RELAZIONE SOCIO ECONOMICA
SOMMARIO
1.
1.1
1.2
1.3
2.
7.1
7.2
3.
territorio
3.1.
3.1.1
3.1.2
3.1.3
3.1.4
3.2.
4.
4.1
5.
territorio
5.1.
5.2.
5.3.
5.4.
6.
6.1
6.2
6.3
6.4
6.5
6.6
6.7
6.8
7.
7.1
7.2
8.
8.1.
8.2.
CAPITOLO 1: Introduzione ...................................................................................................... 3
Premessa................................................................................................................................... 4
Aspetti normativi ...................................................................................................................... 5
Metodologia............................................................................................................................... 6
CAPITOLO 2: L’inquadramento geografico e territoriale ..................................................... 7
L’immagine geografica del Comune di Fidenza .................................................................... 8
Il sistema insediativo del comprensorio parmigiano ......................................................... 10
CAPITOLO 3: Analisi degli indicatori dello stato di fatto sociali e demografici del
11
Popolazione............................................................................................................................. 12
La componente straniera.......................................................................................................... 13
Le fasce d’età ........................................................................................................................... 15
La natalità e la mortalità ........................................................................................................... 17
Le famiglie ................................................................................................................................ 19
L’istruzione.............................................................................................................................. 20
CAPITOLO 4: Proiezioni demografiche................................................................................ 27
Proiezioni demografiche........................................................................................................ 28
CAPITOLO 5: Analisi degli indicatori dello stato di fatto del sistema economico del
33
L’agricoltura ............................................................................................................................ 34
L’industria e le imprese ......................................................................................................... 37
Il commercio............................................................................................................................ 46
Il turismo.................................................................................................................................. 49
CAPITOLO 6: Le funzioni di eccellenza a Fidenza .............................................................. 52
Gli edifici storici...................................................................................................................... 53
La via Emilia e la via Francigena .......................................................................................... 56
Il Fidenza Village e il Fidenza Shopping Park...................................................................... 57
Il Parco dello Stirone.............................................................................................................. 59
Il Villaggio del Gusto .............................................................................................................. 61
Le grandi aziende del territorio di Fidenza .......................................................................... 63
L’Ospedale di Vaio ................................................................................................................. 64
L’AUSL – Distretto di Fidenza ............................................................................................... 66
CAPITOLO 7: Il patrimonio abitativo e le dotazioni territoriali del comune ..................... 67
Il patrimonio abitativo ............................................................................................................ 68
Le dotazioni territoriali........................................................................................................... 71
CAPITOLO 8: Dimensionamento del Piano ......................................................................... 73
Fabbisogno abitativo ............................................................................................................. 74
Fabbisogno di aree a destinazione produttiva e commerciale.......................................... 74
1
2
1.
CAPITOLO 1: Introduzione
3
1.1
Premessa
Il Quadro conoscitivo, quale elemento costitutivo del PSC, provvede, come indicato
dall'art. 4 della L.R. 20/2000, alla organica rappresentazione e valutazione dello stato del
territorio e dei processi evolutivi che lo caratterizzano e costituisce riferimento necessario
per la definizione degli obiettivi e dei contenuti del Piano, per la Valutazione della
sostenibilità ambientale e territoriale del PSC e per il monitoraggio della sua attuazione.
Il Quadro conoscitivo è quindi la memoria del "processo di pianificazione" previsto dall'art.
3 della Legge, costituito da una raccolta di informazioni strutturata e relazionata agli
obiettivi della pianificazione.
In particolare il Quadro conoscitivo ha lo scopo di raccogliere, riassumere, descrivere e
rielaborare i seguenti aspetti del territorio:
-
dinamiche e processi di sviluppo economico e sociale,
-
aspetti fisici e morfologici,
-
valori paesaggistici, culturali e naturalistici,
-
sistemi ambientale, insediativo e infrastrutturale,
-
utilizzazione dei suoli e stato della pianificazione,
-
prescrizioni e vincoli territoriali derivanti dalla normativa, dagli strumenti di
pianificazione vigenti, da quelli in salvaguardia e dai provvedimenti amministrativi.
La presente relazione ha come oggetto l’analisi del quadro demografico e socio
economico del comune di Fidenza al fine di caratterizzare lo scenario di riferimento in cui
andrà ad operare il PSC.
4
1.2
Aspetti normativi
La presente relazione si configura come componente del Quadro Conoscitivo del comune
di Fidenza, previsto dell’art. 4 della L.R. n. 20/2000, come modificata dalla L.R. n. 6/2009.
5
1.3
Metodologia
La seguente relazione analizza una serie di indicatori che si ritengono utili per descrivere
lo stato di fatto e le tendenze evolutive, con riferimento sia alle caratteristiche del territorio
comunale, sia agli effetti attesi dall'attuazione del PSC.
Gli indicatori considerati sono i seguenti:
1. popolazione
2. sistema economico
3. servizi alle persone
4. patrimonio abitativo
5. turismo.
Per ognuno degli indicatori sono analizzati i diversi aspetti che li caratterizzano in modo di
giungere ad un quadro analitico dello stato di fatto del territorio che permetta di individuare
e valutare le strategie che il PSC può mettere in campo.
6
2.
CAPITOLO 2: L’inquadramento geografico e territoriale
7
7.1
L’immagine geografica del Comune di Fidenza
Il comune di Fidenza è situato nella Provincia di Parma, nella zona ovest della Provincia,
lungo la via Emilia, in un territorio che si estende dalla pianura padana alle prime colline, e
dista circa 30 km dal capoluogo.
Fidenza al 2011 conta 26.196 abitanti e ha una superficie di 95,12 chilometri quadrati per
una densità abitativa di 275,4 abitanti per chilometro quadrato. E’ situato ad una quota
media di 75 metri sopra il livello del mare.
Il Comune di Fidenza comprende le seguenti frazioni: Lodesana, Castione Marchesi,
Chiusa Ferranda, Cogolonchio, Pieve Cusignano, Bastelli, Colombara, Fornio, Osteria del
Sole, Osteria Pietralunga, Parola, Ponte Ghiara, Rimale, San Faustino, Santa Margherita,
Cabriolo, Chiusa Viarola, Coduro.
Localizzazione del comune di Fidenza nell’ambito della Provincia di Parma
Nell’analisi delle caratteristiche del comune di Fidenza oltre alla provincia, che è un’entità
costruita principalmente su basi storico-amministrative, è stato incluso tra queste
considerazioni anche l’inquadramento nell’ambito dei Sistemi Locali del Lavoro effettuato
dall’Istat, avendo come riferimento la rete di relazioni pendolari esistenti tra i comuni
italiani.
8
I Sistemi Locali del Lavoro (SLL) sono aggregazioni di comuni che identificano mercati del
lavoro omogenei. Essi vengono individuati dall’Istat a partire dall’informazione sul
pendolarismo (spostamenti dei componenti familiari tra comuni per motivi di lavoro)
presente nel questionario del Censimento della popolazione. Un Sistema Locale del
Lavoro può essere formato da comuni appartenenti a province o regioni diverse. Per un
utilizzo a livello regionale ciò pone la necessità di scegliere se considerare solo i comuni
della regione e i SLL con centro nella regione in esame oppure di fare riferimento anche ai
SLL esterni contenenti anche comuni della regione e/o ai comuni esterni di SLL della
regione.
Sistema Locale del Lavoro di Fidenza
Fidenza fa parte del SLL di Fidenza, che comprende anche i comuni di Busseto,
Fontanellato,
Fontevivo,
Noceto,
Pellegrino
Parmense,
Polesine
Parmense,
Salsomaggiore terme, Soragna e Zibello.
L’estensione geografica del comprensorio così come lo definisce l’Istat include al suo
interno tipologie diverse di comuni, da quelli prettamente pianeggianti a comuni montani,
attraversando la fascia pedecollinare.
9
7.2
Il sistema insediativo del comprensorio parmigiano
Il Sistema Locale del Lavoro di Parma è formato da 10 comuni, tutti appartenenti alla
provincia di Parma. Il SLL è abbastanza popolato con 88.039 persone alla fine del 2011:
gran parte di queste sono insediate a Fidenza e a Salsomaggiore Terme, nelle quali
risiede oltre il 50% del totale. Il secondo comune per grandezza è appunto Salsomaggiore
Terme con oltre 20 mila residenti, seguito da Noceto con oltre 12 mila residenti, e da
Busseto, Fontanellato, Fontevivo e Soragna con una popolazione tra i 5.000 e gli oltre
7.000 abitanti.
La popolazione del comprensorio nel nuovo millennio è in graduale crescita e
quest’incremento rappresenta un’inversione di tendenza, per il fatto che osservando i dati
di lungo periodo si nota che nel periodo 1981-2001 la popolazione era stata stazionaria,
con una crescita davvero esigua.
L’area considerata da un punto di vista demografico segue le stesse dinamiche comunali,
della Provincia e della Regione, infatti, presenta un saldo naturale negativo e un saldo
migratorio positivo, anche se con dimensioni leggermente differenti.
Analisi dettagliate della popolazione sono riportate nel capitolo successivo.
10
3.
CAPITOLO 3: Analisi degli indicatori dello stato di fatto sociali e demografici
del territorio
11
3.1.
Popolazione
Nei decenni precedenti alla stesura del PRG vigente si era assistito ad una notevole
espansione dell’estensione territoriale di Fidenza (aumento di circa tre volte) ma,
contemporaneamente, a una diminuzione di circa 1000 unità della popolazione. Questo ha
condotto alla limitazione dell’espansione territoriale e alla necessità di riqualificazione di
molte zone della città.
Dal 1991 ad oggi si è assistito, fino al 2001, ad un mantenimento del numero di abitanti
residenti poi a un’inversione di tendenza che vede un importante aumento della
popolazione tutt’ora in atto.
Il 2009 è stata l’anno in cui la popolazione di Fidenza ha superato i 25.000 abitanti,
segnando uno storico punto di svolta: la cifra dei 25.000 abitanti, infatti, viene considerata
come spartiacque tra le città medio piccole e quelle medio grandi.
L'attuale fase demografica è caratterizzata da alcuni fattori significativi sui quali vale la
pena soffermarsi e che potremmo così riassumere:
-
progressiva ripresa delle nascite, con un forte aumento della presenza di bambini
stranieri;
-
forte intensificazione dei flussi migratori, con conseguente accelerazione del
ricambio sociale;
-
costante allungamento della vita media cui non può che seguire una crescita del
numero degli anziani, in un contesto già presente di forte invecchiamento della
popolazione.
La dinamica demografica è, seppure in modo indiretto, un indicatore molto significativo
dello sviluppo economico di un territorio in un determinato periodo di tempo. La tendenza
di un’area ad attrarre o respingere popolazione è legata in modo molto stretto alla vitalità
economica di quel territorio, la lettura dell’evoluzione demografica di Fidenza ne conferma
il ruolo di seconda città della provincia e di “polo ordinatore” del territorio circostante.
Per l’analisi della popolazione si prenderanno in considerazione sia le dinamiche naturali
(natalità, mortalità) che le dinamiche migratorie.
12
3.1.1 La componente straniera
Il fattore più evidente è senza dubbio l’aumento di cittadini stranieri: se nel 1991
l’immigrazione di stranieri era praticamente nulla, nel 2011 la popolazione immigrata
rappresenta quasi il 12% della popolazione della città. Il deficit naturale è, ormai da anni,
almeno in parte compensato dall'ammontare ampiamente positivo del saldo migratorio. La
popolazione straniera ha provenienza sia da Paesi Europei quali Albania, Bosnia –
Erzegovina, Moldavia e Ucraina, che da Paesi africani (Marocco, Tunisia, Etiopia), asiatici
(Cina, India e Pakistan), americani (Ecuador).
Dal grafico seguente è evidente come l’aumento della popolazione sia dovuto quasi
interamente alla componente straniera.
30.000
25.000
20.000
popolazione totale
popolazione italiana
15.000
popolazione straniera
10.000
5.000
0
1991
2001
2011
2013
Trend della popolazione residente dal 1991 ad oggi (elaborazioni da dati dell’Osservatorio Demografico della
Provincia di Parma)
Risulta piuttosto complesso prevedere l’andamento del fenomeno migratorio data la sua
aleatorietà; è certamente possibile pensare ad un mantenimento del flusso di immigrati nei
prossimi anni ma non è quantificabile la consistenza di tale flusso.
Dalla figura successiva emerge un quadro provinciale della componente straniera della
popolazione.
13
Distribuzione della componente straniera nel territorio provinciale al 01.01.2011 ( Elaborazione da uff. statistica
Provincia di Parma)
14
3.1.2 Le fasce d’età
Interessante la suddivisione della popolazione per fasce di età. Se nel decennio 19912001 si evidenzia una consistente diminuzione della quota di popolazione giovane, minore
di anni 18, e un aumento della quota di over 64, nel decennio 2001-2011 si assiste ad un
aumento della quota di under 18 e ad un importante aumento della popolazione anziana
over 75.
Il primo elemento di rilievo è l’aumento della popolazione giovane, conseguente
all’aumento della natalità, che comporta un graduale abbassamento dell’indice di
vecchiaia e una diminuzione dell’età media della popolazione, dovuto in buona parte
all’apporto della popolazione straniera, generalmente piuttosto giovane. L’indice di
vecchiaia rappresenta un importante indicatore da considerare per l’analisi sociodemografica ed è dato dal rapporto percentuale tra la popolazione con età superiore ai 65
anni e quella al di sotto dei 15 anni. A tale dato possono riferirsi misurazioni del grado di
invecchiamento della popolazione di un territorio.
4500
4000
3500
3000
1991
2500
2001
2000
2011
1500
1000
500
0
0-3
4-6
7-10
11-15
16-18
19-24
25-30
31-39
40-49
50-59
60-64
65-74
>75
Suddivisione della popolazione per fasce di età dal 1991 al 2011 (elaborazioni da dati ISTAT)
Il secondo elemento sul quale vale la pena soffermarsi è il persistere del processo di
invecchiamento della popolazione, anche se con modalità differenti rispetto a quanto
accaduto nella nostra città considerando un orizzonte temporale di lungo periodo. Mentre
15
infatti è per il momento esaurita la crescita del numero di anziani in età compresa tra 65 e
79 anni (oggettivamente meno problematica), continua ad essere in espansione il numero
dei cosiddetti grandi anziani, quelli cioè con 80 anni e oltre. Nel 2011 a Fidenza
risiedevano più di 6.000 persone con più di 65 anni, di cui circa 2.000 ultraottantenni (dieci
anni fa erano oltre 500 in meno). L'aumento del numero di grandi anziani tra i residenti è
un altro dei fenomeni del quale è possibile, con relativa sicurezza, prevedere il
proseguimento nei prossimi anni.
18000
16000
14000
12000
10000
0-15
16-64
65 e oltre
8000
6000
4000
2000
0
1991
2001
2011
Suddivisione della popolazione per fasce di età dal 1991 al 2011 (elaborazioni da dati ISTAT)
16
3.1.3 La natalità e la mortalità
Dal grafico successivo è evidente come la natalità sia in costante aumento nell’ultimo
decennio. Per effetto della progressiva crescita della natalità migliora il saldo naturale, cioè
il divario tra le nascite e il numero dei decessi.
14
12
10
8
6
4
2
0
12,3
6,8
12,4
7,1
11,6
7,5
12,1
8,3
12,6
11,9
13
11,6
10,3
9,2
7,9
12,13
9,47
7,4
mortalità
natalità
2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
Variazione dei tassi di natalità e mortalità nell’ultimo decennio ( Elaborazione da uff. statistica Comune di
Fidenza)
All'aumento della natalità fa seguito il progressivo incremento della popolazione giovanile:
negli ultimi 10 anni il numero dei residenti in età compresa tra 0 e 14 anni, attualmente pari
a 3.300, è aumentato di quasi il 20% con evidenti conseguenze per l'amministrazione
comunale sulla necessità di approntare servizi, in particolare prescolastici e scolastici, per
tale fascia di popolazione.
In virtù della dinamica migratoria e dell'andamento della fecondità, il numero dei giovani
fino a 14 anni è con ogni probabilità destinato ad aumentare ulteriormente, in particolar
modo per i prossimi dieci anni.
Dal medesimo grafico si evince come il tasso di mortalità tenda a mantenersi costante.
E’ evidente, comunque, che l’aumento della natalità sia in gran parte dovuto alla
componente straniera: al 01.01.2011 i nati stranieri erano tra il 20 e il 30% dei nati totali
nel comune.
17
Percentuali di nati stranieri sul totale nati al 01.01.2011 ( Elaborazione da uff. statistica Provincia di Parma)
18
3.1.4 Le famiglie
Ulteriore punto di analisi riguarda l’andamento e la tipologia delle famiglie. Un'analisi di
lungo periodo rivela come nella nostra città si sia assistito, a fianco di un aumento del
numero dei residenti, ad una rilevante crescita del numero di nuclei familiari: si passa dalle
9.644 famiglie del 2003 (popolazione totale di 23.368 abitanti) alle 11.584 famiglie nel
2010 (popolazione totale di 25.731 abitanti), che si spiega con una lieve riduzione del
numero medio dei componenti di ciascuna famiglia (da 2,44 nel 2003 a 2,25 nel 2010).
Rispetto al decennio precedente si nota un aumento il numero delle famiglie uni personali,
la dimensione media famigliare comunale risulta essere inferiore a quella nazionale (pari a
2,4 abitanti/famiglia nel 2010) e allineata con il dato regionale (2,24 abitanti/famiglia nel
2010).
Percentuale di famiglie in base al numero di componenti medi nella provincia di Parma ( Elaborazione da uff.
statistica Provincia di Parma)
19
3.2.
L’istruzione
La città di Fidenza presenta diverse strutture pubbliche e private dedicate all’istruzione,
dagli asili nido fino alle scuole secondarie superiori.
Di seguito vengono riportati i dati relativi agli alunni frequentanti scuola dell’infanzia,
scuola primaria e scuola secondaria inferiore (dati ufficio scuola Comune di Fidenza).
SCUOLA DELL'INFANZIA - dati storici e previsioni
2006-2007
2007-2008
2008-2009
Don Milani
Rodari
Lodesana
Lodesana c/o De Amicis
tot. Statali
residenti iscritti
non residenti
106
109
134
109
105
137
349
327
22
351
338
13
112
131
109
28
380
369
11
112
131
109
28
380
376
4
116
136
107
58
417
411
6
112
135
107
40
394
392
2
Battisti
Mons. Vianello
Don Sagliani
La Casa d'Oro
tot. Paritarie
residenti iscritti
non residenti
117
67
65
0
249
222
27
115
73
54
0
242
210
32
117
63
78
0
258
214
44
120
66
82
0
268
241
27
120
84
73
18
295
252
25
120
83
57
20
280
248
32
tot. Generale
residenti iscritti
non residenti iscritti
residenti al 31.12 anno preced.
598
549
49
574
593
548
45
554
638
583
55
603
648
617
31
651
694
663
31
697
674
640
34
703
%res. Iscritti su totale residenti
media %
95,64
95,36
98,92
96,68
94,78
95,12
91,04
numero medio iscritti non residenti
40,83
residenti al 31.12.11 potenziali utenti nel
residenti iscritti 95,36% su tot. resid.
numero medio iscritti non residenti
totale iscritti previsto
2012-2013
743
709
40
749
2009-2010 2010-2011
2011-2012
2013-2014 2014-2015
742
727
708
40
748
693
40
733
Dati storici e previsioni in merito al numero di alunni frequentanti la scuola dell’infanzia (dati forniti da ufficio
scuola del comune di Fidenza)
20
A livello di scuola dell’infanzia, si evidenzia un graduale ma costante aumento, nel corso
degli ultimi anni, degli iscritti, che per oltre il 95% risultano residenti nel comune. Una lieve
diminuzione si è avuta dall’anno scolastico 2010-2011 all’anno scolastico 2011-2012.
SCUOLA PRIMARIA - dati storici degli iscritti e previsioni
iscr. Statale
residenti
non residenti
2006-2007 2007-2008 2008-2009 2009-2010 2010-2011
781
810
827
831
862
729
768
782
789
816
52
42
45
42
46
2011-2012
855
808
47
iscr. Canossa
iscr. Il Seme
tot. Paritarie
residenti
non residenti
129
137
266
195
71
129
160
289
214
75
127
159
286
213
73
128
164
292
202
90
130
160
290
209
81
132
164
296
216
80
tot. Generale
residenti
non residenti
1047
924
123
1099
982
117
1113
995
118
1123
991
132
1152
1025
127
1151
1024
127
residenti al 31.12 preced
% iscritti a statale su resid. 31.12 prec.
% res. a statale
905
86,30
80,55
960
84,38
80,00
1003
82,45
77,97
1046
79,45
75,43
1068
80,71
76,40
1109
77,10
72,86
media % residenti iscritti a statale su tot. residenti al 31.12 anno prec.
numero medio non residenti iscritti a statale
residenti al 31.12.11 potenziali iscr. Nel
media % statale su res.
numero medio non res.
prev. iscr. Statale
77,20
45,67
2012-2013 2013-2014 2014-2015 2015-2016 2016-2017
1113
1169
1183
1232
1243
77,2
77,2
77,2
77,2
77,2
45,67
45,67
45,67
45,67
45,67
904,91
948,14
958,95
996,77
1.005,27
2017-2018
1197
77,2
45,67
969,75
Dati storici e previsioni in merito al numero di alunni frequentanti la scuola primaria (dati forniti da ufficio scuola
del comune di Fidenza)
A livello di scuola primaria, si evidenzia un graduale ma costante aumento, nel corso degli
ultimi anni, degli iscritti, che per poco meno il 90% risultano residenti nel comune.
Si evidenzia inoltre che gli iscritti alla scuola elementare statale rappresentano circa il 75%
del totale iscritti alle scuole elementari, il rimanente 25% circa è iscritto a scuole di tipo
paritario.
21
SCUOLA SECONDARIA INFERIORE - dati storici e previsioni
2006-2007 2007-2008 2008-2009 2009-2010 2010-2011 2011-2012
P. Zani
residenti
non residenti
525
497
28
519
498
21
502
480
22
520
499
21
534
515
19
600
582
18
Mons. Vianello
Il Seme
tot. Paritarie
residenti
non residenti
78
81
159
108
51
77
73
150
109
41
80
79
159
131
28
77
75
152
117
35
76
75
151
108
43
73
79
152
98
54
tot. Generale
residenti
non residenti
684
605
79
669
607
62
661
611
50
672
616
56
685
623
62
752
680
72
579
86,01
580
82,76
575
86,78
593
86,85
651
89,40
2013-2014
696
599
2014-2015
643
553
2015-2016
624
537
2016-2017
668
575
2017-2018
713
613
residenti al 31.12 preced.
% residenti a statale
media resid. a statale
residenti al 31.12.2011
residenti a statale 86,01%
590
84,24
86,01
2012-2013
702
604
Dati storici e previsioni in merito al numero di alunni frequentanti la scuola secondaria inferiore (dati forniti da
ufficio scuola del comune di Fidenza)
Relativamente alla scuola secondaria inferiore, si evidenzia un graduale e consistente
aumento, nel corso degli ultimi anni, degli iscritti, che per poco meno il 90% risultano
residenti nel comune.
Si evidenzia inoltre che gli iscritti alla scuola statale rappresentano circa il 80% del totale
iscritti alle scuole secondarie inferiori, il rimanente 20% circa è iscritto a scuole di tipo
paritario.
22
ALUNNI DI SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE E LORO PROVENIENZA.
2011/12
CLASS.
TOTALE ALUNNI
86
SCIENT. LINGUIST. COMM.
310
222
241
GEOM.
ITIS
S. A.
SOLARI
LEVI CANOSSA TOTALE
144
447
254
211
GEOM.
54
28
ITIS
161
112
S. A.
110
78
SOLARI
59
29
13
10
17
25
20
3
2
8
3
7
7
9
1
3
17
1
12
20
13
5
4
4
1
2
2
1
92
151
27
48
48
112
2075
1. DETTAGLIO PROVENIENZA DISTRETTO.
2011/12
CLASS.
38
12
NOCETO
FONTEVIVO
FONTANELLATO
BUSSETO
SORAGNA
SAN SECONDO
POLESINE
ROCCABIANCA
ZIBELLO
SISSA
TRECASALI
TOT. DISTRETTO NO FIDENZA
TOT. DISTRETTO CON FIDENZA
2
9
2
5
4
1
FIDENZA
SALSO
SCIENT. LINGUIST. COMM.
148
80
99
92
67
69
7
10
22
7
1
3
8
12
9
3
13
15
7
8
1
11
5
5
1
2
1
2
1
2
2
2
8
4
2
27
65
143
291
102
182
119
218
68
122
206
367
118
228
LEVI CANOSSA TOTALE
21
49
819
8
523
3
6
6
49
98
80
18
80
105
102
4
14
3
22
0
0
951
1770
Numero di alunni frequentanti la scuola secondaria superiore (dati forniti da ufficio scuola del comune di
Fidenza)
Per quanto riguarda la scuola secondaria superiore viene riportato il dato di numero di
alunni iscritti nell’anno scolastico 2011/2012, dettagliando la provenienza degli stessi.
E’ importante sottolineare come una parte molto consistente degli iscritti, oltre il 50%,
provenga dai comuni limitrofi a Fidenza, mettendo in evidenza l’importanza delle strutture
scolastiche secondarie superiori presenti in città e rimarcando il ruolo di centro ordinatore
di Fidenza.
Di seguito vengono riportati i grafici relativi all’andamento della popolazione in età pre
scolare e scolare negli ultimi anni:
23
POPOLAZIONE RESIDENTE IN ETA' ASILO NIDO AL 30.06.2012
700
631
590
600
542
507
492
2006-7
2007-8
500
587
511
400
300
200
100
0
2008-9
2009-10
2010-11
2011-12
2012-13
Andamento popolazione frequentante l’asilo nido (dati forniti da ufficio scuola del comune di Fidenza)
POPOLAZIONE 3-5 ANNI SCUOLA INFANZIA (dati al 30.09.2012)
900
800
697
700
600
766
763
754
2012-13
2013-14
2014-15
728
651
603
574
554
2006-7
2007-8
500
400
300
200
100
0
2008-9
2009-10
2010-11
2011-12
Andamento popolazione frequentante la scuola dell’infanzia (dati forniti da ufficio scuola del comune di
Fidenza)
24
POPOLAZIONE 6-10 SCUOLE ELEMENTARI (dati al 30.09.2012)
1400
1200
1000
1003
960
905
1046
1068
1134
1124
1190
1203
1263
1272
1233
800
600
400
200
0
2006-7
2007-8
2008-9
2009-10 2010-11 2011-12 2012-13 2013-14 2014-15 2015-16 2016-17 2017-18
Andamento popolazione frequentante le scuole elementari (dati forniti da ufficio scuola del comune di Fidenza)
POPOLAZIONE 11-13 SCUOLE MEDIE (dati al 30.09.2012)
900
800
682
700
600
590
579
2006-7
2007-8
580
575
708
724
701
649
757
766
728
681
637
593
500
400
300
200
100
0
2008-9 2009-10 2010-11 2011-12 2012-13 2013-14 2014-15 2015-16 2016-17 2017-18 2018-19 2019-20 2020-21
Andamento popolazione frequentante le scuole medie (dati forniti da ufficio scuola del comune di Fidenza)
25
Si può notare come, fatto salvo per asili nido e scuole dell’infanzia, si rilevi un generale
aumento della popolazione scolastica, che manifesta la necessità di sistemazione e
possibile ampliamento di alcune delle strutture scolastiche presenti nel comune, in modo
da poter gestire al meglio la domanda.
26
4.
CAPITOLO 4: Proiezioni demografiche
27
4.1
Proiezioni demografiche
Una prima valutazione circa le tendenze evolutive in atto sul territorio che è necessario
tener presente ai fini della pianificazione delle sue trasformazioni riguarda l’evoluzione nel
tempo della popolazione residente. Per quanto riguarda le tendenze dell’area vasta nella
quale la città di Fidenza risulta inserita (regione Emilia-Romagna) è possibile fare
riferimento alle proiezioni realizzate dall’ISTAT per il periodo 2011-2065 prendendo come
base la popolazione residente al 1 gennaio 2011.
Le previsioni sono articolate secondo tre distinti scenari. Con il primo di essi, lo scenario
centrale, viene fornito un set di stime puntuali ritenute “verosimili” che, costruite in base
alle recenti tendenze demografiche, rappresentano quelle di maggiore interesse per gli
utilizzatori. Accanto allo scenario considerato più “probabile” sono stati costruiti due
scenari alternativi che hanno il ruolo di disegnare il campo dell’incertezza futura. Tali due
scenari, denominati rispettivamente basso e alto, sono impostati definendo una diversa
evoluzione per ciascuna componente demografica rispetto allo scenario centrale. Le due
varianti tracciano idealmente un percorso alternativo, dove ciascuna componente
apporterà maggiore (scenario alto) o minore (scenario basso) consistenza alla
popolazione. Per lo scenario alto ciò significa fecondità, sopravvivenza e flussi migratori
(interni e con l’estero) più sostenuti, mentre vale esattamente l’opposto nello scenario
basso. Entrambi sono da intendersi esclusivamente come alternative “plausibili”: nessuno
dei due, infatti, può vedersi attribuito il significato di limite potenziale (superiore o inferiore)
allo sviluppo della popolazione.
La popolazione base delle previsioni è quella rilevata dalla fonte “Popolazione residente
comunale per sesso, anno di nascita e stato civile (Posas)” al 1° gennaio 2011 (da: ISTAT,
“Il futuro demografico del Paese: previsioni regionali della popolazione residente al 2065”,
www.istat.it)
Di seguito vengono riportate le proiezioni demografiche fino al 2030 nei tre scenari sopra
menzionati, relativamente alla regione Emilia Romagna:
28
PROIEZIONI DEMOGRAFICHE: SCENARIO CENTRALE
5.200.000
5.100.000
5.052.807
5.026.639
5.000.075
4.973.095
5.000.000
4.945.678
4.917.791
4.889.386
4.860.407
4.900.000
4.830.786
4.800.439
4.769.273
4.800.000
4.737.190
4.704.083
4.669.847
4.700.000
4.634.358
4.597.493
4.600.000
4.559.097
4.518.995
4.476.917
4.500.000
4.432.418
4.400.000
4.300.000
4.200.000
4.100.000
4.000.000
2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
2018 2019 2020 2021 2022 2023
2024 2025 2026 2027 2028 2029 2030
Proiezione demografica di scenario centrale a livello regionale (dati ISTAT)
PROIEZIONI DEMOGRAFICHE: SCENARIO BASSO
5.000.000
4.896.871
4.882.333
4.867.124
4.851.217
4.834.585
4.817.180
4.798.944
4.779.811
4.759.696
4.738.501
4.716.103
4.692.375
4.667.173
4.640.343
4.611.703
4.581.058
4.548.167
4.512.748
4.900.000
4.800.000
4.700.000
4.600.000
4.500.000
4.474.385
4.432.418
4.400.000
4.300.000
4.200.000
4.100.000
4.000.000
2011 2012 2013
2014
2015 2016 2017
2018 2019 2020
2021 2022
2023
2024 2025 2026
2027 2028 2029
2030
Proiezione demografica di scenario basso a livello regionale (dati ISTAT)
29
PROIEZIONI DEMOGRAFICHE: SCENARIO ALTO
5.400.000
5.207.374
5.169.639
5.131.790
5.093.816
5.055.702
5.017.425
4.978.948
5.000.000
4.940.225
4.901.200
4.861.807
4.821.975
4.781.636
4.800.000
4.740.719
4.699.165
4.656.907
4.613.884
4.570.026
4.600.000
4.525.262
4.479.471
4.432.418
5.200.000
4.400.000
4.200.000
4.000.000
2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2027 2028 2029 2030
Proiezione demografica di scenario alto a livello regionale (dati ISTAT)
Le proiezioni elaborate dall’ISTAT si fermano a un livello di dettaglio regionale, scelta
probabilmente motivata sia dall’esigenza di contenere la dimensione complessiva del
lavoro sia dal fatto che le proiezioni demografiche divengono tanto più incerte quanto più
ci si allontana dalla base di partenza, e che questa incertezza è inversamente
proporzionale alla numerosità della popolazione interessata.
In questa sede è stata effettuata una serie di proiezioni demografiche della popolazione di
Fidenza i cui risultati devono essere interpretati alla luce della considerazione precedente
e che disegnano alcuni scenari demografici possibili a partire da una serie di ipotesi di
base ritenute realistiche. Lo scenario ottenuto ci permette di determinare la consistenza
della popolazione di Fidenza nel 2030 se si verificheranno le ipotesi sulla base delle quali
è stato costruito.
Lo scenario è stato costruito prendendo come base la popolazione di questo comune al 1
gennaio 2011 e applicando ad essa lo stesso metodo delle componenti di coorte utilizzato
30
dall’ISTAT per sviluppare le sue proiezioni, anche se partendo da ipotesi leggermente
diverse da quelle utilizzate da questo istituto.
Secondo quanto previsto da questo metodo, le persone di ciascuna classe di età sono
state “fatte invecchiare” anno per anno, ovvero data la probabilità di sopravvivenza anno
dopo anno (utilizzando per questo parametro i valori distinti per uomini e donne riferiti alla
provincia di Parma per il 2010 pubblicati dall’ISTAT e considerando questi valori costanti
per l’intero periodo di riferimento) è stata calcolata la numerosità di ciascuna classe di età.
Anche i bambini e gli immigrati sono stati fatti nel frattempo invecchiare utilizzando la
stessa tavola di sopravvivenza.
Applicando alla popolazione femminile dei tassi di fecondità per ciascuna classe di età pari
ai valori medi riferiti alla provincia di Parma per il 2011, pubblicati anch’essi dall’ISTAT, e
formulando l’ipotesi che questi parametri rimangano costanti tra oggi ed il 2030 è stato
possibile stimare quanti bambini nasceranno nel frattempo.
Per quel che riguarda il tasso migratorio si è partiti dall’osservazione del valore medio di
questo indicatore nel ventennio 1991-2011 riferito alla popolazione di Fidenza. Si è poi
formulata l’ulteriore ipotesi che il saldo migratorio sia generato semplicemente da un
afflusso di individui la cui distribuzione di età sia uguale a quella dei residenti stranieri di
Fidenza nel 2010.
Prima di illustrare nei dettagli i risultati ottenuti, occorre innanzitutto rilevare che dal punto
di vista demografico Fidenza è un comune in crescita, peraltro al momento trainata
praticamente solo dall’immigrazione, che per questo motivo presenta una popolazione
mediamente più giovane rispetto a quella del contesto di riferimento.
Il saldo naturale che questa popolazione presenterà nei prossimi anni è prevedibile con
una certa precisione, in quanto dipende dal tasso di fecondità e dal tasso di mortalità, due
parametri che di norma variano molto lentamente nel tempo e per questo motivo sono stati
considerati costanti nelle elaborazioni svolte. Discorso differente vale per il flusso
migratorio, di cui non è possibile prevedere un andamento, quindi le previsioni in merito
sono affette da un ampio margine di incertezza.
Sulla base di queste considerazioni si ottiene che nel 2030 la popolazione di Fidenza
possa raggiungere i 32.193 abitanti, con un incremento del 22,9% rispetto al 2011 (5.997
abitanti in più), come si evince dal grafico seguente:
31
PROIEZIONE DEMOGRAFICA: COMUNE DI FIDENZA
35.000
32.193
30.919
29.451
30.000
28.002
26.196
25.000
20.000
15.000
10.000
5.000
0
2011
2015
2020
2025
2030
Proiezione demografica al 2030 della popolazione di Fidenza
32
5.
CAPITOLO 5: Analisi degli indicatori dello stato di fatto del sistema
economico del territorio
33
5.1.
L’agricoltura
L’ufficio statistica della Provincia di Parma ha rielaborato i dati del VI Censimento
dell’agricoltura effettuato nel 2010. Il quadro che emerge, a livello provinciale, evidenzia
molte novità rispetto al passato.
Questi dati forniscono un quadro di riferimento importante, non solo per la conoscenza
della realtà aziendale e le possibilità di sviluppo futuro, ma anche per la definizione delle
politiche che consentano all’agricoltura di fronteggiare le grandi sfide delle trasformazioni
imposte dai processi di globalizzazione e dalla prolungata crisi che investe da diversi anni
la struttura produttiva del Paese e dell’Europa intera.
Le aziende agricole attive nel 2010 in provincia di Parma sono 7.1.41 per una Superficie
Agricola Utilizzata (SAU) complessiva di 125.703 ettari .
Rispetto al 2000 il numero di aziende diminuisce del 32,4% (-31% in Regione). La SAU
totale diminuisce del 6,3 % (- 5,8% in Regione), con andamenti diversi per zona
altimetrica.
La Sau media aziendale aumenta di quasi il 40% (39,3%) passando dai 12,74 ettari nel
2000 a 17,75 nel 2010.
Da un primo confronto con il livello regionale, l’agricoltura parmense ha consolidato la
dimensione media aziendale, e in effetti si è attestata su un valore di SAU media che
risulta essere terzo dopo solo la provincia di Piacenza e Ferrara.
Anche il numero medio dei capi allevati in stalla si attesta su valori tra i più alti a livello
regionali : per i bovini, i capi medi provinciali in stalla sono circa 92 (76 in Emilia-Romagna,
94 a Reggio Emilia e 142 a Ferrara); per i suini, i capi medi in stalla sono 1.108, in questo
caso però le province di Piacenza, Reggio Emilia, Modena e Ferrara hanno allevamenti
più consistenti.
Su una SAU complessiva di circa 125.700 ettari, i seminativi erano nel 2010 estesi per una
superficie di 101.850 (81%), i prati permanenti e i pascoli erano 22.608 ha (18%) ed i
restanti altri usi del suolo (legnose agrarie e orti familiari) si estendevano per altri 1.245
ettari (1%).
34
Nei seminativi i cambiamenti più consistenti sono rappresentati dal notevole aumento
verificatosi in dieci anni delle superfici destinate a grano duro ( + 2.231 ha, +249 %)
estesosi prevalentemente in pianura, l’incremento delle foraggere, in particolare gli erbai
con 1.475 ettari in più rispetto al 2000 (+69%) e del pomodoro da industria con un
incremento di 249 ettari (+4,7%).
I cali più consistenti si sono verificati per gli altri cereali (orzo, segale, avena, ecc..), con
3.140 ettari in meno rispetto al 2000 (-49%), i prati avvicendati -2.161 ettari (-3,5%) e la
barbabietola da zucchero (-28,4 %, -1.109 ettari) per effetto delle scelte di politica
comunitaria avvenute nel periodo intercensuario. Le superfici medie aziendali per tutte
queste colture sono aumentate, con un’intensificazione della specializzazione produttiva.
Anche il comparto degli allevamenti registra un calo tendenziale, rispetto al 2000, del
numero dei capi allevati: -4,5% per i bovini, - 38 % per i suini e per gli avicoli -23,1 %.
La stragrande maggioranza delle aziende è condotta direttamente dal coltivatore.
Dallo spoglio dei dati sul lavoro emerge che nelle 7.141 aziende agricole censite, trovano
occupazione 14.359 persone, compresi i conduttori ed i relativi familiari, per un totale di
1.931.495 giornate di lavoro, in calo del 29,6% rispetto al 2000.
In termini seppur molto generali si può affermare che in media ogni azienda agricola
occupa mediamente circa 2 persone, di cui una è il conduttore, la seconda spesso è un
familiare. Entrando nel merito delle tipologie degli occupati, l’84,3% è rappresentato dal
conduttore e componenti della sua famiglia, il restante 15,7% è costituito da occupati a
tempo indeterminato e determinato.
Per quanto riguarda il territorio del comune di Fidenza sono stati messi a confronto i dati
relativi ai Censimenti dell’Agricoltura degli anni 2000 e 2010 (ISTAT).
Rispetto al 2000 il numero di aziende diminuisce del 37,4 %, passando da 562 nel 2000 a
352 nel 2010. Tale diminuzione del numero di aziende risulta superiore al dato provinciale.
Contemporaneamente si assiste ad una diminuzione della SAU di quasi il 7,4% e
all’aumento della Sau media aziendale del 48%, passando da 13,07 ettari nel 2000 a
19,33 ettari nel 2010.
Quindi, in analogia con la tendenza provinciale e regionale, si evidenzia un
consolidamento a livello comunale della dimensione media aziendale.
35
Il numero medio dei capi allevati in stalla si attesta su valori inferiori rispetto alla media
provinciale, se ne nota comunque un ragguardevole aumento nell’ultimo decennio: per i
bovini passa dai 66 capi medi per stalla del 2000 ai 90 del 2010 mentre per i suini dai 204
del 2000 ai 952 del 2010. Questo deriva anche da una diminuzione del numero di
allevamenti che ha portato all’eliminazione delle aziende di piccole dimensioni a favore di
quelle estensive. Nel complesso diminuisce il numero di bovini allevati (-15,84%) ma
aumenta quello dei suini che registra un +11,9%, in controtendenza rispetto al dato
provinciale.
Per quanto riguarda le coltivazioni il trend è quello rilevato a livello provinciale: aumento
delle coltivazioni di frumento, in particolare del grano duro, incremento delle superfici a
foraggio e della coltivazione del pomodoro da industria (127,4 ettari coltivati nel 2010).
Anche a livello comunale si è quindi assistito negli ultimi dieci anni ad un’intensificazione
della specializzazione produttiva.
Sul territorio comunale sono presenti 346 aziende, la quasi totalità è a conduzione diretta
(338), in queste aziende trovano occupazione 530 persone per un totale di 79.019
giornate di lavoro complessive. In generale si conferma quanto rilevato a livello
provinciale: in media ogni azienda agricola occupa mediamente circa 2 persone, di cui una
è il conduttore, la seconda spesso è un familiare.
36
5.2.
L’industria e le imprese
Il presente paragrafo prende in esame il settore dell’industria prima a livello provinciale,
sulla base dei dati dell’Archivio Statistico delle Imprese Attive (Asia) nel periodo 20072010, poi, sulla base degli stessi dati, a livello di Sistema Locale del Lavoro, infine a livello
comunale sulla base dei dati forniti dall’ufficio statistica della Provincia di Parma. Inoltre
sono stati utilizzati i dati forniti dalla Camera di Commercio di Parma (“Parma in cifre
2010”).
Per quanto riguarda la Provincia di Parma, la struttura delle imprese, in termini di attività
economica, si presenta caratterizzata da una forte concentrazione dell’occupazione nel
settore manifatturiero, con oltre il 32% degli addetti totali; nel Commercio, sia all’ingrosso
sia al dettaglio, che nel complesso rappresenta il 15,2% dell’occupazione totale, e nel
settore delle Costruzioni dove le imprese occupano il 10,4% degli addetti totali. All’interno
del settore manifatturiero si conferma il rilevante peso delle Industrie alimentari, le cui
imprese occupano quasi 17.000 addetti, e quello delle industrie della Fabbricazione di
macchinari e apparecchiature, settore che nella nostra provincia è fortemente connesso al
settore Agroalimentare, con oltre 9.900 addetti. Come riflesso immediato di tale situazione
si ha che le imprese industriali presentano una dimensione media maggiore rispetto a
quella del settore terziario.
Al 31.12.2009 le imprese manifatturiere provinciali ammontano a 6.887 unità. I comparti
numericamente più rilevanti sono il metalmeccanico (48,5% del totale imprese
manifatturiere parmensi) e l’alimentare (22,8%). Seguono le industrie del sistema moda
(tessile, vestiario, calzature, pelli e cuoio), che incidono per il 6,1% sul totale manifatturiero
provinciale. Considerando il peso di ogni comparto sui corrispondenti aggregati regionali,
trova conferma l’importante ruolo del settore alimentare, le cui industrie costituiscono il
14,9% delle industrie alimentari emiliano romagnole. Buona anche l’incidenza del
metalmeccanico (11,9%) e del legno (11,9%).
37
Imprese e addetti per settore di attività economica (dati Ufficio Statistica Provincia di Parma)
38
L’industria manifatturiera a Parma (dati Camera di Commercio di Parma)
Nel 2010 le imprese attive nell’industria e nei servizi sono poco più di 38.500 e occupano,
complessivamente, circa 167.000 addetti. La prevalenza di micro imprese nel sistema
produttivo è confermata dalle oltre 36.300 imprese con meno di 10 addetti, che
rappresentano oltre il 94% del totale ed occupano il 42% degli addetti. Il 21% degli addetti,
pari a circa 35.100, lavora nelle piccole imprese (da 10 a 49 addetti), mentre la quota
rilevata nelle imprese di media dimensione (da 50 a 249 addetti) è il12% (pari a oltre
19.800 addetti). Soltanto 45 imprese (0,1%) impiegano 250 addetti e più, assorbendo,
tuttavia, il 24,8% dell’occupazione complessiva (oltre 41.300 addetti).
Imprese iscritte al registro imprese di Parma per macrosettore di attività (dati Camera di Commercio di Parma)
39
Tra il 2004 e il 2007 le imprese risultano diminuite dell’1,4%, e l’occupazione dello 0,2%.
La diminuzione complessiva del numero di imprese è la risultante di comportamenti
differenziati tra le diverse attività economiche. A fronte di un calo di molte attività
dell’industria in senso stretto, e in particolare delle attività manifatturiere (-12,2%), si
verifica però un aumento in molte attività dei servizi, in particolare delle Attività finanziarie
e assicurative (+26,6%), dei servizi di Sanità e Assistenza sociale (+17%) e delle Attività
immobiliari (+11,8%). Si rileva una diminuzione in quasi tutti gli altri settori, Costruzioni 10,1%, Commercio -3,9%, Trasporti e magazzinaggio -6,5%.
Imprese registrate in provincia di Parma nel periodo 2001-2009 (dati Camera di Commercio di Parma)
Passando dall’analisi a livello comunale a quella del Sistema Locale del Lavoro (SLL)
vengono riportati di seguito dei cartogrammi, tratti dal Rapporto ASIA 2010, dove per ogni
sistema locale emiliano, per i diversi settori, viene evidenziato il grado di specializzazione:
40
41
42
Livello di specializzazione nei diversi settori dei Sistemi Locali dell’Emilia Romagna (Rapporto ASIA 2010)
43
La serie di cartogrammi presentati permette di esaminare per ogni singolo settore le aree
di maggiore specializzazione e valutare la concentrazione di questo dal punto di vista
territoriale. Alternativamente è possibile seguire uno specifico territorio attraverso i diversi
comparti dell’economia e quindi definire in un certo senso i profili produttivi dei sistemi
locali emiliano - romagnoli.
Dai cartogrammi si evidenzia una specializzazione di media entità nei settori delle
industrie alimentari e della fabbricazione delle materie plastiche. Una specializzazione di
lieve entità è rilevabile nei settori delle costruzioni, del trasporto e magazzinaggio, della
fornitura di acqua, delle attività estrattive, tessili e manifatturiere.
Per quanto riguarda la città di Fidenza si confermano in generale i dati provinciali e di SLL.
Il settore che occupa il maggior numero di addetti è quello manifatturiero, con 3.662
addetti nel 2010, seguono il commercio (1.712 addetti), le costruzioni (1.266 addetti),
trasporti e magazzinaggio (524 addetti), attività professionali e scientifiche (496 addetti) e
servizi di alloggio e ristorazione (479 addetti).
Considerando i settori manifatturiero e delle costruzioni si osserva negli anni 2007-2010
una graduale diminuzione del numero di imprese operanti in ognuno dei due settori. A
questo corrisponde una diminuzione del numero di addetti. In controtendenza il settore del
commercio dove si ha sia un aumento del numero di imprese (dopo una inflessione tra
2007 e 2008) che di addetti.
600
500
(n. imprese)
400
attività manifatturiere
300
commercio
costruzioni
200
100
0
2007
2008
2009
2010
(anni)
44
Figura 18:Variazione del numero di imprese nei tre principali settori dal 2007 al 2010 (dati Ufficio Statistica
Provincia di Parma)
4000
3500
3000
(n. addetti)
2500
attività manifatturiere
2000
commercio
costruzioni
1500
1000
500
0
2007
2008
2009
2010
(anni)
Variazione del numero di addetti nei tre principali settori dal 2007 al 2010 (dati Ufficio Statistica Provincia di
Parma)
45
5.3.
Il commercio
L’ufficio statistica della Provincia di Parma ha prodotto un breve elaborato in cui vengono
esaminate le principali informazioni concernenti la rete distributiva della provincia di Parma
tra il 2002 e il 2012.
In tale decennio si è verificato un incremento del numero di esercizi commerciali sul nostro
territorio provinciale (+ 14,5%), con conseguente incremento superficiale di 182.897 mq
(pari ad un +32,2%).
Esercizi totali in provincia di Parma – valori assoluti (dati Ufficio Statistica della Provincia di Parma)
L’andamento del settore, mostra due periodi con diverse caratteristiche: il primo periodo
2002-2008 con un incremento decisamente positivo (aumento medio annuo di 117
esercizi) ed un secondo, che arriva a tutt’oggi, in cui sono evidenti gli effetti della crisi
economica complessiva, con un aumento medio annuo di 74 esercizi.
La correlazione tra l’andamento della popolazione residente ed il totale degli esercizi fa
emergere come il motivo principale dell’aumento degli esercizi è essenzialmente
correlabile all’aumento di popolazione. Tuttavia, se si rapporta l’incremento della
popolazione con quello del totale degli esercizi, si può notare come l’aumento di questi
ultimi sia proporzionalmente più consistente di quello della popolazione soprattutto nel
primo periodo.
Ciò fa supporre, fatti salvi ulteriori necessari approfondimenti specifici, che il settore della
distribuzione commerciale al dettaglio abbia assorbito, soprattutto nel primo periodo, una
quota crescente dell’occupazione a livello provinciale.
Nel dettaglio, abbiamo avuto un aumento del 14,6% per ciò che riguarda il numero degli
esercizi di vicinato, del 9,0% per le strutture medio - piccole, del 60,0% per le medio grandi e del 72,7% per le grandi.
46
Da evidenziare che le grandi strutture di vendita, passate dalle 11 dell’1.1.2002 alle 19
dell’1.1.2012, sono unicamente presenti negli ambiti della pianura e prima collina.
Se si analizza la serie storica del numero di esercizi di vicinato, ovvero l’unica realtà
commerciale (fra quelle citate in precedenza) presente in tutti i comuni, si può notare che
le variazioni positive maggiori riguardano principalmente centri della pianura e della
collina, ma con alcune interessanti propaggini verso i territori montani. Analizzando invece
le variazioni negative degli esercizi di vicinato a livello comunale, la tendenza, rispetto a
quelle positive, si inverte. Esse, infatti, riguardano principalmente centri montani, ma
anche collinari, con alcune propaggini verso la pianura.
Prendendo ora in considerazione le strutture medio piccole, va subito detto che sono pochi
i comuni che presentano variazioni (positive o negative) significative in termini di valori
assoluti.
Per quel che riguarda le strutture medio grandi, invece, la prima cosa da segnalare è che
all’1.1.2012 sono presenti soltanto in 17 comuni e che negli ultimi dieci anni il loro numero,
a livello complessivo, non ha subito variazioni particolarmente rilevanti.
In netta crescita, infine, il numero dei centri commerciali, i cui dati sono però disponibili
dall’1.1.2006 in avanti. Nell’arco degli ultimi sei anni, infatti, le relative autorizzazioni
rilasciate sono passate da 7 a 10. Tali strutture, all’1.1.2012, risultano dislocate
principalmente nei comuni di pianura, 5 a Parma ed una a Trecasali, ma ve ne sono ben 4
presenti in centri collinari: Traversetolo, Langhirano, Fidenza e Collecchio.
Relativamente al comune di Fidenza si evidenzia un progressivo aumento del numero di
esercizi di vicinato che tutt’ora mantiene il trend crescente nonostante la generale crisi
economica, anche se con valori più contenuti rispetto agli anni 2002-2006. In particolare
tra il 2005 e il 2006 si è assistito ad una crescita notevole di ben 50 esercizi di vicinato.
47
600
519
509
500
431
417
400
454
532
538
565
550
568
459
esercizi vicinato
300
strutt. medio piccole
200
100
44
39
43
43
34
31
52
42
49
46
46
0
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Esercizi di vicinato e strutture medio piccole nel comune di Fidenza (dati Ufficio Statistica della Provincia di
Parma)
Analogamente
al dato
provinciale,
questo
aumento
è
correlato
indubbiamente
all’incremento della popolazione.
Per quanto riguarda le strutture medio piccole si osserva un aumento complessivo nel
decennio 2002-2012. Ma entrando più nello specifico dei dati a livello annuale si può
notare un andamento piuttosto instabile, tra crescita e decrescita, fino al 2010, quando il
numero di strutture medio piccole si è attestato su un valore stabile di 46.
Prendendo in considerazione le strutture medio grandi, Fidenza ha visto un rilevante
incremento di queste strutture, passando da una nel 2002 a ben quattro nel 2009, con un
aumento di 6.377 mq di superficie.
Infine si sottolinea la presenza del centro commerciale “Fidenza” in via Giavazzoli, attivo
dal 1990.
Gli elementi più significativi per la città relativamente al commercio sono la presenza del
“Fidenza Village” e dello Shopping Park, polo commerciale di rilevanza sovracomunale e
con tipologia di utenza che va oltre i confini della regione. In tal senso questa struttura è
da considerarsi come un elemento a sé stante in rapporto al dimensionamento
complessivo del comune che deve essere valutato in relazione a delle dinamiche più
propriamente locali. Si rimanda al paragrafo dedicato per un maggiore dettaglio.
48
5.4.
Il turismo
La città di Fidenza è ricca di testimonianze rappresentative delle diverse fasi storiche
vissute dalla città, si va dai monumenti di epoca romana (ponte romano, sarcofago
romano), passando da quelli medievali (Cattedrale di San Donnino, Palazzo del Comune,
Torre medievale e porta di San Donnino, …), farnesiani, borbonici, per giungere a quelli
risalenti alla dominazione francese (teatro comunale), al risorgimento (Chiesa a Convento
dei Cappuccini,…) e al secondo dopo guerra.
Fidenza è quindi città d’arte; la sua storia, come il suo territorio, è segnata dal passaggio
di due importanti strade: la consolare Via Emilia, luogo di commerci e comunicazioni e la
Via Francigena, grande itinerario culturale europeo, via di pellegrinaggio, ma anche una
via militare e commerciale dal nord Europa verso Roma. Oggi è percorsa da turisti e
pellegrini attratti dalla sua proposta di turismo religioso e culturale. Fidenza ha da sempre
un volto europeo. Una vocazione riconosciuta anche dal Consiglio d’Europa e oggi è sede
dell’Associazione Europea delle Vie Francigene.
Dal punto di vista delle strutture ricettive si registrano nel 2011 (dati Ufficio Statistico
Provincia di Parma):
- 4 alberghi a tre stelle, per un totale di 250 posti letto;
- 2 alberghi a due stella, per un totale di 45 posti letto;
- 1 albergo a una stella con 11 posti letto;
- alloggi in affitto, con un totale di 21 posti letto;
- tre strutture agrituristiche con un totale di 36 posti letto;
- quattro bed & breakfast, per un totale di 23 posti letto.
La città è quindi servita da numerose strutture ricettive che possono ospitare
complessivamente fino a 386 persone a notte, l’offerta turistica è prevalentemente
incentrata sulle strutture alberghiere, ma, soprattutto negli ultimi anni, anche agriturismi e
bed & breakfast hanno assunto una certa importanza in questo senso.
La dinamica del movimento turistico nel comune di Fidenza rispecchia la tendenza
provinciale, presentando negli anni 2006-2012 risultati non positivi.
Dall’analisi dei flussi si rileva una diminuzione delle presenze che passa da 63.716
presenze nel 2006 a solo 28.249 nel 2012, con un calo di oltre il 55%. La diminuzione più
49
evidente è sicuramente quella dei turisti italiani (54.001 presenze nel 2006 a 23.034 nel
2012, -57,3 %). La domanda estera rappresenta una parte piuttosto esigua del mercato
turistico, in termini di presenze meno del 20% del complesso.
ARRIVI ANNUALI
35.000
30.000
(turisti)
25.000
20.000
italiani
stranieri
15.000
10.000
5.000
0
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
(anno)
Arrivi annuali di turisti nel comune di Fidenza (dati Ufficio Statistica della Provincia di Parma)
PRESENZE ANNUALI
60.000
50.000
(turisti)
40.000
italiani
30.000
stranieri
20.000
10.000
0
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
(anno)
Presenze annuali di turisti nel comune di Fidenza (dati Ufficio Statistica della Provincia di Parma)
50
E’ comunque evidente la difficoltà rispetto alla capacità di trattenere i turisti per più giorni.
In effetti, la permanenza media complessiva è in costante calo negli ultimi anni: è passata
da 1,7 giorni nel 2006 a 1,5 giorni nel 2012, ed è inferiore rispetto alla media provinciale
(2,6 giorni nel 2012).
Quanto riscontrabile nel comune di Fidenza riflette i dati rilevati a livello provinciale, dove
emerge che soprattutto le “città d’arte” hanno risentito della crisi economica vedendo
ridurre notevolmente le presenze turistiche nel corso degli ultimi anni.
51
6.
CAPITOLO 6: Le funzioni di eccellenza a Fidenza
52
6.1
Gli edifici storici
Fidenza è primariamente città d’arte e l’attrattività della città deriva essenzialmente dalla
presenza degli edifici e delle rilevanze storico architettoniche che custodisce.
Fidenza è una città drammaticamente segnata dalla storia recente: i bombardamenti del
secondo conflitto mondiale distrussero un immenso patrimonio monumentale ed insieme
a quello pagine importantissime della memoria della città. In poche ore Fidenza perse il
suo disegno urbano, stratificato in millenni di storia, e il segno rassicurante delle
architetture del passato fu sostituito dal profilo di palazzi e costruzioni architettonicamente
“fragili” ed anonime, funzionali soprattutto al desiderio di ripresa e di modernità che in quel
particolare momento storico la necessità preponderante dell’intera società italiana.
Cancellata la gloriosa Rocca, il profilo delle case bottega che si affacciavano su via
Berenini e Via Cavour, distrutti i palazzi rinascimentali e svuotata l’area prospiciente alla
stazione ferroviaria, Fidenza era una città in ginocchio che vedeva miracolosamente
incastonate tra le macerie alcune perle della sua storia artistica e civile che ancora oggi
sono i principali elementi di attrattività turistica della città; la Cattedrale romanica, il gotico
palazzo municipale, il teatro Magnani e i palazzi dell’area farnesiana (quello dei Gesuiti e
quello delle madri Orsoline), chiese parrocchiali e conventuali.
La Cattedrale di San Donnino è certamente il monumento più celebre della città, Famoso
soprattutto per la facciata attribuita a Benedetto Antelami, che fu richiamato a Roma e
lasciò l'opera incompiuta. La cattedrale, ricostruita dopo il terremoto del 1117, è di tipico
stile romanico e la facciata risale al XII secolo. Il duomo, l duomo di Fidenza, come altre
cattedrali romaniche, presenta in facciata numerosi bassorilievi ed alcune statue che si
mostrano al pellegrino ed al fedele con intenti didascalici, come un libro d'insegnamenti
religiosi fatto di immagini. Si tratta di opere scultoree eseguite da Benedetto Antelami e
dalla sua scuola tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo; tra esse particolarmente
raffinate sono le due statue poste nella nicchie ai due lati del portale maggiore, opere che
unanimemente si ritengono direttamente eseguite dal maestro. Il racconto per immagini
53
risulta alquanto complesso ed intreccia tra loro l'omaggio alla Gloria di Cristo, con episodi
del Vecchio e Nuovo Testamento, con temi cari alla devozione locale (La vita di San
Donnino), con riferimenti a tradizioni storiche, leggende e immagini fantastiche care
all'uomo medievale. Altri bassorilievi di scuola antelamica sono rinvenibili nella superficie
esterna dell’abside e all'interno del duomo; altre ancora hanno trovato ricovero nel Museo
diocesano.
Del Palazzo Comunale si hanno testimonianze già a partire dal 1191, anche se la struttura
attuale sembra risalire al XIV secolo. Le milizie spagnoli e francesi lo distrussero nel XVI
secolo e, durante la ricostruzione, venne ampliato con le ali posteriori rispetto alla facciata
e con la torre civica. La facciata venne, infine, rifatta nel XIX secolo riprendendo le forme
del gotico lombardo. L'edificio si trova nella piazza principale della città, Piazza Garibaldi.
La Chiesa di San Pietro venne progettata nel 1602 dall'architetto fidentino Mauro Bacchini,
ma i lavori di costruzione terminarono nel 1613. Questa è affiancata da un Convento,
costruito nel 1688, su progetto dello stesso Bacchini, e soppresso da Napoleone nel 1805,
dove vivevano i frati eremitani agostiniani. All'interno si trovano preziosi stucchi ed arredi
barocchi, inoltre è notevole l'abside finemente decorata. La chiesa si trova in piazza
Gioberti, poco distante dal Duomo.
Il teatro "Girolamo Magnani" si trova in piazza Verdi. Venne costruito tra il 1812 ed
il 1861 ed i lavori vennero diretti dal fidentino Girolamo Magnani, a cui il teatro è dedicato.
Come altri teatri emiliani, venne costruito su un'area dove sorgeva un convento, in questo
caso francescano. È un edificio di discrete dimensioni, ospita un palcoscenico capiente e
una
spaziosa
buca
dell'orchestra.
Principalmente
ospita
spettacoli
di
prosa.
Occasionalmente, vi vengono eseguite opere liriche e concorsi bandistici.
L'imponente complesso dal Santuario della Gran Madre di Dio, dal Convento dei Gesuiti,
dalla chiesa di San Michele e dal convento delle Suore Orsoline fungeva da ingresso per
chi veniva da Parma. La Chiesa di San Michele venne costruita nella prima metà del 500.
Il disegno a croce greca si pensa che venne ispirato dal Bramante. La chiesa è oggi
54
sconsacrata ma conserva alcuni affreschi all'interno e, nel periodo natalizio, ospita una
mostra di presepi ed è sede del centro culturale San Michele. Tutti gli altri edifici della
zona furono costruiti dopo l'abbattimento della torre Salvaterra che affiancava la porta San
Michele all'ingresso est della città. Il Santuario della Gran Madre di Dio fu progettato da
padre Bramieri ed i lavori di costruzione durarono circa 15 anni (1707 - 1722). Con
l'avvento di Napoleone la chiesa fu chiusa al culto, e riaperta solo nel 1850. L'edificio è
costituito da un'unica navata, decorata con stucchi barocchi e all'esterno ha una grossa
cupola ed il campanile più alto della città.
L'oratorio di San Giorgio è chiuso al culto dal 1900, è tuttora adibito ad ospitare mostre.
Nel campanile era presente un notevole affresco raffigurante un soldato a cavallo,
riportato anche su una tavola conservata in duomo.
In via Gramsci si trova la chiesa di Santa Maria Annunziata. L'edificio ha raggiunto la
forma attuale dopo tre grandi interventi: il primo, alla fine del XIV secolo, che ampliò la
chiesa e la fece ruotare sul proprio asse di 90 gradi. Sulla fiancata sinistra dell'edificio si
possono vedere le tracce del portone della precedente facciata, risalente al 1200 circa.
Durante il 1600 la Chiesa assunse l'attuale aspetto, ed infine nel 1970 venne allungata.
All'interno si trova una cupola affrescata nel XVII secolo dal pittore borghigiano Antonio
Formaiaroli.
Alla periferia sud di Fidenza si trova la chiesa ed il convento dei Cappuccini, costruito
nel 1878. All'interno si trovano le tombe di Enrichetta d'Este e di Leopoldo d'AssiaDarmstadt.
55
6.2
La via Emilia e la via Francigena
La storia di Fidenza, come il suo territorio, è segnata dal passaggio di due importanti
strade: la consolare Via Emilia, luogo di commerci e comunicazioni e la Via Francigena,
grande itinerario culturale europeo, via di pellegrinaggio, ma anche una via militare e
commerciale dal nord Europa verso Roma.
La Via Francigena è un itinerario che fa parte di un fascio di vie che un tempo
conducevano alle principali mete religiose cristiane. La città di Fidenza si trova su questo
storico percorso, ne porta le tracce nella sua storia millenaria. La storia narra che fu
Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, recandosi a Roma in visita a Papa Giovanni XV, a
segnare l’inizio del cammino noto come Via Francigena determinando la nascita di uno dei
più importanti itinerari di pellegrinaggio. Chi oggi ripercorre la Via Francigena, magari a
piedi, con il ritmo lento e naturale del viandante, può scoprire, anche grazie al prezioso
lavoro di valorizzazione e promozione svolto dall’Associazione Europea delle Vie
Francigene, itinerari spesso “minori” ma ricchi di storia e di tradizioni, come, ad esempio, il
meraviglioso tratto tra Fidenza e Fornovo, 34 km di cammino sulle dolci colline
preappenniniche del parmense. Agli sguardi curiosi delle migliaia di viaggiatori che nel
corso dei secoli l’hanno attraversata, un viso marmoreo è familiare: quello dell’apostolo
Simone che indica la strada per Roma dalla facciata del Duomo, capolavoro
dell'architettura romanica padana.
Fidenza è la XXXVI mansio del percorso di pellegrinaggio della Via Francigena ed è la
sede dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, di cui sono soci oltre 100 enti locali
italiani e stranieri
56
6.3
Il Fidenza Village e il Fidenza Shopping Park
Il Fidenza Village è l’outlet posto nella zona nord-est del comune, facilmente raggiungibile
tramite
l’autostrada
dato
che
si
trova
a
100
metri
dall'uscita
dell'
A1
Fidenza/Salsomaggiore.
Location straordinaria quella del Fidenza Village, vista l'estrema vicinanza alle località
Termali di Salsomaggiore e Tabiano e alla città di Parma nota per le sue innumerevoli
specialità gastronomiche.
L’outlet raccoglie all'interno della struttura oltre 100 negozi delle firme più prestigiose della
moda ed è contraddistinto dalla presenza di un ampio parcheggio che ospita oltre 2000
posti auto.
Il Fidenza Village è l'unico outlet italiano del Gruppo Value Retail e nei primi sei mesi del
2011 ha registrato un incremento del 12% sia del fatturato che del numero di visitatori
rispetto all’anno precedente. Il dato relativo alla spesa per visitatore risulta in leggero
incremento rispetto ai valori del 2010. Da rilevare, in particolare, l’incremento del 75%
delle presenze dei visitatori extraeuropei, mentre il dato delle vendite per metro quadro
risulta superiore del 10% rispetto all’anno precedente.
Dall’anno di inaugurazione, il 2004, l’outlet è diventato un importante punto di riferimento
commerciale non solo a livello comunale e provinciale ma regionale, nazionale e
internazionale, attirando turisti e visitatori da tutta Italia e, soprattutto negli ultimi anni,
dall’estero. Nel corso degli anni è quindi aumentato l’incremento del fatturato.
In adiacenza al Fidenza Village sorge lo Shopping Park, caratterizzato dalla presenza di
diversi ipermercati e negozi che si sviluppano sui due lati del grande parcheggio a servizio
della struttura. E’ collegato al Fidenza Village grazie ad un percorso pedonale.
Nel 2012 ha registrato un’affluenza di 2.964.000 visitatori, mentre nel primo semestre del
2013 ha già superato i 1.430.000 visitatori.
La presenza di questo importantissimo punto di riferimento commerciale comporta un
possibile aumento del turismo indotto nella città di Fidenza, che, attraverso una
valorizzazione delle bellezze architettoniche e paesaggistiche, può trarne beneficio
57
andando a consolidare il ramo turistico che, soprattutto negli ultimi anni, ha visto una
costante decrescita delle presenze.
58
6.4
Il Parco dello Stirone
Il Parco Fluviale Regionale dello Stirone, istituito nel 2011, comprende la fascia fluviale del
torrente Stirone per una lunghezza di circa 14 chilometri, sul territorio di quattro comuni:
Fidenza e Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma, Vernasca e Alseno, in provincia di
Piacenza. L'area protetta, istituita nel 1988 grazie alla sensibilità di diverse associazioni e
delle istituzioni locali, riveste un enorme interesse paleontologico, determinato anche
dall'azione erosiva del torrente che, in seguito alle massicce escavazioni di ghiaia degli
anni '50 e '60, ha portato alla luce strati di fossili di grande importanza scientifica.
Altrettanto interessanti gli aspetti floristici, vegetazionali e faunistici, studiati a fondo negli
ultimi anni: il Parco dello Stirone tutela habitat e specie vegetali e animali di interesse
comunitario e risulta interamente inserito all'interno del SIC (Sito di Importanza
Comunitaria) "Torrente Stirone", nell'ambito della Rete Natura 2000.
Per l'ente gestore di un parco fluviale, la tutela degli ambienti legati al corso d'acqua è uno
degli obiettivi fondamentali e nello stesso tempo uno dei compiti più impegnativi. Nel Parco
la zona A (di protezione integrale) e la zona B (di protezione generale) coincidono con
l'alveo del torrente Stirone e con la fascia immediatamente circostante, comprendente le
rive periodicamente inondate, le pareti spondali in erosione e la fascia boscata ripariale. Si
tratta di aree interessate dalla presenza di ecosistemi particolarmente fragili: ogni corso
d'acqua è infatti un ambiente aperto molto sensibile agli influssi esterni, che possono
danneggiare
irreparabilmente
la
vita
stessa
delle
piante
e
degli
animali.
Il torrente Stirone nasce dal Monte Santa Cristina a 963 m di altitudine nel Comune di
Pellegrino Parmense e si sviluppa per una lunghezza di circa 55 km, facendo per un lungo
tratto da confine tra le province di Parma e Piacenza per poi confluire nel fiume Taro, del
quale è uno dei maggiori tributari di sponda sinistra. Lungo i 15 chilometri del torrente che
fanno parte del Parco, da La Villa a Fidenza, il corso d'acqua mostra la capacità di creare
ambienti molto diversi a seconda della stagione: le piene primaverili e autunnali, brevi e
intense, modellano il paesaggio e la morfologia delle sponde, mentre le magre estive
asciugano quasi completamente l'alveo. In questi momenti difficili la salvezza per molti
organismi viventi è rappresentata dalle piccole pozze che permangono ai margini del
torrente permettendo la sopravvivenza a pesci e invertebrati, che richiamano a loro volta i
59
rispettivi predatori, come ad esempio gli aironi e gli uccelli insettivori. Il corso d'acqua
ospita tra l'altro molti interessanti invertebrati che vengono utilizzati per conoscere la
qualità delle acque, in quanto mostrano una particolare sensibilità all'inquinamento. Tra
questi organismi, indicatori di buona qualità ambientale, va ricordato il Gambero di fiume,
un tempo molto frequente, poi quasi scomparso e oggi nuovamente presente nel Parco, a
dimostrare il recente miglioramento delle condizioni delle acque.
60
6.5
Il Villaggio del Gusto
Il Villaggio del gusto è un progetto in grado di valorizzare la vocazione agroalimentare
della provincia di Parma la cui salvaguardia diventa un’istanza di rilevanza pubblica, tale
quindi da interessare le istituzioni in un’opera di prevenzione dei possibili problemi in
grado di metterne in discussione le opportunità di sviluppo, interagendo con il sistema
socio-produttivo in tutte le sue diverse articolazioni e fornendo una dinamica vetrina del
made in Parma, nel più ampio contesto del made in Italy ed aperta agli interscambi
culturali e commerciali con il mercato europeo ed internazionale.
La felice ubicazione al centro della food valley emiliana e, inoltre, nei pressi dell'accesso
all'autostrada A1 e, quindi dell’outlet Fidenza Village, ha rappresentato solo la spinta
iniziale per il progetto del nuovo grande e poliedrico centro dei sapori e delle bontà
enogastronomiche di Fidenza.
Inserimento paesaggistico del Villaggio del Gusto (tratto dal sito web www.villaggiodelgusto.com)
Per la sua natura di centro integrato per la valorizzazione e la conoscenza delle produzioni
agroalimentari italiane di qualità, il Villaggio del gusto non ha aree di mercato esclusive
alle quali rivolgersi e non intende porsi in concorrenza con l’attuale sistema distributivo
61
nazionale.
Vista la sua collocazione geografica, e lo stile di consumo della popolazione del nord Italia,
potrà comunque prioritariamente godere delle presenze e dei flussi derivanti dagli
spostamenti da e verso tali regioni.
Il Villaggio del Gusto svilupperà percorsi di apprendimento – educazione e cultura per
orientare alla consapevolezza ed alla conoscenza degli alimenti e dei loro produttori,
seguendo il filo logico della “ricerca” che i consumatori attualmente operano in termini di
qualità oggettiva e soggettiva (percepita).
62
6.6
Le grandi aziende del territorio di Fidenza
Nel territorio del comune di Fidenza sono presenti diverse grandi imprese in vari settori,
espressione di un tessuto economico diffuso e radicato.
Le principali sono:
- Bormioli Rocco & Figlio S.p.a.: la famiglia Bormioli fonda la prima vetreria a Fidenza nel
1825, da quel momento in poi l’azienda si è sviluppata enormemente, espandendo le
proprie capacità produttive e di export; negli ultimi decenni ha rafforzato la propria attività
nel settore farmaceutico;
- Pinko: azienda di abbigliamento fondata nel 1986 a Fidenza;
- Gruppo Marconi – logistica integrata del freddo: azienda specializzata nello stoccaggio e
nel trasporto di prodotti surgelati, gelati e congelati, Fidenza è sede di Marconi
Freddeuropa;
- Italpast s.r.l.: fondata nel 1986 e specializzata nella progettazione e nella produzione di
macchine e impianti per produzioni artigianali e industriali di pasta secca e fresca.
63
6.7
L’Ospedale di Vaio
L’Ospedale di Fidenza - San Secondo sorge in un’area che occupa 148.000 mq, in un
contesto urbanistico estremamente ampio e luminoso quale quello della piana di Vaio,
distante circa 2 Km dal centro urbano di Fidenza e circa 5 km da quello di Salsomaggiore
Terme.
L'Ospedale ha iniziato la propria attività il 6 luglio 2004. È destinato alla gestione della
patologia acuta ad alta valenza diagnostica e si propone di agire con efficienza ed
efficacia nella gestione dell’emergenza – urgenza.
La struttura dispone di 258 posti letto ed è articolato in 3 Dipartimenti:
•
Emergenza-Urgenza e dei Servizi diagnostici;
•
Medicina interna, specialistica e riabilitativa;
•
Chirurgia generale e specialistica.
L'Ospedale, agile, funzionale, tecnologicamente avanzato, è dotato di tutte le specialità di
base e di funzioni specialistiche di notevole richiamo (neurologia, urologia, ortopedia,
cardiologia, ostetricia e ginecologie, terapia iperbarica, rianimazione, pronto soccorso,
astanteria e medicina d’urgenza, oltre ai servizi di laboratorio e radiologia), ed è potenziato
in modo determinante nei servizi diagnostici (RMN, TAC spirale, ecc.), e nelle terapie
intensive, oltre che nei servizi di supporto conformi ai più attuali orientamenti nel settore.
Il complesso ospedaliero è costato euro 47.658.400,00, pari a 881,00 euro per metro
quadrato.
Un altro fattore positivo degno di nota, è la velocità costruttiva di un'opera di consistenti
dimensioni: è stato infatti ultimato in meno di quattro anni, in anticipo rispetto alle
previsioni.
64
Aspetto decisamente rilevante in questa realizzazione, è l'integrazione tra l'ospedale ed i
servizi del territorio. A supporto delle attività ospedaliere, sono state inoltre collocate le
attività sanitarie territoriali afferenti il Distretto di Fidenza. L’interconnessione col territorio
diventa infatti indispensabile, ed evita disagi, disorientamento, duplicazioni di prestazioni;
mentre l’efficacia della cura, l’umanizzazione dell’assistenza, l’arricchimento intellettuale e
professionale del medico e del personale infermieristico e l’efficienza della gestione, sono i
fattori che garantiscono, tra l’altro, l’alta qualità delle prestazioni ospedaliere.
Si è infatti teso alla realizzazione di un'opera che garantisse l’integrazione tra ospedale e
servizi essenziali di supporto alla persona; la collocazione in aperta campagna, infatti, ha
consentito di garantire un comfort ambientale ottimale.
65
6.8
L’AUSL – Distretto di Fidenza
L’Azienda USL di Parma nasce nel 1994 dalla fusione di 4 unità sanitarie locali. Nella fase
di avvio dell’Azienda erano stati costituiti 5 Distretti. In applicazione del Decreto Legislativo
n. 229/99, sono stati ridefiniti gli ambiti territoriali con un’articolazione, a partire dal primo
gennaio 2001, in 4 Distretti e 2 Ospedali: Distretto di Parma, Distretto e Ospedale di
Fidenza, Distretto Sud Est, Distretto Valli Taro e Ceno che comprende l'Ospedale Santa
Maria a Borgotaro.
Il Distretto di Fidenza comprende i comuni di Busseto, Fidenza, Salsomaggiore Terme,
Soragna, Fontanellato, Fontevivo, Noceto, San Secondo P.se, Roccabianca, Sissa,
Trecasali, Polesine Parmense e Zibello.
Nel Distretto di Fidenza sono attive la Casa della Salute di Busseto e la Casa della Salute
di San Secondo.
Il Distretto di Fidenza (fonte: sito web AUSL)
66
7.
CAPITOLO 7: Il patrimonio abitativo e le dotazioni territoriali del comune
67
7.1
Il patrimonio abitativo
I grafici seguenti si propongono di presentare brevemente alcune informazioni di
particolare interesse a proposito del patrimonio immobiliare del comune di Fidenza.
Nel territorio comunale vi sono 3.895 edifici, di cui il 98.84% risulta utilizzato. Il 67.78%
della popolazione residente vive in abitazioni di proprietà mentre il 25.55% vive in
abitazioni in affitto (dati 2010).
Titolo di godimento dell’abitazione
La maggior parte del patrimonio immobiliare del comune di Fidenza è stata costruita nel
periodo 1946-1961, a seguito delle rilevanti distruzioni causate dalla Seconda Guerra
Mondiale.
Composizione del patrimonio edilizio per epoca di costruzione degli edifici
68
Rispetto agli standard abituali che si verificano nei comuni della Provincia di Parma, il cui
patrimonio edilizio è mediamente più antico di quello medio regionale, la situazione di
Fidenza si scosta dalla media regionale in quanto oltre un quarto delle abitazioni è stato
edificato tra il 1946 e il 1961 mentre oltre la metà del patrimonio abitativo è stato edificato
dal 1962 ad oggi, quindi in epoca piuttosto recente.
La conferma di un patrimonio discretamente recente viene anche dalle categorie 19621971, che si attesta su quasi 25% e quelle edificate dopo il 1991, che è attorno al 15%.
Gli edifici costruiti prima del 1919 sono circa il 17% del totale comunale, una cifra
superiore alla media regionale, ma allo stesso tempo nettamente inferiore al dato della
Provincia di Parma.
Rispetto alle medie provinciali e regionali spicca anche la bassissima quota di abitazioni
risalenti al secondo dopoguerra: gli edifici datati tra il 1946 ed il 1961 sono solo oltre il 25%
del totale, contro il 14% parmense ed il 18% emiliano-romagnolo.
EPOCA COSTRUZIONE EDIFICI
30
25
20
%
Emilia Romagna
Provincia di Parma
15
Fidenza
10
5
0
prima del 1919-1945 1946-1961 1962-1971 1972-1981 1982-1991
1919
dopo il
1991
ANNI COSTRUZIONE
69
Le politiche pubbliche sul fabbisogno abitativo
Per quanto riguarda il patrimonio pubblico è stata posta particolare attenzione alla
dotazione di edifici pubblici di ERS, gestiti dall’ACER.
Questi, presenti nel solo capoluogo, sono oltre 50 con un complessivo di oltre 650 alloggi.
Inoltre sono in previsione e/o in costruzione altri edifici, come ad esempio quelli di via
Porro, che andranno ad incrementare il già notevole numero di alloggi ERP del comune.
Il rapporto tra gli alloggi ERP e gli abitanti è di circa 25 alloggi ogni 1000 abitanti, dato
superiore alla media provinciale che mostra una presenza di 14 alloggi per 1000 abitanti.
Stralcio carta “Sistema insediativo – Edifici residenziali pubblici a gestione ACER ”
70
7.2
Le dotazioni territoriali
Relativamente alle dotazioni territoriali, il comune di Fidenza vede una buona distribuzione
dei servizi, soprattutto nel capoluogo. Si evidenzia la discreta presenza di attrezzature
religiose (viola), tecnologiche (marrone) e sportive (giallo) e la rilevante presenza di
attrezzature ospedaliere (Ospedale di Vaio), oltre ad una buona distribuzione del verde
pubblico attrezzato (verde chiaro e verde scuro) piuttosto diffuso in tutto il capoluogo.
Si evidenzia, invece, una carenza di parcheggi (in grigio), soprattutto nella zona centroovest e nel centro storico.
Stralcio carta “Sistema insediativo – Dotazioni: Fidenza centro”
Per quanto riguarda le frazioni principali le dotazioni territoriali sono molto limitate, si
riportano alcune eccezioni quali: il polo commerciale, caratterizzato da amplissimi
71
parcheggi a servizio dei centri commerciali; e Cabriolo, in cui è presente un’ampia
attrezzatura sportiva (giallo), una scuola primaria e un’attrezzatura ospedaliera.
Stralcio carta “Sistema insediativo – Dotazioni: Centri minori”
Stralcio carta “Sistema insediativo – Dotazioni: Centri minori”
72
8.
CAPITOLO 8: Dimensionamento del Piano
73
8.1. Fabbisogno abitativo
La popolazione di riferimento per il dimensionamento del PSC è, in base alle proiezioni
effettuate, pari a 32.193 abitanti nel 2030 con un incremento di 5.997 abitanti rispetto al
2011.
Considerando che la dimensione media delle famiglie a Fidenza è di 2.24 persone (dato
2010), il fabbisogno di alloggi da soddisfare nel periodo 2013-2030 è pari a 2.677 alloggi.
A questi occorre sottrarre gli alloggi in corso di attuazione in base alla previsioni del PRG e
gli alloggi esistenti ma attualmente non occupati.
8.2. Fabbisogno di aree a destinazione produttiva e commerciale
Per quanto riguarda il fabbisogno a livello produttivo non emergono attualmente necessità
di una previsione nel Piano di nuove aree di espansione dato che le previsioni del PRG
vigente esauriscono le necessità prevedibili nell’attuale momento economico.
Eventuali piccole espansioni saranno localizzate essenzialmente in ampliamento di attività
esistenti. In alcune zone, per attività compatibili con la residenza, si prevede una piccola
possibilità di inserimento di produttivo non impattante.
Per quanto riguarda il commerciale, escludendo il polo sovracomunale, non si prevedono
nuove aree ma si è considerato di mantenere una certa capacità di accogliere e di inserire
piccole realtà a livello locale.
74
Scarica

Relazione socio economica