INDICE
Eccolo, ce l’abbiamo
fatta! Avete aspettato
tanto, ma finalmente è
pronta per tutti gli
affezionati lettori
l’edizione 2013-2014
del “De Amicis Times”,
il giornalino degli
studenti del nostro
istituto. Troverete in
queste pagine articoli di
ogni genere, dallo sport
alla cucina etnica, dai
sondaggi ai commenti
sull’attualità. Anche
alcune classi hanno dato
il loro contributo con i
loro lavori più belli.
Come ogni testata che si
rispetti abbamo avuto
anche il contributo del
nostro inviato speciale
che con i suoi articoli ha
reso il nostro giornalino
ancora più prezioso.
BUONA LETTURA!
-La redazione
pag. 2
-È difficile diventare grandi
pag. 8
-Scrittori in erba
pag. 11
-Inviato speciale
pag. 15
-L’amicizia non si chiede
pag. 19
-Scuole superiori
pag. 23
-Le scuole del futuro
pag. 25
Esperienze di ex alunni
pag. 26
-Natale 2013
pag. 30
-Giovani talenti
pag. 31
-Tutti al cinema
pag. 32
-Musica che passione
pag. 34
-Amici dei fornelli
pag. 38
-Descrizioni divertenti
pag. 43
-La pagina sportiva
pag. 46
automobilismo
pag. 49
pallavolo
pag. 53
olimpiadi invernali 2014
pag. 56
-Quattro salti nel fantasy
pag. 61
-Ti consiglio questi libri
pag. 69
-Barzellette
pag. 74
LA REDAZIONE SI PRESENTA
Ciao sono Alessandro Brigatti della terza E di Bareggia.
Sono un ragazzo molto disponibile, ma a volte irritabile, soprattutto quando mi dicono
“nanetto”.
Sono di statura media e di corporatura esile, ho i capelli castano chiaro con gli occhi
blu.
Mi piace smontare le cose per vedere come sono fatte e come funzionano.
Mi piace anche fare esperimenti di ogni genere: qualche tempo fa per esempio, ho
aperto una sveglia che si trova ancora sulla mia scrivania smontata!!
Mi piacciono tutti gli sport in particolare la F1; sono tifoso sfegatato di Alonso.
Io pratico il basket ma anche il kart ed ero quarto nel campionato italiano, ma
rompendomi il braccio ho saltato le ultime
due gare e ho concluso ottavo.
Ciao sono Marta, della terza D.
La mia passione è la pallavolo; mi alleno tre
volte alla settimana, mentre il sabato o la
domenica ho la partita. E’ uno sport che mi piace molto perché sono in continuo
movimento!
2
Inoltre mi piace ascoltare la musica, soprattutto la musica “house”, uscire con gli amici
e scattare fotografie .
Fisicamente sono abbastanza alta, magra, ho occhi verdi e capelli biondi.
Sono una persona simpatica, generosa, gentile e piuttosto timida e, come dicono alcuni
miei amici, sono un po’ lenta a capire le battute!!! ☺
Il mio rendimento a scuola è medio; le materie che mi piacciono di più sono
matematica, arte e educazione fisica. L’anno prossimo vorrei fare il Liceo delle
Scienze Umane.
Ciao sono Gaia, della 3° F.
Sono una
ragazza solare,
allegra,
estroversa,
disponibile…QUESTO è QUELLO CHE DICONO I MIEI
AMICI!
Pratico pallavolo, gioco nel Volley Macherio e mi alleno 3
o 4 volte alla settimana. CREDO SIA uno sport
stupendo, nel quale il gioco di squadra è fondamentale E
IO fortunatamente ho delle compagne di squadra
fantastiche!
Oltre allo sport mi piace ascoltare la musica e uscire con
gli amici.
A scuola mi piace studiare particolarmente le lingue, probabilmente l’anno prossimo
farò il Lic eo Linguistico.
Ciao mi chiamo Noman, ho 14 anni e frequento la terza E.
Le mie materie preferite sono tecnologia, arte ed
educazione fisica.
Mi incuriosisce molto il mondo dei motori, per questo
motivo da grande vorrei fare il meccanico ed occuparmi
delle riparazioni delle automobili.
Il mio sport preferito è il calcio, tifo per Milan anche se
non seguo tutte le partite. Esco con miei amici e mi piace
stare con loro,giocare a calcio, passeggiare per la città e
chiacchierare.
Nel tempo libero gioco spesso al computer; mi interessano i giochi di guerra
3
Sono Samuele Grandesso e ho tantissimi
soprannomi; quelli che mi piacciono di più sono
koala e benzinaio, quello che non mi piace…non lo
dico.
La mia classe è la mitica 3°E e i miei compagni sono
tutti simpatici.
Io sono un ragazzo di 13 anni solare, aperto ma a
volte anche un po’ brontolone.
Mi piace chiacchierare, ridere e fare scherzi.
I miei interessi sono il calcio, l’automobilismo e il motociclismo, oltre agli amici.
Le mie materie scolastiche preferite sono lo spagnolo e l’intervallo.
Dopo le scuole medie vorrei frequentare un Istituto Tecnico per diventare idraulico e
seguire le orme di mio papà.
I miei amici mi ritengono simpatico, ma ogni tanto non mi ascoltano, soprattutto
quando dico stupidate.
IL BOMBER
Sono Riccardo autieri. Sono della 3D. Sono un ragazzo di
14 anni,mi piace scherzare con gli amici e sono sempre
disponibile verso gli altri.
Il mio interesse più grande è il calcio, infatti gioco
all’OSM VEDUGGIO, una grande squadra.
Sono un tifoso sfegatato della Juventus e non mi perdo
una sua partita. Il mio calciatore preferito del passato è
Alessandro Del Piero,invece tra i giocatori attuali
preferisco ARTHURO VIDAL. Dicono di me che sono una persona scatenata e
simpatica. La mia materia preferita è educazione fisica.
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MATTEO
PER GLI AMICI:
Ciao sono Matteo della
terza F.
Mi piace ascoltare musica e stare con gli amici;
sono alto, occhi verdi, simpatico, gentile,
generoso e, se proprio devo trovarmi un difetto,
credo di essere un po’ pessimista. Mi interessano
il calcio e le moto.
La mia passione sono i videogiochi ai quali mi
dedico nel tempo libero (non sempre); mi piace
giocarci e sono abbastanza esperto.
per gli amici, e sono un futuro DJ.
Frequento la scuola De Amicis nella mitica classe terza
“F”.
A scuola mi piace seguire le lezioni di musica, storia e
matematica.
Adoro stare con i miei compagni e sogno di poterli
incontrare di più al di fuori dell’orario scolastico.
Ritengo di essere un ragazzo gentile, simpatico e un
po’ spiritoso.
Nel tempo libero mi rilasso ascoltando musica e
creando compilation personali, ne ho già realizzate 5.
Mi piace molto ascoltare la radio, in modo particolare
le stazioni “Discoradio” e “M2O”.
Amo la musica “Pop” e soprattutto quella “Dance”; il
mio idolo è David Guetta, che ho potuto apprezzare dal
vivo, assistendo ad un suo concerto il primo febbraio
alla fiera Rho di Milano.
Mi chiamo Leonardo, “Leo”
5
Questi simboli sono il mio nome e il suo significato e
in qualche modo la mia personalità
Ciao a tutti ☺.
Il mio nome è Samanta Levato, per gli amici Semy o Samy.
Frequento l’istituto De Amicis e faccio parte della 3^F.
Uno dei miei passatempi preferiti è il nuoto, infatti mi piacerebbe tanto praticarlo nel
pomeriggio,
Mi piace molto cantare e ascoltare la musica nel tempo libero.
Sono una ragazza simpatica, a volta un pochino pigra, allegra e gentile.
Io ho due doti: una è la buona pronuncia nelle lingue straniere, la seconda è la
capacità di capire bene le persone.
Ho avuto tanti soprannomi, ma il mio preferito è PANNA, perché è un soprannome che
può esprimere la dolcezza di una persona.
In questo giornale mi occuperò delle sezioni di cucina e cinema.
In cucina mi piace osservare le diversità delle ricette provenienti da tutto il mondo.
Mi piace molto anche essere aggiornata sui nuovi talenti e sui film usciti in America,
gli attori, le STAR e ciò che pensano uno dell’altro
Ciao sono Stefano della 3F, ma per gli amici sono Stenno
Sono un ragazzo di media statura e ho gli occhi verdi e i
capelli castano chiaro. Mi piace giocare a tennis e mi
alleno due volte alla settimana; ogni tanto vado a fare
un’immersione con il club di subacquea.
Il mio hobby è la tecnologia e tutto ciò che riguarda il mondo dei computer.
Le mie materie preferite sono matematica e scienze, infatti l’anno prossimo mi
iscriverò al liceo scientifico.
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Ciao sono Nicolò, frequento la 3D.
Mi piace sgommare con la bici, andare a cavallo,
nuotare, giocare a frisbee e a calcio.
Mi diverto a scroccare la merenda ai miei compagni
L’anno prossimo vorrei frequentare una scuola di
giardinaggio
Ciao sono Martina , ho tredici anni e sono nata il 29 luglio. Mi
piace molto cantare e ascoltare musica ; sono alta e un po’
timida, soprattutto nelle interrogazioni a scuola , invece con le
mie amiche sono più sciolta.
La mia passione è cantare, sono molto intonata, adoro la musica e
mi piace ascoltarla ovunque.
I miei compagni di classe mi trovano troppo timida, ma faccio di
tutto per non sembrare così. Il mio soprannome è marmellata
perché sono una ragazza dolcissima.
Ho scelto di parlare di film perché io ne sono molto
appassionata, soprattutto di avventura e fantasy .
Ho scelto di parlare anche di cucina perché mi piace molto cucinare e imparare a fare
nuovi piatti ed è una cosa che mi servirà anche per il futuro, visto che per l’anno
prossimo mi sono iscritta al corso di panettiere e pasticciere.
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7
E’ DIFFICILE DIVENTARE
GRANDI!
Riflessioni in classe
L’ adolescenza è un periodo di
cambiamenti su tanti fronti.
E’ considerato un momento di passaggio,
tanto che gli esperti lo hanno definito
con il participio presente del verbo
“adolescere”, che significa appunto
crescere.
In questo periodo i cambiamenti si
notano, soprattutto quello fisici.
Nelle ragazze si vedono già un po’
prima, dalla seconda media, mentre nei
ragazzi nel primo periodo delle
superiori: aumenta l’ altezza, cambia la
voce, cambiano le forme, si dimagrisce
e si mutano i tratti del viso.
Ci sono ragazzi che dopo queste
variazioni vivono bene nel loro corpo,
sono a loro agio, altri invece no, e
passano questi anni a lamentarsi del
loro aspetto.
Gli altri cambiamenti, forse meno
evidenti per chi non ti conosce bene e
non ti sta vicino, sono quelli che
riguardano la mente.
Innanzitutto cambia il rapporto e la
visione del genitore.
Questi, che fino a qualche a qualche
anno prima, era stato un punto di
riferimento per il ragazzo, la persona
che aiuta sempre e alla quale chiedi
consigli e racconti sempre tutto, adesso
comincia ad essere criticata. Comincia
ad essere ignorato ciò che dice, e non è
più vista come un essere perfetto, ma
come una persona normale, nella quale si
possono trovare anche dei difetti.
Ai genitori si portano molte più
richieste; si chiede più libertà ,
maggiore autonomia e molta più fiducia.
Le persone che “prendono il posto”dei
genitori sono gli amici che diventano i
principali punti di riferimento. In
questo periodo si crede che i coetanei
siano gli unici che ti possano capire, in
realtà non è così, perché gli adulti
hanno già passato queste cose e sanno
come aiutarti, gli amici invece stanno
passando esattamente quello che stai
passando anche tu.
Nasce il desiderio di far parte di un
gruppo per sentirsi circondati da
affetto e non sentirsi esclusi. Per
questo i ragazzi sono disposti a fare di
tutto per entrare nelle compagnie,
persino a cambiare, anzi ad apparire
qualcuno che non si è.
Gaia III F
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QUALCHE VOLTA GLI ADULTI SEMBRANO PROPRIO
NON CAPIRCI. ECCO ALCUNI PENSIERI DEI
RAGAZZI DELLA TERZA F
“Anch’io mi sentito una vittima delle persone adulte, a
me come alla maggior partedegli adolescenti, piace
uscire.
Ogni volta che devo uscire c’è sempre una guerra,
soprattutto con mia mamma.
Mia mamma mi crede ancora un bambino, non ha
fiducia in me; io mi sento una vittima, anche se alla
fine me la cavo sempre.
Con mio padre ho un rapporto diverso, per me è quasi
un fratello, in questa età è la spalla su cui piangere. Parlo molto di più con mio padre,
perché mi capisce, invece mia mamma quando mi parla non mi fa sentire una persona
grande, ma un bamboccio”.
“Mi è capitato di non sentirmi capito, soprattutto quando continuano a farmi sempre la
stessa domanda e quando mi sento compatito. Se mio padre comincia a prendermi in
giro e continua, io mi arrabbio, e più mi arrabbio più mi prende in giro. Lo so, dovrei
mantenere la calma, ma non riesco, soprattutto dopo una giornata di scuola, allora
prendo e vado in camera mia e mi chiudo dentro. Mia mamma vorrebbe venire a
consolarmi, ma io sono talmente arrabbiato con il mondo che non riesco ad accettare
le sue scuse da parte di papà, sì perché mio padre è talmente testardo che non gli ho
mai sentito dire scusa, per nessuna ragione.
Spesso questo succede quando mangiamo, anche perché è una delle poche occasioni
per parlare con tutta la famiglia, e lui le brucia così”.
È molto fastidioso non esser capiti, perché a volte un nostro problema agli adulti
sembra stupido o senza senso, invece per noi è una questione di vita o di morte.
Quando parlo a mia madre delle discussioni che faccio con le mie amiche, lei banalizza
o dice che non hanno senso; quando cerco aiuto in mio padre lui non capisce neanche di
cosa stia parlando! Essere una pre-adolescente p molto frustrante perché nessuno al
di fuori dei tuoi coetanei ti capisce veramente. Confrontarmi con le mie amiche o
discutere con loro per me è molto importante perché sono il mio punto di riferimento
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Caro diario,
<< Purtroppo anche oggi abbiamo subito gravi perdite >> urlò il generale
Mc D. << abbiamo perso il diritto di uscire con gli amici il sabato e la possibilità di
giocare alla Play Station finiti i compiti! >>
Questa è una scena tratta dal film della mia vita ed è quella che accade a casa quando
scoppia un litigio; litigi di questo genere sono molto frequenti, all’ordine del giorno, ma
quando lo scontro supera un certo limite mi capita spesso di rifugiarmi a casa dei miei
nonni e di abbandonare la prima linea.
Nel bunker a prova di bomba il Sergente Pinuccio e il Caporal Francesco mi offrono
ristoro e un buon cornetto gelato. Per fortuna ai periodi di guerra senza pietà si
alternano periodi di pace. Di solito se faccio il bravo e se non faccio richieste
azzardate, riesco a fare durare questa tregua anche per alcuni giorni. Questa è una
cosa molto rara e quando accade, in casa si abbassa il volume delle urla e si cerca di
essere cordiali.
Questi brevi periodi sono perfetti per avanzare delle piccole richieste, come la pizza
alla sera e dei periodi in cui possa giocare ai videogiochi o guardare un film, anche se
sono in punizione. Le richieste pur insignificanti minano però l’equilibrio creatosi
durante queste tregue e molto spesso fanno terminare la pace. Qualche volta però il
dovere di buon figlio adorato mi chiama e sono costretto ad avanzare delle richieste;
so che faranno sbocciare un nuovo litigio, però io ci provo lo stesso, sperando che
vengano accettate. Le cose che solitamente chiedo sono maggiore libertà per le uscite
con i miei amici e maggiore autonomia nelle faccende quotidiane come i compiti o lo
studio. Chiedo che non mi controllino sempre e qualche mi diano fiducia e mi lascino
per conto mio.
Nei periodi che io chiamo “periodi di pace o tregue” in casa non si sente nemmeno una
mosca volare e ognuno sta per conto suo. Alcune volte, molto, molto raramente, mi
capita pure che la mamma mi inviti a fare un dolce, dei biscotti o una torta! Questo
vuol dire restare nella stessa stanza dove si trova il nemico a fare un dolce per papà
che preferisce non entrare in conflitto ed è neutrale: alla sera ascolta tutto quello
che è successo durante la giornata e appoggia chi secondo lui ha ragione. Dopo cena,
alcune volte cessiamo di combattere e ci riuniamo in sala a vedere la televisione.
Spesso però io, per evitare altri conflitti, anche quando il sole è calato, mio rifugio dai
nonni e li convinco a vedere quello che piace a me. Loro si lamentano un po’, ma poi
iniziano ad incuriosirsi e a seguire il mio programma.
Non so ancora quanto durerà questa aspra battaglia, però spero di restare ancora per
qualche anno, perché ormai mi sono abituato alla vita da soldato e discutere, ribattere
ed esprimere le mie idee urlando inizia a divertirmi.
Ora devo scappare, ci vediamo alla prossima cronaca di guerra (credimi, sarà molto
presto). Ciao
Andrea
PS: <<oggi tenteremo di riconquistarci il diritto di uscire con gli amici, signore>> … <<lo
riconquisteremo a tutti i costi, signore!>>
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SCRITTORI IN ERBA
Storie di paura della classe II D
Il rapimento misterioso
Di Cecilia Ungari
“Nell’ edificio regnava un assoluto
silenzio; non una voce nel pian terreno,
non un passo al piano di sopra.
Dietro le tende, la finestra era
spalancata, ma non si udiva né un
passante sul marciapiede, né una
macchina per strada……”
Sono un investigatore privato di nome
Martin Polomino e sto lavorando nella
quiete più assoluta al mio quarantesimo
caso.
Tutto iniziò una mattina di novembre
quando entrò nel mio studio una coppia
che aveva un’ aria impaurita.
Li feci accomodare e chiesi loro di
raccontarmi il loro problema: mi dissero
che erano andati a una cena di lavoro e,
avendo un figlio di dodici anni, lo
lasciarono a casa.
Finita la cena, tornarono a casa, ma il
figlio era sparito; lo cercarono per
tutta la casa , ma invece che trovare il
figlio, trovarono una lettera scritta al
computer che intimava:”Per riavere
indietro vostro figlio, portate cinquanta
milioni di euro alla casa abbandonata
vicino al porto a mezzanotte”.
Se non avessero fatto così avrebbe
fatto accadere qualcosa di orribile.
Inoltre c’ era scritto di non chiamare la
polizia se no l’ avrebbe ucciso.
Io esaminai accuratamente la faccenda
e mi misi a pensare un piano; mentre
pensavo si sentì squillare il telefono del
marito, così lui rispose.
Era proprio il criminale che diceva:”Non
mi avete capito allora! Avevo detto
niente polizia!” non capii come, ma
sapeva dove si trovava la coppia quel
momento; disse che stavolta non lo
avrebbe ucciso , ma se avessero
riprovato, avrebbero dovuto dire addio
al loro figlio.
Non fece in tempo a dire nulla , che il
rapitore riattaccò.
La faccenda si faceva sempre più
complicata.
Dopo qualche ora mi venne in mente che
quella casa aveva due entrate, una
davanti e una dietro; quella posteriore
era chiusa, ma c’ era un buco dove sarei
potuto entrare.
Sicuramente lui si sarebbe fatto
trovare all’ entrata davanti, IO quindi l’
avrei potuto sorprendere da dietro. I
due coniugi sarebbero andati da lui con
una valigetta vuota per fargli pensare
di aver portato i soldi.
La coppia accettò : a mezzanotte mi
trovai dietro dietro la casa ed entrai
dal buco e con cautela mi diressi verso l’
entrata principale.
Come immaginavo c’ era il criminale con
il figlio della coppia mentre era appena
arrivato il marito che scendeva dall’
auto con la valigetta vuota.
11
Aspettai che il marito si avvicinasse
ancora un po’, successivamente saltai
addosso al criminale e da lì partì un
combattimento corpo a corpo.
Il marito prese il figlio e corse in
macchina a chiamare la polizia, in
contemporaneo io tirai un pugno in
faccia al rapitore spaccandogli il naso e
facendolo svenire.
Dopo qualche minuto arrivò la polizia
che arrestò il criminale; la coppia e il
figlio mi ringraziarono , così io tornai al
mio studio felice e trionfante.
Mai più
di Simone Vegetti
“Nell’edificio regnava un assoluto
silenzio: non una voce dal pian terreno,
non un passo al piano di sopra. Dietro le
tende la finestra era spalancata ma non
si udiva né un passante sul marciapiede
né una macchina per strada.”
Sembrava che tutto fosse sparito, le
persone scomparse.
Corsi a controllare al piano superiore,
ma niente; controllai sotto le scrivanie,
dietro ai computer, forse si erano
nascosti, non c’era anima viva.
Tornai al piano terra: non un rumore,
non un movimento, non un passo.
Uscii dal mio studio; nelle strade le
auto erano immobili, le verande dei
negozi chiuse: come se qualcuno avesse
risucchiato gli abitanti della città.
L’unico rumore era il mio passo svelto,
erravo per la città in cerca di qualcosa
o meglio, di qualcuno.
Sconsolato e ormai senza speranza,
tornai a casa. Durante il rientro,
continuai a cercare invano.
Passarono giorni, settimane, mesi. Il
cibo in casa scarseggiava; la città era
stata colpita da un forte blackout,
perciò le luci non funzionavano, la
televisione sempre spenta.
La mia vita era cambiata, con il tempo
diventavo sempre più debole, non avevo
più forze a causa della mancanza di
cibo; io cercavo di sopravvivere con
quello che trovavo per le strade, nei
prati e in qualunque altro posto.
Ero diventato pazzo, non ragionavo più;
un giorno, con uno strano attrezzo
rovistando nei cassonetti in cerca di
cibo, decisi di rompere le serrande, i
vetri dei negozi per entrare in cerca di
materiale per la sopravvivenza.
Trovai, nei magazzini, scatole di frutta
ormai avariata; nonostante il rivoltante
odore, le mangiai, costretto a farlo se
volevo sopravvivere.
Decisi di andare a caccia di uccelli; ne
catturai alcuni e li mangiai così
com’erano.
Erano ormai trascorsi due anni e io ero
in crisi in preda a malattie che mi
avevano colpito.
Andai allora a cerca di pesci,
percorrendo una spiaggia buia e
deserta, mentre l’acqua del mare era
sporca, verdastra. A quel punto svenni,
ma ecco una luce nel cielo mi disse:
“Tutti gli abitanti di questo mondo sono
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stati neutralizzati; tutti tranne uno,
Dopo aver detto questo, la luce scomparve
correre disperatamente. Nuotai per i
mari mi avventurai per foreste ormai
rase al suolo: ma nessuna traccia di quel
uomo.
In fin di vita caddi a terra.
Passarono ancora mesi quando sentii
strani rumori provenire da dietro
l’angolo di un edificio. Corsi a
controllare e una voce femminile mi
colui che potrà aiutarti a sopravvivere”.
senza lasciare traccia. Subito iniziai a
scosse violentemente: “E’ ora di alzarsi,
e ora di andare a scuola!”.
A quel punto capii che si era trattato di
un sogno.
Tornai alla realtà: mi alzai, feci
colazione e mi preparai per andare a
scuola.
“Ah! dimenticavo, il mio nome è
Christopher, Christopher Clanton”.
Johnny e la bara di Sharon
di Lisa Iacullo
“Mi chiamo Johnny Coughlan, ma tutti
mi chiamano Johnny Bara, perché ho i
capelli neri e la pelle bianchissima.
Dicono che assomiglia ad un vampiro.
Forse pensate che Johnny Band sia un
soprannome stupido, invece è tosto”
È una mattina come tante e sto andando
a scuola con il mio migliore amico Billy.
Ad un tratto passiamo davanti a una
casa abbandonata; è scura , tenebrosa e
un po inquietante, strutturata su due
piani. Vorremmo entrare, a dobbiamo
andare a scuola, quindi decidiamo che la
sera stessa, cioè la notte di Halloween
saremmo andati ad esplorarla.
Finita la scuola, io e Billy ci
m,mascheriamo per non farci
riconoscere: io mi metto un cappello e
un mantello, mentre Billy si pittura il
viso di verde e indossa un mantello.
Usciti di casa ci incamminiamo verso
l’edificio abbandonato. Ora siamo
davanti alla costruzione, apriamo il
cancello del giardino, camminiamo verso
la porta e… BUMM !!
Si sente un forte rumore: Billy scappa
urlando pere la paura, invece io sono
curioso e decido di entrare. Apro la
porta, e scendo le scale.
Si sente lo scricchiolio delle vecchie
assi di legno, mentre le finestre si
aprono e si chiudono; Una vocina
proveniente da un armadio, sussurra:
“vieni Johnny, vieni da me”.
Inizio ad avere un po’ di paura, ma
proseguo; Mi avvicino all’ armadio, e
tutto ad un tratto, si spalancano le
ante: un soffio di vento mi catapulta
nell’ armadio. Mi ritrovo
misteriosamente sotto terra, in una
tomba; qui ci sono vampiri, streghe,
scheletri e zombie che stanno facendo
una festa. Faccio amicizia con una
vampira di nome Sharon; è pallida
proprio come me, ha lunghissimi capelli
neri e indossa una vestito nero.
Balliamo, parliamo e ci divertiamo per
tutta la notte fino al sorgere del sole,
quando io devo ritornare a casa.
Io però voglio rimanere con Sharon e le
chiedo di venire con me sulla terra; lei
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dispiaciuta, mi risponde che non può
altrimenti il sole la scioglierebbe.
Allora le prometto che ogni sera di
Halloween andrò a trovarla!
Prima di partire, però, Sharon mi regala
una piccola bara, che mi servirà come
portale per tornare a trovarla. Quando
arrivo a casa, nascondo
l’ intera esperienza a Billy e ai miei
compagni di classe, che da quel giorno
mi chiamavamo tutti Johnny perché
tengo sempre con me la piccola bara
che mi ha regalato Sharon.
Fuoco e inondazione
di Stefano Mariani
“Nell’edificio regnava un assoluto
silenzio; non una voce dal pianterreno,
non un passo al piano di sopra.
Dietro le tende, la finestra era
spalancata, ma non si udiva ne un
passante sul marciapiede, ne una
macchina per strada.”
Noi ragazzi eravamo molto curiosi,
allora oltrepassammo la staccionata che
ci separava dall’ “edificio-fantasma”.
Il prato era ben curato e sparsi per il
giardino, spuntavano come talpe, piccoli
irrigatori. In un angolo c’era una
casetta di legno, dove erano riposti
ordinatamente molti attrezzi da
giardino.
Noi formammo il club Bassotti e,
quando entrammo, incominciammo
incuriositi a indagare ed esplorare.
Intanto sentimmo scricchiolare il
pavimento e sbattere le porte come se
ci fosse un fantasma che entrava e
usciva continuamente.
Decidemmo allora di trascorrere la
notte in quella struttura, raccontandoci
storie di fantasmi e di paura; il
seguente andammo a scuola e invtammo
i nostri compagni ad un pigiama-party,
ma quella non si rivelò una buona idea…
Appena arrivarono tutti, incominciammo
a ballare e ascoltare musica ad alto
volume.
Nello stesso tempo Frank, il ragazzo più
alto, urtò senza volerlo una lampada,
che cadde violentemente,
frantumandosi.
Tutti continuarono a ballare senza
accorgersi di nulla, mentre in breve
tempo divampò un incendio.
Prima che le fiamme avvolgessero
completamente la struttura chiamai i
vigili del fuoco, che in pochi secondi
accorsero a domare l’incendio.
Nello stesso momento ritornò il
proprietario dell’edificio che domandò
urlando cosa fosse successo.
Noi Bassotti a malincuore rispondemmo
in coro: “Fuoco e inondazione”.
Entrammo nell’ edificio e, appena le
fiamme furono spente decidemmo di
aiutarlo a riordinare i piatti-zattere, i
cuscini-boe, i mobili-isole e le pentolepesci. Quando riuscimmo a sgomberare
la struttura dall’ acqua, chiamammo i
nostri genitori che rimproverarono ma i
proprietario per l’aiuto donato, ci regalò
una squisita fetta di torta al cioccolato.
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Direttamente dall’ospedale San Gerardo di Monza gli articoli del nostro
Mi chiamo Leonardo, ho tredici anni, abito a Lissone, ma da circa 3
mesi la mia seconda casa e’ diventata l’undicesimo piano dell’ospedale
San Gerardo di Monza.
Frequento la terza media ma, invece di essere io ad andare a scuola,
e’ la scuola a venire da me!
Mi piace molto curiosare e osservare, pormi domande e trovare le
risposte; sto imparando ad apprezzare le cose piu’ semplici, come
uscire in bici o andare a prendere un gelato con un amico o fare una
passeggiata la sera; persino studiare comincia a piacermi di piu’!.
Per il mio aspetto fisico bisogna fare una puntualizzazione: ho gli
occhi castani, media altezza, generalmente ho i capelli castani e
sono magro; in questo momento pero’ sono quasi calvo, con il viso un
po’ gonfio.
Di me dicono che sono un ragazzo molto timido, ma quando prendo
confidenza divento l’opposto e sono molto espansivo.
Gli stati d’animo variano in continuazione; di solito tendo a essere
positivo e perciò solare e allegro, ma a volte vivo anche momenti di
debolezza. Ho una passione sfrenata per l’astronomia. Sin da quando ero un bambino facevo disperare i
miei genitori, perche’ volevo uscire di casa e vedere la luna e le stelle che mi ipnotizzavano.
UN MEDICO CHE NON STACCA MAI
Il Dr. Momcilo Jankovic è un pediatra emato-oncologo, responsabile dell'unità operativa day
hospital di ematologia pediatrica dell'Ospedale San Gerardo di Monza.
Sulla sua carriera si potrebbero scrivere libri interi, riguardo i suoi studi, le sue ricerche e i suoi successi nel lavoro, ma quello che lo rende unico è la grande umanità che mostra verso i suoi piccoli pazienti e le loro famiglie. Lui lavora in un reparto particolare, in cui i bambini e gli adolescenti che sono ricoverati si ritrovano a combattere una guerra con il proprio corpo. Il percorso alla guarigione richiede tempi molto lunghi e soprattutto cure molto pesanti e per questi particolari pazienti è difficile trovare il modo giusto per capirlo, accettarlo e affrontarlo. Questo medico 15
ha trovato un modo speciale per comunicare ai ragazzi il problema: “Il corpo umano – spiega ‐ è come un giardino fiorito. Il giardino per essere bello ha tre elementi che lo rendono tale: l’erba, i fiori, le piante. Così il corpo umano è formato dalle ossa, che contengono un tessuto molliccio che si chiama midollo che produce tre cellule: le piastrine, i globuli rossi e i globuli bianchi. Può capitare che nel giardino crescano spontaneamente delle erbacce e così anche nel nostro midollo può succedere che crescano da sole cellule cattive che impediscono a quelle buone di lavorare. L’obbiettivo è quello di eliminare una per una queste cellule cattive, proprio come farebbe il giardiniere con le erbacce. Questo processo richiede dei mesi e tanta pazienza e fiducia sia da parte dei ragazzi sia da parte delle mamme e dei papà. È proprio qui che interviene Jankovic: il suo straordinario e naturale modo di trasmettere ottimismo, tranquillità, positività, grinta, è davvero unico. Lui non è solo un medico, è un motivatore, uno psicologo, ma soprattutto un amico che ti lascia il suo numero e che ti invita a chiamarlo in qualsiasi momento per qualsiasi cosa, tanto da essere stato definito “il medico che non stacca mai: per chiunque e dovunque ”. Il suo semplice sorriso ha una potenza incredibile, basta per darti la carica necessaria ad andare avanti con tanta convinzione e per uscirne vincitori. Si Potrebbe continuare a scrivere ore sulla sua singolare personalità, ma è giusto ricordare che anche tanti altri medici lavorano con lui. Un equipe straordinaria, affiatata, professionale e soprattutto appassionata. Sono medici e infermieri che fanno il loro lavoro con grande passione, convinzione e che riescono a sollevarti il morale soprattutto nei momenti peggiori con i loro sorrisi. MARGHERITA HACK
Come dicevo nella mia presentazione, la passione della mia vita è
l’astronomia e Margherita Hack è un esempio da seguire.
L'astrofisica si è spenta a Trieste per problemi
cardiaci. E’ stata la prima donna a dirigere un
osservatorio astronomico nel nostro Paese, ha svolto
un'importante attività di divulgazione e ha dato un
considerevole contributo nella ricerca sugli astri. Ma è
celebre anche per il suo impegno politico.
Margherita Hack nasce a Firenze nel 1922 dove cresce e si laurea in Fisica nel 1945. Fino al 1992 ha insegnato astronomia all’Università di Trieste. È stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico. Nel 1980, Magherita Hack diede vita, presso l’università di Trieste, a un “Istituto di Astronomia” che è stato poi sostituito nel 1985 da un “Dipartimento di Astronomia”, che la scienziata ha diretto fino al 1990. Dal 1982 ha inoltre curato una stretta collaborazione con la sezione astrofisica della ‘Scuola internazionale superiore di studi avanzati’. GLI SCRITTI ‐ Margherita Hack nella sua lunga carriera ha alternato la stesura di testi scientifici universitari alla scrittura di testi a carattere divulgativo. Il trattato “Stellar Spettroscopy, è considerato ancora oggi un testo fondamentale. Nel tempo Margherita Hack ha collaborato con numerosi giornali e periodici specializzati, fondando nel 1978 la rivista 16
“L’Astronomia” di cui è stata a lungo direttore. Nel 1980 ha ricevuto il premio “Accademia dei Lincei” e nel 1987 il premio “Cultura della Presidenza del Consiglio”. Per me è stata una delle migliori scienziate dell’ultimo decennio, per questo l’ ammiro e spero di far della mia passione un mestiere, come ha fatto lei. Intervista a Leo
A cura di Samuele Grandesso, Marta Caspani e Nicolò Pacor Abbiamo intervistato Leonardo quando era ricoverato in ospedale per il trapianto del midollo Domanda: Da quanto sei in ospedale? Per quanto tempo dovrai stare ancora lì?
Leo: Sono qui da 2 settimane esatte e ci dovrò stare per altre 2 o 3.
Domanda: Per quale motivo sei in ospedale?
Leo: Ho subito il trapianto di midollo osseo. Ora stiamo aspettando che “attacchi”.
Domanda: Come ti trovi in ospedale?
Leo: Sono solo in camera, mi annoio, ma cerco sempre di inventarmi qualcosa di nuovo.
Domanda: Per esempio?
Leo: Oggi mi hanno portato la cyclette e ho fatto un po’ di esercizio. Passo tanto
tempo dormendo.
Domanda: I dottori e le infermiere sono simpatici?
Leo: Sì, sono simpatici bravi e intelligenti.
Domanda: Le infermiere sono belle?
Leo: Si, sono molto carine e anche giovani.
Domanda: Il cibo è buono?
Leo: Il cibo fa schifo, ma tanto in questo periodo non posso mangiare.
Domanda: Hai trovato degli amici??
Leo: Sì, con qualcuno ci sentiamo spesso.
Domanda: Ogni tanto parli con qualcuno?
Leo: Ora no, perché non riesco per via di una mucosite che mi tormenta.
Domanda: Il pagliaccio è simpatico?
Leo: Sì, ma è piú adatto ai bambini piccoli. Lui è famoso per i palloncini; a una bambina
una volta ha fatto la ballerina !.
Domanda: Sappiamo che hai partecipato ad un concorso di astrofisica e lo hai vinto
raccontaci un po’!
Leo: Dovevo scrivere un tema sulla sonda Cassini, su dove mandarla se sugli anelli di
Saturno o su due dei suoi satelliti.
Al concorso partecipavano ragazzi dai 10 anni a 18; i vincitori avevano il proprio tema
pubblicato sul sito della NASA. Io mi sono classificato primo.
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Proprio una settimana fa ho dovuto mandare una foto al centro di astrofisica
dell'Ansa (una specie di NASA ma europea) e mi hanno detto che prima di pubblicarlo
mi faranno un’ intervista.
Domanda: Ci sono belle ragazze??
Leo: Le infermiere sono tutte belle, ma sono troppo grandi per me!!!
Domanda: Hai un peluche o qualche oggetto particolare che ti fa compagnia?
Leo: Ma ragazzi, ho superata da un pezzo l’età dei peluches!.
Domanda: Quando i tuoi genitori vengono a trovarti??
Leo: Uno di loro é sempre con me, anche di notte.
Domanda: Sei preoccupato per quello che ti è successo?
Leo: Ormai è passato, ci vuole solo pazienza.
Perché devo essere preoccupato?
Domanda: Chi ti ha donato il midollo?
Leo: Mia sorella
Domanda: Era contenta di donartelo?
Leo: Sì, era molto contenta.
Domanda: Come sta ora lei?
Leo: Sta molto bene; è stata in ospedale due giorni o poi è tornata alla sua vita
normale
Domanda: Quando verrai a trovarci a scuola??
Leo: Non so, quando i dottori mi diranno che posso, forse vi farò una sorpresa a fine
maggio.
Domanda: Dicci una cosa bella ed una brutta della tua giornata in ospedale.
Leo: Brutta è che le giornate passano molto lentamente; le cose belle invece le devi
cercare guardando tutto con ottimismo.
FORZA LEO!!
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18
L’Amicizia…non si chiede!
Caro Diario,
27/03/2014
In questo periodo, in classe, stiamo affrontando il tema dell'amicizia e del
modo di relazionarsi con gli altri. Leggendo e discutendo in classe ho capito
meglio anche cosa vuol dire essere amici. A proposito! Caro Diario, oggi ti
voglio raccontare D'inizio di un'amicizia che si è formata durante le
vacanze estive, al mare. Il secondo giorno, dopo che ero arrivato all'isola
d'Elba , ero andato ad iscrivermi al torneo di tennis che si sarebbe svolto
dietro la spiaggia. C'erano tantissimi partecipanti: ero molto contento di
poter partecipare ad un torneo in cui mi sarei potuto confrontare con
giocatori che non conoscevo :dopo aver vinto più di dieci sfide, mi sono
trovato davanti un giocatore che dalla faccia avevo già capito essere un
avversario molto forte ed anche arrogante: era vestito con una maglietta
della "nike" con un teschio sulla parte anteriore ed un paio di pantaloncini
bianchi. A metà della patita ero già in vantaggio e verso la fine sentivo che
la tensione era alle stelle perché chi avesse vinto avrebbe potuto accedere
alla finale. Potevo udire le parolacce che diceva quando sbagliava! Quando io
feci il punto della vittoria il mio avversario corse subito dall'arbitro
aggredendolo con parolacce e bestemmie. Il giocatore fu squalificato e io
vinsi:il giorno do}t>, ho riconosciuto quel ragazzo che sedeva su uno scoglio
solo soletto .lo sono andato a sedermi a fianco a lui, chiedendogli come si
chiamava. Lui però non mi rispose.(io non ho mai saputo il suo nome).da quel
momento però, tra me e quel ragazzo, si era creato un legame di amicizia
che durò per tutta la vacanza, da quel momento io e lui andammo a
divertirci insieme e in spiaggia insieme giocavamo. Adesso che ho studiato e
riflettuto su come si costruisce un legame di amicizia, ho notato che il
legame che ci univa era quasi perfetto, perché rispettava quasi tutti i
principi su cui ho riflettuto in classe con i compagni. Ad esempio, io non ho
mai "imprigionato" il mio amico, togliendogli la possibilità di esprimere la sua
opinione, né gli ero sempre appiccicato .Comunque il fattore principale su cui
si basava il mio rapporto di amicizia con lui è il PERDONO, perché io ho
saputo ^ perdonare la sua brutta reazione durante il match. Secondo me,
saper perdonare è una cosa fondamentale in una relazione di amicizia,
perché tutti possiamo, sbagliare e se nessuno sa perdonare... l'amicizia è
una cosa impossibile Non sapere perdonare può volere dire anche non
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accettare il fatto che noi uomini non siamo sempre perfetti e questo può
portare anche a spezzare in legame così importante come quello
GENITORI-FIGLI. Caro Diario adesso io spero che mi perdonerai per tutte
le volte che ti lascio nelle mani dell'insegnante per farmi correggere tutto
quello che io ti scrivo.
Ciao diario, comportati bene con la prof.
27/03/2014
Caro diario,
oggi ti voglio raccontare un episodio che ti farà capire come io mi relaziono con gli
altri, ma prima di farlo ti racconterò dello spettacolo teatrale:" lo me ne frego!".
Questo spettacolo narra le storie di due amici molto legati, anche se sono molto
diversi e di come sia facile spezzare una bella amicizia. Tutto inizia con due ragazzi
(Biglia e Rospo) che sono molto diversi ( il primo è introverso, generoso e bravo a
scuola; mentre il secondo è più estroverso e capace nello sport), lo mi sento più simile
al primo perché anche io sono gentile e diretto nel relazionarmi con gli altri. Il
rapporto tra i due viene però rovinato dall' arrivo di Robertino, un ragazzo più
grande, che cambierà Rospo e lo farà diventare un bullo. Robertino è quello che io
chiamo il " Resergente", cioè un ragazzo che si mette al di sopra degli altri e ti fa
sentire inutile. Robertino era un' po' un "Prussiano"; infatti in storia stiamo
affrontando il periodo in cui si affacciano in sopra due potenze nuove la Prussia e la
Russia. Nella Prussia il re era detto "sergente" per la sua disciplina ferrea e la sua
intolleranza verso qualsiasi cosa che non gli andasse bene. Lo spettacolo si è concluso
con Biglia che dimostra di aver avuto ragione fin dall' inizio, perché lui ha fatto
carriera come avvocato. Robertino è rimasto paralizzato a seguito di un incidente e
implora Biglia di aiutarlo, mentre, Rospo, sarà processato per una serie di gravi
crimini, ma sarà difeso proprio dall' avvocato Biglia. Caro diario, una persona che si
relaziona con gli altri in modo prepotente non è una persona che avrà successo nella
vita; al contrario di chi è gentile e ti considera suo amico non per sfruttarti, ma
perché tiene a te. lo,con gli altri, mi relaziono in modo gentile e diretto, cioè cerco di
avvicinarmi loro con cordialità ripetuta ma, allo stesso tempo, non sono uno che perde
tempo, ma uno che ti parla subito, in modo spontaneo, cercando di far capire loro sì
come sono e non come gli altri mi vorrebbero. Così nello stesso modo si comporta No,
una delle protagoniste del brano letto in classe:" Lou e No". In questo brano una
ragazza benestante, Lou, osserva tutti i comportamenti delle persone in
metropolitana e da ogni loro singolo movimento riesce a capire le loro emozioni.
Successivamente arriva No, una ragazza senzatetto, che si avvicina a Lou e le chiede
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una sigaretta, da mangiare e dei soldi. Ciò che però mi accomuna a lei è il fatto che
No non si propone a Lou come una persona diversa da quello che è per piacerle di più,
ma si racconta così com'è. Oggi sono andato all'oratorio e ho incontrato un ragazzo
nuovo, arrivato da Matera, e nessuno lo voleva avvicinare, lo sono andato verso di lui,
mi sono seduto vicino a lui per guardarlo più da vicino e, successivamente, abbiamo
iniziato a parlare. Mi ha spiegato che nessuno vuole stare con lui perché è diverso^
questa cosa mi ha fatto riflettere. Sono arrivato alla conclusione che tutti coloro
che non lo volevano come amico sbagliavano perché, secondo me, la cosa più
importante su cui basare una vera amicizia è quella di non avere pregiudizi sugli altri
in base alla loro religione, alla loro lingua, al loro aspetto fisico e alle abitudini.
Questo concetto è bene spiegato nel brano letto in classe:" Lo straniero". In questo
si racconta di quanto è difficile fare l'inviato speciale perché ci si deve adattare a
una nuova città, a una nuova lingua,... ma, soprattutto bisogna riuscire a capire come
pensa una persona di un altro paese. Zucconi afferma che non si devono avere
pregiudizi sugli altri perché, pur non avendo le nostre stesse abitudini, si è
accomunati dal fatto che ognuno di noi ha dei sogni e delle speranze, e questo è ciò
che si dice:" Essere umani". Alla fine puoi dedurre che non si devono avere pregiudizi
sugli altri, perché condividiamo tutti le stesse emozioni! Come disse il grande poeta e
drammaturgo William Shakespeare:" Tutti sanguinano allo stesso modo, quando si
pungono. Tutti ridono allo stesso modo, quando gli fai il solletico. E tutti considerano
quelli che sono diversi da loro "strani" o "stranieri" Caro diario, per oggi è tutto, ci
vediamo domani con nuove vicende da raccontare.
Con affetto, Riccardo
Oggi sono andato a vedere uno spettacolo teatrale intitolato "lo me ne frego".
Questo spettacolo era incentrato sul tema del bullismo e dello stare bene con gli
altri. La storia narra di due amici formidabili, Biglia e Rospo: andavano airoratorio
insieme, giocavano a pallone e passavano gran parte del tempo uniti. Rospo però
iniziava a cambiare e a frequentare cattive compagnie: inizialmente sembrava essersi
trovato un altro compagno di giochi, ma successivamente la cosa si aggravò. Iniziò a
fare atti di bullismo verso Biglia insieme a Robertino (un bullo di 14 anni),
chiedendogli dei soldi per realizzare un fantastico motorino fiammeggiante. Rospo
divenuto così grande si trovò a dover confessare la sua colpevolezza per il furto di
una banca e l'omicidio di un cittadino. Gli venne così assegnato un avvocato, e indovina
chi si trovò davanti? Sì, proprio lui, Biglia che nonostante tutto ciò che aveva subito
era disposto ancora ad aiutarlo. E così finì la storia. Diciamo che mi sono ritrovato sia
in Rospo che in Biglia. Non sempre siamo disposti ad ascoltare tutto ciò che gli altri
ci dicono, e a volte arriviamo anche a maltrattarli. E a volte siamo come Biglia perché
a tutti capita di essere vittima di prese in giro, anche se bisogna sapersi difendere.
Proprio l'altro giorno, per casp/1 stavamo parlando in classe di Frozen! Sono
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innamorato della colonna sonora di quel film!!! Ogni giorno ascolto la canzone "Let it
go"... non ne posso fare a meno (OK, SONO STRANO. NON PUOI CAPIRMI).
Comunque volevo parlarti un po' del film che è tutto incentrato sull'amicizia tra Elsa,
principessa dai poteri di ghiaccio e Anna, sorella estroversa di Elsa. Ogni personaggio
ha un ruolo ben preciso: le due sorelle potrebbero rappresentano la vera amicizia,
mentre Hans invece (il principe che alla fine si rivela essere cattivo) rappresenta il
tradimento proprio come fece Rospo con Biglia. Oltre al film che ho visto
personalmente, in classe abbiamo letto molti brani suN'amicizia e sullo stare bene
con gli altri. Precisamente ieri abbiamo letto "Lo straniero" in cui IPautore ci parla
del suo mestiere dell' INVIATO SPECIALE. Sai in cosa consiste? Beh, è molto
semplice. Se vuoi puoi farlo anche tu..impossibile. Devi trasferirti in un qualunque
paese del mondo e spedire in Italia articoli riguardanti quella nazione. Ma non è finita
qui! Per mandare articoli riguardanti quella nazione devi anche conoscere e rispettare
gli usi e costumi di quel luogo. La frase che mio è piaciuta di più è stata "Dopotutto la
parola straniero è sorella gemella della parola strano, o estraneo addirittura
nell'antico greco si diceva barbaro". Tutti alla fine siamo considerati strani dagli
altri: forse per gli usi e costumi o forse per il nostro carattere; ma siamo tutti uguali
"Tutti sanguinano allo stesso modo. Tutti ridono allo stesso modo quando gli fai il
solletico." Dice William Shakespeare. Dopo questa discussione potrei dirti che il mio
modo di relazionarmi con gli altri è abbastanza aperto (soprattutto con te) e mi piace
discutere con gli altri di un po' di tutto. Volevo finire la mia pagina di diario
salutandoti e augurandoti buonanotte...Ciauuu!!!
IL TUO MATTEO
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LA SCUOLA SUPERIORE:
LA PRIMA GRANDE
SCELTA.
Caro Diario,
come ben saprai, in questo periodo sto affrontando un momento molto difficile e nello
stesso tempo molto importante della mia vita: la scelta della scuola superiore. Una
scelta che non si riduce solamente al percorso scolastico che si decide di frequentare
per almeno 2 anni: ma che in qualche modo influenzerà il mio futuro incidendo
positivamente o negativamente su di esso. Ma veniamo al sodo. Tu ormai mi conosci da
2 anni e sai che, a scuola, le materie nelle quali sono bravo coincidono con quelle che
richiedono maggiore concentrazione di ore di studio a casa (le lettere , la matematica,
le scienze, l’inglese, lo spagnolo, la musica, etc), mentre non ho grandi capacità nel
campo sportivo e in quello tecnologico e plastico. Questo naturalmente esclude la
scelta di un liceo sportivo, di una scuola professionale e di un liceo artistico. Sempre
attenendomi alle capacità che ti ho illustrato sopra, sarei adatto a frequentare un
liceo classico, un liceo scientifico o un liceo linguistico. Fra queste possibilità, la
prospettiva che mi adatta e di più è quella di frequentare un liceo classico dal
momento che penso di possedere una spaccata capacità nello scientifico dei testi e
nello studio della grammatica,
della letteratura della storia e della geografia. Ho parlato di questa possibilità con i
miei genitori, ma loro continuano insistere perché frequenti il liceo scientifico, dal
momento che dista solo un km da casa mia e, secondo loro consente più “sbarchi
professionali” di un liceo classico. Sono certo che tu obbietterai <<Ma la tua scelta
della scuola da frequentare è una decisione di tua competenza, non dei tuo genitori>>.
Certo, caro diario sicuramente la scelta della scuola da frequentare compete a me e
non ai miei genitori ,ma loro facendo così vogliono solo il mio bene e non vogliono che,
quando, fra 11 anni, (forse) avrò terminato il ciclo di studi universitari, io mi ritrovi
con il titolo di studi in mano, ma senza riuscire a trovare un lavoro.
In realtà sarei adatto anche a frequentare un liceo scientifico perché, come ti ho
accennato prima, mantengo una buona media anche nell’ambito scientifico-matematico.
Però, non so perché, qualcosa mi dice che, frequentando un liceo classico, avrei
maggiori possibilità di successo che frequentando un liceo scientifico, e ho paura di
trovarmi in grosse difficoltà seguendo l’opzione consigliata dai miei genitori.
Mi viene in mente quello che ha detto il Dottor Cornaggia, sabato all’incontro con i
professori delle scuole superiori: “la scelta di una scuola superiore non è un’operazione
matematica; non ha una soluzione esatta, che è possibile considerare sicura al 100%”,
e ancora “nella scelta della scuola superiore, una percentuale di rischio è sempre
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presente, e, secondo me, bisogna saper accettare i rischi che in generale la vita
comporta”.
Io seguirò il consiglio del Dottor Cornaggia: sceglierò una delle tre possibilità che ti
ho presentato, mi impegnerò il piu’ possibile nello studio e saprò accettare tutti i
rischi e le sfide che la vita mi presenterà.”
Ciao caro diario, grazie per avermi ascoltato.
Fabrizio. 3A
Caro diario,
è da tanto che non ti scrivo e...
Comunque, sai che tra pochi mesi ci sarà l’iscrizione alla scuola superiore e…volevo
parlarti proprio di questo!
È da un po’ che con la nostra Prof. di italiano abbiamo iniziato l’attività di
orientamento; all’inizio mi è sembrata una stupidaggine, mi chiedevo il perché di tutto
questo! Con il passare dei giorni mi sono resa conto che non era
del tutto una stupidaggine!
Quest’attività di orientamento mi ha fatto riflettere un po’ sul
mio carattere e sulla mia personalità: ho capito come sono!
Intendo dire che ho riconosciuto alcune cose in me che non
pensavo di avere!
Ecco che arriva, dopo alcune settimane, il giorno dell’incontro
con i Prof. delle superiori: non mi sono annoiata, anzi… ho capito
che scuola vorrò fare veramente: il liceo scientifico!
All’età di quattro anni, mio padre mi faceva guardare
documentari molto interessanti: su interventi chirurgici, sulla
storia dell’universo, sulla natura (con mia mamma!) e sui ritrovamenti di mummie, dei
fossili di animali preistorici e della riesumazione dei corpi mummificati naturalmente!
Strano ma vero.
E da quel momento ho iniziato ad appassionarmi alla scienza ed ora è arrivato il
momento di mettere in pratica tutto quello che so sulla scienza e sulle materie
studiate in questi anni e intraprendere la strada per diventare qualcuno!!
Se vuoi saperla tutta pochi anni fa avevo paura, ora invece, sono più tranquilla, perché
so di potercela fare, anche se la strada sarà lunga e dura ed ovviamente dovrò dare il
massimo! In famiglia non si parla d’altro; i miei genitori appoggiano la mia scelta, solo
che… ogni giorno mia mamma mi dice: “ Devi dare il massimo e non devi accontentarti
delle briciole degli altri!” ed ha ragione!
Quindi… accendiamo i motori e… partiamo alla ricerca del vero pane e non delle
briciole!
Adela 3° A
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24
A cura di Alessandro Brigatti e
Samuele Grandesso
Abbiamo chiesto ai ragazzi delle Terze di Bareggia quali sono le loro
intenzioni per l’ anno prossimo.
30
27
25
19
20
Licei
Istituti Tecnici
15
10
Istituti Professionali
CFP
10
5
5
0
25
10
9
8
7
6
5
4
3
2
1
0
Liceo
Istituto Tecnico
Istituto Professionale
CFP
3°D
3°E
3°F
I nostri coetanei prediligono i licei, in
particolare
scienze umane
8
7
3
scientifico
scienze
applicate
scientifico
tradizionale
2
classico
6
5
4
1
0
alunni
linguistico
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26
LE SCUOLE SUPERIORI: UN
MONDO DA VIVERE
Sempre più spesso ci troviamo a riflettere su quello che sarà il nostro
destino alle scuole superiori.
Il futuro ci porta un po’ di inquietudine, cosi abbiamo deciso di contattare
due ragazzi che hanno compiuto questo grande passo prima di noi.
Abbiamo intervistato Valentina, che l’anno scorso ha scelto come scuola
superiore il liceo classico al Maiorana di Desio e Amos,che invece si è
iscritto al Corso di Formazione Professionale per diventare pasticciere.
Valentina:
Domanda: Come mai hai scelto questo percorso?
Risposta: Perché mi interessavano le materie, soprattutto l’italiano; volevo
inoltre imparare il greco e il latino per poter approfondire lo studio della
loro civiltà e della loro letteratura.
D: Che media hai adesso nei voti?
R: Riesco a mantenermi sull’ otto e mezzo
D: Complimenti! Quante ore studi al giorno?
R: Sicuramente non meno di cinque, poi magari ci sono giorni in cui sono più
libera ed altri in cui devo stare chiusa in casa e restare sui libri fino a
notte inoltrata.
D: E’ pesante?
R: I primi mesi sono stati veramente difficili, ma poi con il tempo ti
abitui.
D: Qual è la materia più difficile?
R: Sicuramente latino, anche perché ho il professore più severo della
scuola
D: E quella che ti piace di più?
R: Greco, è stata una bella sorpresa
D: Come sono in generale i prof?
27
R: Chiedono molto, ma sono bravi. Alcuni sono particolarmente disponibili
con noi ragazzi, altri per carattere tendono a essere meno espansivi
D: E i nuovi compagni?
R: Sono tutti simpatici. Ci si aiuta molto; appena sei in difficoltà, anche
minima, la classe si “attiva”..
D: In classe si ride e si scherza o bisogna stare sempre seri?
R: Si ride molto, ma tutti capiscono immediatamente quando c’è da stare
seri .
D: Quante ore di scuola fai al giorno?
R: Dipende, alcuni giorni 4 e altri 5
D: Hai un giorno di “libertà”?
R: Solo il sabato pomeriggio, poi la domenica si torna a studiare
D: Hai dovuto rinunciare allo sport?
R: Sì. Prima giocavo a pallavolo a livello agonistico; ho dovuto lasciarla
completamente.
D: Fai attività extrascolastiche?
R: Si, il potenziamento di inglese e tra poco inizierò un corso di
arrampicata
D: Sei soddisfatta della tua scelta o
ti piacerebbe cambiare?
R: Sono molto soddisfatta della mia
scelta e non la cambierei per niente
al mondo.
D: Cosa ti senti di consigliare ai
ragazzi di terza media?
R: Riposatevi bene dopo gli esami,
godetevi l’estate, perché poi a settembre sarà tosto.
AMOS:
Domanda: Come mai hai scelto questa scuola?
Risposta: Mi piacerebbe diventare un panettiere o pasticciere, e poi
sapevo che avrei avuto poco da studiare.
D: Che media hai adesso? E alle medie?
R: Adesso ho la media del 7; sono uscito dalle medie con un 8
28
D: Quante ore studi al giorno?
R: Ore?! 10 minuti ahahahah
D: Quindi la scuola non ti impegna tanto
R: No, per niente
D: Qual è la materia più difficile? E la più facile ?
R: Scienze mi richiede un po’ di attenzione in più, invece i laboratori e
relazione sono una passeggiata.
D: Come sono i prof.?
R: Sono molto comprensivi; appena vedono che hai bisogno ti aiutano.
D: E i tuoi compagni?
R: Sono come me: hanno un obbiettivo ben preciso, sono persone concrete
e anche molto simpatiche
D: In classe si ride e si scherza o bisogna stare sempre attenti?
R: Si ride molto, fin troppo
D: Quante ore di scuola fai al giorno?
R: Sei ore
D: Hai dovuto rinunciare allo sport?
R: No, anzi. Faccio calcio e mi alleno tre volte alla settimana più la partita.
D: Senti ancora i tuoi compagni delle medie?
R: Alcuni li vedo, altri non li ho più sentiti.
D: Che laboratori svolgi?
R: Pasticceria e panetteria
D: Quale preferisci?
R: Mi è stata data la possibilità di provarli entrambi, ma
ora come ora non saprei decidere.
D: Cosa ti senti di consigliare ai ragazzi di terza media?
R: Consiglio loro di fare quello che desiderano e di non
rinunciare ai loro sogni.
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29
Natale 2013
La collaborazione tra famiglie e scuola è per la nostra istituzione una
realtà consolidata. Anche quest’ anno, grazie alle energie e alla buona
volontà di tutti, la sottoiscrizione a premi di Natale è stato un successo.
Grazie ai fondi raccolti saremo in grado di fare gli acquisti di cui abbiamo
bisogno.
Mamme, papà e insegnanti all’opera per
incartare i premi per i ragazzi.
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30
Quest’anno gli alunni di terza hanno
partecipato al Primo Consiglio Comunale dei
Ragazzi. In questa occasione hanno
ricordato le vittime della shoah e delle
foibe e hanno presentato un video di 30
minuti realizzato interamente da loro a
scuola.
Questo lavoro non sarebbe stato possibile
senza il fondamentale aiuto di Samuele
De Lazzari e Pietro Cavalletto di 3D e
Andrea Ripamonti, Stefano Carzaniga, Carlo Lambrughi e Samuele Rossi di 3F, che con
la loro perizia informatica hanno montato e realizzato il filmato.
Abbiamo intervistato questi ragazzi mentre terminavano il lavoro.
D: Quanto tempo è stato necessario per realizzare il progetto?
Andrea: Una settimana circa.
D: Quante ore al giorno gli avete dedicato?
Samuele R.: A scuola dalle 3 alle 5 ore.
D: Come vi è venuta la passione per il computer?
Carlo: Quando avevo 8 anni giocavo su internet con il computer di mio papà, poi alla
cresima me ne hanno regalato uno e da lì è iniziata la mia passione.
D: Quante ore al giorno passate al computer?
Samuele D.: Dalle due alle quattro ore.
D: L’uso del computer ostacola il vostro studio?
Risponde Andrea per tutti: No!!!
D: Quali sono le materie che preferite?
Pietro: Musica, Tecnologia e Educazione Fisica
Samuele R.: Geografia, Storia e Spagnolo.
Carlo: Spagnolo, Tecnologia, Educazione Fisica.
Andrea: Geografia, Storia, Educazione Fisica.
Stefano: Matematica e Scienze.
Samuele D.: Educazione Fisica, Inglese, Religione.
D: Che scuola farete l’anno prossimo?
Andrea: Liceo scientifico
Samuele R.: Liceo delle scienze umane indirizzo economico-sociale (LESS)
Samuele D.: Economia finanza e marketing.
Pietro: Grafica e comunicazione
Stefano: Liceo scientifico
Carlo: Istituto professionale per il disegno del mobile
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A cura di Samanta Levato e Martina Paoniti
Una cosa che ci accomuna è la passione per il cinema. Spesso, quando ci troviamo l’una
a casa dell’altra, rivediamo film che ci hanno colpito particolarmente e di solito,
quando ci sono giornate piovose, organizziamo serate in compagnia al cinema.
Tra gli ultimi film usciti, questi sono quelli che ci sono piaciuti di più.
Sole a catinelle (2013)
Trama:"Se sarai promosso con tutti dieci. Papà ti regala
una vacanza da sogno"È questa la promessa che Checco fa al
figlio Nicolò. Fin qui tutto bene, il problema è che Checco,
venditore di aspirapolvere in piena crisi sia con il fatturato
che con la moglie, non può permettersi di regalare al figlio
nemmeno un giorno al mare. E quando Nicolò riceve la pagella
perfetta, la promessa va mantenuta.
Il film è divertente, non scade mai nella volgarità; Checco
Zalone ci fa sorridere, ma anche riflettere sui tempi che stiamo vivendo.
Prisoners (2013) Un padre di famiglia di Boston si
trasforma in vigilante quando la figlia di sei anni e una sua
amica vengono rapite. Ad affiancare l'uomo, credente
convinto che si sente tradito da Dio e dalla legge, vi è un
giovane agente di polizia che indaga sul caso. Quando trova il
criminale colpevole del rapimento, il padre lo cattura e
comincia a torturarlo nel disperato tentativo di scoprire se
le due bambine sono ancora vive.
È un film molto bello, ma a certi tratti fa un po’ paura. La
grinta e la voglia del padre di trovare le due bambine è
fortissima.
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Un weekend da bamboccioni 2 (2013)
Trama:
Il gruppo di amici capeggiati da Lenny si trova alle prese con un
team di bulli d'ultima generazione. Lenny ha deciso di trasferirsi
con la sua famiglia nella cittadina dove sia lui che i suoi amici sono
cresciuti, ma stavolta saranno proprio i bamboccioni a dover
incassare la lezione dai propri figli durante l'ultimo giorno di
scuola.
Stai lontana da me (2013)
Trama:
Jacopo è il miglior consulente matrimoniale su piazza: dategli
una coppia ormai alla deriva e lui in men che non si dica ne farà
un esempio di vita coniugale. Purtroppo l'unico caso che non
riesce a risolvere è proprio il suo: da sempre infatti porta una
sfortuna nera a tutte le donne che si fidanzano con lui. Alcune
finiscono al Pronto Soccorso, altre ci rimettono la carriera e ad
un certo punto l'unico rimedio diventa la fuga. Jacopo lo sa e,
proprio per evitare disastri, impara a fuggire per primo. Ma un
giorno incontra Sara.
Need for speed (2014)
Trama:
Per Tobey Marshall (Aaron Paul), un onesto meccanico che
gestisce l’officina di famiglia e partecipa alle corse clandestine
con gli amici nei weekend, la vita scorre felice. Ma il suo universo
va in mille pezzi quando viene incastrato per un crimine che non ha
commesso e finisce in prigione. Così, passa i due anni successivi con in mente una sola
cosa: la vendetta. Mentre mette in discussione tutto quello in cui ha sempre creduto,
è determinato a distruggere i suoi nemici, costi quel che costi.
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33
MUSICA CHE PASSIONE
A cura di Leonardo Marchese
L’anno scorso tra i tanti regali di Natale ho trovato sotto l’albero un biglietto per
il concerto milanese di David Guetta. Ero già da tanto tempo un suo fan, ora sono
il fan numero uno!
DAVID GUETTA
David Guetta (Parigi, 7 novembre 1967) è un disc jockey e produttore discografico
francese.
Inizia la sua carriera negli anni Ottanta come DJ. Nel 2001 è co-fondatore di
Productions Gum e pubblica il suo primo album, Just a Little More Love. Nel 2004
pubblica Guetta Blaster e nel 2007 Pop Life. La sua fama e il successo aumentano nel
2009 con la produzione del singolo I Gotta Feeling per i Black Eyed Peas e con la
34
pubblicazione del suo quarto album, One Love, che include le hit When Love Takes
Over con Kelly Rowland, Sexy Bitch con Akon, Gettin' Over You con Chris Willis,
Fergie & LMFAO, Memories con Kid Cudi e Night of Your Life con Jennifer Hudson.
Dal suo esordio ha venduto oltre 5 milioni di album e 20 milioni di singoli in tutto
il mondo.
Attualmente è uno dei più ricercati produttori musicali.
Durante la sua carriera ha collaborato con numerosi artisti pop e hip-hop tra cui Akon,
Kelly Rowland, Black Eyed Peas, Chris Willis, Estelle, Fergie, Flo Rida, Kid Cudi, Nicki
Minaj, LMFAO, Rihanna, Lil' Wayne, Ludacris, K'naan, Kylie Minogue, Taio Cruz, Snoop
Dogg, Madonna, Christina Aguilera, Will.I.Am e Jennifer Hudson.
Vita privata
Nel 1989 incontra, a Saint Tropez, Cathy Lobe e nel 1992 i due si sposano. La coppia
ha due figli: un maschio, di nome Tim-Elvis, nato il 9 febbraio 2004, ed una femmina,
di nome Angie, nata il 23 settembre \2007. È fratello minore dell'attrice Natalie
Guetta, che interpreta la perpetua Natalina nella serie televisiva Don Matteo.
Premi e riconoscimenti
•
2008: è stato eletto da "Dj Awards" come "Best House DJ"
•
2009: One Love vince come miglior album internazionale dell'anno
•
2009: votato da "Dj Magazine" come terzo miglior DJ al mondo dopo Armin Van
Buuren (primo) e Tiësto (secondo)
•
2009: viene nominato per cinque "Grammy awards", tre per One Love e due per
la canzone I Gotta Feeling in collaborazione con i Black Eyed Peas
•
2010: votato da "Dj Magazine" come secondo miglior DJ al mondo dopo Armin
Van Buuren
•
2011: votato da "Dj Magazine" come migliore DJ al mondo
•
2012: votato da "Dj Magazine" come quarto migliore DJ al mondo
35
•
2013: votato da "Dj Magazine" come quinto migliore DJ al mondo
Consiglio ai lettori l’ascolto di “Ain’t a Party” (canzone presente nella mia ultima
compilation “On The Dancefloor vol. 5”) , una delle sue ultime canzoni, bella ma meno
famosa delle altre.
E’ un brano di 6:04 (completa), 3:14 nella versione diffusa nelle radio che unisce
diversi generi musicali dal rock alla hard dance ed è in grado di far scatenare
l’ascoltatore al massimo trasmettendogli energia e voglia di ballare.
Evoca “Song 2”
dei Blur, ma in versione più da discoteca.
Nel testo Guetta invita l’ascoltatore a partecipare virtualmente ad una festa e
aggregarsi al gruppo di persone che ascoltano la sua canzone e hanno voglia di ballare
esageratamente.
PER ASCOLTARLA…
http://www.youtube.com/watch?v=Zv809IhklRA
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36
ON THE DANCEFLOOR VOL. 5
La nuova compilation di Leonardo Marchese
HO TERMINATO DI REALIZZARE IL CD IL GIORNO 23 NOVEMBRE 2013.
NEL DISCO HO INSERITO HIT POP E DANCE FAMOSE COME “WAKE ME UP” DI
AVICII O “SUMMERTIME SADNESS (CEDRIC GERVAIS REMIX)” DI LANA DEL
REY e 4 BRANI APPENA PUBBLICATI DI EMPIRE OF THE SUN, BOB SINCLAR,
EMINEM feat. RIHANNA E JAKE LA FURIA (UNO DEI RAPPER DEI CLUB DOGO).
IL CD E’ TUTTO MIXATO, TRANNE LE BONUS TRACKS, CHE SONO CANZONI
PIU’ TRANQUILLE.
PER FARE IL CD HO UTILIZZATO IL MIO MIXER COLLEGATO AL PROGRAMMA
“VIRTUAL DJ”, USANDO QUESTA VOLTA NEL MIX DEGLI EFFETTI SPECIALI,
TRANNE NELLE PRIME TRE TRACCE.
QUESTA E’ LA TRACKLIST:
1)
2)
3)
4)
5)
DAFT PUNK feat. PHARRELL WILLIAMS “LOSE YOURSELF TO DANCE”
AVICII feat. ALOE BLACC “WAKE ME UP”
EMPIRE OF THE SUN “DNA (CALVIN HARRIS EXTENDED REMIX)”
AXWELL “CENTER OF THE UNIVERSE”
BENNY BENASSI feat. JOHN LEGEND “DANCE THE PAIN AWAY
(ORIGINAL MIX)”
6) BOB SINCLAR “CINDERELLA (SHE SAID HER NAME)”
7) LUMIDEE VS FATMAN SCOOP “DANCE 2013 (VOODOO & SERANO RADIO
EDIT)”
8) DAVID GUETTA & GLOWINTHEDARK feat. HARRISON “AIN’T A PARTY
(ORIGINAL MIX)”
9) LAJOR MAZER “WATCH OUT FOR THIS (BUMAYE) (DIMITRI VEGAS &
LIKE MIKE TOMORROWLAND REMIX)”
10) RAY FOXX feat. RACHEL K COLLIER “BOOM BOOM (HEARTBEAT)”
11) MARTIN GARRIX “ANIMALS (ORIGINAL MIX)”
12) DUCK SAUCE “IT’S YOU”
13) LANA DEL REY “SUMMERTIME SADNESS (CEDRIC GERVAIS REMIX)”
14) LADY GAGA “APPLAUSE”
BONUS TRACKS:
15) ELLIE GOULDING “BURN”
16) EMINEM feat. RIHANNA “THE MONSTER”
17) JAKE LA FURIA “GLI ANNI D’ORO”
18) LUCA CARBONI feat. FABRI FIBRA “FISICO & POLITICO”
ADESSO CHE AVETE LETTO LA TRACKLIST, SE VI HA INCURIOSITO,
ANDATE DA LEO IN 3 F A PRENDERE LA COMPILATION!!!! ;) Ritorna indice
37
A cura di: Samanta Levato & Martina Paoniti
ANTIPASTI
MILLEFOGLIE DI PATATE
Ingredienti:
Patate
Formaggio a piacere
Olio per friggere
Sale
Lavate le patate, sbucciatele e tagliatele a fettine spesse un paio di millimetri
Friggetele in abbondante olio di semi, Fate asciugare l’olio in eccesso, salatele e
pepatele. Tagliate il formaggio a strisce sottili Scegliete quattro fettine di patate
dalla forma simile. Mettete il formaggio su tutte le fette tranne una (che sarà quella
che andrà in cima). Io ho usato quattro fette per ogni millefoglie, ma potete variare
l’altezza a piacimento. Impilate le patate e mettetele in forno preriscaldato a 180
gradi (o nel microonde) giusto il tempo di far sciogliere il formaggio.
PRIMI PIATTI : PASTA AL
FORNO CON FORMAGGIO
Ingredienti:
Pasta corta
Uova
Sale e pepe
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Un po’ di salsiccia
Parmigiano
Provola
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata e scolatela al dente. Fatela
raffreddare.In una ciotola sbattete le uova con sale e pepe. Aggiungete la pasta, le
salsicce tagliate a pezzetti ed abbondante parmigiano. Versate in uno stampo del
diametro di 26cm rivestito di carta da forno. Dipende da quanto volete farla venire
alta! In foto vedete una teglia rettangolare perchè ho fatto doppie dosi. Spolverate
con altro parmigiano. Cuocete in forno ventilato preriscaldato a 200° per circa 30
minuti.Controllate che le uova si siano cotte! Sfornate ed aggiungete la provola
tagliata a cubetti. Cuocete altri 10 minuti.
SECONDI PIATTI : CORDON BLEU
Ingredienti:
Petto di pollo
Prosciutto cotto
Fontina
Uovo e pane grattato
Olio per friggere
Sale
Prendete le fette di petto di pollo e, se sono troppo
spesse, battetele con un batticarne Mettete al centro il
formaggio e il prosciutto Chiudete i cordon bleu. Passate
i cordon bleu nell’uovo leggermente sbattuto e poi nel
pangrattato. Friggete in abbondante olio di semi, un paio
di minuti per lato Asciugate l’olio in eccesso, salate e
servite i vostri cordon bleu fatti in casa.
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DOLCI : CHEESECAKE AL
TIRAMISU’
Ingredienti:
Biscotti secchi
Savoiardi
Caffè
Fogli di gelatina
Mascarpone
Zucchero
Formaggio spalmabile
Panna da montare
Cacao amaro
Tritate i biscotti in un mixer o mettendoli in un sacchetto e schiacciandoli con un
matterello. Foderate uno stampo a cerniera del diametro di 24 cm, rivestito alla base
di carta da forno. Tagliate i savoiardi a metà, Bagnateli nel caffè (senza inzupparli
troppo!) e metteteli in piedi lungo il bordo e Mettete in frigo. Mettete la gelatina ad
ammollare in acqua fredda per 5-10 minuti. Scaldate il caffè e scioglietevi la gelatina,
dopo averla strizzata. Lasciate intiepidire poi In una ciotola lavorate il mascarpone
con lo zucchero. Aggiungete il formaggio fresco. Aggiungete il caffè con la gelatina,
mescolando velocemente. Aggiungete la panna di latte montata, Versate nello stampo
del cheesecake. Coprite e mettete in frigo per 4-5 ore almeno. Spolverate con il cacao
amaro, e servite una bella fetta di cheesecake al tiramisu’.
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40
A cura di Noman Hussain
I piatti della tradizione pakistana sono caratterizzati dall’uso abbondante di
peperoncini rossi e verdi e di spezie profumate. Questi che ho scelto per voi
sono tra i più conosciuti, quelli che si preparano in famiglia nei giorni di festa.
MASALAH DI POLLO
Ingredienti-Pollo a pezzi-Olio-Cipolla
tritata-Polvere di peperoncino–SalePolvere di curcuma-Pomodori tritataAcqua-Foglie di coriandolo
PREPARAZIONE
Scaldate l’olio in una casseruola e soffriggetevi la cipolla tritata, abbrustolendola un
pochino.
Aggiungetevi la polvere di peperoncino, quella di zenzero, il sale, la polvere di curcuma,
quella di coriandolo e soffriggete queste spezie per un paio di minuti.
Ora aggiungete i pomodori tritati e continuate a mescolare per 10 minuti o fino a che
il burro si separi dalle spezie.
Aggiungete, ora, i cubetti di pollo precedentemente passati nella medesima mistura di
spezie, cioè il garam masalah, in modo tale che ne siano ricoperti. Aggiungete ½ tazza
d’acqua e lasciate che il pollo cuocia a fuoco basso per 15 minuti.
Rimuovete il coperchio, mescolate il pollo e lasciate cuocere per altri 10 minuti.
Quando il burro inizia a separarsi dagli ingredienti, aggiungete ¼ di tazza d’acqua,
cospargete di garam masalah e di foglie di coriandolo tritate e ricoprite la casseruola
per 5-6 minuti.
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GULAB JAMUN
Ingredienti: Latte-Aceto-Acqua-Zucchero.
Portate il latte ad ebollizione, quindi
incorporatevi l’aceto così che il siero si
separi. Buttate via la parte liquida facendo
colare il composto attraverso un canovaccio.
Versate dell’acqua fredda sopra la cagliata
per raffreddarla e lavarla. Scartate l’acqua
e appendete il canovaccio per 15-20 minuti
per far colare l’acqua in eccesso.
Mettete la cagliata in un mixer e frullatelo
fino a che raggiunga una consistenza
morbida. Potete aggiungete solo un po’ (1 cucchiaino) d’acqua mentre frullate qualora il
caglio sia troppo asciutto. Prestate attenzione a non aggiungere una quantità eccessiva
d’acqua.
Rimuovete l’impasto e fatene piccole palline (1cm di diametro). Mettete dell’acqua a
bollire, assicuratevi che la profondità di 4-6cm . Aggiungete dello zucchero ad
ebollizione nell’acqua per fare uno sciroppo, continuate a bollirlo e versate dolcemente
le palline di cagliata nello sciroppo stesso.
Lasciate cuocere le palline per 30-40 minuti, quindi rimuovete dal fuoco e fate
raffreddare. Mettete le palline e lo sciroppo in un contenitore e mettete in
frigorifero.
Servite il dolce freddo.
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42
I ragazzi di 1 F si sono cimentati nella stesura di simpatiche
descrizioni. Il primo oggetto a cui si sono dedicati è stato
l’albero che vedono tutti i giorni dalla finestra della loro classe.
Nel giardino della nostra scuola ci sono diversi tipi di alberi.
Quello davanti a me sembra un portamatite che contiene
matite corte, lunghe e medie. Quando nel cortile della scuola
c’è vento queste matite cominciano a muoversi e sembra quasi
che vogliano disegnare in cielo. Io gli do una mano, immaginando
disegni per lui. È proprio un bell’ albero e, se potessi farlo
diventare piccolo piccolo, sulla mia scrivania ci starebbe
proprio bene! A guardarlo bene sembra proprio che mi sorrida,
deve essere anche un albero molto simpatico! Penso di aver
scelto proprio l’albero migliore.
Rebecca Motta
Siamo a scuola, guardiamo fuori e vediamo una pianta di
fico: i rami sembrano dita, dita che cercano il sole,
cercano di essere alte, ma ormai questa forza si è spenta
e si riaccenderà in primavera quando l’albero sarà
nuovamente carico di fiori; adesso è scuro, cupo, il suo
tronco è rugoso e non cresce più: dorme un sonno
profondo.
È triste vederlo qui, dovrebbe stare nei campi, con i suoi
amici, carico di fiori e frutti, invece è destinato a stare
dove non può conoscere la felicità! In autunno piange
foglie amare perché è circondato da muri e pochi amici.
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Ormai si è abituato a sentire le urla dei prof. Mi sussurra che gli dispiace vedere i
suoi amici di carta essere buttati via ,dunque mi implora: “rispetta la flora”..
Federica Stemma
L’ unico sempreverde del giardino è un vero e proprio gigante solitario. È alto e isolato
e sembra triste e sconsolato. Ha dei rami robustissimi con tanti piccoli aghetti
appuntiti che cadono con il vento, il suo parrucchiere di fiducia.
Poverino, non ha nessuno con cui parlare e non può fare a meno di provare ad arrivare
al cielo per parlare con lui, ma deve ancora crescere molto.
La sua corteccia sembra un sentiero di montagna calpestato, ma chissà chi è capace di
camminarci sopra.
In autunno si fa più triste che mai, forse perché il cielo è sempre spento e triste, ma,
al contrario degli altri alberi, lui rimane sempre verde e pieno di foglie. Sente molto la
mancanza dei suoi amici e spesso diventa malinconico e,appena sente le urla dei
ragazzi, cerca di nascondersi, ma inutilmente, perché le sue radici lo tengono
attaccato al cemento e quindi invece di nascondersi lui diventa il nascondiglio per i
ragazzi che giocano.
A lui piacciono i ragazzi, perchè d’inverno sono gli unici che gli tengono compagnia e gli
fanno passare la noia.
Chissà che prima o poi arrivi qualche altro sempreverde a fargli compagnia, lui lo spera
sempre.
Martina Rivolta
L’albero secondo me avrebbe preferito essere in un luogo diverso con altri amici
sempreverdi, invece è nato nella nostra triste scuola. Con una compagnia un po’ più
allegra si sarebbe sentito anche lui più felice, ma secondo me si sente speciale anche
nella nostra cupa scuola, perché è un amico fedele per tutti i ragazzi, è sempre lì, ci
guarda e si fa osservare come stiamo facendo ora. Quindi, anche se non ci sono i suoi
amici alberi, può avere amici anche qui, può fare amicizia con noi.
Alessandro Vincenti
L’umidità che trasuda dal terreno disperde nell’aria un
odore nauseabondo; tastando poco più su si sente la
corteccia piena di rughe e di muschio che dà una lieve
sensazione di morbidezza che contrasta con la durezza
della corteccia stessa. Dà nel complesso un’idea di
malinconia; sembra quasi che i rametti sottili vogliono
andare fino al terreno per riprendere le loro foglie
ormai cadute da tempo. Stanno aspettando
malinconicamente la primavera e l’estate, per conoscere
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bene le nuove foglie e frutti, che sono il risultato ella tremenda sofferenza che questi
alberi devono sopportare per quasi sei mesi. Auguro loro di vivere una bella vita, di
godersi le estati e di non patire troppo gli inverni.
Marco Ferrara
L’albero del cortile della scuola che si vede dalla nostra finestra è così triste che fa
nascere dentro di me la sensazione più brutta del mondo: la malinconia. Ha i rami
spogli, due foglie in croce. Mi dà l’impressione di volermi proteggere, ma è troppo
debole semplicemente per proteggere se stesso, figuriamoci gli altri!
Per non fare capire la sua sofferenza cerca di prendere dal suolo le sue foglie, ma non
ci riesce perché le sue braccia sono troppo corte e mi viene voglia di aiutarlo,
attaccandogli le foglie con la vinavil.
Alessia Bernardini
L’albero che ho davanti a me assomiglia ad una pista per le macchinine, perché ha
parecchie strade che si incrociano e portano verso l’orizzonte. In basso sono più
larghe e mentre salgono diventano sempre più sottili finché non arrivano in cima ai
rami, dove le foglie sembrano degli autogrill.
Le formiche che salgono assomigliano a tante macchine che si disperdono.
Certe volte quando mi giro a guardarlo sembra che mi voglia rassicurare dicendomi:
“Dai, manca poco. Resisti, la campanella sta per suonare”.
Mattia Sala
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SEMPRE CAMPIONI
A cura di Samuele Grandesso e Riccardo Autieri
BIOGRAFIA
Diego Armando Maradona (Lanùs 30
ottobre 1960) è un allenatore di calcio,
dirigente sportivo ed ex calciatore argentino,
capitano della Nazionale argentina di calcio
vincitrice del Mondiale del 1986.
È considerato da molti il più grande calciatore
di tutti i tempi.
Ha partecipato a quattro edizioni dei
mondiali: 1982, 1986, 1990, 1994, andando a
segno nelle edizioni del 1982, 1986 e 1994 (ai
mondiali del 1990 segnò solo ai rigori nella
semifinale contro l'Italia). La Federazione
calcistica dell'Argentina (AFA) gli ha
assegnato il titolo di "Miglior Calciatore
Argentino di sempre" nel 1993[8].
Noto anche come El Pibe de Oro (Il Ragazzo
d'Oro), ha militato nell'Argentinos Juniors,
nel Boca Juniors, nel Barcellona, nel Napoli,
nel Siviglia e nel Newell's Old Boys in una
carriera da professionista più che ventennale.
Alla fine del 2000 è stato eletto, da un
sondaggio popolare indetto dalla FIFA,
miglior calciatore del secolo.
Maradona condivide il titolo con Pelé, scelto
invece dai "Grandi Elettori" della FIFA[10].
46
Il suo gol realizzato contro la nazionale
inglese, nei quarti di finale del 1986 è
considerato il più grande gol del secolo.
VIDEO del gol
Fu eletto calciatore dell'anno nel 1986 dalla
rivista inglese World Soccer[11] e occupa la 2a
posizione, alle spalle di Pelé, nella speciale
classifica dei migliori calciatori del XX
secolo.
per positività a test antidoping: nel 1991 e nel
Mondiale 1994.
Successivamente è stato inserito da Pelé nella
lista dei 125 migliori calciatori viventi
divulgata il 4 marzo 2004, in occasione del
centenario della federazione.
Nel novembre del 2008 è stato nominato CT
dell'Argentina con il compito di condurre la
nazionale nelle qualificazioni per i Mondiali
del 2010.
Nel 2012 viene premiato come Miglior
Calciatore del Secolo ai Globe Soccer
Awards.
Nel 2002 è stato inserito nella FIFA World
Cup Dream Team[14], selezione formata dai
migliori undici giocatori della storia dei
Mondiali.
Ritenuto una delle figure più controverse
della storia del calcio, fu sospeso due volte
BIOGRAFIA
Lionel Andrés Messi, noto anche con il
diminutivo Leo (Rosario, 24 giugno 1987), è
un calciatore argentino, attaccante del
Barcellona e della Nazionale, di cui è il
capitano.
Sovente paragonato a Diego Armando
Maradona è considerato uno dei migliori
calciatori del mondo e di tutti i tempi.
Vincitore dell'ultima edizione del Pallone
d'oro e delle edizioni del 2009 e del 2012.
Nel 2011 la UEFA lo è stato riconosciuto
come Best Player in Europa.
Con il Barcellona ha conquistato sei volte la
Primera División, sei Supercoppe di Spagna,
due Coppe di Spagna, tre UEFA Champions
League, due Supercoppe UEFA e due
Mondiali per club.
Con la Nazionale argentina ha vinto il
Mondiale Under 20 nel 2005 e la medaglia
d'oro alle Olimpiadi di Pechino nel 2008.
È l'unico giocatore ad aver vinto per quattro
anni consecutivi la classifica dei marcatori
della massima competizione continentale.
Per cinque volte consecutive (dal 2008 al
2012) è stato inserito nella squadra dell'anno
UEFA.
47
È altresì il calciatore che è andato a segno per
il maggior numero di partite consecutive (19)
in un campionato professionistico europeo.
Nel 14 giugno 2010, unitamente ad alcuni
giocatori del FC Barcellona, appare nel video
della canzone Waka Waka.
Nel luglio 2011 è stato dichiarato "Patrimonio
storico sportivo dell'umanità insieme a Pelé e
al messicano Hugo Sanchez".
LA MALATTIA DI MESSI
È vero che molti campioni del calcio non
superavano il metro e 70 ma un problema di
crescita è comunque considerato come un
ostacolo.
Proprio per questo i genitori di Messi hanno
fatto in modo che la medicina risolvesse
Pavel Nedvěd (Cheb, 30 agosto ’72)
Già militante in patria nel Dukla Praga e nello
Sparta Praga, vanta 91 presenze per la
l’insufficienza ormonale che impediva
l’aumento di altezza del ragazzo.
Purtroppo la terapia era troppo onerosa per
l’Argentina ai tempi della crisi e così la
famiglia Messi si è trasferita a Barcellona.
Dopo un allenamento di prova di Lionel alla
FC, la squadra ha deciso di garantire
l’assistenza sanitaria al ragazzo.
Essendo in età preadolescenziale aveva la
speranza di risolvere il suo disturbo grazie a
una terapia ormonale. E così, centimetro dopo
centimetro, Messi oggi ha raggiunto il metro e
68.
I sacrifici del giovane Messi e della sua
famiglia, la lotta contro la malattia e altri
aneddoti della sua vita sono l'oggetto di un
capitolo de “La bellezza e l'inferno” di
Roberto Saviano.
Repubblica Ceca; ha giocato in Italia dal
1996, dapprima nella Lazio e, dal 2001 al
2009, nella Juventus
Vice-campione d'Europa sia a livello di
nazionale che di club, ha vinto un Pallone
d'oro. Pelé lo ha inserito nella lista dei 125
migliori calciatori in quel momento viventi,
redatta in occasione del Centenario della
FIFA.
Tra il 2003 e il 2005 viene incluso per 3 anni
consecutivi nella squadra dell'anno UEFA.
L'AFS, classificando i 100 più grandi
calciatori di sempre secondo un criterio
puramente statistico, lo ha incluso al 34º
posto.
È il miglior calciatore ceco del decennio
1993-2003 secondo le riviste ceche Mladá
fronta DNES e Lidové noviny.
48
Veniva soprannominato “Furia ceca” dai
tifosi
A cura di: Alessandro Brigatti
VETTEL VINCE IL QUARTO TITOLO MONDIALE
Sebastian Vettel è nato a Heppenheim,
da poco ribattezzata Vettelheim, il 3
luglio del 1987. In pochi anni, grazie alle
sue qualità di pilota, è arrivato alla
classe regina, la F1. E’ stato quattro
volte consecutive campione del mondo
di Formula 1 dal 2010 al 2013 con la Red
Bull di Adrian Newey.
E’ detentore di diversi record , tra cui
quello di essere il più giovane pilota di
Formula 1 ad aver vinto un campionato
mondiale e ad aver ottenuto una pole
position, ad aver guadagnato più punti in
una singola stagione (392 nel 2011, con
il nuovo sistema punti attivo dal 2010) e
altri ancora.
Indicativi delle qualità del pilota – e del
suo motore- sono stati, a mio parere, il
Gran Premio dell’ India, quello svoltosi
ad Abu Dhabi e per finire il gran premio
delle Americhe.
In India il campione del mondo
Sebastian Vettel subito al secondo giro
ha cambiato le gomme morbide troppo
delicate per iniziare una rimonta che lo
ha portato alle vetta della classifica.
Gli unici che potevano infastidire Vettel
erano Alonso, che per un contatto alla
prima curva ha perso tantissimo tempo
per rientrare a box e cambiare
alettone, e Webber che, partito anche
lui come il ferrarista con le gomme
dure, si è dovuto ritirare per un
problema all’ alternatore.
Vettel a fine gara si e messo a fare
giravolte in mezzo alla pista e dopo e
uscito dalla monoposto e si è inchinato
di fronte al capolavoro di Adrian
Newey.
VETTEL DITTATORE, ALTRI SOLO SUDDITI
49
Nel gran premio di Abu Dhabi
Sebastian Vettel ha dominato su tutti;
gli altri, tra cui il compagno di squadra,
si sono dovuti accontentare di
guardarlo vincere la settima gara di
fila. A più di mezzo minuto sono arrivati
nell’ ordine Webber, Rosberg, Grosjean
e, a concludere la top five, Alonso.
Dalla prima curva Vettel ha preso il
comando, superando il compagno
Webber partito male.
Vettel ci ha messo poco a evidenziare la
sua supremazia e dopo solo 13 giri le
Ferrari di Massa e Alonso erano già a
mezzo minuto e perdevano un secondo e
mezzo al giro.
La gara è stata a senso unico. Il più
sfortunato di tutti a mio parere è stato
Raikonen che, partendo ultimo perché
arretrato dai commissari, alla prima
curva si è toccato con Pic ed è stato
costretto al
ritiro
AMERICHE, AUSTIN, LA STORIA NON CAMBIA
La safetycar al primo giro ha cambiato un po’ di strategie; quella di Gutierrez per
esempio che ha montato il pneumatico duro, che secondo i tecnici Pirelli sarebbe
arrivato fino alla fine, ma che circa al trentesimo giro non garantiva le prestazioni e
ha costretto il pilota al pit stop. Come lui anche Vergne.
Vettel ha impresso il suo ritmo, Grosjean ha seguito ma a fatica,
mentre dietro arrivava Webber che passava Hamilton.
Alonso da dietro ha guardato Vettel e ha fatto una gara conservatrice che gli ha
permesso di spingere negli ultimi giri.
Vette landra in brasile sempre più contento e consapevole di essere il pilota più veloce
al mondo.
Ritorna indice
50
RUSH, LA RIVALTÀ TRA CAMPIONI
Per gli appassionati del cinema è uscito da due mesi il film Rush che è la sfida tra due
grandissimi piloti Niki Lauda e James Hunt una rivalitaà che iniziata fin dall’ inizio da
formula 3 e continuata fino alla f1 e i due piloti hanno acceso il campionato del 1976
vinto da ………. (vedetevi il film).
Per chi non lo sapesse Jemes Hunt era un rivale molto competitivo che è riuscito in
parecchi casi ha beffare Niky Lauda.
Il rapporto tra i due piloti in realtà non era così aspro ma da come racconta Lauda era
l’ unico che lo capiva
Stagione 2014
La stagione 2014 della f1 si apre con molte novità, oltre a quella di nuovi piloti molti
cambiamenti dal punto di vista tecnico e motoristico.
Il motore quest’ anno è un V6 turbo ed è stata raddoppiata anche la potenza del kers
che occupa molto spazio.
Infatti nelle prime gare si è assistito a molti ritiri per problemi meccanici.
Oltre a questo c’ è stata una riduzione dall’ alettone anteriore che avendo così meno
carico aerodinamico non permette ai piloti di avere molta stabilità in curva.
Novità importanti arrivano sicuramente dal mercato piloti: questi sono i nuovi.
MERCEDES: Nico Rosberg, Lewis Hamilton;
FERRARI: Fernando Alonso, Kimi Raikkonen;
RED BULL: Sebastian Vettel, Daniel Riccardo;
LOTUS: Romain Grosjean, Pastor Maldonado;
WILLIAMS: Felipe Massa, Valtery Bottas;
FORCE INDIA: Nico Hulkenberg, Sergio Perez;
Questi sono i principali poi seguono i debuttanti Kevin Magnussen, Daniil Kvjat, Marcus
Ericson.
Prima gara:Australia
L’ ora della verità
I risultati a melburn in Australia non sono come si aspettavano tutti infatti Sebastian
Vettel vincitore del titolo mondiale 2013 è solo 13esimo in qualifica e si ritira dopo
pochi giri.
Invece il compagno Ricciardo terzo in qualifica, ma sbaglia troppo in gara consumando
più del dovuto, quindi successivamente squalificato.
Se il weekend è stato nero per la red bull è stato invece fenomenale per la mercedes
che domina su tutti fin dal primo giorno; pole di Hamilton e secondo Rosberg.
La gara per Hamilton dura solo pochi giri (l’ unica delusione per la scuderia nel fine
settimana) invece per Rosberg è stata fenomenale dopodiche ha vinto.
Non bellissima la prestazione dei due ferraristi.
Nei successivi gran premi c’ è stato un dominio della mercedes con tre vittorie di
Hamilton dopo il ritiro in Australia.
Solo in Cina Alonso è riuscito a infastidire la più lenta tra le due che era quella di
Rosberg, deludente Vettel che è sotto pressione perché il compagno di scuderia
Ricciardo sembra avere una marcia in più.
Le altre posizione dopo le due mercedes sono caratterizzate dal motore che è proprio
quello mercedes, che su quello ferrari montato da ferrari, sauber e marussia e quello
renault montato da red bull, lotus, toro rosso e caterham, ha una sistemazione
migliore che ha evitato problemi di surriscaldamento e da una maggiore potenza.
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52
LA PALLAVOLO
A cura di Marta e Gaia
La pallavolo è uno sport che viene giocato da due squadre
composte da un massimo di 12 persone, comprese le riserve.
Durante ogni partita, disputata con un pallone su un terreno di gioco rettangolare,
diviso da una rete, le due squadre schierano in campo
contemporaneamente sei giocatori ciascuna. Gli altri atleti
rimangono a disposizione in panchina.
Le partite di pallavolo si disputano al coperto in impianti il cui
unico limite è la distanza fra l'area di gioco ed il soffitto che
deve essere di almeno 7 metri. Il terreno di gioco è lungo 18
metri e largo 9, diviso in due settori di 9 per 9 metri da una
rete posta perpendicolarmente al suolo. In entrambi i settori
sono tracciate le linee perimetrali, che delimitano il terreno
di gioco dalla zona libera e la linea d'attacco posta a 3 metri
dalla rete
La rete è posta ad un'altezza nella sua parte superiore di
2,43 metri per le gare maschili e 2,24 metri per le gare femminili;
Lo scopo
Lo scopo del gioco è far cadere la palla nel campo avversario o all'esterno del terreno
di gioco dopo un tocco avversario.
I ruoli
I ruoli dei sei giocatori in campo sono questi:
•
•
•
•
•
Palleggiatore
Centrale
Schiacciatore di bando"
Opposto
Libero
53
I fondamentali
IL SERVIZIO
Il servizio deve essere effettuato,
entro 8 secondi dal fischio di autorizzazione del primo
arbitro, con una mano o con il braccio dopo che la palla è
stata lasciata o lanciata in aria dalla mano. La limitazione è
stata imposta per impedire che il pallone venga trattenuto
da una o due mani eseguendo dei lanci con effetti speciali.
IL PALLEGGIO
Nella pallavolo il palleggio ha il solo
scopo di passare la palla, poiché
non essendoci la possibilità di
toccare due volte consecutive la palla, si ha sempre
bisogno di un compagno che la rimandi nel campo
avversario. A seconda che la palla venga inviata davanti,
dietro o lateralmente al corpo abbiamo rispettivamente il
"palleggio avanti", il “palleggio
dietro" e il "palleggio laterale".
La tecnica del bagher consiste nel respingere il
IL BAGHER
pallone con la parte radiale o con la parte interna delle braccia
unite. Quando il "bagher" è indirizzato all'alzatore si chiama
"appoggio". A seconda delle varie direzioni in cui si muovono le
braccia si avrà il bagher in avanti o quello laterale. Il bagher in
avanti (o frontale) è quello più utilizzato: è il passaggio con le
braccia che invia la palla davanti al corpo.
L’ATTACCO
L'attacco si utilizza per inviare il pallone
nel campo avversario cercando di ottenere un punto. Pur
essendo considerato attacco un qualsiasi gesto tecnico che
invii la palla nel campo avversario, la prerogativa
dell'attacco è il salto del giocatore, poiché colpendo il
pallone sopra l'altezza della rete, è possibile imprimere una
traiettoria discendente; Esistono vari tipi di attacco come:
pallonetto, schiacciata, piazzata, primo tempo, secondo
tempo, mezza al centro, pipe e fast.
54
IL MURO
Si chiama "muro" la
parte del corpo che uno o più giocatori
di prima linea possono innalzare al di
sopra della rete al fine di arrestare il
colpo avversario. Il giocatore a muro
può toccare il pallone oltrepassando
l'asse verticale della rete, dopo il
terzo tocco della squadra in attacco o
dopo un colpo d'attacco. Il muro può
essere eseguito da un singolo
giocatore oppure da due o tre
giocatori, i quali sono posizionati avanti.
Io pratico pallavolo da 5 anni, è uno sport che mi regala grandi emozioni, e mi aiuta
anche a sfogarmi; ma la cosa che mi piace di più è il fatto che sono in continuo
movimento
Marta (:
Io gioco a pallavolo da 3 anni, possono sembrare pochi, ma in questi anni mi ha dato
molto. Mi piace il fatto di avere un gruppo, la squadra, con la quale leghi molto e fai
anche nuove amicizie.
Gaia
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55
Alessandro Brigatti - Matteo Vilasco – Samuele Grandesso
I Giochi olimpici sono un evento sportivo quadriennale che prevede la
competizione tra i migliori atleti del mondo in quasi tutte le discipline
sportive praticate nei cinque continenti.
.
56
Non tutti sanno dov’è Sochi..
…eccolo qui !! Si trova in Russia, ad appena 3610 km
da Milano!!
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57
La Russia, paese ospitante, ha surclassato le altre nazioni con le sue 33 medaglie.
L’Italia si pone al sedicesimo posto, senza nessun oro.
ORO
ARGENTO
BRONZO
Totale
13
11
9
33
2 Stati Uniti
9
7
12
28
3 Norvegia
11
5
10
26
4 Canada
10
10
5
25
5 P. Bassi
8
7
9
24
6 Germania
8
6
5
19
7 Austria
4
8
5
17
8 Francia
4
4
7
15
9 Svezia
2
7
6
15
10 Svizzera
6
3
2
11
11 Cina
3
4
2
9
12 Corea Sud
3
3
2
8
13 Rep. Ceca
2
4
2
8
14 Slovenia
2
2
4
8
15 Giappone
1
4
3
8
16 Italia
0
2
6
8
17 Bielorussia
5
0
1
6
18 Polonia
4
1
1
6
19 Finlandia
1
3
1
5
20 GB
1
1
2
4
21 Lettonia
0
2
2
4
22 Australia
0
2
1
3
23 Ucraina
1
0
1
2
24 Slovacchia
1
0
0
1
25 Croazia
0
1
0
1
26 Kazakistan
0
0
1
1
1 Russia
58
LA REGINA DELLE NEVI
Le olimpiadi di Sochi hanno
incoronato come regina di
bellezza la campionessa
Anna Fenninger
Anna Fenninger
(Salisburgo, 18 giugno 1989)
è una sciatrice alpina
austriaca, campionessa del
mondo di supercombinata nel
2011 e capionessa olimpica in super G nel 2014.
Benché gareggi in tutte le discipline, le sue specialità sono discesa
libera, slalom gigante, supergigante e supercombinata.
.
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59
A Christofer Innehofer
Christofer quando sei nato?
Sono nato il 17 dicembre 1984.
E subito a tre anni ho
cominciato a sciare.
A che età hai iniziato a fare
gare a livello
internazionale?
Nel novembre del del 1999 a
quindici anni e dopo quattro
anni ho esordito nella coppa d’
Europa.
Quante medaglie hai vinto?
Nella mia carriera ho vinto
quattro bronzi, tre argenti e
due ori.
Come sono stati i giochi
invernali di quest’ anno?
Sono arrivato terzo in super
combinata, ma potevo fare
meglio.
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60
Le creazioni degli alunni di 1E e 2F
LA FATA CHE FU TRASFORMATA IN ORCO
C’ era una volta una fata buona che fu trasformata in orco per opera della magia nera
di un mago potente e cattivo. La fatina, di nome Violetta, si rifugiò in un bosco vicino
alla città di Storiella. Un giorno, una ragazzina s’ incamminò nel bosco e vide la fata
trasformata in orco. La fanciulla, di nome Margherita, vide che era buona e le chiese:
“Ma cosa ti è successo? Perché sei così?”
La fata ribattè: “Sono così perché un mago cattivo mi ha trasformato!”, Margherita
capì e diventarono subito amiche. Intanto, mentre erano nel bosco, il mago cattivo
diventò re di Storiella. Margherita, tornando a casa, scoprì tutto e andò a chiedere
aiuto a Violetta e le disse: “Aiuto! Aiuto! Ti prego Violetta, il mago cattivo è diventato
re! Stasera ci sarà l’ incoronazione! Solo tu puoi salvarci!”.
Violetta le disse: “Non ti preoccupare, ti darò una mano a sconfiggerlo! Però non
abbiamo poteri magici”. La fanciulla rispose: “No, aspetta, io so come fare!”. La fata le
disse: “Dimmi, dimmi, sono tutta orecchi!”. La ragazza esclamò: “Andremo dalle tue
amiche, chiederemo loro di ritrasformarti in fata e tutte insieme sconfiggeremo il
mago cattivo!”. Violetta: “Dai, proviamoci!”.
Dovevano andare in un castello incantato, protetto da un drago. Andarono dentro il
castello e Margherita chiese alla regina delle fate: “Salve, potete ritrasformare la
mia amica in fata? Dobbiamo sconfiggere il mago cattivo!”. La regina rispose: “Va bene
vi daremo una mano!”
Le fatine e la regina attorniarono Violetta e, con un “puff” delle bacchette magiche
ritornò fata. Poi, tutte insieme andarono al castello e Violetta disse: “Fermi tutti! Lui
non può diventare sovrano!” Il mago disse: “Vi sconfiggerò. Non ho paura di qualche
fatina, non mi ostacolerete mai!”.
Detto ciò animò le armi del castello. La lotta fu aspra, ma, con tanto coraggio, le fate,
Violetta e Margherita sconfissero il mago cattivo che scappò via. Poi, restituirono il
trono al legittimo re. E vissero per sempre felici e contenti.
Gaia Vimercati
1E
61
ALLEGRETTO E IL DIAMANTE
Cera una volta, in un caldo e afoso paese, un ragazzo di nome Allegretto. Lo dice lo
stesso nome, era sempre felice ed allegro, ma non sopportava il clima troppo caldo di
quel paese, perciò si rifugiava ogni mattina in un quieto bosco, chiamato Diamond,
perché all’interno si diceva che ci fosse un laghetto brillante, trasformato da uno
stregone malvagio in diamante e sotterrato vicino al Gran Salice. Allegretto era un
ragazzo di media statura, aveva la carnagione chiara, era molto simpatico e sempre
cordiale e gentile con tutti. Egli non sapeva niente della storia del diamante, e sapete
dove stava riposando? Proprio appoggiato al salice.
Lì si stava benissimo e quindi riuscì a prendere sonno. Si sveglio che era ormai sera e
non si accorse di nulla, anche se cera una forte luce che spuntava dal terreno e che
trafiggeva le chiome degli alberi che coprivano il sole: era lo splendido diamante. Il
giorno seguente torno al Salice e vide di nuovo quella luce immensa, blu, che era più
luminosa di quella del sole appena sorto.
Quindi il ragazzo decise di iniziare a scavare, ma poi disse tra se e se: “disdetta! Se
fosse una trappola?” e si allontanò, ma ritornò subito alla buca perché era molto
curioso e quindi continuò: “tanto, tentar non nuoce, giusto?”. Poco dopo, quando vide
nelle sue mani quel bellissimo diamante, scappò via, tenendoselo stretto al petto.
Da quella buca si vide sgorgare dell’acqua fresca e pulita che arrivò anche a bagnare
tutta la città. Tutti gli abitanti corsero ad abbeverarsi perché era da tanto che quel
paese non vedeva cosi tanta acqua, e Allegretto fu contento di quella cosa
meravigliosa accaduta per merito suo.
Intanto, il mago, che aveva trasformato quel lago in un diamante perché voleva male a
quella città, così decise di uccidere Allegretto per aver rubato la pietra. Perciò
trasformò l’acqua in lava bollente e si verificò un incendio tremendo, che distrusse
molte abitazioni.
Allegretto non capiva, ma poi pensò che fosse stata colpa sua, così decise di scappare
via.
Il cuore del ragazzo, batteva all’impazzata, mentre lo stregone sogghignava divertito.
Arrivò in un paese e Allegretto era ormai senza provviste, perciò chiese agli abitanti
di quella città, ma lo cacciarono via con sberle e calci, credendo fosse un vagabondo.
Fino a quando gli aprì un vecchietto, che lo accolse calorosamente: “salve giovanotto!
Entra pure!”.
Era una persona benigna, si vedeva dal viso, era benestante: si capiva dalla casa bella,
ordinata e spaziosa. Era alto, di carnagione scura e si appoggiava ad un bastone di
legno. Allegretto era sbalordito e chiese all’anziano: “chi sei? “. Lui rispose che era un
mago ormai in pensione. Successivamente il ragazzo si infuriò, quando il mago gli disse:
“so tutto di te! Se scappato via perché pensavi che l’incendio fosse causato da te! Ma
ti sei sbagliato!”.
Allegretto volva delle spiegazioni. Capì che era stato quello stregone, chiamato
Oscuro, che voleva il male della cittadina. Per questo si mise in cammino con uno
62
scettro magico che gli era stato donato dal mago e tornò nel paese dove Oscuro
faceva il dittatore, e quando lo stregone vide Allegretto gli disse che per salvare il
paese da un futuro orribile e cupo, doveva uccidere Furia, un grosso bufalo sempre
aggressivo, che era molto pericoloso.
Allegretto, con lo scettro, invece di ucciderlo lo fece tranquillizzare, quieto e lo
ribattezzò Pacifico. Così Allegretto fece scomparire per sempre Oscuro e la città
tornò ad essere splendida con acqua che era abbondante. Il mago, ormai in pensione,
era finalmente contento e,quando morì, si trasformò in una stella che nel cielo
osservava, sia di giorno che di notte il paesino, che, grazie ad Allegretto era diventato
felice.
1E
Nicky e Giuly
C’era la guerra, dividersi dai genitori con i tuoi fratelli ed alcuni tuoi amici al sicuro in
campagna nella villa di tuo zio non è una cosa da tutti i genitori, ma a me è capitato.
Dopo un lungo viaggio in carrozza eccoci davanti al grande portone della villa di mio
zio,
lord sinclar, un giardino grandissimo con mille piante di vario tipo, lo zio non l’aveva mai
visto perché , diceva mamma, che non era per niente simpatico ma in questa occasione
andare dallo zio
era l’unica opportunità che ci rimaneva per non correre rischi durante la guerra. Fu
dura convincere zio a tenerci lì nella villa ma poi, non so con quale strategia, la mamma
riuscì a persuaderlo. Siamo entrati e un interminabile corridoio si allungava davanti a
noi. Subito il maggiordomo ci preparò all’arrivo dello zio e ci diede nuovi vestiti.
Quando arrivò Lord Sinclair eravamo tutti disposti in fila, dal più piccolo al più
grande, e ci presentammo per nome. Franky, il mio fratello più piccolo e il suo
amichetto Tommy, Gigi, il secondo genito con la sua amica Laila e io e la mia amica
Giuly. Lo zio sembrava severo, infatti non ci faceva mai giocare quando era in casa, noi
però di nascosto, quando lui era fuori per affari, giocavamo al nostro gioco preferito:
e fu proprio quel gioco che rese speciali quegli anni. Era una mattinata senza una
nuvola ed io e tutta la compagnia ci eravamo svegliati molto presto e con grandissimo
stupore scoprimmo che lo zio non c’era, potevamo giocare a nascondino. Gigi e Laila
cominciarono a contare ed io e Giuly non sapevamo dove nasconderci, dietro all’albero
no, ci avrebbero visti, nel corridoio no, nelle stanze no, erano troppo lontane, ormai
stavano finendo di contare quando Giuly mi disse:” Nicky, andiamo nella dispensa. “era
l’unico posto che ci rimaneva quindi accettai”. Arrivati in dispensa, vicino allo scaffale
delle provviste notai una strana apertura, mi sporsi e venni catapultato in un mondo
magico con Giuly. Davanti a noi si estendeva un bosco, la luce penetrava attraverso le
foglie delle piante, il cielo era limpido. Subito, davanti a noi si presentò un drago con in
groppa una gnoma che si presentò: “Ciao, io sono Yara, una gnoma della foresta
63
incantata. E voi?” non potevo crederci, avevo davanti una gnoma, di una foresta dal
nome “incantata” e un drago. Incominciai a darmi dei pizzicotti credendo che stessi
sognando, ma non mi svegliai nel mio letto, ero ancora lì. Giuly rispose al posto mio
balbettando :
“C-c-ciao i-i-io so-sono Giuly e-e-e le-lei è Nicky!”.
Da come parlava neanche lei riusciva a credere nel posto in cui eravamo finiti. Yara ci
invitò a salire sul drago con lei per dare una vista dall’alto alla foresta incantata.
Quando fummo ad alta quota la gnoma cominciò a spiegarci una cosa che sembrava
molto importante:”La foresta incantata non è così bella come pensavate voi, ma è
governata da Black, un re malvagio che costringe la popolazione ad eseguire i suoi
malvagi ordini. La profezia dice che solo due ragazzini stretti fra loro da una forte
amicizia e provenienti dalla terra possono spodestarlo e ucciderlo facendo in modo che
la foresta incantata sia governata da loro in modo più responsabile, la profezia dice
anche che queste due ragazzine si chiamano…” sembrava un po’ spaventata nel dirlo ma
poi riprese:”…Nicky e Giuly ed è evidente che siete voi!” disse tutto d’un fiato. Poi ci
portò nella tana in cui si rifugiavano tutti gli abitanti della foresta incantata che
cercavano di sconfiggere Black. Quando entrammo nella tana vedemmo mio zio, Lord
Sinclair. Eravamo stupite, come faceva lui ad essere lì? Lo zio sai avvicinò ed
esclamò:”Lo sapevo!” Poi tutto felice ci spiegò
Il motivo della sua felicità. Dopo la spiegazione tutto era più chiaro: lo zio era sempre
indisponibile e triste perché , venuto a conoscenza del mondo magico e della sua sorte
non poteva che essere indisponibile con tutti, lo zio ci accettò nella villa perché,
avendo saputo che ci chiamavamo Nicky e Giuly, strette da un’amicizia così forte da
distruggere Black, capì subito che potevamo fare avverare la profezia. Eravamo
stupite, ma soprattutto desiderose di sconfiggere il perfido Black. Subito ci
mettemmo a fare ricerche sul suo passato, non trovammo nulla, ma dopo giorni di
ricerche ecco Giuly trovò un indizio fondamentale: non aveva mai avuto amici e solo
un’amicizia fortissima come la nostra poteva sconfiggerlo. Subito avvisammo gli
abitanti della foresta incantata che avevamo trovato il modo per sconfiggere Black,
così subito ci diedero in affido il più veloce drago che ci fece arrivare in pochi giorni
al suo castello. Entrammo di nascosto dalla torre più alta, visto che una guardia si era
addormentata. Quando arrivammo nella stanza in cui c’era Black, e credendo che lo
avremmo sconfitto, incominciammo a fargli ricordare quei momenti brutti in cui veniva
preso in giro, in cui non aveva amici per potersi consolare. Lui si arrabbiò moltissimo e
ci mise entrambe nei sotterranei con la pena di morte per avergli fatto ricordare quei
momenti bruttissimi. Passai delle giornate interminabili senza vedere la mia amica
Giuly, ma quando giunse quel giorno in cui Black ci avrebbe ucciso noi, insieme
cercavamo di ricordare quei bellissimi momenti passati insieme e, qualcosa ci sollevò
entrambe dalla terra facendo uscire dal nostro corpo un vento fortissimo, che costruì
un esercito che in pochi istanti uccise Black e i suoi seguaci, distrusse il palazzo gli
abitanti della foresta incantata, liberati da black ci proclamarono, come diceva la
profezia regina del regno. Dopo lunghi festeggiamenti lord sinclair ci riportò a casa. La
64
porta magica ci catapultò nel mondo reale dove era ancora piena mattinata, nonostante
avessimo passato mesi in qual luogo incantato. Finita la guerra ritornammo a casa dai
nostri genitori, ma ogni tanto una visita nella foresta incantata can lo zio la facevamo
e tutti gli abitanti ci accoglievano con gioia.
Beatrice Castelnuovo
2F
IO E IL MIO CORAGGIO
Scrittori in erba di Sara Mariani 2^F
… Pestai la testa contro qualcosa di duro e rotolai giù per la collina fino a quando la mia
discesa fu fermata da un ostacolo improvviso, mi fermai e alzai la testa con aria
disorientata, un lungo e robusto tronco giaceva sul prato in fiore su cui ero caduta.
Incuriosita guardai al suo interno e vidi strani animaletti dall’aspetto vivace e
amorevole, erano una colonia di Biancospini, ricci completamente bianchi con occhi
azzurri e aculei dorati. Essi spaventati indietreggiarono nel tronco e io li rassicurai
dicendo: “Eh … scusate, credo di essermi persa oppure sono in un sogno, non capisco …
comunque non è mia intenzione farvi del male anzi, trovo che siate animali stupendi!
Alcuni secondi dopo sentii dei bisbigli: “ Dici che è lei? ” “ No non credo… è troppo
giovane! ” “ Ma allora quando arriverà? ”Ad un certo punto due biancospini si fecero
spazio fra tutti gli altri e con coraggio dissero: “Circolare, pericolo scampato tornate
tutti nelle vostre tane e lasciate libero il grande tronco, mentre tu vieni con noi”. Io li
seguii con fiducia e loro mi portarono in uno spiazzo nel prato dove non c’erano fiori
ma il terreno era coperto da un’erbetta fine e rigogliosa. Alcuni biancospini si
aggregarono a noi e ci seguirono con ammirazione; in lontananza scorgevo una figura
nell’ombra. Non ne riconoscevo i lineamenti ma man mano che mi avvicinavo riuscivo a
mettere a fuoco l’immagine. Era un biancospino più grosso e più anziano degli altri; mi
fissò dicendo: “Lasciateci soli”. Quando tutti furono usciti dallo spiazzo l’animaletto mi
saltellò incontro, mi annusò delicatamente la scarpa e mi osservò con i suoi grandi
occhi, poi disse: “Chi sei ? in questo regno non esistono creature simili a te tutti siamo
animali magici, maligni o benevoli, piccoli o enormi, ma non abbiamo sembianze simili
alle tue”. Un po’ allarmata dissi: “In effetti non sono di queste parti, sono stata…come
dire, catapultata in questo mondo meraviglioso!”. “sei giovane, devi essere figlia di
Adamo. Sai nel nostro paese voi siete prezioso solo uno di voi, quello che si
dimostrerà all’altezza, potrà sconfiggere la belva oscura e liberare Sperva. “ Non
avevo mai visto questo posto, eppure quel nome mi era familiare. Chiesi a Biancospino
spiegazioni ma lui disse: “Allora è vero, finalmente, tu sei la prescelta. Si narra di un
discendente umano con poteri sovrannaturali, addirittura più forti di quelli della belva,
capace di distruggerla, colpendola e tradendola con il suo stesso inganno riuscendo
così a riportare pace e armonia a Sperva. Esso era un regno ben diverso da quello che
vedrai adesso,è sempre stato libero e selvaggio, un mosto meraviglioso dove creature
magiche potevano vivere in amore e fedeltà le une verso le altre”… poi si interruppe
65
all’improvviso. Infatti fummo attirati da un pianto, era un cucciolo di Biancospino
rimasto intrappolato all’interno di un ramo cavo, tutti gli altri esemplari si erano
rifugiati su alberi e funghi nascondendosi… io, non capendone il motivo mi affrettai a
liberarlo e appena lo feci fui tirato con forza su un albero, dove strane scimmie a sei
zampe mi aspettavano. Io ridiedi il piccolo alla mamma e il vecchio Biancospino
continuò dicendo: “ Ora non abbiamo dubbi, sappiamo che tu sei la nostra vera regina
colei che si batterà fino alla morte per salvarci, colei che risveglierà il grande drago
bianco con il quale combatterà la bestia. Io riguardai il piccolo che mi disse con voce
riconoscente: “ Perché mi hai salvato? Nessuno salva quelli che finiscono nelle trappole
della bestia! Io capii che avevo rischiato la vita per un piccolo cucciolo, ma nel
profondo del cuore ero spianta da una forza che mi diceva di continuare a salvare vite,
fino al momento in cui mi sarei trovata davanti alla bestia e allora l’avrei uccisa con un
colpo al cuore e avrei guardato la sua anima uscire dal suo corpo e volare verso
l’inferno, mentre le sue ceneri sarebbero state divorate dai mostri della morte, suoi
stessi figli. Le scimmie mi guardarono, ma capii che non tutte le creature potevano
parlare così chiesi al saggio Biancospino che dovessi fare e lui rispose:”Le leggende
narrano solo di come tu, debba risvegliare in qualche modo il drago di ghiaccio e di
come insieme foste riusciti a sconfiggere il male. Subito mi misi in cammino verso le
Montagne senza Vetta e in pochi giorni arrivai, all’ingresso della valle notai delle
impronte e mi munii subito dell’arco che mi ero creata nella Foresta del Pianto. Le
montagne diventavano sempre più scoscese e le rocce sempre più fragili, il crepuscolo
era ormai sceso e strani ululati perforanti si avvicinavano alle mie spalle, cercavo di
velocizzarmi ma un passo falso mi avrebbe portata alla morte. Le creature erano così
vicine che potevano sentire i loro affannati e rumorosi respiri, le potenza e lì
immensità con la quale correvano e scagliavano giù dalla montagna pezzi di neve e per
finire sentivo su di me la loro rabbia iraconda, pronta a schiacciarmi al primo segnale
di paura. Arrivai ad un vicolo cieco e pensai che le mie ora fosse arrivata, preparai
l’arco e le frecce e appena vidi gli occhi rosso sangue svoltare la parete innevata
lanciai le frecce, riuscii a colpire solo i primi lupi mentre gli altri arrivavano troppo
velocemente e in una quantità incontrollabile. Dalla parete sopra la mia testa apparve
una luce e mentre mi restringevo il più possibile dietro una roccia notai saltar giù dal
dirupo un paio di lupi bianchi che incominciarono una guerra spietata contro i lupi
maligni. Dal mio punto di vista sentivo solo gli artigli che si strofinavano sulla roccia, le
zanne che affondavano nella carne e la neve che si tingeva di rosso. Poi una voce disse
:” il pericolo è scampato ora puoi uscire figlia di adamo “ io mi voltai e la prima cosa
che vidi furono sette lupi bianchi con la pelliccia lunga e setosa, occhi profondi e pieni
di fedeltà e per la prima volta dopo ore avvertii la forza benevola che trasmettevano.
Il lupo più grande mi disse :” io sono Sciasten e con il mio branco siamo dei tuoi
seguaci, ti seguiremo ovunque”, “ma vi aspettate troppo da me, non sono neanche
riuscita a difendermi da qualche lupo “ ribattei abbattuta. “ non dire così, tu non
puoi neanche immaginare la forza e il coraggio di cui sei custode, tu sei l’unica capace
di guardare fin dentro gli occhi della bestia e di ingannarla con il suo stesso gioco. Sali
66
sul mio groppo, sta notte la passeremo sotto l’occhio fedele di Bruten , il nostro servo
e domani partiremo alla ricerca del drago. La notte passò lentamente e io rivedevo
quegli occhi che astutamente mi fissavano senza sbattere mai le palpebre, ma poi
Sciasten mi svegliò e finalmente ripartimmo. La cima della montagna non arrivava più e
fù allora che intuii il suo strano nome; d’un tratto avertii una forza sotto di noi e capii
subito cos’era. Era il drago di ghiaccio e con un calcio pesante spostai di lato i lupi che
indietreggiarono spianti dall’enorme pressione. Era coperto da quasi 15 metri di neve,
ma uscii in pochi secondi e si liberò in aria,notai subito la sua eleganza e la sua forza
di volontà, leggevo nei suoi occhi il desiderio di volare libero e selvaggio e di essere
affiancato solo da uno spirito come lui. Mi fissò e un brivido mi percorse la schiena, i
suoi occhi erano così limpidi da confondere con dei pezzi di diamanti e la sua iride era
così pure da sembrare un pezzo del cielo racchiuso in uno spirito . con un colpo di coda
mi sfidò e io, senza pensarci due volte, accettai; risallì la cima e scomparve fra le
nuvole, i lupi mi aiutavano facendo da sentinelle, ma sapevo che avrebbe attaccato da
un luogo dove nessuno guardava . capii che tra due roccie non c’era anima viva e appena
ebbi finito di pensare lo vidi sbucare dal cielo e arrivare verso di me in picchiata ,
capii subito cosa voleva che facessi, così, appena a qualche metro da me, mi scansai di
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lato e gli saltai sull’ala; lui con una virata improvvisa risalì di nuovo verso il cielo
mentre sbatteva energicamente le ali per staccarmi, ma io presi coraggio e gli saltai
sul dorso. Dopodiché con tutta la mia forza rimasta mi aggrappai al suo muso e tirai
verso il basso… ormai sconfitto si lasciò guidare e stringemmo una forte amicizia. Ora
eravamo tutti pronti a sfidare la bestia, lungo la strada si aggiunsero creature
magiche e guerrieri, pronte a sfidare colui che le aveva schiavizzate e impaurite.
Arrivati nel labirinto della morte entrammo tutti , solo io e Cuore di ghiaccio potevamo
arrivare nel centro del labirinto , tutti gli altri si sarebbero fermati a combattere i
seguaci del mostro. Più entravamo più sentivamo la forza del mostro su di noi e più
diventava difficile proseguire. Cuore di ghiaccio si fermò all’imporvviso e fùcircondato
da lupi mannari che colpì con la lunga coda e li trapassò con aculei di ghiaccio.
Proseguimmo e il mostro apparve a noi, risvegliò delle piante cannibali che si
attorcigliarono alle zampe del drago e lo sollevarono in aria, più faceva resistenza e
più soffriva. Poi mi trasportò in un’illusione , eravamo in una grotta dove rumori
inquietanti mi circondavano , potevo sentire lo schifoso lezzo che la precedeva,vedevo
i suoi occhi assetati di sangue e sentivo i suoi denti e le sue unghie che stridevano e
graffiavano le pareti della caverna. D’un tratto mi salto addosso e affondò le sue fauci
nella spalla sinistra io, urlando di dolore gli infilza con una pietra un occhio e lui
indietreggiò guaendo e si ritirò nell’ ombra. Trovai un aculeo di ghiaccio e lo presi in
mano come legittima difesa, quando ricomparve e si lanciò su dime glielo conficcai nel
torace e lui si riallontanò zoppicando, poi nell’oscurità disse:” che ti prende ragazzina?
Hai paura di uccidermi? E mi lanciò una spada dicendo:” è di tua legittima proprietà,
ma sono sicuro che non riuscirai a controllare il suo immenso potere. La presi e
aspettai poi sentii un sasso rotolare e mi girai bruscamente, la bestia mi saltò
addosso e stavolta io non mancai la presa lo pugnalai al cuore e lo buttai per terra
verso due rocce, mi precipitai subito da lui e continuai a comprimergli il cuore, nei suoi
occhi vedevo il dolore e pian piano si fecero cupi e fiacchi finchè si chiusero in un
sonno senza fine. L’ illusione finì e vidi Cuor di giacchio che con un incantesimo
proveniente dal suo cuore puro spazzò via tutte le creature malvagie. Dopo alcuni
giorni tutti gli animali si radunarono intorno al prato fiorito e il saggio Biancospino
parlò per tutti:”tu sei la nostra salvatrice e puoi restare per sempre con noi, ma non
possiamo decidere per te e quello che vorrai si avvererà” Io guardai Sciasten e corsi
verso di lui abbracciandolo, era diventato il migliore amico e non mi sarei mai
dimenticata di lui, mentre lo lasciavo, una lacrima mi cadde dal viso. Poi mi voltai verso
il drago la mia anima gemella, sentivo un legame che ci univa come due gocce d’acqua e
lui mi strinse nella sua calda cresta di ghiaccio. Infine mi voltai verso tutte le
creature e dissi:”Se ci sarà mai un modo per ritornare lo scoprirò, ma ora devo
andare”,mi voltai verso il prato e puntai la spada nel terreno che aprì un varco non ben
definibile. Prima di entrarci mi girai e salutai per l’ultima volta Sperva. Appena ebbi
superato la soglia fui catapultato in giardino, sulla altalena dalla quale era iniziato
tutto.
Sara Mariani
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LEGGETE… NON VI PENTIRETE
PULCE NON C’E’
Gaia Rayneri
“Mi sembra come una persona intrappolata per tutta la
vita in una campana di vetro, e adesso finalmente la
campana è stata sollevata.”
Io credo che questa frase rappresenti molto bene la
vicenda di Pulce, ma anche un po’ me.
Anche noi viviamo tante volte in una campana di vetro, ma
anche da questa traspare un po’ di libertà. La libertà sta
nelle piccole cose, nella possibilità di esprimersi. Una
campana di vetro è un limite, certo, ma ci fa intravedere
la realtà e forse, una volta cresciuti, saremo noi a
rompere il vetro per buttarci in una vita che fino a quel
momento ci eravamo limitati ad osservare.
Questo pulce ce lo fa capire bene, perché è capace di
farsi comprendere, di farsi amare da tutti, anche se
condannata al suo disturbo.
Gaia
Mamma: ciao Pulce, questa notte piangevi e non riuscivi a dormire, avevi paura?
Pulce: si
Mamma: di che cosa avevi paura?
Pulce: paura di morire
Mamma: perché dovresti morire?
Pulce: perché malata
Mamma: malata dove?
Pulce: di errore
Questo dialogo mi ha colpito perché Pulce in poche parole, racconta alla mamma di
aver capito che è diversa, che non è fortunata come gli altri bambini. Mi ha
particolarmente colpito la relazione di Pulce, la sua fermezza, la consapevolezza di
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essere diversa. “Noi normali” pensiamo che è “diverso”non capisce e con questo dialogo
lucido e consapevole dimostra il contrario.
Margherita
IL RAGAZZO CHE DORMIVA CON LA
NEVE NEL LETTO
Henning Mankel
“Devo scegliere, pensò. Adesso che Simon è morto devo
decidere se voglio continuare ad essere un bambino o
no. Ammesso che si possa scegliere. Cercò di trovare
una risposta, ma non c’era. Alla fine si addormentò lì
nella nicchia.
E la neve continuò a cadere silenziosa nella notte.”
Caro Joel, non mollare mai…
tu mi hai insegnato a fare come te, a non arrendersi mai
anche quando sembra tutto finito e che non ci sia
speranza. Inoltre mi hai insegnato che le decisioni
difficili non sono facili da prendere e che, alcune volte,
non c’è neanche una risposta giusta…queste scelte vanno prese di slancio e poi non
bisogna più guardarsi indietro, bisogna sempre e solo guardare al futuro. Mi
piacerebbe molto incontrarti e conoscerti più a fondo.
Ciao, Andrea
LA PORTA DEI TRE CHIAVISTELLI
(Sonia Fernández – Vidal)
“ Se vuoi che succedano cose diverse, smettila di
fare sempre le stesse cose”
Questa frase mi fa pensare sul fatto che
ripetere le stesse cose ogni giorno è noioso;
meglio fare sempre attività diverse. Questo è un
invito a fare sempre nuove esperienze!: conoscere
posti mai visti, fare nuove amicizie, non limitarsi a
fare cose che si conoscono già, ma provare a
farne delle altre.
Questa frase è anche un invito a non aspettare
che le cose più belle arrivino da sole, ma essere
curiosi ed andare a cercarsele.
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Ci si può anche annoiare facendo ogni giorno la stessa cosa, quindi è importante
impegnare il tempo in modo sempre diverso.
Leonardo
GLI EFFETTI SECONDARI DEI
SOGNI
(Delphine De Vigan)
“Nella vita c’è qualcosa di fastidioso: è
impossibile smettere di pensare. […] Ero piccola
provavo tutte le sere, cercavo di fare il vuoto
assoluto, scacciavo le idee, una dopo l’altra,
prima che diventassero parole, le sterminavo
alla radice; ma mi imbattevo sempre nello
stesso problema: pensare di smettere di
pensare è ancora pensare!
Ho scelto questa frase perché in questo
periodo mi rappresenta. In questi ultimi tempi
mi sono successe molte cose che mi hanno
tenuto la mente “accesa”.
Ho passato diverse situazioni, cose che mi
hanno fatto diventare triste, tanto da farmi piangere. Anch’io ho cercato di fare “il
vuoto assoluto”, senza però riuscire a scacciare quei maledetti pensieri che mi
riempiono la mente. Quando si è bambini non ci si rende conto di quanto può essere
difficile diventare grandi.
Cecilia
LA METAMORFOSI
Franz Kafka
Cosa m’è avvenuto? Pensò: non era un sogno.
Questa frase è molto significativa perché dimostra che
molto spesso davanti fatti terribili le persone sperano che
non sia vero, che non sia mai successo, che sia un sogno.
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Anch’io sono capitato in una situazione simile, per esempio alcuni giorni quando proprio
la voglia di andare a scuola sto male e spero di non
essermi svegliato e che tutto è solo un sogno.
Matteo
UNA CHITARRA PER DUE
Jordan Sonnenblick
“E poi il piano aveva una sua elegante semplicità. Mi
sarei scolato un altro mezzo litro della vodka di papà.
Avrei afferrato le chiavi di scorta dell’auto di mamma,
sarei saltato nella Dogdl e avrei dato gas.”
Questa frase mi piace perché mostra la ribellione del
protagonista, che mi somiglia molto. Il personaggio è
da solo in casa, è annoiato, si ubriaca e prende la
macchina con cui farà un incidente e questo ragazzo
ha solo 16 anni !
Per un adolescente è normale essere ribelle e finire in
situazioni pericolose solo per sentirsi grande.
Certe volte noi ragazzi facciamo le cose senza pensarci e soprattutto senza ascoltare
gli adulti che ci vogliono bene.
Ousama
ROSE DA MANGIARE
Tucker Shaw
“Rose era confuso.
Erano trascorse appena due settimane da quando Brandon
l’aveva lasciata, due settimane da quando aveva preso la
solenne decisione di disintossicarsi dai ragazzi per un bel
po’. E invece eccola qui, a sbavare per un tizio conosciuto
due minuti prima.”
Ho scelto questa frase perché quello che è successo nel
libro a Rose nella realtà è successo anche ad alcune mie
amiche di qualche anno più grandi e prima o poi accadrà
anche a me. Sono sicura che mi sarà tutto molto più
facile, dato che questo libro mi ha fatto capire come
reagire ad una situazione del genere, ho capito che non
dovrò buttarmi giù, ma che dovrò andare avanti e non
pensarci più.
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IL PIFFERAIO MAGICO DI HAMELIN
Robert Browning
“badate bene: con chi mi fa arrabbiare ho tutto
un altro modo di suonare”
Questo racconto mi ha fatto capire che non devo
mai sminuire le persone. A volte noi crediamo di
riconoscere le persone che valgono in quelle forti, belle… invece la società
che dobbiamo cercare è quella fatta di persone che hanno un talento,
un’intelligenza, come succede al pifferaio. Lui ha un gran talento, ma non
viene considerato, come succede a molte persone.
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La maestra sta cercando di spiegare l'analisi logica ai suoi alunni: “Allora ditemi, nella frase 'Il
chirurgo opera il malato' dove si trova il soggetto?”
“All'ospedale!”
La maestra domanda ai suoi alunni il nome di alcuni oggetti che si costruiscono con il legno. Un
bambino alza la mano e dice:
“Con il legno si fanno i tavoli, le sedie, gli armadi e persino le barche.”
“Non ti viene in mente nient'altro?”
“Oh sì, si fanno anche gli alberi signora maestra!”
In classe la maestra interroga.
- Paolo, sapresti dirmi qual è il monte più importante d'Italia?
- Sì signora maestra, è il monte premi del Totocalcio!
Il maestro chiede a Pierino:
- "senti, ho chiesto a tutti quelli che vogliono andare in paradiso di alzare le mani. Perchè tu
non le hai alzate?"
- "perchè la mia mamma mi ha raccomandato di andare subito a casa, appena uscito da scuola"
Un bambino vede uscire sua madre dalla doccia e dice: "mamma cos'è quella?" e lei: "un
garage". Dopo qualche giorno vede il padre uscire dalla doccia e gli chiede: "cos'è quello?" e
lui: "un camion". Un giorno sente degli strani rumori venire dalla camera dei genitori, entra
guarda bene e dice: "papà ancora un pò più avanti e ci sei".
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“Alessio, quali sono i mari che hanno il nome di un colore?”
“Il Mar Nero, il Mar Rosso, il Marrone...”
A lezione di italiano.”Pierino, fammi un esempio di frase semplice!”.
”il cane abbaia vicino al parco”.
”Pierino, fanne una un po' più corta...”
”Bau! Bau!”
Tema: "Oggi ricorrono i morti".
Svolgimento di Pierino: "Speriamo che mio nonno arrivi primo".
La maestra: "Pierino, dimmi due pronomi!".
Pierino: "Chi? Io?".
La maestra chiede a Pierino: "che lettera viene dopo la A?" e Pierino: "tutte le altre, signora
maestra!".
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La maestra: “ Io studio, tu studi, egli studia…” “ Che tempo è?”
Pierino: “ è tempo perso
Professore: "Chi sa cos'e' l'H2SO4?".
Studente: "Io lo so e'...e'... ce l'ho sulla punta della lingua...".
Professore: "E allora sputalo, che e' acido solforico!!".
A scuola, mentre il professore di educazione fisica saltella a ritmo d'aerobica, rivolgendosi ai
ragazzi e sorridendo dice tutto entusiasta: "Buongiorno, arrivederci, ciao, buonasera, a
domani...". Uno dei ragazzi, un po' stravolto gli chiede: "Ma professore che cosa sta facendo ?".
E il professore: "Ragazzi, non sapete che lo sport e' salutare ?".
L'insegnate di geografia chiede alla classe: " Se la Terra e' rotonda come mai non cadiamo
giu'?".
Pierino risponde subito: "Per la legge di gravita', signorina".
"Giustissimo, Pierino" commenta l'insegnante.
Un altro studente alza la mano e chiede all'insegnate: "Che cosa succedeva prima che la legge
venisse promulgata?"
"Pierino, dimmi l'infinito di Leopardi".
"Leopardare".
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Saddam domandò a Dio:
- Come sarà l'Iraq fra 4 anni?
E Dio gli rispose:
- Sarà distrutto da innumerevoli bombe lanciate dagli americani!
Saddam sedette a terra, piangendo disperato.
Bush domandò a Dio:
- Come saranno gli Stati Uniti fra 4 anni?
E Dio rispose:
- Saranno completamente contaminati da innumerevoli attacchi di bombe chimiche di Bin
Laden!
Bush si accasciò al suolo, piangendo disperato.
Alla fine Berlusconi domandò a Dio:
- Come sarà l'Italia fra 4 anni di mio governo?
Dio si accasciò al suolo e pianse disperato...
Spongebob si è arreso, ha gettato la spugna
Io scavo, tu scavi, egli scava, noi scaviamo, voi scavate, essi......sprofondano!
“Buttati nel cestino”
“No mi rifiuto”
L'iphone 5S è talmente forte ma talmente forte che quando stai a scuola e clicchi il
tasto "Home" torni a casa!!
Un bambino vede uscire sua madre dalla doccia e dice: "mamma cos'è quella?" e lei: "un
garage". Dopo qualche giorno vede il padre uscire dalla doccia e gli chiede: "cos'è
quello?" e lui: "un camion". Un giorno sente degli strani rumori venire dalla camera dei
genitori, entra guarda bene e dice: "papà ancora un pò più avanti e ci sei".
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de amicis times anno vi n.1 - Istituto Comprensivo De Amicis Lissone