Ricevi Automoto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica 05 Marzo Anno Numero 2013 01 13 | PROVA SU STRADA | Fiat 500L 1.6 Multijet 105 CV da Pag. 2 a Pag. 13 Da Pag. 24 a Pag. 39 Da Pag. 40 a Pag. 61 Porsche 911 Carrera S vs Carrera 4S Skoda Octavia Abbiamo messo a confronto sulle nevi di Livigno alla Porsche Sport Driving School due “gemelle diverse” ovvero le Porsche 911 Carrera S e 4S. Molte le differenze tra due auto apparentemente simili Grazie al pianale MQB, in comune con Golf VII, A3 e Leon, la nuova berlina di Mladà Boleslav è confortevole e piacevole da guidare. Prezzi in linea con quelli della precedente generazione ma miglior dotazione di serie Gemelle diverse Qualità e understatement PROVA SU STRADA Fiat 500L 1.6 Multijet 105 CV Familiare tuttofare Arriverà nelle concessionaria a partira dal mese di marzo la Fiat 500L con due nuovi propulsori da 105 CV: il Multijet II da 1.6 litri e lo 0.9 TwinAir di Matteo Ulrico Hoepli 2 3 Ricevi Automoto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito A lla presentazione internazionale della nuova “glamour” Fiat 500L vengono finalmente resi disponibili e testabili i già anticipati propulsori da 105 cavalli, sia nella nuova versione Turbodiesel 1.600 cc, che in versione TwinAir, rappresentando quest’ultimo la variante più potente del motore bicilindrico Fiat. Il successo della Fiat 500L è testimoniato da circa 38.300 ordini totali in Europa in soli 5 mesi, e a gennaio è stata la vettura media più venduta in assoluto in Italia: la formula “City Lounge” (prestazioni, spazio e dotazioni da segmento C e dimensioni e prezzo da segmento B) ha insomma premiato il brand del Lingotto. «Il grosso interesse era per la versione turbodiesel, 4 Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica il nuovo motore 1600cc - ci spiega l’Ing. Marangoni, responsabile motori Fiat per l’Europa ed EMEA - derivato dalla famiglia JTD da 2.000 cc, entrambi costruiti in Italia, gode dalla nuovissima iniezione MultiJet II che ci permette di ottimizzare potenza e consumi, ma soprattutto la rotondità di erogazione. Anche con il bicilindrico (turbo benzina) abbiamo fatto “miracoli” e con soli 875 cc, abbiamo ottenuto potenze pari a 120 CV/litro con consumi ridottissimi ed emissioni di CO2 ai vertici: soli 112g/km. Il motore TwinAir è quindi già pronto per le normative del 2020, ed è omologato Euro 6» Le due Fiat 500L sono simili in tutto, Start&Stop di serie, cambio morbido a 6 marce, c’è solo da scegliere il colore (tra i tanti disponibili...). Gli interni risultano innanzitutto ben progettati, ma anche molto belli e funzionali, soprattutto la plancia in tinta con la carrozzeria ed il sistema multimediale che gode di un sound strepitoso. Ottimi sia lo spazio disponibile che l’ergonomia di comandi e sedili, entrambi completamente regolabili. Impossibile non trovare la corretta triangolazione di guida. Ci ha impressionato lo spazio per i passeggeri posteriori, che è veramente da record per una vettura di segmento B. Ci si può sedere comodamente senza alcun problema in termini di spazio sia per la testa che per la gambe. Gli over 1 metro e 80 ringraziano! Il tutto senza dimenticarsi dello spazio per i bagagli, che hanno a loro disposizione quasi 400 litri di capienza. Un ottimo risultato per un’auto da 4.15 metri di lunghezza. Il nuovo Turbodiesel da 105 CV Il Turbodiesel da 1.6 litri a 4 cilindri è veramente un portento. All’accensione è un po’ rumoroso al minimo, ma appena si parte diviene una vera gioia. Pochissimo rumore e zero vibrazioni e nel traffico ed in terza ed in quarta marcia ci si dimentica del cambio, in quanto già a partire da 12.00 giri è disponibile l’80% della coppia, per poi allungare senza problemi fin oltre i 4.500 giri/min. Veramente un motore molto ben studiato, morbido sempre, ma molto pieno e pronto, ed in grado 5 Ricevi Automoto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica di riprendere con vigore addirittura in quinta e in sesta a partire da 2000 giri, semplificando così tan la guida a tutto beneficio dei consumi. La potenza massina è di 105 CV a 3.700 giri, mentre la coppia massima è pari a 320 Nm a 1.700 giri: oltre il 20% in più dei concorrenti diretti. Il consumo omologato ECE è di 4.5 l/100 km, mentre lo scatto da 0 a 100 km/h viene percorso in 11.3 secondi per una velocità massima di 181 km/h. Alla guida La posizione di guida rialzata aiuta molto in città, un’eredità questa derivata dalla Qubo, sorprende invece la visibilità che risulta essere davvero degna di nota, grazie a delle superfici vetrate davvero ampie che aiutano in fase di manovra. Sulle statali tutte curve della “Côte d’Azur” l’auto si lascia condurre senza particolar impegno, grazie allo sterzo preciso non troppo leggero e 6 con un filo di gas. Ci ha impressionato, iniziando a spingere, l’ottima tenuta di strada anche al limite, sempre neutra senza sottosterzi anche in fase di accelerazione. Non che sia un’ auto sportiva, ma questo vuol dire sicurezza con tutta la famiglia a bordo. I freni sono morbidi e sempre presenti e fermano l’auto senza mai “scomporla”. In autostrada si viaggia molto bene, nonostante l’altezza del montante ed i grossi specchietti ed il fruscio aereodinamico a 130 km/h è quasi assente. Si viaggia bene intorno ai 2.200 giri in sesta, ed i consumi da noi rilevati sono passati da un massimo di 13 km con un litro nel traffico ai 17-18 km/l in statale. Conclusioni A presto la comparativa fra i due motori da 105 CV, benzina contro diesel, ma al momento possiamo dire che questo motore 1.6 ben si confà 7 8 9 10 11 Ricevi Automoto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica BROCHURE, TEST DRIVE, TUTTO SU: Fiat 500L 1.6 Multijet 105 CV alla 500L, soprattutto per chi in famiglia necessita di ampie capacità di carico o deve comunque farci tanti chilometri. C’è spazio a volontà, è silenziosa ed i consumi sono bassi. Anche in città si trova a suo agio grazie alla dolcezza del motore, allo Start&Stop ed allo sterzo con la funzione “city”, che lo alleggerisce in fase di manovra. Già ordinabili, arriveranno in concessionaria ed in arrivo a metà marzo. 12 Sfoglia i cataloghi in PDF Brochure Configuratore della Casa » Test Drive » Virtual Tour » Finanziamenti » Guarda tutti gli allestimenti » Trovala dai concessionari » 13 PROVA SU STRADA Porsche 911 Carrera S vs Carrera 4S Gemelle diverse di Matteo Ulrico Hoepli | Abbiamo messo a confronto sulle nevi di Livigno alla Porsche Sport Driving School due “gemelle diverse” ovvero le Porsche 911 Carrera S e 4S. Molte le differenze tra due auto apparentemente simili 14 15 Ricevi Automoto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica P rendiamo la stessa macchina, la nuovissima Porsche Carrera 911 S, uguale uguale con ben 400 CV, ma una con la trazione integrale e l’altra con le sole ruote motrici posteriori e andiamo a provarle su un circuito Ice&Snow. Quale sarà la più guidabile e quale la più divertente? Stiamo parlando di uno dei miti dell’automobilismo, ovvero la supersportiva di Zuffenhausen, ora disponibile anche con le 4 ruote motrici nella versione 4S , oltre appunto che con la sola trazione posteriore (quella classica), ovvero la S. Entrambe sono dotate di cambio automatico PDK a 7 marce, efficaci, veloce e gommate con le gomme invernali Michelin Pilot Alpine 4 su cerchi da 20” al fine di ottimizzare il grip. Ci troviamo a Livigno nella pista Ice and Snow con temperature prossime ai -10°. Terreno ideale per una comparativa volta a sondare maneggevolezza, potenza e grip delle due varianti della vettura di Stoccarda. La Tecnica Carrera 911 A ruote ferme le due Porsche Carrera sono quasi uguali, le uniche differenze sono costituite dalla carreggiata posteriore allargata di 44mm (22 per lato) e dalla gommatura delle ruote posteriori: 305/30 ZR20 per la 4S contro 295/30 per la S, oltre al logo sul “cofano posteriore grigliato” che contiene l’iconica unità Porsche. Il mitico motore boxer a 6 cilindri nella versione “S” - dal rumore inconfondibile - è stato portato dai “normali” 3.400 a 3.800 cc guadagnando ben 50 cavalli e crescendo fino a quota 400 CV (a discapito dei 350 CV della versione di “base”) a 7.400 giri per un valore di coppia massima pari a 440 NM a 5.600 giri/min. Il cambio, eccezionale, è il rinnovato e migliorato doppia frizione robotizzato PDK a 7 marce, veloce, preciso e facilissimo da usare e che si avvale nell’azionamento di due paddles posti dietro al volante; decisamente un’altra vita rispetto ai più vetusti cambi manuali e alle trasmissioni tip-tronic automatiche. 16 Le prestazioni sono ovviamente - come si conviene ad una vettura di questo genere - davvero degne di nota, complice anche un peso contenuto a quota 1.380kg per la S e 1.465kg per la 4S: 4,3 secondi per scattare da 0 a 100 km/h (4,6 sec. Per la S) e velocità massima di 299 km/h, 287 per la variante a trazione posteriore. I consumi ECE dichiarati sono di 9,1 l/100 km per la 4S, e 9,0 l/100km per la S, nemmeno così esagerati per una vettura da 400 CV! Nell’ambito della progettazione della 911 Carrera di nuova generazione il telaio venne già stato predisposto per accogliere una trasmissione anteriore aggiuntiva, motivo per il quale si presenta pressoché inalterato rispetto alla versione a trazione posteriore. Le principali peculiarità consistono, rispetto alla precedente generazione, in un passo allungato di 100 mm (2,45 metri) ed in una carreggiata più ampia sull’asse posteriore, garantendo così una maggiore tenuta nelle curve veloci e, soprattutto, in accelerazione. Inoltre, grazie a nuovi e migliorati sistemi elettronici di stabilità di controllo, di sospensioni e di trazione, la 911 Carrera è decisamente più performante e più facile da portare al limite in sicurezza rispetto alla precedente generazione. Sul fronte elettronico sono molte infatti le novità importanti: il Porsche Active Suspension Management (PASM), il nuovo Porsche Dynamic Chassis Control (PDCC), l’innovativo servosterzo elettromeccanico ed il Porsche Torque Vectoring (PTV), che controlla l’imbardata dell’auto e trasferisce potenza alle ruota interessata per facilitare entrata o uscita di curva. Il tutto è tenuto a bada da un impianto frenante tanto potente quanto morbido da azionare: all’anteriore troviamo dei dischi da 340mm a 6 pistoncini, mentre al posteriore troviamo invece dei dischi da 330 mm a 4 pistoncini. Mettiamoci alla guida Una volta preso posto sullo sportivissimo ma comodo sedile, abbiamo modo di apprezzare il bel volante a tre razze rivestito in pelle con inserti in alluminio, i paddles del cambio in metallo e la bellissima, quanto “storica”, strumentazione a 5 quadranti che mantiene informati su tutti i parametri della vettura. Anche la consolle centrale è molto bella, sembra quasi quella di un Jet grazie 17 Ricevi Automoto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito alla lunga serie di leveraggi posti al di dietro del cambio. Premiamo subito il tasto “SPORT PLUS”, che mette la Carrera nella condizione di promettere le massime prestazioni per cambio, motore e sospensioni e pure il rombo del propulsore, grazie all’apertura della valvola di scarico, diviene più roboante, anche al minimo. La nostra sessione di prove prende il via con la 911 Carrera 4S, la più facile da guidare, nonché la più controllabile, grazie alla trazione integrale. Normalmente la potenza viene trasferita per il 95% al posteriore, così da avere un comportamento assimilabile a quello della “sorella” a due ruote motrici. In caso di perdita di trazione il sistema, in automatico, trasferisce oltre il 50% della coppia motrice alle ruote anteriori, bilanciando così potenza e grip e stabilizzando la vettura. Nel corso dei primi giri manteniamo, sebbene in modalità Sport Plus, i controlli di stabilità e trazione inseriti per fare pratica al fine di arrivare più facilmente al limite. Il cambio PDK a doppia frizione è morbidissimo 18 Periodico elettronico di informazione motociclistica Prove e non strappa, dimostrandosi davvero molto prossimo alla perfezione. Prima, seconda, e poi via sulla pista innevata e ghiacciata di Livigno. La trazione risulta essere molto buona grazie anche alle Michelin PA4 e all’intervento dei sistemi elettronici che “tagliano” i 400 CV di potenza alle ruote in presa. Prima curva a S. Subito notiamo che in fase di riapertura del gas l’elettronica aiuta a correggere l’imbardata distribuendo la potenza sulla ruota posteriore interna. Continuiamo a “pennellare” le varianti ed anche il curvone veloce da drifting si riesce a fare praticamente a gas aperto, permettendoci di capire che l’elettronica aiuta molto a sentirsi dei piloti in totale sicurezza. La potenza viene erogata in maniera quasi istantanea ed il boxer 6 cilindri prende giri velocemente ed in maniera corposa, ma comunque sempre in maniera progressiva, il vantaggio di non avere il turbo. Tolti però i controlli elettronici bisogna saper guidare, ricordandosi come gestire la potenza. Meglio inserire una marcia in più in 19 20 21 accelerazione, in modo da poter usufruire di un’erogazione più dolce in curva, la quale deve essere impostata con un pochettino di anticipo: colpo di freno e poi gas per intraversare la vettura per poi riportare le ruote anteriori in posizione dritta e riaprire il gas, che, grazie al 4x4, si riprende molto bene permettendo di controllare al meglio la vettura e di impostare la traiettoria che si desidera. La Porsche 911 Carrera 4S è un’auto molto efficace, progressiva, e con l’elettronica attiva, è quasi per tutti. Certo sono sempre 400 i CV da gestire, ma con prudenza ed esperienza è possibile togliersi delle grosse soddisfazioni. 911 Carrera S Ora Saliamo sulle “vera” Porsche Carrera, la S, quella con la trazione posteriore e ben 200 CV scaricati su ognuna delle due ruote in presa. Auto per intenditori, la vera Porsche, quella “tutta dietro”, caratterizzata da un lato B bellissimo connnotato da dei gruppi ottici ridisegnati e dalla classica griglia rialzabile che funge anche da 22 Periodico elettronico di informazione motociclistica Prove “ Ricevi Automoto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Per le curve più strette bisogna fare il “pendolo”, dare gas, sterzare e controsterzare, forse Chopin ci avrebbe scritto un Walzer! Che bello, non vogliamo più scendere! 23 Ricevi Automoto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica Redazione. Differenze nella guida La 4S, anche grazie alle Michelin invernali, gode sempre di una trazione incredibile e la differenza con la S è sensibile, in quanto di fatto più facile da gestire con i controlli elettronici attivi dato che sono 4 le ruote su cui distribuire i 400 CV di potenza. Rimossi i controlli e una volta iniziato a spingere, la S si prende la rivincita. È infatti più precisa nei “pendoli” e nei drift, ed più sincera: si sa sempre che la potenza viene da dietro. Diciamo che forse i tempi sul giro sono più alti, ma ci si diverte e soprattutto ci si sente più piloti. Emozioni forti sempre e comunque. Conclusioni Le Porsche 911 Carrera sono auto eccezionali, costruite e progettate dai “maniaci” della prestazione e della guidabilità, oltre ad avere interni curatissimi lussuosi ed al contempo sportivi. La differenza fra le due auto, la S e la 4S, a listino, è di 10.000 euro. Di fatto per avere la trazione integrale, il prezzo della Carrera S parte da 107.000 euro. Per i più “parsimoniosi” c’è la Carrera da 350 CV che parte da 92.500 euro. La 911 4S è deflettore. Ma come si comporterà sulla neve? Anche qui iniziamo con l’elettronica in modalità on con ESP e controllo trazione a vigilare sulla nostra dinamica di guida. Accendiamo il motore, inseriamo la prima, diamo un leggero colpo di gas ed inseriamo la seconda, ed anche se parzializziamo il gas iniziamo comunque a pattinare sulla neve. L’ESP fa sentire il suo intervento, anche troppo, e ci mettiamo un po’ a prendere il ritmo. Una volta partiti, iniziamo a giocare continuamente con il gas per garantire la direzionalità della vettura. Con i controlli inseriti è quasi facile, ma le sbandate sono all’ordine del giorno. Dopo qualche giro, e diverse “giravolte”, difficili da riprendere con la sola trazione posteriore, ci prendiamo gusto, togliamo i controlli e iniziamo la 24 “danza”. Eh si perché di questo si tratta. Accelerazione, freno, puntare le gomme nelle direzione desiderata, riaprire il gas, controsterzare, parzializzare il gas, raddrizzare le ruote e ricominciare la “trafila”. Per le curve più strette bisogna fare il “pendolo”, dare gas, sterzare e controsterzare, forse Chopin ci avrebbe scritto un Walzer! Che bello, non vogliamo più scendere! La Carrera 911 ci diventa amica, ci accompagna, con un rombo cupo e pieno, soprattutto nelle uscite di curva in completa sbandata, poi seconda, terza fino a 5.000 giri e via! Giù il freno e di nuovo pendolo e… E ci dicono che i giri purtroppo sono ora finiti, peccato. È ora di restituire la 911 ai legittimi proprietari, raccogliere le impressioni di guida sul blocchetto degli appunti e tornare in 25 26 27 Ricevi Automoto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito decisamente più guidabile e più facile da portare al limite, anche da persone meno esperte e, ovviamente nella guida di tutti i giorni con pioggia o neve (ma anche sull’asciutto) tiene meglio a bada la potenza disponibile. La si sente più attaccata al suolo. La S è invece un’auto spettacolare, per veri esperti. Quando si scaricano a terra tutti e 400 i CV la vettura diviene una sportiva “vecchio stampo”, tutta caricata sul di dietro e l’avantreno si inizia ad avvertire più leggero. Insomma bisogna saperci fare. Certo che la sensazione di spinta posteriore è molto gradevole e forse, il consiglio migliore è, se si necessita di una Porsche per tutti i giorni - montagna compresa, montando sempre gli pneumatici da neve - meglio spendere qualcosina in più e optare per la trazione integrale. Se invece si vuole diventare piloti, e divertirsi alla grande, meglio optare per la S e per delle belle strade tutte curve! 28 Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica BROCHURE, TEST DRIVE, TUTTO SU: Porsche 911 Carrera S vs Carrera 4S Configuratore della Casa » Sito dedicato » Finanziamenti » Guarda tutti gli allestimenti » Trovala dai concessionari » 29 30 31 PROVA su strada Skoda Octavia Qualità e understatement di Emiliano Perucca Orfei | Grazie al pianale MQB, in comune con Golf VII, A3 e Leon, la nuova berlina di Mladà Boleslav è confortevole e piacevole da guidare. Prezzi in linea con quelli della precedente generazione ma miglior dotazione di serie 32 33 Ricevi Automoto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito S ì è fatta un po’ attendere ma oggi, a otto anni di distanza dal lancio della seconda generazione, la nuova Skoda Octavia è pronta ad entrare sul mercato ad un prezzo che Massimo Nordio, Direttore del Volkswagen Group Italia, ha definito essere del tutto in linea con il modello precedente ed i target di brand. Un’affermazione interessantissima a fronte di una vettura decisamente più moderna ed interessante rispetto al passato sotto molti punti di vista. Poter sfruttare la tecnologia del pianale modulare MQB, giunto alla sua quarta declinazione dopo Golf VII, Audi A3 e Seat Leon in una versione leggermente allungata, ha infatti permesso di sfruttare economie 34 Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica di scala importanti per abbassare i costi di produzione ed alzare il livello qualitativo ad un livello estremamente elevato. Come dire che se questa Skoda Octavia venisse venduta con il brand Volkswagen nessuno avrebbe poi nulla da ridire. Equilibrio tra understatement e qualità Le modifiche rispetto alla vecchia sono numerose, a partire dal design che è stato sviluppato seguendo la più recente evoluzione del codice stilistico Skoda: spazio, insomma, a linee decise e tagli netti, ma senza esagerare. L’obiettivo, del resto, è quello di andare incontro alle esigenze di chi cerca equilibrio tra understatement e qualità, a tutto vantaggio dell’eleganza e della sobrietà. Pesa fino a 102 kg in meno Un design da berlina a due volumi e mezzo che si avvicina per disponibilità di spazio ad una station wagon, calato in una silhouette più lunga di 9 cm (466), più larga di 5 (181) ed alta 146 cm, sviluppata su un passo che è cresciuto di 10,9 cm portandosi a quota 269. Il tutto senza mettere mano al peso, anzi: rispetto al precedente modello la terza generazione di Octavia può arrivare a pesare fino a 102 kg in meno. Bagagliaio da 590 litri Notevole la dimensione del bagagliaio: alto 55 cm è in grado di ospitare sino a 590 litri in configurazione standard e 1.560 litri abbattendo comodamente dallo stesso gli schienali dei sedili posteriori. Un vano all’interno del quale sono state sviluppate decine di soluzioni utili al miglior e più facile sfruttamento dello spazio, tra cui la cappelliera che può essere rapidamente spostata dal top del vano al tetto degli schienali o la pratica paretina con base in velcro pensata per fermare qualunque bagaglio rapidamente e senza dover necessariamente ricorrere a reti o ganci. C’è tanta tecnologia a bordo Oltre alla versatilità ed allo spazio sono numerose le funzionalità pensate per alzare l’asticella del 35 Ricevi Automoto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica propongono di serie il climatizzatore bizona ed i cerchi in lega da 16” a partire dall’allestimento intermedio. Tre le vernici standard, nove quelle metallizzate. Ampia la gamma di motori, che propone livelli di potenza compresi tra gli 86 ed i 180 CV con emissioni che vanno da 89 a 141 g/ km. Motori benzina Per quanto concerne i benzina la gamma si apre con il 1.2 TSI da 86 CV e cambio manuale a cinque rapporti e si chiude con il 1.8 TSI da 180 CV proposto di serie con un sei rapporti manuale o, in alternativa, al DSG a 7 rapporti. Nel mezzo la declinazione da 105 CV del 1.2 TSI in allestimento Green tec, con cambio manuale o DSG a 7 marce, ed il 1.4 TSI da 140 CV, sempre in allestimento Green tec, con manuale 6 marce o DSG a sette rapporti. confort sulla nuova Octavia. Per la prima volta su una Skoda sono infatti disponibili elementi come l’Adaptive Cruise Assistant (cruise control con mantenimento di distanza di sicurezza) e l’attivazione automatica degli abbaglianti, Intelligent Light Assistant. Possono far parte del pacchetto elettronico di assistenza alla guida anche l’Automatic Parking Assistant, il riconoscimento della segnaletica stradale e la selezione della modalità di guida. Tra le novità anche il tetto panoramico scorrevole e l’accesso a bordo senza chiave KESSY, l’alloggiamento per il cellulare con sistema di potenziamento automatico del segnale ed il climatizzatore elettronico Climatronic con funzione automatica di ricircolo dell’aria. Molteplici i sistemi di Infotainment disponibili. Si parte delle più semplici radio Blues e Swing con display monocromatici per arrivare alla più raffinata Bolero con display a colori. Due i sistemi di navigazione: l’Amundsen, con touchscreen da 5,8”, ed il nuovo Columbus 36 Motori diesel I diesel sono proposti in quattro livelli di potenza. Protagonista assoluto è il quattro cilindri 1.6 TDI che può essere richiesto nella declinazione da 90 CV (5 marce manuale), 105 CV Green tec (5 marce manuale o DSG 7 marce) o il più potente 110 CV GreenLine disponibile solamente con cambio manuale a sei marce. Al vertice della gamma il 2.0 TDI Green tec con cambio manuale o DSG entrambi a sei marce. Presto RS, 4x4 e metano Il record di consumo, grazie anche ad un Cx di 0,29, appartiene alla versione 1.6 TDI GreenLine da 110 CV, che fa registrare 3,4 l/100 km e 89 g/ km di CO2. Degni di nota l’annuncio della prossima disponibilità di una versione a metano, della trazione integrale e di una variante sportiva RS. Touch con generoso schermo da 8”. Sicurezza: fino a 9 airbag In tema di sicurezza Octavia sfrutta a piene mani il know how del Gruppo Volkswagen trasferito nella nuova piattaforma MQB: oltre ad una telaio ed una dotazione di airbag che può arrivare a 9 unità (ginocchia di serie) per una sicurezza a cinque stelle in caso di impatto, la nuova Octavia propone ESP, ABS e in base agli allestimenti anche il sistema di protezione proattivo degli occupanti Crew Protect Assistant, il Lane Assistant, il cofano a sollevamento attivo in caso di scontro con pedoni ed il sistema di riconoscimento della stanchezza del conducente. Tre allestimenti Tre gli allestimenti: Active, Ambition ed Elegance. Non ancora completamente definiti, per quanto riguarda il mercato italiano, nell’ambito degli accessori di serie e del prezzo, i tre livelli 37 38 39 Ricevi Automoto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica Dal vivo: com’è fuori Se fosse venduta come Volkswagen Passat probabilmente nessuno avrebbe nulla da ridire, nel senso che è davvero ben fatta. Design a parte, a cui lasciamo ad ognuno il proprio giudizio, la nuova Octavia trasuda qualità sotto ogni punto di vista, a partire dalla complessa architettura dei gruppi ottici e dalla raffinatezza nella realizzazione della calandra, ma soprattutto nello stampaggio e delle lamiere, che come per gli altri prodotti di ultima generazione del Gruppo sono stampate a caldo con enormi vantaggi sulla precisione d’esecuzione degli spigoli e delle nervature e, di conseguenza, dell’assemblaggio. Roba da orologeria più che da mondo auto. Dal vivo: com’è dentro Una volta a bordo si notano subito le qualità dei sedili anteriori, che sono tendenzialmente morbidi e ben avvolgenti. Infinite le possibilità di regolazione di sedile e volante, a tutto vantaggio della posizione di guida. La plancia non stupisce per le soluzioni di stile ma è razionale, semplice e comunque molto completa in termini di dotazioni tecnologiche: a differenza di altri modelli del Gruppo, ad esempio, con il navigatore top di gamma (davvero bello lo schermo touch da 8” con sensore di vicinanza, 1.700 euro) viene offerta anche una presa USB utile per ascoltare musica da sorgenti esterne o ricaricare lo smartphone senza occupare la presa 12 V. Degna di nota, soprattutto per chi utilizzerà Octavia per lavoro, la presenza del vano porta telefono studiato per potenziare il segnale utilizzando in modalità wireless l’antenna della vettura. Molto efficace il climatizzatore bizona, facile da gestire attraverso comandi posti al centro della plancia, e davvero lodevole lo spazio a bordo per riporre gli oggetti di tutti i giorni: le tasche delle porte sono molto capienti alla stregua del vano posto sotto al bracciolo. Come fuori anche dentro le finiture lasciano positivamente colpiti: le plastiche ed i 40 tessuti utilizzati sono di buona qualità alla stregua delle finiture e degli assemblaggi, che sono tipiche delle Volkswagen di ultima generazione. C’è molto spazio a bordo Octavia, insomma, è una vettura pratica ed accogliente, non solo per chi siede davanti: anche dietro lo spazio proprio non manca ed anche i più alti noteranno come vi sia molto più spazio per le gambe e per la testa che in altre berline. Un po’ scomoda, invece, la seduta centrale del divano posteriore: di spazio ce ne sarebbe anche ma la conformazione del divano e la presenza del tunnel centrale rendono difficile la vita a bordo per il quinto. Bagagliaio: volume eccezionale Eccezionale il vano bagagliaio. Oltre ad essere enorme in termini di volume, vanta uno sviluppo lineare e soluzioni molto interessanti per sfruttarne al meglio lo spazio. Molto interessante il pavimento, che può essere utilizzato in una versione “gommata” semplicemente girandolo su sé stesso ed altrettanto geniale la cappelliera che scorre in avanti, per liberare spazio in altezza, disponendosi parallelamente agli schienali. Unica pecca è l’andamento del piano quando si abbattono gli schienali posteriori per ottenere il massimo spazio: i tecnici Skoda non sono infatti riusciti ad ottenere una soluzione completamente orizzontale. Su strada: si comporta bene Caratterizzata da una buona visibilità laterale e frontale, con qualche limite sulla 3/4 posteriore compensabile attraverso i sensori di parcheggio, la nuova Octavia porta su strada quanto di buono realizzato da Volkswagen con i nuovi pianali MQB. Buono l’assorbimento delle buche, buona la precisione di guida e molto piacevole il feeling assicurato dallo sterzo, leggero solo in manovra e preciso e sincero nel trasferire al volante quanto passa sotto le ruote. Il diesel si fa sentire, ma solo in accelerazione L’aderenza in curva, grazie anche alle ruote da 41 17” e le gomme Pirelli Cinturato Blu dell’allestimento da noi provato, si è dimostrata elevata così come si è dimostrato elevato il livello di comfort: sia con il motore 1.8 a benzina che con il più popolare 1.6 TDI la rumorosità a bordo è molto contenuta. Solo più nelle fasi di accelerazione il turbodiesel fa sentire la sua voce, pur senza risultare fastidioso, tornando ad essere estremamente moderato a velocità costante, grazie anche ad una quinta marcia molto lunga: a 130 km/h si viaggia infatti a 2.200 giri. 1.6 TDI 105 CV: consuma poco In termini di motori il 1.6 TDI da 105 dimostra di essere una motorizzazione interessante per Octavia come per le altre vetture del gruppo che la adottano: le prestazioni non sono certamente elevate, anche se più che sufficienti per una guida “normale”, ma i consumi sono limitatissimi e la possibilità di essere abbinata al cambio DSG 42 Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica la rende un’ottima scelta per chi cerca una compagna di viaggio in grado di assicurare comfort e costi d’esercizio estremamente contenuti. Interessante il valore di consumo: nel corso della nostra prova siamo rimasti costantemente tra i 5 ed i 6 l/100 km. 1.8 TSI: prestazioni da ammiraglia Consuma un po’ di più, ma nemmeno esageratamente visto che si riescono ad ottenere 8 l/100 km, il milleotto benzina: i 180 CV muovono in modo decisamente “allegro” la nuova Octavia, anche senza esagerare sul gas. Già ben al di sotto dei 2.000 giri, infatti, il quattro cilindri tedesco dimostra di essere particolarmente efficace assicurando, ai medi regimi, una piacevolezza di guida sconosciuta ai benzina di pari potenza di qualche anno fa. Con le prestazioni del motore migliora anche la performance del telaio: le sospensioni a ruote interconnesse delle “ Ricevi Automoto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito L’aderenza in curva, grazie anche alle ruote da 17” e le gomme Pirelli Cinturato Blu dell’allestimento da noi provato, si è dimostrata elevata così come si è dimostrato elevato il livello di comfort 43 44 45 Ricevi Automoto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica motorizzazioni d’accesso, infatti, lasciano il posto a più sofisticate multilink che offrono una sensazione di precisione del retrotreno ancor più marcata, esaltando le caratteristiche dinamiche del pianale MQB utilizzato anche da Golf VII, Audi A3 e Seat Leon. In conclusione Inutile negarlo. In Italia l’Octavia berlina difficilmente avrà vita facile tanto che è la stessa Volkswagen Group Italia a parlare di un 10-15% sul totale di una gamma che presto si arricchirà della versione SW. Considerandolo come un preludio di quello che verrà, però, è facile prevedere per la terza generazione di Octavia un successo addirittura superiore al passato in termini di quota di mercato perché oggi più che mai questa vettura ha davvero tutto per conquistare ed affascinare coloro in quali sono alla ricerca di una vettura che sappia mettere assieme qualità e prezzo. Per una 1.6 TDI da 105 CV in allestimento Ambition, infatti, dovrebbero essere sufficienti 23.000 euro. 46 BROCHURE, TEST DRIVE, TUTTO SU: Skoda Octavia Sfoglia i cataloghi in PDF Brochure Configuratore della casa » Test Drive » Store Online » Finanziamenti » Guarda tutti gli allestimenti » Trovala dai concessionari » 47 Ricevi Automoto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Prove Periodico elettronico di informazione motociclistica Massimo Nordio: «Skoda Octavia? Un’auto intelligente e di qualità» di Emiliano Perucca Orfei | L’Amministratore Delegato di Volkswagen Group Italia ci ha parlato del 2012 di Skoda e del Gruppo VW in Italia ma anche della nuova Octavia, che debutta in versione berlina in attesa della SW prevista a giugno I l lancio della nuova Skoda Octavia, giunta alla sua quarta generazione, ci ha permesso di incontrare Massimo Nordio, Direttore Generale e Amministratore Delegato di Volkswagen Group Italia. Con lui abbiamo parlato del 2012 di Volkswagen Group Italia, di Skoda in Italia e della nuova berlina del brand ceco. Come è andato il 2012 di Volkswagen Group Italia? «E’ andato bene dal punto di vista della quota di mercato perché siamo cresciuti al 13,2 mentre dal punto di vista dei volumi e del fatturato non siamo stati in linea con le nostre aspettative. Ci aspettavamo 1,7 milioni di vetture ed invece il mercato 2012, come tutti ben sanno, si è fermato a poco più di 1,4. E’ stato un anno difficile, con un calo forte e continuo che ha trovato un po’ tutti di sorpresa. Questo ci ha portato ad un lavoro di adeguamento degli stock e degli investimenti di marketing e per il 2013 siamo sicuramente più preparati.» Ed il 2012 di Skoda? «Skoda ha fatto un 2012 positivo. Come quota di mercato è stata appena sotto all’1% ma la cosa importante è stata la preparazione al lancio della nuova Octavia, che per Skoda è il cavallo di battaglia. Il 2012 è stato anche un anno importante per il lancio della city-car Citigo, che ha avuto un decollo esponenziale subito dopo l’estate, quando le persone hanno iniziato a vederla su strada.» 48 Skoda dunque non è solo Octavia... «Molti italiani hanno scoperto Skoda con Octavia e poi hanno imparato ad apprezzarla anche con prodotti come Yeti. Quest’ultima, nel corso dei suoi 3 anni di commercializzazione, ha conquistato molti clienti che badano più alla sostanza più che all’apparenza anche se poi l’auto è molto bella. E’ un prodotto con understatement ma che affascina le persone che potrebbero permettersi prodotti non understatement.» Com’è la nuova Octavia? «E’ un prodotto davvero molto interessante. Ha un livello di qualità percepita, oltre che reale, davvero notevole per questa categoria di automobili e tutta una serie di geniali soluzioni che sono molto coerenti con il motto aziendale Simply Clever, ovvero semplicemente intelligente. E’ un’automobile semplice ma di alta qualità e con molte soluzioni intelligenti. La versione berlina che abbiamo presentato in questi giorni in Portogallo rappresenta il 10% della gamma Octavia, il 90% delle vendite lo farà la station wagon che arriverà a giugno.» Qual è l’elemento sorprendente della nuova Octavia? «La spaziosità di questa vettura, in particolar modo per i posti posteriori e per i bagagli, è davvero pari a quella di una station wagon. Questo è un elemento inusuale nelle berline e potrebbe regalarci qualche sorpresa davvero positiva.» Quanto costerà? «Il listino della nuova Octavia non l’abbiamo ancora definito ma è certo che costerà il giusto. Sarà un prezzo coerente con Skoda, con il posizionamento del marchio, ma anche con la situazione che stiamo vivendo, che impone grande attenzione ai costi di gestione e che saranno quindi molto bassi.» Il web è ormai entrato nella vita di tutti. E’ così anche per l’auto? «Rispetto a 10 anni fa, quando fatto 100 l’effetto della comunicazione era 100 il ritorno in concessionaria e 0 da altre parti, oggi il ritorno di un’attività sui media tradizionali genera un effetto diverso. Accade sempre più spesso, infatti, che a fianco della classica visita in concessionaria vi sia un notevole incremento degli accessi sul nostro sito web. Ovviamente di questo non possiamo che tenerne conto.» E’ prevista l’introduzione di un programma di garanzia sull’usato anche per Skoda? «La previsione che abbiamo per il prossimo futuro è quella di estendere i servizi ed i controlli di programmi come Das Welt Auto, che già utilizziamo con altri brand del gruppo, anche a Skoda.» 49