abitare nei anno III numero 2 Pubblicazione trimestrale - Spedizione in abbonamento postale - 70% Milano - Autorizzazione Tribunale di Milano n. 286 del 17/04/1989 giugno 2013 ORGANO UFFICIALE DI ABITARE SOCIETÀ COOPERATIVA 4IMU NUOVA EMISSIONE 8PRESTITO VINCOLATO 12 VILLAGGIO COOPERATIVO CIALDINI LA TUA CASA IN COOPERATIVA Nuova Emissio prestito vi ne ncolato S O M M AR I O a cura di Silv io Ostoni e Chiara Cariani MODAL Il socio chITÀ DI ADESIONE recarsi pr e intende aderire de RITENUTA durante ilesso uno dei nostri ve periodo di sportelli, La ritenut FISCALE per sottoscr sugli interea fiscale applicata ivere il coemissione, ntratto. è del 20,00 ssi dalle leggi vigen % ti PERIODO DI EMIS dal 17 giug SOMMA no 2013 alSIONE DEI DEPO 02 agosto OR SITI DINA 2013 DURATA PER SINGRI E VINCOLATI 2 anni - 2,6E TASSI DI INTE importo maOLO SOCIO: ssimo € 72 scadenza 0% lordo (2,08% RESSE .187,32 al 30 giug netto) no 2015 3 anni - 3,0 NESSUN COSTO DI scadenza 0% lordo (2,40% GESTIONE al 30 giug ne no 2016 tto) PRIMA DE LEGGERE LLA SOTTOSCRIZ DI ADESIOIL DISCIPLINARE IONE PRESSO I NE DISPONIBILE NOSTRI SP ORTELLI 3 I NUOVI CERTIFICATI AZIONARI 4 SOSPESA L’IMU ANCHE PER LE CASE POPOLARI E LE COOPERATIVE Sergio Ghittoni 7 LE NUOVE FUNZIONALITÀ DEL NOSTRO SITO 8 NUOVA EMISSIONE PRESTITO VINCOLATO Silvio Ostoni e Chiara Cariani 9 GLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO NEI QUARTIERI STORICI DI ABITARE Valter Giraudi 10 LA MANUTENZIONE NEI NOSTRI QUARTIERI Umberto Greco 8 8 www.abita re.coop • tel 02 Per info 66100300rmazioni: - ufficioam ministra tivo@abita re g i u.co g n oop 2 013 12 VILLAGGIO COOPERATIVO DI VIA CIALDINI La tua casa in Cooperativa Davide Ostoni e Massimo Besutti 18 LA GESTIONE BIOLOGICA INTEGRATA DEL NOSTRO VERDE Camillo De Beni 21 IN RICORDO DI ERMANNO MASINI Paola Cavaleri 25 CON L’ESTATE RITORNA A NIGUARDA IL CENTRO ESTIVO DELLA COOPERATIVA 26 ESTATE AL CENTRO SERVIZI ACHILLE GHIGLIONE 34 I LUNEDÌ LETTERARI DI MAGGIO DEL CIRCOLO CULTURALE ITALO CALVINO 12 Luisa Cabrini e Claudia Giacomelli 36 LA CORTE IN MUSICA Calendario incontri settembre - ottobre del Centro Culturale della Cooperativa 36 Maria Piera Bremmi 40 TEATRO DELLA COOPERATIVA Un bilancio della stagione appena conclusa Giusy Deligios Cooperativa aderente a: 40 2 g i u g n o 2 013 EDITORIALE Rinnovare per crescere I Giovanni Poletti C l Consiglio di Amministrazione ha assunto una importante decisione: “avviare un percorso di rinnovamento della Cooperativa”. In un quadro di grande incertezza del Paese e nel pieno di una crisi profonda che riguarda tutto e tutti, il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto ragionevole proporre una riflessione con il più ampio coinvolgimento di tutti i soci e di quanti possono offrire un contributo positivo. Sarà una importante occasione per riaffermare i valori della cooperazione, ma anche per verificare la validità dell’attuale assetto degli organismi di Abitare, valutando approfonditamente quanto sia possibile porre in atto per garantire alla Cooperativa maggiore forza per una sua migliore gestione. Non c’è l’assillo di dover cambiare in quanto vi siano problemi urgenti da risolvere, ma perché è tempo di dare a Abitare nuovi strumenti intellettuali, professionali ed esperienze utili a formare un Consiglio di Amministrazione che sia garante dei valori cooperativi e contestualmente sia maggiormente attrezzato nella lettura dell’evoluzione della società e delle questioni emergenti. In sostanza si vuol scrivere una pagina nuova della storia delle nostre cooperative che si sono unite in Abitare, riservando ai soci maggiori opportunità di partecipazione e quindi strumenti decisionali più incisivi, dall’altro lato garantire che i punti di forza, quanto di buono è stato realizzato nel corso degli anni, siano mantenuti e possibilmente migliorati. In tempi difficili è frequente la scelta di chiudersi aspettando tempi migliori. Il Consiglio ha fatto invece la scelta di cogliere proprio questo periodo per stringere le fila, chiamando i soci a confrontarsi e a decidere il futuro della Cooperativa. Il Consiglio ha approvato un documento di intenti per avviare il percorso del Rinnovamento di Abitare, ad iniziare proprio dal Consiglio di Amministrazione. Il momento decisionale definitivo sarà ovviamente l’Assemblea Generale dei soci prevista per l’autunno del corrente anno. I nuovi Certificati Azionari on la costituzione di Abitare si è resa necessaria l’emissione di nuovi certificati azionari. Ricordiamo che il certificato azionario è il documento rappresentativo di una quota di partecipazione del socio nella Cooperativa ed è il titolo giuridico che ne sancisce il diritto di appartenenza consentendogli di partecipare a tutti i programmi e le attività realizzati e di beneficiare di tutti i servizi erogati. I nuovi titoli azionari vengono consegnati a fronte del ritiro e dell’annullamento dei certificati azionari con la vecchia denominazione. Le operazioni di sostituzione sono già state avviate. Il Vice Presidente Silvio Ostoni, affiancato dal personale della Cooperativa, riceve i soci residenti presso le sale dei g i u g n o 2 013 consigli di quartiere nei giorni stabiliti e comunicati con avvisi affissi nelle bacheche. Per il ritiro è necessario: • esibire un documento di identità • restituire il vecchio certificato. In caso di smarrimento, il socio potrà presentare una dichiarazione su apposito modulo, scaricabile dal sito o da richiedere al momento del ritiro del nuovo certificato. Non è ammesso il ritiro per delega I soci impossibilitati a partecipare nelle date fissate, potranno ritirare il nuovo certificato azionario a partire dal mese di settembre presso i tre sportelli di Abitare. 3 LA COOPERATIVA Sospesa l’IMU anche per le case popolari e le cooperative Il senatore Mirabelli esprime la sua soddisfazione: “è stata fatta giustizia: questi immobili ora considerati come prime case” di Sergio Ghittoni T utti conoscono le vicende delle ultime elezioni e il peso che ha avuto la proposta di abolizione della tassa sulla casa sul risultato elettorale. Il Governo Letta ha dovuto fare i conti con le proposte di coloro che prima delle elezioni erano i suoi avversari e con loro ha negoziato una sospensione dell’Imu sulla prima casa. L’Imu è stata un’invenzione del governo Berlusconi che l’ha proposta e approvata ma che poi è stata resa esecutiva dal suo successore, Monti. E subito ci si è resi conto di un errore madornale, che da un governo di tecnici 4 non ci si sarebbe mai aspettato. Gli abitanti delle case popolari o delle cooperative a proprietà indivisa, pur non essendo proprietari di nessuna abitazione, si vedevano addebitare dalla proprietà (l’Aler o le cooperative) l’equivalente dell’Imu, con alcune assurde aggravanti: le detrazioni che spettavano al proprietari di prime case non venivano loro riconosciute e inoltre, visto che sulla bolletta la tassa veniva loro ribaltata sotto la voce “spese”, su questa si doveva pure pagare l’Iva. L’Iva sull’Imu. La tassa sulla tassa: la cosa più iniqua che si possa immaginare, tanto più che era indirizzata a un ceto sociale presumibilmente di scarse possibilità economiche. Il Fisco infatti con cieca ottusità non riusciva a concepire che ci fossero situazioni diverse dalla proprietà indivig i u g n o 2 013 LA COOPERATIVA duale dell’abitazione principale o l’affitnella direzione giusta. Questo Governo to a scopo di lucro, per cui considerava va giudicato per le sue azioni, non per gli appartamenti di questi enti pubblici la sua composizione o le sue alleanze. o privati come seconde case, da tassare con particolare severità. In verità alla E per quanto riguarda l’Imu, quali fine un qualche correttivo s’era pur tronovità ci sono? vato, facendo sì che lo Stato rinunciasIntanto devo dire che il Governo bene se alla sua parte di aliquota e lasciando ha fatto a provare a aumentare il potere d’acquisto delle famiglie italiane in piedi solo quella riservata ai Comuni, con questa sospensione dell’Imu, che ma lasciando inalterato sia lo status di per quanto modeste siano le cifre in seconda casa che l’assenza di detrazioni. E ora il Governo Letta si apprestava a ballo, impegna comunque due o tre“congelare” l’Imu sulla prima casa, ma cento euro all’anno a famiglia. Che di così facendo la beffa per gli abitanti delquesti tempi per molti sono una cifra le case popolari Aler o delle cooperaticonsistente. ve a proprietà indivisa diventava ancora La sospensione è giusta e ancora più più atroce, visto che la loro era considegiusta è l’intenzione di costruire da qui Il senatore Franco Mirabelli del Partito Democratico rata una seconda casa e quindi esclusa al 31 agosto una legge che ridefinisca dal provvedimento. Con in più il peritutta la tassazione sulla casa, facendo in modo che i ceti più deboli possano pagare meno o colo di vedersi aumentare la tassa, perché i Comuni, addirittura nulla. Questa ridefinizione deve comprenper compensare la scomparsa del gettito dell’Imu sulla prima casa, si proponevano di aumentare le aliquote dere anche la Tares, la nuova tassa sui rifiuti e sui sersulle seconde case. vizi comunali che ha sostituito la vecchia Tarsu e che è Il senatore Franco Mirabelli del Partito Democratico, apmolto onerosa per le famiglie. La riforma della Tares è pena eletto, conosce bene il problema, essendo socio di stata rinviata a dicembre, ma già nel decreto si stabiliAbitare e essendosi occupato per anni di case popolari sce che il nuovo sistema di tassazione dovrà essere più come consigliere regionale della Lombardia. A lui chieequo perché dovrà guardare anche ai redditi e non sodiamo delucidazioni. lo alle proprietà. Intanto un primo giudizio sul Governo Questo Governo è figlio di un risultato elettorale, di una situazione che nessuno si attendeva e degli errori commessi anche dal mio partito. Però continuo a pensare che sia un Governo necessario seppure sostenuto anche da avversari politici, perché il Paese ha bisogno di risposte sui problemi concreti che devono essere affrontati con urgenza. E credo che il primo decreto sia andato nella giusta direzione, rifinanziando con un miliardo la cassa integrazione e prorogando di tre mesi i contratti dei precari della pubblica amministrazione senza imporre nuove tasse. Poi un segnale importante è venuto già dal primo Consiglio dei Ministri, che ha sancito l’incompatibilità dello stipendio di ministro con quello di parlamentare. E mi pare molto positivo il fatto che il secondo CdM sia stato convocato con all’ordine del giorno l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Sul fronte economico, i quattro miliardi stanziati per consentire agli enti locali di pagare i fornitori sono una boccata d’ossigeno per l’economia, così come l’intenzione di mettere mano alla riforma Fornero per correggerne gli aspetti negativi, primo fra tutti il problema degli esodati. Ma non solo. I piani del ministro Giovannini prevedono la cosiddetta “flessibilità in uscita”, cioè la possibilità per i lavoratori di decidere di andare in pensione a partire dai 62 anni, scegliendo la combinazione tra età e reddito più adatta alle proprie esigenze, invece di obbligare tutti alla pensione a 67 anni. Poi va valutata positivamente anche l’idea di investire otto miliardi per la ripresa prendendoli dalle pensioni d’oro: un scelta utile (perché in questo Paese c’è un problema occupazionale gigantesco), ma anche equa, che va g i u g n o 2 013 Un provvedimento che però mette in crisi le casse comunali e che quindi ha provocato una levata di scudi da parte dei sindaci... Il decreto stabilisce che i Comuni potranno compensare il mancato introito dell’Imu sulla prima casa ricorrendo ai fondi dalla Cassa Depositi e Prestiti. Sapendo anche che la nuova tassa prevista per agosto al posto dell’Imu andrà interamente ai comuni e agli enti locali. 5 LA COOPERATIVA Ma visto che si parla coltà, mentre nel tentativo di una “sospensione” e di non penalizzare troppo non di una “cancellaziole produzioni industriali si ne”, cosa devono fare è stabilito di consentire le le famiglie? Conservadetrazioni per i capannore i soldi perché pagheni e per i beni strumentali ranno la tassa, questa o orientati alla produzione. un’altra, in un secondo tempo oppure potranE qual è la novità per le no spenderli? case popolari e delle coSi parla di “sospensione” operative a proprietà inperché il decreto prevedivisa? de che questa tassa debQuando l’intenzione del ba essere sostituita entro governo di redigere un il 31/12 da una revisione provvedimento sull’Imu complessiva del sistema della prima casa è divenimpositivo, introducendo tata ufficiale, ci siamo superò criteri di equità legabito attivati per fare in ti al reddito. Per cui io premodo che le case delle È STATA FATTA GIUSTIZIA: vedo che quasi l’85% delcooperative e le case poQUESTI IMMOBILI ORA SONO le famiglie che oggi pagapolari fossero considerate CONSIDERATI COME PRIME CASE no l’Imu sulla prima casa alla stregua di “prime canon la pagheranno più, se se”. Io ho presentato una l’ipotesi di una franchigia di 500 euro verrà confermata. interrogazione al Senato sottolineando come gli abiE comunque già nel decreto del governo che ha sospetanti di questi immobili fossero residenti a titolo deso l’Imu sono state introdotte delle misure di equità: le finitivo, alla stregua di quelli delle case di proprietà e case di lusso e le ville, anche se prime case, non sono che, quindi, non applicando per loro le stesse misure comprese nel provvedimento e dovranno pagare la loriservate alle prime case, si sarebbe verificata una siro Imu. Poi al contrario invece la sospensione si estentuazione di disuguaglianza e iniquità. Inoltre per l’edide anche ai terreni agricoli, che in questo momento lizia pubblica si sarebbero sottratte risorse altrimenclimatico particolarmente avverso sono in gravi diffiti destinate alla manutenzione degli stabili, che sono già in condizioni precarie e che non possono tollerare ulteriori abbassamenti del livello di manutenzione senza cadere nel degrado. Il Governo, nelle persone del sottosegretario allo sviluppo economico Baretta e del ministro Franceschini, ha dato ascolto a queste nostre istanze e abbiamo ottenuto questo importante risultato. Le case popolari e quelle di cooperativa sono considerate alla stregua delle prime case. Un principio che esisteva ai tempi dell’Ici, ma che il governo Monti aveva invece negato con l’introduzione dell’Imu. “ ,, Quindi anche per il futuro questi appartamenti dovranno essere sottoposti alla stessa tassazione delle prime case? Questo dev’essere il nostro impegno per le prossime settimane. Ottenuta l’equiparazione delle case di edilizia sociale con le prime case ai fini della sospensione dell’Imu, adesso è necessario che nel decreto che definirà la nuova tassa sulla casa si sani definitivamente quell’equivoco che ha generato tutto il problema. Bisogna cioè far rientrare le abitazioni delle cooperative a proprietà indivisa e quelle dell’edilizia residenziale pubblica nel trattamento delle abitazioni principali e delle prime case, con tutto ciò che questo comporterà in termini di facilitazioni, abbassamento delle aliquote e detrazioni. Quindi vi potete immaginare la soddisfazione di uno come me, socio di cooperativa e abitante di un quartiere ricchissimo di case popolari, nell’aver dato un contributo alla soluzione di questo problema. 6 g i u g n o 2 013 Le nuove funzionalità del nostro sito N elle ultime settimane il sito www.abitare.coop si è arricchito di una serie di nuove funzionalità dedicate ai soci di Abitare. È infatti possibile compilare direttamente online diversi moduli, evitando quindi di doversi recare presso gli uffici della cooperativa. Attualmente sono disponibili i seguenti moduli: • Modello per aggiornamento dati anagrafici • Modello per disdetta Alloggio/Box • Modello richiesta di intervento Alloggio • Modello richiesta di intervento Parti Comuni • Richiesta di autorizzazione ad eseguire modifiche interne all’alloggio • Richiesta di autorizzazione ad eseguire modifiche interne all’alloggio usufruendo del finanziamento da parte della cooperativa • Domanda di recesso da socio della Cooperativa Abitare Mentre a brevissimo saranno disponibili il modulo per la prenotazione delle sale polifunzionali e dei CdQ e il modulo di richiesta di partecipazione all’assemblea per aspiranti soci. Le richieste inserite dal socio attraverso il sito vengono prese in carico dall’ufficio competente della cooperativa che si occupa di ricontattare il socio e dare corso alla pratica. Un uso intelligente delle tecnologie che quindi fa risparmiare tempo e fatica al socio. Ricordiamo inoltre che il sito rappresenta sempre una fonte di informazione completa e aggiornata sulle iniziative culturali e istituzionali della cooperativa, con spazi dedicati agli eventi delle sale polifunzionali e dei CdQ. Dal sito si possono scaricare documenti utili (statuto, regolamenti, bilanci, carta dei servizi, etc.) e ci si può inoltre iscrivere alla newsletter che settimanalmente viene inviata a circa 3.300 persone. Per scoprire tutto questo e altro ancora non vi resta che visitare www.abitare.coop AGEVOLAZIONI FISCALI 2013 Approvato il decreto governativo che conferma la maggiorazione delle detrazioni sulle ristrutturazioni di Silvio Ostoni e Gian Piero Carezzano È proprio di questi giorni la notizia che il governo ha prolungato ed esteso le facilitazioni fiscali atte ad incentivare gli interventi edilizi sugli stabili. Ci sembra pertanto utile chiarire ai soci come tali incentivi possono essere sfruttati da coloro che hanno ricevuto in assegnazione un alloggio. È prima di tutto opportuno distinguere tra due grosse famiglie di agevolazioni fiscali: quelle rivolte a favorire il risparmio energetico e quelle più generali volte a sviluppare l’economia incentivando le attività di ristrutturazione edilizia in senso lato, dato che il settore delle costruzioni costituisce uno dei pilastri portanti dello sviluppo economico di un Paese. Partendo da queste ultime, le più importanti, esse permettono di portare in diminuzione dalle imposte sui redditi una quota molto rilevante dell’importo speso per la ristrutturazione stessa. g i u g n o 2 013 Tale quota, fino al 31 dicembre 2013, è stata mantenuta al 50% della spesa e permetterà un risparmio fiscale da distribuirsi su 10 anni. Quindi, ad esempio, una spesa di € 10.000 permetterà di risparmiare € 5.000 di imposte, vale a dire € 500 all’anno recuperabili in sede di dichiarazione dei redditi. Possono essere coperti da tali agevolazioni tutti gli interventi che i soci effettuano nel proprio alloggio quali: rifacimento bagni e pavimenti, installazione di nuovi serramenti e porte blindate. Non ci sono limiti di età per accedere all’agevolazione ma, per usufruirne, è necessario un reddito imponibile di almeno 8.000 euro annui. Non ci sono particolari adempimenti da seguire se non quello di munirsi dell’autorizzazione necessaria (CIAL) e provvedere ai bonifici secondo un particolare formulario disponibile in tutte le banche. La Cooperativa integra questo servizio prendendo in carico la gestione dell’attività pratica di ristrutturazione (progettazione, autorizzazione ed esecuzione) che, su richiesta del socio, può anche essere finanziata e ripagata in rate variabili in funzione dell’importo. Molto interessanti risultano anche le agevolazioni previste per gli interventi volti a favorire il risparmio energetico che, nel nostro contesto, si riducono essenzialmente alla sostituzione dei serramenti. Esse generano un beneficio fiscale pari addirittura al 65% dell’importo speso, utilizzabile sempre su 10 anni, ma richiedono adempimenti burocratici più severi, accompagnati da dichiarazioni tecniche atte a certificare l’efficacia dell’intervento dal punto di vista del risparmio energetico. Nel nostro ambito risulta invece di applicazione più complessa l’utilizzo delle agevolazioni per interventi sulle parti comuni, in quanto le dilazioni di pagamento estese su molti anni concesse dalla Cooperativa non permettono di approfittare che di una piccola quota pagata annualmente e, in questa maniera, il beneficio fiscale risulta eccessivamente diluito nel tempo perdendo gran parte del suo interesse. Tutti i soci potranno chiedere chiarimenti ed assistenza fiscale al nostro sportello di via Val di Ledro 23. 7 LA COOPERATIVA WWW.ABITARE.COOP SVILUPPO DEL PATRIMONIO Nuova Emissione prestito vincolato a cura di Silvio Ostoni e Chiara Cariani MODALITÀ DI ADESIONE Il socio che intende aderire deve recarsi presso uno dei nostri sportelli, durante il periodo di emissione, per sottoscrivere il contratto. RITENUTA FISCALE La ritenuta fiscale applicata sugli interessi dalle leggi vigenti è del 20,00% PERIODO DI EMISSIONE dal 17 giugno 2013 al 02 agosto 2013 SOMMA DEI DEPOSITI ORDINARI E VINCOLATI PER SINGOLO SOCIO: importo massimo € 72.187,32 DURATA E TASSI DI INTERESSE 2 anni - 2,60% lordo (2,08% netto) scadenza al 30 giugno 2015 NESSUN COSTO DI GESTIONE 3 anni - 3,00% lordo (2,40% netto) scadenza al 30 giugno 2016 PRIMA DELLA SOTTOSCRIZIONE LEGGERE IL DISCIPLINARE DI ADESIONE DISPONIBILE PRESSO I NOSTRI SPORTELLI Per informazioni: 8 www.abitare.coop • tel 02 66100300 - [email protected] g i u g n o 2 013 di Valter Giraudi L’ argomento è stato affrontato lo scorso anno nel Comitato Esecutivo, dopo che l’unificazione tre le tre cooperative aveva messo in evidenza differenti sensibilità sul tema e diverse modalità di soluzione del problema. Dovevamo dunque “unificare” anche questo ed oggi, dopo un primo anno di verifiche e di soluzioni adottate nei quartieri di Abitare, possiamo affermare di aver concluso positivamente anche questo aspetto. Nella nuova cooperativa abbiamo diversi quartieri “storici”, che ripropongono l’aspetto della Milano di un tempo dal quale non vogliamo assolutamente separarci. Certamente sono stati adeguati negli anni, coerentemente con l’evoluzione delle nuove strutture abitative, cercando però di mantenere sempre le peculiarità e “il fascino” della casa di ringhiera originale, architettura principe per favorire comunicazione e partecipazione dei residenti ai fatti del quartiere. Gli impianti di condizionamento più diffusi sono costituiti da una macchina esterna, generalmente ingombrante, bianca e “ventilante”, che viene installata sui balconi delle abitazioni, e da una serie (una, due o tre) di unità interne (i cosiddetti “split”) collegate alla macchina esterna attraverso condotti sigillati che consentono il passaggio dei fluidi termovettori. Installare un impianto di condizionamento in un appartamento non predisposto è sempre un intervento pesante, non solo in termini economici ma anche per l’impatto che l’impianto ha sulle pareti dell’alloggio, percorso da tubi, conduttori elettrici e canaline di copertura, che ciascun socio può provvedere a mimetizzare come meglio ritiene opportuno. Ma all’esterno, sulle pareti comuni? Soprattutto nei quartieri “di ringhiera”? Per la verità, anche nei quartieri “moderni” c’è stata qualche trascuratezza nell’installazione degli impianti, sia da parte dei soci, g i u g n o 2 013 sia da parte di chi avrebbe dovuto vigilare sulla modalità di montaggio, dopo averne concesso il permesso. Scambiatori montati sulle pareti in vista, verso l’esterno del quartiere, non sono purtroppo infrequenti; è evidente che non se ne può richiedere adesso lo spostamento, ma una qualche soluzione estetica dovrà essere individuata e proposta a breve, perché un bel quartiere è patrimonio di tutti e fa piacere a tutti, checché se ne dica. A maggior ragione nei quartieri di ringhiera, dove le antiestetiche e ingombranti unità esterne, assolutamente bianche, hanno fatto la loro “brutta” comparsa negli anni recenti, ovviamente tutte montate al di sopra delle porte di ingresso o delle finestre degli alloggi, col loro corredo di tubi e connettori. Cosa ha dunque deliberato l’Esecutivo e cosa si è installato lo scorso anno? La soluzione individuata è l’adozione di condizionatori senza unità esterna (tipo Unico Splendid o Winner Ferroli) o, quale alternativa, condizionatori con unità esterna a pannello frontale chiuso (tipo Mimetico Splendid), da verniciare nella stessa tinta del palazzo. Da sempre, l’obiezione all’adozione del condizionatore senza unità esterna (l’Unico, per interderci, che è il modello che per primo si è proposto sul mercato) è la rumorosità prodotta all’interno dell’abitazione. La tecnologia, però, non è progredita solo nei tablet o nei telefonini ma anche negli impianti di condizionamento odierni, che sono decisamente evoluti anche rispetto a quelli di qualche anno fa. Ne è testimonianza una recente realizzazione privata a Niguarda, adiacente al nostro palazzo storico di Ornato 7. Una piccola corte di ringhiera è stata completamente riqualificata, nel massimo rispetto dei canoni estetici dell’epoca, e tutti gli appartamenti sono stati dotati di impianti di condizionamento senza unità esterna, a pompa di calore: una macchina in ciascuna stanza, appesa alla parete, con i classici due fori di scambio termico mascherati da piccole griglie. Le funzioni e le regolazioni presenti nei dispositivi più recenti ne consentono l’impiego anche nei locali destinati al riposo, senza recare disturbo. L’adozione della soluzione “unico” o “mimetico” è competenza dell’Ufficio Tecnico, che riceve la richiesta di installazione da parte del socio. È evidente che il condizionatore senza unità esterna non può essere installato a terra negli appartamenti posti sul passaggio delle ringhiere per non investire i passanti con sbuffi di aria calda, ed è altrettanto evidente che non potrà essere installato sulla parete, se un armadio lo impedisce o il tavolato non lo regge. Analogamente, il condizionatore con unità esterna non potrà essere montato adiacente a porte o finestre di altri alloggi, o in posizioni tali per cui il rumore possa riveberare sulle pareti affacciate. In sostanza, solo l’analisi puntuale dei nostri tecnici può stabilire la montabilità di un dispositivo o dell’equivalente alternativo. Le scelte operate fino ad ora non hanno suscitato reclami di alcun genere, e questo è certamente un riscontro positivo. 9 SVILUPPO DEL PATRIMONIO Gli impianti di condizionamento nei quartieri storici di ABITARE SVILUPPO DEL PATRIMONIO La manutenzione nei nostri quartieri arch. Umberto Greco 10 Livigno 20 Val di Ledro 23 Dopo una lunga attesa per il rilascio, da parte del Comune di Milano, della concessione per occupazione suolo pubblico necessario per il montaggio del ponteggio, il 18 marzo 2013 hanno avuto inizio i lavori di rifacimento delle facciate, dei balconi e delle gronde. I lavori, che stanno avanzando secondo cronoprogramma, hanno subito alcune varianti in corso d’opera dovute a soluzioni migliorative individuate dalla Direzione Lavori, dall’Ufficio Tecnico della Cooperativa ed anche dall’impresa che sta eseguendo i lavori. Sono state ultimate tutte le rimozioni delle parti rivestite ad intonaco, per cui si sta procedendo con le rasature di facciata, per poi proseguire con la posa della nuova pavimentazione dei balconi, e continuare con il resto delle lavorazioni. L’obiettivo rimane comunque quello di ultimare i lavori entro il mese di luglio 2013. Nonostante un inverno rigido ed una primavera molto piovosa, i lavori di manutenzione straordinaria del cantiere di via Val di Ledro 23 proseguono ed anche se le condizioni meteorologiche hanno condizionato le tempistiche di lavorazione di ciascun edificio, comportando quindi un aggiornamento del cronoprogramma, possiamo dire che nel complesso i tempi del cantiere in generale rientrano ancora in quelli previsti, visto che su otto edifici di cui si compone l’intero quartiere, tre stanno giungendo ormai al termine: gli edifici 8 e 6, i cui ponteggi verranno smontati entro il mese di giugno, e l’edificio 4, il cui ponteggio verrà smontato entro il mese di luglio, mentre per l’edificio 2 bisognerà attendere il prossimo autunno. Finalmente a breve potremo vedere il risultato della ristrutturazione dei primi tre edifici ultimati, ovvero l’edificio 8, 6 e 4, ma al di là dell’aspetto estetico non bisogna dimenticare l’importanza dei lavori relativi al rifacimento dell’impianto elettrico delle parti comuni e dell’impianto d’antenna multiswitch satellitare. Inoltre, è importante sapere che l’impresa BCG, a causa delle cattive condizioni climatiche, nonostante abbia dovuto mantenere i ponteggi montati per un ulteriore periodo rispetto al cronoprogramma, non ha previsto alcun costo aggiuntivo. g i u g n o 2 013 SVILUPPO DEL PATRIMONIO Davanzati 28 Entro il mese di giugno l’Ing. Gaspare Ravizza, in qualità di progettista e direttore dei lavori, presenterà alla Cooperativa Abitare il progetto relativo alla manutenzione straordinaria di facciate, balconi e copertura. I lavori da eseguire per la manutenzione straordinaria sono i seguenti: • rifacimento delle due facciate prospicienti le vie Carnevali e Davanzati, con rivestimento a cappotto termico al fine di migliorare le prestazioni di isolamento termico dei paramenti murari; • rifacimento del manto di copertura con un tetto impermeabile, per garantire un miglior isolamento termico ed un miglior comfort nel periodo estivo, grazie alla ventilazione del tetto stesso; • modifica del sistema di raccolta delle acque di pioggia dei terrazzini di pertinenza degli alloggi del sottotetto, per eliminare le infiltrazioni all’ultimo piano; • rifacimento della pavimentazione dei balconi e del ballatoio a servizio degli alloggi del sottotetto. Entro il periodo estivo, si procederà con la gara d’appalto a cui parteciperanno diverse imprese, con l’obiettivo di iniziare i lavori entro il periodo autunnale. Un benvenuto ai nuovi soci della residenza Caianello Indira Sala A bitare è attivamente presente in alcune realtà significative quali il Consorzio Cooperativo Ca’ Granda, che fra i principali interventi effettuati negli scorsi anni annovera la realizzazione di 48 alloggi della residenza Caianello. Abitare, in accordo con le altre cooperative socie del Consorzio Ca’ Granda, ha ritenuto conveniente proporsi per l’acquisizione diretta degli otto alloggi siti al primo piano e delle due unità commerciali dell’edificio, recentemente formalizzatasi. Gli alloggi in assegnazione mantengono le condizioni previste dalla Convenzione sottoscritta con il Comune di Milano nel 2002, nel rispetto dei requisiti prescritti per la locazione di alloggi convenzionati. La gestione delle singole unità abitative e commerciali sarà di competenza esclusiva di Abitare, mentre le parti comuni resteranno in capo all’amministrazione condominiale dello stabile. Abitare esprime un particolare benvenuto ai nuovi soci e alle loro famiglie oltre all’augurio di un lungo cammino di crescita condiviso. g i u g n o 2 013 11 SVILUPPO DEL PATRIMONIO VILLAGGIO COOPERATIVO DI VIA CIALDINI La tua casa in Cooperativa a cura di Davide Ostoni e Massimo Besutti UNA CASA DIFFERENTE A pochi passi dalla nuova fermata della linea gialla AfforiCentro, sorge il Villaggio Cooperativo di via Cialdini 34. Da poco inaugurato, il complesso è composto da 108 unità abitative con un’ampia gamma di tipologie e metrature ancora disponibili, da 57mq a 158mq, con soluzioni differenti, dal mono al bilocale dal trilo al quadrilocale anche con distribuzione interna su due piani. Il Villaggio gode di molteplici servizi come la presenza del portierato, un sistema di videosorveglianza volto a garantire maggiore sicurezza agli abitanti, la predisposizione in tutti gli alloggi dell’aria condizionata e del sistema antintrusione. Il Villaggio è ispirato ai criteri dell’edilizia sostenibile, percorso che parte dallo studio architettonico, con particolare 12 attenzione al territorio, e presuppone il coinvolgimento responsabile anche degli abitanti con un nuovo modello di sviluppo in grado di conciliare le esigenze economiche e sociali presenti, con le prospettive di progresso del nostro pianeta. Ne è testimonianza lo studio di alcuni ricercatori del Politecnico di Milano che stanno approfondendo le tematiche che Consorzio ha sviluppato in via Cialdini, un vero laboratorio di progetto dove condensare e sintetizzare le esperienze e le competenze sviluppate nel tempo anche dalle nostre cooperative, unitamente ai servizi all’abitare. Le tematiche della sostenibilità sono affrontate anche dal punto di vista delle dotazioni impiantistiche, attraverso soluzioni tecnologicamente avanzate e performanti nei settori del riscaldamento, isolamento termico, risparmio e recupero dell’acqua. g i u g n o 2 013 SVILUPPO DEL PATRIMONIO CONFORT E BENESSERE Le tipologie delle abitazioni proposte presentano zone giorno rivolte, con grandi finestrature, a sud e zone notte e di servizio a nord con aperture più contenute. La soluzione delle ampie finestre poste a sud permette alla radiazione solare di penetrare all’interno dei vani innanzandone la temperatura e fornendo un consistente apporto di calore e di luce invernale agli alloggi. Per ovviare al problema del surriscaldamento estivo le volumetrie esterne dei balconi sono studiate in modo da fungere a tutti gli effetti da schermature solari. Il compito della schermatura consiste nell’impedire che i raggi possano colpire la cortina muraria perimetrale consentendo al calore di disperdersi all’esterno degli alloggi. In pratica nelle ore più calde del periodo estivo g i u g n o 2 013 www.villaggioscarsellini.it [email protected] Uffici di via Grazioli, 33 MM3 Affori-Centro Tel. 02.36569055 • Cell. 3313790947 IN EDILIZIA LIBERA IN PRONTA CONSEGNA PREZZO TUTTO COMPRESO, ANCHE IL ROGITO, CHIAVI IN MANO (escluso iva e box) Certificato in CLASSE ENERGETICA B ELEVATA con consumi pari a 33,2 KWh/m2a. 13 SVILUPPO DEL PATRIMONIO i balconi mantengono in ombra i muri e le finestre permettendo ai raggi solari di penetrare nei mesi più freddi quando l’angolo tra sole e orizzonte è minore. Un tema importante è quello delle fonti rinnovabili. L’esposizione dell’edificio ha permesso l’installazione di collettori solari per la produzione dell’acqua calda sanitaria, in grado di trasformare l’energia prodotta dal sole in calore. Per quanto riguarda l’impiantistica, la scelta è ricaduta nell’impiego di caldaie centralizzate a condensazione, in grado di recuperare parte del calore contenuto nei gas di scarico sotto forma di vapore acqueo, consentendo un migliore sfruttamento del combustibile con il raggiungimento di rendimenti più alti, fino al 20% in più rispetto a caldaie con normali bruciatori, abbinate ad impianti a pannelli radiali a pavimento. Tut14 ti gli alloggi sono dotati di un sistema elettronico che contabilizza il consumo delle calorie sia per il riscaldamento che per l’acqua. MATERIALI I materiali costruttivi sono stati individuati cercando di ottenere soluzioni biologicamente compatibili. Gli isolanti termoacustici sono in lana minerale, sughero ed ovatta, le tinteggiature, le vernici e le colle atossiche, prodotte con componenti certificati stabili ed innocui; gli intonaci sono traspiranti e antimuffa. Particolare attenzione è stata prestata alla qualità dei materiali insonorizzanti, specialmente per le ampie finestrature con un notevole abbattimento del rumore volto a garantire la tranquillità all’interno della propria casa. g i u g n o 2 013 SVILUPPO DEL PATRIMONIO Lo studio dell’edificio residenziale, inoltre, è pensato per creare la possibilità di individuare tipologie abitative anche molto differenti, nel quadro di un articolazione spaziale complessa che vari da piano a piano. In questo caso il risultato atteso dal progetto architettonico è la creazione di un sistema abitativo nel quale si alternino spazialità differenti e nel quale sia possibile ritrovare sia le dimensioni dell’edificio che quelle dell’alloggio monofamiliare attraverso il gioco dei volumi dei balconi, dei terrazzi o giardini pensili e degli spazi comuni. IL VERDE E I SERVIZI L’articolazione dei volumi, oltre che della variazione nell’accostamento modulare dei tagli d’alloggio, si giova dell’interposizione in alzato di un grande “buco” passang i u g n o 2 013 te adibito a giardino pensile che, unitamente al verde privato posto sui singoli terrazzi, contribuisce alla creazione di un microclima autoregolamentato per l’edificio. Al primo piano è presente un ampio locale ad uso comune completo di servizio igienico dove poter organizzare attività di vario genere, nell’ottica dichiarata di voler proporre una soluzione abitativa orientata alla creazione di una comunità di abitanti. Il parco pubblico tra le due stecche è aperto da pochi giorni, realizzato insieme alla Cooperativa Solidarnosc di Affori. Circa 8.000 mq. di spazio verde che contribuisce al miglioramento della qualità dell’abitare. Il giardino, da subito apprezzato dai più piccoli, si caratterizza per le dune verdi, i coni erbosi e i piani inclinati per distendersi, riposarsi e leggere; un pensatoio nel verde 15 SVILUPPO DEL PATRIMONIO per dimenticarsi di essere in città. Ha preso vita anche lo spazio per i più piccoli, con un’area attrezzata con giochi, scivoli e altalene; a pochi passi dall’officinalia, il giardino degli aromi per far conoscere i profumi e i colori delle piante officinali più comuni. Quella che un tempo era una grande area industriale è ora restituita alla città, aperta a tutti i cittadini. IN PRONTA CONSEGNA Sono ancora disponibili alcuni appartamenti. Come fare per vederli? Si può cliccare sul sito del Villaggio www.villaggioscarsellini.it e vedere tutte le planimetrie e le disponibilità aggiornate in tempo reale e poi si può fissare un incontro per conoscere insieme l’alloggio e vedere dal vivo la propria casa. 16 Una grande varietà tipologica caratterizza il Villaggio con tagli di alloggio con specifiche molto differenti nell’idea di dare soddisfazione al variegato corpo sociale delle cooperative. Gli ultimi alloggi disponibili sono tutti differenti tra loro, appartamenti con una, due, tre stanze da letto, con uno o due bagni in funzione della dimensione, alcuni duplex con giardino privato ed altri dotati di locale hobby. Tutte le unità abitative sono dotate di balconi di dimensioni considerevoli, che consentono un maggior controllo dell’irraggiamento solare in funzione della stagione e dilatano lo spazio abitativo verso l’esterno quasi raddoppiandolo, un vero e proprio spazio da vivere specialmente nelle belle giornate. g i u g n o 2 013 SVILUPPO DEL PATRIMONIO Villa Trotti: una storia infinita I fatti di sangue di Niguarda e l’incendio di fine maggio ripropongono il rudere di villa Trotti agli onori della cronaca. Ma a che punto è il progetto di ristrutturazione? di Sergio Ghittoni I l rudere di Villa Trotti troneggia fatiscente nel cuore di Niguarda, sostenuto da tralicci che ne impediscono il crollo, sporco, degradato e abbandonato. È in una posizione esposta, in piena vista, e dà un’immagine del quartiere orribile, come se tutta Niguarda fosse in rovina, pericolante e mefitica. È tornata agli onori della cronaca, dopo anni di silenzio quando si è sparsa la voce che il folle omicida Mada Kabobo avesse reperito il piccone, con cui ha finito le sue vittime, proprio al suo interno. Ma nella villa non ci sono cantieri aperti, né tantomeno attrezzi abbandonati. Non è da escludere, però, che i vagabondi senza fissa dimora che solevano pernottarvici, vista l’impossibilità di entrare dalle porte da quando la proprietà ha murato gli accessi, si siano procurati un piccone per praticare delle nuove entrate nei muri e l’abbiano abbandonato nei paraggi. Quella delle occupazioni abusive è una delle preoccupazioni più grandi della nostra Cooperativa, proprietaria dell’edificio e del terreno circostante, con la quale abbiamo voluto fare il punto della situazione parlando col presidente Giovanni Poletti che ci ha trasmesso le informazioni che riportiamo in queste note. “La cooperativa sta spendendo cifre esorbitanti per impedire le occupazioni abusive, sia con continui sgomberi e successive disinfestazioni, sia costruendo muri di contenimento al suo interno per sigillare ogni apertura. Ma la situazione dei muri esterni è talmente compromessa che ci vuole poco a praticare aperture, senza nemmeno ricorrere a strumenti pesanti come i picconi. È di pochi giorni fa la notizia di un incendio. È andato a fuoco un materasso che fungeva da giaciglio per due mendicanti che stazionano sempre ai semafori di viale Enrico Fermi e che trovavano riparo per la notte nella villa. Nella quale erano riusciti a penetrare proprio sfondando un muro. Per fortuna non ci sono danni alle persone, ma sono stati chiamati i pompieri e addirittura la Digos. La situazione è insostenibile, lo vedono tutti. Spero solo che dopo l’esperienza Kabobo le autorità siano molto più sensibili a queg i u g n o 2 013 L’incendio del 31 maggio sti nidi di degrado e spero che il precipitare della situazione possa almeno convincere il Comune ad accelerare i tempi di approvazione del nostro progetto”. Ma quella delle occupazioni non è la sola preoccupazione: il pericolo di crolli, ad esempio, è un altro mal di testa. Si è dovuto mettere tutto in sicurezza con sistemi di sostegno e impalcature, a costi elevatissimi, dopo che durante l’inverno 2011 una nevicata particolarmente abbondante aveva evidenziato la debolezza della struttura e un cornicione si era staccato precipitando al suolo fortunatamente senza conseguenze. La cooperativa non vede l’ora perciò di cominciare i lavori di ristrutturazione della villa e di costruzione degli edifici ad essa collegati, ma finora i progetti che sono stati presentati non hanno ottenuto l’approvazione del Comune. Eppure la villa potrebbe essere un bellissimo spot pubblicitario per il quartiere, come era stato evidenziato qualche anno fa in un convegno sulla famiglia Trotti - Bentivoglio, sulla villa, la sua storia e le sue frequentazioni manzoniane. Ben ristrutturata, quello che oggi è un rudere inguardabile potrebbe diventare un bellissimo biglietto di benvenuto, ricco di storia e di architettura settecentesca, per chi entra nel quartiere da via Graziano Imperatore. Il primo progetto presentato dalla Cooperativa prevedeva la ristrutturazione della villa e l’edificazione di una “stecca” a fianco in modo di lasciare l’area tra via Passerini e via Graziano Imperatore libera di diventare una piazza che avrebbe dovuto essere il vero “centro” del vecchio borgo. Ma l’ufficio tecnico del Comune non ha dato la sua approvazione. Si è pensato allora di progettare una replica della vecchia cascina, su suggerimento del Comune, che prima di essere abbattuta era collegata alla villa. Niente piazza quindi, ma la via Passerini sarebbe stata dotata di un filare di alberi lungo il marciapiede di destra. Nemmeno questo progetto però ha visto l’assenso del Comune. Ora è stato presentato un terzo, e speriamo definitivo progetto, che in questo momento è all’esame dell’Ufficio Tecnico e che ora deve affrontare i pareri della Commissione Paesaggistica e degli uffici incaricati di valutare gli altri aspetti di loro competenza con un livello di dettaglio assolutamente minuzioso. Quindi ci vorrà ancora molto tempo. Forse a fine anno, se non ci saranno problemi si potrà parlare di un ok definitivo. La caratteristica saliente di quest’ultimo progetto è la “permeabilità”. La possibilità cioè che la gente possa raggiungere i giardini comunali, che saranno messi a punto dietro la villa, sia dalla via Passerini che dalla Graziano Imperatore, passando tra gli edifici (e i negozi e bar che troverebbero posto nell’area) e addirittura attraversando la villa, che dovrà essere accessibile ai cittadini fino alle otto di sera. Si parla anche di una pedonalizzazione della via Passerini, ma si vedrà a suo tempo. Come si diceva, il progetto presentato è stato definito fin nei minimi particolari: quaranta tavole, planimetria dettagliata di tutti gli appartamenti, indicazione di materiali e finiture e perfino si è dovuto stabilire le specie di piante e arbusti che saranno coltivate nei giardini. Uno sforzo progettuale che sarà stato inutile in caso di ennesima bocciatura. Intanto però la villa aspetta. E i niguardesi con lei. 17 IL VERDE NEI NOSTRI QUARTIERI La gestione biologica integrata del nostro verde di Camillo De Beni, agronomo N ell’ambito della gestione agronomica del verde condominiale esistente all’interno dei quartieri di Abitare, una peculiarità ed obiettivo che fin dall’inizio ci si è prefissati è stato quello di orientarsi verso una gestione “biologica” integrata. Cosa significa gestione “biologica” integrata oggi, parlando di verde ornamentale? La parola “bio” lascia intendere un qualcosa di salubre per l’ambiente, quindi per l’operatore e per gli utenti. Un qualcosa che, utilizzato con le corrette modalità e con la costanza necessaria, consente di riportare l’ambiente in cui si vive e lavora ad una dimensione “naturale’. La parola “integrata” lascia intendere che, ad oggi, non esistendo efficaci rimedi “bio” per certe specifiche problematiche (es : il controllo di alcune infestanti del tappeto erboso), si debba ancora ricorre a tecniche tradizionali con applicazione di prodotti chimici selettivi. Ebbene, nei nostri quartieri si sta lavorando da oltre tre anni, optando prevalentemente sull’impiego di prodotti biologici, quindi di natura organica, integrati da batteri e microflora benefica. Nel programma di concimazione dei tappeti erbosi e di fertilizzazione delle piante e degli arbusti è previsto l’uso di prodotti organici, di origine interamente vegetale, 18 quindi realizzati partendo da materie prime “vegetali’, lavorate e granulate dopo un controllato processo di trasformazione. L’uso di prodotti organici di questo tipo si dimostra ottimale per le piante, garantendo altresì l’assenza dei disagi che altri prodotti organici di origine “animale” procurano a causa dell’odore intenso e fastidioso che emanano. Nel programma di preparazione delle aiuole di piante stagionali, quindi nella preparazione del substrato di coltivazione delle aiuole, è invece previsto l’uso combinato di prodotti organici e di “attivatori” del terreno. In tal caso si lavora molto sulla “biofertilità” del terreno, andando ad introdurre tutta una serie di microrganismi benefici che lavorano in simbiosi con gli apparati radicali delle piantine. In effetti, ciò che oggi manca nei nostri terreni, spesso riportati, compattati, destrutturati ... in una parola, “strapazzati” dalle macchine e dall’uomo stesso, è la “biofertilità”. La biofertilità è data dai milioni di microorganismi, batteri, protozoi, ecc.. che, grazie ai loro metabolismi rendono disponibili gli elementi essenziali per la nutrizione dei vegetali. Nei terreni naturali vi sono microrganismi fungini che instaurano delle benefiche relazioni simbiontiche con le radici fini, assorbenti della pianta, aumentando le capacità e le performances dell’apparato radicale della pianta stessa. Tali relazioni simbiontiche prendono il nome di micorrize (Mycos = fungo, Rhiza = radice) e, con le biotecnologie disponibili, è oggi possibile introdurle artificialmente nei nostri “poveri’, maltrattati terreni. Ciò che ormai con regolarità viene quindi ottemperato nella gestione del verde condominiale dei nostri quartieri è proprio un lavoro di incremento della biofertilità. In questo modo integriamo i terreni con della materia “viva” fatta di microorganismi benefici, che una volta insediati ed attivati, anche grazie alla sostanza organica che apportiamo, rendono il suolo più equilibrato, capace di esprimersi al meglio, e, non da ultimo, assolutamente salubre per le colture. Le piante mostrano di resistere molto meglio agli stress provocati dal calg i u g n o 2 013 TOUR e SOGGIORNI con i migliori TOUR OPERATOR LAST MINUTE • WEEK END • FLY & DRIVE CROCIERE • LISTE NOZZE Biglietteria Ferroviaria, Aerea, Marittima Assicurazioni • Noleggio Auto do, dall’asciutto, dalle potenziali patie fungine e dai parassiti. Le piante si esprimono al meglio, dal punto di vista ornamentale, con abbondanti fioriture, ma anche dal punto di vista sanitario, attivando i processi di autodifesa già insiti al loro interno, grazie alla produzione di fitoalessine. Le fitoalessine sono infatti sostanze fungitossiche che vengono accumulate dalla pianta per prevenire e stroncare sul nascere gli attacchi da parte di patogeni fungini. La gestione biologica integrata del nostro verde non si limita però ad un lavoro sviluppato per incrementare la biofertilità del terreno, con l’apporto di sostanza organica di qualità e di attivatori costituiti da microrganismi, essa si pone anche l’obiettivo di limitare al massimo l’uso di prodotti chimici di sintesi. Primo, perché sappiamo quanto questi nuociano alla salute dell’uomo e dell’ambiente, secondo perché le direttive comunitarie stanno finalmente per rendere operativa la legge che porrà al bando assoluto tutto ciò che di chimico viene riversato negli ambiti ornamentali, siano essi parchi pubblici, aree sportive, aree urbane. Detto questo, il lavoro che viene svolto nei nostri quartieri prevede tra gli altri, anche l’impiego di prodotti biologici veri e propri, costituiti da funghi antagonisti e da stimolanti vegetali che, applicati al terreno sulle piante e sui tappeti erbosi, evocano un azione di contrasto e blocco dell’attività di taluni patogeni fungini senza bisogno di dover ricorrere ai tradizionali fungicidi chimici. Utilizziamo, in altre parole, prodotti assolutamente innocui per l’uomo e l’ambiente che, in modo del tutto naturale, respingono e contengono lo sviluppo di malattie. Oggigiorno le biotecnologie hanno fatto passi da gigante nel mettere a punto prodotti “biologici” capaci di contrastare l’azione di funghi patogeni e parassiti. Si tratta ora di escogitare le corrette pratiche applicative per rendere efficace operativamente anche “sul campo” ciò che funziona nei laboratori. Non è sempre facile, riferendoci agli ambiti ornamentali di un giardino condominiale, ma è imperativo provarci e scegliere questa direzione per un futuro migliore. g i u g n o 2 013 Bee Travels di Ghezzi Simona 20162 Milano - Via Luigi Ornato 7 Tel. 02 6473290 - Fax 02 66104964 e.mail: [email protected] - [email protected] ASSISTENZA COMPUTER di, 91 no.it V.le Rilaono iciomila M ontouff r www.p vendita e assistenza pc, stampanti, progettazione e installazione reti, fotocopie, stampe, stampe foto, invio – ricezione fax VENDITA E ASSISTENZA MISURATORI FISCALI MACCHINE MA ACCHIINE E PER PER UFFICIO UFFIICIO SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO tel./fax.:02.66.10.46.06 02 66 10 46 06- cell. 3 347.35.53.714 47 35 53 714 mail: [email protected] [email protected] PREZZI SCONTATI PER I SOCI DI ABITARE 19 IL VERDE NEI NOSTRI QUARTIERI AGENZIA VIAGGI E TURISMO CRONACA L’aggressione a picconate a Niguarda Caccia all’assassino Il racconto di un testimone oculare Sergio Ghittoni T utti ricorderanno i tragici avvenimenti di sabato 11 maggio e del clamore mediatico che hanno suscitato. Ma qui vogliamo raccontare la versione di LC, un ragazzo che ha avuto una parte importante in questa vicenda. Sono le sei del mattino di quel funesto sabato. La giornata si preannuncia soleggiata e LC aveva fissato un appuntamento col suo amico AL per andare in gita in Brianza. Si trovano puntuali, ma assonnati, i due ragazzi: dovrebbero raggiungere con la macchina la Enrico Fermi, ma complice il sonno, gli scherzi e le battute finiscono per sbagliare strada. Anziché svoltare in via Majorana imboccano la via Monterotondo e qui si imbattono in una scena inaspettata e raccapricciante. Un ragazzo è a terra in una pozza di sangue e un uomo sta cercando di rianimarlo. Sono quasi le sei e mezza. Non possono saperlo, ma quel ragazzo è Daniele Carella, che stava consegnando giornali agli abbonati, colpito a morte dal piccone di un vagabondo impazzito, Mada Kabobo. I due ragazzi si fermano, scendono dalla macchina, a terra c’è un manico di piccone spezzato. Fanno qualche domanda all’uomo disperato chino sulla vittima (hai chiamato l’ambulanza? Com’è successo?), ma ottengono solo risposte vaghe, incoerenti. L’attacco dev’essere avvenuto solo da pochi secondi, l’uomo è ancora sotto shock. I ragazzi credono che si tratti di un collega della vittima perché indossa una tuta 20 Mada Kabobo, il folle aggressore uguale, ma in realtà quell’uomo è anche il padre del ventunenne a terra. Ancora non può credere che quel corpo insanguinato sia quello di suo figlio. Solamente con la testa indica qualcosa. I due ragazzi alzano gli occhi e vedono l’assassino, Kabobo, fermo dietro una macchina. LC mi dice che lui e il suo amico si muovono con l’intenzione di affrontare l’aggressore. Ai due ragazzi infatti la scena di sangue ha fatto un certo effetto: dolore, certo. Spavento, anche. Ma soprattutto rabbia. Vivono in uno dei quartieri popolari della zona: non che siano avvezzi alle risse, ma certo queste situazioni non sono loro sconosciute. Stretti i pugni, si preparano a tutto, anche a fare a cazzotti. Ma subito AL si accorge che Kabobo (che non si muove e li fissa con uno sguardo “posseduto” per usare le parole esatte di LC) tiene un piccone dietro la schiena e fa un paio di passi verso di loro alzando l’attrezzo insanguinato. Me- glio non rischiare. I due ragazzi risalgono in auto e chiamano il 112, i Carabinieri. Raccontano l’accaduto e raccomandano anche di mandare subito un’ambulanza. I Carabinieri sono sorpresi nell’apprendere che l’aggressore è ancora nei paraggi e si muovono con grande rapidità. LC guida, AL è al telefono. La centrale del 112 li prega di seguire il folle, di restare al telefono in contatto con la pattuglia e di segnalare tutti gli spostamenti dell’uomo col piccone. Kabobo infatti si dirige con tutta calma lungo la via Monterotondo, piegando a destra verso la via Racconigi, anziché prendere la via Gregorovius. Il piccone non è più nelle sue mani, deve averlo buttato da qualche parte lungo il tragitto, LC non ha visto, non è sicuro (il piccone verrà trovato in seguito lungo la strada). In due, tre minuti i Carabinieri indirizzati dai nostri due amici lo raggiungono in via Racconigi e gli agenti quasi senza difficoltà lo immo- bilizzano a terra, armi alla mano, anche se l’uomo abbozza un timido tentativo di fuga. I due ragazzi però a quel punto hanno abbandonato l’idea della gita. Tornano indietro per verificare lo stato della vittima di via Monterotondo. L’ambulanza non c’è ancora, anche se il padre l’ha chiamata. Allora decidono di andarle incontro, nel caso avessero perso la strada. Ne incrociano una a sirene spiegate, chiaramente in difficoltà nel trovare il luogo dell’aggressione. La inseguono, la sorpassano con la mano sul clacson, fanno segno di andare verso via Monterotondo. Ma l’ambulanza si ferma in piazza Belloveso e ne scende una volontaria che si dirige correndo verso il bar. Solo in questo momento i due ragazzi si rendono conto che c’è un’altra vittima in piazza, che si tratta di una strage, che quel sabato mattina è successa una cosa inimmaginabile. I morti alla fine saranno tre, contando anche Ermanno Masini, il nostro socio. Ma forse, senza i nostri due ragazzi, avrebbero potuto essere di più. In via Racconigi, infatti, a quell’ora molte signore portano fuori i loro cagnolini: un pazzo invasato con un piccone avrebbe potuto facilmente aumentare il suo bottino di vittime. Ho apprezzato molto la testimonianza di questo ragazzo. Per il pudore dimostrato nel non volere contatti con i giornalisti delle Tv e dei quotidiani nazionali, per quel suo schermirsi e non voler vedere il suo nome pubblicato. Per il modo semplice e diretto con cui mi ha raccontato la sua storia, senza paura, ma senza atg i u g n o 2 013 teggiamenti vanitosi, con una sicurezza e una maturità forse inconsueta per i suoi ventisei anni. Con la consapevolezza di aver fatto una cosa normale, che andava fatta, che chiunque altro avrebbe fatto. Ma forse si sbaglia. Non tutti avrebbero dimostrato il suo stesso senso civico, la sua responsabilità, il suo coraggio. Non le persone che hanno incontrato il folle prima del massacro e che non hanno chiamato la polizia, permettendo a Kabobo di continuare la sua mattanza. Non quelle forze politiche e quei giornalisti che si sono precipitati come avvoltoi su Niguarda (di cui altrimenti non si sarebbero mai occupati) per fini elettorali o di share. Non chi ha consentito che gli avventori del bar di piazza Belloveso potessero sedersi ai tavolini a bere birra quello stesso giorno appena finito il lavoro della scientifica, accanto alle macchie di sangue del povero Alessandro Carolè. Alessandro era un avventore abituale di quel bar: con ogni probabilità qualcuno di loro il giorno prima sedeva con lui al tavolino, scambiando due parole con la persona il cui sangue ora era sparso a pochi centimetri dalle suole delle sue scarpe. Speriamo solo che la birra gli sia andata di traverso... La nostra cooperativa è stata tirata in ballo per questa vicenda, visto che si è sparsa la voce che Kabobo avrebbe reperito il piccone, l’arma dei delitti, nei pressi della Villa Trotti. Ma non ci sono cantieri aperti nella villa e men che meno attrezzi abbandonati dagli operai ai tempi del montaggio dell’impalcatura. Però non si può escludere che qualche vagabondo in cerca di un riparo per la notte si sia procurato un piccone per praticare un’apertura nel muro della villa, dal momento che le entrate sono state murate, e poi l’abbia abbandonato nelle vicinanze. Mada Kabobo era in preda alla follia quando ha commesso gli omicidi e non sa spiegare l’esatto concatenarsi dei fatti. Inoltre non parla bene né l’italiano, né l’inglese (la lingua ufficiale del suo paese, il Ghana). Addirittura pare che provenga da qualche piccola e marginale tribù, al punto da non sapersi esprimere neppure in nessuna delle principali lingue tribali ghanesi e per la quale non si trovano interpreti. Chi scrive è stato molte volte in Ghana per lavoro, negli anni ottanta. A quel tempo il paese era poverissimo. Anche negli alberghi più lussuosi non c’era elettricità, cibo, bevande, carburanti, detersivi o saponi. La vita era davvero problematica, la criminalità alle stelle. Oggi il Ghana si è ripreso ed è uno dei paesi del West Africa che cresce più rapidamente, ma anche allora la gente era estremamente gentile, amichevole, ospitale. Fraterna addirittura. Almeno era così nella capitale, Accra, dove c’è una maggioranza di Ashanti, una delle principali tribù del Ghana, erede di un favoloso regno precoloniale. Niente a che vedere con l’aggressività folle di Kabobo. Per questo non capisco il tentativo da parte di certe forze politiche di sventolare le bandiere del razzismo e di associare la violenza con questa popolazione nobile e sfortunata, che almeno nei miei confronti ha fatto di tutto per rendermi la vita nel loro bellissimo paese quanto più piacevole possibile. g i u g n o 2 013 CRONACA In ricordo di Ermanno Masini Paola Cavaleri L’ ultimo incontro pochi giorni prima che i colpi di quell’arma brutale ponessero fine, in un modo così virulento, alla sua vita. Un crudele ed inaudito atto di violenza ampiamente documentato dalla cronaca. “Buongiorno dottoressa, scusi se la disturbo, ma sono passato per consegnarle il report del trimestre”. Così mi salutava per l’ultima volta, con il suo stile compassato e garbato, Ermanno Masini. E come sempre arrivava il mio apprezzamento per la puntualità con la quale mi consegnava quei fogli scritti di suo pugno che documentavano, in modo articolato Ermanno Masini, sembra impossibile che non ti vedremo più e preciso, l’attività prevista dal servizio che erogava ai nostri soci. Tanti numeri e voci che parlavano del suo aiuto concreto, del suo impegno solidaristico e partecipativo nella vita della sua comunità di appartenenza. Quella comunità che ora lo piange. Ermanno Masini era un volontario di Unione Samaritana e da anni collaborava con la nostra Cooperativa, mettendo a disposizione degli anziani il suo impegno e il suo tempo. Ogni giorno accompagnava i nostri soci nei presidi ospedalieri per visite, esami o terapie e si occupava del disbrigo di pratiche sanitarie e amministrative. Opere e non solo parole, quindi. Ma Ermanno, per molti di loro, era anche una persona con cui poter parlare, una presenza che dava una tregua alla schiacciante solitudine di tutti i giorni. In un contesto fragile, dal punto di vista economico e del welfare sociale, come quello attuale, il valore che assumono queste figure è facilmente immaginabile. Per Abitare, Ermanno era non solo un apprezzato volontario, ma anche un premuroso ed attivo organizzatore di iniziative promosse a favore del corpo sociale. Quante feste sono state realizzate anche grazie alla sua collaborazione, quanti soci hanno potuto parteciparvi grazie ai suoi accompagnamenti. Particolarmente provato dalla malattia e dalla morte della moglie avvenuta qualche mese prima, Ermanno aveva forse trovato qualche ragione in più per dedicarsi al volontariato, ma il destino ha deciso diversamente. Per la sua umanità e il suo impegno Ermanno lascia un grande vuoto tra i soci e tra noi suoi “amici” di Abitare. 21 CRONACA No alla ‘Ndrangheta di Franco Maria Marrazzito I giorni 18 e 19 maggio sono stati dedicati alla sensibilizzazione dei cittadini milanesi ed in particolare dei nostri quartieri circa la presenza della ‘Ndrangheta ormai diventata una questione che riguarda ognuno di noi. Il Centro Sportivo Iseo di Affori è stato completamente distrutto nell’ottobre 2011 da un incendio doloso che gli inquirenti hanno dichiarato attribuibile alla ‘Ndrangheta. Il Centro sportivo da anni è un monumento triste, ben visibile, testimonianza di una presenza distruttiva e persecutoria. Molti erano increduli, ma quando sono stati eseguiti numerosi arresti in tutto l’hinterland e nei nostri quartieri e recentemente sono stati condannati tanti esponenti di questa pericolosa associazione a delinquere, c’è stato un brutto risveglio. Ora sta prendendo piede la consapevolezza della realtà, qualche cosa di importante si sta muovendo e cresce nei cittadini la voglia di dire pubblicamente no. Dire che Milano non ci sta, fare una sporadica fiaccolata lascia il tempo che trova. È certamente più produttivo seminare una coscienza anticriminalità organizzata, coltivare una informazione costante, parlare ai giovani, mobilitare le scuole, costruire un fronte antimafia. 22 Da Niguarda, da alcune scuole, con l’aiuto di cittadini sensibili e disponibili è partita una iniziativa che il 18 e 19 maggio scorsi ha coinvolto tanta gente, ma soprattutto che ha lasciato una traccia per un percorso da attuare nel tempo. Nei due dibattiti “No alla ‘Ndrangheta: istruzioni per l’uso” e “No alla ‘Ndrangheta: cosa facciamo insieme” partecipati da persone che lottano contro la mafia, da imprenditori che si sono ribellati ai suoi ricatti, da giovani che nei luoghi dove la mafia opera alla luce del sole occupando il territorio, riescono a tenere vivo il sentimento di libertà antimafia, è giunto un messaggio di speranza “No alla ‘Ndrangheta: istruzioni per l’uso” come giustamente era scritto sui manifesti e volantini dell’iniziativa. Non è un mistero che tanti negozi paghino il pizzo; è un ricatto inaccettabile che impoverisce il tessuto economico e sociale del territorio, che porta morte e distruzione. Il pizzo ricade su quelli che fanno acquisti nei negozi, questa è una considerazione ovvia ma pare che ancora non sia fatta da tutti. Dove c’è mafia e criminalità organizzata c’è miseria ed ingiustizia, è augurabile che tanti ne prendano coscienza e venga data forza alle iniziative che saranno intraprese dal movimento nato nel nostro territorio. g i u g n o 2 013 LA COOPERATIVA E IL SOCIALE SPAZIO GIOVANI ABITARE “ ANCHE QUEST’ANNO TUTTI GLI ALUNNI DELLO SPAZIO GIOVANI SONO STATI PROMOSSI O AMMESSI AGLI ESAMI CON OTTIMI RISULTATI Un mese intenso prima della pausa estiva di Lorenzo Mazzi Coordinatore Spazio Giovani Abitare L o Spazio Giovani Abitare si appresta a chiudere per la pausa estiva le proprie molteplici attività per poi tornare a riproporre in autunno i propri servizi rivolti ai giovani della cooperativa e dei quartieri: • il doposcuola per le scuole medie; • il corso di pittura per bambini; • i laboratori creativi per le elementari: • il corso di inglese per le scuole medie; • il corso contro la dispersione scolastica in preparazione dell’esame di terza media; • il corso dj: • il corso di italiano per stranieri (mamme e medie). In collaborazione con gli enti scolastici della zona con cui si sono stipulate convenzioni (e dall’anno prossimo anche con i tirocinanti dell’ Università Bicocca), lo Spazio Giovani ha creato e creerà iniziative e attività pensate per i più giovani, sia come supporto didattico e scolastico che come socializzazione e gioco. Si sono infatti svolti, a integrazione del doposcuola, 24 ,, momenti di ritrovo che hanno permesso di creare un buon clima di unione e divertimento nel nutrito gruppo di ragazzi e ragazze frequentanti. Novità di questo anno sono state anche le iniziative per i più piccoli ospitate nello Spazio durante i fine settimana. L’apertura di uno spazio apposito nella cooperativa ha senza dubbio permesso di rivolgere servizi ad una fascia di soci e figli di soci, come anche di giovani abitanti dei nostri quartieri, che finora non avevano trovato ancora il loro spazio. I nostri locali, sistemati dalla cooperativa, decorati con un murales realizzato dagli stessi ragazzi e personalizzati con una documentazione fotografica e colorata delle attività, è un luogo aperto e accogliente. La felice atmosfera respirata anche nella festa finale del doposcuola, durante la quale la Presidenza di Abitare ha consegnato dei simbolici e sentiti diplomi ai ragazzi che affronteranno l’esame di terza media, sono una conferma del buon lavoro svolto durante l’anno, coinvolgendo decine di ragazzi e ragazze in diversi eventi e corsi. Ci diamo appuntamento allora a settembre, con una nuova serie di proposte! g i u g n o 2 013 LA COOPERATIVA E IL SOCIALE ABITARE IN COLLABORAZIONE CON PANDORA Con l’estate ritorna a Niguarda il centro estivo della cooperativa A nche quest’anno la Cooperativa Pandora, in collaborazione con Abitare, propone il centro estivo per i figli dei soci, ma aperto anche alle famiglie del quartiere. Dal 10 giugno al 6 settembre (escludendo il periodo dal 3 al 26 agosto) i bambini troveranno ad accoglierli presso la sede del Consiglio di Quartiere di via Ornato 7 animatori qualificati ed uno spazio accogliente. Giochi che con la bella stagione, che prima o poi si spera arrivi, potranno avvalersi anche g i u g n o 2 013 dei vicini spazi del Parco Nord e del Centro Girola, escursioni, laboratori creativi e anche uno spazio pomeridiano dedicato ai compiti delle vacanze. Il centro, inserito anche nell’offerta del Comune “Milano amica dei bambini”, con conseguente convenzione che abbatte le quote per le famiglie con redditi più bassi, è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 17. PAGAMENTI RATEIZZATI IN 12 MESI SENZA INTERESSI SCONTI SPECIALI PER I SOCI Via Palanzone, 32 - Milano - Tel. 02.64.39.749 Via dei Conti Biglia, 4 - Milano - Tel. 02.66.10.56.52 www.villaarredamenti.com Per informazioni: Segreteria Cooperativa Pandora tel. 026437564 [email protected] 25 LA COOPERATIVA E IL SOCIALE Estate al Centro Servizi Achille Ghiglione Grande successo per le nostre mostre di pittura D C on l’estate torna l’apertura del Centro Ghiglione. Un’importante opportunità per i soci anziani che amano vivere le esperienze di aggregazione sociale. Il Centro Servizi Ghiglione, che ha sede in via Val di Ledro 23, dal 17 giugno e fino al 14 settembre, accoglie quotidianamente tutti coloro che vogliono condividere momenti comunitari, attraverso la conversazione o il gioco, o che intendono ritagliarsi del tempo per la lettura. Nello spazio, dotato di aria condizionata, è infatti possibile trovare quotidiani, periodici e libri. Nel periodo di apertura verranno come sempre proposti momenti di festa che allieteranno il pomeriggio di chi avrà il piacere di partecipare. Tutte le iniziative promosse da Abitare sono realizzate grazie alla collaborazione delle realtà che operano al Centro Servizi: Filo di Arianna, Unione Samaritana e Coop Lombardia. omenica 12 maggio, nella Sala Ghiglione, hanno esposto le allieve del corso di pittura di Silvana Scaravelli e Stefania Favaro. Nelle vetrine dello spazio espositivo spiccavano i trompe-l’oeil ad olio pensati e realizzati come copertura delle porte di casa e le tele dipinte seguendo la tecnica dell’iperrealismo: ghepardi, fiori, nature morte talmente precisi da competere con la fotografia. All’interno la pittura su tessuto ispirata alle opere dei famosi pittori del passato, riproduzioni di Turner, opere impressioniste, pannelli decorativi con motivi animalier. Interessanti le sperimentazioni con l’acquarello utilizzato non solo rispettando le regole canoniche di questa tecnica, ma sfruttandone anche gli effetti più estemporanei e liberi: ne sono nate composizioni in cui lo sfondo si è trasformato in una potente colata di colore , mentre foglie e fiori si sfumavano e dissolvevano gli uni negli altri. È stato esposto un disegno acquerellato e rafforzato dalla china tratto da uno studio del Parmigianino, posto in mostra vicino ad una serie di nature morte realizzate con una bella pennella personale. Chi volesse informazioni sui corsi di tecniche artistiche che si terranno nella sala del quartiere di via Cecchi a partire dal prossimo ottobre può telefonare al numero 333-120901. GIORNI E ORARI DI APERTURA • Lunedì e Venerdì: 9 - 12.30 e 14.30 - 18.00 • Martedì, Mercoledì e Giovedì: 9 -12.30 e 14.30 - 18.30 • Sabato: 9 -12.00 SRL - SOCIO UNICO SETTORE FORNITURE SANITARI - ARREDO BAGNO - RISCALDAMENTO CONDIZIONAMENTO - ANTINFORTUNISTICA Via Val di Ledro, 23 - 20162 Milano Tel. 02 6438691 - Fax 02 6433231 E-mail: [email protected] Cod. Fisc./P. IVA 03191540966 26 g i u g n o 2 013 LA COOPERATIVA E IL SOCIALE Pomeriggio musicale in Abba L o scorso 24 marzo si è tenuta una grande festa musicale nella sala Polifunzionale di via Abba a Dergano alla presenza di circa 70 partecipanti. Gli artisti del gruppo Diario Carioca hanno entusiasmato tutti con il loro favoloso repertorio di musica brasiliana. g i u g n o 2 013 Hanno partecipato alla festa anche il Vice Presidente Luciano Gianzini ed alcuni consiglieri. Lo spettacolo organizzato dal Consiglio di Quartiere Abba-Conte Verde si è concluso con un ricco rinfresco. Tutti i presenti hanno ringraziato gli organizzatori per la magnifica festa pomeridiana. Il 21 aprile, invece , lo spettacolo musicale di un gruppo di musicisti provenienti da Forlì ha allietato il pomeriggio di molti soci. Cinquanta erano infatti le persone presenti che attendevano l’evento da molto tempo. Sono stati graditi ospiti il Vice Presidente Luciano Gianzini ed i consiglieri di amministrazione Giuseppe Volpi, Franco Gelati ed Anna Maria Stucchi. Gli artisti hanno eseguito pezzi musicali davvero molto apprezzati, tra valzer del Sud della Francia, ballate dei Paesi dell’Est Europa, colonne sonore di film famosi e bellissimi tanghi di Astor Piazzolla. La giornata si è conclusa con un apprezzatissimo rinfresco. 27 LA COOPERATIVA E IL SOCIALE Un medico tra noi Le coppie finaliste: da destra E. Felisatti e R. Caldaro di Empoli primi classificati, O. Losi del CdQ Zanoli organizzatrice della gara, L. Gianzini, Vice Presidente di Abitare col trofeo Abitare, L. Colombo e E. Terragni di Carli secondi classificati, G. Longoni e I. Monti di Livigno terzi classificati. In seconda fila a sinistra la coppia di Hermada-Ornato quarti classificati. TORNEO QUARTIERI DI SCALA 40 Sala Tavacca: un momento della conferenza di Luisa Cabrini Empoli si aggiudica N il Trofeo 2013 di Cesare Losi L o scorso 14 aprile nella sala polifunzionale Tavacca, in via Zanoli 15, si è svolta la finale del torneo a coppie di scala 40 tra i campioni selezionati dai quartieri iscritti al torneo. Hanno partecipato: Carli, Empoli, Zanoli, Livigno, Scherillo, Comasina, Grassini, Abba - Conte Verde, Armellini, Hermada - Ornato. Il torneo è stato organizzato dal CdQ Zanoli con la collaborazione di alcuni soci volontari della sala Tavacca. L’iniziativa ha lo scopo di favorire l’aggregazione sociale e l’instaurazione di nuove amicizie e rapporti tra i soci. Renato Caldaro ed Eraldo Felisatti, campioni di Empoli ed oggi di Abitare, si sono da subito evidenziati quali abili giocatori, arrivando alla finale contro i pur bravi e un po’ sfortunati Enrico Terragni e Luigi Colombo del quartiere Carli. La gara si ripeterà nella prossima primavera con periodicità annuale. Per tenere sempre il trofeo il quartiere dovrà vincere la gara per due volte con28 secutive, diversamente verrà rimesso in palio. È stata una bella festa, piena di emozioni. Oltre al Vice Presidente Luciano Gianzini e allo scrivente, a rappresentare il Consiglio di Amministrazione della Cooperativa c’era anche la consigliera Manuela Turati che si è complimentata con gli organizzatori per il successo dell’iniziativa. I partecipanti dei vari quartieri, pur essendo la prima volta che vedevano la sala e i soci degli altri quartieri, già sentivano qualcosa che li univa, si sentivano a casa loro, tra amici di vecchia data, grazie anche alla calda accoglienza degli organizzatori. Oltre al trofeo, i finalisti hanno ricevuto alcuni omaggi: salami, bottiglie di vino e portachiavi con l’incisione di Abitare. Un aperitivo finale con pane e salame, oltre a un buon bicchiere di vino, ha concluso la simpatica festa. Speriamo che nella prossima gara, che si svolgerà nella primavera del 2014, ci siano anche i quartieri che non hanno potuto partecipare a questa edizione. Alla prossima in Empoli! ella serie di incontri con il medico, organizzati dalla Sala Tavacca di via Zanoli 15, è tornato ancora una volta, il dott. Alessandro Rossi, specialista in cardiologia che, nel pomeriggio di venerdì 24 maggio, ci ha introdotti al tema del diabete. Il medico ha specificato che avrebbe parlato del diabete mellito che si sviluppa di solito dopo i 60 anni. È da tener conto, però, che il gene del diabete è presente fin dalla nascita e non è detto che si manifesti. In genere la sua manifestazione è influenzata dalla familiarità. Ci sono inoltre dei fattori scatenanti: il nostro comportamento alimentare (cibi ricchi di zuccheri, quali dolci, carboidrati, farinacei e alcuni tipi di frutta) e la mancanza di movimento. La malattia è data dall’incapacità del nostro corpo di gestire gli zuccheri in eccesso che si depositano sui vari organi, creando problemi e complicanze di salute. Ad esempio, si depositano sulle proteine nelle piccole arterie e causano problemi alla retina, alla piccola circolazione, al rene e ai nervi delle gambe. Per queste cause, il piede del diabetico può arrivare ad avere delle zone di necrosi. Campanelli di allarme sono dati dall’aumento significativo della diuresi e da una sete incontrollabile. Quali sono i valori normali della glicemia nei diversi momenti della giornata? Variano in continuazione, a seconda delle attività della persona. L’esame più accreditato è quello della emoglobina glicata. Il pubblico, molto attento, ha partecipato e posto domande significative, ricevendo soddisfacenti risposte. Ringraziamo il dott. Rossi che si esprime in maniera chiara e comprensibile anche ai profani come noi. g i u g n o 2 013 LA COOPERATIVA E IL SOCIALE Due corsi sull’utilizzo del computer si sono svolti in via Grazioli tra aprile e maggio. E il ricavato è stato devoluto a Terre des Hommes Quelli del Villaggio: informatica per tutti C ontinua a svilupparsi l’attività di formazione dell’associazione “quelli del Villaggio”. Dopo i corsi di lingue straniere, fotografia e taglio e cucito avviati negli scorsi anni, questa primavera è stata la volta di una serie di lezioni sull’uso del computer. Due corsi di informatica sono infatti partiti ad aprile, nelle sale dell’associazione in via Grazioli 33, e si sono conclusi a fine maggio. Due corsi per soddisfare due diverse richieste: quella di chi desidera avvicinarsi per la prima volta all’uso del pc, imparare a creare un documento e navigare in internet e quella di chi, invece, utilizza già abitualmente gli strumenti informatici ma desidera farlo in maniera diversa, alternativa e, perché no, più etica. Imparare a navigare Il “Corso base di conoscenza del pc” (sei lezioni di due ore ciascuna al prezzo popolare di poco più di 6 euro a lezione) è stato curato da Luca Rodi, socio dell’associazione ed esperto di informatica. Olg i u g n o 2 013 tre a fornire i primi rudimenti per l’utilizzo del computer e dei suoi programmi principali, ha voluto insegnare ai partecipanti i tanti modi che il pc offre, con l’ausilio del web, per informarsi e comunicare con gli altri. «Abbiamo registrato un gradimento altissimo - spiega Attilio Balacchi, tra i soci organizzatori del corso - segno che l’esigenza esiste ed è sentita. E non solo dalle persone più anziane: l’età dei partecipanti oscillava infatti tra i 45 e 73 anni». Alla fine del corso, tutti avevano imparato a navigare in Internet, inviare e-mail, usare i social network e videotelefonare. Gimp, esperienze condivise Più avanzato, invece, il secondo corso, che ha avuto come oggetto il software di grafica Gimp (GNU Image Manipulation Program). Gimp è un programma open source, che permette di ritoccare immagini e fotografie, creare fotomontaggi e svolgere altri lavori di grafica semiprofessionali. È open source perché gli utenti possono partecipare al suo sviluppo, proponendo modifiche che ne migliorino le prestazioni. Tenuto da Vito Sabbatini, socio anche dell’associazione PCofficina, realtà della zona dedicata proprio alla condivisione di saperi informatici, si è svolto in cinque lezioni modulari su argomenti specifici: creazione di opere grafiche per siti web, volantini, manifesti, fotoritocco e altro. Occasione di solidarietà Ma tra gli scopi principali dei due corsi, che saranno riproposti in autunno, anche la solidarietà. Il ricavato è stato infatti devoluto a Terre des Hommes, finalizzato a sostenere un progetto per l’alfabetizzazione informatica dei bambini della scuola di Mussumbuluco in Mozambico. Venite a trovarci dal lunedì al venerdì dalle 16.30 alle 18.30, lo spazio aperto vi aspetta! Per conoscere le nostre iniziative scopri la nostra pagina facebook “quelli del Villaggio” o scrivici a [email protected] Villaggio Cooperativo di via Grazioli 33. 29 LA COOPERATIVA E IL SOCIALE I risparmi in cooperativa di Aldo Bartoli L e banche sono indubbiamente tra le principali protagoniste del caos finanziario. Di fronte allo spaesamento e alla paura vi sono proteste, ma anche proposte. Nel 2010 l’attore francese Eric Cantona, in un’intervista, sostenne che andava rivoluzionato il sistema e, a tal fine, si sarebbero dovuti ritirare in massa i risparmi dalle banche. Fra lo stupore generale questa, che sembrava un’innocua proposta, è stata ripresa dagli utenti del WEB che hanno proclamato per il 7 dicembre 2010 una “Bank -Run”, un ritiro simultaneo dei risparmi che ebbe un discreto (simbolico) successo. Ma poi dove collocare i risparmi? Il sistema finanziario attuale si caratterizza per coinvolgere spesso i risparmiatori, loro malgrado, in attività azzardate o moralmente riprovevoli, quali titoli derivati, speculazioni sulle materie prime, armi ecc... Cioè non viene messo in primo piano l’interesse pubblico ma il massimo profitto e si sorvola sull’etica. L’alternativa è stata indicata in occasione del “Bank Transfer Day”. Sempre si è trattato di sottrarre i propri risparmi dalle grandi banche e trasferirli verso realtà che non ignorano l’eticità e legate al territorio. Tali realtà furono individuate nei crediti cooperativi e “Community Banks”. Così il 5 novembre 2011 duecentomila persone hanno spostato i propri risparmi presso istituti di credito cooperativo. Nel 2009 negli Stati Uniti si ebbe un’eguale iniziativa promossa dall’importante blog “Huffington Post”. La campagna prese nome “Move your money”. In Italia e nei nostri quartieri non abbiamo bisogno di questi esempi. Da oltre un secolo c’è chi deposita i propri risparmi presso le cooperative. Grazie a ciò le cooperative edificatrici di Affori, Bovisa, Bruzzano, Dergano e Niguarda hanno dato vita a un patrimonio edilizio che permette ad oltre tremila nostre famiglie di godere di un sereno abitare. Quanto si va scoprendo dall’altra parte del mondo l’abbiamo preceduto di 100 anni. E se il mondo politico e finanziario e quello dell’informazione cessassero di mantenere al margine il fare cooperativa? 30 RICORDO CORALE DI MARIAROSA MANZONI Come possiamo ricordare la nostra amica, o collega, o coordinatrice del gruppo di volontariato da lei creato in zona 9? Questa è stata la domanda che ci siamo posti quando Maria Rosa è venuta a mancare e si è iniziata a sentire la sua assenza. E da qui, da questo desiderio di ricordo collettivo e scambio delle diverse rispettive testimonianze, che si è consolidata l’idea di una serata “del ricordo” di una ... donna dell’essere, come abbiamo scritto sulla locandina di invito al Teatro della Cooperativa il giorno 7 giugno alle ore 17.30. Noi, piccolo gruppo di amici, ci siamo perciò improvvisati autori ed attori, scenografi, musicisti e registi che, grazie all’incoraggiamento e al patrocinio del Presidente della Cooperativa Abitare, siamo riusciti a realizzare un incontro con chi ha avuto il piacere di ricordarla e con i quali abbiamo condiviso pensieri, ricordi, nostalgie ed emozioni. C’erano gli ex allievi, o meglio, ora amici di famiglia per aver proseguito il rapporto di amicizia-sostegno di studio anche con i propri figli. C’erano gli ex colleghi, professori come lei alle scuole Media Birago e Liceo Scientifico Russell, che hanno ricordato con la loro testimonianza il lavoro comune di attenzione e sostegno ai ragazzi con una grande attenzione per la formazione del buon cittadino e persona consapevole dei diritti e doveri di cui la Costituzione Italiana è valida portatrice. C’erano gli amici che con lei hanno operato nel sociale per la difesa dei diritti dei più deboli per una società migliore. C’erano i volontari del Gruppo H zona 9, da lei formato nel lontano 1985 che tuttora, proseguendo la strada da lei imboccata della semplicità e del coinvolgimento personale e disinteressato, rispondono alle richieste dei Servizi Pubblici della zona in aiuto a famiglie con situazioni di disagio sociale. E c’era infine tutto il mondo semplice e umano che nella nostra zona, senza clamore né ostentazione, dà e riceve aiuto e riconosce in questa bella persona un esempio e una modalità di vita che trasforma l’insieme di tante persone in un intreccio di scambi e relazioni che fanno rete. Ovvero tramite lei tanti conoscevano altri come nome o riferimento di aiuto. Lei era il ragno che tesseva la tela fra amici, volontari, Servizi Sociali, Tribunale dei Minori. Le medicine erano destinate al Naga e alla Caritas Georgia era destinata la raccolta di abiti usati. Schiva ad ogni tipo di celebrazione, il canto da lei scelto per chi la voglia ricordare è: Quando scomparirò, miei cari, non cantate canzoni tristi per me, non piantate sulla mia tomba né rose né cipressi Siate voi l’erba verde che cresce sopra di me, umida di scrosci d’acqua e gocce di rugiada Se avete caro ricordare, ricordate Se avete caro dimenticare, dimenticate. G. Rossetti E noi così vogliamo proseguire la sua azione e il suo ricordo: saremo noi l’erba verde che cresce sopra di lei, e così invitiamo a fare tutti quanti l’hanno apprezzata, in modo che il nostro ricordo la manterrà viva tra di noi. Grazie Maria Rosa. Mariuccia Bonvini g i u g n o 2 013 In treno sul Bernina di Alessandro Montaguti D omenica 12 maggio con partenza alle 6.00, Matteo (5 anni, il più giovane del pullmann) ed io siamo andati, assieme ai soci della Coop Abitare, a fare il famoso giro del Bernina col treno rosso. Levataccia alle 5.15, almeno 3 ore anticipate rispetto ad una routinaria domenica, povero Matty. Partiti puntuali in una giornata fortunatamente di sole dopo tante piogge, il viaggio in pullmann prosegue tranquillo fino ad una imprevista deviazione, causa frana, a meno di un ora dall’arrivo a Tirano, che costringe l’autista ad uno slalom tra i tornanti sul lungo lago di Lecco e ad una corsa fino alla stazione, dove arriviamo solo 10 minuti prima della partenza del treno. Questo parte con puntualità svizzera e inizia subito ad arrampicarsi dolcemente per le pendenze impressionanti, fino al 70 per mille. Il paesaggio è un susseguirsi di scorci mozzafiato, tra montagne innevate, laghi e strapiombi. Le temperature scendono rapidamente e, complici le frequenti aperture dei vetri panoramici per le foto di rito, ci costringono presto ad indossare maglioni di lana e giubbotti invernali. Si scorge sulla sinistra il Piz Bernina, con i suoi 4.049 metri e, piano piano, si sale fino ai 2.253 metri di Ospizio Bernina, la staziog i u g n o 2 013 ne ferroviaria più alta d’Europa. L’adiacente lago è ancora in buona parte ghiacciato ed è davvero impressionante la facilità con la quale siamo arrivati, in un meno di un’ora, fin quassù. Matteo è tranquillo e si gode il panorama, oltre alle simpatiche compagne di viaggio! La discesa verso Saint Moritz è sicuramente meno interessante, sarà che lo stomaco incomincia a brontolare. Breve sosta a Saint Moritz, partitella agli scacchi da esterno, poi visto che Matteo mi sta sbranando, piccolo spuntino di mezzogiorno in un bar della stazione (1 CHF pagato con carta di credito perchè non mi accettano un Euro in moneta !!) Si riparte alla volta del ristorante il Crotto del Fuin di Chiavenna, dove arriviamo alle 13.30 , non si fa in tempo a sedersi che tutti si avventano sugli antipasti, dopo che alcuni avveduti hanno avvisato i camerieri di essere molto affamati!! Ottimo pranzo e abbondante, segue passeggiata alle splendide cascate, dove Matteo incontra la sua maestra di scuola materna con famiglia al seguito (incredibile!). Si riparte verso le 17.30 per Milano, e dopo poco siamo in coda, per fortuna Matteo dorme e dopo 3 ore di interminabile viaggio, siamo di rientro, stanchissimi ma contenti per la bella esperienza. Alla prossima! di Dina ed Ernesto I l 21 aprile si è festeggiato l’arrivo della primavera che doveva tenersi nel cortile di Hermada 14, ma l’arrivo della pioggia, ha fatto spostare il tutto nel salone polifunzionale del Quartiere. Cucina da campo, tavoli, banchetti di vario genere e ruota della fortuna hanno così traslocato. Grazie all’ottima esperienza e volontà dei nostri quattro chef, più il capo, il profumo e la bontà delle salamelle, delle patatine e delle verdurine ci hanno deliziato all’ora di pranzo. Menù ricco e prezzi popolari. Le torte fatte dalle nostre brave pasticciere, pere e cioccolato, dolcetti di aspetto e bontà eccellenti e soprattutto il sempre superlativo tiramisù della nonna Iside sono andate a ruba. Al pomeriggio con “qualche” goccia di pioggia in più, gli Stramilano hanno cantato e suonato all’interno del salone. Distribuzione a tutti i soci partecipanti di piantine fiorite. Tiro con l’arco, grande felicità dei bambini. Gli amici del CSA hanno arricchito il momento della festa con il racconto di “Cappuccetto Rosso” utilizzando la lingua dei segni e contribuito con ottimi dolci preparati da loro. Grazie ragazzi e grazie CIDIQU. 31 LA COOPERATIVA E IL SOCIALE CDQ HERMADAORNATO IN GITA Festa di Primavera in Hermada-Ornato LA COOPERATIVA E IL SOCIALE Assertività: capacità di essere se stessi mantenendo rapporti costruttivi con gli altri Dr. ssa Ilaria Magnaghi Psicologa - Psicoterapeuta psicologa. magnaghi@gmail. com a cura della Dr.ssa Ilaria Magnaghi “S ei sempre il solito, non sarai mai capace di prenderti le tue responsabilità...” oppure ”Ma guardati, se continui così porterai tutti alla rovina!” e anche “Vai pure, ma sappi che io starò in pena per te.” Infine “Eh eh, sig. Rossi, così non va sa? Crede che non mi sia accorto cosa sta facendo? Crede che gli altri suoi colleghi non pensino la stessa cosa che penso io?” Quante volte ci è capitato di sentire parole simili dette da persone a cui siamo legati oppure con cui abbiamo a che fare tutti i giorni per lavoro. Frasi come queste minano la nostra integrità anche se a volte neanche ci rendiamo conto che sono veri e propri attacchi alla nostra persona, alla nostra autostima, alla nostra dignità. Davanti a certe affermazioni spesso ci sentiamo inadeguati, incapaci, proviamo sensi di colpa o peggio rabbia e frustrazione perché non siamo riusciti a difenderci. Non solo, a volte ci sentiamo in dovere di dire di si a richieste a cui vorremmo solo rispondere no. Perché ci mettiamo in tali situazioni? Cosa scatta quando vorremmo chiedere ciò di cui abbiamo bisogno ma rinunciamo a 32 priori, quasi non avessimo nessun diritto? Essere assertivi è un comportamento teso ad eliminare tutti questi meccanismi a volte manipolatori che si innescano nelle relazioni di tutti i giorni con gli altri. Gli esempi sopra riportati altro non sono che comportamenti che possono essere ascritti in due categorie: il comportamento passivo e il comportamento aggressivo. Molte persone si relazionano esclusivamente con queste due modalità, subendo la tracotanza di alcuni e offendendo verbalmente chi reputano essere più debole. Ad esempio chi subisce sistematiche frustrazioni sul lavoro senza essere in grado di difendersi spesso scarica rabbia e rancore in altri ambiti della sua vita, svalutando e umiliando chi gli sta vicino, anche affettivamente. Saper riconoscere le critiche manipolative e utilizzare le giuste strategie di difesa, essere liberi di poter dire di no non solo quando non possiamo ma quando vogliamo, EH EH, SIG. ROSSI, COSÌ NON VA SA? CREDE CHE NON MI SIA ACCORTO COSA STA FACENDO? CREDE CHE GLI ALTRI SUOI COLLEGHI NON PENSINO LA STESSA COSA CHE PENSO IO? g i u g n o 2 013 LA COOPERATIVA E IL SOCIALE Assertività poter fare richieste senza sentirci a disagio per questo, sono abilità presenti nella terza modalità di comportamento che l’uomo ha a disposizione per costruire dei rapporti stabili basati sulla reciproca stima e rispetto. Queste abilità che si possono acquisire sono diverse dal solito meccanismo attacco/aggressivo - fuga/passivo. Il comportamento assertivo trova significato proprio nel poter scegliere come comportarsi nelle varie situazioni, senza essere in balia dei propri automatismi di risposta acquisiti e consolidati nel tempo e senza sentirsi alla mercè della propria emotività senza controllo. Perché parliamo di assertività oggi? Possiamo dire che storicamente c’è stato, almeno in occidente, un aumento dell’espressione della libertà individuale; inoltre essere assertivi aiuta ad esprimere le proprie potenzialità e incoraggia la salute mentale di chi utilizza questo tipo di comportamento. Ma con chi possiamo essere assertivi? Con tutte le persone con cui entriamo in relazione, quindi amici, conoscenti, colleghi, collaboratori, superiori e familiari. Essere assertivi non è una prerogativa di alcuni, è un’ abilità che si può acquisire. Tenendo ovviamente conto delle predisposizioni di ognuno e del proprio background ambientale si può modificare il proprio comportamento nei confronti degli altri, ridefinendo così i termini della relazione che per i motivi sopra descritti è insoddisfacente per noi. Da più di due anni ormai al Centro Culturale di Niguarda sempre attento alle esigenze e al benessere degli Passività Agressività A SEI SEMPRE IL SOLITO, NON SARAI MAI CAPACE DI PRENDERTI LE TUE RESPONSABILITÀ... VAI PURE, MA SAPPI CHE IO STARÒ IN PENA PER TE.” abitanti del quartiere e non solo, vengono promossi e organizzati dei percorsi che mirano a potenziare e far acquisire maggiore autostima e abilità assertive, allo scopo di migliorare la qualità di vita delle persone, proprio partendo da loro stesse. I corsi finora proposti (se ne è appena concluso uno sull’assertività) hanno suscitato molto interesse e una viva adesione. L’intenzione quindi è di riproporli in autunno quando il Centro Culturale riprenderà le sue attività. Per avere informazioni sulle prossime iniziative ci si può rivolgere al Centro Culturale della Cooperativa di via Hermada 14 tel. 02 66114499. Bottega storica di Milano dal 1925 Via P. Di Calboli 3 - Milano tel. 02 6425552 g i u g n o 2 013 SCONTI SPECIALI PER I SOCI Pane per passione 33 LA COOPERATIVA E LA CULTURA La serata con i “Noi se fossimo Gaber” I lunedì letterari di maggio del Circolo Culturale Italo Calvino di Luisa Cabrini e Claudia Giacomelli 6LVWHPD%LEOLRWHFDULR8UEDQR!OH/(7785( C ome da consuetudine degli ultimi anni, il Circolo Culturale Italo Calvino si è preso l’impegno di presentare tre serate teatrali nello scenografico Salone delle Arti di Villa Litta, in collaborazione con la Biblioteca situata nella Villa stessa. Due serate, il 6 e il 20 maggio, sono state presentate dalla compagnia teatrale “I Rabdomanti”. La prima, “Specchio delle altrui brame”, era una riflessione sul corpo delle donne attraverso i secoli, a partire dal “Cantico dei cantici”. La seconda, “Elsa, Lalla e Natalia, tre voci del nostro Novecento”, era dedicata alla lettura di brani tratti dalle opere delle tre scrittrici Elsa Morante, Lalla Romano e Natalia Ginzburg, che spaziavano dai ricordi d’infanzia, all’amore, alla casa familiare. “I Rabdomanti”, gruppo fondato nel 1953 da Angelo Gaudenzi, con il patrocinio del Piccolo Teatro di Milano, è presieduto oggi da Clara Monesi ed ha come fine istituzionale la valorizzazione del repertorio teatrale italiano inedito e la proposta di opere di carattere culturale. Il pubblico accorso a questi spettacoli si è dimostrato interessato e partecipe e, in qualche momento, commosso dai raccon34 %LEOLRWHFD$IIRUL 9LDOH$IIRUL ,QIR! ,OXQHGuOHWWHUDUL GLPDJJLR $FXUDGHO &LUFRORFXOWXUDOH,WDOR&DOYLQR OXQHGuPDJJLR OXQHGuPDJJLR OXQHGuPDJJLR RUH ti degli attori. La terza serata, posticipata al 27 maggio, ha avuto come protagonista il ricordo di Giorgio Gaber, del quale sono stati riproposti le canzoni e i brani teatrali dal gruppo “Noi se fossimo Gaber”. La sala era al completo: giovani e meno giovani hanno seguito con molto entusiasmo le canzoni e i brani recitati e cantati da due dei componenti, mentre gli altri contribuivano con i loro strumenti a rendere più efficace l’effetto. Il Circolo Calvino sospende l’attività per il periodo estivo, ma riprenderà con nuove iniziative dopo l’estate. I primi due programmi sono articolati in più serate: un corso di scrittura creativa, tenuto da due validi giornalisti di lunga esperienza in giornali nazionali, Lello Gurrado e Sergio Meda. Nei primi giorni di settembre, gli interessati troveranno notizie precise sul nostro sito www.circoloculturaleitalocalvino.it e sulla pagina Facebook. A partire dall’autunno e fino a gennaio 2014 saranno organizzate, con cadenza mensile, letture musicali basate su racconti autoprodotti dall’Associazione “Benincomune” ispirati a fatti realmente accaduti. Anche per questo programma, ci saranno notizie sul nostro sito e su Facebook. Arrivederci alla prossima stagione. g i u g n o 2 013 Dentalarbe Ambulatori Odontoiatrici E’ finalmente giunto il momento ’ finalmente giunto ililmomento di rottamare tuoilvecchio E ’ finalmente E’ giunto momento rottamare ilscheletrato tuo vecchio rottamare il tuo vecchio scheletrato in metallo con quei ganci scheletrato in metallo con quei ganci antiestetici… con quei ganci in metallo antiestetici… Con il antiestetici… nuovo scheletrato Con il nuovo trasparente scheletrato Con il nuovo scheletrato con trasparente ganci trasparente invisibili anallergico con ganci invisibili anallergico e indistruttibile!!! con ganci invisibili anallergico indistruttibile!!! indistruttibile!!! Ad un costo strepitoso …….. 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All’epoca, proponevamo un simpatico concerto che prevedeva due matinée, la domenica alle ore 11, con film comici, muti, di Buster Keaton e Charlie Chaplin accompagnati da musica creata ed eseguita dall’ensemble “I Solisti Lombardi”. Ingenuamente pensavamo che il giorno, l’ora e il tipo di spettacolo at- 36 traesse le famiglie avvicinando i giovanissimi a qualcosa di divertente e più intelligente di una play station. Il canale d’informazione che ci sembrava più logico erano le scuole di zona a cui avevamo proposto le nostre locandine per la diffusione dell’evento. Risultato: un bel flop, in quanto noi non conoscevamo nessuno e nessuno ci conosceva, dunque di ragazzi neanche l’ombra e quattro gatti, noi compresi, ad assistere ad uno spettacolo di ottimo livello. Per inciso, l’anno successivo, i “Solisti Lombardi” hanno poi lanciato un “Gran festival del cinema muto” che si tiene a Milano in novembre, con il patrocinio delle istituzioni e in sedi di prestigio come l’Auditorium di largo Mahler, l’università Bocconi, il Museo del Cinema di viale F. Testi. Ma bando ai ricordi e veniamo ad oggi. Per riassumere le attività dei mesi passati, gli “Incontri del venerdì” hanno registrato undici serate a cui si sono aggiunti tre concerti tra musica classica e jazz. Si sono inoltre tenuti tre corsi dedicati alla letteratura francese, la scrittura degli antichi egizi e l’assertività, in un percorso di gruppo con la psicologa Ilaria Magnaghi. Da non dimenticare gli incontri mensili, da gennaio a maggio, condotti da Francesca Frediani e frequentati da undici “irriducibili” appassionati di scrittura creativa. Programmi per i prossimi mesi? Il calendario qui a fianco, definitivo, vi dirà i temi degli incontri e i relatori. Tra di essi avremo Mario Maffi, una new entry e il ritorno di Giorgio Bacchiega, Salvo Bordonaro e Giovanni Galli, già ospiti del Centro Culturale. Confermiamo inoltre che alla ripresa dell’attività , dopo la pausa estiva, ospiteremo nuovamente: • Scuola d’italiano per stranieri - anno scolastico 2013/2014 con inizio ad ottobre. • Spazio studio domenica Niguarda - la positiva esperienza di questi due anni riprenderà a settembre. • Palestra informatica - gli appuntamenti del martedì e giovedì: una formidabile iniziativa che ha dato al Centro Culturale visibilità a livello cittadino. • GIS Zona 9 - il Teatro degli Arcimboldi e il Teatro alla Scala confermano il nostro GIS punto di riferimento per le promozioni degli spettacoli della stagione 2013/2014. • Ultima ma non l’ultima, segnaliamo l’arrivo al Centro Culturale della “Commissione Scuola Intersezioni ANPI della Zona 9” . Il Centro Culturale sarà la sede di incontri settimanali aperti ai quartieri. Chiudiamo con una buona notizia per chi segue la nostra attività: a partire dal mese di settembre, sul sito di Abitare (www. abitare.coop), ci sarà una sezione dedicata esclusivamente al Centro Culturale della Cooperativa nella quale saranno pubblicati articoli, eventi e iniziative corredate da immagini e altri materiali scaricabili. g i u g n o 2 013 N on è chiaro cosa sia successo ai giovani divenuti all’improvviso impopolari e bersaglio di battute ironiche ma, a guardar bene dati e statistiche, molte “accuse” nei loro riguardi appaiono prive di fondamento. Il Centro Culturale ne è testimone poiché ospita ormai da due anni lo Spazio studio domenica Niguarda che, dedicato agli universitari, ha un’organizzazione autonoma coordinata con il Centro stesso e gestita da una decina di volontari. Il bello è stato che la popolarità dello SSDN è cresciuta con il passaparola dei ragazzi e ciò significa che un posto così serviva. Per loro stessa ammissione “senza tutte le domeniche e i festivi passati lì a studiare, forse avremmo perso più tempo”. Per tornare al titolo e smentirlo facciamo due chiacchiere con Roberto Cirillo, l’universitario che per primo ci aveva contattati proponendoci di creare uno spazio domenicale dedicato agli studenti. Roberto si è laureato il mese scorso presso l’Università di Pavia in “Linguistica teorica e applicata”, un campo del quale non sappiamo nulla e perciò lasciamo spiegare a lui di cosa effettivamente si tratti: “Principalmente le lingue. Ho fatto inglese e tedesco, ma conosco anche il francese; in realtà, tra le varie materie, si studiano molto i metodi di analisi per la comparazione tra tutte le lingue del mondo; si studiano metodi e modelli per l’acquisizione del linguaggio, sia nei bambini che negli apprendenti di lingue straniere. La branca in cui ho scelto di inserirmi è stata la psicologia (cognitiva e neuroscienze) e la filosofia (con un po’ di antropologia e biologia evoluzionistica). Ho scelto di fare la tesi sulla Lingua dei segni italiana (LIS) perché, oltre a essere un campo di ricerca abbastanza inconsueto in Italia, il tema della sordità (che ho conosciuto durante l’anno del Servizio Civile lavorato in biblioteca Zara) mi ha aperto orizzonti, avendo anche dei risvolti sociali importanti. Ora intendo approfondire lo studio della LIS perché, oltre alla possibilità di lavorare come interprete, mi appassiona la questione dell’apprendimento e dell’accesso alla lettura che per un sordo, come si può immaginare, è un vero problema. Da un punto di vista applicativo la mia laurea si spende, oltre che nella Ricerca, nella didattica delle lingue, nella gestione “semantica” degli archivi e dei patrimoni e nella comunicazione.” Noi aggiungiamo a tutto questo poche parola sulla collaborazione che da alcuni anni Roberto Cirillo ha con il Circolo Filologico Milanese nella progettazione e realizzazione delle rassegne culturali di alto livello che vi si tengono. E’ grazie a lui che il Circolo e Luciano Tellaroli sono stati ospiti del Centro Culturale la sera del 10 maggio per un incontro dedicato a “Milano: il linguaggio degli anni sessanta”, 107’ di filmati e interviste per un viaggio alla ricerca delle ragioni della densità creativa che, per quasi un decennio, hanno elevato la nostra città ad una “caput mundi” della Cultura. In ottobre la letteratura francese torna al Centro Culturale Nei due corsi dedicati alla letteratura francese dell’ottocento si è parlato di Victor Hugo, un autore che non ha bisogno di presentazioni per la sua opera e il suo impegno politico e di George Sand, scrittrice quanto mai prolifica (Flaubert, prima di diventarle amico, la definiva malignamente “una muccona piena di inchiostro”) della quale è rimasto, letterariamente parlando, ben poco. Al contrario, della sua vita privata è rimasto tantissimo grazie al tourbillon di relazioni sentimentali che hanno caratterizzato la sua esistenza. Nel mese di ottobre affronteremo invece la letteratura del novecento con quattro incontri dedicati a Marguerite Yourcenar (1903-1987). Proprio in questo periodo è stata inaugurata a Villa Adriana una mostra dal titolo “Marguerite Yourcenar. Adriano, l’antichità immaginata”, interamen- g i u g n o 2 013 te dedicata alla scrittrice franco-belga, colei che più di tutti ha contribuito con il suo capolavoro “Memorie di Adriano” a rendere famosa nel mondo la residenza dell’imperatore a Tivoli. La Yourcenar è stata un’infaticabile viaggiatrice nella memoria: quella storica, con un profondo lavoro di studio sull’antichità classica e quella privata, con una continua ricerca delle sue radici e della sua cultura. Un’anticonformista, anche sessualmente, una francese “americana” diventata però la prima donna ad essere ammessa all’Académie Française. A chi affidare la conduzione degli incontri? Beh, come dice il proverbio veneto “caval che vinse, no’l se canbia” e poiché in questo caso i cavalli sono due, avremo di nuovo con noi gli amici Giuseppe Botturi per la parte letteraria e Sal Giorgio Sacco per le letture. LA COOPERATIVA E LA CULTURA Né bamboccioni, né choosy Calendario incontri Settembre e Ottobre 2013 Venerdì 13 settembre - ore 21 “Pier Paolo Pasolini e le periferie milanesi” Appunti per un film mai girato Con Giogio Bacchiega, docente di analisi dei mezzi audiovisivi all’Università Cattolica, ripercorreremo le fasi di scrittura della sceneggiatura del film “Milano Nera”, dove le periferie milanesi diventano lo specchio della società italiana. Venerdì 27 settembre - ore 21 “Viaggi di carta” Dal cammino di Santiago alla Prima crociata, dalla Via della Seta all’impresa di Carlo Magno: i viaggi che ognuno di noi può compiere purché disponga di una carta geografica, di un programma di viaggio e di fantasia. Ce ne parlerà Giovanni Galli, docente alle Università della Terza Età di Sesto San Giovanni e Carate Brianza. Lunedì 7 - 14 - 21 - 28 ottobre - ore 21 “Marguerite Yourcenar” una viaggiatrice nella memoria Quattro incontri dedicati alla letteratura francese del ‘900 Con Giuseppe Botturi e le letture di Sal Giorgio Sacco percorreremo la vita della prima donna ammessa all’Académie Française. Venerdì 11 ottobre - ore 21 “John Reed - Red America. Lotta di classe negli Stati Uniti” Da una definizione di Trotsky: “Un uomo che sapeva vedere ed ascoltare” Mario Maffi, autore del libro, ha insegnato Cultura anglo-americana all’Università Statale di Milano, pubblicando numerosi volumi tradotti anche in altre lingue. Venerdì 25 ottobre - ore 21 In collaborazione con il Centro Filippo Buonarroti “Dai vulcani energia per gli uomini” Dopo “Terremoti e uomini”, con il geologo Salvo Bordonaro una nuova lezione sui fenomeni naturali corredata da filmati “spettacolari”. 37 LA COOPERATIVA E LA CULTURA “Mar de Plata” L’ultimo libro di Claudio Fava Leslie ed Alexander Lowen Bioenergetica una via per “ben essere” di Maurizia Sartori P arecchi sono i soci di Abitare che hanno condiviso questa esperienza in gruppo seguendo gli incontri settimanali di esercizi di bioenergetica. Ora è tempo di vacanze ma riprenderemo a settembre. Una via per ridurre lo stress, aumentare la vitalità e scoprire le nostre risorse, per essere con “i piedi per terra” grazie al movimento associato ad una profonda respirazione. Cos’è la bioenergetica? Il principio su cui si basa la bioenergetica è quello della simultanea dualità ed unità della personalità umana. L’uomo è un pensatore creativo e un animale che sente - ed è solo un uomo o una donna. È una mente razionale e un corpo non razionale - ed è solo un organismo vivente. Per essere un individuo integrato deve essere identificato con il proprio corpo e con la propria parola. 38 Per raggiungere questa integrazione occorre cominciare con l’essere il corpo - tu sei il tuo corpo. Ma le cose non finiscono qui. Bisogna finire con l’essere la parola - tu sei la tua parola. Ma la parola deve venire dal cuore. Alexander Lowen - Bioenergetica Buona estate [email protected] C laudio Fava ha presentato il 6 giugno scorso ai cittadini niguardesi il suo ultimo libro “Mar de Plata”. La presentazione, organizzata dal Circolo Sinistra Ecologia e Libertà Bicocca Niguarda Prato, era stata programmata al Centro Servizi Achille Ghiglione, ma è stata poi spostata al Circolo Familiare di via Terruggia per l’alto numero di partecipanti. È una storia bella e terribile quella riportata a galla dal giornalista e scrittore Claudio Fava (sceneggiatore del film “I cento passi” e da poco anche deputato alla Camera per Sinistra Ecologia e Liberta - SEL) che nel romanzo “Mar del Plata” ha raccontato la vicenda della squadra di rugby La Plata, decimata dai fascisti di Videla, ma rimasta in campo a giocare fino a fine campionato perché “tutti non ci potranno ammazzare”. Ne rimase uno solo, ritrovato da poco e intervistato dal giornalista Gustavo Veiga. Adesso che il libro di Fava ha squarciato su questo episodio l’omertà che in Argentina è ancora molto alta sui 30.000 morti vittime della pulizia politica dei militari, anche il club ha da poco scoperto una targa commemorativa ma senza enfasi. C’è scritto: “Si ricordano i ragazzi vittime della dittatura militare”, ma senza i nomi. C’è solo la foto in bianco e nero di quella squadra. Alla presentazione sono intervenuti Fabio Calcaterra, coordinatore circolo SEL “restiamo umani”, Chiara Cremonesi, coordinatrice regionale SEL e Angelo Longhi, Centro Documentale Antifascista “Francesco Rigoldi”. g i u g n o 2 013 LA COOPERATIVA E LA CULTURA ANPI Scuola di Alba Di Gioia - Antonio Masi L’ ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ha sempre avuto rapporti di collaborazione con le scuole, perseguendo l’obiettivo di tenere viva la memoria degli eventi della Resistenza che hanno fatto nascere la Repubblica Italiana. L’attività con gli insegnanti delle scuole era svolta dalle singole sezioni dell’ANPI, presenti in ogni quartiere di Milano, e vedeva in particolare i partigiani o i loro parenti e rappresentanti dell’ANPI recarsi presso le scuole e organizzare anche in alcuni casi delle visite nei luoghi della Memoria. La necessità di dare maggiore impulso alle iniziative con le scuole, tramite una attività più organica, ha spinto alcune sezioni dell’ANPI ad istituire, lo scorso15 maggio 2013, la “Commissione Intersezioni ANPI Scuola“ della zona 9 di Milano, denominata appunto “ANPI Scuola“. Di questa al momento fanno parte le sezioni ANPI di Niguarda, di Bovisa, di Isola, di Affori e ad essa partecipano i presidi, gli insegnanti delle scuole di zona e vengono coinvolti volontari sensibili alle iniziative. Nella riunione del 23 maggio sono state programmate le attività che si intende svolgere il prossimo anno scolastico e approfonditi alcuni progetti da attuare, tra cui si evidenziano: 1) “Adottiamo un Partigiano“: ciascuna sezione ANPI, in ciascun quartiere metterà a disposizione delle relative scuole un elenco di partigiani. Ciascuna classe di una scuola potrà scegliere un partigiano e di questo organizzare una biografia organica e più completa possibile, con l’aiuto della Commissione ANPI Scuola. La Commissione in ciascuna zona premierà con un attestato di amicizia i ragazzi che parteciperanno; ai singoli studenti verrà concesso il credito formativo; 2) “Le Pietre raccontano“: studenti che fuori dalla scuola, nel quartiere, ricercano insieme con rappresentanti dell’ANPI le targhe commemorative che ricordano i luoghi dove i partigiani sono nati, hanno vissuto o sono stati uccisi. Già quest’anno il progetto è stato attuato in Niguarda con entusiasmo ed esito positivo; 3) “Stampa Clandestina“: la sua diffusione e la circolazione delle informazioni nei quartieri di zona, con il ruolo delle “Staffette”, dal gennaio 1925 al 1945; 4) “La Staffetta del Tempo“: progetto curato dal prof Saba dell’INSMLI (Istituto Naz. Per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia); è un progetto di didattica pluridisciplinare da attuare presso le scuole con la collaborazione dell’ANPI; 5) “Un percorso sulla Resistenza“: progetto dell’educatore e operatore teatrale Edgar Contesini, quale laboratorio teatrale rivolto a terze medie o biennio superiore; 6) “Rapporti con la Università“: si intende aprire gli archivi delle sezioni ANPI ai giovani studenti universitari, invitandoli a preparare delle tesi sulle esperienze partigiane di quartiere; 7) “Siamo tutti partigiani“: progetto di sensibilizzazione per affrontare i temi della Costituzione, prevedendo una serie di incontri aperti ai quartieri. Si è inoltre condiviso in ANPI Scuola l’iniziativa di pubblicare un periodico “L’Eco dell’ANPI”, a cura delle sezioni ANPI della zona 9. L’obiettivo è di ricordare e comunicare con tutti e in particolare con i giovani, riportando non solo i principi e i valori della Costituzione, ma anche considerazioni che provengono dai giovani, dagli insegnanti e da collaboratori che partecipano alle attività svolte ad oggi e a quelle che scaturiranno dai progetti. UN CONTRIBUTO DEI RAGAZZI DEL LICEO RUSSEL PUBBLICATO SUL PRIMO NUMERO DELL’ECO DELL’ANPI La prima casa a proprietà indivisa Prima di entrare nel Teatro della Cooperativa la signora Paola Cavaleri, inviata dal Presidente della Cooperativa Abitare, ci ha fatto notare una lapide con incisi i nomi dei fondatori della Cooperativa, costituita il 4 marzo 1894. Cavaleri ci ha spiegato i motivi che spinsero muratori, operai e piccoli artigiani ad unirsi per costruirsi una casa a proprietà indivisa. Con la nascita della Cooperativa crollò il mito: non si può vivere senza il padrone che da la casa per abitare e la terra per lavorare. I trentanove soci fondatori organizzarono una grande festa per l’inau- g i u g n o 2 013 gurazione della prima casa in via Valassina 5, oggi Ornato 7, con la gioia di ventisei famiglie che trovarono un alloggio e con la rabbia dei signorotti che a Niguarda avevano le ville: Biglia, Melzi, Clerici e Trotti. Era il 19 novembre 1899, una domenica con la presenza del segretario della Lega Antonio Maffi, oratore ufficiale della cerimonia, presentato da Achille Ghiglione il più attivo dirigente nazionale della Cooperazione. Per Ghiglione dare una casa ai lavoratori era solo un primo passo da compiere, occorreva suscitare nei muratori e nei contadini l’amore per gli ideali della giustizia sociale e la libertà dallo sfruttamento. L’Edificatrice di Niguarda, prima in Italia, adottò il criterio della proprietà indivisa e collettiva delle abitazioni concesse ai soci in usufrutto dietro il pagamento di esigui canoni di affitto. La signora Paola Cavaleri ci ha invitato a far visita alla sede della Cooperativa per approfondire con il Presidente Giovanni Poletti questi argomenti. Dalla relazione della Classe V C del Liceo Russell 39 LA COOPERATIVA E LA CULTURA TEATRO DELLA COOPERATIVA Un bilancio della stagione appena conclusa di Giusy Deligios L a stagione 2012/13 del Teatro della Cooperativa, dedicata alla figura del partigiano Aldo Juretich, ha visto la realizzazione di ben 30 spettacoli, per un totale di oltre 200 giornate di spettacolo. Un intenso percorso produttivo e di ospitalità cui hanno partecipato oltre 14.000 spettatori nella sola sala di via Hermada. Grande motivo d’orgoglio per un teatro considerato periferico, è soprattutto l’ospitalità dei nostri spettacoli in tre dei più importanti teatri milanesi: il Piccolo Teatro, il Teatro Elfo Puccini e il Teatro Franco Parenti. 1) Muri - Prima e dopo Basaglia, dopo una importante tournée spettacolo che ha toccato Roma, Bologna, Napoli, Padova, e tante altre città, è tornato a Milano, al Teatro Franco Parenti, per una settimana di repliche, registrando oltre 1.500 presenze. Muri si avvale della prestigiosa interpretazione di Giulia Lazzarini, storica attrice di Giorgio Strehler. Scritto e diretto da Renato Sarti e finalista del Premio Riccione, testimonia - attraverso il racconto di un’infermiera dell’ospedale psichiatrico di Trieste che ha vissuto in Giulia Lazzarini in “Muri” prima persona la rivoluzione della legge 180 - non solo del radicale cambiamento delle condizioni di vita degli internati nei manicomi dopo l’approvazione della legge, ma anche il suo impatto sulla società. Lo spettacolo è stato ospite del Piccolo Teatro, registrando la presenza di oltre 1500 spettatori in 4 sere di replica. 2) Nome di battaglia ‘Lia’, in occasione del centenario della nascita della partigiana niguardese Gina Galeotti Bian- Renato Sarti e Bebo Storti in “Otello Spritz” 40 chi, a fine aprile èstato ospitato al Teatro Elfo Puccini di Milano. Nell’aprile 2010 l’allestimento era stato ospitato presso la Sala della Lupa di Montecitorio, ricevendo la Medaglia Commemorativa dalla Presidenza della Repubblica da parte del Presidente Giorgio Napolitano. Nome di battaglia ‘Lia’ ha il merito di aver fatto riscoprire un episodio poco conosciuto della storia italiana: la vicenda di Gina Galeotti Bianchi è stata in seguito citata dal Presidente Napolitano in occasione del discorso tenuto alla Scala di Milano nell’anniversario della Liberazione Nazionale. 3) Grande successo di pubblico ha riscosso la nuova produzione 2013 del Teatro della Cooperativa: Otello Spritz. Andato in scena in prima nazionale al Piccolo Teatro di Milano, lo spettacolo - tratto da Otello di William Shakespeare, è scritto e diretto da Renato Sarti, ed interpretato da Bebo Storti, Renato Sarti e Elena Novoselova. Oltre all’impegno su tematiche di forte impronta civile e sociale, il Teatro della Cooperativa valorizza costantemente la propria vocazione di teatro popolare: ne sono testimonianza due nuove produzioni comiche del 2012/13: • Ritter, Dene, Voss di Thomas Bernhard, diretto da Renato Sarti ed interpretato dagli attori della filarmonica Clown Valerio Bongiorno, Piero Lenardon e Carlo Rossi. Il capolavoro del drammaturgo tedesco è una sorta di ménage à trois ricco di doppi sensi e seduzioni tormentate, i quali svelano i rapporti morbosi che legano i tre protagonisti: si celebra lo sfacelo di una famiglia, cui fa da sfondo quello dell’Austria post-Anschluss e pre-Haider. Una messa in scena che, senza perdere di vista gli alti riferimenti filosofici e culturali del testo e senza perdere nulla del profondo dramma umano che lo permea, ne mette in evidenza gli aspetti comico-grotteschi. g i u g n o 2 013 Valerio Bongiorno, Piero Lenardon e Carlo Rossi in “Ritter, Dene, Voss” • Saldi di fine futuro, scritto da Riccardo Piferi - già autore di testi teatrali comici per Lella Costa, Paolo Rossi e altri - interpretato da Diego Parassole e diretto da Marco Rampoldi, affronta una serie di tematiche legate all’ambiente e all’ecologia in modo divertente, popolare e per certi versi anche scientifico. Le 27 ospitalità dei questa Stagione sono state tutte di grande interesse. Tra queste ricordiamo: g i u g n o 2 013 • Pianto tutto: dopo i sold-out della scorsa stagione con Stasera non escort, una delle sue protagoniste, Rita Pelusio, è tornata sul palcoscenico con uno spettacolo in cui convivono leggerezza e introspezione, cinismo e malizia, ironia e disincanto. • Amnesie, dove Max Pisu lascia i panni di Tarcisio per vestire quelli di diversi personaggi che ci danno la misura di quanto possa essere “surreale” la realtà e di come sia straordinario il quotidia- Frutto dello stretto legame che il Teatro ha instaurato con il territorio nel quale è nato ed opera, è il progetto Teatro nei Cortili, un’idea sviluppata con il prezioso contributo della Cooperativa Abitare, con l’obiettivo di portare le migliori proposte teatrali sotto le case degli abitanti dei quartieri periferici e dell’hinterland milanese, puntando alla valorizzazione del territorio e degli spazi della socialità. 41 LA COOPERATIVA E LA CULTURA no, anche passando attraverso l’ovvietà, vera o falsa che sia, di tanti “luoghi comuni” • Giulio Cavalli in Duomo D’Onore, spettacolo che fa il punto sulla reale penetrazione della ‘Ndrangheta calabrese nel tessuto economico e imprenditoriale lombardo; • Rimidia (L’Apocalisse): spettacolo dalla comicità caustica, utile a smascherare la superficialità e l’ipocrisia della società in cui viviamo. Rimidia è il sequel dei nostri redivivi e sempre protagonisti attori della generazione mediatica, alle prese con una serie feroce e a tratti ributtante di sketch sulla vita, le invidie i malesseri, le inconcludenze del nostro presente. LA COOPERATIVA E LA CULTURA Burkina Faso: poveri di cosa? di Valeria Malvicini A l Teatro della Cooperativa, nello scorso marzo, è andato in scena il Burkina Faso con lo spettacolo “Ricchi di cosa, poveri di cosa”, reading tra giornalismo fotografia e musica a cura di Livia Grossi. È stata un’occasione per una riflessione su quale ricchezza di cultura, arte e musica si possano trovare in luoghi lontani dalle grandi metropoli che spesso hanno la presunzione di essere l’ombelico, anche culturale del mondo. L’occasione è stata colta dal Comitato Soci Coop Milano Ornato, da sempre appassionato sostenitore dei progetti di cooperazione che Coop Lombardia promuove in Burkina dagli inizi degli anni 90, in particolare collaborando con i Gruppi di Villaggio di Tanlili. Nel corso di questo lungo e proficuo rapporto sono stati raggiunti importanti risultati: oltre 30.000 abitanti dell’Unione dei Villaggi hanno raggiunto l’ autosufficienza alimentare, si sono messe in atto opere di difesa del suolo dall’erosione con piantumazioni di intere aree collinari, si è ridata fertilità ai suoli con la pratica diffusa del compostaggio (fosses fumiéres), sono stati posizionati chilometri di pietre per trattenere l’acqua e impedire il dilavamento del terreno. 42 E ancora, si sono attivati vivai di villaggio per la diffusione delle specie arboree autoctone, si è realizzato un giardino botanico dedicato alla forestazione rurale, alla dimostrazione di buone pratiche nella conservazione dell’acqua e del suolo, al riposo dei terreni, alla conservazione di specie che erano ormai a rischio estinzione: un vero e proprio presidio per la difesa della biodiversità. Grazie al progetto di Turismo Responsabile, messo in atto a partire dal 2009, si sono sviluppate attività economiche di integrazione del reddito familiare come l’allevamento delle api e dei polli a zampe lunghe, la sistemazione di una casa di ospitalità riservata ai viaggiatori che da un paio di anni frequentano questa straordinaria realtà di villaggio. I villaggi sono il luogo dove vive la memoria del popolo Mossi. Le originali costruzioni, la vita sociale della famiglia allargata, i saperi tradizionali praticati, tutto questo si può incontrare nella visita ai villaggi. Per le donne, per i bambini e le bambine sono stati attivati dall’Associazione Donne per le Donne di Coop Lombardia (a partire dal 2001) micro progetti di cooperazione. Laboratori di tintura delle stoffe, laboratori di produzione del sapone, l’acquisto di carrette “pousse pousse” per il trasporto dell’acqua, l’acquisto di biciclette per il trag i u g n o 2 013 LA COOPERATIVA E LA CULTURA sporto della merce al mercato, corsi di formazione alle attività artigianali per le giovani donne. Particolare attenzione è stata riservata al tema dell’istruzione, strumento fondamentale per l’emancipazione delle comunità, attraverso il finanziamento della scolarizzazione dei bambini e delle bambine dell’Unione dei Villaggi permettendo la frequenza, in questi anni, a più di 500 studenti della scuola primaria. Dal 2010 un’altra importante tappa nel consolidamento della cooperazione tra l’Associazione Donne per le Donne di Coop Lombardia e i gruppi femminili dell’Unione dei Villaggi: un programma di formazione di quattro anni che vede coinvolte circa 160 donne in un progetto di alfabetizzazione in lingua moré e di acquisizione di nozioni di calcolo, di economia domestica e sanitaria di base. Il programma è ora al terzo anno con l’obiettivo di raccogliere le risorse necessarie perché anche quest’anno il corso possa continuare consolidando le prime nozioni apprese. Una sfida importante che si basa unicamente sulla raccolta di donazioni e sottoscrizioni di cittadini e cittadine che, pur in un periodo di estrema difficoltà, crediamo non abbiano smarrito il senso della solidarietà e della cooperazione. Per questo, durante le serate dello spettacolo, i soci Coop sono stati presenti per illustrare le caratteristiche del progetto ed hanno raccolto fondi per continuare il programma di istruzione femminile, chiave di volta per lo sviluppo delle comunità; è dimostrato infatti che là dove cresce l’istruzione femminile diminuisce la sottoalimentazione e la fame. Per saperne di più: www.donneperledonne.wordpress.com Diamo VALORE alla tua SICUREZZA. 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Prima della sottoscrizione leggere il Fascicolo Informativo da richiedere in agenzia e agli intermediari autorizzati e consultabile sul sito internet www.unipolassicurazioni.it RICORDI In ricordo della nostra socia Elena Rasera Vogliamo vivere in pace. Vogliamo il pane e non la guerra “ “ Gruppo donne ANPI Martiri Niguardesi A nche nella nostra zona durante la guerra di Resistenza la presenza femminile ha contribuito in modo determinante alla caduta del fascismo. Ci sono state tante donne, attive, capaci di iniziative e di scelte, che si esposero senza esitare a tutti i rischi della guerra. Una di queste fu la partigiana Elena Rasera, nome di battaglia Olga. Nata nel 1914 a Montebelluna in provincia di Treviso, Elena lasciò da giovane il suo paese e si trasferì a Milano, dove visse in via Val di Ledro 23, nello stabile della Cooperativa dove morì. Grazie ai suoi studi di maestra venne assunta come impiegata, nei primi mesi del 1943, presso la ditta O.L.A.P. (poi Siemens) di Milano. Qui, come in tutte le grandi fabbriche d’ Italia, si stava organizzando e cresceva la Resistenza. Ben presto, data la sua coscienza antifascista dimostrata ogni giorno concretamente con il suo modo di agire, venne coinvolta dai suoi colleghi di lavoro, legati alla Resistenza, nell’attività di lotta clandestina. Inizialmente Elena si occupò del reperimento delle armi sul territorio milanese. Armi, raccolte in gran quantità, che nascondeva in un deposito segreto, all’interno della O.L.A.P. Di seguito le fu affidato l’incarico di organizzare i Gruppi di Difesa della Donna all’interno della fabbrica. Per le sue capacità e per la sua sensibilità, riuscì a creare un movimento di circa 500 donne, con ruoli essenzialmente di ritiro e diffusione della stampa clandestina. Erano compiti molto rischiosi ma di primaria importanza per dare continuità alla lotta partigiana. Organizzò inoltre, all’interno della fabbrica, scioperi e manifestazioni contro la guerra 44 e i bombardamenti al grido di “Vogliamo vivere in pace” “Vogliamo il pane e non la guerra”. Ufficialmente per la ditta si occupava dei “radiogoniometri di precisione” utilizzati sugli aerei da bombardamento. La sua competenza professionale le permise di fare numerosi sabotaggi, utilizzando metodi particolari, anche dei più impensati, che rallentavano notevolmente l’individuazione del guasto e di conseguenza il riutilizzo dello strumento. Nell’ottobre del ‘44, alla O.L.A.P., un gruppo di fascisti trovò il nascondiglio delle armi. Ne caricarono ben due camion! Armi recuperate a fatica e con tantissimi rischi. In seguito a questa azione vi furono sette morti e numerosi arresti in fabbrica, tra cui alcune donne dei Gruppi di Difesa. Elena stessa dovette, insieme ad altri compagni ricercati, lasciare il lavoro per darsi alla clandestinità, pur restando sempre a Milano. Continuò la lotta con il compito di Capo Servizio di Collegamento al Comando della 6^ Divisione della Brigata Garibaldi. Ebbe funzioni di coordinamento e svolse molti incarichi, tra i quali la diffusione della stampa, il corriere di collegamento e la staffetta. Numerose volte sfuggì all’arresto e alla con- seguente certa fucilazione, riuscendo sempre, con coraggio e tenacia, a superare la paura del pericolo continuo, affrontato in condizioni di debolezza fisica causata dalla fame e dal lungo camminare. Infatti utilizzare i mezzi pubblici significava aumentare il rischio di essere individuata come partigiana. Non ultimo sopportò lo sconforto di vedere tanti suoi compagni uccisi brutalmente lungo le strade di Milano. In alcuni casi compagni con i quali si doveva incontrare per trasmetter loro messaggi importanti da far pervenire ai gruppi in montagna. Il 25 aprile, nelle prime ore del mattino vicino a Porta Venezia, in una camera da letto messa a disposizione da un compagno, costituì, insieme al Comandante Augusto Fumagalli e ad altri Partigiani, il primo Ufficio del Comando della 6^ Divisione della Brigata Garibaldi. La storia di Elena Rasera è uno dei tanti esempi di riscatto dalla povertà e dall’oppressione che può solo avvenire, allora come oggi, attraverso la partecipazione attiva alla vita politica e sociale del proprio Paese. Chi volesse approfondire la storia di Elena Rasera può avere copia delle sue memorie, presso la sede dell’ANPI Martiri Niguardesi, in via Hermada 8. g i u g n o 2 013 RICORDI Ricordo di Ines Rossi Franzoni “ Ines visse giorni pieni d’impegno nei circoli UDI e nel Partito Comunista Italiano e fu sempre presente nelle iniziative a favore della famiglia o in appoggio dei più deboli “ Ines Rossi Franzoni, la prima a destra, ad una manifestazione per la pace nel 1980 a Milano Gruppo donne ANPI Martiri Niguardesi V ogliamo proporre ai soci della Cooperativa Abitare la storia di una donna vissuta nel nostro quartiere, Ines Rossi Franzoni , la cui vita è stata un lungo cammino fatto di lotte e di battaglie per l’emancipazione sociale e la difesa dei ceti deboli. Ines nacque l’8 ottobre 1913 a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, da genitori braccianti socialisti e morì a Milano il 17 gennaio del 1987. La sua famiglia fu da subito osteggiata dai fascisti perchè considerata sovversiva. Ines ne farà direttamente le spese, rinunciando alla frequenza della scuola per poter dare a due dei suoi fratelli la possibilità di studiare. Alle famiglie “rosse” infatti non era permesso di mandare tutti i loro figli a scuola. E così già all’età di otto anni andò a lavorare la campagna. Sul finire degli anni Venti diede un aiuto prezioso, nella sua zona d’origine, nel delicato compito di diffondere i giornali ed i volantini clandestini. Nei primi anni Trenta, per “ragioni di pagnotta”, come si usava dire in quei tempi, si trasferì prima a Brescia e poi a Milano. Partecipò attivamente alla Resistenza come “staffetta” anche mentre aspettava il suo primo bambino. Nei primi anni del dopoguerra si trasferì a Milano, dove continuò le sue battaglie, nonostante per molti anni le fosse difficile trovare una sistemazione stabile. Questi continui cambiamenti di abitazione non la stancarono. Ines visse giorni pieni d’impegno nei circoli UDI (Unione Donne Italiane) e nel Partito Comunista Italiano e fu sempre presente nelle iniziative a favore della famiglia o in appoggio dei più deboli. g i u g n o 2 013 Nel 1961, dopo l’ennesimo sfratto, si trasferì nel nostro quartiere in via Hermada. Le bastò poco tempo per farsi conoscere ed apprezzare per la coerenza delle sue scelte politiche, occupandosi con passione e serietà delle problematiche del quartiere. Nel 1963 le venne affidata la responsabilità del Circolo UDI di Niguarda. Fu in questo ruolo che affrontò i problemi sociali del quartiere. Ed erano tanti come, per esempio, la carenza di aule scolastiche, di un consultorio, di asili nido, di un’ assistenza sanitaria e di trasporti migliori. Il tessuto democratico niguardese, con la presenza attiva e organizzata di forze politiche e sindacali, facilitava le iniziative del quartiere. Ines ne fu spesso la promotrice, trovando sempre il consenso degli abitanti del quartiere. Diventata pensionata, nel 1968, con altri compagni della Sezione “F. Rigoldi”di Niguarda del PCI costituì la Lega Niguardese dello SPI, il sindacato dei pensionati. Accanto a questa sorse anche il Centro Anziani, un luogo dove trovarsi per discutere e divertirsi in compagnia. Anche Ines, com’è stato per Elena Rasera, della quale abbiamo raccontato la storia nella pagina precedente, ha combattuto per il riscatto dalla vergogna fascista, per la pace, l’emancipazione della donna e per una vita migliore. Dobbiamo infatti riconoscere che se oggi, in quartiere, abbiamo questi servizi, dati quasi per scontati, lo dobbiamo alle lotte e alla tenacia di donne come Ines Rossi Franzoni. Presso la sede del Circolo ANPI Martiri Niguardesi, si può trovare il libro “Ricordo di Ines Rossi Franzoni” curato da Ermanno Bighiani. 45 LA PAGINA DEI GIOVANI ERA SOLTANTO UN SOGNO, ADESSO È REALTÀ La storia di Matteo Terzi, artista di strada di Giulia Iasoni C hristopher McCandless è un giovane di buona famiglia che dopo la laurea decide di partire da solo, zaino in spalla, alla scoperta degli Stati Uniti. Ultima tappa del suo viaggio sarà l’Alaska. La sua storia, raccontata nel romanzo di Jon Krakauer (Rizzoli, 1997) e nel celebre film scritto e diretto da Sean Penn (Into the wild, 2007), è nota a tutti e ha fatto sognare milioni di ragazzi. Chi non ha mai avuto voglia di lasciarsi tutto alle spalle e partire verso una meta indefinita? Chi non vorrebbe vivere dei propri sogni? Qualcuno il coraggio di fare questa scelta l’ha avuto. Si chiama Matteo Terzi, in arte Soltanto. Milano, estate 2010 Dopo la laurea in scienze politiche Matteo decide che è arrivato il suo momento: saluta tutti, prepara lo zaino e parte con pochi soldi in tasca e la sua inseparabile chitarra, con l’obiettivo di girare l’Europa. In sei mesi attraversa la Francia e la Spagna in autostop, dorme in tenda o ospite delle persone che conosce durante il cammino. Fino a qui sembra tutto normale: sono molti i ragazzi che 46 decidono di prendersi un cosiddetto anno sabbatico, che partono in cerca della grande avventura prima di buttarsi nel mondo del lavoro, prima di diventare davvero adulti. Ma quella di Matteo non è una parentesi: quando nel novembre del 2010 torna a casa, ha le idee chiare, ha trovato ciò che lo rende felice e non vuole mollare. Matteo comincia a suonare per le strade di Milano, la sua città. Lui ci mette il cuore, la grinta e il passaparola in rete fa il resto: in poco tempo Matteo è già un fenomeno locale. Oasis, Coldplay, Eddie Vedder, James Blunt, Smiths. Nella primavera del 2012 inizia a girare l’Italia con le sue cover e il suo pubblico cresce a vista d’occhio. Navigando sul suo sito (www.soltanto.net), guardando la sua pagina facebook o i suoi video su youtube, quello che più colpisce è il rapporto così stretto e confidenziale che Matteo ha con il suo pubblico. Si ha l’impressione di trovarsi di fronte a una grande famiglia. In effetti, è grazie all’aiuto dei suoi fan che Matteo, attraverso una raccolta fondi online, raccoglie in un paio di mesi circa 10.000 euro, con i quali realizzerà il suo primo disco di inediti, completamente autoprodotto. “Le chiavi di casa mia” esce nell’aprile 2013 e il video del primo singolo estratto dal disco raccoglie più di sedicimila visualizzazioni in un solo mese. Dopo i trenta concerti di maggio, Matteo è pronto ad affrontare il tour estivo: Veneto, Emilia, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia. Non si farà mancare nulla. Molte date sono ancora da organizzare, con l’aiuto e l’ospitalità dei suoi fan ovviamente. In un momento in cui parole come disoccupazione, precariato, contratti a progetto sono all’ordine del giorno per noi ragazzi, penso che sia necessario raccontare storie come quella di Matteo. Quello che più ci spaventa, in fondo, è la sensazione che questa crisi ci stia portando via la voglia di seguire i nostri sogni e il coraggio di rischiare. Negli ultimi tempi sembra che sognare il proprio futuro sia un lusso che la nostra generazione non può più permettersi, e chi prova a farlo passa per pazzo, arrogante, sconsiderato. Tu, Matteo, ti senti così? Io credo che non si possa dare un prezzo ai propri sogni. Prima di partire per l’Europa ho valutato bene i pro e i contro. Avevo chiuso il g i u g n o 2 013 LA PAGINA DEI GIOVANI capitolo dell’università e avevo già alle spalle diverse esperienze lavorative: a diciotto anni ho fatto il manovale, poi ho venduto spazi pubblicitari al telefono, ho fatto il barista e, dopo la laurea, ho lavorato per qualche tempo in una società di produzione cinematografica. Insomma, ho fatto esperienze diverse prima di essere sicuro che nessuna di quelle era la mia strada. E qual era la tua strada? Viaggiare e suonare. Fin da piccolo non c’è stato niente che mi abbia appassionato così tanto. È quello che faccio adesso. Nel diario che tieni sul tuo sito ho letto di un abbraccio a Lione che ti ha aperto gli occhi: quello che ti ha dato una bambina alla fine del tuo concerto, per ringraziarti. “All’improvviso fu tutto chiaro”, scrivi, “tutte le risposte di cui avevo bisogno erano lì. Insieme alla mia vita. Non avrei mai smesso di suonare in strada, in mezzo alla gente. Perché la felicità non è solo sorrisi e pace dei sensi. Ma è anche e soprattutto poter condividere se stessi liberamente. Nei giorni luminosi e in quelli bui. E io so farlo solo con la musica”. È stato un momento emozionante. Considero i bambini, così spontanei e sinceri, un indicatore importante per misurare quello che sto facendo. Fino a quando continuerò a piacere a loro saprò di essere sulla buona strada, saprò che il mio progetto sta funzionando. g i u g n o 2 013 Fino ad ora abbiamo parlato di sogni, ma da qualche mese sei stato nominato Presidente dell’associazione artisti di strada di Milano. È un riconoscimento importante. Cosa comporta? Da quando ho iniziato a suonare per le strade di Milano, circa tre anni fa, quello degli artisti di strada è un fenomeno che ha preso sempre più piede. Suonatori girovaghi e occasionali ci sono sempre stati ovviamente, ma oggi questa attività sta cambiando, si sta definendo meglio. Per questo il Comune di Milano ha sentito l’esigenza di creare un’associazione che facesse da tramite tra gli artisti di strada e i vari enti locali. Leggendo la tua storia non si può non pensare a Christopher Candless, tu stesso lo citi spesso, il giovane protagonista di “Into the wild” che viaggia per cercare di dare un senso alla sua vita, senso che ahimè scoprirà troppo tardi. “La felicità è reale solo è quando è condivisa”, sono le ultime parole di Christopher. E, forse, segnano anche l’inizio della tua storia, spiegano la tua scelta di suonare in strada, tra la gente. È così? Sì, esattamente. Il mio non è un progetto musicale, ma un raccoglitore di storie: funzionerebbe anche senza di me. Sono le persone che mi seguono a rendere concreti i miei sogni, perché non si limitano a sostenermi, ma collaborano alla realizzazione del progetto. Lo dico senza retorica: sono gli amici che ho incontrato durante i miei viaggi e durante i miei concerti ad influenzarmi maggiormente. Io ho deciso di catturare quelle emozioni, filmarle e metterle sul web. Poi tutto è venuto da sé, la cerchia di amici e conoscenti si è allargata e, da Milano, ho iniziato a muovermi verso il resto di Italia. Non ti chiederò come ti immagini tra dieci anni, ma dove e con chi vorresti essere, cosa vorresti fare. Mi piacerebbe poter continuare a fare quello che faccio in una realtà più piccola di Milano. Questa città mi sta dando molto, ma non vorrei abituarmi allo stress che inevitabilmente pervade la vita dei milanesi. 47 ZONA 9 CDZ9 E VARIAZIONI DI PERCORSO DI MOLTE LINEE DI TRASPORTO PUBBLICO Una prima commissione in attesa del decisivo incontro con l’Atm di Daniele Cazzaniga N on si placano le polemiche, alcune secondo noi fuori luogo, le proposte di modifica ed i suggerimenti su un tema molto sentito nei nostri quartieri: le modifiche delle linee di superficie decise da Atm dopo l’entrata in esercizio soprattutto della M5 ma anche della M3 fino a Comasina. Per raccogliere idee suggerimenti e proteste Luca Simi, Presidente della Commissione Territorio del Consiglio di Zona 9, ha convocato il 20 maggio scorso una seduta di commissione a cui hanno partecipato molti cittadini, agguerriti e preparati come sempre. Quali sono le richieste di modifica più gettonate? 48 Eccovi una breve carrellata: 1) metrotramvia 31: prolungare la corsa fino a viale Ca’ Granda in prossimità dell’ingresso all’Ospedale di Niguarda; 2) tram 5: lasciare il capolinea al Parco Nord, ovvero al confine con il Comune di Bresso dove c’è il capolinea della metro tramvia 4; 3) tramvia 4: con lo spostamento del capolinea del tram 5 davanti all’ospedale Maggiore nel centro di Niguarda non ferma più nessun mezzo pubblico; sarebbe opportuno attivare due fermate della linea 4 in prossimità del supermercato Coop di via Ornato; 4) linea automobilistica 42: rendere più esplicito a quale capolinea è destinata la corsa. 42 e 42/ non sono sufficientemente chiari e fanno si che molte persone si rig i u g n o 2 013 ZONA 9 trovino al capolinea di Niguarda invece che di Bicocca e viceversa. Inoltre si suggerisce di spostare il capolinea di Niguarda perché anni fa in quel punto si è incendiato un autobus. Si suggerisce di modificare parzialmente il percorso in direzione Stazione Centrale per servire meglio chi abita in via Terruggia, Val di Ledro ed Hermada. Infine si segnala che lo sdoppiamento dell’ultimo tratto di percorso i tempi di attesa ai capolinea si sono allungati a dismisura; 5) linea 51: in direzione Marelli dovrebbe percorrere via Graziano Imperatore e Ornato per meglio servire il centro di Niguarda e non via D’Anzi. Inoltre, in ambo le direzioni, dovrebbe continuare a transitare in via Zubiani per permettere di raggiungere facilmente il blocco nord dell’Ospedale di Niguarda, ove sono ubicati i poliambulatori e gli sportelli prenotazione/ritiro esami; 6) verificare l’ubicazione delle fermate in piazzale Istria e vie limitrofe perché creano intralcio alla circolazione e sono posizionate in punti pericolosi. A tale proposito il CdZ9 ha proposto di modificare il percorso della 42 direzione Bicocca facendola transitare in via Latisana proprio per rimuovere la fermata di via Lussinpiccolo, che crea intralcio, porta via molti parcheggi ed è anche poco sicura; g i u g n o 2 013 7) esaminare la copertura del servizio pubblico in zona via Murat e strade limitrofe perché, con la nuova configurazione studiata da Atm, risulta poco servita. In particolare manca il collegamento con la Clinica San Pio X; 8) Affori Bovisasca Bruzzano e Comasina: le modifiche richieste sono più che altro legate all’efficienza, ovvero alla frequenza delle linee in particolare della 41 che lascia molto a desiderare; 9) i residenti della Comasina, Affori, Bruzzano e Bovisasca, contrariamente agli abitanti di Niguarda, Ca’ Granda, Bicocca e Pratocentenaro, non chiedono variazioni profonde fatto salvo un maggiore collegamento fra Bruzzano Nord (via Senigallia) e la MM3 Comasina, anche alla luce delle moltissime famiglie che a breve si insedieranno nelle nuove edificazioni di Bruzzano. Appuntamento al prossimo numero quando si sarà già svolto l’incontro decisivo con Atm. Solo allora potremo capire quante richieste di modifiche proposte da cittadini, associazioni e consiglieri di zona, potranno vedere la luce. La nostra sensazione, avvalorata da qualche chiacchierata con le nostre fonti in CdZ9, è che Atm sia molto refrattaria ad accogliere grossi cambiamenti. 49 RUBRICHE Buon Compleanno Nozze d’oro Il 17 maggio scorso la Signora Giuseppina Andreotti ha compiuto 100 anni. Per l’occasione il Consiglio di Quartiere di via Cecchi ha organizzato una festa nel corso della quale il Presidente di Zona 9, Beatrice Uguccioni, ha consegnato alla socia l’Ambrogino d’Oro. All’iniziativa hanno partecipato anche Giovanni Poletti, Presidente e Luciano Gianzini, Vice Presidente di Abitare. Il 20 aprile i soci Cesare Bariselli e Maria Sberna, residenti nel quartiere di via Val di Ledro 23, hanno festeggiato il cinquantesimo di matrimonio. La redazione formula loro i più sentiti auguri. Cordoglio A ricordo di Giovanni Della Malva 26 / 10 / 1943 ----- 24 / 03 / 2013 Ci sei venuto a mancare improvvisamente. Inaspettato, incredibilmente inaspettato è stato il tuo lasciarci, carissimo amico. Il tuo vissuto, il tuo passato fa sì che molti, più che molti, tanti, ti piangono. Il tuo impegno nella nostra Cooperativa, iniziato già nell’immediato ultimo dopoguerra, quando venisti ad abitare in via E. Cecchi Quartiere Cattaneo, ha visto la tua solerzia a fianco sia del compianto presidente Monzani, sia dei presidenti a venire, meritando la stima ed il ringraziamento di tutti. Gli amici in questo momento di dolore, si stringono attorno alla tua famiglia a testimoniare il loro cordoglio, la loro partecipazione a questa fulminea tragedia. 50 Vorremmo poter trovare altri modi, altre strade, oltre che con le parole, poter far sentire ai tuoi cari la sincera profondità dei nostri sentimenti nei confronti del compianto amico, ancorchè le asciugate lacrime non bastano. Ciao Giovanni. Gli amici di sempre g i u g n o 2 013 RUBRICHE Lettereal giornale Ai soci di via Grassini e di via Empoli Carissimi, desidero esprimere il più sincero ringraziamento da parte mia e di tutti i miei collaboratori per il vostro contributo alla raccolta dei tappi di plastica. L’Associazione Malattie del Sangue, dal 1998 impegnata a supportare la Divisione di Ematologia all’Ospedale di Niguarda, ha continua necessità di raccogliere fondi destinati a finanziare progetti di ricerca e ad acquistare apparecchiature e strumenti. Le somme ricavate dal riciclo del materiale da voi raccolto servono inoltre a finanziare borse di studio destinate ai giovani medici spe- cializzandi e agli operatori sanitari impegnati nell’attività assistenziale di pazienti affetti da gravi malattie ematologiche. Nell’anno 2012 abbiamo raccolto 22.750 euro La sensibilità che avete dimostrato con il vostro impegno nella raccolta dei tappi di plastica è simbolo di attenzione verso la ricerca scientifica e di aiuto per chi soffre. Grazie di cuore Il Presidente A.M.S. Associazione Malattie del Sangue Dr.ssa Enrica Morra Gentilissima dott.ssa Paola, Le esprimo il più sincero ringraziamento per la costruttiva esperienza che ha permesso di donare a noi, con la frequenza serale al corso di lingua inglese 2 tenuto con molta professionalità ed entusiasmo dalla docente Ivonne Valente, un buon livello di gradimento. La stessa ha saputo tener alto il grado di interesse, di coesione e di partecipazione del gruppo, garantendo altresì una formazione individualizzata ai bisogni, senza perdere di vista i livelli di ognuno dei corsisti. Gradirei poter continuare anche il prossimo anno l’esperienza, essendo il nostro un gruppo già affiatato e conoscendo la stessa docente i bisogni individuali. Dispiaciuta per non aver potuto frequentare fino a giugno, ma contenta del bagaglio di rinforzo personale sulla materia che lo stesso corso ha fornito, nel salutarla, chiedo con veemenza di poter ritrovare il prossimo anno la prosecuzione di tale percorso. Colgo l’occasione per ringraziarla di vero cuore. Maria Grazia Tortella Reperibilità estive fornitori UFFICIO TECNICO referente Umberto Greco cell. 345-0704036 dal lunedì al giovedì 18.00-21.00; venerdì 13.00-21.00; sabato e festivi 9.00-21.00 MURATORE: MAROTTA COSTRUZIONI referente Massimo Marotta cell. 329-0192096 - disponibile tutto agosto IDRAULICO: TURCHETTI referente Orazio Turchetti cell. 347-3106948 - disponibile tutto agosto ELETTRICISTA: F.LLI VITTORI tel. 02-66100480 - referente Loris Vittori cell. 335-8479475 - disponibile tutto agosto ANTENNISTA: ERNESTO RAGGI cell. 335-7118391 SPURGHI: BORONI SPURGHI referente Agostino Boroni cell. 335-8136832 - disponibile tutto agosto FABBRO: EDIL BERBERI referente Gezin Berberi cell. 339-6108886 - disponibile tutto agosto IDRAULICO/ELETTRICISTA: POZZI referente Marco Pozzi cell. 338-2004231 - disponibile dal 1 al 9 (escluso sabato e domenica) e dal 26 al 30 agosto g i u g n o 2 013 51 Direttore responsabile Paola Cavaleri Comitato di redazione Tiziana Barale, Maria Piera Bremmi, Francesco Felici, Sergio Ghittoni, Marco Mondini Coordinamento Ermanno Pulici Collaboratori Aldo Bartoli, Massimo Besutti, Maria Luisa Cabrini, Gian Piero Carezzano, Chiara Cariani, Daniele Cazzaniga, Camillo De Beni, Giusy Deligios, Alba Di Gioia, Claudia Giacomelli, Valter Giraudi, Umberto Greco, Giulia Iasoni, Cesare Losi, Ilaria Magnaghi, Valeria Malvicini, Franco Maria Marrazzito, Lorenzo Mazzi, Alessandro Montaguti, Davide Ostoni, Silvio Ostoni, Giovanni Poletti, Indira Sala, Maurizia Sartori Per inserzioni pubblicitarie: Marco Feliciani tel. 339.7163993 e-mail: marco_ [email protected] Redazione: via Val di Ledro, 23 - 20162 Milano tel. 02.66114500 - fax 02.6426036 e-mail: [email protected] Editore: Abitare Società Cooperativa via Hermada 14 - 20162 Milano tel. 02.66100118 - fax 02.6426036 e-mail: [email protected] www.abitare.coop Impaginazione Punto Edit Via San Vito 18 - 20123 Milano www.puntoedit.it Stampa Gemm Grafica Via F. Filzi 68 - Cormano (Mi) Fotografie Vittorio Giansanti, Emanuele Reguzzoni CHIUSURE ESTIVE Si informano i signori soci che la chiusura estiva degli uffici tecnico-amministrativi si effettuerà dal 12 al 21 agosto Giovedì 22 e Venerdì 23 agosto lo sportello di via Hermada 14 osserverà il seguente orario di apertura: dalle 10 alle 12 Gli sportelli rimarranno inoltre chiusi i seguenti sabati: 27 luglio - 3 - 10 - 24 e 31 agosto Le sedi di Affori e Dergano rimarranno chiuse per tutto il mese di agosto. Buone vacanze