capacità di ridurre del 25% le recidive. Nel 2009 è stata pubblicata l’analisi di 6 studi sull’utilizzo dell’aspirina a bassa dose (da 75 a 150 mg/die) in prevenzione primaria (ovvero prima che si sia verificato qualunque evento cardiovascolare acuto) al fine di verificarne il rapporto rischio/beneficio. Fig 1 6 Sindromi coronariche acute 5 Numero di soggetti in cui un evento vascolare maggiore è prevenuto dall’aspirina trattando 100 soggetti per un anno 4 3 Pazienti post-infarto 2 1 0 Angina stabile Soggetti sani 0 5 10 15 20 % Rischio a dieci anni di eventi cardiovascolari maggiori * con placebo * infarto, ictus, morte vascolare Nei soggetti sani (prevenzione primaria) l’effetto preventivo dell’Aspirina è basso (European Heart Journal, 2004, 25, 166-181) L’assunzione di aspirina a bassa dose ha determinato una riduzione del 12% di eventi cardiovascolari gravi soprattutto per la riduzione degli infarti miocardici (risultata del 20%) ma con un maggiore rischio di incorrere in emorragie gastrointestinali o cerebrali. Nel dicembre 2010 è stato pubblicato sulla piu’ antica rivista medica al mondo (The Lancet) un report analitico complessivo su 8 studi per un totale di 25.570 pazienti esaminati, a proposito della possibile riduzione di tumori dell’apparato digerente in relazione all’assunzione di aspirina. Le conclusioni sono state che l’assunzione di aspirina a bassa dose per un minimo di 5 anni o piu’, riduceva il rischio di morte per neoplasie del tratto gastro intestinale fino a valori del 30-40% in un follow up di 20 anni e in soggetti con piu’ di 65 anni di età. Un articolo pubblicato nel giugno 2014 sul Journal of National Cancer Institute conclude che lo stile di vita corretto e l’uso cronico di aspirina possono modulare la metilazione del DNA correlata all’età nelle cellule della mucosa intestinale e in questo modo incidere sull’eventuale sviluppo di mutazioni tumorali (Fig.2). parere medico). Sono ad alto rischio anche coloro che hanno presentato reazioni allergiche con certezza correlate all’aspirina. Le donne che allattano possono trasmettere al bambino per mezzo del latte l’aspirina assunta. Nei giovani sotto i 16 anni è controindicata per il rischio di sviluppare la Sindrome di Reye. Fig 2 Possibile interferenza dell’Aspirina sul DNA nella prevenzione del cancro colon rettale (JNCI giugno 2014) Riduzioni di mortalità sono state segnalate anche per il tumore della prostata, per l’adenocarcinoma del polmone e per il cancro al seno. Vi sono segnalazioni sul fatto che l’aspirina possa anche ridurre il rischio di Alzheimer. Siamo dunque di fronte ad una “panacea”, ad un farmaco per tutte le stagioni e per tutti i mali? Dovremmo tutti assumere aspirina quotidianamente? Non è così e bisogna fare attenzione ai rischi insiti nell’utilizzo cronico del farmaco, così come è necessario sottolineare che vi sono soggetti in cui l’assunzione cronica dell’aspirina è da ritenere indispensabile. Hanno un elevato rischio nell’assumere aspirina coloro che hanno predisposizione alle emorragie: chi ha già avuto fenomeni emorragici gastrointestinali, urinari, cerebrali, chi soffre di ulcera peptica in fase attiva, chi ha malattie del sangue che riducano la coagulazione, coloro che assumono altri anticoagulanti (a meno che l’associazione sia effettuata sotto Fig 3 L’Aspirina è controindicata nei bambini per il rischio di sviluppare la Sindrome di Reye. D’altra parte l’assunzione cronica di aspirina a basso dosaggio è indispensabile in tutti coloro che hanno avuto un infarto miocardico o cerebrale su base ischemica, in tutti i portatori di “stent” coronarici o dopo by pass aorto coronarico, in quelli che hanno una malattia ostruttiva arteriosa a livello carotideo o periferico, ovvero in tutti i casi di prevenzione cardiovascolare “secondaria”. Molto piu’ oggetto di discussione è l’utilizzo dell’aspirina in prevenzione “primaria”, dove puo’ essere indicata nei soggetti a rischio cardiovascolare elevato e in quelli a rischio intermedio solo al di sopra di 45 anni di età se maschi o 55 anni se femmine, sempre facendo una adeguata valutazione del rischio emorragico cui viene esposto il soggetto. Esistono dubbi sulla efficacia in prevenzione primaria nei diabetici e recentemente uno studio di prevenzione primaria con aspirina effettuato sulla popolazione giapponese ha dato esito negativo. La Food and Drug Administration americana (ente di sorveglianza su farmaci e alimenti) ha tuttora negato all’aspirina l’indicazione d’uso in prevenzione primaria in relazione al suo potenziale rischio di emorragia (rapporto rischio/beneficio). Dunque dovrebbe essere posta molta attenzione alla prescrizione dell’aspirina in chi non ha avuto nessuna malattia cardiovascolare. Una indicazione ufficiale all’utilizzo dell’aspirina nella prevenzione dei tumori non è ancora emersa e studi e valutazioni sono tuttora in corso. Resta, al di là di ogni farmaco, il rispetto di uno stile di vita sano: la vera “medicina naturale” è una alimentazione corretta e la pratica di una regolare attività fisica. Entrambi questi rimedi preventivi hanno documentato nel tempo in modo statisticamente inoppugnabile di ridurre la mortalità sia per malattie cardiovascolari che per tumori. Paolo Bocconcelli FONDAZIONE PER LA LOTTA CONTRO L’INFARTO “PROF. E. SGARBI” ONLUS - PESARO DIVENTA SOCIO La quota di adesione annuale può essere così versata: SOCIO ORDINARIO: € 25,00 SOCIO SOSTENITORE: € 100,00 SOCIO BENEFATTORE: € 200,00 o quote superiori • su c/c postale n° 71550479 intestato alla Fondazione per la Lotta contro l’Infarto ONLUS; • in c/c bancario intestato alla Fondazione per la Lotta contro l’Infarto ONLUS, presso la Banca dell’Adriatico Agenzia 2 di Pesaro - Cod. IBAN IT21W0574813312100000003020; • in c/c bancario intestato alla Fondazione per la Lotta contro l’Infarto ONLUS, presso la Banca delle Marche Agenzia 14 di Pesaro - Cod. IBAN IT6700605513303000000002724 FONDAZIONE PER LA LOTTA CONTRO L’INFARTO ONLUS PESARO 3 4 PROGETTO DI PREVENZIONE SECONDARIA POST INFARTO MIOCARDICO FONDAZIONE PER LA LOTTA CONTRO L’INFARTO ONLUS PESARO Dati relativi all’attività dell’anno 2013 Nell’anno 2013 è continuato il Progetto di Prevenzione Secondaria post-infarto, iniziato nel settembre 2009,in collaborazione con la Cardiologia degli Ospedali Riuniti Marche Nord, ovvero l'assistenza ai pazienti dimessi dopo un infarto miocardico acuto. Il progetto, realizzato con il contributo finanziario della Regione Marche, tramite l'Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord, ed attuato attraverso i medici e le strutture della Fondazione, si prefigge l'obiettivo di proseguire l'attività educazionale e di controllo iniziata durante il ricovero ospedaliero e di affiancare l'opera dei medici di medicina generale e dei cardiologi, al fine di ridurre la recidiva di eventi cardiovascolari, quindi diminuire la mortalità a medio e lungo termine, diminuire il numero ed il grado di invalidità da patologia cardiovascolare e secondariamente il numero di ricoveri ripetuti e di costi sociali della malattia. Il progetto si articola attraverso un percorso che inizia dalla dimissione ospedaliera, attraverso contatti prefissati con gli ambulatori della Fondazione (3 controlli in 18 mesi). Nell’ambito di questi contatti vengono effettuati una serie di controlli strumentali e bioumorali (pressione arteriosa, colesterolemia totale, LDL-colesterolo, HDL-colesterolo, trigliceridi e glicemia) e biometrici (peso e body mass index); viene verificata l’aderenza alla terapia ed il raggiungimento degli obiettivi di correzione dei fattori di rischio definiti dalle linee guida per questa tipologia di pazienti e vengono consigliati eventuali interventi correttivi. Nell'ambito di tale progetto di prevenzione secondaria post-infarto miocardico sono stati valutati nell'anno 2013, 290 pazienti, con età media 66,3 anni dei quali il 70,1% maschi ed il 29,9% donne. Rimarchevole il dato che il 98,9% dei pazienti era completamente aderente alla terapia consigliata alla dimissione ospedaliera e verificata nei tre controlli successivi presso la Fondazione (antiaggreganti piastrinici, beta-bloccanti, aceinibitori e/o sartani, statine) conseguenza di una adeguata informazione dei pazienti sull’importanza del proseguimento della terapia farmacologica per evitare le recidive ischemiche. Purtroppo il 21,41% dei pazienti continua a fumare ed addirittura il 67% risulta in sovrappeso (19% con BMI >30 e dunque obeso). Ottimo il dato della colesterolemia media (135 mg/dl) con il 99,3% dei pazienti con colesterolemia totale inferiore a 200 mg/dl e ben l’87,9% con colesterolo LDL inferiore a 100 mg/dl (target consigliato dalle linee guida). Anche la trigliceridemia risulta ben controllata, con una media di 120 mg/dl e con il 78,6% dei pazienti che presenta valori inferiori a 150 mg/dl come consigliato dalle linee guida. Il controllo dei valori glicemici ci ha permesso di individuare pazienti con glicemia superiore a 110 mg/dl (27,2% della popolazione in esame) che sono stati indirizzati al medico di base ed al centro diabetologico per un adeguato trattamento dietetico e/o farmacologico. Deve essere migliorato il controllo della pressione arterisosa sistemica che è risultata nei limiti della norma nel 44,8% popolazione in esame. Il follow-up clinico strumentale ci ha permesso di valutare longitudinalmente la riduzione degli eventi cardiovascolare conseguente ad un adeguato controllo dei fattori di rischio cardiovascolare con il conseguimento dei target stabiliti dalle società scientifiche. Nell’anno 2013 solo il 4,8% dei pazienti in studio ha presentato una recidiva ischemica, percentuale decisamente inferiore rispetto a quanto riportato in letteratura scientifica. Giovanni Bersigotti 5 IL PIACERE …DI UN BUON CAFFE’ Fa bene o fa male bere caffè? E quanto caffè al giorno? Questa bevanda, principalmente nota come stimolante e corroborante, è stata sempre più oggetto, nel tempo, di molteplici studi scientifici per cercare di comprenderne meglio gli effetti sull’organismo. E le opinioni conseguenti si modificano parallelamente alle migliori conoscenza sull’argomento… Innanzitutto, certamente, occorre intendersi su cosa sia caffè: si tratta di una bevanda ottenuta dai semi (torrefatti e macinati) di alcune specie di piccoli alberi tropicali appartenenti al genere Coffea parte dell’ampia famiglia botanica delle Rubiacea. Le varietà più famose ed utilizzate sono l’arabica e la robusta, come spesso ci informano anche gli spot pubblicitari! La composizione del nostro caffè può variare, in ogni caso tra le sostanze presenti, la più nota e studiata è certamente la caffeina, sostanza psicoattiva che interagisce con specifici recettori che regolano la funzionalità del sistema cardiovascolare, endocrino e nervoso. Viene assorbita rapidamente e metabolizzata nel giro di poche ore. Le persone che tollerano poco il caffè potrebbero essere dei “metabolizzatori lenti” di caffeina e quindi risentire di più degli effetti stimolanti in quanto tale sostanza permane in circolo molto a lungo (ciò vale anche le per le donne in gravidanza, alle quali si consiglia, dunque di non eccedere in caffè). Le principali azioni a livello del sistema nervoso sono eccitabilità, miglioramento dei riflessi e della capacità di concentrazione, azione analgesica. Inoltre, poiché la caffeina favorisce il rilascio degli ormoni adrenalina e noradrenalina, questi favoriscono l’aumento del metabolismo corporeo, della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e del numero di atti respiratori. Altre azioni sono rappresentate dall’aumento della sintesi acida a livello gastrico e aumento della diuresi. La caffeina va quindi assunta con moderazione in caso di: esofagite e reflusso gastroesofageo, ulcera gastrica, anemia, ipertensione, aritmie. Ma non di sola caffeina è composto il caffè! anzi, sembra che nella bevanda siano presenti circa un migliaio di sostanze, tra le quali, molto studiate sono i polifenoli, ormai noti anche al grande pubblico per la loro azione anti-ossidante e anti-invecchiamento. Ora che il processo infiammatorio sembra essere alla base della maggior parte delle malattie croniche, da quelle cardiovascolari a quelle tumorali, metaboliche e neurodegenerative, ecco che quando ci concediamo una fragrante tazzina di caffè sappiamo che aiutiamo anche il nostro organismo a far fronte alle insidie infiammatorie che altri alimenti (ad es. i grassi saturi) e agenti ambientali, possono provocarci… Ricordandoci che la moderazione è sempre un’ottima consigliera, possiamo quindi concederci con serenità 2-3 tazzine di un buon caffè al giorno! E, per finire, se vi trovate a Napoli, famosa per la tradizione del caffè, ed entrate in un bar, provate a chiedere se c’è un caffè…”sospeso”, avrete una piacevole sorpresa! In una recente ricerca sul caffè in Italia svolta da AstraRicerche, forse non a caso, il 78% degli intervistati ha definito il caffè “uno dei piaceri della vita”. Interessante, allora, questo commento di Enrico Finzi, sociologo e Presidente di tale Gruppo: "Al di là dei singoli risultati della ricerca, emerge con chiarezza che il caffè (per alcuni decaffeinato) contribuisce al benessere psico-fisico di gran parte degli Italiani. Da un lato aiuta il risveglio e favorisce il 'recupero' in momenti di stanchezza; dall'altro favorisce il relax,unitamente a favorire le relazioni interpersonali, la coesione sociale. Risulta espressione di antiche tradizioni ma oggi è ricco di innovazioni nei suoi modi di preparazione. In conclusione , appare vissuto dagli abitanti del Bel Paese e dagli stranieri come un'articolazione essenziale del nostro stile di vita. A quelli che stanno studiando un apparecchio per stimolare direttamente i recettori neuronali che vengono attivati dalla caffeina e quindi per simularne gli effetti, noi rispondiamo che la tazzina di buon caffè …fumante, non è sostituibile da pillole sintetiche o da tecnologie avanzate. Elsa Ravaglia FONDAZIONE PER LA LOTTA CONTRO L’INFARTO ONLUS PESARO Espresso, della moka, lungo, ristretto, macchiato, caldo, freddo, al vetro … in quanti modi può essere gustato il caffè? Una delle bevande più consumate al mondo, dopo acqua e tè. Chi lo apprezza per l’aroma inconfondibile e delizioso, chi per il sapore, chi perché lo vive come momento di relax e ancora tanto altro: quando si parla di caffè, tutti noi abbiamo le nostre preferenze e le nostre piccole manie, ma spesso un dubbio ci può sorgere: fa bene o fa male bere caffè? e quanto caffè al giorno? 6 PROGETTO CUORE-SCUOLA 2014 ANALISI GRATUITE NELLE SCUOLE FONDAZIONE PER LA LOTTA CONTRO L’INFARTO ONLUS PESARO Progetto realizzato delle Dott.sse De Bellis Irene e Marchionni Valentina con il coordinamento di Mainieri Franca La Fondazione per la Lotta contro l’infarto Onlus Pesaro ha implementato un progetto di prevenzione primaria a favore degli studenti di età compresa tra i 14 e i 18 anni che frequentano gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado della città di Pesaro e Provincia, reso possibile dal sostegno economico di Sponsor privati (Banca Popolare Valconca, Piero Guidi Holding S.P.A. , Rivacold S.R.L, Flonal S.P.A. e Cassa di Risparmio di Fano Credito Valtellinese). Trattasi di un progetto innovativo a carattere nazionale, che prevede il controllo del colesterolo direttamente a scuola, attraverso il prelievo di sangue capillare dal dito. Il progetto porta a conoscenza di ogni studente la propria area di rischio cardiovascolare legata allo stile di vita, e come attivare comportanti responsabili per ridurre il rischio cardiovascolare tramite una corretta alimentazione ed una adeguata attività fisica. E’ stata inoltre misurata la pressione arteriosa e definito il peso ideale di ognuno, valutando l’indice di massa corporea. Per quanto riguarda le analisi ai minorenni sono stato testati solo gli studenti ai quali i genitori hanno concesso il consenso scritto. Il progetto si è articolato nell'arco di una giornata, suddivisa in due momenti: 1) D’apprima con la proiezione di un filmato sul funzionamento dell'apparato cardio-vascolare, sul fenomeno dell'aterosclerosi e sulle patologie cardiovascolari correlate, spiegando l'importanza dei fattori di rischio, ambientali e genetici. Nel dettaglio erano analizzati i fattori modificabili, fornendo ai ragazzi indicazioni sui comportamenti più idonei da adottare per prevenirli. 2) In un secondo momento si è provveduto alla valutazione dell'area di rischio di ciascun ragazzo attraverso la compilazione di una scheda apposita personalizzata dove venivano inseriti, previo consenso scritto di un genitore, i seguenti dati: - pressione arteriosa; - indice di massa corporea (BMI); - abitudine al fumo (anche solo una sigaretta al giorno); - assunzione di alcol; - pratica di un'attività fisica regolare (almeno 3 volte alla settimana per 30 min), - colesterolemia, misurata tramite prelievo di una goccia di sangue dal dito. Al termine il ragazzo ha effettuato un breve colloquio con il medico che definiva se lo studente si trovava in un'area di normalità o di rischio; in quest'ultimo caso compito del medico è stato quello di spiegare quali accorgimenti il ragazzo doveva adottare per ridurre i propri fattori di rischio. Un'ulteriore fase del progetto prevedeva poi la raccolta dei dati in un database comune per elaborare una valutazione statistica ed epidemiologica sull'area di Pesaro-Urbino. Al progetto hanno aderito 10 Istituti scolastici della Provincia di Pesaro e Urbino, presso i quali si sono svolti 17 incontri; in alcuni istituti si sono tenuti più incontri, suddivisi in diverse giornate, per il numero elevato di ragazzi coinvolti nel progetto. Il numero totale di studenti presenti alla conferenza informativa è risultato 969, dei quali 588 ragazzi (312 femmine e 276 maschi) si sono sottoposti al prelievo di sangue per la valutazione del colesterolo totale. I dati della nostra indagine hanno evidenziato che l’81,6% dei ragazzi valutati è normopeso, il 15,4 è risultato in sovrappeso ed il 2,7% francamente obeso con indice di massa corporea superiore a 30. Rimarchevole il fatto che 134 ragazzi, distribuiti in modo omogeneo tra sesso maschile e femminile, hanno dichiarato di fumare almeno una sigaretta al giorno (il 22,7% degli intervistati), mentre il 20,2 % dei ragazzi ha dichiarato di assumere alcool, anche se per lo più occasionalmente o soltanto durante il fine settimana La colesterolemia totale non è risultata ottimale (<180 mg/dl) nel 30,1% del campione, con una prevalenza maggiore nel sesso femminile (16% dei maschi e 41% delle femmine). Tabella 1 Numero di ragazzi, suddiviso per sesso, con valori di colesterolo fino a 180 mg/dl e >180 mg/dl. Ma tale dato scende al 25,1% se si considerano soltanto coloro che praticano attività fisica regolare, mentre sale al 35,4% se si considerano soltanto coloro che svolgono una vita per lo più sedentaria. E’ inoltre interessante notare come nei ragazzi obesi la prevalenza di coloro che hanno alti livelli di colesterolo sale addirittura al 50%. Questi ultimo dati dimostrano in modo evidente quanto ci sia una relazione diretta tra i fattori di rischio come la sedentarietà e l’obesità e la tendenza ad avere elevati livelli di colesterolemia e valori pressori più elevati. 7 Tabella 2 La pressione arteriosa sistemica è risultata al di sopra della norma (120/80 mmHg) in 86 giovani e 10 sono risultati francamente ipertesi (valori superiori a 140/90 mmHg) Inoltre solo il 52,7% svolge regolare attività fisica e sportiva. Tabella pressione arteriosa (totale 558 pazienti) Tabella 3 Numero di ragazzi, suddiviso per sesso, in relazione ai fattori di rischio: Indice di massa corporea (BMI), sedenteriarità, abitudine tabagica e consumo di alcool. RISOTTO CAVOLI E BROCCOLI - adotta uno scorretto stile di vita (abitudine tabagica e sedentarietà), sottolineando la necessità di strategie di prevenzione primaria, fin dall’età giovanile, mediante proposte ripetute nel tempo di una sana igiene di vita. Non dobbiamo dimenticare infatti che la malattia che altera, con l’arteriosclerosi, il sistema cardiovascolare inizia abitualmente in età giovane. Ingredienti per 1 persona (337 calorie, con 10g. proteine, 64 gr. carboidrati, 5 gr. grassi): - 100g di Cavolfiore, - 80g di Broccoli, - 70g di Riso integrale, - 1cucchiaino di olio extra vergine di oliva confezione; se avete del brodo vegetale ancora meglio, il riso verrà piu saporito. Intanto prendete i broccoli e i cavoli già lessati, metteteli in un pentolino con un po' di acqua o brodo, infine salateli leggermente. Mischiate e schiacciate bene le due verdure fino ad ottenere una crema. Quando il riso sarà pronto unite il tutto, girate per bene, se serve aggiungete un po' di acqua o brodo e lasciate amalgamare per un paio di minuti. Aggiungete il cucchiaino di olio e.v.o e se volete anche del piccantino fresco. TEMPO PREPARAZIONE: 20 minuti Preparazione: Mettete a bollire il riso e lasciatelo cucinare per quanto richiede la Giovanni Bersigotti CONTROLLA IL TUO INDICE DI MASSA CORPOREA (IMC) COME SI CALCOLA CHE COSA SIGNIFICA IMC = Peso in kg : (altezza x altezza) in metri Es: uomo alto 1 metro e 70, che pesa 78 kg: IMC = 78 : (1,70x1,70) = 26,98 IMC inferiore a 18,5 = sottopeso IMC tra 18,5 e 24,9 = PESO IDEALE IMC tra 25 e 29,9 = sovrappeso IMC oltre 30 = obesità IN MEMORIA DI Ferri Raffele; De Biagi Stefano; Ferri Clelia. FONDAZIONE PER LA LOTTA CONTRO L’INFARTO ONLUS PESARO Questi dati mostrano chiaramente che una discreta percentuale degli studenti esaminati non presenta un controllo ottimale dei fattori di rischio cardiovascolare (colesterolemia, pressione arteriosa,peso corporeo/obesita,attività fisica) ed 8 IL GRANDE CUORE dei nostri Volontari, Collaboratori e Soci La Fondazione... evviva! La Direzione della Fondazione ha l’onore e il piacere di ringraziare quanti, in qualità di Soci, Collaboratori e Volontari, hanno partecipato con entusiasmo all’attività diffusa di creare salute nella nostra Città/Provincia aderendo alle iniziative e, in particolare, per la continuità dell’impegno nell’anno 2014, grazie a: Andraghetti Alberto, Andreatini Franco, Barulli Valentina, Bersigotti Giovanni, Bocconcelli Paolo, Boni Andrea Brunamonti Antonella, Ceccolini Monica, Cosimetti Barbara, De Bellis Irene, Facondini Ornella, Lazzari Giuliana Mainieri Franca, Marchionni Valentina, Mathè Annaliese, Muzzarelli Amanda, Orciani Simona, Pazzaglia Anna Maria Pennetti Patrizia, Perfetti Luciana, Pietropaolo Vincenzo, Pugliè Clizia, Ravaglia Elsa, Ricci Anna Maria, Rizzo Rebecca, Sembiante Rina Luisa, Tontini Delio, Toti Guidino, Vincenzetti Otello, Zadra Annalisa. Svolgono attività di volontariato anche il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale, la Presidenza, la Vicepresidenza, la Direzione Amministrativa. la Direzione Sanitaria, la Direzione Scientifica, il Comitato Scientifico. La Fondazione ringrazia per i contributi ricevuti nell’anno 2014: FONDAZIONE PER LA LOTTA CONTRO L’INFARTO ONLUS PESARO Aigotti Daniele, Allegrucci Giuseppina, Ambrosi Giorgina, Arduini Valerio, Aureli Paolo, Baiocchi Graziella, Baldioni Amerigo, Ballerini Patrizia, Barbarini Fausto, Bartolucci Alvaro, Benvenuti Eden, Bracci Vittorio, Carboni Lina, Casabianca Alberto, Catania Illuminato, Cesarini Giuseppe, Ceuciani Cinzia, Ciacci Nazzareno, Ciaffoni Claudio, Ciccolo Giovanni, Ciccotti Norma, Compari Giuliano, D'angeli Marcello, De Carli Francesco, De Vincenzi Virgilio, Evangelisti Graziella, Fiorini Vanda, Gambini Francesca, Giancarli Alfio, Giannotti Alfredo, Giombetti Marco, Giommi Giorgio, Grasselli Beniamino, Guarandelli, in Memoria Di Luca Veneziano, in Memoria Di Tesei, Marco Gili, Marini Marco, Marottesi Elearco, Marottesi Elearco, Mengucci Silvano, Morbidelli Paolo, Moroni Lorenzo, Nicolini M.Rita, Olivieri Enzo, Orazzi Edgardo, Orciani Giorgio, Orecchini Maria Gabriella, Pagnini Ciro, Pandolfi Romano, Paradisi Licino, Pezzolesi Tiziana, Pianosi Fiorenza, Pierino Morelli, Pierino Morelli, Pierotti Lina, Remedia Giacinto, Ricci Arduino, Rondina Elio, Rosati Michele, Rossi Ida, Roveti Tiziana, Sanchini Roberta. Sanchioni Valentino, Santangeli Alessandro, Scaramucci Otello, Scarano Giovanni, Scortu Cristina, Serafini Oscar, Signoracci Maurizio, Simoncelli Giancarlo, Stefano Donini., Tiboni Rosina, Tombari Savina, Trucchia Massimo, Tucci Monica, Venturi Vittorio, Vimini Lorella, Zampetti Roberto. ONLUS PER LA LOTTA CONTRO L’INFARTO “PROF. E. SGARBI” Pesaro VUOI AIUTARE IL TUO CUORE, ED EVITARE INFARTO E ICTUS? CONOSCI IL TUO RISCHIO CARDIOVASCOLARE Puoi farlo GRATUITAMENTE presso il: CENTRO DI PREVENZIONE MALATTIE CARDIOVASCOLARI Per prenotazioni, chiama il numero 0721.54221 Via Petrarca 18/a - 61122 Pesaro - [email protected] www.lottainfartops.it seguici anche su Fondazione Per la Lotta Contro l’Infarto Orario ufficio: da Lunedì a Venerdì - 8,30 / 13,00 - 14,30 / 17,30 Iniziativa resa possibile grazie alla collaborazione della Croce Rossa Italiana - Sez. di Pesaro Notiziario della Fondazione per la Lotta contro l’Infarto “Prof. E. Sgarbi” ONLUS - Pesaro Iscr. Trib. di Pesaro n. 392 del 22.12.1994. Registro Stampa Variazione Rag. Soc. del 5.4.2006 Direttore Responsabile Franco Andreatini Grafica, Impaginazione e Stampa Lorenzo Gostoli Hanno collaborato al giornale Giovanni Bersigotti, Pino Mainieri, Paolo Bocconcelli, Elsa Ravaglia, Alberto Andraghetti, Ernesto Sgarbi.