RASSEGNA STAMPA
del
20/09/2010
Sommario Rassegna Stampa dal 17-09-2010 al 20-09-2010
Caserta News: Festa del Crocifisso, bilancio positivo per il comitato festeggiamenti ...................................................... 1
La Citta'di Salerno: puglia, la terra trema ........................................................................................................................ 3
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Bari): Terremoto, solo tanta paura ................................................................................ 4
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Bari): Il più violento? Quello del marzo 1731 Per i foggiani fu una punizione divina . 5
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Bari): Terremoto, a Foggia quattro secondi di terrore.................................................. 6
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Bari): «Non è stato distruttivo, e non dovrebbe ripetersi»............................................. 7
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Bari): INPDAP E INPS PAGANO IL CONTO............................................................... 8
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Bari): Dopo la grande paura scuole e stabili a posto .................................................... 9
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Caserta): Esuberi al Consorzio unico rifiuti, rinviato l'incontro con i sindacati ........ 10
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Lecce): Depuratore, ora c'è il via libera ...................................................................... 11
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Napoli): Rifiuti, scontro Comune-Protezione civile ..................................................... 12
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Napoli): Rifiuti in strada, è scontro.............................................................................. 13
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Salerno): Oggi tutto il paese prega in chiesa per la giovane barista .......................... 14
Il Corriere del Sud Online: FOGGIA - CONCLUSI CONTROLLI PROTEZIONE CIVILE: NESSUNA EMERGENZA DOPO
15
La Gazzetta del Mezzogiorno.it: La terra trema lungo l'Adriatico Epicentro a Foggia ................................................ 16
La Gazzetta del Mezzogiorno.it: Tragico fenomeno nel Salento strage di centauri....................................................... 18
La Gazzetta del Mezzogiorno.it: Chiami il 118 e risponde Palermo invece di Bari ...................................................... 19
Gazzetta del Sud: Zone alluvionate, servono 170 milioni per rispettare il cronoprogramma......................................... 20
Gazzetta del Sud: Visita di Bertolaso alla nuova Cavallerizzo <Prima di Natale tutti avranno la casa> ............ 21
Gazzetta del Sud: <Dal 2008 chiediamo interventi per i torrenti> ........................................................................ 22
Gazzetta del Sud: Collina Vampolieri, dalla Regione solo un "assordante" silenzio...................................................... 23
Gazzetta del Sud: Forte scossa nel Foggiano (4.4) non ci sono stati né danni né feriti.................................................. 24
Gazzetta del Sud: Trasporto ferroviario smantellato i sindacati si appellano al prefetto............................................... 25
Gazzetta del Sud: Da via Puntale ai torrenti di Scaletta tutti i progetti presto in cantiere ............................................. 26
Gazzetta del Sud: "Cavallerizzo vive": Bertolaso è ritornato offrendo alla comunità l'ennesima passerella................. 27
Gazzetta del Sud: Distanza ridotta tra alveo e ponte Il torrente Savoca va bonificato ................................................... 28
Gazzetta del Sud: Pericoli e disagi nella zona di Barriera e alunni a rischio................................................................. 29
Gazzetta del Sud: Da oggi quattro cantieri a San Fratello per il consolidamento della frana ....................................... 30
Gazzetta del Sud: Maltempo, da oggi torna a splendere il sole dopo i nubifragi al Nord .............................................. 31
Irpinianews: Terremoto nel foggiano, scossa sentita anche in Irpinia ............................................................................ 32
Irpinianews: Frigento - L'on. Pugliese incontra i responsabili dell'Anpas...................................................................... 33
Irpinianews: Cervinara - CasaPound: "Riqualifichiamo Parco San Vito" ...................................................................... 34
Irpinianews: Serino - Il Puc nel dibattito del Comitato Pro Serino ................................................................................. 35
Il Mattino (Avellino): Vincenzo Grasso È stata avvertita distintamente in quasi tutta la provincia di Avellino la s...... 36
Il Mattino (Avellino): In occasione del trentennale del terremoto del 23 novembre 1980, il Comune di Sant'Angelo... 37
Il Mattino (Avellino): Torna a tremare la terra in Irpinia. Ieri pomeriggio nei paesi al confine con la Puglia è .......... 38
Il Mattino (Avellino): Gelsomino Del Guercio Al centro Cima di Sant'Angelo dei Lombardi le onde telluriche sono .. 39
Il Mattino (Caserta): Daniela De Crescenzo Per dare la sveglia agli enti locali e per fare il punto dei tanti ............... 40
Il Mattino (Circondario Nord): Daniela De Crescenzo Forni in tilt: il termovalorizzatore di Acerra riprenderà ....... 41
Il Mattino (Circondario Nord): Tonia Limatola Giugliano. Una lettera per investire del fenomeno anche il .............. 42
Il Mattino (Circondario Sud1): Il Leone di San Marco aveva sfrattato lo scudetto tricolore sulla divisa della ........... 43
Il Mattino (Circondario Sud2): Duellanti Sopra, l'assessore all'Igiene urbana Paolo Giacomelli; in alto, il .............. 44
Il Mattino (Circondario Sud2): Gennaro Pappalardo Massa Lubrense. Centinaia di metri di reti da pesca, nasse, ... 45
Il Mattino (Circondario Sud2): Tarsu o non tarsu: questo è il dilemma. Un dilemma che si trascina ormai da più .... 46
Il Mattino (City): Mario Amodio Atrani. Sette giorni dopo la dichiarazione dello stato di calamità naturale, il... ....... 47
Il Mattino (City): L'incubo dei rifiuti torna ad aleggiare a Napoli e in ampie aree della Campania, e torna in cam.... 48
Il Mattino (Nazionale): Foggia. Tanta paura e l'incubo della catastrofe come poco più di un anno fa all'Aquila: ma . 49
Il Mattino (Nazionale): Fabio Rossi ROMA. Nata la forma della quarta Capitale - come la chiama il vice sindac...... 50
Il Mattino (Salerno): Non è escluso che la Provincia chieda l'attivazione di procedure commissariali per i... ............. 51
Il Mattino (Salerno): Ieri, presso la sede del Commissariato per il superamento dell'Emergenza nel Bacino del......... 52
Il Mattino (Salerno): Quattro picchetti, posti a mo' di punti fiduciali, e un nastro rosso a delimitare l'area. ............... 53
Il Mattino (Salerno): Contursi Terme. Il Consiglio provinciale prende posizione rispetto alle captazioni delle ........... 54
Il Mattino (Salerno): Alle 11,30 di ieri sembrava che l'incubo determinato dalla scomparsa di Francesca fosse......... 55
Salerno notizie: Atrani: dichiarato stato calamità ........................................................................................................... 56
La Voce Di Manduria Online: Bilancio negativo per gli incendi estivi, il rammarico di Legambiente ......................... 57
La Voce Di Manduria Online: Mamma Concetta 3 ore in caserma per accusare i parenti........................................... 58
Data:
18-09-2010
Caserta News
Festa del Crocifisso, bilancio positivo per il comitato festeggiamenti
Sabato 18 Settembre 2010
EVENTI | Marcianise - "Al termine dei festeggiamenti in onore del SS. Crocifisso, ci appare doveroso fare un bilancio di
ciò che si è prodotto e ringraziare chi ha contribuito in maniera determinante alla realizzazione dell'intero programma.
Quando alcuni di noi fummo contattati dal Parroco don Paolo Dello Stritto per formare un nuovo comitato, avendo il
precedente espresso la volontà di disimpegnarsi, quasi tutti manifestammo forti perplessità visto l'impegno e le
responsabilità a cui ci saremmo sottoposti..
Il Parroco ci riferì inoltre che le possibilità che i festeggiamenti non si celebrassero erano elevate e che quest'anno l'evento
della festa coincideva con il passaggio attraverso le strade della città dell'effige raffigurante il SS. Crocifisso. Già questa
preoccupazione espressa dal Parroco ci indusse a qualche ripensamento, ma il momento decisivo che ci convinse ad
assumerci tale responsabilità fu quando discutendo si pensò, per l'occasione, di organizzare in Piazza Umberto I la Santa
Messa e che cosa potesse questo evento rappresentare per la nostra comunità profondamente legata al SS. Crocifisso.
Al termine dei festeggiamenti abbiamo la piena consapevolezza che si poteva fare di più ma abbiamo anche la
convinzione che ce l'abbiamo messa tutta per consentire ai nostri concittadini di vivere i cinque giorni della festa in
maniera gioiosa.
Ci riempie di soddisfazione sentire che il momento centrale dell'intera festa, ovvero la celebrazione della Santa Messa in
Piazza Umberto I , abbia rappresentato per'l'intera comunità l'occasione per ritrovarsi unita a pregare ai piedi dell'amato
SS. Crocifisso.
Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dei festeggiamenti e lo vogliamo fare iniziando
prima di tutto dall'intero popolo di Marcianise, un pensiero affettuoso lo rivolgiamo al parroco don Paolo che ci ha sempre
incoraggiato e sostenuto, soprattutto nei momenti difficili, il coro del Duomo Cor-Unum, un grazie di cuore al Sindaco
Dott. Antonio Tartaglione che ha condiviso con noi le ansie e le preoccupazioni che alcuni eventi hanno determinato,
facendo sentire in ogni momento la sua presenza.
Sentiamo il dovere di ringraziare la Protezione civile, tutte le forze dell'ordine ed in particolare il Comandante dei Vigili
Urbani la Dott.ssa Guglielmina Foglia e tutto il personale del comando per la disponibilità e la professionalità dimostrata.
Un ringraziamento particolare lo riserviamo a tutte le associazioni che si sono impegnate ad organizzare mostre ed eventi,
come la Pro-loco di Marcianise, l'associazione Pro-loco Marthianise, i gruppi di musica, canti e danze popolari "Ranogn e
'nguille"e "Suoni Vaganti", l'illusionista più giovane del mondo "Mago Mister Doris", le scuole di ballo Gisa dance,
Flashdance 2000, "Danza e Danza", la ballerina Miriam Caruso, ringraziamo la società sportiva "Podistica Marcianise" e
l'associazione sportiva "C.S. Velodromo Marcianise".
Ringraziamo i fornitori e le ditte che comprendendo le difficoltà del momento a reperire risorse economiche , non hanno
esitato a praticare sconti utili alla realizzazione dell'intero programma, citiamo in particolare la ditta "JAM luminarie
Addario Jonny" s.a.s. che ha fornito le luminarie ed i palchi, la ditta D'Errico che si è occupata degli addobbi all'interno
del Duomo, la Ditta Iannotta Pirotecnica che ha curato l'evento dei fuochi d'artificio, la Tipografia Mezzacapo nonchè il
ristorante pizzeria "I Due Monelli" presso il Duomo per aver offerto il pranzo ai genitori e ai ragazzi di "Io Canto".
Un grazie dal più profondo del cuore a tutti i giovani che hanno partecipato con compostezza alla serata finale che ha
visto la performance dei ragazzi di "Io canto", Cristian Imparato, Benedetta Caretta, Mattia Rossi e del giovane artista
Valerio Scanu, chiediamo scusa a coloro che non hanno potuto avvicinare, parlare o toccare i loro idoli a causa delle
restrizioni dovute al servizio d'ordine curato direttamente dalle produzioni degli artisti.
A tutti quelli che hanno espresso critiche su quanto è stato prodotto, noi rispondiamo che queste sono utili ed
indispensabili quando si concretizzano attraverso suggerimenti e consigli con lo scopo di fare ancora meglio.
Per fare questo è necessario comprendere le difficoltà e la complessità legata all'organizzazione di un simile evento, come
è necessario tenere ben presente che noi tutti così come quelli che ci hanno preceduto, di mestiere certamente non
facciamo gli organizzatori di feste. Le critiche fatte fuori da questi contesti sono stupide ed inutili.
Ci permettiamo inoltre di consigliare a chi vorrà suggerire il nome dell'artista che dovrà esibirsi nell'ultima serata di
Argomento:
SUD
Pag.
1
Data:
18-09-2010
Caserta News
Festa del Crocifisso, bilancio positivo per il comitato festeggiamenti
astenersi dal farlo in futuro, anche perché noi del comitato avevamo suggerito nove ( numero componenti il comitato)
nomi di artisti diversi ma nessuno aveva indicato coloro che poi hanno deliziato le migliaia di persone arrivate in piazza:
il suggerimento ci è arrivato da centinaia di persone incontrate durante la tradizionale "Questua" che ci hanno
espressamente chiesto di portare in piazza tanti giovani per farli avvicinare a questa bellissima festa sempre più bistrattata
proprio dagli adolescenti.
Per finire ci permettiamo di suggerire al Sindaco di Marcianise di riflettere sul ruolo socializzante ed aggregante che può
avere la bellissima piazza Umberto I, ruolo che certamente non può svolgere così come è attualmente strutturata: le
consigliamo di verificare se i soggetti che la occupano (ingiustamente) e lo fanno già da un certo numero di anni, già
pensano che siano trascorsi ampiamente i termini per impadronirsi della piazza attraverso la legge "USUCAPIONE"."
Argomento:
SUD
Pag.
2
Data:
18-09-2010
La Citta'di Salerno
Estratto da pagina:
4
puglia, la terra trema
- Attualita
Scossa del 4,4 della scala Richter nel Foggiano Molta paura, danni lievi, nessuna vittima
BARI. Due scosse in tredici minuti, e Foggia vive l'incubo del terremoto. Alle 14,18 un sisma di magnitudo 4,4 ha colpito
una vasta area tra il Gargano e l'Irpinia. Migliaia di persone si erano già riversate in strada quando è arrivata la seconda
ondata: una nuova scossa di paura per un terremoto avvertito fino a Napoli e Campobasso. Immediato l'allarme rosso per
ponti, dighe, ospedali e scuole: nei paesi del Foggiano è ancora vivo il ricordo del dramma di San Giuliano di Puglia, nel
vicino Molise, dove nel 2002 un sisma fece crollare un istituto elementare uccidendo 27 bambini e una maestra.
Non è lontano neanche lo spettro del terremoto in Abruzzo dell'anno scorso: Foggia è in un'area di pericolosità sismica
medio-bassa, ma è chiusa tra due zone ad alto rischio come il Gargano e l'Irpinia. È stata proprio la paura a provocare i
maggiori danni: i centralini impazziti del 118 e delle forze dell'ordine hanno dovuto filtrare le richieste di soccorso di
migliaia di persone, da Foggia fino al Napoletano dove i cittadini chiedevano rassicurazioni sull'attività del Vesuvio.
Diverse persone sono state curate per malori da spavento, mentre i tecnici di Provincia e Regione ispezionavano le scuole
e le opere pubbliche a più alto rischio. Le crepe aperte sugli edifici antichi ora sono monitorate dai tecnici, che oggi
proseguiranno con le verifiche di staticità. L'epicentro del primo sisma, quello avvertito dalla popolazione, è stato
localizzato tra Foggia, Carapelle e Ortanova a una profondità di circa 30 chilometri: il capoluogo è a meno di 10
chilometri dal punto critico. La situazione è stata monitorata dall'Istituto nazionale di Geofisica con la rete sismica
internazionale del Mediterraneo: a Foggia i sismografi della Specola Nigri, uno dei centri più antichi e importanti d'Italia,
sono chiusi da tempo per restauro. L'assessore regionale alla Protezione civile, Fabiano Amati, esclude per ora «situazioni
di emergenza» nei ventisette comuni interessati. “Ma le verifiche, almeno a scopo precauzionale, proseguiranno”. (f.s.)
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Argomento:
SUD
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3
Data:
18-09-2010
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Bari)
Terremoto, solo tanta paura
18 set 2010 BariLuca Pernice RIPRODUZIONE RISERVATA
Scossa di magnitudo 4.4 a 30 chilometri di profondità
Le testimonianze «Stavo mangiano da mia figlia quando ho sentito la sedia muoversi». «Ho pensato subito a L'Aquila»
FOGGIA I sismografi hanno individuato l'epicentro a 30 chilometri di profondità e per questo le onde sono state
attenuate. Ecco perché il terremoto registrato alle 14,20 di ieri fra Foggia, Carapelle e Ortanova ha provocato solo tanta
paura ma nessun danno. Fosse stato solo più superficiale sarebbe stata un'altra storia. Lo spiega Nicola Venisti, geologo.
FOGGIA Solo tanta paura e spavento ieri pomeriggio in provincia di Foggia dove la terra ha «tremato» per tre quatto
secondi. Alle 14 e 20 è stata registrata una scossa tellurica di magnitudo 4.4 della scala Richter, con epicentro tra Foggia,
Carapelle e Orta Nova. In particolare, secondo quanto emerso dall'istituto Nazionale di Geofisica l'epicentro ha avuto
coordinate 41,478 di latitudine e 15,616 di longitudine e una profondità di circa 30 chilometri. Un'ora dopo nella stessa
zona è stata registrata un'altra scossa di magnitudo 2. Alle 21 e 22 i sismografi hanno registrato un ulteriore movimento
tellurico.
Subito dopo la prima numerose persone sono scese in strada e i centralini delle forze dell'ordine, in particolare il 115
dei Vigili del Fuoco, sono stati presi d'assalto da cittadini preoccupati. Fortunatamente chi telefonava voleva solo la
conferma del terremoto e informazioni su eventuali conseguenze.
Il tutto si è concluso con una grande paura: solo due persone, una coppia di anziani, hanno fatto ricorso alle cure del 118
per lo spavento subito. Tante le persone che si sono riversate in strada, soprattutto nelle zone del centro storico di Foggia,
ma anche molte quelle che hanno deciso di rimanere in casa per timore di rimanere intrappolati negli ascensori.
«Stavo mangiano da mia figlia quando ho sentito la sedia muoversi», ha raccontato al Corriere del Mezzogiorno Teresa
Dimmito, una signora di 64 anni che al momento del terremoto era ospite a casa della figlia, in un appartamento al sesto
piano al centro di Foggia. «Appena ho capito che si tratta del terremoto - ha aggiunto la signora - la mente è corsa subito a
L'Aquila, ma abbiamo deciso di rimanere in casa. Lo spavento è stato davvero tanto». «No - ha detto Francesca De Vito,
una studentessa universitaria di 21 anni - io a casa, almeno per adesso, non salgo. Faccio un giro per la città poi quando
mi calmo torno su. Ho avuto troppa paura, in casa si muoveva tutto».
La scossa è stata avvertita indistintamente non solo nelle città dell'epicentro ma in tutta la provincia di Foggia e non solo.
Il sisma, infatti, è stato avvertito anche nel potentino, in alcune zone del napoletano e della provincia di Campobasso,
dove a San Giuliano di Puglia, nel 2002, 27 bambini, alunni di una scuola e una maestra, morirono per il crollo
dell'edificio.
Pochi minuti dopo la scossa tellurica delle 14 e 20 la protezione civile della prefettura ha contattato tutti i centri della
Capitanata, soprattutto quelli vicini all'epicentro per verificare se il terremoto avesse provocato danni alle strutture. Stessi
controlli effettuati dai tecnici dell'amministrazione provinciale che hanno effettuato ispezioni in scuole e altri edifici
pubblici. Da un primo esame sembrerebbe che il terremoto non abbia causato alcun danno anche se, questa mattina, sono
previsti ulteriori accertamenti. Come ha confermato anche l'assessore alla Protezione civile della Regione Puglia, Fabiano
Amati, squadre di tecnici hanno lavorato per «verificare la staticità delle infrastrutture più importanti, come ponti e
ospedali, presenti sul territorio interessato alla scossa di terremoto». Il 19 marzo del 2008 una scossa di magnitudo 4.0 è
stata registrata in provincia di Foggia con epicentro sul Gargano, tra i comuni di Rodi e Ischitella. Anche in quella
occasione non ci fu alcun danno.
Argomento:
SUD
Pag.
4
Data:
18-09-2010
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Bari)
Il più violento? Quello del marzo 1731 Per i foggiani fu una punizione divina
18 set 2010 BariAntonella Caruso RIPRODUZIONE RISERVATA
Numerosi i precedenti, gli archivi ricordano anche un episodio nel 1456. Russo: «Così si è formato il carattere fatalista dei
cittadini»
FOGGIA «Come altri eventi della storia della città, il terremoto ha contribuito nel lungo periodo a conformare un modo di
pensare del foggiano. Una sorta di connotazione antropologica per cui il crede di essere nel buco nero della storia della
natura che si manifesta o sotto forma di terremoto, di bombardamenti e chissà oggi potremmo dire anche sotto forma di
dissesto. Ciò ha contribuito a quel fatalismo, all'inazione che è uno dei tratti del foggiano». Lo afferma Saverio Russo,
docente di Storia moderna alla facoltà di Lettere dell'Università di Foggia, che ha ripercorso in diverse pubblicazioni, e in
una di prossima uscita, il rapporto della città di Foggia con il «Tremuoto».
Il culto e il monumento L'arco di Federico scampò al disastro del 1731. A quel terremoto si lega il culto della Madonna
dei Sette Veli (a sinistra la processione) che apparve ai fedeli Quello più disastroso che distrusse la città e fece tra i 500 e
700 morti fu quello del 20 marzo 1731. Successivamente la scossa di maggiore intensità mai registrata di magnitudo 6 fu
nel dicembre del 1875. E poi quella del 18 agosto 1948 nota come «il terremoto della Puglia settentrionale». Gli archivi
storici conservano anche numerosi documenti del terremoto del 1456 nel Subappennino. «Durante quel terremoto racconta Saverio Russo - la corte aragonese era a Foggia insieme agli ambasciatori degli altri Stati. E ci sono numerose
lettere degli ambasciatori che riportano quanto accadde».
Ma è il terremoto di 262 anni fa, quello del 1731 ad aver più di altri segnato la storia della città. «Al terremoto Foggia ha
legato parte del suo immaginario religioso con il culto della Madonna dei Sette Veli. L'altro elemento interessante che
studiando le carte del 1731 ad un certo punto il governatore della Dogana che assunse i poteri immediatamente dopo per
la ricostruzione, su sollecitazioni delle autorità locali dovette emanare un bando affinchè si smettesse di costruire».
I palazzinari del tempo si legge nel bando del Governatore iniziarono a costruire «senza ordine, senza regola e senza
metido, di modo che verrebbe la città molto a deturparsi e con tempo di grande incomodo agli stessi cittadini». Il bando
imponeva dunque di attendere la licenza. «Non ci furono aiuti alla popolazione in quanto la catastrofe all'epoca veniva
considerata una punizione divina. Ci fu solo la sospensione temporanea dei debiti. La città fece tutto da sola. Fu favorita
dalla ripresa economica degli anni successivi con l'aumento del prezzo del grano e del mercato della lana», spiega Russo.
Numerosi i provvedimenti d'urgenza che furono adottati: le ronde antisciacallaggio, un bando che impediva di entrare di
notte in città, la costruzione di accampamento con una serie di baracche con al centro gli uffici della dogana. E anche
l'allontanamento dalla città di Gaetana della Padula, «una donna di facili costumi».
Argomento:
SUD
Pag.
5
Data:
18-09-2010
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Bari)
Estratto da pagina:
1
Terremoto, a Foggia quattro secondi di terrore
18 set 2010 BariLuca Pernice RIPRODUZIONE RISERVATA
Forte scossa ieri con epicentro fra il capoluogo, Carapelle e Orta Nova. Nessun danno
Le testimonianze «Stavo mangiano da mia figlia quando ho sentito la sedia muoversi». «Ho pensato subito a L'Aquila»
Da FOGGIA Solo tanta paura e spavento ieri pomeriggio in provincia di Foggia dove la terra ha «tremato» per tre quatto
secondi. Alle 14 e 20 è stata registrata una scossa tellurica di magnitudo 4.4 della scala Richter, con epicentro tra Foggia,
Carapelle e Orta Nova. In particolare, secondo quanto emerso dall'istituto Nazionale di Geofisica l'epicentro ha avuto
coordinate 41,478 di latitudine e 15,616 di longitudine e una profondità di circa 30 chilometri. Un'ora dopo nella stessa
zona è stata registrata un'altra scossa di magnitudo 2. Alle 21 e 22 i sismografi hanno registrato un ulteriore movimento
tellurico.
Subito dopo la prima numerose persone sono scese in strada e i centralini delle forze dell'ordine, in particolare il 115
dei Vigili del Fuoco, sono stati presi d'assalto da cittadini preoccupati. Fortunatamente chi telefonava voleva solo la
conferma del terremoto e informazioni su eventuali conseguenze.
Il tutto si è concluso con una grande paura: solo due persone, una coppia di anziani, hanno fatto ricorso alle cure del 118
per lo spavento subito. Tante le persone che si sono riversate in strada, soprattutto nelle zone del centro storico di Foggia,
ma anche molte quelle che hanno deciso di rimanere in casa per timore di rimanere intrappolati negli ascensori.
«Stavo mangiano da mia figlia quando ho sentito la sedia muoversi», ha raccontato al Corriere del Mezzogiorno Teresa
Dimmito, una signora di 64 anni che al momento del terremoto era ospite a casa della figlia, in un appartamento al sesto
piano al centro di Foggia. «Appena ho capito che si tratta del terremoto - ha aggiunto la signora - la mente è corsa subito a
L'Aquila, ma abbiamo deciso di rimanere in casa. Lo spavento è stato davvero tanto». «No - ha detto Francesca De Vito,
una studentessa universitaria di 21 anni - io a casa, almeno per adesso, non salgo. Faccio un giro per la città poi quando
mi calmo torno su. Ho avuto troppa paura, in casa si muoveva tutto».
La scossa è stata avvertita indistintamente non solo nelle città dell'epicentro ma in tutta la provincia di Foggia e non solo.
Il sisma, infatti, è stato avvertito anche nel potentino, in alcune zone del napoletano e della provincia di Campobasso,
dove a San Giuliano di Puglia, nel 2002, 27 bambini, alunni di una scuola e una maestra, morirono per il crollo
dell'edificio.
Pochi minuti dopo la scossa tellurica delle 14 e 20 la protezione civile della prefettura ha contattato tutti i centri della
Capitanata, soprattutto quelli vicini all'epicentro per verificare se il terremoto avesse provocato danni alle strutture. Stessi
controlli effettuati dai tecnici dell'amministrazione provinciale che hanno effettuato ispezioni in scuole e altri edifici
pubblici. Da un primo esame sembrerebbe che il terremoto non abbia causato alcun danno anche se, questa mattina, sono
previsti ulteriori accertamenti. Come ha confermato anche l'assessore alla Protezione civile della Regione Puglia, Fabiano
Amati, squadre di tecnici hanno lavorato per «verificare la staticità delle infrastrutture più importanti, come ponti e
ospedali, presenti sul territorio interessato alla scossa di terremoto». Il 19 marzo del 2008 una scossa di magnitudo 4.0 è
stata registrata in provincia di Foggia con epicentro sul Gargano, tra i comuni di Rodi e Ischitella. Anche in quella
occasione non ci fu alcun danno.
Argomento:
SUD
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6
Data:
18-09-2010
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Bari)
«Non è stato distruttivo, e non dovrebbe ripetersi»
18 set 2010 BariVincenzo Damiani RIPRODUZIONE RISERVATA
Nicola Venisti Dobbiamo rassegnarci, siamo destinati a convivere con i terremoti
BARI Non ci sarebbe alcun collegamento tra la scossa che ha distrutto L'Aquila, i continui terremoti che continuano a
spaventare gli abruzzesi e il sisma che è stato avvertito ieri a Foggia. Ne è certo Nicola Venisti, consulente della
Protezione civile regionale nonché segretario dell'ordine regionale di Puglia dei geologi e dipendente dell'Osservatorio
sismologico pugliese. «Non c'è alcun nesso - rassicura - le due aree, quella dell'Abruzzo e quella della Capitanata, hanno
storie geologiche differenti e indipendenti. La zona del Tavoliere è legata all'evoluzione del promontorio del Gargano,
mentre l'Abruzzo a quella della dorsale appenninica».
Fortunatamente questa volta il terremoto non ha creato danni a persone e strutture. Dobbiamo parlare di miracolo vista
l'entità della scossa?
«No, non direi. Un sisma magnitudo 4,4 è sicuramente avvertito dalla popolazione e crea allarme. È normale che sia
così, ma non è identificabile come un terremoto distruttivo. E poi c'è da considerare un altro elemento: i nostri sismografi
hanno individuato l'epicentro a 30 chilometri di profondità, le onde sono state attenuate. Fosse stato più superficiale forse
avrebbe potuto creare qualche danneggiamento in più».
Subito dopo il primo sisma ce n'è stato un altro, di minore entità. C'è da preoccuparsi?
«No, sono scosse di assestamento. Seppure in questa disciplina non esistono certezze e non si possono fare previsioni,
possiamo dire che il fenomeno dovrebbe essere circoscritto alla prima scossa».
Significa che non ne seguiranno altre di maggiore potenza? «Si ma usiamo il condizionale». È il primo terremoto che i
vostri sismografi registrano nel 2010 in Puglia?
«No, dall'inizio dell'anno il Gargano ha tremato diverse volte, ma la popolazione non si è accorta di nulla perché sono
state scosse inferiori al secondo magnitudo».
In base ai vostri dati, cosa bisogna aspettarsi nei prossimi giorni?
«Previsioni non se ne possono fare, anzi questa parola non menzioniamola nemmeno. L'esempio dell'Abruzzo dovrebbe
averci insegnato molte cose».
E allora come possiamo difenderci dai terremoti?
«Attraverso la prevenzione. Dobbiamo entrare nell'ordine di idee che nei nostri territori, per le caratteristiche geologiche,
siamo destinati a convivere con i terremoti. Detto questo, l'unica cosa che possiamo fare è costruire i nuovi edifici con
caratteristiche antisismiche e consolidare almeno le strutture strategiche esistenti, come gli ospedali e le scuole».
Argomento:
SUD
Pag.
7
Data:
19-09-2010
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Bari)
INPDAP E INPS PAGANO IL CONTO
19 set 2010 Baridi ANTONELLA CARUSOAntonella Caruso RIPRODUZIONE RISERVATA
Comuni foggiani, Asl e Università devono ancora restituire 100 milioni di contributi sospesi
FOGGIA Il terremoto ha provocato tanta paura ma per fortuna nessun danno, soprattutto per le casse dell'Inpdap, che il
terremoto del 2002 di fatto lo ha pagato profumatamente. Dopo il sisma del 31 ottobre 2002, fu prevista la sospensione
del versamento dei contributi previdenziali Inpdap per i cittadini residenti o avanti sede legale nei territori delle provincie
di Foggia e Campobasso per i tre anni successivi all'evento sismico. Ma molti Comuni e enti quei soldi non li hanno
accantonati. E dopo l'Inpdap ora anche l'Inps presenta il conto. FOGGIA Tanta paura ma per fortuna niente danni,
soprattutto per le casse dell'Inpdap, che il terremoto del 2002 di fatto lo ha pagato profumatamente. Il terremoto di venerdì
pomeriggio, infatti, non consentirà ai Comuni vicini all'epicentro e colpiti dalla scossa di chiedere agevolazioni, di nessun
tipo. Come accaduto dopo il sisma del 31 ottobre 2002, quando con ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri fu
prevista la sospensione del versamento dei contributi previdenziali Inpdap per i cittadini residenti o avanti sede legale nei
territori delle provincie di Foggia e Campobasso per i tre anni successivi all'evento sismico. Nell'elenco dei Comuni
beneficiari sono finiti tutti quelli della provincia di Campobasso e ben 44 Comuni della provincia di Foggia, tra cui lo
stesso capoluogo dauno. Sos p e n s i o n e d e i v e r s a ment i , un'agevolazione, non la loro cancellazione. Questo
prevedeva l'ordinanza della presidenza del Consiglio. Ma molti Comuni della Capitanata e anche enti i mport a n t i c o
me l ' Az i e n d a ospedaliera, l'Università, la Camera di commercio quei soldi tutti o in parte non li hanno accantonati nei
propri bilanci. Hanno pensato bene di utilizzarli per la spesa corrente.
Nel tondo l'epicentro del terremoto di venerdì scorso I Comuni della provincia di Foggia che hanno ottenuto le
agevolazioni previdenziali I milioni di euro chiesti indietro dall'Inpdap per le «sospensioni» concesse a Puglia, Molise,
Umbria e Marche Nella primavera scorsa Comuni ed enti hanno ricevuto la mannaia dell'Inpdap, che ha chiesto la
restituzione dei contributi non versati in un'unica soluzione. E a quanto sembra in questi giorni anche l'Inps si starebbe
muovendo nella stessa direzione. Per gli enti locali l'emergenza finanziaria già gravi s s i ma dall e r i c hi est e dell'Inpdap
si aggraverebbe ulteriormente. Soprattutto perché i passi istituzionali fatti da numerosi parlamentari dopo la protesta e le
preoccupazioni di sindaci e amministratori non hanno bloccato il provvedimento dell'Inpdap. Nei mesi scorsi l'istituto
nazionale che eroga le pensioni dei dipendente pubblici ha chiesto la restituzione di 396milioni di euro. Somma che non
riguarda solo la provincia di Foggia ma anche altre regioni che hanno beneficiato della sospensione a seguito di terremoti
e calamità naturali.
In Capitanata sono coinvolti dalla restituzione dei contributi 18mila lavoratori dipendenti. Di quei 396milioni di euro,
circa 100 milioni riguardano la provincia di Foggia. Due terzi sono a carico dei bilanci dell'ente ed un terzo a carico dei
singoli dipendenti con un prelievo coatto direttamente in busta paga. Mediamente ogni dipendente pubblico deve restituire
tra i 5 e gli 8 mila euro. Per gli enti le cifre sono da capogiro, soprattutto in considerazione del fatto che, come avvenuto
per il Comune di Foggia, nel bilancio quelle somme non sono state accantonate e oggi non sono molto diverse dal grande
debito fuori bilancio. Si va dai 14 milioni dell'Università, ai 12 del Comune capoluogo, ai 30 dell'azienda ospedaliera
Riuniti.
Nel giugno scorso i senatori, Colomba Mongiello (Pd) e Giuseppe Astore del gruppo misto avevano presentato due
emendamenti alla manovra finanziaria con il quale si chiedeva la rateizzazione in almeno dieci anni del pagamento del
credito senza interessi e sanzioni. E dunque la copertura all'interno della manovra di queste somme. Una soluzione che è
rimasta lettera morta dal momento che la Finanziaria è passata dopo la blindatura voluta dal Governo.
Argomento:
SUD
Pag.
8
Data:
19-09-2010
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Bari)
Dopo la grande paura scuole e stabili a posto
19 set 2010 BariA. C. RIPRODUZIONE RISERVATA
I nuovi controlli
«Assoluta situazione di normalità per tutte le strut-ture». Lo ha assicurato ieri l'assessore regionale alla Protezione civile,
Fabiano Amati, dopo aver ricevuto l'esito di verifiche e sopralluoghi effettuati sia venerdì che ieri dagli uffici tecnici di
molti Comuni della Capitanata.
In particolare non si sono registrati danni in quelli più vicini all'epicentro quali Foggia, Orta Nova, Ordona, Carapelle e
Rignano Garganico, dove la popolazione venerdì alle 14.21, quando è stata registrata la scossa di magnitudo 4.4, è scesa
per strada. In questi centri della provincia di Foggia nessuno ha trascorso la nottata fuori di casa, sebbene ansia e
agitazione non siano mancate. Soprattutto dopo l'ultima scossa di assestamento di magnitudo 3.3 avvertita nella serata di
venerdì, alle 21.21 in particolare nei Comuni di Orta Nova, Carapelle e Ordona e nella zona est di Foggia.
«La vita è ripresa regolarmente nei Comuni foggiani interessati dalla tre scosse di terremoto - ha assicurato l'assessore
regionale Fabiano Amati - anche gli studenti sono andati a scuola regolarmente». Nella mattinata di sabato l'ufficio
tecnico dell'amministrazione provinciale ha completato una serie di controlli e verifiche sugli istituti scolastici più vecchi
e su alcune opere pubbliche. In particolare a Foggia i controlli hanno riguardato il Palazzo degli Studi, l'Accademia delle
Belle Arti, la Prefettura, Palazzo Dogana, l'Itis Altamura e la succursale dell'Itis a Cerignola. Verifiche che hanno dato
esito soddisfacente.
Argomento:
SUD
Pag.
9
Data:
17-09-2010
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Caserta)
Esuberi al Consorzio unico rifiuti, rinviato l'incontro con i sindacati
17 set 2010 CasertaPietro Falco RIPRODUZIONE RISERVATA
Si cerca una soluzione mediata per i 424 lavoratori
CASERTA Con una scarna nota di poche righe, il commissario liquidatore del Consorzio unico di bacino, Gianfranco
Tortorano, ha annunciato alle organizzazione sindacali il rinvio a data da destinarsi della riunione convocata per oggi a
Palazzo Salerno, a Napoli, per l'avvio formale delle consultazioni per la Cigs in deroga per 424 lavoratori. Nessuna
spiegazione, nemmeno informale, sulle ragioni. Solo un passaggio in cui si afferma che «sarà premura di codesta gestione
commissariale informarvi dei futuri sviluppi». Tra i sindacati c'è chi ha letto la decisione come un risultato del pressing
avviato con il contributo delle istituzioni: in primis il presidente della Provincia Domenico Zinzi, che ha preso contatti con
il dipartimento di Protezione civile per impedire che la lista degli esuberi fosse approntata sul bacino unico ed in base
all'esclusivo criterio di anzianità, penalizzando Caserta (che rispetto a Napoli può vantare ben 64 comuni contrattualizzati
per il servizio di igiene urbana, a fronte di 3); ma anche il deputato del Pd, Stefano Graziano, che ha annunciato
un'interrogazione parlamentare sull'argomento. In realtà, a quanto si apprende, il commissario avrebbe deciso un
approfondimento della questione dopo un serrato confronto con la Protezione civile, che peraltro non ha ancora fatto
pervenire una risposta ufficiale che dirimesse la questione inerente i criteri di interpretazione della normativa vigente, che
lo stesso Tortorano aveva sollecitato sin dal 30 luglio. Ma nuovi e più significativi dubbi coinvolgerebbero anche la
possibilità stessa di dichiarare gli esuberi, in quanto per le articolazioni di Napoli e Caserta l'articolo 13 della legge 26
prevede espressamente la soluzione del "soprannumero", con la possibilità di un successivo riassorbimento dei lavoratori.
Una modifica, questa, che fu inserita con un emendamento parlamentare in sede di conversione in legge del decreto, dopo
il divieto manifestato da Tremonti per l'ipotesi originaria che prevedeva la mobilità in altri enti pubblici, e quindi una
modifica del patto di stabilità. Ma per l'attuazione del soprannumero, occorre una copertura finanziaria dello Stato che al
momento del varo della legge non fu attivata. Ed il nodo, in queste ore, riguarda proprio il rinvenimento delle risorse
necessarie.
Argomento:
SUD
Pag.
10
Data:
18-09-2010
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Lecce)
Depuratore, ora c'è il via libera
18 set 2010 LecceR. L. RIPRODUZIONE RISERVATA
LECCE Sono partite ieri tutte le procedure tecnico-amministrative per il concreto avvio della fase di progettazione
preliminare dell'impianto di depurazione del Comune di Porto Cesareo. Lo ha assicurato ieri mattina l'assessore regionale
alle Opere pubbliche e Protezione civile, Fabiano Amati, al termine della riunione operativa che si è tenuta a Bari tra tutti
i soggetti interessati, dall'Ato all'Aqp, dall'Arpa all'amministrazione comunale di Porto Cesareo, guidata quest'ultima dal
sindaco Vito Foscarini. «Abbiamo piacevolmente constatato - ha dichiarato l'assessore regionale Fabiano Amati - che tutti
hanno rispettato gli impegni assunti nel corso della riunione del 4 agosto scorso: l'Autorità ambientale, l'Aqp e il Servizio
di Tutela delle acque hanno studiato e presentato un profilo finanziario dettagliato dell'impianto, che pare non aver trovato
intoppi fino a questo momento. Siamo dunque pronti ad avviare le fase di redazione del progetto preliminare e di
successiva convocazione della conferenza di servizi nel più breve tempo possibile. Trovo sia incivile che un paese, in
questo caso Porto Cesareo, non abbia ancora un impianto di depurazione. Lavoreremo celermente e con costanza - ha
concluso Amati - affinchè questo Comune possa ottenere l'impianto di cui indiscutibilmente necessita ormai da molti
anni». L'impianto di depurazione è strategico per Porto Cesareo, un centro che in estate - con l'arrivo dei turisti - arriva ad
una popolazione che sfiora i 100mila abitanti al giorno.
Argomento:
SUD
Pag.
11
Data:
17-09-2010
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Napoli)
Estratto da pagina:
1
Rifiuti, scontro Comune-Protezione civile
17 set 2010 NapoliFabrizio Geremicca RIPRODUZIONE RISERVATA
L'assessore all'Igiene: gli impianti sono saturi. La struttura di Bertolaso: no, è colpa vostra
Da NAPOLI Come nei giorni peggiori dell'emergenza: sacchetti di spazzatura in strada, intorno ai cassonetti stracolmi, e
scambi di accuse tra le istituzioni, sulla responsabilità del disastro. Così, in quella Napoli che il premier vorrebbe
«odorosa di fiori», lo spettro dell'emergenza ha preso corpo sotto forma di 120 tonnellate di rifiuti solidi urbani non
raccolti.
Via Arcoleo All'uscita della Galleria, in direzione di piazza Vittoria, i cumuli di sacchetti hanno quasi del tutto ostruito il
marciapiede, pedoni in difficoltà Ieri è stata una giornata nera, per il capoluogo. E anche oggi la situazione non
migliorerà, sia perché c'è l'arretrato da smaltire, sia perché la raccolta ci sarà a singhiozzo. Nella notte tra mercoledì e
giovedì circa 120 tonnellate di immondizia non sono state raccolte. Si sono aggiunte alle 60 già accumulatesi ad inizio
settimana. Gli esiti si sono visti nella zona del centro, di piazza Municipio, di via Santa Lucia, al Chiatamone. Slalom dei
passanti tra la spazzatura, odore nauseabondo, foto da parte dei turisti, incuriositi e a volte perfino divertiti, nel ritrovare la
metropoli proprio come era stata descritta tra il 2007 e il 2008 dai principali media internazionali.
Oggi si rischia il bis, non fosse altro dicevamo perché l'arretrato accumulato non sarà smaltito prima della fine della
settimana, ammesso che non ci siano altri intoppi.
Cosa è accaduto? Perché è tornata l'emergenza? Sul punto è scontro aperto tra il Comune di Napoli e l'unità operativa
della Presidenza del Consiglio dei Ministri che segue in Campania la vicenda rifiuti. Paolo Giacomelli, l'assessore di
palazzo San Giacomo titolare della delega all'Igiene Urbana, chiama in causa il pessimo funzionamento dell'inceneritore
di Acerra, dove da giorni sono ferme due linee su tre di trattamento dei rifiuti, e i lavori in corso alla discarica di
Chiaiano. Entrambe le circostanze, secondo Giacomelli, avrebbero drasticamente ridotto la possibilità di conferire la
spazzatura negli impianti di tritovagliatura (Stir) e nelle discariche. In particolare, sostiene l'assessore: «Gli impianti di
Stir non possono produrre secondo i ritmi potenziali perché il termovalorizzatore non è in grado di assorbire la frazione
secca, lavorata proprio nei due siti».
La replica della protezione civile arriva in serata: «Stupiscono le affermazioni dell'assessore Giacomelli. Sa bene, infatti,
che non esiste nessun nesso causale tra la temporanea riduzione di attività dell'impianto e le difficoltà nella raccolta dei
rifiuti in città. Queste ultime sono dipese, probabilmente, da criticità contrattuali e finanziarie riguardanti Asìa e le
imprese incaricate dalla stessa Asìa della raccolta rifiuti, e da una organizzazione della raccolta non sempre ottimale».
Evidente il riferimento alle tensioni tra la municipalizzata ed Enerambiente. Come anticipato infatti dal Corriere del
Mezzogiorno, la società dell'imprenditore Gavioli ha lanciato un ultimatum al Comune: o pagate i debiti accumulati verso
di noi(li quantifica in 13 milioni, ma sarebbero un terzo di tale cifra, secondo palazzo San Giacomo) o non garantiamo la
raccolta fino al I novembre. Data, quest'ultima, in cui Lanterna Docks e Lavajet, vincitrici di tre lotti su 5 del nuovo
appalto, saranno finalmente in grado di iniziare il prelievo della spazzatura in città.
Mercoledì sera, peraltro, secondo quanto reso noto da Asia, sarebbe stato raggiunto un accordo, per cui Enerambiente
avrebbe accettato di coprire l'intervallo tra il vecchio e il nuovo appalto, nel quale, tra l'altro, si è anche aggiudicata due
lotti. Un patto, lascia intendere tra le righe la protezione civile, che in realtà sarebbe piuttosto fragile e non avrebbe evitato
che non pochi camion di Enerambiente siano rimasti fermi. La polemica investe anche la discarica di Chiaiano.
La protezione civile ammette che ci sia stata nei giorni scorsi una ridotta capacità di conferimento dei rifiuti, a causa dei
lavori in corso. Tuttavia, aggiunge: «L'unità operativa, sentito l'ufficio di coordinamento regionale, ha provveduto a
deviare i flussi su altre discariche».
Argomento:
SUD
Pag.
12
Data:
17-09-2010
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Napoli)
Rifiuti in strada, è scontro
17 set 2010 NapoliFabrizio Geremicca RIPRODUZIONE RISERVATA
L'assessore all'Igiene: gli impianti sono saturi. La struttura di Bertolaso: no, è colpa vostra
Per le strade di Napoli cumuli di rifiuti e cassonetti stracolmi. Sull'emergenza in città scontro tra Comune: «I camion non
possono scaricare» e Protezione Civile: «È colpa vostra». NAPOLI Come nei giorni peggiori dell'emergenza: sacchetti di
spazzatura in strada, intorno ai cassonetti stracolmi, e scambi di accuse tra le istituzioni, sulla responsabilità del disastro.
Così, in quella Napoli che il premier vorrebbe «odorosa di fiori», lo spettro dell'emergenza ha preso corpo sotto forma di
120 tonnellate di rifiuti solidi urbani non raccolti.
Via Arcoleo All'uscita della Galleria, in direzione di piazza Vittoria, i cumuli di sacchetti hanno quasi del tutto ostruito il
marciapiede, pedoni in difficoltà Ieri è stata una giornata nera, per il capoluogo. E anche oggi la situazione non
migliorerà, sia perché c'è l'arretrato da smaltire, sia perché la raccolta ci sarà a singhiozzo. Nella notte tra mercoledì e
giovedì circa 120 tonnellate di immondizia non sono state raccolte. Si sono aggiunte alle 60 già accumulatesi ad inizio
settimana. Gli esiti si sono visti nella zona del centro, di piazza Municipio, di via Santa Lucia, al Chiatamone. Slalom dei
passanti tra la spazzatura, odore nauseabondo, foto da parte dei turisti, incuriositi e a volte perfino divertiti, nel ritrovare la
metropoli proprio come era stata descritta tra il 2007 e il 2008 dai principali media internazionali.
Oggi si rischia il bis, non fosse altro dicevamo perché l'arretrato accumulato non sarà smaltito prima della fine della
settimana, ammesso che non ci siano altri intoppi.
Cosa è accaduto? Perché è tornata l'emergenza? Sul punto è scontro aperto tra il Comune di Napoli e l'unità operativa
della Presidenza del Consiglio dei Ministri che segue in Campania la vicenda rifiuti. Paolo Giacomelli, l'assessore di
palazzo San Giacomo titolare della delega all'Igiene Urbana, chiama in causa il pessimo funzionamento dell'inceneritore
di Acerra, dove da giorni sono ferme due linee su tre di trattamento dei rifiuti, e i lavori in corso alla discarica di
Chiaiano. Entrambe le circostanze, secondo Giacomelli, avrebbero drasticamente ridotto la possibilità di conferire la
spazzatura negli impianti di tritovagliatura (Stir) e nelle discariche. In particolare, sostiene l'assessore: «Gli impianti di
Stir non possono produrre secondo i ritmi potenziali perché il termovalorizzatore non è in grado di assorbire la frazione
secca, lavorata proprio nei due siti».
La replica della protezione civile arriva in serata: «Stupiscono le affermazioni dell'assessore Giacomelli. Sa bene, infatti,
che non esiste nessun nesso causale tra la temporanea riduzione di attività dell'impianto e le difficoltà nella raccolta dei
rifiuti in città. Queste ultime sono dipese, probabilmente, da criticità contrattuali e finanziarie riguardanti Asìa e le
imprese incaricate dalla stessa Asìa della raccolta rifiuti, e da una organizzazione della raccolta non sempre ottimale».
Evidente il riferimento alle tensioni tra la municipalizzata ed Enerambiente. Come anticipato infatti dal Corriere del
Mezzogiorno, la società dell'imprenditore Gavioli ha lanciato un ultimatum al Comune: o pagate i debiti accumulati verso
di noi(li quantifica in 13 milioni, ma sarebbero un terzo di tale cifra, secondo palazzo San Giacomo) o non garantiamo la
raccolta fino al I novembre. Data, quest'ultima, in cui Lanterna Docks e Lavajet, vincitrici di tre lotti su 5 del nuovo
appalto, saranno finalmente in grado di iniziare il prelievo della spazzatura in città.
Mercoledì sera, peraltro, secondo quanto reso noto da Asia, sarebbe stato raggiunto un accordo, per cui Enerambiente
avrebbe accettato di coprire l'intervallo tra il vecchio e il nuovo appalto, nel quale, tra l'altro, si è anche aggiudicata due
lotti. Un patto, lascia intendere tra le righe la protezione civile, che in realtà sarebbe piuttosto fragile e non avrebbe evitato
che non pochi camion di Enerambiente siano rimasti fermi. La polemica investe anche la discarica di Chiaiano.
La protezione civile ammette che ci sia stata nei giorni scorsi una ridotta capacità di conferimento dei rifiuti, a causa dei
lavori in corso. Tuttavia, aggiunge: «L'unità operativa, sentito l'ufficio di coordinamento regionale, ha provveduto a
deviare i flussi su altre discariche».
Argomento:
SUD
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13
Data:
19-09-2010
Corriere del Mezzogiorno (Ed. Salerno)
Oggi tutto il paese prega in chiesa per la giovane barista
19 set 2010 SalernoMichele Cinque RIPRODUZIONE RISERVATA
ATRANI La vita ad Atrani si è fermata alle 18,30 del 9 settembre. E oggi, alle 19,30, dopo dieci giorni dalla tragedia,
tutto il paese, con la famiglia di Francesca Mansi, si riunirà nella chiesa dedicata a Maria Maddalena e li verrà esposta la
statua della santa, cosa che avviene solo in casi straordinari. La scomparsa di Francesca è tra gli eventi più dolorosi di
questa tragedia che ha segnato la Costiera amalfitana. Perché i danni materiali si potranno recuperare, e lentamente si
tornerà alla vita di una volta. Ma la ferita per la perdita di Francesca resterà per sempre. «Atrani è in ginocchio dice il vice
sindaco Emiddio Proto già nel 1986 si era verificato un fatto analogo e a perdere la vita, allora, fu un amico dell'attuale
sindaco. Numerose sono state nostre le richieste per azioni risolutive sul territorio ma finora ci sono stati solo interventi a
macchia di leopardo, finalizzati a tamponare e non a risolvere». Sulla mancata cura del territorio punta il dito anche il
padre di Francesca Mansi, Raffaele: «La natura, la sfortuna ma soprattutto l'incuria mi hanno portato via mia figlia».
Nella tragedia però si evidenzia la rinascita dell'orgoglio di una città. Così decine di volontari stanno ancora lavorando per
ripulire il paese. Eppure la tragedia, forse, si poteva evitare. Un comitato civico, «Sos Dragone» aveva denunciato dal
2003 il rischio esondazione e nel 2007 c'era stata la sottoscrizione di un protocollo d'intesa che prevedeva sensori e avvisi
sonori con sirene, pulizia del fiume che parte da Scala, controllo del territorio e azione coordinata di protezione civile che
avrebbe probabilmente evitato la tragedia ed i gravi danni subiti. «La devastazione di Atrani è attribuibile alle frane rapide
sviluppatesi lungo i versanti montani che solitamente vengono devastati dagli incendi» ha detto il geologo Franco
Ortolani, direttore del dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio dell'Università Federico II di Napoli, in una
relazione tecnica pubblicata ieri dal quotidiano ecologista Terra, diretto da Luca Bonaccorsi. «Si può valutare scrive
Ortolani che almeno 100.000 metri cubi di terreno liquefatto e alberi siano improvvisamente franati nell'alveo del
Dragone».
Argomento:
SUD
Pag.
14
Data:
17-09-2010
Il Corriere del Sud Online
FOGGIA - CONCLUSI CONTROLLI PROTEZIONE CIVILE: NESSUNA EMERG
ENZA DOPO LA SCOSSA
Foggia
Scritto da Dalila Campanile
Venerdì 17 Settembre 2010 20:04
Si sono appena concluse le verifiche effettuate dalla Protezione Civile pugliese in tutti i comuni toccati dal sisma che ha
fatto tremare il Foggiano intorno alle 14.20. Non è stata rilevata nessuna emergenza: non si registrano danni o feriti e la
situazione appare sotto controllo.
Lo dichiara lo stesso Assessore regionale della Protezione Civile, Fabiano Amati, in una nota: 'Fortunatamente la scossa
non ha causato danni consistenti a persone o cose, se non alcuni malori dovuti allo spavento nella città di Foggia. Sono
state eseguite verifiche capillari in tutti i comuni che si trovano in una fascia di 30 chilometri dall'epicentro del terremoto
e nessuno di questi ha registrato criticità, tranne il comune di Panni dove alcuni vecchi edifici disabitati del centro storico
hanno riportato lesioni di lieve entità'. Controlli capillari sono stati eseguiti ad Accadia, Alberona, Anzano di Puglia,
Ascoli Satriano, Bovino, Candela, Canosa di Puglia, Carapelle, Castelluccio dei Sauri, Castelluccio Valmaggiore,
Cerignola, Deliceto, Foggia, Lucera, Manfredonia, Margherita di Savoia, Ordona, Orsara, Orta Nova, Panni, Rignano
Garganico, San Ferdinando di Puglia, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Severo e Troia. L'assessore Amati
fa sapere inoltre che sono state sottoposte ad accertamento anche le dighe e le tratte ferroviarie che si trovano nella zona
colpita dalla scossa. 'La situazione dunque è sotto controllo - conclude Amati - non esiste alcuna emergenza anche se i
vigili del fuoco stanno proseguendo nelle attività di puntuali verifiche statiche a scopo precauzionale'.
Argomento:
SUD
Pag.
15
Data:
17-09-2010
La Gazzetta del Mezzogiorno.it
La terra trema lungo l'Adriatico Epicentro a Foggia
La terra trema
lungo l'Adriatico
Epicentro a Foggia
Risorse correlate• Controlli di stabilità sugli edifici scolastici foggiani• Tutti i numeri del terremoto (magari da
giocare al superenalotto)• L'ultima forte scossa nel Foggiano 62 anni fa FOGGIA - Una scossa di magnitudo 4.4 è
stata registrata ed è stata nettamente avvertita dalla popolazione della provincia di Foggia alle 14:20. Lo si apprende dal
Dipartimento della protezione civile che sta facendo verifiche sulla presenza di eventuali danni a persone o cose. La
scossa è stata avvertita fino a Bari.
E' da stanotte che la terra sta tremando tra la dorsale adriatica e le isole Eolie.
Una scossa di terremoto di magnitudo 2.6 è stata registrata alle 3:04 in provincia di Perugia. Secondo i rilievi dell'Istituto
nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma è avvenuto a 4,8 km di profondità e le località nei pressi
dell'epicentro sono state Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell'Umbria, Montefalco e Trevi. Al momento non risultano danni
a persone o cose.
Un'altra scossa di terremoto di magnitudo, 2,2 è stata registrata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle
5.13 a largo delle isole Eolie ad una profondità di 127 chilometri. anche in questo caso non si registrano danni a cose o
persone.
L'epicentro del terremoto verificato in Puglia alle 14.20 di oggi, di magnitudo 4.4 è stato localizzato tra Foggia, Carapelle
e Ortanova, nel foggiano. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione Civile.
Si è registrata molta paura tra la gente nel foggiano per la scossa di terremoto. Numerose persone si sono riversate per
strada, gridando. I centralini delle forze dell'ordine e dei Vigili del fuoco sono stati presi d'assalto dai tanti che chiedevano
informazioni. Al momento - secondo le prime notizie - non si registrano danni o persone rimaste ferite.
LA CONFERMA DELLA PREFETTURA DI FOGGIA: NESSUN FERITO NE' DANNI
La prefettura di Foggia ha confermato che, in seguito alla scossa di terremoto, non ci sono state segnalazioni di feriti o
danni a cose, anche se si sta monitorando la situazione. La polizia municipale di Orta Nova, uno dei paesi più vicini
all'epicentro del sisma, ha riferito che si è trattato di un movimento sussultorio durato 4-5 secondi che ha provocato
momenti di paura, ma la gente è rimasta nelle proprie abitazioni.
LA SCOSSA AVVERTITA ANCHE NEL POTENTINO E NAPOLETANO
E' stata avvertita distintamente da molte persone nella zona del Vulture-Melfese e dell'Alto Bradano e a Potenza la scossa
registrata alle 14:20. In particolare, a Potenza il centralino dei Vigili del fuoco ha ricevuto diverse telefonate.
Diverse le telefonate che sono pervenute sia ai vigili del fuoco che all'Osservatorio Vesuviano da parte di abitanti del
Napoletano allarmati per il sisma: i cittadini hanno soprattutto chiesto conferme e se il tutto fosse legato ad un'eventuale
attività del Vesuvio.
ORE 15:20 - UNA SECONDA SCOSSA MENO INTENSA
Una seconda, più lieve, scossa di terremoto ha seguito quella di magnitudo 4,4 avvertita alle 14,20 in Capitanata con
epicentro nel territorio di Foggia. Subito dopo questa prima scossa la seconda (registrata alle 14:33) ha raggiunto una
magnitudo 2,2, con lo stesso epicentro, ed è stata distintamente avvertita, come la precedente, anche a Carapelle,
Ortanova, Rignano Garganico e Ordona. In entrambi i casi non risultano danni a cose o persone anche se le verifiche sono
ancora in corso.
ORE 15:56 - AMATI, SOLO QUALCHE MALORE DA SPAVENTO
«Feriti non ce ne sono. Da tutte le verifiche compiute finora risulta che solo due persone nella città di Foggia hanno fatto
ricorso alle cure del 118 per malori da spavento». Lo afferma l'assessore alla Protezione civile della Regione Puglia,
Fabiano Amati. «Stiamo continuando - spiega Amati - ad effettuare, attraverso tecnici specializzati, tutte le ulteriori
verifiche che attengono la staticità degli edifici più importanti e finora stiamo ricevendo notizie confortanti anche per
quanto riguarda questo aspetto».
ORE 19:30 - DAI CONTROLLI EFFETTUATI NESSUN DANNO. ISPEZIONATE LE DIGHE
Si sono concluse le verifiche daparte della Protezione civile regionale pugliese nei comuni interessati dalla scossa di
terremoto registrata alle 14.20 nel Foggiano. Non si registrano feriti o danni. I controlli sono stati eseguiti ad Accadia,
Alberona, Anzano di Puglia, Ascoli Satriano, Bovino, Candela, Canosa di Puglia, Carapelle, Castelluccio dei Sauri,
Argomento:
SUD
Pag.
16
Data:
17-09-2010
La Gazzetta del Mezzogiorno.it
La terra trema lungo l'Adriatico Epicentro a Foggia
Castelluccio Valmaggiore, Cerignola, Deliceto, Foggia, Lucera, Manfredonia, Margherita di Savoia, Ordona, Orsara, Orta
Nova, Panni, Rignano Garganico, San Ferdinando di Puglia, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Severo e
Troia.
Controlli, fa sapere l'assessore Amati, sono stati compiuti anche sulle dighe che si trovano nella zona interessata dalla
scossa e lungo le tratte ferroviarie. «La situazione dunque è sotto controllo - conclude Amati - non esiste alcuna
emergenza anche se i vigili del fuoco stanno proseguendo nelle attività di puntuali verifiche statiche a scopo
precauzionale».
ORE 21:50 - REGISTRATA TERZA FORTE SCOSSA NEL FOGGIANO, NESSUN DANNO
Una nuova scossa di terremoto è stata registrata nel Foggiano. Lo rende noto l'assessore regionale alla Protezione Civile
Fabiano Amati. Si tratta di una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 con una profondità di 26 chilometri, segnalata alle
ore 21.20 nella zona tra Foggia, Carapelle, Ortanova.
Al momento, come per le precedenti scosse, non si segnala nessun danno.
17 Settembre 2010
Argomento:
SUD
Pag.
17
Data:
19-09-2010
La Gazzetta del Mezzogiorno.it
Tragico fenomeno nel Salento strage di centauri
Tragico fenomeno
nel Salento
strage di centauri
di TOTI BELLONE
LECCE - Estate da dimenticare per i centauri leccesi. Venti morti sulle due ruote in meno di nove mesi. Una media da
brivido: più di due al mese. Due virgola tre per la precisione, dal momento che settembre è solo a poco più della metà. Ieri
mattina la ventesima vittima di questa strage, che almeno nel Leccese, non è eguali. Neppure nel ricordo dei più anziani.
Diego Perrone, 34 anni, piastrellista di Monteroni, ieri mattina era salito in sella alla sua moto di grossa cilindrata, per
raggiungere Leverano, dov'era atteso da un fornitore. C'era il sole, e percorrere su due ruote i dieci chilometri che
separano i due paesi, doveva valerne proprio la pena. E comunque sempre meglio che chiuso in un'auto. Poco fuori
Monteroni, però, la morte era in agguato. Un camioncino stava svoltando a sinistra in una stradina di campagna, ma il
centauro non l'ha visto. E così, quando con una semplice accelerata ha superato due auto, se l'è trovato davanti. Non deve
aver fatto in tempo neppure a frenare, e si è schiantato. Sulla ruota posteriore destra.
Mezzo metro più avanti, e moto e furgone si sarebbero soltanto sfiorati. E invece, Diego Perrone è stato sbalzato dal
sellone, ed è ricaduto in campagna, battendo il capo sulla nuda terra. Tempestivi i soccorritori del 118 dell'ospedale di
Copertino, allertati dagli automobilisti di passaggio. Lo sfortunato piastrellista è stato rianimato sul posto ma non è
servito. E' spirato mentre gli amici, già informati della tragedia, si disperavano.
In moto, il 34enne che nel tempo libero si adoperava per la protezione civile (era appena rientrato dall'Abr uzzo), ci
sapeva andare. E non era neppure uno spericolato. Ma con una moto come la sua, è facile farsi prendere la mano. E
quando non è la mano a prenderti, è la velocità insita nello stesso mezz o. Ieri il piastrellista stava raggiungendo Leverano
per lavoro.
Era da solo, non doveva arrivare ad un orario preciso, tanto meno doveva fare una gara. E allora? E allora, a una moto
come la sua, basta dare appena gas, e la velocità c'è tutta. Ma basta un ostacolo, ed è tragedia. Proprio come è accaduto
ieri mattina. Un sorpasso come tanti, ma anche un ostacolo imprevisto.
«Non dovrebbero più vendere moto veloci», ha sbottato un amico dell'ennesima vittima delle ruote. Che possa davvero
bastare solo questo per evitare tanti morti, addirittura un elenco di venti nella solo provincia leccese in meno di nove
mesi? Forse sì, forse no. Ma una cosa è certa. La velocità è colpevole di almeno la metà di queste morti. Basti pensare,
che su venti, sei si sono schiantati in solitario, e cioè senza aver impattato con un'auto.
19 Settembre 2010
Argomento:
SUD
Pag.
18
Data:
20-09-2010
La Gazzetta del Mezzogiorno.it
Chiami il 118 e risponde Palermo invece di Bari
«Chiami il 118 e risponde
Palermo invece di Bari»
di NICO AURORA
TRANI - Un altro dei grandi paradossi della sanità, suo malgrado, è l'innovazione tecnologica. Infatti, proprio adesso che
il «118» funziona, ed anche bene grazie alla professionalità degli operatori, capita che si chiami il servizio da Trani e
rispondano da... Palermo. Quello che è accaduto nella notte fra venerdì e sabato scorsi ha quindi dell'incredibile, e per il
momento la notizia si potrebbe commentare con un sorriso giacché si è trattato nella fattispecie di un intervento legato ad
u n'emergenza non complessa. Ma cosa sarebbe accaduto se si fosse verificato un problema grave e se il paziente fosse in
qualche modo in pericolo di vita?
«Mia suocera aveva avuto un malore - racconta Pasquale Loprieno -. Mi sono recato a casa sua e ho riscontrato che vi era
in atto un problema che necessitava di urgente intervento del Pronto soccorso. Con il mio telefono cellulare ho chiamato il
"118" per richiedere un'ambulanza, ma, dall'altro capo del telefono mi rispondeva un operatore del "118" di Palermo che,
in modo molto sgarbato e seccato, mi comunicava che si verificano frequentemente queste "in - terferenze" di chiamate
che partono dalla zona di Bari e giungono inspiegabilmente a Palermo. Oltre tutto - precisa Loprieno -, lo stesso operatore
siciliano diceva di non essere in grado di passare direttamente la comunicazione d'emergenza al "118" di Bari».
Il "118" ha risolto molti problema a causa della facilissima assimilazione a memoria del numero, ma dalla mente di tanti
ha cancellato il pur facile ricordo di un altro numero telefonico, lo 0883.482111 del Pronto soccorso di Trani. Così il
nostro lettore, nella concitazione di quei momenti, chiamava un suo amico della Croce rossa ottenendo lo stesso risultato:
telefonata dal cellulare e risposta da Palermo.
A quel punto, delle tre cifre cambia l'ultima: è il "112" dei carabinieri a ricevere l'allarme e girarlo al pronto soccorso di
Trani, da dove giunge l'ambulanza che consente alla donna di essere visitata e, per fortuna, successivamente dimessa. La
notizia è diventata pubblica quando il signor Loprieno ha informato dei fatti l'associazione "Folgore", che si occupa di
protezione civile. Ed il cui responsabile, Nunzio Di Lauro, esprime «sgomento per il verificarsi di tali inverosimili
vicende, che se fossero capitata ad una persona colpita da infarto avrebbero potuto determinare conseguenze molto gravi».
Da qui il pubblico appello, alle autorità competenti, all'Asl di Barletta, Andria, Trani ed alle compagnie di telefonia
mobile, «affinché si effettino controlli per verificare ed eliminare il ripetersi di tale grave anomalia, anche in
considerazione del fatto - conclude Di Lauro - che la maggior parte delle telefonate di emergenza al servizio 118 viene
normalmente effettuata con telefoni cellulari».
20 Settembre 2010
Argomento:
SUD
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19
Data:
17-09-2010
Gazzetta del Sud
Zone alluvionate, servono 170 milioni per rispettare il cronoprogramma
Lo Monaco: il Governo ci dica se possiamo sfruttare i fondi Fas. Il 1.ottobre messa al Duomo di Messina
Riccardo D'Andrea
Gli interventi nelle zone devastate dal nubifragio di quasi un anno fa vanno avanti a spron battuto. Ma per rispettare tutti i
passaggi del cronoprogramma (di cui riferiamo sotto) e fornire adeguata assistenza alla popolazione occorrono ulteriori
risorse. Molte di più rispetto a quelle stanziate finora. Siamo ad un bivio: se le casse della Regione non verranno
rimpinguate, l'iter si bloccherà proprio sul più bello. Il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca e il responsabile regionale
della Protezione civile, Pietro Lo Monaco, sono sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda. Consapevoli del fatto che senza
soldi non si canta messa: «Servono almeno altri 160 milioni di euro – afferma il primo cittadino abbandonando la
sala Giunta dove ieri si è svolta la riunione operativa dedicata all'alluvione –. Metà vanno destinati a tutte le
attività di assistenza alla popolazione e i restanti 80 milioni per completare la messa in sicurezza». Si spinge oltre Lo
Monaco, reduce dalla "maratona" di tre ore al Comune, alla quale, oltre a Buzzanca, hanno partecipato anche i sindaci di
Scaletta Zanclea e Itala, Briguglio e Miceli, e l'ing. Bruno Manfrè, responsabile della Protezione civile di Messina:
«Calcoli alla mano, finora sono stati spesi 140 milioni di euro per far fronte all'emergenza, ultimare i primi lavori e
avviare quelli appaltati di recente. E' indispensabile – dice il numero uno della Protezione civile regionale
– poter disporre di ulteriori 170 milioni di euro. Deve essere il Governo nazionale a darci delle risposte precise».
Al momento si aprono due strade. Da un lato, quella dello sblocco dei fondi Fas. Dall'altro, la richiesta di un nuovo
stanziamento all'esecutivo. «Ci facciano sapere una volta per tutte – afferma Lo Monaco – se la Regione
potrà beneficiare del Fondo per le aree sottoutilizzate o se esistono dei vincoli particolari. Il governatore Lombardo si
muoverà di conseguenza». Per Buzzanca non c'è tempo da perdere. «Tramite Lo Monaco – evidenzia –
ho chiesto un incontro al commissario delegato, alla presenza dei miei colleghi di Scaletta e Itala».
Giustamente, gli sfollati pretendono risposte concrete. L'amaro sfogo di qualche giorno fa di Nino Lonia, a cui il
nubifragio ha sottratto moglie e figli, non può rimanere inascoltato. Ma l'elargizione dei contributi economici in favore di
chi ha perso praticamente tutto, passa dal surplus di denaro per Giampilieri e le zone limitrofe. «Abbiamo necessità di 25
milioni di euro solo per soddisfare questa esigenza», spiega Lo Monaco. Rimanendo in tema di sostegno agli sfollati, il
deputato regionale del Pd Filippo Panarello, presente al vertice di ieri, sostiene che all'Ars si ritenterà di approvare la
"leggina" che prevede l'assunzione negli enti locali dei parenti delle vittime dell'alluvione. In alternativa, si studieranno
altre ipotesi, compresa quella del loro impiego in ditte private collegate a Regione, Comuni e Province.
Durante la riunione operativa si è fatto il punto sui lavori. «A Scaletta – sottolinea Briguglio – le ruspe
sono già in azione sul torrente Racinazzi per l'abbattimento dell'istituto delle suore e di altri edifici ubicati in zona rossa».
Le demolizioni nell'area del torrente Divieto sono state ultimate. A Giampilieri, invece, la Protezione civile regionale ha
stanziato 10 milioni di euro per buttar giù le case sventrate di via Puntale (bisogna appaltare i lavori). Cifra che si
aggiunge ai 22 milioni "liberati" nei giorni scorsi per la messa in sicurezza dei corsi d'acqua delle aree alluvionate. In via
Chiesa, poi, verrà realizzato un deflettore che si collegherà a via Puntale. Opera fondamentale per il convogliamento delle
acque lungo un unico canalone. E proprio i lavori di via Chiesa sono oggetto di una disputa tra il Genio civile e la
Provincia di Messina. L'ing. capo Gaetano Sciacca ha inviato una nota al presidente di Palazzo dei leoni Ricevuto,
sollecitandolo a far riaprire la Sp 34 Molino-Briga. Chiusa dall'ente di Corso Cavour per eseguire un intervento di messa
in sicurezza, nel contempo impedisce il passaggio dei mezzi della ditta Ricciardello, impegnata nel consolidamento della
montagna.
La giornata di ieri ha fatto registrare altre novità. Lo Monaco ha consegnato a Buzzanca la lista con i responsabili della
vigilanza 24 ore su 24 dei cantieri "aperti", in modo tale che il sindaco sappia a chi rivolgersi direttamente in caso di
emergenza. Stabilito, inoltre, il calendario delle celebrazioni del prossimo 1. ottobre: alle 11, nella Cattedrale di Messina,
l'arcivescovo Calogero La Piana celebrerà una messa in suffragio delle vittime. Nel pomeriggio, si terrà una fiaccolata in
ciascuno dei villaggi colpiti dalla calamità naturale.
Intanto, una buona notizia per la comunità di Giampilieri: nella chiesa di S. Nicola è stato riportato il patrimonio artistico
salvato dalla furia distruttrice di acqua e fango e custodite all'interno del Seminario arcivescovile.
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SUD
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20
Data:
17-09-2010
Gazzetta del Sud
Visita di Bertolaso alla nuova Cavallerizzo <Prima di Natale tutti avranno
la casa>
Visita di Bertolaso alla nuova Cavallerizzo «Prima di Natale tutti avranno la casa»
La frazione fu danneggiata il 7 marzo del 2005da una frana che rese necessaria l'evacuazione
Alessandro Amodio
cerzeto
È arrivato di buon mattino, ha visitato la "new town", ovvero Pianette di Cerzeto e da lì si è trasferito poi ad Amaroni
(Catanzaro), per presenziare alla cerimonia di inaugurazione di un edificio scolastico.
Il sottosegretario e capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, presente il Prefetto di Cosenza Antonio Reppucci, il
sindaco di Cerzeto Giuseppe Rizzo, il comandante provinciale dei Carabinieri di Cosenza, quello della Compagnia di San
Marco, i primi cittadini di Mongrassano e Cervicati, altri esponenti istituzionali e politici, le associazioni e i cittadini, ha
fatto un sopralluogo sul cantiere dove sorgerà proprio la "new town" che tante polemiche sta suscitando nella comunità
locale.
Bertolaso ha invitato «i cittadini a prendere subito possesso delle nuove abitazioni, evitando le polemiche che hanno
accompagnato la decisione di costruire la new town».
Lo stesso sottosegretario ha promesso: «Prima di Natale entreranno tutti in casa e la troveranno pronta. Ci sarà la
possibilità, così, di festeggiare il Natale con serenità. Tutti devono vedere già nei prossimi giorni il loro futuro
appartamento, dove mettere gli armadi e predisporre le cose importanti della vita di ogni cittadino».
Quella di ieri mattina è stata l'occasione per conferire al capo della Protezione civile la cittadinanza onoraria di Cerzeto. In
buona sostanza la visita di Bertolaso è servita «per rassicurare sulla conclusione ormai prossima dei lavori fissati per fine
anno», ma è stata anche l'occasione per ribadire le esigenze e le istanze degli abitanti ed emigranti che vorrebbero
riabitare la vecchia Cavallerizzo.
Fra questi la signora Liliana Bianco, socia dell'Associazione "Cavallerizzo vive", nonché portavoce del locale circolo di
Italia dei valori che ha avuto un colloquio franco e sereno con lo stesso sottosegretario.
Proprio Bertolaso si è impegnato «invitando il sindaco di Cerzeto a emettere una nuova ordinanza per aprire i cancelli
chiusi da cinque anni, per erogare il servizio di corrente elettrica perfettamente funzionante e dare la possibilità a chi lo
ritenesse opportuno di poter tornare a riabitare nelle proprie case.
Inoltre alla signora Bianco, lo stesso sottosegretario ha promesso che «appena saranno completati i lavori ed assegnate le
case della nuova Cavallerizzo si provvederà al ripristino della viabilità della Strada Provinciale 94 per il breve tratto
interrotto ed al recupero del centro storico».
Viva soddisfazione è stata espressa dalla signora Bianco per le promesse che si augura siano mantenute».
A sostegno dell'associazione "Cavallerizzo" c'erano il Idv di San Marco Franco Fasano ed il vice segretario di Cosenza,
Franco Portella.
Da "Cavallerizzo vive" è partito, quindi, questo monito: «Il Consiglio di Stato non ha affatto annullato la sentenza del Tar
che annulla (questo si) il verbale della conferenza dei servizi che ha approvato il progetto definitivo del nuovo paese in
località "Pianette" (rendendo lo stesso di fatto abusivo) ma si è limitato a sospenderne l'efficacia».
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SUD
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21
Data:
17-09-2010
Gazzetta del Sud
<Dal 2008 chiediamo interventi per i torrenti>
«Dal 2008 chiediamo interventi per i torrenti»
Il territorio attraversato da numerosi corsi d'acqua conta i danni del nubifragio
Eleonora Delfino
Dal 2008 inoltra richieste per la pulizia di fiumare e torrenti, a Prefettura, Provincia, Comune, Protezione civile. Il
presidente della X circoscrizione, Vincenzo Roberto Leo, non è felice di dover vestire i panni di Cassandra, ma non era
difficile profetizzare i disastri che le piogge avrebbero provocato. Dopo il nubifragio, mentre la conta dei danni fotografa
uno scenario desolante, il presidente Leo e il consigliere di circoscrizione Alessandro Grilletti rilanciano la domanda: «Si
poteva evitare? Forse no, ma probabilmente si poteva contenere la portata delle conseguenze, se fossero state
correttamente valutate le segnalazioni frequenti inoltrate dagli organi circoscrizionali che vivono le realtà del territorio».
E il territorio di Archi è «attraversato da oltre 10 torrenti che negli ultimi due anni sono stati al centro delle richieste
urgenti inviate a vari enti». I due amministratori passano in rassegna le tante segnalazioni inviate, con date e indicazioni
circostanziate: a fine ottobre del 2008 si chiedeva la pulizia del torrente Malavenda, Bandiera e Rosignolo; solo pochi
mesi dopo (gennaio 2009) si sollecitava l'operazione, visti i potenziali pericoli per i cittadini e le abitazioni circostanti.
Una cronostoria di fax, lettere, che contano una lunga serie di richieste comprese dal 2008 ad oggi, in cui Leo e Grilletti
incalzavano gli enti segnalando che «stranamente diversi torrenti e fiumare risultano asciutti nonostante le numerose e
copiose piogge. In particolare – scrivevano allora – facciamo presente che il torrente Malavenda, come
gli altri corsi d'acqua, non riesce a portare le acque ed i relativi detriti fino al mare e ad ogni evento meteorico le
fuoriuscite di fango e di materiale (pietre, rami, vegetazione varia, ecc.) invadono le strade del quartiere. Si richiede un
immediato intervento di pulizia di tutti i corsi d'acqua presenti nel territorio di Archi, con particolare attenzione al torrente
Malavenda che è causa di maggior disagi e potenziali pericoli. Facciamo inoltre presente che la fiumara Scaccioti, il
Bandiera, come il torrente Condorato sono stranamente asciutti, richiediamo un controllo ed una ispezione al fine di
procedere alla pulizia ove necessario ed alla rimozione di tutto ciò che può essere di intralcio al normale e naturale
deflusso delle acque, il tutto al fine di evitare disastrose conseguenze. Segnaliamo, inoltre, che il muro di contenimento
del torrente Bandiera è in parte demolito, con conseguente fuoriuscita di fango e detriti, nella zona di Via Gran Madre di
Dio, dove sono presenti numerose abitazioni, soggette a continui allagamenti». Nel marzo dello scorso anno la risposta
della Prefettura indirizzata al Comune e alla Provincia, in cui si richiama l'attenzione sul tema invitando a «opportuni
accertamenti» salvo poi intervenire «nell'ambito delle specifiche competenze, per consentire il regolare deflusso delle
acque».
Dopo 2 anni «ci troviamo nostro malgrado a constatare che tutto l'impegno profuso e la costante attenzione verso il
territorio di cui siamo "rappresentanti" non sono bastati ad impedire che poche ore di pioggia insistente mettessero in
ginocchio l'intera circoscrizione» considerano i due amministratori. La storia purtroppo non ha insegnato nulla «nel 2008
un evento meteorico simile, che fortunatamente non provocò ne morti ne feriti, arrecò ingenti danni. Oggi la domanda
risalta fuori: possibile che dopo aver ripetutamente informato ed allertato diversi organi ed enti istituzionali ci ritroviamo,
purtroppo a fare la conta dei danni subiti come se nulla avessimo fatto? Chi pagherà tutti i danni subiti dai cittadini? Chi
risarcirà l'intera popolazione di Archi che per non breve tempo dovrà subire gravi disagi? Di chi o di quale ente è la colpa
delle conseguenze riportate?». Con la stagione autunnale alle porte il presidente Leo e il consigliere Grilletti ribadiscono
la necessità di intervenire. Dopo diverse iniziative in questa direzione «ci riconosciamo un piccolo merito: quello di aver
innescato il meccanismo degli appalti a seguito di opportune gare "da parte degli uffici preposti della Provincia per alcuni
corsi d'acqua", quelli ritenuti più a rischio esondazione (Bandiera, Malavenda, Rosignolo, Scalone). Corsi d'acqua che
dopo il nubifragio sono stati attenzionati con interventi di messa in sicurezza "con somma urgenza". Ci spiace –
concludono – che i nostri appelli non siano stati accolti tempestivamente, ma siamo comunque speranzosi che le
autorità competenti predispongano in tempi brevi un piano d'intervento straordinario».
Trasformare in foto
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SUD
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22
Data:
18-09-2010
Gazzetta del Sud
Collina Vampolieri, dalla Regione solo un "assordante" silenzio
Il sindaco Drago: «È una questione assolutamente prioritaria»
Alfio Russo
ACI CASTELLO
Dalla Regione non è arrivata ancora alcuna risposta sui progetti di risanamento della martoriata collina Vampolieri.
Eppure la situazione dell'area, divorata negli anni '80 e '90 dalla cementificazione selvaggia e scriteriata, nonostante i
numerosi appelli lanciati nell'ultimo anno dei sindaci di Aci Castello e Aci Catena, rispettivamente Filippo Drago e
Raffaele Pippo Nicotra, appare sempre più drammatica anche in vista delle future piogge. Negli ultimi 10 anni, sulla base
dei rilevamenti Gps dell'Ingv, la collina, attraversata anche da una faglia che da Trecastagni scende fino ai fondali di Aci
Trezza (ben oltre l'Isola Lachea), ha registrato movimenti verso il mare pari a 10-20 centimetri oltre alla rottura di
tubazioni del gas e acqua con conseguenze anche sulle abitazioni, alcune sgomberate nel centro ed in collina ad Aci
Trezza.
Un silenzio, da parte della Regione, che preoccupa le istituzioni locali (comuni di Aci Castello e Aci Catena) anche
perchè, nell'aprile scorso, avevano richiesto un finanziamento per la realizzazione di un Piano di prevenzione completo
del Sistema informativo territoriale e di tutti gli studi ed informazioni di carattere scientifico sulla situazione morfologica
ed idrogeologica. Un piano necessario per la messa in sicurezza della collina Vampolieri.
E ieri il sindaco Drago ha richiesto le relazioni relative allo stato dell'arte dei progetti delle zone a rischio castellesi: rupe
Normanna, i tratti del costone roccioso sottostante il Municipio e accanto all'hotel Baia Verde a Cannizzaro e la
regimentazione delle acque pluviali del torrente "Vallone Grande" per l'eliminazione del vincolo idrogeologico nell'area
cimiteriale. Tutte zone definite ad alto rischio da parte della Protezione civile e che l'amministrazione intende risanare con
i tre progetti già presentati nel mese di ottobre del 2009 nell'ambito del parco progetti del Por-Fesr Sicilia 2007-2013 per
un totale di 10 milioni di euro. L'ente castellese è stato escluso dalla lista delle 72 amministrazioni che potranno accedere
ai finanziamenti di Agenda 2007 per il dissesto idrogeologico pari a 90 milioni di euro. «A parte questa esclusione dal
Por-Fesr Sicilia 2007-2013 – spiega il sindaco Filippo Drago -, non abbiamo ancora ricevuto nessuna notizia
ufficiale, in merito all'inserimento della zona Vampolieri nell'accordo da 300 milioni di euro per prevenire il dissesto
idrogeologico tra il ministero dell'Ambiente e la Regione siciliana. Non appena riceverò le relazioni dei capi-area
dell'ufficio tecnico comunale invierò una nota alla Regione sulla questione della collina. Non nascondo la mia
preoccupazione in merito alla rupe Normanna».
Nel maggio scorso, le due amministrazioni comunale castellese e catenota hanno definito un Piano per la mitigazione del
rischio idrogeologico della collina Vampolieri mirato ad abbattere i costi di realizzazione e ad evitare sprechi di risorse
economiche. In caso di emergenza saranno condivise metodologie di intervento, uomini e mezzi. Un nuovo piano di
Protezione civile integrato e trasmesso al Dipartimento regionale di Protezione civile, che ancora attende l'approvazione.
Argomento:
SUD
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23
Data:
18-09-2010
Gazzetta del Sud
Forte scossa nel Foggiano (4.4) non ci sono stati né danni né feriti
Orsola Mandelli
FOGGIA
Tanta paura e l'incubo della catastrofe come poco più di un anno fa all'Aquila: ma nessun danno e nessun ferito in seguito
alla scossa di terremoto avvertita ieri in provincia di Foggia. Una scossa di magnitudo 4.4 che alle 14.20 ha squassato una
vasta zona, fino ad essere avvertita nel Napoletano e nel Potentino.
L'epicentro è stato localizzato tra Foggia, Carapelle e Ortanova. Ed è proprio in quell'area che tante persone si sono
riversate per strada, gridando, con i centralini delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco della zona presi d'assalto per
avere informazioni. Tanta gente in strada anche nella vicina Termoli.
Le verifiche compiute dalla protezione civile, soprattutto negli edifici pubblici e nelle scuole, non hanno fanno registrare
danni a cose o persone: solo in due a Foggia hanno fatto ricorso alle cure del 118 per malori da spavento. Il terremoto è
stato localizzato dalla Rete sismica nazionale dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nel distretto sismico
Tavoliere delle Puglie.
L'epicentro ha avuto coordinate 41,478 di latitudine e 15,616 di longitudine e una profondità di 30,1 chilometri: entro 10
chilometri rispetto all'epicentro si trova solo la città di Foggia, tra dieci e 20 chilometri si trovano i comuni di Carapelle,
Orta Nova, Rignano Garganico e Ordona, tutti in provincia di Foggia. L'area colpita dal terremoto è da considerare a
pericolosità sismica elevata e le località interessate sono tutte comprese nella «zona 2» della classificazione sismica del
territorio nazionale. Circa un'ora dopo un'altra scossa, ma di magnitudo 2.0, è stata avvertita nella stessa zona.
L'area è stata colpita in passato da forti scosse tra cui il terremoto della Puglia settentrionale di magnitudo 5.6 (simile a
quello dell'Aquila del 2009 stimato a 5.8) avvenuto il 18 agosto 1948 ed il terremoto di S. Marco in Lamis di magnitudo 6
avvenuto il 6 dicembre 1875. Negli anni recenti nell'area non sono stati registrati eventi più forti di quello di ieri: l'evento
maggiore è stato un magnitudo 3.6 il 10 ottobre 2007.
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24
Data:
19-09-2010
Gazzetta del Sud
Trasporto ferroviario smantellato i sindacati si appellano al prefetto
«Continuano le razzie nei confronti della stazione siracusana»
Si sono appellate al prefetto Carmela Floreno per intervenire ed evitare lo smantellamento delle ferrovie e soprattutto per
assicurare il mantenimento della sicurezza.
Le organizzazioni sindacali Filt Cgil e Fit Cisl hanno scritto anche al sindaco ed al presidente della Provincia, oltre alla
direzione compartimentale Movimento e Infrastruttura in merito al trasferimento del carro-soccorso.
«Continuano le razzie nei confronti della stazione di Siracusa. Questa volta tocca al carro soccorso dell'Officina
manutenzione rotabile. A causa di lavori di manutenzione sulla tratta ferroviaria Pa-TP è stata richiesto, anzi imposto (da
parte di Trenitalia) il trasferimento del carro-soccorso "siracusano" su Palermo, senza prendere in considerazione altre
opzioni meno prioritarie. Siracusa, da sempre stazione di testa e centro nevralgico per il trasporto siciliano, continua ad
essere umiliata da decisioni unilaterali che minacciano la sicurezza e la condizione economica dei lavoratori».
In particolare i sindacati hanno evidenziato che «entro il mese di settembre hanno intenzione di sopprimere, seppur
temporaneamente e per la durata di un anno, il carro soccorso di Siracusa per posizionarlo a Palermo Notarbartolo. A
detta dei vertici del gruppo Fs, tale spostamento si rende necessario poiché a causa di lavori manutentivi sulla linea
ferroviaria da Palermo Notarbartolo a Trapani, verrebbe sguarnita la tratta da Palermo centrale. Attualmente tale tratta è
servita dal carro soccorso di Palermo». Cgil e Cisl hann spiegato che «i carri soccorso di 1° livello sono composti da un
carro soccorso grande ed un carro soccorso di 2° Livello più piccolo che potrebbe essere sdoppiato con i dovuti
accorgimenti tecnici e logistici. «Non si capisce come mai anziché sdoppiare il carro soccorso di Palermo che potrebbe
tranquillamente servire la tratta da Palermo Notarbartolo a Trapani si è pensato di sopprimere quello di Siracusa. Ed
ancora con la soppressione del Carro Soccorso di Siracusa, la relativa tratta di competenza verrebbe affidata
logisticamente a quella di Catania. In tal modo in caso di incidente ferroviario che interessi le tratte che competono a
Siracusa (ricordiamo che tali tratte interessate sono ad unico binario ) si interromperebbe la circolazione, nella migliore
delle ipotesi, per almeno 5 ore. Il pericolo maggiore viene dalla vicina stazione di Priolo Gargallo, centro nevralgico per
tutto il polo petrolchimico ed in particolare per lo stabilimento Polimeri, dove si manovrano giornalmente per la
formazione e la scomposizione dei treni merci i carri-cisterne, i quali in caso di svio o incidente vedrebbero nel pronto
intervento del carro soccorso l'unica possibilità di evitare prontamente pericoli sia di inquinamento che strutturali».
Un carro soccorso uscito poche volte a Siracusa, ma secondo i sindacati «ciò significa che esiste una maggiore attenzione
da parte del personale operante. Con la stessa logica si potrebbe chiedere di chiudere qualche posto di Pronto soccorso o
qualche ambulanza perché utilizzata poche volte. Ma le emergenze sono tali perchè estemporanee ma assolutamente
necessitanti di operatività ed attrezzature pronte per l'intervento».
Argomento:
SUD
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25
Data:
19-09-2010
Gazzetta del Sud
Da via Puntale ai torrenti di Scaletta tutti i progetti presto in cantiere
L'elenco delle opere di messa in sicurezza ancora da appaltare
Sebastiano Caspanello
Il 1. ottobre si avvicina e la priorità è una: accelerare nella messa in sicurezza. Due giorni fa abbiamo fatto il punto sui
cantieri aperti e i lavori in corso, dopo il briefing di Palazzo Zanca tra il dirigente regionale della Protezione civile Pietro
Lo Monaco e i sindaci di Messina, Scaletta e Itala. Oggi scopriamo i progetti già approvati e che si tramuteranno in
interventi da qui a qualche settimana.
giampilieri È in corso la progettazione per il ripristino dei terrazzamenti del torrente Giampilieri, in corrispondenza della
passerella pedonale. Se ne occuperà il Genio Civile, lavori da appena 30 mila euro. Sempre il Genio Civile ha già redatto i
due progetti che riguardano la sistemazione dei versanti delle due sponde, destra e sinistra, del vallone Puntale: intervento
massiccio che richiederà, in totale, somme per oltre 12 milioni di euro. Quasi pronto anche il progetto esecutivo da 10
milioni per la realizzazione di un canale fugatore sempre in via Puntale. L'ufficio diretto dall'ing. Gaetano Sciacca ha
elaborato un unico intervento da 6,5 milioni per l'area di vallone Lena: previsti il rafforzamento corticale dell'incisione a
monte della scuola e la sistemazione del versante per la mitigazione del rischio idrogeologico, in una delle aree che più
preoccupano gli abitanti di Giampilieri. Ulteriori interventi sono in fase di progettazione per il torrente S. Lucia, due
impianti di raccolta acque bianche in via Calvario e via Lena e la sistemazione del vallone Bruci. scaletta Già eseguite le
progettazioni per la messa in sicurezza del bacino del torrente Divieto. L'intervento sul tratto compreso tra la foce e la
vasca di calma a monte del viadotto della A18 è stato anche affidato, il 13 agosto scorso, alla Angelo Russello Spa di Gela
(3,2 milioni); presto lo sarà anche quello che interessa il tratto tra la vasca e l'acquedotto dell'Alcantara (3,1 milioni). È in
corso l'autorizzazione del cantiere che Rfi aprirà a breve sempre sul torrente Divieto, per l'attraversamento della ferrovia
(1,8 milioni). È stimato in 3 milioni l'importo necessario per l'intervento sull'attraversamento stradale del torrente
Racinazzi. Necessari 3,9 milioni, invece, per l'attraversamento ferroviario. Pronto il progetto anche per la rimozione dei
massi a monte della strada comunale per il campo sportivo. In corso di redazione, invece, quello relativo al secondo lotto
della sistemazione a monte dello stesso torrente Racinazzi. I lavori più corposi, però, vedono fianco a fianco il Comune di
Scaletta e la Protezione civile: riguardano la messa in sicurezza del costone roccioso a protezione della strada statale 114
(10 milioni di euro). Sul torrente Saponarà si concentrano altri tre interventi del Genio Civile, tutti con progettazione già
eseguita: il consolidamento del versante sponda destra, a protezione delle case popolari, la sistemazione idraulica del
ramo sinistro del torrente, la sistemazione della zona a monte del centro abitato. Da 2 milioni il progetto per la messa in
sicurezza del tratto del torrente Racinazzi dal centro abitato fino all'acquedotto dell'Alcantara. Infine a cura della
Protezione civile saranno realizzati il rafforzamento corticale e lo smaltimento acque del costone di Guidomandri. itala Il
dipartimento regionale della Protezione civile si occuperà dei lavori più importanti a Itala: le zone interessate le contrade
Borgo e Mannello. In corso progettazioni per oltre 4 milioni di euro, già eseguita una da 1,8 milioni. Due cantieri li aprirà
il Comune: le rampe d'emergenza d'accesso ed uscita dall'autostrada Messina–Catania e il fabbricato per la
caserma dei carabinieri da adibire a centro operativo misto del comprensorio di Itala e Scaletta (lavori totali per circa 2
milioni). gli altri progetti In corso la progettazione per la sistemazione del torrente Schiavo a monte dell'attraversamento
ferroviario, a Briga marina. Pronti i progetti per la messa in sicurezza del versante a monte del centro abitato di Briga
superiore. Stesso discorso per i lavori che presto verranno avviati a Molino (Sp 33), ad Altolia (sistemazione idraulica del
torrente, dalla piazza Ponte fino a valle) e a Pezzolo (ripristino della strada dal centro abitato al cimitero).
Argomento:
SUD
Pag.
26
Data:
19-09-2010
Gazzetta del Sud
"Cavallerizzo vive": Bertolaso è ritornato offrendo alla comunità l'ennesima
passerella
«Ha ribadito, come fa da anni, che la consegna delle case è imminente. Ma i lavori sono ancora in corso»
Alessandro Amodio
CERZETO
«Nella giornata di giovedì abbiamo assistito all'ennesima passerella di Bertolaso a Cerzeto dove ha ribadito, come fa da
anni, che la consegna delle case è ormai imminente, mentre i lavori sono ancora in corso». Comincia così la "piccata"
replica di "Cavallerizzo vive" alla visita del sottosegretario e capo della Protezione civile.
«Alle domande sull'antico borgo e se questo potesse essere di nuovo abitato - prosegue la nota - Bertolaso, a sorpresa, ci
viene incontro, dandoci ragione in merito al fatto che la decisione è stata frettolosa e poco ponderata, dicendo: lasciamo il
giusto dibattito democratico a chi ha il tempo per ragionare». Forse la Protezione civile ammette di aver preso la decisione
senza ragionare? «Per questo motivo è venuto fuori un nuovo progetto molto arrangiato (esteticamente, urbanisticamente
ecc...), come se la decisione di delocalizzare un paese, con tutto ciò che ne consegue (spaesamento, perdita d'identità,
sofferenze psicologiche e fisiche) potesse essere presa senza un'approfondita analisi sul da farsi o per dirla con Bertolaso
"senza ragionare"». Bertolaso avrebbe tirato fuori «una serie di fantomatiche riunioni, durante le quali la popolazione di
Cavallerizzo avrebbe deciso tutto, finanche il progetto, concludendo: "Questa è la democrazia"». Cavallerizzo vive,
invece ribadisce: «Qui il concetto di democrazia è stato calpestato, in quanto la delocalizzazione è stata propinata come
l'unica via possibile da perseguire, quindi imposta. Il 7 luglio 2005, infatti, proprio Bertolaso espose le conclusioni degli
studi geologici su Cavallerizzo (e da lì doveva nascere la discussione all'interno della popolazione sul da farsi), e fu lui
stesso a dire che ci sarebbe stata la delocalizzazione (senza dunque alcuna discussione), che il progetto preliminare
sarebbe stato pronto per settembre 2005 e che se ne sarebbe occupato l'ingegner Claudio Rinaldi (provveditore alle opere
pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna) che era presente a Cerzeto quel giorno e probabilmente non passava di lì per
caso».
Di conseguenza, «l'impossibilità del ritorno all'antico paese (al vero "Cavallerizzo") veniva esclusa perché ci dissero "lo
dicono le relazioni geologiche", che noi per anni abbiamo chiesto di avere, ma che ci hanno consegnato solo dopo che la
squallida "new town" a Pianette di Cerzeto era in fase avanzata di costruzione, che peraltro ci hanno ulteriormente
convinti dell'erroneità della delocalizzazione».
Cavallerizzo, infatti, «è ancora un antico paese intatto ma abbandonato e una decina di comuni limitrofi scollegati, dopo
che la frana del 2005 danneggiò "appena" quattrocento metri di strada provinciale (Sp 94) mai più ripristinati». E la
vicenda della ricostruzione di Cavallerizzo – conclude il documento dell'Associazione – è stata,
purtroppo, caratterizzata da una grande velocità decisionale accompagnata da una corrispondente poca ponderazione delle
scelte fatte e da tantissime falle: Bertolaso può anche dare il suo apprezzamento estetico per la "new town", ma ogni
persona può rendersi conto da se che la nuova costruzione è un "non luogo", con un progetto simile a quello di San
Giuliano di Puglia e con (a caso?) gli stessi progettisti».
Argomento:
SUD
Pag.
27
Data:
19-09-2010
Gazzetta del Sud
Distanza ridotta tra alveo e ponte Il torrente Savoca va bonificato
L'amministrazione provinciale chiamata ad assumere decisioni
Giuseppe Puglisi
SANTA TERESA DI RIVA
Il torrente Savoca preoccupa Santa Teresa di Riva e Furci. L'alveo si è alzato di parecchi metri a causa dei detriti
alluvionali che non arrivano a mare e la situazione diventa preoccupante e tiene col fiato sospeso appena cominciano a
cadere quattro gocce d'acqua, soprattutto per la sicurezza del ponte in ferro della ferrovia. Una situazione che in
prossimità dell'inverno non che peggiorare se non si interverrà a tamburo battente.
L'altezza delle campate dall'alveo si è ormai ridotta a pochi metri tanto che in caso di piena e di piogge abbondanti, i
tronchi trascinati dalle acque, potrebbero sbattere contro una delle campate, creando una situazione di gravissimo pericolo
sia per il transito dei convogli ferroviari sia per la sicurezza dei centri abitati di Santa Teresa e Furci. Non solo, ma l'alveo
del torrente, in alternativa alla viabilità tradizionale, viene utilizzato dai camionisti per raggiungere le zone a monte,
evitando di intasare le arterie provinciali e comunali già di per sé sovraccariche di traffico. In queste condizioni l'altezza
dalla campata non è sufficiente, così qualcuno si è attivato per scavare e portare l'altezza ad una misura sufficiente e sicura
per far passare i camion.
Recentemente il problema dell'innalzamento dell'alveo del torrente era stato sollevato in sede di consiglio provinciali
dopo che i sindaci avevano chiesto di potere utilizzare la sabbia per ripascere le spiagge, da tempo interessate da un
fenomeno di erosione che non sembra avere fine. Dal Genio civile c'era stata una apertura in questa direzione, l'ing.
Gaetano Sciacca, intervenuto ad una seduta consiliare provinciale, su sollecitazione dei consiglieri della zona jonica, si era
detto favorevole a questa soluzione. Tutti d'accordo, quindi, anche la Capitaneria che a Sant'Alessio nel corso di un
convegno sulla erosione della spiaggia, aveva detto che non sarebbero stati posti ostacoli a questa soluzione. Il problema,
al di là delle adesioni favorevoli, è quello economico. I comuni, ovviamente, non hanno i soldi per avviare questa
bonifica; dovrebbe intervenire la Provincia, che ha competenza sui torrenti, ma anche qua le casse sembrano vuote.
Un intervento di protezione civile sarebbe il toccasana. Anche perché nel giro di qualche anno ponte ed alveo saranno un
tutt'uno. E prima che finisca nel modo peggiore, rastrellare un po' di sabbia contribuirebbe a mettere in sicurezza il sito.
Argomento:
SUD
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28
Data:
20-09-2010
Gazzetta del Sud
Pericoli e disagi nella zona di Barriera e alunni a rischio
Problemi di incolumità per un'intera zona del quartiere Barriera, a poche centinaia di metri da via Del Bosco. Pericoli e
disagi per i 250 alunni che frequentano il plesso di via Quartararo del Circolo didattico "D'Annunzio-don Milani".
Ma anche problemi di decoro urbano, per il terreno adiacente la scuola e trasformato in una mini-discarica, con rifiuti di
ogni genere. E' la denuncia del capogruppo del Partito democratico alla quarta Municipalità, Enzo Crimi, che già da mesi
ha lanciato l'allarme chiedendo un intervento dell'amministrazione comunale.
Un allarme sollecitato più di un anno fa dal preside del Circolo didattico e che continua a preoccupare i genitori, gli alunni
ed il personale del plesso scolastico di via Quartararo. La strada (una traversa di via Del Bosco), infatti, è stata chiusa con
pesanti massi ed una sbarra di ferro per delimitare una vasta area privata proprio a ridosso della scuola. "La via Quartararo
è diventata una strada senza sbocco, un budello vero e proprio che impedisce il passaggio di mezzi di soccorso in caso di
emergenza" spiega Enzo Crimi.
Oltre la barra di ferro e i massi si estende un terreno incolto e abbandonato, appartenente ad un privato, ed un breve tratto
di strada asfaltata che congiungeva la via Quartararo a Largo Seminara, area di raccolta della Protezione civile in caso di
eventi sismici. "Questo piccolo tratto di strada rimase aperto per alcuni mesi, quando la via Del Bosco era chiusa per i
lavori di metanizzazione, ma da tempo chiediamo che venga riaperto - spiega ancora il capogruppo Pd nel consiglio
circoscrizionale - se si dovesse verificare un terremoto, gli alunni del Circolo didattico e i residenti di via Quartararo non
potrebbero nemmeno raggiungere l'area di raccolta di Largo Seminara".
Dopo alcune sollecitazioni, il 30 luglio del 2009 la Protezione civile comunale effettuò un sopralluogo: "Nella relazione
redatta dall'allora dirigente della Protezione civile comunale, l'attuale comandante dei vigili urbani Alessandro Mangani,
si faceva notare la pericolosità della situazione - prosegue Crimi -. Lo stesso Mangani suggeriva due soluzioni:
l'emissione di un'ordinanza del sindaco che, per ragioni di incolumità pubblica, disponesse la rimozione dei massi e della
sbarra in modo da rendere fruibile la bretella che collega via Quartararo a Largo Seminara o, in alternativa, l'esproprio
dell'area". "Ancora oggi non è accaduto nulla e il sindaco Stancanelli, che ha anche la delega per la Protezione civile,
sembra totalmente disinteressato ai problemi che assillano un'intera zona", conclude Crimi.
Argomento:
SUD
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29
Data:
20-09-2010
Gazzetta del Sud
Da oggi quattro cantieri a San Fratello per il consolidamento della frana
PALERMO Quattro cantieri saranno avviati a partire da oggi a San Fratello, il comune dei Nebrodi maggiormente
interessato, tra l'11 e il 17 febbraio, alle frane e agli smottamenti che hanno provocato l'evacuazione di moltissimi
fabbricati e hanno costretto oltre duemila persone ad abbandonare la propria casa. Il Dipartimento regionale della
protezione civile in questi giorni ha infatti completato le procedure d'appalto di quattro interventi di consolidamento,
dando via libera all'esecuzione di lavori per oltre 16 milioni e mezzo di euro."Prendono corpo - afferma il presidente della
Regione Siciliana, Raffaele Lombardo - gli impegni assunti nei giorni dell'emergenza e ribaditi appena pochi giorni fa in
occasione della classica "Sagra" del cavallo sanfratellano. Il dipartimento della protezione civile ha operato nel più breve
tempo possibile, dopo aver individuato con precisione i punti di crisi, elaborato i complessi progetti di intervento e gestito
le gare d'appalto". Nel corso della settimana saranno esitate altre due gare, che impegnano oltre 11 milioni di euro. Che
portano il totale degli interventi avviati a sfiorare il tetto dei 28 mln. Oggi le procedure per l'avvio dei primi quattro
cantieri: messa in sicurezza della parte nord del rione Stazzone (lavori per 6 milioni e 400 mila euro da completare in 450
giorni); intervento di somma urgenza nel rione Riana (3 milioni e 300 mila euro da completare entro 210 giorni); messa in
sicurezza del rione San Benedetto (lavori per oltre 6 milioni e 600 mila euro da completare in 450 giorni); messa in
sicurezza di un edificio nel rione San Benedetto (215 mila euro che saranno completati in 210 giorni). Gli appalti ancora
aperti, riguardano il secondo intervento sulla parte nord del rione Stazzone, per circa 6 milioni 150 mila; e il secondo per
la messa in sicurezza del rione Riana, per circa 5 milioni e 300 mila.
Argomento:
SUD
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30
Data:
20-09-2010
Gazzetta del Sud
Maltempo, da oggi torna a splendere il sole dopo i nubifragi al Nord
Sereno previsto anche al Sud, con qualche presenza di nuvole sulla Calabria tirrenica e in Sicilia
Orsola Mandelli
ROMA
Condizioni meteo in via di miglioramento su gran parte dell'Italia, con piogge residue che hanno interessato solo alcune
zone del Nordest e del Centro. Il ritorno del sereno ha reso possibile in giornata, dopo una serie di sopralluoghi nelle zone
più danneggiate, un lento ritorno alla normalità. Sono stati molti infatti i danni prodotti dal nubifragio che sabato si è
abbattuto su Milano e in provincia di Bergamo, che ha provocato tra l'altro l'esondazione del fiume Seveso, a cui si sta
facendo fronte anche con l'aiuto delle idrovore. Gravi danni anche in Friuli Venezia Giulia, soprattutto nell'Isontino, dove
le autorità Regionali hanno stanziato 100 mila euro per i primi interventi di emergenza.
Da oggi e nei prossimi giorni, secondo le previsioni, al Nord dovrebbe però tornare a splendere il sole, tranne locali
addensamenti sul Piemonte e un passaggio di nubi sulle aree alpine. Situazione molto simile nelle regioni del Centro, con
ampie schiarite soprattutto nelle aree tirreniche. Bel tempo è previsto anche al Sud, con qualche presenza di nuvole sulla
Calabria tirrenica e in Sicilia.
Dopo le piogge torrenziali di sabato, in giornata a Milano la Protezione Civile ha messo in azione tre idrovore, nei pressi
di alcuni cantieri della M5 e della M3 dove l'acqua si è infiltrata provocando danni. Ai lavori, ha spiegato il vicesindaco
Riccardo De Corato, hanno partecipato anche una ventina di vigili del fuoco coadiuvati da 8 mezzi. Anche l'Amsa, ha
aggiunto, è stata impegnata con 70 squadre nella pulizia delle strade e nella rimozione dei rifiuti trascinati dall'acqua.
In Friuli, dove proprio nella giornata di sabato le piogge torrenziali hanno provocato l'esondazione del fiume Vipacco, si è
corsi ai ripari con un primo stanziamento di 100 mila euro deciso dall'assessore regionale alla Protezione Civile, Riccardo
Riccardi, dopo alcuni sopralluoghi nelle zone più danneggiate. In ogni caso, ha rassicurato, «la crisi causata dai nubifragi
è stata superata e ora lavoriamo al ripristino delle condizioni di normalità». Da ultimo, allarme della Coldiretti, secondo la
quale le forti piogge che hanno investito le campagne del Centro-Nord metterebbero a rischio il buon esito della
vendemmia, «che si era svolta finora in condizioni ottimali».
Argomento:
SUD
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31
Data:
17-09-2010
Irpinianews
Terremoto nel foggiano, scossa sentita anche in Irpinia
Una scossa di magnitudo 4.4 è stata registrata alle 14.20 nel Foggiano. L'epicentro è stato localizzato nella zona compresa
tra Foggia, Carapelle e Ortanova, a una profondità di 8,30 km alla periferia a sud-est della città pugliese.
Il terremoto è stato nettamente avvertito dalla popolazione che si è riversata per strada. I centralini delle forze dell'ordine
sono stati presi d'assalto, ma al momento non si registrano danni a persone o cose.
La situazione è monitorata dal Dipartimento della Protezione Civile. La scossa è stata avvertita anche in Irpinia nei
comuni del Tricolle, del serinese, ma anche dell'hinterland strettamente avellinese, come Monteforte.
A quanto pare il moto è stato ondulatorio ed è durato circa quattro secondi. Dal sito Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia si legge che " L'evento di oggi si inserisce in un quadro sismico gia' noto per l'area in questione
caratterizzato anche da attivita' mediamente profonda con meccanismo prevalentemente trascorrente e piani di faglia
orientati in direzione approssimativamente Est-Ovest. L'area colpita dal terremoto e' da considerare a pericolosita' sismica
elevata e le localita' interessate sono tutte comprese nella zona 2 della classificazione sismica del territorio nazionale".
(venerdì 17 settembre 2010 alle 15.20)
Argomento:
SUD
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32
Data:
18-09-2010
Irpinianews
Frigento - L'on. Pugliese incontra i responsabili dell'Anpas
Si è tenuta questa mattina a Frigento, presso la sede del Centro Studi EuroIrpinia, una riunione tra l'on. Marco Pugliese e i
volontari della Pubblica Assistenza A.N.P.A.S. “Rocco Pascucci” associazione di volontariato che da anni, grazie
all'impegno del fondatore Vito Pascucci, svolge sul territorio un'importante attività sociale di emergenza sanitaria, 118 e
protezione civile. Durante la riunione l'on. Marco Pugliese, oltre a ringraziare i volontari per l'opera che svolgono, ha
incaricato il presidente dell'associazione geom. Gaetanino Pugliese e il consigliere comunale Antonino Abbondandolo di
presentare una relazione circa un progetto tecnico per la realizzazione di una nuova sede operativa Anpas da realizzarsi
presso la struttura dell'ex macello comunale. Il consigliere comunale Abbondandolo a tal proposito dichiara: “Ringrazio
l'amico Marco per la sua attenzione nei confronti del suo comune di origine e di residenza, ma soprattutto lo ringrazio
perché a differenza dell'attuale amministrazione comunale, sempre sorda e poco attenta ai problemi che affliggono la
nostra comunità, finalmente si potrà trasformare una struttura fatiscente come l'ex macello che oggi è diventato un
deposito comunale in una sede logistica e di accoglienza per la Pubblica Assistenza frigentina. Nel prossimo consiglio
comunale porterò la proposta che se sarà accolta diventerebbe subito esecutiva con l'intervento della Protezione Civile
nazionale e del CIPE.”
(sabato 18 settembre 2010 alle 13.18)
Argomento:
SUD
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33
Data:
18-09-2010
Irpinianews
Cervinara - CasaPound: "Riqualifichiamo Parco San Vito"
CasaPound Avellino e la Comunità Militante Caudina 451 si battono per Parco San Vito, ossia la riqualificazione delle
abitazioni IACP di Via Variante a Cervinara abbandonate da anni di mala gestione politica. In un comunicato i referenti
del movimento annunciano che "Vogliamo creare uno spazio sociale autogestito, all'interno del PSV, in modo tale da
portare a termine il nostro programma che si basa sulla creazione di una struttura adibita a centro sociale, dove si potranno
svolgere attività culturali, sociali, sportive e ricreative tutte finalizzate al coinvolgimento dei residenti, soprattutto dei più
giovani. Combatteremo in prima linea il disagio delle periferie, lotteremo per riportare quell'Etica morale che manca da
troppo tempo". Il presidente Provinciale Valerio Criscuoli dichiara gli organi di stampa che: "stanotte i militanti di Cpi e
della Cmc451 hanno esposto alcuni striscioni all'interno del Parco per lanciare il Progetto PSV e anticipare il primo
presidio simbolico che si terrà dalle ore 11 di domenica 19 settembre. CasaPound, lotta per il Popolo, l'azione di recupero
sociale rappresenta una battaglia molto delicata, perchè la zona in questione è stata in balia dei vandali, dell'incuria e della
superificialità politica. Chiediamo espressamente- conclude il presidente provinciale- un aiuto diretto all'amministrazione
Tangredi, a tutte le associazioni e ai partiti presenti sul territorio, affinchè il Progetto PSV e la rinascita del Parco San Vito
vengano portati a termine, velocemente e con risultati concreti". Questi i punti da sviluppare del Progetto PSV:
Realizzazione di una struttura comunale sportiva per calcio, pallacanestro, pallavolo e tennis, creazione di una mediateca,
con postazione internet gratuita, riqualificazione di alcuni locali devastati dal vandalismo, palestra popolare gratuita,
affinché lo sport sia maestro di vita, antenna sociale, per ascoltare le problematiche dei cittadini e porvi rimedio, corsi
gratuiti di teatro, arte, musica, storia e alfabetizzazione informatica. Corsi di recupero e sostegno agli studenti delle scuole
statali superiorii, organizzazione di feste, sagre, concerti e mostre di vario genere. Creazione di una cooperativa per la
gestione dei servizi. Informazioni sindacali sulle questioni lavorative, sull'emigrazione e l'integrazione sociale degli ex
detenuti. Allestimento di cineforum e gruppi di lavoro all'avanguardia per questioni sociali. Gruppo Protezione Civile,
volontariato e beneficenza.
(sabato 18 settembre 2010 alle 12.15)
Argomento:
SUD
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34
Data:
18-09-2010
Irpinianews
Serino - Il Puc nel dibattito del Comitato Pro Serino
Serino - Il Comitato Pro Serino ha organizzato, per domani domenica 19 settembre alle ore 18.00 presso la biblioteca
comunale di Serino, un incontro-dibattito in merito al Puc presentato dall'arch. Petrignani presso l'Ente Comune. Tra i
tanti argomenti che si tratteranno certamente si darà peso ai seguenti: Puc e occasione di sviluppo per Serino - i
castanicoltori, gli imprenditori agricoli, i commercianti e gli artigiani sono stati salvaguardati? - metodologia per la
formazione del Puc.
Sono stati invitati al convegno Il Sindaco Gaetano De Feo, l'Assessore all'Urbanistica Antonio De Feo, i consiglieri di
minoranza Rocco Manzo e Pellegrino Mariconda, il vicepresidente Regionale degli Albergatori campani Tommaso
Tedeschi, il Presidente della Protezione Civile Angelo Miranda, il vicepresidente dell'Ordine degli Agronomi di Avellino
Raffaele Rodia e l'ing. idraulico Felice Argenio.
In occasione dell'incontro approfondiremo sia aspetti generali che particolari del Puc: dalla reale potenzialità di uno
sviluppo dell'intero paese alla zonizzazione e dimensionamento effettuato, senza trascurare passaggi di natura giuridica
dell'intero impianto progettuale. Domenica mattina invece il Comitato Pro Serino allestirà nella principale piazza di
Serino un gazebo informativo per meglio chiarire la natura dell'incontro serale.
(sabato 18 settembre 2010 alle 15.09)
Argomento:
SUD
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35
Data:
18-09-2010
Il Mattino (Avellino)
Vincenzo Grasso È stata avvertita distintamente in quasi tutta la provincia di
Avellino la s...
Mattino, Il (Avellino)
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Data: 18/09/2010
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18/09/2010
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Vincenzo Grasso È stata avvertita distintamente in quasi tutta la provincia di Avellino la scossa tellurica che alle ore
14,23 di ieri ha avuto come epicentro il Tavoliere delle Puglie, a otto chilometri a Est di Foggia e ad una profondità di
circa 30 chilometri, raggiungendo l'intensità di 4,4 gradi della scala Richter. Tanta paura, ma nessuno danno alle cose e
alle persone, molte delle quali, paradossalmente, sono ancora alle prese con i problemi della ricostruzione dei terremoti
dell'agosto del 1962 e del novembre del 1980. La paura, comunque, è stata tale da far scendere in strada diverse famiglie
in più comuni, mentre ad Ariano Irpino sono state sospese dal giudice Palmieri le udienze penali in corso a Palazzo di
giustizia. A precipitosa fuga si sono dati anche gli addetti alle pulizie in alcuni edifici comunali. Moltissime le richieste di
informazione alle stazioni dei carabinieri di diversi comuni. In particolare a Greci, Savignano, Montaguto, Sant'Angelo
dei Lombardi, Melito, Mirabella Eclano, Grottaminarda e Ariano. Anche il centralino dell'Istituto di Geofisica e
Vulcanologia di Grottaminarda è stato preso d'assalto perché si potessero ricevere rassicurazioni sull'evolversi del
fenomeno tellurico che, stando ai dati dell'Istituto Nazionale di Vulcanologia, ha fatto registrare scosse di lieve entità già a
partire dall'altra notte nel versante adriatico. Ad ogni modo, subito dopo la scossa di terremoto sono scattate in provincia
le misure previste dalla protezione civile per monitorare il territorio. L'obiettivo è quello di non sottovalutare mai i
fenomeni. «In questi casi - spiega Giampaolo Cecere, del centro sismologico di Grottaminarda - viene ampliata la rete di
sensori, così come è stato fatto all'Aquila. I sensori che si aggiungono a quelli di Grottaminarda e Sant'Angelo dei
Lombardi sono nove. Vengono posti a partire dall'epicentro. Quindi da Foggia verso l'Irpinia. L'intento è quello di seguire
il fenomeno passo passo e ricavare gli elementi per capire come può evolvere. Contemporaneamente si mette in campo
anche un'altra attività di controllo attraverso la rete Gps che consente di definire in maniera strumentale ciò che accade in
uno specifico punto del territorio». Per Pasquale De Sanctis, stretto collaboratore del presidente dell'Istituto Nazionale
diGeofisica e Vulcanologia, Enzo Boschi, i terremoti non sono prevedibili. «Quello che posso dire - precisa - è che
l'epicentro si trova nel Tavoliere delle Puglie, a poca distanza dalla zona martoriata dell'Irpinia nel 1980. Per noi è
fondamentale raccogliere i dati nelle prime 48 ore dopo il fenomeno tellurico per avere una cognizione più precisa di
quanto sta accadendo. È quello che stiamo già facendo. Certo, se la gente abita in case ben fatte e realizzate nel rispetto
delle norme antisismiche non c'è da temere alcunchè. Il messggio che intendo trasmettere all'opinione pubblica è proprio
questo: una buona prevenzione passa attraverso la costruzione di abitazioni ben fatte. In caso contrario c'è da essere
preoccupati. L'Irpinia, lo sanno tutti, è area ad altissimo rischio sismico. La zona colpita da questa scossa, invece, è
anch'essa a rischio simico, ma non come quella irpina». Intanto, i sindaci di diversi Comuni hanno allertato i propri uffici
tecnici e la protezione civile locale per le verifiche sulle staticità degli edifici e l'esame delle situazioni di eventuale
periccolo. S perando, ovviamente, che il fenomeno tellurico si sia già esaurito. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Data:
18-09-2010
Il Mattino (Avellino)
In occasione del trentennale del terremoto del 23 novembre 1980, il Comune
di Sant'Angelo dei L...
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Data: 18/09/2010
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18/09/2010
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In occasione del trentennale del terremoto del 23 novembre 1980, il Comune di Sant'Angelo dei Lombardi, l'Istituto
comprensivo «Criscuoli» e il Gruppo editoriale Lunaset promuoveranno il convegno sul tema «Novembre 1980 Novembre 2010: dai lutti e dalle macerie ad una moderna cultura della Protezione Civile». Sono stati invitati a partecipare
i sindaci pro tempore del periodo del terremoto di Gemona, Sant'Angelo dei Lombardi e L'Aquila, Don Angelo Bazzari,
presidente della Fondazione «Don Gnocchi», Charlie Gargano, ambasciatore Usa originario di Sant'Angelo dei Lombardi,
Ezio Galanti, Bruno Vespa, Enzo Boschi, Giuseppe Zamberletti e Gianfranco Rotondi.
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18-09-2010
Il Mattino (Avellino)
Torna a tremare la terra in Irpinia. Ieri pomeriggio nei paesi al confine con
la Puglia è stata...
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18/09/2010
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Torna a tremare la terra in Irpinia. Ieri pomeriggio nei paesi al confine con la Puglia è stata avvertita la violenta scossa
localizzata a 6 chilometri ad est di Foggia di magnitudo 4,4 gradi Richter (quarto grado Mercalli). Paura in Valle Ufita,
Baronia e nella zona più orientale dell'Alta Irpinia dove alcune persone sono scese in strada, mentre al tribunale di Ariano
sono state temporaneamente sospese le udienze. I centralini delle forze dell'ordine e dei Vigili del fuoco sono stati presi
d'assalto, ma per fortuna non si sono registrati danni a persone o cose. La situazione è stata subito monitorata dal
Dipartimento della Protezione civile che ne ha seguito l'evoluzione per tutto il corso della giornata. Il moto della scossa una delle più forti registrate negli ultimi anni nell'Italia Meridionale - è stato ondulatorio ed è durato circa quattro secondi.
Si è registrato alle 14,23 con epicentro nella località «Masseria Castiglione», periferia orientale di Foggia a circa un
chilometro dall'autostrada «Adriatica», la A14. In provincia di Avellino le onde telluriche sono arrivate con maggiore
forza nei comuni di Montecalvo Irpino, Vallata, Vallesaccarda, Flumeri, San Sossio Baronia, San Nicola Baronia,
Lacedonia, Bisaccia, Aquilonia, Monteverde. Ad Avellino, il convitto «Colletta» ha fatto tornare a casa in anticipo gli
alunni. Il terremoto è stato rilevato in tutte e trenta le stazioni Isnet (Irpinia Sismic Network), situate lungo l'Appennino
irpino e presso il centro sismologico Sali di Sant'Angelo dei Lombardi. Nei comuni del «Cratere» la scossa in alcuni casi è
stata avvertita leggermente dalla popolazione locale, in altri non è stata neppure percepita. Così come ad Avellino e
nell'hinterland dove il terremoto è avvenuto in forma piuttosto lieve. D'altro canto, l'evento non rientra nel distretto
sismico irpino ma in quello del Gargano, il promontorio a Nord della Puglia, che è anche una delle zone a più alto rischio
terremoti dell'intero Mezzogiorno, insieme alla provincia di Avellino e all Calabria. Per quanto riguarda le ultime scosse
che si sono generate in Irpinia, bisogna fare riferimento al mese di luglio, quando se ne sono registrate una quarantina nel
giro di poche ore, tutte inferiori al terzo grado della scala Richter e concentrate tra Lioni e l'Alta Valle del Sele. Un evento
sismico, quest'ultimo, generato dal sistema delle tre faglie situate tra i bacini dell'Ofanto e del Sele da cui si sono
sprigionate le onde che causarono il terribile sisma del 1980. Ma nel caso di luglio, lo sciame non ha avuto seguito e
l'attività tellurica nella zona è rientrata subito nei valori normali. g.d.g. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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18-09-2010
Il Mattino (Avellino)
Gelsomino Del Guercio Al centro Cima di Sant'Angelo dei Lombardi le onde
telluriche sono giu...
Mattino, Il (Avellino)
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Gelsomino Del Guercio Al centro Cima di Sant'Angelo dei Lombardi le onde telluriche sono giunte con un'accelerazione
tale da rendere quasi impercettibile il fenomeno sismico. Eppure l'ingegnere Augusto Penna, insieme al suo staff formato
da geologi, geofisici e sismologi, è stato impegnato sino a sera per analizzare il terremoto di intensità 4,4 gradi della scala
Richter con epicentro nel foggiano, avvenuto a una profondità di otto chilometri. «Voglio subito puntualizzare che la
scossa, anche se è stata avvertita in molti comuni della provincia, non ha alcuna correlazione con gli eventi sismici che si
riferiscono al distretto irpino», evidenzia l'esperto del Cima, il quale poi precisa: «Il fenomeno proviene da una faglia
situata sotto il promontorio del Gargano che è una zona caratterizzata da una sismicità alta, ma inferiore a quella irpina».
Penna sottolinea che l'attività tellurica è pressoché costante in provincia di Avellino, ma continua a far registrare valori
molto lievi soprattutto nelle faglie da cui si è generato il disastroso terremoto del 1980. «Le scosse sono continue, ma di
intensità tale da non essere avvertite dalla popolazione. L'evento di luglio - osserva - ha riguardato la più grande delle tre
faglie a Sud dell'Irpinia, quella che va da Lioni, attraversa Laviano e termina a Contursi, nell'Alta Valle del fiume Sele.
Tuttavia, da allora non si è registrato alcun movimento di rilievo e lo sciame è rimasto isolato». Penna spiega che le
attività di monitoraggio del centro santangiolese sono finalizzate ad analisi scientifiche «che hanno l'obiettivo di far
conoscere a fondo la sismicità della zona e attivare così le procedure di ”allarme preventivo” in caso di terremoto, che non
può essere dato con anticipo tale da mettere in salvo tutto ciò che è possibile, ma che può essere utile ad attivare sistemi di
emergenza, come generatori negli ospedali e nelle centrali elettriche, blocco dei treni ad alta velocità». Secondo l'esperto
irpino resta la prevenzione il miglior antidoto per limitare effetti devastanti, come quelli avvenuti nel 1980, «facendo
crescere nella popolazione e nelle realtà produttive locali la consapevolezza dei rischi a cui il territorio è esposto,
trasmettendo un messaggio positivo circa la possibilità di convivere con tali rischi». Il terremoto, osserva Penna, è un
«evento naturale» ed esistono leggi probabilistiche che illustrano come in determinate aree «ci sia la possibilità che possa
sopraggiungere in ogni determinato periodo di tempo». Pertanto i cittadini devono esserne consapevoli per affrontare al
meglio il fenomeno tellurico. «Una delle cose principali da fare - afferma l'esperto - è di abitare in una casa
sismo-resistente. Spesso in un'abitazione si pensa a cambiare l'arredamento o gli impianti elettrici, ma non si considera
una variante importante come l'adeguamento alle norme anti-sismiche». Un'altra priorità è avere a disposizione «un
adeguato piano di protezione civile. «È fondamentale che in caso di forte terremoto - ragiona il sismologo - i soccorsi
giungano in maniera tempestiva e nei posti giusti. Per fare ciò è fondamentale una mappatura del territorio che sia
aggiornata ed esponga con chiarezza le modalità entro cui accorrere sul luogo e approntare i primi interventi».
Accortezze, queste, che «possono salvare vite umane e limitare le conseguenze anche di terremoti con magnitudo molto
alte». © RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomento:
SUD
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39
Data:
19-09-2010
Il Mattino (Caserta)
Daniela De Crescenzo Per dare la sveglia agli enti locali e per fare il punto
dei tanti problemi ...
Mattino, Il (Caserta)
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Data: 19/09/2010
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19/09/2010
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Daniela De Crescenzo Per dare la sveglia agli enti locali e per fare il punto dei tanti problemi ancora sul tappeto domani si
terrà un vertice tra la Protezione civile e i rappresentanti delle amministrazioni locali alla quale parteciperà probabilmente
anche il sottosegretario Guido Bertolaso. La crisi incombe, il termovalorizzatore di Acerra funziona a scartamento ridotto,
le discariche di Terzigno e di Chiaiano si esauriranno entro i primi mesi dell'anno e quindi si torna a parlare della
possibilità di aprire Cava Vitiello, ai piedi del Vesuvio. Il sito si trova nel parco nazionale e i deputati europei arrivati in
missione la scorsa primavera avevano chiesto di non aprire nuove discariche in un'area che è patrimonio dell'Unesco.
Domani in Provincia si terrà un nuovo incontro tra il presidente Cesaro e i vertici della SapNa per fare il punto della
situazione. E proprio la seconda cava di Terzigno sarà uno dei primi punti all'ordine del giorno. Una decisione da prendere
in tempi brevi, anzi brevissimi: se i lavori per una nuova discarica alle falde del Vesuvio iniziassero oggi sarebbero
conclusi appena prima dell'esaurimento di quella già aperta. Se invece si individuasse un nuovo sito ci vorrebbe
certamente più tempo: bisognerebbe utilizzare le vie ordinarie a partire dalla caratterizzazione. E questo mentre il primo
cittadino di Acerra, Tommaso Esposito, che ha già chiesto a Cesaro di non autorizzare l'abbancamento a Pantano delle
balle provenienti dagli impianti di tritovagliatura che non possono al momento essere bruciate ad Acerra, ha indetto una
conferenza stampa per martedì. E' facile immaginare che il no alle balle sarà ripetuto con fermezza. Anche perché in
Campania ce ne sono già più di sette milioni. Poi c'è aperto il fronte dei «ristori»: dalla Regione parte l'appello al governo
per sbloccare i 200 milioni (fondi Fas) destinati ai «risarcimenti» per i Comuni. Il rallentamento negli sversamenti e le
difficoltà finanziarie in cui versa l'azienda dei rifiuti napoletana, l'Asia, sono la ciliegina della torta di questa difficile
situazione e conducono l'emergenza alle porte di casa dei napoletani. «L'obiettivo è ripristinare le condizioni di normalità
entro martedì mattina»,fa sapere l'assessore Paolo Giacomelli. Ieri nell'area tra Salvator Rosa, Giacinto Gigante e piazza
Mazzini restavano 15 tonnellate arretrate da raccogliere. Dovrebbe intervenire Enerambiente che sta gestendo il servizio
in quella parte della città in regime di proroga. Ma l'azienda, che dal prossimo mese si occuperà di una zona più piccola e
che aspetta ancora dei pagamenti dall'Asia, ha bloccato le sostituzioni per ferie e malattie, e quindi il recupero va a rilento.
Finora l'impresa aveva fatto ricorso ai lavoratori interinali della cooperativa Davideco: una vicenda che per un filo non gli
è costata l'esclusione della gara chiusa a luglio. A Pianura e Soccavo ieri restavano a terra 80 tonnellate, a Bagnoli e
Fuorigrotta 50, a Barra San Giovanni e Ponticelli 20. In tutti questo quartieri la raccolta è affidata all'Asia. E anche in
questo caso non mancano i problemi: Asia, infatti, ha solo quattrocento camion e quando questi restano in coda per
sversare più a lungo del previsto (come è successo negli ultimi giorni in seguito alla chiusura delle due linee di Acerra e
dei lavori in corso a Chiaiano) non è in grado di far ripartire il giro di raccolta. Anche perché il dieci per cento dei
compattatori è normalmente in riparazione e l'azienda, che deve ancora intascare circa 170 milioni dal Comune, ha
difficoltà a pagare le riparazioni che quindi vanno avanti con il contagocce. Una situazione estremamente intricata sulla
quale intervengono i sindacati «Noi ci auguriamo che le due ditte liguri che hanno vinto l'appalto arrivino con mezzi
adeguati - dice Patrizia D'Angelo segretaria provinciale della funzione pubblica della Cgil di Napoli - Bisogna inoltre
sperare che il termovalorizzatore di Acerra, inaugurato in pompa magna da Berlusconi, riesca a funzionare a pieno ritmo».
E Vittorio D'Albero della Fiadel è anche più pessimista: «Il sistema è imploso. Nel settore c'è troppa gente che non sa
nemmeno se e quando prenderà lo stipendio». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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SUD
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Data:
17-09-2010
Il Mattino (Circondario Nord)
Daniela De Crescenzo Forni in tilt: il termovalorizzatore di Acerra
riprenderà funzionare a ...
Mattino, Il (Circondario Nord)
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Data: 17/09/2010
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17/09/2010
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Daniela De Crescenzo Forni in tilt: il termovalorizzatore di Acerra riprenderà funzionare a pieno ritmo probabilmente a
marzo quando sarà completata la manutenzione su tutte e tre le linee. Intanto le balle che non potranno essere bruciate
saranno depositate ad Acerra nel sito del Pantano e a Caserta nella discarica di San Tammaro. Una vicenda complessa e
destinata a suscitare polemiche: sull'avvio del termovalorizzatore si è giocata anche una partita politica che non smette di
riscaldare gli animi. Ricostruire quello che sta succedendo non è semplice. Ma è necessario per capire che cosa accadrà
nei prossimi mesi. Secondo gli esperti della protezione civile sulla linea 2 e 3 si sono verificati dei problemi ai refrattari
che ricoprono i forni. Per la 3 era già previsto un intervento di manutenzione, per la 2 è stato necessario anticipare lo stop
e provvedere alla rimessa a punto. In nessun caso, sottolinea la struttura di Bertolaso, ci sono stati sforamenti nelle
emissioni. I problemi non sarebbero cominciati oggi. Già a giugno dello scorso anno si verificò un guasto alle pompe che
alimentano la circolazione dell'acqua di raffreddamento dei forni. Poi è stata la volta delle caldaie che si sono bucate.
Queste, infatti, sono composti da due parti: nella prima inizia la combustione dei rifiuti, nella seconda si perfeziona la
cattura del calore. Entrambe le camere di combustione sono protette da refrattari che ad Acerra si sono rotti probabilmente
a causa delle sollecitazioni termiche. Altrove, ad esempio a Brescia, dove l'impianto è gestito dalla stessa azienda che si
occupa dell'unico termovalorizzatore campano, la A2A, i forni vengono preservati dai fumi ad alto contenuto acido
prodotti in abbondanza dai rifiuti da coperture in acciaio. Sui motivi dei guasti è aperto il dibattito: c'è chi pensa a errori di
progettazione e chi ipotizza che il combustibile utilizzato (i rifiuti prodotti dagli stir) abbiano caratteristiche differenti da
quelle previste per quell'impianto che doveva bruciare un prodotto con un potere calorifico più elevato (il cdr). In ogni
caso i danni secondo le prime stime supererebbero i dieci milioni di euro. E non solo: il mancato guadagno della A2A,
ammonta a circa sessantamila euro al giorno. Soldi che, secondo contratto, saranno recuperati allungando il periodo nel
quale sarà percepito il famoso Cip 6, cioè il contributo statale. I soldi per le riparazioni, invece, sono stati spesi dalla A2A
che dovrebbe poi recuperarli dal trasferimento di energia alla struttura stralcio. Questa potrebbe, poi, ipoteticamente
rivalersi su Fibe, l'azienda che ha realizzato l'impianto. Si aprirebbe in questo caso l'ennesimo contenzioso. Una gomitolo
difficile da districare: in attesa di veder funzionare l'impianto a pieno ritmo, però, della missione operativa della
protezione civile è partita la richiesta alla SapNa (la società che gestisce per la Provincia il ciclo dei rifiuti) di utilizzare
una delle piazzole libere in località Pantano (sempre ad Acerra) per sistemavi le balle provenienti dagli stir della provincia
di Napoli che per legge non possono essere depositate in discatica. L'azienda ha dato il proprio nulla osta. Nei prossimi
giorni il presidente Luigi Cesaro dovrebbe firmare il decreto di autorizzazione. Ma il consigliere provinciale della
Federazione della Sinistra, Tommaso Sodano, con un comunicato invita Cesaro a desistere «poiché a norma di legge non
esistono i presupposti per un decreto urgente: sarebbe un atto illegittimo, oltre che l'ennesimo scempio ambientale,
perpetrato con il consenso di politica e potere economico, sulla pelle dei cittadini». Sodano ricorda poi di aver presentato
nel giugno 2009 una denuncia in Procura. Denuncia che a suo parere «giace ormai dimenticata». © RIPRODUZIONE
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SUD
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41
Data:
18-09-2010
Il Mattino (Circondario Nord)
Tonia Limatola Giugliano. Una lettera per investire del fenomeno anche il
governatore Stefano Cal...
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Data: 18/09/2010
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18/09/2010
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Tonia Limatola Giugliano. Una lettera per investire del fenomeno anche il governatore Stefano Caldoro, massima autorità
in tema di sanità regionale, e portare l'emergenza dei roghi di rifiuti tossici al tavolo del comitato provinciale per l'ordine
pubblico. Salute e controllo del territorio, insomma, i due fronti sui quali si è subito impegnato il prefetto De Martino nel
corso del vertice che si è svolto ieri mattina nella sala della protezione civile nel palazzo di piazza del Plebiscito, a Napoli,
al quale hanno partecipato le amministrazioni comunali, le forze dell'ordine, vigili del fuoco, esercito, Asl, Arpac,
Provincia e Regione. Poi, una relazione mensile in Prefettura su tutte le attività svolte per capire se le strade imboccate
sono quelle giuste. Tutti operativi, insomma. È la prima volta che al tavolo contro i roghi siedono un buon numero dei
sindaci convocati. A maggio scorso c'era solo il primo cittadino di Qualiano, Salvatore Onofaro, promotore della crociata
antidiossina, avviata a novembre 2008, e che finalmente ieri se ne è tornato al Comune soddisfatto. «La partecipazione dei
colleghi dell'area è confortante dopo mesi di battaglia quasi in solitudine e soprattutto mi fa ben sperare la sensibilità e la
determinazione mostrate dal nuovo prefetto - dice Onofaro, accompagnato dal consigliere Giuseppe Musella –. A
Qualiano risentiamo molto dei fumi tossici anche quando non si sversa sul nostro territorio e stiamo lavorando
tenacemente per coinvolgere tutte le altre amministrazioni sul fenomeno. I controlli sono fondamentali, quando sono stati
effettuati il fenomeno era stato contenuto». Sono piaciuti gli interventi del prefetto anche sul fronte economico. La task
force dovrà mettere a punto una serie di iniziative per rendere meno conveniente possibile lo smaltimento illegale dei
rifiuti, grazie a controlli serrati anche sugli operatori economici. Addirittura ha suggerito ai sindaci di formare un gruppo
di lavoro per migliorare l'ordinanza, già adottata in alcuni comuni, che colpisce i rivenditori che non aggiornano il registro
di scarico e carico dei copertoni d'auto. Erano rappresentati i comuni di Napoli, Marano, Giugliano, Villaricca, Qualiano,
Sant'Antimo, Mugnano, Calvizzano. Assente la delegazione di Melito. «Discuterne al tavolo del comitato provinciale è
importante per collegare questo fenomeno, finora considerato solo ambientale, direttamente alle attività criminali perché
come tale va affrontato», dice il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta. Sulla stessa linea Giovanni POrcelli, il collega di
Mugnano, città assediata dai fumi tossici del campo rom di Scampia. «Non possiamo pensare che tutto ciò avvenga senza
il benestare dei clan locali che su quelle zone hanno le loro basi operative», dice Porcelli. Da Giugliano l'appello per la
zona Asi, Casacelle e sul litorale. «Muoiono il territorio e il tessuto economico. Dopo anni di denunce cadute nel vuoto,
ora speriamo che parta un nuovo corso di controlli», dice il consigliere Pietro Ciccarelli, Rdl, presente assieme
all'assessore Postiglione e al dirigente Pizzuti. Della questione si discuterà anche in Consiglio comunale a Giugliano la
mattina del 25 settembre, in una seduta richiesta dai partiti di opposizione: Pd, l'Arcobaleno, l'Udc, e le civiche
Democrazia e Coerenza e Giugliano per la Vita. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Data:
19-09-2010
Il Mattino (Circondario Sud1)
Il Leone di San Marco aveva sfrattato lo scudetto tricolore sulla divisa della
Protezione civile del...
Mattino, Il (Circondario Sud1)
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Data: 19/09/2010
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19/09/2010
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Il Leone di San Marco aveva sfrattato lo scudetto tricolore sulla divisa della Protezione civile del Veneto. Erano seguite
polemiche ed appelli al presidente leghista della Regione, Zaia. L'assessore regionale Stival assicura di non aver
intenzione di «modificare usi e tradizioni della Protezione civile». Al Dipartimento retto da Guido Bertolaso, che della
polo blu con il tricolore ha fatto un feticcio, ne prendono atto con soddisfazione.
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SUD
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Data:
17-09-2010
Il Mattino (Circondario Sud2)
Duellanti Sopra, l'assessore all'Igiene urbana Paolo Giacomelli; in alto, il
generale Mari...
Mattino, Il (Circondario Sud2)
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Data: 17/09/2010
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Duellanti Sopra, l'assessore all'Igiene urbana Paolo Giacomelli; in alto, il generale Mario Morelli capo dell'Unità
operativa per l'emergenza rifiuti collegata. struttura della Protezione civile
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Data:
19-09-2010
Il Mattino (Circondario Sud2)
Gennaro Pappalardo Massa Lubrense. Centinaia di metri di reti da pesca,
nasse, pezzi di legno, tr...
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Data: 19/09/2010
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Gennaro Pappalardo Massa Lubrense. Centinaia di metri di reti da pesca, nasse, pezzi di legno, tronchi e tanta plastica. È
il bilancio della giornata dedicata alla pulizia del mare organizzata dalla Riserva marina protetta di Punta Campanella. In
campo, ieri mattina, lo spazzamare e il gommone del Parco, il nucleo sommozzatori della protezione civile di Vico
Equense, le associazioni subacquee centro ommersioni Massa Lubrense, centro immersioni Due Golfi e J. Costeau. Una
ventina di sub si sono divisi le zone dell'area marina protetta. Il nucleo della protezione civile di Vico Equense e la J.
Costeau hanno operato a Puolo, il Centro Due Golfi nella zona di Regina Giovanna, mentre il Centro Massa Lubrense
nella zona A di Vetara. Dopo diverse ore di lavoro, con il supporto della spazzamare, il battello in dotazione all'Area
marina protetta di Punta Campanella e del gommone del Parco, sono state prelevate dai fondali diverse reti da pesca e una
trentina di nasse abbandonate che continuavano a creare seri danni alla fauna marina, anche in zona A. Il materiale è stato
poi adagiato a bordo dello spazzamare e consegnato successivamente agli operai dell'azienda Terra delle Sirene che
provvederà allo smaltimento. L'iniziativa per la pulizia dei fondali è ormai giunta al terzo anno consecutivo. La giornata,
organizzata dall'Area marina protetta di Punta Campanella si svolge a fine estate e vede la partecipazione attiva e
fondamentale delle associazioni subacquee del territorio che, insieme ai Diving e al personale del monitoraggio
subacqueo del Parco marino, sono importanti vigili dei fondali marini. «Questa è una giornata molto importante per noi dice il direttore dell'Area marina di Punta Campanella, Antonino Miccio - sia per quanto riguarda la sensibilizzazione nei
confronti della tutela del mare, sia da un punto di vista più pratico, vista l'enorme quantità di rifiuti rimossi dai fondali.
Rifiuti che, come dimostra il caso delle nasse abbandonate, possono creare enormi danni alla fauna marina». Intanto a
Massa Lubrense centro, il Parco Marino, insieme a Terra delle Sirene, al Comune di Massa Lubrense e alla ditta Papa
ecologia, ha promosso la giornata per la raccolta degli oli esausti dopo quella che si era svolta la settimana scorsa a
Sant'Agata. Positiva la partecipazione dei cittadini che hanno consegnato oltre 400 chilogrammi di olio da cucina esausto.
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Data:
19-09-2010
Il Mattino (Circondario Sud2)
Tarsu o non tarsu: questo è il dilemma. Un dilemma che si trascina ormai da
più di un anno...
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Data: 19/09/2010
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Tarsu o non tarsu: questo è il dilemma. Un dilemma che si trascina ormai da più di un anno. Tra proteste, dibattiti e
assemblee pubbliche Comuni e Province della Campania si sono contese per mesi il diritto di riscuoterla tanto che il
Parlamento decise di concedere ai sindaci una proroga e di avviare la cessione della banca dati per la riscossione con un
anno di ritardo. Ora l'anno sta per finire, ma le cronache raccontano di un rovesciamento di fronte: ora sono i presidenti
delle Province a non volere il diritto di riscuotere la tassa e il dovere di provvedere alla raccolta. In realtà anche in questo
caso il fronte non è compatto: a romperlo è, tra gli altri il presidente della Provincia di Avellino, il senatore Cosimo Sibilia
che spiega: «Io voglio osservare la legge. La norma dice che noi dobbiamo partire completamente con la
provincializzazione entro il 1 gennaio e noi siamo pronti a farlo. Abbiamo già varato il piano industriale e risposto a tutti
gli adempimenti. Lo ripeto: fermo restando il rispetto delle volontà altrui, noi non vogliamo nessuna proroga e andremo
aventi per la nostra strada». Quella di Avellino, insieme a Benevento e Salerno, è ritenuta una Provincia virtuosa, mentre
Napoli e Caserta fanno da sempre la parte delle pecore nere: nella loro area si sono accumulati gli sversamenti abusivi, si
sono moltiplicate le discariche, è lievitato il numero dei dipendenti dei consorzi di bacino che ora dovrebbero transitare
nei ranghi delle società provinciali. Quando questo avverrà le spese si moltiplicheranno anche perché molti Comuni,
soprattutto nel napoletano, hanno intanto appaltato il servizio a ditte esterne i cui dipendenti non potranno essere
licenziati. Una situazione molto tesa: basti pensare che il direttore della SapNa, la società provinciale napoletana, ha già
ricevuto due lettere di minacce. In ogni caso l'azienda provinciale napoletana sta per chiudere la gara per appaltare a una
ditta esterna la riscossione della Tarsu che dovrebbe essere riscossa dalla Provincia a partire dal primo gennaio. Tutto
questo, ovviamente, se non arriverà il rinvio più volte auspicato dall'assessore all'ambiente della Provincia di Napoli,
Giuseppe Caliendo, che nelle scorse settimane aveva già sottolineato: «Mancano gli impianti e i soldi per pagare i
lavoratori dei bacini. Io sono sempre ottimista però ora posso solo dire che se la proroga non arriva ci fermeremo dove
siamo arrivati, miracoli non se ne fanno». E probabilmente domani nell'incontro con la Protezione Civile si parlerà anche
del possibile rinvio del passaggio di consegne tra Comuni e Province. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Il Mattino (City)
Mario Amodio Atrani. Sette giorni dopo la dichiarazione dello stato di
calamità naturale, il...
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Data: 18/09/2010
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18/09/2010
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Mario Amodio Atrani. Sette giorni dopo la dichiarazione dello stato di calamità naturale, il comune di Atrani ottiene dal
governo un primo riconoscimento per i danni derivanti dall'alluvione di giovedì scorso. Il consiglio dei ministri nella
seduta di ieri, ha infatti deliberato lo stato d'emergenza per i territori della Costiera Amalfitana che hanno subìto danni per
effetto degli eventi atmosferici eccezionali che si sono verificati nei giorni scorsi. Oltre ad Atrani, che ha subito l'onda di
fango da cui è stata inghiottita Francesca Mansi, il governo ha riconosciuto analogo stato di emergenza anche al comune
di Scala nel cui territorio ricadono gran parte delle frane che hanno provocato l'ingrossamento del torrente Dragone,
debordato alle 18,40 di quel maledetto 9 settembre. L'iniziativa di riconoscere lo stato di emergenza ai due comuni, che a
distanza di qualche giorno chiesero attraverso il voto in consiglio comunale lo stato di calamità naturale, è stata portata al
tavolo della riunione di Palazzo Chigi dai ministri Altero Matteoli e Andrea Ronchi. E proprio quest'ultimo, anche su
invito degli organizzatori di Scala incontra New York, visitò la cittadina devastata dalla furia di fango e detriti che seminò
il panico strappando alla sua famiglia la sfortunata 25enne di Minori che lavorava nel bar La Risacca sui cui ingressi il
tappo di lamiere formatosi sotto la prima arcata del paese finì per dirottare il terribile getto di acqua e fango. Ronchi,
ospite della manifestazione conclusiva della rassegna organizzata ogni anno per ricordare le vittime dell'11 settembre,
volle raggiungere il paesino per constatare lo stato dei luoghi: i cumuli di fango, la strada sventrata, i locali di strutti. Ma
soprattutto per avere notizie circa le ricerche di Francesca Mansi. «Alle 14 ci è arrivato via fax il decreto della Presidenza
del Consiglio – dice il sindaco di Atrani - Il riconoscimento dello stato di emergenza era necessario se si considera come è
ridotta Atrani. Ora inizieremo a fare tutte le pratiche di cui ha bisogno il paese. Devo ringraziare il Governo e i ministri
Brunetta e Ronchi. Quest'ultimo in visita il giorno dopo ad Atrani mi disse che già lunedì che ne avrebbe parlato con
Berlusconi. Il ministro Brunetta mi telefonò la notte stessa mettendomi poi in contatto con il vice capo della protezione
civile De Bernardinis». Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Scala, Luigi Mansi per l'impegno del Governo
e in particolare di Ronchi in occasione della sua visita a Scala. Ieri mattina, intanto, sono riprese le ricerche del copro di
Francesca Mansi con l'impiego del georadar, lo strumento in dotazione alla protezione Civile . Lello Mansi, il papà di
Francesca, ha seguito le fasi iniziali dello scandaglio del terreno. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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19-09-2010
Il Mattino (City)
L'incubo dei rifiuti torna ad aleggiare a Napoli e in ampie aree della
Campania, e torna in cam...
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Data: 19/09/2010
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19/09/2010
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L'incubo dei rifiuti torna ad aleggiare a Napoli e in ampie aree della Campania, e torna in campo l'ipotesi di aprire una
nuova discarica a Cava Vitiello ai piedi del Vesuvio. La decisione di puntare su Terzigno contraddice l'indicazione data
dagli eurodeputati la scorsa primavera, che bocciavano la discarica in piena area naturalistica. Ma la Regione fa
dietrofront e chiede al governo lo sblocco dei fondi per i Comuni. Si ritiene che la discarica bis possa alleggerire la
situazione: in gennaio si prevede che i siti siano saturi e nelle strade si accumulino mille tonnellate al giorno. Domani si
terrà un vertice tra la Protezione civile e i rappresentanti delle amministrazioni locali al quale è atteso anche Bertolaso.
>De Crescenzo a pag. 43
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18-09-2010
Il Mattino (Nazionale)
Foggia. Tanta paura e l'incubo della catastrofe come poco più di un anno fa
all'Aquila: ma ness...
Mattino, Il (Nazionale)
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Data: 18/09/2010
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18/09/2010
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Foggia. Tanta paura e l'incubo della catastrofe come poco più di un anno fa all'Aquila: ma nessun danno e nessun ferito in
seguito alla scossa di terremoto avvertita ieri in provincia di Foggia. Una scossa di magnitudo 4.4 che alle 14 e 20 ha
squassato una vasta zona, fino ad essere avvertita nel Napoletano e nel Potentino. È stata registrata infatti
dall'Osservatorio vesuviano. E a Napoli sono state diverse le telefonate pervenute sia ai vigili del fuoco che
all'Osservatorio Vesuviano: i cittadini hanno soprattutto chiesto conferme e se eventualmente il movimento fosse legato
ad un'eventuale attività del Vesuvio. In serata è stata registrata, poi, un'altra scossa di magnitudo 3,3 nella zona tra Foggia,
Carapelle e Ortanova. L'epicentro è stato localizzato tra Foggia, Carapelle e Ortanova. Ed è proprio in quell'area che tante
persone si sono riversate per strada, gridando, con i centralini delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco della zona presi
d'assalto per avere informazioni. Tanta gente in strada anche nella vicina Termoli. Le verifiche compiute dalla protezione
civile, soprattutto negli edifici pubblici e nelle scuole, non hanno comunque fanno registrare danni a cose o persone: solo
in due a Foggia hanno fatto ricorso alle cure del 118 per malori da spavento. Ad assicurare che sono stati eseguiti controlli
a tappeto ovunque è stato anche l'assessore regionale alla Protezione civile, Fabiano Amati. «Fortunatamente la scossa
non ha causato danni consistenti a persone o cose, se non alcuni malori dovuti allo spavento nella città di Foggia. Sono
state eseguite verifiche capillari in tutti i comuni che si trovano in una fascia di 30 chilometri dall'epicentro del terremoto
e nessuno di questi ha registrato criticità, tranne il comune di Panni dove alcuni vecchi edifici disabitati del centro storico
hanno riportato lesioni di lieve entità», ha precisato Amati. I controlli, ha fatto inoltre sapere l'assessore pugliese, sono
stati compiuti anche sulle dighe che si trovano nella zona interessata dalla scossa e lungo le tratte ferroviarie. «La
situazione dunque è sotto controllo - ha concluso Amati - non esiste alcuna emergenza anche se i vigili del fuoco stanno
proseguendo nelle attività di puntuali verifiche statiche a scopo precauzionale». Il terremoto è stato localizzato dalla Rete
sismica nazionale dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nel distretto sismico Tavoliere delle Puglie.
L'epicentro ha avuto coordinate 41.478 di latitudine e 15,616 di longitudine e una profondità di 30,1 chilometri. Entro 10
chilometri rispetto all'epicentro si trova solo la città di Foggia, tra dieci e 20 chilometri si trovano i comuni di Carapelle,
Orta Nova, Rignano Garganico e Ordona, tutti in provincia di Foggia. L'area colpita dal terremoto è da considerare a
pericolosità sismica elevata e le località interessate sono tutte comprese nella «zona 2» della classificazione sismica del
territorio nazionale. Circa un'ora dopo un'altra scossa, ma di magnitudo 2.0, è stata avvertita nella stessa zona. L'area è
stata colpita in passato da forti scosse tra cui il terremoto della Puglia settentrionale di magnitudo 5.6 (simile a quello
dell'Aquila del 2009 stimato a 5.8) avvenuto il 18 agosto 1948 ed il terremoto di S. Marco in Lamis di magnitudo 6
avvenuto il 6 dicembre 1875. Negli anni recenti nell'area non sono stati registrati eventi più forti di quello di ieri: l'evento
maggiore è stato di magnitudo 3.6 il 10 ottobre 2007.
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Data:
18-09-2010
Il Mattino (Nazionale)
Fabio Rossi ROMA. Nata la forma della quarta Capitale - come la chiama il
vice sindac...
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Data: 18/09/2010
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18/09/2010
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Fabio Rossi ROMA. Nata la forma della «quarta Capitale» - come la chiama il vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo - ora
tocca definire la sostanza, ossia i reali poteri. Quelli, insomma, che differenzieranno il nuovo ente speciale di Roma
Capitale da un Comune “normale”. Ed è proprio il secondo decreto applicativo il vero nodo del dibattito: quali saranno le
reali competenze di Roma Capitale? Il confronto è aperto, soprattutto con la Regione, da cui dovrebbero provenire gran
parte dei nuovi poteri, e con le province del Lazio, che chiedono in coro di «non creare squilibri». La cornice dei nuovi
poteri è già contenuta nell'articolo 24 della legge delega 42/2009, sul federalismo fiscale. La norma assegna a Roma
Capitale funzioni amministrative in materie di primaria importanza: la valorizzazione dei beni artistici, ambientali e
fluviali; lo sviluppo economico e sociale; lo sviluppo urbano e la pianificazione territoriale; l'edilizia pubblica e privata; i
servizi urbani. Ma anche la protezione civile, di concerto con il relativo dipartimento nazionale presso la Presidenza del
Consiglio dei ministri e con la Regione Lazio. La legge sul federalismo fiscale sancisce anche il trasferimento a titolo
gratuito dei beni appartenuti al patrimonio dello Stato «non più funzionali all'amministrazione centrale». La questione
ancora aperta riguarda lo “spessore” di queste competenze: ossia quali saranno gestite di concerto tra Roma Capitale e
Regione Lazio e quali passeranno di mano completamente. «Nei prossimi giorni incontreremo il sindaco di Roma e
coinvolgeremo il Consiglio regionale perché, nell'ambito del nuovo processo di Roma Capitale, sia mantenuto un
equilibrio tra tutti i territori», avverte la governatrice Renata Polverini. Gianni Alemanno, dopo aver portato a casa lo
storico risultato del primo decreto, è ottimista anche sul secondo step: «Sulla questione dei poteri sarà impostato un
confronto e presto ci sarà un incontro con la Polverini e Calderoli per cercare la massima intesa. Senza la prima
trasformazione, i nuovi poteri avrebbero poggiato su uno status troppo debole». Il limite massimo per approvare il
secondo decreto attuativo è fissato per maggio. Ma sul colle capitolino sono convinti di poter chiudere la partita già per la
fine dell'anno. Il decreto sui poteri dovrà essere approvato in prima lettura dal governo, per poi passare alle commissioni
Bilancio e Finanze di Camera e Senato, in Consiglio comunale, alla Commissione bicamerale sul Federalismo e, di nuovo,
dal Consiglio del ministri per l'ok definitivo. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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SUD
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Data:
17-09-2010
Il Mattino (Salerno)
Non è escluso che la Provincia chieda l'attivazione di procedure
commissariali per i...
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Data: 17/09/2010
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17/09/2010
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«Non è escluso che la Provincia chieda l'attivazione di procedure commissariali per i comuni inadempienti in materia di
protezione civile. Invece di chiedere soldi che devono essere invece affidati agli amministratori capaci si adeguino e
facciano i piani». L'assessore provinciale alla protezione civile, Antonio Fasolino, è un fiume in piena. Da Atrani, dove
ieri ha svolto con i tecnici di Palazzo Sant'Agostino l'ennesimo sopralluogo, si scaglia contro quella che definisce
«ignoranza amministrativa». Assessore, due comuni su tre in Campania sono senza un piano, nel salernitano com'è la
situazione? «In provincia, grazie agli sforzi del settore di questa amministrazione, siamo a oltre il cinquanta per cento dei
comuni che hanno partecipato al bando Emersa. Tre mesi fa abbiamo chiesto di implementare le attività amministrativa
per arrivare alla redazione di piani Pec e Coc e quindi arrivare a dei Com compiuti e reali. Fin quando la filiera non sarà
completa non si potrà dar luogo al piano provinciale di cui ci siamo dotati». E se questo non accadrà? «Dobbiamo
pretendere e pretendiamo che tutti si mettano in filiera. Non è possibile avere dei comuni con zone a rischio che non
hanno ancora un piano di protezione civile. C'è bisogno di amministratori più virtuosi altrimenti la Provincia si farà
portavoce presso il prefetto per l'attivazione le procedure commissariali». Esistono casi in cui ritenete sia necessario
intervenire subito? «Noi verificheremo e non è detto che ciò debba riguardare solo i comuni interessati. Una diffida è
partita due mesi fa, è stato il primo atto che ho prodotto da assessore». Si fa largo l'idea di una protezione civile che
investa di responsabilità soprattutto il cittadino, cosa si intende? «La protezione civile è una filiera che inizia dal singolo
cittadino. Questo è il messaggio che vogliamo far passare. Il cittadino, che abita in zone a rischio può essere portatore di
un risultato positivo in termini di prevenzione. Proporremo l'obbligo, per coloro che abitano nelle zone a rischio, di
sottoporsi a operazioni di protezione civile». Cosa risponde ai Comuni che chiedono più interventi economici? «Che i
soldi vengano dati ai capaci. Sono sbigottito e sorpreso dall'ignoranza vera di alcuni amministratori che non sanno le
competenze degli enti e non è possibile che ciò accada per chi governa zone a rischio. L'amministratore deve essere il
primo presidio diligente e informato di ciò che significa amministrare un comune a rischio. L'altro giorno sembrava
l'assalto alla diligenza. Chiedere soldi fa parte di vecchie culture. Noi vogliamo i danni relazionati punto per punto, perché
si andranno a impegnare fondi dei cittadini. C'è una priorità si chiama Atrani e la ricerca della ragazza dispersa. Poi ci
sono le altre cose. Personalmente non ho cassa e competenza, ma se l'avessi starei molto attento a dare dei soldi a degli
incapaci». ma.am. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomento:
SUD
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51
Data:
18-09-2010
Il Mattino (Salerno)
Ieri, presso la sede del Commissariato per il superamento dell'Emergenza
nel Bacino del fiume S...
Mattino, Il (Salerno)
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Data: 18/09/2010
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18/09/2010
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Ieri, presso la sede del Commissariato per il superamento dell'Emergenza nel Bacino del fiume Sarno, si sono incontrati:
l'assessore regionale all'ambiente Giovanni Romano, il presidente dell'Ente d'Ambito Sarnese, il presidente della Gori,
l'amministratore delegato della Gori, col Commissario delegato Gen. Roberto Jucci. Insieme hanno individuato un
percorso, da verificare con la Protezione Civile, per reperire le risorse necessarie alla realizzazione del sistema fognario
dei comuni di Scafati, Nocera Inferiore, Boscoreale. La verifica presso la sede nazionale della Protezione Civile verrà
fatta la prossima settimana nel corso di una riunione, presieduta dal sottosegretario Bertolaso.
Argomento:
SUD
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52
Data:
18-09-2010
Il Mattino (Salerno)
Quattro picchetti, posti a mo' di punti fiduciali, e un nastro rosso a
delimitare l'area. ...
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Data: 18/09/2010
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Quattro picchetti, posti a mo' di punti fiduciali, e un nastro rosso a delimitare l'area. I primi quaranta metri quadrati di
spiaggia, livellata dalle ruspe, sono stati passati al setaccio tra mattina e pomeriggio con il georadar, lo strumento che la
protezione Civile ha trasferito ad Atrani per cercare in spiaggia il corpo di Francesca Mansi. Ad assistere al primo giorno
di esperimento del macchinario, il cui utilizzo è stato deciso dopo una settimana di infruttuose ricerche, anche il papà
della sfortunata venticinquenne. Lello Mansi, ha seguito le fasi iniziali dello scandaglio del terreno su cui due tecnici
hanno fatto scorrere il macchinario che in tempo reale inviava gli impulsi ad un ricevitore. A monitorarne l'esito è stato un
geologo che ha annotato in rapida successione le coordinate rilevato dallo scandagliamento del terreno. Forse si scaverà,
in qualche punto. Ma è presto per dirlo. Già, perché i dati acquisiti, stando a quanto rivelato dai tecnici, dovranno essere
elaborati, approfonditi. Comunque, sia, si procederà con il geolaser su tutto l'arenile che presto verrà completamente
spianato. Ma come funziona tecnicamente lo scandaglio del terreno? Le attività programmate prevedono il monitoraggio
dell'intera spiaggia del paese e la registrazione delle discontinuità riscontrate, ovvero la presenza di corpi estranei al
terreno. I tecnici, che provvederanno a effettuare una mappatura e ad interpretarne il valore, disporranno poi dei sondaggi
mirati nel tentativo di individuare e riportare alla luce le discontinuità riscontrate dalla macchia. Tra queste, che i tecnici
definiscono “discontinuità”, si spera di ritrovare il corpo di Chicca ormai svanito da giovedì scorso. Sull'area interessata
dalle operazione di monitoraggio i tecnici hanno creato una sorta di reticolo dove la macchina scorre prima verticalmente
poi orizzontalmente in spazi di poco meno di cinquanta centimetri di larghezza. Questo, per incrociare il passaggio del
geolaser in più punti dell'area delimitata. L'area viene così divisa in settori per consentire ai tecnici di non perdere
l'orientamento. Questo, quel che riguarda la terraferma. E a mare? Le ricerche proseguiranno anche qui, dove da ieri è
all'opera anche un gruppo di sommozzatori in supporto alla protezione civile e che effettueranno la ricognizione dei
fondali anche con l'ausilio di gps. Si provvederà a un'altra mappatura che riguarderà lo stato dei fondali. Nuove
indicazioni sono arrivate proprio dalle immersioni effettuate in mattinata a ridosso della condotta sottomarina che
prosegue per una lunghezza di circa 400 metri. Queste operazioni serviranno a individuare il canale di scorrimento perché
presumibilmente è lì che potrebbe essere avvenuto il trascinamento del corpo di Chicca. ma.am.
Argomento:
SUD
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Data:
18-09-2010
Il Mattino (Salerno)
Contursi Terme. Il Consiglio provinciale prende posizione rispetto alle
captazioni delle sorgenti de...
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Data: 18/09/2010
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18/09/2010
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Contursi Terme. Il Consiglio provinciale prende posizione rispetto alle captazioni delle sorgenti del fiume Sele e alla
costruzione della Pavoncelli bis, una galleria sotterranea lunga 12 km, che sarà costruita dall'Acquedotto Pugliese e dovrà
convogliare verso la Puglia le fonti di Caposele, a rischio di un depauperamento delle falde poste più a sud, da cui la
provincia di Salerno attinge per le proprie esigenze idriche. Lo fa con un atto di indirizzo, approvato ieri mattina,
attraverso il quale ha espresso «la volontà di partecipare ad un tavolo tecnico in cui siano affrontati sotto i diversi profili,
idrico e ambientale, anzitutto, ed economico, gli interessi delle popolazioni salernitane, irpine e pugliesi interessate». Il
consiglio si è poi «assunto l'impegno a rappresentare e a fare proprie le preoccupazioni per il rischio di un ulteriore
depauperamento delle acque nel tratto che va da Caposele a Contursi». La Provincia, insieme agli amministratori locali e
agli ambientalisti, che hanno sollevato forti preoccupazioni, è pronta a difendere il territorio. «È un'iniziativa importante
sotto il profilo ambientale, oltre che economico – ha detto il Presidente Cirielli – I territori devono essere messi in
condizione di utilizzare al meglio le risorse di cui dispongono». E in un territorio dove le risorse idriche significano
approvvigionamento idrico per un'intera provincia, ma anche economia, come quella termale, a Contursi, si è pronti a
tutto. Al centro vi sono due questioni, da una parte la necessità di rivedere le concessioni che consentono all'Acquedotto
Pugliese di prelevare 5000 mila litri al secondo, in base ad un decreto di settant'anni fa,dall'altra la costruzione della
galleria Pavoncelli bis, un'opera da 102 milioni di euro, finanziata dalla Protezione Civile, da realizzare con celerità,
secondo l'acquedotto Pugliese, dal momento che il vecchio tratto, danneggiato dal sisma del 1980, rischierebbe il crollo,
lasciando così a secco ¾ di pugliesi. Eppure, in base a quanto scritto in un documento, il Commissario straordinario che si
sta occupando della costruzione di questa galleria, Roberto Sabatelli, ha sostenuto che non esisterebbero i presupposi di
una revisione delle concessioni dal momento che si può andare avanti fino al 2032. Una considerazione che ha
immediatamente innestato la reazione degli ambientalisti. «Macchè – sbotta Lello Gaudiosi dell'associazione Amici del
Sele – C'è solo un regio decreto di 70 anni fa, nessuno ha mai dato altre concessioni. Sono fuori dalle norme. E poi non è
mai stato discusso il minimo vitale da rilasciare al Sele, quella quantità di acqua che è fondamentale per la vita del fiume,
che riesce ad avere linfa solo grazie alle foni termali di Contursi». Posizioni molti distanti, dunque, quelle tra ambientalisti
che rivendicano una soluzione immediata e definitiva, gli enti locali, con la Provincia che chiede un tavolo tecnico e
quindi un incontro con degli esperti ed il fronte opposto, formato dal colosso acquedottistico pugliese, la stessa Regione
Puglia, ma anche il commissario straordinario deputato alla costruzione della Pavoncelli e che accusa gli Enti locali,
Regione Campania in primis, di «non aver voluto affrontare il problema del ristoro, senza scinderlo dalla nuova galleria,
ritenendo di condizionare la stessa ad una prioritaria sottoscrizione di un accordo di programma che prevedesse anche il
finanziamento di tutte le opere previste nel piano d'ambito, circa 870 milioni di euro». Intanto, la Provincia prende le
redini di questa situazione, con il Presidente del Consiglio, Fernando Zara, che ha voluto l'atto di indirizzo approvato e
che si è impegnato a seguire direttamene la vicenda. m.s. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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SUD
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54
Data:
19-09-2010
Il Mattino (Salerno)
Alle 11,30 di ieri sembrava che l'incubo determinato dalla scomparsa di
Francesca fosse finito....
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Data: 19/09/2010
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19/09/2010
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Alle 11,30 di ieri sembrava che l'incubo determinato dalla scomparsa di Francesca fosse finito. Due persone, dalla strada
statale, nel punto in cui questa si affaccia sulla spiaggia di Castiglione, vedono in mare una sagoma affiorante e lanciano
l'allarme. Immediatamente scattano le ricerche ma del corpo della ragazza nulla da fare. Motovedetta e barca d'appoggio
ai sub che continuano a perlustrare lo specchio di mare si mettono a setacciare la zona. Anche un natante con a bordo i
vigili urbani si unisce alle ricerche. Ma del corpo segnalato non v'è traccia. Falso allarme, l'ennesimo.Come falso allarme
è stato l'olezzo maleodorante avvertito in spiaggia, nei pressi della condotta del metano e che ha spinto gli esperti della
protezione civile a utilizzare in quell'area il sofisticato strumento che individua “discontinuità”, nel terreno a una
profondità massima di quattro metri. A segnalarlo è stato uno dei tecnici che stanno garantendo in questi giorni supporto
ai soccorritori. La spiaggia spianata per oltre 100 metri quadrati, per effetto dell'utilizzo del georadar, ha fornito una serie
di indicazioni utili sulle quali si interverrà in questi giorni provvedendo a spalare i punti dove risultano esserci corpi
estranei al terreno.
Argomento:
SUD
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55
Data:
18-09-2010
Salerno notizie
Atrani: dichiarato stato calamità
Ieri è stato dichiarato lo stato di emergenza da parte del Consiglio dei ministri per i comuni di Atrani e Scala in seguito
all'alluvione del 9 settembre. Intanto prosegue la ricerca di Francesca Mansi, scomparsa il giorno della frana.
Sommozzatori dotati di sonar stanno elaborando, da ieri mattina, una mappatura dei detriti a mare. Dalla ricognizione è
emerso che materiale di ogni sorta è stato trascinato fino a 500 metri dalla riva. E mentre i sub, scandagliano lo specchio
d'acqua antistante il paese, a terra, altri volontari della protezione civile regionale, insieme ai tecnici e alle altre forze
presenti sul territorio, cercano sul lato della spiaggia travolto dalla furia del torrente Dragone.
18/09/2010
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SUD
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56
Data:
18-09-2010
La Voce Di Manduria Online
Bilancio negativo per gli incendi estivi, il rammarico di Legambiente
18/09/2010 - 08:05
MANDURIA Conclusa la stagione estiva dobbiamo amaramente constatare che il bilancio, sul fronte incendi nel nostro
territorio, quest'anno è estremamente negativo, nonostante il grande lavoro fatto dalla protezione civile, dai vigili del
fuoco e dal corpo forestale. Se si vuole, davvero, contrastare questa annosa piaga, oltre ad intensificare il controllo del
territorio ed aumentare le dotazione dei mezzi antincendio, lo strumento sicuramente più efficace consiste nella completa
attuazione della legge 353/2000. Tale normativa, infatti, ove prevede vincoli quindicinali per le aree percorse dal fuoco,
costituisce un fortissimo deterrente contro chi voglia, attraverso gli incendi, perseguire speculazioni ed interessi privati a
scapito dell'ambiente. Tuttavia, affinché essa esplichi pienamente la sua efficacia dissuasiva è necessario che il Comune
attui una rigorosa e puntuale perimetrazione delle aree percorse dal fuoco con conseguente inserimento di dette aree nel
“catasto degli incendi”.
Su tali aree, come detto, una volta perimetrate, scattano vincoli estremamente stringenti: infatti non si può né edificare, né
trasformare macchie, garighe o pascoli in aree agricole modificando così la loro naturale destinazione.
Pertanto auspichiamo e sollecitiamo che si ottemperi al più presto alla perimetrazione delle aree percorse dal fuoco e che
vengano individuati tutti gli incendi, anche di piccole dimensioni, arginati grazie al pronto intervento dei vigili del fuoco,
della protezione civile e delle guardie forestali.
A tal fine, ove occorra, per parte nostra ci rendiamo disponibili sin da ora a fornire la mappa degli incendi avvenuti questa
estate, redatta dai nostri volontari.
FULVIO PERRONE
LEGAMBIENTE MANDURIA
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SUD
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57
Data:
18-09-2010
La Voce Di Manduria Online
Mamma Concetta 3 ore in caserma per accusare i parenti
15/09/2010 - 08:20
Concetta Serrano
AVETRANA Dopo i sospetti lanciati in tivù nei confronti dei parenti più stretti, la mamma di Sarah Scazzi, la
quindicenne scomparsa misteriosamente da Avetrana il 26 agosto scorso, ha deciso di cristallizzare le stesse ipotesi
accusatorie davanti agli inquirenti. Con questo proposito ieri mattina Concetta Serrano si è presentata spontaneamente
nella caserma dei carabinieri di via Magenta dove è rimasta per tre ore a disposizione del pubblico ministero che conduce
l'inchiesta, Mariano Buccoliero, e degli investigatori dell'arma che hanno verbalizzato tutto. Ad accompagnarla c'erano
anche le due sorelle più grandi, sentite pure loro dagli stessi inquirenti. Estrema riservatezza circa il contenuto dei
colloqui i cui verbali, secondo fonti estranee alla procura, sarebbero stati addirittura secretati. Altre indiscrezioni, invece,
offrivano una scarsa importanza alle rivelazioni della mamma di Sarah la quale avrebbe semplicemente ribadito le accuse
già espresse pubblicamente il giorno prima nelle dirette televisive dei canali nazionali. E cioè che i probabili basisti del
rapimento della figlia non potevano che essere le stesse persone che quel pomeriggio sapevano che sarebbe uscita da sola
per andare al mare. Vale a dire: o il suo papà, Giacomo Scazzi, o la badante rumena che assiste il nonno, oppure la
famiglia della cugina Sabrina dove la quindicenne era diretta ma non è mai arrivata scomparendo nel nulla. Per dare
importanza alle sue tesi Concetta Serrano avrà fornito particolari che il magistrato avrà tenuto in seria considerazione se è
vero che ne ha secretato gli atti. L'unica cosa certa in procura sono i due filoni d'inchiesta aperti sul caso: il primo, contro
ignoti, con l'ipotesi di reato di sequestro di persona e il secondo per procurato allarme a carico di un uomo che nei giorni
scorsi aveva dato una falsa segnalazione circa il ritrovamento nelle campagne tra Avetrana e Erchie, nel brindisino, di un
corpo di ragazza avvolto nel sangue.
Nel frattempo continuano le ricerche su tutto il territorio della quindicenne che voleva somigliare anche fisicamente alla
sua contante del cuore, Avril Lavigne. A preoccuparsi della sua sorte, dopo 21 giorni dalla scomparsa, sono ora in tanti.
Gli uomini dei vari corpi dell'Arma, tra i primi, ma anche i volontari della protezione civile e gli amici che ieri hanno
diffuso su facebook quattro foto ritoccate che mostrano come la ragazza potrebbe essersi truccata per non essere
riconosciuta. Più tragica l'aspettativa offerta da un veggente romano che sempre ieri ha contattato le redazioni dei giornali
asserendo di conoscere il punto esatto dove il corpo di Sarah sarebbe stato sepolto. Questa sera, infine, del caso di Sarah
Scazzi di Avetrana si occuperà la trasmissione televisiva di Rai 3 «Chi l'ha visto?»
Nazareno Dinoi
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SUD
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rassegna stampa Protezione civile 20 settembre