abitare nei
anno III
numero 2
Pubblicazione trimestrale - Spedizione in abbonamento postale - 70% Milano - Autorizzazione Tribunale di Milano n. 286 del 17/04/1989
giugno 2013
ORGANO UFFICIALE DI ABITARE SOCIETÀ COOPERATIVA
4IMU
NUOVA EMISSIONE
8PRESTITO VINCOLATO
12
VILLAGGIO COOPERATIVO CIALDINI
LA TUA CASA IN COOPERATIVA
Nuova Emissio
prestito vi ne
ncolato
S O M M AR I O
a cura di Silv
io Ostoni
e Chiara
Cariani
MODAL
Il socio chITÀ DI ADESIONE
recarsi pr e intende aderire de
RITENUTA
durante ilesso uno dei nostri ve
periodo di
sportelli,
La ritenut FISCALE
per sottoscr
sugli interea fiscale applicata
ivere il coemissione,
ntratto.
è del 20,00 ssi dalle leggi vigen
%
ti
PERIODO
DI EMIS
dal 17 giug
SOMMA
no 2013 alSIONE
DEI DEPO
02 agosto
OR
SITI
DINA
2013
DURATA
PER SINGRI E VINCOLATI
2 anni - 2,6E TASSI DI INTE
importo maOLO SOCIO:
ssimo € 72
scadenza 0% lordo (2,08% RESSE
.187,32
al 30 giug
netto)
no 2015
3 anni - 3,0
NESSUN
COSTO DI
scadenza 0% lordo (2,40%
GESTIONE
al 30 giug
ne
no 2016 tto)
PRIMA DE
LEGGERE LLA SOTTOSCRIZ
DI ADESIOIL DISCIPLINARE IONE
PRESSO I NE DISPONIBILE
NOSTRI SP
ORTELLI
3 I NUOVI CERTIFICATI AZIONARI
4 SOSPESA L’IMU ANCHE PER LE CASE POPOLARI
E LE COOPERATIVE
Sergio Ghittoni
7 LE NUOVE FUNZIONALITÀ DEL NOSTRO SITO
8 NUOVA EMISSIONE PRESTITO VINCOLATO
Silvio Ostoni e Chiara Cariani
9 GLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO
NEI QUARTIERI STORICI DI ABITARE
Valter Giraudi
10 LA MANUTENZIONE NEI NOSTRI QUARTIERI
Umberto Greco
8
8
www.abita
re.coop •
tel 02
Per info
66100300rmazioni:
- ufficioam
ministra
tivo@abita
re
g i u.co
g n oop
2 013
12 VILLAGGIO COOPERATIVO DI VIA CIALDINI
La tua casa in Cooperativa
Davide Ostoni e Massimo Besutti
18 LA GESTIONE BIOLOGICA INTEGRATA
DEL NOSTRO VERDE
Camillo De Beni
21 IN RICORDO DI ERMANNO MASINI
Paola Cavaleri
25 CON L’ESTATE RITORNA A NIGUARDA
IL CENTRO ESTIVO DELLA COOPERATIVA
26 ESTATE AL CENTRO SERVIZI ACHILLE GHIGLIONE
34 I LUNEDÌ LETTERARI DI MAGGIO
DEL CIRCOLO CULTURALE ITALO CALVINO
12
Luisa Cabrini e Claudia Giacomelli
36 LA CORTE IN MUSICA
Calendario incontri settembre - ottobre
del Centro Culturale della Cooperativa
36
Maria Piera Bremmi
40 TEATRO DELLA COOPERATIVA
Un bilancio della stagione appena conclusa
Giusy Deligios
Cooperativa aderente a:
40
2
g i u g n o 2 013
EDITORIALE
Rinnovare per crescere
I
Giovanni Poletti
C
l Consiglio di Amministrazione ha assunto una importante decisione: “avviare un
percorso di rinnovamento della Cooperativa”.
In un quadro di grande incertezza del Paese
e nel pieno di una crisi profonda che riguarda tutto e tutti, il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto ragionevole proporre una
riflessione con il più ampio coinvolgimento
di tutti i soci e di quanti possono offrire un
contributo positivo.
Sarà una importante occasione per riaffermare i valori della cooperazione, ma anche
per verificare la validità dell’attuale assetto degli organismi di Abitare, valutando
approfonditamente quanto sia possibile
porre in atto per garantire alla Cooperativa maggiore forza per una sua migliore
gestione.
Non c’è l’assillo di dover cambiare in quanto vi siano problemi urgenti da risolvere,
ma perché è tempo di dare a Abitare nuovi strumenti intellettuali, professionali ed
esperienze utili a formare un Consiglio di
Amministrazione che sia garante dei valori
cooperativi e contestualmente sia maggiormente attrezzato nella lettura dell’evoluzione della società e delle questioni emergenti.
In sostanza si vuol scrivere una pagina nuova della storia delle nostre cooperative che
si sono unite in Abitare, riservando ai soci maggiori opportunità di partecipazione
e quindi strumenti decisionali più incisivi,
dall’altro lato garantire che i punti di forza,
quanto di buono è stato realizzato nel corso degli anni, siano mantenuti e possibilmente migliorati.
In tempi difficili è frequente la scelta di chiudersi aspettando tempi migliori. Il Consiglio
ha fatto invece la scelta di cogliere proprio
questo periodo per stringere le fila, chiamando i soci a confrontarsi e a decidere il
futuro della Cooperativa.
Il Consiglio ha approvato un documento di
intenti per avviare il percorso del Rinnovamento di Abitare, ad iniziare proprio dal Consiglio di Amministrazione.
Il momento decisionale definitivo sarà ovviamente l’Assemblea Generale dei soci prevista per l’autunno del corrente anno.
I nuovi Certificati Azionari
on la costituzione di Abitare si
è resa necessaria l’emissione di
nuovi certificati azionari.
Ricordiamo che il certificato azionario è il documento rappresentativo di
una quota di partecipazione del socio
nella Cooperativa ed è il titolo giuridico che ne sancisce il diritto di appartenenza consentendogli di partecipare a
tutti i programmi e le attività realizzati
e di beneficiare di tutti i servizi erogati.
I nuovi titoli azionari vengono consegnati a fronte del ritiro e dell’annullamento dei certificati azionari con la
vecchia denominazione. Le operazioni
di sostituzione sono già state avviate.
Il Vice Presidente Silvio Ostoni, affiancato dal personale della Cooperativa,
riceve i soci residenti presso le sale dei
g i u g n o 2 013
consigli di quartiere nei giorni stabiliti e comunicati con avvisi affissi nelle
bacheche.
Per il ritiro è necessario:
• esibire un documento di identità
• restituire il vecchio certificato. In caso di smarrimento, il socio potrà presentare una dichiarazione su apposito modulo, scaricabile dal sito o da
richiedere al momento del ritiro del
nuovo certificato.
Non è ammesso il ritiro per delega
I soci impossibilitati a partecipare nelle
date fissate, potranno ritirare il nuovo
certificato azionario a partire dal mese di settembre presso i tre sportelli di
Abitare.
3
LA COOPERATIVA
Sospesa l’IMU anche per le
case popolari e le cooperative
Il senatore Mirabelli esprime la sua soddisfazione:
“è stata fatta giustizia: questi immobili ora considerati come prime case”
di Sergio Ghittoni
T
utti conoscono le vicende delle ultime elezioni
e il peso che ha avuto la proposta di abolizione
della tassa sulla casa sul risultato elettorale. Il Governo Letta ha dovuto fare i conti con le proposte
di coloro che prima delle elezioni erano i suoi avversari
e con loro ha negoziato una sospensione dell’Imu sulla prima casa.
L’Imu è stata un’invenzione del governo Berlusconi che
l’ha proposta e approvata ma che poi è stata resa esecutiva dal suo successore, Monti. E subito ci si è resi conto
di un errore madornale, che da un governo di tecnici
4
non ci si sarebbe mai aspettato. Gli abitanti delle case
popolari o delle cooperative a proprietà indivisa, pur
non essendo proprietari di nessuna abitazione, si vedevano addebitare dalla proprietà (l’Aler o le cooperative)
l’equivalente dell’Imu, con alcune assurde aggravanti: le
detrazioni che spettavano al proprietari di prime case
non venivano loro riconosciute e inoltre, visto che sulla
bolletta la tassa veniva loro ribaltata sotto la voce “spese”, su questa si doveva pure pagare l’Iva. L’Iva sull’Imu.
La tassa sulla tassa: la cosa più iniqua che si possa immaginare, tanto più che era indirizzata a un ceto sociale presumibilmente di scarse possibilità economiche.
Il Fisco infatti con cieca ottusità non riusciva a concepire
che ci fossero situazioni diverse dalla proprietà indivig i u g n o 2 013
LA COOPERATIVA
duale dell’abitazione principale o l’affitnella direzione giusta. Questo Governo
to a scopo di lucro, per cui considerava
va giudicato per le sue azioni, non per
gli appartamenti di questi enti pubblici
la sua composizione o le sue alleanze.
o privati come seconde case, da tassare con particolare severità. In verità alla
E per quanto riguarda l’Imu, quali
fine un qualche correttivo s’era pur tronovità ci sono?
vato, facendo sì che lo Stato rinunciasIntanto devo dire che il Governo bene
se alla sua parte di aliquota e lasciando
ha fatto a provare a aumentare il potere d’acquisto delle famiglie italiane
in piedi solo quella riservata ai Comuni,
con questa sospensione dell’Imu, che
ma lasciando inalterato sia lo status di
per quanto modeste siano le cifre in
seconda casa che l’assenza di detrazioni.
E ora il Governo Letta si apprestava a
ballo, impegna comunque due o tre“congelare” l’Imu sulla prima casa, ma
cento euro all’anno a famiglia. Che di
così facendo la beffa per gli abitanti delquesti tempi per molti sono una cifra
le case popolari Aler o delle cooperaticonsistente.
ve a proprietà indivisa diventava ancora
La sospensione è giusta e ancora più
più atroce, visto che la loro era considegiusta è l’intenzione di costruire da qui
Il senatore Franco Mirabelli del Partito Democratico
rata una seconda casa e quindi esclusa
al 31 agosto una legge che ridefinisca
dal provvedimento. Con in più il peritutta la tassazione sulla casa, facendo
in modo che i ceti più deboli possano pagare meno o
colo di vedersi aumentare la tassa, perché i Comuni,
addirittura nulla. Questa ridefinizione deve comprenper compensare la scomparsa del gettito dell’Imu sulla
prima casa, si proponevano di aumentare le aliquote
dere anche la Tares, la nuova tassa sui rifiuti e sui sersulle seconde case.
vizi comunali che ha sostituito la vecchia Tarsu e che è
Il senatore Franco Mirabelli del Partito Democratico, apmolto onerosa per le famiglie. La riforma della Tares è
pena eletto, conosce bene il problema, essendo socio di
stata rinviata a dicembre, ma già nel decreto si stabiliAbitare e essendosi occupato per anni di case popolari
sce che il nuovo sistema di tassazione dovrà essere più
come consigliere regionale della Lombardia. A lui chieequo perché dovrà guardare anche ai redditi e non sodiamo delucidazioni.
lo alle proprietà.
Intanto un primo giudizio sul Governo
Questo Governo è figlio di un risultato elettorale, di una
situazione che nessuno si attendeva e degli errori commessi anche dal mio partito. Però continuo a pensare
che sia un Governo necessario seppure sostenuto anche da avversari politici, perché il Paese ha bisogno di
risposte sui problemi concreti che devono essere affrontati con urgenza. E credo che il primo decreto sia
andato nella giusta direzione, rifinanziando con un miliardo la cassa integrazione e prorogando di tre mesi
i contratti dei precari della pubblica amministrazione
senza imporre nuove tasse. Poi un segnale importante è venuto già dal primo Consiglio dei Ministri, che ha
sancito l’incompatibilità dello stipendio di ministro con
quello di parlamentare. E mi pare molto positivo il fatto
che il secondo CdM sia stato convocato con all’ordine
del giorno l’abolizione del finanziamento pubblico ai
partiti. Sul fronte economico, i quattro miliardi stanziati per consentire agli enti locali di pagare i fornitori sono una boccata d’ossigeno per l’economia, così come
l’intenzione di mettere mano alla riforma Fornero per
correggerne gli aspetti negativi, primo fra tutti il problema degli esodati. Ma non solo. I piani del ministro Giovannini prevedono la cosiddetta “flessibilità in uscita”,
cioè la possibilità per i lavoratori di decidere di andare
in pensione a partire dai 62 anni, scegliendo la combinazione tra età e reddito più adatta alle proprie esigenze, invece di obbligare tutti alla pensione a 67 anni. Poi
va valutata positivamente anche l’idea di investire otto
miliardi per la ripresa prendendoli dalle pensioni d’oro:
un scelta utile (perché in questo Paese c’è un problema occupazionale gigantesco), ma anche equa, che va
g i u g n o 2 013
Un provvedimento che però mette in crisi le casse
comunali e che quindi ha provocato una levata di
scudi da parte dei sindaci...
Il decreto stabilisce che i Comuni potranno compensare
il mancato introito dell’Imu sulla prima casa ricorrendo
ai fondi dalla Cassa Depositi e Prestiti. Sapendo anche
che la nuova tassa prevista per agosto al posto dell’Imu
andrà interamente ai comuni e agli enti locali.
5
LA COOPERATIVA
Ma visto che si parla
coltà, mentre nel tentativo
di una “sospensione” e
di non penalizzare troppo
non di una “cancellaziole produzioni industriali si
ne”, cosa devono fare
è stabilito di consentire le
le famiglie? Conservadetrazioni per i capannore i soldi perché pagheni e per i beni strumentali
ranno la tassa, questa o
orientati alla produzione.
un’altra, in un secondo
tempo oppure potranE qual è la novità per le
no spenderli?
case popolari e delle coSi parla di “sospensione”
operative a proprietà inperché il decreto prevedivisa?
de che questa tassa debQuando l’intenzione del
ba essere sostituita entro
governo di redigere un
il 31/12 da una revisione
provvedimento sull’Imu
complessiva del sistema
della prima casa è divenimpositivo, introducendo
tata ufficiale, ci siamo superò criteri di equità legabito attivati per fare in
ti al reddito. Per cui io premodo che le case delle
È STATA FATTA GIUSTIZIA:
vedo che quasi l’85% delcooperative e le case poQUESTI IMMOBILI ORA SONO
le famiglie che oggi pagapolari fossero considerate
CONSIDERATI COME PRIME CASE
no l’Imu sulla prima casa
alla stregua di “prime canon la pagheranno più, se
se”. Io ho presentato una
l’ipotesi di una franchigia di 500 euro verrà confermata.
interrogazione al Senato sottolineando come gli abiE comunque già nel decreto del governo che ha sospetanti di questi immobili fossero residenti a titolo deso l’Imu sono state introdotte delle misure di equità: le
finitivo, alla stregua di quelli delle case di proprietà e
case di lusso e le ville, anche se prime case, non sono
che, quindi, non applicando per loro le stesse misure
comprese nel provvedimento e dovranno pagare la loriservate alle prime case, si sarebbe verificata una siro Imu. Poi al contrario invece la sospensione si estentuazione di disuguaglianza e iniquità. Inoltre per l’edide anche ai terreni agricoli, che in questo momento
lizia pubblica si sarebbero sottratte risorse altrimenclimatico particolarmente avverso sono in gravi diffiti destinate alla manutenzione degli stabili, che sono
già in condizioni precarie e che non possono tollerare ulteriori abbassamenti del livello di manutenzione
senza cadere nel degrado. Il Governo, nelle persone
del sottosegretario allo sviluppo economico Baretta
e del ministro Franceschini, ha dato ascolto a queste
nostre istanze e abbiamo ottenuto questo importante
risultato. Le case popolari e quelle di cooperativa sono considerate alla stregua delle prime case. Un principio che esisteva ai tempi dell’Ici, ma che il governo
Monti aveva invece negato con l’introduzione dell’Imu.
“
,,
Quindi anche per il futuro questi appartamenti dovranno essere sottoposti alla stessa tassazione delle prime case?
Questo dev’essere il nostro impegno per le prossime
settimane. Ottenuta l’equiparazione delle case di edilizia sociale con le prime case ai fini della sospensione dell’Imu, adesso è necessario che nel decreto che
definirà la nuova tassa sulla casa si sani definitivamente quell’equivoco che ha generato tutto il problema.
Bisogna cioè far rientrare le abitazioni delle cooperative a proprietà indivisa e quelle dell’edilizia residenziale
pubblica nel trattamento delle abitazioni principali e
delle prime case, con tutto ciò che questo comporterà
in termini di facilitazioni, abbassamento delle aliquote
e detrazioni.
Quindi vi potete immaginare la soddisfazione di uno come me, socio di cooperativa e abitante di un quartiere
ricchissimo di case popolari, nell’aver dato un contributo alla soluzione di questo problema.
6
g i u g n o 2 013
Le nuove funzionalità del nostro sito
N
elle ultime settimane il sito
www.abitare.coop si è arricchito di una serie di nuove
funzionalità dedicate ai soci di
Abitare. È infatti possibile compilare direttamente online diversi moduli, evitando quindi di doversi recare presso gli uffici della cooperativa. Attualmente sono disponibili i
seguenti moduli:
• Modello per aggiornamento dati
anagrafici
• Modello per disdetta Alloggio/Box
• Modello richiesta di intervento Alloggio
• Modello richiesta di intervento Parti Comuni
• Richiesta di autorizzazione ad eseguire modifiche interne all’alloggio
• Richiesta di autorizzazione ad eseguire
modifiche interne all’alloggio usufruendo del finanziamento da parte della cooperativa
• Domanda di recesso da socio della Cooperativa Abitare
Mentre a brevissimo saranno disponibili il modulo per la prenotazione delle sale
polifunzionali e dei CdQ e il modulo di richiesta di partecipazione all’assemblea per
aspiranti soci. Le richieste inserite dal
socio attraverso il sito vengono prese in carico dall’ufficio competente
della cooperativa che si occupa di
ricontattare il socio e dare corso alla pratica. Un uso intelligente delle
tecnologie che quindi fa risparmiare
tempo e fatica al socio.
Ricordiamo inoltre che il sito rappresenta sempre una fonte di informazione completa e aggiornata sulle
iniziative culturali e istituzionali della cooperativa, con spazi dedicati
agli eventi delle sale polifunzionali
e dei CdQ.
Dal sito si possono scaricare documenti utili (statuto, regolamenti, bilanci, carta dei servizi, etc.) e
ci si può inoltre iscrivere alla newsletter
che settimanalmente viene inviata a circa 3.300 persone.
Per scoprire tutto questo e altro ancora non
vi resta che visitare www.abitare.coop
AGEVOLAZIONI FISCALI 2013
Approvato il decreto governativo che conferma la
maggiorazione delle detrazioni sulle ristrutturazioni
di Silvio Ostoni e Gian Piero Carezzano
È proprio di questi giorni la notizia che il governo ha prolungato ed esteso le facilitazioni
fiscali atte ad incentivare gli interventi edilizi
sugli stabili.
Ci sembra pertanto utile chiarire ai soci come
tali incentivi possono essere sfruttati da coloro che hanno ricevuto in assegnazione un
alloggio. È prima di tutto opportuno distinguere tra due grosse famiglie di agevolazioni fiscali: quelle rivolte a favorire il risparmio
energetico e quelle più generali volte a sviluppare l’economia incentivando le attività
di ristrutturazione edilizia in senso lato, dato
che il settore delle costruzioni costituisce uno
dei pilastri portanti dello sviluppo economico di un Paese.
Partendo da queste ultime, le più importanti, esse permettono di portare in diminuzione dalle imposte sui redditi una quota molto
rilevante dell’importo speso per la ristrutturazione stessa.
g i u g n o 2 013
Tale quota, fino al 31 dicembre 2013, è stata
mantenuta al 50% della spesa e permetterà
un risparmio fiscale da distribuirsi su 10 anni. Quindi, ad esempio, una spesa di € 10.000
permetterà di risparmiare € 5.000 di imposte, vale a dire € 500 all’anno recuperabili in
sede di dichiarazione dei redditi.
Possono essere coperti da tali agevolazioni tutti gli interventi che i soci effettuano nel proprio
alloggio quali: rifacimento bagni e pavimenti,
installazione di nuovi serramenti e porte blindate. Non ci sono limiti di età per accedere
all’agevolazione ma, per usufruirne, è necessario un reddito imponibile di almeno 8.000 euro
annui. Non ci sono particolari adempimenti da
seguire se non quello di munirsi dell’autorizzazione necessaria (CIAL) e provvedere ai bonifici
secondo un particolare formulario disponibile
in tutte le banche.
La Cooperativa integra questo servizio prendendo in carico la gestione dell’attività pratica di ristrutturazione (progettazione, autorizzazione ed esecuzione) che, su richiesta del
socio, può anche essere finanziata e ripagata
in rate variabili in funzione dell’importo. Molto interessanti risultano anche le agevolazioni
previste per gli interventi volti a favorire il risparmio energetico che, nel nostro contesto,
si riducono essenzialmente alla sostituzione
dei serramenti. Esse generano un beneficio
fiscale pari addirittura al 65% dell’importo
speso, utilizzabile sempre su 10 anni, ma richiedono adempimenti burocratici più severi,
accompagnati da dichiarazioni tecniche atte a
certificare l’efficacia dell’intervento dal punto
di vista del risparmio energetico.
Nel nostro ambito risulta invece di applicazione più complessa l’utilizzo delle agevolazioni
per interventi sulle parti comuni, in quanto le
dilazioni di pagamento estese su molti anni
concesse dalla Cooperativa non permettono
di approfittare che di una piccola quota pagata annualmente e, in questa maniera, il beneficio fiscale risulta eccessivamente diluito nel
tempo perdendo gran parte del suo interesse.
Tutti i soci potranno chiedere chiarimenti ed
assistenza fiscale al nostro sportello di via
Val di Ledro 23.
7
LA COOPERATIVA
WWW.ABITARE.COOP
SVILUPPO DEL PATRIMONIO
Nuova Emissione
prestito vincolato
a cura di Silvio Ostoni e Chiara Cariani
MODALITÀ DI ADESIONE
Il socio che intende aderire deve
recarsi presso uno dei nostri sportelli,
durante il periodo di emissione,
per sottoscrivere il contratto.
RITENUTA FISCALE
La ritenuta fiscale applicata
sugli interessi dalle leggi vigenti
è del 20,00%
PERIODO DI EMISSIONE
dal 17 giugno 2013 al 02 agosto 2013
SOMMA DEI DEPOSITI
ORDINARI E VINCOLATI
PER SINGOLO SOCIO:
importo massimo € 72.187,32
DURATA E TASSI DI INTERESSE
2 anni - 2,60% lordo (2,08% netto)
scadenza al 30 giugno 2015
NESSUN COSTO DI GESTIONE
3 anni - 3,00% lordo (2,40% netto)
scadenza al 30 giugno 2016
PRIMA DELLA SOTTOSCRIZIONE
LEGGERE IL DISCIPLINARE
DI ADESIONE DISPONIBILE
PRESSO I NOSTRI SPORTELLI
Per informazioni:
8 www.abitare.coop • tel 02 66100300 - [email protected]
g i u g n o 2 013
di Valter Giraudi
L’
argomento è stato affrontato lo scorso anno nel
Comitato Esecutivo, dopo che l’unificazione tre le
tre cooperative aveva messo in
evidenza differenti sensibilità sul
tema e diverse modalità di soluzione del problema. Dovevamo
dunque “unificare” anche questo
ed oggi, dopo un primo anno di
verifiche e di soluzioni adottate
nei quartieri di Abitare, possiamo
affermare di aver concluso positivamente anche questo aspetto.
Nella nuova cooperativa abbiamo diversi quartieri “storici”, che ripropongono l’aspetto della Milano di un tempo
dal quale non vogliamo assolutamente separarci. Certamente sono stati adeguati negli anni, coerentemente con l’evoluzione
delle nuove strutture abitative, cercando
però di mantenere sempre le peculiarità e
“il fascino” della casa di ringhiera originale,
architettura principe per favorire comunicazione e partecipazione dei residenti ai
fatti del quartiere.
Gli impianti di condizionamento più diffusi sono costituiti da una macchina esterna,
generalmente ingombrante, bianca e “ventilante”, che viene installata sui balconi delle
abitazioni, e da una serie (una, due o tre) di
unità interne (i cosiddetti “split”) collegate
alla macchina esterna attraverso condotti sigillati che consentono il passaggio dei
fluidi termovettori. Installare un impianto
di condizionamento in un appartamento
non predisposto è sempre un intervento
pesante, non solo in termini economici ma
anche per l’impatto che l’impianto ha sulle
pareti dell’alloggio, percorso da tubi, conduttori elettrici e canaline di copertura, che
ciascun socio può provvedere a mimetizzare come meglio ritiene opportuno. Ma
all’esterno, sulle pareti comuni? Soprattutto nei quartieri “di ringhiera”?
Per la verità, anche nei quartieri “moderni”
c’è stata qualche trascuratezza nell’installazione degli impianti, sia da parte dei soci,
g i u g n o 2 013
sia da parte di chi avrebbe dovuto vigilare sulla
modalità di montaggio,
dopo averne concesso
il permesso. Scambiatori montati sulle pareti
in vista, verso l’esterno del
quartiere, non sono purtroppo infrequenti; è evidente che non se ne può richiedere adesso lo spostamento, ma una qualche
soluzione estetica dovrà essere individuata
e proposta a breve, perché un bel quartiere è patrimonio di tutti e fa piacere a tutti,
checché se ne dica. A maggior ragione nei
quartieri di ringhiera, dove le antiestetiche
e ingombranti unità esterne, assolutamente bianche, hanno fatto la loro “brutta” comparsa negli anni recenti, ovviamente tutte
montate al di sopra delle porte di ingresso
o delle finestre degli alloggi, col loro corredo di tubi e connettori.
Cosa ha dunque deliberato l’Esecutivo e
cosa si è installato lo scorso anno?
La soluzione individuata è l’adozione di
condizionatori senza unità esterna (tipo
Unico Splendid o Winner Ferroli) o, quale
alternativa, condizionatori con unità esterna a pannello frontale chiuso (tipo Mimetico Splendid), da verniciare nella stessa tinta
del palazzo.
Da sempre, l’obiezione all’adozione del
condizionatore senza unità esterna (l’Unico, per interderci, che è il modello che per
primo si è proposto sul mercato) è
la rumorosità prodotta all’interno
dell’abitazione. La tecnologia, però, non è progredita solo nei tablet
o nei telefonini ma anche negli impianti di condizionamento odierni, che sono decisamente evoluti
anche rispetto a quelli di qualche
anno fa. Ne è testimonianza una
recente realizzazione privata a Niguarda, adiacente al nostro palazzo storico di Ornato 7. Una
piccola corte di ringhiera
è stata completamente riqualificata, nel massimo rispetto dei canoni
estetici dell’epoca, e tutti
gli appartamenti sono stati dotati di impianti di condizionamento senza unità
esterna, a pompa di calore: una macchina in ciascuna stanza, appesa alla parete, con
i classici due fori di scambio termico mascherati da piccole griglie. Le funzioni e le
regolazioni presenti nei dispositivi più recenti ne consentono l’impiego anche nei
locali destinati al riposo, senza recare disturbo.
L’adozione della soluzione “unico” o “mimetico” è competenza dell’Ufficio Tecnico, che
riceve la richiesta di installazione da parte
del socio. È evidente che il condizionatore senza unità esterna non può essere installato a terra negli appartamenti posti sul
passaggio delle ringhiere per non investire i passanti con sbuffi di aria calda, ed è
altrettanto evidente che non potrà essere
installato sulla parete, se un armadio lo impedisce o il tavolato non lo regge. Analogamente, il condizionatore con unità esterna non potrà essere montato adiacente a
porte o finestre di altri alloggi, o in posizioni
tali per cui il rumore possa riveberare sulle
pareti affacciate. In sostanza, solo l’analisi
puntuale dei nostri tecnici può stabilire la
montabilità di un dispositivo o dell’equivalente alternativo. Le scelte operate fino ad
ora non hanno suscitato reclami di alcun
genere, e questo è certamente un riscontro positivo.
9
SVILUPPO DEL PATRIMONIO
Gli impianti di condizionamento
nei quartieri storici di ABITARE
SVILUPPO DEL PATRIMONIO
La manutenzione
nei nostri quartieri
arch. Umberto Greco
10
Livigno 20
Val di Ledro 23
Dopo una lunga attesa per il rilascio, da parte del
Comune di Milano, della concessione per occupazione suolo pubblico necessario per il montaggio
del ponteggio, il 18 marzo 2013 hanno avuto inizio
i lavori di rifacimento delle facciate, dei balconi e
delle gronde.
I lavori, che stanno avanzando secondo cronoprogramma, hanno subito alcune varianti in corso
d’opera dovute a soluzioni migliorative individuate dalla Direzione Lavori, dall’Ufficio Tecnico della
Cooperativa ed anche dall’impresa che sta eseguendo i lavori.
Sono state ultimate tutte le rimozioni delle parti rivestite
ad intonaco, per cui si sta procedendo con le rasature
di facciata, per poi proseguire con la posa della nuova
pavimentazione dei balconi, e continuare con il resto
delle lavorazioni.
L’obiettivo rimane comunque quello di ultimare i lavori
entro il mese di luglio 2013.
Nonostante un inverno rigido ed una primavera molto piovosa, i lavori di manutenzione straordinaria del cantiere di via Val di Ledro 23
proseguono ed anche se le condizioni meteorologiche hanno condizionato le tempistiche di lavorazione di ciascun edificio, comportando
quindi un aggiornamento del cronoprogramma, possiamo dire che nel
complesso i tempi del cantiere in generale rientrano ancora in quelli
previsti, visto che su otto edifici di cui si compone l’intero quartiere, tre
stanno giungendo ormai al termine: gli edifici 8 e 6, i cui ponteggi verranno smontati entro il mese di giugno, e l’edificio 4, il cui ponteggio
verrà smontato entro il mese di luglio, mentre per l’edificio 2 bisognerà
attendere il prossimo autunno. Finalmente a breve potremo vedere il
risultato della ristrutturazione dei primi tre edifici ultimati, ovvero l’edificio 8, 6 e 4, ma al di là dell’aspetto estetico non bisogna dimenticare l’importanza dei lavori relativi al rifacimento dell’impianto elettrico
delle parti comuni e dell’impianto d’antenna multiswitch satellitare.
Inoltre, è importante sapere che l’impresa BCG, a causa delle cattive
condizioni climatiche, nonostante abbia dovuto mantenere i ponteggi montati per un ulteriore periodo rispetto al cronoprogramma, non
ha previsto alcun costo aggiuntivo.
g i u g n o 2 013
SVILUPPO DEL PATRIMONIO
Davanzati 28
Entro il mese di giugno l’Ing. Gaspare Ravizza, in qualità di progettista e direttore dei lavori, presenterà alla Cooperativa Abitare
il progetto relativo alla manutenzione straordinaria di facciate,
balconi e copertura. I lavori da eseguire per la manutenzione
straordinaria sono i seguenti:
• rifacimento delle due facciate prospicienti le vie Carnevali e Davanzati, con rivestimento a cappotto termico al fine di migliorare le prestazioni di isolamento termico dei paramenti murari;
• rifacimento del manto di copertura con un tetto impermeabile,
per garantire un miglior isolamento termico ed un miglior comfort nel periodo estivo, grazie alla ventilazione del tetto stesso;
• modifica del sistema di raccolta delle acque di pioggia dei
terrazzini di pertinenza degli alloggi del sottotetto, per eliminare le infiltrazioni all’ultimo piano;
• rifacimento della pavimentazione dei balconi e del ballatoio
a servizio degli alloggi del sottotetto.
Entro il periodo estivo, si procederà con la gara d’appalto a cui
parteciperanno diverse imprese, con l’obiettivo di iniziare i lavori entro il periodo autunnale.
Un benvenuto ai nuovi soci
della residenza Caianello
Indira Sala
A
bitare è attivamente presente in alcune realtà significative quali il Consorzio Cooperativo Ca’ Granda, che fra i
principali interventi effettuati negli scorsi anni annovera
la realizzazione di 48 alloggi della residenza Caianello.
Abitare, in accordo con le altre cooperative socie del Consorzio Ca’ Granda, ha ritenuto conveniente proporsi per
l’acquisizione diretta degli otto alloggi siti al primo piano
e delle due unità commerciali dell’edificio, recentemente
formalizzatasi.
Gli alloggi in assegnazione mantengono le condizioni previste dalla Convenzione sottoscritta con il Comune di Milano
nel 2002, nel rispetto dei requisiti prescritti per la locazione di
alloggi convenzionati.
La gestione delle singole unità abitative e commerciali sarà di
competenza esclusiva di Abitare, mentre le parti comuni resteranno in capo all’amministrazione condominiale dello stabile.
Abitare esprime un particolare benvenuto ai nuovi soci e alle
loro famiglie oltre all’augurio di un lungo cammino di crescita condiviso.
g i u g n o 2 013
11
SVILUPPO DEL PATRIMONIO
VILLAGGIO COOPERATIVO DI VIA CIALDINI
La tua casa in Cooperativa
a cura di Davide Ostoni e Massimo Besutti
UNA CASA DIFFERENTE
A pochi passi dalla nuova fermata della linea gialla AfforiCentro, sorge il Villaggio Cooperativo di via Cialdini 34. Da
poco inaugurato, il complesso è composto da 108 unità
abitative con un’ampia gamma di tipologie e metrature
ancora disponibili, da 57mq a 158mq, con soluzioni differenti, dal mono al bilocale dal trilo al quadrilocale anche
con distribuzione interna su due piani. Il Villaggio gode
di molteplici servizi come la presenza del portierato, un
sistema di videosorveglianza volto a garantire maggiore
sicurezza agli abitanti, la predisposizione in tutti gli alloggi
dell’aria condizionata e del sistema antintrusione.
Il Villaggio è ispirato ai criteri dell’edilizia sostenibile, percorso che parte dallo studio architettonico, con particolare
12
attenzione al territorio, e presuppone il coinvolgimento
responsabile anche degli abitanti con un nuovo modello di sviluppo in grado di conciliare le esigenze economiche e sociali presenti, con le prospettive di progresso
del nostro pianeta.
Ne è testimonianza lo studio di alcuni ricercatori del Politecnico di Milano che stanno approfondendo le tematiche che Consorzio ha sviluppato in via Cialdini, un vero
laboratorio di progetto dove condensare e sintetizzare le
esperienze e le competenze sviluppate nel tempo anche
dalle nostre cooperative, unitamente ai servizi all’abitare.
Le tematiche della sostenibilità sono affrontate anche dal
punto di vista delle dotazioni impiantistiche, attraverso
soluzioni tecnologicamente avanzate e performanti nei
settori del riscaldamento, isolamento termico, risparmio
e recupero dell’acqua.
g i u g n o 2 013
SVILUPPO DEL PATRIMONIO
CONFORT E BENESSERE
Le tipologie delle abitazioni proposte presentano zone giorno rivolte, con grandi finestrature, a sud e zone notte e di servizio a nord con aperture più contenute. La soluzione delle ampie finestre poste a sud
permette alla radiazione solare di penetrare all’interno dei vani innanzandone la temperatura e fornendo un consistente apporto di calore e di luce invernale agli alloggi.
Per ovviare al problema del surriscaldamento estivo le
volumetrie esterne dei balconi sono studiate in modo
da fungere a tutti gli effetti da schermature solari.
Il compito della schermatura consiste nell’impedire che
i raggi possano colpire la cortina muraria perimetrale
consentendo al calore di disperdersi all’esterno degli
alloggi. In pratica nelle ore più calde del periodo estivo
g i u g n o 2 013
www.villaggioscarsellini.it
[email protected]
Uffici di via Grazioli, 33
MM3 Affori-Centro
Tel. 02.36569055 • Cell. 3313790947
IN EDILIZIA LIBERA IN PRONTA CONSEGNA
PREZZO TUTTO COMPRESO, ANCHE IL ROGITO,
CHIAVI IN MANO (escluso iva e box)
Certificato in CLASSE ENERGETICA B ELEVATA
con consumi pari a 33,2 KWh/m2a.
13
SVILUPPO DEL PATRIMONIO
i balconi mantengono in ombra i muri e le finestre permettendo ai raggi solari di penetrare nei mesi più freddi
quando l’angolo tra sole e orizzonte è minore.
Un tema importante è quello delle fonti rinnovabili.
L’esposizione dell’edificio ha permesso l’installazione di
collettori solari per la produzione dell’acqua calda sanitaria, in grado di trasformare l’energia prodotta dal sole
in calore. Per quanto riguarda l’impiantistica, la scelta è
ricaduta nell’impiego di caldaie centralizzate a condensazione, in grado di recuperare parte del calore contenuto nei gas di scarico sotto forma di vapore acqueo,
consentendo un migliore sfruttamento del combustibile con il raggiungimento di rendimenti più alti, fino
al 20% in più rispetto a caldaie con normali bruciatori,
abbinate ad impianti a pannelli radiali a pavimento. Tut14
ti gli alloggi sono dotati di un sistema elettronico che
contabilizza il consumo delle calorie sia per il riscaldamento che per l’acqua.
MATERIALI
I materiali costruttivi sono stati individuati cercando di
ottenere soluzioni biologicamente compatibili. Gli isolanti termoacustici sono in lana minerale, sughero ed
ovatta, le tinteggiature, le vernici e le colle atossiche,
prodotte con componenti certificati stabili ed innocui;
gli intonaci sono traspiranti e antimuffa. Particolare attenzione è stata prestata alla qualità dei materiali insonorizzanti, specialmente per le ampie finestrature con
un notevole abbattimento del rumore volto a garantire
la tranquillità all’interno della propria casa.
g i u g n o 2 013
SVILUPPO DEL PATRIMONIO
Lo studio dell’edificio residenziale, inoltre, è pensato per
creare la possibilità di individuare tipologie abitative anche molto differenti, nel quadro di un articolazione spaziale complessa che vari da piano a piano. In questo
caso il risultato atteso dal progetto architettonico è la
creazione di un sistema abitativo nel quale si alternino
spazialità differenti e nel quale sia possibile ritrovare sia
le dimensioni dell’edificio che quelle dell’alloggio monofamiliare attraverso il gioco dei volumi dei balconi, dei
terrazzi o giardini pensili e degli spazi comuni.
IL VERDE E I SERVIZI
L’articolazione dei volumi, oltre che della variazione
nell’accostamento modulare dei tagli d’alloggio, si giova
dell’interposizione in alzato di un grande “buco” passang i u g n o 2 013
te adibito a giardino pensile che, unitamente al verde
privato posto sui singoli terrazzi, contribuisce alla creazione di un microclima autoregolamentato per l’edificio.
Al primo piano è presente un ampio locale ad uso comune completo di servizio igienico dove poter organizzare attività di vario genere, nell’ottica dichiarata di voler
proporre una soluzione abitativa orientata alla creazione
di una comunità di abitanti.
Il parco pubblico tra le due stecche è aperto da pochi
giorni, realizzato insieme alla Cooperativa Solidarnosc
di Affori. Circa 8.000 mq. di spazio verde che contribuisce al miglioramento della qualità dell’abitare. Il giardino, da subito apprezzato dai più piccoli, si caratterizza
per le dune verdi, i coni erbosi e i piani inclinati per distendersi, riposarsi e leggere; un pensatoio nel verde
15
SVILUPPO DEL PATRIMONIO
per dimenticarsi di essere in città. Ha preso vita anche
lo spazio per i più piccoli, con un’area attrezzata con
giochi, scivoli e altalene; a pochi passi dall’officinalia, il
giardino degli aromi per far conoscere i profumi e i colori
delle piante officinali più comuni. Quella che un tempo
era una grande area industriale è ora restituita alla città,
aperta a tutti i cittadini.
IN PRONTA CONSEGNA
Sono ancora disponibili alcuni appartamenti. Come
fare per vederli? Si può cliccare sul sito del Villaggio
www.villaggioscarsellini.it e vedere tutte le planimetrie e le disponibilità aggiornate in tempo reale e poi si
può fissare un incontro per conoscere insieme l’alloggio e vedere dal vivo la propria casa.
16
Una grande varietà tipologica caratterizza il Villaggio con
tagli di alloggio con specifiche molto differenti nell’idea
di dare soddisfazione al variegato corpo sociale delle
cooperative.
Gli ultimi alloggi disponibili sono tutti differenti tra loro, appartamenti con una, due, tre stanze da letto, con
uno o due bagni in funzione della dimensione, alcuni duplex con giardino privato ed altri dotati di locale hobby.
Tutte le unità abitative sono dotate di balconi di dimensioni considerevoli, che consentono un maggior controllo dell’irraggiamento solare in funzione della stagione e dilatano lo spazio abitativo verso l’esterno quasi raddoppiandolo, un vero e proprio spazio da vivere
specialmente nelle belle giornate.
g i u g n o 2 013
SVILUPPO DEL PATRIMONIO
Villa Trotti: una storia infinita
I fatti di sangue di Niguarda e l’incendio di fine maggio ripropongono il rudere di villa Trotti
agli onori della cronaca. Ma a che punto è il progetto di ristrutturazione?
di Sergio Ghittoni
I
l rudere di Villa Trotti troneggia fatiscente
nel cuore di Niguarda, sostenuto da tralicci che ne impediscono il crollo, sporco,
degradato e abbandonato. È in una posizione esposta, in piena vista, e dà un’immagine del quartiere orribile, come se tutta Niguarda fosse in rovina, pericolante e
mefitica.
È tornata agli onori della cronaca, dopo anni
di silenzio quando si è sparsa la voce che il
folle omicida Mada Kabobo avesse reperito il piccone, con cui ha finito le sue vittime,
proprio al suo interno. Ma nella villa non ci
sono cantieri aperti, né tantomeno attrezzi
abbandonati. Non è da escludere, però, che
i vagabondi senza fissa dimora che solevano
pernottarvici, vista l’impossibilità di entrare
dalle porte da quando la proprietà ha murato gli accessi, si siano procurati un piccone
per praticare delle nuove entrate nei muri e
l’abbiano abbandonato nei paraggi.
Quella delle occupazioni abusive è una delle preoccupazioni più grandi della nostra
Cooperativa, proprietaria dell’edificio e del
terreno circostante, con la quale abbiamo
voluto fare il punto della situazione parlando col presidente Giovanni Poletti che ci ha
trasmesso le informazioni che riportiamo in
queste note.
“La cooperativa sta spendendo cifre esorbitanti per impedire le occupazioni abusive, sia con continui sgomberi e successive
disinfestazioni, sia costruendo muri di contenimento al suo interno per sigillare ogni
apertura. Ma la situazione dei muri esterni è
talmente compromessa che ci vuole poco
a praticare aperture, senza nemmeno ricorrere a strumenti pesanti come i picconi. È di
pochi giorni fa la notizia di un incendio. È andato a fuoco un materasso che fungeva da
giaciglio per due mendicanti che stazionano sempre ai semafori di viale Enrico Fermi e
che trovavano riparo per la notte nella villa.
Nella quale erano riusciti a penetrare proprio sfondando un muro. Per fortuna non
ci sono danni alle persone, ma sono stati
chiamati i pompieri e addirittura la Digos.
La situazione è insostenibile, lo vedono tutti. Spero solo che dopo l’esperienza Kabobo
le autorità siano molto più sensibili a queg i u g n o 2 013
L’incendio del 31 maggio
sti nidi di degrado e spero che il precipitare
della situazione possa almeno convincere il
Comune ad accelerare i tempi di approvazione del nostro progetto”.
Ma quella delle occupazioni non è la sola preoccupazione: il pericolo di crolli, ad
esempio, è un altro mal di testa. Si è dovuto mettere tutto in sicurezza con sistemi di
sostegno e impalcature, a costi elevatissimi,
dopo che durante l’inverno 2011 una nevicata particolarmente abbondante aveva
evidenziato la debolezza della struttura e
un cornicione si era staccato precipitando al
suolo fortunatamente senza conseguenze.
La cooperativa non vede l’ora perciò di cominciare i lavori di ristrutturazione della villa
e di costruzione degli edifici ad essa collegati, ma finora i progetti che sono stati presentati non hanno ottenuto l’approvazione
del Comune.
Eppure la villa potrebbe essere un bellissimo spot pubblicitario per il quartiere, come
era stato evidenziato qualche anno fa in un
convegno sulla famiglia Trotti - Bentivoglio,
sulla villa, la sua storia e le sue frequentazioni manzoniane. Ben ristrutturata, quello
che oggi è un rudere inguardabile potrebbe
diventare un bellissimo biglietto di benvenuto, ricco di storia e di architettura settecentesca, per chi entra nel quartiere da via
Graziano Imperatore.
Il primo progetto presentato dalla Cooperativa prevedeva la ristrutturazione della
villa e l’edificazione di una “stecca” a fianco
in modo di lasciare l’area tra via Passerini e
via Graziano Imperatore libera di diventare una piazza che avrebbe dovuto essere il
vero “centro” del vecchio borgo. Ma l’ufficio
tecnico del Comune non ha dato la sua approvazione. Si è pensato allora di progettare
una replica della vecchia cascina, su suggerimento del Comune, che prima di essere abbattuta era collegata alla villa. Niente piazza
quindi, ma la via Passerini sarebbe stata dotata di un filare di alberi lungo il marciapiede
di destra. Nemmeno questo progetto però
ha visto l’assenso del Comune.
Ora è stato presentato un terzo, e speriamo
definitivo progetto, che in questo momento è all’esame dell’Ufficio Tecnico e che ora
deve affrontare i pareri della Commissione
Paesaggistica e degli uffici incaricati di valutare gli altri aspetti di loro competenza con
un livello di dettaglio assolutamente minuzioso. Quindi ci vorrà ancora molto tempo.
Forse a fine anno, se non ci saranno problemi si potrà parlare di un ok definitivo.
La caratteristica saliente di quest’ultimo progetto è la “permeabilità”. La possibilità cioè
che la gente possa raggiungere i giardini comunali, che saranno messi a punto dietro la
villa, sia dalla via Passerini che dalla Graziano
Imperatore, passando tra gli edifici (e i negozi e bar che troverebbero posto nell’area) e
addirittura attraversando la villa, che dovrà
essere accessibile ai cittadini fino alle otto di
sera. Si parla anche di una pedonalizzazione
della via Passerini, ma si vedrà a suo tempo.
Come si diceva, il progetto presentato è stato definito fin nei minimi particolari: quaranta tavole, planimetria dettagliata di tutti
gli appartamenti, indicazione di materiali e
finiture e perfino si è dovuto stabilire le specie di piante e arbusti che saranno coltivate
nei giardini. Uno sforzo progettuale che sarà
stato inutile in caso di ennesima bocciatura.
Intanto però la villa aspetta. E i niguardesi con lei.
17
IL VERDE NEI NOSTRI QUARTIERI
La gestione biologica
integrata del nostro verde
di Camillo De Beni, agronomo
N
ell’ambito della gestione agronomica del verde condominiale esistente all’interno dei quartieri di Abitare, una peculiarità ed obiettivo che
fin dall’inizio ci si è prefissati è stato quello
di orientarsi verso una gestione “biologica” integrata.
Cosa significa gestione “biologica” integrata oggi, parlando di verde ornamentale?
La parola “bio” lascia intendere un qualcosa
di salubre per l’ambiente, quindi per l’operatore e per gli utenti. Un qualcosa che,
utilizzato con le corrette modalità e con la
costanza necessaria, consente di riportare
l’ambiente in cui si vive e lavora ad una dimensione “naturale’.
La parola “integrata” lascia intendere che, ad
oggi, non esistendo efficaci rimedi “bio” per
certe specifiche problematiche (es : il controllo di alcune infestanti del tappeto erboso), si debba ancora ricorre a tecniche tradizionali con applicazione di prodotti chimici selettivi.
Ebbene, nei nostri quartieri si sta lavorando
da oltre tre anni, optando prevalentemente
sull’impiego di prodotti biologici, quindi di
natura organica, integrati da batteri e microflora benefica.
Nel programma di concimazione dei tappeti erbosi e di fertilizzazione delle piante
e degli arbusti è previsto l’uso di prodotti
organici, di origine interamente vegetale,
18
quindi realizzati partendo da materie prime “vegetali’, lavorate e granulate dopo
un controllato processo di trasformazione.
L’uso di prodotti organici di questo tipo si
dimostra ottimale per le piante, garantendo altresì l’assenza dei disagi che altri prodotti organici di origine “animale” procurano a causa dell’odore intenso e fastidioso
che emanano.
Nel programma di preparazione delle aiuole di piante stagionali, quindi nella preparazione del substrato di coltivazione delle
aiuole, è invece previsto l’uso combinato di
prodotti organici e di “attivatori” del terreno.
In tal caso si lavora molto sulla “biofertilità”
del terreno, andando ad introdurre tutta
una serie di microrganismi benefici che lavorano in simbiosi con gli apparati radicali
delle piantine.
In effetti, ciò che oggi manca nei nostri terreni, spesso riportati, compattati, destrutturati ... in una parola, “strapazzati” dalle macchine e dall’uomo stesso, è la “biofertilità”.
La biofertilità è data dai milioni di microorganismi, batteri, protozoi, ecc.. che, grazie ai loro metabolismi rendono disponibili
gli elementi essenziali per la nutrizione dei
vegetali. Nei terreni naturali vi sono microrganismi fungini che instaurano delle benefiche relazioni simbiontiche con le radici
fini, assorbenti della pianta, aumentando
le capacità e le performances dell’apparato radicale della pianta stessa. Tali relazioni
simbiontiche prendono il nome di micorrize (Mycos = fungo, Rhiza = radice) e, con le
biotecnologie disponibili, è oggi possibile
introdurle artificialmente nei nostri “poveri’,
maltrattati terreni.
Ciò che ormai con regolarità viene quindi ottemperato nella gestione del verde
condominiale dei nostri quartieri è proprio un lavoro di incremento della biofertilità. In questo modo integriamo i terreni
con della materia “viva” fatta di microorganismi benefici, che una volta insediati ed
attivati, anche grazie alla sostanza organica
che apportiamo, rendono il suolo più equilibrato, capace di esprimersi al meglio, e,
non da ultimo, assolutamente salubre per
le colture. Le piante mostrano di resistere
molto meglio agli stress provocati dal calg i u g n o 2 013
TOUR e SOGGIORNI
con i migliori TOUR OPERATOR
LAST MINUTE • WEEK END • FLY & DRIVE
CROCIERE • LISTE NOZZE
Biglietteria Ferroviaria, Aerea, Marittima
Assicurazioni • Noleggio Auto
do, dall’asciutto, dalle potenziali patie fungine e dai parassiti. Le
piante si esprimono al meglio, dal punto di vista ornamentale,
con abbondanti fioriture, ma anche dal punto di vista sanitario,
attivando i processi di autodifesa già insiti al loro interno, grazie
alla produzione di fitoalessine.
Le fitoalessine sono infatti sostanze fungitossiche che vengono
accumulate dalla pianta per prevenire e stroncare sul nascere
gli attacchi da parte di patogeni fungini.
La gestione biologica integrata del nostro verde non si limita
però ad un lavoro sviluppato per incrementare la biofertilità del
terreno, con l’apporto di sostanza organica di qualità e di attivatori costituiti da microrganismi, essa si pone anche l’obiettivo
di limitare al massimo l’uso di prodotti chimici di sintesi. Primo,
perché sappiamo quanto questi nuociano alla salute dell’uomo
e dell’ambiente, secondo perché le direttive comunitarie stanno
finalmente per rendere operativa la legge che porrà al bando
assoluto tutto ciò che di chimico viene riversato negli ambiti ornamentali, siano essi parchi pubblici, aree sportive, aree urbane.
Detto questo, il lavoro che viene svolto nei nostri quartieri prevede tra gli altri, anche l’impiego di prodotti biologici veri e propri, costituiti da funghi antagonisti e da stimolanti vegetali che,
applicati al terreno sulle piante e sui tappeti erbosi, evocano
un azione di contrasto e blocco dell’attività di taluni patogeni
fungini senza bisogno di dover ricorrere ai tradizionali fungicidi
chimici. Utilizziamo, in altre parole, prodotti assolutamente innocui per l’uomo e l’ambiente che, in modo del tutto naturale,
respingono e contengono lo sviluppo di malattie.
Oggigiorno le biotecnologie hanno fatto passi da gigante nel
mettere a punto prodotti “biologici” capaci di contrastare l’azione di funghi patogeni e parassiti. Si tratta ora di escogitare le
corrette pratiche applicative per rendere efficace operativamente anche “sul campo” ciò che funziona nei laboratori. Non
è sempre facile, riferendoci agli ambiti ornamentali di un giardino condominiale, ma è imperativo provarci e scegliere questa direzione per un futuro migliore.
g i u g n o 2 013
Bee Travels di Ghezzi Simona
20162 Milano - Via Luigi Ornato 7
Tel. 02 6473290 - Fax 02 66104964
e.mail: [email protected] - [email protected]
ASSISTENZA COMPUTER
di, 91
no.it
V.le Rilaono
iciomila
M
ontouff
r
www.p
vendita e assistenza pc, stampanti,
progettazione e installazione reti,
fotocopie, stampe, stampe foto,
invio – ricezione fax
VENDITA E ASSISTENZA MISURATORI FISCALI
MACCHINE
MA
ACCHIINE
E PER
PER UFFICIO
UFFIICIO
SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO
tel./fax.:02.66.10.46.06
02 66 10 46 06- cell. 3
347.35.53.714
47 35 53 714
mail: [email protected]
[email protected]
PREZZI SCONTATI PER I SOCI DI ABITARE
19
IL VERDE NEI NOSTRI QUARTIERI
AGENZIA VIAGGI E TURISMO
CRONACA
L’aggressione a picconate a Niguarda
Caccia all’assassino
Il racconto di un testimone oculare
Sergio Ghittoni
T
utti ricorderanno i tragici avvenimenti di sabato 11 maggio e del
clamore mediatico che
hanno suscitato. Ma qui vogliamo raccontare la versione di LC,
un ragazzo che ha avuto una parte importante in questa vicenda.
Sono le sei del mattino di quel
funesto sabato. La giornata si
preannuncia soleggiata e LC
aveva fissato un appuntamento
col suo amico AL per andare in
gita in Brianza. Si trovano puntuali, ma assonnati, i due ragazzi: dovrebbero raggiungere con
la macchina la Enrico Fermi,
ma complice il sonno, gli scherzi e le battute finiscono per sbagliare strada. Anziché svoltare
in via Majorana imboccano la
via Monterotondo e qui si imbattono in una scena inaspettata e raccapricciante. Un ragazzo è a terra in una pozza di sangue e un uomo sta cercando di
rianimarlo. Sono quasi le sei e
mezza. Non possono saperlo, ma
quel ragazzo è Daniele Carella,
che stava consegnando giornali agli abbonati, colpito a morte
dal piccone di un vagabondo impazzito, Mada Kabobo. I due ragazzi si fermano, scendono dalla macchina, a terra c’è un manico di piccone spezzato. Fanno
qualche domanda all’uomo disperato chino sulla vittima (hai
chiamato l’ambulanza? Com’è
successo?), ma ottengono solo
risposte vaghe, incoerenti. L’attacco dev’essere avvenuto solo
da pochi secondi, l’uomo è ancora sotto shock. I ragazzi credono che si tratti di un collega della
vittima perché indossa una tuta
20
Mada Kabobo, il folle aggressore
uguale, ma in realtà quell’uomo
è anche il padre del ventunenne
a terra. Ancora non può credere
che quel corpo insanguinato sia
quello di suo figlio. Solamente con la testa indica qualcosa.
I due ragazzi alzano gli occhi
e vedono l’assassino, Kabobo,
fermo dietro una macchina. LC
mi dice che lui e il suo amico si
muovono con l’intenzione di affrontare l’aggressore. Ai due ragazzi infatti la scena di sangue
ha fatto un certo effetto: dolore,
certo. Spavento, anche. Ma soprattutto rabbia. Vivono in uno
dei quartieri popolari della zona:
non che siano avvezzi alle risse,
ma certo queste situazioni non
sono loro sconosciute. Stretti i
pugni, si preparano a tutto, anche a fare a cazzotti. Ma subito
AL si accorge che Kabobo (che
non si muove e li fissa con uno
sguardo “posseduto” per usare
le parole esatte di LC) tiene un
piccone dietro la schiena e fa un
paio di passi verso di loro alzando l’attrezzo insanguinato. Me-
glio non rischiare. I due ragazzi
risalgono in auto e chiamano il
112, i Carabinieri. Raccontano
l’accaduto e raccomandano anche di mandare subito un’ambulanza. I Carabinieri sono sorpresi
nell’apprendere che l’aggressore
è ancora nei paraggi e si muovono con grande rapidità. LC guida, AL è al telefono. La centrale
del 112 li prega di seguire il folle, di restare al telefono in contatto con la pattuglia e di segnalare tutti gli spostamenti dell’uomo col piccone. Kabobo infatti
si dirige con tutta calma lungo
la via Monterotondo, piegando
a destra verso la via Racconigi,
anziché prendere la via Gregorovius. Il piccone non è più nelle sue mani, deve averlo buttato
da qualche parte lungo il tragitto,
LC non ha visto, non è sicuro (il
piccone verrà trovato in seguito
lungo la strada). In due, tre minuti i Carabinieri indirizzati dai
nostri due amici lo raggiungono in via Racconigi e gli agenti
quasi senza difficoltà lo immo-
bilizzano a terra, armi alla mano, anche se l’uomo abbozza un
timido tentativo di fuga.
I due ragazzi però a quel punto
hanno abbandonato l’idea della gita. Tornano indietro per verificare lo stato della vittima di
via Monterotondo. L’ambulanza
non c’è ancora, anche se il padre l’ha chiamata. Allora decidono di andarle incontro, nel caso avessero perso la strada. Ne
incrociano una a sirene spiegate, chiaramente in difficoltà nel
trovare il luogo dell’aggressione. La inseguono, la sorpassano
con la mano sul clacson, fanno
segno di andare verso via Monterotondo. Ma l’ambulanza si
ferma in piazza Belloveso e ne
scende una volontaria che si dirige correndo verso il bar. Solo
in questo momento i due ragazzi
si rendono conto che c’è un’altra
vittima in piazza, che si tratta di
una strage, che quel sabato mattina è successa una cosa inimmaginabile.
I morti alla fine saranno tre, contando anche Ermanno Masini, il
nostro socio. Ma forse, senza i nostri due ragazzi, avrebbero potuto essere di più. In via Racconigi, infatti, a quell’ora molte signore portano fuori i loro cagnolini:
un pazzo invasato con un piccone avrebbe potuto facilmente aumentare il suo bottino di vittime.
Ho apprezzato molto la testimonianza di questo ragazzo. Per il
pudore dimostrato nel non volere contatti con i giornalisti delle
Tv e dei quotidiani nazionali, per
quel suo schermirsi e non voler
vedere il suo nome pubblicato.
Per il modo semplice e diretto
con cui mi ha raccontato la sua
storia, senza paura, ma senza atg i u g n o 2 013
teggiamenti vanitosi, con una sicurezza e una maturità forse inconsueta per i suoi ventisei anni. Con la
consapevolezza di aver fatto una cosa normale, che
andava fatta, che chiunque altro avrebbe fatto.
Ma forse si sbaglia. Non tutti avrebbero dimostrato il
suo stesso senso civico, la sua responsabilità, il suo
coraggio. Non le persone che hanno incontrato il folle prima del massacro e che non hanno chiamato la
polizia, permettendo a Kabobo di continuare la sua
mattanza. Non quelle forze politiche e quei giornalisti che si sono precipitati come avvoltoi su Niguarda
(di cui altrimenti non si sarebbero mai occupati) per
fini elettorali o di share. Non chi ha consentito che
gli avventori del bar di piazza Belloveso potessero
sedersi ai tavolini a bere birra quello stesso giorno
appena finito il lavoro della scientifica, accanto alle macchie di sangue del povero Alessandro Carolè.
Alessandro era un avventore abituale di quel bar: con
ogni probabilità qualcuno di loro il giorno prima sedeva con lui al tavolino, scambiando due parole con
la persona il cui sangue ora era sparso a pochi centimetri dalle suole delle sue scarpe. Speriamo solo
che la birra gli sia andata di traverso...
La nostra cooperativa è stata tirata in ballo per questa vicenda, visto che si è sparsa la voce che Kabobo avrebbe reperito il piccone, l’arma dei delitti, nei
pressi della Villa Trotti. Ma non ci sono cantieri aperti
nella villa e men che meno attrezzi abbandonati dagli operai ai tempi del montaggio dell’impalcatura.
Però non si può escludere che qualche vagabondo in
cerca di un riparo per la notte si sia procurato un piccone per praticare un’apertura nel muro della villa,
dal momento che le entrate sono state murate, e poi
l’abbia abbandonato nelle vicinanze. Mada Kabobo
era in preda alla follia quando ha commesso gli omicidi e non sa spiegare l’esatto concatenarsi dei fatti.
Inoltre non parla bene né l’italiano, né l’inglese (la
lingua ufficiale del suo paese, il Ghana). Addirittura
pare che provenga da qualche piccola e marginale
tribù, al punto da non sapersi esprimere neppure in
nessuna delle principali lingue tribali ghanesi e per
la quale non si trovano interpreti.
Chi scrive è stato molte volte in Ghana per lavoro,
negli anni ottanta. A quel tempo il paese era poverissimo. Anche negli alberghi più lussuosi non c’era
elettricità, cibo, bevande, carburanti, detersivi o saponi. La vita era davvero problematica, la criminalità alle stelle. Oggi il Ghana si è ripreso ed è uno dei
paesi del West Africa che cresce più rapidamente,
ma anche allora la gente era estremamente gentile,
amichevole, ospitale. Fraterna addirittura. Almeno
era così nella capitale, Accra, dove c’è una maggioranza di Ashanti, una delle principali tribù del Ghana, erede di un favoloso regno precoloniale. Niente
a che vedere con l’aggressività folle di Kabobo. Per
questo non capisco il tentativo da parte di certe forze
politiche di sventolare le bandiere del razzismo e di
associare la violenza con questa popolazione nobile
e sfortunata, che almeno nei miei confronti ha fatto
di tutto per rendermi la vita nel loro bellissimo paese quanto più piacevole possibile.
g i u g n o 2 013
CRONACA
In ricordo di
Ermanno Masini
Paola Cavaleri
L’
ultimo incontro pochi giorni prima che
i colpi di quell’arma
brutale ponessero
fine, in un modo così virulento, alla sua vita. Un
crudele ed inaudito atto
di violenza ampiamente
documentato dalla cronaca. “Buongiorno dottoressa, scusi se la disturbo, ma
sono passato per consegnarle il report del trimestre”. Così mi salutava per
l’ultima volta, con il suo
stile compassato e garbato, Ermanno Masini. E come sempre arrivava il mio
apprezzamento per la puntualità con la quale mi consegnava quei fogli scritti di
suo pugno che documentavano, in modo articolato
Ermanno Masini, sembra impossibile
che non ti vedremo più
e preciso, l’attività prevista
dal servizio che erogava ai
nostri soci. Tanti numeri e voci che parlavano del suo aiuto concreto,
del suo impegno solidaristico e partecipativo nella vita della sua comunità di appartenenza. Quella comunità che ora lo piange.
Ermanno Masini era un volontario di Unione Samaritana e da anni
collaborava con la nostra Cooperativa, mettendo a disposizione degli
anziani il suo impegno e il suo tempo. Ogni giorno accompagnava i
nostri soci nei presidi ospedalieri per visite, esami o terapie e si occupava del disbrigo di pratiche sanitarie e amministrative. Opere e non
solo parole, quindi.
Ma Ermanno, per molti di loro, era anche una persona con cui poter
parlare, una presenza che dava una tregua alla schiacciante solitudine
di tutti i giorni. In un contesto fragile, dal punto di vista economico e
del welfare sociale, come quello attuale, il valore che assumono queste figure è facilmente immaginabile.
Per Abitare, Ermanno era non solo un apprezzato volontario, ma anche
un premuroso ed attivo organizzatore di iniziative promosse a favore
del corpo sociale. Quante feste sono state realizzate anche grazie alla sua collaborazione, quanti soci hanno potuto parteciparvi grazie ai
suoi accompagnamenti.
Particolarmente provato dalla malattia e dalla morte della moglie avvenuta qualche mese prima, Ermanno aveva forse trovato qualche
ragione in più per dedicarsi al volontariato, ma il destino ha deciso
diversamente.
Per la sua umanità e il suo impegno Ermanno lascia un grande vuoto
tra i soci e tra noi suoi “amici” di Abitare.
21
CRONACA
No alla ‘Ndrangheta
di Franco Maria Marrazzito
I
giorni 18 e 19 maggio sono stati dedicati alla sensibilizzazione dei cittadini milanesi ed in particolare dei nostri quartieri circa la presenza della ‘Ndrangheta ormai
diventata una questione che riguarda ognuno di noi.
Il Centro Sportivo Iseo di Affori è stato completamente
distrutto nell’ottobre 2011 da un incendio doloso che gli
inquirenti hanno dichiarato attribuibile alla ‘Ndrangheta.
Il Centro sportivo da anni è un monumento triste, ben
visibile, testimonianza di una presenza distruttiva e persecutoria.
Molti erano increduli, ma quando sono stati eseguiti numerosi arresti in tutto l’hinterland e nei nostri quartieri e
recentemente sono stati condannati tanti esponenti di
questa pericolosa associazione a delinquere, c’è stato un
brutto risveglio.
Ora sta prendendo piede la consapevolezza della realtà,
qualche cosa di importante si sta muovendo e cresce nei
cittadini la voglia di dire pubblicamente no.
Dire che Milano non ci sta, fare una sporadica fiaccolata
lascia il tempo che trova. È certamente più produttivo
seminare una coscienza anticriminalità organizzata, coltivare una informazione costante, parlare ai giovani, mobilitare le scuole, costruire un fronte antimafia.
22
Da Niguarda, da alcune scuole, con l’aiuto di cittadini
sensibili e disponibili è partita una iniziativa che il 18
e 19 maggio scorsi ha coinvolto tanta gente, ma soprattutto che ha lasciato una traccia per un percorso
da attuare nel tempo.
Nei due dibattiti “No alla ‘Ndrangheta: istruzioni per
l’uso” e “No alla ‘Ndrangheta: cosa facciamo insieme”
partecipati da persone che lottano contro la mafia,
da imprenditori che si sono ribellati ai suoi ricatti, da
giovani che nei luoghi dove la mafia opera alla luce
del sole occupando il territorio, riescono a tenere vivo il sentimento di libertà antimafia, è giunto un messaggio di speranza “No alla ‘Ndrangheta: istruzioni per
l’uso” come giustamente era scritto sui manifesti e volantini dell’iniziativa.
Non è un mistero che tanti negozi paghino il pizzo;
è un ricatto inaccettabile che impoverisce il tessuto
economico e sociale del territorio, che porta morte
e distruzione.
Il pizzo ricade su quelli che fanno acquisti nei negozi,
questa è una considerazione ovvia ma pare che ancora non sia fatta da tutti. Dove c’è mafia e criminalità organizzata c’è miseria ed ingiustizia, è augurabile
che tanti ne prendano coscienza e venga data forza
alle iniziative che saranno intraprese dal movimento
nato nel nostro territorio.
g i u g n o 2 013
LA COOPERATIVA E IL SOCIALE
SPAZIO GIOVANI ABITARE
“
ANCHE QUEST’ANNO TUTTI GLI
ALUNNI DELLO SPAZIO GIOVANI
SONO STATI PROMOSSI O AMMESSI
AGLI ESAMI CON OTTIMI RISULTATI
Un mese intenso
prima della pausa estiva
di Lorenzo Mazzi Coordinatore Spazio Giovani Abitare
L
o Spazio Giovani Abitare si appresta a chiudere per la pausa estiva le proprie molteplici attività per poi tornare a riproporre in autunno i propri servizi rivolti ai giovani della
cooperativa e dei quartieri:
• il doposcuola per le scuole medie;
• il corso di pittura per bambini;
• i laboratori creativi per le elementari:
• il corso di inglese per le scuole medie;
• il corso contro la dispersione scolastica in preparazione
dell’esame di terza media;
• il corso dj:
• il corso di italiano per stranieri (mamme e medie).
In collaborazione con gli enti scolastici della zona con cui si
sono stipulate convenzioni (e dall’anno prossimo anche con
i tirocinanti dell’ Università Bicocca), lo Spazio Giovani ha creato e creerà iniziative e attività pensate per i più giovani, sia come supporto didattico e scolastico che come socializzazione
e gioco. Si sono infatti svolti, a integrazione del doposcuola,
24
,,
momenti di ritrovo che hanno permesso di creare un buon
clima di unione e divertimento nel nutrito gruppo di ragazzi
e ragazze frequentanti.
Novità di questo anno sono state anche le iniziative per i
più piccoli ospitate nello Spazio durante i fine settimana.
L’apertura di uno spazio apposito nella cooperativa ha senza
dubbio permesso di rivolgere servizi ad una fascia di soci e
figli di soci, come anche di giovani abitanti dei nostri quartieri, che finora non avevano trovato ancora il loro spazio.
I nostri locali, sistemati dalla cooperativa, decorati con un
murales realizzato dagli stessi ragazzi e personalizzati con
una documentazione fotografica e colorata delle attività, è
un luogo aperto e accogliente.
La felice atmosfera respirata anche nella festa finale del doposcuola, durante la quale la Presidenza di Abitare ha consegnato dei simbolici e sentiti diplomi ai ragazzi che affronteranno l’esame di terza media, sono una conferma del buon
lavoro svolto durante l’anno, coinvolgendo decine di ragazzi
e ragazze in diversi eventi e corsi.
Ci diamo appuntamento allora a settembre, con una nuova serie di proposte!
g i u g n o 2 013
LA COOPERATIVA E IL SOCIALE
ABITARE IN COLLABORAZIONE CON PANDORA
Con l’estate ritorna
a Niguarda il centro
estivo della cooperativa
A
nche quest’anno la
Cooperativa Pandora,
in collaborazione con
Abitare, propone il centro estivo per i figli dei soci, ma
aperto anche alle famiglie del
quartiere.
Dal 10 giugno al 6 settembre
(escludendo il periodo dal 3 al
26 agosto) i bambini troveranno ad accoglierli presso la sede del Consiglio di Quartiere di
via Ornato 7 animatori qualificati ed uno spazio accogliente.
Giochi che con la bella stagione, che prima o poi si spera arrivi, potranno avvalersi anche
g i u g n o 2 013
dei vicini spazi del Parco Nord
e del Centro Girola, escursioni,
laboratori creativi e anche uno
spazio pomeridiano dedicato
ai compiti delle vacanze.
Il centro, inserito anche nell’offerta del Comune “Milano amica dei bambini”, con conseguente convenzione che abbatte le quote per le famiglie
con redditi più bassi, è aperto
tutti i giorni dalle 8 alle 17.
PAGAMENTI RATEIZZATI
IN 12 MESI
SENZA INTERESSI
SCONTI SPECIALI
PER I SOCI
Via Palanzone, 32 - Milano - Tel. 02.64.39.749
Via dei Conti Biglia, 4 - Milano - Tel. 02.66.10.56.52
www.villaarredamenti.com
Per informazioni:
Segreteria Cooperativa Pandora
tel. 026437564
[email protected]
25
LA COOPERATIVA E IL SOCIALE
Estate al Centro Servizi
Achille Ghiglione
Grande successo per
le nostre mostre di pittura
D
C
on l’estate torna l’apertura del Centro Ghiglione.
Un’importante opportunità per i soci anziani che
amano vivere le esperienze di
aggregazione sociale.
Il Centro Servizi Ghiglione, che
ha sede in via Val di Ledro 23,
dal 17 giugno e fino al 14 settembre, accoglie quotidianamente tutti coloro che vogliono condividere momenti comunitari, attraverso la conversazione o il gioco, o che intendono ritagliarsi del tempo per
la lettura. Nello spazio, dotato
di aria condizionata, è infatti
possibile trovare quotidiani,
periodici e libri. Nel periodo di
apertura verranno come sempre proposti momenti di festa
che allieteranno il pomeriggio
di chi avrà il piacere di partecipare.
Tutte le iniziative promosse da
Abitare sono realizzate grazie
alla collaborazione delle realtà
che operano al Centro Servizi:
Filo di Arianna, Unione Samaritana e Coop Lombardia.
omenica 12 maggio, nella Sala Ghiglione, hanno esposto le allieve
del corso di pittura di Silvana Scaravelli e Stefania Favaro.
Nelle vetrine dello spazio espositivo spiccavano i trompe-l’oeil ad olio
pensati e realizzati come copertura delle porte di casa e le tele dipinte
seguendo la tecnica dell’iperrealismo: ghepardi, fiori, nature morte talmente precisi da competere con la fotografia.
All’interno la pittura su tessuto ispirata alle opere dei famosi pittori del
passato, riproduzioni di Turner, opere impressioniste, pannelli decorativi con motivi animalier.
Interessanti le sperimentazioni con l’acquarello utilizzato non solo rispettando le regole canoniche di questa tecnica, ma sfruttandone anche
gli effetti più estemporanei e liberi: ne sono nate composizioni in cui lo
sfondo si è trasformato in una potente colata di colore , mentre foglie e
fiori si sfumavano e dissolvevano gli uni negli altri. È stato esposto un
disegno acquerellato e rafforzato dalla china tratto da uno studio del
Parmigianino, posto in mostra vicino ad una serie di nature morte realizzate con una bella pennella personale.
Chi volesse informazioni sui corsi di tecniche artistiche che si terranno
nella sala del quartiere di via Cecchi a partire dal prossimo ottobre può
telefonare al numero 333-120901.
GIORNI E ORARI DI APERTURA
• Lunedì e Venerdì: 9 - 12.30 e 14.30 - 18.00
• Martedì, Mercoledì e Giovedì: 9 -12.30 e 14.30 - 18.30
• Sabato: 9 -12.00
SRL - SOCIO UNICO
SETTORE FORNITURE
SANITARI - ARREDO BAGNO - RISCALDAMENTO
CONDIZIONAMENTO - ANTINFORTUNISTICA
Via Val di Ledro, 23 - 20162 Milano
Tel. 02 6438691 - Fax 02 6433231
E-mail: [email protected]
Cod. Fisc./P. IVA 03191540966
26
g i u g n o 2 013
LA COOPERATIVA E IL SOCIALE
Pomeriggio
musicale in Abba
L
o scorso 24 marzo si è tenuta una grande festa musicale nella sala Polifunzionale di via Abba a Dergano alla presenza di circa 70 partecipanti. Gli artisti del gruppo Diario Carioca hanno entusiasmato
tutti con il loro favoloso repertorio di musica brasiliana.
g i u g n o 2 013
Hanno partecipato alla festa anche il Vice Presidente
Luciano Gianzini ed alcuni consiglieri.
Lo spettacolo organizzato dal Consiglio di Quartiere
Abba-Conte Verde si è concluso con un ricco rinfresco.
Tutti i presenti hanno ringraziato gli organizzatori per
la magnifica festa pomeridiana.
Il 21 aprile, invece , lo spettacolo musicale di un gruppo
di musicisti provenienti da Forlì ha allietato il pomeriggio
di molti soci. Cinquanta erano infatti le persone presenti
che attendevano l’evento da molto tempo.
Sono stati graditi ospiti il Vice Presidente Luciano
Gianzini ed i consiglieri di amministrazione Giuseppe
Volpi, Franco Gelati ed Anna Maria Stucchi.
Gli artisti hanno eseguito pezzi musicali davvero molto
apprezzati, tra valzer del Sud della Francia, ballate dei
Paesi dell’Est Europa, colonne sonore di film famosi e
bellissimi tanghi di Astor Piazzolla.
La giornata si è conclusa con un apprezzatissimo rinfresco.
27
LA COOPERATIVA E IL SOCIALE
Un medico tra noi
Le coppie finaliste: da destra E. Felisatti e R. Caldaro di Empoli primi classificati, O. Losi del
CdQ Zanoli organizzatrice della gara, L. Gianzini, Vice Presidente di Abitare col trofeo Abitare,
L. Colombo e E. Terragni di Carli secondi classificati, G. Longoni e I. Monti di Livigno terzi
classificati. In seconda fila a sinistra la coppia di Hermada-Ornato quarti classificati.
TORNEO QUARTIERI DI SCALA 40
Sala Tavacca: un momento della conferenza
di Luisa Cabrini
Empoli si aggiudica N
il Trofeo 2013
di Cesare Losi
L
o scorso 14 aprile nella sala polifunzionale Tavacca, in via Zanoli
15, si è svolta la finale del torneo
a coppie di scala 40 tra i campioni
selezionati dai quartieri iscritti al torneo. Hanno partecipato: Carli, Empoli, Zanoli, Livigno, Scherillo, Comasina,
Grassini, Abba - Conte Verde, Armellini, Hermada - Ornato. Il torneo è stato organizzato dal CdQ Zanoli con la
collaborazione di alcuni soci volontari
della sala Tavacca.
L’iniziativa ha lo scopo di favorire l’aggregazione sociale e l’instaurazione di
nuove amicizie e rapporti tra i soci.
Renato Caldaro ed Eraldo Felisatti,
campioni di Empoli ed oggi di Abitare, si sono da subito evidenziati quali abili giocatori, arrivando alla finale
contro i pur bravi e un po’ sfortunati
Enrico Terragni e Luigi Colombo del
quartiere Carli.
La gara si ripeterà nella prossima primavera con periodicità annuale. Per
tenere sempre il trofeo il quartiere dovrà vincere la gara per due volte con28
secutive, diversamente verrà rimesso
in palio.
È stata una bella festa, piena di emozioni. Oltre al Vice Presidente Luciano
Gianzini e allo scrivente, a rappresentare il Consiglio di Amministrazione
della Cooperativa c’era anche la consigliera Manuela Turati che si è complimentata con gli organizzatori per il
successo dell’iniziativa. I partecipanti
dei vari quartieri, pur essendo la prima
volta che vedevano la sala e i soci degli altri quartieri, già sentivano qualcosa che li univa, si sentivano a casa
loro, tra amici di vecchia data, grazie
anche alla calda accoglienza degli organizzatori.
Oltre al trofeo, i finalisti hanno ricevuto
alcuni omaggi: salami, bottiglie di vino
e portachiavi con l’incisione di Abitare.
Un aperitivo finale con pane e salame,
oltre a un buon bicchiere di vino, ha
concluso la simpatica festa. Speriamo
che nella prossima gara, che si svolgerà nella primavera del 2014, ci siano anche i quartieri che non hanno
potuto partecipare a questa edizione.
Alla prossima in Empoli!
ella serie di incontri con il medico, organizzati dalla Sala Tavacca di via Zanoli 15,
è tornato ancora una volta, il dott. Alessandro Rossi, specialista in cardiologia
che, nel pomeriggio di venerdì 24 maggio, ci
ha introdotti al tema del diabete.
Il medico ha specificato che avrebbe parlato
del diabete mellito che si sviluppa di solito dopo i 60 anni. È da tener conto, però, che il gene
del diabete è presente fin dalla nascita e non è
detto che si manifesti. In genere la sua manifestazione è influenzata dalla familiarità. Ci sono
inoltre dei fattori scatenanti: il nostro comportamento alimentare (cibi ricchi di zuccheri, quali
dolci, carboidrati, farinacei e alcuni tipi di frutta)
e la mancanza di movimento.
La malattia è data dall’incapacità del nostro corpo di gestire gli zuccheri in eccesso che si depositano sui vari organi, creando problemi e complicanze di salute. Ad esempio, si depositano
sulle proteine nelle piccole arterie e causano
problemi alla retina, alla piccola circolazione, al
rene e ai nervi delle gambe. Per queste cause, il
piede del diabetico può arrivare ad avere delle
zone di necrosi.
Campanelli di allarme sono dati dall’aumento
significativo della diuresi e da una sete incontrollabile.
Quali sono i valori normali della glicemia nei diversi momenti della giornata? Variano in continuazione, a seconda delle attività della persona. L’esame più accreditato è quello della emoglobina glicata.
Il pubblico, molto attento, ha partecipato e posto domande significative, ricevendo soddisfacenti risposte.
Ringraziamo il dott. Rossi che si esprime in maniera chiara e comprensibile anche ai profani
come noi.
g i u g n o 2 013
LA COOPERATIVA E IL SOCIALE
Due corsi sull’utilizzo del computer
si sono svolti in via Grazioli tra
aprile e maggio. E il ricavato è stato
devoluto a Terre des Hommes
Quelli del Villaggio: informatica per tutti
C
ontinua a svilupparsi l’attività di formazione dell’associazione “quelli del
Villaggio”. Dopo i corsi di lingue straniere, fotografia e taglio e cucito avviati negli scorsi anni, questa primavera è
stata la volta di una serie di lezioni sull’uso
del computer.
Due corsi di informatica sono infatti partiti
ad aprile, nelle sale dell’associazione in via
Grazioli 33, e si sono conclusi a fine maggio. Due corsi per soddisfare due diverse
richieste: quella di chi desidera avvicinarsi per la prima volta all’uso del pc, imparare a creare un documento e navigare in
internet e quella di chi, invece, utilizza già
abitualmente gli strumenti informatici ma
desidera farlo in maniera diversa, alternativa e, perché no, più etica.
Imparare a navigare
Il “Corso base di conoscenza del pc” (sei
lezioni di due ore ciascuna al prezzo popolare di poco più di 6 euro a lezione) è
stato curato da Luca Rodi, socio dell’associazione ed esperto di informatica. Olg i u g n o 2 013
tre a fornire i primi rudimenti per l’utilizzo del computer e dei suoi programmi
principali, ha voluto insegnare ai partecipanti i tanti modi che il pc offre, con
l’ausilio del web, per informarsi e comunicare con gli altri.
«Abbiamo registrato un gradimento altissimo - spiega Attilio Balacchi, tra i soci organizzatori del corso - segno che l’esigenza
esiste ed è sentita. E non solo dalle persone
più anziane: l’età dei partecipanti oscillava
infatti tra i 45 e 73 anni».
Alla fine del corso, tutti avevano imparato
a navigare in Internet, inviare e-mail, usare
i social network e videotelefonare.
Gimp, esperienze condivise
Più avanzato, invece, il secondo corso, che
ha avuto come oggetto il software di grafica Gimp (GNU Image Manipulation Program). Gimp è un programma open source,
che permette di ritoccare immagini e fotografie, creare fotomontaggi e svolgere altri
lavori di grafica semiprofessionali.
È open source perché gli utenti possono
partecipare al suo sviluppo, proponendo
modifiche che ne migliorino le prestazioni. Tenuto da Vito Sabbatini, socio anche
dell’associazione PCofficina, realtà della zona dedicata proprio alla condivisione di saperi informatici, si è svolto in cinque lezioni
modulari su argomenti specifici: creazione
di opere grafiche per siti web, volantini, manifesti, fotoritocco e altro.
Occasione di solidarietà
Ma tra gli scopi principali dei due corsi, che
saranno riproposti in autunno, anche la solidarietà. Il ricavato è stato infatti devoluto a
Terre des Hommes, finalizzato a sostenere
un progetto per l’alfabetizzazione informatica dei bambini della scuola di Mussumbuluco in Mozambico.
Venite a trovarci dal lunedì al venerdì dalle
16.30 alle 18.30, lo spazio aperto vi aspetta!
Per conoscere le nostre iniziative scopri la
nostra pagina facebook “quelli del Villaggio”
o scrivici a [email protected]
Villaggio Cooperativo di via Grazioli 33.
29
LA COOPERATIVA E IL SOCIALE
I risparmi
in cooperativa
di Aldo Bartoli
L
e banche sono indubbiamente tra le principali protagoniste del
caos finanziario. Di fronte allo spaesamento e alla paura vi sono
proteste, ma anche proposte.
Nel 2010 l’attore francese Eric Cantona, in un’intervista, sostenne
che andava rivoluzionato il sistema e, a tal fine, si sarebbero dovuti
ritirare in massa i risparmi dalle banche. Fra lo stupore generale questa, che sembrava un’innocua proposta, è stata ripresa dagli utenti del
WEB che hanno proclamato per il 7 dicembre 2010 una “Bank -Run”,
un ritiro simultaneo dei risparmi che ebbe un discreto (simbolico)
successo. Ma poi dove collocare i risparmi?
Il sistema finanziario attuale si caratterizza per coinvolgere spesso i
risparmiatori, loro malgrado, in attività azzardate o moralmente riprovevoli, quali titoli derivati, speculazioni sulle materie prime, armi
ecc... Cioè non viene messo in primo piano l’interesse pubblico ma
il massimo profitto e si sorvola sull’etica. L’alternativa è stata indicata
in occasione del “Bank Transfer Day”. Sempre si è trattato di sottrarre
i propri risparmi dalle grandi banche e trasferirli verso realtà che non
ignorano l’eticità e legate al territorio. Tali realtà furono individuate
nei crediti cooperativi e “Community Banks”.
Così il 5 novembre 2011 duecentomila persone hanno spostato i
propri risparmi presso istituti di credito cooperativo. Nel 2009 negli
Stati Uniti si ebbe un’eguale iniziativa promossa dall’importante blog
“Huffington Post”. La campagna prese nome “Move your money”.
In Italia e nei nostri quartieri non abbiamo bisogno di questi esempi.
Da oltre un secolo c’è chi deposita i propri risparmi presso le cooperative. Grazie a ciò le cooperative edificatrici di Affori, Bovisa, Bruzzano, Dergano e Niguarda hanno dato vita a un patrimonio edilizio
che permette ad oltre tremila nostre famiglie di godere di un sereno
abitare. Quanto si va scoprendo dall’altra parte del mondo l’abbiamo
preceduto di 100 anni.
E se il mondo politico e finanziario e quello dell’informazione cessassero di mantenere al margine il fare cooperativa?
30
RICORDO CORALE
DI MARIAROSA
MANZONI
Come possiamo ricordare la nostra amica, o collega, o coordinatrice del gruppo di volontariato da lei creato in zona 9? Questa è stata la domanda che ci
siamo posti quando Maria Rosa è venuta a mancare e si è iniziata a sentire
la sua assenza.
E da qui, da questo desiderio di ricordo
collettivo e scambio delle diverse rispettive testimonianze, che si è
consolidata l’idea di una serata “del ricordo” di una ... donna dell’essere, come abbiamo scritto sulla locandina di invito al Teatro della
Cooperativa il giorno 7 giugno alle ore 17.30.
Noi, piccolo gruppo di amici, ci siamo perciò improvvisati autori ed
attori, scenografi, musicisti e registi che, grazie all’incoraggiamento e
al patrocinio del Presidente della Cooperativa Abitare, siamo riusciti
a realizzare un incontro con chi ha avuto il piacere di ricordarla e con
i quali abbiamo condiviso pensieri, ricordi, nostalgie ed emozioni.
C’erano gli ex allievi, o meglio, ora amici di famiglia per aver proseguito il rapporto di amicizia-sostegno di studio anche con i propri figli.
C’erano gli ex colleghi, professori come lei alle scuole Media Birago
e Liceo Scientifico Russell, che hanno ricordato con la loro testimonianza il lavoro comune di attenzione e sostegno ai ragazzi con una
grande attenzione per la formazione del buon cittadino e persona
consapevole dei diritti e doveri di cui la Costituzione Italiana è valida portatrice.
C’erano gli amici che con lei hanno operato nel sociale per la difesa
dei diritti dei più deboli per una società migliore.
C’erano i volontari del Gruppo H zona 9, da lei formato nel lontano
1985 che tuttora, proseguendo la strada da lei imboccata della semplicità e del coinvolgimento personale e disinteressato, rispondono
alle richieste dei Servizi Pubblici della zona in aiuto a famiglie con
situazioni di disagio sociale.
E c’era infine tutto il mondo semplice e umano che nella nostra zona,
senza clamore né ostentazione, dà e riceve aiuto e riconosce in questa bella persona un esempio e una modalità di vita che trasforma
l’insieme di tante persone in un intreccio di scambi e relazioni che
fanno rete. Ovvero tramite lei tanti conoscevano altri come nome o
riferimento di aiuto.
Lei era il ragno che tesseva la tela fra amici, volontari, Servizi Sociali,
Tribunale dei Minori. Le medicine erano destinate al Naga e alla Caritas Georgia era destinata la raccolta di abiti usati.
Schiva ad ogni tipo di celebrazione, il canto da lei scelto per chi la
voglia ricordare è:
Quando scomparirò, miei cari,
non cantate canzoni tristi per me,
non piantate sulla mia tomba
né rose né cipressi
Siate voi l’erba verde
che cresce sopra di me,
umida di scrosci d’acqua
e gocce di rugiada
Se avete caro ricordare, ricordate
Se avete caro dimenticare,
dimenticate.
G. Rossetti
E noi così vogliamo proseguire la sua azione e il suo ricordo: saremo
noi l’erba verde che cresce sopra di lei, e così invitiamo a fare tutti
quanti l’hanno apprezzata, in modo che il nostro ricordo la manterrà viva tra di noi. Grazie Maria Rosa.
Mariuccia Bonvini
g i u g n o 2 013
In treno sul Bernina
di Alessandro Montaguti
D
omenica 12 maggio con partenza
alle 6.00, Matteo (5 anni, il più giovane del pullmann) ed io siamo andati, assieme ai soci della Coop Abitare, a fare il famoso giro del Bernina col
treno rosso.
Levataccia alle 5.15, almeno 3 ore anticipate rispetto ad una routinaria domenica,
povero Matty. Partiti puntuali in una giornata fortunatamente di sole dopo tante
piogge, il viaggio in pullmann prosegue
tranquillo fino ad una imprevista deviazione, causa frana, a meno di un ora dall’arrivo a Tirano, che costringe l’autista ad uno
slalom tra i tornanti sul lungo lago di Lecco e ad una corsa fino alla stazione, dove
arriviamo solo 10 minuti prima della partenza del treno. Questo parte con puntualità svizzera e inizia subito ad arrampicarsi dolcemente per le pendenze impressionanti, fino al 70 per mille. Il paesaggio
è un susseguirsi di scorci mozzafiato, tra
montagne innevate, laghi e strapiombi.
Le temperature scendono rapidamente
e, complici le frequenti aperture dei vetri
panoramici per le foto di rito, ci costringono presto ad indossare maglioni di lana e
giubbotti invernali.
Si scorge sulla sinistra il Piz Bernina, con i
suoi 4.049 metri e, piano piano, si sale fino
ai 2.253 metri di Ospizio Bernina, la staziog i u g n o 2 013
ne ferroviaria più alta d’Europa. L’adiacente lago è ancora in buona parte ghiacciato ed è davvero impressionante la facilità
con la quale siamo arrivati, in un meno di
un’ora, fin quassù. Matteo è tranquillo e
si gode il panorama, oltre alle simpatiche
compagne di viaggio!
La discesa verso Saint Moritz è sicuramente meno interessante, sarà che lo stomaco
incomincia a brontolare.
Breve sosta a Saint Moritz, partitella agli
scacchi da esterno, poi visto che Matteo mi sta sbranando, piccolo spuntino
di mezzogiorno in un bar della stazione
(1 CHF pagato con carta di credito perchè
non mi accettano un Euro in moneta !!)
Si riparte alla volta del ristorante il Crotto
del Fuin di Chiavenna, dove arriviamo alle 13.30 , non si fa in tempo a sedersi che
tutti si avventano sugli antipasti, dopo che
alcuni avveduti hanno avvisato i camerieri di essere molto affamati!! Ottimo pranzo e abbondante, segue passeggiata alle
splendide cascate, dove Matteo incontra
la sua maestra di scuola materna con famiglia al seguito (incredibile!). Si riparte verso
le 17.30 per Milano, e dopo poco siamo in
coda, per fortuna Matteo dorme e dopo 3
ore di interminabile viaggio, siamo di rientro, stanchissimi ma contenti per la bella
esperienza. Alla prossima!
di Dina ed Ernesto
I
l 21 aprile si è festeggiato l’arrivo della
primavera che doveva tenersi nel cortile
di Hermada 14, ma l’arrivo della pioggia,
ha fatto spostare il tutto nel salone polifunzionale del Quartiere. Cucina da campo, tavoli, banchetti di vario genere e ruota della fortuna hanno così traslocato.
Grazie all’ottima esperienza e volontà dei
nostri quattro chef, più il capo, il profumo
e la bontà delle salamelle, delle patatine
e delle verdurine ci hanno deliziato all’ora
di pranzo. Menù ricco e prezzi popolari.
Le torte fatte dalle nostre brave pasticciere, pere e cioccolato, dolcetti di aspetto e
bontà eccellenti e soprattutto il sempre
superlativo tiramisù della nonna Iside sono andate a ruba.
Al pomeriggio con “qualche” goccia di
pioggia in più, gli Stramilano hanno cantato e suonato all’interno del salone. Distribuzione a tutti i soci partecipanti di
piantine fiorite. Tiro con l’arco, grande felicità dei bambini.
Gli amici del CSA hanno arricchito il momento della festa con il racconto di “Cappuccetto Rosso” utilizzando la lingua dei
segni e contribuito con ottimi dolci preparati da loro.
Grazie ragazzi e grazie CIDIQU.
31
LA COOPERATIVA E IL SOCIALE
CDQ HERMADAORNATO IN GITA
Festa di Primavera
in Hermada-Ornato
LA COOPERATIVA E IL SOCIALE
Assertività: capacità di essere
se stessi mantenendo rapporti
costruttivi con gli altri
Dr. ssa Ilaria Magnaghi
Psicologa - Psicoterapeuta
psicologa. magnaghi@gmail. com
a cura della Dr.ssa Ilaria Magnaghi
“S
ei sempre il solito, non sarai mai capace di
prenderti le tue responsabilità...” oppure ”Ma
guardati, se continui così porterai tutti alla rovina!” e anche “Vai pure, ma sappi che io starò
in pena per te.” Infine “Eh eh, sig. Rossi, così non va sa?
Crede che non mi sia accorto cosa sta facendo? Crede
che gli altri suoi colleghi non pensino la stessa cosa che
penso io?” Quante volte ci è capitato di sentire parole simili dette da persone a cui siamo legati oppure con cui
abbiamo a che fare tutti i giorni per lavoro.
Frasi come queste minano la nostra integrità anche se a
volte neanche ci rendiamo conto che sono veri e propri
attacchi alla nostra persona, alla nostra autostima,
alla nostra dignità.
Davanti a certe affermazioni spesso ci sentiamo inadeguati, incapaci, proviamo sensi di colpa o peggio rabbia e frustrazione
perché non siamo riusciti a difenderci.
Non solo, a volte ci sentiamo in dovere
di dire di si a richieste a cui vorremmo solo rispondere no. Perché
ci mettiamo in tali situazioni?
Cosa scatta quando vorremmo chiedere ciò di cui abbiamo bisogno ma rinunciamo a
32
priori, quasi non avessimo nessun diritto? Essere assertivi è un comportamento teso ad eliminare tutti questi
meccanismi a volte manipolatori che si innescano nelle
relazioni di tutti i giorni con gli altri.
Gli esempi sopra riportati altro non sono che comportamenti che possono essere ascritti in due categorie:
il comportamento passivo e il comportamento aggressivo. Molte persone si relazionano esclusivamente con queste due modalità, subendo la tracotanza di
alcuni e offendendo verbalmente chi reputano essere
più debole. Ad esempio chi subisce sistematiche frustrazioni sul lavoro senza essere in grado di difendersi
spesso scarica rabbia e rancore in altri ambiti della sua
vita, svalutando e umiliando chi gli sta vicino, anche
affettivamente.
Saper riconoscere le critiche manipolative e utilizzare le
giuste strategie di difesa, essere liberi di poter dire di no
non solo quando non possiamo ma quando vogliamo,
EH EH, SIG. ROSSI, COSÌ NON VA SA?
CREDE CHE NON MI SIA ACCORTO COSA
STA FACENDO? CREDE CHE GLI ALTRI SUOI
COLLEGHI NON PENSINO LA STESSA
COSA CHE PENSO IO?
g i u g n o 2 013
LA COOPERATIVA E IL SOCIALE
Assertività
poter fare richieste senza sentirci a disagio per questo,
sono abilità presenti nella terza modalità di comportamento che l’uomo ha a disposizione per costruire dei
rapporti stabili basati sulla reciproca stima e rispetto.
Queste abilità che si possono acquisire sono diverse dal
solito meccanismo attacco/aggressivo - fuga/passivo. Il
comportamento assertivo trova significato proprio nel
poter scegliere come comportarsi nelle varie situazioni,
senza essere in balia dei propri automatismi di risposta
acquisiti e consolidati nel tempo e senza sentirsi alla
mercè della propria emotività senza controllo.
Perché parliamo di assertività oggi? Possiamo dire che
storicamente c’è stato, almeno in occidente, un aumento dell’espressione della libertà individuale; inoltre essere assertivi aiuta ad esprimere le proprie potenzialità e
incoraggia la salute mentale di chi utilizza questo tipo
di comportamento. Ma con chi possiamo essere assertivi? Con tutte le persone con cui entriamo in relazione,
quindi amici, conoscenti, colleghi, collaboratori, superiori e familiari. Essere assertivi non è una prerogativa di
alcuni, è un’ abilità che si può acquisire.
Tenendo ovviamente conto delle predisposizioni di
ognuno e del proprio background ambientale si può
modificare il proprio comportamento nei confronti degli altri, ridefinendo così i termini della relazione che
per i motivi sopra descritti è insoddisfacente per noi.
Da più di due anni ormai al Centro Culturale di Niguarda sempre attento alle esigenze e al benessere degli
Passività
Agressività
A
SEI SEMPRE IL SOLITO, NON SARAI
MAI CAPACE DI PRENDERTI LE TUE
RESPONSABILITÀ... VAI PURE, MA SAPPI CHE
IO STARÒ IN PENA PER TE.”
abitanti del quartiere e non solo, vengono promossi e
organizzati dei percorsi che mirano a potenziare e far
acquisire maggiore autostima e abilità assertive, allo scopo di migliorare la qualità di vita delle persone, proprio
partendo da loro stesse. I corsi finora proposti (se ne è
appena concluso uno sull’assertività) hanno suscitato
molto interesse e una viva adesione. L’intenzione quindi è di riproporli in autunno quando il Centro Culturale
riprenderà le sue attività.
Per avere informazioni sulle prossime iniziative ci si
può rivolgere al Centro Culturale della Cooperativa di
via Hermada 14 tel. 02 66114499.
Bottega storica di Milano
dal 1925
Via P. Di Calboli 3 - Milano
tel. 02 6425552
g i u g n o 2 013
SCONTI SPECIALI PER I SOCI
Pane per passione
33
LA COOPERATIVA E LA CULTURA
La serata con i
“Noi se fossimo
Gaber”
I lunedì letterari di maggio
del Circolo Culturale Italo Calvino
di Luisa Cabrini e Claudia Giacomelli
6LVWHPD%LEOLRWHFDULR8UEDQR!OH/(7785(
C
ome da consuetudine degli ultimi anni, il Circolo Culturale Italo Calvino si è
preso l’impegno di presentare tre serate teatrali nello scenografico Salone delle Arti di Villa Litta, in collaborazione
con la Biblioteca situata nella Villa stessa.
Due serate, il 6 e il 20 maggio, sono state presentate dalla compagnia teatrale “I
Rabdomanti”.
La prima, “Specchio delle altrui brame”, era
una riflessione sul corpo delle donne attraverso i secoli, a partire dal “Cantico dei
cantici”. La seconda, “Elsa, Lalla e Natalia, tre
voci del nostro Novecento”, era dedicata
alla lettura di brani tratti dalle opere delle
tre scrittrici Elsa Morante, Lalla Romano e
Natalia Ginzburg, che spaziavano dai ricordi d’infanzia, all’amore, alla casa familiare.
“I Rabdomanti”, gruppo fondato nel 1953
da Angelo Gaudenzi, con il patrocinio del
Piccolo Teatro di Milano, è presieduto oggi
da Clara Monesi ed ha come fine istituzionale la valorizzazione del repertorio teatrale italiano inedito e la proposta di opere di
carattere culturale.
Il pubblico accorso a questi spettacoli si
è dimostrato interessato e partecipe e, in
qualche momento, commosso dai raccon34
%LEOLRWHFD$IIRUL
9LDOH$IIRUL
,QIR!
,OXQHGuOHWWHUDUL
GLPDJJLR
$FXUDGHO
&LUFRORFXOWXUDOH,WDOR&DOYLQR
OXQHGuPDJJLR
OXQHGuPDJJLR
OXQHGuPDJJLR
RUH
ti degli attori. La terza serata, posticipata al
27 maggio, ha avuto come protagonista
il ricordo di Giorgio Gaber, del quale sono
stati riproposti le canzoni e i brani teatrali
dal gruppo “Noi se fossimo Gaber”.
La sala era al completo: giovani e meno
giovani hanno seguito con molto entusiasmo le canzoni e i brani recitati e cantati da
due dei componenti, mentre gli altri contribuivano con i loro strumenti a rendere più
efficace l’effetto.
Il Circolo Calvino sospende l’attività per il
periodo estivo, ma riprenderà con nuove
iniziative dopo l’estate.
I primi due programmi sono articolati in più
serate: un corso di scrittura creativa, tenuto da due validi giornalisti di lunga esperienza in giornali nazionali, Lello Gurrado
e Sergio Meda.
Nei primi giorni di settembre, gli interessati troveranno notizie precise sul nostro sito
www.circoloculturaleitalocalvino.it e
sulla pagina Facebook.
A partire dall’autunno e fino a gennaio
2014 saranno organizzate, con cadenza
mensile, letture musicali basate su racconti autoprodotti dall’Associazione “Benincomune” ispirati a fatti realmente accaduti.
Anche per questo programma, ci saranno
notizie sul nostro sito e su Facebook.
Arrivederci alla prossima stagione.
g i u g n o 2 013
Dentalarbe
Ambulatori Odontoiatrici
E’ finalmente giunto il momento
’ finalmente
giunto ililmomento
di
rottamare
tuoilvecchio
E ’ finalmente
E’
giunto
momento
rottamare ilscheletrato
tuo vecchio
rottamare il tuo vecchio
scheletrato
in
metallo
con quei ganci
scheletrato
in metallo con
quei
ganci
antiestetici…
con quei ganci
in metallo
antiestetici…
Con
il antiestetici…
nuovo scheletrato
Con il nuovo trasparente
scheletrato
Con il nuovo scheletrato
con trasparente
ganci trasparente
invisibili anallergico
con ganci invisibili
anallergico e
indistruttibile!!!
con ganci
invisibili anallergico
indistruttibile!!!
indistruttibile!!!
Ad un costo strepitoso ……..
Ad un costo strepitoso ……..
Ad un costo strepitoso ……..
di
di
e
e
solo Euro 900 !!! Offerta riservata a
solo Euro 900 !!!
$#
&!,(
&)'().
&"')#)-((-+()
#
&!.(
&)'(),
&"')#-//.0(+
##%#
#
&!+)
&)'()0
&"')#)0,)+.+'
'
&
&
!(*
&)'(*0
&
)'(*0
&
"')#*-.+,'-)
&"')#*-.+,'-)
&!.'
&!.'
&
)'(-(
&)'(-(
&
"')#-+--(,'
&"')#-
LA COOPERATIVA E LA CULTURA
Violino Stella Cattaneo,
viola Francesco Caputo,
violoncello Marta Masini,
piano Davide Ferro
La corte in musica
Maria Piera Bremmi
È
con viva e vibrante soddisfazione, come direbbe Maurizio Crozza, che il Centro Culturale della Cooperativa ha chiuso
la stagione con un concerto nella bella
corte della casa di via Ornato, degnissima cornice ad una serata nata in collaborazione con
l’associazione musicale “Il Clavicembalo Verde”.
Questo è stato il quarto anno in cui il Centro
Culturale ha partecipato alla rassegna “Concerti in periferia”, ma se ripensiamo alla nostra
prima volta, nel 2010, non possiamo che sorridere. All’epoca, proponevamo un simpatico
concerto che prevedeva due matinée, la domenica alle ore 11, con film comici, muti, di
Buster Keaton e Charlie Chaplin accompagnati
da musica creata ed eseguita dall’ensemble “I
Solisti Lombardi”. Ingenuamente pensavamo
che il giorno, l’ora e il tipo di spettacolo at-
36
traesse le famiglie avvicinando i giovanissimi
a qualcosa di divertente e più intelligente di
una play station. Il canale d’informazione che
ci sembrava più logico erano le scuole di zona
a cui avevamo proposto le nostre locandine
per la diffusione dell’evento. Risultato: un bel
flop, in quanto noi non conoscevamo nessuno e nessuno ci conosceva, dunque di ragazzi
neanche l’ombra e quattro gatti, noi compresi,
ad assistere ad uno spettacolo di ottimo livello.
Per inciso, l’anno successivo, i “Solisti Lombardi” hanno poi lanciato un “Gran festival del
cinema muto” che si tiene a Milano in novembre, con il patrocinio delle istituzioni e in sedi
di prestigio come l’Auditorium di largo Mahler,
l’università Bocconi, il Museo del Cinema di
viale F. Testi. Ma bando ai ricordi e veniamo
ad oggi.
Per riassumere le attività dei mesi passati,
gli “Incontri del venerdì” hanno registrato undici serate a cui si sono aggiunti tre concerti
tra musica classica e jazz. Si sono inoltre tenuti tre corsi dedicati alla letteratura francese,
la scrittura degli antichi egizi e l’assertività, in
un percorso di gruppo con la psicologa Ilaria
Magnaghi.
Da non dimenticare gli incontri mensili, da
gennaio a maggio, condotti da Francesca Frediani e frequentati da undici “irriducibili” appassionati di scrittura creativa.
Programmi per i prossimi mesi? Il calendario qui a fianco, definitivo, vi dirà i temi degli
incontri e i relatori. Tra di essi avremo Mario
Maffi, una new entry e il ritorno di Giorgio Bacchiega, Salvo Bordonaro e Giovanni Galli, già
ospiti del Centro Culturale.
Confermiamo inoltre che alla ripresa dell’attività , dopo la pausa estiva, ospiteremo nuovamente:
• Scuola d’italiano per stranieri - anno scolastico 2013/2014 con inizio ad ottobre.
• Spazio studio domenica Niguarda - la positiva esperienza di questi due anni riprenderà a settembre.
• Palestra informatica - gli appuntamenti del
martedì e giovedì: una formidabile iniziativa che ha dato al Centro Culturale visibilità
a livello cittadino.
• GIS Zona 9 - il Teatro degli Arcimboldi e il
Teatro alla Scala confermano il nostro GIS
punto di riferimento per le promozioni degli spettacoli della stagione 2013/2014.
• Ultima ma non l’ultima, segnaliamo l’arrivo al Centro Culturale della “Commissione
Scuola Intersezioni ANPI della Zona 9” . Il
Centro Culturale sarà la sede di incontri settimanali aperti ai quartieri.
Chiudiamo con una buona notizia per chi
segue la nostra attività: a partire dal mese di settembre, sul sito di Abitare (www.
abitare.coop), ci sarà una sezione dedicata esclusivamente al Centro Culturale della
Cooperativa nella quale saranno pubblicati
articoli, eventi e iniziative corredate da immagini e altri materiali scaricabili.
g i u g n o 2 013
N
on è chiaro cosa sia successo ai giovani divenuti all’improvviso impopolari e
bersaglio di battute ironiche ma, a guardar bene dati e statistiche, molte “accuse”
nei loro riguardi appaiono prive di fondamento.
Il Centro Culturale ne è testimone poiché
ospita ormai da due anni lo Spazio studio domenica Niguarda che, dedicato agli universitari, ha un’organizzazione autonoma coordinata
con il Centro stesso e gestita da una decina di
volontari. Il bello è stato che la popolarità dello
SSDN è cresciuta con il passaparola dei ragazzi
e ciò significa che un posto così serviva. Per loro
stessa ammissione “senza tutte le domeniche e
i festivi passati lì a studiare, forse avremmo perso più tempo”.
Per tornare al titolo e smentirlo facciamo due
chiacchiere con Roberto Cirillo, l’universitario
che per primo ci aveva contattati proponendoci di creare uno spazio domenicale dedicato agli studenti.
Roberto si è laureato il mese scorso presso
l’Università di Pavia in “Linguistica teorica e applicata”, un campo del quale non sappiamo nulla e perciò lasciamo spiegare a lui di cosa effettivamente si tratti: “Principalmente le lingue.
Ho fatto inglese e tedesco, ma conosco anche
il francese; in realtà, tra le varie materie, si studiano molto i metodi di analisi per la comparazione tra tutte le lingue del mondo; si studiano metodi e modelli per l’acquisizione del linguaggio, sia nei bambini che negli apprendenti
di lingue straniere.
La branca in cui ho scelto di inserirmi è stata la psicologia (cognitiva e neuroscienze) e la
filosofia (con un po’ di antropologia e biologia
evoluzionistica).
Ho scelto di fare la tesi sulla Lingua dei segni
italiana (LIS) perché, oltre a essere un campo di
ricerca abbastanza inconsueto in Italia, il tema
della sordità (che ho conosciuto durante l’anno
del Servizio Civile lavorato in biblioteca Zara) mi
ha aperto orizzonti, avendo anche dei risvolti
sociali importanti. Ora intendo approfondire lo
studio della LIS perché, oltre alla possibilità di lavorare come interprete, mi appassiona la questione dell’apprendimento e dell’accesso alla lettura che per un sordo, come si può immaginare,
è un vero problema. Da un punto di vista applicativo la mia laurea si spende, oltre che nella Ricerca, nella didattica delle lingue, nella gestione
“semantica” degli archivi e dei patrimoni e nella
comunicazione.”
Noi aggiungiamo a tutto questo poche parola
sulla collaborazione che da alcuni anni Roberto
Cirillo ha con il Circolo Filologico Milanese nella progettazione e realizzazione delle rassegne
culturali di alto livello che vi si tengono. E’ grazie a lui che il Circolo e Luciano Tellaroli sono
stati ospiti del Centro Culturale la sera del 10
maggio per un incontro dedicato a “Milano: il
linguaggio degli anni sessanta”, 107’ di filmati e
interviste per un viaggio alla ricerca delle ragioni
della densità creativa che, per quasi un decennio, hanno elevato la nostra città ad una “caput
mundi” della Cultura.
In ottobre la letteratura francese torna al Centro Culturale
Nei due corsi dedicati alla letteratura francese dell’ottocento si è parlato
di Victor Hugo, un autore che non ha
bisogno di presentazioni per la sua
opera e il suo impegno politico e di
George Sand, scrittrice quanto mai
prolifica (Flaubert, prima di diventarle amico, la definiva malignamente
“una muccona piena di inchiostro”)
della quale è rimasto, letterariamente parlando, ben poco. Al contrario,
della sua vita privata è rimasto tantissimo grazie al tourbillon di relazioni sentimentali che hanno caratterizzato la sua
esistenza.
Nel mese di ottobre affronteremo invece la letteratura del novecento con quattro incontri dedicati
a Marguerite Yourcenar (1903-1987).
Proprio in questo periodo è stata inaugurata a Villa
Adriana una mostra dal titolo “Marguerite Yourcenar. Adriano, l’antichità immaginata”, interamen-
g i u g n o 2 013
te dedicata alla scrittrice franco-belga,
colei che più di tutti ha contribuito con
il suo capolavoro “Memorie di Adriano” a rendere famosa nel mondo la residenza dell’imperatore a Tivoli.
La Yourcenar è stata un’infaticabile
viaggiatrice nella memoria: quella storica, con un profondo lavoro di studio
sull’antichità classica e quella privata,
con una continua ricerca delle sue radici e della sua cultura.
Un’anticonformista, anche sessualmente, una francese “americana” diventata però la prima donna ad essere ammessa
all’Académie Française.
A chi affidare la conduzione degli incontri? Beh,
come dice il proverbio veneto “caval che vinse, no’l
se canbia” e poiché in questo caso i cavalli sono
due, avremo di nuovo con noi gli amici Giuseppe
Botturi per la parte letteraria e Sal Giorgio Sacco
per le letture.
LA COOPERATIVA E LA CULTURA
Né bamboccioni, né choosy
Calendario
incontri
Settembre e
Ottobre 2013
Venerdì 13 settembre - ore 21
“Pier Paolo Pasolini e le periferie
milanesi”
Appunti per un film mai girato
Con Giogio Bacchiega, docente
di analisi dei mezzi audiovisivi
all’Università Cattolica,
ripercorreremo le fasi di scrittura
della sceneggiatura del film “Milano
Nera”, dove le periferie milanesi
diventano lo specchio della società
italiana.
Venerdì 27 settembre - ore 21
“Viaggi di carta”
Dal cammino di Santiago alla
Prima crociata, dalla Via della Seta
all’impresa di Carlo Magno: i viaggi
che ognuno di noi può compiere
purché disponga di una carta
geografica, di un programma di
viaggio e di fantasia.
Ce ne parlerà Giovanni Galli,
docente alle Università della Terza
Età di Sesto San Giovanni e Carate
Brianza.
Lunedì 7 - 14 - 21 - 28 ottobre
- ore 21
“Marguerite Yourcenar” una
viaggiatrice nella memoria
Quattro incontri dedicati alla
letteratura francese del ‘900
Con Giuseppe Botturi e le letture
di Sal Giorgio Sacco percorreremo
la vita della prima donna ammessa
all’Académie Française.
Venerdì 11 ottobre - ore 21
“John Reed - Red America. Lotta di
classe negli Stati Uniti”
Da una definizione di Trotsky:
“Un uomo che sapeva vedere ed
ascoltare”
Mario Maffi, autore del libro, ha
insegnato Cultura anglo-americana
all’Università Statale di Milano,
pubblicando numerosi volumi
tradotti anche in altre lingue.
Venerdì 25 ottobre - ore 21
In collaborazione con il Centro
Filippo Buonarroti
“Dai vulcani energia per gli uomini”
Dopo “Terremoti e uomini”, con
il geologo Salvo Bordonaro una
nuova lezione sui fenomeni naturali
corredata da filmati “spettacolari”.
37
LA COOPERATIVA E LA CULTURA
“Mar de Plata”
L’ultimo libro
di Claudio Fava
Leslie ed Alexander Lowen
Bioenergetica
una via per “ben essere”
di Maurizia Sartori
P
arecchi sono i soci di Abitare che
hanno condiviso questa esperienza
in gruppo seguendo gli incontri settimanali di esercizi di bioenergetica.
Ora è tempo di vacanze ma riprenderemo
a settembre. Una via per ridurre lo stress,
aumentare la vitalità e scoprire le nostre risorse, per essere con “i piedi per terra” grazie
al movimento associato ad una profonda
respirazione.
Cos’è la bioenergetica?
Il principio su cui si basa la bioenergetica
è quello della simultanea dualità ed unità
della personalità umana.
L’uomo è un pensatore creativo e un animale che sente - ed è solo un uomo o una
donna. È una mente razionale e un corpo
non razionale - ed è solo un organismo vivente. Per essere un individuo integrato deve essere identificato con il proprio corpo
e con la propria parola.
38
Per raggiungere questa integrazione occorre cominciare con l’essere il corpo - tu
sei il tuo corpo. Ma le cose non finiscono
qui. Bisogna finire con l’essere la parola - tu
sei la tua parola. Ma la parola deve venire
dal cuore.
Alexander Lowen - Bioenergetica
Buona estate
[email protected]
C
laudio Fava ha presentato il 6 giugno scorso ai cittadini niguardesi
il suo ultimo libro “Mar de Plata”.
La presentazione, organizzata dal
Circolo Sinistra Ecologia e Libertà Bicocca Niguarda Prato, era stata programmata al Centro Servizi Achille Ghiglione,
ma è stata poi spostata al Circolo Familiare di via Terruggia per l’alto numero
di partecipanti.
È una storia bella e terribile quella riportata a galla dal giornalista e scrittore Claudio Fava (sceneggiatore del film
“I cento passi” e da poco anche deputato alla Camera per Sinistra Ecologia
e Liberta - SEL) che nel romanzo “Mar
del Plata” ha raccontato la vicenda della
squadra di rugby La Plata, decimata dai
fascisti di Videla, ma rimasta in campo a
giocare fino a fine campionato perché
“tutti non ci potranno ammazzare”. Ne
rimase uno solo, ritrovato da poco e intervistato dal giornalista Gustavo Veiga.
Adesso che il libro di Fava ha squarciato
su questo episodio l’omertà che in Argentina è ancora molto alta sui 30.000
morti vittime della pulizia politica dei
militari, anche il club ha da poco scoperto una targa commemorativa ma
senza enfasi. C’è scritto: “Si ricordano i
ragazzi vittime della dittatura militare”,
ma senza i nomi. C’è solo la foto in bianco e nero di quella squadra.
Alla presentazione sono intervenuti
Fabio Calcaterra, coordinatore circolo
SEL “restiamo umani”, Chiara Cremonesi, coordinatrice regionale SEL e Angelo
Longhi, Centro Documentale Antifascista “Francesco Rigoldi”.
g i u g n o 2 013
LA COOPERATIVA E LA CULTURA
ANPI Scuola
di Alba Di Gioia - Antonio Masi
L’
ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ha sempre avuto rapporti di collaborazione con le scuole,
perseguendo l’obiettivo di tenere viva la memoria degli eventi della Resistenza
che hanno fatto nascere la Repubblica Italiana. L’attività con gli insegnanti delle scuole era svolta dalle singole sezioni dell’ANPI,
presenti in ogni quartiere di Milano, e vedeva in particolare i partigiani o i loro parenti e rappresentanti dell’ANPI recarsi presso
le scuole e organizzare anche in alcuni casi
delle visite nei luoghi della Memoria. La necessità di dare maggiore impulso alle iniziative con le scuole, tramite una attività più organica, ha spinto alcune sezioni dell’ANPI ad
istituire, lo scorso15 maggio 2013, la “Commissione Intersezioni ANPI Scuola“ della zona 9 di Milano, denominata appunto “ANPI
Scuola“. Di questa al momento fanno parte
le sezioni ANPI di Niguarda, di Bovisa, di Isola, di Affori e ad essa partecipano i presidi,
gli insegnanti delle scuole di zona e vengono coinvolti volontari sensibili alle iniziative.
Nella riunione del 23 maggio sono state programmate le attività che si intende
svolgere il prossimo anno scolastico e approfonditi alcuni progetti da attuare, tra cui
si evidenziano:
1) “Adottiamo un Partigiano“: ciascuna
sezione ANPI, in ciascun quartiere metterà a disposizione delle relative scuole
un elenco di partigiani. Ciascuna classe
di una scuola potrà scegliere un partigiano e di questo organizzare una biografia
organica e più completa possibile, con
l’aiuto della Commissione ANPI Scuola.
La Commissione in ciascuna zona premierà con un attestato di amicizia i ragazzi che parteciperanno; ai singoli studenti verrà concesso il credito formativo;
2) “Le Pietre raccontano“: studenti che
fuori dalla scuola, nel quartiere, ricercano
insieme con rappresentanti dell’ANPI le
targhe commemorative che ricordano i
luoghi dove i partigiani sono nati, hanno
vissuto o sono stati uccisi. Già quest’anno il progetto è stato attuato in Niguarda con entusiasmo ed esito positivo;
3) “Stampa Clandestina“: la sua diffusione e la circolazione delle informazioni
nei quartieri di zona, con il ruolo delle
“Staffette”, dal gennaio 1925 al 1945;
4) “La Staffetta del Tempo“: progetto
curato dal prof Saba dell’INSMLI (Istituto
Naz. Per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia); è un progetto di didattica pluridisciplinare da attuare presso le
scuole con la collaborazione dell’ANPI;
5) “Un percorso sulla Resistenza“: progetto dell’educatore e operatore teatrale
Edgar Contesini, quale laboratorio teatrale rivolto a terze medie o biennio superiore;
6) “Rapporti con la Università“: si intende aprire gli archivi delle sezioni ANPI ai
giovani studenti universitari, invitandoli a preparare delle tesi sulle esperienze
partigiane di quartiere;
7) “Siamo tutti partigiani“: progetto di
sensibilizzazione per affrontare i temi
della Costituzione, prevedendo una serie di incontri aperti ai quartieri.
Si è inoltre condiviso in ANPI Scuola l’iniziativa di pubblicare un periodico “L’Eco
dell’ANPI”, a cura delle sezioni ANPI della
zona 9. L’obiettivo è di ricordare e comunicare con tutti e in particolare con i giovani,
riportando non solo i principi e i valori della
Costituzione, ma anche considerazioni che
provengono dai giovani, dagli insegnanti e
da collaboratori che partecipano alle attività svolte ad oggi e a quelle che scaturiranno dai progetti.
UN CONTRIBUTO DEI RAGAZZI DEL LICEO RUSSEL PUBBLICATO SUL PRIMO NUMERO DELL’ECO DELL’ANPI
La prima casa a proprietà indivisa
Prima di entrare nel Teatro della Cooperativa
la signora Paola Cavaleri, inviata dal Presidente della Cooperativa Abitare, ci ha fatto notare
una lapide con incisi i nomi dei fondatori della
Cooperativa, costituita il 4 marzo 1894. Cavaleri
ci ha spiegato i motivi che spinsero muratori,
operai e piccoli artigiani ad unirsi per costruirsi una casa a proprietà indivisa. Con la nascita
della Cooperativa crollò il mito: non si può vivere senza il padrone che da la casa per abitare
e la terra per lavorare. I trentanove soci fondatori organizzarono una grande festa per l’inau-
g i u g n o 2 013
gurazione della prima casa in via Valassina 5,
oggi Ornato 7, con la gioia di ventisei famiglie
che trovarono un alloggio e con la rabbia dei signorotti che a Niguarda avevano le ville: Biglia,
Melzi, Clerici e Trotti. Era il 19 novembre 1899,
una domenica con la presenza del segretario
della Lega Antonio Maffi, oratore ufficiale della cerimonia, presentato da Achille Ghiglione
il più attivo dirigente nazionale della Cooperazione. Per Ghiglione dare una casa ai lavoratori
era solo un primo passo da compiere, occorreva
suscitare nei muratori e nei contadini l’amore
per gli ideali della giustizia sociale e la libertà
dallo sfruttamento. L’Edificatrice di Niguarda,
prima in Italia, adottò il criterio della proprietà
indivisa e collettiva delle abitazioni concesse ai
soci in usufrutto dietro il pagamento di esigui
canoni di affitto.
La signora Paola Cavaleri ci ha invitato a far visita alla sede della Cooperativa per approfondire con il Presidente Giovanni Poletti questi
argomenti.
Dalla relazione
della Classe V C del Liceo Russell
39
LA COOPERATIVA E LA CULTURA
TEATRO DELLA COOPERATIVA
Un bilancio della
stagione appena conclusa
di Giusy Deligios
L
a stagione 2012/13 del Teatro della Cooperativa, dedicata alla figura del partigiano Aldo Juretich, ha visto la realizzazione di ben 30 spettacoli, per un totale di oltre 200 giornate di spettacolo. Un
intenso percorso produttivo e di ospitalità
cui hanno partecipato oltre 14.000 spettatori nella sola sala di via Hermada.
Grande motivo d’orgoglio per un teatro
considerato periferico, è soprattutto l’ospitalità dei nostri spettacoli in tre dei più importanti teatri milanesi: il Piccolo Teatro, il
Teatro Elfo Puccini e il Teatro Franco Parenti.
1) Muri - Prima e dopo Basaglia, dopo
una importante tournée spettacolo che
ha toccato Roma, Bologna, Napoli, Padova, e tante altre città, è tornato a Milano,
al Teatro Franco Parenti, per una settimana di repliche, registrando oltre 1.500
presenze.
Muri si avvale della prestigiosa interpretazione di Giulia Lazzarini, storica attrice di Giorgio Strehler. Scritto e diretto da Renato Sarti e finalista del Premio Riccione, testimonia - attraverso il
racconto di un’infermiera dell’ospedale
psichiatrico di Trieste che ha vissuto in
Giulia Lazzarini in “Muri”
prima persona la rivoluzione della legge
180 - non solo del radicale cambiamento delle condizioni di vita degli internati
nei manicomi dopo l’approvazione della legge, ma anche il suo impatto sulla
società. Lo spettacolo è stato ospite del
Piccolo Teatro, registrando la presenza di
oltre 1500 spettatori in 4 sere di replica.
2) Nome di battaglia ‘Lia’, in occasione
del centenario della nascita della partigiana niguardese Gina Galeotti Bian-
Renato Sarti
e Bebo Storti
in “Otello Spritz”
40
chi, a fine aprile èstato ospitato al Teatro
Elfo Puccini di Milano. Nell’aprile 2010
l’allestimento era stato ospitato presso
la Sala della Lupa di Montecitorio, ricevendo la Medaglia Commemorativa dalla Presidenza della Repubblica da parte
del Presidente Giorgio Napolitano. Nome di battaglia ‘Lia’ ha il merito di aver
fatto riscoprire un episodio poco conosciuto della storia italiana: la vicenda di
Gina Galeotti Bianchi è stata in seguito
citata dal Presidente Napolitano in occasione del discorso tenuto alla Scala di
Milano nell’anniversario della Liberazione Nazionale.
3) Grande successo di pubblico ha riscosso la nuova produzione 2013 del Teatro
della Cooperativa: Otello Spritz. Andato in scena in prima nazionale al Piccolo
Teatro di Milano, lo spettacolo - tratto da
Otello di William Shakespeare, è scritto e
diretto da Renato Sarti, ed interpretato
da Bebo Storti, Renato Sarti e Elena Novoselova.
Oltre all’impegno su tematiche di forte impronta civile e sociale, il Teatro della Cooperativa valorizza costantemente la propria
vocazione di teatro popolare: ne sono testimonianza due nuove produzioni comiche del 2012/13:
• Ritter, Dene, Voss di Thomas Bernhard,
diretto da Renato Sarti ed interpretato
dagli attori della filarmonica Clown Valerio Bongiorno, Piero Lenardon e Carlo
Rossi. Il capolavoro del drammaturgo tedesco è una sorta di ménage à trois ricco di doppi sensi e seduzioni tormentate, i quali svelano i rapporti morbosi
che legano i tre protagonisti: si celebra
lo sfacelo di una famiglia, cui fa da sfondo quello dell’Austria post-Anschluss e
pre-Haider. Una messa in scena che, senza perdere di vista gli alti riferimenti filosofici e culturali del testo e senza perdere nulla del profondo dramma umano
che lo permea, ne mette in evidenza gli
aspetti comico-grotteschi.
g i u g n o 2 013
Valerio Bongiorno, Piero Lenardon e Carlo Rossi in “Ritter, Dene, Voss”
• Saldi di fine futuro, scritto da Riccardo
Piferi - già autore di testi teatrali comici
per Lella Costa, Paolo Rossi e altri - interpretato da Diego Parassole e diretto da
Marco Rampoldi, affronta una serie di tematiche legate all’ambiente e all’ecologia in modo divertente, popolare e per
certi versi anche scientifico.
Le 27 ospitalità dei questa Stagione sono
state tutte di grande interesse. Tra queste
ricordiamo:
g i u g n o 2 013
• Pianto tutto: dopo i sold-out della scorsa stagione con Stasera non escort, una
delle sue protagoniste, Rita Pelusio, è tornata sul palcoscenico con uno spettacolo in cui convivono leggerezza e introspezione, cinismo e malizia, ironia e
disincanto.
• Amnesie, dove Max Pisu lascia i panni di Tarcisio per vestire quelli di diversi
personaggi che ci danno la misura di
quanto possa essere “surreale” la realtà
e di come sia straordinario il quotidia-
Frutto dello stretto legame che il Teatro ha
instaurato con il territorio nel quale è nato
ed opera, è il progetto Teatro nei Cortili,
un’idea sviluppata con il prezioso contributo della Cooperativa Abitare, con l’obiettivo
di portare le migliori proposte teatrali sotto
le case degli abitanti dei quartieri periferici e dell’hinterland milanese, puntando alla valorizzazione del territorio e degli spazi
della socialità.
41
LA COOPERATIVA E LA CULTURA
no, anche passando attraverso l’ovvietà, vera o falsa che sia, di tanti “luoghi
comuni”
• Giulio Cavalli in Duomo D’Onore, spettacolo che fa il punto sulla reale penetrazione della ‘Ndrangheta calabrese nel
tessuto economico e imprenditoriale
lombardo;
• Rimidia (L’Apocalisse): spettacolo dalla comicità caustica, utile a smascherare la superficialità e l’ipocrisia della società in cui viviamo. Rimidia è il sequel
dei nostri redivivi e sempre protagonisti
attori della generazione mediatica, alle
prese con una serie feroce e a tratti ributtante di sketch sulla vita, le invidie i
malesseri, le inconcludenze del nostro
presente.
LA COOPERATIVA E LA CULTURA
Burkina Faso: poveri di cosa?
di Valeria Malvicini
A
l Teatro della Cooperativa, nello scorso marzo, è
andato in scena il Burkina Faso con lo spettacolo
“Ricchi di cosa, poveri di cosa”, reading tra giornalismo fotografia e musica a cura di Livia Grossi.
È stata un’occasione per una riflessione su quale ricchezza di cultura, arte e musica si possano trovare in
luoghi lontani dalle grandi metropoli che spesso hanno la presunzione di essere l’ombelico, anche culturale
del mondo.
L’occasione è stata colta dal Comitato Soci Coop Milano
Ornato, da sempre appassionato sostenitore dei progetti di cooperazione che Coop Lombardia promuove
in Burkina dagli inizi degli anni 90, in particolare collaborando con i Gruppi di Villaggio di Tanlili. Nel corso di
questo lungo e proficuo rapporto sono stati raggiunti
importanti risultati: oltre 30.000 abitanti dell’Unione dei
Villaggi hanno raggiunto l’ autosufficienza alimentare, si
sono messe in atto opere di difesa del suolo dall’erosione con piantumazioni di intere aree collinari, si è ridata
fertilità ai suoli con la pratica diffusa del compostaggio (fosses fumiéres), sono stati posizionati chilometri
di pietre per trattenere l’acqua e impedire il dilavamento del terreno.
42
E ancora, si sono attivati vivai di villaggio per la diffusione delle specie arboree autoctone, si è realizzato
un giardino botanico dedicato alla forestazione rurale,
alla dimostrazione di buone pratiche nella conservazione dell’acqua e del suolo, al riposo dei terreni, alla conservazione di specie che erano ormai a rischio
estinzione: un vero e proprio presidio per la difesa della biodiversità.
Grazie al progetto di Turismo Responsabile, messo in
atto a partire dal 2009, si sono sviluppate attività economiche di integrazione del reddito familiare come l’allevamento delle api e dei polli a zampe lunghe, la sistemazione di una casa di ospitalità riservata ai viaggiatori
che da un paio di anni frequentano questa straordinaria
realtà di villaggio.
I villaggi sono il luogo dove vive la memoria del popolo
Mossi. Le originali costruzioni, la vita sociale della famiglia allargata, i saperi tradizionali praticati, tutto questo
si può incontrare nella visita ai villaggi.
Per le donne, per i bambini e le bambine sono stati
attivati dall’Associazione Donne per le Donne di Coop
Lombardia (a partire dal 2001) micro progetti di cooperazione.
Laboratori di tintura delle stoffe, laboratori di produzione del sapone, l’acquisto di carrette “pousse pousse” per
il trasporto dell’acqua, l’acquisto di biciclette per il trag i u g n o 2 013
LA COOPERATIVA E LA CULTURA
sporto della merce al mercato, corsi di formazione alle
attività artigianali per le giovani donne.
Particolare attenzione è stata riservata al tema dell’istruzione, strumento fondamentale per l’emancipazione
delle comunità, attraverso il finanziamento della scolarizzazione dei bambini e delle bambine dell’Unione
dei Villaggi permettendo la frequenza, in questi anni, a
più di 500 studenti della scuola primaria.
Dal 2010 un’altra importante tappa nel consolidamento
della cooperazione tra l’Associazione Donne per le Donne di Coop Lombardia e i gruppi femminili dell’Unione
dei Villaggi: un programma di formazione di quattro anni che vede coinvolte circa 160 donne in un progetto
di alfabetizzazione in lingua moré e di acquisizione di
nozioni di calcolo, di economia domestica e sanitaria
di base. Il programma è ora al terzo anno con l’obiettivo di raccogliere le risorse necessarie perché anche
quest’anno il corso possa continuare consolidando le
prime nozioni apprese.
Una sfida importante che si basa unicamente sulla raccolta di donazioni e sottoscrizioni di cittadini e cittadine
che, pur in un periodo di estrema difficoltà, crediamo
non abbiano smarrito il senso della solidarietà e della
cooperazione.
Per questo, durante le serate dello spettacolo, i soci
Coop sono stati presenti per illustrare le caratteristiche
del progetto ed hanno raccolto fondi per continuare il
programma di istruzione femminile, chiave di volta per
lo sviluppo delle comunità; è dimostrato infatti che là
dove cresce l’istruzione femminile diminuisce la sottoalimentazione e la fame.
Per saperne di più:
www.donneperledonne.wordpress.com
Diamo VALORE
alla tua SICUREZZA.
Vantaggi esclusivi con la convenzione Legacoop
per i soci della Cooperativa Abitare e i loro familiari.
lla tua mobilità
-6%
su RC Auto
Scegli YOU KMSICURI e scopri Unibox,
l’innovativo dispositivo elettronico
con sistema satellitare in abbonamento
che prevede lo sconto del 20% sul premio
RCA il primo anno e, se compreso, fino
al 65% sul premio Incendio e Furto.
lla tua protezione
lla tua casa
fino al
fino al
-30%
-30%
Più protezione per la tua casa
e per la tua famiglia
con la polizza multirischi
YOU CASA - Protetto.
24 ore al giorno di sicurezza
per la salute tua e della tua famiglia
con la polizza
YOU INFORTUNI - Più Sereni.
Tutte le informazioni presso le Agenzie Unipol Assicurazioni di:
MILANO Via Val di Ledro, 23 - Tel. 02 6473655 - Fax 02 6423680
[email protected]
MILANO Via Benadir, 5 - Tel. 02 2822182 - Fax 02 26142358
[email protected]
g i u g n o 2 013
43
Messaggio pubblicitario. Prima della sottoscrizione leggere il Fascicolo Informativo da richiedere in agenzia e agli intermediari autorizzati e consultabile sul sito internet www.unipolassicurazioni.it
RICORDI
In ricordo della nostra socia
Elena Rasera
Vogliamo vivere
in pace. Vogliamo il
pane e non la guerra
“
“
Gruppo donne ANPI Martiri Niguardesi
A
nche nella nostra zona durante la
guerra di Resistenza la presenza
femminile ha contribuito in modo
determinante alla caduta del fascismo. Ci sono state tante donne, attive, capaci di iniziative e di scelte, che si esposero senza esitare a tutti i rischi della guerra.
Una di queste fu la partigiana Elena Rasera,
nome di battaglia Olga.
Nata nel 1914 a Montebelluna in provincia di Treviso, Elena lasciò da giovane il suo
paese e si trasferì a Milano, dove visse in via
Val di Ledro 23, nello stabile della Cooperativa dove morì.
Grazie ai suoi studi di maestra venne assunta come impiegata, nei primi mesi del
1943, presso la ditta O.L.A.P. (poi Siemens)
di Milano. Qui, come in tutte le grandi fabbriche d’ Italia, si stava organizzando e cresceva la Resistenza.
Ben presto, data la sua coscienza antifascista dimostrata ogni giorno concretamente
con il suo modo di agire, venne coinvolta
dai suoi colleghi di lavoro, legati alla Resistenza, nell’attività di lotta clandestina.
Inizialmente Elena si occupò del reperimento delle armi sul territorio milanese. Armi, raccolte in gran quantità, che nascondeva in un deposito segreto, all’interno della O.L.A.P. Di seguito le fu affidato l’incarico
di organizzare i Gruppi di Difesa della Donna all’interno della fabbrica. Per le sue capacità e per la sua sensibilità, riuscì a creare un
movimento di circa 500 donne, con ruoli
essenzialmente di ritiro e diffusione della
stampa clandestina. Erano compiti molto
rischiosi ma di primaria importanza per dare continuità alla lotta partigiana.
Organizzò inoltre, all’interno della fabbrica,
scioperi e manifestazioni contro la guerra
44
e i bombardamenti al grido di “Vogliamo
vivere in pace” “Vogliamo il pane e non la
guerra”.
Ufficialmente per la ditta si occupava dei
“radiogoniometri di precisione” utilizzati sugli aerei da bombardamento. La sua competenza professionale le permise di fare numerosi sabotaggi, utilizzando metodi particolari, anche dei più impensati, che rallentavano notevolmente l’individuazione del
guasto e di conseguenza il riutilizzo dello
strumento.
Nell’ottobre del ‘44, alla O.L.A.P., un gruppo
di fascisti trovò il nascondiglio delle armi.
Ne caricarono ben due camion! Armi recuperate a fatica e con tantissimi rischi. In seguito a questa azione vi furono sette morti
e numerosi arresti in fabbrica, tra cui alcune
donne dei Gruppi di Difesa.
Elena stessa dovette, insieme ad altri compagni ricercati, lasciare il lavoro per darsi
alla clandestinità, pur restando sempre a
Milano.
Continuò la lotta con il compito di Capo
Servizio di Collegamento al Comando della
6^ Divisione della Brigata Garibaldi. Ebbe
funzioni di coordinamento e svolse molti
incarichi, tra i quali la diffusione della stampa, il corriere di collegamento e la staffetta.
Numerose volte sfuggì all’arresto e alla con-
seguente certa fucilazione, riuscendo sempre, con coraggio e tenacia, a superare la
paura del pericolo continuo, affrontato in
condizioni di debolezza fisica causata dalla fame e dal lungo camminare. Infatti utilizzare i mezzi pubblici significava aumentare il rischio di essere individuata come
partigiana. Non ultimo sopportò lo sconforto di vedere tanti suoi compagni uccisi
brutalmente lungo le strade di Milano. In
alcuni casi compagni con i quali si doveva incontrare per trasmetter loro messaggi importanti da far pervenire ai gruppi in
montagna.
Il 25 aprile, nelle prime ore del mattino vicino a Porta Venezia, in una camera da letto messa a disposizione da un compagno,
costituì, insieme al Comandante Augusto
Fumagalli e ad altri Partigiani, il primo Ufficio del Comando della 6^ Divisione della
Brigata Garibaldi.
La storia di Elena Rasera è uno dei tanti
esempi di riscatto dalla povertà e dall’oppressione che può solo avvenire, allora come oggi, attraverso la partecipazione attiva
alla vita politica e sociale del proprio Paese.
Chi volesse approfondire la storia di Elena
Rasera può avere copia delle sue memorie,
presso la sede dell’ANPI Martiri Niguardesi,
in via Hermada 8.
g i u g n o 2 013
RICORDI
Ricordo di Ines Rossi Franzoni
“
Ines visse giorni pieni
d’impegno nei circoli
UDI e nel Partito
Comunista Italiano
e fu sempre presente
nelle iniziative
a favore della famiglia
o in appoggio
dei più deboli
“
Ines Rossi Franzoni, la prima a destra, ad una manifestazione per la pace nel 1980 a Milano
Gruppo donne ANPI Martiri Niguardesi
V
ogliamo proporre ai soci della Cooperativa Abitare la storia di una donna vissuta nel nostro quartiere, Ines Rossi Franzoni , la cui vita è stata un
lungo cammino fatto di lotte e di battaglie per
l’emancipazione sociale e la difesa dei ceti deboli.
Ines nacque l’8 ottobre 1913 a Correggio, in provincia di
Reggio Emilia, da genitori braccianti socialisti e morì a
Milano il 17 gennaio del 1987. La sua famiglia fu da subito osteggiata dai fascisti perchè considerata sovversiva.
Ines ne farà direttamente le spese, rinunciando alla frequenza della scuola per poter dare a due dei suoi fratelli
la possibilità di studiare. Alle famiglie “rosse” infatti non
era permesso di mandare tutti i loro figli a scuola. E così già all’età di otto anni andò a lavorare la campagna.
Sul finire degli anni Venti diede un aiuto prezioso, nella
sua zona d’origine, nel delicato compito di diffondere i
giornali ed i volantini clandestini.
Nei primi anni Trenta, per “ragioni di pagnotta”, come
si usava dire in quei tempi, si trasferì prima a Brescia e
poi a Milano.
Partecipò attivamente alla Resistenza come “staffetta”
anche mentre aspettava il suo primo bambino.
Nei primi anni del dopoguerra si trasferì a Milano, dove
continuò le sue battaglie, nonostante per molti anni le
fosse difficile trovare una sistemazione stabile.
Questi continui cambiamenti di abitazione non la stancarono. Ines visse giorni pieni d’impegno nei circoli UDI
(Unione Donne Italiane) e nel Partito Comunista Italiano e fu sempre presente nelle iniziative a favore della
famiglia o in appoggio dei più deboli.
g i u g n o 2 013
Nel 1961, dopo l’ennesimo sfratto, si trasferì nel nostro
quartiere in via Hermada. Le bastò poco tempo per farsi
conoscere ed apprezzare per la coerenza delle sue scelte politiche, occupandosi con passione e serietà delle
problematiche del quartiere.
Nel 1963 le venne affidata la responsabilità del Circolo UDI di Niguarda. Fu in questo ruolo che affrontò i
problemi sociali del quartiere. Ed erano tanti come, per
esempio, la carenza di aule scolastiche, di un consultorio, di asili nido, di un’ assistenza sanitaria e di trasporti
migliori. Il tessuto democratico niguardese, con la presenza attiva e organizzata di forze politiche e sindacali,
facilitava le iniziative del quartiere. Ines ne fu spesso
la promotrice, trovando sempre il consenso degli abitanti del quartiere.
Diventata pensionata, nel 1968, con altri compagni della
Sezione “F. Rigoldi”di Niguarda del PCI costituì la Lega Niguardese dello SPI, il sindacato dei pensionati. Accanto
a questa sorse anche il Centro Anziani, un luogo dove
trovarsi per discutere e divertirsi in compagnia.
Anche Ines, com’è stato per Elena Rasera, della quale
abbiamo raccontato la storia nella pagina precedente,
ha combattuto per il riscatto dalla vergogna fascista,
per la pace, l’emancipazione della donna e per una vita migliore.
Dobbiamo infatti riconoscere che se oggi, in quartiere,
abbiamo questi servizi, dati quasi per scontati, lo dobbiamo alle lotte e alla tenacia di donne come Ines Rossi Franzoni.
Presso la sede del Circolo ANPI Martiri Niguardesi, si può
trovare il libro “Ricordo di Ines Rossi Franzoni” curato da
Ermanno Bighiani.
45
LA PAGINA DEI GIOVANI
ERA SOLTANTO UN SOGNO, ADESSO È REALTÀ
La storia di Matteo Terzi, artista di strada
di Giulia Iasoni
C
hristopher McCandless è un giovane di
buona famiglia che dopo la laurea decide di partire da solo, zaino in spalla, alla
scoperta degli Stati Uniti. Ultima tappa
del suo viaggio sarà l’Alaska. La sua storia, raccontata nel romanzo di Jon Krakauer (Rizzoli, 1997) e nel celebre film scritto e diretto da
Sean Penn (Into the wild, 2007), è nota a tutti
e ha fatto sognare milioni di ragazzi. Chi non
ha mai avuto voglia di lasciarsi tutto alle spalle
e partire verso una meta indefinita? Chi non
vorrebbe vivere dei propri sogni? Qualcuno
il coraggio di fare questa scelta l’ha avuto. Si
chiama Matteo Terzi, in arte Soltanto.
Milano, estate 2010
Dopo la laurea in scienze politiche Matteo
decide che è arrivato il suo momento: saluta tutti, prepara lo zaino e parte con pochi
soldi in tasca e la sua inseparabile chitarra,
con l’obiettivo di girare l’Europa. In sei mesi
attraversa la Francia e la Spagna in autostop,
dorme in tenda o ospite delle persone che
conosce durante il cammino. Fino a qui sembra tutto normale: sono molti i ragazzi che
46
decidono di prendersi un cosiddetto anno
sabbatico, che partono in cerca della grande
avventura prima di buttarsi nel mondo del
lavoro, prima di diventare davvero adulti. Ma
quella di Matteo non è una parentesi: quando nel novembre del 2010 torna a casa, ha le
idee chiare, ha trovato ciò che lo rende felice
e non vuole mollare.
Matteo comincia a suonare per le strade di
Milano, la sua città. Lui ci mette il cuore, la
grinta e il passaparola in rete fa il resto: in poco tempo Matteo è già un fenomeno locale.
Oasis, Coldplay, Eddie Vedder, James Blunt,
Smiths. Nella primavera del 2012 inizia a girare l’Italia con le sue cover e il suo pubblico
cresce a vista d’occhio.
Navigando sul suo sito (www.soltanto.net),
guardando la sua pagina facebook o i suoi
video su youtube, quello che più colpisce è il
rapporto così stretto e confidenziale che Matteo ha con il suo pubblico. Si ha l’impressione
di trovarsi di fronte a una grande famiglia. In
effetti, è grazie all’aiuto dei suoi fan che Matteo, attraverso una raccolta fondi online, raccoglie in un paio di mesi circa 10.000 euro,
con i quali realizzerà il suo primo disco di inediti, completamente autoprodotto. “Le chiavi
di casa mia” esce nell’aprile 2013 e il video del
primo singolo estratto dal disco raccoglie più
di sedicimila visualizzazioni in un solo mese.
Dopo i trenta concerti di maggio, Matteo
è pronto ad affrontare il tour estivo: Veneto, Emilia, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia.
Non si farà mancare nulla. Molte date sono
ancora da organizzare, con l’aiuto e l’ospitalità dei suoi fan ovviamente.
In un momento in cui parole come disoccupazione, precariato, contratti a progetto sono all’ordine del giorno per noi ragazzi, penso che sia necessario raccontare storie come
quella di Matteo.
Quello che più ci spaventa, in fondo, è la sensazione che questa crisi ci stia portando via la
voglia di seguire i nostri sogni e il coraggio di
rischiare. Negli ultimi tempi sembra che sognare il proprio futuro sia un lusso che la nostra generazione non può più permettersi, e
chi prova a farlo passa per pazzo, arrogante,
sconsiderato.
Tu, Matteo, ti senti così?
Io credo che non si possa dare un prezzo ai
propri sogni. Prima di partire per l’Europa ho
valutato bene i pro e i contro. Avevo chiuso il
g i u g n o 2 013
LA PAGINA DEI GIOVANI
capitolo dell’università e avevo già alle spalle
diverse esperienze lavorative: a diciotto anni
ho fatto il manovale, poi ho venduto spazi
pubblicitari al telefono, ho fatto il barista e,
dopo la laurea, ho lavorato per qualche tempo in una società di produzione cinematografica. Insomma, ho fatto esperienze diverse
prima di essere sicuro che nessuna di quelle
era la mia strada.
E qual era la tua strada?
Viaggiare e suonare. Fin da piccolo non c’è
stato niente che mi abbia appassionato così
tanto. È quello che faccio adesso.
Nel diario che tieni sul tuo sito ho letto di
un abbraccio a Lione che ti ha aperto gli
occhi: quello che ti ha dato una bambina
alla fine del tuo concerto, per ringraziarti. “All’improvviso fu tutto chiaro”, scrivi,
“tutte le risposte di cui avevo bisogno erano lì. Insieme alla mia vita. Non avrei mai
smesso di suonare in strada, in mezzo alla
gente. Perché la felicità non è solo sorrisi
e pace dei sensi. Ma è anche e soprattutto poter condividere se stessi liberamente. Nei giorni luminosi e in quelli bui. E io
so farlo solo con la musica”.
È stato un momento emozionante. Considero i bambini, così spontanei e sinceri, un
indicatore importante per misurare quello
che sto facendo. Fino a quando continuerò
a piacere a loro saprò di essere sulla buona
strada, saprò che il mio progetto sta funzionando.
g i u g n o 2 013
Fino ad ora abbiamo parlato di sogni, ma
da qualche mese sei stato nominato Presidente dell’associazione artisti di strada di
Milano. È un riconoscimento importante.
Cosa comporta?
Da quando ho iniziato a suonare per le strade
di Milano, circa tre anni fa, quello degli artisti
di strada è un fenomeno che ha preso sempre più piede. Suonatori girovaghi e occasionali ci sono sempre stati ovviamente, ma oggi
questa attività sta cambiando, si sta definendo meglio. Per questo il Comune di Milano
ha sentito l’esigenza di creare un’associazione
che facesse da tramite tra gli artisti di strada
e i vari enti locali.
Leggendo la tua storia non si può non
pensare a Christopher Candless, tu stesso lo citi spesso, il giovane protagonista
di “Into the wild” che viaggia per cercare
di dare un senso alla sua vita, senso che
ahimè scoprirà troppo tardi. “La felicità è
reale solo è quando è condivisa”, sono le
ultime parole di Christopher. E, forse, segnano anche l’inizio della tua storia, spiegano la tua scelta di suonare in strada, tra
la gente. È così?
Sì, esattamente. Il mio non è un progetto musicale, ma un raccoglitore di storie:
funzionerebbe anche senza di me. Sono
le persone che mi seguono a rendere concreti i miei sogni, perché non si limitano a
sostenermi, ma collaborano alla realizzazione del progetto. Lo dico senza retorica:
sono gli amici che ho incontrato durante i
miei viaggi e durante i miei concerti ad influenzarmi maggiormente. Io ho deciso di
catturare quelle emozioni, filmarle e metterle sul web. Poi tutto è venuto da sé, la
cerchia di amici e conoscenti si è allargata
e, da Milano, ho iniziato a muovermi verso
il resto di Italia.
Non ti chiederò come ti immagini tra dieci anni, ma dove e con chi vorresti essere,
cosa vorresti fare.
Mi piacerebbe poter continuare a fare quello
che faccio in una realtà più piccola di Milano.
Questa città mi sta dando molto, ma non vorrei abituarmi allo stress che inevitabilmente
pervade la vita dei milanesi.
47
ZONA 9
CDZ9 E VARIAZIONI DI PERCORSO DI MOLTE LINEE DI TRASPORTO PUBBLICO
Una prima commissione in attesa
del decisivo incontro con l’Atm
di Daniele Cazzaniga
N
on si placano le polemiche, alcune secondo noi fuori
luogo, le proposte di modifica ed i suggerimenti su
un tema molto sentito nei nostri quartieri: le modifiche delle linee di superficie decise da Atm dopo
l’entrata in esercizio soprattutto della M5 ma anche della
M3 fino a Comasina.
Per raccogliere idee suggerimenti e proteste Luca Simi,
Presidente della Commissione Territorio del Consiglio di
Zona 9, ha convocato il 20 maggio scorso una seduta di
commissione a cui hanno partecipato molti cittadini, agguerriti e preparati come sempre. Quali sono le richieste
di modifica più gettonate?
48
Eccovi una breve carrellata:
1) metrotramvia 31: prolungare la corsa fino a viale Ca’
Granda in prossimità dell’ingresso all’Ospedale di Niguarda;
2) tram 5: lasciare il capolinea al Parco Nord, ovvero al confine con il Comune di Bresso dove c’è il capolinea della
metro tramvia 4;
3) tramvia 4: con lo spostamento del capolinea del tram
5 davanti all’ospedale Maggiore nel centro di Niguarda
non ferma più nessun mezzo pubblico; sarebbe opportuno attivare due fermate della linea 4 in prossimità del
supermercato Coop di via Ornato;
4) linea automobilistica 42: rendere più esplicito a quale
capolinea è destinata la corsa. 42 e 42/ non sono sufficientemente chiari e fanno si che molte persone si rig i u g n o 2 013
ZONA 9
trovino al capolinea di Niguarda invece che di Bicocca
e viceversa. Inoltre si suggerisce di spostare il capolinea
di Niguarda perché anni fa in quel punto si è incendiato
un autobus. Si suggerisce di modificare parzialmente il
percorso in direzione Stazione Centrale per servire meglio chi abita in via Terruggia, Val di Ledro ed Hermada.
Infine si segnala che lo sdoppiamento dell’ultimo tratto
di percorso i tempi di attesa ai capolinea si sono allungati a dismisura;
5) linea 51: in direzione Marelli dovrebbe percorrere via
Graziano Imperatore e Ornato per meglio servire il centro di Niguarda e non via D’Anzi. Inoltre, in ambo le direzioni, dovrebbe continuare a transitare in via Zubiani
per permettere di raggiungere facilmente il blocco nord
dell’Ospedale di Niguarda, ove sono ubicati i poliambulatori e gli sportelli prenotazione/ritiro esami;
6) verificare l’ubicazione delle fermate in piazzale Istria
e vie limitrofe perché creano intralcio alla circolazione e
sono posizionate in punti pericolosi. A tale proposito il
CdZ9 ha proposto di modificare il percorso della 42 direzione Bicocca facendola transitare in via Latisana proprio
per rimuovere la fermata di via Lussinpiccolo, che crea intralcio, porta via molti parcheggi ed è anche poco sicura;
g i u g n o 2 013
7) esaminare la copertura del servizio pubblico in zona
via Murat e strade limitrofe perché, con la nuova configurazione studiata da Atm, risulta poco servita. In particolare
manca il collegamento con la Clinica San Pio X;
8) Affori Bovisasca Bruzzano e Comasina: le modifiche
richieste sono più che altro legate all’efficienza, ovvero
alla frequenza delle linee in particolare della 41 che lascia molto a desiderare;
9) i residenti della Comasina, Affori, Bruzzano e Bovisasca, contrariamente agli abitanti di Niguarda, Ca’
Granda, Bicocca e Pratocentenaro, non chiedono variazioni profonde fatto salvo un maggiore collegamento
fra Bruzzano Nord (via Senigallia) e la MM3 Comasina,
anche alla luce delle moltissime famiglie che a breve si
insedieranno nelle nuove edificazioni di Bruzzano.
Appuntamento al prossimo numero quando si sarà già
svolto l’incontro decisivo con Atm. Solo allora potremo
capire quante richieste di modifiche proposte da cittadini,
associazioni e consiglieri di zona, potranno vedere la luce.
La nostra sensazione, avvalorata da qualche chiacchierata
con le nostre fonti in CdZ9, è che Atm sia molto refrattaria
ad accogliere grossi cambiamenti.
49
RUBRICHE
Buon
Compleanno
Nozze
d’oro
Il 17 maggio scorso la
Signora Giuseppina
Andreotti ha
compiuto 100 anni.
Per l’occasione il
Consiglio di Quartiere
di via Cecchi ha
organizzato una festa
nel corso della quale
il Presidente di Zona
9, Beatrice Uguccioni,
ha consegnato alla
socia l’Ambrogino
d’Oro. All’iniziativa
hanno partecipato
anche Giovanni
Poletti, Presidente e
Luciano Gianzini, Vice
Presidente di Abitare.
Il 20 aprile i soci
Cesare Bariselli
e Maria Sberna,
residenti nel
quartiere di via
Val di Ledro 23,
hanno festeggiato
il cinquantesimo di
matrimonio.
La redazione
formula loro i più
sentiti auguri.
Cordoglio
A ricordo di Giovanni Della Malva
26 / 10 / 1943 ----- 24 / 03 / 2013
Ci sei venuto a mancare
improvvisamente.
Inaspettato, incredibilmente
inaspettato è stato il tuo
lasciarci, carissimo amico. Il tuo
vissuto, il tuo passato fa sì che
molti, più che molti, tanti, ti
piangono. Il tuo impegno nella
nostra Cooperativa, iniziato
già nell’immediato ultimo
dopoguerra, quando venisti ad
abitare in via E. Cecchi Quartiere
Cattaneo, ha visto la tua solerzia
a fianco sia del compianto
presidente Monzani, sia dei
presidenti a venire, meritando la
stima ed il ringraziamento di tutti.
Gli amici in questo momento di
dolore, si stringono attorno alla
tua famiglia a testimoniare il loro
cordoglio, la loro partecipazione a
questa fulminea tragedia.
50
Vorremmo poter trovare
altri modi, altre strade, oltre
che con le parole, poter
far sentire ai tuoi cari la
sincera profondità dei nostri
sentimenti nei confronti del
compianto amico, ancorchè
le asciugate lacrime non
bastano.
Ciao Giovanni.
Gli amici di sempre
g i u g n o 2 013
RUBRICHE
Lettereal giornale
Ai soci di via Grassini e di via Empoli
Carissimi, desidero esprimere il
più sincero ringraziamento da
parte mia e di tutti i miei collaboratori per il vostro contributo
alla raccolta dei tappi di plastica.
L’Associazione Malattie del Sangue, dal 1998 impegnata a supportare la Divisione di Ematologia
all’Ospedale di Niguarda, ha continua necessità di raccogliere fondi destinati a finanziare progetti
di ricerca e ad acquistare apparecchiature e strumenti.
Le somme ricavate dal riciclo del
materiale da voi raccolto servono
inoltre a finanziare borse di studio
destinate ai giovani medici spe-
cializzandi e agli operatori sanitari
impegnati nell’attività assistenziale di pazienti affetti da gravi malattie ematologiche.
Nell’anno 2012 abbiamo raccolto
22.750 euro
La sensibilità che avete dimostrato con il vostro impegno nella raccolta dei tappi di plastica è
simbolo di attenzione verso la ricerca scientifica e di aiuto per chi
soffre.
Grazie di cuore
Il Presidente A.M.S.
Associazione Malattie del Sangue
Dr.ssa Enrica Morra
Gentilissima dott.ssa Paola,
Le esprimo il più sincero ringraziamento per la costruttiva
esperienza che ha permesso di donare a noi, con la frequenza serale al corso di lingua inglese 2 tenuto con molta professionalità ed entusiasmo dalla docente Ivonne Valente,
un buon livello di gradimento.
La stessa ha saputo tener alto il grado di interesse, di
coesione e di partecipazione del gruppo, garantendo altresì
una formazione individualizzata ai bisogni, senza perdere
di vista i livelli di ognuno dei corsisti.
Gradirei poter continuare anche il prossimo anno l’esperienza, essendo il nostro un gruppo già affiatato e conoscendo
la stessa docente i bisogni individuali.
Dispiaciuta per non aver potuto frequentare fino a giugno,
ma contenta del bagaglio di rinforzo personale sulla materia che lo stesso corso ha fornito, nel salutarla, chiedo con
veemenza di poter ritrovare il prossimo anno la prosecuzione di tale percorso.
Colgo l’occasione per ringraziarla di vero cuore.
Maria Grazia Tortella
Reperibilità estive fornitori
UFFICIO TECNICO
referente Umberto Greco cell. 345-0704036
dal lunedì al giovedì 18.00-21.00; venerdì 13.00-21.00; sabato e festivi 9.00-21.00
MURATORE: MAROTTA COSTRUZIONI
referente Massimo Marotta cell. 329-0192096 - disponibile tutto agosto
IDRAULICO: TURCHETTI
referente Orazio Turchetti cell. 347-3106948 - disponibile tutto agosto
ELETTRICISTA: F.LLI VITTORI
tel. 02-66100480 - referente Loris Vittori cell. 335-8479475 - disponibile tutto agosto
ANTENNISTA: ERNESTO RAGGI
cell. 335-7118391
SPURGHI: BORONI SPURGHI
referente Agostino Boroni cell. 335-8136832 - disponibile tutto agosto
FABBRO: EDIL BERBERI
referente Gezin Berberi cell. 339-6108886 - disponibile tutto agosto
IDRAULICO/ELETTRICISTA: POZZI
referente Marco Pozzi cell. 338-2004231 - disponibile dal 1 al 9 (escluso sabato e domenica) e dal 26 al 30 agosto
g i u g n o 2 013
51
Direttore responsabile
Paola Cavaleri
Comitato di redazione
Tiziana Barale, Maria Piera Bremmi,
Francesco Felici, Sergio Ghittoni, Marco Mondini
Coordinamento
Ermanno Pulici
Collaboratori
Aldo Bartoli, Massimo Besutti, Maria Luisa
Cabrini, Gian Piero Carezzano, Chiara Cariani,
Daniele Cazzaniga, Camillo De Beni, Giusy
Deligios, Alba Di Gioia, Claudia Giacomelli, Valter
Giraudi, Umberto Greco, Giulia Iasoni, Cesare
Losi, Ilaria Magnaghi, Valeria Malvicini, Franco
Maria Marrazzito, Lorenzo Mazzi, Alessandro
Montaguti, Davide Ostoni, Silvio Ostoni, Giovanni
Poletti, Indira Sala, Maurizia Sartori
Per inserzioni pubblicitarie:
Marco Feliciani
tel. 339.7163993
e-mail: marco_ [email protected]
Redazione:
via Val di Ledro, 23 - 20162 Milano
tel. 02.66114500 - fax 02.6426036
e-mail: [email protected]
Editore:
Abitare Società Cooperativa
via Hermada 14 - 20162 Milano
tel. 02.66100118 - fax 02.6426036
e-mail: [email protected]
www.abitare.coop
Impaginazione
Punto Edit
Via San Vito 18 - 20123 Milano
www.puntoedit.it
Stampa
Gemm Grafica
Via F. Filzi 68 - Cormano (Mi)
Fotografie
Vittorio Giansanti, Emanuele Reguzzoni
CHIUSURE ESTIVE
Si informano i signori soci che la chiusura estiva degli uffici
tecnico-amministrativi si effettuerà
dal 12 al 21 agosto
Giovedì 22 e Venerdì 23 agosto lo sportello di via Hermada 14
osserverà il seguente orario di apertura:
dalle 10 alle 12
Gli sportelli rimarranno inoltre chiusi i seguenti sabati:
27 luglio - 3 - 10 - 24 e 31 agosto
Le sedi di Affori e Dergano rimarranno chiuse
per tutto il mese di agosto.
Buone vacanze
Scarica

Scarica il pdf